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l'Orafo Italiano 01 2026

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I N CA S O D I M A N CA T O RE CA PI T O IN V I AR E A L CM P D I M I LA N O R OS ER IO P ER LA RE ST I TU ZI O NE A L M I T T EN TE PR EV I O PA GA MENTO RESI

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PREZ Z O PER COPIA € 5, 00 / AR R ET R A T I € 10 , 0 0 Registrazione Tribunale di Milano N° 1038 del 10/01/1949. Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n° 06090. Tutti i diritti di riproduzione degli articoli e/o foto sono riservati. Manoscritti, disegni, fotografie, supporti audio e video anche se non pubblicati non saranno restituiti. Per le fotografie e le immagini per cui, nonostante le ricerche eseguite, non sia stato possibile rintracciare gli aventi diritto, l’Editore si dichiara disponibile ad adempire ai propri doveri. Ai sensi del Reg. EU 679/2016 l’Editore garantisce la massima riservatezza nell’utilizzo della propria banca dati con finalità redazionali e/o di invio del presente periodico. Ai sensi dell’art. 15 il ricevente ha facoltà di esercitare i suoi diritti fra cui la cancellazione mediante comunicazione scritta a EDIFIS S.r.l. - Viale Coni Zugna 71 - 20144 Milano (o ai riferimenti sotto trascritti), luogo della custodia della banca dati medesima.

l’Orafo italiano, una rivista edita da:

Edifis S.r.l. Viale Coni Zugna, 71 20144 - Milano - Italy Tel. +39 023451230 / Fax +39 023451231 www.edifis.it

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EDITORIALE

UN ANNO STRAORDINARIO! Celebreremo 80 anni di pubblicazioni. Dall’anno di fondazione il 1946 a oggi, 2026. 80 anni di storia incredibile, per il Paese, per il nostro settore e per l’Orafo. Dalle macerie della Seconda guerra mondiale è cominciato un racconto che è coinciso con la ricostruzione, il Boom economico, gli anni ’70 e il cambio di costumi e politiche, i fasti degli anni ’80 e poi l’ingresso del digitale, i viaggi nel mondo, i mercati globali e la concorrenza e via fino ai giorni nostri. La rivista è passata di mano numerose volte, fino al 2009 quando è entrata a far parte della nostra casa editrice, Edifis che a sua volta, proprio quest’anno, festeggia 30 anni di attività. Abbiamo cercato di fare tesoro di questa storia, di mantenerla viva anche negli anni più difficili mantenendo l’heritage, le buone relazioni e uno sguardo rispettoso, lucido e curioso sul mercato, le aziende i prodotti. Festeggeremo insieme questo importante compleanno, a Milano, la nostra città natale, il prossimo 11 giugno. Speriamo di avervi con noi.

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SOMMARIO

CLOSE UP 19

Gli opposti si attraggono

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La fortuna si indossa

HAUTE JOAILLERIE 26

Van Cleef & Arpels “Collection Classiques”

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Boucheron “Quatre Sands”

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Vhernier “Collezione Freccia”

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Marli, “Collezione Cleo”

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Chopard “Ice Cube”

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Tasaki ”Haute Joaillerie”

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Anna Hu, “La Rose Gracieuse”

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Boghossían, “The Boghossían Flame”

INSIDE JEWELLERY 44

Unoaerre, cento anni tra innovazione e tradizione

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Art Déco e preziosi, un secolo di raffinatezza

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Grand Tour - viaggio alla ricerca della bellezza

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Memento vivere memento mori

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Chimet, serve la conoscenza per la sostenibilità

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Forever Unique, eterna icona

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La nuova eleganza firmata Artlinea

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Golden Mate, il valore dei legami

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Legor anticipa il futuro della gioielleria

In copertina: concept Lorenza Ricci Studio

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Sodini, momenti di luce

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Arabia Saudita, nuovo Eldorado del lusso italiano

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Extraordinary Gems, il futuro ha tutti i colori del mondo

83

Federorafi: i dati dell’export 2025

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Vicenza torna capitale del gioiello

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Club degli Orafi/Intesa: il 2025 dell’oreficeria italiana

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Altagamma, Consumer & Retail insight 2025

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Big Naan, luxury explorer all’italiana

FOCUS OROLOGI 57

Milano Cortina 2026, agonismo Olimpico

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Swatch e Longines protagonisti d’inverno

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Orologi sportivi da collezione

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Watch News - Him

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Watch News - Her

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TREND

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80 Anni “l’Orafo Italiano” 11 GIUGNO 2026

Palazzo Par i gi H otel & Gr and S pa C.so di P orta N uova, 1 - Milano

ore 1 9: 00 Reception e aperitivo ore 2 0: 30 Gala D inner

Con il patrocinio di:

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CLOSE UP

Gli Opposti

Si Attraggono / di Simona Infantolino

Le tendenze moda di questo inverno dialogano a suon di contrasti. Mentre le tonalità più pacate del grigio sfidano gli abbinamenti cromatici più esuberanti, la dirompente stampa animalier sfida le note romantiche di pizzi e tulle. Si delineano così quattro mondi di stile apparentemente opposti che, però, si attraggono e si completano.


PDPAOLA

Breil

Veronique Leroy

Questo inverno il grigio lascia il suo ruolo di colore di transizione per diventare una scelta consapevole. Le passerelle lo raccontano nelle sue infinite sfumature — dal perla chiarissimo al grafite intenso — trasformandolo in una vera e propria dichiarazione di stile, dalle più sportive tutine di maglia ai più raffinati cappotti in lana. I gioielli in argento si impongono come compagni ideali di questo minimalismo con la loro luce discreta e un design mai banale. L’effetto finale è una femminilità sottile e magnetica, dove less is more diventa la regola.

Pianegonda

50 sfumature di grigio


Unoaerre

Coeur De Lion

CLOSE UP

Bea Bongiasca

Saint Laurent

Parallelamente, la moda gioca anche con contrasti netti e silhouette pulite, lasciando che siano i colori a parlare. Accostamenti audaci di colori puri, saturi e vividi vestono cappotti, abiti, gonne e accessori e l’effetto è dinamico, energico e pieno di personalità. Dal rosso ciliegia al blu elettrico, dal verde smeraldo all’arancione vitaminico, le combinazioni sorprendono e ravvivano anche le giornate più grigie. Il trend accompagna la palette vibrante di gioielli con smalti coloratissimi: anelli sinuosi, orecchini geometrici e collane arcobaleno diventano dettagli statement che completano e rafforzano questa scelta di stile.


H&M

Giovanni Raspini

Ruggiti d’inverno La stampa animalier si svela anche quest’anno come una sinfonia selvaggia e raffinata, un viaggio che mescola l’istinto primordiale con il respiro elegante della modernità. Non è più solo un segno audace, ma un richiamo misterioso e magnetico, un’eco di natura che si insinua nella vita di tutti i giorni. E i gioielli non rimangono immuni a questo fascino selvaggio: dalle semplici stampe maculate ai richiami più concreti al mondo animale, ogni accessorio è una dedica alla natura selvaggia che vive dentro ognuno di noi.

Francesca Bianchi Design

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CLOSE UP

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Romanticismo contemporaneo Rouche, pizzi, tessuti fluttuanti e dettagli impalpabili: le moderne principesse reinterpretano l’eleganza romantica in chiave quotidiana, con capi leggeri, stratificazioni e materiali delicati come tulle e seta. Le perle sono il tocco finale perfetto: non più riservate alle occasioni speciali, ma da portare ogni giorno con disinvoltura. Collane leggere, orecchini sfaccettati e anelli che giocano con i contrasti diventano gli alleati perfetti per tutte le principesse di oggi, le cui favole si fondono con la realtà quotidiana.


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L’ORAFO ITALIANO

H AU T E J OA I L L E R I E di Laura Astrologo Porché @journaldesbijoux

VAN C L E E F & AR P EL S L A G R AM M AT IC A DELLA LUCE

C’

è un linguaggio silenzioso che attraversa oltre un secolo di creazioni Van Cleef & Arpels: quello della luce. Con le “Collections de Haute Joaillerie Classique”, la Maison riafferma la sua maestria nella joaillerie blanche, dove il dialogo tra oro bianco o platino e diamanti si traduce in un lessico di purezza e proporzione. Le sei collezioni Snowflake, Flowerlace, Folie des Prés, À Cheval, Palmyre e Olympia sono capitoli di una stessa narrazione: quella di un savoir-faire che evolve senza tradirsi. Ogni linea riflette una diversa declinazione della luminosità. Snowflake rilegge l’iconico motivo “fleurette” con un ritmo di trasparenze e pieni; Flowerlace intreccia la grazia della couture alla precisione del disegno; Folie des Prés celebra la spontaneità dei fiori selvatici in composizioni asimmetriche, leggere come un respiro. Con À Cheval, nata nel 1981, la Maison porta la tridimensionalità al centro della scena grazie a un complesso sistema di

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ranghi sovrapposti di diamanti; Palmyre, fa invece scorrere la luce come acqua su una struttura traforata, mentre Olympia riprende i volumi generosi delle maglie anni Settanta, alleggeriti dalla tecnica a nido d’ape. La selezione delle pietre segue un protocollo tra i più severi del settore: solo diamanti da D a F per il colore e da IF a VVS per la purezza, vagliati due volte, prima secondo i “4C”, poi all’occhio esperto dei gemmologi della Maison, che ne valutano la vita e l’armonia. Nelle mani esperte degli artigiani, la materia si trasforma in luce: le montature, alleggerite e traforate, lasciano filtrare lo scintillio dei diamanti, mentre le tecniche di incastonatura, a griffe, a grano o a pavé, disegnano superfici vibranti. È una ricerca continua di equilibrio tra rigore e grazia, tradizione e modernità. Con la Haute Joaillerie Classique, Van Cleef & Arpels non guarda al passato, ma al tempo. Un tempo sospeso, dove la bellezza è un atto di precisione, e ogni creazione un gesto di eternità.


H AU T E J OA I L L E R I E

BOU C H E RO N Q UAT R E SA ND IL FASCINO RADICALE DELLA SAB B I A N E R A

C

on la nuova capsule Quatre Sand, Boucheron riafferma la sua vocazione pionieristica nel fondere tradizione orafa e innovazione tecnologica. Nata dalla mente visionaria della direttrice creativa Claire Choisne, la collezione reinterpreta l’iconico motivo Quatre attraverso una materia prima sorprendente: la sabbia nera. Questo elemento naturale, modellato in 3D, diventa protagonista di una linea di bracciali dal design grafico e contemporaneo. Il risultato è un equilibrio perfetto tra rigore e poesia: la grana ruvida della sabbia dialoga con la lucentezza dell’oro giallo, creando un contrasto materico di grande impatto visivo. Il celebre motivo Clou de Paris, elemento distintivo della linea Quatre, viene reinterpretato in

versione maxi e mini attraverso sette bracciali pensati per essere indossati singolarmente o sovrapposti, in un raffinato gioco di volumi. Il set di bangle è un vero e proprio invito alla libertà creativa. Non a caso, la sabbia nera incarna un equilibrio di forza e luce, evocando la tensione tra naturale e artificiale, tra morbidezza e rigore. Boucheron abbraccia qui un’estetica dichiaratamente massimalista, fatta di linee

oversize e proporzioni audaci: una celebrazione del ritorno al “more is more”, interpretato con la leggerezza concettuale tipica della Maison. Quatre Sand dal canto suo non è la prima incursione del brand parigino nella materia naturale. Già nel 2015, con la collezione di alta gioielleria Bleu de Jodhpur, la Maison aveva incastonato sabbia del deserto del Thar in un collier di cristallo di rocca. Più recentemente, nella Carte Blanche - Or Bleu del 2024, la sabbia nera islandese si era fatta scultura pura, libera da ogni montatura metallica. Con Quatre Sand, la sfida si sposta invece dal mondo dell’arte concettuale a quello del design quotidiano, trasformando l’esperimento in un linguaggio estetico accessibile ma radicale. Nel confronto con le precedenti capsule, dal denim con diamanti del 2020 al rivestimento olografico del 2021, dal Cofalit® riciclato del 2022 all’alluminio del 2023 emerge una costante: la ricerca di nuovi materiali come espressione di estro creativo. Per finire, la firma parigina rappresenta oggi una delle Maison più rivoluzionarie nel mondo dell’Alta gioielleria, restando fedele al motto del fondatore Frédéric Boucheron: “Inventare i classici di domani”. Con Quatre Sand, la sabbia, fragile, effimera e infinitamente mutevole, trova qui la sua forma eterna.

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L’ORAFO ITALIANO

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V H E R NI E R NU OV O C APIT O L O D ELLA COL L E Z IO N E F R E C C IA

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on la nuova interpretazione di Freccia, Vhernier rinnova uno dei suoi design più iconici, trasformandolo in un esercizio di equilibrio tra forma, materia e luce. Simbolo di tensione e direzione, la freccia rappresenta la spinta verso un obiettivo, il coraggio di perseguire i propri sogni e la ricerca costante di armonia interiore. In questa collezione, il segno diventa volume: una geometria morbida e levigata, capace di coniugare rigore e fluidità. Nata nel 2014, Freccia è tra le collezioni più riconoscibili della Maison milanese. Il suo triangolo allungato, con angoli smussati e superfici sinuose, si è imposto come una micro-scultura da indossare. Oggi, Vhernier ne propone una nuova versione, che esalta il colore e la trasparenza attraverso un dialogo continuo tra materiali diversi: oro, cristallo di rocca, madreperla

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e gemme si fondono in un gioco di riflessi che sembra catturare la luce. Elemento distintivo, la tecnica delle “Trasparenze” prevede che un cristallo di rocca scolpito a mano venga sovrapposto a una gemma colorata e a uno strato di madreperla. Il risultato è un colore morbido, quasi liquido, che varia con il movimento e regala una luminosità tridimensionale senza pari. Questa sapienza artigianale, perfezionata negli atelier italiani del brand, trasforma ogni gioiello in un piccolo capolavoro di ottica e materia. Accanto alle versioni in trasparenza, la collezione propone modelli in cui i diversi elementi si alternano a dettagli pavé, realizzati con la tecnica esclusiva del “pavé a due punte”, una lavorazione artigianale d’eccellenza assai impegnativa che consente di ricoprire anche le forme curve e scultoree dei gioielli. Un’altra interpretazione, interamente in oro rosa, esalta invece la purezza della forma: superfici lucidate a specchio che catturano lo sguardo come una scultura contemporanea. Freccia comprende anelli, bracciali, pendenti, collier e orecchini, ognuno caratterizzato dallo stesso equilibrio tra leggerezza visiva e forza materica. Ogni prezioso è pensato per essere non solo un gioiello, ma un gesto, un segno che accompagna chi lo indossa nella propria traiettoria personale. Con Freccia Vhernier conferma ancora una volta la propria visione del gioiello come arte del movimento, dove il design diventa linguaggio e la luce, materia viva.


LeLenostre nostrecreazioni, creazioni, lele tue tue emozioni emozioni

Collezione

Starry Night


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L’ORAFO ITALIANO

CLEO L ’ANI M A S C U L T O R E A DE L G I OI E LL O CON TE M P O R AN E O

A

udace, decisa, distintiva. La Collezione Cleo di MARLI New York è una dichiarazione di forza moderna, femminilità senza tempo ed eleganza architettonica. Ispirata alla figura di Cleopatra, simbolo di carisma e indipendenza, la linea si distingue per i suoi motivi piramidali, divenuti firma riconoscibile della Maison. Più che un semplice design, Cleo rappresenta un autentico capolavoro di ingegneria e artigianato. Ogni bracciale è composto da oltre cento elementi distinti, assemblati come un puzzle per garantire flessibilità e fluidità assolute. Al centro di questa costruzione si trova la caratteristica punta piramidale, un’innovazione MARLI in cui le pietre di colore sono tagliate con precisione estrema nella forma di una piramide a cuscino. Il risultato è un gioiello che trascende l’ornamento e diventa architettura da indossare: iconico, scultoreo e intramontabile. Fondata nel 2014, MARLI New York nasce dalla visione della designer Maral Artinian, che ha voluto liberare il gioiello dalle convenzioni tradizionali,

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trasformandolo in un’espressione di personalità e libertà individuale. Ispirata dall’energia della sua città, Maral ha sviluppato un linguaggio estetico basato sul contrasto e sull’armonia: raffinato ma audace, elegante ma naturale, senza tempo ma profondamente contemporaneo. “Cleo non è soltanto un gioiello. È audacia, armonia e bellezza” ha sottolineato Maral Artinian, Fondatrice e Direttrice Creativa del marchio. “Ogni creazione MARLI invita a esprimere se stessi con sicurezza e stile, con un’eleganza che appartiene solo a chi la indossa”. Versatile e sofisticata, la Collezione Cleo incarna alla perfezione la filosofia di MARLI: celebrare l’unicità di ogni donna attraverso forme pure, geometrie scultoree e un’eleganza che non teme di farsi notare. Un invito a vivere la gioielleria come linguaggio personale: all’avanguardia, distintivo e chic metropolitano.


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Collezione

Starry Night

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L’ORAFO ITALIANO

C H O PAR D I C E C U B E S CU L P T E D B Y L IG H T

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al 1999, la collezione Ice Cube di Chopard è un inno a un’eleganza minimalista e all’essenzialità del design. La Maison ha saputo trasformare un cubo, puro elemento architettonico in un linguaggio contemporaneo di stile e di carattere. Oggi, con questa capsule di Haute Joaillerie il brand apre un nuovo capitolo del suo iconico universo. Un dialogo fra architettura e luce, dove la geometria si fa arte indossabile. “Ice Cube è sempre stato sinonimo di design preciso ed essenziale,” dichiara Caroline Scheufele, Co-Presidente e Direttrice Artistica di Chopard. “Questa volta abbiamo spinto il linguaggio della collezione ancora più lontano: verso il volume, il movimento e l’espressione artistica. Volevo che i gioielli fossero facili da indossare ma al tempo stesso inaspettati, come opere d’arte contemporanee per il corpo”. Punto focale è un collier spettacolare, concepito come una vera scultura modulare. Nove file di cubi articolati in oro rosa e bianco etico, che possono essere aggiunte o rimosse a piacere, creando un gioco dinamico di proporzioni. La sua struttura architettonica riflette lo spirito libero del mix & match che da sempre caratterizza Ice Cube:

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un ritmo visivo ottenuto dall’alternanza di superfici lucide e diamanti incastonati, per un effetto cangiante e tridimensionale. I nuovi bracciali e la spilla multiuso riprendono i codici architettonici della collezione, evocando lo skyline di una metropoli dove i grattacieli di vetro e acciaio si accendono di riflessi sotto la luce del sole. Ogni superficie, perfettamente levigata o punteggiata da brillanti, cattura l’energia urbana e la trasforma in luce pura. Un risultato che richiede un savoir-faire straordinario: lucidare superfici irregolari è un’arte che solo poche Maison, come Chopard, sanno padroneggiare. Il dialogo fra geometria e luce trova la sua massima espressione nel diamante taglio Asscher, protagonista di un anello e di orecchini straordinari. L’anello, in oro bianco etico 18 carati, unisce due bande parallele di brillanti a un diamante Asscher da tre carati, posizionato in diagonale. Gli orecchini, invece, presentano due solitari da 1,2 carati con una cascata di cubi incastonati che scorre dietro il lobo, per un effetto architettonico e fluido. In entrambe le creazioni, le linee ottagonali del taglio e la struttura dei cubi esaltano l’estetica grafica e rigorosa che definisce l’identità Ice Cube.


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TASAK I E MOZIO NI DALL’ORIENTE

I

n occasione della settimana dell’Alta Gioielleria a Parigi, la Maison giapponese Tasaki ha svelato la sua nuova collezione Tasaki Haute Joaillerie, un viaggio estetico e sensoriale che unisce la purezza dell’arte orafa nipponica all’eleganza senza tempo della Haute Joaillerie francese. È stata un’occasione rara per ammirare da vicino questi preziosi, raramente presentati in Europa, e lasciarsi incantare da un universo in cui la natura e la cultura dialogano attraverso la luce delle gemme. Frutto di un equilibrio perfetto tra raffinatezza giapponese e maestria artigianale d’eccellenza, la collezione trae ispirazione dai paesaggi del mondo, dalle geometrie dell’architettura e dai dettagli impercettibili della natura. Ogni gioiello nasce come un’opera d’arte autonoma, scolpita nella luce, capace di catturare un’emozione e trasformarla in forma. Le superfici si animano di bagliori

vibranti, i volumi si fondono in armonie fluide, mentre la precisione dei maestri orafi Tasaki traspare in ogni dettaglio, in ogni curva minuziosamente cesellata. Al centro della collezione brillano cinque gemme iconiche: rubino, smeraldo, zaffiro, diamante e perla, che diventano protagoniste di altrettante narrazioni. Lo smeraldo, con la

sua profondità cangiante, evoca il risveglio della natura e la rinascita vitale della terra, in un omaggio poetico all’energia verde della vita. Il rubino, intenso e vibrante, celebra la passione e la forza interiore, montato su oro bianco per un contrasto che amplifica la sua fiamma luminosa. Le perle, simbolo di grazia e di equilibrio, incontrano i diamanti gialli in un dialogo di calore e splendore solare, mentre la Symphonie de Lumière consacra la purezza assoluta del diamante, interprete della luce eterna e della perfezione. Ogni creazione Tasaki sembra racchiudere un respiro, un movimento, una storia segreta che si svela solo alla luce. È una celebrazione atemporale della bellezza, un linguaggio universale che attraversa culture, epoche e sensibilità differenti.

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L’ORAFO ITALIANO

A NNA H U U NA R O S A PE R G R ACE

A

rtista di fama internazionale, Anna Hu è oggi una delle voci più originali e poetiche della gioielleria d’arte contemporanea. Nata a Taiwan, ha ricevuto una formazione eclettica che riflette perfettamente la sua visione: un dialogo costante tra Oriente e Occidente, tra musica e arte orafa, tra tradizione e innovazione. Fin da bambina ha coltivato la passione per la musica classica, diplomandosi con lode al New England Conservatory of Music di Boston come violoncellista. Un infortunio alla spalla la costrinse ad abbandonare la carriera concertistica, ma trasformò la sua sensibilità musicale in una nuova forma d’espressione: la creazione di gioielli come “sinfonie di luce”. In seguito, si è formata presso il Gemological Institute of America (GIA), il Fashion Institute of Technology (FIT), la Parsons School of Design, dove ha conseguito un master dedicato alla gioielleria francese del XIX secolo, e infine alla Columbia University. Dopo esperienze presso Christie’s, Van Cleef & Arpels e Harry Winston, nel 2008 ha fondato la propria Maison, “Anna Hu Haute Joaillerie”, con atelier a Place Vendôme, cuore pulsante dell’Alta Gioielleria parigina. In occasione del Grand Prix de la Haute Joaillerie (GPHJ) tenutosi a Montecarlo dal 22 al 24 ottobre 2025, Anna Hu ha presentato una delle sue creazioni più poetiche e simboliche: La Rose Gracieuse. Con questa pièce monumentale, l’artista rende omaggio al simbolo del Principato di Monaco e alla figura della Principessa Grace, eterno emblema di bellezza, amore e generosità. La rosa, tanto amata da Grace Kelly che nel 1954 istituì il celebre Bal de la Rose, diventa

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in questa opera una metafora di grazia interiore e beltà universale. Realizzata in titanio, la spilla è impreziosita da un diamante fancy vivid yellow da 1,18 carati al centro, incastonato tra 6 spinelli, 229 rubini, 37 diamanti bruni, 70 smeraldi e 42 diamanti bianchi taglio brillante. Un equilibrio perfetto tra scultura e gioiello, tra forza e delicatezza, capace

di evocare la raffinatezza senza tempo della Principessa Grace. Attraverso le sue creazioni, Anna Hu continua a fondere le arti visive con la musica, traducendo in gemme il ritmo e la sensibilità del suo mondo interiore. Ogni gioiello è una composizione di luce e musica, un ponte tra culture diverse dove l’eccellenza tecnica incontra la poesia dell’anima.


H AU T E J OA I L L E R I E

TH E B O GH O S S Í AN F L AM E POESIA CHE NASCE DAL FUOCO

C’

è un momento in cui la gemma smette di essere materia e diventa movimento. È in quell’istante che nasce The Boghossían Flame, la nuova collezione della Maison ginevrina, giunta ormai alla sesta generazione, che accende la tradizione con una scintilla di contemporaneità. Ogni creazione è una storia di luce che prende forma attraverso il fuoco del nome stesso. La fiamma, emblema di energia e passione, diventa un segno tangibile, un tratto grafico ispirato alla “I” stilizzata dei caratteri kufici. Nelle mani degli artigiani di Boghossían, questa linea slanciata si trasforma in poesia. È una fiamma che non si ferma mai, che vive di ritmo e trasparenza, sempre in equilibrio tra il visibile e l’invisibile. Al cuore di ogni pezzo

vibra una gemma taglio marquise, scelta per la sua eleganza affusolata e la capacità di catturare la luce con dinamismo. Attorno, pietre opache scolpite con precisione millimetrica disegnano contorni di fiamma, creando un contrasto di superfici che rende ogni gioiello un piccolo universo di riflessi e opalescenze. Il dialogo tra opacità e trasparenza diventa un linguaggio estetico, una danza che unisce tradizione e audacia tecnica. Le palette cromatiche raccontano tre sfumature della luce. Il rosa delicato della tormalina incontra il bagliore cipriato dell’opale, in un’interpretazione romantica e femminile. Il verde vibrante sem-

pre della tormalina si fonde con la giadeite, in un inno alla vitalità e alla rinascita. L’azzurro etereo dell’acquamarina si specchia invece nella sua versione lattiginosa, disegnando orizzonti di quiete e purezza. Ogni combinazione vive su un’impronta d’oro bianco a 18 carati, lucente e discreta, pensata per esaltare le sfumature delle pietre senza interromperne il dialogo. The Boghossían Flame è il racconto di una luce che respira, di una forma che si reinventa, di un savoir-faire che trascende il tempo. È la celebrazione del movimento eterno della fiamma, simbolo di vita e trasformazione, che, nella visione della Maison diventa arte da indossare.

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Born to Sparkle!


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/ di Simona Infantolino

L a for t u na si i n do ssa

Da sempre l’uomo cerca nella bellezza un rifugio e nella simbologia un segno di protezione. Così i gioielli si trasformano in talismani portafortuna, piccoli amuleti che attraversano culture e continenti, intrecciando spiritualità e superstizione e racchiudendo un augurio, un gesto d’amore o di difesa. Dall’Oriente, la Mano di Fatima - o Hamsa benedice e scaccia il male, mentre, l’Evil Eye, il celebre occhio blu, continua a rimandare indietro le energie negative. In India e in molte culture asiatiche, l’elefante con la proboscide alzata è simbolo di saggezza e prosperità, custode del potere di Ganesh, la divinità induista che rimuove gli ostacoli. Più a Occidente, invece, il ferro di cavallo protegge i destini. Se appeso alla porta, scaccia gli spiriti maligni: posizionato verso l’alto raccoglie fortuna, verso il basso la riversa su chi passa sotto di lui.

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Rue des Mille


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Pandora

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L’ORAFO ITALIANO

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Amen

Sempre dal mondo animale e della natura, la piccola coccinella rossa si posa come promessa di felicità; il gatto giapponese Maneki-neko, con la zampina alzata, è un sorriso d’Oriente che invita prosperità e gioia; infine, il quadrifoglio, raro dono della natura, rimane il più universale dei simboli portafortuna, tra i più reinterpretati dalla gioielleria nella sua forma più comune di ciondolo che custodisce speranza e luce. Così, tra natura e metallo, tra gesto e significato, i gioielli portafortuna diventano piccoli oggetti che nascondono un desiderio, un sogno o semplicemente la voglia di credere che, a volte, anche la bellezza possa portare bene. Foto di Happysurd Photography su Unsplash

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DoDo

Rosato

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L’ORAFO ITALIANO

U N OA E RR E 1 00 S P L EN D ID I AN N I T RA INNO V A ZI O N E E T R AD IZIONE / di Michele Weiss

Fondata nel 1926, Unoaerre continua a essere un punto di riferimento per tutta l’oreficeria italiana. Tra radici artigianali e ricerca tecnologica, sostenibilità e formazione, la presidente Maria Cristina Squarcialupi racconta i successi, le sfide e la visione futura del gruppo leader del distretto aretino. .

Guardiamo ai prossimi cento anni con la stessa apertura al nuovo che ha guidato il primo secolo di vita: digitalizzazione, ricerca sui materiali, sostenibilità come criterio industriale e sociale.

Maria Cristina Squarcialupi, Ceo Unoaerre e presidente Federorafi-Club degli Orafi

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ondata ad Arezzo nel 1926, Unoaerre è considerata la “fabbrica dell’oro” italiana per eccellenza: un secolo di storia industriale che ha contribuito a modernizzare la manifattura orafo-gioielliera e a rendere il distretto aretino uno dei più importanti al mondo. Oggi l’azienda prosegue il suo percorso di crescita, mantenendo salde le radici artigianali e allo stesso tempo investendo su innovazione, sostenibilità e nuove competenze. Ne parliamo con Maria Cristina Squarcialupi, alla guida del gruppo .

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Presidente, quali valori fondativi di Unoaerre restano ancora attuali a 100 anni dalla fondazione? L’innovazione è nel nostro DNA da sempre. I fondatori portarono nell’oreficeria macchinari da “meccanica fine”, una rivoluzione per l’epoca, e quella spinta non si è mai fermata. Ma innovare non significa solo introdurre tecnologie: significa aggiornare competenze, processi e design mantenendo intatti i valori artigianali del made in Italy. Per noi, la tradizione è un patrimonio da proteggere e allo stesso tempo la base per evolvere.

In un recente evento a Milano è stata presentata la ricerca “RMG – Retail multi-brand del gioiello”, a cura del Club degli Orafi Italia, associazione che lei presiede (con la collaborazione di AOL-Associazione Orafa Lombarda, Federorafi Confindustria, Federpreziosi, Confcommercio, con il supporto di Intesa Sanpaolo, Unoaerre Industries SpA e de’ Nobili): uno dei punti emersi è il bisogno di innovazione a 360 gradi nella filiera. La produzione ha già imboccato questa strada, spesso in anticipo rispetto ad altri comparti, sia per la collaborazione con brand internazionali sia perché siamo il primo anello della filiera a percepire, se non anticipare i cambiamenti. Più lenta è la transizione del retail: molte gioiellerie restano ancorate a un modello “statico”, mentre il consumatore di oggi è profondamente diverso. Non acquista più solo un prodotto, cerca senso, storia e un’esperienza che lo coinvolga. Ogni gioiello nasce da una cultura del fare straordinaria: se non viene raccontata, quel valore resta invisibile. Innovare il retail significa investire sulla relazione, sulla formazione e sul racconto del prodotto. E significa anche creare un dialogo costante tra chi produce e chi vende.


INSIDE JEWELRY

Quindi il retailer deve cambiare modello? Sì, deve aprirsi. L’Italia è l’unico Paese con una rete così capillare di negozi indipendenti: un patrimonio unico, ma per rimanere competitivo deve rinnovarsi. Il cliente va congedato dalla gioielleria con qualcosa in più: consapevolezza, emozione, cultura del gioiello. Quando ospitiamo i retailer nei nostri stabilimenti osserviamo che comprendono all’istante la complessità e la bellezza del nostro lavoro, ma poi va trasmessa. È essenziale creare partnership più strette, perché il retailer è il nostro ultimo ambasciatore verso il pubblico. Se resta indietro lui, resta indietro tutto il settore. Intanto, il prezzo dell’oro è ai massimi da tempo. Come avete affrontato la situazione? Con lucidità e una visione di lungo periodo. Il prezzo dell’oro elevato non è necessariamente un male: il problema è l’instabilità, che genera incertezza. Noi continuiamo a investire: entro fine anno inaugureremo un nuovo stabilimento dedicato al non prezioso e all’accessorio moda, un comparto oggi in difficoltà ma strategico in prospettiva. Questo rispecchia la nostra filosofia: le crisi sono momenti di scelta e ci vuole un po’ di coraggio. Il 2025 sarà un anno più complesso dopo tre anni eccezionali, ma Unoaerre ha la solidità per affrontare i cicli con la barra dritta. Unoaerre è stata anche pioniera nell’economia circolare. Noi facciamo economia circolare da cinquant’anni, quando il termine ancora non esisteva. Recuperiamo e affiniamo gli scarti di lavorazione dei metalli preziosi per reinse-

rirli nel ciclo produttivo: una necessità industriale diventata oggi un valore sostenibile e strategico. Collaboriamo con università e centri di ricerca per migliorare costantemente i processi di affinazione, riducendo gli scarti e aumentando la resa. La sostenibilità per noi non è moda, è una pratica quotidiana radicata nel nostro modo di produrre. Altro spunto emerso dalla ricerca RMG è che il già celebrato made in Italy necessita di nuovi contenuti e sinergie, altrimenti rischia di perdere appeal sui mercati. Assolutamente sì. Il made in Italy è stato invidiato e imitato nel mondo, ma oggi rischia di diventare una semplice etichetta. Per restare credibile deve tornare a essere sinonimo di tracciabilità, responsabilità, qualità tangibile. Dobbiamo reagire in modo unitario: manifattura e moda devono allearsi, fare fronte comune, condividere visione e obiettivi. Solo così tornerà a essere un contenitore ricco di contenuti e non di retorica. Auspico che si faccia finalmente sistema con nuove idee e soluzioni, in ordine sparso perdiamo tutti. Per finire, come immagina i prossimi cento anni di Unoaerre? Con entusiasmo. Continuare a innovare restando fedeli alla nostra identità. Il passato ci dà un bagaglio prezioso, ma non dobbiamo farcene un peso: cultura, competenza e curiosità sono le leve per affrontare il futuro. Guardiamo avanti, sempre, con l’ambizione di essere ancora una volta apripista per l’oreficeria italiana. English text: page 104

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A RT D É CO E P RE Z I O S I UN S E COL O D I M O D E R N ITÀ E RA F F I N A T E Z Z A di Laura Astrologo Porché @journaldesbijoux

Il Musée des Arts Décoratifs di Parigi rende omaggio all’Art déco con la mostra “1925-2025. Cent ans d’Art déco”, un viaggio nell’eleganza geometrica e nella modernità senza tempo dello stile che continua a ispirare la gioielleria contemporanea. POMELLATO - orecchini Giardini Verticali

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MUSÉE DES ARTS DÉCORATIFS 22 OCTOBRE 2025 26 AVRIL 2026 Orient Express, partenaire principal de l’exposition. Avec le soutien de Cartier et de la Banque Transatlantique.

CHAUMET - anello Triomphe

Conception graphique : Laurent Fétis. Image : Raymond Templier, étui à cigarettes, 1928.

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n secolo dopo l’Esposizione Internazionale del 1925, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi celebra il fascino senza tempo dell’Art déco nella mostra “19252025. Cent ans d’Art déco”. La rassegna è un viaggio nel cuore degli années folles, che segnarono una svolta decisiva nel gusto e nel linguaggio artistico del XX secolo. Ma l’estetica déco non appartiene solo al passato: la sua eleganza geometrica, la purezza delle linee e la ricercatezza dei materiali continuano a ispirare le grandi Maison di gioielleria. Dalle vetrine di Place Vendôme alle nuove generazioni di designer, il dialogo con questo stile si rinnova costantemente, confermandone la perenne modernità. Cartier, partner della mostra parigina, incarna da sempre il legame profondo con questo stile modernista. Fin dagli inizi del Novecento, i suoi disegnatori hanno creato gioielli Art Déco avant la lettre, in cui la geometria incontrava contrasti cromatici audaci. All’Esposizione del 1925, la Maison si distinse nel Pavillon de l’Élégance e al Grand Palais, inaugurando una nuova era di equilibrio e proporzione. Emblematica di questa eredità è la collana “Vetrata”, appartenente alla collezione En Équilibre (Parigi, 2025): un motivo di forme ovali incastonate con venti diamanti di taglio

analogo, disposti intorno a un diamante rettangolare da 8,15 carati che richiama gli stilemi architettonici del periodo. La composizione, costruita su una struttura luminosa e perfettamente simmetrica, è scandita da delicati inserti di onice che ne accentuano il ritmo e la profondità. L’onice nero e i diamanti creano un raffinato gioco di luci, che Cartier descrive come una composizione musicale, costruita su un’armonia di ripetizioni e contrasti. Anche Chaumet mantiene un dialogo costante con questo linguaggio ornamentale. La collezione Bamboo (2025) ne è esempio eloquente: linee pure e contrasti materici evocano le architetture del periodo. L’anello Triomphe, in oro bianco e ceramica nera, incastona un diamante taglio smeraldo di due carati, circondato da brillanti, fondendo rigore geometrico e fascino senza tempo. Pomellato, dal canto suo, interpreta lo spirito del déco attraverso la collezione Ode a Milano (2023). Gli orecchini “Giardini Verticali” intrecciano 52 tormaline verdi e sei tanzaniti blu-viola, incastonate a rovescio in titanio verde. Il risultato è un mosaico di luce che richiama la facciata dell’edificio Montedoria di Gio Ponti: un omaggio al dialogo tra architettura e natura, tra rigore e libertà formale. Chopard esplora invece la dualità cromatica nel suo recente collier


INSIDE JEWELRY

CHOPARD

di Alta Gioielleria, dove diamanti e onice si alternano in un raffinato equilibrio di luci e ombre. Il contrasto tra bianco e nero esalta la tridimensionalità del gioiello, simbolo di quella tensione armoniosa tra rigore e sensualità che definisce l’essenza del déco. Buccellati, icona italiana tanto amata da Gabriele d’Annunzio, ha riportato in auge i celebri collier Ombelicali, reinterpretando i modelli ideati da Mario Buccellati tra gli anni Venti e Trenta per il Vate. Collane lunghe fino a sfiorare l’ombelico, simbolo di sensualità e libertà, evocano le danze sfrenate dei ruggenti anni Venti: un’epoca di emancipazione e gioia di vivere. Per Boucheron, ancora, il centenario del movimento déco rappresenta un ritorno alle origini. Fu in quel fervido periodo che la Maison, fondata da Frédéric Boucheron nel 1858, si affermò come voce autorevole del nuovo linguaggio estetico, fondato su linee pure, contrasti e geometrie raffinate. La collezione Histoire de Style 2023 – Like a Queen ne rinnova lo spirito con creazioni modulari ispirate a una doppia clip in acquamarina e diamanti del 1937, donata nel 1944 alla giovane principessa Elisabetta, futura regina di Gran Bretagna. Collier, clip, bracciali e orecchini giocano su simmetrie e ritmi architettonici in chiave contemporanea e inclusiva. Per finire, anche Dior partecipa a questo dialogo con la storia attraverso la collezione My Dior, firmata da Victoire de Castellane. Il celebre motivo cannage rimanda alla purezza geometrica così cara all’Art Déco. Un secolo dopo la sua nascita, questo stile decorativo resta una fonte inesauribile di ispirazione: un linguaggio universale di ritmo, equilibrio e luce, capace di raccontare ancora oggi la modernità del sogno.

BUCCELLATI - Ombelicali

CARTIER - VETRATA

BUCCELLATI - Ombelicali

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S OD I N I MOM E NTI D I L U C E / di Simona Infantolino

Ci sono attimi che chiedono di essere ricordati. Non con le parole, ma con un riflesso: quello di un gioiello che cattura la luce e la restituisce come memoria. Così nasce Momenti by Sodini, la collezione che inaugura un nuovo capitolo nel racconto di un’azienda che, da quasi sessant’anni, trasforma le emozioni in forme da indossare.

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utto comincia nel 1967, a Lucca, quando Italo Sodini, giovane visionario con una Lambretta e un sogno, fonda un’azienda destinata a diventare un punto di riferimento del fashion jewellery italiano. Nei primi anni, Sodini distribuisce accessori e cosmetici, ma presto individua nel bijou il linguaggio perfetto per esprimere il suo amore per il design e per la femminilità. Nel 2015, con il passaggio di testimone a Federico Sodini, figlio del fondatore, il marchio entra in una nuova era creativa: nasce un Ufficio Stile dedicato alla ricerca e allo sviluppo e prende forma una cultura del gioiello che è insieme sartoriale e contemporanea. Oggi, le collezioni Sodini — Main, ReTrend e la nuovissima Momenti — parlano a donne consapevoli, dinamiche, indipendenti. Proprio con Momenti, il brand sceglie di celebrare le emozioni più vere e le ricorrenze più intime: Natale, San Valentino, la Festa della Mamma, i

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Federico Sodini

compleanni, le lauree. Attraverso dodici linee, Sodini racconta dodici stati d’animo: da Mademoiselle, femminile e sofisticata, a Noah, essenziale e genderless; da Gocciolina, delicata e radiosa, fino a Samarcanda, frizzante e multicolore. Ogni creazione nasce da un equilibrio preciso: pesi, materiali e volumi studiati come fossero un abito su misura, per adattarsi a ogni corpo e a ogni modo di essere. Questo equilibrio si traduce anche in un impegno concreto verso la sostenibilità con una linea realizzata interamente con materiali responsabili - e in una visione digitale capace di parlare a un pubblico nuovo, curioso e consapevole. Lo stesso pubblico che ogni giorno ispira l’azienda a immaginare un mondo dove il gioiello non è solo un ornamento, ma un segno di appartenenza, un gesto che custodisce ricordi e desideri, una promessa di continuità tra chi lo crea e chi lo indossa. English text: page 104


MARKET TREND

In alto, catena intrecciata Vik in argento della collezione Re-Trend. A destra, orecchini della collezione Momenti.

Dall’alto: bracciali della collezione Momenti; processo di selezione delle pietre e creazione di una collezione Sodini.

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FO CUS

OROLO GI

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Era il 29 ottobre 2025 quando è iniziato il conto alla rovescia dei 100 giorni che ci separavano dall’inizio di Milano Cortina 2026, i “Giochi Invernali” in scena dal 6 al 22 febbraio. L’annuncio veniva da chi di tempo che scorre se ne intende, non solo perché fabbrica orologi dal 1848, ma anche perché delle Olimpiadi è cronometrista ufficiale. Stiamo parlando di Omega, maison che ha preso questo impegno a partire dal 1932 a Los Angeles, per nuoto e atletica e dal 1936 a Garmish-Partenkirchen, per gli sport invernali. Conto alla rovescia sottolineato da lancio della collezione Speedmaster Milano Cortina 2026, formata da cronografi automatici in acciaio con due particolarità: quadrante bianco laccato “effetto ghiaccio” e fondo personalizzato con i loghi dei Giochi Olimpici Invernali.

Omega Speedmaster Milano Cortina 2026

a cura di Paolo De Vecchi


FOCUS OROLOGI

MIL ANO CORTINA 2026 AGONISMO OLIMPICO

Cronometrista Omega ai Giochi Olimpici Invernali

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u in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, cui si riferisce la foto d’apertura, che Omega introdusse una tecnologia che perfezionò il cronometraggio di gare particolarmente competitive come quelle dell’inseguimento a squadre su ghiaccio. Si trattava del transponder di misurazione applicati alle caviglie degli atleti e da allora la misurazione dei tempi di gara ha fatto passi da gigante. Anche per via dell’esordio dell’Intelligenza Artificiale anche in questo settore, in particolare per la gestione dei sensori di movimento e dei sistemi di posizionamento (permettono, solo per fare un esempio, il rilevamento automatico delle false partenze). Un continuo sviluppo tecnologico avviato, nel 1936 ai Giochi Olimpici di Garmish-Partenkirchen, da un unico tecnico

Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006

Omega Scan O’Vision Myria

Omega Speedmaster Milano Cortina 2026

Pattinaggio, bob, hockey, slittino e altre discipline su neve e ghiaccio, tutte cronometrate da Omega. Marchio elvetico presente sul campo con circa 300 cronometristi e oltre 100 chilometri di cavi e fibre ottiche.

attrezzato con una ventina di cronometri a carica manuale con precisione a 1/10 di secondo e arrivato aggi a strumenti come le Scan O’Vision Myria, fotocamere da fotofinish in grado di registrare fino a 10.000 immagini digitali al secondo. Ma al di là dell’aspetto puramente professionale, per soddisfare giustamente anche quello amatoriale e commerciale, Omega ha colto l’occasione dei Giochi Olimpici Invernali per presentare il nuovo modello Speedmaster Milano Cortina 2026. Automatico in acciaio con cronografo e 52 ore di riserva di carica, ha un ben equilibrato diametro “unisex” di 38 millimetri e bei dettagli come il fondo personalizzato con loghi Olimpici, la scala tachimetrica su lunetta in ceramica blu e il quadrante bianco laccato “effetto ghiaccio”.

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T R A SP ORT E FA N TASIA SWATC H E LO N G I N ES P ROTAGO NI ST I D’I N VE RNO

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ià presente nello sport con discipline spettacolari come surf, mountain bike, skateboard e snowboard, alla kermesse di Milano Cortina 2026 Swatch partecipa non sul versante tecnico, ma su quello emozionale. Fantasia e creatività, dunque, brio e innovazione nel mezzo dei Giochi Olimpici Invernali con la nuova collezione Olympic Game. Due modelli, l’orologio Chasing Peaks e il cronografo Snowy Slopes, entrambi realizzati in materiale plastico e con movimento al quarzo Swiss Made, si ispirano alla gamma colori dell’evento sportivo ed esibiscono i tipici anelli Olimpici sul cinturino. Con Longines invece è tutta un’altra storia e si ritorna a

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Swatch Snowy Slopes OLYMPIC GAMES MILANO CORTINA 2026

Swatch Chasing Peaks OLYMPIC GAMES MILANO CORTINA 2026

I due marchi elvetici partecipano, il primo con la proverbiale fantasia e il secondo con collaudata professionalità, agli eventi agonistici d’inizio 2026.


parlare di misurazione professionale dei tempi di gara. Il marchio elvetico ha solida tradizione nel cronometraggio sportivo e proprio per questo si è deciso per Longines un passo indietro a favore di Omega durante le Olimpiadi Invernali (strategicamente dovuto, visto che entrambi i nomi fanno parte di Swatch Group, così come Swiss Timing, società cui compete all’origine il cronometraggio), per poi farlo tornare in pista quando, dall’inizio di febbraio a Crans-Montana, in Svizzera, si concluderà la Coppa del Mondo di Sci Alpino (26 ottobre 2025 - 25 marzo 2026). Di cui Longines è cronometrista ufficiale e dove campioni come Marco Odermatt e Mikaela Shiffrin (nelle foto) ne sono i testimonial. E prodotto rappresentativo di questa attitudine Longines per lo sport è il cronografo Conquest: con il suo diametro di 42 millimetri, ha cassa e bracciale in acciaio, movimento automatico protetto dai campi magnetici e scala tachimetrica. Per concludere, bisogna ricordare che il legame tra Longines e la misurazione dei tempi di gara sulle piste di neve è iniziato nel 1924, con la fornitura di apparecchiature cronometriche per una competizione in Svizzera, vicino alla propria fabbrica, operativa fin dal 1832. È poi proseguito nel 1937 ai Campionati Mondiali

di sci alpino a Chamonix, Francia, dove Longines ha testato le prime celle fotoelettriche. In un continuo progresso tecnologico che ha portato oggi al Live Alpine Data, un sistema di sensori per monitorare in tempo reale velocità, accelerazione e decelerazione degli atleti.

Longines Conquest Chronograph

Marco Odermatt

Mikaela Shiffrin

FOCUS OROLOGI

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TAG Heuer Monaco Stopwatch

NON SOLO OLIMPIADI OROLOGI SPORTIVI DA COLLE ZIONE

SEIKO PROSPEX Speedtimer

I cronografi piacciono agli appassionati per il loro dato tecnico, costituito dal dispositivo supplementare per il conteggio dei tempi brevi, come lo sono quelli di una gara.

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elle pagine precedenti, dato il tema legato ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e parlando di orologi, si sono accesi i riflettori sui marchi che a vario titolo collaborano con quelle competizioni. L’accento è andato sui cronografi, molto graditi da appassionati e collezionisti della bella orologeria da polso per il loro aspetto disinvolto e sportivo. Ma non bisogna per forza essere ingaggiati come cronometristi ufficiali per avere all’attivo ottimi orologi in grado di misurare e registrare i così detti “tempi brevi”, come lo

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sono quelli di una gara, grazie a una lancetta centrale contasecondi e a contatori che tengono registrati conteggi fino a 30 minuti e – dove presente il terzo contatore – 12 ore. Oggi questi marchingegni meccanici sono stati superati dall’elettronica, ma l’orologeria continua a produrre modelli “fatti come una volta”, per soddisfare il gusto amatoriale dei molti amanti del genere. Emblematico a questo proposito è il caso di Eberhard & Co., maison elvetica che, tra le altre cose, si è fatta notare per il Contodat. Si ispira a una serie degli anni ’70 ed esteticamente

si caratterizza per dettagli di misurazione evidenziati in arancione, un contrasto cromatico particolarmente ben riuscito sui quadranti blu, verdi o argentati. La serie è in acciaio e ha movimento automatico con cronografo 2 contatori. Dal punto di vista puramente estetico, altri cronografi che si distinguono tra i molti – bisogna tener conto che praticamente tutti i marchi hanno in catalogo almeno uno di questi speciali segnatempo - sono poi anche il nuovo Bulgari con la sua inedita, almeno per la maison, cassa in bronzo; il Chronomat di Breitling


Wyler Vetta Chronograph 38

Eberhard & Co. Contodat

Tissot T-Race MotoGP Automatic

Bvlgari Bronzo

Breitling Chronomat B01

FOCUS OROLOGI

con lunetta in oro rosso; il Wyler Vetta con il contenuto diametro di 38 millimetri e di gusto Vintage. Sul versante prettamente tecnico, si fanno notare invece il Tag Heuer Monaco Heuer StopWatch, ispirato ai cronometri sportivi professionali degli anni ’60 e ’70 e il Seiko Prospex Speedtimer, provvisto di dispositivo di ruota a colonne con frizione verticale, 45 ore di riserva di carica e precisione di +25/-15 secondi al giorno. Infine Tissot, cronometrista in MotoGp, ha un modello che adotta un innovativo movimento scheletrato.

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WATCH NEW S / di Michele Weiss

GRAND SEIKO E v ol u t i o n 9 C o l l e c t i o n Spr i n g D ri v e U. F . A .

Non ci sono solo la pista e i motori a incantare per bellezza e funzionalità. Grand Seiko torna a raccontare la natura giapponese con una creazione che cattura l’attimo in cui l’alba rischiara le foreste ghiacciate di Shinshu. Il nuovo SLGB005, realizzato in Ever-Brilliant Steel, esprime una luminosità rara che amplifica la purezza del quadrante viola, lavorato per evocare la brina che si scioglie alla prima luce del giorno. Sotto questa superficie poetica pulsa il calibro Spring Drive U.F.A., il più preciso movimento a molla oggi disponibile, con un’accuratezza annua di ±20 secondi. Attraverso il fondello zaffiro, la finitura ispirata alla neve e i rubini scintillanti richiamano il cielo invernale. La cassa da 37 mm segue i codici Evolution 9, assicurando proporzioni compatte, leggibilità e comfort. Una limited edition di 1.300 esemplari che celebra il tempo nella sua forma più silenziosa e poetica.

H im

RICHARD MILLE

RMB01

WYLER VETTA 8 0 A N N I D I M V A G US T A

Lo spirito dell’operazione non lo si evince solo dal cruscotto: con la RMB01, Richard Mille e Brough Superior fondono due mondi che parlano la stessa lingua. Come un orologio ad alta complicazione, questa moto poderosa è costruita intorno a un design rigoroso in cui ogni componente è assemblato per offrire massima efficienza bellezza funzionale. Il dialogo creativo tra i due marchi ha generato un bolide che sfoggia gli avanguardistici codici orologieri di Richard Mille: che si tratti di materiali innovativi come leghe di alluminio, titanio, carbonio, o della complessa architettura di alcuni elementi, come i cerchioni a razze ispirati ai ruotismi degli orologi, i coperchi dei carter motore che richiamano l’aspetto dei movimenti con tourbillon o le finiture manuali, la RMB01 nasce senza compromessi fino al più minimo dettaglio. Il telaio in carbonio agisce come una platina che sostiene l’intero sistema, mentre il bicilindrico da 997 cc, scolpito da blocchi di alluminio, rappresenta il cuore pulsante di questa “complicazione” meccanica. Con la sua edizione limitata di 150 esemplari, la RMB01 è molto più di una moto: è un orologio che corre, un esercizio di ingegneria estrema tradotto in velocità.

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Wyler Vetta, storica maison orologiera Swiss Made ma dal cuore italiano, celebra gli ottant’anni di MV Agusta con una collezione che unisce due mondi accomunati da tecnica, passione e design. La collaborazione dà vita a un cronografo limitato a 80 esemplari, animato dal calibro ETA 2894 bicompax, unitamente a un solo tempo da 500 pezzi equipaggiato col movimento La Joux-Perret G100: entrambi presentano una cassa in acciaio da 40 mm e dettagli che richiamano l’universo delle moto sportive. Il quadrante, dominato dal rosso verghera e dal cuore in fibra di carbonio, omaggia la livrea storica della Casa, mentre il numero dorato “37” tra le ore 7 e 8 ricorda i titoli iridati conquistati nel Motomondiale, traguardo eccezionale. Il fondello a vista svela una massa oscillante ispirata ai rotori anodizzati delle motociclette. Una collezione nata per trasformare la meccanica in emozione.


WATCH NEWS

ORIS

P ro P i l o t X M i s s P i g g y E d i t i o n

©️ Disney

Nello spirito del “Kermit Day”, Oris torna a collaborare col mitico format dei Muppets e lancia un nuovo ProPilot X Miss Piggy Edition dedicato a Miss Piggy, la porcellina diva della banda di pupazzi televisivi. Il segnatempo sfoggia un audace quadrante rosa acceso con diamante baguette a ore 12, mentre la cassa in acciaio da 34 mm custodisce un movimento automatico Swiss made con 42 ore di riserva di carica. Ma il tocco di magia è nascosto sul fondello: un piccolo spioncino rivela l’immagine di Miss Piggy che appare e scompare seguendo la rotazione del rotore lilla. Un dettaglio ironico e irresistibile che rende omaggio al suo spirito glamour. Questa edizione speciale esprime la gioia e la libertà creativa della Maison, che continua a reinterpretare il ProPilot X con leggerezza, colore e personalità.

VAN CLEEF&ARPELS C ade nas

Nel 2025 ricorrono i 90 anni dalla sua creazione ma, nonostante l’età più che onorevole, resta un’icona di stile senza tempo. Il Cadenas, infatti, rimane ancora oggi un oggetto del desiderio capace di raccontare la proverbiale maestria con cui Van Cleef & Arpels ha saputo “leggere” in profondità i codici estetici delle diverse epoche. Nato nel 1935 come simbolo di esclusiva e discreta raffinatezza, nel corso dei decenni questo orologio-bracciale è stato reinterpretato con materiali e cromie differenti. Fedele al suo spirito originario, la Maison gli dona oggi una nuova veste preziosa: una cassa in pavé di diamanti incastonati a neve, impreziosita da una fila di zaffiri princess, abbinata a un bracciale in oro giallo. Lo stesso dialogo luminoso ritorna nel fermaglio, decorato da zaffiri taglio carré che cedono il passo allo splendore dei diamanti, i quali illuminano il quadrante in oro bianco.

PHILIP WATCH

Muse u m La d y

La nuova proposta femminile della collezione Museum di Philip Watch riprende l’eleganza dei modelli iconici degli anni ‘50, reinterpretandoli con un linguaggio attuale. La cassa di 31 mm in acciaio, impreziosita da 34 diamanti valorizza una ricercata femminilità con linee morbide e proporzioni armoniose, mentre il vetro zaffiro curvato e il quadrante bianco con numeri romani mettono in risalto l’estetica sofisticata del modello. Completato da un bracciale in acciaio e da corona e fondello a vite, il Museum Lady offre un equilibrio raffinato tra heritage e modernità. Considerato il must-have della collezione, unisce savoir-faire tradizionale e sensibilità contemporanea, confermando la vocazione del brand a creare segnatempo esclusivi, pensati per chi ama uno stile senza tempo ma capace di brillare nel presente.

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AR ABI A SAUDI TA I L N U O V O E L D O R AD O DE L L US S O IT AL IAN O / di Gianfilippo Versari

Buccellati e Damiani cavalcano la “Saudi Vision 2030”: con l’apertura delle boutique a Riyadh e Jeddah suggellano un legame speciale col regno saudita. Novità e strategie delle due maison nelle interviste esclusive a Filippo Buccellati, responsabile Medio Oriente Gruppo Buccellati, e a Jérôme Favier, CEO Gruppo Damiani.

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l Medio Oriente rappresenta oggi una delle aree più dinamiche per il lusso internazionale. Gli Emirati Arabi Uniti costituiscono un mercato ormai consolidato, con l’Italia tra i principali esportatori e numeri in costante crescita, mentre Paesi emergenti come Qatar, Oman e Kuwait stanno sviluppando un retail di alta gamma orientato al turismo e adottando strategie fiscali favorevoli per attrarre investimenti. In questo scenario, l’Arabia Saudita si impone come il nuovo Eldorado del lusso grazie al programma Saudi Vision 2030, che punta a diversificare l’economia, incentivare turismo e cultura e trasformare il Paese in un hub internazionale. Secondo Bain & Company, il mercato del lusso saudita ha superato i 2,5 miliardi di dollari, con una crescita annua del 12% trainata da moda, gioielleria e hospitality di fascia alta, e previsioni di raggiungere i 5 miliardi entro il 2030. Marchi come Bulgari, Pomellato, Buccellati e Damiani hanno ampliato la loro presenza aprendo boutique monomarca nei nuovi distretti del lusso di Riyadh e Jeddah; lo stesso vale per Roberto Coin, presente dal 2023, mentre brand come Picchiotti e Leo Pizzo collaborano con distri-

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JESSICA CHASTAIN PER DAMIANI


MARKET TREND

BOUTIQUE BUCCELLATI

BOUTIQUE DAMIANI

BUCCELLATI

JÉRÔME FAVIER

FILIPPO BUCCELLATI

butori locali e partecipano regolarmente a fiere come la Saudi Jewellery Salon e la Jewellery Salon Riyadh. La capitale Riyadh si afferma oggi come polo strategico per il lusso grazie a progetti di retail esperienziale come il Solitaire Mall, dove nel 2025 hanno inaugurato le boutique monomarca di Buccellati (marzo) e Damiani (giugno), segnando un passo decisivo per la presenza italiana nel Regno. Il Gruppo Buccellati, che opera nel Paese sotto la guida di Filippo Buccellati, responsabile per il Medio Oriente e membro della famiglia, descrive l’espansione in Arabia come una scelta naturale: “La clientela saudita ha sempre apprezzato l’unicità dello stile Buccellati, visitando le nostre boutique di Milano Montenapoleone, Parigi o Londra. In un momento di grande crescita per il Paese, la nostra presenza a Riyadh era un passo inevitabile”. Il flagship store nel Solitaire Mall rappresenta uno degli asset più importanti della maison nella regione e le aspettative di performance sono “direttamente proporzionali al momento straordinario che sta vivendo l’Arabia Saudita, che, grazie a ingenti investimenti si sta affermando sempre più come un centro di riferimento internazionale”, sottolinea Buccellati. Anche il Gruppo Damiani, e il suo CEO Jérôme Favier, considerano il Medio Oriente — e in particolare l’Arabia

Saudita — una priorità strategica e concorda sul fatto che aprire in questi Paesi sia “un atto di correttezza e rispetto” verso i clienti mediorientali che negli anni hanno acquistato nelle boutique europee della maison. Il Middle East è un’area strategica per noi, in crescita e caratterizzata da popolazioni giovani: nell’Arabia Saudita, ad esempio, oltre il 40% ha meno di trent’anni e la classe media rappresenta una grande fetta del totale. Si tratta inoltre di Paesi con una forte componente internazionale, fatta di expat e turisti che si affiancano ai locali. Per questo abbiamo individuato questa regione come sempre più centrale nello scenario globale, un punto d’incontro naturale tra Europa e Asia,” afferma Favier. “Abbiamo deciso di svilupparla in modo coordinato perché sappiamo che tutti questi Paesi dialogano attraverso un hub fondamentale, Dubai, e che i flussi di persone si muovono costantemente da un Paese all’altro. Due anni fa abbiamo quindi avviato un piano di espansione importante in tutta la regione”. Dopo l’apertura della prima boutique a Dubai, Damiani ha inaugurato punti vendita in Kuwait, Bahrain, Qatar e a Riyadh, proprio al Solitaire Mall, nel quadrilatero più blasonato accanto a marchi come Van Cleef & Arpels e Cartier, e si prepara a nuove aperture ad Abu Dhabi (The Grove) e Doha

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MARKET TREND

L’ORAFO ITALIANO

per il Medio Oriente: “Abbiamo la fortuna di avere un design universale, con best seller apprezzati ovunque,” spiega Favier. “In questa regione amano in particolare la collezione Mimosa, un omaggio alle donne ispirata al fiore simbolo di femminilità, e Belle Époque Reel, inclusiva e unisex, che reinterpreta in chiave contemporanea le forme geometriche della collezione Belle Époque”. Nel segmento dell’Alta gioielleria, la Maison Damiani punta sul servizio custom made, da sempre nel suo DNA: “I clienti del Medio Oriente adorano che un artigiano crei un gioiello su misura per loro. Offriamo questo servizio anche in casi rilevanti attraverso Giorgio Damiani: apprezzano molto che uno dei proprietari di una maison centenaria concepisca personalmente un pezzo unico,” aggiunge Favier. Damiani promuoverà a breve una serie di eventi privati nella regione dedicati alla collezione di Alta gioielleria Ode all’Italia, alla

DAMIANI - BELLE EPOQUE REEL

(Villaggio Mall), dove è già presente a Printemps e Galeries Lafayette. Un mercato al quale la maison si affaccia con umiltà e dove “l’Arabia Saudita rappresenta una priorità all’interno di un’altra priorità, che è l’intera area del Middle East. Questo ci consente di essere presenti in modo capillare: quando un saudita va a Dubai ci trova al Dubai Mall, se va ad Abu Dhabi ci trova a The Grove, e viceversa. La Vision 2030 ha avviato una trasformazione straordinaria del Paese: Riyadh è solo l’inizio, vediamo grande potenziale anche in altre città come Jeddah e in nuove località emergenti non solo dell’Arabia Saudita ma di tutto il Medio Oriente” chiarisce Favier. Secondo Euromonitor, le vendite di fine jewelry nel Regno sono cresciute del 18% nell’ultimo anno, con una domanda sempre più orientata verso materiali rari, design distintivo e provenienze etiche. Pur senza introdurre collezioni dedicate, Buccellati sottolinea che “le nostre clienti cercano nelle boutique la stessa esperienza di milanesità che si vive visitando Via Montenapoleone. Le nostre collezioni, i materiali e lo storytelling restano fedeli alla tradizione che la maison porta avanti dal 1919”. La collezione più amata? La Macri, mentre bracciali cuff e orologi restano le categorie più richieste. L’alta gioielleria, invece, si esprime soprattutto nei grandi eventi sociali, in particolare nei matrimoni. “La clientela araba ama esperienze riservate in boutique — aggiunge Buccellati —, vogliamo creare ambienti confortevoli dove sorelle, cugine e amiche possano scoprire le nuove creazioni, spesso presentate da un membro della famiglia Buccellati, in un’atmosfera privata e accogliente”. Anche Damiani ha scelto di non modificare le proprie collezioni core

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JESSICA CHASTAIN PER DAMIANI

presenza di Guido Damiani, il presidente del Gruppo, e dell’attrice Jessica Chastain, testimonial del brand. “Incarnando la nostra idea di eleganza internazionale, Jessica sarà con noi a Dubai e in Kuwait mentre i nostri collaboratori saranno pronti a lavorare a eventuali richieste di personalizzazione da parte dei clienti”. La comunicazione delle Maison italiane valorizza l’artigianalità e il savoir-faire come elementi identitari. Buccellati ribadisce: “Le nostre campagne vengono realizzate nei luoghi più iconici d’Italia, ma a livello regionale collaboriamo con testate e Key Opinion Leader locali per creare contenuti coerenti con le tradizioni del Paese.” Allo stesso modo, Damiani si avvale di influencer e celebrity del mondo arabo per iniziative mirate. “Tuttavia, il nostro obiettivo principale è far scoprire attraverso attività sui clienti il vero DNA di Damiani, che va oltre l’estetica delle boutique: la nostra italianità, la tradizione, un’eredità di oltre cent’anni, la produzione 100% Made in Italy e soprattutto il carattere familiare della maison,” continua Favier. “Questi valori di autenticità e umanità sono ciò che, ancora oggi, ci contraddistingue come un marchio internazionale ma con un’anima profondamente familiare”. Con Guido Damiani residente a Dubai, “la vicinanza personale della famiglia Damiani ai territori del Golfo è percepita come un segno di autenticità,” ribadisce Favier. “La nostra è una realtà internazionale ma con un’anima familiare, e questo è un valore riconosciuto e apprezzato”. Secondo Arab News, la gioielleria italiana è percepita nel Regno come un ponte tra tradizione e modernità, un equilibrio perfettamente in linea con la Vision 2030, che promuove cultura, turismo e talenti locali. “L’Arabia Saudita sta portando avanti un progetto di sviluppo ambizioso, che genera opportunità per tutti i settori, incluso quello del lusso,” conclude Filippo Buccellati. “Le realtà italiane sono apprezzate come garanti di autenticità, eleganza e qualità senza compromessi.” In un contesto regionale in espansione, dove gli Emirati rappresentano un mercato maturo e i Paesi vicini sviluppano il turismo dello shopping, l’Italia si conferma partner strategico per interpretare il nuovo linguaggio del lusso saudita: un linguaggio fatto di cultura, tradizione e savoir-faire, e che trova anche nelle maison italiane come Buccellati e Damiani i suoi ambasciatori più autentici e dove l’aspetto familiare delle stesse rimane un imprescindibile tratto distintivo e di orgoglio del tanto ricercato “made in Italy”. English text: page 105

BUCCELLATI


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L’ORAFO ITALIANO

EXTR AO RDI NA RY G EMS I L F U TU R O H A T U T TI I CO L O R I D E L M O N D O / di Gianfilippo Versari

Da Prada a Bvlgari, le nuove tonalità si fanno emozione, cultura e responsabilità. Zaffiri e rubini lasciano spazio a tsavoriti, spinelli, tormaline e opali nobili. Dalla blockchain all’AI, la tecnologia garantisce tracciabilità e autenticità mentre la provenienza diventa un valore narrativo.

I

l mercato globale delle gemme vive una stagione di profonda trasformazione. Stimato a 33,2 miliardi di dollari nel 2023, secondo Gemports è previsto in crescita fino a 50 miliardi entro il 2030, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 6%, trainato da una domanda crescente di personalizzazione, dal fascino del raro e dall’affermazione del colore come nuovo linguaggio del lusso. Il mercato delle gemme colorate, secondo Future Market Insights Inc., potrebbe più che raddoppiare entro il 2035: da 1,9 miliardi di USD a 5,7 miliardi, con un CAGR dell’11,3%. All’interno di questo scenario, le cosiddette extraordinary gems — pietre non tradizionali, di provenienze insolite o dalle qualità ottiche inusuali — stanno ridefinendo l’estetica e il valore stesso della gioielleria contemporanea. “Per molti anni nelle vetrine si vedevano solo diamanti, zaffiri, smeraldi e rubini”, racconta Loredana Prosperi, ambasciatore dell’Istituto Gemmologico Italiano con oltre trent’anni di esperienza nel campo della gemmologia, e una lunga carriera alla guida del medesimo istituto. “A un certo punto alcuni brand hanno cominciato a osare, introducendo gemme meno conosciute ma dai colori straordinari, e spiegando al cliente che potevano essere preziose allo stesso modo. È nato un nuovo linguaggio cromatico che ha aperto la strada a collezioni inaspettate”. Tra le pietre più apprezzate oggi emergono la tsavorite, più rara e resistente dello smeraldo, gli spinelli, le tormaline in tutte le loro sfumature – dalla rubellite rossa alle Paraíba blu elettrico – e l’opale nobile, celebre per il suo play of colour, fenomeno ottico dell’arlecchinamento. La provenienza, un tempo legata a logiche

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PRADA


MARKET TREND

puramente commerciali, è divenuta oggi parte integrante del valore narrativo ed etico di una gemma. Mozambico, Zambia, Sri Lanka e Madagascar si sono affiancati alle località storiche come Myanmar e Colombia, trasformando l’origine geografica in garanzia di tracciabilità e responsabilità. “La provenienza non è più sinonimo di qualità assoluta, ma è sempre più legata ai valori di sostenibilità ed eticità che il cliente chiede. Sapere da dove proviene una pietra e in quali condizioni è stata estratta diventa oggi un requisito imprescindibile”, osserva Prosperi. In questo percorso di trasparenza, la tecnologia si rivela alleata fondamentale. Spettroscopia avanzata, intelligenza artificiale e piattaforme blockchain contribuiscono a rendere verificabili autenticità e trattamenti. “L’intelligenza artificiale funziona come una grande banca dati che mette insieme milioni di informazioni raccolte da esperti, aiutando a identificare correttamente provenienze e trattamenti. È una forma di intelligenza collettiva al servizio della trasparenza”, spiega ulteriormente Prosperi. Un esempio pionieristico arriva dal mondo del design, con la collezione Prada Fine Jewelry Couleur Vivante, in cui ogni gioiello è registrato sulla blockchain di Aura Consortium, consentendo ai clienti di verificarne autenticità e tracciabilità. Le gemme scelte – ametista, acquamarina, citrino madeira, morganite rosa e peridoto oro-verde – si muovono in una tavolozza di contrasti e armonie che riflettono la costante tensione di Prada a ridefinire la nozione di preziosità. Asimmetrie, proporzioni alterate, gemme irregolari e contrasti intenzionali, inaspettati, modificano la percezione tradizionale e, in queste combinazioni audaci il colore diventa linguaggio estetico e dichiarazione di libertà. Anche Dior Joaillerie, dal 1999 sotto la direzione creativa di Victoire de Castellane, ha fatto della sperimentazione cromatica la propria firma. Con la collezione Diorexquis, la designer sceglie «pietre un po’ fuori dai classici» – opali doublet, che consiste nel montare uno strato di opale su un’altra pietra, come onice o madreperla, utilizzando tecniche come il plique-à-jour, per creare gioielli che raccontano storie più che sfoggiare valore. I gioielli, finemente scolpiti su fondi minerali orlati di diamanti, raccontano storie straordinarie, ritraendo magnificamente la natura e le sue trasformazioni. Ne nasce un’estetica narrativa, dove la bellezza non risiede nella rarità assoluta, ma nella capacità di evocare emozioni attraverso luce e colore. La stessa ricerca di unicità guida Bvlgari nella collezione Polychroma,

BVLGARI

BVLGARI

una celebrazione audace e fuori dal comune dei valori di pluralità, polimorfismo e multidimensionalità, riuniti in un universo di cromatica vivacità e movimento; dove uno zaffiro sugar-loaf da 123,35 carati (collana Bvlgari Cosmic Vault) e uno smeraldo colombiano da 241,06 carati (collana Magnus Emerald) incarnano la forza del colore e la dimensione monumentale del lusso contemporaneo. La Paraíba, pietra simbolo di rarità moderna, è divenuta protagonista delle creazioni di diverse Maison – da Cartier a Chaumet, da Louis Vuitton a Gucci – confermando come l’intensità cromatica e la provenienza abbiano assunto lo stesso valore identitario dei tradizionali “big four”. Parallelamente, la diminuzione del grezzo di alta qualità stimola l’esplorazione di materiali alternativi e trattamenti sempre più sofisticati. “Il materiale gemmologico è un prodotto della natura, quindi alcune risorse potranno esaurirsi. È normale che si cerchino alternative o nuovi metodi per esaltare il colore”. Tra questi, i trattamenti termici e di irraggiamento applicati a topazi e tormaline del Mozambico, capaci di trasformare tonalità rosse o viola in blu cupriferi, rispondono alla crescente domanda di nuance Paraíba-like. “Più in dettaglio”, chiosa Prosperi, “anni fa non era facile trovare delle gemme rosse come il rubino di dimensioni superiori ai 10 carati. Da qui è nato il trattamento di riempimento con vetro delle fratture affioranti (glass filling) nel rubino di scarsa qualità e opaco. La gemma in tal modo diventava trasparente e traslucida ed esaudiva la richiesta di pietre grandi. Il trattamento non era molto stabile con le pietre che perdevano alcune caratteristiche nel tempo. Ecco che hanno cominciato a utilizzare di più la rubellite e la tormalina rossa. Adesso che c’è maggior richiesta di tormalina Paraiba, si è visto che alcune tormaline rosse e viola del Mozambico che contengono rame (la causa di colore nelle Paraiba), se trattate termicamente da rosse/ viola diventano azzurro blu”. In questo scenario, la gemmologia si muove tra scienza, cultura e sensibilità. Se da un lato la rarità resta legata al valore economico, dall’altro si afferma una visione più ampia, dove etica e conoscenza diventano i veri strumenti del futuro. “Bisognerebbe imparare ad apprezzare ogni gemma per sé stessa, per il suo colore e la sua bellezza”, conclude. “La tecnologia deve essere uno strumento, non un fine. L’etica, invece, dovrebbe accompagnare ogni momento della nostra vita — anche quando guardiamo una pietra e ne riconosciamo l’anima”.

DIOR

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L’ORAFO ITALIANO

PINK PANTHER

DIOR

LOUIS VUITTON

/di Simona Infantolino

DANIEL WELLINGTON

Il rosa non chiede più permesso. È entrato nel guardaroba maschile come gesto di libertà, ribaltando vecchi codici di genere. Dalle passerelle di tutto il mondo, cappotti, t-shirt e addirittura total look si tingono di rosa: non provocazione, ma consapevolezza. L’uomo contemporaneo non teme la dolcezza, la indossa.

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TREND HIM

DOUBLET

CHRISTIAN LOUBOUTIN

KENZO

BOTTEGA VENETA

DODO LAZOSCHMIDL

VIVIENNE WESTWOOD

HERMÈS

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L’ORAFO ITALIANO

ECO-STAR

GIOVANNI RASPINI

La pelliccia torna, ma con una nuova coscienza. Morbida, etica, teatrale: la faux fur avvolge la donna in un lusso che non ferisce, ma solo accarezza. I toni sono quelli più naturali che incontrano accessori altrettanto neutri, mentre la luce si riflette su gioielli dorati, caldi come un raggio di sole d’inverno.

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GUCCI

PRADA

/di Simona Infantolino


TREND HER

DOLCE&GABBANA

FURLA

MIU MIU

BIJOU BRIGITTE

PDPAOLA

ROCHA

TOM FORD

SANDRO

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HIM

L’ORAFO ITALIANO

WISH di Simona Infantolino

List Orologio digitale CA-500WEBF di Casio ispirato al film Ritorno al Futuro.

Collana T-Steel di Trussardi con catena in acciaio.

Anello chevalier regolabile di Mabina Gioielli in argento rodiato lucido e placcato oro con zircone nero.

Profumo Labdanum Brut di Brioni dalla scia ambrata e resinosa.

A cavallo tra passato e futuro, l’armadio maschile segue il ritorno dell’heritage moderno, uno stile che mescola l’eleganza senza tempo della tradizione — lane intrecciate, colori caldi, dettagli sartoriali — a un minimalismo contemporaneo fatto di metalli lucidi, linee essenziali e tecnologia iconica. Non è revival, non è futurismo: è solo equilibrio.

Bandana in cotone di Fortela con stampa floreale.

Bracciale di Marlù con dischetti in pietra e acciaio. Impermeabile in tessuto tecnico waterproof di Doppelgänger.

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Cardigan a trecce di Markup.


HER

WISH di Simona Infantolino

List

Orologio di Karl Lagerfeld con movimento al quarzo, cassa in acciaio inossidabile, cristalli e cinturino bicolore.

Choker Triplo Éclat della collezione Été di APM Monaco.

Anello Arcade di The Nesh in argento placcato oro 14 kt con spinelli e corindoni lab-grown e cubic zirconia.

Orecchini a cerchio Chunky di S’Agapõ in acciaio dorato.

Avvolgente e sensoriale, la nuova opulenza femminile è calda e raffinata. Colori profondi come il borgogna e il bronzo incontrano materiali ricchi come l’oro satinato e il cashmere. Pochi elementi, ma intensi, si immergono in profumi ambrati che restano sulla pelle. Al lusso non basta più essere semplicemente visto: vuole essere percepito.

Profumo Tonka Rouge di Maison Tahité. Le note della fava tonka si uniscono alla freschezza fruttata del lampone e al carattere speziato della liquirizia.

Palette ombretti Natasha Denona Eye Sculpt Texture & Tone con 18 tonalità dai finish matte, cream-matte e metallici. Guanti in cashmere spazzolato di & Other Stories.

Cappotto di Mango in lana italiana Manteco con collo in pelliccia sintetica.

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TRUSTABLE FINDINGS

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TECH IS US


L’ORAFO ITALIANO

GR A N D TOUR D I L A URA INGHIRAMI

L’Orafo Italiano prosegue il viaggio in cerca d’ispirazioni nel mondo, con un occhio attento all’evoluzione del settore dei preziosi.Un percorso suggestivo a caccia dei trend gioiellieri, delle mostre e degli eventi intriganti, delle boutique più scintillanti e dei migliori talenti emergenti.

The Jewelry Book, la bibbia dei preziosi

Precious Room

“Precious Room” by Muriel Piaser è un esclusivo evento B2B che si svolge a Parigi, negli eleganti spazi dello storico Palais Vivienne e che riunisce designer di fine jewellery e high jewellery con la partecipazione di buyer internazionali. La fondatrice, Muriel Piaser, è stata la prima a Parigi ad avere l’intuizione di creare un format intimo e sofisticato, ispirato al concetto di trunk show, per presentare collezioni selezionate con cura e in un’atmosfera raffinata durante la settimana dell’Haute Couture parigina. La prossima edizione è in programma il 27 e 28 gennaio 2026.

The Gentleman: stile e gioielli al maschile La mostra “The Gentleman - Stile e gioielli al maschile”, in programma a Palazzo Morando dal 16 gennaio al 27 settembre 2026, esplora l’evoluzione dell’estetica maschile dal XVII secolo a oggi attraverso il rapporto tra gioiello e abito. Curata da Mara Cappelletti per la sezione gioielli e da Gianluca Bovenzi per la sezione moda, e promossa dall’Associazione Stile e Storia con il Comune di Milano, l’esposizione racconta come il gioiello, da simbolo di potere e status, sia diventato espressione di identità, libertà e creatività, superando gli stereotipi di genere. Attraverso pezzi d’epoca, creazioni di alta moda e opere contemporanee, la mostra restituisce dignità storica e valore culturale all’ornamento maschile.

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The Jewelry Book, curato da Melanie Grant e pubblicato da Phaidon, è un nuovo straordinario volume che esplora oltre 200 anni di storia della gioielleria. Con oltre 300 pezzi iconici che vanno da Chanel e Cartier a opere di artisti come Salvador Dalí e Louise Bourgeois, offre un viaggio attraverso l’arte, la moda e la cultura dei preziosi. Il libro, arricchito da contributi di esperti e immagini strabilianti, celebra sia i maestri del passato che i designer moderni, dediti a ridefinire la gioielleria come forma di libera e raffinata creatività.


GRAND TOUR

“Cartier e il Mito” ai Musei Capitolini Poubelle by Gstaad Guy Reso celebre da “The Gstaad Guy”, à la poubelle è diventato un modo comune per esprimere la propria disapprovazione verso certe abitudini e stili di vita, una giocosa presa in giro dell’assurdo. Pur facendosi beffe di tutto ciò che sembra ridicolo, The Gstaad Guy riconosce che “le assurdità sono spesso il frutto della conversazione e il collante dell’amicizia, e per questo dovrebbero essere celebrate”. È così che nasce “Poubel”: un marchio di gioielli modulari di charm che celebra l’assurdo. Poubel invita gli amanti dell’ironia a celebrare ciò che amano attraverso charm divertenti ed espressivi, che possono essere combinati e personalizzati in molti modi diversi. Da bracciali e collane, ad accessori per borse e persino guinzagli per cani, le possibilità di personalizzare Poubel sono infinite e tutte divertenti!

Prima esposizione temporanea ospitata nel Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini e aperta fino al 15 marzo 2026, la mostra raccoglie alcune creazioni prestigiose contenute in gran parte presso la Cartier Collection, che fa dialogare con le sculture della storica collezione del cardinale Alessandro Albani, e con reperti provenienti da istituzioni italiane e internazionali. Curata da Bianca Cappello, Stéphane Verger e Claudio Parisi Presicce, “Cartier e il Mito” esplora il legame tra Cartier e il mondo classico, mostrando come la Maison abbia reinterpretato nel tempo motivi dell’antica Grecia e Roma. Il percorso, arricchito da installazioni audiovisive e olfattive, è un viaggio immersivo nell’evoluzione estetica della Maison, mettendo in luce il dialogo tra mito, arte antica e gioielleria contemporanea.

Alhambra by Van Cleef & Arpels Simbolo di eleganza e portafortuna dal 1968, la collezione Alhambra di Van Cleef & Arpels si rinnova con un capitolo dedicato alla trasformabilità. L’iconico quadrifoglio della Maison, emblema di armonia e fortuna, diventa protagonista di gioielli capaci di adattarsi a chi li indossa. I nuovi sautoir Magic Alhambra si trasformano in collane corte e bracciali grazie a un sistema di chiusure discreto e raffinato, mentre gli anelli reversibili Vintage Alhambra rivelano con un semplice gesto la doppia anima in madreperla o calcedonio e oro guilloché e diamanti. Con questa collezione Van Cleef & Arpels celebra una visione innovativa della gioielleria come arte in divenire, dove la bellezza è un invito a credere nella fortuna e nella magia del cambiamento.

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L’ORAFO ITALIANO

MEME NTO VI VE RE MEME NTO MO RI di Laura Astrologo Porché @journaldesbijoux

Da simbolo lugubre a icona estetica: Codognato, Dior, Codognato e Lydia Courteille reinventano il teschio come invito alla consapevolezza. Un emblema che unisce amore e morte nella joie de vivre.

I

l teschio, simbolo archetipico di morte ma anche di consapevolezza, nei secoli è stato emblema di riflessione filosofica, spirituale e artistica. Memento mori, ricordati che devi morire, ma anche memento vivere, ricordati di vivere! Due frasi apparentemente opposte, eppure complementari. Nel celebre dipinto di Caravaggio, il teschio sulla scrivania di San Gerolamo diventa compagno silenzioso del pensiero, presenza discreta ma imprescindibile: è memoria della finitudine, stimolo alla conoscenza, ma anche invito alla consapevolezza. Tra le Maison che hanno saputo elevare questo simbolo a forma d’arte, spicca quella della famiglia Codognato, storica gioielleria veneziana fondata nel 1866 da Simeone. Specializzatasi in creazioni di gioielli e oggetti decorativi, continua ancora oggi ad affascinare gli appassionati fondendo l’opulenza della tradizione veneziana con una forte impronta esoterica e simbolica. Codognato ha saputo trasformare il teschio in un emblema di alta gioielleria, non più simbolo lugubre ma esortazione a prende-

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Lydia Courteille

re coscienza della caducità dell’esistenza e, quindi, dell’importanza del vivere pienamente. L’estetica gotica e rinascimentale del memento mori trova oggi nuova vita grazie anche alle Maison di alta gioielleria e ai jewelry designer. Ma il vero momento di svolta nella gioielleria contemporanea av-

Lydia Courteille

viene nel 2018, quando Victoire de Castellane introduce per Dior la collezione Tête de Mort. Qui il teschio abbandona ogni connotazione lugubre: scolpito in calcedonio, quarzo rosa, ametista o opale, sorride, si veste di fiori e quadrifogli, sprigiona luce. È un teschio luminoso, un carpe diem scintillante. Non ammonisce, ma invita. Il memento mori si capovolge in un memento vivere: ricordati che il tempo è breve, e proprio per questo va vissuto con intensità, leggerezza, meraviglia. Come afferma la stessa de Castellane: “Non è un teschio che spaventa, ma che invita a vivere. Non è un addio, ma un promemoria scintillante”. Nel laboratorio di Torre del Greco, invece, Amedeo Scognamiglio reinterpreta il teschio attraverso l’antica tecnica del cammeo. La conchiglia incisa incontra simbologie gotiche e pop: serpentiformi, figure antropomorfe, teschi… il tutto condito da una sottile ironia. È un cortocircuito affascinante tra tradizione e contemporaneità: la delicatezza del bassorilievo convive con la potenza del simbolo, generando gioielli concettuali, identitari, culturali. La parigina Lydia Courteille dal canto suo trasforma il teschio in una Wünderkammer indossabile. Le sue vanités sono teatrini gotici, ossari immaginari, mani scheletriche, fanciulle eteree custodi silenziose del miste-


INSIDE JEWELRY

Codognato

Amedeo Scognamiglio

Codognato

Lydia Courteille

Codognato

Lydia Courteille

Dior

ro della vita. Qui il teschio non ammonisce: interpreta. La morte diventa racconto, metamorfosi, incanto alchemico e meraviglia visionaria. Andando avanti, Lorenz Bäumer, noto designer di Place Vendôme, interpreta il teschio con un linguaggio radicalmente diverso da quello teatrale o visionario di altre Maison: lo riduce a forma essenziale. La sua estetica non si fonda sull’eccesso, ma sulla struttura. Il teschio, in questa visione, non è ornamento narrativo ma modulo primario, icona della fragilità umana. La sua collezione Good Girl Bad Girl incarna perfettamente questa dualità. Materiali chiari e lucenti convivono con elementi scuri, opachi, materici, quasi tellurici. Non è contrasto, ma convivenza degli opposti. La “good girl” rappresenta la forma, l’equilibrio, la chiarezza; la “bad girl” è l’istinto, la tensione e l’ombra. Il teschio diventa così luogo della coesistenza. Per finire, Stephen Webster, ricercato gioielliere britannico, trasforma il teschio in manifesto estetico e identitario. Le sue collezioni Skull Ring e Thorn sono rock-chic, punk aristocratico, lusso ribelle. Un gioiello che non predica la morte, ma la scelta di vivere secondo sé stessi. Il teschio, da simbolo lugubre, è oggi manifesto estetico e filosofico. Memento mori. Memento vivere. Due facce della stessa gemma. English text: page 107

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al gennaio-agosto 2024). Al contempo, l’import è cresciuto anche a livello di quantità, nella misura del +14,1% (+3.082 kg). Considerando le quantità, con riferimento alla sola gioielleria da indosso In controtendenza, si conferma positiva ladavariazione che ha coinvolto F Egennaio-agosto DleEesportazioni R O R A2025 F I i volumi esportati Considerando le quantità, con riferimento alla sola gioielleria indosso considerata, nell’arco del complessivamente complessivamente considerata, nell’arco del gennaio-agosto i volumi esportati di oggettistica in metalli preziosi, 2025 in aumento delun+7,7% rispetto primi otto mesikg circa rispetto hanno evidenziato decremento di rilievo,aipari al -24,5% (-190.050 hanno evidenziato un decremento di rilievo, pari al -24,5% (-190.050 circa rispetto 2024). Al contempo, l’import è cresciuto anche a livello di al kg gennaio-agosto del 2024; più in particolare, tale compartoa ha assistito ad un incremento dell’export al gennaio-agosto 2024). Al contempo, l’import è cresciuto anche di quantità, livello nella misura del +14,1% (+3.082 kg). quantità, nella misura del +14,1%in(+3.082 kg). al +6,3%, mentre le esportazioni di oggettistica in argento di oggettistica oro pari In controtendenza, si conferma positiva la variazione che ha coinvolto le esportazioni sono cresciute del +23,5%, portandosi su invalori non troppo lontani ovvero In controtendenza, si conferma positiva la variazione che ha coinvolto le esportazioni di oggettistica metalli preziosi, in aumento del +7,7% rispetto ai primi otto mesi di oggettistica in metalli preziosi, in aumento del +7,7% rispetto ai primi otto mesi 2024; più in particolare, tale comparto ha ad un incremento dell’export rispettivamente 38,8 e 35,1. I flussi del con l’estero di oggettistica in assistito metalli comuni del 2024; più in particolare, tale comparto ha assistito ad un incremento dell’export di oggettistica in oro pari al +6,3%, mentre le esportazioni di oggettistica in argento placcati sono, invece, scesi del -33,7%, per totale di periodo pari a 6,8non milioni di oggettistica oro pari al +6,3%, mentre le esportazioni di oggettistica inun argento sono cresciute del +23,5%, portandosi su valori troppo di lontani ovvero secondi del +11,9%; taliinmercati presentano un’incidenza sul totale export settoriale cresciute delgli+23,5%, portandosi valoriGlinon 38,8 e 35,1. I flussi con l’estero di oggettistica in metalli comuni euro. simile: lasono Svizzera del 11,1%, Emirati Arabi Uniti delsu10,8%. Stati troppo Uniti,rispettivamente in lontani quarta ovvero rispettivamente e 35,1.sulI flussi con l’esteroperiodo di oggettistica in Ancora metalli comuni placcati sono, invece, scesi del -33,7%, per un totale di periodo pari a 6,8 milioni di posizione, cedono invece38,8 il -13,4% corrispondente del 2024. placcati sono, invece,(+8,9%), scesi delle-33,7%, per unitaliane totale verso di periodo pari apatria 6,8 milioni di euro. favorevoli nel primo trimestre esportazioni la Francia, euro.maison del lusso, sono calate del -19,5% da gennaio a giugno 2025 e delle grandi

I DATI DELL’EXPORT ORAFO-ARGENTIERO GIOIELLIERO NEI PRIMI OTTO MESI DEL 2025

Tabella 1 - Il commercio con l'estero del settore orafo-argentiero-gioielliero nel gennaioTabella 1 - Il commercio con l'estero del settore orafo-argentiero-gioielliero nel gennaio2025: analisi per principali linee2025: di prodotto analisi per principali linee di prodotto Tabella 1 - Il commercio con l'estero delagosto settore orafo-argentiero-gioielliero nel gennaio- agosto

archiviano gli otto mesi in flessione del -17,4%.

Tabella 2 - Il commercio con l'estero del settore orafo-argentiero-gioielliero agosto 2025: analisi per principali linee di prodotto nel gennaio-agosto 2025: export per Paese di destinazione (Top20) Prodotti finiti

Import Prodotti finiti

Export

Mln. euro Var.% Incidenza Mln. euro% Var.% Mln. euro Var.% Mln. EuroMln. euro Var.% Totale Gioielleria da indosso

Totale Gioielleria da indosso 1.371,5 9,2 Mondo TotalediGioielleria 8.367 -14,4 da indosso cui di cui Gioielleria da indosso in argento 258,3 25,7 di cui

S

Import Prodotti finiti Saldo commerciale

UE27 post-Brexit Extra UE27 post-Brexit

1.905 6.462

-3,5 5,6 -17,2

Gioielleria da indosso in argento Gioielleria da indosso in oro 1.101,8

Gioielleria da indosso in metalli comuni placcati

11,4

14,8

7.841,2

100,0

546,0

22,8 77,2

7.267,4 27,8

-15,0 6.469,7 di cui Gioielleria da indosso in argento 1.371,5 9,2 -1,5 287,7 Gioielleria da indosso in oro

Export Mln. euro

7.841,2

258,3 25,7 546,0 -15,9 6.165,6 Gioielleria da indosso in metalli comuni placcati

17,6 16,4 Totale Oreficeria da arredo 5,6 1.101,8 20,0 80,7 7,7 65,9 di cui 11,1 Oreficeria da arredo in argento

Import

Mln. euro

Gioielleria da indosso in1.677 oro 7.267,4 ulla base delle elaborazioni Turchia -47,3 Totale Oreficeria da arredo 14,7 14,2 effettuate dal Centro Studi Svizzera di 932 13,4 di cui Gioielleria comuni 11,4 14,8 27,8 Oreficeria da Arabi arredo inUniti argento da indosso in metalli 90,5 placcati 35,1 23,5 27,4 Emirati 903 7,8 11,9 10,8 Confindustria Federorafi su dati Oreficeria da arredo in oro Stati Uniti d'America 776 -13,4 9,3 Oreficeria da arredo in oro 5,5 -21,2 38,8 6,3 33,3 ISTAT, nel periodo gennaio-agosto arredo in metalli 14,2comuni placcati 80,7 Francia Totale Oreficeria da arredo591 -17,4 7,1 Oreficeria da14,7 2025 il settore orafo-argentiero-gioielliero Oreficeria da arredo in metalli comuni placcati di cui 6,8 -33,7 5,3 Irlanda 353 1,5-20,7-1,7 4,2 Lavori in perle e pietre preziose italiano evidenzia una fase di assestamento Hong Kong 314 21,3 -8,5 3,8 Oreficeria 7,8 90,5 35,1 Lavori in perle e pietre preziose da arredo in argento 12,1 19,4 29,4 -1,9 Paesi Bassi 188 54,0 2,2 Bigiotteria dopo le dinamiche eccezionalmente Bigiotteria 180,6 -1,3 391,7 -7,8 211,1 179 14,9 2,1 Cinturini per orologi preziosi e/o placcati 38,8 espansive registrate nel triennio precedente.GermaniaOreficeria da arredo in oro 5,5 in metalli -21,2 Regno Unitoin metalli preziosi e/o placcati 170 5,5 22,9 2,0 Cinturini per orologi -13,1 34,1 -19,4 28,6 Le esportazioni mostrano una flessione Panama 149 20,3 1,8 Totale Oreficeria da arredo in metalli1.594 comuni7,9placcati 8.367 -14,4 1,5 -1,7 6,8 Totalea 6.773 del -14,4% su base annua, attestandosi

Export Saldo commerciale Saldo commerciale

Var.%

Var.%

1.371,5

9,2

258,3 -15,0 25,7 1.101,8

5,6

11,4

14,8

-1,5

14,7 14,2 -15,9 7,8

90,5

5,5

-21,2

17,6

1,5 7,7 -1,7 21,3

12,1

180,6

-1,3

23,5

5,5 6,3 -13,1 1.594

-33,7

7,9

Mln. euro

Var.%

Mln. euro 6.469,7

Mln. euro 7.841,2

-15,0

546,0 6.469,7

-1,5

287,7

7.267,4

-15,9

6.165,6

27,8

17,6

16,4

80,7 6.165,6

7,7

65,9

35,1

23,5

27,4

38,8

6,3

33,3

6,8 65,9

-33,7

5,3

19,4

29,4

-1,9

391,7

-7,8

211,1

34,1 33,3

-19,4

28,6

8.367

-14,4

6.773

287,7

16,4

27,4

5,3

Canada 146 97,0 1,7 Fonte: Centro Studi Confindustria FEDERORAFI su dati ISTAT poco più di 8,37 miliardi di euro, mentre Messico le 138 FEDERORAFI -3,0 1,7 Fonte: Centro Studi Confindustria su dati ISTAT Lavori in perle e pietre preziose 21,3 12,1 19,4 29,4 -1,9 Spagna 131 12,5 1,6 I lavori in perle e pietre preziose destinati ai mercati esteri, negativi nel gennaioimportazioni tornano in crescita (+7,9%), Giappone 124 26,0 1,5 I lavori in perle e pietre preziose destinati ai mercati esteri, negativi nel gennaiodicembre 2024 (-6,8%) con prosecuzione del trend nel gennaio-marzo 2025 (-1,1%), raggiungendo 1,59 miliardi di euro. Il saldo Bigiotteria 180,6 -1,3presentano 391,7 -7,8sul totale 211,1 secondi del +11,9%; tali presentano un’incidenza sultotale totaleexport export settoriale Cina 2024 111del trend 16,8 nel gennaio-marzo 1,3secondi dicembre (-6,8%) con prosecuzione 2025 (-1,1%), secondi del +11,9%; tali mercati un’incidenza export settoriale del +11,9%; talimercati mercati presentano un’incidenza sul settoriale hanno assistito nell’arco del primo semestre ad un cambio di passo (+13,6%), che commerciale resta ampiamente positivo, pari Romania 107 ad un 2,2cambio 1,3 simile: la Svizzera del 11,1%, gli Emirati Arabi Uniti del 10,8%. Gli Stati Uniti, quarta hanno assistito nell’arco del primo semestre di passo (+13,6%), che simile:simile: la Svizzera del 11,1%, gli Emirati Arabi Uniti 10,8%. Gli Stati quarta la Svizzera del 11,1%, gli Emirati Arabidel Uniti del 10,8%. GliUniti, Stati in Uniti, in in quarta a 6,77 miliardi di euro, pur risultando in calo del 5,5 invece -13,1 34,1 -19,4periodoperiodo MalaysiaCinturini per orologi in metalli 106 preziosi 56,9 e/o placcati 1,3 posizione, cedono ilil -13,4% sul corrispondente del2024. 2024.Ancora Ancora posizione, cedono invece il -13,4% sul corrispondente del28,6 2024. Ancora posizione, cedono invece -13,4% sul corrispondente periodo del Polonia 104 28,6 1,2 -18,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. La favorevoli nel primo trimestre (+8,9%), le esportazioni italiane verso Francia, patria favorevoli nel primo trimestre (+8,9%), le esportazioni italiane verso Francia, patria patria favorevoli nel primo trimestre (+8,9%), le esportazioni italiane la verso lala Francia, Israele Totale 83 7,2 1,0 1.594 7,9sono calate 8.367 contrazione dell’export è riconducibile a una maison del del-14,4 dagennaio gennaio giugno 2025 delledelle grandi maison del lusso, del -19,5% da gennaio a6.773 giugno 2025 e2025 dellegrandi grandi maison del lusso, lusso, sono sono calate calate del -19,5% da a agiugno e e 2-19,5% Fonte: Centro Studi Confindustria FEDERORAFI2su dati ISTAT archiviano pluralità di fattori: da un lato una fisiologica archiviano gligliotto ininflessione del -17,4%. -17,4%. gli otto mesi inmesi flessione del -17,4%. archiviano ottomesi flessione

Fonte: Centro Studi Confindustria FEDERORAFI su dati ISTAT normalizzazione dopo i forti incrementi degli Tabella 2 - Il commercio con l'estero del settore orafo-argentiero-gioielliero Tabella commercio con l'estero l'estero del orafo-argentiero-gioielliero Tabella 2 2- -IlIlcommercio con del settore settore orafo-argentiero-gioielliero Se i flussi diretti ultimi anni, dall’altro il deterioramento del in Irlanda, hub logistico-commerciale, erano cresciuti per gran nelparte gennaio-agosto 2025: 2025: export per Paese di destinazione (Top20) nelgennaio-agosto gennaio-agosto 2025: export per dididestinazione (Top20) nel per Paese Paese destinazione (Top20) del 2024e,per in poi cambiare passoinnell’ultimo scorcio dell’anno (-5,3% neidestinati dodici mesi), ai mercati esteri, negativi nel gennaioquadro congiunturale internazionale controtendenza al quadro generale, IInlavori perlerispetto e pietre preziose nel cumulato 2025 hanno assistito ad un ulteriore misura rilevante, il ridimensionamento dei ad agosto l’export di oggettistica in metalli preziosideterioramento, cresce Mln. Euro Var.% Var.% Incidenza % Mln. Incidenza %% Mln. Euro Euro Var.% Incidenza dicembre 2024di(-6,8%) corrispondente al -20,7%. L’hub asiatico Hong Kong,con calatoprosecuzione -5,6% nel 2024,del è trend nel gennaio-marzo 2025 (-1,1%), flussi verso la Turchia, che dopo l’exploit del del +7,7%, trainato in particolare del dall’argento Mondo 8.367 8.367 -14,4 -14,4 Mondo Mondo 8.367 -14,4 100,0 100,0 hanno nell’arco del primo semestre ad un cambio di passo (+13,6%), che100,0 2024 registra nei primi otto mesi del 2025 una (+23,5%)assistito e, in misura più moderata, dall’oro di cui di cui di cui flessione del -47,3%, pur mantenendo il primo (+6,3%). Restano invece deboli i flussi di UE27 post-Brexit 1.905 -3,5 22,8 UE27 post-Brexit 1.905 -3,5 22,8 UE27 post-Brexit 1.905 -3,5 22,8 UE27 6.462 6.462 -17,2 -17,2 77,2 77,2 Extrapost-Brexit UE27 post-Brexit posto tra i mercati di sbocco del comparto. oggettistica in metalli4comuni placcati (-33,7%). ExtraExtra UE27 post-Brexit 6.462 -17,2 77,2 Il comparto preponderante, rappresentato Dal punto di vista geografico, l’Unione Europea TurchiaTurchia 1.677 1.677 -47,3 -47,3 20,0 20,0 Turchia 1.677 -47,3 20,0 dall’oreficeria e gioielleria in oro (86,9% assorbe il 22,8% dell’export settoriale, con Svizzera 932 93213,4 13,4 11,1 11,1 Svizzera Svizzera 93211,9 11,9 13,4 10,8 10,8 11,1 dell’export settoriale), segna una riduzione del una flessione media del -3,5%, mentre l’area Emirati 2 Uniti Arabi 903 903 Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti 903 11,9 9,3 9,3 10,8 776 776 -13,4 -13,4 Statid'America Uniti d'America -15,9%. Più contenuto il calo della gioielleria extra-UE, che rappresenta il 77,2% delle vendite Stati Uniti Stati Uniti d'America 776 -13,4 7,1 7,19,3 Francia 591 -17,4 Francia 591 -17,4 in argento (-1,5%, per un valore di 546 milioni estere, registra una riduzione più marcata Francia 591 -17,4 4,2 4,27,1 Irlanda 353 353 -20,7 -20,7 Irlanda di euro), mentre si conferma dinamica (-17,2%). Accanto alla Turchia, si distinguono 353-8,5 -20,7 HongIrlanda Kong 314 314 3,8 3,84,2 Hong Kong -8,5 positiva per la gioielleria in metalli comuni per andamento positivo Svizzera (+13,4%) ed PaesiHong 31454,0 54,0 -8,5 2,2 2,23,8 Bassi 188 188 PaesiKong Bassi Paesi Bassi 18814,9 14,9 54,0 2,1 2,12,2 placcati, in crescita del +17,6%, sebbene su Emirati Arabi Uniti (+11,9%), che si confermano Germania 179 179 Germania Unito Unito 170 170 Regno 17922,9 22,9 14,9 2,0 2,02,1 valori assoluti ancora limitati. Tali andamenti mercati strategici. In crescita anche Germania, RegnoGermania 149 149 Panama Regno Unito 17020,3 20,3 22,9 1,8 1,82,0 riflettono un mercato finale condizionato Regno Unito, Giappone, Cina e diversi hub Panama Canada 146 146 Canada Panama 14997,0 97,0 20,3 1,7 1,71,8 dai livelli elevati delle quotazioni dell’oro, che logistici europei, mentre risultano in calo Stati Messico 138 138 Messico Canada 146-3,0 -3,0 97,0 1,7 1,71,7 penalizzano i volumi di consumo, favorendo Uniti e Francia. Nel complesso, i dati dei primi Spagna 131 131 Spagna Messico 13812,5 12,5 -3,0 1,6 1,61,7 124 124 Giappone in parte prodotti a minor contenuto di metallo otto mesi del 2025 delineano un settore che, Giappone Spagna 13126,0 26,0 12,5 1,5 1,51,6 111 111 Cina prezioso. In termini quantitativi, le esportazioni pur attraversando una fase di rallentamento, Cina Giappone 12416,8 16,8 26,0 1,3 1,31,5 Romania 107 107 2,2 2,2 1,3 1,3 Romania Cina 111 16,8 1,3 di gioielleria da indosso registrano una mantiene livelli di export storicamente elevati Malaysia 106 10656,9 56,9 1,3 1,3 Malaysia Romania 107 2,2 1,3 contrazione significativa (-24,5%), a fronte e una solida posizione di avanzo commerciale, PoloniaPolonia 104 10428,6 28,6 1,2 1,2 Malaysia 106 56,9 1,3 83 1,0 1,0 di un incremento delle quantità importate confermando la competitività strutturale IsraeleIsraele 83 7,2 7,2 Polonia 104 28,6 1,2 (+14,1%), segnale di una domanda orientata della manifattura orafo-gioielliera italiana sui Fonte: Centro Studi Confindustria FEDERORAFI su dati ISTAT Fonte: Centro Studi Confindustria FEDERORAFI su dati ISTAT Israele 83 7,2 1,0 verso prodotti a prezzo medio più contenuto. mercati internazionale. Fonte: Centro Studi Confindustria FEDERORAFI su dati ISTAT

Se i flussi in Irlanda, hub logistico-commerciale, erano erano cresciuti per gran Se i diretti flussi diretti in Irlanda, hub logistico-commerciale, cresciuti perparte gran parte del 2024 poiper cambiare passo passo nell’ultimo scorcioscorcio dell’anno (-5,3%(-5,3% nei dodici mesi),mesi), delper 2024 poi cambiare nell’ultimo dell’anno nei dodici i flussi diretti in Irlanda, logistico-commerciale, cresciuti per gran parte nel Se cumulato ad agosto 2025 hub hanno assistito ad unadulteriore deterioramento, nel cumulato ad agosto 2025 hanno assistito unerano ulteriore deterioramento, delcorrispondente 2024 peralpoi cambiare nell’ultimo scorcio dell’anno (-5,3% neinel dodici corrispondente -20,7%. L’hubpasso asiatico di Hong calato del -5,6% nel 2024, è mesi), al -20,7%. L’hub asiatico di Kong, Hong Kong, calato del -5,6% 2024, è

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nel cumulato ad agosto 2025 hanno assistito ad un ulteriore deterioramento,


L’ORAFO ITALIANO

CH I M E T: L A C O N O S C ENZ A COME F O N D AM E N T O D ELLA S OS T E N IB IL IT À

I

nnovazione, economia circolare, sostenibilità e formazione sono le fondamenta per un futuro migliore. Questa consapevolezza è alla base dell’operato quotidiano di Chimet, che, da oltre cinquant’anni trasforma la responsabilità ambientale in azione concreta, coniugando ricerca, tecnologia e sapere per dare nuova vita alle risorse e portare ulteriore valore alle imprese, alle comunità e ai territori. L’azienda è leader internazionale nel recupero, nell’affinazione e nella produzione di metalli preziosi e di prodotti chimici a base di metalli preziosi, con un’attività complessa che trova il proprio fattore comune in un unico valore: la sostenibilità. Un modello produttivo rigenerativo - La mission di Chimet è chiara fin dalla fondazione (1974): valorizzare ciò che esiste, ridurre gli sprechi e restituire nuova vita alle risorse. I moderni impianti industriali dell’azienda, tra i più avanzati al mondo per tecnologia e tutela ambientale, permettono di recuperare ogni anno tonnellate di oro, argento, palladio, platino, rodio e altri metalli preziosi provenienti da scarti orafi, catalizzatori esausti e residui industriali, reintroducendoli nel ciclo produttivo in un modello a circuito chiuso. Questo processo virtuoso unisce rigore scientifico, responsabilità etica e innovazione tecnologica per una filiera più trasparente e rigenerativa. L’impegno di Chimet nella sostenibilità non si limita solo ai processi produttivi ma diventa una vera e propria cultura da diffondere a partire dalle giovani generazioni. “Chimet – spiega l’amministratore delegato Luca Benvenuti –, crede che l’innovazione più grande sia quella che passa attraverso la conoscenza. Per questo abbiamo scelto di investire anche nel dialogo con le giovani generazioni, promuovendo progetti formativi e momenti di confronto tra scuola, impresa e mondo scientifico. La sostenibilità non può prescindere dalla cultura del sapere: diffondere la conoscenza significa costruire consapevo-

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lezza e la consapevolezza è la base di ogni scelta etica, produttiva e sociale”. La conoscenza come leva di sostenibilità Nel 2024, in occasione del 50° anniversario della fondazione, Chimet ha avviato un percorso di sensibilizzazione rivolto agli studenti delle scuole superiori con l’obiettivo di far conoscere i principi dell’economia circolare e dell’uso consapevole delle risorse. Il progetto è iniziato con l’incontro col professor Vincenzo Schettini de La fisica che ci piace, ed è proseguito con un nuovo appuntamento al Teatro Petrarca di Arezzo col noto chimico e divulgatore Barbascura X, che, con ironia e passione, ha coinvolto centinaia di studenti nel talk show La scienza che non ti aspettavi. Entrambe le iniziative sono state motivate dall’obiettivo di accendere curiosità, offrire strumenti critici e far comprendere che solo la conoscenza permette di compiere scelte consapevoli nella vita quotidiana e nel mondo del lavoro. “La presenza di questi divulgatori scientifici – commenta Maria Cristina Squarcialupi del CdA di Chimet –, permette di arrivare al cuore dei ragazzi, stimolando conoscenze e saperi per

affrontare il futuro. I giovani devono essere consapevoli, ad esempio, che per riciclare e recuperare serviranno impianti tecnologicamente adeguati, che sono fondamentali per un mondo più pulito e vivibile”. Verso un futuro condiviso - In un momento storico di transizioni energetiche, ambientali e digitali, la capacità di leggere la complessità e di comprendere le interconnessioni tra economia, scienza e ambiente diventa un valore imprescindibile. La scelta di Chimet è guardare alle nuove generazioni come al vero motore del cambiamento attraverso un dialogo continuo tra scuola, impresa e territorio, per generare un ecosistema di collaborazione e innovazione. Allo stesso tempo, il recupero dei metalli preziosi e la valorizzazione delle risorse testimoniano ogni giorno come l’economia circolare possa diventare un approccio sistemico capace di rigenerare valore, portare benefici concreti alle imprese e tutelare l’ambiente. Conoscenza, responsabilità e visione sono, dunque, i tre elementi che insieme rendono la sostenibilità un valore reale e condiviso.


INSIDE JEWELRY

F O R EV E R UN I QUE E TE R N A IC O N A Alta manifattura, diamanti selezionati e design personalizzabile: il brand milanese reinterpreta il classico bracciale tennis in chiave contemporanea, per un gioiello senza tempo, perfetto per ogni stile e ogni giorno.

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a sempre specializzata nella creazione di gioielli con diamanti, Forever Unique coltiva una passione che si è trasformata in autentica firma di stile: il bracciale tennis. Un’icona senza tempo, reinterpretata con l’eccellenza artigianale e l’attenzione al dettaglio che contraddistinguono la maison milanese. Ogni bracciale tennis Forever Unique nasce nelle mani esperte dei maestri orafi, che realizzano ogni creazione completamente a mano, selezionando solo diamanti di taglio eccellente e gemme naturali di straordinaria luminosità. A garantire il valore e l’autenticità di ogni pezzo, un certificato gemmologico accompagna ciascun gioiello. La collezione Tennis by Forever Unique propone un’ampia scelta di modelli, dai design più classici alle versioni più contemporanee, pensate per chi cerca un gioiello raffinato ma anche personalizzabile. È una collezione che parla a tutti, genderless per vocazione, in linea con il gusto di un pubblico sempre più attento al valore simbolico e quotidiano del gioiello. Tra le interpretazioni più originali, Mix&Match è la proposta pensata per chi ama giocare con il colore: bracciali tennis con gemme colorate che si abbinano con naturalezza a diversi outfit, orologi o altri gioielli. Perfetti per chi desidera un look dinamico, contemporaneo, e per chi vive il gioiello

come parte integrante del proprio stile. Tra i nuovi arrivi, i bracciali Stella e Luna raccontano un’idea di luce e sogno. Due nomi evocativi per due creazioni destinate a brillare al polso di chi le indossa: eleganti, versatili e caratterizzate da una manifattura impeccabile. “Il bracciale tennis è un’icona di stile che non tramonta mai,” afferma Alberto Osimo, fondatore di Forever Unique. “Con questa collezione abbiamo voluto unire la tradizione

orafa a una visione moderna della personalizzazione, offrendo ai clienti un’esperienza unica e duratura nel tempo”. Simbolo di eleganza, qualità e libertà espressiva, il bracciale tennis by Forever Unique rappresenta l’essenza del lusso contemporaneo: un gioiello da vivere ogni giorno che diventa parte della propria storia e, come suggerisce il nome del brand, un acquisto per sempre.

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L’ORAFO ITALIANO

LA NU OV A E L E G AN Z A FIRM A TA A RT L I N E A Volumi, diamanti e materiali inediti: il 2025 del brand è all’insegna di carattere e ricercata preziosità.

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rtlinea inaugura un nuovo capitolo creativo con tre collezioni che esprimono al massimo la propria identità: eleganza scultorea, luce pura e forza maschile contemporanea. Creazioni nate dall’alta gioielleria italiana e dalla grande attenzione per la luce, la materia e i dettagli. Macramè è un tributo all’arte orafa che si fa scultura. Pavé bombati di diamanti bianchi naturali e pietre preziose come rubini, zaffiri, smeraldi, acquamarina, morganite e tanzanite impreziosiscono superfici sinuose, pensate per catturare la luce da ogni angolazione. Gli anelli, i bracciali, le collane e gli orecchini in oro 18 carati giocano con i colori dell’oro – bianco, giallo e rosa – raggiungendo un equilibrio impeccabile tra ricamo prezioso e volume deciso. Nata come opera tridimensionale da indossare, la collezione incarna una femminilità sofisticata, intensa, architettonica. Starry Night guarda invece al cielo notturno e alla sua magia luminosa. Gioielli in oro 18 carati e diamanti bianchi naturali che alternano pavé e riviere

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creando costellazioni di riflessi, piccoli punti luce o diamanti centrali da 1 carato. Ogni pezzo esalta la maestria dei gioiellieri Artlinea e una minuziosa attenzione ai dettagli, trasformando la purezza delle gemme in un disegno senza tempo, capace di raccontare romanticismo e brillantezza assoluta. Hyperion, per finire, dà voce a un universo maschile potente e sofisticato. Ispirata al Titano Iperione e al Sole, la collezione unisce oro 18 carati e titanio, metalli complementari che dialogano tra contrasti materici, texture e lucentezze. Anelli chevalier, bracciali e collane adottano elementi iconici dell’immaginario maschile – teschi, ancore, rose dei venti, ferri di cavallo – impreziositi da diamanti naturali o spinelli neri. Le nuove aggiunte 2025 inseriscono pietre dure come “occhio di tigre”, onice nera e lapislazzuli, esaltando la personalità di chi li indossa con un’estetica forte e contemporanea. Tre collezioni, un’unica visione: rendere ogni gioiello un microcosmo prezioso dove il design incontra la luce. Con Macramè, Starry Night e Hyperion, Artlinea conferma un’eccellenza italiana che continua a rinnovarsi con stile, carattere ed energia creativa.


INSIDE JEWELRY

GOL D EN M AT E IL V A L OR E D E I L E G AM I, LA F O R ZA D E L L ’ O R O

Cinque palette di pietre naturali, ciondoli ricchi di simboli e oro 18 carati per una collezione che unisce design contemporaneo e ricerca interiore. Il nuovo capitolo del lusso quotidiano firmato Rue des Mille.

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ue des Mille è un brand artigianale che porta avanti la tradizione della gioielleria prêt-àporter con un twist tutto italiano. Shine as you are è più di un motto: un invito a splendere con gioielli che combinano eccellenti materie prime, abilità manifatturiera e un design versatile e contemporaneo. Con la nuova capsule Golden Mate, il brand toscano aggiunge un nuovo capitolo alla propria storia: una collezione di collane e bracciali che

celebra i legami, i colori e la luce dell’oro in chiave contemporanea. Pensata per accompagnare ogni look della stagione autunno-inverno 2025 con un tocco di energia e preziosità, Golden Mate unisce l’eleganza naturale delle pietre dure — agate, giade e altre varietà naturali — a un design versatile e sofisticato. Le creazioni si declinano in cinque palette cromatiche vibranti e armoniose, pensate per adattarsi con naturalezza a ogni stile: dal minimal al boho-chic. I preziosi della colle-

zione Golden Mate sono concepiti per essere indossati in libertà: da soli oppure in layering, moltiplicando i riflessi e i significati. L’effetto è quello di uno stile fluido e personale, che parla di chi lo indossa. Protagonisti della capsule sono i ciondoli in oro 18 carati, piccoli talismani da indossare singolarmente o combinandoli tra loro per raccontare la propria storia. Stelle, cuori, fulmini, croci o lettere si trasformano in segni distintivi di un linguaggio emozionale, che unisce simbolismo e leggerezza. “L’oro non è solo un materiale nobile, ma un modo di essere,” è la filosofia Rue des Mille: offrire un lusso prêt-à-porter, contemporaneo, colorato e accessibile, capace di trasformare ogni giorno in un’occasione per brillare. Golden Mate è disponibile nelle boutique monomarca Rue des Mille, presso i rivenditori autorizzati e online su ruedesmille.com.

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INSIDE JEWELRY

L’ORAFO ITALIANO

T E CN O L O G IA, R IC E R C A E V I S I ONE : L E G O R ANTICIPA IL FUTURO DEL L A G I O IE L L E R IA A T.Gold 2026, Legor conferma il suo ruolo di partner strategico per l’industria orafa, presentando un ecosistema integrato di leghe, soluzioni galvaniche e additive manufacturing. Un approccio scientifico e multidisciplinare per un mercato sempre più esigente in termini di qualità, estetica, sostenibilità e innovazione.

LEGHE, CUORE PULSANTE DELL’ECCELLENZA METALLURGICA Con centinaia di formulazioni disponibili per tutte le carature e i processi, l’azienda si conferma tra i leader di mercato a livello internazionale. A T.Gold 2026 sarà possibile toccare con mano le eccellenze della gamma Gold Line e lo special product Modern Electrum (lega nata dall’unione tra l’expertise di Legor nella scienza dei metalli preziosi – con l’obiettivo di dare vita a una lega di incredibile pregio composta da metalli preziosi e non preziosi, rigorosamente da fonti di riciclo certificate – e l’esclusività dei brand Diamonds De Canada e Alessi Domenico, che l’hanno rispettivamente utilizzata per realizzare delle collezioni di gioielli), che rappresentano la massima espressione tra performance tecnica e resa estetica. Ma non solo, anche Silnova – Lega d’Argento a titolo 930% impreziosita da Palladio –, Andromeda – Leghe di Platino 950% in graniglia – e LEGHE PER ORO BIANCO NICKEL-FREE a base Palladio. Leghe pensate per rispondere alle esigenze dei produttori contemporanei: malleabilità, colore, riduzione degli scarti e qualità superficiale ai massimi livelli. SOLUZIONI GALVANICHE TRA ESTETICA E FUNZIONE A corredo delle leghe per gioielleria, Legor presenterà anche una serie di soluzioni galvaniche ideali per esaltare la bellezza dei gioielli, unendo valorizzazione estetica e protezione senza compromessi. Il Gruppo offre al riguardo un universo di finiture personalizzate e luminose per dare vita a gioielli straordinari. L’expertise sviluppata nel mondo della galvanica si traduce in soluzioni che superano

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ogni aspettativa, donando ai pezzi unicità, brillantezza e colori senza eguali. Un equilibrio perfetto tra estetica, funzionalità e affidabilità, con prodotti pensati sia per il lusso tradizionale che per il mondo fashion. ADDITIVE MANUFACTURING: NUOVI SCENARI PER LA GIOIELLERIA In esposizione anche una selezione di componenti in metallo prezioso e non prezioso prodotti nel suo innovativo centro per la manifattura additiva – il Legor 3D Metal Hub – tramite tecnologia Binder Jetting, a dimostrazione della versatilità della tecnologia su diversi fronti applicativi: dalla gioielleria all’orologeria, dall’accessorio moda a sperimentazioni trasversali. Una rivoluzione di processo che supera i limiti della microfusione tradizionale e apre nuovi scenari per la personalizzazione e la prototipazione rapida. RICERCA & SVILUPPO: RIGORE SCIENTIFICO E VALIDAZIONE GLOBALE Infine, spazio alla Ricerca e Sviluppo, vero motore dell’innovazione Legor. L’azienda apre le porte del proprio know-how e dei laboratori R&D ad aziende e professionisti intenzionati a contribuire attivamente alla nascita di nuove soluzioni per l’alta gioielleria e il fashion. Come? Attraverso due modalità di collaborazione: progetti su richiesta del cliente e beta testing di innovazioni Legor, per partner selezionati che desiderano testare in anteprima prodotti d’avanguardia e contribuire al loro perfezionamento. Legor sarà presente a T.Gold 2026: Stand 160, Padiglione 9.


EVENTI

VICEN Z A T O R N A C APIT A LE DEL GI OI E LL O VOJ 2026 apre l’anno fieristico dei preziosi con la novità “VO Awards”, i premi per le migliori proposte del settore. Sold out nei padiglioni e attesa per i buyer da 5 continenti e per la tecnologia del T.Gold. Cresce anche il B2C orologiero nell’area VO Vintage.

I

l mondo della gioielleria internazionale si prepara a ritrovarsi a Vicenza, dal 16 al 20 gennaio 2026 per Vicenzaoro January – The Jewellery Boutique Show (VOJ), primo appuntamento globale dell’anno per l’intera filiera del prezioso organizzato da Italian Exhibition Group (IEG). Una manifestazione che, con oltre settant’anni di storia, si conferma il principale hub europeo per il business orafo-gioielliero e uno dei più rilevanti a livello mondiale. La nuova kermesse si presenta con il claim People · Product · Places, che proietta Vicenzaoro come ecosistema della creatività, della manifattura e delle relazioni internazionali, con il gioiello celebrato non solo come prodotto, ma come sintesi culturale, tecnica e commerciale. “VOJ è piattaforma di business, hub di innovazione, formazione e confronto per i protagonisti del settore – dichiara Matteo Farsura, a capo delle fiere orafe di IEG –. Abbiamo racchiuso questo ecosistema nel nuovo manifesto Peo-

ple · Product · Places, la linfa vitale che in oltre 70 anni di storia ha reso la fiera riferimento di eccellenza per l’industry globale”. Dall’alta gioielleria al design contemporaneo, dalla produzione industriale alle lavorazioni artigianali d’autore, dai semilavorati alle pietre preziose, fino a packaging, visual merchandising, arredi e servizi: Vicenzaoro January 2026 offre una panoramica completa di tutte le declinazioni del settore. Un boutique-show senza eguali, scelta dai principali player internazionali per presentare anteprime di collezione, nuovi linguaggi stilistici e innovazioni tecniche ai buyer provenienti dai cinque continenti. In parallelo torna T.Gold, il salone internazionale dedicato alle tecnologie, ai macchinari e ai processi per l’oreficeria e la gioielleria, ospitato per l’ultima volta al Padiglione 9: da settembre 2026, infatti, sarà operativo il nuovo quartiere fieristico, destinato a ridefinire l’assetto della manifestazione e ad ampliare ulteriormente l’offerta espositiva in chiave high-tech e sostenibile.

Un investimento strategico che rafforza la vocazione internazionale di Vicenza come capitale europea del gioiello. Confermata anche l’area VO Vintage (16–19 gennaio), spazio B2C dedicato a orologi e gioielli d’epoca di pregio, punto di riferimento per collezionisti e appassionati in cerca di pezzi rari e consulenze specialistiche. Tra le grandi novità di VO26 la prima edizione dei VO Awards, riconoscimento pensato per valorizzare l’eccellenza nella produzione del gioiello e premiare le aziende che si distinguono per creatività, sostenibilità, artigianalità e innovazione: otto categorie per raccontare il meglio della manifattura italiana e internazionale. I gioielli finalisti saranno esposti in fiera e votati da buyer e visitatori nei primi due giorni di manifestazione. Vicenzaoro si conferma anche think tank e osservatorio privilegiato sui trend, grazie ai seminari tecnici di CIBJO – Confederazione Mondiale della Gioielleria, oltre a un fitto calendario di talk e incontri con opinion leader, esperti e operatori di settore. Grande attenzione, per finire, all’esperienza del buyer: dalla piattaforma digitale Jewellery Connect, consultabile via app, alla pianificazione avanzata degli appuntamenti, fino ai servizi tailor-made pensati per ottimizzare tempi e opportunità commerciali. Senza dimenticare il progetto VIOFF, che coinvolge la città di Vicenza in un percorso diffuso tra eventi, mostre, cultura ed enogastronomia, e il Museo del Gioiello all’interno della Basilica Palladiana, che accompagna i visitatori in un viaggio nella storia e nella visione del mondo orafo.

89


Variazione delle esportazioni di orefice (variazione % sul corrispondente periodo)

-15 Totale 39 Turchia Uniti Variazione delle esportazioni di oreficeria iStati talia n a n e i p r i n c i p a l i Variazione delle esm poerrtcaaztiiondi i dsib SvizzeraA N P A O L O A N A L I S I 2 0 2(v6 LnUe B ariaC zio % sD ul EcoG rrL isIpoO ndR enAteFpIer/ iodIoN ) T E S A (vS a r i a z i o n e % s u l c o r r ispondente pe Emirati Arabi Uniti Francia -15 Totale -15 Totale Irlanda 39 39 Turchia Turchia Hong Kong Stati Uniti Stati Uniti Germania VariazSvizzera ione delle esportazioni di oreficeria italiana nei princip ali mercati di sbocco Svizzera iiaazziioonUniti deslulel V errsripaisozpirotoannzedioen edo fo irc)tearzia ldiai no areUnito nfiecEmirati ierpiariniArabi ctaipliaalniUniti tirin dci ipsablo coercati d a d ioniitaRegno amneerci ap i cm Emirati (VvaarrArabi nee % co nietelldepi eeroisrop Paesi Bassi Francia Francia ioi nseb% rrriiaszpiond tseup )ondente periodo) eie%n l rce orfiircoreidrsiop Variazione delle esportazioni di oreficeria italiana nei principali me(V rvcaaarritaiiazzid oeclslceuol e(cvsoa o n e d p o r t a z i o n d i o e a i t a l i a n a n e i p r i n c i p a l i m e r c a t i d i s b o c c o Spagna Irlanda Irlanda (variazione % sul corrispondente periodo) 39periodo) (vaHong riazioKong neTotale % sul corr-15 ispondente Messico Hong Kong Turchia -15 Totale -15 Totale

L’ORAFO ITALIANO

COMPARTO ORAFO-GIOIELLIERO: RIASSESTAMENTO CON CAMBI DI STRATEGIE -15

Totale Turchia Stati Uniti Svizzera Emirati Arabi Uniti Francia Irlanda Hong Kong Germania Regno Unito Paesi Bassi Spagna Messico

Germania Stati Uniti Turchia Totale Svizzera Regno Unito Stati Uniti Turchia Emirati Uniti Svizzera PaesiArabi Bassi Stati Uniti Francia Emirati Arabi Uniti Spagna Svizzera Irlanda Francia Emirati Arabi Uniti Messico Hong Kong Irlanda

39

Francia

Germania Hong Kong Irlanda -100 Regno Unito Germania Hong Kong Paesi Unito Bassi Regno Germania Fonte: elab. su dati ISTAT Regno Unito Spagna Paesi Bassi Gen-Set 25 Paesi Bassi Messico Spagna Spagna Messico 2024 Messico -100 -100

-100

0

100

200

300

400

500

Fonte: elab. su dati ISTAT

Provincia 2024 Arezzo 7.694,4 Vicenza 2.494,4 Milano 2.018,0 Alessandria 1.805,5 Variazione delle esportazioni di oreficeria italiana nei principali Firenze znioe n%esuldce otretpa zriio noi) di oreficeria ita602,0 liana (V vaarr iaizaio orllre ispoensdp en e o d Treviso 322,5 155,1 (variazione % sul corrispoLecco ndente periodo) -15 Totale Torino 154,9 39 Turchia Padova 115,5 Stati Uniti -15 Totale Roma 94,9 39 Svizzera Turchia Varese 92,2 Emirati Arabi Uniti Francia Stati Uniti Irlanda Svizzera Hong Kong Emirati Arabi Uniti Germania Regno Unito Francia Paesi Bassi Irlanda Spagna Hong Kong Messico

Totale

nei principali

15.965,4

38,8

Fonte: ISTAT – ATECO 321. I dati 2024 sono definitivi.

39

Germania

Gen-Set 25 -100 Regno Unito 0

100

400 Gen-Set 25

0

20

Paesi Bassi 2024 Fonte: elab. su dati ISTAT Spagna Messico 200

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aFonte: zioGen-Set ni d25i oreficeGen-Set ria d25 ei principal Le esportGen-Set 2024 25elab. su dati ISTAT 2024

200 200 0

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Provincia 2024 500 porelab. tazsuio n-100 i di ore0ficeria100dei pr200 incipa300 li distre400ttiL(emei500 lsiopnoirdta i€ a riiaoziroen Le esFonte: zie onv400 id fiece%ri)a dei pr dati ISTAT

Arezzo Variazione % Vari7.694,4 azione % Vicenza P r o v i n c i a 2 0 2 4 2 0 2 4 Ge2.494,4 n-Set 25 vziniocniae %) varroia Le e s p o r t a z i o n i di oreficeria dei principali distretti (milioni di € e P i roeerfsiecpfeio iaeziido clrie pdfaiisclMilano r(m eetitlp m liizo ilid Le eessppoorrttaazzioio ratrda ipcdriipno ritsatitd ca p aen ir€ sia te rz119,3 eivotatnire(ia m drii)a€zio envea% riazi2.018,0 one % ) 7 nn i di id Loe rcie perniin a tierde ioV(rn iriid €in vdai% %z)iiloionne Arezzo 7.694,4 -31,7 ain o e Via% Arezzo Fonte: elab.su sudati datiISTAT ISTATFonte: elab. su dati ISTAT Fonte: elab.

zione %) Le esportazioni di oreficeria dei principali distretti (milioni di € e variaVicenza Variazione % 2024 119,3 14,9 5,3 -4,8 mercati di sbocco 4,4 -2,9 99,9 -43,9 12,5 -5,4 -32,0

39

Turchia 39 Uniti Stati Svizzera Emirati Arabi Uniti Francia Irlanda Hong Kong 0 100 Germania Regno Unito Paesi Bassi Spagna Messico 0 100 0 100 -100

-15

VariazVio V anriea% zio2 n0e2% VneaG anz-iS oente2% Vaarriiaazzioion er%ie% Variazio 22.494,4 024 Alessandria 4 5 1.805,5 14,9 5,82 Vicenza 4 24 4 2024 Gen-Se2 tG 22 5e4 2024 n-Se-31,7 t 25 Provincia2027.694,4 22002 0 Gen-S 119,3 2.018,0 5,3 -38,92 Firenze 7.694,4 602,0 7.694,4 119,3Milano -31,7 7.694,4 119,3 -31,7 119,3 2.494,4 14,9 5,8 2.494,4 14,9Alessandria 5,8 1.805,5 -4,8 18,91 2.494,4 14,9 5,8 14,9 -38,9 322,5 2.018,0 Treviso 2.494,4 5,3 2.018,0 5,3 -38,9 602,0 4,4 -38,4 2.018,0 5,3 -38,9 2.018,0 5,3 Firenze 1.805,5 Lecco 18,9 155,1 1.805,5 -4,8 -4,8 18,9 1.805,5 -4,8 18,9 1.805,5 -4,8 -38,4 322,5 -2,9 -16,1 602,0 4,4 602,0 4,4Treviso -38,4 Torino 154,9 602,0 4,4 -38,4 602,0 4,4 -16,1 322,5 -2,9 322,5 -2,9Lecco -16,1 155,1 99,9 34,9 322,5 Padova -2,9 322,5 -2,9 -16,1 115,5 155,1 99,9 99,9 34,9 155,1 34,9 154,9 -43,9 157,3 Torino 155,1 99,9 34,9 155,1-43,9 99,9 157,3 154,9 -43,9 157,3 154,9 Roma 94,9 115,5 12,5 -15,6 154,9 -43,9 154,9 -43,9 157,3 115,5 12,5Padova -15,6 115,5 12,5 -15,6 Varese 92,2 94,9 -5,4 -9,9 94,9 -5,4 -9,9 115,5 12,5 -15,6 115,5 12,5 Roma 94,9 -5,4 -9,9 92,294,9 -32,0 269,7 -5,4 -32,0 -9,9 94,9 -5,4 269,7 92,2 269,7 92,2 -32,0 Varese Totale 15.965,4 Totale 15.965,492,2 38,8 -14,7 Varese Varese 92,2-32,0 -32,0 269,7 -9,9 Totale 15.965,4 38,8 -14,7 Totale 15.965,4 Totale 1 38,8 -14,7 Fonte: ISTAT – ATECO 321. I dati 2024Totale sono definitivi. Totale 15.965,4Fonte: ISTAT –15.965,4 269,7 ATECO 321. I dati 2024 sono definitivi. 38,8 38,8 -14,7

Provincia

PPro cicaia rovivnin

Variazione % Arezzo Milano Arezzo Arezzo Arezzo Gen-Set 25 Vicenza Vicenza Alessandria Vicenza Vicenza -31,7 Milano Milano Firenze Milano Milano Alessandria Alessandria5,8 Alessandria Alessandria Treviso Firenze Firenze -38,9 Firenze Firenze Treviso 18,9 LeccoTreviso Treviso Treviso -38,4 Lecco m erLecco c a t i d i s b o cco Torino Lecco Lecco Torino -16,1 Torino Padova Torino Torino Padova 34,9 Padova Roma 157,3 RomaPadova Padova Roma Varese Roma Roma Varese Varese -15,6 Fonte: ISTAT – ATECO 321. I dati 2024 sono definitivi.

Fonte: ISTAT – ATECO 321. I dati 2024 sono definitivi.

-14,7321. I dati 2024 Fonte: ISTAT – ATECO definitivi. Fonte:sono ISTAT – ATECO 321. I dati 2024 sono definitivi.

Fonte: ISTAT – ATECO 321. I dati 2024 sono definitivi.

Valore delle esportazioni di oreficeria per le principali province italiane (milioni di euro; V lln etie) sportazioni di oreficeria per le principali province italiane (milioni di euro; pa relo zzriecodrere Valore delle esportazioni di oreficeria pe

Gen-Set 25 a ei lcldoeerrle lees io ndii ed fio cfierctra cperd iaacne (irm ditin eliiu en ciep rovllriienep ro iie ntva clliile p le iespp o ad (m lfio ValorV p traatalzoziro dlliieooerersp e eiazriiopaneirpdleei roprlreeinficp rriainalicVpiapreloa n to aivrlliitonaancnzei e (am irnloieo; on io ri eid icne pe relozdrze ne tis)oproV p ciodrri eenutri)o; prezzi correnti) Valore delle esportazioni di o2024 reficeria per le principali province italp iarneezz (m izorinrArezzo prezzi correpn tzi)zi correnti) irecilzo e n t i ) Vicenza r e Arezzo prezzi correnti) Milano Arezzo Arezzo Vicenza Alessandria Germania Arezzo Arezzo Vicenza Vicenza Arezzo Milano Arezzo Firenze -100 0 100 200 300 400 500 Gen-Set 25 Milano Milano Alessandria Vicenza Regno Unito Vicenza Vicenza Treviso Vicenza Alessandria Alessandria Firenze Fonte: elab. suPaesi dati ISTAT Lecco Milano Milano Bassi Milano 2024Milano 2023 2024 Firenze Firenze Treviso Torino Alessandria Alessandria Alessandria Spagna Treviso Alessandria Treviso Padova Lecco 2024 2023 Firenze Firenze Firenze2024 2023 Messico Roma Lecco Lecco Torino 2024 2023 Firenze ali distretti (milioni di € e variazione %) Le esportazioni di oreficeria dei principTreviso Varese Treviso Torino Torino Treviso Padova Lecco 2024 2023 Treviso -100 0 100 200 300 400 500 Padova Padova V a r i a z i o n e % V a r i a z i o n e % Roma Lecco 0 1000 2000 3000 4000 5000 6000 7000 8000 9000 Lecco 2024 2023 Torino Roma Roma Varese Lecco Provincia 202Padova 4 2024 Gen-Set 25 Torino Fonte:Torino elab. su dati ISTAT Varese Varese Fonte: elab. su dati ISTAT Roma 0 1000 2000 3000 4000 5000 6000 Torino 7000 8000 Padova 9000 Padova Arezzo 7.694,4 119,3 -31,7 Varese 0 1000 2000 3000 4000 2000 5000 3000 6000 4000 7000 5000 8000 6000 9000 7000 0 1000 8000 9000 Padova Roma Fonte:Roma elab. su dati ISTAT Vicenza 2.494,4 14,9 5,8 0 1000 2000 3000 4000 5000 6000 7000 8000 9000 Fonte: elab. su dati ISTATFonte: elab. su dati ISTAT Varese Varese Roma Milano 2.018,0 5,3 -38,9 0 1000 2000 3000 4000 5000 Varese 6000 7000 8000 0 90001000 di oreficFonte: e1.805,5 riaelab.dsuedati i pISTAT rincipali di-4,8 stretti (milioni di €18,9 e variazione %) Le 2000 3000 Alessandria

esportazioni

Firenze 602,0 Treviso 322,5 P r o v i n c i a 2024 Lecco 155,1 Torino 154,9 Arezzo 7.694,4 Padova 115,5 competitiel 2025 il contesto Vicenza 2.494,4 Roma 94,9si è rivelato vo del settore orafo Milano 2.018,0 Varese 92,2

N

4,4 Fonte:Velab. Variazione %-38,4 ariasuzdati ionISTAT e% -2,9 -16,1 2 0 2 4 G e n S e t 25 99,9 34,9 -43,9 119,3157,3 -31,7 12,5 della produzione cata (-12%), anche per effetto 14,9-15,6 5,8 -5,4 -9,9dell’oro. Le esportaziodell’aumento dei prezzi 5,3 -38,9 -32,0 269,7

Fonte: su dati ISTAT 0 elab.1000 2000

Fonte: elab. su dati ISTAT

bile Industry and Local Economies Research, Research Department Intesa Sanpaolo), “queparticolarmente complesso. Alle ni complessive del settore (inclusi bigiotteria Alessandria 1.805,5 -4,8-14,7 18,9 sti dati confermano la reattività del settore e Totale 15.965,4 38,8 persistenti tensioni geopolitiche e argenteria) si sono attestate a 9,7 miliardi la spinta verso una maggiore diversificazione Firenze 602,0 4,4 -38,4 Fonte: ISTAT – ATECO 321. I dati 2024 sono definitivi. e ai conflitti in prossimità dell’Europa si è322,5 agdi euro, con un calo Treviso -2,9 del -14,7% in valore e del -16,1 dei mercati, le imprese devono mostrare digiunta quantità. i soli gioielli 34,9 namismo ed è importante investire su qualità VLecco alore dell’incertezza le esportazionlegata i di orefall’instabilità iceria per le pr155,1 idelle ncipali pr-23,6% ovince itin alia ne (mil99,9 ionConsiderando i di euro; politiche americane. Questo154,9 scein oro, la flessione è stata del -16,9% in valore pTorino rezzi correcommerciali nti) -43,9 157,3 e unicità delle produzioni”. Augusto Ungarelli narioArezzo ha inciso in modo significativo sull’anda(-29,4% in quantità), il (Delegato Centroo Studi Club degli Orafi ItaPadova 115,5 12,5 mentre per l’argento -15,6 Vicenza mento delle quotazioni dell’oro, il cui prezzo è calo è più contenuto (-1,7% in valore e -18,5% lia), invece, evidenzia “come il settore stia atRoma 94,9 -5,4 -9,9 Milano cresciuto del 22,9% nel 2024 e di un ulteriore in quantità), segnale di una possibile sostituAlessandria Varese 92,2 -32,0 269,7 traversando una fase di riassestamento più 36,5%Firenze tra gennaio e novembre 2025. L’aumenzione verso prodotti con prezzi più accessibili. che di arretramento strutturale, col sistema TotaleTreviso 15.965,4 38,8 -14,7 to delLecco prezzo del metallo prezioso ha avuto Per una lettura più corretta dei dati è necesorafo orientato a riposizionarsi su mercati più 2024 2023 Fonte: ISTAT – ATECO 321. I dati 2024 sono definitivi. Torino forti ripercussioni sulla domanda mondiale di sario isolare l’effetto Turchia: nel 2024 il Paese stabili, su una maggiore articolazione dell’ofPadova gioielliRoma in oro, che nei primi nove mesi del 2025 era diventato il primo mercato di sbocco per ferta e su investimenti che rafforzano identità, Varese si è attestata a 1.095 tonnellate, in calo di 244 effetto di politiche sull’importazione di lingotti e filiere, come leve di competiValore de0lle 1000 espo2000 rtazi3000 oni d4000 i or5000 efice6000 ria per le8000 prin9000 cipali province italiane (milioni di eucompetenze ro; tonnellate rispetto allo stesso periodo del 20247000 che avevano favorito acquisti straordinari di tività nel medio-lungo periodo”. I risultati e le preelab. zzi suco rrISTAT enti) Fonte: dati (-18%), con riduzioni generalizzate nei prinprodotti basici. Al netto della Turchia (variazioprospettive del settore saranno approfonditi Arezzo e in particolare in Cina e India, cipali mercati ne -52,4%), le esportazioni di gioielli in oro nei nel convegno “Metalli preziosi nell’era Trump: dove ilVicenza calo ha raggiunto circa il 25%. Le analisi primi nove mesi del 2025 mostrerebbero una la rivincita degli hard-asset” (16 gennaio 2026) Milano congiunte del Club degli Orafi Italia e del Recrescita del 3,6% (-19,4% in quantità), sostee nel seminario “Settore orafo: le caratteristiAlessandria search Firenze Department di Intesa Sanpaolo monuta da Svizzera (+20,2%), Emirati Arabi Uniti che e le prospettive del mercato nazionale” (17 strano come, nonostante il contesto sfavore(+13,7%), Paesi Bassi (+63,8%) e dal raddoppio gennaio 2026), entrambi presso l’Educational Treviso vole, il settore verso il Canada (+106,9%), a fronte di cali verHub di VicenzaOro, in collaborazione con InteLecco orafo italiano abbia contenuto il 2024 2023 calo del Torino fatturato nei primi nove mesi del 2025 so Stati Uniti (-17,4%), Francia (-17,7%) e Irlanda sa Sanpaolo. Padova al -4,1%, a fronte di una contrazione più mar(-17,9%). Secondo Stefania Trenti (Responsa-

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Roma Varese

0

Fonte: elab. su dati ISTAT

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MARKET TREND

OSSE RVAT O R I O ALTAGA M MA 2 0 2 5

G I O I E LLI E O R OL OG I G UIDANO LA TE N U TA DE LL’AL TO DI G AMMA

I

l 24° Osservatorio Altagamma fotografa un mercato del lusso che nel 2025 si mantiene stabile a 1.440 miliardi di euro, in linea col 2024. All’interno dei Personal Luxury Goods, che chiuderanno l’anno a 358 miliardi, la polarizzazione dei consumi si fa più marcata: i segmenti al vertice resistono e in alcuni casi accelerano, mentre le fasce aspirazionali soffrono la pressione sui prezzi e la maggiore selettività dei consumatori. In questo quadro, gioielli e orologi confermano il loro ruolo strategico e mostrano dinamiche migliori rispetto a molte altre categorie. Secondo i dati dell’Altagamma–Consensus 2026, la gioielleria sarà tra i motori di crescita anche nel 2026, con una stima di +5%, dopo un 2025 già positivo (+4/6%). Il valore del mercato globale dell’alta gioielleria supera oggi i 31 miliardi di euro, sostenuto dalla ricerca di beni rifugio e dall’attrattività dei branded jewels. L’aumento del prezzo dell’oro – raddoppiato negli ultimi cinque anni – rafforza ulteriormente la percezione del gioiello come investimento, mentre cresce la quota di acquisti high-ticket anche attraverso canali digitali. “Il gioiello di alta gamma è vissuto come opera d’arte ed espressione d’identità”, ha commentato Sabina Belli, AD di Pomellato, sottolineando come l’eccellenza manifatturiera italiana resti uno dei principali driver competitivi. Anche gli orologi, dopo una normalizzazione dei volumi nel 2025, mostrano segnali di recupero: per il 2026 si prevede un ritorno in positivo, sostenuto da un consumatore high-end più resiliente e da un crescente interesse per referenze iconiche e limited edition. Il comparto beneficia della spinta del retail fisico, che secondo il Consensus crescerà del +5% grazie a servizi personalizzati, aree esclusive ed experience integrate nei flagship monobrand. Il digitale – previsto a +4,5% – rafforza il presidio del segmento pre-owned, sempre più rilevante per gli appassionati di orologeria. Sul fronte geografico, le performance restano disomogenee. Medio Oriente e Americhe guidano la crescita: rispettivamente +4/6% e +0/2%, con una spesa media in aumento e una quota

LUXURY MARKETS IN 2025E

Distinct regional nuances in global market trends Global luxury market evolution by region €B | 2024–2025E

APAC & Japan

-5/-3% YoY 2024–25E

• Local, accessible players gain share, especially in China, diverting spending from historical luxury players

Americas

• Polarized performance, with traction at the top end and accessible segments, while aspirational luxury weakens amid downtrading

-2/0%

YoY 2024–25E

1,477

1,443 APAC & Japan

Europe

-3/-1% YoY 2024–25E

Americas

Europe RoW 2024

2025E

• China’s negative trend (although with signs of stabilization) offsets SEA; Japan and South Korea resilient, but highly polarized across markets

RoW

+2/4% YoY 2024–25E

• LATAM continues to rise as emerging luxury hub, fueled by local demand and expanding brand presence; Mexico standing out • Scattered Southern Europe: performance anchored around Tier-1 and resort locations, driven by touristic experience-led spending, while automotive, fine wines, and spirits suffer

• Northern Europe countries soften amid lower traffic, especially within DACH area • Middle East maintains strong(er) momentum, with Dubai and Abu Dhabi leading growth; Saudi Arabia positive, although with growth equation still to crack • Cultural & mega-projects investments broaden luxury beyond goods

elevata di HNWI. L’Europa segna un rallentamento (-3/-1%), penalizzata dall’incertezza macroeconomica, mentre la Cina sembra pronta a superare la crisi e a riprendere i consumi di beni di lusso (+ 4%). Il Giappone, dopo un 2024 eccezionale, registra anch’esso un rallentamento (+ 2,5 %). In questo scenario, i flussi turistici high-spending continuano a sostenere i marchi di gioielli e orologi nelle principali capitali del lusso. Tra i trend emergenti, l’Osservatorio evidenzia una crescente polarizzazione tra high-end e fasce accessibili: il segmento più alto mantiene vitalità, mentre la pressione sui markdown e la riduzione delle

superfici retail favoriscono formati più selettivi e orientati all’esperienza. La base attiva dei consumatori si restringe e aumenta l’importanza della relazione valore-prezzo: emozione, autenticità e integrità diventano fattori decisivi nella scelta d’acquisto. Le prospettive restano comunque solide: secondo Bain & Company, i Personal Luxury Goods potrebbero raggiungere entro il 2035 la cifra di 625 miliardi di euro, grazie a una crescita annuale stimata del 4–6%. Per gioielli e orologi, categorie storicamente resilienti, il prossimo ciclo sarà guidato da qualità, innovazione e un posizionamento culturale sempre più rilevante.

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A RT TOUCH

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COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA

IL GIOIELLO OLTRE LA VETRINA:

come i dati stanno cambiando il futuro del retail orafo

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Tra esperienza “wow” e gestione intelligente del magazzino: perché la digitalizzazione dei dati e l’uso del CRM sono oggi il vero ponte tra produttori e gioiellieri. N CONVEGNO CHE APRE PROSPETTIVE La recente presentazione della ricerca “Il gioiello oltre la vetrina – nuove esperienze retail”, voluta da Candido Operti e promossa dal Club degli Orafi Italia, di cui fa parte, in collaborazione con AOL – Associazione Orafa Lombarda, Confcommercio Federpreziosi e Confindustria Federorafi, con il supporto di Intesa San Paolo, ha offerto un’occasione preziosa per riflettere sul futuro del settore. Una ricerca che finalmente pone l’attenzione sul retail e sul suo ruolo strategico all’interno della filiera orafa.

La domanda più stimolante emersa durante il convegno è stata:

Quale sarà il ruolo del retail nel futuro e come integrare fisico e digitale? Un tema che mi accompagna da oltre venticinque anni nel settore. Oggi è chiaro: senza una base digitale solida, il retail non può evolversi. Molte gioiellerie operano ancora in modo manuale, caricando anagrafiche e prodotti uno per uno, con processi lenti, costosi e soggetti a errori. Questo limita analisi, pianificazione e soprattutto la capacità di offrire esperienze “wow”. Perché essere “effervescenti” non significa solo allestire una bella vetrina, ma conoscere davvero i clienti: capire gusti, abitudini e desideri per comunicare nel modo giusto e nel momento giusto. Qui entra in gioco la tecnologia, non come accessorio, ma come strumento indispensabile per riportare il gioielliere al centro della relazione. Anche i produttori hanno un ruolo decisivo: condividere i dati dei prodotti in formati digitali standard — Excel, XML o API — permetterebbe ai negozi di importare automaticamente descrizioni, codici e immagini. Le stesse fatture elettroniche potrebbero già includere le informazioni utili per caricare il magazzino senza interventi manuali. Piccoli passi per i produttori, ma un grande salto in efficienza per tutto il retail. Una volta che i dati sono organizzati, serve un sistema per trasformarli in conoscenza. È qui che il CRM diventa il vero cuore pulsante della gioielleria moderna. Permette di profilare Clienti e Prospect, segmentare, personalizzare le comunicazioni e misurare le performance. Un CRM aggiornato con dati corretti consente di passare da una gestione reattiva a una gestione predittiva: sapere quando e come riportare il cliente in negozio. Il futuro del settore non è solo estetico o emozionale, ma organizzativo e digitale. Solo collaborando — produttori e gioiellieri — potremo creare un ecosistema integrato dove la tecnologia valorizza le persone e la relazione torna al centro. Perché il vero “gioiello oltre la vetrina” è la sinergia tra persone, dati e tecnologia.

Marketing e Precisione Easygold. Chi sceglie altro, naviga senza bussola. Mario Panconi sistemaeasygold.com


MARKET TREND

L’ORAFO ITALIANO

BIG N AAN , L U X U R Y EXPLOR E R AL L ’ IT AL IAN A / di Michele Weiss

Linee decise, materiali di pregio, tecnologia raffinata e una visione innovativa del lusso: il primo Crossover di 42 metri di Columbus Yachts rappresenta una nuova idea di yacht, tra architettura navale ed esperienza sartoriale.

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el mondo dell’alta gioielleria, ogni creazione nasce dall’incontro tra materia, visione e gesto umano. Lo stesso accade nella nautica d’eccellenza, dove progettazione, manifattura e stile concorrono a trasformare un’imbarcazione in un oggetto culturale prima ancora che tecnico. In questa prospettiva si inserisce il Big Naan, prima unità della “linea Crossover” firmata Columbus Yachts, un 42 metri che ridefinisce il concetto di yacht explorer in chiave luxury contemporanea. Disegnato dallo studio Hydro Tec e arredato da Hot Lab, Big Naan nasce come sintesi tra vocazione oceanica ed eleganza sartoriale. Il solido scafo in acciaio, abbinato alla leggerezza delle sovrastrutture in alluminio, esprime una bellezza funzionale dove ogni scelta stilistica ha una ragione tecnica e ogni soluzione tecnica diventa valore estetico. Le superfici tese, i volumi proiettati verso prua e il profilo compatto ma imponente creano una presenza scenica netta e riconoscibile. Anche qui, il lusso non è ornamento ma costruzio-

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ne: nasce dal controllo assoluto del dettaglio, dall’equilibrio delle proporzioni, dalla qualità dei materiali. Marmo, metalli, tessuti pregiati, boiserie scure e superfici lucide dialogano negli interni in un’architettura d’interni sofisticata, che allontana ogni cliché nautico per avvicinarsi al linguaggio dell’interior design d’alta gamma. Il salone principale è un manifesto di questa visione. La palette neutra — tra panna, beige e grigio caldo — è scaldata da inserti cromatici calibrati e da opere d’arte pop che interrompono la continuità visiva con verve contemporanea. La luce, elemento centrale del progetto, scolpisce i volumi come farebbe un orafo con un metallo prezioso, creando profondità, riflessi, atmosfera. Tra gli elementi più iconici spicca la scenografica piscina, una delle più grandi mai installate su uno yacht di questa metratura. Le pareti in vetro trasformano il beach club sottostante in un ambiente luminoso e immersivo, oggi palestra con attrezzature Technogym, domani spa o area wellness privata: uno spazio trasformabile, concepito come una gemma incastonata nello scafo. La zona armatoriale, a prua del ponte principale, d’altro canto è un vero e proprio appartamento sul mare. Studio privato, cabina walk-around, grande guardaroba e bagno rivestito in marmo raccontano una

nuova idea di residenza galleggiante, dove l’esperienza del viaggio si fonde col comfort di una suite a cinque stelle. Le cabine ospiti, sottocoperta, sorprendono invece per ricercatezza: carta da parati Armani, velluti, sistemi di illuminazione customizzati costruiscono un’atmosfera intima e sofisticata. Ma Big Naan non è solo design. È anche ingegneria avanzata. Due motori Caterpillar C32 ACERT consentono una velocità massima superiore ai 14 nodi e un’autonomia che supera le 5.500 miglia nautiche. Il sistema SCR per l’abbattimento delle emissioni garantisce inoltre la conformità agli standard IMO Tier III, rendendo lo yacht idoneo alla navigazione in aree marine protette. Ma non è tutto. Il sun deck, coi suoi 12 metri di lunghezza è una terrazza sospesa tra cielo e mare: lounge, dining, area bar e prendisole si succedono in un layout fluido, pensato per vivere lo yacht come luogo di relazione, contemplazione e piacere. Come un gioiello di alta gamma, Big Naan non è pensato per seguire una moda, ma per attraversare il tempo. È un oggetto raro, costruito su misura per poche mani esperte, destinato a pochi armatori consapevoli. Il lusso, oggi, è poter andare lontano, con uno yacht che racconta chi sei.


L’ORAFO ITALIANO

NE W S / a cura di Michele Weiss

BABY CHIBI P reziosi per la cr esci ta

Nata nel 1982 ad Arezzo, culla dell’arte orafa toscana, Baby Chibi rappresenta l’evoluzione di un’azienda familiare che ha saputo coniugare tradizione e innovazione. Specializzato in gioielli per bambini e teenager, il marchio unisce creatività, eleganza e sicurezza, rispettando rigorosamente le normative sulle leghe e la qualità del titolo. Realtà in crescita e dalla vocazione internazionale, Baby Chibi esporta in numerosi Paesi, consolidando rapporti di fiducia e collaborazione con partner in tutto il mondo. Attenta alle nuove tecnologie e alla sostenibilità dei processi produttivi, allo stesso tempo continua a ispirarsi alle radici etrusche dell’oreficeria aretina. Il suo motto è un manifesto di italianità: “Crea il tuo stile, lascia che sia unico e immediatamente riconoscibile”.

MODELLART

A n e l l i “ c a s h m e re ” i n or o b ia nco

MAGIE PREZIOSE Flourish, bracci al e i n ar gento

Rami e foglie si aprono in un gesto fluido e armonioso: il bracciale Flourish celebra la vitalità della crescita con superfici satinate e piccole pietre colorate che sbocciano come fiori di luce. Un gioiello scultoreo che racchiude la grazia e la forza della natura in fiore. Magie Preziose è un’affermata azienda orafa aretina che punta sull’innovazione e sulla continua ricerca tecnologica, senza però scordare l’heritage: per gioielli semplici ma allo stesso tempo originali e dalle forme eleganti. La tradizione della produzione di gioielli, trasferita da una generazione all’altra, è il punto di forza: ogni creazione viene disegnata, modellata e realizzata all’interno della fabbrica, con particolare attenzione a tutte le fasi del processo, dallo schizzo iniziale al prodotto finale.

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Anello “cashmere” in oro bianco con onice, diamanti bianchi e neri incassati a pavé e smalto. MODELLART nasce in Italia, nel distretto orafo di Valenza, città famosa nel mondo per la maestria dei suoi artigiani orafi. Il marchio fa tesoro dell’esperienza trentennale nell’alta gioielleria del fondatore, Michele Elettro, supportato da un gruppo brillante e con riconosciuta professionalità, sempre al passo con le nuove tecnologie e impegnato nella cura del dettaglio e nella ricerca dell’eccellenza: qualità che consentono all’azienda valenzana di collaborare con i più importanti brand della gioielleria, per i quali vengono seguite tutte le fasi lavorative. MODELLART rilancia l’ambizione di andare sempre oltre, sperimentando o attualizzando lavorazioni del passato, col risultato di puntare a creazioni contemporanee e uniche.


NEWS

PDPAOLA

Nasce la collezione FW25 PDPAOLA punta all’alta gioielleria con il lancio della nuova collezione FW25, una proposta che punta a unire lusso e responsabilità. Sotto la direzione creativa della fondatrice, Paola Sasplugas, il brand presenta una linea che interpreta i diamanti come specchio di una femminilità intima, contemporanea e sofisticata. In questa nuova proposta irrompono anelli solitari, come il modello di punta “Trace” con diamante ovale, “trilogy” ed “eternity” dalle silhouette leggere, insieme ai primi pendenti con diamanti e a una nuova edizione dei bracciali in corda impreziositi da pietre preziose. Tutte le creazioni sono realizzate in oro riciclato 18 carati, disponibile nelle varianti giallo e bianco, e presentano diamanti creati in laboratorio. La Maison prosegue, anche in questa linea, con un programma di approvvigionamento etico, supervisionato dal Dipartimento di Sostenibilità, che definisce criteri rigorosi per tutti i partner della filiera. Un cammino che punta a far convivere design, innovazione e responsabilità, per un futuro in cui la gioielleria diventa espressione di stile e consapevolezza.

GRAZIELLA AIR

L’oro più l egger o del m ondo “Quando provi Graziella Air, non tornerai più ai gioielli in oro tradizionali”. Graziella Air è un’esclusiva tecnologia per ridurre il peso del 50%, lanciata recentemente dall’azienda aretina, spiega Giacomo Gori, AD di Graziella Braccialini: “Le potenzialità di questa tecnologia sono state testimoniate, tra l’altro, dal classico orecchino a cerchio da donna che mantiene i tradizionali volumi con un peso superleggero tra i 2 e i 4 grammi. Abbiamo scelto di investire in nuove soluzioni capaci di affrontare situazioni avverse come il rialzo del prezzo dell’oro, l’inflazione o le incertezze geopolitiche, attraverso un nuovo paradigma di design e produzione che ci permette di espandere i nostri orizzonti commerciali, anche in un periodo di generale difficoltà del settore”.

PACKAGING PREMIÈRE A l l ’ A l l i a n z M i C o l ’ e d i z i o n e 2 02 6

Packaging Première torna dal 19 al 21 maggio 2026 all’Allianz MiCo di Milano, confermandosi come l’hub internazionale per il packaging nell’alto di gamma. L’evento offre una visione completa del settore attraverso esposizioni, conferenze, workshop e progetti che stimolano l’innovazione, ed è diventato un appuntamento irrinunciabile per professionisti del settore, marketing, sviluppo prodotto e aziende del lusso. Edizione dopo edizione, la visione di Packaging Première si evolve e si intreccia grazie al contributo di artisti capaci di interpretare lo spirito innovativo che caratterizza questa manifestazione dedicata al packaging deluxe per i settori beauty, fashion, jewelry, wine & spirits e fine food. Per il 2026, la protagonista sarà Elisabetta Bonuccelli, fondatrice di Unokostudio, che con i suoi origami contemporanei dà vita a “Paper Tracks”: un progetto che celebra la cura, la pazienza e la progettualità, nella convinzione che i percorsi creativi più significativi sono quelli condivisi.


L’ORAFO ITALIANO

FEMAR

D ichiarazione d i sti l e In un’epoca dominata dall’eccesso, Femar sceglie l’essenzialità come nuova forma di lusso. Ogni gioiello nasce da un atto di sottrazione, dove forma, luce e materia dialogano in equilibrio. Le collezioni, architetture intime, seguono il corpo con leggerezza e rigore, riflettendo un’estetica colta e senza tempo. La lavorazione artigianale trasforma il metallo in tessuto vivo: superfici specchianti, curve che sfiorano la pelle, volumi che respirano. Nessuna ostentazione: solo linee pure, funzione e comfort. Femar parla a chi riconosce il valore del dettaglio e cerca una bellezza che non grida, ma resta. È lusso discreto, contemporaneo, progettato per durare. “È in quella tensione lieve, in quell’equilibrio tra rigore ed emozione, che si compie la sua idea di stile. Non è solo un gioiello. È una dichiarazione”.

ORCHIDEA PREZIOSI

A l servizio di or af i e gi oi el l i er i Fondata nel maggio del 1988 da Enzo Scartoni, Orchidea Preziosi SpA è un’azienda che ha saputo coniugare la tradizione della lavorazione dei metalli preziosi con l’innovazione tecnologica, diventando un punto di riferimento per il settore orafo e della gioielleria. “Nel corso degli anni abbiamo ampliato l’offerta, diventando partner strategico sia per tutti gli operatori del settore oreficeria che per chi opera nel mondo luxury-fashion. La nostra divisione ‘Moda’ è nata nei primi anni Duemila, quando abbiamo deciso di applicare il nostro know-how anche a questo ambito, ottenendo risultati che ci hanno permesso di crescere e innovare ulteriormente. Con la nostra concezione di azienda al servizio di altre company, collaboriamo su progetti ad alto contenuto tecnologico, pronti a formare partnership strategiche in grado di portare valore aggiunto ai nostri clienti. Per noi ogni sfida è un’opportunità per crescere e migliorarci anche nell’ottica della sostenibilità ambientale”.

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FRANCESCA BIANCHI DESIGN A n t i c h i g i o i e l l i f o rg i a t i a m a n o

Esponente di un’antica dinastia orafa, Francesca Bianchi ha dato vita al suo marchio nel 2013. La missione? Creare gioielli innovativi e all’avanguardia, studiati insieme a esperti artigiani fin nel più piccolo dettaglio, con pezzi nati dall’armonioso equilibrio tra il retaggio artigianale familiare e l’allure della moderna imprenditrice. Con l’ambizione di creare un brand differente e inconfondibile. I gioielli FBD sono tutti forgiati a mano e nascono grazie alla sapiente manifattura di autentici maestri orafi. Ogni prezioso, prima di essere confezionato supera almeno trenta passaggi di lavorazione, necessari a realizzare un prodotto curato sotto tutti gli aspetti e interamente realizzato in Italia. Il risultato? Gioielli in bronzo, ottone placcato oro 24 carati, protetto con vernice trasparente e smaltati a mano da artigiani toscani aretini.


NEWS

FALSINI ART P i o n i e ri d e l l ’ o re f i c e ri a

Collezione “Margherite”, parure orecchini e collana, oro 18 carati. Fondata quasi 50 anni fa da Floro Falsini, visionario dell’oreficeria e pioniere nell’uso di macchinari avanzati, Falsini Art ha rivoluzionato il concetto di leggerezza nel gioiello, trasformandolo in cifra stilistica e valore distintivo. Oggi, l’eredità del fondatore è raccolta dai figli Nadia e Andrea, che uniscono tradizione e innovazione con uno sguardo rivolto alla sostenibilità. Dopo gli studi, hanno scelto di portare nuova linfa all’azienda di famiglia introducendo tecnologie innovative come la stampa 3D e l’incisione laser, sperimentando materiali etici e coltivando nuovi processi responsabili. Per una gioielleria contemporanea, le cui creazioni coniugano bellezza, etica e modernità, proiettando il brand nel futuro dell’arte orafa italiana.

COMITÉ COLBERT H élè ne Poulit-Duquesne nuov a pr esi dente Boucheron ha appena annunciato che Hélène Poulit-Duquesne, CEO della Maison, è stata eletta all’unanimità Presidente del Comité Colbert. Succede a Laurent Boillot e assumerà ufficialmente le funzioni nel giugno 2026, affiancando Bénédicte Epinay, Presidente e CEO del Comité Colbert. Hélène Poulit-Duquesne è da tempo una figura attiva all’interno dell’istituzione, di cui è membro del Consiglio di Amministrazione dal 2018 e, più recentemente, come Vicepresidente. Questa elezione segna un nuovo capitolo nel suo impegno a promuovere il lusso e l’alto di gamma d’oltralpe. “Sono orgogliosa e grata per la fiducia che mi è stata accordata oggi. La mia priorità è continuare a sostenere le sfide chiave che Comité Colbert deve affrontare: valorizzare il nostro savoir-faire e le nostre industrie, promuovere collettivamente i nostri valori e le nostre Maison a livello internazionale, e sostenere lo sviluppo sostenibile: una questione cruciale sia per il pianeta che per le nostre professioni, e sempre più al centro delle nostre strategie”.

MAISON J’OR Z a h a ra , m a g i c o f i o re n o t t u rn o

“Bracciale Zahara”, ammaliante magia notturna: oro bianco 18 carati, fibra di carbonio, diamanti ct. 2,06, tormalina green ct. 29,33. “Nella notte sboccia un fiore che illumina, affascina, conquista: Zahara ha trasformato il carbonio in arte del gioiello. Questo bracciale tecnicamente perfetto è un’irresistibile rappresentazione della bellezza contemporanea”. Nata oltre vent’anni fa a Roma, Maison J’OR incarna l’incontro tra tradizione e innovazione. Fondata da Attilio e Barbara Gelpi, unisce l’amore per le pietre preziose e la ricerca del bello inteso come equilibrio tra poesia e manifattura. “Volevamo creare gioielli vivi, liberi, senza tempo”, raccontano i proprietari. Oggi, con l’ingresso dei figli Lorenzo e Filippo, il brand rinnova la propria visione etica del lusso, coniugando eleganza contemporanea, armonia e sostenibilità per affrontare nuove sfide con passione e identità.

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NEWS

L’ORAFO ITALIANO

FRATELLI PICCINI

Apre un ate lier nel cuor e di Fi r enze Fratelli Piccini ha inaugurato il nuovo atelier in via Roma, nel cuore di Firenze. Il secondo punto vendita, a pochi passi dal Duomo, si affianca allo storico laboratorio di Ponte Vecchio, rafforzando la presenza della Maison nella capitale dell’alta gioielleria artigianale. “L’apertura segna un passo fondamentale: Ponte Vecchio resta la nostra casa, ma oggi vogliamo dialogare anche con una clientela giovane e internazionale, capace di riconoscere la vera esclusività delle nostre creazioni”, afferma Elisa Tozzi Piccini, CEO dell’azienda. Con un fatturato 2025 previsto stabile a 10 milioni, Fratelli Piccini continua a puntare su qualità e personalizzazione. Il nuovo spazio, 90 metri quadrati su due livelli, presenta un design firmato dallo Studio Antonio Facco con Eugene Perstula, concepito come un ponte simbolico tra passato e futuro, nel segno dell’eccellenza artigianale.

CHANTECLER N u o v o c a p i t o l o p e r Et V o i l à

Quest’inverno, l’Oro di Capri si riflette nell’argento e apre una nuova dimensione luminosa e sorprendente. Nasce così un capitolo inedito di Et Voilà, una collezione che evolve nel segno di una rivoluzione materica: l’argento diventa veicolo di luce, eleganza e innovazione. Le Campanelle ampliano l’orizzonte creativo della Maison, reinterpretate in forme e materiali che uniscono essenzialità grafica, forza scultorea e invenzione cromatica. Nella versione in argento, ogni campanella è pensata come un portebonheur quotidiano: un piccolo talismano per ogni giorno, capace di portare luce, gioia e ottimismo. L’argento puro riflette i bagliori del Mediterraneo, catturando la luce mutevole del mare e dei cieli di Capri, mentre smalti e superfici lavorate a mano richiamano la ricchezza cromatica dell’isola. La Campanella Cuori si ispira alla scultura astratta degli anni ‘50 e ‘60: cuori delicatamente incisi a mano che evocano emozioni e suggestioni, trasformando il gioiello in una piccola scultura da indossare.

EPLAY/ART&SOFT Rivoluzione pe r l a gi oi el l er i a

L’evoluzione delle soluzioni ePlay e Art&SofT è sempre stata orientata alle esigenze reali del lusso. Nel tempo, ERP, CRM, eCommerce e siti istituzionali del Gruppo si sono trasformati in un ecosistema digitale coerente, XOX, che oggi integra nativamente l’Intelligenza Artificiale. L’AI consente di dialogare con i sistemi di linguaggio naturale, creando processi, automazioni e analisi in tempo reale, senza interventi esterni. Le aziende diventano così più autonome, rapide e flessibili, capaci di adattarsi ai mercati globali e alle nuove abitudini dei clienti. Un cambiamento profondo che trasforma la tecnologia in un partner strategico, capace di comprendere e anticipare le necessità del business. “Vogliamo semplificare e liberare potenziale: con l’AI integrata chi conosce il business può governarlo con maggiore consapevolezza”, afferma Danilo Alagi, AD di ePlay e Art&sofT.

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NEWS

L’ORAFO ITALIANO

WATCH & WONDERS 2026 In arrivo 11 nuov i mar chi

“Watches and Wonders Geneva 2026” si annuncia tra le edizioni più attese di sempre: 11 nuovi marchi sbarcano nel Salone, portando gli espositori a 66. Tra le novità spicca l’arrivo di Audemars Piguet, mentre si aggiungono anche l’Epée 1839 e realtà indipendenti come Behrens, Bianchet, B.R.M Chronographes, Charles Girardier, Corum, Credor, Favre Leuba, March LA.B e Sinn Spezialuhren. Inoltre, il Salone riorganizza gli spazi: H. Moser & Cie e Frederique Constant si spostano e ampliano le aree espositive; il Carré des Horlogers cresce da 16 a 23 espositori e la Mezzanine da 9 a 15. Per la prima volta il LAB accoglierà anche startup e laboratori esterni. Il format resta invariato, con 4 giorni per i professionisti e 3 per il pubblico, dal 14 al 20 aprile 2026. La proposta culturale si amplia, con workshop, appuntamenti per i giovani e una navetta gratuita per gli eventi “In The City”.

RATTI BOUTIQUE

Buon ottantesimo compleanno! Ratti Boutique, storico retailer multibrand del lusso italiano e internazionale, ha celebrato gli 80 anni con un evento multisensoriale che ha unito memoria, identità e futuro. Nata dall’intuizione di Pietro e Licia Ratti, che nel 1945 introdussero in Italia Maison come Hermès e Chanel, l’appuntamento celebrativo ha guidato gli ospiti in un percorso interattivo dedicato all’evoluzione della boutique pesarese, punto di riferimento per imprenditori, artisti e sportivi del Belpaese. “Festeggiare 80 anni con chi ha contribuito al nostro successo è motivo di orgoglio”, commenta la CEO Matilde D’Ovidio Ratti, ringraziando nonna Licia e la madre Silvana per aver trasmesso passione e visione. Punto di forza della Boutique è la capacità di accogliere brand autorevoli, risultato di una ricerca costante orientata a un’offerta diversificata e sinergica.

SUMMIT DEL GIOIELLO ITALIANO Q uinta edizione ad Ar ezzo

Si è tenuta il 4 dicembre ad Arezzo la 5a edizione del “Summit del gioiello italiano”. Al centro una domanda: come può il settore difendere il proprio patrimonio, innovare processi e linguaggio restando al contempo ancorato a un’idea forte di valore sociale dell’imprenditoria e rispondere ai nuovi contesti? Nella tavola rotonda “Geopolitica, oro e futuro: come difendere, innovare e preservare la tradizione”, i relatori hanno intrecciato analisi macroeconomiche con visioni imprenditoriali e testimonianze di filiera. L’evento è stato organizzato da IEG in partnership con ICE Agenzia e il sostegno di Unoaerre Industries SpA e BPER Banca; col patrocinio di Regione Toscana, Arezzo Fiere e Congressi, Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Arezzo – Siena e Provincia di Arezzo e Comune di Arezzo. Il panel ha restituito una fotografia aggiornata della situazione geopolitica, la cui complessità è oggi una discriminante imprescindibile per gli imprenditori, visto che le tensioni internazionali, i beni rifugio, la riorganizzazione delle filiere produttive e logistiche, impattano direttamente sulle dinamiche della produzione aziendale.

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PEOPLE

PRODUCT

16–20 GENNAIO 2026

PLACES

VICENZA

Vicenzaoro, capitale del gioiello, crocevia culturale, luogo di scoperta. E una lingua comune, la creatività. Tra i suoi viali novità e anteprime, percorsi di ispirazione, soluzioni tecnologiche, opportunità, innovazione. L’evento internazionale leader del settore orafo e gioielliero, abitato da persone ed esperienze uniche. La più grande community d’eccellenza del settore.

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L’ORAFO ITALIANO

So, do retailers have to change model? Yes, they need to open up. Italy is the only country with such a widespread network of independent shops: that’s a unique heritage, but it must update itself in order to remain competitive. The customer should leave a jewellery store with something more: awareness, emotion, jewellery culture. When we host retailers in our facilities, we note that they instantly understand the complexity and beauty of our work. That then has to be passed on. Closer partnerships are essential, because the retailer is our ultimate ambassador to the public. If they fall behind, the whole sector falls behind.

P. 44 UNOAERRE: 100 WONDERFUL YEARS OF INNOVATION AND TRADITION By Michele Weiss Founded in Arezzo in 1926, Unoaerre is considered to be the Italian ‘gold factory’ par excellence: a century of industrial history that has contributed to modernising the gold-jewellery manufacturing industry and making the Arezzo district one of the most important in the world. Today, the company continues to grow, keeping its artisan roots firmly in place while investing in innovation, sustainability and new skills. We talk about this with Maria Cristina Squarcialupi, head of the group and also recently confirmed president of the Club degli Orafi Italia and elected Presidente of Federorafi, the National Federation of Gold Jewellery – Silverware – Jewellery Manufacturers. President, which of Unoaerre’s founding values are still relevant 100 years after its foundation? Innovation has always been in our DNA. The founders brought ‘fine mechanical’ machinery into the goldsmith’s shop, a revolution for the time, and that drive has never stopped. However, innovation does not just mean introducing technology: it means updating skills, processes and design while keeping the craftsmanship values of Made in Italy intact. For us, tradition is a heritage to be protected and at the same time the basis for evolution. We look to the next hundred years with the same open-minded approach to new features that guided our first century: digitalisation, materials research, sustainability as an industrial and social criterion. At a recent event in Milan, the results of the research on multibrand jewellery retail ‘RMG - Retail multi-brand del gioiello’ was presented by Club degli Orafi Italia: one of the points that emerged is the need for all-round innovation in the supply chain. Production has already taken this path, often ahead of other sectors, both because of collaboration with international brands and because we are the first link in the chain to perceive, if not anticipate, changes. The retail transition is slower: many jewellery stores remain anchored to a ‘static’ model, while today’s consumer is profoundly different. They no longer buy just a product; they seek meaning, history and an experience that engages them. Every piece of jewellery is born from an extraordinary culture of making: if that story is not told, its value remains invisible. Innovating retail means investing in relationships, training and product storytelling. And it also means creating a constant dialogue between those who produce and those who sell.

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Meanwhile, the price of gold is at the highest peak in many years. How did you deal with the situation? With lucidity and a long-term vision. The high price of gold is not necessarily a bad thing: the problem is instability, which generates uncertainty. We continue to invest: by the end of the year we will inaugurate a new factory dedicated to non-precious and fashion accessories, a sector that is currently in difficulty but strategic in perspective. This reflects our philosophy: crises are moments of choice and require some courage. 2025 will be a more complex year after three exceptional years, but Unoaerre has the solidity to face the cycles while staying on course. Unoaerre was also a pioneer in the circular economy. We have been doing circular economy for fifty years, when the term did not even exist. We recover and refine precious metal processing waste and then reintroduce it into the production cycle: an industrial necessity that has now become a sustainable and strategic value. We collaborate with universities and research centres to continuously improve refining processes, thus reducing waste and increasing yield. Sustainability for us is not fashion, it is a daily practice rooted in our way of producing. Another cue that emerged from the aforementioned RMG research is that the already celebrated Made in Italy needs new content and synergies, otherwise it risks losing market appeal. Absolutely. Made in Italy has been envied and imitated around the world, but today it risks becoming a mere label. To remain credible, it needs to become synonymous with traceability, accountability, and tangible quality again. We have to react together: manufacturing and fashion have to ally themselves, create a common front, share vision and goals. Only in this way will ‘Made in Italy’ once again become a container full of content, not rhetoric. I hope that we finally get it right with new ideas and solutions, otherwise in short order we all lose. Lastly, how do you imagine the next 100 years of Unoaerre? With enthusiasm. Continuing to innovate while remaining true to our identity. The past provides us with a valuable background, but it can’t be a burden for us: culture, competence and curiosity are the levers to for addressing the future. We look ahead, always, with the ambition of once again being a trailblazer for Italian goldsmithing.

P. 52 SODINI - MOMENTS OF LIGHT

There are moments that demand to be remembered. Not through words, but Through a reflection: that of a jewel that captures light and returns it as a memory. This was how Momenti by Sodini was born, the collection that opens a new chapter in the story of a company that, for almost sixty years, has turned emotions into wearable shapes / by Simona Infantolino It all began in 1967, in Lucca, when Italo Sodini, a young visionary with a Lambretta and a dream, founded a company destined to


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become a landmark of Italian fashion jewellery. In the early years, Sodini distributed accessories and cosmetics, but soon identified jewellery as the perfect language to express his love of design and femininity. In 2015, with the passing of the baton to Federico Sodini, the founder’s son, the brand entered a new creative era: a Style Office dedicated to research and development was created and a jewellery culture took shape that is both sartorial and contemporary. Today, the Sodini collections - Main, ReTrend and the brand new Momenti - speak to conscious, dynamic, independent women. With Moments, the brand chooses to celebrate the most authentic emotions and most intimate anniversaries: Christmas, Valentine’s Day, Mother’s Day, birthdays, graduations. Through twelve lines, Sodini expresses twelve moods: from Mademoiselle, that speaks of the feminine and sophisticated, to Noah, which is essential and genderless; Gocciolina, expressing daintiness and radiance, and Samarcanda, that is sparkling and multicoloured. Each creation is born from a precise balance: weights, materials and volumes designed as if they were a tailor-made suit, to fit every body and every way of being. This balance also translates into a concrete commitment to sustainability - with a line made entirely from responsible materials - and a digital vision capable of speaking to a new, curious and mindful audience. The same public that every day inspires the company to imagine a world where jewellery is not just an ornament, but a sign of belonging, a gesture that holds memories and desires, a promise of continuity between those who create it and those who wear it.

P. 64 Saudi Arabia, the new Eldorado of Italian luxury

Buccellati and Damiani are riding the ‘Saudi Vision 2030’ wave, with new boutiques in Riyadh and Jeddah and other initiatives to seal a special bond with the Kingdom. News and strategies of the two maisons in exclusive interviews with Filippo Buccellati, director for the Middle East at Buccellati Group, and Jérôme Favier, CEO of the Damiani Group. By Gianfilippo Versari The Middle East is today one of the most dynamic areas for international luxury. The United Arab Emirates is a well-established market, with Italy among its leading exporters with steadily growing numbers, while emerging countries such as Qatar, Oman and Kuwait are developing high-end tourism-oriented retail and adopting favourable tax strategies to attract investment. In this scenario, Saudi Arabia emerges as the new Eldorado of luxury, thanks to the programme Saudi Vision 2030, which aims to diversify the economy, boost tourism and culture and transform the country into an international hub. According to Bain& Company, the Saudi luxury market has surpassed 2.5 billion, with 12% annual growth driven by fashion, jewellery and high-end hospitality, and is forecast to reach 5billion by 2030. Brands such as Bulgari, Pomellato, Buccellati and Damiani have expanded their presence by opening single-brand boutiques in the new luxury districts of Riyadh and Jeddah; the same goes for Roberto

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Coin, which has been present since 2023, while brands such as Picchiotti and Leo Pizzo collaborate with local distributors and regularly participate in trade fairs such as the Saudi JewellerySalon and the Jewellery Salon Riyadh. The country’s capital Riyadh now asserts itself as a strategic hub for luxury thanks to experiential retail projects such as the Solitaire Mall, where the single-brand boutiques of Buccellati (March) and Damiani (June) opened in 2025, marking a decisive step for Italian presence in the Kingdom. The Buccellati Group, which operates in the country under the leadership of Filippo Buccellati, who heads up the Middle East and is a member of the family, describes the expansion into Arabia as a natural choice: ‘Saudi customers have always appreciated the unique nature Buccellati style, visiting our boutiques in Milan Montenapoleone, Paris or London. At a time of great growth for the country, our presence in Riyadh was an inevitable step’. The flagship store in the Solitaire Mall represents one of the Maison’s most important assets in the region, and performance expectations are ‘directly proportional to the extraordinary moment Saudi Arabia is experiencing, which, thanks to huge investments, is increasingly establishing itself as an international centre of reference’, Buccellati emphasises. The Damiani Group and its CEO JérômeFavier also consider the Middle East - and Saudi Arabia in particular - a strategic priority and agrees that opening in these countries is ‘an act of fairness and respect’ towards Middle Eastern customers who have purchased from the company’s European boutiques over the years. ‘The Middle East is a strategic area for us, which is growing and is characterised by

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young populations: in Saudi Arabia, for example, over 40 per cent are under 30 years of age and the middle-class accounts for a large share of the total. They are also countries with a strong international component, made up of expats and tourists alongside locals. That is why we have identified this region as increasingly central in the global scenario, a natural meeting point between Europe and Asia’, says Favier. ‘We decided to develop it in a coordinated way because we know that all these countries communicate through a key hub, Dubai, and that flows of people are constantly moving from one country to another. Two years ago, we started a major expansion plan throughout the region’. After the opening of its first boutique at Dubai, Damiani opened shops in Kuwait, Bahrain, Qatar and in Riyadhat the Solitaire Mall, in the most high-end square next to brands such as Van Cleef & Arpels and Cartier, and is preparing for new openings in Abu Dhabi (The Grove) and Doha (Villaggio Mall), where it is already present in Printemps and Galeries Lafayette. A market that the fashion house approaches with humility and where ‘Saudi Arabia is a priority within another priority, which is the entire Middle East area. This allows us to have a widespread presence: when a Saudi goes to Dubai he finds us at the Dubai Mall, if he goes to Abu Dhabi he finds us at The Grove, and vice versa. Vision 2030 has initiated an extraordinary transformation of the country: Riyadh is just the beginning, we also see great potential in other cities such as Jeddah and in new emerging locations not only in Saudi Arabia but throughout the Middle East’, Favier clarifies. According to Euromonitor, sales of fine jewellery in


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the UK have grown by 18% in the past year, with demand increasingly focusing on rare materials, distinctive designs and ethical sourcing. While not introducing dedicated collections, Buccellati emphasises that ‘our customers seek the same Milanstyle experience in the boutiques as when visiting Via Montenapoleone. Our collections, materials and storytelling remain loyal to the tradition that the maison has continued since 1919’. The most popular collection? The Macri, while cuff bracelets and watches remain the most popular categories. High-end jewellery, on the other hand, is mainly worn at large social events, especially weddings. ‘Arab customers like private experiences in boutiques’, adds Buccellati. ‘We want to create comfortable environments where sisters, cousins and friends can discover new creations, often presented by a member of the Buccellati family, in a private and cosy atmosphere’. Damiani also chose not to change itscore collections for the Middle East: ‘We are fortunate to have a universal design, with best sellers appreciated everywhere’, Favier explains. ‘In this region, they particularly love the Mimosa collection, a tribute to women inspired by the flower that symbolises femininity, and Belle Époque Reel, that is inclusive and unisex, and reinterprets the geometric shapes of the Belle Époque collection in a contemporary way. In the high-end jewellery segment, Maison Damiani focuses on the custommadeservice, which has always been a part of its DNA: ‘Customers in the Middle East love to have an artisan create a custom piece of jewellery for them. We also offer this service in important cases through Giorgio Damiani: they really appreciate that one of the

owners of a 100-year-old maison personally designs a unique piece’, Favier adds. Damiani will soon be promoting a series of private events in the region dedicated to the high-end jewellery collection Ode all’Italia, in the presence of Guido Damiani, the Group president, and the actress Jessica Chastain, the brand’s testimonial. ‘Embodying our idea of international elegance, Jessica will be with us in Dubai and Kuwait while our staff will be ready to work on any customisation requests from customers. The communication strategy of Italian maisons emphasises craftsmanship and savoir-faire as identifying elements. Buccellati reiterates: ‘Our campaigns are shot in the most iconic places in Italy, but at regional level we collaborate with local newspapers and key opinion leaders to create content consistent with the country’s traditions’. Similarly, Damiani uses influencers and celebrities from the Arab world for targeted initiatives. ‘However, our main objective is to use customer-focused activities to have customers discover Damiani’s true DNA, which goes beyond the aesthetics of the boutiques: our Italian character, tradition, a heritage of over a hundred years, 100% Made in Italy production and above all the family nature of the Maison’, continues Favier. ‘These values of authenticity and humanity are what, still today, distinguishes us as an international brand but with a deeply familiar soul’. With Guido Damiani resident in Dubai, ‘the Damiani family’s personal proximity to the Gulf territories is perceived as a sign of authenticity’, Favier reiterates. ‘Ours is an international company but with a family soul, and this is a recognised and appreciated value’. According to Arab News, in the Kingdom Italian jewellery is perceived as a bridge between tradition and modernity, a balance perfectly in line with Vision 2030, which promotes culture, tourism and local talent. ‘Saudi Arabia is pursuing an ambitious development project that creates opportunities for all sectors, including luxury’, concludes Filippo Buccellati. ‘Italian companies are appreciated as guarantors of authenticity, elegance and uncompromising quality’. In an expanding regional context, where the Emirates are a mature market and neighbouring countries are developing shopping tourism, Italy has confirmed itself as a strategic partner to interpret the new language of Saudi luxury: a language made up of culture, tradition and savoir-faire, and which also finds its most authentic ambassadors in Italian fashion houses such as Buccellati and Damiani, and where the businesses’ family aspect remains an essential distinguishing feature and the pride of the much sought-after “made in Italy”.

P. 80 Memento vivere and memento mori

From mournful sign to aesthetic icon: Codognato, Dior, Amedeo and Lydia Courteille reinvent the skull as an invitation to awareness. An emblem combining love and death in joie de vivre. by Laura Astrologo Porché @journaldesbijoux Over the centuries, the skull, an archetypal symbol of death but also of awareness, has been an emblem of philosophical, spiritual and artistic reflection. Memento mori, remember that you will die, but also memento vivere, remember to live! Two seemingly opposite, yet complementary phrases. In Caravaggio’s famous painting, the skull on Saint Jerome’s desk becomes a silent companion of thought, a discreet but indispensable presence: it is a memory of finitude, a stimulus to knowledge, but also an invitation to awareness. One of the maisons that have been able to elevate this symbol to an art form is that belonging to the Codognato family, a historic Venetian jeweller’s founded in 1866 by Simeone. Specialising in jewellery creations and decorative objects, it still continues to fascinate enthusiasts today by fusing the opulence of Venetian tradition with a highly esoteric, symbolic imprint. Codognato has succeeded in transforming the skull into

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an emblem of high jewellery, no longer a lugubrious symbol but an exhortation to become aware of the transient nature of existence and, therefore, the importance of living fully. The Gothic and Renaissance aesthetics of memento mori now find new life thanks to high-end jewellery houses and jewellery designers. But the real turning point in contemporary jewellery came in 2018, when Victoire de Castellane introduced the Tête de Mort collection for Dior. Here, the skull abandons all gloomy connotations: carved in chalcedony, rose quartz, amethyst or opal, it smiles, is dressed in flowers and four-leaf clovers, and radiates light. It is a luminous skull, a glittering carpe diem. It does not admonish; instead it invites. The memento mori is reversed into a memento vivere: remember that time is short, and for this very reason must be lived with intensity, lightness and wonder. As de Castellane herself states: “It is not a scary skull, but one that invites you to live. It is not a farewell, but a glittering reminder’. Amedeo Scognamiglio reinterprets the skull through the ancient cameo technique in his Torre del Greco workshop. The engraved shell meets gothic and pop symbolism: snakes, anthropomorphic figures, skulls... all seasoned with subtle irony. It is a fascinating short circuit between tradition and contemporaneity: the daintiness of bas-relief coexists with the power of the symbol, generating conceptual, identity and cultural jewellery. For her part, the Parisian Lydia Courteille turns the skull into a wearable Wünderkammer. Her vanités are Gothic theatres, imaginary charnel houses, skeletal hands, ethereal maidens who are silent guardians of the mystery of life. Here the skull does not admonish: it interprets. Death becomes a narrative, metamorphosis, alchemical enchantment and visionary wonder. Moving on, Lorenz Bäumer, a well-known Place Vendôme designer, interprets the skull in a language that is radically different from the theatrical or visionary language of other Maisons: he reduces it to an essential form. His aesthetic is not based on excess, but on structure. In this vision, the skull is not a narrative ornament but a primary module, an icon of human frailty. His Good Girl Bad Girl collection perfectly embodies this duality. Light, shiny materials coexist with dark, opaque, textural, almost telluric elements. It is not contrast, but the coexistence of opposites. The ‘good girl’ represents form, balance and clarity; the ‘bad girl’ is instinct, tension and shadow. The skull thus becomes a place of coexistence. Finally, Stephen Webster, a sought-after British jeweller, turns the skull into an aesthetic and identity manifesto. His Skull Ring and Thorn collections are rock-chic, aristocratic punk, rebellious luxury. A jewel that does not preach death, but the choice to live being yourself. From being such a grim symbol, the skull is now an aesthetic and philosophical manifesto. Memento mori. Memento vivere. Two sides of the same gem.

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LE PROPOSTE PIÙ SCINTILLANTI DELL’HOTELLERIE NHOW HOTEL – ROMA A due passi da Villa Borghese apre nhow, nuovo quattro stelle del gruppo Minor Hotels con 260 camere e un concept che fonde brutalismo architettonico e street art. Per decenni lo spazio ha ospitato lo storico Jolly Hotel, poi trasformato in NH, sempre sotto l’egida di Minor Hotels. La riconversione in “nhow” segna un cambio di registro: l’architetto Rafael de La-Hoz ha curato il progetto strutturale, mentre Emiliano Calderini ha firmato gli interni, creando un dialogo tra spazi pubblici e dimensione privata delle 260 residenze. Il format “New Old Times” rappresenta il fil rouge: passato e presente si contaminano senza gerarchie, Roma antica emerge attraverso citazioni pop, mentre la tecnologia si fa discreta ma pervasiva. Tra le suite spiccano camere con impianti audio professionali, cantine vini e un cocktail bar privato interno. Il ristorante Ludo, per finire, propone una brasserie americana contaminata dalle ricette del Sud Italia: il locale è aperto anche agli esterni e funziona come speakeasy integrato nell’hotel, con musica live e DJ set durante tutta la giornata.

GRAND HOTEL GARDONE – GARDONE RIVIERA Nuova vita per lo storico Grand Hotel Gardone che diventerà un cinque stelle lusso Hilton. Il primo Lxr Hotels & Resorts italiano aprirà nel 2027 dopo una ristrutturazione totale che preserverà la facciata ottocentesca. 160 camere, 2 ristoranti, spa e apertura annuale per l’albergo che ha ospitato d’Annunzio e Churchill, tra gli altri. 80 posti di lavoro per una rinascita che segna un salto di qualità nel turismo gardesano. Giorgio Pilone, amministratore unico, promette un cantiere che non interferirà con la viabilità di Gardone Sotto durante la stagione 2026. 16.700 metri quadri di superficie complessiva, di cui 14.000 edificati, ospiteranno una royal suite di 87 mq e 2 suite presidenziali da 75 mq, mentre 160 camere resteranno aperte tutto l’anno. E poi, 2 ristoranti, 2 bar, centro benessere con piscine interne ed esterne, strutture fitness, area meeting e ballroom con terrazza a lago completano l’offerta. Il passaggio dalla gestione stagionale all’apertura annuale rappresenta una rivoluzione per il comparto turistico locale, con quasi un centinaio di addetti impiegati stabilmente.

BRENNERS PARK-HOTEL & SPA – BADEN-BADEN Icona Belle Époque e fiore all’occhiello di Oetker Hotels, il Brenners Park-Hotel & Spa ha riaperto dopo un importante restauro a Baden-Baden, città termale che dal 1872 accoglie sovrani e personalità da tutto il mondo. Considerata da sempre la Grande Dame dell’ospitalità europea, la trasformazione lo rilancia come uno tra gli indirizzi più illustri della Germania. Le 79 camere e suite sono state interamente rivisitate: gli elementi originali – dagli arredi alle opere d’arte, fino alle scale e alle travi lignee – sono stati preservati con cura, mentre gli interni accolgono oggi tessuti pregiati per rivestimenti e tappezzerie, bagni in marmo con specchi incorniciati in oro. Anche gli spazi comuni risplendono di nuova luce, dall’elegante ingresso al foyer dell’Orangerie, fino al quinto piano, che ora ospita le Junior Suite. Ispirata alla Foresta Nera, la palette cromatica gioca su toni crema, terracotta e blu profondo, arricchiti da lampade in ottone e tappeti tessuti a mano. Inoltre, è stata svelata per la prima volta la muratura originale ottocentesca dell’edificio. Il restauro è stato firmato dallo studio MM Design di Francoforte.

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