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L'Industria della Gomma 5/2025

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PFAS: L’APPROCCIO CANADESE INTELLIGENZA ARTIFICIALE FOCUS TPE

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA

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MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI • Maggio 2025

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SOMMARIO

MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA www.industriagomma.it

Direttore responsabile Andrea Aiello In redazione Daniela Garbillo - daniela.garbillo@edifis.it Collaborano alla rivista Gianpaolo Brembati, Giuseppe Cantalupo, Eugenio Faiella, A.L. Spelta Grafica e impaginazione Barbara Aprigliano - barbara.aprigliano@edifis.it Pubblicità dircom@edifis.it Traffico Pubblicitario Francesca Gerbino - francesca.gerbino@edifis.it Stampa Grafiche Arrara Grafiche Arrara s.r.l. – Abbiategrasso (MI) Costo di una copia ai soli fini fiscali € 1,00 Abbonamento Italia € 90, Europa € 130, Estero € 150 abbonamenti@edifis.it Arretrati € 15,00 Amministrazione amministrazione@edifis.it

Registrazione Tribunale di Milano n. 4275 del 1.4.1957 Iscrizione Registro Operatori della Comunicazione n. 06090 Tutti i diritti di riproduzione degli articoli e/o foto sono riservati. Manoscritti, disegni, fotografie, supporti audio e video anche se non pubblicati non saranno restituiti. Per le fotografie e le immagini per cui, nonostante le ricerche eseguite, non sia stato possibile rintracciare gli aventi diritto, l’Editore si dichiara disponibile ad adempire ai propri doveri. Ai sensi del Reg.EU 679/2016 l'Editore garantisce la massima riservatezza nell'utilizzo della propria banca dati con finalità redazionali e/o di invio del presente periodico. Ai sensi dell'art. 15 il ricevente ha facoltà di esercitare i suoi diritti fra cui la cancellazione mediante comunicazione scritta a EDIFIS Srl - Viale Coni Zugna 71 - 20144 Milano (o ai riferimenti sotto trascritti), luogo della custodia della banca dati medesima.

L’Industria della Gomma una rivista edita da: Edifis S.r.l. Viale Coni Zugna 71 20144 - Milano - Italy Tel. +39 023451230 Fax +39 023451231 www.edifis.it Con il patrocinio di:

ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA DI SETTORE

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

ANNO 69 - MAGGIO

Abbiamo letto 10

RASSEGNA DELLA STAMPA TECNICA ESTERA

Mondogomma

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PFAS: L’APPROCCIO DEL CANADA

A partire dal 2025, 163 PFAS saranno aggiunte all’inventario canadese delle emissioni di inquinanti per migliorare la comprensione del loro uso e impatto. Le informazioni raccolte miglioreranno la conoscenza delle PFAS stesse e saranno un utile complemento al proposto approccio per la gestione dei rischi, che è incentrato sui prodotti finiti.

20 DA EUROMAP IL PRIMO STANDARD DI DIGITAL TWIN DEGLI STAMPI

Euromap, l’associazione europea dei costruttori di macchine per materie plastiche e gomma, in collaborazione con Idta-Industrial Digital Twin Association, ha pubblicato il primo sottomodello di Template dell’Asset Administration Shell (AAS) per il settore della plastica e della gomma.

22 INTELLIGENZA ARTIFICIALE:

IL 59% DELLE GRANDI IMPRESE HA UN PROGETTO ATTIVO

Nel 2024 il mercato dell’Intelligenza Artificiale in Italia ha toccato quota 1,2 miliardi di euro con una crescita del +58% rispetto al 2023. Le imprese tricolore si stanno approcciando più lentamente rispetto ad altri Paesi europei, ma il 59% delle grandi aziende ha già un progetto attivo e il 58% delle PMI è interessato al tema.

FOCUS TPE

27 INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ Negli ultimi anni, le gomme termoplastiche (TPE) si sono affermate come una delle soluzioni più innovative e versatili nell’industria dei materiali elastomerici. In questo speciale, esploriamo l'innovazione tecnologica applicata ai TPE, attraverso una panoramica delle principali soluzioni sviluppate da aziende leader nel settore: dai nuovi compound performanti per l’automotive alle tecnologie di stampaggio multicomponente, dagli estrusori avanzati per il compounding alle presse di precisione, senza tralasciare i materiali a contenuto riciclato che guidano il futuro verso una vera economia circolare.

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MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI

SOMMARIO ANNO 69 - MAGGIO

Dalle Aziende

52 ELASTOMERI TERMOPLASTICI:

UN PONTE TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

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Gli elastomeri termoplastici, grazie alla loro natura ibrida e alla possibilità di essere continuamente migliorati, rappresentano un ponte tra la chimica tradizionale e le esigenze del futuro. La costante evoluzione dei copolimeri stirenici – dai primi SBS ai più avanzati SEBS – racconta non solo la storia di una tecnologia, ma anche quella di un’industria che sa rinnovarsi. In questo scenario, realtà come Versalis diventano attori chiave nella transizione verso un mondo più flessibile, efficiente e responsabile.

56 SVERITAL E ARBURG INSIEME

PER AGEVOLARE L’ADOZIONE DEL SILICONE

Si è svolto il 10 aprile, presso lo showroom di Sverital, l’evento Flawless - Unlock new standards in silicone performance, che ha presentato il progetto pensato per accompagnare le aziende del settore della gomma nell’introduzione del silicone.

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Normative

58 IL REGOLAMENTO CLP SI VESTE DI NUOVO

Il nuovo regolamento ha come obiettivo tenere il passo con la globalizzazione, gli sviluppi tecnologici e le nuove modalità di vendita, come le vendite online. Nonostante sia entrato in vigore il 10 dicembre 2024, la maggior parte delle disposizioni sarà applicabile dal 1° luglio 2026 o dal 1° gennaio 2027, in modo da garantire un tempo congruo ai fornitori per adeguarsi alle nuove norme.

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64 GLI INSERZIONISTI DI QUESTO NUMERO

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

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Rassegna della stampa tecnica estera www.tiretechnologyinternational.com | APRIL 2012

INTERVIEWS

Jean-Pierre Jeusette general director, Luxembourg Innovation Center, Goodyear Dunlop Roger Sanders technical manager, Continental UK

EXPO REVIE

Letter of I più interessanti articoli usciti di recente sulle riviste tecniche the law internazionali specializzate e riguardanti materiali, applicazioni, processi, prove, misurazioni e destinati al settore della trasformazione della gomma. Letti e riassunti per voi dai nostri esperti. Product W de from Tir buts Technologe Expo 2012y

Revolution or rush job? Important questions remain unanswered ahead of tire labeling’s introduction in European markets

MATERIE PRIME E APPLICAZIONI ADDITIVI DERIVATI DA BIOMASSA DI SCARTO PER COMPOSITI DI GOMMA: RASSEGNA DELL’ATTUALE RICERCA E FUTURE INDAGINI IN FORMULAZIONI DI PNEUMATICO CON SCARTI BIO. A. Bardhaa, S. Prashera, M.J. Dumonta,b, aBioresource Engineering Department, McGill University, SteAnne-de-Bellevue, Québec (Canada), bChemical Engineering Department, Université Laval, Québec (Canada) - email: shiv.prasher@mcgill.ca - BIOMASS AND BIOENERGY 183 (2024), pag. 1-14. o pneumatico si è rivelato un articolo essenziale nel secolo scorso e la sua crescita non ha conosciuto rallentamenti, con un aumento di produzione da circa 1.5 miliardi di unità nel 2007 a più di 3 miliardi nel 2020. Questa crescita comporterà di conseguenza un aumento della domanda per i vari materiali e mescole coinvolti nella produzione compresi, in particolare, gli ingredienti inseriti nelle loro formulazioni. Sono molti i prodotti chimici usati per ottenere le specifiche proprietà ottimali richieste dal previsto utilizzo dello pneumatico (tipo di veicolo e condizioni ambientali e di superficie per cui è stato progettato) e sono queste proprietà dei materiali dello pneumatico che, insieme alla struttura del composito gomma/acciaio/inserti tessili e al disegno del battistrada, determinano l’efficienza dello pneumatico nelle varie condizioni di utilizzo.

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THE NEXT TOP MODEL

UNIVERSITY FOCUS

Bridgestone’s latest take on colored sidewalls is lightweight, and simple enough to be applied by dealers

We explore the role of tire data in vehicle performance simulations. Will engineers ever know enough?

Isoprene from cellulose: how the paper industry could enter the tire supply chain

In ogni pneumatico la formulazione della gomma comprende di solito circa il 50% di gomma naturale e sintetica, il 25% di cariche rinforzanti (carbon black e silice), il 20% di aiuti di processo (plastificanti e peptizzanti), l’1-2% di agenti di protezione (antiossidanti e antiozonanti) e il 3-4% di sistemi di reticolazione, con la scelta dei materiali sempre in relazione alle desiderate proprietà dello pneumatico e al tipo di veicolo che li monta: questa rassegna si focalizza sugli pneumatici per automobile. Molti dei componenti degli pneumatici tradizionali sono derivati del petrolio (gomma sintetica, oli minerali, carbon black etc.) e attualmente gli effetti del cambiamento climatico, il consumo delle riserve di petrolio e la generale tendenza allo sviluppo sostenibile rendono necessario l’abbandono delle tradizionali formulazioni della gomma dello pneumatico su base petrolio. I produttori di pneumatici hanno già cominciato ad affrontare la questione, anche se materiali da fonti diverse dal petrolio non sono necessariamente sostenibili e rinnovabili, come nel caso della silice. Tuttavia diverse aziende hanno annunciato iniziative per produrre pneumatici sostenibili al 100%: Michelin, in particolare, ha dichiarato che entro il 2050 tutti i suoi pneumatici saranno costituiti da materiali rinnovabili, riciclati, da fonti biologiche o diversamente sostenibili. L’an-

nosa questione dei bioprodotti consiste nel dibattito cibo contro carburante, se destinare terreni coltivati e raccolti a usi non alimentari sia un utilizzo efficace delle risorse. Un approccio per aggirare questo dilemma è quello di usare biomasse di scarto a basso costo come materia prima per la bio-raffinazione, considerando che 140 Gt di biomassa di scarto vengono prodotte globalmente in un anno, sia di materiali lignocellulosici (cellulosa, emicellulosa e lignina) che non cellulosici (da fonti animali, alghe e biosolidi antropogenici). Grazie al loro utilizzo per la produzione di diversi prodotti chimici di valore, si evita il consumo eccessivo di risorse di terra, acqua e cibo, con il vantaggio che le fonti di scarto possono offrire forniture di materia prima a buon mercato, abbondanti e sostenibili. Finora nessuna ricerca si è focalizzata sulla fattibilità della formulazione di una mescola per la produzione di pneumatici con componenti completamente derivati da scarti biologici. Questa rassegna prende in esame cariche rinforzanti, oli di processo, agenti protettivi, sistemi di reticolazione, i loro meccanismi nella formulazione della mescola e gli additivi commerciali attualmente usati, offrendo una discussione critica sull’attuale situazione delle alternative di derivati da rifiuti bio e individuando altri ipotetici candidati, che corrispondono al profilo degli attuali ad-


ABBIAMO LETTO PER VOI

ditivi. Dove è possibile, vengono anche valutati i potenziali effetti sinergici di prodotti da rifiuti bio nelle formulazioni della mescola, il tutto focalizzato su mescole di gomma naturale. Per quanto riguarda le cariche rinforzanti, dopo averne illustrata la funzione, il meccanismo di funzionamento e i tipi attualmente usati (carbon black e silice), la rassegna presenta alcuni candidati da rifiuti bio per la loro sostituzione: il biochar, materiale carbonioso ottenuto da pirolisi di biomassa animale o vegetale, per il carbon black e le ceneri di lolla di riso, contenenti il 94 wt% di silice, per la silice. Esistono anche molte altre cariche rinforzanti derivate da rifiuti bio, che non imitano il meccanismo di funzionamento di carbon black o silice, ma forniscono rinforzo in altre potenzialità, tra le quali vengono menzionate le fibre vegetali, la lignina, la chitina, le microalghe e i gusci d’uovo. In merito agli agenti leganti silanici (SCA) bio, viene espressa la considerazione che devono ancora essere identificate le lo-

ro potenziali fonti, tra le quali sono state per ora valutate l’eugenolo modificato da olio di chiodi di garofano e le bucce di agrumi con le loro elevate concentrazioni di limonene. Passando poi agli additivi di processo, si mette in evidenza come la loro vasta categoria consenta di migliorare trattamento e lavorabilità della gomma durante lavorazione e vulcanizzazione, tenendo presente che la loro compatibilità con la matrice elastomerica è molto importante per assicurare una corretta dispersione. Ci sono troppe variabili per considerarne molti, per cui nella rassegna vengono presi in considerazione plastificanti, disperdenti, oli di processo e resine per la produzione di pneumatici. La rassegna continua con la valutazione degli agenti di protezione e dei sistemi di reticolazione, per arrivare infine alla conclusione che, anche considerando la vasta ricerca attuale su materiali derivati da rifiuti bio, è necessaria un’ulteriore ricerca per confermare la loro efficacia in formulazioni delle gomme e per produr-

re pneumatici per automobile efficienti e competitivi dal punto di vista commerciale. Esistono, inoltre, strade inesplorate per la futura ricerca su additivi da rifiuti bio, come gli agenti leganti alternativi, ed esaustivi approcci di bioraffineria per lo sviluppo di additivi, così che la fattibilità di un efficiente pneumatico da rifiuti bio sia alla portata. MICROPLASTICHE ACCERTAMENTO DI SEGNALI DI USURA DEGLI PNEUMATICI IN CAMPIONI DEL TERRENO E LORO DISTRIBUZIONE IN UN TERRENO SUL CIGLIO DELLA STRADA. A. Müllera,b, B. Kocherc, K. Altmanna, U. Brauna,d, a Bundesanstalt für Materialforschung und prüfung, Berlin, bGoethe University, Frankfurt, c Bundesanstalt für Strassenwesen, Bergisch Am d Main, Umweltbundesamt, Berlin (Germany) email: axel.mueller@bam.de - CHEMOSPHERE 294 (2022), pag. 1-8.

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osto che le microplastiche sono particelle con dimensioni da 1 a 1.000 μm (in alcuni studi si tiene

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spesso conto anche di particelle da 1 a 5 mm), il termine microplastica riguarda strettamente solo termoplastici e termoindurenti, ma in questo studio vengono coinvolti gli elastomeri, dal momento che anch’essi possono formare particelle polimeriche. L’usura dello pneumatico TW (Tire Wear) è generata dallo sforzo di taglio fra gli pneumatici e la superficie della strada durante la guida e le particelle abrase sono costituite da materiale del battistrada, ossia gomma con integrate particelle minerali e organiche derivate dall’usura della strada e altra polvere della strada: esse vengono così definite TRWP (Tire and Road Wear Particles) e presentano un contenuto di TW di circa il 50%, il che comporta circa 6 milioni di tonnellate di microplastiche immesse nell’ambiente in un anno. La TW si può trovare in parecchi compartimenti, suoli e acque di superficie inclusi, che possono danneggiare i rispettivi microsistemi. Con il delavamento stradale, in particolare, la TW può essere trasportata ai sistemi di drenaggio e successivamente agli ecosistemi di acqua dolce. Circa il 5/10% in peso delle TRWP vengono trasportate dall’aria e circa il 90/95% dal delavamento stradale. Tuttavia la maggior parte della TW è costituita da particelle grossolane e rimane nelle immediate vicinanze della strada sullo strato superficiale del terreno. Si può ipotizzare che la distribuzione della TW, nei suoli ai lati della strada, diminuisca esponenzialmente con la profondità e la distanza alla stregua dei metalli pesanti. I metalli pesanti possono derivare dalla TW e da altre fonti relative al traffico, come guarnizione del freno, additivi del carburante o perdita di olio, considerando che più alti contenuti di metallo si trovano nella polvere della strada e nei sedimenti. Illustrate le analisi delle microplastiche nel suolo, lo studio enuncia, come obiettivo, la verifica dell’idoneità dell’apparecchiatura TED-GC/MS (estrazione e desorbimento termici-gas cromatografia/ spettrometria di massa) a rilevare la TW in campioni di suolo con una minima preparazione dei campioni stessi. Lasciando la parte relativa a metodi/materiali e quella principale di risultati e discussione ai lettori interessati alla metodologia utilizzata, ci limitiamo a riporta12

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

re l’interessante conclusione: TDE-GC/ MS è uno strumento adatto per rilevare l’SBR come componente dei campioni di suolo, insieme all’analisi spettrometrica di emissione ottica ICP-OES (Inductively Coupled Plasma - Optical Emission Spectroscopy) per la determinazione dei metalli; i diversi strati di suolo esaminati hanno mostrato una diminuzione del contenuto di SBR all’aumentare della loro profondità; i campioni a diverse distanze dalla strada hanno dimostrato la distribuzione orizzontale delle particelle di TW dalla strada; i più alti contenuti di SBR sono stati trovati sullo strato superficiale del suolo in campioni profondi da 0 a 2 cm e a 0.3 m di distanza dalla strada; la maggior parte delle particelle TW depositate sono inferiori a 100 μm; le analisi effettuate confermano che l’ipotesi di distribuzione della TW è analoga a quella dei metalli pesanti nei suoli esaminati. MICROPLASTICHE CONCENTRAZIONI DI MICROPLASTICHE DA USURA PNEUMATICO E DI ALTRE PARTICELLE NON DI SCARICO, DOVUTE AL TRAFFICO, NELL’AMBIENTE STRADALE. I. Järlskoga,b, D. Jaramillo-Vogelc, J. Raischc, M. Gustafssona, A-M. Strömvalld, Y. Andersson-Skölda,b, a Swedish National Road and Transport Research institute (VTI), Linköping (Sweden), bGeology and Geotechnics, Department of Architecture and Civil Engineering, Chalmers University of Technology, Gothenburg (Sweden), cParticle Vision, Fribourg (Switzerland), dWater Environment Technology, Department of Architecture and Civil Engineering, Chalmers University of Technology, Gothenburg (Sweden) - email: ida.jarlskog@vti.se ENVIRONMENT INTERNATIONAL 170 (2022), pag. 1-15. i tratta di un altro e diverso studio sulle microplastiche, tedesco il precedente, svedese questo, che vale la pena di leggere per rendersi conto di come nei vari paesi viene studiato il problema. L’introduzione dello studio mette in rilievo le molteplici emissioni non esauste (NEE) di particelle, che si trovano sulla strada e costituiscono un’importante fonte di inquinamento ambientale: si citano così gli inquinanti relativi al traffico, come gli idrocarburi poliaromatici (PAH), le microplastiche (gomma dall’usura degli pneumatici, plastiche dai segnali stradali e dai bitumi modificati con polimeri),

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particelle metalliche (ferro, rame, zinco e piombo, soprattutto dall’usura dei freni), particelle minerali dall’usura della strada e frammenti di perline di vetro dai segnali stradali. Tutte queste particelle si depositano sulla superficie della strada, tendono a mischiarsi e a formare una polvere eterogenea, che può essere sospesa nuovamente dal traffico. Occorre poi tenere conto del fatto che particelle da altre fonti, come polvere minerale da terreni vicini, lavori di costruzione, polline, spore e materiale organico emesso da attività biogenica si sedimentano spesso sulla superficie della strada e possono interagire con le NEE derivate dal traffico. Le microplastiche sono definite come particelle solide, insolubili in acqua e a base di polimeri, più piccole di 5 mm e con una bassa velocità di degradazione. Le particelle di usura dello pneumatico (TWP) sono spesso considerate microplastiche e recenti stime teoriche suggeriscono che sono globalmente una delle principali fonti di inquinamento (6 milioni di tonnellate globalmente in un anno). La descrizione di ciò che accade nell’ambiente con le TWP e le microplastiche, il particolato etc. è simile a quello dello studio tedesco, ma qui sono interessanti le considerazioni sulla mancanza di dati empirici in merito alla presenza e al trasporto delle particelle di usura di pneumatici e strada (TRWP) nell’ambiente, della rara inclusione di altri componenti (minerali e metalli) nelle stesse analisi etc. Sarebbe invece importante analizzare il vasto spettro dei tipi di particelle derivate dal traffico per ottenere una completa comprensione di contributo e trasporto dei relativi inquinanti. Viene sottolineata la difficoltà di analizzare le particelle, anche se sono stati sviluppati molti metodi, fra cui i più comuni sono pyr-GC/MS (pirolisigascromatografia-spettrometria di massa) e TED-GC/MS (vedi studio tedesco). Spesso, tuttavia, i metodi esistenti forniscono informazioni diverse, che complicano il confronto fra studi, così che risulta difficile utilizzare i risultati di studi precedenti per comprendere la presenza di TWP in varie matrici ed essere così in grado di analizzare e capire i rischi ambientali associati. I metodi termici, inoltre, distruggono i campioni e fanno perdere molte informazioni, con l’ulteriore aggravante che


ABBIAMO LETTO PER VOI

mancano studi empirici sulla presenza di microplastiche da traffico in diverse matrici. Questo studio si prefigge di valutare l’abbondanza e di esaminare presenza e composizione delle microplastiche da traffico e di altre particelle dalla strada in matrici di più campioni (polvere, delavamento, sedimento e polvere dell’aria) per mezzo di analisi SEM/EDX (Energy Dispersive X-ray Spectroscopy), abbinata a un classificatore con apprendimento automatico, in un ambiente di traffico rurale. Si tratta probabilmente di uno dei primi tentativi di caratterizzare, quantificare e distinguere fra TWP, particelle di usura da bitume (BIWP), particelle di segnali stradali (vernice, perline di vetro), particelle metalliche e minerali. Un ulteriore e nuovo scopo è quello di analizzare due diverse frazioni (2-20 μm e 20-125 μm) di campioni da tutte le matrici e valutare così eventuali differenze nella distribuzione granulometrica e nelle proprietà delle particelle fra le matrici dei campioni. Lo studio è lungo e complesso, ma chiaro, accurato ed esaustivo dell’argomento, e merita di essere letto con attenzione per rendersi conto in che cosa consiste l’inquinamento che ci circonda dovunque esistono strade percorse da autoveicoli. Fra le conclusioni, è interessante l’osservazione che la frazione più fine delle particelle (220 μm) corrisponde a più del 50% delle TBWP (Tire Bitumen Wear Particles) nei campioni da tutte le matrici, da cui l’indicazione che questa frazione è più importante di quanto riportato in precedenza. Inoltre, questa frazione è predominante per massa, volume e numero, in tutte le matrici dei campioni. Il risultato è importante, dal momento che le particelle più fini hanno un alto potenziale di essere trasportate in acqua e aria e che parti della frazione possono anche contribuire alle frazioni inalabili dell’aria. Ancora più interessante è che il sistema di acqua piovana è un’importante via di trasporto delle TWP e di altre particelle da traffico, soprattutto perché la maggior parte del delavamento della strada non viene trattato prima di essere rilasciato nell’ambiente. MATERIE PRIME E APPLICAZIONI SVILUPPO DI UNA MESCOLA PER BATTISTRADA PNEUMATICO AUTOCARRO CON UTILIZZO DI CARBON BLACK A BASSA ISTERESI. L.M.H. De Silva, R. Soufiani, A.J. Marcucci, B. Rodgers, Ed Vega, Continental Carbon, Sunray, Texas (USA) - RUBBERWORLD, febbraio 2025, pag. 25-32. e spese per il carburante sono uno dei maggiori costi per l’industria del trasporto su strada. In anni recenti sono state fatte molte modifiche per migliorare l’efficienza energetica dei vari tipi di autocarro, con riferimento ad aerodinamica, propulsore, configurazioni del motore e nuove norme sulle emissioni. Gli elementi che contribuiscono alla perdita energetica di un autocarro, alla velocità di 80 Km/ora in condizioni costanti, sono la richiesta energetica per superare la resistenza aerodinamica (42%), le perdite del propulsore (15%), gli accessori come compressore e componenti elettrici (9%) e la resistenza al rotolamento (34%), con quest’ul-

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RUBBER CLUB

tima che mostra quindi un forte impatto sul consumo di energia e di carburante. Insieme alla questione del particolato e alle emissioni di ossido d’azoto, questo spiega perché gran parte della nuova regolamentazione comprende l’industria dello pneumatico. Di conseguenza, riduzioni della resistenza al rotolamento possono avere positivi effetti diretti sul consumo di carburante in termini di costi, oltre che sull’impatto ambientale. Una miglior efficienza nel consumo di carburante si può ottenere con la progettazione di pneumatici a bassa resistenza di rotolamento e questo risultato è già stato ottenuto negli ultimi 50 anni, grazie ai cambiamenti della struttura dello pneumatico e ai materiali di nuove tecnologie. Un altro fattore, che influenza la resistenza al rotolamento, è la posizione dell’assale del veicolo, dell’asse sterzante e dell’asse motore etc., tant’è che gli pneumatici per autocarro sono progettati in funzione della posizione delle ruote. Lo studio illustra quindi, con opportune figure, le diverse scolpiture di vari battistrada pneumatico, spiegandone le specifiche funzioni, e le configurazioni di diversi tipi di scanalature del fianco. Partendo dalla considerazione che gli pneumatici autocarro richiedono mescole a base gomma naturale con alta resistenza alla lacerazione e bassa isteresi, lo studio mostra il contributo di ogni parte dello pneumatico alla resistenza al rotolamento (battistrada 42%, fianchi 8% etc.), parlando di isteresi e di come la struttura del carbon black utilizzato la influenza. Continental Carbon ha sviluppato un nuovo carbon black a bassa isteresi, che migliora esclusivamente la resistenza al rotolamento, senza compromessi in altre proprietà e la cui caratterizzazione dimostra come ottenga il risultato mantenendo le proprietà di aderenza e resistenza a lacerazione e ad abrasione. Dopo avere spiegato la tecnologia del nuovo carbon black ed esposto tutte le prove di caratterizzazione condotte con tre mescole, una di riferimento con carbon black N234, una con Continex LH 11 e una con Continext-LH-T (grado LH 11 modificato chimicamente), lo studio arriva alla conclusione che il carbon black Continext-LH-T può ridurre la resistenza al rotolamento dello pneumatico fino al 14

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10% e offrire un risparmio di carburante superiore al 3%, così che si propone come valida alternativa a ogni grado di silice nelle formulazioni di battistrada per pneumatico autocarro, offrendo anche una notevole riduzione delle emissioni di CO2 del veicolo nell’ambiente. MATERIE PRIME E APPLICAZIONI CARBON BLACK SOSTENIBILE. A. Thomas-McMillan, W. Wampler, M. Widmor, P. Cameron, Tokai Carbon, Tokyo (Japan) RUBBERWORLD, febbraio 2025, pag. 34-36. egi ultimi 20 anni la responsabilità di proteggere l’ambiente è diventata ancora più importante, a causa delle crescenti esigenze di conservazione delle risorse (sostenibilità) e degli effetti del riscaldamento globale (cambiamento climatico). Entrambe queste situazioni sono problemi interconnessi, che pongono varie sfide al nostro ambiente. La sostenibilità, in particolare, che mira a conservare per le future generazioni le risorse limitate, sostituendole con risorse rinnovabili o circolari, è un argomento che tocca da vicino anche l’industria della gomma, che per ora utilizza quasi esclusivamente materie prime derivate dal petrolio. Questo articolo propone un metodo per produrre un carbon black sostenibile (sCB) ricorrendo a materia prima circolare. Il tipico processo del carbon black, conosciuto come processo furnace, che utilizza oli altamente aromatici da petrolio fossile, viene illustrato dettagliatamente dall’articolo, che mette in rilievo come l’utilizzo del gas di coda del processo, costituito da idrogeno e monossido di carbonio, venga utilizzato per produrre energia per riscaldamento o produzione di vapore, impiegato per la cogenerazione di elettricità, che può ridurre l’impronta di carbonio dello stabilimento. Tutti e tre gli stabilimenti di carbon black di Tokai Carbon impiegano la cogenerazione per questo scopo, risparmiando 250.000 tonnellate di CO2 all’anno. La maggior parte del carbon black prodotto globalmente viene usato in applicazioni gomma, tra le quali il settore dello pneumatico rappresenta il più grande consumatore. In un anno vengono prodotte circa 15 milioni di tonnellate di carbon black, che producono fra 29 e 79 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, vo-

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lume che conferisce al settore una grande responsabilità per produrre un materiale più sostenibile e cercare vie alternative per ridurre la sua impronta di carbonio globale. È da 10 anni che l’industria del carbon black si è lentamente adattata all’idea di utilizzare materie prime alternative, da sole o insieme al tradizionale materiale da petrolio, ricorrendo sempre più velocemente a oli vegetali o all’olio da pirolisi degli pneumatici (TPO). Tokai Carbon, impegnata a salvaguardare l’ambiente e a raggiungere l’obiettivo di ridurre l’impronta di carbonio globale, ha cominciato a impiegare, come materia prima circolare, il TPO. Con questo processo gli pneumatici macinati, riscaldati a temperature fra 430 e 590 °C in condizioni inerti, offrono un materiale composto dal 50% di olio e prodotti derivati, dal 40% di rCB e dal 10% di gas. Il TPO si dimostra un’alternativa sostenibile rispetto alla tradizionale materia prima del carbon black, dal momento che contiene un’alta percentuale di carbonio, molto vicina a quella del carburante fossile. La principale limitazione all’utilizzo del TPO è l’attuale volume disponibile sul mercato, perché sono pochi gli stabilimenti per la pirolisi degli pneumatici, ma ci sono piani di sviluppo in merito. Tokai Carbon è stato il primo produttore di carbon black al mondo a ottenere la certificazione ISCC Plus per i suoi tre stabilimenti negli USA e per tutti i gradi di carbon black prodotti. Grazie allo studio condotto su mescole in SBR e gomma naturale, realizzate senza e con TPO, nel primo caso con vari gradi di carbon black tradizionale (da N110 a N774), è stato osservato che non si sono rilevate differenze nelle proprietà di modulo, allungamento a rottura, rimbalzo, abrasione ed isteresi. MATERIE PRIME E APPLICAZIONI APDS: NUOVI ADDITIVI PER MIGLIORARE MESCOLE DI GOMMA NATURALE CON CARBON BLACK A SUPERFICIE MODIFICATA. H. Westenberg, Orion, Spring, Texas (USA) RUBBERWORLD, febbraio 2025, pag. 38-43. a riduzione dei gas serra GHG (GreenHouse Gas), richiesta dall’accordo di Parigi del 2015, trova un valido approccio nella riduzione delle emissioni di

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ABBIAMO LETTO PER VOI

CO2, causate dal trasporto di merci e passeggeri. Fra altre misure adottate per ottenere questo scopo, come una più alta efficienza del motore, un più basso peso del veicolo e una migliore aerodinamica, è importante la riduzione della resistenza al rotolamento degli pneumatici. Questo si può fare migliorando il progetto dello pneumatico per quanto riguarda la sua struttura, il suo rinforzo tessile e lo sviluppo di mescole a più bassa isteresi, il che implica una bassa tan δ, un basso accumulo di calore, un basso effetto Payne e un alto rimbalzo, con una scelta accurata dei parametri di temperatura, sforzi dinamici, frequenze etc. per prevedere gli effetti della resistenza al rotolamento dello pneumatico. Un ruolo importante in merito ricopre il carbon black, che rimane la carica più importante e versatile della gomma, che la moderna ingegneria di processo consente di modificare per quanto riguarda l’unità di massa, il livello di struttura, la morfologia di superficie e la distribuzione granulometrica. È inoltre possibile modificare chimicamente la superficie del carbon black: Orion dispone di tecnologie di ossidazione, che permettono di aumentare la quantità dei gruppi funzionali contenenti ossigeno e danno luogo a una carica chiamata SMCB (Surface Modified Carbon Black). Se il processo è compiuto correttamente, si può ottenere una gomma più altamente legata ed è stato osservato che la combinazione di SMCB ed SSBR funzionalizzata terminalmente dà come risultato una ridotta isteresi della mescola. Citata l’importanza e la funzione dei disolfuri per migliorare le proprietà di una mescola con SMCB EB 299, l’articolo affronta la sua parte sperimentale, che presenta le prove di caratterizzazione di cinque mescole a base Europrene SSBR SOL R C2525 di Versalis, una senza e quattro con mescolazione addizionale di 1, 3, 6 e 9 minuti. Viene inoltre valutata anche una formulazione di gomma naturale con carbon black N234, in paragone a due formulazioni con SMCB EB 299, con e senza DPG. Le prove condotte su SSBR hanno messo in evidenza che un aumento del tempo di mescolazione, per i campioni con carbon black come il grado CB299, è vantaggioso per le sue proprietà: portando a tre le fasi, infatti, il masterbatch, prodotto nella fase 1 e rimescolato nella fase 2, nella fase 3 manifesta un’isteresi sensibilmente ridotta e un aumento del 10% della resistenza all’abrasione. L’aggiunta di amminofenil disolfuri APDS (AminoPhenil DiSulfuides) migliora notevolmente le formulazioni con CB299 come carica principale, risultato che si ottiene col dosaggio ottimale di 3 phr mentre, nel caso di formulazione con carbon black N234, si ottiene un peggioramento. Al momento sembra necessario l’utilizzo di coacceleranti, come la DPG, per ottenere la stessa velocità della formulazione standard a base gomma naturale. I promettenti risultati ottenuti incoraggiano ulteriori ricerche sulla combinazione di SMCB e APDS, che possono migliorare gli pneumatici autocarro con risparmio di carburante e maggiore percorrenza.


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di A.L. Spelta

PFAS: l’approccio del Canada A partire dal 2025, 163 PFAS saranno aggiunte all’inventario canadese delle emissioni di inquinanti per migliorare la comprensione del loro uso e impatto. Le informazioni raccolte miglioreranno la conoscenza delle PFAS stesse e saranno un utile complemento al proposto approccio per la gestione dei rischi, che è incentrato sui prodotti finiti.

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l governo del Canada ha pubblicato il rapporto sullo stato delle sostanze per- e poli-fluoroalchiliche (PFAS) dopo le consultazioni pubbliche per la bozza di relazione sullo stato delle PFAS (Draft State of PFAS Report) avviata nel maggio 2023, e del suo aggiornamento del luglio 2024, durante le quali oltre 400 parti interessate hanno fornito contributi.

UN APPROCCIO DI BUON SENSO Il governo del Canada ha esaminato le PFAS come una classe di sostanze alquanto ampia, questo sia secondo la scienza che secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Evidenze scientifiche suggerirebbero che quanto noto per alcune PFAS ben studiate, riguardo ad esempio la salute umana

e l’ambiente, possa essere esteso ad altre PFAS. Questo per evitare che una PFAS con limiti all’utilizzo, cioè regolamentata, venga sostituita da un’altra senza limiti all’utilizzo, solo perché non regolamentata, ma che potrebbe potenzialmente avere una pericolosità simile. Sulla base di dati scientifici e sulle prove sperimentali più recenti, questo rapporto conclude che tutta l’ampia classe delle

Foto di Marc Bruxelle da iStock. 16

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SOSTANZE CHIMICHE Foto di Bradley Lyn da iStock.

PFAS, esclusi solo i fluoropolimeri come definiti nel rapporto, è tossica ai sensi del Canadian Environmental Protection Act, 1999 (CEPA). RISULTATI RELATIVI ALLE PFAS (ESCLUSI I FLUOROPOLIMERI) AI SENSI DELLA SEZIONE 64 DEL CEPA Questo rapporto conclude che le PFAS, esclusi i fluoropolimeri, soddisfano due criteri ai sensi della sezione 64 del CEPA: entrano o possono entrare nell’ambiente in quantità o concentrazione o in condizioni che hanno o possono avere effetti dannosi immediati o a lungo termine sull’ambiente o sulla sua diversità biologica; entrano o possono entrare nell’ambiente in quantità o concentrazione o in condizioni che costituiscono o possono costituire un pericolo per la vita o la salute umana (in Canada). La conclusione del rapporto fornisce una base scientifica per future azioni e consultazioni con l’industria e altre parti interessate. Il rapporto sullo stato delle PFAS conferma quanto chimicamente noto, cioè che i fluoropolimeri sono un gruppo di PFAS polimeriche. Tuttavia, queste sono state al momento escluse dal rapporto, poiché le evidenze attuali suggeriscono che potrebbero avere profili di esposizione e pericolo diversi rispetto ad altre PFAS. Il governo studierà ulteriormente queste sostanze per garantire un processo decisionale corretto e informato.

Alla luce delle conclusioni del Rapporto sullo Stato delle PFAS, il governo del Canada propone di aggiungere la classe delle PFAS, ad eccezione dei fluoropolimeri, alla parte 2 dell’allegato 1 del CEPA. Questa azione consentirà approcci mirati e graduali nella gestione dei rischi, salvaguardando nel contempo la salute pubblica e l’ambiente. AZIONI PROPOSTE SULLE PFAS APPROCCIO ALLA GESTIONE DEL RISCHIO Il governo del Canada prende atto che esistono numerosi utilizzi delle PFAS e che sono impiegate in un’ampia gamma di settori dell’economia. Alcuni usi possono essere critici per motivi di sicurezza, salute e/o economici e l’industria dovrà impegnarsi a individuare delle alternative praticabili. Questo approccio non solo protegge la salute e l’ambiente, ma sostiene anche la competitività delle industrie canadesi mentre individuano delle alternative più sicure. Il governo sta pubblicando una proposta di approccio alla gestione del rischio, in particolare ambientale e sanitario, con i seguenti obiettivi: ridurre le emissioni di PFAS nell’ambiente canadese per evitare impatti negativi, ma in maniera tale da bilanciare la protezione dell’ambiente con la fattibilità economica; ridurre l’esposizione umana alle PFAS, in particolare per quelle popolazioni che sono sovraesposte.

Per raggiungere questi obiettivi e ridurre l’esposizione ambientale e umana ai livelli più bassi tecnicamente fattibili, il governo propone prioritariamente l’adozione di un approccio graduale. Fase 1: affrontare il problema delle PFAS nelle schiume antincendio (attualmente non regolamentate), a causa dell’elevato potenziale di esposizione ambientale e umana. Fase 2: Affrontare gli usi delle PFAS nei prodotti di consumo laddove esistono alternative, come alcuni tessuti, scioline da sci, materiali da costruzione e materiali per l’imballaggio alimentare. Fase 3: Analizzare quei settori che richiedono ulteriori approfondimenti attraverso il coinvolgimento delle parti interessate e portare avanti ulteriori valutazioni. L’approccio alla gestione del rischio è aperto alla consultazione di tutte le parti interessate dall’8 marzo al 7 maggio 2025. AZIONI SULLE PFAS Il governo si è occupato e si sta occupando delle PFAS per proteggere la salute dei canadesi e degli ecosistemi. A seguito di valutazioni scientifiche nel 2006 e nel 2012, tre sottogruppi delle PFAS: perfluoroottano sulfonato [PFOS], acido perfluoroottanoico [PFOA] e acidi perfluorocarbossilici a catena lunga [LCPFCA], inclusi i loro sali e i loro precursori, sono state regolamentate attraverso il Prohibition of Certain Toxic Substances ReL’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

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SOSTANZE CHIMICHE

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Foto di show999 da iStock.

gulations del 2012. Questi tre sottogruppi sono stati ulteriormente attenzionati e il governo prevede di pubblicare un aggiornamento di questi regolamenti nel 2025. A partire dal 2025, 163 PFAS saranno aggiunte all’inventario nazionale delle emissioni di inquinanti (National Pollutant Release Inventory) per migliorare la comprensione del loro uso e impatti. Ciò fornirà informazioni su come le PFAS (in quantità superiori a 1 kg) vengono prodotte, lavorate o utilizzate. Le informazioni raccolte miglioreranno la conoscenza delle PFAS stesse e saranno un utile complemento al proposto approccio per la gestione dei rischi, che è incentrato sui prodotti finiti. Nell’agosto 2024, con lo scopo di ridurre l’esposizione alle PFAS, Health Canada ha pubblicato l’obiettivo finale per le PFAS nell’acqua potabile canadese. Analogamente sono in corso anche attività per ridurre le emissioni di queste sostanze nei Grandi Laghi (Great Lakes Water Quality Agreement). Nel giugno 2024, la Canadian Food Inspection Agency ha pubblicato una norma provvisoria per limitare la quantità di PFAS nei biosolidi venduti o importati come fertilizzanti. Tutti i biosolidi nazionali e importati destinati all’uso commerciale come fertilizzanti devono contenere meno di 50 parti per miliardo 18

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di acido perfluroottanosolfonico (PFOS). Il governo sta inoltre continuando a intraprendere azioni volte a ridurre i rischi per l’ambiente e la salute umana a partire da quei siti federali, noti per essere contaminati dalle PFAS. Questo lavoro può includere, tra l’altro, la fornitura di acqua potabile da fonti alternative e la bonifica di aree specifiche. Il Canada collabora: con le province sui siti contaminati attraverso il Canadian Council of Ministers of the Environment; con le province, i territori e i proprietari terrieri limitrofi per fornire aggiornamenti e per sviluppare piani quando la contaminazione da PFAS potrebbe aver coinvolto aree adiacenti. I residenti e i comuni impattati dalla contaminazione da PFAS non inclusi nelle attività federali devono contattare i propri ministeri provinciali o territoriali responsabili dell’ambiente e dell’acqua potabile. Poiché le informazioni sono importanti per comprendere la provenienza delle PFAS, il governo sta attualmente raccogliendo le indicazioni ricevute dall’indagine promossa nel 2024, che includeva 312 PFAS. L’indagine coinvolgeva chiunque avesse importato, fabbricato o utilizzato una o più PFAS incluse nelle 312, nella produzione di un manufatto, per stabilire i dati commerciali di base e per indirizzare le attività future. Iniziative analoghe era-

no state intraprese sin dal 2000 per esaminare altre sostanze PFAS. Ai sensi del CEPA’s New Substances Notification Regulations (Chemicals and Polymers), le nuove PFAS introdotte sul mercato canadese continueranno a essere monitorate per i potenziali rischi e potrebbero essere soggette ad azioni indirizzate alle PFAS come classe chimica complessiva. Il governo sta inoltre proseguendo le attività di ricerca e monitoraggio, che si basano sulle conoscenze scientifiche attualmente disponibili. Ciò include il biomonitoraggio di alcune PFAS nell’ambito del Canadian Health Measures Survey e il monitoraggio ambientale di alcune PFAS nell’ambito di progetti di ricerca e monitoraggio ambientale del Northern Contaminants Program. Inoltre, il Canada collabora con altri paesi per affrontare il problema delle PFAS, anche attraverso la Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (Stockholm Convention on Persistent Organic Pollutants). Nel 2021, il Canada ha proposto di includere gli acidi perfluorocarbossilici a catena lunga (LC-PFCA), dei loro sali e dei composti a essi correlati nella Convezione, in questo modo contribuendo agli sforzi globali per eliminare queste sostanze. A livello internazionale, il Canada è tra i primi Paesi a proporre la gestione delle PFAS come classe. u


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a cura della redazione

Da Euromap il primo standard di Digital Twin degli stampi Euromap, l’associazione europea dei costruttori di macchine per materie plastiche e gomma, in collaborazione con Idta-Industrial Digital Twin Association, ha pubblicato il primo sottomodello di Template dell’Asset Administration Shell (AAS) per il settore della plastica e della gomma.

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uromap, l’associazione europea di riferimento per i costruttori di macchine per materie plastiche e gomma, in collaborazione con l’Idta-Industrial Digital Twin Association, ha pubblicato il primo sottomodello di Template dell’Asset Administration Shell (AAS) per il settore

della plastica e della gomma. Idta è una rete di aziende e associazioni che promuove lo sviluppo e l’implementazione dei gemelli digitali e dell’AAS, ovvero un file universale che consente di documentare, descrivere e soprattutto condividere tutte le informazioni e le funzionalità di un de-

terminato asset, che può essere una macchina oppure un sistema di interconnessione. L’associazione sostiene la standardizzazione e le buone pratiche per far avanzare la digitalizzazione del settore e supportare modelli di business innovativi.

Foto di gorodenkoff da iStock. 20

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Foto di Ekkasit919 da iStock.

RAPPRESENTAZIONE VIRTUALE DI ASSET FISICI L’AAS funge da standard per la creazione del Digital Twin: il gemello digitale non è altro che la rappresentazione virtuale di asset fisici come una macchina per lo stampaggio a iniezione o uno stampo. L’AAS è fondamentale per migliorare l’interoperabilità e l’efficienza, e fornisce una base dati unificata per l’analisi e l’ottimizzazione dei processi produttivi. “La pubblicazione di Euromap 101 è una pietra miliare importante per il settore”, ha dichiarato in una nota Mikula Thiem della Commissione Tecnica Euromap. “L’Asset Administration Shell è un’aggiunta significativa all’OPC UA (uno standard di comunicazione che consente lo scambio di dati tra controllori logici programmabili, interfacce uomomacchina, server/client e altri macchinari, ndr). Standardizzando il

gemello digitale, permettiamo agli utenti dell’industria della plastica e della gomma di implementare con successo l’Industria 4.0. Stiamo già collaborando con l’IDTA su ulteriori sottomodelli e siamo lieti di dare un contributo decisivo alla digitalizzazione”. PREVISTI AMPLIAMENTI FUTURI Il sottomodello pubblicato è intitolato “Plastics and Rubber Moulds – Part 1: Identification” ed è rilasciato congiuntamente come Euromap 101.1 e Idta 02038-1. È la prima parte di una serie di specifiche che standardizzano il gemello digitale degli stampi

per l’industria della plastica e della gomma. Il documento descrive i parametri richiesti per l’identificazione dello stampo. La serie di specifiche Euromap 101 sarà ampliata con ulteriori sottomodelli nei prossimi mesi. È inoltre in corso di sviluppo un altro sottomodello dedicato ai “Dati tecnici per le macchine per stampaggio a iniezione”. Il documento in bozza è disponibile per la consultazione pubblica come download gratuito sul sito di Euromap (https://www.euromap.org/euromap101) e l’associazione invita a inviare commenti e suggerimenti fino al 31 maggio 2025, all’indirizzo email: mikula.thiem@vdma.org. u

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a cura della redazione

Intelligenza artificiale: il 59% delle grandi imprese ha un progetto attivo Nel 2024 il mercato dell’Intelligenza Artificiale in Italia ha toccato quota 1,2 miliardi di euro con una crescita del +58% rispetto al 2023. Le imprese tricolore si stanno approcciando più lentamente rispetto ad altri Paesi europei, ma il 59% delle grandi aziende ha già un progetto attivo e il 58% delle PMI è interessato al tema.

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el 2024 il mercato dell’Intelligenza Artificiale in Italia ha raggiunto un nuovo record, toccando quota 1,2 miliardi di euro con una crescita del +58% rispetto al 2023. A trainare lo sviluppo sono soprattutto le sperimentazioni che utilizzano anche la Generative AI, che rappresentano il 43% del valore, mentre il restante

57% è costituito in prevalenza da soluzioni di Artificial Intelligence tradizionale. Sono alcuni risultati dell’edizione 2024 della ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, realizzata in collaborazione con Altitudo, Angelini Industries, artea.com, Assolombarda, Athics, Banca Medio-

lanum, Blue Reply, BPER Banca, Cluster Reply, Data Reply, Deloitte, Enel, Eni, EY Advisory, Fastweb+Vodafone, Google Cloud, TIM Enterprise, Gruppo BCC Iccrea, Gruppo CAP, ICSC – Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing, Fondazione IFAB, Intellico, Lutech, Minsait, OTB, Poste Ita-

Foto di B4LLS da iStock. 22

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025


DIGITAL INNOVATION

Osservatorio Artificial Intelligence

ITALIA: AI PROGETTUALE NELLE GRANDI AZIENDE

06.02.25

#OAI24

AI Generativa

5% AI Tradizionale

Tipologia di progetti

AI Tradizionale e Generativa

30%

GRANDISSIME 65%

Il 60% ha intenzione di investire nei prossimi 12 mesi in Generative AI

13% 13%

74%

Campione: 138 grandi e grandissime aziende italiane

Osservatori Digital Innovation della Polimi School of Management Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano

liane, Rai, Snam, Sogei, Storm Reply, Thoughtworks, Unipol Assicurazioni; 42LawFirm, Agos, Altilia, Blue BI, CGIL FISAC-Milano-Lombardia, Credemtel, Dell Technologies, DGS, Different Factory, Edison, ENGAGE, Engineering, GEWISS, Gruppo Maggioli, Gruppo Mediobanca, Haier Europe, iConsulting, Kalpa, MAIRE, Mauden, Mediaset Infinity, Npo Sistemi, Reti, Revelis, S2E | Solutions2Enterprises, Stellantis, Terna, Workday; BID Company, Danone, HPA, Lamborghini, Pragmata Arkyreyma, Prometeia, STSWebConsulting; e con il patrocinio di: AI*IA, Anitec-Assinform, Assintel, Laboratorio CINI, FAIR. I SETTORI Guardando la spesa media per azienda, i settori più attivi sono Telco&Media e Insurance, seguiti da Energy, Resource&Utility e Banking&Finance, ma si segnala anche una forte accelerazione del GDO&Retail. La Pubblica Amministrazione pesa oggi il 6% del mercato, con un tasso di crescita superiore al 100%. Le imprese italiane si stanno approcciando all’Intelligenza Artificiale più lentamente rispetto ad altri Paesi europei (sono stati analizzati Francia, Germania, Irlanda,

Italia, Olanda, Regno Unito e Spagna): l’81% delle grandi imprese ha almeno valutato un progetto, contro una media europea dell’89%; il 59% ha già un progetto attivo, contro una media europea del 69%, ultimo posto tra i Paesi analizzati. Ma chi già la utilizza, in un caso su quattro, ha già progettualità a regime. Il 65% delle grandi aziende attive nell’AI sta sperimentando anche nel campo della Generative AI, soprattutto per sistemi conversazionali a supporto degli operatori interni. In relazione agli aspetti etici e alla compliance delle iniziative di AI (in riferimento all’AI Act in particolare), il percorso è ancora lungo: solo il 28% delle grandi realtà attive in progetti AI ha adottato delle misure concrete e il 52% dichiara di non aver compreso a pieno il quadro normativo. L’Italia è ai primi posti nell’utilizzo di strumenti di GenAI pronti all’uso: il 53% delle grandi aziende ha acquistato licenze di strumenti di GenAI (principalmente ChatGPT o Microsoft Copilot), più di Francia, Germania e Regno Unito. E il 39% delle grandi imprese che utilizzano questi strumenti ha riscontrato un effettivo aumento della produttività (un ulteriore 48% però non ha ancora valutato in modo quan-

5 COPYRIGHT © POLITECNICO DI MILANO / DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA GESTIONALE

titativo gli impatti). Le grandi aziende italiane si mostrano consapevoli dei rischi di un utilizzo non governato: in più di 4 su 10 ci sono linee guida e regole per l’utilizzo e nel 17% dei casi è stato vietato l’uso di tool non approvati, per evitare logiche di Shadow AI, ovvero utilizzo non autorizzato. LE SOLUZIONI DI AI Tra le diverse soluzioni di Intelligenza Artificiale in Italia, la quota più elevata del mercato, 34%, viene dai progetti di Data Exploration, Prediction & Optimization Systems (come sistemi di previsione della domanda, ottimizzazione dei flussi di trasporto o piani di produzione, identificazione di attività anomale o fraudolente). A seguire vengono le soluzioni di Text Analysis, Classification & Conversation Systems (32%), quelle con la crescita più elevata (+86%), in particolare grazie ai sistemi di Retrieval Augmented Generation su normative, manuali o documentazione. Al terzo posto, le soluzioni di Recomendation Systems (17%) in cui la GenAI sta dando un contributo, catturando tramite i Large Language Models la semantica dell’interazione con i beni e L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

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MONDOGOMMA

Osservatorio Artificial Intelligence

ITALIA E EUROPA: AI PROGETTUALE NELLE GRANDI IMPRESE

#OAI24

06.02.25

Aziende con progetti a regime

25%

69%

2° posto rispetto agli altri Paesi europei considerati

Media europea*

59% 55%

60%

65%

70%

75%

80%

Campione: 1021 grandi e grandissime imprese. Austria, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna Osservatori Digital Innovation della Polimi School of Management Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano

servizi fruiti, e ricavando suggerimenti pertinenti. LE PMI L’adozione dell’Intelligenza Artificiale nelle PMI è molto inferiore a quella delle grandi realtà. Il 58% delle PMI è interessato al tema, grazie all’atten-

zione mediatica e allo sviluppo di un mercato di strumenti pronti all’uso e low-cost, ma solo il 7% delle piccole e il 15% delle medie imprese ha avviato progetti, tramite sviluppo interno o rivolgendosi a fornitori esterni. In questi casi, i principali obiettivi hanno riguardato l’efficienza operativa e nello specifico, per le aziende di pro-

8 COPYRIGHT © POLITECNICO DI MILANO / DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA GESTIONALE

dotto, l’ottimizzazione dei processi produttivi. Un forte limite all’adozione progettuale dell’Intelligenza Artificiale è l’immaturità nella gestione dei dati. L’adozione di strumenti di Generative AI pronti all’uso tramite licenze riguarda l’8% delle PMI, per lo più le stesse realtà che lavorano sull’AI più una quota minoritaria di aziende che stanno

Foto di zssp da iStock. 24

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DIGITAL INNOVATION

esplorando il tema con investimenti estremamente contenuti. LA PERCEZIONE DEI CITTADINI La quasi totalità dei cittadini italiani (99%) conosce il termine “Intelligenza Artificiale” e l’89% ha sentito parlare di Intelligenza Artificiale Generativa (+32 punti rispetto al 2023). A confronto con Francia e Regno Unito, l’Italia è il Paese con l’atteggiamento più favorevole: il 59% degli italiani ha un’opinione positiva sull’AI, contro il 47% degli inglesi e il 42% dei francesi, ma si osserva un trend decrescente (-8 punti percentuali rispetto al 2023). Le principali preoccupazioni riguardano il rischio di manipolazione delle informazioni attraverso strumenti di AI (come i Deepfake) e l’impatto sul mercato del lavoro. Nel complesso, in Italia il 31% delle interazioni con strumenti di AI generativa è dedicato a task lavorative, contro il 40% inglese e il 29% francese. Ma solo

il 17% dei lavoratori italiani che hanno visto l’AI all’opera in azienda valuta molto positivamente l’adozione dell’AI nei contesti professionali, stessa percentuale in Francia, mentre è in UK il 40%. Ciò non significa che i lavoratori italiani siano contro l’applicazione professionale: solo il 15% è contrario. L’ECOSISTEMA ITALIANO Con l’introduzione della nuova Strategia Nazionale sull’Intelligenza Artificiale 2024-2026, l’Osservatorio ha proseguito il monitoraggio dell’ecosistema AI in Italia, misurando più di 30 indicatori di sintesi in 4 macroaree: ricerca, imprese, pubblica amministrazione, formazione. Nell’area ricerca, l’Italia si posiziona bene per produzione scientifica e nell’ultimo anno si registra un importante incremento dei fondi stanziati nell’ambito delle Cascade Calls della fondazione FAIR - partenariato esteso per la ricerca AI di frontiera (28,7 milio-

LTE Compuestos Especiales S.A. de C.V. Querétaro - MEXICO

LTE S.r.l. Cologne (BS) - ITALY

ni di euro). Ma permane la scarsa capacità di trattenere e attrarre talenti, con un flusso netto di competenze costantemente negativo. Nell’area imprese, come già detto, l’Italia si caratterizza per una grande distanza tra le grandi aziende, che trainano un mercato in forte crescita, e l’adozione limitata delle piccole e medie. Anche l’ecosistema startup fatica a crescere e attrarre investimenti. Nella Pubblica Amministrazione, ci sono segnali incoraggianti di attenzione al tema, sempre più citato in linee guida di adozione digitale. La Pubblica Amministrazione pesa oggi il 6% del mercato, con un tasso di crescita superiore al 100%. Nell’area formazione, diversi passi avanti sono stati fatti dal sistema educativo, con un incremento dei corsi universitari e degli ITS che offrono percorsi su tecnologie AI, e i cittadini italiani hanno una conoscenza diffusa (ma molto superficiale) dell’Intelligenza Artificiale. u

SRI LTE Special Compounds Pvt. Ltd. Mumbai - INDIA

FLUOROELASTOMER PERFLUOROELASTOMER SILICONE FLUOROSILICONE

PARTNER OF


TPE

FOCUS

Allod u Boy State Technology u DGTS u Eflaya u Engel u F.lli Maris u For Lab Italia u Franplast u Gibitre Instruments u Joss Elastomers u Kraiburg TPE u Marfran u Mediterranean Industrial Services u REP u Rodolfo Comerio u Sermac u Sirmax u Termogomma u

Innovazione e sostenibilità Negli ultimi anni, le gomme termoplastiche (TPE) si sono affermate come una delle soluzioni più innovative e versatili nell’industria dei materiali elastomerici. Capaci di combinare la lavorabilità dei termoplastici con le prestazioni elastiche tipiche della gomma vulcanizzata, i TPE rappresentano oggi una scelta strategica per settori come l’automotive, l’edilizia, l’elettronica, il medicale e il consumer goods. La loro capacità di essere riciclati, di offrire leggerezza, resistenza meccanica e un'ampia personalizzazione di proprietà (come durezza, colore e resistenza chimica) li rende protagonisti nei progetti orientati alla sostenibilità e all'eco-design. L'adozione di nuove formulazioni - come i compound biobased, i materiali autolubrificanti o quelli ad alta resistenza all'usura - risponde alle esigenze sempre più stringenti di prestazioni, efficienza produttiva e riduzione dell’impatto ambientale. In questo speciale, esploriamo l'innovazione tecnologica applicata ai TPE, attraverso una panoramica delle principali soluzioni sviluppate da aziende leader nel settore: dai nuovi compound performanti per l’automotive alle tecnologie di stampaggio multicomponente, dagli estrusori avanzati per il compounding alle presse di precisione, senza tralasciare i materiali a contenuto riciclato che guidano il futuro verso una vera economia circolare. Le gomme termoplastiche non sono solo una scelta tecnica, ma una leva fondamentale per l’innovazione industriale e la sostenibilità.

Foto di Dvoinik da iStock. L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

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FOCUS

Allod

TPE autolubrificanti Allruna tengono le stesse durezze dei gradi in serie (65 e 80 Shore A), ma con una resistenza all’abrasione migliorata - proprietà critica soprattutto per i gradi di durezza inferiore. Il Grado A riduce la perdita da 300 mg a soli 20 mg (PV 3366, grafico in basso), migliorando l’estetica del componente per l’intera vita del veicolo. Anche con durezze maggiori, i risultati sono meno spiccati (9 mg Grado B rispetto a 50 mg standard). Oltre a performance migliorate, i nuovi TPE permettono un processo più snello, eliminando la necessità del processo di floccatura, con vantaggi in termini di costi e sostenibilità. Negli ultimi anni, Allod ha inoltre sviluppato gradi Allruna® a ridotta impronta di carbonio, contribuendo agli obiettivi di eco-design e circolarità dell’industria automobilistica. u

N

el settore automotive, i sistemi di guarnizione ibridi EPDM/TPE si sono affermati come standard per applicazioni come corner molding ed end-capping. Rispetto all’uso esclusivo di gomme vulcanizzate, questa combinazione offre numerosi vantaggi: maggiore efficienza produttiva dovuta a tempi di ciclo inferiori e compatibilità con profili floccati. Per garantire un’adesione ottimale ai profili in EPDM, una perfetta tenuta e una finitura estetica costante nel tempo, i TPE devono soddisfare requisiti tecnici elevati. Da oltre 15 anni, i compound Allruna® di Allod sono la scelta di riferimento per gli OEM per la realizzazione dei corner nei sistemi di guarnizione finestrino (foto in alto). Oggi Allod presenta nuovi gradi autolubrificanti che semplificano ulteriormente il processo, eliminando la necessità di floccatura e migliorando lo scorrimento del vetro sulla guarnizione finestrino. Questi nuovi materiali man-

www.allod.com 28

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TPE

Boy - State Technologies

Stampaggio a iniezione multicomponente

G

li elastomeri termoplastici combinano i vantaggi dei termoplastici e degli elastomeri. Possono essere lavorati come termoplastici (TP), ovvero possono essere fusi quando riscaldati. Ciò consente di lavorare il materiale su una macchina per stampaggio a iniezione standard. Allo stesso tempo, offrono proprietà elastiche paragonabili a quelle della gomma. Grazie a questi vantaggi, i TPE sono utilizzati principalmente come elementi di tenuta, guaine per cavi, nell'industria automobilistica e anche nel settore medico. Il TPE non è disponibile solo in diversi gradi di durezza, ma è disponibile anche in diverse varianti come poliuretano termoplastico (TPU), gomma termoplastica (TPR) o elastomeri copoliestere (TPC). Ognuna di queste varianti ha requisiti diversi in termini di temperatura, pressione e velocità du-

rante il processo di stampaggio a iniezione. Inoltre, l'uso dello stampaggio a iniezione multicomponente dovrebbe essere menzionato in particolare, poiché i parametri di lavorazione analoghi al TP spesso significano che è possibile rinunciare a una progettazione di stampo complessa. I TPE possono essere lavorati con la configurazione standard di una macchina per stampaggio a iniezione Boy. Sono disponibili diversi diametri di vite per ogni tipo di macchina. La Boy 2C offre anche una soluzione flessibile per lo stampaggio a iniezione multicomponente su tutte le macchine per stampaggio a iniezione standard. Cambiando rapidamente l'unità di plastificazione, elastomeri (gomma), termoindurenti, silicone (LSR) e altri materiali possono essere lavorati sulle Boy, offrendo la massima flessibilità. u

www.state-tech.it L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

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TPE

FOCUS

DGTS

Stufe per l’invecchiamento di gomma e materiali plastici

L

a durata di materiali polimerici è influenzata da fattori ambientali (calore, luce solare, ossigeno nell’aria e umidità), stress meccanici causati dall’uso del prodotto, impurità e microrganismi, che in generale accelerano la degradazione del materiale. Poiché non c’è tempo per eseguire test in condizioni reali, si eseguono invecchiamenti accelerati. In tutti i processi di invecchiamento è particolarmente importante: mantenere una temperatura costante (errori in temperatura di 1 °C corrispondono a un errore circa del 10% in termini di tempo di invecchiamento); la gestione

del flusso dell’aria (numero di ricambi e velocità). Durante l’invecchiamento l’ossigeno nell’aria si riduce poiché il materiale si ossida ed è quindi importante mantenere costante il livello di ossigeno e asportare i prodotti della degradazione. Elastocon AB, di cui DGTS è rivenditore in Italia, ha sviluppato e produce Cell Oven e Cabinet Oven di alta precisione per l’invecchiamento dei materiali. Le stufe, conformi alle normative ISO 188, IEC 811 e ad altre del settore, consentono di ottenere alta ripetibilità e riproducibilità dei risultati quando si fanno prove di invecchiamento. Sul mercato si può trovare una grande varietà di stufe per specifici utilizzi: una stufa per invecchiamento ha caratteristiche molto spinte che una stufa da laboratorio generalmente non ha. Le Cell Ovens disponibili sono a 4/6 celle a temperatura unica o indipendenti, nel range +40/+300 °C e ora anche fino a 350 °C. Le Cabinet Ovens, ideali per prodotti finiti o provini di grosse dimensioni, sono disponibili in vari modelli con specifiche peculiarità nel range +40/+300 °C. Le Test Tube Ovens sono disponibili con 24 tubes a unica temperatura e 4x6 tubes a differenti temperature nel range +40/+300 °C. u

www.dgts.it 30

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FOCUS

Eflaya

Esperienza e innovazione nei compound termoplastici

E

flaya è una nuova realtà nata dalla sinergia tra aziende con esperienze consolidate: il Gruppo CM Manzoni, leader nelle mescole in gomma dal 1965; Sovere, specializzata in compound PVC dal 1976; e una parte dell'ex management di Softer. Con una capacità produttiva di 15.000 tonnellate all'anno, già predisposta per essere ampliata con 5 linee di produzione, Eflaya si posiziona nel settore dei termoplastici in continua crescita con la produzione di compound TPE (SBS, SEBS, TPV) e TPU modificato. I termoplastici offrono diversi vantaggi in termini di sostenibilità (riciclo,

recupero a fine vita, rigranulazione) e riduzione dei costi (processo produttivo semplice e versatile). Garantiscono inoltre ampio range di durezze ottenibili, minore peso (riduzione dei consumi e minore impatto ambientale) ed eccellenti caratteristiche estetiche (stabilità alla luce e agli agenti atmosferici, colorabilità). L'obiettivo di Eflaya è lavorare in sinergia con il cliente, costruendo un rapporto basato sulla fiducia e sulla co-progettazione di soluzioni innovative e personalizzate. Grazie alla capacità di sviluppare materiali su misura in base alle specifiche esigenze, Eflaya offre risposte efficaci per numerosi settori applicativi, tra cui automoti-

www.eflaya.com 32

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TPE

ve, elettrodomestici, utensili elettrici, edilizia, personal care, medicale, elettronica e calzature. Oltre a essere un produttore, Eflaya si distingue come un vero partner strategico, affiancando i clienti nell’analisi e nella definizione del materiale più idoneo alle loro necessità. Questo approccio consente di coniugare la flessibilità e la reattività tipiche delle PMI con la capacità di fornire elevati standard qualitativi a livello internazionale, garantendo un servizio rapido ed efficiente. Le linee produttive di Eflaya sono all'avanguardia, basate su tecnologie Industria 4.0, progettate per massimizzare l’efficienza energetica e ridurre i consumi. Inoltre, tutti i prodotti sono interamente riciclabili, contribuendo alla sostenibilità ambientale e alla riduzione dell'impatto ecologico. Eflaya ha una forte vocazione all'in-

ternazionalizzazione e all'espansione nei mercati esteri, come dimostrano le numerose fiere internazionali a cui sta prendendo parte. Tra queste, spic-

cano la fiera Plastimagen in Messico, la fiera Plastico Brasil e la partecipazione alla fiera K 2025 a Düsseldorf, che si terrà nel mese di ottobre. u

It all starts at

8 – 15 OCTOBER 2025 The World’s No. 1 Trade Fair for Plastics and Rubber Düsseldorf, Germany k-online.com/join Il vostro contatto in Italia: honegger - International Trade Shows | contact@honegger.it | Tel: (+39) 02.4779141 | www.honegger.it


FOCUS

Engel

Precisione e affidabilità nello stampaggio multicomponente

T

rovare il giusto equilibrio tra design, funzionalità, efficienza e controllo dei costi è da sempre una sfida dell’industria manifatturiera. Lo stampaggio multicomponente risponde con efficacia a queste esigenze, consentendo di realizzare in un unico ciclo pezzi in materiali e colori diversi, senza necessità di assemblaggi né finiture post-processo. Un esempio concreto del potenziale di questa tecnologia è l’impugnatura dell’utensile rotante multifunzione MM20V di Dremel, prodotto da AE Plast, specialista nello stampaggio tecnico per l’elettronica di consumo e l’elettrodomestico e partner consolidato di brand come Bosch e Siemens. L’impugnatura è composta da due semigusci che alloggia-

L’impugnatura dell’utensile MM20V di Dremel è stampata su una pressa a iniezione tri-componente Engel Victory Combi da 400 tonnellate con tecnologia senza colonne, dotata di tavola rotante verticale e robot cartesiano Engel Viper integrato

www.engelglobal.com 34

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025


TPE

no la batteria e da un elemento centrale che mantiene in posizione la testa rotante. Progettata per resistere all’uso intensivo in cantiere, deve coniugare estetica, ergonomia e resistenza meccanica. Tra i requisiti più stringenti, la capacità di superare prove di caduta da due metri senza subire danni strutturali. Un design a tre componenti risponde con efficacia a tutte queste richieste: il corpo base in poliammide grigia rinforzata con il 35% di fibra di vetro garantisce rigidità e stabilità dimensionale, gli inserti in TPE nero assicurano una presa sicura e confortevole, mentre le sottili strisce decorative blu in poliammide rinforzata favoriscono la perfetta adesione tra i materiali termoplastici. Il cuore della cella produttiva è una Engel Victory Combi da 400 tonnellate con tecnologia senza colonne, dotata di tre gruppi iniezione, tavola rotante verticale e robot cartesiano Engel Viper integrato. Il processo si articola in due fasi e impiega due stampi: un 2 cavità per il corpo base e un 2+2 cavità per i semigusci laterali in TPE. Nella prima

stazione vengono stampati i due elementi base in PA grigia, dopo la rotazione della tavola, nella seconda stazione vengono co-iniettati simultaneamente i materiali blu e nero. Una delle criticità dell’applicazione è legata alla disomogeneità delle masse iniettate: 120 grammi per il corpo base, 20 grammi per il TPE e appena 5 grammi per la finitura blu. L’eccellente parallelismo dei piani e l’uniformità della forza di chiusura sui piani stampo delle presse Victory assicurano la precisione e ripetibilità necessarie a ottenere le prestazioni desiderate. Un altro punto di forza della Victory Combi è la flessibilità. La gamma, con modelli da 60 a 500 tonnellate di forza di chiusura e numerose configurazioni dei gruppi iniezione – orizzontali, verticali o obliqui – consente di adattare ogni soluzione al layout e al processo produttivo. Una versatilità che, insieme alla tecnologia senza colonne e all’efficienza energetica del sistema servoidraulico ecodrive, rende la Victory Combi ideale anche per le applicazioni multicomponente più complesse. u

Problemi con la ricetta? La RHEONIC ti aiuta nello sviluppo di formule, nel processo o in dispute legali. La RHEONIC è una società di ingegneria fondata nel 2015, con la missione di fornire servizi di consulenza e partnership alle industrie della gomma nei seguenti campi:

Formulazione di mescole di gomma l Ottimizzazione dei processi mediante tecniche di simulazione numerica l Sviluppo dei cicli di vulcanizzazione l Reologia l

Tel. +39 348.1850166 e-mail: dario.nichetti@rheonicsrl.com web: https:www.rheonicsrl.com


FOCUS

F.lli Maris

Estrusori bi-vite coronanti Centro Tecnologico Maris.

G

li elastomeri termoplastici (TPE) sono una famiglia molto ampia di materiali bifasici che possiedono le proprietà combinate dei termoplastici vetrosi o semicristallini e degli elastomeri. Il TPE, di conseguenza, presenta proprietà meccaniche che sono, per molti versi, paragonabili a quelle di un vulcanizzato con l'eccezione che il TPE è termicamente lavorabile poiché le proprietà elastomeriche sono termicamente reversibili. Le possibilità formulative per questi materiali sono molteplici poiché variando il rapporto e la tipologia degli ingredienti si possono ottenere TPE a diversa durezza e con proprietà chimico-fisiche caratteristiche. È proprio in questo ambito che gli estrusori bi-vite coronanti (TSE) Maris entrano in gioco: grazie alle ottime capacità miscelanti del TSE e del knowhow di processo acquisito dagli anni ’80 del secolo scorso (ottimizzazione del profilo della vite, dei parametri di processo e del layout di estrusione) l’azienda fornisce ai clienti il

TSE che più si adatta alle loro esigenze produttive. Maris ha, infatti, le competenze che consentono di “compoundare” su scala industriale diverse tipologie di TPE quali ad esempio TPE-S, TPE-O, TPE-V. L’utilizzo del centro tecnologico (R&D) con al suo interno 4 linee di estrusione – da TSE 20 mm di scala laboratorio fino a un TSE 58 mm di scala industriale o preindustriale – completamente equipaggiate (dosaggio, TSE e sistema di taglio) consente a Maris di sviluppare, consolidare, ottimizzare le esigenze del cliente in termini di produttività e qualità, sia prevendita che post-vendita. u

Maris TSE per compound.

www.mariscorp.com 36

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TPE

For Lab Italia

Durometro digitale

L

’industria automotive ha impresso una svolta importante nell’utilizzo di componenti “riciclabili”, il TPE è sempre più richiesto per tutte quelle applicazioni, dove non è necessario avere un buon compression set e le temperature di lavoro non siano elevate. Il TPE è un materiale simile alla gomma ottenuto mescolando materiali termoplastici duri come il polipropilene (PP), il Polibutilene tereftalato (PBT), la poliammide (PA) - o Nylon - con materiali soffici e gommosi. I vantaggi derivanti dall'utilizzo di questo materiale riguardano principalmente la riciclabilità e l'ottimizzazione dei processi di lavorazione convenzionali, che possono andare dallo stampaggio a iniezione all'estrusione, dalla termoformatura allo stampaggio a soffiatura. Una delle verifiche basilari, ma estremamente significative, è quella della durezza secondo la scala Shore A o Shore D. Bareiss, società che produce strumenti di prova di durezza di altissima qualità fin dal 1954, distribuita da For Lab Italia, propone il durometro digitale HP, uno strumento economico che garantisce la qualità dei risultati di misura. Il durometro digitale HP può memorizzare e visualizzare fino a 100 set di dati di misura con un'interfaccia USB di tipo C per l'esportazione dei dati. Inoltre, include funzionalità come la possibilità di selezionare il tempo di misura, passare dal valore di picco al valore standard e fornire un'indicazione visiva al completamento della misura. Tra le opzioni, sono consigliati il supporto BS 61, che garantisce la perpendicolarità del durometro rispetto al campione in misurazione e fornisce la precisione dei risultati, e gli standard elastomerici di riferimento con certificato di taratura DAkkS, set singolo/set da 3 o 6. I blocchi elastomerici di riferimento possono essere utilizzati per controllare il penetratore e il percorso di misura del durometro secondo DIN ISO 48. u

Metodi di misurazione Shore A Shore D.

www.forlabitalia.it L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

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TPE

FOCUS

Franplast

Gomme termoplastiche 100% riciclabili

F

ranplast, azienda storica della Franciacorta, consolida la sua leadership nella produzione di gomme termoplastiche stireniche (TPE-S), ponendo l'accento su sostenibilità e innovazione come pilastri fondamentali della sua filosofia aziendale. La famiglia di compound TPE biobased Chemiton® Life è composta di TPE formulati utilizzando principalmente materie prime provenienti da fonti rinnovabili e materiali riciclati, offrendo un'alternativa valida e responsabile alle materie prime fossili. Sia i TPE biobased che quelli con contenuto riciclato sono ideali per lo stampaggio a iniezione e l'estrusione, conformi alle normative FDA e EN71/3 (garantendo la sicurezza per applicazioni alimentari e giocattoli) e sono esenti da metalli pesanti, PVC, ftalati e lattice. I TPE biobased di Chemiton Life incorporano diverse tipologie di risorse rinnovabili, con un'ampia gamma di contenuti biobased fino all'80%. Sono disponibili anche versioni approvate per il contatto alimentare, ideali per applicazioni nel settore casalingo e dell'Home&Design. I TPE con contenuto riciclato di Chemiton Life utilizzano materiali provenienti dalla filiera del riciclo della plastica, contribuendo a ridurre significativamente l'impatto ambientale. Questi materiali soddisfano le esigenze di svariati settori, tra cui l'Home&Design, l'industria e l'elettrico. La nuova famiglia Chemiton TJB introduce compound ultra-morbidi e traslucidi, caratterizzati da un'elevata fluidità, facilità di colorazione e compatibilità con diverse tipologie di materiali. Questi prodotti, conformi alle normative più stringenti in materia di

contatto alimentare e sicurezza dei giocattoli, aprono nuove possibilità applicative grazie alla loro disponibilità a partire dalla durezza Shore 00 40. Chemiton 2K® rappresenta la famiglia di compound TPE sviluppati per sovrastampaggio a iniezione (anche a ripresa) e coestrusione. Grazie a questa tecnica è possibile produrre manufatti composti da una parte rigida e una morbida senza bisogno di collanti, primer o altri pretrattamenti superficiali, garantendo efficienza al processo produttivo. Gli elastomeri termoplastici per sovrastampaggio Chemiton 2K® vengono sviluppati mediante l’utilizzo di una pressa a bi-iniezione con cui vengono prodotti dei provini che, successivamente, vengono sottoposti a un test di adesione che misura la forza necessaria per separare la parte rigida da quella morbida. Tra gli ultimi sviluppi che Franplast porta avanti per innovare i materiali per la creazione di articoli bicomponente si annoverano speciali compound non igroscopici che risolvono numerose problematiche legate ai classici materiali per sovrastampaggio. u

www.franplast.it 38

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025


L’Industria della gomma con Amani per garantire i diritti di centinaia di bambine e bambini che vivono in strada in Kenya e in Zambia. Un rifugio per chi ne ha più bisogno, pasti caldi, cure mediche, la possibilità di studiare e quella, inestimabile, di sapere che non si è soli. Il tuo 5x1000 fa questa enorme differenza.

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FOCUS

Gibitre Instruments

Preparazione di provini con prodotti termoplastici

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a preparazione di placchette e provini in conformità con la norma ISO 293, sia con gomme termoplastiche che con gomme vulcanizzate, è un aspetto fondamentale per misurare le caratteristiche dei prodotti. La necessità di raffreddare il provino prima della rimozione dallo stampo richiede l’utilizzo di una pressa con caratteristiche diverse da quelle normalmente utilizzare per lo stampaggio di provini in gomma vulcanizzata. Gibitre Instruments ha sviluppato un’esperienza importante nello stampaggio di provini in prodotti termoplastici e ha incorporato l’esperienza acquisita nel nuovo modello di pressa in versione Drive, che può essere utilizzata per produrre in modo efficiente sia provini in gomma vulcanizzata che in prodotti termoplastici. Le caratteristiche principali della macchina sono: forza di chiusura 25 Ton, adeguata allo stampaggio di prodotti in gomma e plastica anche con durezza e viscosità elevati; possibilità di memorizzare fino a 40 cicli di stampaggio in base alle caratteristiche del prodotto da stampare; possibilità di regolare la forza di chiusura per applicare al prodotto una forza di schiacciamento progressiva e permettere la corretta evacuazione di aria e gas; controllo della velocità di raffred-

damento dello stampo per garantire la conformità con i requisiti della norma ISO 293; uniformità termica della superficie dello stampo per garantire una differenza di temperatura massima di 0,5 °C; stampo con estrazione a scorrimento per la rapida estrazione del provino. Recentemente è stato ultimato lo sviluppo di una nuova generazione di stampi per migliorare ulteriormente lo stampaggio di prodotti con viscosità elevata. I nuovi stampi, con superficie rettificata e cromata e inserti in acciaio inox, sono stati ottimizzati per facilitare l’evacuazione del materiale in eccesso permettendo la preparazione di placchette con spessore omogeneo e conforme ai limiti di tolleranza anche con prodotti in gomma con viscosità e durezze molto elevate o con prodotti plastici stampati direttamente da pellet. Gli stampi sono disponibili con forme e spessori personalizzati e vengono realizzati direttamente nello stabilimento dell’azienda. La preparazione di placchette e provini tramite stampaggio a compressione è descritta dalla norma ISO 293 che definisce le caratteristiche tecniche della macchina, le modalità di regolazione della forza di chiusura e della temperatura du-

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TPE

rante lo stampaggio e la velocità di raffreddamento dei piani. Il ciclo di stampaggio tipico per prodotti termoplastici prevede l’accostamento dei piani riscaldati al granulo di prodotto, la chiusura graduale dei piani dopo la parziale fusione del prodotto, il raffreddamento dei piani con velocità controllata fino alla temperatura di solidificazione e la successiva apertura dei piani per l’estrazione del manufatto. La pressa idraulica automatica per stampaggio a compressione ‘Laboratory Press – Drive’, prodotta da Gibitre Instruments, è pienamente conforme ai requisiti della norma ISO 293 ed è equipaggiata con piani di chiusura con circuito di raffreddamento ad acqua che permettono la regolazione indipendente dei piani per ottenerne il raffreddamento alla velocità impostata. La pressa è dotata di un PLC di controllo con pannello Touch Screen che permette di preparare fino a 40 cicli di stampaggio in modo da definire per ogni tipo di prodotto: temperatura e tempo di riscaldamento del prodotto prima della chiusura dello stampo; regolazione della forza durante la chiusura dello stampo (opzionale); tempo di stampaggio; velocità di raffreddamento dei piani; temperatura finale di apertura della macchina. I cicli di stampaggio memorizzati possono successivamente essere richiamati in base al prodotto da stampare garantendo l’uniformità delle condizioni di preparazione dei provini. Per operare in modo semplice e in piena conformità con le

norme di sicurezza, la macchina è dotata di: portella di sicurezza interbloccata con movimentazione pneumatica; sistema di aspirazione dei fumi; guide di estrazione dello stampo. Il PLC di controllo può essere connesso al software Gibitre_Press che permette di preparare automaticamente la macchina in base all’elenco di prodotti da stampare e di memorizzare le condizioni di stampaggio di ogni prodotto.u


FOCUS

Joss Elastomers

Termo-elastomeri, SBS e SEBS, SIS e Resine tackifiers

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oss Elastomers è un’azienda olandese attiva da 40 anni, specializzata nella distribuzione e trading di materie prime nei settori gomma e TPE, adesivi e modifica dei bitumi. L’azienda è presente nel mercato italiano come fornitore di Termo-elastomeri, SBS e SEBS, SIS e Resine tackifiers, principalmente con origine Far East. Negli ultimi 10-15 anni la “geografia” delle capacità produttive di tali materiali si è spostata radicalmente verso l’Asia, tra Taiwan, Corea e Cina, con quest’ultima vera protagonista di investimenti importanti. Oltre allo start up di nuovi impianti anche la parte tecnologica e di qualità è stata ampiamente implementata, a tal punto che oggi i materiali sono spesso equiparabili a quelli più conosciuti, Europei e Americani. Nella famiglia dei polimeri SBS, Joss può vantare sia i gradi

“Dry” Radiali e Lineari, e con diverso contenuto di Styrene, che trovano applicazione sia nella modifica del bitume per strade e membrane impermeabilizzanti, e questi, insieme ai tipi “oil extended”, anche nei compound per calzatura e applicazioni tecniche. In quest’ultimo segmento, trova ampio utilizzo anche la gomma SEBS, anch’essa nel portafoglio prodotti Joss con gradi Lineari e Radiali a diverso contenuto in Styrene. Per quanto riguarda la gomma SIS e le resine, materiali perlopiù utilizzati nel settore adesivi, Joss dispone di una vasta gamma di gradi che soddisfano praticamente tutte le possibili esigenze tecniche degli “end-users”. Il consulente marketing e vendite in Italia per joss è Massimiliano Petris. u

Foto di Petra Richli da iStock.

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TPE

Kraiburg TPE

Soluzioni circolari all'avanguardia

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er Kraiburg TPE, la sostenibilità è più di una tendenza: è un impegno. Nell'ambito del continuo percorso verso un'economia circolare, l’azienda ha ampliato la gamma di compound di elastomeri termoplastici (TPE) sostenibili con nuove soluzioni che offrono un'elevata percentuale di contenuto di materiale riciclato post-industriale e post-consumo (PIR/PCR). Le innovazioni di prodotto includono compound con un contenuto di materiale riciclato certificato fino al 79%, il tutto senza compromettere le prestazioni. Questi materiali offrono un'eccellente adesione a termoplastici polari come PC, ABS, PET e alle loro miscele e sono adatti per applicazioni nei settori dei beni

di consumo, automobilistico e industriale. Con la recente certificazione ISCC Plus del sito produttivo di Waldkraiburg, in Germania, Kraiburg TPE sta inoltre rafforzando il proprio impegno per la trasparenza e la tracciabilità. Questa certificazione consente l'utilizzo di materie prime sostenibili attraverso l'approccio del bilancio di massa, supportando i clienti nel raggiungimento dei loro obiettivi ambientali. Grazie all'innovazione dei materiali, alle catene di fornitura certificate e alle versatili opzioni di lavorazione, Kraiburg TPE consente ai propri partner di progettare in modo più responsabile, oggi e in futuro. u

www.kraiburg-tpe.com L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

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FOCUS

Marfran

Compound TPE e soluzioni personalizzate per il mondo medicale

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arfran, dal 1987, produce elastomeri termoplastici TPE a base SEBS, SBS e TPO, nel suo impianto con sede in Italia che fornisce soluzioni innovative e personalizzate adatte a diverse applicazioni e tecnologie quali stampaggio a iniezione, estrusione, filmatura e soffiaggio, per diversi mercati fra i quali il settore medicale. Dal 2015, quando Marfran ha inaugurato il nuovo reparto dedicato ai compound medicali, sono stati fatti molti progressi. L'impianto produttivo è situato in una clean room che ospita l'intero processo produttivo: dalla preparazione delle materie prime, attraverso la fase di compounding, fino al confezionamento del prodotto finito, l'intero processo viene svolto in un ambiente controllato e con un sistema di gestione certificato ISO 13485. Negli ultimi anni, Marfran ha

sviluppato un'ampia gamma di compound TPE medicali con il marchio Marfran.Med® basati principalmente su copolimeri a blocchi stirenici saturi e insaturi per le più diverse e consolidate applicazioni nei settori dei dispositivi medici, healthcare e del packaging farmaceutico. Con il suo approccio, Marfran offre soluzioni innovative e personalizzate, sviluppate in accordo ai requisiti dei propri clienti. I compound Marfran.Med® rispondono ai requisiti di biocompatibilità della norma ISO 10993 (linea guida per la valutazione della sicurezza di biocompatibilità dei dispositivi medici per il corpo) e alla norma USP<88> Classe VI (Farmacopea americana per i requisiti di qualità chimica, purezza, resistenza e consistenza). u

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TPE

Mediterranean Industrial Services

TPE, dispositivi medici e crio-sabbiatura

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ell’industria della gomma, qualità del prodotto, efficienza di processo e riduzione scarti hanno bisogno di particolari tecnologie di pulizia stampi che Mediterranean Industrial Services propone grazie alle rivoluzionarie sabbiatrici criogeniche di Cold Jet. Un settore sensibile è quello degli elastomeri termoplastici (TPE), sempre più diffusi in sostituzione delle gomme tradizionali rispetto alle quali sono economicamente più vantaggiosi. Si tratta di una famiglia ampia e variegata di materiali che, aggiunta di additivi, cariche e rinforzi, soddisfano i requisiti di lavorazione e le caratteristiche applicative del prodotto finale. Offrono la flessibilità della gomma e la lavorabilità della plastica, rendendoli adatti a vari usi. Nella produzione di dispositivi medici, la precisione è fondamentale, il prodotto deve essere incontaminato e senza difetti. Molte le sfide quando si tratta di pulire le attrezzature: parti che non rispettano le tolleranze; alti tassi di scarto; ostruzione delle cavità dello stampo. La pulizia deve essere sempre adeguata al processo di produzione in termini di qualità e diligenza. Un produttore di cateteri, ad esempio, utilizzava solventi e spazzole per le cavità dello stampo o lo smontava tutto e lo puliva in officina. I processi manuali sono lenti e laboriosi: danneggia le parti, crea rifiuti smaltiti come materiali tossici. Mediterranean Industrial Services ha proposto di sostituire il processo di pulizia manuale con la crio-sabbiatura, metodo che utilizza ghiaccio secco accelerato a velocità supersonica per rimuovere delicatamente i residui dagli stampi. Dopo poche settimane di utilizzo, il cliente ha sperimentato: maggiore qualità; più produttività; prolungata durata delle apparecchiature; più sicurezza; meno costi. I produttori di dispositivi medici – e non solo - stanno scoprendo che la crio-sabbiatura può ridurre i tempi di pulizia fino al 75% perché eseguita direttamente a bordo macchina.u

www.miserv.org L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

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FOCUS

REP

Presse a iniezione per la produzione di componenti in TPE

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el settore automotive, la domanda di soluzioni avanzate che combinano performance, efficienza e sostenibilità è in costante crescita. Tra le innovazioni più significative degli ultimi anni, l’utilizzo dei TPE (Termoplastic Elastomers) ha guadagnato attenzione grazie alle sue eccellenti caratteristiche meccaniche, termiche e di lavorabilità. I TPE, infatti, sono ideali per applicazioni automotive dove è necessario un materiale che possa essere facilmente trasformato, ma che allo stesso tempo offra prestazioni simili a quelle degli elastomeri tradizionali. Le presse a iniezione per gomma REP sono fondamentali nel

processo di trasformazione dei TPE per il settore automotive. Le presse REP sono progettate per gestire la lavorazione di materiali elastomerici in modo altamente preciso e ripetibile. Le presse a iniezione consentono di produrre componenti con tolleranze strette e finiture di alta qualità, ottimizzando sia la produttività che la qualità del prodotto finale. Tra i vantaggi specifici: le presse a iniezione verticale per gomma permettono di ottenere componenti con una qualità costante e alta precisione dimensionale; grazie alla possibilità di utilizzare diversi tipi di TPE, queste presse possono essere adattate per produrre una vasta gamma di componenti per applicazioni diverse nel settore automotive; il processo di iniezione è rapido e ad alta efficienza, riducendo il tempo di produzione e migliorando il ritorno sugli investimenti per i produttori. L'adozione dei TPE nel settore automotive sta aumentando grazie alle loro eccellenti proprietà meccaniche, alla facilità di lavorazione e alla loro compatibilità con le esigenze di sostenibilità. Le presse a iniezione per gomma REP giocano un ruolo cruciale nella realizzazione di componenti automotive in TPE, offrendo precisione, efficienza e versatilità nella produzione. Con l’evolversi delle tecnologie e la crescente domanda di soluzioni ecologiche e performanti, i TPE continueranno a essere un materiale chiave nel futuro del settore automobilistico. u

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TPE

Rodolfo Comerio

Linee di calandratura per l’isolamento dei tetti

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’isolamento dei tetti rappresenta un elemento cruciale per ottimizzare l’efficienza energetica degli edifici, ridurre dispersioni di calore e incrementare il comfort abitativo. I materiali impiegati sono bitume, anche modificato, e compound a base polimerica quali TPE, PVC, TPO, TPU, EPDM o anche negli stessi materiali combinati. Nell’ambito dei compound a base polimerica, le linee di calandratura progettate da Rodolfo Comerio, azienda leader nella lavorazione di materiali tecnici, segnano una svolta importante per l’intero settore. Frutto di anni di sviluppo e ricerca, le linee di calandratura della Rodolfo Comerio combinano innovazione e attenzione al dettaglio, garantendo

risultati di alta qualità nella produzione di materiali isolanti. Alcuni tratti distintivi: lo spessore dei materiali viene controllato con estrema accuratezza per ottimizzarne la resa termica; adatte a processare diverse tipologie di materiali tecnici, le linee di calandratura offrono flessibilità e adattabilità; grazie a cicli produttivi rapidi e sistemi automatizzati gli sprechi sono ridotti e i processi migliorati. I materiali isolanti, creati utilizzando questa tecnologia all’avanguardia, offrono vantaggi significativi: prestazioni termiche migliorate, con riduzione delle perdite di energia; durata estesa, grazie alla resistenza in condizioni climatiche critiche; sostenibilità ambientale, dovuta alla riduzione degli scarti e a processi più ecologici. Con una visione orientata alla tecnologia, Rodolfo Comerio non solo innova i prodotti, ma rende anche i processi industriali più sostenibili ed efficienti. Le sue soluzioni si confermano fondamentali per le imprese che puntano a conquistare il mercato dell’isolamento edilizio, proponendo materiali all’avanguardia per i tetti del futuro. u

comerio.it L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

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FOCUS

TPE

Sermac

Forni industriali e TPE: una sinergia vincente

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e gomme termoplastiche (TPE) rappresentano oggi una delle soluzioni più versatili e richieste nell’industria, grazie alla loro combinazione unica di elasticità, resistenza chimica e facilità di lavorazione. Utilizzate in settori che vanno dall’automotive al medicale, i TPE offrono i vantaggi della gomma con la lavorabilità della plastica. La produzione e trasformazione dei TPE richiede impianti termici precisi, affidabili e personalizzabili. In questo contesto, Sermac si propone come partner strategico, offrendo forni industriali progettati per garantire temperature costanti, cicli controllati e massima efficienza energetica. Il corretto trattamento termico è essenziale per ottenere TPE con proprietà ottimali in termini di elasticità, resistenza e finitura superficiale. I forni Sermac assicurano un controllo preciso del calore, riducendo i difetti di produzione e migliorando la qualità del prodotto finito. Con oltre 30 anni di esperienza, Sermac continua a innovare, fornendo soluzioni su misura per ogni esigenza produttiva e supportando chi lavora i TPE nella sfida quotidiana dell’eccellenza industriale. u

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GPH:STUDIOFORMENTI&ASSOCIATI


FOCUS

Sirmax

Elasticità, performance e circolarità

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irmax Group, azienda italiana con sede a Cittadella (Padova), è un player di riferimento a livello internazionale nella produzione di compound termoplastici destinati a molteplici settori applicativi, tra cui automotive, elettrodomestici, arredamento, edilizia, elettrico ed elettronico. Nell’ottica di un’innovazione continua orientata alla sostenibilità, Sirmax ha sviluppato Xelter®, una linea di elastomeri termoplastici (TPE) pensata come alternativa alla gomma vulcanizzata. Completamente riciclabili, i materiali Xelter® uniscono flessibilità, resistenza meccanica e durabilità, adattandosi a un ampio spettro di applicazioni industriali. La produzione e la ricerca su questa famiglia di polimeri, esportata in tutto il mondo, avvengono in uno dei due stabilimenti Sirmax a Kutno, nel distretto di Łodz, in Polonia, dove è attivo anche un centro R&D specializzato. La capacità produttiva di TPE in questo sito raggiunge le 10.000 tonnellate annue, contribuendo all’approvvigionamento globale. La linea Xelter® si articola in cinque sottofamiglie di elastomeri (SEBS, TPV, TPO, TPZ e SBS), capaci di rispondere a esigenze diverse: dalle guarnizioni per infissi nel settore edilizio alle componenti per lavatrici negli elettrodomestici, fino a utilizzi nei principali segmenti dell’automotive e nello sport & leisure, come scarponi da sci, suole di scarpe sportive e attrezzi da palestra. La linea Xelter® S (SEBS) ha recentemente ottenuto anche la certificazione CSTB, dedicato al mercato dell’edilizia, grazie all’elevata resistenza nel tempo e alle ottime proprietà elasto-meccaniche. Sirmax prosegue nel suo impegno verso la sostenibilità investendo nella ricerca di formulazioni avanzate e integrando i polimeri riciclati all'interno dei propri processi produttivi, grazie a un sistema interno che permette la gestione diretta del contenuto post-consumo, inserito nei compound in percentuali variabili a seconda delle esigenze applicative. L’azienda è in grado di offrire TPE con contenuto riciclato (PCR, PIR o mixed) fino all’85%, oltre a versioni autoestinguenti prive di alogeni, in linea con le normative ambientali più stringenti. Inoltre, Xelter® ha ottenuto omologazioni da parte di importanti OEM come Mercedes, Renault e Volkswagen, a conferma della qualità e affidabilità dei materiali sviluppati. Con questa linea, Sirmax ribadisce la propria vocazione all’innovazione, con l’obiettivo di offrire soluzioni performanti e sostenibili per un mercato in continua evoluzione. u

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TPE

Termogomma

HTPU per guarnizioni tecniche

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ell’ambito delle guarnizioni tecniche, scegliere il materiale giusto è fondamentale per garantire prestazioni affidabili e durature. Termogomma ha esperienza nel gruppo ATP sia di Poliuretani elastomerici che Termoplastici. Mentre i TPU tradizionali offrono vantaggi rispetto ai PU elastomerici legati alla riciclabilità e semplicità di lavorazione tramite processi reversibili come estrusione e stampaggio a iniezione, spesso mostrano limiti nelle prestazioni elastiche e termiche. Tra le soluzioni più innovative disponibili oggi Termogomma utilizza il Sintek® HTPU (95 ShA), una variante avanzata di poliuretano termoplastico (TPU), specificatamente formulata per resistere a picchi di temperatura elevati (fino a 115 °C) e garantire performance superiori, soprattutto per le guarnizioni, rispetto ai TPU tradizionali. A differenza dei comuni TPU, prodotti mediante la combinazione lineare di segmenti flessibili (soft) e rigidi (hard), l'HTPU incorpora modificatori aromatici che permettono di mantenere stabilità dimensionale e resistenza meccanica anche sotto stress termico elevato. Questo rende l’HTPU ideale per applicazioni dove le condizioni operative risultano particolarmente severe, come nel settore automotive, elettronico e nell’ambito industriale. Il Sintek® HTPU, in particolare, supera tali limitazioni grazie a una maggiore resilienza, resistenza agli impatti e stabilità termica prolungata. Inoltre, rispetto ai poliuretani elastomerici reticolati chimicamente – noti per eccellenti proprietà elastiche ma difficilmente riciclabili - con TPU ed HTPU è possibile garantire una maggiore versatilità produttiva senza sacrificarne la performance. Una scelta ideale per guarnizioni tecniche affidabili, resistenti e capaci di durare nel tempo. u

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DALLE AZIENDE

a cura della redazione

Elastomeri termoplastici: un ponte tra tradizione e innovazione Gli elastomeri termoplastici, grazie alla loro natura ibrida e alla possibilità di essere continuamente migliorati, rappresentano un ponte tra la chimica tradizionale e le esigenze del futuro. La costante evoluzione dei copolimeri stirenici – dai primi SBS ai più avanzati SEBS – racconta non solo la storia di una tecnologia, ma anche quella di un’industria che sa rinnovarsi. In questo scenario, realtà come Versalis diventano attori chiave nella transizione verso un mondo più flessibile, efficiente e responsabile.

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li elastomeri termoplastici sono una famiglia di prodotti che mostrano le tipiche proprietà di una gomma vulcanizzata e la processabilità di un termoplastico. Solitamente sono costituiti da una fase soft, costituita da un elastomero, e una fase hard, costituita da un polimero termoplastico. A partire dalla natura chimica delle fasi è possibile identificare diverse famiglie di elastomeri termoplastici: SBC (copolimeri a blocchi stirenebutadiene), TPO (termoplastici olefinici), TPV (termoplastici vulcanizzati) e tecnopolimeri come ETPE (engineering termoplastic elastomers). Versalis, all’interno di questa famiglia di prodotti, si posiziona producendo copolimeri a blocchi a base stirenica presso il suo petrolchimico di Ravenna. PRO E CONTRO L’introduzione commerciali di copolimeri a blocchi a base stirenica ormai è datata di qualche decade, i primi polimeri presenti sul mercato erano dei copolimeri triblocco aventi il polistirene (PS) come fase hard dispersa in una fase soft di polibutadiene (S-B-S) o di poliisoprene (S-I-S), ottenuti entrambi a partire da polimerizzazione anionica. La morfologia di questi copolimeri a temperatura ambiente, per concentrazioni di PS minori del 50%, consiste in un sistema

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MATERIALI

bifasico avente un dominio stirenico disperso in una fase continua elastomerica costituita da polibutadiene o poliisoprene. Il dominio polistirenico si comporta sia da fillers rinforzante che da sito reticolante fisico (fino a 75-80 °C), mentre il dominio gommoso assicura un’adeguata elasticità del prodotto. Le proprietà dei SBC dipendono soprattutto dalle caratteristiche molecolari: è molto importante controllare la lunghezza del blocco stirenico e del blocco dienico per ottenere il bilancio tra la processabilità e le caratteristiche elastiche. Le proprietà caratteristiche e i vantaggi di questi elastomeri termoplastici possono essere riassunti come segue: eccellente processabilità comune ai termoplastici; vulcanizzazione non richiesta; riprocessabilità degli scarti di produzione; facilità di miscelazione con i filler e plasticizzanti più comuni; eccellenti proprietà fisiche e meccaniche; elevata elasticità e resilienza; buon comportamento elastico a basse temperature; ottima resistenza ad acidi e basi; solubilità in solventi comuni; trasparenza; eccellenti proprietà dielettriche.

Dall’altra parte, gli svantaggi dei SBC sono dovuti a: bassa temperatura di transizione vetrosa che implica un rammollimento del dominio stirenico a temperatura non molto elevate (massima temperatura di servizio 75-80 °C); presenza di doppi legami nel blocco elastomerico, il quale può essere facilmente attaccabile da eteroatomi o radiazioni UV. Questi svantaggi hanno reso la posizione degli SBC debole rispetto alla possibile sostituzione degli elastomeri vulcanizzati in applicazioni dove è richiesta resistenza alle alte temperature, ai solventi e alle radiazioni UV. IDROGENAZIONE DEI COPOLIMERI SB Per superare il divario prestazionale degli SBC rispetto agli elastomeri vulcanizzati, si è pensato di idrogenare la parte elastomerica ottenendo un elastomero termoplastico SEBS (da SBS) o SEPS (da SIS). L’idrogenazione della fase soft ha permesso di ottenere prodotti che posseggono pe-

si molecolari sufficientemente elevati per ottenere superfici di divisione fra le fasi. Infatti, l’idrogenazione diminuisce la solubilità tra la fase hard e la soft e ciò implica una maggiore separazione di fase che induce un miglioramento proprietà meccaniche e di resistenza agli invecchiamenti del prodotto. L’idrogenazione dei copolimeri SB è stata introdotta durante gli anni ’70. È possibile idrogenare sia il blocco elastomerico che l’insaturazione aromatica del blocco PS. Ad oggi, a livello industriale, soltanto la parte elastomerica subisce l’idrogenazione, che porta a una classe di prodotti che, rispetto a SBS e SIS, mantiene tutte le caratteristiche tipiche di un elastomero termoplastico, aggiungendo la resistenza all’invecchiamento, una più alta temperatura di servizio e un miglioramento della capacità di assorbimento di fillers e additivi. La fase elastomerica nei copolimeri SB idrogenati è composta da copolimeri random etilene/butilene o da un copolimero alternato etilene/ propilene, caratterizzati da un certo contenuto di cristallinità e da buone proprietà


MATERIALI

DALLE AZIENDE

elastomeriche. Per ciò che riguarda la cristallinità e la temperatura di transizione vetrosa risulta di fondamentale importanza, soprattutto nei copolimeri SEBS, valutare come polimerizza il butadiene (fase soft nei SBS), la quale può avvenire attraverso una concatenazione 1,4 o 1,2. Il prodotto di idrogenazione porta alla formazione di polietilene ad alta densità (HDPE) (idrogenazione di 1,4 polibutadiene) e/o di poli 1-butene (idrogenazione di 1,2 polibutadiene). Nel caso in cui prevalga un backbone di HDPE, questo origina la formazione di una cristallinità locale e un abbassamento della temperatura di transizione vetrosa, mentre nel caso in cui prevalga un backbone ottenuto da una miscela di concatenazioni 1,4/1,2, si ottiene la formazione di un copolimero EB statistico con buone proprietà elastiche e bassa cristallinità, associate però a un innalzamento della temperatura di transizione vetrosa. APPLICAZIONI DEI COPOLIMERI SB A partire dalle proprietà generali appena descritte, le principali applicazioni dei copolimeri SB possono essere suddivise come segue. Compounding Il termine "compounding" comprende un'ampia gamma di applicazioni, dai compound tecnici ai beni di consumo, nei quali si utilizzano principalmente copolimeri SEBS, fino ai compound per calzature, dove sono comunemente impiegati gli SBS dry oppure olio estesi. Adesivi Gli elastomeri termoplastici sono comunemente utilizzati nella produzione di adesivi, sia a caldo (hot melt) che a base solvente. Le principali applicazioni includono: nastri adesivi, etichette, tessuti non tessuti e assemblaggi industriali. Modifica del bitume Gli SBS e i SEBS sono impiegati nella modifica del bitume per applicazioni nel settore delle coperture impermeabili (roofing) e della pavimentazione stradale. L'aggiunta di elastomero termoplastico migliora notevolmente le proprietà meccaniche ed elastiche del bitume, sia alle alte che alle basse temperature. Modifica dei polimeri Gli SBS e i SEBS sono utilizzati nella modifica dei polimeri. L'aggiunta di questi pro54

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

dotti a polistirene, polietilene e polipropilene migliora sensibilmente la resistenza all'urto, la flessibilità a bassa temperatura e le proprietà elastiche. L’OFFERTA DI VERSALIS L'impianto di elastomeri termoplastici di Versalis è in produzione dal 1971 con una capacità nominale di 90.000 tonnellate all'anno, raggiunta attraverso due interventi di revamping, effettuati rispettivamente nel 1991 e nel 2001. In quest’ultimo è stata aggiunta la sezione di idrogenazione, per consentire la produzione di copolimeri saturi SEBS. Versalis produce copolimeri a blocchi stirenici commercializzati con i marchi registrati: Europrene® SOL T (SBS e SIS) ed Europrene® SOL TH (SEBS). Il portafoglio degli elastomeri termoplastici di Versalis include un’ampia gamma di prodotti. Europrene® SOL T Serie 6000 e 160: Gradi SBS Dry Si differenziano per il peso molecolare (alto – hmw e basso – lmw). Questi polimeri sono morbidi, flessibili e compatibili con il polietilene (PE) e il polistirene (PS). Sono utilizzati principalmente per la modifica del bitume, adesivi e sigillanti, calzature e compound tecnici. Europrene® SOL T Serie 170: Gradi SBS olio esteso (OE) Questi gradi sono impiegati soprattutto per calzature e compound tecnici grazie alla loro morbidezza intrinseca e alla resistenza all'abrasione. Sono estesi con un olio paraffinico trasparente per ottimizzare il colore e la sua stabilità nel tempo. Europrene® SOL T Serie 9000 e 190: Gradi SIS Questi prodotti, grazie alla loro eccellente appiccicosità, sono utilizzati per adesivi (a caldo e sensibili alla pressione) e applicazioni sigillanti. Europrene® SOL TH Serie 2000: Gradi SEBS Questi copolimeri a blocchi stirenici saturi presentano un’eccellente resistenza all’invecchiamento. Offrono un ampio intervallo di temperatura di utilizzo e migliori prestazioni meccaniche, come il compression set, mantenendo le proprietà elastiche tipiche dei materiali gommosi. Questi polimeri mostrano un’ottima flessibilità nella fase di compound, permettendo l’aggiunta di grandi quantità di plastificanti e cariche.

Inoltre, sia Europrene® SOL T (SBS) che Europrene® SOL TH (SEBS), sono disponibili con la certificazione ISCC+ prodotti tramite approccio mass balance ottenuti da feedstock alternativi. A seconda della materia prima utilizzata si possono ottenere prodotti “Bio Attributed (BA)” e “Bio-Circular Attributed (BCA)”realizzati partendo da stirene e butadiene ottenuti da bio-nafta o bio-circular nafta. La percentuale di attribuzione dipende dai gradi e varia da un minimo del 68% per gli SBS OE a un’attribuzione del 99% per gli SBS Dry. Oggi, più che mai, la sfida dei materiali è quella di coniugare prestazioni, sostenibilità e innovazione. Gli elastomeri termoplastici, grazie alla loro natura ibrida e alla possibilità di essere continuamente migliorati, rappresentano un ponte tra la chimica tradizionale e le esigenze del futuro. La costante evoluzione dei copolimeri stirenici – dai primi SBS ai più avanzati SEBS – racconta non solo la storia di una tecnologia, ma anche quella di un’industria che sa rinnovarsi. In questo scenario, realtà come Versalis non sono semplici produttori, ma attori chiave nella transizione verso un mondo più flessibile, efficiente e responsabile. u


Engineering Systems è azienda leader nella produzione di estrusori per gomma e plastica in svariati ambiti di applicazione industriale. Oltre 40 anni di esperienza e una lunga serie di competenze e know how, rendono Engineering Systems il partner ideale per qualità, sicurezza e alto grado di personalizzazione di prodotti e servizi. Siamo specializzati in qualsiasi tipo di estrusore per tutte le tipologie di gomma da estrudere.

Realizziamo estrusori totalmente personalizzabili, per i settori di rivestimento pneumatici, guarnizioni, cavi e mini estrusori per produzione mescole speciali.

Un altro importante processo produttivo che Engineering Systems effettua per i propri clienti è il “Revamping” della macchina completa o anche solo dei componenti fondamentali e significativi come vite e cilindro. La produzione interna, insieme alla passione con cui approcciamo ogni richiesta, consente di curare l’intero processo produttivo offrendo versatilità e prontezza per soddisfare qualsiasi richiesta del cliente. L’innovazione tecnologica e l’alto livello di specializzazione tecnica dello staff sono elementi differenzianti che assicurano ottimi risultati e massima qualità e durabilità dei prodotti e dei servizi.

ENGINEERING SYSTEMS S.R.L. - Via Caduti del Lavoro 37/39, 25030 Coccaglio (BS) ITALIA - Tel. +39 030 77 21 469 commerciale@engineeringsystems.it - www.engineeringsystems.it


DALLE AZIENDE

a cura della redazione

Sverital e Arburg insieme per agevolare l’adozione del silicone Si è svolto il 10 aprile, presso lo showroom di Sverital, l’evento Flawless - Unlock new standards in silicone performance, che ha presentato il progetto pensato per accompagnare le aziende del settore della gomma nell’introduzione del silicone.

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el corso dell’evento “Flawless Unlock new standards in silicone performance”, che si è svolto lo scorso 10 aprile, Sverital ha illustrato i dettagli di una collaborazione d’eccellenza pensata per agevolare l’adozione del silicone anche nelle linee produttive tradizionali della gomma. L’evento ha visto la partecipazione di oltre 100 ospiti interessati a scoprire come le nuove tecnologie possano integrare e migliorare i processi produttivi nel settore della gomma. I feedback sono stati estremamente positivi, con

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molti partecipanti che hanno trovato nell’evento una fonte inedita di informazioni tecniche e di mercato. “Siamo convinti che il silicone rappresenti una grande opportunità anche per il settore della gomma: un materiale innovativo che, se integrato correttamente, offre possibilità di espansione e crescita. La nostra partnership è studiata per rendere questo inserimento il più agevole possibile, con un supporto completo tecnologico lungo ogni fase”, ha commentato Claudio Stringaro, Sales Manager di Sverital.

LA DEMO LIVE La demo dal vivo, elemento centrale dell’evento, ha messo in evidenza: la Pressa Arburg Allrounder 370 A elettrica; il sistema di dosaggio Nexus Servomix X200; lo stampo di FCS F.lli Calamari Stampi; il silicone di Wacker Group. Le presse per lo stampaggio a iniezione Allrounder sono progettate per offrire soluzioni altamente adattabili per la lavorazione del silicone, sia nella versione liquida che solida, e assicura-


STAMPAGGIO

no una gestione ottimale del processo produttivo, con un focus particolare sull'automazione, la riduzione degli sprechi e il controllo della qualità. Le soluzioni Nexus Dosing per il dosaggio del silicone liquido, distribuite in esclusiva da Sverital sul mercato italiano, offrono tutte le qualità necessarie per completare un processo di stampaggio all'avanguardia. Precisione nel rapporto di miscelazione, riduzione degli scarti al minimo e un design robusto che assicura prestazioni impeccabili nel tempo si combinano con l’affidabilità di un’azienda solida, apprezzata per la fiducia riposta nelle sue persone e per un servizio di assistenza rapido ed efficiente in caso di emergenze. FCS F.lli Calamari Stampi ha offerto una panoramica sulle caratteristiche degli stampi impiegati nella produzione di particolari in LSR. Wacker, multinazionale tedesca leader nella produzione di siliconi, polimeri e semiconduttori, ha illustrato le proprietà e le caratteristiche dei vari tipi di elastomeri, fornendo così una panoramica sui materiali più utilizzati nell’industria e presentando quelli dal potenziale più promettente. SINERGIE VINCENTI “È fondamentale per il mercato italiano sviluppare sinergie che permettano di abbracciare nuove tecnologie. Ringrazio i nostri partner per il supporto e la fiducia, e sono certo che questo progetto rappresenti un punto di svolta per il settore della gomma, aprendo la strada a una produzione più competitiva e all’avanguardia”, ha aggiunto Patrik Norén, Amministratore Delegato di Sverital SpA. Con un approccio olistico, la partnership supporta le aziende in ogni fase dell’implementazione: dalla pianificazione e dimensionamento delle linee produttive, all’individuazione delle tecnologie per lo stampaggio più adeguate, dalla scelta dei materiali più pertinenti sino alla progettazione dello stampo. Inoltre, pur essendo il silicone tradizionalmente percepito come un materiale complesso, questo percorso

Il sistema di dosaggio Nexus Servomix X200.

prevede un supporto completo anche nella formazione specifica per il personale, garantendo un’introduzione graduale e guidata. La nuova partnership presentata a Flawless 2025 dimostra come sia possibile integrare il silicone in processi produttivi tradizionali, offrendo al settore della gomma nuove prospettive di crescita, soluzioni tecnologiche avanzate e un supporto dedicato. Questo approccio mira a semplificare l’introduzione del silicone nei processi di lavorazione della gomma, garantendo alle aziende un vantaggio competitivo in un mercato in rapida evoluzione. u

Un dettaglio della Pressa Arburg Allrounder 370 A elettrica.

Patrik Norén, Amministratore Delegato di Sverital.

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

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NORMATIVE

di Beatrice Garlanda

Il regolamento CLP si veste di nuovo Concludiamo l’analisi del nuovo regolamento entrato in vigore il 10 dicembre 2024, che ha come obiettivo tenere il passo con la globalizzazione, gli sviluppi tecnologici e le nuove modalità di vendita, come le vendite online. Ricordiamo che la maggior parte delle disposizioni sarà applicabile dal 1° luglio 2026 o dal 1° gennaio 2027.

Foto di Thank you for your assistant da iStock.

L

a Gazzetta UE del 20 novembre 2024 ha pubblicato il regolamento (UE) 2024/2865 con il quale sono apportate modifiche sostanziali al regolamento CLP. Si vuole così rispondere alla necessità di tenere il passo con la globalizzazione, gli sviluppi tecnologici e le nuove modalità di vendita, come le vendite online. Nel fascicolo di aprile ci siamo occupati dei Tempi e dei Titoli I e II, concludiamo di seguito l’analisi del provvedimento, il cui obiettivo è il miglioramento della salute umana e l’ambiente. 58

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

TITOLO III - COMUNICAZIONE DEI PERICOLI PER MEZZO DELL’ETICHETTATURA Capo I - Contenuto dell’etichetta Si premette che l’art. 17, par. 1, elenca gli elementi che devono essere riportati sull’etichetta di una sostanza o miscela classificata come pericolosa e contenuta in un imballaggio. Si tratta di: nome, indirizzo e numero di telefono del fornitore; quantità nominale della sostanza o miscela contenuta nel collo messo a disposizione del pubblico, se tale quantità


SOSTANZE CHIMICHE/PARTE II

non è indicata altrove nel collo; identificatori del prodotto di cui all’art. 18. Inoltre, se del caso: pittogrammi di pericolo; avvertenze; indicazioni di pericolo; opportuni consigli di prudenza; informazioni supplementari. Art. 18 (Identificatori del prodotto) L’etichetta contiene informazioni che permettono di identificare la sostanza o la miscela (identificatori del prodotto). Per la miscela l’identificatore del prodotto è costituito dai due elementi seguenti: a) il nome commerciale o la designazione della miscela; b) l’identità di tutte le sostanze contenute nella miscela che contribuiscono alla sua classificazione rispetto alla tossicità acuta, alla corrosione della pelle o a lesioni oculari gravi, alla mutagenicità sulle cellule germinali, alla cancerogenicità, alla tossicità per la riproduzione, alla sensibilizzazione delle vie respiratorie o della pelle, alla tossicità specifica per organi bersaglio, al pericolo in caso di aspirazione, alle proprietà persistenti, bioaccumulabili e tossiche, molto persistenti e molto bioaccumulabili, persistenti, mobili e tossiche, e molto persistenti e molto mobili o alle proprietà di interferenza con il sistema endocrino per la salute umana o per l’ambiente. Si segnala che la lettera b), così come l’abbiamo riportata, è stata introdotta dal regolamento (UE) 2024/2865. Tralasciamo piccole modifiche di cui agli artt. 23 e 24. Art. 25 (Informazioni supplementari figuranti sull’etichetta) Secondo la nuova formulazione dell’art. 25, par. 3, il fornitore può riportare nell’apposita sezione dell’etichetta informazioni supplementari, in aggiunta a quelle previste da altri paragrafi dell’articolo stesso, a condizione che non comportino una maggiore difficoltà nell’identificazione degli elementi dell’etichetta di cui all’art. 17, par. 1, e forniscano ulteriori precisazioni senza contraddire o mettere in dubbio la validità delle informazioni contenute negli elementi stessi. Inoltre l’articolo prevede che le regole speciali di etichettatura di cui all’allegato II, parte 2, si applichino alle miscele contenenti sostanze elencate alla parte 2 dell’allegato stesso. Infine è aggiunta la disposizione secondo la quale gli elementi dell’etichetta derivanti da disposizioni in forza di altri atti dell’UE figurano nella sezione dell’etichetta riservata alle informazioni supplementari. Art. 29 (Esenzione dai requisiti di etichettatura e imballaggio) Si segnala che il nuovo testo innova la precedente versione dell’art. 29, stabilendo che, se l’imballaggio di una sostanza o miscela, per forma o dimensione, è tale da non poter soddisfare le disposizioni concernenti l’apposizione di un’etichet-

ta nella/e lingua/e dello Stato membro in cui la sostanza o miscela è immessa sul mercato, gli elementi dell’etichetta di cui all’art. 17, par. 1, sono riportati conformemente all’allegato I, punto 1.5.1. Art. 30 (Aggiornamento delle informazioni figuranti sull’etichetta) La stesura dell’art. 30 sostituisce integralmente la precedente. Nella versione attuale, in caso di modifica riguardante la classificazione o l’etichettatura di una sostanza o miscela che comporti l’aggiunta di una nuova classe di pericolo o una classificazione più severa o che richieda nuove informazioni supplementari sull’etichetta, il fornitore deve assicurare che l’etichetta sia aggiornata entro i termini previsti dall’articolo stesso. I paragrafi precedenti non si applicano se una modifica sulla classificazione o etichettatura di una sostanza o miscela è stata determinata da una classificazione o etichettatura armonizzate di una sostanza in base a un atto delegato o di una sua disposizione (art. 37 e 53). CAPO 2 - APPOSIZIONE DELLE ETICHETTE Art. 31 (Disposizioni generali relative all’apposizione delle etichette) Quest’articolo, come modificato, prevede che l’etichetta sia apposta saldamente su una o più facce dell’imballaggio che contiene direttamente la sostanza o la miscela e sia leggibile orizzontalmente. L’etichetta può anche essere presentata sotto forma di etichetta pieghevole. In quest’ultimo caso gli elementi dell’etichetta di cui al’art. 17, par. 1, sono presentati conformemente all’allegato I, punto 1.2.1.6. Quest’ultimo, introdotto dal nuovo regolamento, chiarisce quali elementi devono figurare sulla prima pagina quali sulle pagine interne. Se è utilizzata un’etichetta digitale (art. 34), un supporto dati collegato a tale etichetta è saldamente apposto o stampato sull’etichetta fisica o sull’imballaggio accanto all’etichetta, in modo che possa essere trattato automaticamente tramite dispositivi digitali. Se gli elementi dell’etichetta sono forniti solo su etichetta digitale, il supporto dati è accompagnato dall’indicazione. “Ulteriori informazioni sui pericoli sono disponibili online” o da indicazione analoga. Gli elementi dell’etichetta di cui all’art. 17, par. 1, devono essere riportati in modo chiaro e indelebile, distinguersi chiaramente dallo sfondo e presentare una dimensione e una spaziatura che li rendano facilmente leggibili. Si segnala che la dimensione dell’etichetta, dei pittogrammi e dei caratteri è stabilita dall’allegato 1, come modificato (vedi Tabella 1).

Dimensioni minime delle etichette, dei pittogrammi e dei caratteri

Tabella 1

Dimensioni dell’etichetta in millimetri

Dimensioni di ogni

Dimensioni minime dei

per le informazioni di cui all’art. 17

pittogramma (in millimetri)

caratteri (altezza x in millimetri)

Non inferiori a 10x10

1,2

Possibilmente almeno 16x16

1,4

Almeno 74x105

Almeno 23x23

1,8

Superiore a 50 litri, ma non superiore a 500 litri Almeno 105x148

Almeno 32x32

2

Superiore a 500 litri

Almeno 46x46

2

Capacità dell’imballaggio Non superiore a 0,5 litri Superiore a 0,5 litri, ma non superiore a 3 litri Superiore a 3 litri, ma non superiore a 50 litri

Possibilmente almeno 52x74

Almeno 148x210

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

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NORMATIVE

Foto di Kittisak Kaewchalun da iStock.

CAPO 3 - FORMATI DELL’ETICHETTATURA Il capo 3 è stato introdotto dal regolamento (UE) 2024/2865 e contiene gli articoli presentati di seguito. Art. 34 bis (Etichettatura fisica e digitale) Gli elementi dell’etichetta per sostanze e miscele di cui all’art. 17 sono forniti su un’etichetta fisica. In aggiunta possono essere forniti in formato digitale (etichetta digitale). In deroga, i fornitori possono indicare gli elementi dell’etichetta di cui all’allegato I, punto 1.6 (punto di rinvio all’art. 25, par. 3) solo su un’etichetta digitale. Se gli elementi dell’etichetta definiti al punto 1.6 dell’allegato I sono forniti solo su un’etichetta digitale, in caso di richiesta o se l’etichetta digitale risulta temporaneamente non disponibile al momento dell’acquisto della sostanza o della miscela, i fornitori comunicano tali elementi attraverso mezzi alternativi. Se le informazioni sono fornite con etichetta digitale, si applicano le disposizioni di cui all’art. 34 ter. Art. 34 ter (Disposizioni per l’etichettatura digitale) Se, ai sensi dell’art. 31, un fornitore appone o stampa un supporto dati collegato a un’etichetta digitale, egli deve garantire che quest’ultima soddisfi le norme generali e i requisiti tecnici seguenti: a) tutti gli elementi dell’etichetta di cui all’art. 17, par. 1, sono riportati insieme in uno specifico spazio e separati dalle altre informazioni; b) le informazioni sull’etichetta digitale sono consultabili; c) le informazioni sull’etichetta digitale sono accessibili a tutti gli utilizzatori dell’UE e rimangono accessibili per almeno 60

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

10 anni o, se del caso, per un periodo più lungo; d) l’etichetta digitale è accessibile gratuitamente, senza necessità di registrarsi o di scaricare o installare applicazioni o di creare una password; e) le informazioni sull’etichetta digitale sono presentate in modo da rispondere anche alle esigenze dei gruppi vulnerabili e supportare i necessari adeguamenti per facilitare l’accesso alle informazioni dei medesimi gruppi; f ) le informazioni sull’etichetta digitale sono accessibili con un massimo di due clic; g) l’etichetta digitale è accessibile mediante tecnologie digitali ampiamente utilizzate e compatibile con tutti i principali sistemi operativi e browser; h) se le informazioni sull’etichetta digitale sono accessibili in più lingue, la scelta della lingua non è subordinata all’ubicazione geografica da cui avviene l’accesso. È vietato monitorare, analizzare o utilizzare qualsiasi informazione al di là di quanto assolutamente necessario per la fornitura dell’etichettatura digitale. TITOLO IV - IMBALLAGGIO Art. 35 (imballaggio) Il nuovo provvedimento aggiunge la disposizione in base alla quale le sostanze o le miscele pericolose possono essere fornite ai consumatori o agli utilizzatori professionali in stazioni di ricarica solo se sono soddisfatte le condizioni elencate all’allegato II, punto 3.4. Tale punto è suddiviso in undici voci ed è stato introdotto dal regolamento (UE) 2024/2865. Questa disposizione non si applica alle sostanze e miscele fornite al pubblico senza imballaggio.


SOSTANZE CHIMICHE/PARTE II

TITOLO V – ARMONIZZAZIONE DELLA CLASSIFICAZIONE E DELL’ETICHETTATURA DELLE SOSTANZE E INVENTARIO DELLE CLASSIFICAZIONI E DELLE ETICHETTATURE Art. 36 (Armonizzazione della classificazione e etichettatura delle sostanze) L’articolo in oggetto dispone che una sostanza che corrisponde per quanto di seguito elencato ai criteri dell’allegato I è, di norma, oggetto di classificazione e etichettatura armonizzate secondo l’art. 37: a) sensibilizzazione delle vie respiratorie, categoria 1, 1A o 1B (allegato I, punto 3.4); b) mutagenicità sulle cellule germinali, categoria 1A, 1 B o 2; c) cancerogenicità, categoria 1A, 1B o 2; d) tossicità per la riproduzione, categoria 1 A, 1 B o 2. A tale elenco il regolamento (UE) 2024/2865 aggiunge: interferenza col sistema endocrino per la salute umana, categoria 1 o 2 (allegato I, punto 3.11); interferenza col sistema endocrino per l’ambiente, categoria 1 o 2 (allegato 1, punto 4.2); proprietà persistenti, bioaccumulabili e tossiche (allegato I, punto 4.3); proprietà molto persistenti e molto bioaccumulabili (allegato I, punto 4.3); proprietà persistenti, mobili e tossiche (allegato I, punto 4.4); proprietà molto persistenti e molto mobili (allegato I, punto 4.4). Anche l’art. 37 (Procedura di armonizzazione della classificazione e dell’etichettatura delle sostanze) e l’art. 38 (Contenuto dei pareri e delle decisioni riguardanti la classifica-

zione e l’etichettatura armonizzate nell’allegato VI, parte 3, accessibilità delle informazioni) sono stati modificati dal regolamento (UE) 2024/2865. Per questioni di spazio rimandiamo sul punto alla lettura del testo originale. Art. 40 (Obbligo di notifica all’agenzia) In merito ricordiamo che quest’articolo, come modificato, elenca le informazioni che il fabbricante o l’importatore che immettono sul mercato una sostanza soggetta a registrazione per il regolamento REACH o che rientra nell’ambito di applicazione del regolamento CLP devono notificare all’agenzia. Tra tali informazioni rientrano, secondo il nuovo disposto: i limiti di concentrazione specifici, i fattori M o le stime di tossicità acuta, se del caso, secondo l’art. 10 del regolamento, insieme con una giustificazione di cui alle parti pertinenti dell’allegato I del regolamento REACH; se del caso, il motivo della divergenza rispetto alla classificazione più severa per classe di pericolo inclusa nell’Inventario di cui all’art. 42; se del caso, il motivo dell’introduzione di una classificazione più severa per classe di pericolo rispetto a quelle incluse nell’inventario di cui all’art. 42. Le informazioni di cui all’art. 40 non sono notificate all’agenzia se le sono state comunicate nell’ambito di una registrazione REACH o se le sono già state comunicate.

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NORMATIVE

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Art. 42 (Inventario delle classificazioni e delle etichettature) L’agenzia di cui sopra realizza e tiene aggiornato, in forma di banca dati, un inventario delle classificazioni e delle etichettature. Nella nuova versione dell’articolo è prescritto che l’agenzia debba pubblicare online e gratuitamente: a) le informazioni relative all’identità del notificante/i responsabile dell’immissione sul mercato della sostanze o delle sostanze, come specificato dall’allegato VI del regolamento REACH; b) l’identità dell’importatore o del fabbricante che trasmette le informazioni per conto degli altri membri del gruppo, nel caso di notifiche di gruppo; c) le informazioni contenute nell’inventario che corrispondono alle informazioni di cui all’art. 119 del regolamento REACH; d) la data dell’ultimo aggiornamento della classificazione e dell’etichettatura. Le informazioni sull’identità dl notificante di cui all’art. 40 sono rese pubbliche a meno che il notificante non giustifichi i motivi per cui la pubblicazione sarebbe lesiva dei suoi interessi commerciali o di quelli di un’altra parte interessata. L’agenzia fornisce informazioni sui motivi legittimi in base ai quali possono essere presentate richieste di riservatezza. Ai sensi del nuovo par. 3 bis, se ritiene che una voce sia incompleta, inesatta o obsoleta, l’agenzia chiede al notificante di notificare la voce corretta. TITOLO VI - AUTORITÀ COMPETENTI E ATTUAZIONE Art. 45 (Designazione degli organismi cui devono essere comunicate le informazioni relative alla risposta di emergenza sanitaria) Ai sensi di tale articolo, come modificato, gli Stati mem62

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

bri designano uno o più organismi incaricati di ricevere le informazioni armonizzate utili relative alla risposta di emergenza sanitaria e alle misure preventive, conformemente all’attuale versione dell’allegato VIII. Essi possono designare l’agenzia come organismo incaricato di ricevere le informazioni di cui sopra. Gli importatori e gli utilizzatori a valle che immettono sul mercato miscele classificate come pericolose in base ai loro effetti sulla salute o fisici trasmettono all’organismo o agli organismi designati le informazioni di cui all’allegato VIII, parte B, come modificata. Quest’ultima elenca le informazioni che devono essere contenute in una trasmissione. I distributori che immettono sul mercato miscele classificate come pericolose, in base ai loro effetti sulla salute o fisici, trasmettono all’organismo o agli organismi designati le informazioni di cui all’allegato VIII, parte B, qualora distribuiscano in seguito le stesse miscele in altri Stati membri o rivendano sotto altro marchio o etichettino le miscele. L’obbligo non si applica se i distributori dimostrano che l’organismo/i designato/i hanno già ricevuto le stesse informazioni dagli importatori o dagli utilizzatori a valle. Gli organismi designati forniscono le garanzie richieste a tutela della riservatezza delle informazioni ricevute. Tali informazioni possono essere usate solo per: a) rispondere alla necessità medica di adottare misure di prevenzione e cura, in particolare in caso di emergenza; b) una richiesta dello stato membro, della Commissione o dell’agenzia, per avviare un’analisi statistica che esamini l’eventuale bisogno di migliorare le misure di gestione dei rischi. TITOLO VII - DISPOSIZIONI COMUNI E FINALI Art. 48 (Pubblicità) La versione attuale di questo articolo dispone che la pubblicità di una sostanza classificata come pericolosa riporti, a seconda dei casi, i pittogrammi di pericolo, le avvertenze, le indicazioni di pericolo e le indicazioni supplementari di pericolo EUH di cui all’allegato II. Questa disposizione vale anche per la pubblicità di una miscela classificata come pericolosa o disciplinata dall’art. 25, par. 6 (informazioni supplementari). Se la sostanza o la miscela sono destinate alla vendita al pubblico, la pubblicità riporta anche la dicitura “Seguire sempre le informazioni riportate sull’etichetta del prodotto”. In deroga a quanto sopra, i pittogrammi di pericolo e le avvertenze possono essere omessi se la pubblicità non è visiva. Infine si avverte che la pubblicità di una sostanza o di una miscela classificate come pericolose non può contenere indicazioni diverse da quelle che compaiono sull’etichetta o l’imballaggio (art. 25, par.4). Art. 48 bis (Offerte di vendita a distanza) L’articolo in oggetto è introdotto dal nuovo regolamento. Se la sostanza o la miscela è immessa sul mercato tramite vendita a distanza, l’offerta deve indicare chiaramente e in modo visibile gli elementi dell’etichetta di cui all’art. 17.


SOSTANZE CHIMICHE/PARTE II

Art. 50 (Compiti dell’agenzia) L’agenzia fornisce agli Stati membri e alle istituzioni della Comunità la migliore consulenza possibile sulle questioni relative alle sostanze chimiche. Il segretariato dell’agenzia, secondo le attuali disposizioni: a) fornisce all’industria, ove opportuno, orientamenti e strumenti tecnici e scientifici aggiornati in merito all’osservanza degli obblighi di cui al regolamento CLP; b) fornisce alle autorità competenti orientamenti e strumenti tecnici e scientifici aggiornati relativi all’applicazione e all’attuazione del regolamento in oggetto e collabora con il servizio di assistenza tecnica istituito dagli Stati membri a norma dell’art. 44. Se agisce come organismo designato a ricevere le informazioni relative alla risposta di emergenza sanitaria e alle misure preventive, l’agenzia predispone gli strumenti necessari per fornire l’accesso alle informazioni stesse all’organismo o organismi designati pertinenti dello Stato membro designante. Art. 52 (Clausola di salvaguardia) Se uno Stato membro ritiene che una sostanza o miscela, anche se conforme alle prescrizioni del regolamento, comporti un rischio grave per la salute o l’ambiente, per questioni concernenti la classificazione, l’etichettatura o l’imballaggio, può adottare adeguate misure provvisorie. Deve informarne immediatamente la Commissione, l’agenzia e gli altri Stati membri, specificando i motivi della decisione. Col regolamento (UE) 2024/2865 è stabilito che, entro sessanta giorni dal ricevimento delle informazioni da parte dello Stato membro, la Commissione adotta atti di esecuzione seguendo la procedura di esame di cui all’art. 54, per autorizzare la misura provvisoria per un periodo indicato nella decisione o chiedere allo Stato membro di revocare tale misura.

Art. 53 (Adeguamento al progresso tecnico e scientifico) Ci limitiamo a segnalare che ai sensi del nuovo par. 1 bis, la Commissione può adottare atti delegati per modificare il punto 1.6 dell’allegato I per includere gli elementi dell’etichetta che possono essere forniti solo su un’etichetta digitale, a condizione che il GHS non richieda che tali elementi appaiano sull’etichetta fisica. Per adeguarsi ai cambiamenti tecnologici e agli sviluppi futuri nel campo della digitalizzazione, la Commissione può adottare atti delegati, stabilendo ulteriori dettagli sulle disposizioni per l’etichettatura digitale, rispettando le condizioni stabilite dallo stesso art. 53. Qualche modifica è anche apportata dal regolamento (UE) 20224/2865 agli artt. 53 bis e 53 quater, rispettivamente riguardanti l’esercizio della delega e gli atti delegati distinti per diversi poteri delegati. Su questi punti rimandiamo alla lettura del testo originale. Art. 54 bis (Relazioni e riesame) Si tratta di un articolo di nuova introduzione, ai sensi del quale, entro l’11 dicembre 2029, la Commissione deve presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’esame delle informazioni relative alle sostanze contenenti più di un costituente estratte dai vegetali. Entro la stessa data presenta una relazione in cui valuta la necessità di estendere ad altre classi di pericolo i requisiti di cui ai punti 3.1 e 3.2 dell’allegato II per quanto riguarda le chiusure di sicurezza per bambini e le avvertenze riconoscibili al tatto. ALLEGATI Da ultimo segnaliamo che gli allegati I, II, VII e VIII sono modificati conformemente agli allegati di cui al regolamento (UE) 2024/2865. u

Foto di Kittisak Kaewchalun da iStock. L’INDUSTRIA DELLA GOMMA MAGGIO 2025

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GLI INSERZIONISTI

Gli inserzionisti di questo numero C.S.I. CENTRO SERVIZI INDUSTRIALI 19

EURORUBBER/CERTECH GROUP

CDG

26 II COP

COATING TECHNOLOGY

31

PEZZATO

I COP

FRANCIACORTA STAMPI

III COP

PRESMA

41

GIBITRE INSTRUMENTS

IV COP

REP ITALIANA

1

DER-GOM

13

INTERSEALS

11

RHEONIC

35

DP GOMMA

53

LSG SERVIZI INFORMATICI

15

ROGITEX

5

ELASTOMERS UNION

3

LTE

25

RUBBER TRADE

21

ENGEL ITALIA

64

MESSE DUSSELDORF -K

33

ST.A.TE. TECHNOLOGIES

61

ENGINEERING SYSTEMS

55

OR.P STAMPI

49

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