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L'Industria della Gomma 09 2018

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FOCUS SILICONE SPECIALE DKT SILICONE E FARI A LED

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA

MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI • settembre 2018 - numero 7

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SOMMARIO

MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI

ANNO 61 SETTEMBRE N. 7

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA www.industriagomma.it Direttore responsabile Andrea Aiello In redazione Riccardo Oldani - riccardo.oldani@edifis.it Collaborano alla rivista Giuseppe Cantalupo, Eugenio Faiella, Gianpaolo Brembati

ABBIAMO LETTO

10 RASSEGNA DELLA STAMPA TECNICA ESTERA

Progetto e Grafica Mariella Salvi - mariella.salvi@edifis.it Pubblicità dircom@edifis.it Traffico Pubblicitario Francesca Gerbino - francesca.gerbino@edifis.it Stampa Centro Stampa Digitalprint S.r.l. Rimini (RN) Costo di una copia ai soli fini fiscali € 1,00

MONDOGOMMA

16 GOMMA: QUANTE NOVITÀ

A NORIMBERGA CRONACHE DALLA FIERA DKT Tenutasi agli inizi di luglio, la DKT, la fiera triennale interamente dedicata all’industria della gomma, ha confermato trend e orientamenti tecnologici già osservati al Plast di Milano, ma con un taglio più specialistico e internazionale, che è il principale pregio riconosciuto alla manifestazione da espositori e visitatori. C'eravamo anche noi. Ecco le novità e le cose salienti in mostra

Abbonamento Italia € 90, Europa € 130, Estero € 150 abbonamenti@edifis.it Arretrati € 15,00 Amministrazione amministrazione@edifis.it

23 CRONACA DI UN SUCCESSO: Registrazione Tribunale di Milano n. 4275 del 1.4.1957 Iscrizione Registro Operatori della Comunicazione n. 06090 Tutti i diritti di riproduzione degli articoli e/o foto sono riservati. Manoscritti, disegni, fotografie, supporti audio e video anche se non pubblicati non saranno restituiti. Per le fotografie e le immagini per cui, nonostante le ricerche eseguite, non sia stato possibile rintracciare gli aventi diritto, l’Editore si dichiara disponibile ad adempire ai propri doveri. Ai sensi del Reg.EU 679/2016 l'Editore garantisce la massima riservatezza nell'utilizzo della propria banca dati con finalità redazionali e/o di invio del presente periodico. Ai sensi dell'art. 15 il ricevente ha facoltà di esercitare i suoi diritti fra cui la cancellazione mediante comunicazione scritta a EDIFIS Spa - Viale Coni Zugna 71 - 20144 Milano (o ai riferimenti sotto trascritti), luogo della custodia della banca dati medesima.

L’Industria della Gomma una rivista edita da:

Edifis S.p.A. viale Coni Zugna 71 20144 - Milano - Italy Tel. +39 023451230 Fax +39 023451231 www.edifis.it

ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA DI SETTORE

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

IL GIUDIZIO SU DKT DI ALCUNI ESPOSITORI ITALIANI Perché la fiera di Norimberga piace così tanto alle imprese della gomma? Abbiamo provato a chiederlo ad alcuni dei nostri espositori presenti all’evento. Emerge soprattutto la precisa focalizzazione della clientela, in un evento esclusivamente dedicato al settore e non "annegato" tra altri comparti merceologici, come quello plastico, che finiscono per cannibalizzare l'attenzione dei visitatori. E poi il taglio molto internazionale che consente di aprire alle nostre imprese, forti esportatrici, nuove opportunità di business rispetto ad altre iniziative più territoriali


SOMMARIO

ANNO 61 SETTEMBRE N. 7

FOCUS

27 SOLUZIONI E TECNOLOGIE

PER IL SILICONE Il mercato dei prodotti in gomma siliconica sta crescendo a ritmo sostenuto, grazie anche allo sviluppo di compound sempre più performanti, di presse per lo stampaggio a iniezione sempre più tecnologiche e all’evoluzione degli stampi. Ecco una panoramica delle principali novità che le aziende italiane del settore hanno sviluppato per i trasformatori di questi particolari elastomeri Battaggion Colmec Comet Elkem Silicones Gamma Stampi Gibitre Instruments Gummiwer Kraiburg LTE

Mesgo Or.p. Stampi Rivi Magnetics RPM Rubber Trade TSF Wacker

DALLE AZIENDE

44 FARI FULL LED: L’ULTIMA FRONTIERA

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DEL SILICONE La crescita del settore dell’illuminazione per le automobili passa per l’utilizzo dei fari full led, che ormai vengono adottati anche su modelli del segmento B e C grazie alla diminuzione dei costi e alla standardizzazione. Gli elementi che diffondono la luce in questi gruppi ottici sono, oltre che perfettamente trasparenti, anche concepiti con geometrie speciali che ne migliorano l’efficienza. La produzione di questi pezzi è tutt’altro che banale e richiede celle come quella realizzata con una pressa a iniezione Engel e-victory e attrezzata per tutte le parti ausiliarie dall’azienda austriaca Hefner Solution. Vediamone i dettagli

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51 TACCUINO

• Dati Istati: in calo la fiducia delle aziende manifatturiere • Cina: crescono richiesta e produzione di macchine per lo stampaggio della gomma • Il 26 settembre la quinta edizione del Forum Meccatronica • A Milano un interessante corso di reologia • Le immatricolazioni sono in calo: causa principale i diesel • Asfalto con gomma da PFU: un test in corso in Italia • Arlanxeo potenzia la produzione di gomma sintetica

63 CALENDARIO: FIERE DI TUTTO IL MONDO 64 GLI INSERZIONISTI DI QUESTO NUMERO

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Rassegna della stampa tecnica estera www.tiretechnologyinternational.com | APRIL 2012

INTERVIEWS

Jean-Pierre Jeusette general director, Luxembourg Innovation Center, Goodyear Dunlop Roger Sanders technical manager, Continental UK

EXPO REVIE

Letter of the law PROVE E MISURAZIONI RESISTENZA ALL’OZONO DI GOMMA ISOPRENICA MESCOLATA CON UNA CERA COME ANTIOZONANTE A TEMPERATURE SOTTO LO ZERO.

Y. Iwase, T. Shindo, H. Kondo, Y. Ohtake, Chemicals Evaluation and Research Institute Japan, Saitama, S. Kawahara, Niigata (Japan) - email: iwase-yuka@ceri.jp - KGK n. 3/2018, pag. 32-36.

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utti sanno che la cera è in grado di prevenire la degradazione da ozono dei manufatti in gomma, prolungandone così la durata e posticipando l’insorgere di deterioramenti e di problemi seri. Il verosimile meccanismo dell’azione della cera consiste nel migrare in superficie, grazie al dinamico movimento molecolare della gomma, e nel formare sulla superficie uno strato ceroso, che agisce come barriera all’ozono. Tuttavia si sono recentemente verificati problemi di crepe su un cuscinetto in gomma, con uno spesso strato di cera superficiale, durante l’inverno e queste crepe sono state attribuite alla degradazione, causata dall’ozono alle basse temperature della zona del Giappone ad alta latitudine. Il fenomeno non si sarebbe dovuto verificare se lo strato ceroso avesse protetto il cuscinetto in gomma. A questo proposito, le crepe riscontrate non sono crepe ordinarie causate da degradazione da ozono, poiché tale degradazione è 10

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Product W de from Tir buts Technologe Expo 2012y

Revolution or rush job? Important questions remain unanswered ahead of tire labeling’s introduction in European markets

tanto più lenta quanto è più bassa la temperatura: nel caso, per esempio, di degradazione di NBR vulcanizzata senza antiozonante, si riscontrano molte crepe a 40°C, poche a 0°C, nessuna a -30°C. Gli autori dello studio hanno quindi ipotizzato che le crepe in questione siano da attribuire alle proprietà della cera a bassa temperatura e alla morfologia dello strato ceroso sul cuscinetto. Per convalidare questa ipotesi lo studio esamina la degradazione da ozono di gomma naturale e isoprenica, mescolate con cera paraffinica e vulcanizzate, in condizioni di bassa temperatura senza la presenza di adesione, gelo e scioglimento di ghiaccio e neve. Le prove vengono effettuate nell’intervallo di temperatura da +40 a -30°C, estremi corrispondenti alle stagioni estiva ed invernale. Nella sezione sperimentale si precisa che i campioni di gomma vulcanizzata vengono riscaldati a 23 o 40°C per 72 ore in aria sotto sforzo, al fine di favorire la formazione dello strato di cera superficiale, e che la propagazione delle crepe, in atmosfera di ozono 55 pphm, viene esaminata con microscopio digitale. Le mescole prese in esame sono quella di riferimento senza cera antiozono e 4 con cera antiozono nelle quantità 0,5 - 1,0 - 2,0 e 4,0 phr. Una prima figura mostra chiaramente, con immagini di microscopio digitale, la formazione di crepe sulla superficie

del campione a -30°C, mentre a 40°C la superficie romane inalterata. Da qui si sviluppa la parte “risultati e discussione”, che consiste sostanzialmente nel commentare numerose immagini di microscopio digitale e microscopio elettronico a scansione (SEM): il comportamento della cera antiozono, la sua efflorescenza, la sua efficacia di protezione a diverse quantità di utilizzo a diverse temperature, tutto questo si intuisce facilmente dalle immagini proposte. Interessanti le considerazioni che la temperatura del trattamento iniziale di efflorescenza è un fattore chiave per la degradazione della gomma in ozono e che i diversi coefficienti di contrazione termica di gomma e cera a temperature al di sotto di 0°C sono la causa di crepe sulla superficie della gomma.

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Bridgestone’s latest take on colored sidewalls is lightweight, and simple enough to be applied by dealers

We explore the role of tire data in vehicle performance simulations. Will engineers ever know enough?

Isoprene from cellulose: how the paper industry could enter the tire supply chain

MATERIE PRIME E APPLICAZIONI PROPRIETÀ DI GOMMA NATURALE E GOMMA STIRENEBUTADIENE IN MISCELA CON GOMMA BUTADIENE I.

A. Kaderabkova, V. Duchacek, University of Chemistry and Technology, Department of Polymers, Prague (Czech Republic) email: alena.kaderabkova@vscht.cz - KGK n. 3/2018, pag. 37-40.

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o sviluppo di nuovi polimeri sintetici è molto costoso: per questa ragione spesso si miscelano polimeri standard per ottenere nuovi


ABBIAMO LETTO PER VOI

materiali con una più ampia gamma di proprietà. È essenziale scegliere con attenzione gomme e additivi per ottenere un buon risultato, perché altrimenti si verifica l’effetto contrario a causa di tre possibili tipi di incompatibilità, riferiti a termodinamica, diversità di viscosità e di velocità di vulcanizzazione. Di solito si tiene conto dell’influenza della composizione della miscela sulla distribuzione di cariche e additivi e sulle proprietà finali dei vulcanizzati, senza che sia data alcuna informazione sull’influenza delle condizioni di miscelazione o sul comportamento delle gomme. Questo studio si focalizza sulle miscele di gomma naturale ed SBR con gomma butadiene (BR), tutti polimeri di largo utilizzo, senza l’aggiunta di additivi che possa causare effetti collaterali. Esposte le condizioni del processo di miscelazione in laboratorio, sia su mescolatore aperto che in Brabender, con controlli di viscosità Mooney, morfologia e temperatura di transizio-

ne vetrosa, si passa ad esaminare in dettaglio il comportamento delle diverse miscele, di cui varia la composizione nei rapporti percentuali 0-100/10-90/2080/40-60/50-50 e inversamente per le successive quattro, mediante viscosità Mooney, microscopio elettronico a scansione (SEM) e calorimetro a scansione differenziale (DSC). È uno studio forse insolito ma interessante, perché i risultati della caratterizzazione con DSC e SEM dimostrano che gomma naturale, SBR e BR non si possono miscelare e che i valori di temperatura di transizione vetrosa e la composizione delle miscele sono indipendenti dal metodo di miscelazione, che invece influisce sulle misurazioni della viscosità Mooney. Tuttavia il SEM non è adatto per studiare la morfologia di queste miscele, poiché fa sembrare omogenee le miscele SBR/BR ma è smentito dalla DSC. Rimane in definitiva da verificare se la viscosità possa permettere di ottenere una migliore omogeneità.

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RUBBER CLUB

e di operazioni militari, nelle quali si richiede protezione contro agenti nucleari, batteriologici e chimici (NBC). Negli utilizzi militari, in particolare, si richiede anche resistenza ai processi di decontaminazione, capacità di deadsorbimento di sostanze come l’iprite, per cui materiali elastomerici, che hanno buone caratteristiche di impermeabilità, non sono idonei a soddisfare i requisiti per equipaggiamenti protettivi NBC. Questo studio si prefigge lo scopo di sviluppare nanocompositi elastomerici, che assicurino resistenza alla permeazione di gas e liquidi con uno strato di spessore sottile. La trattazione si compone di ben dieci pagine ed è quindi impegnativa, ma l’importanza dell’argomento ne giustifica la lettura, soprattutto per la novità di alcune cariche utilizzate e loro processo di incorporazione. Dopo un’interessante illustrazione degli aspetti teorici della permeazione e di requisiti, metodi e prove alla permeazione richieste dalle normative, lo studio cita brevemente i due diversi sistemi di incorporazione delle cariche, il nuovo processo CDLC (Continuous Dinamically Latex Compounding = mescolazione di lattice continua e dinamica) e la miscelazione meccanica. I materiali scelti per le prove sono: • gomma bromobutilica (BIIR), che possiede un’alta resistenza alla permeazione e offre una buona resistenza termica e all’invecchiamento; • nanopiastrine di grafene (GNP = Graphene NanoPlatelets); • montmorillonite, fillosilicato di due tipi, Cloisite Na+ e PGN. Successivamente vengono spiegati in dettaglio i due metodi di produzione delle mescole, già citati poc’anzi, con la precisazione che la lavorazione in mescolatore chiuso è usata per grafene, montmorillonite e nero di carbonio N550. Una volta vulcanizzate le mescole esaminate, la caratterizzazione viene effettuata con le modalità seguenti: • reometro; • misurazioni reologiche delle mescole non vulcanizzate per determinare le proprietà viscoelastiche; 12

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ABBIAMO LETTO PER VOI

• roprietà sforzo-deformazione; • determinazione dei coefficienti di diffusione per mezzo di spettroscopia ATR-FT-IR; • prove di rigonfiamento per determinare il coefficiente di diffusione. Si arriva così alla parte sostanziale dello studio, che analizza a fondo tutte le situazioni sopra citate, giungendo alla conclusione che la mescolazione in fase lattice dimostra in modo inequivocabile vantaggi considerevoli rispetto a quella meccanica per quanto riguarda la dispersione e l’esfoliazione dei fillosilicati. I fillosilicati, inoltre, mostrano un effetto barriera migliore rispetto alle piastrine di grafene, che sono comunque altrettanto utilizzate.

ELASTOMERI E APPLICAZIONI PROGETTAZIONE DI ELASTOMERI DIELETTRICI SU SCALE A LUNGHEZZA MULTIPLA PER TECNOLOGIE DI MATERIALI MORBIDI DEL 21° SECOLO.

D.P. Armstrong, R. J. Spontak, Department of Chemical and Biomolecular Engineering, Department of Materials Science and Engineering, North Carolina State University, Raleigh (USA) - email: ric_spontak@nscu.edu - RFP n. 2/2018, Volume 13, pag. 96-105.

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ochi probabilmente sanno cosa sono gli elastomeri dielettrici (DE), che permettono di realizzare attuatori e sensori in una nicchia di mercato in grande sviluppo. Questi materiali, generalmente morbidi, sotto l’azione di una stimolo elettrico sono in grado di cambiare dimensione e/o forma, sono leggeri, robusti e modulari, capaci di sottoporsi a sforzi enormi. Gli attuatori sono dispositivi che convertono energia da una forma a un’altra, in modo che questa agisca nell’ambiente fisico al posto dell’uomo. Ecco perché gli elastomeri dielettrici raccolgono un crescente interesse nell’ambito delle tecnologie biomediche, (micro)robotiche e analitiche. Questo studio passa in rassegna i fondamentali principi operativi degli elastomeri dielettrici, sviluppati da elastomeri convenzionali, che subiscono elettroattuazione isotropica, per poi prendere in considerazione i più recenti progressi nell’ambito di diverse sca-

le di lunghezza (macro, meso e nano). Per la loro maggiore flessibilità di progettazione, gli elastomeri più idonei all’utilizzo sono quelli acrilici, siliconici e polidienici. La conclusione dello studio, che è senz’altro valido e interessante per chi già opera in questo settore molto specifico, è che gli elastomeri dielettrici offrono eccellenti opportunità per lo sviluppo di attuatori leggeri e resistenti, come in effetti richiedono le attuali tecnologie di dispositivi di robotica soffice, microfluidica, tattili, ottici e biomedici. Dagli studi iniziali di elastomeri, capaci di fornire elettroattuazione, sono stati fatti molti progressi nella progettazione di materiali multiscala con elettroattuazione diretta da fibra, proprietà elettroniche regolabili e precise caratteristiche molecolari che eliminano la necessità di precarica meccanica. È importante anche considerare che le proprietà meccaniche degli elastomeri sono spesso migliorate fisicamente dall’incorporazione di nano-particelle rigide, sia pure con la limitazione di una minore efficacia dovuta soprattutto a una riduzione nella resistenza dielettrica e a un aumento della rigidità. A parte tali sistemi ibridi, gli elastomeri dielettrici sono ormai in grado di offrire una vasta gamma di risposte di massima attuazione a campi elettrici sensibilmente più bassi. Tuttavia, perché gli elastomeri dielettrici diventino un’opzione percorribile dal punto di vista commerciale, il precarico meccanico deve essere eliminato completamente e il campo elettrico per indurre elettroattuazione deve essere ulteriormente ridotto: il primo obiettivo è stato raggiunto, mentre il conseguimento del seconde è una sfida che verosimilmente si può vincere con una combinazione sinergistica di mezzi fisici e chimici.

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e peculiari caratteristiche elastiche e viscoelastiche dei materiali elastomerici li rendono idonei all’utilizzo in molte applicazioni (tubi, guarnizioni, calzature, pneumatici etc.) e la presenza di legami chimici fra le catene polimeriche fa sì che, dopo una deformazione, la gomma tenda a ritornare alla forma originaria. La caratterizzazione delle strutture elastomeriche è un argomento importante per diversi campi d’investigazione nella scienza e tecnologia della gomma, quali vulcanizzazione, rinforzo, processo e riciclo, per comprendere i quali ci si basa sulla chimica e sulla fisica di questi materiali. Il primo passo nell’ottimizzazione delle caratteristiche chiave del materiale nei manufatti di gomma è l’identificazione delle proprietà desiderate per il manufatto specifico, dopo di che si può progettare la mescola. Per fare questo occorre comprendere appieno le relazioni di base fra struttura del materiale e proprietà: in questo contesto è risaputo che la densità di reticolazione influisce su importanti proprietà della gomma, come la rigidità o la fessurazione a fatica. Di conseguenza la determinazione della densità totale di reticolazione è essenziale per ottimizzare lavorazione e prestazione delle mescole. Per questo motivo la valutazione della densità di reticolazione vc (o, in modo equivalente, la massa media Mc fra i legami) per mezzo di differenti risultati sperimentali è stata oggetto di ricerca intensiva. Lo scopo di questo studio è descrivere l’applicazione di tecniche sperimentali complementari, basate su principi diversi, per la caratterizzazione della vc. Vengono usati tre tipi di approccio per comparare i risultati complessivi e la sensibilità ai cambiamenti nella reazione di vulcanizzazione, modificando la quantità 14

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di zolfo, acceleranti e la loro proporzione in mescole di gomma naturale non caricate: • prove meccaniche (calibrazioni delle curve sforzo-deformazione con il modello tubo); • spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (NMR = Nuclear Magnetic Reonance) a basso campo (LF = Low Field); • esperimenti di rigonfiamento in equilibrio. Lo studio non è di facile comprensione e occorre avere dimestichezza per affrontare le equazioni esposte a spiegazione dei tre approcci citati; più comprensibili i grafici della parte sperimentale e più chiare la parte che illustra la correlazione fra i metodi utilizzati e la parte dedicata alle conclusioni. La promettente validità degli approcci consente di prevedere che possano essere applicati ad altri tipi di materiali (ad esempio copolimeri, miscele e gomme caricate) e questo si sta verificando con studi in fase di avanzamento.

ELASTOMERI E APPLICAZIONI INCOLLAGGIO DI SILICONE LIQUIDO FLUORURATO A TERMOPLASTICI E METALLI NELLO STAMPO.

R. Ziebell, J. Gonzales, R.D. Abbott Company, Inc., Cerritos (USA) - email: rick. ziebell@rdabbott.com - RFP n. 2/2018, Volume 13, pag. 118-126.

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ono ormai 50 anni che la gomma fluorosiliconica (FVMQ) viene utilizzata in applicazioni impegnative dell’industria aerospaziale e automobilistica, grazie alla sua resistenza ai carburanti, alle prestazioni a bassa temperatura e alla resistenza ad alta temperatura. Oggigiorno l’industria aerospaziale dipende ancora dai fluorosiliconi e mantiene specifiche chiave sia per il settore commerciale che militare, in particolare la norma Mil-DTL-25988 (vedi anche ASTM-2000 classe FK e AMS 3325), una specifica che descrive molti degli attributi peculiari di questo polimero. Un breve paragrafo, che parla degli sviluppi del fluorosilicone, esemplifica in due figure la resistenza a calore

e fluidi di diverse gomme e, in particolare con un diagramma di Venn, la rilevanza di scelta tra fluorosilicone e fluoroelastomero. Questo studio si occupa della realizzazione di manufatti in fluorosilicone liquido in abbinamento con un substrato termoplastico o metallico, a cui aderisce in fase di stampaggio. L’introduzione dello studio viene completata con una panoramica sull’adesione gomma-substrato, sua storia e sviluppi della chimica coinvolta. Si definisce così lo scopo della trattazione, ossia presentare le superiori proprietà prestazionali che caratterizzano substrati termoplastici amorfi o metallici, sovrastampati con i materiali Silastic FL 40-9201 e FL 609201 con l’utilizzo degli adesivi Lord IMB 3000 A/B e 3010 A/B, che permettono di ottenere legami resistenti e stabili a calore, carburanti e vapore. I substrati scelti per le prove sono RADEL R-5000 PPSU (polifenilsulfone), ULTEM 6202 PEI (polieterimide) e VERADEL 3330 GF PESU (polietersulfone), oltre ad acciaio e alluminio. La parte sperimentale dello studio è la più corposa e affronta i seguenti argomenti: • metodi di prova; • parametri applicativi degli adesivi; • parametri dei pannelli di sovrastampaggio; • descrizione della preparazione dei pannelli (con definizione dei diversi tipi di rottura dell’adesione); • descrizione dell’adesivo; • selezione dei fluorosiliconi; • substrati termoplastici; • progettazione. Dopo la parte dedicata ai risultati e relativa discussione, si arriva alla conclusione che la migliore prestazione di adesione si ottiene con il prodotto Lord IMB 3010 A/B, che permette di soddisfare le richieste di basso contenuto di composti organici volatili (VOC = 34 g/l), imposte dalle agenzie americane federali e governative. Tuttavia tutti gli adesivi siliconici della serie Lord IMB 3000 sono idonei all’incollaggio di fluorosilicone nello stampo, dal momento che assicurano un forte sistema di attacco.


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Gomma: quante novità a Norimberga di Riccardo Oldani

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uattro giorni di fiera, con circa 300 espositori, e altrettanti di conferenza internazionale su praticamente tutti i temi dell’industria della gomma, con oltre 130 conferenze. Sono questi i numeri essenziali di DKT, acronimo di Deutsche Kautschuk-Tagung, la fiera specializzata della gomma, con cadenza triennale, organizzata a Norimberga dalla DKG, l’associazione tedesca che raggruppa le aziende di questo settore industriale. L’edizione del 2018, svoltasi dal 2 al 5 luglio scorsi, ha confermato tutta la bontà della formula, estremamente apprezzata dagli addetti ai lavori, che vedono nella manifestazione probabilmente l’appuntamento più qualificato per il comparto, con un approccio più specializzato rispetto alla fiera K di Düsseldorf e un taglio più internazionale rispetto ad altre manifestazioni europee. Folta la presenza italiana, 32 imprese appartenenti a tutti gli ambiti della filiera, dalla distribuzione delle materie prime ai macchinari per la trasformazione. Oltre il 10% di tutti gli espositori della manifestazione, che quest’anno sono stati circa 300, contro i 200 dell’edizione precedente.

Una soluzione per la stampa di pezzi siliconi e il loro confezionamento in bustine presentata da Wittmann Battenfeld nel suo stand. 16

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Tenutasi agli inizi di luglio, la DKT, la fiera triennale interamente dedicata all’industria della gomma, ha confermato trend e orientamenti tecnologici già osservati al Plast di Milano, ma con un taglio più specialistico e internazionale, che è il principale pregio riconosciuto alla manifestazione da espositori e visitatori. C'eravamo anche noi. Ecco le novità e le cose salienti in mostra


Fiera DKT Lo stand di Robotix, società austriaca che produce accessori e sistemi di presa per bracci robotici asserviti a presse per lo stampaggio a iniezione della gomma. Sotto, lo stand di Maplan, produttore di presse con cui Robotix collabora per soluzioni ad hoc.

Novità tecnologiche Ecco allora qualcuna delle novità che abbiamo visto girando tra i padiglioni della fiera. Nello stand Wittmann Battenfeld, per esempio, è stata dimostrata un’applicazione in cui una pressa elettrica per silicone liquido EcoPower 160, con forza di chiusura da 160 tonnellate, stampava pezzi di un puzzle in silicone colorato giallo. La macchina può essere fornita già dotata, com’era il caso della dimostrazione portata in fiera, di un sistema a iniezione in grado di realizzare il mixaggio dell’LSR con l’additivo colorante. I pezzi stampati venivano poi trasferiti in modo automatico con un nastro trasportatore a un’altra macchina che li impacchetta in busta trasparente sigillata. In questo modo si realizza, in pochi metri quadri di ingombro, una linea di produzione completa, dalla materia prima al prodotto finito e confezionato. La linea di presse elettriche EcoPower di Wittmann Battenfeld comprende modelli con una forza di chiusura compresa tra 55 e 300 tonnellate. Lo stampo utilizzato nell’exhibit è stato messo a punto dall’austriaca Nexus, specializzata in processi di trasformazione per la gomma. Restiamo in Austria con Robotix, azienda che realizza sistemi di presa o accessori per bracci robotici studiati ad-hoc per l’industria della gomma. Alla fiera di Norimberga, così come in altri eventi recenti di settore, abbiamo apprezzato un sempre maggior numero di soluzioni in cui robot antropomorfi vengono asserviti alle presse a iniezione. Robotix realizza sistemi di spazzole, montati su bracci robotici, in grado di pulire i piani degli stampi dopo ogni ciclo di lavoro per eliminare tracce di mescola. In dimostrazione al DKT abbiamo viL’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

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MONDOGOMMA

Una pressa BOY 35 E assistita con un sistema a spazzola per la rimozione dei pezzi dallo stampo, nello stand del noto produttore tedesco. In basso, il ricco stand di Engel che ospitava due soluzioni produttive già viste al Plast di Milano per la produzione di mebrane sovrastampate a materiale plastico e di un frisbee in gomma. Nella pagina a fianco gli stand di IMG, Gibitre Instruments e di OCS Stampi. sto anche un «gripper», sistema di presa, montato su braccio robotico ABB abbinato a una pressa Maplan, azienda con cui Robotix ha sviluppato una stretta collaborazione. La stessa Maplan ha portato in fiera una soluzione già vista al Plast di Milano, con una pressa MHK700D/300 con forza di chiusura di 3.000 kM e un’unità a iniezione FIFO da 725 cm3, asservita da un robot Stäubli a 6 assi per estrarre le parti stampate, posizionato lateralmente alla pressa per ridurre l’ingombro di spazio. Lo stampo utilizzato per questa dimostrazione, a quattro cavità, è stato realizzato da Franciacorta Stampi. BOY ha invece presentato un interessante combinazione di tecnologie: un sistema di dosaggio del silicone da 8 mm, sulla pressa a iniezione ultracompatta BOY XS, in grado di erogare con costanza e massima precisione quantità di silicone pari a 0,06 cm3 per la produzione di O-ring di minime dimensioni. La reticolazione del silicone viene realizzata per effetto di raggi ultravioletti irradiati nelle cavità dello stampo. Un’altra dimostrazione ha riguardato un sistema di produzione di O-Ring di elastomeri tradizionali realizzato con una BOY 35 E assistita da un sistema di rimozione dei pezzi dallo stampo con spazzola. Desma, nel suo stand, ha installato due macchine dimostrative. Una pressa D 969.100 X per lo stampaggio con zero spreco di materiale, ottenuto grazie all’utilizzo del sistema ZeroWaste ITM, basato su sensori interni allo stampo che misurano la pressione della mescola e ne sospendono l’iniezione al raggiungimento di un valore predefinito indicativo del completo riempimento delle cavità. Una pressa verticale Benchmark D 968.250 ZOB era invece equipaggiata 18

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Fiera DKT

con il nuovo canale freddo FlowControl E-Drive per la chiusura automatica degli ugelli. Engel ha portato tre applicazioni, di cui una già vista al Plast per lo stampaggio di membrane con una parte esterna in silicone solido HTV sovrapposta a un disco preesistente in plastica PBT. Lo sviluppo della soluzione si inserisce in un progetto che ha visto la collaborazione anche di Mesgo, ORP Stampi, Giasini e Proplast Plastic Innovation Pole. Una pressa verticale elast 2700/400 V è stata invece impiegata per stampare frisbee in gomma, su stampi forniti anche in questo caso da ORP Stampi. La pressa è un’altezza operativa ridotta e semplifica quindi eventuali operazioni manuali, estremamente comuni nell’utilizzo di macchine verticali L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

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Lo stand di HF Mixing Group e, in basso, quello di Desma. Nella pagina a fianco gli allestimenti portati alla fiera di Norimberga da ORP Stampi, Colmec e UTP Vision.

Mescolazione e test HF Mixing Group, che controlla anche Pomini, ha puntato la propria partecipazione sulla presentazione di ADVISE®, sistema modulare e scalabile per automatizzare la sala mescole e per una tecnologia di processo intelligente. Il sistema copre tutte le aree della mixing room, dalla gestione dell’inventario delle materie prime in magazzino al peso manuale dei chemicals usati in piccole dosi, fino al peso automatizzato delle materie prime, il controllo del processo di mescolazione e la gestione di tutti macchinari a valle, come mescolatori aperti, estrusori a vite singola o bivite, fino al magazzino di stoccaggio. Il sistema consente di realizzare soluzioni personalizzate di automazione e controllo sulla base delle reali necessità produttive. A questo si aggiungono i sistemi di controllo sviluppati da HF Mixing

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Fiera DKT

Group per l’ottimizzazione energetica: il sistema di controllo intelligente delle polveri iXSeal, il controllore di temperature iTC e iRam, un controller speciale per la gestione della pressa. Alpha Technologies ha presentato una linea modulare di strumenti di analisi, X-Series, che consente di spostare dispositivi come l’RPA-X, Rubber Process Analyzer, e di innestarli in basi connesse, installate vicino alla linea di produzione o in laboratorio. Si tratta di un sistema pensato per le grandi unità produttive, grazie al quale è possibile portare uno strumento di analisi là dove è richiesto. La X nella sigla RPAX sta per “cross-over”, per sottolineare questa possibilità di interscambio. La linea comprende gli X-Dock, le basi cablate, dotate di monitor e di sistema di supporto per la pellicola con cui viene confezionato il campione, in cui si inL’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

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Altri tre stand di aziende italian al DKT: il produttore di macchinari Battaggion, Doss con i suoi nuovi sistemi per il controllo di qualità di diversi tipi di manufatti in gomma attraverso tecnolgie di visione artificiale e Lawer, produttore di sistemi di dosaggio.

nestano il già descritto RPA-X oppure l’MDR-X, Moving Die Rheometer, reometro di ultima generazione, il terzo strumento della serie. La soluzione costituisce un vero passo avanti in termini di Industry 4.0 per le industrie della gomma. Nello stand di Gibitre Instruments faceva invece bella mostra di sé la nuova versione del Rheocheck MD Drive, reometro a camera oscillante con camera di prova pressurizzzata e conforme alle norme internazionali. Lo strumento è stato arricchito di schermo touch.  22

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Fiera DKT

Cronaca di un successo: il giudizio su DKT di alcuni espositori italiani di Gian Paolo Brembati

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l DKT di Norimberga davvero la gomma è protagonista assoluta. Vi partecipano aziende appartenenti a tutti i livelli della filiera, dai produttori e distributori di elastomeri, additivi, cariche e ausiliari di processo, agli sviluppatori di macchinari di produzione di mescole e manufatti, di macchine per controllo qualità e di apparecchiature di laboratorio. C’era tutto per soddisfare i visitatori, numerosi dopo una partenza un po’ lenta il primo giorno, ma subito seguita da un progressivo e costante affollamento nei giorni seguenti. Chi ancora si ricordava delle edizioni della fiera Rubber a Milano nel periodo ormai preistorico degli anni Settanta e Ottanta, magari anche di quella di Venezia nel 1979, ha potuto ritrovare a Norimberga un po’ di quell’atmosfera, sia pure con la consapevolezza che la DKT, dopo la conclusione delle edizioni delle vecchie fiere a Parigi e nel Regno Unito, ha sbaragliato tutti gli altri tentativi europei di esposizioni della gomma, come quella di Maastricht per esempio. Certo, rimangono le due grosse fiere, il K a Düsseldorf e il Plast a Milano, entrambi molto importanti anche se le dimensioni del K, in termini di spazio espositivo, numero di espositori e visitatori sono

Perché la fiera di Norimberga piace così tanto alle imprese della gomma? Abbiamo provato a chiederlo ad alcuni dei nostri espositori presenti all’evento. Emerge soprattutto la precisa focalizzazione della clientela, in un evento esclusivamente dedicato al settore e non "annegato" tra altri comparti merceologici, come quello plastico, che finiscono per cannibalizzare l'attenzione dei visitatori. E poi il taglio molto internazionale che consente di aprire alle nostre imprese, forti esportatrici, nuove opportunità di business rispetto ad altre iniziative più territoriali

Lo stand di CM Manzoni. Molti produttori di mescole italiani guardano al mercato tedesco con grande interesse, grazie anche all'elevata qualità che sono in grado di raggiungere con i loro prodotti. L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

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Gli stand di Saspol, Eurochimind e Versalis, altre tre aziende presenti a Norimberga con i loro stand. Nella pagina a fianco, gli stand di Marangoni, Comet e Der-Gom.

nettamente superiori. Entrambe però sono ormai orientate verso le materie plastiche ed organizzate quasi esclusivamente per questi materiali, che hanno un mercato ben più vasto della gomma: giusto quest’anno il PLAST è sembrato forse riflettere sull’importanza e sulla rinnovata vivacità della gomma, concentrando tutti gli espositori di settore praticamente in un solo padiglione e creando così una sorta di rubber land.

Opinioni a confronto Osserva Nicola Tovo (Tovo Gomma): «La DKT è senz’altro per la gomma la fiera più interessante in Europa, piccola ma con tanti visitatori interessati; questa edizione poi sembra più grande della precedente.» «Tanti clienti, dice Andrea Bernardoni (Marconi Gomma), praticamente solo esteri; del resto la DKT è un punto di riferimento per tutti gli operatori del settore gomma ed è organizzata davvero bene.» Giorgio Bolis (Der-Gom) si augura che «l’azienda consolidi il mercato, che abbiamo cercato di aprire con la presenza

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Fiera DKT

nell’edizione 2015; indubbiamente la DKT è l’avvenimento più importante in Europa per il settore gomma, peccato che si svolga nello stesso anno del PLAST.» «Bella questa fiera, commenta Mauro Belloni (Gibitre Instruments), c’è un sacco di gente con una presenza molto internazionale; si ha la sensazione di un’affluenza di visitatori superiore all’edizione precedente, tanti clienti tedeschi e, in generale, tanti progetti in corso.» Non poteva mancare Versalis, uno dei più importanti produttori mondiali di elastomeri, così come, con uno stand accogliente e di grandi dimensioni, si è fatta notare RDC, che ha presentato la sua vasta gamma di predispersi e tutti i suoi altri materiali per l’industria della gomma. Si è registrata la presenza di molte L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

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Elastomers Union, Mesgo e Interbusiness anch'essi presenti a Norimberga. Quest'ultima insieme a PMG e alla tedesca SEC, con cui collabora per la commercializzazione in Germania. no la distribuzione di gomme e rubber chemicals sul mercato italiano.

I perché di un successo

aziende produttrici di macchinari di produzione (Colmec, IMG, RPM, Sagitta, Saspol), di macchine controllo qualità (Doss Visual Solution, UTP Vision), di sistemi automatici di dosaggio (Color Service, Lower Dosing & Dispersing 26

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systems), di stampi (Franciacorta Stampi, Gamma Stampi, O.C.S., Or.P. Stampi) e di distaccanti (Marbo, Vema). Tecnonext era la sola azienda produttrice di articoli tecnici, mentre Eurochimind e Interbusiness rappresentava-

Ci si può chiedere i motivi per cui la DKT riscuote tanto successo: la risposta è già stata data in parte dai commenti sopra citati, in più possiamo mettere in evidenza il fatto che Norimberga si raggiunge comodamente con voli economici o addirittura in auto con circa sei ore di viaggio da Milano, mette a disposizione hotel e ristoranti a prezzi ragionevoli, anche se la qualità dei cibi locali non risponde esattamente agli standard italiani. Il motivo principale resta comunque la varietà delle aziende espositrici, per lo meno per quanto riguarda le materie prime, di solito non presenti al PLAST. Qui si trovano circa una decina di produttori di polimeri, ad esempio Arlanxeo, Dow, DuPont e Lanxess, tutti i produttori più qualificati di neri di carbonio, quali Birla, Cabot, Orion e Omsk, produttori di additivi (AkzoNobel, D.O.G. Hallstar e Schill + Seilacher), importanti distributori multinazionali di materie prime (Konimpex e Nordmann Rassman), nonché quotati produttori di mescole (Compounds AG) e produttori di distaccanti (Chem Trend e Barbe), oltre a una nutrita presenza di produttori cinesi. 


silicone

FOCUS

INCHIESTA Soluzioni

e tecnologie per il SILICONE

Il mercato dei prodotti in gomma siliconica sta crescendo a ritmo sostenuto, grazie anche allo sviluppo di compound sempre più performanti, di presse per lo stampaggio a iniezione sempre più tecnologiche e all’evoluzione degli stampi. Ecco una panoramica delle principali novità che le aziende italiane del settore hanno sviluppato per i trasformatori di questi particolari elastomeri

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FOCUS

Battaggion Una gamma di macchinari per basi e compound siliconici

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na delle applicazioni principali dei miscelatori di Battaggion, società da 100 anni attiva nel campo della mescolazione di tutti i materiali, riguarda il silicone, in tutte le sue sfaccettature; silicone base, compound, sigillanti sono solo alcuni tipi di prodotto che possono essere realizzati sfruttando le caratteristiche degli impianti dell’azienda di Bergamo. La realizzazione della base avviene attraverso le impastatrici con coclea e le impastatrici ribaltabili tramite un processo a caldo. Macchine completamente condizionate tramite olio o acqua pressurizzata garantiscono fasi di riscaldamento e di raffreddamento in un unico processo. Questo tipo di produzione prevede la preparazione di grandi volumi; fino a 5 tonnellate di batch possono essere prodot-

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te nelle più grandi impastatrici Battaggion, da 10.000 litri. Anche il compound può essere realizzato negli stessi impianti, tramite l’utilizzo di sistemi di raffreddamento che permettono di rispettare le condizioni più critiche richieste dai diversi tipi di perossidi. In caso di formulazioni con alte percentuali di cariche e additivi, diversi clienti scelgono la soluzione di masticatore a coperchio premente, che permette di “costringere” il prodotto all’interno di una camera chiusa aumentando l’azione disperdente degli operatori di mescolazione. Nel campo dei sigillanti, la soluzione garantita dai modelli HMDV/EMDV del marchio Molteni permette di ottenere numerosi vantaggi di pulizia ed efficienza di produzione attraverso un sistema automatizzato e di semplice utilizzo.


silicone

Colmec Linee per le produzioni più complesse

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ell’ambito dell’estrusione e del compounding del silicone Colmec fornisce soluzioni di vulcanizzazione in linea, taglio e confezionamento high-tech. A partire dalla compoundazione in automatico, grazie alla tecnologia brevettata CTMTM, fino al prodotto finito l’azienda di Busto Arsizio (VA) è in grado di offrire in un processo continuo, senza operatore, completamente tracciabile, pulito al 100% e conforme ai requisiti di Cleam-Room o cGMP/ FDA e norme WHO, Software 21CFR11 part 11 FDA.
Il Conical Twin Mixer CTMTM è un mescolatore per composti siliconici brevettato, specificamente progettato per garantire caratteristiche uniche, come il funzionamento completamente in automatico, un processo di miscelazione ripetibile al 100%. È disponibile in un’ampia gamma di volumi, da 0,5 l (17 fl oz) a 800 l (211 U.S. gal) per soddisfare ogni richiesta del mercato. È adatto per mescole platiniche, BaSO4, classi USP Classe VI, Nusil-grade e molte altre. È anche, attesta il produttore, l’unico sistema al mondo che garantisce la completa tracciabilità

della miscelazione, la registrazione di ogni singolo parametro e la totale assenza di contaminazione della mescola.
Colmec ha inoltre sviluppato una gamma di linee specificatamente progettate per incrementare le performance di estrusione dei prodotti siliconici più sensibili, per medicale, pharma, food, e altri ambiti, con estrusione e vulcanizzazione verticali. Questa specificità contribuisce ad aumentare la precisione dimensionale degli estrusi poiché annulla completamente qualsiasi deformazione dovuta al peso stesso del prodotto. Ciò permette la produzione di profili, tubi e cateteri di qualità elevata e costante, a partire dai prodotti più piccoli, nell’ordine del decimo di millimetro (0,3 mm), fino a 60 mm, a lume singolo, multi-lumen, sistemi di drenaggio, filo armato, trecciato, sistemi multistrato, sistemi UV e altri. Colmec mette a disposizione per test e prove un laboratorio completamente attrezzato, il CTC (Colmec Technology Center). Più di 3.000 m² di spazio equipaggiato con lo stato dell’arte delle tecnologie di compounding ed estrusione.

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FOCUS

Comet Una divisione tutta dedicata ai siliconi

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omet, azienda leader nel settore delle mescole organiche da più di 30 anni, nel 2016 ha deciso di inserire nella propria gamma le mescole siliconiche e fluorosiliconiche; lo ha fatto acquisendo la società Laborsil che le ha consentito di ampliare l’offerta al mercato e di potenziare la propria presenza. Il punto di forza della “Divisione Siliconi” è la produzione di mescole pronte all’uso ad elevato tasso di personalizzazione, realizzate ad hoc sulla base delle specifiche esigenze del cliente. L’assenza di vincoli di acquisto presso un solo produttore ha consentito all’azienda di Coccaglio (Brescia) di avere piena libertà di scelta delle

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basi più adatte tra i prodotti presenti sul mercato, garantendo così elevati standard di qualità e servizio, oltre alla completezza di gamma e a un importante grado di automazione industriale. La gamma VMQ prevede tutta la scala colori, dagli espansi ai compatti. Questi ultimi di durezza da 10 a 95 sh A. Oltre al silicone standard, Comet (Divisione Siliconi) è in grado di supportare i clienti nelle richieste di FVMQ e PVMQ. I settori d’applicazione sono i più svariati: automotive, aviazione, militare, nucleare, elettrodomestico, medicale, edilizia ed energia. Molto rinomate sono i nostri compound alimentari (food & drinking water), antifiamma, isolanti e HT.


silicone

Elkem Silicones Mescole elettroconduttive e semiconduttive

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lkem Silicones, tramite una stretta collaborazione tra i suoi centri di ricerca ed i suoi laboratori tecnici in tutto il mondo, sviluppa e migliora una vasta gamma di mescole siliconiche destinate a tutti i settori industriali. La nuova divisione di Elkem nasce dall’integrazione delle due entità cinesi, Bluestar Xinghuo Silicones e Yongdeng Silicon Materials, e dalla ridenominazione di Bluestar Silicones (3.000 dipendenti con un fatturato annuo di circa 1,5 miliardi di euro). In particolare, per il settore elettrico l’azienda sta sviluppando e sta migliorando mescole che combinano le caratteristiche dei materiali elettroconduttivi con quelli delle gomme siliconiche, ovvero la resistenza al fuoco, un’eccellente resistenza alle alte temperature e alle sostanze chimiche e infine buone proprietà meccaniche. Elkem Silicones sta impegnando le sue risorse nello sviluppo di queste mescole perché il mercato della trasmissione elettrica a basso, medio e alto voltaggio richiede sempre di più gomme elettroconduttive e semiconduttive con elevata

resistenza all’invecchiamento, come i siliconi, ma con elevate caratteristiche meccaniche. I centri di ricerca di Elkem Silicones lavorano sia in collaborazione con i clienti (dagli OEM ai trasformatori di gomme siliconiche) sia con i laboratori di certificazione in tutto il mondo, oltre che con i produttori di impianti di trasformazione, alla ricerca di soluzioni che soddisfino le necessità produttive e qualitative inerenti al mercato elettrico: mescole isolanti con elevate prestazioni di resistenza termica nel tempo (EV auto cables); protezioni antistatiche (low conductors); semiconduttivi specifici per applicazioni dove è necessaria la dissipazione delle cariche elettrostatiche e la protezione dalle cariche elettromagnetiche; siliconi elettroconduttivi. Tutte queste soluzioni sono anche gestibili in differenti gradi di resistenza al fuoco e ceramizzazione ceneri. Una delle missioni della divisione REI (Rubber and Electrical Insulation) di Elkem Silicones è la formulazione e preparazione di mescole pronto all’uso che soddisfino a pieno le differenti e sempre più impegnative richieste dei clienti e dei loro mercati di riferimento.

Elkem Silicones aumenta la sua capacità produttiva di mescole siliconiche in Italia Elkem Silicones, divisione di Elkem dedicata ai prodotti siliconici che conta più di 3000 dipendenti in tutto il mondo per un fatturato annuale pari a 1,5 miliardi di euro, ha aggiunto una nuova linea di produzione nel suo impianto Italiano di Caronno Pertusella per fronteggiare la crescita del mercato delle mescole siliconiche. Tale linea è dedicata alla produzione di mescole di alta qualità, con una migliore filtrazione ed eliminazione delle bolle d’aria. Pertanto in questa nuova linea è possibile produrre mescole caricate e non, in diverse colorazioni e in differenti formati per fornire al meglio mercati molto esigenti come quelli dei cavi di sicurezza e per il settore automotive. Con questa operazione Elkem conferma il suo impegno ad espandere la propria capacità produttiva nel mercato delle gomme siliconiche in un momento di forte turbolenza.

www. silicones.elkem.com

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FOCUS

Gamma Stampi Una fustellatrice che riduce al minimo gli scarti

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amma Stampi nata nel 1987 a Clusane, nel cuore della Rubber Valley bresciana, vanta una forte esperienza nel campo metalmeccanico e ha raggiunto negli anni una forte competenza nella progettazione e costruzione di macchine ad alta prestazione. Tra di esse spicca la Fustellatrice FDS 8T-i a stazioni indipendenti che, sfruttando un sistema con unità di potenza pneumoidrauliche con controllo a mezzo PLC e con l’impiego di appositi stampi, effettua la finitura meccanica e di precisione degli articoli in gomma, silicone e altri compound. Questo sistema viene concepito e adottato pr ottenere un articolo che non debba essere sottoposto a effetti abrasivi o tanto meno a dannosi shock termici e si propone quindi a quelle aziende che devono eseguire lavori di sbavatura e finitura dopo la fase di stampaggio. La FDS 8T-i rende il processo produttivo più fluido e con livelli di qualità e di efficienza molto elevati, con una riduzione degli scarti che scende fino al 3% rispetto alla media del 10-15% del processo classico. Con il sistema di sbavatura meccanica si riescono a ottenere particolari sia di grandi che di piccole dimensioni, come per esempio collaretti con foro inferiore a 1 mm e diametro esterno di 4 mm, ed è possibile lavorare su differenti mescole quali NBR, HNBR, silicone, fluorosilicone, gomma-tela ed altro, con applicazione in settori che spaziano dall’automotive, aerospaziale, medicale ed altro. L’azienda segue il cliente sin dalla progettazione dello stampo, offrendo inoltre la possibilità di costruire stampi prototipo per verificare la fat-

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

tibilità e la qualità della sbavatura. Le fustellatrici proposte sia nella versione FDS 8T-i (cilindri con potenza 8 t) che FDS 12T-i (potenza 12 t) sono dotate di elementi di sicurezza in conformità alle vigenti normative CE. In termini di assistenza tecnica Gamma Stampi offre un servizio manutentivo mirato a mantenere efficiente il sistema produttivo con interventi specifici presso il cliente.


dal 1971

CDG Srl produce le uniche presse per gomma nel mercato con camera a vuoto integrale in grado di racchiudere tutte le parti dello stampo, piani intermedi compresi. Queste macchine altamente performanti permettono di utilizzare qualsiasi stampo, anche a più piastre, senza adattamenti per il vuoto.

MASSIMA COMPATIBILITÀ CON GLI STAMPI INCREMENTO DELLA PRODUZIONE

Studiate per l’efficienza: riducono del 50% i tempi di cambio stampo, limitano lo sfrido anche del 30%, a seconda delle difficoltà della stampata, e assicurano lo 0% di scarti di produzione. Macchine brevettate, frutto di 30 anni di esperienza, di assoluta qualità, grazie al know-how tecnico e tecnologico di CDG, efficienti nel tempo, perché realizzate solo con materiali e componentistica di altissima qualità.

% 0 0 1

in made

Italy

Per maggiori informazioni www.cdg1971.it


FOCUS

Gibitre Instruments La misura delle caratteristiche meccaniche di piccoli pezzi

G

ibitre Instruments propone lo strumento Mini-Tensor-Check per la misura delle caratteristiche meccaniche di pezzi di piccole dimensioni. Lo strumento permette di applicare al provino forze fino a 50 N con risoluzione 0,001 N, ha una corsa di utilizzo di 50 mm e misura lo spostamento con risoluzione 0,01 mm. Il controllo dello strumento viene effettuato tramite il programma Tensor-Check_9 che permette di preparare in modo semplice cicli di prova personalizzati definendo le fasi del ciclo di applicazione della forza e l’elenco dei risultati numerici da calcolare. Lo strumento attualmente in produzione è stato arricchito aggiungendo la possibilità di montare diverse attrezzature con l’obbiettivo di renderlo strumento utile per svariate applicazioni. Un esempio è la misura della forza di schiacciamento applicata ai tasti di tastiere in silicone.

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

La prova di carico è descritta dalla norma ASTM F2592 e prevede un ciclo di schiacciamento e di rimozione della forza a velocità definite. Lo strumento Gibitre permette di rappresentare la curva forza-spostamento con elevata risoluzione e di calcolare tutti i risultati numerici previsti dalla norma. Lo strumento consente, per esempio, l’applicazione di cicli di carico ad articoli tecnici secondo le specifiche a capitolato;la misura della forza di adesione di superfici adesive; la misura di appiccicosità (Tack) di mescole crude e la misura della forza di attrazione magnetica di articoli magnetizzati. A seconda del tipo di applicazione, lo strumento può gestire in modo automatico l’esecuzione di test su più provini appoggiati sul piattello di misura. Tutti i risultati e le curve di prova ottenuti con lo strumento Mini-Tensor-Check vengono salvati nel Database SQL standard di Gibitre e possono essere utilizzati per produrre report, analisi statistiche, esportazioni verso altri programmi.


silicone

Gummiwerk Kraiburg Un silicone stabile alle alte temperature

L

a resistenza all’aria calda delle mescole siliconiche disponibili in commercio si attesta a circa 230 °C. La Kraiburg adesso offre dei compound HTV impiegabili per molte applicazioni fino a 300 °C. Il polimero di base utilizzato, presenta già un’eccellente resistenza al calore, che è stata ulteriormente ottimizzata grazie a una sofisticata formulazione delle mescole. Per brevi durate sono possibili addirittura picchi termici fino a 400 °C senza che il materiale subisca danni permanenti. Studi approfonditi nell’intervallo di temperature da 225 °C a 300 °C mostrano che le caratteristiche di resistenza variano solo in misura trascurabile anche dopo un tempo di sollecitazione fino a 2.000 ore, naturalmente in base alla temperatura. Inoltre i nuovi compound si contraddistinguono per la buona resistenza al vapore caldo. Con questi materiali, ad esempio, è possibile produrre guarnizioni che presentano al contempo una buona resistenza al calore intenso e al vapore caldo. I compound possono essere lavorati in processi di estrusione, compressione e stampaggio a iniezione. La reticolazione per addizione utilizzata garantisce generalmente cicli brevi di vulcanizzazione. Tuttavia si può anche ricorrere a una reticolazione perossidica, per esempio se è necessaria una vulcanizzazione più lunga. Alle normali condizioni di stoccaggio i compound possono essere con-

servati in magazzino per almeno tre mesi. La durezza Shore può essere impostata a piacimento tra 55 e 70 Shore A. Dopo la postvulcanizzazione con la dovuta accuratezza, i componenti sono adatti al contatto con i generi alimentari secondo le direttive dell’Istituto Federale Tedesco per la Valutazione del Rischio (BfR) e della Food and Drug Administration (FDA) statunitense. La flessibilità al freddo è quella consueta del silicone, che arriva fino a -50 °C. Assai vasta la gamma di temperature di utilizzo Con i nuovi compound siliconici della Kraiburg resistenti al calore, l’utente ha a disposizione compound con un’ampissima gamma di temperature.

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

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FOCUS

LTE La nuova famiglia VMQ FastCuring

D

a qualche tempo la reperibilità delle basi siliconiche si è ridotta in maniera importante e purtroppo, come ci si attende in questi casi, il prezzo della materia prima è sensibilmente aumentato. LTE ha voluto far fronte all’esigenza dei propri clienti di limitare i costi sviluppando una nuova “famiglia” di mescole siliconiche denominata VMQ FastCuring che riduce drasticamente i tempi ciclo di produzione. Il reparto R&D, dopo mesi di ricerca e messa a punto di ricette di prova, è riuscito nell’intento di formulare un compound che mantiene invariate le caratteristiche fisico meccaniche rispetto a un compound standard (vedi la tabella) con un buon compromesso tra shelf-life (quasi pari ad una standard da iniezione) e processabilità, evidenziando un ottimo comportamento di distacco dallo stampo. Il nuovo VMQ FastCuring può rappresentare una strada importante per tutti i produttori di guarnizioni e articoli tecni-

Properties

Unit

ci per aumentare l’efficienza produttiva e quindi mantenere una buona competitività in termini economici. Test di stampaggio su O-ring, effettuati su presse orizzontali Maplan 300 t, hanno confermato la possibilità di ridurre ad un terzo il tempo di vulcanizzazione per ottenere un guadagno complessivo sul tempo ciclo fino al 50%. Da non sottovalutare, infatti, è il tipo di accelerazione del compound che, a differenza di quanto si possa pensare, non è platinica bensì perossidica. L’economicità di questo sistema e la sua straordinaria efficienza allargano il ventaglio delle potenziali applicazioni di questa nuova tecnologia, toccando diverse aree industriali, compresa quella del “food contact”. Ulteriori studi sono in corso per completare il progetto ed effettuare test di stampaggio su articoli tecnici al fine di verificare l’efficienza del sistema anche su guarnizioni di geometria complessa.

Test Method

Required

FAST STANDARD CURING COMPOUND LTE

Original properties after post-curing:. 4h @ 200°C Hardness

Shore A

DIN 53505

70+/-5

75

75

Density

gr/cm3

DIN 53479

1,21+/-0,02

1,21

1,21

Tear strength

N/mm

ASTM D624 B

12

12,5

Mpa

ISO 37 Type 2

>6

7,5

7,8

Elongation at Break

%

ISO 37 Type 2

>250

310

308

C. Set 24h @ 175°C

%

ISO 815 B

<20

17

16

Tensile strength

Value change after treatment in Hot Air: 70h @ 200°C

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Δ Hardness

Pts

DIN 53505

+3

+3

Δ Tensile strength

%

ISO 37 Type 2

-15

-13

Δ Elongation at Break

%

ISO 37 Type 2

-21

-21

Δ Tear Resistance

%

ASTM D624 B

-21

-9

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silicone

Mesgo Il silicone cambia il mondo dei led

L

a diffusione dei led e dei controlli digitali sta ridefinendo completamente il modo di concepire i sistemi di illuminazione. Ma la tecnologia light emitting diode (led) non è solo design. È, prima di tutto, tecnologia, risparmio energetico e affidabilità. Parliamo di dispostivi elettronici a base di semiconduttori, basati su una tecnologia, in continuo sviluppo che permette oggi emissioni di oltre 300 lumen per watt per singolo led a luce bianca. Esiste però una limitazione: i led sono per loro natura elementi puntuali, che coprono aree di pochi millimetri quadrati; sebbene si possano creare circuitazioni in forma di striscia o con assetti più complessi, le singole unità che compongono la sorgente luminosa rimangono visibili. Da ciò nasce l’esigenza di incapsulare e coprire le sorgenti con materiali ad alta diffusività luminosa (scattering) in grado di raccogliere quanta più luce per diffonderla omogeneamente nello spazio. Inoltre, per quanto la luce led sia considerata fredda, esiste sempre una certa quantità di calore emessa. I materiali ad alto scattering devono perciò possedere una buona stabilità termica per evitare degradazione e ingiallimento, fenomeni che modificano lo spettro di emis-

sione dell’elemento illuminante. Per molto tempo, materiali termoplastici o vetri sono stati una scelta obbligata. Ma il mercato richiede materiali flessibili, resistenti agli urti, e con maggiore resistenza chimica e termica. Un elastomero adatto a questa applicazione è la gomma siliconica che, tra i materiali gommosi, è sicuramente il più interessante dal punto di vista ottico e termico. Per queste applicazioni Mesgo ha recentemente sviluppato un nuovo tipo di mescola siliconica con reticolazione platinica ad elevata diffusione della luce. Un normale silicone traslucido lascia intravedere la sorgente luminosa con un risultato poco estetico (foto a). L’utilizzo di un silicone opaco, di colore bianco non solo non permette di nascondere del tutto le sorgenti led ma ne attenua molto il segnale e ne cambia anche il colore che da bianco brillante passa a giallo (foto b). Mesgo ha sviluppato un portafoglio completo di soluzioni ad alto scattering con diversa durezza sia per lo stampaggio che per l’estrusione. Attraverso lo studio e il controllo dell’indice di rifrazione della mescola e dei fenomeni di diffusione luminosa al suo interno, i singoli led scompaiono e la luce, ora perfettamente bianca, viene distribuita in modo omogeneo da tutto il profilo in silicone (foto c).

b a

c

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FOCUS

Or.p. Stampi L’importanza dello stampo

I

l silicone negli ultimi anni è cresciuto sempre più nella panoramica degli articoli tecnici. Oltre agli ormai consolidati campi d’utilizzo come il medicale, il food e l’automotive, infatti, il silicone è utilizzato in molteplici altri settori che, anche occupando una parte minore di percentuale sul mercato, generano una soddisfacente alternativa. Una vasta gamma di progetti sono stati studiati e ideati in collaborazione con lo stampista. In OR.P. Stampi sottolineano come il cliente sempre più spesso chieda di dedicare alla prototipazione una particolare attenzione, che nel 90% dei casi risulta essere fondamentale e necessaria per una corretto funzionamento dello stampo seriale, mettendo in sicurezza il ciclo produttivo. Le caratteristiche tecniche dei siliconi vengono studiate dai tecnici seguendo una linea progettuale e produttiva diversa da quella solita degli elastomeri. Questo è il caso del silicone liquido che oltre a una specifica ricerca di materiali nello stampo, viste le grandi quantità, molto spesso è accompagnato da sistemi di scalzo ed estrazione del pezzo più avanzati

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

garantendo pulizia del pezzo quindi Finished part. Alcune caratteristiche chimiche dei siliconi necessitano poi di particolari trattamenti e ,di conseguenza, di sofisticate attrezzature create ad hoc, in grado di garantire al produttore uno stampaggio sul lungo periodo senza interruzioni per la pulizia stampo e al cliente finale una qualsiasi desiderata finitura.


silicone

Rivi Magnetics Ancoraggi magnetici e piastre riscaldanti

I

n Italia Rivi Magnetics lavora con ottimi risultati in termini di presenza sul mercato e fidelizzazione del cliente. Proprio nel settore merceologico dello stampaggio gomma l’ufficio Ricerca e Sviluppo ha da tempo brevettato un sistema, che è garanzia di funzionalità e affidabilità e fa da riferimento per tutto il settore. Riguardo alla lavorazione e allo stampaggio di prodotti in silicone Rivi Magnetics ha offerto i primi servizi progettati sulle esigenze di clienti esteri che producevano soprattutto per i settori più delicati, come il biomedicale e il food pack, che richiedono standard igienici molto alti. Il piano perfettamente liscio dei sistemi Rivi rende facile e veloce il lavoro di pulizia durante il cambio stampo. L’utilizzo di un sistema magnetico, inoltre, riduce anche in questo settore, sia che si utilizzi silicone solido o liquido, il tempo del cambio stampo da un’ora a 10 minuti, con impatto minimo sulla continuità della produzione.

Gemini è il sistema brevettato di ancoraggio rapido degli stampi per presse a iniezione, compressione, transfer, sia verticali che orizzontali. Disponibile nelle versioni con piano magnetico o piano magnetico con riscaldamento integrato. Scorpio è la gamma completa di piastre riscaldanti con garanzie di Delta T da +/- 3 °C a +/- 5 °C misurati a 50 mm dal bordo esterno. Alle caratteristiche tecniche dei piani, che garantiscono alte performance, si aggiungono capacità e competenze progettuali che offrono un servizio su cui Rivi Magnetics ha investito tempo e risorse per costruire una squadra affidabile in grado di fornire soluzione alle esigenze specifiche dei clienti, i quali vengono seguiti anche dopo la vendita, in modo puntuale e competente. In queste attività si manifestano la flessibilità e la predisposizione alla customizzazione per la massima soddisfazione delle aspettative del cliente.

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FOCUS

RPM Stampaggio automatico silicone-metallo

R

PM Ecotronic EHGV 400 è una pressa verticale elettrica da 400 t con iniettore da 2.500 cc, progettata per lo stampaggio di silicone-metallo in automatico. L’Ecotronic EHGV 400 è equipaggiata di alimentatore elettrico per silicone, stazione di carico inserti, stazione di estrazione automatica della materozza, stazione di estrazione automatica dei particolari stampati, doppie spazzole per la pulizia di tutte le piastre traslanti dello stampo e di un impianto per la siliconatura automatica dello stampo e delle relative piastre traslanti. Gli inserti vengono precaricati manualmente o automaticamente tramite un robot antropomorfo nella stazione di carico e di seguito inizia il ciclo di stampaggio. Una volta ultimata la fase di iniezione e di vulcanizzazione la pressa apre e, con-

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

temporaneamente, vengono azionate elettricamente le due piastre intermedie dello stampo, la piastra superiore scende mentre la piastra superiore sale. A questo punto elettricamente avviene la traslazione esterna verso il lato opposto operatore di entrambe le piastre per consentire l’estrazione automatica della materozza dalla piastra superiore e dei particolari stampati dalla piastra inferiore. Durante il rientro di entrambe le piastre entrano in funzione le spazzole doppie elettriche che assicurano la completa pulizia e dell’impianto di siliconatura. La pressa è anche equipaggiata dell’Ecotronic Smart Wire, che rende la produzione molto simile alla gestione di un software del computer, passando dall’ordine di stampaggio di un pezzo al prodotto finito con un clic. La EHGV 400 è una pressa intelligente con un’unica rete di informazioni che collega tutte apparecchiature della pressa solamente con un cavo Ethernet e senza cablaggi elettrici, e che si apre al mondo esterno con collegamenti in remoto a pc, tablet e smartphone ed alla teleassistenza con connessione automatica a RPM-HELP. Partendo dal microprocessore, in cascata si collegano il video, gli azionamenti dei motori brushless, gli inverter dei motori asincroni, le sicurezze, le telecamere che sorvegliano il processo produttivo, i macchinari esterni e, infine, il remoto che verifica tutto il necessario. Tutti i componenti della pressa e tutti i parametri di processo sono sotto controllo e, tramite software dedicati, è possibile automatizzare, incrementare e migliorare il processo produttivo legandolo alla pressa e non alle persone.


silicone

Rubber Trade Raccolta automatica in striscia continua

I

l portafoglio prodotti di Rubber Trade, azienda di Samarate, in provincia di Varese, è costituito da macchinari per il raffreddamento e il confezionamento di mescole di gomma ed è particolarmente focalizzato su soluzioni dedicate al trattamento delle strisce in formato continuo con interessanti applicazioni anche nell’ambito delle mescole in gomma siliconica. Per questa tipologia di materiale, che presenta caratteristiche meccaniche di assoluta particolarità, Rubber Trade ha realizzato un sistema di confezionamento della striscia continua di formato variabile (anche a sezione cilindrica) altamente affidabile e flessibile, in grado di rispondere alle esigenze di massima automazione e controllo del processo produttivo delle realtà più moderne ed avanzate. Il principio di funzionamento del sistema di raccolta è, dal punto di vista meccanico, molto semplice e rispecchia la filosofia Rubber Trade di trattamento delle mescole, che mira ad assecondare il comportamento della striscia proveniente da mescolatore o estrusore. Ad una meccanica di per sé semplice viene abbinata un’elettronica altamente sofisticata, caratterizzata da PLC e motori brushless, che permette il pieno controllo dei parametri di processo durante le diverse fasi del confezionamento. Questi sono raccolti in database, richiamabili direttamente dal sistema informatizzato che controlla il procedimento produttivo.

Questa ed altre caratteristiche di elevata automazione fanno sì che il Festonatore FST-1/1PM (questo il nome del macchinario) soddisfi i requisiti Industry 4.0. Rubber Trade offre anche, attraverso il partner tedesco UTH GmbH, azienda leader nella produzione di macchinari per il filtraggio, di cui è agente esclusivi per l’Italia, il mixer per silicone ROLL-EX® DSE, estrusore conico bi-vite con pompa ad ingranaggi.

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

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FOCUS

TSF Anti-fuoco per il settore ferroviario

V

arie regolamentazioni nazionali ed europee e differenti criteri indicano come classificare i materiali resistenti al fuoco, con requisiti differenti anche in base all’ambito applicativo o al settore per le quali sono state stilate. Le specifiche per il settore ferroviario sono particolarmente severe in termini di condizioni di prova ed attente anche alle problematiche correlate ai fenomeni di incendio, che trascendono la semplice ignifugicità. Proprio per questo, alle prove di reazione al fuoco (infiammabilità e propagazione della fiamma) si sono affiancati test relativi a quantità e qualità dei fumi sviluppati in questi eventi. Fino a qualche tempo fa il panorama europeo delle normative del settore era un variegato mosaico di specifiche nazionale quali DIN 5510 (Germania), BS 6853 (UK), NF F16-101 (Francia). Di recente è stata però emessa una normativa europea denomi-

EN ISO 4589-2

nata UNI EN 45545-2:2015 che, in breve, ha soppiantato molte normative nazionali, divenendo il nuovo standard per il settore dei trasporti su rotaia del Vecchio Continente. Esistono poche tipologie di elastomero in grado di esaudire tutte queste richieste ed i candidati ideali per questo importante compito sono sicuramente da ricercare tra le gomme siliconiche, ma solo se opportunamente formulate. TSF S.p.A. ha quindi investito risorse nella ricerca e sviluppo di una nuova tipologia di prodotti a base siliconica rispondenti a questa normativa ed ha fatto approvare presso l’istituto LAPI una mescola siliconica perossidica , specifica per estrusione di profili, rispondente al livello di rischio HL3 (e di conseguenza anche HL1 e HL2) secondo i requisiti R22 e R23 della suddetta norma UNI EN 45545-2: 2015.

EN ISO 5659-2

NF X 70-100-1/2

(Comportamento al fuoco per mezzo dell’indice d’ossigeno)

(Produzione di fumi – densità ottica per mezzo di prova in camera singola)

Parametro

LOI (%)

Ds max (25 kW/m2 con fiamma)

CITNLP

Valore riscontrato

35.6

26

0.10

Limiti di Accettazione

per R22 e R23 HL1: ≥ 28 % HL2: ≥ 28 % HL3: ≥ 32 %

Prove

Per R22 HL1: ≤ 600 HL2: ≤ 300 HL3: ≤ 150

Per R23 HL1: HL2: ≤ 600 HL3: ≤ 300

(Determinazione del CITNPL)

Per R22 HL1: ≤ 1.2 HL2: ≤ 0.9 HL3: ≤ 0.75

Per R23 HL1: HL2: ≤ 1.8 HL3: ≤ 1.5

Tab.1 : valori in accordo con R22 e R23 , riscontrati presso laboratorio accreditato UNI EN ISO 17025 , sulla mescola Siliconica Bianca TSF opportunamente formulata (per gentile concessione di LAPI, report 787-17 anno 2017, Elastomeri VMQ -gomma siliconica di colore bianco).

prodotti chimici sviluppati

Concentrazione di riferimento (mg/m3)

massa gassosa emessa relativa (mg/g)

Limite di Detettabilità (mg)

CO2 CO HF HCl HBr HCN SO2 NOx

72000 1380 25 75 99 55 262 38

791 129 <1 <1 <1 <1 <1 <1

87 9 1 1 1 1 1 1

Tab.2 : composizione dei fumi per Calcolo del CITnlp , secondo norma NF X 70-100-1 e -2 , riscontrata su mescola Siliconica Bianca TSF opportunamente formulata (Fonte laboratorio accreditato UNI EN ISO 17025 LAPI , report 787-17, anno 2017)

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018


silicone

Wacker Una vasta gamma di siliconi

C

on i marchi Elastosil®, Semicosil®, Cenusil®, Lumisil®, Powersil®, Silpuran® e Wacker SilGel®, ormai consolidati a livello internazionale, e una gamma di ben 3.000 prodotti in silicone, il gruppo chimico Wacker è da annoverare tra i maggiori produttori di siliconi e silani al mondo. Le caratteristiche altamente diversificate dei siliconi consentono un potenziale di utilizzo quasi illimitato e rappresentano quindi la soluzione intelligente per problematiche specifiche in molti settori. Le gomme siliconiche sono costituite principalmente da polimeri siliconici ed additivi. Mediante la reticolazione con reagenti idonei, la mescola di gomma, inizialmente fluida o plastica, viene trasformata in gomma elastica. In tal senso, si deve distinguere tra le cosiddette gomme siliconiche reticolanti ad alta temperatura (HTV) e quelle reticolanti a temperatura ambiente (RTV). Tra l’altro, il portafoglio prodotti delle gomme siliconiche comprende anche le gomme siliconiche liquide per addizione, impiegate per la produzione che sia competitiva di elementi sagomati mediante stampaggio a iniezione, nonché diversi tipi speciali come per esempio i gel di silicone, i compound sigillanti e i “gap filler” (riempitivi) per applicazioni nel campo dell’elettronica. Wacker offre il prodotto ad hoc per quasi tutte le applicazioni industriali e per qualsiasi processo di lavorazione, sia che si tratti di estrusione che di stampaggio a iniezione o di tecnologie di dispensazione. La gomma siliconica consente di realizzare elementi sagomati, profilati e tubi flessibili, di sigillare giunti, incollare componenti, rivestire superfici e modellare oggetti con grande precisione. A fronte del loro potenziale quasi illimitato, le gomme siliconiche Wacker sono idonee per l’impiego in tanti settori dell’industria, per esempio nella costruzione di veicoli e macchinari, nell’elettronica e nell’elettrotecnica, nel settore tessile, negli articoli per neonati e giocattoli, negli elettrodomestici e articoli sportivi nonché nell’industria edilizia.

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

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DALLE AZIENDE

Fari full led: l’ultima frontiera del silicone di Giovanni Invernizzi - foto ACH Solution

L

a più diffusa applicazione del silicone liquido ultra trasparente è nell’illuminazione automobilistica, stradale e domestica. In particolare, in campo automotive i continui sviluppi tecnologici hanno portato allo sviluppo di nuovi sistemi di illuminazione led a matrice per proiettori con i quali è possibile distribuire la luce in modo dinamico, in tempo reale, e adattarsi alle diverse condizioni di guida senza la necessità di parti mobili, grazie ad una regolazione elettronica dei singoli led. I componenti interni di questo tipo di fari possono essere oggi realizzati in silicone liquido ad elevata trasparenza e stanno ormai soppiantando le lenti in termoplastico grazie alle caratteristiche speciali dell’LSR ultra trasparente: indice di ingiallimento inferiore, resistenza ai raggi UV, stabilità in un intervallo di temperatura tra meno 20°C e più 150°C. I nuovi siliconi ultratrasparenti offrono un’elevata trasmissione ottica e prestazioni eccellenti in condizioni critiche e severe in diversi settori. I siliconi ottici possono fornire una trasmissione della luce maggiore rispetto a vetro, policarbonato e PMMA. Questi siliconi, come detto, sono più resistenti alla degradazione provocata dai raggi UV, e sono meno sensibili ai graffi, ai danni da impatto, al calore e alle influenze ambientali.

Una soluzione ad alta tecnologia Anche geometrie di lenti di precisione più complesse possono essere prodotte in modo efficiente nell'illuminazio44

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

La crescita del settore dell’illuminazione per le automobili passa per l’utilizzo dei fari full led, che ormai vengono adottati anche su modelli del segmento B e C grazie alla diminuzione dei costi e alla standardizzazione. Gli elementi che diffondono la luce in questi gruppi ottici sono, oltre che perfettamente trasparenti, anche concepiti con geometrie speciali che ne migliorano l’efficienza. La produzione di questi pezzi è tutt’altro che banale e richiede celle come quella realizzata con una pressa a iniezione Engel e-victory e attrezzata per tutte le parti ausiliarie dall’azienda austriaca Hefner Solution. Vediamone i dettagli


Tecnologie A sinistra, ENGEL e-victory 120 utilizzata per lo stampaggio delle lenti in silicone. Al gruppo chiusura senza colonne, che permette un facile accesso all’area stampo, unisce il gruppo iniezione elettrico per la massima precisione di stampaggio. Nella pagina a fianco, la complessa geometria delle lenti assicura una distribuzione e una trasmissione della luce ottimale. E richiede stampi speciali e stampaggio di alta precisione.

ne automobilistica. La struttura della lente primaria per questo tipo di proiettori è realizzata per stampaggio a iniezione con un LSR ottico di alta qualità. La forma, la superficie e il design di ciascun prisma in gomma siliconica sono responsabili della corretta distri-

buzione della luce. Per ottenere elevate prestazioni di trasmissione, devono essere soddisfatte tecnologie di lucidatura speciali, progettazione e realizzazione di stampi complessi, stampaggio di alta precisione. Una soluzione efficiente per la pro-

L’EVOLUZIONE DELLA BAREISS

duzione di questi elementi sono celle realizzate utilizzando le macchine per lo stampaggio a iniezione Engel e-victory ed equipaggiate con strumenti, componenti elettrici e di automazione progettati da ACH Solutions. Questo tipo di cella di produzione realizza parti in LSR ad alta trasparenza per la trasmissione della luce. La macchina ENGEL e-victory 120 controlla, registra e regola automaticamente i parametri di processo. Engel vanta una grande esperienza di

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DALLE AZIENDE

Sopra, la cella sviluppata da Engel in collaborazione con ACH Solution per lo stampaggio delle lenti in silicone ultratrasparente. A destra, l’estrazione, la manipolazione e l’ispezione automatizzata riducono i tempi morti e minimizzando le fonti di deviazione del processo di stampaggio. progetti LSR in tutto il mondo in vari settori ed è quindi considerata un partner privilegiato del settore dell’illuminazione e da chi intende spingere a una maggiore diffusione sul mercato del silicone liquido nella produzione di lenti. La soluzione ideata dall’azienda tedesca e incentrata sull’utilizzo della pressa e-victory è altamente innovativa e prevede la collaborazione con il partner ACH Solution. Come fornitore di sistemi, anche in questo specifico caso di stampaggio di LSR Engel ha proceduto a integrare tutti i componenti della cella di produzione in un unico controllo comune, rendendo possibile il controllo dell’intero processo, compreso il dosaggio e la gestione dell’LSR, attraverso il pannello operatore CC300 che equipaggia pressa a iniezione. 46

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

Sistema di dosatura e canale freddo Per garantire una trasformazione corretta e le proprietà ottimali del silicone liquido, è essenziale un'attenta miscelazione e dosaggio della materia prima. Il sistema di dosaggio ACH MAXIMIX garantisce non solo un rapporto di miscelazione preciso dei 2 componenti del LSR, ma garantisce anche un utilizzo del materiale del 99%. Oltre al suo ingombro ridotto il sistema di dosaggio del LSR è facile da usare ed il cambio dei fusti del LSR avviene in modo agevole. Durante la fase di stampaggio, tutti i relativi dati di processo (pressione, temperatura stampo, flusso di refrigerante del canale freddo, ecc.) Vengono monitorati e registrati dal sistema ACH MOLD 4.0. Per analizzare i dati e per ottimizzare il processo zione, i dati registrati possono essere esportati tramite WIFI, LAN o l'interfaccia USB. Il sistema di chiusura elettropneumatica degli otturatori del canale freddo SERVOSHOT® rende possibile il bilanciamento delle cavità durante lo stampaggio per ottenere un livello di riempimento delle cavità molto preciso. Inoltre porta ad un avvio veloce e


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DALLE AZIENDE

Il componente visto da prospettive diverse mostra tutta la complessità del progetto.

Sopra, una telecamera integrata subito dopo lo stampaggio effettua il controllo qualità. Sotto, i pezzi vengono pesati subito dopo lo stampaggio. Altri controlli automatizzati garantiscono la qualità totale del pezzo stampato in LSR ultratrasparente

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

alla migliore qualità riproducibile. Con il controllo automatico della qualità integrato nella cella di produzione, il sistema si autoregola, il che comporta meno interventi per la regolazione dei parametri, meno scarti e una migliore qualità complessiva. Con l'interfaccia WIFI o LAN il dispositivo è pronto per IOT e l'interfaccia utente e i dati di processo sono accessibili tramite Internet o Intranet. Certamente ha anche un'interfaccia USB come alternativa. I materiali speciali LSR si comportano diversamente nella lavorazione (ad esempio bassa viscosità) rispetto al LSR standard e richiedono un nuovo approccio nella tecnica di progettazione e lavorazione degli stampi.

Automazione precisa, economica, riproducibile Sistemi automatizzati di estrazione, manipolazione e ispezione completano la cella di produzione, riducendo i tempi morti e minimizzando le fonti di deviazione del processo di stampaggio. Oltre alla marcatura delle parti sono possibili anche la separazione automatica, la raccolta e l’imballaggio, al fine di ridurre le operazioni successive allo stampaggio. L’automazione rende possibile l’estrazione rapida dei pezzi stampati con geometrie particolarmente difficili con pareti sottili, sottosquadri che richiedono modalità di sformatura diverse tra loro.

Controllo qualità Nel caso di questi prodotti, gli aspetti che determinano la massima qualità sono la capacità di guida ottica e la trasparenza. Subito dopo la produzione, una stazione di verifica ottica controlla queste caratteristiche e ispeziona le parti per riscontrare l’eventuale presenza di bolle d’aria o contaminazioni. Questo assicura che solo i pezzi perfetti vengano passati ai processi successivi. Tramite un pulsante il sistema deposita gli articoli in un vassoio separato per poter effettuare l’ispezione visiva delle parti. Inoltre, tutti i prodotti vengono pesati per verificare i livelli di riempimento appropriati. Nel caso in cui il peso si discosti dal parametro prefissato, il sistema adatta automaticamente le regolazioni del processo al fine di correggere le variazioni delle condizioni di lavorazione e garantire un livello costante di qualità in tutte le parti prodotte. Il sistema di telecamere integrato controlla gli articoli per i difetti direttamente dopo la produzione. Il sistema rileva anche le più piccole deviazioni. 


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Evento

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18 ottobre – Università di Brescia · via Branze 38, Brescia CONVEGNO

Difettosità e product recall Tecnologie e strumenti gestionali per tutelare le aziende del settore gomma

L’

Industria della Gomma, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale (DIMI) dell’Università di Brescia organizza un convegno, a partecipazione gratuita dietro iscrizione, su un tema di particolare attualità, quello dei richiami di prodotto e sulle eventuali conseguenze per le aziende manifatturiere della gomma. Il fenomeno del cosiddetto “recall”, richiamo di pezzi difettosi, riguarda in modo particolare settori come l’automotive o il “bianco” e sta aumentando continuamente in Europa, esponendo le aziende fornitrici a elevati rischi, sia in termini economici che di sospensione dell’at-

tività. L’apertura a un mercato sempre più globale impone poi alle aziende, anche di piccole dimensioni, a confrontarsi con un’orizzonte normativo assai variegato. Abbiamo quindi immaginato una giornata in due sessioni: una tecnologica su ricerca, sistemi, macchine e processi per ridurre la difettosità; l’altra più ancorata ai temi delle normative e assicurativi, affrontati da esperti e professionisti del settore.

9,00 Registrazione dei presenti

14,00 – 14,20

9,30 – 9,40 Saluti iniziali

Product recall: un problema, tanti approcci normativi. Che cosa accade a un’azienda italiana quando è chiamata a rispondere per un richiamo di prodotto in Europa, negli USA, in altri mercati (avvocato Claudio Perrella - Studio legale LS LexJus Sinacta, esperto specializzato in questa tematica)

9,40 – 10,10 Università di Brescia – descrizione di una o più attività di ricerca connesse alla difettosità in ambito gomma e descrizione delle attività di collaborazione e scambio tecnologico tra università e imprese 10,15 – 10,35 Qualità delle mescole – procedure, organizzazione e strumenti di un’azienda del settore (Elastomers Union) 10,40 – 11,00 Strumenti di laboratorio per l’analisi, dalla mescola al prodotto finito (Gibitre Instruments) 11,00 – 11,20 coffee break 11,20 – 11,40 L’Industry 4.0 come strategia per migliorare la qualità e ridurre le difettosità: indicazioni da un produttore di macchine per lo stampaggio della gomma (IMG) 11,45 – 12,05 Visione artificiale: uno strumento sempre più utilizzato per individuare le difettosità in linea (UTP Vision) 12,10 – 12,30

Qui di seguito il programma della giornata, ancora suscettibile di qualche cambiamento.

14,25 – 14,45 Descrizione di un caso concreto di product recall che ha riguardato un’azienda italiana. Problemi, rischi, soluzioni (VRS Alfa Cincotti Spa – studio peritale specializzato in questo tipo di attività) 14,50 – 15,10 Il ruolo del broker assicurativo nell’assistere le imprese di settore (Biesse Broker, esperti specializzati in questo tipo di mercato e orientati espressamente al mercato della gomma) 15,15– 15,35 Definire un prodotto assicurativo specifico per il product recall in base alle esigenze delle aziende della gomma (HDI Global SE Assicurazioni). 15,40 – 15,55 Spazio aperto alle domande del pubblico 16,00 Saluti finali e conclusione dei lavori

Incidenza e impatto del problema dei richiami di prodotto sulle aziende del territorio - Francesca Magno, Università di Bergamo 12,35 – 12,55 La gestione del risk management e la definizione degli standard a cui devono attenersi i fornitori di vario livello 13,00 Lunch

Per informazioni sulle modalità di iscrizione consultate il sito www.industriagomma.it


NEWS Dati Istat: in calo la fiducia delle aziende manifatturiere. Meno ordini e più scorte in magazzino

G

li ultimi rilevamenti Istat riguardo alla fiducia di cittadini e imprese sull’andamento economico indicano un aumento del pessimismo. «Ad agosto – si legge in un commento del nostro istituto di statistica – il clima di fiducia è peggiorato sia per le famiglie sia per le imprese. Nei settori produttivi, oltre alla flessione registrata per l’industria manifatturiera, è da rilevare come l’indice di fiducia dei servizi, in calo rispetto a luglio, si attesti al di sotto del livello medio registrato nell’ultimo semestre del 2017 pur mantenendo un livello storicamente elevato. Nell’ambito dei servizi, si segnala comunque una dinamica vivace per i servizi di informazione e comunicazione e per quelli turistici». Più nel dettaglio, ad agosto 2018 si stima un peggioramento del clima di fiducia dei consumatori rispetto al mese precedente (da

116,2 a 115,2); anche per l’indice composito1 del clima di fiducia delle imprese si stima un calo (da 105,3 a 103,8). La flessione dell’indice di fiducia dei consumatori è dovuta principalmente, secondo Istat, al deterioramento della componente economica (da 141,3 a 136,6), mentre quella personale aumenta per il secondo mese consecutivo passando da 107,8 a 108,5. Un calo contenuto caratterizza sia il clima corrente (da 113,3 a 112,8) che quello futuro (da 120,9 a 119,3). Passiamo invece alle imprese, per le quali il clima di fiducia registra una dinamica negativa più accentuata nel settore manifatturiero (da 106,7 a 104,8) e nei servizi (da 105,9 a 104,7) rispetto alle costruzioni (da 139,9 a 139,3); in controtendenza il commercio al dettaglio dove l’indice aumenta da 102,7 a 104,2.

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

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NEWS

Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia, nel comparto manifatturiero peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione; le scorte sono giudicate in accumulo rispetto al mese scorso. Nel settore delle costruzioni, si registra un nuovo peggioramento dei giudizi sugli ordini mentre le aspettative sull’occupazione sono in aumento. Con riferimento al settore dei servizi, la diminuzione dell’indice di fiducia riflette una dinamica negativa dei giudizi sull’andamento degli affari e delle attese sugli ordini; invece, segnali positivi provengono dai giudizi sugli ordini dove il saldo aumenta riportandosi sul livello dello scorso giugno. Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, l’aumento dell’indice di fiducia è caratterizzato da un miglioramento dei giudizi sulle vendite diffuso ad entrambi i circuiti distributivi analizzati (grande distribuzione e distribuzione tradizionale); il saldo delle scorte di magazzino è in diminuzione e le aspettative sulle vendite future sono in peggioramento. Un ultimo dettaglio sul manifatturiero, il comparto che ci interessa più da vicino.

La fiducia sembra calare in maniera più netta tra i produttori di beni di consumo e di beni strumentali, categoria a cui appartiene la maggior parte delle imprese del settore gomma. In particolare sembrano in calo gli ordini, mentre la programmazione della produzione a breve termine pare indicare ancora una crescita abbastanza decisa, anche se in calo rispetto ai mesi precedenti.

Cina: crescono richiesta e produzione di macchine per lo stampaggio a iniezione della gomma

T

ra i tanti report sfornati dalle società di indagini di mercato può essere d’interesse per i produttori italiani ed europei di macchine per lo stampaggio a iniezione ricavare qualche dato dallo studio “Global and China Injection Molding Machine Industry Report, 2018-2022”, reperibile sul sito di ResearchAndMarkets.

Stando a quanto riporta il repertorio, in vendita alla bellezza di 3.005 euro, nel 2017 il mercato complessivo delle macchine per lo stampaggio a iniezione della gomma ha raggiunto e superato il valore di 8,8 miliardi di euro, destinati a crescere fino a 10 miliardi entro il 2022. Lo studio si incentra però sulla forte crescita della produzione cinese, che nel 2017 ha totalizzato esportazioni per 1,67 miliardi di dollari. Si tratta di macchine di fascia medio-bassa, destinate perlopiù ai mercati del Vietnam, degli Stati Uniti e dell’India, con un valore medio a unità di 34.000 dollari. La Cina deve però ancora importare macchine di fascia alta, con un valore medio di 102.000 dollari. Con l’avvento di Industry 4.0 e la sempre maggiore complessità richiesta ai macchinari, anche per lo stampaggio della gomma, spiccano quindi progetti di aziende cinesi per creare impianti produttivi all’avanguardia. Tra questi il nuovissimo impianto di Borche Machinery, destinato a entrare a breve in produzione, e il progetto di Haitian (distri-

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buita in Italia da IMG) per la produzione di macchine di dimensioni medie e grandi, a cui è stato destinato un mega investimento a fine 2017. Le aziende cinesi del settore hanno visto aumenti di vendite tra il 20% e il 40% , con prestazioni molto brillanti per marchi come Tederic Machinery e Yizumi (nella foto una sua macchina, lâ&#x20AC;&#x2122;azienda è commercializzata in Italia da Saspol).

Lo stand di Yizumi, uno tra i principali produttori cinesi di presse per lo stampaggio a iniezione della gomma, alla recente edizione del DKT di Norimberga. Il recente rapporto â&#x20AC;&#x153;Global and China Injection Molding Machine Industry Report, 20182022, di Research and Markets, rivela come la produzione complessiva cinese abbia totalizzato nel 2017 esportazioni per 1,67 miliardi di dollari (la maggior parte nel settore plastico), con una decisa crescita rispetto agli anni precedenti.


NEWS

Il 26 settembre la quinta edizione del Forum Meccatronica

L

a quinta edizione del Forum Meccatronica, dal titolo “L’esperienza manifatturiera italiana nel passaggio al 4.0: tecnologie e competenze”, si svolgerà il 26 settembre 2018 presso il CNH Industrial Village di Torino. Importanti fornitori di soluzioni meccatroniche che operano sul mercato italiano presenteranno, anche attraverso casi applicativi, una serie di approfondimenti su differenti aspetti tecnologici quali motion control, robotica, software industriale, impiantistica, con una particolare attenzione alla progettazione meccatronica e a tutte quelle tecnologie e competenze che il passaggio al 4.0 richiede. Forum Meccatronica è un’occasione per aggiornarsi professionalmente su temi che rappresentano dei fattori competitivi per gli OEM, System Integrator e End-User, sia di piccole che di grandi dimensioni.

Le sessioni convegnistiche vedranno l’alternarsi di interventi dei fornitori di tecnologie sotto la moderazione di OEM ed End User, che con le testimonianze dirette della loro esperienza verso le tematiche affrontate aiuteranno a sviluppare il dibattito con il pubblico. Nell’area espositiva sarà possibile approfondire in modo dedicato con i professionisti del settore gli aspetti tecnologici trattati nelle conferenze.

A Milano un interessante corso di reologia

S

i tiene a Pioltello (Milano) nella sede di MP Strumenti (via Aldo Moro 36) il corso di Reologia II dedicato alle mescole in gomma sia crude che vulcanizzate, specificamente progettato per fornire ai tecnologi, formulatori e altri tecnici delle aziende della gomma una comprensione dei fondamenti della


NEWS

reologia, dei principi di misura e delle applicazioni volte al problem solving. Il corso è a pagamento, con una quota ridotta per chi fa pervenire la propria adesione agli organizzatori entro il 3 settembre. Per richiedere il modulo di iscrizione e informarsi su costi e orari, scrivere a soluzioni@mpstrumenti.eu. Il programma, invece, è consultabile sul sito mpstrumenti.eu. Il docente è Dario Nichetti, esperto del settore, autore di numerose pubblicazione e tra i collaboratori de L’Industria della Gomma.

Le immatricolazioni sono in calo: causa principale i diesel

I

dati relativi alle immatricolazioni del primo semestre pubblicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e elaborati dall’Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) mostrano il mercato nazionale dell’auto in calo: -7,3% a giugno, con 174.702 immatricolazioni (nello stesso mese del

2017 erano state 188.363 le vetture nuove vendute), e -1,5% nel primo semestre, nel quale le vendite sono state 1.120.829 contro 1.137.299 dello stesso periodo dell’anno scorso (-1,5%). Secondo Gian-

marco Giorda, direttore dell’associazione, la flessione sarebbe dovuta, in larga parte, al pesante calo delle auto diesel nel mese di giugno: -17% rispetto allo stesso mese del 2017, mentre nel seme-


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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA settembre 2018

1967 -2

stre la flessione è stata del 6%. Escludendo dai calcoli questo tipo di vetture, il mercato mostrerebbe una crescita del 6% nel mese e del 5% nel semestre. Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor (CSP), oltre al calo delle vendite delle auto diesel, avrebbero influito negativamente sulla domanda di vetture nuove la politica commerciale adottata da FCA (Fiat Chrysler Automobiles), che avrebbe deciso di privilegiare le vendite ai privati rispetto a quelle, meno remunerative, di altri canali di diffusione, e le incertezze della situazione politica che hanno contrassegnato la prima parte dell’anno. Le prospettive per il secondo semestre, tuttavia, sembrano improntate a un moderato ottimismo, stando ai dati Istat di giugno. L’indice del clima di fiducia dei consumatori (base 2010 = 100) è aumentato da 113,9 a 116,2 e quello del clima di fiducia delle imprese (Iesi, Istat economic sentiment indicator) pure è aumentato, passando da 104,6 a 105,4. In linea con questi miglioramenti, è aumentata anche la propensione all’acquisto dei beni durevoli, tra cui l’automobile, con l’indice in crescita da -50 a -43,4. Ritornando alle immatricolazioni, i dati riguardanti le marche nazionali riportati dall’Anfia indicano, nel complesso, una flessione sia nel mese che nel semestre. A giugno le vendite sono diminuite del 19,0% (43.795 su 54.057, con la quota di mercato scesa dal 28,0% al 25,1%). Notevole il calo dei marchi FCA – Fiat, Alfa Romeo, Lancia/Chrysler, Jeep – , che hanno chiuso il mese con 43.343 immatricolazioni a fronte delle 53.712 del

017

giugno 2017 (-19,3% e quota calata dal 28,5% al 24,8%). In questo gruppo il solo marchio Jeep ha venduto di più (7.713 immatricolazioni a fronte di 4.023; +91,7%), più che raddoppiando anche la quota (dal 2,1% al 4,4%). Nell’ambito delle altre marche nazionali, Ferrari ha incrementato le vendite del 50% (57 immatricolazioni su 38), Maserati del 2,1% (242 su 237) e Lamborghini del 40% (28 su 20). Andamento in fotocopia nel semestre. Nel periodo gennaio-giugno le marche nazionali hanno venduto 305.278 unità (-9,0% su 335.274 del primo semestre di un anno fa), con una quota di mercato del 27,2% contro il 29,5% dello stesso periodo 2017. Il Gruppo FCA ha totalizzato 302.847 vendite, che hanno significato una flessione del 9,1% rispetto all’anno scorso, quando in gennaio-giugno erano state immatricolate 333.065 vetture nuove, e un calo della quota di mercato dal 29,3% al 27,0%. Anche adesso il brand Jeep si è distinto per il suo andamento positivo: +100,8%, con 48.044 immatricolazioni contro 23.926 e la quota di mercato più che raddoppiata (dal 2,1% al 4,3%). Anche Alfa Romeo (Gruppo FCA), Ferrari e Lamborghini hanno chiuso il semestre col segno più: +8,1%, +12,0% e +13,2% rispettivamente. Per quanto riguarda le immatricolazioni dei veicoli commerciali leggeri (VCL, con peso totale a terra fino a 3,5 t), i dati attualmente disponibili – elaborati dal Centro Studi e Statistiche di Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) – si riferiscono a maggio 2018. Secondo Unrae, questa tipologia di veicoli ha chiuso il mese con una flessione del 2,7% rispetto a maggio 2017 (16.494 immatricolazioni a fronte di 16.954) e il periodo gennaio-maggio con un incremento dell’1% (74.170 vendite di veicoli nuovi contro le 73.439 dello stesso periodo dell’anno prima). Anche nel caso dei veicoli industriali e degli autobus i dati disponibili – elaborati dall’Anfia – arrivano a maggio. Secondo l’associazione, in questo mese il mercato degli autocarri con ptt superiore a 3,5 t e quello dei rimorchi e semirimorchi della stessa categoria hanno avuto andamento opposto: le immatricolazioni degli autocarri nuovi sono aumentate del 15,0% rispetto a maggio 2017 con 2.226 libretti di circolazione rilasciati contro 1.936, mentre quelle dei rimorchi e semirimorchi sono diminuite del 7,1%, essendo scese da 1.362 a 1.265. Il cumulato dei primi cinque mesi dell’anno presenta, invece, un aumento dei libretti di circolazione rilasciati a entrambe le categorie di veicoli: +15,0% nel caso degli autocarri (11.757 contro 10.225) e +7,4% nel caso dei rimorchi e semirimorchi (8.265 a fronte di 7.692). Positivi anche i dati relativi agli autobus. Questo mercato ha realizzato, complessivamente, un incremento sia nel mese che nei cinque mesi: a maggio è aumentato del 29,2% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso con 443 immatricolazioni contro 343, e nel periodo gennaio-maggio è cresciuto del 16,0% (1.839 nuove registrazioni su 1.586). Interessante l’osservazione, nell’ambito di questa categoria di veicoli, dell’opposto andamento degli autobus turistici e degli scuolabus. I primi sono diminuiti sia nel mese (102 su 114, -10,5%) che nei cinque mesi (482 su 504, -4,4%); i secondi, invece, hanno messo a segno un aumento in entrambi i periodi: +78,9% a maggio, con 34 immatricolazioni su 19, e +28,8% a gennaio-maggio, con 197 nuove registrazioni contro 153.


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NEWS

Asfalto con gomma da PFU: un test in corso in Italia

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iduzione del rumore generato dal passaggio dei veicoli fino a 5dB, aumento dell’aderenza su strada del 20%, riduzione del 30% dell’inquinamento atmosferico, utilizzando materiali riciclati e garantendo allo stesso tempo una vita utile più lunga alla pavimentazione stradale. Sono questi gli obiettivi del progetto LIFE Nereide, cofinanziato dalla Commissione Europea, e guidato dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa. Al progetto europeo, che ha ricevuto un finanziamento di 2,7 milioni di euro, partecipano anche l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (ARPAT, che eseguirà i monitoraggi acustici), il Belgian Road Research Centre (BRCC), l’Istituto di acustica e sensoristica Orso Maria Corbino del CNR ed Ecopneus, responsabile della gestione dei Pneumatici Fuori Uso in Italia. Il punto di avanzamento del progetto è stato discusso il 16 e 17 luglio a Pisa in un workshop internazionale. Si è parlato anche della prima applicazione pratica, in località Massarosa, provincia di Lucca, su un tratto di strada lungo 2.400 metri, dove pavimentazioni contenenti polverino di gomma riciclata sono state realizzate utilizzando una particolare tecnologia di produzione a “tiepido”, ossia con temperature di 30°C-40°C inferiori rispetto ai normali standard di produzione; ciò consente di ridurre oltre che i consumi energetici anche le emissioni, per il bene dell’ambiente ma anche degli operatori e dei cittadini.

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L’obiettivo del progetto è mettere a punto una miscela produttiva ottimale e delle linee-guida destinate alle pubbliche amministrazioni, che potranno così inserire queste miscele nei capitolati di appalto quando hanno necessità di intervenire sui livelli eccessivi di rumore. Una direttiva europea obbliga infatti amministrazioni e gestori di strade ad intervenire dove l’esposizione al rumore supera le soglie raccomandate dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel secondo step del progetto – che prenderà il via il prossimo autunno – verranno realizzate, sotto la supervisione del BRCC, pavimentazioni con un elevato quantitativo di gomma riciclata, circa il 20% rispetto al 2-3% abituale, che dovrebbero consentire una riduzione del rumore di 12 dB, solitamente raggiungibile solo con le barriere acustiche. ARPAT e CNR hanno sviluppato nuovi protocolli acustici per misurare con estrema precisione l’effettiva riduzione del rumore, anche in contesti urbani o complessi, e anche strumenti e modelli psicoacustici per valutarne il reale impatto sulla percezione dei cittadini.

Arlanxeo potenzia la produzione di gomma sintetica

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rlanxeo ha annunciato un ambizioso piano di investimenti per potenziare due suoi siti produttivi di gomma sintetica con investimenti a doppia cifra in termini di milioni di euro. Gli stabilimenti potenziati, in un programma triennale, saranno quelli di Triunfo, in Brasile, e di La Wantzenau, in Francia. In particolare, a Triunfo, nel Rio Grande do Sul, Arlanxeo punta a rendere più flessibile la produzione di polibutadiene, PBR. Attualmente l’impianto è impegnato nella produzione di stire-


NEWS

ne-butadiene in emulsione, E-SBR, usata in particolare per pneumatici da camion. Il potenziamento aprirà anche a tipi più avanzati di PBR, e in particolare Nd-BR (gomma al neodimio-butadiene) e Li-BR (gomma litio butadiene), sia per pneumatici che per altre applicazioni. Il tutto entro la seconda metà del 2020. L’ampliamento si rende necessario per seguire la crescente domanda brasiliana di pneumatici, che dovranno essere sempre più performanti anche in seguito all’introduzione, nel paese, di un sistema di etichettatura simile a quello europeo, giapponese e sudcoreano. In Francia, invece, il gruppo ha in programma di modernizzare il sito produttivo di La Wantzenau, il più grande al mondo per la gomma nitrile-butadiene (NBR). Anche qui l’investimento risponde alle previsioni di mercato effettuate dal gruppo, che ipotizzano una forte crescita nei consumi di gomme NBR di alta qualità nei prossimi anni, sia nelle tradizionali aree di applicazione sia come materia prima per la produzione di HNBR, commercializzata da Arlanxeo con il mar-

chio Therban. Le gomme sintetiche NBR prodotte in questo sito sono commercializzate con i nomi Perbunan, Krynac e Baymod N e sono usati per la manifattura di cavi, guarnizioni, tappetini, suole per scarpe sportive, e anche per l’automotive, il settore delle costruzioni e l’oil&gas.

L’impianto Arlanxeo di Triunfo, nel Rio Grande do Sul, in Brasile, è oggetto di un piano di potenziamento da parte del gruppo per incrementare e rendere più tecnologica la produzione di polibutadiene PBR


Calendario

FIERE DI TUTTO IL MONDO - 2018 4-6 settembre

Kuala Lumpur, Malesia

19-21 settembre

Shanghai, Cina

11-13 settembre

Anaheim, California - USA

3-5 ottobre

Taskent, Uzbekistan

4-9 novembre

Qingdao, Cina

20-21 novembre

Johannesburg, Sud Africa

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ELASTOSIL ® R PLUS 4001 HCR ECCEZIONALMENTE VERSATILE Applicazione nello stampaggio Questa serie e’ la combinazione di due benefici fondamentali: le eccellenti proprietà meccaniche tipiche delle gomme solide e la notevole rapidità’ di vulcanizzazione riscontrabile nelle gomme siliconiche liquide. Disponibile in un’ampia gamma di durezze dalli Shore A 20 allo Shore A 90 che rende ELASTOSIL® R plus 4001 la scelta giusta per tutte le applicazioni – dalle durezze molte soffici a quelle estremante elevate.

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L'Industria della Gomma 09 2018 by Edifis - Issuu