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L'Industria della Gomma 2009 09

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SICUREZZA NEI GIOCATTOLI RIVESTIMENTO DI O-RING MESCOLE URETANICHE

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MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI

settembre 2009 - NUMERO 7

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SOMMARIO | ANNO 53 - 571 • SETTEMBRE 2009 • N. 7 35

5 25

ELASTICA: SOMMARIO

MOLTE INCERTEZZE MA QUALCHE SEGNO POSITIVO

39

41

45

VEICOLI FUORILEGGE ANCHE TRA CAMPER E CARRELLI

Per la prima volta in ambito europeo, una verifica svolta dalla Polizia Stradale della Toscana nei mesi di maggio e giugno ha interessato i mezzi tipicamente utilizzati nel periodo estivo.

35

2

41

La nostra inchiesta tra i fornitori di materie prime rivela parecchie preoccupazioni ma anche la speranza che qualcosa si stia muovendo

33

39

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La rassegna che ha accompagnato la International Rubber Conference di Norimberga non ha proposto molto di nuovo ma è stata giudicata positivamente dagli espositori

LE RELAZIONI

Un elenco dettagliato dell’imponente numero di relazioni e comunicazioni presentate a IRC2009

| L'INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

settembre

2009 n. 571

Una interessante novità nell’applicazione di rivestimenti superficiali ad elementi di tenuta in materiale elastomerico

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45

53

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA ELASTICA Comitato di redazione: Giuseppe Cantalupo, Emilio De Tuoni, Antonino Di Pasquale, Eugenio Faiella Direttore responsabile: Eugenio Faiella

Redazione, amministrazione, pubblicità: GESTO EDITORE srl - via Mercato, 28 - 20121 Milano Tel. +39 028051511 r.a. - Fax +39 0289013553 gomma@gestoeditore.it www.gestoeditore.it 3. Urepan in granuli della serie 640, 641 e 643. Diffusione e servizi informatici: gesto@gestoeditore.it Grafica: Mariella Salvi mariella.salvi@gestoeditore.it gradi uretanici sono reticolati solo attraverso l’aggiunta di perossidi, ad esempio Direttore marketing: Luciano Boldrini boldrini@gestoeditore.it Pubblicità: Gian Franco Donini donini@gestoeditore.it perossido (DCP) con l’ausilio di un cogente di vulcanizzazione come il Traffico: Silvia Pizzi silvia@gestoeditore.it CALENDARIO ianurato, ovvero il Rhenogran TAC-50 oppure il Rhenofit TAC/S

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Spediz. in abb. postale - pubbl. inf. 45% - art. 2, comma 20/b Legge 662/96 - filiale di Milano Registrazione Tribunale di Milano n. 4275 del 1.4.1957 Registro degli operatori di Comunicazione numero 6002 La direzione non assume responsabilità per le opinioni espresse dagli autori degli articoli e dagli estensori dei testi delle inserzioni pubblicitarie. GARANZIA DI RISERVATEZZA Il trattamento dei dati personali riguardanti gli abbonati viene svolto nell’ambito della banca dati dell’editore e nel rispetto di quanto stabilito dal D.L.vo 196/2003 sulla tutela dei dati personali. I dati non saranno comunicati o diffusi a terzi se non per le procedure inerenti la spedizione della rivista e gli interessati potranno chiedere in qualsiasi momento la modifica o la cancellazione al direttore responsabile, che è il responsabile del trattamento. Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati per uso redazionale è il direttore responsabile cui ci si potrà rivolgere per i diritti previsti dal D. L.vo 196/2003. Stampa: Arti Grafiche S. Pinelli srl Milano

IV COP. II COP.

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2009 n. 571 | L'INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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elastica |

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2009 n. 571


elastica Comitato di redazione: Fausto Casa, Emilio De Tuoni, Giampaolo Giuliani.

SOMMARIO Gli sponsor di Elastica.................................................................................................................. 6 - 7 Abbiamo letto per voi........................................................................................................................8 Interazione tra CSM e NBR ◊ Formazione di gel nella NR per azione di fosfolipidi e proteine ◊ Antidegradanti chinonici per uso in tagli di NR ◊ Neri di carbonio rinforzanti modificati con acidi grassi ◊ I più recenti sviluppi su nanocompositi a base di nanotubi ◊ Modifica superficiale del nero di carbonio mediante plasma ◊ Nonotubi di carbonio in gomme siliconiche ◊ Produzione in continuo di mescole contenenti silice ◊ Aspetti della mescolazione del Sulfron 3001 ◊ Influenza della pompa a ingranaggi sulla spugnosità dei profilati ◊ Rotore a 4 pale “Four Wing N Rotor”, 1a parte ◊ Cyber Tire-Cyber Wheel Giocare sicuri: una nuova direttiva europea, di Beatrice Garlanda............................................ 16

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settembre

2009 n. 571 |

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ELASTICA | ABBIAMO LETTO PER vOI

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G. Marković, V. Vodnik, M. MarinovićCincović, J. Budinski-Simendić - gmarkov@tigar.com; Kautschuk Gummi Kunststoffe (KGK); 62/3-103-2009. Rif. E2681.

G

li autori hanno studiato le caratteristiche di tagli polimerici comprendenti l’impiego di 50% di CSM (Hypalon 40 - polietilene clorosolfonato) e l’impiego di 50% di NBR (Krynac 3345 contenente 33% di acrilonitrile). I tagli nominati nell’articolo comprendono anche ENR/XNBR e CSM/ ENR (ENR = gomma naturale epossidata, XNBR = gomma nitrilica carbossilata). Le mescole di studio sono state confezionate su mescolatore aperto di laboratorio. Il programma ha previsto una mescola di Krynac 3345 contenente ZnO/acido stearico/nero SRF/olio naftenico 5/2/30/10 phr vulcanizzata con TMTD/CBS/S 2,5/2/0,5 phr. Inoltre ha previsto una mescola di Krynac 3345/ Hypalon 40 50/50 contenente ZnO/ acido stearico/nero SRF/olio naftenico/ossido di magnesio 2,5/2/30/10/2 phr vulcanizzata con TMTD/CBS/S 2,25/1/0,75 phr. Infine ha previsto una mescola di Hypalon 40 contenente acido stearico/nero SRF/olio naftenico/ossido di magnesio 2/30/10/4 phr vulcanizzata con TMTD/S 2/1 phr. In una tabella, che è molto apprezzabile in caso di necessità di consultazioni, sono riprodotti gli spettri infrarossi FTIR dei tre polimeri sunnominati, indicando anche per ogni picco il numero d’onda (cm^-1), l’aggruppamento chimico a cui il picco appartiene e il gruppo caratteristico nei polimeri impiegati al quale il picco viene assegnato. Tale tabella è accompagnata da un commento molto dettagliato del significato dei singoli picchi. Il commento viene chiarito anche in base a uno schema che descrive il meccanismo di degradazione termica dei due elastomeri nel corso dell’esecuzione di una analisi termogravimetrica con Perkin Elmer TGS2. Viene quindi calcolata secondo il metodo di Kissinger l’energia di attiva8

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

zione dei processi di degradazione interpretati mediante la TGA. Nell’articolo è riportata la formula con cui viene calcolata l’energia di attivazione. Appare che l’energia di attivazione più elevata si verifica con la mescola di NBR/CSM e che l’energia di attivazione più bassa si verifica con la mescola in tutto CSM. Vengono riportati anche i dati ottenuti con l’analisi DSC sulle 3 combinazioni di elastomeri impiegati ottenendo l’indicazione della Tg dei tre materiali. Appare che il taglio NBR/CSM rivela due temperature di transizione vetrosa (Tg) che corrispondono a punti di immiscibilità. Secondo una prassi che a quanto pare si sta diffondendo, i ricercatori evitano di accertare se un materiale con due transizioni vetrose, che può anche presentare vantaggi meccanici e termici qui peraltro neppure supposti, può o non può trovare aspetti tecnologici interessanti in qualche applicazione. (L’articolo è in lingua inglese)

materie prime FORMAZIONE DI GEL NELLA NR PER AZIONE DI FOSFOLIPIDI E PROTEINE

S. Amnuaypornsri, A. Nimpaiboon, J. Sakdapipanich - scjtp@mahidol. ac.th; Kautschuk Gummi Kunststoffe (KGK); 62/3-88-2009. Rif. E2682.

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2009 n. 571

a gomma naturale solida (NR) contiene circa il 6% di componenti “non gomma”, come proteine, lipidi, zuccheri, ecc. Le proteine governano specialmente le proprietà dei vulcanizzati, i lipidi hanno azioni simili, ma sono presenti diversi tipi di lipidi: lipidi neutri, glicolipidi e fosfolipidi. Si assume che associazioni di proteine e fosfolipidi siano presenti agli estremi delle macromolecole e si pensa che tali associazioni costituiscano punti di “branching”, tuttavia tipi di branching diversi ad opera di proteine e fosfolipidi. La deproteinizzazione della NR dà luogo alla rimozione di tali punti di branching e pertanto a importanti differenze di comportamento. Recenti lavori hanno chiarito che i caratteristici irrigidimenti della NR durante l’immagazzinaggio dipendono essenzialmente da tale situazione. Gli autori studiano appunto l’influenza della presenza dei fosfolipidi sull’indurimento dei crudi di NR. Lo studio viene condotto eseguendo confronti tra campioni di NR appositamente preparati, come segue: Fresh Natural Rubber (FNR), costituito da film di NR ricavati da lattice di NR appena raccolto dalle piante; Centrifugated Natural Rubber (CNR), ottenuto centrifugando FRN; Deproteinated Natural Rubber (DPNR), ottenuto deproteinando con urea lattice fresco; TENR e TEDPNR, costituiti rispettivamente da NR e da DPNR sottoposte a transesterificazione per tratttamento con NaOCH3 (alcoolato sodico da metanolo). I campioni vengono sottoposti a reazione con P2O5 (pentossido di fosforo) per 6, 12, 24, 48 ore a 60°C. I campioni vengono caratterizzati in base al contenuto di N (azoto) per mezzo di un analizzatore a grande sensibilità (0,001% - Leco Nitrogen Analyzer FP528) e inoltre vengono caratterizzati anche con uno spettrometro infrarosso FTIR nei riguardi del contenuto di esteri di acidi grassi (intensità del picco di C=O a 1739 cm^-1 e del picco di C=C a 1664 cm^-1). I campioni vengono poi caratterizzati anche in funzione delle proprietà fisico-meccaniche: plasticità Wallace, viscosità Mooney, carico di rottura dopo il trattamento accelerato con P2O5.


Abbiamo letto per voi | ELASTICA

Il contenuto di N2 (azoto) del lattice fresco diminuisce per l’azione della centrifugazione, della deproteinizzazione e della transesterificazione. Ciò è indice di deproteinizzazione. Anche il contenuto di esteri è più basso: in TENR e in TE-DPNR si verifica linearità di struttura. In seguito a deproteinizzazione e a transesterificazione il contenuto di gel risulta più basso, testimoniando così la rimozione dei punti di branching dal polimero. Rispetto a FNR, modulo e carico di rottura della gomma deproteinata e della gomma transesterificata sono più bassi, tuttavia FNR, CNR e DPNR sollecitate ad allungamento mostrano stress strain via via più alto. Tale comportamento nella curva di stress strain in TENR e TE-DPNR non ha invece luogo, cioè non si verifica assorbimento di carico in funzione dell’allungamento imposto: ciò conferma quindi la rimozione dei punti di branching. Su FNR, CNR e su DPNR il trattamento con P2O5 dà luogo ad aumento di gel. Siccome in questo caso l’aumento di gel avviene anche sulla DPNR, si rileva innanzitutto che il contenuto di gel non proviene soltanto dalla presenza di proteine, ma, dato che TENR e TE-DPNR con lo stesso trattamento con P2O5 non danno aumento di gel, significa che il gel dipende prevalentemente dalla presenza di esteri di acidi grassi nei fosfolipidi. Infatti solo rimuovendo il contenuto di acidi grassi a lunga catena l’indurimento del crudo scompare. Ciò risulta confermato anche dalla plasticità Wallace, dalla viscosità Mooney e, come detto, dalle caratteristiche di stress strain dei crudi dopo aver eseguito la transesterificazione, rimuovendo in tal modo i punti di branching. Lo studio è ricco di dati e in esso compaiono anche le immagini degli spettri FTIR di CNR, DPNR, TE-DPNR evidenziando solo nella TE-DPNR l’assenza sia del picco a 1739 cm^-1 relativo agli esteri di acidi grassi, sia l’assenza del picco a 1720 cm^-1 relativo a gruppi aldeidici in passato ritenuto responsabile di condensazioni. L’articolo è molto interessante, perché mostra metodologie e interpretazioni, che possono essere prese a modello per evidenziare, comprendere e cor-

reggere differenze strutturali della NR, spesso accettate “al buio”. (L’articolo è in lingua inglese)

materie prime ANTIDEGRADANTI CHINONICI PER USO IN TAGLI DI NR

F. Ignatz-Hoover (Flexsys) - frederick.ignatz-hoover@flexsys.com; Kautschuk Gummi Kunststoffe (KGK); 62/3-118-2009. Rif. E2683.

L’

articolo riguarda l’antidegradante chinondiimminico Q-Flex QDI della Flexsys. La Flexsys dichiara che caratteristica del Q-Flex QDI risiede nel fatto che esso si combina con i frammenti di macromolecole elastomeriche originatisi dalla rottura delle catene polimeriche della NR a causa della lavorazione meccanica, impedendo, specie in ambiente ossidante, perdite eccessive di viscosità o quanto meno impedendo irregolare e dannosa ricombinazione di tali frammenti durante il lavoro di mescolazio-

ne. Inoltre, che nel corso della lavorazione il Q-Flex QDI si innesta sulla catena polimerica della NR esaltando la sua funzione protettiva, anche nei confronti con quella degli antiinvecchianti parafenilendiamminici. Rispetto a questi ultimi il Q-Flex QDI ha un funzionamento diverso, perché gli antiinvecchianti parafenilendiamminici agiscono mediante una donazione di atomi di Idrogeno, mentre il Q-Flex QDI agisce con meccanismo di addizione su un radicale. L’autore si rifà alla teoria LUMO (Lowest Unoccupied Molecolar Orbital), che interpreta l’azione protettiva degli antiinvecchianti sulla base della

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quantità di energia che si diffonde su una molecola. La situazione è favorevole per il Q-Flex QDI, ove l’energia si trova delocalizzata su una vasta area superficiale di un anello di-imminico coniugato. Viene riportato che il Q-Flex QDI, in ambiente non ossidante agisce da peptizzante, presentando quindi vantaggio rispetto ai tipici peptizzanti, che invece agiscono particolarmente solo in ambiente ossidante. Viene accertato che circa metà del Q-Flex QDI contenuto in una mescola viene a trovarsi innestato sull’elastomero. L’autore estende il significato di antidegradante anche sull’influenza che esso ha sul miglioramento di parametri vari. In particolare l ‘autore si sofferma sull’analisi dell’influenza dell’antidegradante sulle caratteristiche isteretiche e ricorda l’esistenza di dati in letteratura che mostrano che l’interazione degli antiinvecchianti con le cariche finisce con l’avere effetto su parametri meccanici. In particolare esisterebbero numerosi esempi, nei quali un aumento di isteresi misurata a larga ampiezza di sollecitazione è correlata con miglioramenti di resistenza all’abrasione, di resistenza alla fatica e di resistenza a lacerazione. L’autore afferma infatti che una maggiore quantità di energia dissipata con meccanismi di perdita ad elevate deformazioni, si risolve con il fatto che rimane minore quantità di energia disponibile per dar luogo a lacerazione e ad abrasione. Flexsys dispone di imponenti data-base, in cui sono raccolti risultati ottenuti da mescole a base di NR, NR/BR, SBR, SBR/BR contenenti numerosi tipi di neri di carbonio (da N110 a N660) in quantità diverse e anche cariche silicee in elevata concentrazione. 189 analisi di regressione lineare, eseguite a larga ampiezza di sollecitazione, sull’andamento della componente viscosa del modulo dinamico a torsione (G”) in relazione alla resistenza all’abrasione (Pico abrasion), hanno infatti secondo l’autore confermato il suo asserto. Analoghe analisi eseguite a piccola ampiezza di sollecitazione non hanno evidenziato gli stessi. (L’articolo è in lingua inglese)

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materie prime NERI DI CARBONIO RINFORZANTI MODIFICATI CON ACIDI GRASSI

Abhijit Adhikary, Pranab Kumar Sengupta, Rabindra Mukhopadhyay - abhijit.adhikary@ltees.com; Rubber World; 239/5-20-Febbraio 2009. Rif. E2684.

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ullo stesso argomento era già comparso un articolo a nome A. Ghosh, B. Adhikari in Kautschuk Gummi Kunststoffe (KGK), 52/10-681-1999 recensito con Rif. Elastica E1618 in I.G. 482 dell’Ottobre 2000. In tale articolo gli autori puntualizzavano vantaggi nella dispersione, nella resistenza alle flessioni ripetute e nella resistenza all’abrasione ottenuti con neri di carbonio trattati in modo analogo, però svantaggi dal punto di vista isteretico. Nell’articolo qui recensito vengono invece soprattutto studiati e dimostrati i tipi di innesto che hanno luogo sui polimeri, prescindendo dalla considerazione diretta delle caratteristiche meccaniche ottenute sui vulcanizzati. Secondo una survey compiuta dagli autori, il bis-(3-trietossisililpropil)tetrasulfano (TESPT) ha mostrato caratteristiche valide per trattare la superfice di neri di carbonio e instaurare miglioramento di caratteristiche meccaniche e dinamiche in mescole di NR. Nel presente lavoro gli autori si propongono però di descrivere una metodologia sperimentale basata esclusivamente sull’esecuzione di determinazioni strumentali. I materiali considerati come reattivi con i quali determinare aspetti di costituzione e di trasformazione sono: nero di carbonio N330, dicumilperossido (DCP), un prodotto proprietario a base di polipropilene mescolato con acidi grassi (il prodotto non viene ulteriormente denominato in quanto in fase di brevettazione), N-1,3-dimetilbutil-N’-fenil-parafenilendiammina (6PPD). Con tali materiali vengono preparati alcuni tipi di compound in acetone, e con questi, mediante procedimenti di essiccamento e di estrazione, vengono ricavati i campioni con i quali eseguire le analisi. Con la TGA (Thermo Gravmetric 10

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Analysis) eseguita sui campioni di nero di carbonio tal quali e additivati del compound PP modificato con acidi grassi, sottoposti o no a estrazione con acetone, viene rivelata la quantità di acidi grassi legata permanentemente al nero di carbonio stesso. Si riesce a stabilire che, ove presente DCP, la quantità di acidi grassi legata permanentemente al nero di carbonio risulta maggiore e che, ove presente anche 6PPD, la quantità di acidi grassi risulta ridotta, in quanto il 6PPD ha azione disattivante sul perossido. Con l’analisi ESCA (Electronic Spectroscopy for Chemical Analysis) vengono rivelati picchi caratteristici per i campioni a base di nero di carbonio, che fanno dedurre la presenza di carbossili pendenti sulla superfice del nero di carbonio stesso. Durante l’analisi i compoud a base di nero di carbonio vengono a trovarsi deposti su una lamina di indio (elemento vicino allo stagno), che ha influenza sugli spettri ricavati. Con spettroscopia EDX (Energy Dispersive X-ray Spectroscopy) viene stimato il grado di omogeneità della distribuzione sulla superfice dell’ossigeno relativo ai gruppi innestati. Con le analisi di assorbimento di azoto (BET) e di assorbimento di iodio, ben note nel campo dell’industria della gomma, vengono puntualizzate in alcuni casi diminuzioni di area superficiale del nero contenuto in alcuni dei compound, spiegate come conseguenze della modifica della superficie, non ultima quella dovuta a porosità, dovuta

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alla creazione di siti di attacco. La presenza di tali siti sarebbe anche la causa di diminuzioni di assorbimenti di DBP riscontrate. Ulteriori caratterizzazioni della topografia superficiale del nero di carbonio nei compound in esame vengono eseguite con metodi di scansione elettronica SE e BSE (Secondary Electron Emission) (apparerecchiatura XL-30 ESEM della Philips), che rivelano agglomerazioni superficiali, rappresentate in microfotografie. Viene interpretato che tali agglomerazioni sono dovute all’azione di gruppi carbossilici conseguenti alle ossidazioni apportate. L’articolo è molto nozionistico e difficilmente vi si può ravvisare valore tecnologico, ma è interessante per l’opportunità di vedere raccolte notizie su analisi fisiche che possono

prodotti e processi I PIÙ RECENTI SvILUPPI SU NANOCOMPOSITI A BASE DI NANOTUBI

Michael Claes, Géraldine Dupin, Frédéric Luizi (Nanocyl SA - http:// www.nanocyl.com; Rubber World; 239/5-28-Febbraio 2009. Rif. E2685.

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articolo, come oggi il più delle volte accade per l’argomento delle nanostrutture, si svolge nel campo dei materiali termoplastici (leghe PC/ABS), ma l’interesse è un fatto a sé stante, che, almeno dal punto di vista teorico, non è necessariamente legato ad un solo tipo di materiale. I nanotubi di carbonio (CNT) sono come è noto strutture grafitiche nanometriche a maglie esagonali con “molecole” di carbonio sugli apici degli esagoni, che formano strutture tubolari con diverse lunghezze, diversi spessori, diverse elicoidalità e diversi numeri di strati. I CNT hanno diametro da 1 nanometro a 50 nanometri e le strutture tubolari hanno generalmente lunghezza dell’ordine dei micrometri, ma oggi possono arrivare anche a strutture a zig-zag con lunghezza nell’ambito del centimetro. Nell’articolo compare una “nanofotografia” in merito. Nanofil è uno dei maggiori e più


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quotati produttori di CNT e il suo prodotto più noto è il Nanocyl 7000. Le applicazioni dei CNT coprono diverse aree di applicazioni nel quadro delle loro caratteristiche peculiari. Per la conducibilità elettrica l’interesse risiede nelle linee di trasporto dei carburanti nell’industria automobilistica, in particolari antistatici nell’industria elettronica e nell’industria automobilistica: in ogni modo, quando l’interesse risiede nella conducibilità elettrica, il motivo della applicazione riguarda anche il fatto che con i CNT, in particolare con i MWCNT (Multi Wall Carbon Nano Tube), si ottengono conducibilità elettriche maggiori che con i neri superconduttivi, per di più con concentrazioni inferiori del 5%÷15%. Tale comportamento è dovuto al fatto che i CNT presentano una soglia di percolazione bassa, per cui anche con quantità ridotte di essi si ottengono buone conducibilità elettriche. Il basso coefficiente di percolazione inoltre è molto

utile per ottenere buone conducibilità elettriche impiegando solo 1% di CNT e realizzando in tal modo pellicole trasparenti. I nanotubi vengono inoltre usati per ottenere rinforzi meccanici, in tal caso sia i MWCNT, che gli SWCNT (Single Wall Carbon Nano Tube): sono citati casi con matrici in resina epossidica, in alcool polivinilico, in polipropilene. I compositi strutturali in tal modo preparati trovano utilità ad esempio in articoli sportivi e in articoli ceramici. Va segnalato che “per l’onor della firma” sono riportati anche alcuni dati di trazioni meccaniche in compound di gomma naturale SMR CV60 contenenti da 1% a 10% di Medium Wall Nano Tube, senza l’aggiunta di ulteriori componenti. Nei compound si nota un forte aumento di modulo da 0,5 MPa a 2,5 MPa per allungamenti riportati come 3 mm/mm. Gli autori ricordano anche le pro-

prietà di resistenza alla fiamma ottenute con nanostrutture basate su EVA, PP, LDPE contenenti caolini organici, nonché le proprietà di conducibilità termica di nanocompositi di Polipropilene contenenti CNT, che, denotando conducibilità termica da 1 a 5 W/m.K, aprono la via alla realizzazione di validi sostituti dei materiali metallici. L’articolo è corredato da una esauriente bibliografia.

materie prime MODIFICA SUPERFICIALE DEL NERO DI CARBONIO MEDIANTE PLASMA

N. Tricás, N. Agulló, S. Borrós, R. H. Schuster - sakvador.borros@iqs.url. edu; Kautschuk Gummi Kunststoffe (KGK); 62/3-82-2009. Rif. E2686.

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l nero di carbonio dà luogo non solo a sviluppo di effetto rinforzante sulle proprietà finali, ma anche a effetto attivante sull’andamento della vulcanizzazione ad opera di una attività catalitica. Lo studio qui recensito è basato sulla vulcanizzazione di modelli MCV (MCV = Model Compound Vulcanization) a base di squalene contenenti nero di carbonio/ZnO/acido stearico/ Zoffo/CBS 10/5/2/2/1,6 e inoltre è basato sulla vulcanizzazione di mescole di NBR e di BR contenenti nero di carbonio N134 in quantità variabile, oltre a ZnO/acido stearico/Zoffo/CBS in ragione rispettivamente di 2,5/1/1,7/2,5 phr. Caratteristica dello studio è però l’analisi dell’influenza di un trattamento con plasma di Ossigeno, Azoto e ammoniaca sul nero di carbonio N134. Con la mescola di NBR (gomma nitrilica) viene notato che, trattando il nero di carbonio con plasma di aria, rispetto alla mescola contenente nero di carbonio non trattato e anche rispetto alla mescola contenente nero di carbonio trattato con plasma di azoto, si ottiene un tempo reometrico di t90 più breve (assimilabile all’optimum di vulcanizzazione), cioè si ottiene un effetto attivante sulla accelerazione. Viene peraltro notato che il grado di reticolazione reometrico risulta inferiore e così anche la durezza realizzata sul vulcanizzato.

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Con la mescola a base di BR (polibutadiene) contenente nero di carbonio trattato con plasma di aria invece, rispetto alla mescola contenente nero di carbonio non trattato e ancor più rispetto alla mescola contenente nero di carbonio trattato con plasma di azoto, si nota innanzitutto una diminuzione di tempo reometrico t2 (tempo di inizio della reazione di vulcanizzazione), inoltre si nota un aumento di tempo reometrico t90 accompagnato da una diminuzione di durezza sul vulcanizzato. Viene poi notato che le mescola di BR contenente nero di carbonio trattato con plasma di azoto presenta un t90 molto breve. Gli autori spiegano la situazione con la elevata differenza di polarità tra la NBR, fortemente polare, e il BR, fortemente apolare, che sui due diversi elastomeri modifica sostanzialmente la preferenza di adsorbimento del CBS sul nero di carbonio in presenza di plasma aria, e pertanto la maggiore o minore tendenza ad isolare l’accelerante dalla sua azione. Gli autori concludono che il meccanismo delle cinetiche di vulcanizzazione di acceleranti sulfenamidici (CBS) è fortemente influenzato da reazioni ad opera di gruppi ossigenati sulla superficie del nero di carbonio. Viene interpretato che l’azione del CBS, che dipende dalla sua decomposizione conseguente alla scissione del legame sulfenamidico, passa anche attraverso l’azione di un prodotto MTBT (2-mercaptotiobenzotiazolo), che dipende da una concomitante azione dell’ossigeno dell’aria, quanto meno evidenziata dall’esecuzione di prove con nero di carbonio trattato con plasma di aria. Presupposto dell’azione accelerante del CBS è l’adsorbimento di quest’ultimo sulla superficie del nero di carbonio. Tale adsorbimento si verifica soprattutto quando la differenza di polarità tra nero di carbonio, più o meno polarizzato ad esempio da trattamenti con plasma, e elastomero è sufficientemente alta. L’articolo è lungo e non risulta di lettura molto agevole, anche per i caratteri tipografici con cui viene presentato. (L’articolo è in lingua inglese)

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materie prime NANOTUBI DI CARBONIO IN GOMME SILICONICHE

L. Bokobza, M. Rahmani - Liliane.Bokobza@espci.fr; Kautschuk Gummi Kunststoffe (KGK); 62/3-112-2009. Rif. E2687.

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articolo promette di dischiudere un importante capitolo riguardante gli articoli di gomma siliconica, nei quali normalmente si sfrutta la compatibilità e il potere rinforzante di cariche silicee e nei quali normalmente non è previsto l’ausilio di neri di carbonio. Nell’articolo qui recensito si menziona però la possibilità di sfruttare l’interazione tra elettroni pi-greco di gruppi CH-π negli elastomeri metilsiliconici e gli elettroni π presenti sulla superficie dei nanotubi di carbonio. Gli autori espongono loro esperienze eseguite su polidimetilsilossani (PDMS) e Multiwall Carbon Nanotubes (MWNT). I PDMS impiegati sono caratterizzati dalla presenza di precursori sililici -SiH che vengono innestati su materiali siliconici insaturi contenenti doppi legami, o quanto meno sono caratterizzati dalla presenza di polimeri contenenti funzionalità viniliche, sulle quali vengono addizionati polimeri silossanici tetrafunzionali contenenti gruppi idrosililici SiH. La reazione viene condotta per mezzo dell’azione di catalizatori platinici (Platino-dimetiltetrametildisilossano). (Nota - normalmente le gomme siliconiche a vulcanizzazione platinica sono appunto caratterizzate da gruppi vinilici pendenti.) Viene descritto nell’articolo un tipo di preparazione del nanocomposito, poi caratterizzato. La procedura di preparazione non ha niente in comune con la preparazione di una mescola elastomerica. I nanotubi di carbonio Nanocil 7000 della ditta Nanocyl S.A. (Belgio) vengono dispersi nel PDMS, che è liquido, con l’ausilio di ultrasuoni. Il PDMS può anche essere impiegato in soluzione di alcool isopropilico. Una dispersione stabile viene ottenuta dopo circa 7 giorni. La “confezione” di una mescola avviene disperdendo dapprima il MWNT in alcool isopropilico, indi aggiungendo tale dispersione al PDMS e mantenendo 12

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sotto agitazione la massa, che è liquida, fino a completa evaporazione del solvente. Infine viene aggiunto il reticolante e i provini vengono ottenuti per colata sotto forma di film di spessore di circa 400 micrometri. Gli autori espongono le caratteristiche meccaniche. Essi accennano a significativi aumenti di queste ultime, rispetto a quelle della matrice siliconica non contenente cariche, procurati dall’aggiunta dei nanotubi MWNT. Purtroppo però essi non mostrano il carico di rottura realizzato, ma dichiarano soltanto il modulo della matrice: 0,136 MPa. Essi indicano tuttavia una equazione, che esprime il modulo realizzabile in funzione della frazione volumica della carica (MWNT) e in funzione del coefficiente di forma. E = Eo * (1+0,67 *f *Φ + 1,62 * f^2 * Φ^2) dove E=modulo di elasticità realizzabile, Eo=modulo di elasticità della matrice, f=coefficente di forma (rapporto di aspetto), Φ=frazione volumica della carica (MWNT). L’addizione dei nanotubi MWNT alla matrice siliconica, dà luogo a riduzione del rapporto di rigonfiamento in cicloesano (da 6÷6,5 senza MWNT a circa 5 con presenza di 0,2 phr di MWNT); inoltre dà luogo a notevole riduzione della resistività elettrica (da 10^14 Ω.cm senza MWNT a 10^5 Ω.cm con presenza di 0,2 phr di MWNT). (L’articolo è in lingua inglese)

prodotti e processi PRODUZIONE IN CONTINUO DI MESCOLE CONTENENTI SILICE

W. Michaeli, E. Haberstroh, H. Köppen - koeppen@ikv.rwth-aachen.de; Gummi Fasern Kunststoffe (GAK); 62/2-81- 2009. Rif. E2688.

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a silice precipitata, importante carica chiara da molti decenni impiegata nelle mescole di gomma per incrementare la resistenza alla lacerazione dei vulcanizzati, ha assunto ulteriore significato da quando essa è stata introdotta su larga scala in mescole speciali per la

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produzione di battistrada di pneumatici, ottenendo riduzione della resistenza al rotolamento, miglioramento della resistenza alla lacerazione e miglioramento di tenuta su terreno bagnato. Il problema della compatibilizzazione tra la natura polare della siice e la natura apolare della parte elastomerica è stato risolto con l’impiego di alcossisilani bifunzionali, che, ad opera dei gruppi alcossi, danno luogo a sviluppo di alcool e ad innesto sulla silice precipitata, riducendo alquanto la polarità di questa ultima e nello stesso tempo fornendo al sistema gruppi reattivi con l’elastomero nel corso della vulcanizzazione.

Gli autori, dello IKV di Aachen (Institut für Kunststoffverarbeitung), nell’intento di moderare l’effetto di sviluppo di alcool nell’atmosfera, propongono un sistema di confezione delle mescole contenenti silice precipitata in estrusori bivite anziché in mescolatori chiusi, perché in tal modo viene reso più facile diluire l’effetto dello sviluppo di alcool (in genere etanolo). Quanto sopra descritto è ben schematizzato nel corso dell’articolo, puntualizzando con chiarezza l’avvento dei due tempi della reazione di innesto silanico sulla silice con formazione di legami covalenti, nonché l’avvento delle reazioni che nel corso della vulcanizzazione inseriscono in una matrice poliisoprenica mediante legami co-


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valenti tutta la costruzione risultante da silice-silano. La produzione in continuo viene studiata impiegando estrusore bivite a viti corotanti, sulla base di sequenze di accoppiamenti degli elementi delle viti in relazione alle particolari funzioni nella zona dell’estrusore. Gli elementi hanno configurazione diversa e di essi sono riportate le funzioni per cui sono studiati: trasporto, mescolazione, rimando. Inoltre la loro posizione nel barrel è prevista anche in relazione ad aperture nella superficie di contorno del barrel stesso. La rimozione dell’etanolo sviluppato viene facilitata dall’applicazione di una corrente di CO2. Viene riportato un esempio di mescolazione in un estrusore bivite ZSK 26 MCC della ditta Coperion Werner und Pfleiderer di una mescola di SSBR/BR contenente 80 phr di silice (descritta come granulato polverulento) adeguatamente preparata con procedimenti di dosatura in continuo. Sono raffigurati due esempi di vite, mostrando che con la prima esistono due zone di elementi di mescolazione, mentre con la seconda ne esistono tre. Pertanto lungo la seconda vite viene realizzato maggiore effetto di taglio con maggiore sviluppo termico: 172°C con la seconda vite e 162°C con la prima vite, ove poi con entrambe le viti si arriva allo scarico alla medesima temperatura di circa 90°C . Viene comunque curato che nella zona in cui avviene la silanizzazione la temperatura risulti tra 140°C e 160°C e che successivamente venga realizzato un raffreddamento al disotto di 120°C, fino ad arrivare allo scarico al livello termico sopraindicato. Le mescole realizzate vengono analizzate con spettroscopia EDX (Energy Dispersion Röntgenspettroscopie). La silice appare uniformemente distribuita, ma fa notare la presenza di alcuni agglomerati residui di alcune centinaia di nanometri: gli autori pensano di migliorare ulteriormente la situazione applicando il vuoto all’estrusore. Con tale mezzo essi si aspettano di evidenziare anche una ulteriore diminuzione dell’interazione carica-carica, valutabile come minore entità di effetto Payne sul crudo.

materie prime ASPETTI DELLA MESCOLAZIONE DEL SULFRON 3001

R. N. Datta, N. Huntink, M. van der Made - Rabin.Datta@Teijinaramid. com; Kautschuk Gummi Kunststoffe (KGK); 62/3-108-2009. Rif. E2689.

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l prodotto aramidico Sulfron 3001 è stato più volte divulgato ed è un prodotto diffusamente impiegato in mescole per battistrada di pneumatici a bassa resistenza al rotolamento con buona aderenza sul terreno bagnato. Rabin Datta ricorda nel presente articolo che la tecnologia del “green tire” prevede l’uso di mescole basate su gomme sintetiche (S-SBR/BR con adatto contenuto di forma vinilica nella frazione polibutadienica) contenente un sistema silice/silani. Mentre il fatto è conclamato e diffuso nei pneumatici vettura, non lo è per niente nel settore dei pneumatici autocarro. Lo stesso Rabin Datta nell’articolo qui recensito afferma che nei pneumatici autocarro, ove si impiega prevalentemente gomma naturale, la tecnologia silice-silani non può essere impiegata. Per il Sulfron 3001 viene dichiarata la seguente composizione percentuale:Twaron PPTA 40 parti; stearato di stearile (cera) 30 parti; ausiliario di lavorazione 20 parti; prodotti chimici reagiti 10 parti. Viene riportata la composizione di una mescola NR/BR 80/20 contenente 53 phr di nero N326 con sistema vulcanizzante CBS/S 1,5/1,5 phr, nella qale è previsto 1,25 phr di Sulfron 3001. Il Sulfron 3001 va aggiunto nel mescolatore interno in fase di impasto insieme al nero di carbonio, mentre i componenti della vulcanizzazione vanno aggiunti su mescolatore aperto. Viene raccomandato di raggiungere nel mescolatore interno la temperatura di 155°÷165°C con velocità dei rotori elevata (145 rpm), curando che per 2 minuti e 30s la temperatura dell’impasto risulti maggiore di 150°C. Viene molto insistito sulla importanza della realizzazione di effetto Payne contenuto (misura di G’ con RPA 2000 a 100°C a 0,5 Hz con ampiezza a 0,7 %, seguita da misura con ampiezza a 100%)

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Siccome è fondamentale condurre una storia termica a temperatura elevata durante la mescolazione, allo scopo di eseguire correttamente il trattamento dinamico del nero di Carbonio con il Sulfron 3001, vengono riportate diverse sequenze termiche di mescolazione, indicando le temperature realizzate, le isteresi realizzate (tandelta), gli effetti Payne riscontrati. Viene riportato che il trattamento con Sulfron 3001 dei neri di carbonio della serie N100 e della serie N200 in mescole per battistrada si risolvono con una diminuzione di isteresi di 15%÷20%, mentre con neri di carbonio della serie N300 (N326) in mescole per cintura si risolvono con una diminuzione di isteresi di 30%. (L’articolo è in lingua inglese)

prodotti e processi INFLUENZA DELLA POMPA A INGRANAGGI SULLA SPUGNOSITÀ DEI PROFLATI

Walter Michaeli, Kira Westermann westermann@ikv.rwth-aachen; Gummi Fasern Kunststoffe (GAK); 62/294- 2009. Rif. E2690.

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a struttura cellulare dei profilati serve a migliorare diverse prestazioni fisiche, come ad esempio il comportamento smorzante, l’isolamento dalla temperatura e dal rumore. La spugnosità viene normalmente ottenuta durante il processo di vulcanizzazione per effetto di sviluppo di sostanze gassose provocato dalla decomposizione di opportuni agenti chimici introdotti nella mescola insieme agli altri componenti di questa. Il compito della pompa a ingranaggi per mantenere la costanza di pressione in un procedimento continuo di estrusione è stato intensivamente studiato presso l’Istituto per la lavorazione delle materie plastiche RTHW di Aachen, presso

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cui operano gli autori. Nell’articolo vengono esposti i risultati ottenuti con due mescole di EPDM basate rispettivamente su Buna EP G 6850 e su Buna EP G 3850 della Lanxess con sistema vulcanizzante 1/1/1,5/1/2,5 phr S/Rhenocure Thiuram MS/EG-C/Rhenocure LDB-C/Vulkacit DM-C/Rhenocure DTMD 80. La spugnosità viene però ottenuta iniettando direttamente nell’estrusore una corrente di azoto e studiando quindi i risultati in funzione della pressione del gas. L’estrusore è dotato di due pompe a ingranaggi lungo la direzione di estrusione, che hanno il compito di regolare nell’estrusore la pressione interna che serve per il processo. Il processo dipende però formalmente dalla pressione della corrente di azoto impiegata come agente per ottenere la spugnosità. Di tale pressione esiste un valore critico minimo, al di sotto del quale la spugnosità non appare. La struttura delle spugnosità comunque è direttamente correlata con il diametro dell’ugello, attraverso il quale si introduce il gas (azoto). Sono riportate alcune fotografie esemplificative. Diametro dell’ugello di 2 mm viene indicato come ottimale. Interessante è anche la dipendenza del tipo di spugnosità ottenuta in funzione della pressione nel dispositivo di iniezione: un aumento di tale pressione causa una diminuzione del diametro delle celle e un aumento della numerosità delle celle stesse. Una analisi di ciò viene eseguita applicando un “Software Ozella” sviluppato presso l’IKV (Institut für Kunststoff Verarbeitung). Le prove eseguite dagli autori comprendono anche un esame dell’aggiunta alle mescolanze di EPDM 3850 di piccole quantità (3 phr) di cariche minerali, che funzionano come promotori di nucleizzazione aventi effetto sul tipo di spugnosità. Viene nominato un tipo di talco (Plustalc C2000) e un carbonato di calcio (Hydrocarb OG), che danno luogo rispettivamente alla formazione di celle di 2 micrometri e di 1,6 micrometri. Non viene indicato presso quali fornitori i due suddetti materiali siano reperibili. Come agente gassoso di spugnosità viene spesso citato il CO2, perché a 14

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contatto con le composizioni polimeriche giunge più in fretta a saturazione. Però viene segnalato il fatto, che usando il CO2 la spugnosità risulta meno regolare e con maggiore entità di celle aperte. Sono pubblicate nell’articolo le fotografie di sezioni di profilati a base di EPDM 3850, ove la sezione del profilato rigonfiato con 0,06% in peso di azoto, rispetto a quella del profilato rigonfiato con 1,5% in peso di CO2 presenta spugnosità molto più regolare, con celle più piccole e generalmente non rotte.

prodotti e processi ROTORE A 4 PALE “FOUR WING N ROTOR” PARTE 1

Richard J. Jorkasky II - Kobelko Stewart Bolling (www.ksbiusa.com; Rubber World; 239/5-13-Febbraio 2009. Rif. E2691.

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articolo inizia con una puntualizzazione davvero molto particolareggiata di eventi che hanno influenza sulla mescolazione e pertanto sulle proprietà delle mescole di gomma: la velocità dei rotori, il rapporto di frizione, la temperatura dell’acqua di raffreddamento, la natura e la quantità delle cariche e degli additivi, lo schema di mescolazione, il coefficiente di riempimento, la pressione del pistone, la sequenza dei passaggi della confezione, e, non ultimo, il fattore umano dipendente dagli addetti. L’effetto più importante è secondo l’autore dipendente dalla configurazione dei rotori del mescolatore interno, soprattutto nei riguardi della loro geometria: tangenziale o intermeshing. Nell’ambito della geometria intermeshing, la zona del mescolatore interno sede della mescolazione dispersiva e distributiva, è localizzata in una piccola area posta tra l’ala di uno dei rotori e il corpo dell’altro rotore. Nell’ambito della geometria tangenziale invece occorre innanzitutto distinguere tra diversi particolari costitutivi del mescolatore interno, considerando le differenze tra la configurazione “ a due pale”, “a quattro pale”, cui l’autore principalmente si riferisce, a “sei pale”. I rotori a quattro pale, introdotti fin

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dal 1939, hanno iniziato a trovare interesse a partire dagli anni ‘60 e ancor più a partire dagli anni ‘80 con il succedersi di modifiche strutturali concettualmente importanti, che hanno avuto sempre maggiore impatto sulla mescolazione nell’industria della gomma. Nell’articolo qui recensito compaiono diverse ottime fotografie, che prima di tutto chiariscono il concetto di “pala” e in secondo luogo permettono di comprendere che la mescolazione dipende da movimenti trasversali della massa in lavorazione causati dalla configurazione dei rotori: tali movimenti, combinati con quelli di rotazione dei rotori, realizzano la mescolazione. Le “pale” sono in realtà costituite da massicci andamenti della sezione dei rotori, che formano creste, denominate “ali”, con andamento sensibilmente spiraliforme. Su ogni rotore sussiste una coppia di creste lunghe e una coppia di creste corte ricavate verso le rispettive estremità dei rotori. Nei tipi di mescolatori a quattro pale meno moderni la coppia di creste lunghe di un rotore è contrapposta alla coppia di creste corte sull’altro rotore e i il rapporto tra la lunghezza delle creste lunghe rispetto a quella delle creste corte nei tipi standard più tradizionali è uguale a 2, mentre nei tipi H, più recenti, è uguale a 4. Nel 2006 sono stati introdotti i mescolatori interni a geometria tangenziale di tipo N. Questi differiscono dai tipi H e dai precedenti per il fatto che le creste corte su uno dei due rotori si trovano su entrambi i terminali; inoltre, per il fatto che le creste lunghe sui due rotori sono caratterizzate da angoli diversi. Il vantaggio della geometria tangenziale N consiste nel fatto che le creste lunghe meno angolate danno luogo a maggiore effetto di taglio rispetto a quanto succeda con creste lunghe ugualmente angolate; inoltre consiste nel fatto che lo sviluppo di temperatura risulta inferiore da 3°C fino a 20°C. La geometria tangenziale a quattro pale di tipo N è vantaggiosa anche perché l’uniformità della mescola risultante è migliore di quella che si ottiene con gli altri tipi di progettazione del sistema a quattro pale e che si possono realizzare vantaggi normalmente ottenibili con geometria intermeshing dato il minore sviluppo termico,


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prodotti e processi CYBER TIRE - CYBER WHEEL

Michael Scarlet; Tire Technology International; Marzo 2009-48-. Rif. E2692.

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yber tire è un pneumatico della Pirelli, nei fianchi del quale è annegato un sensore elettronico multifunzione del peso di circa 10 grammi. Dell’apparato esistono due forme: Cyber Lean, che è un sensore di pressione e temperatura governato da un cristallo piezoelettrico, ove le azioni su di esso provocate dalle accelerazioni del pneumatico generano un segnale elettrico, portato poi ad un segnale di 3 Volt di corrente continua usuale nella tecnica elettronica. Il Cyber Tire è invece molto più intelligente del Cyber Lean, perché è sensibile anche alle variazioni dell’area di impronta e a situazioni di scivolamento, in modo da assistere le operazioni elettroniche già in uso nell’auto, come l’ABS, l’ESP, l’ASR (whilspin control). Tali informazioni sono utili perché servono a richiamare l’attenzione del guidatore, soprattutto nei casi in cui egli sta richiedendo troppo al suo mezzo nei riguardi della tenuta di strada, della frenata e della accelerazione. Tali informazioni sono trasmesse al guidato-

re senza l’uso di fili, ma tramite centri siti nelle arcate delle ruote. L’ing. Giorgio Audisio, ingegnere capo del sistema pneumatici della Pirelli, spiega: il sistema è in grado di discriminare cinque livelli di ruvidità della strada ed è in grado di informare in ogni momento il guidatore sulla durata residua del pneumatico. Il Cyber Tire inoltre è in grado di segnalare la profondità del battistrada riferendosi a cinque livelli: su ciò non vengono per ora divulgati particolari perché ancora in corso di brevettazione.

Il sistema è anche in grado di comunicare l’entità della componente verticale del carico e l’estensione dell’area di impronta. Per realizzare ciò esistono diversi metodi: si può comunque grosso modo affermare, che quando il pneumatico marcia “dentro e fuori” l’area di impronta, in quel caso si registra una accelerazione. Conoscendo la velocità angolare della ruota, si riesce a valutare la lunghezza dell’area di impronta. Va precisato che per ogni determinato tipo di pneumatico la componente verticale del carico deve risultare proporzionale all’area di impronta e alla pressione di gonfiamento. Una ulteriore caratteristica del Cyber Tire è la valutazione di quanto i tasselli del battistrada dietro l’area di impronta incominciano a slittare, perché ciò sembra preludere a una uscita di strada. Anche questo, che è basato su un calcolo molto complesso, non viene divulgato, perché in fase di brevettazione. L’articolo qui recensito riporta un’altra notizia importante. Pirelli, oltre al Cyber Tire ha sviluppato anche il Cyber Wheel. Cyber Wheel è basato su sensori annegati nel cerchio della ruota, che raccolgono informazioni trasmesse meccanicamente riguardanti le forze che agiscono tra pneumatico e strada.

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Federazione Gomma Plastica (Stefania Vicario) - Tel. 02.43.92.81 - Fax 02.43.54.32 Desidero ricevere copia del testo in lingua originale. Numero di riferimento e titolo......................................................................................................................... Segnalati nella sezione “abbiamo letto per voi” apparsa nel numero......................................................... di “L’industria della Gomma /Elastica”. Nome e Cognome............................................................................................................................................ Azienda............................................................................................................................................................ indirizzo............................................................................................................................................................ Cap.....................Città...............................................................................Prov................................................ Data.................................Timbro................................................Firma.............................................................

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Giocare sicuri: una nuova direttiva europea di Beatrice Garlanda

La Gazzetta UE del 30 giugno 2009 pubblica la direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli. Il provvedimento sostituisce la direttiva 88/378/CEE che, da oltre vent’anni, disciplinava la materia. È evidente che il tema della sicurezza dei bambini è particolarmente sentito tra i consumatori ed è altrettanto evidente che la tecnologia del settore dei giocattoli si è, dal 1988 ad oggi, ampiamente innovata. Il legislatore ha, di conseguenza, ritenuto opportuno rivedere la normativa di merito, predisponendo un testo adeguato alla situazione di mercato attuale. Inoltre, il sistema istituito dalla nuova direttiva dovrebbe incoraggiare e, in taluni casi, garantire la sostituzione delle sostanze e dei materiali pericolosi utilizzati nei giocattoli con sostanze o tecnologie meno pericolose, quando esistono alternative economicamente e tecnicamente idonee. Prima di esaminare gli aspetti salienti della nuova direttiva, ricordiamo che è entrata in vigore il 20 luglio 2009. Gli Stati membri dovranno recepirla entro il 20 gennaio 2011 ed applicarla entro il 20 luglio dello stesso anno. Va evidenziato che il nuovo provvedimento lascia impregiudicata l’applicazione della direttiva 85/374/CEE (responsabilità per danno da prodotti difettosi) e della direttiva 2001/95/CE (sicurezza generale dei prodotti) La direttiva 88/378/CEE, invece, sarà abrogata a decorrere dal 20 luglio 2011. L’art.2, paragrafo 1 e l’allegato II, parte 3 saranno abrogati a decorrere dal 20 luglio 2013.

Ambito d’applicazione l provvedimento contiene disposizioni sia sulla sicurezza dei giocattoli sia sulla loro libera circolazione nella UE.

Esso ha ampia portata, applicandosi ai giocattoli intesi come “prodotti progettati o destinati, in modo esclusivo o meno, ad essere utilizzati per fini di gioco da bambini d’età

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inferiore a 14 anni”. Per evitare che sorgano equivoci, l’allegato I del nuovo testo elenca i prodotti che non possono essere considerati giochi, tra i quali citiamo- a titolo d’esempio- le biciclette con un’altezza massima alla sella di oltre 435 mm, le attrezzature sportive (es. pattini, skateboard) destinati a bambini con massa corporea superiore a 20 kg, veicoli elettrici, attrezzature nautiche (es. canotti), prodotti destinati a collezionisti adulti, decorazioni ed addobbi. Esclusi dal campo d’applicazione anche i prodotti elettrici alimentati con tensione superiore a 24 volt, PC e console di gioco non concepiti espressamente per bambini, trasformatori elettrici, succhiotti per neonati. Inoltre, l’art.2 stabilisce che la direttiva non si applica a: - attrezzature per aree da gioco per uso pubblico - macchine da gioco automatiche, per uso pubblico - veicoli giocattolo con motore a combustione - macchine a vapore giocattolo - fionde e catapulte

Requisiti generali di sicurezza All’atto dell’immissione dei loro giocattoli sul mercato, i fabbricanti


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garantiscono che essi siano stati progettati e fabbricati conformemente ai requisiti generali di sicurezza previsti dall’art.10 ed ai requisiti specifici di sicurezza di cui all’allegato II. Premettiamo che per “immissione sul mercato” si deve intendere “la prima fornitura di un giocattolo per la distribuzione, il consumo o l’uso sul mercato comunitario nel corso di un’attività commerciale a titolo oneroso o gratuito”. Fabbricante è, invece, “la persona fisica o giuridica che fabbrica un giocattolo, oppure lo fa progettare o fabbricare, o lo commercializza apponendovi il proprio nome o marchio”. In base all’art.10 sopra citato, i giocattoli, comprese le sostanze chimiche che contengono, non devono compromettere la sicurezza o la salute dell’utilizzatore o di terzi, purché siano utilizzati conformemente alla loro destinazione o ne sia fatto un uso prevedibile tenuto conto del comportamento abituale dei bambini. Le etichette e le istruzioni per l’uso di cui i giocattoli sono provvisti, devono richiamare l’attenzione dei bambini, o di chi effettua la sorveglianza, sui pertinenti pericoli e sui rischi di danno che l’uso dei giocattoli comporta e su come evitare tali rischi e pericoli. Va sottolineato che i giocattoli immessi sul mercato devono essere conformi ai requisiti essenziali di sicurezza per l’intera durata di impiego prevedibile dei giocattoli stessi

Requisiti specifici di sicurezza I requisiti specifici di sicurezza sono elencati nell’allegato II e riguardano le proprietà fisico-meccaniche, l’infiammabilità, le proprietà chimiche, le proprietà elettriche, l’igiene e la radioattività. Prima di esaminare le proprietà sopra citate, va segnalato che i gio-

cattoli devono essere conformi alla normativa generale sui prodotti chimici, in particolare al regolamento 1907/2006 (REACH)

Proprietà fisico meccaniche Le principali proprietà fisico meccaniche che, ai sensi della direttiva in esame, i giocattoli devono possedere sono le seguenti: - i giocattoli, o parti di essi, non devono rompersi o deformarsi a causa delle sollecitazioni cui sono sottoposti durante l’uso - i bordi, le sporgenze ecc.. devono essere costruiti in modo tale da ridurre al minimo i rischi per l’incolumità del bambino - devono anche essere ridotti al minimo i rischi connessi al movimento del giocattolo - i giocattoli o le loro parti (o gli imballaggi) non devono comportare un rischio di strangolamento o di asfissia - i giocattoli destinati alla prima infanzia, i loro componenti o le loro parti staccabili devono avere dimensioni tali da prevenire l’ingestione o l’inalazione. Anche i giocattoli contenuti in alimenti od incorporati ad essi devono avere un loro imballaggio sufficientemente grande da non essere ingerito o inalato - sono vietati i giocattoli che sono solidalmente attaccati al prodotto alimentare al momento del consumo, tanto da richiedere la consumazione del prodotto alimentare perché si possa accedere al giocattolo I giocattoli, inoltre, devono essere costruiti in modo tale da garantire che: a) la temperatura minima e massima di ogni superficie accessibile non provochi lesioni in caso di contatto e b) i liquidi ed i gas contenuti nel giocattolo non raggiungano temperature e pressioni tali che la loro fuoriuscita dal giocattolo possa provosettembre

care ustioni, scottature o altre lesioni. I giocattoli destinati a produrre un suono devono essere progettati e costruiti considerando i valori massimi del rumore- sia impulsivo sia prolungato- in modo che il suono emesso non possa danneggiare l’udito dei bambini.

Infiammabilità I giocattoli devono essere costituiti da materiali conformi ad una o più delle seguenti condizioni: a) non bruciano se direttamente esposti all’azione di una fiamma, ad una scintilla od a qualsiasi altra potenziale fonte d’incendio b) non sono facilmente infiammabili c) qualora prendano fuoco, bruciano lentamente d) indipendentemente dalla composizione chimica del giocattolo, sono progettati in modo da ritardare meccanicamente il processo di combustione. Inoltre segnaliamo che i giocattoli non devono contenere sostanze o miscele che: a) in caso di miscelazione tra loro possano esplodere per reazione chimica o per riscaldamento b) possano esplodere se miscelate con sostanze ossidanti; oppure c) contengano componenti volatili infiammabili a contatto con l’aria e tali da formare miscele di aria/vapore infiammabili o esplosive.

Proprietà chimiche I giocattoli non devono presentare rischi di effetti nocivi sulla salute dovuti all’esposizione alle sostanze o alle miscele chimiche di cui gli stessi sono costituiti o che sono in essi contenuti, ove i giocattoli siano utilizzati conformemente alla loro destinazione o in modo prevedibile. Essi devono essere conformi alla legislazione UE su determinate categorie di prodotti, se pertinente, ed

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Tabella 1: fragranze allergizzanti che non devono essere contenute nei giocattoli Denominazione della fragranza allergizzante Olio di radice di enula Allil isotiocianato Cianuro di benzile 4-terz-butilfenolo Olio di chenopodio Ciclaminalcol Maleato di dietile Diidrocumarina 2,4-diidrossi-3-metil-benzaldeide 3,7-dimetil-2-octen-1-olo 4,6-dimetil-8-terz-butil-cumarina Citraconato di dimetile 7,11-dimetil-4,6,10-dodecatrien-3-one 6,10-dimetil-3,50.9-undecatrien-2-one Difenilammina Acrilato di etile Foglia di fico, fresca e in preparati Trans-2-eptenale Trans-2-esenale-dietilacetale Trans-2-esenale-dimetilacetale Alcol idroabietilico 4-etossifenolo 6-isopropil-2-decaidronaftalenolo 7-metossicumarina 4-metossifenolo 4- (p-metossifenil)-3-butene-2-one 1-(p-metossifenil)-1-penten-3-one Metil-trans-2-butenoato 6-metilcumarina 7-metilcumarina 5-metil-2,3-esandione Olio di radice di costo 7-etossi-4-metilcumarina Esaidrocumarina Balsamo del Perù grezzo 2- pentilidencicloesanone 3,6,10-trimetil-3,5,9-undecatrien-2-one Essenza di verbena Muschio di ambretta 4-fenil-3-buten-2-one Amil cinnamal Alcol amilcinnamico Alcole benzilico Salicilato di benzile Alcol cinnamico Cinnamal Citrale Cumarina Eugenolo Geraniolo Idrossicitronellale Idrossimetilpentilcicloesencarbossaldeide Isoeugenolo Estratti di Evernia prunastri Estratti di Evernia furfuracea

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N° CAS 97676-35-2 57-06-7 140-29-4 98-54-4 8006-99-3 4756-19-8 141-05-9 119-84-6 6248-20-0 40607-48-5 17874-34-9 617-54-9 26651-96-7 141-10-6 122-39-4 140-88-5 68916-52-9 18829-55-5 67746-30-9 18318-83-7 13393-93-6 622-62-8 34131-99-2 531-59-9 150-76-5 943-88-4 104-27-8 623-43-8 92-48-8 2445-83-2 13706-86-0 8023-88-9 87-05-8 700-82-3 8007-00-9 25677-40-1 1117-41-5 8024-12-2 83-66-9 122-57-6 122-40-7 101-85-9 100-51-6 118-58-1 104-54-1 104-55-2 5392-40-5 91-64-5 97-53-0 106-24-1 107-75-5 31906-04-4 97-54-1 90028-68-5 90028-67-4

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attenersi alle restrizioni applicabili ad alcune sostanze o miscele. In particolare i giocattoli che siano essi stessi sostanze o miscele devono essere conformi alla direttiva 67/548/ CCE sulle sostanze pericolose, alla direttiva 1999/45/CE sui preparati pericolosi ed, ove applicabile, al regolamento 1272/2008 su certe sostanze e miscele. Ricordiamo che la nuova direttiva proibisce l’uso di sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (CMR) sia nei giocattoli, sia nei componenti del giocattolo stesso sia nelle parti distinte da essi a livello microstrutturale. Sono previste deroghe, alle condizioni dettate dalla direttiva stessa. Ammesso il nichel contenuto nell’acciaio inossidabile, poiché se ne è dimostrata la sicurezza. È, invece, vietato l’uso di nitrosammine e di sostanze nitrosabili nei giocattoli destinati a bambini di età inferiore a 36 mesi od in altri giocattoli destinati ad essere portati alla bocca, qualora la migrazione di tali sostanze sia pari o superiore a 0,05 mg/kg per le nitrosammine e a 1 mg/kg per le sostanze nitrosabili. È anche da segnalare che i giocattoli cosmetici, come cosmetici per le bambole, devono rispettare le prescrizioni in materia di composizione e di etichettatura fissate dalla direttiva 76/768/CEE I giocattoli, inoltre, non devono contenere- salvo deroghe- le allergizzanti riportate nella Tabella 1. La presenza di tracce di tali fragranze è tuttavia consentita purché tecnicamente inevitabile in base alle norme di buona fabbricazione e non superi i 100 mg/kg. Inoltre sul giocattolo, sull’etichetta, sull’imballaggio e nelle istruzioni allegate al giocattolo devono essere indicate le denominazioni delle allergizzanti di cui alla Tabella 2, qualora esse siano aggiunte in quanto tali nel giocattolo in concentrazioni superiori a 100 mg/kg del giocattolo o delle sue componenti. Anche in questo caso sono previste deroghe. La direttiva, inoltre, prevede limiti di migrazione speciTabella 2: fragranze allergizzanti da indicare obbligatoriamente Denominazione della fragranza allergizzante Alcol anisilico Benzoato di benzile Cinnamato di benzile Citronellolo Farnesolo Esilcinnamaldeide Litiale d-limonene Linaiolo Metileptin carbonato

N° CAS 105-13-5 120-51-4 103-41-3 106-22-9 4602-84-0 101-86-0 80-54-6 5989-27-5 78-70-6 111-12-6


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fici per i seguenti elementi, se presenti nei giocattoli o nei loro componenti: alluminio, antimonio, arsenico, bario, boro, cadmio, cromo (III), cromo (VI), cobalto, rame, piombo, manganese, mercurio, nickel, selenio, stronzio, stagno, stagno organico, zinco. I limiti di cui sopra non si applicano ai giocattoli od ai loro componenti per i quali è escluso chiaramente qualunque pericolo dovuto alle azioni di succhiare, leccare, ingerire od al contatto prolungato con la cute.

Proprietà elettriche Ricordiamo che la tensione di alimentazione nominale nei giocattoli, o parti accessibili di questi, non deve superare i 24 volt in corrente continua o corrente alternata equivalente. Lo stesso limite è fissato per la tensione interna nominale, salvo che sia garantito che il voltaggio o la combinazione di corrente prodotta non determini alcun rischio o shock elettrico dannoso, anche nel caso in cui il giocattolo sia rotto. Il giocattolo deve essere adeguatamente isolato e meccanicamente protetto per prevenire il rischio di shock elettrici. Le temperature massime raggiunte da tutte le superfici direttamente accessibili non devono essere tali da provocare ustioni da contatto. I giocattoli elettrici devono essere adeguatamente protetti contro i rischi d’incendio. La progettazione e la costruzione del gioco devono essere tali da non creare pericoli per la salute o rischi di lesioni agli occhi o alla cute derivanti da laser, LED e qualsiasi altro tipo di radiazione. Il trasformatore elettrico, infine, non deve essere parte integrante del giocattolo

Igiene I giocattoli devono essere progettati e fabbricati in modo da soddisfa-

re i requisiti di igiene e pulizia, così da evitare rischi di infezione, malattia e contaminazione. Particolare attenzione deve essere prestata ai giocattoli destinati alla prima infanzia

Radioattività I giocattoli devono essere conformi alle pertinenti disposizioni di cui al capo III del Trattato istitutivo della Comunità europea dell’energia atomica

Avvertenze Qualora sia ritenuto opportuno per la sicurezza dell’uso, il giocattolo deve recare delle avvertenze di carattere generale (età minima o massima dell’utilizzatore, abilità dell’utilizzatore, suo peso, necessità della sorveglianza di un adulto). Per le categorie di giocattoli elencate nell’allegato V sono previste avvertenze specifiche ed indicazioni sulle precauzioni da seguire nell’utilizzo. Si tratta di: - giocattoli non destinati a bambini di età inferiore a 36 mesi - giochi di attività (arrampicarsi, saltare, scivolare ecc) - giocattoli funzionali (ovvero un giocattolo che svolge la stessa funzione ed è impiegato nello stesso modo di un prodotto, un apparecchio o un impianto destinato ad essere utilizzato da adulti) - giocattoli chimici (es. set per esperimenti chimici, laboratori in miniatura di ceramica, smaltatura o fotografia) - pattini, skateboard, monopattini e biciclette (venduti come giocattoli) - giocattoli nautici - giocattoli contenuti nei prodotti alimentari - imitazione di maschere e caschi di protezione - giocattoli destinati ad essere appesi ad una culla, un lettino o ad una carrozzina per mezzo di lacci, corde, elastici o nastri settembre

- imballaggio delle fragranze nei giochi olfattivi da tavolo (hanno lo scopo di insegnare al bambino a riconoscere diversi odori e profumi), nei kit cosmetici (servono a creare prodotti come profumi, saponi, creme) e nei giochi gustativi (permettono al bambino di preparare dolci o piatti che comportano l’uso di prodotti alimentari). Il fabbricante deve apporre le avvertenze in modo chiaramente visibile e facilmente leggibile e comprensibile. Le avvertenze sono apposte sul giocattolo o sul suo imballaggio o etichetta o istruzioni per l’uso.

Valutazione di conformità Prima d’immettere un giocattolo sul mercato, allo scopo di dimostrare che sono stati rispettati i requisiti di sicurezza, il fabbricante deve eseguire o far eseguire la procedura di valutazione di conformità di un giocattolo alle prescrizioni applicabili. Se il fabbricante ha applicato le norme armonizzate, riguardanti tutti i requisiti di sicurezza del giocattolo, i cui riferimenti sono stati pubblicati nelle Gazzette UE, egli deve seguire la procedura di controllo interno della produzione (modulo A allegato II della decisione 768/2008/CE sulla commercializzazione dei prodotti) Il giocattolo è sottoposto, invece, ad esame CE del tipo da parte di un organismo notificato ( art.20), congiuntamente alla procedura di conformità di cui al modulo C dell’allegato II della decisione 768/2008/CE se: a) non esistono norme armonizzate, i cui riferimenti siano stati pubblicati nelle Gazzette UE, riguardanti tutti i requisiti di sicurezza dei giocattoli di cui si tratta b) esistono le norme armonizzate, ma il fabbricante non le ha applicate o le ha applicate solo in parte c) le norme armonizzate contengono delle limitazioni

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d) il fabbricante ritiene che sia opportuna una verifica da parte di terzi

Dichiarazione ce di conformità Se la procedura di valutazione dimostra la conformità del giocattolo alle prescrizioni applicabili, i fabbricanti redigono, a norma dell’art.15, una dichiarazione CE di conformità ed appongono la marcatura CE. La dichiarazione di conformità contiene gli elementi di cui alla decisione 768/2008/CE e di cui all’allegato III della direttiva in oggetto. In particolare deve essere inserito chiaramente l’oggetto della dichiarazione (identificazione del giocattolo che ne consenta la rintracciabilità). Deve anche essere inclusa un’immagine a colori di chiarezza sufficiente a permettere l’identificazione del giocattolo. La dichiarazione di conformità è conservata per dieci anni, deve essere sempre aggiornata e con essa il fabbricante si assume la responsabilità della conformità del giocattolo.

Marcatura CE I giocattoli immessi sul mercato recano la marcatura CE che risponde ai principi generali di cui al regolamento 765/2008 (art.30). Gli Stati membri presumono la conformità del giocattolo recante la marcatura CE alla direttiva che stiamo trattando. La marcatura CE deve essere apposta dal fabbricante in modo visibile, leggibile ed indelebile sul giocattolo o su un’etichetta affissa o sull’imballaggio. Regole particolari sono previste per giocattoli di piccole dimensioni. La marcatura è apposta sul giocattolo prima della sua immissione sul mercato. Può essere seguita da un pittogramma o da un qualsiasi altro marchio che indichi un rischio o un impiego particolare. 20

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Documentazione tecnica Il fabbricante deve preparare la documentazione tecnica prevista dall’art.21. Essa deve essere redatta in una delle lingue ufficiali della Comunità e contenere tutti i dati necessari ed i dettagli relativi agli strumenti di cui il fabbricante s’è avvalso per garantire la conformità del giocattolo ai requisiti di sicurezza che abbiamo visto sopra. In particolare la documentazione tecnica contiene (allegato IV): a) una descrizione dettagliata della progettazione e della fabbricazione b) la o le valutazioni di sicurezza c) una descrizione della procedura di valutazione della conformità seguita d) una copia della dichiarazione CE di conformità e) l’indirizzo dei luoghi di fabbricazione e immagazzinamento f) copie dei documenti che il fabbricante ha presentato all’organismo notificato g) relazione delle prove e descrizione dei mezzi mediante i quali il fabbricante ha garantito la conformità della produzione alle norme armonizzate h) una copia del certificato d’esame CE del tipo, una descrizione dei mezzi con i quali il fabbricante ha garantito la conformità della produzione al tipo descritto in detto attestato, nonché copia dei documenti presentati dal fabbricante all’organismo notificato, se del caso. L’autorità di vigilanza del mercato di uno Stato membro può richiedere la documentazione tecnica o la traduzione di parti di essa in un termine che, generalmente, è di 30 giorni. Il fabbricante conserva la documentazione tecnica per dieci anni dopo l’immissione sul mercato del giocattolo.

Altri obblighi dei fabbricanti Oltre a quanto detto sopra, i fabbricanti devono garantire che siano predisposte le procedure necessarie settembre

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affinchè la produzione in serie continui ad essere conforme. A tal fine si tiene conto delle modifiche della progettazione e delle caratteristiche del giocattolo, nonché delle modifiche delle norme armonizzate di riferimento. Essi, inoltre, devono garantire che sui loro giocattoli sia apposto un numero di lotto, di serie, di modello o altro elemento equivalente che ne consenta l’identificazione oppure, se le dimensioni o la natura del giocattolo non lo consentono, che le informazioni prescritte siano fornite sull’imballaggio o in un documento d’accompagnamento del giocattolo. I fabbricanti indicano sul giocattolo (o imballaggio o documento d’accompagnamento) il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata o il loro marchio registrato e l’indirizzo dove possono essere contattati. Va anche segnalato che devono garantire che il giocattolo sia accompagnato da istruzioni ed informazioni sulla sicurezza fornite in una lingua o lingue che possano essere facilmente comprese dai consumatori. Inoltre i fabbricanti, a seguito di una richiesta motivata di un’autorità nazionale competente, forniscono a quest’ultima le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità del giocattolo. Essi cooperano con tali autorità per eliminare i rischi presentati dai giocattoli.

Obblighi dei rappresentanti autorizzati, degli importatori e dei distributori Il fabbricante può nominare, con mandato scritto, un rappresentante autorizzato. Non possono rientrare nel mandato gli obblighi relativi alla conformità ai requisiti di sicurezza (art.4, c.1) e la stesura della documentazione tecnica. Il rappresentante può:


Normativa | ELASTICA

a) mantenere a disposizione delle autorità nazionali di vigilanza la dichiarazione CE di conformità e la documentazione tecnica b) a seguito di una richiesta motivata di un’autorità nazionale competente, fornire la documentazione e le informazioni necessarie a dimostrare la conformità di un giocattolo c) cooperare con le autorità nazionali competenti al fine di eliminare i rischi presentati dai giocattoli Gli importatori devono immettere sul mercato solo giocattoli conformi. Devono assicurarsi che il fabbricante abbia provveduto alla procedura di valutazione di conformità, alla stesura della documentazione tecnica, alla marcatura di conformità. Gli importatori devono indicare sul giocattolo (o imballaggio o documento d’accompagnamento) il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata od il loro marchio registrato ed il loro indirizzo. Devono anche garantire che, mentre il gioco è sotto la loro responsabili-

tà, le condizioni d’immagazzinamento e trasporto non siano tali da mettere a rischio la conformità ai requisiti di sicurezza. Per proteggere la salute e la sicurezza dei consumatori, gli importatori possono eseguire prove a campione dei giocattoli, svolgere indagini, tenere un registro dei reclami. Se ritengono che un gioco non sia conforme alle norme armonizzate pertinenti, adottano le misure correttive necessarie. Conservano, inoltre, per dieci anni dall’immissione sul mercato la dichiarazione CE di conformità a disposizione dell’autorità di vigilanza Forniscono, infine, all’autorità nazionale competente, a seguito di richiesta motivata, le informazioni e la documentazione necessaria per dimostrare la conformità del giocattolo. I distributori, prima che un giocattolo sia messo a disposizione sul mercato, devono accertarsi che il giocattolo di cui si tratta rechi la marcatura prescritta, sia accompagnato dai

documenti necessari e da istruzioni e informazioni sulla sicurezza. Va segnalato che un importatore o distributore è considerato fabbricante, ai sensi della direttiva in oggetto, quando immette sul mercato un giocattolo con il proprio nome o marchio commerciale o modifica un giocattolo già immesso sul mercato in modo tale da condizionarne la conformità alle prescrizioni applicabili.

NOTIFICA Le procedure di notifica sono descritte dal capo V della direttiva stessa. Per ragioni di spazio ci limitiamo a ricordare che gli Stati membri notificano alla Commissione ed agli altri Stati membri gli organismi destinati a svolgere compiti di valutazione della conformità (art.20) Designano inoltre un’autorità di notifica che è responsabile dell’istituzione, della valutazione e della vigilanza degli organismi di valutazione della conformità. 

L'INDUSTRIA DELLA GOMMA / ELASTICA

Periodico mensile di informazione tecnica ed economica 570

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INCHIESTA MESCOLE

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LUGLIO • AGOSTO 2009 - NUMERO 6 6

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DIFETTOLOGIA

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Inchiesta tra i fornitori di materie prime

Molte incertezze ma qualche segno positivo

La battuta d’arresto è stata netta e le prospettive che il motore torni a girare a pieno regime ancora remote. Il quadro che emerge da questa nostra inchiesta tra i fornitori di materie prime per l’industria della gomma è ricco di preoccupazioni e incertezze, anche perché la crisi è globale e quindi ridotti i margini per recuperare su nuovi mercati quello che si è perso altrove. È vero anche che tra aprile e maggio la situazione, se non è migliorata, ha quanto meno cessato di peggiorare. Il che non basta però a far pensare, dicono tutti i nostri interlocutori, che il 2009 possa chiudersi con un segno positivo. In effetti quei piccoli segnali positivi potrebbero essere stati determinati da un processo di ricostituzione delle scorte più che da una vera e propria ripresa della domanda. C’è poi un’altra preoccupazione che vale la pena di segnalare. La crisi potrebbe travolgere aziende magari con le carte in regola sotto il profilo produttivo ma fragili finanziariamente e quindi esposte alle manovre di qualche raider spregiudicato. Un pericolo che si spera non si concretizzi. Che cosa consigliereste di fare in questa situazione? è stata la nostra ultima domanda. Le risposte sono incerte e in qualche misura imbarazzate. In realtà, dovendoci confrontare con una crisi a carattere generale, è difficile proporre delle ricette calibrate sull’industria della gomma. La più convincente risposta ci pare comunque quella che suggerisce “ricerca e ancora ricerca”; che ovviamente dovrebbe riguardare tutti gli aspetti dell’attività dell’impresa; non solo tecnologia e prodotto ma anche strategie commerciali e gestionali. Le risposte che abbiamo avuto alle nostre domande sono state raccolte tra giugno e luglio. Adesso siamo a settembre. Possiamo dire che è venuto il momento della verità. Vedremo nei prossimi numeri della rivista che cosa ci riserva.

settembre

Le nostre domande 1. Dopo la flessione della produzione e dei consumi verificatasi nel 2008, che cosa è successo nella prima metà del 2009 nel mercato interno e nei mercati esteri sui quali operate? 2. Che previsioni ritenete di poter fare per il secondo semestre e quindi come chiuderà l’anno? 3. Quale è attualmente il trend dei prezzi delle materie prime da voi trattate e cosa si prevede per i prossimi mesi? 4. Esiste, attuale o potenziale, una minaccia rappresentata dalle importazioni di prodotti dai paesi di nuova industrializzazione, Cina in primo luogo? 5. Se vi chiedessero di dare un consiglio ai vostri clienti sul modo migliore per uscire dalla crisi attuale, che cosa suggerireste?

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Gianpaolo Brembati EIGENMANN & VERONELLI 1. Se si poteva parlare di flessione nel 2008, sarebbe forse corretto parlare di colpo della strega nella prima metà del 2009. Eh sì, perché la situazione di fine anno si è ribaltata pari pari su gennaio quando, col cuore ancora gonfio di bontà natalizia e il fisico appesantito dalle libagioni capodannesche, tutti si apprestavano ad affrontare il nuovo anno con molta circospezione. E purtroppo lo scenario si è andato via via incupendo, così che il mercato italiano, come del resto tutti gli altri mercati mondiali, ha assistito ad un’impressionante mancanza di richiesta di manufatti da parte dei consumatori finali (il sottoscritto e voi che leggete), al di là della solita girandola di saldi illudenti i semplici e i bambini. Per sei mesi le vendite di gomma e prodotti chimici hanno segnato il passo, con punte negative anche oltre il 50% rispetto ad analogo periodo del 2008, mentre i prezzi scendevano in qualche caso a rotta di collo (vedi SBR) e sempre più aziende risultavano insolventi nei confronti dei fornitori. Aggiungiamo a questo panorama la volontà, soprattutto di grosse aziende, di ristrutturarsi in modo scientifico con rinnovati organigrammi e proliferazione di riunioni intese a discutere nuove strategie di marketing e riassetto di produzioni e nuova gestione di magazzino e sadiocosa, col risultato analogo alla battuta finale del marito che, chiesto alla moglie come avesse passato la giornata e avuto in risposta un effluvio di successivi termini quali meeting, briefing, marketing, finalization, brainstorming etc, sbottò: “Potevi dirmelo subito che non hai fatto un c…o per tutto il giorno!” Come in realtà commentò recentemente un mio cliente, che incontrai dopo un ennesimo incontro interno della 26

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Gianpaolo Brembati

sua azienda e disse: “Alla fine ci siamo guardati in faccia e ci siamo chiesti chi lavorerà e andrà a visitare i clienti sul mercato.” 2. Ragionevolmente nessuna previsione, a meno che non ci si unisca al coro delle Cassandre, che da tempo profetizzano per settembre lauti banchetti per avvoltoi sulle pelle di aziende fallite, o a quello di disinvolti politici, che proclamano festanti la fine della crisi. Lasciamo per ora parlare gli esperti (maddeché? direbbe il mio amico romano) e aspettiamo che qualcosa cominci a cambiare, forse davvero entro la fine dell’anno, che potrebbe… boh! 3. Altalenante tra aumenti, annunciati da qualche produttore forse per dare un po’ d’aria (avvelenata) ai concorrenti salvo la scontata marcia indietro o, meglio, il non luogo a procedere di fronte all’impossibilità pratica di spremere ancora limoni, pardon clienti, ormai vicini al collasso. Nei prossimi mesi i tentativi di aumenti si moltiplicheranno, con quale esito dipenderà ovviamente dallo stato di salute dell’economia in quel momento. 4. Toh! esiste una Cina che rompe le…uova nel paniere ai produttori nostrani. Novità stupefacente, e stai a vedere che ci sono anche altri paesi emergenti (India? Corea?) che ci stanno minacciando con le loro materie prime. Per fortuna non tutti i prodotti che settembre

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arrivano sul nostro mercato sono di buona qualità, anzi a volte sono di qualità assai scarsa e causano parecchi mal di testa a chi li vende e si vede bombardato da reclami e richieste di danni. Mi viene però un dubbio riguardo a questa minaccia, ormai realisticamente attuatasi: che non siano state società nostrane a percorrere per prime la strada di ricerca di esotici produttori per i prezzi bassissimi? alla faccia di sfruttamenti vari nei confronti di bambini e quant’altro, ma il dio denaro è soddisfatto. E adesso ci troviamo sul mercato di tutto, nonostante i brillanti ed efficaci sistemi di qualità e codici etici e REACH, che ogni azienda possiede a profusione e che qualche personaggio disinformato ritiene siano più d’impaccio che non d’aiuto alle aziende stesse. 5. Escludendo consigli mistici di pellegrinaggi in località più o meno esotiche (anche Caravaggio può bastare), non sarebbe una cattiva idea rispolverare vecchi detti popolari che, messi in pensione da mezzi mediatici supermoderni e tecnologicamente all’avanguardia, sono tuttavia ancora oggi una buona e sensata ricetta per molte situazioni. Pensiamo a “stringi la cinghia” 0e “pancia a terra” per esempio, per cui risparmi mirati con l’eliminazione di spese superflue ed impegno maggiore nelle casistiche di lavoro, privilegiando la pratica alla teoria e al parlar vanesio.

Pierluca Coffanetti SAFIC ALCAN 1. Non ho notato inversioni di tendenza, la richiesta di materie prime ha continuato a calare anche se, a partire da maggio, in modo meno evidente. Sa-


Inchiesta tra i fornitori di materie prime

fic Alcan Italia ha attività in vari campi, quello della gomma è sicuramente il settore dove la diminuzione della domanda si è fatta sentire maggiormente. 2. Ritengo improbabile un aumento della domanda nel corso del 2009, a questo si deve aggiungere la decisione di DuPont di interrompere la produzione di Hypalon. Pertanto non penso che la seconda metà del 2009 possa portare ad un recupero, anche parziale, di quanto perso nei mesi precedenti. 3. I nostri fornitori hanno ormai raggiunto il fondo, non è possibile pensare che la tendenza al ribasso dei prezzi possa continuare. Segnali opposti già arrivano dai produttori di quelle materie prime maggiormente legate al prezzo del greggio; infatti alcuni nostri fornitori di polimeri hanno già annunciato (o lo faranno presto) aumenti dei prezzi di vendita. Per quanto riguarda i prodotti chimici probabilmente i prezzi rimarranno stabili ai livelli attuali fino a che la domanda non ricomincerà a salire. Diciamo e speriamo nel 2010. 4. Più che una minaccia è una realtà, i prodotti provenienti dai paesi emergenti sono da tempo normalmente utilizzati dai nostri clienti. Allo stesso tempo i nostri clienti si confrontano ogni giorno con la concorrenza proveniente da questi paesi. Penso che esistano due modi per non essere tagliati fuori dal mercato: offrire una qualità superiore (che sia qualità del prodotto o del servizio) oppure allearsi con loro. Noi cerchiamo di seguire le due strade. 5. Domanda difficilissima, guardando in casa nostra posso dire che quello che permette alla Safic Alcan Italia di guardare con speranza al futuro è la diversificazione. Come ho

detto in precedenza alcuni settori di cui ci occupiamo stanno risentendo maggiormente della crisi mentre altri sembrano immuni o addirittura in crescita. Capisco però che paragonare l’attività di un distributore a quella di un’azienda manifatturiera non sia semplice.

Cinzia Gottero EICO NOVACHEM 1. Molti nostri clienti hanno risentito della crisi e quindi anche le nostre vendite hanno subito delle flessioni. In particolare vediamo che alcuni settori non hanno neppure una minima ripresa e questo porta anche alla sfiducia del cliente. Alcuni combattono e si mettono sulla strada di nuove aperture produttive con materiali nuovi per vedere di essere innovativi e pronti con nuovi sviluppi. 2. Non ci sentiamo di fare previsioni positive, ma bensì di stare attenti a investire le nostre energie su progetti concreti che daranno contributo a noi e alle aziende e quindi a tutto il sistema produttivo. I nostri principals stanno investendo molto in prove di labora-

Cinzia Gottero settembre

torio per trovare alternative migliorative ai materiali già conosciuti. Molti prodotti da siti produttivi diversi ora sono stati presentati anche per il settore gomma. I risultati stanno arrivando con una certa soddisfazione. 3. Nonostante le richieste di sconti sui materiali, possiamo dire che dal terzo quarter prevediamo un aumento delle materie prime che fermerà la discesa. Il petrolio è salito e conseguentemente anche i prezzi dei prodotti. 4. Questa minaccia esiste da ormai diversi anni e non solo dalla esplosione della crisi. I prodotti arrivano e vengono proposti pure a noi. Alcuni sono accettabili ma altri non ci danno garanzia di continuità qualitativa. 5. Poco possiamo dire ai clienti che meglio di noi sanno come fare e cosa fare. Le opportunità si trovano anche dando spazio a nuovi progetti e prove che spesso il laboratorio non poteva e non intendeva fare. Quindi ricerca e ancora ricerca…

Mario Valanzese CALDIC 1. “Panico Totale”. Scherzi a parte, la confusione ha regnato sovrana. Infatti se da un lato i clienti hanno forzatamente messo come prioritari destocking e riemissione ordini per meno del necessario, dall’altro lato alcuni produttori o meglio alcuni distributori/traders hanno buttato sul mercato ingenti quantità di materie prime a prezzi senza senso con il solo obiettivo di emettere qualche fattura, ma dando soprattutto false notizie ed illusioni ai clienti che, una volta finite queste occasioni di fine stagione hanno dovuto fare i conti con la realtà del mercato, ben diversa da come gli è stata raccontata.

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sigli, mi piacerebbe avere un dialogo scambiando opinioni reciprocamente.

Stefano Corna IMCD

2. Partendo dal presupposto che nonostante tutto nel 2009 Caldic Italia ha aumentato il suo organico, ampliato il suo portafoglio prodotti e continuato a fare utili, direi che tutto sommato non sta andando male, anche se ovviamente rispetto allo scorso anno un calo di fatturato sui prodotti tradizionali lo abbiamo registrato, così come abbiamo notato una debole, ma significativa ripresa da aprile in poi. 3. Come dicono tutti i produttori, i prezzi sono destinati ad aumentare anche se tutta questa domanda, soprattutto dai paesi asiatici non mi sembra ci sia concretamente. Ma a parte questo ritengo che il livello raggiunto sia molto basso ed inevitabilmente destinato a salire. 4. La vera minaccia, non sono i produttori, bensì gli importatori di materiali dalla Cina e aggiungerei dall’India, che a costo di avere prodotti in più e coprire nuovi mercati invadono, senza avere le conoscenze necessarie, arrecando danni ai clienti e al mercato. Speravo, e non credo di essere il solo, che il famigerato regolamento REACH portasse un po’ di disciplina in più a riguardo, ma così non è stato purtroppo. 5. Ritengo che la maggioranza dei nostri clienti abbia un’ottima gestione manageriale e più che dare dei con-

1. Purtroppo dopo la flessione della produzione del 2008 non abbiamo potuto fare altro che constatare un ulteriore calo produttivo. La contrazione del mercato ha raggiunto e sta superando il momento di maggiore difficoltà. I consumi di noi utenti finali sono sicuramente scesi ma non rispecchiano e non giustificano assolutamente il calo di vendite e produttivo riscontrato presso i nostri clienti. È quindi naturale pensare che vi siano altre cause concomitanti che personalmente ho identificato con “le scorte” (di materie prime, di semi lavorati, di prodotti finiti) e “la sovrapproduzione”. 2. Fare previsioni in questo periodo è il modo migliore per farsi smentire dai fatti. Personalmente ho la sensazione che il calo produttivo sia giunto al limite minimo e che quindi passeremo un periodo (spero breve) a questi bassi livelli per poi iniziare una graduale ripresa. Il secondo semestre 2009 potrà godere solo a fine anno di questa potenziale lieve ripresa, una calo di volumi del 2009 rispetto al 2008 è ovviamente scontato. 3. Attualmente i prezzi delle materie prime sono in un momento di stallo. Sono recentemente scesi ed ora in attesa delle richieste di mercato sono costanti. Potrebbero verosimilmente esserci sensibili aumenti in caso di ripresa di mercato. 4. Non più che nel recente passato. Siamo in una fase di calo generale e non di fuga degli acquisti verso prodotti low price.

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Mario Valanzese

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Stefano Corna

5. Non credo sia possibile dare consigli, posso esprimere un parere personale che non pretende di essere replicato in altre società e per altre persone. Ritengo necessario dividere ancora più che in passato le attività di ognuno di noi in due parti, l’attività pratica produttiva, di analisi costi, di scelta materie prime, di ricerca e sviluppo e quella di “atteggiamento al lavoro”. Non bisogna assolutamente trascurare gli aspetti soliti (ma non per questo poco importanti) del lavoro. Dobbiamo verificare e andare a fondo in tutti gli aspetti per ottenere il miglior risultato possibile sotto tutti i punti di vista, nulla va lasciato al caso. Non sempre il minor prezzo è la scelta migliore, per intendersi. L’atteggiamento al lavoro è però oggi la carta vincente; l’ansia e le preoccupazioni più che giustificate non devono farci agire in modo non corretto, questo vale per tutti i settori industriali e commerciali. Non suggerisco la spensieratezza, non sarebbe corretto, ma nemmeno il disfattismo. Concludendo, ritengo che un progetto a lungo termine come è necessario fare oggi va comunque portato avanti quotidianamente e quindi, personalmente, cerco di affrontare il quotidiano con serenità e correttezza nei confronti di tutti, colleghi, concorrenti, clienti, fornitori. Leggerò attentamente i consigli degli esimi colleghi e ne farò tesoro.


Inchiesta tra i fornitori di materie prime

Mario Dufour

Mario Dufour LAGORIO & DUFOUR 1. La crisi generalizzata ha inciso profondamente sulle industrie del settore gomma, ovviamente in misura maggiore su quelle legate al settore auto. Il primo trimestre è stato particolarmente negativo e preoccupante, poi in marzo si è iniziato a vedere un inizio di maggior interesse che è proseguito fino a giugno. I volumi del primo semestre sono stati comunque molto inferiori al 2008, soprattutto tenendo conto dell’impatto molto negativo del primo trimestre. La speranza di prezzi più bassi ha indotto i compratori a spostare gli acquisti e consumare le scorte, purtroppo acquistate a prezzi troppo alti nel 2008. Questo atteggiamento ha rallentato ulteriormente la domanda di materie prime e ne ha conseguentemente influenzato negativamente il livello di prezzo. I consumatori si sono sempre più orientati all’acquisto just-in-time nella speranza di godere di ulteriori riduzioni di prezzo ma anche per l’impossibilità di avere programmi di lavoro dai loro clienti. In questa situazione la costituzione di scorte diventa molto rischiosa anche tenendo conto del-

la difficoltà delle banche a concedere finanziamenti. Il problema del finanziamento dell’attività imprenditoriale è ancora pesante e il problema dei pagamenti lenti e rischiosi è tuttora molto serio. Oltretutto importanti società europee di copertura rischi hanno drasticamente tagliato le coperture assicurative anche ad aziende primarie e questo ha contribuito a limitare il finanziamento da parte del sistema bancario. I più penalizzati ci risultano essere stati i paesi dell’Est Europa perché hanno sofferto di pesanti svalutazioni delle proprie valute e allo stesso tempo hanno tuttora una pesante situazione nel settore bancario/finanziario. 2. È difficile dire se la crisi abbia effettivamente toccato il fondo; stiamo entrando in un periodo di chiusura estiva e nessuno è in grado di prevedere quello che succederà alla riapertura. C’è il timore che quel poco di ripresa che c’è stato sia stato provvisorio e dovuto principalmente a acquisti per ricostituzione di scorte anche in previsione di prossimi aumenti dei prezzi. Si teme che le aziende marginali possano trovarsi in grossa difficoltà nel caso in cui gli ordini dopo le ferie continuino a rimanere bassi o addirittura ridursi 3. Difficile fare un discorso generalizzato. La gomma naturale è molto calma, in questi giorni sta vivendo un momento di aumento di prezzi dopo un lungo periodo di letargo. La gomma sintetica è fondamentalmente condizionata dall’andamento del monomero butadiene che è la base di buona parte delle gomme sintetiche. Nel secondo trimestre è iniziato un trend rialzista dovuto essenzialmente alla riduzione di produzione di butadiene e alla conseguente scarsità di prodotto in mercato. Questo trend potrebbe influenzare anche i prezzi della gomma naturale che tuttavia rimangono settembre

per ora più alti rispetto alla gomma sintetica. 4. L’importazione dei prodotti dalla Cina non è una minaccia ma una realtà con la quale l’industria italiana, soprattutto la media e piccola , convive ormai da anni. Purtroppo non c’è stata una vera azione di difesa da parte dei governi europei per interessi contrastanti. Comunque l’acquisto di prodotti d’importazione ha apparentemente contribuito ad abbassare l’inflazione ma in realtà poi ha obbligato molte industrie a chiudere la produzione mettendo conseguentemente in difficoltà molte famiglie. Ci sembra che ora alcuni governi abbiano iniziato a realizzare l’importanza di difendere l’industria trasformatrice locale senza tuttavia ostacolare il libero mercato. Una interessante azione la stanno svolgendo i tessili che stanno portando a conoscenza il fatto che i loro clienti (griffe importanti) li usano solo per realizzare campionature di prodotti che poi fanno produrre in Cina o altrove e poi far rientrare i prodotti finiti in Occidente come “made in Italy”. Si muoveranno anche altri settori? Ce lo auguriamo. 5. Ridurre i costi per quanto possibile ma senza perdere avviamento prezioso per il momento del rilancio, cercare di individuare nuove fasce di mercato e nuovi prodotti, avere il coraggio di investire dopo accurate analisi di settore, valutare i tempi necessari alla ripresa e calibrare adeguatamente i propri mezzi per essere pronti al momento opportuno.

Christian Pedone EICO SPECIALTIES 1. L’andamento in flessione riscontrato nel 2008 è continuato anche nella pri-

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Christian Pedone

ma parte del 2009, con una piccola eccezione nel mese di aprile dove abbiamo riscontrato un leggero miglioramento nelle richieste e nelle vendite. 2. Il secondo semestre si è aperto con un netto miglioramento rispetto alla prima parte dell’anno, che non significa fine della recessione, ma un inizio di ottimismo. Riteniamo comunque di non riuscire a colmare il gap negativo fin qui avuto ma solo di ridurlo in modo importante. 3. Dopo un primo forte segnale al ribasso per tutte le materie prime, dovute anche alla necessità di tutti di vendere e limitare i danni, il trend da qui a fine anno è la stabilità dei prezzi, fatta eccezione per quelle materie prime legate alla quotazione del greggio. 4. In un mercato globalizzato ed informatizzato è facile pensare che quei paesi in forte crescita economica quale Cina ed India possano proporre commodities e specialità “copiate” con prezzi vantaggiosi. Nella realtà, salvo alcuni prodotti di massa, la clientela italiana è ancora legata alla qualità e al servizio. La nostra filosofia è improntata alla proposta di specialità chimiche “pro30

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blem resolving” e viene apprezzata dalla nostra clientela. 5. È difficile dare consigli soprattutto a chi ha una forte tradizione ed è sul mercato da diversi decenni. Mi permetto di presentare ciò che stiamo facendo noi della Eico Specialties: il gruppo dirigente della Eico ha deciso di operare nelle nicchie di mercato dove ancora oggi occorre professionalità, preparazione tecnica e prodotti innovativi. Sembrano parole ovvie, ma questa crisi una volta di più farà una “selezione” naturale di tutte le aziende (produttori e fornitori) e solo coloro che avranno investito in tecnologie nuove potranno affrontare le nuove sfide future.

Roberto Finkelberg Technical Rubber Products Business Unit Lanxess 1. Alla flessione della produzione a livello mondiale di circa il 30% a partire da settembre 2008 sono succeduti ribassi anche considerevoli nei costi delle principali materie prime nell’ultimo trimestre del 2008. Dal 2009 assistiamo invece ad un’inversione del trend, con prezzi in rialzo, soprattutto dal secondo trimestre, in concomitanza con una lieve ripresa della produzione sui mercati asiatici. 2. Molto dipenderà anche dagli sviluppi di America ed Europa, che attraversano ancora una fase per alcuni versi molto critica. Si pensi solo al mercato dell’auto. L’Asia svolge d’altronde, nel contesto mondiale, un ruolo significativo per i volumi che consuma e la sua ripresa avrà, come conseguenza, un lento, ma progressivo innalzamento dei livelli di prezzo delle materie prime fino a fine anno. 3. Si è cercato di salvaguardare le quosettembre

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Roberto Finkelberg

te di mercato storiche, anche se ciò è costato e costa ancora sacrifici. I rincari, ai quali accennavo, con tutta probabilità ci costringeranno, per alcune famiglie di prodotti, a chiedere adeguamenti dei prezzi. 4. La minaccia di importazioni a basso prezzo dai paesi asiatici coinvolge soprattutto altri settori dell’economia europea e americana. La debolezza del dollaro e la manodopera a basso costo favoriscono indubbiamente le importazioni dal sud-est asiatico anche di elastomeri. 5. Affidarsi a fornitori come Lanxess, che con la qualità dei propri prodotti, con gli investimenti nella ricerca ed in nuove acquisizioni o joint ventures, assicura ai clienti un futuro senza “brutte” sorprese.

Direzione Commerciale POLIMERI EUROPA 1. Nel 1° trimestre ’09 si è verificato un calo generalizzato della domanda, con cali del 30% in Europa e del 40% nell’export overseas (rispetto allo stesso periodo ’08). Sul mercato domestico nazionale Polimeri Euro-


Inchiesta tra i fornitori di materie prime

pa ha tuttavia contenuto il calo delle vendite. Nel secondo trimestre, a fronte di un persistente calo della domanda in Europa Occidentale, sia pure in ripresa da maggio/giugno (-20% complessivo nel trimestre), si è assistito ad una forte ripresa dell’export, soprattutto verso l’Asia, mentre è rimasto debole il quadro di consumo in Europa Centro Orientale. 2. Avendo sperimentato, tra giugno e luglio, livelli di domanda complessivi (tra Europa ed export) simili a quelli dello stesso periodo 2008, prevediamo in Europa Occidentale una domanda in moderata ripresa ed un semestre migliore rispetto all’analogo dell’anno scorso (+5%). In Europa Centro Orientale, sia pure in ripresa, la domanda dovrebbe comunque rimanere inferiore (-10%). Stabile la previsione di opportunità nell’export, in continuità con l’andamento del secondo trimestre. 3. Dopo i pesanti ribassi dei principali monomeri impiegati nel settore elastomeri, registrati nel primo trimestre ’09 (fino a toccare minimi storici che non si registravano in Europa da alcuni anni), tra secondo e terzo trimestre i prezzi contrattuali hanno ripreso a salire, in linea con trend di oil/nafta, con recuperi dell’ordine del 50-60% rispetto ai minimi. Sui prossimi mesi è prevedibile, in linea con la graduale ripresa della domanda dei derivati, un ulteriore trend di crescita, sia pur più graduale rispetto al “rimbalzo” degli ultimi mesi. 4. Nei settori più direttamente legati allo “automotive” (gomme EPR e NBR), stante i cali di consumo nelle economie sviluppate (Europa e Nord America) ed in relazione a recenti incrementi di capacità produttiva nei paesi emergenti (Korea e Cina), vi è una maggior disponibilità di offerta

rispetto al passato, che si riflette in una maggior competitività di mercato. Col progredire della ripresa dei consumi, si dovrebbe tendere ad un maggior bilanciamento tra domanda e offerta. 5. Investire su innovazione di prodotto e applicazione, diversificazione di portafolio, costanza qualitativa, ottimizzazione della catena logistica e distributiva. In altri termini puntare ad incrementare il valore del prodotto/ servizio che si offre al mercato.

Luca Boldrini SINTA 1. Nonostante i venti di crisi spirassero già forti, l’esercizio 2008 si è chiuso per la nostra azienda con un risultato positivo. Nel 2009 la contrazione nei consumi dei prodotti da noi trattati (gomme e lattici) si è molto accentuata, mentre si sono al contempo moltiplicate le difficoltà e le sofferenze finanziarie di molte aziende, anche importanti, del settore. 2. Le nostre previsioni per il secondo semestre sono per una piccola ma gene-

ralizzata ripresa nei vari settori dove trovano applicazione i nostri prodotti. Di questa beneficeranno solamente quelle imprese che saranno riuscite a passare indenni i primi difficili mesi dell’anno. 3. In un contesto di sostanziale stabilità valutaria, nel 2009 i prezzi di gomme e lattici naturali sono rialzati nel primo trimestre per poi scendere in quello successivo, pur senza tornare ai livelli molto bassi toccati alla fine del 2008. Non ci sono, ad oggi, elementi per prevedere variazioni importanti durante il secondo semestre. 4. È una minaccia reale, alla quale l’industria italiana può solo replicare con prodotti di qualità superiore e garantita. 5. A nostro avviso è prioritario selezionare la clientela secondo criteri di solvibilità finanziaria, anche a costo di scelte difficili e rinunce dolorose, cercando possibilmente di assicurare il rischio credito, e non derogando da pagamenti anticipati nelle situazioni altrimenti troppo rischiose.

Alberto Ambrosio WARWICK MASSA 1. Sicuramente la flessione è continuata anche nella prima metà del 2009, con un leggerissimo miglioramento verso la fine del semestre. 2. Fare previsioni in questo periodo non è difficile, ma quasi impossibile. Tutti navigano a vista con una visibilità che difficilmente arriva oltre il mese successivo. 3. A inizio anno c’è stata una flessione non particolarmente marcata, dovuta agli alti stock di fine 2008. Que-

Luca Boldrini settembre

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sta flessione oramai si è stabilizzata e con l’attuale situazione di mercato non ci aspettiamo trend al rialzo sulle materie prime non legate al prezzo del greggio. 4. Per prodotti finiti sicuramente esiste una presenza sempre più marcata di importazioni da paesi di nuova industrializzazione. Per quanto riguarda le materie prime (prodotti chimici) i diversi attori nel campo della distribuzione nazionale oramai da alcuni anni hanno diverse fonti di approvvigionamento extra EU. 5. Il momento di crisi deve essere considerato dalle aziende come momento di stimolo per rimettersi in discussione e rivedere le proprie strategie sia da un punto di vista commerciale che organizzativo.

vuto al trend del petrolio che rispetto ad inizio anno ha recuperato valore, in parte al movimento in su di alcuni monomeri, e in ultimo qualche timida ripresa della domanda. Inoltre molti produttori a queste condizioni di prezzo di mercato dichiarano forti perdite. Si segnalano fermi impianti e/o manutenzioni anticipate. Se la domanda dovesse ripartire, per alcuni prodotti vi è il rischio di shortage. 4. Per quanto riguarda le materie prime, questo fenomeno può rappresentare per le imprese, sia una minaccia ma anche delle opportunità di business. 5. La crisi attuale è così profonda ed estesa che qualche consiglio non basta a far cambiare le cose. In questa fase ci vuole sostanzialmente una forte dinamicità.

Massimiliano Petris

Riccardo Musci

POLYTHEMA

ZEON

1. In Italia, il primo trimestre di quest’anno ha praticamente replicato l’andamento del quarto trimestre 2008, e solo da aprile abbiamo visto un trend al rialzo, legato forse più ad un riequilibrio degli stock, e ad una “stagionalità” di alcuni settori, che ad una vera ripresa della domanda. Per quanto riguarda l’estero, a parte l’Europa e l’America, che ricalcano la situazione italiana, in alcune aree abbiamo si riscontra che la crisi mondiale ha inciso meno. 2. La speranza e la tendenza per il terzo trimestre è di una sostanziale tenuta, ma la sensazione è che alla fine dell’anno ci sarà nuovamente un calo dei volumi. 3. Dopo aver toccato il fondo, alcune materie prime danno nuovi segnali di aumento del prezzo. In parte è do-

1. Il primo semestre del 2009 è stato caratterizzato da una forte flessione dovuta alla recessione economica iniziata nell’ultimo trimestre del 2008. Il picco del crollo si è verificato nel primo trimestre del 2009 e nel secondo si è fortunatamente ridotto. Dico fortunatamente in quanto è opinione di Zeon che l’effetto sia da attribuirsi principalmente a un fenomeno di de-stocking ossia al ripristino delle scorte dei nostri clienti e non ad una reale ripresa. 2. Il calo medio della domanda generato nella prima metà dell’anno verrà mantenuto o ridotto leggermente nella seconda metà del 2009. L’anno in corso si chiuderà secondo le nostre migliori previsioni con un calo intorno al 30% rispetto al 2008. 3. Il prezzo delle materie prime si è stabilizzato per l’effetto della forte fles-

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Rccardo Musci

sione della domanda dell’ultimo trimestre del 2008. Il prezzo si è mantenuto costante e per alcune linee di prodotto mentre per le commodities c’è stata una riduzione significativa di prezzo. La seconda parte dell’anno annuncia già un incremento del prezzo delle materie prime dovute al rallentamento della flessione e ad un recupero della domanda stessa. 4. La cosiddetta Triade (Stati Uniti, Eurozona, Giappone e Corea del Sud) insieme al BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) che hanno generato uno spostamento della crescita dei mercati tradizionali, mostrano oggi, a partire dalla Cina, un forte rallentamento nella crescita che perdurerà fino al 2011 con tassi di sviluppo inferiori rispetto al recente passato. A nostro avviso la recessione economica globale non sostiene i mercati in sviluppo come quello del BRIC né rappresenta una potenziale minaccia per i paesi della Triade. 5. Zeon per superare la crisi si è concentrata su due settori principali: 1. Nuove opportunità e 2. Rapidità di esecuzione ed implementazione delle stesse. Zeon Corporation ritiene che valori come sicurezza, qualità, cambiamento e velocità d’esecuzione siano i quattro fattori strategici che permetteranno al gruppo stesso di sopravvivere a questa sfida generata dalla recessione globale


PNEUMATICI SOTTO CONTROLLO

Veicoli fuorilegge anche tra autocaravan, camper, roulotte, carrelli appendice e furgoni di Giuseppe Cantalupo

Sono stati presentati a Firenze i risultati di un’altra indagine promossa da Assogomma/Gruppo Produttori Pneumatici e Federpneus nell’ambito della campagna “Pneumatici sotto controllo” che ha interessato, questa volta, categorie di veicoli diversi dall’auto. E anche adesso non sono mancate le sorprese.

N

ei mesi di maggio e giugno di quest’anno la Polizia Stradale della Toscana ha controllato 3.000 veicoli, tra nazionali e stranieri, circolanti sulle strade di questa regione. L’indagine ha interessato, per la prima volta in ambito europeo, i mezzi tipicamente utilizzati nel periodo estivo per spostamenti verso località turistiche. I risultati, allarmanti, sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa tenutasi il 16 luglio scorso a Firenze, presso il Compartimento Polizia Stradale per la Toscana. Vi hanno partecipato Sergio Tinti, Dirigente del Compartimento; Marco Pierini, Docente del Dipartimento di Meccani-

ASSEMBLEA 2009 DIFETTOLOGIA IRC: PRIMI GIUDIZI

ca e Tecnologie Industriali dell’Università di Firenze, che ha elaborato i dati raccolti dagli agenti delle Forze dell’Ordine; Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma. Revisione dei veicoli. Abbastanza bene le auto: solo l’1,4% di quelle controllate non era in regola da questo punto di vista. Ma i caravan non revisionati sono stati ben il 75% del totale e i carrelli il 13,3%. Condizioni dei pneumatici. I mezzi con battistrada usurati erano il 12,2% dei carrelli, il 3,4% dei van e il 3,2% delle auto. Percentuali sconfortanti anche quelle relative ai veicoli con gomme recanti danni visibili: il

12,2% dei carrelli, il 7,9% dei van, il 4,9% degli autocaravan e il 3,4% delle auto. Sul fronte della conformità alla carta di circolazione, auto virtuose anche in questo caso: solo lo 0,2% non era in regola, mentre i carrelli erano il 2%. Ma le percentuali aumentano come si passa alla omogeneità sugli assi: questa, infatti, non è stata riscontrata nel 6,1% dei carrelli, nel 3% dei van e nell’1,5% delle vetture. L’unica nota positiva è fornita dalle omologazioni: solo lo 0,5% (dato medio) dei veicoli controllati montava pneumatici non omologati. Che dire? Se le percentuali appena viste vengono trasferite sul totale del parco circolante in Italia, costituito da 36 milioni di autovetture, 818 mila carrelli appendice, 3 milioni e 600 mila van e 600 mila autocaravan, la conclusione è che nel nostro paese milioni di mezzi circolano in condizioni non di sicurezza. 

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IRC 2009

Poche novità ma molto interesse di Antonino Di Pasquale

L’edizione 2009 della manifestazione organizzata dalla Deutsche Kautschuk-Gesellschaft e dedicata al mondo degli elastomeri ha ospitato quest’anno la International Rubber Conference che, ricca di un interessante programma di conferenze, ha esercitato un forte richiamo per ricercatori, tecnici e operatori della gomma. L’evento di Norimberga, sempre importante, ha avuto, nonostante la difficile congiuntura internazionale, un buon successo dovuto anche alla presenza di importanti espositori sia tedeschi che di altri paesi.

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urante i quattro giorni della manifestazione e i tre dell’IRC sono stati ospitati, in un unico doppio padiglione, oltre 160 espositori provenienti in gran parte dalla Germania ed a seguire da Italia, Regno Unito, Belgio, Austria e molti altri paesi europei. Poca o quasi nulla la partecipazione di paesi extra europei. Molti stand di importanti società utilizzavano allestimenti di forte richiamo come quelli della tedesca Kraiburg, ma anche di Maplan, Engel, Degussa, Lanxess, Desma, Hoffmann Mineral ecc. Non sono mancati momenti ludici o di relax con tavole imbandite o esibizione di qualche gruppo di musica popolare locale. Tra le società italiane presenti in fiera ricordiamo Polimeri Europa, PMG, Mesgo, Battaggion, Gibitre, Sagitta, Lehvoss Italia, Bagigi, SER,

Solvay Solexis. Dal punto di vista dell’afflusso di visitatori, la parte espositiva è stata in linea con l’attuale congiuntura internazionale, ma comunque vivace e interessante per i contatti che gli espositori hanno potuto stabilire, come testimoniato dalla interviste che abbiamo pubblicato nel numero precedente della rivista. Per quanto riguarda l’IRC, i posti delle due sale dedicate alle conferenze erano quasi sempre esauriti a sottolineare l’interesse dei temi trattati. Parlare di novità dopo il recente Plast di Milano è certamente eccessivo; quindi ci limiteremo a una veloce panoramica di quanto si è potuto vedere di apparecchiature di laboratorio, macchine, accessori, materie prime e ausiliari di lavorazione e che ci sono parse meritevoli di attenzione. settembre

Materie prime e ausiliari di lavorazione In questo settore preme segnalare la presenza di società di “alta gamma”. Lanxess proponeva con i consueti prodotti di portafoglio, ma con un’attenzione particolare dedicata a polimeri come il policloroprene della serie Baypren, con enfasi sui gradi modificati a zolfo per una bassa velocità di cristallizzazione e di resistenza al freddo e con ottime proprietà alla permeabilità ai gas, le gomme nitriliche della serie Krynac e della serie Perbunan e gli HNBR Therban. Polimeri Europa era presente con

Un momento della manifestazione.

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IRC 2009

Lo stand della tedesca UTH.

Un momento della presentazione ufficiale della nuova serie di Tecnoflon SEF.

una gamma di prodotti di portafoglio già ben noti come le gomme SBR sia in emulsione che in soluzione con vari gradi a diverso contenuto di stirene ed una notevole varietà microstrutturale della fase butadienica presente nel copolimero in soluzione (SSBR). Molti tipi di SBR sono oleoestesi con oli minerali naftenici ed alcuni nuovi gradi di SBR contengono “safe oils” in sostituzione degli oli altamente aromatici. Gli NBR proposti sono rappresentati con vari livelli di ACN e differenti pesi molecolari. Le gomme EPR sono

prodotte sia come copolimeri saturi EPM, sia come terpolimeri EPDM il cui termonomero è rappresentato da ENB (etilennorbornene). Le gomme polibutadieniche (BR), fiore all’occhiello della società, sono prodotti con catalizzatori al litio, per polimeri a basso contenuto di unità 1,4-Cis, al titanio ed al neodimio per polibutadieni ad alto ed altissimo contenuto di unità 1,4-Cis. Sul versante degli elastomeri speciali come i fluoroelastomeri, lo stand della Solvay Solexis proponeva ol-

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tre ai ben noti Tecnoflon della serie FKM/FFKM, una nuova generazione di fluoroelastomeri denominata Solvay Eco Friendly family (SEF), ufficialmente presentata in occasione della manifestazione di Norimberga. La nuova serie presenta la particolarità di un minor impatto ambientale, poiché tale prodotto non richiede, dopo il processo di vulcanizzazione, il trattamento di post-curing; in tal modo si realizza un importante risparmio energetico oltre ad una riduzione dei tempi di produzione e dei relativi costi. Nynas proponeva la sua nuova e vasta gamma di oli naftenici (oli bianchi) che consentono di ottenere mescole con buone prestazioni eliminando la necessità di ricorrere ad oli minerali ad alto contenuto di aromatici. Inoltre, ha arricchito la sua gamma di oli con 4 prodotti paraffinici gruppo 2 che saranno venduti con il nome NYPAR. Si tratta di oli ottenuti per idrogenazione catalitica, molto chiari, e stabili all’ingiallimento grazie al bassissimo contenuto di doppi legami, al ridotto contenuto di zolfo e con elevato flash point. Il Nypar 330 (110 cSt a 40°C) ha caratteristiche che lo rendono adatto per uso nell’industria della gomma EPDM. Lo stand di Hoffmann Mineral metteva in evidenza la sua gamma di prodotti per l’industria della gomma come le già ben note cariche minerali con il nome di Sillitin. In questa manifestazione tedesca si proponeva con un nuovo prodotto nel campo delle silici a superficie trattata, l’Aktisil Q. La società tedesca ha recentemente sviluppato questa carica funzionale in modo specifico per l’applicazione in gomma siliconica HCR. Aktisil Q può essere usato come carica funzionale singola od in combinazione con altre cariche rinforzanti e non. Il miglior effetto è raggiunto nei sistemi a reticolazione radicalica (perossidica, irradiazione ad alta energia). Aktisil


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Q è impiegabile ove è richiesto un alto modulo e carico di rottura unito a bassa deformazione a tensione e compressione; ottima è la processabilità e alta la resistenza agli oli. Questi effetti sono una combinazione ideale in particolare per articoli stampati con bassa deformazione a tensione e compressione. Inoltre, può essere evitata la sfioritura dei prodotti di reazione del bis-(2.4-diclorobenzoil) perossido. In aggiunta, i profili e i tubi di gomma siliconica contenenti Aktisil Q hanno ottime superfici, non appiccicose con spigoli precisi e alta resistenza al collasso in confronto a quanto ottenibile con polveri di quarzo trattate.

Semilavorati Diverse le società presenti a Norimberga che si occupano di produrre semilavorati come le mescole per conto terzi: le italiane Mesgo e PMG/ SEC; entrambe le società producono mescole sia a base di elastomeri tradizionali come le gomme NR, BR, NBR, EPR ecc. sia mescole a base di gomme speciali come le siliconiche e le gomme fluoroelastomeriche. Inoltre ricordiamo che PMG, che attraverso la propria società SEC opera in campo internazionale, è in Europa da qualche anno anche con il nuovo impianto sito in Romania.

simo futuro un’importante espansione in diversi settori applicativi. Sempre tra le società tedesche presenti si affacciava una piccola ma interessante società, la RADO Rubber, che opera sempre nel settore del compound, con una produzione di mescole speciali a base di gomme siliconiche, fluorosiliconiche e mescole a base di gomma fluoroelastomerica, oltre naturalmente a mescole con gomme standard. Da notare infine con il nuovo nome la Hexpol Compounding (già Hexagon) che proponeva la sua gamma di compound per tutti i settori applicativi.

Apparecchi da laboratorio

L’imponente pressa a compressione della Wickert.

A conclusione di questa sezione, va sottolineata, tra i produttori di speciali chemical per il settore dei polimeri, la Ser Wax Industry; questa società che opera in campo internazionale, produce e commercializza speciali cere formulate appositamente per le varie esigenze applicative dei propri clienti. Ser ha sviluppato un ampio range di prodotti specifici per l’industria della gomma e tali prodotti sono oggi largamente utilizzati in formulati per i più svariati settori applicativi.

Tra le società tedesche presenti in fiera si è fatta notare vistosamente ed allegramente Kraiburg che si offriva alla curiosità dei visitatori con un portafoglio prodotti molto interessante. Infatti, oggi la società si propone con una nuova generazioni di formulati per mescole di forte impatto tecnologico: stiamo parlando della nuova gamma di mescole studiate appositamente per l’attacco diretto ai diversi tipi di materiali termoplastici senza l’ausilio di adesivi. Tale settore, altamente innovativo, prevede per il prossettembre

In questo settore non si è vista una forte presenza di costruttori. Lo stand di Dynisco - Alpha Technologies esponeva le ben note strumentazioni già presenti al Plast. La presenza diretta di una società italiana, Gibitre, ha registrato una importante soddisfazione nei contatti avuti con potenziali clienti locali. Rammentiamo che la gamma di strumentazione di Gibitre è quella già ampiamente descritta nella rassegna relativa al Plast 2009. La manifestazione, ovviamente, ha contato sulla presenza di alcune società tedesche, come la Göttfert (rappresentata in Italia dalla FKV) che presentava una novità assoluta all’interno della sua gamma prodotti, il nuovo Visco-Elastograph (in pratica è uno strumento concorrente al noto RPA di Dynisco - Alpha Technologies) per l’analisi e la caratterizzazione delle proprietà dinamo-meccaniche, in un ampio range di frequenza e di deformazioni, delle mescole in gomma. Altra società tedesca già conosciuta nelle nostre manifestazioni (Plast, Rich Mac ecc.) è la Netzch che ha proposto strumentazioni per analisi termogravimetriche TGA, piuttosto

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che FTIR o sistema di apparecchiature che consentono l’utilizzo in accoppiata di TGA ed FTIR con il nome di TG 209 F1 Iris Tensor 27. Tutte le strumentazioni sono gestite da uno speciale software dedicato, “Proteus”, progettato e sviluppato direttamente dalla società tedesca. Davvero interessante il richiamo di un piccolissimo stand di una casa tedesca, Anseros, specializzata nella costruzione di apparecchiature per test in ozono. Tale strumentazione è utilizzata per i più svariati settori applicativi, da quello bio-medicale a quello industriale, per poi arrivare al-

namico dei materiali. È ritornata sul mercato la francese “Metravib” che si propone con una nuova serie di strumentazione per lo studio del comportamento dinamico dei materiali polimerici come ad esempio: la serie di DMA 100/150/450 per prove di fatica a deformazione imposta oppure a carico imposto (da 100 N, 150 N o 450 N), ed ancora il DMA 50, ROB 100 ecc. Sono apparecchiature gestite da un potente e sofisticato software. Tali strumenti sono il prodotto di un’esperienza maturata in molti anni di attività nel settore che ha permesso a Metravib di specializzarsi in un campo ad altissimo contenuto tec-

Il grande e affollato stand di Maplan.

la progettazione e produzione di una nuova macchina per laboratorio per prove di resistenza in ozono di provini piuttosto che articoli finiti in materiale elastomerico. Lo strumento in questione, denominato SIM 7500, è in grado di operare in un ampio range di temperature e di concentrazione di ozono. Inoltre, l’apparecchiatura è gestita da uno speciale software che segue e registra tutte le fasi della prova in corso. Per concludere questa sezione parleremo di apparecchiature utilizzabili per la misura del comportamento di38

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nologico. Metravib propone, inoltre, un altro strumento, il DMA per l’analisi dinamo-meccanica a differenti temperature di prova e con un’elevata precisione nella determinazione delle proprietà visco-elastiche dei materiali.

Macchine e apparecchiature di servizio In questa sezione parleremo adesso di alcune società che hanno proposto nuove macchine per il comparto gomma. Harburg Freudenberger presentasettembre

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va le sue nuove linee complete per sala mescole che vanno dai silos per la gestione delle cariche verso i mescolatori interni di avanzata tecnologia e completi del sistema di controllo del ciclo produttivo, quindi dal mescolatore a cilindri piuttosto che dal Dump Extruder (Biconico) per la ripresa e mandata al batch-off della mescola, oppure un dump extruder a singola vite con pellettizzatore in testa e quindi a chiusura della linea, il Pellet Cooler (raffreddatore del granulo proveniente dall’estrusore con il taglio in testa). Naturalmente la società tedesca è in grado i fornire le singole macchine in funzione delle esigenze dei propri clienti. Passando adesso ad una società italiana, Battaggion, facciamo una carrellata delle macchine che ha proposto per la divisione gomma. La società bergamasca produce estrusori per impiego generale per gomma standard e gomme speciali come le siliconiche. Tali estrusori hanno tre zone termoregolate e controllo elettrico mediante touch screen. La gamma di questi estrusori va da una lunghezza della vite di 50 mm fino ed oltre 120 mm con rapporto L:D di 15:1. Sono disponibili a richiesta lunghezza e rapporti L:D diversi. Inoltre, Battaggion proponeva anche estrusori con pompa ad ingranaggi in testa per un filtraggio della mescola in modo ottimale. Estrusori biconici sono offerti per il trattamento delle mescole allo scarico del mescolatore interno. Il Battimix, Impastatrice masticatore a coperchio premente, rappresenta uno dei prodotti più recenti nei processi innovativi Battaggion. Infatti, i Battimix IPMR a vasca ribaltabile così come pure il modello IPMX con coclea di scarico, possono essere impiegate nel processo di mescolazione di tutti i tipi di gomma, materie plastiche e compositi. Altre società interessanti sono: Nela per la produzione di macchine per il controllo visivo di articoli stampati in gomma attraverso un sistema ottico


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con una risoluzione da 0.02 mm come la macchina ROVI02 correlate di un sofisticato software “Visioncheck” sviluppato appositamente per soddisfare le esigenze operative del sistema di controllo visivo; Sagitta con le sue macchine come i granulatori per gomma piuttosto che la serie di taglierine utilizzate per la finitura in linea di particolari articoli di gomma e, a conclusione di questa rassegna, la tedesca UTH con le sue linee di calandre per la produzione di fogli in gomma ad alta precisione oltre ai particolari sistemi di estrusione della serie Roll-Ex. 

Una delle sale dedicate alle conferenze di IRC 2009.

LE CONFERENZE

Imponente l’offerta di relazioni e comunicazioni presentate all’International Rubber Conference. Ne diamo un elenco dettagliato. Fisica degli elastomeri - Contatto dinamico e frizione degli elastomeri in fase grezza, interfacce tra loro affini (M. Kluppel, A. Le Gal, Germania). - Uno studio sulla dispersione di neutroni di polimeri caricati con silice (G.J. Schneider, K. Nusser, W. Pyckhout-Hintzen, L. Willner, D. Richter, Germania). - Dinamiche di reticolazione in ampie deformazioni di taglio (Y. Isono Giappone). - Interpretazione dell’interazione gomma-carica via mastercurves (V. Hermann, W. Niedermeier, Germania). - Caratterizzazione delle interazioni carica-carica e polimero-carica da misure stress-strain come una funzione della deformazione e della temperatura (C. Wrana, J. Kroll Germania). - Proprietà meccaniche, di frizione e d’usura di mescole EPDM caricate PTFE modificato elettronicamente (U. Goshs, M. Sohail Khan, D. Lehmann, G. Heinrich, R. Franke, Germania). - Investigazione delle proprietà tribologiche di sigillanti elastomerici sul vetro (A. Madler, M. Strangfeld Germania). - Stabilire un nuovo parametro meccanico non lineare Q dalla FTReology. (M. Wilhelm, K. Hyun, Germania). - Sugli approcci dalla termodinamica come guida per il modello del comportamento termo-viscoelastico degli elastomeri (J. Peters, M. Achenbach, Germania). - Un nuovo sguardo in una tecnologia tradizionale come rivelata dalla dispersione ad angolo acuto dei neutroni: ruolo dell’ossido di zinco nella vulcanizzazione (S. Kohjiya Tailandia), Y. Ikeda, M. Shibayama, Giappone). Fenomeni di superficie e di interfaccia - L’applicare di metodi scientifici allo sviluppo della nuova generazione di gomma acquosa per adesivi metallici (B. Carney, USA). - Studio delle dinamiche di una linea di contatto nel processo di adesione tra particella di gomma e substrato solido (H. Morita, Y. Morishita, M. Doi, Giappone). Composites, Joining Technology - Il monitoraggio della migrazione degli antiozonanti verso la superficie di gomma rivestite di poliuretano (J. M. Martin-Martinez, J. Donate-Narans, R. Torregrosa-Coque,Spagna). Simulazione, material models - Simulazione di applicazioni industriali da parte di un “material model” che considera l’effetto di ampiezza (H. Baaser, G. Hohmann Germania). Polimeri, cariche, prodotti chimici - (Co-) polimeri funzionali ben definiti come intermediari nella sintesi

di architetture complesse macromolecolari (P. Lutz, Francia). - Gomma naturale da raccolti alternativi (C. M. McMahan, W. Xie, M. Whalen, K. Cornish, D. K. Shintani, USA). - La chimica dei mercaptosilani (O. Klockmann, J. Hahn, H. Scheerer, Germania). - Nuovi sviluppi nel campo della gomma siliconica (J. Ismeier, Germania). - Gomma siliconica liquida altamente trasparente per applicazioni ottiche (T. Hauser, H. Bayerl, M. Rolle, Germania). - Recenti innovazioni nella gomma fluorosiliconica (D. W. Lawson, M. Pagliani, E. Bravais, C. Gross, L. Tonge, F. Virlogeux, B. Cuocci, Regno Unito). - Mescola a base SBR in emulsione con viscosità modulata (G. Thielen, Lussemburgo). - Reologia, processabilità, proprietà dinamiche e archiettura molecolare degli S-SBR: un approccio esauriente (F. Bacchelli, L. Soddu, S. Coppola, Italia). - La nuova generazione di gomma acrilica HT-ACM a più lunga durata (K. Zoumis , Germania), T. Yoshida, Giappone). - Nuova tecnologia per gomma idrogenata acrilonitrile-butadiene “HNBR” (N. Emori, Giappone). - Nuovi tipi di EPDM metalloceni con ampi intervalli di caratteristiche per soddisfare le nuove esigenze provenienti dal mercato. (E. P. Jourdain, Belgio). - Polimeri Modificati (PM) - Elevast - Plastificanti ad alta efficacia per esaltare le proprietà degli elastomeri (B. A. Harrington, USA). - Polimeri per applicazioni in innerliner. Nuove tendenze o nuovi sviluppi (W. H. Waddell, USA), D. F. Rouckhout, Belgio). - Nuovi additivi reattivi di processo per la gomma a base di organosiliconi (V. Borger, C. Clarke, U. Dittrich, M. Hensel, Germania). - Struttura molecolare e caratteristiche di processo degli elastomeri EPDM metallocene (T. Clayfield, W. Liang, Svizzera). Nanotecnologie - Effetti di interfaccia e tailored anisotropy in nanocomposti elastomerici (R. H. Schuster, U. Assmann, D. Bellusova, K. Brandt, I. Homeier, L. K. A. Schneider, T. Steinke, Germania). - Nanocomposti a base gomma: alcuni esempi recenti (A. K. Bhowmick, India). - Silice pirogenica per applicazioni in gomma (R. Friehmelt, Germania). - Proprietà della singola catena di un polimero analizzate da tecniche di “nanofishing” dinamiche (K. Nakajima, T. Nishi, Giappone). - Nanosistemi intelligenti (J. Haller, R. Bieringer, B. Traber, M. Viol, E. Osen, Germania).

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- Effetti del “Coupling Agent Silane” su nanocomposti a bse di NR/ Organoclay (D. Lowe, J. Busfield, A. Chapman, S. Cook, Regno Unito). - Dalla nano alla mega tecnologia degli elastomeri (T. Nishi, K. Nakajima, H. Jinnai, Giappone). - Esaltazione della compatibilità tra cariche ed elastomeri da parte della funzionalizzazione della superficie al plasma (J. Noordermeer, M. Tiwari, T. Mathew, W. Dierkes, R. N. Datta, A. G. Talma, Olanda; W. J. Van Ooij USA). - Gomma rinforzata con carbon nanotubes tra mito e realtà (B. Haidar, N. Durent, M. Owczarek, Francia). Tecnologie di prova - Confronto fra metodi per determinare il comportamento degli elastomeri all’invecchiamento (R. Kreiselmaier, M. Bescher, C. Westerkamp, E. Osen, G. Stein, M. Viol, Germania). - Analisi del comportamento delle mescole in gomma contenenti nanocariche, nel bagnato, infiltrazione, dispersione e distribuzione (S. IIisch, H. H. Le, D. Heidenreich, Z. Ali, H. J. Radusch, Germania). - Concetto di una macchina per test dinamici per la caratterizzazione degli elastomeri (H. J. Daams, Germania). - Speciali aspetti dell’invecchiamento degli elastomeri e caratterizzazione (U. Giese, M. Santoso, R. H. Schuster, Germania). - Dry Handling - Predizione con test di laboratorio con un approccio ottimale (M. Heinz, Germania). TPE/TPV, TPU - Nuova generazione di TPE ad alte prestazioni. Sviluppo di una nuova classe di materiali (J. Mertinkat, Germania). - Mescole di TPV in mescolatori interni (H. Koppen, W. Michaeli, U. Masberg, Germania). - Analisi delle prospettive di vita degli elastomeri termoplastici sotto carichi dinamici multi assiali considerando gli effetti della fatica (A. Schobel, U. Masberg, Germania). - Recenti sviluppi nella stabilizzazione degli elastomeri termoplastici (A. Le Gal, Svizzera). - Poliuretani per applicazione di guarnizioni di tenuta speciali in confronto con la gomma (J. Hieber, Germania). Chimica degli elastomeri - Elastomeri speciali richiedono speciali sistemi di reticolazione (H. Magg, Germania). - Vamac Ultra - nuovi polimeri AEM ad alta viscosità per una migliore prestazione dei prodotti ad alta temperatura (K. Kammerer, L. Lefebvre, E. McBride, M. Stewart, Y. T. Wu, Svizzera). - Nuovi elastomeri Ultra High ACN HNBR con migliorata processabilità ed eccellente prestazione sotto condizioni di lavoro severe per le parti in gomma con contatto con carburante biologico (M. Soddemann, J. Haider, V. Nasreddine, S. Guo, Germania). - Esplosivo fallimento di decomposizione dei composti in gomma per o-ring esposti a gas idrogeno ad alta pressione (S. Nishimura, J. Yamabe, Giappone). Fabbisogni degli utilizzatori dei prodotti in gomma - Articoli ad alta tecnologia - Sfide per l’industria della gomma (L. Wohlfarth, C. Kuhlmeyer, H. Kurz, P. Schultz, Germania). - Cambiamenti nei fabbisogni dal punto di vista di un produttore di automobili (C. Lorenz-Haas, M. Jacobs, H. Kosel, G. Behr, Germania). - MOExtended - Richieste per pneumatici runflat alla MercedesBenz (D. H. Herkenrath, Germania). Prodotti e proprietà - HT NBR e HT ACM - materiali innovativi per guarnizioni di tenuta con eccellente resistenza al calore per applicazioni con olio nel settore auto (V. Peterseim, C. Boivin, F. Turck, E. Osen, A. Weidner, Germania). - Trasformare rapidamente le idee per nuovi prodotti vendibili sul mercato (P. Ryzko, Germania). Durabilità strutturale, invecchiamento e tempo-vita - Processi di caricamento rilevanti per il tempo-vita per materiali in gomma (J. Ihlemann, T. Alshuth, R. Klauke, Germania). - Simulazione di componenti in gomma preformati caricati dinamicamente: modelli e implementazione (J. Retka, A. Lion, Germania).

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- Test sperimentale e simulazione “Kontinuum-Mechanical” di processi di polimerizzazione (A. Lion, B. Yagimli, Germania). - Ricerca sull’ottimizzazione del comportamento tribologico dei nastri trasportatori (L. Overmeyer, S. Hötte, S. Falkenberg, T. Wennekamp, Germania). Metodi di processo - Ricetta e processo di mescolazione - Amici o Nemici? (K.- W. Jacobsen, A. Rittmann, Germania). - Sistemi di informazione della sala mescole - passo nell’evoluzione di sistemi di controllo efficienti della sala mescola (H.- M. Monyer, Germania). - Controllo ad ultrasuoni online del tempo di reticolazione nello stampaggio a iniezione (J. Lundberg, Svezia). - Estrusione di tubi centrando lo spessore della parete usando un sistema di controllo idraulico per la testa dell’estrusore e un sistema di misura a raggi X (K. Kuddelsmann, Germania). - Tecnologia di un robusto moderno processo – uso di macchinari moderni in un ambiente industriale senza esperienza corrispondente (H.-J. Greif, Romania). - Lo sviluppo delle proprietà viscoelastiche delle mescole contenente silice durante il processo di mescolazione (G. Nijman, P.J. van Swaaij, Olanda). Energia e efficienza dei costi - Lo sviluppo di ricette metodiche. Aumentati i vantaggi tecnologici ed economici (H.-J. Graf, Germania). Efficienza Energetica - Realizzazione di un principio economico con guide della potenza elettrica nell’area gomma (U. Eckel, H. F. Ramm, Germania). - Riduzione del tempo di reticolazione – Opportunità e limiti del controllo MIMO di una pressa a iniezione per gomma (F. Svaricek, V. Hartel, J. Gogolin, Germania). - Produzione di profili per l’industria automobilistica efficienti per costo (W. Elbe. Germania, T. Perrin, Francia). Prodotti e proprietà - Assemblaggi di tubi caldi per applicazioni SCR autovettura e per camion (C. Dargel, Germania). - Linee flessibili ad alta prestazione per l’industria petrolifera (T. Katona, T. Nagy, Ungheria, A. R. K. Zandyeh, Regno Unito), M. Prinz, Germania, A. Boros, Ungheria). - Elastomeri ad alta prestazione per guarnizioni di tenuta per i moderni carburanti (M. Viol, E. Osen, V. Peterseim, M. Rinnbauer, Germania). - Pavimenti di sicurezza in gomma. Nuovi concetti che migliorano la resistenza allo scivolamento (G. Grun, Germania). - Sviluppo di mescole a base CR ad alte prestazioni ed a efficienza energetica per uso in ricoperture di rulli ad alta velocità (N. Vennemann, K. Bokamp, R. Mattern, A. Haakmann, A. Siebert, Germania). - Cariche per una bassa resistenza al rotolamento dei pneumatici (W. Niedermeier, J. Frohlich, Germania). - Sicurezza, ecologia e progettazione del pneumatico: la virtù dell’equilibrio (H. Lange, Germania). - Sviluppo dellpneumatico in stato di avanzamento nello spirito di una mobilità sostenibile (D. Freitag, Germania). - Advanced Material per pneumatici allo scopo di ridurre il consumo di carburante dei veicoli commerciali (T. N. J. Al, M. D. Morris, Olanda). - La tecnologia Bridgestone per l’ambiente e la sicurezza (F. Annunziato, Belgio). Materiali rinforzanti - Nuovo sviluppo per “Capply” nei pneumatici (J. Peschek, P. Janczyk, P. Eeckhout Belgio). Ambiente, salute, sicurezza, qualità, REACH - Chimica + Industria automobilistica: QM all’interfaccia tra le materie prime e la processabilità della gomma (R. Engehausen, Germania). - TS 16949 – Benefici per l’industria della gomma fino ad oggi e nel futuro (J. Schiemann, Germania). - Soluzioni per le guarnizioni di tenuta a bassa emissione (LESS). Soluzioni innovative per le guarnizioni di tenuta per una riduzione sostenibile delle emissioni (T. Kramer, M. Viol, Germania).


Partnership Klüber/Interseals

Innovare per crescere e guadagnare quote di mercato di Luca Merlo

Il concetto espresso dal nostro titolo è stato fatto proprio da una di quelle PMI della O-ring Valley che per combattere la crisi ha sviluppato in partnership nuovi prodotti mirati a guadagnare uno spazio sempre maggiore in un mercato che sembrava destinato ad una forte contrazione. Parliamo di Interseals, società nata poco più di 10 anni fa, che si è specializzata nella trasformazione del fluoroelastomero, del silicone, del fluorosilicone e dell’HNBR, con i quali realizza o-rings, rondelle e particolari a disegno. Partner di sviluppo tecnologico è la Klüber Lubrication Italia, multinazionale leader nel settore della lubrificazione in svariati campi di applicazione.

D

al maggio 2009 è iniziata ufficialmente la cooperazione per l’applicazione di rivestimenti superficiali ad elementi di tenuta in materiale elastomerico. In realtà la collaborazione tra le due aziende è nata qualche anno fa per soddisfare una richiesta sempre più stringente del mercato delle guarnizioni: poter rendere completamente automatico il caricamento ed assemblaggio degli o-rings in tutti quei processi di produzione di serie: da quello automobilistico, alla rubinetteria, al food tanto per citarne alcuni. E’ noto infatti che gli elastomeri in genere hanno un elevato coefficiente di attrito e rugosità superficiale, che impedisce il loro utilizzo in tutti quei processi in cui è richiesto un buon scivolamento superficiale.

In origine, numerosi tentativi di rendere la superficie dei polimeri ed elastomeri scorrevole sono stati compiuti, ma con scarsi risultati: ricordiamo ad esempio l’uso del talco, per arrivare all’ossigenazione della superficie stessa, purtroppo senza efficacia duratura. Klüber Lubrication Italia ha sviluppato una serie di prodotti per il trattamento superficiale e la lubrificazione asciutta dei materiali polimerici, in grado di ridurre considerevolmente il coefficiente di attrito, garantendo contemporaneamente la stabilità chimica, durata nel tempo, resistenza all’usura e all’attacco degli agenti atmosferici (ozono, raggi UV). In aggiunta questi agenti di rivestimento superficiale possono contenere un agente indicatore di visibilità luglio

L’impianto di trattamento superficiale degli elastomeri a cestello rotante in funzione presso Interseals. È disponibile anche per trattamenti di materiale in conto lavorazione.

all’UV oppure un colorante, che, oltre a fornire un aspetto estetico migliore al prodotto trattato, sono di aiuto in tutti quei processi produttivi dove una selezione e differenziazione all’impie-

• agosto 2009 n. 570 | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

41


Partnership Klüber/Interseals

INTERSEALS L’azienda nasce nel 1995 con l’intento di creare

pi o-rings, che gli permette di coprire tutte le serie

un’azienda specializzata nella trasformazione del

esistenti (inglese, svedese, francese e metrica).

fluoroelastomero (Viton), del silicone, del fluorosili-

Tali articoli vengono realizzati trasformando me-

cone e dell’HNBR, in tutte le loro tipologie di formu-

scole come l’HNBR e tutta la gamma di fluoroe-

lazione, in modo da realizzare una vasta gamma

lastomeri, a partire dai tradizionali copolimeri fino

di prodotti, tra i quali o-rings, rondelle e particolari

ai famosi GF, GLT, GFLT ed extreme, così come

a disegno ad alto contenuto tecnologico.

il silicone con durezze che variano da 20 SHORE

La produzione per un turnover di circa 10MLN €

A fino ad 80 SHORE A e il fluorosilicone con du-

soddisfa per il 30% il mercato interno, il restante

rezze da 50 SHORE A fino ad 80 SHORE A, a ba-

quasi esclusivamente quello europeo, con predo-

se platinica o perossidica ed in tutti i colori com-

minanza della Germania.

merciabili.

Per soddisfare le richieste di un mercato sempre

I prodotti trovano largo impiego nell’industria in ge-

più esigente ed in continua evoluzione, Interseals

nerale, nel settore automotive, in quello elettrodo-

opera con sistema qualità certificato in accordo

mestico, food, petrolifero ed elettrico.

alla specifica tecnica UNI ISO TS 16949:2002 ed

L’azienda dispone di quattro forni per la post-vulca-

alla normativa ISO 9001:00.

nizzazione dei propri prodotti, supportati da un siste-

La società dispone di un considerevole parco stam-

ma di abbattimento fumi di ultima generazione.

www.interseals.com

KLÜBER LUBRICATION ITALIA Klüber Lubrication Italia, fondata nel 1979, è la filiale

sul mercato nuove formulazioni di lacche lubrificanti

italiana del gruppo internazionale Klüber Lubrication

per elementi di tenuta in materiale polimerico.

München, leader nel settore della lubrificazione con

Lo studio e lo sviluppo dei prodotti Klüber avvengo-

sede a Monaco di Baviera ed operante dal 1929.

no secondo una politica ambientale che mira alla

Klüber Lubrication Italia fornisce tutti i tipi di lubrifi-

salvaguardia delle risorse ed al risparmio energeti-

canti, come oli, grassi, paste, polveri e lacche lubrifi-

co. Tale obiettivo viene raggiunto grazie all’altissima

canti per ogni genere di applicazione in tutti i settori

qualità delle materie prime utilizzate che permettono

industriali. Il programma di fornitura per lubrificanti

di raggiungere una lubrificazione di qualsiasi organo

asciutti Klüber Lubrication per il rivestimento super-

meccanico a lunga durata o a vita, consentendo una

ficiale di materiali polimerici include molte lacche,

drastica riduzione delle emissioni di CO2.

dispersioni e cere lubrificanti che soddisfano l’ampio

Klüber Lubrication Italia è certificata secondo ISO

campo di richieste tecniche e di performance. Di re-

9001, ISO 14001e ISO 18001 ed è accreditata se-

cente Klüber Lubrication ha sviluppato ed introdotto

condo il regolamento EMAS.

www.klueber.com

42

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

luglio

• agosto 2009 n. 570


Partnership Klüber/Interseals

go del prodotto risulta necessaria. Klüber Lubrication Italia rende ora disponibile due tipologie di rivestimento superficiale: permanente e semipermanente per tutti quei processi in cui non è richiesta una durata del trattamento.

Il processo di trattamento superficiale I prodotti commercializzati da Klüber Lubrication Italia per il rivestimento superficiale di elastomeri e poliolefine sono in generale in fase liquida per un impiego a spruzzo, a pennello o a bagno di immersione. Il substrato da rivestire può richiede un trattamento per l’attivazione superficiale (tramite un primer o agenti attivanti) e deve presentarsi perfettamente asciutto e privo di impurezze. Le fasi di processo di trattamento a spruzzo (quello che permette il migliore controllo dello spessore del film di applicazione) risultano: 1. Pulizia accurata del substrato da rivestire. 2. Attivazione superficiale con un sistema attivante. 3. Applicazione del prodotto. 4. Asciugatura a caldo o reticolazione in forno. La fase di applicazione risulta la più delicata, sia per il corretto e completo rivestimento del materiale, sia per la garanzia di una costanza di spessore di prodotto applicato. Per tali motivi si preferisce il processo di applicazione a spruzzo, dove il prodotto viene micronizzato con aria ed acqua (non si impiegano solventi organici). L’areografo atomizza la lacca lubrificante che viene iniettata in un cestello rotante contenente gli o-rings in opportuno quantitativo. Tutta la fase di applicazione delle lacche “a secco” è gestita interamente da PLC, per garantire una costanza e qualità di applicazione eccellente per il cliente finale.

Cestello aperto dopo il trattamento di rivestimento superficiale di tappi con prodotti Klüber.

Serie di o-ring di diverse dimensioni rivestiti superficialmente con lacche lubrificanti colorate.

Sezione di un o-ring rivestito con prodotti antifriction della Klüber: si noti lo spessore di pochi micron del rivestimento superficiale colorato in giallo. luglio

Nel caso del rivestimento delle guarnizioni con tamburo rotante, il perfetto coating degli o-rings è dato dalla giusta combinazione dell’inclinazione del tamburo, numero di giri del cestello e dosaggio dei chemicals di rivestimento con frazioni di aria ed acqua. I prodotti Klüber possono essere applicati con lo stesso processo in modo sia semipermanente che permanente; nel secondo caso il substrato dovrà essere ‘preparato’ e trattato superficialmente con un primer di attacco. In controllo qualità riguarda lo spessore di applicazione (strati dai 3 ai 5 m) e la copertura totale del prodotto (controllo effettuato con una Lampada di Wood - lunghezza d’onda pari a 300-400 nm), secondo le specifiche tolleranze del cliente. Un grande passo in avanti nell’innovazione di prodotto è stato così compiuto in un settore che sembrava poco dedito a sviluppi di larga portata. La tenacia, la voglia di migliorarsi e di confrontarsi con il mercato, insieme alla soddisfazione completa del cliente, hanno portato Interseals e Klüber Lubrication Italia a cooperare per incrementare il rispettivo livello di competitività sul mercato. Interseals ha l’obiettivo di fornire ai propri clienti non solo prodotti all’avanguardia e guarnizioni a bassa friction, ma anche di proporsi come terzista per aziende che vogliano sfruttare la capacità dell’impianto di coating di o-rings, operativo da inizio anno. Klüber Lubrication Italia invece punta da un lato sulla disponibilità a fornire un supporto tecnico ed applicativo per la messa a punto del trattamento di rivestimento superficiale per materiali elastomerici, dall’altro sugli sviluppi applicativi secondo le richieste specifiche del cliente, con una vision sul campo del trattamento delle plastiche e poliolefine più in generale. 

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43


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UREPAN.doc Elastomeri

Introduzione alle mescole a base Urepan di Mauro Livraghi, Business Unit Rhein Chemie di Lanxess

Mauro Livraghi

Elastomeri Nell’ambito dei materiali poliuretanici, rivestono un rilevante interesse le lante applicabile; 00 significa che la cosiddette gomme uretaniche. Questa tipologia di polimeri è caratterizzata dalla formazione di segmenti macromolecolari flessibili a lunga catena, con costituzione poliestere o polietere. La larga distribuzione dei pesi molecolari favorisce la formazione dello stato gommoso.

reticolazione può avvenire solo attraverso il sistema a base di isocianati, mentre i gradi contraddistinti dalle cifre 40, 41 e 43 sono reticolabili solo a perossido. L’ Urepan 50 EL 06, invece, può reticolare sia con sistemi a zolfo che con sistemi vulcanizzanti a base perossido. La lettera G significa che la forma in cui il polimero è commercializzato è granulare.

INTRODUZIONE ALLE MESCOL A BASE UREPAN di Mauro Livraghi; Business Unit R

L

e gomme uretaniche sono caratterizzate da una bassa componente elastica e da un’elevata componente viscosa; per tale motivo il compound richiede la presenza di vulcanizzanti, cariche bianche o nere per incrementare, attraverso legami chimici irreversibili, la componente elastica e quindi ottenere manufatti stampati con elevate caratteristiche fisico-meccaniche. Appartengono a questa famiglia di polimeri gli Urepan, con i quali si ottengono articoli vulcanizzati prevalentemente nella scala di durezza Shore A; ma grazie a specifiche formulazioni si possono raggiungere durezze comprese nella scala Shore D. Le gomme poliuretaniche trovano impiego nell’industria nella gomma proprio per il fatto che la loro processabilità è del tutto simile alle gomme tradizionali.

Nell’ambito dei materiali poliuretan Questa tipologia di polimeri è cara I gradi di Urepan di Rheinflessibili Chemie Attività sperimentali a lunga catena, con costit sui diversi gradi BU di Lanxess sono elencati nella tapesi molecolari favorisce la formaz bella qui sotto.

Gradi di Urepan

La gamma degli Urepan comprende termini contrassegnati da un codice a tre cifre. La prima cifra, 6, contraddistingue i tipi AU (poliesteri). La prima cifra, 5, contraddistingue i tipi EU (polieteri). Le rimanenti due cifre successive indicano il sistema retico-

Urepan 600

L’ Urepan 600 presenta bassa vi-

Le gomme uretaniche sono scosità Mooney ML (1+4) a 100°C (25 caratte ± 6) e non contiene agente antidrolisi, un’elevata componente viscosa; p Rhenogran PCD-50. vulcanizzanti, o ne Rhenograncariche PCD-50 è unabianche policarbodiimmide in matrice elastic irreversibili, lapredispersa componente caratteristiche fisico-meccaniche. Appartengono a questa famiglia di vulcanizzati prevalentemente nella formulazioni si possono raggiunge Le gomme poliuretaniche trovano la loro processabilità è del tutto sim

GRADI DI UREPAN La gamma degli Urepan comprende termini contrassegnati da un codice a tre cifre. La I2009AU gradi di LaUrepan di | Rhein Chemie n.(poliesteri). 571 | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA ELASTICA | 45 prima cifra, 6, contraddistingue i tipi prima cifra, 5, contraddistingue i tipi settembre

La(polieteri). gamma degli Urepan comprende termini contrassegnati da un codice a treapplicabile; cifre. La EU Le rimanenti due cifre successive indicano il sistema reticolante cifra,che 6, contraddistingue i tipiavvenire AU (poliesteri). La primail sistema cifra, 5, contraddistingue i tipi 00prima significa la reticolazione può solo attraverso a base di isocianati,


Elastomeri

rature molto contenute, generalmente tra i 120 e i 140°C. Per salvaguardarle dall’idrolisi non possono essere raffreddate in acqua come i comuni polimeri.

Urepan 640 G - Urepan 641 G - Urepan 643 G

Gli Urepan 640, 641e 643 vengono commercializzati in forma granulare (Figura 3 ) e sono già additivati di agente antidrolisi. Formulazione in Urepan 600 e relative proprietà Si differenziaUrepan no tra loro per la 600 viscosità Mooney, Hardress (ShA) 95 che può variare Urepan 600 (MPe) Tensile Strenglh 36 da 40-60 Mooney Urepan 600 Modulus 100%(MPa) 7,5 (ML 5+4, 100°C) per il 640 G, 35-55 Modulus 300%(MPa) 19,8 Formulazione in Urepan 600 e relative proprietà: elastomerica: qualora l’applicazione Mooney (ML 5+4, Elongation at break (%) 550 dell’articolo finito lo richieda, viene 100°C) per il 641 Rebound resilience (%) 45 aggiunta come agente antidrolisi. G e 30-50 Mooney Tear resistance graves (N/mm) 53 La policarbodiimmide viene in(ML 5+4, 100°C) Abrasion loss (qmm) 25 serita in formulazione per preservaper il 643 G. Compression set, 72 h, 100°C 85 re l’articolo dalla tendenza all’idrolisi, Questi gradi Brittleness point (°C) -65 sia durante lo stoccaggio, sia durante uretanici sono reGlass transition temperature (°C) -29 l’esercizio degli articoli. ticolati solo attraFormulation: 100 phr Urepan 600; 0,5 phr stearic acid; È stato verificato che una formuverso l’aggiunta di 10 phr Addolink 30/10; 27 phr Rhenocure TT; 0,3 phr curing agent lazione in Urepan senza l’aggiunta di perossidi, ad esemCuring conditions: 140°C, 17 min Rhenogran PCD-50 è sensibile all’efpio dicumilperossifetto idrolitico evidenziando una dido (DCP) con l’auL’Urepan 600 è particolarmenminuzione delle proprietà tensili fisilio di un cogente di vulcanizzaziote indicato nella produzione dei seno al 70% se comparata con una mene come il triIallilcianurato, ovvero guenti articoli: scola in cui la policarbodiimmide è il Rhenogran TAC-50 oppure il Rhe• rollers ad elevata durezza, fino a presente. nofit TAC/S 50 ShD (Figura 1); Nelle mescole a base Urepan 640, La preparazione del predisperso, • stampi per ceramiche che necessicostituito dal 50% di carbodiimmi641 e 643 possono essere aggiunti tano una durezza elevata, un’ottide in 50% di copolimero EVA, viene plastificanti con costituzione di estema resistenza all’abrasione accomsuggerita per favorire la dispersione re (DOP, DBP, DOA ) anche fino a pagnata dalla precisione delle for20 phr, indipendentemente dalle cadel prodotto attivo che, nel contesto dell’articolo stessoacid; (Figura10 2);phr riche nere e chiare presenti nella forqui considerato 100 ha un’importanza Formulation: phr Urepan 600;me 0,5 phr stearic Addolink 30/10; 27 phr • lastre, dove è richiesta un’elevamulazione. fondamentale. Rhenocure TT; 0,3 phr curing agent Gli Urepan 640, 641, 643 sono Per laconditions: vulcanizzazione, l’Urepan Curing 140°C, 17 minta resistenza al taglio e all’abrasione; particolarmente indicati nella produ600 richiede l’aggiunta di Addolink 30/10 (Hydrochinone Bis 2-HydroxyethylEther-HQEE) e di Rhenocure TT (dimeric toluene-2.4-diisocyaL’Urepan 600 è particolarmente indicato nella produzione dei seguenti articoli: nate). - rollers ad elevata durezza, fino a 50 ShD (figura 1); L’ Addolink 30/10 con i suoi ossi- stampi per ceramiche che necessitano una durezza elevata, un’ottima resistenza drili terminali reagisce con l’isocianaall’abrasione accompagnata dalla precisione delle forme dell’articolo stesso (figura 2); to Rhenocure TT favorendo la retico- lastre, è richiesta resistenza al taglio e all’abrasione; lazione, dove aumentandone così leun’elevata caratteristiche meccaniche. Le mescole a base di Urepan 600 sono particolarmente sensibili alla scottatura, per questo motivo la vulcanizzazione viene condotta a tempeFigura 1 - Roller. Figura 2 - Stampo per ceramica.

r ceramica.

46

Figura 1. Roller.

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

settembre

2009 n. 571

Figura 2. Stampo per ceramica.

pan 641 G; Urepan 643 G. Urepan 640 G; Urepan 641 G; Urepan e 643 vengono commercializzati in forma granulare (Figura 3 ) e sono Gli Urepan 640, 641e 643 vengono com


Figura 2. Stampo per ceramica.

Figura 1. Roller.

Urepan 640 G; Urepan 641 G; Urepan 643 G. Gli Urepan 640, 641e 643 vengono commercializzati in forma granulare (Figura 3 ) e sono già additivati di agente antidrolisi. Si differenziano tra loro per la viscosità Mooney, che può variare da 40-60 Mooney (ML 5+4, 100°C) per il 640 G, 35-55 Mooney (ML 5+4, 100°C) per il 641 G e 30-50 Mooney (ML 5+4, 100°C) per il 643 G.

Elastomeri

Comparazione il grado di reticolazione). Al contracon altri polimeri rio, con la reticolazione perossidica è invece preferibile la seguente: RubL’obiettivo che ci siamo prefissati è ber 100 phr, Aflux 54 3 phr, Carbon black 30 phr, DCP 2 phr, Rhenofit stato quello di produrre uno studio di TAC/S 0,5 phr . comparazione tra una mescola prodotL’Urepan 50 EL 06 è particolarta a base Urepan 643 G reticolata con mente indicato nella produzione dei perossidonella e varie formulazioni a base di dei segu Gli Urepan 640, 641, 643 sono particolarmente indicati produzione seguenti articoli: membrane, rivestielastomeri come: ECO, EVM 60% VA, articoli: membrane, guarnizioni, cinghie di trasmissione, rulli per stampa (Figura 4), menti cilindri, sospensioni elastiche, HNBR, 21% ACN e AEM (Figura 5).

per pattini, antivibranti per il settore auto. Figura 3 - Urepan in granuli della serie 640, 641 e 643.

Formulazione in Urepan 640 G, 641 G, 643 G e relative proprietà

Figura 3. Urepan in granuli della serie 640, 641 e 643.

Urepan 640 G esempio70

Hardress (ShA) Questi gradi uretanici sono reticolati solo attraverso l’aggiunta di perossidi, ad dicumilperossido (DCP) con l’ausilio di un cogente di vulcanizzazione come il 38 Tensile Strenglh (MPe) triIallilcianurato, ovvero il Rhenogran TAC-50 oppure il Rhenofit TAC/S 4,8 Modulus 100%(MPa) Nelle mescole a base Urepan 640, 641 e 643 possono essere aggiunti plastificanti con 29,2 Modulus 300%(MPa) costituzione di estere (DOP, DBP, DOA ) anche fino a 20 phr, indipendentemente dalle 450 Elongation at break (%) cariche nere e chiare presenti nella formulazione.

Urepan 641 G 70

Urepan 643 G 70

32

36

3,9

4,5

24,8

26,7

360

420

48

59

Rebound resilience (%)

53

Tear resistance graves (N/mm)

14

11

12

Abrasion loss (qmm)

55

56

60

Compression set, 72 h, 100°C

12

17

10

65

54

45

G e relative proprietà: Formulazione in Urepan 640 G, 641 G 643

Figura 4 - Rulli per stampa. Figura 4 . Rulli per stampa.Compression set, 72 h, -30°C

zione dei seguenti articoli: membra-22 Glass transition temperature (°C) -31 -34 ne, guarnizioni, cinghie di trasmissioFormulations: 100 phr rubber 2 phr Aflux 54; 25 phr C. B. N 539; 4 phr Perkadox 14/40; Urepan 50 EL 06 G ne, rulli per stampa (Figura 4), ruote 0,5 phr Rhenofit TAC/S L’Urepan 50 EL 06 non Curing contiene conditions:l’agente 170 °C, 11 min antiidrolisi e pertanto per quelle applica per pattini, antivibranti per ilG settosottoposte alla presenza d’acqua o comunque in ambienti umidi, ne viene consiglia re auto. Formulazione in Urepan 50EL06 G l’aggiunta, circa 2-4 phr. boccole, piatti di Urepan Urepan Urepan 50 EL 06 G molatrici. 50EL06 G 50EL06 G Questo grado presenta 20-50 ed è retico L’Urepan 50 EL 06 G non con-una viscosità Gli Urepan so-Mooney ML (1+4) a 100°C, (S-Cured) (P-Cured) con perossido cogente TAC/Spresia con zolfo acceleranti come M tiene ill’agente antiidrolisiee il pertanto pradescritti Hardress (ShA)in presenza di 68 63 28 per quelle applicazioni sottoposte alsentano una buona Tensile Strenglh (MPe) 16 MBT. la presenza d’acqua o comunque in resistenza all’ozo3,7 Modulus 100%(MPa) Nel caso in cui la reticolazione a zolfo sia preferita, allora si suggerisce2,5 la seguente ambienti umidi, ne viene consigliata no, ottima imper14,7 Modulus 300%(MPa) 14,9 combinazione: Rubber 100meabilità phr, Rhenogran MBTS-80 2-4 phr, Rhenogran MBT 2-4 l’aggiunta, circa 2-4 phr. all’aria 390 Elongation at break (%) 310 Questo grado S-80 presenta1,9 una viscoriRhenogran phr ee1all’azoto phr dicheRhenocure AUR.(co-attivatore, il grado 52 aumenta Rebound resilience (%) 56 sità Mooney ML (1+4) a 100°C, 20sulta quasi com14 Tear resistance graves (N/mm) è invece 10 reticolazione). Al contrario,parabile con laa quelreticolazione perossidica preferibile la 50 ed è reticolabile sia con il peros61 Abrasion loss (qmm) 76 seguente: 100 54 3 phr, Carbon black 30 phr, DCP 2 phr, Rheno sido e il cogenteRubber TAC/S sia con zolfophr, la Aflux della gomma in presenza 0,5 phr . di acceleranti come MB- butilica (special- Compression set, 72 h (%) 100 -30 °C 100 mente per i graTS e MBT. 98 0 °C 99 di 640, 641e 643). Nel caso in cui la reticolazione a 51 70 °C 22 Buona è anche zolfo sia preferita, allora si suggerisce -55 la resistenza alle la seguente combinazione: Rubber Glass transition temperature (°C) -55 basse temperatu- Formulation (5): 100 phr rubber, 2 phr Aflux 54; 30 phr C.B. N 339; 100 phr, Rhenogran MBTS-80 2-4 re come l’Urepan 3,8 phr Rhenogran MBTS-80; 3,8 phr Pheoogran MBT-80; phr, Rhenogran MBT 2-4 phr, Rhe641(-70°C) e ai 1,9 phr Rhenogran S-80; 1 phr Rhenocure AUR nogran S-80 1,9 phr e 1 phr di RheFormulation (P): 100 phr rubber. 3 phr Aflux 54; 30 phr C.B. N 550; fluidi. nocure AUR.(co-attivatore, aumenta 2 phr Perkadox 14/40; 0,5 phr Rhenofit TAC/S settembre

2009 n. 571 | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

47


Elastomeri

Test formulations (phr)

ECO

50

CO

50

Urepan 643 G

100

Aflux 54

2

RuB N 539

50

Ruß N 539

25

DOP

5

Perkadox 14140 4,5 Rhenofit TAC/S

0,5

Stearinsaüre 1

NDBC, 70% 1,7 Pb3O4, 70% 5 ETU, 70%

1,7

EVM, 60% VA Stearinsaüre RuB N 539 Stabaxol P, 50% Rhenofit DDA Antilux 500 Aktiplast PP Perkadox 14/40 Rhenofit TAC/S

100 1 50 2 2 2 2 6 1,5

100 HNBR, 21%ACN 100 60 Stearinsäure 1,5 Ruß N 550 2 ZnO Af1ux 54 1 2 Rhenofit D/A Ruß N 550 65 1 Rhenofit DDA Rhenofit DDA 1 Vulkanox ZMB-2 0,5 AEM

DiCup 40 C

8

HVA-2

2

Perkadox 14/40 7 2 HVA-2 Figura 5

Di seguito le proprietà fisiche emerse dopo i test effettuati sulle diverse mescole, mettendo in relazione le proprietà riscontrate: Urepan 643 G

AEM

HNBR

ECO

EVM

Hardness (ShA)

70

69

68

71

69

Rebound resilience (%)

60

30

51

36

27

Tensile strength (MPa)

37

11

20

12

14

Modulus 100 % (M Pa)

3,1

4

4

4,2

3,2

Modulus 300 % (M Pa)

17,5

-

10,5

11,1

11,6

Elongation at break (%)

420

250

330

400

410

Tear resistance, Graves (N/mm)

13

14

15

26

20

Abrasion looss (qmm)

40

230

122

244

198

Q (qcm N2 x mm / m2 x d x bar)

572

1230

1441

841

1469

Nel grafico a fianco abbiamo riassunto le proprietà emerse dallo studio comparativo. Si vuole porre l’accento sull’elevata specificità della mescola prodotta con Urepan 643 G (performance evidenziata dalla linea rossa), che è in grado di raggiungere proprietà simili, e a volte superiori, alle mescole prodotte con gli altri elastomeri speciali.

Conclusioni Sulla base dei risultati di questo lavoro si osserva che le gomme uretaniche, soprattutto riguardo al sistema reticolante prescelto, possono veramente raggiungere ottime prestazioni in termini di proprietà elastiche, impermeabilità ai gas, resistenza all’abrasione e flessibilità alle basse temperature. In linea di principio possiamo affermare che i gradi reticolabili a perossido possono essere utilizzati in tutte quelle applicazioni dove è 48

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

CONCLUSIONI

al taglio buona resistenza richiesta al- si osserva Sulla baseun’eccellente dei risultati diresistenza questo lavoro chee leuna gomme uretaniche, soprattutto riguardo al sistema reticolante veramente raggiungere ottime prestazioni all’idrolisi. la frizione, all’ozono, un buonprescelto, com- possono in termini di proprietà impermeabilità ai gas, resistenza all’abrasione e flessibilità Un’altra applicazione dove trova pression set, elevataelastiche, resistenza alla alle basse temperature. impiego il grado reticolabile zolfo essere temperatura e ai fluidi. In linea di principio possiamo affermare che i gradi reticolabili a perossidoapossono quello della produzione di speciaI gradi reticolati a zolfo sono utilizzati in tutte quelle applicazioni dove èèrichiesta un’eccellente resistenza alla frizione, all’ozono, un buon compression elevata resistenza temperatura e ai fluidi. li profili chealla evidenziano un’eccelgeneralmente utilizzati per laset, proI gradi reticolati a zolfo sono generalmente utilizzati per la produzione di cinghie con elevata lente resistenza alle intemperie ed duzione di cinghie con elevata reresistenza all’abrasione, resistenza al taglio e una buona resistenza all’idrolisi. stabilità ai raggi UV. della sistenza all’abrasione,  Un’altra applicazione dove resistenza trova impiego ilun’elevata grado reticolabile a zolfo è quello produzione di speciali profili che evidenziano un’eccellente resistenza alle intemperie ed un’elevata stabilità ai raggi UV. settembre

2009 n. 571


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I

LISTINI

TECNICI


TA C C U I N O Una nuova sede per So.F.te.R. México

S

o.F.te.R: México, la consociata della So.F.te.R. di Forlì, ha inaugurato una nuova sede presso Léon, all’interno del moderno parco industriale di Guanajuato Puerto Interior. L’area totale occupata dal complesso è di 15.000 metri quadrati, di cui 5.000 coperti che ospitano gli uffici, i laboratori e lo stabilimento di produzione, e la capacità installata è di 10.000 ton/anno, superiore del 50% rispetto a quella del vecchio impianto. La produzione riguarda il TPE per l’industria calzaturiera, e la società è in stretto rapporto di collaborazione non solo con i maggiori suolifici messicani, ma anche con importanti utilizzatori dell’articolo finito, quali HH Brown, Timberland, Flexi. Le prospettive di sviluppo dell’azienda, che è sorta appena tre anni fa, sono promettenti per il fatto che molte società americane stanno trasferendo le loro produzioni in Messico. Il che consente ottimistiche previsioni di crescita di quel mercato. Secondo il management aziendale, esistono nel paese concrete possibilità di sviluppo anche di altri settori, principalmente di quello manifatturiero, dall’auto all’elettrodomestico. E le più ampie capacità tecniche, produttive e logistiche rese disponibili dall’investimento di 5 milioni di dollari USA sostenuto per realizzare il nuovo sito permettono alla So.F.te.R. di dichiararsi pronta a raccogliere anche queste nuove opportunità. 

Oltre 500 “gommoni” al 49° Salone Nautico

L

a quarantanovesima edizione del Salone Nautico Internazionale, alla Fiera di Genova dal 3 all’11 ottobre, si presenta con cifre che testimoniano la vitalità del settore e le sue potenzialità di ripresa: a fine luglio gli espositori erano 1.450, di cui il 37% esteri, con 2.400 imbarcazioni su un’area di 300 mila metri quadrati. Tra di esse più di 500 sono quelle pneumatiche. L’anno scorso il comparto della nautica da diporto ha generato un fatturato di 3,8 miliardi di euro, lievemente superiore al livello raggiunto nel 2007. Nei primi mesi del 2009 la crisi si è fatta sentire con una pesante caduta di vendite e ordinativi, ma a partire da aprile si sono avuti i primi segnali che

fanno sperare che l’anno si chiuderà su valori non troppo lontani da quelli delle ultime stagioni. Due gli eventi di particolare rilievo di questa edizione. Il 2 ottobre sarà inaugurato, alla presenza del suo progettista l’architetto Jean Nouvel, il nuovo padiglione B della fiera, dove saranno alloggiate le imbarcazioni pneumatiche. Il giorno dopo si terrà la prima Assemblea Generale della Nautica, voluta dalla associazione nazionale del settore, la Ucina, alla quale sono stati invitato, oltre al Presidente del Consiglio, diversi ministri. Scopo quello di avviare un confronto a tutto campo con le istituzioni per stimolare la definizione di una politica nazionale per la nautica da turismo. 

FutureLab seconda edizione in ottobre a Verona FutureLab, la Mostra Convegno del Laboratorio Chimico (Analisi, Ricerca, Controlli), torna a Veronafiere per la sua seconda edizione dal 19 al 21 ottobre. La prima edizione, che si è svolta nell’ottobre dello scorso anno, ha registratola visita di oltre 6.000 operatori professionali (su 11.690 preregistrati on-line), tutti altamente qualificati (responsabili e tecnici di laboratorio, chimici, biologi, progettisti di impianti, responsabili R&S, controllo qualità, dire-

zione aziendale ecc.). FutureLab 2010 si concentrerà sulle più innovative tecnologie e soluzioni per l’analisi chimica e chimico-fisica, di laboratorio e di processo; le tecnologie, gli apparecchi e la strumentazione per le tecniche di laboratorio; le tecnologie informatiche per i laboratori; le tecnologie e le apparecchiature per le biotecnologie. Largo spazio sarà dato anche alla formazione e all’aggiornamento professionale con un fitto calendario di

convegni, workshop e seminari tecnico-applicativi, chesaranno proposti in collaborazione con le principali associazioni di categoria, tra le quali citiamo: SCI (Società Chimica Italiana), AIDIC (Associazione Italiana di Ingegneria Chimica), UNICHIM (Associazione per l’Unificazione del Settore dell’Industria Chimica), FAST (Federazione Nazionale delle Associazioni Scientifiche e Tecniche), AIS – ISA Italy Section (Associazione Italiana settembre

Strumentisti), ALA (Associazione Laboratori Accreditati), AIAT (Associazione Ingegneri per l’Ambiente e il Territorio), ANIPLA (Associazione Nazionale Italiana Per L’Automazione) ecc. Nel corso della manifestazione, inoltre, anche le aziende partecipanti avranno la possibilità di presentare le loro soluzioni e le loro proposte per il laboratorio attraverso una serie di workshop tecnico applicativi, raccolti in un calendario tematico. 

2009 n. 571 | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

53


Taccuino

Accordo Arkema-Velox per la distribuzione dei nanotubi

A

rkema, leader francese di rinomanza mondiale nella produzione di prodotti vinilici, chemicals industriali e prodotti ad alte prestazioni, e Velox di Amburgo hanno firmato un accordo in base al quale la società tedesca sarà il distributore in Europa dei nanotubi di carbonio multi-parete Graphistrength dell’azienda di Parigi. L’area di competenza Velox non comprenderà il Regno Unito, dove il distributore sarà Hubron Specialty Limited. Arkema ha inaugurato il suo primo impian-

R

Dieci anni di attività Rhein Chemie in Cina

hein Chemie celebra quest’anno il decimo anniversario dell’avviamento della produzione di additivi e prodotti per la trasformazione della gomma a Qingdao, Cina. In particolare, questo sito produce chemicals per la gomma legati a una matrice polimerica (Rhenogran), additivi di processo, attivatori della vulcanizzazione, cariche, agenti distaccanti: in una parola, l’intera gamma di prodotti Rhein Chemie utilizzati nella fabbricazione di un’ampia gamma di articoli in gomma, tra i quali pneumatici, articoli tecnici e calzature sportive. Quello cinese è sempre stato un mercato importante per la so-

54

to per la produzione di nanotubi con una capacità di 20 tonn/anno nel 2006, e da allora ha elaborato una vasta gamma di prodotti per l’industria dei polimeri, in particolare per elastomeri, termoplastici, termoindurenti, coating e adesivi. Per le loro eccezionali proprietà di resistenza meccanica e di conducibilità, i Graphistrength trovano impiego in numerose applicazioni speciali, quali i materiali compositi ad alta resistenza, i componenti elettronici, i rivestimenti conduttori, i materiali per elettrodi di batterie e pile a combustibile, eccetera.

cietà del Gruppo Lanxess che, insediatasi a Qingdao nel 1995, ha raddoppiato la capacità produttiva dei Rhenogran nel 2006 e ha avviato, alla fine dell’anno scorso, anche la produzione di additivi per lubrificanti industriali presso la nuova unità Rhein Chemie LOA Ltd, sempre a Qingdao. La società tedesca conta oggi in questo sito 180 dipendenti e ha affiancato l’impianto di produzione degli ausiliari per la gomma con un moderno laboratorio attrezzato per la caratterizzazione dei polimeri, per prove applicative per i clienti e per l’esecuzione dei test previsti dal controllo qualità. 

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

settembre

2009 n. 571

La casa tedesca commercializzerà l’intera gamma di Graphistrength che, oltre ai prodotti puri, comprende anche numerosi masterbatch progettati e sviluppati per facilitare l’incorporazione dei nanotubi in molti polimeri, tra i quali gli elastomeri, i termoplastici, resine e formulazioni acquose. Velox collabora già con altre unità di business dell’azienda francese e distribuisce i polichetoni ad alte prestazioni OXPEKK di Oxford Performance Materials (OPM), società del Gruppo Arkema. 

Nuovi elastomeri siliconici di Wacker Chemie

W

acker Chemie ha annunciato la presentazione di tre nuove gomme siliconiche per l’industria degli adesivi e sigillanti al BONDexpo 2009, che si terrà a Stoccarda dal 21 al 24 settembre. Una è il Semicosil UV, una gomma che reticola a temperatura ambiente per irraggiamento con luce ultravioletta senza il rilascio di sottoprodotti nell’ambiente. È particolarmente indicata per applicazioni in vari settori, dall’auto alla componentistica elettronica, dalla tecnologia dei sensori al fotovoltaico. Le prestazioni del prodotto so-

no riassunte dalla Wacker nella regola del 10x10x10: basta irradiare la gomma con UV per dieci secondi perché essa reticoli in dieci minuti per dare una sigillatura capace di sopportare un carico di dieci chilogrammi su una superficie di 4 cm2. Il secondo prodotto è l’Elastosil E 43 N, un nuovo adesivo siliconico adatto al contatto diretto con gli alimenti che soddisfa le raccomandazioni dell’FDA americano e del corrispondente Istituto Federale Tedesco (BfR). È la versione modificata per l’acquisizione dell’idoneità all’impiego nel settore alimentare dell’Ela-


Taccuino

stosil E 43, un prodotto affermato su tutti i mercati come l’adesivo standard per ogni tipo di incollaggio nell’elettronica e nel settore medicale, nel campo degli elettrodomestici e in quello tessile. Le proprietà e le caratteristiche meccaniche dell’Elastosil E 43 N, perciò, sono le stesse dell’adesivo precursore. Il terzo prodotto, infine, è il Wacker SilGel 612, un gel siliconico trasparente esente da plastificanti, non ingiallente e ad alta resistenza al calore e all’invecchiamento. È particolarmente facile da usare per la sua elevata fluidità, che consente di travasarlo e di colarlo. Trova l’applicazione principale nell’industria della componentistica microelettronica, delle celle solari, dei sensori, dei raddrizzatori e dei circuiti optoelettronici per la sua capacità di proteggere dall’umidità e dalla corrosione i componenti, sui quali vulcanizza direttamente a temperatura ambiente. Un’altra area di applicazione del Wacker SilGel 612 è l’incollaggio di vetri sia industriali che artistici, dove esso primeggia perché, a differenza di altri adesivi, non richiede nessun pre-trattamento delle superfici e lega per semplice adesione delle parti da incollare. 

Auto e veicoli commerciali arretrano ancora nel primo semestre

G

iugno positivo, ma semestre negativo per il mercato auto italiano. Mese e semestre, invece, entrambi negativi per i veicoli commerciali leggeri (LCV). Boccata d’ossigeno per il mercato delle auto in giugno grazie agli eco-incentivi, che fanno registrare nel mese un’inversione di tendenza del trend delle immatricolazioni e mitigano il dato negativo del primo semestre dell’anno. Dopo il segno meno di aprile (-7,0%) e maggio (-8,6%), giugno fa registrare un incremento delle vendite del 12,4% rispetto allo stesso mese del 2008, con 209.315 nuove registrazioni contro le 186.258 di un anno fa. È un risultato importante, perché conferma l’efficacia degli interventi a supporto del comparto, che è passato dal –19% del primo trimestre al –1,4% del secondo e ha chiuso il primo semestre con una contrazione dei volumi contenuta al 10,7%. Positiva anche la variazione del portafoglio ordini, che ha raggiunto nel mese circa 180.000 unità, che vogliono dire un incremento del 9% rispetto al giugno 2008 e portano il progressivo a più di 1.215.000 (+4,6% rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso). Andamento in fotocopia quello delle marche nazionali, che hanno registrato in giugno una crescita superiore a quella dell’intero mercato (+17,2%, con 71.650 immatricolazioni contro 61.130), elevando anche la quota dal 32,8% del giugno dell’anno scorso al 34,2% dello stesso mese di quest’anno. Ciò ha consentito un calo nel semestre più contenuto rispetto a quello del mercato italiano nel suo complesso: -6,5%, che in termini di immatricolazioni significa 378.981 nuove vendite a fronte delle 405.413 dei primi

settembre

sei mesi del 2008, alle quali ha corrisposto comunque un incremento della quota di mercato, passata dal 32,1% al 33,6%. Perdura, invece, la crisi degli LCV, il cui mercato ha chiuso giugno con un calo delle vendite del 21,3% rispetto allo stesso mese 2008 (16.592 unità contro 21.074) e il semestre con una contrazione del 29,4% rispetto a gennaio-giugno dell’anno scorso (91.509 nuove immatricolazioni a fronte di 126.546). Stessa situazione per le marche nazionali, per le quali non c’è ancora in vista nessun segnale di ripresa. Giugno ha subito una contrazione delle consegne del 26,7% sullo stesso mese 2008 (8.368 unità contro 11.417), con la quota scesa dal 54,2% al 50,4%; nel semestre si è avuta una flessione del 32,7% (47.056 vendite a fronte di 69.916 di gennaio-giugno di un anno fa) e la quota è calata dal 54,0% al 51,4%. Unica nota positiva nel panorama italiano in continua diminuzione l’andamento in controtendenza delle vendite di Piaggio Veicoli Commerciali, che continuano a crescere. Nel mese le consegne sono aumentate del 5,3% rispetto a giugno 2008 (516 unità su 490) e nel semestre sono salite del 4,9% (2.911 immatricolazioni su 2.776). Questo, grazie al successo del nuovo Porter, più funzionale e confortevole e dotato di motorizzazioni ecologiche, elettriche e bi-fuel a GPL e metano. ANFIA (Associazione Filiera Industria Automobilistica) si sta attivando affinché la Legge Tremonti-ter, che prevede la detassazione al 50% degli utili reinvestiti dalle aziende includa anche i mezzi di trasporto tra i beneficiari della nuova misura. 

2009 n. 571 | L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

55


Taccuino

Stampare risparmiando tempo e denaro

S

tampare nel minor tempo possibile e col più basso consumo energetico possibile è sempre stato l’obiettivo degli stampatori, e nella difficile situazione economica attuale risparmiare diventa sempre più importante. Engel ha dimostrato che è possibile raggiungere questi due risultati, e lo ha fatto stampando su una macchina completamente elettrica, una e-motion 2440/380 T con colonne e ginocchiera a 5 punti e vite diametro 70 mm, una cassetta a perdere in PP del peso di 204 grammi e con dimensioni 300 x 400 x 120 mm. Il tempo di ciclo, comprensivo dei 2,42 sec richiesti per il raffreddamento del pezzo, è stato di 6,86 sec. Perfettamente allineato a quello che si registra con la macchina idraulica di pari tonnellaggio, con la macchina, cioè, che è sempre stata, storicamente, il mezzo di produzione di questo genere di articoli. Dov’è, allora, la differenza che fa la con-

venienza? È nel consumo energetico specifico, che è risultato pari a 0,282 kWh/kg di materiale plastificato, ossia a 1/3 di quello della corrispondente macchina idraulica, e che consente, quindi, una sostanziosa riduzione dei costi di produzione. Per i clienti che volessero provare questa tecnologia, Engel mette a disposizione, oltre alla e-motion 2440/380 T, anche una e-motion 5440/500 T presso lo stabilimento di Schwertberg, Austria. La casa austriaca, però, ha anche pronte delle proposte più attuali per i clienti che preferiscono continuare a lavorare con macchine idrauliche: sono le presse della serie duo pico, da 450 a 700 ton-

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NOVEMBRE

4-7

56

nellate di forza di chiusura. In prove stampo con l’utilizzo dell’ecodrive, il sistema di controllo servo-idraulico delle pompe che spengono il motore nei tempi morti del ciclo, una duo 3550/500 pico ha stampato una cassetta a perdere del peso di 322 gr e con dimensioni 400 x 300 x 135 mm in 9 sec, con un consumo specifico di energia di 0,498 kWh/kg di plastificato. In un’altra serie di prove, questa stessa pressa equipaggiata con un robot integrato Engel ERC 40 ha fatto registrare un tempo totale di ciclo, comprensivo anche dell’estrazione del pezzo e dell’impilaggio di questo su pallet a lato macchina, inferiore ai 12 sec. Anche la duo 3550/500 pico, con motore elettrico per la plastificazione e esecuzione idraulica ecodrive, è disponibile presso lo stabilimento di Schwertberg per prove con i clienti interessati. 

| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

settembre

2009 n. 571

www.eicma.it www.eci-international.com

www.polymerconferences.com www.eiomfiere.it

www.mplas.com www.eicma.it www.plasteurasia.com www.applas.com www.richmac.it


Deolink Æ

Silane Preparations For more than 10 years DOG produces Silane Preparations on polymer carrier systems. Having started with standard Sulphur Silanes for the rubber industry, todayí s product programme is also including Vinylsilane Preparations and other speciality silanes in pellet form. Each silane requires a specific carrier system, DOG also offers tailor-made preparations for special demands. 8

9

10

Liquid Deolink grades Type

Generic Description

Deolink TESPT-100

Bis (3-triethoxysilylpropyl) tetrasulfane

Deolink MX-100

Thiocarboxylsilane0

Deolink Vinyl-100

Vinyl-tris- (2-methoxyethoxy) silane

Deolink VH-100

Alkoxysilane

Deolink Mercapto TM-100

(3-Mercaptopropyl) trimethoxysilane

Deolink Amino TE-100

3-Aminopropyltriethoxysilane

Deolink Methacryl TM-100

Methacryloxy-propyl-trimethoxysilane

,0

ï Highly efficient active substances

Silane Emulsions Type

Active Substance [%]

Deolink Emulsion

5ñ 50% water based systems

ï Tailor-made concentrations for individual advantages For details please revert to DOG Laboratory ExposÈ 10 (Deolink MX), 8, 9 (Deolink Vinyl / VH) and our complete Product Range brochure or check at:

Silane Preparations on polymer carrier systems with 50% active substance

www.dog-chemie.de

Type

Silane Emulsions

Deolink TESPT

Also available are Sulphur Silane emulsions (water based systems) in various concentrations.

Liquid Silanes To enhance specific silane properties, DOG is blending different liquid silanes. Further more there is a large range of liquid standard silanes in various packaging sizes.

Active Substance [%]

Dropping Point [∞ C]

Total Sulphur [%]

50

72 ± 5

11.5 ± 1.5

Deolink MX

50

115 ± 5

4.3 ± 0.5

Deolink Vinyl

50

72 ± 5

ñ

Deolink VH

50

110 ± 5

ñ

ï Highly protected against humidity ï Easy incorporation without spots ï Prolonged storage stability without loss of activity

Agente e distributore esclusivo per Ií IItalia

Warwick Massa S.p.A. Via F. Casati, 44 ∑ 20124 Milano ∑ Italy Tel. +39 02 66990247 ∑ Fax +39 02 66990299 Internet: www.warwickmassa.com E-mail: amariano@warwickmassa.it

DOG DEUTSCHE OELFABRIK Gesellschaft f¸ r chemische Erzeugnisse mbH & Co. KG Ellerholzdamm 50 ï 20457 Hamburg ï Postbox 11 19 29 ï 20419 Hamburg ï Germany Phone + 49(0)40 /31 18 05 0 ï Fax + 49(0)40 /31 18 05 88 ï E-Mail: info@dog-chemie.de

Deolink is a registered trademark of DOG DEUTSCHE OELFABRIK

More Efficiency with Deolink Silanes


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L'Industria della Gomma 2009 09 by Edifis - Issuu