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Csc 271 x sfoglio

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TRASPORTI  TRUCK & TRAILER

CSC

CANTIERI STRADE COSTRUZIONI

In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi

SETTEMBRE 2013 anno XXX n. 271 - € 5,00

La parola a chi ha scelto BKT e Iveco

L’usato come nuovo di Renault Trucks

Le interviste di CSC Trasporti Nino De Giglio, Manager Marketing and Communications di Kohler-Lombardini EDIFIS

Riccardo Monti e Roberto Luongo, presidente e direttore di ICE

Nuovo look per Scudo DI FIAT PROFESSIONAL


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La TTIP tra USA e UE, come la Trans-Pacific Partnership (TPP) e il Trade in Services Agreement (TISA), è un’importante opportunità per rompere le barriere e incoraggiare la crescita economica e l’aumento dei posti di lavoro che avviene con l’aumento dei commerci

L’opinione

di Scott Davis*

L’accordo USA-UE per far ripartire l’economia

«H

* Presidente e CEO di UPS

o parlato ai leader politici di Bruxelles e Washington, D.C. e sulla base di questi recenti colloqui, ritengo che ci siano le condizioni e la volontà per portare avanti l’accordo commerciale USA-Europa. Una conclusione positiva dei negoziati per la TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) aprirebbe nuove opportunità per le piccole, medie e grandi imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico, sostenendo nel contempo le esportazioni e creando nuovi posti di lavoro. Nella sola UPS stimiamo che una TTIP ambiziosa e di successo, che vada oltre alle barriere tariffarie per superare tutti insieme una serie di limiti al commercio di tipo non-tariffario, regolatorio e logistico, potrebbe incrementare i volumi che movimentiamo fino a 131 milioni di pacchi e promuovere lo sviluppo di 24.000 posti di lavoro nell’arco di 10 anni. Gli Stati Uniti e i 28 Stati membri dell’Unione Europea condividono una prospettiva comune e una determinazione simile a mantenere i mercati aperti e a beneficiare di regimi commerciali liberalizzati. La relazione economica tra USA e UE, la più estesa a livello mondiale, nel 2011 ammontava a circa 5,3 trilioni di dollari tra investimenti e scambi commerciali. La quota degli scambi commerciali tra Stati Uniti e UE ammontava a circa 300 miliardi di dollari, un terzo del totale dei servizi al commercio degli Stati Uniti, e quasi il 10% di quello globale. In questo momento critico della ripresa economica mondiale, è essenziale che gli Stati Uniti e l’UE continuino a porsi come guide nello stabilire le più moderne regole di scambio per i mercati globali. UPS è entusiasta delle possibilità che un accordo di libero scambio tra Stati Uniti e UE aprirà ai nostri clienti e di come migliorerà la posizione delle nostre economie sui mercati internazionali. La TTIP, come la Trans-Pacific Partnership (TPP) e il Trade in Services Agreement (TISA), è un’importante opportunità per rompere le barriere e incoraggiare la crescita economica e l’aumento dei posti di lavoro che avviene con l’aumento dei commerci».

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CSC settembre 2013


CSC

CANTIERI STRADE COSTRUZIONI

settembre 2013 · Anno XXX · Numero 271 Direttore responsabile Andrea Aiello In redazione Emanuela Stìfano emanuela.stifano@edifis.it

Hanno collaborato Lele Chichierchia, Gianluca Dall’Olio, Scott Davis, Nino De Giglio, Luca Ferrari, Paolo Lombardi, Roberto Luongo, Francesca Marinello, Riccardo Monti, Laura Reichlin, Girolamo Simonato, Chiara Vaccari, Stefano Zucali.

10 numeri all’anno

Progetto grafico e impaginazione Mariella Salvi Pubblicità dircom@edifis.it Traffico Libera Carlini libera.carlini@edifis.it

approfondimenti • interviste • rubriche • servizi speciali Prove esclusive di veicoli e macchine

nel 2013 abbonati on line Abbonati direttamente dal nostro sito www.csctrasporti.it Acquista l’abbonamento annuale a CSC Trasporti, riceverai regolarmente dieci numeri. Abbonarsi on line è facile, fallo con CARTA DI CREDITO e PAYPAL al costo annuale di euro 50,00. Informazioni e prenotazioni: 023451230; abbonamenti@edifis.it 2

CSC settembre 2013

Edifis S.p.A. viale Coni Zugna 71 - 20144 Milano Tel. +39 023451230 Fax +39 023451231 csc@edifis.it www.edifis.it Costo di una copia € 5,00 Arretrati € 8,00 - Estero € 10,00 Abbonamento annuo Italia € 50,00 Conto corrente postale 36640209 Abbonati on line: www.edifis.it Registrazione Tribunale di Milano n. 460 del 07/10/1983 Registro Nazionale della Stampa n. 524 del 17/11/1992

Stampa Aziende Grafiche Printing srl Peschiera Borromeo (MI)

Ai sensi della legge 196/2003 l’Editore garantisce la massima riservatezza nell’utilizzo della propria banca dati con finalità redazionali e/o di invio del presente periodico. Ai sensi degli artt. 7 e 10 i destinatari hanno facoltà di esercitare il diritto di cancellazione o rettifica dei dati, mediante comunicazione scritta al responsabile del trattamento presso EDIFIS S.p.A. - Viale Coni Zugna 71 20144 Milano, luogo della custodia della banca dati medesima.

Associazione Nazionale Editoria Specializzata


SOMMARIO | settembre 2013 TRASPORTI  TRUCK & TRAILER

CSC

CANTIERI STRADE COSTRUZIONI

In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi

SETTEMBRE 2013 anno XXX n. 271 - € 5,00

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CSC news

LA PAROLA A CHI HA SCELTO BKT E IVECO

L’usato come nuovo di Renault Trucks

18

RENAULT TRUCKS · “Second life” per Premium

(l’usato che torna nuovo)

LE INTERVISTE DI CSC TRASPORTI Nino De Giglio, responsabile comunicazione di Lombardini-Kohler EDIFIS

Riccardo Monti e Roberto Luongo, presidente e direttore di ICE

22

NUOVO LOOK PER SCUDO DI FIAT PROFESSIONAL

IN COPERTINA FIAT PROFESSIONAL

IVECO · Patto di fedeltà (al cento

per cento)

26

www.fiatprofessional.it

38

CROWN · La movimentazione senza

ostacoli

40 46

18

BKT · Testimoni d’OltralpeOltralpe

FIAT PROFESSIONAL · Lo Scudo si è rifatto il look TRANSPOCLICK · La tecnologia al servizio

RUBRICHE 1 L’OPINIONE · L’accordo USA-UE per far ripartire l’economia di Scott Davis

8 TUTTO RUOTA · Pneumatici in forma. Sempre! di Laura Reichlin

10 Toga e martello · Le varianti agli strumenti urbanistici di Stefano Zucali

dei trasporti

54

22

60 61

NACANCO · Lavori ad alta quota

10 Gossip machine

ECOMONDO · In autunno, tutti a Rimini.

12 Un mondo in evoluzione

SMOPYC · È iniziato il countdown

14 La chiacchiera del mese

· Ritardo Expo-nenziale di Linda Lovelace

LE NOSTRE INTERVISTE

32 36

LOMBARDINI · Il motore della ripresa ICE · Commercio sotto la lente

CSC ECO 50 52

26

DAF-PaCCar · Tutto pronto per gli Euro 6 YOKOHAMA · Rotolando a impatto zero

3

CSC settembre 2013

· Speriamo che sia fiammante! di Chiara Vaccari · Risalire la china? di Francesca Marinello

16 LA TECNOLOGIA SPIEGATA · Euro 6 ... Non solo emissioni di Gianluca Dall’Olio

17 LineA di sicurezza

· Decreto del fare all’italiana di Lele Chichierchia

56 58 62 64 66 67 68 70 72

L'ESPERTO DELLA STRADA Rubrica legale AGENDA I COSTI MINIMI I NUMERI UTILI CSC TRASPORTI CLUB CAMIONISTA

io

vetrina passatempi


ora anche nelle aree SIRIO!


CSC in autostrada

Aosta A5

A9

A8

A4 Torino A7 A26

Milano A1 A21

A23

A22 Belluno

Brescia

A27 A31

A4 Padova A13

A28 A4 Trieste Venezia

CROCETTA NORD A21 San Giacomo Nord A4 AUTOPORTO AOSTA A5 Bologna BRESCIA- PIACENZA TORINO - AOSTA Km 110 A6 Padova - Brescia A15 Ravenna Km 48 e Km 225 Savona Brianza Nord A4 PAGANELLA OVEST A22 Genova Brescia - Milano PORCIA NORD A28 Autostrada A10 A12 PORTOGRUARO del Brennero Scaligera nord e sud A4 CONEGLIANO Km 30 KmA11 129 A14 La Spezia Brescia - Padova ponte autostradale Firenze SAN MARTINO EST A1 ADIGE OVEST A22 Ancona ROMA - MILANO Brennero Modena Pisa Sebino nord e sud A4 Milano - Brescia

ponte autostradale Limena nord e sud A4 Brescia - Padova

ponte autostradale

A32

ARDA EST A1 ROMA - MILANO Km 63

A1

FABRO OVEST A1 ROMA - MILANO Km 427

SAN PELAGIO EST A13 Bologna-Padova Km 98

Civitavecchia

A12

Roma

Campagnola Ovest A4 Brescia- Padova lsarco Est A22 Modena-Brennero Sciliar Ovest A22 Mc-Brennero

GARDA EST A22 Brennero - Modena Km 208 BAZZERA NORD A4 Torino - Trieste Tangenziale Mestre

Km 125

Km 187

SECCHIA EST A1 ROMA - MILANO Km 156 Nord

LAIMBURG EST A22 Brennero - Modena Km 96

METAURO OVEST A14 BOLOGNA - TARANTO Km 186

CASTELNUOVO SCRIVIA EST A7 Genova - Milano Km 79

RONCOBILACCIO EST A1 ROMA - MILANO Km 243 AGLIO EST A1 ROMA - MILANO Km 256

A24

SANTERNO OVEST A14 Bologna -Taranto Km 59,500

Pescara

GIOVE EST A1 ROMA - MILANO Km 481

ARNO OVEST A1 Milano - Roma Km 321,500

A25

A14

MARENGO SUD A26 ALESSANDRIA GENOVA Km 10 Nord

A1

Caserta A16

MARENGO NORD A26 ALESSANDRIA GENOVA Km 10

CHIENTI EST A14 Bologna - Taranto Km 263.900

A30

LA PIOPPA OVEST A14 BOLOGNA-TARANTO Km 2

Napoli Salerno

SAN MARTINO OVEST A1 Milano - Napoli Km 114,100

Bari

FABRO EST A1 Milano - Na poli Km 427,800 MIRABELLA SUD A16 Napoli - Canosa Km 77,300

Taranto

A3

Trens Est A22 Modena-Brennero Trens Ovest A22 Brennero-Modena

solo 1 euro Trapani

Palermo

Messina A20 A15

A20 A18

Reggio Calabria Catania Siracusa


CSC News La gomma non ha alternative

I

l giudizio della Corte dei Conti europea non lascia spazio alla libera interpretazione. I programmi UE Marco Polo I e II, con i quali dal 2003 la Commissione finanzia progetti per trasferire il trasporto merci su gomma verso altre modalità - ferrovie, vie d’acqua interne e trasporto marittimo a corto raggio - si sono rivelati «inefficaci» e dunque occorre «sopprimerli nella loro forma attuale». La Corte propone anche di cessare il finanziamento UE ai servizi di trasporto merci che seguono lo stesso approccio dei programmi Marco Polo, condizionando gli stanziamenti a una valutazione d’impatto ex-ante, che mostri se, e in che misura, si produca un valore aggiunto per l’UE. A tal fine propone che venga presentata una dettagliata analisi della domanda potenziale e delle pratiche migliori negli Stati membri.

DAF XF105 ‘Fleet Truck of the Year 2013’

I

l DAF XF105 ATe è stato eletto “ Fleet Truck of the Year 2013” a Londra in occasione dei premi“ Motor Transport 2013 ”, che hanno riconosciuto a DAF la quinta vittoria negli ultimi sei anni. Il premio è stato consegnato durante la cerimonia ufficiale a Londra, alla quale hanno partecipato 1.600 rappresentanti del settore del trasporto. Nell’ambito dei premi “Motor Transport ”, DAF è stata vincitrice in 17 occasioni. La giuria dei principali operatori di trasporto ha premiato il DAF XF105 per la sua “cabina spaziosa”, per i "buoni valori residui" e soprattutto per la filosofia "Ate" (Advanced Transport Efficiency) che offre efficienza del carburante. La giuria ha anche valutato positivamente il servizio dei ricambi e di assistenza, in particolare DAF ITS. Ray Ashworth, Managing Director di DAF Trucks del Regno Unito, ha commentato: «Sono lieto che nell’assegnare questo

premio i membri della giuria abbiano riconosciuto che il modello XF105 ATE offre ineguagliabili bassi costi di gestione, alta efficienza del carburante e comfort di guida. Hanno inoltre espres-

so giudizi positivi sul nostro eccezionale servizio di assistenza fornito dalla nostra rete nazionale di concessionari dedicati, un grande riconoscimento per i nostri camion e la nostra gente».

La crisi secondo Traspoday

L’

autotrasporto è la modalità più importante per la movimentazione delle merci nel nostro Paese, l’Italia è la quinta Nazione europea per traffico stradale delle merci, preceduta da Germania, Polonia, Spagna e Francia. Secondo lo studio dell’Osservatorio TRASPO DAY su dati Istat 2012, tra il 2005 e il 2011 le complessive tonnellate movimentate nel Paese si sono ridotte da 1,5 a 1,3 mld, cioè solo dell’11%, con un trend in leggero aumento fino al 2010 e un crollo nel 2011. Nel 2005, però, inizia la serie negativa dei chilometri mediamente percorsi che nel 2011 calano del 25%. Il settore del trasporto su gomma, quindi, è entrato in crisi nel 2005 e non nel 2009 con la crisi eco-

nomica internazionale ancora in atto. I dati evidenziano che non è stata tanto la domanda a crollare, quanto l’offerta di trasporto a moltiplicarsi. L’attuale sofferenza del settore, quindi, sembra essere attribuibile, piuttosto, a un problema di competizione tra le aziende italiane. Analizzando la suddivisione per classi di percorrenza, infatti, si nota una concentrazione sugli spostamenti di prossimità, inferiori ai 200 chilometri. Gli spostamenti superiori ai 300 chilometri, invece, hanno ridotto sensibilmente il loro peso, passando dall’8% del 2009 al 7,3% del 2010, con un parallelo aumento dei traffici compresi tra 101 e 200 chilometri, aumentati, nello stesso periodo, dal 14,1% al 14,8%. Una

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tendenza, quella della riduzione degli spostamenti di lunga percorrenza a favore di quelli di mediobreve percorrenza, in linea con le dinamiche del resto d’Europa. Osservando, poi, la suddivisione del traffico merci su strada in ba-

CSC settembre 2013

se alla regione di provenienza, è possibile notare come le prime 3 regioni originino quasi il 50% del traffico (Lombardia 21%, Emilia Romagna 13%, Veneto 12%), seguite da Piemonte, Toscana e Lazio. La presenza di traffico merci originato all’estero è molto ridotta e rappresenta solo l’1% del totale, con una diminuzione costante nell’ultimo decennio.


CSC News Un nuovo marchio per CNH

I

TUTTO RUOTA

l colore nero predominante accanto alla vivacità del rosso: sono questi i due colori che caratterizzano il nuovo logo di CNH Industrial, la nuova azienda che risulterà dalla fusione di Fiat Industrial, società specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di “macchine per il lavoro” e CNH Global, attiva nei settori delle macchine agricole e del movimento terra. La progettazione del marchio, realizzata in collaborazione con “Robilant Associati”, è stata guidata dalla volontà di creare un’icona in cui fosse possibile ritrovare un forte legame tra passato e futuro. Da qui la rielaborazione di un logo che rappresenta un elemento di continuità e riflette le tradizioni di tutti i business di CNH Industrial. La nuova identità, con il marchio che in maniera simbolica indica l’integrazione delle due società, porta con sé una significativa ricontestualizzazione: da una marca legata alle macchine agricole e al movimento terra il nome passa a rappresentare una holding diversificata, estesa all’intero mondo dei veicoli industriali.

A cura di Laura Reichlin

Pneumatici in forma. Sempre!

C

he siano uno degli aspetti più importanti del mezzo, non è certo una novità. Spostano la lancetta dei consumi, certo, ma soprattutto quella della sicurezza. Per questo motivo è bene tenere i propri pneumatici sempre sotto controllo. E quando arriva il momento di cambiarli, è inutile rimandare, nonostante la spesa. A tal proposito, senza dubbio interessante è la campagna di rinnovo pneumatici messa a punto da Continental Truck: si chiama Rinfresca, forse per via del periodo che prende come riferimento. Infatti, a partire dal primo luglio e fino al 15 settembre, Continental supervaluta ogni carcassa dei suoi clienti fino a 15 euro extra a fronte di un ac-

quisto contemporaneo di pneumatici (Continental, chiaramente) nuovi cerchio 22,5”. In pratica, con questa operazione Continental ha voluto dare un valore economico ai pneumatici usati, contribuire alla diminuzione dell’immissione di rifiuti nell’ambiente e, perché no, a invogliare all’acquisto i propri clienti o potenziali. In questo contesto, sempre da Continental, arriva un’altra notizia: entro il termine del 2013, l’azienda metterà in funzione ad HannoverStöcken un nuovo impianto per la ricostruzione dei pneumatici e il riciclo della gomma. In questo nuovo impianto, sarà possibile ottimizzare in maniera ancora più efficace l’uso di materie prime nella produzione di pneumatici: considerando un volume annuo programmato di riciclo di circa 4.000 tonnellate, si riuscirà a evitare di utilizzare 2.400 tonnellate di gomma e 1.600 tonnellate di nerofumo e di silice. «Oggi - ha spiegato Daniel Gainza, direttore commerciale di Continental CVT - quantificare i benefici garantiti

dall’uso di pneumatici ricostruiti è possibile, grazie al programma ContiLifeCycle, che permette anche di ottimizzare i costi operativi delle flotte in linea con le esigenze degli operatori. ContiLifeCycle è la soluzione di Continental che contribuisce a implementare ecosostenibilità ed efficienza economica delle flotte; include una serie di servizi - dalla consulenza nell’acquisto di pneumatici nuovi alla gestione delle carcasse fino alla loro ricostruzione - che contribuiscono a ridurre del 30 – 40% i costi diretti dei pneumatici e quindi ad abbassare notevolmente i costi operativi di gestione degli autocarri. L’uso di pneumatici ricostruiti, poi, non solo consente di ridurre il budget per l’acquisto di pneumatici, ma anche di contribuire attivamente alla protezione dell’ambiente. Riutilizzare le carcasse usate permette infatti di risparmiare energia e materie prime e riduce il numero di pneumatici usati da destinare allo smaltimento».

Obama mette a riposo i trasportatori

L

’amministrazione Obama ha introdotto una riforma per il settore dei trasporti. In pratica, vi sono nuovi limiti al numero delle notti in cui i guidatori di camion possono lavorare, sono state introdotte soste durante la giornata ed è stata ridotta la settimana lavorativa, che passa così dalle 82 alle 70 ore. Per chi dovesse infrangere le regole, la multa può arrivate fino a 11mila dollari. L’obiettivo dei

legislatori, è chiaro, è ridurre gli incidenti causati da colpi di sonno. Ma la categoria di lavoratori toccati dalle nuove norme teme ripercussioni economiche negative. Secondo il governo, però, l’impatto economico è senz’altro contenuto: le nuove regole costeranno al settore circa 500 milioni di dollari all’anno, un terzo circa dell’1% dei ricavi annui. Il risparmio complessivo, legato

8

anche a meno spese in cure mediche, sarà secondo l’amministrazione Obama di 811 milioni di dollari all’anno. I legislatori hanno pure minimizzato l’impatto della legge: solo il 15% del milione e mezzo di camionisti che percorrono lunghe tratte ne saranno toccati. Non solo: sempre secondo l’amministrazione Obama, in seguito a questa riforma, verranno salvate 19 vite, si riusciranno a evitare 1.400 incidenCSC settembre 2013

ti stradali e 560 lesioni. Ma secondo l’American Trucking Associations (ATA) – l’associazione che rappresenta gruppi come il corriere FedEx, Ups, Con-way e Old Dominion Freight Line – le cifre e le ripercussioni sono decisamente diverse: 1,4 miliardi di dollari persi, maggiori costi per il trasporto merci, più camion sulle strade nel corso della giornata, quando il traffico è maggiore rispetto alla notte.


Il MIo cAMIon è un cenTro dI profITTo Lunga distanza

GAMMA T

renault-trucks.it


CSC News TOGA E MARTELLO

A cura dell’Avv. Stefano Zucali di Milano, esperto in diritto degli appalti, contrattualistica e diritto amministrativo*

Le varianti agli strumenti urbanistici e la tutela dello jus aedificandi

G

li interventi La programmazione del territorio è disciplinata da una normativa che potrebbe definirsi “stratificata” poiché sulla legislazione nazionale si inserisce la normativa regionale e, successivamente, a scalare, si innestano gli altri strumenti urbanistici, comunali e sovra comunali, per finire con i regolamenti e le norme tecniche. In generale, è possibile dire che le scelte urbanistiche sono caratterizzate da un amplissimo margine di discrezionalità da parte della Pubblica Amministrazione e non possono essere sottoposte al sindacato dell’Autorità Giudiziaria Amministrativa salvo sotto il profilo della palese illogicità, irragionevolezza o erroneità delle determinazioni assunte. Ma fino a che punto può spingersi il potere dell’Amministrazione (Comune) di variare il Piano Regolatore Generale (o Piano di Governo del Territorio, come definito dalla Legge Regione Lombardia n.12/2005) in presenza di posizioni giuridiche qualificate? Vi è un consolidato principio giurisprudenziale secondo cui le scelte operate dall’Amministrazione nei provvedimenti di variante del Piano Regolatore Generale non necessitano, di regola, di altra motivazione oltre a quella che si può evincere dai criteri generali, di ordine tecnico-discrezionale, seguiti nell’impostazione del piano stesso ma tale principio non trova applicazione nelle particolari situazioni in cui la variante sia limitata ad un’area determinata ovvero incida su aspettative qualificate del privato (Consiglio di Stato, Ad.

Plen., 22.12.1999 n.24; Consiglio di Stato, sez.IV, 20.11.2000 n.6177). Va rilevato che l’art.3 della Legge 241/1990 disciplinando, in via generale, il dovere di motivazione di qualunque provvedimento amministrativo esclude espressamente l’applicazione per gli atti normativi e per quelli a contenuto generale tra i quali si ricomprendono comunemente gli atti di pianificazione generale ivi comprese le varianti, siano esse generali o specifiche. L’assenza di obbligo di motivazione degli strumenti urbanistici non priva, tuttavia, il destinatario degli stessi da ogni tutela nei confronti dell’esercizio discrezionale del potere della pubblica amministrazione, atteso che il Giudice può sempre

censurare l’atto, come si è detto, con riferimento ad errori di fatto o vizi di illogicità e contraddittorietà (Cons. Stato, Sez. IV, 6.2.2002 n.664). La situazione cambia radicalmente se la variante riguarda uno strumento urbanistico di dettaglio quale il Piano attuativo. La giurisprudenza distingue tra varianti che incidono su una posizione giuridica qualificata e varianti che pregiudicano una generica aspettativa di non reformatio in pejus. Solo nel primo caso il destinatario della variante assume una legittima aspettativa che può derivare da una convenzione di lottizzazione, da accordi di diritto privato stipulati tra i proprietari delle aree ed il Comune, da giudicati

di annullamento di dinieghi di concessione edilizia ovvero dal silenzio rifiuto su una domanda di concessione (Consigli di Stato, sez. IV, 25.7.2001 n.4077). In tutti questi casi grava sull’Amministrazione l’obbligo di fornire congrua e rigorosa motivazione delle ragioni che hanno condotto alla modifica dello strumento urbanistico con sacrificio (legittimo) dello jus aedificandi del titolare dell’area (Cass. SU 22.7.1999 n.500). Se, viceversa, l’obbligo di motivazione della variante non venisse assolto il privato avrebbe titolo per ottenere dall’Autorità Giudiziaria sia l’annullamento del provvedimento amministrativo sia l’integrale risarcimento dei danni subiti.

* Per contatti: 02 54122117 - stefano.zucali@studio-avvocati.eu

Gossip machine Ritardo Expo-nenziale Mentre rimestavo nel pessimismo che in questi periodi di crisi mi affligge, è finalmente arrivata una buona notizia. Il Tar della Lombardia ha respinto la richiesta di sospensiva relativa alla realizzazione del Padiglione Italia dell’Expo2015. Le cose stavano così: un’impresa, arrivata terza nella gara, riteneva che il progetto vincitore, quello dello Studio Nemesi, fosse riconoscibile e, quindi, che tutti gli incartamenti andassero ripresi in mano. “Con questi ritardi e a 600 giorni dall’apertura - mi spiega un amico progettista che sta lavorando su uno dei cantieri - anche solo un mese in più ci sarebbe stato fatale”. A questo punto pare non ci siano più molti ostacoli, se non il nodo della politica. Da un lato la contrarietà delle parti sociali e di Pisapia all’introduzione di nuove forme di flessibilità del lavoro, in deroga agli accordi nazionali, per Expo. Dall’altro la guerra non ancora dichiarata, ma minacciata da Letta in occasione del caso Calderoli-Kyenge tra Governo e Regione e che di fatto ha costretto Napolitano a scendere in campo con un nettissimo: “Non c’è un giorno da perdere”. Ed ecco, allora, che sono ritornata ottimista e credo che quello “scontro totale” su Expo non ci sarà e si farà in tempo. Certo, con l’ultimo escavatore che lascerà la zona la notte prima dell’inaugurazione. Linda Lovelace

10

CSC settembre 2013


CSC News Stralis si guida giocando

I

l nuovo Stralis Hi-Way di Iveco è diventato il protagonista di uno dei più famosi videogiochi di simulazione di guida dei camion. Il modello del veicolo, infatti, è stato concesso in licenza alla SCS Software, azienda che sviluppa il simulatore di guida di mezzi pesanti, Euro Truck Simulator 2, gioco tra i più popolari nel panorama del gaming automobilistico e disponibile in oltre 30 lingue. L’incontro tra il Truck of the Year 2013 e la creatività degli svi-

luppatori SCS, ha condotto a risultati impressionati, anche grazie all’utilizzo di nuove tecniche di modellazione, che hanno reso il pesante Iveco il più dettagliato e realistico dell’intero gioco. Al volante del nuovo Stralis HiWay, su Euro Truck Simulator 2, l’utente dovrà dimostrare di avere ottime doti di guida. Dopo aver impostato alcune caratteristiche del veicolo e selezionato le merci da trasportare, il conducente dovrà effettuare le consegne nei

tempi prestabiliti: tutte queste azioni, se ben condotte, garantiranno al giocatore di migliorare il proprio punteggio di gioco. Il conducente viaggerà con il proprio mezzo attraverso le più importanti città d’Europa, oltre 60, incontrando sul percorso stazioni di rifornimento, caselli autostradali, aree di sosta, rispettando la segnaletica e i limiti di velocità e avendo a disposizione un sistema GPS per le indicazioni stradali. Il design di ogni veicolo in Eu-

Brevetti Michelin a disposizione

L

’identificazione sicura degli pneumatici grazie alla presenza di chip RFID, ha dimostrato quanto questa tecnologia migliori la tracciabilità degli pneumatici nel corso di tutta la loro vita. L’adozione di un’unica norma a livello mondiale è un fattore chiave per accelerare la diffusione di questa tecnologia. È questa la ragione per cui Michelin ha annunciato che concederà gratuitamente la licenza di tutti i suoi brevetti RIFD che potrebbero limitare la diffusione di tali standard. In conformità con le politiche FRAND relative alle licenze, Michelin richiede la reciprocità da parte di qualsiasi

entità cui possa riguardare l’adozione di tale norma. «La tecnologia RFID esiste da diversi anni. In occasione dei Giochi Olimpici di Londra del 2012, pneumatici Michelin con chip RFID sono stati montati su autobus per migliorarne la sicurezza e l’efficacia», ha ricordato Terry Gettys, Direttore del settore Ricerca e Sviluppo di Michelin. «Pensiamo che la condizione essenziale per una più ampia diffusione di questa tecnologia nel settore dei trasporti sia l’adozione di una norma a livello mondiale. Questo piccolo passo potrebbe essere un aiuto nel raggiungimento dell’obiettivo».

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ro Truck Simulator 2 richiede diversi mesi di lavoro di precisione per creare i modelli 3D da guidare nel gioco. La ricostruzione della cabina dello Stralis Hi-Way ha ripreso fedelmente i suoi dettagli all’interno: una plancia ergonomica, funzionale, con comandi riposizionati intorno al quadro di bordo e alla zona centrale, affinché possano essere facilmente visibili e raggiungibili, per la massima sicurezza di chi guida.

Emergenza logistica: interviene il Ministro Lupi

I

l ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi, in occasione di un incontro con il presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, Pasqualino Monti, ha fatto il punto sulla situazione della logistica italiana. «Per superare la crisi, dobbiamo affrontare il tema della logistica, dove scontiamo un ritardo storico - ha spiegato il Ministro-. Per cominciare, dobbiamo costruire un nodo tra porti, aeroporti e autostrade». CSC settembre 2013


CSC News Un mondo in evoluzione

A cura di Chiara Vaccari*

Speriamo che sia fiammante!

L

e vacanze sono ahimè finite, tranne che per quei pochi che si godranno la calma e la tranquillità di qualche giorno settembrino al mare o in montagna. Ma per la maggior parte si tratta di ripartire e, ci si augura, di farlo alla grande. Che cosa ci aspetta? Dopo anni difficili per tutti, io spero in un autunno impegnativo e al tempo stesso costruttivo. Incrocio le dita per un inizio inverno intenso e fortunato e per una fine dell’anno di quelle da ricordare. Mi piacerebbe leggere che le strade e le autostrade sono tornate a essere protagoniste di lunghe file. Vor-

rei poter sentire di ingorghi pazzeschi nel periodo natalizio. Segno che i consumi ripartono in grande stile. Vorrei sentir parlare di aziende che aprono, di ripresa decisa per tutti i settori, a cominciare da quello dei trasporti, fino a quello delle costruzioni. Magari sono un’inguaribile ottimista, ma io sono certa che prima o poi queste notizie le leggeremo. Ma per l’immediato futuro, ho un’altra speranza: vorrei che tutti – ma proprio tutti – arrivino ad avere a disposizione la tecnologia che si meritano. Mi spiego meglio: l’innovazione tecnologica ha ora-

mai fatto passi da gigante: esistono dispositivi, apparecchi, App per qualsiasi cosa. Prendete un camion di ultima generazione. C’è tutto quello che si può desiderare: i cavalli, il comfort, la sicurezza e pure lo svago. I viaggi e il lavoro su un camion nuovo non sono minimamente paragonabili alle condizioni di soli 10 anni

* Communications Italscania S.p.A.

Iveco in viaggio nel Continente Nero

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veco Daily 4x4 è protagonista del roadshow “Daily4Africa”, che attraversa sei Paesi del sud del continente africano. La spedizione, partita il 20 luglio, ha attraversato, in 45 giorni, oltre 11mila chilometri. In viaggio due Iveco Daily 4x4, adeguatamente attrezzati ed equipaggiati per la missione Daily4Africa, che nasce con l’obiettivo di diffondere e consolidare il messaggio in tema di

sicurezza e di utilizzo di comportamenti corretti sulla strada, tematica che è al centro della comunicazione di Iveco e che è stata protagonista, nell’ultimo anno, di numerose attività internazionali, anche a seguito dell’avvio della collaborazione tra Iveco, New Holland Agriculture e la Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) per la campagna FIA Action for Road Safety.

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fa. Eppure mi tocca leggere che il parco circolante è ancora molto vecchio, che gli Euro 0, Euro 1 e Euro 2 in circolazione si sprecano. Ecco, da qui all’inizio del 2014, è questa la mia speranza: che tutti – ma proprio tutti – possano avere un camion nuovo. Che sia Euro 6 o Euro 5 non importa. Basta che sia fiammante.


CSC News La tecnologia al servizio della nuova gamma

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nnovazione tecnologica allo stato puro. Utilizzando un casco e dei guanti speciali, la piattaforma di realtà virtuale di Renault Trucks può simulare la visibilità, tenendo conto delle dimensioni dell’autista e della sua corpulenza, dell’ergonomia dei comandi, del comfort e della qualità di guida e di riposo, grazie ad un’attenta analisi della vita a bordo. «Fin dall’inizio del progetto, ben prima del completamento del primo prototipo, la piattaforma di realtà virtuale ha permesso di definire le forme e la disposizione dei comandi sulla plancia oltre agli spazi di stoccaggio, alla dimensione del parabrezza e al posizionamento degli specchi retrovisori», ha spiegato Thierry Hours, Vicepresidente incaricato del rinnovo delle gamme Cava- Cantiere, Edilizia e Lunga Distanza di Renault Trucks.

Debutta la nuova Fiat 500L Pro

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ono aperti gli ordini della Fiat 500L Pro, il nuovo modello che abbina l’inconfondibile design con le peculiarità dei prodotti Fiat Professional: ridotti costi di gestione, ergonomia, emissioni e consumi contenuti, affidabilità e robustezza. Disponibile nella configurazione a 4 posti, la Fiat 500L Pro è ideale per il trasporto di merci e persone - omologata N1 direttamente in fabbrica - sia in ambito cittadino sia nell’impiego extraurbano grazie all’adozione dei due propulsori: il turbodiesel 1.3 16v MultiJet 2 da 85 CV e il benzina 1.4 16v Fire da 95 CV. In Italia il prezzo parte da 10.300€ per la Fiat 500L Pro 1.4 16v Fire da 95 CV. Tra i punti di forza della nuova vettura si segnala il rapporto tra dimensioni esterne - 415 cm di lunghezza, 178 cm di larghezza, 166 cm di altezza e 261 cm di passo - e spazio interno inteso sia come abitacolo sia come bagagliaio: la sua capacità è di 400 litri che diventano 1.310 litri abbattendo i sedili posteriori. Inoltre, sono più di 1.500 le configurazioni possibili dello spazio interno: ad esempio, abbattendo il sedile anteriore passeggero e solo un sedile posteriore, il cliente può trasportare comodamente qualsiasi materiale lungo fino a 2,4 metri. Infine, le operazioni di traspor-

to sono agevolate da una soglia di carico particolarmente bassa (670 millimetri). Il turbodiesel 1.3 16v MultiJet 2 eroga 85 CV a 3.500 giri/min e una coppia massima di 200 Nm a 1.500 giri/min. Il tutto a fronte di consumi ed emissioni ridotti: sul ciclo combinato sono rispettivamente 4.2 litri/100 km e soli 110 g/ km di CO² . Robusto e affidabile, il 1.4 16v eroga una potenza di 95 cavalli a 6.000 giri/min e raggiunge una coppia massima di 127 Nm a 4.500 giri/min (nel ciclo combinato, i consumi sono 6,2 litri/100km e le emissioni di CO² pari a 145 g/km). Per quanto concerne la sicurezza la nuova 500L Pro, una ricca dotazione di serie include airbag anteriori e "a tendina", cinture a tre punti con doppi pretensionatori e limitatori di carico, poggiatesta anteriori e posteriori regolabili. Completano l’equipaggiamento l’ABS con B.A.S. (Brake Assist System) e il sofisticato ESC per il controllo della stabilità, completo delle funzioni Hill Holder, ASR/ MSR, DST ed ERM. A richiesta, è possibile equipaggiare la 500L Pro con il nuovo eco Drive LIVE che consente di ricevere feedback sul proprio stile di guida in tempo reale in modo da ottenere miglioramenti immediati di consumi ed emissioni.

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CSC News La chiacchiera del mese

A cura di Francesca Marinello*

Risalire la china? Anche per i veicoli edili non è impossibile!

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l decreto legge n. 63/2013, pubblicato lo scorso 5 giugno sulla Gazzetta Ufficiale n. 130, ha prorogato fino al 31 Dicembre 2013 la detrazione del 50% per interventi di ristrutturazione edilizia. Tale decreto ha inoltre introdotto la possibilità di detrarre dall’Irpef, sempre nella misura del 50%, anche le spese sostenute per l’acquisto di mobili volti all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Tale proroga è scattata il 1° Luglio 2013 e durerà, come suddetto, fino a fine anno. Una boccata d’ossigeno, indubbiamente, per coloro i quali hanno intenzione di si-

stemare/ristrutturare casa. Forse, tale decreto, non giunge a caso. Come tutti ci auguriamo, la fine dell’anno potrebbe rappresentare (il condizionale è d’obbligo) un periodo importante per la nostra ripresa economica e, se così fosse, un decreto di questo tipo stimolerebbe l’attività edilizia nella sua globalità. L’auspicata ripresa di tale segmento potrebbe, inoltre, rilanciare il settore dei veicoli per l’edilizia e il cava/cantiere, sicuramente i mezzi che hanno risentito in maggior misura il calo nelle vendite da questa lunga crisi. Che dire insomma? Risalire la china è difficile, ma con

decreti simili, volti allo sviluppo dell’attività economi-

* Marketing e Comunicazione di Renault Trucks

Parola d’ordine: svecchiare!

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econdo i dati dell’Osservatorio Airp sulla Mobilità Sostenibile, al primo gennaio 2013 circolavano, in Italia, quasi 4 milioni di autocarri e circa la metà era costituito da veicoli Euro 0, Euro 1 ed Euro 2. Emerge inoltre che vi sono forti differenze fra nord e sud del Paese: la regione con il parco autocarri più vecchio è la Calabria, seguita a distanza ravvicinata dalla Sicilia e dalla Campania. Le regioni con il più basso numero di autocarri Euro 0, Euro 1 ed Euro 2, invece, sono il Trentino Alto Adige (24,48%) e la Lombardia (35,29%). Secondo l’Osservatorio Airp

sulla Mobilità Sostenibile, la causa di questa situazione sarebbe la difficile situazione economica e il conseguente calo dei volumi dello scambio delle merci, che avrebbe imposto alle aziende un rallentamento del ciclo di rinnovo del parco autocarri. Resta però che, pur nella difficile situazione economica attuale, il trasporto su gomma delle merci nel nostro Paese continua a rivelarsi, oltre che il tipo di trasporto più diffuso, anche la modalità di gran lunga più flessibile e idonea per assicurare la movimentazione delle merci sul nostro territorio.

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ca, non è certo impossibile! Al prossimo numero!


CSC News Astra, Allison e il nuovo gasdotto

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stra e Allison Transmission sono state scelte e hanno portato a termine un intervento di portata strategica: la costruzione di uno dei più importanti gasdotti europei, il NEL (North European Gas Pipeline). Il NEL è una delle due condutture che trasporteranno fino alla Germania il metano russo, esportato da Gazprom verso l’Europa tramite il Nord Stream, la tubazione posata sul fondo del Baltico per scavalcare l’Ucraina. Il gas

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luglio Lione ha avuto l’opportu

nità di ammirare le opere d’arte esposte da Renault Trucks e dall’artista François Abelanet a Place Bellecour. Quattro gigantesche opere di street art 3-D sono state impresse sulla piazza più grande della città. Il principio che sta alla base di queste creazioni è quello di giocare con le prospettive in modo che le immagini possano apparire in tre dimensioni. Una di queste opere si estende su una superficie di 4.227,5 m², e ha permesso a Renault Trucks di entrare nel Guinness World Records con “la più grande anamorfosi stampata al mondo”. Il certificato è stato consegnato a Bruno Blin, Presidente di Renault Trucks. Lo spettacolo di Lione, lo ricordiamo, è stato anche l’occasione di presentare “al mondo” le nuove gamme di Renault Trucks.

naturale viene trasportato dalla Siberia fino al nord-ovest della Germania, da dove raggiunge, tramite le sue interconnessioni, il Belgio, l’Olanda, la Francia e il Regno Unito. Aggiudicataria del contratto di costruzione di 4 dei lotti principali del progetto per un valore di cento milioni di euro, Bonatti Spa, International Contractor con competenze di ingegneria e impiantistica. Per gli Astra HD8 a lavoro, Bonatti ha richiesto l’allestimento con trasmis-

sione automatica Allison della Serie 4700R, specificamente progettata per operare in condizioni difficili, con una grande capacità di avviamento e cambi marcia delicati, grazie alla Continuous Power Technology di Allison. Ogni trasmissione è stata richiesta con rallentatore idraulico integrato, considerato il terreno particolarmente difficile e il peso enorme dei tubi da trasportare nonché per la facilità di trovare operatori idonei all’utilizzo.

La borsa carichi per il trasporto express

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irca il 60% dei trasportatori express che utilizzano furgoni su lunghe distanze effettuano a vuoto il ritorno dalle loro consegne. Si stima che ogni anno, in Europa, oltre 300 milioni di Km siano così effettuati in perdita. Per trovare una soluzione a questo spreco ambientale ed economico, la società francese SESAME ACTIVE SYSTEM ha sviluppato una piattaforma dedicata. Questa piattaforma di web matching, basata su un motore di ricerca multicriterio, stabilisce in tempo reale le correlazioni tra i percorsi dei veicoli e le richieste di trasporto in 30 paesi europei. Indicando sul sito il loro percorso vuoti, i trasportatori veloci in viaggio sono informati delle opportunità di carico adatte al loro itinerario e alla loro capacità.

Renault Trucks entra nel Guinness

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CSC News LA TECNOLOGIA SPIEGATA

A cura di Gianluca Dall’Olio*

Euro 6 ... Non solo emissioni Come è a tutti noto, il prossimo 1 gennaio 2014 entrerà in vigore il Regolamento CE 595/2009, relativo alle emissioni Euro VI dei veicoli pesanti: una data molto importante per tutti i produttori di veicoli industriali che da molto tempo sono impegnati per sviluppare propulsori con emissioni inquinanti conformi al regolamento citato. La ridotta quantità di inquinanti previsti dalle norme Euro VI (come ad esempio particolato e ossidi di azoto) richiede nei motori DAF 2 steps di abbattimento: in primo luogo un processo di combustione ottimizzato, utilizzando iniezioni ad altissima pressione, sistemi di ricircolo dei gas di scarico (EGR) oltre che turbine a geometria variabile e sovradimensionamenti dei sistemi di raffreddamento. Oltre a tutto questo “contenuto tecnologico” del motore, i gas di scarico, prima di essere immessi in atmosfera, devono subìre un post-trattamento, che consiste in una filtrazione per trattenere il particolato e in una successiva riduzione catalitica selettiva per l’abbattimento degli ossidi di azoto. Ai più, la denominazione “Euro VI” viene collegata esclusivamente alle emissioni inquinanti ridotte del veicolo,

senza pensare invece a tutto il contorno per l’ottenimento di questo. In una veloce analisi della parte esterna del veicolo, si può notare sicuramente un gruppo di post-trattamento delle emissioni inquinanti di dimensioni maggiori, posizionato appena dietro al parafango della ruota anteriore. Solo la presenza di questo componente, ha richiesto notevoli studi per rivedere il posizionamento dei vari tipi di componentistica ai lati del telaio, come ad esempio serbatoi di gasolio e urea, bombole aria, scatola batterie ed eventualmente ruota di scorta. DAF, per garantire la massima autonomia dei veicoli FT (sigla che identifica il trattore per semirimorchi a due assi) che operano su tratte internazionali, riesce ad offrire la massima capacità di gasolio stivabile su un veicolo industriale (1500 litri) oltre che una notevole quantità di urea (il serbatoio da 90 litri è posizionato sopra al parafango anteriore sinistro). Con questa configurazione del veicolo, il pacco batterie è montato all’interno dei longheroni in corrispondenza dello sbalzo posteriore del veicolo, ben protetto da urti accidentali con il perno di accoppiamento del semirimorchio.

La diversa posizione dei componenti sul telaio, abbinata alla presenza di carichi concentrati nella parte anteriore del veicolo, quali il sistema di post-trattamento dei gas di scarico e il radiatore con dimensioni maggiorate, hanno fatto sì che la massa gravante sull’asse anteriore sia incrementata rispetto alle versioni Euro 5 o EEV. Per questo motivo è stato progettato un nuovo assale anteriore con massa massima ammessa pari a 8 tonnellate (per fruttare pienamente l’indice di carico 156 dei pneumatici 315/70 R 22,5 e 315/80 R 22,5). Oltre all’assale, è stata potenziata la scatola di sterzo, incrementando la pressione di esercizio, ed è stato rivisto il disegno della leva pendente e della barra di accoppiamento. Non da ultimo come importanza, è stato modificato il disegno del telaio. Ora i longheroni, sempre sagomati a “C” e paralleli nella parte posteriore del veicolo, divergono con an-

* Sales Engineering & Homologation di DAF Veicoli Industriali

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golazione costante fino ad ottenere la massima larghezza in corrispondenza del radiatore. La parte anteriore del veicolo è stata riprogettata, per accogliere la nuova barra paraincastro e altri importanti componenti per la sicurezza. Insomma, il Regolamento CE 595/2009 riguarda le emissioni inquinanti dei veicoli. Ma causa delle ridottissime quantità degli inquinanti permessi, le Case costruttrici di veicoli industriali sono state costrette a concepire nuovi motori, nuovi telai con layout studiati ad hoc e di riflesso nuove cabine con nuovi design e interni riorganizzati ….. con inevitabili e ingenti spese di progettazione, di planning e di sviluppo prodotto. Tutto ciò servirà veramente ad avere un mondo più pulito? Oppure sarebbe stato più efficace utilizzare parte di quelle risorse economiche per “ripulire” il parco circolante esistente rinnovando i numerosi veicoli con emissioni Euro 0 e Euro 1?


CSC News Linea di sicurezza

A cura di Lele Chichierchia*

Decreto Legge 21 Giugno 2013, n. 69. Decreto del “Fare”… all’italiana (quando certe volte è meglio NON FARE!). remetto subito al lettore che La disposizione si applica limitata- energie ben remunerate indentifica P quanto sotto descritto è in par- mente ai settori di attività a basso anche ste benedette attività a basso te frutto esclusivamente del pensie- rischio infortunistico e non si appli- rischio !). ro (commenti personali!) della scrivente. Con il Decreto Legge 21 Giugno 2013, n. 69 recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”, pubblicato nel S.O. n. 50 alla G.U. 21 Giugno 2013, sono emanate disposizioni per la crescita economica e per la semplificazione del quadro amministrativo e normativo intese a rendere meno onerosi gli adempimenti amministrativi a carico di cittadini e imprese. Il Decreto, sostanzialmente agli articoli 32 (Semplificazione di adempimenti formali in materia di lavoro) e 35 (Misure di semplificazione per le prestazioni lavorative di breve durata) intervengono a modifica delle norme del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i (TUSL – Testo Unico Sicurezza sul Lavoro). Per ragioni di spazio della rubrica prendiamo in esame le modifiche intervenute agli artt. 26 e 29 del TUSL: All’art. 26 (Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione) - viene introdotta la modifica del comma 3 nella quale si da facoltà al Datore di Lavoro committente di sopperire all’elaborazione del D.U.V.R.I. (Documento Unico Valutazione Rischi da Interferenze) incaricando all’uopo un proprio incaricato, in possesso di formazione, esperienza e competenze professionali, tipiche di un preposto, nonché di periodico aggiornamento e di conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro, per sovrintendere alle operazioni di cooperazione e coordinamento dei Datori di Lavoro. Ci sono però delle limitazioni e delle esclusioni.

ca ai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. La figura incaricata deve essere menzionata nel contratto d’appalto o di opera. La disposizione non si applica alle mere forniture di materiali o ai servizi di natura intellettuale o a lavori e servizi la cui durata non è superiore ai dieci uomini-giorno sempre che non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza di rischi contenuti nell’All. XI. Le criticità, a mio parere sono due e risiedono nel “limitatamente ai settori di attività a basso rischio infortunistico” in quanto c’è da considerare l’ipotesi che l’attività del Datore di Lavoro committente sia effettivamente a basso rischio mentre quella dell’impresa appaltatrice o lavoratore autonomo sia a rischio rilevante e pertanto rilevanti risulterebbero i rischi da interferenze. L’altra criticità sta nell’ “esperienza e competenza professionale tipica di un preposto” per quanto attiene l’incaricato perché se si considera che la formazione del preposto è di 8 ore viene da sé che appare un po’ poco per garantire una efficace condizione sostitutiva di una corretta valutazione dei rischi da interferenze. Appropriato invece sarebbe dare l’incarico al RSPP o ASPP che invece è adeguatamente formato. Naturalmente le attività a basso rischio verranno successivamente individuate da Decreto Ministeriale (al solito visto che semplifichi caro legislatore, fai uno sforzo e con la tue

Art. 29 (Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi) – viene difatti con il comma 6-ter reintrodotta una specie di “autocertificazione” per le aziende che occupano fino a 50 lavoratori. Il Decreto del Fare infatti attesta che con decreto del Ministero del Lavoro sentita la Commissione Consultiva e previa intesa in sede di Conferenza S.R. sono individuati i settori a basso rischio infortunistico sulla base dei quali i Datori di Lavoro di tali settori possono attestare di aver effettuato la valutazione dei rischi di cui agli artt. 17, 29, e 29. Resta ferma la facoltà di utilizzare le procedure standardizzate. Qui a mio parere se si interpreta come “autocertificazione”, ci si chiede perché tanti sforzi di mesi e mesi per produrre le procedure standardizzate per poi rilevarle. Un grave ed incomprensibile (se non dal lato della potente lobby datoriale) arretramento. Su questa modifica sono aperte le seguenti scommesse: 1. Su quanti faranno la corsa per utilizzare le procedure semplificate; 2. Su quanto ci impiega l’Unione Europea a comunicarci la terza (la seconda è di poche settimane fa!) procedura d’infrazione per errato recepimento della normativa comunitaria. Sostanzialmente possiamo chiudere dicendo che nel mondo della prevenzione sono molti altri i problemi che andrebbero affrontati con maggiore serietà ed impegno da parte dell’Organo Legislativo, ma evidentemente è meglio in questa fase politica far vedere che qualcosa si fa altrimenti a sedere su quelle poltrone capitoline…cosa si sta a fare?

* HSE Manager - +39 3286426929 -lele@circolodellasicurezza.com - www.circolodellasicurezza.com

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Veicoli commerciali ancora il discesa

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Il Centro Studi UNRAE ha diffuso le stime sul mercato dei veicoli commerciali (autocarri con peso totale a terra fino a 3,5 t) a chiusura del primo semestre dell’anno. Il settore archivia nel complesso una flessione del 20,7% e appena 51.035 unità, rispetto alle 64.324 del gennaio-giugno 2012. Tali valori rappresentano il livello più basso mai raggiunto dal 1° semestre dal 1990, anno a partire dal quale si hanno i dati ufficiali. Nel solo mese di giugno, i dati non danno indicazioni confortanti, le 8.944 unità hanno evidenziato una flessione del 12,1%, che comunque si confronta con lo stesso periodo dello scorso anno, a sua volta caratterizzato da un risultato fortemente negativo e pari a un calo del 30%. Nel solo 1° quadrimestre di questo anno il settore ha perso oltre 230 milioni di euro di giro d’affari e le casse dello Stato 40 milioni di euro di mancato introito IVA. «I 22 mesi di calo continuo del settore dei veicoli commerciali leggeri - ha commentato Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE - esplicitano il bisogno indifferibile di un rilancio dei consumi in generale, attraverso un miglioramento della disponibilità alla spesa da parte delle famiglie e del credito alle imprese, ancora attanagliate nel credit crunch. In questo quadro, auspico che nel corso dell’approvazione dei provvedimenti in discussione in sede parlamentare possa essere recepita la nostra richiesta di estensione ai beni strumentali di impresa, quindi anche agli autocarri, dei finanziamenti e dei contributi a tasso agevolato oggi già previsti per le attrezzature e gli impianti delle PMI e che queste misure possano consentire almeno un’inversione dell’attuale trend.»


Renault Trucks Premium Selection

“Second life” per Premium

(l’usato che torna nuovo) di Emanuela Stìfano

Tutti hanno diritto a una seconda chance, anche i camion usati. Ecco la proposta di Renault Trucks che, dopo averli sottoposti a una serie di controlli e attività di restyling, mette in strada Premium Euro 5 usati. Garanzie, servizi e proposte commerciali danno a questi mezzi pari dignità rispetto a quelli nuovi.

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ino a poco tempo fa considerato figlio di un dio minore, ora il mercato dell’usato dei veicoli industriali sta attraversando una fase di profondo cambiamento. In positivo, fortunatamente. Il tutto parte da una considerazione: il cliente che acquista un camion usato, non è un cliente di serie B. E dunque si aspetta - a ragione - di essere trattato al pari dei clienti che acquistano mezzi nuovi, con tanto di servizi e di garanzie. Perfettamente allineata con questa filosofia, la proposta Premium Selection di Re-

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nault Trucks che, come forse ricorderete da quanto accennato sul numero di giugno di CSC (vedi intervista a Stefano Ciccone) - in brevissima sintesi - prevede una seconda vita per i Premium Strada Euro 5. In pratica, mezzi che hanno un’anzianità massima di 4 anni, un chilometraggio massimo di 480mila Km e tutti i tagliandi di servizio effettuati - una volta sottoposti a una remise en forme di quelle con i fiocchi -tornano a essere venduti. Come usato, ma non come un usato qualsiasi: come usato come nuovo, perdonateci il gioco di parole.


Renault Trucks Premium Selection

Gli 80 punti di controllo a cui vengono sottoposti Premium Strada Euro V prima di essere rimessi in strada con l’operazione Premium Selection. La formula prevede finanziamenti fino a 5 anni a partire da 775 euro al mese.

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Renault Trucks Premium Selection Parco circolante: l’usato batte il nuovo Secondo un’elaborazione di Renault Trucks Italia basata sui dati del Ministero dei Trasporti, in Italia circolano 533.761 veicoli. Di questi, 219.376 (ossia il 41% dei totali circolanti) sono da imputare a un primo proprietario, mentre i restanti 314.385 (pari al 59% del totale) sono già passati nelle mani di un secondo proprietario. Il che significa che la maggior parte dei veicoli circolanti sono stati acquistati usati. Dal punto di vista geografico, la maggior parte dei mezzi usati “risiede” al sud, che detiene il 29,9 per cento del totale. Segue il Centro (24%), il Nord Est (21,8%) e il Nord-Ovest (24,3%). Senz’altro interessante approfondire meglio quel 59 per cento. Per quanto riguarda il secondo proprietario, nel 34 per cento dei casi si tratta di conto terzi, mentre nel 25 per cento si tratta di padroncini. Un altro dato interessante riguarda la provenienza dell’usato. Il 44 per cento è italiano, il 15 per cento è estero. Di questo 15 per cento, il 17,6% ha un’età maggiore di 10 anni, il 22,7 per cento ha un numero di anni compreso tra 7 e 10 e il 49,7 per cento tra 3 e 6 anni. I “giovanissimi” sono esigui: solo il 3,4 per cento ha 1 o 2 anni e il 6,6 per cento ha un’età compresa tra 0 e 1 anno. Sempre restando sull’età dei veicoli, è interessante sapere che, in Italia, i veicoli che hanno superato i 10 anni sono il 60 per cento, mentre in Europa sono il 44 per cento. Di più. L’anzianità media dei veicoli circolanti in Italia è di 15 anni, in Europa di 10. Ma se l’età media è di 15 anni, si devono comunque fare dei distinguo in base alle dimensioni aziendali. Così si scopre che il parco mezzi delle aziende che hanno più di 50 unità ha un’età media di 9 anni, mentre l’età media del parco composto da un numero di veicoli compreso tra 11 e 50 unità sale fino a 14 anni. È messo ancora peggio il tipico parco composto da meno di 11 veicoli: l’età media, infatti, sale a 17 anni.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di chiarire al meglio questa offerta. Prima però di vedere nel dettaglio la proposta commerciale, partiamo dalle parole di Stefano Ciccone, amministratore unico di Renault Trucks Italia: «consideriamo che i motori Euro 5 raggiungono un milione di chilometri e consideriamo che quelli Euro 6 raggiungeranno i 2 milioni. Di conseguenza, è sempre più comune una seconda o addirittura una terza vita dei mezzi. Ecco perchè l’attenzione si sposta verso il secondo proprietario». Per avere un quadro ancora più completo della situazione, occorre considerare altri tre aspetti: complice la crisi, lo scenario si sta ridisegnando. Infatti, cresce l’età media del parco mezzi circolante, così come diminuisce il numero delle aziende di piccole-medie dimensioni. E ci si mette anche la difficoltà di accesso ai finanziamenti, difficoltà che quando si tratta di usato, diventa ancora più pesante rispetto a quando si acquistano mezzi nuovi.

La proposta di Renault Trucks

Per superare questi ostacoli, Renault Trucks ha messo a punto la proposta commerciale Premium Selection, l’usato come nuovo, appunto. Come si diceva, si tratta di mezzi che partono con questi presupposti: sono Premium Strada Euro V, hanno un’anzianità massima di 4 anni, un chilometraggio massimo di 480.000 km e tutti i tagliandi di servizio effettuati. I Premium con queste caratteristiche vengono sottoposti a controlli su 80 punti: cabina, telaio, meccanica. Nel restyling vengono anche rivisti gli interni, con la sostituzione di tappetini, sedili, lettini. E alla catena cinematica, punto nevralgico del mezzo, viene data una garanzia di un anno o di 120mila chilometri.

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Renault Trucks Premium Selection Tutto questo per quanto riguarda la versione “base” di Premium Selection. Dopo di che, si può optare anche per altre due versioni, diciamo più complete: la Premium Selection EEV, o la Premium Selection Optifuel. Nel primo caso, i mezzi - oltre ad avere tutte le stesse caratteristiche già menzionate - hanno anche la possibilità di accedere in zone a circolazione limitata, nonché il pagamento di un pedaggio scontato su alcune autostrade in Europa. Nel secondo caso, invece, i mezzi sono anche dotati di Idle shut down, aggior-

namento EEV, Power mode inhibition, Soft Cruise, Optifuel training e Optifuel Infomax, anche se questi ultimi due sono in opzione.

Ma quanto costa?

Assodati gli aspetti tecnici, vediamo che cosa propone Renault Trucks per quanto riguarda gli aspetti finanziari. Cosciente del momento economico attuale, e consapevole delle difficoltà di accesso al credito, la formula prevede finanziamenti fino a 5 anni a partire da 775 euro al mese. Per fare un esempio concreto,

per acquistare un Renault Premium 450.18T del 2009, l’importo è di 32.000€. Come anticipo sono sufficienti 1.500€, a cui seguono 59 rate da 774,55€. Il mezzo è corredato anche di assicurazione (furto, incendio, kasko, atti vandalici, eventi atmosferici e cristalli), il riscatto è dell’1%, TAN e TAEG, rispettivamente, sono del 5,69 e 5,84 per cento. In merito all'usato Renault Trucks e all'offerta Premium Selection, tanto altro lo potete trovare su www.truckplus.it e su www.renaulttrucks.it/premium-selection/. 

Le nuove gamme di Renault Trucks

La GAMMA D A TUTTO TONDO Ne abbiamo parlato sul numero di giugno. Ve le abbiamo svelate sul numero di luglio-agosto. Le approfondiremo sui prossimi numeri, cominciando dalla gamma T, quella per la lunga distanza. Ma ora qui una precisazione è d’obbligo, perché colti dall’entusiasmo di cotanta novità, abbiamo commesso una dimenticanza. La gamma D, infatti, quella dedicata alla distribuzione, non prevede solo veicoli nel segmento da 3,5 a 7,5 tonnellate, ossia quelli con cabina di 2 metri sviluppati in partnership con Nissan, di cui vi abbiamo parlato e che sarà commercializzata prossimamente. Ma la gamma D è decisamente molto più articolata. Sono infatti già disponibili altri tre modelli: lo D – da 10 a 18 t – lo D Wide – da 16 a 26 t – e lo D Access – da 18 a 26 t -. La gamma D usufruisce di motori DTI 5 e DTI 8 nelle versioni, rispettivamente, a 4 cilindri per il 5 litri (che ha anche una taratura da 240 CV!) e a sei cilindri per l’8 litri. Si può disporre di cambi manuali o robotizzati rispettivamente di 6/9 marce per le versioni manuali, o di 6/12 marce per le versioni robotizzate. Lo D Access dispone, di serie, di un cambio automatico a 6 velocità. Ci scusiamo con i lettori e con Renault Trucks per l’incompletezza dell’informazione.

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A voi la parola Loro hanno scelto Iveco da sinistra verso destra: Francesco Musca e Antonio Musca della concessionaria Iveco, Annibale Iaia, della F.lli Iaia, Gianpiero Vitale K.A. sud Italia Iveco, Francesco Iaia (intervistato e figlio di Vito), Angelo Musca e Francesco Iaia (figlio di Annibale).

Patto di fedeltĂ

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A voi la parola Loro hanno scelto Iveco

E cento sono anche i mezzi di cui è composto il parco veicoli, da sempre tutto rigorosamente Iveco. Recentemente sono arrivati 10 Stralis e così, nonostante il periodo sia quello che tutti sappiamo, la IAIA Trasporti ha potuto rinnovare e ampliare la flotta, tenendo fede alla filosofia aziendale: per un discorso di efficienza, sicurezza e produttività, qui i mezzi non restano in azienda per più di 5 anni.

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na lunga storia di famiglia, quella della IAIA Trasporti di San Vito dei Normanni (BR). Che ha inizio negli anni Settanta, quando due fratelli - Vito e Annibale - la fondano. Oggi in azienda lavorano i loro figli - rispettivamente Francesco e Annarita e Francesco e Valeria -, Annibale e 120 autisti, tutti dipendenti diretti. Purtroppo Vito è mancato l’anno scorso, ma figli e nipoti sono determinati a portare avanti l’azienda di famiglia al meglio, proprio come avrebbe fatto lui.

«I mezzi che scegliamo devono garantirci una certa affidabilità. Non possiamo permetterci di rimanere in strada con delle merci reperibili. Ecco perché scegliamo da sempre Iveco: oramai abbiamo un rapporto solidale». Si sono così spartiti i compiti: Annibale continua a seguire l’aspetto amministrativo, mentre Francesco, figlio di Vito, si occupa degli aspetti commerciali. Annarita segue l’amministrazione, Valeria

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la segreteria e Francesco, figlio di Annibale, segue la piattaforma di Parma. E proprio anche grazie alla posizione strategica della filiale che ha sede presso l’interporto parmigiano, il business è il trasporto di merce alimentare di tutti i generi. I clienti hanno tutti nomi altisonanti: Ferrero, Parmalat, Gruppo Eni. Insomma, un’impresa in perfetto stile italiano, di quelle che nonostante la crisi e nonostante tutto, continuano per la loro strada, augurandosi che il periodo non particolarmente roseo passi al più pre-


A voi la parola Loro hanno scelto Iveco

sto. Anche il marchio Iveco deve essere ritenuto “uno di famiglia”, visto che da sempre, in questa azienda, il parco veicoli è cento per cento Iveco, senza eccezioni. Come spiega Francesco, figlio di Vito, oggi i mezzi presenti sono 100, tutti Iveco. Di questi, 80 sono trattori stradali per la gamma pesante, e poi un parco macchine di venti mezzi dedicato alla distribuzione, tipo Daily e Eurocargo per la gamma medio leggera. «Se restiamo sul marchio Iveco è perché ne siamo da sempre soddisfatti e abbiamo il nostro tornaconto - spiega Francesco -. C’è un rapporto senz’altro solidale tra la famiglia Iaia e il gruppo Iveco che dura da sempre, da quando mio padre era alla guida del camion. Il rapporto con la concessionaria di zona è di lungo periodo, con loro siamo sempre in contatto diretto». Qualche mese fa sono stati ordinati 10 nuovi Stralis, tutti bianchi e blu, come il colore aziendale impone. In questo modo il parco veicoli è stato ampliato - il che di questi tempi non è certo scontato - e sono stati sostituiti i mezzi più vecchi. Anche se parlare di vecchiaia, in questo caso, appare quasi fuori luogo: qui alla IAIA Trasporti i mezzi si tengono per 5 anni, non di più. «Lo facciamo per mantenere un elevato standard qualitativo», puntualizza Francesco.

I nuovi Stralis

«I dieci Stralis sono stati consegnati tra febbraio e marzo - racconta Francesco -. Li abbiamo personalizzati, li abbiamo immatricolati e hanno iniziato a girare a giugno. Un giudizio complessivo non lo possiamo ancora dare, perché hanno fatto pochissimi chilometri, ma possiamo esprimerci sull’aspetto estetico e sull’abitabilità, aspetti che riteniamo senz’altro positivi». «I primi commenti a caldo degli autisti - specifica Francesco - riguardano soprattutto il comfort. Rispetto al vecchio Stralis hanno notato parecchie migliorie: la cabina è ancora più spaziosa, la plancia è molto più accessibile e i comandi sono comodi da raggiungere». Certo il comfort alla guida è un aspetto che sta a cuore soprattutto a chi il camion lo guida. Per chi sta dietro le quinte - come è il caso della famiglia Iaia - gli aspetti da valutare sono anche altri e, inutile dirlo, sono legati soprattutto a discorsi di efficienza economica. «Purtroppo nessuno di noi viaggia sul camion - spiega Francesco Iaia -; noi cerchiamo di coordinare e di far sì che l’azienda, nonostante il periodo, riesca ancora ad andare avanti. Pertanto, quando scegliamo un mezzo, la prima cosa che guardiamo è senz’altro il consumo. E i nuovi motori Iveco sembra proprio che qualcosa in più dei vecchi ce l’abbiano». «Un altro discorso molto importante - prosegue - è l’affidabilità del mezzo. I nostri mezzi per-

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corrono circa 150 mila chilometri nell’arco dell’anno, e dunque devono essere delle macchine affidabili, che ci consentano di non rimanere in strada quando abbiamo da consegnare delle merci reperibili. E a tal proposito, mi sento di poter dire che Stralis è una macchina efficiente». «Un altro aspetto valutato dal management di Iaia Trasporti è il post vendita. «È una cosa su cui ci soffermiamo fin dal momento della trattativa - spiega Francesco -. Poniamo parecchia attenzione a questo aspetto perché, nel momento in cui dovessimo aver bisogno, abbiamo necessità che l’intervento sia immediato in modo da poter far partire il mezzo il più velocemente possibile. In passato è capitato di avere necessità di un pronto intervento e, grazie anche all’interessamento di uomini Iveco, siamo riusciti a risolvere i problemi in breve tempo». «Il periodo non è dei migliori, il che ha portato anche a una selezione - è brutto anche dirlo - “naturale”. Parecchi competitor sono venuti meno, e quindi una fetta del lavoro che veniva seguito da altri trasportatori, si riversa su chi - come noi - riesce ancora a difendersi. Noi, dal canto nostro, stiamo cercando di ottimizzare la massimo. L’augurio che ci facciamo è quello di poter acquistare al più presto degli altri mezzi, ovviamente Iveco. Sperando che questo periodo pesante per tutti passi in fretta». E.S.


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Pneumatici Quelli di BKT

Testimoni d’Oltralpe

Una tripla intervista - tutta francese - per fare il punto sugli pneumatici indiani. Per chi li utilizza, per chi li commercia e per chi li distribuisce, la soddisfazione è a trecentosessanta gradi. La robustezza, la resistenza, l’affidabilità e il rapporto qualità-prezzo, sono gli aspetti maggiormente apprezzati. Ma anche i servizi pre e post vendita rappresentano un plus del prodotto. 26

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Pneumatici Quelli di BKT La parola all’utilizzatore BKT

Parla Michel Bertrand, responsable atelier matériel presso Phoenix Services France di Fos Sur Mer. In che settore opera la vostra azienda? Phoenix Services France lavora in collaborazione con Arcelor Mittal, noto a livello mondiale nella produzione di acciaio. Phoenix Services si occupa in particolare della movimentazione e del riciclo dei residui, ferrosi e non, derivanti dalla produzione dell’acciaio. Gli scarti vengono trasferiti con delle pale gommate e dei loader dagli altoforni dell’acciaieria alla zona di carico, da qui vengono trasportati su camion fino al sito di compattamento dove vengono trasformati in semilavorati di diverse dimensioni e misure e, successivamente, venduti alle aziende clienti per diverse applicazioni. Che tipo di macchine utilizza per svolgere il lavoro? Utilizziamo pale gommate per carico e scarico di materiale e camion e dumper per il trasporto del materiale dal sito di produzione alla zona di lavorazione.

Che tipo di uso fa degli pneumatici? Le macchine lavorano principalmente a pieno carico e per tragitti brevi. Per la maggior parte del tempo il trasporto avviene su terra battuta o sabbia, mai su strada o asfalto. Che caratteristiche devono avere gli pneumatici per soddisfare le vostre esigenze di lavoro? Per il nostro lavoro, gli pneumatici devono essere assolutamente resistenti, non solo in termini di durata di vita, ma anche in termini di robustezza: sono infatti spesso soggetti a carichi molto pesanti e frequenti. Ogni anno movimentiamo circa 1.200.000 tonnellate di materiale. Inoltre gli pneumatici sono costantemente esposti ad alte temperature, soprattutto quando si tratta di prelevare il materiale dagli alti forni delle acciaierie, dove le temperature raggiungono livelli elevatissimi e ten-

dono quindi a intaccare lo pneumatico e a favorirne l’usura. Su quali macchine ha scelto di montare pneumatici BKT? Ho installato il primo treno di gomme BKT su un Loader CAT 972H, una delle 15 pale gommate che costituiscono il nostro parco macchine. Che tipo di pneumatici BKT ha acquistato? Ho scelto di montare su una delle pale gli pneumatici BKT Earthmax SR 30 26.5 R 25 . La struttura “All Steel” e le cinture d’acciaio a più tele migliorano la distribuzione dei carichi a terra e conferiscono una maggiore resistenza della carcassa, soprattutto quando ci si trova di fronte a particolari ostacoli presenti sul terreno, che potrebbero esporre gli pneumatici a rischi di foratura. L’eccellente trazione e manovrabilità permettono l’utilizzo anche su terreni fangosi e dissestati. Inoltre, la mescola è sviluppata per resistere alle alte temperature, ideale per il tipo di lavoro che Phoenix Services svolge. Da quanto tempo li utilizza? Ho acquistato questi pneumatici a dicembre 2011 e tra poco arriveranno alla fine della loro vita utile.

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Pneumatici Quelli di BKT Perché ha scelto BKT? BKT ci è stata consigliata dal nostro rivenditore di fiducia Massa Autopneus. Eravamo alla ricerca di un buon prodotto, con un ottimo rapporto tra qualità e prezzo e BKT rispondeva alle nostre esigenze. Come valuta le prestazioni degli pneumatici BKT rispetto a altri pneumatici di altri produttori già testati in precedenza? Gli pneumatici che acquistiamo sono valutati e scelti in base al rapporto tra il costo dello pneumatico e le ore di lavoro che esso svolge nel corso della sua vita utile, calcolando in questo modo il costo di ogni ora di lavoro dello pneumatico. Finora gli pneumatici BKT si sono dimostrati molto validi, infatti raggiungono un costo-ora di circa 80 centesimi di euro, un risultato nettamente migliore di altri produttori top di gamma del settore, eguagliandone la qualità e le prestazioni. Come valuta il servizio vendita offerto dal rivenditore? È un ottimo servizio, lavoriamo con Massa da anni e si occupa della fornitura di tutti i tipi di pneumatici di cui abbiamo bisogno. Il servizio di assistenza post-vendita non è compreso nel prezzo di acquisto dello pneumatico, è un servizio accessorio a pagamento, tuttavia è un ottimo investimento perché un monitoraggio costante aumenta la durata di vita dello pneumatico e previene eventuali guasti – e fermo macchina - e quindi costi per l’azienda. Che tipo di assistenza post-vendita ha ricevuto dal rivenditore? Il servizio che Massa offre copre la vendita, il montaggio, il monitoraggio e l’eventuale riparazione degli pneumatici. Ogni 15 giorni un addetto misura la pressione di tutti gli pneumatici per garantire una prestazione ottimale degli stessi oltre che del mezzo. Inoltre, non appena abbiamo un problema o riscontriamo un guasto o una perdita di una delle valvole, interviene un addetto con un kit di pronto intervento per risolvere il problema o sostituire lo pneumatico quando necessario. Sceglierebbe ancora gli pneumatici BKT e il pacchetto dei servizi offerti dal rivenditore?

Assolutamente sì, ho già acquistato un nuovo treno di pneumatici da montare sulla stessa macchina e ne ordinerò altri per le pale del nostro parco macchine. E dal momento che a partire dal prossimo anno le gamme saranno ampliate con nuove mi-

sure, ci rivolgeremo a BKT per altre nostre macchine. Anche il servizio del rivenditore è estremamente valido e utile per garantire non solo la qualità e la continuità del nostro lavoro, ma anche la sicurezza dei nostri dipendenti. 

La parola al rivenditore BKT

Intervista a Florent Arnoux, responsabile della gestione e manutenzione movimento terra di Massa Autopneus, rivenditore di pneumatici BKT. Relativamente a Phoenix Services France, quali sono i motivi per cui BKT è stata preferita su altri marchi? Phoenix Services France ha scelto di acquistare gli pneumatici BKT perché rispondevano a numerose necessità: sono prodotti resistenti e robusti, in grado di operare su terreni dissestati, spesso con carichi pesanti e infine hanno un prezzo competitivo. Quali sono i servizi che creano secondo lei - valore aggiunto allo pneumatico?

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Il nostro mercato principale è quello del ricambio presso l’utilizzatore finale, pertanto la differenza tra un rivenditore e l’altro la fa il servizio accessorio di assistenza postvendita. I nostri clienti in particolare apprezzano molto la nostra assistenza, essere sempre presenti e vicini a loro per qualsiasi esigenza o problematica li rassicura. In base alla sua esperienza con BKT fino a oggi, si reputa soddisfatto? Ripeterebbe la vendita con prodotti BKT?


Pneumatici Quelli di BKT ta la Francia con oltre 1.000 dipendenti su tutto il territorio nazionale, principalmente nel sud-est. Per quanto riguarda il nostro centro siamo circa 15 dipendenti che si occupano di assistenza presso i clienti con mezzi di prontointervento. Quali sono i servizi che la sua struttura è in grado di offrire ai potenziali clienti? Prima della vendita cerchiamo di conoscere al meglio il cliente, il suo lavoro e l’uso che farà del prodotto in modo da potergli suggerire uno pneumatico che risponda perfettamente alle sue esigenze, non solo di prezzo ma anche di utilizzo. Il servizio post-vendita comprende il montaggio degli pneumatici sul mezzo, il controllo costante dello stato degli pneumatici – servizio che offriamo gratuitamente – ed infine assistenza e riparazione in caso di guasti o problemi tecnici. Il servizio di controllo e monitoraggio prevede la visita di uno dei nostri La fornitura degli pneumatici a Phoenix Services France era la nostra prima vendita di prodotti BKT. Il cliente è molto soddisfatto e anche noi lo siamo. Proporremo sicuramente anche agli altri nostri clienti i prodotti BKT. Ritiene di avere ricevuto un corretto supporto dal suo distributore e dalla BKT stessa? SONAMIA, il distributore BKT per la Francia, è sempre molto disponibile, soprattutto quando si tratta di informare e dare dettagli sugli assortimenti e sulla gamma BKT. Xavier Disparti, il nostro referente SONAMIA, ci fornisce costantemente materiali e aggiornamenti. Inoltre, per essere esaustivi con i nostri clienti, abbiamo deciso di seguire un vero e proprio corso di formazione che sarà tenuto da uno dei tecnici di BKT, per conoscere al meglio le caratteristiche del prodotto e l’assortimento delle misure disponibili, in modo da poter servire al meglio gli utilizzatori. Com’è organizzata l’azienda? Massa Autopneus ha circa 100 diversi punti vendita e assistenza dislocati in tut-

addetti presso il cliente ogni 15 giorni per il controllo della pressione degli pneumatici in modo che questi lavorino nelle migliori condizioni di gonfiaggio. 

La parola al distributore BKT

Christophe Horny, responsabile del mercato del ricambio presso SONAMIA, distributore BKT per la Francia, fa il punto sulla rete. In qualità di distributore, com’è organizzata la sua rete distributiva? SONAMIA gestisce le vendite sul territorio tramite sei agenti commerciali che coprono tutta la Francia. Il 70% delle nostre vendite è effettuato presso negozianti specializzati mentre il restante 30% è rappresentato dalle vendite presso grandi concessionari. Come vengono percepiti gli pneumatici BKT in Francia? BKT in Francia gode di un’ottima reputazione e i suoi pneumatici sono noti soprattutto per la qualità, per le grandi dimensioni e per la vastità dell’offerta di gamma. Essere distributore BKT per il suo Paese è un vantaggio? Essere l’unico distributore BKT per la Francia è senza dubbio un vantaggio. La

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comunicazione è chiara e univoca, in questo modo i clienti e i rivenditori sanno esattamente a chi rivolgersi per informazioni o per l’acquisto dei prodotti. Questo tipo di struttura distributiva facilita e velocizza il lavoro, senza lasciar spazio a eventuali confusioni o fraintendimenti. Volendo tracciare un profilo del suo cliente, quali sono le discriminanti che lo portano alla scelta di un prodotto rispetto a un altro e con quali aspettative? I clienti scelgono un prodotto piuttosto che un altro principalmente in base alla qualità, che deve poi essere rapportata al prezzo, alle performance e alla durata di vita dello pneumatico. La marca è uno dei tanti fattori, BKT è uno dei brand più noti e acquistati per via dell’ottimo rapporto qualità-prezzo. 


I protagonisti Kohler-Lombardini

È possibile rendere la comunicazione strategica in aziende manifatturiere appartenenti al B2B? È la sfida di Nino De Giglio, he alla guida della comunicazione del gruppo Kohler-Lombardini ha trovato un forte slancio grazie alla nuovo proprietà americana. 38 anni, sposato con due figli, laureato in economia aziendale, collabora con l’azienda reggiana da oltre 8 anni. È presidente di UNAMOT, l’associazione dei motori all’interno di Federunacoma.

Il motore della ripresa di Emanuela Stìfano

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I protagonisti Kohler-Lombardini Nino De Giglio, Manager marketing and communications, racconta KDI, la famiglia di motori con diverse cilindrate disegnata dal gruppo Kohler-Lombardini per rispondere alle nuove normative di emissione ed estendere la potenza della gamma. Il che, naturalmente, offre la possibilità di arrivare dentro applicazioni finora precluse. A suo avviso il 2014 sarà migliore dell’anno in corso, ma per il rimbalzo occorrerà aspettare ancora. Partiamo con il chiarire una volta per tutte il legame tra Lombardini e Kohler. Come stanno realmente le cose? Lombardini non esiste più? È quindi sbagliato continuare a parlare di motori Lombardini? Insomma, il made in Italy ha perso qualcosa? Lombardini oggi è Kohler. Acquisita nel 2007, la nostra azienda è entrata a far parte di una delle più importanti realtà private americane, una multinazionale che conta più di 30.000 dipendenti, un fatturato di oltre 7 miliardi di USD e 49 stabilimenti produttivi nel Mondo. I nostri motori rientrano nel Global Power Group, una business unit che riunisce le aziende legate alle attività connesse con l’energia (motori e gruppi elettrogeni). Siamo entrati a far parte del Gruppo ma non abbiamo certo perso la nostra identità, un’identità fatta di 80 anni di esperienza che ci hanno portato sino a oggi a essere il leader europeo nella produzione di motori diesel fino a 56kW. La nostra esperienza poi, è stata fortemente rinvigorita dal gruppo KOHLER che ha tra i sui principi manageriali l’investimento in innovazione. Da questo principio è nato il progetto KDI, la nuova famiglia di motori conformi alle normative Tier 4 final - Stage 3B che ci proietta verso il futuro. E nonostante il marchio dei nuovi prodotti sia KOHLER Diesel, l’intero know how rimane Reggiano per cui il made in Italy è preservato. D’altro canto quest’anno si festeggiano gli 80 anni dell’azienda. Un compleanno felice? Qual è stato il regalo più bello? Un compleanno felice, è un anno celebrativo, ma al tempo stesso è l’anno del cambiamento: l’anno in corso coincide

con l’inizio della produzione dei nuovi motori KDI. Con questo progetto non è cambiata solo la nostra offerta di prodotto, ma l’intero sistema aziendale che si è adeguato ai più moderni processi produttivi volti alla realizzazione di un prodotto tecnologicamente sofisticato dal livello qualitativo elevato. Credo che il regalo più bello sia assistere alla celebrazione dei nostri ottant’anni non solo celebrando il passato, ma guardando veramente verso il futuro. Un futuro in cui la nostra area strategica di azione passa dai 50 kW (potenza raggiunta con i motori CHD) a 100 kW (potenza raggiunta con i motori KDI) e questo costituisce un enorme cambiamento, un approccio diverso alla nostra clientela, ma soprattutto per noi la possibilità di arrivare dentro applicazioni finora precluse a causa del limite di potenza. Un cambiamento che ha coinvolto tutta l’azienda a 360 gradi e sta generando entusiasmo a tutti i livelli. Passiamo all’evento dell’anno, il Bauma di Monaco. È andato alla grande, vero? Con che bagaglio siete tornati a casa? E’ già da qualche tempo che gli eventi (fieristici e non) sono diventati per noi fortemente strategici. Il Bauma di Monaco è arrivato dopo l’EIMA di Bologna e in entrambi i casi l’interesse e l’affluenza ai nostri stand è stata elevatissima. I numerosi incontri con clienti e potential ci permette sempre un proficuo confronto da cui nascono idee e miglioramenti che si trasformano poi in aggiornamenti di prodotto. Le fiere poi sono anche un momento di confronto con la nostra con-

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correnza diretta e senza fare paragoni di alcun genere, siamo diventati un punto di riferimento sia nello sviluppo del prodotto che nella capacità di fare promozione. Il vostro stabilimento di Reggio è stato premiato come centro di eccellenza del gruppo Kohler. Che cosa significa, per chi ci lavora, un riconoscimento come questo? E in pratica, cosa accade di così speciale nello stabilimento reggiano? Innanzitutto significa la garanzia del lavoro nell’immediato e una crescita occupazionale nel futuro. Le possibilità che il motore KDI fosse prodotto al di fuori dall’Italia erano altissime. Si pensi solo al fatto che noi come Lombardini abbiamo, oltre ai due stabilimenti in Italia, anche uno sede produttiva in Slovakia e una in India. Il gruppo Kohler è già presente in Cina, tutti paesi in cui il costo della manodopera è più basso rispetto all’Italia. Se l’obiettivo di costo spesso impone produzioni in paesi asiatici, la ricerca di elevati standard qualitativi del prodotto, e soprattutto la necessità di garantire un alto livello di servizio assicurato da brevi tempi di consegna, hanno fatto si che la strategia produttiva KOHLER optasse per la realizzazione del ciclo di assemblaggio in Italia, mantenendo all’interno le principali lavorazioni meccaniche, riuscendo così a raggiungere i target di costo. Lo stabilimento di Reggio Emilia, sede del quartier generale dal 1963, è tra gli stabilimenti europei del gruppo che logisticamente permette di servire facilmente i clienti di tutta Europa, e di essere di facile sbocco per quelli oltreoceano. La vicinanza poi ai due principali porti marittimi italiani affacciati sul mediterra-


I protagonisti Kohler-Lombardini neo (Genova e La Spezia) garantisce un frequente e veloce flusso in entrata e in uscita. Infine la presenza della direzione tecnica garantisce l’immediato e l’adeguato supporto richiesto durante la fase di “startup” di un prodotto altamente tecnologico come i motori KDI. Nonostante questi risultati e questa dose di ottimismo, un cenno alla crisi dobbiamo pur farlo. Come vedi il futuro? Il peggio ce lo stiamo finalmente lasciando alle spalle? Il 2014 sarà l’anno della ripresa? La crisi ha investito Lombardini come la maggior parte delle aziende del comparto meccanico. Sebbene le ambizioni di crescita siano notevoli, la grossa parte del nostro business è ancora in Italia e, come tutti sappiamo, il mercato domestico risente di una difficile situazione non solo sul fronte economico. Ritengo che sicuramente il 2013 sia l’anno più difficile da superare, ma non intravedo nel 2014 l’anno della ripresa. Sarà migliore di quello in corso, ma per il rimbalzo occorrerà aspettare ancora. Parliamo di TIER 4 Final. Che cosa comporta esattamente? Quali sono le ricadute concrete? Servirà a svecchiare il parco macchine? Dal 1 gennaio 2013 le normative TIER 4 final sono entrate in vigore nella fascia di potenza 19-56kW, in Europa, l’equivalente STAGE 3B, ricade solo nel range 3756kW, con un allineamento al mercato Nord Americano previsto nel 2018. Tutti i gas di scarico vengono regolamentati dalla normativa con particolare riduzione del particolato che si riduce di un ordine di grandezza. L’impatto sulla tecnologia dei motori è fortissimo, tutti devono indistintamente adeguarsi sviluppando motori necessariamente dotati di iniezione elettronica - common rail. In alcuni casi questo è accoppiato all’utilizzo di dispositivi di after treatment, la cui gestione risulta essere molto complicata. In ogni caso l’utilizzo dell’elettronica dà notevoli vantaggi ai costruttori delle macchine in quanto migliora il dialogo macchina-motore permettendo un monitoraggio continuo di consumi e prestazioni. Sopra i 56kW (nel range fino a 130kW),

dal 1 Gennaio 2015, saranno gli NOx a subire il forte abbattimento e questa richiederà alla tecnologia dei motori l’aggiunta dell’SCR ed una conseguente modifica del layout di scarico delle macchine. Detto questo, il parco macchine subirà sicuramente un rinnovamento ma in modo progressivo. Il flex program permette ai produttori la vendita di macchine non conformi per i prossimi due anni, la crisi e la mancanza di controlli stringenti sicuramente non accelereranno il processo. Parliamo di motori KohlerLombardini. Il Common Rail era una scelta indispensabile? Da un punto di vista tecnologico si sarebbero potuto trovare soluzioni diverse, più semplici ma non competitive né in termini di costo del motore, ne in termini di consumi. Da questo la scelta di realizzare un motore completamente nuovo a iniezione diretta disponibile sia in versione common rail per i mercati dai livelli di emissione più selettivi, sia in versione meccanica per tutti gli altri mercati. In entrambi i casi abbiamo motori caratterizzati da elevate performance e ridotti consumi, fatti per applicazioni tipiche dell’Heavy Duty Industry. Al di là dell’acronimo, che cosa significa KDI? Da cosa sono caratterizzati questi motori? Quale il loro valore aggiunto? KDI, Kohler Direct Injection, è la famiglia di motori con diverse cilindrate (1.9L 2.5L - 3.4L) disegnata dal gruppo KohlerLombardini per rispondere alle nuove normative di emissione ed estendere la potenza della gamma offerta. La principale caratteristica (nei modelli emissionati) è l’assenza di dispositivi di after-treatment che genera numerosi vantaggi sia per il costruttore che per l’utilizzatore finale. Grazie infatti all’avanzato sistema di iniezione (Common Rail 2000 bar, la valvola EGR e le quattro valvole per cilindro) il DPF non risulta necessario. L’immediato vantaggio che ne consegue è l’ingombro. KDI è pensato per essere compatto ma dalla forte densità di prestazioni (potenza, fino a 23kW/l; e coppia, fino a 120 Nm/l). L’assenza poi del processo di rigenerazione riduce i consumi di

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80 Years together L’iniziativa che si svolgerà durante tutto il 2013, ha lo scopo di raccogliere testimonianze che esprimano la forte coesione tra l’azienda, i propri clienti ed il territorio. A partire dalla fiera EIMA e durante tutte le manifestazioni fieristiche e non del 2013 sarà possibile rilasciare videointerviste dove ognuno di noi potrà fare un commento su Lombardini. Il nostro pay-off è “tell us your story/raccontaci la tua storia” e ci darà modo di raccogliere video foto e commenti che saranno immediatamente postati sul web. Il materiale raccolto servirà poi ad ispirare giovani artisti reggiani nel realizzare opere d’arte sulla Lombardini. Sugli 80 anni di Lombardini nascerà inoltre un video che raccoglierà i momenti salienti di questa iniziativa. https://www.facebook.com/ lombardinigroup carburante (dal 3% al 5%, se comparato con una soluzione ad iniezione elettronica di media pressione (1600bar) più DPF; oltre il 10%, se comparato con soluzione ad iniezione Indiretta e DPF stand-alone) e di olio. Il consumo di quest’ultimo, poi, è anche influenzato dalla particolare levigatura dei cilindri eseguita con macchinari di ultima generazione che, permettendone una riduzione degli attriti, ne ottimizza i consumi, portando gli intervalli di manutenzione a 500 ore con un guadagno che va dalle 250 ore (comparando KDI con motori attuali non conformi alle normative TIER IV final) alle 350 ore (ipotizzando il consumo di olio degli stessi con DPF). Gli intervalli di manutenzione inoltre, non sono inficiati della necessità di sostituzione del filtro antiparticolato (Ciclo di vita stimato in 3000 ore). Il raffreddamento dei gas di scarico ricircolati, ed il conseguente abbattimento dei valori di NOx, è garantito dal posizionamento della valvola EGR sul lato caldo, ma soprattutto dal particolare percorso che il circolo dell’aria segue attraverso due stadi di raffreddamento. La partico-


I protagonisti Kohler-Lombardini

lare geometria del collettore di aspirazione poi, permette un’uniforme miscelazione dell’aria su ogni cilindro, distribuendo equamente l’abbattimento di NOx ottenuto dal precedente stadio. Un’accurata e attenta analisi NVH (Noise - Vibration - Harshness) unita al concetto di “Bedplate Architecture”, ovvero un basamento ottenuto dall’unione di due parti (basamento e sottobasamento) rende il motore solido, dalla struttura rigida con conseguenti riduzioni di rumori e vibrazioni. Le prese di moto ausiliarie sono disegnate e posizionate in modo tale da offrire la più alta percentuale di energia sviluppata dal motore. Consentono di installare fino a una pompa idraulica gruppo due in tandem. Inoltre, il rapporto di rotazione delle PTO, (1:1,2) consente l’utilizzo di pompe idrauliche di minori dimensioni per garantire le stesse potenze. Come responsabile della comunicazione di cosa va più fiero nell'attività di supporto al lancio del prodotto KDI?

Nino De Giglio insieme a Francesca Rubbiani, Direttore Marketing e Gianni Borghi, Presidente, durante la conferenza “L’innovazione negli 80 anni di Lombardini” svoltasi a Eima 2012 L'aver ideato e realizzato un lancio di prodotto altamente pianificato e di grande effetto. Il motore KDI è stato presentato ai clienti strategici già al Bauma 2010. La nostra strategia di comunicazione si è basata su un coinvolgimento continuo e progressivo dei nostri clienti strategici e, dove possibile, di nuovi partner. Pensi che La prima presentazione è stata fatta sulla carta durante la fiera di Monaco, un vero e proprio scambio di idee ed informazioni preziose per i nostri ingegneri che si sono tradotte in soluzioni tecniche. Dopo questa fase sono arrivate le visite in fabbrica con i motori a banco ed alla fine del 2011 abbiamo realizzato un grandissimo evento per il lancio pubblico. Un evento che ha coinvolto oltre alla platea presente, fatta di giornalisti del-

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La nuova linea di montaggio dei motori KDI si realizza nell’headquarter di Lombardini a Reggio Emilia

la stampa specializzata europea e di fornitori strategici, anche più di 2000 persone che si sono collegate con noi grazie al servizio streaming rendendo Reggio Emilia, per una sera, il centro mondiale dello sviluppo ingegneristico industriale. Concludiamo con uno scoop, sperando che ce lo vogliate concedere. È in arrivo qualche grossa novità? Abbiamo parlato tanto di KDI e del fatto che questa famiglia di motori estenderà la gamma di potenza fino a 100 kW, quest’anno lanceremo l’ultimo modello della famiglia che ci permetterà di raggiungere questo obiettivo. Lo faremo ad Agritechnica il prossimo Novembre. Vi aspettiamo numerosi! 


I protagonisti

L’Istituto per il Commercio Estero

Commercio sotto la lente

di Paolo Lombardi

Roberto Luongo, direttore generale di Ice-Agenzia per la promozione all’estero e internazionalizzazione delle imprese italiane.

Riccardo Monti, presidente dell'Ente.

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I protagonisti

L’Istituto per il Commercio Estero

La parola al presidente e al direttore generale dell’Istituto nazionale per il Commercio con l’Estero (ICE). Dal loro punto di vista privilegiato, spiegano se e come riprenderanno i consumi. Internazionalizzazione, export e alleanze sono le parole chiave. I risultati dei primi mesi dell’anno evidenziano, oltre agli ostacoli alla penetrazione nei più dinamici mercati extraeuropei, anche le difficoltà registrate nel consolidare i risultati storici in Europa, dentro e fuori la UE. Come ICE state affrontando le peculiarità dei due macromercati? Direttore: Intanto mi lasci dire che il Governo è molto attivo in questo settore. Il Ministro dello Sviluppo Economico Zanonato e il Viceministro Calenda hanno posto grande attenzione alle politiche per l’internazionalizzazione come strumento di crescita per la nostra economia in un momento in cui la domanda interna ancora non mostra evidenti segnali di ripresa. Quello che faremo sarà intensificare l'integrazione delle diverse attività di sostegno all'internazionalizzazione, in termini di informazione, assistenza e consulenza, presidiando le principali piattaforme promozionali, soprattutto in Europa, al fine di difendere le quote di mercato nei principali mercati di sbocco delle nostre esportazioni. A tale fine, stiamo fortemente cercando di integrare i nostri sforzi e le nostre risorse con gli sforzi e le risorse degli altri attori pubblici e privati a supporto dei processi di internazionalizzazione, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni e di ottimizzare l'utilizzo delle risorse impiegate. Dal punto di vista dell'articolazione organizzativa, è tuttora in corso una ridefinizione della presenza dei nostri uffici all'estero, privilegiando le aree geografiche a maggiore crescita potenziale della domanda e un ridimensionamento della presenza nell'ambito dei paesi avanzati. Quali sono gli obiettivi di crescita per l’export di beni di consumo fissati a tre anni? Presidente: Per i beni di consumo, in particolare per il settore moda e per il settore agro-alimentare, il nostro Piano Export ipotizza un tasso annuo di crescita composto (CAGR) che si aggira mediamente intorno al 9% per i prossimi tre anni. Su quali strumenti e su quali risorse

economiche l’Istituto può in concreto basare la propria azione, subito e nel medio periodo? Direttore: Parliamo di una cifra che si aggira intorno a circa 50 milioni di euro nel 2013 per attività promozionali e di circa 73 milioni per copertura dei costi di funzionamento della struttura. A questi dovrebbero aggiungersi 50 milioni in 3 anni per la realizzazione del Piano Export Sud. Nel medio periodo contiamo in un sistematico incremento delle risorse disponibili per programmi promozionali (la media 2008-10 era di 80 milioni di euro compreso il contributo privato a carico delle imprese, nel 2010 era pari a 122 milioni di euro). Per i beni di consumo la GDO si conferma canale strategico anche nei nuovi mercati. I prodotti e i marchi sono in genere presenti in tono ridotto rispetto a quelli degli altri paesi UE e riguardo al loro potenziale. Quali interventi e, eventualmente, quali alleanze occorre sviluppare? Presidente: La GDO rappresenta l'anello debole della catena del valore associata ai processi di internazionalizzazione a causa dello scarso sviluppo di forti e capillari catene distributive italiane a livello internazionale. A questo proposito, i nostri sforzi sono orientati a stringere accordi strategici con operatori internazionali del settore distributivo allo scopo di facilitare la canalizzazione dei prodotti italiani, in particolare i beni di consumo, sui principali mercati di riferimento ma anche attraverso il supporto all’accesso a piattaforme informatiche per E-Commerce. Ovviamente le alleanze vanno considerate caso per caso, in base ai settori di attività, alle peculiarità dei mercati e ai sistemi distributivi in essi prevalenti. In dettaglio, su quali aree e paesi conviene investire prioritariamente per facilitare la diffusione dei beni di consumo italiani? Direttore: Stiamo attentamente monitorando lo sviluppo della domanda interna in molti paesi emergenti in cui una quota sempre più

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CSC settembre 2013

ampia di consumatori sta superando livelli di soglia dei redditi pro-capite che possano assicurare l'assorbimento e quindi la penetrazione dei nostri prodotti che si collocano su segmenti a elevato valore aggiunto. Ad esempio, stiamo osservando con grande attenzione il previsto mutamento del modello di sviluppo della Cina che sta passando da una crescita export-led, basata sugli investimenti, a un modello sempre più orientato sulla crescita della domanda interna e sul miglioramento del livello di benessere della popolazione. In generale nei paesi Bric e nelle altre economie emergenti, il miglioramento del reddito, l'allargamento della borghesia urbana e la nascita di un vero e proprio ceto medio sono fattori che possono nel brevemedio periodo accelerare la penetrazione dei beni italiani. Rispetto al generale cambiamento dei mercati e delle regole degli scambi, quale ruolo potrebbe giocare la costituzione della Export Bank italiana, da tempo annunciata, e a che punto è il progetto? Presidente: Sicuramente la creazione di una ExIm bank rappresenta una scelta strategica a fondamentale supporto dei processi di internazionalizzazione delle nostre imprese tale da garantire (a costi competitivi) disponibilità di risorse, servizi finanziari e assicurazione commerciale per le aziende che esportano e/o effettuano investimenti all'estero. Il progetto prosegue; attualmente si è completata la fase dell'acquisizione da parte della CDP del controllo di Sace e Simest. Export Banca prevede il supporto finanziario di CDP, la garanzia di SACE e il pieno coinvolgimento delle banche nell'organizzazione delle operazioni di finanziamento alle imprese esportatrici italiane. Nel settembre 2012 CDP ha ulteriormente incrementato di 2 miliardi di euro le risorse destinate al Plafond associato alla Convenzione CDP-SACE-ABI-SIMEST sul sistema “Export Banca”, portando così il totale dello strumento a 4 miliardi di euro, di cui 1,7 già impegnati da operazioni concluse o in avanzata fase di esecuzione. 


Logistica I sollevatori ESi 4000 e ETi 4000

La movimentazione senza ostacoli Pavimentazioni irregolari o in pendenza, rampe di carico, pallet che a volte necessitano di essere trasportati per il senso della larghezza. Sono queste le situazioni in cui si trovano a operare i sollevatori. Ecco la proposta di Crown.

C

ollocare le merci sulle scaffalature oppure toglierle, trasportare pallet aperti o chiusi, lavorare su superfici irregolari, caricare e scaricare furgoni su baie di carico e rampe, impilare pallet doppi. A questo servono i nuovi modelli con sollevamento iniziale ESi 4000 e ETi 4000 di Crown. Sia il sollevatore con operatore a terra ESi 4000, sia il sollevatore con operatore a bordo ETi 4000, prevedono un sistema di sollevamento iniziale, che fornisce una maggiore altezza da terra e contribuisce cosĂŹ a evitare il rischio di carichi incagliati su pavimentazioni irregolari o rampe molto ripide. Ăˆ anche possibile trasportare due pallet contemporaneamente, o un peso fino a due tonnellate sulle razze. I rulli di entrata e di uscita opzionali consentono alle razze di superare le traverse

del pallet anche quando questo è vuoto. Il sistema di tiranteria, invece, posiziona lo snodo di sollevamento nel punto piÚ alto possibile, per prevenire danni e usura. Le altezze di sollevamento sono comprese tra 2,4 e 5,4 metri, le portate da 1,2, a 1,6

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tonnellate. Il sistema di controllo Access 1 2 3 con accesso tramite codice PIN, fornisce informazioni sullo stato operativo del carrello e completi programmi diagnostici integrati per consentire interventi di assistenza rapidi. CSC


Presentazione Nuovo Scudo Fiat Professional

Lo Scudo si è rifatto il look di Emanuela Stìfano

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Presentazione Nuovo Scudo Fiat Professional Assomiglia sempre di più al Ducato ed è pronto a soddisfare tutte le esigenze: trasporti merci, trasporto persone, allestimenti vari. Oltre a un interessante rivisitazione degli interni e degli esterni, aumentano anche le dotazioni base. Per il trasporto merci, Cruise Control, sensori di parcheggio posteriori, radio CD MP3 con comandi al volante e Bluetooth, specchietti elettrici pieghevoli sono di serie.

U

na nuova mascherina che lo rende molto più somigliante al Ducato. Una nuova plancia e altri elementi decorativi all’interno, che si possono apprezzare soprattutto nella versione per il trasporto persone, ma che non mancano nella versione cargo. Maggiori dotazioni di serie, a tutto vantaggio della competitività economica. Sono queste, in sintesi, le novità di Scudo. Anzi, del nuovo Scudo. È infatti partita prima dell’estate la commercializzazione di Fiat Scudo MY 2013, il modello rinno-

La nuova gamma si compone di veicoli per il trasporto merci, veicoli per il trasporto persone e basi per trasformazioni e allestimenti. In tutte le versioni i contenuti di serie sono stati aumentati, con ricadute economiche interessanti. vato di un grande classico di Fiat Professional che, attraverso un aggiornamento stilistico, interno ed esterno, vuole rispondere alle più moderne esigenze europee del trasporto merci urbano e intercity. Ma andiamo con ordine, e partiamo proprio dalla gamma disponibile, che si compone di versioni trasporto merci (Cargo), veicoli trasporto persone (Combi e Panorama) e basi per trasformazioni e allestimenti.

Il trasporto merci

Le versioni trasporto merci sono disponibili nelle confi-

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Presentazione Nuovo Scudo Fiat Professional

gurazioni furgone e furgone doppia cabina (lastrato, vetrato e semi-vetrato) declinate nelle seguenti varianti: due passi (corto da 3,00 metri e lungo da 3,12 m); due lunghezze esterne (4,80 e 5,13 metri); due altezze esterne (1,94

m e 2,28 m); due lunghezze del vano di carico (2,25 e 2,58 metri). Le volumetrie sono tre (5 m続, 6 m続 e 7 m続) mentre le portate utili sono due (1000 e 1200 kg). Le motorizzazioni in gamma sono: 1.6 Multijet da 90 CV, 2.0 Multijet da 130

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CV e 2.0 Multijet Power da 165 CV. Tutti Euro 5, i due turbodiesel 2.0 Multijet adottano un cambio a 6 marce.

Il trasporto persone

La gamma del nuovo Scudo 2013 pro-


Presentazione Nuovo Scudo Fiat Professional

pone anche un'offerta completa di veicoli trasporto persone articolata su tre diversi allestimenti destinati a impieghi e clienti specifici: Combi, Panorama Family e Panorama Executive. Il Combi è la risposta ideale per il

trasporto di squadre di operai con i loro strumenti di lavoro; il Panorama Family/Executive si rivolge sia alle famiglie numerose, sia a coloro che praticano attivitĂ sportive nel tempo libero, sia alla clientela business (shuttle ho-

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tel/aeroporto, noleggio con conducente). La categoria 'trasporto persone' di Fiat Scudo MY 2013 prevede due passi (3000 e 3122 mm), due lunghezze esterne (4805 e 5135 mm) e i due turbodiesel 2.0 Multijet da 130 CV o 165 CV.


Presentazione Nuovo Scudo Fiat Professional

Le conversioni

Completano la gamma di Scudo MY 2013 le versioni per conversioni. In particolare, lo Scudo cabinato con pianale è la base trasformabile da cui partire per realizzare il veicolo che risponde a diverse esigenze: cella frigorifera, negozio mobile, mini camper, eccetera. È disponibile con passo di 3122 mm e carico massimo sull'assale anteriore e posteriore rispettivamente di 1400 e 1700 kg.

Più dotato, meno costoso

A seconda dei mercati, la gamma Scudo MY 2013 propone un incremento dei

Segni particolari La maggiore novità che contraddistingue tutte le versioni dello Scudo MY 2013 è la nuova plancia di colore grigio scuro abbinata ai pannelli porte della stessa tinta (nelle versioni Panorama i pannelli sono impreziositi da inserti in velluto grigio). Novità anche i quadranti degli strumenti di Fiat Scudo Panorama che ora adottano striature in alluminio e sfondo nero per abbinarsi agli interni. Inoltre, la versione Panorama Family è equipaggiata con lo stesso tessuto per i sedili dell'allestimento Executive mentre le mostrine delle maniglie porte e delle bocchette e la parte centrale del cruscotto sono neri (questi elementi hanno una striatura in alluminio per le versioni Panorama Executive). Infine, tutte le versioni di Scudo MY 2013 sono dotate di una nuova griglia anteriore grigio argento che richiama i tratti distintivi della “la famiglia” Ducato.

contenuti di serie. Per quanto riguarda l’Italia, la razionalizzazione della gamma riguarda sia le versioni trasporto merci, sia quelle trasporto persone. Con riferimento al trasporto merci, l'allestimento SX di Fiat Scudo MY 2013 è stato ar-

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ricchito senza variazioni di prezzo con contenuti chiave per l'attività quotidiana: Cruise Control, sensori di parcheggio posteriori, radio CD MP3 con comandi al volante e Bluetooth e specchietti elettrici pieghevoli. E.S.


Presentazione Nuovo Scudo Fiat Professional TIPO DI CARROZZERIA MOTORE N. cilindri, disposizione Cilindrata (cm³) Diametro per corsa (mm) Livello ecologico Rapporto di compressione Potenza max CE: kW (CV) a giri/min Coppia max CE: Nm (kgm) a giri/min Distribuzione (comando) Carburante Alimentazione Accensione TRASMISSIONE Trazione Frizione Cambio: n. marce STERZO Tipo Diametro di sterzata (tra marciapiedi) FRENI Tipo Anteriori: Ø mm Posteriori: Ø mm SOSPENSIONI Anteriore Posteriore

Furgone 2.0 165 Multijet 4 in linea, trasversale anteriore 1997 85x88 Euro 5 con DPF 16:1 120 (163) @ 3750 340 (34,7) @ 2000 2 ACT (a cinghia dentata) 16 v Gasolio per autotrazione (EN 590) Iniezione diretta Multijet tipo "Common Rail" a controllo elettronico con turbo a geometria variabile e intercooler per compressione

Panorama 2.0 165 Multijet 4 in linea, trasversale anteriore 1997 85x88 Euro 5 con DPF 16:1 120 (163) @ 3750 340 (34,7) @ 2000 2 ACT (a cinghia dentata) 16 v Gasolio per autotrazione (EN 590) Iniezione diretta Multijet tipo "Common Rail" a controllo elettronico con turbo a geometria variabile e intercooler per compressione

anteriore monodisco autoregistrante e dispositivo idraulico di disinnesto 6 + RM

anteriore monodisco autoregistrante e dispositivo idraulico di disinnesto 6 + RM

a cremagliera con servosterzo elettroidraulico 12,2 - 12,6 (passo lungo)

a cremagliera con servosterzo elettroidraulico 12,2 - 12,6 (passo lungo)

impianto idraulico a 2 circuiti incrociati indipendenti D 304 (autoventilanti) D 290 (autoventilanti)

impianto idraulico a 2 circuiti incrociati indipendenti D 304 (autoventilanti) D 290 (autoventilanti)

a ruote indipendenti tipo McPherson, con bracci inferiori triangolari e barra stabilizzatrice A ponte torcente con molle elicoidali, Panhard e ammortizzatori idraulici inclinati

a ruote indipendenti tipo McPherson, con bracci inferiori triangolari e barra stabilizzatrice A ponte torcente con molle elicoidali, Panhard e ammortizzatori idraulici inclinati

215/60 R16

215/60 R16

80

80

170 6,9/7,1 (Tetto alto) 181/186 (Tetto alto)

170 7,1 185

RUOTE Pneumatici Rifornimenti Capacità serbatoio (litri) Prestazioni e consumi Euro 5 Velocità massima (km/h) Consumo misto (l/100 km) CO² (g/km)

Dimensioni

Masse

FURGONI

Furgone passo corto

MOTORE

Furgone Passo lungo

Furgone Passo Lungo Tetto Alto

2.0 165 Multijet

Peso veicolo a vuoto (kg)

1731

1761

1772

Portata compreso conducente (kg)

1012

1212

1220

PTT (kg)

2743

2973

2992

Peso max rimorchiabile (kg)

2000

2000

2000

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Dimensioni esterne (mm) Passo Lunghezza massima Larghezza massima Carreggiata anteriore Carreggiata posteriore Altezza massima (a vuoto) Sbalzo anteriore Sbalzo posteriore Vano carico (mm) Lunghezza Larghezza Larghezza tra passaruote Altezza Capacità vano carico (m³) Volumetria Accessibilità al vano di carico (mm) Porta posteriore (mm) Larghezza Altezza Altezza soglia di carico (a vuoto) Porta laterale scorrevole (mm) Larghezza Altezza

CSC settembre 2013

Furgoni passo corto

Furgoni passo lungo

Panorama

3000 4805 1895 1574 1574 1942 975 830

3122 5035 1895 1574 1574 1942/2276 975 1038

3000/3122 4805/5035 1895

2254 1600 1245 1449

2584 1600 1245 1449/1750

5

6/7

1237 1272

1237 1272/1630

560 924 1293

1574 1942 975 830/1038

1600 1245 1449

1237 1272 560

924 1293

924 1293


Borse noli La proposta di Transpoclick

La tecnologia al servizio dei trasporti 46

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Borse noli La proposta di Transpoclick

Transpoclick sta reinterpretando il concetto di borsa noli. L’azienda ha optato per un criterio di low-profit, il che significa che gli utili non vengono distribuiti, ma re-investiti per creare innovazione. Il tutto, per offrire un servizio migliore ai clienti. Vediamo come.

L

a prima rivoluzione viene dai criteri di governance di Transpoclick stessa. Al fine di migliorare l’offerta dei propri servizi e trasferire il valore aggiunto ai clienti, Transpoclick ha infatti optato per un criterio di low-profit, il che significa che gli utili non vengono distribuiti, ma re-investiti, in modo da creare innovazione e investire in risorse umane e tecnologiche. In pratica, Transpoclick ha aggiornato tutte le funzioni, in maniera tale da poter arrivare a fornire un servizio che, secondo l’azienda, può essere definito globale, ineccepibile e sicuro.

Perché è un servizio sicuro?

«La sicurezza - spiegano in Transpoclick - proviene dalla profonda conoscenza del mercato e degli attori che lo compongono. In buona sostanza - proseguono - l’esperienza ventennale ci consente di poter prevenire l’ingresso in banca dati di aziende che potrebbero agire in maniera non corretta». «La nostra verifica della documentazione - puntualizzano - è talmente scrupolosa che, per policy interna e grazie a strumenti e specifiche banche dati che forniscono la situazione finanziaria in tempo reale, non vengono ammesse aziende che stanno avendo problematiche di insolvenza». «Inoltre - spiegano - garantiamo un supporto attivo nel momento in cui dovesse verificarsi il caso del mancato pagamento: d’altro canto, per quanto si

possa essere bravi, attenti e scrupolosi questo può comunque accadere».

Costi certi

Quante volte nelle borse noli si apre un’offerta pagando la consultazione e il carico non è più disponibile? Per evitare che episodi simili possano ancora accadere, Transpoclick offre un servizio privo di costi di consultazione. In pratica, per i clienti di Transpoclick la consultazione è illimitata, e lo stesso dicasi per l’inserimento dei carichi. Da ultimo, il contratto non prevede rinnovi automatici. «Il nostro servizio

LOW-Profit = HIGH-Value, profitti reinvestiti per trasferire il valore ai clienti. È questa l’equazione che sintetizza la filosofia di Transpoclick. è completo - spiegano - ma nel contempo snello. Niente orpelli. Il tempo del disponente per noi è sacro, e i servizi connessi alla piattaforma consentono di avere accesso alle informazioni in tempo reale. Questo con l’uso di strumenti automatici di Alert sempre disponibili sul desktop e, soprattutto, sempre gratuiti».

L’assistenza con un numero verde

Altro caposaldo di Transpoclick è il servizio di assistenza: il cliente, chiamando gratuitamente il numero verde, troverà

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sempre un tutor a propria disposizione. Il personale ha esperienza pluriennale nel settore ed è formato per rispondere prontamente ad ogni e qualsiasi necessità.

Il futuro secondo Transpoclick

Transpoclick sta puntando sul referal marketing: i membri che mettono a disposizione degli altri membri la propria sfera di contatti e forniscono referenze, ricevono a loro volta contatti e nuove opportunità di incrementare il proprio giro d’affari. È un punto fondamentale per rendere performante in sistema, senza dimenticare la cosa più importante di tutte: la sicurezza, che come si diceva è un aspetto su cui l’azienda punta moltissimo. Transpoclick sta inoltre investendo per integrare la piattaforma con gestionali del trasporto e strumenti di fleet management. Tanto che - anche la tecnologia, hardware e software - è stata scelta considerando i massimi livelli di performance, in linea con gli obiettivi di lungo periodo che l’azienda si è prefissata.

In sintesi…

Transpoclick sta collaborando con marchi prestigiosi del settore, sia per quanto riguarda partnership tecnologiche del comparto satellitari, sia in campo finanziario, in modo da mettere a disposizione strumenti di garanzia che siano veramente efficaci e protettivi del credito. Ogni euro viene re-investito in progetti di ricerca, al fine di sviluppare soluzioni per il mondo del trasporto su gomma. CSC


e n o i z a m r o f n i % 100 ù i p n i e t s e r o f i d 30%

e t n e m l a r u t a N a t r a c io la Le foreste europee sono il 30% in più rispetto al 1950*. In pratica, ogni anno sono cresciute dell’equivalente di 1 milione e mezzo di campi da calcio. Inoltre la fibra di cellulosa può essere riciclata fino a 7 volte. E con 2.000 chili riciclati al secondo**, la carta è il materiale più riciclato in Europa. Lunga vita alla carta!

* elaborazione Two Sides su dati FAO 2010;

(Le foreste europee forniscono l’88% del legno usato per fare la carta in Europa)

** fonte ERPC 2010

Two Sides è un’iniziativa della comunicazione su carta e promuove la produzione e l’uso responsabile della carta e della stampa.

Per saperne di più visita: www.twosides.info/it

il lato verde della carta

Italian Adverts_Image 1.indd 1

02/01/13 15:47


o c CSCe

DAF

Un nuovo stabilimento per i motori Euro 6

Yokohama

Pneumatici amici dell’ambiente


DAF

Lo stabilimento di Eindhoven

Tutto pronto per gli Euro 6

Per facilitare l’introduzione degli Euro 6 e per garantire le consegne dei ricambi, PACCAR ha aperto un nuovo stabilimento. Avanzati sistemi di logistica e innovazione a trecentosessanta gradi assicurano la massima efficienza. Nel frattempo, sul finir dell’estate, sono entrati in produzione i PACCAR MX-11. Euro 6, naturalmente.

I motori Euro 6 secondo DAF

Ne avevamo parlato sul numero di aprile, ma ora che stanno entrando in produzione, è bene riparlarne. Di che cosa? Di PACCAR MX-11 Euro 6, il compatto che promette efficienza nei consumi e diverse innovazioni, a cominciare dalla cinghia trapezoidale multipla e da una ventola montata direttamente sull’albero motore senza azionamento intermedio, il che consente di risparmiare sui costi di manutenzione, migliorare l’affidabilità, ridurre il peso e il consumo di carburante. PACCAR MX-11 Euro 6 è realizzato in ferro grafite compatto, con alette verticali per ottimizzare la resistenza e limitare i livelli di rumorosità. La caratteristica peculiare della nuova testata è il doppio albero a camme in testa, che presenta quattro valvole per cilindro e un collettore di aspirazione integrato. Le versioni da 210 kW/290 CV, 240 kW/330 CV e 271 kW/370 CV con coppie massime rispettivamente di 1.200, 1.400 e 1.600 Nm (a 1.000 – 1.650 giri/min.) sono ideali per applicazioni di distribuzione urbane, regionali e nazionali. Per le applicazioni pesanti, le gamme di potenza da 291 kW/400 CV e 320 kW/440 CV sono disponibili con coppie massime rispettivamente di 1.900 e 2.100 Nm (a 1.000 – 1.450 giri/min.).

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CSC eco settembre 2013

A

i fini dell’introduzione dei modelli Euro 6, ha aperto le porte il nuovo PACCAR Parts Distribution Center nella città di Eindhoven. Il nuovo centro di distribuzione ricambi occupa un’area di 26.000 m² e consente l’immagazzinamento di più di 65.000 ricambi per veicoli industriali di diverso tipo; la co-


DAF

struzione del nuovo centro ha richiesto un investimento pari a circa 30 milioni di euro. «Il nuovo PDC è il più grande di tutti i quattordici PACCAR Parts Distribution Center presenti in tutto il mondo ed è il più importante in Europa» - ha spiegato Dick Leek, Direttore generale di PACCAR Parts Europe -. «Il nuovo centro di distribuzione è

stato costruito anche per facilitare l’introduzione della nuova generazione di veicoli Euro 6; di conseguenza il numero di ricambi che è necessario tenere in magazzino è aumentato da 50.000 a più di 65.000».

Consegne garantite

Al fine di garantire una consegna rapida dei ricambi ordina-

Lo stabilimento di Eindhoven

ti, il nuovo PACCAR Parts Distribution Center di Eindhoven si avvale di avanzati sistemi di logistica, inclusa la comunicazione in radiofrequenza e la raccolta ordini con comando vocale. «A Eindhoven abbiamo raggiunto un livello di assistenza del 98%; questo significa che quasi tutti i ricambi per i veicoli industriali DAF

sono direttamente disponibili in magazzino» -ha spiegato Dick Leek -. «L’affidabilità delle nostre consegne raggiunge attualmente il 99,98%. Questo non vale soltanto per i ricambi originali DAF, ma anche per l’ampia gamma TRP di ricambi universali per veicoli industriali e rimorchi e per i prodotti per officina». CSC

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CSC eco settembre 2013


Pneumatici

Quelli di Yokohama

Rotolando a impatto zero Novità per i veicoli commerciali

In questa immagine, Liner per pneumatici truck “al microscopio”

È

l’evoluzione del precedente 104ZR. Stiamo parlando del nuovo Yokohama 104ZR Spec-2, progettato seguendo le direttive della politica ambientale della casa madre, che fa parte della gamma Zenvironment, composta da pneumatici caratterizzati da mescole e materie prime che li rendono meno inquinanti dei tradizionali. In particolare, per quanto concerne i pneumatici Truck Zenvironment, l’obiettivo di Yokohama è di sviluppare prodotti più durevoli, contraddistinti da un’usura regolare e da una resistenza al rotolamento - che influisce sul dispendio di carburante - minimizzata, promettendo così una guida più efficiente e meno costosa. Yokohama 104ZR Spec-2 ottiene queste prestazioni, migliorandole rispetto al passa-

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CSC eco settembre 2013

Yokohama ha presentato il nuovo pneumatico per asse anteriore Yokohama 104ZR Spec-2. Tra le altre caratteristiche spicca l’appartenenza alla gamma Zenvironment, composta solo da prodotti in cui sono impiegate materie prime e mescole eco friendly. to, grazie a mescole più resistenti, più durature e tecnologicamente avanzate. Il nuovo 104ZR Spec-2 predilige i tragitti di corto e medio raggio, in equipaggiamento su pullman e truck su tratte regionali e nazionali. È adatto quindi sia al trasporto di merci, sia al trasporto di persone. Se la mescola rinnovata rappresenta la

miglioria più importante per questo pneumatico, il disegno battistrada ricorda quello del predecessore: 5 cordoli longitudinali che promettono direzionalità e tenuta, intervallati da scanalature che permettono un ottimo drenaggio dell’acqua, favorendo il grip. Yokohama 104ZR Spec-2 è disponibile nelle misure 295/80 R 22.5 e 315/80 R 22.5. CSC

Yokohama ha recentemente comunicato lo sviluppo di uno speciale inner liner, ossia una sottile pellicola che riveste internamente lo pneumatico, destinato a prodotti per veicoli commerciali. Questa categoria di mezzi necessita di fare molti chilometri e di avere una resa molto alta e un rotolamento basso, al fine di limitare il più possibile il consumo di carburante. Il liner interno permette di contrastare la perdita d’aria della gomma e consente di mantenere più a lungo la pressione interna ottimale e costante, con effetti benefici sui consumi, a patto che la gomma sia correttamente gonfiata e dunque possa rotolare generando meno attrito a terra.

La politica ambientale

Nel Corporate Social Responsibility sono elencati tutti gli obiettivi prefissati in ambito ambientale e sociale, oltre alle attività messe in atto per raggiungerli. Attraverso una produzione a impatto zero, un costante e completo riciclo degli scarti e l’utilizzo di materie prime ecocompatibili per la produzione dei pneumatici, Yokohama vuole dare il proprio contributo per combattere il riscaldamento globale e proteggere così l’ambiente. Attraverso il progetto “Forever Forest”, la casa madre promuove anche la piantumazione di arbusti e sementi presso le aree adiacenti le proprie fabbriche, con il fine di compensare le emissioni.


ViabilitĂ in cantiere La variante Morbegno

La realizzazione di un’importante infrastruttura viaria in Valtellina, ha previsto accurati controlli e ispezioni sulle strutture in acciaio di una serie di viadotti. In prima linea una squadra di piattaforme aeree e sollevatori telescopici Nacanco.

Lavori ad alta quota 54

CSC settembre 2013


Viabilità in cantiere La variante Morbegno

progetto principale. Il tratto in variante fra l’inizio della SS 38 - dove è situato lo svincolo di Fuentes con la Strada Statale 36 - e la periferia est di Morbegno, è costituito da una tratta prevista con due corsie per senso di marcia che raggiunge il successivo svincolo di Cosio. Su tale tracciato è stata prevista la realizzazione di cinque viadotti. L’importanza delle strutture e i carichi di esercizio coinvolti hanno comportato uno scrupoloso controllo sia dell’integrità delle stesse che della loro adeguata messa in opera. A essere soggette a verifica sono state in particolare le saldature delle strutture in acciaio, realizzate in officina e quindi rigorosamente controllate dopo il varo.

Le macchine in cantiere

L

a Strada Statale 38 dello Stelvio rappresenta la principale arteria di transito in Valtellina e un collegamento importante anche in Val Venosta a causa dei numerosi centri abitati collocati lungo il suo tracciato. La sua importanza strategica ha dato origine sin dai primi anni ‘80 a una serie di importanti interventi volti a ridisegnarne il percorso, adeguandolo alle crescenti esigenze viabilistiche, in particolare attraverso la realizzazione di una serie di varianti con caratteristiche di superstrada che, a seconda dei tratti, si differenziano tipologicamente in strade extraurbane principali e strade a scorrimento veloce. La Variante di Morbegno, uno dei tronconi più strategici del tracciato – basti pensare che l’importo ammonta a 165 milioni di euro – è stata realizzata in stralcio al

Ed è proprio in questa fase che sono state coinvolte le macchine Nacanco, tra numerosi modelli di piattaforme semoventi aeree da 15 a 20 metri di altezza massima di lavoro e sollevatori telescopici. L’altezza da terra delle strutture in acciaio rendeva infatti necessario l’utilizzo di mezzi di sollevamento in grado di raggiungere le quote richieste consentendo parallelamente agli operatori l’espletamento di tutte le operazioni di controllo visivo e radiografico prestabilite, nonché gli eventuali piccoli ripristini richiesti e le operazioni di pulizia finale. Più in dettaglio, sono state utilizzate 19 macchine di Nacanco: 15 articolate diesel da 18 metri di altezza di lavoro, 1 sollevatore telescopico da 16 metri, 1 sollevatore telescopico rotativo da 18 metri e 2 telescopiche diesel da 16 metri di altezza di lavoro. L’efficacia operativa delle piattaforme utilizzate, nonché la loro capacità di muo-

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CSC settembre 2013

versi agevolmente anche sugli accidentati terreni del cantiere, hanno consentito di portare a termine tali compiti con rapidità ed efficienza. Particolarmente importante in questa commessa è stata la possibilità di disporre di macchine non solo efficienti, ma anche in numero adeguato e in tempi rapidi, condizione soddisfatta da Nacanco grazie a un parco macchine importante nel panorama del noleggio per quanto riguarda disponibilità di mezzi e aggiornamento della gamma. CSC


L'esperto della strada Sicurezza stradale

Il sorpasso È la manovra che, forse più di tutte le altre, deve essere fatta in estrema sicurezza. Facendo riferimento a un fatto realmente accaduto, il nostro esperto ci spiega a che cosa si può andare incontro - dal punto di vista legale in caso di sorpasso azzardato.

L

a Corte di Cassazione sezione IV penale, con la sentenza del 30 maggio 2013 n. 23356, ha smentito quanto stabilito, in prima battuta, da un Giudice di Pace. Ma l’esame della documentazione e dei rilievi svolti in occasione dell’incidente, hanno nuovamente cambiato lo scenario. Con l’aiuto della documentazione legale, ricostruiamo l’accaduto.

autocarro che lo precedeva, in tratto di strada in cui tale manovra era vietata dalla segnaletica orizzontale e a causa della velocità di 75 km/h, pertanto superiore a quella imposta di 60 km/h e comunque non adeguata alle condizioni di visibilità e di luogo, andava a collidere con il motocarro, che stava effettuando una regolare manovra di svolta a sinistra.

La posizione del tribunale

L´imputato ha deciso di ricorrere per cassazione, poiché a suo avviso il Tribunale ha travisato gi atti di causa. Dall´elaborato del CTU, infatti, emerge che la linea di mezzeria nel tratto interessato al sinistro era discontinua e pertanto, la manovra di sorpasso era consentita. Anche in ordine al limite di velocità, assume che sia stato indicato il limite di 60 km/h mentre né il perito né il verbale fanno menzione di un limite diverso dai 90 km/h. Quanto

(omissis) veniva giudicato dal Giudice di Pace di Gubbio responsabile delle lesioni patite da (omissis) in occasione del sinistro stradale verificatosi il 9.10.2004. In pratica, l’imputato veniva condannato alla pena di euro 350 per il reato di cui all´art. 590 del codice penale. Secondo l´accertamento eseguito, il (omissis), alla guida di un potente motoveicolo, operava una manovra di sorpasso di un

Il ricorso

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CSC settembre 2013

di Girolamo Simonato

alla velocità mantenuta accertata dai giudici di merito in 75 km/h, il ricorrente lamenta che la Corte di Appello non ha considerato che le valutazioni del perito sono state condotte sulla base dell’osservazione di un veicolo cui mancavano parti essenziali all´accertamento; che il CT di parte ha determinato la velocità in 50-55 km/h; che il verbale di contestazione della violazione dell´art. 141 C.d.S. venne annullato dal Giudice di pace; che la velocità appena indicata era compatibile con quanto riferito dal teste, conducente dell’autocarro che seguiva il veicolo condotto dal (omissis) e precedeva il centauro. Infine, censura la decisione impugnata in quanto incorsa in contraddittorietà laddove afferma al contempo che la visuale del (omissis) era ostruita dall’autocarro condotto dal (omissis) e che il motociclista si era avveduto della manovra di svolta eseguita dal (omissis). E ciò in contrasto anche con quanto asserito dal perito, dettosi impossibilitato a definire la posizione del motociclo rispetto all’autocarro nel momento in cui il motocarro uscì dal cono d’ombra. Neppure dall’ipotizzato rallentamento dell’autocarro il (omissis) avrebbe potuto dedurre la manovra del (omissis)., atteso che egli avrebbe potuto interpretare quel rallentamento come manovra di agevolazione del sorpasso intrapreso dal centauro. Il carattere repentino e scorretto della manovra operata dal (omissis) ha reso inevitabile l’urto. La Corte di Appello ha invece omesso di valutare la prevedibilità e l´evitabilità dell’evento, compiendo invece una valutazione ex post. Chiede l’annulla-


L'esperto della strada Sicurezza stradale mento della sentenza impugnata per essere estinto il reato per prescrizione.

In conclusione

In via preliminare deve essere esplicitato che il reato ascritto è prescritto. Il termine di prescrizione è pari a anni sette e mesi sei, risulta quindi decorso il termine di prescrizione con lo spirare del 9.4.2012. Non emergendo in atti elementi evidenti di irresponsabilità del condannato, deve pronunciarsi l´annullamento della sentenza, senza rinvio. In tema di declaratoria di estinzione del reato, infatti, l´art. 578 cod. proc. pen. prevede che il giudice d´appello o la Corte di Cassazione, sono tenuti a decidere sull´impugnazione agli effetti dei capi della sentenza che concernano gli interessi civili; al fine di tale decisione i motivi di impugnazione proposti dall´imputato devono essere esaminati compiutamente. È da osservare, quanto al primo motivo di ricorso, che la segnalata volontà del (omissis) di procedere a remissione della querela non si è tradotta in atto, come precisato dal difensore comparso all’udienza. Per quanto concerne i motivi ulteriormente articolati, essi si compendiano da un canto nella censura della ricostruzione del fatto operata dai giudici di merito, dall´altro nella evocazione di un vizio per travisamento della prova. Tal ultimo rilie-

Le regole per sorpassare Secondo l’articolo 148 del Decreto Legislativo 285/92, Il conducente che intende sorpassare deve verificare che:  la visibilità sia tale da consentire la manovra e che la stessa possa compiersi senza costituire pericolo o intralcio;  il conducente che lo precede nella stessa corsia non abbia segnalato di voler compiere analoga manovra;  nessun conducente che segue sulla stessa carreggiata o semicarreggiata, ovvero sulla corsia immediatamente alla propria sinistra, qualora la carreggiata o semicarreggiata siano suddivise in corsie, abbia iniziato il sorpasso;  la strada sia libera per uno spazio tale da consentire la completa esecuzione del sorpasso, tenuto anche conto della differenza tra la propria velocità e quella dell’utente da sorpassare, nonché della presenza di utenti che sopraggiungono dalla direzione contraria o che precedono l’utente da sorpassare.

vo, tuttavia, non è assistito dalla allegazione degli atti del procedimento dai quali dovrebbe risultare l´errore del decidente nella identificazione del significante. Si tratta, quindi, di un ricorso per tale aspetto non autosufficiente. Le ulteriori censure, per contro, risultano soltanto infondate. Il giudizio della Corte di Appello, per la quale la ricostruzione dell´accaduto operata dal giudice di primo grado è coerente al dati processuali, appare immune dai vizi motivazionali rilevati dal ricorrente. Ma tanto significa proporre una ricostruzione alternativa. Vale ricordare che compito della Corte non è di ripetere l´esperienza conoscitiva del Giudice di merito, bensì di verificare se il ricorente sia riuscito a dimostrare, l´incompiutezza strutturale della motivazione della Corte di merito; incompiutezza che derivi dalla presenza di argomenti viziati, oppure dall´aver assunto dati inconciliabili con atti del processo. La Corte di Appello ha dato atto che dalla documentazione fotografica in atto e dalla deposizione del (omissis) emerge che la linea di mezzeria in prossimità del punto d’urto tra i veicoli era continua: discontinua sino a dodici metri dal punto d’urto, essa diveniva continua a cinque metri da tal punto. Il ricorrente asserisce che in realtà la linea di mezzeria era doppia e continua solo nella corsia di marcia opposta a quella percorsa tanto dal (omissis) che dal (omissis): si tratta di un’affermazione non considerabile. La Corte territoriale ha anche ribadito la violazione del limite di velocità da parte dell’imputato. Lo ha fatto sulla scorta della testimonianza del (omissis). Il ricorrente asserisce che il perito non ha dato alcuna indicazione sulla velocità consentita nel tratto di strada in questione e che anche il CTU aveva segnalato l´assenza di segnaletica di velocità. Ma il rilievo non evidenzia l´eventuale incompatibilità tra quanto asserito dal (omissis) e la affermata assenza di segnaletica; di talché esso non risulta in grado di inficiare l´assunzione della testimonianza a base dell´accertamento processuale. In ordine alla velocità del motociclo, che la Corte di Appello ha ritenuto accertata attraverso le indagini tecniche del perito, assume il ricorrente che lo stato dei veicoli a distanza di notevole tempo dal fatto doveva essere preso in esame dal decidente nella valutazione della attendibilità del giudizio espresso dal perito. Risalta, al riguardo, l´aspecificità del rilievo, che non perviene alla dimostrazione della erroneità delle conclusioni dell´esperto. Nel caso di specie,

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peraltro, ogni indugio sulla velocità mantenuta dal (omissis) (annullamento del verbale di contestazione della violazione dell´art. 141 C.d.S.; compatibilità della testimonianza del (omissis) con una più bassa velocità del centauro) è superfluo, posto che la Corte di Appello ha ritenuto di fondare il proprio giudizio non solo su quella ma altresì sul fatto che il sorpasso venne eseguito in un tratto di strada in cui questo non era consentito. Quanto al profilo soggettivo, che il ricorrente esclude assumendo che la Corte di Appello ha errato nel ritenere che il motocarro fosse avvistabile preventivamente e tempestivamente ed altresì che la manovra di svolta da questo intrapreso fosse prevedibile, effettivamente la motivazione resa dal giudice di secondo grado non è esattamente lineare. La Corte di Appello ha affermato, in passaggi ravvicinati, che la presenza dell´autocarro ostruiva la visuale al (omissis) ed anche che questi poteva percepire la manovra di svolta. Ma siffatta incongruenza non travolge il giudizio sulla prevedibilità ed evitabilità dell´evento. Proprio il fatto che il prevenuto avesse la visuale fortemente ridotta dalla sagoma dell´autocarro che lo precedeva e la circostanza della presenza di una linea di mezzeria continua rendevano prevedibile che dinanzi all´autocarro procedessero veicoli ancorché non visibili; e che quindi le loro manovre non potessero essere percepite tempestivamente. La Corte ha affermato in una pronuncia risalente, ma ancora del tutto condivisibile, che in tema di circolazione stradale, perché la manovra di sorpasso possa dirsi corretta, è necessario che chi la pone in essere abbia a disposizione, fra l´altro, visibilità idonea e spazio sufficiente, dovendosi intendere, quanto alla prima delle surriferite condizioni, che non sussistano ostacoli sulla direttrice di marcia per un tratto tale che consenta di effettuare la manovra di sorpasso in condizioni di sicurezza e cioè in modo che il conducente che sorpassa non debba trovare impedimenti al normale compimento della manovra (Sez. 4, n. 16404 del 16/10/1990 – dep. 13/12/1990, Del Monte, Rv. 185999). Sotto diverso ma contiguo profilo, che il (omissis) non abbia eseguito in modo repentino ed inopinato la manovra di svolta a sinistra è stato accertato dai giudici di merito e tale giudizio, sorretto da adeguata motivazione. In conclusione, la sentenza impugnata va annullata senza rinvio agli effetti penali, fermi restando gli effetti civili della condanna pronunciata dal giudici di merito. 


Rubrica legale Risarcimento danni Ora c’è anche la sentenza: la Società Autostrade deve rispondere del danno subito da un’automobilista che, rimasta in panne, ha attraversato il guardrail autostradale ed è precipitata in un viadotto. Nonostante sia in vigore il divieto di attraversare la carreggiata, il pericolo deve comunque essere segnalato.

Quando l'indennizzo è dovuto di Girolamo Simonato

I

l lasciare non protetto il parapetto di una strada che risulti facilmente accessibile e superabile dagli utenti, in un punto in cui la situazione dei luoghi sia tale da trarre in inganno, inducendo gli utenti a confidare di tro-

varsi sul suolo, mentre la corsia corre su di un ponte e al di sotto c’è il vuoto, costituisce manifestazione di negligenza rilevante anche ai sensi dell‘art. 2043 del codice civile. In pratica, si configura una situazione potenzialmente pericolosa.

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Il fatto

Un’automobilista, rimasta senza carburante, aveva fermato l’automobile su di una piazzola di sosta dell’autostrada, e, avvalendosi del passaggio offerto da altro automobilista, aveva raggiunto l’area


Rubrica legale Risarcimento danni di servizio situata nella carreggiata opposta. Sulla via del ritorno, attraversata a piedi la prima carreggiata, nello scavalcare il guardrail era precipitata nel vuoto fra le due carreggiate, non avendo percepito nel buio di trovarsi sopra un viadotto. L’automobilista ha riportato lesioni gravissime, con invalidità permanente del 100%. Ha pertanto fatto domanda di risarcimento danni contro Autostrade SpA, assumendo che lo stato dei luoghi era tale da trarre in inganno, in quanto non era percepibile né segnalato il fatto che le due carreggiate correvano separatamente, e non era stato frapposto alcun riparo in corrispondenza del guard-rail.

La sentenza e le motivazioni

A seguito di questo fatto è interessante la pronuncia della Suprema Corte in tema di responsabilità del gestore autostradale. Con la sentenza n. 15302 del 19.6.2013, la terza sezione civile della Corte di Cassazione ha annullato la sentenza della Corte d’Appello di Trieste che aveva rigettato la richiesta danni della donna precipitata nello spazio vuoto tra una carreggiata e l’altra di un viadotto autostradale. Il ragionamento della corte di merito è semplice: la donna non poteva attraversare le carreggiate a piedi, è vietato. Quindi il volo dal viadotto, conclusosi con gravi lesioni, è stato causato dal suo comportamento imprudente e il gestore dell’autostrada non può risponderne. Un ragionamento semplice appunto, ma forse troppo, almeno così hanno sentenziato gli “Ermellini”, che hanno accolto il ricorso della danneggiata per difetto di motivazione della sentenza impugnata. Non basta, insomma, dire alla donna precipitata: “non potevi e non dovevi attraversare, quindi è colpa tua”. Gli “Ermellini” osservano che il comportamento della ricorrente è stato indubbiamente anomalo e gravemente imprudente. Ma altro è l’accertamento di una colpa così grave da potersi ritenere causa esclusiva e assorbente del sinistro rispetto alla responsabilità del gestore dell’autostrada. Occorreva invece specificamente accertare se fosse addebitabile anche a

quest’ultimo una responsabilità, anche ai sensi dell’art. 2043 codice civile, per non avere adottato le misure idonee a impedire modalità di utilizzazione del bene particolarmente rischiose (cfr. diffusamente, sul tema, Cass. Civ. Sez. 3, 6 luglio 2006 n. 15383). Del resto, la conformità dell’opera alle leggi e alla tecnica costruttiva non vale a escludere ogni responsabilità del proprietario o del gestore qualora, nonostante una tale conformità, l’opera presenti insidie o pericoli per l’utilizzatore (cfr., fra le altre, Cass. Civ. Sez. 3, 11 novembre 2011 n. 23562). E va altresì ribadito che la responsabilità del gestore può sussistere anche a fronte di modalità di utilizzazione improprie o colpose. In linea di principio - osserva il Collegio - le strutture che affacciano sul vuoto e che sono liberamente accessibili dal pubblico devono essere protette, anche

È vero che gli utenti della strada spesso hanno comportamenti imprudenti. Ma - osserva il Collegio le strutture che affacciano sul vuoto e che sono liberamente accessibili dal pubblico devono essere protette, anche e proprio in previsione di comportamenti inconsulti o colposi. e proprio in previsione di comportamenti inconsulti o colposi degli utenti. L’individuazione delle misure esigibili e la valutazione comparativa delle rispettive responsabilità va condotta sulla base di vari parametri, quali il grado di prevedibilità dei comportamenti temerari o pericolosi, la loro frequenza e la maggiore o minore facilità di compierli; la natura e la praticabilità delle misure di prevenzione e l’entità degli oneri - tecnici, economici e di ogni genere - inerenti alla loro adozione: circostanze queste da valutare comparativamente con la gravità dei danni che si possono verificare ove tali misure non vengano adottate. La circostanza che gli utenti di un’autostrada si trovino a dover oltrepassare il guard-rail - anche di notte e sulla corsia di sinistra - è tutt’altro che remota e talvolta può costituire addirittura una

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necessità o una misura prudenziale (si pensi alla sosta obbligata per un incidente o per altra causa, e alla necessità dell’automobilista di sottrarsi al rischio di ulteriori tamponamenti a tergo). Se pertanto al di là di un parapetto agevolmente superabile vi sia il vuoto, occorre che gli utenti ne siano in qualche modo avvertiti, o che il pericolo sia inequivocabilmente percepibile in ogni situazione in cui la strada sia praticabile (di giorno, di notte, con il sole o con la nebbia).

Risarcimento per fatto illecito

“Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”, perché consiste nella mancata adozione di ogni elementare misura precauzionale in situazione in cui, si ripete, l’utente potrebbe trovarsi a dover superare la barriera anche per necessità e in condizioni di scarsa visibilità. Un passaggio della sentenza importante è quando afferma che facendo uso della normale diligenza, il giudizio di responsabilità a carico della danneggiata doveva essere formulato tenendo conto di ciò che essa poteva e doveva conoscere, prevedere ed evitare, nel momento in cui ha tento lo specifico comportamento. Non a caso gli “Ermellini” sottolineano che sì, la donna aveva tenuto una condotta vietatissima, ma l’incidente non era avvenuto perché quella aveva attraversato, ma bensì perchè la stessa aveva ritenuto fruibile uno spazio che poteva sembrarlo, infatti, si legge che al di là del parapetto agevolmente superabile vi sia il vuoto, occorre che gli utenti ne siano in qualche modo avvertiti, o che il pericolo sia inequivocabilmente percepibile in ogni situazione in cui la strada sia praticabile. Certo non si può ignorare l’incidenza del comportamento imprudente della danneggiata, ma nemmeno considerarlo come l‘unica causa dell’evento. Bene hanno fatto i giudici a rinviare alla Corte d’appello di Trieste. È vero che spesso da parte degli utenti della strada regna l’imprudenza e la superficialità, la ma sicurezza stradale, anche in casi analoghi deve essere sempre il fattore primario. 


Fiere ECOMONDO 2013

In autunno, tutti a Rimini Dal 6 al 9 novembre, la 17esima edizione di Ecomondo. Un traguardo importante, che la dice lunga sul radicamento della manifestazione diventata fiera di riferimento per tutto il comparto del recupero dei materiali e dello sviluppo sostenibile, coinvolgendo fortemente anche i settori trasporti e costruzioni.

C

ominciamo subito con un’anteprima: Rimini Fiera SpA ha stretto una partnership strategica con H2Roma che si trasferisce nel quartiere fieristico riminese dal prossimo novembre, ossia dal 6 al 9, in contemporanea a Ecomondo, dando vita a H2R – Mobility for Sustainability che richiama nella erre del naming la continuità tra la precedente location e quella di Rimini. L’evento, che si svilupperà nel cuore di Rimini Fiera, cioè nella hall centrale, rappresenterà un connubio fra ricerca, industria e istituzioni per conoscere tecnologie e soluzioni innovative utili a ridurre l’impatto ambientale della circolazione. La manifestazione accoglierà appassionati ed esperti, ricercatori e manager. A tema motori e fonti rinnovabili, energia e mobilità davanti al cambiamento.

Inoltre, Ecomondo offrirà grande visibilità a un gradito ritorno, quello di Sal.Ve, il salone dei veicoli ecologici nato dalla collaborazione con ANFIA, che metterà sotto i riflettori le novità della raccolta e del trasporto proposte dai grandi produttori. Da non dimenticare Inertech, il "Salone sul riciclaggio nel mondo delle costruzioni". Un progetto verticale dedicato al riciclaggio dei materiali da “costruzioni e demolizioni” e stradali e al loro reimpiego. Inertech punta quest'anno ad accrescere la propria posizione di nicchia nel mercato italiano e di vetrina privilegiata per il mercato estero, forte di nuovi accordi instaurati con le Associazioni di categoria Ascomac (CantierMacchine) - Unacea - Finco e con le aziende leader del settore movimento terra e frantumazione, attrezzature per la demolizione, impianti per il riciclaggio degli inerti, com-

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ponentistica, impianti e attrezzature per il riciclaggio del conglomerato bituminoso che ne hanno riconosciuto qualità e valore. Hanno già confermato la loro presenza aziende leader CGT - COMPAGNIA GENERALE TRASPORTI, LIEBHERR, MANITOU, ATLAS MACHINEN, VOLVO, MIDI EUROPE e JCB. Ecomondo 2013 andrà a valorizzare ancor più il suo core business, esaltando l’utilizzo del rifiuto come risorsa, in linea con le direttive europee. Darà spazio ai progetti più innovativi per le aree urbane, con un occhio particolarmente attento al risparmio energetico, grazie al progetto della Città Sostenibile. E poi focus sul ciclo completo dell’acqua, sviluppato e rilanciato con un progetto verticale che mira a coinvolgere le associazioni del Bacino del Mediterraneo e consacrazione del filone della chimica sostenibile, grazie alle collaborazioni con Novamont, ENI/Versalis e Federchimica. Last but not least, decisiva attenzione all’internazionalità, per soddisfare le richieste degli operatori: non a caso la kermesse riminese sarà alle principali fiere internazionali di settore, a Istanbul come a Mosca. Ecomondo negli anni è cresciuta con un obiettivo: offrire ai propri visitatori una panoramica a 360 gradi su tutto l’universo della sostenibilità. Ecco perché ha sviluppato nuovi filoni espositivi che, via via, sono cresciuti fino a divenire manifestazioni autonome, anche se sempre svolte in contemporanea. E’ il caso di Key Energy, fiera internazionale per l’energia e la mobilità sostenibili, che quest’anno celebra la settima edizione e che – grazie all’accordo con Anev - si arricchirà della nuova sezione Key Wind, dedicata alle imprese del settore eolico, e di CooperAmbiente, fiera dell’offerta cooperativa di energia e servizi per l’ambiente, di Legacoop. 


Fiere Fiere SMOPYC 2014

. È iniziato il countdown A Saragozza, dall’1 al 5 aprile, andrà in scena la sedicesima edizione di Smopyc. Per gli addetti ai lavori del settore construction e dei lavori pubblici, l’appuntamento è d’obbligo.

V

a in scena da quarant’anni, per essere precisi dal 1975. Si tratta di un incontro triennale, una vetrina importante per gli operatori del settore delle costruzioni e per chi lavora nell’ambito del lavori pubblici. L'evento è sostenuto anche dalla principali associazioni del settore. Stiamo parlando di SMOPYC, l’evento internazionale che, oltre alle macchine in bella mostra, metterà in programma anche importanti incontri e riunioni d'affari di alto livello. Quest’anno l’appuntamento è programmato dal primo al cinque aprile. Il luogo è Saragozza, come sempre.

L’ultima edizione 2011

L’ultima edizione di SMOPYC risale ad aprile 2011 e, nonostante la crisi, è stata comunque un’edizione importante, di

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CSC settembre 2013

grande stimolo per i professionisti del settore. Erano infatti presenti 34 paesi di tutti e cinque i continenti. Anche l’edizione 2014 punta molto sull’internazionalizzazione.

14mila metri quadrati di aree coperte, a cui si aggiungono l'area esterna e l'area demo, per un totale di 300mila metri quadrati. Sono infatti attese centinaia di aziende provenienti da tutti i settori e sottosettori legati alle costruzioni e ai lavori pubblici internazionali. Dal 1 al 5 aprile dell'anno prossimo, dunque, l’appuntamento con le macchine più innovative, le nuove apparecchiature e le novità del settore è al Centro Esposizioni di Saragozza. CSC


CSC Agenda

SAIE 2013 ere! erd da

p n no

(Bologna, SAIE 2012)

CAMION RADUNO B&B SMART SOURCING & SUPPLY MANAGEMENT EDILTEK MACFRUT OIL&NONOIL SAIE

7-8 settembre 10 - 12 settembre 20 - 22 settembre 25 - 27 settembre 9 - 10 ottobre 16-19 ottobre

Grisignano di Zocco (VI) Italia

RADUNO DI CAMION

338-9553878 belliebudelli@libero.it

Malpensafiere Busto Arsizio (VA) Italia

LOGISTICA, TRASPORTI, SERVIZI MACCHINE ATTREZZATURE PER EDILIZIA, COSTRUZIONI

Cesena - Italia

LOGISTICA, DISTRIBUZIONE

www.macfrut.com

Roma - Italia

DISTRIBUZIONE CARBURANTI

www.oilnonoil.it

Bologna - Italia

MACCHINE E ATTREZZATURE PER L’EDILIZIA, COSTRUZIONI

www.saie.bolognafiere.it

Johannesburg - Sudafrica

31 ottobre

dalle ore 16:00 alle ore 22:00

1° novembre

dalle ore 08:00 alle ore 22:00

20 dicembre

dalle ore 16:00 alle ore 22:00

21 dicembre

dalle ore 08:00 alle ore 14:00

25 dicembre

dalle ore 08:00 alle ore 22:00

26 dicembre

dalle ore 08:00 alle ore 22:00

www.smartprocurementworld.com www.ediltek.info

Occhio ai divieti!

Tutte le domeniche dei mesi di ottobre, novembre e dicembre Tutte le domeniche dei mesi di luglio, agosto e settembre

dalle ore 08:00 alle ore 22:00 dalle ore 07:00 alle ore 24:00

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CSC settembre 2013


*Per partecipare alle prove su pista, è obbligatorio effettuare la registrazione sul sito ufficiale www.truckemotion.it


CSC Costi fissi

Quanto mi costi? Ecco i costi medi del carburante per chilometro di percorrenza aggiornati a luglio 2013. oltre 500 km

da 351 a 500 km

da 251 a 350 km

da 151 a 250 km

da 101 a 150 km

0,134 22,000 24,396

0,134 23,611 21,320

0,134 18,103 19,410

0,134 16,174 17,897

0,134 13,762 14,582

VEICOLO DI MASSA COMPLESSIVA A PIENO CARICO NON SUPERIORE ALLE 3,5 TONNELLATE costo km carburante incidenza carburante * incidenza carburante **

VEICOLO GENERICO DI MASSA COMPLESSIVA A PIENO CARICO DA 3,5 A 7,5 TONNELLATE costo km carburante incidenza carburante * incidenza carburante **

0,192 25,864 28,988

0,192 23,440 26,334

0,192 20,239 22,624

0,192 18,677 20,915

0,192 15,518 17,497

VEICOLO GENERICO, DI MASSA COMPLESSIVA A PIENO CARICO SUPERIORE ALLE 7,5 TON. E PARI O INFERIORE ALLE 11,5 TON. costo km carburante 0,205 0,205 0,205 0,205 0,205 incidenza carburante * 24,767 22,813 19,767 17,961 15,009 incidenza carburante ** 27,784 25,665 22,350 20,266 16,857 VEICOLO GENERICO, DI MASSA COMPLESSIVA A PIENO CARICO SUPERIORE ALLE 11,5 TON. E PARI O INFERIORE ALLE 26 TON. costo km carburante 0,251 0,251 0,251 0,251 0,251 incidenza carburante * 25,432 23,611 20,795 19,086 15,903 incidenza carburante ** 28,954 26,902 23,524 21,544 17,824 VEICOLO GENERICO DI MASSA COMPLESSIVA A PIENO CARICO SUPERIORE A 26 TONNELLATE costo km carburante 0,376 0,376 0,376 0,376 0,376 incidenza carburante * 30,788 28,704 23,186 21,103 19,689 incidenza carburante ** 34,771 32,412 26,260 23,769 22,119 VEICOLI DI MASSA COMPLESSIVA A PIENO CARICO SUPERIORE A 26 TON. TRASPORTO CISTERNATO ADR. costo km carburante incidenza carburante * incidenza carburante **

0,376 27,873 31,357

0,376 24,657 27,748

0,376 22,058 24,822

0,376 20,125 22,535

VEICOLI DI MASSA COMPLESSIVA A PIENO CARICO SUPERIORE A 26 TON. TRASPORTO CISTERNATO ALIMENTARE costo km carburante 0,376 0,376 0,376 0,376 incidenza carburante * 27,668 24,576 22,058 20,071 incidenza carburante ** 31,098 27,646 24,822 22,468

0,376 18,661 20,946 0,376 16,533 18,302

VEICOLI DI MASSA COMPLESSIVA A PIENO CARICO SUPERIORE A 26 TON. TRASPORTO LEGANTI IDRAULICI SFUSI IN CISTERNA costo km carburante 0,376 0,376 0,376 0,376 0,376 incidenza carburante * 28,649 25,471 23,126 21,340 17,038 incidenza carburante ** 32,343 28,783 26,182 24,070 19,213 VEICOLI DI MASSA COMPLESSIVA A PIENO CARICO SUPERIORE A 26 TON. TRASPORTO MANGIMI IN CISTERNA costo km carburante 0,376 0,376 0,376 0,376 0,376 incidenza carburante * 28,869 25,645 23,269 21,462 17,116 incidenza carburante ** 32,623 29,004 26,366 24,225 19,312

VEICOLI DI MASSA COMPLESSIVA A PIENO CARICO SUPERIORE A 26 TON. TRASPORTO COLLETTAME E MESSAGGERIE costo km carburante 0,376 0,376 0,376 0,376 0,376 incidenza carburante * 32,944 30,720 27,409 25,354 21,389 incidenza carburante ** 37,175 34,684 30,770 28,633 24,132 VEICOLO DI MASSA SUPERIORE A 26 TON, ALLESTITO CON CELLA FRIGORIFERA ED IMPIANTO DI REFRIGERAZIONE, PER TRASPORTO IN ATP costo km carburante 0,376 0,376 0,376 0,376 0,376 incidenza carburante * 26,681 24,000 22,487 21,133 18,258 incidenza carburante ** 30,095 27,112 25,367 23,806 20,894 VEICOLO DI MASSA SUPERIORE A 26 TON, ALLESTITO CON CISTERNA PER TRASPORTO PRODOTTI PETROLIFERI costo km carburante 0,376 0,376 0,376 0,376 0,376 incidenza carburante * 0,253 0,225 0,211 0,172 0,149 incidenza carburante ** 0,286 0,254 0,238 0,192 0,167 VEICOLO DI MASSA COMPLESSIVA A PIENO CARICO SUPERIORE A 26 TONNELLATE, ALLESTITO CON CASSONE RIBALTABILE costo km carburante 0,376 0,376 0,376 0,376 0,376 incidenza carburante * 29,511 25,621 24,566 21,185 15,684 incidenza carburante ** 33,444 28,753 27,633 23,722 17,673 COMPLESSI VEICOLARI DI MASSA COMPLESSIVA A PIENO CARICO SUPERIORE A 26 TON. SOLA TRAZIONE DI SEMIRIMORCHIO ADIBITO A TRASPORTI IN "ADR" costo km carburante incidenza carburante

0,376 35,688

0,376 34,982

0,376 32,769

* costo km di impresa di autotrasporto in conto di terzi. ** costo km di impresa di autotrasporto in conto di terzi che effettui servizi di trasporto per conto di altra impresa anch'essa iscritta all'Albo degli Autotrasportatori.

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CSC settembre 2013

0,376 27,803

0,376 23,425

costo carburante per km ______________ incidenza = x 100 altri costi+ costo carburante per km


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Telefono

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023520291 051599314 0554203200 0765459210 0776308200 08175081125 800290092 0119183993 023520291 0458672200 0415497118 0432925360 0113814401 0113814401 0119713198 0289200420 0104104210 023520291 010410421 023520291 0104104210 018307330 0554203200 0104104210 0584909401-2 0586784250 0765459210 051599314 840042121 051599314 0859599211 0805065224 052159613790 0776308200 0805065224 0903711277 091379111 0903711277 0141946160 0141946160 0461212851 0432274314 064111621 064111621 0104104210 0432274314 0432925360 840042121 0776308200 0458672200 0122621755

AUTOSTRADA FERROVIARIA ALPINA 10136 Torino (TO) Via Rovereto 14 BRENNERO TRASPORTO ROTAIA 39100 Bolzano (BZ) Via Brennero 7 CEMAT 20159 Milano Via Valtellina 5/7 CENTRO INTERMODALE ADRIATICO 30175 Venezia (VE) Via Elettricità 21 CIM 28100 Novara (NO) Via Panseri 118 DB SCHENKER ITALIA 20124 Milano (MI) Via Pisani Vittor 8 EUROGATEWAY 28100 Novara (NO) Via Bovio Giovanni 42 FERNETTI 34016 Monrupino (TS) 1 Autoporto di Fernetti GESTIONE SERVIZI INTERPORTO 40010 Bentivoglio (BO) Località Interporto Centro Doganale 1 HUPAC 21052 Busto Arsizio (VA) Via Dogana 8/10 INRAIL 33018 Tarvisio (UD) Via Stazione 24 INTERPORTO CERVIGNANO DEL FRIULI 33052 Cervignano Del Friuli (UD) Viale Venezia 23 INTERPORTO MARCHE 60035 Jesi (AN) V. Coppetella 4 INTERPORTO SUD EUROPA 81024 Maddaloni (CE) Via Ficucella INTERPORTO TOSCANA CENTRALE 59100 Prato (PO) 4, Via Di Gonfienti QUADRANTE EUROPA 37137 Verona (VR) Via Sommacampagna 30 RAIL TRACTION COMPANY 37137 Verona (VR) Via Sommacampagna 32 RAILOG 00040 Pomezia (RM) Via Della Zoologia 17 S.I.T.F.A. 10024 Moncalieri (TO) Via Buozzi Bruno 28 SALERNO INTERPORTO 84091 Battipaglia (SA) Via Barassi Snc SNCF FRET ITALIA 10051 Avigliana (TO) Viale Nobel 51 TERMINAL INTERMODALE MORTARA 27036 Mortara (PV) Via Xi Settembre Snc TERMINAL INTERMODALE PIACENZA 29122 Piacenza (PC) Via Strinati Carlo 7/9 TERMINAL RUBIERA 42048 Rubiera (RE) Via Angelo Corradini 14 TRENITALIA CARGO 10024 Moncalieri (TO) Viale Stazione 7

0471324832 0266895.29 0412591136 0321621591 0266713855 0321697090 0402199111 0516650433 0331608540 042840701 0431372316 0731605182 0823200718 0574521257 0458620151 0458622344 069109710 0113233111 0828679704 0119348922 0384299014 0523570094 0522260707 0116402597

polizia stradale

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PUBBLICA EMERGENZA

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Telefono 0113271099

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01156401 0239100274 0461212992 0432578252 0104104212 051575344 0554219032 0862319040 0765459214 0817255111 0805061513 0968417111 113 112 115 117 1515 118

0289200420 0289200420 0289200420 0113814401 0817254211 840042121 840042121 840042121 0415497118 06722911 06722911 0165890411 0165780902 0122901949


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MERCEDES-BENZ

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BKT

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www.newholland.com

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MAN

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io camionista

Storie vere

investire tanti soldi per farla come avrei voluto, non ho potuto rinunciare alle “mie” tendine rosa, molto simili a quelle che ho nella mia casa. Ma questo non vuol dire che io sia una che pensa solo a questo genere di cose: mi interesso di politica, leggo, coltivo un sacco di interessi. Vi starete chiedendo: perché mai questo racconto dovrebbe essere interessante? Perché una camionista scrive a una rivista per raccontare che le piacciono le tendine rosa, nonostante il suo sia un lavoro prettamente maschile? Ve lo dico subito: mi sono decisa a scrivere perché sono stufa di vedere che le donne – e questo accade in tutti i settori!!, tutti i giorni!! – troppo spesso sono trattate male, sono viste come dei giocattoli, dei soprammobili, degli esseri non pensanti. Non è così, e il fatto che siamo in tantissime a guidare i caTra leggenda e realtà, i nostri lettori mion, lo dimostra. Noi non ci facciamo inraccontano le loro avventure timorire da niente e da nessuno, abbiamo sul “bestione” studiato quanto i nostri colleghi uomini per prendere le licenze, abbiamo fatto la stessa fatica e ogni giorno siamo sulla strada insieme a loro, pronte ad affrontare tutti i probleChe cosa spinge una donna a mi. Certo, quando ci fermiamo mettersi al volante di un giNoi non ci facciamo inper le soste talvolta ci sengante della strada? Ah, sapeste timorire da niente e da tiamo un po’ più sole, ma non le volte che me lo sono sentinessuno, abbiamo stuimporta: noi possiamo fare afta chiedere! Eppure io non ho diato quanto i nostri colfidamento sul nostro coraggio, mai avuto dubbi. Anche quando leghi uomini per prendesulle nostre certezze, il noero una bambina, l’ho sempre re le licenze, abbiamo stro sorriso e la nostra posaputo: nonostante mi piacesse sitività. Per concludere, vi fatto la stessa fatica e giocare con le Barbie e con le svelo perché ho sempre voluto ogni giorno siamo sulla bambole, da grande avrei fatto guidare un camion: volevo stastrada insieme a loro, la camionista. re più in alto, ho sempre deLo dico subito: se c’è una cosa pronte ad affrontare tutti siderato un posto privilegiato che mi fa arrabbiare, è l’immai problemi. Certo, quanda cui guardare il mondo. E ginario collettivo che dipinge do ci fermiamo per le come sapete, dalla cabina la le autiste come delle “grezzososte talvolta ci sentiaprospettiva cambia. Anche per ne”. Ma mica è vero e comunmo un po’ più sole, ma noi donne, che siamo e vogliaque non si può e non si deve non importa: possiamo mo essere considerate al pari generalizzare. Prendete me. Io livello dei nostri colleghi. fare affidamento sul noadoro tutto quanto è particoInsomma ragazze, armiamoci di stro coraggio, sulle nolarmente femminile: i colori tanta pazienza e continuiamo a stre certezze, il nostro pastello, i film romantici, le dirlo: W le donne, W le camiocanzoni d’amore, i pizzi e i sorriso e la nostra posiniste! merletti. E la mia cabina parla

Vanessa

RACCONTA

Donne al volante

di me. Anche se non ho potuto

tività.

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CSC settembre 2013

Vanessa


Queste pagine sono vostre !

io camionista

Lettere & Foto

Le lettere del mese Inguaribile ottimista

B

uongiorno a tutti, una domanda per voi. Sono il giovane figlio di un imprenditore che ha lavorato tanto - credetemi - per mettere in piedi quella che oggi è la sua azienda di autotrasporto. Mio padre ha iniziato da zero, facendo l’autista per altri e poi man mano, con tanti sacrifici, ha iniziato a comprare il primo, il secondo, il terzo camion. Nei momenti d’oro è riuscito ad avere una flotta di 40 mezzi. Ora, con la crisi, si è dovuto ridimensionare e siamo a quota 25. Ho ammirato in mio padre la tenacia, e secondo lui io devo perseguire la sua strada, prendere le redini dell’azienda e riportarla al top. Secondo lui ce la posso fare, ma mio padre è anche un ottimista di natura. Secondo voi che avete il polso della situazione? Mirko, provincia di Torino

Caro Mirko, purtroppo non abbiamo la sfera di cristallo e dunque quel che sarà da qui a breve del settore dei trasporti, non riusciamo proprio a dirtelo. Ma anche noi, come tuo padre, siamo degli inguaribili ottimisti e quindi il nostro consiglio è: buttati! Se il settore ti piace, se all’attività di tuo padre ci tieni, allora è giusto provare a perseguire la sua strada. In più noi crediamo che questa crisi non possa durare per sempre, che prima o poi un segnale di ripresa forte e tangibile ci sarà. E i trasporti - vedrai - ripartiranno di slancio insieme all’economia. Da parte nostra, quindi, tutti gli in bocca al lupo del caso! Continua a seguirci e facci sapere di te e della vostra attività di famiglia.

Desidero solo un mezzo nuovo!

B

ello, bellissimo il nuovo Arocs di cui avete pubblicato la prova sul numero di giugno. Ma come si fa, di questi tempi, a valutare un investimento del genere? Vorrei tanto cambiare i miei camion, vorrei vedere viaggiare nei cantieri e nelle cave mezzi nuovi, efficienti, moderni, fiammanti, che diano soddisfazione anche solo a salirci su. Invece no, non possiamo: perché si inventano l’IMU, si inventano nuove tasse, aumenta il carburante e non so nemmeno io quali altre batoste si possono inventare i politici. Io voglio un camion nuovo, non desidero altro e me lo merito!! Gianluca

Caro Gianluca,

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Le cartoline dal raduno di BELLI & BUDELLI (8 giugno)

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> Spediteci le vostre foto, le vostre storie, i ricordi di un viaggio, gli scatti del vostro ‘bestione’, ma anche le segnalazioni dei problemi che affrontate ogni giorno per le strade d’Italia e d’Europa. Raccontateci le vostre impressioni di guida, quello che vi piace dei vostri camion (o quello che non vi piace…), segnalateci le vostre trattorie preferite. > Mandateci pareri e proposte, e domande sulla vostra professione, un team di esperti avvocati e commercialisti è a vostra disposizione, insieme alla Redazione di CSC Trasporti T&T. > Inviate i vostri annunci vendo-compro e se state cercando un lavoro, o avete bisogno di collaboratori, fatecelo sapere! Cercheremo di aiutarvi! Spedite tutto all’indirizzo e-mail csc@edifis.it, o se preferite la vecchia posta a CSC Trasporti Truck&Trailer, viale Coni Zugna 71, 20144 Milano.

hai ragione: Arocs è proprio bello, non c’è che dire. E sono belle tutte le nuove gamme che - con la “scusa” dell’Euro 6 - le case costruttrici stanno mettendo in pista. Siamo d’accordo con te: chi lavora tutto il giorno con serietà e fatica, merita un nuovo mezzo. E lo merita per più motivi: perché è bello e dà soddisfazione salirci, perché lavorare con macchine e veicoli vecchi non è sicuro, perché bisogna anche ripagare gli sforzi delle case costruttrici che, in un momento come questo, stanno investendo moltissimo in tecnologia e in innovazione. Noi ti diamo un consiglio: vai dal tuo concessionario di fiducia e prova a ragionare con lui. Vedrai che una soluzione riuscirete a trovarla, nonostante i tempi non siano dei migliori e nonostante le tasse si facciano sentire. Se ci hai seguito, nei mesi scorsi avrai senz’altro letto che la fine dell’anno si prospetta come un momento favorevole per acquistare gli Euro 5 a prezzi e condizioni interessanti. Tu provaci, vedrai che andrà bene! E naturalmente facci sapere!

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I pannelli per gli open space I pannelli piatti Optima L Canopy, in fibra minerale, a seconda delle dimensioni, forniscono diversi gradi di assorbimento del rumore. Assicurano riflessione della luce e contribuiscono a favorire il risparmio energetico. Sono disponibili in tre diverse dimensioni: 900x1800 mm; 1200x1200 mm e 1200x2400 mm.

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La porta nel portone

Breda propone la porta pedonale inserita nel portone del garage, che permette di entrare nell’abitazione/ufficio senza dover attendere l’apertura completa del portone.

Al lavoro ibero e nel tempo l

Traffico sotto controllo

Gli accessi monitorati Il sistema di controllo degli accessi consente di monitorare i flussi

di persone. BTicino propone una gamma che comprende soluzioni stand alone e centralizzate, che includono lettori di impronte digitali e badge e tastiere codificate a codice numerico.

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iCoyote 6.4 è l’App per sistemi operativi smartphone iOS e Android che permette di evitare il traffico, le ZTL e le multe per eccesso di velocità. È legale e informa in tempo reale dei pericoli presenti sulle strade d’Italia o d’Europa. Per l'abbonamento annuale Europa il costo standard è di 49 €. Prezzo dell’applicazione iCoyote (comprende un periodo di prova di 30 giorni): 1,79 Euro IVA inclusa.

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letti, visti e ascoltati per voi

WARRIOR CATS. Un sentiero pericoloso ArtigliodiTigre, il traditore, è il nuovo leader del Clan della Tenebra. Per il Clan del Tuono è uno shock e per StellaBlu l’ulteriore conferma che il Clan della Stella li ha abbandonati. Una presenza maligna nella foresta semina morte, paura, sospetti e rivalità tra i Clan. CuorediFuoco deve affrontare la minaccia più oscura e pericolosa, per proteggere il suo Clan e tutto quello in cui crede. L’autore è Erin Hunter, che in realtà è lo pseudonimo usato dalle scrittrici Kate Cary (1967, Inghilterra), Cherith Baldry (1947, Lancaster, Inghilterra) e Victoria Holmes (1978, Caracas, Venezuela). La scelta del cognome

Hunter (cacciatore) è un evidente richiamo alla vita dei gatti selvatici con un po’ di autoironia. Ognuna delle autrici impersona un ruolo differente: mentre Holmes delinea la trama di ogni libro, Cary e Baldry scrivono a turno ciascun volume. Sono state ispirate dall’amore per i gatti e dal fascino che esercita su di loro la durezza del mondo selvatico, uniti a un profondo rispetto per la natura, oltre che dalla passione per l’astrologia e i monoliti. I loro scrittori di riferimento appartengono sia al mondo del fantasy, come Tolkien, che del crime, come Patricia Cornwell. Formato 14x21 cm - Pagine 256 - Prezzo 14,90 €

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Midnight in Paris Gil e Inez, una giovane coppia di fidanzati americani, si sono accodati ai genitori di lei, per una breve vacanza a Parigi. Gil è uno sceneggiatore di successo, ma sta faticando non poco per partorire il suo primo romanzo. Una sera che Inez va a ballare con alcuni amici, Gil si concede una passeggiata solitaria per la città e quello che gli succede ha dell’incredibile: si trova catapultato nella Parigi degli Anni Venti con tutto il suo fervore culturale. Farà in modo di prolungare il piacere degli incontri con Hemingway, Scott Fitzgerald, Picasso e tutto il milieu culturale del tempo cercando di fare in modo che il 'miracolo' si ripeta ogni notte. Suscitando così i dubbi del futuro suocero. Genere: comico/commedia Durata: 91 minuti Produzione: Medusa Video Regista: Woody Allen Prezzo: 9,99 €

CSC settembre 2013

Hot Party Summer 2013 Anche se l’estate è finita, un buon compagno di viaggio può essere questa compilation, che certamente farà tornare alla mente i momenti di relax e divertimento vissuti in spiaggia, in discoteca, in auto con gli amici. Sono due CD, per un totale di 36 brani. Gli autori sono internazionali, ma c’è anche una buona rappresentanza italiana, tra cui spiccano Fabri Fibra con Ring Ring, Max Gazzè con Sottocasa, Moreno con Sapore d’estate e Francesco Rossi con Paler Aeroplane. Tra gli altri brani segnaliamo: Bob Sinclar con Summer Moonlight, Ola con I’m in love, Bastille con Pompeii Genere: Pop, Rock internazionale, dance e DJ Prezzo: 15,99 €


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ORIZZONTALI

[1] Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro [4] Ballo di moda negli anni Sessanta [8] Poeta greco nobel nel 1979 [9] Le prime di sbalzare [10] Le estremità dell’hangar [11] Hanno corna palmate [14] Fa parte del Mar Nero [16] Centro tematico nazionale che si occupa di acque interne e marino costiere [18] Un volume voluminoso [20] Una è quella Bissau [21] Si usa per catturare gli animali [23] La sigla dell’armata italiana che fu mandata in Russia [25] Sulle auto di Ravenna [26] La fine di Carmen [27] Di Edipo, mitico eroe di Tebe [30] Ciascuna delle due mezze lune che formano il fondo della botte [31] Nereo che allenò il Milan

VERTIACALI

[1] Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione nel settore agro-forestale [2] Il centro di Chieti [3] Loro altezze [4] Decolorato [5] Iniziali di Ibsen [6] Le prime di assodato [7] Il santo fondatore della scuola di Edessa [11] Il fiume di Riga [12] Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare [13] Interno, intimo a Londra [15] Con Devoto è l’autore di un noto vocabolario [17] Moneta dell’antica Roma [19] Sorta di Mantello femminile [20] Ruminante dell’Himalaya [22] Dei monti dell’Aonia [24] Prefisso che ingrandisce [27] Porcellana in centro [28] Consonanti di Adele [29] Le vocali che stanno in fondo

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ORIZZONTALI

[1] Che si può usare in caso di bisogno [4] La provincia di Cervinia [8] Succede a giugno [9] Vaga in mezzo [10] Le iniziali di Ibsen [11] I più le godono in agosto [14] Un’esclamazione da acrobati [16] Componimento poetico [18] Una pausa scritta [20] Allevatori di somari [21] Associazione sindacale autori ed editori [23] Bagna anche Bayonne [25] Le prime di Pfui [26] Unità tecnica [27] Si tenta di aprirseli nella boscaglia [30] Sovrasta il campanile [31] Il protagonista maschile della Venexiana

VERTICALI

[1] Il padre dei mitici Titani [2] Piallato in centro [3] Affluente della Senna [4] Lega di alluminio, nichel, cobalto e ferro impiegata nella fabbricazione di magneti permanenti [5] Nei porti e nei moli [6] Le prime di sorcio [7] Il Kurosawa regista de “I sette Samurai” [11] Piccolo carnivoro della famiglia dei mustelidi [12] Il teatro di Parma [13] Edward, compositore inglese [15] Antico Cinquantasei [17] La guidò Salan [19] Un verbo del barbiere [20] Associazione italiana professionisti dello spettacolo e della cultura [22] Non oltre [24] L’Uto applaudito violinista [27] Le prime di volentieri [28] In mezzo alla giacca [29] Laggiù in fondo

SUDOKU, le regole per giocare. Riempire le caselle bianche con numeri da 1 a 9, in modo tale che ogni riga, ogni colonna e ogni regione contenga tutte le cifre da 1 a 9, ciascuna una sola volta.

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E F R E M

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A O N I O

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H A K I S H I N A I N E E S C R E O O C C

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S Y T I I N C T R O A M I P P E R

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A N M I L R E L S B A I D A A Z O V L I B G U I N E O A R R A N A E D I L U L L A

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S T A O K H I R O G A A S A E N U T R I O

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L

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A O L I N I E C L O L A U R G H I I U

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U T I L E R L U G A G R N F E R O P L A E V I R G A S I N A I I A D O P F E S V A R C C R O C E

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