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CSC Trasporti 2012 12

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TRASPORTI  TRUCK & TRAILER

In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi

CSC

CANTIERI STRADE COSTRUZIONI DICEMBRE 2012 anno XXIX n. 264

Prova in cava: Renault Trucks Lander Optitrack 6x2 I motori dell’Eima

I dati export Unacea-Comamoter-Cece

T K B a d e l a t a N n o Bu Prova su strada: Nissan NV400 Pick Up Great Wall Fiere: Saie a Bologna – Ecomondo a Rimini


Abbiamo scelto di affrontare il delicato tema delle risorse umane dando vita a un progetto formativo a medio termine che prevede la selezione di un gruppo di neolaureati destinati a diventare i futuri Managing Director delle nostre filiali estere, spesso dislocate in Paesi dove la vita non è così agevole

L’opinione

di Marco Oriolo *

Rotta verso Est

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* Presidente e AD di Tuvia

nvestire per crescere. È questo il nostro segreto. Dal 2007 a oggi siamo passati da una piccola rete di uffici nel mondo, a una struttura capillare costituita da 26 filiali tra Italia e estero situate in aree strategiche per la logistica a livello mondiale, in grado di presidiare diverse attività anche a livello progettuale e armatoriale. Abbiamo investito 6,5 milioni di euro per lo sviluppo del nostro business in Kazakhstan acquisendo una flotta di cinque camion speciali e un totale di ottanta vagoni ferroviari per il trasporto del GPL. Gli investimenti non hanno riguardato solamente il Kazakhstan; sono state recentemente inaugurate due nuove filiali estere a Damman, in Arabia Saudita, e a Mosca, ed è in programma una nuova apertura in Mozambico. Si tratta di investimenti ambiziosi, studiati a tavolino in maniera strategica e attuati a seguito di accurate analisi sulle opportunità che un determinato mercato presenta e sulla situazione sociale, economica e politica di ogni singolo Paese. Ma il nostro modello di espansione internazionale passa anche dalla scelta dei partner con cui operare in loco, ognuno dei quali con know-how specifici e in grado di offrire una gamma di servizi sempre più ampia e competitiva. Grazie a scelte lungimiranti anche su questo fronte, oggi siamo presenti in Cina, Thailandia, Azerbaijan, Kazakhstan, Emirati Arabi, Egitto, Libia, Sud Africa, Danimarca, Norvegia, Svizzera, Russia e USA. Il tutto con circa 200 collaboratori tra Italia e estero e un fatturato pari a 55 milioni di euro nel 2011. La presenza di personale qualificato è un altro nodo fondamentale dello sviluppo di Tuvia, tanto che una delle sfide maggiori per l’azienda è quella di reperire personale competente e motivato interessato a investire in una carriera internazionale nelle filiali estere del gruppo. A fronte di un panorama formativo che non contribuisce adeguatamente a preparare specialisti nell’ambito della logistica, abbiamo scelto di affrontare il delicato tema delle risorse umane dando vita a un progetto formativo a medio termine che prevede la selezione di un gruppo di neolaureati destinati a diventare i futuri Managing Director delle nostre filiali estere, spesso dislocate in Paesi dove la vita non è così agevole. Il programma della Tuvia Academy, della durata complessiva di circa un anno e mezzo, prevede innanzitutto un ciclo intensivo di lezioni teoriche tenute dai manager di Tuvia, durante le quali vengono analizzate tutte le funzioni aziendali e viene approfondito ogni aspetto, teorico e pratico del processo di spedizione (mezzi, rotte, capacità di carico, normative, regole doganali). A questo periodo seguono una fase di addestramento specifico nelle varie aree aziendali e una prima esperienza all’estero in affiancamento ai manager del gruppo. L’obiettivo è quello di essere poi inseriti in via definitiva come responsabili delle filiali estere».

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CANTIERI STRADE COSTRUZIONI

dicembre 2012 · Anno XXIX · Numero 264 Direttore responsabile Andrea Aiello Coordinamento editoriale Massimiliano Barberis

massimiliano.barberis@edifis.it

In redazione Emanuela Stìfano

emanuela.stifano@edifis.it

Hanno collaborato Renzo Arletti, Angelo Artale, Giampiero Biglia, Renzo Bullo, Alberto Caletti, Lele Chichierchia, Giovanni Fassi, Franco Fenoglio, Roberto Ferramola, Luca Ferrari, Alessandro Maggioni, Mario Marchisio, Alfonso Marra, Pietro Mezzi, Roberto Nicoletti, Marco Oriolo, Pietro Paolo Patat, Giuseppe Provvisiero, Paolo Raffaelli, Roberto Ragozzini, Andreas Renschler, Rossella Rodelli Giavarini, Daniele Rossetti, Alessandro Rossi, Ulrich Schöpker, Stefano Togni, Paolo Venturi, Stefano Zucali, Paolo Zumaglini. Progetto grafico e impaginazione Mariella Salvi Pubblicità dircom@edifis.it Traffico Libera Carlini libera.carlini@edifis.it

10 numeri all’anno approfondimenti • interviste • rubriche • servizi speciali Prove esclusive di macchine e veicoli

A B B O N AT I Italia € 50 • Europa € 65 • Estero € 80

Edifis S.p.A. viale Coni Zugna 71 - 20144 Milano Tel. +39 023451230 Fax +39 023451231 csc@edifis.it www.edifis.it Costo di una copia ai soli fini fiscali € 2,00 Arretrati € 5,00 - Estero € 8,00 Abbonamento annuo Italia € 50,00 Europa € 65,00 Resto del mondo € 80,00 Conto corrente postale 36640209 Abbonati on line: www.edifis.it Registrazione Tribunale di Milano n. 460 del 07/10/1983 Registro Nazionale della Stampa n. 524 del 17/11/1992

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SOMMARIO | dicembre 2012 TRASPORTI  TRUCK & TRAILER

In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi

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CANTIERI STRADE COSTRUZIONI

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CSC news

DICEMBRE 2012 anno XXIX n. 264

PROVA IN CAVA: RENAULT TRUCKS LANDER OPTITRACK 6X2

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I MOTORI DELL’EIMA

I DATI EXPORT UNACEA-COMAMOTER-CECE

atale Buon N

da BKT

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PROVA SU STRADA: NISSAN NV400 PICK UP GREAT WALL

FIERE: SAIE A BOLOGNA  ECOMONDO A RIMINI

IN COPERTINA BKT

www.bkt-tires.com

Le Aziende in Questo Numero Benalu................................ 64 • BKT..................................... 13 Caravelle.......................... 64

Frappa Edilizia................. 68 Herzog & de Meuron..... 50 Instalmec.......................... 68 Iveco................................... 52

• RENAULT TRUCKS....IV COP.

• SEP..................................... 67

40 48 50 52

Per un futuro verde

1 L’OPINIONE · Rotta verso Est

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di Marco Oriolo

Futuro in tono green Un nuovo look per Porta Volta

5 TUTTO RUOTA · La seconda occasione di Alfredo Intelvi

tecno system · La spazzatrice amica

8 LineA di sicurezza · Ordigni bellici

La ciclabile padana

10 Gossip machine · Vatti a fidare degli amici

inesplosi. Rinvenimento e bonifica di Lele Chichierchia

dell’ambiente

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• Gli Inserzionisti

58 RUBRICHE

Stahlbau Pichler........... 68 • SCHMITZ.............................11

ULTIMO MIGLIO · A Torino CityLog

CSC . ECOMONDO

• Man....................... II COP., 52 Mercedes-Benz............... 52

EXPORT MMT · Così va il mondo

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• COPRA................................ 27 • FIAT PROFESSIONAL...III COP.

SPECIALE SAIE 2012

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di Linda Lovelace

10 Toga e martello · la Corte Costituzionale

EIMA 2012 · Cuori che battono NEW HOLLAND · Cambio generazionale LAMBERET · Il francese che non fa una piega THERMOKING · L’Iso per il traghetto

cancella l’obbligatorietà della mediazione: e ora che succede? di Stefano Zucali

12 Esteri ed interni · Costo del carburante:

tasse e accise, dagli Stati Uniti all’Europa di Luca Ferrari

70 Csc vetrina 72 Csc eventi

SANGALLI · Lo stabilimento dove si produce

il vetro

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PROVE IN CAVA  Renault TRUCKS Lander OptitrAck 6x2 L’intEgrale della losanga PROVE SU STRADA  NV 400 IL NISSAN DEL FUTURO

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PROVE SU STRADA  GREAT WALL STEED SC 2.400 DIRESTE CHE È CINESE?

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CSC news Fibra di carbonio per Ford

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ord Motor Company ha mostrato il prototipo di un cofano in fibra di carbonio, prodotto con una tecnica innovativa, che promette di ridurre i consumi di carburante grazie al peso inferiore. Il cofano, mostrato all’evento Composites Europe di Dusseldorf, in Germania, è realizzato in plastica irrobustita con fibre di carbonio, il materiale ultra-resistente che evoca immediatamente il mondo delle corse e delle auto sportive. Questo particolare cofano per Ford Focus pesa meno della metà di quello in metallo, e i tempi di realizzazione, grazie a nuove tecniche avanzate sviluppate da Ford, sono significativamente inferiori, tanto da poter essere integrati con facilità nella produzione dei veicoli di serie Ford, un significativo passo in avanti verso l’utilizzo di materiali superleggeri.

Fulchieri in Scania Dal 1° settembre 2012 Giancarlo Fulchieri ha assunto l’incarico di Amministratore Delegato di Scania Milano, concessionaria interamente controllata da Italscania, succedendo all’Ing. Stefano Fedel che dopo due anni alla guida del dealer lombardo rientra in Italscania per assumere la posizione di Responsabile della Direzione Sviluppo Rete. La presentazione alla stampa è avvenuta in occasione del porte aperte organizzato dalla concessionaria, durante il quale è stata illustrata la gamma dei prodotti e dei servizi Scania, unitamente alla possibilità di testare i veicoli su

strada. Scania Milano è stata fondata nel maggio del 1981, inizialmente ubicata a Grandate, in provincia di Como, nel 1995 si è trasferita nel nuovo capannone di Lainate. Nel corso degli anni ha visto ampliare sempre più il proprio mercato, aumentando la capillarità della propria presenza sul territorio. La zona nella quale opera la concessionaria è caratterizzata da aziende medio-piccole che lavorano in nicchie di mercato, dove la specificità del trasporto è la regola. Dal 2010 Scania Milano è direttamente controllata da Italscania.

La prima talpa SELI per la metro di Copenhagen

A EuroCargo monta Michelin

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on questa partnership Iveco e Michelin intendono rafforzare il rapporto che da tempo le unisce, nell’interesse comune di soddisfare i requisiti dei clienti più esigenti. Acquistando un veicolo EuroCargo sarà possibile aderire alla promozione “Continua con Iveco e Michelin” e usufruire di uno sconto per la fornitura di pneumatici Michelin. Dopo il successo ottenuto nel 2011 dal Tour EcoStralis di Iveco, effettuato in partnership con Michelin, prosegue la collaborazione tra le due aziende. La carovana, ideata dal Mercato Italia nell’estate 2011, impegnò sei EcoStralis in un evento itinerante attraverso le concessionarie Iveco italiane per far apprezzare le ben note caratteristiche di efficienza del veicolo pesante.

meno di 11 mesi dalla vincita dell’appalto in JV (Salini Costruttori, Maire Tecnimont e Seli) per la metropolitana di Copenhagenprogetto Cityringen- Seli consegna nelle proprie officine la prima delle 4 TBM (frese escavatrici). La talpa vale circa 7 milioni di euro e il suo compito è scavare il primo dei 2 tunnel di complessivi 24 km dedicati alla nuova metro di Copenhagen. Il progetto, completamente automatizzato, comprende un nuovo anello di collegamenti metropolitani in pieno centro cittadino a 30 m di profondità di 16 km di lunghezza per 17 stazioni complessive che dovranno entrare in funzione entro il 2018. Tecnicamente si chiama TBM EPB (Earth Pressure Balance) di progettazione e costruzione Seli in collaborazione con la Kawasaki. Questa tipologia di macchine consente di scavare in ambienti urbani dove il problema maggiore è rappresentato dai cedimenti della superficie o da faglie d’acqua. Attraverso l’utilizzo delle sopracitate macchine si garantisce la stabilità utilizzando il materiale di scavo e mantenendo la sua pressione al fronte. La fresa è stata progettata e costruita in 10 mesi perfettamente in linea con il timing di commessa. Le altre macchine necessarie all’opera saranno consegnate entro il 2013.

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CSC news Tutto ruota A cura di Alfredo Intelvi

La Seconda Occasione

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ifiuti per tutti, rifiuti da tutto. Troppi rifiuti. Come ci si salverà dal loro prolificare? Per dare nuova vita ai rifiuti quali sono le strade da percorrere? Esiste il concreto rischio di lasciare in eredità alle future generazioni solo un ammasso indistinto di sacchi neri (e altro) pericoloso, velenoso e non smaltibile. Ogni giorno infatti se ne producono quantità colossali che formano accumuli di detriti. Facciamo una premessa sulla loro produzione. Oggigiorno la velocità con cui un bene diventa rifiuto è il parametro da prendere in analisi. Nelle epoche passate l’uomo non contemplava che un bene potesse essere dismesso, al contrario ne prolungava la vita attraverso nuovi utilizzi. Il suo eccesso, ma siamo in epoca romana, è descritto da Giulio Cesare nel suo De bello gallico, quando fra gli usi dei Germani spiega che il loro mantello, una volta indossato, non veniva mai tolto; e per tutta la vita lo si portava addosso in qualunque situazione, fino a ricoprire il corpo nella tomba anche se ri-

dotto a un cencio. Oggi il possesso di un bene, invece, è finalizzato a un suo utilizzo temporaneo. Terminato il quale si trasforma in rifiuto. Anche se il bene è stato oggetto di un desiderio molto intenso: l’ultimo modello di cellulare, un PC particolare. Per capire come poter uscire da questo assedio bisogna guardarsi indietro, e rendere attuale e quotidiana la logi-

ca del riuso. Il libro di Quintino Protopapa e Giovanni Corbetta, edito da Edizioni Ambiente (euro 16,00), spiega come fare. Con la prefazione di Edo Ronchi, il libro compie un viaggio attraverso i temi più caldi e di attualità legati ai rifiuti, con una serie di riflessioni tecniche, sui dati e sulla normativa che toccano molteplici piani. A ciò si affianca la ricca citazione di quelle abitudini semplici, quotidiane, diffuse che fino a pochi decenni fa facevano sì che i rifiuti non fossero un problema nella nostra società: dal riuso degli avanzi nelle ricette di cucina, al riutilizzo dei residuati bellici, dal reimpiego dei materiali delle civiltà precedenti nelle opere di architettura antiche, passando per i rigattieri e gli “svuota cantine”. Un mondo che la società del consumo ha spazzato via, ma che ora, almeno nell’approccio viene recuperato, in una società in crisi che torna a dare valore alle cose, cercando di andare oltre la logica dell’”usa e getta”.

MAN premiata

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l MAN Metropolis è un autocarro in grado di effettuare trasporti difficili in città a emissioni zero e rumorosità particolarmente ridotta. Con corrente rigenerativa dalla presa elettrica, il MAN Metropolis viaggia e assolve ai propri compiti senza alcuna emissione di CO2. L’accumulatore di energia, una batteria agli ioni di litio di tipo modulare, è collocata sotto la cabina di guida - ciò garantisce massimi spazi per l’allestimento, una distribuzione ottimale dei pesi e una sicurezza ai massimi livelli. Un efficiente e silenzioso motore diesel del Gruppo Volkswagen genera, in caso di necessità, la corrente di bordo necessaria e garantisce l’autonomia di questo autocarro pesante. A partire dalla fine di quest’anno, il MAN Metropolis sarà testato in condizioni reali di impiego come veicolo per la raccolta dei rifiuti per un periodo di due anni. Il veicolo sperimentale MAN è stato premiato con l’eCarTec Award 2012. Nell’ambito della 4a Fiera Internazionale per la mobilità elettrica di Monaco di Baviera, il Viceministro dell’Economia, delle Infrastrutture, dei Trasporti e delle Tecnologie della Baviera Katja Hessel ha consegnato il premio bavarese per la mobilità elettrica a Bernd Maierhofer, direttore generale di Ricerca e Sviluppo di MAN Truck & Bus AG.

Logistica. CAT Lift Trucks punta sulla sicurezza e la manutenzione easy

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otale sicurezza per l’operatore e basso costo di manutenzione: sono queste le doti su cui puntano i carrelli elevatori CAT Lift Trucks, distribuiti in esclusiva per l’Italia da CGM. La gamma CAT comprende una grande varietà di modelli adatti a tutte le esigenze applicative; per esempio, i carrelli frontali elettrici EP13-20(C)PN(T) e i transpallet elettrici “uomo a terra” NPP16N2, NPP18N2 e NPP20N2. Sono invece ideali per gli ambienti umidi e polverosi i carrelli frontali elettrici CAT della gamma EP13-20(C) PN(T), che prevedono organi meccanici sigillati o dotati di grado di protezione IP54, e che fanno registrare una rumorosità di soli 66-67 dB(A). La famiglia EP13-20(C)PN(T) comprende 14 modelli, con valori di portata di 13, 15,

Lang Lang suona con Volkswagen

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16, 18 e 20 quintali (tre ruote) e 16, 18 e 20 quintali (quattro ruote). Le macchine sono dotate di motori AC e alimentate con batteria a 48 volt. Grazie alla resistenza all’acqua e alla sporcizia,

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i carrelli EP13-20(C)PN(T) possono essere completamente lavati con acqua e hanno ridotte necessità di manutenzione; gli interventi possono infatti essere effettuati a intervalli di mille ore.

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a Cina è il più grande mercato del Gruppo tedesco, e quindi far nascere una partnership tra il pianista cinese e la Casa automobilistica è nella norma. La Volkswagen conferma così il suo impegno nella cultura, e Lang Lang sarà ambasciatore culturale per la casa di Wolfsburg. E in virtù della partnership, Lang Lang arriverà ai suoi concerti in tutto il mondo a bordo di modelli Volkswagen. Dal 2008 il pianista di nazionalità cinese promuove l’educazione musicale per i giovani artisti attraverso la Fondazione Lang Lang. Inoltre, in Cina Lang Lang ha aperto due centri artistici per avvicinare i bambini alla musica e per sostenere i giovani talenti.


CSC news Campioni del mondo

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e le sono date di ‘santa ragione’ per quasi un anno in due campi distinti, e alla fine si sono ‘spartiti’ i podi. Man ha vinto nel Truck Racing, Renault in F1. Jochen Hahn su MAN si è imposto come campione europeo del 2012. Con l’ultima vittoria è riuscito ad accumulare un vantaggio di 49 punti su Antonio Albacete. La vittoria di Hahn è per MAN il dodicesimo titolo individuale conquistato fino a ora dai piloti del Marchio. La stagione 2012, con undici weekend di gara, si è svolta ancora all’insegna del duello tra i due eccellenti piloti MAN Jochen Hahn e Antonio Albacete. Come nel corso del 2011 la coppia ha dominato nelle gare del campionato europeo appena concluso. Mentre in Formula 1 i motori della Losanga hanno mosso 4 team, conquistato 9 vittorie, messo in carniere 839 punti e conquistato il titolo Piloti e Costruttori. La sesta posizione ottenuta, infatti, da Sebastian Vettel in occasione dell’ultimo Gran Premio (del Brasile) ha fatto conquistare il titolo di Campione del Mondo FIA 2012 Piloti di Formula Uno. Renault ha spinto Vettel con i propri motori verso i suoi tre titoli e in occasione di tutte le sue vittorie, tranne una, per un totale nella sua carriera di 26 successi e 36 pole position. Questo titolo è la decima corona per un pilota motorizzato da Renault.

Nuova filiale per Tuvia

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a società di spedizioni milanese diretta da Marco Oriolo apre l’ottava sede italiana, a Trieste, che si aggiunge alle 27 già operative nel mondo. La nuova sede, che si trova presso il terminal intermodale di Fernetti, a Monrupino, è dotata di dogana interna e magazzini e si occupa di sviluppare le spedizioni marittime e i servizi camionistici general cargo verso l’Est Europa e i Paesi dell’area CIS/EX CIS, mercati di interesse strategico per Tuvia che negli ultimi anni ha consolidato anche la propria presenza diretta con aperture in Russia, Azerbaijan, Kazakhstan e Turkmenistan e investimenti in mezzi di proprietà destinati a operare proprio su questa tratta. L’azienda milanese, che nel 2011 ha fatturato circa 55 milioni di euro e che nonostante la crisi continua a crescere a

un ritmo del 20% annuo, punta ora sullo snodo strategico di Trieste per consolidare la propria strategia di crescita e sceglie l’interporto di Fernetti come sede per i propri uffici. Situato all’omonimo confine italosloveno, l’interporto triestino rappresenta la grande porta di transito del Centro Sud Europa (asse nord/ sud) e la strada maestra per l’interscambio internazionale delle merci al centro del Corridoio 5, la direttrice europea che congiunge Barcellona a Kiev (asse est/ovest). Uno snodo strategico fondamentale che potrebbe aprire interessanti opportunità per Tuvia, sia per quanto riguarda lo sviluppo del trasporto intermodale, su cui l’azienda milanese vorrebbe puntare sempre di più in futuro, sia per quanto riguarda una possibile espansione nei Balcani.

M Srl, azienda costruttrice di attrezzature per le macchine movimento terra, ha aderito a Unacea. «Crediamo che le piccole e medie imprese italiane possano dare un grande contributo in termini di sviluppo e di creazione di ricchezza – ha dichiarato Daniele Carollo, titolare della CM. Per fare questo, in molti campi come l’internazionalizzazione o la difesa degli interessi dell’industria di settore sul versante tecnico e europeo, bisogna saper mettere insieme le forze. Ci sembra che Unacea si stia dedicando con buoni esiti a questo progetto».

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i è appena conclusa Bauma China, la fiera internazionale delle macchine per costruzioni che si è svolta a Shanghai. Per sottolineare la presenza dell’Italia all’evento cinese, Monacofiere e Unacea hanno organizzato un padiglione tutto italiano. La collaborazione prevede nei prossimi mesi l’organizzazione di due padiglioni italiani a CTT e Bauma Africa. Nonostante negli ultimi mesi il mercato di settore in Cina stia frenando, i dati Istat rielaborati da Unacea indicano che da gennaio ad agosto 2012 le esportazioni italiane di macchine per costruzioni verso il paese orientale sono cresciute del 14% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, attestandosi a un valore di circa 44 milioni di euro. Bauma China è un evento che attrae operatori ben oltre la Cina, costituendo un polo d’interesse per l’Australia e tutto il Sudest asiatico; quest’anno si è articolato su una superficie di 130 mila metri quadrati, per un totale di più di 2.600 espositori, provenienti da 39 paesi diversi.

Terex e la sua nuova cingolata

CM aderisce a UNACEA

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In crescita l’export

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erex Cranes ha annunciato il lancio della sua nuova gru cingolata Superlift 3800 con braccio a traliccio, praticamente l’erede della CC 2800-1, ma completamente rinnovata rispetto al suo predecessore sia in termini di prestazioni, sia in termini di sicurezza, ma anche per quanto attiene il trasporto, l’efficienza e la rapidità di allestimento. Dal punto di vista della sicurezza, la gru Superlift 3800 è dotata del sistema di protezione anticaduta Terex, vincitore dell’ESTA Safety Award 2012. È stata

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inoltre installata una ringhiera di protezione intorno alla torretta, il nuovo design della cabina offre una visuale più ampia e gli stabilizzatori laterali opzionali sono dotati di cilindri idraulici e sensori di pressione che consentono all’operatore di monitorare la pressione applicata al suolo durante il montaggio e lo smontaggio delle lunghe sezioni del braccio principale. In termini di prestazioni, la portata è stata incrementata complessivamente di circa il 20% rispetto alla precedente e anche la rigidità del sistema è sta-

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ta migliorata: per esempio la sezione leggera LF è ora in grado di sollevare carichi fino a 178 tonnellate. La gru Superlift 3800 può essere dotata di un kit eolico integrato nel braccio principale universale: la gru è in grado di installare turbine eoliche di 117 metri di altezza senza utilizzare la configurazione del braccio Superlift disponibile. L’allestimento del braccio principale viene effettuato senza gru ausiliaria. Nonostante la maggiore rigidità, è stato possibile ridurre il peso della macchina base di 17 tonnellate, migliorando la trasportabilità della gru. Inoltre, le misure e il peso dei componenti sono stati progettati per facilitare il trasporto, con punti di sollevamento supplementari sui componenti, punti di sollevamento centrali e motori idraulici ubicati all’interno del telaio del carro per ridurre ingombri e possibilità di danneggiamenti durante il trasporto. La 3800 è conforme sia alla normativa europea (EN 13000), sia a quella stantunitense (ASME B30.5) ed è in grado di sollevare un carico massimo di 650 tonnellate con uno sbraccio da 5 a 12 metri e un momento di carico massimo di 8.426 tonnellate/metro. Può già essere ordinata.


CSC news Federal-Mogul Corporation diventa distributore in esclusiva per Beru

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lteriori sviluppi nel rapporto tra Federal-Mogul Corporation e Beru. A seguito dell’acquisizione del business candele di BERU da parte di Federal-Mogul Corporation, infatti, con un ulteriore accordo tra BorgWarner Beru Systems GmbH, Federal Mogul è diventata l’unico distributore globale in esclusiva nel mercato dell’aftermarket indipendente di tutti gli altri prodotti per l’accensione BERU. Come conseguenza del nuovo recente accordo, Federal-Mogul venderà e distribuirà nel mercato candelette, candelette per impianti avviamento a fiamma, controller, connettori e componenti, cavi di accensione, sensori e bobine. “L’accordo è un’ulteriore dimostrazione dell’impegno di Federal-Mogul volto all’ottenimento della leadership di mercato

relativamente ai prodotti di accensione, sia nel Primo Equipaggiamento sia nell’aftermarket” ha affermato Michael Broderick, co-CEO Federal-Mogul e CEO della divisione Vehicle Components. “BERU e Champion possiedono gamme prodotto complementari, ognuna con marchi dalla forte riconoscibilità nei mercati automotive e industriale. Come Champion, BERU è da 100 anni un marchio di fiducia del mercato e la gamma di prodotti di accensione BERU rappresenta un eccellente complemento al nostro portfolio di prodotti di accensione Champion destinati all’aftermarket. Questo accordo consentirà ai distributori del mercato aftermarket e ai professionisti della riparazione auto di avere un unico referente per accedere

a una delle offerte più esaustive di prodotti di accensione a livello mondiale”. Per facilitare l’integrazione dei cataloghi prodotto Champion e BERU destinati all’accensione, Federal-Mogul unificherà la distribuzione di tali prodotti nell’aftermarket per la regione dell’EMEA in un centro di distribuzione moderno, in posizione centrale, ubicato a Ludwigsburg in Germania. Attualmente Federal-Mogul possiede 8 stabilimenti produttivi e 3 centri tecnici per i prodotti di accensione negli Stai Uniti, in Europa, Cina, India e Messico. La società vende candele e altri prodotti di accensione a numerosi costruttori leader di automobili, così come a distributori e a ricambisti che operano nell’aftermarket, in oltre 90 paesi.

Il freddo giapponese

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razie al suo disegno battistrada direzionale e alla sua specifica mescola invernale termoattiva, Yokohama WY01 garantisce performance eccellenti su neve e ghiaccio, oltre a offrire tenuta e frenata straordinarie su asfalto bagnaådurata di utilizzo si aggiunge infine un’ultima qualità, non meno importante: il rispetto per l’ambiente. Anche Yokohama WY01 rispecchia infatti la filosofia BluEarth, e quindi assicura un’attenzione maggiore al risparmio di carburante attraverso una ridotta resistenza al rotolamento, ottenuta con le più recenti e sofisticate tecnologie esclusive by Yokohama. Infine, il WY01 rispetta le normative europee sulla rumorosità attraverso una precisa ed efficace disposizione dei blocchi battistrada: anche il cosiddetto inquinamento acustico viene così minimizzato. Tecnicamente, il battistrada di questo pneumatico presenta tre larghe scanalature longitudinali, in

Catene obbligatorie

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rovate tutto su internet. Sempre più le ordinanze sull’obbligo di circolazione con pneumatici invernali o catene, e sempre più la difficoltà di avere sotto controllo tutta la situazione italiana. Comuni, province e autostrade stanno emanando le loro ordinanze con tutte le peculiarità di ogni singolo caso. Per questo Pneumatici Sotto Controllo, campagna promossa da Assogomma e Federpneus, ha deciso di mappare tutte le ordinanze italiane per offrire agli utenti della strada un panorama generale e aggiornato sugli obblighi, con i distinguo del caso. Sul sito www.pneumaticisottocontrollo.it, in homepage sulla destra, si trova un’area dedicata alle ordinanze invernali-catene in vigore in Italia. Cliccando sulla finestra “Pneumatici invernali sempre più obbligatori: scarica le ordinanze” si apre una mappa dell’Italia con la suddivisione per regioni, province e comuni, e cliccando su un altro pulsante in evidenza, si apre un’altra cartina con le ordinanze dei compartimenti Anas e Autostrade.

Renault Master si tinge di giallo

grado di espellere l’acqua e contrastare il fenomeno dell’aquaplaning. Per quanto riguarda l’uso su neve e ghiaccio, la trazione è garantita dalle lamelle tridimensionali poste insieme a quelle diagonali sui blocchi battistrada, capaci di creare un efficace “effetto ventosa” (catturare al proprio interno la neve e generare aderenza sulla neve a terra). La trazione data dalle lamelle assicura quindi una guida sicura, ed esse sono coadiuvate dal lavoro della spalla che, rigida e resistente, permette direzionalità e durata di esercizio insieme a una carcassa di nuova generazione. Yokohama WY01 è disponibile nelle più comuni misure da trasporto leggero: 205/65 R16 107/105T (prezzo Iva inclusa € 343,64), 235/65 R16C 115/113R (prezzo iva inclusa € 442,86) 195/70 R15 C104/102R (prezzo Iva inclusa € 244,42) e 195/75 R16 C107/105R (prezzo Iva inclusa € 290,40).

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er la posta svizzera. Vincendo una gara d’appalto, Renault Trucks consegnerà 1.000 Renault Master alla Posta Svizzera nel corso dei prossimi tre anni. I primi 19 Master by Renault Trucks sono stati consegnati ai responsabili dell’ufficio postale di Basilea. Renault Trucks ha appena consegnato le chiavi dei primi 19 Renault Master alla Posta Svizzera, a seguito di una gara d’appalto vinta dal costruttore francese che riguarda, complessivamente, l’erogazione di quasi 1.000 veicoli da qui al 2014. L’interno dei veicoli è stato allestito secondo le specifiche richieste dalla Posta Svizzera. I sedili sono protetti da due griglie distinte che rendono più facile l’accesso alla zona di carico. Per garantire la massima sicurezza, la zona di carico è dotata di un pavimento anti-scivolo e fonoassorbente, di vari anelli di fissaggio e di reti di supporto che possono essere facilmente adattate alle merci che saranno trasportate. Inoltre, i Master Renault Trucks dispongono di un volume utile di 15 mÑ e di

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porte dimensionate in altezza e larghezza per facilitare il carico e lo scarico dei pallet. Tutti i veicoli sono dotati di un cambio robotizZato a sei marce che migliora il comfort di guida in fasi di arresto e di avvio frequenti. I 1.000 Master Renault Trucks per la Posta Svizzera saranno consegnati in vari lotti da qui al 2014.


CSC news Ordigni bellici inesplosi. Rinvenimento e bonifica Una legge adegua il D. Lgs. 81/08 e s.m.i. a questa nuova valutazione di rischio. È entrata pienamente in vigore il 2 novembre la Legge n. 178 del 01 ottobre 2012 recante disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro per la bonifica degli ordigni bellici. La legge apporta sostanziali modifiche al testo di legge oramai noto come Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro (D. Lgs. 81/08 e s.m.i.) - TUSL. A seguito delle modifiche pertanto i nuovi articoli sono così modificati: • Art. 28 (Oggetto della valutazione dei rischi). Alla fine del comma 1 adesso, la valutazione dei rischi deve riguardare tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari […] e i rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili, come definiti dall’art. 89, comma 1, lett. A), del presente decreto, interessati da attività di scavo. • Art. 91 (Obblighi del Coordinatore per la Progettazione). Qui con l’aggiunta del comma 2-bis, si dice che: “Fatta salva l’idoneità tecnico-professionale in relazione al piano operativo di sicurezza redatto dal Datore di Lavoro dell’impresa esecutrice, la valutazione del rischio dovuto alla presenza di ordigni bellici inesplosi rinvenibili durante le attività di scavo nei cantieri è eseguita dal Coordinatore per la Progettazione (CSP). Quando il CSP intenda procedere alla bonifica preventiva del sito nel quale è collocato il cantiere, il

committente provvede ad incaricate un’impresa specializzata, in possesso dei requisiti di cui all’art. 104, c. 4-bis. L’attività di bonifica preventiva e sistematica è svolta sulla base di un parere vincolante dell’autorità militare competente per territorio in merito alle specifiche regole tecniche da osservare in considerazione della collocazione geografica e della tipologia dei terreni interessati, nonché mediante misure di sorveglianza dei competenti organismi del Ministero della Difesa, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero della Salute. • Art. 100 (Piano di Sicurezza e Coordinamento). Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) con la nuova modifica dovrà prevedere valutazioni atti a prevenire o ridurre i rischi per la salute e la sicurezza anche con specifico riferimento ai rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri interessati da attività di scavo. • Art. 104 (Modalità attuative di particolari obblighi). Con l’aggiunta del comma 4-bis si qualifica l’ “impresa specializzata”, come l’impresa in possesso di adeguata capacità tecnico-economica, che impiega idonee attrezzature e personale dotato di brevetti per l’espletamento delle attività relative alla bonifica sistematica e che risulti iscritta in apposito albo istituito presso il Ministero della Difesa. • Allegato XI (Elenco dei lavori comportanti rischi particolari per la sicurezza e la salute dei lavoratori). Qui

Linea di sicurezza A cura di Lele Chichierchia* con l’aggiunta del punto 1-bis si comprendono anche: “Lavori che espongono i lavoratori al rischio di esplosione derivante dall’innesco accidentale di un ordigno bellico inesploso rinvenuto durante le attività di scavo”. • Allegato XV (Contenuti minimi del Pianto di Sicurezza e Coordinamento). Tra i contenuti minimi del PSC in riferimento all’area di cantiere, all’organizzazione dello stesso ed alle sue lavorazioni, rientra anche l’analisi del rischio di esplosione derivante dall’innesco accidentale di un ordigno bellico inesploso rinvenuto durante le attività di scavo. Le modifiche di cui sopra, introdotte dalla Legge acquistano efficacia trascorsi sei mesi dalla data di pubblicazione del decreto di istituzione dell’albo delle imprese specializzate sopra richiamate. Si ricorda che quindi la Legge è in vigore ma le sue disposizioni partiranno alla data di sei mesi dalla pubblicazione. Fino a tale data continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all’art. 7, commi primo, secondo e quarto, del D. Lgs. luogotenenziale 12 aprile 1946, n. 320, che riacquistano efficacia, a decorrere dalla data di entrata in vigore della predetta Legge, nel testo vigente il giorno antecedente la data di entrata in vigore del codice dell’ordinamento militare, di cui al D. Lgs. 15 marzo 2010, n. 66, e sono autorizzate a proseguire l’attività le imprese già operanti ai sensi delle medesime disposizioni.

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Più sicurezza con Haldex Tem

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rimorchi Fliegl in futuro saranno ancora più sicuri. Conducente, veicoli e merci beneficeranno del nuovo modulo di emergenza Trailer Haldex TEM (Trailer emergency module), che entrerà nella produzione di serie Fliegl dal 2013. Fliegl è il primo produttore tedesco a ricevere il sistema in dotazione per i propri trailer. “Questo sistema offre sicurezza in più ai nostri clienti, senza la necessità di pagare un extra”, dice l’amministratore delegato Helmut Fliegl. Il sistema impedisce le cause più comuni di incidenti durante il collegamento e lo scollegamento della motrice. In pratica agisce sul freno di stazionamento del rimorchio, che resta sempre bloccato, anche se si collega, o scollega, la linea aerea rossa. Il freno del rimorchio resta inserito, e si sblocca solo quando è stato disattivato premendo il pulsante rosso (pressione di 5 bar) di controllo sul modulo.

La Mercedes per l’Anas

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seguito di una gara d’acquisto, ANAS ha acquistato due Mercedes-Benz Axor 2533L 6x2 con potenza di 326 CV, cambio a 16 rapporti e rallentatore idrodinamico Voith. I veicoli sono dotati, inoltre, di una particolare attrezzatura per lo spargimento di soluzioni calde fornita da Giletta, azienda leader nella produzione di attrezzature per la viabilità invernale. L’innovativa attrezzatura (CL 12.53) ha una capacità del serbatoio di 12.000 litri ed una pompa con portata di 800 litri al minuto che consente di raggiungere una larghezza di spargimento della soluzione calda pari a 10,5 m, la stessa di un’autostrada a tre corsie. I Mercedes-Benz Axor 2533L entreranno in servizio a Bologna e sull’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. La fornitura di Veicoli Speciali MercedesBenz ad ANAS proseguita con un’importante commessa a Mercedes-Benz

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CharterWay per il noleggio decennale di trentacinque Axor 1829K 4x2 con potenza di 286 CV destinati ad Emilia Romagna e Lombardia. ANAS già utilizza Mercedes-Benz Axor e ne conosce l’eccezionale livello di affidabilità, i trentacinque veicoli consegnati sono dotati di lama sgombraneve e spargisale Giletta. La lama è progettata

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per lo sgombero neve ad alta velocità e, grazie all’innovativo sistema del doppio coltello in neoprene-acciaio, si adatta a tutte le condizioni operative. Lo spargisale automatico ha una capacità di 7,5 m3 ed è dotato di sistema EcoSat10 che gestisce tutte le informazioni in tempo reale ottimizzando il sistema di spargimento.


CSC news Autobetoniere. Le nuove norme per la sicurezza

Renault Trucks al Pollutec

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enault Trucks ha partecipato alla 25esima edizione del Pollutec, la mostra internazionale delle attrezzature, tecnologie e servizi ambientali che si è tenuta Lione dal 27 al 30 Novembre. Renault Trucks ha messo in mostra un Premium Lander 430, 32t 8x4*4 Tridem equipaggiato con un allestimento per lo spurgo dei pozzi neri e un Maxity equipaggiato con la medesima tipologia di allestimento. Renault Trucks ha messo in mostra, in modo particolare, la filosofia All For Fuel Eco e, più in dettaglio, le Optifuel Solutions progettate per ridurre in modo significativo e sostenibile i consumi di carburante dei veicoli gestiti dai propri clienti. Questi strumenti possono essere utilizzati da tutte le tipologie di aziende, indipendentemente dalla loro dimensione o attività; sono disegnati intorno a quattro temi principali: configurazione del veicolo, formazione dell’autista, misura ed analisi dei consumi a lungo termine e riduzione degli stessi durante la vita operativa del veicolo. Era presentato anche un terminale interattivo per fornire tutte le informazioni sui veicoli alimentati a energie alternative quali: il Renault Maxity elettrico (100% elettrico), il Premium Distribuzione Hybrys Tech (ibrido) e il Premium Distribuzione CNG (metano).

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stata pubblicata la norma italiana UNI11464:2012 “Sicurezza del macchinario - Autobetoniere - Requisiti di sicurezza”. «Si tratta di un’importante risultato conseguito dai produttori italiani di macchinari per il calcestruzzo – ha dichiarato Davide Cipolla – e si tratta anche del primo esempio in Europa. La norma riguarda i pericoli significativi, le situazioni e gli eventi pericolosi relativi alle autobetoniere, quando utilizzate conformemente allo scopo e nel rispetto delle condizioni previste dal fabbricante. Si specificano in questo modo le misure tecniche appropriate per eliminare o ridurre i rischi che derivano da tali pericoli». Trattandosi di norma UNI non è ancora armonizzata. Tuttavia il risultato conseguito è una base molto rilevante da cui partire con il gruppo di lavoro europeo CEN, il TC151/WG8/SWG2 cui prenderà parte anche Unacea. La norma nasce dall’esigenza dei produttori di avere un documento di riferimento per sviluppare il fascicolo tecnico e l’analisi dei rischi per le autobetoniere in conformità a quanto previsto dalla Direttiva Macchine 2006/42/CE (decreto di recepimento Italiano n.17 del 27 gennaio 2010). Tale norma introduce il concetto dei controlli periodici per le autobetoniere in base alle indicazioni fornite dal produttore nel Manuale di uso e manutenzione. Per i macchinari per calcestruzzo tali controlli erano previsti solo per le pompe autocarrate. Nell’appendice A sono riportati i riferimenti normativi per la determinazione del livello sonoro per le autobetoniere, mentre l’appendice B mostra un esempio di scheda di controllo.

ALOT. Un nuovo progetto per la sicurezza delle strade

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opo il progetto SOL (Save Our Lives), una strategia complessiva di sicurezza stradale per l’Europa centrale che ha visto il capoluogo bresciano e Mantova oggetto di azioni pilota coordinate da ALOT, l’Agenzia della Lombardia Orientale per i Trasporti e la Logistica ha annunciato lo start-up di un nuovo progetto, sempre focalizzato ad aumentare la sicurezza sulle strade, questa volta però rivolto ai Paesi dell’Europa Sudorientale. ROSEE - Road safety in South East European regions – questo è il nome del progetto che vedrà ALOT capofila per l’Italia, coinvolge in totale nove partner provenienti da Bulgaria, Grecia, Italia, Romania, Slovenia e Unghe-

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ria, oltre a una decina di organizzazioni nazionali e internazionali in qualità di osservatori provenienti da molti altri paesi europei. A rendere possibile lo sviluppo di ROSEE il supporto con la formula del cofinanziamento da parte del Programma di Cooperazione Transnazionale dell’Unione europea South East Europe. Il progetto si avvale delle competenze di ALOT per ciò che concerne la gestione progettuale e la comunicazione, l’esperienza della National Technical University of Athens per la gestione del pacchetto di lavoro sulle politiche e l’analisi dati e di due organizzazioni Slovene, l’Automobile Association of Slovenia (AMZS) e l’Università di Lju-

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bljana per coordinare rispettivamente le azioni volte a migliorare i comportamenti dei conducenti e le ispezioni di sicurezza delle reti infrastrutturali, atte a migliorare l’accessibilità e a ridurre al contempo l’incidentalità. L’Ungherese KTI - Research Institute for Transport Sciences garantirà la valutazione e il monitoraggio delle azioni pilota poste in essere nelle aree dei partner; il Dipartimento DICATA dell’Università degli Studi di Brescia, l’Association EU CONCEPTS R&D, la Global Road Safety Partnership Hungary (GRSP HU), la Slovenian Traffic Safety Agency e l’associazione no profit Open Youth sono anch’esse parte attiva delle iniziative di ROSEE.


CSC news TOGA E MARTELLO A cura dell’Avv. Stefano Zucali di Milano, esperto in diritto degli appalti, contrattualistica e diritto amministrativo*

LA CORTE COSTITUZIONALE CANCELLA L’OBBLIGATORIETA’ DELLA MEDIAZIONE: E ORA CHE SUCCEDE?

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oco meno di due anni fa, in questa stessa rubrica, ci si chiedeva se il Legislatore, nel rendere obbligatorio il tentativo di conciliazione, come passaggio necessario prima della causa giudiziale, per una serie molto ampia di materie (condominio, diritto reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno da circolazione di veicoli, contratti assicurativi, bancari e finanziari), non avesse fatto il classico “passo più lungo della gamba” (v. CSC genn.-febbr. 2011). In effetti, l’obbligatorietà della mediazione civile, entrata in vigore nell’aprile del 2011 in virtù della previsione contenuta nell’art.5 D.Lg. 4.3.2010 n.28, aveva suscitato grandi polemiche nel mondo delle professioni giuridiche e non solo. Il Consiglio Nazionale Forense, in rappresentanza degli avvocati, sottolineava che la previsione del passag-

gio obbligatorio dalla mediazione, prima dell’azione giudiziale, non solo rendeva difficoltoso l’accesso alla giustizia da parte dei cittadini ma costituiva una previsione anomala per un istituto che trae origine proprio dalla volontarietà delle parti. Di contro, le Associazioni di conciliatori e mediatori, supportate dalla stessa Confindustria, evidenziavano come l’efficacia deflattiva della mediazione rispetto alle liti giudiziarie fosse riconducibile proprio al suo carattere obbligatorio. Il meccanismo introdotto dal D.LG. 28/2010, nonostante il breve periodo di applicazione, avrebbe prodotto risultati importanti vista l’elevata percentuale di controversie definite in sede di mediazione. La riduzione delle liti che affluisco ai Tribunali determinerebbe, secondo Confindustria, inevitabili effetti positivi sul funzionamento del sistema giudiziario e, quindi, sulla competitività del Paese.

Nell’ambito di questo acceso dibattito si è inserita la recentissima decisione della Corte Costituzionale che, in data 23 ottobre 2012, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, dell’art. 5 primo comma del D.Lg. 4 marzo 2010 n.28, istitutivo della mediazione nelle controversie civili e commerciali, nella parte in cui prevede, per l’appunto, il carattere obbligatorio della mediazione. La decisione della Corte, pur non essendo stata ancora pubblicata, ha gettato letteralmente nel panico l’intero sistema della giustizia civile. Tutti gli operatori del diritto (giudici, avvocati, mediatori e rispettivi ordini o associazioni di categoria) si chiedono quale sarà il contenuto della decisione e quali saranno i suoi concreti effetti dal giorno successivo alla sua pubblicazione. La situazione è confusa e delicata. Di certo, se l’incostituzionalità della norma dichiarata dalla Corte dovesse

discendere non solo dall’eccesso di delega ma anche da altri profili costituzionali, come la violazione del diritto di difesa sancito dall’art. 24 Cost., difficilmente la mediazione obbligatoria potrà continuare ad esistere nel nostro ordinamento giuridico, almeno nei termini in cui è stata concepita dal D.Lg. 28/2010. Se, viceversa, si dovesse trattare solamente di un vizio formale dovuto al superamento dei limiti della delega, il Legislatore potrà intervenire per sanare ex post le carenze individuate dalla Corte dando, così, nuova linfa vitale all’istituto. Al momento, l’unica cosa certa è che da questa decisione dipenderanno i destini di tante persone, a partire da coloro che hanno investito tempo e denaro sulla mediazione civile convinti che si trattasse di una svolta epocale per il sistema di giustizia italiano e che rischiano ora di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano……

* Per contatti: 02 54122117 - stefano.zucali@studio-avvocati.eu

Il Traffico? È al Nord

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el 2011 il volume complessivo dei trasporti merci, in Italia, su strada con origine nazionale è stato di 1.327 milioni di tonnellate. Con riferimento alle ripartizioni territoriali, il 65,32% del trasportato è stato realizzato nel Nord, il 20,69% nel Centro e il restante 13,99% nel Mezzogiorno. In particolare, più della metà (oltre il 56%) delle merci trasportate su strada nel nostro Paese nel 2011 parte da quattro regioni: Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. In rapporto alla popolazione, la regione che nel 2011 ha originato il volume di traffico merci più consistente è stata il Trentino Alto Adige (49,25 tonnellate per ogni abitante), seguono nell’ordine l’Umbria (41,54), l’Emilia-Romagna (40,25) il Veneto (33,68) e la Lombardia (28,75). La forte incidenza del trasporto merci su strada in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte riflette la notevole concentrazione di realtà produttive di quelle aree del Paese, con la presenza sia di grandi aziende sia di grandi organizzazioni di autotrasporto. Intensità abbastanza diverse di movimentazione delle merci si manifestano in molte regioni del Centro Nord e del Sud che si caratterizzano per la diffusa presenza di medie e piccole aziende e di organizzazioni logistiche costituite prevalentemente da piccoli o singoli operatori dell’autotrasporto.

Gossip machine Vatti a fidare degli amici Questo era il motto di un mio vecchio zio, un po’ burbero, ma estremamente saggio che mi è recentemente tornato in mente pensando alla difficile trattativa che Marchionne ha dovuto intavolare con gli amici d’oltreoceano. La vicenda riguarda la fusione tra Fiat Industrial e CNH, ora felicemente (e finalmente) conclusa, ma più lunga e laboriosa di quanto tutti pensino. Il problema per una volta non nasce dalla vecchia Europa, ma dalle pretese, piuttosto esose, di CNH che, a sorpresa e più volte, ha rigettato l’offerta del nostro Serghio, come lo chiamano loro. CNH, infatti, è posseduta per l’88,2% dalla Exor degli Agnelli e per il restante 11,8% da investitori istituzionali americani che hanno tuonato: “La valorizzazione non è equa” (traduzione: vogliamo più soldi). Dopo una serie di tira-e-molla che il manager con il maglione blu notoriamente mal sopporta, Fiat è stata costretta a riconoscere ai soli soci di minoranza un dividendo straordinario di 10 euro ad azione (200 milioni di euro complessivi). Un conto un po’ salato per far digerire ai fondi di investimento USA la fusione. Che oggi dà origine ad una nuova azienda, di diritto olandese, quotata a New York e a Milano, il cui nome non conterrà la parola Fiat. Davvero il primo passo per una nuova Fiat, ancora più internazionale e ancora meno Fiat. Linda Lovelace

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CSC news Un nuovo stabilimento (indiano) per JCB

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CB, l’azienda inglese che ha recentemente festeggiato il suo sessantasettesimo compleanno, ha annunciato l’intenzione di espandere le sue strutture produttive in India investendo 62 milioni di sterline nella costruzione di un nuovo stabilimento destinato alla produzione di macchine per l’edilizia localizzato a Jaipur, nel Rajasthan. L’investimento totale per questo nuovo insediamento produttivo sviluppato su un sito di 70 acri (circa 283mila metri quadrati), che diverrà la quarta fabbrica JCB in India, sarà di circa 62 milioni di sterline (circa 77 milioni di euro). JCB India gestisce già tre stabilimenti nel paese, uno a Ballabgarh, Haryana, vicino a Nuova Delhi, e due a Pune. JCB ha fatto li suo ingresso in India nel 1979 con l’apertura di uno stabilimento per la produzione di terne a Ballabgarh,

che grazie agli importanti investimenti compiuti da JCB in questi ultimi anni è oggi la più grande fabbrica di terne al mondo. JCB India ha anche creato due nuovi stabilimenti a Pune per la produzione di componenti ed escavatori cingolati, pale caricatrici gommate e attrezzature di compattazione. Attualmente JCB sta impiegando i propri insediamenti produttivi in India per supportare le esportazioni in Africa, Medio Oriente e Sud-Est asiatico. Il Presidente JCB Sir Anthony Bamford, ha così com-

mentato: «Sono felice che JCB abbia deciso di festeggiare il suo compleanno pianificando nuovi investimenti per il futuro; l’India è il nostro mercato internazionale più importante, e le prospettive a lungo termine per la crescita delle infrastrutture sono decisamente significative. La nostra strategia è quella di continuare a investire in India per tenere il passo con la futura crescita economica del paese e rafforzare la sua posizione di mercato leader per le macchine per le costruzioni. Jaipur si trova in una posizione perfetta per la prossima fase della nostra espansione, in particolare per la possibilità di potenziare le esportazioni».

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ercedes-Benz After-Sales amplia l’offerta dedicata ai Clienti della Stella con un completo pacchetto di servizi che vanno dalla riparazione del parabrezza, alla cura della carrozzeria e dell’abitacolo. “Service Carrozzeria” diventa così l’occasione giusta per prendersi cura del proprio Van Mercedes-Benz e cancellare le imperfezioni estetiche causate dall’utilizzo quotidiano. Per avere un’idea, ecco alcuni degli interventi offerti dal “Service Carrozzeria”: servizio Spot Repair. Via graffi e imperfezioni in breve tempo (a partire da € 70); igienizzazione climatizzatore. Massimo comfort di marcia e sicurezza con una corretta manutenzione dell’impianto di climatizzazione (€ 49); riparazione del parabrezza (a 69 €); sostituzione del parabrezza (a partire da € 399). Tutti gli interventi del “Service Carrozzeria” sono offerti a prezzi estremamente competitivi presso concessionarie e officine autorizzate Mercedes-Benz Vans aderenti all’iniziativa. Per maggiori informazioni visita il sito: http://www. mercedes-benz. it/carrozzeria -van.

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CSC news ESTERI ED INTERNI A cura del dott. Luca Ferrari*

Costo del carburante: tasse e accise, dagli Stati Uniti all’Europa

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e tasse sul costo della benzina negli USA incidono, in media, per il 13% nel caso del regular gasoline e per il 12% nel caso del diesel. Le tasse sul costo della benzina in Europa, incidono in media, per il 55,8%. Se il prezzo medio europeo alla pompa (per 1000 litri), infatti, è pari a euro 1,626 (e il prezzo netto industriale è uguale a euro 0,719) le tasse influiscono sul prezzo finale per euro 0,907. A indicarlo lo studio di una nota associazione che ha messo a confronto l’importo di accise e Iva. Imposte che finiscono per incidere sul prezzo finale alla pompa di benzina e gasolio. Il ruolo delle tasse in Europa L’incidenza delle imposte sul gasolio, ricorda lo studio, scende a 48,7%. Il diesel costa al consumatore euro 1,488 (il prezzo netto industriale euro 0,764) e le tasse euro 0,725. In ogni caso l’incidenza delle tasse nei 27 Stati membri dell’Unione europea va dal 58,1% al 43,3% per la benzina e dal 53,8% al 39,2% per il gasolio (ovvero da 1,033 euro a 0,556 euro per 1 litro di benzina e da 0,905 euro a 0,494 euro per 1 litro di gasolio).

In definitiva, la somma del carburante presso le stazioni di servizio in Europa varia per la benzina da 1,778 euro a 1,284 euro al litro (con una differenza di euro 0,494) e per il gasolio da 1,683 euro a 1,259 euro al litro (con una differenza di euro 0,424). L’incidenza sulla benzina Nello specifico i cinque Paesi in cui le accise e l’Iva influenzano maggiormente il costo della benzina sono l’Italia (58,1% con euro 1,033 di tasse), i Paesi Bassi (57,9% con euro 1,016 di tasse), la Grecia (58,3% con euro 1,008 di tasse), la Finlandia (55,9% con euro 0,937 di tasse) e la Germania (55,4% con 0,920 euro di tasse). I cinque Paesi dove l’imposta incide meno sono Malta (47,7% con euro 0,689 di tasse), Spagna (47,6% con euro 0,681 di tasse), Estonia (48% con euro 0,648 di tasse), Lussemburgo (46,2% con euro 0,644 di tasse) e Cipro (43,3% con euro 0,556 di tasse). L’incidenza sul gasolio Quattro su cinque Paesi dove le tasse incidono maggiormente sulla benzina si “confermano” tali anche per quanto concerne il gasolio. L’Italia (53,8% con euro 0,905 di tasse), la Grecia (46,7% con

euro 0,712 di tasse), la Finlandia (49,0% con euro 0,749 di tasse) e la Germania (47,6% con 0,712 euro di tasse). Nei top five, in questo caso, entra l’Irlanda (50,7% con 0,791 euro di tasse). I cinque Stati dove le tasse sulla benzina incidono in modo più lieve sul prezzo alla pompa sono gli stessi con riferimento al gasolio e cioè Malta (43,0% con euro 0,593 di tasse), Spagna (41,9% con euro 0,578 di tasse), Estonia (45,8% con euro 0,618 di tasse), Lussemburgo (39,2% con euro 0,494 di tasse) e Cipro (40,5% con euro 0,531 di tasse). Come avviene la tassazione del carburante in Italia È bene sottolineare il significato del termine accisa. L’accisa è una imposta che grava sulla quantità del bene e non sul valore totale. Si tratta di una imposta che viene applicata sulla realizzazione e la vendita di un determinato prodotto. In via esemplificativa, si riporta il meccanismo di tassazione del carburante in Italia (dalle rilevazioni Mise del 15 ottobre 2012). Al prezzo netto (industriale) si aggiunge l’accisa (imposta indiretta sulla produzione) e poi si applica l’Iva (imposta indi-

retta sul valore aggiunto) al 21%. In tal modo si ottiene il prezzo al consumo (alla pompa). Al prezzo netto pari 0,797 euro si aggiunge l’accisa pari a euro 0,728 e si ottiene euro 1,525. Su tale cifra si applica l’Iva al 21% ovvero euro 0,320 per cui 1,525 euro + 0,320 euro = 1,845 euro. Sul punto, giova rilevare che, in tal caso, vige il principio della doppia imposizione fiscale, in quanto l’Iva si applica sul prezzo dopo l’accisa. Peraltro, giova rilevare che nella parte industriale (0,797 euro), una quota, 0,606 euro, equivale al costo della materia prima che subisce l’effetto cambio euro/dollaro e una quota, 0,191 euro, equivalente al margine su cui l’operatore può modificare il prezzo alla pompa. Le cause del prezzo elevato Non soltanto un problema di tasse. Secondo lo studio il prezzo del carburante è determinato da tre fattori. Certamente dal peso delle tasse ma anche da un sistema distributivo troppo frazionato e, infine, da un numero di stazioni di servizio self-service particolarmente inferiore rispetto a quello della media europea.

* Eamon Consulting SA, Chiasso · luca.ferrari@eamonconsulting.ch

CTE e Hyundai insieme negli Emirati Arabi

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TE ha appena consegnato una piattaforma antincendio B-Fire 330 negli Emirati Arabi: cliente finale è Gasco società attiva dal 1978 nel campo oil&gas, con sede principale ad Abu Dhabi. L’azienda è una joint venture tra Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC), Shell, Total, e Partex, e Atheer (ADNOC) ed è considerata una delle più innovative aziende nel settore gas e idrocarburi. La trattativa commerciale è nata grazie all’apporto della nota società coreana Hyundai, impegnata in un’importante fornitura ad un nuovo impianto di gassificazione di Gasco che comprendeva una serie di apparati antincendio e di sicurezza e 4 veicoli antincendio, tra i quali appunto una piattaforma aerea antincendio di CTE. B-Fire 330 raggiunge i 33 metri di altezza di lavoro e possiede un serbatoio schiuma da 4000 litri di capacità. La navicella prevede una portata massima di 400 kg che consente l’accesso a 4 operatori con il loro equipaggiamento completo. Una ribaltina frontale, progettata come passerella e un ingresso in navicella sulla parete anteriore permette un collegamento continuo ed agevole dalla zona di soccorso in quota fino a terra, mentre un dispositivo elettronico ad ultrasuoni impedisce la collisione accidentale della navicella con qualsiasi ostacolo. Due ugelli per la nebulizzazione dell’acqua posizionati sotto il piano di calpestio offrono un’efficace cortina protettiva contro le alte temperature generate dal fuoco. La macchina comprende inoltre una scala laterale in lega di alluminio, un sistema elettronico integrato, tre postazioni di comando, un sistema di stabilizzazione automatica, carrozzeria antincendio e illuminazione interna.

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SAIE 2012

A Bologna si riparte Fassi

Ridimensionata per via della crisi, la quarantottesima edizione del Saie bolognese non è certamente paragonabile a quelle dei tempi d’oro. Ma nell’area esterna, i soliti noti, ai soliti posti, c’erano praticamente tutti. Segno di un settore e di un Paese che vogliono ripartire, tanto che lo slogan scelto dall’ente fiera recitava così: “Ricostruiamo l’Italia”. Parecchie le novità per le piattaforme aeree, le gru e la logistica e uno sgradito fuori programma (che avrebbe potuto avere risvolti tragici, ma che per fortuna non ha causato danni ai visitatori). Fassi Partiamo da Fassi, senz’altro tra i protagonisti dell’ultima edizione di Saie. Oltre allo stand particolarmente visibile e innovativo, due le grandi novità: l’anteprima italiana della F110B che introduce il sistema a una o due bielle (F110B.1 la prima, F110B.2 la seconda) e Fassi SmartApp System, ossia l’innovativo servizio di teleassistenza da smartphone ideato per il settore del sollevamento. A fare da cornice a queste novità, e a ricordare che l’offerta Fassi è composta da oltre 60 modelli, nello stand erano esposte anche la F38A Active, F55A

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Active, F65AC Active, F80AC Active e F4555RA edynamic. Non solo. Anche la F1950RA.2.28, con un momento di carico massimo pari a 138 tonnellate/ metro e uno sbraccio orizzontale di 45 metri, allestita su di un imponente Man, certamente contribuiva a sottolineare la presenza di Fassi a Bologna e a sottolineare che Fassi Gru – come ha ricordato Mauro Della Casa, direttore Vendite, è pronta a lavorare con tutti i costruttori di camion. Ma torniamo alla nuova famiglia di gru, la 110 di Fassi. È disponibile in 5 versioni, per entrambe le gamme, identificate dalle sigle da .21 a .25, corrispondenti al numero di sfili idraulici. Si trat-


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CTE

ta, in sintesi, di un importante ampliamento nel segmento delle 10 t/m che, nell’offerta di Fassi, è considerato di fascia media nella gamma piccola come portata, ma molto importante come volumi di vendita. La novità, come si diceva, sta nelle bielle: nella F110B.1 la biella si trova in corrispondenza dello snodo tra colonna e il braccio principale, mentre nella F110B.2, una seconda biella è posta tra braccio principale e braccio secondario. Nonostante le bielle siano la vera novità, verrà comunque introdotto un modello senza biella – la F110B.0 - che andrà a sostituire la più che rodata F.110A.0.

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E proprio rispetto a questo modello di successo, la nuova gamma F110B promette un peso ridotto del 20 per cento, uno sbraccio idraulico maggiorato del 15 per cento (nella versione .25), un aumento del carico massimo al gancio mobile del 65 per cento (nella versione con due bielle), e l’abbinamento della prolunga idraulica anche sulla versione .24. Per quanto riguarda Fassi Smartapp, come si diceva, è un sistema integrato di lettura e di raccolta dati in tempo reale, capace di diagnosi in remoto sul funzionamento della gru e compatibile con il sistema Android. Il suo impiego offre l’opportunità di ottimizzare le potenzialità della gru attraverso la conoscenza delle statistiche di utilizzo e delle tempistiche di manutenzione. La sezione Radio Remote Control consente di visualizzare le soglie di reazione del telecomando con la possibilità di modificarne la sensibilità: in altri termini, è possibile adattare in remoto la sensibilità dei comandi alle singole esigenze dell’operatore. Il tasto Black Box non è soltanto una memoria delle operazioni eseguite, ma anche uno strumento di comunicazione con la rete di assistenza Fassi. Inoltre, in caso di arresto improvviso della gru, la funzione Geo-Locator ‘trova’ il centro di assistenza più vicino e, attraverso il Black Box, attiva la procedura diagnostica in remoto salvando i dati e gli eventuali allarmi in un file che può essere inviato via mail all’assistenza Fassi. E per il futuro? Ha spiegato Mauro Della Casa, direttore Vendite: «il mercato Italia è passato dal 1516 per cento del fatturato, al 7 per cento. Si lavora con tutti i costruttori di camion, il futuro non sarà fatto solo di nuovi prodotti, ma anche di post vendita, allestimento e servizi». E a proposito di assistenza, Dellacasa ha anche ricordato il progetto dei centri certificati: «stiamo mettendo in piedi un’associazione che raccoglierà tutti i centri di assistenza, in modo da garantire interventi sicuri ai nostri clienti». OIL&STEEL Oil & Steel era presente all’edizione 2012 del SAIE di Bologna con importanti novità di prodotto. Innanzitutto la nuova serie ammiraglia Oil & Steel, la Eagle Phoenix, e in particolare il modello 4230. Tale nuova serie rappresenta l’evoluzione delle piattaforme aeree montate su veicoli pesanti “Eagle S”. Strumentazione con comandi semplici e intuitivi, un design pulito, componentistica affidabile caratterizzano queste piattaforme autocarrate di grande altezza. Ma a Saie c’era anche la famiglia ‘Snake Compact’, che cresce e si arricchisce di due nuovi modelli che – dicono in Oil&Steel – sono pensati per soddisfare le esigenze dei clienti e dei noleggiatori di tutto il mondo.

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“Saie con il botto”. Il primo giorno di apertura, un ragno della CMC di Bari è crollato al suolo colpendo una seconda piattaforma e finendo la corsa contro il muro esterno del padiglione 26. Coinvolto nell’incidente un visitatore olandese di 59 anni che era alla guida della piattaforma, e che per fortuna non ha riportato gravi conseguenze. L'uomo è stato soccorso dai Vigili del Fuoco con un intervento complesso: un’autogru è salita sul tetto a un'altezza di 15 metri. Per chiarire la dinamica dell'incidente sono intervenuti anche gli agenti del commissariato Bolognina-Pontevecchio: forse una manovra sbagliata di chi lo comandava ha fatto ribaltare la piattaforma.

Di certo va menzionata la nuovissima Snake 2612 Compact REL: 26 metri di altezza di lavoro e 12 metri di sbraccio, si monta su autocarri da 3.5 ton. La piattaforma è dotata anteriormente di stabilizzatori ad H (ad azionamento manuale, standard, o idraulico, opzionale) che consentono di operare anche in spazi ristretti. Un nuovo modello anche per la serie Snake Smart, che ora contempla la nuova Snake 1365 Smart. Al SAIE è stata presentata allestita su autocarro Land Rover Defender, poiché tale modello è stato pensato e sviluppato per installazioni su veicoli tipo pick-up ma anche su veicoli metropolitani leggeri come il Piaggio Porter. Per quanto riguarda il segmento delle piattaforme semoventi cingolate, i ragni, per intenderci, Oil & Steel ha presentato una nuova declinazione della serie EVO ovvero il nuovo modello Octopussy 2300 EVO. Si tratta di una piattaforma di 23 metri di altezza di lavoro che presenta tutte le caratteristiche della serie EVO: jib rotante tridimensionalmente, stabilizzatori a geometria variabile, alimentazione bivalente (motore elettrico abbinato a motore a benzina o diesel), area di stabilizzazione contenuta. Naturalmente non mancava Octopussy 1402 Classic, un grande classico, appunto, di casa Oil & Steel.


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PM

CTE Group Una scelta ben precisa quella che ha caratterizzato la partecipazione del gruppo CTE a Saie: i due brand, CTE e Effer, hanno condiviso un’area espositiva di 550 metri quadri, sotto la comune insegna “Lifting every day”. CTE era presente a Bologna con una nutrita gamma di macchine, a cominciare da due esemplari di Traccess 230, di cui uno allestito con argano, ossia la piattaforma cingolata che raggiunge 23 metri di altezza massima di lavoro. Ma nello stand di CTE Group c’erano anche la nuova ZED 20.2H, versione aggiornata della ZED 20 CH, la ZED23 JH, dotata di jib e con una capacità in cesta di 250 kg, e la B-Lift 20.13 Multipurpose, vincitrice degli IAPA Awards 2011 nella categoria “Miglior prodotto dell’anno 2010: piattaforme autocarrate e trainabili”. In rappresentanza della gamma B-LIFT High Range, il modello B-LIFT 390HR, insieme a una nutrita schiera di modelli Genie: i nuovi sollevatori verticali GS 4047 e GS 3369 RT, il sollevatore telescopico GTH 4014, la piattaforma semovente a braccio articolato Z 51. Infine, la scala per traslochi Pratika 205 e il sollevatore GEDA. Per il marchio Effer c’erano diverse soluzioni, tutte caratterizzate dall’elettronica PROGRESS, ossia il sistema elettronico di monitoraggio e gestione in grado di garantire il completo controllo della gru:

la 315 per installazioni su autocarri di 2 assi; la 395, progettata per avere un ingombro dietro cabina particolarmente ridotto e un peso molto limitato; la 525, che Effer considera la massima espressione del rapporto momento di sollevamento/peso di tutta la categoria; la 685, ossia la gru media grande per autocarri anche da 26 ton e, infine, la gru installabile su autocarri da 32 tonnellate anche nella versione con snodo e verricello. PM L’azienda modenese ha portato a Bologna i propri prodotti di punta e la nuova gamma di gru “Made in San Cesario sul Panaro”. A rappresentare la serie 100 SP, era esposto il modello PM 100028 + J1616.25, con uno sbraccio oleodinamico orizzontale di 33,55 metri e verticale di 37,35. Per la Serie 65 SP, la PM 65026 SP, con uno sbraccio orizzontale di 15,40 metri e verticale di 19,60 metri. Questa serie presenta fino a nove sfili idraulici, sistema di rotazione continua con due motoriduttori, centralina elettronica PM Power Tronic Advanced e dispositivo di controllo stabilità PM Stability Per System. In anteprima, per la nuova Serie 53 SP, PM ha presentato il modello PM 53026 + J1215.20 SP, con uno sbraccio oleodinamico orizzontale di 26,95 metri per 6475 chilogrammi. Per la Serie 38.5SP

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SP, che presenta fino a 8 sfili idraulici, ed è dotata di un sistema di rotazione con cremagliera e pignone e doppie bielle, due configurazioni: il modello PM38525 + J815 - con sbraccio orizzontale da 26,20 metri e verticale da 29,70 metri - e il modello PM38528 - con sbraccio orizzontale da 21,70 metri e uno sbraccio verticale fino a 25,20 metri -. Per la serie 28.5 SP, il modello PM28526 + J615 con 28,60 metri di sbraccio orizzontale per 30,30 metri di sbraccio verticale, il tutto in meno di 4000 chilogrammi. Infine, per la serie 30.5 SP, il modello presente al SAIE era la PM30528, con un momento di sollevamento massimo di 23,30 tonnellate/metro, pesante solo 3650 chilogrammi, con uno sbraccio verticale di 25,20 metri e uno sbraccio orizzontale di 21,7. Tutte le Gru PM possono essere equipaggiate con diversi optional - antenne fino a 6 sfili idraulici con angoli negativi di 20°, verricello a controllo elettronico su gru e antenna, attivazioni supplementari come canaline raccoglitubo e avvolgitubo idraulici, martinetti stabilizzatori rotanti idraulici – che ne ampliano i campi di utilizzo. Cargotec Grandi novità, o meglio grandi anteprime, per HIAB, che a Bologna ha incuriosito con quel “pros-


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PALFINGER

HIAB

simamente” che campeggiava nel suo stand. Quel prossimamente, era riferito alla nuovissima Hiab XS 544 HiPro, che ancora non è stata lanciata sul mercato e che pertanto presenta dati tecnici ancora preliminari. Il modello Hiab XS 544 HiPro è il più recente nel segmento di alta capacità di Cargotec ed è stato sviluppato per soddisfare le richieste più esigenti in termini di produttività, economia, costi di mantenimento ridotti e rapido ritorno sugli investimenti. Hiab XS 544 HiPro presenta un nuovo sistema di bracci migliorato per ridurre al minimo la flessione laterale, nuovi cilindri a sequenza controllata e rotazione continua. Pertanto offre un percorso breve e rapido alla posizione di lavoro. La capacità è di 52 tonnellate metro e la gru offre uno sbraccio fino a 35 metri con un jib. Hiab XS 544 HiPro include funzionalità come la distribuzione del flusso della pompa (PFD), che supporta la velocità e la precisione della gru e il controllo automatico della velocità (ASC) che, in collaborazione con la PFD aumenta la capacità del 15 percento. I punti di forza di questo nuovo prodotto - dicono in Cargotec - saranno la velocità, la precisione, lo sbraccio, la capacità e i movimenti fluidi. Per la cronaca, la nuova gru sarà ordinabile nei prossimi giorni, entro la fine del 2012.

Socage Di tutto e di più nello stand di Socage, a cominciare dalla A 314 in tutte le sue declinazioni: la urban platform A314 up allestita su Piaggio Porter, la A 314 nat (il nat sta per natural) allestita su veicoli elettrici FAAM, la A314 Isuzu, la Land Rover e la A 314 Renault-Nissan. Per Socage SAIE è stata l’occasione per presentare il Restyling Forste apportato su diversi modelli. Il Restyling è stato chiamato Forste per testimoniare l’impegno che la Società ha intrapreso nei confronti della neo Associazione Forste. La Direzione di Socage ha infatti deciso di diventare sponsor ufficiale di questa Associazione Onlus. Detto questo, in tutte le varianti della A 314 sono di serie il contatore elettrico, le valvole di blocco flangiate, le tubazioni interne ai bracci, il sistema anticollisione cabina/cestello, il segnalatore acustico nel cestello, lo scambiatore di calore, il rotolampada magnetico, la presa elettrica 110/230 V nel cesto, la pompa di emergenza manuale, le spondine in alluminio (tranne che sulla Land Rover, in cui non sono disponibili). Sono invece opzionali l’anemometro, l’elettropompa di emergenza 12/24 V, l’elettropompa ausiliaria, il faro orientabile, l’inverter, l’isolamento cestello 1000 V, la presa aria/acqua, le piastre supplementari.

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L’altezza massima di queste piattaforme è di 13,20 metri per le versioni Isuzu, Up e Nat, mentre sale a 13,50 per la versione Land Rover e a 13,70 per la versione Renault-Nissan. La rotazione è continua per tutti i modelli tranne che per il modello Isuzu (270°), lo sbraccio arriva a 7,20 metri per Nat, Up, Isuzu, mentre è di 6,50 per Land Rover e 7,10 per Renault-Nissan. Il cestello è in alluminio e le sue dimensioni sono per tutte le versioni di 1400x700x1100. Di dimensioni completamente diverse i modelli della serie TJ-TJJ che, a seconda delle diverse versioni, arrivano a toccare quota 68,50 metri, con sbracci fino a 36,50 metri (TJJ70). La più piccola della serie – la TJ30 – arriva a un’altezza di 30 metri, ed è seguita dalla TJ35 (35 m), dalla TJJ39 (39 m), TJ44, TJ47 (nelle de versioni 18 e 26 t), TJ51, TJ54, TJ58 e, infine, TJJ61. Infine, nello stand di Socage, anche forSte DAJ332, con la sua altezza massima di 32 metri e il suo sbraccio di 19. Palfinger Palfinger ha sviluppato una serie di piccole gru che ben si adattano per i veicoli commerciali leggeri. L’ampia gamma di versione consente un adattamento alle più svariate esigenze; la configurazione dei bracci fanno sì che queste gru sia-


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CORMACH no ideali per i lavori di caricamento a stretto raggio di azione. Nello stand si poteva ammirare la PK 88002 EH: momento di sollevamento di 81,6 Tm, da 2 a 9 sfili idraulici, sbraccio massimo di 22,5 metri, rotazione continua e peso di 6780 Kg nella versione a due sfili. Da menzionare il nuovo sistema di controllo della stabilità HPSC (High Performance Stability Control). I sensori negli stabilizzatori per la misura proporzionale della posizione consentono un posizionamento completamente variabile degli stabilizzatori stessi e dunque è possibile calcolare, per qualsiasi posizionamento, il campo di lavoro massimo ammesso. C ormach 71000 E A.S.C Plus e 87000 E A.S.C Plus nello stand di Gormach. Per entrambe si può optare per il radiocomando con display con limitatore elettrico, comandi di emergenza degli stabilizzatori, doppi cilindro di sollevamento, carter e serbatoio dell’olio in acciaio inossidabile, doppi cilindri di sollevamento, angolo negativo di 15 gradi. Il fissaggio per i ganci è rapido, gli attacchi cilindri sono snodati, le lamiere utilizzate per produrre le gru hanno una tensione minima di snervamento che, a seconda dei modelli, può raggiungere i 1300 N*mm2. Fiore all’occhiello della Cormach l’utilizzo di prodotti di verniciatura ad acqua, che permettono non soltanto di ridurre l’impatto ambientale, ma anche di ridurre la pericolosità dei prodotti in termini di infiammabilità. Per la serie 71000, a seconda dei modelli (E2, E3, E4, E5, E6, E7, E8, E9, E11), lo sbraccio idraulico è

programma standard ‘rimorchio’ Goldhofer offre veicoli per gli impieghi più svariati, poiché in grado di soddisfare le esigenze di equipaggiamento di base di qualsiasi impresa di costruzioni e di trasporto. Il programma comprende rimorchi a pianale ribassato da tre fino a cinque assi. Ogni veicolo standard può essere trasformato in un veicolo specifico; la capacità di carico utile può variare da 25 fino a 80 tonnellate. Alla voce ‘semirimorchi’ sono invece annoverati i semirimorchi con pianale alto, quelli con pianale basso, quelli con pianale basso dritto, i semirimorchi per usi speciali e la classe compatta. La gamma di semirimorchi copre la fascia media di portate fino a 150 tonnellate. Tre le novità presentate a Saie: il semirimorchio a pianale alto SPZ-DL 3-25/100 A, il semirimorchio a pianale alto SPZ-DL 3-25/100 AA e il semirimorchio a pianale basso STZ-L 4-26/100 A. Il primo è

GOLDHOFER

compreso tra 6,64 e 24,50 metri, mentre il momento statico massimo al perno torretta è di 71200 daN*m per tutte le versioni. Per la serie 87000, invece, il momento è di 87000 daN*m e lo sbraccio è compreso tra 6,55 e 24,30 metri. Tra i diversi optional disponibili, ci sono il posto di manovra in alto, il cestello, il trattamento marino della gru, la traversa ausiliaria estendibile e il verricello da 4000 o da 2500 daN*m. Goldhofer Alla voce ‘rimorchi’ di Goldhofer, rientrano i rimorchi con rampe e i trainati autosterzanti. E con il

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un semirimorchio telescopico con un singolo sfilo per il trasporto di prefabbricati, travi o carichi generici di lunga dimensione, tre assi sterzanti a volta corretta, elettropompa, radiocomando. Le gomme sono Michelin. Il secondo è un semirimorchio a pianale alto a doppio sfilo per il trasporto di prefabbricati, travi o carichi generici di lunga dimensione. Anche in questo caso le gomme sono Michelin e il semirimorchio è allungabile fino a 27,80 metri. Infine, il terzo semirimorchio è un telescopico a sfilo singolo a collaudo legale, l’altezza del pianale 755 mm. È adatto al trasporto di merci di ogni tipo, 4 assi di cui tre sterzanti a vol-


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FERRARI ta corretta, elettropompa, allargatori a bandiera, rampe in alluminio, primo asse sollevatore.

FUART

Ferrari 527, 531 e 729, tutti presenti a Bologna. Il primo è un prodotto smart, il secondo è una novità e il terzo è un cosiddetto ‘coming soon’, prossimamente. La 527 promette bassi costi di esercizio, affidabilità, semplicità, ma al tempo stesso promette di essere leggera, compatta e forte. Rispetto ai modelli precedenti, il peso è stato ridotto del 40 per cento, il braccio orizzontale è chiuso (e dunque permette una capacità di carico maggiore del 12 per cento), e anche la pressione idraulica necessaria è stata ridotta del 12 per cento. IMER Group Alla sua prima esposizione la piattaforma aerea per uso interno Easy Up 5 Picking. L’allestimento standard prevede trazione a due ruote motrici con motori elettrici in cc e freni elettromagnetici, interblocco ruote pivottanti per traslazione in linea retta, selettore tre velocità proporzionali, ruote antitraccia, doppio pianale di carico regolabile e fisso antiscivolo, cancelletto di ingresso a due battenti con chiusura a molla, scatola comandi in piattaforma IP65 con joystick e arresto di emergenza, pannello comandi a terra con interruttore a chiave, inclinometro e sensore di carico con blocco di movimenti e allarme acustico e visivo, protezioni anticesoiamento elettriche, protezioni anti-ribaltamento, avvisatore acustico movimenti, claxon e girofaro lampeggiante, indicatore di scarica batteria, caricabatteria a disinserimento automatico, discesa manuale di emergenza, cilin-

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IMER GROUP


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dro di sollevamento con valvola di blocco. Il peso complessivo della piattaforma è di 520 chili, la velocità di traslazione è compresa tra 0 e 4 Km/h. Le forbici domo tre, la portata del cestello, compresa una persona, è di 120 Kg. La Easy Up 5 può essere trasportata in ascensore e passa attraverso le comuni porte domestiche. Fuart Minimo ingombro, massima portata. Con questo slogan Fuart ha presentato Fuart 10 che, grazie alle sue dimensioni ridotte – 1790 mm x 10 tonnellate – è ideale per lavorare nei centri storici, o in zone impervie di montagna o, ancora, in cantieri scomodi e difficili. Inoltre, il baricentro a 56 centimetri di altezza da terra, permette la massima stabilità e tenuta di strada. Il motore è un Mercedes Euro 5 di 177 cavalli, il cambio è un 6 marce e la cabina è ribaltabile. Gli assali e le balestre sono rinforzati e l’impianto frenante è dotato di ABS. Si può scegliere il cassone fisso o il cassone ribaltabile, oppure la versione con cassone con gru o quella scarrabile. Ma non è finita. Fuart 10 può essere utilizzato per parecchi altri impieghi, poiché esiste la versione con autobetoniera, con cassone con sponda posteriore idraulica, con cisterna gas, cisterna petroli, cisterna oli usati, cisterna trasporto latte e alimenti liquidi. Inoltre può essere im-

Jungheinrich

EMILIANA SERBATOI piegata per servizi spargisale e spazzaneve, o impiegato nella raccolta di rifiuti e servizi di pulizia. Emiliana Serbatoi Emiliana Serbatoi era presente con la gamma di distributori omologati per gasolio a uso privato ES PUMP. Fanno parte di questa famiglia sia colonnine con testata meccanica, sia elettronica. Tutti i modelli sono dotati di filtro con la doppia funzione di separare e eliminare impurità e acqua presenti nel carburante, preservando quindi il motore da possibili danni. La struttura autoportante è in lamiera stampata, la pompa autoadescante a palette con portata tra 70 e 90 litri al minuto, il motore a induzione con protezione termica, il conta litri a uso privato. In particolare, il modello GLM-M a testata meccanica presenta motore pompa a corrente alternata monofase (230 V) o trifase (400 V) e la possibilità di dotazione con PULSER, ossia un emettitore di impulsi per collegamento a sistemi gestionali di controllo dei rifornimenti. Il Modello GLM-C con testata elettronica MC, invece, è l’ideale per erogazioni veloci e precise, ma può essere utilizzabile solo da personale abilitato. Questo serbatoio permette di gestire fino a 50 utenti; in opzione, la chiave elettronica per riconoscimento codice utente e la possibilità di scaricare i dati sul pc.

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Jungheinrich Carrelli elevatori e soluzioni diversificate per ogni altezza, per ogni carico: sono disponibili più di 600 varianti di mezzi di movimentazione, più la possibilità di soluzioni personalizzate. È questo, in sintesi, quello che si poteva vedere nello stand di Jungheinrich. In altri termini, tutto quello che occorre per la logistica integrata. Inoltre il sistema ISM Online, ossia il sistema informativo per la gestione dei carrelli elevatori. Si tratta, nello specifico, di un sistema per la raccolta analitica, l’osservazione e la valutazione dei dati relativi alla flotta, all’esterno della sede. Un’applicazione web offre svariate possibilità di report e raccoglie sia dati commerciali (dati di origine e contrattuali), sia dati tecnici relativi ai carrelli. OM Still Offerta completa anche per OM Still, il gruppo che si distingue nell’intralogistica, cioè in tutte le tecnologie finalizzate a ottimizzare e automatizzare la logistica di magazzino. Non solo carrelli elevatori, quindi, ma anche software, servizi, consulenza, progetti, e quant’altro permetta un servizio completo. La gamma OM Still prevede 45 famiglie di prodotti, che vanno dai carrelli frontali elettrici (da 1 a 5 t), ai carrelli


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SAIE 2012 termici a convertitore di coppia (da 1,6 a 3 t) Tra gli altri, interessanti i carrelli a tecnologia ibrida (da 1,6 a 8 t), dotati di sistema di riduzione dei consumi ed emissioni Blue-Q e l’anteprima dei carrelli dotati della tecnologia Fuelcell, ossia carrelli dotati di batteria agli ioni di litio e dunque a emissioni zero Cometto La serie 0ED è l’evoluzione della classica 0, di cui mantiene la flessibilità incrementandone le prestazioni. Il nuovo telaio, con elevato momento di inerzia torsionale e alta resistenza flessionale, sommati alla nuova sospensione permettono un carico tecnico per asse di 25 ton a 5 km/h. Con la serie 0ED si possono formare convogli a semirimorchio e rimorchio più lunghi, quali “collo – 5 assi-pianale – 7 assi” o “collo – 16 assi” con portate nettamente più alte. Con i convogli di larghezza 2550 o 2750 mm possono essere trasportati anche carichi che normalmente richiederebbero l’utilizzo di modulari pesanti, con indiscussi vantaggi in termini di permessi stradali. Infine, collo di cigno per trattori 6x4 e 8x4, moduli da 2 a 5 assi e grande varietà di componenti (anche personalizzabili) quali pianali, ralle, distanziali, travi, ecc, consentono di ottenere la configurazione ottimale per ogni tipologia di carico.

Cometto Sunward

Sunward Serie SWE18UB per Sunward, l’azienda che ha recentemente spostato la sua sede operativa da Corbetta (MI) a Zola Pedrosa (BO) e che pertanto ha colto l’opportunità della vicinanza con la fiera di Bologna per organizzare un “porte aperte”, una sorta di “fuori salone”, proprio nei giorni di Saie. Tornando al SWE18UB, stiamo parlando di un mini escavatore con un interasse di 1210 mm. Una lunghezza del carro di 1538 mm, l’altezza da terra è di 435 mm, mentre l’altezza massima alla cabina è di 2208 mm. La larghezza dei pattini è di 352 mm, quella della torretta è di 1320 mm. Per quanto riguarda il diagramma di scavo, l’altezza massima di scavo è di 3458 mm, la profondità massima di 2206 mm. La lama è larga 990 millimetri e alta 267, il raggio minimo di rotazione anteriore è di 1794 mm, mentre il raggio massimo di scavo è di 3942 millimetri. Recentemente SunWard ha ampliato la sua gamma di prodotti introducendo il marchio Masalta, casa cinese del settore delle attrezzature edili. E.S.

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Movimento terra e costruzioni

Andamento del mercato

Così va il mondo

di Emanuela Stìfano

Rispetto al passato, il globo delle MMT gira al contrario. Continua a non passarsela bene il mercato italiano, che per il quinto anno consecutivo fa registrare un decremento dei volumi. Permane il trend positivo per l’export, che in confronto all’anno scorso è cresciuto di un dignitoso 15 per cento. A livello mondiale, invece, c’è fermento, perchè le quote di mercato non sono più così scontate: bene l’India, si ferma (forse) la Cina.

Vendite (miliardi di $)

2007

Cina Nord America Europa India Giappone Resto del mondo

Fonte: Off-Highway Research

I

11,2 28,2 19,6 1,9 4,6 32,3

2011

Cina Nord America Europa India Giappone Resto del mondo

Fonte: Off-Highway Research

l fondo è stato toccato e pertanto, stando alla logisca, ora non si può fare altro che risalire. Ma in tempi di crisi, l’unica logica che vale è quella dell’incertezza. Stando infatti alle parole di Alberto Caletti, consigliere di Unacea intervenuto al Construction equipment day svoltosi durante Ecomondo, non è detto che la ripresa sia così scontata e così vicina: «Abbiamo toccato il punto più basso da quando sono state istituite le rilevazioni statistiche nel 1980 – ha spiegato - ma dal governo non arriva nessun segnale d'attenzione. E' assurdo che lo stesso recente decreto sul ritardo dei pagamenti valga solo a partire dal 2013 e sembri non riguardare i lavori pubblici». Moderatamente più ottimista il Cece (Committee for European Construction Equipment), secondo il quale a fine 2012 la produzione europea, dopo il crollo del 2009, dovrebbe raggiungere i 25 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto al 2011. Ma, si diceva, l’ottimismo è cauto, perché i principali mercati del

2012*

38,9 20,3 12 3,1 3,2 31,8

Cina Nord America Europa India Giappone Resto del mondo

* previsioni

Cina Nord America Europa India Giappone Resto del mondo

Fonte: Off-Highway Research

continente, a eccezione della Russia e della Turchia, rimangono connotati negativamente. «Il deteriorarsi delle aspettative tra i produttori europei – ha spiegato Valentina Mauri, responsabile public affairs & communication del Cece - rende ancora più necessaria la battaglia che conduciamo a Bruxelles per far capire che l’industria europea va difesa e sostenuta al fine di non disperdere il suo know how tecnologico e il suo volume occupazionale. A tal proposito un tema molto importante è la sorveglianza di mercato, dove anche gli stati nazionali, e l'Italia tra questi, devono fare di più, fornendo agli enti preposti al controllo strumenti e risorse adeguate per eliminare la presenza sul territorio di macchinari non conformi a tutte le normative in materia di sicurezza e rispetto ambientale. Tali normative implicano enormi investimenti per le aziende e non possono quindi esser rispettate solo da alcuni senza creare una situazione di concorrenza sleale». Tutto profondamente vero, ma in attesa che la bat-

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2016*

31,1 21,9 12 3 2,9 29,1

CSC dicembre 2012

* previsioni

38,4 27,4 12,6 5,4 3 34,1

Fonte: Off-Highway Research

taglia a Bruxelles venga vinta, i dati continuano a rimanere da profondo rosso. Prima di snocciolarli, però, una modesta, ma pur sempre buona notizia: nel 2011 il ricavo globale dell’industria italiana delle macchine per costruzioni è cresciuta del 6,4% rispetto al 2010 (Fonte Cribis D&B, società specializzata nelle business information). Ma, si diceva, non è il caso di farsi prendere da facili entusiasmi, perché la somma dei bilanci appena depositati dalle aziende italiane produttrici di macchine per costruzioni individua nel 2011 un valore complessivo di 2.699 milioni di euro, ovvero il 42% in meno rispetto all’anno di picco 2008. A livello di sottosettore le macchine movimento terra hanno registrato un ricavo complessivo di 940 milioni di euro (-6% rispetto al 2010); 593 milioni di euro (-19,2%) vanno alle macchine per la perforazione; 474 milioni di euro (2,1%) ai macchinari per il calcestruzzo; 287 milioni di euro (-6,5%) alle macchine stradali; 117 milioni di euro (-0,8%) alle gru


Movimento terra e costruzioni

Andamento del mercato

Entrando nel dettaglio, valori in aumento si sono registraPrimi 9 mesi Primi 9 ti in particolare nell’export di % 2011 mesi 2012 macchine e attrezzature moApripista 41 21 -48,8 vimento terra (18%), macchiEscavatori cingolati 1171 771 -34,2 Escavatori gommati 105 76 -27,6 ne per la preparazione degli Pale gommate 617 482 -21,9 inerti (15%), per la perforazioTerne 4 ruote sterzanti 49 49 0,0 ne (3.5%), gru a torre (18%) e Terne rigide 119 85 -28,6 macchine per il calcestruzzo Terne articolate* 24 Miniescavatori 3514 2676 -23,8 (6%). In controtendenza le Minipale compatte 573 365 -36,3 sole macchine stradali (-5%). Minipale compatte cingolate 334 237 -29,0 La bilancia commerciale del Dumper articolati 29 8 -72,4 Sollevatori telescopici 621 333 -46,4 comparto rimane positiva Tot. macchine movimento terra 7173 5127 -28,5 per più di un miliardo e mezRulli 149 104 -30,2 zo di euro, registrando un miVibrofinitrici 37 31 -16,2 glioramento del 16% rispetto Tot. macchine stradali 186 135 -27,4 Macchinari per il calcestruzzo** 254 145 -42,9 all’anno passato. Il risultato è dovuto alla flessione del 26% TOTALE MACCHINE PER COSTRUZIONI 7613 5407 -29,0 delle importazioni, al cattivo Fonte: produttori e importatori di macchine per costruzioni * Inizio rilevazione: 2012 andamento del mercato do** Autobetoniere, pompe carrellate, pompe autocarrate, betonpompe, impianti, spritzbeton mestico che nei primi nove mesi dell'anno è calato del 29%, ma anche allo sforzo d'internazionalizzazione a torre; 68 milioni di euro (- 15,2%) alle macchine delle aziende italiane. per la preparazione degli inerti; 237 milioni di euro Qualche (lieve) speranza, anche, per il noleggio: Mar(+8,2%) alle attrezzature. Lo studio evidenzia inoltre co Prosperi, segretario di Assodimi (l'associazione dei come dal 2007 il trend dei pagamenti puntuali nel distributori e noleggiatori di macchine industriali), comparto dell'edilizia, che è il settore di maggiore durante il Construction equipment day, ha evidenassorbimento di macchine per costruzioni, si sia riziato che sebbene il noleggio in Italia, nel 2011, abdotto dal 60,6% al 41,8% (dato del terzo trimestre bia realizzato un volume di affari di 1,5 milioni di eu2012). Ancora positive le esportazioni, che nel 2011 ro con un decremento del 11,8% rispetto al record sono cresciute del 23% (circa 2.226 milioni di euro). storico del 2007, e che le stime portano a pensare E, fortunatamente, continuano a salire: l'ultima elache a fine anno vi sarà una flessione del fatturato di borazione condotta da Unacea su dati Istat per il peun ulteriore 10% rispetto al 2011, Il 2013 potrebbe riodo gennaio-luglio 2012, ha registrato 1.604 miliovedere possibilità di miglioramento. Anche se - ha ni di euro di esportazioni con una crescita del 15,6% ribadito Prosperi - i mancati pagamenti della pubblirispetto allo stesso periodo del 2011. ca amministrazione minacciano drammaticamente Nei primi otto mesi del 2012, secondo quanto emerla sopravvivenza di molte aziende. ge dai dati Istat elaborati da Unacea, le esportazioni Anche dal punto di vista di Comamoter, la situaziodi macchine per costruzioni superano i 1.770 milioni ne è tendente al tragico, ma qualche speranza per di euro e continuano a crescere con un +12% rispetla ripresa starebbe nella cosidetta multifunzionalito allo stesso periodo dell’anno passato, nonostantà. Secondo l’Associazione, infatti, il mercato delle te un rallentamento del tasso di crescita pari al 3% macchine da cantiere ha registrato anche nei pririspetto a quanto registrato nel periodo gennaiomi nove mesi del 2012 decrementi pesanti. In partiluglio (+15%).

MACCHINE PER COSTRUZIONI (unità vendute) Gennaio-settembre 2012

colare, dopo aver chiuso il 2011 con un passivo del 21,3%, nel periodo gennaio-settembre di quest’anno il settore segna ancora netti cali di vendite per tutte le tipologie di macchine. Le “macchine tradizionali” (apripista, escavatori cingolati e gommati e pale gommate) registrano un decremento pari al 30,2% in ragione di 1.350 macchine vendute, le “terne” registrano un calo del 20,2% (134 unità), mentre le “macchine compatte” chiudono i nove mesi con un passivo del 25,8% (3.278 unità). In totale le macchine per movimento terra registrano un calo del 28,8% al quale si aggiunge quello altrettanto vistoso (-27,4%) delle “macchine stradali” comprendenti rulli e vibrofinitrici. Ma in presenza di un mercato interno che dipende in modo totale dal settore costruzioni e che quindi risente pesantemente della crisi dell’edilizia e delle opere pubbliche – sostiene Comamoter - occorre diversificare l’offerta e intercettare quei segmenti di mercato che hanno potenzialità di sviluppo e risultano per molti aspetti ancora inesplorati: agricoltura, manutenzione del territorio, lavorazioni forestali, prevenzione del dissesto idrogeologico e degli incendi, gestione delle biomasse per l’industria dell’energia. Tutte funzioni per le quali occorre la stessa meccanizzazione utilizzata per la cantieristica, o comunque occorrono tipologie di macchine strettamente derivata dal movimento terra. Anche per Assobeton le cose non stanno andando bene. I dati relativi al comparto italiano dell'Edilizia Industrializzata in Calcestruzzo per il secondo trimestre del 2012, confrontati con quelli dello stesso periodo dell’anno scorso, fanno rilevare una contrazione di 11 punti percentuali. I dati risultano negativi in tutte le aree geografiche, con una punta del - 40% per la macro-area “Sud e Isole”. In particolare, il commissionato del secondo trimestre 2012 si attesta al -24% rispetto al 2011 e, confrontando il I semestre 2012 con il periodo corrispondente dell'anno precedente, si evidenzia addirittura una contrazione del 30%. La produzione in metri cubi, invece, nel secondo trimestre 2012, ha registrato un -22%. Inutile dire che ASSOBETON guarda al secondo semestre 2012 senza particolare ottimismo.

Primi 9 mesi 2012 - Totale macchine per costruzioni per regione 2011 2012

%

NORD 4250 2917 -31,4

2011 2012

Valle d'Aosta 35

CENTRO

50

2011 2012

42,9 777

331 -32,4 168

Campania

1675 1183 -29,4 373

%

Piemonte

Toscana

1696 1307 -22,9 490 SUD E ISOLE

%

247 -33,8 294

2011 2012

%

Lombradia

2011 2012

155 Puglia

Umbria -7,7

158

137 -13,3 604

193 -34,4 117

125

6,8

23

2011 2012

480 -20,5 231

460 -29,0 146

171 -28,5 469

170 -26,4 Sicilia

2011 2012

95

Liguria -34,9 205

Molise 45

34

-24,4

Sardegna

303 -35,4 183

CSC dicembre 2012

%

Friuli

Abruzzo

Calabria 239

%

Veneto

183 -33,5 648 Lazio

Basilicata

2011 2012

Trentino AA

593 -23,7 1590 1024 -35,6 275 Marche

%

144 -21,3

%

2011 2012

%

Emilia Romagna

118 -42,4 574

394 -31,4


Andamento del mercato

Macchine per costruzioni MACCHINE E ATTREZZATU RE MOVIMENTO TERRA Apripista, bulldozers, angledozers su cingoli Apripista, bulldozers, angledozers su ruote Livellatrici semoventi Ruspe spianatrici semoventi Caricatori a caricamento frontale, appositamente costruiti per miniere di fondo o altri lavori sotterranei Caricatori, esclusi quelli della voce precedente, e caricatrici-spalatrici a caricamento frontale Escavatori semoventi, con una sovrastruttura che può effettuare una rotazione di 360 gradi Tazze, benne vivalve, pale, tenaglie e pinze, per macchine e apparecchi delle voci 8426, 8429 o 8430 Pale meccaniche, escavatori, caricatori e caricatrici-spalatrici semoventi (esclusi escavatori con una sovrastruttura che può effettuare una rotazione di 360 gradi e caricatori a caricamento frontale) Macchine e strumenti per movimenti di terra, semoventi Macchine, apparecchi e strumenti per movimenti di terra, non semoventi Macchine e apparecchi per lavori pubblici, edilizia o lavori analoghi Trattori a cingoli totale settore MACCHINE STRADALI Rulli compressori a vibrazioni Rulli compressori semoventi Autocarri a cassone ribaltabile detti dumpers, costruiti per essere utilizzati fuori dalla sede stradale Compattatori, semoventi (esclusi rulli compressori) Macchine, apparecchi e strumenti per comprimere o per rendere compatto il terreno, non semoventi (esclusi utensili manovrabili a mano) Macchine per mescolare le materie minerali al bitume totale settore MACCHINE PER CALCESTRUZZO Pompe per il calcestruzzo Betoniere e apparecchi per preparare il cemento (esclusi quelli montati su carri ferroviari o su telai di autocarri) Autocarri betoniere Autoveicoli pompa per il cemento totale settore GRU A TORRE Gru a torre totale settore MACCHINE PER LA PREPARAZIONE DEGLI INERTI Apparecchi elevatori, trasporatori o convogliatori, ad azione continua, per merci, appositamente costruiti per miniere di fondo, o altri lavori sotterranei (esclusi apparecchi elevatori o trasportatori, pneumatici) Macchine e apparecchi per selezionare, vagliare, separare o lavare materie minerali, anche in polvere o in pasta (escluse centrifughe o presse filtranti) Macchine e apparecchi per frantumare,macinare o polverizzare Macchine ed apparecchi per mescolare, impastare, frantumare, macinare, vagliare, setacciare, omogeneizzare, emulsionare o agitare (esclusi robot industriali) totale settore MACCHINE PER LA PERFORAZIONE Battipali e macchine per l'estrazione dei pali (esclusi quelli montati su carri ferroviari e quelli montati su telai di autoveicoli o di autocarri) Tagliatrici, abbattitrici e macchine per perforare trafori e gallerie, semoventi (escluse armature idrauliche di miniera, semoventi) Tagliatrici, abbattitrici e macchine per perforare trafori e gallerie, non semoventi (esclusi utensili manovrabili a mano e armature idrauliche di miniera, semoventi) Macchine di sondaggio e di perforazione per l'estrazione della terra, dei minerali, o dei minerali metalliferi, semoventi (escluse quelle montate su carri ferroviari e quelle montate su telai di autoveicoli o di autocarri, macchine per perforare trafori) Macchine di sondaggio o di perforazione per l'estrazione della terra, dei minerali, o dei minerali metalliferi, non semoventi e non idrauliche (escluse macchine per perforare trafori e gallerie, e utensili manovrabili a mano) Derricks e automobili per il sondaggio o la perforazione totale settore totali macchine per costruzioni

Le quote mondiali Negli ultimi anni è successo di tutto, ma le sorprese sembrano non finire. Dopo il picco di vendite mondiali del 2007 (100 miliardi di dollari) e il dimezzamento di fatturato del 2009, nel 2011 si sono registrate vendite per 109 miliardi di dollari. Nel frattem-

genn. luglio 2011

genn. luglio 2011

19.784.275 2.954.750 1.778.825 247.163

20.944.637 3.171.951 1.765.586 424.696

944.048

953.142

83.943.354 146.608.827 57.962.885

113.010.842 204.347.293 56.350.958

114.990.013

118.974.095

28.918.658 23.190.061 94.872.386 20.737.195 596932440

18.496.376 28.244.289 133.500.096 14.882.753 715066714

1.717.884 1.366.649 13.573.277 5.074.424

3.230.565 2.068.487 17.991.042 2.803.006

19,79%

923.115

991.201

57.990.259 80.645.608

50.493.428 77.577.729

20.782.296

32.124.602

83.683.364

98.748.378

42.033.884 41.425.191 187.924.735

38.823.267 31.186.141 200.882.388

6,90%

74.311.303 74.311.303

87.118.783 87.118.783

17,23%

264.881

1.023.301

43.831.328

38.834.165

53.608.569

86.690.307

-3,80%

107.262.555

120.232.843

204.967.333

246.780.616

6.491.260

5.388.960

1.818.540

7.825.133

17.358.841

21.241.538

164.810.411

217.755.005

51.412.766

22.761.117

444.591 242.336.409

1.637.624 276.609.377

14,14%

1.387.117.828

1.604.035.607

15,64%

po, però, le regioni di maggior assorbimento sono cambiate, e per il 2012 ci si attende una nuova flessione a quota 100 miliardi. Nello specifico, l'Europa (che nel 2007 assorbiva circa 20 miliardi di dollari di macchinari per costruzioni) a fine 2012 ne dovrebbe aver acquistati per soli 12 miliardi. All'interno di que-

24

variaz. %

CSC dicembre 2012

EXPORT

Movimento terra e costruzioni

20,40%

sto mercato, l'Italia (che nel 2007 aveva una quota del 16% ) oggi riesce a ritagliarsi una fetta di soli 9 punti percentuali. Di contro la Cina è passata dagli 11 miliardi di dollari di cinque anni fa agli oltre 31 del 2012, anche se al momento il suo mercato è in flessione. In pieno sviluppo l'India, che nell'arco di


Movimento terra e costruzioni

Andamento del mercato

IMPORT

Macchine per costruzioni MACCHINE E ATTREZZATURE MOVIMENTO TERRA Apripista, bulldozers, angledozers su cingoli Apripista, bulldozers, angledozers su ruote Livellatrici semoventi Ruspe spianatrici semoventi Caricatori a caricamento frontale, appositamente costruiti per miniere di fondo o altri lavori sotterranei Caricatori, esclusi quelli della voce precedente, e caricatrici-spalatrici a caricamento frontale Escavatori semoventi, con una sovrastruttura che può effettuare una rotazione di 360 gradi Tazze, benne vivalve, pale, tenaglie e pinze, per macchine e apparecchi delle voci 8426, 8429 o 8430 Pale meccaniche, escavatori, caricatori e caricatrici-spalatrici semoventi (esclusi escavatori con una sovrastruttura che può effettuare una rotazione di 360 gradi e caricatori a caricamento frontale) Macchine e strumenti per movimenti di terra, semoventi Macchine, apparecchi e strumenti per movimenti di terra, non semoventi Macchine e apparecchi per lavori pubblici, edilizia o lavori analoghi Trattori a cingoli totale settore MACCHINE STRADALI Rulli compressori a vibrazioni Rulli compressori semoventi Autocarri a cassone ribaltabile detti dumpers, costruiti per essere utilizzati fuori dalla sede stradale Compattatori, semoventi (esclusi rulli compressori) Macchine, apparecchi e strumenti per comprimere o per rendere compatto il terreno, non semoventi (esclusi utensili manovrabili a mano) Macchine per mescolare le materie minerali al bitume totale settore MACCHINE PER CALCESTRUZZO Pompe per il calcestruzzo Betoniere e apparecchi per preparare il cemento (esclusi quelli montati su carri ferroviari o su telai di autocarri) Autocarri betoniere Autoveicoli pompa per il cemento totale settore GRU A TORRE Gru a torre totale settore MACCHINE PER LA PREPARAZIONE DEGLI INERTI Apparecchi elevatori, trasporatori o convogliatori, ad azione continua, per merci, appositamente costruiti per miniere di fondo, o altri lavori sotterranei (esclusi apparecchi elevatori o trasportatori, pneumatici) Macchine e apparecchi per selezionare, vagliare, separare o lavare materie minerali, anche in polvere o in pasta (escluse centrifughe o presse filtranti) Macchine e apparecchi per frantumare,macinare o polverizzare Macchine ed apparecchi per mescolare, impastare, frantumare, macinare, vagliare, setacciare, omogeneizzare, emulsionare o agitare (esclusi robot industriali) totale settore MACCHINE PER LA PERFORAZIONE Battipali e macchine per l'estrazione dei pali (esclusi quelli montati su carri ferroviari e quelli montati su telai di autoveicoli o di autocarri) Tagliatrici, abbattitrici e macchine per perforare trafori e gallerie, semoventi (escluse armature idrauliche di miniera, semoventi) Tagliatrici, abbattitrici e macchine per perforare trafori e gallerie, non semoventi (esclusi utensili manovrabili a mano e armature idrauliche di miniera, semoventi) Macchine di sondaggio e di perforazione per l'estrazione della terra, dei minerali, o dei minerali metalliferi, semoventi (escluse quelle montate su carri ferroviari e quelle montate su telai di autoveicoli o di autocarri, macchine per perforare trafori) Macchine di sondaggio o di perforazione per l'estrazione della terra, dei minerali, o dei minerali metalliferi, non semoventi e non idrauliche (escluse macchine per perforare trafori e gallerie, e utensili manovrabili a mano) Derricks e automobili per il sondaggio o la perforazione totale settore totali macchine per costruzioni

tempo analizzato è cresciuta da 1,9 a 5,4 miliardi (dati Cece). Quindi sul mercato europeo è bene metterci una croce sopra? Stanto alle parole di Ralf Wezel, segretario generale del Cece, in realtà no, si può continuare a sperare: «Dalle testimonianze emerse nel nostro

congresso – ha spiegato –produrre in Europa può essere ancora possibile e competitivo. Il legislatore europeo peroò deve capire che l’industria europea va difesa e sostenuta. Per fare ciò, però, occorrono alcuni accorgimenti: è necessaria una politica industriale europea che risolva i gap ancora esistenti nel

25

CSC dicembre 2012

genn-luglio 2011

genn-luglio 2012

variaz. %

6.205.648 864.278 1.689.117 1.153.505

2.577.703 357.419 1.305.916 585.816

570.564

294.153

66.989.456 143.579.533 7.462.657

47.064.071 83.924.034 5.971.644

33.048.192

19.518.025

10.046.508 7.207.460 14.854.501 3.575.894 297.247.313

6.605.085 3.979.114 10.816.475 7.796.930 190.796.385

8.448.389 734.159 5.950.993 1.818.926

5.841.526 488.025 4.322.424 5.638.475

1.794.961

1.258.467

627.305 19374733

226.276 17775193

901.702

504.318

5.804.074

4.372.557

588.865 1.287.842 8.582.483

397.474 589.088 5.863.437

-31,68%

11.701.623 11.701.623

7.371.320 7.371.320

-37,01%

1.450.727

2.000.783

7.509.249

6.637.238

5.575.608

8.183.040

34.105.000

27.132.337

48.640.584

43.953.398

1.578.487

261.444

1.888.023

644.954

1.175.490

3.078.765

7.937.808

8.586.475

6.204.607

3.735.674

0 18.784.415

521.217 16.828.529

-10,41%

404.331.151

282.588.262

-30,11%

-35,81%

-8,26%

-9,64%

mercato interno; occorre un approccio olistico e market driven in materia di riduzione delle emissioni; deve essere posta in essere una concorrenza leale, in particolare rispetto alle cosiddette importazioni grigie che stanno causando danni economici importanti alla nostra industria». 


Logicista

Ultimo miglio

A Torino CityLog È un progetto che ha come obiettivo il miglioramento della sostenibilità e dell’efficienza della consegna delle merci in ambito urbano, la cosiddetta city-logistics o “logistica dell’ultimo miglio”.

È

cofinanziato al 50% dalla Commissione Europea nell’ambito del 7° Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo Tecnologico 2007-2013, il principale strumento di finanziamento della ricerca in Europa. La partnership progettuale comprende produttori di veicoli, operatori logistici, specialisti di Intelligent Transport System, centri di ricerca ed Enti pubblici per elaborare e testare le soluzioni tecniche innovative. Citylog ha come capofila il Centro Ricerche FIAT, insieme a IVECO, VOLVO, TNT, NAVTEQ, TNO, PTV, MIZAR, IPK, EUPL, Comune di Berlino, Area metropolitana di Lyone, Regione Piemonte, Comune di Torino, ERTICO, IMC, CB. Attraverso il progetto CityLog, i partner intendono studiare e sperimentare sul campo un innovativo sistema logistico di distribuzione urbana della merce che riduca il numero di veicoli in ingresso in città. Le nuove soluzioni vengono sperimentate sul territorio dei part-

ner pubblici in tre location europee : Berlino, Lione e Regione Piemonte. Regione Piemonte ha, a sua volta, individuato il Comune di Torino quale test-site regionale. In tale ambito, è stata inaugurata una “area di interscambio” (Transhipment Area) che la Città di Torino, d’accordo con i partner della sperimentazione, ha individuato nei pressi del nuovo Tribunale. La sperimentazione prevede che un “Freight bus”, veicolo commerciale di media dimensione realizzato da Volvo Trucks, depositi nell’area di interscambio tre unità di carico modulari, che contengono le merci pronte per essere distribuite. A questo punto, due Iveco Daily Van prendono in consegna un’unità di carico (detta load unit) ciascuno per distribuirne il contenuto nelle loro aree di competenza in città. Le consegne inevase vengono recapitate al Centro di distribuzione del corriere TNT. In questo modo si riducono le percorrenze dei fur-

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CSC dicembre 2012

goni utilizzati per il trasporto merci, limitando così l’impatto ambientale dell’intero processo di distribuzione. L’innovazione In particolare verranno sviluppati due prototipi di veicoli complementari tra loro, denominati freight-bus e delivery van, insieme ad unità di carico innovative che interagiscono con essi. Per il cosiddetto “ultimo miglio” (la parte del processo di consegna della merce al destinatario finale), sono previste due tipologie di sperimentazioni: Tranhipment Area: ll freight bus deposita al mattino in un’area di interscambio nel centro cittadino le tre unità di carico modulari contenenti i pacchi da consegnare e alla sera carica quelle da riportare al Centro di distribuzione del corriere. A loro volta, uno o più delivery van prendono in consegna una unità di carico e partono per la distribuzione dei pacchi ai clienti.


Che cos’è la BentoBox Prende il nome dal tipico vassoio a scomparti dei pasti preconfezionati in Giappone e si ispira alla filosofia “take away” che viene applicata alla logistica. È un Self-Service Point dove il cliente può ritirare i pacchi quando vuole, 24 h su 24. La BentoBox che viene sperimentata nell’ambito del progetto CityLog è un prototipo progettato e realizzato da ICOOR, consorzio di Università per la Ricerca Operativa. Si compone di un telaio fisso (docking station) e di 6 moduli removibili (trolley) suddivisi in cassetti indipendenti nei quali il corriere ripone i pacchi. La docking station è connessa alle rete dati dell’operatore logistico ed è dotata di sistemi di sicurezza per monitorare in remoto eventuali manomissioni. Nel momento in cui il corriere deposita il pacco nella BentoBox, il cliente riceve un SMS di avviso contenente il codice di sblocco del cassetto e può procedere quindi al ritiro. I vantaggi della BentoBox sono che elimina la fase della consegna porta a porta, riducendo la percorrenza dei mezzi del corriere in città e quindi gli impatti sull’ambiente e sul traffico. Risolve il problema delle consegne a vuoto eliminando inutili viaggi. Aumenta la soddisfazione del cliente che può ritirare i propri pacchi nell’orario che preferisce. Aumenta l’efficienza operativa del corriere.

In questo modo viene ridotto il numero di furgoni che si muovono dal Centro di Distribuzione verso la città e viceversa, con conseguente riduzione di impatti sull’ambiente e sul traffico e maggiore efficienza operativa per il corriere. Mentre la seconda soluzione si chiama BentoBox: I singoli pacchi non vengono recapitati direttamente al cliente, ma collocati in una struttura modulare posta in un punto accessibile e facilmente individuabile, realizzando una sorta di Self-Service Point del corriere. In questo caso è il cliente che si reca presso la BentoBox per ritirare i suoi pacchi nell’orario più congeniale. Anche questa soluzione consen-

te di ridurre le percorrenze dei mezzi, con conseguente diminuzione degli impatti ed allo stesso tempo tende a diminuire il numero di consegne a vuoto, offrendo la massima flessibilità al cliente e maggiore efficienza a corriere. L’ultima fase del progetto si occuperà di analizzare, sia dal punto di vista economico sia ambientale, i risultati della sperimentazione nelle 3 location europee al fine di dimostrare la fattibilità tecnicoeconomica del sistema ed ottenere dei dati operativi che potranno essere utilizzati per un’eventuale implementazione su scala industriale dell’idea progettuale. M.B.

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C A M P O

P R O V E

Prova IN CAVA

Renault truckS Lander Optitrack 6x2

L’integrale della Losanga

di Massimiliano Barberis

Lo avevamo già testato in cava, in primavera, con un ribaltabile 4x2, adesso l’abbiamo provato con il gancio GUIDA per CASSONE scarrabile e una gru Palfinger Pk 12002-Eh. Un classico allestimento da smaltimento materiali nei cantieri edili. E NON SOLO.

L’

OptiTrack di Renault Trucks è la soluzione per ottimizzare mobilità e consumi dentro e fuori dalle isole ecologiche, le discariche e i cantieri edili. Non inficia la tara e permette un discreto risparmio di gasolio. Soprattutto in un 3 assi riesce a moltiplicare

per 2 la trazione, aggiungendone una anteriore totalmente idraulica. Possibilità che in un camion che si muove in un cantiere, fra sabbia e fango, o nei paraggi di una discarica, entrandone e uscendone spesso carico di materiale da trasportare, offre una

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possibilità in più di trarsi di impaccio in caso di poca aderenza delle ruote. In modo particolare, poi, se una volta abbandonato il cassone i pesi fra mezzo scarico e gru retrocabina sono del tutto a sfavore di una normale trazione posteriore. Troppo sbilanciati sull’avantreno.


Renault truckS Lander Optitrack 6x2

Un camion che ha bisogno di essere operativo in qualsiasi condizione climatica o del fondo stradale, in molti casi deve esser a trazione integrale. Eppure se logicamente appropriata la soluzione rappresenta sempre un costo aggiuntivo, soprattutto per il consumo di carburante, e in particolar modo per i clienti che non hanno davvero bisogno di queste caratteristiche in ogni momento della giornata lavorativa. Ecco, allora, che Renault Trucks sta da quest’anno, anche in Italia, promuovendo molto la propria trasmissione idrostatica Optitrack, e la mette a disposizione sui Lander 4x2,

che si trasformano ‘a comando’ in un 4x4, o sui 6x2 che diventano 6x4 con un tocco. Senza però mettere sul piatto della bilancia, nelle trattative di acquisto, il costo di un camion a trazione integrale di stampo tradizionale (e di costo tradizionale).

Basta un click in cabina La soluzione OptiTrack di Renault Trucks consente di offrire una alternativa alla tradizionale trazione posteriore o alla trazione integrale classica. Il principio consiste in una soluzione di trazione idrostatica supplementare disin-

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P R O V E

Prova IN CAVA

seribile su un assale, gestita da due motori idraulici integrati ai mozzi delle ruote. In cabina c’è il pulsante di inserimento e in plancia, accanto al contagiri il logo illuminato. ll sistema OptiTrack, disponibile fino a 30 Km/h, sia in marcia avanti che in retromarcia, è inseribile anche in movimento sotto sforzo e permette di disporre di tutti i vantaggi della trazione integrale nel momento in cui è veramente necessaria. Il trasportatore, in effetti, guadagna circa 500 chili di tara di carico utile in rapporto a una trasmissione integrale (la nuova trasmissione pesa 880 chili in più)


Prova IN CAVA

Renault truckS Lander Optitrack 6x2

P R O V E

e questo in ogni carico/scarico di lavoro, riducendo, allo stesso tempo, il consumo di almeno il 10 per cento grazie all’assale anteriore ad avanzamento idraulico (al posto del ponte anteriore di un 4x4 tradizionale). Il Lander può essere a cabina lunga o corta e avere i passi da 3.700 millimetri a 3.900, con ogni motorizzazione DXi in Euro 5 (da 380 cavalli a 460), e può montare tutti gli accessori in listino (retarder e Pto). Il cambio a cui si abbina l’Optitrack è quello tradizionale Zf, e in questo caso è inseribile dalla prima alla sesta, o anche si può montare sul cambio robotizzato Optidriver+. Il sistema si disinserisce oltre i 30 chilometri orari, innestando una marcia superiore alla sesta, mettendo in folle o frenando. Si staccherebbe automaticamente anche se la temperatura dell’olio salisse troppo. Ma per ovviare a questo problema (molto improbabile) è montato di serie un radiatore.

Nei particolari

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La trazione è assicurata anche a zero chilometri orari, poiché la potenza idraulica è fornita dalla pompa che è collegata in modo permanente alla presa di forza (motore acceso). Non si deve bloccare il differenziale per potere utilizzare il sistema OptiTrack, e quindi si ha più manovrabilità (comandi indipendenti). L’utilizzo del sistema OptiTrack non è poi limitato nel tempo, poiché è progettato per un uso temporaneo e il sistema di raffreddamento è sovradimensionato per rispondere a questo utilizzo. In effetti, il montaggio in verticale all’esterno del telaio permette di favorire lo scambio aria/ olio, così è meno vulnerabile agli intasamenti e più favorito per il flusso di aria. Inoltre questo montaggio favorisce l’installazione di un radiatore di grande taglia con un gruppo motoventilatore sovradimensionato, per assicurare un raffreddamento molto performante. Possiede tutte le tubazioni idrauliche protette grazie al loro montaggio sulla parte superiore del telaio. La manutenzione è bassa: cambio filtro e rabbocco olio => 5.000 km, cambio filtro e rabbocco olio => 60.000 km, cambio olio e filtro olio => ogni 120.000 km o 2 anni. Il sistema lavora fino a -20°, è non è compatibile con le catene da neve. La velocità di rotazione delle ruote è la medesima davanti e dietro. La presa di forza dietro al motore fa funzionare continuamente la pompa ma non c’è un sovraconsumo quando il sistema non è azionato, perché la pressione idraulica, quando il sistema è off, è nulla e questo provoca un minimo attrito che rende il sovraconsumo non significativo.

Lander OptiTrack 6x4

FUNZIONAMENTO

Il conducente in plancia preme l'interruttore. Il comando viene trasmesso alla valvola elettro-idraulica (addiflow) che gestisce il flusso di olio (filtrazione, portata, pressione) tra i motori idraulici e la pompa ad alta pressione, tenendo conto dei parametri dei veicoli (velocità, marcia innestata, temperatura) e la richiesta del conducente (pedale dell'acceleratore, accensione del sistema). Successivamente la pompa idraulica eroga verso i motori idraulici che muovono le ruote anteriori. Un sistema di raffreddamento è installato per mantenere la temperatura dell’olio sotto i 70 C°. Condizioni di funzionamento Premere sull'interruttore in plancia Velocità del veicolo <15 km/h Rapporto cambio robotizzato Optidriver +: tra 1a e 5a marcia o prima retromarcia (dipende dalla lunghezza della catena cinematica). Il sistema funziona  In marcia avanti e in retro  Fino a 30 km/h (si spegne automaticamente oltre)  Si riattiva automaticamente a 15 km/h  Oltre i 40 km/h è escluso e un nuovo impulso del pulsante OptiTrack in plancia è necessario per attivare il sistema nuovamente  Si può utilizzare fino a -25C°. Quando il sistema è spento: la pompa è attiva e circola continuamente l'olio senza pressione in un circuito chiuso, ma non c’è consumo di gasolio aggiuntivo. In discesa a velocità molto bassa se si avvia il sistema OptiTrack, partecipa al rallentamento del veicolo, ma in nessun caso è simile a un rallentatore.

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MASSE Passo mm 4.500 M.T.T. kg 26000 Carico totale kg 17804 Massa autotelaio cab. kg 8196 Ripartizione ant. kg 4758 Ripartizione post. kg 3438 Limite Max. assale ant. kg 9000 Limite Max. assale post.1 kg 11500 Limite Max. assale post.2 kg 7500 Questa tabella tiene conto del peso delle opzioni RENAULT TRUCKS selezionate; i valori di carrozzabil itĂ rimangono quelli del veicolo di base.

DIMENSIONI Passo Lungh. carrozzabile Max. (W) Lungh. carrozzabile Min. (W) Sbalzo post. Max. (X) Sbalzo post. Min. (X) Baricentro carico Min. (Y) Baricentro carico Max. (Y) Lungh. veicolo Max. (Z) Lungh. veicolo Min. (Z) Ingombro retrocabina (B) Passo (F) Passo tecnico (F') Sbalzo post. (N) Lungh. totale autotelaio cab. (A) Altezza telaio a vuoto (H2) con pneumatici di serie Alt. telaio a carico con pneu di serie (H2) Alt. filo superiore cabina a vuoto (O) Sbalzo Anteriore (H) Interasse assali post. Largh. cabina ai parafanghi Carreggiata ant. Carreggiata post. Largh. alle ruote post. Alt. Min. da terra ant. Alt. Min. da terra post. Largh. ant. telaio Largh. post. telaio Raggio di volta fuori tutto

mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm mm

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4.500 6606 5805 2708 1907 595 995 9161 8360 1135 4500 5033 2290 9560 1038 1015 3201 1420 1350 2500 2081 1836 2504 291 254 1080 850 -

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Renault truckS Lander Optitrack 6x2

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Prova IN CAVA


Prova SU STRADA

Nissan Nv400

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Il Nissan del futuro

di Massimiliano Barberis

La Casa giapponese punta alla leadership globale nel mercato dei veicoli commerciali leggeri entro il 2016. L’ultimo nato della flotta commerciale Nissan è l’Nv400, commercializzato da meno di un anno, si è già guadagnato una solida reputazione come uno dei veicoli più robusti e versatili del segmento LCV. Non mancano le versioni elettriche.

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Nissan Nv400

I

dati sono dallo loro. Gli stabilimenti spagnoli di Nissan che fabbricano NV200, Primastar, Cabstar, Atleon, Navara e Pathfinder, nel 2011 hanno aumentato la produzione di quasi il 50% rispetto all'anno precedente, realizzando 154.492 unità contro le 104.702 del 2010. Il totale include quasi 70 mila esemplari di Primastar e 21.296 NV200. L’NV400 è stato sviluppato in partnership con l'alleata Renault e sulla calandra ha la griglia tripartita dalle linee diagonali, che ne sottolinea l'indole robusta e adatta ad ogni tipo di lavoro. Il frontale si contraddistingue per le linee marcate di cofano, parafanghi, paraurti e gruppi ottici (con luci diurne integrate). Per il numero di varianti disponibili, la gamma di NV400 è una delle più complete del mercato: trazione anteriore o posteriore, quattro diverse lunghezze, tre altezze e un volume di carico che va da 8 a 17 m3 (per la versione van) e da 20 a 22 m3 (per la versione allestibile). Quanto ai motori, le opzioni sono tre, tutte basate sul valido diesel dCi quattro cilindri

da 2,3 litri dell'Alleanza Renault-Nissan, abbinate a trasmissioni manuali o robotizzate a sei velocità. I livelli di potenza sono 100, 125 e 150 CV (74, 92 e 107 kW) cui corrisponde un'erogazione di coppia, rispettivamente, di 285, 310 e 350 Nm. Le versioni da 100 CV e da 125 CV a trazione anteriore sono dotate di turbocompressore fisso di serie; un turbocompressore a geometria variabile per erogare valori di coppia più elevati e ottimizzare la flessibilità è di serie su tutti i modelli da 150 CV e sulle unità da 125 CV a trazione posteriore. Il motore è montato trasversalmente sui modelli a trazione anteriore e longitudinalmente con la trazione posteriore, trasferisce la potenza alle ruote motrici attraverso un cambio manuale a sei marce. In opzione, il cambio può essere robotizzato su quasi tutta la gamma. Derivato dal 2.5 dCi che alimentava Interstar, il nuovo motore offre fino a 30 Nm di coppia in più a dispetto di una cilindrata ridotta di 200 cc. La cubatura inferiore non intacca le performance ma

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Prova SU STRADA

apporta grandi vantaggi sul piano di consumi ed emissioni (il filtro antiparticolato è di serie). Il motore è conforme alla normativa antinquinamento Euro 5. Le emissioni di CO2 scendono fino a 195 g/ km. Altri vantaggi sono la silenziosità di marcia e i bassi requisiti di manutenzione: il cambio dell'olio è previsto ogni 40 mila km o due anni, e la sostituzione del refrigerante ogni 160.000 km o sei anni. Inoltre, l'unità è ora dotata di una catena di distribuzione esente da manutenzione per l'albero a camme, invece della cinghia.

Garanzia di 3 anni

I veicoli sono garantiti per tre anni. Grazie all'estrema efficienza del nuovo motore e ai bassi consumi, una versione furgonata standard da 100 CV ha un'autonomia prevista di circa 1.080 km con un pieno di diesel. Il serbatoio da 105 litri, garantisce un'autonomia di 1350 km. Fra le caratteristiche salienti, i bassi costi di eserci-


Nissan Nv400

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Prova SU STRADA

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Nissan Nv400

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Prova SU STRADA

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JOINT ALDILÀ DEGLI OCEANI

Legati da partecipazioni incrociate (Renault detiene il 44,4% di Nissan e Nissan il 15% di Renault), e in più c’è il governo francese che detiene il 15% in Renault, i due gruppi stanno sviluppando interessi comuni anche fuori dall’Europa, grazie all russa AvtoVaz, di cui il 25% è nel controllo di Renault, nonché della rumena Dacia e della sudcoreana Renault Samsung Motors, entrambe controllate della Casa francese. In questo giro di azioni, Nissan ha venduto 4,08 milioni di veicoli nel mondo nel 2010, con la quota in Cina per la prima volta pari a 1 milione di pezzi, oltre i dati segnati in Giappone e Usa. Russia, India e Brasile sono altri mercati chiave di Nissan.

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zio e le emissioni ridotte, un'eccellente economia dei consumi e intervalli di manutenzione prolungati. Le dotazioni di sicurezza attiva e passiva sono di alto livello: di serie ABS con EBD e assistenza alla frenata d'emergenza, di serie anche l'ESP (per i modelli a trazione posteriore, mentre disponibile in opzione per la versione a trazione anteriore), nonché airbag lato guida (di serie), passeggero e laterali (opzionali). A pochi mesi dalla commercializzazione, la politica di continuo miglioramento di Nissan ha già imposto una prima revisione della gamma, ulteriormente ottimizzata abbattendo le emissioni di CO2 e diminuendo i consumi dei propulsori da 100 e 125 CV. Una serie di migliorie tecniche al motore e ai sistemi ausiliari ha interessato le pompe per olio e servosterzo, la gestione termica e l'olio del cambio; inoltre sono stati adottati pneumatici a bassa resistenza al rotolamento. Il risultato è una netta diminuzione delle emissioni, che scendono di 16 g/km passando a 197 g/km per il van da 125 CV, mentre i consumi sono stati ridotti di 0,6 l/100 km nel ciclo combinato. Oltre alle migliori credenziali ambientali, diminuiscono i costi di esercizio: grazie a questi interventi, l'utente potrà risparmiare fino a € 3.000 in tre anni. Nell'abitacolo, la scelta delle autoradio di serie include ora le funzionalità USB e Bluetooth. In opzione è disponibile il dock di ricarica per gli smartphone. Le versioni furgone, chassis cabinato, chassis doppia cabina e pianale cabinato (a trazione anteriore) offrono le sospensioni pneumatiche, mentre i modelli da 3,5 t a trazione posteriore con doppie ruote ora hanno una capacità di traino di 3,5 t. Per dare ai clienti un ampio ventaglio di scelta, la motorizzazione da 100 CV viene offerta nelle varianti chassis cabinato, chassis doppia cabina, pianale cabinato e cassonato con sponde

Nissan Nv400

abbattibili. Per finire, in concessionaria è possibile ordinare una nuova serie di trasformazioni e allestimenti "approvati dalla fabbrica", interamente coperti dalla garanzia standard triennale di Nissan, tra cui modelli ribaltabili in una o tre direzioni, furgonati da 20 e 22 m3, una versione per il trasporto passeggeri a sette posti e una con pianale a sponde abbattibili. Y1

Nv400 In cifre Le versioni sono 6, con 5 pesi a terra diversi, 4 lunghezze, 3 altezze, 2 trazioni, 3 potenze, 10 volumi di carico. In pratica fra autotelai, furgoni, bus e con le versioni da 28 quintali e da 45 copre tutto il range dal segmento medio piccolo, medio e ‘XX large’. Sotto batte un diesel da 2,3 litri, sempre di origini francesi, in Euro 5 con 3 carature: 100; 125 e 150 cavalli. Le ultime due possono montare un cambio automatico. Pratico, semplice e molto intuitivo nell’uso. La versione furgonata è disponibile in 20 tipologie, in funzione delle dimensioni e della capacità di carico. Possiede ampie porte laterali scorrevoli e un portellone posteriore a doppi battenti che si aprono fino a 270°. Alcuni modelli permettono il carico di un euro pallet standard attraverso le porte laterali, la cui apertura è di 1.270 mm sui tre modelli più lunghi e capace di accogliere un pallet da 1.200 mm di larghezza. Le lunghezze di carico partono da 2.583 mm sulle versioni a trazione anteriore e raggiungono i 3.733 mm, mentre sulla trazione posteriore vanno da 3.733 mm a 4.383, con spazio per 5 euro pallet. Sono disponibili quattro allestimenti marchiati Nissan, realizzati direttamente dalla Casa, dalle proprie linee di produzione, dal carrozziere francese Durisotti, responsabile di una versione passeggeri e di un modello furgonato, e da Scattolini, che firma un NV400 in versione ribaltabile e cassonata con sponde abbattibili. L'area di carico può essere protetta con pannellature in legno e rivestimenti speciali per il pianale. Sul pavimento e sui montanti sono inseriti dei ganci per fissare il carico. Il fatto che gli allestimenti speciali siano costruiti direttamente in fabbrica dà molti vantaggi ai clienti. I veicoli sono coperti da tre anni di garanzia Nissan e pienamente conformi agli standard qualitativi e alle politiche di prezzo della Casa. E si riducono i tempi di consegna. La variante passeggeri è adatta a numerosi settori, fra cui l'edilizia. Ha fino a sette posti, tre in prima fila e quattro in seconda fila, senza sacrificare lo spazio di carico. I furgonati offrono fino a 22 m3 per le merci, con pedana di sollevamento in opzione per facilitare il carico/scarico. Entrambe le versioni sono disponibili con trazione anteriore o posteriore, e in varie lunghezze.

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Y2 Y1 F

Modello Trazione Versione Assale posteriore Lunghezza Altezza Volume di carico commerciale m3 Massa complessiva Posti DIMENSIONI Lunghezza Passo Sbalzo ant. Sbalzo post. Larghezza

mm mm mm mm senza retrovisori (mm) con retrovisori (mm)

Altezza senza carico

Min (mm) Max (mm)

Carreggiata ant. Carreggiata post. Altezza da terra

mm mm Min (mm) Max (mm)

DIMENSIONI BAGAGLIAIO/VANO DI CARICO Lunghezza max. Lunghezza max. a 1100 mm dal pavimento

mm mm

Larghezza max. Larghezza tra passaruota

mm mm

Altezza max.

mm

Volume di carico (lungh. x largh. x alt.)

m3

Altezza soglia di carico Porta scorrevole Porta posteriore PESI Massa complessiva Peso in ordine di marcia Portata max. Portata max. assali Massa rimorchiabile PRESTAZIONI Diametro min. di sterzata (tra muri) Diametro min. di sterzata (tra marciapiedi) SERBATOIO CARBURANTE Capacità serbatoio

Min (mm) Max (mm) mm mm mm mm kg kg kg kg kg kg kg m m l


Y4

K

J

Z1

D

A

E

C

G

B

G1

NV400

Trazione anteriore Van Ruote singole L1

Ruote singole L2 H2 13 3,5t

H3 14,8 3,5t

L4 H3 14,2 3,5t 4,5t 2-3

B A C D

5048 5048 5048 5048 5048 5048 5548 5548 5548 5548 6198 6198 6198 3182 3182 3182 3182 3182 3182 3682 3682 3682 3682 4332 4332 3682 842 842 842 842 842 842 842 842 842 842 842 842 842 1024 1024 1024 1024 1024 1024 1024 1024 1024 1024 1024 1024 1674

6198 3682 842 1674

6198 3682 842 1674

6198 3682 842 1674

6848 4332 842 1674

6848 4332 842 1674

G G1

2070 2070 2070 2070 2070 2070 2070 2070 2070 2070 2070 2070 2070 2470 2470 2470 2470 2470 2470 2470 2470 2470 2470 2470 2470 2470

2070 2470

2070 2470

2070 2470

2070 2470

2070 2470

H H

2290 2290 2294 2481 2481 2485 2482 2486 2732 2736 2475 2731 2507 2303 2303 2307 2496 2496 2500 2495 2499 2745 2749 2488 2744 2527

2764 2786

2533 2549

2797 2815

2541 2557

2792 2808

E F K K

1750 1750 1750 1750 1750 1750 1750 1750 1750 1750 1750 1750 1750 1730 1730 1730 1730 1730 1730 1730 1730 1730 1730 1730 1730 1730 189 182 186 188 182 186 174 178 173 178 172 169 197 196 190 194 196 189 194 181 185 181 185 181 179 208

1750 1730 197 208

1750 1612 181 191

1750 1612 181 191

1750 1612 167 178

1750 1612 167 178

Z1 Z1'

2583 2583 2583 2583 2583 2583 3083 3083 3083 3083 3733 3733 3733 2530 2530 2530 2530 2530 2530 3030 3030 3030 3030 3680 3680 3680

3733 3680

3733 3680

3733 3680

4383 4330

4383 4330

Y3 Y2

1765 1765 1765 1765 1765 1765 1765 1765 1765 1765 1765 1765 1765 1380 1380 1380 1380 1380 1380 1380 1380 1380 1380 1380 1380 1380

1765 1380

1765 1080

1765 1080

1765 1080

1765 1080

EC18

1700 1700 1700 1894 1894 1894 1894 1894 2144 2144 1894 2144 1798

2048

1798

2048

1798

2048

11,85

13,49

13,91

15,84

Z1*Y3* EC18 7,75

H3 12,3 12,3 3,3t 3,5t

L3 H2 12,4 3,5t 4,5t

9 2,8t

H2 9 10,8 10,8 3,5t 3,3t 3,5t 2-3

L3 H3 14,2 3,5t

8 3,5t

H2 9 3,3t

L3 H2 12,4 3,5t

8 2,8t

H1 8 3,3t

Trazione posteriore Van Ruote doppie

7,75

7,75

8,63

8,63

8,63 10,31 10,31 11,67 11,67 12,48 14,13 11,85 13,49

3,5t

H2 14,9

4,5t

H3 17

3,5t

4,5t

J J

546 560

546 560

550 564

544 559

544 559

547 563

545 558

548 562

543 556

547 560

543 557

542 555

674 696

672 694

706 724

704 723

701 717

700 715

Y4 Z2 Y1 Z

1050 1581 1580 1627

1050 1581 1580 1627

1050 1581 1580 1627

1050 1780 1580 1820

1050 1780 1580 1820

1050 1780 1580 1820

1270 1780 1580 1820

1270 1780 1580 1820

1270 1780 1580 1820

1270 1780 1580 1820

1270 1780 1580 1820

1270 1780 1580 1820

1270 1684 1580 1724

1270 1684 1580 1724

1270 1684 1580 1724

1270 1684 1580 1724

1270 1684 1580 1724

1270 1684 1580 1724

2800 1770 1030 1550 1650 2500 750

3300 1811 1489 1650 1900 2500 750

3500 1816 1684 1850 2100 2500 750

2800 1834 966 1550 1650 2500 750

3300 1839 1461 1650 1900 2500 750

3500 1844 1656 1850 2100 2500 750

3300 1880 1420 1650 1900 2500 750

3500 1880 1620 1850 2100 2500 750

3300 1921 1379 1650 1900 2500 750

3500 1931 1569 1850 2100 2500 750

3500 1970 1530 1850 2100 2500 750

3500 2010 1490 1850 2100 2500 750

3500 2110 1390 1850 2300 2500 750

3500 2148 1352 1850 2300 2500 750

12,5 12,0

12,5 12,0

12,5 12,0

12,5 12,0

12,5 12,0

12,5 12,0

14,1 13,6

14,1 13,6

14,1 13,6

14,1 13,6

16,2 15,7

16,2 15,7

14,1 13,6

14,1 13,6

3500 2246 1254 1850 2800 3000 750

80 l

4500 2246 2254 1850 3200 3000 750

14,1 13,6

3500 2279 1221 1850 2800 3000 750

4500 2279 2221 1850 3200 3000 750

14,1 13,6 80 l

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CSC dicembre 2012

3500 2324 1176 1850 2800 3000 750 16,2 15,7

4500 2324 2176 1850 3200 3000 750

3500 2366 1134 1850 2800 3000 750

4500 2366 2134 1850 3200 3000 750

16,2 15,7

C A M P O

H

Z

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P R O V E

Nissan Nv400

Z2

EC18

Prova SU STRADA


CSC La Porta Volta dei Feltrinelli Gli Stati generali della green economy

I trailer a Rimini 2012


Ecomondo 2012

Reportage

Per un futuro verde La kermesse romagnola resta in controtendenza come l’Eima di Bologna. Con 84.351 visitatori professionali (+11% sul 2011) rimane il cardine di un settore in grande crescita. Torna a Rimini anche il salone Salve dedicato alle attrezzature per la raccolta dei rifiuti, che insieme ai piani mobili, alle gru con polipi, ai trailer ribaltabili, ai rimorchi per casse scarrabili e alle pale e ai sollevatori gommati sono il fulcro ‘pesante’ del comparto.

KRAKER KRAKER Dedicato al cippato il piano mobile olandese importato dalla Multitrax. Ma la casa di Cremona ha in listino modelli semistagni e stagni. E anche le versioni con la centina conica e il tetto ad apertura idraulica. Il modello a 15 doghe (per raccolta rifiuti), e sempre a tenuta stagna, monta guarnizioni aggiuntive alle porte, 4 saracinesche e un perno di sicurezza a filo pianale per serrare me-

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CSC ECO dicembre 2012

KNAPEN glio ancora la cassa. Come optional aggiuntivo a qualsiasi modello si può montare l’apertura facilitata, e in regola con la legge sulla sicurezza per chi opera a determinate altezze dal suolo. Il tetto si apre di 270 gradi e ha il telo rinforzato, in più monta 3 sostegni rinforzati e posti trasversalmente. KNAPEN Sempre tramite il rappresentante italiano Gianni Oprandi gli altri olandesi

dei piani mobili. In fiera con il K100/ K200 da 100 m3 di volume intero. Knapen Trailers fornisce due varianti: la variante full-leakproof completamente a tenuta stagna. Adatto nel caso in cui si devono trasportare spesso dei prodotti che non devono entrare in contatto con il manto stradale. Se si trasporta saltuariamente dei prodotti che non devono gocciolare, allora la versione semi-leakproof rappresenta una va-

riante più economica. Quest’ultima raccoglie l’umido che gocciola in una vasca di raccolta. TECNOKAR-LEGRAS Il Gruppo umbro ha portato in mostra il classico ribaltabile di casa a sponde grecate Talento tipo T3SP38 da 38 mila chili di complessivo in acciaio Docol con profili aereodinamici. Oltre al piano mobile francese Legras FMA da 91,4 m3 di volume con


Ecomondo 2012

un nuovo pianale da 10 mm di spessore semistagno lungo internamente 13.515 mm. GERVASI Nuovo il ribaltabile torinese Cobra. Ha il telaio ribassato, la sponda di carico anteriore arrotondata che permette di recuperare volume di carico attorno al cilindro, la barra posteriore paraincastro a scomparsa in fase di scarico, varie aperture posteriori a listino e la

Reportage

TECNOKAR

CAPPELLOTTO

ADAMOLI

DE ANGELIS

possibilità di ospitare anche coil con la buca sul fondo. ADAMOLI Numerosi i trailer esposti da Corrado Adamoli, in mostra all’interno del padiglione C7 il ribaltabile per rottami di ferro tipo Pal 11 da 11 metri di lunghezza e 2 di altezza da 8.200 chili di peso e 50 m3 di volume, con la cassa in acciaio Hardox 450 e la porta a 2 battenti da. O il piano mobile Italian floor

S37 Pkn14 da 13,60 metri di lunghezza, 4 di altezza da 9.100 chili di tara con il cassone in alluminio tipo Horizontal Line con pianale a 24 doghe e copertura del tetto idraulica. CAPPELLOTTO Due gli allestimenti in mostra (all’esterno era presente una Cap recy su Volvo FM) per l’azienda veneta. Una Cap Combi 1500 CL da 4,4 m3 di cisterna per fanghi su un 4x4 Iveco Eurocar-

go 150 E28 WS da 280 Cv e 15 ton di MMT. E una Cap Bora 11000 da 12 m3 di fanghi su uno Scania 620 LB 8x2*6 da 32 ton. «Abbiamo la metà del mercato nazionale», dichiara senza indugi Luigi Cappellotto, «ma i 150-200 allestimenti che produciamo ogni anno vanno per la maggiore parte all’estero». Il che si traduce in un 80 per cento di export sul totale e in 40 milioni di fatturato

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Ecomondo 2012

SSAB

BOB nel 2011. «Per fortuna la maggioranza degli allestimenti», prosegue Cappellotto, «sono grandi attrezzature, con un ampio margine di guadagno data l’alta tecnologia che impieghiamo». DE ANGELIS Bimodalità per il Gruppo ravennate, che presenta (ma lo aveva già mostrato al Saie del 2011) il rimorchio 3R2 con piano dritto ribassato con il kit rimovibile per casse scarrabili. «Il cartellone monta una struttura non fissa con guida scarrabile e bloccaggi idraulici, un carrello di scorrimento, il sistema elettrico/idraulico aggiuntivo, e i perni di bloccaggio al telaio del rimorchio», spiega Luca De Angelis. «Il timone anteriore è abbattibile, e così

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si ottiene un unico rimorchio multiruolo per il trasporto di macchinari e casse scarrabili». SSAB Bello e leggero (pesa 1.760 chili) il nuovo cassone scarrabile realizzato con l’acciaio svedese, Hardox 450. Ha fondi da 4 mm e pareti da 3. «Quindi di ben un millimetro in meno delle casse attualmente in circolazione», dice Loredana Colianni, marketing project manager della Ssab. «Pesa di meno (circa un 20%) anche per la nuova ingegneria costruttiva che ha eliminato i rinforzi sui lati, e molte saldature (fino al 54% in meno), donando più carico pagante e meno usura». Le sue dimensioni sono 2.541x6.070x1.922 mm.

Reportage

NORD ENGINEERING NORD ENGINEERING Ha ripresentato il proprio sistema di raccolta rifiuti Easy. Un sistema di sollevamento innovativo, dotato di un procedimento automatizzato mono-operatore bilaterale, per la raccolta dei rifiuti solidi urbani differenziati in contenitori stazionari realizzati ad hoc. Una delle peculiarità del meccanismo è il dispositivo di aggancio, fungo F-90, che posto sulla parte terminale del sistema di sollevamento consente l’aggancio e lo svuotamento dei contenitori. Le operazioni di raccolta sono svolte in completo automatismo in ogni fase, il ciclo viene seguito continuamente e vengono riportate le immagini su monitor per garantire il massimo controllo e la massima sicurezza. I benefici sono la possibilità di raccogliere i contenitori da ambo i lati del veicolo permettendo la loro disposizione secondo una strategia razionale e funzionale alle esigenze urbanistiche. Il ciclo di svuotamento dei contenitori è velocizzato e semplificato e viene ridotta la frequenza di raccolta. Le larghezze disponibili sono: 2.500, 2.300, 2.100 e 1.900 mm. BOB Nuovo il rimorchio a 3 assi ItRunner 26, ma c’è anche la versione a 2 chiamata ItRunner 20. Monta sospensioni pneumatiche ed è dedicato al trasporto di

di casse da 5 a 7 metri di lunghezza. Il telaio è autoportante e ribassato con i longheroni maggiorati in larghezza. È alto dal suolo 1.080 mm e lungo 9.240. Il passo è di 3.696 mm. Gli assali sono Saf (anche con freni a disco). Il carrello di traslazione è in acciaio Ssab Domex. CM INDUSTRIE Il Gruppo calabrese ha presentato tutta la propria gamma di compattatori fra cui spiccava la serie KK con cassone da 24 metri cubi con la tramoggia di carico da 2,5 mc acciaio Hardox T1/A. Il mezzo standard con passo da 4.200 mm è lungo 9.850 mm, con la cassa lunga 5.600 e la tramoggia 2.070. MERCEDES Come al solito la Stella non ha mancato l’appuntamento riminese e ha esposto l’Econic a cabina ribassata, che offre 2 cabine fino a 4 posti, 2 o 3 assi, un peso totale a terra da 18 a 26 ton. Ha passi da 3.450, 3.900, 4.200, 4.500 e 5.100 mm e motorizzazioni da 238 a 326 Cv. Monta un cambio automatico Allison a 6 velocità con retarder in optional. Accanto al mezzo dedicato alla raccolta dei rifiuti e in generale al waste, però, anche e il nuovo Actros Euro 6 e lo Sprinter NGT a gas. PIAGGIO Gamma al gran completo per il Gruppo pisano e molti allestitori con i suoi


Ecomondo 2012 mezzi in fiera. In primo piano allo stand Piaggio il Porter elettrico (Electric Power), che è svolto in versione pianale con portata di 540 kg e con sponde in lega o acciaio, furgone (470 kg e 3 m3 di volume), vetrato (430 kg), ribaltabile (450 kg) e cabinato da allestire. Vanta 110 km di autonomia. Fra le novità il freno ausiliario Block system della Logicar, che è obbligatorio per norma di legge se si ferma il mezzo con il motore accesso. Ancora su Piaggio il modello di cassone ribaltabile ‘satellite’ Power Green 96V delle Officine Pilla. Ha un passo da 1.830 mm e una capacità da 2,5 m3. Pesa 1.630 chili con il volta bidone e 1.550 senza. Inetressante il Jackporter di Trevi Ambiente che allestisce un serbatoio di acqua da mille litri con pom-

Reportage

CM INDUSTRIE

MERCEDES pa ad alta pressione da 90 litri al minuto a 150 bar, con 2 naspi da 50 e 20 metri. A Chiudere da Comet la versione Porter New Euroskyy: piattaforma a doppio pantografo con angolo di scavalcamento di 6 metri, e da 14 metri d’altezza lavoro con sbraccio laterale di 6 metri da 200 chili di portata. Ha una altezza totale di 2.050 mm, e una larghezza con gli stabilizzatori di 2.154.

WACKER NEUSON Veloci in traslazione i nuovi escavatori gommati di Wacker Neuson, vanno a 40 km/h, presentati in anteprima a Ecomondo. «Sono il 9503 e il 6503, e rappresentano le nostre ultime evoluzioni», dice il nuovo managing director Georg Jung. «Abbiamo sdoppiato le gamme», specifica il diretto marketing Massimo Taborelli, «abbiamo versioni per chi vuole velocità di

PIAGGIO movimenti e per chi mette in primo piano l’economia dei consumi». In mostra, infatti, un 6503 che può sfruttare due potenze di motori: da 43,7 kW o da 58,5. Nel primo caso monta un motore Yanmar, nel secondo un Deutz. Isuzu A Ecomondo con l’aggiornamento di tutta la gamma. A iniziare dalla serie F, pensata per la distribuzione nelle classi di peso complessivo tra 9 e 11 ton.

Su questa serie sono disponibili due gruppi motopropulsori, i motori euro 5 a 4 cilindri sono common rail con iniezione diretta e sono dotati di sistema EGR con raffreddamento ad alta capacità. Senz’altro da menzionare il pulsante DPD (Decremento Particolato Diesel), che avverte il conducente quando aumenta il livello di accumulo nel filtro antiparticolato, permettendone la rigenerazione in pochi minuti,

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Reportage

WACKER NEUSON

ISUZU senza che il mezzo debba essere portato in officina. Il telaio è rigido e la sua larghezza facilita l’installazione di una grande varietà di componenti. Tutti i modelli della serie F sono dotati di sospensioni paraboliche sull’assale anteriore, tre foglie a spessore variabile. A seconda del modello, invece, sull’assale posteriore è possibile avere sospensioni paraboliche o sospensioni ad aria. Sono dispo-

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nibili diversi modelli di passo: il più corto misura 3410 millimetri, il più lungo 4990. La manutenzione è easy: il rapido accesso al pannello frontale facilita l’ispezione; lampadine e fusibili sono facilmente sostituibili grazie allo swingout dell’alloggiamento della lampada e al tipo di cartuccia a fusibile. Emiliana Serbatoi Première per Emilcaddy, i contenitori mobili in polietilene per trasporto di

gasolio, benzina e AdBlue. Perfetti per il rifornimento di piccoli veicoli operativi e mezzi leggeri, questi contenitori ben si adattano anche all’uso da parte di privati. Sono dotati di ruote pneumatiche e di un’impugnatura ergonomica che ne permettono la movimentazione e il sollevamento. Sono disponibili con capacità di 55 e 110 litri, e sono dotati di tappo di riempimento con sfiato integrato e di val-

vola a sfera di sicurezza. Due le versioni della pompa: manuale (per AdBlue e diesel) ed elettrica (Diesel). Già disponibili sul mercato e già acquistabili, i contenitori Emilcaddy sono in esenzione totale secondo ADR 1.1.3.1.a e 1.1.3.1.c. Volvo CE Waste and material handling per Volvo CE, a cominciare dall’escavatore gommato EW 210 D, dotato di cabina sopraelevabile. Il motore è un Volvo D6 con filtro antiparticolato, conforme alle normative Stage IIIB/Tier 4i e con una potenza erogata di 129 kW a 2000 giri. Il sistema di gestione degli attrezzi consente di gestire fino a 18 elementi diversi preimostati. In optional il rotatore inclinabile, che funge da articolazione tra benna e avambraccio della macchina e consente di combinare il movimento rotatorio di trecentosessanta gradi e l’inclinazione di 40 gradi per assicurare flessibilità e redditività. Perfetta per “il mondo del waste” anche la pala L30B. Con una potenza di 50,1 kW a 2300 giri, e con i bloccaggi del differenziale selezionabili al 100 per cento dall’operatore sia sull’assale anteriore, sia sull’assale posteriore, trazione ottimale e riduzione del carburante sono garantiti. Infine, presente a Ecomondo anche la linea di minipale multifunzione Serie C, di cui si è già detto tutto sul numero di novembre di CSC (pag. 58-59). JCB A Ecomondo con la linea di macchine Wastemaster per il settore della raccolta, movimentazione e riciclaggio dei rifiuti. Le dotazioni aggiuntive Wastemaster (indicati nei modelli di macchine dalla sigla WM), infatti, permettono di incrementare prestazioni, versatilità operativa e sicurezza negli impianti di trattamento rifiuti e nel settore del riciclaggio. I riflettori erano quindi puntati sul movimentatore telescopico 55080 WM, sulla minipala cingolata 260T WM, sul carrello elevatore con braccio telescopico Teletruk 35D 4x4, e soprattutto sulla terna 4CX WM, alla sua anteprima italiana. Rispetto ai modelli precedenti, La 4CX WM presenta una


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Reportage

JCB

Emiliana Serbatoi

VOLVO CE serie di modifiche costruttive volte a implementarne l’efficienza nelle applicazioni del “waste & recycling”, tra cui spiccano innanzitutto gli speciali stabilizzatori posteriori allungati e quelli anteriori, che operano come delle vere e proprie “gambe”: i quattro punti di appoggio, infatti, rendono possibile un notevole sollevamento della terna dal suolo per migliorare la visibilità e quindi aumentare l’efficienza nella

KOMATSU movimentazione. Inoltre, le pinze per la movimentazione dei materiali dei rifiuti, il gancio di sollevamento per bidoni e una spazzatrice per mantenere il sito pulito e ordinato rendono questa macchina ancora più adatta e più sicura nel contesto del weste. E a proposito di sicurezza, quella dell’operatore è garantita anche dalla visibilità della cabina, dalle fasce ad alta visibilità sugli stabilizzatori, dal faro rotante

e dal segnale di allarme in retromarcia. Inoltre, la protezione della macchina è assicurata da accorgimenti sul braccio, barriere fotoelettriche, protezioni delle cofanature e pneumatici antiforatura. Komatsu Appositamente pensate per il riciclaggio, l’industria del legno, del vetro e della ceramica, per la movimentazione dei rifiuti, del truciolo

e della segatura, le pale gommate di Komatsu offrono la possibilità di montare una serie di allestimenti flessibili e personalizzabili in funzione delle specifiche applicazioni. Dieci i modelli speciali per l’industria: WA80-6, WA100M-6, WA200PZ-6, WA250PZ-6, WA320-6/WA320PZ-6, WA380-6, WA430-6, WA470-6 (LC), WA4806 (LC) e WA500-6. Essi dispongono di una serie di accessori specifici, quali l’attacco

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Reportage

POWERSCREEN

TEREX rapido, la ventola con rotazione reversibile automatica, il radiatore a maglie larghe, i pneumatici per impieghi gravosi, il prefiltro a turbina. Queste macchine possono inoltre montare differenti benne: da quelle di grande capacità, particolarmente adatte per la raccolta di materiale leggero in grande quantità, alle benne con trattenitore, per la raccolta di materiale voluminoso e comprimibile, ideali negli impianti di riciclaggio e compostaggio. Terex Si chiama Fuchs ed è la gamma di caricatori industriali che Terex ha portato a Ecomondo. Non si tratta di una novità: sono infatti 50 anni che Fuchs esiste sul mercato. Sono macchine polivalenti, che ben si adattano in tutti i settori della movimentazione dei materiali. Che si tratti di un recuperatore di metalli, di un impianto di riciclaggio rifiuti, di una segheria di legname o di una cartiera, una macchina del-

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la gamma Fuchs potrà tornare utile. Possono infatti essere create macchine personalizzate, grazie all’utilizzo di equipaggiamenti specifici. Undici i modelli: MHL320 (85 kW), MHL331 (114 kW), MHL335 (114 kW), MHL340 (128 kW), MHL350 FQC (128 kW), MHL350 (160 kW), MHL350 FQC (160 kW), MHL360 (190 kW), MHL380 (273 kW), MHL454 (176 kW), MHL474 (213 kW). Il peso di queste macchine è compreso tra 17,8 e 44 tonnellate. La cabina è traslabile in avanti, una struttura stazionaria a 4 punti di appoggio rende la macchina ben ancorata al suolo, la motorizzazione è elettrica. Powerscreen E dopo Terex non si può che menzionare Powersceen, un brand di Terex specializzato nel settore della frantumazione, vagliatura e lavaggio. La Serie Chieftain, con i modelli Chieftain 400, Chieftain 600, Chieftain 1400, Chieftain 1700, Chieftain

2100X, Chieftain 2100X BIVITEC e Chieftain 2400, è pensata per la lavorazione di sabbia e materiali inerti a tutti i livelli: dalle imprese di piccole dimensioni, fino agli operatori del settore minerario, della frantumazione e del riciclaggio che hanno a che fare con elevati volumi di sabbia, ghiaia, carbone e pietra frantumata. La serie Warrior contempla macchine ad alta capacità, versatili e pensate per carichi pesanti capaci di vagliare e separare diversi materiali nelle operazioni di riciclaggio, lavorazione dei materiali inerti, terricciato, carbone, materiali da costruzione e da demolizione. Il modello Warrior 800 si rivolge a imprese di piccole dimensioni, che necessitano di versatilità e mobilità. A seguire, i modelli Warrior 1400, 1800 e 2400 si fanno sempre più complessi e adatti a operatori del settore minerario e della frantumazione. Infine la serie H, che offre vagli orizzontali adatti alla lavorazione di materiali appiccicosi: materiali inerti naturali e frantumati, carbone, minerali metallici, cemento riciclato e asfalto. Quattro i modelli: H5163, H6203, H5163R e H6203. Questi ultimi sono modelli a ricircolo.

TREVI BENNE Trevi Benne La novità è sen’altro la Wood Line, la linea di prodotti dedicata al settore forestale presentata per la prima volta in Italia. Entrando nello specifico, le pinze della serie WT sono state pensate per l’abbattimento e la deforestazione di cespugli, tronchi, alberi ad alto fusto e per il diradamento. Dunque ben si adattano alla manutenzione dei cigli strada-


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ATLAS COPCO li, alle scarpate, ecc. La pinza è formata da una branchia superiore per la presa, una branchia centrale per consentire tagli multipli, una rotazione idraulica continua, in modo da garantire la presa del materiale in qualsiasi condizione. Le pinze della serie WS, invece, sono pensate per ridurre i volumi di grossi tronchi di legno già tagliati, allo scopo di razionalizzare il loro trasporto e le successive fasi di lavorazione (cippatura, triturazione, ecc.). Anche questa pinza è dotata di rotazione continua; il profilo delle chele è studiato per ridurre lo sforzo di penetrazione delle lame nel tronco, operazione che viene ulteriormente agevolata grazie alla presenza di rulli. Nello stand di Trevi Benne, naturalmente, non mancava la gamma completa di attrezzature da demolizione e riciclaggio. Atlas Copco Prima assoluta in Italia e nel mondo, per le pompe a vuoto a palette rotanti lubrificate della serie GV 20-300. La valvola di zavorra integrata è installata di serie per massimizzare la capacità della pompa di trattare l’umidità. Altri componenti integrati – quali il filtro per i vapori d’olio e la valvola di non ritorno – rendono queste macchine adatte al funzionamento continuo tra 400 mbar e la relativa pressione finale. La serie GC 20-300 si adatta a tut-

Reportage

GASPARIN

MONTALBANO te le esigenze di vuoto: industrie di imballaggio, lavorazione del legno, della gomma, della plastica, movimentazione dei materiali. Nello stand anche il nuovo demolitore idraulico SB 702, che può essere installato su un’ampia gamma di macchine portanti. Grazie al recupero energetico, le prestazioni di percussione sono elevate e diminuisce il consumo di carburante.

Gasparin Everest GI129C e GI 5000R per Gasparin Impianti. Il primo è un frantoio a mascelle 1.150 x 850, la produzione massima oraria è di 400 ton, la granulometria prodotta 65-200, la motorizzazione è di 242 kW, il che significa 325 cavalli di potenza. La macchina ha un peso complessivo di 54mila chilogrammi. Accanto a questo modello ve ne sono altri, e cioè Vulcano

– GI86C, Diablo – GI106C/CV, Vesuvio Plus – GI1000C/CV, K2 – GI1111C/CV. Per quanto riguarda GI 5000R, si tratta di un gruppo di vagliatura con un vaglio vibrante a 2 piani vaglianti di dimensioni 3800 mm x 1400 mm. La capacità della tramoggia di carico è di 6 metri cubi, le dimensioni del nastro alimentatore a piastre sono 1000 mm x 3500 mm. 74 kW di motorizzazione (pari a 100 hp), ha una produzione oraria massima di 400 tonnellate. Il peso totale della macchina è di 25mila chilogrammi. Le dimensioni dei cingoli: 400 mm x 2920 mm. In optional è possibile montare il radiocomando. Montalbano Soluzioni per il trattamento del RAEE e sistemi di riciclaggio nello stand di Montalbano. La MB-Copper Eco 500 P è un impianto tecnologico per il recupero del rame e di altri scarti dei cavi elettrici con pesi specifici differenti tra di loro. il punto di forza di questo impianto – dicono in Montalbano – è l’inserimento del granulatore a celle “polverizzatore” posizionato tra il mulino a lame e il separatore ad aria. A proposito del separatore ad aria, a seconda delle richieste, questi possono essere forniti con filtri autopulenti o cicloni aspiranti a valvole di separazione. La MB_Copper Eco 700 PZ, invece, monta un separatore a zig-zag, che permette di separare il rame rigido in modo capillare. La turbina MBTP crea l’effetto dell’impallinamento del rame, migliorando la sua qualità in fase di separazione. Le soluzioni per il trattamento del RAEE, invece, permettono di recuperare grandi elettrodomestici per la refrigerazione, lavatrici, lavastoviglie, televisori, monitor, telefoni. A seconda dei modelli, la potenza di questi impianti è compresa tra 80 e 250 kW. Cambiano anche le dimensioni: il modello più piccolo, ossia RAEE 600/800 misura 12000 mm di larghezza e 4000 mm di altezza. L’impianto più grande, invece, ossia il RAEE 2500/3000 ha un’altezza di 8000 mm e una larghezza di 20000. M.B. e E.S

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CSC ECO dicembre 2012


Ecomondo

Politiche ambientali

Futuro in tono green

A Rimini, per la prima volta, si sono tenuti gli Stati Generali della Green Economy. Otto i gruppi di lavoro, mille gli esperti coinvolti, settanta le proposte in chiave green per uscire dalla crisi. Sei i settori sotto osservazione, tra cui quello dei trasporti. L’innovazione tecnologica orientata alla sostenibilità può far ripartire il mercato. Il futuro sarà verde?

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ue giorni dedicati agli Stati Generali della Green Economy, il summit per affrontare la crisi in chiave green promosso dal Ministero dell’Ambiente, da un Comitato di 39 organizzazioni di imprese green e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini e il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, si sono confrontati con esponenti di diversi livelli istituzionali: Commissione Europea, OCSE, UNEP, sindacati, mondo politico e parlamentare, associazioni ambientaliste. Il summit è stato inoltre l’occasione per presentare

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il Rapporto “Green Economy per uscire dalle due crisi”, elaborato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. «Nel mercato globale la domanda di tecnologie è sopratutto orientata a ridurre i consumi di risorse, energia, territorio - ha osservato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini -. Anche in Italia gli investimenti in tecnologie e sistemi per la sostenibilità sono strategici per dare alla nostra economia un ruolo competitivo nel più ampio quadro mondiale. Il mercato interno offre scarse opportunità di sviluppo e sperimentazione delle nuove tecnologie "green" e dei sistemi innovativi di gestione efficiente delle risor-

se. Per questo motivo il Governo, pur nei limiti delle politiche di bilancio, ha aperto "finestre" per avviare questo processo virtuoso e sostenibile». «La green economy –ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile - è ormai un processo internazionale in corso e in Italia dispone di buoni potenziali di sviluppo. Numerose imprese stanno facendo dell’ecoinnovazione una chiave di rilancio e anche di sviluppo sui mercati esteri, buona parte del made in Italy si muove già in una direzione green per caratteristiche di qualità e di bellezza; paghiamo però una bolletta energetica molto salata per i costi crescenti delle fonti ener-

getiche fossili che importiamo, abbiamo quindi un interesse strategico al risparmio energetico e allo sviluppo delle fonti rinnovabili;le materie prime sono sempre più care, la nostra industria manifatturiera ha grande bisogno di materiali ricavati dal riciclo dei rifiuti, sviluppo del riciclo indispensabile anche per risolvere la crisi dei rifiuti in diverse Regioni; le nostre filiere agricole sono già di buona qualità e possono migliorare valorizzando anche la tutela del territorio e le agro energie; nuovi mezzi a bassissime emissioni e misure per una mobilità più sostenibile sono scelte che potrebbero contribuire anche a farci uscire dalla crisi dell’auto». Il percor-


Ecomondo

Politiche ambientali

A sinistra, Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. A destra, Corrado Clini, Ministro dell'Ambiente.

Trasporti sostenibili in 7 punti. Tra le tematiche affrontate, anche lo sviluppo della mobilità sostenibile. Ecco le proposte. 1 Puntare su una mobilità urbana sostenibile. 2 Promuovere la diffusione di veicoli a basse emissioni con pedaggi differenziati e altre forme di incentivazione. 3 Sviluppare infrastrutture digitali al servizio dei trasporti. 4 Raddoppiare al 2030 la quota modale del trasporto delle merci e dei passeggeri su ferrovia regionale. 5 Far decollare il telelavoro. 6 Raggiungere il target europeo per i biocarburanti puntando su quelli di seconda e terza generazione e sul biometano. 7 Realizzare un trasporto marittimo a bassi consumi energetici.

so per arrivare agli Stati Generali della Green Economy era iniziato a marzo scorso con la formazione di 8 gruppi di lavoro e il coinvolgimento di più di 1000 esperti. Da questi lavori è scaturito il “Programma di sviluppo di una green economy”, strutturato su settanta proposte, suddivise in 8 pilastri: strumenti economici, eco innovazione, efficienza e risparmio energetico, sviluppo delle energie rinnovabili, materiali e riciclo dei rifiuti, servizi degli ecosistemi, filiere agricole di qualità ecologica e mobilità sostenibile. Secondo il Rapporto, la prima rilevante novità della green economy è costituita dal fatto che essa ha ricevuto un forte impulso dalla necessità di affrontare due crisi contemporaneamente e in maniera congiunta: quella climatica e quella economica. Il che favorisce, da una parte, una domanda di peso crescente di nuovi consumi di beni e servizi di più elevata qualità ambientale e, dall’altra, un contesto locale e internazionale più favorevole a una direzione green sia per le politiche, sia per le imprese attente alle possibilità di nuovi mercati.

Il perché lo spiega autorevolmente l’OCSE: le misure green incrementano la produttività delle risorse naturali, ormai scarse, rafforzano la fiducia degli investitori, aprono nuovi mercati, contribuiscono al risanamento dei conti pubblici con misure di fiscalità ecologica e attraverso l’eliminazione dei sussidi pubblici dannosi per l’ambiente e riducono i rischi degli impatti delle crisi ambientali. Nei paesi industriali maturi, dove la crescita economica, anche quando c’è, è bassa, è ormai scarsa la fiducia nelle possibilità di un rilancio dell’attuale tipo di economia, basato su crescita veloce e consumismo, che ha caratterizzato i decenni passati, e sul fatto che possiamo puntare su un maggiore benessere, di migliore qualità e più equamente esteso, semplicemente facendo crescere, o ricrescere, il Pil. Certamente crescita e sviluppo economico servono, ma devono essere di qualità diversa, sia dal lato della riduzione degli impatti ambientali e della tutela del capitale naturale, sia del benessere, dei consumi e degli stili di vita. ES

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Progetti di riqualificazione

Feltrinelli a Milano

Un nuovo look per Porta Volta Un progetto sostenibile che restituisce a Milano una fetta di città abbandonata per decenni. Percorsi ciclo-pedonali, aree verdi, risparmio energetico fanno da cornice ai due palazzi gemelli ispirati alle linee architettoniche lombarde, ma riviste in chiave moderna. Il cantiere è partito nei giorni scorsi, è sarà concluso entro l’estate 2015.

I

l varo di un cantiere è sempre una buona notizia, soprattutto di questi tempi. Se poi è green oriented, è ancora meglio. L’area interessata da questo intervento di riqualificazione è quella tra viale Pasubio e viale Crispi, di proprietà della famiglia Feltrinelli dalla fine ’800, e quella tra viale Montello e Porta Volta, di proprietà del Comune di Milano. Qui, entro l’estate del 2015, vi sorgerà la nuova sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, con spazi di aggregazione culturale aperti alla città e una importante sistemazione dell’area pubblica e del verde: sono infatti previsti un parco generoso, nuove alberate,

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nuovi percorso ciclo-pedonali. Si tratta di un progetto che connette la città antica con quella moderna: a qualche centinaia di metri si trova il nuovo complesso di grattacieli di zona stazione Garibaldi e dunque, come ha fatto notare Ada Lucia De Cesaris Assessore all’Urbanistica e all’Edilizia del Comune di Milano: «Nonostante si tratti di un’area relativamente piccola, essa si situa in un punto strategico e la sua riqualificazione rappresenta la cerniera per completare un quadro urbanistico di raccordo con altri quartieri in continuità con le parti esistenti e quelle in trasformazione».

Il progetto, fortemente voluto da Carlo Feltrinelli, presidente del Gruppo editoriale e della Fondazione intitolata a Giangiacomo Feltrinelli, è firmato dallo studio internazionale Herzog & de Meuron e prevede circa 8 mesi di attività preparatorie, e circa due anni di costruzione vera e propria. Ma come ha spiegato Francesco Cirio Bonzio, AD di Finaval, la società di sviluppo immobiliare del Gruppo Feltrinelli «dedicheremo ogni sforzo per avere un cantiere modello, rendendo minimi i disagi per la comunità». Le strutture che saranno realizzate sono ispirate alle linee architet-

toniche lombarde, ma rivisitate in chiave attuale: due corpi individuali esaltano gli elementi urbanistici e valorizzano l’antica Porta, grazie a due strutture gemelle. Viene così riproposta la tradizione lombarda degli edifici gemellari, valorizzando e ampliando le superfici verdi pubbliche create dalle antiche cinte murarie. Ha infatti spiegato Jacques Herzog, progettista dell’opera: «La forma longilinea, lineare della costruzione fa riferimento, da un lato, alla tradizione gotica che si esprime in importanti costruzioni della città di Milano, dall’altro alle cascine longilinee che costellano il paesaggio della Lombardia. Il no-


Progetti di riqualificazione

stro antico maestro Aldo Rossi considerava queste strutture lineari il tratto caratteristico del suo lavoro, perciò nel nostro progetto Feltri-

nelli per Porta Volta si può trovare anche un tributo a questo importante architetto milanese della seconda metà del XX secolo» Nell’edificio di viale Pasubio si insedierà la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, centro di studio e ricerca con un patrimonio bibliotecario e archivistico costituito da 200mila volumi, 17.500 periodici italiani e stranieri, un milione e 500mila carte di archivio sulla storia delle idee politiche, sociali ed economiche a partire dal sedicesimo secolo e 4.500 opere antiche e rare. Qui saranno ospitate una sala di lettura con vista sulla città e un ampio spazio multifunzionale per

Feltrinelli a Milano

convegni, conferenze ed esposizioni. Insieme all’edificio destinato alla Fondazione, il progetto di Herzog & de Meuron prevede altri due edifici, entrambi destinati a uffici e attività commerciali: uno di proprietà Feltrinelli lungo viale Pasubio, ideale prosecuzione del primo e che è interessato a questi lavori di riqualificazione dell’area che includono le aree di verde pubblico e l’altro di proprietà del Comune di Milano, tra viale Montello e Porta Volta, a richiamare l’idea di edifici gemellari. Ma questa struttura partirà in un secondo momento e non investe questa

prima parte dei lavori. Per quanto riguarda l’impatto ambientale, il progetto prevede che gli edifici rientrino in classe energetica A. Per far questo sono stati presi una serie di accorgimenti, quali l’utilizzo di un impianto di climatizzazione che sfrutta l’acqua di falda e la progettazione di particolari sistemi di oscuramento che, aderendo ai vetri anche nelle facciate inclinate, consentono di ridurre i carichi di raffreddamento estivi del 50 per cento. Infine, gli edifici saranno “zero petrolio, zero gas”, il che significa che non prevedono l’utilizzo di impianti alimentati con queste risorse e dunque azzerano le emissioni si CO2 in loco. E.S

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Nettezza urbana

La TS6000

La spazzatrice amica dell’ambiente

Due versioni per la TS6000 di Tecno System: quella singola e quella con doppio carrello di aspirazione. Può essere allestita su Man, Iveco o Mercedes-Benz e prevede, di serie, un contenitore rifiuti da sei metri cubi e un serbatoio acqua di duemila litri.

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ecno System, azienda specializzata nei veicoli per la nettezza urbana, in occasione di Asphaltica ha portato negli stand padovani TS6000, la spazzatrice che promette alte prestazioni, ma al contempo economicità e confort per l’operatore: non per niente il quadro comando è studiato per consentire libertà di movimento e pertanto è ergonomico e di facile utilizzo. Può essere allestita su MAN TGM, IVECO Eurocargo e Mercedes-Benz Atego ed è disponibile in due versioni singola e con doppio carrello

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di ispirazione. In tutte e due le versioni, è previsto di serie un contenitore rifiuti con capacità di 6 metri cubi e su un serbatoio acqua da 2000 litri, interamente costruito in acciaio. L’aspirazione posteriore avviene tramite un tubo supportato e permette la pulizia di tombini, pozzetti, caditoie stradali, ecc. Il gruppo di aspirazione posto sul lato sinistro, invece, permette lo spazzamento in entrambi i lati della carreggiata, senza che si debbano effettuare inversioni di marcia. Le spazzole anteriori, po-

ste davanti alle ruote, consentono di convogliare al centro lo sporco, prima che il veicolo passi. Vi è poi un serbatoio aggiuntivo, supplementare per il motore ausiliario, che permette di aumentare la produttività, riducendo al minimo i tempi necessari per il rifornimento. La telecamera posteriore è predisposta per accrescere la sicurezza del mezzo nelle manovre in retromarcia e nelle condizioni di spazio ristretto. Infine, Tecno System garantisce una ridotta manutenzione al sistema di trasmissione motore-ventilatore, grazie alla frizione completamente automatica e alla facilità di accesso a tutti gli organi meccanici. E.S


ECO-MEZZI

Ciclo vento

Milano EXPO2015

Venezia

Pavia

di Pietro Mezzi

S

e la si chiama ciclovia si arrabbiano. Per Paolo Pileri, docente del Politecnico di Milano, Alessandro Giacomel, Diana Giudici e Luca Tomasini del team di progettazione, "Vento" è un progetto di sviluppo. Uno sviluppo verde e sano. Uno sviluppo sostenibile che si realizzerebbe collegando Venezia a Torino lungo il Po, con un tracciato ciclabile. "Ha la forma di una ciclovia - afferma Pileri - ma non è solo questo. E' un'occasione concreta per creare occupazione e rilancio economico di un territorio. Vento non è uno sfizio di borghesi agiati e nemmeno un progetto locale, ma un'idea di sviluppo del nostro Paese". Per Pileri la ciclovia rappresenta 679 km. di green economy, di lavori verdi e di crescita sostenibile. "In Germania i 40 mila km. di piste ciclabili producono 8 miliardi di euro di indotto l'anno. Un'entrata stabile. Può essere così anche per la

ciclovia da Torino a Venezia: flussi turistici di migliaia di cittadini, che metterebbero in moto economie diffuse come le aziende agricole presenti (sono 14 mila quelle già attraversate dalla ciclovia), le attività ricettive (a oggi sono 300) e commerciali (2 mila) a favore di 1 milione e mezzo di abitanti. La ciclovia da Torino a Venezia in parte già esiste, in parte va realizzata, ma per farlo non servirebbero nemmenno tante risorse. "Occorrono poco più di 80 milioni di euro - sostiene Pileri, che è anche responsabile scientifico del progetto - che equivalgono a 1-2 km. di nuova autostrada. Ma ciò che serve sono soprattutto l'impegno dello Stato, di quattro Regioni, di 12 province, degli enti fluviali, dei 15 parchi e di tutti i comuni attraversati". Interessante è il giro d'affari che una volta realizzata l'opera potrebbe mettere in moto: il doppio dell'investimento iniziale, un gettito an-

piano campagna

piano campagna

argine

La ciclabile padana

argine

Torino

balza

balza con strada tratto promiscuo

balza

strada carrabile

nuo, secondo i promotori. L'idea dei progettisti è ancora più ambiziosa; infatti, la ciclovia dovrebbe crescere e connettersi con altre ciclabili: la Brennero-Peschiera, la Torino-Nizza, la Mantova-FerraraAdriatico, fluviali che non mancano. "Vento - conclude Pileri - è paesaggio, sviluppo, beni culturali, ambiente, agricoltura, fiume, natura, città, cibo, salute, lavoro. Insomma, il futuro. Un futuro sostenibile". Il tracciato si basa su quattro concreti principi: avere meno discontinuità possibili, mantenere bassa la spesa, garantire la sicurezza, valorizzare il paesaggio e fonda la sua proposta su altri quattro

fiume Po

pista ciclabile in sede propria larga 2,5m ricavata sulla balza dell'argine

fiume Po

differenti condizioni d'uso. Infatti, tratti pedalabili già ci sono (102 km. pari al 15 per cento del totale della lunghezza), tratti pedalabili si possono ottenere mettendo mano alle regole d'uso degli argini del fiume (42 per cento; 284 km.), vi sono tratti che richiedono interventi leggeri (22 per cento; 148 km.) e altri che richiedono interventi di una certa complessità (21; 145 km.). Insomma, con una spesa contenuta - 80 milioni di euro, pari a 118 euro al metro lineare - si può realizzare e mettere in esercizio la più lunga pista ciclabile italiana e una delle più importanti d'Europa. www.progetto.vento.polimi.it 

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Great Wall Steed SC 2.400

Direste che è cinese? Di Massimiliano Barberis

C A M P O

P R O V E

Prova SU STRADA

Si. Se il gruppo che lo costruisce si chiama Grande muraglia. Ma le linee pulite e compatte e un motore silenzioso e parco nei consumi, aiuta anche il Gpl di serie, non lo fanno sospettare. Se aggiungiamo un cassone vero da carico bello lungo, anche ribaltabile a richiesta, e alle spalle un importatore serio e preparato, lo Steed non pare nascere vicino a Pechino. È ‘solo’ un vero e proprio Pick Up da lavoro

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L’Eurasia sta in Franciacorta

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a prima impressione è di grande pulizia delle linee. Non ha fronzoli cromati o di spessori allucinanti, ha una cabina corta per 2, assai comodi, posti, un cassone alle spalle da 2 metri e 28 di lunghezza e un motore 16 valvole ‘Made in Mitsubishi’ da 2,5 litri alimentato anche a Gpl. Ma fra breve arrivano i diesel fatti in Casa. All’ultimo Motorshow è stato, infatti, presentato in anteprima (vedi box) il nuovo turbo diesel da 2 litri, 150 Cv e 310 Nm a 1800/2000 giri/minuto. Lo Steed è un vero e proprio mezzo da lavoro. Non concede strappi alla moda (pacchiana) di molti modelli simili, più da vasche cittadine,

Il 2011 rappresenta il quinto anno di operatività sul mercato dell’automobile per Eurasia Motor Company, importatore di Great Wall in Italia. La società nasce nel 2005, anche se il progetto strategico prende il via già nel 2002 su iniziativa congiunta di alcuni imprenditori bresciani, i Gruppi Daffi e Ognissanti, già impegnati nel settore dell’automotive con la società Isocar, attiva dal 1994 su marchi come Chevrolet e Daewoo. Scopo della società è di rappresentare in Italia Great Wall Motor Company Limited, importandone le automobili e i veicoli speciali. Gli ultimi dati parlano di un 2009 caratterizzato dal lancio del pick up Great Wall Steed, capace di affermarsi tra i best seller nella categoria dei Pick Up esteri e in grado di raggiungere una quota di mercato pari al 12,7%, al terzo posto per vendite su tutto l’anno, il 2010 è stato da considerarsi come un anno di consolidamento sul mercato nazionale. La marca Great Wall ha implementato nel periodo un programma di promozione basato su numerose sponsorizzazioni sportive. A fine 2010 le vendite totali di Steed, Steed SC, Hover e Hover 5 portano a un totale 1.800 unità, in linea con i risultati ottenuti nel 2009, con 1.850 unità immatricolate. Di cui 1.184 solo del Pick Up Steed, con una quota del 12,4 per cento. Anche il fatturato 2010 si è attestato sui 31 milioni di euro, in linea con i 30 milioni del 2009. La sede del gruppo bresciana è a Palazzolo, sulla A4, in cui trovano spazio un grande show room e un moderno magazzino ricambi per un totale di 8 mila mq in grado di ospitare nuovi prodotti e nuovo personale dedicato ai servizi commerciali e postvendita. In totale Eurasia conta oggi su un centinaio di concessionari e officine autorizzate in tutta Italia.

che da lavoro puro. In più ha altri vantaggi, è silenziosissimo, consuma poco e ha una grande portata. Ha 4 ruote motrici a richiesta, basta un pulsante, e 5 ridotte, con un se-

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P R O V E

Great Wall Steed SC 2.400

C A M P O

Prova SU STRADA

condo tasto (tutto elettronico). Le linee sono molto belle, rammenta il muso di una Bentley, e sono perfettamente raccordate fra radiatore, fanali a goccia, cofano e montanti. Ampie le prese d’aria, appena sotto l’alto frontale che ‘scivola’ sui parafanghi e arriva al predellino laterale. Tutto nel design mostra coesione e accorto studio. Non è un pick up improvvisato. Anzi, con in più un prezzo d’attacco di neppure 17 mila euro (16.875 su strada), e l’impianto Gpl in omaggio, fa girare la testa a molti.


P R O V E

Prova SU STRADA

C A M P O

Il serbatoio del gas Gpl arriva a 90 litri, a 19 chili quello del metano e a 70 quello della benzina. Il che si traduce in una autonomia mostruosa. Presentato a maggio del 2010 lo Steed Sc si affianca al doppia cabina Steed. Guadagna quasi un metro di cassone, dai 1.460 mm del 5 posti, e anche più di 60 mm di larghezza. Sale anche la portata da 870 chili a 1.025. Alle spalle del progetto c’è un Gruppo nato nel 1976, come cooperativa statale con sede a Baoding, nella provincia di Hebei, non distante da Pechino, che dal 1984 cambia passo, si ristruttura completamente per un produzione moderna di automobili, pick up, Suv e Mpv, e che nel 2003 debutta come titolo azionario alla Borsa di Hong Kong come prima Casa automobilistica cinese a capitale privato. Nel mezzo 353 milioni di euro in ricerca e sviluppo, 590 per un nuovo centro tecnologico, che sarà terminato l’anno prossimo e altri investimenti in tecnologie e personale specializzato per diventare entro 3 anni uno dei big dei produttori mondiali di automobili. Attualmente, con anche nuovi stabilimenti in Ucraina, Egitto, Vietnam, Indonesia, Nigeria e Iran il gruppo utilizza 22 mila dipendenti ed è in grado di produrre oltre mezzo milione di auto all’anno. Producendo, e progettando, in modo autonomo componenti basilari come: motori, assali, trasmissioni e sistemi completi di cablaggio. Il motore che si è provato è, come si diceva, il Mitsubishi 4G69S4N di 2,4 litri, in posizione longitudinale e con leva del cambio diretta capace di erogare 93 kW - 126 CV a 5.250 giri e con una coppia di 200 Nm già disponibile tra 2.500 e 3.000 giri. Fa quello che promette. Parco a Gpl e con appena più ripresa a benzina. Il passaggio da una alimentazione all’altra avviene con un tasto. Il solito messo in plancia dalla piemontese Brc, che fornisce l’impianto a gas. Tondo a 4 led verdi con il tasto centrale del commutatore. Parte a benzina, e automaticamente scatta a gas. Semplice e affidabile. Le sospensioni sono rigide, ma non è un mezzo da usare in città, e anche lo sterzo non permette grandi angoli di svolta (13,5 metri è il diametro), ma sono pecche che si scordano immediatamente guardando al prezzo e alla qualità generale. Con il passo a 305 cm e una lunghezza totale di poco

Great Wall Steed SC 2.400

più di 5 metri la visibilità è ottima. Il cassone è squadrato e permette una buona visuale nelle retro, se non ci si affida solo agli specchietti esterni, e il muso tende ad ‘inabbisarsi’, e quindi anche la visibilità

anteriore è perfetta. La frenata è sicura i dischi anteriori e i tamburi posteriori non concedono deroghe. Se si tocca il freno reagiscono immediatamente in spazi di arresto più che sicuri.

C'È ANCHE il nuovo diesel Great Wall ha da pochi mesi presentato il nuovo propulsore turbo Diesel 4 cilindri da 2,0 litri per 150 Cv e 310 Nm di coppia. Il gruppo è stata la prima azienda cinese a progettare e realizzare internamente un motore diesel del quale detiene per intero la proprietà intellettuale e industriale. Il motore adotta diverse nuove tecnologie che includono: doppio albero a camme in testa; common rail ad alta pressione, iniezione multipla e a controllo elettronico, sviluppato con Delphi; turbina a geometria variabile,VGT, e sistema intercooler; sistema Egr e punterie idrauliche auto regolanti. Il GW4D20 risponde alle normative Euro 4 in termini di emissioni e consumi, eroga una potenza di 150 CV/110 Kw a 4000 giri/ minuto abbinata ad una di curva di coppia molto piatta in grado di fornire ben 310 Nm a partire da soli 1800–2000 giri. Si tratta di un motore ad alta efficienza e bassi consumi, cui si affianca anche la qualità di raggiungere livelli molti bassi di emissione sonora: montato sul crossover Haval H5 (molto simile alla Hover 5 attualmente importata in Italia), il livello all’interno della cabina è stato di appena 45,3 dB (A), del tutto comparabile a quello rilevato con il motore a benzina e risultato al top nella categoria Diesel.

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Il risparmio energetico era obiettivo primario del progetto che include il contenimento dei pesi del propulsore e delle soluzioni per una unità ad attriti ridotti. Il sistema common rail adottato comporta tra l’altro 7 fori gestiti con valvola elettromagnetica, la camera di combustione a forma di ‘ω’, un condotto di aspirazione ad alta turbolenza, candeletta di nuovo tipo. Oltre alla collaborazione con Delphi vanno almeno ricordate quelle con Leiden, Borgwarner (turbine) e Modine (intercooler). Dall’inizio dei lavori a maggio del 2007 Great Wall ha investito progressivamente 520 millioni di Yuan in R&D (oltre 60 Mil Euro) per il progetto GW4D20; a fine giugno 2008 tutto il sistema di iniezione e combustione era interamente sviluppato e deliberato, mentre alla fine del 2009, dopo soli 2 anni di intenso lavoro, il motore aveva già completato tutta la sua fase di progettazione, test e industrializzazione. In Cina questo propulsore ha ricevuto molti apprezzamenti da vari Enti di Stato dedicati allo sviluppo tecnologico e all’innovazione nel mondo dell’automobile, da Università e da Centri di Ricerca avanzata. La produzione industriale di questo motore è iniziata a fine 2010 e la previsione è di realizzarne almeno 140 mila entro il 2011. In Italia il motore equipaggia per il momento il nuovo pick up Great Wall Steed 5.


CV

Curve di coppia e potenza

175

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kW

350

giri/minuto MOTORE RAFFREDDAMENTO CILINDRATA ALESAGGIO PER CORSA POTENZA MAX COPPIA MAX ALIMENTAZIONE LIVELLO EMISSIONI

Coppia (Nm) Potenza

GW4D20 - 4 cilindri liquido 1996 mm 83,1 x 92 110 kw - 150 Cv / 4000 giri/min 310 Nm a 1800/2000 rpm Diesel Euro 4

57

200 750 210 725 200 700 190 675 180 650 170 625 160 600 150 575 140 550 130 525 120 500 110 100 475 90 450 80 425 70 400 60 375 50 350 40 325 30 300 20 275 10 0 250 0 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 100 x rotazione velocità

CSC dicembre 2012

P R O V E

4WD 5015 1800 1735 2280 X 1520 X 460 6,5 3050 1515/1525 194 Bz 1075 - GPL 1025 2825 Bz 750 - GPL 750 Bz 1750 - GPL 1800 2 MITSUBISHI 4G69S4N 2378 87X100 93 KW (126 CV) A 5250 GIRI/MIN. 200 NM A 2500/3000 GIRI/MIN. INIEZIONE SEQUENZIALE MULTIPOINT Bz 70 - GPL 72 PORTANTE A DEFORMAZIONE PROGRESSIVA CAMBIO MECCANICO 5 MARCE + RIDOTTE 4.55 3,922 POSTERIORE/4WD ELETTRONICO A PIGNONE E CREMAGLIERA SERVOASSISTITO INDIPENDENTI, A DOPPIO BRACCIO INTERCONNESSE CON BALESTRE DOPPIO CIRCUITO FRENANTE SERVOASSISTITO 30% 30°/24° 17,5° Bz 10.7 - GPL 14.6 Bz 251 - GPL 236 235/65 R17 - 235/70 R16 140

C A M P O

Nm

2WD 5015 1800 1735 2280 X 1520 X 460 6,5 3050 1515/1525 194 Bz 1075 - GPL 1025 2705 Bz 750 - GPL 750 Bz 1630 - GPL 1680 2 MITSUBISHI 4G69S4N 2378 87X100 93 KW (126 CV) A 5250 GIRI/MIN. 200 NM A 2500/3000 GIRI/MIN. INIEZIONE SEQUENZIALE MULTIPOINT Bz 70 - GPL 72 PORTANTE A DEFORMAZIONE PROGRESSIVA CAMBIO MECCANICO 5 MARCE 4.55 3,922 POSTERIORE NO A PIGNONE E CREMAGLIERA SERVOASSISTITO INDIPENDENTI, A DOPPIO BRACCIO INTERCONNESSE CON BALESTRE DOPPIO CIRCUITO FRENANTE SERVOASSISTITO 30% 30°/26,5° 17,5° Bz 10.7 - GPL 14.6 Bz 251 - GPL 236 235/65 R17 - 235/70 R16 140

Nm

CARATTERISTICHE TECNICHE LUNGHEZZA TOTALE (MM) LARGHEZZA TOTALE (MM) ALTEZZA TOTALE (MM) DIMENSIONI VANO DI CARICO (MM) RAGGIO MINIMO DI STERZATA (M) PASSO (MM) CARREGGIATA ANT/POST (MM) ALTEZZA MINIMA DA TERRA (MM) PORTATA (KG) MASSA MASSIMA (KG) MASSA RIMORCHIABILE (KG) PESO IN ORDINE DI MARCIA (KG) POSTI MOTORE CILINDRATA ALESAGGIO PER CORSA (MM) POTENZA MASSIMA COPPIA MASSIMA ALIMENTAZIONE CAPACITÀ SERBATOIO (L) TELAIO TRASMISSIONE RAPPORTO AL PONTE RAPPORTO FINALE DI TRASMISSIONE TRAZIONE INSERIMENTO TRAZIONE INTEGRALE STERZO SOSPENSIONI ANTERIORI SOSPENSIONI POSTERIORI IMPIANTO FRENANTE CAPACITÀ DI SPUNTO IN SALITA ANGOLO D’APPROCCIO/D’USCITA ANGOLO DI RAMPA CONSUMI CICLO COMBINATO EMISSIONI CO2 (G/KM) PNEUMATICI VELOCITA’ MASSIMA (KM/H)

Great Wall Steed SC 2.400

g/kW. h 100

Prova SU STRADA


Fiere

Eima Componenti

Un’Eima in pompa magna, che ha registrato il tutto esaurito sia in termini di espositori, sia in termini di visitatori. Una cospicua area della manifestazione dedicata alla componentistica in generale e ai motori in particolare. I big c’erano tutti, a cominciare da Lombardini/ Kohler, che ha colto l’occasione per festeggiare il suo ottantesimo compleanno.

Cuori che battono D

efinirla una fiera dedicata al settore della meccanizzazione agricola sarebbe riduttivo. Eima, anche quest’anno, nonostante la crisi e nonostante tutto, si è mostrata una manifestazione realmente internazionale. Giunta alla sua

quarantesima edizione e digerita da tutti la cadenza biennale, ha confermato le previsioni: operatori di 140 Paesi diversi hanno realmente preso parte alla manifestazione bolognese e hanno mostrato quella giusta dose di entusiasmo necessaria per la ripresa. Tra trattori, mie-

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Lom

i n i d bar

titrebbie, attrezzature agricole, ampio spazio è stato pure dedicato al mondo della componentistica. E nei padiglioni dedicati a EIMA Componenti, hanno trovato spazio anche i big dei motori. Con una breve carrellata, ecco cosa si è visto a Bologna.


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Eima Componenti

a t o b Ku

a i n Sca

FPT Lombardini/Kholer 1933-2013. Lombardini ha colto l’occasione della manifestazione bolognese per festeggiare un compleanno importante. Ottanta anni di attività, contraddistinti da uno slogan ben preciso: “l’innovazione prima di tutto e di tutti”. D’altro canto il marchio Lombardini nasce dall’intuizione del suo fondatore, Adelmo Lombardini, che nel 33 si rese conto che l’agricoltura avrebbe presto avuto bisogno di meccanizzazione e dunque di motori. Un’intuizione che si rivela sensata da subito: nel 1988, si festeggia il 3 milionesimo motore immesso sul mercato.

VM La storia più recente la conosciamo già (vedi numero di novembre di CSC, pag. 56 e 57): nel 2007 Lombardini entra nel gruppo Kohler e nel 2011 nasce il primo motore diesel a marchio Kohler, il KDI. Oggi la gamma è completa e Lombardini/ Kohler è in grado di offrire motori diesel e benzina, raffreddati ad aria e ad acqua, mono o multi cilindro. Il futuro, naturalmente, sarà all’insegna di KD 15-440, il monocilindro raffreddato ad aria. VM Motori Compleanno importante anche per VM Motori, che in occasione di Eima ha festeggiato il sessan-

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tacinquesimo anno di presenza nel mercato dei motori diesel. A Bologna si poteva toccare con mano la Serie R750EU6, a iniezione diretta, ciclo diesel 4 tempi, alimentazione Common Rail. L’impiego dell’iniezione elettronica e i sistemi di trattamento e ricircolo dei gas di scarico (DOC E DPF CON EGR raffreddata) hanno permesso di certificare questa serie di motori secondo la normativa Stage IIIB per le macchine mobili non stradali. Le vestizioni disponibili sono più di 800, e dunque soddisfano l’esigenza d’installazione di qualsiasi vano motore. Il basamento è a tunnel, la distribuzione è a


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s n i k

Per

ingranaggi e quindi consente elevata precisione nella fase di iniezione, applicazione di prese di forza per pompe idrauliche sia singole che in tandem e una maggiore affidabilità rispetto alle soluzioni a cinghie. La testa unica uniflow permette di evitare passaggi di tubi attorno ai propulsori, a tutto vantaggio della compattezza e facilità di installazione. Si possono quindi raggiungere prestazioni elevate con minore consumo di carburante e livello di rumorosità limitato. Per quanto riguarda invece le serie MTP e GEN, sono quattro i modelli disponibili: D753E3.MTP (3 cilindri), D753TE3.MTP (3 cilindri), D754TPE2.MTP (4 cilindri) e R756IPE3.MTP (6 cilindri), con una potenza massima compresa tra 35,3 e 105 kW. FPT “Hi-eSCR”, per FPT, la tecnologia brevettata che rispetta le normative sulle emissioni Tier 4 Final/ Stage IV e che promette un'altissima efficienza nel tasso di conversione degli ossidi di azoto: oltre il 95%. Il sistema HI-eSCR è composto da un modulo di alimentazione, un modulo di dosaggio dell'AdBlue, Diesel Oxidation Catalyst (DOC), un miscelatore dell'AdBlue, Selective Catalytic Reduction (SCR), Clean Up Catalyst (CUC). Il sistema è inoltre dotato di una rete di senso-

VM ri integrati per controllare i livelli degli ossidi di azoto NOx ed eventuali eccessi di NH3 (ammoniaca) prodotti. Nel padiglione di Eima erano esposti “rappresentanti” della Serie F5 (3,2 - 3,4 l), della Serie NEF (4,5 - 6,7 l), della Serie Cursor (8,7 – 12,9 l) e della Serie Vector (20,1 l). La F5 a 4 cilindri è disponibile in una gamma di potenza da 53 a 86 kW (72 - 117 CV) ed è caratterizzata da un sistema SCR ridotto in combinazione con un sistema di ricircolo dei gas di scarico (EGR) leggero e a raffreddamento esterno. Promette bassi costi operativi e manutenzione semplice, poiché si attua su un solo lato del motore (single side servicing). La Serie NEF (4,5 - 6,7 l) è invece disponibile in numerose versioni a 4 e 6 cilindri, aspirate e con sovralimentazione turbo, con potenza compresa tra 66 e 220 kW (90 - 299 CV). È disponibile sia in versione meccanica che elettronica; i motori elettronici sono dotati di sistema di iniezione Common Rail di seconda generazione. La Serie Cursor (8,7 – 12,9 l) è stata arricchita con un nuovo modello da 11 litri. Si tratta di una gamma di motori con una potenza compresa tra 200 e 500 kW (272 – 680 CV) a iniezione elettronica Common Rail e rispondenti alla normativa Tier 4 Final. Tutti i motori si basano su una struttura a 6

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cilindri in linea e sono dotati di turbocompressore e sistema intercooler. Il motore Cursor 13, inoltre, è stato sviluppato con alimentazione aria con turbocompressore a doppio stadio. Infine la Serie Vector (20,1 l) che presenta un'architettura a 8 cilindri disposti a V, una gamma di potenza da 565 a 640 kW (768 – 870 CV), un design compatto e un sistema di iniezione all'avanguardia. Perkins La serie 400 è affettuosamente definita in casa Perkins “motore mondiale”, per via della sua versatilità. Ed Eima è stata l’occasione per mostrare in Italia “l’ultima incarnazione” della Serie 400F conforme alla Direttiva UE Stage IIIB e alla EPA Tier 4 Final. Nello stand bolognese era presente il 403F-15T, un tre cilindri da 1,5 litri provvisto di turbocompressore, che assicura 27 kW (36,2 cv) a 2.800 giri/min e 112 Nm di coppia a 1.800 giri/min. Grazie alla sua potenza compatta – dicono in Perkins - la nuova gamma 400F è in grado di far fronte alle esigenze produttori di apparecchiature originali (OEM). La gamma 400F promette infatti di essere un'ottima soluzione per la costruzione di macchine piccole ma ad alte prestazioni e a costi contenuti, con un picco di potenza pari a


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Eima Componenti a 3.600 giri. Decisamente contenute le dimensioni: 431 mm di lunghezza, 500 mm di altezza e 400 mm di larghezza, 73 kg di massa a secco. Il 3TNM72 è caratterizzato da 72 mm di alesaggio e 74 mm di corsa ed eroga, nell’uso industriale, 17,6 kW (23,6 CV) a 3.600 giri per una pressione media effettiva di 6,6 bar. Le dimensioni sono leggermente maggiori rispetto al 68: 19 mm in più di lunghezza e 5 di altezza. Il peso è di 77 kg (4 kg in più del 3TNM68), per un rapporto peso/ potenza di 3,2 kg per cavallo. Kubota Nello stand di Kubota c’era praticamente tutta la gamma dei super mini, da 5,8 a 14 kW. Il più piccolo, ma il più potente, è il D902-E3B, ossia un 3 cilindri, con 898 centimetri cubi di cilindrata, un peso di 72 chili, compatibile con la normativa EPA Tier 4. Due i “compatti al servizio della potenza”: il motore Z482, un due cilindri con una cilindrata di 479 centimetri cubi e un peso di 53 chilogrammi, con un regime di 3600 tr/mn e un alesaggio per corsa di 67 x 68 millimetri, e il D722, ossia un 3 cilindri, 719 centimetri cubi, 63 chilogrammi e un rendimento massimo di 12,12 kW. Per il D902 è stato invece pensato un altro slogan: meno rumore, per più comodità. Si tratta di un altro 3 cilindri da 898 centimetri cubi, con un alesaggio per corsa di 72 x 73,6 mm, un peso di 72 chilogrammi.

R A NM

YA

45,5 kW (61 cv). La flessibilità della progettazione motore dell’Electronic Control Module (ECM) può essere usata per fornire un prodotto personalizzato in base alle esigenze della macchina, aumentandone la capacità di applicazione. La transizione dalle attuali normative sulle emissioni agli standard Stage IIIB / Tier 4 Final è stata agevolata per i clienti che possiedono il 97 percento dei componenti provenienti dai precedenti motori conformi Stage IIIA / Tier 4 Interim. L'unica differenza consiste infatti nella progettazione del post-trattamento, che è stato disegnato per essere il più compatto possibile e con una disposizione di montaggio più flessibile per agevolare le procedure di installazione. Yanmar 3TNM74F, 3TNV74F, 3TNV80F, 3TNV88F, sono i motori di Yanmar con potenza inferiore a 19 kW conformi alla EPA Final Tier 4. I primi tre sono a

iniezione indiretta (IDI), l’ultimo a iniezione diretta e controllo elettronico. L’aspirazione è naturale in tutti e quattro i modelli, il Fuel Injection System è meccanico per tutti tranne, come si diceva, per il modello 3TNV88F. Sono tutti e quattro dei tre cilindri, il peso a secco è compreso tra 88 e 152 chilogrammi. Minimum size per maximum performance è lo slogan che caratterizza la serie MM, una famiglia composta da due motori a 3 cilindri a iniezione indiretta. Si tratta di motori estremamente compatti e dai pesi contenuti, in grado però di assicurare prestazioni elevate, destinati a equipaggiare macchine agricole di potenza medio-bassa, attrezzature per il giardinaggio, generatori di corrente. Due i modelli, il 3TNM68 e il 3TNM72. I valori di alesaggio e corsa del primo sono di 68x72 millimetri (rapporto C/A 1,06) con una cubatura di 0,784 litri. La potenza erogata è di 19,2 cavalli

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Scania Born to generate, nati per generare. Così recita il motto della nuova gamma di motori di Scania. E in occasione di EIMA, sono stati presentati i motori gruppo elettrogeno e la nuova tecnologia Scania Stage IV e Tier 4 final. In particolare, all’interno dello stand bolognese, erano esposti i motori gruppo elettrogeno della nuova piattaforma: DC9 EGR, DC13 EGR (livello di emissione Stage IIIA) e DC16 (alimentazione gas). Il DC9 pesa (a secco) 950 chili, le dimensioni sono: 1242x861x1292. Il DC13, invece, pesa 1050 chilogrammi, e le dimensioni sono più importanti rispetto al modello precedente: 1404x860x1223, mentre DC16 pesa 1340 chilogrammi, e misura 1315x1180x 1288. Non solo. In occasione di EIMA è stata anche presentata la nuova tecnologia di motori industriali Stage IV e Tier 4 final, già pronta per livello di emissione per le nuove normative che entreranno in vigore dal 2014. Questi motori sono dotati della tecnologia Scania EGR (ricircolo dei gas esausti), una tecnologia di comprovato successo che può lavorare in tutti gli ambienti, senza aver bisogno di additivi o altri accorgimenti che possono creare problemi in sede di installazione. E.S.


New Holland

I nuovi escavatori gommati

Cambio generazionale

New Holland Construction lancia la Serie B PRO, la nuova generazione di escavatori gommati. PRO come prodotto, PRO come promessa, PRO come progresso. Tre le parole chiave: velocità, forza e stabilità. di Emanuela Stìfano

S

ono prodotti nello stabilimento di San Mauro Torinese, ed escono dalla stessa linea di montaggio degli escavatori cingolati. Stiamo parlando della nuova serie B Pro di New Holland, tre nuovi modelli da 15 a 19 tonnellate: WE 170B e WE 190B disponibili già in questi giorni e WE 150B, disponibile da febbraio. Poi, più avanti, sarà introdotto il 210. Ma parlare solo di nuova serie, sarebbe riduttivo. La B PRO, dicono nel quartier generale torinese, è una vera e propria nuova generazione di escavatori gommati. Come infatti ha spiegato Antonio Strati, responsabile di prodotto, nulla è stato lasciato al caso: «le

prestazioni, l’affidabilità e anche il nuovo design sono state collaudate tramite approfonditi test di migliaia di ore». E prosegue: «velocità, forza e stabilità sono i punti chiave. Ai nuovissimi comandi, alla semplicità di utilizzo, alla grande capacità di sollevamento, si aggiungono la produttività e l’affidabilità elevata, i costi operativi contenuti, l’elevato comfort per l’operatore e la manutenzione semplice». A proposito di manutenzione easy, questi i punti di forza della macchina: tutti i punti di servizio sono raggruppati e facilmente accessibili da terra, così come la disposizione affiancata dei radiatori migliora le prestazioni e semplifica

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la pulizia. Una griglia a rete protegge i radiatori dalla sporcizia e dunque contribuisce ad allungare gli intervalli tra una pulizia e l’altra. Nella scatola di manutenzione c’è una sola centralina, mentre nelle versioni precedenti le scatole erano tre. Naturalmente la cabina è certificata ROPS, FOPS e mette a disposizione dell’operatore tutto quello di cui ha bisogno: il nuovo quadro comandi con schermo LCD e sezione dedicata alla telecamera posteriore; la disposizione razionale dei comandi per rende più semplici le operazioni. Tutti i comandi della traslazione, infatti, - modalità strada, velocità ridotte, cambio marce e blocco dell’assale


Il vincitore del Grand Prix New Holland, parla tedesco Sotto una pioggia battente, alcuni operatori europei si sono affrontati per determinare il nuovo campione 2012. Sette le squadre in campo: Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Vigili del Fuoco di Torino, qualificatisi durante la tappa presso il Fiat Industrial Village. Quattro le prove di abilità, che hanno permesso agli operatori di dimostrare tutte le loro capacità e alle macchine tutte le loro caratteristiche: “Posiziona il tesoro” (con sollevatore telescopico LM1333), “Golf” (con escavatore cingolato E175C, “Slalom & Goal” (con minipala compatta L220) e “Archimede” (con escavatore cingolato E215C). Ha vinto, per il secondo anno consecutivo, un operatore tedesco, a cui è stato assegnato un soggiorno a Monaco in occasione del prossimo Bauma. Ma anche l’Italia si è difesa: un operatore italiano, infatti, ha vinto lo slalom sugli skid.

- sono raggruppati su un quadro comandi posto sulla colonna dello sterzo. Il cursore per azionare la funzione lama/stabilizzatori è sul joystick di destra, assieme al comando per la direzione della traslazione. Anche le modalità di lavoro e lo “swing brake” (freno della rotazione) sono facili da selezionare. L’operatore ha inoltre un’ampia scelta di modalità di lavoro che può abbinare alle richieste in termini di prestazioni di ciascuna applicazione. La velocità di rotazione regolabile consente di aggiustare la potenza e la forza di frenata in base al compito da svolgere. Per le applicazioni speciali, un tasto consente di azionare permanentemente la modalità di freno della rotazione. Quando serve ancora più precisione, l’operatore può attivare la modalità di livellamento sul joystick sinistro. Anche la gestione della portata e della pressione delle attrezzature è molto semplice e consente di memorizzare fino a 12 combinazioni.

Potenza netta (ISO) Massima portata idraulica (pompe principali) Pompa rotazione Forza di traino Velocità max Forza di scavo benna Forza di scavo braccio Peso operativo PL (con lama) Peso operativo P2AL (con lama e stabilizzatori) A migliorare la vita a bordo, inoltre, il sedile pneumatico riscaldato e le ampie superfici vetrate, oltre a USB, bluetooth, e quant’altro possa contribuire ad alleggerire la giornata di lavoro. Ma la vera novità, il fiore all’occhiello di questa nuova serie di escavatori, è la gestione elettronica della pompa che, come ha specificato Strati, rappresenta una sorta di cervello della macchina. Montano motori FPT Industrial, e il propulsore massimizza le prestazioni del sistema idraulico a 3 pompe, che supporta la rotazione grazie a una pompa dedicata. Questa pompa consente una rotazione completamente indipendente, dato che non sottrae

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WE150B 90 kW 280 l/min 70 l/min 86 kN 35 Km/h 99.5 kN 72.9 kN 15.6 t 16.4 t

WE170B 105 kW 288 l/min 72 l/min 92 kN 35 Km/h 112 kN 73.8 kN 17.2 t 18.0 t

WE190B 118 kW 288 l/min 101 l/min 112 kN 35 Km/h 136 kN 91 kN 18.6 t 19.5 t

potenza alle altre funzioni idrauliche e determina una maggiore efficienza e tempi di ciclo più rapidi. Novità anche per il braccio della macchina, che è stato completamente ridisegnato rispetto ai modelli precedenti, e che ora è disponibile in tre lunghezze per ciascun modello, e che promette una forza di strappo maggiore del 5% rispetto ai modelli precedenti. Infine, anche Il sistema elettroidraulico è stato riprogettato e si affida a una CPU singola integrata al posto dei tre regolatori dei modelli precedenti, con un nuovo software che - dicono in New Holland - riduce al minimo i fermi macchina e fornisce una diagnostica chiara. 


Trainato

Isotermico

Il francese che non fa una piega

Nel senso che in curva asseconda la direzione di marcia grazie a due assi sterzati e a tanta elettronica. Ha vinto il premio Trailer Innovation 2013 all’ultima IAA

Dimensioni e configurazione telaio

Dimensioni e configurazione della carrozzeria

A

Interasse

L

Interasse longheroni modulo posteriore

L

Interasse longheroni modulo centrale svasato SuperCity*

M Carreggiata dell’asse modulo centrale SuperCity* Angolo max dell’asse sterzante centrale Angolo max dell’asse sterzante posteriore Riporto dell’asse Asse sollevatore

7 m 35 1.300 mm 900 mm 2.090 mm 14°

300 mm

B

Lunghezza posteriore

11 m 942

C

Riporto anteriore (eccetto il gruppo)

D

opo essere entrata nel 2009 nel fondo Caravelle, che controlla anche i marchi Benalu, Marrel e Edbro, la Lamberet ha dato una spinta innovativa ai propri prodotti, migliorando isolamento e silenziosità. Come economie di scala e facilità d’uso. Con que-

13 m 60 Lunghezza esterna 13 m 385 Lunghezza interna massima (esclusi accessori) 2 m 60 Larghezza esterna 2 m 46 Larghezza interna utile tra i pannelli (esclusi accessori) 2 m 60 / 2 m 65 / 2 m 70 Altezza interna (esclusi accessori)

32° 120 mm

Ø cuscini di sospensione pneumatici

* implica gli assi SAF riporto 120

D E F G H

1 m 60

Masse Massa a vuoto in ordine di marcia Massa complessiva a pieno carico Massa complessiva a pieno carico (con motrice) Carico utile stimato

sti obbiettivi il colosso del freddo francese ha da poco presentato il nuovo SR SuperCity. Il trailer iso ad assi sterzanti. L’ SR2 SuperCity di Lamberet, presentato all’ultima IAA, soddisfa le esigenze specifiche della distribuzione nelle zone iper-urbane. SuperCity consente sia di

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SR2 SC senza gruppo refrigerante, senza portellone posteriore né accessori 8.275 Kg 38 t / 34 t 44 t / 40 t 29 725 Kg / 25 725 Kg

garantire il benessere dei consumatori che di preservare la qualità della vita dei cittadini in termini di ingombro, inquinamento acustico e qualità dell’aria. Riduce drasticamente i costi di investimento e di esercizio della distribuzione urbana. L’SR2 dispone di un telaio modula-


re dedicato con assi direzionali. L’altezza del telaio non è aumentata a scapito dell’altezza utile e del centro di gravità. L’altezza della ralla è standard, e la soglia posteriore è adatta alle banchine di carico (1.300 mm). La larghezza della carreggiata offre una solida stabilità: 2.090 mm rispetto a 2.040 mm per un semirimorchio refrigerato standard del mercato europeo. Il sistema sterzante sviluppato da Lamberet si basa su assi SAF B9 con dischi di grande diametro e pneumatici da 65. Il suo raggio di sterzata è inferiore a quello di un vettore di 21 pallet. Il passo lungo di 7.350 mm e il bloccaggio degli assi sterzanti in posizione allineata a 50 km/h garantiscono una grande stabilità. Elimina completamente il fenomeno del riporto in curva e dello sbandamento in linea retta degli assi inseguitori a trasmissione meccanica. Tutte le attrezzature idrauliche hanno una lubrificazione centralizzata multi-punto sugli assi direzionali e sul portellone posteriore per una manutenzione semplificata. Il primo asse è fisso, il secondo e il terzo sono direzionali. La distanza tra ciascuno degli assi di 1.850 mm consente al primo di agire come un perno fisso nelle curve avviate dagli altre due assi. Gli angoli delle ruote sono differenziati per un’efficacia eccezionale: 14° sull’asse centrale e 32° sull’asse posteriore. Il sistema è attivo nella marcia avanti e indietro. Il sensore angolare elettromagnetico integrato nel perno misura l’angolo tra il trattore e il semirimorchio. La centralina integra altri dati provenienti dall’EBS (velocità, marcia avanti o indietro) per ottimizzare i comandi trasmessi agli assi direzionali. Il sistema blocca gli assi in configurazione allineata, una volta superata la velocità di 50 km/h. La centralina elettroidraulica trasmette i comandi dello sterzo attraverso più valvole montate sul collettore idraulico. Il flusso d’olio viene controllato correttamente da e verso

i cilindri dello sterzo, a livello degli assi. Un display LCD per il controllo consente di regolare il sistema. Una spia sul lato anteriore del semirimorchio informa immediatamente il conducente di un eventuale disfunzionamento. La tecnologia idraulica è quanto di più affidabile possa esistere attualmente nel campo della trasmissione. I cilindri distributori reagiscono in un 1 decimo di secondo per fornire l’angolo desiderato ad ogni asse, ottimizzando le manovre. Hanno una lubrificazione centrale che offre una manutenzione estremamente semplificata. Un set di batterie indipendente integra i picchi energetici in situazioni di forti sollecitazioni, garantendo sistematicamente una risposta immediata. I pannelli isolanti sono sviluppati per il freddo su strada e adottati nel settore nautico per la loro impermeabilità, i pannelli compositi sono costi-

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tuiti da una serie di compartimenti stagni, muniti di blocchi di schiuma a cellule chiuse con una densità di 35 kg/m3. Il loro paramento in poliestere beneficia di un coefficiente di conducibilità termica 150 volte inferiore a quello dell’acciaio. I pannelli hanno una configurazione ultra-robusta, dedicata a un uso intensivo. Ogni sezione di 305 mm degli inserti in alluminio viene utilizzata come barriera di delaminazione. Il pavimento isolante è rinforzato con inserti e traversine rivestiti. Infine, per resistere alle sfregature, il paramento interiore è ispessito a 2,8 mm. Pavimento in alluminio antiscivolo «galleggiante» PIEK (55 dB). Brevettato, combina la resistenza all’usura, l’isolamento acustico e l’impermeabilizzazione. I suoi profili includono una scanalatura antiscivolo longitudinale. Una guarnizione perimetrale garantisce la rottura del ponte vibrazionale. I battiscopa HD, i più alti del mercato, da 300 x 7 mm, sono incollati, avvitati, rivettati. M.B.


THERMO KING

Gruppo Frigo

L'Iso per il traghetto

TK presenta SLX Ferry dedicato al settore del trasporto marittimo a medio e lungo raggio.

T

hermo King ha presentato un'altra versione del modello di unità di refrigerazione SLX 300 per offrire maggiori capacità di refrigerazione, la protezione ottimale del carico e una migliore protezione dagli urti apposta per rispondere alle specifiche esigenze del dinamico

settore del trasporto marittimo a medio e lungo raggio. La soluzione riduce al minimo i consumi di carburante per garantire la riduzione dei costi operativi e incrementare la sicurezza dei prodotti trasportati e la precisione nel controllo della temperatura. L’ SLX in versione Ferry offre una maggiore protezione dagli urti durante il trasferimento dei semirimorchi dalla banchina del porto ai traghetti (e viceversa) mediante rampe ro-ro. Per ridurre gli urti, infatti Thermo King ha sviluppato alcune nuove soluzioni, fra cui il vano con pannelli rinforzati con porte più spesse e serrature flessibili, e un kit barra protettivo, installabile facilmente, per una protezione ottimale dagli urti. L’ SLX Ferry offre una capacità di refrigerazione potenziata durante il funzionamento in modalità elettrica. È stato sviluppato e testato un sistema di trasmissione in modalità elettrica che tenga in considerazione le esigenze specifiche dei trasporti marittimi a medio e lungo raggio: durata di funzionamento più elevata; diversi sistemi di alimentazione di corrente disponibili a bordo dei traghetti e specifiche condizioni di funzionamento nei ponti inferiori (con elevate temperature ambiente).Per garantire il mantenimento costante della tem-

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peratura del carico anche nel caso di condizioni operative diverse, SLX Ferry dispone di un motore elettrico di grande misura (con uscita superiore del 58% a 50 Hz). L'unità è stata inoltre specificamente progettata per ridurre lo stress meccanico all'avvio. Il motore elettrico sovradimensionato garantisce una capacità di refrigerazione maggiorata durante il funzionamento in modalità elettrica. SLX Ferry dispone di una batteria EON con feltro assorbente che offre una durata fino a cinque volte superiore rispetto a una batteria standard. La batteria inoltre garantisce una maggiore durata e può essere conservata fino a due anni senza che sia necessario ricaricarla. La maggiore durata della batteria aiuta a garantire il riavvio quando è necessario, riducendo considerevolmente il rischio di una riparazione di emergenza e della conseguente perdita del carico. La soluzione è personalizzabile, in base alle esigenze, con una vasta gamma di accessori che garantiscono la massima affidabilità (monitoraggio del carburante e sistema di filtraggio) e i dispositivi di tracciabilità della temperatura del carico. È inoltre disponibile il sistema per il controllo della temperatura e la gestione del veicolo TracKing per garantire il monitoraggio soprattutto dei semirimorchi senza motrice. M.B.


Progetto

Vetreria Sangalli

Lo stabilimento dove si produce il vetro

GPS, laser, telerilevazioni, parecchio know how e un lavoro di squadra ben coordinato. Sono questi gli elementi che hanno permesso di realizzare lo stabilimento della vetreria Sangallo di San Giorgio di Nogaro. Si tratta di una costruzione realmente importante: lo stanziamento economico è da capogiro,in cantiere si è lavorato incessantemente per quasi due anni. Tutto ruota intorno al forno, punto ‘caldo’ della costruzione: 1500 gradi ventiquattro ore su ventiquattro, trecentosessantacinque giorni all’anno. Non verrà mai spento per i prossimi 15 anni.

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milioni di euro. A tanto ammonta il costo del nuovo stabilimento della vetreria Sangalli di San Giorgio di Nogaro, che dà impiego a 250 persone e dove prende forma qualsiasi tipo di vetro, di tutti i possibili spessori e utilizzi, anche blindato. Ogni anno, se ne possono produrre fino a 22 milioni di metri quadri. Per realizzarlo ci sono voluti 470 giorni di cantiere, 20mila metri cubi di cemento, 13mila quintali di ferro, 1100 tonnellate di acciaio, 7300 pali e 150 persone. D’altro canto si sta parlando di una struttura lunga 800 metri, la cui realizzazione ha visto coinvolti diversi part-

ner: a Frappa Edilizia – a cui è stato anche riconosciuto un ruolo di capo fila – sono state affidate tutte le parti strutturali, le finiture e la viabilità, mentre Interstudio ha elaborato il progetto. Beton costruzioni ha realizzato l’area magazzini e Stahlbau Pichler si è occupata della carpenteria metallica e dei rivestimenti. Infine Instalmec ha costruito i silos per stoccare la sabbia prima della lavorazione, Geofondazioni ha provveduto alla palificazione, mentre Adriastrade ha consolidato l'area provvedendo anche alle asfaltature. Il forno costituisce il cuore del processo produttivo ed è stato sviluppato e progettato direttamente dalla

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Direzione Tecnica del Gruppo Sangalli. È costituito da una costruzione in mattoni refrattario (8.000 t), sostenuti da una carpenteria esterna con particolari accorgimenti per accompagnare le dilatazioni della muratura durante il riscaldamento. Lungo 70 metri, largo 30, contiene circa 2mila tonnellate di vetro fuso ed è fra i più grandi al mondo. Il forno deve essere tenuto in funzione 24 ore su 24 per tutta la durata della campagna (circa 15 anni) senza alcuna interruzione. Grande attenzione è stata dedicata alla progettazione degli impianti elettrici e delle utilities, con soluzioni affidabili: l'impianto non va mai in stand-by grazie a una sorta di "ruota


Progetto

di scorta". Frappa si è presa in carico la costruzione di quattro moduli adiacenti uno all'altro. Per la precisione sono stati eretti il forno (2650 m2), il bagno (3350 m2), l'area ricottura (2260 m2), il parco rottami (2120 m2), l'area imballaggi (5420 m2), l'impianto fumi (2500 m2), l'impianto acque (860 m2), il silos sabbia (750 m2), l'edificio composizione (550 m2) e la cabina elettrica (460 m2). Per realizzare lo stabilimento, le aziende coinvolte si sono organizzate così: Frappa è partita dall'estremità destra, e cioè dal forno fino all'area uffici, mentre dall'altro lato la Beton si è occupata del magazzino. I lavori sono cominciati contestual-

Vetreria Sangalli

mente, da una parte e dall'altra, e sono terminati dopo circa 22 mesi con l'incontro delle due squadre esattamente a metà del cantiere. In questo modo è stato possibile unire le due ali della struttura, lunga 800 metri. Un risultato così preciso è stato possibile grazie al gps; Frappa infatti si è dotata di due dispositivi satellitari per il rilievo e il tracciamento. Una tecnica di georeferenziazione che ha consentito di mettere in opera “al millimetro” il progetto ideato da Sangalli e di coordinare anche le macchine di movimentazione affinchè gli scavi fossero realizzati nel modo giusto. Per gestire gli scavi, invece, la società di costruzioni ha

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utilizzato il sistema a laser. Fra i macchinari adoperati durante il cantiere, tre gru a torre, sollevatori telescopici, escavatori, camion, dozer e rulli. Al termine del nucleo centrale sono state edificate anche varie realizzazioni accessorie, e cioè i servizi di linea, gli spogliatoi, la mensa, il laboratorio, l'infermeria, gli uffici dell'amministrazione, gli ambienti del reparto manutenzione, la vasca antincendio, il complesso che stocca il vetro difettato, la viabilità generale e altri corpi minori. Per quanto riguarda le strutture speciali, sono stati realizzati 13 silos, 8 tramogge e un silos/ tramoggia di ingresso forno. E.S.


CSC vetrina | Mobil. L’olio | che fa risparmiare Test condotti su veicoli Volvo e Iveco hanno dimostrato che l’olio sintetico Mobil DelvacTM, la gamma flagship di lubrificanti della ExxonMobil per i veicoli commerciali, può contribuire in maniera significativa alla riduzione dei consumi di carburante. Questi benefici offrono alle società che operano nel settore dell’autotrasporto la possibilità di sostanziali risparmi economici e di ridurre le emissioni dei veicoli. Inoltre, passando dai prodotti minerali ai lubrificanti sintetici Mobil Delvac, è possibile ottenere ulteriori potenziali riduzioni dei costi grazie a una maggiore protezione del motore e al prolungamento degli intervalli di cambio dell'olio. Le valutazioni sulla possibile riduzione dei consumi di carburante sono state condotte su pista presso la Millbrook Proving Ground, nel Regno Unito, utilizzando due autocarri Volvo FM 440 Euro V - caricati al 75% del peso totale ammesso per il veicolo (circa 33 tonnellate), e due autocarri Iveco Eurocargo 75E16 EEV Euro V - caricati al 50% del peso totale ammesso per il veicolo (circa 6,2 tonnellate). Per entrambi i veicoli è stato utilizzato Mobil Delvac 1 LE 5W-30 per il motore e Mobilube 1 SHC 75W-90 per l'assale posteriore, insieme a Mobilube 1 SHC 75W-90 e Mobil Delvac Synthetic Transmission Oil V30 per le trasmissioni, rispettivamente degli autocarri Iveco e Volvo. Confrontando le prestazioni di questi lubrificanti sintetici con quelli minerali sono stati osservati benefici statisticamente rilevanti in termini di riduzione dei consumi di carburante. Per esempio, sull’Iveco Eurocargo, in condizioni di guida urbana, è stata registrata una riduzione media dei consumi di carburante pari al 4,7%1, mentre in un autoarticolato Volvo si è registrata una riduzione media del 2,85%2.

| VBV-243M. Lo specchio | di Brigade Electronics Brigade Electronics ha messo a punto un mirror monitor della gamma Essential, la serie è particolarmente indicata per i mezzi leggeri.VBV-243M è, infatti, uno schermo da 4.3” inserito nello specchio retrovisore con un ingresso video per singola telecamera, perfetto, appunto, per camper, van e veicoli commerciali. VBV-243M, come tutti i monitor Brigade Electronics, offre un’immagine nitida e precisa, ben contrastata e luminosa. È inoltre operativo a una temperatura che può variare dai -20° ai + 70° e rispetta le più severe normative: l’europea CE, l’americana FCC, la RoHS, che impone restrizioni sull'uso di determinate sostanze pericolose nella costruzione di vari tipi di apparecchiature elettriche ed elettroniche, e la WEEE, secondo la quale il materiale elettronico ed elettrico deve essere marcato con un adesivo per poterne verificare il corretto smaltimento.

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| Stoneridge. | Le App per | smartphone Stoneridge Electronics ha lanciato due app gratuite che permettono ai clienti dotati di uno smartphone Android, di beneficiare di nuove tecnologie. Con Duo Mobile i conducenti possono sfruttare la tecnologia Duo, che è stata integrata senza costi aggiuntivi su tutti i tachigrafi Se5000 Exakt Duo. Creato per rendere la vita più semplice e per aiutare i conducenti a rispettare la legge, Duo Mobile consente di visualizzare sullo smartphone un secondo schermo Duo, mostrando in tempo reale una panoramica giornaliera, settimanale e mensile delle attività di guida, pausa e riposo. I conti alla rovescia fino alla prossima pausa o riposo giornaliero aiuteranno i conducenti a pianificare la giornata lavorativa e a rendere le flotte più efficienti. La seconda app gratuita è Tacho Center, che consente ai conducenti di scaricare i dati in modalità wireless da tutti i tipi di tachigrafi digitali omologati. I conducenti possono scegliere tra uno scarico dati completo o parziale. Una volta scaricati i dati è possibile inviarli via mail a qualsiasi PC o inviarli direttamente al software di analisi dati OPTAC3 di Stoneridge. Tacho Center ricorda ai conducenti quando è necessario scaricare i dati e pertanto aiuta anche le flotte a tenere traccia dell'ultimo scarico dati dalla carta del conducente e del veicolo. Entrambe le app sono scaricabili gratuitamente da Google Play e devono essere utilizzate con Stoneridge Tacho Link* che consente al tachigrafo digitale di collegarsi via Bluetooth allo smartphone Android.

| Bosch. | Cacciavite | o macina | spezie? Bosch ha lanciato un'innovativa esecuzione del piccolo cacciavite al litio IXO nato nel 2003 come primo elettroutensile con tecnologia al litio, e che ha raggiunto dal suo lancio quasi 11 milioni di pezzi venduti. L'edizione speciale si chiama IXO Spice e porta in dotazione un macina spezie che può essere montato su IXO, oppure utilizzato come un classico macina spezie manuale. IXO Spice è facile da usare: è sufficiente montare l'accessorio macina spezie su IXO e premere l'interruttore rosso per macinare sale, pepe, peperoncino e ogni tipo di spezia. Il nuovo IXO Spice è contenuto in un'elegante confezione di latta, ed è in vendita a partire al prezzo consigliato di 59,95 euro IVA inclusa. gistrata una riduzione media del 2,85%2.

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CSC vetrina | Mewa. | I panni | multiuso | sicuri

| Atos. Driver digitali | per montaggio su guida DIN

Quando un meccanico pulisce l’olio da un veicolo, utilizza un panno, la cui gestione è regolamentata. Pertanto, per la corretta gestione dei panni e per non incorrere in sazioni, devono essere rispettate alcune norme. Chi vuole risparmiare tempo e aumentare gli standard di sicurezza, può affidarsi a MEWA e fruire dei vantaggi del suo servizio in Full-Service di gestione di panni multiuso. Da oltre 100 anni infatti MEWA fornisce, ritira, lava e restituisce i panni al cliente perfettamente puliti con una frequenza che ha preventivamente concordato con il cliente. Ogni anno MEWA mette in circolazione oltre 800 milioni di panni. Il sistema di gestione MEWA dei panni tecnici rappresenta un vantaggio per il cliente, che risparmia sull’acquisto di materiale usa e getta e contemporaneamente non deve affrontare nessun costo di logistica e di immagazzinamento. Ma esistono anche altri vantaggi: MEWA garantisce che vengano rispettate tutte le norme di sicurezza e di tutela dell’ambiente relative ai panni. MEWA ottempera tutti gli obblighi che subentrano per il carico e il trasporto di merci pericolose. Per la giacenza e il trasporto dei panni utilizza infatti un contenitore speciale di sicurezza, chiamato SaCon®, che adempie tutte le normative. L’intero sistema dei panni MEWA è certificato DIN EN ISO 9001 e DIN EN ISO 14001. In questo modo MEWA tutela l’ambiente, perché i panni possono essere lavati e riutilizzati fino a 50 volte.

SI nuovi driver digitali E-BM-AS sono progettati per comandare valvole proporzionali di direzione, portata o pressione senza trasduttore, con vantaggi in termini di programmabilità e flessibilità della tecnologia digitale. Il pannello frontale integra 4 led per una rapida diagnostica dello status del regolatore e la porta di comunicazione seriale per consentire una facile programmazione tramite l’interfaccia grafica del software Atos. I nuovi E-BM-AS sono adatti per il comando di una o due valvole proporzionali monosolenoide mediante 2 segnali di ingresso analogici indipendenti, oppure di una valvola proporzionale bisolenoide. Rappresentano pertanto una soluzione per una vasta gamma di applicazioni grazie alla diagnostica con funzionalità estese e a diverse peculiarità, quali: 2 ingressi analogici configurabili in tensione/corrente (± 10VDC, 0..10VDC, 0..20 mA, 4..20 mA); impostazioni parametri funzionali - bias, scale, rampe, linearizzazione e dither; generazione interna dei riferimenti fino a 16 differenti impostazioni di riferimento/rampe, selezionabili tramite 4 ingressi digitali ON/OFF; protezione contro l’inversione di polarità dell’alimentazione; protezione al corto circuito della corrente di uscita al solenoide; rilevazione rottura cavo; opzione/12 con alimentazione del driver a 12VDC comunemente utilizzata nelle applicazioni mobili; pzione/W per limitazione di potenza idraulica massima (p x Q); opzione/P con uscita alimentazione a ± 5VDC per potenziometri esterni per la generazione del riferimento; opzione/A per valvole Ex-Proof (limitazione della corrente massima al solenoide). Il montaggio su guida DIN e i 4 connettori ad innesto rapido rendono semplici e veloci le operazioni di manutenzione.

| Bosch. | Il cacciavite | a batteria

| Firestone. | La app per la pressione | dei pneumatici

l nuovo PSR Select di Bosch è un cacciavite a batteria dotato di un dispenser portabit ruotabile integrato con dodici bit standard. Il sistema Easy Select impedisce lo smarrimento dei bit e velocizza la ricerca dell'accessorio più adatto. Sostituire il bit è facile: è sufficiente ruotare il dispenser finchè l'accessorio di ricambio scelto appare nella finestrella e spostare in avanti il selettore rosso superiore. Inoltre in questo modo è possibile adattare rapidamente l'assortimento dei bit al tipo di lavoro da svolgere. PSR Select è compatto, maneggevole e potente. Con un peso di appena 500 grammi, è alimentato da una batteria al litio da 3,6 Volt e può eseguire fino a 90 avvitamenti per carica. PSR Select è progettato per viti con un diametro massimo di cinque millimetri, adatto a tutte le applicazioni di avvitamento più comuni. La batteria al litio integrata riduce l'autoscaricamento ed elimina l'effetto memoria. PSR Select è sempre pronto all'uso, anche dopo periodi di inutilizzo prolungati, e può essere caricato in qualunque momento senza rischio di compromettere le prestazioni della batteria. Lo stato di carica è indicato da un LED. La minitorcia integrata Power Light permette di illuminare anche gli angoli bui. L'impugnatura Softgrip garantisce una presa sicura, mentre il tasto di azionamento a due dita migliora la praticità d'uso dell'avvitatore. L'avvitatore Bosch PSR Select è disponibile al prezzo consigliato di 69,95 euro IVA inclusa. L'utensile viene venduto in una valigetta insieme al caricabatteria e a dodici bit di avvitamento.

In occasione di Eima, Firestone ha presentato un’applicazione gratuita per smartphone che aiuta a mantenere la pressione di gonfiaggio degli pneumatici al livello corretto. Una volta scaricata l’applicazione, è sufficiente selezionare la misura del pneumatico per visualizzare la corretta pressione di gonfiaggio in base al peso e alla velocità del mezzo. Impiegando pneumatici a pressione inadeguata, infatti, si riduce la durata dello stesso. Inoltre, test condotti da Firestone mostrano che l’impronta a terra aumenta di oltre il 40% quando la pressione del pneumatico passa da 1,6 bar a 0,6 bar, il che ha una certa importanza soprattutto in campo agricolo.

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CSC eventi A Verona, Transpotec Dal 28 febbraio al 3 marzo, il Salone dell’autotrasporto, della logistica e dell’innovazione tecnologica Transpotec Logitec, manifestazione internazionale per autotrasporto e la logistica organizzata da Fiera Milano, è in programma nel Quartiere Fieristico di Verona dal 28 febbraio al 3 marzo 2013 con una formula completamente rinnovata. Per la prima volta, infatti, per rispondere alle specifiche esigenze del mercato, Fiera Milano ha scelto di svolgere una sua manifestazione a Verona, crocevia dei due grandi corridoi europei 1 e 5, con una forte vocazione industriale nell’ambito di trasporti su gomma, distribuzione e componentistica. Per rilanciare mercati strategici per l’economia del Paese, Transpotec Logitec propone due saloni tematici paralleli - uno sulla logistica e la supply chain, l’altro sull’autotrasporto - con due impianti distinti, ciascuno pensato per rispondere alle esigenze dei propri visitatori e buyer. il trattamento e il riciclaggio di tutti i materiali.

A Bolzano, Viatec Dal 21 al 23 febbraio, la fiera internazionale per la costruzione e manutenzione di infrastrutture stradali. Viatec, Fiera internazionale specializzata per la costruzione e manutenzione di infrastrutture stradali, avrà luogo a Bolzano dal 21 al 23 febbraio 2013. si tratta di una rassegna di nicchia durante la quale viene presentato tutto ciò che fa riferimento alla costruzione e alla manutenzione di strade, ponti e gallerie in zone climatiche particolarmente ostili: macchinari e prodotti per la costruzione nonché manutenzione di strade, gallerie e ponti, sistemi e prodotti per la sicurezza stradale e sul lavoro, manutenzione stradale e viabilità invernale, sistemi e impianti per la pianificazione, la gestione e il controllo del traffico, tutela ambientale e architettura del paesaggio, segnaletica stradale.

A Monaco, BAU 2013 Dal 14 al 19 gennaio 2013, presso il centro fieristico di Monaco di Baviera, il salone internazionale di architettura, materiali e sistemi. BAU 2013, Salone Internazionale di Architettura, Materiali e Sistemi, avrà luogo dal 14 al 19 gennaio 2013 presso il Centro Fieristico di Monaco di Baviera. Al Salone sono attesi circa 2.000 espositori di una quarantina di Paesi e oltre 240.000 visitatori da tutto il mondo. Su una superficie di 180.000 m², BAU presenta architettura, materiali e sistemi per l’edilizia industriale, commerciale e residenziale, e per l’arredo di interni, sia per le nuove costruzioni sia per l’edilizia di ristrutturazione. Con la presenza di oltre 50.000 progettisti, BAU è anche il più grande salone specializzato al mondo per architetti e ingegneri. L’offerta merceologica è suddivisa per materiali edili, settori produttivi e tematici. In tutti i comparti espositivi, un ruolo centrale viene occupato da temi di grande attualità e prospettiva futura come l’edilizia sostenibile e multigenerazionale. L’offerta del salone è completata da un ricco programma di eventi collaterali, fra cui forum in cui intervengono esperti da tutto il mondo.

in agenda 2013 Restructura

29 novembre – 2 dicembre

Torino, Italia

Costruzioni

www.restructura.com

BC INDIA

5-8 Febbraio

Mumba, India

Costruzioni

www.bcindia.com

Viatec

21-23 febbraio

Bolzano, Italia

Costruzione e manutenzione stradale

www.viatec.it

Transpotec

Dal 28 febbraio al 3 marzo

Verona, Italia

Autotrasporto e logistica

www.transpotec.com

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RENAULT KERAX

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