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CSC Cantieri Strade Costruzioni 2011 12

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DICEMBRE 2011 anno XXVIII n. 254

Daf/Tatra È arrivato secondo al Truck of the year 2012

In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi

CSC

CANTIERI STRADE COSTRUZIONI

JOB REPORT Scai Hitachi Zaxis 350 LCN

Prova su strada Renault Dacia Logan Pick Up

Reportage Ecomondo: Tutte le novità da Rimini


ZTL. ZERO TRAFFICO LIMITATO.

GAMMA A METANO. PERFETTA PER QUALUNQUE LAVORO, MA NON PER UN LAVORO QUALUNQUE. • Il metano è il carburante con il prezzo più stabile • Circoli liberamente, anche con i blocchi del traffico • Impianto metano montato in stabilimento e garantito Fiat www.fiatprofessional.it


La situazione industriale e commerciale del settore macchine movimento terra è nota a tutti e per poter trovare un canale di sbocco reale oggi le aziende manifatturiere devono prepararsi velocemente al cambiamento dei mercati e alla (prossima) ripresa.

L’OPINIONE di Paolo Venturi*

Parola d’ordine: Global Sourcing

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* Vice Presidente IHIMER Membro Consiglio Direttivo UNACEA

aper fare le cose bene oggi non basta più. Occorre poter accedere a moderne infrastrutture dislocate in più aree geografiche (e soprattutto vicine ai paesi emergenti) e creare una rete di fornitori più qualificati, coi quali costruire una rete sinergica di lavoro e scambio di informazioni, a livello globale. La parola d’ordine per un’azienda italiana che si pone come obiettivo la crescita è “Global Sourcing”. La situazione industriale e commerciale del settore macchine movimento terra è nota a tutti e per poter trovare un canale di sbocco reale oggi le aziende manifatturiere devono prepararsi velocemente al cambiamento dei mercati e alla (prossima) ripresa. L’azienda si deve riappropriare del proprio know-how produttivo; ovvero seguire personalmente l’iter dal momento della progettazione, alla scelta dei fornitori alla produzione e post vendita. Il mercato delle macchine movimento terra è in forte trasformazione, stanno cambiando i riferimenti geografici dei mercati, le concentrazioni dei grandi progetti di sviluppo urbano non sono più in Europa, ma in altri continenti: India, Cina, Africa e Sud America. È ora di cambiare la visione dei propri “spazi di manovra” e pensare che l’operatività dell’azienda dovrà essere pensata e sviluppata anche in altri paesi. Ciò significa che l’azienda deve proporsi in nuove aree geografiche fuori dall’Europa e organizzare la propria piattaforma logistico-produttiva. La ricetta giusta in questo momento non esiste; esistono però degli ingredienti utili per poter arrivare a un obiettivo significativo. Tra i principali ingredienti mi sento di citare la cultura aziendale aperta a sinergie strategiche con partner extra-UE, l’ottimizzazione dei costi e tempi della supply chain, riappropriarsi del patrimonio progettuale-produttivo tipico della manifattura degli anni ’60, espandere l’operatività logistica alle aree più dinamiche e in forte crescita. Per un’azienda internazionale come Ihimer la crisi ha sicuramente portato a riflettere su come rimanere competitivi sul mercato. Ecco che una “minaccia” è diventata per l’azienda “un’opportunità”. In Ihimer

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CSC dicembre 2011

abbiamo dunque deciso di “rilanciarci” sul mercato con un nuovo spirito, forte del nostro patrimonio genetico e di avere alle spalle una partnership consolidata da oltre 20 anni di stabile e profittevole collaborazione con il gruppo giapponese IHI. La prospettiva di poter valorizzare il patrimonio delle rete dei fornitori strategici e qualificarne al meglio il lavoro, abbinata a una politica di controllo dei costi di produzione e ottimizzazione del processo di approvvigionamento e gestione logistica, renderanno sicuramente più competitiva l’azienda e i suoi prodotti. L’azienda rimane radicata al proprio territorio dal quale può attingere know-how qualificato e risorse non altrove reperibili e, contestualmente, sviluppa una rete globale di scambio dove poter attingere risorse e beni e nello stesso tempo ricollocare il proprio prodotto. Si tratta di tornare a ragionare sul termine “Glocal”, agire globale e pensare locale. Lavoriamo e produciamo in Toscana ma anche in Giappone, in Cina, nel mondo. Grazie al lavoro svolto con il nostro partner giapponese IHI siamo riusciti ad acquisire importanti competenze “globali” che oggi ci consentono di poter essere presenti con i nostri prodotti nel mondo e nello stesso tempo fungere da centro di eccellenza in termini di know-how e polo produttivo per il mondo IHI. Le misure da prendere oggi per rimanere competitivi e costruirsi un futuro sono di tipo “strutturale: l’azienda deve svoltare e aprirsi a nuovi orizzonti. Purtroppo in questo momento di cambiamento le dimensioni aziendali giocano un ruolo importantissimo: le micro imprese e quelle di piccole dimensioni devono fare rete, trovare alleati e partner con i quali condividere i nuovi obiettivi di sviluppo industriale. Solo tramite alleanze e sinergie strategiche si possono trovare i giusti canali di sviluppo. Gli investimenti in nuove tecnologie, processi produttivi innovativi, nuovi prodotti devono crescere sempre più; anzi intensificarsi in vista di una ripresa del mercato delle costruzioni e di conseguenza della necessità di aprire nuovi cantieri. In casa Ihimer stiamo già scaldando i motori.


CSC

ABBONATI

CANTIERI STRADE COSTRUZIONI

Al prezzo 2011

dicembre 2011 Anno XXVIII Numero 254 Direttore responsabile Andrea Aiello In redazione Massimiliano Barberis, Lorella Turchetto. Hanno collaborato Renzo Arletti, Angelo Artale, Claudio De Albertis, Giampiero Biglia, Alberto Caletti, Federica Calò, Lele Chichierchia, Giovanni Fassi, Luca Ferrari, Alessandro Maggioni, Mario Marchisio, Alfonso Marra, Pietro Mezzi, Roberto Nicoletti, Pietro Paolo Patat, Giuseppe Provvisiero, Paolo Raffaelli, Roberto Ragozzini, Andreas Renschler, Rossella Rodelli Giavarini, Daniele Rossetti, Alessandro Rossi, Andreas Schmitz, Stefano Togni, Paolo Venturi, Stefano Zucali, Paolo Zumaglini. Progetto grafico e impaginazione Mariella Salvi

approfondimenti interviste rubriche servizi speciali Prove esclusive di macchine e veicoli

PubblicitĂ dircom@edifis.it Traffico Libera Carlini libera.carlini@edifis.it

Abbonamento • Italia

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10 numeri ALl’anno

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CSC dicembre 2011


SOMMARIO | dicembre 2011 CANTIERI STRADE COSTRUZIONI DICEMBRE 2011 anno XXVIII n. 254

Daf/Tatra È arrivato secondo al Truck of the year 2012

In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi

CSC

JOB REPORT SCAI HITACHI ZAXIS 350 LCN

PROVA SU STRADA RENAULT DACIA LOGAN PICK UP

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CSC news

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MEZZI D’OPERA · Misto in cava

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MOTORI KDI Innovating the future

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TRAINATI · Il centinato che unisce l’Italia

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CAMBI AUTOMATICI · Che coppia!

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GAMME OFF ROAD · Construction Day

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TACHIGRAFI · Tutto sotto controllo

REPORTAGE ECOMONDO: TUTTE LE NOVITÀ DA RIMINI

IN COPERTINA DAF TATRA PHOENIX www.daf.com www.tatra.cz

Le Aziende in Questo Numero ALLISON ............................................ 30 ANCE.................................................... 43

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ECOMONDO REPORTAGE Il futuro della differenziata

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PROGETTI · Durature barriere autostradali

DACIA LOGAN.................................. 46

• DAF.....................................I COP, 7, 14 • DIECI.....................................................5 DOOSAN ........................................... 34

• FASSI GRU........................................ 57 • FIAT GROUP AUTOMOBILES.II COP IHIMER ..................................................1 LOMBARDINI-KOHLER.................. 26

• MAN.....................................................9

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· Architettura espressiva

20 job report

Hitachi Zaxis 350 LCN VERSATILITÀ IN CAVA

46 PROVA SU STRADA

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SICUREZZA · Ponteggi Fuorilegge? No, Pilosio MERCATO MMT · Come si esce dal tunnel?

CARDI.................................................. 29

• COPRA VOLLEY.............................. 35

PALE GOMMATE · La prima della classe

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• BKT ................................................... 15 • BU POWER SYSTEM ITALIA.IV COP

SPECIALE · Neve che turbini in alto

Dacia Logan Pick Up Dci 70 Con quel che costa

MERKER ............................................. 29

• MERCEDES............................... 30, 39

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METALSISTEM ................................. 60

• PEUGEOT......................................... 33 PILOSIO . ............................................ 40

• RENAULT TRUCKS ITALIA..... 13, 36 scai-HITACHI .................................. 20 SITAF.................................................... 56 tmc italia........................................ 58 UNACEA ............................................ 42 VDO . ................................................... 38 VIBERTI . ............................................. 29

RUBRICHE 1 L’OPINIONE Parola d’ordine: Global Sourcing di Paolo Venturi 4 Toga e martello Sicurezza del territorio. A chi spetta la manutenzione degli argini di fiumi e torrenti? di Stefano Zucali 5 TUTTO RUOTA La gomma sale di costo di Alfredo Intelvi 6 Esteri ed interni Principi di tassazione delle royalties trasfrontaliere di Luca Ferrari 8 LineA di sicurezza Principi di tassazione delle Alcol e Lavoro Un binomio che spesso è l’anagramma di “infortunio”. di Lele Chichierchia 8 Gossip machine Deere-zione Europa di Linda Lovelace 60 Ecomezzi Eolico è anche bello di Pietro Mezzi 62 Csc eventi

• Gli Inserzionisti

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CSC dicembre 2011


CSC news IPAF parla cinese

TOGA E MARTELLO

L’

associazione è fortemente impegnata a promuovere e ad accrescere gli standard di sicurezza nel settore dei mezzi mobili per l’accesso aereo anche in Cina. Infatti, durante la Bices – l’esposizione internazionale di macchine per le costruzioni svoltasi a Beijing nel mese di ottobre – Ipaf ha organizzato alcuni incontri cui hanno partecipato soci e non, interessati ad approfondire queste problematiche. L’iniziativa rientra nei programmi IPAF di promozione della cultura della sicurezza in Cina e nei Paesi del Sud-est Asiatico. Raymond Wat è il rappresentante IPAF di queste aree geografiche. Sempre durante la BICES è stata lanciata la campagna “Distribuisci il carico” per l’utilizzo in sicurezza delle piastre di appoggio sotto gli stabilizzatori di PLE e sono stati predisposti un’etichetta adesiva e un video, in lingua cinese, che hanno riscosso un notevole successo tra i presenti. Con questa versione in cinese sale a otto il numero delle lingue nelle quali l’etichetta è stata tradotta.

Una unità per 3 paesi da Dkv

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kv mette a disposizione dei suoi clienti una “on board unit” utilizzabile in tre paesi. La Dkv Box è accettata in tutto il territorio coperto dai sistemi di pedaggio Viá T in Spagna e TIS PL in Francia, e ora con essa si può pagare anche il pedaggio per il Liefkenshoektunnel tra Anversa e Rotterdam. Inoltre, con la Dkv Box è possibile pagare anche i pedaggi dei ponti francesi Pont de Normandie e Pont de Tancarville e di alcuni parcheggi custoditi in Francia e Spagna. La fatturazione dei pedaggi avviene con tutta chiarezza in un’unica fattura. In Francia i clienti risparmiano grazie agli sconti dei gestori fino al 13 percento, in Spagna addirittura fino al 50 percento. Attraversare il Liefkenshoektunnels costa con la Dkv Box solo 13,16 euro invece dei regolari 18 euro. I clienti risparmiano non solo denaro, ma anche tempo prezioso: con la “on board unit” possono prendere corsie preferenziali alle stazioni di pedaggio e evitare inutili attese.

A cura dell’Avv. Stefano Zucali di Milano, esperto in diritto degli appalti, contrattualistica e diritto amministrativo*

SICUREZZA DEL TERRITORIO. A CHI SPETTA LA MANUTENZIONE DEGLI ARGINI DI FIUMI E TORRENTI?

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e gravi devastazioni causate, in diverse zone della Penisola, dalle recenti ed abbondanti piogge riportano drammaticamente l’attenzione sul problema della sicurezza idraulica del territorio nazionale. L’urbanizzazione degli ultimi decenni ha letteralmente invaso le aree limitrofe ai corsi d’acqua, restringendo il loro alveo ed esponendo nuovi beni a rischio: mentre prima fiumi e torrenti potevano inondare vaste aree provocando danni limitati, oggi i flussi sono accelerati e i picchi di piena si scagliano con sempre maggiore energia contro ponti, protezioni spondali, fabbriche, edifici e centri urbani causando gravissimi danni a cose e persone. Tutto ciò rende necessaria una ridefinizione della normativa che regola e disciplina la materia. In questa sede, essendo ovviamente impossibile anche solo accennare alle innumerevoli problematiche relative alla sicurezza dei corsi d’acqua, ci si limiterà ad approfondire un solo aspetto, ossia quello inerente alla manutenzione degli argini. Va, tuttavia, premesso un breve inquadramento normativo. L’art. 822 del Codice Civile stabilisce che fanno parte del cd. demanio idrico “i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia”. Il D.P.R. 18.2.1999 n.238 definisce

più precisamente come pubbliche tutte le acque superficiali e sotterranee, a prescindere dall’iscrizione negli appositi elenchi provinciali e a prescindere, quindi, dalla loro attitudine a soddisfare interessi pubblici. Quando si parla di corsi d’acqua, va poi distinto l’alveo, in cui rientrano sponde e rive interne che sono a contatto con l’acqua e sono sommerse da questa nelle piene ordinarie, dagli argini di contenimento, eretti nei terreni limitrofi alle rive esterne, che assumo natura di pertinenze demaniali in quanto assicurano una migliore regolazione del fiume in caso di piene straordinarie. Ne consegue che la gestione e conservazione sia dell’alveo che degli argini dei corsi d’acqua, trattandosi di beni demaniali, dovrebbe essere attribuita, in linea di principio, alla Pubblica Amministrazione (e nello specifico alle Regioni a cui sono state trasferite le competenze). La normativa di riferimento delle acque pubbliche rimane, ancor oggi il Regio Decreto n.523 del 25.7.1904 il cui art. 2 attribuisce, infatti, alla P.A. i compiti di difesa e conservazione dei corsi d’acqua compresivi di ripari ed argini. Altra cosa, rispetto agli argini, sono le opere e i manufatti “di sola difesa” edificati dai proprietari dei fondi limitrofi a tutela dei propri beni. L’art. 12 comma 3 del citato R.D. n.523/1904 stabili-

sce che “sono ad esclusivo carico dei proprietari e possessori frontisti le costruzioni delle opere di sola difesa dei loro beni contro i corsi d’acqua di qualsiasi natura”. In apparenza la normativa richiamata sembra chiara ma non sono rari i casi in cui sono sorte controversie tra P.A. e privati per la manutenzione degli argini di fiumi e torrenti in tutto o in parte edificati dagli stessi privati. La Giurisprudenza, anche in questo caso, è intervenuta a precisare il dettato normativo affermando che “gli oneri economici conseguenti all’edificazione e gli eventuali obblighi di manutenzione e ricostruzione gravano sui proprietari in tutti i casi in cui la costruzione dell’opera, al momento della sua realizzazione, ha obbiettivamente lo scopo di difendere dalle acque i beni di proprietà di costoro e non di fungere da argine del corso d’acqua” (Trib. Sup. re Acque 4.6.1997 n.45). Il problema è, quindi, capire se le opere di difesa delle proprietà limitrofe ai corsi d’acqua svolgano solamente questa funzione o anche quella di argine, e quindi di contenimento del corso d’acqua, nel qual caso l’obbligo manutentivo ricadrà interamente sulla P.A. con inevitabile responsabilità risarcitoria, anche per omessa custodia ex art. 2051 c.c., in caso di esondazione.

* Per contatti: 02 54122117 - stezucali@tiscali.it

Al via il progetto Open Solar

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nited Solar Ovonic, il più grande produttore mondiale di moduli e celle solari a film sottile distribuiti con il marchio Uni-Solar, lancia il progetto Open Solar. Un’iniziativa che ha già preso il via con l’apertura del nuovo stabilimento produttivo di Marcegaglia a Taranto destinato alla fabbricazione di lamiere e pannelli fotovoltaici, partendo dalle celle flessibili Uni-Solar. Questo importante progetto riflette un altrettanto importante cambiamento nella strategia United Solar. L’azienda è, infatti, orientata all’apertura verso collaborazioni esterne con partner sia nuovi che già attivi impegnati nello sviluppo e nella commercializzazione di prodotti innovativi basati sulle celle solari a film sottile e flessibile Uni-Solar. Il progetto si concretizza anche grazie alla collaborazione con Marcegaglia che nel nuovo stabilimento di Taranto affianca la produzione di laminati fotovoltaici, di dimensioni variabili e basati su celle fotovoltaiche Uni-Solar, a quella già esistente dei propri prodotti in metallo: queste soluzioni vengono combinate tra loro, dando vita ai pannelli coibentati su misura, ideali per installazioni fotovoltaiche integrate ed innovative.

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CSC dicembre 2011


CSC news www.dieci.com

T u tt o r u o ta A cura di Alfredo Intelvi

La gomma sale di costo

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con essa il prezzo dei pneumatici. Il forte incremento del costo delle materie prime sta spingendo verso l’alto i listini. Basti pensare che, da dicembre 2010 a maggio 2011, il prezzo della gomma sintetica e per l’esattezza della SBbr (stirene butadiene rubber) è aumentato del 66%, mentre quello del nero di carbonio è aumentato del 36%. Questi incrementi, calcolati da Federpneus (Associazione Nazionale Rivenditori Specialisti di Pneumatici) sugli indici della Federazione Gomma Plastica di Confindustria, sono strettamente legati al forte sviluppo della motorizzazione in tutto il pianeta. Contrariamente a quanto avviene in Italia ed in Europa, la produzione e la diffusione di autovetture e di veicoli industriali e commerciali è infatti in forte crescita nel resto del mondo in cui lo sviluppo economico ha ripreso vigore. Ciò determina forti tensioni sui prezzi delle materie prime ed anche su quelli

dei componenti per la produzione di pneumatici. Questa situazione è in atto da diversi anni, ma, nella prima parte del 2011, si nota una forte accelerazione nella crescita di alcune delle materie prime più importanti per la fabbricazione di gomme per autoveicoli. Il settore dei pneumatici negli ultimi anni ha avuto anche in Europa e in Italia un andamento abbastanza positivo, in quanto la diffusione dei pneumatici invernali ha consentito di compensare l’impatto della crisi economica globale. Questa situazione ha permesso ai produttori e ai distributori di pneumatici di assorbire parte dell’aumento di costi determinato dalle tensioni sul mercato della gomma naturale e sintetica, ma persistendo una forte lievitazione dei prezzi delle materie prime un certo aumento dei listini dei pneumatici è stato inevitabile e si prevede che altri aumenti possano verificarsi nel prossimo futuro.

ACTIONS not words

Il barrito dell’Elefante

Fatte per lavorare e pensate per semplificare il lavoro.

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l Solutrans 2011 (reportage sul prossimo numero e on line sul sito) ha permesso alla Schmitz di fare il punto sul mercato e sulle vendite. Dato che è il primo allestitore d’Europa vale la pena di riferire dati e cifre, forniti da Ulrich Schöpker membro del board Schmitz. Il turnover del Gruppo è salito del 90 per cento (dopo la crisi del 2008/2010) ed è di 1 miliardo e 270 milioni di euro (era di 666,3 milioni). Di cui il 34% è fatto in Germania e il 14 in Europa Centrale. L’Italia vale il 3,1%, la Scandinavia l’11,6, la Gran Bretagna il 4, l’Europa dell’Est quasi il 12. Il 49,6% è dato dalle vendite di trailer isotermici, il 24,3 dai centinati, e il 4,8 dai ribaltabili. Le previsioni di crescita valutano in 2 miliardi e 700 milioni il turnover entro il 2016/17, e in 1,700 alla fine del 2012. I trailer prodotti saliranno a 75 mila dai 36.053 prodotti attualmente. Alla fine del 2012 ne mettono in conto 49 mila. Si tenga presente che nel 2008 arrivarono a 66.692. L’equity ratio è del 51,7%; la liquidità di 132,4 milioni di euro, ante imposte di 35. Gli impiegati da 2.972 saliranno a 3.500 nel 2012. Gli investimenti da 16,9 milioni di euro saliranno a 25. In pratica, agli altri costruttori restano le briciole. O forse neppure.

La produzione di DIECI s.r.l. è articolata in quattro macrocategorie: gli elevatori telescopici (a braccio fisso e rotanti), la linea AGRI, le autobetoniere, i dumper e le macchine speciali. L’ampia gamma di elevatori telescopici Dieci punta in alto, tecnologia e qualità si traducono in oltre 110 modelli, abbinati a 30 telai in grado di soddisfare innumerevoli esigenze. Potenza, Agilità, Componentistica all’avanguardia, sono i punti di forza delle macchine Dieci. La versatilità operativa è costruita sulla base di elevati standard di longevità, robustezza e sicurezza.

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CSC dicembre 2011

CANTIERI STRADE COSTRUZIONI APRILE 2011.indd 1

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CSC news Cinque parchi solari da

E S T ERI E D IN T ERNI

Gehrlicher Solar Italia

A cura del dott. Luca Ferrari*

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’azienda, affiliata di Gehrlicher Solar AG, ha realizzato cinque parchi solari nell’Italia settentrionale. Unico investitore è la società berlinese White Owl Capital AG. Dotati di una potenza totale di 10,4 MWp, i parchi solari sono ubicati nell’Italia settentrionale, più precisamente in Lombardia ed Emilia-Romagna. Tutte le fasi della realizzazione degli impianti – dallo sviluppo del sito alla pianificazione tecnica e dal finanziamento del progetto all’edificazione – si sono svolte sotto la responsabilità di Gehrlicher Solar. Nei cinque parchi solari trovano impiego 133.680 moduli First Solar e 15 inverter SMA che convertono la corrente continua in corrente alternata adatta alla rete. Nel complesso gli impianti producono sin d’ora circa 12,2 milioni chilowattora di elettricità verde l’anno.

Auguri a…Liebherr Nenzing

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er il suo 35° anniversario, che ha festeggiato dal 29 settembre al 1° ottobre scorsi con oltre 20 mila visitatori e più di 500 clienti provenienti da ogni parte del mondo. Nel corso dell’open day i visitatori hanno apprezzato il programma che prevedeva il tour dello stabilimento di Nenzing, la presentazione delle macchine e tutta una serie di informazioni concernenti il mondo Liebherr. Oltre a presentare le ultime novità dal settore gru portuali mobili e offshore e macchine operatrici, il Gruppo ha focalizzato l’attenzione sulla propria forza innovativa: in particolare, in uno speciale padiglione sono stati presentati i nuovi sviluppi nella tecnologia di controllo e azionamento. Inoltre, uno dei momenti salienti è stata la presentazione del primo disco ibrido idraulico Pactronic per gru portuali mobili, che contribuisce in modo sensibile a ridurre i consumi. Questo innovativo sistema di azionamento e i suoi effetti positivi sulla velocità di lavoro sono stati dimostrati in modo impressionante sul prototipo della nuova gru portuale mobile LHM 42.

Principi di tassazione delle royalties trasfrontaliere

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uando si parla di royalties ci si riferisce ai canoni corrisposti, oppure percepiti, per l’utilizzo dei brevetti, marchi distintivi, processi o formule, diritti d’autore, attrezzature industriali, edili, commerciali o scientifiche. Le due categorie principali si suddividono in canoni riconducibili allo sfruttamento di beni immateriali, oppure per l’utilizzo di beni strumentali. Per quanto concerne il principio di tassazione, la normativa italiana comporta una presunzione assoluta, tassando in via immediata l’erogatore del canone residente in Italia che corrisponde il compenso a titolo di royalty a favore di un soggetto terzo all’estero. Pertanto, l’elemento soggettivo in capo all’erogante il canone, ovvero un soggetto residente in Italia, scaturisce la condizione unica e necessaria quale criterio di collegamento per soggiacere a tassazione diretta sull’importo pagato all’estero a titolo di canone. Viene di fatto operata una ritenuta d’imposta alla fonte nella misura del 30%, disciplinata dall’art. 25 del TUIR, che viene calcolata sull’ammontare lordo dei compensi corrisposti al percettore straniero. Nel caso specifico di utilizzo di attrezzature industriali messe a disposizione da un soggetto residente straniero, che si trovano in Italia, il sostituto d’imposta deve necessariamente operare la predetta trattenuta pari al 30%. Le attrezzature devono essere costituite da beni destinati allo svolgimento dell’attività d’impresa (ad

esempio macchine per l’edilizia, agricoltura, mezzi per il movimento od il trasporto di beni via terra, mare etc.). La parte residente in Italia, inoltre, deve adottare e stipulare un contratto che vincoli la controparte a concedere l’uso dell’attrezzatura medesima (Circolare n.47/E 2 novembre 2005). All’opposto, potrebbe accadere che i canoni corrisposti da un soggetto straniero vengano percepiti da un residente in Italia, che concede l’uso di un determinato bene al primo. Nel caso rientrino nel reddito d’impresa questi concorrono a formare la base imponibile secondo le regole ordinarie, dedotte le spese inerenti ed i costi deducibili analiticamente a norma dell’art. 103 e 108, comma 1 del TUIR. Diversamente, se i predetti canoni concorrono a formare il reddito da lavoro autonomo, questi possono beneficiare di una deduzione pari al 25% a titolo di riconoscimento delle spese in via forfettaria, con tassazione conseguente secondo il criterio di cassa (al momento della percezione effettiva). Le regole ordinarie di tassazione subiscono una deroga nel caso sia in vigore una Convenzione contro le doppie imposizioni tra lo stato di residenza del soggetto erogante il canone e lo stato di residenza del percettore. Infatti, a norma di quanto previsto dall’art. 12 del modello OCSE, i canoni sono assoggettati a tassazione soltanto nello Stato di residenza del percipiente, se questi è il beneficiario effettivo. Tuttavia, alcune del-

le convenzioni stipulate dall’Italia prevedono anche una limitata tassazione sull’ammontare lordo dei canoni in capo all’erogante il pagamento, qualora sia ivi residente. Il trattamento fiscale delle royalties tra società consociate residenti all’interno dell’Unione Europea consente un regime di neutralità fiscale sostanziale, introdotto con l’entrata in vigore della Direttiva 2003/49/CE. La normativa è tesa ad introdurre un sistema di imposizione delle royalties comune a tutti gli stati membri UE, cercando di evitare i fenomeni di doppia imposizione, che si verificano talvolta in caso di assenza di un Trattato, sia nello stato dell’erogatore, che nello stato del percettore. Tuttavia, per beneficiare dell’esenzione a tassazione anche nello stato del percettore, devono essere soddisfatti alcuni criteri principali, che consistono nella residenza presso uno stato membro UE di entrambi i soggetti, il percettore e il pagatore devono, inoltre, essere una società di capitali a responsabilità limitata oppure per azioni, la società che effettua il pagamento deve detenere almeno il 25% dei diritti di voto della società percettrice, o viceversa. Qualora tutti questi requisiti soggettivi ed oggettivi vengano soddisfatti, la Direttiva consente la detassazione sia nello stato dell’erogatore del canone, sia in quello estero del percettore, consentendo di fatto un regime di neutralità fiscale nell’ambito del pagamento e della percezione dei canoni a titolo di royalties.

* Eamon Consulting SA, Chiasso · luca.ferrari@eamonconsulting.ch

Commessa da record per ThyssenKrupp Elevator

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a società si è aggiudicata la fornitura di sette ascensori Twin, per un totale di 14 cabine, da destinarsi al nuovo Centro Direzionale Tour D2 di Parigi. Oltre a costituire la prima installazione di Twin in Francia, la commessa rappresenta un’altra pietra miliare nello sviluppo globale dell’impianto fornito esclusivamente da ThyssenKrupp Elevator. Mentre le cabine superiori del Twin percorreranno una corsa di 182 metri ad una velocità massima di 5m/s, le cabine inferiori raggiungeranno la velocità di 4 m/s. I vantaggi principali del sistema riguardano la presenza di 2 cabine, una sopra l’altra, che viaggiano a distanza di sicurezza nello stesso vano e che permettono di massimizzare la capacità di trasporto in spazi ridotti. Il palazzo di 42 piani sarà anche dotato di 9 ascensori tradizionali e di 2 scale mobili. L’apertura dei primi uffici è prevista per il 2014. Inoltre, ThyssenKrupp Elevator installerà un totale di 26 ascensori nella Tour Majunga, alta 205 metri, che, insieme alla Tour D2, si trova nel moderno distretto parigino dedicato al business di La Défense. Dal punto di vista tecnologico, il fiore all’occhiello del palazzo di 48 piani è rappresentato dai 16 ascensori ad alta velocità che trasporteranno i passeggeri a 6 m/s, che potranno inoltre beneficiare dei vantaggi di un sistema di controllo della destinazione (DSC). Anche in questo caso, la conclusione dei lavori è prevista per il 2014.

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CSC news Linea di sicurezza A cura di Lele Chichierchia*

Alcol e Lavoro Un binomio che spesso è l’anagramma di “infortunio”.

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a Legge 125/2001 stabilisce all’art. 15 che: “Nelle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi […] è fatto divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. […] I controlli alcolometrici nei luoghi di lavoro possono essere effettuati esclusivamente dal Medico Competente, ovvero dai medici del lavoro dei servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro con funzioni di vigilanza […]”. Il Medico Competente svolge controlli con etilometro anche a sorpresa. Le mansioni incluse nel divieto sono ad esempio il carrellista, il lavoratore in edilizia, il macchinista, etc. Il Codice della Strada vieta ai conducenti di veicoli per trasporto persone e cose aventi massa superiore a 3,5 t. di mettersi alla guida dopo aver bevuto anche un solo bicchiere. Il D. Lgs. 81/08 e s.m.i. (TUSL) all’art. 41 dice che la sorveglianza sanitaria

comprende esami volti ad accertare l’assenza di condizioni di alcol dipendenza. Nell’art. 111 si dice invece che il Datore di Lavoro dispone affinchè sia vietato assumere e somministrare bevande alcoliche e superalcoliche ai lavoratori addetti ai cantieri temporanei e mobili e ai lavori in quota. Il Lavoratore, secondo la Costituzione (art. 32) non può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. Il T.U. in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope n. 309/90 consente ai lavoratori ai quali viene accertato lo stato di tossicodipendenza (anche l’alcol è da ritenersi tale) di accedere a programmi terapeutici e impone la conservazione (per non più di tre anni) del posto di lavoro. Per quanto attiene la legittimità del licenziamento per consumo di alcolici, si è pronunciata la Cassazione Civile sull’art. 2110 del Codice Civile: “[…] la dipendenza da alcol non è di per sé motivo sufficiente per il venir meno della fiducia del Datore di Lavoro nel

corretto adempimento futuro, che giustifica il licenziamento. Il lavoratore che beve non deve essere automaticamente licenziato. Non può usare la sua dipendenza dall’alcol come giustificazione che gli eviti certi compiti e certe mansioni e che lo metta al riparo da un eventuale licenziamento. La sua condotta sarà valutata secondo i criteri stabiliti dalla legge e dal contratto come per ogni lavoratore”. Da un punto di vista clinico, l’interazione fra bevande alcoliche ed altre sostanze utilizzate, in particolari situazioni lavorative, aumentano il rischio di malattie professionali, di queste ricordiamo: • Alcol + metalli = danni al fegato e al sistema nervoso; • Alcol + pesticidi = danni al fegato e al sistema nervoso; • Alcol + nitroglicerina = danni all’apparato cardiovascolare; • Alcol + solventi = danni al fegato e al sistema nervoso; • Alcol + rumore = danni all’apparato uditivo;

• Alcol + basse temperature = patologie da raffreddamento. In base alle conoscenze attuali, la sicurezza in rapporto alla quantità di assunzione di alcol, si dice non essere ‘dose-correlata’, perché soggettiva all’organismo che l’assume. È comunque corretto parlare di ‘quantità a basso rischio’, evidenziando che esiste un rischio anche a bassi livelli di consumo. Il rischio di infortuni ed incidenti aumenta fino a 25 volte nei bevitori rispetto a soggetti sobri. Nei luoghi di lavoro pertanto, in cui i rischi per sé e per gli altri devono essere ridotti e prevenuti, la quantità di alcol sicura è ZERO. È importante quindi che il Datore di Lavoro informi i lavoratori sui rischi che corrono in caso di assunzione di bevande alcoliche o superalcoliche e che i Dirigenti ed i Preposti vigilino sui lavoratori per evitare che si verifichi ancora una volta che il binomio ALCOL + LAVORO diventi l’anagramma della parola “INFORTUNIO”.

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Assobeton: mercato in lieve aumento

Gossip machine Deere-zione Europa

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Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi h presentato i risultati dell’analisi dei dati relativi al fatturato, al commissionato e alla produzione dell’edilizia industrializzata in calcestruzzo rilevati durante il secondo trimestre 2011 dall'Osservatorio Congiunturale Assobeton-Clarium. Confrontando i dati del fatturato del secondo trimestre 2011 con quelli del primo, si rileva un lieve aumento di 2 punti percentuali. Analizzandoli poi rispetto a quelli dell'anno precedente, si evidenzia il primo incremento dopo 9 mesi di contrazione. Il Nord è la zona trainante con +9%, mentre tutte le altre aree geografiche vedono il fatturato contrarsi. Il commissionato e la produzione sono, invece, in leggera contrazione, -2% rispetto al 2010. Confrontando i dati del I semestre 2011 complessivamente con lo stesso periodo del 2010, emerge una contrazione del fatturato di 8 punti percentuali; il commissionato invece è in leggera crescita (+2,5%). E per il futuro? Gli operatori del comparto guardano al terzo trimestre 2011 con scarso ottimismo anche perché la contrazione del commissionato dovrebbe proseguirà anche nel trimestre successivo.

Chi di noi trova ancora buone notizie sui giornali? Eppure ce ne sono. Sentite qua. John Deere, il colosso americano delle macchine per agricoltura e movimento terra fa soldi a palate. Così tanti che persino dal generalmente asettico comunicato agli analisti traspare una gioia incredula e malcelata. “Abbiamo completato un altro anno di grandi successi”, si lascia scappare il Presidente e AD Samuel R. Allen. Come dargli torto? Il fatturato cresce del 25% e i profitti del 33%. Abbastanza per distribuire cospicui dividendi e mettere da parte qualche soldo per obiettivi ambiziosi. E il nostro Allen ci rassicura: “Questi dollari (proprio così dice, ndr) stanno supportando la crescita in tutto il mondo”. 6 fabbriche nuove nelle immancabili Cina, India e Brasile ad esempio. Ma non solo. Nel 2012, infatti, è atteso un incremento del settore movimento terra del 16%, principalmente fuori dagli Stati Uniti.E così mi torna in mente una conversazione di qualche giorno fa. Ambiente disteso, pareti gialle, tè fumante e una bruma che invita alle confidenze. “Sai, credo che arriveranno anche qui. Con il movimento terra, intendo. Stanno inaugurando un centro di distribuzione ricambi in Germania per servire l’Europa. 16000 metri quadri, più di 20 milioni di investimento. Non credo serviranno solo per le mietitrebbie”. Il mio interlocutore appoggia la tazza di tè, divora l’ultimo biscotto al burro, sembra preoccupato.

Linda Lovelace

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CSC news Xella investe in italia

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o scorso ottobre si è conclusa l’acquisizione da parte del gruppo Xella dello stabilimento RDB Hebel di Pontenure (PC) per la produzione di blocchi di calcestruzzo areato autoclavato. Grazie a questa operazione il Gruppo vuole rafforzare la propria presenza in Italia, anche attraverso la struttura tecnico commerciale e quella di servizio al Cliente. I tecnici del Centro Ricerca & Sviluppo del Gruppo Xella stanno infatti lavorando per sviluppare le potenzialità dello stabilimento, individuando gli aspetti da migliorare per raggiungere gli standard qualitativi YTong, e a lavorare sulle materie prime per l’ottimizzazione delle ricette. L’impianto di Pontenure si trova su un’area di oltre 97 mila m2 e la nuova linea di produzione di blocchi, inaugurata nel 2008, è dotata delle più moderne tecnologie e sistemi di automazione. La capacità di produzione è di 360 mila m3 all’anno e dà impiego a oltre 50 persone. Già a partire da gennaio 2012, lo stabilimento di Pontenure dovrebbe essere in grado di produrre l’interna gamma di prodotti YTong, come i blocchi per murature interne e esterne e la serie Clima e Climagold a elevato isolamento termico.

9 Gru Terex per Portopiccolo

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e gru a torre stanno lavorando da quasi un anno per Rizzani de Eccher, una delle più importanti società italiane specializzata nel settore delle costruzioni, per la realizzazione del nuovo complesso residenziale Portopiccolo nella Baia di Sistiana a Trieste. Il progetto interessa una vasta area affacciata sul Mar Adriatico, precedentemente occupata da una cava dismessa, sulla quale sorgerà un esclusivo complesso turistico dotato di un piccolo porto. Il complesso prevede: 400 unità residenziali, 1.220 parcheggi interrati, 25 unità commerciali, 4 mila mq di centro benessere e spa, strutture alberghiere, 11 bar e ristoranti, 5 piscine, 100 posti barca e 9.600 mq di stabilimento balneare. Si tratta, quindi, di un progetto piuttosto impegnativo anche dal punto di vista della sua locazione: una scogliera rocciosa, un’elevata velocità del vento e le implicazioni dovute all’utilizzo di ben 9 gru in un cantiere situato su una ripida scarpata. Per cui, per consentire la collocazione delle gru a torre, si è provveduto a sgombrare il terreno da alberi, rocce e poi l’intero cantiere è stato livellato in terrazze e stabilizzato con un getto di cemento armato. Le gru Terex (tre CTT 181B-8, tre CTT 161A-8, e tre nuovi modelli GTS) sono state posizionate con cura per evitare collisioni ad altezze di lavoro che variano da 25 a 45 m. La missione delle gru a torre Terex, che durerà sino al 2013, comporterà la movimentazione di ben 120 mila mq di cemento, 10.500 tonnellate di ferro necessario per completare il progetto. “Dall’inizio dell’anno, le gru hanno lavorato praticamente ogni giorno, ad un ritmo costante. Stiamo facendo buoni progressi e le gru stanno facendo un ottimo lavoro” ha commentato Carlo de Eccher.

Venduta la millesima Toucan 10E

JLG Industries, Inc., azienda del gruppo Oshkosh Corporation [NYSE:OSK] specializzata nella produzione di piattaforme per il lavoro aereo e di sollevatori telescopici, havenduto la millesima piattaforma Toucan 10E, introdotta sul mercato nel 2009. La piattaforma a colonna verticale a trazione elettrica è caratterizzata da un’altezza di lavoro di 10 m e dalla capacità di affrontare qualsiasi superficie. La Serie Toucan è sviluppata e prodotta negli stabilimenti JLG di Tonneins, in Francia.

JCB si tinge d’arancio

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attraverso il concessionario Somi, fornisce ben 13 terne JCB 3CX all’Anas, allestite in configurazione con benna ad alto ribaltamento omologata per la circolazione stradale. A un primo gruppo di 12 macchine, infatti, se ne è aggiunta una tredicesima, tra l’altro della nuova serie Eco, ultima e più recente rivisitazione del best seller del costruttore inglese che tanti successi ha raccolto in tutto il mondo. Cuore tecnologico della nuova 3CX Eco è il sistema idraulico EcoDig che comprende ben tre pompe a ingranaggi e consente di scavare utilizzando il motore a regimi inferiori, riducendo così fino al 15% i consumi di carburante e abbassando le emissioni

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di anidride carbonica della macchina. Ad esso si affianca la tecnologia EcoRoad, un pacchetto di caratteristiche e opzioni studiato per garantire la migliore efficienza e produttività delle terne durante i trasferimenti stradali riducendo i consumi di carburante. EcoLoad, infine, è un sistema con pulsante HSC per il controllo della velocità idraulica che, abbinato al motore DieselMax e alla sua coppia elevata ai bassi regimi, offre una maggiore forza di trazione, tempi ciclo più rapidi ed eccellenti prestazioni di spinta e di marcia in salita. Infine, un “tocco di colore”: la livrea delle 13 terne è stata personalizzata nel tradizionale colore arancione Anas.


CSC news Una P6 come una T5

Seli sbarca in Cina

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a un valore di 28 milioni di euro il contratto, firmato lo scorso 9 novembre a Pechino, per la fornitura da parte di Seli della TBM modello Compact al colosso cinese delle costruzioni China Gezhouba Group Corporation. La firma sancisce, quindi, la fornitura di una talpa frutto dell’innovazione tecnologica e dell’esperienza del gruppo Seli nella progettazione e produzione di questa tipologia di macchinari per il tunneling. Le fasi di ingegneria e di realizzazione delle componenti della TMB avverranno interamente presso gli stabilimenti romani della società, mentre l’assemblaggio e il collaudo della macchina saranno realizzati nelle officine cinesi della HST, società con la quale è stato stretto uno specifico accordo industriale per questo tipo di fornitura. La nuova macchina, che avrà un diametro di ben 8 metri, una volta realizzata sarà impiegata dal gruppo Gezhouba per lo scavo di un tunnel in Etiopia. Questa aggiudicazione segna un nuovo importante traguardo raggiunto grazie agli investimenti tecnologici in R&D di SELI e, per i prossimi 3 anni, si stima una fornitura di 1015 macchine TBM Compact per il mercato cinese.

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a P6 Evo ricalca il progetto S5 Evo tranne per il fatto che la cassa è offerta nella versione quadrata (modello P6 Export e T5) con la sponda posteriore ad apertura idraulica verso l’alto - Il sistema idraulico Dual-Control gestisce l’apertura della sponda sia basculante che completamente alzata ad ala di gabbiano a completa discrezione dell’operatore. Sensori elettrici controllano che il sollevamento del cassone avvenga comunque solo quando la sponda posteriore è fuori dai ganci di chiusura. Nella P6 Evo è possibile integrare all’apertura ad ala di gabbiano offerta di serie, la combinazione di apertura libro/ bandiera utilizzato nella P6 Export e nella T5 - Tre combinazioni operative particolarmente utili.

Kögel per il biathlon

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l costruttore tedesco Kögel sostiene la squadra, ovviamente tedesca, di biathlon con uno speciale rimorchio, abbinato a una motrice Man. È un trailer speciale per uno sport molto particolare, fra tutti quelli nordici. Sciare e sapere mirare bene, da distesi nella neve e in piedi, a un bersaglio posto a 50 metri di distanza con una carabina posta in spalla mentre si pattina sul manto nevoso. Insomma non è uno sport da palestra cittadina. Così come non è un trailer da tutti i giorni il Kögel Box. Le sue pareti sono realizzate in laminato multistrato piatto. Studiate per offrire ampia abitabilità e benessere a tutti il team di assistenza agli atleti, anche a temperature ambientali molto basse, e in un ambiente di lavoro estremo. Così da potere preparare il sci di fondo e avere spazio per tutte le attività dei tecnici. Smerigliatrici, spogliatoi, sala riunioni e relax. Tutto trova spazio, e per un migliore isolamento termico, e anche rendere ottimale la visibilità esterna, speciali finestre della Seitz Dometic.

Nacanco incrementa il parco macchine

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a flotta di Nacanco si arricchisce di 85 nuovi modelli di macchine, fra piattaforme autocarrate ed elevatori a colonna e a braccio, per soddisfare una richiesta sempre maggiore di questa tipologia di macchine. In particolare, di queste 85 macchine ben 45 sono piattaforme autocarrate prodotte da Socage: 7 nuovi modelli di piattaforme aeree a doppia articolazione da 22 metri di altezza piano calpestio (modello DA324) e 38 autocarrate da 18 metri (DA320). Questo nuovo assortimento risponde perfettamente alla crescente richiesta di piattaforme aeree su autocarro per il mercato del noleggio. Per quanto concerne invece il mercato degli elevatori a colonna, Nacanco incrementa la disponibilità delle macchine inserendo nella sua flotta noleggio (circa 2.500 macchine per il sollevamento, con altezze raggiungibili da 3 a 43 metri) con 30 elevatori a colonna “Leonardo”, prodotti da Braviisol, con una portata massima di 180 chilogrammi, particolarmente indicati nella costruzione di edifici multipiano, prima della realizzazione delle facciate, così come negli interventi di manutenzione e pulizia degli edifici. Oltre a queste macchine, Nacanco incrementa di 10 unità il numero degli elevatori a braccio Genie da 8 metri di altezza piano calpestio, con una portata massima di 200 chilogrammi.

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CSC news Gapo aiuta le gru

Nata da una idea del Gruppo Gavarini di Città di castello, Gapo è un carro semovente radiocomandato progettato per la movimentazione e il posizionamento delle gru edili automontanti. Ma è utile anche per lo stoccaggio in spazi ristretti, all’interno degli stabilimenti o su terreni scoscesi di semirimorchi, cassoni scarrabili e macchine statiche. Basta un solo operatore e in totale sicurezza Gapo muove, senza l’ausilio, il più delle volte, scorretto di pale gommate, trattori e escavatori, la gru da mettere in opera. Il carrello ruota di 180° e l’asse è oscillante. L’autonomia è di 8 ore. Il costo sfiora i 50 mila euro

Casseforme evolute per impianti di Biogas

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n provincia di Alessandria è in costruzione un nuovo impianto per la produzione di Biogas, che prevede la realizzazione di due appositi digestori di struttura circolare con un diametro rispettivamente di 42 e 22 m. Per la costruzione degli impianti Harsco ha fornito la propria competenza progettuale e i propri prodotti: in particolare, per le vasche sono stati utilizzati circa mille mq di cassaforma circolare a raggio variabile Ronda. Versatile e pronto all’uso, il sistema Ronda ha subito convinto il cliente per la facilità di messa in opera, di movimentazione e di connessione grazie all’utilizzo delle apposite morse, ma anche per l’elevata resistenza alle pressioni di getto. Per i solai è stata invece impiegata la cassaforma con telaio in acciaio Topmax. Nella decisione di adottare questo tipo di sistema hanno sicuramente influito valutazioni di tipo economico: Topmax è un sistema flessibile e funzionale che comporta infatti un risparmio del 20% dei costi di manodopera, del 50% dei costi di movimentazione in sito e del 20% dei costi di trasporto e di logistica. Per la puntellazione si sono rivelati decisamente funzionali il sistema Alu-Top, estremamente leggero perché realizzato in alluminio e rapido e sicuro da montare perché provvisto di connettori integrati. Altrettanto vincente la scelta di adottare le torri di puntellazione ID15: l’impalcatura, strutturata a 4 montanti, irrigiditi da diagonali, ha una capacità di carico fino a 200 kN e viene montata facilmente e in tempi brevi anche da una sola persona e senza bisogno di specifici calcoli statici. Tutto il materiale fornito è stato interamente noleggiato.

Fiat Industrial invia mezzi in Liguria

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seguito dell’alluvione che ha colpito la Liguria, Fiat Industrial Spa ha messo a disposizione delle autorità che stanno realizzando le operazioni di soccorso i propri mezzi, uomini e servizi assistenziali. In particolare, CNH ha inviato mini escavatori, piccole pale gommate e mini caricatori gommati, mezzi adatti per operare in ambienti ristretti e in condizioni difficili. Iveco ha invece offerto veicoli pesanti offroad per il trasporto delle macerie. Inoltre, CNH e Iveco hanno provveduto ad inviare in loco operatori particolarmente esperti delle macchine e autocarri-officina con meccanici, per intervenire sul parco macchine in attività.

I premi per i migliori pesanti e leggeri del 2012

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esta a Mercedes il titolo di Truck of the year, conquistato nel 2011 dall’Atego. Quest’anno bissa con il supertecnologico nuovo Actros. E mette nel carniere l’ottavo titolo. Ben 4 sono andati all’Actros a iniziare dal 1997. La furgonetta Kangoo Z.E. 100% elettrica by Renault ha vinto invece il titolo di Van of the Year 2012, 
È la prima volta che un veicolo elettrico ottiene questo titolo. E segna una svolta per l’ambiente e l’attenzione all’inquinamento. Il Daily aspetterà ancora un poco.

ANCE approva la nomina di Passera

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alutiamo con favore la nascita di un governo di alto profilo come quello guidato dal professor Monti e la nomina a ministro dello Sviluppo Economico di una persona di grande spessore come Corrado Passera, al quale auguriamo buon lavoro’’. Questo il commento del presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, sulla nuova squadra di governo guidata da Mario Monti.

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Misto in cava La Daf ha acquisito il 19 per cento della Tatra, e così in Europa a breve arriveranno gli ‘ibridi’ della nuova joint. Camion dal telaio tubolare ceco, motore e cabina olandesi (gruppo Usa Paccar) e cambio tedesco Zf.

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arà una frittura da leccarsi i baffi, sarà mitologica come la Fenice, e proprio Phoenix, infatti, si chiama il progetto, e il camion, che sarà in commercio dai concessionari Daf per definire meglio l’offerta nei mezzi d’opera, gamma CF 85, del Gruppo olandese. “La quota acquisita, anche se di minoranza, di Daf in Tatra rafforza ulteriormente il nostro Gruppo nel settore dei veicoli pesanti in Europa centrale”, ha spiegato Harrie Schippers, presidente di Daf Trucks. ‘’In Italia’’, ha spiegato Paolo Starace, Ad della Daf Italia, ‘’stiamo valutando a quali nostri concessionari affiancare il nuovo mezzo. Senza dubbio guardiamo a quelli legati alla vendita delle MMT del gruppo CAT‘’. L’obbiettivo del nuovo management ceco, con a capo un americano, Ronald A. Adams (anche socio del nuovo gruppo Tatra Holdings), è arrivare a 1.200 esemplari venduti entro il 2012 (nel 2010 furono 1.082, il 10% in più del 2009). Il motore sarà l’Mx da 12,9 litri in Euro 5 da 360 e 510 cavalli, ma c’è anche l’Euro 4, il cambio lo Zf Astronic a 12 velocità con retarder, o quello manuale Ecosplit a 16. Ma se il motore e le cabine, e anche il cambio sono assolutamente usuali. Non lo è affatto il telaio del Tatra Phoenix. Anche perché non c’è. O per meglio dire è fatto in un differente modo da quello tradizionale a longheroni e traverse e con le sospensioni a fogli e fogli di balestre. Sotto la cabina e per tutta la lunghezza c’è solo un tubo. A dirla meglio una struttura a sezione circolare che cela al suo in-

Lo standard 8x8 Lunghezza Larghezza Altezza Passo Tara telaio Tara con allestimento Portata utile PTT

8.850 mm 2.500 mm 3.555 mm 2.515/2.300 mm 11.000 kg 16.900 kg 33.100 kg 50.000 kg

terno i differenziali e i loro bloccaggi, a cui fanno capo, non più gli assi, ma dei semi-assi. In generale i Tatra sono offerti in configurazioni 6x6, 4x4 e 8x8 da 40 a 20 ton, ma esistono anche 8x8 fino a 50 ton fino ai pesi ‘monstre’ 10x10, 10x8 e 12x12. Tornando al telaio tubolare, esso monta dei supporti a cui è poi possibile applicare una

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allestimento, ribaltabile di norma, e anche trilaterale. Altra novità data dal particolare telaio è l’adozione delle sospensioni indipendenti a molle indipendenti e ammortizzatori a telescopici con barra stabilizzatrice, per quanto riguarda l’avantreno. E a balestre o a molle ad aria elicoidali in coda. M.B.


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Neve che turbini in alto… Da sempre incanta grandi e bambini riempiendo gli sguardi di meraviglia. È il fascino della neve, dei tetti imbiancati e dei suoni ovattati. E i fiocchi che cadono dal cielo creano una atmosfera diversa dal solito, una atmosfera natalizia. Anche se poi bisogna fare i conti con i disagi che essa provoca alla viabilità.

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a neve offre scenari meravigliosi e incantati ma ha altresì il potere di immobilizzare le grandi città e la viabilità in generale. Se poi alle abbondanti nevicate si aggiunge il gelo, ecco che diventa impossibile per qualsiasi braccio “umano” far fronte a queste emergenze. È qui che entrano in gioco le macchine operatrici, mezzi potenti e affi-

dabili che non temono né il gelo né le abbondanti nevicate. Lo sgombero della neve è un’applicazione specialistica, che perciò richiede macchine e attrezzature altrettanto specializzate. Le condizioni meteo in cui queste si trovano ad operare sono infatti sempre molto impegnative, quando non estreme, ed è perciò indispensabile poter contare su strumenti di lavoro efficaci , rapidi e affidabili, e che non ultimo consentano all’operatore di lavorare nelle migliori condizioni possibili. Di seguito le proposte dei più importanti costruttori di macchine operatrici e di attrezzature per lo sgombero della neve. Bobcat propone un’ampia gamma di attrezzature, abbinabili alle sue pale compatte idonee ai lavori invernali, come turbine e lame da neve, benne e distributori di sale e sabbia. Le turbine da neve Bobcat hanno larghezze comprese tra 1.220 e 2.134 mm e sono ora disponibili con diversi pacchetti motore idraulico, che consentono di scegliere l’abbinamento perfetto tra la turbina da neve e i componenti idraulici della pala compatta. Queste attrezzature hanno una distanza massima di lancio variabile da 7,6 a 13,7 metri e sono equipaggiate con scivolo rotante e deflettore per orientare il getto di neve nel-

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la direzione desiderata. Disponibile in sei larghezze comprese tra 1.219 e 2.438, la lama da neve Bobcat viene utilizzata per una rapida rimozione degli strati medio-leggeri di neve da marciapiedi e viali di accesso. Il kit di placche laterali opzionali permette poi di convertire i modelli da 2.134 e 2.743 mm in veri e propri spazzaneve ad alta efficienza, ideali per parcheggi e grandi aree. Per movimentare grossi carichi di neve, l’azienda offre la lama da neve a “V”, un accessorio versatile utilizzabile in 5 configurazioni diverse: lama a V vera e propria, lama a cucchiaio, lama diritta e lama angolata di 30° a sinistra e di 30° a destra. Per chi invece si trova a rimuovere strati leggeri di neve (non più di 10 cm di altezza) dai vialetti pedonali, lo spazzolone angolabile rappresenta la soluzione perfetta, in quanto è in grado di rimuovere la neve in una sola passata, ripristinando rapidamente il transito. Altro accessorio importante in caso di neve, è il distributore di sale e sabbia idraulico, indicato per lavorare in spazi confinati, quali aree di parcheggio e zone pedonali, dove non è possibile utilizzare attrezzature più grandi. Questo accessorio ha una tramoggia con una capacità di 250 litri che può essere utilizzata come benna. La trama di


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spargimento è comandata da un motore idraulico su una larghezza variabile da 5,6 a 8,7 m a seconda della portata idraulica della macchina su cui è montato l’accessorio. Infine, lo scraper Bobcat viene utilizzato per la rimozione del ghiaccio e di neve compatta; rispetto all’utilizzo di agenti chimici o del sale, offre il vantaggio di un impatto ambientale ridotto. Inoltre, per ottimizzare il lavoro sulla neve, l’azienda offre sia cingoli in acciaio opzionali da montare sui pneumatici delle pale gommate sia catene da neve per i singoli pneumatici, nonché una grande varietà di combinazioni accessorio-macchina per fronteggiare le conseguenze di forti nevicate in ambienti urbani ed extraurbani. Una delle novità lanciate nel 2011 da Canginibenne è la turbina da neve, un’attrezzatura molto utile per lo sgombro della neve dai marciapiedi, parcheggi, piazzali in genere e strade strette. Applicabile su Skid loader, terne, pale gommate e trattori, questa attrezzatura presenta le seguenti caratteristiche tecniche: doppio stadio (doppia turbina - primo stadio esterno raccoglie la neve e lo convoglia al secondo stadio interno che soffia la neve); lama inferiore imbullonata sostituibile; camino scarico neve con rotazione 180° idraulica per orientamento del getto; deflettore superiore a regolazione idraulica per regolare la distanza del getto; lame esterne (una destra e una sinistra) in fondo alla coclea che incidono la neve prima che arrivi alla coclea e pattini regolabili in altezza nel retro vasca per tenere sollevata o inclinata l’attrezzatura. Canginibenne offre inoltre la lama da neve con sistema idraulico anti-shock , angolazione idraulica +/-30°, sistema di auto livellamento al manto stradale di +/-10°, sistema di antiurto con ritorno a molle , piedini di appoggio e collegamenti idraulici. Applicabili su skid loaders, mini pale gommate e trattori agricoli, i modelli hanno dimensioni che vanno da 1.305mm a 2.505 di lunghezza per le lame standard, e 2.505mm a 3.105mm per le Heavy Duty. Per chi opera nel campo del servizio di sgombero neve, CGT Noleggio offre tariffe e condizioni alquanto particolari e vantaggiose. Innanzitutto il contratto di noleggio neve ha una durata minima trimestrale e prevede un canone mensile base per la disponibilità della macchina, oltre a una tariffa variabile in funzione delle ore di effettivo utilizzo, rilevate sul contaore al momento del rientro della macchina presso un Centro Noleggio CGT. La gamma a disposizione per le tariffe neve comprende:

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pale gommate (dalla 908 alla 962), terne (la 428), movimentatori telescopici (modelli TH330 e TH360), nonché le minipale compatte (226, 236). Il Noleggio CGT garantisce la massima flessibilità e la sicurezza di lavorare in modo efficiente grazie a: 39 filiali operative in tutta Italia, oltre 1200 macchine e 150 modelli diversi, vita operativa media della flotta pari a 18 mesi, oltre 520 tecnici di assistenza, l’assicurazione “All Risk” e il servizio di macchina sostitutiva. Per far fronte ai disagi causate da abbondanti nevicate, CM propone la lama sgombraneve serie CLN dotata di inclinazione idraulica e auto livellamento al suolo, nonché sistemi antiurto a molle per gli ostacoli. Applicabile a skid - steer loader, terne, pale gommate, trattori, camion e carrelli elevatori, la serie CLN è inoltre caratterizzata da un sistema di fissaggio inclinazione e livellamento, angolazione sinistra - destra tramite il circuito della macchina operatrice e lama imbullonata reversibile. Grazie ai numerosi accorgimenti adottati sulla pala gommata Hitachi ZW180PL questa macchina ha potuto realizzare numerosi impieghi diversi fra loro ma di grande importanza in un ambiente invernale, come lavorare sulle piste da sci adottando il leverismo in parallelo. Questa caratteristica ha permesso una maggior versatilità del prodotto, adatto a differenti ambientazioni. Fornita con un attacco rapido, forche da otto tonnellate, benna standard, catene da neve, sistema satellitare e impianto idraulico supplementare, la ZW180PL viene particolarmente utilizzata con un vomere sgombraneve. Con la benna rimuove la neve in eccesso, con le forche movimenta le strutture e le protezioni del parterre di partenza/arrivo delle gare internazionali di sci, ed esegue anche lo smontaggio e il montaggio dei sedili delle seggiovie per lavori di manutenzione. Grazie alla versione PL della ZW Hitachi, il sistema di leverismo in parallelo, permette di trasformare la pala stessa in un mezzo multiuso. Infatti, oltre alle operazioni di carico e scarico riesce anche a svolgere le movimentazioni proprie dei carrelli elevatori, visto che il leverismo parallelo garantisce all’attrezzatura di restare parallela al terreno e di conservare sempre i gradi impostati dall’operatore. La pala gommata ZW180PL è dotata del sistema di controllo totale della coppia che aiuta l’operatore a trovare il giusto equilibrio tra forza di trazione e velocità di movimento dell’attrezzatura anteriore. A secondo del lavoro in cui si è impegnati, l’impostazione potrà essere regolata manualmente nelle mo-


SPECIALE NEVE XXX dalità: forza di trazione, lavoro generico o leggero. Il modello ZW180, nella versione PL è dotata di un innovativo sistema idraulico con tecnologia avanzata, che è già stato testato sugli escavatori Hitachi Zaxis e garantisce un enorme impatto sulla produttività di qualsiasi luogo di lavoro. Un nuovo potente motore e un capace convertitore di coppia consentono una maggiore mobilità con carichi pesanti. L’Allestimento è curato nei minimi dettagli. La cabina ROPS e FOPS è spaziosa e panoramica con una visibilità a 360 gradi. Tutti i pulsanti e gli interruttori sono disposti in modo ergonomico e il piantone dello sterzo è inclinabile e telescopico; tra le altre dotazioni di serie si annoverano l’ impianto di climatizzazione e il computer di bordo con monitor LCD, per monitorare costantemente tutte le funzionalità della macchina. La cabina ben ammortizzata e a chiusura ermetica è in grado di assorbire urti e vibrazioni e ridurre la risonanza e attenuare i livelli di rumore. La versione PL è dotata anche di un contrappeso aggiuntivo per compensare il peso del braccio della pala e migliorare la stabilità. Per gli ambienti gelidi e in caso di grandi nevicate, ampia e versatile è la proposta di Ihimer: si parte dallo skid loader AS 12, si passa dal track loader CL 45, fino ad arrivare al mini dumper Carry 107. Affidabilità, velocità, Joystick servoassistiti e compattezza sono i punti di forza dello skid-steer loader AS12, caratteristiche necessarie per operare in ambienti avversi e in presenza di neve. Con un peso di 1250 chilogrammi, il modello AS12 raggiunge un carico operativo (portata ISO) di 330 chilogrammi e garantisce una forza di strappo di 750 kgf. Equipaggiato con motore Yanmar 3TNV76 di 1,116 di cilindrata, che consente di ottenere ottime prestazioni anche nelle situazioni più complesse e difficili, lo skid-steer loader può montare accessori utili per lavorare in ambienti gelidi, in campi aperti dove nevica: una lama sgombraneve e una spazzatrice con benna di raccolta (accessori opzionali, non forniti di serie). Un altro prezioso alleato per questa tipologia di applicazioni è il track loader CL 45 che per l’occasione può essere attrezzato con una fresatrice e con lama sgombraneve. Caratterizzato da una struttura meccanica robusta e da un impianto idraulico con elevata capacità, il track CL 45 monta un motore diesel Yanmar 4TNV98T, che sviluppa una potenza di 61.9 kW a 2.550 rpm, conforme allo Stage III A della Dir. 2004/26/CE in vigore in materia di emissioni inquinanti. La nuova versione con cabina chiusa è fortemente consigliata per ridurre il carico di fatica dell’operatore: grazie all’ampia apertura anteriore, è possibile salire e scendere agevolmente, inoltre l’operatore gode di un grande spazio per le gambe perché tutti i comandi sono di fatto incorporati nei Joistick. Il track loader CL45 riesce a muoversi con la massima operatività anche in condizioni difficili, come terreni sabbiosi e fango oppure in situazioni di lavoro avverse come zone aride del deserto o ambienti con inverni gelidi. Questo modello dispone, inoltre, di cingoli particolari: grazie alla superficie interna rivestita di gomma, riduce l’usura dei rulli. Poiché il rullo e il metallo interno non vengono a contatto tra loro, la vibrazione e la rumorosità si riducono al minimo. Per il sottocarro sono state adottate ruote

Macchine Attrezzature

segmentate, elemento importante per la manutenzione. La sostituzione dei cingoli di gomma e delle ruote dentate può essere eseguita con facilità. Il minidumper Carry 107 è la soluzione ideale per il trasporto e la movimentazione di vari tipi di materiale nel cantiere e in luoghi difficilmente accessibili, oltre ad essere affidabile in caso di ambienti gelidi e con neve. Funzionalità, velocità e sicurezza sono le caratteristiche della Carry 107 nel periodo invernale. Equipaggiato con motore Honda benzina da 6,6 o da 8,2 kW con avviamento a strappo o elettrico, il minidumper può essere allestito con una numerosa gamma di accessori per rispondere a diverse esigenze. Pertanto, in caso di neve può essere equipaggiato con la lama frontale, un accessorio adatto per il livellamento del suolo e conglomerati. La possibilità di essere inclinata da ambedue i lati di 30° e il basculamento orizzontale con ritorno a molla la rendono particolarmente adatta per lo sgombero della neve. Il telaio portante, realizzato come pianale di contenimento, consente di trasportare vari attrezzi e nel caso di uso come “sgombraneve”, sacchi di sale antighiaccio. Il sollevamento di 230 mm da terra, è comandato idraulicamente dal posto guida, mentre l’inclinazione laterale, estremamente semplice, si effettua manualmente. L’attrezzatura è corredata di due appoggi scorrevoli che permettono lo smontaggio dalla macchina portante senza ausilio di mezzi di sollevamento. Per lo sgombero della neve, JCB offre mezzi dalle eccezionali doti di potenza, trazione, stabilità e spinta, associati ad efficienti attrezzature specializzate. Il range d’offerta spazia dalle terne agli innova-

HITACHI

IHIMER

JCB

tivi sollevatori Loadall, dalle robuste pale caricatrici gommate ai trattori della linea Fastrac, macchine in grado di garantire l’affidabilità e la versatilità di cui gli operatori del settore hanno bisogno. Caratterizzate da una velocità su strada di oltre 30 km/h, aiutano le lame sgombraneve a rendere agibili le strade con la massima rapidità, mentre le elevate

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doti di spinta e trazione delle macchine JCB conferiscono loro doti di stabilità e manovrabilità anche nelle più difficili condizioni di terreno bagnato o ghiacciato; in più, la grande visibilità che le caratterizza ne migliora la sicurezza d’impiego, mentre la compatibilità con una vasta gamma di accessori ne massimizza la flessibilità. Senza sottovalutare


SPECIALE NEVE

NEW HOLLAND

VF VENIERI

LIEBHERR

Macchine Attrezzature

poi, tutto il comfort offerto dagli efficienti impianti di riscaldamento e sbrinamento che equipaggiano le cabine. Tutte le macchine e accessori JCB godono della qualità progettuale e costruttiva che da sempre sono parte del dna del marchio, e di specifiche qualità che permettono loro di svolgere al meglio gli impegnativi compiti legati a questo tipo di applicazioni. Le terne ad esempio, uniscono alla flessibilità tipica di questa tipologia di macchine elevate altezze di carico, per caricare la neve sui mezzi d’opera con grande facilità, e prestazioni di scavo superiori che rendono le operazioni di sgombero più efficienti. In più, l’ottima visibilità dell’attrezzatura di sgombero offerta dalla particolare geometria del braccio premette di lavorare in maniera efficiente e sicura. Inoltre, le elevate doti di trazione, spinta e velocità di avanzamento - oltre 35 km/h - rendono l’azione delle lame spartineve ancor più efficaci. Alle terne si affiancano i movimentatori telescopici della serie Loadall, che alle rinomate caratteristiche di portata uniscono sistemi di sterzatura integrale e a granchio, ideali per mantenere la massima manovrabilità anche su superfici ghiacciate. Dalla cabina, spaziosa, confortevole e perfettamente riscaldata, l’operatore può godere di una perfetta visuale offerta dalle ampie vetrature e dal particolare posizionamento del braccio che caratterizza i Loadall. Quando invece è necessario spostare grandi masse di neve, la soluzione più efficace è rappresentata dai 18 modelli di pale caricatrici gommate JCB. Potenza, trazione, capacità di spinta e di carico raggiungono i massimi livelli nelle versioni HT con braccio a sollevamento parallelo, macchine che garantiscono una eccezionale stabilità anche su terreni ghiacciati. Della squadra antineve JCB fanno parte anche i trattori Fastrac. Caratterizzati da una fluidità e comfort di guida nettamente superiori alle macchine più tradizionali, sfruttano la loro rapidità sia nello sgombero neve che nei trasferimenti su strada - fino a ben 65 km/h -, fondamentali quando è necessario intervenire al più presto per garantire la circolazione. E grazie a un ventaglio di attrezzature che va dalle lame da neve orizzontali ai vomeri spartineve, dalle frese orizzontali e laterali alle spazzatrici, i Fastrac sono sempre pronti all’appello in qualsiasi condizione di lavoro, anche la più critica. Non temono il gelo e nemmeno le forti nevicate le pale gommate Liebherr, sempre pronte a dare una mano nelle condizioni particolarmente difficili e avverse. Per questo tipo di applicazione il Gruppo propone le pale gommate Stereo, delle vere e proprie macchine "tutto fare" caratterizzate da un innovativo sistema sterzante che conferisce loro una grande manovrabilità. Inoltre, grazie al ridotto angolo di articolazione di soli 30° sono in grado di trasportare carichi di neve particolarmente elevati. Per incrementare l’affidabilità, Liebherr ha ulteriormente sviluppato il concetto “Stereo”: le pale sono state testate negli impieghi più difficili e il materiale delle parti soggette a forti sollecitazioni è stato adeguatamente rinforzato. Senza contare poi che i motori diesel a 4 cilindri raffreddati ad acqua assicurano sempre una trazione sicura e potente e la massima economia di esercizio. Nel caso in cui sia necessaria una maggiore potenza, il Gruppo offre la versione con trasmissione “2plus1”: grazie a questa tecnologia avanzata, la forza di trazione e la ve-

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locità si adeguano automaticamente alle relative esigenze , senza pertanto che l’operatore debba cambiare marcia. Di conseguenza, non è necessario un invertitore in quanto il cambio della direzione di marcia viene gestito idraulicamente. La classe di pale gommate “tutto fare” si caratterizza per la grande versatilità (si può scegliere fra un cinematismo parallelo o a “Z”) per cui è possibile scegliere l’attrezzatura giusta per specifiche esigenze operative. Il tutto in una cabina ergonomica che garantisce all’operatore elevati standard di comfort e sicurezza. Per lo sgombero della neve New Holland offre una vasta gamma di mezzi efficienti tra cui le pale compatte della serie 200. Queste macchine sono caratterizzate da uno sbraccio e un’altezza di scarico ai vertici della categoria; inoltre sono dotate del sistema di controllo dinamico Glide Ride che evita i contraccolpi del braccio durante il trasferimento sui terreni accidentati e, pertanto, incrementa il comfort dell’operatore eliminando anche le perdite di prodotto dalla benna. La neve, quindi, rimane tutta all’interno della benna. Per i terreni particolarmente scivolosi, come le strade ghiacciate, la versione cingolata è praticamente imbattibile grazie al particolare sottocarro tipo dozer, che è stato progettato per la massima aderenza al suolo e per una ottima motricità sui terreni fangosi. New Holland ha incrementato la produttività delle pale compatte grazie a una serie di interventi, come: l’angolo di scarico eccezionale che assicura tempi di ciclo rapidi, in quanto facilita e velocizza lo scarico completo della benna, i motori a basso consumo che consentono una lunga autonomia operativa senza rifornimenti (grazie all’incremento della capacità del serbatoio), non da ultimo i contrappesi che permettono di aumentare fino al 18% il carico operativo nominale. Altro elemento fondamentale per chi si trova a operare in ambienti gelidi, la cabina che in questi mezzi è “Deluxe”: l’abitacolo è un vero e proprio spazio confortevole, i comandi sono proporzionali con infinite possibilità di regolazione, il sedile a sospensione pneumatica o meccanica è riscaldato e il freddo quindi rimane all’esterno. La visibilità è pressoché perfetta con tanto di tettuccio vetrato che consente di non perdere di vista la benna nemmeno alla massima altezza. E nemmeno i fiocchi di neve che cadono dal cielo. Le terne articolate di VF Venieri si distinguono per la polivalenza e la multifunzionalità. Sono macchine particolarmente apprezzati dagli operatori del settore perché sono in grado di coprire un vasto range di applicazioni: per esempio possono falciare l’erba con appositi decespugliatori anteriori o posteriori, fresare asfalto piuttosto che pulire strade con spazzole dedicate fino ad arrivare allo sgombero della neve mediante lame o frese idonee che necessitano di alti e costanti giri del motore ma con velocità di avanzamento ridotteridottissime. Le terne articolate Venieri sono dotate di trasmissione idrostatica Bosch - Rexroth, assali Carraro e sono alimentate da motori Perkins Tier III. Sono macchine attente ai consumi e amiche dell’ambiente. Sono macchine potenti che utilizzano componenti solo ed esclusivamente Heavy Duty. Sono macchine che non hanno paura di niente, nemmeno del gelo. L.T.


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Hitachi Zaxis 350 LCN

VERSATILITÀ IN CAVA

di Paolo Raffaelli

ECLETTICO, affidabile e robusto. Questi sono alcuni degli aspetti evidenziati dal nostro test in cava. sotto i riflettori L'escavatore cingolato Hitachi Zaxis 350 LCN, Un mezzo che si distingue anche per la fluiditÀ dei movimenti e per la grande precisione.

L’

ultimo acquisto della Dino Toscani Srl che gestisce l’omonima cava a Fontanellato (Parma) è l’escavatore Hitachi ZX 350 LCN da 33,2 ton di pes o operativo e 271 HP di potenza, adibito alla produzione e ai lavori di movimentazione. Questo escavatore è stato preso in sostituzione di un vecchio FH EX 455, giunto ormai a fine carriera, e di seguito vedremo le ragioni che hanno fatto propendere per un downsizing così marcato.

Di necessità…virtù Le necessità dell’azienda erano quelle di sostituire una macchina importante come il vecchio FH EX 455, un mezzo da 47 ton di peso operativo e 298 HP, con una seconda che garantisse valori di produzione analoghi, oltre a una maggior polivalenza d’uso visto che il gruppo Toscani opera anche nel ramo delle costruzioni e del movimento terra generico (vedi company profile).

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Il downsizing dell’escavatore ha permesso di avere ora in cava una macchina in grado di assicurare livelli di produzione assimilabili a quelli della macchina precedente (deve sempre caricare dei 4 assi con le stesse portate) ma con ridotti costi di acquisto iniziali rispetto a una macchina da 47 ton, minori consumi di carburante e maggior polivalenza. La possibilità di caricare il mezzo su un carro di 3 m di carreggiata, e spostarlo facilmente in un cantiere per scavi o posa di tubazioni diventa più veloce ed economico rispetto a quello di un modello superiore che deve essere smontato per il trasporto o deve ricorrere a trasporti eccezio-

COMPANY PROFILE Gruppo Toscani È il 1961 quando Dino Toscani lascia l’attività agricola per iniziare la sua nuova avventura nel settore del movimento terra. Il primo acquisto, un escavatore Jumbo (il primo escavatore oleodinamico costruito al mondo, frutto del genio italiano) diventa il suo primo compagno di lavoro nella provincia di Parma. Con questa macchina inventata dai fratelli Bruneri, dotata di trasmissione a catena, è iniziata l’avventura del fondatore del gruppo Toscani, che oggi controlla la Toscani Dino Srl (capogruppo), la Casa Nova Srl (che gestisce l’attività estrattiva) e la Toscani Aldo Srl (che si gestisce le costruzioni immobiliari). Oggi il gruppo copre diversi settori e con i suoi 40 dipendenti opera anche nelle commesse per grossi lavori pubblici come urbanizzazioni, strade, gasdotti e acquedotti. Il suo ultimo acquisto, un Hitachi Zaxis 350 LCN da 33,6 tonnellate di peso operativo e 271 HP di potenza è stato scelto per sostituire un vecchio FH EX-455 nel lavoro in cava e per quelli gravosi di movimento terra nelle grandi opere.

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nali molto più onerosi per l’azienda: livelli di produzione e carico assimilabili alla macchina superiore e maggior versatilità sono gli obiettivi centrati da questa scelta.

Caratteristiche al lavoro … Lo Zaxis 350 LCN al momento del servizio è impegnato nel carico degli autocarri che trasportano il materiale al sito di lavorazione della cava Toscani. La macchina è equipaggiata con una benna da circa 2 mc (larghezza tagliente 1.700 mm, in Hardox 400 specifica per il lavoro in cava) e impiega circa 8-10 cicli per il carico di un autocarro 4 assi (vasca da 20 mc), consentendo quindi buone doti di produzione giornaliera per gli impianti della cava. L’idraulica della macchina è basata sul collaudato sistema HIOS III che gestisce al meglio l’idraulica dell’escavatore così da sfruttare le 2 pompe a portata variabile da 288 l/m cadauna. I progettisti Hitachi hanno optato per soluzioni come l’HB (Hydraulic Boosting) che migliora la velocità di ritrazione del braccio penetratore in concomitanza con il sollevamento del braccio principale e per il sistema di ricircolo dell’olio nel cilindro del penetratore in fase di abbassamento. Nell’uso combinato dei 2 bracci, tipico dei lavori da produzione, l’Hitachi dimostra appieno tutte le capacità idrauliche che l’hanno reso famosa nei cantieri di tutto il mondo. Il lavoro in cava cui è stato destinato, oltre ai lavori impegnativi di movimento terra, mette a dura prova tutta la macchina, in particolare le carpenterie di bracci e carro che si trovano a operare nelle condizioni più disparate. È proprio per affrontare queste situazioni che i progettisti hanno adottato soluzioni come i rinforzi sulla parte superiore del braccio principale mediante l’uso di acciai alto resistenziali, mentre la parte superiore dello stick dal lato benna è stata rivestita con spray di carburo di tungsteno (WC Tungsten Carbide) per ridurre usura e vibrazioni. Il braccio principale è stato rinforzato con boccola alla base in modo da aumentarne durata e affidabilità negli impieghi gravosi, così come la speciale boccola HN nella giunzione tra penetratore e principale e nel collegamento del cilindro dell’articolazione, che servono ad avere maggior lubrificazione nelle parti più stressate della macchina (contengono lubrificante solido a base di molibdeno). Un altro pregio del prodotto giapponese, evidenziato proprio quando si lavora in cave e terreni difficili, risiede nella robustezza del carro che si distingue per la realizzazione delle piastre superiori della struttura a "X" in unico blocco anziché con 4 elementi saldati, aumentando quindi la resistenza dell’insieme e della stabilità del mezzo (maggiore solidità dell’insieme).

R E P O R T

La SCAI, distributrice dei prodotti Hitachi per l’Italia, ha quindi proposto al gruppo parmigiano lo Zaxis ZX 350 LCN-3 (serie 3), macchina di una classe inferiore rispetto a quella precedente, con alcune scelte logiche e motivate che siamo andati a verificare in campo. In particolare, in un periodo economico come questo, l’attenzione si sposta soprattutto sul contenimento della spesa e sull’investimento mirato e calibrato alle nuove necessità, non solo quindi alla spesa per l’acquisto ma anche a quella d’esercizio (carburante, manutenzione, usura) che influiscono sui costi finali del prodotto estratto dalla cava e sul budget dell’azienda.

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Hitachi Zaxis 350 LCN

UP … ► Controllabilità movimenti braccio e penetratore, una macchina equilibrata e sempre prevedibile in ogni situazione. Nonostante non monti un impianto LS l’idraulica - grazie all’elettronica personalizzabile e ai sistemi Hitachi di rigenerazione flussi - ottiene facilmente movimenti dolci e progressivi. ► Alta qualità costruttiva e attenta progettazione sono immediatamente percepibili, pulizia e razionalizzazione nella disposizione degli elementi (facilità di manutenzione), rinforzi strutturali, percorsi ben studiati e qualità dei materiali. ► Sottocarro cingolato di qualità superiore con accorgimenti strutturali molto efficaci negli impieghi Heavy Duty.

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DOWN …

► Lo spazio in cabina, specialmente per l’escursione longitudinale del sedile limitata, non è proprio eccezionale. ► Sull’esemplare in prova la traslazione risente di notevoli rallentamenti se si azionano i movimenti del braccio penetratore (sia in I° che in II° gamma).

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Un rapido test ... Approfittando di un’interruzione del ciclo di lavoro dell’escavatore, siamo saliti a bordo per fare qualche piccolo test della macchina. Abbiamo spostato lo ZX 350 LCN in un’altra area della cava e l’abbiamo testato in alcune operazioni di scavo normali e di traslazione. Saliti a bordo prendiamo subito confidenza con i comandi, il layout interno è sempre il classico Hitachi cui ci aveva abituato anche la serie EX, con comandi intuitivi e semplici da azionare anche quando si indossano guanti. Lo spazio non è eccessivo e, nelle giornate fredde come quella della prova, il sedile evidenzia il suo limite nello scorrimento longitudinale (gli operatori di grossa taglia con giubbotto avrebbero

bisogno di maggior spazio). La trazione, forte di un robusto e pesante sottocarro, si dimostra notevole sia nella salita che discesa dai grossi cumuli di materiale mosso (sviluppa ben 298 kN alla barra) che nella traslazione veloce su fondo duro e accidentato del fondo cava. I motori idraulici sono progressivi sia in fase di partenza che di arresto, evitando di trasmettere bruschi “scossoni” alla macchina e all’operatore. In partenza selezioniamo il modo P dell’idraulica e ¾ di acceleratore, e iniziamo ad eseguire alcune prove di concomitanza dei movimenti rilevando che, a macchina ferma, la dolcezza e la progressività dei movimenti di braccio principale e stick è davvero notevole e denota una precisione im-

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pressionante. La macchina si distingue per la sua fluidità nei movimenti e la controllabilità in ogni situazione. L’unico appunto che ci sentiamo di fare è che la concomitanza dell’uso del braccio penetratore con la traslazione provoca un rallentamento evidente di quest’ultima, anche se si tratta di operazioni poco usate nei lavori classici potrebbe essere fastidioso trovarsi di fronte a netti cali prestazionali dell’idraulica come accaduto su questo esemplare. Intervenendo sulle priorità si potrebbe sicuramente avere quel qualcosa in più di spunto da questo mezzo. Passiamo quindi in un’altra zona della cava, con lo Zaxis in piano pronto a

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eseguire un classico scavo nel terreno. Per verificare la velocità di esecuzione di uno dei lavori più diffusi per questa tipologia di macchina, abbiamo realizzato uno scavo profondo circa 2 metri. Il test è stato eseguito su terreno pianeggiante, ai lati del grosso cumulo sul quale ci eravamo arrampicati in precedenza. Con lo ZX 350 LCN settato sempre in P, abbiamo iniziato la realizzazione dell'opera. Il tipo di terreno, seppur compattato, non è molto impegnativo per questo escavatore, che lo asporta senza alcuna fatica. Come abbiamo già detto lo ZX 350 LCN è molto fluido e veloce, e qualche scossone si avverte quando andiamo a velocizzare troppo il lavoro rendendo necessario un maggior controllo sui manipolatori. Il giusto connubio tra la controllabilità dell'idraulica, molto precisa e reattiva ai comandi, e la taratura dei manipolatori consentono di eseguire manovre precise e delicate con l'attrezzatura di scavo: lo scavo, l'asportazione, il deposito del materiale a lato e il ritorno all'interno del profilo dello scavo diventano quasi istintive dopo pochi minuti. La stabilità della macchina (ha un sottocarro da 4.950 mm) è garantita anche sul laterale, con la posizione della torretta a 90° rispetto all'asse longitudinale. Sia nello scavo trasversale che con la benna riempita “a colmo” e il braccio alla massima estensione, lo ZX 350 risulta abbastanza stabile sulla sua base (minimo stacco cingolo esterno). La rotazione, come su tutta la produzione Hitachi, è apparsa fin troppo rapida con partenze e arresti non comparabili con il resto dell’idraulica; personalmente avrei preferito una rotazione più bassa, almeno a 8,5 - 9 giri/ minuto, e con un po’ di forza in più a disposizione in considerazione della destinazione della macchina. Lavorando a ridosso di ostacoli si apprezza molto la possibilità di vedere attraverso la telecamera posteriore che invia le immagini del retrotorretta sul video in cabina, consentendo così di prendere le distanze

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anche nella zona morta della macchina. I fine corsa ammortizzati sui cilindri di braccio primario e stick contribuiscono alla riduzione delle sollecitazioni indotte nelle fasi veloci in estensione, quando i bracci raggiungono la massima apertura e tendenzialmente sbilanciano il mezzo facendolo sobbalzare.

In conclusione … Si tratta di una macchina di fascia alta, ben progettata e con soluzioni di irrobustimento strutturale pensate per i lavori gravosi cui gli escavatori over 30 tonnellate sono destinati. L’idraulica dell’Hitachi è conosciuta e apprezzata per la fluidità e controllabilità che rende le macchine arancioni davvero ai vertici della categoria. Il downsizing proposto da Hitachi al proprio cliente sembra essere stata una buona soluzione, che ha visto l’azienda dotarsi di una macchina leggermente meno prestante a fronte di una maggior polivalenza nell’uso e un contenimento dei costi di trasporto, manutenzione e di consumo.

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N Altezza cingolo con suole a tre costole * Con costole dei cingoli interrate

ZAXIS 350LCN Dimensioni braccio monoblocco A Interasse B Lunghezza sottocarro * C Distanza contrappeso D Raggio rotazione posteriore D’ Lunghezza posteriore E Larghezza complessiva torretta F Altezza complessiva cabina * G Distanza minima dal suolo H Carreggiata I Larghezza suole cingoli J Larghezza sottocarro K Larghezza d’ingombro L Lunghezza d’ingombro Con braccio penetratore da 2.33 m Con braccio penetratore da 2.67 m Con braccio penetratore da 3.20 m M Altezza complessiva braccio principale Con braccio penetratore da 2.33 m Con braccio penetratore da 2.67 m Con braccio penetratore da 3.20 m N Altezza cingolo con suole a tre costole

PRESTAZIONI DI LAVORO

Hitachi Zaxis 350 LCN ft metri

mm 4 050 4 940 1 160 3 390 3 370 2 990 3 140 500 2 400 G 600 3 000 3 000

Lunghezza braccio pene

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G: Suole a tre costole

A Sbraccio max.

A’ Sbraccio max. (a terra)

B Max. profondità di sca

B’ Max. profondità di sca Linea al suolo

11 170 11 130 11 000

C Altezza max. di taglio

D Altezza max. di scarico

E Raggio rotazione minim

CARATTERISTICHE TECNICHE

F Max. profondità scavo

3 510 3 470 3 270

Forza di strappo alla benn metri ft

* Con costole dei cingoli interrate G: Suole a tre costole

DIMENSIONI: BRACCIO MONOBLOCCO

Forza di strappo alla benna

Forza di spinta al penetra

Forza di spinta al penetra

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Unità: mm A Interasse Lunghezza braccio penetratore B Lunghezza sottocarro A Sbraccio max. * C Distanza contrappeso A’ Sbraccio max. (a terra) D Raggio rotazione posteriore B Max. profondità di scavo D’ posteriore B’ Lunghezza Max. profondità di scavo (livello 8’) E Larghezza complessiva C Altezza max. di taglio torretta cabina DF Altezza Altezzacomplessiva max. di scarico * EG minima dalminimo suolo Distanza Raggio rotazione FH Carreggiata Max. profondità scavo verticale Forza di strappo allacingoli benna** ISO I Larghezza suole Forza di strappo alla benna** SAE: PCSA J Larghezza sottocarro Forza di spintad’ingombro al penetratore** ISO K Larghezza Forza di spinta al penetratore** SAE: PCSA L Lunghezza d’ingombro Esclusa altezza costole dei cingoli ** Con Power Boost inserito Con braccio penetratore da 2.33 m Con braccio penetratore da 2.67 m CAPACITÀ Con braccio penetratore da 3.20 m Serbatoio del carburante 630.0 l Refrigerante motore 32.0 l M Altezza complessiva braccio principale Olio motore 41.0 l Con braccio penetratore da 2.33 m Dispositivo rotazione 17.0 l Con braccio penetratore da 2.67 m Dispositivo traslazione (ogni lato) 9.2 l Circuito 374.0 l Conidraulico braccio penetratore da 3.20 m Serbatoio olio idraulico 298.0 l N Altezza cingolo con suole a tre costole

ZAXIS 350LC ZAXIS 350LCN ZAXIS 350LC / ZAXIS 350LCN Braccio principale mono da 6.40 4m050 4 050 2.67 m 4 2.33 940 m 4 940 3.20 m 10 570 11 100 10 310 1 160 1 160 10 360 10 890 10 080 3 390 3 390 6 840 7 380 6 500 3 370 3 370 6 640 7 210 6 300 2 990 2 990 10 360 9 990 9 980 36 140 3 140 6 940 7 240 900 500 500 4 610 4 460 4 460 5 510 6 420 2 590 2 400 5 330 234 kN (23 900 kgf) 234 kN (23 900 kgf) 234 kN (23 900 kgf) G 600 G 600 207 kN (21 100 kgf) 207 kN (21 100 kgf) 207 kN (21 100 kgf) 3 190 3 000 211 kN (21 500 kgf) 176 kN (18 000 kgf) 239 kN (24 400 kgf) 3 190 3 000 197 kN (20 100 kgf) 165 kN (16 800 kgf) 221 kN (22 600 kgf) 11 170 11 170 11 130 11 130 ZAXIS 350LCN CON BRACCIO PRINCIPALE MONOBLOCCO 11 000 11 000 Equipaggiato con braccio principale monoblocco da 6.40 m, braccio penetratore da 3.20 m e benna da 1.40 m³ (SAE, PCSA a colmo). Tipo suola Larghezza suola Peso operativo Pressione al suolo 3 510 600 mm 33 200 kg 3 510 62 kPa (0.63 kgf/cm2) 3 470 700 mm 33 600 kg 3 470 54 kPa (0.55 kgf/cm2) Tripla costola 800 mm 34 000 kg 3 270 48 kPa (0.49 kgf/cm2) 3 270 900 mm 34 400 kg 43 kPa (0.44 kgf/cm2)

* Con costole dei cingoli interrate G: Suole a tre costole MOTORE CIRCUITO IDRAULICO Modello Isuzu AH-6HK1XYSA-01 • Selettore dei modi di lavoro: Modo scavo / Modo attrezzo • Sistema di rilevamento velocità motore Tipo 4 cicli, raffreddato ad acqua, iniezione diretta Pompe principali ...........................2 pompe a pistoni assiali a portata variabile Aspirazione . Turbocomporessore, intercooler PRESTAZIONI DI LAVORO Portata massima dell’olio... 2 x 288 l/min N. di cilindri 6 Pompa circuito di pilotaggio..... 1 pompa a ingranaggi Potenza nominale Unità: mm Portata massima dell’olio... 34 l/min DIN 6271, netta Modo H/P netto: 202 kW (275 ps) a 1 900 min-1 (giri/min) Motori idraulici ZAXIS 350LC / ZAXIS 350LCN SAE J1349, netta Modo H/P netto: 202 kW (271 hp) a 1 900 min-1 (giri/min) ft metri Traslazione.............................. 2 motori a pistoni assiali a portata Coppia massima 1 080 Nm (110 kgf·m) a 1 500 min-1 (giri/min) variabile Braccio principale mono da 6.40 m Cilindrata 7.790 l Rotazione....................................1 motore a pistoni assiali Alesaggio e corsa 115 mm x 125 mm Lunghezza braccio penetratore 2.33 m 2.67 m 3.20 m A Sbraccio max. A’ Sbraccio max. (a terra))

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B Max. profondità di scavo

CSC dicembre 2011

B’ Max. profondità di scavo (livello 8’) Linea al

10 310

10 570

11 100

10 080

10 360

10 890

6 500

6 840

7 380

6 300

6 640

7 210

C Altezza max. di taglio

9 980

9 990

10 360

D Altezza max. di scarico

6 900

6 940

7 240

J O B

Esclusa altezza costole dei


PRESENTAZIONE

Nuovi motori Lombardini Kohler

Innovating the future

Innovazione: questo il comune denominatore della nuova famiglia di motori diesel KDI (Kohler Direct Injection), caratterizzata da una tecnologia all’avanguardia che consente una combustione pulita e limita le emissioni senza l’utilizzo di alcun filtro antiparticolato. In più è conforme alle nuove normative sulle emissioni Tier 4 final e Stage IIIB, in vigore dal primo gennaio 2013.

L

a sfida, o il punto di svolta, che Lombardini non poteva farsi sfuggire è legata a una data precisa, 1° gennaio 2013, e a un’altrettanto precisa risposta alle esigenze del mercato, l’innovazione. Perché il 2013? “Perché dal 1° gennaio 2013 – ha dichiarato Francesca Rubbiani, Direttore marketing di Lombardini - saranno introdotte nuove normative sulle emissioni per i motori diesel con potenze da 19 a 56 kW negli Stati Uniti e da 37 a 56 kW in Europa. I limiti di emissione previsti da queste normative sono così bassi e restrittivi che cambieranno per sempre lo scenario tecnologico dei motori diesel industriali che operano in queste fasce di potenza. Fin dall'inizio ci siamo impegnati a comprendere e analizzare le esigenze dei nostri clienti, non limitando quest'analisi solo al nostro attuale portafoglio clienti, ma includendo anche i produttori di apparecchiature leader in Europa e Nord America nei vari segmenti di mercato in cui operiamo, in particolare quello dell'edilizia e del movimento terra e più in generale nei nostri mercati più tradizionali, i gruppi elettrogeni e

l’agricoltura. La sofisticazione delle macchine in rapido aumento si è fatta da subito evidente. Si tratta di macchine evolute che richiedono non solo livelli sempre maggiori di prestazioni dei motori e una maggiore resistenza e durata di vita, ma anche un vero e proprio matrimonio tra macchina-motore e un dialogo più stretto tra i due. E in tutto questo non possiamo dimenticare l'affidabilità. In breve, come produttori di motori ci siamo ritrovati a dover affrontare richieste sempre più esigenti da parte del mercato e dei nostri clienti. Questo era il contesto. E l'innovazione è stata la nostra risposta”. E anche il tema portante che ha accompagnato il lancio ufficiale della nuova gamma di motori, che si è tenuto lo scorso 25 ottobre presso la sede di Lombardini. Ad aprire le danze un Presidente emozionato, Gianni Borghi, che ha dichiarato: “La fusione con la Società Kohler nel 2007, ci ha dato l'opportunità di rafforzare ulteriormente la nostra leadership in Europa. Oggi infatti vantiamo la più completa gamma di prodotti diesel e benzina, raffreddati ad aria e ad acqua, mono e multi-

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PRESENTAZIONE

Nuovi motori Lombardini Kohler

UN’ALTERNATIVA RICCA DI VANTAGGI L’assenza di dispositivi di after-treatment genera numerosi vantaggi sia per il costruttore che per l’utilizzatore finale, in particolare: • l’ingombro, in quanto KDI è pensato per essere compatto ma alto stesso tempo garantisce ottime prestazioni (potenza, fino a 23kW/l; e coppia, fino a 120 Nm/l); • la riduzione dei consumi di carburante (dal 3% al 5%, se comparato con una soluzione ad iniezione elettronica di media pressione 1600 bar più DPF; oltre il 10%, se comparato con soluzione ad iniezione Indiretta e DPF stand-alone) e di olio; • il consumo di olio, poi, è anche influenzato dalla particolare levigatura dei cilindri eseguita con macchinari di ultima generazione che, permettendone una riduzione degli attriti, ne ottimizza i consumi e portano gli intervalli di manutenzione a 500 ore con un guadagno che va dalle 250 ore (comparando KDI con motori attuali non conformi alle normative TIER IV final) alle 350 ore (ipotizzando il consumo di olio degli stessi con DPF); • gli intervalli di manutenzione inoltre, non sono inficiati della necessità di sostituzione del filtro antiparticolato (Ciclo di vita stimato in 3000 ore). • un’accurata e attenta analisi NVH (Noise – Vibration – Harshness) unita al concetto di “Bedplate Architecture”, ovvero un basamento ottenuto dall’unione di due parti (basamento e sottobasamento) rende il motore solido, dalla struttura rigida con conseguenti riduzioni di rumori e vibrazioni. • le prese di moto ausiliarie sono disegnate e posizionate in modo da offrire la più alta percentuale di energia sviluppata dal motore. Consentono di installare fino a una pompa idraulica gruppo due in tandem. Inoltre, il rapporto di rotazione delle PTO, (1:1,2) consente l’utilizzo di pompe idrauliche di minori dimensioni per garantire le stesse potenze.

cilindrici. La sinergia non è stata solo in termini di prodotto, ma anche geografica. La presenza decisamente globale, Kohler negli stati Uniti, Lombardini in Europa, conta anche stabilimenti in India e Cina. In questo modo, nonostante il periodo di crisi economica che tutti stiamo vivendo dal 2008

ad oggi, Lombardini ha avuto l'opportunità di affrontare investimenti significativi, necessari per lo sviluppo di un nuovissimo motore con tecnologia all'avanguardia e soluzioni innovative per soddisfare al meglio le esigenze dei nostri clienti: un motore eccezionale interamente progettato dal team di ricerca e sviluppo di

Lombardini, che sarà prodotto qui nel nostro stabilimento principale; un Made in Italy pronto a conquistare il mondo, frutto dell’importante supporto finanziario e sostenuto da una forte visione strategica della nostra proprietà Kohler”.

PRONTI PER IL FUTURO Con l’entrata in vigore nel 2013 delle nuove normative, i produttori di motori devono affrontare una nuova grande sfida: ridurre le emissioni di particolato di un ordine di grandezza, cioè di 1/10 dell'attuale valore limite. Sfida che, come abbiamo già evidenziato, Lombardini ha accolto in pieno senza peraltro utilizzare il noto Filtro Antiparticolato. Perché “ci siamo resi conto che la soluzione del DPF non era sufficientemente ‘orientata al cliente’ in quanto presentava diversi inconvenienti”, ha precisato Giuseppe Duri, Direttore tecnico Lombardini. Il PDF, infatti, si intasa e deve essere periodicamente pulito o "rigenerato"; influisce negativamente sul risparmio di carburante; aumenta l’emissione di calore nel vano motore; è voluminoso e di conseguenza aumenta l'ingombro complessivo e, non da ultimo, è un componente extra costoso.

Durante la presentazione della nuova gamma di motori KDI è intervenuto il management del Gruppo Lombardini. Sopra, Gianni Borghi, presidente; a sinistra, Francesca Rubbiani, direttore marketing e, nella pagina a fianco, Giuseppe Bava, amministratore delegato.

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L’ALTERNATIVA CHE RIDUCE LE EMISSIONI È il sistema di iniezione Common Rail ad alta pressione (2000 bar) di ultima generazione, corredato dalla valvola EGR (elettronicamente comandata), per il ricircolo della giusta quantità di gas combusti raffreddati a liquido da uno scam-


PRESENTAZIONE Specifiche tecniche Cilindri Corsa [mm] Alesaggio [mm] Cilind rata [cc] Potenza [kW@rpm] Coppia Max. [Nm@rpm] Specifiche tecniche Cilindri Corsa [mm] Alesaggio [mm] Cilind rata [cc] 3357 Potenza [kW@rpm] Coppia Max. [Nm@rpm]

KDI 1903M 3 102 88 1861 31.0@2800 133.0@1500 KDI 3404M 4 116 96 3357 53.0@2600 250.0@1500

Nuovi motori Lombardini Kohler

MODELLO MOTORE KDI 1903TCR KDI 2504M KDI 2504TM KDI 2504 TCR 3 4 4 4 102 102 102 102 88 88 88 88 1861 2482 2482 2482 42.0@2600 36.4@2800 55.4@2800 55.4@2600 225.0@1500 170.0@1500 230.0@1500 300.0@1500 MODELLO MOTORE KDI 3404TM KDI 3404TCR KDI 3404TCR-SCR KDI 2504 TCR 4 4 4 4 116 116 116 102 96 96 96 88 3357 3357 2482 2482 80.0@2600 55.4@2600 100.0@2400 55.4@2600 400.0@1500 385.0@1400 480.0@1500 300.0@1500

UNA GAMMA, DUE TARGET La serie KDI costituisce un’importante opportunità per il futuro, in quanto lo sviluppo di questi nuovi motori ha raggiunto due target: • Conformità ai livelli di emissione in vigore dal primo gennaio 2013 (TIER 4 final; Stage IIIB) • Estensione della gamma di motori Diesel fino a 100kW Inoltre, i tre modelli ad iniezione diretta, contraddistinti da una diversa cilindrata (1.9L – 2.5L – 3.4L), offrono due diverse configurazioni: • Iniezione Meccanica: Conformità alle norme di emissione Tier 3/STAGE IIIA • Iniezione Common Rail: Conformità alle norme di emissione Tier 4/STAGE III

KDI 2504M

KDI 1903 TCR

KDI 1903M

biatore acqua/aria, che consente la conformità con i livelli di emissione e prestazioni uniche senza l’utilizzo di dispositivi di “after-treatment”. Kohler/Lombardini hanno selezionato il più avanzato sistema common-rail disponibile sul mercato, specificamente progettato per un’estrema durabilità e resistenza alle più severe condizioni di utilizzo tipiche delle applicazioni in campo industriale e construction. La pompa ad alta pressione permette il raggiungimento dei 2000 bar. Questo, unito agli iniettori solenoidali G3S, consente un eccellente dosaggio di carburante durante il processo di iniezione. Inoltre, la distribuzione a 4 valvole per cilindro è stata disegnata per alloggiare l’iniettore in modo perfettamente ver-

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Del modello 3.4L vengono forniti solo dati da considerarsi target in quanto il progetto è ancora in fase di sviluppo. La produzione dei modelli 1.9L e 2.5L inizierà nel quarto trimestre 2012. Per il modello 3.4L occorrerà attendere l’inizio di produzione prevista entro il termine del 2014.

ticale e centrato rispetto alla camera di combustione: una soluzione che permette di ottimizzare il riempimento, l’atomizzazione del carburante e la miscelazione dello stesso con l’ossigeno presente in camera di combustione. Per ottenere una combustione efficiente, il collettore di aspirazione e la camera di combustione sono state sviluppate grazie a un’attenta analisi fluido-dinamica (CFD Analysis) Turbocharger e after-cooler. La nuova serie di motori adotta anche un turbocompressore dotato di valvola waste-gate, perfettamente calibrato in modo da ridurre ogni ritardo di risposta, garantendo un’armoniosa erogazione di coppia e potenza migliorando il comfort dell’utilizzatore. L’elevata portata dell’aria e l’utilizzo dell’intercooler contribuiscono al raggiungimento dei livelli di emissione e delle elevate prestazioni di coppia a bassi regimi di rotazione. Una volta risolto il problema della riduzione delle emissioni, i tecnici Lombardini hanno controllato la formazione di Nox, dovuta alla combustione pulita e alle elevate temperature, attraverso il ricircolo dei gas di scarico raffreddati, gestito dalla centralina elettronica del motore. Il sistema di ricircolo dei gas di scarico, frutto di un’attenta analisi CFD, si compone di due stadi di raffreddamento che consentono di ottimizzare lo scambio termico senza penalizzare gli ingombri. Il raffreddamento dei gas di scarico ricircolati, e il conseguente abbattimento dei valori di NOx, è garantito dal posizionamento della valvola EGR sul lato caldo, ma soprattutto dal particolare percorso che il circolo dell’aria segue attraverso i due stadi di raffreddamento. La particolare geometria del collettore di aspirazione poi, permette un’uniforme miscelazione dell’aria su ogni cilindro, distribuendo equamente l’abbattimento di NOx ottenuto dal precedente stadio. Sia il sistema di iniezione “Common Rail” sia la centralina necessaria alla sua gestione sono di ultima generazione e sviluppate espressamente per applicazioni Heavy Duty nei settori industriale e costruzioni. Il valore aggiunto del KDI si traduce in “Best Comfort”, dato dalla compattezza del motore, dalle sue prestazioni, dalla sua robustezza e dai ridotti livelli di emissioni, sia in termini di vibrazione, che in termini di rumore e “Low Operating Cost”, ovvero efficienza nei consumi di utilizzo e di manutenzione. L.T.


Trainati

Centinati

Progettato fra Nichelino e Tocco da Casauria il 38 S20 PC offre 100 metri cubi spalmati su un telaio nuovo e alleggerito. C’è con la buca portacoil e in versione Gran Volume.

Il centinato che unisce l’Italia L

a joint industriale che lega Merker e Viberti, oltre a Cardi e a Piacenza, sotto l’ègida della Cir (Compagnia italiana rimorchi), sta dando buoni frutti. Entro l’anno nuovo saranno presentati molti nuovi semirimorchi. Fra tutti prendiamo in esame l’innovativo centinato da 13,620 mm di lunghezza e una tara di 6.600 chili. Possiede un telaio completamente inedito, grazie alla collaborazione con la Merker della famiglia Margaritelli. Adesso è completamente cataforizzato con un trattamento anticorrosione per elettrodeposizione catodica. I Margaritelli a Tocco possiedono l’impianto più all’avanguardia d’Europa (è il più moderno installato in una fabbrica di semirimorchi), e accompagnano questo primato a una saldatura affidata a una linea di 8 robot antropomorfi ABB. Il risultato è un veicolo che raggiunge una protezione della verniciatura fino a 3 volte superiore rispetto ai tradizionali sistemi. Il processo, altamente ecologico, passa da alcuni punti prefissati, che è bene ripassare: granigliatura, sgrassaggio, fosfatazione, passivazione, cataforesi, cottura, verniciatura e cottura smalto. Detto questo il telaio, poi, è intrinsecamente diverso. Perché adotta una nuova serie di acciai alto resistenziali che abbattono la tara di circa 250 chili, e che aggiungono resistenza e flessione senza diminuire la robustezza. Anzi, il contrario. Il pianale è a copertura totale senza longheroni a vista, può montare la buca coil da 8,90 metri di lunghezza, con i coperchi carrellabili. In versione Gran Volume, grazie all’altezza totale di 3 metri il volume totale arriva a 100 metri cubi. La stessa centina offre la possibili-

tà di regolazione su 4 posizioni con un intervallo di 50 cm. Inoltre può essere fornita rinforzata con la certificazione En 12642 Code Xl. In optional è possibile montare l’alza-abbassa idraulico che offre la possibilità di sollevare un singolo lato o entrambi contemporaneamente. Il trailer è offerto

Scheda Tecnica Lunghezza Larghezza Altezza Peso complessivo Tara Carico utile Interasse Altezza collo Altezza ralla

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mm 13.620 mm 2.550 2.800/3.000 Kg 38.000 Kg 6.600 Kg 31.500 mm 1.310 mm 80 mm 960/1.000

CSC dicembre 2011

con 15 coppie di anelli ferma carico a scomparsa, la possibilità di montare un tendi telo anteriore, oltre a quello posteriore con cricchetto a leva. Di serie monta le protezioni laterali in alluminio con apertura a scatto, la cassetta portattrezzi con serratura in inox, la scaletta posteriore estraibile dotata di pianerottolo, il sistema frenante Abs/Ebs con il controllo elettronico della stabilità, i comandi freno accessibili in prossimità dei sollevatori telescopici e i serbatoi in lega leggera. Fra gli optional il doppio porta ruota, le sedi piantana su longherine. Il collo è alto 120 mm e la gommatura in versione Gran Volume tipo 38S20PV va dai 435/50 R 19,5 ai 445/45 R 19,5 fino agli R 22,5 del servizio. Costa 29 mila euro. M.B.


Cambi Allison

Mercedes Zetros

Che coppia!

I

n realtà i settori di sua competenza sono l’edile e l’energetico, la protezione antincendio e quella civile, le missioni umanitarie, gli scavi a cielo aperto e le cave. Insomma la solita roba da duri, in cui le strade le disegnano i piloti alla guida, e pazienza se ogni tanto c’è un torrente da guadare o un albero abbattuto sulla pista da trainare via. Lo Zetros è prodotto nella fabbrica di Wörth, dalla stessa catena di montaggio sulla quale vengono realizzati anche l'Unimog con le sue tre serie di modelli, e il veicolo a pianale ribassato Econic. Il design a cabina arretrata è stato scelto apposta, in quanto offre un profilo compatto e ribassato, come pure una maggiore facilità di manutenzione e una migliore padronanza e comfort del vei-

colo in condizioni estreme rispetto a un autocarro a cabina avanzata. Tutto ciò si traduce in una minore sollecitazione del veicolo, a fronte di una maggiore potenza sotto forma di una possibile velocità di marcia superiore, tempi di impiego più lunghi e cicli di lavoro più brevi. La cabina dello Zetros è dotata di un sistema di supporto sul telaio a tre punti, e non a quattro. In questo modo si trasmettono meno torsioni dell'autotelaio alla struttura della cabina. Il sistema di supporto è collocato vicino all'asse di torsione del veicolo, per ridurre i “disturbi trasversali”. Il telaio è resistente alla flessione, ma al tempo stesso anche "cedevole" alle torsioni, è stato concepito con una struttura tradizionale a elevata ca-

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Se l’Unimog non basta, ed è una battuta, ci mettiamo quella briscola dello Zetros. Che con il cambio automatico Allison serie 3000, senza frizione in cabina, trasforma il bestione da 27 ton, a 3 assi, in un docile pick up da gita in campagna.


Cambi Allison

Mercedes Zetros

pacità torsionale con longheroni aperti con profilo a ‘C’ e traverse avvitate, sempre con profilo a ‘C’. Questa struttura deriva dai modelli Actros, ma è stata rinforzata e modificata in modo mirato per esigenze di impiego più gravose: nel complesso, il telaio è configurato per consentire non solo di trainare, ma anche di sollevare il veicolo sia sulla testa del telaio che dalla coda anche a pieno carico. Il telaio è spesso 9,5 mm.

Motore e Cambio Sotto il cofano batte il motore a sei cilindri in linea OM 926 LA in Euro 5 da 7,2 litri con una potenza di 240 kW (326 CV) e una coppia massima di 1.300 Nm disponibile fra 1.200 e 1.600 giri/min. Per la

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CSC dicembre 2011

trasmissione sono disponibili il cambio standard a nove marce con comando idraulico-pneumatico G 131-9 (otto marce avanti + crawler) con marcia alta a trasmissione diretta, e a richiesta il cambio automatico a sei rapporti Allison 3000 SP/PR (completamente automatizzato). Sempre a richiesta, il cambio automatico Allison 3000 SP/PR è disponibile anche in combinazione con un rapporto al ponte più lungo pari a 6,82 (equivalente ad una Vmax a regime nominale di 112 km/h). Con una trasmissione completamente automatica, i cambi marcia avvengono senza l’intervento dell’autista, che può tenere le mani sul volante e concentrarsi sulle manovre. Gli innesti sono morbidi, senza interruzione di trazione, e la potenza del motore


Cambi Allison

Mercedes Zetros

SI VA A PESCA Di serie, lo Zetros Mercedes-Benz è stato concepito per una profondità di guado massima di 800 millimetri; tuttavia è possibile un incremento fino a un massimo di 1200 millimetri. Il passo dello Zetros a due assi è normalmente di 4.800 millimetri; le dimensioni del relativo cassone standard corrispondono a 5.100 mm di lunghezza e 2.450 mm di larghezza, con sponde alte 500 millimetri. La lunghezza complessiva del modello a due assi (senza sovrastruttura) equivale a 7.806 millimetri. Il peso totale a terra è pari a 16,5 /18,0 tonnellate rispettivamente, a seconda se gli assali anteriori sono da 7,5 o 9,0 tonnellate. Il diametro di volta del modello a due assi è di 20,5 metri. Il passo dello Zetros a tre assi corrisponde di norma a 4.750 + 1.450 millimetri; le dimensioni del relativo cassone di serie sono 6.200 mm di larghezza e 2.450 mm di larghezza, con sponde alte 500 millimetri. La lunghezza complessiva del tre assi (senza sovrastruttura) arriva a 8.956 millimetri. Il peso totale a terra è rispettivamente pari a 25,0/27,0 t, a seconda degli assali anteriori da 7,0 o 9,0 tonnellate. Il diametro di volta del tre assi equivale a 23,5 metri.

IL CAMBIO ALLISON

arriva continua alle ruote ogni volta che serve. Inoltre, il convertitore di coppia Allison moltiplica la coppia motore al lancio del veicolo assicurando uno spunto maggiore e migliori prestazioni fuoristrada. Il ripartitore di coppia per la trazione integrale permanente è il gruppo VG 1700, il cui rapporto fuoristrada di 1,690 risulta più corto di ben il 20% rispetto ai veicoli a trazione integrale dell’Actros e Axor (rapporto fuoristrada: 1,403). Questo rende possibili velocità di marcia particolarmente basse, estremamente importanti nei valichi montani più ripidi e in grado di aumentare generalmente del 70% circa la forza di trazione rispetto alle marce stradali. La ripartizione della coppia tra asse anteriore e posteriore nel differenziale corrisponde a 1 : 3,21, e con il bloccaggio del differenziale inserito a 1 : 1. Anche gli assali a gruppi epicicloidali esterni AL 7/HL 7, che come sempre costituiscono una parte integrante irrinunciabile dei veicoli da cantiere delle Serie Actros e Axor, sono altrettanto collaudati e apprezzati da decenni. Mercedes-Benz fornisce lo Zetros di serie con tre bloccaggi meccanici dei differenziali che il conducente può inserire tramite una pratica manopola. Questo comando indica al tempo stesso la sequenza logica con cui i bloccaggi devono essere inseriti a seconda della crescente difficoltà del percorso: prima in senso longitudinale, poi dietro trasversalmente e infine davanti, sempre di traverso. In questo modo si riduce notevolmente il rischio di manovre errate.

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CSC dicembre 2011

Il rapporto standard di trasmissione al ponte posteriore in abbinamento al cambio manuale è pari a i = 5,33 (con pneumatici standard 14.00 R 20 corrisponde ad una Vmax di 94 km/h al regime nominale). In alternativa è disponibile un asse posteriore con rapporto lievemente più lungo pari a i = 4,83 (equivalente ad una Vmax a regime nominale di 103 km/h).

Cambio automatico a richiesta, ABS di serie Di serie, lo Zetros Mercedes-Benz è dotato di pneumatici singoli con formato 14.00 R 20 che già di per sé, a causa del notevole diametro, assicurano un incremento dell'altezza libera di circa 75 mm rispetto alla gommatura più grande generalmente utilizzata per gli autocarri (13 R 22,5). Gli pneumatici 14.00 R 20 garantiscono inoltre una portata massima di 9 tonnellate per ciascun assale con gommatura singola, mentre per i pneumatici 315 R 22,5, sempre in versione singola, il massimo sarebbe esattamente 8 tonnellate. A richiesta, la fabbrica fornisce lo Zetros Mercedes-Benz con un impianto di regolazione della pressione pneumatici che permette di variarne la pressione durante la marcia, dalla cabina, in base alle esigenze del fondo stradale. Per l'impianto frenante lo Zetros Mercedes-Benz punta sui freni a tamburo, ed è equipaggiato con il sistema ABS di serie, anche se si tratta di un ABS disinseribile se necessario sullo sterrato. M.B.


NOVITÀ

Pale gommate

Si chiama DL450-3 ed è la prima macchina della nuova generazione di pale gommate pesanti Doosan. Tante le novità: prima fra tutte il nuovo motore Scania conforme allo Stage IIIB, la trasmissione ZF a cinque marce, l’impianto idraulico load sensing a circuito chiuso e una cabina completamente rivisitata.

La prima della classe S

ono davvero numerosi e notevoli gli interventi che Doosan ha apportato all’intera gamma delle proprie pale gommate pesanti. Così tanti da far nascere una nuova generazione di macchine molto più confortevoli, potenti ma allo stesso tempo attente ai consumi. Tutti i modelli di pale gommate pesanti (>130

kW) Doosan montano l’ultima generazione di motori Scania Scr che garantiscono la conformità alla normativa europea sulle emissioni Stage IIIB e consentono consumi più ridotti di carburante, circa il 15% in meno rispetto ai mezzi della concorrenza dotati di tecnologia Egr. A partire dal modello DL300-3 Doosan offre di

La cabina è equipaggiata con un nuovo sistema ECU dotato di dislplay per la visualizzazione di informazioni sullo stato della macchina


NOVITÀ Caratteristiche tecniche principali

Pala gommata Doosan DL450-3 Capacità, a colmo Carico di ribaltamento statico, macchina in linea Carico di ribaltamento statico, a 40°: Carico di ribaltamento statico, a 37°: Lunghezza con benna: Larghezza con benna: Altezza Altezza cerniera benna: Altezza di scarico (a 45°) con bordo di taglio imb. Sbraccio di scarico (a 45°) con bordo di taglio imb. Interasse: Raggio di sterzata, al bordo della benna: Velocità di traslazione massima (quinta marcia) Motore Peso operativo Forza di strappo

Pale gommate

Caratteristiche tecniche principali

Pala gommata Doosan DL450-3 4,8 m3 21,700 kg 18.800 kg 18.888 kg 9.350 mm 3.310 mm 3.575 mm 4.500 mm 3.115 mm 1.420 mm 3.550 mm 7.450 mm 39,8 km/h 6 cilindri Scania DC13 SCR, erogante 235 kW a 1.900 giri/min 25.700 kg 23.600 kg

serie l’impianto di ingrassaggio centralizzato che, oltre a prolungare la vita utile della macchina, ne incrementa anche le ore di utilizzo. Le nuove pale dispongono poi di nuovi assali ZF, caratterizzati da una struttura rinforzata e dal differenziale con dimensioni maggiorate, che ne incrementano la durata di vita utile. Sempre ZF, la trasmissione a cinque marce permette di migliorare le prestazioni in accelerazione in pendenza e riduce i consumi di carburante. Tra gli altri miglioramenti anche il nuovo impianto idraulico a circuito chiuso di tipo loadsensing che riduce i consumi di carburante e incrementa il controllo delle funzioni della pala, e il cambio powershift ZF, portato da 4 a 5 marce per migliorare la risposta e l’accelerazio-

ne. Sempre per garantire una maggiore durata della macchina, Doosan ha aumentato del 10% la larghezza del braccio di sollevamento e lo spessore della leva di inclinazione.

dotato di display di grandi idmensioni per la visualizzazione in tempo reale di informazioni sullo stato della macchina, codici di errore ed ECO-bar. Sempre dalla cabina, l’operatore può salvare attraverso un selettore i settaggi delle posizioni di ‘Return to dig’ e ‘Boom raise kickout’, e scegliere tra 3 modalità motrici (Eco, Normal e Power).

COMODI E SICURI

MANUTENZIONE SEMPLIFICATA

Il nuovo look della cabina prevede un ampio parabrezza e un aumento della superficie del tergilunotto che consente di avere una ottima visibilità sulla zona di lavoro. L’operatore poi può svolgere il proprio lavoro in totale sicurezza e comodità grazie al nuovo sedile ergonomico riscaldato, a sospensione pneumatica verticale e orizzontale, nonchè al maggior spazio presente all’interno dell’abitacolo. La cabina è inoltre equipaggiata con un nuovo sistema ECU

Per rispondere a precise esigenze degli operatori del settore, Doosan ha modificato anche molti dei componenti della pala per facilitare gli accessi alla manutenzione. Le modifiche più importanti sono: accesso al radiatore migliorato, ventola con autoreverse, angolo d'apertura del pannello laterale migliorato, nuovo filtro aria, più volume nel vano motore, superficie della protezione anti fango accresciuta, area corrimano migliorata. L.T

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Gamme Off Road

Renault Truck

Un poco come fosse il glorioso D-Day la Renault vuole invadere l’Europa con i propri cava e tutto terreno. Mezzi per tutte le tasche e le missioni. Avvicinamento al cantiere o lavoro duro dentro la cava la Losanga ha un Kerax e un Lander per tutti.

Construction Day R

enault ha nel cuore il movimento terra, un settore che fra alti e bassi è sempre fra gli obbiettivi principali di una Casa costruttrice di camion. E dato che un camion su cinque venduto dalla Losanga appartiene alla gamma edile, il percorso è obbligato. Dopo la linea sono le specializzazioni a fare i numeri del successo commerciale. Quindi ben vengano i perfezionamenti di gamma, gli ampliamenti o le applicazioni che dalla strada vengono montate sui mezzi fuori strada. In questo caso si parla del programma Optifuel dedicato ai camion da cava cantiere, che vede come partner ideale il cambio automatizzato Optidriver, che ottimizza l’uso del camion proprio nel suo uso fuoristradistico. Basta imparare a preparare il camion in anticipo, bloccando i differenziali, e rimanere ben fissi nella zona verde del contagiri con la lancetta. Al resto pensano i motorI Dxi 13, da 480 e da 520 cavalli, e il cambio a 12 rapporti che con il software dedicato lascia sempre una più che generosa coppia a disposizione. Il programma Optifuel offre una formazione alla guida razionale per arrivare a risparmiare fino al 20% di gasolio negli utilizzi cantiere o approccio cantiere. E inoltre offre uno strumento di controllo come l’Optifuel Infomax, per capire e correggere le differenze di consumo. Attualmente oltre 300 aziende hanno seguito i corsi, il che rappresenta un potenziale di oltre 14 mila autisti dal ‘piede verde’. In più Renault offre anche il sistema Optitrak, la nuova trasmissione idrostatica proposta sui-

Renault LANDER È utile nell’approvvigionamento di cantieri con accesso limitato per veicoli stradali. Nel terrazzamento e la demolizione di siti industriali. Nel recupero di materie prime e sgombero di zone di demolizione. Nel trasporto di calcestruzzo pronto all’uso. Per la consegna di cemento su siti in terreno accidentato. Nel trasporto e la raccolta di alimenti e cereali sfusi/silo e infine nello sgombero della neve.

Lander 4x2, che li trasformano con un pulsante in 4x4. Senza però aggiungere il costo di un camion a trazione integrale classico. La soluzione OptiTrack di Renault consente di offrire una alternativa alla tradizionale trazione posteriore o alla trazione integrale classica. Il principio consiste in una soluzione di trazione idrostatica supplementare disinseribile su un assale, gestita da due motori idraulici integrati ai mozzi delle ruote. In cabina c’è il pulsante di inserimento e in plancia, accanto al contagiri il logo illuminato. ll sistema OptiTrack, disponibile fino a 30 Km/h, sia in marcia avanti che in retromarcia, è inseribile anche in movimento sotto sforzo e permette di disporre di tutti i

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Gamme Off Road

Renault Truck

RISPARMIOSO Renault Premium Lander Optitrack fa risparmiare tra l’8 e il 10% di gasolio. La sua configurazione 4x2 è più economica su strada di una configurazione 4x4 e il cambio Optidriver+ consente di ottimizzare il carburante adoperato. Inoltre non utilizzando ponti né trasmissioni di tipo meccanico il sistema Optitrack riesce a eliminare le resistenze inutili che fanno consumare carburante. Con il Premium Lander Optitrack l’autista guida un 4 ruote motrici usufruendo del comfort di un veicolo per trasporti su lunghe distanze. L’accesso alla cabina, grazie all’altezza telaio standard, rimane ergonomica e confortevole per il conducente, anche in situazioni di carico o scarico. Pensato per tutte le carrozzerie Il Lander Optitrack è concepito per accogliere tutte le prese di forza sul cambio (meccanico e robotizzato).

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vantaggi della trazione integrale nel momento in cui è veramente necessaria. Il trasportatore, in effetti, guadagna 490 chili di carico utile in rapporto a una trasmissione 4x4, (la nuova trasmissione pesa 880 chili in più) e questo in ogni carico/scarico di lavoro, riducendo, allo stesso tempo, il consumo di almeno il 10 per cento grazie all’assale anteriore ad avanzamento idraulico (al posto del ponte anteriore di un 4x4 tradizionale). Il Lander può essere a cabina lunga o corta e avere i passi da 3.700 millimetri a 3.900, con ogni motorizzazione DXi in Euro 5 (da 380 cavalli a 460), e può montare tutti gli accessori in listino (retarder e Pto). Il cambio a cui si abbina l’Optitrack è quello tradizionale Zf, e in questo caso è inseribile dalla prima alla sesta, ma si può montare, come si diceva, anche il cambio robotizzato Optidriver+. Il sistema si disinserisce oltre i 30 chilometri orari, innestando una marcia superiore alla sesta, mettendo in folle o frenando. Si staccherebbe automaticamente anche se la temperatura dell’olio salisse troppo. Ma per ovviare a questo problema (molto improbabile) è montato di serie un ampio radiatore. M.B.


Tachigrafi

VDO

Tutto sotto controllo Con le soluzioni telematiche connesse al tachigrafo, VDO diventa il partner ideale per tutti i gestori di flotte, dai padroncini alle grandi imprese. Perchè è sempre più importante il contenimento dei costi e il rispetto degli obblighi di legge. Fra i tanti must le applicazioni che ‘girano’ su tutti i dispositivi mobili Apple (iPhone, iPad, iPodTouch).

V

DO è convinta che l’unica soluzione possibile per sviluppare un business innovativo e redditizio, che si tratti di gestire pochi mezzi o centinaia di veicoli, sia la telematica. Partendo da questi concetti e utilizzando l’esperienza acquisita nel settore dell’autotrasporto, VDO ha sviluppato una serie di soluzioni, integrando in modo efficace la tecnologia telematica con il tachigrafo digitale, della cui produzione è ormai leader incontrastato a livello globale. Da poco, infatti, è stato presetato sul mercato il tachigrafo digitale di nuova generazione, VDO DTCO 1381 versione 1.4, che permette di risparmiare minuti di guida preziosi poiché realizzato in base alla “Regola del Minuto” prevista dal Regolamento Europeo 1266/2009 e in vigore dal 1° ottobre 2011. Ma per gestire al meglio la realtà del tachigrafo digitale, VDO ha studiato delle soluzioni telematiche che vanno ben oltre il semplice scarico dei dati remoto: dalla localizzazione dei mezzi alla comunicazione con gli autisti tramite messaggistica, dalla ricezione dei dati relativi al consumo di carburante e agli altri dati tecnici del veicolo (dati FMS/CAN-bus) all’invio direttamente a bordo del piano dei viaggi da effettuare con il percorso da seguire (navigazione assistita per mezzi pesanti). A differenza di altri prodotti simili presenti sul mercato, tutte le soluzioni di VDO sono flessibili e adattabili in ogni momento ai cambiamenti dell'azienda o del mercato. Inoltre, VDO offre a tutti i suoi clienti un servizio di assistenza a 360°, che inizia al momento dell’acquisto. L’applicazione o l’integrazione delle tecnologie telematiche offerte da VDO in un’azienda di autotrasporto può portare grandi vantaggi sia per gli autisti che per i gestori del traffico, poiché comportano un miglior utilizzo dei mezzi, consegne più puntuali, un notevole risparmio di carburante, nonché una riduzione dei tempi di viaggio e dei chilometri a vuoto, una programmazione più efficiente dei percorsi e una “tracciabilità storica” della merce trasportata in ogni momento. Ecco una panoramica delle possibilità.

per il download dei dati Il dispositivo telematico VDO DLD offre una soluzione comoda e sicura per scaricare i dati legali sia della memoria di massa del tachigrafo digitale VDO DTCO 1381 (vers. 1.3a o superiore) sia della Carta Conducente. Il procedimento di trasferimento dei dati è controllato direttamente dal computer in sede e avviene in modo automatico al fine di rispettare le scadenze legali per l’archiviazione, così da non incor-

rere in eventuali sanzioni. La trasmissione dei dati dal tachigrafo alla sede avviene in modalità criptata e, a seconda della versione, tramite wireless LAN (DLD Short Range Wi-Fi) o rete mobile GPRS (DLD Wide Range GPRS). Con il DLD Short Range (WiFi) i dati sono trasmessi direttamente dal tachigrafo digitale al computer tramite una rete wireless locale senza alcun costo di trasmissione; il mezzo deve però trovarsi in sede. Con il DLD® Wide Range (GPRS) i dati sono trasferiti in sicurezza dal tachigrafo digitale al computer tramite una rete wireless mobile (GPRS), ovunque si trovi il mezzo, in movimento o in sosta, in tutta Europa.

archiviazione dei dati Compatibile con VDO DLD, TIS-Web è la soluzione facile ed economica di VDO per l'archiviazione e la valutazione dei dati provenienti dalle Carte Conducente e dai tachigrafi digitali, nel rispetto della normativa vigente in materia. Non richiede né investimenti costosi né un’infrastruttura IT e non sono necessarie particolari conoscenze informatiche. Tutto ciò che serve è un computer con accesso ad Internet per gestire sempre e ovunque i propri dati. Con TISWeb è possibile generare report giornalieri/mensili sull’attività dei mezzi, dettagli di velocità e informazioni sulle eventuali violazioni commesse dagli autisti. Inoltre, tramite la funzione di scansione, è possibile importare anche le attività registrate sui dischi cronotachigrafici cartacei, in modo da avere la gestione dell’intero parco circolante su un unico sistema.

per tracciare mezzi e merci Se si dispone del dispositivo VDO DLD in versione GPRS e si abilita la funzione Track&Trace di VDO TISWeb, è possibile localizzare i propri veicoli e verificare i dati relativi ai percorsi effettuati dai propri autisti in qualsiasi momento. La funzione di localizzazione “Track” consente di visualizzare in tempo reale la posizione sulla mappa di ogni mezzo della flotta, in modo da ottimizzare l'utilizzo dei propri veicoli durante tutto l’arco della giornata lavorativa e di fornire un miglior servizio al cliente pianificando le tratte che i mezzi dovranno compiere e stimando i tempi di consegna. Con la funzione di tracciamento "Trace", è possibile invece visualizzare sul proprio computer la strada percorsa da ogni singolo veicolo. Queste due funzioni consentono al Fleet Manager di gestire la flotta in modo più efficiente e allo stesso tempo di ottimizzare i costi: avere sempre a

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disposizione la “tracciabilità” del veicolo permetterà di evitare lunghe ricerche e controlli, anche in caso di incidenti non chiariti, furti o verifica della reale provenienza della merce trasportata. L'applicazione TIS Track&Trace può anche essere utilizzata su tutti i dispositivi mobili Apple (iPhone, iPad, iPodTouch).

per localizzare i mezzi TIS Drive Time è l’innovativa soluzione proposta da VDO che, in abbinamento a DLD Wide Range, consente ai fleet manager di gestire conducente e veicolo beneficiando delle funzioni di localizzazione e reportistica. TIS Drive Time è stato realizzato su una piattaforma web che garantisce una navigazione chiara e intuitiva. Permette di visualizzare in tempo reale le ore di guida dei propri autisti, consentendo ai gestori delle flotte di controllare il rispetto della normativa vigente in materia. Questo sistema di Fleet Management permette agli operatori del trasporto su gomma di coordinare in maniera ottimale e in piena sicurezza i propri autisti e veicoli (auto, furgoni, macchine movimento terra, autocarri leggeri, camion). Fleet Manager utilizza sul veicolo un potente apparato di bordo in grado di comunicare via GPRS con la centrale operativa FMWeb, un portale web interattivo e flessibile che permette di controllare e monitorare la propria flotta senza necessità di installare o aggiornare software addizionali dal proprio computer.

OmniExpress e FleetVisor Dalla collaborazione tra VDO e QUALCOMM, uno dei maggiori e più affidabili partner dell’industria del trasporto per i sistemi di Fleet Management, nasce un avanzato sistema di gestione flotta, in grado di dialogare con il tachigrafo digitale. L’apparato di bordo OmniExpress e il portale web FleetVisor rappresentano oggi un vero passo avanti nel Fleet Management: infatti, con le potenti funzionalità di analisi dello stile di guida, di verifica e avviso sullo stato delle ore di guida e riposo dell’autista e il supporto per le operazioni di scarico e archiviazione dei dati del tachigrafo e della Carta conducente imposti dalla legge, la soluzione si pone al vertice per completezza ed affidabilità. Il sistema permette di controllare efficacemente i costi per singolo veicolo (incluso il consumo di carburante), di mantenere costantemente aggiornati i clienti circa i tempi di carico e scarico e di monitorare in tempo reale le prestazioni dei conducenti, dei veicoli e, se richiesto, anche dei semirimorchi. CSC


TRUCKS. LEASING & FINANZIAMENTI. SOLUZIONI PER LE FLOTTE. ASSISTENZA & RICAMBI.

Gli uomini veri non scalano le montagne, le muovono. Nuovo Actros Cantiere.

Mercedes-Benz è un marchio Daimler.

Affidabilità, resistenza e compatibilità con diversi allestimenti fanno di Actros Cantiere un leader nel settore delle costruzioni. I nuovi elementi di protezione lo rendono ancora più robusto e capace di farsi carico anche dei lavori più impegnativi. Il nuovo cambio automatizzato Mercedes PowerShift Offroad garantisce maggiore comfort, consumi ridotti e minore usura. Oggi più che mai Actros Cantiere dimostra di essere un veicolo di cui ti puoi fidare. www.mercedes-benz.it/truck


SICUREZZA

Cantieri

Gli incidenti nei cantieri italiani sono ancora tanti, troppi: nel 2010 sono stati oltre 71 mila, con 215 casi mortali e un costo sociale stimato di 879 milioni di euro. Dei cantieri ‘Fuorilegge’ il 10 per cento del totale è rappresentato da irregolarità nei ponteggi, come testimoniano le numerose cadute dall’alto degli addetti. Questa la situazione in Italia. Nel mondo è ancora peggio: l’India, ad esempio, conta 165 vittime di incidenti ogni mille lavoratori.

Ponteggi Fuorilegge? No, Pilosio 40

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SICUREZZA

Dario Roustayan

S

iamo nel 2011, anzi ormai prossimi al 2012, e purtroppo ancora oggi in Italia e nel mondo si muore in cantiere. Una triste realtà, causata dalla mancata sicurezza che nel Belpaese ha generato un costo di 3,5 miliardi di euro. Su questo tema l'Osservatorio sulla Sicurezza istituito da Pilosio, storica azienda italiana produttrice di ponteggi e casseforme per il settore edile, in partnership con Green Management Institute, ha approfondito una serie di dati e numeri per sensibilizzare il mercato, gli operatori del settore e l'opinione pubblica circa l'importanza della prevenzione e della dotazione di attrezzature conformi alle più rigide certificazioni in materia di qualità e sicurezza. Dalla ricerca, presentata lo scorso

In Europa il 43 per cento del totale delle morti per caduta dall’alto sono riconducibili al settore costruzioni; negli Stati Uniti la caduta rappresenta la principale causa di morte nel settore costruzioni (32 per cento); in Italia la caduta di persone dall’alto è causa di morte nel 24,1 per cento dei casi. novembre dal coordinatore dell'indagine Francesco Bertolini e da Dario Roustayan, amministratore delegato di Pilosio, emerge un quadro allarmante sia sul fronte del numero di incidenti in cantiere e di morti, sia sulla quantificazione dei costi economici che essi generano alle imprese e ai contribuenti. La frequenza infortunistica nel settore delle costruzioni risulta essere molto rilevante e nel 2010 in Italia ha raggiunto 71 mila casi (di cui 215 mortali); a livello europeo, l’industria delle costruzioni rappresenta il 18 per cento del totale degli incidenti sul lavoro. Il tutto per un costo sociale complessivo di circa 3,5 miliardi di euro, dei quali 879 milioni di euro attribuibili ai casi mortali. Il tasso di mortalità nel settore

Cantieri

costruzioni è molto rilevante sia in Italia che negli Stati Uniti, con incidenze pari rispettivamente a 18 e 9,9 casi mortali ogni 100 mila addetti. Oltre alla frequenza infortunistica, i dati evidenziano anche che fra le maggiori problematiche legate alla sicurezza nei cantieri, le irregolarità dei ponteggi hanno un peso rilevante e rappresentano una delle principali cause di morte all’interno del settore. In Europa il 43 per cento del totale delle morti per caduta dall’alto sono riconducibili al settore costruzioni; negli Stati Uniti la caduta rappresenta la principale causa di morte nel settore costruzioni (32 per cento); in Italia la caduta di persone dall’alto è causa di morte nel 24,1 per cento dei casi. Con riferimento specifico al settore costruzioni le stime portano a indicare nel 10,8 la percentuale di casi mortali riconducibili a ponteggi e impalcature non mobili, fattore che segue le coperture (16,4 per cento della frequenza totale) e le scale portatili e sgabelli (12,9 per cento). In virtù dei dati raccolti relativamente ai costi sociali, per il 2010 è stimabile una spesa per morte causata da caduta da un ponteggio pari a circa 86 milioni di euro. Per quanto concerne la responsabilità riconducibile a irregolarità nei ponteggi in casi di incidente (mortali e non) si stima un totale di 371 milioni di euro. Negli Stati Uniti la caduta dall’alto è responsabile di incidenti fatali nel 32 per cento dei casi del settore costruzioni e il 18 per cento è riconducibile a cadute da un ponteggio, elemento che in questa speciale classifica segue le coperture con il triste primato del 33 per cento dei casi di morte generate da cadute dall'alto. I ponteggi rappresentano un problema drammatico negli Stati Uniti, tanto che la media annua di citazioni segnalate Oltreoceano per l'irregolarità dei ponteggi è pari a 13.317 con un valore economico delle sanzioni pari a oltre 13,3 milioni di dollari. Anche nel resto del mondo la situazione non è certo migliore, anzi prendendo in esame Cina e India (due Paesi emergenti) la situazione è davvero preoccupante: in Cina (più 12,1 per cento gli investimenti nelle costruzioni nel 2010), nell'ultimo decennio gli incidenti sul lavoro in cantiere rappresentano un terzo del totale degli infortuni totali del settore industriale e gli infortuni per caduta dall'alto, ovvero da coperture, ponteggi e impalcature, rappresentano il 51 per cento. All'India poi, Paese in cui il settore delle costruzioni oggi vale più di 51 miliardi di dollari e rappresenta oltre il 20 per cento del PIL (occupa 31 milioni addetti in totale) va la maglia nera mondiale per la frequenza di infortuni in cantiere con 165 vittime di incidenti ogni mille lavoratori. “L'invito che rivolgo alle imprese edili, siano esse di grandi o di piccole dimensioni, e a tutti gli operatori del settore, è di mantenere alta la guardia sull'argomento prevenzione e formazione nonché di selezionare accuratamente i materiali e le attrezzature per i cantieri. Una spesa iniziale maggiore sulla qualità porta comunque a un drastico risparmio di costi finale, come si evince da questa analisi – commenta l'analisi Dario Roustayan, ad Pilosio. Volendo lanciare una provocazione sulla base di questi dati, si può affermare che la diffusione dei ponteggi Pilosio, grazie alle garanzie in termini di certificazioni e tecnologie, potrebbe contribuire a evitare gli incidenti legati a irregolarità nei ponteggi e di conseguenza tutelare la sicurezza dei lavoratori e comportare un beneficio economico sia per le imprese utilizzatrici, sulle quali ricadono i costi

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CSC dicembre 2011

Francesco Bertolini

maggiori, sia per lo Stato. Questo con un risparmio totale stimabile in oltre 370 milioni di euro.”

NUOVE SOLUZIONI NEL SEGNO DEL SISTEMA MP In occasione dei suoi primi 50 anni (festeggiati lo scorso settembre), l’azienda friulana ha presentato le nuove strutture di sostegno e le torri ad alta portata che utilizzano i componenti del sistema multidirezionale MP (soluzione moderna che ricalca tutta la flessibilità del ponteggio a tubi e giunti). Per le caratteristiche di rapidità di montaggio, grande modularità, estrema adattabilità ed elevata portata, il ponteggio multidirezionale MP è il sistema Pilosio più flessibile e con maggiori possibilità di utilizzo anche nelle situazioni più complesse. Le strutture di sostegno, grazie alla disponibilità di numerose misure di componenti, possono prendere qualsiasi forma, a base curvilinea o triangolare, e raddoppiando i montanti si possono aumentare le portate a seconda delle esigenze. Le torri ad alta portata sono strutture di sostegno per l’armo di solette, travi o qualsiasi altro manufatto gettato in quota, realizzate con i componenti del ponteggio multidirezionale MP abbinati a una serie di accessori specifici. Ogni elemento verticale è costituito da 4 montanti MP collegati fra loro da un castello inferiore e uno superiore. Gli elementi così costituiti vengono collegati quattro a quattro per formare la torre. La grande flessibilità progettuale e di tenuta del ponteggio multidirezionale MP abbinata a vari accessori consente la realizzazione di strutture di qualsiasi tipo sia per il sostegno di piani orizzontali che di mensole per scarico materiale che di strutture per il sostegno di casseforme per getti in quota. I ponteggi e le strutture Pilosio presentano una serie completa di sistemi di sicurezza che ne hanno fatto un benchmark di riferimento a livello internazionale. Inoltre, l’analisi del mercato di riferimento ha attribuito all'azienda friulana i punteggi più alti tra le realtà competitor in termini di certificazioni. In particolare, la certificazione SQ Ponteggi di cui Pilosio è detentrice, garantisce oltre all’affidabilità dei processi e dei prodotti, anche una serie di servizi tra cui un manuale d’uso, la documentazione per la distribuzione controllata ai clienti diretti ed indiretti, e la progettazione delle installazioni. La maggior sicurezza dei sistemi Pilosio si traduce quindi in benefici concreti per le aziende utilizzatrici e per l’intero sistema Paese, sia in termini di riduzione degli incidenti sul lavoro sia sul fronte del risparmio economico. L.T.


MERCATO

Costruzioni

Come si esce dal tunnel? di Lorella Turchetto

I

dati non mentono mai, si sa. E quelli presentati durante lo scorso Construction Equipment Day, che si è svolto in occasione del Saie 2011, parlano chiaro: l’industria italiana del comparto è ancora in recessione e l’Italia è in controtendenza rispetto all’Europa. Nel 2010 sono andati persi per l’industria italiana delle macchine per costruzioni ancora 5,3 punti percentuali di ricavo globale rispetto al 2009. Lo rivela lo studio di Cribis D&B, società specializzata nelle business information, condotto per Unacea. La somma dei bilanci appena depositati dalle aziende italiane produttrici di macchine per costruzioni individua nel 2010 un valore complessivo di 2.291 milioni di euro, ovvero il 47% in meno rispetto all’anno di picco del 2008. Al livello di sottosettore le macchine movimento terra hanno registrato un ricavo complessivo di 609 milioni di euro (-4,9% rispetto al 2009); 586 milioni di euro (-12,1%) vanno alle macchine per la perforazione; 506 milioni di euro (-8,5%) ai macchinari per il calcestruzzo; 353 milioni di euro (-7,8%) alle macchine stradali; 113 milioni di euro (+5,6%) alle gru a torre; 60 milioni di euro (- 14,3%) alle macchine per la preparazione degli inerti. Lo studio evidenzia inoltre come dal 2008 la rischiosità in termini di dilazione dei tempi di pagamento degli acquirenti di macchine per costruzioni sia aumentato del 45%. “Le imprese italiane del nostro comparto – ha dichiarato Enrico Santini, presidente di Unacea - sono depositarie di un know how tecnologico e imprenditoriale d’eccellenza e reagiscono facendo leva sui mercati esteri e sulla specializzazione di prodotto. Tuttavia registriamo

da parte dei decisori pubblici la più totale mancanza di politica industriale e di attenzione all’internazionalizzazione. Ci aspettiamo di esser consultati immediatamente in materia di supporto al commercio estero e chiediamo al Tavolo delle macchine per costruzioni cui partecipiamo presso il ministero dello sviluppo economico, un approccio più proattivo, veloce e aperto ad un confronto adeguato alla situazione attuale di emergenza. Troppe aziende e troppi posti di lavoro sono a rischio.” “Con l’incorporazione dei nuovi motori della fase IIIb, – ha dichiarato Giampiero Biglia (New Holland Construction – Fiat Industrial) vicepresidente di Unacea - produciamo attualmente macchine che abbattono, rispetto a quelle della fase I entrata in vigore nel 1996, del 90% le emissioni di particolato e del 50% quelle di ossido di azoto. Realizzare macchine di questo tipo ha reso necessarie enormi spese in ricerca e sviluppo che non vengono compensate da politiche cicliche di svecchiamento del parco, mentre il mercato italiano nei primi sei mesi dell'anno flette di circa il 33% rispetto allo stesso periodo del 2010, con il rischio di ritrovarci a fine anno con una quantità di unità vendute inferiore del 60% ai livelli pre-crisi del 2007. Una situazione insostenibile.”

2011: ancora in discesa Ma se il 2010 le macchine per costruzioni hanno registrato un calo che ha sfiorato il 50%, i primi 9 mesi del 2011 non sono da meno: da gennaio a settembre 2011 sono state vendute appena 7.173 macchine movimento terra con un calo del 26,2%

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CSC dicembre 2011

Al momento sembra non ci sia nessuna risposta a questo quesito. O meglio, nessuna risposta da parte del Governo nonostante la situazione del comparto delle macchine per costruzioni sia davvero insostenibile. Eppure non mancano proposte concrete, per di più senza oneri per lo stato, che potrebbero contrastare la crisi. E allora perché la nostra politica tace?

Giampiero Biglia

Le cause della crisi Tra i fattori che hanno contribuito alla crisi attuale, secondo Biglia, vi è il calo delle opere pubbliche che, nel primo trimestre del 2011, sono diminuite del 50% in riferimento al numero e del 78% del valore rispetto allo stesso periodo del 2010. Infatti, in Italia i progetti del valore di oltre 50 milioni di euro sono solo 8. Altri fattori sono il calo della spesa pubblica a causa del patto di stabilità, il ritardo dei pagamenti della Pubblica Amministrazione, il recente conflitto in Libia che ha penalizzato molte imprese italiane e, nondameno, i progetti posticipati. A fronte di questi fattori, l’evoluzione del mercato non può che essere ancora in termini negativi: si delinea, infatti, un rallentamento a livello di impieghi, maggiore difficoltà ad avere prestiti bancari e, con queste prospettive, i numeri potrebbero ancora peggiorare.


MERCATO

Costruzioni …Intanto il Made in Italy va in India

Napolitano rompe il silenzio 'Se le nostre previsioni saranno confermate, nel 2012 il settore dell'edilizia farà i conti con il quinto anno consecutivo di crisi''. Questo è l'allarme lanciato dal presidente nazionale dell'Associazione nazionale costruttori edili, Paolo Buzzetti, aprendo a Torino il convegno nazionale dell'Ance '1861: l'impresa di costruire il Paese'. ''Nel quinquennio 2008-2012 – ha commentato Buzzetti - gli investimenti nel settore si ridurranno del 22,3%. Di fronte a questo scenario, non è più rimandabile una seria assunzione di responsabilità da parte di tutti, a cominciare dalla classe politica, per salvaguardare il patrimonio industriale di migliaia di imprese e quello umano di centinaia di migliaia di lavoratori''. ''Ci aspettavamo un minimo di aiuto per l'industria edilizia come è avvenuto in tutti i paesi - aggiunge il numero uno dei costruttori - perché interessa 80 settori industriali e ha 3 milioni di occupati. Tre anni fa avevamo chiesto un piano di opere di riqualificazione del territorio e di intervento sulle scuole da 3 miliardi di euro, fondi che ci sono stati dati ma che sono poi stati ritirati per esigenze finanziarie”. Sempre nel corso del Convegno, in un saluto videoregistrato, è intervenuta anche Emma Marcegaglia che ha dichiarato: “Le nostre infrastrutture hanno bisogno di un forte rilancio e di grandi investimenti. Per noi è un tema assolutamente prioritario e nelle nostre proposte è molto presente. Continueremo a lavorare insieme perché siamo consapevoli che il ritorno alla crescita deve passare attraverso un maggiore investimento in infrastrutture, edilizia e costruzioni''. A rompere il silenzio di una classe politica finora pressoché assente nei confronti del settore delle costruzioni è stato proprio il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha espresso il proprio “apprezzamento per il rilevante apporto che, nella sua lunga storia, il settore dell'edilizia ha saputo offrire al processo di crescita del nostro paese, creando vaste opportunità di lavoro e realizzando opere pubbliche e infrastrutture indispensabili per unire il territorio nazionale e rendere più coesa l'Italia intera". "Il contributo delle organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori dell'edilizia – ha proseguito il Capo dello Stato -, fondato su un consolidato patrimonio di esperienze e di competenze, rimane essenziale anche oggi per il superamento della crisi che sta attraversando il nostro paese".

MACCHINE PER COSTRUZIONI (unità vendute)

primi nove mesi 2011 Apripista Escavatori cingolati Escavatori gommati Pale gommate Terne 4 ruote sterzanti Terne rigide Miniescavatori Minipale compatte Minipale compatte cingolate Dumper articolati Sollevatori telescopici Tot. macchine movimento terra Rulli Vibrofinitrici Tot. macchine stradali Macchinari per il calcestruzzo

gen./set. 10 gen./set. 11 71 41 1658 1171 188 105 832 617 85 49 149 119 4632 3514 984 573 377 334 42 29 700 621 9718 7173 271 149 81 37 352 186 * 251

* Le percentuali di variazione % -42,3 -29,4 -44,1 -25,8 -42,4 -20,1 -24,1 -41,8 -11,4 -31,0 -11,3 -26,2 -45,0 -54,3 -47,2 *

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dei macchinari per il calcestruzzo (autobetoniere, pompe carrellate, pompe autocarrate, betonpompe, impianti, spritzbeton) torneranno ad esser comunicati a partire dalla prima rilevazione sul 2012, perché a causa dell'entrata di nuovi partecipanti il confronto con il 2010 non è omogeneo.

CSC dicembre 2011

Questa la strategia delle piccole e medie imprese attive nell’industria delle macchine e attrezzature per costruzioni che, per compensare la profonda crisi delle vendite in Italia, hanno scelto di partecipare unite alla fiera Excon di Bangalore (23-27 ottobre scorsi). Organizzatore dell’iniziativa è stata Confindustria Modena in collaborazione con Unacea. Le aziende che hanno partecipato sono: Carraro, Omb Srl, M3 Srl, Mantovanibenne Srl, Tecfluid Srl, Ognibene, Mix Srl, MB Spa, Italdraghe Spa, Oleoweb Srl, Fae Group Spa, Value Part Europe Spa, Officine Meccaniche Eme Srl, Safim Spa, Hansa Tmp Srl. “L’India è un mercato dalle enormi opportunità – dichiara Michele Vitulano, consigliere di Unacea con delega all’internazionalizzazione -. È in corso un grande processo d’urbanizzazione che lo stato accompagna con massicci piani di sviluppo infrastrutturali. Considerando le dimensioni di questo subcontinente e il suo numero di abitanti, siamo di fronte a una versione gigantesca di quello che fu il nostro miracolo economico negli anni ’60. L’industria italiana delle macchine e attrezzature deve saper inserirsi in questo processo.” In effetti, stando ai dati resi noti dall’associazione industriale indiana (Cii), l’11° piano quinquennale si concluderà il prossimo anno raggiungendo i 492 miliardi di dollari d’investimenti in infrastrutture, mentre per il periodo 201216 sono previsti ulteriori 1.025 miliardi. La spinta di questi lavori sul mercato delle macchine per costruzioni sarà molto rilevante: si passerà, secondo i dati e le stime di Off-Highway Research, dalla media annua di oltre 32.800 unità vendute nel periodo 2006-10, alle 66.900 unità nel 2011-15, ovvero circa sei volte il mercato italiano. rispetto allo stesso periodo del 2010. Una flessione anche peggiore (-30% circa) si registra rapportando il terzo trimestre al secondo. Stesso andamento negativo per le macchine stradali (-47,2%) e per i macchinari per il calcestruzzo, ovvero autobetoniere, beton pompe, impianti, spritzbeton, pompe autocarrate e carrellate. Per far fronte alla crisi, Unacea sin dallo scorso Aprile ha presentato un pacchetto di proposte quali: l’istituzione di un'anagrafe delle macchine per costruzioni che permetta la mappatura del mercato, lo studio di incentivi mirati, la verifica della conformità dei mezzi alle normative in materia di sicurezza e ambiente; punti premiali negli appalti per le imprese edili che investono in innovazione ed eseguono i


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MERCATO

Costruzioni

BILANCI SOCIETARI: Trend dei Ricavi – Macchine da costruzione

BILANCI SOCIETARI: Trend dei Ricavi - Macchine da costruzione

8.000

n ilo M

For t er i duz i onedei r i cav i di v endi t anel 6.000

2009e2010r i s pet t oal 2008.

4.221

3.904 4.000

2.420 3.044

2.291

2.000

0 2006

2007

2008

2009

2010

Per il 2010 è calcolata una stima sulla base dei bilanci disponibili (circa il 70%).

BILANCICONSTRUCTION SOCIETARI: Trend Ricavi 7 dei EQUIPMENT DAY Fabio Lazzarini – Macchine da costruzione BILANCI SOCIETARI: Trend dei Ricavi – Macchine da costruzione Escavaz& Perforaz

1.500

Preparazione inerti

n ilo M

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Per il 2010 è una calcolata una stima sulla base dei bilanci disponibili (circa il 70%).

Calcestruzzo

1.206

1.173

Gru a torre

1.200

Lavori stradali

1.081 978

Movimento terra 895

900 945

856

667 596 600

609 585

641

506

586

553

433

506

425 385

433 300

113

109

353

383

349 97

107 70

113 60

0 2006

2007

2008

2009

2010

Per il 2010 è calcolata una stima sulla base dei bilanci disponibili (circa il 70%). Per il 2010 è una calcolata una stima sulla base dei bilanci disponibili (circa il 70%).

CONSTRUCTION EQUIPMENT DAY

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lavori con mezzi di ultima generazione; la limitazione all'utilizzo di macchine obsolete negli appalti pubblici e nei centri urbani; la formazione dei doganieri e degli addetti asl all'individuazione delle macchine non conformi. Proposte che al momento non hanno trovato alcun appoggio presso la nostra politica. “Non si riesce a vedere la luce in fondo al tunnel di questa crisi – commenta Prandini -. Il governo potrebbe inserire nel decreto per lo sviluppo qualcuna delle proposte che abbiamo fatto al tavolo delle macchine per costruzioni presso il ministero dello sviluppo economico in materia di anagrafe delle macchine per costruzioni e di provvedimenti premiali a favore dei clienti che puntano sull’efficienza del cantiere, la sicurezza e la tutela dell’ambiente. Sono misure a costo zero, ma possono dare un messaggio di fiducia e contrastare i gravissimi rischi per l’industria e la tenuta occupazionale del settore.” “Il blocco dei cantieri e la situazione d’instabilità politica - dichiara Paolo Salvadori, presidente di Le Oru-Imer Group – stanno mettendo in gra-

Fabio Lazzarini

vissimo pericolo l’industria dei macchinari per il calcestruzzo. Rispetto al trimestre precedente le vendite sono diminuite di circa un terzo. Le aziende cercano di compensare le flessioni sul mercato interno facendo leva sull’export, ma deve arrivare anche un segnale dal nostro paese altrimenti dalla crisi non si esce.” “Abbiamo proposto ai decisori pubblici - afferma Federico Furlani, amministratore delegato di Simem – un pacchetto di provvedimenti specifici per il settore dei macchinari per il calcestruzzo che contribuirebbe a contrastare la crisi, difendendo i volumi occupazionali e promuovendo sicurezza, innovazione e rispetto ambientale nei cantieri. Molte di queste misure sono senza oneri per lo stato e potrebbero rientrare a buon diritto nel decreto sviluppo. Ci aspettiamo delle risposte.”

Controtendenza: il mercato europeo SALE Sempre durante lo scorso Construction Day è intervenuta Valentina Mauri, European affairs

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adviser del Cece (l’associazione europea dei produttori di macchine per costruzioni) rilevando che secondo il Business Barometer redatto dall’organismo di Bruxelles “la situazione del comparto in Europa nel complesso è in misurata controtendenza rispetto a quella italiana. Il morale delle imprese resta positivo, anche se meno ottimista di qualche mese fa. Nel settembre di quest’anno gli ordini sono cresciuti di 3-10 punti percentuali nel 19% dei casi e di oltre 10 per il 40% se comparati a settembre del 2010, mentre il rimanente 41% delle aziende intervistate hanno registrato un andamento piatto o negativo. Le cose vanno anche meglio nei mercati extraeuropei. Sul versante delle vendite, l’Italia è l’unico mercato per cui le imprese intervistate hanno aspettative di stagnazione o negative per ben il 75% dei casi di contro al 30% dei paesi scandinavi, al 31% della Germania, al 37% della Francia, al 47% del Benelux e al 59% del Regno Unito più Irlanda. Comprensibilmente le aziende intervistate indicano nella crisi economica il freno principale all’espandersi del loro business.” “Il mercato italiano delle macchine movimento terra – aggiunge Giampiero Biglia – è in controtendenza rispetto alla media europea. Scontato il rigonfiamento della Tremonti Ter che aveva pesato sul risultato negativo dello scorso semestre, la situazione rimane drammatica. A soffrire sono tutte le linee di prodotto a testimonianza di una stagnazione generalizzata dei cantieri.”

LE PROPOSTE DI UNACEA Per il comparto dei macchinari per il calcestruzzo Unacea propone d’incentivare, mediante la concessione di punti aggiuntivi nei bandi di gara e/o sgravi fiscali: • l’acquisto di impianti per il calcestruzzo muniti di mescolatore e di sistemi per il controllo della produzione del calcestruzzo, al fine di migliorare la qualità e la sicurezza del prodotto; • l’acquisto di autobetoniere munite di sistemi di sicurezza per la pulizia, per la canala di scarico e il blocco del tamburo, anche in considerazione dei gravi incidenti verificatesi nel corso dell’anno; • l’utilizzo nelle città e nelle aree metropolitane di macchine in presa di forza, che hanno emissioni più contenute rispetto a quelle che utilizzano motori ausiliari; • l’effetuazione dei controlli sulle pompe, con benefici per la clientela riguardanti una possibile riduzione dei premi assicurativi. Mentre per tutte le macchine per costruzioni Unacea chiede l’istituzione di un’anagrafe: - per definire provvedimenti di ammodernamento mirati e tarati secondo i livelli d'inquinamento e di obsolescenza del parco definiti localmente a beneficio dell’ambiente e della sicurezza, • per verificare la conformità dei mezzi alle normative in fatto di sicurezza e ambiente, • per contrastare le importazioni di macchine non conformi e il commercio attraverso organizzazioni criminali, • per il contrasto dei furti e della rivendita di macchine rubate dentro e fuori i confini nazionali. 


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Dacia Logan Pick Up Dci 70

Con quel che costa

di Massimiliano Barberis

Lasciarselo sfuggire sarebbe da pazzi. Si porta via con poco più di 9 mila euro e promette quello dice. Economico, comodo, spazioso, utile e anche bello, perché no. Il Dacia Logan Pick Up ha tutto quello che serve e nulla di più. Utile per lavorare dentro e fuori dalle città non tradisce le mission di Casa: bassi costi romeni e alta meccanica francese.

A

un paio di anni dal lancio delle gamme da lavoro la Dacia tira le somme delle Logan Pick up e Furgovan. Mezzi assai utili e, a onor del vero, molto comodi. Bisogna infatti sfatare la abusata leggenda che i veicoli dell’Est debbano essere ancora oggi poco confortevoli e prestazionali, rumorosi, lenti e di modesta qualità costruttiva. La Logan è tutto il contrario. Il suo progetto risale al 2004 ed è partito dalla costruzione ex novo di un moderno impianto industriale, da 36 mila metri quadrati, a Mioveni, città del dipartimento di Arges a pochi chilometri dal capoluogo Pitesti. In grado di produrre nel 2008 242.384 unità, di cui 6.207 Logan Van e

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Sulla strada il Pick Up franco romeno si presenta subito con una carta vincete: 800 chilogrammi di carico utile, con una lunghezza del vano all’aperto di 1,80 metri, una larghezza di carico massima di 1,37, e una zona alle spalle dei sedili di circa 300 litri standard di fabbricazione sono ‘Made in France by Renault,’ e arrivano dal centro studi di Parigi appena ribattezzato Losange. La base infatti è la piattaforma della Clio seconda serie, il retrotreno arriva dalla piattaforma B della Modus e per le sicurezze passive si sono scelte quelle da cui discendono oltre alla Modus la Nissan Micra. Con i giapponesi dal 1999 Renault ha, infatti, una importante alleanza strategica, progettuale ed economica (e il 36,8 per cento del capitale di Nissan). Sulla strada il Pick Up francese si presenta subito con una carta vincete: 800 chilogrammi di carico utile, con una lunghezza del vano all’aperto di 1,80 metri, una larghezza di carico massima di 1,37, e una zona alle spalle dei sedili di circa 300 litri. In cui è quasi incredibile la quantità di oggetti anche voluminosi che vi trovano posto (cassette Hilti porta trapani professionali, caschi e imbrachi, geodi, ma anche casse di vino e borse per macchine fotografiche). Dietro le spalle c’è in pratica un baule tradizionale da berlina. Al di sopra di questo vano, accanto alle porte, per non ridurre la visibilità trovano posto due ganci che consentono di appendere giacche e tute da lavoro. Infine, un sacchetto a rete al centro della paratia, dietro i sedili, è utile per riporre

altri piccoli oggetti. A bordo l’abitacolo derivato direttamente dalle Logan vettura e MCV (Multi Convivial Vehicle) offre dimensioni degne del segmento C, e garantisce un comfort da auto tradizionale, con una posizione di guida e comandi dall’ergonomia intuitiva e curata nonché una visibilità anteriore e posteriore di ottimo livello. Grazie ai vetri laterali posti vicino ai bordi delle portiere. Oltre alle qualità ereditate dai precedenti modelli il pick-up possiede anche altre prerogative specifiche, tra cui numerosi vani portaoggetti: oltre al cassetto portaguanti, ai vani portaoggetti nelle controporte ed ai portalattine sotto la console centrale. Per evitare che il carico del cassone penetri nell’abitacolo, il vetro posteriore è dotato, di serie, di una griglia a due sbarre rinforzata da un arco di sicurezza con arresto del carico: entrambi i dispositivi sono ovviamente omologati in conformità con le norme europee per i veicoli commerciali.

tizzatori verticali con corsa delle sospensioni maggiorata, per permettere all’auto di adattarsi a ogni tipo di fondo stradale. Il telaio comprende, inoltre, una barra antirollio anteriore di serie. L’insieme di tali modifiche garantisce al pick-up un comportamento ottimale ed equi-

Robusto e intelligente Punto di forza del Dacia Logan pick-up come si è detto, il cassone è stato progettato per trasportare un carico utile fino a 800 chili. Di serie il cassone monta una fascia perimetrale che protegge assai bene la carrozzeria dagli urti del carico e resiste senza difficoltà a spinte pari a 100 chili. Robustezza e sicurezza di carico sono garantite anche dalla sponda abbattibile posteriore che può sostenere fino a 300 chili di peso, caratteristiche tipiche del segmento dei grandi pick-up. Il cassone è costituito da lamiere protette contro la corrosione a livello del pianale, della paratia della cabina e delle sponde. Inoltre, un dispositivo di evacuazione dell’acqua nella parte anteriore, con due specifiche canaline di scarico, evita il ristagno dell’acqua piovana all’interno del cassone. Il Dacia Logan pick-up presenta volumi di carico con prestazioni degne dei pick-up del segmento superiore. Con sponda abbatibile posteriore abbassata, la soglia di carico non supera i 64 cm, facilitando le operazioni di carico. Il predellino posteriore offre all’utente un accesso rapido e facile all’interno del cassone. Nel perimetro del cassone sono presenti 16 punti di aggancio che consentono di fissare qualunque tipo di carico: 4 ganci di fissaggio disposti da ogni lato del veicolo, sulla fascia perimetrale del cassone, altri due sull’arco di sicurezza con arresto del carico e infine 6 anelli di fissaggio sul fondo del cassone.

Sicurezze francesi Il pick-up franco-romeno beneficia del livello di sicurezza attiva e passiva della gamma Logan. L’avantreno, derivato da quello di Clio II, è di tipo pseudo MacPherson con braccio triangolare. Il retrotreno rinforzato, che riprende il concetto di assale ad ‘H’ con profilo deformabile e geometria programmata, comune agli altri modelli della piattaforma, è associato a molle elicoidali e ammor-

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librato in qualunque situazione. Nelle curve si entra senza difficoltà e il profilo basso della cintura assicura una stabilità di marcia da berlina. In pratica non sente i colpi d’aria dati dal vento, come spesso accade ad altri pick-up molto alti e meno stabili. Il motore è silenzioso e nell’abitacolo si dialoga senza alzare il tono di voce.

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4.170 Pick Up. Solo in Italia nel 2008 sono state vendute 8.623 Logan (nella fattispecie 815 Pick up e 300 van). In Francia in totale 43.682 mezzi nel 2008, e in Germania 25.506. Mentre nel 2010 il numero di Pick Up è stato di 786 (777 nel 2009). Attualmente, diciamo nei primi 9 mesi dell'anno in corso, le cifre sono di 19.831 pezzi in totale come marchio. Erano 16.570 nel settembre del 2010, e quindi si è guadagnato un 1,45%. Numeri che parlano chiaro della bontà del progetto e della qualità. Alle spalle infatti sin dalla nascita del primo stabilimento Dacia in Romania, nel 1966 (vedi box), c’è sempre stata la Renault. Perché Dacia è un marchio del gruppo francese e dalla Casa madre ha ereditato la genetica. Dalle procedure di fabbricazione e di controllo qualità. Ai centri di distribuzione delle parti di ricambio. Il Van e il Pick Up sono l’ultimo progetto industriale in cui dal design all’elettronica, alla meccanica tutto è stato pensato con l’obbiettivo di eliminare il superfluo, così da tenere un prezzo molto basso, siamo a meno di 9 mila euro Iva esclusa) senza perdere di vista la qualità finale. Tecnologie, telaio, motore, scatola del cambio,

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Soldi spesi bene I due modelli commerciali sono prodotti nello stabilimento di Pitesti che assembla tutti i modelli della gamma Dacia: gli investimenti industriali, comuni a Logan MCV e Logan furgovan, hanno rappresentato 110 milioni di euro, con un investimento complessivo iniziale pari a 154 milioni di euro per i due modelli; 51 milioni di euro sono stati investiti per lo sviluppo (22 milioni di euro) e la fabbricazione (29 milioni di euro) di Logan pick-up. Nello stabilimento, gli investimenti hanno riguardato essenzialmente l’imbottitura; nel reparto lamiere è stata creata una linea di assemblaggio specifica Logan pick-up, integralmente manuale. Per la verniciatura e il montaggio, Logan pick-up utilizza le stesse linee degli altri modelli della gamma. In linea con gli altri modelli della famiglia Dacia, Logan furgovan e Logan pick-up sono state sviluppate per adattarsi a condizioni di utilizzo molto diverse e spesso esigenti, all’insegna dello spirito di semplicità e robustezza che caratterizza la marca e gli altri modelli della gamma Dacia. I materiali utilizzati nell’abitacolo plancia, pannelli delle controporte, sellerie – sono stati scelti per la loro solidità e l’eccellente durabilità, un parametro essenziale per un veicolo commerciale. All’esterno, si ritrovano i dispositivi di protezione comuni a tutti i modelli Dacia: protezione delle lamiere mediante iniezione di cere nei corpi cavi, applicazione sistematica di mastice di tenuta sulle giunzioni all’esterno dell’abitacolo, protezione antighiaia rinforzata del sottoscocca, protezione anticorrosione della carrozzeria dei due modelli grazie a pannelli delle porte e ad un padiglione in lamiera galvanizzata. Dacia Logan furgovan e Dacia Logan pick-up beneficiano anche di larghe fasce di protezione delle porte. La clientela dei pick-up è molto sensibile alle possibilità di trasformazione: Dacia ha predisposto Logan pick-up per allestimenti tipo trasporto refrigerato, isotermico e vano gran volume. Sono previsti accordi con carrozzieri per permettere alla rete di proporre soluzioni qualitative che consentano di adattare il veicolo alle specifiche esigenze del cliente.

Il progetto è basato per ottimizzare il costo finale. dall'elettronica alla meccanica al design Renault è dal 1966 che produce in Romania.

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La storia in breve La fabbrica Dacia a Mioveni nasce nel 1966 e due anni dopo la Renault firma un contratto con lo stato Romeno per costruire la Dacia 1100 su licenza della R8, poi nel ’69 esce la Dacia 1300, ovvero l’R12. Fra il 1970 e il 1980 la Dacia sviluppa una gamma completa di modelli (Dacia 1300 Break, Pick up, 1320, 1325 Liberta, 1307 e 1309 doppia cabina), e dal 1978 sviluppa da sola un modello derivato dalla R12 che porta alla nascita della Dacia Nova . Nel 1998 esce la macchina numero 2 milioni e la fabbrica ottiene la certificazione di qualità Iso 9001. Nel 1999 la Renault acquisisce la totalità delle azioni e nel 2002 si lanciano i primi modelli con motore diesel Renault. Nel 2003 nasce la Solenza e nel 2004 la prima Logan vede la luce, poi nel 2006 la Logan Mcv è presentata al Salone di Parigi.

L’impianto frenante è stato adattato all’incremento della massa e del carico utile dell’auto. Il Logan monta su tutte le versioni, dischi ventilati anteriori e tamburi da 9 pollici al posteriore e sono equipaggiati, di serie, con Abs Bosch 8.1 di ultima generazione, con ripartitore elettronico della frenata Ebd. In termini di sicurezza passiva Logan pick-up è dotato, secondo le versioni, di un airbag frontale conducente di serie e un airbag frontale passeggero in opzione. Il sistema di ritenuta comprende cinture di sicurezza a 3 punti di ancoraggio. Parallelamente il Logan pick-up beneficia della competenza dell’ingegneria Renault in materia di resistenza agli urti e dissipazione dell’energia cinetica. Nell’urto frontale, l’allestimento del vano motore favorisce l’impilaggio degli elementi meccanici. La plancia costituisce, a sua volta, un elemento importante del sistema di protezione, grazie alla struttura a nido d’ape in polipropilene, un materiale molto assorbente che riduce le conseguenze dell’impatto sulle ginocchia in caso di urto. I padding sotto i piedi dal lato conducente e passeggero proteggono gli arti inferiori. In caso di urto laterale, la protezione del bacino è demandata alla struttura del montante centrale, al sedile (che presenta una struttura laterale rinforzata) e ai padding delle porte. Altra particolarità sia del Logan furgovan che pick-up è l’avere beneficiato di un numero molto elevato di elementi comuni permettendo, in tal modo, di ridurre tempi e costi di sviluppo: il 90% dei componenti di Logan MCV e Logan furgovan sono comuni: le principali differenze riguardano il retrotreno rinforzato, il pianale specifico e le fiancate lamierate di Logan furgovan, e oltre l’80% dei componenti di Logan furgovan e Logan pick-up sono comuni. Inoltre la gamma veicoli commerciali Dacia riprende soluzioni quali le sospensioni rialzate, l’altezza da terra più elevata della media e il dispositivo di protezione antipolvere della trasmissione.

Motorizzazioni affidabili I veicoli commerciali della gamma Dacia sono equipaggiati con le motorizzazioni benzina 1.6 MPI 90 e il propulsore diesel dCi 70, tutti provenienti dalla banca di organi meccanici del Gruppo Renault. Il 1.6 l dispone di una potenza di 64 kW (90 cv) a 5.500 g/ min e di una coppia di 128 Nm a 3.000 g/min. Oltre ad essere perfettamente conforme ai criteri di robustezza e facilità di manutenzione, irrinunciabili per i veicoli commerciali, questa motorizzazione benzina si distingue per una coppia elevata ai bassi regimi, disponibile su un ampio range di utilizzo, da 3.000 g/min fino a 4.500 g/min, ed è associata a una trasmissione meccanica a 5 rapporti, lubrificata a vita. Il propulsore 1.6 MPI 90 (disponibile su Logan furgovan e Logan pick-up) è caratterizzato da consumi pari a 8,1 l/100 km in ciclo misto.

Un motore leggero Mentre il propulsore 1.5 dCi si rivela al top della tecnologia, grazie a un sistema d’iniezione diretta Common Rail di seconda generazione che garan-

tisce nello stesso tempo comfort, flessibilità di utilizzo e netta riduzione dei consumi. Con consumi contenuti (5,3 l/100 km) ed emissioni di CO2 limitate (140 g/km), Logan furgovan e Logan pick-up dCi si collocano a un livello particolarmente competitivo rispetto agli altri veicoli commerciali diesel del mercato. Compatto, il propulsore 1.5 dCi è caratterizzato anche dal peso ridotto (127 chili in ordine di marcia). Con una potenza di 50 kW (70 cv) a 4.000 g/min, la coppia massima di 160 Nm è raggiunta da 1.700 g/min, con l’85% disponibile da 1.500 a 3.500 g/min. La trasmissione meccanica a 5 rapporti è lubrificata a vita e beneficia di uno sviluppo specifico, con una spaziatura che consente di sfruttare pienamente la coppia del motore 1.5 dCi, garantendo partenze e riprese energiche anche con il veicolo carico. Infine, i consumi ridotti, associati al serbatoio da 50 litri, offrono a Logan furgovan e Logan pick-up dCi un’autonomia di riferimento di circa 1000 km. In linea con tutti i modelli della gamma Dacia, alcune versioni di Logan furgovan e Logan pick-up hanno la firma Dacia eco2,

che certifica che: le emissioni di CO2 sono inferiori o uguali a 140 g/km; i modelli sono prodotti in un sito industriale certificato ISO 14 001; la loro massa è valorizzabile al 95% a fine ciclo e comprende almeno il 5% di materie plastiche riciclate. Si tratta di un’ulteriore dimostrazione della possibilità per un’auto economica, in termini di consumi e di prezzi, di rivelarsi anche ecologica durante tutte le tappe del suo ciclo di vita (progettazione, fabbricazione, utilizzo e rottamazione).


Motore

PESI E MISURE mm mm mm mm kg kg kg

4.499 1.735 1.554 3.904 1.215 725 1.940

mm mm mm mm mm mm dBA 65,9 75,3

1.800 1.370 1.020 550 970 630

Benzina K7M

Diesel K9K

Tipo di trasmissione Antinquinamento Cilindrata (cm3) Alesaggio x Corsa (mm) Numero di cilindri Rapporto di compressione Numero totale di valvole Potenza massima kW CEE (cv) Regime potenza max (g/min) Coppia massima Nm CEE Regime coppia max (g/min)

1.6 MPI 90 manuale Euro 4 1.598 79,5 x 80,5 4 9,5 8 64 (90) 5.500 128 3.000

1.5 dCi 70

Tipo d'iniezione

Multipoint

Alimentazione dell'aria

Aspirato

Carburante Catalizzatore

Benzina Serie

1.461 76 x 80,5 4 17,6 8 50 (70) 4.000 160 1.700 Diretta Common Rail + iniezione multipla Turbo + scambiatore Diesel Serie

JR5 5

JR5 5

6,19

7,89

11,26 17,45 23,74 31,24

14,35 22,24 30,25 39,82

Trasmissione Tipo Numero di rapporti in Avanti Velocità (km/h) a 1.000 g/min in 1a/ rapporto al cambio in 2a in 3a in 4a in 5a

Impianto sterzante Ø di sterzata (m) Numero di giri del volante

11,25 3,2

Assali Tipo avantreno Tipo retrotreno

Ruote e pneumatici

Pseudo Mac-Pherson a braccio triangolare Assale ad H con profilo deformabile e geometria programmata - molle elicoidali

Cerchi di riferimento Pneumatici di riferimento ANT/ POST

6,0 J15

Abs Bosch 8.1 Ripartitore elettronico della frenata ANT: dischi in mm. POST: tamburi in pollici Performance Velocità massima (km/h) 0 - 100 km/h (sec) 1 000 m partenza da fermo (sec)

Serie

185 / 65 R15

Impianto frenante

Serie 259 9'' 163 13,0 34,7

146 16,8 38,1

Aerodinamica Cx

0,36

Consumi norme CEE n° 99/100 (in l/100 km) CO2 (g/km) Ciclo urbano Ciclo extraurbano Ciclo misto Capacità Serbatoio (l)

192 11,0 6,5 8,1

140 6,2 4,8 5,3

50

50

1.090 663 427 1.890 2.540 800

1.140 715 425 1.940 2.590

Masse (Kg) A vuoto in ordine di marcia A vuoto all'anteriore A vuoto al posteriore Massa complessiva Peso totale circolante Carico utile Carico utile sulla sponda abbattibile Massa del rimorchio frenato Massa del rimorchio non frenato

51

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300 650 580

650 605

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Lunghezza Larghezza Altezza Passo Tara Portata Peso totale Vano di carico Lunghezza pianale Larghezza pianale Larghezza ai passaruota Altezza sponda Altezza tetto cabina Distanza sponda da terra Rumorosità A 65 km orari A 135 km orari

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ECOMONDO

Reportage

Il futuro della differenziata La manifestazione romagnola ha ancora una volta permesso a molti costruttori e allestitori di portare alla ribalta il meglio delle attrezzature dedicate al movimento, al trasporto dei rifiuti o al loro stoccaggio. Quasi 80 mila visitatori sono un biglietto da visita importante per la 15° edizione di Ecomondo. In mostra: pale gommate, caricatori, piani mobili, veicoli commerciali, compattatori, cisterne per spurghi, gru per rottami ferrosi e legname, motori a biomasse.

È

stata un’edizione record per la grande kermesse ambientale andata in scena a Rimini. Un successo dato dai numeri (un incremento del 16,7 per cento dei visitatori e un 49 per cento degli operatori esteri rispetto al 2010) ma anche e soprattutto dalla qualità organizzativa che attraverso una serie di eventi, di tematiche e seminari ha avviato una vera e propria rivoluzione eco industriale, supportata dalle numerose soluzioni innovative ecocompatibili presentate in fiera. Per quattro giorni, infatti, Ecomondo ha proposto l’offerta di circa 1.200 imprese che hanno ben rappresentato il variegato mondo del Waste: dal riuso di rifiuti, aria, acqua e energia, e dalle demolizioni, bonifiche dei siti contaminati, nonché riqualificazione della aree dismesse, agli impianti di frantumazione e di riciclo e alla rottamazione dei veicoli. Ecco una selezione delle proposte dei più importanti attori in scena a Rimini. L.T. e M.B.

Presenza importante quella di Atlas Copco che ha scelto di partecipare a Ecomondo con alcuni gioielli della propria vasta gamma: a partire dal nuovo frantumatore a urto PC 1, una macchina robusta, con una capacità fino a 220 t/h, costruita per resistere alle condizioni più difficili e dotata di una particolare geometria che fa in modo che il posizionamento del rotore/asse oscillante fornisca prodotti finali di prima qualità; dal potente demolitore idraulico HB 10000, ideale per i lavori più impegnativi e alimentato da una combinazione di olio e gas, nonché dalla pinza combinata CC e dalla pinza multipla MG, fino alla torre faro QLT H40 caratterizzata da un’autonomia di circa 80 ore per una maggiore produttività in cantiere. Bosch Rexroth ha rinnovato la propria partecipazione al salone di Rimini proponendo sistemi specifici orientati al mercato di riferimento. In particolare, l’ampia gamma idraulica Rexroth si è arricchita dei motori e azionamenti completi Hägglunds, due soluzioni ideali per applicazioni di recycling piuttosto impegnative. L’azienda offre inoltre una consulenza a 360°: segue il cliente dalle fase embrionalie del progetto sino alla fase conclusiva e per tutta la vita dell’impianto. A completare il range di soluzioni offerte presso lo stand Bosch Rexroth, i prodotti di idraulica compatta dedicati a questo specifico settore. Davvero moltissime le novità presenti presso lo stand CGT: innanzitutto a Rimini è stata presentata la nuova ‘coppia’ CGT – Komptech. Pertanto, il ben noto dealer di Caterpillar commercializzerà su tutto il territorio nazionale i prodotti di Komptech,

azienda specializzata da oltre 20 anni nella produzione di macchine per il trattamento dei rifiuti e delle biomasse. In bella vista anche un Crambo 5000, un trituratore lento bialbero alimentato da un motore Cat C 13 da 328 kW. Altra novità, l’escavatore gommato Cat M315D MH VA con cabina elevabile sino a 5.350 mm, nonché il vaglio sgrossatore REV GS38/SP, anch’esso equipaggiato con motore Cat e caratterizzato da ampie dimensioni del piano di vagliatura. Tra le proposte di CM per il settore Waste in bella mostra la benna vagliatrice rotativa CBR, ideale per la selezione del materiale naturale come fondo di fiume, terreni sassosi e inerti provenienti da demolizioni. Disponibile in 5 modelli, può essere montata su escavatori da 3 a 36 ton. L’azienda vicentina ha esposto anche la benna frantumatrice serie CBF, un’attrezzatura leggera e compatta che elimina le spese di smaltimento degli inerti e ne consente il riutilizzo in loco, e la benna spazzatrice serie CBS con benna di raccolta e spazzole in polipropilene adatta per la pulizia di strade, piazzali e pavimentazioni interne a fine lavoro. Per risolvere il problema delle polveri in cantiere, DF Ecology ha proposto la nota gamma di nebulizzatori Dust Fighter ideali per cave, discariche, cementifici, opere di demolizioni, stoccaggio di inerti e acciaierie. Per quanto riguarda invece la linea di impianti dedicati al lavaggio delle ruote, l’azienda ha esposto il modello Wash Rack. Si tratta di un sistema di lavaggio a circuito chiuso, con separatore di fanghi e oli esausti, dotato di rampa di accesso antiscivolo in acciaio zincato e di griglie

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ATLAS COPCO

Bosch Rexroth

CGT


ECOMONDO rimovibili per una facile pulizia della struttura. La ‘tecnologica’ Emiliana Serbatoi ha riproposto al salone di Rimini la novità presentata durante lo scorso Saie: l’Emiltouch. Interamente progettato e sviluppato dalla Casa modenese, Emiltouch è un nuovo sistema gestionale di controllo e monitoraggio delle erogazioni di rifornimento, basato su sistema operativo Windows e costituito da un modulo integrato touch-screen, con display 8”, lettore di prossimità TAG. Il nuovo sistema riconosce e, di conseguenza, attiva all’erogazione, solo il personale munito di apposito TAG pre-programmato e consente una gestione autonoma del proprio sistema aziendale di rifornimento. Interessante la novità della svedese Hiab, che con lo scarrabile Xr18S per un 3 assi da 26 tonnellate di Ptt assicura un peso inferiore alla media e nella evoluzione Pro Future certifica un impatto ambientale più limitato. Grazie a specifici criteri industriali relativi a: efficienza energetica; potenza; emissioni; inquinamento da rumore e riciclabilità. In pratica sia le emissioni che il consumo di carburante si riducono del 30% per un ciclo di lavoro. Il che si traduce in 8 anni di uso per una decina di cicli al giorno, in un risparmio di 10 mila euro. Sotto i riflettori della manifestazione di Rimini alcune delle più recenti novità e i best seller della gamma JCB Wastemaster per il settore della raccolta e riciclaggio dei rifiuti, fra cui il movimentatore telescopico 550-80 WM e la minipala cingolata 260T con pacchetto Wastemaster, accompagnati per l’occasione da un midiescavatore 8065 con pinza selezionatrice, un Teletruk 30D 4x4 e un Teletruk 35D

CM

Reportage

4x4. Ultimo nato, il modello 550-80 WM è il movimentatore JCB con la massima portata, appositamente progettato per la movimentazione di materiali voluminosi in applicazioni particolarmente gravose, quali ad esempio il riciclaggio dei metalli. Per la messa in sicurezza degli scavi, Elto ha presentato in anteprima la palancola Composite Z 100/ Z 200, un polimero rinforzato da fibre (FRP). Si tratta di una palancola composita di resistenza medio leggera, molto efficace nell’impiego come paratia o diga e anche nelle situazioni in cui la resistenza alla corrosione è particolarmente importante. La nuova palancola ha una solidità e rigidità superiore rispetto ai vari profili in vinile, inoltre è leggera e semplice da installare. Le nuove palancole possono essere fabbricate in lunghezze fino a 7,50 metri (modello Z 100) e fino a 15 metri (modello Z 200). Leotech ha esposto la gamma per l’abbattimento polveri, a partire dal Motofog, l’abbattitore di polvere per il settore delle demolizioni fino alle due assolute novità: i modelli RFA e RFJ. Il primo è un abbattitore di polveri nebulizzato autonomo, dotato di pompa a bordo. È caratterizzato da testa con rotazione di 360° e può disporre anche di un’asta con altezza operativa fino a 7 metri circa. L’altra novità presentata a Rimini è l’abbattitore di polveri e umidificatore autonomo a getto nebulizzato per ambienti interni RFJ. Dotato anch’esso di testa con rotazione a 360°, è disponibile con sistemi a bordo di diverse portate, tutte a basso consumo d’acqua ed energia. Presso lo stand Liebherr in bella mostra la prima macchina industriale, il modello A 934 C ECR, a

Hiab

Emiliana Serbatoi

Elto Leotech

DF Ecology

JCB

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ECOMONDO montare di serie il sistema di recupero di energia. Presentato durante lo scorso Bauma e insignito del premio per l’innovazione, questo sistema prevede il concetto di recupero di energia grazie a un terzo cilindro. Inoltre, la pala gommata L550 equipaggiata con una benna ad alto ribaltamento di 4,5 mc con attacco rapido e sottolama, e il sollevatore telescopico TL 441-13, una macchina, come del resto l’intera gamma, ideale per l’industria del riciclaggio e dei rifiuti. I telescopci Liebherr offrono altezze di sollevamento da 10 a 13 metri e portate da 4,1 a 5 tonnellate. Ampia e versatile anche l’offerta di Mantovanibenne che per l’occasione ha scelto di portare alcuni modelli delle linee Demolizione e Recycling e la nuova gamma di benne a polipo rappresentata dal modello BP500 da 1250 kg per escavatori da 14 a 22 tonnellate. Per quanto concerne la linea Demolizioni erano esposte: le cesoie SH25R 340 kg, SH100R 980 kg per escavatori da 10 a 12 t (nuovo modello) e SH550R da 5500 kg; il frantumatore rotante RP20-IT 2000 kg per escavatori da 18 a 26 t; i demolitori selezionatori GR (in particolare il GR300 da 280 kg e il GR1300 da 1240 kg) e il mini frantumatore fisso MCP300. Per la linea Recycling era esposta la benna vagliatrice MVR 1500 da 1500 kg ideale per escavatori da 15 a 25 tonnellate. Presente sia all’interno del padiglione C5 sia nell’area esterna dedicata al campo prove, MB ha esposto i propri gioielli: le ormai note benne frantoio e le ultime nate benne vaglianti. Un’accoppiata davvero vincente, non solo a parole ma anche a fatti, come è emerso dal campo prove. I visitatori hanno potuto constatare come questa combinazione consenta effettivamente di sfruttare al meglio anche i materiali di scarto riducendone prima il volume e successivamente selezionandone il materiale che si deve riutilizzare. E il tutto nel pieno rispetto dell’ambiente, perché il riutilizzo del materiale ottenuto dagli scavi o dalle demolizioni permette che la natura del luogo rimanga formata dagli stessi elementi. Outset ha proposto Vision Evolution, una bilancia per pala gommata che trova applicazione in cave e cantieri. In questi ambienti la pesatura è utile a determinare l’ammontare del materiale caricato per ottimizzare il carico a norma affinché non si verifichi un sovraccarico. È possibile parzializzare lo svuotamento dell’ultima bennata controllando i limiti di carico totale impostati sullo strumento. I dati di pesatura sono disponibili per essere controllati da terzi grazie a una stampante opzionale che certifica i dati di pesa. Il sistema di pesatura per macchine movimento terra e carrelli elevatori Vision Evolution consente inoltre l'esportazione e la trasmissione degli stessi dati. Outset offre anche la versione per escavatore. Dal costruttore austriaco Palfinger, in attesa che si inauguri la nuova sede italiana lungo la A1, fortemente voluta dal presidente di Palfinger Italia Orlando Ferrari, in occasione della fiera Ecomondo si è presentata con la vasta gamma dei caricatori con polipi per tronchi di legno o rottami ferrosi, fra cui l’Epsilon M 120 Z96 con un momento di sollevamento da 105 ton/m, 2 sfili idraulici, uno sbraccio massimo di 9,6 metri e una rotazione di 425°. La macchina pesa in tutto 2.270 kg.

Reportage

Nuovamente tra i partecipanti della fiera di Rimini, Simex ha esposto tre delle attrezzature della sua ampia gamma: una benna frantumatrice per escavatore, una benna frantumatrice per caricatori frontali e una testata fresante per escavatore. Concepite principalmente per la riduzione volumetrica degli inerti in cantiere, le benne frantumatrici trovano largo consenso in una fiera il cui scopo è il recupero di materia, di energia e promozione dello sviluppo sostenibile, proprio perché vanno a intervenire e ottimizzare le prestazioni di recupero materiale cantieristico, apportando molteplici vantaggi. Inoltre, queste attrezzature non trasmettono vibrazioni all’operatore e non soffrono la presenza di materiali umidi. Presso lo stand TreviBenne c’era anche Marylin, la ‘celebre’ cesoia dedicata ai moderni cantieri di demolizione industriale che necessitano di forze di taglio rilevanti ad altezze di un certo tipo e ai professionisti del riciclaggio dei rottami e materiali di natura ferrosa. In scena anche la benna frantoio Serie BMe-volution, concepita per frantumare il materiale inerte proveniente dalle demolizioni e da ristrutturazioni edili, dai centri di stoccaggio e da scarti di lavorazione in cava e in miniera, fornendo un prodotto finito da utilizzare come sottofondo e stabilizzato. Non da ultimo, il frantumatore Multi Kit modello MK 15, un’attrezzatura in grado di affrontare tutte le fasi di demolizione, separazione, bonifica e riqualificazione ambientale di un cantiere industriale. Non solo macchine amiche dell’ambiente per VF Venieri, che comunque ha esposto un vasto as-

Palfinger

Liebherr

Mantovanibenne MB

Outset

Simex

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ECOMONDO

TreviBenne

Reportage

FUART

LEGRAS

MULTITRAX

VF Venieri Adamoli Il TRASPORTO ECOSOSTENIBILE Adamoli nei famigliari spazi espositivi all’aperto

sortimento della propria gamma di pale e terne, ma anche un evento che ha suscitato un grande interesse tra i visitatori: il convegno “Pronto intervento di emergenza climatica e calamitose. Il ruolo della Protezione Civile” che ha offerto un quadro prospettico sul ruolo della Protezione Civile in Italia nell’ambito degli interventi post-calamità naturali ed emergenze legate a fenomeni metereologici estremi. Durante il Convengo è stata presentata anche una case history legata alla Regione Basilicata e a un suo Piano strategico istituito con Legge Regionale che prevede un apposito finanziamento per l’acquisto di macchinari polivalenti e per movimento terra da utilizzarsi tanto nelle emergenzialità climatiche, tanto per la manutenzione annuale della rete viaria locale.

ha esposto molti piani mobili e ribaltabili a vasca tonda e quadra. Ma soprattutto in primo piano ha portato il piano mobile a 24 doghe tipo S38Pke14 Horizont Line per rifiuti e prodotti sfusi e pallettizzati con la novità del doppio sollevatore (primo e terzo asse e con il terzo anche sterzante), che trasforma il trailer in una carriola agile da muovere negli spazi di una discarica. Ha una capacità di 93 m³, una lunghezza di 13,60 m e una tara di 7.800 chili. In fiera anche il vasca quadra S37Pal95 da 40 m³ e 6.700 chili di peso e la tonda S37Pal95 sempre da 40 m³ e 6.500 kg di tara. Da 10 ton il Fuart passa a 12, ma mantiene sempre l’ingombro a 1.840 mm. Il che lo pone al vertice della categoria per portata. Monta due motori, da 177 Cv o da 220 (Mercedes o Iveco) in Euro 5 con il cambio a 6 marce, Abs, assali e balestre rinforzate e un baricentro da 56 cm da terra, per una stabilità maggiorata e una tenuta di strada sicura anche con allestimenti pesanti e complessi. Isuzu ha portato tutte le gamme in Euro 5, fra cui l’Adaptor su Nlr 35 da 150 cavalli con cambio a 5 velocità. Pesa 2.175 kg, è lungo 6.130 mm, e ha 3 posti. Del giapponese importato dal veneto Midi-Europe esiste anche la nuova versione 4x4

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che permette di viaggiare in tutta sicurezza anche in condizioni di fondo stradale difficile. La capacità di scaricare a terra elevati valori di coppia motrice indipendentemente dalla distribuzione del carico, garantisce elevata sicurezza di marcia in ogni condizione. Il giunto viscoso permette di variare la coppia trasferita a seconda delle condizioni della strada. Fra i piani mobili in primo piano per la novità quelli prodotti dalla francese Legras. Per la prima volta il costruttore della Champagne, la sede è a Epernay, partecipa a una fiera italiana e si affida a un distributore nazionale. In questo caso alla Tecnokar di Spoleto, che dopo avere messo in pancia l’Emilcamion, allarga i propri orizzonti anche in altri settori dal classico ribaltabile da cava cantiere e da rifiuti. Legras propone l’Fma da 90 m³ di volume. Un classico del settore con il piano mobile della Cargo Floor. La cremonese Multitrax ha esposto il Kraker Best plus da 92 metri cubi (91,6), in lega leggera autoportante, da 13.65 metri di lunghezza, con una tara di 8.300 chili. Il piano è un Cargo Floor da 10 millimetri con 21 stecche. Il pianale possiede 32 traverse passanti, una ogni 40 centimetri, è lungo 13.655 millimetri, alto 4.050 e ha una altezza ralla di 1.250 mm. Internamente è alto 2.605 mm e in coda 2.845. Il tetto è chiuso per 9.500 mm. Alla fiera di Rimini, dopo il Saie, la Piaggio è tornata alla ribalta con l’esposizione di tutta la gamma di possibilità che il Piaggio Porter offre ai professionisti di molti settori, dal piccolo spurgo alle gru passando dai ribaltabili. Con Socage, però, ha offerto una anteprima mondiale. La piattaforma A 314 Up elettrica. È in grado di sollevare a 13,2 metri di altezza 200 chili e ha uno sbraccio di 7,2 metri. La rotazione della colonna è continua, mentre quella della piattaforma è di 90°. Ha un peso a terra di 2,2 ton ed è lunga in totale solo 4.500 mm. Mentre è larga 1.580 mm in movimento e 1.920 con gli stabilizzatori aperti. L’altezza totale richiusa è di 2.450 mm. 


PROGETTO

Manutenzione autostradale

di Federica Calò

Durature barriere autostradali di Federica Calò

L’autostrada A32, nota anche come autostrada del Frejus o Torino-Bardonecchia, ha una lunghezza totale di 72,4 Km e collega l’Italia alla Francia tramite il traforo stradale del Frejus.

L

a costruzione di questo importante asse autostradale iniziò subito dopo l’apertura del traforo stradale del Frejus nel 1980. Nel 1983 fu inaugurato il tratto Savoulx-Traforo composto da un’unica carreggiata con tre corsie, di cui due per la salita verso il traforo. Nel 1987, invece, fu aperta al traffico la tratta Deveys-Savoulx, questa già predisposta su carreggiate separate. Nel 1985 iniziarono i lavori della tratta più complessa Susa-Deveys, in particolare dal punto di vista orografico del terreno e quindi, di conseguenza con maggiori problematiche sui lavori di costruzione e realizzazione degli impianti. Parallelamente, a Valle si procedeva con la realizzazione delle barriere di Bruere e dallo svincolo di Rivoli, il raccordo della tangenziale di Torino, e vennero aperti i tratti di Avigliana-Bussoleno Rivoli-Avigliana, tutti entro il 1990. Nel novembre 1992 fu terminata la tratta più difficile, da Susa Est a Deveys. L’ultimo tassello, quello di Bussoleno-Susa Est con la lunga galleria Prapontin di 4,4 km fu terminata entro l'estate del 1994. Successivamente, nel 1997, fu aperto il nuovo svincolo di Oulx Ovest-S.S. 24 Monginevro con

una lunga galleria, mentre le Olimpiadi di Torino 2006 hanno permesso di trovare i finanziamenti per raddoppiare la tratta da cui è iniziata la storia dell’autostrada: la Savoulx-Traforo Frejus, anch'essa a carreggiate separate, con due corsie per senso di marcia. Oggi la gestione dell’autostrada è di competenza della SITAF, la Società Italiana per il Traforo Autostradale del Frejus, unitamente alla parte italiana del traforo. La A32 fa parte, per quanto riguarda le strade europee e per la sua totalità, della E70, dorsale Ovest-Est che unisce La Coruna in Spagna con Trebisonda in Turchia, un corridoio molto importante a livello quindi nazionale ed europeo.

italiane della massima importanza. Si pensi solo che nel corso del 2011 è stata percorsa da una media mensile di circa 750 mila veicoli, di cui 195 mila pesanti, per un interscambio di merci che si aggira su di un valore di circa 100 mila miliardi l‘anno. La barriera di pedaggio di Salbertrand, nei pressi di Aosta, si trova in una posizione intermedia rispetto alle tre presenti lungo, che conduce al traforo del Frejus e da qui in Francia. Questo intervento si colloca all’interno delle periodiche manutenzioni del manto stradale che, soprattutto in prossimità dei caselli di pedaggio, è sottoposto a estreme condizioni di usura per l’ingente traffico a cui è sottoposto.

L’autostrada A32

I lavori

Il percorso dell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia è la principale arteria di traffico della Valle di Susa, è lunga 73 km, di cui metà in rilevato e la restante parte equamente suddivisa tra gallerie e viadotti. La costruzione di quest’opera ebbe inizio nel 1984, una prima parte fu aperta nel 1987 e solo nel 1994 fu resa percorribile nell’intera tratta. Questa autostrada è una delle vie di comunicazione

La manutenzione delle zone di transito alla barriera di Salbertrand ha avuto inizio nella primavera del 2011 ed è tuttora in corso poiché si procede al ripristino della pavimentazione di soli due caselli per volta, proprio allo scopo di creare minor intralcio possibile al traffico incessante. Dopo aver provveduto alla scarifica della pista esistente, l’intervento ha preso avvio con l’applicazione di uno

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Scheda Progetto Committente

SITAF S.p.A. Società Italiana Traforo Autostradale del Frejus

Progettazione

Studio Musinet - Torino

Impresa esecutrice Itinera S.p.a. Anno di esecuzione 2011 Prodotti impiegati • Rurepox C: Collante sintetico per ripresa di getto. Per riprese di getto tra calcestruzzo vecchio e nuovo e, più in generale, in tutti i casi in cui si vuole consentire l’adesione di un impasto cementizio su sottofondi di vario genere, creando un legame strutturale. • Ruredil X Fiber 19: Fibre sintetiche strutturali per la realizzazione di massetti, sottofondi e manufatti prefabbricati, realizzati a getto con calcestruzzi a consistenza umida o estrusi.

strato di adesivo epossidico Rurepox C per garantire la perfetta aderenza del successivo massetto di cls al sottofondo. Di seguito è stato eseguito il getto, dello spessore di 7 cm, di un cls di Rck 40 resistente al gelo, contenente 3 kg/mc di fibre strutturali Ruredil X Fiber 19 e l’additivo liquido Curino SRA, in grado di ridurre drasticamente il ritiro in

• Curing SRA: Additivo liquido che, aggiunto a calcestruzzi, malte premiscelate e in generale in tutti i conglomerati cementizi, riduce drasticamente il ritiro in fase plastica e conseguentemente le microfessurazioni. Indicato per il confezionamento di calcestruzzi per pavimentazioni industriali, massetti, solette stradali, betoncini da ripristino confezionati in cantiere. • Miracote Hard: Miracote® è un rivestimento tenace e durevole in grado di ridurre in modo importante, o in alcuni casi prevenire, la penetrazione dell’acqua, lo sgretolamento da gelo/ disgelo e l’effetto carbonatazione del calcestruzzo. Si tratta di un rivestimento che “respira”, in grado di far migrare il vapore intrappolato nella struttura, senza scartellamento della stessa.

fase plastica alle conseguenti microfessurazioni del calcestruzzo. Dopo un tempo di stagionatura indicativo di 28 giorni, per proteggere superficialmente il massetto, è stato applicato a rullo il trattamento Miracote Hard, rivestimento protettivo impermeabile resistente a condizioni estreme di usura, per un totale di circa 3 mila mq di superfi-

cie. Lo stesso tipo di ripristino è stato eseguito nel 2000, su tutte le piste dei caselli lungo l’Autostrada A5 a partire da Pont ST. Martin verso Nord, finora senza successive necessità di manutenzioni. Attualmente, il prodotto viene impiegato anche nel cantiere appena aperto alla barriera di Avigliana della A32. 

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PROGETTO

Padiglione industriale

Architettura espressiva di Federica Calò

Nell’area industriale di Sacconago nei pressi di Busto Arsizio, in provincia di Milano, è sorto il nuovo insediamento di produzione e uffici di TMC Italia Spa un’azienda europea a raggio di azione globale, leader nella progettazione e realizzazione di trasformatori elettrici di media/bassa tensione con avvolgimenti in resina

I

l progetto architettonico muove dal desiderio del Committente di rappresentare la propria attività affermando, anche architettonicamente, il primato della funzione produttiva rispetto a quella gestionale e amministrativa dell’azienda. Questa esigenza ha portato a interpretare la tipologia classica del capannone e degli uffici, attribuendo a entrambe le funzioni, una forte identità, ma inserendo gli uffici nel volume della produzione. I due fabbricati sono dunque concepiti come un unicum dove produzione e uffici, attraverso un forte impatto scenografico, si staccano dalla continuità indistinta del tipico paesaggio ripetitivo del contesto industriale in cui la nuova sede TMC Italia Spa si trova.

La nuova sede TMC Italia consente di dare a una realtà industriale importante, un edificio funzionale e simbolico allo stesso tempo, dal forte carattere architettonico, definito dalla dialettica di volumi, dalla sequenza di portali di diverse dimensioni e colore e dall’alta qualità degli spazi interni.

La forma architettonica Il complesso è composto da due edifici: quello principale, destinato alla produzione, è costituito da un parallelepipedo a pianta quadrata di lato 120 m; l’edificio per uffici, invece, è costituito da una stecca di circa 60 m posta sul fronte principale. Sul fronte principale, il volume del capannone è scavato e sotto a un portale imponente alto 12 metri e lungo 120, si staglia la stecca degli uffici che emerge per differenza grazie ai vuoti, laterali e superiore, e alla differenza materica delle superfici. L’edificio produzione ‘abbraccia e protegge’, grazie a un complesso sistema strutturale prefabbricato di travi che consentono un aggetto della copertura di oltre 8 metri, l’edificio uffici nel quale sono collocate le funzioni di rappresentanza, gestionali, amministrativa e tecnica.

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PROGETTO

Padiglione industriale

Intervista fatta all’Ing. Alessandro Spadavecchia, Progettista strutturale delle parti prefabbricate Quale è stato il contributo di CSP Prefabbricati in questo progetto? Il contributo è stato notevole, legato alla realizzazione delle particolarità del progetto che prevedeva un corpo antistante adibito a uffici, abbracciato da un corpo retrostante dedicato alla produzione realizzata con sistema costruttivo classico (pilastri che sostengono travi a L, copertura con tegoli mistralsky con shed su maglia regolare, vie di corsa per carroponte). La palazzina uffici, con facciate vetrate molto tecniche, era di fatto sormontata da un grande impalcato di copertura staccato dal corpo di fabbrica vero e proprio e a sbalzo.

Scheda progetto Committente: TMC Italia S.p.A. Progettazione generale architettonica, strutturale e impiantistica: GENERAL PLANNING S.r.l., Milano Impresa costruttrice: SIVIM Alessandria Superficie lotto: mq 22.900 Superficie coperta: mq 14.000 Produzione: mq 12.500 Piano interrato produzione: mq 3.000 Uffici: mq 2.610 Sistemazioni esterne: mq 8.900 Coperture: mq 14.181 Solai: mq 3.000 Tamponamenti: mq 4.195 sp. 25

Scheda proDOtto Prefabbricatore: CSP Prefabbricati SPA Struttura: SMP sistema modulare precompresso pilastri tipo 60x60 mono e pluripiano Impalcato: TR-TL-TT Copertura zona produzione: TI-TS-MISTRALSKY - COPPELLE IN CLS Copertura palazzina uffici: SMQ sistema misto di qualità, Travi PREM mod.TLQ post-tese con sbalzi lunghi 7 mt - TT

La particolarità dell'architettura dell'edificio come è stata interpretata e risolta dai sistemi CSP? L’integrazione tra i due sistemi costruttivi di CSP Prefabbricati ha permesso di rispettare a pieno i dictat del progetto architettonico, rispondendo alle esigenze tecnico-progettuali. Per quanto riguarda la zona produttiva, è stata vincente la soluzione degli shed in copertura, che hanno permesso una grande luminosità naturale interna. La copertura è stata inoltre modulata in modo tale da permettere di avere, in una determinata area, una torre per gestire il montaggio di macchinari particolari, con necessità di altezza interna doppia, comportando due vie di carroponte poste a quote diverse. Quali sono in generale, e in questo progetto, i vantaggi nell'utilizzo dei sistemi prefabbricati? Utilizzare sistemi prefabbricati ha giocato un ruolo essenziale, per la velocità di realizzazione, prevedendo solo la parte di montaggio della struttura e poco altro come attività di cantiere. La copertura a sbalzo della palazzina uffici, posta a una quota notevole, è stata realizzata con tutte le strutture sottostanti già gettate e spuntellate. Questo è stato possibile grazie all’autoportanza delle Travi Prem utilizzate - diversamente sarebbe stato problematico gestire tutta la puntellazione con i lunghi tempi di maturazione dei getti non è stato quindi necessario né l’utilizzo dei puntelli né l’utilizzo di altri presidi che potevano risultare invasivi per la normale attività di cantiere, realizzando così la copertura in modo semplice e veloce. Qual'è stato il motivo dell'integrazione fra sistemi prefabbricati e gettati in opera dei due corpi dell'edificio? Mentre la palazzina, non avendo nessuna esigenza particolare, è stata realizzata in c.a. gettato in opera, per la copertura è stato necessario ricorrere al sistema SMQ di CSP prefabbricati, utilizzando travi PREM che hanno consentito la realizzazione dello sbalzo di 7 metri, contenendo gli spessori finali entro 1.20 metri di altezza. Le travi tralicciate escono a sbalzo perpendicolari al fronte, in appoggio su pilastri specifici molto arretrati rispetto al filo della facciata. Su queste travi è stato integrato il sistema SMP di CSP Prefabbricati, posando tegoli TT a coprire il passo di circa 18 metri tra le travi.

I due volumi, pur essendo realizzati strutturalmente con due sistemi diversi, prefabbricato il capannone e gettato in opera gli uffici, sono legati spazialmente da due elementi fondamentali non visibili dall’esterno: il corpo scala principale e due giardini interni a patio. Il corpo scala, dall’immagine leggera e aerea, collocato sulla diagonale che taglia il blocco uffici, collega le diverse quote dei fabbricati collegando i tre livelli degli uffici e consentendo l’accesso dalla produzione al piano interrato dell’edificio uffici e a un balcone sospeso sull’interno del capannone da cui sono visibili tutti i 16 mila mq della produzione. La scala affaccia lateralmente su due giardini interni. I due patii, protetti da un

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graticcio di travi regolari prefabbricate che disegnano, grazie alle ombre, i prospetti interni, costituiscono un orizzonte verde sia per chi lavora sul lato interno degli uffici, sia per la produzione da dove è possibile godere, attraverso grandi vetrate, di questo paesaggio interno. Lo stesso criterio qualitativo ha riguardato le scelte di rivestimenti e facciate sia sul prefabbricato sia sull’edificio a uffici con particolare rilievo delle performance d’isolamento termico per minimizzare la trasmittanza dei tamponamenti che insieme alle scelte a livello impiantistico hanno inserito il progetto nel quadro più avanzato degli edifici industriali a basso impatto energetico. 


ECOMEZZI

Figure Professionali

Eolico è anche bello di Pietro Mezzi

Se ci pensa Renzo Piano, uno dei più conosciuti architetti al mondo, è ovvio. Per risolvere il problema rappresentato dall’inserimento ambientale delle pale eoliche ci ha messo lo zampino Antonello Briosi, presidente l’archistar ligure.

di Metalsistem, a sinistra, con Renzo Piano.

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n tema che da qualche tempo fa discutere e spesso litigare gli ambientalisti, che puntano alle fonti energetiche rinnovabili, e i sostenitori del paesaggio a tutti i costi. Ci ha pensato lui, nel senso che l’architetto italiano premio Nobel dell’architettura nel 1998 ha progettato una mini pala eolica che produce energia dal vento e che, allo stesso tempo, ha un impatto minimo sul paesaggio e sul contesto ambientale in cui è inserita. Si tratta di un’evoluzione della tecnologia base, che si avvicina ancor di più alle tesi originarie dei sostenitori delle rinnovabili: l’autoproduzione diffusa dell’energia come alternativa ai mega impianti. Insomma, un’innovazione, quella proposta da Piano, prossima allo slogan ambientalista degli anni Ottanta del “piccolo è bello”. Sfruttando la ricerca sui nuovi materiali, sempre più leggeri e resistenti, e sulle soluzioni tecnologiche d’avanguardia ha preso forma una nuova concezione di aerogeneratore, più sensibile ai venti presenti a bassa quota e diffusi sul territorio. La tecnologia sviluppata da Renzo Piano Building Workshop in collaborazione con Enel Green Power, la società dell’ente nazionale dedicata alle rinnovabili, si basa su un rotore bipala di 15,9 metri di diametro, alto 21,5 metri e una potenza complessiva di 55 kW (il nuovo mini impianto eolico è anche dotato di un generatore di coda, di potenza pari a 0,5 kW, in grado di bilanciare energeticamente l’impianto e mantenere in posizio-

ne di stand-by il generatore in caso di scarsità di vento). In altri termini, la pala così concepita può generare continuamente energia elettrica, in quanto sfrutta anche venti minimi dell’ordine dei 2 metri al secondo (una torre eolica tradizionale necessita invece di movimenti di sette-otto metri al secondo) e, contemporaneamente, si integra con il contesto ambientale e territoriale in cui viene realizzata. Per ottenere tale duplice risultato i progettisti hanno pensato a una soluzione impiantistica bipala (il peso di un singolo elemento in fibra di carbonio è di 60 kilogrammi), così da ridurre l’impatto visivo di un terzo e per avere, nei casi di assenza di vento, una sottile linea verticale data dalla torre strallata (di cinque tonnellate di peso, 35 centimetri di diametro, sorretta da otto tiranti) e dalle due pale allineate a bandiera. Il prototipo è stato recentemente inaugurato a Rovereto, nella sede della società trentina Metalsistem, che ne ha curato la ricerca e realizzazione, grazie alla collaborazione progettuale dello studio Favero & Milan di Venezia. Per la produzione dell’opera Metalsistem, all’interno del suo recinto, ha creato un laboratorio “ad hoc” denominato “casa della giraffa”, così chiamato per il fatto che l’aerogeneratore, alto più di 20 metri, sbuca dalla sommità del tetto del laboratorio. La produzione in serie per il mercato italiano sarà sviluppata al termine della fase di test, che dureranno dodici mesi, nel campo prove di Molinetto vicino a Pisa, se-

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de del centro ricerche Enel. Il generatore verrà utilizzato per gli impianti di Enel Green Power sia in Italia sia all’estero e sarà commercializzato nel nostro Paese attraverso la rete in franchising della società controllata per il retail, Enel.si. Metalsistem ha investito circa due milioni di euro e per arrivare alla presentazione del prototipo ci sono voluti due anni di lavoro di una trentina di esperti. Enel, a partire dal 2013, ha garantito commesse per 60 milioni di euro. Il costo dell’impianto sul mercato è al momento stimato in 150-180 mila euro, ma a regime la società conta di scendere di 20 mila euro. “In un paesaggio sensibile e vulnerabile come il nostro - ha sostenuto Piano nel corso dell’inaugurazione - la mini pala si può mimetizzare nell’ambiente, nella natura, nelle valli e nei pendii. La mia minipala è un modo diverso di concepire l’eolico: occorre pensare alla produzione di energia diffusa a piccola scala”. La nuova tecnologia eolica, la cui durata di vita è stimata in 15-20 anni, verrà realizzata interamente nell’impianto dell’azienda trentina e impiegherà 60 addetti a tempo pieno. In una delle regioni più attente alle rinnovabili, un nuovo esempio di “green economy made in Italy”.

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CSC eventi Il futuro dell’edilizia al Centro-Sud

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a settima edizione di Costruire Edil Levante Sitep Tetto & Pareti, in scena a Bari dall’1 al 4 marzo, sarà ospitata nel nuovo padiglione della Fiera. Uno spazio di 26 mila metri quadrati moderno e accogliente, pronto ad ospitare la più importante vetrina del Centro-Sud su prodotti, tecnologie, materiali e innovazioni. Ed è proprio nel Centro - Sud Italia che esistono tutte le condizioni per ripartire e creare sviluppo nel settore delle costruzioni, Bioedilizia inclusa. Lo stesso Presidente dell’Ance Puglia Salvatore Matarrese sostiene che le regioni meridionali, organizzando tempestivamente gare d’appalto e bandi pubblici, possano innescare nuovamente un circuito virtuoso rimettendo in moto il settore edile. Queste le tematiche trattate nella prossima edizione: grandi opere pubbliche e private, l’edilizia sostenibile e quella del domani, tutte le novità nel campo della demolizione/ricostruzione, con una nuova area dedicata alle finiture per interno.

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CORSO DI FORMAZIONE SULLA GEOTECNICA

el mese di febbraio 2012, precisamente dall’8 al 12, il Dipartimento di Ingegneria Strutturale del Politecnico di Milano ospiterà il corso di formazione sul tema: “ Aspetti geosintetici nella salvaguardia e nel ripristino dell’edificato”. Durante le lezioni, tenute da esperti e docenti universitari, verranno considerati gli aspetti di natura geotecnica del comportamento delle strutture di fondazione, in vista degli interventi finalizzati alla salvaguardia e al recupero di edifici e costruzioni monumentali. Questi, in

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sintesi, gli argomenti trattati: finalità del restauro e della conservazione dell’architettura; indagini in sito e in laboratorio per la caratterizzazione dei terreni; indagine sulle strutture per definire lo stato di danneggiamento; monitoraggio dell’evoluzione degli assestamenti strutturali; possibili fonti delle anomalie per i cedimenti delle strutture di fondazione; aspetti applicativi relativi alla protezione di centri urbani e case histories. (Per info e iscrizioni mandare una e-mail a: rocca@stru.polimi.it)

SISTEMI GEOTERMICI A POMPA DI CALORE

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uesto in sostanza l’argomento del corso in programma il 13 e 14 dicembre a Padova, organizzato dal Dipartimento di Fisica Tecnica dell’Università di Padova in collaborazione con AiCARR, l’Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento e Refrigerazione. Il corso si propone di approfondire nel dettaglio gli aspetti teorici, progettuali, ma anche pratici, cioè relativi all’installazione e al funzionamento dei sistemi geotermici a pompa di calore utilizzati per il riscaldamento e il raffrescamento di ambienti. Le lezioni, tenute prevalentemente in lingua italiana con alcuni interventi di esperti stranieri in lingua inglese, si focalizzano principalmente sugli impianti che utilizzano sonde geotermiche, ossia tubazioni poste nel terreno in cui viene fatto circolare un fluido in circuito chiuso, ma viene trattato anche il caso in cui si utilizzino circuiti aperti con acqua di falda. Rivolto a professionisti, personale tecnico di aziende produttrici di sistemi e componenti e installatori, il corso è stato organizzato nell’ambito del Progetto UE Ground-Med, finanziato dall’Unione Europea, che mira a dimostrare la sostenibilità della tecnologia a pompa di calore per il riscaldamento e il raffreddamento degli edifici nell’area del Mediterraneo.

ERMCO 2012: IN ITALIA LA XVI EDIZIONE DEL CONGRESSO

ercato, sostenibilità e competitività: queste le parole chiave che animeranno il Congresso Internazionale Ermco, in scena a Verona dal 20 al 22 giugno 2012. In questa sede i rappresentanti dell’industria del calcestruzzo preconfezionato europei e di altri Paesi del mondo prenderanno in considerazione l’analisi degli scenari futuri, influenzati dalla situazione di incertezza che perdura in Europa occidentale e dagli effetti della crescita economica in Europa orientale. “Il futuro – ha dichiarato Paolo Buzzetti presidente dell’Ance - dipenderà soprattutto dalla capacità dell’Europa di rilanciare gli investimenti infrastrutturali anche coinvolgendo le risorse private. Egualmente il grande mercato di domani non potrà che essere la riqualificazione soprattutto urbana, mettendo a valore le grandi potenzialità dell’industria edilizia sul piano delle soluzioni più adatte a perseguire gli obiettivi dell’efficienza energetica e della sostenibilità”. La XVI Edizione di Ermco prevede due giorni di lavoro caratterizzati da un programma intenso che si articola in diverse sessioni: “Combattere la crisi”; “Il mercato del calcestruzzo preconfezionato in Europa: scenari 2012 – 2015”; “Il calcestruzzo preconfezionato, materiale sostenibile”; “La struttura operativa dell’impresa di produzione del calcestruzzo”; “L’evoluzione del prodotto”.

KLIMAHOUSE: BOLZANO PROTAGONISTA CON CITY PARCOUR

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n programma dal 26 al 29 gennaio, la fiera internazionale dell’efficienza energetica e dell’edilizia sostenibile presenta un’importante novità: il “City Parcour”, un progetto che mira al coinvolgimento sempre più attivo della città di Bolzano e di quattro dei suoi palazzi più rappresentativi dove si svolgeranno mostre, eventi e visite guidate. Questi edifici prestigiosi del capoluogo altoatesino saranno collegati da un percorso luminoso ideato e realizzato dalla Facoltà Arte e Design di Bolzano. Oltre al progetto City Parcour, si terranno numerosi eventi organizzati all’interno del quartiere fieristico, come: il convegno internazionale “Costruire con intelligenza”organizzato in collaborazione con l’Agenzia CasaClima, 13 Enertour, la mostra collettiva e il convegno Anit, i workshop e si seminari di Sinergie Moderne Network.

in agenda 2012 WORLD OF CONCRETE

23 - 27 gennaio

LAS VEGAS - Nevada

MOSTRA CALCESTRUZZO E TECNOLOGIE

www.worldofconcrete.com

KLIMA HOUSE

26-29 gennaio

BOLZANO - Italia

efficienza energetica edilizia sostenibile

www.klimahouse.it

VIATEC

15-17 FEBBRAIO

INNSBRUCK - Austria

OPERE INFRASTRUTTURALI

www.viatec.org

1-3 MARZO

BARI - Italia

EDILIZIA CENTRO SUD

www.costruire-edillevante.it

EXPOEDILIZIA

22-25 MARZO

ROMA - Italia

EDILIZIA, ARCHITETTURA IMPIANTISTICA

www.senaf.it

INTERTUNNEL EXPOFERROVIARIA

27-29 marzo

TORINO - Italia

TECNOLOGIE PER GALLERIE E FERROVIE

www.intertunnel.it

COSTRUIRE

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CSC NUOVO FORMATO

CANTIERI STRADE COSTRUZIONI

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Edifis S.p.A. Viale Coni Zugna, 71 20144 Milano - Italy Ph. +39 023451230 Fax +39 023451231 dircom@edifis.it www.edifis.it

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Pubblicata dal 1984, CSC Cantieri Strade Costruzioni, è la rivista mensile italiana specializzata nel campo dei veicoli cava-cantiere, trailer, veicoli commerciali e van, delle macchine movimento terra, delle attrezzature e dei materiali per l’edilizia, dei pneumatici, delle costruzioni stradali, dei grandi lavori.


CSC vetrina | Protetti dal freddo con Mewa

| Fassa Bortolo: | la nuova frontiera | del cartongesso

L’abbigliamento ideale per gli artigiani, gli installatori, gli operatori dell’edilizia e chi deve normalmente lavorare all’aperto, segue il principio della “cipolla”: abiti che proteggono dal gelo e dal vento ma che sono volutamente concepiti a strati, per consentire di eliminarne alcuni in caso di rialzo termico. Le linee Twinstar, Combistar e Clima S di Mewa nelle versioni più “calde” si adattano all’approssimarsi dell’inverno, mentre la nuova linea di abbigliamento protettivo ad alta visibilità Multiwear è indicata soprattutto per i cantieri a cielo aperto. La giacca. è un mix di tre strati: una giacca esterna, una interna laminata che si chiude con la zip e uno strato ancora più interno di felpa che rende l’intero capo particolarmente caldo. Anche i pantaloni sono concepiti a due strati: uno esterno e uno laminato interno. Realizzato interamente in poliestere, Mewa Multiwear è disponibile nel colore fosforescente rosso- arancio. I settori di utilizzo più adatti, oltre alla cantieristica e la costruzione di strade, sono per esempio gli aeroporti e i servizi di rimozione rifiuti.

Il Gruppo con sede a Spresiano (TV) specializzato nella produzione di intonaci premiscelati e prodotti per l’edilizia ha lanciato il nuovo Sistema Cartongesso Gypsotech che integra la già vasta gamma di soluzioni costruttive. Oltre alle lastre Standard, sono disponibili le lastre ignifughe con fibra di vetro (Focus), le idrorepellenti a basso assorbimento d’acqua (Aqua) e lastre con barriera vapore in alluminio (Vapor). Per migliorare l’isolamento termico acustico, Fassa Bortolo propone un duo vincente: le lastre accoppiate Gypsotech Duplex, dove il cartongesso è abbinato con diversi materiali isolanti (polistirene espanso ed estruso, lana di vetro, lana di roccia), e il “pannello parete” con anima in cartone a nido d’ape (Alveum). Il sistema prevede anche la fornitura di tutti gli accessori metallici e dei prodotti in polvere indispensabili per il corretto montaggio delle lastre e la realizzazione di controsoffitti, contropareti e pareti: profili, stucchi, nastri, viti, il tutto conforme alle più rigide normative internazionali.

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Sistemi Anticaduta ed Ejot, ISBN 978-88-6627-018-8 Roberto Cavallo (assessore all’ambiente del comune Isopan è in grado oggi di offrire Isopansafe, una gamma di Alba) passa al setaccio le azioni che compongono la completa di kit linee vita e accessori adattabili a ogni nostra quotidianità, e per ognuna ci indica come ridurre la quantità spazzatura Ispirato a unodi spettacolo teatrale che ha riscosso notevoli consensi,progettuale Meno 100 chili racconta come esigenza ed esecutiva nonché semplici, rapidi e ridurre la quantità di rifiuti che produciamo ogni giorno a casa e al lavoro. che potrebbe generarsi. Dai detersivi alla spina all’acqua delsi può rubinetto, dai trucchi flessibili da installare. 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I risultati e pure divertente. potranno sorprenderci. operatori contro le cadute dal tetto nel corso di interventi Perché se è vero che produciamo un sacco di rifiuti, che inquinano e impongono la costruzione di in quota, permettendo loro di agganciarsi e lavorare su discariche e inceneritori, è anche vero che ridurli è facile, vantaggioso e pure divertente. coperture edili con notevole libertà di movimento e in totale sicurezza. Impiegabili, su fabbricati residenziali, industriali roberto cavallo, è nato a Torino nel 1970 ed è stato assessore all’ambiente di Alba. e commerciali, a del cuiComune conferiscono un notevole valore È il fondatore di ERICA, azienda leader nella consulenza tecnica e comunicazione ambientale per aggiunto, le soluzioni Isopansafe sono uniche per affidabilità, le amministrazioni pubbliche. garantiscono il livello di sicurezza più elevato, senza alcun Brigade Electronics presenta il nuovo Ha pubblicato Il compostaggio domestico. 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| Lampa carica | tutto

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e n o i s a c c o ' l e r e non perdpromuovi e l i b i n e t s o s o p p lo svilu Dal prossimo anno nel centro di CSC sarà abbinato un nuovo inserto dedicato al mondo del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti. Un settore in pieno espansione ed evoluzione.

Nell’inserto verrà approfondita la tematica del rifiuto, speciale e non, con interviste a esperti del settore, analisi del mercato con dati e grafici, soluzioni e prodotti innovativi, macchine e veicoli ecofriendly. Nel supplemento CSC ECO saranno presentati piani mobili, trince, vagliatori, sollevatori, gru e polipi, frantumatori, attrezzature per la demolizione, sistemi di abbattimento delle polveri nei cantieri, macchine per la movimentazione dei rifiuti, impanti per la frantumazione e il riciclo degli inerti.

Un supplemento dedicato al mondo Waste

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