CSC
CANTIERI STRADE COSTRUZIONI SETTEMBRE 2011 anno XXVIII n. 250 - 251
Mensile - Spediz. in abb. postale - art. 2, comma 20/b Legge 66/95 - Filiale di Milano - In caso di mancato recapito restituire all’ufficio CMP Roserio. Il mittente si impegna a pagare i diritti fissi di restituzione.
ASSOBETON
I DATI DI MERCATO
BU PERKINS LA NUOVA SEDE COMASCA
PROVA IN CAVA MERCEDES-BENZ SPRINTER 4x4
MAN HydroDrive PIÙ TRAZIONE PER TUTTI
CAMPO PROVE • PALAZZANI PALOAD PL 165
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La scelta di valore
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PNEUMATICI INDUSTRIALI & OTR EARTHMAX Una forza che cresce insieme alle aspettative di chi lavora: eccellente trattività, ottima resistenza all’usura, mescola resistente a tagli e urti, carcassa protetta egregiamente grazie ad uno strato multiplo di cinture metalliche, contenuto consumo di carburante che permette una più lunga durata del pneumatico. Earthmax rappresenta la sintesi della tecnologia radiale BKT nelle applicazioni Industriali & OTR: una scelta di valore, sviluppata per soddisfare i bisogni specifici degli operatori professionali. Pneumatici BKT Industriali & OTR: risposte innovative, in una gamma tra le più complete e competitive sul mercato.
La situazione non è quindi delle migliori e Assobeton lancia un appello affinché le politiche governative indirizzino in senso virtuoso la selezione, operata inesorabilmente dal mercato, premiando le aziende che operano nel rispetto delle regole. Come Associazione, chiediamo alle Istituzioni di difendere, nel Codice degli Appalti e relativo Regolamento, le imprese specialistiche che hanno investito e investono in tecnologia e nella formazione del personale.
L’OPINIONE
di Renzo Arletti *
Prefabbricazione: verso una selezione virtuosa
L
* Presidente di Assobeton, Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi
a prefabbricazione italiana rappresenta un mercato che vale oggi circa 4.300 ml € e dà lavoro a circa 29 mila addetti che fanno parte di 1.100 imprese del settore. Il comparto italiano rappresenta, in valore, il mercato più grande rispetto al resto d’Europa e, in fatto di qualità, specializzazione e design, rappresenta una punta di eccellenza. La struttura delle aziende che operano nel settore dell’edilizia industrializzata in calcestruzzo è quella tipica italiana, fatta di piccole o piccolissime realtà che seguono prevalentemente due modelli di business: coloro i quali producono “semplicemente” manufatti destinati al mercato delle costruzioni e coloro che, invece, hanno assunto la fisionomia di vere e proprie imprese di costruzione. Nel corso del 2009 e del 2010, il comparto ha perso circa il 40% del proprio valore. I segnali che stiamo raccogliendo per quanto riguarda il 2011 ci fanno pensare ad un anno ancora molto difficile: stimiamo che la capacità produttiva oggi presente in Italia sia circa doppia rispetto al livello dell’attuale domanda. Ad aggravare la situazione, i prezzi dei nostri prodotti e sistemi sono in netto calo e la redditività delle imprese ha toccato livelli insostenibili. Inoltre, hanno negativamente concorso anche fattori esogeni quali l’incremento dei prezzi delle materie prime (energia, acciaio e cemento in primis). La situazione non è quindi delle migliori e Assobeton lancia un appello affinché le politiche governative indirizzino in senso virtuoso la selezione, operata
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inesorabilmente dal mercato, premiando le aziende che operano nel rispetto delle regole. Come Associazione, chiediamo alle Istituzioni di difendere, nel Codice degli Appalti e relativo Regolamento, le imprese specialistiche che hanno investito e investono in tecnologia e nella formazione del personale. Riteniamo, poi, imprescindibile difendere il limite massimo del subappalto al 30% e garantire la serietà dell’operato delle SOA nel rilascio degli attestati di qualificazione. A tal proposito, riteniamo che l’unica attestazione oggettiva che dimostri che un’impresa ha le caratteristiche per ottenere la categoria OS 13 sia rappresentata dal certificato FPC rilasciato da un organismo di certificazione accreditato di parte terza. Infine, sono necessarie una maggiore chiarezza sulle norme (ad esempio quelle attinenti i controlli in accettazione sugli acciai per CA e CAP) e la programmazione di un efficiente piano di sorveglianza del mercato. In Italia esiste poi un problema molto serio di accreditamento e di controllo degli organi di certificazione che il Ministero dovrebbe al più presto risolvere per garantire l’omogeneità delle certificazioni rilasciate e, in definitiva, della qualità e della sicurezza dei manufatti dell’intero settore. Le nostre imprese, insomma, stanno attraversando un periodo di straordinaria emergenza e Assobeton continuerà ad impegnarsi per difendere gli interessi del comparto, rendendosi disponibile a collaborare attivamente con il Ministero al fine di far progredire nella giusta direzione il Paese.
CSC settembre 2011
CSC
ABBONATI
CANTIERI STRADE COSTRUZIONI
Al prezzo 2011
settembre 2011 Anno XXVIII Numero 250 - 251 Direttore responsabile Andrea Aiello In redazione Massimiliano Barberis, Lorella Turchetto. Hanno collaborato Renzo Arletti, Angelo Artale, Giampiero Biglia, Alberto Caletti, Federica Calò, Lele Chichierchia, Giovanni Fassi, Alessandro Maggioni, Mario Marchisio, Alfonso Marra, Pietro Mezzi, Roberto Nicoletti, Pietro Paolo Patat, Giuseppe Provvisiero, Paolo Raffaelli, Andreas Renschler, Rossella Rodelli Giavarini, Daniele Rossetti, Alessandro Rossi, Andreas Schmitz, Stefano Togni, Stefano Zucali, Paolo Zumaglini. Progetto grafico e impaginazione Mariella Salvi Pubblicità dircom@edifis.it Traffico Libera Carlini libera.carlini@edifis.it
approfondimenti interviste rubriche servizi speciali Prove esclusive di macchine e veicoli Abbonamento • Italia
₏ 50
• Europa • Estero
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10 numeri ALl’anno
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CSC settembre 2011
SOMMARIO | settembre 2011 CSC
CANTIERI STRADE COSTRUZIONI
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SETTEMBRE 2011 anno XXVIII n. 250 - 251
Mensile - Spediz. in abb. postale - art. 2, comma 20/b Legge 66/95 - Filiale di Milano - In caso di mancato recapito restituire all’ufficio CMP Roserio. Il mittente si impegna a pagare i diritti fissi di restituzione.
ASSOBETON
I DATI DI MERCATO
BU PERKINS LA NUOVA SEDE COMASCA
PROVA IN CAVA MERCEDES-BENZ SPRINTER 4x4
MAN HydroDrive PIÙ TRAZIONE PER TUTTI
CAMPO • PROVE PALAZZANI PALOAD PL 165
IN COPERTINA MAN - HydroDrive www.mantruckandbus.it
Le Aziende in Questo Numero Acerbi ................................................. 44 Assobeton......................................1, 24
• BKT ............................................ II COP
12 14
MOTORI · Sinergia vincente
16
PNEUMATICI · Dalla Slovenia con tecnologia
18
INFRASTRUTTURE · Una nuova metropolitana a Seattle
20
CALCESTRUZZO · Cinesi Made in Germany
22
CORSI PER MMT · La formazione diventa multilevel
24
PREFABBRICAZIONE Una situazione stagnante
32 36
COMPONENTI · Fra asfalto e cava
44 46 48
TRAINATI · Nuova vita per Acerbi
50
PROGETTO · Un ponte sul fiume Nera
54 58
MOTORI · Il futuro è adesso
• BU Power Systems Italia .III COP, 12 • CGT ...........................................IV COP • Copra ..................................................9 • Daf Veicoli Industriali.......... 25, 46 • Dieci ................................................. 15 Doka . .................................................. 50
• Doosan . .......................................... 35 • Fassi Gru ............................................6 • Fiat Group .........................................4 • Fiera Milano .................................. 61 Goodyear . ......................................... 16
• JCB .................................................... 57
CSC news PNEUMATICI · Al centro del risparmio
INFRASTRUTTURE Più produttività con Navitronic Plus 3D
Komatsu . ........................................... 22 Liebherr ............................................. 18
NOLEGGIO · Le regine del cantiere
ASSOCIAZIONI · A Saie 2011 torna Formoter
• MAN ..............................I COP, 17, 32 • Mercedes . ............................... 38, 45 • Michelin . ................................. 14, 21 • Multitrax ......................................... 11 Nacanco ............................................. 48 Palazzani . .......................................... 26 Peugeot ............................................. 54
• Renault . .......................................... 19 • Rimini Fiera . .................................. 59
26 CAMPO PROVE
Palazzani - Paload PL 165
Una piccola con prestazioni da grande
38 PROVA IN CAVA
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VENDITE · A caccia di nicchie
• John Deere .................................... 23 • Kögel ..................................................8
18
Mercedes-Benz Sprinter 4x4 DI NORMA ESAGERA
48
Sany . ................................................... 20
• SSAB . ..................................................5
RUBRICHE 1 L’OPINIONE Prefabbricazione: verso una selezione virtuosa di Renzo Arletti 6 Esteri ed interni Il credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero di Luca Ferrari 7 Toga e martello Ultimissime novità in tema di costruzioni private (d.L. 70/2011) di Stefano Zucali 8 Gossip machine man-age a trois di Linda Lovelace 9 LineA di sicurezza Duvri i non duvri - quando astenersi dall’elaborazione del documento unico di Lele Chichierchia 11 TUTTO RUOTA Marangoni per l’off road ecologico di Alfredo Intelvi 60 Ecomezzi Comunicare la green economy di Pietro Mezzi
Unacea ............................................... 58
62 Csc eventi
Vögele ................................................ 36
64 Csc vetrina
• Gli Inserzionisti
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CSC settembre 2011
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CSC news È
Con Installia sicuri in cantiere
il programma messo a punto da Harsco Infrastructure, azienda specializzata nella produzione di attrezzature provvisionali, e composto da più prodotti per fornire al cliente una soluzione completa per accrescere gli standard di sicurezza in cantiere. Installia riunisce infatti una serie di funzionali ed efficaci sistemi di protezione collettiva. Innanzitutto la scala a rampa semplice realizzata in acciaio zincato a caldo. Pieghevole e provvista di corrimani, facile da installare e movimentare, può essere utilizzata su differenti dislivelli e inclinazioni, da 40° a 50°, e permette di accedere a diverse altezze, a partire da 0,90 fino a 3,20 m. Le Torri mobili in alluminio Boss sono invece un sistema di impalcatura leggero, utilizzabili sia all’ interno che all’esterno esterno, ovunque sia richiesta una struttura stabile e sicura. Sono componibili secondo un sistema modulare, consentono di raggiungere un’altezza di 14 metri (10 m all’esterno) e sono provviste di sistemi di sicurezza integrati, come le scale integrate ai telai o gli impalcati di lavoro dotati di botole. Per i solai Harsco propone il sistema di protezione Extraguard costituito da montanti a sezione circolare, a supporto delle griglie di protezione. È facile da montare in quanto basta posizionare le griglie, dotate di fermapiede integrato, sui supporti
dei montanti e si possono ottenere una serie di configurazioni, grazie alla versatilità garantita dagli attacchi del sistema e dai dispositivi di fermo nelle varie versioni. Ideale per proteggere il personale che lavora a grandi altezze e con condizioni climatiche particolarmente sfavorevoli o in cantieri particolarmente polverosi, Safescreen è un sistema a schermi rampante che può essere utilizzato in linea con il getto di setti verticali, ma è comunque indipendente dalla cassaforma. Il sistema può essere introdotto a partire dal pavimento del 1° piano con l’uso della base guida e successivamente con la gru si porta in posizione e si fissa al supporto. Il programma Installia si conclude con le scale di emergenze e di servizio Modex realizzate con elementi in acciaio zincato. Si tratta di un sistema modulare caratterizzato da un robusto piattello montato a passo di 50 cm sui montanti verticali. Gli 8 punti di aggancio presenti sul piattello permettono di realizzare facilmente qualsiasi geometria sia in orizzontale che in diagonale, mentre la notevole varietà di lunghezze disponibili consentono di adattarsi a tutte le esigenze del cantiere e dell’ industria. Modex è provvisto di Autorizzazione Ministeriale nr. 21573/OM-4 del 17-07-98 ed è conforme alla normativa europea EN 12810 e 12811 e alla DIN 4420.
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ldes - che produce e commercializza sistemi di ventilazione meccanica controllata, aspirazione polveri centralizzata e protezione antincendio - ha siglato un importante accordo di Convenzione con Assimpredil Ance, Associazione imprese edili e complementari delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza, per la fornitura, a tutti gli associati, di Sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata e di aspirazione polveri.
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azienda veronese, specializzata nel Contract e referente unico per la realizzazione di edifici ecosostenibili, in ambito residenziale, commerciale, industriale, scolastico e ricettivo/alberghiero, ha costruito uno stabile su 2 livelli, in prossimità del borgo medioevale di Bellante, in provincia di Teramo. Per la struttura è stato utilizzato il sistema XLam, una soluzione che prevede elementi di parete, solaio e copertura formati da strati sovrapposti di lamelle di legno incollate. Una metodologia costruttiva in grado di garantire elevate prestazioni antisismiche e una notevole stabilità dimensionale.
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CSC news Allison in Usa
E S T ERI E D IN T ERNI
A
llison Transmission ha scelto il Mid-America Trucking Show 2011 di Louisville (Kentucky) per presentare la nuova trasmissione automatica per trattori stradali. Si tratta di un cambio innovativo, che debutterà sul mercato statunitense a fine 2012. Questa trasmissione è stata progettata per massimizzare la produttività e il risparmio di combustibile non solo durante la guida con continui stop & go, ma anche durante la fase di crociera. È il primo progetto di trasmissione powershift a doppio contralbero per veicoli commerciali, la trasmissione incorpora la tecnologia del convertitore di coppia Allison in modo da assicurare potenza ininterrotta alle ruote. Questo modulo garantisce una maggiore produttività e efficienza nei consumi quando il veicolo è impegnato in tragitti con frequenti fermate e ripartenze, mentre l’architettura del doppio contralbero a dieci velocità consente consumi ancora più contenuti durante la fase di marcia su strade ad alta percorrenza e autostrade. Oltre al cambio marce particolarmente dolce e alla semplicità di guida caratteristica dei cambi completamente automatici, questa nuova tecnologia fornisce a costruttori e operatori un’alternativa competitiva ed efficiente ai cambi semiautomatici. In linea con l’impegno di Allison a migliorare l’efficienza nell’utilizzo del carburante, anche la nuova trasmissione è dotata di una gamma di funzioni intelligenti tra cui l’LBSS (Load Based Shift Schedules, che seleziona i punti di cambio marcia in base al profilo topografico del tragitto e al carico del veicolo) e il RELS (Reduced Engine Load at Stop, che riduce il carico sul motore durante le fermate). Queste funzioni, configurate sulla base della catena cinematica del veicolo, forniscono l’ottimo equilibrio tra prestazioni ed economia dei consumi in base all’applicazione, alle esigenze del cliente e ai cicli di lavoro.
A cura del dott. Luca Ferrari*
Il credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero
L
e imprese italiane, ma anche le persone fisiche, si trovano oggi giorno frequentemente innanzi all’opportunità di operare all’estero e di conseguenza produrre redditi oltre confine, che spesso comportano la conseguenza di dover assolvere agli obblighi fiscali, specie con riguardo alle imposte dirette. Il criterio sul quale si fonda il sistema tributario italiano è costituito dalla tassazione su base mondiale (worldwide principle), che consiste nell’imponibilità dei soggetti residenti fiscalmente in Italia per i redditi ovunque prodotti, sia in Italia che all’estero. Per eliminare l’eventuale doppia imposizione giuridica, ovvero la tassazione del medesimo reddito sia da parte del paese straniero in cui il reddito è prodotto che in Italia, è vigente il meccanismo del credito d’imposta disciplinato dall’art. 165 del T.U.I.R. Questo istituto domestico è applicabile congiuntamente alle previsioni eventualmente contenute nelle convenzioni contro le doppie imposizioni, qualora vigenti, stipulate tra l’Italia ed il paese in cui il reddito estero viene prodotto. Il contribuente italiano, che sia una persona giuridica oppure una persona fisica, rispettivamente soggetto passivo d’imposta IRES ovvero IRPEF, potrebbe detrarre dall’imposta dovuta in Italia i tributi corrisposti all’estero in via definitiva. Tuttavia, vi sono delle limitazioni nella normativa italiana circa la detraibilità delle imposte già sconta-
te all’estero sul medesimo reddito tramite il meccanismo del credito d’imposta: Particolare attenzione deve essere prestata al sopra richiamato requisito di definitività del tributo, concetto collegato al principio di irripetibilità dell’imposta, disciplinato dall’art. 165, comma 4, del T.U.I.R., che consente la detrazione a patto che venga richiesta nella dichiarazione dei redditi che concerne il periodo d’imposta a cui si riferisce, congiuntamente al pagamento delle imposte nel paese straniero a titolo definitivo precedentemente alla data di presentazione della dichiarazione in Italia. Non è consentito detrarre le imposte in misura superiore alla quota dovuta in Italia; ne consegue che non è consentito un credito d’imposta che sia maggiore rispetto all’imponibilità prevista dall’ordinamento italiano, in quanto la portata dell’art. 165 del T.U.I.R. è tesa all’eliminazione della doppia imposizione giuridica, non certo al finanziamento del contribuente tramite la restituzione dell’eventuale superiore tassazione scontata all’estero. Un altro requisito utile all’attribuzione del credito d’imposta è subordinato alla similarità dell’imposta assolta nel paese estero. Questo concetto pare ragionevole intenderlo in applicazione dei principi tributari vigenti secondo il sistema italiano, è un presupposto collegato alla tipologia del tributo ovvero alla natura di imposta diretta sul reddito, indipendente-
* Eamon Consulting SA, Chiasso · luca.ferrari@eamonconsulting.ch
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mente dalle modalità di prelievo. Un valido supporto al fine di circoscrivere il concetto di similarità è spesso fornito dalle convenzioni bilaterali sulle doppie imposizioni, che sovente disciplinano un’elencazione dettagliata ed esaustiva dei tributi che soggiacciono all’applicazione del Trattato. Inoltre, non è possibile operare compensazioni tra le detrazioni applicabili agli eventuali redditi esteri prodotti in paesi diversi, la quantificazione del credito d’imposta dovrà avvenire separatamente per ognuno degli stati esteri in cui il soggetto ha prodotto dei redditi (c.d. per country limitation). Infine, è bene segnalare la documentazione utile alla richiesta di detrazione, anche nell’ottica di conservazione della documentazione futura da esibire o trasmettere agli Uffici finanziari in caso di controllo formale ex art. 36-ter del D.P.R. n.7600/1973. Il supporto documentale principale consiste nella ricevuta che attesti il pagamento dell’imposta a titolo definitivo emesso dall’Autorità finanziaria straniera, oppure, nel caso di imposizione tramite ritenute alla fonte, è considerata equivalente la ricevuta della banca autorizzata ad agire quale sostituto d’imposta; in entrambi i casi con attestazione circa l’effettivo pagamento in data precedente rispetto alla presentazione della dichiarazione relativa al reddito per il quale si richiede la detrazione delle imposte già assolte all’estero.
CSC news TOGA E MARTELLO A cura dell’Avv. Stefano Zucali di Milano, esperto in diritto degli appalti, contrattualistica e diritto amministrativo*
ULTIMISSIME NOVITÀ IN TEMA DI COSTRUZIONI PRIVATE (D.L. 70/2011)
I
l 13 maggio 2011 è stato pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n.110 il Decreto Legge n.70 intitolato “Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per l’economia” ma meglio noto come “Decreto sviluppo”. Si tratta di un provvedimento governativo d’urgenza, e come tale dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni (salvo proroghe), che si propone di attuare una ulteriore semplificazione e snellimento procedurale in alcuni settori produttivi potenzialmente trainanti tra i quali spicca quello dell’edilizia. In particolare, l’art. 5 del Decreto in esame contiene alcune importanti novità che, nelle intenzioni del Governo, dovrebbero realizzare la “liberalizzazione delle costruzioni private”. Tra queste novità è importante sottolineare la totale sostituzione dell’art. 20 D.P.R. 380/2001 (Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) che introduce l’istituto del silenzio-assenso per il rilascio del permesso di costruire. La norma stabilisce, infatti, l’iter procedimentale per la presentazione della domanda per il rilascio del permesso di costruire prevedendo che “decorso inutilmente il termine per l’adozione del prov-
vedimento conclusivo, ove il dirigente o il responsabile dell’ufficio non abbia opposto motivato diniego, sulla domanda di permesso di costruire si intende formato il silenzio-assenso, fatti salvi i casi in cui sussistano i vincoli ambientali, paesaggistici o culturali” (art. 20 comma 8). In altre parole, con la sola esclusione delle ipotesi in cui esiste un vincolo ambientale, paesaggistico o culturale, il permesso di costruire si intenderà rilasciato dalla Pubblica Amministrazione dopo il decorso di 90 giorni, per i Comuni sotto i 100 mila abitanti, ovvero di 180 giorni, per quelli superiori a questa soglia di abitanti. Si tratta di una novità davvero rivoluzionaria perché, nell’ottica della semplificazione amministrativa, estende espressamente anche alla materia edilizia l’applicazione del silenzioassenso disciplinato sino ad ora, in via generale, dall’art. 20 della Legge 241/1990. Ma le innovazioni apportate dal D.L. 70/2011 non si esauriscono con l’introduzione del silenzio-assenso per il permesso di costruire. L’art. 5 del cd. Decreto-sviluppo, ponendo fine ad una serie di dubbi interpretativi sulla normativa vigente, ha anche precisato che la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), introdot-
ta dal novellato art. 19 della Legge 241/1990 in sostituzione della DIA (Dichiarazione di Inizio di Attività), si applica anche alla normativa edilizia (sul punto si era già espresso il Ministero della Semplificazione con circolare del 16.9.2010; v. rubrica legale CSC novembre - dicembre 2010). Sempre in tema di SCIA, vengono dettate anche alcune importanti norme procedurali secondo cui “la segnalazione corredata dalle dichiarazioni, attestazioni e asseverazioni nonché dei relativi elaborati tecnici, può essere presentata a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento” e il termine di sessanta giorni, previsto dal 3 comma dell’art.19 Legge 241/1990 come limite temporale al controllo della P.A. è ridotto a trenta giorni, dalla data di invio della segnalazione, proprio nella materia dell’edilizia. In conclusione, si può certamente affermare che il Governo si è reso conto del momento particolarmente delicato in cui si trova il settore dell’edilizia ed ha accelerato il processo di semplificazione e di liberalizzazione già in atto. Si tratta di vedere se questi interventi si riveleranno realmente efficaci o se le inevitabili problematiche applicative ne ridurranno gravemente la portata e l’utilità.
* Per contatti: 02 54122117 - stezucali@tiscali.it
Autodesk si fa semplice
N
asce Autodesk 123D: un’applicazione Windows-based per la modellazione 3D disponibile da oggi in versione beta per il download gratuito. Adesso con l’app. Autodesk 123D chiunque può realizzare modelli 3D molto accurati: non serve essere ingegneri, disegnatori o tecnici. Appassionati e designer in erba possono dar vita ai loro progetti grazie a potenti funzionalità per la modellazione digitale, cui si affiancano una serie di servizi per la creazione di oggetti fisici offerti dai partner Autodesk sul sito dedicato (http://www.123dapp.com/). Gli utenti hanno anche la possibilità di acquistare prodotti finiti che possono essere stampati in 3D o assemblare modelli a partire da materiali tagliati con laser 2D, come il cartone, una fra le varie opzioni di personalizzazione rese possibili da Autodesk123D. Per offrire questi servizi, Autodesk ha stretto una serie di nuove partnership con alcuni fornitori specializzati, fra cui: 3D Systems - Fornitore leader di soluzioni per la costruzione di oggetti tridimensionali e stampanti 3D per passare subito dall’idea alla realtà. Ponoko - Questo servizio online per la realizzazione di progetti su commissione consente agli utenti di Autodesk 123D di inviare il design di un oggetto selezionando i materiali e fornendo le specifiche necessarie alla concretizzazione della loro idea, lasciando che Ponoko lo assembli, curandosi dell’aspetto produttivo e propriamente industriale. All’interno del sito è inoltre presente una completa piattaforma di e-commerce che permette agli utenti di vendere i propri oggetti online. TechShop - Una community online dove artisti, inventori e progettisti in erba possono dare corpo alle loro idee grazie a svariati strumenti, come fresatrici, saldatrici, seghe da banco, trapano presse, macchine per il taglio laser, macchine da cucire industriali, stampanti 3D.
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CSC settembre 2011
Fassi per la sicurezza
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ino al 30 settembre sarà prorogata l’iniziativa ‘Raddoppia la sicurezza’ che il gruppo di Albino Fassi promuove ogni anno, e che è dedicata alla formazione degli operatori delle gru. I corsi si fondano su criteri di massima affidabilità, serietà e competenza, elaborati da Ispel/Inail e da Cenpi, l’Ente europeo notificato del ministero del Lavoro. Al termine del corso viene rilasciato un attestato nominativo abbinato a un tesserino di riconoscimento che determina l’operatore come ‘formato’ secondo le richieste normative di cantiere e gli obblighi previsti nel Durv (Documento unico valutazione rischi).
Mari pensa pesante
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nsieme ai pneumatici vettura e commerciale, Magri Gomme ad Autopromotec non ha perso l’occasione per esporre i suoi più importanti disegni autocarro, primo fra tutti il disegno GT Radial GSR220. Dedicato all’uso regionale e per asse anteriore direzionale, questo modello presenta tutte le caratteristiche più performanti e sicure per un uso in viaggi a medio/corto raggio. GT Radial GSR220 è stato sviluppato con una carcassa molto resistente e con spalle compatte e robuste e il suo disegno battistrada, regolare e omogeneo, è capace di minimizzare il rumore dovuto al rotolamento, garantendo un comfort di marcia adeguato. Insieme al GSR220, GT Radial Mari ha esposto due anteprime di notevole importanza, che saranno disponibili sul mercato dall’autunno del 2011: GT Radial GDL617 e GT Radial GAM831. Il primo modello è dedicato principalmente ad un uso per lunghe percorrenze e per asse trattivo, caratterizzato da un basso impatto ambientale grazie a una migliorata resistenza al rotolamento. Il secondo pneumatico è stato invece sviluppato per l’uso cava/cantiere. GT Radial rafforza così la propria presenza alla fiera dell’after market più importante in Italia, pronta a sviluppare il proprio mercato. GT rappresenta infatti oggi il 4° produttore al mondo nel segmento truck. GT Radial infatti identifica la gamma di pneumatici prodotti dal gruppo indonesiano PT Gajah Tunggal TbK, con 5 fabbriche in Cina e una in Indonesia.
CSC news Seli: costruzione su Licenza di 5 nuove EPB TBM
A
solo un anno di distanza l’accordo industriale tra Seli e Kawasaki da i suoi frutti. Recentemente, infatti, a Roma è stato firmato l’ordine per la costruzione di cinque nuove EPB TBM dedicate allo scavo delle metropolitane di Copenhagen e Bangalore, per un valore totale di 35 milioni di Euro. Queste macchine, che verranno assemblate negli stabilimenti Seli di Aprilia, rappresentano lo state of the art dell’attuale tecnologia di questo importante settore. La filosofia dell’accordo che comprende anche l’ordine non è tesa unicamente a realizzare un’economia industriale attraverso le due unità produttive in Giappone e in Italia, ma è soprattutto volta a garantire un prodotto di qualità e tecnologia decisamente superiore a quella della concorrenza. Le ultime gare aggiudicate (fra cui la metropolitana di Bangalore) hanno infatti premiato Seli rispetto alla concorrenza proprio per il suo alto valore innovativo e di esperienza. Questi successi contribuiscono a portare il portafoglio lavoro della Seli vicino a 1.000 milioni di euro, il target che il management ha fissato per la fine del 2011. Questi i dettagli dell’accordo industriale di durata quinquennale: costruzione e commercializzazione da parte di Seli (Roma) di talpe TBM EPB (Earth Pressure Balance) su licenza Kawasaki con un diametro compreso tra i 5,5 e i 15,5 metri. L’obiettivo di posizionamento sul mercato è diventare il secondo “gruppo” mondiale per dimensioni nella realizzazione e fornitura di TBM per lo scavo di gallerie, con una potenzialità produttiva annua complessiva di circa 50 macchine/anno negli stabilimenti in Giappone ed in Italia.
Perché "3 per 4" da Kögel "fanno meno 35"?
4m
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Kögel Mega
Perché il nuovo Mega presenta un'altezza totale di 4 m con un'altezza interna libera di 3 m. Riduzione di 35 mm
Kögel offre ora anche un semirimorchio Mega con un'altezza totale di 4 m. Grazie ad un'arte ingegneristica innovativa, Kögel ottiene una riduzione di 35 mm dell'altezza del collo mantenendo la piena stabilità. Il cliente può così sfruttare appieno il trasporto volumetrico.
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E così la signora del popolo (Volkswagen) ha sposato l’uomo forte e rispettabile (MAN), con il 53,7%, soffiandolo agli sguardi concupiscenti di Fiat Industrial. Gli ultimi mesi di corteggiamento sono stati a dir poco burrascosi anche per la presenza di una bella svedese, Scania. MAN, infatti, già nel 2007 ne aveva tentato, respinto, la conquista, riprovando tre anni dopo, sotto l’egida di VW, che controllava entrambe le società. Però una storia di tangenti pagate da funzionari MAN, risolta da una indagine interna al Gruppo, con molti licenziamenti ad alto livello, e una salata multa comminata dalla Procura di Monaco di Baviera, aveva contribuito ad accantonare l’operazione. Ora la casa di Wolsburg, spinta dalla fregola di aggregare, rafforzare la sua presenza nel mercato del trasporto e superare di slancio Toyota nel 2018, ha all’attivo ben due partner di rilievo: MAN e Scania. Come gestirà questo complicato triangolo? Ipotesi se ne fanno poche, ma in Sud America, da qualche tempo, i camion MAN sono commercializzati con il marchio VW e un inconfondibile family feeling. E all’ultima IAA lo stand Man era già in comune con quello dei pesanti Vw brasiliani.
Linda Lovelace
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CSC news Linea di sicurezza A cura di Lele Chichierchia*
DUVRI i non DUVRI - Quando ASTENERSI DALL’ELABORAZIONE DEL DOCUMENTO UNICO L’art. 26 (Obblighi connessi ai contratti d’appalto e d’opera o di somministrazione) del D. Lgs. 81/08 e s.m.i. sancisce al c. 1 che, in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture ad imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi all’interno della propria azienda o unità produttiva il datore di lavoro (committente) deve verificare l’idoneità tecnico-professionale delle imprese chiamate, e fornire alle stesse informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui opereranno e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività. Al c. 2, stabilisce poi che “I datori di lavoro cooperano all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro” sempre in relazione ai lavori appaltati “e coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i
lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte.” [In pratica io ti dico che rischi trovi nella mia azienda e tu mi dici quali rischi porti all’interno della stessa in funzione dell’oggetto dell’appalto]. Infine il c. 3 stabilisce che per promuovere tale collaborazione il datore di lavoro committente elabora “un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento è allegato al contratto di appalto o di opera e va adeguato in funzione dell’evoluzione dei lavori, servizi e forniture. [omissis]”. Il c. 3-bis deroga a tale obbligo dicendo che l’elaborazione “non si applica ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di ma-
teriali o attrezzature, nonché ai lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai due giorni, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza di particolari rischi di cui all’All. XI”. Il dubbio interpretativo era su cosa si intende per “lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai due giorni” e la risposta del Ministero del Lavoro è stata: “in via preliminare, si osserva che la ratio sottesa alla norma è quella di non gravare, attraverso l’obbligo di redazione del DUVRI, le imprese appaltatrici di servizi che comportino l’espletamento di pratiche ordinarie prive di rischi interferenziali e i lavori di breve durata, in quanto esso diverrebbe un inutile fardello formale, senza peraltro privare di tutela quelle prestazioni lavorative che, pur esplicandosi in un breve arco temporale, presentano comunque, per la
natura della prestazione ovvero per il particolare contesto in cui si svolgono, dei rischi di interferenza (come ad esempio avviene nelle prestazioni manutentive). Alla luce di quanto sopra si ritiene che i due giorni di cui alla norma in esame siano da computarsi con riferimento ad un arco temporale non necessariamente continuativo, ma anche complessivo e derivante dal cumulo delle singole prestazioni, anche episodiche, effettuate comunque in un lasso temporale di riferimento di ragionevole durata - come si potrebbe plausibilmente ritenere un anno solare - tenuto conto anche dell’eventuale durata contrattuale della prestazione lavorativa. Sembra opportuno, infine, sottolineare che, anche nei casi sopra detti, resta comunque obbligatoria l’osservanza delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 26 del D. Lgs. 81/08 e s.m.i.”.
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CSC news Oil & Steel lancia un nuovo modello
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o scorso 13 luglio 2011 l’azienda di Modena ha presentato la nuova piattaforma aerea Snake 2311 Compact REL presso lo stabilimento Ducati di Bologna, cuore di un marchio italiano apprezzato in tutto il mondo e simbolo intramontabile di design, performance ai massimi livelli e affidabilità. In questa splendida cornice i partecipanti hanno assistito alla presentazione tecnica e dimostrativa della nuova piattaforma aerea, un modello di quattro stabilizzatori a discesa verticale “in sagoma”, manovrabili singolarmente e indipendentemente, il cui distributore idraulico-manuale trova posto a livello del telaio. La nuova nata presenta un sistema di comando e di controllo di tipo elettroidraulico, le cui componenti principali sono posizionate comodamente sulla colonna. Inoltre, il doppio pantografo assicura la possibilità per l’operatore sul cestello di eseguire manovre verticali - a filo di piombo - di precisione pressoché millimetrica.
Niederstätter: due gru per l’Aquila
Haulotte e Tecnoeleva consolidano la partnership
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partire dallo scorso maggio Tecnoleva, società con sede a Bitonto (Ba) che si occupa di noleggio, assistenza tecnica e vendita di mezzi adibiti al sollevamento di persone e merci, è diventata distributore autorizzato Haulotte per la Puglia e Basilicata. “Il rapporto con Haulotte, oggi il nostro partner esclusivo per le piattaforme aeree, è nato innanzitutto fra persone più che fra aziende: un primo investimento, nel 2006, confermato in maniera importante nel 2007, e una relazione che si è sviluppata nel tempo sempre all’insegna della massima collaborazione, e che oggi trova naturale sbocco in questa nuova avventura che abbiamo deciso di intraprendere insieme”, ha affermato Francesco Gelao, amministratore di Tecnoeleva. Nicola Violini, Direttore della filiale Haulotte Italia, ha così confermato le ragioni della scelta: “Grazie a questo accordo Haulotte non solo incrementa la rete dei dealer al fine di coprire sempre meglio il territorio nazionale, ma rafforza anche la propria presenza in una zona strategicamente importante come quella pugliese e del Sud Adriatico, potendo contare sulla struttura, l’esperienza e le competenze di un’organizzazione solidamente radicata nel territorio come Tecnoeleva”. All’interno del proprio parco macchine a noleggio, Tecnoeleva offre: piattaforme aeree su autocarro, piattaforme aeree semoventi verticali e articolate, ragni, carrelli sollevatori telescopici, rotanti e fissi, ponteggi elettrici a colonne auto sollevanti e a funi, container per stoccaggio e abitativi, autogrù, muletti, autoscale, generatori. Oltre a una gamma costantemente aggiornata, l’azienda barese propone un pacchetto di servizi di supporto, fra cui spiccano le attività di formazione erogate dal Centro Autorizzato dell’azienda, che fornisce su tutto il territorio nazionale corsi per operatori programmati con Ipaf (International Powered Access Federation) e Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro) come previsto dagli obblighi legislativi.
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i tratta di una Liebherr 154 EC-HM6 e una 71 K e sono state fornite al Consorzio Piazza della Prefettura. Si tratta del primo Consorzio che dopo la messa in sicurezza di edifici (prefettura, chiesa e abitazioni private) in una grande area del centro storico, sta avviando i lavori di ricostruzione. Il sisma del 6 aprile 2009 ha devastato la maggior parte degli edifici. Il Palazzo del Governo, un antico monastero agostiniano del 1250 dC, è andato quasi completamente distrutto: il secondo piano è crollato sulle abitazioni di fronte, mentre le sale del primo piano e piano terreno hanno subito ingentissimi danni. La messa in sicurezza è avvenuta con il supporto di due restauratrici per evitare di disperdere il patrimonio storico-artistico del palazzo. Recentemente Maria Niederstätter si è recata personalmente con i propri tecnici a l’Aquila per verificare lo stato dei lavori. Le due gru, che erano state inizialmente utilizzate per la messa in sicurezza di una chiesa, sono state successivamente spostate in tempi record e in condizioni precarie per riuscire ad offrire la migliori efficienza nell’avvio dei lavori di restauro. L’efficienza dell’azienda altoatesina è stata fondamentale quando al cantiere del centro storico serviva urgentemente un ricambio: da Bolzano è partito un tecnico con il pezzo su un aereo privato atterrato direttamente nei pressi de L’Aquila.
Hitachi: recupero marittimo in Mauritania
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ell’arco degli ultimi 20 anni, nella baia di Nouadhibou, in Mauritania, sono stati abbandonati circa 300 vascelli. Per risanare il porto che ha raggiunto pericolosi livelli di sovraffollamento, è in corso un’operazione per rimuovere i relitti, che pesano dalle 200 alle 1.200 tonnellate. In particolare, tre escavatori Hitachi ZX870-3 saranno usati dalla società olandese Mammoet Salvage per rimuovere e demolire 70 delle carcasse galleggianti. L’Unione europea investirà nel progetto 28,8 milioni di euro, con lo scopo di liberare la rotta per il grande volume di traffico marittimo presente nell’area per finalità industriali e legate alla pesca. Il lavoro previsto nell’ambito di questo progetto è appena iniziato e si prevede che durerà complessivamente 22 mesi. Gli escavatori Zaxis dovranno frammentare le navi depositate sul fondo e ottenere pezzi di piccole dimensioni e quindi più gestibili, inoltre lavoreranno da un pontone, poiché i vascelli sono tutti ancorati al largo. Le macchine sono state modificate e fornite al cliente in sole tre settimane dal concessionario ufficiale Hitachi nei Paesi Bassi, Hitachi Construction Machinery (Europe) NV (HCME) Domestic. Ogni ZX870-3 è stato equipaggiato con una potente cesoia da taglio e il suo braccio è stato allungato di 1,5 metri. Sono stati montati contrappesi di cinque tonnellate per garantire che possano movimentare in sicurezza pezzi di metallo di grandi dimensioni. Le macchine inoltre sono in versione cingolata per potersi muovere in sicurezza sul pontone.
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CSC news I tester Bosch
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T u tt o r u o ta A cura di Alfredo Intelvi
Marangoni per l’off road ecologico
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er tutti coloro che utilizzano per lavoro un veicolo fuoristrada (per edilizia, la cantieristica, l’agricoltura, il soccorso e la protezione civile) pneumatici ricostruiti di qualità certificata possono rappresentare una soluzione vincente. Sia dal punto dell’efficienza che del contenimento dei costi di gestione - così importante in questi momenti di crisi economica - e dell’impatto ambientale. I pneumatici ricostruiti per fuoristrada della linea Marix Ecology consentono infatti abbattere i costi di circa il 40% rispetto ad analoghi prodotti nuovi senza nulla perdere in fatto di qualità. La gamma Marix Ecology 4x4, certificata TÜV e omologata in base alla normativa ECE ONU 108R, comprende 9 differenti linee di pneumatici ricostruiti, sviluppate in funzione di impieghi anche molto diversi tra loro. Tra gli utenti dei veicoli a trazione integrale ci sono infatti persone che hanno bisogno di pneumatici adatti ad impieghi al 90% in fuoristrada, ma anche per impieghi stradali al 95%. Uno degli aspetti qualificanti della gamma Marix Ecology 4x4 è che Marangoni,
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sviluppa e produce al suo interno mescole specifiche per pneumatici ricostruiti destinati all’impiego in fuoristrada e che, in ottemperanza con le nuove normative europee per ridurre l’impatto ambientale dei pneumatici, per questa gamma utilizza esclusivamente mescole “zero oil” ovvero realizzate con oli ecologici che non lasciano residui inquinanti per il terreno. Il tutto senza venir meno ovviamente a tutte quelle caratteristiche di aderenza, durata e sicurezza che fuoristradisti ed utenti di veicoli 4x4 ritengono giustamente irrinunciabili. Il marchio Marix, introdotto dal gruppo Marangoni diversi anni fa per indicare le li-
nee di ricostruiti per autovetture, commerciali leggeri e 4x4, contraddistinguerà entro breve tutti i pneumatici ricostruiti prodotti industrialmente dall’azienda di Rovereto e quindi anche quelli per veicoli industriali, veicoli da cava e cantiere, autobus e pullman, movimento terra. Il processo di ricostruzione seguito nello stabilimento Marangoni di Rovereto per realizzare tutti i pneumatici Marix adotta da tempo le più avanzate procedure di qualità a tutti i livelli. Oltre alle necessarie omologhe obbligatorie Marangoni ha diverse certificazioni quali quella di qualità ISO 9001 2008, quella ambientale UNI EN ISO 14001:2004 e TUV.
osch produce da sempre componenti sia per i veicoli commerciali leggeri sia per quelli pesanti; dai motorini di avviamento agli alternatori, dai sensori ai sistemi di gestione del motore diesel. In occasione di Autopromotec Bosch ha presentato due nuovi tester per operare su questi veicoli: il modulo KTS Truck, utilizzabile con un PC o un computer portatile, e la soluzione completa denominata KTS 800 Truck, che comprende anche la nuova DCU (Diagnostic Control Unit), ovvero un nuovo “tablet PC” sviluppato da Bosch. Il modulo KTS Truck può essere collegato a qualunque PC tramite una connessione Bluetooth, per lavorare agevolmente e senza fili anche attorno ai veicoli più voluminosi. Il tablet PC DCU 130, fornito con il KTS Truck nella versione KTS 800 Truck, è un computer touchscreen da 13” con struttura in materiale morbido, capace di resistere agli urti e agli spruzzi d’acqua, tipici dei lavori condotti in esterno. Pratico ed efficiente, può operare anche solo con una delle due batterie al litio di cui è provvisto. Leggero e compatto, è facile da maneggiare in quanto pesa solo 2,7 Kg con entrambe batterie al suo interno. Si può connettere, via cavo o Bluetooth, al sistema centrale dell’officina e al veicolo senza limitazioni. Fra i complementi disponibili, inoltre, vi sono la stazione di ricarica/ connessione alla rete officina, la stampante e i cavi di collegamento specifici per i veicoli. Il software ESI[tronic] Truck fornisce all’operatore tutte le informazioni tecniche relative al circolante europeo. In continua implementazione, comprende diagnosi, informazioni sui sistemi, diagrammi, dati di manutenzione e riparazione, cataloghi ricambi Bosch e ZF con informazioni riguardanti cambi automatici, sterzo, sospensioni e frizioni.
Terex Corporation vuole Demag Cranes
ttraverso la propria filiale tedesca Terex Industrial Holding AG, l’americana Terex Corporation presenterà un’offerta pubblica per acquisire l’intero capitale azionario della Demag Cranes AG, azienda di Dusseldorf specializzata nella produzione e manutenzione di gru per uso industriale e portuale. L’offerta, che dovrà essere accettata dagli azionisti dell’azienda tedesca per una quota non inferiore al 51% dell’intero capitale azionario, sarà di 41,75 euro per ciascuna azione di Demag Cranes, cifra che colloca il valore dell’azienda tedesca a circa 883,9 milioni di euro. “Unendo le nostre attività aggiungeremo una nuova categoria di prodotti di gru e di mezzi di sollevamento e creeremmo un player leader mondiale nelle attrezzature portuali”, ha dichiarato il presidente e amministratore delegato di Terex Corporation, Ronald DeFeo.
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motori
BU POWER SYSTEMS ITALIA
Sinergia vincente
In alto, la nuova sede di Gironico (CO); Gwenne Henricks e Carsten Bücker nel corso della cerimonia di inaugurazione e alle prese con il taglio del nastro.
Inaugurata lo scorso maggio, alla presenza del management inglese, tedesco e ovviamente italiano, la nuova sede di BU Power Systems Italia, a pochi passi dal lago di Como, è il centro di riferimento non solo per ordinare i motori Perkins e avvalersi dell’assistenza a essi dedicata, ma anche per richiedere i ricambi originali grazie al servizio Consegna Diretta.
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i è conclusa l’acquisizione di motori Perkins, la filiale italiana, da parte del Gruppo tedesco. A coronare la nuova strategia di Perkins, che mira ad avere un unico distributore per ogni nazione, lo scorso 31 maggio è stata inaugurata la nuova sede a Gironico (Como) di BU Power Systems Italia. “La nuova struttura, che annuncia un periodo entusiasmante per Perkins in Italia, è il frutto di una grande opera di pianificazione, investimenti e lavoro di squadra. La realizzazione di questa opera ha richiesto più di un anno, ma il risultato ottenuto è davvero speciale ed è anche una dichiarazione evidente di ciò che Perkins, operando insieme e attraverso Bu Power, vuole raggiungere nel mercato italiano. Innanzitutto questa nuova impresa offrirà
un servizio migliore ai clienti italiani e incrementerà la nostra capacità di supporto al prodotto per il marchio Perkins in Italia”, così ha esordito Gwenne Henricks, presidente di Perkins, poco prima del taglio del nastro precisando che “Questo è quello che ci hanno chiesto molti nostri clienti. Infatti, con l’aumentare della complessità nella tecnologia dei motori, una relazione più stretta è vista come un’esigenza fondamentale e un elemento distintivo per Perkins. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno di un’organizzazione più forte a livello locale con la massa critica necessaria per poter investire nelle persone, nei processi, nei sistemi e nelle infrastrutture”. Questa collaborazione coniuga perfettamente le
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competenze e il solido kwow-how del team Perkins Motori con l’elevata esperienza di BU Power, che oggi rappresenta uno dei principali distributori di Perkins con le proprie attività in Germani e Polonia. “Con l’ingresso di BU Power Systems Italia in BU Power Group la nostra azienda è divenuta il principale distributore Perkins al mondo. Perkins è il principale brand in tutta l’organizzazione BU. La fiducia tra Perkins e BU è talmente forte che BU sta investendo senza alcuna preoccupazione la maggior parte del suo capitale nel business Perkins. Perkins a sua volta sta affidando parte del mercato Europeo a BU Power Group” ha affermato Carsten Bücker, presidente di BU Power.
motori
BU POWER SYSTEMS ITALIA
DALLA PIETRA MILIARE AI MOTORI DEL DOMANI Durante lo scorso Conexpo, Perkins ha presentato la propria pietra miliare: il suo primo Tier 4 Final. Si tratta della 400F, l’ultima versione di un motore che rappresenta per gli OEM di macchine compatte una soluzione ideale. Il formato compatto, a tre e quattro cilindri, è in grado di agevolare il passaggio dall’attuale legislazione sulle emissioni al Tier 4 Final/Stage IIIB, considerando che il 97% dei componenti è stato ripreso dal precedente motore Tier). Pertanto, i cambiamenti minimi che si ritrovano nella nuova serie 400F (come il dispositivo di post-trattamento dei gas di scarico, progettato per essere il più compatto possibile, con modalità di montaggio flessibili) implicano una riprogettazione limitata della macchina da parte del produttore e ciò è un fattore rilevante. “In azione sul campo, il nuovo motore ottimizza i consumi, riducendo i costi di esercizio e l’emissione di calore per contribuire ad avere un ambiente più pulito e a mantenere compatte le dimensioni di installazione del motore”, ha dichiarato il presidente Perkins. Sempre nel corso di Conexpo, sono state presentate le soluzioni per i motori di grandi dimensioni rispetto ai prossimi regolamenti Tier 4 Final e Stage IV. Ai motori sopra i 56 kW verrà associata la Riduzione Catalitica Selettiva (SCR), una tecnologia che, oltre al combustibile diesel, necessita di un secondo fluido contenente una sostanza organica chiamata urea. “Unitamente alla tecnologia per la riduzione degli ossidi di azoto (NOx), la soluzione che combina SCR e Tier 4 Interim/Stage IIIB offrirà ancora una volta all’utente finale la performance migliore in termini di costi per possesso e gestione”, ha aggiunto la Henricks annunciando inoltre che “a partire da agosto del 2011 produrremo la versione a sei cilindri e da 7 l del motore 1106 nello stabilimento di Wuxi in Cina. Questo evento è la conseguenza di un significativo investimento in questa nuova struttura cinese che si sviluppa su 43.000 mqdi superficie di produzione e offre una capacità produttiva di 60 mila motori/anno”. “Da agosto – ha concluso la Henricks – potremo offrire l’Electropak meccanico da 200 kVa a sei cilindri e, a partire da gennaio 2012, sarà disponibile un motore meccanico a sei cilindri in grado di produrre 145 kW a Tier 2 e 130 kW a Tier 3”.
LE SFIDE DEL MERCATO Se si analizzano le ultime tendenze del mercato dei motori, emerge sempre più chiara la sensazioni che ci si trovi davanti a una serie di sfide. Prima di tutto l’avvento delle nuove norme sulle emissioni che ha aumentato la complessità dei motori e, di conseguenza, anche le esigenze di servizio. Contemporaneamente poi, i possessori di impianti e gli operatori sono sempre più esigenti proprio a fronte dell’inasprimento della concorrenza nei loro mercati. “Oggi la nostra gamma di motori è probabilmente più ampia e più completa di quanto non lo sia mai stata – ha precisato Gwennw Henricks – e con tutta probabilità ora potremo implementare più applicazioni che in passato”. Attualmente poi i clienti richiedono maggiore produttività, coerenza e velocità nel servizio che deve mirare a realizzare soluzioni a 360°, sia che si tratti di un componente, di informazioni tecniche o elettroniche o di competenza ingegneristica. E poi si sa, per l’utente finale il tempo è denaro, pertanto i tempi di fermo dell’attività sono costosi e improduttivi: per questo l’assistenza al bisogno specifico, che sia in loco, in un campo o in un’officina, è fondamentale per assicurare la continuità della produttività del cliente. “Per rispondere a queste sfide – ha spiegato il presidente di Perkins –abbiamo creato questa nuova realtà, che capitalizza l’esperienza del nostro precedente ufficio italiano e si rafforza attraverso le risorse di BU Power Systems. Siamo fermamente convinti che questo nuovo distributore, grazie ad un efficiente servizio di Assistenza clienti, apporterà un livello di eccellenza nel supporto del prodotto in tutta Italia in termini di qualità, completezza e rapidità. Concretamente, questo significa offrire la consegna dei pezzi di ricambio il giorno successivo, aumentare la portata della fornitura dei motori, fornire supporto ingegneristico avanzato e logistica di alto profilo”. Oltre a ciò, c’è anche
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un altro fattore importante da tener presente: infatti, con la creazione della nuova sede italiana, Bu Power Systems diventa il maggiore distributore di Perkins, con un esubero nel flusso dei ricavi annuo di 100 milioni di dollari. “Il settore dei motori è globale e Perkins svolge un ruolo di primo piano, ma questo non servirebbe a nulla se non operassimo nell’interesse dei nostri clienti locali. Tutti noi sappiamo infatti che è la strategia ‘pensare globale, agire locale’ a generare dividendi”, ha commentato la Henricks.
DA COMO IN TUTTA ITALIA La nuova sede di Gironico si sviluppa su un’area di 4.500 mq, di cui 3 mila occupati dall’officina e dal magazzino, dove si trovano oltre 7 mila pezzi di ricambi originali per i motori industriali e gruppi elettrogeni per tutti i range di potenza. Pezzi che vengono consegnati in tempi rapidi grazie al servizio Pronta Consegna: una soluzione che garantisce l’intervento immediato su gran parte del territorio italiano e che viene messa a punto spedendo il pezzo di ricambio direttamente al cliente e inviando rapidamente il tecnico incaricato per effettuare la riparazioni in tempi brevi. BU Power Systems dispone inoltre di un’ampia officina, dallo stile rigorosamente bianco, equipaggiata dalla più moderne attrezzature di diagnostica. Prima di essere riparati, i motori vengono smontati e lavati in impianti di lavaggio espressamente dedicati. Una volta effettuata la riparazione, i meccanici sottopongono i motori ad una serie di test per verificarne il corretto funzionamento. L.T.
Pneumatici
Michelin
Al centro del risparmio Michelin X MultiWay 3D riduce tutti i costi del trasporto a medio raggio anche nei passaggi negli sterrati dei cantieri. Per chi vuole di più c’è l'X Works.
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l Michelin X MultiWay3D è stato prodotto per offrire il miglior costo totale di utilizzo nel trasporto regionale. Il rendimento chilometrico è superiore di circa il 20% rispetto al pneumatico Michelin XZE 2+.” Permette inoltre di guidare più a lungo: la durata di vita sull’assale anteriore con una scultura direzionale è aumentata fino al 15%, e la longevità chilometrica “dimostrata” dai pneumatici drive Michelin raggiunge il +30%. Il risparmio di carburante si ottiene grazie all’abbassamento del livello di resistenza al rotolamento dagli pneumatico Michelin X MultiWay3D. Questa riduzione raggiunge il 25%(5), in base alle misure e alle posizioni, rispetto alle gamme E2+, XDN 2 Grip e Multiway XD. Oltre allo pneumatico in sé, i servizi associati di Michelin contribuiscono a creare valore, perché permettono di risparmiare carburante per tutta la vita utile dello pneumatico. La giusta pressione permette ai trasportatori
di risparmiare 0,24 litri/100 km di carburante. Per sfruttare al massimo le caratteristiche dei pneumatici Michelin X MultiWay TM 3D e garantire la riduzione dei consumi è importante controllare la pressione di gonfiaggio. Per risparmiare carburante, il controllo della geometria di ogni assale può portare a un ulteriore risparmio di 0,59 litri/100 km. La robustezza della scultura e la carcassa Energy Flex Michelin del Michelin X MultiWay3D gli garantiscono una notevole longevità. Grazie alla robustezza sono richiesti meno interventi, e quindi costi inferiori e minori tempi di fermo del veicolo, il che comporta un guadagno di tempo e di produttività non trascurabile. Infine la longevità del Michelin X MultiWay3D è ulteriormente allun-
Le 4 vite del pneumatico autocarro Michelin 1. 2. 3. 4.
Nuovo Riscolpito Ricostruito Michelin Remix Riscolpito
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gata da un tasso di ricostruibilità molto elevato: in utilizzo regionale, più del 91% per la misura 315/80 R 22.5 e più del 94% per la misura 315/70 R 22.5. Grazie alle spalle più larghe, il Michelin X MultiWay3D offre una maggiore robustezza per resistere alle aggressioni derivanti da contatti con il bordo dei marciapiedi e delle rotatorie. Beneficia inoltre dell’apporto di tutte le Michelin Durable Technologies, che permettono di raggiungere un elevato livello di sicurezza. Il profilo squadrato e massiccio del pneumatico anteriore Michelin X MultiWay3D gli garantisce una robustezza superiore. Le spalle più larghe (+7 mm nella serie 80) conferiscono una maggiore resistenza alle aggressioni. A metà usura, le spalle allargate permettono di mantenere una frenata ottimale evitando le vibrazioni sul volante. La tecnicità delle Michelin Durable Technologies è stata qui ottimizzata per offrire maggiore aderenza in tutte le situazioni e maggiore longevità, grazie a lamelle a Doppia Onda tridimensionali e autobloccanti, lamelle a Goccia d’Acqua autorigeneranti e ai nuovi pozzetti TowerPump.
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Le lamelle 3D a “Doppia Onda” sono una tecnologia brevettata da Michelin. Si tratta di lamelle tridimensionali che assicurano la rigidità dei tasselli di gomma e limitano l’usura dello pneumatico. Lavorando contemporaneamente in senso orizzontale e verticale, queste lamelle conferiscono una longevità superiore rispetto a quella di una scultura tradizionale. Le lamelle 3D a “Goccia d’Acqua”, autorigeneranti, riescono a mantenere costante il livello di aderenza degli pneumatici per trasporto pesante nonostante l’usura. Questa tecnologia, brevettata, consiste nel collocare canali cilindrici a forma di goccia d’acqua al centro del tassello in gomma. Quando l’usura raggiunge i due terzi dello pneumatico, i canali si aprono progressivamente per ridisegnare nuovi spigoli al centro del tassello di gomma. In tal modo, la scultura si rigenera da sola. Il risultato è che il Michelin X MultiWay3D mantiene l’aderenza, a vantaggio della sicurezza.
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C’è anche quello da duri L’ X Works è il nuovo pneumatico destinato ad un impiego misto, che associa la robustezza necessaria per operare nei cantieri e su strada ad una notevole durata. A queste prestazioni, che raggiungono un livello inedito, Michelin aggiunge una garanzia di accidentalità che copre - per tutti gli pneumatici X Works acquistati fino al 30 settembre 2011 compreso - i primi 6 mesi di utilizzo. I pneumatici destinati ad un impiego misto, che operano su strade asfaltate oltre che in cantiere o fuoristrada, sono più esposti al rischio di danni accidentali. Nei cantieri e in cava, dove il suolo è un concentrato di trappole spesso invisibili - quali solchi, pietre, ferraglie, macerie, etc - che moltiplicano le potenziali aggressioni, gli pneumatici X Works, grazie alla loro particolare robustezza e durata, resistono alle condizioni di utilizzo più faticose. La nuova gamma di pneumatici 13 R 22.5 Michelin X Works è stata progettata per limitare il rischio d’immobilizzo del veicolo. Carcassa, mescola, fianchi, scultura tutto è stato progettato per aumentarne la solidità. La Casa francese ha adottato le più avanzate tecnologie per incrementare ulteriormente sicurezza, affidabilità, longevità e mobilità, preservando nel contempo l’ambiente. Il fermo di un veicolo ha importanti ripercussioni economiche per un cliente trasportatore. Lo pneumatico l’ X Works e la sua offerta di garanzia sull’accidentalità offrono dunque una risposta ad un’importante problematica espressa dai clienti della gamma cantiere. Il nuovo pneumatico l’ X Works racchiude al suo interno la filosofia alla base di ogni sviluppo della casa francese che ha al centro della sua strategia l’equilibrio delle prestazioni; questa politica si basa sul far progredire le diverse prestazioni dello pneumatico contemporaneamente e senza compromessi. Nel caso specifico degli pneumatici autocarro, i vantaggi possono essere sintetizzati in 3 tematiche: più sicurezza, più risparmio e più ecologia. Per rispondere alle esigenze di sicurezza e d’affidabilità, la nuova struttura degli pneumatici 13 R 22.5 X Works assicura, su fondi bagnati, una efficiente evacuazione di acqua e fango. In particolare i rilievi di protezione a fondo scultura (pneumatico Tutte Posizioni XZY) e i canali a sezione variabile (pneumatico Assale Motore XDY) favoriscono l’autopulizia delle sculture limitando il trattenimento di pietrisco all’interno del battistrada. La carcassa del X Works è progettata per sostenere in tutta sicurezza 8 tonnellate per assale in semplice e 13,4 tonnellate per assale in gemellato ad una velocità di 110 km/h.
I pozzetti 3D “TowerPump”, abbinati alle lamelle a Doppia Onda e a Goccia d’Acqua sullo stesso tassello di gomma, conferiscono maggiore motricità su fondo scivoloso: il residuo d’acqua che s’infiltra sotto l’area di contatto è incamerato e poi fatto rifluire nei pozzetti cilindrici verticali che agiscono come minipompe (da cui il nome TowerPump). Queste lamelle, che non vanno confuse con i pozzetti di riscolpitura, offrono anche una maggiore robustezza alle aggressioni rispetto alle lamelle classiche, in caso di uso in situazioni estreme. L’abbinamento di tutti questi elementi tridimensionali genera un’aderenza costante in qualsiasi condizione, durante tutta la vita dello pneumatico, come rivela questo test interno(1) di Michelin che ha dimostrato che con il Michelin X MultiWay3D, nel caso di uno pneu-
ACTIONS not words
Fatte per lavorare e pensate per semplificare il lavoro. La produzione di DIECI s.r.l. è articolata in quattro macrocategorie: gli elevatori telescopici (a braccio fisso e rotanti), la linea AGRI, le autobetoniere, i dumper e le macchine speciali. L’ampia gamma di elevatori telescopici Dieci punta in alto, tecnologia e qualità si traducono in oltre 110 modelli, abbinati a 30 telai in grado di soddisfare innumerevoli esigenze. Potenza, Agilità, Componentistica all’avanguardia, sono i punti di forza delle macchine Dieci. La versatilità operativa è costruita sulla base di elevati standard di longevità, robustezza e sicurezza.
matico consumato per 2/3, la motricità supplementare su fondo con scarsa aderenza è del 19%. La tenuta di strada in curva e l’aderenza in fase d’accelerazione all’uscita di una curva sono nettamente migliorate, così come la frenata d’emergenza su fondo bagnato. Il Michelin X MultiWay3D è stato testato su cemento liscio, un fondo con un basso livello d’aderenza che simula le condizioni delle strade ghiacciate. Il test ha rivelato che la distanza d’arresto di un veicolo equipaggiato con pneumatici 315/80 Michelin X MultiWay 3D XZE/XDE consumati per i 2/3 è stata ridotta di 8 metri rispetto a quella misurata con il Michelin XZE2+/XDE2+ allo stesso livello d’usura in caso di frenata d’emergenza. 8 metri equivalgono ad una riduzione dello spazio di frenata del 25%, quasi pari alla lunghezza di 2 automobili. M.B.
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Dalla Slovenia con tecnologia L
a Scarpetta alata ha alle spalle una esperienza quasi secolare, dagli Usa dove è nata nel 1898 si è sviluppata in ogni dove del mondo moderno. Fino a insediarsi in oltre 60 stabilimenti in 26 paesi e 70 mila collaboratori. In Europa le fabbriche sono 12: sei in Germania, due in Turchia e in Francia, una in Polonia e in Slovenia. E proprio di questo, lo stabilimento più vicino all’Italia, parliamo in questo articolo. Perché, oltre a distare dal confine triestino circa 100 km, è anche uno dei più antichi d’Europa e più moderni del gruppo. Tant’è che produce quasi 8 milioni di pneumatici all’anno utilizzando 1.400 dipendenti. “È specializzato nella costruzione delle gamme invernali per tutti i marchi del gruppo (Dunlop, Goodyear, Fulda, Sava e Debica”, spiega Pietro Saletta, direttore vendite e marketing Eemea, “e di alcuni gamme di pneus per pesanti fra cui i nuovi Avant 4 (sterzante) a Orjak 4 (trattivo) e Cargo C3 Plus (trailer). Oltre agli Avant Ms2 per servizio misto e fuoristrada”. Lo stabilimento di pneumatici Sava di Kranj produce principalmente pneumatici ad alte prestazioni ed invernali per autovetture a marchio Sava e per altri marchi Goodyear, utiliz-
zando una tecnologia all’avanguardia che lo rendono tra gli stabilimenti più avanzati per la produzione di pneumatici in Europa. Questa struttura gioca un ruolo chiave nell’organizzazione di Goodyear Dunlop per i pneumatici per autocarro, producendo proprio in questo stabilimento anche pneumatici da 17,5 pollici. La storia dei pneumatici Sava inizia nel 1921, quando l’azienda Vulkan inaugura una fabbrica di prodotti in
L’impianto ha un valore strategico nelle operazioni di Goodyear per autocarro grazie alla produzione di pneumatici da 17,5 pollici, oltre a essere il centro di distribuzione principale per l’area del Sudest. gomma. Nel 1931, Semperit rileva l’azienda, a cui subentra Continental nel 1939. Dopo la seconda guerra mondiale, sotto il maresciallo Tito, nel 1947, viene avviata la nazionalizzazione e modificato il nome in Sava Rubber Products Company, dal nome del fiume Sava che attraversa
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la cittadina di Kranj. Nel 1948 inizia con la sola denominazione Sava la produzione in serie di pneumatici e camere d’aria per il settore automobilistico. Nel 1956 l’azienda passa nella sua sede attuale. Nel 1967 si conclude il contratto di licenza con Semperit che dà inizio, nel 1972, alle attività dell’azienda Sava Semperit. Nel 1995 Sava e Goodyear iniziano una collaborazione, e nel 1997 Goodyear inizia la produzione di pneumatici in Slovenia, dopo aver firmato un contratto con Sava che sanciva la sua acquisizione per il 60%. Goodyear poi rileva il 100% dell’azienda nel 2004, e oggi lo stabilimento ha un ruolo fondamentale nella produzione di pneumatici a livello europeo e nel programma di distribuzione in Europa, Medio Oriente e Africa. L’impianto ha un valore strategico nelle operazioni di Goodyear per autocarro grazie alla produzione di pneumatici da 17,5 pollici, oltre a essere il centro di distribuzione principale per l’area del Sudest. È stato infatti riammodernato nel 2002 e con 17.100 m2 di superficie il nuovo stabilimento è in grado di fornire fino a un milione di pneumatici per autovetture e per autocarri in pronta consegna. M.B.
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Dallo stabilimento Sava di Goodyear a Kranj, a pochi chilometri da Lubiana, escono ogni anno 8 milioni di pneumatici altamente specializzati per tutti i marchi del Gruppo. Fuoristrada, misto, neve e pioggia le gamme sotto le presse istriane
Avant 4 sterzante
Orjak 4 trattivo.
CANTIERI
Infrastrutture
Una nuova metropolitana a Seattle di Lorella Turchetto
In costruzione dal 2008, il progetto “University Link” è un sistema di metropolitana leggera che fa parte del più ampio “Link Light Rail” e che collegherà Downtown Seattle alla University of Washington. In questa specifica tratta, denominata “U220”, quattro escavatori idraulici a fune Liebherr sono impiegati per lavori di rinforzo delle pareti della stazione.
I
l Link Light Rail è un progetto della Sound Transit per il trasporto di massa nell’area metropolitana di Seattle approvato da una votazione nel novembre del 2006. A oggi sono attive due linee (Takoma Link e Central Link) mentre l’Uni-
versity Link è tuttora in fase di costruzione (l’attivazione della linea è prevista per il 2016). Il cantiere di questa specifica tratta, che sarà in sotterraneo per l’intero tracciato, è stato inaugurato alla fine del 2008 e, oltre ai lavori di scavo del tunnel,
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prevede anche opere civili come la realizzazione di passerelle, canaline, armature di sostegno provvisorie nonché pareti in cemento armato per la stazione nei pressi della ‘University of Washington’. Per questo tipo di opere, l’impresa Nicholson Construction ha scelto quattro escavatori idraulici a fune Liebherr, in particolare i modelli HS 895 HD, HS 885 HD e due HS 885 HD con idrofrese. Grazie alla particolare architettura modulare e alla struttura estremamente robusta, gli escavatori idraulici a fune Liebherr possono essere configurati ad hoc per affrontare un ampio raggio di applicazioni: dalla movimentazione dei materiali, con benna mordente o a strascico, ai lavori di demolizione e compattazione, dalla posa di paratie con la benna per diaframmi alle opere di canalizzazione con la macchina di intubamento. In questo caso, due escavatori HS 885 sono stati modificati, secondo le specifiche esigenze della Nicholson Construction, per poter essere equipaggiati con idrofresa. Inoltre, la location del progetto presenta numerose difficoltà legate alla vicinanza dell’Università, dal traffico congestionato e dalla vicinanza di un’area residen-
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ziale con una conseguente limitazione del livello dei rumori. Difficoltà che le macchine Liebherr hanno affrontato e affrontano senza problemi, perché sono mezzi alquanto silenziosi, in grado di operare con grande efficienza anche in condizioni di lavoro estremamente complesse. Questi modelli sono azionati da potenti motori diesel e dispongono del sistema di gestione Litronic, il cuore degli escavatori idraulici e fune, in quanto grazie a questo strumento tutte le informazioni vitali del mezzo possono essere visualizzate sullo schermo della cabina. Progettata per affrontare i cantieri più impegnativi (e questo di Seattle ne è un valido esempio), la centralina raggruppa tutte le funzioni di controllo e regolazione della macchina. Inoltre, i comandi proporzionali consentono di effettuare più movimenti contemporaneamente e con la massima precisione. Altre caratteristiche distintive di questi ‘giganti’ sono: gli argani a caduta libera montati come unità preassemblata con sistema frenante integrato, una grande praticità e funzionalità nel trasporto, la facilità di montaggio e costi di esercizio molto contenuti.
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EVENTI
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any Heavy Industry , il produttore cinese di macchine per costruzioni, ha aperto il suo primo impianto di produzione in Europa, a Bedburg (Germania), per la produzione di pompe autocarrate, pompe stazionarie e centrali di betonaggio. L’accordo è stato siglato lo scorso gennaio 2009 e in maggio dello stesso anno è stata posata la prima pietra. Ma poi si sa, la crisi ha colpito duramente il settore dell’edilizia e i lavori di costruzione del nuovo impianto non sono partiti sino a luglio del 2010. Il parco industriale, che comprende un centro di ricerca e sviluppo, sarà in grado di produrre 3 mila macchine l'anno e si prevede di generare un fatturato annuo di 350 milioni di euro. Parlando alla cerimonia di apertura avvenuta lo scorso 20 giugno, il presidente
della società Wengen Liang ha detto che la nuova base produttiva rappresenta il più grande investimento industriale della Cina. “Speriamo di fungere da modello per altre aziende cinesi e speriamo anche che molti altri seguano il nostro esempio in tempo e comincino a produrre in Europa”, ha affermato Liang. L’impianto di produzione, che si sviluppa su un’area di 10 mila mq, inizierà a produrre pompe autocarrate e centrali di betonaggio tutte rigorosamente “Made in German”, per i mercati dell’Europa e del Nord Africa. “I prodotti per calcestruzzo sono il nostro principale punto di forza e sono le prime macchine che Sany ha sviluppato nel corso della sua storia aziendale. Con il nuovo stabilimento in Germania prevediamo di poter raggiungere margini di profitto miglio-
IN ITALIA C’È CGT Se il colosso cinese ha scelto la Germania per aprire il primo impianto produttivo, in Italia c’è CGT che distribuisce e assiste in esclusiva i prodotti per il calcestruzzo Sany. Il dealer di Vimodrone (MI) dispone di un’ampia gamma di pompe autocarrate Sany con bracci di distribuzione da 36 a 48 metri, caratterizzati da tecnologia all’avanguardia e semplicità d’utilizzo per fare la differenza in ogni cantiere. Questi modelli si possono trovare anche nella flotta Noleggio CGT. Per quanto riguarda le pompe stazionare carrellate, CGT offre versioni sia elettriche che a diesel, al fine di garantire la massima versatilità di utilizzo e coprire un vasto range di applicazioni.
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Oltre 700 ospiti provenienti dal campo della politica e dal mondo del business hanno partecipato alla cerimonia di apertura del primo impianto europeo del colosso cinese: un investimento di oltre 100 milioni di euro per la nuova struttura che sarà in grado di produrre circa 3 mila macchine l’anno.
re nella produzione di macchine per calcestruzzo per il mercato europeo”, ha precisato il presidente di Sany. Inoltre, a partire da agosto iniziano i lavori per la costruzione dell’edificio dedicato agli uffici, con tanto di ristorante e di alloggi per gli operatori internazionali, e la costruzione della Hall 2, un’area adibita alla verniciatura delle macchine e degli impianti. Il presidente Liang ha poi aggiunto che la società era determinata a voler far cambiare la non sempre edificante opinione sulla produzione di macchine operatrici cinesi. “I prodotti cinesi sono visti in tutto il mondo come prodotti di seconda classe e di scarsa qualità. La missione di Sany è quella di porre fine a questa percezione. Gli standard qualitativi europei sono i nostri standard.” L.T.
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I nuovi pneumatici approccio cantiere 13 R 22.5 MICHELIN X® Works™ con architettura ottimizzata, carcassa rinforzata sui fianchi e il nuovo battistrada che limita il trattenimento di sassi, consentono di affrontare le condizioni d’impiego più difficili. Per l’acquisto di questi pneumatici, a partire dal 1° marzo e fino al 30 settembre 2011 incluso, Michelin vi offre la Garanzia Accidentalità* che copre i primi 6 mesi di utilizzo. Potrete così profittare delle qualità di durata e sicurezza dei nuovi pneumatici MICHELIN X® Works™ in tutta serenità. *Dalla garanzia sono esclusi i pneumatici acquistati con la formula Leasingomme; vedere le condizioni generali della garanzia sul sito www.michelintransport.com o contattare il rivenditore MICHELIN.
Crediti foto: Getty Images - Michelin – Marzo 2011.
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Corsi di aggiornamento
La formazione diventa multilevel L’
azienda vicentina da sempre considera come ‘mission’ fondamentale la formazione degli operatori del settore, tanto che durante lo scorso Samoter è stata uno degli sponsor dell’iniziativa promossa da Unacea “For-Safety”: corsi di formazione per l’utilizzo in sicurezza delle macchine per costruzioni, erogati da Eco Certificazioni con lo scopo di incrementare la conoscenza delle normative e delle tecnologie necessarie a tutelare ed implementare la sicurezza in cantiere. “Dopo il successo ottenuto dall’esperienza pilota di Formoter, l’attività formativa dedicata agli operatori del settore movimento terra organizzata dal Saie in collaborazione con Unacea e con la nostra sponsorizzazione tecnica - afferma Alessandro Rossi, direttore marketing di Komatsu Italia - abbiamo aderito con entusiasmo all’iniziativa For-Safety che ci è parsa estremamente coerente con la mission alle fondamenta della nostra azienda: quella di migliorare la qualità del lavoro dei nostri clienti, supportandoli affinché le loro aziende possano continuare a competere sul mercato in modo efficace ed efficiente.” Una mission che continua anche dopo la manifestazione veronese attraverso un sistema integrato di corsi, rivolto al proprio staff tecnico ma anche ad operatori esterni, alla rete vendita e ai propri clienti. “Il nostro obiettivo - spiega Tiziano Crivellari, direttore servizio post vendita della Casa vicentina - è quello di migliorare il livello di competenza dei tecnici dell’azienda sull’intero territorio nazionale, cosicché sappiano in ogni momento indirizzare il cliente, rispondere alle sue esigenze informative e intervenire nella risoluzione delle eventuali problematiche. Per questo, da alcuni anni, l’azienda ha deciso di strutturare un sistema integrato di corsi.” Strutturati in base a un mirato programma semestrale, i corsi di formazione si svolgono presso la sede di Komatsu, all’interno di un’area appositamente dedicata, prevedono una durata variabile dalle 16 alle 32 ore e si compongono per un 35% di teoria e per il restante 65% di pratica, vale a dire di apprendimento diretto sul prodotto. Sono inoltre proposti in tre diffe-
Komatsu Italia propone da alcuni anni un sistema integrato di corsi che si sviluppano su tre differenti livelli: base, intermedi e specifici. L’obiettivo? Migliorare la competenza dei tecnici, delle rete vendita e dei clienti stessi.
renti livelli: non solo corsi base, dedicati alle funzionalità generali dei componenti della macchina, ma anche intermedi, più approfonditi sul prodotto, e addirittura specifici, volti a fornire l’eccellenza della competenza tecnica come una serie di metodologie interpretative del “linguaggio” della macchina e di elementi psicologici di relazione con l’utente. “Komatsu - aggiunge Crivellari - persegue la massima efficacia dell’attività formativa. Per questo, oltre a un test di rilevazione del gradimento del corso richiesto ai partecipanti, l’azienda ha ideato anche un metodo per verificare l’utilità dell’intero sistema formativo: si tratta del Training on the job, analisi effettuata dai service area manager Komatsu e volta a restituire un preciso feed back dei risultati del corso.” Tutti i meccanici Komatsu sono inoltre formati anche
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per quanto concerne la sicurezza in cava e in cantiere. Appena assunti, essi partecipano a un training di base sui comportamenti necessari per la sicurezza, inoltre, ogni qual volta venga inserita una nuova attrezzatura o vi sia un argomento peculiare da trattare a riguardo, Komatsu propone loro un training d’aggiornamento mirato. “Anche alla rete vendita approfondisce Alessandro Rossi - dedichiamo una peculiare attenzione, proponendo periodicamente attività formative qualificate, sotto il profilo sia tecnico che commerciale. Poco prima del Samoter ad esempio, abbiamo convocato tutti i nostri concessionari per l’Intensive Traininig, vale a dire due giorni di formazione mirata inerente le novità di prodotto e di servizio poi presentate nell’ambito della manifestazione internazionale.” L.T.
La tecnologia giusta, al momento giusto
La scelta giusta per i motori Interim Tier 4 L’esperienza conta. Soprattutto quando si deve fare la scelta giusta per soddisfare le normative Interim Tier 4/Stage III B in materia di emissioni delle applicazioni fuori strada. La nostra esperienza nel settore dei motori per impiego fuori strada ci dice di continuare ad offrire ai costruttori di macchine soluzioni semplici senza l’utilizzo di additivi. Ecco perché sui motori John Deere PowerTech continuiamo ad utilizzare il nostro collaudato sistema di ricircolo dei gas di scarico raffreddati EGR e il turbocompressore a geometria variabile VGT, ora abbinati ad un ltro di scarico integrato.
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MERCATO
Prefabbricazione
Una situazione stagnante “I
dati rilevati nel corso del 2010 relativi all’andamento del mercato dell’Edilizia Industrializzata in Calcestruzzo parlano chiaro: questo è un settore in grave affanno ha esordito Renzo Arletti, presidente di Assobeton - il 2010 è andato peggio del 2009 sia in termini di bilancio che di commissionato. E il 2011 si presenta come il 2010; vi è una vera e propria stagnazione del mercato”. E allora è naturale chiedere ai diretti interessati come si esce da questa impasse? “ Il mercato necessita di una ristrutturazione urgente - ha dichiarato sempre Arletti - che potrebbe essere fatta anche in senso verticale e fornire pertanto un progetto chiavi in mano. Insieme ad Andil, abbiamo chiesto lo stato di crisi per i settori dei laterizi e dei manufatti cementizi sperando in un incontro con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro dell’economia e delle finanze. Un incontro importante per discutere sulle problematiche e sulle misure necessarie alla sopravvivenza di questi settori, dal momento che il comparto dei materiali di base per le costruzioni sta attraversando una crisi profonda e prolungata”. In particolare, i laterizi, che sono destinati esclusivamente al mercato residenziale, sono diminuiti del 40% (2009 su 2007), confermando questa tendenza anche nel 2010. Nondimeno, i manufatti cementizi registrano una grave crisi, causata dalla drastica riduzione della domanda nel settore industriale e dal calo degli investimenti nelle infrastrutture. “Questa situazione di progressivo calo dei consumi - ha precisato il presidente di
Questo è il quadro emerso dai dati del 2010 relativi all’andamento del mercato della prefabbricazione e presentati lo scorso aprile da Assobeton. E le previsioni per il 2011 non sono per nulla incoraggianti. Come uscire dalla crisi? Assobeton - grava pesantemente sui lavoratori e sulle imprese mettendo a rischio i posti di lavoro e compromettendo i risultati economici delle aziende, condizionate anche dall’incremento dei costi delle materie prime. La tutela dell’occupazione e la crescita dei fatturati sono gli obiettivi dell’iniziativa congiunta dei rappresentanti delle imprese e dei lavoratori, siglata lo scorso 23 marzo a Roma”.
I DATI DEL 2010 E LE PREVISIONI DEL 2011 Prima di esaminare i dati “critici” di questo settore, è bene ricordare che il comparto dell’Edilizia Industrializzata in Calcestruzzo in Italia è costituito da più di 1.100 produttori con un ammontare complessivo di quasi 30 mila addetti e un fatturato di circa 4 miliardi di euro all’anno. Assobeton, l’Associazione nazionale industrie manufatti cementizi aderente a Confindustria, riunisce ad oggi oltre 200 operatori e ben 35 famiglie di prodotti, per un volume di affari di circa 2 miliardi di euro. Anche nel corso del 2010, l’Associazione ha monitorato insieme a Clarium l’andamento del mercato,realizzando trimestralmente un report in cui sono comparati i da-
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ti di produzione e di fatturato di circa 70 operatori associati Assobeton, rappresentativi del 75% del fatturato complessivo degli associati. Confrontando i dati del 2010 con i corrispondenti del 2009 salta subito all’occhio la contrazione su base annua del fatturato di circa 17 punti percentuali e di 6 punti percentuali per il commissionato, anche se bisogna tener presente che nel corso del 2009 la contrazione del fatturato era stata di circa il 20% e del commissionato del 32% circa. In particolare nel IV trimestre 2010 il fatturato si è contratto del 3% rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre il commissionato risulta essere invece il 9% in meno rispetto allo stesso periodo del 2009. Alla luce di questi dati, anche le previsioni per il I trimestre del 2011 non sono rosee: gli operatori del settore, infatti, prevedono una diffusa stagnazione sia in riferimento alla produzione sia in relazione al commissionato. Stima che è ulteriormente confermata dalla generalizzata stagnazione dei fatturati derivanti dal mercato immobiliare, dagli indici della produzione nelle costruzioni e dai dati relativi alla produzione di cemento. Unitamente ai dati del mercato, Assobeton ha presentato i risultati
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dell’analisi effettuata sui dati di bilancio dal 2007 al 2009 su un campione di 150 imprese del settore, 107 del Nord, 20 del Centro e 23 del Sud e Isole, per delineare un quadro rappresentativo della situazione economica, patrimoniale e finanziaria delle aziende operanti nel settore della prefabbricazione. Il volume d’affari rappresentato nell’analisi copre tutte le segmentazioni di prodotto per un fatturato complessivo di quasi 1,9 miliardi di €. L’analisi ha evidenziato che dal 2007 al 2009 è aumentato il numero delle società che esprimono un risultato netto negativo, passate da 44 a 78. Negli anni, inoltre, si rileva una drastica contrazione del Valore della Produzione (-22%) e soprattutto una contrazione significativa delle marginalità: l’Ebitda (incidenza del margine operativo lordo prima degli ammortamenti) passa dal 7,3% rispetto al Valore della produzione del 2007 al 4,4% del 2009. Nonostante la perdita della redditività, gli operatori del settore sono ancora mediamente ben patrimonializzati e presentano un’incidenza dei debiti finanziari rispetto al Valore della produzione tutto sommato sotto controllo (anno 2009, 42%). L.T.
Oltre l’eccellenza Lo si può vedere sulle strade di tutta Europa: la popolarità di DAF è in continuo aumento. È il risultato di prodotti eccellenti, una forte organizzazione e, naturalmente, numerosi clienti fedeli. Oltre all’ampia gamma di trattori stradali, DAF ha molto più da offrire: una vasta gamma di autotelai cabinati per ogni applicazione di trasporto. Disponibili con due, tre o quattro assi, più assi sterzanti e con assali motore a tandem. Qualità, produttività e comfort di guida sono requisiti standard per ogni veicolo DAF unitamente ad una rete di vendita e assistenza altamente professionale. Il concessionario DAF è il partner ideale per una consulenza globale inerente al veicolo, ai pacchetti finanziari ed ai servizi post vendita. DAF per trattori e autotelai!
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Una piccola con prestazioni da grande di Massimo Lanari
Nelle dimensioni della cabina, ma anche nella velocità e nelle soluzioni tecniche. È la pala gommata Palazzani Paload PL 165 - parte di una gamma che comprende anche le sorelle minori PL 145 e PL 155. È STATA presentata al pubblico per la prima volta durante lo scorso Samoter di Verona.
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ostruita in Italia dall’azienda di Paderno Franciacorta (Brescia), siamo andati a provarla sul campo, o meglio, in una cava nella vicina Castrezzato. È una pala da 6,3 tonnellate (ma arriva a 7 nella versione XL), dalle dimensioni compatte, con una lunghezza complessiva di 5.595 mm. A prima vista
emergono, però la grandezza dei pneumatici da 24 pollici e le dimensioni della cabina. “Abbiamo applicato alle pale comprese tra le 4,7 e le 7 tonnellate la stessa cabina che utilizziamo per quelle da 12, che è della stessa taglia utilizzata dalla concorrenza per le 16 ton”, afferma Pietro Micchinelli, responsabile Prodotto della Palazzani. “In questo
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modo applichiamo il massimo comfort a una categoria dove, di solito, gli spazi sono sacrificati”.
AMPI SPAZI E BUONA VISIBILITÀ L’ingresso in cabina è reso comodo dagli scalini centrati rispetto alla portiera, e correttamente sfalsati per agevolare il passaggio in entrambi i sensi. Una volta saliti in cabina, il sedile si presenta confortevole, con tre tipi di regolazione di facile accessibilità e corredato di vano portadocumenti. Colpisce l’ampio spazio lasciato per le gambe dell’operatore, merito del piantone di sterzo molto affusolato, con doppia regolazione per il volante, e del posizionamento della strumentazione sull’angolo anteriore destro, soluzione che favorisce anche il controllo delle funzioni indicate. Collegato al sedile c’è il cofanetto con il manipolatore idraulico, con i comandi di sollevamento e rovesciamento benna; sulla relativa impugnatura multifunzionale, sono inseriti i pulsanti elettrici per i comandi della trasmissione e delle attrezzature ausiliarie, per permettere di lavorare senza mai togliere la mano sinistra dal volante. Il fatto che il porta-manipolatore sia vincolato al sedile e sia anche regolabile, garantisce agli operatori, di qualsiasi taglia, un comfort e una precisione nei movimenti dell’avambraccio, tipici delle macchine di gamma superiore. Le ampie superfici perimetrali vetrate offrono un’apprezzabile visibilità, che si amplifica grazie al vetro superiore Skyline che consente all’operatore di vedere tutta la benna, anche al momento della sua massima estensione, evitandogli di sporgersi in avanti con il busto. Tutti dettagli non trascurabili per una pala di questa categoria, dove l’operatore sale e scende frequentemente dalla macchina nello stesso turno di lavoro. Sì, perché la PL 165 è concepita soprattutto per lavori stradali, magazzini edili, vivaistica. Quelle attività, che fino a ieri comprendevano un campo di utilizzo di mezzi sia più piccoli, che più grandi, ma che oggi si possono concentrare su un’unica macchina dal tonnellaggio e dalle prestazioni della PL165.
SOLUZIONI INNOVATIVE E PRESTAZIONI ELEVATE Questo modello adotta le soluzioni tecniche tipiche delle pale di taglia superiore, a cominciare dalla velocità e dalla trasmissione: la PL 165 è infatti dotata di motore diesel Yanmar 4TNV-98T da 62,5 kW (85 CV) a 2.500 rpm turbocompresso con valvola Egr e iniezione a controllo elettronico, conforme alla normativa Tier3 (e predisposizione a Tier3B e Tier4), che aziona una
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pompa idrostatica, collegata idraulicamente a un motore idrostatico. Nella PL 165 c’è poi un cambio meccanico che permette di scegliere tra un rapporto di lavoro e uno di trasferimento, commutando da fermo un interruttore. In cantiere, avendo selezionato il primo, la PL165 può quindi muoversi con la seconda velocità di lavoro idrostatica, da 0 Km/h a 19 Km/h, che si regola automaticamente in funzione del sovraccarico del diesel; se si vuole utilizzare la macchina costantemente nella condizione di massima forza di trazione, premendo il tasto verde sul manipolatore, si inserisce la prima velocità di lavoro idrostatica, da 0 Km/h a 7 Km/h. Invece su strada, avendo selezionato (da fermo) il rapporto meccanico di trasferimento, circoliamo con la seconda velocità stradale idrostatica, che automaticamente ci fa viaggiare da 0 Km/h a 40 Km/h; se vogliamo utilizzare la macchina con il motore idrostatico in cilindrata massima, premendo il tasto
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verde sul manipolatore, inseriamo la prima velocità stradale idrostatica, da 0 Km/h a 15 Km/h (per esempio da utilizzare per raschiare il ghiaccio con la lama da neve su strade di montagna). Da sottolineare che 40 Km/h è la velocità massima consentita dal codice della strada per macchine operatrici, che permette spostamenti su medie distanze senza dover utilizzare il trasporto su camion.
MOVIMENTI FLUIDI E MASSIMA STABILITÀ La trasmissione idrostatica permette inoltre dei movimenti fluidi, senza strappi. Mentre l’agilità e la capacità di muoversi in spazi stretti è garantita dal telaio articolato. Buona anche la capacità di oscillazione dell’assale posteriore, di 11 gradi tanto a destra quanto a sinistra. Questo grazie soprattutto alla disposizione del motore, longitudinale anziché trasversale. Un accorgimento, proprio delle pale più grandi, che permette all’albero di trasmissione di passare all’interno del telaio, e non pericolosamente al di sotto. L’oscillazione, inoltre, avviene all’altezza dell’assale posteriore e non nella parte centrale del telaio come nella maggioranza delle macchine con motore trasversale: questo - unitamente alla posizione longitudinale del motore - garantisce alla PL 165 una maggiore stabilità. Obbedisce alla stessa logica anche la scelta di pneumatici particolarmente grandi, da 24 pollici anziché da 20. Che, oltre a una maggiore altezza da terra, permettono alla PL 165 di avere più galleggiamento e di consentire una maggiore oscillazione. Allo stesso modo, alle sorelle maggiori è ispirato anche il cinematismo a Z, che garantisce una forza di strappo pari a 68,6 kN. Mentre il rapporto di trazione massima in prima marcia è sempre superiore a 0,72 anche con pneumatici maggiorati; grazie alla modulazione costante, la trasmissione idrostatica garantisce un minor pattinamento. In cava la PL165 ha quindi favorevolmente impressionato per l’equilibrio prestazionale tra forza di trazione, potenza idraulica e bilanciamento, trasmettendo all’operatore confidenza e facilità a raggiungere la massima produttività.
NESSUN RUMORE…O QUASI Una serie di accorgimenti tecnici ha permesso poi la riduzione al minimo dei rumori in cabina. A cominciare dalla scelta del motore, turbo anziché aspirato. La cabina, integrale, rivestita di materiale fonoassorbente, si presenta come una cellula chiusa, isolata dal resto della struttura: in questo modo si pone uno sbarramento alle onde sonore e si evita l’entrata di aria calda dal vano motore. Fondamentale l’inserimento, tra la cabina e il propulsore, del serbatoio dell’olio idraulico
te é l’utilizzo della pompa idraulica (con predisposizione per una pompa ausiliaria optional), con valvola prioritaria. Quest’ultima sostituisce la pompa aggiuntiva solitamente utilizzata dai costruttori tedeschi. Utilizzando quindi un’idroguida load-sensing, si ottiene più silenziosità in cabina e anche un minor assorbimento di potenza, con conseguente riduzione dei consumi.
COMPONENTI DI QUALITÀ La componentistica utilizzata è di primo livello: motore Yanmar, trasmissione idrostatica BoschRexroth, assali e cambio meccanico Carraro, pompa idraulica Casappa, distributore idraulico Walvoil, filtri idraulici Argo-Hytos, filtro aria Virgis, radiatore Ciesse, silenziatori Gt e impianto elettrico Ciam-Cobo. Per quanto riguarda la benna, a una versione “standard” con una capacità colma di 1,15 metri cubi, sono disponibili anche varianti da 1,25 (versione XL), 1,6, 1,9, 1,05 o 2 m3, specifiche per diversi tipi di materiale. Non solo: sono applicabili anche altri accessori come forche per vari utilizzi, trincia- arbusti, benne miscelatrici, lame, vomeri e frese da neve, livellatrici elettroniche, facilmente sostituibili grazie ad un attacco rapido, con fulcro coassiale al perno attacco bracci, che non penalizza le prestazioni operative.
IN CONCLUSIONE… che, oltre ad evitare fenomeni di cavitazione alle pompe, assieme ad altri pannelli insonorizzanti, costituisce per l’operatore una barriera naturale contro i rumori. Ma non è finita. Anche contro i rumori sull’esterno i tecnici della Palazzani sembrano essersi proprio scatenati, visto che hanno utilizzato una ventola aspirante (adatta anche per applicazioni agricole), che convoglia il rumore e il calore in apposite griglie laterali, schermate dai pneumatici. Il tutto è completato dall’utilizzo di filtri aria di grande capacità (8 pollici anziché 7), che da un lato allunga i tempi di manutenzione e, dall’altro, riduce la depressione in aspirazione, così il motore diventa più silenzioso. Altra soluzione tecnica interessan-
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Come accennavamo all’inizio di questo articolo, la PL 165 è la sorella maggiore di altri due modelli che adottano gli stessi schemi costruttivi: la PL 145 e la PL 155. La prima è una pala da 4,9 tonnellate (ma che può arrivare a 5,3 ton), con motore aspirato Yanmar 4TNV-98 da 51,1 kW (69,5 CV) a 2.500 rpm, con riduttore meccanico monorapporto, che dispone solo delle due velocità idrostatiche, ma raggiunge ugualmente una velocità massima di 32 Km/h. La PL 155 è invece dotata dello stesso motore della PL 165, e come questa è monta un cambio meccanico e una trasmissione idrostatica (4 combinazioni di rapporti e velocità massima di 40 Km/h). Solo che le dimensioni e i pesi sono inferiori: si parte da 5,9 e si arriva a 6,3 tonnellate.
1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9)
Dati specifici al tipo benna PL 165 con pneumatici 16/70x24 Capacità colmo Densità materiale Carico di ribaltamento in linea (ISO 14397) Carico di ribaltamento articolato (40°) (ISO 14397) Capacità di sollevamento alla max. altezza Forza di strappo E - lunghezza totale L - Altezza di sollevamento max D - Larghezza benna U - Diametro di rotazione G - Profondità di scavo H - Angolo di ribaltamento 45° J - Sbraccio ad altezza max N - Sbraccio max Peso operativo
Dati con forche universali - Baricentro 500 mm
Carico di ribaltamento articolato (ISO 14397) Carico operativo EN 474-3 80% Carico operativo EN 474-3 60% Carico operativo 80%, posizione di trasporto, articolato 40°
PL165 PL165 PL165 EXTRA STD. XL XL MAGG. m3 kg/m3 kg kg kN kN mm mm mm mm mm mm mm mm kg
kg kg kg kg
3385 2708 2030 2708
1,15 1800 4965 4450 35,3 68,6 5595 4330 2100 9960 65 2725 830 980 6400
1,25 1800 5120 4590 34,8 68,6 5595 4330 2200 10060 65 2725 830 980 6800
1,6 1200 5056 4530 34,3 61,1 5670 4510 2300 10210 65 2260 905 1017 6900
1,9 1000 4925 4416 33,8 54,9 5740 4607 2400 10360 65 2595 980 1060 6950
4:1
SCARICO RIALZATO
1,05 1900 4870 4370 34,3 68,6 5595 4330 2100 9960 65 2725 830 980 6450
2,0 800 4515 4048 29,1 5933 5210 2200 10350 80 4025 1100 2000 7000
mm 610 1477 3316 500 1555 500 885 1000 2483
PL 165 con pneumatici 16/70x24
A A1 B B1 C C1 D1 E1 F I M O S T V X Y Z
2800 mm 43° 4732 mm 42° 2400 mm 1000 mm 120 mm 40° 360 mm 3450 mm 3280 mm 59° 96° 4450 mm 2550 mm 1570 mm 1980 mm 3200 mm
EQUIPAGGIAMENTO STANDARD - Servocomando pala - Differenziale autobloccante automatico proporzionale su assale anteriore e posteriore (Limited Slip) - Comando inching a pedale (regolazione velocità di trasmissione) - Tappi serbatoio antinquinamento - Benna con denti imbullonati - Allineatore meccanico benna - Allarme retromarcia - Interruttore distacco batteria - Fari di lavoro anteriori e posteriori - Lampada rotante e fissaggio magnetico - Sedile delux ammortizzato, regolabile, con cinture di sicurezza - Volante regolabile etelescopico - Sistema flottante - Predisposizione aria condizionata - Impianto di riscaldamento - Filtro aria cabina in aspirazione dall’esterno - Manipolatore multifunzione con comando velocità e inversione - Parafanghi anteriore rotoformato - Dotazione attrezzi - Manuale uso e manutenzione a catalogo ricambio - Accessori d’uso per la circolazione e catalogo ricambi - Omologazione stradale per la circolazione diurna e notturna - Certificazione CE
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Componenti
MAN HydroDrive
Fra asfalto e cava D
alla strada alla polvere il passo può essere breve, come dalle stelle alle stalle. Ma invece di fermarsi, slittare perdere tempo, o soprattutto essere costretti a cambiare camion per fare un lavoro che proprio non lo esigerebbe, ecco l’angelo custode: in cabina un tasto, sotto il pavimento 16 cilindri radiali (8 per ruota), una pompa, un serbatoio da 55 litri di olio, un radiatore e un paio di tubi. Al resto pensa l’intelligenza del MAN Hydrodrive. Perchè inserendolo è possibile superare condizioni di uso e situazioni di guida che camion con la sola trazione posteriore non potrebbero fare in scioltezza (e sicurezza). Gli attuali sistemi di trazione idraulica dedicati espressamente ai camion stanno prendendo sempre più spazio nel parco mezzi delle società di trasporti, e non sono più relegati solo alle MMT, ai trattori di grandi dimensioni e alle macchine operatrici. I mezzi muniti del Man Hydrodrive sono perfetti per essere utilizzati in impieghi misti (cantieri e depositi edili) e per muoversi agilmente in zone montuose o sottoposte a improvvise nevicate. Della serie scordatevi le catene; almeno di montarle, poi in cabina sarà sempre necessario averle per legge.
sempre più piccoli Adesso sfruttando la riduzione delle dimensioni dei motori idrostatici e delle pompe che li muovono i sistemi idrostatici si trovano su trattori di medie dimensioni. Il sistema di trasmissione del moto ’aggiuntivo’ infatti, si riduce a due tubi soltanto in cui scorre dell’olio in pressione. Il nucleo del sistema MAN è costituito da una pompa idraulica ad alta pressione inserita all’uscita del cambio che mette sotto pressione due motori idrostatici alloggiati nei mozzi ruota anteriori. All’interno dei mozzi c’è un blocco cilindro con 8 cilindri radiali a stella vincolato al mozzo ruota, all’interno dei cilindri ci sono degli speciali pistoni sul cui cielo sono applicati dei rulli, che fanno presa su un profilo ondulato di un anello a camme esterno, quando è inserito il MAN Hydrodrive una pompa flangiata sull’uscita del riduttore alimenta i motori dei mozzi ruota con una pressione che arriva a 420 bar. I motori vengono messi in moto poichè la pressione viene applica a turno sui cilindri sempre e solo in discesa dalla camma, mentre contemporaneamente l’olio defluisce dai cilindri in salita dalla camma.
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Nel cilindro che si trova sotto pressione il pistone viene spinto verso l’esterno e si genera una coppia, secondo questo principio ogni motore genera una coppia aggiuntiva di 600 Nm su ciascuna ruota anteriore. Una potenza aggiuntiva, quindi, perfettamente in grado di trarre d’impaccio qualsiasi mezzo anche a pieno carico. Il MAN Hydrodrive è ideale per autocarri destinati all’impiego prevalente su strada che occasionalmente necessitano di maggiore trazione. Sono le tipiche situazioni in cui un veicolo carico di materiali edili o un articolato con semirimorchio ribaltabile ha bisogno di maggiore potenza, come in prossimità dei raccordi tra strade asfaltate e accessi sterrati a cantieri. Oppure quando un mezzo per il trasporto di legname, un veicolo antincendio o un camion cisternato per il trasporto di latte circolano su strade sterrate e a condizioni metereologiche avverse. Su fondi stradali ammorbiditi dalla pioggia alcune volte non basta più la trazione posteriore. Anche le manovre diventano più difficili in caso di derapata con le ruote anteriori. In questi casi è necessaria la trazione integrale. MAN, quindi, propone per questi veicoli l’Hydrodrive, che offre un surplus
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O sterrati e neve il Leone tedesco non perde tempo. In nessuna situazione. La sua innovativa trazione idrostatica, lanciata nel 2005, resta uno dei più validi ausili per spuntare più trazione in condizioni di poca aderenza. Oltre 5 mila Hydrodrive venduti in Europa ne sono la prova.
Componenti
di trazione e sicurezza e non richiede l’utilizzo del ripartitore di coppia, del differenziale anteriore e dell’albero cardanico anteriore. Questo consente giorno dopo giorno di risparmiare sui costi del carburante e sull'emissione di CO.
Tanto di più a meno peso Rispetto alla convenzionale trazione posteriore il MAN Hydrodrive pesa solo qualche chilo in più, mentre rispetto alla classica trazione integrale parecchi centinaia di chili in meno.
MAN HydroDrive
Ciò significa anche che gli autocarri con Hydrodrive possono trasportare un carico maggiore. Hydrodrive amplia quindi il campo di impiego dei veicoli stradali e in alcuni casi rende superfluo l‘acquisto di un ulteriore autocarro con trazione integra-
I punti salienti possibilità di utilizzare una presa di moto dalla trasmissione della distribuzione (betoniera) nessuna necessità di adattamento del telaio ausiliario per la sovrastruttura prelievo diretto della potenza sull‘albero primario del cambio; di conseguenza, nessuna riduzione del carico su una presa di forza estrema convenienza grazie ai bassi consumi di carburante e ai vantaggi per quanto riguarda il carico utile rispetto ai classici veicoli con trazione integrale maggiore trazione grazie all‘attivazione della trazione anteriore supplementare, sia in marcia avanti che in marcia indietro attivazione della trazione anteriore idrostatica anche durante la marcia nessun aumento nel consumo di carburante risparmio di peso di 400 kg rispetto alla classica trazione integrale maggiore flessibilità di utilizzo del veicolo maggiore sicurezza di marcia, migliore tenuta di strada su fondi non pavimentati, anche in discesa risparmio sui tempi e sui costi evitando di „rimanere bloccati“ o di „essere trainati“ maggiore maneggevolezza rispetto all‘assale anteriore con trasmissione meccanica spese di manutenzione ridotte (cambio olio dopo 120.000 km o ogni 2 anni) nessuna influenza su altezza del veicolo, cabina e passo
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Nei particolari, lo schema di funzionamento, la manopola in cabina di attivazione del sistema idrostatico MAN. E le indicazioni nel display del funzionamento.
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le. Il sistema MAN è in grado di fornire trazione alle ruote anteriori anche di autocarri con altezza normale. Il vantaggio è che solo così è possibile realizzare determinati veicoli con trazione integrale: come gli autocarri allestiti con container che richiedono
Componenti
MAN HydroDrive
Sotto, il particolare dell'asse anteriore e il motore (parte gialla) nel mozzo ruota.
un‘altezza interna che consente di rimanere liberamente in piedi, o i multibenna impiegati dai vigili del fuoco o dagli operatori della Protezione Civile. Questi allestimenti scarrabili di elevata altezza possono essere infatti montati solamente su veicoli con altezza normale senza sforare le limitazioni di altezza prescritte per legge. Altezza normale significa anche comodo accesso e baricentro basso del veicolo con conseguente stabilità di marcia ottimale. Identico è anche il diametro di volta degli autocarri dotati di MAN Hydrodrive, corrisponde esattamentamente a quello dei mezzi con trazione posteriore. Tra i maggiori vantaggi dei veicoli con trasmissione anteriore idrostatica MAN Hydrodrive si può annoverare la maggiore flessibilità di impiego a fronte di 260 kg di peso del sistema. La trasmissione idrostatica non richiede gli impegnativi differenziali e le coppie coniche addizionali tipici dei sistemi di trazione integrale tradizionali, rispetto ai quali il cliente guadagna fino a 400 kg di portata. Inoltre può essere adottato su mezzi a 2 e 3 o anche 4 assali, con o senza terzo asse trai-
nato o centrale. Il MAN Hydrodrive è disponibile su trattori per semirimorchio, autotelai e ribaltabili della gamma MAN TGA da 18 tonnellate in su con motori D20 Common Rail da 228 kW / 310 CV a 316 kW / 430 CV che si caratterizzano per
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una forte erogazione di prestazioni già dai bassi regimi. In combinazione con il MAN Pritarder, un freno ausiliario resistente all‘usura che agisce direttamente sul motore, MAN Hydrodrive per la serie TGS (indipendentemente dal-
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la velocità del veicolo) garantisce sempre la massima forza frenante. Un vantaggio in termini di sicurezza attiva e una significativa riduzione dell‘usura dei freni di servizio, che aumentano l‘efficienza durante il lavoro. M.B.
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Risanamento pista
Più produttività con Navitronic Plus 3D L’
aeroporto di Tromso in Norvegia del Nord è un hub vitale per i numerosi collegamenti di traffico sia presso il paese che verso gli stati vicini. Come tutti gli aeroporti, le piste di decollo e di atterraggio devono essere costantemente rinnovate in quanto sono soggette a numerose sollecitazioni e, nel caso specifico di Tromso, il deterioramento è dovuto anche a condizioni climatiche particolarmente rigide. Per questo tipo di intervento l’impresa di costruzioni Lemminkäinen ha optato per una finitrice Vögele 18002 con modulo SprayJet equipaggiata con il sistema di controllo 3D Navitronic Plus. Per consentire il normale traffico aereo, i lavori di pavimentazione sono stati effettuati di notte ma senza l’ausilio di alcuna illuminazione artificiale: infatti, a illuminare il sito di lavoro c’era il meraviglioso sole di mezzanotte che in Norvegia splende da maggio sino alla fine di luglio. Il progetto è stato realizzato tra giugno e luglio 2010. Ogni notte dalle 10 di sera alle 6 di mattina, gli operatori hanno potuto realizzare un tratto di 250 m x 4 m grazie alla grande produttività della 1800-2 con SprayJet.
UN METODO INNOVATIVO E SILENZIOSO La tecnologia Vögele Spray Jet permette di stendere strati di usura sottili in modo pulito, rapido ed economico. Si tratta di un metodo particolarmente indicato per gli interventi di ripristino stradale con conglomerati bituminosi drenanti e fonoassorbenti. Per questi e altri vantaggi l’impresa Lemminkäinen ha operato con la Super 1800-2 con modulo SprayJet che ogni notte ha eseguito la spruzzatura preliminare dell’emulsione e la stesa dello strato di usura in un’unica passata. Dotato di ugelli spruzzatori, questo sofisticato sistema garantisce un’applicazione omogenea dell’emulsione su tutta la larghezza operativa e la quantità spruzzata può essere dosata con precisione tra gli 0,2 e gli 1,6 kg/m2. Grazie a questi accorgimenti, l’emulsione viene applicata solo dove è necessaria con un conseguente incremento della pulizia del cantiere e dell’ambiente circostante. Inoltre, la velocità di spruzzo molto bassa, di appena 3 bar, riduce al minimo la nebulizzazione dell’emulsione. Una volta completata la fase di pa-
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vimentazione dello strato, la compattazione finale è stata realizzata da 4 rulli Hamm della serie DV con oscillazione. “Quello che abbiamo più apprezzato del modulo SprayJet è la grande versatilità del mezzo - ha precisato Gunnar Unstad, responsabile di cantiere della Lemminkäinen - e la massima economicità. Grazie a questa tecnologia, lo strato di usura viene realizzato in uno spessore ridotto e pertanto si può risparmiare sino al 50% sul costo del conglomerato bituminoso”.
LA COPPIA SPRAYJET E NAVITRONIC PLUS DEBUTTA IN NORVEGIA Oltre al rinnovamento del manto stradale, la pista è stata contemporaneamente estesa di 250 m al fine di consentire l’atterraggio di aerei sempre più grandi. Per l’ampliamento della pista, oltre all’ammiraglia 1800-2 con SprayJet, l’impresa norvegese ha utilizzato l’innovativo sistema di controllo 3D Navitronic Plus, una soluzione che ha ulteriormente incrementato la produttività della macchina. Infatti, rispetto a un convenzionale sistema di livellazione con fili di guida,
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L’ innovativo sistema di controllo di Vögele e la Super 1800-2 con modulo SprayJet sono state le protagoniste dei lavori di risanamento della pista dell’aeroporto di Tromso. Una vera e propria full immersion notturna nella breve estate artica ha portato alla realizzazione del manto usurato e l’ampliamento della pista in una cornice da sogno: il meraviglioso sole di mezzanotte norvegese.
AEROPORTO TROMSO
SUPER 1800‑2 con modulo SprayJet Larghezza massima di spruzzo 6 m Velocità di stesa fino a 20 m/min Varianti di compattazione TV, TP1 Cisterna capace di immagazzinare 2000 l di emulsione (opzionalmente 7000 l) Pressione di spruzzo 3 bar Quantità spruzzata dosabile con precisione da 0,2 a 1,6 kg/m2 Il riscaldamento elettrico integrato mantiene l’emulsione affidabilmente alla temperatura di spruzzo ideale Il sistema di comando ErgoPlus garantisce un uso semplice e intuitivo a prescindere dalla lingua parlata dall’operatore Sono garantiti bordi puliti: gli ugelli spruzzatori a doppio getto possono essere ruotati e disattivati singolarmente Anche con la cisterna per l’emulsione il peso della macchina è contenuto in 21 tonnellate circa Attivazione e disattivazione precisa delle barre spruzzatrici grazie alle funzioni automatiche di “Inizio cantiere” e “Fine cantiere”
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Risanamento pista
questa tecnologia consente di ottenere una livellazione precisa in tempi molto rapidi. Oltre alla livellazione, il sistema 3D della Vögele è in grado di controllare in modo automatico e con grande precisione anche la posizione del banco e la direzione della finitrice grazie a specifici sistemi ottici o tramite GPS. Inoltre, una volta installato su una delle finitrici Super e trasferiti i dati del progetto, il Navitronic Plus è sempre operativo e non necessita di grandi preparativi. Gli specialisti tedeschi e norvegesi della Vögele hanno fornito il loro supporto tecnico all’impresa Lemminkäinen, in quanto era la prima volta che lavorava con il Navitronic Plus. “Questo sistema è risultato sin da subito estremamente semplice da utilizzare” ha affermato Unstad, “tuttavia, abbiamo voluto essere sicuri che stessimo procedendo
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nel modo giusto e soprattutto che stessimo sfruttando tutti i vantaggi offerti da questa nuova tecnologia. Così abbiamo richiesto il supporto dei tecnici Vögele che ci hanno istruiti sul funzionamento corretto del sistema confermando poi il buon esito dell’intero progetto”. Anche l’operatore norvegese Avinor dell’aeroporto Tromso ha elogiato questa esordiente coppia di tecnologie in quanto coniuga perfettamente la protezione antirumore, l’economia e la massima qualità di stesa. L.T.
Mercedes-Benz Sprinter 4x4
C A M P O
P R O V E
Prova in cava
Di norma esagera di Massimiliano Barberis
Di serie anche. Lo Sprinter off-road aggiunge motricità e forza, mantenendo parchi i consumi di carburante, alla versione solo stradale. Nulla cambia nel comfort e nella sicurezza di marcia, come nei volumi di carico.
D
a fuori nulla tradisce l’anima da duro, eppure il Mercedes Sprinter tradotto in 4x4 svela, non del tutto inaspettatamente, doti da vero campionicino da triatlhon. Fango, neve, sterrato, compresi guadi e disassamenti da spacca-telaio, sono alla sua portata. Sempre con eleganza, però. Lo Sprinter 4x4 infatti è equipaggiato al meglio e soddisfa i massimi standard in fatto di sicurezza e comfort, così come la gamma ‘solo’ stradale a trazione posteriore. È munito di una trazione integrale inseribile mediante un semplice pulsante posto in plancia. Una volta attivata la modalità 4x4, il sistema 4ETS semplifica la marcia in fuoristrada: a tutto provvede il controllo elettronico
della trazione. Questa tecnica è ampiamente collaudata anche sui modelli Vito 4x4 e Viano 4Matic, come pure sulle autovetture tra cui la Classe ML. Tuttavia, diversamente dalla trazione integrale di Vito e Viano, quella dello Sprinter è inseribile, e questo per tenere conto delle particolari condizioni di impiego del veicolo commerciale. In più, la trazione integrale è armonizzata con l'Electronic Stability Program (Esp), in modo da garantire una perfetta interazione fra quest'ultima e i sistemi di sicurezza. Le motorizzazioni sono assicurate da diesel CDI che spaziano dal quattro cilindri da 95 kW (129 CV) fino al V6 da 140 kW (190 CV). Tutti i propulsori sono dotati di filtro antiparticolato e rispettano i
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severi standard della normativa Eev. Per la trasmissione sono disponibili a scelta un cambio manuale a sei marce o un cambio automatico. Per la trasmissione del moto sullo Sprinter 4x4 sono disponibili due versioni di cambio: il parsimonioso cambio manuale a sei marce ECO Gear oppure, a richiesta, il confortevole e ampiamente collaudato cambio automatico a cinque marce Mercedes-Benz. Il cambio manuale ECO Gear si contraddistingue per la minore spaziatura dei rapporti. La prima marcia, con un rapporto di trasmissione breve e una forza motrice corrispondentemente elevata, tiene conto di tipiche situazioni come la partenza in salita o in condizioni di aderenza difficili. La sesta marcia, dotata di un rapporto lungo, abbassa il numero di giri alle andature più elevate sulle strade statali e provinciali, oppure in autostrada. Nella marcia fuoristrada, la combinazione fra trazione integrale e cambio automatico presenta notevoli vantaggi: se già la trazione integrale inseribile dello Sprinter 4x4 con il sistema elettronico
di controllo della trazione 4ETS risulta straordinariamente facile da usare, l'interazione fra trazione integrale e cambio automatico assicura una guida assolutamente tranquilla anche nelle condizioni più difficili: una volta inserita la modalità 4x4, grazie alla perfetta armonizzazione dei sistemi, il guidatore non deve fare altro che dosare l'acceleratore e concentrarsi totalmente sulla strada. Tornando ai motori. Sotto il cofano dello Sprinter 4x4 Mercedes-Benz pulsa la nuova generazione di motori diesel della Casa di Stoccarda: puliti, estremamente parsimoniosi e ad alte prestazioni, grazie ad una notevole capacità di ripresa. Introdotta sullo Sprinter per la prima volta nel segmento dei veicoli commerciali nella primavera del 2009, da allora questa generazione di propulsori si è affermata con grande successo. In più, lo Sprinter 4x4 presenta una particolarità: è disponibile sia con i motori quattro cilindri CDI da 2,15 l, caratterizzati da consumi particolarmente bassi, sia con il potente propulsore V6 diesel CDI da 3,0 l che offre eccellenti prestazioni. Il V6 occupa una posizione unica in questo segmento ed è indicato per i vei-
Trazione integrale inseribile Oltre 80 versioni per qualsiasi lavoro Motori diesel CDI potenti ed economici Trazione integrale inseribile ed Esp coli sottoposti a sollecitazioni costantemente elevate, nell'esercizio con rimorchio, oppure per chi desidera prestazioni di marcia superiori in qualsiasi condizione. Tutti i motori rispettano la norma antinquinamento EEV, grazie ai bassi consumi che contribuiscono contemporaneamente a ridurre le emissioni di CO. I propulsori sono dotati di catalizzatore ossidante, filtro antiparticolato e sistema di ricircolo dei gas di scarico raffreddato. Tutti i motori posseggono una elevata capacità di ripresa. Due alberi a camme in testa comandano complessivamente 16 valvole di aspirazione e di scarico; nel caso del V6 si tratta addirittura di due alberi a camme per bancata e un totale di 24 valvole. Il comando degli alberi a camme avviene per mezzo di una combinazione di ruote dentate e una catena corta; una base che rende il gruppo longevo e ‘quasi’ indistruttibile.
Common Rail preciso Un sistema common rail provvede all'iniezione del carburante, altamente precisa, per mezzo di valvole elettromagnetiche particolarmente resistenti e iniettori a sette fori (V6: iniettori piezoelettrici ad otto fori). Nei motori a quattro cilindri, la sovralimentazione è affidata a due turbocompressori a gas di scarico comandati in serie. Nel motore V6,
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a questo compito provvede invece un singolo turbocompressore con turbine a geometria variabile. In particolare è da notare l'elevata capacità di ripresa di tutti i motori, con un'elevata coppia massima disponibile già a regimi straordinariamente bassi. La combinazione tra questa notevole forza motrice e un regime nominale di 3800 giri/min determina una fascia utile straordinariamente ampia. Questo risulta particolarmente vantaggioso sulle strade non asfaltate, in quanto consente di guidare lo Sprinter 4x4 con pochi interventi sul cambio. Ciò riduce i rischi di perdite di forza traente e quindi di aderenza, permettendo al conducente di rimanere completamente concentrato sulla strada. La combinazione fra iniezione common rail, comando posteriore degli alberi a camme e due alberi di equilibratura che ruotano contrapposti determina un'elevata fluidità di marcia già per i motori a quattro cilindri. Il V6 supera ulteriormente questi propulsori, grazie al suo stesso principio costruttivo, a cui si aggiungono i perni di biella sfalsati e un albero di equilibratura. Una grande attenzione è stata poi posta ai consumi di carburante che Mercedes-Benz ha provveduto a ridurre attraverso tecnologie innovative. Sia che si tratti della regolazione della pompa dell'olio, dell'acqua di raffreddamento o dell'alternatore, che della lubrificazione a sbattimento dei pistoni dosata secondo necessità, tutte queste tecniche hanno celebrato il loro debutto nei veicoli commerciali nella primavera del 2009, insieme alla nuova generazione di motori Mercedes-Benz, e adesso contribuiscono a ridurre i consumi di gasolio anche sullo Sprinter 4x4.
Lo Sprinter off-road è per professionisti L'inserimento della trazione integrale si effettua con il motore acceso da fermo, oppure alle basse velocità fino a 10 km/h. In questo caso, un motore elettrico innesta una coppia di ruote dentate sul ripartitore di coppia. La trazione integrale inseribile dello Sprinter, a differenza di altri sistemi di questo tipo, comporta una trasmissione passante non rigida, bensì variabile, in cui tutti gli elementi dell'Adaptive Esp rimangono in funzione anche nella modalità a quattro ruote motrici, e al tempo stesso la regolazione antislittamento Asr risulta attivata. La destinazione dello Sprinter 4x4 a un uso professionale appare anche da un ulteriore equipaggiamento in optional: infatti, il veicolo commerciale a trazione integrale può essere equipaggiato con il gruppo riduttore “Low Range”. Premendo un pulsante a veicolo fermo, con il motore acceso e la trazione 4x4 attivata, il rapporto di trasmissione si riduce del fattore di 1,42, ovvero del 42 percento. Di conseguenza si riducono le velocità massime rag-
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Mercedes-Benz Sprinter 4x4
Per personalizzare il 4x4 Il cambio automatico aumenta il comfort e facilita la guida, mentre il serbatoio del carburante da 100 litri, anziché 75, incrementa notevolmente l'autonomia del veicolo. Per aumentare invece l'aderenza al terreno si può scegliere fra diverse opzioni: pneumatici M+S, pneumatici all-season o pneumatici M+S. Una ruota di scorta vera e propria, al posto del kit di riparazione, aumenta la sicurezza nei percorsi difficili, lontano dalle strade asfaltate. Con un gancio di traino a testa sferica o anche una bocca di accoppiamento, lo Sprinter 4x4 si rivela una motrice di tutto rispetto, in grado di trainare un carico rimorchiabile fino a 3,0 t mentre gli impianti di riscaldamento supplementari provvedono a regolare la temperatura nella cabina di guida e nel vano passeggeri. Tre versioni di lunghezza, tre di altezza, due categorie di peso da 3,5 e 5,0 t di P.T.T., numerose possibilità di allestimento: lo Sprinter 4x4 Mercedes-Benz è disponibile in una grande quantità di versioni. Versioni chiuse e aperte per ogni tipo di impiego, fra cui il furgone che offre una vasta schiera di possibilità, spaziando dalla versione a passo standard con tetto basso e un volume di carico da 9 m³, a quella a passo lungo con tre diverse tipologie di tetto, fino ad arrivare alla versione extralunga con un ampio sbalzo e un volume di carico pari a 17 m³. Il Kombi 4x4 per il trasporto di persone è disponibile in due versioni di lunghezza e altezza, a cui si aggiungono diverse possibilità di configurazione dei sedili.
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Prova in cava giungibili nelle singole marce e la forza motrice viene incrementata. A questo punto lo Sprinter può avanzare sullo sterrato a bassa velocità, limitando in modo intelligente l’uso della frizione. L'impiego del riduttore è consigliato in caso di numerose manovre di parcheggio, per ridurre l'intervento della frizione, nei tragitti con una prevalenza di zone montane, come pure nell'impiego frequente a pieno carico o nel traino di rimorchi sullo sterrato. Il sistema di controllo della trazione 4ETS sostituisce fino a tre differenziali autobloccanti Le altre caratteristiche tecniche della trazione integrale dello Sprinter 4x4 corrispondono a quelle dei modelli Vito 4x4 e Viano 4MATIC. Con la trazione integrale inserita, nelle situazioni di guida normali, la forza motrice dello Sprinter 4x4 viene ripartita fra avantreno e retrotreno nel rapporto 35:65. Ciò permette di garantire, nella guida quotidiana, un comportamento di marcia che presenta solo differenze praticamente impercettibili rispetto alla consueta trazione posteriore dello Sprinter. Al posto dei differenziali autobloccabili meccanicamente, la trazione integrale funziona con il sistema elettronico di controllo della trazione 4ETS: se una o più ruote perdono aderenza, vengono frenate automaticamente in brevi intervalli. Al tempo stesso la coppia motrice viene trasmessa alla ruota o alle ruote che hanno ancora sufficiente aderenza. A tale scopo, il 4ETS utilizza i sensori sulle ruote dell'ABS. L'intervento frenante automatico tramite il 4ETS è in grado di simulare l'effetto di tre differenziali autobloccanti: longitudinale, posteriore e anteriore. I progettisti hanno flangiato il ripartitore di coppia direttamente sul gruppo principale del cambio. La trazione anteriore ha una configurazione estremamente compatta, è dotata di un sistema di lubrificazione permanente e quindi risulta a bassa manutenzione così come gli alberi di trasmissione supplementari dell'avantreno.
Sistema di controllo elettronico della stabilità Il 4ETS è completamente integrato nel sistema di controllo elettronico della stabilità Adaptive Esp, adeguato nelle sue caratteristiche di regolazione alle esigenze della trazione integrale. Al tempo stesso, tutte le funzioni dell'Adaptive Esp sono rimaste invariate: sistema antibloccaggio (Abs), regolazione antislittamento (Asr), ripartizione elettronica della forza frenante (Ebv), Brake Assist (Bas) e sistema di assistenza in fase di spunto (Aas). Di particolare importanza, in considerazione delle molteplici versioni di allestimento dello Sprinter, è la funzione di riconoscimento del carico e del baricentro (Load Adaptive Control,
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Lo Sprinter 4x4 è disponibile in tre varianti di motorizzazione Sprinter 313/513 CDI 4x4 4 cilindri, 2.143 l di cilindrata Potenza: 95 kW (129 CV) a 3800 giri/min Coppia max.: 305 Nm a 1200-2400 giri/min Sprinter 316/516 CDI 4x4 4 cilindri, 2.143 l di cilindrata Potenza: 120 kW (163 CV) a 3800 giri/min Coppia max.: 360 Nm a 1400-2400 giri/min Sprinter 319/519 CDI 4x4 V6, 3,0 l di cilindrata Potenza: 140 kW (190 CV) a 3800 giri/min Coppia max.: 440 Nm a 1400-2400 giri/min
Lac). Attraverso i movimenti del veicolo, ad esempio in presenza di sovrastrutture speciali, l'Adaptive Esp può rilevare un baricentro più alto e quindi adattare le caratteristiche di regolazione di conseguenza. In tal modo, l'Adaptive Esp aumenta la sicurezza specialmente nella marcia fuoristrada, ad esempio quando si costeggiano scarpate ripide che determinano una notevole inclinazione del veicolo. In abbinamento a un gancio di traino già installato in catena di montaggio, il sistema è completato dalla stabilizzazione del rimorchio che contrasta i movimenti di oscillazione di quest’ultimo con interventi frenanti mirati. L'interazione fra 4MATIC ed Esp è perfetta: il veicolo viene stabilizzato e riportato sulla corretta traiettoria di marcia. Lo Sprinter 4x4 ha la carrozzeria rialzata anteriormente di 110 mm e in coda di 80 mm a seconda del passo e della sovrastruttura. Ad esempio, l'angolo d'attacco anteriore dello Sprinter da 3,5 ton di peso totale a terra corrisponde a 28 gradi anziché i 18 dello Sprinter a trazione posteriore convenzionale, e posteriormente, nella versione furgonata a sbalzo corto, a 27 gradi (22 gradi). L'angolo di rampa, importante per il superamento di dossi, nel caso dello Sprinter 4x4 a passo standard corrisponde a 25 gradi, anziché a 17. A seconda della motorizzazione, la capacità di superamento delle pendenze risulta maggiore del 20% circa rispetto allo Sprinter a trazione convenzionale. Notevole risulta anche la profondità di guado del veicolo commerciale, che arriva a ben 610 mm (Sprinter 4x2: 500 mm). A seguito della carrozzeria rialzata, i consueti indicatori di direzione supplementari integrati nei retrovisori esterni sporgono oltre l'altezza massima prescritta dalla legge. Di conseguenza, lo Sprinter 4x4 è dotato di indicatori di direzione laterali nella parte anteriore della carrozzeria. Per lo stesso motivo, nelle versioni Furgone e Kombi i fendinebbia e il faro di retromarcia sono integrati nel paraurti. Il sovrappeso della trazione integrale dello Sprinter 4x4 equivale, a seconda della versione, a solo 115-135 chili. Questo sovrappeso abbastanza contenuto è da ricondurre al 4ETS che ha permesso di rinunciare ai differenziali autobloccanti meccanici. Se occorre un carico utile particolarmente elevato, lo Sprinter 4x4 è disponibile non soltanto nella versione da 3,5 t, ma anche con un peso totale a terra di 5,0 t.
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In marcia lo Sprinter 4x4 convince per la stabilità di marcia e la forte trazione uniti, come si diceva allo stesso comfort di uno Sprinter a trazione convenzionale. In caso di scarsa aderenza al terreno, poi, le ruote posteriori slittano brevemente. La spia di segnalazione lampeggia a qualunque velocità in cui almeno uno degli pneumatici risulta superare i limiti di aderenza. Per garantire una trazione ottimale, nonostante la spia di segnalazione lampeggiante, il guidatore dovrebbe selezionare una posizione più elevata del pedale dell'acceleratore nella fascia di velocità inferiore. Il sistema 4ETS regola lo slittamento e il momento di bloccaggio ottimale autonomamente e individualmente per ogni ruota. A seconda della situazione di marcia può risultare opportuno disinserire la regolazione antislittamento (ASR) dello Sprinter 4x4, premendo l'apposito tasto. In questo caso, le soglie di regolazione vengono temporaneamente ampliate, ad esempio per aumentare la trazione con le catene da neve o su strade ghiaiose attraverso un maggiore slittamento delle ruote. Nella fascia di velocità compresa fra 40 e 60 km/h, la funzione ASR viene riattivata automaticamente. Lo stesso vale nel caso di uno slittamento eccessivamente elevato oppure dopo più di dieci secondi nella modalità “ASR Off”. Tuttavia, anche con l'ASR disinserito, l'ESP rimane sempre attivo. In ogni caso, il sistema 4ETS previene le situazioni di marcia critiche. Ad esempio, in caso di aumento della velocità l'azione di bloccaggio nell'ambito di un assale viene ridotta, per evitare movimenti di imbardata (rotazione intorno all'asse verticale del veicolo) a favore di una maggiore stabilità di marcia. Anche i valori della coppia frenante di tutte le ruote vengono calcolati in modo tale da garantire, di norma, lo slittamento di massimo tre ruote contemporaneamente. Se lo slittamento complessivo di tutte le ruote supera il valore calcolato, il 4ETS riduce la coppia del motore. Al tempo stesso, nonostante gli interventi frenanti, si esclude il rischio di un surriscaldamento dei freni: qualora in caso di uso estremo del veicolo sullo sterrato la temperatura dell'impianto frenante dovesse raggiungere valori inammissibili, il 4ETS provvede automaticamente a ridurre l'azione di bloccaggio fino a quando i freni non si sono raffreddati. Il guidatore viene avvertito di questa condizione attraverso un'apposita spia di controllo.
Sprinter 4x4 circa 27°/28° min. 12°, max 21° min. 18°, max 24° 20% in più del 4x2 circa 610 mm.
*in funzione dello sbalzo posteriore e/o dell’allestimento **in funzione della potenza del motore e del peso del veicolo
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Motore Denominazione del motore Potenza
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Sprinter 4x2 circa 18°/20° min. 11°, max. 18° min. 12°, max. 21° circa 500 mm.
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411 CDI 315 CDI 415 CDI/515 CDI OM642 DE30LA 80 kw (109 CV) 110 kw (150 CV) a 3800 giri / min a 3800 giri / min 330 Nm 280 Nm a 1800-2400 giri/min a 1600-2400 giri/min 311 CDI
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318 CDI 418 CDI/518 CDI OM646 DE22LA 135 kw (184 CV) a 3800 giri / min
Coppia max. EU4 gr. III (Kombi) Coppia max. EURO 4 280 Nm a 1600-2400 giri/min 330 Nm a 1200-2400 giri/min 400 Nm a 1600-2600 giri/min (Furgoni e Autotelai) Numero cilindri 4 in linea/4 6 a V/4 e disposizione/Valvole Alesaggio/Corsa/Cilindrata 88 mm/88,3 mm/2148 cm3 83 mm/92 mm/2987 cm3 Iniezione Iniezione elettronica diretta common rail Consumi/Emissioni inquinanti Consumo*l/100 km 8,8-10,3 8,9-11,5 10,7-13,9 Normativa antinquinamento EU4 gr III con FAP EU4 gr III con FAP (Kombi) Normativa antinquinamento EURO 4 con FAP (Furgoni e Autotelai) Trasmissione Trazione Integrale inseribile (ZG1) / con rapporto ridotto inseribile 1,4 (ZG3) Frizione monodisco SAC2 240 con volano a due masse monodisco SAC2 260 con volano a due masse Cambio manuale (di serie) Cambio manuale a 6 marce NSG 400-6 Rapporto 1 5,453 Rapporto 2 2,974 Rapporto 3 1,873 Rapporto 4 1,332 Rapporto 5 1,0 Rapporto 6 0,777 Rapporto retromarcia 4,946 Rapporto al ponte (di serie) 4,182 (AR3) 4,727 (AR5) 3,923 (AR2) 4,727 (AR5) 3,923 (AR2) Rapporto al ponte con passo 4,364 (AR4) / 5,100 (AR6) / 4,182 (AR3) / 5,100 (AR6) / -/ 4,184 (AR3) / corto / lungo (a richiesta) 3,923 (AR2) 4,364 (AR4) 3,692 (AR1)1 4,364 (AR4) 3,692 (AR1) 4,727 (AR5)2 Ripartizione di coppia asse ant.: 36:65 asse post. Differenza di peso rispetto alla versione 4x2 Peso a vuoto3 + 135 kg + 115 kg senza rapporto ridotto (ZG1) Peso a vuoto3 con rapporto + 145 kg + 125 kg ridotto (ZG3) Carico ammesso per asse 1800/2250 2000/3500 1800/2250 2000/3500 1800/2250 2000/3500 ant./post.* in kg Peso totale a terra 6300/55004 7000 6300/55005 7000 6300 7000/80006 con rimorchio* in kg * Dati in corso di omologazione 1) Non per i Kombi 2) Necessaria per presa totale a terra con rimorchio di 8000 kg 3) Secondo DIN 70020: incluso conducente (68 kg), bagagli (7 kg), tutti i materiali di consumo e il serbatoio pieno al 90% 4) In combinazione con AR2 solo peso totale a terra con rimorchio pari a 5500 kg 5) Con NSG 400 in combinazione con AR1 solo peso totale a terra con rimorchio pari a 5500 kg 6) Solo con NSG 400 in combinazione con AR5
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Gli angoli caratteristici Angolo di scarpata anteriore (1) Angolo di scarpata posteriore* (2) Angolo di rampa (3) Capacità di superamento delle pendenze** (4) Profondità di guado (5)
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Ribaltabili
Nuova vita per Acerbi
Rilancio in grande stile del gruppo piemontese in vista dei suoi primi 50 anni. La famiglia punta sul proprio core businnes, rinnova la rete vendita, le joint commerciali con i costruttori di camion e soprattutto punta su un nuovo direttore commerciale. Lo abbiamo incontrato.
I
l marchio compie 50 anni nel 2012. E dopo “l’alleggerimento” avvenuto con la cessione della Viberti al gruppo Cir (Compagnia italiana rimorchi), in cambio del 20 per cento della società stessa, in joint con Merker, Cardi e Piacenza, l’Acerbi vola alto nelle vendite all’estero. «Nord Africa, Francia ed Est d’Europa in modo particolare», spiega Alessandro Privitera, nuovo direttore commerciale della casa di Castelnuovo Scrivia, «abbiamo il portafoglio ordini pieno fino a febbraio». «All’estero restiamo conosciuti come un gruppo storico del trasporto cisternato, i cui prodotti di qualità affascinano ancora i clienti, però dobbiamo riposizionare il marchio in Italia sfruttando quello che sappiamo fare: cisterne e ribaltabili in lega leggera», prosegue Privitera. «La proprietà, il commendatore Alessandro Acerbi e i due figli, da quest’anno si concentrerà sul proprio storico marchio e core businnes per il suo rilancio nazionale». Si inizia dal logo che cambierà caratteri, ma si arriva subito alle cose pesanti, alle linee di montaggio e alle nuove gamme di trailer in lega leggera (da 26 a 60 metri cubi) e alle cister-
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ne per idrocarburi alleggerite e pronte anche a montare il sistema di scarico Volutank o quelle per il Gpl, altro grande businnes dell’Acerbi. «Adesso facciamo tutto qui a Castelnuovo, anche i telai, che prima erano fatti a Nichelino in Viberti», prosegue Privitera. «Abbiamo ripreso il controllo di tutta la filiera, aumentato le linee di montaggio, confermato i 120 dipendenti e siamo pronti a riprendere una buona fetta del mercato italiano». Le potenzialità dell’Acerbi 2012 sono di 200 cisterne e 150 ribaltabili all’anno. «Ma per venderli dobbiamo cambiare metodo», afferma Privitera, ex Jaguar e con un passato in Volvo e Renault. Ed è infatti da una Casa costruttrice di camion, il marchio europeo di Paccar, Daf, che la Acerbi inizierà a cambiare volto. «Dobbiamo offrire ai clienti un prodotto selezionato e mirato per il loro particolare lavoro. Dobbiamo dare un mezzo abbinato a un camion già pronto per lavorare, e con la Daf abbiamo iniziato una collaborazione potenzialmente interessante», conclude Privitera. La svolta inizia con i ribaltabili in lega leggera a pareti costolate o lisce.
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Scheda tecnica Telaio con longheroni a ‘I’ composti Lunghezza totale 12.395 mm Lunghezza vasca 12.295 mm Altezza totale 3.410 mm Altezza collo da terra 1.200 mm Larghezza totale 2.550 mm Larghezza interna 2.350 mm Sbalzo anteriore 2.120 mm Sbalzo posteriore 2.070 mm Passo 6.400 mm Interasse 1.310 mm Spessore fondo 7 mm Spessore pareti 4 mm Altezza sponde 2.000 mm Volume 55 mq Porta posteriore oscillante diritta Angolo ribaltamento 46 ° Carreggiata 2.100 mm Peso totale 38.000 kg Tara 6.500 kg
L’ultima generazione, «ed è una prima commessa di 5 mezzi», tiene a specificare Elena Acerbi portavoce dell’omonima società, è il modello AB04. Una nuova vasca quadra da 12.295 mm di lunghezza (in totale il trailer è lungo 12.395) con le sponde alte da 1.800 mm a 2.200 e una cubatura che va da 50 a 60 metri cubi. «Abbiamo allungato i telai e abbassato le sponde», spiega Acerbi, «per aumentare il volume di carico e andare incontro alle esigenze del mercato». M.B.
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Gli uomini veri non scalano le montagne, le muovono. Nuovo Actros Cantiere.
Mercedes-Benz è un marchio Daimler.
Affidabilità, resistenza e compatibilità con diversi allestimenti fanno di Actros Cantiere un leader nel settore delle costruzioni. I nuovi elementi di protezione lo rendono ancora più robusto e capace di farsi carico anche dei lavori più impegnativi. Il nuovo cambio automatizzato Mercedes PowerShift Offroad garantisce maggiore comfort, consumi ridotti e minore usura. Oggi più che mai Actros Cantiere dimostra di essere un veicolo di cui ti puoi fidare. www.mercedes-benz.it/truck
DAF&Fassi
Allestimenti
A caccia di nicchie
Di Massimiliano Barberis
Daf dopo aver portato a casa un 2010 molto buono e aver ipotecato un 2011 di pari grandezza allarga la sua base di offerte anche agli allestimenti specifici, e molto personalizzati, dei propri carri Lf e Fad. Si parte con le gru Fassi
«M
a sono già pronte collaborazioni per gli scarrabili Bob Italev o le botti per Gpl Tecnogas», spiega Paolo Starace, fresco nuovo AD di Daf Italia. «Lo abbiamo chiamato progetto Vocational (è il termine con cui in Usa si indicano i carri) e caratterizzerà parte delle nostre politiche commerciali future. È un campo in cui possiamo, e dobbiamo soprattutto espanderci». «È un settore in cui noi di Fassi», spiega Silvio Chiapusso del marketing della Casa di Albino, «la facciamo ‘da padroni’, le gru per edilizia si vendono ‘solo’ in abbinamento a un camion, e nel trovare partnership tecnicamente valide e stimolanti siamo sempre disponibili». L’obbiettivo è soddisfare velocemente i clienti con una accoppiata di prodotti specifici per il lavoro che si deve svolgere. «Vogliamo offrire delle soluzioni», spiega Chiapusso. «Non solo vendere una gru in più». Si deve fare apprezzare il binomio camion/allestimento in tutti gli aspetti pratici e stimolare il cliente a scegliere l’abbinamento migliore. Offrire una vendita personalizzata fatta da commerciali altamente specializzati che sappiano consigliare con intelligenza il telaio migliore e l’attrezzatura più completa, il cui binomio semplifichi i tipi di lavori che si devono affrontare. Con in più la certezza di una rete postvendita sempre pronta a seguire le eventuali fasi di assistenza straordinaria. Il trucco è, allora, prima di tutto utilizzare personale altamente specializzato in ogni concessionaria Daf e Fassi. Il resto è un ‘gioco’. Come al Samoter, pertanto, il concept dello stand di Misano è stato “DAF a World of applications” ed, in
Occasioni targate Albino Nasce il primo portale sulle gru retrocabina usate. Protagonista di questa iniziativa è la Fassi Gru S.p.A. insieme alla propria rete vendita nazionale. Da oggi dal sito http://www.fassi.com e attraverso gli indirizzi http://www.occasionigru.it e http://www.occasionigru. it è possibile raggiungere l’homepage del portale Fassi delle gru retrocabina usate. Scegliendo tra le macro categorie “gru a terra” o “gru su automezzi” è possibile raggiungere, o un elenco di tipologie di attrezzature, o un elenco di tipologie di veicoli, che consentono di individuare velocemente e con precisione le gru usate che si ricercano. Ogni annuncio inserito è corredato di foto e di dettagli come: l’anno di immatricolazione del veicolo, i chilometri percorsi, l’ultima revisione, la nazionalità di provenienza del mezzo, l’allestitore che ha attrezzato il veicolo, il modello e la versione della gru, eventuali accessori in dotazione e infine il prezzo dell’offerta. Gli annunci presenti nel portale appartengono unicamente alla rete delle concessionarie Fassi, l’affidabilità delle informazioni contenute negli annunci garantiscono la ricerca di chi sceglie questa vetrina di occasioni. Da oggi sarà più facile cercare velocemente tra le gru usate di tutta Italia e trovare rapidamente la miglior occasione offerta dalle concessionarie Fassi. L’impegno è quello di dare subito al cliente le corrette informazioni per una scelta conveniente.
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DAF&Fassi
Allestimenti
linea con questa filosofia, sono stati presentati alcuni veicoli, allestiti in collaborazione con partner: LF 55.250 15 ton 2 assi cabina Day con cisterna (ADR/TPED classe 2) per il trasporto e la distribuzione di GPL con impianto di travaso laterale; FAN CF85.460 versione 6x2 con terzo asse sterzante guidato cabina Day con impianto scarrabile B.O.B. ITALEV, potenza di sollevamento 26 ton, per la movimentazione casse da mm. 6.400 di lunghezza dotata di sfilo idraulico con corsa utile di 1.200 mm; serbatoio olio idraulico dotato di filtro micronizzato montato lateralmente; rullo stabilizzatore posteriore di tipo verticale doppio pistone; longherone basso mensolato con bloccaggio idraulico esterno a ganasce (posteriore ); sistema di sicurezza interlock con funzione di rallentamento della corsa dei cilindri nella fase finale della manovra di rientro e di sicurezza idraulica per prevenire l’apertura accidentale dei bloccaggi nella fase di ribaltamento; controganci di sicurezza; doppi
GRU FASSI F165ACXP.26 CARATTERISTICHE TECNICHE
Momento di sollevamento Estensione Idraulica Sbraccio Angolo di rotazione Coppia di rotazione Pressione Portata Capacità del serbatoio Peso Larghezza Larghezza di montaggio Altezza
13,45 tm 15,65 m 11,65 m 416° 21,5 kNm 32,0 Mpa 40-60 l/min 90 l 2410 kg 2465 mm 945 mm 2365 mm
comandi: elettrici in cabina mediante pulsantiera dotata di cavo spiralato e idraulici all’esterno con distributore e carter montato lato sx. E nell’area prove Fassi, a disposizione per prove dinamiche con i clienti, un DAF LF 55.280 18 ton 2 assi cabina Day versione Tipper Gru Fassi F165ACXP26 Evolution, con sei sfili idraulici in configurazione “C” con dispositivo di impennamento Prolink del braccio secondario di 15°. Basamento in fusione d’acciaio ad alto limite di snervamento con colonna autocentrante senza manutenzione. Questa gru ha come caratteristiche principali una capacità di sollevamento che le consente un ‘strappo’ fino a 13,45 ton/m e uno sbraccio idraulico che raggiunge 15,65 m. È dotata di braccio secondario corto, che si presta particolarmente a movimentare carichi sotto la colonna principale. Ciò le consente interventi versatili nel caricare e scaricare materiale e piccole attrezzature edili. L’allestimento proposto, è particolarmente adatto a lavorare in cantieri edili dove l’agilità e le performance possono risultare preziose per migliorare l’efficienza degl’interventi. Fassi Gru ha proposto a Daf questo tipo di allestimento come soluzione che può soddisfare una tipologia di clientela attenta non solo alla qualità, ma anche alle performance del binomio gru-autocarro. L’impegno per migliorare la compatibilità degli autotelai, fornendo di serie predisposizioni particolarmente adatte all’installazione di gru retrocabina, giova sicuramente ai tempi di consegna di allestimento dei veicoli. Fassi Gru S.p.A. e DAF Italia si sono quindi trova-
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FA LF55 18t Tipper Esterno cabina
Day Cab a sospensione meccanica con paraurti in acciaio, vetro colorato e alzacristalli elettrici. Specchi principali e specchi grandangolari riscaldati elettricamente. Larghezza cabina 2130 mm; Sistema immobiliser motore di base; Specchio visione anteriore; Specchi retrovisore a regolazione elettrica. Opzionale: • Sospensioni meccaniche della cabina rinforzate
Aerodinamica
Opzionale: • Spoiler tetto di vari tipi e regolazioni
Colori
Colore cabina H3279 bianco brillante; Pnl luci, paraurti e pred. cab.: grigio; Colore telaio grigio (standard). Opzionale: • Pnl luci, paraurti e pred. cab.: colore cabina; • Per colori cabina e telaio, vedere guida colori
Abitacolo cabina
Sedile conducente: con sospensione pneumatica; Sedile passeggero: fisso, velluto; Vano nel tunnel motore. Opzionale: • Airbag; • Volante con impugnatura morbida, in pelle; • Botola tetto, comando manuale; • Aria condizionata; • Vari modelli di sedili autista e passeggero
Comunicazione e supporto conducente
Predisposto per connessioni FMS; Tachigrafo digitale, Siemens/VDO; Cruise control. Opzionale: • Equipaggiamento audio di varie marche e modelli; • Kit vivavoce (escl. porta telefono); • Segnalatore di retromarcia
Sospensioni e assali
Assale anteriore tipo 152N, offset verticale 100 mm. Sospensioni a balestra parabolica, compresi ammortizzatori e stabilizzatori. Carico massimo 7,5 t; Ponte posteriore motore tipo SR1132 con riduzione singola e sospensioni a balestra paraboliche asimmetriche, compresi ammortizzatori. Carico max. 11,5 t.
Ruote e pneumatici
Assale anteriore 1: 315/80R22.5; Ponte posteriore 1: 315/80R22.5; Senza pneumatico di scorta; Anelli di protezione cerchi argento. Opzionale: • Pneumatici di varie marche e tipi
Catena cinematica
Motore 184 kW (250 CV), GR184; Cambio manuale, 9 marce; Rapporto al cambio 12.57-1.00; Rapporto al ponte 4.56. Opzionale: • ASR
Impianto frenante
Freno motore allo scarico; Impian to frenante pneumatico a doppio circuito con dischi ventilati anteriori e posteriori. Compressore con deumidificatore ad aria calda, 330 l/min a 8.5 bar.
Telaio
Passo 3,75 m / sbalzo posteriore 1,12 m; Altezza longherone 260 mm; Plastica serbatoio del carburante; Serbatoio carburane 1x200 litri; Senza supporto ruota di scorta; Paraspruzzi; Senza barra paraincastro anteriore; Serbatoio AdBlue da 26 Opzionale: • Serbatoio AdBlue da 70 litri
Equipaggiamento rimorchio Traversa posteriore.
Carrozzerie e predisposizioni per carrozzeria
Connettore applicaz. parte anteriore cabina. Opzionale: • Connettore applicaz. per veicolo raccolta rifiuti; • Connett. applic. comando sponda montacarichi post.; • Connettore applicazione sul telaio
te d’accordo nel ribadire questo aspetto. L’attenzione alle necessità di rendere gli allestimenti più semplici e veloci aiuterà a rispondere più tempestivamente alle richieste del mercato del sollevamento specifico delle gru auto articolate. Si consolida quindi in prospettiva la collaborazione tra la rete vendita della casa olandese e la rete delle concessionarie Fassi Italia. «Questa proposta è frutto di un azione di co-marketing tra i due marchi, in linea con il progetto Vocational, per proporre veicoli già allestiti», precisa Chiapusso. «Questo tipo di collaborazione, non prevede solo un accordo a livello commerciale, ma anche una serie di attività di marketing congiunte da definire in un futuro molto prossimo».
SERVIZI
Noleggio piattaforme
Le regine del cantiere Ben 50 piattaforme aeree Nacanco sono state impiegate nella costruzione del centro commerciale “Punto di Ferro” a Forlì realizzato da Coopsette. Fra le macchine più utilizzate, hanno spiccato i modelli a pantografo e quelli a braccio telescopico, come il mezzo da 41 metri che ha lavorato sotto la grande cupola in vetro e acciaio, simbolo del nuovo polo commerciale.
I
n questi ultimi anni gli edifici a destinazione terziaria, e in particolare i centri commerciali, sono stati caratterizzati da una grande espansione. Nonostante abbiano schemi progettuali e costruttivi relativamente standardizzati, e utilizzino una componentistica prefabbricata, tali edifici pongono impegnative sfide sotto il profilo dell’impiantistica, in particolare per quanto riguarda la sua installazione in opera, oltre che per la realizzazione degli allestimenti in cui si articolano gli spazi interni. E sono stati proprio
questi i compiti affidati alle oltre 50 macchine fornite da Nacanco alle diverse imprese e installatori impegnati nella costruzione del Centro Commerciale “Punta di Ferro” di Forlì, il primo del capoluogo romagnolo, inaugurato lo scorso aprile.
UN COMPLESSO DA 21 MILA METRI QUADRATI Promossa dalla società Punta di Ferro srl, la struttura è situata in prossimità del casello autostradale della A14 e del Centro Fieristico, e accoglie un importante ipermercato della super-
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ficie di circa 7 mila metri quadrati oltre a 105 attività tra medie superfici, negozi, ristorazione e “food court”, per una superficie totale di vendita di 21 mila metri quadrati. Progettato dalla società Design International e dallo Studio Bacchi architetti Associati, il complesso è caratterizzato dalla grande cupola vetrata che sovrasta la luminosa piazza coperta che rappresenta l’ingresso principale alla galleria commerciale. La realizzazione del centro commerciale è opera di Coopsette, impresa generale di costruzioni tra le più importanti
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d’Italia, che da alcuni anni è entrata anche in questo segmento di mercato con altre importanti realizzazioni quali i centri commerciali Eurosia a Parma e Fiumara a Genova. La fase costruttiva ha previsto negli otto mesi di durata del cantiere - dal settembre 2010 fino ai primi giorni di aprile 2011 - una serie di importanti lavorazioni, molte delle quali svolte grazie al contributo delle piattaforme aeree noleggiate da Nacanco, circa 50 macchine di diverse tipologie utilizzate per un’ampia serie di lavorazioni.
Noleggio piattaforme
A partire dalla posa e finitura delle strutture metalliche e vetro della cupola, realizzata dalla S.A.I.V. di Vecchiazzano (FC), o l’installazione dell’impiantistica civile e industriale di servizio, il cui progetto e realizzazione sono stati affidati alla F.lli Franchini di Rimini (FC), nonché la verniciatura esterna della struttura, cui ha provveduto la Donelli EOS di Ravenna. Clienti fidelizzati di Nacanco, che anche per questa impegnativa commessa hanno potuto contare non solo su mezzi efficienti ma anche sulla continua assi-
stenza tecnica di Nacanco, attraverso la piena disponibilità della sua rete tecnico-commerciale.
UNA GAMMA ALL’ALTEZZA DELLE ASPETTATIVE Il parco macchine noleggiato da Nacanco destinato alla costruzione del centro commerciale ha visto impegnate diverse tipologie di piattaforme aeree, in particolare: numerose piattaforme a braccio telescopico diesel, utilizzate soprattutto per le verniciature delle
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strutture esterne, così come molte piattaforme a braccio articolato diesel e piattaforme a pantografo elettriche, onnipresenti nella galleria commerciale per le installazioni impiantistiche a soffitto e gli allestimenti dei negozi. “Regina del cantiere”, infine, la piattaforma a braccio telescopico diesel da 41 m, cui sono state affidate le lavorazioni in esterni alle quote più elevate, in particolare per le finiture della grande cupola vetrata. Sia le piattaforme a braccio telescopico e articolate ad alimenta-
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zione diesel impiegate in esterni, che i pantografi ad alimentazione elettrica sfruttati negli ambienti interni si sono dimostrate, per le loro caratteristiche di portata e quota operativa raggiungibile, soluzioni vantaggiose ed efficienti. La varietà del parco macchine di Nacanco e quindi la possibilità di utilizzare il modello più adatto a ogni specifica esigenza di cantiere, ha permesso alle imprese di portare a termine in tempo e secondo le specifiche di progetto le diverse lavorazioni per l’inaugurazione ufficiale. CSC
Ponte Valnerina
foto: fapress©
Enrico Artegiani
PROGETTI
Un ponte sul fiume Nera Di Federica Calò
Testo realizzato grazie al contributo dell’Ing. Antonio Mazzola, Direttore Tecnico di Tecnis S.p.A.
Il raccordo autostradale Civitavecchia - Orte - Terni Rieti rientra nelle opere strategiche previste dalla legge Obiettivo del 2001 ed è la direttrice di congiunzione con l’autostrada Roma - L’Aquila - Teramo, una delle poche strade trasversali di collegamento fra le città che si affacciano sulle due sponde opposte del Tirreno e dell’Adriatico.
L
a scelta del tracciato definitivo è derivata da un lungo e approfondito confronto fra ANAS ed Enti Locali atto a ottenere una strada che, partendo da Terni Est superasse la valle del fiume Nera in prossimità di Papigno, a valle della cascata delle Marmore, e da qui proseguisse in galleria attraversando anche il fiume Velino in prossimità del lago di Piediluco, riuscendo a salvaguardare un’area di alto valore ambientale, per poi proseguire a destra della valle del Velino fino al Confine Regionale a Moggio in provincia di Rieti.
La sezione stradale La sezione della strada di questo collegamento è stata realizzata nel rispetto delle nuove norme con larghezza della carreggiata di 10,50 m a doppio senso di marcia. Il tracciato stradale, pur essendo un territorio morfologicamente caratterizzato da pendenze rilevanti, è molto fluido con curve ampie che permettono la massima velocità di esecuzioni ai veicoli pesanti e leggeri. L’andamento altimetrico, infatti, risente del dislivello che deve superare il tracciato, in particolare in corrispondenza della galleria denomi-
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nata “Valnerina” dove la pendenza si attesta su 3,35 % ed ha richiesto la realizzazione di opere tecnicamente impegnative.
Ponte ad arco sulla Valnerina La valle del fiume Nera sarà attraversata a circa 70 m di altezza da un ardito ponte ad arco realizzato in carpenteria metallica. Il grande arco a due tubi metallici ha una luce tra gli appoggi di 160 m e una freccia di 36 m. A questa si aggiunge, in continuità sulla sponda sinistra, lo stesso impalcato metallico a sezione mista acciaio-calcestruzzo per l’irrigidimento dell’arco poggiato con lo stesso passo dei montanti dell’arco, su coppie di pile metalliche tubolari vincolate a telaio con l’impalcato superiore. La lunghezza dell’opera è di 302 m fino all’imbocco della galleria Valnerina. I due archi sono costruiti a conci e saldati in opera, preservando in questo modo l’aspetto estetico dell’opera. Un accurato esame delle procedure tecniche ha portato a scegliere, come modalità della soletta in cemento armato dell’impalcato, il getto in opera. Tale modalità, penalizzata negli ultimi decenni dalla presenza di impalcati in c.a. di luci cor-
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In alto, panoramica del ponte ad arco in fase di realizzazione. Nella pagina a fianco, il carro in avanzamento sull’impalcato metallico del ponte e il carro in uscita dal versante della montagna.
te, in questo progetto è esaltata, in quanto ha garantito una qualità del getto in opera elevata e la possibilità di realizzare una sezione di getto adeguata alle sollecitazioni in prossimità dell’attacco soletta-impalcato. Una costante attenzione alle varie fasi esecutive, pianificate e seguite dal progettista Prof. Matildi, ha garantito la massima sicurezza dei tecnici durante ogni fase esecutiva del ponte.
La tecnologia per il ponte ad arco Per la realizzazione della soletta del ponte ad arco è stato impiegato un carro Doka per ponti a struttura mista. Si tratta di un sistema modulare, veloce da assemblare, che si compone di una struttura a traliccio superiore, alla quale vengono appesi sia il cassero per la realizzazione della soletta interna, sia il modulo per i getti delle ali, formati da cas-
PROGETTI seforme comprensive di passerelle di servizio. Le fasi di lavorazione sono state programmate e ripetitive, e avvenute in condizioni di completa sicurezza per gli operatori, grazie al sistema di passerelle integrate, e alla possibilità di proteggere l’intera struttura degli agenti atmosferici, mediante la sua chiusura completa. Il carro Doka impiegato per il getto dell’impalcato del ponte ad arco sulla Valnerina è un carro speciale, progettato e realizzato in funzione delle esigenze specifiche di questo cantiere: un ponte con struttura metallica di geometria particolare, sospeso a 70 m di altezza. Lungo 30 m e con una sezione trasversale di 12, il carro ha realizzato 13 sezioni di getto da 25 m l’una, ultimando l’intera soletta del ponte in 7 mesi, da dicembre 2009 a giugno 2010. Al contrario di un carro Doka standard, esso presentava una struttura superiore decisamente alleggerita, movimentata su tre file di rulliere, appoggiate sulle travi longitudinali dell’impalcato metallico. Il cassero per la soletta interna, in funzione della conformazione delle travi impalcato, è stato spezzato in due moduli e fatto avanzare contemporaneamente alla struttura superiore alla quale era collegato, per mezzo di puntelli telescopici, al momento della movimentazione. La movimentazione dell’intero carro struttura metallica+cassero per la soletta interna+casseri per le ali è avvenuta per mezzo di Tirfor argani manuali mobili a fune passante posizionati sulla spalla opposta del viadotto. La geometria della struttura metallica del ponte, inoltre, ha imposto la realizzazione di una sezione di getto variabile, in corrispondenza dell’attacco fra soletta e impalcato, la cui lavorazione ha richiesto grande flessibilità nella gestione dei casseri dell’ala. Per questo motivo, le operazioni di disarmo e armo dei moduli d’ala avvenivano direttamente dalle passerelle di servizio, appese alla struttura superiore. L’ampio spazio di lavoro sulle passerelle e l’alto standard di protezione hanno consentito agli operatori di lavorare agevolmente e in condizioni di massima sicurezza e comfort, nonostante la notevole altezza.
Le altre opere di collegamento del tratto Terni-Rieti Svincolo di Terni Est Lo svincolo di Terni - Est esistente è stato adeguato alla normativa vigente cambiandone sostanzialmen-
Ponte Valnerina
te la tipologia da semiquadrifoglio incompleto a trombetta per favorire la maggiore sicurezza di esercizio. In corrispondenza di tale svincolo, il collegamento con la rete viabile comunale esistente avviene tramite rotatoria che permette di servire il complesso industriale AST (Acciai Speciali Terni), e quindi di liberare dal traffico pesante tutta l’area attualmente sovraccaricata. La realizzazione di questa doppia connessione con il territorio ha richiesto l’esecuzione di tre viadotti dove la funzionalità, la qualità estetica e la protezione acustica, data la vicinanza a insediamenti abitati, sono stati i temi che hanno guidato l’esecuzione di questi lavori. Serie di viadotti: Galleria Tescino La galleria interessa l’area di raccordo tra la piana alluvionale del Torrente Tescino e la porzione terminale settentrionale della catena collinare ternano-reatina. La lunghezza complessiva della galleria è di circa 1576 m, comprendente un tronco di imbocco in galleria artificiale, una galleria naturale di 1200 m e un tronco di imbocco a Sud sempre in galleria artificiale. Le coperture presenti lungo il tracciato della galleria naturale sono variabili fino a un massimo di circa 115 m. Nelle tratte a bassa copertura e nella zona centrale è stato necessario stabilizzare la luce libera tra il rivestimento di prima fase e il fronte di scavo, evitando pericolosi distacchi gravitativi in calotta con l’esecuzione di un consolidamento sistematico del fronte di scavo con elementi in VTR per garantirne le condizioni di stabilità. Vista la lunghezza complessiva da scavare per limitare entro limiti accettabili i tempi di costruzione, la galleria è stata imboccata dai due lati Nord e Sud. Serie di viadotti: Galleria Svincolo Valnerina Circa 750 m dopo l’uscita dalla galleria Tescino è situato l’innesto dello svincolo per la S.S. 209 Valnerina. Grazie a quest’opera si alleggerirà il traffico prevalentemente turistico tipico dell’area a ridosso delle cascate delle Marmore. Lo svincolo si sviluppa sulla sola rampa principale per Terni per circa 1,30 km e presenta 850 m in galleria e oltre 364 m di viadotti in curva, con pendenze che in alcune rampe arrivano al 7.32%. La lunghezza complessiva dei tratti in galleria è di cir-
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ca 850 m, suddivisi tra galleria artificiale, imbocco lato monte della lunghezza di circa 106 m, galleria naturale per una lunghezza 694 m e galleria artificiale per una lunghezza di circa 50 m. Ponte di 40 metri A seguito della galleria dello svincolo Valnerina è stato previsto un ponte di 40 m realizzato in carpenteria metallica, appoggiato su due spalle in c.a. fondate su micropali. Il ponte raggiunge un “solettone” d’appoggio quasi in continuità al successi-
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vo ponte ad arco sul fiume Nera. La complessità esecutiva di questo progetto è stata determinata dalla scarsa accessibilità dei mezzi d’opera sulla spalla in comune con il successivo ponte ad arco sul corso del fiume. La fondazione lato Rieti, infatti, è parte integrante della spalla di valle del ponte ad arco e si adegua al costone roccioso sagomato per permettere la realizzazione della viabilità. Per proteggere questa da distacchi, è stato realizzato un muro paraneve con reti paramassi in sommità.
PROGETTI
Ponte Valnerina
Stato di Avanzamento Lavori Svincolo Terni Est (100%): Lo svincolo allo stato attuale è completo e già consegnato al traffico. Galleria Tescino (100 %): I problemi con l’interferenza della discarica della AST al di sopra dell’imbocco Sud, hanno comportato la necessità di una perizia su questo tratto nonché di procedere fino all’80% dell’avanzamento solo su un fronte, quello nord. L’abbattimento dell’ultimo diaframma è avvenuto in data 16/09/2010; in corso di esecuzione gli impianti tecnologici; l’apertura al traffico è prevista per il 28 luglio 2011. Galleria di svincolo Valnerina (100%): L’inizio dello scavo della galleria naturale è avvenuto nel mese di Marzo 2009 e al momento è a circa 90%. Infatti, il materiale del fronte si è subito rivelato migliore di quello previsto e ha consentito un’accelerazione delle fasi di consolidamento con il conseguente aumento di produzione. L’abbattimento dell’ultimo diaframma è avvenuto in data 04/12/2010; in corso di esecuzione gli impianti tecnologici; l’apertura al traffico è prevista per il 28 luglio 2011. Ponte da 40 metri (100%): Il ponte era quasi completo a Gennaio 2009; sono state installate le barriere di sicurezza e nel mese di Giugno 2009 si è proceduto al suo collaudo statico. Ponte ad arco sul fiume Nera (100%): Nel mese di Giugno 2009 è avvenuto il varo dell’ultimo concio e l’impalcato metallico è stato completato nel mese di Novembre 2009. Terminata la parte metallica, le maestranze hanno realizzato la soletta in cemento armato, con 13 getti da 24 m, terminando a Giugno 2010. Galleria Valnerina (75%): Nel mese di Febbraio 2009 è avvenuto l’abbattimento del diaframma intermedio con il conseguente termine di due fronti (Nord e Terni). A Luglio 2009 si è fermato anche il fronte Rieti, in attesa dell’approvazione della perizia di variante per il tratto relativo al superamento del Fiume velino. Rilevati di fine lotto (95%): La massa in opera dei rilevati è completata e sono comunque in atto delle precariche con lo scopo di far raggiungere al rilevato il consolidamento necessario per la messa in esercizio.
Galleria Valnerina La galleria Valnerina è l’opera più impegnativa dell’intero lotto, per l’estensione della tratta di circa 3800 m e per la pendenza non trascurabile di 3,35 %. In particolare essa è dotata di un sistema di vie di fuga ogni 500 m con uscita a soffitto e una remotizzazione altamente tecnologica per il controllo di tutte le fasi di esercizio. I materiali interessati dagli scavi hanno prevalentemente consistenza lapidea. Di conseguenza le problemati-
che geotecniche sono essenzialmente legate alle caratteristiche geostrutturali degli ammassi e in particolare al grado di fratturazione, alla resistenza a compressione della roccia intatta e all’eventuale presenza di acquiferi. Negli ammassi calcarei sono state previste sezioni di avanzamento con rivestimento di prima fase costituito da spritz-beton e chiodi o fibrorinforzato con centine disposte a interasse 1,50 m per l’attraversamento di rocce calcaree massicce stabili e instabili.
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Sotto le zone di faglia dove il materiale appare altamente fratturato, è stata prevista la realizzazione in avanzamento di un ombrello di infilaggi metallici, che stabilizza la luce libera tra il rivestimento di prima fase e il fronte di scavo, evitando pericolosi distacchi gravitativi dalla calotta. In corrispondenza dei depositi travertinosi costituiti prevalentemente da sabbie a medio-basso grado di addensamento, è previsto il consolidamento con jet-grouting sub orizzontale, con lo scopo di realizzare un ar-
CSC settembre 2011
co portante protettivo al contorno di scavo e nel contempo di stabilizzarne il fronte. È inoltre prevista l’armatura dell’arco di calotta mediante infilaggi metallici. Attraversamento Fiume Velino - Variante di Tracciato-Zona rilevati Fine lotto L’ultima variante portata in conferenza dei servizi per essere approvata prevede un tracciato della parte terminale della galleria con una deviazione a destra in modo da emergere a sinistra del fiume Velino prima di attraversarlo; l’attraversamento del fiume si sposta, quindi, verso monte (direzione Rieti) di circa 980 m e il nuovo tracciato nel primo tratto corre a circa 450 a destra parallelamente al progetto. Subito dopo il viadotto, che ha una lunghezza di 508 m costituito da nove campate, è presente il nuovo svincolo di Piediluco che è previsto con due rampe per lato che confluiscono su una rotatoria posta in asse al progetto già in parte realizzato; da qui si sfrutta la sede già costruita per intestarsi alla strada S.P. 675 con una rotatoria già prevista a progetto e già realizzata. Anche questo viadotto sarà realizzato in carpenteria metallica e la soletta sarà realizzata in opera con le stesse modalità esecutive del ponte ad arco.
Euro 6
I primi in commercio
Il futuro è adesso
Di Massimiliano Barberis
Da Mercedes, Scania e Iveco le ultime evoluzioni del prossimo futuro. In anticipo sui tempi ecco i nuovi motori ‘iper-ecologici’. Ognuno ha una formula magica. Alla fine tutti bravi, senza dubbio. Ma a che costi. La legge lo esige, i costruttori si adeguano. Ma le tasche piangono. Si parla di oltre 11 mila euro in più a camion. A sinistra, il motore OM471 e l'iniettore diesel Bosch con innalzamento della pressione; sotto, distribuzione a ingranaggi e il sistema di iniezione X-Pulse.
MERCEDES
MERCEDES
I nuovi motori Mercedes-Benz della generazione Blue Efficiency Power, saranno montati sull‘Actros che da poche settimane ha visto la luce a Bruxelles. I sei cilindri in linea da 12,8 litri saranno declinati in 4 fasce di potenza: 421, 449, 476 e 510 cv; e di coppia: 2100, 2200, 2300 e 2500 Nm. E in pratica sostituiranno gli attuali V6 e V8. Il nuovo motore, denominato OM 471 con corsa da 156 mm e alesaggio di 132, unisce Adblue, Scr, Egr e filtro antiparticolato. Ma soprattutto utilizza un nuovo sistema di iniezione Common rail con amplificatore di pressione, il sistema X-Pulse. Che è in grado di variare la pressione in base alle esigenze. Ora, quindi, è stata inserita una pompa a due pistoni che spinge a 900 bar l’aria nel condotto (rail), che poi viene amplificata a 2.100 negli iniettori. In
tal modo si riesce a sfruttare tutto l’arco della coppia, iniziando anche dagli 800 giri e si arriva al massimo, e migliore per rendimento, sfruttamento già a 1.400. L’OM 471 è il primo motore Mercedes della sua categoria omologato per il futuro livello di emissione Euro VI. Con questo propulsore inizia quindi una nuova era, con due anni di anticipo rispetto alla data fissata dal legislatore per l’entrata in vigore della norma Euro VI, che prescrive un’ulteriore drastica riduzione delle emissioni allo scarico, in particolar modo dei monossidi di azoto e del particolato. Per la progettazione dell’OM 471 gli ingegneri Mercedes-Benz hanno sfruttato la struttura di base dei loro motori, che riprendono la nuova piattaforma dei motori heavy duty Daimler Trucks prodotti da Detroit Diesel, costruttore di motori appar-
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tenente alla Stella, e che sono stati adottati con ottimi risultati fin dal 2007 per gli autocarri Freightliner (marchio nordamericano del Gruppo) e, a partire dall’anno scorso, anche per gli autocarri della giapponese Fuso. Piattaforma comune, configurazione individuale. Come i loro predecessori, i nuovi motori Mercedes-Benz vengono prodotti nello stabilimento di Mannheim, che realizza anche i principali componenti dei motori Detroit Diesel e i gruppi propulsori completi destinati ai veicoli Fuso. La piattaforma della nuova generazione di motori prevede, quindi, una struttura di base uguale per tutti i motori, che può assumere configurazioni molto diverse in funzione dei componenti resi necessari dalle varie norme antinquinamento, delle applicazioni specifiche richieste dal mercato di destinazione e, infine, dei gruppi supplementari previsti. I propulsori destinati al mercato europeo si differenziano da quelli per il Nord America e il Giappone per oltre 200 componenti. Grazie a questa flessibilità i motori riescono a soddisfare le più svariate esigenze dei mercati internazionali, assicurando un elevato grado di personalizzazione a fronte della massima standardizzazione dei singoli componenti. A causa delle diverse norme antinquinamento e dei differenti profili d’impiego in Europa, come pure della diversa posizione di montaggio sugli autocarri a cabina avanzata rispetto a quelli a cabina arretrata, i motori si differenziano tra loro per alcuni componenti fondamentali (ad esempio iniettori, turbocompressore, volano, gestione elettronica, impianto di scarico, compressore d’aria) e per la diversa taratura, inclusi i differenti valori di potenza e di coppia.
CSC settembre 2011
SCANIA
Non da meno è la Casa svedese i cui nuovi motori da 440 e 480 cv saranno disponibili sulle gamme delle serie G ed R per tutti i tipi di applicazione, compreso il trasporto Adr. Per gli 8x2 e 8x4 si dovrà aspettare il 2012. L’installazione del telaio è la stessa dell’Euro 5. Grazie al design compatto, la marmitta non occupa più spazio nel telaio rispetto al design per l’Euro 5 (Egr o Scr). La progettazione modulare lo rende prontamente adattabile alle diverse configurazioni della carrozzeria. La posizione del tubo di scappamento è stata scelta per consentire ai clienti in fase successiva di chiedere un sistema di scarico verticale (con tubo di scappamento verticale). “Tutto il lavoro di sviluppo è stato eseguito internamente a Scania. Abbiamo combinato tutte le nuove tecnologie sviluppate da Scania negli ultimi anni: il ricircolo dei gas di scarico, il turbocompressore a geometria variabile, l’iniezione del carburante common rail ad alta pressione, la riduzione catalitica selettiva e il filtro antiparticolato. A questo si aggiunga la nostra tecnologia proprietaria di gestione del motore e dello scarico, che ora abbiamo integrato in un unico sistema”, spiega Jonas Hofstedt, Senior Vice President dello sviluppo della catena cinematica. I motori da 440 e 480 cv si basano sull’ultima piattaforma di motori modulari Scania, con alesaggio dei cilindri da 130 mm introdotti come Euro 5 con l’Egr nel 2007. Questi motori presentano l’iniezione common-rail (Scania XPI), Egr e il turbo-compressore a geometria variabile (Vgt). Il primo motore V8 di questa piattaforma (730 cv, 3500 Nm) è stato lanciato nel 2010, anch’esso completo di Scania XPI e VGT, ma con il post-trattamento dei gas di scarico Scr come per gli
Euro 6
I primi in commercio
SCANIA
altri motori V8 Euro 5. Il sistema di gestione del motore proprio di Scania è utilizzato sull’intera gamma. La nuova piattaforma di motori sarà introdotta gradualmente per tutti i motori in linea 3/4/5 e per i motori EEV nel 2011. Il design completamente modulare con molte parti e componenti comuni per tutta la gamma, facilita l’assistenza e la fornitura dei ricambi. Il blocco cilindri in ghisa è invariato, essendo stato progettato fin dall’inizio per le pressioni di alta combustione (in questo caso fino a 200 bar). Come per gli altri motori Scania da 13 litri, una struttura a scala tra il blocco e la coppa serve a stabilizzare la parte inferiore del motore e contrastare il rumore e le vibrazioni. Il rivestimento dei cilindri al plasma a basso attrito consente di ridurre il consumo di carburante. Sono stati utilizzati pistoni in acciaio con il cielo leggermente risagomato per ottenere un rapporto di compressione di 17,3:1. L’areazione a bassa emissione del basamento del motore è di serie e la nuova coppa dell’olio in plastica aumenta la capacità di 3 litri riducendo rumorosità e peso. Il peso stesso del motore è analogo a quello dell’Euro 5 con Egr. Il peso totale del veicolo supera i 200 kg a causa del sistema AdBlue (serbatoio da 75 litri) e alla maggiore complessità del sistema di scarico. La capacità di raffreddamento era già stata aumentata per le esigenze dell’Euro 6 in concomitanza con il lancio della nuova serie R nel 2009.
Una ventola di raffreddamento intelligente interagisce con il sistema di gestione del motore per risparmiare carburante e ottimizzare il rendimento del retarder. Per condizioni eccezionali è possibile l’allestimento con una ventola di raffreddamento ad alta velocità. Il nuovo sistema di Gestione del motore di Scania (lo stesso dei V8 da 16,4 litri) controlla tutti i parametri del motore e il sistema di posttrattamento dei gas di scarico, senza penalizzare nessuno dei due e si integra totalmente con gli altri sistemi del veicolo. Una soluzione innovativa con sonde nella marmitta assicura il controllo preciso della temperatura dello scarico e dei livelli di NOx. Il sistema di iniezione common-rail XPI (iniezione ad altissima pressione) di Scania è studiato per pressioni di iniezione fino a 2.400 bar, con valori tipici di circa 1.800 bar durante il funzionamento normale. Gli iniettori a otto fori forniscono fino a tre impulsi di iniezione per ciclo, per ottenere prestazioni ottimali del motore e delle emissioni. All’occorrenza, la post-iniezione consente di mantenere la temperatura ottimale dei gas di scarico per un buon funzionamento dell’Scr e per aiutare la rigenerazione del filtro antiparticolato. Scania Vgt (turbocompressore a geometria variabile) si combina con Scania Egr (ricircolo dei gas di scarico) con il raffreddamento a una sola fase. Il Vgt potenzia sensibilmente
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la guidabilità e la risposta del motore ed è inoltre vantaggioso per la velocità del cambio marcia con Scania Opticruise. I valori dell’Egr sono leggermente più bassi rispetto all’Euro 5 (fino a 25% contro il 30%) perché i sistemi Egr e Scr possono essere equilibrati per ottenere un rendimento ottimale. Una valvola di ingresso aria con sensore di posizione consente di controllare accuratamente il flusso dell’aria in ingresso. Riducendo il flusso attraverso il motore quando questo non è in azione, si contribuisce a mantenere la temperatura dell’impianto di scarico per assicurare la massima efficienza del sistema Scr. La marmitta integrata è un’unità coibentata eccezionalmente compatta che contiene un catalizzatore ossidante e un filtro antiparticolato a flusso pieno, seguito da due catalizzatori paralleli Scr e due catalizzatori per l’ammonio. Scania ha sviluppato un nuovo sistema di dosaggio dell’AdBlue ad attivazione elettrica che offre maggiore precisione, maggiore robustezza e funzionamento in assenza di aria. L’AdBlue viene iniettato in un miscelatore (brevettato da Scania) ed evapora in urea prima di entrare nei due catalizzatori Scr paralleli. Segue un catalizzatore per l’ammonio, compatto ed efficiente, che rimuove tutto l’ammonio rimasto nel flusso dei gas di scarico. Il percorso di evaporazione è estremamente breve e consente di mantenere senza sforzo la temperatura richie-
CSC settembre 2011
Sopra, la marmitta con doppio catalizzatore e cattura ammoniaca; sopra, a destra il motore 12,71 - 440/480 cv.
sta. Il sistema è controllato da nuovi sensori di temperatura, pressione e NOx per garantire prestazioni e controllo ottimali. I processi Egr ed Scr vengono continuamente bilanciati per ottimizzare le prestazioni relativamente alle emissioni. In genere circa il 50% delle emissioni NOx vengono eliminate alla fonte dal sistema Egr e il 95% delle rimanenti nei catalizzatori Scr, mentre il filtro antiparticolato riduce le emissioni di particolati del 99%. Tramite i due sensori il differenziale di pressione viene monitorato nel filtro antiparticolato per valutare il grado di contaminazione e, quindi, la necessità di rigenerazione. La rigenerazione avviene continuamente durante la marcia. Se il filtro inizia ugualmente ad intasarsi di fuliggine, il conducente riceve una segnalazione nella strumentazione centrale. È predisposto un interruttore nel caso in cui sia richiesto un ciclo di rigenerazione stazionario. Il filtro antiparticolato deve essere pulito a intervalli regolari. Può essere staccato dalla marmitta, che è montata su un accessorio mobile con due bulloni, per facilitare la manutenzione e la sostituzione della cartuccia del filtro.
Euro 6
IVECO
Iveco si adegua alle nuove normative utilizzando una tecnologia Scr esclusiva sulle gamme di motori Cursor e Tector, denominata Scr Only e frutto degli studi di FPT Industrial. I motori saranno caratterizzati da sistemi ottimizzati di combustione e di post-trattamento dei gas di Scarico che consentirà di ottenere un’efficienza di conversione delle emissioni di NOx molto elevata (superiore al 95% contro l’80-85% della norma). La tecnologia di posttrattamento Scr Only utilizza solo il sistema di riduzione catalitica selettivo verso gli inquinanti, senza bisogno di dover ricorrere al ricircolo dei gas di scarico (Egr). La realizzazione di un SCR dall’efficienza così elevata è stata possibile essenzialmente grazie a un sistema di gestione nel quale il dosaggio dell’AdBlue e le proprietà termiche del sistema di post-trattamento sono controllati in modo estremamente accurato e preciso. Il sistema Scr Only vede l’introduzione di un hardware di nuova generazione per il post-trattamento delle emissioni, che è il risultato delle attività di ricerca di Fpt Industrial, attività che ha portato a depositare numerosi brevetti attorno all’ottimizzazione della fluido-dinamica dei gas di scarico e dell’iniezione dell’AdBlue all’interno del catalizzatore Scr. Prima di tutto c’è un controllo “chiuso” per consentire un preciso dosaggio dell’AdBlue al fine di abbattere il livello di emissioni NOx in ingresso al catalizzatore Scr. Dosaggio adattativo dell’AdBlue grazie alla tecnologia di controllo derivante dall’utilizzo di sensori NOx e ammoniaca in grado di analizzare accuratamente i gas di scarico. Poi si utilizza un miscelatore ad alta turbolenza, isolato termicamente, per consentire una idrolisi omogenea dell’urea e una corretta distribuzione nel flusso dei gas di scarico. L’utilizzo di questi brevetti consente una riduzione di NOx superiore al 95%
su tutto il piano quotato motore e di raggiungere, in specifiche circostanze, livelli molto vicini al 100%. Un ruolo chiave per l’ottimizzazione dell’efficienza della combustione è giocato dall’elevata pressione media in camera di combustione e da un’alta pressione di iniezione. Per raggiungere questi obiettivi sono stati apportati importanti cambiamenti al basamento e alla testa cilindri, aumentando la rigidezza, la capacità di raffreddamento e la cilindrata. I nuovi motori Tector e Cursor sono entrambi equipaggiati con sistema Common rail di ultima generazione con massima pressione di iniezione fino a 2200 bar. È stata introdotta una nuova centralina che garantisce un controllo accurato del sistema di post-trattamento. La nuova centralina è stata progettata per ottimizzare la compattezza e per integrare il controllo motore con le funzioni relative al catalizzatore Scr e al filtro Dpf. Per le versioni del motore Cursor che utilizzano una turbina a geometria variabile è stato introdotto il controllo ad attuazione elettrica, per ottimizzare la risposta ai carichi a bassi regimi e per aumentare l’efficienza del freno motore. Inoltre, tutti i propulsori utilizzeranno ora una valvola allo scarico, al fine di supportare la rigenerazione passiva del Dpf e incrementare la performance del freno motore fino al 30% in più rispetto agli attuali motori Euro V. Già in configurazione EuroIV/V i motori Tector e Cursor erano dotati di un sistema di ricircolo dei vapori per garantire un ridotto impatto ambientale, che è stato mantenuto in configurazione Euro VI. Al fine di evitare la dispersione di vapori d’olio nei gas di blow-by sono stati introdotti sistemi di separazione dell’olio ad alte prestazioni allo scopo di ridurre al minimo il rischio che l’olio possa contaminare il DPF.
I primi in commercio Per i motori Cursor viene utilizzato un sistema di separazione olio centrifugo, mentre per il Tector viene utilizzato un filtro blow-by a coalescenza ad alta efficienza integrato nel coperchio punterie. Grazie all’ottimizzazione del processo di combustione, le emissioni di particolato del motore sono estremamente basse: ciò permette la rigenerazione naturale e spontanea del DPF, aspetto importante per quanto riguarda i consumi di combustibile e la durata dell’olio lubrificante. Inoltre, poiché il motore non utilizza gas di scarico ricircolati in aspirazione, l’usura del motore è ridotta con conseguenti intervalli di cambio olio
molto elevati, fino a 150 mila km. Questi aspetti assicurano vantaggi anche in termini di costi di gestione e di riduzione dei fermi-veicolo. Un aspetto fondamentale della combustione Diesel è l’emissione dal motore di ossidi di azoto e particolato, entrambi molto difficili da eliminare in camera di combustione. Il carburante Diesel non contiene né azoto né ossigeno; la creazione di NOx deriva quindi da reazioni chimiche nell’aria di combustione dovute all’alta pressione nei cilindri e alla temperatura raggiunta durante il processo di combustione. La riduzione delle emissioni NOx in camera di combustione prevede essenzialmente la tecnologia di ricircolo dei gas di scarico EGR che, tuttavia, aumenta la produzione di particolato
I tempi e le emissioni Gli standard sulle emissioni Euro 6 entreranno in vigore nell’Unione Europea e in alcuni paesi vicini il 31 dicembre 2012 per i nuovi modelli di veicoli e un anno dopo per tutti i nuovi veicoli venduti. L’Euro 6 è il primo passo verso l’implementazione degli standard sulle emissioni armonizzati a livello mondiale, che interessano l’Europa, l’America del Nord e il Giappone, e faciliterà il coordinamento e lo sviluppo di standard futuri. I livelli Euro 6 si avvicinano a quelli applicati in America del Nord (EPA10) e Giappone (Post NLT) a partire dal 2010. Con l’Euro 6 viene per la prima volta adottato il nuovo ciclo WHDC (world harmonised duty cycle) per la certificazione. Saranno applicati i seguenti livelli di emissioni. Ossidi di azoto: 0,4 g/kWh (2 g/kWh per Euro 5). Particolati: 0,01 g/kWh (0,02/0,03 in base al ciclo di prova per Euro 5). Conta dei particolati: 6,00 x 1011 particelle/kWh (ciclo di prova transiente). 8,00 x 1011 particelle/kWh (ciclo di prova stazionario). Corrisponde a 600 o 800 miliardi di particelle per kWh. Un kWh corrisponde all’energia consumata in circa 30 secondi di guida per una combinazione da 40 tonnellate alla normale velocità su strada. L’Euro 5 non richiedeva conteggi, ma la riduzione nel numero di particolati si aggira probabilmente intorno al 99%.
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e riduce l’efficienza di combustione, portando a un maggiore consumo di carburante. Quando si fa invece ricorso al sistema di post-trattamento a valle del motore, nel caso dei limiti Euro VI, è necessario sfruttare il sistema al massimo delle prestazioni per non compromettere il processo di combustione del motore. La scelta effettuata da Iveco e Fpt Industrial è quella di ridurre al minimo il particolato prodotto in camera di combustione, senza curarsi dell’aumento delle emissioni NOx prodotto dall’elevata efficienza di combustione, successivamente ridotti grazie alla tecnologia Scr Only nel siste-
IVECO Il motore euro IV con Scr.
ma di scarico. Le modeste quantità di PM vengono ridotte al livello necessario mediante l’utilizzo di un filtro Dpf completamente passivo. In condizioni normali d’esercizio non è quindi necessaria una rigenerazione forzata del filtro antiparticolato. È stato progettato un sistema Scr di nuova generazione, basato su un catalizzatore con zeoliti. Grazie all’integrazione di tutti i componenti il sistema è estremamente compatto e consente di ottimizzare gli ingombri e minimizzare l’impatto legato al peso. Una singola unità contiene i catalizzatori Doc ( Diesel Oxidation Catalyst), Dpf (Diesel Particulate Filter), Scr (Selective Catalyst Reduction) Cuc (Clean Up Catalyst), installati con estrema compattezza per raggiungere efficienze di conversione elevate verso tutti gli inquinanti. All’interno dello stesso contenitore sono anche integrati i dispositivi di iniezione/miscelazione dell’AdBlue e i sensori dei gas di scarico necessari per la gestione del posttrattamento. L’intero sistema di post-trattamento è quindi contenuto in una struttura compatta che facilita le attività di allestimento del veicolo.
A Product of Hard Work
Sicurezza e produttività di serie
Alti livelli di sicurezza e produttività sono di serie nelle macchine della gamma Heavy Line JCB che offrono, di serie, l’avanzato sistema telematico LiveLink per la gestione del parco macchine. Queste sono solo alcune delle informazioni a disposizione in tempo reale in remoto: ore di funzionamento, segnalazioni per manutenzione e criticità tecniche, localizzazione con limitazione geografica e oraria nell’utilizzo, gestione della produttività e dei costi carburante. JCB S.p.A. Assago (MI) - Tel. +39 0248866401
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UNACEA
A Saie 2011 torna Formoter L
a formazione tecnica sulle macchine e le attrezzature per il movimento terra tornerà ad essere protagonista anche al prossimo Saie 2011, il Salone internazionale dell’edilizia in scena a Bologna dal 5 all’8 ottobre prossimo. Il Formoter, i corsi di operatori per macchine movimento terra, organizzati dal Saie in collaborazione con Unacea, quest’anno saranno dedicati all’utilizzo delle attrezzature, come martelli, benne, pinze. Lo scorso hanno l’iniziativa ha visto la partecipazione di 350 corsisti e il rilascio di altrettanti attestati validi al livello nazionale da parte dell’Iiple, l’Istituto per l’istruzione professionale dei lavoratori edili della provincia di Bologna.
I corsi si terranno sia nelle aule allestite all’interno del padiglione 36 sia nell’area esterna 48con prove pratiche. Adiacenti agli spazi interni di Formoter troverà posto l’Area espositiva dedicata agli associati di Unacea. Inoltre, mercoledì 5 ottobre si svolgerà il Construction equipment day. Si tratta di un’intera giornata, organizzata da Unacea in collaborazione con Saie e altri organismi attivi nel comparto, dedicata alle macchine per costruzioni. Previste anche l’assemblea annuale di Unacea, la conferenza stampa di Formoter, workshop di argomento tecnico ed economico dedicati alle aziende di settore.
ED ECCO LA SQUADRA. ARRIVA MANITOU
H
a appena aderito alla nuova associazione anche Manitou, che con Ihimer e Komatsu metterà a disposizione i propri mezzi per la seconda edizione di Formoter, i corsi gratuiti per operatori di macchine movimento terra, organizzati da Saie in collaborazione con Unacea. L’evento si svolgerà presso la fiera di Bologna dal 5 all’8 ottobre prossimo e quest’anno sarà focalizzato sull’utilizzo in sicurezza delle attrezzature, che verranno messe a disposizione da Canginibenne, Indeco, Simex e U.Emme. La formazione in aula sarà curata da Iiple, l’Istituto per l’istruzione professionale dei lavoratori edili della provincia di Bologna, all’interno del padiglione 36, mentre le prove pratiche si svolgeranno nell’area esterna 48. I corsi prevedono il rilascio di un attestato di partecipazione a fine giornata. Adiacenti agli spazi interni di Formoter troverà posto l’area espositiva dedicata agli associati di Unacea nella quale esporranno Canginibenne, Fiori, Indeco, Samep, Simex e U.Emme. Presenti sempre nello stesso spazio espositivo il punto informazione di Unacea insieme a Eco Certificazioni. Altri associati che esporranno all’evento bolognese sono: Le Oru – Imer Group, Manitou, Simem e Sunward Italia. "La rinnovata partecipazione al Formoter presso il Saie di Bologna in qualità di sponsor è, per noi di Ihimer, motivo di vanto ed orgoglio. Quella a cui ci accingiamo a partecipare per il secondo anno consecutivo, con alcune tra le macchine di punta della nostra gamma, è una iniziativa la cui importanza è marcata dall'attenzione che Unacea e i suoi associati rivolgono alla formazione ed alla sicurezza degli operatori del movimento terra quali strumenti per governare la crescita del mercato". (Igino Elefante - Sales & Marketing Director Ihimer S.p.a.) “Komatsu da sempre attribuisce un ruolo di primaria importanza alla formazione a più livelli, rivolta al personale interno, ai tecnici diretti esterni e a tutta la rete vendita. Per questo l’iniziativa Formoter, sostenuta da Komatsu con successo già lo scorso anno, non poteva che incontrare il nostro favore: in modo qualificato ci ha infatti permesso di rivolgere una mirata proposta formativa al cliente del mondo dell’edilizia invitato a partecipare alla fiera Saie. Non solo: Formoter, il cui obiettivo è promuovere una migliore conoscenza ed un più adeguato utilizzo delle attrezzure per macchine movimento terra, è un modo concreto di rappresentare la nostra vision, secondo la quale il cliente è l’inizio e la fine di ogni nostra azione.” (Alessandro Rossi - marketing director Komatsu Italia Spa) “Il Formoter rappresenta una grande opportunità per l’operatore di ricevere una formazione qualificata sull’utilizzo dei sollevatori telescopici fissi e rotativi nelle configurazioni comunemente impiegate in cantiere: forche, gru e piattaforma aerea.” (Tiziano Guerzoni - direttore commerciale & marketing Manitou Costruzioni Industriali srl)
Le macchine messe a disposizione saranno:
Ihimer: minipala compatta cingolata CL45 (con high flow e joiystick), minipala compatta M2056 (con high flow e joystick), mini escavatore 35VX3 (nuova serie), mini escavatore 55VX3 (nuova serie); Komatsu: escavatori midi PC80MR-3 e PC55MR-3, miniescavatore PC22MR-3, mini pala compatta SK1020-5; Manitou: sollevatori telescopici MRT 2150 Privilege, sollevatore fisso MT 1440 H e sollevatore di piccole dimensioni MT 625.
Le iscrizioni si possono effettuare gratuitamente direttamente presso:
himer: e.bardi@ihimer.com - Tel. 0577 951 239 (diretto) - Tel. 0577 951 21 (centralino) Komatsu: barbara.gnesin@komatsuitalia.it - Numero verde 800331650 oppure tel. 0429 616270; Manitou: a.marrocolo@manitou.com - Tel.059.95.99.39.
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MACCHINE PER COSTRUZIONI: ALLARME CONCORRENZA SLEALE Un’azienda su tre nel settore delle
macchine per costruzioni subisce perdite di fatturato a causa della concorrenza sleale: è quanto emerge da un sondaggio condotto tra concessionari, noleggiatori e costruttori dal Cece, l’associazione europea dei produttori di macchine per costruzioni.
A più di un anno dall’entrata in vigore
del Regolamento 765/2008/EC, i beni strumentali non sono adeguatamente controllati dalle autorità doganali e da quelle garanti del mercato. Il 52% delle imprese di macchine per costruzioni, infatti, risulta fortemente preoccupato per la mancata sorveglianza del mercato che ritiene sia fonte di danni per il proprio business. Gli stati membri, pur avendo recepito la normativa, sembrano concentrarsi prevalentemente sui beni di consumo.
“Il settore delle macchine per costruzioni
ricopre un ruolo chiave per la competitività, l’innovazione, la crescita e il lavoro” – afferma Franco Invernizzi (New Holland Construction – Fiat Industrial), vicepresidente di Unacea. “In Europa siamo stati colpiti dalla crisi come nessun altro comparto e abbiamo avuto un calo nel fatturato di oltre il 40%. Ciò che chiediamo alla politica è di applicare la legislazione sulla sorveglianza di mercato, altrimenti l’industria europea continuerà ad essere penalizzata da chi non rispetta le regole”.
“Non possiamo continuare a percorrere
questa strada pericolosa che sta portando la nostra industria a scomparire dall’Europa”, aggiunge Johan Sailer, vicepresidente del Cece. “La sorveglianza del mercato deve giocare un ruolo cruciale per garantire la concorrenza leale, per consentire all’Europa di continuare ad essere un luogo strategico di produzione, per garantire la salute, la sicurezza dei lavoratori e il rispetto dell’ambiente”.
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Pensare verde
Comunicare la green economy di Pietro Mezzi
L
e principali economie mondiali sanno infatti che essere battistrada oggi sulle tecnologie e sulle produzioni verdi consentirà di assumere posizioni di mercato predominanti domani. L’Italia sembra non averlo ancora capito e si barcamena tra sostegni sempre più incerti alle fonti rinnovabili e scelte filo-nucleari. Intanto, le produzioni green incontrano i favori delle imprese e delle aziende. E come ogni politica che si rispetti, anche l’economia verde ha le sue regole e i suoi strumenti di comunicazione. Comunicare è fondamentale e, se ben fatto, ha i suoi effetti benefici. Ecco l’elenco dei principali strumenti. Rapporto ambientale. Viene utilizzato per comunicare la performance ambientale di un’impresa. È uno strumento a carattere volontario, a disposizione di tutte le organizzazioni. Scopo del Rapporto è sviluppare una conoscenza approfondita delle tematiche ambientali collegate al sistema produttivo e comunicare agli attori locali le principali relazioni tra l’impresa e l’ambiente, utilizzando dati, statistiche e indicatori. Si compone di due parti: la prima di commento, la seconda di presentazione delle grandezze principali. Nel Rapporto vengono presi in considerazione gli aspetti ambientali più significativi come il rumore, i consumi d’acqua, le emissioni in atmosfera, i rifiuti, i
consumi elettrici, di gas metano, di materie prime, i rilasci nel suolo, gli inquinamenti e le eventuali radiazioni. Il documento indica le azioni da compiere per ridurre le emissioni e gli inquinamenti e migliorare le performance. Il Rapporto prende in esame la diagnosi energetica, il monitoraggio delle emissioni di gas climalteranti, misura l’impronta ecologica, indica come compiere una gestione energetica sostenibile. In Italia sono provvisti di Rapporto ambientale gruppi come Rfi, Unieco, Ray Way, Tetra Pak Italia. Dichiarazione ambientale. È uno strumento di comunicazione con il pubblico ed è normato dal Regolamento Ce 1221/2009. Si tratta di uno strumento che deve essere chiaro, conciso, completo e comprensibile. I contenuti della Dichiarazione riguardano le informazioni sull’organizzazione e sui processi produttivi e sugli aspetti ambientali significativi. Nella Dichiarazione sono indicati le politiche, gli obiettivi e i target ambientali da perseguire e raggiungere; sono anche precisati gli indicatori chiave di tipo ambientale. Sono dotati di Dichiarazione ambientale gruppi come Automobili Lamborghini, Enel e il comune di Abano Terme. Bilancio di sostenibilità. È uno strumento che un’organizzazione può adottare volontariamente per dare visibilità alle domande e
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alla necessità di informazione e trasparenza in tema di responsabilità sociale proveniente dagli attori locali. Vengono utilizzati indicatori di tipo sociale e ambientale, accanto a quelli economici. È infatti una metodologia di approccio integrato che rendiconta le prestazioni aziendali sotto i tre differenti profili. Come indicatori di performance economica vengono utilizzati, ad esempio, il valore generato e distribuito da una azienda, la remunerazione dei dipendenti, le donazioni, i pagamenti ai finanziatori e alla pubblica amministrazione. Mentre sono indicatori di performance ambientale il consumo diretto di energia, il peso totale dei rifiuti per tipologia e metodo di smaltimento, gli impatti ambientali significativi di beni e prodotti utilizzati per l’organizzazione e per gli spostamenti del personale. Sono indicatori di performance sociale invece il tasso di infortuni sul lavoro, di malattia, di assenteismo; di personale addetto alla sicurezza; di partecipazione allo sviluppo di politiche pubbliche dell’azienda; le fasi del ciclo di vita di prodotti e servizi. Si fregiano di Bilancio di sostenibilità gruppi come Wind, Unicredit, Hera. Etichette ambientali. La Dichiarazione (o Etichetta) informa sugli aspetti ambientali di un prodotto o di un servizio. Lo scopo è incentivare l’offerta e la domanda di prodotti e servizi a minor impatto
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La green economy muove velocemente i suoi passi. Prudentemente in Italia, rapidamente negli Usa, in Germania e anche nei Paesi a rapidissimo sviluppo come Cina, India e Brasile.
sull’ambiente attraverso la comunicazione di informazioni dettagliate e verificabili, non fuorvianti, secondo quanto fissato dalle serie 14020 delle norme Iso. Gli altri strumenti. Completano il quadro numerosi altri strumenti, più o meno sofisticati, più o meno tradizionali, come siti web, social network, comunicati, manifesti, pubblicità, incontri pubblici, sondaggi, interviste, conferenze.
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E.TECH Experience è la mostra della filiera energetica al passo coi tempi, fatta di prodotti ma soprattutto di soluzioni, con un focus sulle energie rinnovabili. Suddivisa in tre aree, ma unica nella visione d’insieme. Specializzata, ma attenta all’integrazione dei diversi settori. Nasce a Fiera Milano la “mostra intelligente” della tecnologia.
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CSC eventi ECOMONDO ALIMENTA LA RIVOLUZIONE ECOINDUSTRIALE La grande kermesse dedicata all’ambiente e alla cultura del riuso si prepara alla 15a edizione, dal 9 al 12 novembre a Rimini fiera La 15a edizione di Ecomondo valorizzerà la rivoluzione ecoindustriale in atto. Da mercoledì 9 a sabato 12 novembre 2011 la manifestazione di Rimini Fiera patrocinata dal Ministero per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare ospiterà tutte le filiere dell’industria ambientale: focus 2011 sulla cultura della prevenzione, le tecnologie e il riciclo a 360 gradi. In mostra la frontiera più innovativa delle soluzioni tecnologiche dei prodotti e dei servizi legati al recupero della materia e dell’energia, oltre che allo sviluppo sostenibile. La proposta fieristica sarà completata dalle concomitanti Key Energy, 5a fiera internazionale per l'energia e la mobilità sostenibili e Cooperambiente, 4a manifestazione dedicata all'offerta cooperativa di energia e servizi per l'ambiente, a cura di LegaCoop. Reduce da un’edizione 2010 in ottimo progresso (65.109 visitatori, dei quali 5.218 stranieri), Ecomondo ha avviato la campagna commerciale 2011 con stimolanti segnali dal mercato e anche il board scientifico coordinato dal professor Luciano Morselli è già al lavoro per mettere a punto i grandi contenuti della nuova edizione ULTERIORE IMPULSO ALL’EXPO Nel cuore espositivo di Ecomondo, ovvero il rifiuto, una completa rassegna delle imprese che si occupano dell’intero ciclo, dal recupero al riuso, attraverso le fasi sempre più strategiche del pre-trattamento. L’area espositiva integrata di Inertech e Reclaim Expo rilancerà l’attività di risanamento del territorio finalizzato a un nuovo utilizzo. Un’ulteriore area punterà l’attenzione a ciò che il mercato propone in tema di ‘aria’ e ‘acqua’, in ottica di riuso. Qui saranno presenti le grandi imprese straniere e delle multiutility. Una zona espositiva di grande valore, integra-
L’
Agenzia Regionale per lo Sviluppo della Regione Parigi Ile-de-France (Agence Régionale de Développement - ARD), con il sostegno di Saloni Internazionali Francesi, Ufficio di Rappresentanza in Italia di Promosalons, ha organizzato lo scorso 21 giugno 2011, presso il Centro Convegni Palazzo delle Stelline di Milano, una giornata d’incontri one to one con la stampa specializzata e numerosi operatori italiani del settore “Industria”. In questa occasione abbiamo incontrato Maryvonne Lanoe Segretario Generale di Intermat Evento Mondiale delle Attrezzature e tecniche per le Industrie dell’Edilizia e dei Materiali che si svolgerà dal 16 al 21 aprile 2012 a Paris Nord Villepinte - che ci ha svelato le novità dell’edizione 2012. “L’edizione 2012 di Intermat - ha esordito Maryvonne Lanoe - si contraddistinguerà per la creatività e per l’organizzazione di eventi eccezio-
PW ROME MEDITERRANEAN APEX MARMOMACC EDILTEK - Malpensafiere REMTECH MADE EXPO SAIE KLIMAHOUSE UMBRIA
ta con il progetto ‘Città sostenibile’ dove, con il patrocinio di Agenda 21, Anci, Legambiente e Audis saranno esaltate le esperienze di importanti città europee e i loro piani integrati per incrementare la qualità urbanistica. IL FORUM AMBIENTE ED ENERGIA Già da fissare in agenda, in apertura di Ecomondo 2011 la seconda edizione del Forum Internazionale Ambiente ed Energia, promosso da Conai, Legacoop, Legambiente, Regione Emilia-Romagna e Rimini Fiera e organizzato da The European House - Ambrosetti: sarà l’occasione per confrontarsi con i grandi attori della scena economica internazionale e focalizzare le nuove frontiere dello sviluppo sostenibile. Un concetto, quest’ultimo, sempre più diffuso tra i grandi marchi internazionali: e proprio a Ecomondo verrà assegnato il Premio Sviluppo Sostenibile, a cura della Fondazione presieduta da Edo Ronchi e destinato alle imprese che meglio hanno saputo coniugare qualità ambientale e competitività industriale. PROMOZIONE INTERNAZIONALE In collaborazione coi più autorevoli istituti e attraverso la sua rete di agenti esteri, Ecomondo 2011 punta a raddoppiare il numero di buyers esteri in fiera e a svolgere un accurato screening nelle aree territoriali dell’Est Europa. La manifestazione accompagna le imprese tutto l’anno, partecipando agli eventi internazionali e promuovendo i contenuti della manifestazione. È appena decollato, con un primo appuntamento a Roma, un calendario di incontri dedicati al mondo delle bonifiche, promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Ambiente&Sicurezza (Gruppo Sole 24 Ore) ed Ecomondo. Il Network delle Bonifiche, che riunisce i promotori, organizzerà un nuovo momento il 13 maggio a Milano.
INTERMAT 2012: ECCO LE NOVITÀ
nali, tesi a valorizzare il settore delle attrezzature per cantiere e le imprese edili che le utilizzano. Tra questi eventi spiccano il Pré-Intermat Prestige e gli Innovation Arwards”. Il Prè-Intermat sarà in versione Prestige in quanto avrà una location davvero prestigiosa, ovvero il Carrousel du Louvre, uno spazio dedicato a fiere specializzate e presentazione di prodotti situato nel perimetro del famoso Palazzo e Museo del Louvre. In questa cornice, nei giorni 12 e 13
14 - 16 SETTEMBRE 14 - 16 SETTEMBRE 21 - 24 SETTEMBRE 23 - 25 settembre 28 - 30 SETTEMBRE 5 - 8 OTTOBRE 5 - 8 OTTOBRE 21 -23 OTTOBRE
gennaio 2012, gli espositori incontreranno i giornalisti per presentare in anteprima le proprie novità; vi sarà anche una conferenza dedicata al mercato delle costruzioni dove si incontreranno i maggiori player del settore edile e degli esponenti del mondo politico, economico e delle attrezzature. Infine, verranno comunicati ufficialmente anche i risultati del concorso Innovation Arwards che in questa edizione promuoverà il
in agenda 2011
ROMA - Italia MAASTRICHT - Olanda VERONA - Italia Busto Arsizio (VA) - Italia FERRARA - Italia Rho (MI) - Italia BOLOGNA - Italia Bastia Umbra (PG) - Italia
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tema della tutela ambientale. Altra novità creata nel 2011 è Intermat Middle-East: una nuova esposizione di attrezzature per cantiere che si è svolta dal 28 al 30 marzo 2011 ad Abu Dhabi, zona in cui il settore delle costruzioni è in espansione e sede di numerosi e importanti progetti di infrastrutture. Non da ultimo, il nuovo sito Internet consente agli espositori e visitatori di avere tutte le informazioni necessarie per programmare la propria visita a Intermat da qualsiasi computer e anche dagli smartphone. Grazie a un codice QR, l’utente viene indirizzato al sito di Intermat in versione mobile. L’evento, organizzato da Se Intermat, Cisma, Seimat, dalle associazioni di categoria francesi dell’industria delle attrezzature e da Comexposium, prevede un’affluenza di oltre 200 mila visitatori e più di 1.500 espositori. I numeri ci sono e le previsioni per il 2012 sembrano favorevoli. La ripresa inizia da Intermat.
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CSC settembre 2011
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uando REV, dall’inizio dello scorso anno, ha siglato un accordo con i dealer italiani di Caterpillar affidando loro la distribuzione in esclusiva dei propri prodotti su tutto il territorio nazionale, qualcuno forse è rimasto scettico reputando la scelta di cambiare i propri terminali di contatto con il mercato un po’ coraggiosa, alla luce della crisi in atto: in tempo di crisi, spesso, ci si trincera dietro ciò che è noto e rassicurante. Invece i risultati positivi di questi primi mesi dimostrano il contrario: che le scelte azzeccate si rivelano ancor più tali e possono fare la differenza proprio nei momenti più difficili. La soddisfazione di CGT va di pari passo con quella di REV.
UN’AZIENDA COL PEDIGREE Com’è nata l’idea di una partnership tra un gruppo storico come REV, da sempre a conduzione familiare, e i dealer italiani di Caterpillar? “L’accordo formale è stato siglato ufficialmente nell’ottobre 2009, ma le trattative erano iniziate già nel 2008”, spiega Paolo Vivani, direttore della divisione movimento terra di CGT. “Nell‘ottica di offrire una gamma di prodotti sempre più completa e in grado di fornire ai Clienti la soluzione ideale per le loro esigenze, abbiamo individuato nella frantumazione e nella selezione dei materiali un’ottima opportunità di sinergia con la gamma Caterpillar. Chi ha una macchina movimento terra e lavora in cava, il più delle volte possiede anche un frantoio e un vaglio, così come chi opera nel settore delle demolizioni”, continua Vivani. “Abbiamo quindi compiuto un’attenta analisi dei costruttori e potenziali fornitori di vagli e frantoi, trovando il partner ideale in REV, un’azienda italiana gestita in modo impeccabile dai signori Vignali. La straordinaria passione che mettono nel loro lavoro li rende capaci di confezionare un prodotto che non ha niente da invidiare a quelli che vengono dall’estero”, puntualizza Vivani.
Speciale
ECOMONDO UNA RETE DI FIDUCIA
2011
CGT e GTS, quindi, controllano la distribuzione dell’intera gamma REV, frantoi e vagli, e tutte le attività ad essa correlate: dalla fase di consulenza a quella di vendita, fino all’assistenza tecnica. Indubbiamente si tratta di un cambiamento notevole per l’azienda
9-12 novembre 26 26
CSC marzo 2010 CSC ECOMONDO 2011
con la piantina dei padiglioni CGT e GTS, dealer Caterpillar per il Centro-Nord e Centro-Sud Italia, hanno recentemente stipulato un accordo per la distribuzione in esclusiva dei prodotti REV, costruttore italiano che da oltre 40 anni è sinonimo di qualità nelle applicazioni che comportano la frantumazione e selezione dei materiali, dal piccolo cantiere fino alla grande dei signori Vignali. Nata oltre 40 anni fa in provincia di Pesaro Urbino, l’azienda, che può vantare un centinaio di addetti e una lunga storia familiare, ha accumulato negli anni una reputazione indubbia nel panorama delle macchine de-
TUTTO IL MEGLIO DELLA FIERA
ox ox in HardHard cassone innen nen al cassone st’anno vano va al Van Ree di que ana Van Ree e di quest’an Prizel Priz pi pi sudafricana SteelStee nda sudafric di grupgrup SwedishDum Lo Swe dell’azienda Lodish per dell presenzaenza dinza nza per’azie una forteforte pres orta orta nuovo Dum del nuo l’impl’imp delvo ecipanti ecipantiauna care ificare signaifi Fra i part sign Fra i partruzi anti Ltd.l Ltd. oni, pes oni, pesanti usi SteelStee ruzi li usi li cost dag cost e dag sett do dell delle esi nei settori neiori al mon ti al mondoerialieria sved legatilega li svedesi mat mat dei dei
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NOVEMBRE 2011 - SUPPLEMENTO AL NUMERO 253
Quando l’unione fa la forza SI FAC
esi- esifrastru tturattura nell’in frastru ideale nell’in o, senza modo ideale o, senza di impieg re van-modo di impieg sul luogo re vanUn ulterio stente sul luogo è Un ulterio ca. ica. l’ambi ente.ente. di modif a è a stente modifi l’ambi nel sistem un allacinterve nti dinti insito nel sistem a un aallacinsito provve taggio deredere co- co-interve e solo taggio dai bassi provve Un guiato.guiOccorr e solo sentat o daio bassi netta-Occorr ato. Un o adegu rappre sentat e, o adegu rappre to elettric enzion e, nettato elettric ciamen imen-imendi avvolg enzion di manut o- oavvolg e attrazi ro di ro attrazi duta- ta-ciamen un etambu un tambu sti distimanut se ri se raffron la grand stata la grande dacavi o, du-o, e ta offron inferio ri raffron stata e, oltre inferio mente ta offron a richies ibile macch ine inedacavi mente er e,eroltre Samot a richies protez delle del io- iodispon ibile macch Samot ne to una quelli delle ne del to dispon sposta una, protez mento ti con o- oquelli numer zza– Hardox, ox, ti con motor numer i tra-i tralo mento, areare sicure zza do a richiam motor lo sposta per con con sicure do – Hard a richiam re la ranterante i, i, tatetate alimen mon sionist per illamenta mon menta re tutto ilzione sionist alimen e profes supple menta ori profes tutto in e ne e la asua ri in ali. e la sua so visitat di si sodell’ali mentazione ne supple dizion tenzatenz zione ali. di famo si visitato si trovapiù uardia dell’ali famo zione dizion trova to l’atten salvag uardia elettri sualaresis co sico sura e lapiù sua resis to l’atten la cattura elettri la salvag antiu zza, cattura antiu sepa-esura L’impi di- diantoanto ha ha di iaio le, le, specia dure iaio a. L’impi durezza,nziona ico coman di sepal’acc escava sua specia to- toli l’acc sua elettric a. ico La pubbl usa . coman ini La scatola escava usa un . li ta,elettric sura io. ini i un pubbl scatola i bamb in una sura io. anoelevat nziona ta, ai conve una antiu i bamb nte integra accia i il massil imo, conve antiu oetame massinimo, gli elevat accia te: te: esigen o integra Rispet etame to aito nte altro vuoi cciai to esigen altro cciai verso, to.Rispet ano gli e compl siasi do vuoiuno si elimin nell’a en-enverso, imento , i in imen protet o docum compl to. siasi Quando elimin qual enell’a Quan atutto qual tutto uno o docum ratarata re a protet ne sine i inmov , abbiam ero del tto re mov dei pilastr ri a ponto o ero tto ponto pilastr abbiam setto num (come a risulta del rispe setto ri o dei Stiam lazione a num to betoniere nelghi nel a ono unico (come co conbetoniere Stiam ghi a 26). lazione pertan to risultarispe o elettri tori, conunico la scelt per l’instal la scelt a 26). l’instal pertan impie a pagin umatori, impie per soluament o elettrico soprat . frantuma percosti rend -costi tato a pagin per locità frant a solul’azion ament lo rendono tato nuova . ori, - aificat o acciaio sulori, e, ificat to Infine nuova l’azion della ortat soprat acciaio zioni qual ortat tenacità e,più do qual cemen ti sul-ti to o ri tena della Infine rr monta rr per più trasp presta zioni do e ri trasp parlan le per monta cemen le rr Liebhe rr Liebhe presta elevat parlan nasti, nast e i, tabil . stria Liebhe Liebhe sente elevat indu da da in modo ascelt indu lavoro . tabil stasta nentinenti propo pati astria I compo diribal modo ali,iali, mater scelt propo zione ribal svilup ati in di lavoro lanta per lasente materi per zione rapidi cicli cicli nta riaoni svilupp C sono deidei per perI compo oni tutto, 934 rapidi oneone entazi sono proge cass ttatottato ria-sili rese hi indust e tutto, i- iri,vato la ER C macch e delle delle entazi ri, cass proge Rapprese è stato la movim data evato Rapp macch hi indust gli impieg nichela ER 934 co gli latellate la movim è stato data collau esca perimpieg i uten 3,3etonne utensili eun un arroarro esca niche sulla Il .sottoc i mecca collau estato 3,3 tonnel C. Inun’ele idegl vatai vata com pata specifi sulla co per cizio degl tazion Il sottoc i mecca , com C. Inata R 934 le le, terra ngere quind svilup verso altro i un’ele cizio terra tazion onespecifi altro omolt e. solleci stato eser ngere svilupp raggiu o quind rd Rrd934 eser attra in standa entazi molt e solleci in ovono perioaccata sti tae promu essere le elevat eaccata riale sti attraverso standa taovono rs entazi e e raggiu ridotti tazion li e promu periodura rs essere di movim riale richie di indust . itemp iale laone ie16,5 le elevat macch aine richie inamovim puòpuò i tazion la ze aine alimen ridotti li dura indust di fronte 16,5 mater iale di izza S.p.A ad a i temp cont . na na il ngono ina o poten izza alimen cont ze ralla e o. nei mater fronte la ttività o. anei eprodu ngono o ad raggiu S.p.A macchni e ottim grupp ottim c Italia e e poten ralla - delladella eelevat te sialaper tità ssari ttività grupp raggiu e che e die di il dispon Italia tità elevat per valessari EMte nece vece - pres deldel che teni produ tazio di poten sia quan nece Ciòdo dispon i, consen do ER 934 tazio tà. Un quan vece Mtec ad altezz zo.vale poten herrne 934 -12 di ora altezze quind nelle , consen à. Un le , a parità quan e,pres ed elete ER nelle Lieb err-E a stabili inutiliz zo. Ciò quan di la versio quindi elet, a parità nibile 8 -128 lmente ico orae, le a stabilit idrauli inutiliz e al-e al- ad m. Natura Liebh nibile fornisc ci ed ci la version e massim in modi di ndus diesel, tecn migli tria tria se-diico migli mofornisc o che massim ox idrauli èdi dispo dispo diesel, in lavora dell’I orto ndus 934 o ox Naturalmente traspo rtoèerto nentinenti o che C se-Corto tecn i compo Hard so e elettric supp Hard dell’I o lavora 934 traspo supp oedell’ER compo e elettric men-menaiso siai per un di E oades ades e elettric kWkW m. ati diretta Via Via motor di 160 (BG)(BG) edecisiv un dell’ER za160 re. 0 Lallio e elettric leloca o le ai o E motor il motor re. rispett ati diretta gio o dallasia per anch’e za di un un poten ssi svilupp loca zzatu 0 Lallio mico rispett zzatu I - 2404 svilupp gio decisiv sentat poten vantag za, ilza,motorattre o dalla one econo mico 00 - 00 one unauna n Steel ha attre trici, 69 -691 sentat I - 2404 n Steel ha inaina lice: ssilice: anch’e econo ibuzi io è rappre la macch Quest . ibuzi trici, più più (035) distr 69 691 semp distra vantag zionar la macch do molto a Van Reene io è rappre èmac. Questa gasolio a Van Reene di aascelt adi (035) macma mi-sta a è tesemp zionar aato ma azio- do molto i siste 79 - 79 gasolio dalla er, utilizcingol scelt ato asiste Casa.Casa. 69 -691 Sud african Tel.:Tel.: er, utiliztati tati azioalimen à Sud african una / 217 cingol CV.CV. hi semist in dalla ne offre mi-sta del (035) una 69 691 del a societaà societcasson macarro e per dump / 217 i alimen grupp hi semist impieg e per dump ne offre , ma izzazio inserit a in a te (035) .com , più tà tàè,carro duro impieg èmobili izzazio duro inserit un essere Fax:Fax: perper la- la- grupp mobili di motor un cassondel Paese .com Paese, più 38 tonnel tatotato , può puntodo do infatti Proget essere .lieb di motor herrherr dal pesa 38 tonnel può sviluppato il mon ne ne Proget aria del punto versio mon sviluppatoa mineraria il www .lieb dal pesa anche nte mezzo e, china, infatti, miner ti versio della nte a della www anche mezzo dustri e, questo tirame d’azion rilevan dustrimotivazione azione rame gi se per china, nari, questo Sicu d’azion Sicu e raggio gi rilevan se per danno zato nell’in nari, vantag zato nell’in raggio La motiv grand danno ess. nte. La nte. emissi oni oni grande tà tà vantagvista delle offre un ra del casepo di un La capaci ra del casdi m. 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I veicol I veicoli e. il premiil premio orta un asseg tamento. e. Le opera oè opera di scaricdio scaric orta un assegvano perfet e. vano perfet A Product a edizioa edizione. insiem insieme.eLe Nato nelNato nel 1999 l’angoelol’angolostrutSsab comp l’ultim ioni estrem Ssab compting pubioni estrem non tutta non tutta ting pubzzate zzate vinto l’ultim gli acciai ti a condiz gli acciai à di marke che ha vinto tti a condiz una strutche ha strutnta a una no veloci à di marke sh nta aveino veloci utilizzano attivit sh utilizzano attivitdello e sono espos ura nellaura nella strutIn aggiu Swedi to vengo e sono espos e una Swedinelle to vengo e una ttivo vei- mila minier o. In ilaggiu del antius euro minier del dello antius ridottteo.ridott euro per te peso nelle impiega acciaiga acciai dumper, pesoa er, per di 10 dii 10 milaanno. L’obie L’obiettivo stabile, stabile, ilQuest n relativamen n impie e diffonederelativamen e per e per dump diffondee più Questa rio per un per uneanno. Van Reene nte e8più to Van Reeneativo casson resistente ispirazeione impatto tonne8llate. blicita blicitarioportar ispirazione alto- altoativo casson tonnellate. innov tura piùtura più resiste di di circa e minor impat un innov acciai tura di un rante, Prize è Prize rezza e minor è di portar degli acciai o di circadi carbudirante, rezzadel ridotto ridott tura di mezzo mio più legge Steel cenza degli mio carbu più legge Steel e la conoslacenza del mezzo tire o colo è stato o il peso un rispar colo è stato a un rispar al veicol garantire tori, a e conos tori, ilil peso poter garan poterPer consente tte al veicol consentee permeette operacirca 19% del gli opera re la cultur 19% del re la cultur Per gli llate, riduzione circa ilne riduzione iente, iente, perme llate, tenzio ambientale. ambientale. per l’amb per l’amb di 8 tonne tenzione o ridott o di 8 tonne beneficio a utile’. a utile’. beneficio e di manu e di manuntivi è stato èridott statocosti niore portat opera iore portat operativi tto ambie .I tto ambie una magg . I costi una magg come l’impa peso totale come l’impa peso totale sati, cosìsati, cosìbasse . . abbas abbasioni più si sono si sono emiss ioni più basse intere s-intere soa o a emiss n è molto n è moltoutale, dovut Reene tale, dovut Reene Van antius antiusuacciai one di one di Van acciaividegligi degliLindq “La soluzi “La soluzi i vantaggi LindqviMartin mostrea mostra i vantag ma Martin sante e sante conferma confersare modo in modo sistenziali,” sare in sistenziali,” ZIENDE e ra e altore e giuria. “Ripen ra e altore ZIENDE giuria. “Ripen conosciuta conos- ciuta ente della ente della così ben ra così ben st, presid ra st, presid davve è struttu davve er una er è una struttu un dump di un dump innovativo innovativo cassonilecassone di come ail come testata testat onoree, ma e grand onore, ma azione.”azione.” un grand di ro d’ispir ro d’ispir e di ti è statoti è stato un fazionefazion tra i finalis e tra i finalisri è la soddis “Essere “Esser ri è la soddis ati vincito ati vincito er. er. e essere nomin e essere nomin comeradesign come design è il più grand carriediracarrie è il più grand di anni o questo 25 anni25 o questo della della tecnic tecnic storia vista di di di storia di vista Dal punto n in 20 anni Dal punto n in 20 anni che i nostri che i nostri di Van Reene Van Reene dimosotra dimosi tra risultatorisultatoediil premiilo premi miglioa ae sono trasono tra i miglio aziendSud nostra aziend cal nostrattisti cal in ttistiAfrica in Sud Africa roek,t echni roek,t echni progeBertu s Haasb tecnici proge tecnici dice Bertu s Haasb n. o,” n. o,” dice Van Reene ri al mond Van Reene ri al mond do pre- pret manager t managerto il secon il secondo ricevu ricevutosono developmen l’audevelopmen l’auhanno ti e hanno sono ti e 2010 2010 finalis Prize altri finalis Gli altri Gli Steel Prize co Ruthsh Steelsh co RuthS.p.a. S.p.a. lo Swedi Swedi Ltd, e il tedes e il tedes ish Steel per lo E ish SteelGhedi (BS) mio permio tto di tto di E PTY Ltd, int PTYint Ghedi (BS) AZIEND proge SSaB Swed il proge ZIEND SSaB Swed Blupo il Blupo per 930 930 o, 6 - 25016 per o, 6 - 25016 stralia no Vittori stralia no 030 9058 trici chetrici che 030 9058 & Co. Il&primo Co. Il primo G. di Vittori Via G. diVia carica 811 - F +39 GmbH delle pale pale carica 811 - F +39 9058 do mann GmbH do manndei denti denti delle 030 9058 Il secon T +39 030 re.minie T +39 sab.co re. Il secon m zione edei sostituzione nelle eminie sab.com bracsostitusempr nelleziali nelziali nel bracssab.italia@s ssab.italia@s ano 23 08:40:22 ano sempr 2010-02- 2010-02-23 si utilizzsi utilizzacciai tto altoresisten tto altoresisten Il proge . Il proge degli degli acciai forma. forma per l’uso CSC CSC piattae la capacitàcapacità per l’usodi una piatta opico opico dilouna sbracciosbraccio e lare marzo 2011 cio telesc marzo 2011 cio telesc ntare spesso ntare lo dello spessore di aume aume dello di tte one perme permette una riduzi M.B. M.B. riduzione con una , pur con di caricodi carico, pur metà. della 1 della metà. 1 ciaio ciaio 0210.indd dell’ac dell’ac 3xH303_ 3xH303_0210.indd ine_W21
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lente, con ria equiva tà di catego lente, con dardria sulla stabili equiva Togni benefici tà di catego di Stefano impor tanti sulla stabili prestazioMENTO dard Togni ESTI benefici ina e le sue tivo, il di Stefano L’ALL TO t di peso opera prestazio-robustezza impor tantidella macch MEN il io. Sulla e le sue tivo,llo sue 23opera mento. Alla le cui ca-macchina del march L’ALLESTI Cont le ezza contribudella robustessiva ni di solleva ti standardio. Sulla to un im23 di peso un mode Allacompl cellen mento. ilità menta Con le sue JS 235 HD èllo le cui card del march della no in manie è imple di solleva contribu-di ulteriori e affidablessiva a load cingolati è un mode si adatta - e,nicome to un imcellenti standa toridella macchina una serieri comp mentaico con sistemJS 235a HD ratteristicheno in manie li escavaati ilità o uno ina è impleidraul ulteriogo di pattini iscono anche dil’impie cingolrappresentanmacch ente efficac e affidab a load a portat stiche si adatta tori e serie olarm si pianto sistem JS una come escava aperto li come: di pattinimaggioraseriesentano uno gamma idraulico con ra partic efficacae,terreni roccio ratteri a “flowa centro on- olarm dettagli, iscono anche ente caso, go zza a portatata forti della piantoil sensingaperto si e perciò li, come: l’impie a re e largheiora- llo di proserie JS rappre dei pezzigammJS mand in questo i roccio ra partic HD e richiedono dettag terrenche di spesso zza magg a ntati bile con“flow-on-per fornir llo 235sensing a centro panne forti della caso, coregola un mode di ata pezzi il larghe il ttato e dei JCB. E con accide rma reti,el’adozione llo di pro-parte infein questo ono perciò zione con mand e, e JS 235 HD confe richied nd”, proge bile dema alla di spesso ine una conce fornir chemacch imregola per one più elevat co- ere ntatialle il modello britannico di un pannelonato infe- protegge ttatopressi macrma accide di sosten ti, l’adozione concezione confe tezione imbul JCB. E con costruttore quae, e parte che nd”, proge nico one grazie a una ine una portata e più elevat va in gradoere imdema britanvocazi rativo, nelalle macchstrutti macchina ge ci della lonato alla atore adottae imbul one preceriore della che proteg di sosten a una maccostruttorequesta grazie si. L’escav alla serie portata e pressi sistema rigene tezion di nici e idrauli gradogravo to con con-va inpegni , nel quaina one rispettoprece - una serie aunrigenerativo adotta macch heavy duty della gli strutti i organi mecca ci della atorearro viene ricicla china che, di protezione questa vocazi con- e minor riore alla serie si. L’escav le l’olio to con 4m erizza per un sistem i un sottoc duty di- oltre di piastre nici eeidrauli lto oe rispetto quind , si carattuna serie coinvo riciclacicli più rapidii macch pegnii-gravo i mecca heavy iorate macchina, di protez del bracci china che, dente per hanno le l’olio viene aleione gli organ zseguenti sioni magg 4mmdi larghe e minor La sottocarro caratterizzaenti che zona termin oltre e di piastre più rapidi quindi un dimen iorate -per 2,5 di carburante.io eper preser coinvoltoe dei com-nti cicli dente, si di interv benna macch ata ina, nella aleatismo consumi del bracci controllabili- sionidimagg z- rinforz segue La macch lunghezza di larghe gnerizzazion che hanno rante. termin cinem dimeno com- più com-mi di carbu inoltre una sia l’inge e dei m nentistica preserdi interventi nellain-zonadel un piano consu compo na offre contro per 2,5 llabili-per bracci ezza urti.per benna ata guidac ale, ti sia, su gnerizzazion lungh za - con istica una tà di lavoro o àdibracatismo comvarle dagli superiori, ne gener più veloci ri erinforz cinem sia l’inge ponen inoltre e di stazio tà del ria onent priorit piano bracci offre inferio na pero, con (rulli cincatena su un vo, l’impo y Duty con comp urti. ale, guida e una bracci za -rare di lavoro folle) ponenti sia,plessistaziovocaz ione “Heav tà e acne gener e l’avam ver-dagli varle velocità per accele inferiogoli, TARGET ruota ori, à bracri e superi ria di o alla e di serie l’impo chiara con priorit MISSION o il JS 235 HD in due (rulli iorato in o, tazion catena , graiore rispett y Duty una plessivo, di ione “Heav magg bracci cio/ro e magg mento rare a unitaarro ET folle) ollo e l’avam altezz o provat di carica ver- ni, per accele . vocaz sottoc TARG allasoluzio ac-con comp zioni Abbiam toTali goli, ruota con marte di serie due e opera nza rispetrd. di chiara ”. Un magg alto ION iorato in HD inni, distribuzione magg MISS , graiorestanda rata ati-tazionle JS 235urazio sione roccio/ro mento acciaio ad arro ad alta resiste unitaequilib oni, di carica diversoeilconfig un cinem provat altezza iego benna llo da di una pianto e a comp mo ata, . co soluzio ar”. Un sottocciaio tica zie zioni marte all’imp con dell’im Tali Abbia con uzione rd. di ni,idrauli nelmente le litore toopera resistenzarinforz atipressione urazio ad altoal sottocoree config for-standa demo situazioni a e distrib sione rocacciaioiscono danti Portatrata equilib diconfer ciaio ad altanentis ata, un benna rivedu a una o anche differe divers o - cinem iegore, pianto tiscon spesso e benna zie ti ar- superi e incodue dell’im lessivo rinforz smo bracci idrauli ico garan miglioramen mentee all’imp iscono di al sottoc comp to, nelidraulone stan-litorecia, nentistica ottica for- di traino rivedu rea e pressi situazioni sima cio, forza ro un peso versionedemo Portat benna o anche o -mede mbrac iori re, confer la differenti a unaiore a tiper limita tiscon spesso ramen za all’ava e magg smo bracci a termic lessivoosuper benna 1,8 t rispett cia, e in due io-ico garan , miglio dicomp ficienz di traino idraul ottica nell’ef forzadella ne standi scavo nererele emiss ro un peso limita forzacio, conte la medesima iori zioni. da mbrac o a una versio mi aeper magg atoall’ava ri presta a termic i consu benna affiancza miglio di 1,8 t rispett tutto ioperdella nell’efficienz anti;leilemiss di scavo nere gli ecinquin ermaforza eniconte zioni. da mi riconf ato presta ri consu che i tutto affianc per miglio unail cabina anti; ecCSC ni inquin erma gli ONDO 2011 che riconf ECOM cabina una
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EcoSwitch re MoniITCH Pressu del sistema OSW MoniEcoSwitchda 90 a ITCHIveco è munito L’EC Pressure tenere sotil Tpms (Tyre del sistemala velocità OSWcamion da 90 a monta è munitoche a limita Tpms (Tyre tte di sot- ca- L’ECIl nuovo la velocità iECO Il mezzo camion Iveco mache monta il ), che perme 10 una second a tte di tenere e: nel Il nuovocon il program iECO malimita Il mezzo solo sul Cursor 10 una seconderogata mmaattiva, delle gomm e: nel ca- vie- con il progra ), che perme toring System one gomm sul Cursora così la coppia voluto dare erogata pressidelle cente ri85 Km/h, e ma solo llo la one toring System lis Iveco ha dare “pacta”, e miglior Tutto questo a così la coppiaquesto cente vierione, il condu to contro Km/h, e attiva, to Ecostra di cambia e Iveco ha voluto llo la pressi unico ta”, e miglior del mezzo. “logica proget co e visivo. 85 in un“paca di pressi on il to one, il condu Ecostralis to , contro di perdit cheunico e più accorta di cambiae del peso totale mezzo. Tutto accorta ta un e le acusti e visivo. nel- “logicain so in a di pressi totale delrso una gestion funzion on il proget risposta integra un segna e più acustico ma iECO, olare solo il veicolo , e del peso i attrave una a integrata che se, nonil veicolo to con so di perdit segnale o, in partic rso una gestion olare nel-impat - in funzion endes grazie al program mma iECO, ne avvisa duce i consum , si utilizi attrave non solo una rispost to con un comprse, ti per il veicodel veicol ole icaveicol o, in partic i consumdel veicolo. Infatti, correla chetto” endes grazie al progra ne avvisa tura del motore , si utiliz- del servizi ti per il veicoun notev L’aerodinam ole impat lio dicorrela tra- duce pratica ica delpesan veicolo. Infatti, a di offerta del motore te,unhanotev chetto” compr a del carico stessa mappa del avendo ventag L’Ecos la tura dinam del un formul servizi second di pratica a a zioni. L’aero ria a del carico anche nuovala di offertarispon pur la stessa mappa te, ha sulle presta L’Ecostramaun iventagliol’autista. Una formu necessa le marce più la gamm a second a pesan mi e presta zioni. la coppia Cv, che nza aerod pur avendo è attivolecon e pera. Una nuova e da 460 ma anche marce più). Ciò è iza solo necessaria la gammsui consu a efficie ma non loestesso che rispon motor la coppia attivo con nza aerod mi e sulle per l’autist ne allo spunto la propri (il program ambientale suitoconsu ). Ciò èActive nonsièha che fron- za soloveicolo o ntale efficie i rare e da 460 Cv, riduzio a mma lo stessobasata spunto su un inedito impatt lateral motor miglio to nonriduzione allo imo r, sia i che fron- o Cx. veicolo (il progra per rare la propri nella cabina lis,miglio Holder checabina un inedito rd a bassiss Active di spoile itch, impatto ambie basse e quindisi hal’EcoSw Switch, Esp e Hill si, mentre r, sia lateral basata su o il propri standa nella di zata, lis, pernamic diagno a, è dotato e quindilenon o Cx. a bassissimo tramite itch, chepresa de agli rd di spoile al minim e Hill Holder mentre ica ottimiz di rotolaalla di diagnosi, l’EcoSw o il proprie soprattut- basse possibi ridurre è dotato zata, Espcoefficiente vano portada odinam a, vicino nel minim tramite de agli standa o le al ottimiz un’aer dipend trova namic modo rotolatutpresa Eev,odinamica atici a basso iente di portaate le tali, in da ridurreveicolo, però, e sopratquesta ra- possibiSpace si vicino alla Time è montat vanodo, sul display coeffic invece svilupp Activeè montato ilnel modo si trova . Per radi un , però, dipend coman Eev, un’aer tali, serie e pneum o in L’efficienza state sviluppate leatizzat di pneum atici a basso sul display i motori e Space nella cabina veicolodel Active Time a sonoinvece veicolo stesso l’autista attiva . Per questa e eco”. Con “eco”. il comantàdo, ne nza di un tica Blue&M o automo stesso di serie mento . Per al’autist e ft e nella cabina gestio fusibili: quando L’efficieto sono state Con i motori a la modali l’autista attiva ne telema re della vedalla ne di addel veicolo automatizzat e iEco, il cambi tà “eco”. tica Blue&M quando Per l’autist , il limitato et e corsi gestioIveco modali cluster è indicat fusibili:del offre la soluzio Ecoswitch il cambio EcoFle Fiat-Microso a laSwitch mento. offerte ne telema adre della vene della tch inserito to dallagione, ft e La nuova è indicat e corsicodiDriver Traila soluzio , il limitatola riduzio itch e iEco,programma et piattaforma serviziuito. 10 ed EcoSwi , Fiat-Microso del cluster ne della tch inseritoa 85 km/h, CursorEcoSwi Iveco offre pata su forma onic con il mma EcoFle offerte Ecosw mai Icostr Traila riduzio Qualco svilupsu ssiva del veicolo lis moI mm. EuroTr piatta servizi 10 ed passa da 90akm/h a cura dell’Ive , n (il km/h,comple e con Fleet, pata 85massa tibilinuova co Driver Ecostragione, abbia con il progra mm. Cursor pond razion locitàente specifici dell’Ive che La km/halla compa Qualco corris il Kickdow ssiva deleveicolo collabo dasi90 ente con uito. atore EuroTronic Fleet, ci a cura dei servizi, il cliente adatta e svilup dalla ne con tibiliunratocomplecambio (il destramento costr Ecostralis escav , all’ope locità passa specifisul orazio mai coppia compa mm, pienam midi fronte , il cliente Kickdownpiù spunlogica del e ilper rante alla massa bassi tica Blue&M collab ntenata ente Qualco ente adatta carbu abbia e efficie Infine destramento to avere la seconda del cambio ttivitàsisiaattiva di mo pienam tici diche pond dei servizi nata dalla orma telema ning.sul ratoil più mm, permettono in coppia 22% produ più spun- ato. frontedella èanni telema corris tica Blue&M piattaftelema atore a logicaente utilizza al ter laazioni di garanall’ope uniene Qualco ZTS di bordo ttono fino escav second ione) è disattiv to per avere laabilità , con tici di tivo solitam mio orma8085 mant ning. Infine ato. non è usufruire perme op, di tredi garanutilizza o di inform in itivo. re si attiva rante telema nte disposi piattafJCB puòire o di immiss rispar nts a bassi l’affid non-st bordo con i compu numer moto un midi azioni carbu della anni efficie agran Eleme Kickdownè di solitamente ttività ione) è edisattiv sorpasso mizza Il nuovo ter ettents erta sistenza op, diètre tivo dispos coppi di inform 22% re unnumer del, massi oiene produ ta di perm in fase di o o di immiss dell’off al dell’as i compu la funzion non disposito la può usufru n non igili più 13 non-stZTS ottene è prevista eleva dotati con fino a8085 Fleet,sistenz sitarie itivo. di alizzat Eleme EcoD Kickdow Cursor re e sorpass e gran di dialo-abilità i veicoli paras dispos mant leet personi dell’offerta Fleet logia te JCB La nuova re reaun tutti rispar o.mio dell’as Iveco. l’affid to in fase grado di servizi Con il motore 13 la funzion tecno moto è prevista ne dotati del è inmizza ma all’EcoF ledaperdi Fleet, reale alizzat Il nuovo etutti Service ette Cursor wicth re ditaottene diunscaric erioni zia e dei dialonelle i veicoli coppi , mentre riduzio leet e non riduc tempo person perm massi diper sullo Stralis Custom nemodo. lico igeremiss tositarie Iveco.e dello Stralisaeleva richiedere Con il motore legata all’EcoS dalla ma all’EcoF riduzio è,in grado per il cambio dei servizi monta mo reale dater ataEcoD Service delle wicth zia etecno nuova paras Stralis mentre veicolo nelle 10idrau logia variant a logicacambio medesi , tempo La ere calo da te svilupp sistem ca del nel all’EcoS sullo compu o. o Custom Il veStralis to second bus a, perdi richied specifi legata una om nuovo Cursor dalla dello CAN per per il agisconmedesimoilmodo. e letercon monta te un direscaric è unaioni software inne. riduc ralis .jcb.c a logica il sistemabus del veicolo stibile, distanz dadatenzio sviluppata e limitatore o nellis, ca varian di un motore , è invece re in- flotIl compu i, ment L’Ecost emiss 500. a, vespecifi gare una second .it -www Cursor di coppia re agiscon manu a idrau regim 13lico a CAN mo di combu delle e10 all’iden distanz@jcb è una il softwa AD e AT, dotato calo ralis veloc per le grandi sistem il Cursor il sistem un motore e limitatoserie su EcoStra di una correlarle più gerà L’Ecost azioni (consu 500. ra EBS lis, è invece pensatograndi nuovo combustibile, flotcoppia gare con versionieAS, dotato altro) eeting di om EcoFleet, disu EcoStra un e quindi 13 da inform(consu nte mo di si aggiun precisi le di autisti EuroTronic o per ne rle all’iden totale: eemark .jcb.c frenatune. Presto il Cursor dati conse ment i AS,i,AD e AT, Cv.re correla renzaEmail t, di serie a ditenzio gerà sistem www al cambio nic pensat azioni percor 66401 rotazio version regim EBS .it precisi da fornire quindi. Il proEcoFleeterno 420 a 460 inform02488 si aggiun uratte un edimanu locità, renza EuroTro modo@jcb totale e altro) di moduuna elevata ne enza ineting di autisti frenat del eveicolo datisingol i autisti. più diveloc Cv. Presto dotato a ), che a forniredei perme che hanno rotazio mark - Tel. +39 terno altecambio . Il pronte èuna condu:cente, 420ea 460 a percor elevata Il veicolo locità, (MI) di ungsistem scarsa conosc conse di modutità delEmail o tte di guida in modo da e semiautomatic System del veicolo con i autisti. del che hanno una della propri 66401 cente, Assag è dotatoBrakin cain mo.che perme la funzion tomati personale te dei singol dei dati e sullo stile conoscenza conduività a02488 S.p.A),frenata sulla basepropri Il veicolo (Electronic tità delsull’att di guida oad remoto del e semiau do solo JCB infatti inibisce g System ale conascarsa e rimorchio Tel. +39 moBrakin o dei dati Blue&Me persongramm - della la funzionche, lavoran motore indel base e sullo stileibile il downl cia della o (MI) sulla inibisce do solo i giri dell’eveentual oad remot (Electronic automatizzato hio ttore, e mm itivo di bordo lare l’effica sull’attività lavoran frenata a infatti sempre ancheentual È inoltre dispon downl Assag rimorc za cambio il che, . dispos Blue&M della del Il gramm interru terra ibile e. ottimiz cia e sulla guia del motore S.p.A eco tica, di bordo ura Qualco i giritrazion dispon digital l’effica dell’ev automatizzato itivo lareJCB massa totale grazie a un ttore, zare È inoltre re concen e sullatica, za sempre - ancheche, mmquindi del cambio gui-presertachigrafo e. Il dispos dalità automa all’infrastrutt potrà ottimiz a terra maggio eco interru per ottimiz orchio - e atica, una digital tte i dati astruttura Qualco cinema trazion a un funzione massa totale zare o semirim- e che, grazie re concen garantendo tachigrafo ; l’operatore quindi della catena tica, dalità autom preserFleet trasme all’infr questo cattivo uso. poril In stress maggio dal dati mobile ti i rso inserire una ne per ottimiz potrà una orchio di tte cinema la rete ; l’operatore ti attrave endo e un minoredella catena funzioin base al carico. uso. e trasme o semirim garantda li danni provoca è in grado e unaveicolo utilizzando In questo potenzaFleet mobile azioni rilevan rso il pormm, uti- e unvandol da eventua provocati dal cattivo di inserir 1 al carico. rete minoreastress attrave zioni del la propria a e alle inform rilevantiato ndo la re base da Qualcouti240.indd danni in è in grado le presta o da utilizzaaccede Ad_330x e, senza veicolo eventuali può ridurre potenz azioni Italydel svilupp Qualcomm, a servizi da a ralis razion isor, Un 16883 inform t. propri zioni vandol la di accele da re alle le prestamodo, l’Ecost web FleetV ridurre senza accedetale può o in fase razione, browser Interne sviluppato servizioentare 1 ralis marcia. Nella t. Un o consum l’Ecost 240.indd di implem FleetVisor,normale er Internette di accele essiva di . Nella terrutmodo, il relativ Ad_330x tale web lizzando un le brows to permeimplemgià entare mo in fase à compldi marcia 16883 Italy esistenti. un eco-in o consu re dicare laàvelocit zione dedica tte di o un norma il relativpregiu aticomploessiva Eurotronic, cabine ti. to perme i softwa ra autom lizzanddi integra eco-interrutla velocit e un allestiti sulle con il cambi onic, ienti da sistem re già esisten zione dedica e in manie ati- tico, versionecambio Eurotr pregiudicare integra li AT440S42E li e 6x2 (TX/P) sui i dati provenda sistemi softwa temente sulle cabine ra autom io energe di i 4x2 (T/P) (TX/P) allestit con il , costante e in manie ata i model risparm erta iemodel e . provenienti versionetore regola temenin a su trattor(T/P) tico,veicolo li AT440 dell’offS42E e 6x2 è declin modalità io energe i dati li al top e del sui model , costanmarcia ità risparm i 4x2 alis si svilupptrattor (AS). La prima atacabina (con il motor IL VEICaOLO nza global sulla declin S50Ei model su Space prima tto Ecostr ca, i cambi in modal èCV); tore regola e AS440ferta le .versiotopedell’of o così l’efficie La alto eaActive motor OLO prodo e del veicolo si svilupp e da 460 nte con il motor marcia a tetto La gamm (con ivame da 460alCV) edS50E Ecostr nzadiglobal serie su tutte Space (AS). soloalis - perIL VEIC sulla ecabina incrementand ca, i cambi (AT) il nuovo CV);motor versio e Active logie Timetto e AS440 esclus nte con a prodo montati su tutte le nuovo o così l’efficie CV) atiche ta quindi e dail460 tecno Active gamm tetto alto (con pneum motor da 460 ne. serie I pneumatici ti dipiù (chea presen incrementand per . Inol-La innovative logie riduzioivame il nuovo motoresioni AS440S46Eil nuovo eda esclus S46Esolo Time (AT) mento monta S42E, con sospen quindi singol atiche AT440 no le ta tecno ibili atici Active rotola AS440 (con sfrutta da ative presen tre: e ponti a riduzione. dispon ni S46E I pneum onic pneum innov trito sono invece . Inolabbina-AT440S46E AS440 EuroTrsioni sono (che le più dell’at mentosono singola CV). Tutti ibili conosospen rotola 0R22.5 riduzione trito da315/7 da 500S42E, e ponti a la no 13 AS440 a- ottini sfrutta o automatizzat sono dispon abbin Cursortre: dell’atpneus Tutticambi a 1:2.64, sono invece o EuroTronic EEV, sono ni CV). one pari nuovi i atizzat 500 0R22.5 izzazio riduzi tre, la 13 da o autom rispar mio.Cursormotor rto al pontea lezza e, ottipneus 315/7 ni EEV, cambi pari 1:2.64 ti a un rappo tre, i nuovi CSC maneggevo e rispar mio. al ponte motorizzazio rto così ndo rappo ONDO 2011 ti a unmizza ggevolezza CSC ECOM 2011 così mane ONDO mizzando
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ECOM
a. ecologi ia ed logia. nom edfinoeco ce eco ia nte a 7,32% nom che unis di serie di carbura acon ceconeco etta Hill Holder risparmio unisEEV no 7,32% ed fiESP ula perf di serie entonte a che di guida di carbura Holder corso za aliorotolam motore 460CV con La form con eHill risparm perfett ed eESPFleet EEV resisten ico: nuovo 460CV ula Blue&M a bassa coento rotolam corso di guida pneumatici più ico ed ecolognuovo za altelemati motore La form sistema e Fleet e • Econom In resisten Eurotronic, ico: a bassa co Blue&M inclusa. TM
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cambio eto:ecolog totale*tici telemati mico ed nic, pneuma • Compl Econo In più sistema anni di garanzia tivo: 3 Eurotro totale* inclusa. leto: cambio • Produt Comp Driver Training. di garanzia Iveco tivo: 3icaanni econom Training. 0.288 Produt ica Iveco Driver VERDE 800.80 econom 0.288 NUMERO
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CGT oggi distribuisce e assiste l’intera gamma di frantoi e vagli REV. Un unico punto di riferimento in termini di qualità, affidabilità e produttività per chi opera nell’industria estrattiva, nel trattamento di inerti e nel riciclaggio. Frantoi e vagli REV sono disponibili anche nella flotta Noleggio CGT.
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CGT e REV vi aspettano alla Fiera Ecomondo di Rimini, dal 3 al 6 Novembre. STAND 033, PADIGLIONE A5-C5
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CSC vetrina | Elevatore Vito per balconi e tetti Veloce da installare, facile da utilizzare, l’elevatore Vito manovale è utile per trasportare sul tetto, o all’interpiano, ogni tipo di materiale. Particolarmente adatto per l’installazione sul tetto di pannelli fotovoltaici, per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria e per traslochi, il modello Vito può essere equipaggiato con diversi tipi di supporto come il piano porta lastre e il piano porta tegole. Il carico scorre su guide fisse permettendo di lavorare in assoluta sicurezza. È composto da elementi in duralluminio innestabili a baionetta, può raggiungere altezze che variano da 6 a 24 metri. Inoltre, può essere dotato di curva regolabile per un più agevole accesso a finestre, balconi o sommità di tetti. Importante per la sicurezza, è l’apparecchio anticaduta meccanico ad arresto automatico in caso di scarrucolamento o rottura della fune. La portata massima è di 199 kg ed è certificato secondo le norme CE.
| Sotto controllo | con l’Iphone Con EL.MO. i sistemi di videosorveglianza fanno un ulteriore passo avanti grazie a VGMobile. Da oggi, infatti, grazie a questa nuova applicazione, gratuita e già disponibile sull’App Store di Apple, è possibile monitorare tutti i DVR della serie e-Vision® direttamente dal proprio iPhone, iPad e iPod Touch. Come già per i possessori di cellulari e palmari con piattaforme Symbian, Android, Blackberry e Windows Mobile, ora anche con iPhone, iPod Touch e iPad sarà possibile avere il pieno controllo dei videoregistratori digitali EL.MO. e-Vision, dalla performante serie VG600 ai compatti e flessibili DVR serie VD800 e VDL. Con l’opzione “Live View” si potranno visualizzare le immagini in tempo reale provenienti da ogni telecamera connessa al DVR, salvando e archiviando le istantanee e, se la telecamera è una Speed Dome, l’utente avrà inoltre modo di agire sui comandi di PTZ anche fuori casa. Per rendere il tutto ancora più fruibile, l’opzione “Search” permette una ricerca temporale di filmati selezionando il giorno e l’ora, mentre la funzione “Event” visualizza i frame immediatamente precedenti o successivi all’evento di allarme impostato. VGMobile permette all’utente di ottenere il pieno controllo del proprio videoregistratore digitale e di accedere a tutti i settaggi della macchina tramite i quali configurare le funzioni di Motion Detection, allarme e Data Life Time. La possibilità di accedere rapidamente alle informazioni operative di sistema, infine, permette di conoscere lo spazio occupato su disco o la versione di firmware caricata. Per informazioni: www.elmospa.com.
| Scrivi quello che vuoi Da oggi personalizzare il proprio mezzo con scritte luminose è più facile grazie alla linea Spell-It proposta da Lampa. Si tratta di un’ampia gamma di lettere e numeri a LED di ultima generazione ad alta luminescenza, da combinare con fantasia per creare scritte e sigle colorate. Con Spell-It non c’è più bisogno di ordinare la scritta che si desidera: è sufficiente acquistare i caratteri necessari per comporla e collegarla all’impianto del veicolo per farla funzionare. La gamma dei caratteri a LED, comprende tutte le lettere e i numeri, e sono disponibili in 4 diverse colorazioni: bianco, blu, verde e rosso. I caratteri sono facilmente collegabili all’impianto da 24V, si fissano tramite la base adesiva ad alta resistenza e sono impermeabili, quindi adatti anche per uso esterno. Dotati di specifici connettori rapidi, sono applicabili alle tabelle in resina della linea Spell-it. Le tabelle, da usare all’interno della cabina, sono disponibili in 9 misure, da cm 48 fino a cm 104, e consentono di collegare da un minimo di 4 fino a 13 caratteri, utilizzando gli specifici connettori. Prezzi (Iva inclusa) a partire da 13 euro.
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| Viesa X-Treme X-Treme è progettato per funzionare in condizioni limite, come quelle che affrontano le macchine movimento terra, dove alle vibrazioni del veicolo si sommano le sollecitazioni del terreno sconnesso. L’unità dispone di uno speciale filtro pensato per funzionare anche con grandi quantità di polveri nell’aria che consente di immettere nella cabina solo aria filtrata e raffrescata. Questa soluzione fa sì che la manutenzione ordinaria si riduca alla pulizia del solo elemento filtrante, peraltro facilmente asportabile. X-Treme, come tutti i condizionatori evaporativi, ha consumi elettrici molto contenuti: alimentato dall’accumulatore del veicolo, non lo sottopone a carichi importanti che potrebbero comprometterne la durata nel tempo. Dispone di sistema antirovesciamento che impedisce la fuoriuscita dell’acqua, ed è in grado di funzionare anche con pendenze rilevanti. Si installa al centro della cabina al posto dell’oblò e si collega a una tanica dell’acqua esterna da 32 litri. L’aria filtrata e rinfrescata viene diffusa con otto velocità di ventilazione diverse e tramite 2 diffusori orientabili e indipendenti integrati nella copertura in abs interna. Viesa X-Treme dispone della certificazione ISO 9001 CE e di una garanzia di 24 mesi estesa a tutta l’Europa. Il prezzo è di 1200 euro Iva e montaggio esclusi.
| Betoncini per micropali La Linea di Consolidamento Fassa Bortolo prevede prodotti dedicati al consolidamento, ripristino e integrazione di fondazioni esistenti, per la realizzazione di tiranti e micropali e per interventi di riassetto e bonifica del territorio. Tra questi i betoncini per micropali RS 20, 30 e 40 per la sistemazione delle volte di galleria garantiscono prestazioni elevate e velocità di applicazione. In sostanza, si tratta di malte realizzate con cementi altamente resistenti ai solfati, che possono essere applicate in terreni di diversa composizione e sottoposti alle condizioni di esposizione più severe. L’impasto viscoso assicura una buona resistenza al dilavamento, mentre il tipo di fornitura, in sacco o in silo, garantisce la perfetta omogeneità del materiale. Ricordiamo che i betoncini vanno conservati in luoghi asciutti per un periodo non superiore ai 3 mesi.
CSC settembre 2011
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