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CSC Cantieri Strade Costruzioni 2011 06

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Mensile - Spediz. in abb. postale - art. 2, comma 20/b Legge 66/95 - Filiale di Milano - In caso di mancato recapito restituire all’ufficio CMP Roserio. Il mittente si impegna a pagare i diritti fissi di restituzione.

CSC

CANTIERI STRADE COSTRUZIONI GIUGNO 2011 anno XXVIII n. 249

MAN

CONSISTENTLY EFFICIENT TOUR 2011

DAF

Exclusive edition

PROVE SU STRADA VOLKSWAGEN CADDY maxi 1.6 tdi PROVE IN CAMPO BOBCAT A770 / T770 JCB ESCAVATORE JS 235 HD FIAT IL NUOVO DUCATO . MERCATO MMT


Nuovi pneumatici

I nuovi pneumatici approccio cantiere 13 R 22.5 MICHELIN X® Works™ con architettura ottimizzata, carcassa rinforzata sui fianchi e il nuovo battistrada che limita il trattenimento di sassi, consentono di affrontare le condizioni d’impiego più difficili. Per l’acquisto di questi pneumatici, a partire dal 1° marzo e fino al 30 settembre 2011 incluso, Michelin vi offre la Garanzia Accidentalità* che copre i primi 6 mesi di utilizzo. Potrete così profittare delle qualità di durata e sicurezza dei nuovi pneumatici MICHELIN X® Works™ in tutta serenità. *Dalla garanzia sono esclusi i pneumatici acquistati con la formula Leasingomme; vedere le condizioni generali della garanzia sul sito www.michelintransport.com o contattare il rivenditore MICHELIN.

Crediti foto: Getty Images - Michelin – Marzo 2011.

È facile limitare i rischi con la Garanzia Accidentalità*.


Bosch, oltre a esser fornitore di primo equipaggiamento per gran parte delle Case costruttrici anche nel settore dei veicoli commerciali, unisce un’ampia esperienza nei sistemi diesel, vantando la priorità di sviluppo di buona parte dei sistemi elettronici e di quelli per il trattamento dei gas di scarico

L’OPINIONE di Pietro Paolo Patat *

Primi in molti campi

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* Direttore Commerciale Automotive Aftermarket Sud Europa

a realtà dell’officina per veicoli commerciali rappresenta quasi un mondo a parte, nel panorama dell’autoriparazione nazionale. Ma per operare professionalmente con questa tipologia di veicoli è necessario poter offrire, come nel settore dell’auto, un’adeguata riparazione per la crescente complessità dei sistemi elettronici di bordo e una spiccata competenza d’intervento sui diversi marchi. Il parco veicoli delle flotte, infatti, tende a essere sempre più multimarca e gli operatori del trasporto danno la preferenza all’officina in grado di soddisfare tutti i fabbisogni in tema di manutenzione e riparazione. In merito ai commerciali leggeri è poi da notare che, attualmente, più del 70% dell’intero parco circolante dei veicoli da trasporto è rappresentato da mezzi sotto le 6,5 tonnellate. Questi hanno spesso tecnologie derivate da quelle automobilistiche, ma con applicazioni specifiche e con esigenze degli utilizzatori simili a quelle del pesante, in quanto comunque veicoli da lavoro. Indirizzato all’officina che opera sui veicoli da trasporto, il nuovo modulo per il leggero e il pesante Bosch Commercial Vehicles (BCV) fornisce le competenze e le attrezzature necessarie per la diagnosi e la riparazione dei sistemi elettronici di motormanagement, di sicurezza e di comfort. Con il lancio di questo Modulo, Bosch dà quindi il via a una serie di iniziative che mettono a disposizione degli addetti ai lavori nuovi supporti, rinnovate gamme

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CSC giugno 2011

di ricambi specifici - per esempio, batterie e filtri di recente introduzione - e anche attrezzature d’officina per veicoli commerciali. Nello specifico l’iniziativa propone un percorso di crescita professionale comprendente formazione, attrezzatura di diagnosi e ricambi declinato in 4 differenti pacchetti. Ognuno di questi permette di approfondire una specifica macro-area tecnica tramite i più efficaci corsi di formazione disponibili sul mercato dell’autoriparazione indipendente e tramite l’utilizzo dell’attrezzatura più appropriata. Una volta acquisite le competenze del mondo Bosch sui veicoli commerciali leggeri e pesanti, l’officina riceverà una targa che testimonierà alla clientela il livello di professionalità raggiunto. Bosch, oltre ad esser fornitore di primo equipaggiamento per gran parte delle case costruttrici anche nel settore dei veicoli commerciali, unisce un’ampia esperienza nei sistemi diesel, vantando la priorità di sviluppo di buona parte dei sistemi elettronici e di quelli per il trattamento dei gas di scarico. Per quanto riguarda il settore della riparazione, Bosch offre un’ampia gamma di ricambi per veicoli di tutte le marche, tester della famiglia KTS che vantano la migliore copertura di diagnosi su vetture e veicoli commerciali leggeri e una completa scelta di attrezzature specifiche come motortester, analizzatori gas di scarico, stazioni di ricarica clima, smonta gomme ed equilibratrici.


38 CSC

ABBONATI

CANTIERI STRADE COSTRUZIONI

Al prezzo 2011

giugno 2011 Anno XXVIII Numero 249 Direttore responsabile Andrea Aiello In redazione Massimiliano Barberis, Lorella Turchetto. Hanno collaborato Angelo Artale, Renzo Arletti, Giampiero Biglia, Alberto Caletti, Federica Calò, Lele Chichierchia, Giovanni Fassi, Alessandro Maggioni, Mario Marchisio, Alfonso Marra, Pietro Mezzi, Roberto Nicoletti, Pietro Paolo Patat, Giuseppe Provvisiero, Paolo Raffaelli, Andreas Renschler, Rossella Rodelli Giavarini, Daniele Rossetti, Alessandro Rossi, Andreas Schmitz, Stefano Togni, Stefano Zucali, Paolo Zumaglini. Progetto grafico e impaginazione Mariella Salvi Pubblicità dircom@edifis.it Traffico Libera Carlini libera.carlini@edifis.it

approfondimenti interviste rubriche servizi speciali Prove esclusive di macchine e veicoli Abbonamento • Italia

₏ 50

• Europa • Estero

₏ 65 ₏ 80

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10 numeri ALl’anno

___________________________________________________________ Da inviare per posta ordinaria, fax, allegato e-mail a: CSC Cantieri Strade Costruzioni - Viale Coni Zugna, 71 20144 Milano - Italy - Tel. +39 023451230 - Fax +39 023451231 abbonamenti@edifis.it - www.edifis.it Legge Privacy Informativa resa ai sensi dell'art. 675/96 Richiesta dati anagrafici. I dati saranno utilizzati con mezzi automatizzati e non a fine di informazione, ricerca e statistica e di promozione commerciale e non saranno per nessun motivo divulgati all'esterno. Titolare del trattamento dei dati è Edifis S.p.A. - Viale Coni Zugna 71 - 20144 Milano. Chi comunica i propri dati personali gode dei diritti di cui all'art. 13 della legge 6/5/96 tra cui il diritto di ottenere la modifica o cancellazione dei dati forniti. Il conferimento di tali dati è facoltativo e l’accesso a tale servizio è subordinato alla prestazione del consenso.

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CSC giugno 2011


SOMMARIO | giugno 2011 Mensile - Spediz. in abb. postale - art. 2, comma 20/b Legge 66/95 - Filiale di Milano - In caso di mancato recapito restituire all’ufficio CMP Roserio. Il mittente si impegna a pagare i diritti fissi di restituzione.

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4 CSC news

CANTIERI STRADE COSTRUZIONI GIUGNO 2011 anno XXVIII n. 249

MAN

CONSISTENTLY EFFICIENT TOUR 2011

DAF

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ASTE · Dal Canada al cuore del piano padano

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PNEUMATICI · Gomme indiane per mmt

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INTERVISTA · Komatsu

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Donazioni · Bianco, rosso e giallo e nero

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EDILIZIA · Peri va al maximo

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INTERVISTA · Ralf Wezel Stimolare la ripresa

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MERCATO · MMT sull’orlo di una crisi di nervi

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FOCUS MACCHINA · Escavatore JCB JS 235 HD

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CANTIERI · Un progetto ambizioso…

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SOLLEVAMENTO · Dieci in sicurezza

Daf..................................... 32

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MISANO · Il camion dei sogni

• Dieci . .........................9, 31

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MISANO · Risparmiare si può

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PROGETTO · Bahnhofcity, Vienna la città della ferrovia

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TRAINATI · Andreoli cambia passo

EXCLUSIVE EDITION

PROVE SU STRADA VOLKSWAGEN CADDY MAXI 1.6 TDI PROVE IN CAMPO BOBCAT A770 / T770 JCB ESCAVATORE JS 235 HD FIAT IL NUOVO DUCATO  MERCATO MMT

IN COPERTINA Volkswagen CADDY MAXI 1.6 TDI

www.volkswagen-veicolicommerciali.it

Le Aziende in Questo Numero

Andreoli........................... 59 Ascomac/ Cantiermacchine...........24 Bkt...................................... 16 Bobcat.............................. 36 Bosch...................................1 Cece.................................. 23 • Copra ...............................5

Ecoworldhotel.............. 60 Fiat Professional........... 46 • Iteco . ............................. 13 Jcb...................................... 26 Komatsu.......................... 18 • Malo Truck Festival ....61 Man................................... 34 • Michelin ................II COP. • Multitrax .........................6 New Holland.................. 20 Niederstaetter............... 20 Peri..................................... 22 • Perkins ................. IV COP. • Ritchie bros........... 21, 14

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60 ECOMEZZI

L’ospitalità è green

62 CSC EVENTI

36 CAMPO PROVE

64 CSC VETRINA

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Bobcat A770 / T770 a confronto

I VOLTI DELLA LINCE

46 PROVE SU STRADA

Unacea............................. 24 Unacoma/Comamoter.24

Fiat Professional Ducato

MI CHIAMO DUCATO. DUCATO FIAT

50 PROVE SU STRADA

Volkswagen.................... 50

• Gli Inserzionisti

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CSC giugno 2011

Volkswagen VW Caddy Maxi Combi 1.6 Tdi

IL SIGNORE IN LUNGO


CSC news Ansaldo STS rifà la metro di Copenaghen

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a società e Metroselskabet hanno firmato un accordo quadro per un piano di reinvestimento di circa 33 milioni di euro in installazioni tecniche a favore delle linee attualmente operative della metropolitana di Copenaghen. L’accordo si riferisce al reinvestimento finalizzato all’ammodernamento dei sistemi tecnici preesistenti, originariamente forniti da Ansaldo STS. Il piano prevede la sostituzione o l’ammodernamento, nei prossimi anni, di tutti i componenti obsoleti, al fine di preservare l’attuale elevato livello di ‘Passenger Service Availability’, conseguito dalla metropolitana di Copenaghen.

GT per il pesante

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agri Gomme con il marchio GT Radial oltre ai pneumatici vettura costruisce gomme per autocarro, fra cui il modello GT Radial GSR220. Dedicata all’uso regionale e per asse anteriore direzionale, questa gomma performante e sicura è indicata per viaggi a medio/corto raggio. GT Radial GSR220 è stato sviluppato con una carcassa molto resistente e con spalle compatte e robuste e il suo disegno battistrada, regolare e omogeneo, è capace di minimizzare il rumore dovuto al rotolamento, garantendo un comfort di marcia adeguato. All’Autopromotec di Bologna Magri ha anche presentato due anteprime, che saranno disponibili sul mercato in autunno: GT Radial GDL617 e GT Radial GAM831. Il primo modello è dedicato principalmente a un uso per lunghe percorrenze e per asse trattivo, caratterizzato da un basso impatto ambientale grazie a una migliorata resistenza al rotolamento. Il secondo pneumatico è stato invece sviluppato per l’uso cava/cantiere. GT rappresenta oggi il 4° produttore al mondo nel segmento truck.

TOGA E MARTELLO A cura dell’Avv. Stefano Zucali di Milano, esperto in diritto degli appalti, contrattualistica e diritto amministrativo*

DANNI PER CATTIVO USO DELLA COSA LOCATA E NORMALE DETERIORAMENTO: QUANDO I NODI VENGONO AL PETTINE

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ra gli obblighi che gravano sul diritto al risarcimento dei danni conduttore, oltre ovviamente arrivando addirittura a rifiutare al pagamento dei canoni di loca- la restituzione di un bene detezione alle scadenze stabilite nel riorato. contratto, vi è anche quello di re- In linea di principio, la giurisprustituire il bene (mobile o immobi- denza ha precisato che, quando le) concesso in locazione nel me- non è necessaria l’esecuzione di desimo stato in cui l’ha ricevuto, un’attività straordinaria e gravoin conformità con la descrizione sa per sistemare l’immobile, il che ne è stata fatta dalle parti, sal- locatore non può rifiutare la rivo il deterioramento o il consumo consegna ma solo pretendere il conseguente all’uso previsto dal risarcimento del danno cagionacontratto. to al bene locato (costituito dalLa norma che sancisce questo le spese necessarie per la rimesbasilare principio è l’art.1590 del sione in pristino e dalla mancata Codice Civile ove è anche speci- percezione del reddito nel temficato che, in assenza di una det- po occorrente per provvedervi). tagliata descrizione del bene, lo In tutti gli altri casi, il rifiuto del stesso si presume consegnato locatore è considerato legittimo. al conduttore in buono stato di Sul punto appaiono particolarconservazione e che il condut- mente esplicative due decisioni tore, in caso di vetustà del bene, conformi della Corte di Cassanon risponde del suo perimento zione secondo cui, nell’ipotesi o deterioramento. di innovazioni e di trasformazioIl problema è che, proprio sulle ni eseguite dal conduttore e non condizioni del bene locato, sono consentite, dal momento che le assai frequenti le liti tra le parti al opere di ripristino risultano cermomento della riconsegna. tamente gravose, il rifiuto della La casistica è molto ampia e quel- riconsegna è certamente legittila di maggior interesse riguarda mo mentre nel caso di deteriocertamente le problematiche re- ramento causato dal mancato lative alla riconsegna dei beni im- adempimento del conduttore mobili ad uso industriale che, per all’obbligo di eseguire le opere loro natura, sono spesso destina- di piccola manutenzione nel corti ad una sorta di “trasformazio- so del rapporto, trattandosi di rine” nel corso della locazione. muovere deficienze che non alSi tratta di verificare se questo terano la consistenza e la strutmutamento delle condizioni del tura del bene, tale rifiuto appare bene sia naturale o patologico e illegittimo (Cass. Civ. 26.11.2002 se il locatore, al momento della n.16685; Cass. Civ. 18.6.1993 * Per contatti:possa 02 54122117 - stezucali@tiscali.it riconsegna, avanzare un n.6798).

Naturalmente, le due richiamate decisioni non risolvono tutte le innumerevoli problematiche che si presentano al momento della restituzione del bene locato e che possono riguardare anche le stesse modalità di riconsegna. Il Codice Civile stabilisce, infatti, che il conduttore, in caso di rifiuto da parte del locatore, per liberarsi dall’obbligo di riconsegna del bene deve, necessariamente, formulare un’offerta reale se si tratta di consegnare beni mobili al domicilio del creditore (art.1209 c.c.) ovvero un’offerta per intimazione tramite ufficiale giudiziario (art.1216 cc.) per la riconsegna di beni immobili o di beni mobili in luogo diverso dal domicilio del locatore anche se, proprio di recente, la Cassazione ha stabilito che anche l’offerta non formale, purchè seria, concreta e tempestiva, è idonea ad evitare la mora del conduttore sempre che non sussista un legittimo motivo di rifiuto da parte del locatore (Cass. Civ., Sez. III, 27.1.2010 n.1684). In ogni caso, visto l’elevato grado di probabilità che, al momento della riconsegna del bene locato, sorgano liti e contestazioni tra le parti, il suggerimento è di descrivere all’inizio del rapporto, con la massima precisione possibile, lo stato di manutenzione del bene locato e il suo possibile deterioramento in relazione all’uso stabilito dal contratto.

* Per contatti: 02 54122117 - stezucali@tiscali.it

L’Elefante sbarca in Cina

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Shanghai a fine aprile è stata firmata una lettera di intenti fra Dongfeng Motor Company, il più grande costruttore cinese di automobili e Schmitz Cargobull per la fabbricazione e la vendita di semirimorchi. Presenti alla firma Andreas Schmitz e Ulrich Schöpker (entrambi membri del consiglio di Schmitz Cargobull AG) e Huang Gang (rappresentante di Dongfeng Motor Company e General Manager della Dongfeng veicoli commerciali). Alla cerimonia della firma anche Tong Dongcheng, Vice Direttore Generale di Dongfeng Motor. Il gruppo cinese, fondato nel 2003 da Dongfeng MotorCorporation e Nissan con una struttura patrimoniale 50:50, è la più grande impresa automobilistica in Cina fino a oggi. Il suo volume di vendite del 2010 è 313 mila veicoli, tra i quali 249 mila medi e pesanti. Schmitz Cargobull, fondata nel 1892 in Germania, è uno dei principali produttori d’Europa di trailer. Possiede sette siti di produzione, e serve di tutti i mercati in Europa, del Vicino e Medio Oriente. Il fatturato nel 2010/2011 è stato di 1,2 miliardi di euro. Nello stesso periodo ha prodotto circa 36 milla veicoli.

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CSC news T u tt o r u o ta A cura di Alfredo Intelvi

Pneumatici sgonfi. Stop

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e prestazioni di un pneumatico, specialmente l’attitudine a smaltire l’acqua per ritardare l’insorgenza dell’aquaplaning, diminuiscono in proporzione allo spessore del battistrada. Quindi, tale spessore è un dato fondamentale ai fini della sicurezza stradale. L’altezza minima del battistrada è stabilita in 1,6 mm da Codice della Strada, ma questo è appunto un limite legale, mentre le prestazioni reali delle gomme possono essere non soddisfacenti e richiederne la sostituzione anche al di sopra di quel valore (consigliabile non scendere sotto i 4mm). I gommisti di professione sono abituati a valutare anche a occhio se un pneumatico rispetta i limiti oppure è ormai da sostituire. Ma per chi non è così abituato, come i meccanici delle officine ecco Well Tyre, un sistema preciso che fornisce una misurazione dell’altezza del battistrada di tipo scientifico e che può essere facilmente

implementato nella strumentazione d’officina. Il sistema è brevettato e viene prodotto dalla GenArt di Lanuvio (Roma), un’azienda specializzata nella forniture di utensileria, minuterie metalliche e prodotti chimici destinati alle autofficine e agli elettrauto. Well Tyre è composto da quattro elementi distinti: un calibro di profondità digitale, un trasmettitore wireless con il suo cablaggio, un ricevitore e un software diagnostico da installare su pc. Servendosi del calibro, l’operatore misura lo spes-

sore del battistrada di uno o più pneumatici (nel secondo caso, secondo una sequen za precisa). Il calibro, dopo aver rilevato i valori tramite il trasmettitore, li invia al ricevitore del pc in modalità senza fili e il software li elabora fornendo il responso: valore dello spessore sotto i requisiti minimi di legge, valori al limite e valori soddisfacenti, compilando per ogni pneumatico un rapporto che si avvale anche di elementi grafici e che può essere poi stampato. La Gen-Art ha già raggiunto un accordo con la Ford per la fornitura del Well Tyre a tutta la sua rete d’officine e un secondo con un’altro costruttore francese sta per essere firmato.

Continental fidelizza

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razie a ContiWorld da oggi Continental Cvt realizza i desideri dei propri clienti. ContiWorld è più di un programma di fidelizzazione. Infatti Continental Cvt, insieme ai propri partner rivenditori, “firmerà” con questo nome e con una forma grafica riconoscibile le diverse iniziative e campagne dedicate specificamente ai professionisti del trasporto e della movimentazione, e quindi ContiWorld diventerà il “contenitore strategico” della relazione di Continental Cvt con il cliente. Come prima iniziativa congiunta Truck e Industry firmata ContiWorld nasce oggi il sistema di premiazione Drive the World, un’azione commerciale di lungo periodo che consiste in un programma fedeltà per il cliente finale in ambito Commercial Vehicle Tires.

SERVIZI Copra Morpho Volley

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CSC giugno 2011


CSC news Iveco a Shanghai

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veco, attraverso le sue joint venture cinesi, Naveco e Saic-Iveco Hongyan (Sih), è stata presente alla 14° edizione del Salone Internazionale Automotive di Shanghai. Le due joint venture hanno esposto nove dei prodotti più recenti per il trasporto merci e passeggeri, nelle varie configurazioni equipaggiate con trazioni tradizionali e alternative, a conferma dell’impegno di Iveco di offrire una gamma completa di soluzioni di trasporto per il mercato cinese. Naveco ha esposto il PowerDaily nella versione Luxury con motore F1C, e in quella con propulsore elettrico, un camper e un veicolo di servizio, entrambi allestiti su telaio PowerDaily, e due nuovi autocarri leggeri Yuejin Ouka. Saic-Iveco Hongyan ha portato invece il proprio modello di punta, Genlyon, in tre differenti versioni: un trattore 6x4, una betoniera 8x4 e un ribaltabile 6x4. In particolare, Naveco ha presentato il nuovo veicolo Yuejin Ouka della gamma K Model Year 2011, un prodotto destinato alla fascia medio alta del mercato dei veicoli leggeri. È equipaggiato con il sistema di propulsione più avanzato, la nuova generazione del motore F1C Diesel, prodotto da Fpt Industrial, che riduce significativamente consumi di carburante, rumorosità e vibrazioni. La guidabilità è stata inoltre migliorata, grazie all’applicazione di un cambio di Fpt Industrial, che garantisce un’esperienza di guida più confortevole.

E S T ERI E D IN T ERNI A cura dell’avv. Luca Ferrari*

Indeducibilità delle schede carburante per incompleta redazione

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e schede carburante devono necessariamente essere compilate in ogni loro parte per essere debitamente utilizzate, quale documentazione contabile utile a dedurre dal reddito d’impresa ed ai fini IVA (Dpr 444/1997), con specifico riguardo anche al chilometraggio riportato dall’apposito misuratore del veicolo utilizzato per i trasporti. La conferma è stata esplicitamente espressa da una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 3947del 18 febbraio 2011) a seguito di un’impugnazione da parte dell’Agenzia delle Entrate di una sentenza di secondo grado, con riferimento ai costi per l’acquisto del carburante, a mezzo della quale è stata denunziata la violazione e falsa applicazione del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 15, e D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 19, in relazione alla legge 21 febbraio 1977, n. 31, art. 2; al D.M. 7 giugno 1977; e al D.P.R. 10 novembre 1997, n. 444. L’Agenzia ha rilevato che la mancata corretta segnalazione del chilometraggio correlato al costo del carburante chiesto in detrazione, non consente di adempiere al carattere di determinabilità e dell’inerenza del costo stesso, rendendolo di fatto indeducibile dal reddito d’impresa. La giurisprudenza della Cassazione aveva in passato già affermato che la possibilità di dedurre “ ..omissis .. dall’imposta dovuta quella assolta per l’acquisto dei carburanti destinati ad alimentare i mezzi impiegati per l’esercizio dell’impresa è subordinata al fatto

che le schede carburanti, che l’addetto alla distribuzione è tenuto a rilasciare, siano complete in ogni loro parte e debitamente sottoscritte, senza che l’adempimento, a tal fine disposto, ammetta equipollente alcuno e indipendentemente dall’avvenuta contabilizzazione dell’operazione nelle scritture dell’impresa ..omissis..” (Cassazione, sentenze 26539/2008 e 21941/2007). Con la pronuncia in esame per la prima volta la Cassazione ha affermato il principio di essenzialità circa la corretta compilazione della scheda, con specifico riguardo al chilometraggio. Il D.P.R. 10 novembre 1997, n. 444, ha infatti introdotto il regolamento recante norme per la semplificazione delle annotazioni da apporre sulla documentazione relativa agli acquisti di carburanti per autotrazione, consentendo tali annotazioni come sostitutive della fattura di cui al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 22. La mancanza di uno solo dei dati necessari previsti dal D.P.R. 444/1997 (in particolare, l’articolo 4 prevede, per l’intestatario del mezzo di trasporto utilizzato nell’esercizio d’impresa, la registrazione dell’ammontare complessivo delle operazioni annotate su ciascuna scheda mensile o trimestrale, nonché l’annotazione sulla scheda del numero dei chilometri rilevabile, alla fine del mese o del trimestre, dall’apposito dispositivo esistente nel veicolo) non consentirebbe di riconoscere l’effettiva riferibilità del relativo costo all’attività di impresa.

Ciò in quanto la natura ‘essenziale’ di tutti gli elementi richiesti nella normativa affinché ogni scheda carburante possa assolvere alla finalità prevista dalla legge, ovverosia rappresentare un costo deducibile, allo stesso modo e con gli stessi effetti di una fattura. Pare evidente la finalità antielusiva perseguita dal legislatore, nel senso di consentire sempre una pronta verifica documentale della riferibilità ai quantitativi di carburante che si assumono acquistati in riferimento al concreto consumo di ogni automezzo, intuitivamente verificabile solo in base all’annotazione dei chilometri di percorrenza. Inoltre, nulla può fare il contribuente per sanare tale mancanza. Neppure può invocare il numero di schede ulteriori compilate correttamente, poiché la correlazione posta dal legislatore (L. n. 31 del 1977, art. 2) tra il complessivo contenuto della scheda carburante, come documento sostitutivo della fattura inerente il costo deducibile, esclude la giuridica utilizzabilità di qualsivoglia elemento equipollente di riferimento. Concludendo, secondo la recente sentenza della Corte, l’adempimento della completa indicazione dei dati, infatti, deve contenere i requisiti dell’inerenza del costo riferibile all’attività d’impresa, congiuntamente a tutti gli elementi probatori e giustificativi dell’operazione contabile ammessa in diminuzione, ovvero la segnalazione specifica e corretta del chilometraggio del veicolo utilizzato per il trasporto.

* Eamon Consulting SA, Chiasso · luca.ferrari@eamonconsulting.ch

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CSC giugno 2011


CSC news GV3 APPRODA A VENEZIA

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o scorso aprile tre piattaforme semoventi CS 170 sono sbarcate in Punta della Dogana e sono state poi movimentate a diesel fino alla Basilica della Salute per la realizzazione di opere di manutenzione e decori. L’impiego di queste macchine elevatrici è stato necessario per soddisfare le opere di adeguamento degli impianti elettrici e audiovisivi dell’edificio, in vista della visita pastorale di Papa Benedetto XVI a Venezia, avvenuta lo scorso 7 e 8 maggio. Per salvaguardare la pavimentazione della Basilica, totalmente composta da tessere di marmi policromi, i ragni si sono spostati su dei percorsi appositamente realizzati con dei pannelli di legno, sui quali hanno dovuto sostare - opportunamente stabilizzati - anche per l’intera durata delle operazioni di intervento in quota. Il noleggio, dalla consulenza all’avvenuta consegna del mezzo, è stato curato nel minimo dettaglio da Marco Nicolardi, funzionario sollevamento Venpa. Particolare attenzione è stata dedicata all’organizzazione del trasporto, vista la particolare location e all’istruzione sull’utilizzo delle attrezzature, che richiedono di acquisire un po’ di dimestichezza, non tanto con i comandi quanto con gli spazi di manovra. Il ragno CS 170 è un mezzo dalle contenute dimensioni, capace però di operare ad un’altezza di lavoro di 17 m (altezza calpestio 15 m), è dotato di grande autonomia ed è agile nel superare i dislivelli. Il cestello misura 130x70x110 cm, con un’unica portata di 200 kg a tutto sbraccio senza limitazione, mentre il peso macchina è di 2050 kg e il raggio di lavoro utile di 7,5 m.

Rossi diventa AD di Palletways

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n seguito alle dimissioni di Bernardo Cammarata da Amministratore Delegato di Palletways Italia, Roberto Rossi, attuale Presidente della società, assume la gestione operativa. La decisione non ha carattere temporaneo. Come Presidente, Roberto Rossi ha lavorato in stretta collaborazione con Bernardo Cammarata da quando sono entrati insieme in Palletways nel febbraio 2007. Roberto Rossi vanta una vasta esperienza nel settore della logistica e nel trasporto. Nel 1991 ha assunto l’incarico di amministratore delegato di TNT Traco in Italia. Dal 1994 ha iniziato il rapido sviluppo del Business della logistica di TNT in Europa Meridionale creando, fra l’altro, TNT Automotive Logistics. Tra il 1999 e il 2003, in qualità di membro del Consiglio di Amministrazione di TPG/ TNT, ha avuto la responsabilità della Business Unit Logistics a livello mondiale.

I Renault di Cavagna

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Salerno-Reggio Calabria: pronta nel 2013

dirlo è il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli. Ma, se ne parla dal 21gennaio 1962, anno dell’apertura del cantiere alla presenza di Amintore Fanfani. Matteoli prosegue dicendo che ‘’dei 440 chilometri della Salerno-Reggio Calabria circa duecento sono stati realizzati e aperti al pubblico mentre altri 174, cantierati o appaltati, saranno completati nel 2013 perché le risorse sono garantite. Mancano 60 chilometri nel tratto cosentino per i quali non sono francamente in grado di prendere impegni’’. E agli scettici ha ribadito: ‘’Vedo che su quello che dico in relazione alla Salerno-Reggio Calabria non mi si crede. Qui, tuttavia, non posso che riconfermare quella che è la situazione’’. In materia di trasporto ferroviario, Matteoli ha detto che ‘’c’è sicuramente un dato che penalizza la Calabria e il meridione e cioè il fatto che l’alta velocità fino a Salerno è arrivata e si tratta di tecnologie di altissimo livello che all’estero vogliono mutuare. Tuttavia, non possiamo fermarci a Salerno e penalizzare le regioni meridionali. L’alta velocità deve proseguire e arrivare fino a Palermo altrimenti non avrebbe sensoil corridoio Berlino-Palermo’’.

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d aprile nella sede di Trento di Arduini V.I., distributore Renault Trucks, l’imprenditore trentino Bruno Cavagna ha acquisito, dalle mani di Heinz-Jüergen Loew - Senior Vice-President e Direttore vendite e marketing e di Renault Trucks Europe, le chiavi di cinque nuovi Renault Premium Strada equipaggiati con motore Euro 5 da 460 CV e cambio automatizzato Optitronic+. Tre esemplari sostituiscono mezzi che hanno terminato la loro vita in azienda, mentre gli altri due incrementano la flotta. L’azienda trentina, nata nel 1959 possiede una flotta di venti autoarticolati che collega regolarmente Trento con Barcellona e Madrid, proseguendo fino al Portogallo.


CSC news Daf cresce in Europa

L i n e a d i s i c u r e zza

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accar ha guadagnato 193,3 milioni di dollari (0,53 dollari per azione) nel primo trimestre dell’anno, rispetto ai 68,3 milioni di dollari (0,19 per azione) del primo trimestre dell’anno scorso. Nel primo trimestre 2011 le vendite nette e i proventi derivanti dai servizi finanziari sono aumentati del 47 %, arrivando a 3,28 miliardi di dollari, rispetto ai precedenti 2,23 miliardi di dollari totalizzati nello stesso trimestre dell’anno precedente. “La quota di mercato Daf nel settore oltre le 15 ton in Europa continua a crescere e ha raggiunto la quota del 16% all’inizio del 2011. Si stima che le vendite al dettaglio nel mercato europeo dei carri oltre le 15 tonnellate quest’anno saranno comprese in un range che oscilla fra le 220 mila e le 240 mila,” ha dichiarato Harrie Schippers, presidente di Daf. “Il gruppo è leader nel mercato oltre le 15 tonnellate di paesi come Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio ed Europa Centrale. L’azienda sta facendo ottimi progressi verso il raggiungimento del suo obiettivo a medio termine del 20 % di quote di mercato.” “Nel 2011 le vendite al dettaglio nel settore retail per la Classe 8 negli USA e in Canada sono in costante miglioramento,” ha dichiarato Dan Sobic, executive vice president di Paccar. Le previsioni di vendita retail sono aumentate fino a raggiungere una quota compresa fra 200 mila e 220 mila veicoli - segnando quindi l’annata migliore dal 2006. Sobic ha aggiunto che “nell’industria vi sono preoccupazioni sulla capacità dei fornitori di incrementare la propria capacità produttiva per far fronte alla domanda globale.”

A cura di Lele Chichierchia*

Le verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro.

Pubblicato sulla G.U. il Decreto Interministeriale che ne disciplina le modalità di effettuazione

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ubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 29 aprile 2011 – S.O. n. 111 – il Decreto Interministeriale dell’11 Aprile 2011 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero della Salute e con il Ministero dello Sviluppo Economico che disciplina le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’Allegato VII del D. Lgs. 81/08 e s.m.i., nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’art. 71, c. 13, del medesimo decreto legislativo. Il provvedimento entra in vigore dal 28/07/2011 ad eccezione dell’Allegato III, del Decreto Interministeriale stesso, che invece è entrato in vigore dal 30/04/2011. Per chiarire, l’art. 71 ai commi 11, 12 e 13 del D. Lgs. 81/08, prevede che oltre a quanto stabilito dal c. 8 (che prevede un controllo iniziale dopo l’installazione dell’attrezzatura di lavoro e prima della messa in esercizio ed un controllo ad ogni montaggio in un nuovo cantiere o nuova località

di impianto), “il Datore di Lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate nell’Allegato VII a verifiche periodiche volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza [..]”. Titolare della prima verifica, che dovrà essere effettuata entro 60 giorni dalla richiesta fatta dall’azienda, è oggi l’INAIL (vista la soppressione in tempi successivi al D. Lgs. 81/08 e s.m.i. dell’ISPESL, prima incaricato di tali verifiche), mentre ricade in capo alle ASL l’onere delle verifiche successive, da effettuarsi nel termine di 30 giorni dalla richiesta del Datore di Lavoro. ASL e INAIL possono, visto l’enorme numero di controlli da effettuare, avvalersi del supporto di soggetti pubblici e privati abilitati (ai sensi del nuovo decreto interministeriale), cui il Datore di Lavoro può comunque in ogni caso avvalersi in caso di mancato controllo da parte dei due Enti preposti, e prima citati, incaricati delle verifiche. I soggetti pubblici o privati sono tenuti comunque,

a loro volta, al rispetto dei termini temporali sopra riportati, previsti dal TUSL per la prima verifica periodica e di quelle successive. Il Decreto Interministeriale pubblicato, in sintesi, ha lo scopo di disciplinare: - le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche cui sono sottoposte le attrezzature di lavoro di cui all’Allegato VII del D. Lgs. 81/08 e s.m.i. (es. gru, autogru, gru su autocarro, scale aeree ad inclinazione variabile, etc.), nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti pubblici o privati di cui gli Enti titolari della funzione possono avvalersi per le verifiche stesse; - l’istituzione di un elenco dei soggetti, da tenersi presso l’INAIL, le ASL o su base regionale. I soggetti, previo il possesso di alcuni specifici requisiti, possono, a domanda essere iscritti in tale elenco a meno che l’Ente titolare della funzione non segnali la sussistenza di motivi di possibile esclusione alla Commissione per l’esame della documentazione

* HSE Manager - +39 3286426929 -lele@circolodellasicurezza.com - www.circolodellasicurezza.com

Epple in Mercedes Italia

D Edilizia online

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a 25-29 anni, con diploma di maturità e 5-10 anni di esperienza. È questa la tipologia del candidato “perfetto” per il settore edile emersa da un’analisi effettuata da InfoJobs. it, la principale realtà europea specializzata nel recrutering online per numero di offerte di lavoro e di curriculum vitae in database. In realtà questa tipologia (intorno il 24,7 per cento dei candidati) supera solo di poco la fascia di età compresa tra i 30 e i 34 anni. Con oltre il 40 per cento di richieste di lavoro, Milano è la provincia più attiva, seguita poi da Roma, Torino e Bologna. Nei primi due mesi del 2011 le categorie di lavoratori maggiormente richieste sono risultate i geometri/responsabili di cantiere e i commerciali/settore immobiliare/agenti. Da questa analisi emerge quale sia l’obiettivo di InfoJobs.it: facilitare il più possibile l’incontro tra domanda e offerta, rendendo la selezione sempre più rapida ed efficace per le imprese.

al 1° giugno, Alwin Epple, 48 anni, Membro del Board di Daimler Financial Services e Responsabile dell'area europea, sarà il nuovo Presidente e Ceo di Mercedes-Benz Italia. Entrato in Daimler nel 1990, Epple ha ricoperto diverse posizioni dirigenziali nei settori finanza e tesoreria prima di assumere un incarico quinquennale presso la sede di Mercedes-Benz Finance a Singapore, dove è diventato Responsabile Regional Controlling Asia/Australia. Nel 2000 Alwin Epple è stato nominato Amministratore Delegato di DaimlerChrysler Financial Services Ltd. nel Regno Unito. Alwin Epple ricopre l’attuale posizione nel Board di Daimler Financial Services a Berlino dalla fine del 2003. Sales and Marketing fanno parte della sua responsabilità in Daimler Financial Services e, come Presidente del Consiglio di Amministrazione di Mercedes-Benz Financial Services Italia, Alwin Epple vanta già un’approfondita conoscenza del mercato italiano.

Gossip machine La stagione dell’amore Nel mio paese, quando due persone sono sentimentalmente vicine, magari, senza essere ancora fidanzate, diciamo che “si parlano”. Sarà la primavera, sarà il mio inguaribile sentimentalismo, ma vedo tantissime realtà che “si parlano”, facendo quelle prove tecniche di consolidamento che, finalmente, renderebbero i mercati un po’ più efficienti. Nella mia personalissima classifica, il miglior corteggiatore è, per il momento, Martin Richenhagen, presidente e CEO della Agco, il coloss o USA macinautili, leader nelle macchine per l’agricoltura, che non vedrebbe l’ora di fidanzarsi con CNH, allargando così il proprio business al movimento terra. Per ora la torinese, ormai naturalizzata americana, nicchia buttandola sul soldo: “Fiat non ha bisogno di ulteriore liquidità. L’intenzione è non vendere Fiat Industrial. Detto ciò, se fosse disponibile, saremmo interessati” ha commentato lo sconsolato Richenhagen che spera in un ripensamento. E noi, romanticoni, ci scommettiamo.

Linda Lovelace

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CSC news È nato IFI Imprese fotovoltaiche italiane

www.dieci.com

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’organismo intende porsi come punto di riferimento per istituzioni, enti e imprese industriali del settore per operare alla ricerca di soluzioni condivise volte allo sviluppo della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica da fonte solare. Il progetto sarà realizzato in armonia con il ridisegno del piano di azione nazionale per l’approvvigionamento energetico operando in modo organico e sinergico con le altre rappresentanze industriali italiane. La posizione del Comitato Ifi in tema di sviluppo delle fonti rinnovabili affronta il tema dell’incentivazione in un’ottica di investimento di lungo periodo per l’Italia e ritiene necessario e urgente affrontare il tema dell’incentivazione attraverso il contenimento e la diminuzione delle risorse con la prospettiva di un loro riorientamento. ‘’Considerare l’incentivo al settore come un mero supporto all’adozione del fotovoltaico - ha dichiarato Filippo Levati, direttore generale di MX Group S.p.A. e presidente di Ifi - è poco lungimirante e produce distorsioni di mercato, non generando un reale valore e benessere diffuso per il paese e per i cittadini. É, invece, necessario adottare una logica di investimento con un orizzonte certo e con strumenti che orientino le risorse di chi accede agli incentivi verso lo sviluppo di processi industriali, tecnologie e competenze’’.

ACTIONS not words

Fatte per lavorare e pensate per semplificare il lavoro.

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La produzione di DIECI s.r.l. è articolata in quattro macrocategorie: gli elevatori telescopici (a braccio fisso e rotanti), la linea AGRI, le autobetoniere, i dumper e le macchine speciali. L’ampia gamma di elevatori telescopici Dieci punta in alto, tecnologia e qualità si traducono in oltre 110 modelli, abbinati a 30 telai in grado di soddisfare innumerevoli esigenze. Potenza, Agilità, Componentistica all’avanguardia, sono i punti di forza delle macchine Dieci. La versatilità operativa è costruita sulla base di elevati standard di longevità, robustezza e sicurezza.

Kögel punta sul futuro

el 2010 Kögel ha consegnato più di 5 mila rimorchi. L’anno scorso la percentuale di esportazioni è stata del 50%. Grazie alla rinnovata gamma di prodotti, al nuovo proprietario e alla nuova gestione, nonché all’aumento globale della domanda di rimorchi per camion, il produttore bavarese ha potuto aumentare il fatturato di oltre il 200% rispetto all’anno di crisi 2009. “Il nostro fatturato, pari ad oltre 100 milioni di euro, supera l’obiettivo che ci eravamo preposti all’inizio del 2010”, afferma Jürgen Steinbacher, responsabile delle Finanze e del Personale di Kögel. “Per il 2011 prevediamo di vendere più di 10 mila rimorchi e di raddoppiare il fatturato fino a oltre 220 milioni di euro. Il numero di ordinativi fatti a Kögel aumenta da mesi. Per far fronte a questa crescita, cominciamo a lavorare su più turni”, conclude Steinbacher. Intanto a Monaco alla fiera Transport logistic la Casa di Ulm presenta il nuovo semirimorchio Kögel Mega. In cui sebbene usando la solita altezza di 4 metri, mantiene il volume di trasporto uguale a quello dei precedenti veicoli Mega: altezza 3 metri, lunghezza 13,62, larghezza 2,48. In questo modo il semirimorchio rispetta l’altezza totale prescritta di 4 metri, con un’altezza di accoppiamento di 91 cm. L’altezza di carico laterale senza uso del tettuccio sollevabile è di 2,89 metri. Se si usa il tettuccio sollevabile, l’altezza di carico arriva a 3.

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CSC news Multitrax conquista il Sud d’Italia

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a società di commercio internazionale di trailer e semitrailer cremonese Multitrax, in un ottica di crescita e con l’intento di ottenere una maggiore penetrazione nel mercato del Centro e Sud Italia, ha stretto nuovi e importanti accordi commerciali con due nuovi partner italiani che gestiranno in esclusiva la distribuzione dei prodotti dei marchi importati dal gruppo lombardo (Kögel, Feldbinder, Kraker D-Tec, Doll). In particolare la Best Trailers, con sede a Cassino, in provincia di Frosinone, opererà in esclusiva nel Lazio e in Campagna e la DC Veicoli industriali opererà esclusivamente in Puglia, Basilicata e Molise. Entrambe le realtà sono state presentate alla clientela nel mese di maggio, mediante due porte aperte in cui si sono visionati i prodotti importati.

Rapporto immobiliare 2011

Nuovo team vendite EMEA per Manitowoc

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a società specializzata nelle attrezzature per il settore del sollevamento ha annunciato una nuova struttura direttiva del settore vendite per le attività dell’area EMEA che le consentiranno di concentrarsi maggiormente sui singoli mercati. Manitowoc suddividerà le proprie attività del settore vendite EMEA in tre diverse aree geografiche, ognuna delle quali sarà guidata dal proprio vicepresidente vendite. Le aree sono state ripartite nel modo seguente:  Europa occidentale, con Christophe Simoncelli come vicepresidente vendite. Quest’area includerà Francia, Benelux, Penisola iberica, Italia e altri Paesi dell’Europa meridionale Europa centrale ed orientale, con Klaus Kroeppel come vicepresidente vendite. Quest’area includerà Germania, Svizzera, Austria, Regno Unito e Irlanda, Scandinavia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e i Paesi CIS. Comprende inoltre la Turchia per la vendita di autogru Grove Medio Oriente e Africa, con David Semple come vicepresidente vendite. Quest’area includerà il Medio Oriente e l’Africa. I vicepresidenti vendite faranno riferimento Klaus Kroeppel a Philippe Cohet, vicepresidente esecutivo di Manitowoc nella regione dell’EMEA. Cohet ha spiegato che la nuova struttura consente a Manitowoc di assumere una posizione più vantaggiosa in un contesto economico mondiale in ripresa. “Siamo prudentemente Klaus Christophe Simoncelli ottimisti riguardo alle prospettive per il 2011 e riteniamo che per noi sia più importante che mai andare incontro alle esigenze dei nostri clienti in misura sempre maggiore”, ha affermato Cohet. “Grazie a questa nuova struttura, i clienti saranno agevolati nei rapporti con Manitowoc e noi potremo posizionarci meglio per sfruttare l’imminente ripresa economica.” Philippe Cohet

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a ripresa del mercato immobiliare residenziale stenta: nel 2010 c’è stato qualche segnale di ripresa, con i prezzi delle abitazioni sostanzialmente stabili, ma il settore non è ancora uscito dalla crisi perchè il leggero incremento si è avuto nel primo semestre, mentre negli ultimi mesi dello scorso anno il mercato è tornato a scendere. È quanto emerge dal Rapporto immobiliare 2011 realizzato dall’Agenzia del territorio in collaborazione con l’Abi. Lo scorso anno il volume di compravendite di abitazioni è stato pari a 617.286, +0,5% rispetto al 2009. In particolare, nel corso del 2010, si è registrato un andamento positivo degli scambi nei primi due trimestri (+4,3% e +4,5%) mentre negli ultimi due trimestri dell’anno si è registrato nuovamente un calo (-2,7% e -4,1%). Per quanto riguarda i prezzi, la quotazione media del 2010 risulta pari a 1.578 euro al mq, stabile rispetto al 2009 (+0,1%); il valore di scambio complessivo è stato pari a circa 104 miliardi di euro (+2,6%) con un incremento al centro (+5,5%) e al nord (+2%). L’andamento del mercato delle otto principali città risulta positivo con un rialzo del 6,9%. Il fatturato è pari a circa 24,4 miliardi di euro (+7,6% rispetto al 2009. È stato un 2010 positivo per il mercato della casa nelle otto principali città italiane, con incremento delle compravendite (+6,9% rispetto al 2009) e del fatturato (+7,6%). Firenze è la città più cara: 317 mila euro è il valore medio di un’abitazione. A seguire, Roma e Bologna dove i prezzi superano i 300 mila euro.

Renault si sviluppa in Europa

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er crescere Renault ha bisogno di siti produttivi competitivi e adatti al mercato nel quale opera. All’interno del suo nuovo piano strategico Renault sta sviluppando il proprio sistema industriale in due direzioni: adattando le capacità, continuando a migliorare la performance e concentrando le attività delle proprie fabbriche in Europa Occidentale su produzioni a forte valore aggiunto, tra cui, principalmente, l’alto e il medio di gamma europeo, i veicoli commerciali, i veicoli e i motori elettrici, così come le batterie. Accrescendo le capacità e allineando la performance delle proprie fabbriche al di fuori dell’Europa Occidentale, affinché la Casa possa apportare un forte contributo alla crescita dei mercati emergenti. Produrre localmente è indispensabile per essere competitivi, reattivi e poter vendere a un buon prezzo i mezzi. La Maison, quindi, annuncia per i suoi siti produttivi francesi: lo sviluppo del motore elettrico nella fabbrica di Cléon a partire dal 2013; la produzione di un furgone nella fabbrica di Sandouville nel 2013, che dovrebbe raggiungere le 100 mila unità annue, quando tutte le versioni saranno lanciate. E la produzione del proprio futuro mezzo alto di gamma europeo presso la fabbrica di Douai a partire dal 2014. L’Alleanza con Nissan e la cooperazione strategica con Daimler, vettori di produzione supplementari, continueranno a contribuire direttamente all’attività degli stabilimenti industriali in Europa.

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CSC news La Turchia lancia l’Asia Minore

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el panorama delle grandi nazioni “ europee” con molti progetti di grande spessore sociale. Entro il 2023 il Bosforo, infatti, si sdoppierà per collegare, sempre, il Mar Nero al Mar Egeo. È l’ultimo faraonico, ma realizzabile e utile progetto, rispetto ad altre megalomanie nostrane, varato dal premier turco Recep Tayyip Erdogan. Il piano descrive un collegamento artificiale lungo fra i 40 e i 50 chilometri, largo 150 metri e profondo 25, che si chiamerà Canale Istanbul e farà transitare 160 navi al giorno incluse le superpetroliere. Dovrebbe costare fra gli 8 e i 10 miliardi di dollari. “La Turchia, ha detto Erdogan, merita di arrivare al 2023, anno del centenario della proclamazione della moderna Repubblica di Mustafà Kemal detto Ataturk, il papà dei turchi, con un grande progetto”. Due anni per la progettazione esecutiva e nel 2013 il via ai lavori, dieci anni di cantiere, poi il taglio del nastro e l’apertura del canale, con il trasferimento di circa cinquantamila navi che, ogni anno, si spostano fra il Mar di Marmara e il Mar Nero. Ma non ci ferma al nuovo canale, ai due ponti che attualmente attraversano il Bosforo sta per aggiungersene un terzo, mentre è in costruzione anche un collegamento ferroviario sottomarino. Anche per il Canale Istanbul è previsto un ponte, nei pressi dello sbocco nel Mar Nero. E a completare l’avveniristica trasformazione della megalopoli turca, anche il terzo aeroporto, che punta a movimentare sessanta milioni di passeggeri.

Sempre a braccetto Psa e Fiat

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ell’impianto di Sevel Sud di Val di Sangro Fiat Group Automobiles e PSA Peugeot e Citroen sino al 2019 verranno costruiti, in collaborazione, veicoli commerciali, il Fiat Ducato, il Peugeot Boxer e Citroen Jumper. Terminerà nel 2017 la produzione a Sevel Nord di Valenciennes dove escono attualmente i Peugeot Expert, Citroen Jumpy e Fiat Scudo.

I pneumatici Simex a Valencia

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Guarnieri in verde

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l Gruppo Guarneri, in accordo con L’Amministrazione provinciale di Cremona, ha sponsorizzato la progettazione di una nuova aiuola stradale (a Ca’ de’ Berenzani), in corrispondenza dell’ingresso nella città di Cremona da Crema e Milano, curata dagli studenti della scuola Ipssa (Istituto Professionale Statale per l’Agricoltura e l’Ambiente): valorizzando il marchio aziendale e regalando un’importante esperienza formativa ai giovani. Si riassume con questo duplice intento la realizzazione della coltura a verde sulla nuova rotonda stradale di Ca’ de’ Berenzani, a Cremona, sponsorizzata da Eurotecno, società del Gruppo Guarneri specializzata nel noleggio di macchine operatrici per il cantiere e l’industria. Un fiore all’occhiello per accompagnare l’ingresso dei veicoli in città e lasciare la firma autorevole e tangibile di una realtà industriale in crescita nel settore dei servizi per le costruzioni e l’industria. Diverse le essenze utilizzate, come la messa a dimora di circa 1.200 piantine di bosso oppure quelle di lavanda ed elicriso, al centro delle piccole aiuole di coltivazione; il loro anello di contorno è stato momentaneamente riempito di tagetes dalla fioritura generosa, in attesa che negli anni lavanda e elicriso si allarghino a garantire la copertura verde-azzurra delle aiuole tonde. A guarnizione dell’aiuola, ghiaia bianca e lapillo rosso contribuiscono a creare giochi grafici in abbinamento alle fioriture. Al posto dei tagetes, inoltre, nelle stagioni primaverili e in occasione di eventi speciali (come potrà essere l’Expo 2015) i bordi delle aiuole tonde potranno essere piantati a tulipani.

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lessibili nel loro uso, robusti ed efficienti anche dal punto di vista dei costi i pneumatici per veicoli industriali Simex (gruppo Continental) sono progettati per i veicoli destinati alla movimentazione della merce all’interno dei porti e possono offrire chiari vantaggi nelle operazioni di trasporto. La compagnia spagnola Mediterranean Shipping Company Terminal Valencia non ha alcun dubbio sui benefici apportati dall’uso di questi pneumatici. Con l’apertura di un nuovo terminal cargo nel porto di Valencia nel 2006, inizialmente MSC ha avuto molti problemi con i pneumatici dei veicoli di trasporto, soprattutto nei trasporti di carichi molto pesanti. Grazie all’intervento di Continental, con la fornitura degli pneumatici Simex, questi problemi sono stati risolti. I pneumatici Simex della misura 21.00-35 SE 188 E3 40 sono usati su gru a cavaliera, mentre le misure 18.00-25 CM E4 40 PR e 18.00-33 SE 232 E4 40PR sono indicate per la movimentazione di container e la misura 14.00-24 SE133 E4 28 PR per i veicoli movimentatori di container vuoti. I pneumatici Simex hanno scolpitura molto profonda del battistrada e rappresentano una parte molto importante dell’offerta degli pneumatici per veicoli industriali di Continental.


CSC news Gli uomini ragno di Ecoform

Fiat commerciale in crescita, lo dice Sistino

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numeri relativi ai risultati a livello europeo, che l’AD di Fiat Professional Lorenzo Sistino elenca sono positivi e parlano di una forte presenza, ben distribuita e in crescita continua. “Nel 2010 - spiega il manager – Fiat professional ha ottenuto la sua migliore performance di sempre raggiungendo il 12,8%”, con una distribuzione nei principali mercati. In Europa Fiat Professional ha venduto qualcosa come 213 mila esemplari, circa la metà rappresentata solo dal Ducato, che è diventato un “Brand nel Brand”, vista la quota del 17,6% raggiunta l’anno scorso. Nonostante un mercato ancora debole, abbiamo realizzato una importante crescita di volumi a livello globale: oltre 470 mila unità immatricolate al mondo nel 2010 (comprese quelle vendute dalle joint venture), pari a un +18,6% rispetto al 2009, grazie a un mix di prodotto ben bilanciato, con tutti i prodotti protagonisti di una performance straordinaria nel 2010”, in Europa, America Latina ma con un potenziale a livello mondiale. Nel 2011 invece Sistino rivela un “+11% nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2010: nei primi tre mesi dell’anno il mercato Europa ha ripreso a ‘tirare’ in modo sostenuto, guidato in particolare da UK (+28%) e Germania (+19%). Crescita a due cifre anche in Polonia, Olanda, Belgio, Svizzera, Danimarca, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca e Svezia”. Sistino ritiene che “questo trend sia destinato a continuare nei prossimi mesi”. Nei risultati a livello nazionale
a fronte di una crescita in Europa però, “fa ancora eccezione l’Italia” - fa notare l’AD Sistino. “Secondo le nostre stime, nel primo trimestre il mercato italiano ha visto un calo delle vendite del 5-6%. Stiamo però osservando segnali di ripresa che speriamo si consolidino nella seconda metà dell’anno e rappresentino finalmente una inversione di tendenza”.
Intanto, la quota di Fiat Professional, tra gennaio e marzo, è stata di circa il 47% che è uno dei migliori risultati di sempre mentre, per quanto riguarda il Ducato, “la quota europea è addirittura migliorata rispetto al 2010, siamo saliti al 17,8%. Il buon risultato in Europa e i segnali positivi che arrivano dal Sudamerica ci fanno pensare che il 2011 possa essere per Fiat Professional ancora un anno positivo”.

Marchionne fà il gaucho

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NH ha annunciato i propri piani per la realizzazione in Argentina di un sito per la produzione di mietitrebbiatrici e trattori destinati al mercato latino-americano. L’annuncio è stato dato in seguito a un incontro tra il Chairman di Fiat Industrial, Sergio Marchionne, e il Presidente argentino Cristina Fernández de Kirchner. È previsto un investimento iniziale di oltre 100 milioni di dollari per la realizzazione di nuove linee di produzione locale e per l’ampliamento del complesso industriale di Fiat Industrial di Cordoba, in Argentina. Il nuovo impianto si estenderà su una superficie totale di 78 mila mq e darà origine a circa 600 posti di lavoro diretti e 1.500 per l’indotto. Il piano di CNH prevede di produrre in questo nuovo impianto i modelli più potenti della propria gamma di mietitrebbiatrici, con la tecnologia più avanzata e la più alta produttività, nonché trattori specializzati per l’impiego in vigneti e frutteti, prodotti che attualmente non sono costruiti in America Latina. I veicoli saranno equipaggiati con motori FPT Industrial fabbricati in loco.“L’Argentina diventerà un centro di eccellenza per la produzione di questa tipologia di veicoli in America Latina”, ha dichiarato Sergio Marchionne. CNH produrrà macchine per entrambi i suoi marchi agricoli. L’inizio della produzione locale dei veicoli è previsto a partire dal quarto trimestre del 2011.

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una nuova professione che fa di queste persone degli Spiderman dei grattacieli pronti a calarsi dall’alto con la sicurezza di chi ha alle spalle un corso specializzato e esperienza acquisita sulle pareti rocciose. Sono squadre specializzate, preparate e qualificate a lavorare in sospensione grazie all’utilizzo di corde e di attrezzature specifiche per intervenire sulle pareti esterne e sulle facciate dei palazzi. Che svolgono un lavoro molto funzionale perché non presenta difficoltà, non si blocca il traffico, non si creano problemi nel passaggio o non si devono chiedere permessi per l’occupazione del suolo pubblico. Gli Spiderman sono pronti a calarsi, in tutta tranquillità, dall’alto per dar vita a operazioni ad alta specializzazione. Uomini volanti che rendono facile lavori solo all’apparenza normali. Gli uomini in corda rappresentano la nuova dimensione su cui si apre Ecoform, azienda specializzata nel settore della sanificazione e disinfezione degli ambienti. Ecoform punta con forza sulla metodologia degli uomini in corda, innovazione sul mercato del lavoro ampiamente affermato all’estero e sempre più in ascesa anche in Italia, che prende la propria specificità dal mondo della speleologia e del climbing. “In questo modo – spiega Giorgio Oldani, Amministrato Delegato Ecoform – manutenzioni, restauri e controlli vengono effettuati in maniera agile, veloce, economica e nel pieno rispetto delle norme vigenti”. Gli interventi degli uomini in corda sono eseguiti calandosi dall’alto e raggiungendo qualsiasi angolo, anche quelli di difficile accesso, in spazi situati in luoghi chiusi, dove le attuali metodiche (spazzole telescopiche, gru e piattaforme) trovano difficoltà. Non solo. Oltre a risolvere i casi più problematici, gli uomini in corda eseguendo analisi attente con sistemi di mantenimento efficienti, possono contare su di una sicurezza senza pari, in virtù di linee vita certificate dai maggiori organismi nazionali competenti in materia.


CSC news ANCE lancia l’allarme delle costruzioni

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al 2008 e il 2011, il settore delle costruzioni avrà perduto il 17,8% in termini di investimenti, precisamente ben 29 miliardi di euro, riportandosi ai livelli di produzione osservati alla fine degli anni Novanta. Questo l’allarme lanciato dalla associazione dei costruttori che sottolinea come la caduta dei livelli produttivi abbia già comportato ‘’pesanti perdite’’ occupazionali (dall’inizio della crisi la perdita occupazionale si aggirerebbe intorno alle 210 mila unità). E senza un’inversione di tendenza degli investimenti - avvertono i costruttori - sarà difficile per le imprese del settore mantenere l’occupazione. Secondo Ance, la caduta dei livelli produttivi tra il 2008 e il 2011 caratterizzerà tutti i comparti ad eccezione degli interventi di recupero del patrimonio abitativo (+0,4%): in particolare il comparto delle nuove abitazioni avrà perso in quattro anni il 34,2% del volume di investimenti e l’edilizia non residenziale privata il 15,6%. Per i lavori pubblici il calo si attesa al 25,4%, ma per questo comparto il ridimensionamento e’ in atto ormai da sette anni e complessivamente dal 2004 al 2011 la flessione e’ pari al 31,8%. ‘’Per il settore delle costruzioni permane una situazione di crisi e il 2010 risulta il terzo anno consecutivo di caduta dei livelli produttivi’’, evidenzia l’Ance ricordando che, nonostante la forte contrazione degli ultimi anni, il settore continua a ‘’fornire un importante contributo al sistema economico nazionale sia in termini di investimenti che di occupazione: gli investimenti in costruzioni rappresentano infatti il 9,8% degli impieghi del Pil e gli occupati del settore costituiscono il 29,6% degli addetti dell’industria e l’8,4% degli occupati in tutti i settori economici’’.

Sporco da cantiere? Mettilo sotto pressione.

mod. XPB3 O Impianto di lavaggio a Portale con: • Barre laterali e barra superiore ad alta pressione. • Lavaggio telaio e sottoscocca ad alta pressione. • Spazzole con diametro maggiorato ad alta densità.

ITECO s.r.l.l 42028 POVIGLIO RE - VIA GRANDE, 15 - ITALIA TEL. +39 0522 969610 r.a. - FAX +39 0522 2 960583 web-site: www.itecosrl.com e-mail: info@itecosrl.com

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CSC giugno 2011


Aste

Ritchie Bros

Dal Canada al cuore del piano padano

Ogni giorno grandi quantità di macchinari industriali cambiano proprietario. Centinaia di migliaia di questi articoli vengono venduti alle aste Ritchie Bros organizzate in tutto il mondo. Molte aste si sono svolte in Italia - più di 13 mila macchiari e autocarri sono stati venduti nella sola sede Ritchie Bros di Caorso.

L

e aste sono un metodo antico per lo scambio di merci; esistono dati relativi ad aste che risalgono a 500 anni A.C. Oggi esistono diversi sistemi d'asta al mondo, ma sin dalla sua prima asta, alla fine degli anni Cinquanta, la Ritchie Bros si è dedicata completamente alle aste 'senza riserva'. Il metodo dell'asta senza riserva impone che non ci siano offerte minime o prezzi di riserva sugli articoli venduti; il risultato è che tutti gli articoli vengono venduti il giorno dell'asta indipendentemente dal prezzo. Grazie a questo sistema viene a crearsi un ambiente d'aste trasparente, dove solo gli offerenti determinano i prezzi e non i venditori o la società d'aste. Ritchie Bros inoltre vieta ai proprietari di fare rilanci o di riacquistare i propri

macchinari, sia direttamente che indirettamente. Dato che le aste Ritchie Bros non prevedono prezzi minimi e non vi è alcuna manipolazione dell'andamento di questi, gli acquirenti possono essere certi che il prezzo che pagano per i loro acquisti è il valore equo di mercato. Ogni asta Ritchie Bros offre una ricca scelta di macchinari industriali. Sebbene ogni asta possa avere particolari articoli in rilievo, la maggiorparte dei macchinari in vendita sono classificati nella categoria dei macchinari pesanti e degli autocarri. Si tratta dunque di escavatori cingolati, caricatori gommati, autocarri ribaltabili, autocarri con pompa calcestruzzo, gru,trattori agricoli, carrelli elevatori, trattori stradali, rimorchi e molti altri ar-

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Aste

Ritchie Bros www.rbauction.it

RBA in Italia Ritchie Bros ha una lunga tradizione con i clienti italiani. Fin dalle prime aste europee, alla fine degli anni Ottanta, gli italiani hanno venduto e acquistato articoli dalla casa d'aste. Nel 2004 Ritchie Bros ha cominciato a condurre regolarmente aste in Italia, prima a Livorno e poi a Caorso (PC). La sede attuale della società a Caorso, sviluppata su 25 ettari, completa di tutti i servizi, è stata inaugurata nel marzo 2010 durante l'asta d'apertura di due giorni che attrasse più di 650 offerenti da 35 paesi. Oggi Ritchie Bros vede le proprie aste diventare un metodo sempre più diffuso per la gestione delle flotte di macchinari e sta ottenendo ottimi riscontri dal mercato italiano che si è adattato perfettamente al metodo delle aste senza riserva.

ticoli utilizzati nei settore edile e movimento terra, del trasporto, agricolo, minerario, forestale e petrolifero. Le aste senza riserva Ritchie Bros attraggono un considerevole numero di offerenti internazionali, permettendo al cliente che vuole mettere in vendita i propri macchinari di presentare e vendere i propri beni ad acquirenti di un mercato globale e diversificato. Il giorno dell'asta l'offerente con l'offerta più alta diventa il nuovo proprietario. È un metodo economico e altamente efficace per trasformare i beni in eccedenza in contanti secondo il reale valore del mercato globale.

Come acquistare Solo nel 2010 si sono registrati 340 mila offerenti per partecipare alle aste Ritchie Bros organizzate in tutto il mondo 95 mila di questi offerenti sono diventati i nuovi proprietari degli articoli venduti. Fare offerte alla Ritchie Bros è facile e divertente. Se si è interessati a fare offerte a una delle aste, ecco i passaggi da seguire. • Trovare i macchinari e gli autocarri che si desidera su www.rbauction.it.

• Visionare, ispeziona e valuta gli articoli presso la sede d'asta. • Accedere ai servizi Internet e verifica i prezzi di vendita di macchinari simili venduti a precedenti aste. • Registrarsi per fare offerte direttamente presso la sede d'asta, oppure online o via delega.

Come vendere Dal 1958 molte migliaia di persone hanno trasformato i macchinari in eccedenza in contanti alle aste Ritchie Bros. Vendere significa prima di tutto capire e valutare gli articoli del cliente. Dopo una stima degli articoli viene stipulato un contratto in linea con le esigenze del proprietario. Alcune

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Nell'aprile 2010, Ritchie Bros ha introdotto un nuovo sito web disponibile anche in italiano. Il sito web Ritchie Bros è uno dei più popolari nel settore dell'industria dei macchinari e include molti servizi all'avanguardia come: • Ricerche di macchinari nel parco macchine di ogni asta Ritchie Bros nel mondo • Specifiche di macchinari e foto ad alta risoluzione • Risultati d’asta • Servizi per gli account • Presentazione di offerte on-line Il sito web inoltre permette ai clienti di interagire con più facilità con la società, oltre che cercare e acquistare i macchinari di cui hanno bisogno. Sia nel caso di acquisto che nel caso di vendita, la combinazione del servizio locale con portata globale di Ritchie Bros. Auctioneers risulta essere vincente e assicura vantaggi ai propri clienti.

settimane prima dell'asta viene lanciato un piano di marketing mirato, per promuovere i macchinari dell'asta. Il giorno dell'asta tantissimi offerenti partecipano in sede e online, concorrendo l'uno contro l'altro per diventare l'offerente vincente. Infine, dopo la vendita, Ritchie Bros procede con il pagamento dei proventi al venditore dei macchinari entro alcune settimane. I servizi della società sono studiati in ogni passaggio al fine di massimizzare i vantaggi dei suoi clienti. La prossima asta a Caorso è in programma per il 14 Luglio 2011. Per un calendario completo delle aste, per la ricerca di macchinari, informazioni, foto e video, si può visitare www.rbauction.it CSC


PNEUMATICI

Off Highway

Gomme indiane per mmt B

KT, con sede a Mumbai, fa parte di “Siyaram-Poddar Group”, un gruppo indiano, guidato dal 1993 da Arvind Poddar e attivo in diversi settori quali tessile, abbigliamento, prodotti chimici, imballaggi fino ad arrivare ai pneumatici. In quest’ultimo settore la società indiana sta crescendo rapidamente anche al di fuori dei confini nazionali. L’esportazione, infatti, sta andando molto bene per BKT che destina circa il 95% della propria produzione all’estero, di cui ben il 70% in Europa. Mercato fondamentale per l’azienda indiana, in quanto l’Europa è stata il trampolino di lancio dei prodotti BKT che poi si sono espansi in tutto il mondo. In particolare poi l’Italia riveste un ruolo importante perché, oltre ad ospitare la sede della filiale europea (Seregno – MB), presenta numerosi costruttori OEM sia agricoli che industriali. Qui l’azienda indiana sta investendo un gran numero di risorse in corsi di formazione tecnica e commerciale al fine di avere una diffusione sempre più capillare del marchio, che recentemente ha anche cambiato logo (vedi box), e avere rapporti diretti con tutti gli OEM europei per fornire pneumatici di primo

equipaggiamento. BKT possiede, in India, tre impianti all’avanguardia per la produzione di pneumatici adatti all’impiego fuoristrada per macchine utilizzate in ambito agricolo, industriale, movimento terra, garden. Per far fronte alla sempre più crescente richiesta di clienti estremamente esigenti, ogni anno la società è in grado di proporre fino a 150 nuove misure e il lasso di tempo che passa dalla mera fase progettuale alla produzione del primo nuovo esemplare è di sole 8 – 10 settimane. Questa fascia temporale, inoltre, include i test, conformi alle norme internazionali, che garantiscono l’elevata qualità del prodotto. Qualità assicurata da ingenti investimenti in ricerca e sviluppo, da un grande rigore nei processi di produzione (i nuovi impianti di produzione in India sono tutti certificati ISO:9001/2008) e da due team di 12 ingegneri che sono operativi 24 ore su 24. Inoltre, una approfondita analisi delle esigenze della clientela consente di proporre prodotti mirati con un perfetto equilibrio tra costi operativi e produttività. Questa è infatti la mission, il credo della società: avere il giusto pneumatico per la giusta applicazione.

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di Lorella Turchetto

BKT (Balkrishna Industries Ltd) propone una vasta gamma di pneumatici destinati ai settori dell’agricoltura, movimento terra, costruzioni, industriali, ATV (All terrain vehicle) e giardinaggio.


PNEUMATICI

Off Highway

COMMUNIQUÉ DE PRESSE CRESCERE INSIEME

5R 30 (E-3/L-3) DIMENSIONI

INDICE DI CARICO

Max capACITÀ di carico 50 km/h

17.5 R 25

176 A2 / 167 B

5450

20.5 R 25

166 A2 / 177 B

7300

23.5 R 25

165 A2 / 165 B

9250

26.5 R 25

202 A2 / 193 B

11500

29.5 R 2S

206 A2 / 200 B

14000

5R 40 (E-4)

BKT DESSINE SONdimenticare HISTOIREle Ovvero evolversi senza proprie origini e la propria esperienza: signe d'une entreprise qui évolue, tout en restant so Max capACITÀ Le changement de design du logo eccoest cheleallora cambiare il design PRESSIONE ancrée dans la logo tradition, son empreinte est tournée vers l'avenir di carico del diventa per BKT sinonimo DI ESERCIZIO 10 km/h di movimento, di proiezione verso il par l'utilisation symé Les trois différents tons de vert et le mouvement dynamique créé 7100 4.5 représentent l'évolution, futuro, di dinamicità dalle l'ancien logo en tournantscandita autour des points charnières de l'e projetée vers nétonalità le nouveau logo BKT de Balkrishna Industries Ltd. trequ'est diverse di verde. E lo 9500 4.5 l'avenir. C'est ainsi slogan “Growing together” riflette 12150 BKT a une4.5 solide expérience derrière elle: l'énergie d'une idée devenue réalité et la déter la filosofia dell’azienda secondo quotidienne pour réaliser ce projet dans le marché compétitif, caractérisent notre marque 15000 4.5 la quale l’uomo, le macchine e et appréciée. certamente anche i pneumatici BKT 16000 4.5 Aujourd'hui, un nouveau défi contribuiscono passionnant pourinsieme BKT : tracer une “histoire a lavorare con future” encore pl Le renouvellement puise sa la force dans qualità les racines poursuit son essor grâce aux massima e neletpieno rispetto ressources introduites dans les structures de production qui montre un niveau impo dell’ambiente. technologies et des méthodes de conception et de fabrication inédites.

DIMENSIONI

INDICE DI CARICO

Max capACITÀ di carico 50 km/h

26.5 R 25

193 B

11500

29.5 R 25

200 B

14000

PRESSIONE

Le mouvement dynamique au sein duquel naît et se profile le nouveau logo BKT est le même DI oriente ESERCIZIO qui l'entreprise dans ses choix. Aujourd'hui, ils sont plus que jamais caracté l'attention aux thèmes environnementaux, par la recher 4.5 portée à l'engagement PNEUSsocial PERetMMT qualité à tous les niveaux du processus, par le développement de nouvelles solutions et en Seguendo la mission società indiana, volonté4.5 d'augmenter ses parts de marché grâce àdella de nouveaux produitsquinet de nouvelles cible

di, per cui ogni applicazione deve avere la giu-

5R 40 (E-4) DIMENSIONI

INDICE DI CARICO

Max capACITÀ di carico 50 km/h

24.00 R 35

209 B

18500

DIMENSIONI

INDICE DI CARICO

Max capACITÀ di carico 50 km/h

26.5 R 25

202 A2

15000

DIMENSIONI

INDICE DI CARICO

Max capACITÀ di carico 50 km/h

12.00 R 24

158 B

4250

nouvelle identité deill'entreprise dans cet “Croître ensemble” est le sta slogan qui renforcera gomma, anche lelaMMT devono avere loro La volonté de BKT est que cette intentionspecifico. soit perçue où l'homme et la machine partagent pneumatico Si làchiama, infatti, Earth intérêt professionnel. Cela se traduit par le choix judicieux des pneus BKT par une clientèle Max ed è stato progettato con una innovativa nouvelle et fidèle.

PRESSIONE

gli e alle abrasioni più severe oltre a conferire maggiore robustezza e stabilità sulla superficie di contatto. Le 20 février 201 Tra i modelli più recenti ricordiamo l’SR40 dotato di carcassa costruita con cinture d’acciaio a Pour plus d'informations, merci de contacter: media@bkt-tires.com più tele per una ulteriore robustezza. PRESSIONE Le ampie cinture offrono una migliore stabiliDI ESERCIZIO tà e supporto della carcassa e del battistrada. 4.5 Le tele in acciaio garantiscono una extra protezione alla zona del tallone. La mescola di questo pneumatico è stata sviluppata per resistere a ogni taglio e alle alte temperature, inoltre la speciale spalla è stata progettata per aumentare PRESSIONE la stabilità laterale e una migliore distribuzione DI ESERCIZIO dei pesi, e quindi una minor pressione per superficie unitaria.  7.0 6.5

SR 50 (L-5)

SR 50 (L-5)

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geometria dei ramponi che assicura un’ottima

DI ESERCIZIO trazione e una protezione della carcassa a taCroître ensemble, vers l'avenir.

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INTERVISTA

Alberto Caletti AD Komatsu Italia

Italia sì… Italia no

Italia sì, perché il PIL è tornato a crescere sebbene in maniera modesta; Italia no perché il debito pubblico continua ad aumentare, l’accesso al credito è sempre più ristretto, la piccola impresa è in crisi e vi è una preoccupante assenza degli investimenti in infrastrutture e appalti. Queste le ragioni secondo l’Ad Komatsu Italia della mancata ripresa del mercato delle MMT in Italia. Italia no appunto.

U

n mercato, quello italiano del movimento terra, che non riparte, che anzi ristagna in un assetto di recessione, nonostante i positivi segnali di ripresa che presenta il settore nel contesto europeo: è questa, attualmente, l’istantanea che ritrae il panorama del comparto macchine movimento terra nella penisola. Ne abbiamo parlato con Alberto Caletti, Amministratore Delegato di Komatsu Italia, che oltre a fornirci una dettagliata analisi di tale situazione, ha anche spiegato le ragioni del mancato “risveglio” del settore nel territorio italiano. Com’è la situazione attuale del mercato globale delle MMT? Ad oggi il mercato globale del movimento terra evidenzia uno spostamento del proprio polo nevralgico verso Cina, Asia e Oceania, aree che si stanno sviluppando in modo esponenziale, tanto da assorbire già il 50% della domanda complessiva. Parallelamente a tale scenario, abbiamo osservato, da inizio 2011, un’Europa ancora in difficoltà ma contraddistinta al contempo da alcune importanti positive situazioni: pur rappresentando, infatti, complessivamente il nostro continente una percentuale non elevata della domanda mondiale (7%), non possono passare inosservati i risultati messi a segno nei primi mesi dell’anno in corso (confrontati allo stesso periodo del 2010) dalla Germania (+87%), dalla Francia (+49%), dall’Inghilterra (+24%), dalla Polonia (+74%) o dalla Svezia (+54%). E per quanto riguarda il mercato italiano? Scendendo nello specifico e andando ad esamina-

re il mercato italiano, nel primo quadrimestre del 2011 si è riscontrato un ulteriore calo del 15,3% in termini di unità vendute (2.477) rispetto al medesimo lasso temporale dell’anno prima; una caduta, quest’ultima, che si va ad aggiungere alla drastica riduzione avvenuta negli anni immediatamente precedenti, rispetto all’assetto pre-crisi del 2007.

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CSC giugno 2011

Rendendo più esplicito il concetto, la domanda globale del mercato movimento terra in Italia è scesa oggi ai livelli del 1996, il che significa, in soli 3 anni, essere tornati indietro di 15. L’Italia appare in sostanza l’ultima delle economie europee in termini di ripresa del mercato, con un’ipotesi di crescita peraltro non chiara. Nel nostro paese poi


INTERVISTA la struttura economica della filiera delle costruzioni ha pesantemente influenzato il mercato macchine movimento terra, e, all’interno di tale filiera, possiamo affermare che il nostro settore è quello che ha sofferto maggiormente. Sono sufficienti pochi dati a testimonianza di tutto ciò: relativamente all’anno 2009, se il sistema delle costruzioni ha registrato una flessione dell’11%, la produzione di macchine per il movimento terra ha riscontrato un calo del 53% e il commercio di macchine per il movimento terra, da cantiere e per l’edilizia è stato protagonista di una caduta del 42%. Quali sono, secondo lei, le cause di questa drammatica caduta del comparto in Italia? Due sono i fenomeni che hanno messo in ginocchio il nostro comparto in Italia. Innanzitutto, l’assenza degli investimenti in infrastrutture e appalti: nel 2009, il governo aveva presentato un piano di interventi da 18 miliardi di euro del quale, in concreto, si è riversato ben poco. Secondo i dati Cresme, la realizzazione delle opere previste è in drammatico ritardo e a mancare, in questa prima fase del 2011, sono soprattutto le grandi opere, quelle che in passato hanno tenuto a galla il settore delle opere pubbliche. I bandi del valore superiore ai 50 milioni sono stati soltanto otto, vale a dire la metà rispetto allo stesso periodo del 2010. Nemmeno il Piano Casa ha portato benefici in quanto, al di là di un’ottima accoglienza in Veneto (dove sono state 23 mila le domande presentate), è stato poco recepito nelle altre regioni e, a livello generale, non è perciò decollato. Il secondo fenomeno da evidenziare è poi senz’altro la crisi della piccola impresa, quella che, sino a pochi anni addietro, costituiva il perno dell’economia nazionale. Se ci soffermiamo sulla struttura produttiva delle imprese da costruzione in Italia, è impossibile non notare come, negli ultimi anni, essa sia stata oggetto di un deciso ridimensionamento. Nel 2010, le procedure fallimentari aperte nel settore delle costruzioni sono state molteplici (+14,7% rispetto al 2009), anche se in rallentamento rispetto al 2008, e vorrei sfatare l’opinione erronea, per quanto comune, che il fenomeno abbia coinvolto solo o soprattutto il sud. A conferma di ciò si possono citare i casi emblematici di tre regioni: se in Piemonte e in Toscana il totale delle imprese fallite ha registrato rispettivamente un +13,3% e un +42,5% (confrontati all’anno precedente), in Campania il tasso percentuale di variazione è stato molto più modesto: +11%. Ai fini di una miglior comprensione del nostro stato di arretratezza attuale, rispetto alla primavera che sta vivendo il comparto in alcuni stati europei, è poi importante citare un altro dato: il primo costruttore italiano per dimensioni è al 29° posto all’interno della classifica dei primi 30 gruppi europei per fatturato 2010. Esaminando poi i fatturati nello specifico, ci troviamo di fronte a differenze piuttosto loquaci e rappresentative: se il francese Vinci è al primo posto con un giro d’affari di 34 miliardi, l’italiana Impregilo, come già detto in 29° posizione, presenta un fatturato di 2 miliardi di euro, vale a dire di oltre 10 volte inferiore ai leader.” Quali saranno i trend che caratterizzeranno il settore delle MMT nei prossimi tre anni? Considerando questo panorama e contestualiz-

Alberto Caletti AD Komatsu Italia

zandolo con alcuni altri dati - un PIL che è tornato a crescere ma in maniera modesta e ben al di sotto delle previsioni, un debito pubblico che continua ad aumentare e un accesso al credito ormai sempre più ristretto - è difficile immaginarsi un mercato in ripresa nei prossimi tre anni. Il nostro non potrà essere un comparto in espansione perché, per quanto possa ripartire la macchina degli investimenti produttivi, non è pensabile tornare ai volumi di vendita del 2007; i limiti della nostra attuale situazione economica sono troppo marcati ed evidenti perché siano cancellati in pochi anni. Ne serviranno molti di più per risalire a un pareggio di bilancio, e a condizione che lo sviluppo economico si attesti almeno sui 2-3 punti percentuali, cosa che adesso non sta avvenendo. Bisogna inoltre sperare che i grandi colossi europei non riescano a entrare tra i protagonisti di Expo 2015, fatto che metterebbe l’Italia in ulteriore difficoltà. Che futuro avranno le piccole imprese in questo specifico contesto? Tornando alle imprese invece, come detto precedentemente, molte sono fallite e molte altre soffriranno se non riusciranno ad aggregarsi in una struttura di media-impresa. Se questo accadrà, le aziende di macchine movimento terra non si rivolgeranno più, come in passato, a 50 mila imprese ma a molte meno. Va da sé inoltre che quelle che resteranno, quelle cioè che saranno riuscite a salvarsi, denoteranno un livello di competenza e di professionalità molto elevato. Di fronte a un mercato tanto differente, sembra ovvio che anche i produttori dovranno mutare la loro offerta, nonché la sostanza della relazione col cliente. I distributori dovranno necessariamente cambiare perché, trovandosi a servire imprese non solo di dimensioni più ampie ma soprattutto più qualificate, dovranno divenire essi stessi più preparati e capaci di offrire ben più che un semplice buon prodotto. Tutti gli investimenti che sta concretizzando Komatsu vanno già ora in questa direzione: fornire al cliente un prodotto non solo tecnologicamente sempre più avanzato (presto introdurremo nuove macchine e soprattutto i nuovi motori Stage IIIB) ma affidabile, correttamente manutenuto e a basso impatto ambientale; mettere a disposizione dei clienti una serie di strumenti, dai finanziamenti alle formule di servizio, solo per citarne alcuni, che permettano

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CSC giugno 2011

il passaggio dal dualismo cliente-fornitore a un rapporto sinergico di partnership. In quest’ottica, Komatsu continuerà ad esempio a puntare sul sistema di controllo satellitare Komtrax: un dispositivo elettronico che, sfruttando le reti satellitari Gps ed Orbcomm, è in grado di monitorare costantemente le funzioni e lo stato delle macchine mentre queste lavorano e di segnalare eventuali anomalie, ottimizzando così l’attività di prevenzione sulla manutenzione delle macchine, garantendo nel tempo la massima efficienza operativa e sicurezza per l’operatore nonché riducendo i costi d’esercizio. Come ha reagito l’azienda al disastro ambientale che ha colpito il Giappone lo scorso marzo? Fortunatamente l’area che ha subito maggiori danni non è quella più strategica per Komatsu, fatta eccezione per Ibaraky, dove l’azienda ha uno dei suoi più importanti stabilimenti. Komatsu ha comunque saputo reagire velocemente alla situazione, delineando un mirato piano riorganizzativo. Per queste ragioni, le conseguenze dell’evento non sono state devastanti e non dovrebbero esserci ritardi nelle forniture, così come ha assicurato Akira Sugiki, Amministratore Delegato di KEISA, intervenuto di recente al Dealers Meeting Komatsu Italia. Proprio in quell’occasione, Sugiki ha tra l’altro espresso un importante concetto inerente il ruolo dell’Italia nel contesto dello scenario Komatsu in Europa: il CEO ha evidenziato infatti come, nonostante la crisi, anche con gli attuali non elevati volumi, l’Italia resti un paese determinante per Komatsu, il quarto per importanza su scala europea. Quali sono gli obiettivi di Komatsu per il futuro? L’obiettivo di Komatsu Italia è ora quello di tornare a crescere, insieme alla propria rete vendita. Ai nostri dealer offriremo tutto il supporto formativo, a livello tecnico ma anche imprenditoriale, per affrontare questo cambiamento e far sì che essi si possano qualificare ulteriormente, riuscendo a competere sul mercato. Con loro e attraverso loro, sapremo offrire a un cliente sempre più esigente ed attento alle scelte effettuate, una maggior efficienza, un’ulteriore vicinanza in termini di consulenza, attività e servizio - una più solida competenza e servizi sempre ai vertici dell’eccellenza. CSC


Donazioni

New Holland

Bianco, rosso e giallo e nero Sono i colori della Croce rossa e della New Holland, ma anche i colori delle popolazioni del mondo intero, che la Cri e l’Iveco aiuteranno ancora di più con la minipala LS180.B che il Gruppo ha donato alla Delegazione Lombardia. A Legnano la consegna ufficiale. Monterà i campi profughi o gli ospedali da campo.

«S

SKID STEER LOADER NEW HOLLAND L180.B La minipala compatta (skid steer loader) LS180.B è stabile e molto manovrabile, è dotata del cinematismo brevettato Super Boom, che consente il massimo sbraccio alla massima altezza, riducendo l’inclinazione della benna e limitando la perdita di materiale. Inoltre, il baricentro molto basso riduce il rischio di ribaltamento per una stabilità massima anche durante il sollevamento a pieno carico. Grazie alla grande stabilità, la macchina può spostarsi anche sui terreni accidentati, consentendo di operare in totale sicurezza anche nelle situazioni di emergenza in cui verrà chiamata a lavorare.

DIMENSIONI* Altezza cabina Lunghezza massima con benna Lunghezza senza benna Passo Luce libera dal suolo Angolo di rampa Larghezza senza benna Larghezza benna Altezza ai perni benna Altezza di scarico Richiamo benna a max altezza Angolo di scarico Angolo richiamo benna a terra Raggio curvatura posteriore Raggio curvatura anteriore Angolo richiamo benna a max altezza Max altezza alla benna

mm mm mm mm mm * mm mm mm mm * * * mm mm mm mm

LS180.B 1975 3525 2845 1210 240 28 1810 1830 3165 2540 77 45 37 2200 1810 830 3840

* Le dimensioni si riferiscono a macchine equipaggiate con benna multiuso e pneumatici

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iamo Italiani come la Croce Rossa italiana e collaborare insieme è nel nostro Dna», dice con molta sincerità Giampiero Biglia, Direttore commerciale CE mercato Italia New Holland, durante la consegna di una minipala compatta LS180.B, donata dal Gruppo torinese alla sede di Legnano della Cri, in cui c’è la sala operativa nazionale. «L’idea è nata durante l’ultimo Samoter», spiega il Commissario della Delegazione della Cri Lombardia Maurizio Gussoni, «ho chiesto un mezzo alla New Holland che potesse aiutare la Croce rossa italiana a montare i campi di accoglienza, che allestiamo in ogni parte del mondo in cui ve n’è la necessità, dall’Italia di Lampedusa, alla Tunisia, all’Irak, o che semplificasse la logistica interna della sede nella fasi di carico dei materiali sui semirimorchi. E in breve ho trovato dall’altra parte la massima disponibilità». «Abbiamo poche ore per preparare la partenza dei convogli», spiega Roberto Antonini, responsabile nazionale della Protezione civile Cri, e direttore della sala operativa, «più velocemente carichiamo i camion più velocemente partiamo e possiamo allestire i campi, le mense i dormitori o gli ospedali mobili». È tutta questione di logistica, di prepararsi in anticipo. Sapere che cosa si deve fare, come farlo e farlo nel più breve tempo possibile. Solo così si possono salvare vite umane o alleviare i superstiti di catastrofi naturali. La New Holland opera in 5 continen-

CSC giugno 2011

Nelle fotografie, la donazione della minipala alla presenza di Giampiero Biglia, Roberto Antonini, Maurizio Gussoni e Walter Ceriani.

ti, come la Croce rossa e, «sapere che i mezzi che abbiamo in uso possono in caso di guasti essere riparati in ogni angolo della terra», aggiunge Antonini, «è rassicurante». Inoltre la sua agilità sveltirà il lavoro, ma le sue ridotte dimensioni soprattutto le permetteranno di fare parte del convoglio stesso. «Si potrà caricarla sui mezzi», continua Antonini, «e utilizzarla altrove nella fasi di allestimento dei campi e degli ospedali durante le emergenze sanitarie». Per l’assistenza iniziale, comunque, qui in sede, a Legnano, si farà appello al gruppo Ceriani, il concessionario Iveco e New Holland di Nerviano, a cui capo c’è Walter Ceriani, che ha fornito ‘materialmente’ la minipala. «Abbiamo 9 sedi fra le province di Varese e Milano, con 200 dipendenti per circa 6 mila veicoli all’anno fra nuovi e usati», spiega Ceriani, «e saremo sempre disponibili per ogni evenienza che la Cri ci richiederà. Intanto faremo un brevissimo corso per insegnare l’uso dello skid loader. È talmente intuitivo che chiunque lo può utilizzare, come può velocemente farne la manutenzione di base». Avendo, infatti, sotto i cofani del vano motore filtri e livelli ben in vista e di facile accesso. La pala è stata consegnata con l’attrezzatura per sollevare i pallet, le forche, «ma a breve arriverà anche la benna», tiene a sottolineare Biglia. «Che è sempre molto utile inizialmente per spianare il terreno su cui fare sorgere il campo», specifica Antonini. M.B.


asta pubblica senza minimo né riserva

Caorso, PC 14 Luglio, 2011

2007 CATERPILLAR 938G SERIES II

2009 CATERPILLAR CS54XT

2004 CATERPILLAR 365BL

2004 CATERPILLAR 320C LN

2006 KOMATSU PC210NLC-8

2009 CASE W165 4x4

1 / 6 – 2006 MAN TGA 41.480 8x4

3 / 4 – 2008 MERCEDES-BENZ ACTROS 4141 8x4

4 / 13 – 2007 MERCEDES-BENZ ACTROS 4141 8x4

VoLete Vendere maCChinari aLLa prossima asta di Caorso? – 0523.818.801

sito d'asta:

Via Canada snc angolo SP 10R, 29012 Caorso (PC), Italia

Per vedere la lista aggiornata visitare il nostro sito

» www.rbauction.it


edilizia

Casseforme pareti

Peri va al maximo

Lo scorso 20 maggio Peri ha aperto le porte del proprio Polo logistico di Pozzaglio ed Uniti, nei pressi di Cremona, per lanciare sul mercato italiano la nuova cassaforma a telaio con tirante MX. È indicata per progetti di edilizia residenziale, industriale e ingegneria civile e viene messa in opera in un batter d’occhio.

P

resentata con successo durante lo scorso Bauma e premiata a Matexpo in Belgio come uno dei cinque sistemi più innovativi, Peri Maximo approda nel mercato italiano e si fà subito apprezzare per le proprie qualità: è più veloce da armare grazie al tirante messo in opera da un solo lato con il sistema di ancoraggio MX, senza tubi distanziatori e coni; consente un risparmio di tempo di circa il 25% rispetto alle tradizionali casseforme, grazie alla sistematizzazione e riduzione dei fori dei tiranti. In più, garantisce una migliore rifinitura del calcestruzzo in virtù dell’impronta regolare degli elementi a telaio e della disposizione dei fori dei tiranti. “Abbiamo organizzato questo evento per far conoscere ai clienti sia le novità di prodotto sia come opera la nostra società, come si sviluppa il noleggio e come è organizzato il nuovo Polo logistico qui a Pozzaglio ed Uniti”, ha affermato Roberto Meroni, direttore marketing di Peri Italia, che ha aggiunto “il bilancio del nuovo Polo è assolutamente positivo e a fronte della crisi che ha coinvolto tutto il mondo delle costruzioni, e non solo, si è dimostrata anche una scelta vincente in grado di servire al meglio i nostri clienti. Per quanto riguarda poi l’andamento del mercato, il primo trimestre del 2011 è andato sicuramente meglio del primo trimestre del 2010; per cui si respira un cauto ottimismo per il futuro”. “Senza dubbio tra i prodotti presentati oggi spicca Peri Maximo, la nuova cassaforma per pareti adatta per una vasta gamma di progetti, dall’edilizia residenziale e industriale fino all’ingegneria civile e

sviluppata dal nostro centro di Ricerca e Sviluppo”. Ha sentenziato Meroni, affermando che “ Per circa due decenni la cassaforma Trio ha dominato le scene del mercato mondiale, grazie alla sua rapidità di montaggio e la sua versatilità. Pertanto, era assai difficile pensare di poter realizzare un prodotto ancora più performante di questo sistema vincente. Ma Peri è una società innovativa e lo ha dimostrato mettendo a punto la cassaforma Maximo, che include i vantaggi del sistema Trio e riduce di circa il 25% i tempi di casseratura”. Tempi ridotti grazie al nuovo sistema di tiranti di collegamento a tronco di cono, MX appunto, e non più cilindrici che non richiede l’utilizzo di tubi distanziali a perdere. “Inoltre - ha precisato Meroni - il posizionamento dei tiranti avviene lavorando solo da un lato della cassaforma e da un solo operatore. In più, grazie alla particolare forma conica il tirante può essere rimosso semplicemente svitandolo”. Un altro fattore che contribuisce ad accelerare i tempi di casseratura è il collegamento centrale del sistema del tirante “ grazie al quale non ci sono fori che rimangono inutilizzati - ha continuato il direttore marketing Peri - e l’individuazione chiara e sistematica dei punti di collegamento permette di evitare errori nella composizione della cassaforma”. Oltre a un notevole risparmio di tempo, questa soluzione permette di ottenere superfici in calcestruzzo con ottima rifinitura e senza difetti, con reticoli regolari e ordinati dei segni della riquadratura e dei fori lasciati dai tiranti di collegamento. Questo nuovo sistema può essere abbinato anche a Peri

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Trio grazie alla morsa universale di collegamento BFD: in una sola operazione è possibile accostare, allineare e assemblare gli elementi sia in larghezza che in lunghezza. Attualmente “il sistema Maximo è utilizzato in tre diversi cantieri d’Italia (Brescia, Bergamo e in Toscana) - ha ricordato Meroni – e i riscontri sono davvero molto soddisfacenti. Le imprese, infatti, sono molto soddisfatte di questa soluzione per l’effettiva rapidità riscontrata nel mettere in opera la cassaforma”. Presso il nuovo Polo logistico i clienti hanno potuto toccare con mano altri due prodotti Peri: Prokit, il sistema di sicurezza per la protezione dei bordi, e Skydeck l’affidabile e rapida cassaforma a telaio in alluminio per solai. L.T.


CECE

Intervista a Ralf Wezel

Stimolare la ripresa La strada per restare competitivi passa anche dall’Efficienza energetica. Ne parliamo con il segretario generale dell’Associazione europea delle macchine per costruzioni.

S

ta tornando il sereno sui cieli delle macchine per costruzioni europee, ma le sfide legate alla concorrenza leale e alla competitività rimangono da affrontare con nuovo vigore. È questo lo scenario che disegna Ralf Wezel, il segretario generale dell’Associazione europea di settore (Cece). Cominciamo dai dati di settore: com’è andato il 2010 e cosa ci aspetta per il futuro? Il tempo sembra volgere al sereno, almeno in certi cieli d’Europa: i produttori europei hanno aumentato in media il loro fatturato di circa il 18% nel 2010 rispetto al disastroso 2009. L’aumento non compensa ovviamente le perdite subite dall’inizio della crisi economica mondiale, ma stiamo tornando alla normalità, a poco a poco. Per il futuro, possiamo solo dire quello che pensano le nostre imprese: il nostro Business Barometer, un’inchiesta mensile condotta regolarmente presso i leaders del settore, ci mostra che il numero degli ottimisti sta crescendo, e che la maggior parte dei produttori si aspetta un’ulteriore crescita dell’11% nel 2011. Incoraggiante, ma tali dati e stima di media come sono distribuiti? Esistono importanti differenze. Per quanto riguarda i mercati più grandi, in particolare la Germania, il cui settore delle macchine per costruzione presenta una crescita del fatturato del 19%, ed il Regno Unito (+57% nel 2010), hanno mostrato evidenti segnali di tendenza positiva. Sarà probabilmente così anche nel 2011. Per i mercati europei più a sud, invece, la situazione non si presenta certo nello stesso modo. In Italia, per esempio, la crescita del fatturato stagna nel 2010. Per non parlare della Spagna i cui dati mostrano ancora perdite del 19%. Da dove viene la ripresa e che cosa fa sì che alcuni mercati vadano bene mentre altri no?

Di certo non si può dire che i governi europei abbiano aiutato l’industria durante la crisi, a parte qualche rara eccezione. Sono stati tutti concentrati su come salvare il settore dell’automobile. No, la ripresa è trainata per esempio dal mercato russo, il quale, sebbene sia crollato nel 2009, si è sostanzialmente ripreso nel 2010, tornando a crescere in modo importante; inoltre la domanda proveniente dal Brasile è forte e il boom della Cina e dell’India si confermano in tutta la loro entità. Un altro fattore che è importante per capire la crescita - che troviamo in certi paesi e che non riscontriamo in altri – sono gli investimenti nell’efficienza energetica e nell’innovazione. Faccio alcuni esempi concreti citandole il caso della Germania, che ha visto, come dicevo, una crescita del 19% nel nostro settore. Imprese tedesche molto conosciute, più o meno grandi, hanno deciso di fare investimenti per migliorare i loro prodotti, per diminuirne i consumi, l’impatto sull’ambiente. Alcune di esse hanno recentemente presentato i loro primi escavatori e compattatori ibridi, o nuovi sistemi di pressione sul sistema idraulico volti a limitare il consumo di energia permettendo anche l’installazione di nuovi motori più leggeri e più piccoli. La stessa tendenza si può osservare anche in altre imprese di capitale non tedesco, ma comunque lungimiranti. Tutte queste sono innovazioni che rendono i macchinari competitivi, perché nuovi, macchine che fanno risparmiare, insomma prodotti che rispondono alle esigenze del cliente, innanzitutto, ma anche degli operatori e del pianeta in cui viviamo. Macchine per costruzioni e ambiente: spesso questi due termini vengono percepiti come contraddittori. Sì, spesso l’apparenza è questa, ma è un errore: le macchine che vengono messe sul mercato al giorno d’oggi,

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quelle conformi alla legislazione intendo, non hanno più niente a che vedere con le macchine polverose, rumorose e inquinanti di alcuni anni fa. Le cose sono cambiate di molto grazie agli sforzi del legislatore, ma soprattutto delle imprese stesse che investono sempre di più nelle innovazioni legate all’efficacia energetica. Eppure il pregiudizio sul nostro settore è duro a morire. Faccio un esempio concreto: nel passato recente abbiamo chiesto di estendere i criteri di flessibilità per le emissioni. Ciò non significava semplicemente: lasciateci inquinare di più per un altro po’ di tempo. La misura che chiedevamo non era che una conferma degli impegni già presi nel passato: permettere ai produttori di vendere quello che era già previsto, ma che non è stato possibile smaltire a causa della crisi economica. Invece no, si è dovuto rinegoziare per qualcosa che già era stato deciso in precedenza, un’assurdità. È un vero peccato non solo per l’industria, ma anche un’occasione persa per il legislatore di sostenere le imprese europee. Ma non potrebbe essere che i decisori pubblici vogliano spingere l’industria a diventare ancora più innovativa? In fondo non è questo il segreto della competitività, come lei stesso sostiene? Potrebbe anche essere, ma allora ci sono due cose da chiarire: la prima è che si deve fare i conti con le esigenze del mercato. Proporre prodotti che risparmiano energia va bene, noi stessi ci siamo impegnati a proporre indipendentemente dalla legislazione, delle misure sulle emissioni di anidride carbonica in un futuro prossimo. Ma si deve dapprima vedere quali sforzi siamo pronti a fare per quale risultato: è un’esigenza del mercato? C’è una domanda? E di quali prodotti esattamente? Da qui si deve partire per valutare la convenienza di tali innovazioni. Il secondo punto è il seguente: chi

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verifica che le macchine immesse sui nostri mercati, e che fanno concorrenza alle nostre, rispettino i criteri imposti dalla nostra legislazione? Mi spiego meglio: che il costo della forza lavoro, dell’energia e delle materie prime sia inferiore in altri continenti è un dato di fatto. Dobbiamo vivere con questi fattori e competere ad armi impari. Tuttavia, sempre più macchine non conformi o contraffatte sono immesse sul mercato dell’Unione. Si tratta di macchine che non rispettano le regole in materia di limiti di emissioni gassose e di rumore, in materia di sicurezza dei lavoratori. Ciò crea una situazione di concorrenza sleale per i nostri produttori che rispettano le regole, perché queste macchine costano meno ovviamente. È una battaglia che non possiamo perdere proprio ora, e si tratta di un problema a cui i governi e le autorità preposte devono dedicare la massima attenzione al fine di proteggere la loro industria. Ciò non significa protezionismo, intendiamoci bene, ma piuttosto assicurare il rispetto delle regole. Attualmente tutta l’attenzione è rivolta ai prodotti per i consumatori: si controllano solo giocattoli, accendini ecc. Ma attenzione, una macchina non conforme può essere ben più dannosa di un accendino, ve lo assicuro, soprattutto in termini di tutela dell’ambiente. Cosa si sente di dire alle imprese che operano in Italia? L’industria italiana ha grandi potenzialità e deve essere tutelata. Fa parte, nel nostro settore, di una rosa che conta 3-4 enormi mercati e produzioni, insieme dunque alla Germania, alla Francia e al Regno Unito. La ripresa non è lontana nemmeno in Italia, ma deve essere stimolata a accompagnata da politiche lungimiranti di investimenti in infrastrutture, che possono giocare un ruolo davvero determinante. CSC


MERCATO

Macchine e attrezzature

MMT sull’orlo di una crisi di nervi Non se ne esce. La crisi dell’edilizia e delle grandi opere frena gli investimenti nell’acquisto delle grandi e piccole macchine. Non c’è ripresa nel mercato italiano dei mezzi da cantiere. La svolta non c’è. Regge l’agricoltura. Ma non si vive di solo pane. La parola, e le soluzioni, a Santini, Goldoni, Invernizzi ed Esposito.

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opo il cattivo andamento delle vendite registrato nel 2010, con un calo complessivo a fine anno dell’8,9%, nel primo trimestre 2011 le vendite di apripista, escavatori, pale meccaniche, terne, miniescavatori e minipale, dumper e sollevatori telescopici risultano ancora in negativo. Nel primo quarto dell’anno, infatti, le vendite di macchine movimento terra - secondo i dati elaborati dalle associazioni dei costruttori e degli importatori - sono in calo del 14,3% rispetto allo stesso periodo 2010, in ragione di 2.236 macchine complessivamente assorbite dal mercato nazionale. Ancora più pesante il bilancio per il segmento delle macchine per le lavorazioni stradali (rulli e vibrofinitrici) che segnano un passivo del 42,3% rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Esaminando le singole linee di prodotto, si nota un calo meno marcato per le macchine “tradizionali” (escavatori e pale) che segnano -10,9%, un calo più sensibile per le “compatte” (miniescavatori e minipale) che registrano un -17,3%, e un forte passivo per le “terne”, che segnano -35,7%. Se si considera che nel periodo 2007-2010 la domanda complessiva di macchine era crollata del

55%, si ha l'esatta dimensione delle difficoltà che le aziende del settore stanno affrontando.

ANOMALIA NAZIONALE “Ormai possiamo parlare di anomalia italiana,” afferma Enrico Santini, presidente di Unacea. “In quasi tutta Europa è iniziata la primavera con la Germania che nel primo trimestre fa un balzo in avanti di oltre il 100% e altri grandi mercati come la Francia e il Regno Unito che crescono rispettivamente con percentuali del 50 e del 37%. Il nostro paese invece rimane in pieno inverno. Ci salviamo solo grazie alle quote di export mondiali che sono in ripresa e contribuiscono riattivare, purtroppo solo parzialmente, la produzione.” Tre anni di contrazione consecutiva comportano pesantissime ripercussioni su tutti i componenti della filiera, in particolare sulle aziende direttamente coinvolte nella distribuzione di questi prodotti nel mercato interno. Il trend di aprile non si discosta molto da quello dei primi mesi dell'anno. Se proiettiamo questo andamento al secondo trimestre 2011, la situazione diventa ancora più negativa. Nel secondo

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trimestre 2010, infatti, "l'incentivazione Tremonti" aveva stimolato la domanda di macchine, creando un piccolo volano di opportunità che le aziende del settore avevano colto. In mancanza di elementi strutturali che migliorino le cose, la situazione in essere non può che peggiorare ulteriormente, portando questo mercato, già in affanno, su livelli che nessuna impresa è in grado di sopportare. Altri i numeri per il settore delle macchine per l’agricoltura, dove nel primo trimestre si è registrato un incremento delle vendite (+22% per le trattrici) quale effetto degli incentivi rottamazione di fine 2010 e dei finanziamenti dei Piani di sviluppo rurale, il comparto delle macchine movimento terra ha tratto poco giovamento dal decreto incentivi, assicurandosi un modesto 7% del totale dei fondi assegnati alla meccanizzazione. “Al di là di questo aspetto - commenta il Presidente di Unacoma/Comamoter Massimo Goldoni - il comparto del movimento terra risente del cattivo andamento delle attività edilizie e delle grandi opere, e ha bisogno non solo di incentivi ma di una strategia di sostegno ampia e articolata”.


MERCATO

Macchine e attrezzature

MERCATO ITALIANO MACCHINE (unità fisiche) DETTAGLIO PER LINEA DI PRODOTTO dall'1/1/2011 al 31/3/2011 D ozer Escavatori Cingolati Escavatori Gommati Motor Grader Pale Cingolate Pale Gommate Totale MOVIMENTO TERRA TRADIZIONALE Terne AWS Terne Articolate Terne Rigide Totale TERNE Miniascavatori 1318 Skid Loaders Track Loaders Totale MINI Rulli Monotamburo Rulli Tandem

I Trimestre 2010 I Trimestre 2011 15 11 403 327 35 32 10 2 * * 162 185 625 557 19 10 6 0 31 26 56 36 1091 -17,22 281 219 126 116 1725 1426 21 18 45 24

Vibrofinitrici Totale VIBROFINITRICI Dumper Articolati Totale DUMPER ARTICOLATI S.Front.<=6.3 Front. 6.31-10 Front. 10.1-13 Front. oltre 13 Rot.<16 S.Rot.>16.1 35 Totale SOLL.TELESCOPICI

12 12 7 7 15 47 37 29 34 29 197

3 3 6 6 36 70 27 32 17 -17,14 211

Var. (%) -26,67 -18,86 -8,57 -80,00 * -14,20 -10,88 -47,37 * -16,13 -35,71 -22,06 -7,94 -17,33 -14,29 -46,67 -75,00 -75,00 -14,29 -14,29 140,00 S 48,94 S -27,03 S 10,34 S -50,00 7,11

“Proprio a questo scopo - aggiunge Goldoni - abbiamo istituito a metà aprile, con il Ministero dello Sviluppo Economico e con le altre sigle che rappresentano i vari comparti della cantieristica, un “tavolo di crisi” finalizzato a studiare un pacchetto d’interventi, comprendente fra l’altro un dispositivo premiante per le ditte appaltatrici che acquistano macchine nuove, misure per contrastare l’importazione di macchine sprovviste dei requisiti richiesti dalla normativa europea, e iniziative per il rilancio delle case costruttrici italiane sui mercati esteri”.

ze pubbliche e potrebbero essere varate immediatamente. Pensiamo a provvedimenti di tutela dell’ambiente che migliorino anche l’efficienza e la sicurezza nei cantieri. Ad esempio un premio in punteggio negli appalti per le imprese edili che eseguono i lavori con mezzi messi in commercio da meno di 3 anni; il divieto di utilizzo negli appalti pubblici di macchine più vecchie di 10 anni, o di 6 anni nei centri cittadini; la verifica all’atto di inizio lavori della rispondenza delle macchine con quelle dichiarate.”

SECCHE DELLA RECESSIONE

”È una situazione drammatica" conclude Amedeo Esposito, Presidente di Cantiermacchine, "che richiede provvedimenti urgenti e forti per evitare ulteriori negative ripercussioni su un settore già da tempo duramente colpito". "Porteremo questi numeri sul Tavolo di crisi del settore aperto nelle scorse settimane dal Ministero dello sviluppo economico, confidando che nella loro gravità, possano contribuire ad attivare più velocemente decisioni che contribuiscano al rilancio del settore. Saldo dei pagamenti dovuti

“Abbiamo bisogno di un segnale dal governo per uscire fuori dalle secche della recessione”, - aggiunge Franco Invernizzi (New Holland Construction - Fiat Industrial), vicepresidente di Unacea. “La convocazione presso il Ministero dello sviluppo economico del Tavolo delle macchine per costruzioni è stato un primo passo che abbiamo giudicato molto positivamente. Adesso però abbiamo bisogno di alcune misure specifiche per il comparto. Molte di queste sono a costo zero per le finan-

È UN DRAMMA

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alle imprese dalla Pubblica Amministrazione per i lavori eseguiti, Rilancio delle opere pubbliche e infrastrutture a cominciare dai lavori già finanziati e velocemente cantierabili, Semplificazione normativa e amministrativa sono le priorità, tra le proposte Ascomac Cantiermacchine, da presentare al Ministero". CSC


FOCUS MACCHINA

ESCAVATORE JCB JS 235 HD

Potenza, stabilità, velocità di ciclo: sono queste le carte vincenti dell’escavatore cingolato JCB JS 235 HD. Grande solidità costruttiva ed equilibrio complessivo, per una macchina che merita a pieno titolo la definizione “Heavy Duty”.

Forza ed equilibrio

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di Stefano Togni


FOCUS MACCHINA

ESCAVATORE JCB JS 235 HD

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li escavatori cingolati della serie JS rappresentano uno dei pezzi forti della gamma JCB. E con il modello JS 235 HD il costruttore britannico conferma questa vocazione grazie a una macchina che, rispetto alla serie precedente, si caratterizza per una serie di interventi che hanno coinvolto sia l’ingegnerizzazione dei componenti sia, su un piano più complessivo, l’impostazione generale, di chiara vocazione “Heavy Duty ”. Un sottocarro maggiorato in acciaio ad alta resistenza con componentistica rinforzata, un cinematismo braccio - benna riveduto nella medesima ottica, miglioramenti nell’efficienza termica per limitare i consumi e contenere le emissioni inquinanti; il tutto affiancato da una cabina che riconferma gli eccellenti standard del marchio. Sulla macchina è implementato un impianto idraulico con sistema load sensing a centro aperto a portata regolabile con mandata “flowon-demand”, progettato per fornire portata e pressione più elevate, e un sistema rigenerativo, nel quale l’olio viene riciclato con conseguenti cicli più rapidi e minori consumi di carburante. La macchina offre inoltre una controllabilità e velocità di lavoro per braccio e l’avambraccio, con priorità braccio/rotazione di serie per accelerare le operazioni di caricamento, grazie a una equilibrata distribuzione. Portata e pressione dell’impianto idraulico garantiscono anche forza all’avambraccio, forza di traino e forza di scavo della benna maggiori per migliori prestazioni.

L’allestimento Con le sue 23 t di peso operativo, il JS 235 HD è un modello le cui caratteristiche si adattano in maniera particolarmente efficace, come in questo caso, a terreni rocciosi e accidentati che richiedono perciò alle macchine una concezione costruttiva in grado di sostenere impegni gravosi. L’escavatore adotta quindi un sottocarro heavy duty di dimensioni maggiorate - oltre 4 m di lunghezza per 2,5 m di larghezza - con componentistica rinforzata (rulli inferiori e superiori, guidacingoli, ruota folle) e una catenaria di altezza maggiore rispetto alla versione standard. Tali soluzioni, unitamente all’impiego di acciaio ad alto spessore, conferiscono al sottocarro un peso complessivo superiore di 1,8 t rispetto a una versione standard di categoria equivalente, con importanti benefici sulla stabilità della macchina e le sue prestazioni di solleva-

mento. Alla robustezza e affidabilità complessiva contribuiscono anche una serie di ulteriori dettagli, come: l’impiego di pattini di spessore e larghezza maggiorati, l’adozione di un pannello di protezione imbullonato alla parte inferiore della macchina che protegge gli organi meccanici e idraulici della macchina, e di piastre di protezione nella zona terminale del braccio e del cinematismo benna per preservarle dagli urti.

Mission target Abbiamo provato il JS 235 HD in due diverse configurazioni, con martello demolitore idraulico e benna da roccia, e in due differenti situazioni di lavoro, l’allentamento di terreno roccioso e la riduzione dei massi a pezzature più agevolmente trasportabili. Il test si è in particolare concentrato, da un lato, sul rendimento idraulico della macchina in combinazione con un attachment che richiede portate e pressioni particolarmente elevate, dall’altro sull’equilibrio complessivo e la velocità di ciclo del JS 235 HD utilizzato su terreni accidentati e in spazi di manovra ristretti.

Sul campo L’esemplare da noi provato, di proprietà della Avanzini Costruzioni di Bienno (Bs), è soggetto a condizioni di lavoro particolarmente impegnative, in quanto utilizzato soprattutto per scavi e movimentazione di materiali su terreni rocciosi, spesso in condizioni di forte pendenza, dove potenza, stabilità e affidabilità rappresentano requisiti indispensabili. In particolare, la macchina viene impiegata con una certa frequenza anche in accoppiata con un martello demolitore sfruttando il circuito ausiliario del JS 235 HD, pilotato da un selettore a pedale che imposta automaticamente i parametri di portata dell’impianto idraulico in funzione di tale impiego.

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FOCUS MACCHINA

Con martello idraulico Abbiamo innanzitutto testato il JS 235 HD nell’utilizzo con un martello idraulico, montato direttamente sulla piastra di attacco escavatore; si è infatti deciso di evitare l’impiego di un sistema di aggancio rapido per non influire sulla stabilità della macchina e le geometrie del braccio. Questa scelta, unitamente al buon bilanciamento complessivo, influisce positivamente sul comportamento dell’escavatore in questo assetto di lavoro, che risulta equilibrato e facilmente gestibile in ogni situazione senza evidenziare fenomeni di beccheggio. Abbiamo apprezzato la presenza di un comando a pedale che consente di selezionare in maniera totalmente automatica la modalità di lavoro con martello idraulico, rendendo questa operazione estremamente rapida. Il selettore imposta infatti regime motore e portata idraulica dell’escavatore su valori preselezionati, ottimizzati in funzione delle richieste dell’attrezzatura, senza necessità di regolazioni da parte dell’operatore che può quindi concentrarsi esclusivamente sulla lavorazione. I livelli di vibrazioni trasmessi alla macchina durante l’impiego del martello sono risultati molto contenuti grazie, da un lato, al generoso dimensionamento del braccio e alla sua buona rigidità complessiva, dall’altro alla presenza dei supporti viscoelastici su cui è montata la cabina, che viene in questo modo efficacemente isolata. Particolarmente apprezzabile alla luce delle particolari condizioni di

ESCAVATORE JCB JS 235 HD

Il parere dell’impresa Abbiamo visto all’opera il JS 235 HD nel corso di una tipica giornata di lavoro della Avanzini Costruzioni, in particolare nell’esecuzione di una serie di opere di scavo necessarie alla risistemazione di un tracciato stradale. Come racconta il titolare dell’impresa, Alberto Avanzini, “già da diverso tempo utilizziamo macchine JCB nel quadro delle nostre attività. Abbiamo iniziato in particolare con un JS 200, che abbiamo sottoposto a un utilizzo intensivo per quasi 18 mila ore, di cui quasi la metà con pinza e martello, ottenendo risultati davvero notevoli in termini di produttività e affidabilità. Dopo questa prima esperienza abbiamo inserito nel parco macchine altri modelli, fra cui un nuovo JS 220, questo JS 235 HD, una pala gommata 426 HT e una 456 ZX, che utilizziamo nei nostri cantieri per la movimentazione dei materiali, e un rullo Vibromax VM 115 che utilizziamo per la realizzazione di terre armate, ambito nel quale siamo particolarmente specializzati. Il primo contatto con il JS235 HD ha confermato i positivi giudizi maturati in tanti anni di impiego delle macchine JCB; abbiamo da subito messo alla prova la macchina in situazioni di lavoro molto gravose, su terreni rocciosi in forte pendenza, e prestazioni e consumi sono risultati entrambi di prim’ordine. I nostri operatori hanno apprezzato particolarmente la precisione e progressività dei comandi, che insieme alla potenza della macchina e alle sue prestazioni di scavo ci consente di ottenere una produttività davvero elevata. In più possiamo contare sulla puntuale assistenza di una concessionaria come Paccani Macchine, con cui lavoriamo ormai da diversi anni, che ci garantisce interventi rapidi e tempestivi anche quando, come spesso ci accade, lavoriamo in zone disagevoli”.

lavoro in cui abbiamo testato l’escavatore - spazi di manovra limitati e presenza di forti irregolarità del terreno è risultata anche la visibilità garantita dalla macchina che, grazie alla cabina interamente vetrata e all’assenza di elementi strutturali interferenti, offre all’operatore un perfetto controllo di tutta l’area di lavoro, anche in prossimità dei cingoli.

Scavo e movimentazione La costruzione heavy duty del JS 235 HD, con un sottocarro particolarmen-

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te robusto e ad alta rigidità, si è fatta apprezzare anche nell’utilizzo per le normali operazioni di scavo e movimentazione su terreni compatti e di consistenza rocciosa come quelli affrontati nella prova. Già a un primo approccio è facilmente percepibile la notevole forza di strappo della macchina, frutto della geometria del cinematismo benna e della elevata rigidezza del braccio, che non trasmette esitazioni all’operatore anche in condizioni fortemente impegnative. Il buon bilanciamento della macchina già rilevato nell’impiego con martello idraulico

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ESCAVATORE JCB JS 235 HD

Up • La costruzione heavy duty, che consente l’utilizzo della macchina anche nelle condizioni di lavoro più impegnative • Il bilanciamento complessivo della macchina, che risulta facilmente gestibile su ogni terreno • La gestione dell’idraulica, che garantisce più movimenti simultanei senza perdite di carico

Down • La velocità di discesa del braccio migliorabile DIMENSIONI Lunghezza di appoggio del cingolo Lunghezza totale del carro Carreggiata Larghezza total del carro (pattini da 550 mm) Altezza da terra della piattaforma Raggio di rotazione posteriore Larghezza totale della piattaforma Altezza filo cabina Altezza del corrimano Altezza minima da terra Altezza della cingolatura Lung. avambraccio Lunghezza di trasporto (Tab) Lunghezza di trasporto (Mono) Altezza di trasporto (Tab) Altezza di trasporto (Mono)

3.430 mm 4.260 mm 1.990 mm 2.540 mm 1.170 mm 2.825 mm 2.550 mm 3.050 mm 3.129 mm 565 mm 995 mm 1,91 m 9.583 mm 9.570 mm 3.154 mm 3.154 mm

Con Powerboost Rotazione Traslazione Servocomandi Sistema di filtraggio Filtro interno serbatoio Linea di ritorno principale Linea by-pass Plexus Linea dei servocomandi Linea di ritorno impianto martello Intervallo sostituzione olio 2,40 m 9.576 mm 9.560 mm 3.162 mm 3.162 mm

3,0 m 9.467 mm 9.440 mm 2.290 mm 2.290 mm

MOTORE Modello Potenza netta Cilindrata Iniezione Filtro dell’aria

ISUZU 4HK1X (SAE J1349 e 80/1269/EEC) 128 kW (174 CV) a 2000 giri/min 5.200 cc Common Rail, elettronica con regolazione isocrona Doppio elemento a secco con spia di intasamento in cabina A liquido con radiatore di grandi dimensioni Raffreddamento con griglia anti-intasamento ROTAZIONE Motore di rotazione Freno di servizio Freno di stazionamento Velocità di rotazione Ralla Blocco di rotazione

Motore a pistoni assiali Idraulico con valvole cross-over per un funzionamento privo di contraccolpi A molle con sblocco idraulico agente su elementi a dischi multipli 12,9 giri/min Di grande diametro, dentatura interna, lubrificazione a grasso in camera stagna Multiposizione a comando elettrico

IMPIANTO IDRAULICO Pompe idrauliche principali Portata massima Pompa idraulica dei servocomandi Portata massima Pressioni max di funzionamento Braccio/avambraccio/benna

si riconferma anche nelle operazioni di movimentazione con benna a pieno carico di materiale roccioso: il JS 235 HD trasmette una sensazione di stabilità ottimale, anche affrontando irregolarità del terreno e pendii, con fenomeni di beccheggi praticamente assenti. Ciò anche grazie a doti di tradizione davvero apprezzabili, e a una gestione della traslazione facile e intuitiva. Il cambio di marcia avviene tramite la semplice pressione di un pulsante sul joystick, senza bisogno di abbandonare i comandi; in caso di pendenze, inoltre, la macchina provvede automaticamente a

2 pompe a pistoni assiali a cilindrata variabile 2 x 214 litri/min. Singola ad ingranaggi. 20 litri/min. 343 bar

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selezionare il rapporto di trasmissione più adatto facilitando al massimo la guida anche su terreni accidentati. Ottime anche le impressioni per quanto riguarda la fluidità di tutti i movimenti, anche in caso di più azionamenti contemporanei come tipicamente avviene nelle operazioni di scavo e carico; il buon bilanciamento delle portate idrauliche destinate ai vari utilizzi garantisce movimenti di traslazione, rotazione della torretta e sollevamento del braccio contemporanei senza esitazioni e perdite di carico, a tutto vantaggio della velocità di ciclo. 

373 bar 289 bar 343 bar 40 bar 150 micron 10 micron 1,5 micron 10 micron 10 micron 5000 ore

PRESTAZIONI DI SCAVO JS 235HD Mono Lunghezza avambraccio Distanza massima di scavo Distanza max di scavo sul piano terra Profondità massima di scavo Altezza massima di scavo Altezza massima di carico Profondità max di scavo verticale Ingombro minimo del braccio in rotazione Angolo di azionamento della benna Forza di penetrazione all’avambraccio Forza di penetrazione all’avambraccio (con powerboost) Forza di strappo alla benna Forza di strappo alla benna (con powerboost) JS 235 HD Tab Lunghezza avambraccio A Distanza massima di scavo B Distanza max di scavo sul piano terra C Profondità massima di scavo D Altezza massima di scavo E Altezza massima di carico F Profondità max di scavo verticale G Ingombro minimo del braccio in rotazione Angolo di azionamento della benna Forza di penetrazione all’avambraccio Forza di penetrazione all’avambraccio (con powerboost) Forza di strappo alla benna Forza di strappo alla benna (con powerboost)

CSC giugno 2011

1,91 m 8,89 m 8,70 m 5,43 m 9,05 m 6,41 m 4,80 m 3,76 m 183° 13450 kgf

2,40 m 9,34 m 9,16 m 5,92 m 9,30 m 6,63 m 5,37 m 3,71 m 183° 11560 kgf

3,00 m 9,87 m 9,70 m 6,50 m 9,50 m 6,85 m 5,97 m 3,60 m 183° 9590 kgf

14610 kgf

12550 kgf 10410 kgf

14550 kgf 14550 kgf 14550 kgf 15800 kgf 15800 kgf 15800 kgf 1,91 m 9,00 m 8,81 m 5,19 m 10,30 m 7,41 m 3,94 m 2,50 m 183° 13450 kgf

2,40 m 9,44 m 9,26 m 5,67 m 10,64 m 7,75 m 4,44 m 2,55 m 183° 11560 kgf

3,00 m 9,98 m 9,81 m 6,25 m 11,01 m 8,11 m 5,02 m 2,29 m 183° 9590 kgf

14610 kgf

12550 kgf 10410 kgf

14550 kgf 14550 kgf 14550 kgf 15800 kgf 15800 kgf 15800 kgf


CANTIERI

La fabbrica delle culture

Un progetto ambizioso… E soprattutto unico in tutta Italia: una vera e propria “Città delle Culture” dove far confluire espressioni di tutto il mondo. Niederstätter, azienda altoatesina attiva sin dal 1974 nel settore delle forniture a servizio dell’edilizia, ha fornito una gru Liebherr 200EC-HM 10FR per la realizzazione del nuovo centro culturale.

L

a riqualificazione dell'ex area industriale Ansaldo di Milano, prevede la creazione della cosiddetta "Città delle Culture", un grande polo museale comprendente il Nuovo Museo Archeologico, il Centro delle Culture Extraeuropee, il CASVA (Centro di Studi sulle Arti Visive), il Laboratorio di marionette tradizionali dei F.lli Colla. Per la realizzazione del nuovo centro, Niederstätter è al fianco di un architetto di portata mondiale come il londinese David Chipperfield. “Per noi è un onore essere presenti a Milano – dice il presidente altoatesino Maria Niederstätter - e partecipare al progetto dell’architetto Chipperfiled. Stiamo parlando di un nome importante a livello internazionale: un professionista di questo calibro cerca sempre la qualità per i propri cantieri e sapere di essere stati scelti è motivo di orgoglio per la nostra azienda, che fornisce gru ed assistenza”. Il progetto di Chipperfield, vincitore del concorso internazionale per il recupero dell'area, prevede la ristrutturazione di alcuni edifici esistenti e la costruzione di un nuovo edificio che ospiterà il Centro delle Culture Extraeuropee. Un edificio che è capace di creare una facciata interna su di una hall centrale che accoglie e indirizza il pubblico, come una piazza urbana coperta. Nella doppia facciata in vetro traslucido della hall è contenuto un sistema di camminamenti che portano agli spazi espositivi. Il nuovo centro culturale sarà caratterizzato da corpi dalle forme squadrate rivestite in zinco e da una struttura centrale in cristallo illuminata

24 ore su 24, la cui geometria si presenta evidentemente diversa da quella degli altri volumi. Una costruzione molto particolare, totalmente in vetro, che ha avuto bisogno di un macchinario sofisticato e perfetto negli spostamenti delle lastre: come il Liebherr 200EC-HM10FR noleggiato direttamente dall’azienda altoatesina Niederstätter Spa, che ha fornito anche una Liebherr 90Ld. Si tratta di un macchinario con radiocomando e sbraccio di 60 metri, capace di offrire il massimo di precisione negli spostamenti con microvelocità controllata. La gru è stata posizionata in questo nuovo palazzo. Montaggio e smontaggio sono stati effettuati dai tecnici specializzati Niederstätter dopo un attento sopralluogo sul cantiere. “La nostra azienda – dice Maria Niederstätter, presidente dell’omonima casa – si caratterizza proprio per l’offerta di assistenza a 360 gradi e del tutto incluso. I nostri tecnici, formati direttamente in Germania nella sede della Liebherr, garantiscono montaggio/smontaggio e assistenza 24 ore su 24 del mezzo”. Il posto in cui sorge l'intero complesso non è altro che un agglomerato di modesti edifici che s'integrano con armonia nel contesto circostante, dando vita ad una disposizione spaziale davvero singolare, capace di dare all'area Ansaldo un volto nuovo. Chipperfield sostiene che una struttura espositiva non deve solamente perseguire finalità didattiche, ma deve anche costituire una risorsa per i cittadini, un punto di riferimento e di

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CSC giugno 2011

In alto, la gru Liebherr 200EC-HM 10FR al lavoro nel cantiere del nuovo centro culturale. Sopra, Maria Niederstätter, presidente dell’omonima casa altoatesina.

scambio: è proprio seguendo quest'impronta che l'architetto inglese ha ideato il polo museale. “Ammiro particolarmente la capacità – prosegue Maria Niederstätter – dell’architetto londinese di unire con grande sapienza tecnica e cultura, bellezza e precisione”. L.T.


SOLLEVAMENTO

Elevatori telescopici

La Sicurezza…

Dieci in sicurezza E anche in comfort, perché operare per lunghe ore in contesti rumorosi e stressanti implica una certa attenzione nei confronti dell’operatore: in sostanza, una cabina confortevole e ergonomica e un mezzo campione in stabilità.

A

ttiva sin dal 1982, Dieci progetta e costruisce elevatori telescopici, a braccio fisso e rotanti, autobetoniere, dumper e macchine speciali. Attualmente però la produzione si è orientata verso il telescopico: l’azienda, infatti, produce oltre 110 modelli, abbinati a 30 telai, proponendo continuamente sul mercato nuove idee e soluzioni per edilizia e agricoltura. Versatilità e flessibilità operativa sono le caratteristiche primarie delle macchine Dieci: potenza, dimensioni compatte, fluidità di movimento, semplicità di utilizzo e accorgimenti tecnici ad hoc, rappresentano la garanzia per eseguire un gran numero di lavori. Longevità e robustezza poi rendono questi prodotti perfetti per garantire buone performance. Questi mezzi, inoltre, sono stati progettati per vivere a lungo grazie all’adozione di particolari accorgimenti tecnologici, alla componentistica di qualità (le macchine montano solo componenti originali delle migliori marche), oltre all’esperienza pluriennale dell’azienda. Oltre a migliorare le caratteristiche tecniche dei propri mezzi, Dieci ha sempre messo in primo piano la sicurezza nella progettazione e realizzazione delle proprie mac-

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CSC giugno 2011

La normativa europea stabilisce precisi parametri di sicurezza per gli operatori di macchine da cantiere e per agricoltura: la cabina di queste macchine rappresenta un guscio di protezione che deve tassativamente rispondere in modo particolare a due precise norme: la normativa Uni En Iso 12117-2:2008 (ROPS, Roll Over Protective Structures), che definisce la resistenza delle strutture delle cabine, garantendo il volume vitale per l’operatore. La normativa UNI EN ISO 3449:2009 (FOPS, Falling Object Protective Structures), che definisce il grado di resistenza della cabina in caso di caduta di oggetti dall’alto, garantendo il volume vitale per l’operatore.

chine. Come? Semplice,facendo proprie le normative in questione (vedi box) e installando sui propri telescopici i dispositivi di antiribaltamento e i limitatori di carico, nonché una strumentazione all’avanguardia per il completo controllo della macchina in qualsiasi condizione di sforzo, carico, terreno e velocità. Ma non è tutto. Infatti, anche il particolare design della cabina, oltre a garantire una visibilità a 360°, offre un grande comfort all’operatore. Altra caratteristica fondamentale per chi è costretto a passare numerose ore in ambienti rumorosi, difficili e rischiosi. Per questo motivo, la cabina del mezzo deve assicurare un ambiente di lavoro sicuro, comodo e tutti i comandi devono rispondere a precisi parametri di ergonomicità. Dieci, quindi, ha progettato le cabine per facilitare lunghe permanenze a bordo: joystick integrati nel bracciolo, insonorizzazione acustica, volante regolabile in altezza e inclinazione, alzacristalli elettrici, vani portaoggetti, climatizzazione, impianto stereo, tende parasole, sedili ergonomici, tettucci apribili, posto guida rialzato ad alta visibilità, tergicristalli ad alta efficienza e due retrovisori indipendenti. CSC


FT XF105 SSC Exclusive

A Misano

Come ogni anno la Daf presenta a Misano la sua Special Edition. Il camion strenna per l‘estate, e non solo. Destinato al padroncino ‘viziato’ dalle serie limitate ricche di optional e pellami pregiati. L’anno per la Casa dal cuore Usa è partito bene ed è una occasione in più per festeggiare

Il camion dei sogni D

opo il Number 1 del 2010, blu elettrico, ecco la nuova ultimissima edizione in tiratura limitata di Daf. Il top di gamma a cui si sono aggiunti il top degli accessori e della tecnologia in commercio. A Misano durante il fine settimana del camionista e durante la seconda sessione di gare per il titolo di Campione del mondo truck (piloti e costruttori) la Casa olandese, dal cuore americano, ha presentato l’ultima creatura. L’FT XF105 SSC Exclusive Limited Edition. Frutto appositamente uscito dal Design Center di Daf Trucks. La Casa vuole anche consolidare la propria posizione di leader nel segmento trattori; e come ogni anno, ormai quasi una tradizione, presenta in anteprima ed espone nel proprio centrale stand sul circuito di Santamonica la sua nuova “Limited Edition” chiamata “Exclusive”. «E

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CSC giugno 2011


FT XF105 SSC Exclusive

A Misano

Immatricolazioni Europa a marzo

2011

2010

Mercato

13.503

10.782

Daf

1.004

1.031

7,4

9,6

Mercatow

59.745

37.414

Daf

9.397

6.339

Percentuale

15,47

16,9

Mercato

73.248

48.195

Daf

10.400

7.370

14,2

15,3

2011

2010

1.361

1.102

Daf

34

33

Percentuale

2,5

3,0

5.379

3.415

6/14,99 ton

Percentuale Oltre15 ton

Oltre 6 ton

Percentuale quindi», spiega Mauro Monfredini, «anche quest’anno non siamo stati da meno. E oltre ad aver promosso il progetto Vocational che fa parte del concetto: Daf, un mondo di applicazioni abbiamo pensato anche al lato ‘ludico’ del lavoro».

Immatricolazioni Italia ad aprile 6/14,99 ton Mercato

Oltre15 ton Mercato Daf

325

401

15,47

16,9

6.740

4.516

Daf

659

434

Percentuale

9,8

9,6

Percentuale Oltre 6 ton Mercato

Risultati Paccar primo quadrimestre (in dollari) 2011

2010

Fatturato

3.280

2.230

Profitti

193,3

68,3

Paccar 510 Cv L’XF 105 “Exclusive” possiede una dotazione molto ricca. È dotato del motore Paccar da 510 CV Euro 5, con sistema frenante integrata dal ZF Intarder e cambio manuale a 16 marce o As Tronic a 12, espri-

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me potenza e comfort. Questi veicoli vengono proposti con cabina Super Space a sospensione pneumatica nel raffinato ed elegante colore “Bronze metal”, skylight e fari combinati nei paraurti, cerchi in alluminio, spoiler, fender e mini-

CSC giugno 2011

gonne, protezione specchi cromati, preparazione per Maut, chiusura centralizzata con telecomando. I veicoli appartenenti a questa serie limitata (50 esemplari), pensata e realizzata in esclusiva per il mercato italiano, verranno personalizzati con una livrea della cabina. La livrea, che riprende i colori argento e grigio utilizzati per le finiture del veicolo, coniugano l’eleganza delle linee ad un’impronta “Higt Tech”. A bordo, finitura e allestimento a cinque stelle per un abitacolo che non ha nulla da invidiare ad una vettura di alta gamma: volante in pelle e plancia con effetto alluminio, sedile del conducente super air, lettino inferiore con cassetto, frigorifero, controllo automatico della temperatura. Completano la dotazione anche una serie di dispositivi per i patiti della musica come l’impianto hi-fi con radio lettore CD luxury VDO con 6 altoparlanti. A lato della presentazione si sono dati i risultati dei primi mesi dell’anno (vedi box) delle immatricolazioni dei pesanti. Che per Daf sono un buon viatico per pensare a un 2011 ancora più in crescita dell’anno passato. MB


Consistently efficient tour 2011

Man

Risparmiare si può TGX EfficientLine

Soluzione tecnica adottata Ridotto assorbimento sistemi ausiliari Ridotta resistenza aerodinamica Ridotta resistenza al rotolamento Ridotta tara del trattore Totale delle misure tecniche Corso autista ProfiDrive Totale risparmio

M

Risparmio l/km -0,76 -1,34 -0,40 -0,10 -2,60 -0,40 -3,00

ano aperta, mano chiusa e mano messa in posizione orizzontale. Provate a esporre dal finestrino un braccio e a fare questo esperimento mentre si guida un camion. Sentiamo una grande differenza di attriti. Sembra filosofia spicciola, appare come discorrere degli universali aristotelici o delle monadi di Leibniz. Argomenti serissimi, ma apparentemente scontati. Sono un ragionamento che parte talmente da lontano che sarà solo fine a se stesso. Una complicazione intellettuale, un gioco sofistico che non porterà a nulla. Invece è solo buon senso unito ad altissima tecnologia. È solo, e dite poco, la perfetta unione di molteplici scienze umane, che interagendo contemporaneamente apportano un generale beneficio. Se la mano è posizionata a lama non sentiremo nessun flusso contrastante. Ebbene il frontale del camion, legato al semirimorchio

Dalla sede di Monaco è partito il programma dimostrativo delle possibilità di risparmio dei pesanti da linea Man. Un tour in 20 città per fare toccare con mano ai clienti quanto i camion del Leone facciano consumare fino a 3 litri in meno di carburante ogni 100 chilometri

che traina è la stessa cosa. Se è ‘disegnato’ in modo scorretto fa aumentare i consumi di gasolio, (sono 9 metri quadrati di superficie che si muovono verticalmente). «Basta pensare che al raddoppio della velocità», spiega l’ingegnere Andreas Grimm del gruppo di progetto dell’ EfficientLine promosso da Man, «si quadruplica la resistenza all’avanzamento». Per fare un esempio più alla nostra portata la barca, o classe velica, Star ha una superficie velica, ma sono 2 vele, di 26 metri quadrati. E partecipa alle olimpiadi solo spinta dal vento. Immaginate un camion, con barre porta luci, trombe, scarichi cromati belli alti, e con la visiera parasole per tutta la larghezza del vetro anteriore. Supera facilmente i 10 metri quadrati di superficie e oppone una resistenza che fa consumare un litro di gasolio in più ogni 100 chilometri. Non viene spinto dal vento. Anzi il contrario.

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Risparmiare è un obbligo Il tema è il risparmio: di tempo, di denaro, di elementi inquinanti. Quasi ogni Casa costruttrice di mezzi commerciali, leggeri o pesanti, ha da anni posto come obbiettivo il fa-

CSC giugno 2011

re risparmiare denaro, in tutti i modi a esso collegati, al padroncino come al gestore di grandi flotte aziendali. La Man ne ha trovato uno in cui crede particolarmente e che, mescola, appunto scienza e buon senso. Il Consistently Efficient Tour «è un


Consistently efficient tour 2011

Man

I buoni propositi, raggiunti Il programma si basa su alcuni assunti principali. Più merci per camion grazie al basso peso a vuoto del mezzo, e quindi più carico utile. Più chilometri per litro di gasolio, con tecnologie di risparmio energetico. Migliore sicurezza nel, e del, traffico attraverso l'utilizzo di sistemi elettronici di assistenza che limitano gli incidenti, e che sfruttano sistemi di informazione di ultima generazione in grado di prevenire la congestione del traffico stesso. In un prossimo futuro un più alto grado di affidabilità generale dei trasporti grazie alla perfetta interazione dei dati del carico a bordo e della destinazione da raggiungere nel migliore modo possibile. Maggior comfort della guida grazie a livelli più elevati di concentrazione e forma fisica. Miglioramento dei servizi e flessibilità grazie alla consulenza specifica settore per settore, finanziamento e noleggio, e offerte di leasing.

pacchetto di opportunità che offrono una consulenza mirata ai clienti», spiega Alessandro Smaina, responsabile marketing della Man, «e che mescolano aerodinamicità, catena cinematica, accortezza di guida, tecnologie costruttive legate ai telai (anche dei trailer) e molto altro ancora». Il tema è abbattere una percentuale fissa dei costi di gestione di un camion. Tolto lo stipendio dell’autista, il costo di un camion nuovo, quello delle gomme e dell’olio resta il pesantissimo dazio del carburante. «Che pesa più del 29 per cento», spiega l’ingegnere Grimm. «Ecco, su questo costo», prosegue Grimm, «noi di Man possiamo intervenire con efficienza e responsabilità». Tanto da abbattere, dati alla mano i consumi di ben 3 litri di gasolio ogni 100 chilometri. E sempre dati alla mano per ogni mezzo si parla,

In rete c’è il Blog A maggio due autoarticolati Man TGX EfficientLine con un mezzo di appoggio hanno iniziato un tour lungo 10 mila chilometri per l'Europa. I veicoli fanno tappa presso 20 filiali Man in dieci paesi, dove gli esperti di efficienza Man possono fornire una consulenza completa ai clienti interessati al tema del risparmio di carburante. I trailer con una livrea ben visibile circolando sulle strade trasportano i messaggi e attirano l'attenzione verso il Consistently Efficient Tour 2011. Un blog accompagna tutte le tappe del Consistently Efficient Tour. All'indirizzo www.consistently-efficient.com saranno riportati i tragitti, i profili altitudinali e i valori di consumo in modo chiaro per tutti i veicoli. Per potere determinare e registrare in modo esatto e certificato i valori di consumo, i tre veicoli hanno precedentemente percorso esattamente lo stesso tragitto a pieno carico e in condizioni assolutamente realistiche. La prova di misurazione si è svolta sotto la supervisione del Tüv Süd. Il sistema Man TeleMatics ha fornito in questo caso una panoramica trasparente dei dati dei veicoli. Il consumo di diesel è stato controllato costantemente mediante dispositivi di misurazione del consumo di carburante e verificato durante i rifornimenti.

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CSC giugno 2011

su una percorrenza di 150 mila km, di 5 mila euro all’anno risparmiati. «Senza dimenticare», continua Grimm, «il fatto che non si immettono nell’atmosfera 11 tonnellate di C02 per mezzo all’anno. In pratica abbiamo tecnologie valide per fare risparmiare veramente 3 litri ogni 100 km». «Noi», prosegue Grimm, «assicuriamo con questo tour per tutta Europa la trasparenza dei dati e una consulenza mirata ai clienti. L’obiettivo è di offrire ai clienti un pacchetto altamente efficiente di veicoli, manutenzione e servizi». L’efficienza di un veicolo industriale non è data soltanto da singoli componenti tecnici, come motori parsimoniosi e cambi automatici, ma richiede l’ottimizzazione di tutti i fattori d’influsso. L’aerodinamica del veicolo è influenzata in modo determinante dal trailer, mentre pneumatici ottimizzati riducono la resistenza al rotolamento sia del trattore che del semirimorchio. Man, allora, con il tour dà inizio a una iniziativa di informazione insieme a partner operanti nei settori carburanti e lubrificanti (Castrol), semirimorchi (Kögel), pneumatici (Michelin) e componenti di trasmissione e autotelaio (ZF). Tutti insieme i singoli fattori di un conducente ben addestrato può fornire un contributo fondamentale alla riduzione dei consumi di carburante. Per questo motivo al tour prenderanno parte gli istruttori di guida professionisti di MA ProfiDrive. MB


P R O V E

SKID LOADER BOBCAT A confronto A770 / T770

I volti della Lince

C A M P O

di Paolo Raffaelli

I

n questo test macchine abbiamo messo a confronto diretto i nuovi modelli A770 e T770, il primo su gomma e il secondo su cingolo. Sino a oggi, in generale, i Track Loader dotati di cingoli hanno dimostrato la loro superiorità operativa rispetto ai modelli con ruote, grazie alla maggior propensione ai lavori in pendenza e alla maggior trattività su tutti i terreni, ma con questa nuova A770 di Bobcat le cose forse cambieranno, proprio in virtù della nuova evoluzione ancora una volta dettata da questo brand .

Lince di gomma e Lince di ferro Sinora il mercato di queste macchine si è diviso tra i classici Skid su gomma e i più recenti Track Loader dotati di cingolatura in gomma, in grado di esprimere maggiori doti di spinta e mobilità rispetto ai modelli su ruota. In generale infatti, se da un lato lo skid gommato porta in dote ridotte dimensioni e capacità di muoversi in spazi ristretti, dall’altro evidenzia anche alcune lacune: il fatto di essere dotato di assali non sterzanti, fissi e non oscillanti e quindi costretto a ricorrere alla contro-rotazione per esegui-

re manovre, ne penalizza molto la marcia su terreni fortemente sconnessi (terreno smosso e con forti pendenze laterali) e fangosi. La ridotta luce libera (altezza tra il sottoscocca e il terreno) pone limitazioni nell’impiego su terreni a bassa portanza o cedevoli (che diventano appannaggio delle versioni cingolate concepite per questi impieghi). Ma anche nel suo impiego standard, su terreno lineare o su fondi asfaltati, vi sono alcuni aspetti da considerare: il tipico sistema sterzatura dello skid provoca una veloce usura delle gomme, con conseguente aumento dei costi operativi della macchina e inoltre, in determinate condizioni, provoca danni al fondo come nel caso di pavimentazioni di vecchi centri storici (porfido e affini) o di fondi erbosi delicati (campi o prati). Oggi il nuovo Bobcat A770 (evoluzione ed erede dell’A300 AWS) può a ragione essere definito il “punto di contatto” tra lo skid e la minipala. Dal primo eredita il telaio e la meccanica e dalla seconda la capacità di sterzare con tutte e quattro le ruote, mantenendo inalterata la mobilità in spazi ridotti. Inoltre, è in grado di funzionare sia in modalità skid, quindi con la sterzata effettuata tramite il blocco dell’asse destro/sinistro, sia come una minipala, quindi con tutte e quattro le ruote in maniera concentrica.

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CSC giugno 2011

Il modello A770


Il modello T770

Questo sistema, ideato e brevettato da Bobcat, consente alla macchina di unire i vantaggi dello skid a quelli della minipala, aumentandone notevolmente la versatilità di impiego off road per avvicinarsi tremendamente ai modelli cingolati. Dall’altro lato del ring abbiamo invece il nuovo T770, versione cingolata dotata di serie anche dell’efficacissimo Roller Suspension System in grado di rendere questa macchina veramente confortevole su ogni terreno, anche quello più sconnesso. Una macchina progettata per operare prettamente in off road e per l’impiego con accessori gravosi, come le lame dozer e i grader che richiedono una notevole spinta per operare al meglio.

On board In entrambi i modelli la cabina è stata ridisegnata e riposizionata, si trova più avanti in modo da garantire all’operatore una completa visibilità dell’area di lavoro dei bracci. I tecnici di Bobcat hanno ridisegnato il sedile e le consolle laterali che, nella versione con joystick (SJC), sono sospesi insieme al sedile seguendone i movimenti verso l’alto e verso il basso, riducendo l’affaticamento delle articolazioni anche dopo diverse ore

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CSC giugno 2011

di utilizzo su terreno accidentati. Nuova è anche la strumentazione, offerta in diverse varianti di allestimenti in base alle diverse esigenze, passando dalla classica alla più evoluta con schermi a colori che monitorizzano in tempo reale tutti i parametri della macchina. Rispetto alla versione precedente sono notevolmente aumentati il comfort e l’insonorizzazione, al fine di isolare il più possibile l’operatore dall’ambiente esterno. Il sistema di ritenzione con barra discendente risulta il più efficace, sicuro e meno eludibile da comportamenti errati di alcuni operatori (come evitare di allacciare la cintura di sicurezza) e in queste nuove cabine è stato migliorato ergonomicamente. L’accesso è stato ridisegnato in modo da favorire l’ingresso in cabina da parte di operatori corpulenti o quando si indossino pesanti indumenti invernali. Nella versione con cabina chiusa è stata creata una pressurizzazione interna del modulo che evita l’ingresso di polveri e sostanze inquinanti durante le fasi di lavoro, il che unito al potente impianto di climatizzazione rende l’abitacolo molto vivibile a prescindere dall’ambiente esterno.

C A M P O

Dalla sua nascita a oggi, lo Skid Steer Loader ha rivoluzionato il modo di lavorare nei cantieri di tutto il mondo. Ideato da Bobcat come macchina agricola per spostare le piume di tacchino, con il passare degli anni si è evoluto sino all’odierno concetto di macchina “porta-attrezzi”, in grado di svolgere i più disparati compiti all’interno di cantieri e aree industriali. È disponibile in versioni gommate e cingolate.

P R O V E

SKID LOADER BOBCAT A confronto A770 / T770


C A M P O

P R O V E

SKID LOADER BOBCAT A confronto A770 / T770

Mobilità

Le ruote dell’A770

L

a nuova A770 su gomma, in grado di usare le due modalità di sterzatura (Skid Steer o Concentrica), si muove agevolmente sia su strada che su sterrato. In modalità standard evidenzia la capacità di muoversi in spazi ristretti, ruotando su se stessa per togliersi d’impaccio anche in caso di ostacoli. Se da un lato lo skid è caratterizzato da ridotte dimensioni e capacità di operare in spazi ristretti, dall’altro evidenzia anche alcune lacune: il fatto di essere dotato di assali non sterzanti, fissi e non oscillanti e quindi costretto a ricorrere alla contro-rotazione per eseguire manovre, ne penalizza molto la marcia su terreni fortemente sconnessi (terreno smosso e con forti pendenze laterali), fangosi o che non devono essere danneggiati (prati o aree verdi). La ridotta luce libera (altezza tra il sottoscocca e il terreno) pone limitazioni nell’impiego su terreni a bassa portanza o cedevoli in quanto le ruote hanno la tendenza ad affossarsi maggiormente rispetto a un cingolo (< superficie di contatto). Ma anche nel suo impiego standard, su terreno lineare o su fondi asfaltati, vi sono alcuni aspetti da considerare: il tipico sistema sterzatura dello skid provoca una veloce usura delle gomme, con conseguente aumento dei costi operativi della macchina e, inoltre, in determinate condizioni provoca danni al fondo come nel caso di pavimentazioni di vecchi centri storici (porfido e affini) o di fondi erbosi delicati (campi o prati). Proprio questi ultimi esempi sono stati lo spunto progettuale del nuovo sistema di sterzatura, che consente al mezzo di muoversi su qualsiasi tipo di terreno senza problemi di sorta e soprattutto, come nel caso di fondi delicati, senza danneggiarli. Non a caso alcune Amministrazioni pubbliche hanno recentemente richiesto che i lavori di ripristino e manutenzione stradale vengano svolti con tipologie di macchine come le pale gommate e non gli skid steer loader. In modalità di sterzatura Skid l’A770 si muove come tutti i suoi simili, saltellando di continuo in presenza di dislivelli del terreno (stiamo operando su un fondo sterrato, oggetto di diversi interventi da parte di macchine operatrici), specialmente nelle fasi di contro-rotazione nelle quali si evidenzia il classico “beccheggio”. Alla pressione di un semplice tasto passiamo in modalità 4WS (4 ruote sterzanti) e continuiamo il test. La macchina cambia totalmente faccia, diventa molto più fluida e maneggevole e non sembra nemmeno di stare sul classico skid. I sobbalzi diventano un ricordo e, seppur con un raggio di sterzo aumentato, si mantiene un’elevata mobilità. In alcune manovre bisogna controllare bene il joystick, che risulta poco reattivo in questa modalità (si tratta probabilmente di un problema di taratura del comando). L’A770 diventa non solo molto più stabile e maneggevole ma anche meno invasivo sul campo, acquistando sempre più leggerezza a ogni passaggio: le tracce lasciate dai pneumatici diventano meno evidenti.

The winner 38

CSC giugno 2011


I cingoli del T770

L

a versione cingolata T770 del test monta il sistema Roller Suspension System, in pratica una sospensione dei rulli inferiori che permette sempre la massima adesione del cingolo alla superficie, adattandosi anche ai dislivelli così da garantire un’aderenza eccezionale e lo sfruttamento di tutta la potenza. Sul fondo lineare la macchina si muove molto bene, evidenziando solo alcuni “saltellamenti” indesiderati in retromarcia. La versione cingolata si muove agevolmente sia su strada che su sterrato (ovviamente prediligendo quest’ultima) e risulta molto controllabile. La maggiore superficie a contatto con il terreno (maggiore rispetto alla ruota, ndr) consente al T770 di mantenersi letteralmente inchiodato al terreno e di vantare maggiori doti in fase di spinta. Come detto in precedenza per il modello gommato A770, il sistema di sterzatura della versione T prevede in questo caso il blocco di un cingolo per eseguire la sterzatura (o controrotazione) con l’insorgenza di un’usura dei cingoli su asfalto (che è di tipo drenante praticamente ovunque, quindi con un alto valore di grippaggio sulla gomma) e il rischio di danneggiamento di fondi come il pavè (con cubetti di porfido, divenuti oramai molto usurati dal tempo, dei vecchi centri storici) e di fondi erbosi che non devono essere danneggiati (immaginiamo un prato o un campo da golf) dalla contro-rotazione del cingolo. La macchina risulta molto veloce (a volte fin troppo) e stabile grazie alla maggior superficie d’appoggio offerta dai cingoli, sviluppa inoltre elevati valori di spinta: i cingoli difficilmente girano a vuoto grazie al Roller Suspension System che mantiene sempre l’adesione ottimale al terreno, piano o sconnesso che sia. Con questa versione cingolata è davvero un piacere montare accessori come la lama dozer, trasformandola in un super mini-dozer, o il nuovo grader dotato di lama a 6 vie ed equipaggiabile anche con guida laser che lo trasforma di fatto in una livellatrice a tutti gli effetti, specialmente in tutti quei lavori di piccola/media entità in cui l’investimento per un grader diventa troppo oneroso. Nonostante le prestazioni maggiori rispetto all’A770 in fase di sollevamento e spinta, risulta però meno polivalente su strada e meno preciso rispetto al modello con le 4 ruote sterzanti. È anche più invasivo su determinati tipi di terreno rispetto al fratello gommato a causa del sistema di sterzatura dei cingoli che perde contro la rotazione della ruota, la quale rotolando crea meno attriti sulla superficie d’appoggio del fondo evitando eventuali danneggiamenti.

is A770 ! 39

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C A M P O

in piano

P R O V E

SKID LOADER BOBCAT A confronto A770 / T770


C A M P O

P R O V E

SKID LOADER BOBCAT A confronto A770 / T770

Mobilità

4WS la sorpresa della lince

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opo aver provato l’A770 su terreno pianeggiante e su asfalto con ottimi risultati, iniziamo a lavorare con la benna all’interno del campo prove, dove troviamo pendenze e terreno al limite dell’impiego per uno Skid Steer Loader grazie a dislivelli e collinette su cui operare. Iniziamo alla base di una montagnetta di terra compatta all’interno del campo prove, con la modalità classica dello skid (modalità di sterzatura a strisciamento): per evitare l’insorgenza dei classici problemi delle macchine su gomma, iniziamo a preparare con la benna un piano su cui muoverci tranquillamente senza troppi scossoni. L’A770 si fa apprezzare per la prontezza del motore e la reattività dei comandi, dimostrandosi un mezzo in grado di svolgere lavori destinati di solito a macchine di taglia maggiore. In fase di spinta la macchina si dimostra molto controllabile e lavorando sia con la trazione che con la benna, aggredisce il terreno senza tentennamenti andando a riempire la benna al colmo. In fase di uscita, ovvero in retromarcia, si evidenzia il classico saltellare del mezzo che può divenire fonte di fastidio dopo ore di lavoro sullo sconnesso. Salendo sopra il cumulo di terra, iniziando quindi a provare la macchina in pendenza, ci accorgiamo dell’attenzione che dobbiamo prestare a ogni movimento per evitare conseguenze indesiderate: l’appoggio delle ruote sul fondo è minimo e averle fisse non ci aiuta un granché in caso di sterzatura, inoltre spesso si avverte la perdita di contatto con il fondo. In questa modalità operativa la macchina è molto reattiva e ogni movimento di traslazione trasmette una sollecitazione al conducente nonostante il sedile ammortizzato. Analizzando questo aspetto sotto il profilo dell’ergonomia e dell’affaticamento potremmo quindi trarre conclusioni negative nell’uso di questa tipologia di macchine in terreni accidentati a causa dell’affaticamento e dello stress indotto all’operatore dopo ore di utilizzo. Ci troviamo ancora sulle pendenze quando modifichiamo la modalità di sterzo e passiamo in 4WS, scoprendo con grande sorpresa come cambi la musica: le 4 ruote diventano sterzanti e ogni movimento diventa più dolce e lineare con il terreno sottostante trasformando notevolmente il comportamento del mezzo. Proviamo quindi a scavare e movimentare il terreno in pendenza, scoprendo che l’A770 è molto più stabile e scalatore rispetto a un modello classico, e iniziamo a spostare grossi cumuli di materiale sia con la macchina in salita che in discesa senza accusare troppo la presenza delle ruote al posto dei cingoli. In fase di salita e discesa, il fatto di poter sterzare le ruote ci consente di rimanere molto più attaccati al suolo rispetto a un modello con ruote fisse aiutandoci inoltre ad avere traiettorie più ampie e regolari nei cambi di direzione, sia in marcia avanti che in retromarcia. Con la benna movimentiamo il terreno dalla base del cumulo sino a sopra e viceversa dimostrando una notevole versatilità di questo modello a 4 ruote sterzanti che si rende ideale a lavorare sullo sconnesso avvicinandosi pericolosamente ai modelli cingolati. Notevole quindi la versatilità di impiego di questo Bobcat A770 in grado di svolgere davvero tanti compiti nei più disparati scenari operativi.

The winner 40

CSC giugno 2011


T770 con Roller Suspension System il non plus ultra

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ue elementi comportamentali – fra tutti quelli che caratterizzano un track-loader – sono fondamentali per una valutazione operativa: forza di trazione e di scavo. Non sono i soli ma sono sicuramente quelli che denotano una macchina di questo tipo anche in lavori che con il movimento terra poco hanno a che fare, come nel caso di alcuni particolari accessori. La versione cingolata T770 si trova a proprio agio nell’Off Road e dimostra subito la sua propensione ai fondi accidentati e alle pendenze (vedi foto). La potente motorizzazione al pari dell’idraulica ci consente di scaricare a terra un’eccellente forza di trazione permettendoci di lavorare in spinta, in salita e in pendenza senza nessun tipo di problema. La cingolatura in gomma ci offre in questo caso una maggiore superficie di contatto con il terreno e una migliore distribuzione del peso, autorizzandoci ad osare qualche lavoretto in extra pendenza. La trazione, coadiuvata dall’ottimo sistema di ammortizzazione, non ha mai dato segni di cedimento nemmeno quando ci siamo arrampicati sul fronte di scavo. Il peso elevato, insieme a una stabilità eccellente, hanno consentito alla macchina di essere poco soggetta ai sobbalzi e agli scossoni. Tutto questo ha contribuito anche ad aumentare il comfort di guida dando l’impressione di essere alla guida di una pala cingolata anziché di una macchina classe skid. L’idraulica dell’attrezzo si è rivelata all’altezza della trazione permettendo lo scavo sul fronte e la movimentazione del terreno con grande facilità. Risulta quindi molto divertente e intuitivo il dosaggio dei mo-

is T770 ! 41

CSC giugno 2011

vimenti fra la traslazione il braccio e la benna, permettendo così di compiere tutti i movimenti in simultanea e velocizzando il lavoro in ogni fase senza peraltro rinunciare alla forza di scavo che la macchina è in grado di offrire (+1.502 Kg di carico di ribaltamento rispetto all’A770). Provando a mettere in difficoltà gli organi meccanici, impiegando al massimo sia la traslazione che l’attrezzatura, il sistema antistallo si è comportato benissimo. Anche in queste situazioni, il Bobcat T770 ha dimostrato di non perdersi mai d’animo e di trarsi d’impaccio dallo stallo senza arretrare dalla posizione. Non è mai stato necessario arretrare dal fronte di scavo anche quando la benna era completamente piena e il cumulo di materiale non consentiva di avanzare ulteriormente: bastava semplicemente impiegare un solo movimento dell’attrezzo, benna o braccio e il T770 si disimpegnava superando l’ostacolo. Abbiamo voluto provare anche la tenuta in laterale di questa versione, andando a lavorare direttamente sulla parete della collinetta di materiale, simulando l’apertura di una pista. La macchina sembrava letteralmente incollata al terreno senza che vi fossero problemi di sorta o pericolosi scossoni indesiderati. Gli unici appunti che si potrebbero muovere riguardano alcuni sussulti in retromarcia, fase in cui la macchina dondola un po’ troppo e che dovrebbe essere oggetto di migliorie, e la velocità. Un test che è mancato ma che sarebbe sicuramente interessante da seguire in qualche applicazione è quello con una versione equipaggiata con cingoli in ferro, in vero e puro fuoristrada sia come dozer che come pala caricatrice cingolata. Personalmente preferirei una macchina leggermente più lenta, magari con una I° gamma a 9 km/h e una II° gamma a 15 km/h, e sfrutterei questa diminuzione per una maggior controllabilità del mezzo.

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OFF ROAD

P R O V E

SKID LOADER BOBCAT A confronto A770 / T770


SKID LOADER BOBCAT A confronto A770 / T770

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P R O V E

Alla resa

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ono entrambe delle ottime macchine, buona qualità costruttiva e performances al top di gamma. L’A770 rappresenta di fatto l’evoluzione dello Skid Steer Loader e si è rivelata una macchina davvero versatile, in grado di operare anche su pendenze e terreni sconnessi an-

dando a disturbare i modelli cingolati. Sino a oggi non è stata forse capita perché poco spinta commercialmente, ma una volta provata non la si cambia di sicuro. Per i lavori su strada, sterrati e fondi delicati l’A770 rappresenta il must per questa categoria di mezzi, con un sofisticato sistema di sterzo

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che nessun altro produttore è in grado di offrire. In questi contesti operativi il Bobcat A770 è sicuramente la scelta ottimale, essendo una macchina veramente polivalente e performante con un carico di ribaltamento di 3.100 Kg e una portata di 1.550 Kg. È inoltre in grado di movimentare pallets e altri oggetti pesanti su autocarri e nei


SKID LOADER BOBCAT A confronto A770 / T770

dove la trattività del mezzo diviene il requisito primario. Praticamente imbattibile in pendenza e negli sterrati come nell’uso di accessori come la lama dozer ed il grader che necessitano di quanta più forza di spinta possibile per operare la meglio. Il T770 può vantare un carico di ribaltamento

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di ben 4.602 Kg e una portata di 1.611 kg, valori che dimostrano da soli le capacità di questo truck loader. Risulta essere quindi la lince vincente per i compiti più gravosi, per l’uso di dozer blade e per l’off road impegnativo dove i modelli gommati si devono arrendere.

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piazzali. Pertanto è la lince vincente nei compiti stradali, manutentivi, per operare su fondi delicati e per il piccolo off road. La versione cingolata T770 rappresenta invece la versione ideale ovunque siano richieste doti di spinta e trazione superiori, per impieghi gravosi in off road e in presenza di forti pendenze,

P R O V E

dei conti


C A M P O

P R O V E

SKID LOADER BOBCAT A confronto A770 / T770

Caratteristiche standard  Spostamento a due velocità  Sedile molleggiato regolabile con schienale alto  Riscaldatore dell'aria in ingresso ad attivazione automatica  Bob-Tach telaio  Sistema BICS (Bobcat Interlock Control System)  Cabina dell'operatore Deluxe Include interno della cabina in poliuretano espanso, finestrini laterali, superiore e posteriore  Doppia modalità di sterzo: sterzata integrale (AWS) e a ruote fisse (SSL)  Luci di lavoro anteriore e posteriore  Posizionamento idraulico della benna  Cruscotto  Supporto per bracci di sollevamento  Freno di stazionamento  Cintura di sicurezza  Barra di sicurezza  Turbocompressore con parascintille omologato  Pneumatici per impieghi gravosi Bobcat 12 x 16,5 a 12 tele  Certificazione CE

Classificazione macchina A770 Portata nominale

(ISO 14397-1) 1550 kg

Carico di ribaltamento

(ISO 14397) 3100 kg

Capacità della pompa

87,1 L/min

Capacità della pompa (con opzione alta portata)

151 L/min

Pompa dello sterzo

51,5 L/min

Pressione di sfioro su innesti rapidi

23,8–24,5 MPa

Velocità di marcia massima - bassa

11,4 km/h

Velocità di marcia massima - alta

19,8 km/h

Motore Marca/Modello

Kubota / V3800-DI-T-E3

Carburante / Raffreddamento

Gasolio / A fluido

Coppia

68,6 kW

Coppia a 1600 giri/min (SAE JI 995 lordo)

315 Nm

Numero di cilindri

4

Cilindrata

3769 cm3

Serbatoio del carburante

103 L

Pesi Peso operativo

4291 kg

Comandi Impianto di sterzo del veicolo (AWS)

Direzione e velocità controllate tramite joystick sinistro. Schema di tipo C.

Impianto di sterzo del veicolo (SSL)

Direzione e velocità controllate tramite joystick sinistro. Schema di tipo S.

Inclinazione e sollevamento dell'impianto idraulico della pala compatta

Joystick destro (SJC)

Impianto idraulico ausiliario anteriore (standard)

Interruttori elettrici su joystick destro

Impianto di trasmissione Trasmissione

Pompe idrostatiche a pistoni infinitamente variabili che comandano due motori idrostatici completamente reversibili

N

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A K

J I

B C

H

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P Q

F G

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Opzioni  Impianto idraulico ad alta portata  Bob-Tach idraulico  Aria condizionata  Cruscotto Deluxe  Pneumatici per impieghi gravosi Bobcat 12 x 16,5 a 12 tele con cerchioni fuori sagoma  Pneumatici per servizio pesante Bobcat 12 x 16,5 a 12 tele  Pneumatici pieni per servizio pesante Bobcat 12 x 16,5 a 12 tele  Pneumatici Solid Flex Bobcat 12 x 16,5 a 12 tele  Pneumatici Superflotation Bobcat 33 x 15,5-16,5 a 12 tele  Pneumatici per terreni erbosi e sabbia Bobcat 33 x 15,5-16,5 a 12 tele (A)

4232 mm

(B)

2065 mm

(C)

25°

(D)

207 mm

(E)

1227 mm

(F)

2903 mm

(G)

3597 mm

(H)

30°

(I)

2649 mm

(J)

3353 mm

(K)

800 mm

(L)

42°

(M)

98°

(N)

1880 mm

(N)

2032 mm

(O)

3848 mm

(O)

3386 mm

(O)

2179 mm

(P)

1507 mm

(Q)

1832 mm


Portata nominale

(ISO 14397-1) 1611 kg

Carico di ribaltamento

(ISO 14397-1) 4602 kg

Capacità della pompa

87,1L/min

Capacità della pompa (con opzione alta portata)

151L/min

Scarico dell'impianto in corrispondenza di innesti rapidi 23,8–24,5 MPa Velocità di marcia massima (gamma bassa – standard)

10,6 km/h

Velocità di marcia massima (gamma alta – opzionale)

17,2 km/h

Motore Marca/Modello

Kubota / V3800-DI-T-E3

Carburante / Raffreddamento

Gasolio / A fluido

Coppia

68,6kW

Coppia a 1600giri/min (SAE JI 995 lordo)

315 Nm

Numero di cilindri

4

Cilindrata

3769 cm3

Serbatoio del carburante

103L

Pesi Peso operativo

4683 kg

Comandi Impianto di sterzo del veicolo

Direzione e velocità controllati tramite due leve o joystick (opzionali)

Inclinazione e sollevamento dell'impianto idraulico della pala compatta

Pedali separati; Sistema universale di comandi (ACS), Comandi manuali avanzati (AHC) o Comando a joystick selezionabile (SJC) opzionali

Impianto idraulico ausiliario anteriore (standard)

Interruttore elettrico su leva dello sterzo destra

Impianto di trasmissione Trasmissione

Pompe idrostatiche a pistoni infinitamente variabili che comandano due motori idrostatici completamente reversibili

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J I

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Caratteristiche standard  Sedile molleggiato regolabile con schienale alto  Riscaldatore dell'aria in ingresso ad attivazione automatica  Bob-Tach™ telaio  Sistema BICS (Bobcat Interlock Control System)  Cabina dell'operatore Deluxe Include interno della cabina in poliuretano espanso, finestrini laterali, superiore e posteriore  Posizionamento idraulico della benna (compreso interruttore di attivazione/ disattivazione)  Sportello anteriore dotato di tergicristallo  Cruscotto  Supporto per bracci di sollevamento  Luci di lavoro anteriore e posteriore  Freno di stazionamento  Cintura di sicurezza  Barra di sicurezza  Turbocompressore con parascintille omologato  Cingoli - in gomma - mm - tipo a C  Certificazione CE Opzioni  Cruscotto Deluxe  Power Bob-Tach  Cabina chiusa con riscaldamento  Impianto idraulico ausiliario ad alta portata  Aria condizionata  Sistema di comandi avanzati (ACS)  Comandi manuali avanzati (AHC)  Comandi a joystick selezionabile (SJC)  Roller Suspensio  Cingoli in acciaio (A)

4232 mm

(B)

2065 mm

(C)

31°

(D)

206 mm

(E)

1618 mm

(F)

2903 mm

(G)

3597 mm

(H)

30°

(I)

2649 mm

(J)

3353 mm

(K)

853 mm

(L)

42°

(M)

98°

(N)

2032 mm

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2235 mm

(P)

1532 mm

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1981 mm

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Classificazione macchina T770

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SKID LOADER BOBCAT A confronto A770 / T770


C A M P O

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Anteprime

Fiat Professional Ducato

MI CHIAMO DUCATO. Ducato FIAT Di Massimiliano Barberis

Da neppure un mese il nuovo COMMERCIALE Fiat è in commercio. È l’ultima serie, la quinta, che da 30 anni porta il nome della moneta che dalla fine del 1200 è stata coniata in quasi tutta Europa, unendola idealmente in anticipo sulla Comunità stessa. Proprio come il maxi furgone di Torino, venduto in ogni nazione in oltre 2,2 milioni di pezzi

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ambiare un mezzo di successo è sempre un rischio. Si può molto facilmente peggiorarlo, e perdere d’un colpo tutte le vendite, oppure modificarlo prima dall’interno. Lasciando le linee famigliari a cui si è abituati. Ritoccare la cabina, la plancia, le plastiche e mettere mano pesantemente ai motori. Ma non toccare altro. E così in Fiat hanno fatto. Oggi il Ducato amplia la propria offerta motoristica con 4 nuovi motori Euro 5 turbodiesel a iniezione diretta Multijet, con potenze da 115 a 177 Cv, abbinati a cambi a 5 o 6 marce con consumi che fanno registrare una riduzione fino al 15% (rispetto ai motori Euro4) e un aumento degli intervalli di manutenzione fino a 48 mila Km, e con emissioni di CO2 a partire da 6,4l/100 km e 169 g/km senza limiti di utilizzo o adozione di contenuti specifici. Se a questo aggiungiamo che si possono ottenere oltre duemila varianti fra versioni trasporto merci, trasporto persone e basi per trasformazioni e allestimenti, il successo non solo è assicurato, ma non resta immutato. È destinato a superarsi. La gamma furgoni propone 8 differenti volumetrie, da 8 a 17 m3 , la larghezza tra passaruote resta a 1.422 mm, l’altezza massima del vano di carico a 2,17 metri, l’altezza della porta posteriore a 2,03, l’altezza della soglia di carico a 46 cm grazie alle sospensioni autolivellanti. Il vano di carico resta squadrato e funzionale, con l’accessibilità offerta dalle porte laterali scorrevoli e funzionali e dalle porte posteriori apribili a 90°, 180° e a richiesta a 270°. Dispone di due tipi di paratia di separazione cabina/vano di carico o completamente lastrata e rivestita in materiale fonoassorbente o dotata di vetro scorrevole comunicante con il vano di carico. E per proteggere le pareti del veicolo da urti dovuti a movimenti del carico le fiancate interne sono rivestite di

pannelli in termoformato fino ad altezza cintura. La luminosità interna del vano di carico, infine, è garantita da plafoniere da 15 watt (a richiesta una è anche asportabile). Oltre ai motori (vedi box) la protagonista del rinnovamento è la plancia: la consolle centrale è stata integralmente ridisegnata. La ridefinizione della parte superiore centrale ha consentito di trovare spazio per la presa “myport”, la predisposizione Tom Tom studiata da Fiat per dotare i propri veicoli di questo contenuto. Altra cosa inedita è l’introduzione di differenti livelli di allestimento: quello base, comunque arricchito rispetto alla plancia precedente, dalla presenza di segni e grafiche cromate (i comandi clima, la leva del cambio, i comandi bocchette), quello “Techno”, che consiste in una variante arricchita dalla presenza di elementi plastici con effetto cromato. E quello Wood che, mediante l’adozione della tecnologia Dip-print simula la radica. Non mancano la pinza porta documenti, la tasca centrale con chiave, in grado di contenere un personal computer, il vano refrigerato per una bottiglia da 1,5 litri, la funzione porta bicchiere utile anche come porta cellulare e porta posacenere (in posizione adiacente ci sono 2 prese volt, di cui una con funzione accendisigari). E nel pannello porta la solita tasca porta bottiglia e porta kit riparazione “Fix and Go”, nonché le tasche porta oggetti/effetti personali ad altezza intermedia. Il quadro strumenti di forma ellittica è posizionato sotto una pronunciata palpebra antiriflesso, e rispetto al modello precedente prevede anche l’icona del Gear Shift Indicator, quando il veicolo è dotato di Start&Stop e l’indicatore della temperatura esterna per le versioni dotate di climatizzatore automatico. Sul Ducato viene introdotta anche un’importante novità: il “Traction+”, il sistema

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CSC giugno 2011

Il Ducato conferma la solita gamma molto articolata, arriva a circa 2000 abbinamenti scocca-motore-meccanica articolati su:  Versioni trasporto merci, veicoli trasporto persone e basi per trasformazioni e allestimenti  2 architetture di meccanica: ruote da 15” (PTT da 3, 3.3 e 3.5 ton) e ruote da 16” (PTT da 3.5 a 4 ton);  Pesi totali a terra da 3 a 4 tonnellate;  Portate utili (compreso il conducente) da 1.000 a 2.000 Kg;  3 passi, 4 lunghezze e 3 altezze per la gamma furgoni;  8 volumetrie del vano di carico da 8 a 17 m3;  3 differenti dimensioni di porta laterale scorrevole e di porta posteriore;  4 passi e 5 lunghezze per la gamma basi di trasformazioni (cabinati, pianalati, doppia cabina).

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Fiat Professional Ducato

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Fiat Professional Ducato

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di controllo della trazione che incrementa la capacità di disimpegno del veicolo su terreni difficili e a scarsa aderenza. Il sistema sfrutta l’hardware avanzato presente sui veicoli dotati di Esp. Attraverso specifici algoritmi di controllo e gestione dell’impianto frenante, la centralina simula elettronicamente il comportamento di un differenziale autobloccante elettromeccanico. Quando una ruota motrice si trova in condizioni di bassa la centralina del sistema rilevato lo slittamento comanda il circuito idraulico per attuare un’azione frenante sulla ruota stessa. Nel contempo trasferisce la coppia motrice alla ruota posta su fondo

stradale a maggior grip. In tal modo si rende possibile il disimpegno del veicolo mantenendo stabilità direzionale e guidabilità, assicurando la miglior trazione possibile anche nelle condizioni di terreno più irregolare e viscido. Il sistema si attiva con un apposito tasto posto sulla plancia: il suo funzionamento è possibile sino alla velocità di 30 km/h.

Cambi a 6 o a 5 marce Per sfruttare a fondo potenza e coppia i motori del Ducato sono dotati di due cambi manuali a 6 marce. In particolare, i motori 2.3 da 130 e 148 CV sono abbinati a un cambio a due assi con coppia massima di 320 Nm e sincronizza-

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CSC giugno 2011

tori a coni multipli su 1°, 2° e 3° marcia. Invece, il cambio destinato al 3.0 Multijet è a 3 assi (di dimensioni ridotte e con installazione trasversale) e può trasmettere una coppia massima di 400 Nm, per PTT di 4000 Kg, più 2500 kg di rimorchio. I sincronizzatori sono di tipo a coni multipli su tutte le marce (ad esclusione della 5a e 6a velocità, ma inclusa la RM) mentre il sistema di comando cambio a cavi garantisce una manovrabilità confortevole in tutte le condizioni di marcia. Al 2.0 Multijet da 115 CV è abbinato invece un cambio meccanico specifico a 5 marce. Sul motore più performante del Ducato, il 3.0 180 Multijet Power, è disponibile un cambio MTA (Manual Transmission Auto-


Fiat Professional Ducato

I motori Euro 5 con tecnologia Multijet II

i MOTORI

I motori Multijet II assicurano livelli di economia, ecologia e prestazioni che non hanno equivalenti sul mercato. Rispetto alla prima generazione dei motori Multijet cambia il sistema di alimentazione con iniettori più veloci e capaci di compiere iniezioni multiple ravvicinate. In particolare, è possibile effettuare un’iniezione principale di carburante modulata in più fasi distinte ed anticipare le successive. Il sistema Multijet II è in grado di gestire fino a 8 iniezioni per ciclo, grazie alla nuova servovalvola con otturatore bilanciato, offrendo maggiore velocità, flessibilità e precisione nelle diverse fasi di funzionamento. Il tutto risulta anche essere più economico e affidabile grazie alla maggior semplicità costruttiva e al 40% in meno di componenti. Con il Multijet II la pressione di iniezione del carburante passa dai 1.600 bar del sistema Multijet di prima generazione a 1.800 bar e, grazie alla nuova tipologia di iniettori, è possibile realizzare strategie volte all’ottimizzazione della combustione sempre più avanzate, come quella “dell’injection Rate Shaping” che prevede due iniezioni consecutive così ravvicinate da generare un profilo continuo e modulato dell’erogazione del combustibile nei cilindri. Con questa modalità si migliora il processo di combustione a vantaggio della silenziosità e delle emissioni di particolato ed ossidi di azoto (Nox), oggi i Multijet II soddisfano ampiamente la normativa Euro 5 e al tempo stesso segnano un passo decisivo verso futuri e più severi livelli normativi. Tutti i propulsori del nuovo Ducato sono caratterizzati da quattro cilindri in linea - con quattro valvole per cilindro e doppio albero a camme in testa. Il 2.0 e il 2.3 da 130 CV hanno una turbina a geometria fissa con intercooler mentre i due motori più prestazionali il 2.3 da 148 CV ed il 3.0 da 177 CV sono dotati di turbina a geometria variabile. La testata dei motori è costruita in lega di alluminio, mentre il basamento è in ghisa. I pistoni sono dotati di galleria di raffreddamento, la geometria dei condotti di aspirazione e di scarico è stata ottimizzata. Per favorire un rapido avviamento a freddo, la pompa elettrica di alimentazione carburante è immersa nel serbatoio; ciò comporta il vantaggio di aumentare la durata del filtro gasolio e, nel caso di esaurimento completo del carburante, permette il re-innesco immediato dell’alimentazione senza interventi assistenziali. Questa pompa permette un rendimento globale migliorato. Il filtro gasolio è ad alta capacità di separazione acqua per evitare problemi di danneggiamento della pompa e degli iniettori. Tutti i motori sono dotati di sistema EGR con raffreddamento dei gas di scarico in ricircolo, controllato direttamente dalla centralina motore.

Un 4 cilindri in linea con cilindrata 1956 cc e 16 valvole, che sviluppa una potenza massima di 115 CV (85kW) a 3700 giri/min e una coppia di 28,5 kgm (280Nm) a 1500 giri/min. Rispetto al precedente motore “entry level” di 2,2 litri da 100 CV Euro 4, il nuovo 2.0 Multijet da 115 CV eroga prestazioni incrementate (+15% di potenza e +12% di coppia massima) garantendo maggior ripresa, accelerazione e capacità di spunto in salita. Inoltre, il motore consente di raggiungere una velocità massima compresa tra 140 e 150 km/h. Il 2.0 Multijet da 115 CV si contraddistingue anche per il suo peso ridotto (solo 180 kg) contribuendo a ridurre i consumi e ad incrementare la portata a parità di PTT.

2.3 130 Multijet II

Il 2.3 Multijet eroga una potenza massima di 130 CV (96 kW) a 3600 giri/min ed una coppia massima di 32,6 kgm (320 Nm) a 1800 giri/min. La velocità massima raggiungibile è compresa tra 145 e 155 km/h. Inoltre è stato allungato l’intervallo di manutenzione (da 45 mila Km a 48 mila Km) e reso disponibile, a richiesta, il sistema “Start&Stop” che consente un ulteriore abbattimento dei consumi, delle emissioni di CO2 e della rumorosità. La struttura del motore adotta un basamento in ghisa con cuscinetti integrati per ridurre al minimo le vibrazioni (la distribuzione avviene tramite comando a cinghia dentata, con tendicinghia automatico). Il propulsore impiega un turbocompressore con valvola wastegate che permette, a regimi motore superiori ai 2200 giri/min, il parziale e progressivo deflusso di parte dei gas di scarico; si ottiene così un un’ottimizzazione nell’erogazione della coppia disponibile a tutti i regimi motore, con conseguente miglioramento della guidabilità del veicolo. Le candelette di pre-riscaldo sono sistemate direttamente all’interno della camera di combustione: sono controllate dalla centralina ECU permettendo di ridurre notevolmente i tempi di pre-riscaldamento e di “cranking” e contribuendo anche a limitare lo stress esercitato sul motore dalle partenze a freddo in condizioni di bassa temperatura esterna. Lo scambiatore di calore acqua/olio (modine), la pompa olio, la pompa del vuoto e la pompa centrifuga dell’acqua sono integrati. Per rispettare i limiti imposti dalla normativa Euro 5, il 2.3 Multijet da 130 CV adotta un sistema con valvola EGR (Exhaust Gas Recirculation) che, controllato dalla centralina, gestisce il parziale ricircolo dei gas di scarico per contenere le emissioni mentre lo scambiatore termico raffredda i gas riciclati prima della re-immissione in camera di combustione. Rispetto alla tecnologia EGR presente sui propulsori Euro 4, il nuovo sistema impiega il “DC Motor”, dispositivo che consente di passare da un controllo pneumatico a un controllo elettronico delle quantità di gas ricircolati, garantendone in questo modo una misurazione estremamente più accurata.

2.3 150 Multijet II

Oltre al 2.3 da 120 CV è disponibile un secondo propulsore con turbocompressore a geometria variabile ad alta efficienza con potenza di 148 CV (109 kW) a 3600 giri/min e coppia massima di 35,7 kgm (350 Nm) a 1500 giri/min. La velocità massima è compresa tra 152-162 Km/h grazie a un significativo aumento di potenza (+24%) e di coppia (+9%). I dati di consumo e emissioni sono allineati al 130 CV (rispettivamente 7,1 l/100 Km e 186 g/km di CO2) mentre le prestazioni rappresentano una valida alternativa anche al precedente 3.0 da 157 CV Euro4 : infatti, offre potenza simile (- 5%) ma una cilindrata inferiore che sostanzialmente significa minor peso (-40 kg) e minori consumi (-19%). L’intervallo di manutenzione è fissato a 48 mila km mentre lo “Start&Stop” è disponibile a richiesta.

3.0 180 MultijetPower

È il motore più potente del nuovo Ducato con una cilindrata di 2.999 cc, una potenza massima di 177 CV (130 kW) a 3500 giri/min ed un eccezionale livello di coppia massima: ben 40,8 kgm (400 Nm) a 1400 giri/min. Rispetto al motore precedente 3.0 157 CV Euro 4, questo propulsore garantisce un incremento di potenza del 13% diventando il motore 4 cilindri più performante della categoria. La particolare elasticità conferisce grande comfort di guida insieme a una importante riduzione della rumorosità. Potenza, coppia e ripresa ai massimi livelli. Le performance non penalizzano eccessivamente i consumi che rispetto al precedente motore migliorano del 9% (8 l/100 Km) e le emissioni di CO2 risultano pari a 209 gr/Km. Ogni componente è stato progettato per carichi gravosi e prolungati: per esempio, la catena di distribuzione è di tipo “for life” mentre gli intervalli di manutenzione sono fissati a 48 mila km. Il 3.0 Multijet Power 180 utilizza un turbocompressore a geometria variabile, candelette poste direttamente all’interno della camera di combustione e controllate dalla centralina ECU, valvola EGR per dosare il flusso dei gas di scarico ricircolati. Il propulsore è dotato di sottobasamento in ghisa con cuscinetti integrati e un volano a doppia massa che consente di ottenere un effetto di smorzamento delle vibrazioni generate dal motore ed una conseguente significativa riduzione della rumorosità. La distribuzione è garantita da un comando a catena con doppio albero a camme in testa. Completa la gamma il 3 litri Natural Power a doppia alimentazione (benzina/metano) da 136 CV.

bito cittadino (panorama, minibus) alle flotte pubbliche (servizi postali, municipalità, corrieri urbani). Il cambio consiste in una trasmissione meccanica “tradizionale” sulla quale il leveraggio manuale è sostituito da attuatori controllati elettronicamente da una “TCU” (Transmission Control Unit) e offre 6 marce (più la retromar-

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cia) con modalità sia totalmente automatica sia manuale sequenziale con attuazione. In modalità manuale il conducente può scegliere liberamente il rapporto da inserire agendo sulla leva del cambio “a joystick” montata sulla plancia, ovviamente non è presente il pedale della frizione.

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mated), che combina le ottime prestazioni del motore e i consumi contenuti della trasmissione meccanica con la semplicità e il comfort di utilizzo di un cambio automatico. Il ComfortMatic fornisce una risposta concreta per diversi impieghi: dai veicoli ricreazionali, ai furgoni per “city delivery”, dal trasporto di persone in am-

2.0 115 Multijet II

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Anteprime


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VW Caddy Maxi Combi 1.6 Tdi

Esp di serie, cambio automatico a 6 o 7 velocità con doppia frizione Dsg, assistenza in salita e lunghezza totale di 4.876 mm. Un van compatto solo per modo di dire. Undici motorizzazioni, ben 8 diesel Euro 5, e c’è anche la versione a metano, e un prezzo che parte da 18.700 euro lo pongono come valido compagno di lavoro, e non solo. Con 7 posti e tanto posto alle spalle si può pensare anche al dopo lavoro. A Ginevra presentato anche l’ultimo Caddy Highline. Il top di gamma per chi invece non deve lavorare.

Il signore in lungo

di Massimiliano Barberis

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si va da 3.030 litri a 3.880 nella versione Maxi, con il pianale lungo da 1.781 mm a 2.250. Nella versione Trendline maniglie, specchietti esterni e portatarga sono del medesimo colore della carrozzeria. Nella versione inferiore, la Startline, non lo sono. Per il resto gli esterni giocano sulle nuove linee di Casa, che includono anche il nuovo Pick up Amarok. E che in pratica si ricollegano alla serie T5: Transporter e Multivan, che quasi 3 anni fa sono state lanciate sul mercato. Il nuovo disegn abbandona le poco estetiche, perché molto pronunciate, guide esterne delle porte laterali, le maniglie con gli incavi anch’essi molto in vista, il frontale così nettamente sepa-

I motori diesel nello specifico I motori Diesel erogano 75, 102, 110 e 140 Cv di potenza. Tutti questi 4 cilindri sono dotati di un sistema di iniezione diretta common rail particolarmente silenziosa ed efficiente, che sostituisce il precedente sistema pompa-iniettore. Di serie, tutti i Tdi sono dotati di filtro antiparticolato mentre a richiesta, il 102 Cv può essere fornito con cambio Dsg a 7 rapporti. In abbinamento al più potente 140 Cv , invece, il Dsg è disponibile a 6 rapporti. 1.6 Tdi 75 Cv. Già la versione 75 Cv eroga a partire dai 1.500 giri una coppia massima di 225 Nm. I consumi della versione con BlueMotion Technology si attestano sui 5,2 litri, le emissioni di CO₂ sui 136 g/km. La massima potenza viene raggiunta a partire da 3 mila giri; in questa versione, il Caddy 1.6 Tdi BlueMotion Technology tocca i 151 km/h di velocità massima e passa da 0 a 100 km/h in 16,7 secondi. 1.6 Tdi 102 Cv . Nella versione BlueMotion Technology, da origine al Caddy più parco nei consumi della gamma. E, pur consumando solo 4,9 litri/100 km nel ciclo combinato, le prestazioni sono decisamente dinamiche: questo Caddy passa infatti da 0 a 100 km/h in 12,2 secondi e raggiunge la velocità massima di 170 km/h. I 102 Cv vengono erogati a 4.400 giri, mentre la coppia massima, di ben 250 Nm, viene sviluppata dal motore già a partire da 1.500 giri. 2.0 Tdi 110 Cv. Questo livello di potenza, novità nella gamma Caddy, è abbinato espressamente alla trazione integrale 4Motion . Al distributore, il Caddy 2.0 Tdi 4Motion si presenta con un consumo nel ciclo combinato di appena 6,4 l/100 km (a fronte di emissioni di CO₂ di 168 g/km). Inoltre, al Caddy a trazione integrale bastano12,2 secondi per passare da 0 a 100 km/h, con una velocità massima di 170 km/h. Il Tdi 110 Cv ha una coppia massima di 280 Nm, disponibile già a 1.750 giri. La potenza di 110 Cv si raggiunge poi a 4.200 giri. 2.0 TDI 140 Cv . Anche la versione 140 Cv del Caddy ha consumi molto contenuti: il tuttofare alimentato da questo motore nel ciclo combinato si accontenta di 5,9 litri di gasolio ogni 100 km (a fronte di emissioni di CO₂ di 155 g/km). Molto buone le prestazioni: raggiunge i 186 km/h di velocità massima e passa da 0 a 100 km/h in 10 secondi. Il Tdi brilla poi per potenza di trazione praticamente a ogni regime: già a 1.500 giri il propulsore eroga infatti la coppia massima, pari a 320 Nm. La massima potenza si raggiunge invece a 4.200 giri.

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rato fra zona radiatore, fanali e parafanghi. Adesso fari e calandra sono ‘quasi’ un unico elemento, che scorre sui lati a contempla i due parafanghi. In modo da ‘illudere’ e fare sembrare più ampio il mezzo. In verità non ve n’era bisogno date le oneste e generose dimensioni date alla nascita negli stabilimenti di Poznam in Polonia dove il Caddy continua a essere prodotto. Come l’Amarok e il T5 con il Caddy si è di fronte all’ultimo, il terzo, mezzo basato sul nuovo ‘volto’ del design Volkswagen, che entra in scena con un frontale ridisegnato, con la calandra del radiatore e i fari, disponibili in due versioni

C’è anche il metano EcoFuel EcoFuel identifica le motorizzazioni a metano, che nel Caddy, è immagazzinato in quattro serbatoi da 26 chili. Ha un consumo nel ciclo combinato di soli 5,7 kg/100 km, in modalità di alimentazione a gas questa versione ha un'autonomia di circa 455 km, in seguito il motore attinge automaticamente al serbatoio da 13 litri di benzina. Il Caddy Maxi EcoFuel grazie al passo lungo ha più autonomia. Questa versione ha una capacità di serbatoio pari a 37 chili di metano, il che consente (con un consumo di 5,7 kg di gas ogni 100 km) un'autonomia di 570 km utilizzando soltanto il metano. Anche il Caddy Maxi EcoFuel dispone di un serbatoio di riserva da 13 litri di benzina. Entrambe le versioni del Caddy EcoFuel sono concepite in maniera pressoché monovalente: vale a dire, che per sfruttare nel modo migliore l'energia in modalità di alimentazione a metano, il 2.0 4 cilindri da 109 Cv è stato ottimizzato per l’impiego a gas naturale e, tra l’altro, presenta un elevato rapporto di compressione, pari a 13,5:1.

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È

sempre stato posizionato nell’alto di gamma il Caddy, in quell’empireo appena sotto i 5 m3 di volume o giù di lì. Un settore ben presidiato da molti concorrenti (francesi e italiani), e quindi per ‘forzare’ (non poco, si deve dire) la mano , per farlo crescere nelle vendite il Caddy è stato ripreso nelle linee e nei contenuti tecnici. Ottenendo un ottimo risultato. Abbiamo analizzato la versione a passo lungo e scelto la Trendline per il trasporto delle squadre di tecnici nei cantieri. Un mezzo che può trasportare, quindi da 2 a 7 persone e che nella versione da 5 posti permette di eliminare la panca posteriore e tutto vantaggio del carico. In numeri

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Nove marchi per un mondo solo I ricavi del Gruppo Volkswagen, dalla Skoda alla Bentley, passando per i camion MAN e le auto sportive Audi e Porsche sono aumentati nello scorso anno fiscale del 20,6%, raggiungendo i 126,9 miliardi di euro (anno precedente: 105,2 miliardi). Circa 19,8 dei 21,7 miliardi di aumento sono attribuibili alla divisione automotive. La Volkswagen Veicoli Commerciali lo scorso anno ha ripreso il proprio percorso di crescita. Le consegne sono aumentate di oltre il 20% passando a 436 mila veicoli. Il Sud America ha rappresentato l’area di maggior incremento. Il reddito operativo è diminuito di 81 milioni di Euro passando a 232 milioni. Ciononostante, tenendo in considerazione i proventi, pari a circa 600 milioni di Euro, derivati dalla vendita delle attività brasiliane dei veicoli commerciali a MAN e ricompresi nel bilancio dell’anno precedente, il reddito operativo è stato notevolmente superiore rispetto al 2009. Scania ha registrato una forte crescita nel 2010, trainata dalla significativa ripresa economica seguita a un anno, il 2009, che è stato particolarmente difficile per i veicoli commerciali a causa

della crisi finanziaria. Il totale delle consegne è stato pari a 63.700 veicoli, un aumento del 46,7%. Il reddito operativo è più che quintuplicato, passando a 1,3 miliardi di Euro. Il reddito operativo consolidato ha toccato la cifra di 7,1 miliardi di Euro, 5,3 miliardi in più rispetto al 2009. Il mercato in cui si è verificata la crescita più evidente è stato quello della regione Asia Pacifico e, al suo interno, quello cinese in particolare. Il Gruppo ha ulteriormente rafforzato la sua posizione di primo piano in Cina, crescendo del 37,4% a quasi 2 milioni di veicoli. Il Sud America ha mostrato una crescita dei numeri estremamente incoraggiante (aumento del 9,9% pari a 908 mila auto), così come gli Usa (aumento del 20,9% pari a 360 mila auto). Le vendite in Europa, all’interno di un mercato difficile, sono lievemente aumentate del 3,1% a 3,6 milioni di veicoli. In Germania il Gruppo Volkswagen ha consegnato nel 2010 1 milione di veicoli, il 16,7% in meno rispetto al 2009. Si tratta comunque di un risultato migliore del mercato, che ha registrato una diminuzione del 23,4% a causa della fine degli incentivi del governo.

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PROVA SU STRADA (H4 e H7, entrambi con luci diurne integrate) che creano una unità stilistica, in cui le linee orizzontali del radiatore si uniscono con i fari stessi. Le dimensioni esterne del Caddy sono rimaste invariate: esclusi i mancorrenti sul tetto, tutte le versioni di serie a passo corto misurano 1.833 mm di altezza e 4.405 di lunghezza, mentre la larghezza è pari a 1.794 mm. Il Caddy a passo lungo ha una lunghezza totale di 4.875 mm, per 1.841di altezza. Mentre l'altezza del Caddy Maxi 4Motion raggiunge i 1.862 mm. Le versioni in commercio presentano nuovi rivestimenti e materiali, una differente strumentazione e nuovi volanti sportivi a tre razze nello stile del T5. Sulla consolle centrale ci sono gli elementi di comando del climatizzatore manuale o, a seconda, quelli del climatizzatore automatico Climatronic, sempre di nuovo disegno. Nelle versioni Trendline e Comfortline è presente un cassetto portaoggetti dotato di serratura, che è refrigerato in presenza del climatizzatore. I nuovi volanti comandano un servosterzo di tipo elettromeccanico. Tale soluzione offre numerosi vantaggi: il conducente può infatti approfittare del ritorno attivo e della conseguente migliore sensazione di “centraggio”. Lo sterzo assiste inoltre l'azione del conducente con leggere correzioni, in caso di vento laterale o pendenza unilaterale della carreggiata. In abbinamento al sistema Esp, offerto di serie, lo sterzo fornisce inoltre assistenza alla controsterzata in caso di situazioni critiche. Non meno importante è l'azionamento elettromeccanico del servosterzo che offre un incremento di efficienza. Diesel in euro 5 .Sei dei sette motori del Caddy rappresentano una novità per la gamma. E quattro di essi seguono il principio del downsizing: riduzione della cilindrata, compensata dall'adozione di sovralimentazione e dei più moderni sistemi di iniezione diretta. Il risultato: consumi ridotti fino al 21%. Nelle versioni a benzina (Tsi): grazie al downsizing, con una cilindrata di soli 1.2 litri è stato possibile ridurre il consumo nel ciclo combinato dei motori benzina sovralimentati da 86 e 105 Cv , fino a 7,0 litri/100 km (a fronte di emissioni di CO2 di 164 g/km). Quanto alle versioni Diesel, i motori Turbodiesel Tdi erogano rispettivamente 75, 102, 110 e 140 Cv di potenza e sono tutti basati sul sistema d'iniezione common rail, anch'esso silenzioso e parco nei consumi. La versione 102 Cv BlueMotion Technology consuma appena 4,9 litri/100 km (a fronte di emissioni di CO2 di 129 g/km). Di serie, tutti i Tdi sono dotati di filtro antiparticolato mentre a richiesta, il Tdi 102 Cv può essere ordinato con cambio Dsg a 7 rapporti. Per il più potente Tdi

VW Caddy Maxi Combi 1.6 Tdi

140 Cv è invece disponibile un cambio Dsg a 6 rapporti. Naturalmente, tutti i motori sono conformi alla norma sui gas di scarico Euro 5. I motori diesel erogano 75, 102, 110 e 140 Cv di potenza. Tutti questi 4 cilindri sono dotati di un sistema di iniezione diretta common rail particolarmente silenziosa ed efficiente, che sostituisce il precedente sistema pompa-iniettore. Di serie, tutti i Tdi sono dotati di filtro antiparticolato mentre a richiesta, il Tdi 102 Cv può essere fornito con cambio Dsg a 7 rapporti. In abbinamento al più potente Tdi 140 Cv , invece, il Dsg è disponibile a 6 rapporti. Il modello più parco nei consumi della gamma è rappresentato dal Caddy 1.6 Tdi BlueMotion Technology (102 Cv ). Con soltanto 4,9 l/100 km di gasolio nel ciclo combinato ed emissioni di CO2 pari a appena 129 g/km, il veicolo fa registrare una riduzione dei consumi di altri 0,6 litri rispetto alla versione precedente, già estremamente efficiente su questo fronte. Questo valore di consumo garantisce un'autonomia teorica di 1.176 km con un pieno. In alternativa, anche il Tdi 75 Cv può essere richiesto nella variante con BlueMotion Technology. Che offre di serie sistema start/stop, dispositivo di recupero dell'energia cinetica, passaruota aerodinamici, pneumatici con resistenza al rotolamento ottimizzata e assistente per le partenze in salita (quest’ultimo a richiesta per le altre versioni e di serie su 4Motion ). I Tdi del nuovo Caddy, da 1.598 cm3 e 1.968 cm3, grazie al sistema di iniezione diretta common rail, iniettano il gasolio direttamente nelle camere di combustione, mentre con speciali attuatori piezoelettrici comandano le iniezioni multiple e le portate di carburante con la massima precisione.

Il cambio a doppia frizione DSG A richiesta è disponibile il cambio a doppia frizione, e nel caso del nuovo Caddy è dedicato solo alle versioni 1.6 Tdi 102 Cv e 2.0 Tdi 140 CV. In funzione della coppia massima da gestire per i rispettivi motori, il Caddy 2.0 monta il cambio Dsg a 6 rapporti, il 1.6 il cambio a 7 velocità. Entrambe le versioni del Dsg si distinguono per l'elevatissimo rendimento e per una dinamica di innesto mai raggiunta prima in questa forma. Oltre che per il numero delle marce, i Dsg si differenziano tecnicamente, fra i vari aspetti, per la tipologia delle frizioni impiegate: mentre per il cambio a 7 rapporti vengono adottate due frizioni a secco, la doppia frizione del cambio a 6 rapporti è in bagno d'olio. Inoltre, i cambi a doppia frizione hanno le potenzialità necessarie per ridurre consumi ed emissioni. Il cambio a 6 rapporti, grazie al suo andamento di coppia, brilla soprattutto in abbinamento a motori con valori di coppia elevati (fino a 350 Nm), il cambio Dsg a 7 rapporti è particolarmente adatto a motori meno potenti (fino a 250 Nm). Trazione

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integrale 4Motion. Oltre al Dsg, un’altra esclusiva per il segmento proposta dal Caddy è la trazione integrale permanente. La forza di trasmissione di questo sistema viene ripartita mediante una frizione Haldex a regolazione elettronica di ultima generazione. La trasmissione 4Motion è disponibile per il Caddy 2.0 Tdi 110 Cv . Oltre alla frizione Haldex a regolazione elettronica di quarta generazione, le funzionalità specifiche della trazione 4Motion comprendono un albero di trasmissione in due parti, un impianto di scarico adattato alla presenza del differenziale posteriore e all'albero di trasmissione stesso, un serbatoio carburante speciale (disposto “a sella” sopra l'albero motore) e rinforzi nel longherone inferiore della carrozzeria. La frizione elettroidraulica Haldex funziona in bagno d'olio. Il sistema della frizione a lamelle vero e proprio, è stato flangiato sul differenziale posteriore. Un'apposita pompa elettrica alimenta di olio un accumulatore di pressione che lavora a 30 bar, mentre una centralina calcola la coppia di trazione ottimale per l'asse posteriore, regolando tramite un'apposita valvola la pressione dell'olio da trasmettere al pistone della frizione a lamelle. Durante tale fase, la pressione sulle lamelle della frizione aumenta proporzionalmente alla coppia desiderata per l'asse posteriore: il livello della pressione esercitata sulle lamelle della frizione consente così di variare in modo continuo la coppia trasmissibile. Il sistema 4Motion adottato sul Caddy funziona in maniera indipendente dallo slittamento delle ruote, poiché la pressione di lavoro è sempre disponibile. In casi estremi, l'albero di trasmissione consente di trasferire fino al 100% della coppia di trazione sull'asse posteriore.


Modelli Caddy Maxi Kombi a 7 posti Potenza (kW)

Motore

Trasmissione

Massa complessiva ammessa (kg)

Portata (kg) da – a

Sigla modello

Motori Benzina 1.2 l TSI

77

Cambio manuale 5 rapporti

2.265

709 – 557

2CJCA2/ZJ6

1.6 l TDI

75

Cambio manuale 5 rapporti

2.345

712 - 557

2CJC82/ZJ6

1.6 l TDI

75

Cambio automatico DSG 7 rapporti

2.365

714 - 559

2CJC85/ZJ6

2.0 l TDI

81

Cambio manuale 6 rapporti - trazione 4MOTION

2.415

672 - 531

2CJC19/ZJ6

2.0 l TDI

103

Cambio manuale 6 rapporti

2.365

715 - 570

2CJC94/ZJ6

2.0 l TDI

103

Cambio automatico DSG 6 rapporti

2.380

708 - 563

2CJC96/ZJ6

80

Cambio manuale 5 rapporti

2.415

623 – 489

2CJCZ2/ZJ6

EcoFuel 2.0 l

Masse Caddy Maxi Van Potenza (kW)

Massa complessiva (kg)

Peso a vuoto con conducente (kg)* da – a

1.2 l TSI

77

2.233

1.420 - 1.586

1.6 l TDI

75

2.310

1.6 l TDI BlueMotion Technology

75

2.319

1.6 l TDI con DSG

75

2.0 l TDI 4MOTION

81

2.0 l TDI

103

2.0 l TDI con DSG

103

2.0 l EcoFuel

80

Motore

Carico limite Portata consentito (kg)* da – a sull’asse ant./ post. (kg)

Massa rimorchiabile frenata, con pendenza 12% (kg)

Massa totale Massa consentita rimorchiabile con pendenza non frenata (kg) 12% (kg)

Caddy Maxi Van

300 250 200 150 100

20 10

1.497 - 1.664

813 - 646

1.125/1.300

1.500

740

3.650

1.506 - 1.657

813 – 662

1.125/1.300

1.500

750

3.650

2.328

1.515 - 1.682

813 - 646

1.150/1.300

1.500

750

3.800

2.350

1.617 - 1.762

733 - 588

1.200/1.250

1.500

750

3.800

2.327

1.514 - 1.673

813 - 654

1.150/1.300

1.500

750

3.800

2.349

1.536 – 1.695

813 - 654

1.150/1.300

1.500

750

3.800

2.350

1.656 – 1.800

694 - 550

1.175/1.300

1.300

750

3.400

100

60 50

90 80 70

200 150 100

20 10

50

giri/min Motore Diesel 2.0 I TDI (103 kW)

81 kW

280 Nm

300 250

40

200

30

150 100

20 10

50 1000 2000 3000 4000 5000

giri/min

potenza (kW)

103 kW

2.0 I TDI (Euro 5)

coppia(Nm)

81 kW potenza (kW)

60 50

50 1000 2000 3000 4000 5000

Motore Diesel 2.0 I TDI (81 kW) (4motion)

80 70

300 250

250 Nm

30

giri/min

90

75 kW

40

1000 2000 3000 4000 5000

100

Caddy Maxi Kombi 7-posti

1.6 I TDI (Euro 5)

140 130 120 110 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10

2.0 I TDI (Euro 5)

103 kW

320 Nm

400 350 300 150 200 150 100 50

1000 2000 3000 4000 5000

giri/min

55

coppia(Nm)

30

3.400

coppia(Nm)

80 70 55 kW

710

75 kW

90

60 50 225 Nm 40

1.400

potenza (kW)

100

1.050/1.300

Motore Diesel 1.6 I TDI (75 kW)

1.6 I TDI (Euro 5)

coppia(Nm)

potenza (kW)

55 kW

Motore Diesel 1.6 I TDI (55 kW)

813 - 647

Vano passeggeri e di carico, volumetria (fino all’altezza dello schienale a della 2 fila vano passeggeri) Porta laterale scorrevole, larghezza/altezza Apertura posteriore, larghezza/altezza Diametro di sterzata

0,5 m³ (530 l) 701/1.084 mm 1.185/1.134 mm 12,2 m

* Misurata al pavimento con 1a fila di sedili doppiamente ribaltata (senza sedili nella 2a fila), 2.250 mm senza sedili nel vano passeggeri e nel vano di carico. ** Misurazione a pieno carico e carico massimo sull’asse posteriore.

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PROGETTI

Nuova stazione ferroviaria di Vienna

Bahnhofcity, Vienna la città della ferrovia Di Federica Calò

la capitale austriaca che comporta la creazione di un unico ed efficiente collegamento Nord-Sud ed Est-Ovest coprendo tutta la città e diventando il principale hub per i trasporti internazionali e nazionali e il centro nevralgico della rete ferroviaria transeuropea grazie a circa 1 mila treni e 145 mila persone al giorno per una superficie totale di 109 ettari. Questo importante progetto, oltre che a dotare Vienna di un nuovo e complesso nodo infrastrutturale e commerciale rappresenta anche un biglietto da visita per una metropoli turistica che assume importanza come nucleo economico nel cuore dell’Europa.

Il progetto

T

ra il 2012 e il 2013 la nuova stazione centrale rientrerà in servizio, e il vecchio complesso, il cui traffico è stato momentaneamente sospeso e delegato presso le altre stazioni esistenti della città, e chiamato “stazione meridionale”, diverrà Hauptbahnhof, l’unica “stazione principale” della capitale. Si tratta di un progetto chiave per

Il progetto della nuova stazione è stato pensato e progettato dagli architetti austriaci Albert Wimmer ed Ernst Hofmann e dallo svizzero Theo Hotz. I lavori di scavo delle fondamenta e di allestimento delle prime strutture di servizio e di gestione dei cantieri sono iniziati nel giugno 2007 per far fronte alla scelta da parte dei progettisti di spostare il corpo principale del nuovo complesso più a Est, in direzione della Südtirolerplatz. Si è provveduto

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La nuova Stazione Centrale di Vienna rappresenta attualmente il progetto infrastrutturale più significativo per questa città, oltre a essere un intervento molto importante all’interno del programma di investimenti delle ÖBB, l’Österreichische Bundesbahnen, le Ferrovie Federali Austriache. L’intero complesso, il cui cantiere sta procedendo in questi mesi, una volta concluso, diverrà una vera e propria “città della ferrovia”, già oggi chiamata, infatti, Bahnhofcity, con una superficie coperta di 20 mila metri quadrati da destinare, oltre che al servizio ferroviario, anche ad altri servizi e attività commerciali.


PROGETTI

quindi alla demolizione dell’edificio esistente per lasciare il posto a una vasta area ospitante non soltanto i binari e i corpi di servizio alla stazione, ma per realizzare una vera e propria cittadella ferroviaria, la Bahnhofcity. La Westbahnhof, questo era il nome originale della vecchia stazione occidentale dove precedentemente arrivavano i treni da Salisburgo, da Linz e dalla Germania è stata demolita e i vecchi binari sono stati fatti proseguire nel sottosuolo fino alla nuova stazione. Tutte le linee ferroviarie principali da Ovest, Sud, Est e Nord si incontreranno in questo nuovo nodo di interscambio e verranno accolte da una serie di servizi e attività commerciali per i viaggiatori, ma anche per tutti i cittadini viennesi, dando un impulso allo sviluppo della città, attraverso una struttura in multistrato secondo una concezione di costruzione e sviluppo sostenibile.

Il cantiere L’azienda altoatesina Stahlbau Pichler è stata incaricata da ARGE Strabag-Alpine-Porr-Pitterl e Brauswetter dell’esecuzione dei lavori strutturali del lotto 1.

Nuova stazione ferroviaria di Vienna

La struttura grezza della stazione oggi è arrivata alla realizzazione del primo piano, dove dalla prossima estate verrà montata una parte dell’enorme tetto a falde in vista, verrà iniziata la predisposizione dei binari e delle banchine per l’arrivo e la partenza dei passeggeri. Sei strutture portanti di tipo ibrido senza montanti copriranno completamente il salone centrale senza ricorrere a montanti a sostegno di tetto e strutture dei binari. I primi quattro pilastri in acciaio della prima struttura portante di tipo ibrido sono stati innalzati e montati all’estremità meridionale della stazione di transito da Stahlbau Pichler il 16 dicembre scorso con l’ausilio di un’autogru di un’altezza superiore ai 70 metri.

Tecnologia ibrida Per rispondere con precisione e sicurezza all’enorme copertura di 26 metri Stahlbau Pichler ha scelto di affidarsi alla tecnologia ibrida, ovvero un sistema che combina due componenti, acciaio e cemento. Le strutture portanti sono composte rispettivamente di quattro travi principali e di una soletta portante di cemento armato spessa 35 cen-

57

CSC giugno 2011

La memoria della vecchia stazione La vecchia stazione ferroviaria progetto di Heinz Hrdlicka era un interessante documento dell’architettura degli anni ’50, ultimamente però diventato un immobile in stato di degrado. Rappresentava comunque un pezzo di storia del dopoguerra: la Südbahnhof costituiva infatti il collegamento con Trieste (fin dal tempo della costruzione della linea del Semmering) e l’Adriatico; il luogo di approdo di migliaia di ebrei in fuga dall’Urss dal 1965 in poi, qui accolti dalle organizzazioni umanitarie ebraiche, prima del loro trasferimento in Israele o negli Usa. L’arrivo di una folla crescente di viaggiatori dell’Est Europa, dopo la caduta del muro è stata una delle motivazioni per cui oggi si è resa necessario un piano di riorganizzazione dell’intera linea dei trasporti svizzer per il nuovo traffico di merci e di passeggeri.


Nuova stazione ferroviaria di Vienna

PROGETTI

timetri. I pilastri in acciaio vengono collegati alla soletta in cemento armato sovrastante attraverso delle spine in acciaio. Ognuna di queste sei imponenti strutture portanti miste ha un peso di circa 88 tonnellate.

Scheda progetto

Nome realizzazione: Stazione Centrale di Vienna Localizzazione: Vienna (Austria) Anno di fine lavori: previsto per il 2013 Committente: ÖBB General Contractor: ARGE StrabagAlpine-Porr-Pitterl e Brauswetter Progetto Architettonico: Arch. Albert Wimmer, Arch.Ernst Hofmann, Arch. Theo Hotz Realizzazione e posa strutture in acciaio: Stahlbau Pichler srl

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ZENTRALBEREICH  

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ERDKÖRPER GLEIS 01

BT 02 SUED-OST

 STÜTZMAUER

BT 01 RAMPE BL-01

W ERKSTATTPLANUNG Strecke 105 01 Wien Südbahnhof - Staatsgrenze n. Spielfeld-Straß: Strecke 122 01 Wien Hütteldorf - Wien Nord:

R=40 89

OBJEKT:

MST



1731-S

Maßstab

EDV Code:

GESAMTPLANER:

werner | isp | stoik | tecton | pistecky    

PRÜFER:

 zechner & zechner | wimmer | hotz | hoffmann

PLANVERFASSER: 

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Datum

GZ:

28.09.2010

1:10 1:20

e6027

km 0.178 + 435

Stahlbau Gleis - TW202/6

ORLER

841 x 1800 mm

Plangröße

70

HB 520

STRECKE 105 01 / km 0.273 - km 0,073

MST

Bearbeitet Gezeichnet Geprüft Bürointerne Nummer

200

km 102.190 - km 99.947 = km 0.000 - km 3.446 km 7.787 - km 9.566 = km 0.000 - km 1.200

VERKEHRSSTATION

Km / Stat.

.6°

 20

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BRÜCKE BUSBAHNHOF

BKL +2/SW lt. ÖN B4003, Hochbaulasten lt. ÖN B 4xxx-Serie

e6029

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30

40

40

20

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ANLAGE VERKEHRSSTATION

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1120 W ien, Arnds traße 89 E-Mail:offic e-w ien@s c himetta.c o.at Fax : 01/907 69 67-22 Tel: 01/ 907 69 67-0

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Le travi portanti in acciaio hanno rappresentato, con i loro 26 metri di lunghezza e con le 22 tonnellate di peso, un trasporto decisamente impegnativo. Poiché Stahlbau Pichler non è solo un fornitore ma un partner che collabora dal progetto alla messa in opera in ogni lavoro, anche la fase di trasporto è stata gestita con precisione dall’azienda altoatesina: le travi, infatti, sono state spostate con un trasporto eccezionale dallo stabilimento

km 0.073

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W17''

DETAIL - A

Trasporto e montaggio

di produzione in Alto Adige fino in Austria, dove è stato loro applicato uno strato protettivo anticorrosione, prima di essere montate nel cantiere della Stazione Centrale di Vienna. Un’autogru di 200 tonnellate di peso e 70 metri di altezza è stata utilizzata per posizionare ogni singolo pilastro in acciaio posandolo su due supporti ausiliari. A questo punto si è reso necessario procedere con precisione millimetrica all’inserimento degli elementi di raccordo nelle apposite cavità delle strutture portanti in cemento già predisposte.

Struttura in acciaio: le fondamenta dell’intero progetto Gli interventi in questo progetto sono stati indubbiamente impegnativi in parte per le condizioni di lavoro rese complesse dalla stagione invernale, in parte per gli elevati requisiti qualitativi e per l’incalzante scadenza temporale, tuttavia questa è stata una fase di lavoro appassionante perché segnata dalla massima precisione e base fondamentale per la costruzione della stazione di transito. Le strutture portanti di tipo ibrido, infatti, non soltanto sosterranno i binari e le banchine, ma costituiranno anche il tetto del salone centrale. Copriranno l’area della stazione da cui, a progetto concluso, si accederà attraverso scale mobili, alle cinque banchine a isola e soprattutto va sottolineato come tali travi consentiranno di realizzare quest’area senza dover ricorrere a montanti e setti. È stata gettata anche la soletta in cemento armato della prima struttura portante di tipo ibrido. In questo modo è stato approntato, entro i termini assegnati, il grezzo della delimitazione meridionale della futura Stazione Centrale fra Südtiroler Platz e Gudrunstraße. A partire da questa estate sulle strutture portanti verrà montata già una parte del tetto a falde in acciaio delle banchine. In preparazione del montaggio del tetto proseguono i lavori alle strutture portanti dei binari e delle banchine dei ponti di Gertrude-Fröhlich-Sandner-Straße e Karl-PopperStraße, nonché alle pareti e alle coperture della stazione di transito.

Filosofia di Stahlbau Pichler Le costruzioni in acciaio rappresentano una riuscita simbiosi tra architettura e tecnica, tra estetica e alta tecnologia. Assieme a rivestimenti innovativi uniscono forma e funzionalità garantendo contemporaneamente ottima flessibilità e massima armonia. Partendo da questo solido principio Stahlbau Pichler – fondata nel 1978 come piccola azienda artigianale – è divenuta una moderna impresa industriale. Il controllo qualità è il principio fondamentale nelle costruzioni in acciaio e nei rivestimenti di facciata. Ogni singolo componente, attentamente progettato, passa severi controlli di qualità prima di essere impiegato. La combinazione intelligente tra acciaio strutturale e rivestimenti di facciata con materiali innovativi quali vetro, alluminio, cemento armato, acciaio, legno e tanti altri, permette di rispondere perfettamente a tutte le esigenze del progetto edilizio. Dalla bozza iniziale alla produzione in proprio sino alla direzione dei lavori e al montaggio definitivo per garantire il raggiungimento di “soluzioni chiavi in mano”. 

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Trainati Trainati

Mezzi d’Opera

Andreoli cambia passo Nelle fotografie, la donazione della minipala alla presenza di Giampiero Biglia, Roberto Antonini, Maurizio Gussoni e Walter Ceriani.

Il Semiroccia mezzo d’opera si accorcia per offrire più volumetria. L’ultima proposta da Buttapietra per i cava che caricano da veri duri.

S Scheda Tecnica Tipo Passo Spessore pianale Spessore sponde Acciaio Lunghezza massima Lunghezza vasca Larghezza massima Altezza piano di carico Altezza massima da suolo Altezza piano ralla Sbalzo anteriore Sbalzo posteriore Interassi Distanza perno ralla/carrello Raggio di ingombro anteriore Raggio di ingombro posteriore Tara Portata utile Massa complessiva Sospensioni Assi Pneumatici doppi

46EP 3.900 mm 6 mm 4 mm HB400 8.280 mm 7.850 mm 2.550 mm 1.350 mm 3.130 mm 1.450 mm 1.700 mm 1.310 mm 3.900+1.370 mm 2.340 mm 2.100 mm 2.250 mm 7.400 kg 39.100 kg 46.500 kg pneu o idraul. ROR da 14 ton 13 R22,5 (154/149K) - 315/80 R22,5

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i fa più corto il semirimorchio ribaltabile Andreoli 46 EP, ora ha un passo di 3.900 mm. Carica 26 metri cubi di materiale con le sponde alte da 1.500 mm a 1.780 (in coda) e per ottenere questa volumetria e misure sposta la ralla del camion e la adatta al trailer. Questo è il ‘trucco’. La combinazione come mezzo d’opera, abbinato esclusivamente a un trattore a 3 assi, lo porta alla ragguardevole massa complessiva di 56 mila chili su strada. La portata utile della vasca è di 39.100 chili, la tara di 7.400. Monta sospensioni pneumatiche ROR su assi da 12 ton. Il piano ralla è posto a 1.450 mm, la lunghezza totale è di 8.280 mm, quella della cassa di 7.850. Altra caratteristica è il controtelaio con tubolari a sezione quadra e alti al massimo 300 mm. «Così», spiega Enrica Andreoli, «otteniamo una stabilità maggiore e nelle fasi di scarico una rigidità più controllata di tutta la struttura». Che in queste fasi di lavoro è sempre meglio controllare dal basso del telaio. Il trailer due assi a passo corto nasce dall'esigenza di grandi manovre in spazi sempre più stretti, dai cantieri in centro città alle strade sterrate di montagna. «Adesso si può avere un semirimorchio in grado di andare

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ovunque serva», prosegue Andreoli. Veloce negli scambi, dinamico negli spostamenti e dalle caratteristiche identiche nelle cubatore e negli optional ai suo fratelli maggiori ma eccezionalmente più corto per garantire all'operatore la massima manovrabilità. Può montare l’apertura a sollevamento della sponda posteriore. «Grazie al braccio di sollevamento superiore posto a 80 centimetri adesso raddoppia e si accompagna all’apertura basculante», spiega Andreoli. Il sollevamento idraulico dell’intera sponda per lo scarico di materiale ingombrante e pesante e la classica apertura a basculante per scarichi invece veloci e leggeri adesso possono convivere in un unico mezzo. Esiste anche la versione a due assi con telaio in acciaio a sospensione idraulica. Disponibile nei passi 3900+1320 e 4150+1320 o sospensione pneumatica, disponibile nei passi 3900+1370 e 4100+1370 entrambi idonei allo scarico per finitrici. Tara in ordine di marcia da 7.600 chili. Impianto oleodinamico su trattore a misura, a uno o due tubi con serbatoio olio in acciaio o ferro, comandi elettrici su cruscotto in linea con gli optional installati sul semirimorchio. M.B.


ECOMEZZI

Edilizia verde

L’ospitalità è green di Pietro Mezzi

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alle cinque stelle alle cinque foglie. Non è un indovinello, ma una nuova classificazione degli alberghi italiani, quelli compatibili con l’ambiente. Per essere green oggi contano le foglie verdi. Più un hotel ne possiede, più è in linea con le nuove regole ambientali. Con tanto di requisiti obbligatori (ben 75) e facoltativi e di linee-guida da rispettare. Insomma, una cosa seria, che fa i conti con le aspettative sempre più alte dei turisti – consapevoli, critici, sostenibili - che non cercano solo luoghi interessanti e rilassanti in cui trascorrere le vacanze o soggiornare per lavoro, ma anche alberghi rispettosi dell’ambiente che consentano loro una coerenza di comportamenti in casa e fuori. Una nuova cultura si fa strada anche nel turismo culturale e d’affari, tanto che a Milano, lo scorso febbraio, si è tenuto il primo convegno nazionale di Ecoworldhotel. Un’associazione, su base volontaria, che conta oggi 107 aderenti, tutti in possesso di almeno una delle cinque eco-foglie. Un gruppo di albergatori associati, sparsi un po’ in tutt’Italia: da Sesto San Giovanni, a un passo da Milano, ad Arbus, vicino a Cagliari. Insomma, siamo in presenza della prima catena italiana di alberghi eco-friendly, a basso impatto ambientale. Una novità per l’Italia, meno per altri Paesi europei, dove questo segmento di mercato è sviluppato perché alta è la cultu-

ra dell’ambiente e del turismo responsabile. “Abbiamo voluto creare un marchio di qualità – afferma il presidente di Ecoworldhotel, Alessandro Bisceglia – perché nella competizione globale occorre guardare avanti e offrire risposte a una clientela sempre più esigente. E questo lo possono fare con successo anche gli albergatori indipendenti, che hanno capito prima di altri l’importanza del rispetto dell’ambiente anche in questo settore”. Fregiarsi del marchio di qualità Ewh significa superare una serie di prove ed essere in linea con i primi 15 requisiti obbligatori, riassunti in un’apposita “Guida per le strutture ricettive eco-sostenibili”. “Salire il primo gradino – assicura Bisceglia – non è complicato e, soprattutto, non comporta costi per l’albergatore in quanto non sono previste ispezioni da parte della struttura di controllo. Lo abbiamo deciso per facilitare il rapporto con i nuovi soci. Per il secondo step, invece, l’ispezione è obbligatoria, mentre per i successivi due livelli da superare prevediamo il solo costo della visita”. Ma entrare a fare parte della famiglia di Ecoworldhotel (www. ecoworldhotel.com) prevede altri vantaggi: consente di accedere al booking on-line delle strutture alberghiere amiche dell’ambiente, al Gruppo d’acquisto specializzato in forniture alberghiere ecologiche, bio e certificate, disporre di

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una vetrina internet per acquistare a prezzi vantaggiosi e, infine, avere a disposizione il servizio “eco-info”, un magazine via web di informazioni turisticoambientali. Ma, in concreto, cosa vuole dire dormire in un albergo col marchio Ewh? Se stiamo agli aspetti edilizi e impiantistici un hotel che si può fregiare di una o più foglie verdi vuole dire scegliere una struttura in cui i serramenti sono a taglio termico, le pareti isolate, le porte interne in fibre di legno provenienti dai residui di lavorazione, il parquet in bambù, le lampadine di classe A+. Vuole anche dire disporre di pannelli solari o fotovoltaici sul tetto, utilizzare per la pareti vernici e pitture ecologiche fotocatalitiche, attrezzare le docce dei bagni con dispositivi anti-calcare e limitatori di flusso per diminuire il consumo di acqua, fare la raccolta differenziata dei rifiuti centralizzata e in ogni singola stanza, disporre di mini bar in classe di efficienza energetica A+, carica batterie solari, biciclette per gli spostamenti medio-brevi degli ospiti. Ma vuole anche dire predisporre le attività di catering con prodotti bio e materiali in “mater-bi”, arredare gli

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ambienti con tappeti e moquette ecologiche, utilizzare detersivi eco e biodegradabili, arredare le stanze con materiali riciclati, compreso il cartone. È chiaro che per arrivare alla quinta foglia verde occorre del tempo, che in taluni casi per i gestori significa investimenti anche importanti. “Investimenti - conclude il presidente di Ecoworldhotel – che poi si ripagano con i risparmi sulla bolletta energetica, ad esempio, o con nuovi clienti attratti dall’offerta alberghiera eco-compatibile. Nonostante la complessità, il percorso che abbiamo iniziato è molto chiaro. Come chiaro è quello intrapreso dai clienti del nuovo millennio”. 


Si ricorda che durante lo svolgimento della manifestazione saranno disponibili le docce per gli autisti. Chi fosse intenzionato a partecipare con il proprio mezzoè pregato di telefonare per consentire unâ&#x20AC;&#x2122;adeguata organizzazione degli spazi. Lâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione declina ogni responsabilitĂ per danni a cose e persone durtante la manifestazione


CSC eventi ENERGIE RINNOVABILI A ROMA

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roseguono i preparativi per Zeroemission Rome 2011, l’evento dedicato a energie rinnovabili, sostenibilità ambientale, lotta ai cambiamenti climatici ed emission trading, che si svolgerà alla Fiera di Roma dal 14 al 16 settembre 2011. Giunta alla settima edizione, la manifestazione propone numerose novità, che riguardano sia i saloni - con l’esordio di Solartech, dedicato al solare termico e termodinamico - sia le nuove aree tematiche di Eolica e PV Rome - Winverter, Hi-Volts&Grids e Compomat Wind per la prima, PV Maintenance & Security e PV Trackers per la seconda. Spazio anche alla mobilità sostenibile grazie a Electric Cars, l'evento dedicato ai veicoli elettrici e ibridi che offrirà ai visitatori la possibilità di effettuare dei test drive. Inoltre, per la prima volta sarà presente l’Area R&D, che favorirà l’incontro, il dialogo e il confronto tra il mondo della ricerca applicata e quello dell’impresa. Questa speciale area espositiva offrirà grande visibilità ai principali attori della ricerca italiana ed estera: università, spin off, centri di ricerca pubblici e privati e parchi scientificotecnologici.

Partenza col botto per il Grand Prix New Holland Construction

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a prima tappa a Marzabotto, vicino a Bologna, il 16 aprile scorso, oltre 150 i clienti che vi hanno partecipato. Questi in sintesi i dati dell’evento organizzato da New Holland in collaborazione con il concessionario di zona Maie. L’edizione 2011, Energy Saving Grand Prix, vede come protagonisti le prestazioni e l’efficienza dei consumi delle macchine CNH. Lo sanno bene i clienti che hanno partecipato alla prima tappa perché hanno potuto provare gli ultimi modelli del costruttore (caricatori gommati, escavatori cingolati C Series, la serie 200 di minipale e le ultime terne) in diverse aree operative, affrontando anche svariate sfide che hanno messo in luce il reale aumento della produttività, il sensibile risparmio dei consumi e la silenziosità offerti dai nuovi motori. Oltre ai nuovi modelli, New Holland ha messo a disposizione i macchinari Sandvik per le applicazioni in cava. Della serie buona la prima. E per il futuro? Il Grand Prix si sposterà poi in Europa, con tappe che toccheranno Germania, Spagna, Francia e Italia nel corso dell’estate. L’evento conclusivo avrà luogo in Italia in ottobre.

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MARMOMACC 2011 cambia le date

a mostra di Pietre, Tecnologie e Design, torna in scena a settembre da mercoledì 21 a sabato 24, in una veste sempre più internazionale. La manifestazione veronese guarda infatti con grande interesse ai Paesi con un mercato in crescita e radica la propria presenza all’estero, raddoppiando gli appuntamenti negli Usa e in Arabia Saudita. Subito dopo la chiusura della 46^ edizione di Marmomacc, infatti, Veronafiere parteciperà assieme a Confindustria Marmomacchine, alla Saudi Stone-Tech (16-19 ottobre) di Riyad in Arabia Saudita, una rassegna dedicata al building e, al cui interno, verrà organizzata una vera e propria “fiera nella fiera” per il settore della pietra, materiali e tecnologie e per la quale i due partner cureranno la partecipazione italiana. Marmomacc si conferma così come il più importante e qualificato appuntamento

internazionale per la commercializzazione e l’aggiornamento professionale per i comparti del settore: dalla pietra grezza, alle realizzazioni di design in pietra, dai macchinari, ai prodotti strumentali e agli accessori.

in agenda 2011 EDILMEDITERRANEA 17 - 19 GIUGNO xxiV AGI 22 - 24 GIUGNO PROTEC 30 GIUGNO - 2 LUGLIO SALONE DELLA RICOSTRUSIONE 7 - 9 LUGLIO MARMOMACC 21 - 24 SETTEMBRE EDILTEK - Malpensafiere 23 - 25 settembre REMTECH 28 - 30 SETTEMBRE

COSENZA - Italia NAPOLI - Italia Torino - Italia Monticchio L’AQUILA - Italia VERONA - Italia Busto Arsizio (VA) - Italia FERRARA - Italia

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FIERA EDILIZIA CONVEGNO NAZIONALE DI GEOTECNICA PROTEZIONE CIVILE E AMBIENTALE EDILIZIA RESTAURO BIOARCHITETTURA MOSTRA DI PIETRE TECNOLOGIE E DESIGN EDILIZIA ENERGIE RINNOVABILI BONIFICHE RIQUALIFICAZIONE DEL TERRITORIO

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www.fieraedilmediterranea.it www.associazionegeotecnica.it www.protec-italia.it www.salonedellaricostruzione.it www.marmomacc.it www.ediltek.info/ www.remtechexpo.com


CSC eventi IL SOLLEVAMENTO-GRU SCEGLIE SAIE 2011

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e aziende di riferimento del settore hanno rinnovato la loro fiducia confermando la presenza all’edizione 2011 della storica manifestazione bolognese.Il settore sollevamento-gru, è un elemento essenziale della quarantasettesima edizione di Saie, in programma a Bologna dal 5 all’8 ottobre 2011. La manifestazione propone agli operatori del settore un’offerta specializzata, che si articola in tre aree, fondamentali per il rilancio del settore: • Saienergia & Sostenibilità - energia sostenibilità e green building • Saiecantiere&Produzione - cantiere, calcestruzzo e produzione • Saieservizi per progettare e costruire - servizi, software e hardware per le costruzioni “Una fiera durante la quale presentare le ultime novità”, dice Enrico Angiolini, Sales Director South Europe di Manitowoc Cranes, che aggiunge: “Manitowoc Cranes è un gruppo industriale americano, nel quale sono incorporati marchi quali: Potain, Grove, Manitowoc e National Crane, che ha come principale obiettivo fornire ai clienti la gamma di soluzioni di sollevamento più tecnologicamente avanzata e completa. La nostra passione per il sollevamento ci porta a continuare ad investire nella ricerca e nello sviluppo di nuovi prodotti e soluzioni, anche in periodi economicamente complessi come quelli che stiamo attraversando. Manitowoc sarà pertanto lieta di presentare le ultime novità tecnologiche al Saie a testimonianza di un continuo impegno rivolto a migliorare il rapporto professionale con i clienti, e la sicurezza nei cantieri”. Anche Efisio Moi, Vice presidente Liebherr Italia spa, conferma la sua presenza: “Liebherr Italia S.p.A. sarà presente a Saie 2011 quale importante fiera per i mezzi di sollevamento con la divisione autogrù, rappresentando lo stabilimento tedesco Liebherr-Werk Ehingen GmbH, e con la divisione gru a torre rappresentando gli stabilimenti Liebherr-Werk Biberach GmbH (Germania) e Liebherr Industrias Metallicas S.A. (Spagna)”. Anche l’italiana Merlo è presente all’appello perché “consideriamo Saie la manifestazione di riferimento per il comparto edile, per quanto riguarda macchinari e attrezzature - dichiara Agostino Aime, Direttore Commerciale di Merlo spa Industria Metalmeccanica - e la nostra partecipazione al Saie è storica, essendo presenti da oltre 30 anni. Da alcuni anni privilegiamo un format fortemente partecipativo e coinvolgente, affiancando all’area espositiva statica un’area supplementare di 300 mq dedicata alle dimostrazioni dinamiche. Nella prossima edizione promuoveremo anche una particolare attrezzatura per la pulizia dei pannelli fotovoltaici e un sollevatore telescopico rotante di altissima capacità con caratteristiche uniche sia dal punto di vista della sicurezza operatore (con gli adeguamenti più rigorosi alla direttiva 13000) sia sotto il profilo gestionale e funzionale.”

Ediltek spinge le fonti alternative di energia

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a dodicesima edizione della Fiera dell’edilizia, che si terrà a Malpensafiere dal 23 al 25 settembre 2011, pone l’accento su Eco&energia, il salone delle energie rinnovabili che offre sempre più spazio all’energia eolica, solare, geotermica, idroelettrica e da biomassa. Dopo il successo della scorsa edizione, che ha registrato oltre 15 mila presenze, Ediltek ripropone i saloni storici della manifestazione varesina: • Salone del trasporto, una panoramica completa del ‘motore’ dell’edilizia • Casa 21, un nuovo concetto di abitazione che assicura un’elevata qualità della vita • Living Graden, soluzioni per arredare il verde pubblico • Eco&nergia, dedicato alle energie rinnovabili • Climatica, un nuovo modo green per vivere la casa • Real Estate, spazio dedicato agli aspetti più complessi legati alla compravendita di immobili.

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napoli: quinta tappa del tour made expo

ormai prossimo alla fase conclusiva il “MADE expo in tour”, l’evento itinerante voluto da MADE expo in collaborazione con Sinergie Moderne Network per coinvolgere i professionisti e le realtà attivi sul territorio. Dopo il successo delle precedenti tappe, il 12 maggio a Napoli si è tenuto il penultimo incontro in calendario intitolato “Il nuovo software per una progettazione edile consapevole”, con approfondimenti sui nuovi applicativi impiegati per la progettazione nel settore dell’edilizia e dell’architettura. Ad aprire i lavori il saluto istituzionale del presidente di MADE expo Andrea Negri, a cui sono seguiti gli interventi di Claudio Barluzzi, Cad&Cad group – Autodesk; Bruno Biondi, STS – Software Tecnico Scientifico; Marco Carta, Logical Soft; Pier Michele di Pisa, Systems Comunicazioni; Stefano Converso, Università degli Studi Roma Tre; Gaetano Manfredi, Università Federico II di Napoli; Paolo Sattamino, ISI – Ingegneria Sismica italiana. Con l’appuntamento partenopeo “MADE expo in tour” si avvia alla conclusione. L’iniziativa ha percorso l’intero territorio nazionale con gli incontri di Bari, Padova, Milano e Bologna accompagnata da una forte affluenza di professionisti interessati a cogliere opportunità di aggiornamento e visibilità. Il progetto “MADE expo in tour”, affronta tematiche preparatorie alla manifestazione fieristica che si terrà a Milano dal 5 all’8 ottobre 2011, punto di riferimento per gli esperti del settore. Ricordiamo che la tappa conclusiva sarà a Roma il 14 giugno e riguarderà la riqualificazione immobiliare, il recupero edilizio e il consolidamento strutturale.

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CSC vetrina | La benzina dei Champion

| Pulisce con | lo Scorpione

Un nuovo prodotto nasce dai laboratori R&D della Magigas. La rinnovata 102 Champion Omologata Csai e Fia garantisce un potere antidetonante, una accelerazione e una capacità di raffreddamento al limite della categoria su tutti i motori aspirati e turbocompressi da competizione caratterizzati da alte temperature in camera di combustione. La presenza di nuovi idrocarburi a altissimo potere calorifero, abbinati a una percentuale d'ossigeno portata al limite assoluto di categoria (3,7%), così come il nr di ottano Ron e Mn fanno della nuova Champion 102 Ron la nuova frontiera, il riferimento assoluto fra le benzine omologate. I migliori risultati si ottengono ritardando l'anticipo d’accensione e con un adeguamento della portata di benzina. Agendo nel modo corretto sarà possibile guadagnare dal 5 al 6 % di potenza con guadagni addirittura maggiori in accelerazione. 102 Champion è in vendita in fusti da 25 e 50 litri al prezzo, rispettivamente, di Euro 3.85 e Euro 3.60 al litro (iva compresa).

Abarth Cockpit Cleaner ha una formula priva di silicone e dal potente effetto antistatico, così ripristina velocemente l’aspetto curato e satinato tipico di una vettura nuova su plastiche, inserti in radica o carbonio evitando a lungo il riformarsi della polvere. Una volta spruzzato, si strofina immediatamente la superficie trattata per poi asciugare le parti con un panno pulito. Il profumo contenuto nella sua formula, inoltre, elimina attivamente l’odore di fumo nell’abitacolo lasciando un aroma intenso e duraturo.È in vendita in confezioni spray da 300 ml. al prezzo di 12 euro (iva compresa) Per maggiori Informazioni: F.lli Galbarini S.r.l. - GREEN STAR www.greenstar.it info@greenstar.it

| Cabine di primavera con CarPlan CarPlan Elimina Odori è un potente in grado di neutralizzare i cattivi odori che possono rimanere a bordo del mezzo (cibo, tabacco). Si spruzza attraverso il pratico nebulizzatore e immediatamente rilascia all’interno della cabina un gradevole e prolungato profumo di pulito. CarPlan Pulitore Interni è invece un detergente in schiuma che rimuove anche lo sporco più ostinato da tutti i rivestimenti del veicolo in tessuto, pelle e velluto (tappeti, sedili e tutte le finiture). La sua formula avanzata, oltre a contribuire a neutralizzare gli odori sgradevoli lasciando un piacevole profumo di agrumi, contiene uno speciale scudo protettivo che respinge la polvere aiutando a prevenirne a lungo la formazione. Il prodotto si applica in modo semplicissimo: si spruzza direttamente sulla superficie da trattare, con la spazzola integrata nel tappo si strofinano le aree maggiormente sporche o poco raggiungibili e si rimuove il prodotto in eccesso con un panno umido. Mentre CarPlan Smacchiatore è indicato per rimuovere dai rivestimenti del mezzo le più comuni macchie di sporco (cibi e bevande, biro, unto, gomme da masticare). La sua formula avanzata è composta da particolari detersivi e detergenti attivi che garantiscono una pulizia eccellente, senza scolorare il tessuto. CarPlan Smacchiatore si applica direttamente sulla macchia, con la pratica spazzola integrata nel tappo si distribuisce in modo omogeneo e si rimuove il prodotto in eccesso con un panno asciutto. Prezzi consigliati al pubblico (IVA inclusa): CarPlan Elimina Odori: 6,50 euro; CarPlan Pulitore Interni: 7,55 e CarPlan Smacchiatore 10,80.

| Rilassati alla guida con Tempur Il collare Transit, a forma di ferro di cavallo, misura 30 x 8 x 28 centimetri. È un accessorio comodo e pratico che fornisce alla zona cervicale un supporto supplementare in ogni situazione in cui questo è desiderato, consentendo di abbandonarsi al riposo anche quando si è in posizione seduta. La combinazione ideale è con il supporto lombare Transit, che misura 30 x 25 x 6 centimetri e si adatta a qualsiasi sedile e corporatura, dando sollievo alla parte bassa della schiena.
 Sviluppato negli anni Settanta all’Ames Research Center della Nasa, in California, per migliorare il comfort e la protezione dall’accelerazione di gravità sui sedili dei veicoli spaziali e perfezionato nel 1991 da Tempur World in Danimarca per usi privati, il materiale Tempur rappresenta una rivoluzione del comfort, unendo morbidezza e durata senza confronti. I materassi al primo contatto possono sembrare piuttosto rigidi, ma si ammorbidiscono e si adattano alla forma del corpo grazie alla temperatura e al peso corporei. I prodotti Tempur Transit sono garantiti per 3 anni e sono disponibili in tutti i rivenditori d'Italia. Per informazioni www.tempur.it oppure numero verde 800 007 709.

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CSC giugno 2011


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