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L'Industria della Gomma 9-2026

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MERCATO MACCHINE SCENARI INCHIESTA MESCOLE

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA

In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi

MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI • Settembre 2026

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SOMMARIO

MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI

ANNO 70 - SETTEMBRE

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA www.industriagomma.it Direttore responsabile Andrea Aiello In redazione Daniela Garbillo - daniela.garbillo@edifis.it Collaborano alla rivista Gianpaolo Brembati, Giuseppe Cantalupo, Eugenio Faiella, Beatrice Garlanda, A.L. Spelta

Abbiamo letto 10

RASSEGNA DELLA STAMPA TECNICA ESTERA

Grafica e impaginazione Barbara Aprigliano - barbara.aprigliano@edifis.it Pubblicità dircom@edifis.it Traffico Pubblicitario Francesca Gerbino - francesca.gerbino@edifis.it Stampa Grafiche Arrara Grafiche Arrara s.r.l. – Abbiategrasso (MI) Costo di una copia ai soli fini fiscali € 1,00 Abbonamento Italia € 90, Europa € 130, Estero € 150 abbonamenti@edifis.it Arretrati € 15,00 Amministrazione amministrazione@edifis.it

Registrazione Tribunale di Milano n. 4275 del 1.4.1957 Iscrizione Registro Operatori della Comunicazione n. 06090 Tutti i diritti di riproduzione degli articoli e/o foto sono riservati. Manoscritti, disegni, fotografie, supporti audio e video anche se non pubblicati non saranno restituiti. Per le fotografie e le immagini per cui, nonostante le ricerche eseguite, non sia stato possibile rintracciare gli aventi diritto, l’Editore si dichiara disponibile ad adempire ai propri doveri. Ai sensi del Reg.EU 679/2016 l'Editore garantisce la massima riservatezza nell'utilizzo della propria banca dati con finalità redazionali e/o di invio del presente periodico. Ai sensi dell'art. 15 il ricevente ha facoltà di esercitare i suoi diritti fra cui la cancellazione mediante comunicazione scritta a EDIFIS Srl - Viale Coni Zugna 71 - 20144 Milano (o ai riferimenti sotto trascritti), luogo della custodia della banca dati medesima.

L’Industria della Gomma una rivista edita da: Edifis S.r.l. Viale Coni Zugna 71 20144 - Milano - Italy Tel. +39 023451230 Fax +39 023451231 www.edifis.it

ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA DI SETTORE

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

Mondogomma

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AMAPLAST TRACCIA NUOVE ROTTE PER I COSTRUTTORI DI MACCHINE

L’assemblea annuale dell’associazione dei costruttori di macchine per plastica e gomma ha fatto il punto su un 2025 in rallentamento, ma non del tutto negativo. Rinnovati gli organi associativi, mentre dai dati di settore emerge la tenuta di un comparto fortemente orientato all’export. Sullo sfondo, le riflessioni del presidente Massimo Margaglione sul ruolo dell’Europa, la concorrenza cinese, la transizione industriale e l’intelligenza artificiale.

24 L’INDUSTRIA ITALIANA OLTRE I LUOGHI COMUNI Dall’export al PIL pro capite, fino alla competitività internazionale: ospite all’Assemblea Amaplast, il direttore della Fondazione Edison Marco Fortis ha messo in discussione molti stereotipi sull’economia italiana. In un contesto segnato dal rallentamento della crescita globale e dall’ascesa della Cina, il manifatturiero nazionale, secondo l'economista, continua a mostrare risultati che lo collocano tra le economie più competitive d’Europa.

32 IA ED ERP, UNA COPPIA VINCENTE L’intelligenza artificiale non sostituisce ERP e sistemi di pianificazione, ma ne amplifica le potenzialità. Un articolo pubblicato da Supply Chain Briefing e firmato da Lisa Anderson (LMA Consulting Group) illustra, attraverso casi applicativi, come l’integrazione tra IA e sistemi gestionali consenta di accelerare le analisi, simulare scenari complessi, valutare gli investimenti e migliorare il processo decisionale lungo tutta la catena di fornitura.

38 AL-GOM CELEBRA 40 ANNI DI ATTIVITÀ L’azienda bresciana specializzata nella produzione di guarnizioni in gomma e costampati gomma-metallo ha festeggiato il quarantennale ripercorrendo la propria storia e rendendo omaggio a clienti, fornitori e dipendenti che hanno contribuito alla sua crescita.


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SOMMARIO

MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI

ANNO 70 - SETTEMBRE

INCHIESTA MESCOLE

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IL MERCATO CERCA NUOVI EQUILIBRI

Il settore delle mescole continua a navigare in acque agitate. Dopo un 2025 caratterizzato da una domanda debole e da un mercato incapace di ritrovare slancio, il 2026 si è aperto con nuove tensioni geopolitiche e con un quadro normativo sempre più complesso, tra PFAS, EUDR e transizione sostenibile. Dalle risposte raccolte nella nostra inchiesta emerge però un comparto che, pur tra molte incertezze, non rinuncia a investire. Se l'automotive resta il settore più in difficoltà e la pressione sui costi continua a pesare, crescono le opportunità nei segmenti più specialistici, dove innovazione, ricerca, assistenza tecnica ed elevato contenuto prestazionale fanno la differenza. La sostenibilità, pur frenata da un mercato ancora sensibile al prezzo, sta progressivamente passando dalle dichiarazioni ai fatti, con investimenti in riciclo, devulcanizzazione, materie prime alternative ed efficientamento dei processi. In un mercato sempre più selettivo, competitività e resilienza dipenderanno dalla capacità di creare valore più che da quella di aumentare i volumi.

CALDIC COMET u COMPOUNDS u ELASTOMERS UNION u EU SILICONES COMPOUNDING DIVISION

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EURORUBBER HEXPOL u ISOPREN u PMG u TERMOGOMMA u TOVO GOMMA

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Dalle Aziende

54 ENGEL INSERT: EFFICIENZA VERTICALE PER I PROCESSI LSR

La mobilità a idrogeno è considerata una delle tecnologie chiave per un futuro a impatto climatico zero. Al centro di questa visione c’è la cella a combustibile, un sistema che impone alla tecnologia di produzione requisiti particolarmente elevati. Uno dei processi più critici è l’applicazione di guarnizioni in silicone liquido (LSR) sugli strati di diffusione del gas (Gas Diffusion Layer o GDL). Engel propone una soluzione altamente automatizzata che unisce la massima precisione a produttività e redditività elevate.

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60 MORANDI

OLTRE UN SECOLO DI INGEGNO E TRADIZIONE MECCANICA

Nata come officina per la lavorazione dei metalli, Morandi attraversa oltre un secolo di storia industriale italiana con una costante capacità di adattamento. Dalla produzione di macchinari per bottonifici alla progettazione di soluzioni per automotive, cavi, funi, trecciatrici e articoli tecnici in gomma, l’azienda è oggi guidata dalla quinta generazione e integra tradizione meccanica, automazione e meccatronica.

Normative

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64 NUOVE REGOLE PER LA FILIERA DELLE BATTERIE/PARTE I

Il decreto legislativo n. 29/2026 adegua l’ordinamento italiano al nuovo regolamento europeo sulle batterie, introducendo un modello di gestione più sostenibile lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. Tra le principali novità: rafforzamento della responsabilità estesa del produttore, nuovi obblighi per gli operatori economici, istituzione del Registro dei produttori e del Tavolo nazionale batterie, oltre a obiettivi più ambiziosi di raccolta e riciclo. Un quadro normativo che punta a coniugare transizione ecologica, economia circolare e maggiore controllo della filiera.

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GLI INSERZIONISTI DI QUESTO NUMERO

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

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Generazione centralizzata di report di prova multi-strumento

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Interscambio dati con programmi gestionali ed altre piattaforme

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Il programma Datagest è la piattaforma di gestione dei dati (LIMS) installata unitamente a tutti i programmi per l’utilizzo degli strumenti. Raccoglie tutti i risultati delle prove effettuate e permette di: • Visualizzare, filtrare, confrontare e esportare i risultati delle prove di tutti gli strumenti Gibitre connessi. • Gestire limiti di tolleranza per i risultati archiviati. • Produrre report di prova multistrumento. • Sincronizzare i dati con altri programmi gestionali.


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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

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Rassegna della stampa tecnica estera www.tiretechnologyinternational.com | APRIL 2012

INTERVIEWS

Jean-Pierre Jeusette general director, Luxembourg Innovation Center, Goodyear Dunlop Roger Sanders technical manager, Continental UK

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Letter of I più interessanti articoli usciti di recente sulle riviste tecniche the law internazionali specializzate e riguardanti materiali, applicazioni, processi, prove, misurazioni e destinati al settore della trasformazione della gomma. Letti e riassunti per voi dai nostri esperti. Product W de from Tir buts Technologe Expo 2012y

Revolution or rush job? Important questions remain unanswered ahead of tire labeling’s introduction in European markets

ELASTOMERI E MATERIE PLASTICHE IL RICICLO DEGLI PNEUMATICI DI SCARTO: DALLA DISCARICA A PRODOTTI UTILI MEDIANTE DEVULCANIZZAZIONE A.S. Thomas, P. P Nair, Department of Chemical Engineering, Government Engineering College, Thrissur (India), J. Shibu, International and Inter University Centre for Nanoscience and Nanotechnology (IIUCNN), Mahatma Gandhi University, Kottayam (India), A. Krishnamoorthy, Department of Basic Sciences & Humanities, Adi Shankara Institute of Engineering and Technology, Kalady (India), vaishak N, School of Polymer Science and Technmology, Mahatma Gandhi University, Kottayam (India) - email anandkrishnamoorthy20@gmail.com - KGK 6/2025 - pag. 54-62. ’enorme quantità di pneumatici usati è ormai finalmente riconosciuta come il problema più importante dell’intera industria della gomma, dal momento che costituisce quasi l’80% dello scarto di gomma a livello globale. La sua cattiva gestione e l’utilizzo di vecchie tecniche convenzionali di riciclo hanno dato luogo, nell’ultimo decennio, a una sfida enorme per ricercatori e scienziati, anche se la presenza di pericolosi idrocarburi nella gomma degli pneumatici usati richiede prudenza per la sua rigenerazione e ulteriore utilizzo. Nel settore delle materie plastiche la si-

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THE NEXT TOP MODEL

UNIVERSITY FOCUS

Bridgestone’s latest take on colored sidewalls is lightweight, and simple enough to be applied by dealers

We explore the role of tire data in vehicle performance simulations. Will engineers ever know enough?

Isoprene from cellulose: how the paper industry could enter the tire supply chain

tuazione è diversa, poiché la maggior parte sono prodotte come materiali da riciclo (vedi imballaggio), con gli scarti opportunamente trattati per mezzo di tecnologie esistenti, che entro il 2030 potrebbero aumentare il riutilizzo al 50% della loro produzione, e con la ricerca e la messa a punto di nuove tecnologie sostenibili. Per quanto riguarda la gomma, uno dei più vantaggiosi approcci per il suo riciclo è la devulcanizzazione, per la quale esistono parecchi metodi brevettati, basati sui componenti usati, sulle condizioni e sulle proprietà delle gomme trattate ottenute. Si parla così di ricostruzione, incenerazione, riciclo meccanico, che comprende triturazione e granulazione, recupero e decomposizione termica, nonché di alcuni metodi sofisticati come i processi di liquefazione idrotermica, gassificazione e pirolisi. Ci sono tuttavia diversi fattori, che ostacolano lo sviluppo dei metodi attuali di riciclo degli pneumatici su scala commerciale, come l’elevato costo energetico, il basso valore di mercato, la richiesta del prodotto etc., ma le tecnologie si stanno comunque evolvendo per aiutare il recupero di materiali utili dagli pneumatici di scarto, come carburante, prodotti chimici etc., minimizzando in tal modo le ripercussioni dell’inquinamento sull’ambiente e conservando le

risorse disponibili. Un esempio pratico è il recupero di carbon black da pirolisi degli pneumatici fuori uso, trattato con acidi per ridurre il contenuto di cenere. Questo articolo prende in rassegna i recenti progressi nelle tecnologie di devulcanizzazione, accennando anche al potenziale di incorporazione della gomma riciclata in applicazioni a valore aggiunto e al ruolo delle pratiche industriali sostenibili nell’ambito dell’economia circolare. Devulcanizzazione. Sostanzialmente questo processo consiste nel meccanismo di rottura dei legami solforici della gomma vulcanizzata, senza scindere la catena principale e rompere il polimero. A seconda del metodo adottato, la prima fase del processo è la frantumazione dello pneumatico, effettuata eventualmente più di una volta in base all’utilizzo previsto dello scarto di gomma. Macinazione a temperatura ambiente. Si tratta di un processo fisico, fatto di solito con l’utilizzo di un frantumatore a due cilindri o di un mescolatore a elevata forza di taglio, con una lama rotante e coltelli che separano le fibre, soprattutto quelle di acciaio che, una volta separate, consentono la macinazione della gomma. La dimensione finale dei granuli (5-5.5 mm) è determinata dai passaggi attraverso l’apertura fra i rulli. Questo metodo presenta pe-


ABBIAMO LETTO PER VOI

rò due svantaggi: produce calore, che può causare ossidazione e deteriorare i granuli di gomma, e per ottenere una piccola dimensione dei granuli la procedura diventa piuttosto costosa. Macinazione umida. Questa tecnica, con la variante a getto d’acqua, utilizza l’acqua come agente di raffreddamento e lubrificante e consente di ottenere granuli di gomma di dimensione da 10 a 20 μm, che trovano utilizzo come carica in compositi di alta qualità. Utilizzata di solito per grandi pneumatici di autocarro, questo metodo offre granuli di gomma di elevata purezza e ampia area superficiale ed è considerato sostenibile, in quanto si attua in un sistema a circuito chiuso, a basso rumore e basso consumo di energia. Macinazione criogenica. Una volta congelata la gomma con azoto liquido, il materiale viene frantumato in un mescolatore. Il metodo è veloce e pulito per ottenere granuli di gomma con particelle di piccola dimensione, che si presentano con superficie li-

scia e un’ampia gamma di distribuzione granulometrica. Si tratta tuttavia di una tecnica costosa rispetto a quelle di macinazione a temperatura ambiente, a causa delle caratteristiche di utilizzo dell’azoto liquido. Devulcanizzazione chimica. Con questa tecnica vengono rotti i legami carbonio-zolfo e zolfo-zolfo con agenti chimici, usandola in combinazione col metodo termo-meccanico per accelerare il processo. Gli agenti di devulcanizazione più comunemente usati sono tiol-ammine, disolfuri e loro sali di zinco, idrocarburi idrossi o clorurati: si tratta di un processo ciclico, in cui gomma e agenti chimici vengono miscelati a pressione e temperatura controllate per iniziare la devulcanizzazione, complessa e difficile da comprendere pienamente. Il metodo è tossico poiché sono molto tossici i diversi agenti chimici impiegati, che l’articolo prende in esame, illustrandone il funzionamento e arrivando alla conclusione che sono soprattutto le alcanolammine a rivelar-

si efficaci, così da rappresentare un potenziale percorso per futuri studi sul recupero della gomma. Devulcanizzazione meccano-chimica. In questa sezione l’articolo mette a confronto i metodi LTMD (Low Temperature Mechano-chemical Devulcanization), che si serve dell’attrezzatura a bassa temperatura LTRE (Low Temperature Reclaiming Equipment), e HTAD (High Temperature Atmospheric Devulcanization), con il risultato che il metodo LTMD/LTRE può rompere selettivamente i legami della gomma, situazione che aumenta molto le proprietà meccaniche e fisiche della gomma di recupero, così che risulta essere una migliore opzione per produrre gomma riciclata ecosostenibile e di alta qualità. Devulcanizzazione ultrasonica. La tecnica di devulcanizzazione a ultrasuoni rompe selettivamente i legami carbonio-zolfo e zolfo-zolfo della gomma senza intervenire sul legame carbonio-carbonio. Tuttavia, sotto l’influenza delle condizioni di processo, le vibra-

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zioni ultrasoniche possono scindere i legami carbonio e per questo motivo è importante scegliere correttamente le condizioni del processo. Il metodo a ultrasuoni offre il vantaggio di essere facile, veloce e senza agenti chimici, risultando uno dei metodi più facili per controllare la qualità del devulcanizzato e ottenere un notevole grado di devulcanizzazione. Metodo a microonde. L’irradiazione a microonde produce un moto molecolare, aumenta la temperatura di reazione e ottiene così la rottura dei legami. È essenziale controllare l’energia per rompere solo i legami zolfo-zolfo e carbonio-zolfo, escludendo il legame carbonio-carbonio, mentre per una buona devulcanizzazione il materiale dovrebbe essere di natura polare per produrre il calore che dà inizio al processo. Metodo biologico. In questa tecnica biologica di devulcanizzazione vengono utilizzati differenti enzimi di desolforazione, presenti nei microorganismi, per iniziare l’attacco biologico che rompe i legami zolfo della gomma vulcanizzata. La resa della devulcanizzazione biologica è bassa, poiché si verifica solo sulla superficie della gomma e, di conseguenza, le sue limitazioni e il lungo tempo di lavorazione tengono attualmente questa tecnica ben lontana da applicazioni commerciali. Metodo termo-meccanico. Questo metodo sottopone lo pneumatico a un’elevata forza di taglio e a una specifica temperatura e mette in tensione i legami della gomma. L’articolo passa in rassegna molte ricerche sull’argomento, evidenziandone i risultati e le eventuali applicazioni pratiche già verificate. Devulcanizzazione supercritica. Lo stato supercritico è definito come il particolare stato di aggregazione nel quale non c’è separazione fra le fasi gassosa e liquida: questo metodo utilizza carbonio supercritico (ScCO2) e difenil disolfuro come agente di devulcanizzazione. In alcuni casi si riesce a ottenere un’efficiente devulcanizzazione quasi senza degradazione della gomma di scarto, con un grado di devulcanizzazione vicino al 90%. Valore aggiunto degli pneumatici di scarto. L’aumento costante dei consumi di materie plastiche e di gomma rappre12

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

senta una grave minaccia per l’ambiente, alla luce della difficoltà di smaltire i loro scarti post consumo. Da qui l’importanza di riuscire a dare valore aggiunto agli scarti, con il tentativo di riciclare i materiali di scarto degli pneumatici in compositi con buone o addirittura migliori proprietà, situazione promettente in termini di lavorazioni praticabili e di un ambiente più sicuro. La gomma GTR (Ground Tyre Rubber), macinata da pneumatici di scarto, offre la possibilità di sviluppare, per esempio, nanomateriali come il grafene, per l’utilizzo come additivi di rinforzo in materiali compositi, da incorporare in cemento o in altri compositi plastici, per ottenere una riduzione nell’utilizzo dell’energia e, di conseguenza, nell’emissione di gas serra. Altre possibilità sono quelle di ottenere prodotti chimici e carburanti dal riciclo chimico e nanotubi di carbonio da rifiuti plastici. Pratiche sostenibili da parte delle industrie. È evidente che la sostenibilità è molto importante per la prosperità e la sopravvivenza a lungo termine, minimizzando il consumo delle risorse e la generazione di scarti a un livello accettabile per soddisfare i bisogni umani attuali senza compromettere quelli delle future generazioni. Si rende quindi necessario realizzare il programma della “Gestione a scarti zero”, che deve essere svolto in funzione di un mondo migliore e incoraggiare i produttori di manufatti a usare approcci sostenibili alla lavorazione degli scarti. Prendendo in considerazione il settore dell’automobile e, nello specifico, quello degli pneumatici, che da soli contano per il 40-50% dell’inquinamento globale, si sta già cercando di mettere a punto tecnologie per la produzione degli pneumatici in modo sostenibile con l’utilizzo, per esempio, di oli vegetali come plastificanti, con la sostituzione di cariche tossiche, con l’utilizzo di aiuti di processo biologici e di silice modificata in superficie. LAVORAZIONI E METODI APPLICAZIONI INDUSTRIALI DI MISCELAZIONE: CAPIRE LA DIFFERENZA FRA ELEVATA E BASSA FORZA DI TAGLIO. Mn. Hennis, Indco, New Albany, Indiana (USA) RUBBERWORLD, marzo 2026 - pag. 38-41.

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a miscelazione industriale è un processo fondamentale in varie industrie (gomma, petrolchimica, farmaceutica, cosmetica) ed è parte integrante di processi in continuo, come il trattamento delle acque, la produzione di carburanti ed energia e l’estrazione di metalli e minerali. Obiettivo della miscelazione è quello di combinare ingredienti, dissolvere o sospendere materiali solidi ed emulsionare liquidi per creare una miscela uniforme, ma diverse applicazioni richiedono di variare l’intensità dei livelli di miscelazione, situazione in cui entra in gioco la miscelazione a elevata e bassa forza di taglio. Tutti i macchinari per la miscelazione generano flusso e forza di taglio, con una localizzata interazione turbolente fra particelle sul bordo della girante di miscelazione o sulla lama di dispersione a elevata forza di taglio. Con la scelta del disegno di girante e lama e il controllo della velocità rotazionale del miscelatore si possono definire le proporzioni dell’energia in ingresso, che vengono convertite in flusso e forza di taglio. L’articolo mette quindi in evidenza le differenze fra miscelazione a elevata e a bassa forza di taglio: nel primo caso la lavorazione avviene con intensa energia, come nella produzione di mescole di gomma, per trattare ingredienti con differenti viscosità, densità o dimensione di particelle, mentre nel secondo caso la lavorazione riguarda ingredienti di viscosità e densità simili, a cui si applica un moto di flusso delicato, con un’energia sufficiente per una miscelazione con minima forza di taglio. È quest’ultima il caso delle mescole di lattice, utilizzate per rivestimenti o forniture mediche. In pratica i due tipi di miscelazione differiscono per livelli di energia, velocità di rotazione e intensità di lavorazione, e l’articolo può risultare interessante per chi lavora gomme liquide o lattici, non tanto per la succinta esposizione dell’articolo, quanto per l’ampia sezione, racchiusa in un apposito riquadro, che


ABBIAMO LETTO PER VOI

illustra in dettaglio le modalità della dispersione, evidenziando i fattori chiave della lavorazione e la scelta della giusta lama. MATERIE PRIME GESTIONE DELLE MATERIE PRIME NEL REPARTO DI MESCOLAZIONE. S. Bortoli, Color Service, Dueville, Vicenza (Italia) - RUBBERWORLD, marzo 2026, pag. 43-44. i tratta di un breve articolo, che si apre con l’assunto, mai ripetuto abbastanza, che nel reparto di mescolazione della gomma le materie prime, le polveri e i liquidi devono essere pesati e miscelati con assoluta precisione, per evitare di danneggiare le qualità della mescola, aumentare gli scarti e rallentare la produzione. Tradizionalmente la movimentazione manuale presenta rischi di errori del personale, di dosaggio incostante, di esposizione alla polvere, con il pericolo di compromettere sicurezza ed efficienza.

S

Il sistema Dositech di Color Service fornisce un dosaggio automatico e soluzioni per trasformare la movimentazione manuale delle materie prime al fine di assicurare ripetibilità, precisione di pesatura e completa tracciabilità di ogni batch. I vantaggi sono molteplici e consistono in: qualità e consistenza del batch, grazie alla precisione della pesatura e all’erogazione automatica degli ingredienti; velocità di produzione ed efficienza, con la gestione programmata da software, che minimizza i tempi di fermo; sicurezza e ambiente: i sistemi chiusi, il trasporto pneumatico e l’eliminazione della polvere riducono i contaminanti e i rischi elettrostatici, con minima esposizione degli operatori a polveri e prodotti chimici pericolosi; tracciabilità e informazioni: i dettagli di ogni operazione vengono registrati in tempo reale; gestione della formulazione: un blocco previene cambiamenti non autorizzati e la scalabilità del sistema assicura richiamo della formulazione e

flessibilità; rendimento e scarto: il preciso dosaggio e le perdite minimizzate riducono gli scarti del materiale; scalabilità facile e adattabile; manodopera: i sistemi automatici riducono i costi; efficienza energetica ottimizzata dall’automazione; integrazione: ottima, con la progettazione che assicura il collegamento con i sistemi di controllo dello stabilimento per una produzione completamente automatica. RICICLO DELLA GOMMA - APPLICAZIONI OMYALOOP FC: AUMENTARE IL CONTENUTO DI MATERIALE RICICLATO IN UNA FORMULAZIONE DI EPDM PER IL SETTORE AUTOMOTIVE C.K. Georgantopoulos, Omya International, Oftringent (Switzerland), TG. Bakiler, I.S. İşkan, Ö. Aksoy, Erenli Kaucuk & Plastic Sanayi, Izmir (Turkey) - RUBBERWORLD, aprile 2026, pag. 34-36. egli ultimi dieci anni, in Europa molte regolamentazioni ambientali e chimiche hanno

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indirettamente incoraggiato l’aumento del contenuto di materiale riciclato in polimeri e mescole di gomma. Con la direttiva End-of-Life Vehicles (ELV) 2000/53/EC l’industria dell’automobile è stata sollecitata a concentrarsi su riciclabilità dei materiali e recupero, in base ai concetti di sostenibilità, riduzione dell’inquinamento ed economia circolare, che sono la base consolidata dell’ambientalismo globale. Recentemente, Omya ha introdotto sul mercato OmyaLoop FC, una nuova famiglia di prodotti di carbonato di calcio di recupero da altre industrie, destinati allo smaltimento come scarti, e certificati da Bureau Veritas come riciclati al 100%, Grazie alla sua elevata qualità, Omyaloop FC soddisfa la norma EU10/2011 per il contatto con alimenti. Prodotto con lo stesso processo di macinazione dei tipici prodotti Omya, OmyaLoop FC ne presenta le stesse caratteristiche e può sostituire il carbonato di calcio standard senza alcuna modifica di processo. Erenli è un’innovativa azienda turca, che produce tubi in EPDM per l’automobile e sta attualmente provando nuove cariche, che soddisfano le normative europee come European Green Deal e Circular Economy Action Plan, che si focalizzano su materiali sostenibili, promuovendo il riciclo e riducendo le formulazioni di gomma ad alta intensità di carbonio. Per le prove vengono preparate tre mescole identiche a base EPDM, che differiscono solo per il carbonato di calcio utilizzato (grado standard per quella di controllo, OmyaLoop 2FC e 5FC per le altre due), che per quanto riguarda il grado standard e OmyaLoop 2FC hanno la stessa distribuzione granulometrica (d50 =2,5 μm e d98 = 12 μm), mentre il grado 5FC è più grossolano (d50 = 5 μm e d98 = 30 μm). Le prime prove condotte riguardano le proprietà di processo: per ogni prodotto di gomma il tempo di processo è uno degli indicatori più cruciali della lavorazione, dal momento che ogni difetto nel processo di vulcanizzazione può causare più bassa produttività e/o un manufatto scarsamente vulcanizzato. La maggiore preoccupazione per l’incorporazione del nuovo carbona14

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

to di calcio riciclato era la sua influenza sul profilo di vulcanizzazione, ma i gradi standard e OmyaLoop 2FC hanno dato gli stessi risultati. Per quanto riguarda le prove meccaniche, sono state verificate dapprima la densità e la durezza delle mescole esaminate e, alternando il carbonato di calcio standard e i gradi OmyaLoop FC, non si sono notati cambiamenti dei due parametri in nessuna mescola. Verificati poi i valori di carico e allungamento a rottura, anche in questo caso tutte le mescole hanno mostrato gli stessi valori. Infine, le prove di resistenza a lacerazione e compression set hanno mostrato che solo la mescola con OmyaLoop 5FC presenta un valore di compression set elevato, mentre restano analoghi quelli delle altre due mescole. Alla luce dei risultati ottenuti, la conclusione dello studio è che l’introduzione del nuovo OmyaLoop FC offre molti vantaggi tecnici e ambientali nelle formulazioni prese in esame, così che Omya apre la strada verso un futuro più green e più sostenibile per le cariche alternative nell’industria della gomma. Di conseguenza Erenli è in grado di soddisfare le richieste delle normative attuali, migliorando la prestazione e aumentando il contenuto di materiale riciclato della formulazione. In pratica, con l’utilizzo di OmyaLoop FC il contenuto riciclato della mescola sale a 11wt%, in accordo con la normativa ELV, e le correlate azioni per sostenibilità e risultati tecnici sono in linea con la normativa European Union 2019/631 Green Deal per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità dell’industria dell’automobile. MANUFATTI E APPLICAZIONI SFIDE DEGLI PNEUMATICI PER VEICOLI ELETTRICI (EV). J. Peled, Pelmar Engineering, Israel RUBBERWORLD, aprile 2026, pag. 38-40. veicoli elettrici e a guida autonoma, talvolta identificati come CASE (Connected - Autonomous - Shared - Electric), sono in continua evoluzione, mostrando aumento di peso a causa della batteria, del gruppo propulsore e dell’equipaggiamento elettrico. La conseguenza dell’aumento di peso è che il veicolo richiede pneu-

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matici con capacità di sopportazione di carico superiore, mentre la velocità di perdita della pressione di gonfiaggio può diventare un fattore critico di prestazione, soprattutto nei segmenti “shared” e “autonomous”, poiché l’impegno limitato del guidatore, rispetto ai veicoli tradizionali, potrebbe avere un impatto sulle attività di ordinaria manutenzione. Si prevede che nei prossimi 15 anni l’automobile seguirà la pista CASE, mentre gli autocarri e il mercato commerciale seguiranno quella dei tradizionali motori termici e i produttori di pneumatici si comporteranno di conseguenza. Nata alla fine dell’800, l’automobile elettrica ha realmente cominciato a entrare sul mercato all’inizio degli anni 2000, tant’è vero che già nel 2008 qualcuno ipotizzava che per le automobili la conversione dal motore termico a quello elettrico si sarebbe verificata entro il 2025: questo non si è realizzato finora, ma oggi l’obiettivo del passaggio all’elettrico è diventato realistico, sia pure con molti problemi non ancora risolti, e con il solo dato certo che ormai la quota di vendite globale di veicoli elettrici raggiunge quasi il 30% del mercato. La logica conseguenza di questa situazione è che anche lo sviluppo degli pneumatici per le automobili elettriche è in continua evoluzione, con l’attenzione rivolta ai problemi di prestazione, che vengono evidenziati qui di seguito. Coppia. Questo è un fattore da considerare per la prestazione e la durata dello pneumatico. Per un’automobile elettrica non c’è nessuna inerzia da vincere e così la coppia della ruota è immediata, con un’usura accelerata dello pneumatico e un’aumentata produzione delle microplastiche TWP (Tire Wear Particles). Si rendono quindi necessari l’utilizzo di materiali di rinforzo differenti e una costruzione dello pneumatico che sopporti i vettori estremi della coppia. Velocità. La maggior parte degli pneumatici radiali per autovettura PCR (Passenger Car Radial), in particolare quelli 4 stagioni, sono prodotti per velocità comprese fra 140 e 180 Km/h, mentre diverse auto elettriche hanno velocità comprese fra 200 e 250 Km/h.


ABBIAMO LETTO PER VOI

Peso. Le batterie hanno in qualche caso addirittura raddoppiato il peso originale dell’auto, così che il peso che grava su ogni pneumatico è aumentato drammaticamente, causando molti guasti e un sensibile accorciamento della vita dello pneumatico, dovuti alla flessione dei suoi fianchi e a una critica ritenzione della pressione interna. Calore. La combinazione di velocità e peso provoca un accumulo di calore che, insieme alla coppia, aumenta lo stress dello pneumatico. Occorre quindi aggiungere materiale resistente al calore alle mescole per il battistrada e per i fianchi. Il cerchione in alluminio dissipa meglio il calore, ma l’aumento globale della temperatura rappresenta un ulteriore fattore negativo. Rumore. Per un veicolo con motore termico, alla velocità di 80 Km/h lo pneumatico può generare fino all’80% del rumore del veicolo, ma per un veicolo elettrico il valore è più alto. La migliore soluzione, uno strato di schiuma

di tessuto non tessuto in polipropilene, inserito e incollato all’interno dello pneumatico, è troppo costosa per essere adottata. Foratura. La foratura è un grosso problema, soprattutto per le automobili a guida autonoma e la soluzione è l’utilizzo di una miscela autosigillante all’interno dello pneumatico. Abrasione. L’abrasione è uno dei problemi più critici per il suo impatto sull’ambiente. Ignorato fino a pochi anni fa, oggi le particelle di usura dello pneumatico sono considerate inquinanti assimilati alle microplastiche. Fino al 20% del peso dello pneumatico si disperde in aria, su strada e suolo e, nel caso dei veicoli elettrici, la velocità dell’abrasione aumenta drammaticamente. La soluzione va cercata nel cambio di formulazione per la mescola battistrada con l’aggiunta di elementi anti-abrasione. Informazione sullo pneumatico. Per tutti i problemi si rende necessario disporre di un affidabile sistema dati, che informi sull’u-

tilizzo e lo stato di più elementi possibili dello pneumatico (temperatura, pressione, profondità del battistrada, carico, chilometraggio, prossima manutenzione). Requisiti di sicurezza. I veicoli elettrici hanno accelerato lo sviluppo della guida autonoma, che si prevede possa sostituire il 70% dei taxi entro 15 anni e richiede maggiori dotazioni di sicurezza e precauzioni rispetto ai veicoli normali, con gli pneumatici che dovranno cambiare costruzione e progettazione. Ottimizzazione della pressione. Questo implica differenziare la pressione nella camera dello pneumatico a seconda delle condizioni della strada, del carico, della velocità, della temperatura e dello stress. Considerando che una soluzione sembra per ora impossibile, l’eventuale alternativa degli pneumatici senza aria appare a sua volta una strada non percorribile, perlomeno non in tempi brevi, e presenterebbe comunque simili e diversi problemi di difficile soluzione.


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di Daniela Garbillo

MERCATO MACCHINE

Amaplast traccia nuove rotte per i costruttori di macchine L’assemblea annuale dell’associazione dei costruttori di macchine per plastica e gomma ha fatto il punto su un 2025 in rallentamento, ma non del tutto negativo. Rinnovati gli organi associativi, mentre dai dati di settore emerge la tenuta di un comparto fortemente orientato all’export. Sullo sfondo, le riflessioni del presidente Massimo Margaglione sul ruolo dell’Europa, la concorrenza cinese, la transizione industriale e l’intelligenza artificiale.

L’

industria italiana delle macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma si trova oggi ad affrontare una delle fasi più complesse degli ultimi anni. Il rallentamento dell’economia europea, le tensioni geopolitiche, la cre-

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

scente pressione competitiva proveniente dall’Asia e le incertezze legate alla transizione energetica stanno ridisegnando gli equilibri dei mercati internazionali. Questi i temi al centro dell’Assemblea annuale dei soci Amaplast, che si è svolta il 30 giugno scor-

so a Villa Baiana di Monticelli Brusati (Brescia), e che ha rapprsentato l’occasione per fare il punto sull’andamento del comparto e sulle prospettive future della filiera. L’appuntamento ha visto anche il rinnovo del Consiglio Generale per il


MERCATO MACCHINE

MONDOGOMMA

I macro indicatori nel decennio

11

Fonte: Centro Studi AMAPLAST

biennio 2026-2028, con l’elezione di Alessandro Balzanelli (FB Balzanelli), Michele Bandera (Bandera), Elena Barrale (Euroviti), Alessandra Bosco (Inglass), Andrea Comerio (Comerio Ercole), Alberto Piva (Pet Solutions), Fabiola Plebani (Mast), Renzo Privitera (Gefran) e Corrado Zanga (Uniloy). UN COMPARTO CHE MANTIENE SOLIDE BASI INDUSTRIALI Nel corso dell’assemblea il presidente Massimo Margaglione ha illustrato i risultati della sesta Indagine Statistica Nazionale realizzata dal Centro Studi MECS-Amaplast su 435 aziende costruttrici che occupano complessivamente 15.279 addetti. Nel 2025 il settore ha generato un fatturato di 4,62 miliardi di euro, in calo del 4,2% rispetto all’anno precedente, mantenendo però una quota export pari al 73%, dato che conferma la forte vocazione internazionale delle imprese italiane. Margaglione ha invitato a interpretare questi risultati all’interno di un quadro più ampio, caratterizzato da forti turbolenze internazionali. «Il bilancio di settore, pur in ripiego rispetto al 2024, non appare particolarmente allarmante sia perché segue un quadriennio di crescita sia alla lu18

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

ce delle molteplici e preoccupanti criticità geo-politiche che da tempo caratterizzano il contesto globale, a cui le nostre aziende hanno comunque saputo tener testa, pur tra molte difficoltà». L’analisi evidenzia inoltre una struttura produttiva fortemente radicata nel Nord Italia. Circa il 51% delle imprese è localizzato in Lombardia, seguita da Emilia-Romagna (15%), Veneto (14%) e Piemonte (8%). Dal punto di vista dimensionale, un terzo delle aziende presenta un fatturato inferiore a 2,5 milioni di euro, mentre le imprese con oltre 50 milioni di euro di ricavi rappresentano appena il 2,5% del totale ma generano quasi il 29% del fatturato complessivo del comparto. L’indagine conferma inoltre una correlazione diretta tra dimensione aziendale e capacità di esportazione: nelle aziende più grandi l’export supera l’84% del fatturato, mentre nelle realtà minori si ferma al 46%, con una maggiore concentrazione sui mercati europei. PACKAGING PROTAGONISTA, AUTOMOTIVE IN RALLENTAMENTO L’analisi dei mercati di destinazione delle tecnologie italiane evidenzia

una sostanziale continuità rispetto agli anni precedenti. Il principale settore cliente continua a essere quello dell’imballaggio, che rappresenta quasi la metà della domanda complessiva: circa il 31% del fatturato deriva dal packaging alimentare e il 16% da quello non food. Seguono l’automotive con il 14%, l’edilizia con l’11% e il medicale con il 5%. Per quanto riguarda le tipologie di macchine prodotte, il segmento più rappresentativo è quello degli estrusori e delle relative attrezzature a valle, che incidono per il 18,2% del fatturato di settore. Seguono le apparecchiature ausiliarie con il 14,6% e stampi e filiere con il 9,2%. EXPORT: INDIA E STATI UNITI GUIDANO LA CRESCITA Le esportazioni restano il principale motore del comparto. Sebbene nel 2025 abbiano registrato una flessione del 5%, fermandosi a 3,41 miliardi di euro, l’analisi geografica mostra dinamiche molto differenziate. A trainare la crescita sono stati soprattutto i mercati asiatici. L’India ha fatto registrare un incremento del 40%, mentre la Cina ha


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Il fatturato per settori clienti

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Fonte: Centro Studi AMAPLAST

segnato un +8%, confermandosi tra le destinazioni più dinamiche per la tecnologia italiana. «L’India sta attraversando una fase di straordinario sviluppo industriale e demografico e si sta rapidamente affermando come uno dei mercati più

promettenti per le nostre tecnologie. È un Paese sul quale dovremo continuare a investire, che dovremo presidiare con ancora maggiore continuità e in cui dovremo costruire relazioni di lungo periodo», ha commentato Margaglione.

Molto significativa anche la performance degli Stati Uniti, che con una crescita del 9% hanno praticamente raggiunto la Germania in testa alla classifica delle destinazioni dell’export italiano di settore, attestandosi intorno ai 380 milioni di euro.

L’export per aree geografiche (quota % 2025; Δ% 2025/2024)

UE

43,0% +0,2%

Germania: 11,2%; -3,7% Francia: 5,3%; -11,7%

Medio Oriente

3,2% -20,4%

Arabia Saudita: 1,0%; -35,6% EAU: 1,0%; -9,4%

Europa extra-UE

9,3% -21,9%

Regno Unito: 2,1%; -7,7% Turchia: 3,5%; -33,8%

Estremo Oriente

15,1% +11,9%

Cina: 5,9%; +7,6% India: 4,4%; +39,6%

Nord America

17,1% -5,7%

Stati Uniti: 11,2%; +8,7% Messico: 4,6%; -31,5%

Africa

6,2% -12,3%

Nordafrica: 3,3%; +11,9% Sub-Sahara: 2,9%; -29,8%

Centro-Sud America

5,4% -25,4%

Brasile: 2,0%; -45,3% Argentina: 0,7%; +31,7%

Oceania

0,7% -2,2%

Fonte: ISTAT

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

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MERCATO MACCHINE

I primi 10 mercati di destinazione dell’export (milioni di euro; Δ% 2025/2024)

Fonte: ISTAT

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MERCATO MACCHINE

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Si tratta di una situazione senza precedenti nella storia recente del comparto. Più difficile, invece, la situazione in altri mercati: Germania (-4%), Francia (-12%), Messico (-32%), Brasile (-45%) e Medio Oriente (-20%) hanno mostrato evidenti segnali di rallentamento. In controtendenza Argentina (+32%) e diversi Paesi del Nord Africa, che hanno registrato una crescita media del 12%. EUROPA, CINA E POLITICA INDUSTRIALE La parte più ampia e articolata della relazione di Margaglione è stata dedicata alle trasformazioni dell’economia globale e al ruolo che l’Europa sarà chiamata a svolgere nei prossimi anni. Secondo il presidente Amaplast, il continente si trova di fronte a una scelta strategica fondamentale, quella tra rimanere un grande mercato o diventare una potenza industriale. Margaglione ha sottolineato come una potenza industriale non si limiti a organizzare gli scambi com-

merciali, ma difenda le proprie filiere produttive, investa in innovazione, ricerca, energia e materie prime strategiche. Una riflessione strettamente collegata all’evoluzione della competizione internazionale e alla crescita della Cina che, ha osservato il presidente, «non è più soltanto un Paese a basso costo ma un concorrente industriale, tecnologico e commerciale di primissimo livello». Nella sua analisi, Margaglione ha evidenziato come il gigante asiatico sia stato uno dei principali beneficiari della transizione industriale globale e abbia oggi una posizione dominante nella manifattura mondiale. Da qui la necessità, per l’Europa, di perseguire un equilibrio tra sostenibilità, competitività e autonomia strategica. INNOVAZIONE, INTELLIGENZA ARTIFICIALE E CAPITALE UMANO Nella parte conclusiva del suo intervento, Margaglione ha affrontato il tema dell’intelligenza artificiale, definendola la più importante frontiera tecnologica dopo la rivoluzione

industriale. Pur riconoscendone le straordinarie potenzialità, il presidente ha richiamato l’attenzione sulla necessità di mantenere centrale il ruolo dell’uomo, delle competenze e della responsabilità nelle decisioni. Secondo Margaglione, la diffusione dell’AI richiederà investimenti non soltanto in tecnologia ma anche in formazione, infrastrutture energetiche e capacità di adozione da parte delle piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura dell’industria italiana. Il messaggio finale è stato rivolto proprio agli imprenditori e alla loro capacità di affrontare il cambiamento. «Fare impresa significa non accontentarsi di ciò che esiste già o di ciò che si conosce, ma significa esplorare, ragionare, innovare, mettendosi continuamente in discussione». Un invito che sintetizza bene il clima emerso dall’assemblea: consapevolezza delle difficoltà, ma anche fiducia nella capacità dell’industria italiana di continuare a innovare, esportare e competere in uno scenario globale sempre più complesso. u

Foto di D. Garbillo. 22

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026


MONDOGOMMA MONDOGOMMA

di Daniela Garbillo

SCENARI

L’industria italiana oltre i luoghi comuni Dall’export al PIL pro capite, fino alla competitività internazionale: ospite all’Assemblea Amaplast, il direttore della Fondazione Edison Marco Fortis ha messo in discussione molti stereotipi sull’economia italiana. In un contesto segnato dal rallentamento della crescita globale e dall’ascesa della Cina, il manifatturiero nazionale, secondo l’economista, continua a mostrare risultati che lo collocano tra le economie più competitive d’Europa.

S

e l’intervento del presidente Amaplast Massimo Margaglione ha offerto una lettura delle sfide che attendono il settore delle macchine per plastica e gomma, la relazione di Marco Fortis, direttore della Fondazione Edison, ha fornito il quadro economico più ampio entro cui interpretare tali trasformazioni. Un’analisi che parte da una consta-

tazione: molte delle convinzioni diffuse sull’economia italiana, secondo Fortis, non trovano più riscontro nei dati. UN MONDO CHE CRESCE SEMPRE MENO Fortis ha individuato due grandi tendenze che stanno ridefinendo gli equi-

libri economici globali. La prima è il rallentamento strutturale della crescita nei Paesi avanzati. Negli ultimi decenni, infatti, i tassi di crescita del PIL pro capite delle economie del G7 hanno mostrato una progressiva riduzione, indipendentemente dalle differenti politiche economiche adottate. In questo contesto, secondo l’economi-

Foto di D. Garbillo 24

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026


RUBBER IN MOTION


SCENARI

MONDOGOMMA

PRIMI 10 PAESI ESPORTATORI DI MACCHINE E STAMPI PER MATERIE PLASTICHE E GOMMA: ANNO 2025 2025 (000 €)

quota %

∆ % 25/24

Cina

14.661.691

41,1

14,1

Germania

7.291.590

20,4

-2,9

Italia

3.408.569

9,6

-5,8

Giappone

2.369.243

6,6

-7,1

Stati Uniti

1.761.112

4,9

-11,5

Canada

1.605.533

4,5

-3,3

Corea del Sud

1.441.828

4

3,7

Svizzera

1.086.388

3

15,8

Francia

1.079.829

3

-6,2

Taiwan

970.042

2,7

3,4

TOTALE

35.675.825

100

3,1

Fonte: elaborazioni su dati Amaplast

L’Italia mantiene il terzo posto tra i principali esportatori mondiali, confermando la competitività della propria meccanica strumentale nonostante l’avanzata dei produttori asiatici.

stando posizioni dominanti in numerosi comparti manifatturieri, dall’automotive all’elettronica, fino alle tecnologie per la trasformazione delle materie plastiche e della gomma. Nel 2025 Pechino ha esportato macchine e stampi per materie plastiche e gomma per oltre 14,6 miliardi di euro, pari a più del 40% del commercio mondiale del settore. La Germania mantiene il secondo posto, mentre l’Italia si conferma terzo esportatore globale con oltre 3,4 miliardi di euro di vendite all’estero. Per i costruttori italiani si tratta di una sfida destinata a intensificarsi, ma anche di una conferma della capacità competitiva raggiunta dall’industria nazionale in uno dei segmenti più avanzati della meccanica strumentale.

L’ASCESA DELLA CINA CAMBIA IL COMMERCIO MONDIALE

LA FORZA DELLA DIVERSIFICAZIONE

EXPORT, IL VERO MOTORE DELLA COMPETITIVITÀ

Uno dei concetti centrali dell’intervento di Fortis riguarda la struttura stessa dell’economia italiana. A differenza di altri Paesi, che concentrano la propria competitività in pochi grandi comparti industriali, l’Italia continua a distin-

Fortis ha inoltre evidenziato come l’Italia abbia continuato a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali. Tra il 2015 e il 2025 il Paese è salito dall’ottavo al quinto posto tra i maggiori esportatori mondiali di mer-

Il secondo megatrend evidenziato da Fortis riguarda la profonda trasformazione degli scambi internazionali. Negli ultimi anni la Cina ha accelerato la propria avanzata industriale, conqui26

guersi per una straordinaria diversificazione produttiva. Secondo gli indicatori internazionali citati durante l’assemblea, il nostro Paese presenta uno dei più bassi livelli di concentrazione delle esportazioni al mondo, segno di una presenza diffusa in centinaia di mercati e categorie merceologiche. L’Italia occupa posizioni di vertice in quasi mille prodotti diversi e continua a generare consistenti surplus commerciali in numerosi comparti industriali. Una caratteristica che richiama da vicino la struttura dell’industria delle macchine per plastica e gomma, composta da una rete di imprese altamente specializzate che spesso detengono leadership tecnologiche in nicchie applicative molto specifiche.

sta, è necessario guardare oltre il dato del PIL complessivo e concentrarsi sul PIL pro capite, soprattutto in una fase storica caratterizzata da forti movimenti demografici. Mentre molti Paesi occidentali hanno sostenuto la crescita anche attraverso un significativo aumento della popolazione, l’Italia ha seguito una traiettoria diversa, riuscendo a espandere la propria economia pur in presenza di una diminuzione degli abitanti. Tra il quarto trimestre del 2019 e il primo trimestre del 2026, infatti, il PIL italiano è cresciuto del 7,4%, superando Francia, Regno Unito, Giappone e Germania. Ancora più significativo il dato relativo al PIL pro capite, che colloca l’Italia al secondo posto nel G7 dietro soltanto agli Stati Uniti.

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026


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SCENARI

MONDOGOMMA

NEGLI ULTIMI ANNI l’ITALIA E’ TORNATA A CRESCERE CRESCITA REALE DEL PIL DAL 1° TRIMESTRE 2020 AL 1° TRIMESTRE 2026 (variazioni % cumulate rispetto al 4° trimestre 2019) Fonte: elaborazione Fondazione Edison su dati Ocse

16

15,09

14 12

10,88

10 7,43

8

6,32

6,01

6

4,67

4 2

0,77

0 STATI UNITI

CANADA

ITALIA

FRANCIA

REGNO UNITO

GIAPPONE

GERMANIA

La crescita cumulata del PIL italiano dal periodo pre-Covid supera quella delle principali economie europee e del Giappone. ci, superando economie come Francia, Corea del Sud e Messico. Particolarmente significativo il confronto con il Giappone. Negli ultimi dodici mesi considerati dall’analisi presentata all’assemblea, le esportazioni italiane hanno raggiunto livelli comparabi-

li e in alcuni periodi superiori a quelle del colosso asiatico, nonostante una popolazione pari a circa la metà di quella giapponese. Secondo Fortis, questi risultati dimostrano che la competitività italiana continua a poggiare su fondamenta solide:

qualità manifatturiera, specializzazione, capacità di innovazione e presenza internazionale. LE SFIDE DEI PROSSIMI ANNI Se il bilancio degli ultimi anni appare

NEL PIL PRO CAPITE L’ITALIA E’ SECONDA SOLO AGLI USA CRESCITA DEL PIL PRO CAPITE NEI PAESI DEL G7 E IN SPAGNA: 1° TRIMESTRE 2020-4° TRIMESTRE 2025

(indici destagionalizzati trimestrali, variazioni %i rispetto al quarto trimestre 2019) Fonte: elaborazione Fondazione Edison su dati Ocse 12,0%

10,9%

10,0% 8,4% 8,0%

6,9% 5,6%

6,0%

4,0%

4,0% 2,0%

0,9%

0,8%

CANADA

REGNO UNITO

0,0% -1,1%

-2,0% STATI UNITI

ITALIA

GIAPPONE

SPAGNA

FRANCIA

Considerando il PIL pro capite, l’Italia si colloca al secondo posto tra i Paesi del G7 nel periodo 2020-2025.

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

GERMANIA


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SCENARI

MONDOGOMMA

positivo, il futuro presenta comunque alcune incognite. Il progressivo esaurimento della spinta generata dal PNRR e dagli altri programmi di incentivo agli investimenti impone di individuare nuovi fattori di crescita. Tra le priorità indicate da Fortis figurano il rilancio degli investimenti industriali, lo sviluppo delle energie rinnovabili e il sostegno all’innova-

zione tecnologica. Temi che interessano direttamente anche il settore delle macchine per plastica e gomma, chiamato a supportare la trasformazione dei processi produttivi verso modelli sempre più efficienti, digitalizzati e sostenibili. La conclusione dell’economista è un invito a leggere i cambiamenti in corso senza pregiudizi. La crescita della Cina,

il rallentamento delle economie mature e le tensioni geopolitiche rappresentano sfide reali, ma non cancellano i punti di forza costruiti dal sistema industriale italiano. Al contrario, proprio la capacità di competere in mercati complessi e altamente specializzati continua a rappresentare uno degli asset più importanti dell’industria nazionale. u

L’ITALIA AVANZA TRA I PRINCIPALI PAESI ESPORTATORI PRINCIPALI PAESI ESPORTATORI DI MERCI (miliardi di dollari correnti) ANNO 2015

ANNO 2025

Posizione Paesi Export Posizione Paesi 1 CINA 2.282 1 CINA 2 STATI UNITI 1.503 2 STATI UNITI 3 GERMANIA 1.324 3 GERMANIA 4 GIAPPONE 625 4 GIAPPONE 5 COREA DEL SUD 526 5 ITALIA 6 FRANCIA 495 6 COREA DEL SUD 7 REGNO UNITO 466 7 FRANCIA 8 ITALIA 457 8 MESSICO Fonte: elaborazione Fondazione Edison su dati ITC/UN Comtrade e WTO

Export 3.776 2.178 1.765 738 726 709 668 665

In dieci anni l’Italia è salita dall’ottavo al quinto posto tra gli esportatori mondiali di merci.

I PUNTI DI FORZA DEL MADE IN ITALY: LA DIVERSIFICAZIONE DEI PRODOTTI UNCTAD: INDICE DI CONCENTRAZIONE DEI PRODOTTI ESPORTATI: ANNO 2024

(Indice da 0 a 1; più il valore è basso, più l'export di un Paese è differenziato per prodotti) Fonte: elaborazione su dati UNCTAD

0,200

0,200 0,159 0,150

0,097

0,100 0,062

0,072

0,103

0,082

0,050

0,000 ITALIA

FRANCIA

CINA

GERMANIA

STATI UNITI

GIAPPONE

REP. COREA

L’Italia presenta uno dei più bassi livelli di concentrazione delle esportazioni tra le principali economie mondiali, segno di una forte diversificazione produttiva.

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026


MONDOGOMMA

di A.L. Spelta

SUPPLY CHAIN

IA ed ERP Una coppia vincente L’intelligenza artificiale non sostituisce ERP e sistemi di pianificazione, ma ne amplifica le potenzialità. Un articolo pubblicato da Supply Chain Briefing e firmato da Lisa Anderson (LMA Consulting Group) illustra, attraverso casi applicativi, come l’integrazione tra IA e sistemi gestionali consenta di accelerare le analisi, simulare scenari complessi, valutare gli investimenti e migliorare il processo decisionale lungo tutta la catena di fornitura.

L’

intelligenza artificiale (IA) sta rapidamente diventando uno strumento potente nel kit degli operatori della supply chain. Sebbene non manchino aspettative eccessive attorno all’IA, le organizzazioni di maggior successo stanno trovando

modi pratici per sfruttare le sue capacità per migliorare il processo decisionale, accelerare l’analisi e scoprire opportunità nascoste nei loro dati. È importante notare che l’IA non sostituisce i sistemi ERP, MRP, MPS, APS o di business intelligence. Questi siste-

mi rimangono il fondamento per transazioni, pianificazione, esecuzione e integrità dei dati. Invece, l’IA aumenta il loro valore aiutando le organizzazioni ad analizzare le informazioni più velocemente, valutare alternative e prendere decisioni più informate. Se

Foto di Infinite Creations da iStock. 32

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026


SUPPLY CHAIN

MONDOGOMMA

Foto di B4LLS da iStock. combinati efficacemente, il risultato è molto maggiore della somma delle parti. Pensatelo come un’equazione in cui 1+1 è uguale a 22. L’IA fornisce la velocità, la flessibilità e la potenza analitica, mentre l’ERP e i sistemi correlati forniscono la struttura, i dati e la spina dorsale operativa necessari per ottenere risultati sostenibili. CASE STUDY: UTILIZZO DELL’IA PER L’ANALISI DI SCENARI “WHAT IF” Diversi clienti hanno utilizzato un fornitore di IA per eseguire analisi di scenari “what if” (cosa succederebbe se). Sebbene l’IA non sia al livello di sostituire le capacità di un sistema MPS, MRP o APS (pianificazione avanzata), può eseguire un’analisi rapida o uno scenario “what if” con un po’ di tentativi e impegno. Ad esempio, un produttore di alimenti e bevande faticava enormemente a ottenere dati significativi dai report del proprio sistema MPS/MRP. In sostanza, ricevevano un flusso di dati che mancava di chiarezza, era incompleto e non in grado di fornire indicazioni corrette per il processo. Di conseguenza, le Operations non sapevano bene cosa produrre, figuriamoci come ottimizzare la sequenza per aumentare la produttività e servire meglio i clienti. I pianificatori della catena di fornitu34

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

ra non avevano chiaro cosa rifornire ai propri centri di distribuzione per soddisfare le esigenze dei clienti senza sovraccaricare un magazzino e creare carenze in altri. E gli acquisti non sapevano compiutamente cosa acquistare da co-produttori, co-confezionatori e fornitori di materiali. Una situazione poco accettabile. Sebbene stessero per implementare MPS/MRP e aggiornare la reportistica con Power BI, i tempi sarebbero stati più lunghi di quanto accettabile per garantire un buon servizio ai clienti. Così, hanno alimentato le informazioni dal loro sistema ERP in IA (altro fornitore) e hanno creato uno scenario per rivedere i requisiti necessari fino alla fine dell’anno. Anche se sono stati necessari più tentativi e prove, alla fine sono riusciti a ottenere la risposta entro un giorno. Così i pianificatori e gli acquirenti hanno potuto agire rapidamente per garantire l’aumento dei livelli di disponibilità delle scorte e il raggiungimento di livelli adeguati di servizio al cliente. CASE STUDY: UTILIZZO DELL’IA PER L’ANALISI DEL ROI Un distributore di prodotti di consumo era in crescita e stava esaurendo lo spazio, nonostante avesse ottimizzato i processi di gestione dello spa-

zio e della manodopera, migliorando i risultati di almeno il 20%. Lavorando con il cliente, LMA Consulting Group ha sviluppato un modello di pianificazione SIOP (Sales Inventory Operations Planning) / catena di fornitura abilitato all’IA, che veniva alimentato con informazioni dall’ERP e dai sistemi correlati. Questo modello ha costruito previsioni con variabili significative relative ai requisiti di spazio e manodopera, ha calcolato i fabbisogni di spazio per gli articoli A, B e C in base al principio di Pareto, ha individuato come ottimizzare lo spazio e ridurre al minimo i percorsi posizionando gli articoli A più vicino alla banchina di carico, e ha individuato i gap e raccomandato le azioni da intraprendere. Questo modello avrebbe alimentato il loro strumento Power BI per un processo decisionale potenziato. Una delle azioni raccomandate era valutare l’acquisto di un sistema automatizzato di stoccaggio verticale da installare prima di esaurire lo spazio, evitando così impatti negativi sui livelli di servizio, sulle efficienze e sui costi. Poiché i volumi e i margini sono essenziali per i distributori, anticipare questa situazione era di primaria importanza. Dopo una valutazione dei benefici e dei costi, sembrava opportuno procedere; tuttavia, l’ana-


Ogni “curva”racconta la nostra storia. Da 50 anni PMG è tra i più qualificati produttori di mescole a base di elastomeri speciali ad alte prestazioni.


SUPPLY CHAIN

MONDOGOMMA

Le quattro sigle della pianificazione industriale ERP - Enterprise Resource Planning (Pianificazione delle Risorse Aziendali) È il sistema centrale dell’azienda - il “cervello amministrativo”. Integra in un’unica piattaforma tutte le funzioni aziendali: contabilità, acquisti, vendite, magazzino, produzione, risorse umane. Tutti gli altri sistemi (MRP, MPS, APS) tipicamente si alimentano dai dati dell’ERP o vi sono integrati. MRP - Material Requirements Planning (Pianificazione dei Fabbisogni di Materiali) Risponde alla domanda: “Cosa devo acquistare e quando, per produrre quello che mi è stato ordinato?” Parte dagli ordini di vendita o dalle previsioni, esplode la distinta base (lista dei componenti del prodotto) e calcola cosa manca in magazzino, quando ordinarlo e in che quantità. È il motore della gestione degli acquisti e degli approvvigionamenti. MPS - Master Production Schedule (Piano Principale di Produzione) Risponde alla domanda: “Cosa devo produrre, in quale quantità e quando?” È il piano di produzione di alto livello che stabilisce cosa fabbricare settimana per settimana (o giorno per giorno), bilanciando la domanda dei clienti con la capacità produttiva disponibile. L’MPS alimenta l’MRP: una volta stabilito cosa produrre, l’MRP calcola quali materiali servono per farlo. APS - Advanced Planning and Scheduling (Pianificazione e Programmazione Avanzata) È il sistema più sofisticato. Mentre MRP e MPS lavorano spesso con vincoli semplificati (capacità infinita, tempi fissi), l’APS ottimizza la pianificazione tenendo conto simultaneamente di tutti i vincoli reali: capacità dei macchinari, disponibilità della manodopera, tempi di setup, priorità degli ordini, costi. Usa algoritmi di ottimizzazione per trovare la soluzione migliore tra migliaia di combinazioni possibili. È particolarmente utile in ambienti produttivi complessi con molti prodotti e risorse limitate. Come si relazionano tra loro DOMANDA DEI CLIENTI ↓ MPS → “Cosa produco e quando?” ↓ MRP → “Cosa compro e quando?” ↓ APS → “Come ottimizzo tutto questo?” ↓ ERP → Registra e gestisce tutto

IL FUTURO DEL PROCESSO DECISIONALE NELLA SUPPLY CHAIN Questi esempi illustrano dove l’IA sta generando valore concreto oggi. In nessuno dei due casi l’IA ha sostituito ERP, MRP, APS, Power BI o altri sistemi aziendali. Ha invece sfruttato i dati di quei sistemi per accelerare le analisi, valutare le alternative e supportare decisioni migliori. In un caso, l’IA ha consentito a pianificatori e acquirenti di identificare rapidamente i fabbisogni di fornitura e migliorare il servizio ai clienti in attesa dei potenziamenti del sistema. Nell’altro, l’IA ha aiutato ad analizzare migliaia di varia36

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

bili e scenari per supportare una decisione di investimento con significative implicazioni operative e finanziarie. Poiché i produttori, i distributori e le organizzazioni della supply chain continuano a investire in ERP, sistemi di pianificazione, analisi e iniziative di trasformazione digitale, dovrebbero anche valutare dove l’IA può integrare queste capacità. Le maggiori opportunità emergono spesso quando l’IA è combinata con processi aziendali solidi, dati di qualità

e sistemi aziendali. Se utilizzata efficacemente, l’IA può aiutare le organizzazioni a rispondere più rapidamente, valutare più alternative, migliorare il processo decisionale e ottenere migliori risultati aziendali. Piuttosto che considerare l’IA come un sostituto delle tecnologie esistenti, le organizzazioni leader stanno scoprendo che combinare l’IA con ERP, sistemi di pianificazione e piattaforme analitiche crea un potente effetto moltiplicatore in cui 1 + 1 è uguale a 22. u

Foto di Ekkasit Jokthong da iStock.

lisi dei dettagli logistici e delle efficienze operative è un compito che richiede un’enorme mole di dati. Il team si è quindi rivolto all’IA. In breve tempo e dopo migliaia di calcoli e iterazioni, l’IA ha fornito un’analisi di tipo ROI che ha permesso loro di ottenere le opportune approvazioni per l’investimento.


MONDOGOMMA

a cura della redazione

Al-gom celebra 40 anni di attività L’azienda bresciana specializzata nella produzione di guarnizioni in gomma e costampati gomma-metallo ha festeggiato il quarantennale ripercorrendo la propria storia e rendendo omaggio a clienti, fornitori e dipendenti che hanno contribuito alla sua crescita.

S

abato 11 luglio 2026, nel cuore della Franciacorta, Al-gom ha festeggiato i suoi primi 40 anni di attività. L’azienda è specializzata nella produzione di guarnizioni in gomma e costampati gomma-metallo, fino a un diametro di 1.500 mm, destinati a nu-

38

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

merosi settori, dall’illuminotecnica all’industria alimentare, dall’elettronica ai sistemi di controllo per pompe idrauliche, fino al comparto oil & gas. L’evento, organizzato dall’agenzia Kore Events nella cornice dell’Agriturismo Le Quattro Terre di Cortefranca (BS), è stato

un momento di condivisione della storia dell’azienda con clienti provenienti da tutta Italia e dall’estero, fornitori storici e dipendenti, riuniti per celebrare un traguardo significativo per una realtà familiare. Particolarmente emozionante il discor-


ANNIVERSARI

so di Giancarlo Alborghetti che, insieme al fratello Fiorenzo, ha ricordato i genitori e il percorso che ha portato l’azienda, fondata nel 1986 come terzista al servizio delle grandi imprese della Rubber Valley, a diventare un interlocutore competente nello sviluppo diretto di prodotti per le aziende utilizzatrici. Nel corso della serata sono stati consegnati riconoscimenti ai clienti presenti, definiti il pilastro della crescita dell’azienda, e ai fornitori, con i quali Al-gom ha costruito nel tempo rapporti basati su trasparenza, correttezza e ascolto reciproco. Un ringraziamento è stato rivolto anche ai dipendenti, che ogni giorno contribuiscono al successo e alla storia dell’impresa. Il 2026 rappresenta un anno particolarmente significativo per Al-gom: oltre al quarantennale, Giusy Fossati ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’onorificenza di Maestra del Lavoro, quale riconoscimento della professionalità dimostrata in azienda, mentre l’amministratore Giancarlo Alborghetti si appresta a festeggiare il suo 70° compleanno. Lo sguardo è ora rivolto al futuro e alle nuove sfide che attendono l’azienda. Con la convinzione che, se da soli si va veloci, insieme si va lontano, Al-gom punta a proseguire il proprio percorso di crescita insieme a clienti, fornitori e collaboratori. u L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

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MESCOLE

INCHIESTA

Le nostre domande 1.

Il 2025 è stato un altro anno complessivamente caratterizzato da un trend negativo. Condividete questa considerazione o potete individuare anche aspetti positivi nel vostro business?

Il mercato cerca nuovi equilibri

2.

Il 2026 è iniziato con ulteriori problemi geopolitici (guerra USA/Israele vs Iran). Quanto stanno impattando sulle vostre attività?

3.

Il prolungato periodo di incertezza, sia a livello geopolitico sia a livello di normative (come quelle sulle PFAS o l’EUDR), sta in qualche modo influenzando la pianificazione dei vostri investimenti?

4.

Tra i settori applicativi e le famiglie di prodotto, quali sono quelle che vanno meglio e quali quelle in maggiore sofferenza?

5.

Sostenibilità, recupero ed economia circolare hanno cominciato ad avere qualche effetto concreto sul vostro business?

Il settore delle mescole continua a navigare in acque agitate. Dopo un 2025 caratterizzato da una domanda debole e da un mercato incapace di ritrovare slancio, il 2026 si è aperto con nuove tensioni geopolitiche e con un quadro normativo sempre più complesso, tra PFAS, EUDR e transizione sostenibile. Dalle risposte raccolte nella nostra inchiesta emerge però un comparto che, pur tra molte incertezze, non rinuncia a investire. Se l'automotive resta il settore più in difficoltà e la pressione sui costi continua a pesare, crescono le opportunità nei segmenti più specialistici, dove innovazione, ricerca, assistenza tecnica ed elevato contenuto prestazionale fanno la differenza. La sostenibilità, pur frenata da un mercato ancora sensibile al prezzo, sta progressivamente passando dalle dichiarazioni ai fatti, con investimenti in riciclo, devulcanizzazione, materie prime alternative ed efficientamento dei processi. In un mercato sempre più selettivo, competitività e resilienza dipenderanno dalla capacità di creare valore più che da quella di aumentare i volumi.

Foto di pamirc da iStock. L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

41


INCHIESTA

Le risposte degli esperti “Stiamo concentrando gli investimenti su prodotti e fornitori che possano rispondere alle future esigenze normative”

“Dal 2026 notiamo una lieve crescita di tutti i settori, automotive a parte. Il mercato sta premiando le mescole più tecniche e performanti”

Caldic

Comet

1.

1.

2.

2.

Annalisa Guidi Product Manager Industrial

Sì, il mercato è rimasto complessivamente debole, soprattutto in alcuni settori come l'automotive. Allo stesso tempo, abbiamo visto una crescente attenzione verso materie prime innovative e soluzioni che aiutino i clienti a migliorare prestazioni e sostenibilità, creando nuove opportunità di collaborazione.

Il contesto rimane incerto e questo si riflette soprattutto sulla volatilità dei costi e dei tempi di approvvigionamento. Per questo è fondamentale mantenere una filiera flessibile e una pianificazione condivisa con clienti e fornitori.

3.

Stiamo concentrando gli investimenti su prodotti e fornitori che possano rispondere alle future esigenze normative, cercando di offrire ai clienti soluzioni affidabili anche nel lungo periodo.

4.

L'automotive continua a essere il comparto più in difficoltà. Più stabile, invece, la domanda in alcune applicazioni industriali, dove cresce l'interesse per additivi e materie prime e specialità.

5.

Foto di pamirc da iStock.

L'interesse verso sostenibilità ed economia circolare è sicuramente cresciuto, ma dal nostro punto di vista il mercato procede ancora con una certa cautela. Nella maggior parte dei casi il costo resta il principale criterio di scelta e molti clienti non sono ancora disposti a riconoscere un valore economico aggiuntivo a soluzioni più sostenibili. u

Emanuele Goffi Direttore vendite

Il 2025 è stato peggiore rispetto al 2024 anche per noi, tuttavia, io lo definisco un anno non particolarmente negativo. Dopo il biennio 2023-2024 ci si sarebbe aspettati una dose "extra" di positività (di volumi, di rilancio generale), che - per Comet - ha trovato spazio solo dal Q4 inoltrato, quindi troppo tardi per risollevare le sorti dell’anno.

Parecchio, se la domanda si riferisce alla speculazione che ne è seguita. Le forniture di materie prime, considerate le premesse apocalittiche, oggettivamente non sono mai state interrotte. Siamo riusciti a tutelare la catena di fornitura e la clientela consolidata, almeno sul fronte dei fabbisogni.

3.

Noi cerchiamo sempre di tenerci aggiornati, aspetto non di poco conto. Ogni investimento implica del rischio. Comet nel 2025 ha portato avanti il piano di investimenti che era già stato deliberato. Sicuramente l'incertezza, che domina la scena normativa in Europa ormai da qualche anno, non agevola.

4.

Dal 2026 notiamo una lieve crescita di tutti i settori, automotive a parte. Il mercato sta premiando le mescole più tecniche e performanti, parlando della linea di prodotto “gomma”. Il silicone è tipicamente molto variegato e frazionato, destinato a clienti molto diversi fra loro. C’è una discreta stabilità di consumi, con buone potenzialità di crescita a medio termine.

5.

La sostenibilità è uno degli obiettivi primari di Comet. Percepiamo meno appeal rispetto al 2024 e solo con alcuni clienti è stato possibile concretizzare tali progetti. Stiamo parlando, in ogni caso, di una percentuale davvero modesta sul totale delle nostre forniture italiane ed europee. Ciò che manca, evidentemente, è la volontà dei clienti finali; un pensiero al mondo automotive: gli OEM potrebbero normare, investire e promuovere l'impiego di riciclati, per dare una spinta a questo aspetto. u

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MESCOLE “Non parlerei di sofferenza ma di una richiesta molto cauta. I progetti sono rallentati, soprattutto quelli legati alle infrastrutture”

Le nostre domande 1. Il 2025 è stato un altro anno complessivamente caratterizzato da un trend negativo. Condividete questa considerazione o potete individuare anche aspetti positivi nel vostro business?

Compounds

Daniela Marchese Direttore commerciale/mescole speciali

2. Il 2026 è iniziato con ulteriori problemi geopolitici (guerra USA/Israele vs Iran). Quanto stanno impattando sulle vostre attività?

1.

Sicuramente vediamo un trend al ribasso. Molto è dovuto anche all’incertezza, non solo economica ma anche legata a tutta una serie di provvedimenti dell’unione Europa in materia di norme ed omologazioni.

2.

L’impatto è soprattutto sulle materie prime che sono aumentate notevolmente.

3.

La situazione ci obbliga a riflettere sul futuro di molti prodotti, soprattutto per la carenza di fornitori europei che siano pronti a investire in Europa su materie prime necessarie ai mercati di nicchia e specializzati.

3. Il prolungato periodo di incertezza, sia a livello geopolitico sia a livello di normative (come quelle sulle PFAS o l’EUDR), sta in qualche modo influenzando la pianificazione dei vostri investimenti? 4. Tra i settori applicativi e le famiglie di prodotto, quali sono quelle che vanno meglio e quali quelle in maggiore sofferenza? 5. Sostenibilità, recupero ed economia circolare hanno cominciato ad avere qualche effetto concreto sul vostro business?

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MESCOLE

INCHIESTA

4.

In generale non parlerei di sofferenza, ma di una richiesta molto cauta. I progetti sono rallentati, soprattutto quelli legati alle infrastrutture.

5.

Ne sentiamo parlare, ci sono delle richieste, ma non si concretizzano ancora. u

Eu Silicones Compounding Division

“Abbiamo sviluppato una gamma di mescole che impiegano materiale riprocessato”

1.

Elastomers Union Francesco Ciaccia Direttore Generale

1.

Nonostante il generalizzato trend negativo, il 2025 per Elastomers Union è stato un anno in controtendenza. Abbiamo potuto raccogliere i frutti di una riorganizzazione interna avviata nel 2024, volta a un ulteriore efficientamento dei processi produttivi, della qualità e del servizio reso ai nostri clienti.

2.

Come tutte le aziende italiane anche la nostra ha accusato un aumento dei costi energetici e di trasporto, come pure per alcune materie prime, nonostante i nostri approvvigionamenti percorrano rotte diverse. Grazie a una collaborazione sinergica con i nostri fornitori e ad approvvigionamenti cautelativi, siamo comunque riusciti a garantire la disponibilità necessaria a soddisfare le richieste della clientela.

3.

Dopo un periodo iniziale di forte incertezza, che ci ha fatto congelare gli investimenti, la consapevolezza dell’importanza strategica dei prodotti in fluoroelastomero in moltissimi settori industriali è stata promotrice di una rinnovata volontà di crescita e miglioramento, con conseguente ripresa degli investimenti pianificati.

4.

Il settore automotive è quello che ha sofferto più di tutti in questo periodo, ciò nonostante i nostri numeri sono comunque in crescita, grazie alla riconfermata fiducia dei nostri clienti con i quali abbiamo potuto lavorare in team su importanti progetti.

5.

La nostra azienda è da sempre molto attenta a questi temi. In termini di emissioni, la Carbon Footprint ha confermato il basso impatto ambientale della nostra organizzazione, in aggiunta stiamo lavorando sui confezionamenti per ridurre la quantità di imballaggi impiegati, pur preservando la corretta conservazione e movimentazione delle merci, e ultimo, ma non meno importante, abbiamo sviluppato una gamma di mescole che impiegano materiale riprocessato. u 44

“Riteniamo che la capacità di adattamento sia oggi uno dei principali fattori competitivi”

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

Samuele Marchesi Responsabile tecnico

Più che di un anno negativo, parlerei di un anno complesso e selettivo. Nel comparto del silicone abbiamo assistito a una domanda ancora altalenante, influenzata dall’incertezza economica e dalla prudenza negli investimenti da parte di molti settori industriali. La pressione sui prezzi e la forte concorrenza hanno continuato a rappresentare elementi di criticità. Allo stesso tempo, il mercato ha evidenziato anche segnali incoraggianti. Le aziende che hanno puntato su qualità, innovazione, servizio e capacità di sviluppare soluzioni su misura hanno saputo distinguersi. In particolare, è cresciuta l’attenzione verso mescole siliconiche ad alte prestazioni, materiali certificati e applicazioni destinate a comparti come il medicale, il food contact e l’industria tecnica, dove affidabilità e conformità normativa rappresentano fattori determinanti. Riteniamo quindi che il 2025 non possa essere letto esclusivamente in chiave negativa: è stato un anno che ha premiato competenza, flessibilità e capacità di creare valore per il cliente. Per le aziende strutturate ha rappresentato un’occasione per consolidare il proprio posizionamento e prepararsi a cogliere le opportunità di un mercato in evoluzione.

2.

Le tensioni geopolitiche rappresentano certamente un elemento di forte attenzione per tutto il comparto. Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha aumentato l’incertezza sui mercati internazionali, con possibili ripercussioni sui costi dell’energia, della logistica e delle materie prime, fattori che incidono direttamente anche sulla filiera del silicone. Al momento non stiamo registrando impatti diretti tali da compromettere la nostra attività, ma è evidente che un contesto internazionale instabile rende più complessa la pianificazione e richiede un monitoraggio costante. Negli ultimi anni il settore ha imparato a gestire scenari caratterizzati da forte volatilità, diversificando i fornitori, ottimizzando le scorte e rafforzando la collaborazione con clienti e partner. Riteniamo quindi che la capacità di adattamento sia oggi uno dei principali fattori competitivi. In un mercato globale come quello del silicone per stampaggio ed estrusione di guarnizioni, resilienza, flessibilità e rapidità di risposta rappresentano strumenti essenziali per affrontare eventuali criticità e continuare a garantire continuità di fornitura e qualità del servizio.

3.

Il contesto geopolitico e l’evoluzione del quadro normativo richiedono oggi una pianificazione degli investimenti sempre più


INCHIESTA

attenta. Per quanto riguarda il nostro settore, è opportuno distinguere tra il silicone e il fluorosilicone: i siliconi tradizionali non rientrano nella famiglia delle PFAS, mentre il fluorosilicone segue dinamiche normative differenti. Nel nostro caso, l’incertezza non ha rallentato gli investimenti, ma ci ha spinto a orientare le risorse verso innovazione, efficientamento produttivo e sviluppo di materiali in grado di rispondere alle future esigenze del mercato. Continuiamo inoltre a monitorare con attenzione l’evoluzione della normativa europea, così da garantire ai nostri clienti soluzioni conformi, affidabili e competitive. Riteniamo che, in una fase caratterizzata da continui cambiamenti, la capacità di adattarsi rapidamente e di investire in tecnologia e competenze rappresenti un elemento fondamentale per rafforzare la competitività dell’azienda.

4.

L’andamento varia sensibilmente in funzione dei settori di destinazione. Le applicazioni legate al medicale, al food & beverage, al trattamento delle acque e ad alcuni comparti dell’industria tecnica continuano a mostrare una buona tenuta, grazie alla costante richiesta di materiali ad alte prestazioni, certificati e affidabili. Più complessa risulta invece la situazione nei comparti maggiormente legati ai cicli economici, dove la riduzione degli investimenti e la prudenza nella gestione delle scorte hanno determinato una domanda meno dinamica e una maggiore pressione competitiva. Dal punto di vista delle famiglie di prodotto, osserviamo un interesse crescente per le mescole siliconiche ad alto valore aggiunto, in grado di offrire prestazioni specifiche in termini di resistenza alle alte temperature, compatibilità con alimenti e dispositivi medicali o elevata durabilità. Al contrario, i prodotti più standardizzati sono quelli maggiormente esposti alla competizione basata sul prezzo. Nel complesso, il mercato continua a premiare le aziende capaci di fornire non solo un prodotto, ma anche competenza tecnica, supporto applicativo e soluzioni personalizzate per le esigenze del cliente.

5.

Sì, gli effetti iniziano a essere concreti, anche se il percorso è ancora in evoluzione. I clienti sono sempre più attenti non solo alle prestazioni tecniche del prodotto, ma anche alla sostenibilità dei processi produttivi, alla durata dei componenti e alla possibilità di ridurre gli sprechi lungo l’intero ciclo di vita. Nel settore del silicone, la sostenibilità si traduce soprattutto nell’ottimizzazione dei processi, nella riduzione degli scarti, nel recupero degli sfridi di lavorazione dove tecnicamente possibile e nello sviluppo di prodotti sempre più durevoli ed efficienti. Parallelamente, cresce l’attenzione verso l’impiego di materie prime con un minore impatto ambientale e verso processi produttivi a maggiore efficienza energetica. Pur essendo ancora presenti sfide tecnologiche legate al recupero e al riciclo del silicone, riteniamo che l’economia circolare rappresenti una direzione strategica per il settore. Per questo continuiamo a investire in innovazione e nell’ottimizzazione dei processi, con l’obiettivo di coniugare sostenibilità, qualità e prestazioni, rispondendo alle crescenti aspettative del mercato. u 46

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

“Continuiamo a investire nel continuo perfezionamento dei nostri formulati e nei rigorosi standard di produzione”

Eurorubber

Gianni Mariani Amministratore

1.

Sì, il 2025 è stato indiscutibilmente un anno complesso, che ha visto il business quotidiano risentire di diversi fattori critici, tra cui la volatilità dei prezzi delle materie prime nella prima parte dell'anno e una diffusa stasi in alcuni specifici settori applicativi. Tuttavia, vi sono importanti aspetti positivi nell'aver affrontato questa congiuntura mantenendo uno sguardo rivolto al futuro. La nostra scelta strategica di differenziare la gamma prodotti per conquistare nuovi segmenti di mercato ci ha spinti a investire con decisione in nuove linee tecnologiche di processo. Mantenere elevata la visione strategica ci ha permesso non solo di rafforzare la resilienza del nostro business, ma anche di proseguire nel percorso di crescita interna, investendo nell'inserimento e nella valorizzazione di giovani talenti.

2.

La crisi geopolitica innescatasi a fine febbraio 2026 ha generato un immediato shock sui mercati delle materie prime, provocando sensibili rincari per oli di distensione, polimeri sintetici e carbon black. In un quadro di spiccata volatilità, anche la gomma naturale ha registrato fiammate speculative di natura inflattiva. Per tutelare la sostenibilità economica dei nostri margini, siamo stati costretti ad adeguare i listini dei prodotti finiti, applicando una politica di price adjustment mirata ed equilibrata, volta a minimizzare l'impatto sulla nostra clientela. Di conseguenza, i segnali di ripresa rilevati a inizio anno hanno lasciato il posto a una fase di stabilizzazione dei volumi. Manteniamo un approccio di fiducia nel settore degli articoli in gomma, presidiando il business con un monitoraggio quotidiano e puntuale dell'andamento dei mercati e delle quotazioni internazionali.

3.

Da oltre un decennio, la complessità del quadro macroeconomico globale e la costante evoluzione delle direttive europee nate dal Green Deal tracciano le coordinate fondamentali entro cui dobbiamo orientarci. La sostenibilità - declinata nelle sue dimensioni ambientale, sociale e di governance (ESG) - non rappresenta per noi un mero vincolo formale, ma costituisce il pilastro centrale della nostra strategia d'impresa. Le sfide legate ai nuovi contesti normativi, come l'entrata in vigore del Regolamento EUDR sulla deforestazione, non bloccano la nostra visione; al contrario, agiscono da acceleratori di innovazione, stimolando nuove linee di investimento tecnologico e orientando le nostre scelte strategiche per il futuro.

4.

I vettori di crescita più dinamici sono attualmente rappresentati dagli articoli tecnici e dal comparto dei cavi elettrici. In questi ambiti si


MESCOLE

stanno aprendo opportunità estremamente interessanti, che ci vedono impegnati nello sviluppo di nuove formulazioni polimeriche e nell'implementazione di tecnologie di processo all'avanguardia. Al contrario, il settore della pneumaticistica - con particolare riferimento al segmento della ricostruzione - sta soffrendo fortemente la pressione concorrenziale dei mercati extra-UE, caratterizzati da strutture di costo decisamente inferiori rispetto ai target europei. In questo scenario complesso, la nostra risposta risiede nel valore tangibile della qualità: continuiamo infatti a investire nel continuo perfezionamento dei nostri formulati e nei rigorosi standard di produzione, mantenendo la centralità del cliente e delle sue esigenze applicative al cuore della nostra strategia.

5.

Assolutamente sì. L'impegno a consegnare alle future generazioni un modello industriale in reale equilibrio con l'ambiente ha trasformato la sostenibilità, il recupero dei materiali e l'economia circolare in pilastri concreti di ogni nostro progetto di Ricerca & Sviluppo e Industrializzazione. Per la nostra organizzazione, concetti come la Carbon Footprint, le analisi del ciclo di vita del prodotto (LCA - Life Cycle Assessment) e la valorizzazione dei polimeri da riciclo non rappresentano più semplici concetti teorici, ma veri e propri paradigmi operativi integrati nella gestione quotidiana. Questo approccio ci sta già consentendo di sviluppare mescole a ridotto impatto ambientale e processi produttivi sempre più efficienti e circolari. u

“Un traguardo importante è rappresentato dall'entrata in funzione del nostro impianto di devulcanizzazione”

Le nostre domande 1. Il 2025 è stato un altro anno complessivamente caratterizzato da un trend negativo. Condividete questa considerazione o potete individuare anche aspetti positivi nel vostro business? 2. Il 2026 è iniziato con ulteriori problemi geopolitici (guerra USA/Israele vs Iran). Quanto stanno impattando sulle vostre attività? 3. Il prolungato periodo di incertezza, sia a livello geopolitico sia a livello di normative (come quelle sulle PFAS o l’EUDR), sta in qualche modo influenzando la pianificazione dei vostri investimenti? 4. Tra i settori applicativi e le famiglie di prodotto, quali sono quelle che vanno meglio e quali quelle in maggiore sofferenza? 5. Sostenibilità, recupero ed economia circolare hanno cominciato ad avere qualche effetto concreto sul vostro business?

3.

1.

Il 2025 è stato certamente un anno complicato per il settore della gomma, caratterizzato da andamenti diversi dei principali settori di applicazione e da una generale prudenza negli investimenti da parte dei nostri clienti. Tuttavia, per le sedi italiane del gruppo Hexpol, il bilancio dell'anno è stato positivo: siamo riusciti a crescere, non solo grazie alla solidità della nostra organizzazione e all’elevato livello di assistenza ai clienti, ma anche grazie all'acquisizione di nuove opportunità.

Nonostante il contesto di incertezza che caratterizza l'anno in corso, l'importante piano di investimenti avviato nel 2022 con l'installazione di una terza linea produttiva dedicata alla produzione di mescole organiche prosegue senza interruzioni. Il programma, che ha riguardato anche gli anni successivi, continua infatti a essere attuato e non sono previste sospensioni degli investimenti pianificati per il prossimo biennio. I principali investimenti in corso riguardano un importante ampliamento del nostro centro di Ricerca e Sviluppo, la sostituzione dell’attuale ERP, la digitalizzazione di tutti i processi produttivi, l’automatizzazione della dosatura di alcune materie prime e del confezionamento in striscia continua delle mescole fluorurate. L'obiettivo è rendere l'azienda sempre più efficiente e competitiva, ottimizzando la gestione dei processi interni e rafforzando il supporto tecnico ai clienti. Attraverso la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione tecnologica, intendiamo accompagnare i nostri clienti nell'affrontare le nuove sfide del mercato e nell'adattarsi all'evoluzione del contesto normativo.

2.

4.

Hexpol

Elena Zanini Direttore Commerciale Italia Hexpol Gorlago

Le tensioni geopolitiche rappresentano un elemento di incertezza che interessa l'intera filiera industriale, con ripercussioni negative sulla disponibilità e prezzi delle materie prime, sui costi energetici e sulla logistica. In questo contesto, far parte del gruppo Hexpol, leader globale nel settore della gomma, rappresenta sicuramente un grande vantaggio. Grazie a una supply chain solida e diversificata, siamo stati in grado di affrontare nel miglior modo le criticità che si sono presentate.

Nel contesto attuale, stiamo osservando dinamiche non uniformi tra i vari settori applicativi. I segnali più incoraggianti provengono dai settori delle infrastrutture, dell'energia, del medicale, dell'alimentare e da specifiche applicazioni industriali, dove la domanda continua a orientarsi verso mescole ad alto contenuto tecnologico, in grado di garantire livelli sempre più elevati di affidabilità, durata e prestazioni. Più complesso si conferma, invece, lo scenario del settore automotive, che continua a risentire L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

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MESCOLE

INCHIESTA

del rallentamento della domanda proveniente dai costruttori di primo impianto (OEM). Tale dinamica è solo in parte compensata dalla maggiore tenuta del mercato aftermarket, che continua a evidenziare una domanda più sostenuta. I settori dell’elettrodomestico e dei beni di consumo hanno invece un andamento altalenante, anche perché più sensibili alla concorrenza del mercato e alla pressione sui prezzi che ne deriva.

5.

La crescente disponibilità di materie prime da fonti rinnovabili e riciclate conferma il percorso di trasformazione del settore verso modelli produttivi sempre più sostenibili e orientati all'economia circolare. In questo scenario, Hexpol prosegue il proprio impegno nello sviluppo di mescole innovative, capaci di coniugare elevate prestazioni tecniche, competitività e una progressiva riduzione dell'impatto ambientale. Un traguardo importante è rappresentato dall'entrata in funzione del nostro impianto di devulcanizzazione, oggi pienamente operativo in Repubblica Ceca. Questo ci consente di recuperare e valorizzare gli scarti di lavorazione dei nostri clienti, trasformandoli in una risorsa da reimpiegare nel ciclo produttivo, con benefici concreti in termini di efficienza nell'utilizzo delle materie prime e riduzione degli sprechi. Prosegue inoltre lo sviluppo della gamma Hexgreen, che comprende mescole formulate, in parte, con materie prime riciclate o derivanti da bio-feedstock, mantenendo gli elevati standard qualitativi richiesti dal mercato e contribuendo a ridurre l'impronta di CO₂ rispetto alle formulazioni convenzionali. La vera sfida consiste ora nel rendere queste tecnologie sempre più diffuse e accessibili, estendendone l'applicazione su scala industriale senza comprometterne affidabilità, prestazioni e competitività. Per conseguire questo obiettivo sarà determinante il consolidamento di una filiera capace di garantire continuità negli approvvigionamenti, qualità costante delle materie prime e sostenibilità economica, condizioni essenziali per accelerare la transizione dell'industria verso un modello produttivo sempre più circolare. u

“Dopo i significativi investimenti del 2025 per il nuovo mescolatore e l’introduzione del fotovoltaico, il 2026 sarà un anno cauto”

Isopren

Marcella Bergamini CEO Isopren a socio unico

1.

Il 2025 è stato un anno complessivamente negativo per il settore della gomma, ma positivo per Isopren che ha consolidato il suo percorso di crescita con il conseguimento di risultati economici e operativi di particolare rilievo. I ricavi di vendita hanno raggiunto un nuovo livello record con il superamento della soglia dei 7 milioni di Euro e un EBITDA del 14%, un traguardo storico per Isopren, PMI italiana che nei suoi 73 anni di attività ha progressivamente arricchito la sua gamma di articoli tecnici in gomma per il B2B grazie alla sua capacità progettuale e a importanti partnership con realtà di eccellenza, confermando così la propria distintività in un contesto competitivo articolato e con un trend di aumenti del costo delle materie prime. L’incremento dei ricavi è riconducibile principalmente all’effetto combinato di tre fattori: 1) l’accelerazione degli ordinativi da parte di clienti primari; 2) l’acquisizione di nuove commesse in tre produzioni strategiche: gli statori in gomma, gli articoli per la montagna - in particolare gli anelli in gomma guidafune forniti per le Olimpiadi di Milano Cortina - e i compensatori di dilatazione; 3) il rafforzamento delle commercializzazioni.

2.

Il primo semestre di Isopren chiude in linea con il 2025 con una domanda particolarmente vivace per gli articoli legati alla difesa, all’estrazione mineraria e alla montagna. Tuttavia, il contesto macroeconomico e geopolitico internazionale presenta elementi di incertezza che stanno impattando negativamente sull’andamento della seconda parte dell’anno; è prevista infatti una contrazione dei volumi, allo stato attuale stimata in misura compresa tra il 20% e il 25%, principalmente in relazione alla sospensione di alcune forniture di articoli ad alto contenuto di tecnologia negli Emirati Arabi. La società sta reagendo a tale contesto attraverso il rafforzamento delle attività commerciali in settori ritenuti maggiormente resilienti, quali il comparto degli impianti a fune per la risalita, la difesa e il navale.

3. Foto di pamirc da iStock.

Sì, il periodo di incertezza sia a livello geopolitico che di normative ha influenzato il piano di investimenti per l’anno 2026 che è improntato a criteri di prudenza e selettività, con priorità agli interventi in ambito produttivo e al miglioramento delle performance ambientali. Dopo i significativi investimenti del 2025 per il nuovo mescolatore e l’introduzione del fotovoltaico, il 2026 sarà un anno “cauto”.

48

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026


L’INDUSTRIA DELLA GOMMA

In uscita a novembre

GreenRUBBER

la pubblicazione speciale de L’INDUSTRIA

DELLA GOMMA

dedicata alla

sostenibilità

LA GOMMA SI FA VERDE PFAS SI POSSONO DISTRUGGERE?

PNEUMATICI GREEN LE MOSSE DEI LEADER MONDIALI

MOBILITÀ QUALE FUTURO?

RUBBER GOES GREEN

PFAS

CAN THEY BE DESTROYED?

GREEN TIRES

Foto di Khanchit Khirisutchalual

HOW GLOBAL LEADERS ARE RESPONDING

MOBILITY WHAT FUTURE LIES AHEAD?

www.industriagomma.it ITALIAN + ENGLISH TEXT


INCHIESTA

I settori applicativi che vanno meglio sono tre: il settore agroalimentare, con la produzione di statori per la lavorazione della frutta o della verdura e di componenti in gomma per pompe enologiche; il settore della montagna, con gli anelli guidafune per gli impianti di risalita; il settore navale, con i tubi flessibili e i compensatori di dilatazione. In sofferenza i filtri pressa per la disidratazione dei fanghi, effetto della guerra in Medio Oriente, che ha danneggiato alcuni stabilimenti negli Emirati Arabi. (Alla domanda 5 risponde Andrea Belussi - Chief Rubber Technology & Continuous Improvement Officer)

5.

Sì, la sostenibilità e l'economia circolare stanno producendo i primi effetti concreti sul nostro business. In Isopren lavoriamo sia sul recupero dei materiali elastomerici che sullo sviluppo di prodotti a minore impatto ambientale. Con particolare riferimento a questi ultimi, l’esempio è ISOCL26 la nuova mescola green prodotta da Isopren per anelli guidafune destinati agli impianti di risalita che, grazie all'impiego di materie prime ottenute da fonti sostenibili, consente una riduzione delle emissioni di CO₂ fino al 50% rispetto a una formulazione tradizionale. Questa innovazione è stata presentata all'ultima edizione di Mountain Planet a Grenoble (aprile 2026), dove abbiamo esposto anelli realizzati con questa mescola. Non si tratta quindi di un progetto sperimentale: i primi anelli (100) sono già stati forniti ad alcuni clienti di rinomate stazioni sciistiche italiane attenti alle tematiche ambientali a dimostrazione che la sostenibilità sta già generando opportunità e risultati concreti per il nostro business. u “Il 2025 ci ha permesso di concentrare i nostri sforzi su alcuni nuovi sviluppi sia di mescole che di tecnologie di miscelazione”

PMG

Davide Poletto Executive Director

1.

Il 2025 non verrà sicuramente ricordato tra gli anni migliori ma nemmeno tra i peggiori, sicuramente ha mostrato un trend di contrazione della richiesta che è stato il filo conduttore del biennio 24/25. Per quanto ci riguarda l’anno 2025 ha mantenuto i volumi venduti dell’anno precedente anche se il fatturato al 31.12 ha riscontrato, a causa della riduzione dei prezzi nel corso dell’anno, una lieve flessione rispetto al 2024. Possiamo però ritenerci adeguatamente soddisfatti dell’andamento complessivo della nostra azienda, e questo 2025 ci ha permesso di concentrare i nostri sforzi su alcuni nuovi sviluppi sia di mescole che di tecnologie di miscelazione. 50

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

2.

L’impatto sulla nostra attività è dato per la maggior parte dei casi da un cospicuo aumento dei costi di materia prima, sia legati a costi diretti, legati all’andamento del petrolio, sia per eventuali costi derivanti dall’energia e dei costi di trasporto da e per l’Asia.

3.

Sicuramente sì; PMG già prima della questione PFAS aveva approvato e già iniziato una serie di investimenti legati a un ulteriore potenziamento delle proprie linee di produzione per FKM che, ad oggi, è stato parzialmente sospeso in attesa di chiarimenti da parte della Comunità Europea. Una volta che le UE avrà normato e regolato la “problematica” PFAS verranno ripresi i progetti e rivalutati in base alla nuova regolamentazione europea. Per quanto riguarda, invece, l’EUDR non abbiamo nessun tipo di impatto a livello di investimenti ma PMG ha semplicemente attuato alcuni miglioramenti al proprio ERP per mantenere la tracciabilità della filiera di fornitura nel rispetto di quanto richiesto dalla normativa vigente.

4.

Al momento il settore che sicuramente sta risentendo di più di questa incertezza di mercato è il settore automotive dove PFAS e la diatriba motore elettrico/termico/idrogeno, rendono il settore alquanto instabile e incerto sui nuovi sviluppi da seguire, questo aiutato anche dalla UE che non supporta con delle tempistiche certe la risoluzione di alcune pendenze normative che potrebbero sconvolgere in maniera molto importante i già precari equilibri di mercato. Come seconda posizione metterei l'edilizia, un comparto che, una volta terminati i vari incentivi legati alle ristrutturazioni, ha subito un brusco rallentamento legato anche a un notevole aumento dei costi di materia prima. Poi via via tutti gli altri settori che, con l’incertezza globale attuale, non stanno vivendo sicuramente dei periodi memorabili.

5.

Per quanto riguarda PMG è sicuramente un punto molto importante per il futuro e per il mondo della gomma in generale dato che, in questo settore, sostenibilità e recupero sono da sempre il punto dolente. Per cercare di migliorare questo aspetto è stato installato presso il nostro impianto di TR1 un impianto pilota dedicato al recupero degli scarti in gomma e, di conseguenza, all’aumento della sostenibilità dei nostri prodotti. Questo ci permetterà di effettuare, in autonomia, una serie di test e valutazioni tali da offrire, nel breve futuro, un servizio di consulenza ai nostri clienti per lo sviluppo di mescole più eco-sostenibili e che vadano incontro alle future richieste green del mercato. u

Foto di pamirc da iStock.

4.


MESCOLE

“La nostra attività di ricerca e sviluppo sta già valutando possibili alternative agli FKM e agli FFKM”

Termogomma Carmine Ciriaco Ceo

1.

Dopo un inizio del 2024 che aveva lasciato intravedere una possibile ripresa, il 2025 ha confermato un rallentamento diffuso in gran parte dell’industria manifatturiera. Si tratta tuttavia di una tendenza generalizzata, ma non uniforme. Mentre molte aziende hanno continuato a ridurre le scorte, rinviare gli investimenti e contenere gli acquisti, con effetti negativi lungo l’intera filiera, altre sono riuscite a cogliere nuove opportunità di mercato, anticipando le esigenze tecnologiche dei propri clienti. La capacità di comprendere in anticipo l’evoluzione della domanda resta, a nostro avviso, uno degli strumenti più efficaci per affrontare i periodi di contrazione. Le fasi negative possono inoltre rappresentare un’occasione per rivalutare le scelte strategiche, concentrarsi sulle competenze distintive dell’azienda e intervenire sull’organizzazione interna, sui processi produttivi e sulla riduzione degli sprechi.

Le nostre domande 1. Il 2025 è stato un altro anno complessivamente caratterizzato da un trend negativo. Condividete questa considerazione o potete individuare anche aspetti positivi nel vostro business? 2. Il 2026 è iniziato con ulteriori problemi geopolitici (guerra USA/Israele vs Iran). Quanto stanno impattando sulle vostre attività? 3. Il prolungato periodo di incertezza, sia a livello geopolitico sia a livello di normative (come quelle sulle PFAS o l’EUDR), sta in qualche modo influenzando la pianificazione dei vostri investimenti? 4. Tra i settori applicativi e le famiglie di prodotto, quali sono quelle che vanno meglio e quali quelle in maggiore sofferenza? 5. Sostenibilità, recupero ed economia circolare hanno cominciato ad avere qualche effetto concreto sul vostro business?

2.

Più che l’impatto diretto del singolo evento, è il continuo susseguirsi delle tensioni geopolitiche a generare preoccupazione. Negli ultimi anni le aziende hanno dovuto confrontarsi con la pandemia, la crisi energetica, la guerra in Ucraina, le tensioni commerciali internazionali e una crescente instabilità in Medio Oriente. Il permanere di queste condizioni alimenta un clima di incertezza che rende sempre più difficile, per i nostri clienti, pianificare investimenti e strategie industriali di medio e lungo periodo. Essere presenti sul mercato da oltre cinquant’anni ci consente di affiancare alle nuove produzioni anche una significativa attività legata ai ricambi. Questo rappresenta un importante elemento di stabilizzazione rispetto alle oscillazioni della domanda. È tuttavia evidente che il protrarsi e l’eventuale aggravarsi dell’attuale situazione finiranno per ripercuotersi sull’intero sistema industriale. L’aumento generalizzato dei prezzi riduce progressivamente i consumi e, di conseguenza, i volumi produttivi. È una dinamica già osservata in passato e che rischia di manifestarsi nuovamente, anche con un certo ritardo.

3.

La valutazione dell’impatto delle normative europee sui nostri mercati è particolarmente complessa. Da un lato, è evidente la necessità di costruire un sistema industriale più sostenibile. Questo obiettivo richiede regole e scelte anche impegnative. Dall’altro, è fondamentale che le istituzioni siano supportate dalle competenze tecniche delle imprese, per evitare l’introduzione di disposizioni difficilmente applicabili o potenzialmente controproducenti rispetto agli stessi obiettivi ambientali. Nel caso delle PFAS, ad esempio, una definizione eccessivamente ampia, che comprenda indistintamente tutti i derivati del fluoro, rischia di non distinguere adeguatamente tra sostanze, impieghi e livel-

li di rischio molto differenti. È corretto favorire la sostituzione delle sostanze per le quali esistono alternative tecnicamente valide, ma è altrettanto importante preservarne l’impiego nelle applicazioni in cui risultano indispensabili, intervenendo soprattutto sulle modalità di produzione, utilizzo e gestione. La nostra attività di ricerca e sviluppo sta già valutando possibili alternative agli FKM e agli FFKM. L’approccio, tuttavia, non può essere quello di una sostituzione generalizzata e diretta, ma deve basarsi su una selezione differenziata dei materiali in funzione delle specifiche condizioni di esercizio. Investire oggi richiede quindi analisi più approfondite rispetto al passato, poiché eventuali errori di valutazione possono avere conseguenze rilevanti. Questo non significa interrompere gli investimenti, ma renderli più selettivi e indirizzarli verso progetti capaci di aumentare efficienza, flessibilità produttiva e capacità di innovazione. Riteniamo che la competitività futura dipenderà sempre più dalla capacità delle aziende di adattarsi rapidamente ai cambiamenti tecnologici, normativi e di mercato.

4.

La sofferenza dei settori automotive e oleodinamico è evidente ed è particolarmente significativa perché si tratta di comparti tradizionalmente caratterizzati da volumi elevati. La questione, tuttavia, non consiste soltanto nell’individuare settori di nicchia in crescita, ma nel comprendere come operare efficacemente in mercati caratterizzati da volumi inferiori e da esigenze tecniche differenti. Non sempre, infatti, l’approccio sviluppato per l’automotive o per l’oleodinamica può essere trasferito direttamente ad altri comparti. Il settore alimentare, ad esempio, richiede competenze specifiche in materia di certificazioni, selezione dei L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

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MESCOLE

INCHIESTA

materiali, controllo dei processi e gestione documentale. Osserviamo inoltre andamenti molto differenti anche all’interno dello stesso settore. Oggi la capacità di crescita dipende spesso più dal prodotto specifico sviluppato dal cliente, dalla sua presenza sui mercati internazionali e dalla sua capacità di innovazione che dal comparto di appartenenza in senso stretto.

5.

La sostenibilità sta progressivamente influenzando le scelte dei nostri clienti. Notiamo tuttavia ancora una certa distanza tra quanto viene comunicato nelle politiche aziendali e nelle attività di marketing e le innovazioni concretamente introdotte nei prodotti e nei processi. Parallelamente, la rapida crescita dell’intelligenza artificiale sta portando molte aziende a orientare una parte significativa degli investimenti in ricerca e sviluppo verso questi ambiti, talvolta riducendo le risorse destinate ad altri progetti di innovazione. Da parte nostra, stiamo introducendo procedure e modalità operative finalizzate a ridurre l’impatto ambientale delle produzioni. Per un’azienda che sviluppa mescole e articoli tecnici in elastomero, tuttavia, l’economia circolare rappresenta ancora un obiettivo particolarmente ambizioso, soprattutto per le difficoltà legate al recupero dei materiali vulcanizzati e alla necessità di garantire prestazioni tecniche costanti. Affrontiamo quindi il tema con un approccio pragmatico, valutando insieme ai nostri fornitori nuove materie prime e possibili soluzioni tecnologiche. Riteniamo che la sostenibilità possa produrre benefici reali e duraturi soltanto quando è supportata da solide basi tecniche, industriali ed economiche. Diversamente, rischia di rimanere un principio condivisibile, ma u difficilmente applicabile lungo l’intera filiera.

“Le aziende che come noi hanno investito in R&D si stanno sempre più orientando su prodotti più di valore che sul volume”

1. Il 2025 è stato un altro anno complessivamente caratterizzato da un trend negativo. Condividete questa considerazione o potete individuare anche aspetti positivi nel vostro business? 2. Il 2026 è iniziato con ulteriori problemi geopolitici (guerra USA/Israele vs Iran). Quanto stanno impattando sulle vostre attività? 3. Il prolungato periodo di incertezza, sia a livello geopolitico sia a livello di normative (come quelle sulle PFAS o l’EUDR), sta in qualche modo influenzando la pianificazione dei vostri investimenti? 4. Tra i settori applicativi e le famiglie di prodotto, quali sono quelle che vanno meglio e quali quelle in maggiore sofferenza? 5. Sostenibilità, recupero ed economia circolare hanno cominciato ad avere qualche effetto concreto sul vostro business? le quantità e avevano prezzi con durate molto brevi, rendendo di fatto impossibile una pianificazione ordinata degli acquisti e la possibilità di fare offerte con validità oltre le 2 settimane. Le differenti politiche di prezzo tra i produttori di mescole hanno creato disallineamento nelle quotazioni, con conseguenti problemi ma anche opportunità.

3.

Eraclio Tovo Presidente

Assolutamente no. Le normative atte a garantire una maggiore sicurezza per la salute e a tutelare l’ambiente sono fondamentali. Le aziende devono prendere atto e adeguare le proprie scelte di investimento, tenendo conto di questi fattori.

1.

4.

Tovo Gomma

Il 2025 è stato un anno in cui la debolezza del settore automotive europeo e la contrazione dell'edilizia residenziale hanno pesato sui volumi. Tuttavia, non è mancato qualche elemento positivo: la domanda legata a infrastrutture e opere pubbliche ha tenuto, e anche alcuni settori di nicchia non hanno registrato contrazioni. La domanda industriale europea sembra seguire un percorso, almeno nel medio periodo, di stagnazione o contrazione. In questo contesto, le aziende che come noi hanno investito in R&D si stanno sempre più orientando su prodotti più di valore che sul volume.

2.

La guerra ha impattato pesantemente sulle quotazioni del Brent, dei plastificanti, dell’energia e del gas portando a dei rapidi e diffusi rincari, come non si era mai visto nemmeno nelle crisi precedenti. Soprattutto ad inizio guerra, i fornitori non confermavano 52

Le nostre domande

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

La domanda è sostenuta nei settori ad alto contenuto tecnologico, quali ad esempio le energie rinnovabili, il medicale e l’oil & gas, mentre soffrono molto il settore automotive e quello dell’elettrodomestico. Come famiglie di prodotto stanno soffrendo di più le commodity, come l’SBR, mentre per le altre famiglie la differenza la fa la capacità delle aziende di specializzarsi su applicazioni particolari.

5.

C’è uno sforzo importante ed è un argomento molto dibattuto. Ci sono alcune pratiche consolidate, quali ad esempio il riciclo degli sfridi di produzione o l’utilizzo di materie prime riciclate. Altre che stentano a decollare, quali la devulcanizzazione, processo che presenta ancora delle difficoltà evidenti. Più in generale, parlando di sostenibilità, ogni scelta che viene presa in azienda, dalla tipologia di luci negli uffici, all’efficientamento energetico delle cabine elettriche, questa è sicuramente una priorità. u


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DALLE AZIENDE

Engel insert: efficienza verticale per i processi LSR La mobilità a idrogeno è considerata una delle tecnologie chiave per un futuro a impatto climatico zero. Al centro di questa visione c’è la cella a combustibile, un sistema che impone alla tecnologia di produzione requisiti particolarmente elevati. Uno dei processi più critici è l’applicazione di guarnizioni in silicone liquido (LSR) sugli strati di diffusione del gas (Gas Diffusion Layer o GDL). Engel propone una soluzione altamente automatizzata che unisce la massima precisione a produttività e redditività elevate.

T

enuta affidabile, massime prestazioni: il sovrastampaggio preciso di guarnizioni in silicone liquido su componenti delicati di celle a combustibile è un requisito essenziale per garantire l’efficienza e la durata dei sistemi a idrogeno. La cella a combustibile è un sistema complesso in cui ogni singolo compo-

nente deve funzionare senza margine di errore. Un ruolo centrale spetta agli strati di diffusione del gas (membrane GDL): distribuiscono uniformemente idrogeno e ossigeno sullo strato catalitico, conducono gli elettroni e drenano in modo mirato l’acqua di reazione. Perché tutto ciò avvenga in modo affidabile, le membrane GDL devono essere

lavorate garantendo una tenuta stagna senza compromettere la propria struttura fine e porosa. Il sovrastampaggio di questi componenti sensibili con una sottile guarnizione in silicone liquido rappresenta una sfida produttiva particolarmente impegnativa, che richiede il coordinamento perfetto tra pressa a iniezione, stampo e automazione.

Il sovrastampaggio preciso della guarnizione in silicone protegge le delicate membrane GDL, un requisito fondamentale per la tenuta e le prestazioni dei moderni sistemi di celle a combustibile.

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026


STAMPAGGIO LSR

LA SFIDA: MEMBRANE SOTTILISSIME E MASSIMA PRECISIONE

La Engel insert 150 rotary con tecnologia LSR di ACH permette una produzione in serie stabile ed efficiente dal punto di vista economico di guarnizioni in silicone estremamente sottili su materiali di supporto delicati.

Le membrane GDL sono estremamente fragili e devono essere lavorate con la massima cautela. Götz Scheibe, Sales Manager di ACH Solution, azienda specializzata in stampi e tecnologie di dosaggio per il silicone, descrive così i requisiti: «La sfida comincia già dal prelievo delle singole membrane, che vengono fornite impilate. Bisogna separarne esattamente una alla volta, senza danneggiare quelle adiacenti». Dopo il prelievo, è necessario un posizionamento preciso nello stampo, che avviene tramite una stazione di precentraggio con tolleranza di ±0,1 mm. All’interno dello stampo, la superficie di tenuta deve essere progettata in modo che il silicone non penetri sotto la membrana GDL e che, al tempo stesso, la pressione di chiusura non la danneggi. Ma il requisito di precisione più stringente riguarda lo spessore della guarnizione: «Parliamo di uno spessore costante con tolleranza di ±0,01 mm su

Grazie alla tavola rotante, durante lo stampaggio a iniezione i processi avvengono in parallelo, con tempi ciclo più brevi, maggiore produttività e un’accessibilità ottimizzata.

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

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DALLE AZIENDE

una lunghezza del pezzo di 550 mm», precisa Scheibe. Una precisione che non ammette deroghe: in una cella a combustibile si impilano fino a 300 di questi elementi di tenuta. «Anche la più piccola deviazione dalla tolleranza si sommerebbe alle altre, con il rischio di generare sollecitazioni meccaniche o malfunzionamenti nello stack». LA SOLUZIONE: MACCHINA VERTICALE CON TAVOLA ROTANTE Per trasferire questo processo - dove la precisione è il parametro critico per eccellenza - alla produzione in serie mantenendo la sostenibilità economica, Engel ha messo a punto una soluzione altamente automatizzata basata su una pressa a iniezione verticale della serie insert. Elemento centrale dell’isola produttiva presentata al K 2025 è la Engel insert 150 rotary US, con forza di chiusura di 1.500 kN e tavola rotante integrata. Il concept consente di effettuare operazioni in parallelo: mentre viene stampata la guarnizione in una stazione dello stampo, nell’altra si estraggono i pezzi finiti e contemporaneamente si inserisce la membrana GDL

successiva. Con un tempo ciclo di soli 50 secondi, in questo modo, la produzione risulta quasi raddoppiata. Come tutte le presse a iniezione senza colonne Engel, anche la serie verticale insert garantisce, oltre a un’eccellente accessibilità allo stampo, una distribuzione molto uniforme della forza di chiusura sull’intera superficie dei piani. Franz Pressl, responsabile del Product Management per le macchine senza colonne e verticali, spiega: «Nelle presse a iniezione verticali Engel insert, il parallelismo dei piani è assicurato dalla collaudata tecnologia FlexLink, che compensa automaticamente la deformazione del telaio. Inoltre, i robusti piani contribuiscono a una compressione dello stampo estremamente uniforme. Questo assicura uno spessore della parete estremamente uniforme e costante anche per pezzi così grandi e al contempo così sottili.» La struttura verticale offre ulteriori vantaggi significativi per questa applicazione. Spiega Götz Scheibe: «La configurazione verticale sfrutta in modo ottimale la forza di gravità. Non si generano sforzi laterali e lo stampo si chiude esclusivamente in verticale, preservando le guide e

contribuendo alla stabilità dimensionale e del processo nel tempo, un vantaggio rispetto alle macchine orizzontali». Inoltre, il concept costruttivo della serie Engel insert è particolarmente compatto: l’armadio elettrico è integrato verticalmente nella macchina, con una riduzione sensibile dell’ingombro a terra dell’isola produttiva: un aspetto tutt’altro che marginale quando lo spazio in reparto è limitato. La macchina impiegata è dotata di un gruppo di iniezione idraulico azionato dal sistema a risparmio energetico Engel ecodrive. Vale la pena sottolineare che in Engel anche le unità di iniezione idrauliche raggiungono di serie un livello di precisione tale da abilitare sofisticate applicazioni di questo tipo. La serie insert offre alle aziende che operano nello stampaggio a iniezione la massima flessibilità: grazie a un ampio portfolio di combinazioni fra azionamenti elettrici e idraulici, ogni macchina può essere configurata su misura per l’applicazione specifica. Riguardo alla tavola rotante, Scheibe puntualizza: «In linea di principio, questa applicazione sarebbe realizzabile anche senza tavola rotante, ma con i volumi di

Il robot antropomorfo Engel easix gestisce l’intera manipolazione delle membrane GDL, in perfetta sincronizzazione con il sistema di controllo della macchina.

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STAMPAGGIO LSR

produzione richiesti, non ci si possono permettere tempi morti dello stampo. La combinazione tra pressa verticale e tavola rotante consente di sfruttare il tempo di iniezione per la manipolazione dei pezzi in parallelo, e questo quasi raddoppia la produttività». LO STAMPO: IL CUORE DELLA PRECISIONE La realizzazione della sofisticata geometria della guarnizione è affidata a un innovativo stampo a due cavità sviluppato da ACH Solution, equipaggiato con il sistema di otturatori elettrici ACH Servoshot 2G. L’elevata precisione nel controllo del riempimento delle cavità consente di soddisfare i rigorosi requisiti dimensionali e qualitativi richiesti dall’applicazione. «Raggiungiamo una precisione di regolazione di due millesimi di millimetro», sottolinea Götz Scheibe. Un livello di accuratezza indispensabile per evitare riempimenti parziali delle cavità e formazione di bave. L’intero sistema è perfettamente integrato nel controllo Engel CC300, un aspetto che Scheibe considera particolarmente vantaggioso: «L’integrazione nel controllo Engel semplifica notevolmente l’operatività: le regolazioni possono essere effettuate durante il processo produttivo in corso oppure da remoto, senza alcuna interruzione della produzione». L’integrazione offre anche la possibilità di visualizzare in tempo reale, attraverso una rappresentazione grafica, la regolazione dei singoli ugelli otturatori. Un ulteriore tassello per la stabilità del processo è il canale freddo, bilanciato con precisione dal punto di vista sia termico sia reologico: questo consente all’operatore di riavviare rapidamente il processo anche dopo fermi prolungati. Scheibe aggiunge: «Grazie al nostro sistema Servoshot è possibile ottimizzare con precisione le linee di giuntura. In questo modo garantiamo che il materiale confluisca sempre esattamente nel punto previsto, una condizione imprescindibile per processi stabili e ripetibili». Il dosaggio del LSR a bassa viscosità - in questo caso Elastosil® LR 3003/30 di Wacker - è affidato a un sistema ACH Maximix 3G Pro, progettato specificamente

L’assistente digitale iQ weight control, integrato nel sistema di controllo CC300 plus, rileva le variazioni della viscosità del materiale in tempo reale e le compensa automaticamente.

per piccole stampate, come i 20,3 grammi di questa applicazione. Il sistema garantisce un rapporto di miscelazione preciso e un’elevata stabilità di processo, ed è anch’esso completamente integrato nel controllo Engel CC300. AUTOMAZIONE E INTEGRAZIONE DI PROCESSO L’intera movimentazione delle delicate membrane GDL e dei pezzi finiti è affidata a un robot antropomorfo Engel easix, completamente integrato nel sistema di controllo. Il robot preleva le membrane da un sistema di alimentazione e le posiziona con precisione nella stazione anteriore dello stampo sulla tavola rotante. Dopo una rotazione di 180°, nella stazione posteriore ha luogo l’iniezione. Contemporaneamente, il robot estrae dalla stazione anteriore i pezzi finiti e inserisce nuove membrane. La perfetta sincronizzazione tra il processo di stampaggio e il movimento del robot, gestita dal sistema di controllo CC300, assicura un ciclo stabile e perfettamente coordinato. Un’altra sfida è rappresentata dall’estra-

zione delle membrane sovrastampate dallo stampo caldo. «Come è noto, il silicone è molto adesivo e la resistenza alla lacerazione diventa critica alle temperature elevate», spiega Götz Scheibe. «Una sottile pellicola in silicone si danneggia con estrema facilità quando è calda: servono strategie di sformatura studiate in modo opportuno». Dispositivi di sformatura mirati, integrati nello stampo, assicurano che la guarnizione si stacchi in modo affidabile dalla parete della cavità. Dopo l’estrazione, in una fase di lavoro separata, vengono rimosse le materozze. GARANZIA DI QUALITÀ: RIPETIBILITÀ STAMPATA DOPO STAMPATA Per assicurare una qualità dei pezzi costantemente elevata viene impiegato l’assistente digitale Engel iQ weight control. Il sistema analizza in tempo reale la curva della pressione di iniezione e compensa le variazioni di viscosità del materiale all’interno dello stesso ciclo. «iQ weight control rileva le differenze di viscosità in tempo reale e le compensa L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

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STAMPAGGIO LSR

DALLE AZIENDE

automaticamente», afferma Götz Scheibe. «Questo aumenta notevolmente la stabilità del processo, anche se con il silicone liquido non è necessaria alcuna pressione di mantenimento per contrastare il ritiro del pezzo. A maggior ragione, diventa quindi ancora più importante che il volume di iniezione venga adattato in tempo reale per compensare eventuali fluttuazioni». Il risultato è un peso del pezzo costante, stampata dopo stampata. Scheibe ribadisce: «Il principale obiettivo è mantenere costante il peso della stampata: il peso del pezzo, infatti, è un importante indicatore della qualità del manufatto». Il sistema mostra i suoi punti di forza soprattutto nei cambi colore che, nel caso del silicone, comportano spesso variazioni di viscosità rilevanti. Spiega Scheibe: «I cambi colore sono particolarmente critici con il silicone, perché le diverse pigmentazioni possono influenzare in modo significativo il comportamento reologico. iQ weight control compensa queste fluttuazioni, garantendo una qualità dei pezzi costante». Dopo l’estrazione, ogni pezzo viene sottoposto a un controllo integrato tramite telecamera, che verifica il completo riempimento della cavità e l’assenza di difetti o bave sulla guarnizione in LSR. «Durante questa operazione vengono anche rimosse le materozze» aggiunge Scheibe. La combinazione tra stampo di precisione, ottimizzazione di processo intelligente e controllo della qualità dei pezzi al 100% integrato in linea garantisce una produzione estremamente stabile e sicura. SILICONE: IL MATERIALE PER LA MOBILITÀ DEL FUTURO La scelta del silicone liquido per la realizzazione delle guarnizioni non è casuale. È soprattutto nelle applicazioni legate alla mobilità elettrica che questo materiale esprime appieno il proprio potenziale. «Con la diffusione dei sistemi di ricarica rapida, i veicoli elettrici sono sottoposti a temperature sempre più elevate e, in questi contesti, il silicone è insostituibile grazie alla sua straordinaria resistenza termica», spiega Götz Scheibe. Oltre alle applicazioni di tenuta, i materiali siliconici stanno giocando un ruolo sempre più importante anche nei sistemi di raffreddamento e nei pacchi batteria, dove con58

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tribuiscono a una gestione efficiente del calore grazie alle loro eccellenti proprietà termiche. Una combinazione di prestazioni che rende l’LSR il materiale di riferimento per le applicazioni più critiche nell’elettromobilità e nelle tecnologie delle celle a combustibile. REDDITIVITÀ E PROSPETTIVE L’isola sviluppata da Engel insieme ai propri partner è progettata per la produzione in serie e dimostra concretamente come sia possibile combinare la massima precisione con tempi ciclo estremamente contenuti. L’impianto è concepito per gestire elevati volumi: ogni stack di fuel cell può richiedere da 50 a 300 celle e, per ciascuna di esse, devono essere realizzati due strati GDL. L’intero concept è orientato alla massima efficienza produttiva e alla riduzione dei consumi energetici. La progettazione compatta e l’integrazione completa di tutti i componenti, dalla pressa a iniezione all’automazione, dal controllo dello stampo alla tecnologia di dosaggio, consentono di inserire l’isola produttiva con facilità nelle linee esistenti. Con questa soluzione, Engel e ACH propongono un sistema perfettamente integrato e ottimizzato in ogni

dettaglio, confermando la propria competenza nello sviluppo di processi multicomponente ad alta complessità. CONCLUSIONI La produzione automatizzata di guarnizioni in LSR sovrastampate su membrane GDL dimostra come le sfide poste dalla mobilità a idrogeno possano essere affrontate con successo attraverso le più avanzate tecnologie di stampaggio a iniezione. La combinazione di una pressa a iniezione verticale ad alta precisione, di una progettazione innovativa dello stampo e del sistema a canale freddo, e di un’automazione completamente integrata consente di realizzare un processo produttivo stabile, economicamente sostenibile e in grado di garantire standard qualitativi elevatissimi. La soluzione presentata per il sovrastampaggio su membrane sottili di guarnizioni in LSR con un posizionamento estremamente preciso in uno spazio ridotto è particolarmente efficiente e si integra facilmente nelle linee produttive esistenti. Soluzioni come questa sono la chiave per portare la tecnologia delle celle a combustibile al successo industriale e rendere più sostenibile la mobilità del futuro. u

Allo stand Engel, nel corso del K 2025, Götz Scheibe di ACH Solution ha presentato i risultati ottenuti nella lavorazione di precisione del silicone liquido (LSR), con particolare riferimento al sovrastampaggio di guarnizioni su membrane GDL per celle a combustibile.


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MF-15 Macrofinishing è il sistema innovativo progettato per eliminare bave e residui di stampaggio in modo rapido, controllato e sostenibile, migliorando l’efficienza dei processi produttivi. PROBLEMI COMUNI: sbavatura lenta, costoso, qualità incostante.

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DALLE AZIENDE

a cura della redazione

Morandi Oltre un secolo di ingegno e tradizione meccanica Nata come officina per la lavorazione dei metalli, Morandi attraversa oltre un secolo di storia industriale italiana con una costante capacità di adattamento. Dalla produzione di macchinari per bottonifici alla progettazione di soluzioni per automotive, cavi, funi, trecciatrici e articoli tecnici in gomma, l’azienda è oggi guidata dalla quinta generazione e integra tradizione meccanica, automazione e meccatronica.

L

a storia di Morandi inizia nel 1893 a Palazzolo sull’Oglio, quando Pasquale Morandi, nato nel 1855 e registrato all’anagrafe con la qualifica di “macchinista”, decide di avviare un’attività in proprio. Dopo alcune importanti esperienze professionali, tra cui quella presso il bottonificio Sala di Telgate, Pasquale

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rientra a Palazzolo e apre il primo laboratorio nel quartiere Mura. Nasce così l’impresa “Morandi Pasquale”, specializzata nella lavorazione dei metalli e nella fonderia di alluminio e bronzo. Fin dai primi anni l’attività si sviluppa attorno a una forte cultura tecnica, legata alla capacità di progettare, costruire e riparare macchinari

destinati alle industrie del territorio. Ai primi del Novecento, grazie a grandi sacrifici, la famiglia trasferisce abitazione e officina in via Bergamo. È qui che l’intraprendenza artigiana incontra l’ingegno meccanico: sfruttando un salto d’acqua della roggia Castrina, l’officina viene dotata di forza idraulica. Un grande albero di trasmissione


MACCHINE

a soffitto permette di dare movimento a tutte le macchine utensili, anticipando una logica produttiva moderna per l’epoca. Nel 1903, accanto a Pasquale e ai suoi figli, lavorano già cinque operai. L’attività è concentrata sulla progettazione, costruzione e riparazione di macchinari per l’industria dei bottonifici, settore allora in forte espansione nel territorio. IL PASSAGGIO GENERAZIONALE E L’APERTURA AI MERCATI ESTERI Nel 1912, alla prematura scomparsa del fondatore, la guida dell’azienda passa al figlio maggiore Antonio Morandi, allora trentenne, affiancato dai fratelli Pietro Luigi, Gerolamo e Pietro Giuseppe. È una fase decisiva per la crescita dell’impresa. Nonostante un’istruzione elementare e la totale mancata conoscenza della lingua inglese, Antonio dimostra una notevole lungimiranza imprenditoriale. Per superare le difficoltà legate ai periodi di crisi del mercato locale, arriva a viaggiare fino in Inghilterra per raccogliere ordini e commesse da inviare a Palazzolo. Grazie a questo slancio, la Morandi Pasquale si afferma come un punto di riferimento nella produzione di macchinari per la lavorazione del bottone. L’azienda è in grado di realizzare l’intero ciclo produttivo: dalle taglierine alle marcatrici, fino a tornitrici e buratti. Il prestigio dell’impresa supera presto i confini europei. Intorno al 1924, quando in Russia viene allestito il primo storico stabilimento per la produzione di bottoni, l’intera dotazione tecnologica di macchinari viene commissionata e fornita proprio dalla ditta Morandi.

Alcuni esempi delle macchine sviluppate dalla Ditta Morandi Pasquale per l’industria dei bottoni tra gli anni Venti e Quaranta: impianti per la lavorazione di corozo, galalite, trocas e madreperla che testimoniano la specializzazione meccanica e la capacità innovativa dell’azienda, allora punto di riferimento internazionale per il settore.

RESILIENZA, INNOVAZIONE E DIVERSIFICAZIONE Il secondo conflitto mondiale impone una temporanea riconversione verso la produzione bellica, ma è soprattutto nel dopoguerra che Morandi dimostra la propria capacità di adattamenL’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

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DALLE AZIENDE

to ai cambiamenti del mercato. Con l’avvento di nuovi materiali per i bottoni, l’azienda progetta taglierine per lastre di galalite e macchinari specifici per la lavorazione del trocas e della madreperla. Questa evoluzione tecnologica è guidata dalla genialità di Pietro Giuseppe Morandi, abile disegnatore e progettista, sempre pronto a proporre soluzioni meccaniche innovative. Negli anni Sessanta, l’ingresso del genero di Pietro Giuseppe, l’imprenditore milanese Angelo Re, segna una nuova svolta. Sotto la sua guida viene costruito un moderno capannone industriale di 2.200 metri quadrati, che consente all’azienda di affrontare gli anni del boom economico con una struttura produttiva più adeguata. La gestione prosegue successivamente con il coinvolgimento dei figli Giovanni e Daniela Re e del marito di quest’ultima, Giovanni Foresti. Con il loro in-

serimento, Morandi compie un ulteriore passo avanti, ampliando i propri orizzonti e entrando anche nel settore automotive attraverso la progettazione di macchine speciali dedicate.

macchine speciali, mettendo a frutto un’esperienza maturata in settori molto diversi tra loro: dal comparto storico dei bottoni fino ad ambiti tecnologici ad alta precisione.

LA QUINTA GENERAZIONE TRA AUTOMAZIONE E MECCATRONICA

SOLUZIONI PER GOMMA, CAVI, FUNI E TRECCIATRICI

Oggi la continuità dell’azienda è garantita dalla quinta generazione, rappresentata da Lorenzo e Simone Foresti. La loro formazione accademica nei campi dell’ingegneria, dell’automazione e della meccatronica ha permesso di integrare la solida tradizione meccanica aziendale con software avanzati e sistemi di automazione industriale. Questa evoluzione consente a Morandi di rispondere con flessibilità e precisione alle richieste di un mercato globale in costante trasformazione. L’azienda si è specializzata nello studio, progettazione e costruzione di

Tra le aree di attività più rilevanti figura il settore delle guarnizioni e degli articoli tecnici in gomma, gommametallo e PTFE. In questo ambito Morandi ha sviluppato competenze specifiche nella costruzione di macchine automatiche e semiautomatiche per il taglio di manicotti e profili estrusi in gomma, macchine per la finitura meccanica di O-ring, sistemi per la finitura criogenica e automazioni speciali per la realizzazione di labbri destinati ad anelli di tenuta per alberi rotanti. L’azienda opera inoltre nel settore dei cavi elettrici e delle funi metalliche,

Tra le aree di attività più rilevanti per Morandi, oggi, figura il settore delle guarnizioni e degli articoli tecnici in gomma, gomma-metallo e PTFE.

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MACCHINE

Morandi ha sviluppato competenze specifiche nella costruzione di macchine automatiche e semiautomatiche per il taglio di manicotti e profili estrusi in gomma, macchine per la finitura meccanica di O-ring, sistemi per la finitura criogenica e automazioni speciali.

progettando e costruendo macchine accessorie per linee di produzione. Tra queste rientrano svolgitori e avvolgitori di ogni tipo, con portate fino a 110 tonnellate, bobinatori automatici, traini, accumulatori, cantre, vasche di raffreddamento e linee di ripasso. Un ulteriore ambito di specializzazione è rappresentato dalle trecciatrici, con la produzione di impianti dedicati a trecciatrici metalliche e tessili. MANUTENZIONE, REVAMPING E SOLUZIONI SU MISURA Accanto alla realizzazione di nuovi impianti, Morandi offre un servizio qualificato di manutenzione e revamping per l’aggiornamento e la modernizzazione di macchinari ob-

soleti. È un’attività che consente ai clienti di prolungare la vita utile degli impianti esistenti, migliorandone prestazioni, affidabilità e livello tecnologico. Con oltre un secolo di storia alle spalle, l’azienda continua a garantire assistenza ai clienti storici e ad accogliere le richieste dei nuovi partner commerciali con competenza, flessibilità e soluzioni su misura. Dalla prima officina nel quartiere Mura alle moderne macchine speciali per settori ad alta precisione, la storia di Morandi racconta un percorso di ingegno, tradizione meccanica e capacità di innovare. Un percorso che, generazione dopo generazione, continua a legare l’espe rienza artigiana delle origini alle esigenze dell’industria contemporanea. u L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

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NORMATIVE

di Beatrice Garlanda

Nuove regole per la filiera delle batterie Il decreto legislativo n. 29/2026 adegua l’ordinamento italiano al nuovo regolamento europeo sulle batterie, introducendo un modello di gestione più sostenibile lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. Tra le principali novità: rafforzamento della responsabilità estesa del produttore, nuovi obblighi per gli operatori economici, istituzione del Registro dei produttori e del Tavolo nazionale batterie, oltre a obiettivi più ambiziosi di raccolta e riciclo. Un quadro normativo che punta a coniugare transizione ecologica, economia circolare e maggiore controllo della filiera.

Foto di Chepko da iStock.

L

a Gazzetta Ufficiale del 9 marzo 2026 pubblica il decreto legislativo 10 febbraio 2026, n. 29 riguardante disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2023/1542 relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie che, oltre a modificare la direttiva 2008/98/CE e il regolamento (UE) 2019/1020, abroga la direttiva 2006/66/CE. Il legislatore europeo, tenendo conto del ruolo di primaria importanza rivestito dalle batterie negli ultimi anni nel quadro della transizione energetica e nella mobilità, ha ritenuto 64

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

di dover superare la legislazione previgente per introdurre un regolamento in linea con il Green Deal europeo. Al regolamento di cui sopra (più avanti Regolamento) fa “pendant” il decreto citato, entrato in vigore il 7 marzo 2026, che introduce un modello sostenibile della gestione delle batterie durante l’intero ciclo di vita: progettazione, raccolta, recupero. Non rappresenta un recepimento, in quanto il regolamento è direttamente applicabile, ma costituisce uno strumento di adeguamento e coordinamento dell’ordinamento inter-


BATTERIE/PARTE I

no alla disciplina comunitaria, tenendo ferma la legislazione ambientale interna già vigente (D.Lgs. 152/2006- Testo Unico ambientale). Prima di entrare nel merito del decreto in questione (più avanti Decreto), ricordiamo che abroga in larga parte il D.Lgs. 20 novembre 2008 che aveva attuato la direttiva 2006/66/CE in materia di pile e accumulatori. LA STRUTTURA DEL DECRETO Il Decreto si compone di trentanove articoli, suddivisi in sette Capi, e due allegati, seguendo la ripartizione qui di seguito riportata. - Capo I: disposizioni generali; - Capo II: notifica degli organismi di valutazione della conformità; - Capo III: obblighi degli operatori economici; - Capo IV: gestione degli appalti pubblici verdi; - Capo V: gestione dei rifiuti di batteria; - Capo VI: apparato sanzionatorio; - Capo VII: disposizioni transitorie e finali; - Allegato I: modalità di registrazione al Registro dei produttori, comunicazioni annuali da presentare all’autorità competente tramite il Registro dei produttori, categorie delle batterie e codice della tipologia;

- Allegato II: procedura e contenuti relativi alla domanda di autorizzazione degli organismi di valutazione della conformità (art. 10). Offriamo ora una prima panoramica delle disposizioni del Decreto in oggetto, che concluderemo nel fascicolo di Luglio-Agosto. DISPOSIZIONI GENERALI Campo di applicazione Il campo di applicazione del Decreto è molto vasto, riguardando tutte le batterie che rientrano nell’ambito di applicazione del Regolamento, senza distinzioni di peso, forma, volume o modalità di utilizzo. Si applica quindi alle cinque categorie tipologiche che ritroviamo nel Regolamento, ovvero: batterie portatili, batterie per avviamento, illuminazione e accensione (SLI Starting Lighting, Ignition), batterie per mezzi di trasporto leggeri (LMT- Light Means of Transport), batterie per veicoli elettrici, batterie industriali, batterie integrate con apparecchiature o prodotti. Definizioni Qui di seguito riportiamo le seguenti definizioni già presenti nel Regolamento che ci aiutano a capire il Decreto.

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NORMATIVE

Foto di golubovy da iStock. collettivi istituiti dai produttori per adempiere agli obblighi di responsabilità estesa derivanti dal decreto in oggetto e dal Regolamento, in conformità con gli articoli 178- ter e 237 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché i sistemi collettivi di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49, che gestiscono anche i rifiuti di batterie sulla base delle disposizioni contenute nei relativi statuti. c) “Statuto tipo”: lo schema tipo di statuto, approvato dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica di concerto con il Ministero delle imprese e del made in Italy secondo quanto disposto dall’art.27 del decreto in oggetto.

- “Produttore” qualsiasi fabbricante, importatore o distributore, oppure altra persona fisica o giuridica, che indipendentemente dalla tecnica di vendita utilizzata, anche mediante contratti a distanza: a) è stabilito in uno Stato membro e fabbrica batterie apponendovi il proprio nome o marchio; b) è stabilito in uno Stato membro e, nel territorio di detto Stato membro rivende, apponendovi il proprio nome o marchio, batterie fabbricate da terzi, su cui il nome o marchio di tali altri fabbricanti non appare; c) è stabilito in uno Stato membro e fornisce batterie per la prima volta in detto Stato membro, a titolo professionale; d) vende batterie in uno Stato membro direttamente agli utilizzatori finali, per mezzo di contratti a distanza, ed è stabilito in un altro Stato membro o in un paese terzo. - “Immissione sul mercato”: la prima messa a disposizione di una batteria sul mercato dell’Unione. - “Messa a disposizione sul mercato”: qualsiasi fornitura di una batteria, a titolo oneroso o gratuito, per la distribuzione o l’uso sul mercato dell’Unione nell’ambito di un’attività commerciale. - “Messa in servizio”: il primo uso nell’Unione ai fini previsti di una batteria che non era stata precedentemente immessa sul mercato. - “Organismo di valutazione della conformità”: un organismo che svolge attività di valutazione della conformità, tra cui tarature, prove, certificazioni e ispezioni. Oltre alle definizioni di cui al Regolamento si applicano le seguenti definizioni contenute nell’art. 2 del Decreto: a) “Regolamento”: il regolamento (UE) 2023/1542. b) “Sistemi di gestione dei produttori”: i sistemi individuali o 66

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

Autorità competenti L’art. 3 chiarisce quali sono le autorità nazionali che devono dare attuazione al Regolamento. Si tratta del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e del Ministero delle imprese e del made in Italy. Si precisa che il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica - Direzione generale sostenibilità dei prodotti e dei consumi è competente per le attività relative ai capi II, con esclusione dei compiti esclusivi dell’autorità di notifica, III e IV. L’autorità di notifica nazionale, designata ai sensi dell’art. 22 del Regolamento, responsabile degli obblighi di cui al capo II del decreto 29/2026, relativi alle procedure necessarie per la notifica degli organismi di valutazione della conformità è il Ministero delle imprese e del made in Italy. L’autorità competente responsabile degli obblighi di cui al capo V, relativi alla gestione dei rifiuti di batterie, è il Ministero dell’ambiente- Direzione generale economia circolare e bonifiche. Tale autorità è designata ai sensi dell’art. 54 del Regolamento. Le funzioni di controllo dei prodotti alle frontiere infine sono svolte dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli e dalla Guardia di finanza. Per brevità indicheremo, d’ora in avanti, il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica come Ministero dell’ambiente e il Ministero delle imprese e del made in Italy come Ministero delle imprese. Tavolo nazionale batterie È istituito un Tavolo nazionale batterie, al quale partecipano: un rappresentante del Ministero dell’ambiente (presidente); un rappresentante del Ministero delle imprese (vicepresidente); rappresentanti dei Ministeri della salute, delle infrastrutture e dei trasporti, dell’interno, esperti di ISPRA e Accredia (ente nazionale di accreditamento); un rappresentante del Centro coordinamento batterie; un rappresentante del Centro elettrotecnico italiano; un rappresentante delle Agenzie delle dogane; un rappresentante delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano; un rappresentante dell’ANCI; due rappresentanti per le associazioni industriali di categoria; due rappresentanti per le associazioni nazionale del commercio; un rappresentante delle associazioni nazionali dell’artigianato; un rappresentante per ciascuna delle organizzazioni cooperative, associazioni ambientaliste, associazioni dei consumatori. Sono considerate quelle maggiormente


BATTERIE/PARTE I

rappresentative sul territorio nazionale. Il Tavolo svolge funzioni di consulenza e coordinamento. Ha il compito di monitorare l’implementazione delle normative riguardanti raccolta, gestione e smaltimento delle batterie, di formulare proposte operative e di verificare il raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero dei materiali. Immissione sul mercato e libera circolazione Le batterie possono essere immesse sul mercato, messe a disposizione o messe in servizio solo se conformi al Regolamento. Sono previste deroghe in occasione di fiere, mostre, dimostrazioni o eventi analoghi. In questi casi deve, però, essere indicato in modo chiaro e visibile che le batterie non possono essere messe a disposizione sul mercato o messe in servizio finché non saranno conformi al Regolamento. In caso di immissione sul mercato di batterie che non soddisfano i requisiti del Regolamento, il Ministero dell’ambiente, quale autorità competente, adotta le misure necessarie ai sensi dell’art. 3, comma 2, del D.Lgs. 157/2022 (adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento 2019/1020 sulla vigilanza del mercato e semplificazione e riordino del relativo sistema di vigilanza). Le batterie immesse legalmente sul mercato prima del 18 febbraio 2024 possono essere messe a disposizione sul mercato o messe in servizio anche successivamente.

NOTIFICA DEGLI ORGANISMI DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ Il Capo II del decreto disciplina dettagliatamente il sistema di notifica degli organismi di valutazione della conformità. Requisiti relativi all’autorità di notifica L’art. 7 stabilisce che Il Ministero delle imprese è responsabile della notifica degli organismi di valutazione della conformità. Esso e Accredia-ente nazionale di accreditamento, ai fini dell’attività di valutazione e controllo, organizzano e gestiscono le loro attività secondo i seguenti criteri, nel rispetto dell’art. 23 del Regolamento: a) evitare che vi siano conflitti di interesse con gli organismi di valutazione della conformità; b) salvaguardare l’obiettività e imparzialità delle attività; c) assicurare che ogni decisione relativa alla notifica di un organismo di valutazione della conformità sia presa da persone competenti diverse da quelle che hanno effettuato la valutazione; d) evitare di offrire ed effettuare attività eseguite dagli organismi di valutazione della conformità o servizi di consulenza commerciali o su base concorrenziale; e) salvaguardare la riservatezza delle informazioni; f ) assegnare a tali attività un numero di dipendenti competenti sufficiente per l’adeguata esecuzione dei compiti.


BATTERIE/PARTE I

NORMATIVE

Foto di Iuri Gagarin da iStock. delle imprese e, limitatamente alle batterie industriali, con il Ministero dell’interno, entro novanta giorni dalla presentazione della domanda da parte degli organismi interessati. Procedura di notifica e ricorsi Si segnala che il Ministero delle imprese notifica solo quegli organismi di valutazione della conformità che rispettano i requisiti previsti dal Regolamento (art. 25), con le procedure dettate dagli articoli 29 e 31 dello stesso. Per la lettura di tali articoli si rimanda al testo originale. Il Ministero dell’ambiente pubblica sul proprio sito internet i provvedimenti di autorizzazione rilasciati agli organismi di valutazione della conformità, mentre, se del caso, il Ministero delle imprese limita, sospende o revoca la notifica. Contro le decisioni degli organismi notificati, infine, può essere proposto ricorso secondo la procedura stabilita da Accredia. OBBLIGHI DEGLI OPERATORI ECONOMICI Lingua La dichiarazione di conformità UE per le batterie immesse o messe a disposizione sul mercato o messe in servizio in Italia, redatta ai sensi dell’art. 18 del Regolamento, è tradotta in lingua italiana.

Obbligo di assicurazione Di interesse l’art. 8 che, innovando il Regolamento, impone agli organismi di valutazione della conformità l’obbligo di sottoscrivere un contratto di assicurazione per la responsabilità civile, secondo le caratteristiche minime fissate con decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro delle imprese. Fino all’adozione del decreto il massimale minimo del contratto di assicurazione è fissato in 2.500.000 euro. L’obbligo non si applica nel caso in cui l’organismo di valutazione della conformità sia un organismo di diritto pubblico. Obbligo di custodia L’art. 9 stabilisce che gli organismi notificati tengano a disposizione del Ministero dell’ambiente e di Accredia i documenti riguardanti la valutazione delle qualifiche del subappaltatore e delle affiliata e del lavoro eseguito da questi ultimi. Procedura di autorizzazione ai fini della notifica All’art. 10 il Decreto stabilisce che la valutazione degli organismi di valutazione della conformità ai fini dell’autorizzazione da parte delle autorità competenti e della relativa notifica, nonché il controllo degli organismi notificati, sono eseguiti da Accredia, quale unico organismo nazionale abilitato a svolgere attività di accreditamento. L’autorizzazione degli organismi di cui sopra ad eseguire compiti della valutazione della conformità al Regolamento è rilasciata, fermo restando il rispetto dei requisiti di cui all’art. 7 da parte delle autorità interessate dal procedimento, con decreto del Ministero dell’ambiente, di concerto con il Ministero 68

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026

Disposizioni relative agli obblighi degli operatori economici Il rappresentante autorizzato fornisce all’autorità di vigilanza del mercato (Ministero dell’ambiente), su richiesta, una copia del mandato di cui all’art. 40 del Regolamento, tradotta in italiano. I recapiti del fabbricante e dell’importatore, richiamati rispettivamente dagli articoli 38 e 41 del Regolamento, sono indicati in forma chiara e leggibile sulla batteria (o sull’imballaggio o documento di accompagnamento) in una o più lingue facilmente comprensibili dagli utilizzatori finali e alle autorità di vigilanza sul mercato. L’indicazione di un indirizzo web sul prodotto, sull’imballaggio o su documenti di accompagnamento non esenta il fabbricante e l’importatore dagli obblighi di informazione sopra ricordati. Marcatura CE La marcatura CE è apposta sulla batteria in modo visibile, leggibile e indelebile. Se la natura della batteria non lo consente o non lo garantisce, la marcatura CE è apposta sull’imballaggio o sui documenti di accompagnamento della batteria. La marcatura CE è seguita da un numero di identificazione dell’organismo notificato, secondo quanto disposto dall’allegato VIII del Regolamento. Tale numero è apposto dall’organismo notificato stesso o, in base alle sue istruzioni, dal fabbricante o dal suo rappresentante autorizzato. Il Ministero delle imprese prende le iniziative necessarie a garantire un’applicazione corretta delle norme che disciplinano la marcatura CE e promuove le azioni opportune contro l’uso improprio di tale marcatura.


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NORMATIVE

Obblighi di diligenza Si premette che per “dovere di diligenza” si intende l’insieme degli obblighi di un operatore economico in relazione al suo sistema di gestione, alla gestione dei rischi, alle verifiche e alla vigilanza da parte di terzi svolte da organismi notificati e alla divulgazione delle informazioni al fine di individuare, prevenire e affrontare i rischi effettivi e potenziali sul piano sociale e ambientale legati all’approvvigionamento, alla lavorazione e al commercio delle materie prime e delle materie prime secondarie necessarie per la fabbricazione di batterie, ivi compresi i fornitori della catena o le loro affiliate o i loro subappaltatori. Gli operatori economici cui si applica il capo VII del Regolamento (obblighi degli operatori economici in materia di strategie relative al dovere di diligenza per le batterie) devono adottare e mantenere strategie relative al dovere di diligenza in proporzione alla dimensione aziendale, al rischio e al settore di attività in modo da prevenire o limitare i rischi effettivi e potenziali connessi all’approvvigionamento, alla lavorazione e all’immissione in commercio delle batterie, secondo gli articoli da 48 a 52 del Regolamento. Se l’autorità di vigilanza accerta che un operatore economico non adempie agli obblighi relativi al dovere di diligenza previsti dal Regolamento, gli notifica le relative non conformità e lo invita a presentare osservazioni scritte entro un termine non inferiore a trenta giorni. A seguito delle osservazioni ricevute, l’autorità di vigilanza comunica all’operatore le decisioni assunte e i termini, non superiori a sessanta giorni, entro i quali devono essere adottate le eventuali misure correttive per porre fine alla non conformità. Se la non conformità permane e non vi sono altri mezzi effi-

BATTERIE/PARTE I

caci per porvi fine, l’autorità di vigilanza adotta, con decisione motivata, tutte le misure opportune per limitare o proibire la messa a disposizione sul mercato delle batterie e può disporre il ritiro o il richiamo delle stesse. Strumenti di supporto per l’attuazione del dovere di diligenza I Ministeri competenti danno pubblicità agli atti adottati dalla Commissione UE ai sensi del Capo VII del Regolamento relativi al dovere di diligenza mediante pubblicazione nei rispettivi siti internet. Il Ministero dell’ambiente, sentito il Ministero delle imprese e le altre amministrazioni interessate, adotta atti di indirizzo relativi a strumenti di supporto tecnico e operativo per gli operatori economici, per favorire il rispetto dei doveri di diligenza. Gli strumenti predisposti non introducono nuovi obblighi per gli operatori economici, ma hanno carattere orientativo e di supporto. Sono pubblicati sul sito internet del Ministero dell’ambiente e resi accessibili gratuitamente. Le autorità di vigilanza tengono conto, nella valutazione della conformità agli obblighi di diligenza, dell’adozione da parte degli operatori economici delle buone pratiche contenute negli strumenti di cui sopra, quale elemento idoneo a dimostrare l’adeguatezza delle misure adottate in rapporto alla dimensione e alla capacità organizzativa dell’impresa. Per favorire il rispetto degli obblighi relativi al dovere di diligenza, il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e il Ministero delle imprese promuovono attività formative e di sensibilizzazione rivolte alle imprese, anche in collaborazione con le associazioni di categoria, le camere di commercio e il Centro coordinamento batterie. u

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA SETTEMBRE 2026


GLI INSERZIONISTI

Gli inserzionisti di questo numero ANTEC FINITURE

19

GIBITRE INSTRUMENTS

5

RDC SRL

72

C.S.I. CENTRO SERVIZI INDUSTRIALI 59

INTERBUSINESS

17

REP ITALIANA

25

CDG

29

INTERSEALS

11

ROGITEX

69

I COP

ISOPREN

RUBBER TRADE

65

S.I.G.E.A.

23

T.S.F.

71

COATING TECHNOLOGY

II COP

COLMEC

1

ITAL

DER-GOM

27

LAGORIO & DUFOUR

DKT 2027

53

LTE

21

TECNISTAMP

40

ELASTOMERS UNION

37

PEZZATO

3

TOVO GOMMA

III COP

EU SILICONES COMPOUNDING

31

PMG

35

ZEON

EURORUBBER/CERTECH GROUP

33

PRESMA

43

G3

13

PRODICON INTERNATIONAL

67

RUBBER DISPERSION CHEMICAL

15 IV COP

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