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L'Industria della Gomma 10-2026

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PRODUZIONE INDUSTRIALE ELASTOMERI E ACQUA POTABILE INCHIESTA GUARNIZIONI

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA

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MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI • Ottobre 2026

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SOMMARIO

MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA www.industriagomma.it

ANNO 70 - OTTOBRE

Abbiamo letto 10

RASSEGNA DELLA STAMPA TECNICA ESTERA

Direttore responsabile Andrea Aiello In redazione Daniela Garbillo - daniela.garbillo@edifis.it Collaborano alla rivista Gianpaolo Brembati, Giuseppe Cantalupo, Eugenio Faiella, Beatrice Garlanda, A.L. Spelta Grafica e impaginazione Barbara Aprigliano - barbara.aprigliano@edifis.it Pubblicità dircom@edifis.it Traffico Pubblicitario Francesca Gerbino - francesca.gerbino@edifis.it Stampa Grafiche Arrara Grafiche Arrara s.r.l. – Abbiategrasso (MI) Costo di una copia ai soli fini fiscali € 1,00 Abbonamento Italia € 90, Europa € 130, Estero € 150 abbonamenti@edifis.it Arretrati € 15,00 Amministrazione amministrazione@edifis.it

Mondogomma

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LA RIPRESA PERDE SLANCIO

Dopo i segnali di recupero emersi alla fine del primo trimestre, tra aprile e giugno l’industria italiana mostra un andamento più incerto. La produzione cresce dello 0,4% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, ma le flessioni registrate a maggio e soprattutto a giugno indicano un indebolimento della dinamica. Anche la gommaplastica, partita positivamente ad aprile, chiude il trimestre in calo, pur mantenendo un bilancio positivo nel primo semestre.

24 IL SEBINO TORNA NELLA TOP 10 DEI DISTRETTI INDUSTRIALI

Il 18° Rapporto Intesa Sanpaolo conferma la capacità di tenuta del modello distrettuale italiano in uno scenario globale complesso. Export, patrimonializzazione e redditività restano su livelli elevati, mentre energia, intelligenza artificiale e cybersecurity emergono come le nuove direttrici di sviluppo. In questo quadro, la gomma del Sebino Bergamasco si conferma tra le eccellenze nazionali, conquistando il sesto posto nella graduatoria dei migliori distretti italiani.

30 PNEUMATICI DI RICAMBIO: Registrazione Tribunale di Milano n. 4275 del 1.4.1957 Iscrizione Registro Operatori della Comunicazione n. 06090 Tutti i diritti di riproduzione degli articoli e/o foto sono riservati. Manoscritti, disegni, fotografie, supporti audio e video anche se non pubblicati non saranno restituiti. Per le fotografie e le immagini per cui, nonostante le ricerche eseguite, non sia stato possibile rintracciare gli aventi diritto, l’Editore si dichiara disponibile ad adempire ai propri doveri. Ai sensi del Reg.EU 679/2016 l'Editore garantisce la massima riservatezza nell'utilizzo della propria banca dati con finalità redazionali e/o di invio del presente periodico. Ai sensi dell'art. 15 il ricevente ha facoltà di esercitare i suoi diritti fra cui la cancellazione mediante comunicazione scritta a EDIFIS Srl - Viale Coni Zugna 71 - 20144 Milano (o ai riferimenti sotto trascritti), luogo della custodia della banca dati medesima.

L’Industria della Gomma una rivista edita da: Edifis S.r.l. Viale Coni Zugna 71 20144 - Milano - Italy Tel. +39 023451230 Fax +39 023451231 www.edifis.it

ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA DI SETTORE

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

LA RIPRESA SI RAFFORZA NEL SECONDO TRIMESTRE

Il mercato europeo degli pneumatici di ricambio consolida i segnali positivi emersi nei primi mesi del 2026. Nel secondo trimestre crescono sia il segmento consumer sia, soprattutto, truck & bus, mentre gli all season accelerano ulteriormente. Sul fronte delle importazioni, la frenata osservata all’inizio dell’anno lascia spazio a una ripresa dei flussi, mentre il peso della Cina continua a ridursi a favore dei produttori del Sud-Est asiatico.

34 ELASTOMERI A CONTATTO CON ACQUA POTABILE: UNA SFIDA Si avvicina una scadenza importante per i produttori di manufatti elastomerici destinati al contatto con l’acqua potabile: dal 1° gennaio 2027 i nuovi prodotti dovranno essere certificati secondo la nuova disciplina europea. Un documento tecnico di Rainer Brandsch, amministratore delegato di SAFE+ Algorithmics, fornito tramite il WDK, esamina le conseguenze del nuovo quadro normativo e il ruolo che la simulazione della migrazione può avere nella verifica della conformità dei materiali.

42 CTM™ DI COLMEC, UN’ALTERNATIVA AL MESCOLATORE APERTO Il Conical Twin Mixer brevettato da Colmec punta a superare alcuni dei principali limiti dell’open mill nella lavorazione della gomma. Automazione del processo, maggiore ripetibilità, sicurezza, incremento della produttività e riduzione dei consumi energetici sono tra i vantaggi di una tecnologia già adottata in diversi distretti manifatturieri internazionali.


SOMMARIO

MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI

ANNO 70 - OTTOBRE

INCHIESTA GUARNIZIONI

47 SERVE ELASTICITÀ, ANCHE NELLE STRATEGIE

Incertezza geopolitica, dazi, pressione sui costi e difficoltà delle catene di fornitura continuano a condizionare il mercato delle guarnizioni, in uno scenario nel quale la domanda procede a velocità differenti a seconda dei settori e delle aree geografiche. Un contesto che, proprio come i prodotti in gomma, richiede soprattutto capacità di adattamento: elasticità nelle strategie, flessibilità produttiva e diversificazione dei mercati diventano strumenti essenziali per reagire rapidamente ai cambiamenti. Nel frattempo, digitalizzazione, intelligenza artificiale, sostenibilità e nuove esigenze normative stanno accelerando la trasformazione dei processi e lo sviluppo di materiali e applicazioni. Abbiamo chiesto ai protagonisti del settore come hanno affrontato il 2025 e la prima parte del 2026, quali mercati stanno offrendo le prospettive più interessanti e con quali strategie si preparano ad affrontare i prossimi mesi.

AL-GOM u APR GUARNIZIONI u ATP u ELASTOTECH u

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ISOPREN NUOVA GUARNIBETA u OLDRATI GROUP u u

Dalle Aziende

60 MAPLAN, AL DOT 2026 IL FUTURO DELLA PRODUZIONE DEGLI ELASTOMERI

Automazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale sono stati al centro del Day of Technology 2026 di Maplan, che si è svolto lo scorso mese di giugno. A Kottingbrunn, 216 partecipanti da 23 Paesi hanno potuto vedere in funzione soluzioni integrate per l’intera catena produttiva degli elastomeri e del silicone, nell’anno in cui l’azienda celebra anche i dieci anni della sede austriaca.

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64 MATERIALI CERTIFICATI: LE SOLUZIONI ILPEA

Dall’industria degli elettrodomestici all’automotive e all’edilizia, certificazioni e conformità agli standard internazionali assumono un ruolo sempre più importante nella scelta di materiali e componenti. Ilpea propone compound e soluzioni finite in plastica, gomma e materiali magnetici certificati per applicazioni che spaziano dal contatto con alimenti e acqua potabile alla resistenza alle alte temperature, ai microrganismi e alla fiamma.

News

67 IL TACCUINO

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Gli ultimi aggiornamenti IRSG sul mercato della gomma Industria tedesca della gomma: produzione in calo nel primo semestre u PFAS: Esa chiede esclusioni mirate per le applicazioni di tenuta u Assogomma entra in Tyres Europe con le associazioni francese e spagnola u Desma Elastomertechnik passa da Salzgitter al gruppo NMP u Alternative al 6PPD, accelerano i progetti di Lanxess e Flexsys u Zeon e Yokohama Rubber sperimentano il butadiene da bioetanolo u u

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GLI INSERZIONISTI DI QUESTO NUMERO

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

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C2 s.r.l. Via Carlo Gazzo, 25 - 27029 Vigevano (PV) Tel. 0381 344813/4 info@c2macchinegomma.it www.c2macchinegomma.it Revisione di mescolatori a cilindri, mescolatori interni, calandre, estrusori, presse a compressione e macchinari di servizio per la lavorazione della gomma e del silicone, con relativa certificazione CE e garanzia. Progettazione e costruzione di macchinari nuovi su richiesta del cliente.

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

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Durometri Shore e IRHD

Gibitre Instruments srl Via Dell'Industria, 73 - 24126 Bergamo Tel. 035.460146 - Fax 035.460687 e-mail: info@gibitre.it - www.gibitre.it

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Ital s.r.l - sede operativa Via Carlo Jucker 28/7 – 20025 Legnano (MI) Tel. +39.0331.1092166 mail: info@officinemeccanicheital.it www.officinemeccanicheital.it


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di Giampaolo Brembati

Rassegna della stampa tecnica estera I più interessanti articoli usciti di recente sulle riviste tecniche internazionali specializzate e riguardanti materiali, applicazioni, processi, prove, misurazioni e destinati al settore della trasformazione della gomma. Letti e riassunti per voi dai nostri esperti.

MATERIE PRIME E APPLICAZIONI APPLICAZIONE DI CHINONDIIMMINA (QDI) COME ADDITIVO MULTIFUNZIONALE IN UNA TIPICA MESCOLA DI PNEUMATICO RADIALE (PCR) PER AUTOVETTURA. M. Aman-Alikhani, consulente - RUBBERWORLD, aprile 2026 - pag. 41-43. a chinondiimmina (6QDI) è stata presentata come un additivo multifunzionale e in grado di ridurre i costi per mescole in gomma dienica vulcanizzabili a zolfo. Durante la masticazione della gomma naturale, la 6QDI agisce rapidamente come peptizzante, legando i frammenti rotti dell’elastomero e neutralizzando i radicali liberi. Questo previene la degradazione ossidativa ad elevate temperature di lavorazione ed inibisce la ricombinazione, che altrimenti aumenterebbe la viscosità Mooney, e si accompagna all’aumento dell’interazione fra polimero e carica, che migliora le proprietà generali della mescola. La 6QDI aumenta inoltre la sicurezza di scottatura e fornisce sia antiossidante legato che protezione antiozono diffusibile, con effetti antidegradanti di lunga durata. Quest’ultima prestazione può risultare molto importante per il futuro dell’industria della gomma e dell’ambiente, dal momento che le PPD (parafenilendiammine) sono sotto esame per esse-

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

re ridotte o eliminate dalle mescole, a causa del loro rilascio da pneumatici e manufatti di gomma durante il processo e della diffusione nei sistemi acquatici fino ad avvelenare la vita marina. Nel 2020 studi cromatografici hanno confermato che la mortalità di specie di pesce, come il salmone Coho in California, è causata dalla contaminazione delle acque con PPD-chinone, un sottoprodotto tossico dell’usura dello pneumatico, così che la riduzione o l’eliminazione delle PPD dalle formulazioni di gomma è diventata una priorità globale. Le PPD sono state i primi antidegradanti nell’industria della gomma dagli anni ’60, ma la loro reazione con l’ozono dell’atmosfera produce PP-chinone (PPDQ), che anche a basse concentrazioni (0.16 μ/L) può essere tossico per il salmone, e tutte le alternative proposte finora non hanno avuto seguito. Al contrario, la 6QDI (N-(1,3 dimetibutil)N’-fenil-p-chinondiimmide) si rivela un efficace sostituto per il suo forte legame con le catene polimeriche, che minimizza la lisciviazione durante l’utilizzo dello pneumatico, riducendo così l’impatto ambientale. Polimeri insaturi, come gomma naturale, SBR e BR, sono particolarmente vulnerabili alla degradazione da ossigeno, ozono, calore e stress meccanico, con l’ozono che attacca i doppi legami,

scindendo le catene e causando perdita di proprietà, usura prematura e guasto del comportamento. A differenza delle PPD, efficaci ma dannose per l’ambiente, la 6QDI offre i seguenti vantaggi: riduce migrazione e lisciviazione; migliora la sicurezza di lavorazione; rinforza il legame carica-polimero, con miglioramento di abrasione, riduzione della resistenza al rotolamento e aumento della durata; previene la ricombinazione dei radicali liberi e riduce la viscosità Mooney. Le prove, condotte con una mescola per pneumatici radiali, a base gomma naturale, SBR e BR, confermano la validità della 6QDI (soprattutto con la combinazione QDI e 6PPD a 1 phr per entrambi), che deve essere verificata con mescole prodotte su scala industriale.. DISTACCANTI DISTACCANTI A BASE ACQUA PER VOLANTI À. Rodríguez Guitart, J. Nadal Soy, Concentrol, Chicago, Illinois (USA) - RUBBERWORLD, aprile 2026 - pag. 44-47. er chi opera nel settore gomma è opportuno conoscere il mondo dei distaccanti o approfondirne la conoscenza, se già si utilizzano, per cui questo articolo può essere utile in entrambi i casi. Questo soprattutto per rendersi

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ABBIAMO LETTO PER VOI

conto della complessità della struttura di un distaccante e delle sue prestazioni, che non consistono solo nell’efficacia del distacco dei pezzi dallo stampo, ma nell’ottenere le desiderate proprietà di superficie dei pezzi, ossia uniformità ed assenza di difetti e macchie. I distaccanti a base acqua di Concentrol sono l’emulsione di una miscela bilanciata di materiali attivi (cere, polimeri e siliconi), ottenuta con sistemi tensioattivi non ionici, cationici o anionici. La formazione di un buon film sullo stampo dipende dal sistema di applicazione, dalla temperatura dei piani e dalla distribuzione degli ingredienti attivi. Nell’ambito dei manufatti di poliuretano nel settore automotive, il volante è quello che richiede distaccanti critici, sia per la visibilità degli eventuali difetti che per l’elevata resistenza all’invecchiamento richiesti. Il distaccante ha un impatto sul poliuretano e sulla lacca, di solito

usata per il rivestimento, che deve aderire permanentemente al poliuretano, grazie anche all’azione del distaccante, che deve quindi essere compatibile con entrambi i materiali per evitare inconvenienti sia con le celle del poliuretano espanso che con la formazione di difetti superficiali e di delaminazione della lacca. L’articolo descrive accuratamente la struttura chimica generale dei distaccanti, entrando nel merito della composizione del prodotto, degli ingredienti attivi, degli emulsionanti e degli additivi, per poi descriverne il processo produttivo e le proprietà chiave. Particolarmente interessante è la parte dell’articolo, in cui viene illustrata la nuova tecnologia di opacizzazione, sviluppata al fine di ottenere una superficie molto opaca del volante, mantenendo ottima prestazione di distacco, basso deposito sullo stampo, superficie uniforme, buona tattilità e buona com-

patibilità con il rivestimento. Spiegate le prove di stabilità, a cui viene sottoposto il nuovo tipo di distaccante, l’articolo evidenzia infine la sostenibilità di un distaccante a base acqua. MACCHINARI E ATTREZZATURE 30 ANNI DI TECNOLOGIA DI FILTRAGGIO A MAGLIA FINE AD ALTA PRECISIONE: PROMUOVERE QUALITÀ E INNOVAZIONE NELLA LAVORAZIONE DELLA GOMMA. J. Uth, UTH, Fulda, Essen (Germany) RUBBERWORLD, maggio 2026 - pag. 34-37. in dall’introduzione, nel 1995, della pompa a ingranaggi Rollex nella tecnologia di estrusione, la Germania è diventata leader tecnologico nel campo del filtraggio a maglia fine e dell’estrusione di precisione degli elastomeri. Le crescenti richieste in merito a qualità di prodotto, affidabilità del processo ed efficienza dei costi nella lavorazione di gomma e silicone richiedono soluzioni, soprattutto

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quando ci si occupa di mescole sensibili, ad alta viscosità e molto accelerate. Gli estrusori Roll-ex funzionano secondo il principio dello spostamento: al contrario degli estrusori a vite, che funzionano sul principio del flusso a trascinamento, il materiale viene trasportato negli spazi fra i denti di due ingranaggi compenetranti e spostato come i denti si innestano. Questo principio operativo definisce le caratteristiche essenziali dell’estrusore con pompa a ingranaggi: temperatura costante della mescola, trasporto volumetrico, alta pressione di scarico fino a 800 bar, trattamento delicato del materiale e consumo di energia relativamente basso. È stato così sviluppato il sistema Roll-ex completamente modulare e l’obiettivo della progettazione di questo macchinario innovativo consiste nell’ottenere un’ottima adattabilità alla mescola da estrudere. Sua caratteristica peculiare è la capacità di lavorare tutte le forme fisiche dei materiali comunemente usati nelle varie fasi produttive, come strisce, lastre, granulati e lotti. A seconda dell’applicazione si possono combinare diverse unità di alimentazione, filtri e filiere, come TRF (alimentatore a due rulli), per mescole sensibili, SF (alimentatore a vite) per mescole molto viscose, DSE (estrusore bivite) per la lavorazione di materiali in blocchi, lastre e forme irregolari e TRP (plastificatore a due rulli) per plastificare e omogeneizzare le mescole. L’interessante svolgimento dell’articolo passa in rassegna le diverse applicazioni di filtraggio di mescole di gomma tradizionale e siliconica su linee di rilavorazione, di calandratura e di devulcanizzazione. In tutti i casi il sistema Roll-ex svolge un ruolo importante, confermando le sue caratteristiche di elevata stabilità di processo, qualità riproducibile del prodotto ed efficienza economica, e consente la produzione di manufatti innovativi grazie al suo principio tecnologico di lavorazione pulita e delicata. LAVORAZIONI E METODI ESTRUDERE BALLE DI GOMMA PIENA SENZA GRANULATORE. J. Cool, The Bonnot Company, Akron, Ohio (USA) - RUBBERWORLD, maggio 2026 - pag. 38-40. 12

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

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ella maggior parte delle produzioni di mescole e talvolta prima del mescolatore si utilizza un granulatore, che svolge la funzione di ridurre le balle commerciali di gomma in granuli sufficientemente piccoli da essere utilizzati in una linea produttiva. La presenza del granulatore è data per scontata, così come lo sono il capitale investito, il ciclo di manutenzione e lo spazio occupato. La soluzione può invece essere diversa: da più di 30 anni la Bonnot ha sviluppato e perfezionato un sistema di estrusione monovite orizzontale in grado di ingerire una balla completa di gomma, non adulterata, non tagliata e senza distaccanti, per poi mantenere un flusso continuo, controllato con precisione, direttamente ad una filiera di pellettizzazione o a un successivo estrusore di mescolazione. L’ultima generazione di questo sistema, la serie RF, è dotata di una ridisegnata geometria di vite, sensibile alla pressione, e di un crossover modulare verso una piattaforma già collaudata globalmente, così che si possono eliminare l’alto costo e la manutenzione di un granulatore. Prima di illustrare il funzionamento dell’alimentatore orizzontale di balla, l’articolo spiega la problematica gestione delle balle di gomma a temperatura ambiente, mettendo in evidenza come la misurazione della gomma granulata in un estrusore di mescolazione sia meno precisa della misurazione di un estrusore continuo, poiché la geometria variabile dei granuli, la loro densità apparente e il loro comportamento di alimentazione si traducono in un flusso inconsistente della mescola. Gli inconvenienti citati sono evitati dalla serie RF di Bonnot, il cui funzionamento è spiegato nelle sue varie fasi partendo dalla configurazione a due motori indipendenti per il trattamento della balla e per la gestione della vite di alimentazione, con un controllo indipendente del comportamento di misurazione della vite di alimentazione. La serie RF è stata convalidata in applicazione con una vasta gamma di elastomeri ad alta viscosità (gomma naturale, EPDM, butile e alobutile, SBR

e poliisoprene sintetico): la macchina gestisce il comportamento adesivo/ elastico della gomma per alimentare un estrusore convenzionale senza necessità di alcun additivo di pre-trattamento o di scivolamento. Dopo avere presentato le due configurazioni di produzione della serie RF, pellettizzazione e alimentazione di un estrusore di mescolazione (per applicazioni di bassa produzione Bonnot ha messo a punto una terza configurazione con alimentatore e pompa di fusione senza vite di estrusione), l’articolo illustra l’esperienza vissuta sul campo con la piattaforma RF per un sistema produttivo in Polonia con l’utilizzo di sole balle di gomma. Offrendo ai clienti la possibilità di condurre prove con la serie RF 2 di laboratorio, Bonnot conclude l’articolo ribadendo la semplicità delle sue macchine, che consentono, una volta buttata la balla di gomma nella tramoggia, di ottenere una produzione continua e controllata, senza granulatore, talco ed extra fasi di processo. Questo grazie a stabile controllo di pressione, trattamento di balle intere, cinque zone di gestione della temperatura, 3000 bar di pressione: più di 130 anni (Bonnot è nata nel 1891) di sviluppo dell’estrusione a vite singola applicato ad uno specifico e difficile problema l’hanno reso possibile. MISURAZIONI LA MISURAZIONE DELLO SPESSORE DI RIVESTIMENTO INTERNO DI PNEUMATICO. P- M a u r e r, N DT & R a d i o g r a p hy LLC , Redmond, Washington (USA), B. Rodgers, ELL Technologies LLC, Houston, Texas (USA) - RUBBERWORLD, maggio 2026, pag. 42-51. n questo studio viene affrontato il problema dell’accuratezza di misurazione degli spessori dei componenti di sezioni trasversali di uno pneumatico, nello specifico dell’innerliner (rivestimento interno). L’innerliner è fondamentale per la tecnologia del moderno pneumatico radiale e, per risolvere il problema, viene utilizzato il microscopio VHX 970F, strumento digitale di alta qualità, adatto per analisi ispettive, in merito alle dimensioni di un componente di prodot-

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to, all’analisi di difetto del prodotto e per lavori di ricerca e sviluppo. Nell’introduzione dello studio ne vengono illustrate le prestazioni, precisando che nel caso preso in esame il microscopio viene posto perpendicolarmente al campione di prova orizzontale, con l’obiettivo di: valutare l’accuratezza della misurazione; condurre un’analisi di sensibilità sulla qualità della misurazione dello spessore del componente, con deriva di 90° o perpendicolare; quanto lontano dai 90° la qualità dei dati viene influenzata. Lo studio è lungo e impegnativo e può sembrare di interesse solamente per chi opera nel settore dello pneumatico, che lo leggerà senz’altro con attenzione, ma la sua lettura serve invece a comprendere l’accuratezza dei controlli e delle valutazioni dei componenti dello pneumatico, manufatto troppo spesso sottovalutato da chi dimentica che è fondamentale per guidatori e passeggeri di un veicolo.

ELASTOMERI E LAVORAZIONE STRATEGIE DI MESCOLAZIONE SOSTENIBILE DELLA GOMMA PER PNEUMATICI DI NUOVA GENERAZIONE. S. On, Kocaeli University, Izmit (Turkey), B. Karaagac, Kocaeli University and Sheffield Hallam University, Sheffield (England) RUBBERWORLD, maggio 2026, pag. 52-55. ’industria globale dell’automotive sta passando da un modello lineare ad un’economia circolare per mitigare il suo impatto ambientale. In questa transizione gli pneumatici rappresentano una sfida impegnativa, dal momento che ogni anno circa un miliardo di pneumatici arrivano a fine vita e costituiscono un accumulo complessivo di scarti, che comporta gravi rischi ecologici, spesso identificati come “inquinamento nero”. Senza un deciso intervento, la quantità degli pneumatici di scarto è prevista aumentare fino a 1,2 miliardi entro il 2030, aggravando i problemi relativi alla saturazione delle discariche e un’incinerazione incontrol-

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lata. Al di là di questa crisi di gestione degli scarti, l’industria dello pneumatico affronta la pressione di rigide normative, intese a bloccare le emissioni di CO2 e l’inquinamento da microplastiche, con l’attuazione delle regole Euro 7, che riguardano non solo le emissioni di scarico ma anche la massa delle particelle di usura di pneumatici e strada TRWR (Tire and Road Waste Particles) emesse durante l’uso del veicolo. La risposta a questa sfida, da parte dei produttori di pneumatici, consiste in ambiziosi obiettivi di sostenibilità, che prevedono l’incorporazione fino al 100% di materiali sostenibili entro il 2050. Raggiungere questi obiettivi richiede una rivalutazione olistica delle strategie di mescolazione, considerando non solo la sostituzione delle materie prime a base fossile, ma anche la simultanea ottimizzazione dei parametri di prestazione (resistenza al rotolamento, aderenza sul bagnato e durata, i ben noti componenti del triangolo magico della tecnologia dello pneumatico).

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Gomme alternative. Per il momento l’industria dello pneumatico dipende quasi esclusivamente da una singola fonte biologica, ossia l’albero della gomma Hevea Brasiliensis, che rappresenta una critica vulnerabilità della filiera. Il raccolto della gomma naturale è concentrato per più del 90% nell’area del Sud est asiatico, situazione che rende il mercato globale soggetto all’impatto dei cambiamenti climatici, alle malattie della ruggine delle foglie e alle fluttuazioni geopolitiche. Le alternative, coltivabili in differenti aree climatiche, sono: Guayule (Parthenium argentatum), originario di aride e semi-aride regioni di Messico e Sud ovest degli Stati Uniti. Si tratta di un arbusto perenne, le cui cellule parenchimatiche incorporano un lattice senza allergeni: la sua estrazione richiede processi diversi da quelli usati per l’Hevea e l’assenza di proteine rende la sua gomma ideale per applicazioni medicali. Con caratteristiche meccaniche paragonabili a quelle della gomma Hevea, la gomma Guayule è adatta per battistrada e fianchi dello pneumatico. Recenti sviluppi in agricoltura hanno migliorato i suoi raccolti, dimostrando così che il Guayule è una valida alternativa per i climi aridi. Tarassaco russo (Taraxacum kok-saghyz). Rappresenta un’opportunità strategica per produzioni di gomma localizzate in regioni a clima temperato, come Europa e Sud America, ed offre un raccolto annuale, senza i 5/7 anni di maturazione dell’Hevea. La gomma da tarassaco mostra un alto peso molecolare e una microstruttura quasi identica a quella dell’Hevea e, con l’aumento di gomma nelle sue radici, si dimostra una potenziale materia prima industriale, alla luce anche di prototipi di pneumatici già realizzati per auto e veicoli commerciali. La decarbonizzazione della gomma sintetica dipende fortemente dalla sostituzione dei monomeri petrolchimici con alterative rinnovabili. Recenti progressi in biotecnologia e catalisi hanno consentito la sintesi di elastomeri ad alte prestazioni direttamente da biomassa, come gli elastomeri itaconati, basati sull’acido itaconico, ottenuto dalla fermentazione di biomasse di amido e zucchero. EPDM, BR ed SBR a base biologica sono legate all’utilizzo di bio-etanolo, ottenuto dalla fermentazione di zucchero di canna o da biomassa lignocel14

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lulosica. Anche il ß-farnesene deriva dalla fermentazione di zucchero di canna e costituisce il monomero rinnovabile per la gomma liquida farnesene. Cariche sostenibili. Per quanto riguarda le cariche sostenibili, il panorama è più vasto e promettente e riguarda carbon black, ottenuto da frazioni di petrolio pesanti, e silice, prodotta con il processo di precipitazione ad elevato consumo di energia. L’orientamento è quello di ricorrere ad alternative biologiche e da riciclo, che sono in grado di offrire un rinforzo simile e una riduzione di isteresi senza elevata impronta di carbonio. I materiali alternativi, che hanno dato finora risultati positivi o sono addirittura già utilizzati in alcune applicazioni, sono la bio-silice da lolla di riso, la lignina, il bio-carbone e il carbon black riciclato. La lolla di riso, con un contenuto del 20% di silice in peso, arriva al 90% dopo combustione controllata ed è considerata ad emissioni zero, dal momento che la CO2 emessa durante la lavorazione è controbilanciata dalla CO2 assorbita durante la crescita della pianta. La lignina, un sottoprodotto dell’industria della carta, è il secondo più abbondante biopolimero sulla Terra e, con una modifica superficiale o con l’utilizzo di un agente legante, può migliorare l’adesione interfacciale con la gomma naturale. Il bio-carbone, ottenuto dalla pirolisi di biomasse, funziona come carica semi-rinforzante, riducendo la densità della mescola e assorbendo il carbonio all’interno della struttura dello pneumatico. Il carbon black riciclato è ricavato dagli pneumatici a fine vita e, purificato dall’elevato contenuto di cenere e dalle impurità superficiali con processi chimici, può competere con il grado N330 commerciale. Additivi biologici e funzionalizzazione. I sistemi di vulcanizzazione e di protezione delle mescole di gomma si basano tradizionalmente su prodotti chimici derivati dal petrolio, molti dei quali sono attualmente sotto osservazione per la loro tossicità e persistenza nell’ambiente. In sostituzione degli oli di processo minerali, oli vegetali come l’olio di soia e di girasole, ricchi di acidi grassi, possono plastificare efficacemente la matrice gomma e i loro doppi legami sono in grado di partecipare al processo di vulcanizzazione a zolfo, bloccando l’olio nella struttura polimerica e prevenendone la migrazione

nel corso del tempo. La ricerca di additivi funzionali si è focalizzata sulla valorizzazione delle risorse biologiche regionali, di cui due esempi importanti sono: l’albero Liquidambar orientalis, la cui resina viene studiata come agente adesivante e aiuto di processo, e la pianta Lawsonia inermis, dalle cui foglie secche e polverizzate si ricava l’henné, usato come colorante, il cui acido hennotannico Lawsone (2-idrossi-1,4-naftochinone), studiato come alternativa atossica del TMQ, è insolubile in acqua e riduce così il rischio di lisciviazione in ecosistemi acquatici. Pratiche di lavorazione sostenibile. Una mescolazione sostenibile della gomma non dipende solo dalla sostituzione dei materiali coinvolti, ma comprende anche l’efficienza energetica dei processi produttivi. L’ottimizzazione della strategia di mescolazione è un approccio fondamentale alla riduzione sostanziale dell’impronta di carbonio della produzione degli pneumatici, dal momento che ogni fase addizionale provoca un aumento dall’8 al 12% del consumo totale di energia. Passare dai convenzionali cicli a 3 o 4 fasi ad un semplificato processo a 2 fasi è un obiettivo industriale primario nei casi fattibili tecnicamente. Sempre nell’ottica di questa ottimizzazione, l’introduzione di agenti leganti del carbon black si è dimostrata molto efficace, poiché il miglioramento della compatibilità e della dispersione delle cariche riduce sostanzialmente il lavoro meccanico e il tempo richiesto nella fase di mescolazione. Produzione avanzata: intelligenza artificiale e digitalizzazione. La transizione a Industria 4.0 nel settore della gomma è caratterizzata dall’introduzione di progettazione basata sui dati e modellazione predittiva, mentre la digitalizzazione offre una sostenibile alternativa allo spreco di materiale e ai lunghi tempi di sviluppo dei bilanciamenti del triangolo magico dello pneumatico. I recenti progressi dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico hanno consentito lo sviluppo di algoritmi, in grado di prevedere il comportamento complesso e non lineare dei compositi di gomma in modo, per esempio, di modellare la relazione fra gli ingredienti della formulazione e le proprietà finali dei vulcanizzati. Addestrando questi modelli di algoritmi su raccolte di dati esistenti, i ri-


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cercatori possono ora simulare migliaia di formulazioni potenziali, così da prevedere con precisione parametri critici (viscosità Mooney, carico di rottura etc.) e ridurre le iterazioni fisiche del laboratorio. Strategie di economia circolare. Alla luce di quanto esposto finora, rimane tuttavia attuale la sfida critica della gestione degli pneumatici a fine vita, con il recupero dei materiali mediante la devulcanizzazione, che risulta superiore al recupero di energia con l’incinerazione. La mescolazione sostenibile della gomma non consiste solamente nella sostituzione dei materiali, ma in una strategia multidimensionale, che comprende la diversificazione delle materie prime, la valorizzazione dei rifiuti agricoli, le innovazioni locali e la verifica digitale. Lo pneumatico green del 2030 sarà idealmente un composito di biopolimeri da fonti locali, rinforzati con carbon black riciclato e biosilice, protetti da antiossidanti naturali non lisciviabili e progettati con gemelli digitali per un’infinita riciclabilità. Sarà necessaria una continua collaborazione fra universi-

tà, agricoltura e industria dei polimeri per applicare queste innovazioni dal laboratorio alla strada. MANUFATTI DI GOMMA GESTIRE LINEE DI GUANTI AD ALTA VELOCITÀ IN NORD AMERICA: CHE COSA SI RICHIEDE IN REALTÀ. K. Muthian, SafeSource Direct, Broussard, Louisiana (USA) - RUBBERWORLD, giugno 2026, pag. 29-32. Negli Usa il mercato dei guanti in NBR è caratterizzato attualmente dalla situazione del dazio al 100% per l’importazione dalla Cina e della formale ammissione federale che l’industria domestica non è in grado di produrli nella quantità e con la qualità richieste, a fronte della prospettiva di un possibile nuovo investimento nel mercato locale. Non si tratta di un thriller economico, ma di un articolo davvero interessante, non tanto per la specifica situazione, ma per la sua applicabilità ad una situazione simile per altri manufatti in altri mercati, compreso ovviamente quello italiano. Scritto con stile e linguaggio giornalistico, sinte-

tico ed efficace tanto da non stancare i lettori, ben lontano da quello di studi accademici, di ricercatori o di aziende produttrici di qualsivoglia articolo, merita di essere letto con attenzione. Complimenti all’autore, un tecnologo della gomma con una vasta esperienza nello sviluppo di prodotti e nella gestione di progetti nei settori della formulazione del lattice, della gomma solida e dello sviluppo di prodotti e processi. Sintomatica della sua capacità professionale è l’affermazione che “il divario fra la conoscenza del processo e la sua esecuzione su larga scala è ciò su cui la maggior parte delle ambizioni manifatturiere domestiche fallisce”. Consigliamo vivamente la lettura dell’articolo e, soprattutto, del suo paragrafo conclusivo, che riesce a descrivere con chiarezza la situazione esposta, ad esporre una casistica di costi, materiali, forza di lavoro ed energia e a proporre le azioni da intraprendere per un investimento di successo.

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Brescia glocal. Esperienze e scenari di trasformazione a cura di Vincenzo Cesareo Vita e Pensiero, Milano 2026

Brescia glocal. La voce dei protagonisti a cura di Massimo Tedeschi e Davide Fedreghini, Brescia, 2026

Nella primavera di quest’anno (12 maggio) la sede bresciana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha ospitato il seminario “Brescia glocal – Esperienze e scenari di trasformazione”, incentrato sulla presentazione dello studio realizzato dall’ateneo stesso, con l’Associazione Globus et Locus e Confindustria Brescia sul glocal in riferimento alla città di Brescia e al suo territorio. Come noto, Glocal è un termine che unisce le parole global (globale) e local (locale) per indicare un approccio che pensa in modo globale e agisce in modo locale. La sezione centrale del convegno è stata dedicata all’analisi delle interviste condotte ad autorevoli rappresentanti di alcuni ambiti chiave della realtà bresciana (imprese industriali, ambiente, cultura e turismo). L’incontro è stato occasione per presentare il volume “Brescia glocal. Esperienze e scenari di trasformazione”, a cura di Vincenzo Cesareo, Vita e Pensiero, Milano 2026 e il testo “Brescia glocal. La voce dei protagonisti” a cura di Massimo Tedeschi e Davide Fedreghini, Brescia, 2026. Si tratta dell’intero percorso di riflessione, scaturito da 35 interviste ad autorevoli e qualificati esponenti del mondo industriale, ambientale, culturale e turistico del territorio bresciano, che è studiato come un laboratorio privilegiato per comprendere come il glocal si manifesti concretamente nella vita di una città.

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

Auto-distruzione: Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile di Francesco Zirpoli - Editori Laterza, 2026

In questo libro uscito nel mese di gennaio 2026, Francesco Zirpoli, professore ordinario presso la Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, dove insegna Technology and Innovation Management e dirige il Center for Automotive and Mobility Innovation (CAMI), illustra come per decenni l’industria automobilistica sia stata l’architrave dell’economia europea. Oggi, però, vive una fase di profonda difficoltà, tra calo della domanda, perdita di competitività e transizione tecnologica. Una tempesta perfetta che rischia di spazzar via ciò che resta dell’industria automobilistica europea. Ma quali sono le radici della crisi? Spesso sotto accusa sono le regolamentazioni UE sulle emissioni, ritenute responsabili di danneggiare le aziende produttrici. Ricostruendo le dinamiche dell’industria dell’auto in Europa e in Italia, Zirpoli smonta coi fatti certe narrazioni di convenienza, che sembrano utili a proteggere interessi costituiti. Al contrario, nel libro viene illustrato perché proprio nella svolta ecologica possa stare la chiave per un rilancio del settore. Francesco Zirpoli è anche direttore dell’Osservatorio Nazionale sulle Trasformazioni dell’Ecosistema Automotive e co-organizzatore della scuola estiva di dottorato “Organizing for Sustainable Futures: Micro and Macro-institutional Conditions of Transformation”. Come Direttore del CAMI, con il suo gruppo, sta monitorando le trasformazioni dell’ecosistema automotive italiano. Molto interessante è il loro report del 2026, relativo all’anno 2025, che ha anche analizzato i distretti italiani coinvolti nel settore automotive (https:// edizionicafoscari.unive.it/en/edizioni4/collane/ricerche-per-linnovazione-nellindustria-automotive/).


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di Gabriella Oldani

La ripresa perde slancio Dopo i segnali di recupero emersi alla fine del primo trimestre, tra aprile e giugno l’industria italiana mostra un andamento più incerto. La produzione cresce dello 0,4% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, ma le flessioni registrate a maggio e soprattutto a giugno indicano un indebolimento della dinamica. Anche la gomma-plastica, partita positivamente ad aprile, chiude il trimestre in calo, pur mantenendo un bilancio positivo nel primo semestre.

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opo il progressivo miglioramento osservato tra febbraio e marzo, il secondo trimestre del 2026 restituisce un quadro più contrastato per l’industria italiana. La produzione riesce complessivamente a crescere rispetto ai primi tre mesi dell’anno, ma l’andamento mensile mostra una progressiva perdita di slancio. Ad aprile l’indice destagionalizzato del-

la produzione industriale aumenta dello 0,5% rispetto a marzo, mettendo a segno il terzo incremento congiunturale consecutivo. A sostenere il risultato sono soprattutto i beni strumentali (+1,0%) e i beni intermedi (+0,8%), mentre risultano in lieve calo i beni di consumo (-0,1%) e l’energia (-0,2%). Anche il confronto con aprile 2025 è positivo: al netto degli effetti di calendario, la produzione cresce dell’1,3%.

Il quadro cambia già a maggio, quando l’indice destagionalizzato diminuisce dello 0,3% su base mensile, interrompendo la sequenza di tre aumenti consecutivi. L’unico raggruppamento in crescita è l’energia (+4,6%), mentre arretrano beni strumentali (-0,1%), beni di consumo (-0,5%) e beni intermedi (-0,8%). Resta comunque positivo il confronto tendenziale, con una crescita dell’1,1% rispetto a maggio 2025.

Foto di zamrznutitonovi da iStock. 18

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026


PRODUZIONE INDUSTRIALE

Figura 1 - Produzione industriale, indice destagionalizzato e media mobile a tre mesi (gennaio 2021 - giugno 2026, base 2021 = 100)

La frenata diventa più evidente a giugno. La produzione industriale diminuisce dell’1,0% rispetto a maggio, con cali per beni strumentali (-2,1%), beni intermedi (-0,9%) e beni di consumo (-0,7%). Solo l’energia mantiene il segno positivo (+0,8%). Anche il confronto annuo torna in territorio negativo: l’indice corretto per gli effetti di calendario registra una flessione dello 0,6%. UN TRIMESTRE ANCORA POSITIVO Nonostante il deterioramento registrato negli ultimi due mesi, il bilancio del secondo trimestre resta positivo. Nella media aprile-giugno la produzione industriale aumenta dello 0,4% rispetto al primo trimestre, invertendo il -0,2% che aveva caratterizzato i primi tre mesi dell’anno. Nel complesso del primo semestre, inoltre, la produzione corretta per gli effetti di calendario risulta superiore dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il risultato nasconde però differenze significative tra i principali raggruppamenti industriali. Nel secondo trimestre i beni strumentali aumentano dell’1,4% rispetto al trimestre precedente e i beni intermedi dello 0,1%. In calo, invece, i beni di consumo (-1,2%) e, marginalmente, l’e-

nergia (-0,1%). Sul semestre emerge soprattutto la debolezza dei beni di consumo, che perdono il 2,9% su base annua, con una contrazione del 9,2% per i durevoli. I beni strumentali crescono invece del 3,5%, mentre beni intermedi ed energia segnano rispettivamente +0,1% e +0,6%. MANIFATTURA ANCORA A DUE VELOCITÀ Come già emerso nel primo trimestre, anche tra aprile e giugno il quadro manifat-

turiero resta fortemente differenziato. Ad aprile spicca la crescita tendenziale dei mezzi di trasporto (+17,8%), seguiti dai prodotti farmaceutici (+7,9%) e dai macchinari e attrezzature (+6,1%). A maggio i mezzi di trasporto mantengono una dinamica particolarmente sostenuta (+11,6%), mentre crescono anche farmaceutica (+3,5%) e chimica (+3,3%). A giugno, tuttavia, lo scenario cambia. Tra i settori con le migliori performance tendenziali figurano elettronica e ottica (+4,5%) e mezzi di trasporto (+3,2%), mentre tornano in difficoltà i macchinari

Foto di kynny da iStock. L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

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MONDOGOMMA

Figura 2 - Produzione industriale, variazioni percentuali tendenziali (gennaio 2022 - giugno 2026, dati corretti per gli effetti di calendario, base 2021=100)

Figura 3 - Produzione industriale per settore di attività economica - Giugno 2026, variazioni percentuali congiunturali e tendenziali (base 2021=100)

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PRODUZIONE INDUSTRIALE

Foto di Nagaiets da iStock. e le attrezzature (-2,3%). Particolarmente debole resta il tessile-abbigliamento, che a giugno registra una contrazione del 7,1%. GOMMA-PLASTICA, IL RECUPERO SI INTERROMPE Per il comparto della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, aggregato da Istat insieme agli altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, il secondo trimestre segna un’inversione rispetto al miglioramento osservato nei primi tre mesi dell’anno. Il precedente trimestre si era chiuso con una crescita dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, grazie soprattutto al recupero di marzo, quando il comparto aveva registrato +1,5% su base congiunturale e +2,3% su base annua. La dinamica positiva prosegue inizialmente ad aprile: la produzione aumenta dello 0,7% rispetto a marzo e del

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Figura 2 - Produzione industriale, variazioni percentuali tendenziali (gennaio 2022 - giugno 2026, dati corretti per gli effetti di calendario, base 2021=100)

3,1% rispetto ad aprile 2025. Nei primi quattro mesi dell’anno il bilancio tendenziale sale così al +1,7%. A maggio emerge però una prima battuta d’arresto. Il comparto perde lo 0,9% rispetto ad aprile, pur mantenendo una crescita tendenziale del 2,3% e un progresso dell’1,8% nei primi cinque mesi dell’anno. La frenata si accentua a giugno, con una diminuzione congiunturale del 2,6% e una flessione dell’1,4% rispetto a giugno 2025. Nel complesso del secondo trimestre la produzione del comparto risulta così in lieve calo, dello 0,1% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Il dato del primo semestre resta comunque positivo: +1,2% rispetto a gennaio-giugno 2025.

le dello 0,5%. Ma la sequenza mensile +0,5% ad aprile, -0,3% a maggio e -1,0% a giugno - evidenzia un indebolimento nella parte finale del periodo. Una dinamica ancora più evidente per la gomma-plastica. Dopo il recupero di marzo e il buon risultato di aprile, maggio e soprattutto giugno riportano la produ-

zione in flessione. Il +1,2% tendenziale accumulato nel primo semestre rappresenta comunque un elemento positivo e conferma, almeno per ora, la capacità di tenuta del comparto. Il passaggio dal +3,1% tendenziale di aprile al -1,4% di giugno suggerisce tuttavia prudenza nel valutare la solidità della ripresa. u

UN PRIMO SEMESTRE POSITIVO, MA CON SEGNALI DI DEBOLEZZA I dati dei primi sei mesi del 2026 restituiscono quindi un quadro meno lineare rispetto a quello delineato alla fine del primo trimestre. Per l’industria italiana il recupero non si è interrotto completamente: il secondo trimestre cresce dello 0,4% sul primo e il semestre conserva un progresso tendenzia-

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MONDOGOMMA

di Gabriella Oldani

Il Sebino torna nella top 10 dei distretti industriali Il 18° Rapporto Intesa Sanpaolo conferma la capacità di tenuta del modello distrettuale italiano in uno scenario globale complesso. Export, patrimonializzazione e redditività restano su livelli elevati, mentre energia, intelligenza artificiale e cybersecurity emergono come le nuove direttrici di sviluppo. In questo quadro, la gomma del Sebino Bergamasco si conferma tra le eccellenze nazionali, conquistando il sesto posto nella graduatoria dei migliori distretti italiani.

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n un contesto internazionale caratterizzato da crescita economica moderata, tensioni geopolitiche, instabilità delle catene di fornitura e trasformazioni profonde dei mercati globali, i distretti industriali italiani continuano a dimostrare una notevole capacità di

adattamento. È il quadro che emerge dal 18° Rapporto Economia e finanza dei distretti industriali di Intesa Sanpaolo, uno studio che rappresenta ormai da anni uno dei più autorevoli strumenti di analisi dello stato di salute del manifatturiero italiano.

L’indagine prende in esame oltre 22.500 imprese appartenenti a 159 distretti industriali e fotografa un sistema che, pur confrontandosi con una fase di rallentamento rispetto agli anni eccezionali del post-pandemia, mantiene livelli di competitività e solidità superiori a quelli re-

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TREND

La classifica dei migliori distretti del 18° Rapporto

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I distretti migliori per performance di crescita, redditività e patrimonializzazione (punteggio da 0 a 100) 84,5 81,2 80,5 79,1 78,8 76,2 75,1 72,5 72,1 70,9 69,7 69,4 69,2 68,6 68,6 67,4 67,1 66,7 66,4 66,3

Dolci di Alba e Cuneo Legno e arredamento dell'Alto Adige Oreficeria di Valenza

Meccatronica dell'Alto Adige Vini e distillati del bresciano Gomma del Sebino Bergamasco Vini dei colli fiorentini e senesi Rubinetteria e valvolame Cusio-Valsesia

Alimentare di Parma Food machinery di Parma Nautica di Viareggio Caffè e confetterie del napoletano Materie plastiche di Treviso, Vicenza, Padova

Meccatronica di Trento Camperistica della Val d'Elsa Caffè, confetterie e cioccolato torinese Dolci e pasta veronesi Oreficeria di Vicenza

Abbigliamento nord abruzzese Marmo e granito di Valpolicella 0

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Nella classifica dei migliori 20 distretti rappresentate tutte le macroaree geografiche italiane e tutti i settori ad alta intensità distrettuale. Spiccano le realtà del Nord-Est (che conta 9 distretti) e i distretti agroalimentari (7), seguiti da meccanica, sistema casa e moda (ciascuno con 3).

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Nota: in verde Nord-Est, blu Nord-Ovest, giallo Centro, arancione Mezzogiorno. Fonte: Intesa Sanpaolo

gistrati prima del 2020. I dati confermano infatti come il modello distrettuale continui a rappresentare uno dei principali fattori distintivi dell’industria italiana, grazie alla combinazione di specializzazione produttiva, integrazione di filiera, capacità di innovazione e forte radicamento territoriale. UNA BASE ECONOMICA SOLIDA Nel 2025 il fatturato complessivo delle imprese distrettuali analizzate da Intesa Sanpaolo si è attestato a circa 343 miliardi di euro. Dopo la fase di normalizzazione successiva ai picchi raggiunti nel biennio 2021-2022, il dato conferma comunque una crescita significativa rispetto al periodo pre-pandemico: il livello dei ricavi rimane infatti superiore del 16,6% rispetto al 2019. Si tratta di un elemento particolarmente importante perché evidenzia come il rallentamento registrato negli ultimi due anni non abbia cancellato i progressi accumulati nel corso dell’ultimo ciclo economico. In altre parole, i distretti italiani non stanno semplicemente resistendo alle difficoltà del momento, ma continuano a operare su una base economica più solida rispetto a quella precedente alla crisi pandemica.

Anche sul fronte internazionale i risultati restano positivi. L’export distrettuale ha registrato nel 2025 una crescita dello 0,9%, contribuendo a generare un avanzo commerciale pari a 97,4 miliardi di euro. Un valore che corrisponde a circa l’85% dell’intero surplus del manifatturiero italiano e che conferma il ruolo determinante dei distretti nella competitività del Paese sui mercati esteri. LA FORZA DEI BILANCI Uno degli aspetti più interessanti del Rapporto riguarda l’evoluzione della struttura finanziaria delle imprese distrettuali. Negli ultimi anni molte aziende hanno utilizzato gli utili generati durante la fase di forte espansione per rafforzare il proprio patrimonio e ridurre la dipendenza dal debito. Il risultato è evidente nei numeri: il patrimonio netto rappresenta oggi il 36,6% del passivo, uno dei livelli più elevati mai registrati dall’analisi di Intesa Sanpaolo. Parallelamente, la liquidità rimane elevata, attestandosi intorno al 9% dell’attivo. Non si tratta di semplici indicatori finanziari. In un contesto caratterizzato da tassi d’interesse più elevati, volatilità dei mercati e crescente necessità di investire in innovazione, la solidità patri-

moniale rappresenta infatti un vantaggio competitivo concreto. Le imprese finanziariamente più robuste dispongono di maggiori risorse per sostenere investimenti, affrontare eventuali fasi di rallentamento e cogliere opportunità di crescita. Anche la redditività continua a mantenersi su livelli soddisfacenti. L’EBITDA margin medio si attesta all’8%, confermando la capacità delle imprese distrettuali di generare valore nonostante l’aumento dei costi energetici, delle materie prime e dei servizi registrato negli ultimi anni. LA COMPETITIVITÀ PASSA ATTRAVERSO LE FILIERE Il Rapporto evidenzia inoltre come il successo dei distretti sia sempre più legato alla presenza di imprese leader capaci di fungere da traino per l’intero ecosistema produttivo. Le aziende di maggiori dimensioni generano ormai circa il 60% del fatturato complessivo dei distretti e, insieme alle medie imprese, arrivano a rappresentarne oltre l’80%. Attorno a queste realtà si sviluppano reti di fornitura altamente specializzate che consentono di diffondere competenze, innovazione e capacità di presidio dei mercati inL’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

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TREND

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Nel 2025 buona crescita dell’export dei distretti negli Emirati Arabi Uniti, in Polonia e Spagna

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Nel 2025, al netto dei flussi del distretto orafo di Arezzo (che nel 2024 aveva registrato un balzo dell’export verso la Turchia), export distrettuale in progresso del +0,9%. Nel primo trimestre 2026 export in calo del 2,6%. Pesano il fisiologico rientro dell’export dell’Oreficeria di Arezzo e la frenata dei flussi verso USA e area del Golfo. Distretti: i primi sei mercati per aumento dell’export in valore nel 2025 rispetto al 2024

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

ternazionali. Intesa Sanpaolo individua inoltre oltre 1.200 imprese “champion”, aziende che si distinguono per redditività, crescita e capacità competitiva. È proprio la presenza di queste imprese guida che permette ai distretti di mantenere elevati livelli di performance anche in fasi economiche particolarmente complesse. LA DIVERSIFICAZIONE DELL’EXPORT Se per molti anni la crescita delle esportazioni italiane è stata trainata principalmente dai mercati tradizionali, oggi il quadro appare più articolato. Il 18° Rapporto evidenzia una progressiva diversificazione geografica delle esportazioni, che consente alle imprese di ridurre la dipendenza da singole aree economiche e di reagire più rapidamente ai cambiamenti dello scenario internazionale. Tra i mercati che hanno mostrato le performance migliori nel corso del 2025 figurano Emirati Arabi Uniti, Polonia e Spagna, mentre altri mercati storicamente importanti hanno evidenziato dinamiche più contenute. Per le aziende manifatturiere, anche quelle della filiera gomma, la capacità 26

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

di intercettare nuove aree di sviluppo rappresenta oggi uno dei principali fattori competitivi. L’internazionalizzazione non è più soltanto una leva di crescita, ma uno strumento indispensabile per diversificare il rischio e mantenere la propria posizione nelle catene globali del valore. LA GOMMA DEL SEBINO BERGAMASCO Nel 18° Rapporto la Gomma del Sebino Bergamasco si colloca al sesto posto nella graduatoria dei migliori distretti industriali italiani, con un punteggio di 76,2. Il dato assume particolare rilevanza perché arriva in una fase non semplice per il comparto della gomma, interessato negli ultimi anni da una domanda meno dinamica e da una crescente pressione competitiva internazionale. La presenza del Sebino tra le eccellenze nazionali conferma tuttavia la capacità delle imprese del territorio di valorizzare un patrimonio di competenze costruito nel tempo. L’area compresa tra Bergamo e Brescia rappresenta, infatti, uno dei più importanti poli europei dedicati alla trasformazione della gomma e alla produzione di articoli tecnici ad alto contenuto specialistico, destinati

a numerose applicazioni industriali. La forza del distretto risiede nella combinazione di diversi fattori: elevata specializzazione produttiva, forte integrazione tra le aziende della filiera, capacità di innovazione e consolidata vocazione internazionale. Sono le stesse caratteristiche che il Rapporto individua come elementi distintivi dei sistemi distrettuali più competitivi. Una leadership costruita negli anni Il risultato ottenuto nel 18° rapporto non rappresenta un episodio isolato. La gomma del Sebino Bergamasco compare da anni tra le realtà più performanti analizzate da Intesa Sanpaolo. Nel 15° Rapporto (2023, dati del 2022) il distretto aveva conquistato il primo posto nazionale per crescita, redditività e patrimonializzazione, confermandosi una delle espressioni più dinamiche del manifatturiero italiano. Anche nelle edizioni successive ha continuato a distinguersi per solidità economica e capacità competitiva, mantenendo una posizione di rilievo nelle classifiche e negli indicatori di performance. Particolarmente significativo era stato quanto emerso nel 17° Rapporto (2025, dati del 2024), che evidenziava come oltre il 90% delle imprese del distretto


Engineering Systems è azienda leader nella produzione di estrusori per gomma e plastica in svariati ambiti di applicazione industriale. Oltre 40 anni di esperienza e una lunga serie di competenze e know how, rendono Engineering Systems il partner ideale per qualità, sicurezza e alto grado di personalizzazione di prodotti e servizi. Siamo specializzati in qualsiasi tipo di estrusore per tutte le tipologie di gomma da estrudere.

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Imprese distrettuali sempre più patrimonializzate… Distretti: patrimonio netto in % del passivo (valori mediani) 40 35

30,3

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31,1

Distretti: patrimonio netto in % del passivo (valori mediani), per dimensioni aziendali

36,6

34,0

Grandi imprese

Medie imprese

25 20

2024

Piccole imprese

15

2023 2022

10

2021

Micro imprese

5 0

2021

2022

2023

2024

0

10

20

30

40

50

Fonte: Intesa Sanpaolo Integrated Database (ISID)

risultasse attivo e come il 41,5% delle aziende presentasse almeno un componente under 40 nel consiglio di amministrazione. Indicatori che testimoniano non solo una buona tenuta economica, ma anche una concreta capacità di rinnovamento imprenditoriale e manageriale. La continuità dei risultati ottenuti

nel corso degli ultimi anni suggerisce quindi una lettura che va oltre il semplice posizionamento in classifica: il Sebino appare come una delle realtà che meglio interpretano l’evoluzione del modello distrettuale italiano, coniugando tradizione industriale, innovazione e apertura internazionale.

LE SFIDE DEL PROSSIMO CICLO Guardando al futuro, il Rapporto individua alcune direttrici strategiche destinate a incidere profondamente sulla competitività delle imprese. Tra queste emergono con forza l’autoproduzione energetica, l’intelligenza artificiale, la digitalizzazione dei pro30

…e con abbondanti disponibilità liquide Distretti: disponibilità liquide in % dell’attivo (valori mediani) 14 12

Distretti: disponibilità liquide in % dell’attivo (valori mediani), per dimensioni aziendali

15

11,6 9,8

10

9,6

9,0 10

8

2021 2022 12,4

12,2

9,5

9,7

2023

2024

11,5

8,6

6

8,3

6,6

5

4

2 0

0

2021

2022

2023

Fonte: Intesa Sanpaolo Integrated Database (ISID)

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

2024

Micro imprese

Piccole imprese

Medie imprese

Grandi imprese


TREND

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Quali investimenti nel 2026? Guidano energia e tecnologia… Intensità distrettuale alta: evoluzione attesa per tipologia di investimento nel 2026 (saldo tra rispondenti che hanno indicato un aumento e coloro che hanno indicato un calo, al netto dei “non so”, %) Autoproduzione energia IA

Cybersecurity E-commerce Software gestionali Riqualificazione strutture e impianti Marketing e comunicazione Formazione e welfare Macchinari e attrezzature R&S e brevetti

Acquisizione aziende Italia

apr-26

Acquisizione beni immobili

dic-25

Acquisizione aziende Estero -60

-40

-20

0

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40

60

Fonte: 22ª e 23ª indagine interna Intesa Sanpaolo su filiali imprese, gestori aziende retail e filiali Agribusiness (Banca dei Territori), GRM e Network Italia (IMI CIB), dicembre 2025 e aprile 2026

sto contesto, la gomma del Sebino Bergamasco rappresenta uno degli esempi più significativi di come specializzazione, innovazione e collaborazione di filiera possano tradursi in un vantaggio competitivo duraturo, capace di generare valore per le imprese e per l’intero sistema industriale nazionale. u

presentano, infatti, leve sempre più importanti per mantenere competitività sui mercati globali. Il messaggio che emerge dal 18° Rapporto è chiaro: la forza dei distretti industriali italiani continua a risiedere nella capacità di adattarsi ai cambiamenti senza perdere la propria identità produttiva. In que-

cessi e il rafforzamento della cybersecurity. Anche per le aziende della filiera gomma si tratta di temi particolarmente rilevanti. L’aumento dell’efficienza energetica, la gestione avanzata dei dati di produzione, la manutenzione predittiva e l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi industriali rap-

…con il traino delle imprese di dimensioni medie e grandi

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Intensità distrettuale alta: evoluzione attesa per tipologia di investimento nel 2026 (saldo tra rispondenti che hanno indicato un aumento e coloro che hanno indicato un calo, al netto dei “non so”, %) Autoproduzione di energia IA Cybersecurity E-commerce Software gestionali Riqualificazione strutture e impianti Marketing e comunicazione Formazione e Welfare Macchinari e attrezzature R&S e brevetti Acquisizione aziende in Italia Acquisizione beni immobili Acquisizione aziende all'estero -80

-60 Micro

-40

-20 Piccole

0

20

40

60

80

Medie-Grandi

Fonte: 22ª e 23ª indagine interna Intesa Sanpaolo su filiali imprese, gestori aziende retail e filiali Agribusiness (Banca dei Territori), GRM e Network Italia (IMI CIB), dicembre 2025 e aprile 2026

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

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MONDOGOMMA MONDOGOMMA

di Daniela Garbillo

Pneumatici di ricambio: la ripresa si rafforza nel secondo trimestre Il mercato europeo degli pneumatici di ricambio consolida i segnali positivi emersi nei primi mesi del 2026. Nel secondo trimestre crescono sia il segmento consumer sia, soprattutto, truck & bus, mentre gli all season accelerano ulteriormente. Sul fronte delle importazioni, la frenata osservata all’inizio dell’anno lascia spazio a una ripresa dei flussi, mentre il peso della Cina continua a ridursi a favore dei produttori del Sud-Est asiatico.

D

opo i primi segnali di recupero osservati nel primo trimestre, il mercato europeo degli pneumatici di ricambio rafforza la propria dinamica tra aprile e giugno. Secondo l’ultimo Quarterly Replacement Tyre Market Review di Tyres Europe, le vendite dei produttori associati mostrano una crescita più diffusa, con risultati particolarmente positivi per gli pneu-

matici truck & bus e per gli all season. Nel segmento consumer, che comprende pneumatici per autovetture, SUV e veicoli commerciali leggeri, le vendite aumentano del 3% nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2025, dopo il +1% registrato nei primi tre mesi dell’anno. Il bilancio del primo semestre sale così a +2%, con 110,1 milioni di unità contro 108,1 milioni nel primo semestre 2025.

ALL SEASON SEMPRE PIÙ PROTAGONISTI A trainare ancora una volta il mercato sono gli pneumatici all season, che accelerano nettamente rispetto all’inizio dell’anno. Dopo il +5% del primo trimestre, nel periodo aprile-giugno le vendite aumentano del 15% su base annua, portando la crescita complessiva dei primi sei mesi al

Foto di Marcus Millo da iStock. 30

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026


MERCATO PNEUMATICI

Figura 1 - Andamento del mercato europeo degli pneumatici di ricambio nel secondo trimestre e nel primo semestre 2026. Il segmento consumer comprende pneumatici per autovetture, SUV e veicoli commerciali leggeri. Eventuali discrepanze rispetto ai dati pubblicati in precedenza possono dipendere da periodiche correzioni dei dati. Fonte: EUROPOOL Tyres Europe.

9%. Prosegue invece la perdita di terreno degli pneumatici estivi, che nel secondo trimestre diminuiscono del 2% e chiudono il semestre a -1%. Molto meno marcata rispetto ai primi mesi dell’anno è la flessione degli pneumatici winter: dopo il -14% del primo trimestre, nel secondo trimestre il calo si limita all’1%, mentre il risultato dei primi sei mesi resta negativo del 5%. La tendenza conferma quindi il progressivo spostamento della domanda europea verso gli all season, già evidente nel 2025 e ulteriormente rafforzatosi nella prima metà del 2026. Nel precedente aggiornamento, pubblicato a giugno, questo segmento era già emerso come il più dinamico del mercato consumer. CRESCITA A DOPPIA CIFRA PER TRUCK & BUS La novità più evidente del secondo trimestre riguarda il segmento truck & bus. Dopo il modesto +1% registrato nei primi tre mesi dell’anno, le vendite crescono del 13% tra aprile e giugno, passando da circa 2,4 a 2,7 milioni di unità. Il primo semestre si chiude così con un incremento del 7%, a 5,38 milioni di pneumatici. Secondo Tyres Europe, il risultato riflette la tenuta dell’attività freight e del clima di fiducia delle imprese, nonostante le tensioni geopolitiche e gli elevati costi dei carburanti e dell’energia. Il dato assume particolare rilievo considerando che nel primo trimestre l’asso-

ciazione aveva mantenuto un approccio prudente sulle prospettive del comparto, evidenziando come i maggiori costi energetici e del carburante potessero ridurre le percorrenze e allungare gli intervalli di sostituzione degli pneumatici. AGRICOLO ANCORA IN CALO, MOTO E SCOOTER IN CRESCITA Rimane negativo il mercato degli pneumatici agricoli, anche se la contrazione rallenta rispetto ai primi mesi dell’anno. Nel secondo trimestre le vendite diminuiscono del 7%, a 90 mila unità, contro una flessione a doppia cifra nel primo trimestre. Il bilancio del primo semestre resta comunque pesante, con 190 mila unità vendute e un calo del 10% rispetto allo stesso periodo del 2025. Più stabile il segmento moto e scooter: dopo la crescita sostenuta dei primi tre mesi dell’anno, nel secondo trimestre l’incremento rallenta all’1%, ma il dato cumulato gennaio-giugno resta positivo del 4%, con oltre 6 milioni di unità. MOBILITÀ: CRESCE IL TRASPORTO PUBBLICO L’aggiornamento di Tyres Europe dedica spazio anche all’evoluzione della mobilità europea, elemento direttamente collegato alla domanda di pneumatici. Nel 2025 i chilometri percorsi dai passeggeri in Europa hanno finalmente supera-

to i livelli del 2019. La crescita è stata però più sostenuta nel trasporto pubblico che nell’utilizzo dell’automobile: i passeggeri-chilometro del trasporto pubblico sono aumentati di circa il 3% nell’anno, più del doppio rispetto al traffico dei veicoli leggeri. Il trasporto ferroviario si colloca ormai l’11% sopra i livelli pre-pandemia, con una quota modale salita al 9%. Nel secondo trimestre 2026, tuttavia, le percorrenze stradali sono diminuite, secondo Tyres Europe per effetto dell’aumento medio dei prezzi dei carburanti e dell’indebolimento della fiducia dei consumatori legato alle tensioni in Medio Oriente. IMPORTAZIONI: LA CINA PERDE TERRENO, CRESCE L’ASEAN Sul fronte delle importazioni, il secondo trimestre segna un cambiamento importante rispetto alla situazione descritta nel precedente aggiornamento. Nei primi mesi del 2026 le importazioni di pneumatici consumer erano diminuite bruscamente, con una forte contrazione delle forniture dalla Cina. Con l’avanzare dell’anno, i flussi hanno però iniziato a recuperare. Nel complesso, tra gennaio e maggio 2026 le importazioni di pneumatici PCLT nell’area UE27+UK risultano inferiori del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025, per un totale di circa 67 milioni di unità. Quelle provenienti dalla Cina diminuiscono del L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

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MONDOGOMMA

Figura 2 - Andamento trimestrale delle importazioni di pneumatici PCLT nell’UE27, con variazioni tendenziali del totale e dei flussi provenienti dalla Cina e dagli altri Paesi. Il dato del secondo trimestre 2026 si riferisce ai mesi di aprile e maggio, confrontati con lo stesso periodo del 2025. Sono escluse le importazioni da Turchia e Serbia e i dati non comprendono il Regno Unito. Fonte: Astutus Research, Eurostat.

24%, con una quota sul totale scesa dal 72% al 58%. La riduzione della presenza cinese viene compensata soprattutto dai produttori dell’area ASEAN. La loro quota sulle importazioni europee è salita dal 7,4% al 19,9%. La Thailandia ha quasi triplicato i volumi, passando da circa 2 a quasi 6 milioni di pneumatici, mentre il Vietnam ha più che raddoppiato le spedizioni superando i 3 milioni di unità. Anche la Cambogia è diventata rapidamente un fornitore significativo, raggiungendo circa 2,3 milioni di pneumatici partendo da volumi quasi nulli nel 2025. Tyres Europe osserva però che una parte significativa degli stabilimenti produttivi coinvolti in questa espansione nel SudEst asiatico è riconducibile a gruppi di proprietà cinese. ANTIDUMPING: DAZI DEFINITIVI SUGLI PNEUMATICI CINESI Rispetto al quadro descritto nel nostro articolo pubblicato sul fascicolo 739 di giugno (pagg. 36-44), è nel frattempo intervenuta anche una decisione importante sul piano commerciale. Il 7 luglio 32

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

2026 la Commissione europea ha concluso l’indagine antidumping sugli pneumatici PCLT provenienti dalla Cina, stabilendo che le importazioni erano avvenute a prezzi di dumping e avevano provocato un danno materiale all’industria europea. Dall’8 luglio sono quindi entrati in vigore dazi definitivi compresi tra il 4,3% e il 45,3%, con una durata iniziale di cinque anni. Non è stata invece prevista un’applicazione retroattiva delle misure. Secondo l’analisi riportata da Tyres Europe, l’attesa dei possibili dazi aveva favorito forti acquisti anticipati durante i primi tre trimestri del 2025. Con il successivo smaltimento delle scorte, le importazioni dalla Cina sono crollate del 57% nel primo trimestre 2026, mentre nei primi due mesi del secondo trimestre i volumi sono rimasti sostanzialmente stabili. TRUCK: THAILANDIA E VIETNAM RAFFORZANO LA LEADERSHIP Ancora più marcata è la crescita delle importazioni nel segmento truck & bus. Nei primi cinque mesi del 2026 le importazioni TBR nell’area UE27+UK da mercati

extraeuropei sono aumentate di quasi il 27%. Thailandia e Vietnam rappresentano ormai complessivamente quasi il 61% del totale, contro il 57% dell’anno precedente e meno del 30% nel 2019. Le importazioni dalla Thailandia sono aumentate del 33%, quelle dal Vietnam del 38%. La Cina registra comunque un incremento dei volumi del 9%, ma la sua quota scende dal 19% al 16%. Ancora più dinamica l’India, che triplica le esportazioni verso l’Europa e raggiunge una quota del 6%, superando Egitto e Corea. UNA RIPRESA PIÙ SOLIDA, MA IL MERCATO RESTA ESPOSTO Il secondo trimestre rafforza dunque il quadro moderatamente positivo che era emerso nei primi mesi del 2026. La crescita del 3% nel consumer e, soprattutto, il +13% del truck & bus ampliano la base della ripresa, mentre gli all season continuano a modificare in profondità la composizione del mercato europeo. Restano tuttavia diversi elementi di incertezza. Le percorrenze risentono dei maggiori prezzi dei carburanti e delle tensioni


MERCATO PNEUMATICI

Figura 3 - Evoluzione delle importazioni di pneumatici PCLT nell’area UE27+UK per area di provenienza. Sono escluse le importazioni da Serbia e Turchia. Fonte: Astutus Research, Eurostat, HMRC.

geopolitiche, il comparto agricolo continua a contrarsi e la ripresa delle importazioni mantiene elevata la pressione competitiva sui produttori europei. Cambia, inoltre, la geografia della concorrenza: la

minore incidenza delle importazioni dalla Cina non coincide con una riduzione altrettanto marcata della presenza asiatica, perché Thailandia, Vietnam e altri Paesi ASEAN stanno conquistando rapida-

mente spazio sia nel segmento consumer sia in quello truck & bus. È probabilmente questo uno degli elementi da osservare con maggiore attenzione nella seconda metà del 2026. u


MONDOGOMMA MONDOGOMMA

di A.L. Spelta

CERTIFICAZIONI

Elastomeri a contatto con acqua potabile: una sfida Si avvicina una scadenza importante per i produttori di manufatti elastomerici destinati al contatto con l’acqua potabile: dal 1° gennaio 2027 i nuovi prodotti dovranno essere certificati secondo la nuova disciplina europea. Un documento tecnico di Rainer Brandsch, amministratore delegato di SAFE+ Algorithmics, fornito tramite il WDK, esamina le conseguenze del nuovo quadro normativo e il ruolo che la simulazione della migrazione può avere nella verifica della conformità dei materiali.

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al 1° gennaio 2027 i nuovi manufatti destinati al contatto con l’acqua potabile dovranno essere obbligatoriamente certificati secondo la nuova direttiva europea (EU DWD, Drinking Water Directive). Fino al 31 dicembre 2026 i manufatti che hanno un certificato sulla base delle regole nazionali (es. KTW-BWGL per la Germania e riferimento per altri Paesi europei) ottengono lo status di

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

“prodotto esistente”. Fino al 31 dicembre 2032 i “prodotti esistenti” possono essere venduti e installati. Siamo quindi in prossimità di un passaggio cruciale di sostituzione delle varie regole nazionali con uno standard unico e vincolante per tutta l’Unione Europea. Lo studio di Rainer Brandsch, amministratore delegato di SAFE+ Algorithmics, fornito tramite il WDK, illustra come sia possibile affrontare la

verifica dell’idoneità di manufatti elastomerici al contatto con acqua potabile usando modelli per predire la migrazione degli ingredienti (e loro prodotti di degradazione) della mescola. NUOVE SFIDE PER I PRODUTTORI Gli elastomeri a contatto con l’acqua potabile sono soggetti a requisiti normativi sempre più complessi. Con l’in-


CERTIFICAZIONI

MONDOGOMMA

troduzione dei Criteri di Valutazione KTW (Umweltbundesamt, the German Federal Environment Agency - Ufficio Federale dell’Ambiente tedesco) e della Direttiva Europea sull’Acqua Potabile (Commissione Europea), emergono nuove sfide per i produttori di manufatti elastomerici. Una sfida particolare è rappresentata dai requisiti specifici della formulazione. Quando nella produzione di manufatti elastomerici vengono impiegate sostanze soggette a un valore limite te a un valore limite (MTC_tap (maximum tolerable concentration at the tap = concentrazione massima tollerabile al rubinetto), la conformità del prodotto a tali valori limite deve essere dimostrata nelle condizioni d’uso. Tale prova può essere fornita sia tramite test di migrazione che mediante simulazione della migrazione (con la modellizzazione). Di seguito viene illustrato il potenziale della simulazione della migrazione con particolare riferimento alle reazioni di reticolazione e delle condizioni di lavorazione applicate. QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO I requisiti di legge che disciplinano i materiali a contatto con l’acqua potabile definiscono, oltre ai requisiti sulla composizione (valutazione della 36

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

formulazione, con riferimento alla lista positiva), requisiti sulla limitazione della crescita microbica, requisiti sulla qualità dell’acqua (odore, sapore, torbidità, colorazione) e requisiti specifici della formulazione. Per gli elastomeri, questi ultimi derivano, tra altre cose, dall’agente di reticolazione impiegato. Quando viene utilizzata la reticolazione perossidica, sia i perossidi stessi che i loro prodotti di degradazione sono elencati con un valore limite (MTC_rubinetto). Quando viene utilizzata la reticolazione con zolfo, gli acceleranti e i loro prodotti di degradazione sono anch’essi elencati con un valore limite (MTC_rubinetto). Il non superamento dei valori limite dell’agente reticolante, nonché dei suoi prodotti di degradazione e delle impurità associate, deve essere dimostrato sul prodotto finito nelle condizioni d’uso. I test di migrazione, e allo stesso modo la modellizzazione della migrazione, dei manufatti in gomma vengono effettuati secondo la norma DIN EN 12873-1:2014-09, secondo gli opportuni cicli di migrazione in funzione dell’uso previsto: contatto con acqua fredda, calda o caldissima. I risultati di migrazione ottenuti devono poi essere convertiti, tramite il fattore di conversione specifico dell’applicazione, in crubinetto e confrontati con il MTC_rubinetto.

MODELLIZZAZIONE VS. SPERIMENTAZIONE L’evidenza che un prodotto sia conforme a un determinato valore limite può essere fornita, indifferentemente, sia tramite modellizzazione (KTW-BWGL, Sezione 6.3.2) che tramite test di migrazione (KTW-BWGL, Sezione 6.3.1). Rispetto al test, la modellizzazione richiede informazioni aggiuntive, ovvero (i) i parametri specifici del materiale o del prodotto necessari per il modello (noti o stimati), e (ii) la concentrazione della sostanza in questione all’interno del manufatto in esame (c_0). La concentrazione iniziale (c_0) per la simulazione della migrazione (modellazione) può essere determinata nel materiale mediante estrazione (la quantità residua) o calcolata dalla quantità originariamente aggiunta, a condizione che la sostanza rimanga inalterata durante la produzione e la lavorazione del prodotto. La decomposizione termicamente indotta dei perossidi è, in buona approssimazione, una reazione del primo ordine. Per la maggior parte dei perossidi, i parametri cinetici si possono trovare nelle rispettive schede tecniche. Le emivite determinate in clorobenzene o altri solventi, consentono solo una stima approssimativa della cinetica di decomposizione. Se invece le emivi-


MONDOGOMMA

te vengono determinate mediante un Rubber Process Analyzer su materiali prelevati dalla pratica industriale (cfr. per questo: Wrana, C., “Dal KTW-BWGL al DWD - Quo vadis”), la cinetica di decomposizione può essere analizzata in condizioni di lavorazione tipiche della realtà produttiva e i parametri cinetici possono essere derivati di conseguenza. Il risultato della simulazione della decomposizione del perossido nelle condizioni di lavorazione è, da un lato, la quantità residua di perossido e, dall’altro, la quantità di prodotti di degradazione formatisi nel materiale. Combinato con la costante specifica del polimero per l’EPDM (determinata nell’ambito di un progetto finanziato da figawa e.V.1), la migrazione del perossido e dei suoi prodotti di degrada-

zione può essere simulata secondo la norma DIN EN 12873-1:2014-09. Un test di migrazione sperimentale in laboratorio non sarebbe quindi necessario. Una caratteristica particolare della modellizzazione è che essa è, per sua natura, conservativa (sovrastimante), ovvero se la modellizzazione indica che un limite viene superato, rimane comunque la possibilità di determinare la migrazione sperimentalmente. SIMULAZIONE DELLA MIGRAZIONE La quantità classica di perossido utilizzata nella reticolazione di mescole di EPDM è tipicamente inferiore all’1%. Nella simulazione della migrazione, si assume una quantità dell’1,5%. Le condizioni tipiche di lavorazione per i compound EPDM reticolati con perossido

Figura 3 - Costante specifica del polimero (AP value) per l’EPDM, progetto figawa, 2014.

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

sono, ad esempio, 180°C per alcuni minuti (es. 540 secondi) (cfr.: Wrana, C., “Dal KTW-BwGL al DWD - Quo vadis”). Utilizzando questi parametri insieme alle emivite del perossido 2,5-bis(tertbutilperossi)-2,5-dimetilesano, si ottiene una quantità residua di 0,73mg/kg di perossido nel compound di EPDM. Se al posto di 180° C, si considerasse una temperatura di stampaggio di “soli” 170° C, la quantità residua di perossido, la quantità residua di perossido sarebbe invece di 275,94mg/kg. Dato che la migrazione di una sostanza dall’elastomero è proporzionale alla quantità residua, la temperatura di lavorazione più bassa (170° C) comporterebbe di conseguenza una migrazione circa 400 volte superiore. Per un manufatto elastomerico con uno spessore di 2mm, con il rapporto superficie/volume standardizzato di 5 dm-1, si ottiene una migrazione del perossido di cmod=0,0015mg/L. Per la simulazione della migrazione, il coefficiente di diffusione del perossido nell’EPDM, D_P=7,5×10-10 cm2/s, è stato stimato con il metodo Piringer tramite il valore AP del progetto figawa, il peso molecolare di 290,44g/mol e una temperatura di 23° C. Il coefficiente di ripartizione tra EPDM e acqua, KP,W=225, è stato stimato tramite il coefficiente di ripartizione ottanolo/acqua del perossido (log PO/W =3,9). Il risultato della migrazione (c_mod dalla modellizzazione, o c test dai test di migrazione) deve essere convertito in una concentrazione al rubinetto, c_rubinetto = Fc × c_mod / O/V /t, tenendo conto del fattore di conversione Fc appropriato per l’applicazione, considerando il rapporto superficie/volume O/V e il tempo di stagnazione t. Nel caso presente, con un fattore di conversione Fc


CERTIFICAZIONI

= 1 (raccordi per tubi con diametro interno 80mm≤ DI <300mm), si ottiene una concentrazione al rubinetto di c_rubinetto = 0,1μg/l. I manufatti elastomerici reticolati a perossido vengono solitamente sottoposti a post-reticolazione (post-curing) per rimuovere i prodotti di degradazione volatili che, secondo l’esperienza, tendono a causare problemi nei test sensoriali dei materiali a contatto con l’acqua potabile. Poiché al momento della stesura del documento non erano disponibili dati robusti sulle quantità residue di questi prodotti di degradazione, si è omessa una valutazione della migrazione. In linea di principio, la quantità residua dei prodotti di degradazione è accessibile tramite la stechiometria della decomposizione del perossido; tuttavia, ciò porta a una forte sovrastima della migrazione se non si tiene conto della notevole perdita delle sostanze volatili causata


CERTIFICAZIONI

MONDOGOMMA

Figura 4 - Migrazione del perossido (CAS No 78-63-7) a 23°C (acqua fredda), secondo DIN EN 12873-1.

dalla post-reticolazione. Considerando l’intero processo di fabbricazione, si può concludere che il valore limite MTc_rubinetto del perossido è rispettato dal manufatto elastomerico a contatto con acqua fredda, a condizione che la produzione avvenga secondo le ipotesi formulate. Al contrario, ci si deve attendere un superamento del valore limite in caso di reticolazione incompleta dovuta a una temperatura di vulcanizzazione insufficiente. CONCLUSIONI E PROSPETTIVE Dalla dipendenza dalla temperatura della decomposizione del perossido si può dedurre che il fattore determinante il potenziale di migrazione non è il processo di fabbricazione del manufatto elastomerico in sé, ma piuttosto l’effettivo profilo temperatura/tempo applicato durante la produzione del manufatto. A questo proposito, lo spessore dello strato di elastomero all’interno del componente può giocare un ruolo decisivo, poiché, all’aumentare dello spessore, si sviluppa all’interno del manufatto un profilo di temperatura che, a una data temperatura di stampaggio/formatura e con un tempo di stampaggio/formatura troppo breve, può portare a una reticolazione incompleta in particolare nella parte interna. Ciò, a sua volta, può comportare valori di migrazione elevati, in particolare 40

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

una tendenza crescente nei valori misurati, tale per cui il prodotto non supererebbe il test di migrazione. Ne consegue, al contrario, che nella fabbricazione di manufatti elastomerici occorre prestare attenzione affinché, nelle condizioni di lavorazione applicate (profilo temperatura/tempo), si ottenga una reticolazione completa per tutto lo spessore dello strato elastomerico. La cinetica di reazione dei compound EPDM reticolati con zolfo può essere determinata analogamente mediante un Rubber Process Analyzer (cfr.: Wrana, C., “Dal KTW-BWGL al DWD – Quo vadis”), rendendo anche questi accessibili alla simulazione della cinetica di reazione. La reticolazione con zolfo è più complessa di quella perossidica e la cinetica di reazione è meglio descritta da un modello autocatalitico. La soluzione numerica dell’equazione differenziale fornisce, come risultato, la quantità residua dei reagenti, in particolare degli

acceleranti, e, d’altra parte, la quantità di prodotti di degradazione formatisi all’interno del materiale. Per quanto riguarda i prodotti di degradazione formatisi, occorre prevedere che una parte di essi venga intrappolata nel reticolo elastomerico. È necessaria un’indagine sistematica dei rapporti di concentrazione all’interno dell’elastomero nel corso della reticolazione per quantificare la frazione incorporata dei prodotti di degradazione. 1 https://figawa.org/en/ figawa e.V. è l’acronimo di Bundesvereinigung der Firmen im Gas- und Wasserfach e. V., ovvero l’Associazione federale delle aziende del settore gas e acqua. È un’associazione tecnico-scientifica tedesca con sede a Colonia. Il progetto citato si riferisce a un’iniziativa per determinare la costante specifica del polimero (valore AP) per l’EPDM, il coefficiente di diffusione utilizzati nella simulazione di migrazione. u


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CTM™ di Colmec Un’alternativa al mescolatore aperto Il Conical Twin Mixer brevettato da Colmec punta a superare alcuni dei principali limiti dell’open mill nella lavorazione della gomma. Automazione del processo, maggiore ripetibilità, sicurezza, incremento della produttività e riduzione dei consumi energetici sono tra i vantaggi di una tecnologia già adottata in diversi distretti manifatturieri internazionali.

C

ome noto, il mescolatore aperto, detto anche a cilindri o a rulli o open mill, è composto da due cilindri orizzontali paralleli controrotanti, a velocità leggermente diverse per generare un rapporto di frizione, tra i quali viene lavorata la gomma. L’opera-

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

tore alimenta manualmente il materiale e lo taglia, piega e ripassa più volte per ottenere una mescola omogenea. La dimensione dei rulli varia in funzione della capacità produttiva richiesta e la distanza tra i cilindri (apertura) è regolabile e determina il grado di frizione

(taglio) applicato alla mescola. Il mescolatore a cilindri è lo strumento più antico dell’industria della gomma. I primi esemplari risalgono agli anni 20 dell’Ottocento, mentre i lavori di Charles Goodyear sulla vulcanizzazione sono degli anni 40 dello stesso secolo. Prima della


INNOVAZIONI

vulcanizzazione, la gomma naturale era lavorata su cilindri semplicemente per ammorbidirla e amalgamarla con cariche elementari. Con la diffusione della vulcanizzazione, l’open mill divenne l’unico strumento disponibile per incorporare nella gomma naturale gli ingredienti della mescola: zolfo, ossido di zinco, acceleranti, cariche (nero di carbonio, carbonato di calcio, caolino), plastificanti e antiossidanti. L’operazione richiedeva tempi lunghi e operatori con alta abilità manuale, acquisita dopo una lunga esperienza. L’era d’oro dell’open mill è durata mezzo secolo (ca. 1880–1930). Ogni stabilimento producente articoli tecnici in gomma (suole, guarnizioni, tubi, cinghie o pneumatici) disponeva di batterie di open mill. I cilindri erano riscaldati a vapore o raffreddati ad acqua a seconda della fase di lavorazione. Gli addetti ai mescolatori a cilindri erano operai specializzati di alto livello, depositari di ricette e know-how trasmesso

per via empirica. Nel 1916 Fernley Banbury brevettò il miscelatore interno a rotori, che avrebbe rivoluzionato la produzione su larga scala. Tuttavia, l’open mill non scomparve: rimase indispensabile per le operazioni che il Banbury non poteva fare: la finitura della mescola scaricata dal mescolatore interno, l’incorporazione degli agenti vulcanizzanti (che devono essere aggiunti “a freddo”) e la calandratura per dare alla mescola una forma fisica alimentabile nella successiva fase di trasformazione. LA TECNOLOGIA ATTUALE Si definì così la complementarietà che ancora oggi caratterizza il settore: miscelatore interno (tangenziale/compenetrante) + open mill a valle come sistema integrato standard. Le principali criticità associate al mescolatore aperto sono ben note. Sicurezza. Il mescolatore a cilindri è storicamente una delle macchine più pericolose dell’industria della gomma. Il

rischio di trascinamento delle mani è reale e ha causato infortuni gravi. Le normative di sicurezza (EN 12013, ISO 2248) impongono dispositivi di protezione (barre di sicurezza, comandi a due mani, sistemi di frenata rapida), ma il rischio residuo è insito nella natura dell’operazione manuale. Emissioni e igiene industriale. Durante la lavorazione a caldo vengono rilasciate le sostanze più volatili della mescola e le polveri aggiunte possono marginalmente disperdersi nell’ambiente. La normativa REACH e le normative nazionali sull’esposizione professionale (OEL) rendono sempre più stringenti i requisiti di aspirazione e contenimento. Variabilità. La qualità della mescola dipende fortemente dall’abilità dell’operatore. La dispersione degli ingredienti e l’omogeneità termica sono meno controllabili che nel miscelatore interno. Produttività. L’open mill è intrinsecamente un’operazione batch-manuale, con bassa produttività rispetto ai sistemi automatizzati. L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

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MONDOGOMMA

I produttori di open mill hanno portato e continuano a portare migliorie per ovviare a queste limitazioni. L’automazione dell’open mill è la frontiera più attiva, con sistemi robotizzati per il taglio, la piegatura e l’alimentazione della gomma sui cilindri. In questo modo si può eliminare o ridurre drasticamente l’intervento manuale e, con esso, il rischio infortunistico. In buona sostanza si parte dal mescolatore a cilindri e si aggiunge qualcosa, mentre la buona regola dell’efficienza (e dell’eleganza) è di togliere. IL SALTO TECNOLOGICO DI COLMEC Qual è il salto tecnologico brevettato di Colmec? Si chiama CTM™ (Conical Twin Mixer) ed è un miscelatore con una camera conica all’interno della quale si trovano due viti coniche gemelle controrotanti. La bocca di alimentazione è larga abbastanza da poter facilmente raccogliere la mescola scaricata dal 44

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

mescolatore interno e l’uscita è costituita da una testa che rimane chiusa durante le fasi di omogeneizzazione e miscelazione e si apre automaticamente allo scarico. Il CTM può funzionare come un semplice omogeneizzatore e raffreddatore o come un vero e proprio miscelatore. Infatti, la geometria della camera e il profilo delle viti sono stati studiati in modo da trasferire alla mescola l’energia richiesta per la miscelazione e la dispersione degli acceleranti, e anche di altri ingredienti, che possono essere aggiunti direttamente nel CTM. Entrando un po’ più in dettaglio, il CTM è in grado di sottoporre la mescola sia a taglio sia a compressione, mentre il mescolatore aperto solo a taglio, nell’area in cui i due cilindri sono più vicini. Nel CTM il taglio si genera tra i filetti della vite e la parete della camera di miscelazione, ma qui la velocità relativa tra la vite e la parete della camera è molto più elevata rispetto all’open mill. L’effetto di com-

pressione è invece causato dalla particolare geometria delle viti coniche che spingono il composto verso l’uscita del miscelatore. L’uscita del miscelatore è chiusa durante la fase di miscelazione e questo fa sì che la mescola sia continuamente sottoposta a compressione. Questo effetto è lo stesso principio di funzionamento del pistone (ram) del mescolatore interno. La ripresa della mescola e la sua miscelazione, di intensità variabile a piacere, sono processi completamente automatici, senza intervento del fattore umano, con grande beneficio in termini di ripetibilità e, come abbiamo visto, di sicurezza. Se la ripresa della mescola dal mescolatore interno, il suo raffreddamento e l’aggiunta degli acceleranti possono avvenire in automatico, altrettanto automaticamente potranno essere fatte le altre operazioni, dalla forma fisica finale financo alla filtrazione spinta, con pompa ad ingranaggi.


INNOVAZIONI

PRO E CONTRO DEL CTM RISPETTO A OPEN MILL Il CTM ha un solo svantaggio rispetto all’open mill: costa di più, ma i vantaggi sono tali che il costo iniziale è presto ripagato in efficienza complessiva. Considerando un ciclo mescola singolo (single step mixing), il tempo di mescolazione nel mescolatore chiuso può facilmente essere ridotto del 20%, perché il CTM è più efficace del mescolatore aperto nel completare la fase di finitura della miscelazione delle cariche e l’incorporazione degli agenti di vulcanizzazione, come noto termosensibili. Nel caso in cui il CTM sostituisca l’open mill in una linea esistente, si potrà ottenere un incremento di produttività della stessa entità (ca. 20%). Oppure, nel caso in cui si stia investendo in una nuova linea, la produzione obiettivo potrà essere ottenuta con un mescolatore chiuso di classe volumetrica inferiore. Considerando cicli mescola plurimi (come ad esempio nel caso obbligato degli pneumatici), i vantaggi del CTM crescono esponenzialmente perché si ritiene possibile eliminare i transitori termici intermedi di raffreddamento, stoccaggio e successiva plastificazione del compound; in questo modo sarebbe anche possibile contenere a un livello di almeno il 40% l’energia specifica di processo (kWh/kg) per ogni ciclo aggiuntivo. Al risparmio energetico si sommano la riduzione dei costi operativi, in primis perché non è più necessaria la presenza di un operatore sull’open mill. L’automazione del CTM, inoltre, consente la stabilizzazione dei parametri qualitativi del semilavorato e l’assoluta ripetibilità cinetica del ciclo. Sotto il profilo HSE, la transizione a un ciclo completamente confinato e segregato garantisce l’abbattimento delle emissioni odorigene e dei fumi in ambiente di lavoro ed elimina alla radice i rischi di incidente legati all’interazione uomo-macchina dei cilindri aperti. Da non trascurare anche l’operatività in regime isotermico che, prevenendo il superamento della soglia di attivazione termica del sistema accelerante, azzera il rischio di pre-vulcanizzazione (scorching) e i relativi scarti di produzione.

Complessivamente, l’analisi del Total Cost of Ownership (TCO) evidenzia un ammortamento accelerato dell’investimento: il risparmio derivante dall’azzeramento dei costi di non-qualità, l’efficientamento energetico e la riduzione delle unità di personale per turno permettono di riassorbire il differenziale di costo di cui parlavamo all’inizio in un ridotto Payback Period. UN PROCESSO CONSOLIDATO O ANCORA IN SVILUPPO? Colmec ha venduto impianti con la tecnologia CTM nei principali distretti manifatturieri in Europa, Asia, Nord e Sud America e con capacità produttive che vanno da 500 a 3.500 kg/h,

anche in funzione del tipo di polimero e del settore applicativo di riferimento. I polimeri che vengono confezionati con soddisfazione in questi impianti sono: gomma naturale (NR), stirenica (SBR), etilene-propilene (EP(D) M), nitrilica (NBR), policloroprene (CR) e anche fluoroelastomeri (FKM). CONCLUSIONI Per chi scrive, avendo operato nel mondo della gomma per quasi quarant’anni, quanto sviluppato da Colmec appare come un salto tecnologico di portata epocale, eppure per la sua “semplicità” concettuale potrebbe essere definibile come un uovo di Colombo, non di Cristoforo, ovviamente, ma di Ubaldo. u

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

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RUBBER IN MOTION


INCHIESTA

Le nostre domande 1.

Il contesto economico e geopolitico continua a essere caratterizzato da conflitti, incertezze commerciali, dazi, volatilità dei costi logistici e nuove normative. Come hanno influito questi fattori sull'andamento della vostra azienda nel 2025 e nella prima parte del 2026?

2.

Quanto pesa oggi l'export sul vostro fatturato e quale impatto stanno avendo le tensioni commerciali internazionali, in particolare i dazi statunitensi, sulle vostre strategie e sui mercati di riferimento?

3.

Quali sono oggi i principali settori di sbocco della vostra produzione? State investendo in nuovi mercati, applicazioni o tecnologie emergenti? Con quali obiettivi o primi risultati?

4.

GUARNIZIONI

Serve elasticità, anche nelle strategie Incertezza geopolitica, dazi, pressione sui costi e difficoltà delle catene di fornitura continuano a condizionare il mercato delle guarnizioni, in uno scenario nel quale la domanda procede a velocità differenti a seconda dei settori e delle aree geografiche. Un contesto che, proprio come i prodotti in gomma, richiede soprattutto capacità di adattamento: elasticità nelle strategie, flessibilità produttiva e diversificazione dei mercati diventano strumenti essenziali per reagire rapidamente ai cambiamenti. Nel frattempo, digitalizzazione, intelligenza artificiale, sostenibilità e nuove esigenze normative stanno accelerando la trasformazione dei processi e lo sviluppo di materiali e applicazioni. Abbiamo chiesto ai protagonisti del settore come hanno affrontato il 2025 e la prima parte del 2026, quali mercati stanno offrendo le prospettive più interessanti e con quali strategie si preparano ad affrontare i prossimi mesi.

In che modo temi come intelligenza artificiale, digitalizzazione, Transizione 5.0 e sostenibilità stanno influenzando i vostri processi produttivi, l'organizzazione aziendale e lo sviluppo di nuovi prodotti?

5.

Dopo un primo semestre caratterizzato anche da tensioni sulle materie prime e sulle catene di fornitura, quali sono le vostre aspettative per la seconda parte del 2026 e quali ritenete saranno le principali sfide e opportunità per il settore?

Foto di pamirc da iStock. L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

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INCHIESTA

Le risposte degli esperti “Stiamo lavorando per incrementare i mercati Europei e quelli della fascia Orientale, con un occhio particolare al Far East”

AL-GOM

Giusy Fossati Account Manager

1.

Partendo dalla premessa che i conflitti non portano mai nulla di buono, e che in questi due anni, in particolar modo il 2026, la situazione economica è davvero fuori controllo: dazi annunciati e poi ritirati, aumenti che sono solo frutto di manovre speculative scandalose e sotto gli occhi di tutti, che gli Stati Uniti, con la loro politica estera stanno distruggendo il tessuto economico globale fuori dai loro confini, ma anche la loro economia interna. Se poi aggiungiamo che sul fronte politico, qui nel vecchio Continente, assistiamo a continui avvicendarsi di Primi Ministri e Cancellieri, in Paesi che una volta erano una certezza di stabilità. Tutta questa incertezza sta mettendo in ginocchio davvero l’economia mondiale. In Europa la crisi dell’auto, in particolar modo in Germania, mai come nel 2026 è stata così sentita. Per il 2025 il nostro bilancio si è chiuso positivamente, con il consolidamento degli utili del 2024. La nostra azienda si è sempre contraddistinta per una gestione davvero oculata dei costi. Infatti i listini, fermi dal 2024 lo sono rimasti fino al primo quadrimestre del 2026. Questo ci ha permesso di concordare con i nostri clienti il recupero degli extra charges delle materie prime e delle comodities, in modo chirurgico, ossia applicando, per ogni singolo articolo, solo l’incidenza apportata dagli aumenti. Questo è stato possibile grazie al fatto di non avere nel nostro portfolio clienti che appartengono al settore automotive, ma soprattutto a una politica atta a preservare la competitività del cliente finale.

2.

Al-gom non ha clienti diretti importanti nel mercato statunitense, e il nostro export si sviluppa principalmente tra Europa e Turchia. Le nostre esportazioni dirette rispetto al 2025 sono aumentate. In realtà però abbiamo registrato una forte contrazione di ordini di quegli articoli che i nostri clienti esportano verso gli Stati Uniti fino alle fine del primo semestre 2026. A settembre invece la situazione è decisamente migliorata, con un’inversione di tendenza sbalorditiva, tanto che abbiamo ricevuto ordini che coprono già quasi tutto il 2027. Al-gom sta lavorando per incrementare i mercati Europei e quelli della fascia Orientale, con un occhio particolare al Far East, 48

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

dove la competitività di Al-gom pare stia riscuotendo particolare interesse.

3.

I nostri prodotti trovano applicazione nel mondo dell’oil & gas, dell’elettromeccanica, edilizia, pompe per acqua. Gli investimenti del prossimo triennio sono rivolti principalmente al conseguimento delle certificazioni per alcuni materiali strategici per i nostri clienti e al rinnovo di alcune attrezzature di produzione, più competitive e qualitativamente più performanti. È ovvio che tutti gli sforzi sono concentrati a una crescita dei fatturati e alla progressiva acquisizione di piccole fette di mercato, che meglio si addicono alle skills della nostra società.

4.

Il tema dell’AI è sicuramente un argomento che merita ampie considerazioni, anche se rimaniamo dell’idea che la mente umana ha potenzialità di creatività e reattività che la contraddistinguono. La tecnologia deve essere utilizzata per migliorare la qualità del lavoro delle persone, ma nel loro pieno rispetto, e soprattutto non per sottrarre lavoro, ma per migliorarlo. È per questo che stiamo inserendo già nei nostri flussi di lavoro tutte quelle innovazioni che permettano al lavoratore di gestire in modo più ordinato e qualitativamente più produttivo le quotidiane azioni lavorative. La sostenibilità e l’economia circolare sono temi che stiamo implementando dal basso e poi salire verso l’alto. È importante far comprendere a tutti che azioni piccole, se fatte da tutti e tutti i giorni, portano a grandi risultati e con beneficio comune. Il cambio delle abitudini e la propensione al cambiamento devono essere governati, perché cambiare non solo si può, ma si deve, soprattutto senza paura se i cambiamenti sono condivisi.

5.

Come già anticipato prima, il 2026 non si era aperto sotto i migliori auspici, ma nonostante questo vediamo dal portafoglio ordini di settembre una certa ripresa, il che ci fa sperare in una crescita, che attualmente si potrebbe stimare intorno al 5%. La sfida più grossa al momento però è quella di trovare personale da inserire in azienda, perché purtroppo è inutile pensare di espandere il business quando non si riesce ad ampliare la struttura lavorativa. Crediamo che questo nei prossimi anni rappresenterà una delle sfide più importanti per gli imprenditori, di tutti i settori. Che dire poi delle opportunità: sono date da una buona dose di lungimiranza del Management dell’azienda, dal saper trasformare le idee in attività concrete, nell’accettare le sfide a cui spesso i clienti ci pongono davanti, ma soprattutto a saper andare oltre i nostri limiti, perché in fondo oggi è semplicemente il domani che ieri ci spaventava tanto. u


GUARNIZIONI “La possibilità di raccogliere e mettere in relazione i dati provenienti dalla produzione ci consente di avere una maggiore visibilità sull’intero processo”

Le nostre domande 1. Il contesto economico e geopolitico continua a essere caratterizzato da conflitti, incertezze commerciali, dazi, volatilità dei costi logistici e nuove normative. Come hanno influito questi fattori sull'andamento della vostra azienda nel 2025 e nella prima parte del 2026?

APR GUARNIZIONI Giuseppe Polini Ceo

1.

Il contesto macroeconomico e geopolitico ha certamente introdotto negli ultimi anni elementi di complessità che hanno avuto un impatto significativo soprattutto sulla gestione della supply chain. Abbiamo riscontrato incrementi rilevanti nei costi delle materie prime, della logistica e, più in generale, dei fattori legati all’approvvigionamento. In questo scenario è diventato ancora più importante adottare una gestione attenta e strutturata della catena di fornitura, con particolare attenzione alla pianificazione, alla disponibilità delle materie prime e al controllo dei costi. Nonostante le criticità, l’andamento di APR si è mantenuto positivo. In questo contesto abbiamo lavorato in modo particolare sulla programmazione, cercando di rendere sempre più efficiente la gestione degli approvvigionamenti e di anticipare, per quanto possibile, le esigenze produttive, con l’obiettivo di garantire la continuità della fornitura ed evitare mancanze di materie prime.

2. Quanto pesa oggi l'export sul vostro fatturato e quale impatto stanno avendo le tensioni commerciali internazionali, in particolare i dazi statunitensi, sulle vostre strategie e sui mercati di riferimento? 3. Quali sono oggi i principali settori di sbocco della vostra produzione? State investendo in nuovi mercati, applicazioni o tecnologie emergenti? Con quali obiettivi o primi risultati? 4. In che modo temi come intelligenza artificiale, digitalizzazione, Transizione 5.0 e sostenibilità stanno influenzando i vostri processi produttivi, l'organizzazione aziendale e lo sviluppo di nuovi prodotti? 5. Dopo un primo semestre caratterizzato anche da tensioni sulle materie prime e sulle catene di fornitura, quali sono le vostre aspettative per la seconda parte del 2026 e quali ritenete saranno le principali sfide e opportunità per il settore?

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GUARNIZIONI

INCHIESTA

Questo ci ha permesso di mantenere un buon livello di servizio nei confronti dei clienti e, al tempo stesso, di gestire con maggiore attenzione i costi e le scorte. I risultati sono stati positivi anche dal punto di vista del fatturato: non abbiamo registrato impatti negativi e, al contrario, nella prima parte del 2026 evidenziamo una crescita a doppia cifra rispetto ai periodi di riferimento. Riteniamo che questo risultato sia riconducibile a diversi fattori: la solidità dei rapporti con i nostri clienti, la diversificazione dei mercati e delle applicazioni, ma anche la capacità di mantenere elevati standard qualitativi e di rispondere con flessibilità alle esigenze di un mercato in continua evoluzione. In un contesto caratterizzato da una crescente volatilità, crediamo che affidabilità e continuità di fornitura siano diventate componenti sempre più rilevanti della proposta di valore.

2.

L’export rappresenta attualmente circa il 70% del nostro fatturato ed è quindi una componente strutturale del business di APR. Una presenza internazionale così significativa implica necessariamente una particolare attenzione all’evoluzione degli scenari geopolitici e delle politiche commerciali. I dazi statunitensi rappresentano certamente un elemento di cui tenere conto, soprattutto in termini di competitività e di pianificazione delle attività sui diversi mercati. La nostra impostazione strategica, tuttavia, rimane orientata alla crescita internazionale. Non riteniamo che l’attuale situazione debba portare a una riduzione dell’esposizione verso i mercati esteri; al contrario, crediamo sia importante proseguire nel processo di diversificazione geografica, privilegiando progressivamente quei mercati nei quali le attuali tensioni commerciali hanno un impatto più contenuto. L’obiettivo è costruire una presenza internazionale sempre più equilibrata, in grado di ridurre la dipendenza dalle dinamiche di una singola area geografica e, allo stesso tempo, di cogliere nuove opportunità di sviluppo. In questo senso, la diversificazione non rappresenta soltanto una scelta commerciale, ma anche uno strumento di gestione del rischio e di maggiore resilienza del modello industriale.

3.

La nostra produzione trova applicazione in diversi comparti industriali, tra cui automotive, industriale, pneumatico, oil & gas, sanitario, termoidraulico e antincendio. La varietà delle applicazioni rappresenta per APR un elemento importante, perché ci permette di mettere a fattor comune competenze sviluppate in ambiti differenti e, allo stesso tempo, di mantenere una certa diversificazione rispetto ai cicli dei singoli settori. Guardando al futuro, riteniamo particolarmente interessanti le applicazioni caratterizzate da un crescente contenuto tecnologico e da requisiti prestazionali sempre più stringenti. Nel mondo delle guarnizioni, infatti, la componente elastomerica è un elemento apparentemente semplice, ma in realtà fortemente condizionato dall’applicazione finale: temperatura, pressione, compatibilità chimica, permeabilità, durata e condizioni operative sono solo alcuni dei parametri che determinano la scelta della soluzione più appropriata. Per questo motivo riteniamo che il valore aggiunto di un produttore non risieda esclusivamente nella capacità di realizzare il componente, ma anche nella competenza necessaria per individuare e industrializzare la soluzione più adeguata alle esigenze del cliente. La nostra 50

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

direzione è quindi quella di continuare a sviluppare applicazioni e mercati nei quali qualità, know-how e capacità di personalizzazione possano rappresentare fattori distintivi.

4.

Digitalizzazione, automazione e sostenibilità sono ormai temi strettamente interconnessi e rappresentano, a nostro avviso, una delle principali direttrici di evoluzione della manifattura. Per APR il percorso di digitalizzazione dei processi è già avviato da tempo. La possibilità di raccogliere e mettere in relazione i dati provenienti dalla produzione ci consente di avere una maggiore visibilità sull’intero processo, migliorare la tracciabilità e monitorare in modo più puntuale l’andamento delle attività. Questo ci permette di prendere decisioni in modo più tempestivo e di lavorare costantemente sull’efficienza e sull’ottimizzazione dei processi produttivi. Nel settore della gomma questo aspetto assume una particolare rilevanza, considerata la complessità del processo e la molteplicità dei parametri che possono influenzare il risultato finale. La disponibilità di dati affidabili permette quindi di passare progressivamente da una gestione prevalentemente reattiva a un approccio maggiormente predittivo. In quest’ottica, l’intelligenza artificiale rappresenta un’evoluzione interessante. Più che come tecnologia fine a sé stessa, la vediamo come uno strumento in grado di valorizzare ulteriormente i dati già disponibili, supportando l’analisi dei processi e l’ottimizzazione di parametri produttivi e manutentivi. Parallelamente, la sostenibilità deve tradursi in interventi concreti sull’efficienza industriale: riduzione degli scarti, ottimizzazione dei consumi energetici, miglior utilizzo delle materie prime e maggiore efficienza complessiva dei processi. È un percorso che richiede investimenti e una visione di medio-lungo periodo, ma che consideriamo indispensabile per mantenere competitività e qualità in un mercato sempre più esigente.

5.

Affrontiamo la seconda parte del 2026 con un atteggiamento positivo, pur nella consapevolezza che il quadro di riferimento rimane complesso e difficilmente prevedibile. La volatilità dei costi, le dinamiche geopolitiche, le politiche commerciali internazionali e la gestione delle supply chain continueranno probabilmente a rappresentare alcuni dei principali fattori di attenzione per le aziende del comparto. Allo stesso tempo, i risultati ottenuti da APR nella prima parte dell’anno, caratterizzati da una crescita a doppia cifra, ci consentono di guardare con fiducia ai prossimi mesi. Per il settore delle guarnizioni una delle principali sfide sarà continuare a essere competitivi in un mercato sempre più globale, mantenendo come punto fermo la qualità e l’affidabilità del prodotto. La competitività dovrà quindi essere sostenuta attraverso una maggiore efficienza dei processi, un’attenta gestione dei costi, l’innovazione e la capacità di sviluppare soluzioni tecniche sempre più rispondenti alle esigenze dei clienti. Allo stesso tempo, riteniamo che il settore della gomma presenti interessanti opportunità legate allo sviluppo di nuovi progetti, alla sostituzione e al rinnovamento dei prodotti esistenti e alla crescente richiesta di componenti tecnici ad alte prestazioni. Prevediamo, quindi, un mercato selettivo e cauto rispetto a nuovi investimenti, nel quale la capacità di contenere i costi e offrire know-how tecnico specifico risulterà determinante. u


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“La competitività dipenderà sempre più dalla rapidità con cui un'azienda sa adattarsi ai cambiamenti tecnologici, normativi e di mercato”

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Carmine Ciriaco Responsabile marketing

1.

Il 2025 ha confermato un rallentamento diffuso dell'industria manifatturiera, con riduzione delle scorte, rinvio degli investimenti e contenimento degli acquisti. Si tratta tuttavia di una tendenza generalizzata, ma non uniforme. Accanto a realtà che hanno ridotto volumi e magazzini, altre sono riuscite a cogliere nuove opportunità anticipando le esigenze tecnologiche dei propri clienti. Nella prima parte del 2026, più che l'impatto del singolo evento, è il continuo susseguirsi di tensioni geopolitiche, commerciali e normative a pesare. Il permanere di queste condizioni alimenta un clima di incertezza che rende sempre più difficile, per i nostri clienti, pianificare investimenti e strategie industriali di medio periodo. In uno scenario di questo tipo la diversificazione resta la nostra principale difesa, ed è una diversificazione reale: abbiamo oltre 500 ricette di mescola attive e circa l'80% della produzione nasce su specifica del cliente. Significa essere presenti contemporaneamente in molti settori, senza che nessuno di questi, da solo, determini l'andamento dell'azienda. A questo si aggiunge l'attività sui ricambi, che in oltre cinquant'anni di presenza sul mercato è diventata un elemento di stabilizzazione rispetto alle oscillazioni della domanda. Le fasi di contrazione restano inoltre un'occasione per rivedere le scelte strategiche, concentrarsi sulle competenze distintive e intervenire sull'organizzazione interna, sui processi produttivi e sulla riduzione degli sprechi.

2.

La quota che esportiamo direttamente è contenuta, perché produciamo in Italia e serviamo in prevalenza clienti italiani. Il nostro mercato di riferimento è però di fatto internazionale: una parte rilevante di quei clienti esporta, e i loro volumi seguono l'andamento dei mercati esteri. L'effetto dei dazi statunitensi ci raggiunge quindi soprattutto per via indiretta, attraverso le catene di fornitura, le strategie di approvvigionamento e le decisioni di investimento dei nostri interlocutori. I dazi, insieme ai conflitti ancora aperti, contribuiscono a mantenere un quadro di incertezza che rappresenta ormai una condizione strutturale del mercato. La nostra risposta è mantenere flessibilità produttiva e ampiezza di applicazioni servite, evitando che un singolo mercato o un singolo comparto pesi troppo sull'equilibrio complessivo.

3.

Automotive e oleodinamica restano settori importanti per la nostra attività e sono al tempo stesso tra i comparti che mostrano le maggiori difficoltà. È una situazione particolarmente significativa, perché si tratta di mercati tradizionalmente caratterizzati da volumi elevati. La questione, tuttavia, non consiste soltanto nell'individuare settori in crescita, ma nel comprendere come operare efficacemente in mercati con volumi inferiori ed esigenze tecniche differenti. Non sempre l'approccio sviluppato per l'automotive o per l'oleodinamica può es52

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

sere trasferito direttamente altrove: servono competenze specifiche, capacità di sviluppo e un livello di personalizzazione più alto. È il terreno su cui lavoriamo da sempre, dato che circa l'80% della nostra produzione nasce su specifica del cliente e non a catalogo. Il settore alimentare, ad esempio, presenta opportunità interessanti, ma richiede conoscenze approfondite in materia di certificazioni, selezione dei materiali, controllo dei processi e gestione documentale. Sul fronte dei materiali stiamo lavorando su alternative agli FKM e agli FFKM, in previsione dell'evoluzione della normativa sui PFAS. Non crediamo però a una logica di sostituzione generalizzata. Una mescola non si sostituisce a tavolino, perché la gomma è un materiale vivo e va gestita con cura: ogni alternativa va costruita e validata sulle condizioni reali di esercizio, dalle temperature ai fluidi, dalle pressioni ai cicli di lavoro. È un lavoro che si fa insieme al cliente, caso per caso. Le oltre 500 ricette che abbiamo attive offrono un punto di partenza ampio, ma resta un percorso di sviluppo. Sul piano normativo l'iter europeo è entrato nella fase decisiva, con i pareri scientifici in chiusura, ma le date di applicazione non sono ancora fissate. Proprio per questo a chi ha oggi applicazioni critiche su fluoroelastomeri suggeriamo di non attendere una scadenza certa per iniziare a valutare le alternative. I tempi di qualifica, in questo tipo di lavoro, non si comprimono. L'obiettivo è ampliare progressivamente le nostre possibilità applicative mantenendo il livello di affidabilità tecnica che i clienti si attendono. Oggi, del resto, la capacità di crescita dipende sempre meno dal comparto in senso stretto e sempre più dal prodotto specifico, dalla capacità di innovazione e dal posizionamento sui mercati internazionali.

4.

Intelligenza artificiale, digitalizzazione, Transizione 5.0 e sostenibilità non sono più temi accessori, ma elementi che incidono concretamente sulle nostre scelte di investimento, oggi orientate verso progetti capaci di aumentare efficienza, flessibilità produttiva e capacità di risposta al mercato. Sul piano operativo, la Transizione 5.0 porta a ripensare i processi in chiave di efficienza energetica e digitale, mentre l'intelligenza artificiale apre prospettive interessanti nella gestione dei dati, nel controllo qualità e nella manutenzione predittiva. Osserviamo tuttavia che la sua rapida crescita sta portando molte aziende a concentrare su questi ambiti una parte significativa degli investimenti in ricerca e sviluppo, talvolta riducendo le risorse destinate ad altri progetti di innovazione. Sulla sostenibilità preferiamo essere diretti. Le richieste dei clienti aumentano, ma permane una certa distanza tra quanto viene comunicato nelle politiche aziendali e le innovazioni concretamente introdotte nei prodotti. Per chi sviluppa mescole e articoli tecnici in elastomero l'economia circolare resta un obiettivo complesso: il materiale vulcanizzato non torna allo stato iniziale, e ogni reimpiego va verificato perché non comprometta le prestazioni che il cliente ha specificato. Il lavoro serio, oggi, si fa a monte: sulle materie prime, insieme ai fornitori, e sull'efficienza dei processi. È un percorso meno appariscente di un annuncio, ma è l'unico che produce benefici reali e duraturi, perché sostenibile anche sul piano tecnico ed economico.

5.

Ci aspettiamo un mercato che continuerà a muoversi a velocità diverse. Alimentare e farmaceutico dovrebbero confermare la maggiore stabilità già mostrata nelle fasi difficili: crescono poco, ma più del manifatturiero nel suo complesso, sostenuti da consumi poco elastici


GUARNIZIONI

e da barriere di qualificazione elevate. Per automotive e oleodinamica la ripresa sarà più lenta, e va detto che oggi la filiera è disallineata dal mercato finale: le immatricolazioni europee crescono, mentre la componentistica italiana è ancora in contrazione. La revisione in corso degli obiettivi europei al 2035 rende inoltre meno netta la transizione. Nel breve periodo conteranno l'elettrico quanto l'ibrido e la coda dell'endotermico, e questo per noi significa continuare a presidiare entrambe le famiglie di applicazioni. Sull'idrogeno preferiamo essere prudenti. Cancellazioni e rinvii hanno spostato in avanti l'orizzonte e per la nostra filiera i volumi restano marginali. È un mercato che, se e quando si consoliderà, premierà chi sarà già qualificato, perché è un lavoro che va impostato prima e non dopo, ma oggi non lo consideriamo un driver di breve periodo. Diverso il discorso per lo storage e le infrastrutture elettriche, dove la domanda è già reale. La sfida vera sarà gestire contemporaneamente volatilità, evoluzione normativa e trasformazione tecnologica senza rinviare le decisioni. In questo momento il rischio maggiore, per molte aziende, non è investire male: è non decidere. Le nostre priorità per i prossimi mesi sono due. Ampliare la gamma di alternative ai fluoroelastomeri, per farci trovare pronti quando il quadro normativo si sarà definito. E rafforzare la capacità di sviluppo sulle applicazioni ad alta specificità, dove il valore non è il prezzo al pezzo, ma il tempo e la competenza necessari per arrivare alla soluzione corretta. Resta una convinzione di fondo: la competitività dipenderà sempre più dalla rapidità con cui un'azienda sa adattarsi ai cambiamenti tecnologici, normativi e di mercato. È su questo che stiamo concentrando le nostre risorse. u

Le nostre domande 1. Il contesto economico e geopolitico continua a essere caratterizzato da conflitti, incertezze commerciali, dazi, volatilità dei costi logistici e nuove normative. Come hanno influito questi fattori sull'andamento della vostra azienda nel 2025 e nella prima parte del 2026? 2. Quanto pesa oggi l'export sul vostro fatturato e quale impatto stanno avendo le tensioni commerciali internazionali, in particolare i dazi statunitensi, sulle vostre strategie e sui mercati di riferimento? 3. Quali sono oggi i principali settori di sbocco della vostra produzione? State investendo in nuovi mercati, applicazioni o tecnologie emergenti? Con quali obiettivi o primi risultati? 4. In che modo temi come intelligenza artificiale, digitalizzazione, Transizione 5.0 e sostenibilità stanno influenzando i vostri processi produttivi, l'organizzazione aziendale e lo sviluppo di nuovi prodotti? 5. Dopo un primo semestre caratterizzato anche da tensioni sulle materie prime e sulle catene di fornitura, quali sono le vostre aspettative per la seconda parte del 2026 e quali ritenete saranno le principali sfide e opportunità per il settore?


GUARNIZIONI

INCHIESTA

“Oggi servono maggiore flessibilità contrattuale e una gestione dei costi ancora più rigida”

verso un ambiente sempre più in sofferenza; proprio per questo abbiamo ottenuto un ottimo risultato nella valutazione ESG (Environmental, Social, Governance). Il messaggio del mercato è ormai chiaro: servono sostenibilità, qualità e reattività.

5. ELASTOTECH

Andrea Valli Direttore Generale

1.

Il periodo 2025 e la prima parte del 2026 hanno indubbiamente messo alla prova la flessibilità del nostro settore, e sarebbe irrealistico dire che questi fattori non abbiano inciso. Nel corso del 2025 abbiamo gestito una riorganizzazione dei flussi commerciali legata a dazi e nuove normative, mentre nel primo semestre del 2026 abbiamo dovuto fare i conti con una forte pressione sui costi, in particolar modo per quanto riguarda le materie prime con aumenti spropositati. Tuttavia, la nostra risposta non è stata passiva: abbiamo lavorato sull'ottimizzazione dei processi interni per assorbire l'impatto di dazi e fluttuazioni. Questo ci ha permesso di mantenere la stabilità dei volumi, trasformando un contesto complesso in un'occasione per rendere la nostra struttura ancora più solida e reattiva.

2.

L'export incide oggi per circa il 50% sui nostri ricavi. L'introduzione dei dazi e, più in generale, l'instabilità del mercato non hanno fermato le nostre esportazioni, ma ne hanno cambiato le logiche: oggi servono maggiore flessibilità contrattuale e una gestione dei costi ancora più rigida. Non intendiamo rinunciare ai nostri mercati chiave, ma stiamo lavorando per bilanciare le quote di export puntando su settori e aree geografiche a minore rischio.

3.

La nostra produzione si rivolge a settori industriali consolidati, con una scelta strategica ben precisa: non legarci a un singolo comparto, ma valorizzare la nostra flessibilità e capacità tecnica ovunque sia richiesta qualità. In questo percorso, non abbiamo mai smesso di investire in nuove tecnologie e, soprattutto, nella sostenibilità dei processi. Il nostro obiettivo è confermarci come partner di riferimento sul mercato, offrendo soluzioni tecniche su misura per i nostri clienti. I primi riscontri ci danno ragione, evidenziando una crescita costante della fiducia e un consolidamento della nostra presenza.

4.

Digitalizzazione, sostenibilità e strumenti di Transizione 5.0 sono temi che convergono verso un unico obiettivo: rendere la nostra struttura più agile e competitiva. Attraverso gli incentivi della Transizione 5.0 e i continui investimenti in digitalizzazione, abbiamo modernizzato i processi produttivi, portando una maggiore efficienza nei nostri impianti. La sostenibilità è ormai un pilastro fondamentale nella gestione aziendale, spinta non solo dalle richieste dei clienti, ma anche dal nostro buonsenso 54

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

Ci affacciamo al secondo semestre del 2026 con un approccio pragmatico. La sfida principale sarà gestire l'incertezza della supply chain e la pressione sui costi dei fattori produttivi. L'energia elettrica e, più in generale, le materie prime hanno registrato un rimbalzo significativo nelle ultime settimane: il nostro obiettivo è dimostrare la capacità di convivere con questa volatilità senza scaricarla sui clienti finali. Nonostante questo quadro complesso, guardiamo ai prossimi mesi con cauto ottimismo, pronti ad adattarci rapidamente ma forti del lavoro di consolidamento fatto finora. u

“È nata da pochi mesi la nuova mescola ISOCL26 specifica per gli anelli guidafune degli impianti di risalita il cui marchio è stato depositato ed è in attesa di brevetto”

ISOPREN

Andrea Belussi Chief Rubber Technology & Continuous Improvement Officer Alle prime due domande risponde Marcella Bergamini - Presidente & Chief Growth Officer

1.

Il contesto economico e geopolitico ha iniziato a impattare negativamente su Isopren solo a partire dal secondo trimestre 2026, principalmente in relazione alla sospensione di alcune forniture di articoli ad alto contenuto di tecnologia negli Emirati Arabi; contestualmente il costo delle materie prime, in particolare la gomma, è aumentato in modo significativo.

2.

La caratteristica della maggior parte degli articoli prodotti da Isopren è che si tratta di componenti che vengono montati su primo impianto o che sono ricambi venduti a clienti italiani o internazionali che pertanto gestiscono direttamente l’export; Isopren vende all’estero principalmente anelli in gomma guidafune per gli impianti di risalita, rulli rivestiti in gomma e compensatori di dilatazione. Sulla base delle nostre stime, l’export diretto ed indiretto vale complessivamente il 55% del nostro fatturato complessivo che nel 2025 ha superato per la prima volta nella storia di Isopren i 7 milioni di euro. In considerazione dei mercati direttamente serviti da Isopren, le tensioni commerciali internazionali e in particolare i dazi statunitensi hanno avuto un impatto limitato sul nostro export.

3.

I settori di sbocco più vivaci della nostra produzione riguardano


INCHIESTA

il navale (guarnizioni, giunti in gomma e tubi flessibili), la difesa (giunti in gomma, articoli per veicoli corazzati), l’alimentare (statori, aste riso, trilobi per pompe enologiche) e la montagna (anelli guidafune, traverse e ruote piene per gatti delle nevi, poggiapiedi e liste trafilate). Stiamo investendo per sviluppare la nostra presenza negli Emirati Arabi per articoli in gomma ad alta tecnologia avendo selezionato alcuni articoli distintivi di Isopren per performance e personalizzazione: filtri pressa per il trattamento dei fanghi (disidratazione), pistoni, guarnizioni e compensatori di dilatazione anche ignifughi per l’edilizia e per il navale. Il recente periodo ha solo rallentato il percorso delineato che è già ripartito con i primi ordini di giunti in gomma. I momenti di calo sono a nostro parere i periodi migliori in cui potersi dedicare con maggiori energie alle attività di innovazione; stiamo così intensificando la rivisitazione delle nostre mescole proprietarie per il potenziamento delle performance e per l’arricchimento degli ingredienti utilizzabili anche in ottica di sostenibilità e di rispetto delle sempre più severe normative europee (Regolamento REACH); è così nata da pochi mesi la nuova mescola ISOCL26 specifica per gli anelli guidafune degli impianti di risalita il cui marchio è stato depositato ed è in attesa di brevetto: con il contributo di Hexpol - primario partner di Isopren - nella selezione degli ingredienti sostenibili, Isopren ha sviluppato una formulazione che coniuga eccellenza tecnica, prestazioni elevate e un impegno concreto per la riduzione delle emissioni di CO2. La mescola, presentata alla fiera di Mountain Planet di Grenoble ad aprile, è stata subito apprezzata e già ordinata per cinque importanti comprensori montani del nord e nord est Italia.

4.

Intelligenza artificiale, digitalizzazione e Transizione 5.0 stanno accelerando l'evoluzione dei processi produttivi verso modelli sempre più guidati dai dati, consentendo un migliore controllo delle variabili di processo, una riduzione degli scarti e una maggiore efficienza produttiva ed energetica. Per questo motivo, nell’organizzazione aziendale si rende sempre più utile, e talvolta necessaria, la conoscenza di base dell’AI per tutti i manager al fine di comprendere più facilmente la correlazione costo-beneficio e saper trarre al meglio i suoi vantaggi, sia nelle decisioni tecniche sia in quelle industriali. Il tema della sostenibilità assume un ruolo centrale anche nello sviluppo del prodotto, orientando la selezione delle materie prime e degli ingredienti delle mescole verso soluzioni a minore impatto ambientale, garantendo però le prestazioni richieste dalle applicazioni finali.

5.

Il secondo semestre si sta presentando piuttosto vivace con la richiesta di articoli speciali personalizzati per impianti industriali, con la partecipazione a un intenso programma di gare di Fincantieri per giunti in gomma e tubi flessibili sia per le nuove unità navali che per i ricambi delle unità esistenti, con ordini a programma già per il 2027; questi ordini sono un indicatore positivo della continuità di alcune produzioni con clienti storici che sono previste in linea o in crescita rispetto al 2026, anche grazie al progressivo aumento della quota ricambi che rappresenta un importante elemento di stabilizzazione e di proiezione ottimistica sul 2027. Stiamo anche pensando a un nuovo articolo per il 2027… ma è top secret! u 56

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

“Il mercato continua a presentare elementi di variabilità e la gestione dei costi, delle materie prime e della supply chain rimarrà uno degli aspetti più delicati anche nei prossimi mesi”

NUOVA GUARNIBETA Cristina Piumati Direzione Vendite

1.

Il 2025 si è chiuso per Nuova Guarnibeta in modo complessivamente positivo, in linea con il trend degli anni precedenti, in un contesto che ha continuato a presentare elementi di forte complessità e variabilità. Anche la prima parte del 2026 ha confermato uno scenario caratterizzato da una domanda non omogenea nei diversi settori e da una maggiore attenzione da parte dei clienti al cost saving, alla flessibilità e alla sicurezza della supply chain. In questo contesto abbiamo mantenuto un approccio prudente, continuando a lavorare sia sul consolidamento dei rapporti esistenti sia sullo sviluppo di nuovi progetti e applicazioni. La diversificazione dei settori di riferimento, che portiamo avanti da diversi anni, continua a essere un elemento importante per mantenere un buon equilibrio e ridurre la dipendenza dall'andamento di un singolo mercato.

2.

Oltre metà del nostro fatturato proviene dall'estero, principalmente da Paesi dell'Unione Europea. La nostra esposizione diretta verso il mercato statunitense è limitata e, di conseguenza, l'impatto diretto dei dazi USA sulla nostra attività è contenuto. Tuttavia sappiamo bene che il tema ci interessa comunque seppur indirettamente, perché le politiche tariffarie possono avere effetti sulle catene di fornitura e sulle decisioni di investimento dei nostri clienti. Per questo motivo continuiamo a considerare la diversificazione geografica e settoriale un elemento importante della nostra strategia. Più che inseguire singoli mercati sulla base delle dinamiche tariffarie del momento, preferiamo costruire nel tempo una presenza equilibrata.

3.

I principali settori di riferimento di Nuova Guarnibeta rimangono quelli nei quali abbiamo consolidato negli anni competenze tecniche e conoscenza delle specifiche esigenze applicative. Parallelamente, continuiamo a perseguire una politica di diversificazione, studiando anche differenti ambiti industriali e applicativi. L'obiettivo non è semplicemente ampliare il numero dei mercati serviti, ma individuare applicazioni nelle quali la nostra esperienza e le nostre tipologie di stampaggio peculiari possano rappresentare un reale valore aggiunto. In questo percorso prestiamo particolare attenzione alle evoluzioni tecnologiche e alle nuove esigenze dei clienti, valutando opportunità che possano valorizzare le nostre competenze in termini di personalizzazione, flessibilità e supporto tecnico durante le fasi di sviluppo. I nuovi progetti avviati negli ultimi anni stanno progressivamente contribuendo ad ampliare il nostro portafoglio applicativo.


GUARNIZIONI

4.

Sono temi che consideriamo importanti, ma che affrontiamo con un approccio molto concreto e pragmatico, valutandone l'effettiva utilità per l'azienda. L'intelligenza artificiale rappresenta oggi soprattutto un'opportunità di supporto: la usiamo in attività di ricerca, analisi, comunicazione e organizzazione delle informazioni, mentre guardiamo con interesse alle sue possibili applicazioni in ambito produttivo, in particolare per l'ottimizzazione dei processi, l'analisi dei dati e l'automazione. Per quanto riguarda la transizione energetica e ambientale, Nuova Guarnibeta ha già intrapreso da tempo questo percorso e continuiamo a lavorare sull'efficienza e sulla riduzione degli impatti ambientali, anche attraverso la certificazione ISO 14001 e tutte le implicazioni, cogenti e non, che comporta. In generale, non consideriamo innovazione, digitalizzazione e sostenibilità come obiettivi separati, ma come elementi che devono contribuire concretamente a migliorare efficienza, qualità e competitività dell'azienda.

5.

Per la seconda parte del 2026 manteniamo un atteggiamento prudente. Il mercato continua a presentare elementi di variabilità e la gestione dei costi, delle materie prime e della supply chain rimarrà uno degli aspetti più delicati anche nei prossimi mesi. Sarà sempre più importante riuscire a coniugare competitività e capacità tecnica, mantenendo al tempo stesso flessibilità nella gestione delle esigenze dei clienti. Riteniamo che tra le principali opportunità vi sia proprio la necessità, da parte di molti operatori industriali, di individuare partner affidabili, tecnicamente preparati e in grado di supportare lo sviluppo di soluzioni personalizzate. La sfida per il comparto sarà invece mantenere competitività produttiva in Europa in un contesto internazionale sempre più complesso, caratterizzato da pressioni sui costi, maggiore competizione globale e crescente attenzione agli aspetti ambientali e normativi. Per Nuova Guarnibeta continueremo quindi a puntare su diversificazione, competenza tecnica e capacità di accompagnare il cliente nello sviluppo delle applicazioni, mantenendo un approccio equilibrato agli investimenti e alle nuove opportunità. u

Le nostre domande 1. Il contesto economico e geopolitico continua a essere caratterizzato da conflitti, incertezze commerciali, dazi, volatilità dei costi logistici e nuove normative. Come hanno influito questi fattori sull'andamento della vostra azienda nel 2025 e nella prima parte del 2026? 2. Quanto pesa oggi l'export sul vostro fatturato e quale impatto stanno avendo le tensioni commerciali internazionali, in particolare i dazi statunitensi, sulle vostre strategie e sui mercati di riferimento? 3. Quali sono oggi i principali settori di sbocco della vostra produzione? State investendo in nuovi mercati, applicazioni o tecnologie emergenti? Con quali obiettivi o primi risultati? 4. In che modo temi come intelligenza artificiale, digitalizzazione, Transizione 5.0 e sostenibilità stanno influenzando i vostri processi produttivi, l'organizzazione aziendale e lo sviluppo di nuovi prodotti? 5. Dopo un primo semestre caratterizzato anche da tensioni sulle materie prime e sulle catene di fornitura, quali sono le vostre aspettative per la seconda parte del 2026 e quali ritenete saranno le principali sfide e opportunità per il settore?

“Crediamo che una delle principali sfide del settore sia preservare la capacità di innovare anche quando i margini sono sotto pressione”

OLDRATI GROUP Manuel Oldrati Ceo

1.

Il contesto internazionale degli ultimi anni ha introdotto nuovi elementi di complessità per l’industria manifatturiera: instabilità geopolitica, volatilità dei costi delle materie prime e dell’energia, maggiore complessità delle catene di fornitura e un quadro normativo in continua evoluzione. Per un Gruppo come Oldrati, presente con siti produttivi in Italia, Slovacchia e Turchia e attivo in 35 Paesi, questa situazione ha rafforzato ulteriormente l’importanza della flessibilità produttiva, della diversificazione e del controllo diretto della filiera. Il nostro modello “All in One” rappresenta per il cliente un valore che va oltre la qualità del singolo componente: significa poter contare su un interlocutore che conosce e governa l’intero processo, dalla scelta del materiale fino all’industrializzazione. In una fase di instabilità, questa integrazione ci permette di valutare rapidamente le alternative e affrontare le criticità senza disperdere competenze e responsabilità tra più soggetti. Riteniamo quindi fondamentale continuare a investire in competenze, tecnologia e capacità produttiva, mantenendo al tempo stesso un’organizzazione sufficientemente flessibile per adattarsi ai cambiamenti del mercato.

Foto di DmyTo da iStock L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

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GUARNIZIONI

INCHIESTA

2.

L’internazionalizzazione è una componente strutturale del nostro Gruppo: oggi oltre il 60% del nostro business è legato ai mercati internazionali, mentre meno del 35% è rappresentato dal mercato italiano, con una presenza commerciale complessiva in 35 Paesi. In un contesto caratterizzato da nuove barriere commerciali e dazi, diventa ancora più importante poter contare su una presenza produttiva vicina ai mercati di riferimento. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, al momento non abbiamo registrato particolari difficoltà e la quota di export verso il mercato USA non raggiunge il 2% dei nostri ricavi. Le tensioni commerciali internazionali rappresentano certamente un elemento di attenzione, ma rafforzano anche una direzione che Oldrati ha intrapreso da tempo: sviluppare una presenza internazionale mantenendo internamente le competenze strategiche e il controllo dei processi. L’obiettivo è continuare a essere un partner globale, capace di offrire soluzioni tecniche integrate e personalizzate e di rispondere con flessibilità alla crescente complessità dei mercati.

3.

Oldrati opera oggi attraverso quattro grandi aree di mercato: Mobility, Industry, Consumer Goods e Medical & Safety. In questi ambiti sviluppiamo soluzioni per applicazioni molto diverse, dal fluid management alle tenute, dai componenti NVH a quelli safety-critical, fino a sistemi e componenti destinati alla mobilità. La nostra forza risiede nella capacità di integrare competenze trasversali su gomma, silicone e termoplastici, gestendo internamente lo sviluppo dei compound, la progettazione delle attrezzature, l’ingegnerizzazione e i processi produttivi. Questo approccio integrato ci permette di offrire soluzioni complete e flessibili, sviluppate sulle specifiche esigenze dei clienti. In questa direzione si inserisce anche lo sviluppo nel settore medicale, sostenuto dall’ottenimento della certificazione ISO 13485. Si tratta di un passaggio importante, che rafforza la nostra capacità di operare in un mercato altamente regolamentato, nel quale qualità, tracciabilità, controllo dei processi e affidabilità rappresentano requisiti essenziali. Più in generale, la nostra strategia punta a consolidare la presenza in mercati non commodity, caratterizzati da elevate barriere tecnologiche e dalla necessità di prodotti ad alto valore aggiunto. Vogliamo mettere a disposizione del mercato le nostre competenze attraverso lo sviluppo di soluzioni multimateriale e multicomponente, anche grazie alle tecnologie 2K e, più in generale, al cosiddetto crossing tra tecnologie. Questo approccio ci ha permesso di realizzare, in un’unica fase di stampaggio, componenti che integrano polimeri lavorati con tecnologie a stampo caldo e a stampo freddo. Si tratta di soluzioni ad alto contenuto tecnologico, interamente ingegnerizzate internamente, che consentono di integrare materiali differenti nello stesso articolo e di rispondere a requisiti applicativi sempre più complessi.

stomeri, il legame tra formulazione, comportamento del materiale e parametri di processo è determinante. È proprio all’interno di questa complessità che individuiamo un’opportunità concreta per valorizzare i dati, trasformarli in conoscenza e affiancare il lavoro dei nostri tecnici, supportandoli nelle decisioni e nell’ottimizzazione dei processi. Il criterio con cui valutare queste applicazioni deve essere quindi misurabile: qualità più costante, riduzione degli scarti e tempi di sviluppo più brevi. Abbiamo già avviato un percorso nelle diverse divisioni del Gruppo per sfruttare al meglio le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e dalla digitalizzazione. Un altro punto di forza è rappresentato dall’efficienza energetica, che per il Gruppo Oldrati costituisce già da tempo un ambito concreto di investimento. Il Gruppo dispone oggi di 18.000 m² di impianti fotovoltaici e, da diversi anni, integra l’autoproduzione con l’acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili, certificata attraverso le Garanzie d’Origine. Grazie a queste scelte strategiche, oltre il 40% del fabbisogno elettrico complessivo del Gruppo è oggi coperto da fonti energetiche rinnovabili. La sostenibilità entra inoltre direttamente nello sviluppo dei materiali. Con Ogreen, nato dall’esperienza di oltre vent’anni di ricerca e sviluppo sulla rigenerazione della gomma e oggi esteso anche a termoplastici e silicone, lavoriamo per ridurre gli scarti e l’utilizzo di materia prima vergine, mantenendo qualità e prestazioni comparabili a quelle dei materiali vergini. Per noi, quindi, innovazione tecnologica e sostenibilità non sono percorsi separati: rappresentano due leve complementari per costruire una manifattura più efficiente e competitiva.

5.

Ci aspettiamo una seconda parte del 2026 ancora caratterizzata da volatilità, pressione sui costi e incertezza nelle catene di fornitura. In questo scenario, per le aziende sarà sempre più importante poter contare su partner solidi, affidabili e capaci di offrire risposte tempestive. Crediamo che una delle principali sfide del settore sia preservare la capacità di innovare anche quando i margini sono sotto pressione. Competenze, ricerca e affidabilità produttiva richiedono continuità: sono il patrimonio sul quale si costruisce la competitività futura. È proprio qui che emerge il valore dell’esperienza di Oldrati. Sessant’anni di attività ci hanno permesso di costruire una filiera solida, sviluppare competenze profonde e consolidare relazioni durature con clienti e fornitori. Un patrimonio che oggi ci consente di essere un partner affidabile anche nei momenti di maggiore complessità del mercato. Accanto alle complessità dello scenario attuale, vediamo opportunità importanti nell’innovazione dei materiali, nella digitalizzazione e nello sviluppo di soluzioni ad alto valore tecnologico. Continueremo quindi a investire in tecnologie e competenze, rafforzando ulteriormente il nostro ruolo di partner strategico per i clienti e sostenendone i progetti di crescita. u

4.

La trasformazione digitale e la sostenibilità stanno modificando profondamente il modo di concepire la produzione industriale. Per Oldrati, il punto centrale è integrare questi due percorsi all’interno di un’unica visione di sviluppo. La nostra struttura verticalmente integrata ci permette di intervenire lungo tutta la catena del valore. In questo contesto, digitalizzazione e automazione possono diventare strumenti importanti per migliorare l’efficienza complessiva dei processi e la qualità dell’articolo finito. Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, riteniamo che debba essere guidata da obiettivi industriali concreti e ben definiti. Nella trasformazione degli ela-

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

Foto di coddy da iStock


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DALLE AZIENDE

a cura della redazione

Maplan, al DOT 2026 il futuro della produzione degli elastomeri Automazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale sono stati al centro del Day of Technology 2026 di Maplan, che si è svolto lo scorso mese di giugno. A Kottingbrunn, 216 partecipanti da 23 Paesi hanno potuto vedere in funzione soluzioni integrate per l’intera catena produttiva degli elastomeri e del silicone, nell’anno in cui l’azienda celebra anche i dieci anni della sede austriaca.

A

utomazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale stanno modificando rapidamente i processi produttivi nell’industria degli elastomeri. Al Day of Technology (DOT) 2026, organizzato presso la propria sede di Kottingbrunn, in Austria, nel mese di giugno, Maplan ha mostrato come tecnologie già disponibili possano integrare macchi-

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

ne, software e robotica all’interno di sistemi produttivi completi. L’evento ha riunito 216 partecipanti provenienti da 23 Paesi, offrendo un'occasione di confronto sulle sfide attuali e sulle prospettive della lavorazione degli elastomeri e del silicone. Al centro dell’attenzione, le soluzioni integrate lungo l’intera catena del valore: dalla preparazio-

ne dei materiali alla produzione, fino alla costruzione degli stampi, all’automazione, alla digitalizzazione e al controllo qualità. “Il nostro obiettivo non è soltanto presentare la tecnologia, ma renderla tangibile in condizioni produttive reali. Il DOT mostra quale potenziale si generi quando costruzione di macchine, automazione e solide reti


AUTOMAZIONE

di partner collaborano insieme”, afferma Wolfgang Meyer, Ceo di Maplan. L’edizione di quest’anno del Day of Technology ha coinciso anche con il giubileo “10 anni di Maplan a Kottingbrunn”. In questo periodo l’azienda si è sviluppata in modo coerente da costruttore di macchine a fornitore di soluzioni produttive integrate per l’industria internazionale degli elastomeri e del silicone. “Gli ultimi dieci anni dimostrano ciò che rappresenta Maplan: capacità innovativa, chiare decisioni strategiche e la volontà di essere all’avanguardia dal punto di vista tecnologico”, sottolinea Philippe Soulier, proprietario del Gruppo Maplan. FOCUS SU DIGITALIZZAZIONE, QUALITÀ E AUTOMAZIONE Le conferenze tecniche del DOT sono state dedicate ai principali temi futuri del settore. In primo piano vi erano il monitoraggio della qualità basato sui dati, l’ottimizzazione dei processi supportata da simulazione, l’automazione integrata, la cybersicurezza e i nuovi sviluppi nella costruzione di macchine e impianti. In collaborazione con Wallstabe & Schneider, OCQ-Soft ha mostrato come il monitoraggio della qualità basato sui dati renda i processi produttivi più trasparenti e aumenti la sicurezza dei processi nella produzione in serie. Sigmasoft ha dimostrato l’influenza dell’ottimizzazione supportata dalla simulazione sulla qualità, sull’efficienza delle risorse e sulla sostenibilità economica già nelle prime fasi di sviluppo. Il CEO Wolfgang Meyer ha fornito una panoramica dello sviluppo di Maplan negli ultimi dieci anni e ha delineato le priorità strategiche per gli anni a venire. Stefan Berger ha presentato innovazioni tecnologiche come Silfeed (sistema automatico di alimentazione per silicone solido), Ergo+ (pressa a iniezione verticale con forza di chiusura compresa tra 900 kN e 4.600 kN) ed Ergomax+ (macchina vertica-

le per grandi applicazioni con forza di chiusura fino a 9.000 kN e volume d’iniezione fino a 17.500 cm³). Sono stati inoltre presentati nuovi modelli di macchine con prestazioni ampliate, linee automatizzate per la produzione LSR e il concetto OneStop-Shop di Maplan. Un ulteriore tema centrale è stato rappresentato dalla collaborazione con partner tecnologici come Nexus Elastomer Systems e Kuka, con l’obiettivo di gestire requisiti produttivi sempre più complessi attraverso un unico interlocutore. Tra le principali novità di prodotto figurava anche il nuovo controllo C7. Questo combina elevate pre-

stazioni e moderna facilità d’uso con gli attuali requisiti in materia di cybersicurezza e conformità normativa, tra cui il Cyber Resilience Act (CRA) e la direttiva NIS2. L’INTERA CATENA DEL VALORE COME SISTEMA Una caratteristica distintiva del Maplan Day of Technology è la visione integrata dell’intera catena del valore. Insieme a partner tecnologici provenienti dai settori dell’automazione, della robotica, del dosaggio, della tecnologia degli stampi, del controllo qualità, della simulazione e della digitalizzazione, Maplan ha L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

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AUTOMAZIONE

DALLE AZIENDE

presentato soluzioni integrate per i moderni processi produttivi. Tra le aziende partecipanti figuravano, tra le altre, AW Maschinen & Anlagetechnik, Bluhm Systeme, Nexus Elastomer Systems, T.System, Sigma Engineering, Kuka CEE, LTE, UTPVision, Gibitre Instruments, OCQ Soft e Terra Robotics. Le applicazioni presentate hanno evidenziato come oggi la competitività industriale dipenda sempre più dall’interazione tra macchine intelligenti, processi automatizzati e disponibilità continua dei dati. Le prestazioni produttive non vengono più misurate in modo isolato sui singoli componenti, ma come risultato dell’interazione di un sistema completamente interconnesso. INTELLIGENZA ARTIFICIALE E ROBOTICA NELLA PRATICA INDUSTRIALE Con il suo keynote dedicato al futuro dell’industria, il futurologo Nick Sohnemann ha illustrato il collegamento tra megatrend globali e il loro impatto sulle aziende manifatturiere. Al centro dell’intervento vi erano l’intelligenza artificiale, i sistemi autonomi e la trasformazione delle catene del valore industriali. Come queste tecnologie possano essere impiegate concretamente già oggi è stato mostrato attraverso un’applicazione dal vivo nell’area produttiva: il robot umanoide Unitree G1 ha alimentato autonomamente il sistema Silfeed con blocchi di silicone presso una macchina Maplan Ergo+. La dimostrazione ha evidenziato il potenziale dei nuovi concetti robotici per attività di automazione flessibile negli ambienti produttivi industriali. Insieme al portafoglio di macchine presentato è emerso chiaramente come macchine, automazione, robotica e software stiano convergendo verso sistemi produttivi altamente integrati, aprendo nuove opportunità in termini di efficienza, stabilità dei processi e flessibilità. 62

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

UNA PIATTAFORMA PER IL FUTURO DELL’INDUSTRIA Il Maplan Day of Technology 2026 ha dimostrato che la produzione industriale del futuro sarà caratterizzata dalla connessione intelligente tra costruzione di macchine, automazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale. Grazie alla combinazione di conferenze tecniche, applicazioni dal vivo

e dimostrazioni pratiche, il DOT si è nuovamente affermato come piattaforma internazionale per l’innovazione, il trasferimento di conoscenze e lo scambio strategico all’interno dell’industria degli elastomeri e del silicone. “Il DOT riunisce persone, tecnologie e idee, ed è proprio da questa combinazione che nasce il progresso”, riassume Wolfgang Meyer evidenziando il significato dell’evento. u


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DALLE AZIENDE

a cura della redazione

Materiali certificati: le soluzioni Ilpea Dall’industria degli elettrodomestici all’automotive e all’edilizia, certificazioni e conformità agli standard internazionali assumono un ruolo sempre più importante nella scelta di materiali e componenti. Ilpea propone compound e soluzioni finite in plastica, gomma e materiali magnetici certificati per applicazioni che spaziano dal contatto con alimenti e acqua potabile alla resistenza alle alte temperature, ai microrganismi e alla fiamma.

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ualità, sicurezza e conformità normativa sono diventate criteri determinanti nella selezione di materiali e componenti destinati ad applicazioni industriali sempre più complesse. In questo scenario, le certificazioni rilasciate da organismi terzi indipendenti permettono di verificare la rispondenza dei prodotti a specifici requisiti di sicurezza, igiene

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

e prestazione. Su questo fronte si inserisce l’offerta di Ilpea, che opera nei settori degli elettrodomestici, dell’automotive e dell’edilizia con un portafoglio che comprende compound certificati e componenti finiti in plastica, gomma e materiali magnetici. Tra gli organismi internazionali che certificano le soluzioni dell’azienda figurano NSF e UL Solutions.

ALIMENTARE E ACQUA POTABILE Un primo ambito riguarda i materiali destinati al contatto con alimenti e acqua potabile. Per il settore alimentare, Ilpea dispone di soluzioni certificate secondo lo standard NSF/ANSI 51, applicabile anche a componenti quali guarnizioni, tubi e valvole destinati alle attrezzature professionali per


CERTIFICAZIONI

la ristorazione, oltre a materiali conformi al Regolamento UE n. 10/2011 per le plastiche a contatto con gli alimenti. Per il contatto con acqua destinata al consumo umano sono invece disponibili materiali e componenti rispondenti alle prescrizioni DVGW/ KTW-BWGL per il mercato tedesco e alle approvazioni WRAS per quello britannico. Requisiti particolarmente rilevanti per tubi, guarnizioni e altri componenti tecnici che devono mantenere l’idoneità all’impiego senza alterare la qualità dell’acqua. EDILIZIA Le certificazioni interessano anche il settore dell’edilizia. Ilpea produce tubazioni in gomma butilica o polipropilene/alluminio certificate DIN 4726 per la barriera all’ossigeno, destinate anche ai sistemi di riscaldamento radiante a soffitto. L'offerta comprende inoltre isolatori sismici conformi agli standard EN 15129 e AASHTO M251 e appoggi per ponti certificati EN 13373 e AASHTO M251. ELETTRODOMESTICI Un ulteriore campo di sviluppo riguarda i materiali chiamati a operare in condizioni particolarmente impegnative. L'azienda realizza materiali termoplastici certificati per la resistenza all'azione dei microrganismi, destinati ad esempio alle guarnizioni di lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi esposte ad ambienti ad elevata umidità. Nel portafoglio figurano inoltre compound certificati da UL Solutions per mantenere le prestazioni di sigillatura nel tempo e a temperature fino a 105 °C, oltre a compound resistenti alla fiamma per applicazioni nelle quali la sicurezza antincendio costituisce un requisito essenziale. In un quadro normativo e industriale in continua evoluzione, la disponibilità di materiali sottoposti a certificazioni riconosciute internazionalmente rappresenta quindi un elemento sempre più rilevante nella progettazione dei componenti e nella gestione della sicurezza e dell'affidabilità del prodotto finale. u L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

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NEWS

Gli ultimi aggiornamenti IRSG sul mercato della gomma

I

l mercato mondiale della gomma ha iniziato il 2026 con una netta contrazione della domanda, ma nella seconda parte dell’anno potrebbe trovarsi di fronte a condizioni di offerta più tese, soprattutto per la gomma naturale. È il quadro che emerge dalle più recenti analisi dell’International Rubber Study Group (IRSG). Secondo i dati pubblicati nel Rubber Statistical Bulletin, nel primo trimestre del 2026 il consumo mondiale complessivo di gomma è diminuito del 5,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, a fronte di una riduzione della produzione del 3,3%. Il rallentamento ha interessato soprattutto EMEA e Americhe, dove i consumi sono scesi rispettivamente del 9,7% e del 10,9%, mentre l’Asia-Pa-

cifico ha mostrato una maggiore tenuta, limitando il calo allo 0,5%. La flessione è stata particolarmente marcata per la gomma naturale (NR): nel trimestre la produzione mondiale è diminuita dell’1,2%, mentre il consumo ha registrato un calo del 6,3%. In contrazione anche gli scambi internazionali, con importazioni in diminuzione del 4,8% ed esportazioni del 9,4%. Per la gomma sintetica (SR), invece, la produzione è scesa del 4,7% e i consumi del 4,3%. Lo scenario, tuttavia, è cambiato nel corso dell’anno. In un’analisi pubblicata il 28 agosto, l’IRSG sottolinea infatti che il mercato mondiale della gomma naturale dovrebbe rimanere in deficit nel 2026 e che i consumi si stanno mostrando più forti rispetto alle atte-

se formulate nei primi mesi dell’anno, sostenuti in particolare dalla domanda dei principali mercati asiatici. Finora gli acquisti sono rimasti prevalentemente legati alle necessità immediate, senza un significativo processo di ricostituzione delle scorte. Proprio la combinazione tra scorte contenute e possibili problemi sul fronte dell’offerta potrebbe aumentare la tensione nella seconda metà del 2026. Tra i principali fattori di rischio l’IRSG indica El Niño (il fenomeno climatico periodico legato al riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico equatoriale, che può modificare i regimi delle precipitazioni e delle temperature in diverse aree del mondo): eventuali condizioni meteorologiche avverse nelle principali aree L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

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NEWS

produttrici potrebbero ridurre i giorni di tapping (ovvero le giornate in cui le condizioni consentono di incidere gli alberi della gomma e raccogliere il lattice, ndr), le rese e quindi la produzione di gomma naturale. Se ciò avvenisse mentre i consumi continuano a superare le precedenti aspettative, il margine disponibile per assorbire una riduzione dell’offerta sarebbe limitato. A complicare il quadro contribuisce la gomma sintetica. Gli elevati costi del petrolio e delle materie pri-

me petrolchimiche hanno mantenuto relativamente alti i prezzi della SR, fornendo indirettamente sostegno anche alla gomma naturale attraverso gli effetti di sostituzione. Secondo l’IRSG potrebbe quindi verificarsi una doppia pressione: tensioni sul petrolio capaci di mantenere elevati i costi della gomma sintetica e, contemporaneamente, condizioni climatiche sfavorevoli in grado di limitare la produzione di gomma naturale. La variabile decisiva potrebbe diventare il comportamento delle

scorte. Se le prospettive della domanda per il 2027 dovessero rafforzarsi, gli acquirenti che oggi mantengono inventari ridotti potrebbero iniziare a ricostituirli, aggiungendo ulteriore domanda al mercato fisico. Per l’IRSG, quindi, la questione centrale per la seconda metà del 2026 non è soltanto la permanenza del deficit della gomma naturale, ma se e quando questo squilibrio si tradurrà in una reale tensione commerciale e in una pressione più duratura sui prezzi. u

Industria tedesca della gomma: produzione in calo nel primo semestre

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

nazionale potrebbe mettere a rischio l’autonomia in questi ambiti strategici. Tra le misure richieste dal wdk figurano una rapida riduzione degli adempimenti burocratici, attraverso la sospensione o l’eliminazione di alcuni obblighi di rendicontazione, interventi per abbassare i costi dell’energia - tra cui l’associazione indica l’abolizione del sistema nazionale di scambio delle emissioni e provvedimenti destinati a rafforzare il mercato interno. Secondo Klein, senza condizioni di concorrenza paritarie a livello internazionale, l’industria tedesca della gomma non avrebbe prospettive nel Paese.

Particolarmente netto anche il giudizio di Berthel sulle prospettive del settore: se le condizioni operative non miglioreranno rapidamente, ha avvertito il capo economista del wdk, un numero crescente di stabilimenti tedeschi della gomma rischia di cessare definitivamente la produzione. La presa di posizione si inserisce in una serie di allarmi lanciati dal wdk nel corso del 2026 sulla tenuta della produzione nazionale: già a giugno l’associazione aveva indicato nei costi energetici e negli oneri burocratici due delle principali cause della progressiva perdita di competitività del settore in Germania. u

Immagine generata con AI

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dk, l’associazione dell’industria tedesca della gomma, lancia un nuovo allarme sulla competitività del sistema produttivo nazionale e chiede al governo federale interventi urgenti per ridurre i costi energetici e gli oneri burocratici. A indicare la gravità della situazione sono innanzitutto i dati relativi al primo semestre 2026. Secondo il capo economista del wdk Michael Berthel, la produzione è diminuita del 5,4%, attestandosi a 530.000 tonnellate. Gli occupati sono scesi del 5%, a 57.200 unità, mentre il fatturato ha raggiunto i 5,2 miliardi di euro, con una contrazione del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il presidente del wdk Michael Klein ha sottolineato come le aziende associate, in gran parte di medie dimensioni, siano sottoposte a una forte pressione determinata da costi energetici non competitivi a livello internazionale, dall’eccessivo peso della burocrazia e dalla crescente concorrenza degli operatori extraeuropei. Una situazione che, secondo Klein, sta mettendo in difficoltà un settore strategico non soltanto per la Germania, ma anche per l’Europa. I prodotti dell’industria della gomma sono infatti presenti in numerosi comparti considerati essenziali, dalla salute alla sicurezza, dalla mobilità all’energia, fino all’approvvigionamento idrico, alle infrastrutture, alla difesa e al settore spaziale. Per questo Klein ha avvertito che l’indebolimento della produzione


PFAS: Esa chiede esclusioni mirate per le applicazioni di tenuta

L

a European Sealing Association (Esa) torna a chiedere che i fluoropolimeri, inclusi quindi i fluoroelastomeri, impiegati nelle applicazioni di tenuta siano esclusi dall’ambito della proposta europea di restrizione delle PFAS. La posizione arriva all’indomani della chiusura della consultazione pubblica del Comitato per l’Analisi Socio-Economica (SEAC) dell’ECHA, conclusasi il 25 maggio dopo sessanta giorni di raccolta dei contributi. Secondo l’associazione, i materiali fluorurati utilizzati in guarnizioni, tenute meccaniche, O-ring, premistoppa e giunti di dilatazione svolgono una funzione essenziale nel prevenire perdite ed emissioni nell’ambiente di gas e liquidi in numerosi processi industriali. Per questo motivo, ESA ritiene che l’approccio più appropriato sia introdurre un’esclusione orizzontale basata sulla funzione svolta (“duty-based exclusion”), applicabile alle soluzioni in grado di dimostrare elevate prestazioni di contenimento e una gestione controllata del fine vita. L’associazione sostiene che tale impostazione consentirebbe di tutelare salute e ambiente evitando effetti indesiderati derivanti dalla sostituzione prematura con materiali non equivalenti o tecnicamente inadeguati, che potrebbero tradursi in

un aumento di perdite ed emissioni. Inoltre, secondo ESA, questa soluzione sarebbe coerente con i principi di praticabilità, applicabilità e verificabilità richiamati dal SEAC nel proprio lavoro. Guardando ai prossimi passaggi dell’iter regolatorio, ESA evidenzia che resta ancora da chiarire quando e con quali modalità il SEAC analizzerà gli otto settori aggiuntivi, tra cui quello delle applicazioni di tenuta (gli altri includono applicazioni per la stampa, macchinari, altre applicazioni medicali, applicazioni militari, tessili tecnici e altri usi industriali), non valutati nell’ambito della consultazione appena conclusa. In vista delle future valutazioni, l’associazione sta valutando la preparazione di un

position paper dedicato al settore, accompagnato da un database per la valutazione dei rischi dei materiali alternativi alle PFAS. L’iniziativa, coordinata con la Fluoropolymers for Sustainable Solutions Alliance (FSA) e con altre associazioni industriali, dovrebbe riguardare tutte le principali tecnologie di tenuta. Il SEAC dovrebbe adottare il proprio parere definitivo entro la fine del 2026, completando così la valutazione scientifica dell’ECHA sulla proposta di restrizione. Successivamente il dossier passerà alla Commissione europea, che predisporrà la proposta legislativa da sottoporre agli Stati membri nell’ambito del Comitato REACH. u

Foto di Francesco Scatena da iStock.

Assogomma entra in Tyres Europe con le associazioni francese e spagnola

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ssogomma entra in Tyres Europe insieme alla spagnola Consorcio Nacional de Industriales del Caucho e alla francese elanova. Le tre associazioni nazionali hanno firmato il 2 settembre a Bruxelles accordi di cooperazione che ne formalizzano l’ingresso in Tyres Europe come Association Members, dove rappresenteranno gli interessi delle rispettive industrie nazionali degli pneumatici. Gli accordi definiscono un quadro per un maggiore coordinamento nella rappresentanza del settore, collegando

le competenze nazionali con l’attività svolta da Tyres Europe a livello europeo. Secondo l’associazione, questa collaborazione rafforzata contribuirà a rendere più coerente il confronto sulla competitività dell’industria europea degli pneumatici e sulle condizioni necessarie affinché il settore possa investire, innovare e produrre in Europa. «Con l’ingresso di Assogomma, Consorcio ed elanova in Tyres Europe come Association Members, compiamo un passo importante verso una voce più forte e rappresentativa per l’industria europea

degli pneumatici», ha dichiarato nella nota ufficiale Livio Magni, presidente di Tyres Europe. «In un momento di profonda trasformazione industriale, un più stretto allineamento tra le prospettive nazionali ed europee è essenziale per favorire investimenti e innovazione e sostenere una base produttiva competitiva e resiliente in Europa». Roberto Forresu, presidente di Assogomma, ha sottolineato il valore dell’integrazione e della cooperazione europea: «Con l’ingresso in Tyres Europe, l’Italia è pronta a mettere le proprie L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

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NEWS

competenze al servizio di una rappresentanza più forte e coordinata del settore degli pneumatici, sia a livello europeo sia nazionale. Siamo convinti che ciò sia nell’interesse delle aziende produttrici di pneumatici e, più in generale, di tutte le nostre imprese associate». Per Julio Fernandez, presidente di Consorcio Nacional de Industriales del Caucho, l’adesione rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare la partecipazione dell’associazione spagnola al confronto politico e normativo europeo e favorire lo scambio di competenze e buone pratiche con le altre associazioni del continente. William Cazzoli, presidente di elanova, ha invece evidenziato l’obiettivo comune di rafforzare il contributo delle associazioni al dibattito europeo, mettendo

a fattor comune competenze e specificità e promuovendo congiuntamente le esigenze delle imprese. Gli accordi sono stati firmati durante una cerimonia a Bruxelles alla presenza

dei rappresentanti delle tre associazioni nazionali e, per Tyres Europe, del presidente Livio Magni, del vicepresidente Paolo Pompei e del segretario generale Adam McCarthy. u

Desma Elastomertechnik passa da Salzgitter al gruppo NMP

C

ambio di proprietà per Klöckner Desma Elastomertechnik, uno dei principali costruttori di macchine e sistemi per lo stampaggio a iniezione di gomma e silicone. Il gruppo Salzgitter AG ha raggiunto un accordo per la cessione della società al gruppo industriale franco-tedesco Name & Mawi Partners S.A.S. (NMP). Con sedi a Weil der Stadt, vicino a Stoccarda, e Strasburgo, il gruppo comprende dieci società e circa 500 dipendenti distribuiti tra Germania, Francia, Svizzera e Slovacchia, è specializzato nelle tecnologie di spaccatura e scarnitura dei cosiddetti soft materials e realizza macchinari destinati, tra gli altri, ai settori della pelle, della gomma, delle calzature e dell’imballaggio. Il closing dell’operazione è previsto nell’autunno 2026, mentre il prezzo di vendita non è stato reso noto. L’operazione rientra nella politica di gestione attiva del portafoglio prevista dalla strategia Salzgitter AG 2030 e segue il principio del “Best Owner”, con il quale il gruppo tedesco punta a individuare per le proprie partecipazioni le condizioni più adatte allo sviluppo nel lungo periodo. «La decisione di vendere la società è il ri70

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

sultato di un’attenta revisione strategica e fa parte della nostra coerente gestione del portafoglio», ha spiegato Gunnar Groebler, CEO di Salzgitter AG, in un il comunicato diffuso dal gruppo il 3 agosto. Salzgitter si è detta convinta che Desma Elastomertechnik troverà con NMP condizioni favorevoli per proseguire il proprio sviluppo, offrendo al tempo stesso una prospettiva di lungo periodo all’azienda e ai suoi dipendenti. Per NMP l’acquisizione rappresenta anche uno strumento per ampliare la propria capacità industriale e la presenza sui mercati internazionali. Narith Meksavanh, CEO del gruppo NMP, ha spiegato che la strategia basata su qualità e servizio al cliente ha consentito al gruppo di crescere costantemente nell’ultimo decennio e che, per rispondere alla crescente domanda, l’obiettivo è ora ampliare sia la capacità produttiva sia la rete commerciale internazionale. Secondo Meksavanh, l’acquisizione di Desma Elastomertechnik consentirà inoltre di sfruttare le possibilità offerte dai siti produttivi Desma e di combinare le reti commerciali internazionali delle due realtà, rafforzandone la posizione soprat-

tutto nei mercati a maggiore crescita di Stati Uniti, India e Cina. Anche Desma ha commentato direttamente il cambio di proprietà. In una comunicazione pubblicata il 6 agosto, l’azienda parla dell’apertura di “un nuovo capitolo” dopo quasi vent’anni all’interno del gruppo Salzgitter e sottolinea le opportunità derivanti dal ritorno in un contesto industriale di medie dimensioni, caratterizzato da processi decisionali più rapidi e da un chiaro orientamento alla crescita futura. Desma sottolinea, inoltre, che il passaggio è stato concordato in stretta collaborazione con il consiglio di fabbrica e accolto positivamente dai dipendenti. L’azienda individua nell’innovazione, nella rapidità decisionale e nelle competenze del proprio personale alcuni degli elementi sui quali costruire la nuova fase di sviluppo. L’operazione rafforza, peraltro, un rapporto già esistente tra NMP e le attività Desma. Nel 2025, infatti, lo stesso gruppo franco-tedesco aveva acquisito da Salzgitter anche Desma Schuhmaschinen GmbH, società specializzata nelle tecnologie e negli impianti per la produzione di calzature. u


Alternative al 6PPD, accelerano i progetti di Lanxess e Flexsys

L

a ricerca di alternative al 6PPD per la protezione degli pneumatici registra nuovi sviluppi. A distanza di pochi giorni, Flexsys e Lanxess hanno comunicato importanti progressi nei rispettivi programmi: la prima ha ristretto a due molecole la selezione dei candidati destinati a sostituire il 6PPD, mentre Lanxess ha annunciato il lancio di Vulkanox 4060, agente anti-invecchiamento a base di CCPD per il quale è stata completata la registrazione Reach nell’Unione europea. Il 6PPD è un agente anti-invecchiamento utilizzato negli pneumatici per proteggerli dai danni provocati dall’ossigeno e dall’ozono. Da alcuni anni l’attenzione si è concentrata in particolare sul 6PPD-chinone (6PPD-Q), prodotto di trasformazione del 6PPD associato alla mortalità del salmone coho negli Stati Uniti. La ricerca industriale punta quindi a individuare sostanze capaci di mantenere le prestazioni richieste negli pneumatici migliorandone al tempo stesso il profilo ambientale. Lanxess ha sviluppato a questo scopo Vulkanox 4060, il cui principio attivo è CCpd (N,N’-Dicyclohexyl-p-phenylenediamine). Secondo l’azienda, i test condotti da Lanxess e dai suoi clienti indicano per il CCPD prestazioni tecniche

comparabili a quelle del 6PPD. Negli studi ambientali svolti finora, inoltre, il suo prodotto di trasformazione, CCPDchinone, non ha mostrato effetti acuti osservabili sul salmone coho fino al limite di solubilità. Con il completamento della registrazione EU Reach, Vulkanox 4060 può ora essere commercializzato anche sul mercato europeo. Lanxess prevede di avviarne la prima produzione commerciale nel quarto trimestre del 2026, rispondendo, spiega la società, all’interesse manifestato soprattutto dai clienti negli Stati Uniti e in Europa. Lo sviluppo del prodotto è stato condotto secondo il principio aziendale “Safe and Sustainable by Design”, considerando fin dall’inizio aspetti quali degradabilità, bioaccumulo, tossicità acquatica e requisiti normativi. Un percorso differente è quello seguito da Flexsys, che il 27 agosto ha annunciato di aver completato la fase di screening delle possibili alternative e di aver concentrato il programma di sviluppo su due molecole finaliste. Entrambe appartengono a famiglie chimiche diverse dalle PPD e, secondo l’azienda, non formano prodotti di trasformazione chinonici durante l’utilizzo. I test effettuati nei laboratori Flexsys e con partner in-

dustriali esterni avrebbero inoltre raggiunto gli obiettivi fissati dall’azienda in termini di sicurezza, prestazioni e caratteristiche ambientali. Per approfondire la valutazione dei due candidati, Flexsys ha siglato un Cooperative Research and Development Agreement (CRADA) con lo U.S. Geological Survey (USGS). Gli scienziati dell’ente statunitense condurranno test indipendenti sui potenziali effetti delle molecole e dei loro prodotti di trasformazione sul salmone del Pacifico e su altre specie acquatiche. Il programma comprenderà metodologie di prova esistenti e nuovi approcci basati anche su linee cellulari. Parallelamente Flexsys sta lavorando all’ottimizzazione dei processi produttivi e all’iter regolatorio necessario per arrivare alla commercializzazione. Un elemento potenzialmente importante per la futura industrializzazione è che, secondo la società, entrambe le molecole candidate utilizzano sostanzialmente la stessa chimica intermedia impiegata oggi nella produzione del 6PPD. Ciò potrebbe consentire di sfruttare gli impianti chimici esistenti, favorendo una più rapida adozione e limitando gli investimenti necessari per il passaggio alla produzione su larga scala. u

Zeon e Yokohama Rubber sperimentano il butadiene da bioetanolo

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eon, produttore giapponese di elastomeri e materiali speciali, ha completato nello stabilimento di Tokuyama, nella prefettura giapponese di Yamaguchi, un impianto sperimentale per la produzione ad alta efficienza di butadiene da etanolo di origine vegetale. Il progetto è sviluppato insieme al produttore giapponese di pneumatici e prodotti in gomma Yokohama Rubber con il sostegno del Green Innovation Fund, programma promosso dalla New Energy and Industrial Technology Development Organization (NEDO) per sostenere lo sviluppo e l’implementazione di tecnologie finalizzate alla neutralità carbonica.

L’obiettivo è creare una fonte alternativa di questo importante monomero per la gomma sintetica, riducendo la dipendenza dalla nafta. La costruzione dell’impianto era iniziata nel luglio 2025 e la piena operatività è prevista per gennaio 2027. Il butadiene prodotto sarà utilizzato da Zeon per sviluppare un prototipo di gomma polibutadienica (BR), che Yokohama Rubber impiegherà successivamente nella realizzazione di pneumatici sperimentali. Questi ultimi saranno sottoposti a test di guida per raccogliere i dati necessari alla successiva dimostrazione su scala più vasta. L’iniziativa si inserisce in un programma di ricerca più ampio che comprende

due filoni tecnologici. Accanto alla conversione ad alta efficienza dell’etanolo in butadiene, Zeon e Yokohama Rubber stanno infatti sviluppando una biotecnologia per ottenere direttamente butadiene e isoprene da materie prime vegetali e altre fonti sostenibili. In questo secondo caso, l’obiettivo è anche integrare la disponibilità dei monomeri necessari alla produzione di gomma sintetica nell’ambito di sistemi di riciclo closed-loop di gomma e pneumatici. Le due aziende prevedono di arrivare alla dimostrazione della tecnologia attraverso un impianto pilota entro il 2030, per poi puntare alla commercializzazione nel 2034. u L’INDUSTRIA DELLA GOMMA OTTOBRE 2026

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GLI INSERZIONISTI

Gli inserzionisti di questo numero BIESSE BROKER

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EU SILICONES COMPOUNDING

5

PEZZATO

III COP

C.S.I. CENTRO SERVIZI INDUSTRIALI 41

EURORUBBER/CERTECH GROUP II COP

PMG

IV COP

CDG

17

FRANCIACORTA STAMPI

R.P.M.

46

DE GRANDI

72

GAMMA STAMPI

39

RESCHEM

23

DER-GOM

59

INTERSEALS

11

ROGITEX

1

DP GOMMA

49

ISOPREN

3

S.I.G.E.A.

13

ELASTOMERS UNION

66

LSG SERVIZI INFORMATICI

53

ST.A.TE. TECHNOLOGIES

21

ENGEL ITALIA

15

LTE

33

UTP VISION

37

ENGINEERING SYSTEMS

27

O.C.S.

35

ZEON

55

I COP

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