Media di settore, come sceglierli [di Simone Finotti]
Forum Pulire 2014, ecco i numeri [di Antonio Bagnati]
Per scegliere un’ impresa di servizi, le referenze contano… [dalla redazione]
GESTIOnE
“Capitolato tecnico di sanificazione e igiene in ambiente sanitario e ospedaliero”: uno strumento prezioso anche per l’impresa [di Simone Finotti]
Entro un anno pubblica amministrazione “elettronica” (almeno nelle fatture) [di Umberto Marchi]
“Gestione aggregata degli appalti”: come cambiano gli acquisti per i comuni non capoluogo [di Simone Finotti]
SCEn ARI
Lavanderie industriali, l’altra faccia del pulito [di Giuseppe Fusto]
Issa Interclean 2014, cronaca di un successo “not-to-be-missed” [dalla redazione]
novità top secret: a Interclean la “kaaba” di Fimap [dalla redazione]
#meglio30: un hashtag, un concorso, ma soprattutto una buona abitudine: i nostri figli ci ringrazieranno [di Carlo Ortega]
Clean Up Day, com’è andata? [dalla redazione]
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ISSN 1973-5324
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Rcm al Mugello con Yamaha
Rcm ci ha ormai abituato a stare a tu per tu con i motori più veloci del mondo: dopo l’esordio in F1, che data addirittura 1980, con il servizio di pulizia rapida delle piste, e dopo le “rosse” di Maranello, con la pulizia degli stabilimenti e con il Museo Casa Enzo Ferrari inaugurato lo scorso anno, ecco la collaborazione con Yamaha Motor Racing, che ha colorato di futuro la pista del Mugello, un vero gioiello immerso nei verdi declivi della collina toscana.
L’impegno di Yamaha Motor Racing
Ma prima di parlare del progetto Kiss Mugello, che vede Rcm fianco a fianco con la casa giapponese in occasione del MotoGP più atteso d’Italia, è il caso di ricordare che le macchine Rcm già da tempo puliscono la sede milanese di Yamaha Motor Racing. Praticamente la “seconda casa” di Marco Riva, general manager di YMR, che incontriamo nella sede formiginese di Rcm, proprio alla vigilia del weekend del Mugello che ha visto Valentino Rossi rimontare fino alla terza posizione dopo una partenza in salita. “La collaborazione con Rcm dura ormai da anni -dice-. Con questa azienda condividiamo molto: l’etica, l’attenzione all’organizzazione, la grande sensibilità ambientale. Oltre, naturalmente, all’amore incondizionato per i motori”.
Il circuito della sostenibilità, in pista e nel paddock
Fin dal 2010 Yamaha Motor Racing ha intrapreso un percorso a tappe fra sostenibilità e sport che ha preso il via 4 anni fa con la certificazione ambientale Iso 14:2004, niente affatto scontata per un team di moto da corsa. “Nell’ambito di un percorso di miglioramento continuo –spiega Riva–, a un certo punto abbiamo deciso di fare un “salto di qualità” nel paddock come in pista. In altre parole, di non dedicarci solamente alla gara in sé, ma anche a tutto quello che le sta intorno in termini di impatto sull’ambiente. E abbiamo cominciato ad analizzare le criticità nel paddock, dove lavorano 2.000 persone di nazionalità diverse. Ma lo sa che abbiamo scoperto che in un weekend di gare gli oli da cu-
cina dell’hospitality superano di gran lunga quelli del motore, e hanno bisogno di un sistema di gestione completamente diverso?” Teniamo anche conto che il paddock si sposta in 12 nazioni diverse, tutte con regole specifiche. “E così abbiamo iniziato a preoccuparci della gestione del carburante, dello smaltimento dei rifiuti, della mappatura dei circuiti del mondiale, e a “fotografare” gli aspetti che, di tutto questo, possono essere migliorati”. Intanto è arrivata anche la certificazione sicurezza Ohsas 18.001. “La nostra idea è stata fin dall’inizio quella di lanciare messaggi positivi, a partire dalle giovani generazioni, che infatti incontriamo molto spesso con programmi educativi nelle scuole”.
RCM e KissMugello tra moto da sogno, tricicli e “celeriferi”
“Qualche anno fa, un lunedì dopo un weekend di gare al Mugello, sono rimasto impressionato dalla quantità di sporcizia lasciata dalla gente un po’ ovunque. Una scena che non vorrei vedere più”. Da qui all’idea di Kiss Mugello il passo è stato breve. L’iniziativa, lanciata l’anno scorso, ha subito raccolto l’adesione della Federazione Internazionale di Motociclismo, del Circuito del Mugello e dell’Irta (International Racing Team Association). E anche i piloti fanno la loro parte, assumendo e sponsorizzando comportamenti ecosostenibili e facendosi ambasciatori del progetto. Si tratta di invitare gli spettatori a differenziare e pulire gli spazi del circuito, responsabilizzandoli.
“Lo sport è un modo efficace per promuovere messaggi”
“Pensiamo che lo sport sia un modo efficace per far passare messaggi come la sostenibilità e il rispetto dell’uomo e dell’ambiente. E Rcm ci mette del suo. Al Mugello sono stati presenti due tricicli elettrici Zero System a pedalata assistita, con tanto di contenitori per la raccolta rifiuti e la possibilità di ospitare una piccola motoscopa elettrica, e un “celerifero”, frutto della collaborazione fra Rcm e l’Ipsia “Enzo Ferrari” di Maranello. Anche questo è
un triciclo a pedalata assistita dotato di piattaforma laterale di carico, dove trovano alloggio tre contenitori per la raccolta differenziata e l’attrezzatura necessaria alla movimentazione dei rifiuti stradali. Un mezzo che si trova perfettamente a suo agio nei centri storici come nelle aree verdi. Si tratta di due eco-veicoli funzionali, simpatici e molto vicini al pubblico, che già di per sé trasmettono un forte messaggio di sostenibilità e inducono a comportamenti virtuosi.
Rcm, soluzioni a impatto zero
Il progetto Kiss Mugello (twitter: #kissmugello) è riassunto in un simpatico volantino che riporta una mappa completa del circuito con punti di ristoro, toilette, raccolta differenziata e distribuzione dei sacchetti per i rifiuti. E c’è anche un concorso per i 10 selfie più simpatici, premiato con un regalo esclusivo autografato da “Vale” e Marc Màrquez, ambasciatori Fim Green. Un contesto in cui le soluzioni Rcm si sentono a casa propria: Celerifero e Zero System, già sperimentati con successo dal Gruppo Hera per la pulizia dei centri storici, non sono soltanto mezzi a zero emissioni, ma impiegano anche fonti energetiche rinnovabili come il fotovoltaico per incrementare le loro performance “pulite”.
[www.rcm.it]
IPC a ISSA: innovazione continua
IPC ha presenziato ad ISSA/Interclean, ad Amsterdam, come sempre, con novità e conferme all’insegna dell’innovazione, che si pongono come soluzioni concrete alle esigenze di una clientela in continua evoluzione, alla ricerca di cleaning di qualità.
Piccola è bello È stata presentata in anteprima mondiale la CT 80 di IPC Gansow, lavasciugapavimenti uomo a bordo, la più piccola della gamma di lavasciuga IPC Gansow, ideata su una piattaforma industriale per soddisfare due esigenze: uso altamente professionale a due spazzole ed uso meno intensivo a monospazzola. Estremamente compatta, avendo una lunghezza di soli 130 cm ma capace di inglobare un serbatoio soluzione da 80 litri, consente autonomie da lavoro superiori alla media in questa categoria di prodotto.
La versione entry level monospazzola (55 cm di pista), avendo un gruppo batterie da 105Ah (2x12V), nasce per utilizzi di circa 2 ore per turno; mentre le versioni a 2 spazzole (60 e 70 cm di pista) dotate di motorizzazioni più potenti ed ospitando batterie da 180 Ah (4 x 6V) possono superare le 3 ore di utilizzo. La CT80 è dotata dell’esclusiva funzione EcoSelect, che consente di controllare e regolare con un unico programma, sia l’erogazione di acqua e prodotto chimico (anche in base alla variazione della velocità della macchi-
na), sia i giri di motore spazzole e aspirazione, per abbattere ulteriormente il consumo di energia e la rumorosità della macchina. Altra importante novità consiste in un nuovo ampio display visivo per l’operatore con simbologie intuitive e possibilità di scelta tra le diverse lingue.
CT80 è stata studiata per garantire i massimi livelli di service e in tale ottica il prodotto esce equipaggiato con una memory card rimovibile da personale tecnico. Tale scheda memorizza i parametri principali del prodotto e soprattutto registra le scariche e le ricariche delle batterie per meglio gestire il servizio di assistenza tecnica alla clientela.
Il carrello dalle mille possibilità
IPC Euromop e IPC Ready System hanno realizzato “insieme” una piccola grande rivoluzione nel campo della carrellistica.
È Brix, “il” carrello dalla “multiforme” ingegneria, presentato, anch’esso, in anteprima assoluta. Brix si propone come il primo, indispensabile, imprescindibile elemento, già completo in sé, sul quale costruire, modificandolo all’occorrenza, il “proprio” carrello, qualunque sia l’ambito di utilizzo, qualunque sia il grado di variabilità che si può presentare.
Brix, infatti, è la modularità e la versatilità fatte carrello. È concepito per essere il carrello giusto nel posto giusto al momento giusto, dotato di tutti gli accessori giusti per quel particolare utilizzo. Carrello classico, carrello mini, carrello maxi; carrello per hotel, per ambienti sanitari, per uffici; traffico importante o traffico limitato; esigenze diverse rispetto alla stagionalità delle operazioni: non ci sono imprevisti che tengano. Brix è pronto, in pochi istanti, e variabile al variare delle esigenze.
L’aspiratore che si autopulisce IPC Soteco, ha “schierato” l’ampia gamma Industrial Line, con soluzioni per ogni tipo di situazione e di lavorazione: apparecchi studiati per l’aspirazione di polveri pericolose e sversamenti accidentali; soluzioni per la captazione della polvere da utensili di lavoro; aspiratori certificati ATEX e CSA per tutti gli ambienti a rischio; sistemi per ambienti controllati con filtri HEPA/ULPA.
In secondo luogo, 3FlowPlast, aspiratore concepito con tre motori, ognuno dei quali dotato di filtro indipendente. La macchina, in modo automatico e ciclico, funziona con due motori in aspirazione e uno in pausa, che esegue un ciclo di pulizia.
Decisamente innovativo Micro Doggy; per la toelettatura degli animali da pelo e, assolutamente unico al mondo, indistruttibile, l’aspiratore che resiste alle cadute dall’alto e agli urti.
IPC Pulex ha presentato Technoduo, che unisce in un unico attrezzo la forza pulente del vello MicroTiger e la qualità del tergivetro, garantita dalla gomma Pulex, la migliore sul mercato per la sua aderenza al vetro. Technoduo dimezza i tempi di lavoro, in quanto non occorre cambiare attrezzo tra lavaggio e asciugatura.
[www.ipcleaning.com]
Geias I v livello, l’anello che mancava tra committente e appaltatore
“Bisogna fare in modo che committente e appaltatore siano uniti da un filo diretto costante”. Con queste parole, che esprimono un concetto in apparenza scontato, ma che nella realtà non lo è affatto, Claudio Zamparini, presidente di Geias, spiega il senso della rivoluzione culturale che ha intenzione di portare nel mondo degli appalti. “All’ultima edizione di Forum Pulire l’economista Giulio Sapelli ha detto che fino a quando il sistema informatico del committente e dell’appaltatore non dialogheranno fra loro, non usciremo mai dai problemi endemici degli appalti. In questo senso posso dire che abbiamo addirittura anticipato i tempi: il progetto Geias IV Livello nasce nel 2009 da una constatazione di questo tipo, con la missione di risolvere, appunto, i problemi di comunicazione fra committente e appaltatore”.
Di cosa vi siete accorti?
“Del fatto che molto spesso i rapporti fra i due soggetti avvenivano in modo precario, non strutturato, eterogeneo, incostante e incompleto. Girava ancora molta carta e spesso, quando le comunicazioni erano fatte via telefono, non restavano nemmeno dati utilizzabili per elaborare statistiche e creare un patrimonio informativo proprio. Da qui discendono infiniti problemi: capitolati non propriamente rispettati, scarsa soddisfazione del committente, mancati pagamenti, lamentele e contenziosi a non finire. Oltre che un clima di disordine e confusione nel quale, si sa, l’illegalità va a nozze. Che è poi quello che abbiamo sentito al Forum”.
Cosa si può fare per cambiare?
“Noi abbiamo elaborato Geias IV Livello, un sistema che fornisce dati oggettivi e mette in comunicazione, in tempo reale, committente e impresa appaltatrice. Geias IV Livello, che è un portale a
cui è abbinato un gestionale in continua evoluzione e miglioramento, colloca puntualmente e codifica tutte le fasi di processo insite nel capitolato tecnico, e fa interagire le attività sul cantiere con le funzioni aziendali destinatarie naturali di queste informazioni (risorse umane, amministrazione/finanza, direzione, ecc.). Il sistema è un ottimo sintetizzatore di dati, disponibili in tempo reale e utilizzabili per ogni livello di analisi statistica, rendendo possibili: misurazione e gestione delle performance aziendali; analisi economico-finanziaria attraverso la lettura storica dei bilanci; predisposizione/valutazione di business plan; analisi personalizzate per specifici problemi aziendali. I dati, come dicevamo, contribuiscono a creare uno “storico” utilissimo per l’impresa, che potrà analizzare il suo lavoro, migliorarsi e mettere a punto offerte di gara. E’ un sistema aperto, che dialoga con ogni tipo di piattaforma informatica”.
In pratica, cosa avviene?
“In pratica l’operatore dell’impresa visualizza di volta in volta sul proprio smartphone i servizi da svolgere, previsti dal capitolato, e non deve pensare ad altro che a fare bene il proprio lavoro. In caso di variazioni, intervenire e registrare le variazioni del servizio svolto è semplicissimo. Il sistema consente in tempo reale registrazione e consuntivazione del lavoro svolto. Ma questa è solo la parte più visibile del sistema, che consente anche tracciabilità e monitoraggio del singolo operatore. Ora, se noi pensiamo alle grandi committenze, alle cifre che investono nel servizio di pulizia e alla pluralità di soggetti con cui si trovano a dialogare, siamo di fronte a una rivoluzione copernicana in fatto di razionalizzazione, innovazione e sviluppo. Che guarda caso erano anche tra i temi trattati nel Forum”.
Insieme alla legalità…
“Anch’essa rientra a pieno titolo nella nostra filosofia. Infatti certezza dei dati e tempestività nelle comunicazioni significano di fatto possibilità di dialogo in tempo reale e risoluzione dei problemi in tempi rapidi, senza dover arrivare a onerosi contenziosi. E poi, naturalmente, trasparenza, unita alla riservatezza dei dati.”
Sempre al Forum uno studio Coesis metteva in luce l’importanza dei processi di ingegnerizzazione dei piani di lavoro nella scelta delle imprese.
“Anche perché sono gli stessi contratti d’appalto ad essere sempre più evoluti. Geias introduce un concetto moderno di gestione d’impresa, ingegnerizzando i processi e riducendo fortemente il costo lavoro indiretto, a vantaggio della performance di cantiere. In una parola, siamo l’anello di congiunzione: facciamo dialogare in modo rapido, preciso e sicuro, i sistemi di Itc di committenti e appaltatori (non a caso il nostro logo è costituito da tre cerchi che si incrociano), dotando questi ultimi, a cui ci rivolgiamo e che rappresentano la nostra clientela, di uno strumento di gestione snello, flessibile e di immediato utilizzo. D’altra parte il sistema garantisce ai committenti la perfetta esecuzione delle prestazioni contrattualmente previste, la loro verifica puntuale e la razionalizzazione dei costi”.
[www.geias.it]
Opal, Baby 43 e Ozono: la Adiatek fa il pieno di novità
E’ una Adiatek in gran forma quella che si è vista all’ultima edizione di Interclean, ad Amsterdam: le due novità, Opal 66-75 e Baby 43 con batteria al litio, e le importanti migliorie al sistema ozono hanno creato molta curiosità intorno allo stand dell’azienda veronese.
Opal, la novità assoluta
Meglio entrare subito nel vivo: Opal si colloca in una fascia compresa fra la serie Jade e Amber. Il design è quello tipico di Adiatek: unica diversità è l’apertura laterale del serbatoio recupero, creata per migliorare svuotamento e pulizia interna. Il serbatoio soluzione ha una capacità di 75 l, per una buona autonomia di lavoro. Un tubo esterno trasparente indica il livello interno della soluzione detergente, ed è possibile scaricare completamente il serbatoio svitando il bicchiere trasparente del filtro. Il serbatoio di recupero ha una capacità di 85 l. Una grande apertura superiore permette di raggiungere ogni punto interno in modo da garantire una pulizia completa. La macchina è estremamente compatta e maneggevole, per muoversi con disinvoltura anche in piccoli ambienti. Cura particolare è stata posta nella riprogettazione del comando del tergipavimento, molto corto sia nella versione 66 (tergi da 815 mm) che nella versione 75 (940 mm). Il livello di asciugatura è un punto di forza di questa macchina, studiata per alloggiare un aspiratore a tre stadi con convogliatore, che in combinazione con un tergipavimento corto è garanzia di buona asciugatura su ogni tipo di pavimento. Il gruppo spazzole prevede due modelli di basamento: uno da
66 cm ed uno da 75 cm, completamente nuovo, con due motoriduttori indipendenti. Rinnovate anche elettrica ed elettronica.
Baby 43, la macchina del presente e del futuro
Altra importante novità riguarda la dotazione di batterie al litio per la macchina “Baby 43”. Prodotta già dallo scorso anno, questa “ultracompatta” era l’unica macchina con la possibilità di rotazione naturale del tergipavimento fino a permettere l’asciugatu-
ra anche in retromarcia. Nel corso di quest’anno, però, sono stati fatti due sensibili passi in avanti: è stata aumentata del 30% la potenza disponibile alla spazzola, ed è stata adattata la macchina alla tecnologia litio. I risultati sono sorprendenti: nello stesso volume dove, con la tecnologia AGM, è possibile avere non più di 35Ah5 ora si è riusciti ad installare fino a 80Ah5. Le batterie Litio hanno molti vantaggi rispetto agli accumulatori tradizionali al piombo: la densità di energia è più che raddoppiata passando da circa 40 Wh/kg a circa 140 Wh/kg; a ciò si aggiungono bassa corrente di auto scarica ed elevata vita media. Infatti si superano abbondantemente i 2000 cicli di ricarica completa.
Migliorato anche il sistema Ozono
E veniamo ora al sistema Ozono: l’ozono è in grado di creare un ambiente altamente ossidante,
caratteristica che permette di combattere e distruggere i microrganismi presenti nell’ambiente e quindi di fare disinfezione. Tuttavia non può essere immagazzinato, ma deve essere prodotto nel momento in cui si usa. Un altro problema è che, dato che virus e batteri non sono visibili ad occhio nudo, non è semplice essere certi che il sistema ozono stia facendo il suo lavoro. In questo caso il parametro di riferimento è l’ORP, Oxidation Reduction Potential, una misura in millivolt del livello di ossidazione dell’acqua. Proprio su questo si è concentrata la ricerca Adiatek: mettere a punto un sistema di pulizia che, utilizzando l’ozono, sia sicuro, ecologico e non nocivo per l’operatore. E oggi, ecco il risultato: l’ozono viene iniettato attraverso un ugello di forma particolare, appena fuori dal serbatoio soluzione. In questo modo ozono e acqua hanno modo di mescolarsi in modo corretto. Adiatek, inoltre, ha legato la produzione dell’ozono all’apertura dell’elettrovalvola, producendo ozono solo quando serve. L’ozono prodotto andrà quindi tutto a combinarsi con lo sporco sul pavimento senza disperdersi inutilmente nell’aria. Già con il sistema precedente erano state fatte delle verifiche di disinfezione nel laboratorio dell’Istituto Pasteur di Lille con una Jade 55 e una Ruby 50. Ma ora le sperimentazioni sono riprese, e si è in attesa dei risultati (anche se i primissimi dati sembrano convincenti). Il sistema è anche estremamente sicuro: siamo a meno della metà della concentrazione di ozono nell’aria stabilita dalla legge italiana. [www.adiatek.com]
ChimiClean presenta Skizzo! Il concentrato dei concentrati
La ChimiClean, azienda che da trent’anni produce detergenti per tutti i settori professionali, presenta la linea SKIZZO® una vasta gamma di concentrati ad elevato fattore convenienza ed efficienza. Il marchio SKIZZO nasce con l’introduzione sul mercato di 5 detergenti per superfici e pavimenti pensati per il settore professionale.
Infatti, dopo un’attenta analisi di mercato e la valutazione dei sondaggi effettuati tramite alcune delle più rappresentative imprese di pulizie nazionali, si è giunti alla realizzazione di un prodotto unico ed innovativo in grado di:
• essere semplice ed intuitivo nell’utilizzo,
• occupare meno spazio nel carrello,
• risparmiare tempo in inutili e dispendiosi travasi tramite taniche,
• ridurre i rischi per l’operatore sul lavoro,
• ottimizzare gli spazi in magazzino minimizzando lo stoccaggio,
• rispettare l’ambiente utilizzando meno plastica, acqua, carta ed energia,
• detergere le superfici e profumare gli ambienti con solo pochissimi grammi di prodotto.
Basta uno skizzo, infatti, in un secchio di 10 litri d’acqua per lavare e detergere a fondo tutti i tipi di pavimenti ed ogni superficie lavabile lasciando nell’ambiente una gradevole fragranza.
SKIZZO Pavimenti è disponibile in 5 gradevolissime nuance partendo dalle più classiche ed avvolgenti profumazioni come la Lavanda e l’Agrumata per finire alle più raffinate ed esotiche come il Fior di Loto, l’Aloe ed l’Herbal.
Il successo è stato immediato, ecco perché la ChimiClean ha deciso di allargare la gamma di prodotti, introducendo nuovi detergenti in base alle
categorie di utilizzo ed alle esigenze degli operatori.
SKIZZO PAV COTTO: iperattivo concentrato in gel ideale per la pulizia e lo sgrassaggio di pavimenti in cotto.
SKIZZO BAGNO: detergente particolarmente indicato per le pulizie giornaliere di rubinetterie, lavabi, docce, piastrelle, ecc.. Grazie al suo potere altamente solvente e sgrassante elimina dalle superfici interessate residui di sporco grasso, sapone, tracce di rossetto, calcare, ecc..
SKIZZO SAN detergente ad azione sanificante particolarmente indicato per le pulizie di tutte quelle superfici che necessitano un elevato grado di igiene (palestre, sanitari, piastrelle, pavimenti ecc).
SKIZZO DISINCROSTANTE IGIE -
NIZZANTE: formulato con acidi nobili inibiti per l’eliminazione rapida di formazioni calcaree, con rifrattori di luce ad effetto brillantante e con fissatori di profumo che garantiscono un effetto prolungato di freschezza nell’ambiente.
SKIZZO SGRASSATORE: miscela di prodotti alcalini e tensioattivi, sequestranti e solventi che garantiscono un elevato potere detergente e sgrassante rimuovendo ogni traccia di unto e grasso anche bruciato.
Le sostanze alcaline assicurano una profonda asportazione di grassi, proteine e residui carboniosi.
SKIZZO MORBIDO: ammorbidente iperconcentrato per bucato a mano e in lavatrice. Basta uno skizzo nella fase di risciacquo del bucato per renderlo soffice e profumatissimo.
SKIZZO LAVATRICE: concentrato in gel che, grazie alla sua nuova formula, lava in profondità le macchie e mantiene i colori vivi anche dopo molti lavaggi.
SKIZZO CUCINA: detergente superconcentrato ad alto potere sgrassante adatto a tutte le super-
fici lavabili come piastrelle, piani cucina, lavabi, piastre di cottura, stoviglie, ecc..
Se diluito in acqua calda, aumenta la capacità sgrassante.
NUOVO SKIZZO CLORALINE: detergente iperclorattivo con un bassissimo impatto ambientale.
Grazie alla sua innovativa formula, pochi grammi di prodotto contengono tutti i componenti del cloro che, in combinazione con altre sostanze attive, garantiscono una performance 10 volte superiore a quello dei comuni prodotti a base di candeggina.
NUOVO SKIZZO SGRASSATORE BAGNO: la sua miscela garantisce elevato potere detergente e sgrassante assicurando una profonda asportazione di oli, sporco proteico, residui di creme, rossetti, ecc.. Lucida ed igienizza, inoltre, le superfici lasciando per giorni un gradevole profumo.
NUOVO SKIZZO DISINCROSTANTE BAGNO oltre ad essere profumato ed igienizzante deterge, disincrosta e lucida superfici porcellanate, smaltate, acciaio inox, vasche, lavabi e sanitari in genere. [www.chimiclean.it]
Maer idropulitrici, dal Nord Italia al mercato-mondo
Nata e sviluppatasi nei capannoni che un tempo ospitavano una fiorente azienda agricola, oggi la Maer Idropulitrici, azienda di Torre Pallavicina, in provincia di Bergamo, proprio nel cuore del Nord Italia, porta in tutto il mondo l’eccellenza nella progettazione e nella costruzione di idropulitrici professionali.
L’idea fu di Giuseppe Botti
L’intuizione vincente la ebbe, oltre 30 anni fa, Giuseppe Botti, che con la sua famiglia e una dozzina di collaboratori entrò in uno dei mercati in cui l’Italia è più forte: quello delle macchine per la pulizia industriale. Le aziende agricole, infatti, sono tra gli ambienti che maggiormente necessitano di elevati standard igienici. E in generale si può dire che il settore agricolo e zootecnico rappresentino un ottimo banco di prova per l’innovazione e la creazione di prodotti sempre più evoluti e performanti.
E oggi entrano in azienda i figli Matteo ed Antonio, che guardano all’estero
Fu così che Botti iniziò a produrre idropulitrici industriali: e lo fece da protagonista, tanto che oggi, dal moderno stabilimento di oltre 2.000 metri quadrati, partono container di “idro” per l’Europa del nord e mediterranea (Regno Unito e Germania, ma anche Spagna, Svezia, Finlandia e Russia) e per gli altri continenti (dal Nordafrica all’America meridionale, fino alla Nuova Zelanda). Insomma, oltre all’Italia parliamo di oltre 50 paesi esteri, e la conquista dei mercati emergenti non si è ancora fermata. Così Maer continua a guardare lontano, grazie anche al recente ingresso in azienda di Matteo ed Antonio Botti, figli del fondatore Giuseppe, che daranno un importante contributo allo sviluppo e all’internazionalizzazione dell’attività.
Professionalità in tutti i settori
Per permettersi uno sguardo a trecentosessanta gradi sul mondo occorre, innanzitutto, consolidarsi in casa propria: il che vuol dire ottima organizzazione aziendale, prodotti di alta qualità, affidabili e sicuri, e una gamma che non teme rivali. Tutto questo è nel dna di Maer Idropulitrici, che realizza soluzioni ad hoc per i più diversi settori industriali: aziende agricole, vitivinicole, del settore agroalimentare e dell’allevamento del bestiame, officine, autolavaggi, aziende di trasporti pubbliche e private, ma anche edilizia, nautica e così via. Le idropulitrici Maer sono macchine professionali, concepite con lo scopo di fornire
vantaggi notevolissimi, non solo in termini di efficienza ma anche di rispetto ecologico e risparmio energetico, consentendo di contenere dalle due alle sette volte le quantità d’acqua utilizzate.
Acqua fredda,
acqua calda
La linea a freddo è indicata in tutte quelle applicazioni in cui occorra una elevata pressione dell’acqua: tipico esempio il settore dell’edilizia. La linea ad acqua calda, invece, è ideale per tutte quelle situazioni di lavaggio ove sia necessario abbinare all’alta pressione la forza sgrassante e igienizzante dell’acqua calda (in particolare, appunto, per le aziende del settore agricolo, metalmeccaniche, ecc…). Molte le linee, che si distinguono per dimensioni, specifiche tecniche
e, quindi, ambiti di applicazione: si va dalle compatte Compact, Drop e Lux ai modelli Master, Sitemaster, passando per Avant, Arka, Klass e altri. Non mancano modelli “green”, che spiccano per la sostenibilità ambientale: è il caso di Iskra, idropulitrice molto semplice da utilizzare, che funziona esclusivamente ad elettricità: il che significa niente fumi, basso consumo d’acqua, temperatura costante a 90°C. Insomma, risparmio e una gran mano per l’ambiente.
Struttura flessibile, ampie personalizzazioni
E visto che anche l’occhio vuole la sua parte, le idropulitrici Maer hanno un design moderno dalle linee gradevoli, che si unisce a una tecnologia impeccabile. E tra i plus di Maer Idropulitrici c’è anche quello di disporre di una struttura snella, flessibile e capace di adattarsi alle più specifiche richieste dei clienti personalizzando le soluzioni mantenendo qualità, affidabilità e prezzi vantaggiosi. Completa l’offerta una vasta scelta di aspiratori, nebulizzatori e accessori. E per chi volesse toccare con mano la qualità dei prodotti a listino, due sono le possibilità: o recarsi in sede, dove è possibile il collaudo diretto di tutte le macchine, o incontrare Maer alle principali fiere del settore, dove l’azienda da sempre è presente.
[www.maeridropulitrici.com]
Mattara veste la qualità di Skill
Se c’è un settore da osservare con attenzione, perché nel prossimo futuro ci riserverà senz’altro delle sorprese in termini di numeri, è quello degli abiti da lavoro: già molto sviluppato in paesi come Stati Uniti, Inghilterra, Germania e Francia, sta crescendo molto anche in Italia, grazie all’impegno di aziende che ne hanno fatto una vera e propria vocazione.
Un’azienda in crescita
Fra queste, un ruolo di primo piano è quello della veneta Mattara, con sede a S. Giustina in Colle (Pd), che da 8 anni si occupa appunto della produzione di abiti da lavoro e antinfortunistica. “Da quando siamo nati, siamo già cresciuti molto- spiega la titolare Erica Mattara. Ci rivolgiamo a diversi settori, e tra questi quello delle pulizie e servizi integrati ha una grande importanza”. Possibilità di personalizzazione “al trecento per cento”, rapidità e precisione nelle consegne, qualità nei materiali usati e nelle lavorazioni e completezza di gamma sono i punti forti dell’azienda, che da tre anni annovera tra i suoi clienti il consorzio Skill. Una collaborazione che si è fatta via via sempre più stretta, tanto da portare alla realizzazione di un intero catalogo personalizzato.
La partnership con Skill: tutto inizia nel 2011…
Ma iniziamo dal principio. E’ Alessia Bolognin, di Skill, a raccontarci com’è andata: “La collaborazione con Mattara è iniziata alla fine del 2011 con un progetto di ridefinizione e codificazione delle divise previste per gli operatori e per le figure di coordinamento presenti in cantiere. Due sono state le motivazioni principali. La prima è banalmente legata ai dettami del marketing: prevede l’identificazione del prodotto (che, nel nostro caso, è il servizio erogato negli spazi del cliente finale) attraverso l’identità del logo, per arrivare a distinguersi dalla concorrenza. L’altra è quella per noi più importante. Rappresentiamo una rete di imprese distribuite su tutto il territorio na-
zionale ed uno degli intenti consortili è quello di promuovere lo sviluppo imprenditoriale delle singole realtà locali. Di fatto operiamo però come un’unica realtà, in maniera organica, e vogliamo sia farlo percepire chiaramente (e visivamente) ai nostri clienti, sia che i nostri operatori si sentano parte di unico marchio comune”.
Perché Mattara? I motivi della scelta D’accordo, ma sul mercato ci sono tante aziende… perché proprio Mattara? “Di Mattara ci è piaciuto il dinamismo e la capacità di mettersi in gioco per sposare completamente un progetto che ha richiesto una bel pò di lavoro prima di arrivare a codificare oltre 40 capi destinati a 50 diverse figure professionali. Siamo un cliente molto esigente con tempi di reazione estremamente rapidi e richieste tassative. Ad un fornitore chiediamo di stare al nostro passo, di aiutarci a risolvere i problemi contingenti ed, ovviamente, qualità a prezzi contenuti: è il mercato che ce lo impone”.
Tipo di cantiere, figura professionale: a ciascuno la sua divisa!
In pratica, di quanti e quali capi parliamo? “Il cata-
logo divise che abbiamo definito assieme a Mattara stabilisce i capi previsti per i nostri operatori suddivisi in base alla tipologia di cantiere (ad esempio sanitario, GDO, industriale o alberghiero) e al ruolo della figura professionale: i nostri clienti devono riuscire a distinguere al volo quali sono le figure responsabili a cui rivolgersi in cantiere e i nostri operatori devono sentirsi parte dell’ambiente in cui lavorano. Abbiamo fatto in modo che ogni singolo capo venisse personalizzato almeno in un piccolo dettaglio, come il profilo di una tasca o i polsini di una felpa. Rappresenta la filosofia che applichiamo ai nostri servizi. Molti capi però sono stati costruiti ex novo a tavolino, decidendo assieme, campionario alla mano, il taglio, tessuto e colore e modificando versione dopo versione i risultati. È tutt’ora un work in progress: quando ci accorgiamo che qualche capo potrebbe essere migliorato ci sediamo di nuovo assieme per trovare la giusta soluzione”.
Un accordo che funziona
E arriviamo al punto: siete soddisfatti? “Dai nostri clienti abbiamo imparato due cose, tra le tante: ad essere critici ed esigenti con chi lavora con noi e ad apprezzare il lavoro ben fatto. Ci esercitiamo molto nella prima, q.b. (acronimo che sta per “quanto basta”…) nella seconda. Erica Mattara lo ha capito e si è saputa adeguare ai nostri standard. Ci è voluto un po’ di tempo per mettere a punto tutte le fasi del progetto e per superare le difficoltà implicite nell’avvio di una nuova rete di distribuzione. Ma, considerato che abbiamo 40 sedi e più di 2500 cantieri in giro per l’Italia e che a volte dobbiamo partire con un nuovo appalto nel giro di una settimana, possiamo dirci soddisfatti di come Mattara ci segue in ogni nuovo progetto commerciale. Soprattutto, ci piace molto riscontrare nei nostri fornitori passione ed entusiasmo per il lavoro che portano avanti, perché è quello che facciamo noi. Ed in questo l’accordo con Mattara funziona benissimo”.
[www.ekmgroup.it]
Arix: Convert 80 da oggi è anche batteriostatica
La Convert 80 è, da sempre, la spugna di punta della gamma ARIX Professional: la qualità della fibra e la lunga durata l’hanno resa una delle spugne più vendute del mercato dell’HO.RE.CA.
Arix si supera, contro batteri e funghi
Ma oggi Arix si è addirittura superata: il laboratorio di Ricerca e Sviluppo dell’azienda di Viadana, infatti, ha progettato una nuova spugna con un agente antibatterico che rallenta sensibilmente la formazione di batteri e funghi all’interno della spugna stessa migliorando ulteriormente le prestazioni prodotto. Si parla di una capacità di riduzione dei microrganismi che arriva fino all’83%, come vedremo tra poco. Spiega Gianni Isetti, di Arix Professional: “Siamo partiti dal concetto che le spugne, sempre a contatto con sporco di origine organica, possono rimanere umide a lungo e sviluppano cariche batteriche anche significative e quindi possono arrivare a contaminare il lavello ed altri piani di lavoro spesso destinati a venire in contatto con i cibi”.
Il confronto
Isetti prosegue nel racconto: “Identificato un agente antibatterico che potesse integrarsi perfettamente nella produzione della spugna, oltre che resistere a diversi cicli di lavaggio, siamo andati a confrontare la proliferazione batterica su una spugna non trattata e sulla nuova Spugna Convert
80 con antibatterico: inoculando diverse tipologie di muffe e batteri (Staphylococcus aureus, Pseudomonas aeruginosa, Aspergillus niger), abbiamo testato la spugna in condizioni che riproducono un uso di diversi giorni, con continui lavaggi in acqua calda e detergente specifico. Possiamo dunque affermare, con test di laboratorio, che la nuova Spugna Convert 80 presenta ottime capacità di inibizione della crescita microbica e quindi proprietà batteriostatiche nei confronti dei microoganismi di prova.
Proprietà sperimentate e validate
La nuova spugna di Arix Professional, denominata Convert 80 art. 156, garantisce quindi, oltre che una lunga durata, una notevole igiene. E a dirlo non è solo Arix. Infatti non parliamo soltanto di prove interne: un severo test, svolto a cura di
un’importante università italiana, ha confermato e validato le proprietà antibatteriche della spugna, con tanto di dati e numeri. La prova ha messo a confronto una spugna in poliuretano accoppiata con fibra abrasiva tradizionale con una spugna accoppiata con fibra abrasiva con antibatterico. Scopo era quello di dimostrare la maggiore capacità della spugna imbibita con antibatterico di contrastare la proliferazione di microrganismi come batteri e muffe, e quindi ridurre la possibilità di contaminazioni. La prova è stata fatta senza e con invecchiamento accelerato del prodotto.
Risultati
I risultati non lasciano spazio a dubbi: in base all’esito delle prove e ai risultati ottenuti in vitro, il prodotto è stato dimostrato efficace nell’inibire la proliferazione batterica. La spugna, destinata al campo alimentare per lavaggio di stoviglie e di piatti in ambiente professionale -conclude il responsabile scientifico della sperimentazione-, presenta un agente antibatterico in grado di inibire la crescita di batteri e di muffe che eventualmente potrebbero venire a contatto con la spugna durante il suo utilizzo ed essere causa di contaminazioni della spugna medesima.
La prova di contaminazione
Nella prova di contaminazione artificiale in vitro nei confronti dei batteri pseudomonas aeruginosa e stafilococcus aureus, e delle muffe aspergillus niger , il trattamento con una sostanza ad attività disinfestante della spugna di poliuretano con fibra abrasiva ha dimostrato di ridurre in modo significativo la carica microbica iniziale dell’83% nel campione mai utilizzato, e del 62% dopo il periodo di invecchiamento accelerato (effettuato per simulare le condizioni reali di utilizzo). E’ possibile conclude, dunque, che la spugna di poliuretano accoppiata alla fibra abrasiva presenti ottime capacità di inibizione della crescita microbica, che persistono anche dopo un uso prolungato. [www.arix.it/it/professional]
Aral, l’orgoglio della qualità
Fondata nel 1997, la Aral è diventata ormai un punto di riferimento nella formulazione e produzione di detergenti professionali, grazie a una politica improntata alla qualità, alla trasparenza e alla continua ricerca di soluzioni innovative.
Un lavoro di squadra instancabile e lungimirante
Risultati resi possibili da un instancabile e lungimirante lavoro di squadra, perfettamente guidato dalla competenza, dall’esperienza e dall’intuito chimico del numero uno di Aral, l’amministratore delegato Davide Dameri. A tenere sotto controllo costantemente il “polso” del mercato è il braccio destro di Dameri, il direttore commerciale Guido Biasiolo, che va per gli otto anni in Aral e che parla con orgoglio di un’azienda in grado di resistere alle non poche difficoltà degli ultimi tempi: dalla crisi, che si è sentita e si sente a tutti i livelli del mercato, alle calamità naturali come il terremoto di due anni fa, che ha creato non pochi problemi ad Aral, azienda, lo ricordiamo, con sede a Moglia, nel Mantovano. “Dico la verità –spiega Biasiolo-. La crisi, inutile negarlo, si è fatta sentire e un’azienda meno solida e non abituata a lavorare in qualità avrebbe già chiuso bottega e portato i libri in tribunale. Purtroppo di aziende che hanno chiuso ne abbiamo viste tante. Aral, però, ha continuato a fare prodotti che avessero alle spalle un reale impegno di ricerca, e questo sta pagando”.
I prodotti
Sul versante prodotti, appunto, Aral continua la sua evoluzione, dopo aver completato la Linea Lavanderia e ultimato la Linea Auto e una gamma completa di essenze a lunga durata per gli ambienti. Anzi, proprio la crisi, con clientele sempre più orientate al risparmio, ha spinto l’azienda ad ampliare il ventaglio di offerta dei propri prodotti rendendoli sempre più concentrati e abbattendo sempre più i costi in uso. La punta di diamante della gamma resta Biostat, un prodotto in grado di detergere le superfici abitualmente a contatto con alimenti e, grazie alla sua vaporabilità, di non lasciare residui sulle superfici trattate. Per le sue caratteristiche Biostat è idoneo alle normative di autocontrollo Haccp. Completa la Linea Agroalimentare, che comprende: detergenti schiumogeni e non, sgrassanti solventati, disincrostanti acidi, ed igienizzanti per ambienti ed apparecchiature.
Consulenza e supporto per tutti i problemi
Inoltre Aral fornisce la consulenza ed il supporto di professionisti che garantiscono la risoluzione di problemi di incrostazione, ossidazione, rimozione dei residui grassi e organici più difficoltosi. Importante è la presenza di potenti igienizzanti e sanitizzanti in grado di prevenire forme di contaminazione, il tutto supportato da test di performance per ben 36 prodotti. Aral ha ottenuto grande consenso anche nella Linea Cucina, ora arricchita di nuovi detergenti per stoviglie, che garantiscono economicità e risultato. E per le imprese c’è una gamma completa di prodotti per il trattamento di ogni tipo di superficie, senza dimenticare una linea completa di prodotti enzimatici.
Grande attenzione ai dealer
Ma la vera carta vincente di Aral è l’estrema attenzione ai dealer: “Per noi produttori i dealer
sono l’anello fondamentale della catena, senza se e senza ma. E le spiego il perché: è forse vero che con la vendita diretta hai l’impressione di marginalizzare di più, e quindi di guadagnare il doppio o il triplo. Ma questa è solo un’impressione: alla lunga, chi sta sul territorio? Chi ha la struttura capillare per poter interloquire coi clienti finali? Ecco, basta un semplice calcolo per capire che il gioco di “saltare” l’anello distributivo non vale la candela: quante partire Iva dovrebbe pagare una Aral per arrivare a coprire tutto il territorio gestito dai dealer?”. Proprio a loro, ai dealer, Aral dedica un’attenzione che non è solo qualità del prodotto, puntualità nelle consegne, eccetera: “Facciamo vero affiancamento, li seguiamo passo passo con supporto tecnico, assistenza e iniziative di formazione. Insegniamo tutto, dalle nozioni tecniche al know-how commerciale. Perché sono loro il nostro futuro”.
Il futuro di Aral
Il futuro appunto. Anche su questo tema Aral ha le idee molto chiare: “Consolidare il mercato, indubbiamente fiaccato dalla crisi, sviluppare nuove tecnologie e fare una chimica sempre più ricercata. E ancora: raffinare il know-how e trasferirlo ai nostri dealer, e soprattutto continuare a metterci il nome e la faccia, lavorando in prima persona sul territorio accanto a chi ha scelto di crescere con noi”.
[www.aralsrl.com]
Toh! Spunta Assmo, il noleggio targato Raimondi
Se capiti un giorno nello stabilimento Rcm di Formigine, e sotto la nota insegna rossa con l’acronimo che sta per Raimondi Costruzioni Meccaniche trovi un campanello con la scritta Assmo, vai sereno: non hai sbagliato indirizzo. Anzi, forse hai fatto un’interessante scoperta: Assmo è un’azienda di proprietà della famiglia Raimondi che si occupa esclusivamente di noleggio e assistenza tecnica da quasi trent’anni ed è guidata da Renzo, il più anziano dei tre fratelli.
Assmo esce allo scoperto
Sì, avete capito bene: quando ancora nel nostro settore il rent era una formula praticamente sconosciuta (e i produttori non ne volevano neppure sentir parlare), i Raimondi facevano già noleggio alle imprese, alle industrie e a tutti i soggetti che desiderassero i vantaggi di costi certi e qualità e assistenza assicurate. “Fino ad oggi Assmo è sempre rimasta nelle retrovie, nel senso che non ha mai voluto, per scelta, farsi conoscere sui media del settore. Ora però il noleggio sta prendendo piede anche nel cleaning, ed è tempo di rompere gli indugi”, spiega Renzo Raimondi Che per farlo sceglie GSA.
Assistenza, ma soprattutto noleggio di tutte le macchine
Anche Assmo è un acronimo, e precisamente di Assistenza Motoscope: parliamo di un’azienda che nasce nel 1986 per fornire assistenza tecnica qualificata alle macchine di Rcm, che allora produceva, appunto, motoscope. Successivamente, con l’evoluzione produttiva della casa-madre nel campo delle lavasciuga, anche Assmo ha esteso il proprio servizio, e ora si occupa di tutte le macchine: spazzatrici, lavasciuga, aspiratori. Intanto il servizio di assistenza si estendeva anche a macchine di altri marchi, ma la vera “bomba” arriva intorno al 2000, quando in Assmo ha iniziato a farsi strada l’idea che una buona macchina si può non soltanto vendere, ma anche noleggiare.
L’inizio della storia
“Oltretutto -spiega Raimondi- facendo assistenza ci capitava spesso di dare macchine sostitutive. A quel punto abbiamo fatto due più due: perché non iniziare a noleggiarle?”. Detto fatto: in netto anticipo sui tempi, l’azienda modenese ha ampliato il proprio servizio offrendo anche il noleggio, e nel giro di qualche anno si è inserita nella classifica delle aziende “top ten” del noleggio, tra le pochissime nel comparto del cleaning. Molto del merito va a Rossana Pollastri, che fin dagli inizi si occupa in particolare della parte commerciale dell’azienda, e che nel tempo ha gestito l’attività di noleggio: “Sono felice -dice- di poter finalmente parlare di un’attività a cui tengo e che ho contribuito a far crescere”.
Il noleggio si afferma anche nel cleaning
Sono ormai molte le aziende e le imprese di pulizia che scelgono il noleggio, interpretandolo come una soluzione vera, un modo per contenere i costi e per godere delle prestazioni di macchine sempre efficienti e adatte al lavoro da svolgere, senza l’imprevisto di costi aggiuntivi. “Noi noleggiamo ogni tipo di macchina sempre perfetta-
mente manutenzionata -spiega Pollastri-, con formule che vanno dal brevissimo al lungo termine, da un giorno a trentasei mesi”. E con i contratti di manutenzione programmata noleggi la macchina e non ci pensi più. “L’ampio parco macchine di cui disponiamo ci permette di soddisfare qualsiasi richiesta dei clienti, in qualsiasi momento, con macchine nuove o seminuove, tecnicamente all’avanguardia e rispondenti alle norme in materia di sicurezza. Abbiamo macchine targate per la circolazione su strade o aree pubbliche, e la nostra ventennale esperienza nel settore delle macchine per la pulizia ci permette di offrire alla nostra clientela una qualificata consulenza nella scelta della macchina più appropriata al tipo di lavoro da eseguire. Facciamo consegna diretta presso il cantiere di utilizzo dei macchinari, e forniamo istruzioni per l’uso dettagliate al personale, assistenza tempestiva o sostituzione in caso di un imprevisto fermo macchina. Assicurazione su richiesta”.
200 mezzi e una rete capillare
Oggi Assmo può contare su 200 contratti di noleggio attivi, con macchine all’opera in vari cantieri su tutto il territorio nazionale. Ma è nell’assistenza un altro grande punto di forza: Assmo, infatti, può contare sulla competenza, sulla rapidità, sull’efficienza e sulla distribuzione capillare della rete di concessionari Rcm. Da non sottovalutare il know-how e l’esperienza di Renzo Raimondi, che è anche a capo del reparto progettazione di Rcm, e che non teme rivali quanto a competenza tecnica. “Quando rientrano –spiega- le macchine vengono completamente revisionate e messe a nuovo, quindi proposte sul mercato dell’usato. Abbiamo macchine di 20 anni che funzionano come se fossero uscite ieri dalla fabbrica. E le assicuro che in questi anni di grave crisi l’usato è veramente richiestissimo”. E in questi anni anche Rcm, attraverso Assmo, ha sperimentato che il noleggio funziona. I clienti, seguiti da un partner affidabile come Assmo, si fidelizzano e si fidano ancora di più.
[www.assmo.it]
Grandi cambiamenti in casa Rubino Chem!
C’è aria di grandi cambiamenti in casa Rubino Chem. I nuovi prodotti stanno avendo un notevole successo di mercato e, come spesso succede in questi casi, si stanno già riscontrando i… primi tentativi di imitazione: “Eh, sì –afferma il titolare Luigi Rubino-. Purtroppo, girando per l’Italia, mi sono accorto di numerosi falsi e contraffazioni sui miei prodotti, che mettono a repentaglio la qualità e l’immagine di Rubino Chem. Oltre a questo, purtroppo, ho scoperto che, anche laddove il prodotto è originale, qualcuno ha fatto il furbo e ha messo sugli scaffali prodotti “annacquati”, o allungati con sostanze diverse dai nostri formulati”.
Contro i tentativi di imitazione
Insomma, un’emergenza contro cui correre ai ripari in modo rapido e deciso. “Proprio in questi giorni, dopo aver completamente rinnovato le linee produttive, mi trovo a dover fare un ulteriore investimento -e parliamo di centinaia di migliaia di euro- per garantire al cliente finale l’originalità e la qualità dei miei prodotti. Si tratta di una scelta di responsabilità, e, ripeto, di qualità. Non possiamo permetterci eccezioni in questo senso: così abbiamo pensato di proteggere i trigger con un sigillo di garanzia, rendendo nello stesso tempo il packaging più funzionale, performante e accattivante. Insomma, un miglioramento note-
vole che nasce da un’effettiva esigenza: in questo modo i nostri prodotti non saranno più attaccabili, perché nessuno potrà aprire i contenitori se non l’utilizzatore finale”.
Estrema automatizzazione produttiva Dicevamo delle linee produttive: “Anche questo è un grande investimento. Parliamo di automatizzazione estrema, con trenta metri e più di linea (che diventeranno oltre 40 con i nuovi impianti per il packaging), con sette impianti già in funzione da pochi giorni e due che stanno arrivando: in questo modo passiamo dalla materia prima al prodotto impacchettato con grande velocità e precisione. E il bello è che per far funzionare tutto questo bastano due tecnici. Linee da cui esce tutta la qualità Rubino Chem (mi raccomando: quella originale!), a partire da Oiè Essenza: oggi sono 24 le diverse fragranze disponibili, divise in varie linee: la Linea Stagionale comprende Oiè Essenza d’Inverno, Oiè Essenza di Primavera, Oiè Essenza d’Estate e Oiè Essenza d’Autunno, che hanno riscontrato soddisfazione da parte della clientela entrando a far parte, a pieno titolo, della grande famiglia Oiè Essenza. Le altre linee, oltre alla Stagionale, sono Classica, Luxury e Ipoallergenica. A proposito di Luxury, grande è stato il successo di Oiè Essenza Ruby,un caleidoscopio di sensazioni lussuose, sofisticate e di classe.
I nuovi prodotti
E qualche mese fa, nell’ottica di un sempre più ridotto impatto ambientale, è nata la linea Oiè Surfaces, un iper concentrato “giusta dose compound” con le profumazioni di Oiè Essenza ad alta persistenza. Molteplici i vantaggi: minore costo di acquisto, minore produzione di Co2, minore consumo di cartone, minore impiego di plastica, minore consumo di risorse primarie, minore volume trasportato, minore spreco di prodotto.
La compatibilità tra Oiè Surfaces ed Oiè Essenza crea un abbinamento perfetto tra pulizia e profumazione. Oiè Surfaces è un prodotto studiato e formulato per detergere e igienizzare quotidianamente pavimenti, rivestimenti, piastrelle, sanitari, porte, oggetti usati frequentemente e tutte le superfici dure lavabili, assicurando un’igiene accurata e stabile senza aloni. L’azione deodorante di Oiè Surfaces, grazie alle essenze contenute, lascia nell’ambiente una nota fresca e pulita che esalta la sua azione pulente. Oiè Surfaces è una scelta bilanciata dal punto di vista dell’efficienza dei risultati e del rispetto per l’ambiente. E poi sono appena arrivate venti fragranze monodose profumanti che riprendono le stesse fragranze delle essenze Oiè. Sono pronte all’uso e sono specificamente dedicate al lavaggio e alla profumazione dei pavimenti”. L’uso è semplicissimo: basta diluirle in 8-10 litri d’acqua e il gioco è fatto. Hanno potere detergente, igienizzante, profumante e antistatico.
La riorganizzazione aziendale
E per finire, ultimo ma non meno importante, Rubino sta pensando a riorganizzarsi con nuove assunzioni, che rivestiranno ruoli-chiave nell’organizzazione aziendale. “Il lavoro, fortunatamente, è tanto, e spesso non si può seguire tutto in prima persona. Per questo sto pensando di inserire nuove persone nell’organigramma aziendale, a partire da una figura che si occuperà proprio di marketing e comunicazione”.
[www.rubinochem.it]
TERZA PAGINA
comunicazione forum pulire ricerca coesis
GESTIONE
capitolato tecnico FATTURA ELETTRONICA appalti
SCENARI
expodetergo issa interclean 2014
visto a interclean #meglio30 clean up day
TECNOLOGIE
trattamento acqua
di Simone Finotti
Ci sono cose da cui non può prescindere chiunque stia scegliendo un canale di settore per la sua comunicazione. La principale di queste è il possesso della certificazione di tiratura e diffusione CSST– Certificazione editoria specializzata e tecnica, un marchio di Anes – Associazione Nazionale Editoria Specializzata, che garantisce l’affidabilità e l’effettiva penetrazione nei mercati di riferimento. E’ il più importante strumento per comprendere quanto sia realmente diffusa una testata, e le riviste Edicom la possiedono da sempre. Numeri certi anche per testata online (www.gsanews.it) e newsletter.
L’evoluzione dei media rende ormai indispensabile un’integrazione -diremmo quasi una sinergia, se il termine non fosse ormai abusato- sempre più stretta fra carta e web.
Quando
i dati contano…
A questa regola non sfugge certo l’editoria specializzata, da molti chiamata ancora “stampa tecnica”, che alle tradizionali riviste cartacee deve saper integrare una comunicazione puntuale, ricca e aggiornata attraverso testate online, siti, newsletter e quant’altro. In tutti i casi, comunque, c’è una cosa da cui non si può prescindere, e sono i dati di diffusione, sia del -
media di settore, come sceglierli
le testate tradizionali, sia di quelle in rete. Tali dati, infatti, fotografano in modo preciso e inequivocabile la reale diffusione di una rivista, la veridicità dei numeri dichiarati, l’effettivo potenziale di penetrazione nei settori di riferimento.
… e le certificazioni parlano chiaro!
Va da sé che, in uno scenario complesso e affollato come quello dell’editoria specializzata, soltanto un meccanismo di certificazione autorevole, serio e credibile rappresenta uno strumento di garanzia per tutti coloro che credono nella comunicazione su una rivista di settore. Proprio in quest’ottica le testate cartacee di punta del mondo Edicom, cioè GSA – Il Giornale dei Servizi Ambientali, GSA Igiene Urbana, L’Ospedale e Cleanpages – Annuario dei Fornitori per la Pulizia Professionale, che da sempre sono iscritte all’ANES – Confindustria (Associazione Nazionale Editoria Specializzata), sono fin dalla loro fondazione, e senza interruzioni, sottoposte a certificazione volontaria di tiratura e diffusione in conformità al regolamento CSST – Certificazione Editoria Specializzata e Tecnica. Per GSA, la decana del gruppo, si parla di una certificazione posseduta ininterrottamente dal 1997: e non è poco, visto che, negli ultimi anni, anche colossi dell’editoria specializzata hanno “gettato la spugna” rinunciando a certificare decine di riviste.
Cos’è la certificazione
CSST Ma che cos’è una certificazione CSST? Iniziamo col dire che il CSST, un marchio emanato proprio da ANES, è l’organo che certifica la diffusione e la tiratura delle riviste a circolazione controllata. Nel mondo dell’editoria tecnica si tratta del più importante strumento per comprendere quanto sia realmente diffusa una testata: non a caso la certificazione CSST è proposta da ANES alle aziende associate che scelgono poi se certificarsi o no. Si tratta, in sostanza, di capire se i numeri dichiarati dall’editore, relativi alla tiratura e diffusione delle riviste, corrispondano al vero. E’ una cosa importantissima, per tutti coloro che credono in una rivista e che la scelgono come canale di comunicazione.
Perché è importante
In parole ancora più semplici: poniamo il caso che un inserzionista scelga di inserire una comunicazione sulle pagine di GSA: come fa ad essere sicuro che la diffusione dichiarata della rivista, che per il 2013 era in media di 5.438 copie, sia effettivamente quella reale? Come essere sicuro che la sua comunicazione raggiunga 5.438 scrivanie, 5.438 soggetti e non, magari, qualche migliaio in meno (come, di fatto, accade a chi la certificazione non ce l’ha)? Semplice, la sicurezza è data dalla certificazione (volontaria) CSST, che le testate Edicom sono le uniche a possedere negli specifici settori di riferimento. Obiettivo generale della Certificazione CSST è proprio la trasparenza e la veridicità, nei confronti del mercato, dei dati relativi alla diffusione delle testate. E a questo proposito i controlli sono rigorosi. Vediamo, nel dettaglio, come funziona il sistema ANES- CSST.
Come funziona
L’attività di CSST viene coordinata dalla Commissione Certificazione che seleziona fra le primarie Società di Revisione quelle cui affidare gli incarichi. Per garantire la serietà e l’imparzialità dei controlli, ANES si appoggia ogni tre anni a un diverso ente o soggetto certificatore (gli ultimi due, per Edicom, sono stati Metodo e Fausto Vittucci), poi concorda un listino unificato e verifica che operino secondo le regole comuni codificate in un Capitolato tecni -
co approvato dall’Associazione Internazionale.
I controlli sono rigorosi e riguardano sia la tiratura (con verifica dei documenti relativi a carta, stampa, legatura e spedizione), sia la diffusione (con verifiche sul file dei destinatari e riscontri a campione sia scritti sia telefonici). La certificazione si riferisce all’anno solare ed entro marzo viene pubblicato il Catalogo delle Testate Certificate che riporta i dettagli di diffusione di ogni singolo numero e la media annua. Il marchio contraddistingue le riviste che hanno già ottenuto la certificazione e viene inserito nel colophon con dicitura obbligatoria ed unificata.
testate Edicom si caratterizza come B2B, cioè mirata allo specifico settore di riferimento. La parte generale prevede: esame del sistema di controllo interno aziendale, raccolta di informazioni riguardanti la struttura della società, ottenimento della dichiarazione dell’editore relativa alla tiratura e diffusione della testata, e verifica preliminare di tale dichiarazione.
La parte B2B
Le procedure di accreditamento
Le procedure di accreditamento, molto dettagliate, comprendono una parte generale e una specifica, che nel caso delle
La parte B2B, riservata alle testate che operano all’interno di uno specifico settore (come nel nostro caso), consiste nello svolgimento di specifiche procedure di controllo dei dati concernenti il numero di copie diffuse, oggetto di certificazione, con riferimento ai differenti canali di diffusione mirata. Nel caso in cui la testata è diffusa a mezzo Poste Italiane viene verificata l’attestazione ufficiale di spedizione (libretto postale o modello 247). Nel caso in cui siano utilizzati vettori alternativi viene verificata la specifica fattura di spedizione di ogni numero con relative bolle di consegna. Si verifica quindi la diffusione a fiere e convegni inerenti il settore: in questo caso viene esaminato il documento dettagliato di autocertificazione dell’editore nel quale devono essere indicate per ogni fascicolo le fiere raggiunte, il luogo e la data, le quantità inviate. I quantitativi di copie destinate a Fiere che avverranno nell’anno successivo (se entro il 1° quadrimestre e purché il quantitativo non superi il 30% della tiratura totale del fascicolo) possono essere conteggiati nella diffusione a fiere dell’anno in certificazione. La Società di Revisione incaricata del successivo iter di certificazione ha l’impegno di verificare l’avvenuta consegna dei quantitativi alle fiere indicate Come si può capire, insomma, l’iter non è semplice ed ha un importante valore, perché vengono presi in considerazione tutti gli aspetti relativi alla tiratura e all’effettiva diffusione della rivista.
www.gsanews.it & C., apprezzati punti di riferimento
Questo per quanto riguarda il cartaceo. Altrettanto importante è il monitoraggio dei dati relativi alle testate online, anche se per queste ultime manca ancora un iter certificatorio così strutturato (esiste da qualche mese CSST web auditing, che però si limita a certificare dati Google Analytics).
Ciò non significa però che non ci siano dati a disposizione, e che essi non siano importanti. Tutt’altro: software di web statistics come Urchin, sviluppato dalla Urchin Software Corporation, e oggi utilizzato appunto da Google, sono in grado di gestire in tempo reale i dati riguardanti sessioni, visitatori, pagine visitate, clic e contatti, scambio di dati, durata delle visite, profilo dei visitatori, provenienza, ecc. relativi a uno o più siti web (ogniqualvolta lo si desideri, è possibile farsi elaborare un report statistico relativo a uno specifico periodo): nel caso di www.gsanews.it , ad
esempio, i dati di maggio registrano quasi 6omila sessioni, con oltre 387mila pagine visitate e 564.663 clic. Il che significa, in media, circa 2mila sessioni al giorno, con quasi 13mila pagine visitate e 18.882 clic al giorno. Dati in crescita rispetto a marzo e aprile. Senza dimenticare gli altri siti gestiti da Edicom: www.anmdo.org, il sito istituzionale dell’Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere, con la relativa newsletter rivolta ai soci Anmdo; www.siais.it, portale della Società Italiana dell’Architettura e dell’Ingegneria per la Sanità. E poi c’è www.cleanpages.it, la versione online dell’apprezzato Annuario dei fornitori per la pulizia professionale.
Anche la newsletter è monitorata Il monitoraggio è costante anche per la newsletter di Gsa, nata alla fine del 2013 e già diventata un importante punto di riferimento per le imprese di pulizia/servizi
integrati/multiservizi. La newsletter, infatti, raggiunge verticalmente il mondo delle imprese, ed è inviata con cadenza quindicinale (a inizio e a metà mese) a 4.000 contatti nel mondo delle imprese. In questo caso i report sono di PhP List, e fotografano le performance di ogni numero, for-
nendo dati sicuri e garantiti. C’è bisogno di aggiungere altro? Non crediamo. Il messaggio è forte e chiaro: i dati, e solo quelli trasparenti e certificati, consentono di garantire visibilità e diffusione reale a chi sceglie, per la propria comunicazione, un canale specializzato.
forum pulire 2014, ecco i numeri
di Antonio Bagnati
Dopo i primissimi dati e le prime impressioni a caldo pubblicati sul numero di maggio, da Afidamp arrivano i numeri ufficiali e i risultati del questionario di gradimento che fotografano il successo della IIa edizione del Forum nazionale sui servizi integrati.
Afidamp ha diramato i dati ufficiali e i risultati del questionario di gradimento relativi a Forum Pulire 2014, la seconda edizione del Congresso Nazionale dei servizi integrati all’insegna del Valore assoluto del pulito, svoltasi a Milano Congressi il 26 e 27 marzo scorsi.
Risultati positivi
I risultati, come già appariva evidente a chi è stato a Milano in quei giorni, sono più che incoraggianti. 355 i partecipanti totali, rappresentati per circa un terzo da imprese di pulizia, servizi integrati e multiservizi
(114, il 36%), e per il resto da fabbricanti (70, cioè il 22%), distributori (51, il 16%), associazioni e istituzioni (43, il 14%), media/comunicazione (24, l’8%), e committenti (11, il 4%: su quest’ultimo dato, forse il più deludente della manifestazione, torneremo). 42 i relatori, provenienti non solo dal settore, ma anche dal mondo dell’economia, della cultura, della politica, della ricerca e delle istituzioni.
Il 98% ha ritenuto utile la partecipazione
Interessante notare che il 47% ha partecipato per la prima volta a Forum Pulire, mentre per il 53% si trattava di un ritorno dopo l’edizione 2012 alle Stelline. Quasi pari anche il dato relativo alla frequenza: il 52%, appena più della metà, ha seguito interamente i lavori, mentre il 48% li ha seguiti solo in parte. Al dettagliato questionario di gradimento, somministrato da Afidamp nei giorni successivi al Forum, ha risposto gran parte dei partecipanti, il 98% dei quali ha ritenuto la partecipazione utile (suddivisi
ulteriormente in un 35% che l’ha ritenuta molto utile, e in un 63%, che la ritiene utile). E il restante 2%? Non sa… Più nel dettaglio: se si considerano i partecipanti per tipologia, si scopre che moltissime imprese hanno trovato utile partecipare al Forum, e la stessa cosa si può dire per i fabbricanti, che quanto a soddisfazione superano i dealers.
Perché partecipare?
Le motivazioni
Il questionario, poi, indagava anche le motivazioni che hanno spinto i presenti a partecipare alla “due giorni” milanese: quasi alla pari, sulla scala delle motivazioni, si trovano l’occasione di relazioni e networking (un plus sempre più apprezzato, in momenti convegnistici come il Forum, che ha totalizzato il 41% delle preferenze), e l’aggiornamento professionale (appena sotto con il 40%). Decisamente più staccato l’interesse personale, con il 14%. A proposito di interesse: cosa si può dire sulla qualità degli argomenti trattati? Il 70% li ha trovati molto attuali, esprimendo un giudizio molto buono sui temi messi a dibattito, e il 38% ha trovato molto alto il livello di approfondimento degli stessi. Complessivamente, il 73% degli intervistati ha dato una valu-
tazione positiva sui temi, mentre il 76% è favorevole a un ulteriore approfondimento, a Verona, in occasione di Pulire 2015. E il 68%, quindi oltre un terzo, ha già comunicato la propria intenzione di partecipare all’edizione 2016.
Punti di forza e criticità
Ma veniamo ora a quelle che, forse, sono le indicazioni più significative emerse dal questionario, e cioè i punti di forza e di criticità del Forum 2014 che sono emersi dai commenti degli intervenuti. Si può dire che, a questo proposito, per quasi tutti gli aspetti spicca il tono “ambivalente” dei commenti. Quanto ai relatori, ad esempio, i commenti positivi hanno riguardato il valore strategico dei relatori intervenuti, mentre qualcuno ha fatto notare che non sempre i relatori, seppure tutti di alto livello, si sono dimostrati preparati sugli specifici temi del settore.
Gli aspetti apprezzati… e quelli da migliorare
Fra gli altri aspetti apprezzati: il tema dell’internazionalizzazione, in un momento in cui per acquisire competitività bisogna saper guardare all’estero, e in particolare ai mercati emergenti, e il tema -molto
seguito- della legalità, in un comparto che, diciamolo, ne ha ancora un gran bisogno. A questo proposito, è stato suggerito un maggiore approfondimento. La volontà di approfondire e sviluppare i temi trattati è, si può dire, uno degli aspetti di maggiore rilievo dei risultati del questionario. È piaciuta anche, dal punto di vista organizzativo, l’assenza di sovrapposizione nelle sessioni, che era stata, se ben ricordate, una delle principali criticità emerse nell’edizione 2012. Ma ora veniamo agli aspetti da migliorare di questa edizione: innanzitutto si richiede una maggiore analisi del mercato,
quindi la presentazione di case history di rilievo. Alcuni, infatti, hanno messo in evidenza come i temi, spesso, siano stati trattati in modo poco concreto, senza il supporto di effettivi casi-studio. Sempre per ciò che riguarda le modalità di svolgimento delle sessioni, si richiede anche una maggior interazione tra relatori e pubblico. Ma la maggiore criticità, ha però riguardato la scarsa presenza della committenza: una critica che, a nostro parere, deve rappresentare il punto di partenza per l’organizzazione delle prossime edizioni. E preparare un terzo Forum ancora più completo e incisivo.
per scegliere un’ impresa di servizi, le referenze contano…
Una ricerca Coesis, presentata a Forum Pulire da Alessandro Amadori, illustra i fattori che orientano la committenza nella scelta di un’impresa di pulizie. Importanti, in particolare per il privato, referenze e piani di lavoro.
Tra i momenti più interessanti dell’ultima edizione di Forum Pulire a Milano Congressi è stata la presentazione della ricerca “I driver di scelta dei fornitori dei servizi di pulizia”, elaborata da Coesis Research. In pratica: come si sceglie un’impresa di pulizie, servizi integrati, multiservizi? Quali sono i determinanti (driver) che guidano la committenza alla scelta? E quali le caratteristiche più apprezzate? A tutte queste domande ha cercato di rispondere Alessandro Amadori, che è intervenuto nel corso della sessione plenaria “Razionalizzazione e innovazione”, con cui, in pratica, si è aperto il Forum 2014.
Un mercato relazionale e “metabolico”, che guarda all’organizzazione dei processi e alle referenze
Sorpresa (ma non troppo): oltre alla qualità e alla legalità, date per scontate in un mercato evoluto e regolare, tra i fattori che orientano la scelta del fornitore dei servizi di pulizia spuntano le relazioni, la reputazione e la capacità di ingegnerizzare il servizio, proponendo piani di lavoro efficienti ed efficaci. L’impresa dunque dovrà preoccuparsi non solo di operare in perfetta trasparenza e correttezza, ma anche di organizzare alla perfezione il proprio lavoro, utilizzare attrezzature e prodotti efficaci e poco impattanti, e soprattutto costruirsi una buona reputazione.
La ricerca
Le determinanti di scelta
Il dato che salta di più all’occhio è quello delle determinanti di scelta: il vertice, con il 12% delle preferenze, è occupato dalla voce Referenze. Un dato a suo modo sorprendente, e comunque molto significativo. Amadori ha spiegato, cosa che spesso si dimentica, che quello delle pulizie è, nella sua parte privata (per il pubblico non si può dire altrettanto, visto che vigono i meccanismi dell’appalto), “un mercato relazionale, fatto cioè di rapporti umani, di reputazione, di “pedigree”. Ciò è dovuto alla pluralità dei clienti che usufruiscono dei servizi di pulizia, unite alla frammentazione e alla polverizzazione delle imprese”. E’ dunque centrale costruirsi una buona immagine, e questo lo si fa nel tempo, con la soddisfazione della clientela, che diventa automaticamente il primo “sponsor” dell’impresa. La voce Referenze, infatti, è una voce “sintetica”, che comprende tanti aspetti. Al secondo posto, col 10%, si colloca il Piano
La ricerca è stata effettuata su un campione di 204 casi ben distribuiti su scala geografica (23% Nord Ovest, 22% Nord Est, 20% Centro, 35% Sud-Isole) e tra pubblico e privato (rispettivamente 61% e 39%). Quanto al target, il 56% è rappresentato da economi, il 39% da responsabili uffici acquisti e il 5% da altre figure professionali.
dalla redazione
di lavoro: il che significa che l’innovazione, e l’ingegnerizzazione del servizio, hanno un peso determinante per essere scelti. “Questo è un mercato “metabolico” -ha commentato Amadori-, che richiede un lavoro silenzioso ma costante, e con una pianificazione e rispetto dei tempi assoluti. Insomma, il servizio di pulizia dev’essere in primo luogo ben organizzato, e contribuire costantemente al funzionamento del sistema: importanti sono dunque i processi organizzativi. La voce Costi si ferma all’8%, la qualità del servizio al 7%, la legalità e l’onestà dell’azienda rispettivamente al 4% e al 3%. Ciò non significa, naturalmente, che l’impresa debba lavorare male o essere disonesta, tutt’altro: “Questi valori vengono considerati dei must be, cioè dati per scontati in un marcato serio e maturo, e questo giustifica le basse percentuali ottenute. La logica è quella del sistema immunitario, che dev’essere estremamente evoluto per rispondere ai diversi e mutevoli fattori che minacciano un organismo”. E infatti, se poi si chiede di attribuire (in senso assoluto) un valore tra 1 e 5 a fattori come efficacia/ efficienza, qualità del servizio e onestà/legalità dell’azienda, le risposte sono in media molto alte: 4,66 per Efficacia/efficienza, 4,63 per Qualità, 4,61 per Onestà e 4,61 per Legalità, al pari della sicurezza (4,61%). Appena sotto i Costi, che anche qui non sono al vertice (4,58%), a testimonianza del fatto che la logica del ribasso inizia a perdere appeal. A proposito di questo, il 50% del cam-
pione ritiene che molte aziende appaltanti, per poter concorrere in una gara, devono tagliare molto i costi a discapito della qualità del servizio erogato.
Un lavoro che si vede e si percepisce
Ma al di là delle ben note difficoltà che affliggono il settore, c’è anche un’ottima notizia per le imprese: “Nonostante la situazione non facile, le imprese continuano a produrre un servizio di qualità. Una qualità che è anche percepita, visto che se si considerano le performance overall delle attuali aziende che effettuano le pulizie presso gli intervistati, ben il 93% del campione si dichiara molto (37%) o abbastanza (56%) soddisfatto”. Una classica domanda di customer satisfaction che ha prodotto risultati inaspettati: nessuno si è dichiarato per nulla soddisfatto, solo l’1% poco e il restante 6% così così. Se poi si passa a calcolare il valore medio su scala 1-5 delle risposte, vien fuori un dignitosissimo 4,29, cioè in media gli interpellati sono tra abbastanza e molto soddisfatti del servizio. Un dato che deve far riflettere tutti coloro che hanno la sensazione di svolgere un servizio poco visibile che “non si vede”, che non si percepisce: come ha detto Amadori “io per primo, quando la sera precedente è passata l’impresa che pulisce il mio ufficio, me ne accorgo eccome”. Un ottimo segnale per l’emersione del settore: in fondo, in questo senso il settore è già emerso, anzi veleggia ampiamente sopra il pelo dell’acqua.
Più soddisfatto il privato, che può scegliere i fornitori
Altre riflessioni, ancor più raffinate, emergono se si distingue tra soddisfazione del committente pubblico e di quello privato. Il privato è più soddisfatto: sommati gli abbastanza e i molto si arriva addirittura al 99% (66%+33%), mentre i così così coprono il restante 1%. Nel pubblico, invece, i soddisfatti si fermano alla (pur lusinghiera) quota dell’89% (49% abbastanza e 40% molto), e i così così sono l’8% (i poco 2%). Insomma, il committente privato, che è più libero di scegliere il fornitore, se ne dichiara più contento, mentre nel pubblico, dove vige il meccanismo delle gare d’appalto, c’è più margine per l’insoddisfazione. Un dato che ci si poteva attendere, è chiaro, ma che comunque deve far riflettere.
“capitolato tecnico di sanificazione e igiene in ambiente sanitario e ospedaliero”: uno strumento prezioso anche per l’impresa
ANmDo – Associazione Nazionale medici delle Direzioni ospedaliere ha pubblicato il Capitolato Tecnico di sanificazione e igiene in ambiente sanitario e ospedaliero. Uno strumento molto utile anche per le imprese. Analizziamolo da vicino.
E’ stato pubblicato pochi giorni fa il Capitolato Tecnico di sanificazione e igiene in ambiente sanitario e ospedaliero, elaborato dall’ANMDO – Associazione Nazionale Medici delle Direzioni Ospedaliere. Si tratta di una materia complessa, specie alla luce dei recenti interventi della spending review, del patto di stabilità e dell’Avcp (linee guida e prezzi di riferimento).
Gli autori
Gli autori del volume, disponibile in pdf all’indirizzo http://www.anmdo.org/ wp-content/uploads/Capitolato-Tecnico-di-Sanificazione-e-Igiene-in-ambiente-sanitario-e-ospedaliero.pdf , sono il presidente nazionale Anmdo Gianfranco Finzi, il segretario scientifico ANMDO Ugo Luigi Aparo, Gianni De Togni, esperto Scuola Nazionale Servizi e Silvia Cugini, collaboratrice ANMDO. “Le profonde trasformazioni in atto nel servizio sanitario -sottolineano- impongono una riflessione approfondita anche per il servizio di pulizia e sanificazione. In particolare, i capitolati prestazionali declinati “per aree di intervento” devono: essere sempre più spesso integrati da ulteriori protocolli di intervento a fronte di specifiche patologie infettive; essere adeguati in maniera dinamica a fronte dell’evoluzione delle forme dell’organizzazione del-
di Simone Finotti
le attività sanitarie (es. organizzazione per “intensità” di cura”); essere sempre più dettagliati in funzione delle diverse situazioni per permettere di tarare al meglio efficacia ed efficienza delle prestazioni previste. Su quest’ultimo aspetto si innestano inoltre le forti spinte ad una riduzione economica del costo delle prestazioni (spending review, patto di stabilità, prezzi di riferimento Autorità di Vigilanza sui Contratti pubblici, ecc.) che rendono assolutamente necessario non smarrire l’attenzione all’equilibrio tra i prezzi e le prestazioni.
Gli ultimi interventi in materia
In proposito occorre sottolineare che proprio il campo dei servizi in ambito sanitario è stato oggetto, negli ultimi anni, di numerosi interventi -soprattutto per ciò che riguarda i prezzi di riferimento- che trovano base normativa nell’articolo 17 della legge 111/2011, comma 1, lettera a): “Nelle more del perfezionamento delle attività concernenti la determinazione annuale dei costi standardizzati per tipo di servizio e fornitura da parte dell’Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di cui all’art. 7 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e anche al fine di potenziare le attività delle Centrali regionali per gli acquisti, il citato Osservatorio, a partire dal 1° luglio 2012, attraverso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici di cui all’art. 61-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, fornisce alle regioni un’elaborazione dei prezzi di riferimento, ivi compresi quelli eventualmente previsti dalle convenzioni Consip, anche ai sensi di quanto disposto all’art. 11, alle condizioni di maggiore efficienza dei beni, ivi compresi i dispositivi medici ed i farmaci per uso ospedaliero, delle prestazioni e dei servizi sanitari e non sanitari individuati dall’Agenzia per i servizi sanitari regionali di cui all’art. 5 del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266, tra quelli di maggiore impatto in termini di costo a carico del Servizio sanitario nazionale. Ciò, al fine di mettere a disposizione delle regioni ulteriori strumenti operativi di controllo e razionalizzazione della spesa”. Con il Decreto Legge n. 95/2012 del 6 luglio 2012, e quindi successivamente alla pubblicazione della prima tranche di prezzi da parte
dell’Osservatorio Avcp avvenuta il 1° luglio 2012, il Legislatore ha apportato alcune modifiche e integrazioni all’art. 17, comma 1, lettera a) del D.L. 98/2011 in base alle quali la funzione dei prezzi di riferimento è risultata del tutto innovata e potenziata. Secondo le nuove previsioni, infatti, i prezzi di riferimento non sono più semplicemente ‘strumenti operativi di controllo e razionalizzazione della spesa’ ma anche e soprattutto dei parametri di riferimento per la ‘rinegoziazione dei contratti’ in essere. Inoltre l’Avcp, con Determinazione n.5 del 6 novembre 2013, ha emanato le Linee guida su programmazione, progettazione ed esecuzione del contratto nei servizi e nelle forniture (http://www.avcp.it/portal/rest/jcr/ repository/collaboration/Digital%20Assets/ pdf/Det.n.5.2013.pdf), che pur non essendo esplicitamente rivolte all’ambito sanitario, entravano profondamente nel merito della programmazione e dell’esecuzione del contratto, precisando in più i ruoli di figure come il Direttore Esecuzione e il Responsabile del Procedimento.
Verso la razionalizzazione
Tutti interventi che vanno nella direzione di una razionalizzazione della spesa pubblica. Un dato che non può certo essere ignorato in fase di stesura di un capitolato tecnico. La sostenibilità economica dei servizi e le nuove valutazioni che emergono da una nuova attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale, impongono di riflettere in modo aggiornato su una serie di “paradigmi” relativi anche alle modalità operative, per i quali al momento non si dispone di adeguata documentazione tecnico scientifica per valutare le conseguenze di modalità di intervento innovative.
Gli interventi sul Capitolato funzionale 2011
Va detto che, già tre anni fa, ANMDO aveva provveduto alla stesura di un “Capitolato d’appalto nei servizi di sanificazione ambientale in sanità” (Edicom, 2011), detto anche “capitolato funzionale”. Tale documento, che resta la base di riferimento per questo “aggiornamento 2014”, viene qui adeguato in diverse parti, proprio in ra-
i I DPI nelle aree operatorie
Il Capitolato tecnico prevede, al punto 9.3, che gli operatori utilizzino nelle aree operatorie i seguenti D.P.I. previsti:
•Guanti monouso non sterili, da cambiare in caso di rottura e ogni qualvolta venga effettuata la pulizia di superfici appartenenti a differenti zone (pulite – sporche – BCM).
•Guanti in gomma, da utilizzare per la raccolta di materiale biologico.
•Mascherina, da utilizzare in presenza di materiale biologico.
•Occhiali protettivi, da utilizzare in presenza di materiale biologico.
•Sovracamice, da utilizzare in presenza di materiale biologico.
gione delle modifiche recentemente intervenute in materia. Ad esempio vengono articolate maggiormente le aree di intervento in funzione della evoluzione delle diverse organizzazioni presenti nelle strutture sanitarie; per tali aree i canoni contrattuali di servizio possono essere adeguatamente espressi in €/mq/mese; vengono inoltre aggiornate le “prestazioni minime richieste” in ciascuna area e fornite indicazioni di frequenze minime di intervento; questo permette di avere una maggiore confrontabilità e trasparenza nella valutazione dei costi del servizio, e può permettere di realizzare analisi di benchmark maggiormente attendibili in quanto basate su dati omogenei (ad esempio scorporando dai confronti le frequenze aggiuntive di intervento definite a fronte di specifiche condizioni, quali ad esempio il sovraccarico di utenza nei pronti soccorso dei principali ospedali, ecc. ecc.). Inoltre si sentiva la necessità di dettagliare le prestazioni che non si ritengono, in base ad una osservazione attenta del settore, riconducibili al Minimo Comune Denominatore delle prestazioni minime richieste. Tale rappresentazione del servizio e delle forme di gestione contrattuale permette inoltre di avere una maggiore confrontabilità e trasparenza nella valutazione dei costi del servizio, e può permettere di realizzare analisi di benchmark maggiormente attendibili in quanto basate su dati omogenei ( ad esempio scorporando dai confronti le
frequenze aggiuntive di intervento definite a fronte di specifiche condizioni, quali ad esempio il sovraccarico di utenza nei bagni al pubblico degli atri principali, ecc.).; aggiornare l’elenco delle prestazioni / attività / forniture che vanno considerate aggiuntive; descrivere i principali elementi che nella impostazione del capitolato tecnico comportano attività specifiche e quindi costi significativamente diversi nell’erogazione di servizi apparentemente simili; aggiornare le indicazioni relative agli indicatori per la valutazione dei servizi e all’ adeguamento degli strumenti di controllo; prevedere ed adeguare le forme di comunicazione verso i cittadini ed utenti dei servizi sanitari; fornire un primo elenco di ambiti di ricerca / attenzione / sperimentazione in funzione di nuovi livelli di efficienza e sostenibilità.
I contenuti del documento
Per il resto, il contenuto del nuovo Capitolato Tecnico ricalca quello del Capitolato funzionale del 2011. 12 le parti, chiamate articoli: Articolazione capitolato tecnico, avvio ed organizzazione del servizio; volumi rappresentativi dell’appalto; sistemi di gestione certificati; procedure di interfacciamento amministrazione/esecutore; contenuti del servizio; formazione ed aggiornamento del personale; specifiche per la valutazione del servizio e azioni di miglioramento – sistema sanzionatorio; criteri-guida per la progettazione del servizio
di pulizia; criteri-guida per la progettazione del servizio raccolta e trasporto rifiuti; criteri-guida per la progettazione dei servizi accessori; ambiti di ricerca/attenzione/ sperimentazione. Seguono 9 allegati contenenti definizioni, modelli per check-list secondo gli standard ANMDO -CERMET, standard minimi di formazione, standard orari tabellari e prezzi di riferimento AdV a seconda delle aree.
L’articolo 9, interessante per le imprese
Particolarmente interessante, per le imprese di pulizia, è l’articolo 9, che definisce i “Criteri guida per la progettazione del servizio di pulizia”. Estrapoliamone qualche passaggio.
Al punto 9.1.1 (Modalità di esecuzione del servizio) si legge che le metodologie di lavoro devono garantire:
• La sanificazione dei locali, degli arredi e delle attrezzature in essi contenute, in rapporto alla loro specifica destinazione d’uso, al fine di garantire l’igiene ambientale degli stessi con efficacia rilevabile e mi-
surabile con tecniche e metodiche atte a individuare la carica microbica ambientale potenzialmente patogena per mantenerla compressa nel tempo.
• Il mantenimento delle caratteristiche fisiche ed estetiche di tutte le superfici soggette al servizio di pulizia.
• L’applicazione delle presenti specifiche.
• L’adozione di sistemi e procedure atte ad impedire che l’erogazione stessa del servizio non divenga strumento di contaminazione delle superfici.
• L’adozione di adeguati sistemi di lavaggio dei materiali utilizzati per l’erogazione del servizio, la cui efficacia può essere comprovata anche mediante eventuali verifiche strumentali periodiche e/o da specifiche attestazioni.
Le aree interne
Per quanto riguarda le Prescrizioni del Servizio di pulizia e sanificazione ambientale, il punto 9.2.1 stabilisce che in tutte le aree interne (sanitarie, extra-sanitarie, aree di servizio, percorsi ad elevata intensità di traffico) l’esecutore deve prevedere un sistema
di pulizia che consenta l’utilizzo di soluzioni detergenti sempre pulite e la sostituzione ad ogni stanza dei panni utilizzati per la sanificazione giornaliera.
Macchine
e attrezzature
Da notare il punto 9.2.1.1, su Macchine ed attrezzature. Tutte le macchine e le attrezzature impiegate per il servizio di pulizia ed igiene ambientale devono essere nuove di fabbrica e dovranno essere mantenute sempre pulite, prive di macchie di sporco e colature di liquidi, prive di polvere e devono essere costantemente deterse, asciugate ed all’occorrenza disinfettate; tutto il materiale pluriuso deve essere allontanato, adeguatamente lavato, disinfettato ed asciugato prima di essere riutilizzato.
I prodotti chimici
Il punto 9.2.1.2 si concentra sui Prodotti chimici. A tal proposito, tutti i prodotti chimici impiegati per il servizio di pulizia ed igiene ambientale devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
• Non sono ammesse miscelazioni tra de-
tergenti e disinfettanti e tra disinfettanti;
• I prodotti chimici, al fine di evitare contaminazioni, devono essere conservati nei contenitori originari e dovranno quindi essere diluiti al momento dell’utilizzo secondo le indicazioni del produttore.
Tutti i prodotti chimici devono essere stoccati in modo tale da essere riparati dalla polvere, in particolare i prodotti disinfettanti devono essere conservati al riparo dalla luce e con le confezioni perfettamente chiuse.
Punto 9.2.2: Aree sanitarie ad alto rischio infettivo e a bassa carica microbica
Le macchine e le attrezzature utilizzate per la pulizia dei locali devono essere dedicate esclusivamente all’area di appartenenza:
• Al termine dell’utilizzo le macchine e le attrezzature devono essere adeguatamente lavate, disinfettate, asciugate e depositate in ambienti asciutti e puliti.
• Nelle sole Aree di degenza a BCM (bassa carica microbica) devono essere utilizzati panni monouso per le operazioni di pulizia ordinaria e continuativa.
• Il materiale pluriuso utilizzato nelle Aree ad Alto Rischio Infettivo deve essere identificabile ed al termine dell’utilizzo deve essere adeguatamente lavato, disinfettato ed asciugato separatamente da quello utilizzato nelle pulizie delle altre Aree.
• Nei locali di isolamento, devono essere adottai gli specifici protocolli di sanificazione e disinfezione continuativa terminale previsti dall’Amministrazione Sanitaria per i differenti tipi di isolamento riguardanti metodiche, comportamenti ed utilizzo di DPI al fine di garantire la tutela e sicurezza dei pazienti e del personale addetto.
Punto 9.2.3: Aree operatorie
Le aree operatorie sono ambienti compositi in cui sono previsti differenti livelli di asetticità.
• In tutte le zone è possibile utilizzare materiale pluriuso prevedendo sistemi che impediscano la contaminazione tra le differenti zone.
• Il materiale pluriuso utilizzato deve
essere adeguatamente lavato, disinfettato ed asciugato separatamente come per le Aree ad alto rischio infettivo.
• Le macchine e le attrezzature utilizzate nell’area devono essere dedicate. •Al termine dell’utilizzo, le macchine e le attrezzature devono essere adeguatamente lavate, disinfettate, asciugate e riposte in ambienti puliti ed asciutti.
Procedure e comportamenti
Il punto 9.3 fissa le Norme procedurali e comportamentali del personale addetto al servizio di pulizia. Tutto il personale addetto all’effettuazione del servizio di pulizia è tenuto ad essere a conoscenza delle modalità e delle specifiche del servizio richiesto. Il personale dovrà avere consapevolezza dell’ambiente nel quale è chiamato ad operare e delle particolari circostanze a cui dovrà far fronte. Dovrà dimostrare di essere a conoscenza delle procedure di intervento riguardanti la sequenza detergenza / disinfezione, la procedura di decontaminazione, il corretto utilizzo dei prodotti chimici, delle attrezzature e dei DPI adeguati alle differenti situazioni di rischio. A tal proposito l’esecutore dovrà formare ed informare tutto il personale addetto allo svolgimento del servizio e dovrà stilare specifici protocolli di comportamento. Il personale operante nelle Aree Operatorie deve indossare divise pulite, copricapo e calzature adibite solo a tali ambienti e deve preoccuparsi di rispettare i percorsi per evitare eventuali contaminazioni.
entro un anno pubblica amministrazione “elettronica” (almeno nelle fatture)
di Umberto Marchi
Fatturazione elettronica: dal 6 giugno ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza non possono più accettare fatture emesse in formato cartaceo. Ed entro un anno tutti i soggetti della pubblica amministrazione accetteranno solo fatture elettroniche.
Fatturazione elettronica, ci siamo. Le fatture nei confronti dei soggetti della pubblica amministrazione dovranno essere obbligatoriamente prodotte in formato elettronico. Lo stabilisce il Dm 55/2013. Interessati amministrazioni pubbliche, intermediari ed operatori economici. Il consiglio è quello di prepararsi e gli strumenti non mancano.
La questione
Le imprese, appunto. Sono pronte? Il consiglio è di muoversi per tempo, perché entro un anno la carta sparirà del tutto. La questione è presto riassunta: nell’ambito dello snellimento burocratico e della digitalizzazione dell’amministrazione pubblica che con il nuovo esecutivo stanno conoscendo una notevole accelerazione, si è fatto stringente (e immi-
iFattura elettronica e Mepa: una guida dal Tesoro
E per le imprese interessate al mercato elettronico, il Ministero del Tesoro ha avviato un servizio di supporto alla fatturazione elettronica. Ecco il link da cui partire: http://www.tesoro.it/ufficio-stampa/comunicati/2014/ comunicato_0029.html
nente!) l’obbligo di fatturazione elettronica, in luogo di quella cartacea, per le pubbliche amministrazioni. Si prevede infatti che dal 6 giugno ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza non possano più accettare fatture emesse in formato cartaceo. A seguire, entro il 6 giugno 2015, le disposizioni “paper free” entreranno in vigore anche per tutte le altre Amministrazioni dello Stato, le quali non potranno più procedere a pagamenti neppure parziali finché non abbiano ricevuto la fatturazione elettronica.
Se ne parla da tanto, ma ora è un must L’idea non è certo un “brevetto” del governo Renzi: se ne parlava già nella finanziaria 2008, ma poi, tra proroghe, stop e deroghe varie, non aveva mai assunto, di fatto, carattere perentorio. Ora, invece, il Decreto Ministeriale 55/2013, le cui indicazioni sono state recepite nel Def – Documento di Economia e Finanza recentemente varato dall’esecutivo (si stima, per il 2016, un risparmio nell’ordine del miliardo di euro derivante proprio dalla diffusione della fatturazione elettronica), ha stabilito le modalità attuative del regime di fatturazione elettronica e i tempi relativi, che ripetiamo: il 6 giugno per Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di previdenza e di assistenza, e il 6 giugno 2015 per tutte le altre amministrazioni centrali e locali. Per queste ultime, la data sarà formalizzata in un decreto ministeriale di prossima emanazione. In pratica: la Finanziaria 2008 ha stabilito che la trasmissione delle fatture elettroniche destinate all’amministrazione dello stato debba avvenire attraverso il Sistema di Interscambio (SdI). Il Decreto Ministeriale 3 aprile 2013, numero 55, stabilisce le regole in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica e definisce le modalità di funzionamento del Sistema di Interscambio.
La circolare interpretativa Sul sito internet del Dipartimento delle Finanze è stata pubblicata la Circolare interpretativa (Circ. 1/DF, del 31/3/2014) del decreto 3 aprile
2013, n. 55, emanato dal Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, relativa all’avvio del nuovo regime di fatturazione elettronica per la P.A.
Per saperne di più, è possibile andare al link: http://www.funzionepubblica.gov. it/la-struttura/funzione-pubblica/notizie/2014/aprile/circolare-n-1-del-31-marzo-2014-in-materia-di-fatturazione-elettronica-pa.aspx.
Un sito per orientarsi i
Ad essere interessati, oltre naturalmente alle Pubbliche Amministrazioni stesse, sono intermediari e operatori economici. Questi ultimi altri non sono che le imprese. A questo proposito, il consiglio è di muoversi per tempo. Sul sito www.fatturapa.gov.it ci sono tutte le informazioni che servono. Dopo una parte teorica su cos’è la fattura elettronica, che cos’è il sistema di interscambio, ecc. Ecco un assaggio…
L’Operatore economico
L’ Operatore economico è colui che effettua fatturazione elettronica verso un’ Amministrazione pubblica tramite il Sistema di Interscambio. L’ Operatore economico può predisporre, emettere e trasmettere autonomamente la fattura elettronica oppure avvalersi di un Intermediario. Le operazioni che l’Operatore Economico deve svolgere sono:
• Predisporre la FatturaPA
• Firmare la FatturaPA
• Inviare la FatturaPA
• Dopo l’ invio della FatturaPA Per ciascuna di queste operazioni, sul sito, si apre una tendina con le istruzioni dettagliate sui passi da seguire.
La PA
Dal canto suo, l’Amministrazione pubblica è il soggetto che riceve il file FatturaPA dall’Operatore economico attraverso
il Sistema di Interscambio. L’Amministrazione pubblica può ricevere direttamente il file oppure si può avvalere di un soggetto Intermediario.
L’Amministrazione pubblica può aderire volontariamente all’ Utilizzo anticipato del Sistema d’Interscambio. Le operazio -
ni che l’Amministrazione pubblica deve svolgere sono:
• Censire gli uffici destinatari
• Ricevere la FatturaPA
• Esplicitare l’esito per la FatturaPA
• Monitorare i file ricevuti
“gestione
aggregata degli appalti”: come cambiano gli acquisti per i comuni non capoluogo
Al via a luglio, secondo il “dl Renzi”, la gestione aggregata degli appalti di lavori, servizi e forniture per tutti i comuni non capoluogo di provincia. Tali comuni dovranno acquisire beni, lavori e servizi attraverso centrali di committenza e soggetti aggregatori. Ecco come.
Parte a luglio la “gestione aggregata degli appalti” di lavori, servizi e forniture per tutti i comuni non capoluogo di provincia, attraverso centrali di committenza e soggetti aggregatori. Lo prevede il cd. “decreto Renzi” (Dl 66/14), che all’articolo 9 interviene sull’art. 33, comma 3-bis, del codice degli appalti, stabilendo l’acquisizione di beni e servizi attraverso soggetti aggregatori e prezzi di riferimento. Analizziamo alcuni passaggi dell’articolo 9 del Dl 66 del 24/4/2014 (Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale).
Acquisizione di beni e servizi attraverso soggetti aggregatori e prezzi di riferimento
Il primo comma istituisce l’elenco dei cd. “soggetti aggregatori”, ovvero le centrali di committenza, nell’ambito dell’Anagrafe delle stazioni appaltanti (Nell’ambito dell’Anagrafe unica delle stazioni appaltanti di cui all’articolo 33-ter del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, operante presso l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, è istituito l’elenco dei soggetti aggregatori di cui fanno parte Consip S.p.A. e una
di Simone Finotti
centrale di committenza per ciascuna regione, qualora costituita ai sensi dell’articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296). Secondo e terzo comma stabiliscono le modalità di iscrizione all’elenco dei soggetti aggregatori e le modalità per definire “le categorie di beni e di servizi nonché le soglie al superamento delle quali le amministrazioni statali centrali e periferiche, ad esclusione degli istituti e scuole di ogni ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni universitarie, nonché le regioni, gli enti regionali, nonché loro consorzi e associazioni, e gli enti del servizio sanitario nazionale ricorrono, rispettivamente, a Consip S.p.A. e al soggetto aggregatore di riferimento per lo svolgimento delle relative procedure. Con il decreto di cui al periodo precedente sono, altresì, individuate le modalità di attuazione del presente comma”
Chi si dovrà avvalere dei soggetti aggregatori?
Dunque, come si evince dal testo, dei “soggetti aggregatori” dovranno avvalersi:
• Amministrazioni statali centrali e periferiche (tranne istituti, scuole, istituzioni educative e università);
• Regioni, enti regionali, loro consorzi e associazioni
• Enti del SSN.
L’articolo 4 riformula il Codice degli appalti (art. 33)
Ma è l’articolo 4 ad essere particolarmente interessante, perché sostituisce il vecchio comma 3-bis dell’articolo 33 del Codice degli ap-
palti (Dl 163/2006) con il seguente nuovo: “3-bis. I Comuni non capoluogo di provincia procedono all’acquisizione di lavori, beni e servizi nell’ambito delle unioni dei comuni di cui all’articolo 32 del decreto legislativo 15 agosto 2000, n. 267, ove esistenti, ovvero costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici, ovvero ricorrendo ad un soggetto aggregatore o alle province, ai sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56. In alternativa, gli stessi Comuni possono effettuare i propri acquisti attraverso gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip S.p.A. o da altro soggetto aggregatore di riferimento.” Tale riformulazione va in direzione della razionalizzazione delle stazioni appaltanti, e in ultima analisi di contenimento della spesa pubblica: vi si prevede infatti che tutti i comuni non capoluogo di provincia (e non, come in precedenza, solo quelli con meno di 5.000 abitanti) debbano procedere all’acquisizione di beni, lavori e servizi secondo le seguenti modalità:
• Nell’ambito di unioni di Comuni (ove esistenti);
• Costituendo fra loro un accordo consortile avvalendosi degli uffici competenti;
• Ricorrendo a un soggetto aggregatore;
• Ricorrendo alle province, cui la legge 56/14, all’art. 1, comma 88 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni), assegna le funzioni di stazioni uniche appaltanti: “La provincia può altresì, d’intesa con i comuni, esercitare le funzioni di predisposizione dei documenti di gara, di stazione appaltante, di monitoraggio dei contratti di servizio e di organizzazione di concorsi e procedure selettive”.
E’ poi possibile, in alternativa, ricorrere a strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip o da altro soggetto aggregatore di riferimento, come le centrali di acquisto regionali.
Ma potrebbero esserci slittamenti…
Bisogna sottolineare, però, che resta qualche dubbio sui tempi di effettiva operatività della disciplina. Per vederci più chiaro dobbiamo ricorrere a un’altra legge, e in particolare alla 15/2014, che all’articolo 3, comma 1-bis, lascia intendere che gli appalti secondo la nuova disciplina debbano partire dal 1° luglio prossimo. Un termine che, tuttavia, appare troppo ravvicinato, se si considerano i provvedimenti attuativi necessari e i tempi per essi stabiliti: entro il 31 dicembre 2014, ad esempio, ogni regione dovrà costituire o indicare un “soggetto aggregatore” a cui affidare gli acquisti centralizzati, tenendo presente che il numero complessivo dei soggetti aggregatori (tra i quali, ricordiamolo, rientra anche Consip) non dovrà essere più di 35 sul territorio nazionale, come prevede l’art. 9 al comma 5, che riportiamo: 5. Ai fini del perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica attraverso la razionalizzazione della spesa per l’acquisto di beni e di servizi, le regioni costituiscono ovvero designano, entro il 31 dicembre 2014, ove non esistente, un soggetto aggregatore secondo quanto previsto al comma 1. In ogni caso il numero complessivo dei soggetti aggregatori presenti sul territorio nazionale non può essere superiore a 35.
Altrimenti le regioni potranno stabilire apposite convenzioni con Consip: lo stabilisce il successivo comma 6:
6. In alternativa all’obbligo di cui al comma 5 e ferma restando la facoltà per le regioni di costituire centrali di committenza anche unitamente ad altre regioni secondo quanto previsto all’articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le regioni possono stipulare con Consip S.p.A. apposite convenzioni per la disciplina dei relativi rapporti sulla cui base Consip S.p.A. svolge attività di centrale di committenza per gli enti del territorio regionale, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
i Appalti aggregati, com’era e come sarà
In pratica il Dl Renzi ha riformulato il comma 3-bis dell’art. 33 del Codice dei Contratti Pubblici, rendendo di fatto obbligatorio per tutti i Comuni non capoluogo di provincia, e non solo per quelli con meno di 5000 abitanti, il ricorso a modelli di gestione aggregata delle gare al fine di razionalizzare la spesa pubblica. Infatti, in luogo della precedente frase “i Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti ricadenti nel territorio di ciascuna Provincia affidano obbligatoriamente ad un’unica centrale di committenza l’acquisizione di lavori, servizi e forniture…”, il 66/2014 ha introdotto la seguente: “I Comuni non capoluogo di provincia procedono all’acquisizione di lavori, beni e servizi…”.
Ora, se si considera che oggi i Comuni italiani sono 8.057 (dati di febbraio), i capoluoghi di provincia 117 e i centri con meno di 5.000 abitanti 5.868, si capisce a colpo d’occhio la portata della riformulazione renziana: in pratica si estende l’obbligo di ricorrere ad acquisti aggregati a oltre 2.000 comuni, tra cui realtà anche piuttosto grandi.
… in attesa di ulteriori definizioni
Sempre entro il 31 dicembre (di ogni anno) dovranno essere definite, per Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, le tipologie di beni e servizi e le soglie di spesa oltre le quali sarà obbligatorio ricorrere agli acquisti centralizzati. Nel frattempo cade anche la possibilità, per i comuni, di procedere in affidamento diretto per acquisizioni di beni, servizi e forniture di valore inferiore a 40.000 euro (soglia che era stata introdotta dall’ultima “finanziaria”: in particolare dal comma 343 dell’art.1 della legge 147/2013 - legge di Stabilità 2014, che integrava proprio l’art. 33, comma 3-bis, del Codice degli appalti): laddove non sia possibile ricorrere al mercato elettronico, anche per questi acquisti gli enti dovranno praticare uno dei modelli aggregativi previsti dalla nuova normativa, almeno fino a ulteriori precisazioni in merito. Resta fermo, invece, il principio della suddivisione in lotti dagli appalti, che le centrali di committenza dovranno rispettare (o, in caso di deroga, motivare esplicitamente)
anche per effetto della Direttiva europea sugli appalti pubblici, che come si ricorderà mirava ad agevolare la partecipazione alle gare delle piccole e medie imprese.
lavanderie industriali, l’altra faccia del pulito
di Giuseppe Fusto
Un settore affine e contiguo al nostro, con caratteristiche e problematiche in molti casi simili, è quello delle lavanderie industriali, che tra fabbricanti di macchine, tecnologie e prodotti e utilizzatori finali vale circa 6 miliardi di euro. E non ha risentito della crisi. La fiera di riferimento, Expodetergo, è in programma a milano dal 3 al 6 ottobre.
Innovazione tecnologica, ricerca delle soluzioni migliori e più sostenibili, sviluppo di nuovi sistemi efficienti, efficaci e amici dell’ambiente, servizi sempre più ampi e diffusi, grandi sinergie con altri comparti contigui: un settore più vicino al nostro di quanto comunemente si pensi, per caratteristiche, peculiarità e problematiche, è la filiera delle lavanderie industriali.
Struttura e numeri di un settore che ha ripreso a crescere
E’ un po’… l’altra faccia del pulito. E anche in questo caso, come nel nostro settore, a monte troviamo produttori di macchine, tecnologie, prodotti e servizi per lavanderia, stireria e manutenzione del tessile, una realtà leader in Italia che vale oltre 4 miliardi di euro (3 miliardi e 500 milioni per forniture alle lavanderie industriali e 1 miliardo per tintolavanderie e lavasecco). A “valle”, cioè tra i destinatari di queste tecnologie, troviamo oltre 15.000 lavanderie e lavasecco in tutta Italia, un settore che coinvolge circa 35.000 addetti per un fatturato di 1,5 miliardi a cui si devono aggiungere alcune migliaia di lavanderie self-service e, grazie alla vocazione turistico-alberghiera del nostro Paese, decine di migliaia di piccole lavanderie interne agli hotel. Da non trascurare il settore medicale, dove sempre più spesso si sceglie di terziarizzare il servizio
di lavanderia per biancheria piana, ma di seguire internamente il servizio di lavanderia per la biancheria dell’ospite.
Una filiera di valore
Insomma, parliamo di una filiera il cui valore si aggira intorno ai sei miliardi di euro. Anche quello delle lavanderie, come il nostro, è un settore ad alta presenza di manodopera femminile, visto che il 70% degli addetti è donna (dati e stime sono di Assofornitori). Quanto alla crisi, si tratta di un settore che ha saputo resistere molto bene, subendo flessioni solo marginali: e oggi, grazie a nuove formule di vendita, nuovi servizi e ambiti di applicazione, le tintolavanderie puntano nuovamente a crescere. In un contesto così vitale, la Lombardia risulta la prima regione in Italia sul fronte dei servizi offerti da lavanderie. Sono 3.821 gli esercizi nel territorio regionale, in sostanziale tenuta nel 2013 rispetto alle 3.877 del 2012 e alle 3.841 del 2009. Milano resta saldamente al comando, con 1.400 esercizi che occupano circa 3.500 addetti.
Expodetergo International, in ottobre a Milano
Non a caso diciamo questo, perché proprio a Milano -e non poteva essere altrimenti, dato che parliamo della capitale italiana del comparto- il settore ha la sua fiera di riferimento. Dal 3 al 6 ottobre, a Fieramilano –Rho, va infatti in scena Expodetergo Inter-
national, il grande appuntamento internazionale dedicato a macchine, tecnologie, prodotti e servizi per lavanderia, stireria e pulizia del tessile. Parliamo di una fiera che, giunta alla 17ma edizione, è ormai un punto di riferimento nel settore. Mancano ancora alcuni mesi e i numeri fanno già impressione: due padiglioni (il 2 e il 4), oltre 15.000 metri quadrati di superficie espositiva già assegnati (più del 90%), 234 aziende da 20 paesi di tutto il mondo: Argentina, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Italia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna, Ungheria, USA, UK, Svizzera, Taiwan e Turchia. In percentuale, gli espositori stranieri rappresentano già oggi oltre un terzo del totale. “Il nostro settore rappresenta un orgoglio per l’Italia –ha detto Luciano Miotto , presidente di Expodetergo–ed è oggi un partner importante per molte filiere. In esso sono uniti innovazione e ricerca tecnologica, forte rispetto per la tradizione del servizio al dettaglio a cui si rivolgono le nostre macchine e voglia di guardare a nuove opportunità offerte dal mercato internazionale e da una società italiana che cambia. Nostra missione è sostenere anche la loro crescita”. Protagoniste in mostra le proposte tecnologiche legate a lavanderia industriale, lavaggio a secco e acqua, stireria, insieme alle eccellenze di filiera, dai detergenti professionali alle macchine, fino alle proposte del
tessile – bedding e tovagliato - e ai veicoli commerciali utilizzati per lo spostamento delle merci o la consegna ai grandi utenti finali, dal mondo ospedaliero all’hotellerie.
A Expodetergo International saranno rappresentate tutte le fasi del trattamento: dal trasporto e stoccaggio degli abiti e dei prodotti tessili sporchi, alla selezione dei trattamenti, fino al lavaggio vero e proprio, all’idroestrazione, all’essiccazione e allo stoccaggio dei prodotti lavati. Non mancheranno le fasi di stiratura e di imballaggio per la consegna finale. Ma ci sarà modo di incontrare anche comparti vicini a quello delle lavanderie: la detergenza, con non poche aziende che operano anche nel comparto della pulizia professionale, ma anche quello degli abiti da lavoro, che sta crescendo molto anche in Italia (vedi box).
Ecosostenibilità e competitività
E proprio come accade nell’igiene ambientale, anche qui la grande sfida si chiama ecosostenibilità. A questo proposito, Expodetergo costituirà un’importante vetrina per la ricerca sull’ecosostenibilità e per tutti i progressi in termini di risparmio di acqua e di energia, una variabile cruciale
i Un lavoro pulito: come diventare “pulitintori” (con profitto)?
Un settore stabile, sempre più diffuso attraverso nuove formule, come quella delle lavanderie a gettoni, diventa una buona proposta anche per quanti desiderano “mettersi in proprio” con un’attività sicura. La spesa per una “start-up” nel mondo della pulitintura professionale prevede un investimento iniziale stimabile in circa 60.000 euro per avviare una lavanderia automatica in franchising: il fatturato medio annuo per questo tipo di attività si aggira intorno ai 120.000 euro (dati: Assofornitori e Annuario Franchising). Così in breve tempo è già possibile teoricamente rientrare dell’investimento per l’attrezzatura. Ma cosa serve per diventare pulitintori? Certo, va detto, anche qui come nel nostro settore non ci si può improvvisare. Negli ultimi anni l’orientamento è quello di offrire un servizio di livello elevato sotto tutti gli aspetti, cominciando da quelli gestionali e di comfort degli indumenti e dei capi in genere trattati. Oltre a conoscere la macchina e le varie opportunità che la tecnologia mette a disposizione, il nuovo “lavandaio” può oggi diventare imprenditore di se stesso dialogando continuamente con le aziende, e individuando canali di sostegno al business che le stesse imprese fornitrici di servizi e tecnologie mettono a disposizione. Ma a fare la differenza è la capacità di “inventarsi” una cornice in cui inserire la propria attività. E’ il caso, ad esempio, dei servizi di lavanderia per gli hotel di Venezia, comprensivi di raccolta di lenzuola e biancheria attraverso barconi, gestiti con successo da un’azienda con sede a Milano. Una nuova esigenza, invece, sempre più specializzata e nuova per l’Italia è la lavanderia per gli abiti da lavoro: bar, ristoranti, piccole aziende o laboratori, trovano oggi conveniente riutilizzare le divise servendosi di imprese specializzate al loro lavaggio, che abbattono i costi di gestione e di ricambio di questi indumenti.
i Tre pensieri, due foto, una ricerca: “Notate la differenza”?
A proposito di eco sostenibilità, da tenere d’occhio l’iniziativa “Notate la differenza?”, una campagna di sensibilizzazione alla sostenibilità ambientale promossa da Assofornitori ed Expodetergo, che avrà il suo culmine proprio in occasione della fiera milanese. Lo slogan, “Dietro l’oblò di una lavatrice gira la salute dell’ambiente”, è già di per sé indicativo. Così come i tre pensieri che accompagnano l’iniziativa: Mangiare nel Terzo Millennio, tema di così capitale importanza da essere stato scelto come asse portante dell’Expo’ 2015; Perché oggi mangiare non significa solo “cosa”, ma anche come e dove; E perché non esiste futuro di un Mondo Globalizzato senza un Pensiero in grado di considerare sotto una nuova luce usi e costumi di una vita quotidiana sempre più condivisa da popoli ed etnie di tutto il pianeta. A cominciare dal mangiare su tavoli in cui la scelta fra tessuto da lavare e monouso da buttare diventa prioritaria. Due fotografie- Ecco una tavola apparecchiata su tovagliato monouso destinato a un immediato e inquinante processo di riciclo. Ed ecco quella stessa tavola apparecchiata su tovagliato in tessuto, che significa Salute Globale. Da un punto di vista ecologico, come abbiamo già visto, nonché economico, considerando che il fatturato complessivo delle industrie di sanificazione del tessile è di oltre quattromila milioni annui (dati Assosistema), il cui 20% viene destinato all’acquisto di biancheria piana da letto, da tavola, da bagno, nonché di abiti da lavoro.
Una ricerca- E’ quella che nel 2011 il Consorzio Lavanderie Toscane ha commissionato ad Ambiente Italia sul tema “Life Cycle Assesment” (valutazione del ciclo di vita) finalizzato al confronto della prestazione ambientale nell’intero ciclo di vita (acquisizione di materie prime, produzione, utilizzo e fine vita) del tovagliato riutilizzabile in tessuto e del tovagliato in carta monouso utilizzati dal settore alberghiero e ristorazione del Comune di Firenze. Fra i dati emersi: la prestazione ambientale del tovagliato in tessuto supera quella del tovagliato in carta a partire dal ventunesimo ciclo di lavaggio, meno di un terzo dei cicli che mediamente può sopportare un tovagliato in tessuto prima di essere smaltito; il tovagliato in tessuto consente un risparmio dell’80% di risorse materiali non rinnovabili, del 60% di risorse energetiche non rinnovabili, del 55% di gas a effetto serra, del 75% di rifiuti prodotti. Fare la differenza, insomma, si può!
in tempi in cui abbattere i costi del servizio rappresenta uno dei capisaldi della competitività. Saranno inoltre intensificati contatti tra i comparti rappresentati in manifestazione e le filiere ad essi più vicine: dai servizi di lavaggio degli abiti dal lavoro - un settore che, come dicevamo, sta prendendo piede ora in Italia, ma particolarmente sviluppato all’estero -, alle aziende produttrici di tessuti, impegnate a divulgare la cultura della qualità rispetto all’uso indiscriminato di succedanei come carta e plastica nel mondo horeca. Sono proprio i produttori, riuniti in Assofornitori, ed Expodetergo International, a farsi promotori della diffusione di pratiche ecosostenibili anche verso i comparti a cui forniscono i propri servizi. È il caso della ristorazione, in cui è stato possibile misurare le performance del tovagliato in stoffa rispetto ai succedanei in carta. Così, sono ormai assodate le stime di Ambiente Italia, secon-
do cui il tovagliato in tessuto consente un risparmio dell’80% di risorse materiali non rinnovabili, del 60% di risorse energetiche non rinnovabili, del 60% di acqua, del 55% di emissioni di gas a effetto serra e del 75% di rifiuti prodotti. Expodetergo, insomma, rappresenterà un momento imprescindibile per gli operatori del settore e delle filiere maggiormente interessate ai suoi servizi, e si potrà visitare comodamente e senza fare code perché anche il tempo è denaro: proprio a questo scopo è già attiva sul sito www.expodetergo.com la preregistrazione per i visitatori professionali, che consente di ricevere direttamente sulla propria casella e-mail il titolo di accesso.
issa interclean 2014, cronaca di un successo “not-to-be-missed”
“Interclean Amsterdam si conferma una fiera da non perdere”. Così Rob den Hertog, numero uno di Issa Interclean, ha commentato l’edizione d’argento della fiera olandese (6-9 maggio 2014), che cresce ancora nei visitatori e negli espositori. Tante le novità, a partire dai vincitori dell’Innovation Award.
Ci sono appuntamenti che ormai sono diventati una certezza. Uno di questi è Interclean Amsterdam, che quest’anno ha festeggiato la 25esima edizione (la fondazione risale al 1967) con un record di affluenza: 29.325 visitatori da oltre 130 paesi hanno percorso in lungo e in largo gli ampi spazi di Rai Amsterdam dal 6 al 9 maggio. Oltre mille in più rispetto al 2012 (+5%). Sono cresciuti anche gli espositori, che hanno sfiorato quota 700 (696, contro i 669 dell’edizione passata), provenienti da ben 43 paesi del mondo.
Una fiera… di cui andare fieri
Comprensibile la soddisfazione, all’indomani della manifestazione, del manager di Issa Interclean Rob den Hertog: “Questi dati rappresentano una notizia davvero positiva per tutta l’industria del cleaning. Siamo davvero orgogliosi di questa venticinquesima edizione, e ringraziamo tutti gli espo-
sitori e i visitatori che rendono Interclean Amsterdam un appuntamento da non perdere”. Cresce anche l’internazionalizzazione, visto che un buon 73% dei visitatori proveniva da fuori Olanda, con presenze particolarmente significative dal Sud Europa, dal Medio Oriente e dall’ Estremo Oriente.
Sempre un punto di riferimento
Interclean, insomma, continua a fornire una panoramica completa del settore e un’ottima visione d’insieme degli sviluppi globali. I visitatori, come sempre, sono stati i rappresentanti d’alto livello di tutti i maggiori produttori internazionali di prodotti per la pulizia, distributori, appaltatori e responsabili dei processi decisionali delle principali strutture industriali, commerciali, sanitarie, istituzionali, alberghiere e di catering. Dicevamo della venticinquesima edizione: se ne sono accorti fin da subito tutti i presenti, che sono stati accolti, già la sera del 6 maggio, con uno speciale aperitivo dedicato proprio all’edizione “d’argento”. Poi si è entrati subito nel vivo: gli oltre
50.000 metri quadrati di spazio espositivo sono stati il palcoscenico ideale per mettere in mostra tutte le tecnologie più innovative del settore. Interclean, come è noto, rappresenta tutti i marchi leader nella pulizia industriale, ma non solo: erano diverse, ad Amsterdam, le new entries.
La fiera in sintesi
Per aiutare i visitatori a pianificare in modo più efficiente la loro visita, e visto il successo riscontrato dalle aree Washroom e High Pressure, la fiera ha creato apposite “aree dedicate” per raggruppare gli espositori affini. Stravisitata l’area “Bagno”, con una panoramica completa di prodotti, servizi e soluzioni dedicati all’igiene di questo ambiente delicato. Questo spazio dedicato, che ha ribadito l’importanza della toilette per la salute pubblica, ha offerto ai visitatori un’agevole panoramica dei prodotti più recenti e delle soluzioni più innovative: insomma, in pochi metri (se così si può dire, viste le imponenti dimensioni della fiera) è stato raccolto tutto quello che c’è da sapere in materia di igiene sanitaria. L’area Bagno si estendeva su oltre 10.000 mq nei padiglioni 10 e 11, con più di 140 marchi leader. Davvero tanti i produttori e rivenditori di carta e prodotti di consumo per le toilettes. Al padiglione 5, intanto, si poteva visitare l’area Alta pressione (oltre 30 aziende), con uno speciale accesso diretto ad un’area dimostrativa esterna: qui i visitatori han potuto
dalla redazione
toccare con mano le varie applicazioni e le tecniche di pulizia ad alta pressione, come quelle per la rimozione dei graffiti, la pulizia delle facciate, la rimozione di gomma, ecc... Ma non basta: siccome il cleaning di oggi è sempre più 2.0, vale a dire incentrato sull’uso intelligente delle nuove tecnologie, Interclean 2014 ha visto crescere a vista d’occhio la gamma di dispositivi mobili, reti wireless, soluzioni elettroniche e quant’al-
tro, a supporto delle persone e del loro lavoro. Proprio a questo proposito ad Amsterdam era presente l’area “Management Solutions & Mobility”, un settore emergente che è diventato più importante negli ultimi anni, perché sempre più operatori svolgono il loro lavoro quotidiano con l’aiuto di smartphone, tablet e relative applicazioni. Tra le novità più apprezzate dell’edizione 2014 c’è stata un’area dedicata alla pu-
lizia a vapore, Steam Cleaning, all’interno dello spazio espositivo. La nuova sezione della “Pulizia a vapore”, ospitata nel padiglione 11, ha messo in evidenza gli sviluppi e le innovazioni di questo metodo di pulizia specializzato. Anche qui, presenti tutti i marchi leader. Ottime news anche per i giovani decisi ad affacciarsi sul mercato del cleaning: chi ha meno di 35 anni ha avuto l’occasione di iscriversi a Ycp (Young Cleaning Professionals programme), che mira a “fare rete” e a sviluppare il business delle nuove generazioni di imprenditori. E non è tutto: le dimostrazioni dell’Outdoor Demo Show sul piazzale antistante i padiglioni fieristici, le dimostrazioni High Pressure, il concorso Cleaning Competition nella sezione Miniskills e le presentazioni degli espositori per intrattenere i partecipanti con numerose attività nei propri stand, hanno assicurato una partecipazione ancor più numerosa. I visitatori hanno passato più tempo alla fiera, che si è, quindi, contraddistinta per lo spirito vivace. Per la cronaca: il giorno più frequentato è stato mercoledì 7 maggio, quando si sono contati oltre 10.000 visitatori. Ricco anche il programma di incontri, workshop, seminari di approfondimento.
Innovation award: l’innovazione che fa la differenza
Ma Issa Interclean significa anche innovazione capace di fare la differenza: parliamo del Premio Amsterdam Innovation Award, che pone l’innovazione, aspetto essenziale dell’evento, al centro dell’attenzione. Il concorso, quest’anno, ha ricevuto oltre 50 iscrizioni di nuovi prodotti e soluzioni che sono stati presentati in fiera. Vincitore assoluto è stato il B60/10C MopVac di Kärcher, che si è aggiudicato anche la categoria attrezzature e strumenti. Ecco, poi, i vincitori delle singole categorie: Wetrok - Wetrok Discomatic Mambo ed European Cleaning Machines Recycling - ECMR. Alpheios ExpertAtHand si è aggiudicato il premio del pubblico Visitor’s Choice Award. Entriamo nel dettaglio: Il MopVac B 60/10 C di Kärcher è un prodotto assolutamente innovativo, che combina le caratteristiche di un carrello per le pulizie di tipo tradizionale con le migliori caratteristiche di una lavasciuga pavimenti. Con la sua larghezza di lavoro di 60 cm, la B 60/10 C può pulire cinque volte più velocemente rispetto ai tradizionali sistemi di pulizia. Non ha bisogno di elettricità ed è molto semplice da usare. Il sistema lascia il pavimento asciutto, e questo riduce il rischio di scivolamento e cadute, poiché elimina anche eventuali residui di detersivo dal pavimento. Si tratta di una soluzione davvero ecologica ed efficiente: grazie alla sua pompa automatica che funziona senza bisogno di energia elettrica, fornisce sempre acqua pulita per la pulizia del pavimento, senza pericolo di lasciare aloni di acqua sporca. Venendo a macchine, accessori e componenti, ha vinto la categoria Wetrok, con Discomatic Mambo. Grazie alle dimensioni compatte, questa lavasciuga pavimenti da 30 litri è facilmente manovrabile e adatta per una vasta gamma di nuove applicazioni. Essendo alimentata con una batteria agli ioni di litio, la macchina ha un tempo di esercizio quattro volte superiore a quello offerto da una normale batteria al piombo. Il rifornimento dell’acqua può essere regolato dal pannello di controllo, e per semplificare ulteriormente la formazione degli operatori vi sono solo quattro pulsanti di controllo. Venendo alla Gestione
della pulizia e soluzioni di formazione professionale, vincitore della categoria è stata European Cleaning Machines Recycling –ECMR, che ha sviluppato un concetto veramente unico per il settore della pulizia professionale. La questione dello smaltimento di una macchina da pulizia rappresenta una sfida per questa industria, e continuerà a tenerci occupati anche in futuro, dato che le normative inevitabilmente costringeranno i produttori ad assumersi una maggiore responsabilità, in un modo completamente trasparente, per le macchine arrivate alla fine del ciclo utile. C’è stato poi il premio del pubblico, assegnato per la seconda volta al candidato che ha ricevuto dai partecipanti alla fiera Issa/Interclean Amsterdam il maggior numero di voti come prodotto più innovativo. Con una percentuale di voti del/ dell’ 39.9, Alpheois ExpertAtHand è il vincitore del Visitor’s Choice Award 2014. E’ una app per dispositivi mobili come Google Glass, che consente a un esperto della pulizia di guardare attraverso gli occhi di un addetto alle pulizie e di comunicare in tempo reale. L’Innovation Award supporta l’AMREF Flying Doctors e i suoi progetti in Africa per rendere accessibile l’acqua e i servizi sanitari ed ha consegnato in questa occasione un assegno di 9,900.000 euro.
I prossimi appuntamenti
Issa/Interclean
Ma il 2014 delle fiere del settore non si ferma in Olanda. Dopo Amsterdam, ecco le prossime manifestazioni fieristiche a marchio Issa/Interclean: si parte in settembre (25-27), a Istanbul, per proseguire negli Usa, con l’attesa Issa Interclean di Orlando (4-7 novembre), quindi, a inizio 2015, si va a Città del Messico (25-27 febbraio) e si torna in Europa, a Varsavia (22-24 aprile). Ad Amsterdam si tornerà poi nel 2016, dal 10 al 13 maggio. Ma nel frattempo c’è una certa fiera Afidamp che si chiama Pulire… (Verona,19-21 maggio 2015).
novità top secret: a interclean la “kaaba” di fimap
dalla redazione
Ad Amsterdam va in scena la Fimap che non ti aspetti. Un cubo di 3 metri nascondeva alcuni oggetti misteriosi. Tra gli altri, una macchina per la pulizia che vedresti bene in uno store di elettronica avanzata.
Insomma: dinamite allo stato puro.
Amsterdam, Issa Interclean 2014. Ti aggiri fra gli stand, affollatissimi, e a un certo punto vedi davanti a te una sorta di “cubo” magico fatto di pannelli di colore nero e azzurro: cioè, pareti nero pece, con una porticina ben camuffata su un lato (da cui vedevi uscire, da sotto, una lama di luce mistica e misteriosa), sommità di colore azzurro e la scritta argento a caratteri cubitali: FIMAP LIFE, accompagnata dal claim “Your best investment in the cleaning”.
La Fimap che non ti aspetti
Sulle pareti del cubo, un 3x3 da 9 metri quadrati di superficie espositiva (ma che nulla esponeva, anzi teneva tutto gelosamente nascosto), una serie di poster futuristici che elencavano tutti i “comandamenti” di casa Fimap: Fimap Intelligence, Fimap Finance, Fimap Manteinance, Fimap Fleet, Fimap Service. Se l’obiettivo era quello di destare la curiosità, c’è da ammettere che è stato perfettamente centrato. Infatti, manco a dirlo, nugoli di curiosi da tutti i luoghi della terra, da tutti i quattro punti cardinali (specialmente, guarda un po’, dall’oriente!), si affollavano a debita distanza dall’oggetto misterioso, ed era tutto un guardare, un cercare di carpire e di capire, un parlottare, un congetturare. Stavolta Fimap ha proprio spiazzato tutti. Insomma, tutto ti aspetti da una grande azienda che è senza dubbio uno degli alfieri del made in Italy di cui il settore può andare orgoglioso, ma questa, proprio…
La Mecca delle lavasciuga!
E il paragone con la meccana Kaaba dice più di quanto sembri. Infatti anche l’entrata in questo sancta sanctorum era vietata ai più. Si accedeva pochi per volta, solo su appuntamento, e solo se si apparteneva alle categorie ammesse, un po’ come i grandi sacerdoti dell’antichità: e nel caso specifico, guidati personalmente turno dopo turno da Massimiliano Ruffo, nelle interiora del tempietto erano ammessi quasi esclusivamente i dealers. Non le imprese. Non le committenze. Men che meno i concorrenti e i semplici curiosi. E non la stampa di settore (anche se per GSA è stato fatto, ehm, un piccolo strappo alla regola…). Banditi dal privé, nemmeno il caso di dirlo, macchine fotografiche, telefonini e ogni strumento atto a registrare e carpire segreti.
L’azienda che vanta innumerevoli tentativi di imitazione
E non si tratta solo di creare curiosità. Anche, ma non solo: Fimap è una delle poche aziende al mondo del settore che, parafrasando il tormentone di una nota rivista di enigmistica, “vantano innumerevoli tentativi di imitazione”. Va da sé che bisogna proteggersi! Nella sola Issa Interclean erano decine le macchine “ispirate” (diciamo così, ispirate) alle storiche sagome made in Italy by Ruffo. E questa volta Fimap ha scelto di difendere i propri brevetti in modo spettacolare, senza dubbio molto inusuale ma certamente unico.
Cosa c’era dentro?
D’accordo, ma dopo quattro paragrafi e un torrente d’inchiostro non abbiamo ancora detto la cosa più importante. Cosa custodiva il cubo? Che cosa c’era dentro? Quali mirabolanti invenzioni, quali ermetici segreti, quali inestimabili tesori si nascondevano all’interno della spelonca di Alì Babà nera e azzurra di Fimap? Semplice (e genia-
le, per continuare il paragone con Aladino & C.). Tre macchine, o se preferite, due splendide innovazioni e una bomba di pura dinamite concentrata. Il trionfo del piccolo ed efficiente. Di più: il superamento del concetto (anche visivo) di lavasciuga.
Eccoci nel sancta sanctorum
Le due belle innovazioni sono una lavasciuga compatta, per ambienti ridotti, e una minispazzatrice. Due belle macchine, non c’è che dire. Ma sembravano quasi sparire al confronto con “Lei”. “Lei” è la macchina stellare, la pulitrice di domani, la macchina che chiude il cerchio. Definirla l’evoluzione di Genie (che già, al suo apparire, sembrava una macchina extraterrestre) è estremamente riduttivo. Il concetto è quello di una soluzione ideale per superfici ridotte ma davvero straordinaria, tanto da rendere arduo addirittura racchiuderla in una categoria. Grande compattezza, maneggevolezza nell’uso e nel
trasporto. E un look che ti aspetteresti nei migliori negozi di elettronica, con accorgimenti da lontano futuro. I tecnici di Fimap, e non era cosa facile visto che da sempre ci hanno abituato a innovazioni da “bocca spalancata”, si sono davvero superati, ed hanno sviluppato concetti impensabili in una macchina tradizionale, anche in quelle più evolute. Di più, proprio, non si può dire. Vi ricordate il sommo poeta, appena giunto in Paradiso? “Nel ciel che più de la sua luce prende fu’ io, e vidi cose che ridire né sa né può chi di là su discende” Ecco, appunto.
PS Appuntamento per tutti a settembre 2014!
#meglio30: un hashtag,
un concorso, ma soprattutto una buona abitudine: i nostri figli ci ringrazieranno
Con l’iniziativa #meglio30 Assocasa porta in Italia una campagna lanciata in Europa da A.I.S.E. Lavare a basse temperature fa bene al nostro guardaroba e all’ambiente: andare al sito www.meglio30.it per credere. E per iscriversi a un concorso che mette in palio weekend da sogno.
#meglio 30 perché? Beh, i motivi sono tanti. C’è chi lava a 30° (di questo, infatti, si parla) perché “vado pazza per il mio guardaroba e voglio rispettarlo”, chi lo fa perché “ho cura dei miei vestiti”, chi perché “rispetto l’ambiente”, chi addirittura per “lasciare a mia figlia un mondo migliore”. Stiamo esagerando? Forse, se ci si aspetta-
di Carlo Ortega
no miglioramenti dall’oggi al domani. Ma se si dà fede ai vecchi proverbi -“la goccia scava la pietra”, “la perseveranza è tutto”, e così via-, si scopre subito tutta la forza dei piccoli gesti quotidiani. Ed è precisamente questo il senso della campagna #meglio30, lanciata da Federchimica-Assocasa che porta così in Italia una più ampia iniziativa promossa, a livello europeo, da A.I.S.E. (Associazione Internazionale dei saponi, detergenti e prodotti di manutenzione), per sensibilizzare i cittadini dell’Unione Europea sui vantaggi ambientali e sociali derivanti dal lavaggio a basse temperature.
L’iniziativa
Per cominciare, diciamo che l’iniziativa ruota intorno a un hashtag (#meglio30, appunto), cioè un argomento di discussione sui social network, in particolare su twitter, sul quale il dibattito si anima e ciascuno dice la sua. Le opinioni che abbiamo riportato all’inizio vengono proprio da lì. Il progetto, infatti, coinvolge blogger, giornalisti, opinion leader e tante persone che credono che assieme, a piccoli passi, si possa costruire un mondo migliore. Da aprile è attiva anche la pagina facebook www.facebook.com/Meglio30. Oltre, naturalmente, al sito internet www.meglio30.it, da cui si può partire per orientarsi meglio. E dove, tra le motivazioni del progetto, si legge: “Qualche piccolo cambiamento nelle abitudini di lavaggio di ciascuno di noi, specialmente lavando a basse temperature, contribuisce a generare grandi benefici per tutti. Come? Semplicemente abbassando la temperatura del lavaggio in lavatrice si posso-
no ottenere risultati eccellenti per il bucato, ridurre le emissioni di anidride carbonica e tutelare l’ambiente. Inoltre i capi si conservano più a lungo ed i tessuti non vengono danneggiati”.
Lavare a basse temperature è quasi sempre possibile
L’invito a lavare a basse temperature non è così scontato come potrebbe sembrare: spesso, infatti, per una radicata convinzione, si tende a pensare che “più calda è l’acqua, meglio si pulisce”, il che non è sempre vero. Anzi, lavare a 30°, il più delle volte, non toglie niente alla qualità del pulito e, al contrario, garantisce grandi risultati. Grazie all’evoluzione delle lavatrici e dei detersivi per bucato è possibile oggi, infatti, ottenere capi puliti a temperature più basse. Ciò è dovuto al fatto che gli attuali prodotti sono studiati per ottenere alte performance a basse temperature, e questo significa poter ridurre la temperatura di lavaggio, pur continuando a garantire ai capi la pulizia e la freschezza desiderate. In generale, per un carico di indumenti poco o normalmente sporchi, se non ci sono problemi di salute e malattie in famiglia, scegliere una bassa temperatura di lavaggio è proprio la soluzione corretta. Naturalmente se la maggior parte dei capi di un bucato può essere lavata con buoni risultati a basse temperature, alcuni indumenti richiedono una pulizia più profonda (per saperne di più a questo proposito, vedi il sito http://www.iprefer30.eu/it).
3 gradi=124.000 auto
Il nostro guardaroba ci sorriderà, proprio come il nostro portafoglio, perché il lavaggio dei capi a temperature più basse con-
sente una maggiore cura dei tessuti. Quando le temperature di lavaggio sono più basse, non solo il colore si conserva intatto più a lungo, ma anche l’usura dei tessuti è minore. E oltre ai vantaggi “personali” ci sono anche i grandi benefit per la collettività, e per l’ambiente. “Quel che conta –si legge sempre sul sito- è ciò che riusciamo a fare tutti insieme. Se in Europa tutti riducessero la temperatura di lavaggio, quando è possibile, questo potrebbe davvero fare la differenza. Risultati che si potranno riscontrare già su scala locale, ciascuno nel proprio paese o nella propria città. Basti pensare che il risparmio energetico derivante dalla riduzione di soli 3° della temperatura media dell’acqua di lavaggio –che nel nostro Paese è pari a 40°- equivale all’eliminazione delle emissioni di anidride carbonica prodotte da più di 124.000 automobili in Italia. Un risultato notevole! In poche parole: la somma di tanti piccoli gesti può fare una grande differenza.
Il concorso
Ma oltre alla teoria, c’è la pratica. Che si traduce in un concorso, aperto fino
al 20 giugno. Partecipare è semplice: basta registrarsi sul sito http://www. meglio30.it/il-concorso/partecipa.html, poi farsi un “selfie” (e chi non se lo fa, oggi come oggi?) con addosso il capo preferito e inviarlo, completando il tutto con un messaggio che spiega i motivi dell’adesione. Ogni settimana una giuria qualificata sceglie il selfie e il messaggio che meglio esprimono i valori del progetto e decreta il vincitore. Per lui un cofanetto regalo Total Wellness di Boscolo per un weekend all’insegna del totale relax in percorsi che coinvolgono i 5 sensi e che rigenerano l’equilibrio psico-fisico. Ci sarà anche un vincitore finale, e lo attende un premio ancora più speciale:una gift box Eco Charme di Boscolo per un fine settimana indimenticabile nei migliori centri benessere europei. Lavare a 30°, insomma, conviene e fa stare meglio. Noi e l’ambiente.
clean up day, com’è andata?
Ecco le principali iniziative svoltesi nelle varie città italiane in occasione del primo European Clean up day (10 maggio), organizzato dalla Commissione europea per contrastare l’abbandono di rifiuti. Dalle Alpi alla Sicilia.
Lo scorso 10 maggio (con estensioni, in molte città, fino al 17), si è svolto il primo European Clean Up Day, accompagnato dalla campagna Let’s Clean up Europe, lanciata dalla Commissione europea e, in particolare, dal commissario europeo all’Ambiente Janez Potocnik . Si tratta di un’iniziativa di lotta contro il littering e l’abbandono di rifiuti, la cui azione principale consiste proprio nell’organizzazione del
dalla redazione
primo European Clean Up Day, giornata di pulizia del territorio e recupero dei rifiuti abbandonati. Tante le iniziative in Italia, dalla raccolta di pneumatici sui fondali alla pulizia delle piazza. E molte le città del Belpaese che hanno aderito in vario modo. Vediamo com’è andata, partendo dalla capitale.
Tra Bologna e Roma, un Frecciarossa di pulito!
A Roma, a partire dalle 13 di sabato 10 maggio, si è tenuta un’iniziativa di pulizia organizzata dalla rete Operatori Nazionali dell’Usato, in piazza Vittorio Emanuele. E’ stata una preziosa occasione per alimentare la diffusione di buone pratiche e per educare i più giovani, in nome di un’economia ambientale e sostenibile che possa contribuire a rilanciare il Paese. Proprio in piazza Vittorio Emanuele si sono dati appuntamento i passeggeri del treno Frecciarossa che hanno aderito alla “staffetta” ferroviaria Bologna-Roma di Federambiente. Dopo aver pulito piazza XX Settembre, nel capoluogo emiliano, i volontari, tra la curiosità dei viaggiatori, si sono imbarcati alla volta della Città Eterna. Alla pulizia di piazza XX Settembre ha preso parte il ministro
dell’Ambiente Gian Luca Galletti. E sul treno hanno preso posto la sottosegretaria all’Ambiente, Barbara Degani, i rappresentanti del Conai e dei Consorzi di Filiera, una delegazione di operatori del settore ambientale e diversi operatori dei media: le condizioni ideali per un colloquio vis-àvis fra i rappresentanti dei consorzi come Comieco, Corepla, Coreve, Rilegno, Cial, Ricrea, Greentire, Federambiente e la sottosegretaria del ministero. Per la cronaca: 40 i sacchi di immondizia raccolti dai volontari in piazza Vittorio Emanuele.
Le altre iniziative, da Pordenone a Lipari
Spostiamoci ora in altre aree d’Italia: nel profondo nord, a Pordenone, in occasione dell’adunata degli Alpini del 9-11 maggio,
che si è svolta proprio all’insegna della sostenibilità, è stata organizzata una raccolta straordinaria di rifiuti durante la quale è stato anche utilizzato un contatore ambientale per valutare gli impatti in termini di produzione rifiuti, smaltimento finale evitato, emissioni CO2, energia, acqua, materie prime seconde prodotte ed euro risparmiati. L’iniziativa è stata
organizzata da Cial e gli altri Consorzi di Filiera del Sistema Conai, in collaborazione con GEA Pordenone. Sempre a nord, ma nell’Ovest, e in particolare a Moretta, nel Cuneese, un’area boschiva lungo il fiume Po è stata ripulita ad opera dei ragazzi delle scuole, in collaborazione con il Consorzio SEA nell’ambito del Progetto Re.Te. A Imperia, intanto, un gruppo di volontari, in collaborazione con Tradeco, ha pulito tutte le spiagge libere. E ci spostiamo ora in Calabria, dove presso la riserva nazionale naturale del Lago di Tarsia si è data la caccia ai rifiuti nei boschi, nei parchi e nelle zone attigue al lago. Ad Aquara, nel Parco Nazionale del Cilento, l’associazione “L’Aspirapolvere nel bosco” ha ripulito una pineta che in passato era ridotta a discarica abusiva. Anche la Sicilia ha partecipato, con una raccolta stra -
ordinaria di pneumatici abbandonati a Pachino (Siracusa). E a Lipari c’è stato un momento di pulizia e di confronto sui temi della sostenibilità in piazza con “Differenzia la tua isola!”, in collaborazione con SRR Isole Eolie. Tra le associazioni più attive non poteva mancare il WWF, che ha promosso azioni di pulizia straordinaria in otto oasi: l’area marina protetta di Miramare, la laguna di Orbetello, Ripa Bianca di Jesi, Persano, Macchiagrande, Orti – Bottagone, Valle Averto, Lago di Alviano, Scivu.
centri benessere e spa: cosa bisogna sapere
di Claudio Beati
Lo sviluppo di Spa, aree benessere e centri wellness crea per le imprese interessanti opportunità di lavoro. A patto, naturalmente, che ne conoscano specificità e problematiche, e che le sappiano affrontare in modo professionale. Ecco tutti gli accorgimenti necessari, dalla penna di un vero professionista.
I centri benessere o centri wellness, utilizzando il termine inglese, hanno avuto un forte sviluppo negli ultimi anni. Il termine wellness deriva da due concetti, quello del well being (benessere) e quello del fitness. Alberghi, centri sportivi, centri termali, ecc, hanno sviluppato queste strutture per offrire alla clientela un servizio supplementare e conseguentemente aumentare il loro business.
Acqua: siamo sempre sicuri di conoscerla a fondo?
L’acqua è l’elemento più utilizzato nei centri benessere, oltre ovviamente la sauna, il bagno a vapore e i servizi di massaggio e le varie cure di bellezza per il corpo utilizzati dalle donne e sempre di più anche dagli uomini. La prima cosa che si richiede ad un centro benessere è un elevato grado di pulizia ed in generale di igiene nelle strutture. Lo sporco grossolano si vede, mentre i microrganismi sono invisibili. Una superficie ben pulita è ben visibile e può essere un indice anche di un’adeguata degerminazione.
In queste strutture siamo più esposti al rischio
I locali dei centri benessere sono frequentati da persone che hanno una maggiore esposizione della pelle a contatto con le
strutture ed istintivamente, solo nel caso di superfici perfettamente pulite i clienti sono disposti all’utilizzo di tali strutture. Il gestore, con un certo impegno e con l’utilizzo di attrezzature e prodotti adeguati, riesce a pulire e disinfettare adeguatamente le superfici. Il problema più difficile è la “cura” dell’acqua utilizzata dai clienti. Si tratta dell’acqua delle piscine e minipiscine, degli idromassaggi, dei percorsi caldo-freddo, delle SPA e non ultimo delle docce. L’acqua può essere un importante veicolo di infezioni ed il trattamento dell’acqua presenta ben più problemi di quelli di una buona pulizia delle superfici.
Il problema delle SPA: due correnti di pensiero
Con il termine SPA oggi si intende sia un po’ tutto il complesso del centro benessere, che la sola vasca idromassaggio ad acqua calda. Ci sono due correnti di pensiero per il significato del termine SPA. Qualcuno afferma che deriva dall’abbreviazione latina di “Salus
Per Aquam” (salute attraverso l’acqua) altri invece si riferiscono ad una cittadina termale belga che si chiama appunto Spa.
Cos’è per noi una Spa
Nella nostra trattazione chiameremo SPA una vasca (idromassaggio) di dimensioni
inferiori a 10 metri cubi. Per questo, ci si rifà alla definizione della norma dell’Ente Nazionale Italiano di Unificazione UNI 10637 che si occupa delle norme tecniche per le piscine intese come vasche con volume d’acqua superiore a 10 metri cubi. Purtroppo, l’Accordo Stato-Regioni del 16 Gennaio 2003 (successivamente chiamato Accordo), che è la norma di riferimento vigente per le piscine, quando recepita dalle regioni, non definisce un limite tra la vasca da bagno ed una vasca ad uso natatorio. Si ricorda infatti che l’oggetto di tale norma è: “Accordo tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Provincie autonome di Trento, Bolzano relativo agli aspetti igienico sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine ad uso natatorio”. Da tale oggetto si presume che una vasca nella quale non si riesce a nuotare non rientri nel campo di applicazione della norma e dei vari recepimenti regionali.
Purtroppo manca ancora chiarezza
Tuttavia, su questo problema non vi è alcun chiarimento. L’Accordo Stato-Regioni e i recepimenti regionali non hanno pertanto chiaramente definito quando una vasca con dell’acqua sia destinata ad uso natatorio o ad altro. L’aspetto relativo all’applicazione o meno per le SPA dell’accordo Stato-Regioni e dei relativi recepimenti regionali è di estrema importanza perché il trattamento dell’acqua può essere effettuato anche con sistemi e prodotti diversi da quelli indicati nell’Allegato I e non è pertanto richiesta la conformità dell’acqua ai valori per i vari parametri previsti dalla Tabella A dell’Accordo.
Dubbi anche sulle responsabilità E’ evidente che il gestore di una struttura sia responsabile della salute dei suoi ospiti come per qualsiasi altro danno che può loro arrecare. La cosa “drammatica” è che il gestore della struttura non ha punti di riferimento per come trattare l’acqua di una vasca non adibita ad attività natatorie. Purtroppo, non esiste neppure una normativa europea, né dell’UNI, che indichi le caratteristiche chimico-fisiche e microbiolo-
Tipo di disinfettante Concentrazione da tenere nell’acqua
PURAKLOR (1)
g / m3/giorno + 4-6 g per persona
OXYKLAR (3) + CONTROL ALG (3) 10-20 mg/l Indipendente dal pH Indipendente dal pH 10-20 g per persona 50 g per m3 di acqua ricambiata (*)
giche dell’acqua di queste vasche. Vi è solo una generica responsabilità del gestore di queste strutture che l’acqua non sia causa di danno agli utilizzatori.
Il trattamento dell’acqua delle SPA
L’inquinamento organico e microrganico dell’acqua di una SPA è estremamente alto. Basta pensare che l’inquinamento dell’acqua di una SPA di 3-4 metri cubi utilizzata da 3-4 persone è equivalente a quello di una piscina di 500 metri cubi (25 x 10 x 2 m.) con 500 persone in acqua o una di 1.000 metri cubi con 1.000 persone in acqua. Immaginiamo di vedere tali piscine con tutta quelle persone accalcate a ½ metro di distanza l’una dall’altra per avere un’idea di come diventa quell’acqua. Un aspetto da tenere in considerazione per diminuire il carico organico che consuma il cloro ed in parte protegge i microrgani -
smi è quello della doccia prima di utilizzare le strutture wellness. La disinfezione dell’acqua delle SPA deve essere migliore di quella di una piscina. Il che si traduce in trattamenti dove l’agente disinfettante deve essere utilizzato in concentrazioni nettamente superiori. Le SPA presentano anche il problema della discontinuità dell’utilizzo. Esiste inoltre la difficoltà di installare sistemi automatici di dosaggio controllati da sonde e centraline come invece sono presenti nelle piscine. E’ necessario prevedere frequenti rinnovi dell’acqua e la pulizia giornaliera dei filtri per evitare eventuali accumuli di colonie batteriche nei filtri stessi. I ricambi di acqua si possono calcolare sulla base del numero di frequentatori che hanno utilizzato le SPA. Non vi sono normative europee a riguardo. Quanto riportato nella tabella è ripreso dalla normativa Australiana e può essere una buona guida per i gestori.
“Ricambio giornaliero 30-40 litri a persona al giorno. I consumi dipendono dall’uso della vasca.
La clorazione (PURAKLOR)
La clorazione è il sistema universalmente riconosciuto efficace per il trattamento sia dell’acqua potabile che per quello di balneazione. Questo perché la sostanza liberata dai composti cloranti chiamata acido ipocloroso è una molecola estremamente rapida anche a basse concentrazioni per eliminare batteri e virus. Più difficoltosa a basse concentrazioni è l’eliminazione di funghi
e di protozoi. L’acido ipocloroso ha inoltre la capacità di liberare ossigeno in forma di radicale libero (ossigeno atomico) in grado di ossidare (bruciare) nell’acqua le sostanze organiche e decomporle come avviene quando si brucia all’aria qualcosa di combustibile. Questa capacità, e analo-
gamente la rapidità dell’azione disinfettante, si raggiunge quando l’acqua possiede un’adeguata concentrazione di ossigeno per la presenza di sufficiente concentrazione dell’acido ipocloroso. La clorazione, se ben gestita, mantenendo costantemente i valori indicati di concentrazione e di potenziale Redox, è in grado di abbattere con buona sicurezza i microrganismi patogeni potenzialmente presenti nell’acqua dei centri benessere, in particolare, i batteri patogeni della Pseudomonas aeruginosa e della Legionella pneumofila. Le cisti protozoiche della Giada e della Tricomonas vaginalis, più resistenti, ma di dimensioni più grosse, sono trattenute dal filtro che deve essere giornalmente pulito. Nelle SPA all’esterno vi possono essere anche escrementi di uccelli e di topi con rischio di Leptospirosi. La Legionella è un batterio che generalmente arriva con l’acqua di riempimento delle vasche, specie se si utilizza acqua da pozzo o da cisterne di stoccaggio o da zone carenti di acqua. La concentrazione nell’acqua di alimento delle UFC (Unità Formanti Colonie) della Legionella deve essere monitorata. Questo perché anche l’acqua delle docce è possibile veicolo di infezione che, si ricorda, si prende respiran-
do l’acqua. Nelle SPA il movimento dell’acqua calda con insufflaggio d’aria agevola l’inalazione. La Legionella pneumofila è un batterio ubiquitario ed è sempre presente nell’acqua anche di acquedotti ben gestiti. La concentrazione delle U.F.C. non deve superare il limite di 100 UFC/litro. Quando si riscontrano questi valori e nel caso fosse frequente il loro superamento, è necessario installare sistemi di clorazione in continuo sulle linee di arrivo alla struttura. La Legionellosi è una malattia molto grave, a volte anche con esito mortale.
La Bromazione (SANIBROM)
L’uso di composti che liberano acido ipobromoso, simile all’acido ipocloroso è anch’esso consigliato. L’acido ipobromoso è un ossidante e disinfettante un po’ meno efficace dell’acido ipocloroso. Presenta però il vantaggio di non formare composti irritanti come invece avviene per i composti cloranti. L’odore è più leggero di quello della clorazione.
Uso del Persolfato e Poliquaternari (OXYKLAR E CONTROL ALG)
Il Persolfato è un composto in grado di liberare ossigeno come radicale libero analogamente all’acido ipocloroso e all’acido ipobromoso. Il composto non rilascia odori. Il prodotto è disponibile sia in granuli che in pastiglie rapidamente solubili. Mentre l’acido ipocloroso e l’acido ipobromoso liberati dai rispettivi prodotti cloranti e bromanti sono dei potenti disinfettanti, oltre che ossidanti, il Persolfato è solo una fonte di ossigeno con poco potere disinfettante. I consumi dipendono dall’uso della vasca come si vede dalla tabella della pagina precedente. Le aggiunte sono effettuate ogni 2-3 giorni o quando il Redox scende sotto i 600 mV. Quest’azione ossidante deve essere completata da un’azione disinfettante che si ottiene con l’aggiunta di un disinfettante a base di Poliquaternari. Questi composti oltre l’azione germicida possiedono anche un’azione flocculante molto utile per coagulare le particelle di sporco organico e le cisti protozoiche che rimangono più facilmente bloccate sul filtro.
In conclusione
La Clorazione, la Bromazione e l’Ossigenazione con Persolfato integrato con Poliquaternari sono tecniche importanti per il mantenimento delle caratteristiche dell’acqua delle SPA. E’ necessario un minimo di conoscenza o di professionalità da parte dei
gestori e degli addetti, che devono imparare ad effettuare le misurazioni ed i relativi dosaggi corretti. Solo così si possono considerare i Centri Benessere fonte di piacere fisico e non fonte di potenziale rischio per gli utilizzatori.
[Controlchemi srl]
Importante accordo GSA – CNA
Servizi alla comunità
Importante accordo tra GSA - Il Giornale dei Servizi Ambientali, e CNA/Imprese di Pulizia: Edicom mette a disposizione del mondo delle imprese artigiane il suo ramificato network di strumenti di comunicazione di settore e il suo aggiornatissimo bagaglio di informazione specialistica, utile ai fini dello sviluppo e della qualificazione professionale. In particolare l’accordo prevede la possibilità di abbonarsi ai 12 numeri della versione cartacea della rivista mensile GSA ad un prezzo promozionale molto vantaggioso che include per le imprese CNA anche il collegamento alla versione online. Gli artigiani potranno abbonarsi collegandosi al sito www. gsanews.it/abbonamento-rivista-registrazione/. Inoltre, sempre ad esclusivo vantaggio delle imprese CNA, queste ultime, qualo-
A ExpoCleaning Sud
una tavola rotonda
AfidampCom sull’igiene nella ristorazione
AfidampCom ha organizzato il 24 maggio ad ExpoCleaning Sud 2014 una tavola rotonda dedicata all’igiene degli ambienti dove si producono e somministrano alimenti. Vi hanno preso parte i tecnologi alimentari Aldo Todaro - Presidente OTASS (Ordine Tecnologi Alimentari Sicilia e Sardegna), e Massimo Artorige Giubilesi - Vice Presidente OTALL (Ordine Tecnologi Alimentari Lombardia e Liguria), oltre a Giuseppe Rosa - Dirigente ASP Catania, Dario Pistorio - Presidente FIPE (Federazione Pubblici Esercizi) Sicilia e Matteo MarinoPresidente AfidampFED. Il problema fondamentale emerso fin dalle prime battute è stato quello dell’assenza di standard di legge sulla sicurezza e sull’igiene. Il pulito continua ad essere qualcosa di soggettivo: la sfida è farlo
ra abbonate, potranno ricevere il supplemento annuale dedicato esclusivamente alle PMI del settore che contiene alcune pagine messe a disposizione e curate direttamente da CNA/Imprese di pulizia. GSA Speciale PMI contiene in copertina il logo CNA e la scritta “in collaborazione con CNA/Imprese di pulizia”. L’accordo prevede inoltre l’invio di una newsletter quindicinale pensata ad hoc per il mondo delle imprese artigiane. Grande soddisfazione in casa CNA: “Riteniamo -si legge sul sito istituzionale- di aver concluso un accordo nazionale con una rivista leader del settore, che darà spazio e valorizzerà la voce di CNA/Imprese di pulizia per rappresentare al meglio gli interessi della categoria”.
diventare oggettivo, attraverso la creazione di una forte consapevolezza nella cultura dell’igiene come tutela della salute pubblica. D’altra parte dai pubblici esercizi, che pure riconoscono come l’igiene sia fondamentale per la sicurezza e in quanto primo biglietto da visita dei locali, è emersa la difficoltà di far fronte alla miriade di norme e di regole a cui gli esercenti devono rispondere e che spesso li porta a non avere il controllo diretto su tutti i processi. La stessa formazione non può essere effettuata direttamente dall’esercente, ma dovrebbe essere competenza o del tecnolo-
go alimentare o dei consulenti per l’HACCP, tenendo ben presente il rischio che si commettano errori nell’utilizzo di prodotti non professionali per l’igiene degli ambienti. “Di pulizia c’è bisogno sempre e sempre di più”, ha commentato alla fine Francesco Bertini, Presidente di AfidampCOM. “Questa tavola rotonda ha offerto spunti di riflessione importanti, contribuendo al dialogo tra i diversi operatori del settore, nell’enunciazione di un tema complesso ma che richiede l’intervento partecipativo di tutti per raggiungere obiettivi comuni”.
Questione di culex: il libro completo della zanzara. Se la conosci, la eviti
Indesiderata compagna delle nostre estati e anche degli autunni e delle primavere, la zanzara è l’insetto più fastidioso al mondo. Per potersi difendere bisogna conoscerla e, studiandola, si scopre che ha una storia, una vita e una fisiologia appassionanti al pari di un romanzo. Come la possa fronteggiare oggi l’uomo del terzo millennio ce lo raccontano un entomologo,Claudio Venturelli, e una giornalista,Marina Marazza, in grado di trasformare un manuale illustrato di uso pratico, fitto di consigli, dritte, curiosità e soluzioni in una piacevole lettura sotto l’ombrellone. Tutti i segreti della specie sono rivelati nel libro per farci evitare di diventare gli involontari anfitrioni delle voraci amiche del crepuscolo.In libreria dal 27 maggio.
Prefazione di Dario Fo e illustrazioni di Dave Plast Questione di Culex, De Agostini, Pag. 256 - Euro 9,90
Sanitec “Green Power”, da settembre nel
mercato
Italchimica dal 2003 ad oggi si è sviluppata con grande successo divenendo una dei leader nel settore della Detergenza Pro -
fessionale a livello internazionale. Questo perché lavora con uno scopo, la creazione di valore per i clienti, dipendenti e azionisti. Come? Con queste linee guida: MISSION Creare detergenti e cosmetici che migliorino la qualità della vita rispettando la natura.
VISION Eccellere nella qualità garantendo professionalità e affidabilità alla clientela.
VALUES Professionalità: serietà, competenza e correttezza sono alla base di ogni processo aziendale. Qualità: deve essere raggiunta in cinque aree fondamentali: persone, mezzi, metodi, materiali e ambiente per assicurare la soddisfazione dei bisogni del cliente. Responsabilità: adotta un modello dedicato a creare uno sviluppo sostenibile per l’ambiente, nel rispetto delle regole. E a tal proposito Italchimica nel 2014 guarda oltre la classica detergenza e si evolve verso l’ecologia!!! Nasce Sanitec Green Power, la linea di prodotti professionali per la pulizia di tutti gli ambienti, concepita per ottenere straordinari risultati riducendo l’impatto ambientale. Con Green Power si guarda al futuro e nel futuro c’è l’ECOLABEL che significa poter contare su prodotti di qualità, registrati e certificati, di cui si garantisce la provenienza di origine naturale degli ingredienti. Green Power è la linea di prodotti testati dermatologicamente, ipoallergenici e nichel free che vanta l’assenza di fosforo o derivati oltre alla presenza di tensioattivi ad elevata biodegradabilità e profumi privi di allergeni.
[www.sanitecsrl.it]
Comac porta una ventata d’innovazione a Issa Interclean 2014!
Giancarlo Ruffo, Amministratore Delegato e Presidente di Comac, profondo conoscitore della rassegna espositiva nata nel 1968, confessa d’essere stato favorevolmente impressionato sia dalla varietà e ricchezza delle produzioni presentate all’importante Fiera di Amsterdam (forse maggiori rispetto alla precedente edizione), che dalla provenienza davvero “planetaria” dei visitatori. “A ISSA Interclean siamo riusciti, ancora una volta, a dimostrare tutta la nostra forza e vitalità perché - anche negli ultimi difficili anni - abbiamo continuato ad investire in ricerca ed innovazione”. Tra le numerose novità proposte da Comac, molte delle quali in assoluta anteprima: la lavasciuga pavimenti uomo a bordo Optima capostipite di un’inedita generazione di macchine proiettate al futuro - dotata di serie di due piste di lavoro. “Si tratta”, afferma il Signor Ruffo, “di un modello rivoluzionario, che coniuga al meglio un’elevata velocità di esecuzione e consumi ridotti, grazie a nuove soluzioni per la trazione, basamento lavante e comandi semplificati per averne costantemente sotto controllo il funzionamento”. Parecchie, soprattutto, le nuove spazzatrici stradali – alcune proposte ancora in veste di prototipi – rivolte ad un settore sul quale stiamo puntando moltissimo, che entreranno a breve in produzione di serie. A partire da CS140 Twin Action con motore EURO 5, un “gioiello” che lavora senza acqua e che ha già suscitato grande interesse e vendite in Iran, Thailandia, Singapore, Arabia Saudita, Perù con un ottimo feedback da parte dei clienti, ampiamente soddisfatti. Inoltre, CS2000, spazzatrice aspirante compatta con motore EURO 5, con la quale contiamo di partecipare ai bandi di gara delle
aziende municipalizzate: macchina versatile, dalle grandi prestazioni, rumorosità ridotta al minimo, comfort eccellente e facilità di accesso a tutti i componenti per la manutenzione. Ancora, CSL120 spazzatrice/lavasciuga combinata con motore Kubota Bi-fuel. Macchina, quest’ultima, completamente idraulica, dotata di una notevole autonomia e prestazioni eccezionali: basti pensare ai due motori di aspirazione a comando idraulico. Senza contare il confort, il display touch-screen e la massima accessibilità per la manutenzione. Per finire in bellezza con CSL1000, la lavastrade, che consente di lavare ed asciugare strade, marciapiedi in marmo, piste ciclabili: un poderoso modello capace di coniugare efficacemente la maneggevolezza alla potenza della turbina aspirante, con una serie infinita di vantaggi. Infatti, grazie al tergipavimento, il manto stradale resta pulito ed asciutto. Anche questa macchina, sulla quale contiamo molto, sta suscitando un promettente interesse da parte delle municipalizzate di tutto il mondo.
[www.comac.it]
Vileda Professional lancia sul mercato
SprayPro, un sistema “pronto all’uso”
Già nel 2006 Vileda Professional lanciò il sistema senza secchio SprayExpress, di cui lo SprayPro rappresenta un’ulteriore evoluzione perché è ancora più user-friendly e semplifica enormemente la pulizia dei pavimenti. L’idea principale alla base di SprayPro è che tutto ciò che serve per la pulizia dei pavimenti viene integrato nello stesso elemento. L’acqua o la soluzione detergente viene versata nel manico e semplicemente spruzzata sul pavimento con un meccanismo a pompa. La
soluzione è molto ergonomica perché non c’è bisogno di trasportare pesanti secchi, e non ci sono mop da strizzare. Il manico è estremamente maneggevole e leggero, pesa soltanto 500 grammi, 835 quando è pieno di acqua/soluzione. Il sistema SprayPro non richiede investimenti in secchi e presse, è intuitivo e si può utilizzare senza formazione degli utenti. L’insieme di questi fattori non può che risultare in una riduzione del costo di utilizzo. SprayPro è l’ideale per pulizia a secco, umido e bagnato, ed è compatibile con tutti i sistemi a frangia piatta di Vileda Professional - ClickSpeed, CombiSpeed Pro, UltraSpeed, Express Velcro, Swep. [www.vileda-professional.com/it-IT/]
Le proposte innovative e sostenibili di
Arco Chemical Group
Una partecipazione assai brillante e promettente, che ha lasciato il segno: è con questo positivo bilancio che Arco Chemical Group, gruppo che fa capo ad Arco Chimica, si è congedato da ISSA Interclean 2014. Il debutto del nuovo Gruppo modenesefrutto dell’aggregazione dei marchi ARCO Chimica, H&B e Intuitive Solutions -sul palcoscenico della massima vetrina europea per l’industria delle tecnologie dell’igiene comunitaria, è avvenuto dunque sotto i migliori auspici. Nell’elegante stand di 92 mq, all’interno di un confortevole spazio espositivo dedicato all’ambiente, sono state proposte parecchie novità interessanti, accomunate dalla massima attenzione al risparmio dei consumi e delle risorse energetiche nel campo della detergenza. “E’ stata un’esperienza proficua sotto tutti i punti di vista”, commenta il direttore generale e leader del Gruppo, Luca Cocconi, “che ci lasciamo alle spalle con grandi soddisfa-
Abiti da lavoro per tutto e per tutti: è
la vocazione di Mattara
Abiti da lavoro e antinfortunistica per tutti gli impieghi e le esigenze. E’ questa, da otto anni, la vocazione di Mattara, azienda di S. Giustina in Colle (Padova) che presta molta attenzione al settore delle imprese di pulizia, servizi integrati, multiservizi. Estrema possibilità di personalizzazione, rapidità e precisione nelle consegne, qualità nei materiali usati e nelle lavorazioni e completezza di gamma sono i punti forti dell’azienda, che vanta un catalogo completo di sicura qualità. Spiega la giovane titolare, Erica Mattara: “Per noi è molto importante dotare i nostri clienti di un’immagine inconfondibile e immediatamente riconoscibile, e per questo siamo pronti addirittura a creare interi cataloghi personalizzati, con prodotti differen -
zioni e speranze. Arco Chemical Group si è’ presentato ad Amsterdam con due importanti novità: la prima concernente l’elegantissimo restiling dei distributori automatici Gynius, sia della gamma GT 5 che Pack: siamo passati dal ferro al materiale di plastica, riducendo la metà’ del peso dei precedenti modelli; oltre a questo, la macchina e’ stata progettata modularmente, e quindi superando i vincoli costruttivi degli ambienti in cui deve essere posizionata. La
ziati a seconda dell’ambiente di lavoro e delle diverse figure professionali”. Il settore degli abiti da lavoro, che all’estero è già molto sviluppato, qui in Italia si sta espandendo negli ultimi anni, anche perché il bacino di clientela è davvero ampio e i prodotti sono moltissimi: dalle magliette alle felpe, dai grembiuli ai camici, dai pantaloni agli stivali, dai cappellini alle scarpe, e poi gilet, giacche, giubbotti, accessori e dispositivi di protezione individuale per lavorare nella massima visibilità e sicurezza. A ogni lavoro il suo abbigliamento, con un occhio di riguardo all’estetica, che in questi casi non va mai sottovalutata.
[www.ekmgroup.it]
seconda sono state le App della linea Infyniti, che permettono al cliente finale ed al nostro rivenditore di calcolare preventivamente il costo in uso della detergenza nei cantieri, in base alle operazioni di pulizia e alle frequenze previste. ” Molto positivo anche il quadro dei contatti commerciali avviati, ininterrottamente nelle frenetiche ore della kermesse espositiva. “I Paesi di provenienza”, conclude Cocconi, “sono stati: Portogallo,Spagna,Francia , Grecia, Romania, Austria, Paesi Arabi, Paesi dell’ est e, tra questi, molti dalla Polonia, Ucraina e Russia, ma anche parecchi italiani. La richiesta maggiore è stata l’adozione di sistemi integrati del cleaning.Ora siamo fiduciosi che le relazioni avviate possano dare dei buoni frutti nei mesi a venire”.
[www.arcochimica.it]
BRAM Dosing Systems
La BRAM nasce dall’esperienza di un gruppo di persone specializzate nel settore del dosaggio, esperienza maturata nel tempo in un sistema di mercato caratterizzato da una rapida e costante evoluzione. Risorse ed energie sono impiegate principalmente nella progettazione di sistemi di dosaggio in diversi settori, con la massima attenzione a quello della detergenza industriale. L’azienda si rivolge ad un mercato sempre più esigente attraverso un’ampia gamma di prodotti: pompe peristaltiche, sistemi per multiplo dosaggio di prodotti chimici liquidi, solidi e in polvere, sistemi di diluizione, impianti di dosaggio per lavanderia, impianti ad osmosi inversa, impianti di addolcimento e mineralizzazione dell’acqua, agitatori e serbatoi. La lunga esperienza nel settore, consente la progettazione e realizzazione di sistemi e impianti di pronto utilizzo, fornendo soluzioni specifiche per ogni esigenza; inoltre, l’impiego di apparecchiature e componenti ad alta tecnologia ne massimizza l’affidabilità. Dunque, una sempre più alta qualità del prodotto, prezzi ragionevoli, competenza e rapidità è ciò che BRAM vuole offrire. Il prodotto di punta, presentato recentemente alla manifestazione Issa Interclean ad Amsterdam e sta già riscuotendo grande successo sul mercato, è il sistema lavanderia Fly 3.0, programmabile tramite pc con un software semplice e intuitivo.
[www.brampump.com]
4Hygiene: nella detergenza nasce una nuova stella
Nel panorama italiano delle aziende di detergenza professionale si è presentata in questi giorni una nuova società: 4Hygiene srl. Come il logo stesso rivela, l’intenzione è quella di lavorare “per l’igiene”, quindi per un mondo più pulito. L’esperienza dei fondatori di 4Hygiene è almeno ventennale in questo specifico settore: la proprietà, infatti, ha approfondito e sviluppato, con importanti successi, il mercato delle imprese di servizi di pulizia, della ristorazione ordinaria e collettiva, degli hotel, delle aziende alimentari, nonché delle strutture sanitarie ed ospedaliere. L’idea è semplice ed estremamente efficace: ottimizzare la produzione con sinergie specifiche per poter offrire prodotti con una qualità senza compromessi e a costi interessanti. Le conoscenze e gli studi sviluppati negli anni sono a disposizione dei clienti per abbinare a formulati di eccellenza un servizio di consulenza mirato. Questo mercato infatti non ha bisogno di soli prodotti, ma anche di saperli proporre, di saperli usare e di saper ottimizzare le fasi di lavoro per ottenere risultati migliori sia qualitativi che quantitativi.
[www.4hygiene.it]
Unger festeggia i 50 anni con nLite HydroPower
Moltissimi, naturalmente, sono stati gli appuntamenti e i “save the date” paralleli a Interclean Amsterdam: tra questi si è se-
gnalato l’Unger Stand Party, organizzato da Unger presso il suo spazio espositivo il pomeriggio del 7 maggio. L’occasione era doppia: celebrare i 50 anni di attività della storica azienda fondata nel 1964 Henry M. Unger, e presentare il nuovo sistema ad aste idriche nLite HydroPower. Particolarmente apprezzata la versione “di punta,”, in carbonio: realizzata da una combinazione complessa di fibre di carbonio Premium accuratamente selezionate e con massima stabilità, è super leggera e ideale per lavori in altezza fino a 20 metri. Il sistema si basa sull’acqua deionizzata, cioè purificata mediante un processo che rimuove dall’acqua le impurità minerali rendendola efficacissima nelle operazioni di pulizia dei vetri. Sempre per i cinquant’anni, Unger ha portato ad Amsterdam un’edizione limitata dell’asta nLite Ultra HiMod, una speciale serie commemorativa (chiamata Edition 2014) incredibilmente leggera (1.5 kg per l’asta e 0.7 per ogni prolunga) e altamente efficace. Infatti solo i prodotti più rappresentativi e di maggiore successo sono stati scelti per celebrare questa importante occasione. Proprio come Ultimate Squeegee, che a Interclean è divenuto protagonista di un singolare gioco a premi: ogni giorno veniva estratto, tra i visitatori dello stand, un fortunato vincitore che si portava a casa un vero e proprio pezzo di storia: in tutto il mondo, infatti, sono stati prodotti solo 1.964 esemplari di questi tergivetri (il 1964 è l’anno di fondazione della Unger), i primi mai realizzati in carbonio. Tra le altre specifiche tecniche spiccano il supporto in alluminio con estremità curve per consentire una maggiore pressione sugli angoli. E ancora: su ogni tergivetro è inciso a laser il personale numero di emissione, il logo Unger e quello del 50° anniversario. L’esclusiva scatola di presentazione è completa di una targhetta in metallo che funge da certificato di autenticità.
[www.ungerglobal.com/it]
Interchem Italia:
la scelta diversa, verso il futuro
Da 27 anni l’azienda approccia al mercato con costante impegno, serietà e passione, progettando e realizzando prodotti in grado di risolvere i problemi di pulizia e igiene nelle comunità, nella ristorazione e nell’industria, rispettando le norme vigenti nei diversi ambiti e investendo sulla ricerca annualmente circa il 10% del fatturato.
A questo va aggiunto anche l’importante lavoro del marketing che, in stretta collaborazione con il reparto commerciale, ha sviluppato e realizzato la nuova immagine delle etichette, compresi anche i nuovi confezionamenti: flacone da 750ml. con nuovo trigger, bottiglia da 1000ml. con nuovi tappi e la tanica da 5kg. dove per quest’ultima è stato inserito un tappo “rivoluzionario” per il settore del Cleaning Professional. Tutto questo è stato realizzato per rendere il packaging più ergonomico, più sicuro e più pratico per l’utilizzatore; inoltre le nuove etichette rendono più facile il riconoscimento dei vari prodotti a seconda del loro impiego e utilizzo semplificando il lavoro e riducendone i rischi così come previsto dal nuovo regolamento 1272/2008/ CE emanato il 16 dicembre 2008 dalla Commissione Europea relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele conosciuto più comunemente come CLP.
Una grade novità è rappresentata dal nuovo tappo “RevolutioN” una esclusiva di Interchem Italia per il mercato del Cleaning Professional.
Un tappo fisso con regolatore di flusso senza la necessità di doverlo svitare e riavvitare, che permette di travasare il prodotto senza provocare fastidiosi gorgoglii e gocciolamenti, di fare un dosaggio corretto senza sprechi e perdite di tempo (in media ad ogni travaso si risparmiano dai 15’’ ai 20’’ rispetto alla stessa operazione con l’utilizzo di un tappo tradizionale).
Il tappo Revolution sarà applicato su tutte le taniche da 5kg. ad eccezione dei liquidi lavastoviglie e della linea UNI 5 ed è il modo più veloce, pratico e sicuro per preparare soluzioni di pulito: solleva,versa, chiudi. I vantaggi sono: travaso del prodotto senza gorgoglii e gocciolamenti; possibilità di ruotare l’apertura per versare il prodotto; apertura e posizione stabile del coperchio; scatto in apertura e chiusura; facile chiusura del coperchio; resistente agli urti; dotato di messa in sicurezza per evitare aperture accidentali. [www.interchemitalia.it]
Partecipazione positiva di Hygan ad Issa Interclean
Quest’anno la ditta HYGAN ha partecipato per la prima volta alla fiera internazionale Issa Interclean 2014 ad Amsterdam. “La fiera ha superato le nostre aspettative. Siamo riusciti a costruire nuovi contatti internazionali e abbiamo scoperto che con il nostro concetto possiamo tenere il passo anche in un contesto internazionale” dice Norbert Gummerer, il proprietario della società. Negli ultimi anni sono diventati sempre più importanti gli aspetti ambientali dei prodotti per la detergenza. Fin dall’inizio HYGAN ha dato massima importanza al rispetto dell’ambiente, introducendo già nel 1986 il marchio della Foglia Verde che attesta la particolare ecologicità dei suoi prodotti. Con la crescente importanza e notorietà dei certificati ambientali come Ecolabel e Nordic Swan osserviamo che molte nostre linee guida vengono riconosciute da enti esterni, come dimostrano i nostri prodotti della linea ECORAIN già certificati Ecolabel. I formulati super concentrati permettono di unire il rispetto ambientale all’aspetto economico, riducendo i costi e l’inquinamento derivanti da trasporto e imballaggi, e il mercato si sta
Fimap stupisce ancora a Issa/Interclean, con 14 nuovi prodotti e qualche sorpresa non ancora svelata
Fimap ha portato anche a questa edizione di Issa Interclean l’inconfondibile entusiasmo di chi sa di aver aggiunto al proprio percorso non solo qualcosa in più, ma qualcosa che può cambiare, ancora una volta, il mondo del cleaning.
orientando sempre di più verso questo tipo di prodotti. Hygan grazie alla sua esperienza di oltre 50 anni nello sviluppo e la produzione di concentrati mira costantemente al miglioramento delle soluzioni esistenti e allo sviluppo di nuove soluzioni attraverso il confronto costante con il cliente.
[www.hygan.it]
La gamma degli aspiratori è stata completamente rinnovata ed integrata con nuovi modelli. Tra questi si distinguono il modello a zaino FV9, pratico all’interno di ambienti molto stretti dove è difficile muoversi con i normali aspiratori come cinema, autobus, treni o scale e la serie FV 30/60/80 che con l’innovativo sistema “WETorDRY” può aspirare polveri e liquidi contemporaneamente senza cambiare filtro. Per quanto riguarda la gamma di lavasciuga pavimenti, vista l’esperienza positiva con la uomo a terra iMx anche il modello MMx verrà prodotto da quest’anno con il telaio in alluminio, un corpo unico anticorrosione, robusto e leggero e con una nuova interfaccia elettronica che permetterà di ridurre notevolmente i consumi di energia, aumentando l’autonomia di lavoro. Si aggiunge alla serie Genie la nuova versione con batterie al litio Genie Li-ion, ideale per essere utilizzata per turni brevi ma frequenti durante la giornata, in quanto si ricarica in sole 2 ore, a differenza delle 12 ore del modello tradizionale.
Restano ancora un mistero le novità che Fimap ha presentato esclusivamente ai propri rivenditori, celate all’interno di un grande cubo posizionato al centro dello stand. L’ingresso è stato concesso solo ad un selezionato numero di clienti stuzzicando non poco la curiosità dei visitatori. Alla realizzazione di prodotti più specifici si affianca il perfezionamento della formula di servizi Fimap Life, e l’innovativo sistema di localizzazione GPRS. Fimap Life permette di avere la macchina per la pulizia ideale senza preoccupazioni: gli esperti Fimap consigliano il modello adatto, pianificano la manutenzione e suggeriscono la formula di acquisto più conveniente secondo le esigenze espresse dal cliente. Tutto questo grazie a software appositi e consulenza in loco, servizi finanziari personalizzati ed una rete di rivenditori e officine certificate distribuita su tutto il territorio. A ciò si aggiunge la novità del sistema GPRS che permette di accedere direttamente ed in qualsiasi momento alle informazioni riguardanti lo stato della macchina e sapere dove si trova, se sta lavorando, da quanto tempo, il livello delle batterie ed eventuali malfunzionamenti.
[www.fimap.com]
Parodi School, comunicare per crescere
“Crescere comunicando” è il motto della Parodi School, il centro di formazione aziendale aperto dalla Parodi & Parodi con lo scopo di supportare le persone e i professionisti nel loro percorso di crescita e autorealizzazione sia professionale sia privata. Alla base c’è la convinzione che la comunicazione rivesta ormai un ruolo determinante nel costruire e consolidare il successo delle persone e delle aziende, perché consente di instaurare rapporti positivi con l’altro e migliorare il nostro benessere, che è poi la chiave di tutto. Le scienze che si oc-
cupano di studiare il comportamento umano hanno messo in luce, e diffuso sempre di più, l’idea vincente che migliorare relazioni e rapporti umani consente di vivere in maniera migliore, ridurre lo stress e sviluppare continuamente potenzialità sempre nuove. Il Ben-Essere della persona è sempre più al centro degli studi umanistici e scientifici e la cultura dell’ottimismo sta conquistando nuovi spazi all’interno di un modo di pensare negativo e pessimista. La
Werner & Mertz: obiettivo sostenibilità
GSA ha incontrato Frank Vancraeyveld, CEO di Werner & Mertz Professional, ad Issa Interclean Amsterdam 2014, ecco cosa gli abbiamo chiesto.
La prestigiosa certificazione Cradle to Cradle conseguita di recente si inserisce in un percorso virtuoso che Werner&Mertz ha intrapreso. In che cosa consiste questa certificazione e quali sono i prossimi obiettivi da raggiungere?
I principi del Cradle to Cradle® furono ideati da William McDonough e dal professor Michael Braungart, e successivamente sviluppati dall’Epea (Environmental Protection Encouragement Agency), che ha sede ad Amburgo. La filosofia Cradle to Cradle® (che significa “dalla culla alla tomba”), si pone l’obiettivo di cambiare il modo in cui si fanno le cose per la società, l’economia e il pianeta. Cradle to Cradle® introduce il principio di eco-efficacia che si pone l’obiettivo di eliminare all’origine il concetto di rifiuto: chi crea e sviluppa un prodotto deve programmare fin dall’origine quale sarà l’impatto sull’ambiente e come dovrà essere smaltito. Cradle to Cradle®, insieme alle altre certificazioni Ecolabel, va oltre gli aspetti puramente legati alle prestazioni e analizza anche tutti gli altri criteri per avere davvero un prodotto eco-sostenibile a 360°: oggi è tecnicamente possibile sviluppare prodotti eco-efficienti che garantiscono alte prestazioni e rispettano i più severi standard ambientali lungo tutta la catena del valore. Cradle to Cradle®, però, non si limita a certificare la formula, ma si occupa di tutti gli aspetti produttivi essenziali per far nascere un prodotto sostenibile: tipologia di materiali impiegati, salubrità degli ingredienti, riciclabilità del packaging, biodegradabilità del prodotto, utilizzo di energia verde nel sito di produzione, qualità delle acque reflue della produzione. Facendo seguito a questi principi, ci concentreremo molto in futuro sul versante delle materie utilizzate e del packaging; W&M si sta impegnando ad utilizzare solo olio di cocco proveniente da coltivazioni certificate e sta incrementando
comunicazione positiva, intesa nella sua accezione più ampia, ci aiuta a raggiungere questo prezioso obiettivo: vivere meglio e costruire benessere intorno a noi. La scuola si propone ad aziende, venditori, professionisti, organizzazioni sportive, privati e a tutti coloro che vogliano crescere grazie ad un uso migliore della comunicazione. I laboratori formativi riguardano lo sviluppo delle persone, la comunicazione efficace, il team, la leadership, le vendite e l’organizzazione aziendale. La scuola, inoltre, è in grado di erogare anche tutta la formazione obbligatoria (sicurezza, L.231. privacy, ecc.) che può essere totalmente gratuita. [www.parodischool.it]
l’impiego di tensioattivi prodotti in Europa come quelli derivanti da olio di oliva, di colza e fibra di lino. E per il packaging, cercando il più possibile di impiegare materie prime più sostenibili come e di promuovere un miglior riutilizzo dei rifiuti plastici. Già oggi le bottiglie in PET di W&M contengono più dell’80% di plastica riciclata e l’obiettivo è quello di ampliare questa quota.
Spesso c’è una sorta di pregiudizio sui prodotti Ecolabel: si pensa siano più sostenibili ma meno efficaci, cosa ne pensa?
La nostra politica aziendale è quella di non lanciare sul mercato un prodotto che non abbia almeno le stesse performance dei non Ecolabel. Conduciamo test sia internamente che esternamente confrontandoci ai più alti livelli con i prodotti presenti sul mercato per garantire che i nostri prodotti siano tanto sostenibili quanto efficaci. Per combattere il pregiudizio di cui parla, è necessaria una comunicazione chiara, forte e d’impatto, dato che si parla di risultati comprovati.
Secondo la sua esperienza, ci sono paesi più sensibili al tema della sostenibilità? E quale ruolo pensa debbano avere l’opinione pubblica e i governi nell’innalzamento degli standard di mercato?
Per i paesi emergenti il tema della sostenibilità non è ancora una priorità; mentre a livello europeo, forse i più green sono gli olandesi. Sta comunque crescendo ovunque l’attenzione a questo tipo di tematiche. Le nuove generazioni sono indubbiamente più sensibili e preparate e mostrano di essere molto ricettive sull’argomento; proprio per questo dovrebbero essere previsti giusti investimenti nella scuola e nell’istruzione. Per quanto riguarda l’innalzamento degli standard di mercato, credo che opinione pubblica e governi abbiano un ruolo complementare. La persone acquistano un prodotto se percepiscono di trarre un vantaggio dal suo utilizzo, che perché no, potrebbe tramutarsi in un vantaggio economico se ricevessero un incentivo dal governo ad utilizzare prodotti green.
[it.wmprof.com/it]
KlinMak, le nuove lavasciuga italiane
Anche le italiane hanno detto la loro a Issa Interclean 2014: oltre ai nomi di sempre, spuntano anche nomi nuovi (un bel segno, in tempi di crisi…), come KlinMak, una società costituita da Eugenio Cagna ed Angelo Orsi, che vantano più di vent’anni di esperienza ad alti livelli nel settore del cleaning, che si occupa della produzione di lavasciuga di nuova generazione. KlinMak, che ha sede a Lacchiarella (alle porte di Milano), ha colto l’occasione di Interclean per lanciarsi sul mercato internazionale, forte di prodotti altamente innovativi come ILav 65, la nuova lavasciuga “uomo a terra con operatore a bordo”. Nel senso che la macchina sa unire alla perfezione le caratteristiche di mobilità e manovrabilità di una “uomo a terra” con la produttività e la resa di una “uomo a bordo”. La combinazione dei vantaggi genera una
Con MDM si respira profumo di novità
macchina unica che permette di adattarla a tutti i tipi di applicazioni. Vediamo da vicino alcuni dei vantaggi: innanzitutto la qualità di pulizia, grazie a una macchina versatile impiegabile in tutti gli ambienti. Semplici e immediate anche le operazioni di manutenzione ordinaria, come la pulizia e la sostituzione delle gomme del tergitore, la pulizia del filtro acqua pulita, la sostituzione delle spazzole. Veniamo alla sicurezza, da non mettere mai in secondo piano: l’asciugatura anteriore alle ruote consente di operare in lavaggio di manutenzione sempre su una superficie asciutta. Inoltre la macchina è dotata di un dispositivo di riduzione automatica della velocità collegato all’angolo di sterzata e attivo sia in avanzamento, sia in retro. Fra gli altri plus: risparmio economico, capacità di arrivare fin negli angoli, elettronica, visibilità, efficienza. Infine, permetteteci di spendere una parola sul logo, geniale nella sua semplicità: la rappresentazione schematica di due spazzole e
Una buona qualità dell’aria migliora il benessere personale e la salute di tutti coloro che ogni giorno si trovano ad usufruire necessariamente di spazi ed ambienti comuni. Migliaia di batteri vengono rilasciati nell’aria quotidianamente , tanti piccoli organismi volatili che causano, oltre al cattivo odore, effetti anche gravi sul sistema respiratorio; la MDM che è da sempre alla ricerca di sistemi innovativi , ha studiato e presenta una soluzione originale e semplice da utilizzare per il trattamento dell’aria negli ambienti. Una funzionale barretta in gel avente caratteristiche neutralizzanti e profumanti che cattura e distrugge le molecole
un tergipavimento forma un bel sorriso verde che porta una ventata di ottimismo in un momento in cui, diciamolo, se ne sente un gran bisogno. Benvenuta KlinMak! [www.klinmak.com]
maleodoranti presenti nell’aria e rilascia un’intensa e persistente profumazione nel tempo per svariati mesi. Niente più spray, aerosol o batterie da cambiare nei vostri diffusori per profumi, da oggi con MDM e l’originale barretta in gel profumante facile da applicare, finalmente si respira profumo di novità, risparmiando tempo, denaro, mantenendo per sempre l’ ambiente piacevolmente profumato e privo di batteri e cattivi odori. [www.emmediemme.biz]
Detergente pavimenti superprofumato Medusa
Medusa è specializzata nel produrre detergenti professionali per vari settori: l’azienda si contraddistingue per la flessibilità con la quale riesce a soddisfare ogni richiesta dei propri clienti e la personalizzazione di molti prodotti. Le linee comprendono più settori professionali: linea cucina, linea lavanderie, linea ambienti, linea pavimenti, linea haccp, linea zootecnica, linea industrie alimentari, linea piscine, linea intense, linea autolavaggi e prodotti di nicchia, difficilmente classificabili. All’interno della Linea Intense, grazie alla sinergia tra rete commerciale e gruppo di sviluppo prodotti, è nato Intense Energy. Si
tratta di un detergente in flacone giusta dose per la pulizia dei pavimenti, concentrato e superprofumato. Un litro di Intense Energy corrisponde a 10 litri di un comune prodotto lavapavimenti e sviluppa un’azione pulente che, a seconda del dosaggio, può soddisfare le esigenze sia della pulizia quotidiana che quella periodica di fondo. I tensioattivi di ultima generazione garantiscono una rapida pulizia, senza bisogno di risciacquare. Ma l’asso nella manica di Intense Energy è la profumazione: sono state sviluppate 6 fragranze (papaya, talco, magnolia, cenere attiva, pesca, fior di loto) dotate di una elevata persistenza: gli ambienti rimangono gradevolmente profumati per molte ore; il giorno dopo l’utilizzo le sei note sono ancora ben riconoscibili all’olfatto. La confezione da 1 litro giustadose permette di versare in modo esatto la quantità di prodotto desiderata. Medusa concede i propri prodotti in esclusiva ai propri distributori specializzati, offrendo la possibilità di differenziarsi attraverso la personalizzazione di packaging ed etichettatura. [www.medusasrl.com] 25° Issa/Interclean
RCM testimone della storia della più grande Fiera del Cleaning: tra le immagine scelte per documentare la storia di ISSA/Interclean Amsterdam nella rivista distribuita durante l’ultima edizione, anche la foto di un importante riconoscimento a RCM. Nell’edizione del 1987, RCM presentava infatti una straordinaria novità: RX 918 Swinger la prima spazzatrice “uomo a bordo” concepita espressamente per la pulizia dello sporco leggero su marciapiedi e portici. RX 918 era dotata di sospensioni elettroidrauliche che, con i suoi particolari sensori, poteva salire e scendere agevolmente gradini fino a 15 cm di altezza. La sigla
918 stava ad indicare che con un ingombro di soli 90 cm, il sistema Varioclean le permetteva di allargare fino 180 cm la sua pista di pulizia.
Fece grande impressione anche per il suo design assolutamente innovativo e ottenne la prima pagina sul daily news che ISSA Interclean pubblicava durante la manifestazione. Da allora RCM ha continuato a sviluppare macchine per la pulizia specifica delle aree pedonali, marciapiedi e portici con macchine sempre più semplici, economiche e pratiche da usare: Ronda, Patrol, Patrol Las con uomo a bordo e Brava Street con uomo a terra.
La più recente evoluzione delle problematiche di pulizia urbana, la situazione economica e la nuova attenzione alla sostenibilità ambientale ha spinto RCM a percorrere strade ancora una volta innovative ed originali. Accanto alle sue tradizionali spazzatrici RCM propone ora RCM Zero System per la micropulizia urbana a zero impatto ambientale. Zero System è costituito da una spazzatrice a batteria e un triciclo. La piccola ma efficacissima spazzatrice aspirante elettrica raccoglie silenziosamente da terra lo sporco solido e aspira la polvere senza disturbare i passanti. Il triciclo, anch’esso elettrico a pedalata assitita e facile da guidare, trasporta la spazzatrice da un punto all’altro del centro al-
largando ad una vastissima area l’ azione di pulizia. Il carico-scarico della spazzatrice è molto semplice così da potersi rapidamente trasferire nelle varie zone. Tutto senza fatica e con una autonomia di sei/otto ore perchè i motori elettrici sia del triciclo sia della motoscopa sono alimentati da batterie al litio che, a loro volta, sono mantenute in carica da pannelli fotovoltaici piazzati sul cofano del triciclo.