3
luglio-settembre 2026
TRIMESTRALE DI GESTIONE, TECNOLOGIA, CULTURA AMBIENTALE
IGIENE URBANA TERZA PAGINA ARERA 2026 Incendi depositi plastiche Mercato spazzatrici Terre di spazzamento
GESTIONE
Riciclo chimico plastiche Contenitori smart Iperammortamento 4.0 Veicoli a metano
SCENARI
Textile Hub Norme UNI Greenwashing PPWR imballaggi Premio Waste Carbon Free
TECNOLOGIE Spazzamento strade Perfect Toilets Torbiere
www.gsaigieneurbana.it
La prima azienda a garantire la tracciabilità completa dei rifiuti Con Codice
Alfanumerico numerico
Con
Codice
Il servizio per la “tracciabilità di filiera” per il rifiuto
Matrix Con
C 2345
AX1
Rad oBag Il sacchetto del
futuro
Chip
Rfid
La tecnologia che aiuta l’ambiente
tto per pattumiera Il primo sacche che aiuta l’ambiente dotato di un chip gli! tafo por il e salva
SMP, l'azienda leader nelle soluzioni innovative per la raccolta differenziata con sacchetti dotati di Codice Matrix, Chip Rfid, codice Alfanumerico. www.smp.srl
Vieni a trovarci presso
ECOMONDO The ecosystem of the Ecological Transition
3-6 Novembre Pad D3 - Stand 503
www.ies.it
SOLUZIONI VERTICALI PER LʼIGIENE URBANA
SOLUZIONI SOSTENIBILI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DIFFERENZIATA STRADALE
DIFFERENZIATA PORTA A PORTA
CONTENITORI A 2 RUOTE
RFID
ECOBOX+
PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA
L’EVOLUZIONE DELLA RACCOLTA PORTA A PORTA
ECOTOP+
L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA SALVASPAZIO
CASSONETTI A 4 RUOTE
PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA
COMPOSTAGGIO DOMESTICO EKO GREEN
IL COMPOSTER PRONTO ALL’USO
EASY GREEN
I COMPONIBILI
SACCHETTI SACCHETTI
SISTEMI DI LETTURA RFID
A OGNI CONTENITORE, IL SUO SACCO
IDBOX MOBILE
LETTORI RFID PORTATILI
IDBOX ON BOARD
SISTEMI DI LETTURA RFID E GEOREFERENZIAZIONE A BORDO MEZZO
ARREDO URBANO E CONTENITORI DA ESTERNO
PIATTAFORMA GESTIONALE WEB
POSTAZIONI MULTIRACCOLTA INFORMATIZZATA
IDPOINT EASY
CONFERIMENTO CONTROLLATO IN TOTALE LIBERTÀ
PER VALORIZZARE I NOSTRI SPAZI
RITIRO CONTENITORI DISMESSI
CONTENITORI AD ACCESSO CONTROLLATO IDPOINT
ARREDO URBANO
IDBOX
IDCOVER
L’ARREDO EVOLUTO AD ACCESSO CONTROLLATO
EASY COVER+
START-UP E DISTRIBUZIONE DELLE ATTREZZATURE
LA TECNOLOGIA RESA ACCESSIBILE
EUROSINTEX S.P.A. Via Brescia 1 , 24040 Ciserano (BG) – Italy. Tel: +39 035 48 21 931 info@eurosintex.com www.eurosintex.com
INQUADRA E SCOPRI DI PIÙ!
PADIGLIONE C5 STAND 306
SERVIAMO LA CITTÀ IN ELETTRICO.
Con eTGS MAN elettrifica le flotte comunali in tutta Europa
Dalla raccolta rifiuti ai servizi ambientali, MAN eTGS porta l'elettrico nelle attività che fanno funzionare ogni giorno le nostre città. Pensato per le missioni urbane più impegnative e disponibile con allestimenti dedicati all'igiene urbana, accompagna i gestori del servizio nel percorso di transizione delle flotte municipali. Elettrifica la tua flotta con MAN: www.man.eu/it
SOMMARIO 13 ATTUALITÀ TERZA PAGINA annuale di ARERA 2026: per i rifiuti obiettivi chiari 64 Rnelelazione mirino dell’Autorità) 70 74 80
[di Giorgio Ghiringhelli, Marina Demontis] Epidemia di incendi nei depositi di plastiche da RD come agire per risolvere tale prevedibile emergenza [di Rossano Ercolini] Il mercato delle spazzatrici e la transizione energetica: tra normativa, mercato pubblico e resistenze culturali [di Roberto Sterza] Terre di spazzamento: la chiusura del ciclo sul territorio [di Alessio Ciacci]
SOLUZIONI SOSTENIBILI E INNOVATIVE PER OGNI ESIGENZA DI GESTIONE DEI RIFIUTI
GESTIONE chimico delle plastiche: opportunità o scorciatoia 84 Rdaiciclo attenzionare? 88 94 96
[di Attilio Tornavacca] L’efficacia dei contenitori volumetrici e autocompattanti Smart Waste Management [di Tiziano Suppa] Iperammortamento 4.0 e beni per l’igiene urbana: l’evoluzione della misura, la cumulabilità e la centralità delle perizie asseverate [di Alessandro Sasso] Veicoli a metano nell’igiene urbana: obblighi di nomina del responsabile tecnico e qualificazione secondo le norme ISO e UNI [di Alessandro Sasso]
SCENARI Prato fa scuola 98 I[dil modello Alessio Ciacci] ervizi ambientali: obblighi normativi e strumenti 100 Soperativi per una governance avanzata
102 106 110
[di Francesca Mevilli] Greenwashing,la sostenibilità dovrà essere dimostrata [di Simone Finotti] PPWR, al via la nuova era degli imballaggi [di Sergio Capelli] Gestione sostenibile dei rifiuti: a Ecomondo la seconda edizione del Premio “Waste Carbon Free” [dalla redazione]
TECNOLOGIE pazzamento sotto controllo. I requisiti tecnici per 114 Sgovernare davvero le attività meccanizzate e manuali 118 122
[di Alessandro Fedrizzi] Perfect Toilets, dal concept al prototipo [di Chiara Calati] Il paesaggio delle torbiere: ecosistemi invisibili e indispensabili [di Cristina Trevia, Mariagiusi Troisi]
129 NOTIZIE
ANNO XXIX - NUMERO 3
Direzione, Amministrazione, Redazione e Pubblicità EDICOM SRL Sede legale: Via Zavanasco, 2 20084 Lacchiarella (MI) Sede operativa: Via Alfonso Corti, 28 - 20133 Milano Tel 02/70633694 Fax 02/70633429 info@gsanews.it - www.gsaigieneurbana.it Direttore Responsabile GIOVANNA SERRANÒ Coordinamento della redazione SERGIO CAPELLI Redazione SIMONE FINOTTI, ANTONIA RISI Sviluppo e pubblicità ANDREA LUCOTTI, MARCO VESCHETTI Segreteria BARBARA AMORUSO
Diffusione GIOVANNI MASTRAPASQUA Composizione, grafica e impaginazione A&C STUDIO Copia 2,58 Euro Abbonamenti italia annuo € 30,99 europa paesi extra europei € 103,29 c.c.p. 38498200
Fotolito e stampa T&T STUDIO - MILANO CENTRO POLIGRAFICO MILANO ISSN: 19735332 Autorizzazione del tribunale di Milano n°787 del 12/12/2000. La pubblicità non supera il 45% del numero delle pagine di ciascun fascicolo della rivista. © Copyright EDICOM s.r.l. - Milano
“Ai sensi dell’art. 2 comma 2 del codice di deontologia relati- la sede di Milano Via Alfonso Corti, 28 per esercitare i diritti vo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività previsti dalla legge n. 675/967” giornalistica, si rende nota l’esistenza di una banca-dati per- associato a: sonali di uso redazionale presso la sede di Via Alfonso Corti, 28 - Milano. Gli interessati potranno rivolgersi al responsabile del trattamento dei dati sig. ra Barbara Amoruso presso
DALLE AZIENDE
ID&A EcoTrailer
Rimorchio intelligente e senza limiti
È
risaputo che la raccolta differenziata nei centri storici cittadini presenta problemi specifici di gestione. Talvolta i cittadini si vedono costretti a conferire presso contenitori e isole ecologiche lontani dalle proprie abitazioni; questa situazione disincentiva gli utenti a differenziare correttamente i materiali, soprattutto quelli che solitamente non vengono inclusi nella raccolta tradizionale stradale e porta a porta. Per risolvere questo inconveniente ID&A, azienda tra i leader nel campo dell’informatizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti, ha sviluppato EcoTrailer, un sistema innovativo e intuitivo che risponde esattamente alla necessità di avvicinare i cittadini a una differenziazione semplice ma intelligente dei rifiuti. EcoTrailer è una isola ecologica mobile informatizzata di 4,35 x 1,8 x h 1,65 metri, costituita da un rimorchio che consente il conferimento di varie tipologie di rifiuto all’interno di contenitori posti in corrispondenza di bocche informatizzate. I contenitori interni sono di varie dimensioni in funzione del rifiuto conferibile (770, 360 o 65 litri) e sono inoltre facilmente estraibili per
luglio-settembre 2026
lo svuotamento. EcoTrailer, come tutti i dispositivi di ID&A, include l’identificazione dell’utente tramite tessera Mifare e con SIGMA-APP, due sistemi efficaci e noti all’utenza. Il processo di conferimento inizia presso i due punti di identificazione, posti sui due lati lunghi del rimorchio, denominati ITACA-WALL: questi consentono di selezionare il tipo di rifiuto da conferire, sbloccando la bocca corrispondente. Una delle caratteristiche fondamentali di EcoTrailer è che può essere trasportato con qualsiasi veicolo dotato di gancio per rimorchio standard con sfera da 50 mm; l’operatore può guidare con la patente di guida B96. Questa isola ecologica è dunque itinerante e grazie alle sue dimensioni ridotte può circolare all’interno dei centri cittadini senza difficoltà. EcoTrailer può essere posizionato ovunque grazie a un sistema elettroidraulico di variazione di altezza: la barra di trazione abbattibile verticalmente e la ruota anteriore motorizzata permettono all’operatore di abbassarlo a livello del suolo in totale autonomia.
Dal punto di vista estetico, il rimorchio può essere decorato esternamente con slogan, loghi e immagini che permettono un’integrazione con l’ambiente circostante e offrono una percezione generale innovativa e accattivante agli occhi dei cittadini. Come tutti i dispositivi sviluppati da ID&A, EcoTrailer si integra con il sistema SIGMA-DATA, una piattaforma di gestione dati che permette un’analisi puntuale in termini di conferimenti, livello di riempimento dei contenitori, geolocalizzazione grazie al GPS integrato, orario di servizio, così come l’organizzazione della segmentazione multilivello degli utenti per area, secondo le necessità di ogni amministrazione e società di raccolta. In conclusione, EcoTrailer offre la possibilità di conferire senza limiti in aree dove generalmente è complicato strutturare una raccolta differenziata efficace per tutti gli utenti, soddisfacendo le necessità di un mondo sempre più rapido ed esigente dal punto di vista ambientale. www.ideabs.com GSA IGIENE URBANA
13
DALLE AZIENDE
Gruppo Busi, una crescita al servizio delle nuove esigenze
N
egli ultimi anni Busigroup ha affiancato al consolidamento delle proprie competenze nella produzione di veicoli e attrezzature per il waste management, l’igiene urbana e spazzamento stradale, una strategia di diversificazione che comprende acquisizioni, nuovi servizi e tecnologie digitali, per rispondere alle esigenze del settore e alle particolarità di ogni cliente. È su questa base che si sta evolvendo l’ecosistema Busi, costruito intorno a realtà come BTE, MEC, OMB Technology e BSA e a competenze che coprono diverse fasi della filiera. Un’offerta che si amplia anche attraverso operazioni mirate, come l’ingresso nel 2026 di CM Carpenterie, azienda attiva nella produzione di container e nella commercializzazione di attrezzature per il settore ambientale. L’operazione rafforza il presidio del gruppo in particolare in Toscana e Umbria e aggiunge nuove competenze alla rete industriale e commerciale. Parallelamente, Busi sta sviluppando attività che vanno oltre la produzione: è il caso di Futureco, la società nata nel 2026 per offrire formule di noleggio di veicoli e attrezzature destinati alla raccolta e al trasporto dei rifiuti. La nuova attività intercetta un’esigenza crescente degli operatori, chiamati a gestire flotte sempre più tecnologiche e a confrontarsi con esigenze operative variabili, investimenti rilevanti e una rapida evoluzione delle soluzioni disponibili. Il modello proposto da Futureco integra inoltre il mezzo con i servizi di assistenza, manutenzione e supporto tecnico di Busigroup Service. È un esempio della progressiva trasformazione dell’offerta Busi, dove alla componente industria-
14 GSA IGIENE URBANA
le si affiancano servizi destinati ad accompagnare il cliente durante l’intero ciclo di utilizzo della soluzione. Nella stessa direzione si colloca lo sviluppo delle tecnologie connesse, come R4 Monitoring, pensate per migliorare il monitoraggio e la gestione delle flotte e delle attività. La solidità di questo percorso, iniziato qualche anno fa, trova conferma nei risultati del bilancio 2025, che ha registrato un’ulteriore crescita dei ricavi e un rafforzamento della struttura patrimoniale, accompagnati da importanti investimenti destinati allo sviluppo industriale e tecnologico. Una crescita sostenuta quindi non soltanto dall’an-
damento del mercato, ma dalla scelta di continuare a investire in capacità produttiva, innovazione e nuove opportunità di business. Questa evoluzione coinvolge anche i collaboratori: nel 2026 il Gruppo Busi ha ottenuto la certificazione Top Employers, riconoscimento che valuta le politiche aziendali relative a formazione, ambiente di lavoro, welfare, sviluppo professionale e gestione dei talenti. Il risultato arriva in una realtà che conta oltre 770 collaboratori e segnala come la crescita industriale venga accompagnata anche da un investimento sulle competenze e sull’organizzazione. Nel complesso, la traiettoria del Gruppo Busi mostra il passaggio da una logica prevalentemente legata alla produzione di mezzi e attrezzature a un modello più ampio, nel quale acquisizioni, prodotti, servizi e tecnologie concorrono a costruire un’offerta integrata. Una trasformazione che segue l’evoluzione del waste management e le nuove esigenze di efficienza, flessibilità, digitalizzazione e sostenibilità espresse dagli operatori del settore. www.busigroup.it luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
ISUZU a Ecomondo 2026:
soluzioni e veicoli da lavoro per i servizi ambientali
D
alla raccolta differenziata alla movimentazione dei rifiuti speciali alla manutenzione del verde: i veicoli da lavoro svolgono un ruolo essenziale nei servizi ambientali. A Ecomondo 2026, ISUZU presenta diversi veicoli della gamma aggiornata Generation 4, progettati per rispondere alle esigenze dei professionisti del settore.
I veicoli in fiera
Negli spazi ISUZU (Padiglione A7, Stand 300) saranno esposti alcuni modelli della gamma truck e pick-up, pensati per applicazioni nei servizi ecologici e nella pubblica utilità. ISUZU vanta una lunga tradizione nel settore della raccolta rifiuti. In questo contesto si inserisce il truck M21 TT Heavy con guida a destra (omologato Euro VI OBD-E), disponibile con cambio manuale o automatico. La configurazione è particolarmente indicata per compattatori e vasche per la raccolta, grazie all’omologazione Heavy Duty e al nuovo passo G da 3.000 mm. La guida a destra agevola le operazioni porta a porta e gli interventi di pulizia stradale, consentendo al conducente di scendere e risalire dal lato del marciapiede. L’M30 3.0 da 175 CV, con passo F, cambio robotizzato ISIM e sistema AEBS (omologato Euro VI OBD) offre nel segmento dei 7,5 t potenza e coppia per allestimenti impegnativi,
luglio-settembre 2026
come cassoni ribaltabili, piattaforme e attrezzature per la raccolta. Il cambio ISIM a doppia frizione DCT a 9 marce contribuisce a ottimizzare la gestione dei rapporti nelle percorrenze miste, urbane ed extraurbane. L’F14 da 13,5 t con sospensione pneumatica e cambio NEES2 (omologato Euro VI OBDE) completa la gamma con un veicolo medio dalla cabina compatta e dalla sospensione pneumatica, pensata per garantire comfort sulle lunghe percorrenze. Sul fronte pick-up, ISUZU espone il D-MAX Single Cab B-Strong 2.2, con nuovo motore 2.2 RZ4F-TC da 164 CV e 400 Nm di coppia, abbinabile al cambio manuale a 6 marce o all’automatico a 8 rapporti. Con cabina singola e cassone lungo, è pensato per i professionisti e i lavori più impegnativi, in una configurazione sempre meno proposta dai competitor. Offre trazione 4x4, capacità di traino fino a 3.500 kg e portata utile fino a circa 1.000 kg. Disponibile anche nelle versioni Space Cab (2+2 posti) e Crew Cab a cinque posti, rispetta le normative Euro 6e-bis e GSR-III. Il Driver Monitoring System (DMS), che monitora l’attenzione del conducente, è di serie su tutta la gamma.
Sicurezza: una priorità di settore
Nei servizi ambientali, i conducenti affrontano turni lunghi e percorsi ripetitivi, spesso in contesti urbani ad alta densità di traffico pedonale. I sistemi di sicurezza attiva contrastano le cause più frequenti di incidente, come distrazione, velocità e angoli ciechi, e sono un requisito sempre più presente nelle gare d’appalto pubbliche del settore.
Perché Ecomondo
Ecomondo riunisce operatori pubblici e privati, responsabili acquisti e gestori di flotte dei settori rifiuti e utilities. Per ISUZU è un’occasione per incontrare professionisti alla ricerca di veicoli affidabili, capaci di garantire continuità operativa ed efficienza nel tempo. La ridotta necessità di manutenzione rappresenta un vantaggio concreto: meno interruzioni e maggiore disponibilità dei mezzi. La gamma aggiornata Generation 4 coniuga così l’evoluzione normativa con le esigenze quotidiane di chi lavora sul campo. www.isuzu.it GSA IGIENE URBANA
15
DALLE AZIENDE
ESA a Ecomondo 2026: automazione, sicurezza e flessibilità per la raccolta urbana
A
Ecomondo 2026 ESA – Ecologia Soluzione Ambiente S.p.A. - presenta l’evoluzione della propria offerta per la raccolta dei rifiuti urbani, con soluzioni che integrano automazione, sicurezza, flessibilità operativa e attenzione allo spazio pubblico. Tra le principali novità c’è il 3AS, sistema robotizzato mono-operatore per la raccolta laterale e bilaterale. Il nuovo sistema di movimento del braccio e la modularità delle prese consentono di adattare la stessa piattaforma a differenti scenari, con pinza laterale, F90 o Kinshofer secondo configurazione. La possibilità di raccogliere i contenitori da entrambi i lati del mezzo, insieme alla capacità di operare anche in doppia fila, offre maggiore libertà nel posizionamento delle postazioni e nella gestione degli spazi urbani. Il ciclo è studiato per ridurre movimenti e ingombri dell’attrezzatura. La gestione mono-operatore e l’ottimizzazione del ciclo offrono inoltre vantaggi economici, contribuendo a contenere i costi operativi del ser-
vizio. Il sistema è Patent Pending. Accanto al 3AS, ESA presenta l’evoluzione del consolidato 2AS, dedicato alla raccolta verticale e bilaterale. La configurazione a cinque sfili amplia il raggio operativo fino a 7,5 metri; il
ciclo automatizzato, la sensoristica e il controllo da cabina consentono al singolo operatore di gestire aggancio, sollevamento, svuotamento e riposizionamento del contenitore. Tra le soluzioni disponibili rientra anche la nuova pinza Kinshofer 3.0. Un ulteriore sviluppo riguarda il centraggio automatico: un sistema di visione artificiale e controllo attivo riconosce il fungo di aggancio e assiste il posizionamento della pinza, rendendo la presa più precisa, rapida e controllata. La sicurezza è parte integrante dell’automazione. Telecamere, sensori e sistemi di illuminazione dedicati supportano il controllo dell’area di lavoro; barre luminose proiettano a terra una delimitazione visibile della zona interessata dai movimenti dell’attrezzatura, migliorandone la percezione da parte di operatori, pedoni, ciclisti e automobilisti, soprattutto di notte o con scarsa visibilità. L’ecosistema ESA comprende anche contenitori fuori terra in HDPE, realizzati con materiale riciclato e riciclabili a fine vita, compatibili con sistemi automatici di presa e disponibili in diverse configurazioni. Per il decoro urbano, CeStò unisce HDPE, personalizzazione e un sistema di illuminazione LED integrato nel cappello, alimentato a energia solare e gestito da sensore crepuscolare: una soluzione funzionale anche nelle ore serali. A Ecomondo, ESA racconta così una raccolta urbana sempre più integrata: macchine, automazione e arredo urbano progettati per rendere il servizio più efficiente, controllato e compatibile con le esigenze della città. esa-italy.com
16 GSA IGIENE URBANA
luglio-settembre 2026
Una GAMMA che muove il MONDO del trasporto.
Dalle strade italiane alle autostrade del mondo, lo spirito di IVECO spinge le persone a dare il massimo. Design audace, tecnologia intuitiva ed esperienza condivisa si fondono in un’armonia di linee, percorsi e traguardi. Guidiamo il progresso attraverso tecnologie che mettono le persone al centro e soluzioni che aprono la strada al futuro.
SCOPRI DI PIÙ
DALLE AZIENDE
I&S, 35 anni e una direzione chiara Portare l’innovazione che serve alle Utilities che creano valore
N
el 2026 I&S ha compiuto 35 anni. Un traguardo da celebrare, ma anche e soprattutto un’occasione per fare il punto su cos’è diventata oggi l’azienda e quale ruolo vuole avere nel mercato delle Utilities. Fondata a Trento, I&S nasce nel 1991 dall’iniziativa di un gruppo di professionisti con competenze in ingegneria, informatica e territorio. Dieci anni dopo arriva uno dei passaggi che ne avrebbe segnato maggiormente il percorso: i primi progetti legati alla Tariffa Puntuale, avviati nel 2001 insieme al Consorzio Priula, quando la TARIP in Italia era ancora agli albori, oggi gestita da Contarina S.p.A. Da allora sono passati 25 anni e il contesto è cambiato moltissimo. Oggi le tecnologie I&S supportano numerosi gestori in tutta Italia: dalla progettazione del servizio di raccolta rifiuti alle attività sul campo, dalla misurazione dei conferimenti alla tariffazione, fino al rapporto con il cittadino, al controllo e alla rendicontazione del servizio di igiene urbana. Nel frattempo, è cresciuta anche l’azienda. I&S conta oggi circa 40 persone e riunisce in sé competenze che spaziano dallo sviluppo web al GIS, dalle tecnologie mobile all’IoT e ai sistemi di identificazione e tracciamento, con un focus sulla transizione da TARI a TARIP. Si è evoluta anche la struttura organizzativa, con ruoli e responsabilità più definiti, e sono maturati numerosi processi aziendali. Alle certificazioni ISO 9001 e ISO 27001 si affianca oggi anche il presidio dei temi legati alla cybersecurity e alla NIS2 e, più
18 GSA IGIENE URBANA
recentemente, il Rating di legalità AGC, perché per chi sviluppa tecnologie destinate a Utilities ed enti che gestiscono servizi essenziali, qualità, sicurezza e affidabilità hanno un peso sempre più concreto. Parallelamente, è diventato più chiaro anche il ruolo che I&S vuole avere sul mercato, oggi e per il futuro. La tecnologia resta il mestiere, ma il posizionamento si definisce più nitidamente: essere un partner tecnologico al fianco delle Utilities, unendo competenza verticale, conoscenza dei processi specifici di dominio e costruzioni di una relazione di fiducia con il cliente. «Abbiamo intrapreso un percorso che ci sta portando a crescere molto, nelle persone, nelle competenze e nel modo di lavorare. Ci siamo quindi chiesti se l’immagine con cui ci presentavamo fosse ancora capace di raccontare davvero chi siamo e, soprattutto, dove vogliamo andare. La nuova identità nasce dall’esigenza
di rappresentare meglio una I&S più strutturata e con una direzione chiara: essere il partner tecnologico al fianco delle Utilities che desiderano generare valore sul territorio con i propri servizi», spiega Alessandro Fedrizzi, Direttore Generale di I&S. La nuova identità visiva, più contemporanea e riconoscibile, farà il suo debutto a Ecomondo 2026, dove I&S sarà presente quest’anno anche in una nuova posizione: Padiglione C5, stand 106-07. Un’occasione per chi volesse incontrare il team e conoscere da vicino le prossime evoluzioni delle soluzioni I&S dedicate all’igiene urbana e alle reti idriche. www.ies.it
I&S sarà presente a
ECOMONDO
Pad. C5, stand 106-107 luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
AMS accelera con BL1:
nuove unità su strada e crescita produttiva
I
l nuovo BL1 AMS entra sempre più concretamente nella fase operativa, con le prime unità già impegnate sul territorio e un programma di sviluppo che guarda con decisione al 2027. Sono oggi quattro le unità già messe su strada in Italia presso Aziende operanti in Toscana, ALIA, GEOFOR e REVET, realtà che conoscono da tempo le soluzioni AMS e che hanno scelto di rinnovarle la fiducia anche in questa nuova fase di sviluppo. Un passaggio importante, perché consente di verificare sul campo il lavoro svolto negli ultimi anni e confrontare la macchina con le reali esigenze operative di aziende che utilizzano quotidianamente mezzi per la raccolta dei rifiuti in contesti molto diversi tra loro. Le aspettative sono elevate, soprattutto da parte di operatori che già conoscono le macchine AMS, la loro produttività e l’attenzione dell’azienda verso affidabilità, semplicità di utilizzo e contenimento dei costi operativi. Il prossimo importante passaggio sarà il mercato spagnolo. Una prima unità BL1 sarà infatti inviata in Spagna e dedicata a una serie di presentazioni presso alcuni dei principali operatori del settore, molti dei quali hanno già manifestato forte interes-
se e grandi aspettative nei confronti della nuova soluzione AMS. L’obiettivo sarà permettere agli operatori di vedere direttamente la macchina al lavoro e valutarne sul campo caratteristiche, produttività e flessibilità operativa. I primi riscontri si stanno già traducendo in nuovi programmi produttivi: per il 2027 sono previste oltre dieci ulteriori unità BL1 in costruzione, un dato significativo per un prodotto ancora nelle prime fasi della propria diffusione commerciale. La crescita non riguarda
però soltanto il BL1. Negli ultimi anni AMS ha progressivamente ampliato la propria gamma e la propria presenza sui mercati, rendendo necessario un ulteriore potenziamento della struttura industriale. Il piano di sviluppo Aziendale prevede infatti l’incremento degli spazi produttivi e della capacità, per soddisfare l’aumento di richiesta previsto dal mercato. Non si tratta soltanto di aumentare i volumi, ma di rendere più efficienti i flussi di lavoro, aumentare la capacità di assemblaggio e gestire contemporaneamente le diverse famiglie di prodotto, mantenendo gli standard qualitativi che caratterizzano la produzione AMS. Con le prime unità BL1 operative, l’avvio delle presentazioni in Spagna, nuove macchine già previste per il 2027 e un importante ampliamento produttivo, AMS si prepara quindi a una nuova fase del proprio sviluppo industriale. www.amsspa.com
luglio-settembre 2026
GSA IGIENE URBANA
19
DALLE AZIENDE
Kärcher MCM 600
ridefinisce lo spazzamento Heavy Duty
N
ei contesti industriali ad altissima gravosità - quali cementifici, acciaierie, fonderie ed impianti di produzione o stesa dell’asfalto - la pulizia delle superfici e la gestione del particolato non costituiscono semplici routine, ma pilastri essenziali per la continuità operativa, la sicurezza dei lavoratori e la conformità ambientale. Polveri abrasive, residui metallici, detriti cementizi e fresato d’asfalto mettono quotidianamente a dura prova qualsiasi macchinario. Per rispondere a queste sfide critiche, Kärcher propone la MCM 600, una spazzatrice meccanico-aspirante-filtrante progettata per eccellere nelle applicazioni Heavy Duty più estreme. Il cuore propulsivo della MCM 600 è ingegnerizzato per erogare 120 kW (163 CV) e sviluppare un’elevata coppia motrice idraulica, necessaria a sollevare e incanalare detriti ad altissima densità senza cali di prestazione. Nelle realtà in cui i volumi di scarto sono ingenti, la frequenza di scarico incide direttamente sui costi operativi e sui tempi morti. La MCM 600 risponde con un contenitore rifiuti da 6.000 litri e una portata utile che raggiunge i 5.200 kg (su un peso totale a pieno carico consentito di 13.000 kg). La tramoggia a tenuta stagna in acciaio inossidabile AISI 304 garantisce la massima resistenza contro l’azione corrosiva dei liquami e dei residui chimico-industriali aggressivi, preservando l’asset nel tempo. La MCM 600 integra un gruppo aspirante a doppia turbina ad alto flusso accoppiato a un filtro in TNT in feltro di poliestere ad elevata superficie filtrante, servito da un efficace
20 GSA IGIENE URBANA
scuotifiltro idraulico automatico. Per i contesti in cui è consentito l’uso dell’acqua, la macchina offre opzioni ad avanzato abbattimento umido: barre nebulizzanti e lavanti, umettaggio posteriore e cuffie protettive sulle spazzole. Dedicata in particolar modo alle imprese d’asfaltatura ed alla manutenzione infrastrutturale, la MCM 600 è dotata di Cruise Control elettronico impostabile a velocità bassissime (a partire da 0,2 km/h), ideale per procedere in perfetta sincronia alle spalle delle fresatrici. Troverete la MCM600 esposta a: ECOMONDO Pad. C7 / Stand 101 www.kaercher.com luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
Daimler Truck Italia a Ecomondo 2026: innovazione e sostenibilità al servizio dell’economia circolare
D
al 3 al 6 novembre 2026 Daimler Truck Italia sarà protagonista a Ecomondo, il principale appuntamento internazionale dedicato alla green e circular economy, in programma presso il Rimini Expo Centre. La manifestazione rappresenta un momento di confronto privilegiato per aziende, istituzioni e operatori impegnati nello sviluppo di soluzioni innovative per la transizione ecologica. Presso lo stand Daimler Truck Italia, nel padiglione Hall A7-C7, i visitatori avranno l’opportunità di conoscere da vicino l’ampia gamma Mercedes-Benz Trucks, sviluppata per affrontare con efficienza e affidabilità le più diverse esigenze operative. Dalla distribuzione urbana alle applicazioni municipali, fino ai servizi di raccolta e gestione dei rifiuti, ogni veicolo è progettato per garantire elevate prestazioni, sicurezza e sostenibilità. Tra i protagonisti dello stand sarà presente il Mercedes-Benz Econic diesel, il veicolo progettato specificamente per la raccolta dei rifiuti urbani. Grazie alla cabina ribassata e all’ampia superficie
22 GSA IGIENE URBANA
vetrata, l’Econic offre un’eccellente visibilità dell’ambiente circostante, contribuendo ad aumentare la sicurezza nelle operazioni svolte in contesti urbani ad alta densità di traffico e in presenza di utenti vulnerabili della strada. L’accesso alla cabina, particolarmente agevole grazie al ridotto numero di gradini e alla disposizione ergonomica degli interni, favorisce inoltre il comfort dell’equipaggio durante lo stop&go tipico nelle attività di raccolta rifiuti. L’Econic abbina queste caratteristiche a una struttura robusta e versatile, ideale per l’allestimento con compattatori e attrezzature dedicate all’igiene urbana. Le avanzate dotazioni di assistenza alla guida e i più recenti sistemi di sicurezza contribuiscono a rendere il veicolo un punto di riferimento per gli operatori del settore, assicurando elevati standard di efficienza, produttività e tutela degli utenti della strada. La partecipazione a Ecomondo sarà inoltre l’occasione per presentare il contributo concreto di Daimler Truck Italia al percorso di decarbonizzazione del trasporto. L’offerta del marchio
integra, infatti, veicoli con motorizzazioni tradizionali di ultima generazione e soluzioni a zero emissioni, consentendo agli operatori di individuare la risposta più adatta alle proprie esigenze operative e ambientali. Attraverso tecnologie innovative e una gamma completa di prodotti, Daimler Truck Italia conferma il proprio impegno nel supportare le aziende del settore ambientale e dell’igiene urbana nel migliorare l’efficienza delle attività quotidiane, ridurre l’impatto ambientale e affrontare con successo le sfide della mobilità sostenibile. Ecomondo 2026 sarà quindi una vetrina ideale per mostrare come innovazione, affidabilità e sostenibilità possano tradursi in valore concreto per clienti e comunità. Con Econic, Atego, Arocs e Actros, Daimler Truck Italia ribadisce la propria volontà di affiancare gli operatori dell’igiene urbana con soluzioni capaci di coniugare sicurezza, efficienza operativa e sostenibilità, contribuendo concretamente all’evoluzione dei servizi ambientali del futuro. mercedes-benz-trucks.com luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
KOMPOST CITY soluzioni
per il compostaggio sostenibile anche a Ecomondo!
K
OMPOST CITY è un marchio registrato di City Net Ecologia & Ambiente srl che costruisce, vende e manutiene i sistemi tecnologici integrati dell’azienda per il compostaggio di comunità, con capacità di trattamento del rifiuto organico da 11 a 3.000 tonnellate annue per: • piccoli e medi comuni e isole minori • mense, scuole, aziende, caserme, supermercati ecc… • industrie, centri agro alimentari • attività turistiche, alberghi, villaggi e camping. Unisce esperienza, competenze e tecnologie all’avanguardia per la progettazione e la costruzione di soluzioni nel settore della raccolta e della trasformazione del rifiuto organico in compost. KOMPOST CITY è un progetto che garantisce un prodotto economicamente, tecnicamente e tecnologicamente competitivo supportato da un’assistenza rapida, qualificata e specializzata. È possibile incontrare l’azienda a Ecomondo presso il padiglione C5, stand 306.
L’AZIENDA
City Net Ecologia & Ambiente Srl è un’azienda certificata con SOA 0S14, ISO 9001, ISO 14001, ISO 45001. Inoltre è strutturata in tre settori di attività: - settore costruttivo: azienda certificata SOA OS 14 in grado di realizzare impianti di compostaggio di comunità, di prossimità e locale per ogni tipo di esigenza - settore commerciale: offre ai suoi clienti un supporto tecnico per la progettazione e realizzazione di sistemi, macchine e attrezzature nel settore ambientale per la gestione dei rifiuti. - settore manutentivo: con le sue cin-
que officine mobili e i suoi 4000 mq di stabilimento, si occupa di assistenza, manutenzione e gestione anche tramite il controllo remoto delle compostiere elettromeccaniche. Ecco i vantaggi esclusivi: Assenza completa di triturazione in entrata La decisione di non triturare la matrice organica in ingresso è motivata dalla presenza di una frazione estranea, che rappresenta circa il 10-15%. La triturazione di questa frazione causerebbe inquinamento e sarebbe difficile da separare dalla matrice organica. Inoltre, la mancanza di triturazione consente una migliore ossigenazione e ossidazione durante il compostaggio, evitando zone di alta compattazione che possono causare processi anaerobici e la produzione di gas indesiderati. Assenza completa di organi in movimento in camera di compostaggio L’utilizzo di una camera unica a cilindro rotante elimina la necessità di organi meccanici in movimento all’interno
della camera di compostaggio. Questa scelta semplifica la tecnologia, riducendo i fermi macchina dovuti a rotture o blocchi causati da oggetti estranei. Gestione del processo di compostaggio Stabilizzazione delle temperature e gestione dei parametri di processo come CO2, O2,CH4. Umidità e temperature tramite un sistema - patent - di suflaggio di aria calda automatica, all’interno del cilindro rotante della camera di compostaggio. Semplicità di utilizzo e grande capacità di riduzione: i bio compostatori kce I bio compostatori KCE sono progettati per essere completamente automatizzati, richiedendo solo il caricamento della frazione organica. Grazie al loro processo biologico altamente efficiente, sono in grado di ridurre la frazione organica composta fino all’80%. ECOMONDO Pad. C5 / Stand 306 www.city-net.it
luglio-settembre 2026
GSA IGIENE URBANA
23
DALLE AZIENDE
Dal cleaning urbano alla cura dei centri storici: la proposta di Makita
M
akita progetta e sviluppa sistemi dotati di tecnologie evolute che consentono operazioni di pulizia in ambito privato, civile, industriale e commerciale, contribuendo alla tutela dell’ambiente e della salute delle persone. Leader mondiale nel settore degli elettroutensili grazie alla gamma più ampia e versatile del mercato, Makita si distingue anche nel comparto del cleaning professionale, che comprende aspiratori a traino e a zaino, robot aspiratori, scope elettriche, spazzatrici, soffiatori/aspiratori e numerosi altri utensili tecnologicamente all’avanguardia, silenziosi e in grado di operare in ambienti che richiedono un’attenta gestione delle polveri. La spazzatrice manuale a trasmissione elettrica VS001G è alimentata a batteria 40Vmax della gamma XGT ed è dotata di tre motori: il primo dedicato alla pulizia del filtro, il secondo alla raccolta delle polveri e il terzo alla gestione delle spazzole. Dispone di due rulli-spazzola situati sul fondo della macchina, regolabili in altezza, che consentono la raccolta di piccole particelle di polvere e di detriti,
fino a bottiglie di plastica da 500 ml. È inoltre dotata di una spazzola laterale, anch’essa regolabile in altezza, posizionata sul lato destro. Le spazzole possono essere sostituite senza l’ausilio di attrezzi e garantiscono risultati di pulizia uniformi e ottimali. Il filtro HEPA con sistema di vibrazione per la rimozione della polvere aderente e la prevenzione degli intasamenti, il telaio in materiale plastico resistente, i LED di illuminazione che consentono di operare anche in ambienti poco illuminati e le due modalità di aspirazione, standard e silenziosa, rendono questo prodotto uno dei più performanti della sua categoria. La protezione dall’acqua (XPT), la maniglia anteriore per un trasporto agevole e la possibilità di stoccaggio in posizione verticale completano i numerosi punti di forza della macchina. Tra i prodotti maggiormente apprezzati da chi si occupa della pulizia di centri storici, isole pedonali e
piazzali monumentali figurano anche i soffiatori/aspiratori, come il modello 40Vmax UB005G. Questo utensile si distingue per la facilità d’uso, grazie al peso contenuto e alla tracolla che consente di alleggerire il carico sul braccio dell’operatore. Di particolare rilievo sono le caratteristiche tecniche che permettono di ottimizzare i tempi di utilizzo e, di conseguenza, l’autonomia della batteria. Velocità variabile, cambio funzione rapido tramite leva, sacco di raccolta con capacità di 25 litri e sistema di aspirazione dotato di ventola con lama in metallo per la triturazione delle foglie aspirate. L’utilizzo di questa macchina è indicato in qualsiasi contesto, dall’ambito residenziale privato a quello professionale, comprese strutture ricettive come campeggi, glamping e agriturismi. Nei centri storici delle città, l’uso dell’UB005G risulta particolarmente efficace anche per la rimozione di mozziconi di sigaretta e di altri piccoli rifiuti che si accumulano nelle intercapedini tra i sampietrini e sulle pavimentazioni in pavé. www.makita.it
24 GSA IGIENE URBANA
luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
Quando il servizio non si può fermare: il progetto MAN che ha convinto CFF
giudizio di chi li guida ogni giorno. Come sottolinea Luca Leonardi, Presidente di CFF, comfort di guida, visibilità, facilità di accesso alla cabina e manovrabilità sono i punti di forza maggiormente apprezzati dagli operatori. Nella raccolta porta a porta, dove il lavoro è fatto di continue fermate, manovre, salite e discese dal veicolo, queste caratteristiche incidono direttamente sull’efficienza del servizio e sul lavoro quotidiano. Ed è proprio dagli operatori che sono arrivati i riscontri più positivi sulla nuova flotta MAN.
A
ffidabilità, continuità operativa e attenzione alle esigenze degli operatori: questi sono i requisiti principali che hanno guidato il progetto sviluppato da MAN Truck & Bus Italia per CFF Faenza, realtà attiva da oltre 75 anni nel mondo dei servizi e impegnata anche nel settore dell’igiene urbana. Una collaborazione nata per supportare le attività di raccolta rifiuti e che ha già trovato una prima conferma nei riscontri raccolti sul campo dopo l’entrata in servizio dei veicoli.
MAN: la soluzione per un servizio che non può fermarsi
Per chi opera nei servizi di igiene urbana, la continuità operativa è fondamentale. Centinaia di fermate e ripartenze, utilizzo continuo delle prese di forza e attività distribuite su più turni mettono ogni giorno alla prova uomini e mezzi. Da questa esigenza CFF si è affidata a MAN Truck & Bus Italia per rinnovare la flotta destinata alla raccolta e alla movimentazione dei rifiuti. A convincere la cooperativa sono state le caratteristiche dei veicoli e il supporto del team MAN durante tutto il
26 GSA IGIENE URBANA
Un settore strategico per MAN
progetto. Un percorso che ha portato alla scelta di 15 mezzi tra MAN TGL, TGM e TGS e che si è sviluppato attraverso un confronto costante tra la cooperativa e MAN.
La conferma arriva dagli operatori
Fin da subito i nuovi MAN hanno raccolto riscontri positivi sul campo. A fare la differenza, secondo la cooperativa, sono state le caratteristiche tecniche dei veicoli e, soprattutto, il
Per MAN, il progetto sviluppato con CFF si inserisce in una strategia che vede i servizi ambientali tra gli ambiti di maggiore interesse. “Guardiamo con crescente attenzione al mondo dei servizi ambientali e delle applicazioni municipali, un comparto che vale circa un migliaio di veicoli all’anno e richiede soluzioni affidabili, sicure e sviluppate sulle reali esigenze operative dei clienti. Il progetto realizzato con CFF conferma questa direzione e il valore di una collaborazione costruita a stretto contatto con chi utilizza i veicoli ogni giorno”, commenta Lorenzo Boghich, Head of Truck Sales di MAN Truck & Bus Italia. Un approccio che MAN porterà anche a Ecomondo 2026, dove presenterà le proprie soluzioni dedicate ai servizi ambientali e alle applicazioni municipali, tra cui il MAN eTGS, protagonista dell’offerta elettrica del costruttore per il mondo dei veicoli allestiti e delle missioni urbane. https://www.man.eu/it luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
MB ReD sicurezza integrata per guidatore, veicolo e carico
M
B ReD amplia il controllo intelligente del sistema di contatto tra veicolo e strada: alle sospensioni sensorizzate aggiunge il monitoraggio delle molle ad aria e dei pneumatici tramite TPMS. La piattaforma rileva in tempo reale sovraccarico, distribuzione dei carichi, pressione, temperatura e anomalie, contribuendo a ridurre instabilità, guasti e fermi macchina. L’integrazione completa un sistema già capace di stimare la vita residua delle sospensioni e pianificare la manutenzione preventiva. L’obiettivo è proteggere il guidatore, il mezzo e il carico, aumentando sicurezza, stabilità e continuità operativa nelle flotte commerciali e industriali.
Come funziona
Sensori e algoritmi correlano i dati di sospensioni, molle ad aria, carico e pneumatici per offrire una diagnosi unica dello stato del veicolo: ■ Molle ad aria: controllo della pressione interna, individuazione di perdite e analisi della risposta dinamica in funzione di carico e strada. ■ TPMS: monitoraggio continuo di
luglio-settembre 2026
pressione e temperatura di ogni pneumatico, con rilevamento di perdite, surriscaldamenti e anomalie. ■ Carico e sospensioni: rilevamento del sovraccarico, verifica della ripartizione dei pesi e stima predittiva della vita residua. ■ Diagnosi integrata: dati riuniti nella stessa piattaforma, senza sistemi separati.
Vantaggi tecnici e operativi
■ Più sicurezza: minore rischio di perdita di aderenza, scoppi, ribaltamenti e cedimenti dovuti a sovraccarico o instabilità. ■ Maggiore affidabilità: protezione di sospensioni, assali, telaio e pneumatici da usura precoce e rotture. ■ Costi ottimizzati: manutenzione predittiva, meno fermi macchina, consumi più contenuti e maggiore durata degli pneumatici. ■ Compatibilità estesa: copertura di diverse configurazioni di sospensioni pneumatiche e flotte.
Esperienza e connettività
MB ReD ha sviluppato e brevettato soluzioni di sospensione intelligente in
collaborazione con Mollebalestra Spa, produttore di sospensioni per veicoli pesanti da 77 anni. L’interfacciamento con CAN BUS, RS485, UDP e Web API facilita l’integrazione con l’elettronica di bordo. Una app intuitiva e MB ReD Cloud completano l’offerta con archiviazione, elaborazione e valorizzazione sicura e scalabile dei dati raccolti. www.mb-red.it
GSA IGIENE URBANA
27
DALLE AZIENDE
Ecomondo 2026: Junior Mini ed Easy NR, l’innovazione che evolve con le città
L
e città cambiano e con loro le esigenze della raccolta differenziata. Gli spazi urbani sono sempre più preziosi, mentre sicurezza, sostenibilità ed efficienza diventano elementi imprescindibili per la gestione del servizio. A Ecomondo 2026 Nord Engineering presenta due soluzioni che interpretano questo cambiamento: Junior Mini, progettato per trasformarsi in arredo urbano, ed Easy NR, l’evoluzione potenziata dall’AI del sistema di raccolta automatizzata. Il nuovo contenitore Junior Mini unisce funzionalità e design per contribuire a rendere le città più pulite e sostenibili. Realizzato in acciaio 100% riciclabile e progettato per resistere nel tempo, non necessita di contenitore o sacco interno e può essere installato singolarmente o in forma modulare per creare ecoisole flessibili e dall’alto valore estetico. Piccolo nelle dimensioni, grande nella capienza, Junior Mini semplifica l’utilizzo quotidiano. Il cassetto con maniglia ergonomica e apertura e chiusura ammortizzata facilita il conferimento, mentre la pedaliera antivandalismo protegge uno dei componenti più esposti. La copertura arrotondata antideposito
28 GSA IGIENE URBANA
e il design privo di spigoli favoriscono ordine e pulizia. La serratura con gestione separata per utente, operatore e gestore permette di differenziare le modalità di accesso. La sicurezza è parte integrante del concept costruttivo. Durante il sollevamento, un meccanismo mantiene chiusa la portella di fondo, consentendone l’apertura esclusivamente sopra il cassone del veicolo. A questo si aggiunge un esclusivo sistema brevettato che, in caso di atti vandalici o incidenti, pone in tensione la meccanica interna impedendo l’apertura della portella e la conseguente dispersione del rifiuto. Invisibili fermi in acciaio fissati al suolo impediscono lo slittamento accidentale del contenitore e ne favoriscono il corretto riposizionamento. Junior Mini può essere personalizzato con diverse bocche di conferimento, layout grafici, sistemi di accesso controllato, sensori di riempimento e pittogrammi in rilievo per i non vedenti. L’esclusivo dispositivo F-90, che caratterizza i contenitori firmati Nord Engineering, garantisce l’aggancio sicuro al
sistema di elevazione bilaterale Easy. E sarà proprio l’evoluzione di Easy, Easy NR, l’altro protagonista di questo Ecomondo. Con Easy NR, il contenitore “si svuota da sé” grazie all’intelligenza artificiale, all’analisi dei dati e alla sensoristica avanzata. L’intero ciclo di svuotamento è automatizzato e gestito dalla cabina attraverso una consolle di nuova generazione, senza che l’operatore debba scendere dal mezzo. Il sistema abilita, tra gli altri, il riconoscimento automatico del contenitore e la virtualizzazione dell’area di lavoro. I dati raccolti supportano inoltre la pianificazione dei percorsi, l’ottimizzazione delle operazioni e la riduzione dei costi e dell’impatto ambientale. Junior Mini ed Easy NR raccontano così due esigenze della città contemporanea: integrare meglio la raccolta negli spazi urbani e rendere la gestione del servizio sempre più sostenibile e smart. Due soluzioni diverse, unite dalla stessa idea di innovazione. www.nordengineering.com luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
DNA Ambiente,
lo sviluppo tecnologico non si ferma mai
C
on 30 anni di esperienza al fianco di oltre 3000 Comuni e Gestori di igiene urbana, DNA Ambiente torna a Ecomondo per presentare le sue soluzioni digitali innovative per il waste management. Ricerca e sviluppo sono andati avanti in questi mesi, in linea con il Quadro Strategico ARERA 2026-2029, che impone di potenziare misurazione, monitoraggio, enforcement e qualità dei servizi ambientali. E se la complessità nel settore aumenta, solo soluzioni nativamente integrate, come quelle di DNA Ambiente, possono assicurare una raccolta affidabile dei dati lungo tutta la filiera e una semplice rendicontazione all’Autorità.
Controllo e ottimizzazione delle attività sul campo
L’accuratezza del dato non può mai prescindere dalle specificità territoriali. DNA Ambiente mette a disposizione un ambiente cartografico personalizzabile da ogni cliente per includere aree private, variazioni nei sensi di marcia, chiusure per lavori e ogni altro cambiamento nella mobilità, rimodulando di conseguenza la progettazione dei giri di raccolta e spazzamento. Grazie all’integrazione con un software di AI sviluppato internamente, i percorsi dei mezzi possono essere automaticamente ottimizzati, considerando al meglio tutti i vincoli temporali, operativi e organizzativi, per ottenere una riduzione significativa dei costi e delle emissioni di CO2. Parallelamente, l’offerta di un’app di WorkForce Automation, integrabile con la soluzione di DNA Ambiente per la gestione dei servizi operativi, permette di rendere più efficiente lo svolgimento degli ordini di lavoro. Ciascun operatore può visualizzare in mobilità i dati delle
30 GSA IGIENE URBANA
attività a lui assegnate, rendicontarne in tempo reale l’esecuzione e inviare segnalazioni alla Centrale Operativa.
Rilevazione attendibile dei conferimenti in ogni contesto
Con altrettanta precisione DNA Ambiente è in grado di tracciare ogni singolo conferimento, favorendo sempre l’usabilità e l’accessibilità delle proprie soluzioni da parte di lavoratori e utenti. Semplicità è dunque la parola d’ordine, che si tratti dello svuotamento di un contenitore con lettura del TAG tramite dispositivo a bracciale o a bordo mezzo, dell’accesso controllato in un ecocentro o dello sblocco di un contenitore stradale con una chiave virtuale installata su Junker, l’app multilingue leader di mercato in Italia. Una misurazione affidabile sarà sempre più importante per la corretta determinazione della tariffa. DNA Ambiente accompagna il percorso d’avvicinamento alla nuova struttura pentanomia (TICSER), dando sin d’ora la possibilità di simulare e confrontare diversi profili di calcolo rispetto al modello attuale.
Centralità del cittadino-utente
I dati di rilevazione dei conferimenti effettuati e la bollettazione vengono restituiti alle utenze, con la massima trasparenza, attraverso l’integrazione nella app Junker. In app il cittadino può anche ricevere assistenza h24 e 7 giorni su 7 da un Agent AI evoluto e diventare attore consapevole del cambiamento del proprio territorio, partecipando a innovative campagne di gamification attivabili dal Gestore. È grazie a soluzioni come queste che la digitalizzazione assume davvero un ruolo strategico: non più soltanto uno strumento per automatizzare singole attività, ma una leva per costruire un modello di gestione data-driven, nel quale operatori, mezzi, infrastrutture, cittadini e pubblica amministrazione possano dialogare all’interno di un unico ecosistema. Per saperne di più, incontra DNA Ambiente a: ECOMONDO Pad. D4 / Stand 10-12 www.dna-ambiente.it luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
Dulevo: 50 anni di storia,
un futuro ancora tutto da scrivere
C
on Ecomondo, Dulevo chiude un anno speciale, il 50° anniversario. Un traguardo importante, che ha dato all’azienda l’opportunità di celebrare la propria storia, ma soprattutto di guardare al futuro con la stessa energia che l’ha accompagnata fin dal 1976. È stato un anno ricco di avvenimenti, incontri e decisioni importanti. Un anno in cui Dulevo ha condiviso con i propri stakeholder momenti di celebrazione, confronto e crescita, rafforzando una rete internazionale che rappresenta uno degli elementi più importanti della sua identità. Per Dulevo, infatti, 50 anni non significano soltanto esperienza nel settore della pulizia professionale ma significano persone, relazioni e una visione costruita insieme a chi, ogni giorno, porta il brand sui mercati di tutto il mondo. L’azienda ha celebrato il passato, senza mai perdere di vista ciò che l’attende. Ecomondo rappresenta quindi il momento ideale per concludere questo importante percorso e, allo stesso tempo, per aprire una nuova fase. Una fase fatta di innovazione, nuovi prodotti, nuove tecnologie e nuove opportunità. Nei prossimi anni Dulevo continuerà a investire per sviluppare soluzioni sempre più efficienti, performanti e sostenibili, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione. Protagonista dello stand sarà la D6 Veloce, una delle macchine che meglio esprime questa filosofia. Una spazzatrice stradale progettata per unire produttività, performance e agilità, distinguendosi innanzitutto per la velocità di trasferimento fino a 80 km/h. luglio-settembre 2026
Un valore che si traduce in un vantaggio operativo concreto grazie alla possibilità di spostarsi rapidamente da un’area di intervento all’altra senza dover ricorrere necessariamente al trasporto su camion. Per chi opera su territori estesi, significa ottimizzare i tempi e ridurre i costi di trasferimento. A queste caratteristiche si aggiunge il sistema di spazzamento meccanicoaspirante-filtrante Dulevo, studiato per affrontare applicazioni e materiali differenti, dalla sabbia alla
polvere, dalle foglie ai rifiuti più pesanti e ingombranti. La possibilità di lavorare anche senza acqua consente di ridurre i consumi e limitare le interruzioni legate al rifornimento. Il sistema di filtrazione D-TEX contribuisce inoltre alla gestione delle polveri sottili, mentre l’ampia larghezza della pista di pulizia e l’elevata velocità operativa permettono di massimizzare la produttività. Quattro ruote sterzanti inseribili migliorano la manovrabilità negli spazi più stretti, mentre sospensioni pneumatiche, ABS e sistemi di stabilità supportano sicurezza e controllo anche durante i trasferimenti ad alta velocità. La D6 Veloce racconta così, attraverso la tecnologia, il modo in cui Dulevo interpreta il proprio futuro partendo dall’esperienza per continuare a innovare, trasformando cinquant’anni di know-how in nuove possibilità per i clienti e per i mercati. www.dulevo.com/it/ GSA IGIENE URBANA
31
DALLE AZIENDE
La tecnologia integrata
per una nuova generazione di compattatori Fratelli Mazzocchia S.p.A.
L’
evoluzione dei veicoli per la raccolta dei rifiuti passa attraverso una crescente integrazione tra oleodinamica, elettronica, sensoristica e sistemi digitali. Questo approccio trova concreta applicazione nelle recenti forniture di compattatori della Fratelli Mazzocchia destinate al Nord Europa, dove prestazioni operative, sicurezza, controllo e manutenzione vengono gestiti all’interno di un’unica architettura tecnologica. Un elemento centrale è rappresentato dall’impianto oleodinamico, equipaggiato con pompa a cilindrata variabile e distributore proporzionale. Questa configurazione permette di adeguare la portata alle effettive esigenze delle diverse funzioni e di controllare con precisione la velocità dei movimenti, ottimizzando la gestione dell’energia e rendendo più fluidi i cicli di lavoro. Grande attenzione è dedicata alla sicurezza della zona di carico, mediante fotocellule per il controllo della tramoggia. A queste si affianca una telecamera dotata di intelligenza artificiale per l’analisi della zona di lavoro. Il sistema è completato da una soluzione video
34 GSA IGIENE URBANA
a 360°, che offre all’operatore una visione completa dell’area circostante il veicolo durante le operazioni e le manovre. Il controllo dell’attrezzatura è affidato a un display operatore touch-screen che, oltre alla gestione delle funzioni, integra strumenti per il controllo e la manutenzione guidata e selettiva dei dispositivi e dei sottogruppi. Operatore e personale tecnico possono così accedere alle informazioni sui diversi componenti, facilitando le attività di verifica e diagnosi. Un ulteriore elemento distintivo è la completa integrazione con l’elettronica del veicolo attraverso la linea CAN. La comunicazione tra veicolo e attrezzatura consente di coordinare le diverse funzioni e sviluppare logiche operative basate sulle effettive condizioni della macchina. Sul piano operativo, l’attrezzatura introduce importanti possibilità di gestione del ciclo di raccolta: compattazione du-
rante la marcia, utilizzo delle pedane con ciclo di compattazione attivo e gestione della spondina per consentire il carico manuale dei rifiuti sia a veicolo fermo sia in movimento, secondo le condizioni previste dal sistema. Completa la dotazione il voltacassonetti a velocità controllata, che permette di gestire in maniera progressiva le fasi di sollevamento, svuotamento e rientro del contenitore, assicurando un maggiore controllo dei movimenti. La vera innovazione risiede nell’integrazione di queste tecnologie. Oleodinamica proporzionale, sistemi di sicurezza, intelligenza artificiale, visione a 360°, diagnostica, interfaccia uomomacchina e comunicazione CAN concorrono alla realizzazione di una nuova generazione di compattatori, nei quali la raccolta evolve da processo meccanico a sistema intelligente e interconnesso. www.mazzocchia.it luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
Vent’anni di controllo accessi:
cinque generazioni, una nuova rivoluzione
Q
uest’anno emz celebra 20 anni di controllo accessi, un traguardo che racconta molto più di una semplice ricorrenza: è la storia di un’evoluzione continua, fatta di tecnologia, esperienza e ascolto delle esigenze di Comuni e gestori, che negli anni hanno accompagnato la trasformazione della raccolta dei rifiuti. Dal primo sistema a chiave elettronica, introdotto nel 2006, il controllo accessi ha compiuto un percorso fatto di innovazioni successive. Nel 2006 arriva l’accesso elettronico e, con esso, il primo passo verso la tracciabilità: nasce il registro dei conferimenti. Negli anni successivi, con la tessera RFID, l’utenza diventa un’identità digitale e il conferimento può essere associato all’utente. Nel 2019 l’evoluzione passa dallo strumento fisico allo smartphone, grazie a Bluetooth e app. Infine, nel 2020, entrano in gioco sensori e IoT: il riempimento non viene più semplicemente stimato, ma misurato, e il dato passa dal registro alla dashboard. Ma l’evoluzione non si ferma alla raccolta del dato. Oggi la tecnologia può supportare anche la manutenzione dei sistemi e l’analisi dei conferimenti attraverso l’intelligenza artificiale, trasformando le informazioni raccolte in uno strumento per individuare anomalie, ottimizzare la gestione e supportare le decisioni. Cinque generazioni di tecno-
logia raccontano così una trasformazione profonda: dal semplice controllo dell’accesso alla capacità di raccogliere, trasmettere, analizzare e utilizzare i dati per rendere il servizio sempre più efficiente. È un percorso che ha accompagnato anche la crescita di emz. In vent’anni l’azienda ha ampliato il proprio organico, consolidato le proprie competenze e portato le proprie soluzioni in un territorio sempre più esteso. Una crescita costruita sul campo, a stretto contatto con le esigenze concrete di chi ogni giorno organizza e
gestisce i servizi di raccolta. Ed è proprio da questa esperienza che nasce la prossima evoluzione. Perché innovare significa anche chiedersi come rendere la tecnologia più semplice, affidabile, efficiente e sostenibile economicamente. Nel 2026, in occasione dei vent’anni del controllo accessi emz, arriva una nuova soluzione destinata a cambiare il modo in cui viene concepita l’informatizzazione delle isole di raccolta. Una novità assoluta, progettata per aumentare l’affidabilità dei sistemi in strada, contenere i costi per le amministrazioni e rendere ancora più rapida la comunicazione dei dati. Non sarà semplicemente una nuova generazione, sarà un nuovo modo di intendere il controllo accessi. Il primo appuntamento per scoprirla sarà a: ECOMONDO Pad. C7 / Stand 200 www.emz-ta.com
luglio-settembre 2026
GSA IGIENE URBANA
35
DALLE AZIENDE
Lanciano e la tariffa puntuale: il modello Ecolan che con Eurosintex misura ogni conferimento
O
ttantaquattro Comuni abruzzesi, oltre 210mila abitanti serviti e una media di raccolta differenziata che nel 2025 ha raggiunto l’80%: sono i numeri con cui Ecolan, società pubblica guidata dal presidente del consiglio di amministrazione Massimo Ranieri, si è affermata come riferimento nazionale nella gestione dei rifiuti urbani. Il risultato poggia su più elementi: un porta a porta capillare, la riduzione delle frequenze di raccolta del secco residuo, investimenti impiantistici mirati e un lavoro quotidiano che il presidente attribuisce prima di tutto alle persone: “Il successo di Ecolan sono i suoi 450 dipendenti.” Il cambio di passo più evidente si è registrato a Lanciano, dove il passaggio definitivo alla tariffa puntuale ha trasformato il rapporto tra cittadini e servizio. Grazie alla tracciabilità di oltre 17.000 utenze, la città ha ridotto di più di mille tonnellate il rifiuto indifferenziato, mentre gli imballaggi in plastica e la carta raccolti sono cresciuti in proporzione. La differenziata è salita di oltre otto punti percentuali fino a superare l’82%. Dal 2025 anche Guardiagrele, Montenerodomo, Lama dei Peligni, Fossacesia e Quadri
36 GSA IGIENE URBANA
hanno avviato sistemi di misurazione dei rifiuti prodotti dalle singole utenze per passare dalla Tari alla Tarip. Alla base c’è il principio europeo del “pago per quello che produco”, che premia i comportamenti virtuosi e rende ogni famiglia parte attiva del sistema. Per misurare con precisione occorrono strumenti affidabili sul territorio: gran parte di questa infrastruttura porta la firma di Eurosintex. L’azienda, che dal 1996 progetta e produce contenitori per la raccolta differenziata, si è aggiudicata la gara per la fornitura di mastelli, bidoni carrellati, cassonetti ed eco-isole destinati al servizio. I mastelli per la raccolta do-
miciliare e i bidoni predisposti per i sistemi di identificazione consentono di associare ogni svuotamento al codice univoco dell’utenza, così che la tariffa venga calcolata sui conferimenti effettivi. Le eco-isole informatizzate Eurosintex, installate in due diverse tipologie, completano il sistema: dotate di bocchette volumetriche per la misurazione dei rifiuti, registrano ogni conferimento tramite QR code o tessera dell’utente e dialogano con piattaforme di tracciabilità che permettono anche di ottimizzare i percorsi dei mezzi. La visione di Ecolan guarda oltre la raccolta. A dicembre è stato inaugurato un nuovo impianto integrato di digestione anaerobica e compostaggio per il trattamento della Forsu. La Divisione Ricerca, attiva nel Parco della Transizione ecologica di Cerratina, lavora invece sull’incontro tra automazione e processi biochimici, con progetti che puntano a trasformare il rifiuto organico in grafene e biometano, oltre che in compost/ ammendante. www.eurosintex.com luglio-settembre 2026
LA SPAZZATRICE STRADALE PERFORMANTE E POTENTE CAPACE DI UNIRE L’EFFICACIA DELL’AZIONE MECCANICA CON LA FORZA DELL’AZIONE ASPIRANTE PER UNA PULIZIA SENZA LIMITI
Scarica il depliant
DALLE AZIENDE
Arera 2026-2029: rischi e opportunità per gli operatori. Il workshop di Qualitambiente
I
l nuovo Quadro Strategico ARERA 2026-2029 delinea gli indirizzi che orienteranno l’evoluzione dei servizi regolati nei prossimi anni. Per il settore dei rifiuti si apre una fase decisiva, nella quale qualità, sostenibilità, trasparenza e tutela dell’utente saranno sempre più integrate nei modelli organizzativi e gestionali. Il documento posto in consultazione dall’Autorità individua, tra i temi trasversali, la centralità del consumatore, l’innovazione di sistema, la semplificazione e il rafforzamento della trasparenza e dell’enforcement regolatorio. Per gli operatori, la sfida sarà tradurre questi indirizzi in processi misurabili, responsabilità definite e informazioni affidabili, evitando che l’adeguamento si riduca a un insieme frammentato di adempimenti. L’evoluzione della regolazione inciderà infatti sulla capacità dei gestori di programmare gli investimenti, documentare le prestazioni, controllare i costi e garantire livelli di servizio omogenei. Qualità tecnica e contrattuale, tracciabilità delle attività, sostenibilità ambientale ed economica e corretta gestione del rapporto con l’utenza richiederanno una visione integrata. Il rischio, soprattutto in presenza di sistemi non comunicanti, è aumentare la complessità operativa e la possibilità di errori, ritardi o dati incompleti. Allo stesso tempo, il nuovo scenario rappresenta un’opportunità per ripensare l’organizzazione. Digitalizzare i flussi, automatizzare i controlli, integrare i dati provenienti dal territorio e disporre di indicatori aggiornati permette di trasformare la compliance in uno strumento di governo. La tecnologia può supporta-
38 GSA IGIENE URBANA
re decisioni più tempestive, migliorare l’efficienza e rendere più trasparente il servizio verso enti e cittadini. In questa direzione si inserisce Qualitambiente®, brand di Mediacom Lab, società del Gruppo Mediacom. Il suo ecosistema integra strumenti per la gestione del cantiere e delle utenze, il controllo di gestione, la reportistica,
i registri, i portali rivolti ai cittadini, il ticketing e i dispositivi IoT, affiancandoli a servizi di consulenza e assistenza. L’esperienza di Mediacom nei settori regolati consente così di coniugare competenze tecnologiche, conoscenza dei processi e capacità operativa. Il confronto su rischi, impatti e opportunità sarà al centro del workshop “Rischi e opportunità per gli operatori del settore nel nuovo quadro strategico ARERA 2026-2029”, organizzato da Qualitambiente® il 4 novembre, alle ore 10:00, nella Sala Girasole del padiglione B7 di Ecomondo. Qualitambiente® sarà presente alla manifestazione, in programma a Rimini dal 3 al 6 novembre 2026, presso lo stand 113 del padiglione B2. Un’occasione per comprendere i cambiamenti in arrivo e individuare strumenti concreti con cui affrontarli. https://qualitambiente.com/ luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
Sicurezza e operatività:
nasce Longoconfino Riciclo ADR
L
a gestione delle manutenzioni negli spazi confinati e negli ambienti a sospetto inquinamento rappresenta una delle sfide più complesse per il settore dell’igiene industriale, dove sicurezza degli operatori, continuità operativa ed efficienza delle attività devono convivere. Per rispondere a queste esigenze, Longo Euroservice presenta Longoconfino Riciclo ADR, un allestimento progettato per ridurre l’esposizione del personale ai rischi e, allo stesso tempo, migliorare le prestazioni e l’efficienza delle operazioni in cantiere. Il cuore dell’innovazione risiede nell’integrazione di una unità robotizzata cingolata a comando remoto. Progettato per accedere attraverso passi d’uomo dalle dimensioni ridotte, il robot consente di eseguire operazioni di pulizia, lavaggio ad alta pressione e aspirazione direttamente all’interno di serbatoi, condotte e altri ambienti difficilmente accessibili. L’operatore, posizionato all’esterno e in un’area sicura, può supervisionare e gestire l’intervento attraverso radiocomando e monitor di visione, evitando l’ingresso diretto dell’uomo
luglio-settembre 2026
nell’ambiente confinato e contribuendo così a incrementare sensibilmente i livelli di sicurezza. A supporto dell’unità di lavoro, l’allestimento integra un avanzato sistema di riciclo dell’acqua, pensato per ottimizzare le risorse durante le attività di lavaggio. Il sistema separa le particelle solide presenti nei fanghi aspirati e permette il continuo riutilizzo del liquido per le operazioni di pulizia. Un processo che consente di ridurre i consumi idrici, limitare i tempi morti legati al rifornimento e ottimizzare i costi di gestione, aumentando l’autonomia operativa della macchina direttamente in cantiere. L’integrazione tra robotizzazione, aspirazione, lavaggio ad alta pressione e riciclo dell’acqua rende Longoconfino Riciclo ADR una soluzione completa per affrontare interventi complessi in condizioni operative particolarmente critiche. La tecnologia permette infatti di trasferire all’esterno una parte
significativa delle attività normalmente svolte dall’operatore all’interno dello spazio confinato, coniugando sicurezza, precisione, continuità e produttività. Con Longoconfino Riciclo ADR, Longo Euroservice propone quindi un nuovo approccio alla manutenzione degli ambienti confinati, nel quale tecnologia e sicurezza diventano strumenti concreti per rendere le operazioni più efficienti e sostenibili. Longo Euroservice sarà presente a Ecomondo 2026, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’economia circolare e alla sostenibilità ambientale. L’azienda vi aspetta al Padiglione C7, Stand 207-208, dove sarà possibile incontrare il team, conoscere le soluzioni e approfondire le tecnologie che Longo Euroservice sviluppa per il settore dell’igiene industriale e della gestione ambientale. www.longoeuroservice.com GSA IGIENE URBANA
39
DALLE AZIENDE
MI&P a Firenze: due nuovi Hilltip Jet-it al servizio dell’igiene urbana
P
ulire le strade di città come Firenze, vuol dire lavorare anche nei vicoli del centro storico, tra spazi di manovra ridotti, passaggi pedonali e attività commerciali. In queste zone servono mezzi di dimensioni contenute, precluse a veicoli convenzionali. Per soddisfare queste esigenze MI&P S.r.l. ha fornito a Plures S.p.A. (Alia Servizi Ambientali) due moduli di lavaggio in alta pressione applicati a veicoli Piaggio Porter. La consegna si aggiunge ai tre veicoli allestiti lo scorso anno e destinati alla stessa azienda ma con caratteristiche differenti, dimostrazione della possibilità da parte di MI&P di personalizzare le proposte per i propri clienti. I nuovi allestimenti saranno utilizzati per il lavaggio con acqua in pressione di cassonetti, marciapiedi, pavimentazioni e arredo urbano. Le dimensioni dei Porter permettono di muoversi anche nelle vie più strette e di portare l’attrezzatura vicino alla zona da pulire: un vantaggio per chi deve intervenire ogni giorno in un centro storico frequentato da residenti e visitatori. Il Jet-it della Hilltip riunisce su un unico telaio in acciaio, il serbatoio dell’acqua, il gruppo motore e pompa e gli accessori per il lavaggio. Il motore ausiliario rende autonomo l’azionamento del modulo che pertanto potrà essere utilizzato su più veicoli e all’occorrenza anche essere depositato a terra. L’acqua viene prelevata dal serbatoio in materiale plastico, realizzato di dimensioni adeguate alla saturazione della portata utile del veicolo portante e con la possibilità di estendere la capacità con ulteriori cisterne collegabili. L’operatore può quindi raggiungere il luogo dell’in-
40 GSA IGIENE URBANA
tervento, parcheggiare il mezzo e procedere al lavaggio utilizzando la pistola ad alta pressione. L’avvolgitubo, dotato di tubo ad alta resistenza allo scoppio, offre la possibilità di spostarsi nell’area circostante senza dover riposizionare continuamente il veicolo. La lancia di erogazione può avere diverse tipologie di ugelli e modalità di erogazione adeguate al lavoro da eseguire, della superfice su cui
si opera e della tipologia di sporcizia da rimuovere. Il serbatoio è provvisto di paratie frangiflutto, che limitano il movimento dell’acqua durante gli spostamenti. L’avviamento elettrico facilita la messa in funzione del gruppo, mentre il sensore di livello arresta automaticamente l’attrezzatura quando l’acqua si esaurisce. Sono accorgimenti che aiutano a gestire con semplicità le operazioni quotidiane, dalla preparazione del mezzo all’utilizzo sul posto. La gamma Hilltip Jet-it è pensata per varie attività, grazie ad un’ampia selezione di accessori e dotazioni specifiche; inoltre può essere installata su veicoli di varia tipologia, permettendo di proporre soluzioni complete ma anche di sfruttare eventuali veicoli già nella disponibilità dei clienti per ottimizzare costi e impieghi. Tra i possibili utilizzi rientra anche quello della disinfezione: equipaggiati con le apposite dotazioni, i Jet-it consentono di applicare soluzioni disinfettanti su cassonetti, arredo urbano e altre superfici. Il lavaggio può così essere seguito, dove necessario, da un trattamento mirato con la stessa attrezzatura. L’applicazione su Piaggio Porter conferma la collaborazione con l’azienda di Pontedera, tra i leader nel settore con veicoli presenti in tutte le città italiane e non solo. Per MI&P, questa nuova consegna dà continuità al lavoro svolto con l’azienda e aggiunge due attrezzature a disposizione degli addetti alla pulizia di Firenze. Un lavoro quotidiano, spesso poco visibile, ma necessario per mantenere in ordine tanto le piazze più conosciute quanto le strade meno frequentate della città. www.miep.it luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
Planet-b: l’ecosistema in cloud di Baron che trasforma il dato di raccolta in qualità del servizio certificata
C
hi gestisce un servizio di igiene urbana lo sa bene: la regolazione ARERA ha profondamente trasformato questo mestiere. Oggi non è più sufficiente raccogliere i rifiuti e spazzare le strade: occorre dimostrare ogni operazione con oggettività, certificando orari di passaggio, tempi di risposta ai reclami e uscite di pronto intervento per i registri informatici richiesti dal TQRIF. E con l’orizzonte del 2028, quando il nuovo TICSER (Delibera 396/2025) e i nuovi CAM renderanno la misurazione puntuale un requisito vincolante nelle gare, chi non dispone di un’infrastruttura digitale nativa dovrà giustificare con stime indirette ciò che altri certificheranno con un semplice click. Oggi il Gruppo Baron è sinonimo di pesatura certificata in ogni sua declinazione: a bordo automezzo, a terra
e all’interno del contenitore per rifiuti attraverso calotte intelligenti ad altissima precisione. Forte di questa leadership assoluta nell’acquisizione della misura, l’azienda ha osservato per anni una criticità diffusa: il dato nasce esatto sul campo, ma rischia di disperdersi nei passaggi successivi. Planet-b nasce per chiudere questo percorso: una piattaforma cloud unificata che fa fluire il dato dalla telemetria hardware fino ai registri direzionali, in totale automatismo. A bordo mezzo, l’intelligenza del sistema lavora in autonomia. La telemetria riconosce la singola presa, ne certifica il peso misurato e identifica il contenitore servito. L’operatore seleziona zona e frazione a inizio turno e
si concentra sulla guida; sul terminale il giro si snoda come una sequenza di tappe da validare. Anche senza rete il lavoro non si ferma, poiché il sistema archivia le operazioni e riallinea i dati automaticamente al ritorno della copertura. È in ufficio che Planet-b esprime il massimo potenziale normativo. La pianificazione del servizio si incrocia in tempo reale con il consuntivo: il confronto tra pianificato ed effettivo si genera da solo, così come il calcolo dei chilometri lineari di spazzamento, ponderati in modo esatto sulle tracce GPS. I sensori di riempimento sui contenitori guidano i percorsi e sostituiscono di fatto le ispezioni manuali sul territorio, ottemperando a quanto previsto dall’art. 35.3 della norma. Il cittadino diventa parte attiva tramite un’unica app, dove può consultare il calendario, le istruzioni di conferimento e inviare segnalazioni geolocalizzate. Dal punto di vista tariffario, Planet-b prepara già i gestori al 2028: il sistema raccoglie i “driver di misura” (peso, volume e svuotamenti), estrae la ripartizione esatta tra utenze domestiche e non domestiche e fornisce il dato puro e verificabile all’Ente di Governo dell’Ambito (ETC). Scegliere Planet-b significa capovolgere il paradigma della compliance: non un adempimento in più, ma sarà il lavoro di raccolta stesso che, tracciato e certificato con precisione, compilerà in automatico ogni registro. www.baron1854.com
42 GSA IGIENE URBANA
luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
L’avanguardia prende forma in HDPE
Zeromax2: New Generation Mattiussi Ecologia.
L’
innovazione non passa soltanto attraverso la tecnologia digitale o i nuovi sistemi di tracciabilità. Spesso è il prodotto stesso a fare la differenza, migliorando il servizio per l’utente, l’efficienza per gli operatori e la sostenibilità nel suo complesso. È in questo contesto che si inserisce il nuovo Zerømax2 in HDPE riciclato post-consumo. Dall’iconico Minimax, progettato per semplificare la raccolta porta a porta, l’evoluzione ha portato a soluzioni con geometrie ottimizzate, attenzione all’ergonomicità, maggior resistenza meccanica e piena compatibilità con i sistemi di identificazione. Con Zerømax2, Mattiussi Ecologia raggiunge un livello superiore, combinando design, facilità d’uso e operatività, per stabilire nuovi standard in termini di efficienza. Realizzato in HDPE riciclato, materiale noto per la sua elevata forza meccanica e longevità, Zerømax2 nasce per affrontare le esigenze sempre più evolute dei sistemi di raccolta. L’HDPE garantisce elevata robustezza, grande resistenza agli urti e agli agenti atmosferici, oltre a una durabilità anche in condizioni di utilizzo intensivo, riducendo l’invecchiamento, prolungando la vita del prodotto e contribuendo a diminuire i costi di sostituzione dei contenitori. La filosofia progettuale riprende i principi che hanno contraddistinto la linea Zerømax. La prima generazione si è affermata grazie al fondo vasca sferico luglio-settembre 2026
studiato per facilitare lo svuotamento e la pulizia, l’ergonomia sui punti di presa manuale e l’integrazione dell’attacco a pettine per lo svuotamento meccanizzato e i sistemi di rilevazione RFID. Con Zerømax2 questi valori vengono ulteriormente potenziati, con l’o-
biettivo di offrire un contenitore capace di coniugare praticità operativa e qualità costruttiva. La differenza tra un materiale come il PP di qualità molto elevata, già normalmente impiegato da Mattiussi Ecologia, e l’HDPE non è tanto nella “bontà” del riciclato quanto nelle proprietà intrinseche dei due polimeri. Il primo garantisce un buon equilibrio tra resistenza meccanica, rigidità e lavorabilità, il secondo rappresenta invece una soluzione innovativa applicata ai contenitori di “piccola taglia” che ne migliorano le prestazioni anche in condizioni d’impiego particolarmente gravose. Con Zerømax2, Mattiussi Ecologia conferma la propria visione orientata costantemente alla ricerca e al progresso, introducendo nel proprio processo produttivo un materiale come l’HDPE riciclato post-consumo… aggiungiamo un nuovo tassello alla nostra storia. Ecomondo, pad. C5, stand 204 mattiussiecologia.com
GSA IGIENE URBANA
43
DALLE AZIENDE
HP6000, la spazzatrice stradale Comac che ridefinisce gli standard di pulizia
H
P6000 è la spazzatrice Comac potente e altamente performante, progettata per ottimizzare le operazioni di pulizia, riducendo gli sprechi e le emissioni. Grazie all’innovativo sistema Twin Action, questa macchina unisce l’efficacia dell’azione meccanica, che raccoglie anche i residui più voluminosi e pesanti, con l’azione aspirante, che cattura le polveri più fini, garantendo risultati impeccabili in un solo passaggio. Particolarmente indicata per aree extraurbane, come ampie strade, zone industriali, cementifici e strutture con grandi quantità di polvere, HP6000 è progettata in modo che nessun elemento tocchi terra, permettendo una spazzatura efficace anche su superfici irregolari, dossi e marciapiedi.
TwinAction: la tecnologia Comac che fa la differenza
Comac ha sviluppato Twin Action, una tecnologia innovativa che unisce in una macchina le prestazioni di due. Grazie alla potenza dell’azione meccanica è in grado di raccogliere i rifiuti voluminosi,
rami e foglie, mentre l’efficacia dell’azione aspirante permette di catturare anche le polveri sottili. HP6000 è inoltre dotata di trincia rifiuti per raccogliere agevolmente anche i residui di grandi dimensioni, spesso depositati ai lati delle strade extraurbane, che verranno poi triturati, senza il rischio di intasare il condotto di aspirazione. I filtri di cui è dotata le consentono inoltre di trattenere le polveri sottili PM10 e PM2,5, e reimmettere così nell’ambiente aria pulita. HP6000 è stata pensata per lavorare senza acqua, questa infatti viene utilizzata solo nelle funzioni ausiliarie per abbattere le polveri sulle spazzole laterali, in fase di scarico di rifiuti e nella idropulitrice. Con HP6000 puoi risparmiare fino a 150.000 litri di acqua in un anno, il vantaggio principale sta nel fatto che lavorando a secco i rifiuti caricati rimangono asciutti. In fase di scarico si ha quindi un grande beneficio dal punto di vista economico in quanto un detrito secco peserà molto meno rispetto a un carico di detriti bagnati.
Prestazioni superiori per ogni superficie
Il sistema spazzante di HP6000 garantisce risultati eccellenti su qualsiasi tipo di pavimentazione. Le spazzole laterali, con un diametro di 1000 mm, permettono di raccogliere anche i materiali più pesanti, mentre la spazzola brandeggiante traslante, unica nel suo genere, raggiunge facilmen-
44 GSA IGIENE URBANA
te bordi e marciapiedi, convogliando i detriti verso le spazzole centrali in un solo passaggio.
Comfort e visibilità per l’operatore
La cabina completamente vetrata assicura un’ampia visibilità all’operatore, mentre il sedile pneumatico e antivibrante garantisce comfort anche durante lunghe sessioni di lavoro. La cabina è personalizzabile con sedile premium, aria condizionata e radio Bluetooth, per un’esperienza di guida ancora più confortevole. Il design intuitivo permette un facile accesso a tutti i comandi, senza mai distogliere lo sguardo dalla strada.
Flessibilità e adattabilità
HP6000 si adatta facilmente ai diversi ambienti di lavoro grazie ai tre allestimenti disponibili: municipal, cement e heavy industry. Tuttavia, è sempre possibile configurare la macchina su misura, per ottenere una spazzatrice che risponda perfettamente alle necessità di pulizia più specifiche. Per maggiori informazioni su HP6000 visita subito il sito di Comac www.comac.it luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
Napoletana Plastica punta
su distributori automatici e sacchi tracciabili: già 25 le macchine attive sul territorio
L’
azienda di Pomigliano d’Arco, che dal 1971 produce sacchi per la raccolta differenziata, amplia la rete di distributori progettati in casa e lavora per estendere la tracciabilità a tutta la gamma, compostabili compresi. In parallelo la digitalizzazione della fabbrica con l’intelligenza artificiale e un reggisacco per le località balneari. Sono 25 i distributori automatici di sacchetti che Napoletana Plastica ha già attivato sul territorio, e la rete continua a crescere. L’azienda campana guarda al 2027 puntando sui due pilastri della propria attività: le macchine che consegnano i sacchi ai cittadini e i sacchi stessi, sempre più riconoscibili e tracciabili.
Distributori progettati e costruiti in casa
I distributori sono interamente progettati e costruiti all’interno dell’azienda. Ogni dispositivo è dotato di un lettore per la tessera sanitaria, di uno schermo che guida l’utente nel ritiro e di un vano di erogazione da cui escono i sacchi.
questa tecnologia a tutta la gamma, organico compreso. È proprio sull’umido che si gioca la sfida più delicata: sui sacchi compostabili etichetta, inchiostro o tag non devono comprometterne la compostabilità. Insieme alla registrazione dei ritiri ai distributori, è un tassello che va nella stessa direzione: rendere la raccolta differenziata sempre più misurabile.
L’intelligenza artificiale entra in fabbrica
L’obiettivo è sostituire sportelli e code con un sistema automatico: il cittadino si identifica con la tessera sanitaria, ritira la propria dotazione e ogni operazione viene registrata in modo puntuale. Per le amministrazioni comunali significa avere un quadro preciso dei ritiri senza dover allestire punti di distribuzione presidiati.
Sacchi colorati e sempre più tracciabili
Il cuore della produzione restano i sacchi, colorati e distinti per frazione, così da rendere la raccolta differenziata riconoscibile a colpo d’occhio. Il fronte su cui l’azienda continua a lavorare è la tracciabilità. Napoletana Plastica utilizza già inchiostri conduttivi e punta a estendere
46 GSA IGIENE URBANA
A sostenere la crescita c’è anche la digitalizzazione interna. Rosalia Ferri, r&d manager dell’azienda, spiega che il nuovo sistema informatico integrato con l’intelligenza artificiale restituirà a chi lavora in produzione dati puntuali su scarti, volumi prodotti e coda degli ordini, mentre l’amministrazione potrà seguire contabilità e pagamenti in tempo reale. “Il primo passo è già in corso: la digitalizzazione dell’intera azienda - , dichiara Ferri - Il nuovo supporto informatico, integrato con l’intelligenza artificiale, ci permetterà di avere sotto controllo ogni fase del lavoro, dalla produzione alla gestione degli ordini, fino all’amministrazione”. Completa il quadro O-Spring, un reggisacco a molla che tiene il sacco aperto e si fissa in pochi secondi a pali, ringhiere o carrelli. È pensato per i comuni costieri e turistici, da abbinare ai sacchi colorati dell’azienda per portare la differenziata su spiagge, lidi e aree camper durante l’estate. www.napoletanaplastica.com luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
Spazio Verde International a Ecomondo: soluzioni per la pulizia urbana sostenibile
T
orna a Rimini Ecomondo, la fiera internazionale di riferimento per le tecnologie legate alla transizione ecologica, alla gestione delle risorse e all’economia circolare. Un appuntamento imperdibile che ogni anno diventa un punto di confronto privilegiato per enti, utility e imprese che lavorano nei servizi ambientali e nella gestione urbana. In questo contesto, Spazio Verde International rinnova la sua presenza, portando il proprio contributo concreto all’innovazione nel settore. Da oltre trent’anni l’azienda si impegna nello sviluppo di soluzioni che uniscono efficienza e sostenibilità, ponendosi come partner per amministrazioni e imprese. Al padiglione C5 | stand 408, i visitatori scopriranno le tecnologie delle proprie case madri. Tra le soluzioni in evidenza spiccano gli aspiratori elettrici Glutton, ormai sinonimo di innovazione nella pulizia stradale. Macchine silenziose, pratiche e a zero emissioni, progettate per semplificare il lavoro quotidiano e migliorare la qualità degli spazi. L’uso di Glutton riduce l’impatto ambientale, migliora la vivibilità nelle città e contribuisce al benessere degli addetti. L’innovazione sarà rappresentata anche dai cestini intelligenti Finbin CitySolar. Questi dispositivi integrano un sistema di compattazione e sensori per il monitoraggio del riempimento in tempo reale. Grazie a queste caratteristiche, la gestione dei rifiuti diventa più semplice, efficiente e sostenibile: i costi di raccolta si riducono, gli interventi sul territorio vengono ottimizzati e si migliora l’estetica e il decoro urbano. luglio-settembre 2026
Accanto all’alta tecnologia, Spazio Verde presenterà i cestini per arredo urbano e raccolta differenziata Glasdon. Riconosciuti a livello internazionale per resistenza, durabilità e funzionalità, rappresentano un investimento strategico per enti che vogliono coniugare estetica, efficienza e ridotte esigenze di manutenzione. Lunga vita utile e solidità li rendono alleati ideali per una gestione urbana moderna. Un ruolo centrale nella manutenzione degli spazi pubblici è ricoperto infine dalla macchina per il diserbo naturale Oeliatec. In un contesto che impone l’abbandono dei prodotti chimici tradizionali, Oeliatec offre un’alternativa sicura ed ecosostenibile basata sull’utilizzo di acqua calda. Un metodo al 100% ecologico per gestire le
erbe infestanti su marciapiedi e piazze, tutelando la salute dei cittadini, il benessere degli animali e l’integrità delle falde acquifere. Oltre a questi prodotti, Spazio Verde International offre un servizio di consulenza mirata, perché ogni città presenta caratteristiche ed esigenze del tutto specifiche. Il team è a completa disposizione per ascoltare, analizzare i bisogni e proporre progetti su misura, capaci di unire tecnologie innovative, sostenibilità e fattibilità economica. Ecomondo rimane il luogo ideale per condividere esperienze e delineare insieme le strategie future per una moderna gestione ambientale. ECOMONDO Pad. C5 / Stand 408 www.spazioverde.com GSA IGIENE URBANA
47
DALLE AZIENDE
Jolly Srl rinnova la sede di Caluso: efficientamento energetico con Green Volt
J
olly Srl, storica azienda piemontese specializzata nella produzione di scope, spazzole e attrezzature per la pulizia degli spazi esterni e urbani, ha da poco completato un’importante ristrutturazione della propria sede di Caluso, in provincia di Torino. L’intervento, che ha interessato sia gli spazi produttivi sia quelli amministrativi, ha avuto come obiettivo principale l’efficientamento energetico dello stabile, affidato alla competenza di Green Volt, realtà piemontese specializzata in impianti fotovoltaici e soluzioni per la transizione energetica. Il progetto ha previsto l’installazione di un impianto solare dedicato ad alimentare i cicli produttivi e gli uffici, oltre a interventi mirati sull’involucro edilizio per ridurre le dispersioni termiche e contenere i consumi. Un investimento che si inserisce in un percorso più ampio di sostenibilità intrapreso dall’azienda, da sempre attenta, nella propria produzione, all’impiego di materiali riciclati e a basso impatto ambientale. Non è un caso isolato: Jolly Srl ha già annunciato l’intenzione di proseguire la collaborazione con Green Volt nel breve termine, con l’obiettivo di realizzare una comunità energetica e fare un ulteriore passo verso l’autonomia energetica dello stabilimento. A raccontare la genesi del progetto è il titolare di Jolly Srl, Giovanni Chiantaretto: «Abbiamo deciso di avviare questa ristrutturazione e l’efficientamento energetico della nostra sede subito dopo l’ultima edizione di Ecomondo. È stato proprio in quel contesto che ho potuto accrescere la mia consapevolezza ambientale, toccando con mano quante soluzioni concrete esistano già oggi per rendere un’impresa più
48 GSA IGIENE URBANA
sostenibile e responsabile. Guardando avanti, la prossima comunità energetica rappresenta per noi un passo naturale: vogliamo arrivare a produrre energia pulita e, allo stesso tempo, più conveniente rispetto alle attuali condizioni di un mercato fortemente condizionato dagli eventi internazionali. È una scelta industriale, ma prima ancora una responsabilità verso il territorio in cui operiamo». Un percorso che conferma la doppia anima di Jolly Srl: da un lato la tradi-
zione produttiva piemontese, dall’altro un’attenzione crescente all’innovazione e alla sostenibilità, valori che l’azienda porta anche nel proprio catalogo prodotti, pensato per il mondo della pulizia professionale e dell’igiene urbana. Come le scope per esterni in materiale riciclato, nate dall’esperienza pluridecennale dell’azienda, garantiscono una durata media di sei mesi contro i pochi giorni delle scope naturali tradizionali, unendo funzionalità, ergonomia e riduzione dell’impatto ambientale; i carrelli multiuso, pensati per ottimizzare il lavoro degli operatori ecologici, permettono di trasportare attrezzature e materiali riducendo lo sforzo fisico durante le attività di pulizia degli spazi pubblici; e la pinza raccogli rifiuti: strumento essenziale per la raccolta di rifiuti in sicurezza e senza contatto diretto, apprezzato sia dagli operatori professionali sia dalle pubbliche amministrazioni con cui Jolly collabora attraverso il portale MEPA. www.jollysrl.com luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
Officine Porcelli: 60 anni
di esperienza e innovazione nell’igiene urbana
D
al 1966 al fianco degli operatori del settore ambientale. A Ecomondo 2026, Officine Porcelli celebra sessant’anni di attività tra tradizione, evoluzione tecnologica e sostenibilità. Sessant’anni di storia, di progetti e di soluzioni costruite attorno alle esigenze di chi opera quotidianamente nel settore dell’igiene urbana. È questo il traguardo che la famiglia Porcelli celebra nel 2026, confermando una filosofia aziendale che mette al centro qualità, affidabilità e rapporto diretto con il cliente. Fondata nel 1966 a Pegognaga, in provincia di Mantova, l’azienda ha attraversato sei decenni di evoluzione del settore ambientale, sviluppando competenze tecniche e progettuali che oggi le consentono di proporre una gamma completa di attrezzature professionali per la raccolta dei rifiuti.
Un unico interlocutore, dalla progettazione all’assistenza
Uno dei punti di forza di Officine Porcelli è la gestione diretta dell’intero ciclo di vita delle attrezzature. Progettazione, costruzione, vendita, noleggio e assistenza rappresentano attività strettamente collegate, attraverso le quali l’azienda accompagna il cliente dalla scelta della soluzione più adatta fino al suo utilizzo quotidiano. Un approccio che permette di trasformare le esigenze operative in soluzioni concrete, affidabili e progettate per durare nel tempo.
In questa direzione si inseriscono il costipatore C4 e il minicompattatore CAR5, quest’ultimo realizzato interamente in lega di alluminio e presentati a Ecomondo su veicoli Full Electric. L’utilizzo dell’alluminio consente di contenere il peso delle attrezzature e ottimizzare la portata utile, mentre la trazione elettrica garantisce maggiore silenziosità e assenza di emissioni allo scarico. Soluzioni pensate per i centri abitati e la raccolta di prossimità, mantenendo le stesse prestazioni e la medesima efficienza operativa delle rispettive versioni su veicoli termici.
Innovazione e sostenibilità: la raccolta urbana del futuro
Una gamma completa per ogni esigenza
Il settore dell’igiene urbana è in continua trasformazione e richiede soluzioni capaci di coniugare efficienza operativa e sostenibilità ambientale.
50 GSA IGIENE URBANA
Accanto alle nuove soluzioni elettriche, Officine Porcelli continua a sviluppare attrezzature che rappresentano la propria esperienza costruttiva.
Tra queste il KR5, compattatore monoscocca versatile e compatto, e l’MZ8, uno dei prodotti di riferimento della gamma, apprezzato per efficienza e affidabilità. Una filosofia progettuale che punta a offrire a ogni cliente l’attrezzatura più adatta alle proprie esigenze operative.
Ecomondo 2026: sessant’anni guardando al futuro
La partecipazione a Ecomondo rappresenta un’occasione speciale per condividere con clienti e operatori del settore un importante traguardo aziendale. Sessant’anni durante i quali sono cambiate le città, le tecnologie e i sistemi di raccolta, ma non l’impegno di Officine Porcelli nel realizzare soluzioni concrete per l’igiene urbana. Sessant’anni di esperienza alle spalle, con lo sguardo rivolto alle città di domani. ECOMONDO Pad. C5 / Stand 209 www.officineporcelli.com luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
Una grande rivoluzione:
la pulizia urbana diventa autonoma
L
a tecnologia a servizio dell’uomo. Da questo principio nasce VHIT Robotics, divisione creata due anni fa all’interno di VHIT, storica azienda di Offanengo, nel cuore della Lombardia, attiva nella produzione automotive. VHIT conta circa 500 dipendenti e un fatturato annuo di 130 milioni di euro. La consolidata esperienza in ricerca, sviluppo e produzione di soluzioni meccatroniche ad alte prestazioni è diventata la base per portare la robotica nei processi d’impresa e nelle realtà quotidiane. VHIT Robotics è un partner affidabile di robotica per numerose aziende, palestre, imprese di pulizia e società attive nell’ HoReCa. L’elemento che accomuna i diversi robot forniti dalla ditta lombarda è l’autonomia nell’esecuzione dei compiti assegnati e la capacità di lavorare (anche) insieme alle persone. VHIT Robotics presenta ad Ecomondo, prima in Italia, la spazzatrice per esterni S120 di JTI bot. Questa macchina
luglio-settembre 2026
è stata progettata per pulire parchi, piazze e percorsi urbani; cioè contesti caratterizzati da superfici estese, rifiuti eterogenei e ostacoli variabili. Il robot, assicurando interventi regolari e controllo dei costi consente di liberare risorse dalle attività ripetitive. La spazzatrice autonoma S120 ha una larghezza di lavoro di 1,2 metri ed un contenitore da 100 litri, automatizza lo spazzamento anche lungo i bordi e garantisce una produttività massima di 4.000 m²/h. La spazzatrice autonoma S120 possiede LiDAR (laser rotanti), telecamere e sensori per riconoscere ed evitare gli ostacoli che incontra sul percorso. La connessione al GPS, inoltre, le permette di pianificare percorsi e muoversi lungo le aree assegnate. Le zone di lavoro personalizzabili aiutano a adattare il servizio al contesto nel quale opera. Orari programmabili, ricarica automatica e controllo via cloud aiutano a organizzare la gestione e a consultarne i risultati. La spazzatrice S120 è sorprendente: rientra alla base in caso di pioggia ed è sempre controllabile da APP. Il valore del robot non è soltanto il tempo risparmiato, ma anche la possibilità di rendere più produttive le ore disponibili, affidando alla macchina i
passaggi ripetitivi e agli operatori gli interventi mirati. Il robot non sostituisce le persone; offre piuttosto un prezioso supporto agli operatori, per coniugare decoro e qualità del servizio. Per clienti con superfici maggiori, c’è la spazzatrice S180: fino a 10.000 m²/h di pulizia, larghezza di lavoro fino a 1,8 metri e carico e scarico automatico del bidone da 120 litri. Entrambe le macchine hanno un sistema che spruzza acqua per evitare eventuale polvere sollevata dalla rotazione delle spazzole frontali. Non sono ancora omologate per impiego su spazi pubblici, ma impiegabili da subito in contesti privati e chiusi. VHIT Robotics offre molte altre soluzioni interessanti per le zone esterne: cani robot per attività di sorveglianza e ispezione; carrelli a guida autonoma per la movimentazione di cassoni rifiuti di varie tipologie di materiale. www.vhitrobotics YouTube e INSTAGRAM: VHITROBOTICS GSA IGIENE URBANA
51
DALLE AZIENDE
Green Machines presenta
la nuova generazione della GM955 a Ecomondo 2026
L
a spazzatrice meccanicoaspirante da 6 m³ adotta il controllo Parker IQAN-MD5 e un motore Perkins. Una serie di novità migliora la pulizia, riduce i costi di esercizio e semplifica la manutenzione. In anteprima assoluta al prossimo Ecomondo – a Rimini, 3–6 novembre 2026 – presso lo stand di GreenForce srl.
Nuovo controllo Parker IQAN-MD5
Il cambiamento più visibile è in cabina. Tutte le funzioni di spazzamento, il monitoraggio della macchina e la climatizzazione sono ora gestiti da un display touchscreen Parker IQANMD5, che sostituisce il precedente cruscotto e la pulsantiera separata. L’IQAN-MD5 fa parte del sistema di controllo IQAN di Parker Hannifin per macchine mobili pesanti e integra una diagnostica che offre ai tecnici dell’assistenza accesso diretto ai dati della macchina. Il climatizzatore è completamente integrato e comandato dallo stesso display, di serie.
Il meglio di due mondi
La GM955 unisce la spazzatura meccanica all’aspirazione. Le spazzole laterali convogliano i rifiuti verso il centro della macchina, dove la spazzola centrale cilindrica da 1.320 mm li carica su un nastro trasportatore ad azionamento idraulico che riempie il cassone in acciaio inox da 6 m³. Contemporaneamente una ventola di aspirazione da 560 mm mantiene il cassone in depressione, così che la polvere fine viene trattenuta invece di essere dispersa. Un filtro del cassone da 24 m² con scuotitore pulisce l’aria in uscita, con una riduzione della polvere fino al 99%. I rifiuti pesanti, la ghiaia e le foglie vengono raccolti meccanicamente; le particelle più fini vengono rimosse per aspirazione. Con le spazzole laterali la pista di pulizia è di 2.700 mm. La terza spazzola anteriore opzionale la porta a 3.600 mm e raggiunge cordoli, angoli e le zone sotto i veicoli parcheggiati. La GM955 lavora fino a 20 km/h e si trasferisce fino a 40 km/h. Completano la dotazione un serbatoio acqua da 435
litri, una cabina pressurizzata a due posti con climatizzatore automatico e una telecamera per la retromarcia e il controllo delle spazzole laterali.
Novità che riducono i costi di esercizio
La pressione pneumatica delle spazzole garantisce una durata fino al 50% superiore e risultati di pulizia migliori. I nastri trasportatori ad azionamento idraulico sono silenziosi, autoregolanti e richiedono meno manutenzione. Anche il nuovo sistema di sterzo con regolazione idraulica in altezza si comanda dal display MD5. In modalità Trasferimento la GM955 sterza solo con le ruote anteriori, per stabilità e buona tenuta di strada fino a 40 km/h. In modalità Lavoro opera con due ruote sterzanti fino a 20 km/h, oppure con quattro ruote sterzanti per le strade strette fino a 12 km/h. La potenza è fornita da un Perkins 1204J-E44TTA da 129,4 kW (176 CV), un diesel quattro cilindri da 4,4 litri, omologato EU Stage V. I motori Perkins sono supportati da una rete mondiale di concessionari e ricambi, che semplifica l’assistenza ovunque operi la GM955. www.greenforce.cloud
52 GSA IGIENE URBANA
luglio-settembre 2026
Soluzioni digitali integrate per ogni fase della gestione ambientale
Vieni a trovarci a ECOMONDO Rimini Fiera, 3–6 novembre 2026
Pad. D4 (Trentino) | Stand n. 10-12
DALLE AZIENDE
Rifiuti urbani:
le sfide per il futuro ed il ruolo dell’AI di NANDO
L
a gestione dei rifiuti urbani sta cambiando: non basta più raccogliere e smaltire, serve misurare con precisione ciò che accade sul territorio. Restano però domande cruciali: quanto rifiuto si produce realmente? La qualità delle frazioni garantisce il riciclo? Dove si concentrano gli abbandoni? Questi interrogativi diventano centrali con l’evoluzione normativa ARERA, che introduce nuovi standard di trasparenza e rafforza il monitoraggio delle performance, spostando il settore verso qualità del servizio, efficienza operativa e dati misurabili. Inoltre, il settore dovrà affrontare tre grandi sfide nei prossimi anni. La prima riguarda il principio “chi inquina paga”, alla base della tariffazione puntuale (PAYT), che richiede strumenti che colleghino produzione e comportamenti degli utenti, soprattutto per le utenze non domestiche, tariffate con criteri indiretti come la superficie occupata. Misurare i volumi realmente conferiti permetterebbe tariffe più eque, incentivando comportamenti virtuosi. La seconda è la qualità: i sistemi attuali misurano spesso solo la quantità raccolta, senza dati sulla qualità del materiale. Una differenziata elevata non garantisce un elevato recupero, perché materiali estranei compromettono il riciclo. La sfida sarà integrare la percentuale di differenziata con indicatori di qualità e contaminazione. La terza riguarda l’efficienza operativa: molti servizi seguono ancora frequenze predefinite, indipendenti dal reale riempimento dei cassonetti, generando svuotamenti anticipati o sovrariempimenti. I dati volumetrici permetterebbero invece di ottimizza-
54 GSA IGIENE URBANA
re frequenze, percorsi e numero di contenitori in base all’uso effettivo del territorio.
NANDO.Sentinel: il mezzo diventa una piattaforma di dati
Per rispondere a queste esigenze, NANDO ha sviluppato NANDO.Sentinel: soluzione AI e Computer Vision installata sui mezzi di raccolta, che acquisisce e analizza le immagini durante lo svuotamento dei cassonetti.
I dati raccolti confluiscono nella piattaforma NANDO.AI, che li trasforma in dashboard dettagliate. Il sistema consente di raccogliere dati utili per una gestione rifiuti urbani con AI, attraverso: il riconoscimento della tipologia di materiali, identificare frazioni estranee e migliorare la qualità del conferimento; la misurazione dei volumi raccolti, supportando i nuovi modelli tariffari; l’individuazione cassonetti sovrariempiti o sottoutilizzati; il rilevamento degli abbandoni tramite telecamera esterna dedicata. Il camion diventa così una sentinella digitale del territorio. La competitività futura dei servizi ambientali si giocherà sulla capacità di trasformare le attività quotidiane in dati utili per una gestione più trasparente, misurabile e orientata ai risultati, e l’AI è lo strumento chiave per arrivarci. nandoai.com luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
RAVO E2 ed R2:
l’evoluzione della pulizia urbana
N
el panorama delle soluzioni per lo spazzamento stradale, le spazzatrici RAVO E2 ed R2 si distinguono per efficienza, innovazione e sostenibilità. Progettate per rispondere a tutte le esigenze delle città moderne, queste macchine garantiscono prestazioni elevate, agilità e rispetto per l’ambiente.
tando così la durata della carica della batteria. La funzione di avvio/arresto automatico delle spazzole e dell’erogazione d’acqua contribuisce a minimizzare gli sprechi energetici, inoltre il sistema di batterie intercambiabili permette di prolungare l’operatività della macchina senza tempi di fermo per la ricarica.
Centri storici, la sfida vinta da RAVO R2 e E2
RAVO R2: potenza e versatilità in ogni ambiente urbano
In Italia la pulizia urbana ha un’anima antica. Pavimentazioni delicate, portici, piazze lastricate e quartieri densamente abitati impongono mezzi capaci di lavorare con precisione, senza aggredire le superfici né disturbare residenti e attività. A complicare il quadro ci sono i vicoli stretti e le strade ad alta viabilità, dove i mezzi tradizionali fanno fatica ad accedere e il servizio perde continuità. RAVO R2 e E2, grazie ai molteplici accessori, al design compatto e al sistema sterzante a 2 o 4 ruote, rispondono esattamente a questo scenario.
RAVO E2: spazzamento elettrico senza compromessi
La RAVO E2 rappresenta l’avanguardia della pulizia urbana sostenibile. 100% elettrica, con zero emissioni allo scarico ed una silenziosità che permette di lavorare nelle prime ore del giorno e nelle aree a traffico limitato. Questa spazzatrice è progettata per combinare prestazioni elevate con un basso impatto ambientale. Disponibile con motore da 75 kw e batterie da 64 kW, l’E2 garantisce l’autonomia per un’intera giornata di lavoro senza necessità di ricarica; il sistema di gestione intelligente dell’energia ottimizza l’autonomia aumenluglio-settembre 2026
La spazzatrice RAVO R2 rappresenta un nuovo punto di riferimento per la pulizia urbana, combinando un sistema di aspirazione potente con un’eccezionale manovrabilità. Grazie al tubo di aspirazione totalmente rettilineo da 250 mm e alla turbina da 13.000 m³/h, l’R2 ottimizza il flusso d’aria per una rimozione efficace dello sporco.
Più libertà di movimento, più precisione
Il sistema spazzante condiviso dalle due spazzatrici (R2/E2) è dotato di bracci che si muovono da sotto la cabina fino alla parte anteriore della spazzatrice, consentendo alle spazzole di lavorare lungo un arco di 180°. Una libertà di movimento che permette di raggiungere gli spazi più difficili e di seguire il profilo degli ostacoli, spazzando anche intorno ad essi con precisione. Il tutto con l’efficacia dei mezzi di taglia superiore, senza compromessi sulla potenza aspirante e sulla qualità di spazzamento. Il risultato: agilità, efficienza e rispetto del territorio, per centri urbani più puliti e vivibili. www.ravospa.com GSA IGIENE URBANA
55
DALLE AZIENDE
VEI
e la raccolta rifiuti connessa
V
EI produce sistemi di pesatura a bordo dal 1986. Nel corso degli anni, i prodotti si sono evoluti sia sotto il profilo tecnologico che in termini di gamma di applicazioni. Oggi le soluzioni VEI sono pienamente IoT e rappresentano uno strumento indispensabile per le aziende che operano nel settore del riciclaggio e della gestione dei rifiuti. Dalla pesatura di bordo all’analisi dei dati in cloud, dalla condivisione delle informazioni con altre piattaforme alla pianificazione dei percorsi e alla gestione della flotta: tutte queste attività consentono al cliente di automatizzare un ambiente di lavoro complesso e di acquisire dati fondamentali per ottimizzare le prestazioni di raccolta. La pesatura “connessa”, come viene definita, trova applicazione nella movimentazione dei cassonetti urbani ed industriali per mezzo di compattatori, nella raccolta di materiali con soluzioni che utilizzano lo scarrabile oppure il multibenne. Nel riciclaggio i caricatori idraulici industriali impiegano il prodotto VEI per una precisa classifica-
zione delle movimentazioni ed il carico dei mezzi. Con il prodotto ROADMAP, un tablet di 7” o 10” il conducente del mezzo viene guidato nella raccolta urbana o industriale, il prodotto è autonomo o può essere collegato ad un sistema di pesatura e o lettore di RFID. ROADMAP è completamente sincronizzata con il cloud iPOTWEB da dove la raccolta dei mezzi può essere gestita geograficamente e giornalmente. Il XXI secolo ha visto il fiorire di numerose iniziative volte a migliorare la tutela ambientale; in questo contesto, la trasformazione delle modalità di gestione dei rifiuti costituisce un pilastro fondamentale per favorire lo
sviluppo sostenibile. L’Europa è stata all’avanguardia in tale processo, puntando su una maggiore responsabilità del produttore, sulla riduzione alla fonte dei rifiuti, sul riciclaggio, su tecnologie avanzate di raccolta atte ad automatizzare il lavoro ed incentivare il produttore. Su questo contesto si introduce VEI nel 2015 come primo produttore europeo del sistema di pesatura a bordo retro-compattatore, rispondendo alla esigenza irlandese della raccolta porta a porta con il decreto “paga a peso”. VEI, con il suo sistema di pesatura certificato, unito al sistema di gestione raccolta automatizzata, è diventata così il cuore delle aziende di raccolta, fornendo i dati necessari per la fatturazione al cittadino ed implementando l’automazione di blocco raccolta in caso di problemi di vario genere con l’utente. VEI proviene da una lunga esperienza nella pesatura a bordo nei mezzi di varie applicazioni: dalla raccolta rifiuti, alla logistica interna e portuale, alle cave, alle miniere, al settore agricolo. Dal 1986 VEI ha costruito un modello di distribuzione con sedi proprie ed aziende affiliate in 52 paesi del mondo, adattando i propri prodotti alle più svariate necessità operative ed ambientali. VEI introduce una sfida nella qualità, nella tecnologia e nel supporto al prodotto. www.veigroup.com
56 GSA IGIENE URBANA
luglio-settembre 2026
IEP isola ecologica di prossimità la soluzione modulare per ogni esigenza
Cassetto volumetrico
IEP 360
per bidoni da 360 lt
IEP 1100
per bidoni da 1100 lt
IEP 1700
per bidoni da 1700 lt
Verniciatura e grafica personalizzata
Sportello singolo
Sistema di telecamere
Sportello doppio
Sistema di sanificazione
Doppio sportello
Con o senza fondo
Con o senza sensori di livello
Con o senza pedale
Con o senza controllo degli accessi per tracciabilità rifiuti
Ci troverete ad ECOMONDO 3-6 novembre al nostro stand pad C7 stand 200 Contattaci: 0471 922889 � info@emz-ta.it • www.emz-ta.com
Telaio in acciaio inox
DALLE AZIENDE
Hydrobay: lavare i cassonetti RSU e recuperare l’acqua, in un unico sistema
U
n sistema automatico per il lavaggio dei cassonetti da 120 a 1.100 litri, integrato con un depuratore biologico a ciclo chiuso: Hydrobay porta nel settore dell’igiene urbana una soluzione pensata per gestire in modo integrato l’intero processo di lavaggio e trattamento delle acque. Il lavaggio periodico obbligatorio dei cassonetti destinati alla raccolta dei rifiuti solidi urbani rappresenta un’attività che richiede strutture adeguate, attenzione alle condizioni igieniche e una gestione corretta delle acque generate durante le operazioni. È proprio in questo ambito che si inserisce Hydrobay, divisione di C.A-L. Italia Srl, con una soluzione che combina automazione del lavaggio e trattamento delle acque reflue in un unico sistema. L’impianto è progettato per il lavaggio automatico di cassonetti RSU da 120 a 1.100 litri. Il contenitore viene posizionato sull’apposita struttura di lavaggio, dove viene sottoposto al trattamento mediante ugelli ad alta pressione. L’automazione consente di rendere il ciclo più organizzato e ripetibile, riducendo la necessità di interventi manuali e permettendo di gestire in modo più efficiente le operazioni quotidiane. Ma il vero elemento distintivo della soluzione Hydrobay è la gestione dell’acqua. Le acque generate dal lavaggio vengono raccolte e avviate al sistema di trattamento biologico a ciclo chiuso, evitando di considerare il refluo semplicemente come uno scarto da smaltire. Il principio alla base della tecnologia è infatti quello del trattamento e riutilizzo delle acque di lavaggio. L’impianto integra più serbatoi e sistemi dedicati al trattamento, consentendo di trasformare il processo di lavaggio in un ciclo nel quale l’acqua viene recupe-
58 GSA IGIENE URBANA
rata e nuovamente resa disponibile per le successive operazioni. Questa impostazione permette di affrontare contemporaneamente due aspetti fondamentali per le aziende che operano nel settore dei servizi ambientali: da una parte l’esigenza di lavare i contenitori in maniera efficace e organizzata, dall’altra quella di gestire correttamente i reflui creati durante il processo. Il sistema Hydrobay nasce quindi da una filosofia precisa: non proporre semplicemente un impianto, ma una soluzione completa per il trattamento e il riutilizzo delle acque di lavaggio. Un approccio che può essere
particolarmente interessante per aziende di igiene urbana, gestori di servizi ambientali e realtà che necessitano di effettuare regolarmente il lavaggio di grandi quantità di contenitori. Il cuore dell’impianto è rappresentato dal circuito di trattamento, collegato alla zona di lavaggio e gestito attraverso un apposito quadro di comando. La configurazione mostrata evidenzia la possibilità di organizzare in modo strutturato le diverse fasi del processo, dalla raccolta dell’acqua fino al suo trattamento e successivo riutilizzo. L’obiettivo è trasformare quello che normalmente rappresenta un passaggio critico del lavaggio – la gestione dell’acqua utilizzata – in una parte integrante del processo produttivo. Meno spreco, maggiore controllo e una gestione più razionale della risorsa idrica diventano così elementi centrali della soluzione. Hydrobay, divisione di C.A-L. Italia Srl, mette a disposizione la propria esperienza nel trattamento e nel riutilizzo delle acque di lavaggio, progettando e realizzando sistemi destinati alla depurazione dei reflui industriali e alla trasformazione dei processi di lavaggio in cicli più efficienti e sostenibili. www.hydrobay.it luglio-settembre 2026
Aggiorna la tua flotta. Riduci i consumi. Aumenta l’efficienza. Le esigenze delle flotte di raccolta rifiuti crescono ogni giorno: più produttività, meno consumi, zero sprechi. Con le trasmissioni xFE e il software intelligente FuelSense® 2.0, puoi iniziare a risparmiare oggi stesso. Le trasmissioni xFE sono già disponibili e hanno dimostrato di ridurre in modo significativo il consumo di carburante nelle flotte di tutto il mondo. Fai il prossimo passo verso l’efficienza. Scopri di più sul nostro sito web: allisontransmission.com
allisontransmission.com © 2026 Allison Transmission Inc. All Rights Reserved.
3000 Series TM
DALLE AZIENDE
MP-HT a Ecomondo 2026:
l’innovazione elettrica al servizio dell’igiene urbana e industriale
M
P-HT torna da protagonista a Ecomondo (Rimini, 3-6 novembre 2026), confermando il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni avanzate per la pulizia professionale, stradale e industriale. La presenza al Padiglione C7 - Stand 308 segna un passaggio strategico per l’azienda che, in linea con nuove operazioni commerciali, coglie l’occasione per presentare gli ultimi aggiornamenti e i nuovi modelli della sua gamma dedicata all’ambiente e allo smaltimento rifiuti.Da sempre specializzata nella progettazione e produzione di spazzatrici professionali, MP-HT vanta due linee complete pensate per coprire ogni esigenza operativa: da quella industriale, ideale per contesti complessi come impianti di gestione rifiuti e discariche, a quella urbana e stradale.
Efficienza a 24V e grandi prestazioni
Punto di forza della visione MP-HT è lo sviluppo di macchine “nate elettriche” a 24 Volt, anche per le spazzatrici di grandi dimensioni. Non si tratta di una semplice elettrificazione di modelli tradizionali, ma di una progettazione integrata fin dal principio: questa tecnologia garantisce minori assorbimenti orari, consumi ridotti e la massima efficienza energetica, con pacchi batteria modulabili in base alle reali ore di lavoro. Tra i modelli di punta per l’industria pesante spicca la STOUT, disponibile sia in versione Diesel sia elettrica con la tecnologica STOUT E+, spazzatrice industriale uomo a bordo con pista da lavoro di 1.700 mm, progettata per i contesti più gravosi.
60 GSA IGIENE URBANA
Soluzioni per la città
Per il tessuto urbano, MP-HT offre soluzioni compatte, silenziose e a zero emissioni: dalla spazzatrice uomo a terra MAX WIND, ideale per vicoli, piste ciclabili e centri storici, alla uomo a bordo WIND ANT, perfetta per aree esterne ampie e parcheggi. Tutti i modelli nascono attorno a un concetto chiave: l’operatore come “eroe gentile”, chi lavora ogni giorno per la collettività compiendo una missione fondamentale. In questa visione, la macchina diventa uno scudo tecnologico al suo servizio, con strutture in metallo solide e durevoli, ergonomia che riduce l’affaticamento e sistemi di filtrazione avanzati (compreso il sistema “sporco in sacco”) che tutelano la salute evitando il contatto diretto con i rifiuti. La tecnologia non sostituisce l’uomo, ma ne amplifica le capacità. ECOMONDO Pad. C7 / Stand 308 www.mp-ht.com luglio-settembre 2026
DALLE AZIENDE
Serrature gravitazionali OMR:
più controllo, meno sprechi, una raccolta più efficiente
N
ella gestione dei rifiuti urbani, sono spesso i dettagli operativi a determinare la qualità della raccolta differenziata. Le serrature gravitazionali OMR trasformano le criticità in un processo semplice, sicuro ed efficiente. Il loro funzionamento è tanto intuitivo quanto efficace. Durante l’utilizzo quotidiano, il contenitore rimane chiuso ed è accessibile esclusivamente agli utenti autorizzati tramite l’apposita chiave. Al momento della raccolta, invece, l’inclinazione del cassonetto sul mezzo attiva automaticamente il meccanismo gravitazionale, sbloccando il coperchio e consentendo il completo svuotamento. Nessun lucchetto da rimuovere. Nessuna catena da sganciare. Nessuna procedura manuale aggiuntiva per gli operatori. Il risultato è un sistema che garantisce il controllo degli accessi e la corretta raccolta differenziata senza rallentare il servizio di raccolta.
La tecnologia che elimina le complicazioni
La vera innovazione non consiste nell’aggiungere complessità, ma nel ridurla. Rispetto alle tradizionali soluzioni con lucchetti e catene, la serratura gravitazionale OMR integra chiusura e apertura automatica in un unico dispositivo. In questo modo, la necessità di proteggere il cassonetto si combina perfettamente con la rapidità richiesta dalle attività di svuotamento. OMR ha progettato la propria serratura gravitazionale per adattarsi facilmente ai cassonetti carrellati a due e quattro ruote, nelle volumetrie standard da 120, 240, 360 e 1.100 litri. L’installazione è semplice e veloce grazie all’apposita maschera di foratura, mentre il profilo interno sagomato favorisce lo scorrimento dei rifiuti durante lo svuotamenluglio-settembre 2026
to, contribuendo a mantenere il contenitore libero ed efficiente. La scelta di materiali resistenti alla corrosione ed ai raggi UV, unita all’attenzione dedicata alla progettazione, garantiscono affidabilità nel tempo, anche in presenza di agenti atmosferici, utilizzo intensivo e sostanze potenzialmente aggressive.
Accessi organizzati secondo le reali esigenze
La disponibilità di numerose cifrature consente di configurare gli accessi in modo flessibile, in base alle specifiche necessità dell’utenza. Una singola chiave, ad esempio, può essere utilizzata per aprire tutti i cassonetti di un condominio o di un’area dedicata,
semplificando la gestione e migliorando l’esperienza degli utenti autorizzati. Un ulteriore vantaggio è rappresentato dall’intercambiabilità con le principali serrature e cifrature già presenti sul mercato. Questa compatibilità consente di integrare le serrature gravitazionali OMR anche in parchi contenitori esistenti, mantenendo, dove previsto, le chiavi e le configurazioni di accesso già utilizzate. Il passaggio alla soluzione OMR diventa così più semplice, rapido e conveniente, senza la necessità di riprogettare l’intero sistema di apertura. La levetta di apertura dall’interno aggiunge inoltre un’ulteriore misura di sicurezza, consentendo lo sblocco del dispositivo in caso di emergenza. In un settore in cui efficienza dei costi, qualità della raccolta e fiducia dei cittadini sono strettamente collegate, la serratura gravitazionale OMR rappresenta una soluzione concreta e immediatamente applicabile. Perché una raccolta differenziata davvero efficace comincia da un accesso controllato e si traduce, ogni giorno, in una pratica più ordinata, sicura e sostenibile. www.omrserrature.it GSA IGIENE URBANA
61
3
INSERTO TERZA PAGINA ARERA 2026 Incendi depositi plastiche Mercato spazzatrici Terre di spazzamento
GESTIONE
Riciclo chimico plastiche Contenitori smart Iperammortamento 4.0 Veicoli a metano
SCENARI
Textile Hub Norme UNI Greenwashing PPWR imballaggi Premio Waste Carbon Free
TECNOLOGIE Spazzamento strade Perfect Toilets Torbiere
www.gsaigieneurbana.it
luglio-settembre 2026
IGIENE URBANA
TERZA PAGINA
Relazione annuale di ARERA 2026: per i rifiuti obiettivi chiari nel mirino dell’Autorità di Giorgio Ghiringhelli, Marina Demontis , ARS ambiente Srl
64 GSA IGIENE URBANA
luglio-settembre 2026
TERZA PAGINA
“L
a frammentazione è la sfida strutturale del settore rifiuti: la grande maggioranza degli enti competenti opera a dimensione comunale, gestendo un servizio che richiederebbe economie di scala ben più ampie per funzionare in modo efficiente. La razionalizzazione degli assetti locali non è un obiettivo burocratico, è la condizione perché la transizione verso l’economia circolare produca benefici reali e omogenei su tutto il territorio nazionale. Il superamento della frammentazione municipale della governance non può più essere rinviato: il completamento della riforma degli Enti di governo dell’ambito, con una dimensione almeno regionale, costituisce il presupposto per garantire all’intero Paese standard di servizio uniformi ed economie di scala adeguate.”
I principali dati del settore
Nel 2024 la produzione nazionale dei rifiuti urbani (pari a quasi 30 milioni di tonnellate) ha registrato un aumento del 2,3%, a fronte di incrementi contenuti rilevati per gli indicatori socioeconomici, quali prodotto interno lordo e spesa per consumi finali sul territorio economico, entrambi pari allo 0,7%. Si conferma il trend di crescita della raccolta differenziata, che aumenta più di un punto percentuale rispetto al 2023, passando dal 66,6% al 67,7% (in termini quantitativi oltre 20 milioni di tonnellate di rifiuti differenziati). Tuttavia, nonostante tale crescita, persiste ancora un’elevata eterogeneità dei risultati raggiunti a livello territoriale. La direttiva 2008/98/CE10 ha previsto che entro il 2020 il target per la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio debba essere pari complessivamente almeno al 50% in termini di peso dei rifiuti, come minimo di carta, metalli, plastica e veluglio-settembre 2026
Figura 1 - Percentuali di riciclo e raccolta differenziata vs obiettivo comunitario (2010- 2024) (Fonte: ISPRA, Rapporto rifiuti urbani 2025)
tro provenienti dai nuclei domestici e possibilmente di altra origine, nella misura in cui tali flussi di rifiuti sono simili a quelli domestici. Successivamente, la direttiva 2018/851/UE11, ha introdotto nuovi obiettivi in materia di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio, per i quali è stato previsto che tali target si applichino non a specifiche frazioni merceologiche ma all’intero ammontare dei rifiuti urbani e che entro il 2025 il target, in peso, sia aumentato al 55%, entro il 2030 al 60% ed entro il 2035 al 65%. Secondo la metodologia di calcolo in vigore, sulla base delle elaborazioni fornite da ISPRA, la percentuale di preparazione per il riutilizzo e il riciclo si attesta al 52,3%, in crescita di 1,5 punti percentuali rispetto al 2023. Si conferma pertanto anche per il 2024 il divario tra la percentuale di raccolta (67,7%) e il tasso di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio, evidenziando gli sforzi ancora da effettuare per ridurre tale delta (circa del 15,4%, con un lieve decremento dello 0,4% rispetto allo scorso anno).
Le fragilità del settore rifiuti urbani
I settori ambientali - acqua, rifiuti, telecalore - condividono con l’energia una caratteristica fondamentale:
sono servizi di pubblica utilità. La regolazione in questi settori non lavora su mercati liberalizzati ma su sistemi in cui la tariffa è l’unico strumento strutturalmente disponibile per sostenere gli investimenti. Il ciclo dei rifiuti urbani condivide con il settore idrico molte delle stesse fragilità strutturali: una governance ancora frammentata, divari territoriali profondi tra Nord e Sud, investimenti che, nonostante traiettorie di crescita registrate negli ultimi anni, risultano ancora insufficienti in alcune aree del Paese. Permane una situazione di eterogeneità territoriale soprattutto in termini di dotazione impiantistica: alcune Regioni ancora oggi non sono in grado di raggiungere l’autosufficienza nella chiusura del ciclo, e sono costrette a trasportare in altre aree, se non addirittura all’estero, i propri rifiuti, contravvenendo agli obiettivi di programmazione e producendo effetti negativi per l’ambiente. Un altro elemento di riflessione è che, nonostante il crescente tasso di raccolta differenziata, quello di riciclaggio si attesta al 52,3%, al di sopra del target europeo del 50% già fissato per il 2020, ma ancora lontano dal 55% richiesto per il 2025 e dal 60% al 2030. La raccolta differenziata di GSA IGIENE URBANA
65
TERZA PAGINA
Figura 2 - Gestori Enti pubblici per attività svolta (Fonte: ARERA, Anagrafica operatori 2026)
qualità è condizione necessaria, non sufficiente: il vero obiettivo è il recupero dei materiali in ottica di economia circolare.
La tariffa come elemento centrale
L’Autorità ha adottato il Testo Integrato Corrispettivi Servizio Gestione Rifiuti (TICSER), primo intervento organico di riordino della tariffazione agli utenti dopo decenni di applicazione del DPR 158/99, orientandola verso il principio europeo del “chi inquina paga” e aprendo la strada alla tariffazione puntuale. Il terzo metodo tariffario (MTR-3) definisce per il quadriennio 2026-2029 le regole di riconoscimento dei costi e le tariffe di accesso agli impianti, in un quadro che punta a coniugare sostenibilità economica dei gestori e sviluppo dell’impiantistica necessaria a chiudere il ciclo. Il consolidamento della disciplina sulla qualità tecnica si propone di fornire alle Amministrazioni e ai cittadini metriche oggettive per valutare i servizi e scegliere i modelli organizzativi e infrastrutturali più adatti rispetto ai diversi contesti territoriali e socioeconomici. Sul fronte della tutela sociale, il bonus rifiuti - uno sconto del 25%
66 GSA IGIENE URBANA
sulla TARI per le famiglie in condizioni di disagio economico - ha messo in luce tutta la complessità operativa di un settore con circa 2.700 enti territorialmente competenti: un numero che spiega molte delle difficoltà di attuazione uniforme delle politiche nazionali. Nel corso del 2025 sono proseguite le trasmissioni all’Autorità delle predisposizioni tariffarie relative all’aggiornamento delle annualità 2024-2025 del secondo periodo regolatorio. Al momento della stesura della Relazione Annuale 2026, e in riferimento al biennio 2024-2025, risultano trasmesse 5.699 predisposizioni tariffarie – di cui 5.672 comunali e 27 pluricomunali – relative a 6.125 Comuni (il 78% dei Comuni italiani), per un totale di quasi 51 milioni di abitanti serviti, pari all’86% della popolazione nazionale. Ciò segnala un lieve incremento delle predisposizioni tariffarie trasmesse per il biennio 2024-2025 rispetto a quanto registrato nella precedente edizione della Relazione Annuale, ove si contavano 5.332 trasmissioni. Nel periodo analizzato, oltre l’80% degli ambiti tariffari, infatti, si mantiene all’interno del primo quadrante degli schemi previsti dalla matrice regolatoria di cui al comma
4.3 dell’MTR-2, dove i coefficienti QLa e PGa sono posti pari allo 0%; in termini di popolazione, la rappresentatività dello Schema I risulta pari al 77% per l’annualità 2024 e pari all’82% per l’annualità 2025. Le entrate tariffarie approvate dall’Autorità mostrano una forte variabilità dei costi sottesi all’erogazione del servizio. L’eterogeneità dei costi del servizio è correlabile a una molteplicità di fattori che singolarmente e congiunta mente ne influenzano il valore; tra tali fattori, a titolo esemplificativo e non esaustivo, si possono citare l’assetto urbanistico dell’ambito tariffario, la morfologia territoriale, la dimensione, la densità abitativa, oltre agli aspetti più settoriali, quali le modalità e caratteristiche di erogazione del servizio e l’accessibilità agli impianti di trattamento.
La frammentazione è la sfida strutturale del settore
La grande maggioranza degli enti competenti opera a dimensione comunale, gestendo un servizio che richiederebbe economie di scala ben più ampie per funzionare in modo efficiente. Non si tratta solo di un’anomalia organizzativa: è la causa diretta delle difficoltà nell’attuare politiche uniformi, come ha dimostrato plasticamente il bonus rifiuti, ed è all’origine della proliferazione di piani economico-finanziari che appesantisce l’azione amministrativa senza produrre qualità regolatoria. Ad aprile 2026 il numero di iscritti per il settore rifiuti all’Anagrafica operatori dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente risulta in lieve calo rispetto alle rilevazioni dello scorso anno (8.152 rispetto a 8.386 soggetti). Continua la progressiva riduzione del numero di soggetti iscritti come Enti territorialmente competenti (di seguito: ETC), che nel corso dell’ultimo anno ha registrato un’accelerazione, con un decremento di oltre il 19% (a oggi luglio-settembre 2026
TERZA PAGINA
2.698, contro 3.221 dell’anno precedente). Sebbene i numeri permangano elevati – a conferma di come il processo di organizzazione territoriale del servizio sia ancora lontano dal suo completamento – alcune Regioni hanno portato a compimento il processo di razionalizzazione della governance nell’ambito del riordino degli assetti organizzativi locali di cui al decreto legge convertito in legge (art.3 bis L.14 settembre 2011, n. 148), trasferendo le competenze dai singoli Comuni a Enti sovracomunali. In relazione alla natura giuridica dei soggetti iscritti come gestori (pari a 7.895), la prevalenza è degli Enti pubblici (quasi 87%), in linea con i risultati dello scorso anno, confermandone anche la ripartizione per natura giuridica. Non si rilevano scostamenti significativi anche in ordine al numero di attività svolte per gestore (indipendentemente dalla natura giuridica): nella maggioranza dei casi (66%) i gestori risultano accreditati
luglio-settembre 2026
per una singola attività e solo raramente (meno dell’1%) per tutte le attività del ciclo. Si conferma, infine, una considerevole presenza tra i gestori aventi natura di Ente pubblico, prevalentemente Comuni, della combinazione delle attività di gestione delle tariffe e rapporto con gli utenti e di spazzamento strade. Diversamente, i gestori che hanno dichiarato di svolgere le attività di recupero e/o smaltimento sono generalmente soggetti privati.
Conclusioni
Il Quadro Strategico indica un percorso che l’Autorità intende percorrere con determinazione: rafforzare il ruolo degli Enti di governo d’ambito, promuovere l’aggregazione gestionale, sviluppare la dotazione impiantistica nelle aree più carenti, migliorare la qualità della raccolta differenziata e semplificare le procedure di approvazione dei piani economico-finanziari, per restituire certezza ed efficacia
a un sistema amministrativo che la frammentazione ha reso farraginoso. La razionalizzazione degli assetti locali non è un obiettivo burocratico, è la condizione perché la transizione verso l’economia circolare produca benefici reali e omogenei su tutto il territorio nazionale. Il superamento della frammentazione municipale della governance non può più essere rinviato: il completamento della riforma degli Enti di governo dell’ambito, con una dimensione almeno regionale, costituisce il presupposto per garantire all’intero Paese standard di servizio uniformi ed economie di scala adeguate.
Bibliografia
1. ARERA, Relazione Annuale sullo Stato dei servizi e sull’Attività svolta Presentazione del Presidente Nicola Dell’Acqua, Roma 01.07.2026. 2. ARERA, Relazione Annuale sullo Stato dei servizi e sull’Attività svolta, Volume 1 e 2.
GSA IGIENE URBANA
67
Scopri le novità a Ecomondo 2026! 3-6 novembre Fiera di Rimini
Raccolta rifiuti
STAND 300/301 PAD. C5
Trasporto rifiuti
www.busigroup.it
Un ecosistema smart per il waste management.
Igiene urbana
Compattazione rifiuti
TERZA PAGINA
Epidemia di incendi nei depositi di plastiche da RD come agire per risolvere tale prevedibile emergenza di Rossano Ercolini, Presidente di Zero Waste Italy, Attilio Tornavacca, Comitato Scientifico ZWI.
Negli impianti di lavorazione o deposito di rifiuti e materie plastiche, dal 1° giugno al 10 agosto sono scoppiati ben 31 incendi di cui hanno parlato i mass media: in media uno ogni due giorni! L’origine dolosa è stata già comprovata in vari casi .
U
n elemento caratterizza la gran parte di tali incendi: iniziano spesso di notte e nei weekend quando gli stabilimenti sono pressoché vuoti.
I precedenti: il “Chinese Sword”
A livello mondiale una precedente epidemia di incendi era comparsa nel 2018 dopo che la Cina aveva adottato il “Chinese Sword”, la norma che impedisce l’import di plastica da Europa ed USA. Altri Paesi del Sud-Est Asiatico avevano poi adottato norme analoghe ed il principale terminale per l’export sono diventati la Turchia e l’Africa. Le cause che hanno originato, almeno in parte, la nuova epidemia di enormi incendi nei depositi di materiali plastici da RD sono quindi ben note a tempo. Secondo Giorgio Quagliolo, Presidente di COREPLA “La crisi è iniziata quando le materie prime vergini hanno registrato un forte calo dei
70 GSA IGIENE URBANA
prezzi, diventando molto più competitive rispetto alla materia prima seconda ottenuta dalla raccolta differenziata. Di conseguenza molti utilizzatori hanno preferito acquistare materiale vergine” . COREPLA con una lettera inviata al Ministero dell’ambiente e all’ANCI, ammette che l’infrastruttura del riciclo nazionale “non ha capacità adeguate” e in un’intervista al Sole 24Ore pronostica che “senza misure urgenti e straordinarie, il blocco della raccolta differenziata in ampie aree del Paese è un rischio concreto”.
ri vergini che ormai costano circa la metà di quelli riciclati . Anche UTILITALIA ha recentemente sottolineato che “Il sistema nazionale di gestione e riciclo dei rifiuti di imballaggio in plastica è sull’orlo della paralisi, con il rischio imminente di compromettere la regolarità e la continuità del servizio in numerose aree del Paese… Un quadro ancora più allarmante alla vigilia della stagione estiva, che rischia di generare non solo disservizi per i cittadini ma anche il rischio di incendi all’interno dei siti di stoccaggio” .
La crisi del riciclo
Interruzioni della raccolta differenziata
La gravità della crisi del riciclo della plastica è stata denunciata ripetutamente a livello europeo e nazionale dalle imprese. In Italia ASSORIMAP fin da ottobre 2025 annunciava lo stop parziale degli impianti a causa del crollo della redditività a causa dei costi dell’energia (tra i più elevati in Europa) e dei bassi costi dei polime-
In varie regioni (in particolare Sardegna, Puglia, Sicilia) i Comuni hanno dovuto interrompere o posticipare la raccolta differenziata della plastica ma il Ministero dell’Ambiente si è finora limitato ad ospitare periodicamente un tavolo di monitoraggio per la filiera dei rifiuti plastici attivato nell’ottoluglio-settembre 2026
TERZA PAGINA
bre 2025. Il tavolo, che riunisce Ispra, Enea e le principali rappresentanze della filiera (Anci, Utilitalia, Confindustria, Conai, Corepla), non ha però ancora avviato iniziative che abbiano dimostrato una concreta efficacia: le uniche iniziative sono state l’introduzione del credito d’imposta nell’uso dei materiali riciclati ed un protocollo con l’Agenzia delle Dogane sui controlli alle importazioni di materiali plastici da riciclo. Finora l’unico intervento delle autorità regionali è stata l’autorizzazione ad aumentare le capacità di stoccaggio. Tale intervento comporta però anche un aumento dei rischi: i sistemi antincendio risultano inadeguati in relazione ai tali sovra stoccaggi. Le misure proposte da COREPLA sono state principalmente di “attivare per i flussi non riciclabili il recupero energetico”. Su questa proposta di massiccio ricorso all’incenerimento la Regione Emilia-Romagna ha però lanciato un grido d’allarme in luglio-settembre 2026
una lettera al ministero. “Se la situazione di stallo dovesse persistere, si arriverà a un paradosso ambientale insostenibile: per svuotare i centri ed evitare rischi, si renderà obbligatorio avviare al termovalorizzatore anche i rifiuti plastici raccolti capillarmente e correttamente da cittadine e cittadini attraverso la raccolta differenziata. Dobbiamo difendere il lavoro fatto in questi anni per declinare in concreto la sostenibilità che ha consentito la creazione di nuove filiere produttive legate al riciclo tra cui anche i progetti Faro del PNRR”.
ZWI: le richieste al Ministero
La plastica è troppa e va ridotta. Non è certo agendo “a valle” invocando nuovi inceneritori o “impianti di riciclo chimico” (leggi gassificatori per produrre metanolo derivato da un “syngas” inevitabilmente sporco) che si risolve il problema secondo ZWI. L’Associazione ZERO WASTE
ITALY ha quindi inviato al Ministro dell’Ambiente un appello richiedendo di assumere le seguenti strategie per risolvere davvero il problema dello scarso interesse del mercato per i polimeri da riciclo post consumo: • Intervenire a monte, alla radice del problema, agendo sul basso costo dei materiali vergini ormai quasi esclusivamente importati dall’estero. • Si dovrebbe quindi applicare immediatamente la Plastic Tax italiana sulle plastiche monouso prodotte con polimeri vergini (introdotta con la legge di bilancio 2020 ma mai entrata in vigore per i ripetuti rinvii) per renderle più costose dei polimeri da riciclo prodotti in Italia.
Plastic Tax nazionale, dormiente da sei anni
L’immediata introduzione della Plastic Tax nazionale avrebbe anche il merito di recuperare le somme della Plastic Tax europea che il governo GSA IGIENE URBANA
71
TERZA PAGINA
attualmente paga e poi riversa su tutti i cittadini anziché sulle imprese nazionali e sugli importatori che producono ed utilizzano imballaggi plastici (cioè i soggetti che governano COREPLA e CORIPET che insieme non hanno raggiunto i target europei di riciclaggio). La Plastic Tax europea, applicata dal 2021 agli Stati Membri che non raggiungono gli obiettivi minimi europei di riciclo, finora è costata all’Italia quasi 4 miliardi. Le ulteriori misure non procrastinabili sono inoltre le seguenti: • introduzione obbligatoria del deposito cauzionale obbligatorio dei contenitori per liquidi entro il 2027 come da proposta della campagna “A buon rendere” che ha generato ben 3 proposte di legge in tal senso; • l’anticipo al 2027 degli obblighi sul contenuto minimo di plastica riciclata negli imballaggi (che il regolamento PPWR colloca invece al 2030) e degli obiettivi di riduzione del 10% del consumo di imballi; • maggiori vincoli per l’utilizzo di materiali riciclati attraverso il GPP (Gre-
72 GSA IGIENE URBANA
en Public Procurement) ed i CAM per stimolare la domanda pubblica e privata di materiali rigenerati; • ordinanza ministeriale per sottoporre a controlli preventivi i sistemi di videosorveglianza di tutti i depositi di materie plastiche da RD tramite il NOE ed anche le altre forze di polizia; • controlli più incisivi sulle importazioni extra UE di plastiche riciclate per impedire la concorrenza sleale; • riconoscimento economico dei crediti di carbonio agli impianti di riciclo meccanico dei materiali da RD; • accesso ad energia rinnovabile a prezzi calmierati per gli impianti di riciclo meccanico dei materiali da RD.
ANCI e UTILITALIA: “SUP, certificazioni, controlli sull’import, applicazione dell’EPR”
Anche per UTILITALIA ed ANCI risultano necessarie delle riforme: il rafforzamento dei controlli doganali e della tracciabilità, la piena applicazione della direttiva SUP, l’introduzione della Plastic Tax “in un’ottica
industriale” e strumenti di sostegno per l’utilizzo di plastica riciclata certificata. ANCI ed UTILITALIA chiedono inoltre che la copertura dei costi aggiuntivi di raccolta dei materiali plastici non ricada su Comuni e cittadini tramite la corretta applicazione della Direttiva 851/2018 che ha imposto un rimborso minimo dell’80% del sistema EPR (Responsabilità Estesa del Produttore). Per quanto riguarda il necessario rimborso dei costi ai Comuni si deve rammentare che fin dal 2016 l’Antitrust, nel Rapporto IC49, aveva evidenziato che “Il finanziamento da parte dei produttori (attraverso il sistema CONAI) dei costi della raccolta differenziata non supera il 20% del totale, laddove invece, dovrebbe essere per intero a loro carico”. Nel recente “Packaging EPR fee in EU: What are the differences?” del Wuppertal Institut viene evidenziato che nel 2023 l’Italia era ancora il paese europeo in cui vengono posti a carico dei produttori di imballaggi i contributi aggregati più contenuti in assoluto (2,04 €cent) quindi inferiori alla media europea del 84,3%. Anche raddoppiando il CAC ed applicando la Plastic Tax i produttori italiani di imballaggi pagherebbero infatti le plastiche vergini meno di quanto le pagano i loro concorrenti europei. In Italia nel 2023 la produzione di RU da imballaggi in plastica era infatti di 44 kg/ab.anno, superando del 26% la media dell’UE pari a circa 35 kg/ ab.anno. Per risolvere questa crisi strutturale serve quindi una visione strategica che vada oltre l’emergenza e che assuma una concreta strategia Zero Waste nazionale per ridurre progressivamente, ma rapidamente, la sovrapproduzione di imballaggi nel nostro paese che è uno dei maggiori consumatori di plastica a livello europeo applicando correttamente il Regolamento UE PPWR entrato in vigore a partire dal 12 agosto 2026. luglio-settembre 2026
90 ww .ecoplast-ambiente.com www
TERZA PAGINA
Il mercato delle spazzatrici e la transizione energetica: tra normativa, mercato pubblico e resistenze culturali di Roberto Sterza, GreenForce S.r.l.
Un mercato che si trasforma, ma lentamente
Il mercato mondiale delle spazzatrici stradali vale oggi circa 2,1 miliardi di dollari e cresce a un ritmo del 4,4% annuo. Sono numeri solidi, trainati dall’urbanizzazione, dalle normative sulle emissioni e dagli investimenti in infrastrutture pubbliche. Eppure, a guardare da vicino cosa succede in Italia - e in particolare nel comparto delle macchine compatte e pedonali, il quadro è più complesso e per certi versi paradossale. La tecnologia c’è. I costruttori hanno in-
74 GSA IGIENE URBANA
vestito massicciamente: le macchine elettriche sono mature, affidabili, disponibili. Alcune aziende, tra cui quella che distribuiamo, hanno già commercializzato la prima spazzatrice a idrogeno al mondo. Eppure, il diesel continua a dominare le flotte comunali italiane con una tenacia che definirei culturale prima ancora che economica. Capire perché significa capire come funziona davvero questo mercato e dove si annidano le vere opportunità per chi vuole portare innovazione in un settore storicamente conservativo.
Chi compra e come compra
Il mercato delle spazzatrici si divide essenzialmente in tre grandi segmenti: le municipalizzate e aziende di igiene urbana (pubbliche o partecipate), gli enti pubblici che acquistano direttamente, e i privati - imprese di pulizia industriale, porti, aeroporti, centri commerciali, logistica. Questi tre mondi hanno logiche d’acquisto profondamente diverse, e confonderle porta a strategie commerciali sbagliate. Le municipalizzate - le multiutility, le società in house, le aziende che gestiscono il servizio per conto dei luglio-settembre 2026
TERZA PAGINA
Comuni - rappresentano il segmento di gran lunga più rilevante in termini di volumi. Sono acquirenti strutturati, con uffici acquisti, responsabili di flotta, tecnici. Acquistano tramite gara d’appalto, spesso con accordi quadro pluriennali. Conoscono perfettamente i costi di esercizio, sono sensibili alla manutenzione, al TCO (Total Cost of Ownership), all’affidabilità nel tempo. Con loro non si vende: si concorre. Una tendenza consolidata è quella delle municipalizzate di affidare il servizio a imprese private tramite gare pubbliche per garantirsi prezzi certi per tutta la durata del contratto ed eliminare i rischi legati a manutenzione straordinaria e investimenti imprevisti. In questo schema, chi compra la macchina non è più il Comune, ma l’impresa aggiudicataria del servizio. Questo ha implicazioni non banali sul tipo di tecnologia scelta e sul peso che i criteri ambientali hanno nel processo decisionale. Gli enti pubblici che acquistano direttamente - Comuni piccoli e medi, province, enti di gestione di aree protette o portuali - hanno un approccio più artigianale. Spesso acquistano tramite piattaforme di e-procurement o affidamento diretto entro soglie, con meno struttura ma anche meno burocrazia. In questo segmento la relazione commerciale conta ancora molto, e la competenza tecnica del distributore può fare la differenza. I privati sono il segmento più reattivo e meno prevedibile. Un operatore portuale che deve mantenere banchine pulite 24 ore su 24, un’azienda logistica con un magazzino di 80.000 m², una multinazionale che deve rispettare policy ESG di gruppo: questi clienti decidono più velocemente, guardano meno al prezzo di listino e più alle prestazioni complessive, e spesso sono già avanti rispetto ai committenti pubblici nell’adozione di tecnologie a zero emissioni, non per obbligo normativo, ma per scelta strategica consapevole. luglio-settembre 2026
La gara pubblica: tra obblighi ambientali, prezzo e abitudine
Negli ultimi anni il sistema degli appalti pubblici in Italia ha subìto una trasformazione significativa sul fronte ambientale. La normativa vigente sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) impone alle stazioni appaltanti di inserire requisiti ambientali specifici nelle gare, senza soglie minime di valore. Per il nostro settore esistono CAM dedicati allo spazzamento stradale e alla fornitura dei relativi veicoli, aggiornati di recente con standard più stringenti. La mancata applicazione può portare all’annullamento dell’intera procedura: la giurisprudenza amministrativa in materia si è fatta molto più rigida. In teoria, questo impianto normativo dovrebbe tradursi in un vantaggio strutturale per le macchine BEV e a idrogeno. In pratica, la realtà è più sfumata. Il problema principale è che i CAM definiscono requisiti minimi, e la loro applicazione concreta dipende molto da come la stazione appaltante redige il bando. Un ufficio acquisti poco specializzato - e in Italia ce ne sono molti, specialmente nei Comuni di medie dimensioni - tende a recepire i requisiti ambientali in modo formale, senza tradurli in specifiche tecniche vincolanti che favoriscano realmente le tecnologie avanzate. Il risultato è che spesso la gara rimane aperta a macchine diesel di ultima generazione, che rispettano formalmente i requisiti ma sono lontanissime dall’obiettivo politico sottostante. C’è poi il tema del prezzo. Le macchine elettriche costano mediamente il 4060% in più rispetto agli equivalenti diesel. Un Comune con budget limitato e nessun incentivo specifico a disposizione tende a privilegiare il prezzo di acquisto rispetto al TCO. La comprensione del costo totale di esercizio - minori costi energetici, manutenzione sensibilmente ridotta,
minori fermi macchina - richiede una competenza analitica che non sempre è presente nelle commissioni di gara. Infine, c’è un fattore umano che non andrebbe sottovalutato: la resistenza al cambiamento. Il responsabile di flotta che ha gestito per vent’anni macchine diesel conosce ogni loro difetto ma sa come gestirle. La macchina elettrica porta con sé incognite - autonomia reale, gestione delle batterie, competenze dei manutentori, infrastruttura di ricarica - che generano ansia nelle organizzazioni che non amano le sorprese. In un sistema pubblico dove i rischi tendono a ricadere su chi ha preso la decisione, è razionalmente comprensibile che molti preferiscano rimandare.
L’elettrico: presente ma ancora di nicchia
Le spazzatrici BEV sono oggi la tecnologia a zero emissioni più diffusa sul mercato. I costruttori principali e Green Machines è tra i pionieri, avendo lanciato la prima spazzatrice compatta elettrica al mondo, offrono gamme complete, dalle macchine pedonali fino ai mezzi di grandi dimensioni. Le prestazioni sono ormai comparabili al diesel per i cicli di lavoro standard, e in alcuni contesti centri storici, zone a traffico limitato, aree con vincoli acustici, lavoro notturno - sono superiori per definizione. In Europa si è registrato un incremento significativo negli acquisti di spazzatrici compatte elettriche nel 2024, spinto dagli obblighi a emissioni zero nelle principali città. Un dato in crescita, ma che parte da una base ancora bassa rispetto al parco diesel circolante. In Italia, l’adozione è concentrata prevalentemente nelle grandi città metropolitane e nelle municipalizzate più strutturate. Al di sotto di questa soglia - e parliamo di centinaia di Comuni medi e piccoli - il diesel regna sovrano. Le barriere all’adozione non sono solo economiche. La rete di GSA IGIENE URBANA
75
TERZA PAGINA
ricarica rimane un fattore bloccante, distribuita a macchia di leopardo: ci sono realtà comunali che hanno già investito in infrastrutture dedicate e gestiscono flotte miste con efficienza, e realtà numerose dove il deposito non ha un solo punto di ricarica e nessuno ha ancora avviato l’iter per installarli. A questo si aggiunge un problema di competenza: i manutentori abituati al diesel non sempre sono attrezzati per i sistemi BEV. E, più in profondità, un problema di fiducia: molti responsabili di flotta hanno vissuto esperienze deludenti con le prime generazioni di macchine elettriche e portano quella cicatrice nelle decisioni successive. Il settore sta pagando, in parte, i peccati originali di chi ha portato sul mercato prodotti non ancora maturi.
L’idrogeno: la scommessa del decennio
Se l’elettrico è il presente complicato, l’idrogeno è il futuro che si avvicina ma non ancora per tutti, non ovunque, e non nei tempi che qualcuno aveva immaginato qualche anno fa con eccessivo ottimismo. La tecnologia è disponibile e le esperienze con le spazzatrici a celle a combustibile presentano autonomie superiori all’elettrico e tempi di rifornimento paragonabili al diesel. I vantaggi operativi sono evidenti, soprattutto per i cicli di lavoro intensivi o per le zone climaticamente difficili dove le batterie soffrono nelle stagioni fredde. Il problema è l’infrastruttura. L’idrogeno richiede stazioni di rifornimento dedicate che in Italia sono ancora estremamente rare. Questo crea un paradosso classico: le macchine esistono, le prestazioni ci sono, ma non si possono vendere dove non c’è la rete. E la rete non si sviluppa perché non c’è ancora una domanda critica sufficiente. È lo stesso circolo vizioso che ha rallentato l’adozione dell’auto a idrogeno nel trasporto individuale,
76 GSA IGIENE URBANA
replicato in scala nel comparto municipale. Esistono però isole di eccellenza che anticipano quello che sarà il resto d’Italia tra cinque-dieci anni. L’Alto Adige è il caso più significativo nel contesto italiano: una Provincia autonoma con una policy esplicita di decarbonizzazione, investimenti pianificati in infrastrutture H2, e una sensibilità ambientale che si traduce in scelte d’acquisto concrete e coraggiose. Non è ancora un mercato di massa, ma è un mercato reale, e ha il valore di un laboratorio: chi compra oggi accumula competenza, abbatte i costi di gestione nel tempo, e si posiziona come riferimento per le altre amministrazioni che seguiranno. Il CNG/LNG ha avuto un suo momento di visibilità, soprattutto tra la fine degli anni Dieci e i primi anni Venti del secolo, come via di mezzo tra il diesel e le tecnologie zero emissioni. Oggi il suo posizionamento si è indebolito: non è abbastanza verde per chi vuole davvero zero emissioni dirette, non offre più il vantaggio economico che aveva quando il metano costava molto meno del gasolio, e le normative future non premiano questa tecnologia. Sopravvive in alcune nicchie geografiche dove l’infrastruttura gas è consolidata, ma non è più una tecnologia di crescita strategica.
Il noleggio: opportunità finanziaria, stessi obblighi ambientali
Uno degli sviluppi più interessanti degli ultimi anni nel mercato delle spazzatrici è la progressiva diffusione del noleggio operativo come modalità di acquisizione alternativa all’acquisto diretto. Vale la pena analizzarla con attenzione, perché porta con sé sia opportunità genuine che alcuni malintesi, talvolta alimentati con una certa superficialità anche da chi opera nel settore. La logica finanziaria del noleggio operativo è precisa e legittima. Per un ente pubblico o un’azienda
privata, sostituisce un esborso di capitale con un costo operativo fisso e prevedibile. Non ci sono immobilizzazioni in bilancio, non ci sono rischi di svalutazione della macchina, non ci sono costi di manutenzione straordinaria imprevedibili se il contratto prevede un pacchetto full-service. Il vantaggio è la certezza del budget: si sa esattamente quanto si spende ogni mese, per quanti mesi, e cosa è incluso in quel canone. Per il distributore e il costruttore, il noleggio è un’opportunità di fidelizzazione di lungo periodo. Un cliente che noleggia una macchina per cinque anni è un cliente che si re-ingaggia alla scadenza, che nel frattempo utilizza i ricambi e i servizi del fornitore, e che tipicamente - se l’esperienza è positiva - rinnova o amplia la flotta. È un modello di business più stabile e prevedibile rispetto alla vendita pura. Nel caso specifico delle macchine a zero emissioni, il noleggio ha un ulteriore vantaggio: abbatte la barriera del prezzo di acquisto. Se una spazzatrice BEV fa paura rispetto a una diesel equivalente per il divario di prezzo iniziale, un canone mensile che include tutto - macchina, manuluglio-settembre 2026
TERZA PAGINA
tenzione, garanzia batteria - può cambiare radicalmente la percezione del costo e rendere economicamente accessibile una tecnologia che altrimenti resterebbe fuori budget. È uno strumento potente, se usato correttamente. Detto questo, è necessario fare chiarezza su un aspetto che in molti sembrano trascurare o, in alcuni casi, deliberatamente aggirare: il noleggio non bypassa gli obblighi ambientali. La normativa italiana sui criteri ambientali negli appalti pubblici include esplicitamente, accanto alla fornitura diretta, anche il leasing, la locazione e il noleggio di macchine per lo spazzamento. Non c’è quindi alcuna differenza sostanziale tra “comprare una spazzatrice diesel” e “noleggiarla”: in entrambi i casi, l’ente pubblico è soggetto agli stessi obblighi. Chi propone il noleggio come soluzione per aggirare i vincoli normativi sta semplicemente sbagliando il ragionamento o, peggio, traendo in inganno il cliente. Ciò che il noleggio può fare, però, è spostare l’onere della conformità. Quando un ente noleggia una macchina da un operatore privato nell’ambito di un appalto di servizi, è quell’operatore luglio-settembre 2026
privato ad acquistare o noleggiare a sua volta il mezzo e quindi a decidere quale tecnologia adottare. Se il capitolato dell’appalto non prevede criteri ambientali stringenti sulla flotta, l’operatore privato può teoricamente continuare a usare macchine diesel, pur operando per conto di un ente pubblico. Questa è la zona grigia che esiste davvero, e che una redazione attenta del bando dovrebbe chiudere specificando i requisiti tecnici della flotta con cui il servizio deve essere erogato. Per i clienti privati, la questione si pone in termini completamente diversi: non sono soggetti ai criteri ambientali minimi degli appalti pubblici, e la loro scelta di noleggiare piuttosto che acquistare è puramente una decisione finanziaria e operativa. In questo segmento il noleggio sta crescendo significativamente, soprattutto per le macchine a zero emissioni: il cliente privato vuole provare la tecnologia senza impegnarsi su un investimento pesante, vuole flessibilità se le proprie esigenze cambiano, e apprezza la semplicità gestionale di un contratto all-inclusive.
Il privato: il laboratorio più avanzato
Paradossalmente, sono spesso i clienti privati ad adottare le tecnologie più avanzate più rapidamente dei committenti pubblici. Un operatore portuale che deve rispettare le normative sulle emissioni in banchina, un’azienda con policy ESG di gruppo che deve rendicontare le emissioni Scope 1, un centro logistico che lavora in ambienti semi-chiusi dove il diesel è insostenibile: questi clienti non aspettano che il quadro normativo li obblighi. Scelgono in anticipo, e spesso con cognizione di causa. Con i privati il processo di vendita è strutturalmente diverso. Si parla di TCO reale, di ritorno sull’investimento calcolato su scenari concreti, di riduzione dei costi operativi, di be-
nefici fiscali. Si fa una demo, si lascia la macchina in prova, si confrontano i dati di consumo reale. Non c’è una commissione di gara che valuta su carta: c’è un responsabile operativo che tocca con mano e porta i propri tecnici a ragionare sui numeri. Questo rende la vendita più rapida, più soddisfacente per entrambe le parti, e molto più gestibile in termini di ciclo commerciale. Infine, il mercato privato è anche quello dove si sperimenta di più, dove si raccolgono i dati che poi si portano ai clienti pubblici più cauti.
Il ruolo del distributore nella transizione
Nel quadro che abbiamo descritto, il ruolo del distributore sta cambiando in modo sostanziale. Non basta più consegnare una macchina, fornire i ricambi e rispondere alle chiamate in garanzia. Il cliente - pubblico o privato - vuole un interlocutore che lo aiuti a navigare una transizione complessa, che tocca tecnologia, normativa, finanza e organizzazione interna. Con il cliente pubblico, questo significa saper leggere un bando, capire come i requisiti ambientali si applicano al caso specifico, suggerire al responsabile acquisti come strutturare i criteri tecnici in modo che la macchina giusta abbia la possibilità di vincere la gara. Significa conoscere i fondi disponibili - PNRR, bandi regionali, programmi europei settoriali - e saper costruire insieme al cliente un percorso di accesso agli incentivi che renda economicamente sostenibile la transizione. Significa anche supportare l’installazione dell’infrastruttura di ricarica, formare i manutentori, garantire la continuità operativa della flotta durante la curva di apprendimento. Con il cliente privato, significa soprattutto parlare il linguaggio dei numeri: TCO documentato, ROI calcolato su scenari realistici, comparazione tra l’acquisto GSA IGIENE URBANA
77
TERZA PAGINA
e il noleggio, analisi della deducibilità fiscale. Significa essere presenti dopo la vendita con un servizio che trasformi la prima macchina in una flotta, e la prima esperienza positiva in un rapporto commerciale di lungo periodo. Questo è un cambio di paradigma non banale. Richiede investimenti in competenze che vanno ben oltre la conoscenza tecnica della macchina: normativa degli appalti, finanza aziendale, project management dell’infrastruttura, Comunicazione efficace con interlocutori molto diversi tra loro. Non tutti i distributori sono pronti a fare questo salto, e chi non lo fa rischia di venire progressivamente marginalizzato man mano che la complessità del mercato cresce.
Cosa ci aspettiamo nei prossimi anni
La direzione è chiara: la normativa europea e nazionale spingerà progressivamente verso la fine del diesel nelle
78 GSA IGIENE URBANA
flotte municipali, con scadenze che si avvicineranno nel corso del decennio. I fondi PNRR stanno già muovendo capitali verso la mobilità sostenibile nei contesti pubblici. I criteri ambientali diventeranno sempre più stringenti, e la loro applicazione sempre più controllata. Ma la transizione non sarà lineare, né geograficamente omogenea. Ci sarà una fase di convivenza lunga tra le tecnologie: le grandi città e le province più avanzate andranno veloce, i Comuni piccoli e le municipalizzate meno strutturate seguiranno con ritardo. Chi lavora in questo mercato deve essere in grado di vendere macchine a zero emissioni a Milano e diesel di ultima generazione a un Comune di 5.000 abitanti in cui l’unico punto di ricarica disponibile è a decine di chilometri di distanza. Il noleggio, in questo contesto, avrà un ruolo crescente. Non come escamotage normativo - quella strada è chiusa - ma come strumento finanziario che abbassa le
barriere di accesso alle tecnologie a zero emissioni, rende prevedibili i costi, e permette di aggiornare la flotta alla scadenza del contratto senza doversi sobbarcare il rischio di deprezzamento di un bene obsoleto. Per i distributori strutturati, costruire un’offerta di noleggio credibile con accordi con istituti finanziari, con pacchetti di manutenzione full-service, con garanzie sulla batteria, sarà uno dei fattori competitivi più rilevanti dei prossimi anni. Nel frattempo, il mercato continuerà a premiare chi ha le competenze per orientarsi in un quadro complesso, chi sa parlare con il responsabile acquisti di una municipalizzata e con il direttore operativo di un porto, chi porta dati reali invece di promesse di brochure. Il settore della pulizia urbana è fondamentale per la qualità della vita delle città, ma è spesso trattato come un mercato di serie B. Chi lo prende sul serio, oggi, ha davanti a sé un’opportunità concreta.
luglio-settembre 2026
TERZA PAGINA
Terre di spazzamento: la chiusura del ciclo sul territorio di Alessio Ciacci, Ecomanager
Il caso Druento e la nuova frontiera del recupero dello spazzamento stradale. L’impianto finanziato con fondi PNRR in grado di trattare 30mila tonnellate all’anno, e una potenzialità di trattamento pari a circa 11 tonnellate all’ora.
L
a transizione ecologica e il consolidamento dell’economia circolare nel nostro Paese non si misurano più soltanto sulle grandi percentuali macroeconomiche di riciclo complessivo, ambito in cui l’Italia detiene storicamente un posizionamento d’eccellenza in Europa. La vera sfida industriale si gioca oggi sulla capacità di intercettare e valorizzare i flussi di frazioni merceologiche complesse e territoriali, storicamente considerate un puro costo di smaltimento o una criticità logistica.
80 GSA IGIENE URBANA
In questo scenario, l’inaugurazione del nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti da spazzamento stradale a Druento, in provincia di Torino, rappresenta una pietra miliare e una risposta concreta alla necessità di una reale autonomia impiantistica locale.
PNRR, soldi ben spesi
L’infrastruttura, di proprietà del Consorzio C.A.DO.S. e gestita operativamente da Cidiu Servizi S.p.A., incarna perfettamente il modello
di sviluppo che da anni auspichiamo per il settore dell’igiene urbana. Con una capacità autorizzata di 30 mila tonnellate annue e una potenzialità di trattamento pari a circa 11 tonnellate all’ora, l’impianto piemontese dimostra come le risorse pubbliche del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) — che ha finanziato quasi interamente i 6 milioni di euro di investimento complessivo — possano tradursi in asset industriali ad altissimo rendimento ambientale. Cidiu Servizi S.p.A. è luglio-settembre 2026
TERZA PAGINA
rata per ricavare aggregati riciclati certificati come sabbia, ghiaino e ghiaietto. Questi materiali, rispondenti al 100% ai requisiti CAM (Criteri Ambientali Minimi) per l’edilizia, vengono reimmessi sul mercato per la produzione di calcestruzzi, malte e sottofondi stradali, chiudendo perfettamente il cerchio dell’economia circolare nello stesso settore che ha generato il consumo originale.
la società che cura le attività impiantistiche del Gruppo Cidiu, attivo anche con la sua capogruppo Cidiu S.p.A., nel gestire la raccolta rifiuti e l’igiene urbana sul territorio dei 17 Comuni soci nella zona a ovest di Torino. Giovanni Pesce, Amministratore Delegato Cidiu SpA commenta: “L’economia circolare non è solo un obiettivo per il Gruppo, ma una realtà già operativa attraverso le sue due Aziende dedicate l’una alla raccolta dei rifiuti, l’altra al loro trattamento e recupero”.
Il settore edile mostra interesse
La soluzione ad un problema irrisolto
Perché il recupero delle terre di spazzamento stradale rappresenta un salto di qualità? Fino ad oggi, i residui derivanti dalla pulizia meccanizzata delle strade, caratterizzati da una composizione eterogenea e variabile a seconda delle stagioni e dei contesti urbanistici, venivano considerati rifiuti ostici, non idonei ai processi di termodistruzione. La mancanza di siti dedicati costringeva molti operatori piemontesi a trasferire questi materiali fuori regione, prevalentemente in Lombardia, generando un impatto economico e ambientale insostenibile in termiluglio-settembre 2026
Giovanni Pesce, AD Cidiu SpA
ni di trasporti e logistica. La logica del polo di Druento scardina questo approccio lineare. Attraverso una tecnologia avanzata di soil washing brevettata da Ecocentro Tecnologie Ambientali (Gruppo Esposito), il processo industriale attua una separazione automatizzata di solidi, liquidi e fanghi. Non siamo di fronte a un mero impianto di stoccaggio o pre-trattamento, ma a una vera e propria fabbrica di materie prime seconde. La frazione inorganica dello spazzamento viene lavata e sepa-
Il settore dell’edilizia locale sta già mostrando interesse per gli aggregati riciclati prodotti e il materiale attualmente più richiesto è la sabbia, che viene impiegata soprattutto per la produzione di manufatti prefabbricati in calcestruzzo. Allo stesso tempo, la componente organica separata non va perduta: viene indirizzata al vicino impianto di compostaggio del polo industriale Cidiu, trasformando una potenziale passività ambientale in un fertilizzante naturale per l’agricoltura. Persino i metalli ferrosi residui vengono intercettati e avviati a recupero. Un approccio integrato che riduce al minimo la percentuale di scarto finale destinata alla discarica. GSA IGIENE URBANA
81
TERZA PAGINA
Quali sono state le principali sfide burocratiche e cantieristiche nell’utilizzo dei fondi PNRR per rispettare i tempi di consegna dell’impianto?
Giovanni Pesce spiega: “Il Gruppo Cidiu aveva già pianificato da tempo di realizzare un impianto per il trattamento delle terre da spazzamento e, quando si è presentata l’opportunità di accedere ai fondi PNRR, è stata colta grazie alla collaborazione con Cados”. L’AD di Cidiu Servizi SpA Davide Caregnato aggiunge: “Considerata la rilevanza dell’opera e la necessità di garantirne la piena compatibilità con l’ambiente circostante, l’iter autorizzativo è stato lungo e approfondito. Gli enti competenti hanno analizzato tutti gli aspetti di interesse ed è stata posta particolare cura da parte nostra nel recepire puntualmente le prescrizioni indicate, apportando in corso d’opera gli adeguamenti progettuali necessari. Fondamentale per portare a termine l’opera nei tempi stabiliti è stata la forte sinergia che la struttura aziendale ha creato con i diversi soggetti coinvolti (imprese esecutrici, direzione lavori e collaudatore)”.
Circolare in tutto
Sotto il profilo della sostenibilità intrinseca del processo, l’impianto risponde ai più stringenti standard ecologici moderni. Il ciclo idrico di lavaggio prevede la depurazione e il riutilizzo di oltre il 75% dell’acqua impiegata, minimizzando il consumo di una risorsa preziosa, mentre l’alimentazione energetica della struttura si basa interamente su energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili certificate. Questo esempio piemontese lancia un messaggio chiaro a tutto il comparto della gestione dei rifiuti in Italia. La transizione ecologica si fa investendo in impianti industriali di prossimità ad alta tecnologia. Aggregare la domanda e i flussi di diversi operatori territoriali — come dimostra Druento, che ad oggi tratta, oltre ai rifiuti stradali di Cidiu SpA, anche quelli di una vasta rete di aziende e consorzi, tra cui Acsel, SCS, Amiat, Seta, Covar 14, Teknoservice (Imperia) e Csea — rappresenta la strada maestra. Superare le frammentazioni territoriali consente
82 GSA IGIENE URBANA
Questo impianto è già un polo di riferimento anche per altri territori, a regime quale sarà il bacino servito? Davide Caregnato, AD Cidiu Servizi SpA
di creare quelle economie di scala indispensabili per dare sostenibilità economica agli investimenti tecnologici ed ecologici, riducendo i costi di gestione e azzerando l’impronta carbonica dei trasporti interregionali dei rifiuti. Druento non è solo un bel traguardo per il Piemonte, ma un esempio su scala nazionale.
Davide Caregnato spiega: “Si tratta di un impianto che ha la capacità di assorbire una parte significativa dell’insieme complessivo dei rifiuti da spazzamento stradale prodotti nel bacino piemontese. Rappresenta infatti un’infrastruttura unica per caratteristiche tecniche e capacità operativa e svolge un ruolo strategico nel ridurre la dipendenza da soluzioni esterne alla Regione”. luglio-settembre 2026
GESTIONE
Riciclo chimico delle plastiche: opportunità o scorciatoia da attenzionare? L’innovazione tecnologica è il sale dello sviluppo tecnico ed industriale ed anche sulle prospettive di sviluppo del riciclo chimico risulta opportuno assumere un atteggiamento positivo privo di pregiudizi.
di Attilio Tornavacca, Direttore generale di ESPER Società Benefit
Il riciclo chimico
Questo tema mi è particolarmente caro poiché 30 anni addietro la mia tesi di laurea in chimica con indirizzo macromolecolare aveva il seguente titolo “Bilancio economico ed ambientale del recupero post consumo e del riciclo delle materie plastiche” ed un capitolo era dedicato proprio al riciclo chimico, cioè quell’insieme di processi chimici che impiegano materiali polimerici di recupero (per es. la depolimerizzazione) per la produzione di composti chimici ben definiti o di miscele di prodotti utilizzabili come intermedi per altre produzioni. Il riciclo chimico punta quindi alla trasformazione dei rifiuti plastici in prodotti adatti ad essere utilizzati come materia prima nell’industria chimica. Nella maggior parte dei casi questi prodotti possono essere usati anche come carburante. Nel secolo scorso era già stata sviluppata una gran varietà di procedimenti di conversione termica dei ri-
84 GSA IGIENE URBANA
fiuti plastici sulla base di diversi principi (gassificazione, pirolisi, idrogenazione, ecc.). Soprattutto in Germania il riciclaggio chimico era stato adottato massicciamente per sopperire alla carenza di impianti di riciclo meccanici capaci di trattare l’enorme quantità di imballaggi raccolta dopo l’applicazione del Decreto Toepfer (una legge tedesca del 1991 che ha portato in Europa il principio di responsabilità estesa del produttore) e per rispondere all’esigenza di recupero a causa del divieto di incenerimento dei materiali raccolti. Recentemente ESPER Società Benefit ha approfondito le potenzialità di sviluppo del riciclo chimico nell’ambito del progetto “PLASMARE” (acronimo di Plastiche per nuovi Materiali mediante un Riciclo Ecosostenibile) cofinanziato dal MINAMB, in collaborazione del CNR-ISMN e del CNR-IIA. Le tecnologie di riciclo chimico ormai mature riguardano alcuni specifici tipi di poli-
meri: poliestere soprattutto, ma anche poliuretano e polistirene (noto anche come polistirolo), policondensati vari e pneumatici usati ecc.
Difficoltà tecniche ed economiche
Nonostante il riciclo chimico delle plastiche eterogenee post consumo sia stato attenzionato dall’industria da oltre 50 anni non si è però ancora diffuso su larga scala soprattutto a causa degli elevati costi energetici, della complessità tecnologica nella gestione di rifiuti plastici misti con composizioni chimiche molto diverse ed a volte incompatibili, ma soprattutto a causa della scarsa competitività economica rispetto alla concorrenza della plastica vergine che si è accentuata negli ultimi due anni. Per quanto riguarda i costi energetici del riciclo chimico si deve infatti considerare che il risparmio energetico che si può conseguire con il riciclo meccanico luglio-settembre 2026
GESTIONE
delle materie plastiche risulta spesso molto più consistente di quello ottenibile con il riciclo chimico poiché si riutilizza l’energia intrinseca nel materiale. Ad esempio, per il polietilene a bassa densità, l’energia necessaria per la produzione è pari a circa 100 MJ/Kg, ma il valore come combustibile del materiale è 46 MJ/Kg. Altri polimeri come il PET hanno una energia totale di produzione di 170-220 MJ/Kg; l’energia consumata per il riciclo meccanico (che varia a seconda del sistema adottato) e il riprocesso, richiede circa 10-20 MJ/kg. In futuro il riciclo chimico di altre classi di polimeri potrà diventare economicamente fattibile, soprattutto se le industrie progetteranno polimeri con strutture chimiche particolarmente adatte e si attrezzeranno per poter ritirare esse stesse i materiali da riciclare nei loro impianti grazie all’estensione anche in Italia del deposito cauzionale, ottenendo così materiali più omogenei e puliti. Quando si parla di riciclo chimico dei materiali polimerici ci si riferisce però sempre più spesso ai processi di pirolisi e di gassificazione, cioè applicazioni “open loop” in cui il materiale recuperato viene impiegato per utilizzi differenti da quelli di origine. In questo caso pirolisi e gassificazione non mirano a produrre intermedi per produrre nuovamente materiali plastici, ma solo combustibili sotto forma di syngas o oli di pirolisi.
Pirolisi: l’allarme di ZWE
La pirolisi di materie plastiche si è diffusa soprattutto per il trattamento di specifiche matrici (ad esempio pneumatici) ma risulta poco diffusa per i materiali plastici misti post consumo poiché tale processo presenta evidenti limiti tecnologici a causa della incompatibilità di alcune tipologie di plastiche, bassa resa e necessità di purificare l’olio prodotto in più fasi, con relativo elevato dispendio energetico. La rete ambientalista Zero Waste Europe in un recente studio ha infatti eviluglio-settembre 2026
denziato che l’attuale alternativa alla costosa ed assai energivora purificazione è la consistente diluizione con nafta vergine o miscele di prodotti petroliferi. “In termini di resa – viene affermato nello studio – anche nella migliore delle ipotesi, solo il 2% dei rifiuti di plastica immessi nella pirolisi finirà effettivamente nel prodotto riciclato.” Lauriane Veillard, responsabile delle politiche sul riciclo chimico e delle politiche “Plastic-to-Fuels” di Zero Waste Europe ha evidenziato che: “Non possiamo accettare una legislazione confusa che potrebbe minare la vera economia circolare. La nostra stella polare dovrebbe essere la tutela dell’ambiente, della salute umana e della fiducia del pubblico. Questi valori dovrebbero costituire la base delle discussioni sulle questioni relative al riciclo della plastica, come il calcolo del contenuto di riciclato e la definizione dei criteri di end-of-waste”.
No all’elusione della disciplina sulle emissioni
In una recente audizione di ESPER presso la Commissione Ambiente della Camera dei deputati abbiamo inoltre dovuto evidenziare le potenziali criticità connesse alla proposta, contenuta nello schema di recepimento nazionale della Direttiva UE 2024/1785, di escludere gli impianti di gassificazione e pirolisi dalla disciplina sulle emissioni
degli inceneritori e coinceneritori. Nel provvedimento in discussione non è infatti presente alcun chiaro rinvio dell’applicazione di tale esenzione fino alla conclusione degli indispensabili approfondimenti richiesti dall’Unione Europea nel considerando 43, vale a dire la puntuale definizione dei «criteri per valutare se i gas o i liquidi depurati risultanti dalla gassificazione e dalla pirolisi dei rifiuti siano sufficientemente purificati da non costituire più rifiuti prima del loro incenerimento». Questa assenza potrebbe creare un pericoloso vuoto normativo, che costringerebbe gli enti locali ad agire in autonomia, con il rischio che i criteri adottati nelle diverse regioni non risultino uniformi a livello nazionale. In sintesi, la condizione per non classificare un impianto di gassificazione o pirolisi quale inceneritore sarebbe, secondo l’art. 29 dello schema di decreto, che le emissioni dovute alla combustione del syngas siano paragonabili a quelle da gas naturale. L’ambiguità della modifica all’articolo 237-quater del Codice dell’ambiente risiede nell’esenzione concessa agli impianti di gassificazione e pirolisi (se il syngas viene purificato fino a non costituire più rifiuto), senza però normare rigorosamente i test preventivi e i parametri di conformità. La mancanza di uno specifico protocollo nazionale per testare questa presunta equivalenza GSA IGIENE URBANA
85
GESTIONE
del syngas al gas naturale rende tale esenzione potenzialmente assai pericolosa. Il gas di sintesi può infatti variare enormemente a seconda del rifiuto trattato, rendendo necessarie analisi rigorose sulla sua composizione chimica (es. metalli pesanti, composti organici volatili) prima della combustione.
Emergenza plastica, alibi perfetto?
La recente emergenza di sovra stoccaggio di materiali plastici nei depositi e la correlata epidemia di incendi nei depositi di materiali plastici rischiano però di essere strumentalizzate per giustificare una pericolosa deregolamentazione delle procedure di autorizzazione di tali impianti di gassificazione e pirolisi. A fronte di tale emergenza (in realtà preannunciata da ASSORIMAP fin dal 2025), alcuni Consorzi stanno infatti proponendo di ricorrere al riciclo chimico, soprattutto attraverso impianti di pirolisi. Analogamente agli inceneritori e ai termovalorizzatori, i gassificatori e i pirolizzatori possono però rilasciare in atmosfera prodotti della combustione (come particolato e ossidi di azoto), alcuni metalli pesanti e altre molecole potenzialmente dannose. Gli impianti di gassificazione possono comportare anche altri rischi per la salute: possono
86 GSA IGIENE URBANA
verificarsi intossicazioni da monossido di carbonio, esplosioni e incendi.
Monitoraggio in continuo obbligatorio
Se non si introduce l’obbligo di un sistema di monitoraggio in continuo certificato, diventerà impossibile garantire l’effettiva assenza di picchi inquinanti paragonabili a quelli degli inceneritori. Per colmare questo vuoto normativo si dovrebbe richiedere di vincolare la possibilità di ottenere tale esenzione al puntuale ed integrale rispetto di standard tecnici, vincolanti a livello nazionale, elaborati dal MinAmb con il supporto di ISPRA, che devono definire i limiti stringenti e le soglie ammissibili per la combustione del syngas. Si potrebbe infine vincolare l’esenzione a un’istruttoria approfondita in sede di AIA regionale, stabilendo a livello nazionale le prescrizioni minimali dell’attività di monitoraggio in continuo.
I rischi della pirolisi
In un recente studio pubblicato sulla rivista dell’Associazione Italiana di Ingegneria Chimica (AIDIC), il prof. Frank Huess Hedlund evidenziava che: “La pirolisi è un processo intrinsecamente pericoloso, ma le barriere all’ingresso sembrano piuttosto basse e la super-
visione normativa limitata. Un prototipo di impianto di pirolisi proprietario ha subito una grave esplosione nel 2020. Un’esplosione nel 2021 presso lo stesso impianto ne ha causato la completa distruzione. Il documento esamina le limitate prove disponibili e presenta una serie plausibile di lezioni non apprese. Occorre quindi prestare la massima attenzione per evitare che la risoluzione di un problema in un ambito, quello ambientale, avvenga a scapito di problemi in un altro, quello della sicurezza sul lavoro.” In uno studio pubblicato nel 2018 sul “Journal of Loss Prevention”, una delle più prestigiose pubblicazioni internazionali sulla sicurezza degli impianti chimici, il prof. Andrew N. Rollinson evidenziava nell’abstract che: “Negli ultimi anni si è assistito a un numero crescente di tentativi di sviluppare la gassificazione su scala commerciale dei rifiuti solidi urbani. I risultati sono stati ampiamente deludenti, con numerosi fallimenti di alto profilo e spesso catastrofici. Le cause e le analisi di questi fallimenti di processo rimangono insufficientemente documentate nella letteratura scientifica.” Il possibile maggiore ricorso alla gassificazione e alla pirolisi non può quindi prescindere da regole rigorose sul controllo della sicurezza di tali impianti e sul costante controllo delle emissioni a fronte della potenziale eterogeneità delle varie tipologie di rifiuti plastici in ingresso a tali impianti. Le sostanze chimiche contenute nei polimeri non sono infatti costituite soltanto dai monomeri di base, ma anche da plastificanti come gli ftalati, bisfenoli (BPA, BPS, BPF), i PFAS, i ritardanti di fiamma bromurati (BFR e PBDE) ed organofosfati (OPFR), i catalizzatori (tra cui metalli di vario tipo) e da un’infinita varietà di ulteriori additivi chimici per conferire alle plastiche prestazioni particolari. Il rilascio in atmosfera di tali sostanze può risultare molto pericoloso se non vengono utilizzati adeguati sistemi di filtrazione delle emissioni. luglio-settembre 2026
planet.baron.it
Un prodotto di Baron GH5 Srl
PAD. C5 Stand 100
GESTIONE
L’efficacia dei contenitori volumetrici e autocompattanti Smart Waste Management
foto generata con I.A.
di Tiziano Suppa, Ph.D*
….Come l’innovazione tecnologica possa ottimizzare i costi e massimizzare i benefici ambientali ed operativi nella gestione dei rifiuti urbani…. La rivoluzione smart nella gestione dei rifiuti
Gli insediamenti urbani e le metropoli stanno affrontando varie problematiche politiche, sociali ed urbanistiche legate a diversi fattori tra i quali: • la crescita demografica, • l’aumento dell’età media anagrafica degli abitanti; • l’urbanizzazione accelerata e non sempre ordinata secondo principi e
88 GSA IGIENE URBANA
criteri logisticamente sostenibili; • le stringenti normative comunitarie sulla sostenibilità ambientale. La gestione dei rifiuti solidi urbani rappresenta una delle voci di spesa più consistenti per le amministrazioni locali e le aziende di pubblica utilità. Il modello di raccolta tradizionalmente più diffuso, basato su calendari fissi, percorsi identificati in via preliminare iterativa, una scarsità informativa sullo
stato reale del riempimento dei cassonetti, mostra ormai limiti strutturali penalizzanti e non compatibili con la disponibilità di nuove tecnologie dell’informazione. Questo approccio genera generalmente un consistente “drop” negativo di efficienza dal punto di vista logistico, gestionale ed economico con chiari e progressivi impatti sugli OPEX; da un lato, i mezzi di raccolta vuotano contenitori non sempre al limite della capienza, con pregiudizio della produttività e redditività del servizio che comporta utilizzo non ottimizzato del tempo, del carburante e delle risorse operative; dall’altro, volumi consistenti ed imprevedibili di conferimento luglio-settembre 2026
GESTIONE
generano il fenomeno dell’eccessivo riempimento del contenitore con fuoriuscita del rifiuto a terra generando gravi ripercussioni sul decoro e sull’igiene pubblica. La risposta a queste criticità risiede nella digitalizzazione dell’”ultimo miglio” logistico, definita comunemente Smart Waste Management. Tra le innovazioni a più alto tasso di rendimento spiccano i contenitori dotati di sensori per la misurazione volumetrica e i cestoni stradali autocompattanti. Queste tecnologie non devono essere interpretate come semplici “asset” fisici evoluti, bensì come veri e propri nodi di una rete IoT (Internet of Things) industriale, capaci di trasformare la raccolta dei rifiuti in un processo dinamico, predittivo e interamente guidato dai flussi di dati in tempo reale. In questo articolo verranno trattati in particolar modo proprio i cestini autocompattanti i quali, con sempre maggiore diffusione su scala continentale, stanno progressivamente occupando un ruolo di rilievo nella gestione delle principali e strategiche arterie delle metropoli, con relativo efficientamento del servizio di raccolta proprio nelle aree in cui il passaggio quotidiano di persone con esigenza di disfarsi del rifiuto da passeggio è più marcato.
I cestini autocompattanti: come funzionano
I cestini autocompattanti intelligenti, definiti anche Smart bin, sono dotati di avanzati dispositivi tecnologici, tra i quali dei sensori di rilevazione del riempimento (spesso a ultrasuoni) integrati nel coperchio o nella struttura interna atti a fornire, tramite una trasmissione via GPRS o via NB IoT, una dashboard remota i dati relativi allo stato del riempimento del contenitore al fine di pianificarne la vuotatura. Il loro principio di funzionamento, indipendentemente dalla tecnologia realizzativa, è grossomodo sempre il medesimo come rappresentato di seguito. luglio-settembre 2026
Monitoraggio volumetrico in tempo reale
Il sensore installato (in genere ad ultrasuoni) misura costantemente la distanza tra il dispositivo e i rifiuti accumulati, calcolando la percentuale di riempimento. I moderni sistemi di rilevazione abbinati all’intelligenza artificiale spesso descrivono anche un potenziale volume occupato dai rifiuti che ne determina, in maniera tridimensionale, l’effettivo riempimento individuando la effettiva occupazione dei rifiuti all’interno del volume interno del contenitore. In realtà, nel caso dei cestini autocompattanti, tale dato è poi integrato dal riscontro della misurazione della forza resistente applicata dal rifiuto compattato verso il pressore, al fine di evitare dati di riempimento volumetrici puri privi dell’ottimizzazione fornita dal sistema di compressione installato.
Trasmissione dati wireless
Le informazioni vengono inviate tramite reti a basso consumo (come NB-IoT, LoRaWAN o 4G/5G) a una piattaforma di gestione centralizzata. Tale piattaforma, generalmente denominata Dashboard, provvede ad elaborare i dati ricevuti per aggiornare con frequenza che varia in funzione di quella abbinata alla ricezione dei dati, i monitoraggi della situazione della raccolta per quei contenitori muniti di tali sistemi di rilevazione.
Alert automatici
Tali sistemi sono altresì in grado di generare notifiche automatiche quando il contenitore raggiunge una soglia critica di riempimento (ad es. 80%) che in genere è tarabile in funzione del forecast del flusso in ingresso della frazione in esame in ragione dei vari parametri sociodemografici della stessa, prevenendo straripamenti e degrado urbano.
Principali segnali monitorati
I segnali monitorati sulle dashboard, in genere proprietarie e gestite dagli stessi costruttori dei macchinari, sono generalmente i seguenti: - Geo-cartografia della posizione dei macchinari sul territorio (GIS); - Percentuale di riempimento istantanea; - Efficiency (*) - Eventuale segnale di riempimento al di sopra delle soglie preimpostate (in genere 60-80 100 %); - Temperatura all’interno del cestone; - Stato di carica della batteria; - Stato di erogazione energia da parte del pannello solare; - Eventuali segnali di allarme e/o errori; - Data ed ora ultima vuotatura; - N. di compattazioni effettuate; - N. conferimenti e volume inserito/ processato; - Pagina delle attività manutentive – segnalazioni di guasto; - CO2 risparmiata; - Funzionamento comunicazione (router/main board); - Eventuale apertura portello di conferimento; - Eventuale apertura della porta di accesso. Ovviamente, ogni costruttore identifica le pagine della dashboard in maniera diversa e, entro certi limiti, tali disposizioni sono altresì customizzabili su richiesta della committenza.
Tecnologia al servizio dello spazio
I cestini autocompattanti, in genere aventi un volume ridotto rispetto ai tradizionali contenitori stradali (parlia(*) – la Efficency espressa in valore percentuale identifica lo stato di riempimento medio a cui viene vuotato il contenitore. Tale valore rappresenta un KPI molto rappresentativo del corretto utilizzo del contenitore e la salute dell’organizzazione del servizio di raccolta in quanto tale valore è tanto maggiore quanto minori divengono i costi di gestione del servizio.
GSA IGIENE URBANA
89
GESTIONE
mo di 120-240 litri contro i 1100 – 2400 quando non addirittura 3.750 litri) rappresentano l’evoluzione fisica del cestino di conferimento per il rifiuto da passeggio. Esso, infatti, trova la sua pratica applicazione ed il suo ottimale impiego, lungo le strade ad elevata frequentazione di cittadini e/o turisti, con l’intento di intercettare un maggiore quantitativo di rifiuto (in genere indifferenziato da passeggio, di taglia minuta) rispetto ai contenitori/cestini stradali non dotati di sistemi di riduzione volumetrica. Essi sono generalmente composti dai seguenti elementi di macchina: - Un involucro esterno metallico; - Un contenitore polimerico interno dotato di sistemi per essere vuotato da veicoli della raccolta appositamente predisposti; - Una porta anteriore per accesso da parte degli operatori ecologici; - Un portello di conferimento con sistemi a molla per il richiamo dello stesso; - Dei sensori di livello, atti a monitorarne il riempimento e ad attivarne periodicamente la compattazione; - Una pressa meccanica alimentata da motori elettrici a basso consumo; - Una batteria accumulatrice avente capacità di 25-35 Ah; - Un pannello fotovoltaico con capacità di erogazione pari a 30 W posto sulla parte superiore dell’involucro adibito alla ricarica della batteria; - Un display e/o dei sistemi a Led ad uso operatore ed utenza atti ad indicare l’operatività dei contenitori e la sua potenziale ricettività; - Altri accessori necessari per il funzionamento del macchinario.
Riduzione volumetrica drastica
La pressa si attiva automaticamente al raggiungimento di determinati livelli di riempimento, compattando i rifiuti con una forza che riduce il volume fino a 5-8 volte rispetto a un cestone tradizionale provvedendo pertanto ad ottimizzare
90 GSA IGIENE URBANA
gli itinerari di raccolta ad opera degli operatori ecologici con diminuzione delle frequenze di passaggio e relativi “saving” operativi di ore/uomo e di carburante ed usura mezzo che possono essere destinati ad altri servizi.
conferimento da quella di compattazione, garantendo la totale sicurezza dei cittadini.
Autonomia energetica totale
L’adozione di un’infrastruttura di Smart Waste Management richiede una pianificazione finanziaria rigorosa, poiché l’investimento iniziale in conto capitale (CapEx) è superiore rispetto all’acquisto di cassonetti tradizionali. Tuttavia, l’analisi del ciclo di vita (LCC) evidenzia un rapido ritorno sull’investimento (ROI) grazie a un abbattimento strutturale della spesa operativa corrente (OpEx). I driver economici principali dell’efficientamento includono: • Contrazione drastica delle frequenze di raccolta: l’aumento della capacità reale dei cestoni au-
L’alimentazione fotovoltaica rende questi dispositivi completamente indipendenti dalla rete elettrica locale, azzerando i costi di alimentazione e facilitando l’installazione in qualsiasi punto della città avendo cura di selezionare dei Punti di raccolta idonei, ricettivi e che prevedano un massivo passaggio di persone. I contenitori sono dotati di sistemi di blocco automatico che impediscono l’attivazione della pressa durante l’introduzione del rifiuto tramite sistemi elettrosensibili e/o per il tramite di criteri costruttivi tali da separare fisicamente la zona di
Razionalizzazione dei costi: un’analisi finanziaria tra CapEx e OpEx
luglio-settembre 2026
GESTIONE
tocompattanti (fino a 8 volte superiore) e la conoscenza dello stato di riempimento dei contenitori volumetrici riducono il numero complessivo di svuotamenti necessari. Per i cestoni stradali si registra una flessione dei passaggi che può raggiungere il 70 - 80%, trasformando turni di raccolta quotidiani in interventi trisettimanali quando non addirittura settimanali. • Ottimizzazione logistica e logica dinamica delle rotte: i dati provenienti dal campo vengono elaborati da algoritmi di “routing” predittivo. Il sistema è in grado di elaborare percorsi dinamici per ogni turno di servizio pianificando, in maniera dinamica, l’itinerario ottimale per i mezzi di raccolta, includendo esclusivamente i contenitori che necessitano realmente di svuotamento. La riduzione dei chilometri percorsi impatta direttamente sulle principali voci di costo della flotta: - contrazione del consumo di carburante, - riduzione dell’usura degli pneumatici, - minor usura su base temporale dei componenti meccanici, - dilatazione degli intervalli di manutenzione ordinaria e straordinaria del veicolo, - aumento della vita tecnica del mezzo con impatto positivo sull’ammortamento dello stesso e con il relativo “turnover” per la sua sostituzione. • Riallocazione efficiente delle risorse umane: l’automazione e la pianificazione guidata dai dati sollevano il personale operativo da compiti ripetitivi e ispezioni a vuoto. Il vero saving, infatti, più che nei “saving” sopra indicati, risiede nelle ore di lavoro risparmiate che consentono di ridurre il ricorso al lavoro straordinario e permettono di riallocare la forza lavoro verso servizi a reale maggior valore aggiunto. luglio-settembre 2026
Benefici ambientali, sociali e integrazione con la Tariffa puntuale
Oltre ai vantaggi di natura prettamente economica, l’implementazione di sistemi smart genera impatti positivi di altissimo valore per la comunità e l’ecosistema urbano, allineandosi agli obiettivi di decarbonizzazione globali. Dal punto di vista ambientale, la flessione dei chilometri percorsi dai mezzi pesanti destinati alla raccolta dei rifiuti, per la stragrande maggioranza ancora oggi storicamente caratterizzati da motorizzazioni diesel ad elevato consumo, determina una riduzione lineare e misurabile delle emissioni di gas climalteranti GHG (CO2) e di inquinanti locali come ossidi di azoto (NOx) e particolato fine (PM10 e PM2.5). Questo miglioramento della qualità dell’aria si traduce in un beneficio diretto per la salute pubblica dei residenti. A livello sociale e di decoro urbano, il monitoraggio predittivo neutralizza lo scenario dei rifiuti abbandonati all’esterno del cassonetto. I cestoni autocompattanti sono dotati di portelli di conferimento che impediscono l’introduzione di sacchi domestici enormi non conformi e proteggono l’interno dagli agenti atmosferici e dall’accesso di animali (roditori, volatili, randagi). Si azzera così la endemica dispersione dei rifiuti leggeri, con ulteriore beneficio circa i risparmi dovuti alla minore necessità di igiene del suolo (utilizzo spazzatrici, ecc.) e si contrasta l’emissione di esalazioni odorigene sgradevoli, incrementando la vivibilità degli spazi pubblici e la sicurezza igienico-sanitaria. Tali cestini, in diverse città europee, vengono disposti ed installati in “batteria” facilitando altresì la separazione delle frazioni di rifiuto con la virtuosa finalità di aumentare la differenziazione delle materie ed incrementare, incentivandolo, il recupero delle stesse. Infine, la presenza di sensori volumetrici avanzati e, in molti casi, di moduli per il riconoscimento dell’utente tramite tessere RFID o smartphone (Bluetooth/NFC),
costituisce la tecnologia abilitante ed ormai matura per l’applicazione della Tariffa Puntuale. Questo modello economico si basa sul principio comunitario “chi inquina paga”: misurando con precisione il volume o il numero di conferimenti effettuati dal singolo nucleo familiare o utenza commerciale, è possibile commisurare la tassa sul rifiuto indifferenziato all’effettiva produzione, incentivando i comportamenti virtuosi di differenziazione delle frazioni, incrementando sensibilmente sia la percentuale che la purezza merceologica delle frazioni destinate al riciclo derivanti dalla raccolta differenziata.
Conclusioni
L’integrazione di contenitori intelligenti volumetrici e cestoni autocompattanti rappresenta un pilastro fondamentale delle moderne e future Smart City. La transizione da un modello di raccolta “statico” a intervalli fissi, quando non di tipo “reattivo” (ad impulsi legati alle lamentele della cittadinanza) ad un modello “dinamico” predittivo “on-demand” genera un importante circolo virtuoso, in quanto: - Fornisce la possibilità alle aziende esercenti di ridurre in maniera ingente i costi per i gestori, - Garantisce un valido sostegno in termini di tutela dell’ambiente; - Percorre la strada del decoro urbano nella direzione desiderata da amministratori e cittadini. Per le motivazioni indicate nell’articolo, emerge chiaramente come l’investimento in queste tecnologie non è più da considerare come un’opzione futuristica, ma una necessità strategica per una governance urbana efficiente, sostenibile e lungimirante. *Vicepresidente Commissione Motori – ordine Ingegneri di Roma Coordinatore GTS Mezzi ed Attrezzature – Utilitalia Membro componente GL 8 UNI – Ambiente Responsabile Ingegneria dei Contenitori – AMA S.p.A.
GSA IGIENE URBANA
91
Sistema Easy Il futuro della raccolta dei rifiuti in un unico sistema integrato.
Ci sono soluzioni che ottimizzano i processi. Altre li reinventano. La nuova generazione dell’esclusiva tecnologia di sollevamento bilaterale automatizzata e mono-operatore Easy integra intelligenza artificiale e telecamere a 360°, sensoristica di ultima generazione e analisi avanzata dei dati in un unico sistema perfettamente connesso alla gestione tecnologica dei servizi urbani. Con Easy, la raccolta dei rifiuti diventa ancora più smart, sostenibile ed efficiente.
GESTIONE
Iperammortamento 4.0 e beni per l’igiene urbana: l’evoluzione della misura, la cumulabilità e la centralità delle perizie asseverate di Alessandro Sasso*
Lo scenario attuale degli investimenti nei servizi ambientali
Il processo di ammodernamento e di transizione delle flotte e delle dotazioni strumentali impiegate nel settore dell’igiene urbana rappresenta una priorità strategica per le aziende di gestione. L’acquisto di beni quali compattatori, veicoli da cantiere e spazzatrici stradali si inserisce in un quadro normativo e finanziario che, rispetto al passato, offre opportunità di risparmio di assoluto rilievo. Sfruttare appieno gli strumenti di finanza agevolata non costituisce più soltanto un’opportunità di ottimizzazione fiscale, ma una necessità industriale per sostenere la competitività e la sostenibilità economica dei servizi offerti alle amministrazioni pubbliche.
Il salto di qualità del beneficio economico rispetto al passato
Analizzando l’evoluzione degli incentivi legati alla transizione 4.0, si evidenzia come l’impatto economico positivo per le imprese sia oggi particolarmente significativo. Nelle prime fasi di applicazione delle misure, le aliquote e i meccanismi di compensazione presentavano margini di manovra differenti e una minore attrattiva finanziaria per il settore dei veicoli industriali e delle attrezzature per l’ambiente. Nel contesto normativo attuale, invece, il vantaggio economico derivante dall’iperammor-
94 GSA IGIENE URBANA
tamento si traduce in un abbattimento impositivo considerevole, capace di alleggerire in modo sensibile il costo di acquisizione di beni dotati dei requisiti previsti: fino a quasi il 50% dell’investimento in 9 anni per gli acquisti di beni (CAPEX) o 5 anni per il loro leasing (OPEX). L’interconnessione dei compattatori, dei veicoli da cantiere e delle spazzatrici ai sistemi aziendali di gestione e monitoraggio consente di sbloccare aliquote di maggiorazione dell’investimento vantaggiose, trasformando un cespite tradizionale in un asset interconnesso e incentivato.
L’articolazione della misura di iperammortamento e i requisiti tecnologici
Per comprendere appieno la portata della disciplina, occorre analizzare come si articola nel dettaglio la misura di sostegno per gli investimenti in beni materiali 4.0. L’incentivo opera attraverso una maggiorazione del costo di acquisizione del bene ai fini fiscali, consentendo all’impresa di dedurre quote di ammortamento e canoni di locazione finanziaria notevolmente superiori rispetto al costo storico effettivo, riducendo così la base imponibile IRES. Affinché un cespite destinato all’igiene urbana possa accedere alla misura, la normativa richiede inderogabilmente il rispetto di requisiti tecnici ben definiti. In primo luogo, il bene deve essere controllato da sistemi computerizzati
o tramite opportuni sensori. In secondo luogo, deve essere soddisfatto il requisito dell’interconnessione ai sistemi informatici aziendali di gestione della flotta o della produzione, con scambio bidirezionale di informazioni di comando e di telemetria. A ciò si aggiungono la rispondenza ai requisiti di integrazione automatica con il sistema logistico “della fabbrica” o della sede operativa, la presenza di un’interfaccia uomo-macchina semplice e intuitiva, e la conformità a rigorosi standard di sicurezza, salute e igiene del lavoro.
La cumulabilità con la Nuova Sabatini
Un ulteriore elemento che caratterizza l’attuale quadro agevolativo è rappresentato dalla piena cumulabilità tra l’iperammortamento 4.0 e la disciplina della “Nuova Sabatini”. Questa combinazione sinergica permette alle aziende di igiene urbana di massimizzare il ritorno finanziario sull’investimento in beni strumentali nuovi. Da un lato, la Nuova Sabatini interviene abbattendo gli oneri finanziari legati al finanziamento bancario o al leasing contratto per l’acquisto della flotta (compattatori, autotelai da cantiere e macchine per lo spazzamento). Dall’altro, l’iperamluglio-settembre 2026
GESTIONE
foto generata con I.A.
mortamento agisce direttamente sul reddito d’impresa, riducendo il carico fiscale attraverso la supervalutazione della quota di ammortamento deducibile. Tale sinergia richiede tuttavia una pianificazione finanziaria rigorosa e una sincronizzazione documentale, affinché tutti i requisiti di accesso a entrambe le misure siano rispettati simultaneamente senza incorrere in decadenze o contestazioni in sede di controllo.
Contenuti della perizia asseverata, mantenimento dei requisiti e necessità di esperti di settore
La complessità tecnica e giuridica che circonda la disciplina 4.0 impone, va detto, un cambio di passo rispetto ad alcune prassi del passato, spesso caratterizzate da un approccio superficiale o affidato a consulenti amministrativi. L’elemento di discontinuità normativa è rappresentato dall’obbligatorietà della perizia asseverata (o dell’attestazione di conformità rilasciata da un ingegnere o perito industriale iscritto agli albi professionali) per i beni che superano le soglie di valore previste dalla legge. Oggi la perizia non è più un mero atto formale accessorio, ma un documento cardine, un vero e proprio riferimento a luglio-settembre 2026
tutela dell’azienda in caso di verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate o del Ministero. Nel dettaglio, la stessa deve contenere l’analisi descrittiva e dettagliata del bene oggetto di agevolazione, la verifica puntuale della sua rispondenza ai requisiti tecnici obbligatori previsti dalla legge di bilancio, la descrizione dell’architettura hardware e software utilizzata, nonché la dimostrazione analitica dell’avvenuta interconnessione bidirezionale con i sistemi aziendali. Inoltre, il documento deve attestare la conformità del bene alle normative sulla sicurezza e includere le targhette di identificazione e i numeri di matricola dei dispositivi. A ciò si aggiunge l’esigenza fondamentale di mantenere nel tempo i requisiti di ammissibilità previsti dalla norma: tale obbligo si traduce nella generazione costante di report periodici che attestano la continuità dell’interconnessione e del funzionamento del bene. Tali riscontri possono essere definiti e validati unicamente possedendo competenze trasversali e specifiche, che uniscano la conoscenza delle tecnologie innovative citate dalla misura di sostegno alle competenze approfondite nel campo dei veicoli e delle attrezzature per l’igiene urbana. Per questo motivo, le imprese non pos-
sono affidarsi a consulenti generici o privi di una conoscenza specifica del comparto. La natura peculiare dei compattatori, dei veicoli da cantiere e delle spazzatrici stradali - macchine caratterizzate da logiche di funzionamento idraulico, elettronico e telematico specifiche - richiede l’intervento di esperti di settore: solamente professionisti che conoscono a fondo la meccanica e i processi operativi dell’igiene urbana sono in grado di verificare con precisione l’effettiva rispondenza dei requisiti obbligatori e di redigere una perizia asseverata solida. Affidarsi a competenze verticali significa blindare l’investimento, garantire la legittimità del beneficio fruito e tradurre un obbligo normativo in una garanzia di regolarità per la direzione aziendale.
Il divario inevitabile: quando la pubblica utilità rinuncia all’innovazione
Un’amara considerazione a margine: la mancata valorizzazione di queste opportunità da parte delle aziende che operano nei servizi di igiene urbana rischia di produrre un divario strutturale inaccettabile rispetto al tessuto industriale privato. Mentre il settore manifatturiero e logistico accelera i propri processi di modernizzazione sfruttando ogni leva di finanza agevolata, l’immobilismo o la superficialità gestionale nel comparto dei servizi pubblici rischiano di cristallizzare un ritardo tecnologico cronico. Vanificare l’accesso a misure concepite per incentivare l’intero sistema economico nazionale significa compromettere la competitività complessiva del settore, precludendo agli enti e alle aziende concessionarie la possibilità di colmare quel solco di efficienza che separa la moderna governance industriale dalle gestioni tradizionali e prive di visione strategica. *Studio Libra technologies & services. Presidente Mantra (Associazione Manutenzione Trasporti) GSA IGIENE URBANA
95
GESTIONE
Veicoli a metano nell’igiene urbana: obblighi di nomina del responsabile tecnico e qualificazione secondo le norme ISO e UNI di Alessandro Sasso*
L’evoluzione del quadro normativo e la diffusione della propulsione a gas naturale nei servizi di raccolta rifiuti impongono nuove responsabilità per il rimessaggio, il rifornimento e la manutenzione. La diffusione della propulsione a metano nel settore dei servizi ambientali in Italia
Nel panorama nazionale dei servizi di igiene urbana, la propulsione a gas naturale (CNG e LNG) ha registrato una diffusione significativa, trovando largo impiego sia nei veicoli commerciali leggeri - utilizzati prevalentemente per la raccolta di prossimità, lo svuotamento dei cestini e la logistica urbana di supporto - sia nei veicoli pesanti, quali autotelai adibiti alla raccolta e al trasporto dei rifiuti solidi urbani, dotati di attrezzature di compattazione ad alte prestazioni. Questa tecnologia, scelta inizialmente per ridurre le emissioni inquinanti nei contesti urbani densamente popolati, presenta tuttavia peculiarità impiantistiche e di sicurezza che richiedono una gestione operativa rigorosa, estesa a tutte le fasi della vita del mezzo: dal rifornimento al rimessaggio, fino agli interventi di riparazione e officina.
96 GSA IGIENE URBANA
L’evoluzione normativa e il nuovo quadro regolamentare
Il quadro giuridico che disciplina la gestione dei veicoli alimentati a gas naturale poggia su una solida cronologia di provvedimenti, a partire dalle storiche disposizioni sulla riqualificazione delle bombole (Legge 8 luglio 1950, n. 640 e Legge 7 giugno 1990, n. 145). L’assetto si è successivamente evoluto con il Decreto Dirigenziale del MIMS del 3 marzo 2022 e con il successivo Decreto Ministeriale n. 144 del 13 maggio 2022, relativi alle modalità di riqualificazione delle bombole approvate secondo il regolamento UNECE R110. Un passaggio
fondamentale è segnato dal Decreto 12 marzo 2026, n. 98, regolamento ufficiale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 131 del 9 giugno 2026 ed entrato in vigore il 24 giugno 2026. Questo testo definisce le regole e le procedure per la revisione e la sicurezza delle bombole, trovando applicazione originaria sugli autoveicoli ma inserendosi in una riforma in atto della MCTC, attraverso la quale il Ministero ha dichiarato l’intenzione di estendere l’intero quadro normativo anche ai veicoli delle categorie M2, N2, M3 ed N3, tipicamente impiegati nel comparto dell’igiene urbana. luglio-settembre 2026
AI Box
L’obbligo di nomina del responsabile tecnico per rimessaggio, rifornimento e riparazione
In conseguenza del nuovo impianto normativo, tutti i soggetti impegnati nella gestione di veicoli a metano -ivi compresi gli interventi di recupero e riparazione su strada - che dispongono di strutture di rimessaggio, rifornimento o manutenzione, sono tenuti a nominare per ciascuna di tali strutture uno o più idonei “Responsabili tecnici”. Questa figura avrà il compito primario di effettuare e attestare una corretta valutazione dei rischi connessi con le lavorazioni associate agli ambienti di competenza, definendo e verificando le eventuali misure previste di mitigazione dei rischi stessi, e operano altresì quali “garanti” nel caso di prestazioni affidate a terzi che non dispongano a loro volta di responsabili designati. Trattandosi di tematiche direttamente connesse alla sicurezza e all’incolumità nei luoghi di lavoro e nelle aree di sosta, la mancata ottemperanza a tali obblighi configura possibili illeciti penali per i soggetti responsabili.
GESTIONE
L’AI Box trasforma un sistema di monitoraggio con telecamere analogiche in un dispositivo capace di riconoscere la forma umana, senza bisogno di sostituire né le telecamere né il monitor esistenti. Avvisi visivi e acustici per il conducente. Rilevamento AI di pedoni e ciclisti. Integrazione con cablaggio VBV esistente.
Formazione conforme alle norme ISO e UNI e certificazione di parte terza
Per ricoprire l’incarico, i responsabili tecnici dovranno dimostrare di aver svolto un percorso di formazione conforme alle norme UNI e ISO vigenti. Nello specifico, le norme UNI 11623-1-2 riguardano esclusivamente i responsabili tecnici di officina, mentre le norme ISO - tra cui la ISO 23684 per la formazione e la qualificazione e la ISO 24671 per la certificazione - sono destinate a tutti i soggetti che operano sui veicoli a metano, includendo quindi anche i responsabili tecnici delle stazioni di servizio. Sebbene in origine le norme UNI e ISO mantengano un carattere di applicazione volontaria, esse assumono forza e applicazione cogente nel momento in cui vengono richiamate esplicitamente da Regolamenti, Direttive e Leggi nazionali, come nel caso del decreto in esame. Di conseguenza, le competenze di tali professionisti non solo dovranno aderire rigorosamente agli standard tecnici citati, ma dovranno essere obbligatoriamente certificate da un ente terzo indipendente, garantendo così un presidio di elevata qualificazione per tutte le aziende di igiene urbana che utilizzano veicoli commerciali leggeri e pesanti alimentati a metano. *Studio Libra technologies & services. Presidente Mantra (Associazione Manutenzione Trasporti)
brigade-electronics.com/it 3 - 6 Nov, PAD A7 Stand 111
luglio-settembre 2026
GSA IGIENE URBANA
97
SCENARI
Il modello Prato fa scuola di Alessio Ciacci - Ecomanager
Inaugurato il Textile Hub di Plures per la chiusura del cerchio nei rifiuti tessili. Un investimento finanziato da PNRR che genererà decine di nuovi posti di lavoro e darà una risposta concreta alle nuove sfide sul riciclo dei tessili.
U
n investimento da 31,3 milioni di euro, finanziato dal PNRR, trasforma l’area dell’ex depuratore comunale in un polo tecnologico da 33mila tonnellate l’anno. L’impianto integra intelligenza artificiale e selezione ottica per rispondere in anticipo agli obblighi europei sulla responsabilità estesa del produttore (EPR). Il settore della gestione dei rifiuti urbani e speciali sta vivendo una delle sue più profonde evoluzioni storiche, spinto dalla necessità di intercettare frazioni merceologiche un tempo considerate marginali o di difficile valorizzazione. In questo scenario, la frazione tessile rappresenta una delle sfide più complesse per i gestori del servizio di igiene urbana e per le amministrazioni locali. A tracciare la rotta a livello nazionale e internazionale è ancora una volta il distretto di Prato, storico fulcro dell’industria tessile rigenerata, che ha recentemente inaugurato il nuovo Textile Hub di Plures. L’infrastruttura, sorta sull’area di recupero dell’ex depuratore comunale, si candida a diventare un modello di riferimento per la circular economy applicata su scala industriale.
98 GSA IGIENE URBANA
I numeri di un’infrastruttura strategica
Il progetto del Textile Hub si distingue per la rapidità di esecuzione e la solidità del piano economico. Realizzato in appena 24 mesi, il polo ha richiesto un investimento complessivo di 31,3 milioni di euro, beneficiando in modo determinante dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e delle agevolazioni previste dal piano Industria 4.0. L’estensione del sito è di circa 7.000 metri quadrati coperti, a cui si aggiungono altri 10.000 metri quadrati di aree esterne logistiche e di stoccaggio. A pieno regime, l’impianto sarà in grado di trattare fino a 33.000 tonnellate di materiali all’anno. La scomposizione dei flussi in ingresso evidenzia la doppia anima dell’hub, capace di dialogare sia con il circuito dei rifiuti urbani che con quello degli scarti industriali. Nello specifico, 20.000 tonnellate saranno dedicate ai rifiuti tessili post-consumo – un quantitativo che corrisponde al fabbisogno stimato per l’intera raccolta differenziata della Regione Toscana. Le restanti 13.000 tonnellate accoglieranno invece gli scarti pre-consumo, provenienti direttamente dalle aziende
del distretto pratese, connettendo la logica dei servizi ambientali territoriali alle necessità della manifattura locale.
Tecnologia e Intelligenza Artificiale nei servizi ambientali
Dal punto di vista prettamente industriale e impiantistico, il Textile Hub di Plures supera la tradizionale concezione del centro di cernita manuale. La vera innovazione risiede nell’integrazione di sistemi di automazione spinta. L’impianto è dotato di selettori ottici di ultima generazione assistiti da algoritmi di intelligenza artificiale. Questa tecnologia permette di scansionare i materiali tessili in tempo reale, riconoscendo istantaneamente non solo il colore ma, soprattutto, la composizione chimica e la tipologia di fibra (lana, cotone, poliestere, misti). Con una capacità operativa di circa quattro tonnellate all’ora, il siluglio-settembre 2026
SCENARI
rio. Dopo l’inaugurazione ufficiale, la struttura è entrata in una fase di collaudo e calibrazione dei macchinari che si protrarrà per tutto il 2026. L’obiettivo è la messa a regime e l’operatività al 100% delle linee produttive nei primi mesi del 2027. A quel punto, il sito darà lavoro stabilmente a circa 50 addetti, organizzati su due turni lavorativi. Sebbene l’automazione sia l’asse portante dell’hub, la componente umana resterà fondamentale: circa due terzi del personale saranno impiegati nelle attività di cernita semi-automatica e nel controllo qualità, a dimostrazione di come l’innovazione tecnologica nell’igiene urbana possa creare occupazione specializzata e “green jobs”.
Una risposta concreta alle sfide normative europee
stema permette di standardizzare i flussi e di superare i limiti storici della selezione umana, spesso soggetta a errori di valutazione sulle etichette o sulla reale composizione dei tessuti complessi. Una selezione così accurata è la conditio sine qua non per garantire l’efficacia dei successivi processi di riciclo meccanico o chimico, dove la purezza della frazione merceologica determina il valore e la riciclabilità del materiale risultante.
Dal rifiuto all’End of Waste: i flussi di destinazione
L’architettura dei processi dell’hub è rigidamente orientata alla gerarchia europea dei rifiuti, che privilegia il riuso rispetto al riciclo e alla valorizzazione energetica. Secondo i piani operativi di Plures, circa il 60% dei materiali post-consumo intercettati e idonei sarà avviato a operazioni di sanificazione e preparazione per luglio-settembre 2026
il riutilizzo, alimentando il mercato dell’abbigliamento second-hand. Il restante 40% dei flussi imboccherà invece la via del riciclo vero e proprio. I materiali verranno sottoposti a una pre-sfilacciatura meccanica, un trattamento termomeccanico preliminare volto a sfibrare il tessuto per renderlo nuovamente lavorabile. Questo output cesserà ufficialmente di essere un rifiuto, ottenendo la qualifica di end of waste, pronto per essere reimmesso come materia prima seconda nei filatori e nei cardatori del distretto industriale, riducendo drasticamente il ricorso a fibre vergini e l’impronta carbonica della produzione.
Impatto occupazionale e tempistiche di avvio
L’apertura di un simile impianto ha un riflesso immediato anche sul tessuto sociale e occupazionale del territo-
L’inaugurazione del Textile Hub di Prato non è solo un successo industriale locale, ma rappresenta una risposta impiantistica concreta alle imminenti scadenze normative europee. La revisione della Direttiva Quadro sui Rifiuti e l’introduzione sempre più stringente della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) nel settore del tessile e della moda imporranno a tutti gli Stati membri sistemi di raccolta differenziata e valorizzazione estremamente efficienti.Senza una rete di impianti intermedi ad alta tecnologia come quello di Plures, il rischio per il settore dell’igiene urbana è quello di trovarsi a gestire enormi volumi di rifiuti tessili senza sbocchi di mercato reali, trasformando la raccolta differenziata in un mero costo di stoccaggio. Il polo pratese dimostra che l’integrazione tra logistica di raccolta pubblica, tecnologia di selezione e filiera industriale di riciclo è l’unica via percorribile per trasformare un obbligo di legge in un’autentica opportunità di sviluppo sostenibile per l’intero Paese. GSA IGIENE URBANA
99
SCENARI
Servizi ambientali:
obblighi normativi e strumenti operativi per una governance avanzata di Francesca Mevilli, LIBRA Technologies & Services
L’evoluzione della normazione tecnica UNI nel settore dell’igiene urbana tra conformità cogenti, efficienza operativa e mitigazione del contenzioso. La gestione dei servizi ambientali nel contesto normativo attuale
L’evoluzione del panorama delle norme tecniche applicabili nel settore dell’igiene urbana evidenzia un quadro corposo, strutturato e in parte cogente, che impone alle aziende di superare la frammentazione gestionale per adottare procedure standardizzate e verificabili. Il settore dei veicoli e delle attrezzature per la raccolta dei rifiuti e l’igiene del territorio non può prescindere da un presidio normativo puntuale, poiché la conformità alle disposizioni tecniche rappresenta il presupposto imprescindibile per la sicurezza degli operatori, la continuità dei servizi pubblici e la stabilità economico-finanziaria delle imprese di gestione. All’interno delle aziende di igiene urbana, gli stakeholder interni - dall’alta direzione alla direzione tecnica, dal servizio prevenzione e protezione alla compliance, fino agli uffici acquisti e ai reparti operativi trovano nella normazione tecnica uno strumento operativo efficace per pre-
100 GSA IGIENE URBANA
venire e minimizzare i contenziosi in sede di fornitura, come ampiamente dimostrato da diversi casi di studio. La complessità crescente delle flotte veicolari, l’introduzione di nuove motorizzazioni a propulsione alternativa e la specializzazione spinta delle attrezzature di sollevamento e compattazione richiedono una governance industriale basata su riferimenti tecnici condivisi e misurabili.
cazione della norma UNI 11440, la quale definisce un quadro strutturato di indicatori di manutenzione che consentono di valutare l’affidabilità del parco mezzi, di ottimizzare i cicli di intervento e di pianificare le risorse economiche con parametri numerici definiti, superando la logica dell’intervento correttivo d’emergenza.
Il ruolo degli stakeholder aziendali e l’integrazione dei processi operativi
Un sistema aziendale efficiente deve tradurre le disposizioni tecniche emanate dagli enti di normazione (UNI e CEI, in questo caso) in prassi operative applicate all’interno dei propri processi industriali. L’adozione di standard condivisi consente di allineare gli obiettivi strategici della direzione aziendale con la realtà operativa delle officine, dei depositi e dei cantieri di raccolta. In questo scenario, la conoscenza approfondita delle disposizioni tecniche e la qualificazione del personale costituiscono il discrimine tra una gestione reattiva, costantemente esposta a criticità e contenziosi con i fornitori, e una conduzione industriale basata sulla prevenzione dei rischi. La direzione tecnica, in particolare, necessita di metriche e indicatori di prestazione oggettivi per monitorare l’efficacia dei processi manutentivi sui veicoli e sulle attrezzature. Tale esigenza operativa trova riscontro nell’appliluglio-settembre 2026
SCENARI
La gestione contrattuale e la prevenzione del contenzioso negli acquisti
Un ambito critico per le aziende di igiene urbana è rappresentato dai processi di procurement e dalla stipula dei contratti di fornitura e di service. Spesso, l’assenza di riferimenti tecnici univoci nei capitolati d’appalto genera contenziosi legali ed economici di notevole entità tra le stazioni appaltanti e i fornitori di beni o servizi manutentivi. Per arginare questa criticità, l’utilizzo della norma UNI 11573 in merito all’acquisto di prestazioni di manutenzione costituisce il riferimento operativo per la definizione dei capitolati e dei contratti di service. Essa tutela l’azienda acquirente, definendo con precisione i livelli di servizio attesi, le responsabilità delle parti e le
modalità di verifica, prevenendo così contestazioni in fase di esecuzione contrattuale. La salvaguardia dell’equilibrio economico e contrattuale si intreccia con la regolarità operativa, che passa attraverso il rispetto delle verifiche periodiche. Queste ultime trovano nella norma UNI 11586 il corpus regolamentare di riferimento per disciplinare i controlli obbligatori periodici su veicoli e attrezzature per l’igiene urbana, garantendo la rispondenza ai requisiti di sicurezza prescritti dalla legislazione vigente e dalle specifiche tecniche del settore.
Sicurezza operativa, requisiti delle attrezzature e metodologie di collaudo
Sotto il profilo della misurazione delle prestazioni e della valutazione
delle attività sul territorio, la norma UNI 11664 interviene a disciplinare la misura della qualità dei servizi di igiene urbana, fornendo parametri oggettivi per il controllo degli standard contrattuali resi alla committenza pubblica. Il ciclo di vita di un investimento in beni strumentali si conclude nella fase di accettazione e verifica della conformità iniziale. Il momento cruciale del collaudo dei veicoli e delle macchine per la raccolta rifiuti trova nella norma UNI 11843 la metodologia tecnica di riferimento per l’esecuzione dei collaudi. Adottare questa norma in fase di accettazione della fornitura configura un presidio essenziale per evitare contestazioni successive, assicurando che il bene consegnato corrisponda alle specifiche pattuite e risponda ai requisiti di legge e di contratto.
Conclusioni: l’applicazione della normazione tecnica nella filiera dei servizi
La transizione verso una piena conformità normativa richiede un percorso strutturato di coinvolgimento e aggiornamento di tutto il personale aziendale. Il coordinamento tra l’alta direzione, i responsabili della conformità, gli addetti agli acquisti e i tecnici di officina necessita di metodologie operative condivise e basate su dati oggettivi. La normazione tecnica UNI si conferma come uno strumento operativo fondamentale per l’efficienza industriale nell’igiene urbana. Integrare sistematicamente queste disposizioni significa tradurre gli obblighi normativi in vantaggi operativi concreti, riducendo i costi legati ai fermi macchina anomali, azzerando i contenziosi con i fornitori e innalzando gli standard di sicurezza e qualità del servizio offerto. luglio-settembre 2026
GSA IGIENE URBANA
101
SCENARI
GREENWASHING,
la sostenibilità dovrà essere dimostrata di Simone Finotti
Westerveld, durante un soggiorno alle Stop all’utilizzo del “verde” isole Fiji, notò un hotel che esponeva come specchietto per le cartelli che invitavano gli ospiti a riutilizallodole e ingannevole zare gli asciugamani per salvare la barriera corallina e proteggere l’ambiente. strumento per “ripulire” Peccato che subito dopo si rese conto l’immagine aziendale: il dlgs che lo stesso resort stava costruendo 30/26, in vigore da marzo e nuovi bungalow proprio sopra spugne e coralli e non mostrava alcun interespienamente operativo dallo se reale per i temi ambientali. Capì scorso settembre, introduce così che il “nobile” invito a riutilizzare gli asciugamani era solo un modo per… norme più rigorose per risparmiare sui costi di lavanderia! contrastare il fenomeno del greenwashing e rendere più I “peccati” della trasparente la comunicazione comunicazione ambientale Da allora di acqua (è proprio il caso di ambientale delle imprese. Le dirlo) ne è passata parecchia: con l’aumentare della consapevolezza ambiensanzioni sono serie…
tale (si pensi al primo Summit della Terra
L’
autoproclamarsi “green”, a “impatto zero” o “amici dell’ambiente”, si sa, ha i suoi vantaggi, e paga anche strategicamente. Il punto è che poi (sorpresa!) molto più spesso di quanto non si creda gli annunci non corrispondono affatto alla realtà, non sono supportati da adeguate prove e si rivelano nient’altro che semplici - e astute - strategie di marketing.
a Rio nel 1992) le aziende iniziarono a capire che il “verde” vendeva ed era, diremmo oggi… trendy. Iniziarono a comparire pubblicità piene di foreste rigogliose, cascate e loghi verdi, spesso senza alcun dato scientifico a supporto. Nel 2007 l’agenzia di consulenza TerraChoice stilò una lista diventata celebre, i “peccati del greenwashing”,che ancora oggi è la “Bibbia” di chi vuole smascherare le bugie aziendali: si va dal compromesso nascosto (sostenere che un prodotto sia “eco” basandosi solo su un attributo - es. carta riciclata - ignorando l’alto impatto produttivo globale), alla mancanza di prove, dalla vaghezza all’irrilevanza (spacciare per ecologica una caratteristica che in fondo hanno tutti i prodotti di una certa categoria), fino alla vera e propria falsità, anche nelle etichette.
Il greenwashing… ha origini lontane!
È il cosiddetto “greenwashing”, un termine che, per quanto sembri contemporaneo, ha origini relativamente lontane nel tempo: era il 1983 quando il giovane ambientalista americano Jay
102 GSA IGIENE URBANA
luglio-settembre 2026
SCENARI
Promesse per il futuro e “coperture” sociali
E non era che l’inizio: nell’era del 2.0 e successive il fenomeno è diventato più sofisticato. Ecco apparire le net zero promises (Promesse di diventare “neutrali” in futuro senza un piano concreto per l’oggi), e i fenomeni di social greenwashing (usare temi di giustizia sociale per distogliere l’attenzione da pratiche ambientali non corrette). Tuttavia, il vento sta cambiando. Un paio di anni fa - e arriviamo al presente - l’Unione Europea ha approvato la direttiva Green Claims (tecnicamente 2024/825), che, fra l’altro, vieta l’uso di claim ambientali generici (“eco-friendly”, “bio”, “green”) se non dimostrati con prove inoppugnabili e verificabili.
Nuove regole dall’Europa
La nuova normativa, peraltro, non si limita a questo: è molto più articolata, e si può a piena ragione sostenere che il mercato della sostenibilità stia entrando in una nuova fase, anche qui da noi. Con il decreto legislativo 30/2026, in vigore dal 24 marzo e operativo - anche in termini sanzionatori - dal 27 settembre, l’Italia recepisce infatti la citata direttiva 825 introducendo norme più rigorose per contrastare il fenomeno del greenwashing e rendere più trasparente
luglio-settembre 2026
la comunicazione ambientale da parte delle imprese. Si tratta di un intervento normativo significativo che modifica il Codice del Consumo e segna un vero e proprio cambio di paradigma: la sostenibilità non è più solo una leva di marketing, ma un ambito regolato da obblighi precisi, verifiche e responsabilità legali anche pesanti.
No a suggestioni vaghe o autoreferenziali
Il nuovo assetto normativo delineato dal dlgs 30/26 segna il passaggio definitivo da un’epoca di comunicazione suggestiva a una di rigore scientifico e legale. Il cuore della riforma risiede nella nuova definizione di asserzione ambientale, un perimetro volutamente vasto che comprende non solo testi, ma anche immagini, loghi o nomi di brand capaci di evocare un impatto virtuoso sulla natura. Per “environmental claim” si intende insomma qualsiasi messaggio che suggerisce un impatto positivo o ridotto sull’ambiente.
E sostenibilità “fai da te”
In questo contesto, le etichette di “sostenibilità fai da te”, così come gli annunci generici ed autoreferenziali, spariscono dalla circolazione: d’ora in avanti saranno ammessi solo marchi basati su sistemi di certificazione aperti e trasparenti, gestiti da enti terzi indipendenti che monitorano costantemente la conformità dei requisiti dichiarati. In pratica, il giro di vite va a colpire soprattutto le asserzioni ambientali generiche e quelle non supportate da rigorose evidenze. Il
dettaglio del quadro definitorio serve a distinguere tra comunicazioni fondate su dati verificabili e messaggi ambigui che possono indurre in errore il consumatore. Anche le omissioni diventano rilevanti: non spiegare, ad esempio, i criteri di confronto tra prodotti o non indicare l’impatto ambientale in modo trasparente può configurare una pratica commerciale scorretta.
Promesse a lungo termine? Troppo facile…
Sul fronte delle pratiche ingannevoli, l’art. 21 del decreto introduce un cambiamento radicale nella gestione delle promesse future (le famose net zero, viste poc’anzi). Non è più consentito sbandierare impegni a lungo termine, come la neutralità carbonica al 2050, senza presentare contestualmente un piano di attuazione dettagliato che includa obiettivi intermedi misurabili e risorse stanziate, il tutto validato da un supervisore esterno. Parallelamente, viene vietato il ricorso ai cosiddetti vantaggi irrilevanti, impedendo alle imprese di pubblicizzare come “eco” caratteristiche che in realtà sono comuni a tutti i prodotti della stessa categoria o imposte per legge.
La “lista nera” del ciclo di vita
Un colpo durissimo viene inferto anche alla manipolazione della percezione ambientale attraverso la black list prevista dall’art. 23. Diventa infatti illecito dichiarare che un prodotto ha un impatto neutro o positivo sulla base della mera compensazione delle emissioni, come l’acquisto di crediti di carbonio, poiché la sostenibilità deve riguardare il ciclo di vita effettivo del bene. Allo stesso modo, il legislatore colpisce l’obsolescenza programmata e la scarsa durabilità, proibendo di nascondere informazioni su limiti tecnici inseriti intenzionalmente o di spingere il consumatore a sostituire componenti e materiali di consumo prima del necessario. GSA IGIENE URBANA
103
SCENARI
Trasparenza fin dalla fase precontrattuale
La trasparenza si estende inoltre alla fase precontrattuale e alla vendita a distanza. I venditori sono ora obbligati a utilizzare un avviso armonizzato per la garanzia legale e un’etichetta standardizzata per le garanzie commerciali di durabilità, fornendo inoltre indicazioni precise sull’indice di riparabilità e sul periodo di disponibilità degli aggiornamenti software per i dispositivi digitali. In questo nuovo scenario, le imprese devono procedere a una revisione sistematica dei propri marchi e delle comunicazioni commerciali, poiché entro settembre ogni suggestione verde dovrà essere supportata da quella che il decreto definisce una “eccellenza riconosciuta delle prestazioni ambientali”.
Il (pesante) quadro sanzionatorio
Dicevamo delle sanzioni: per le imprese, il rischio di scivolare nel greenwashing non comporta più solo una critica etica o, al limite, una stigmatizzazione socia-
104 GSA IGIENE URBANA
le, ma espone a sanzioni amministrative anche pesanti irrogate dall’Agcom, che possono variare da un minimo di 5mila euro fino a raggiungere i 10 milioni. In scenari di particolare gravità o nel caso di infrazioni che coinvolgono più mercati dell’Unione Europea, la pena pecuniaria può essere parametrata al volume d’affari dell’azienda, arrivando a interessare fino al 4% del fatturato annuo.
Le misure correttive e i danni reputazionali
Oltre all’impatto economico diretto, il decreto introduce poi una serie di misure correttive che colpiscono la continuità operativa e l’immagine del brand. Le autorità possono infatti imporre la rimozione immediata delle comunicazioni fuorvianti e la modifica dei packaging, obbligando l’azienda a pubblicare la rettifica delle informazioni false a proprie spese. A questo si aggiunge un pericoloso “effetto domino”: le imprese sanzionate rischiano di essere escluse dai bandi di gara pubblici e dai finanziamenti destinati alla transizione
ecologica, subendo in aggiunta azioni legali di risarcimento da parte dei consumatori e un danno reputazionale che, in un mercato sempre più attento alla sostenibilità, può rivelarsi ben più oneroso della sanzione stessa.
Opportunità per le imprese virtuose
Se da un lato le nuove regole impongono maggiore rigore, dall’altro rappresentano un’opportunità per le aziende che investono realmente nella sostenibilità. In un contesto più regolamentato, infatti, le certificazioni ambientali acquistano valore, la trasparenza diventa un vantaggio competitivo e le imprese veramente virtuose vengono premiate. La sostenibilità, quindi, non è più solo una scelta etica o strategica, ma diventa un elemento centrale di conformità normativa e tutela reputazionale. Si punta insomma a garantire i consumatori e, al contempo, costruire un mercato più trasparente ed affidabile anche a tutela delle imprese corrette.
luglio-settembre 2026
INGEGNERIA DELLA SOSPENSIONE Servizi e Soluzioni :
THE WORLD OF SUSPENSIONS IN THE INTERNET OF THINGS
Progettazione di sospensioni rinforzate e sensorizzate. Overload Distribuzione carichi Manutenzione predittiva Servizi cloud per raccolta dati e analisi dell'usura. Servizi di ingegneria per migliorare sicurezza, comfort e durata. Il mondo delle sospensioni nell'internet of things.
www.mb-red.it/devices www.mb-red.it/cloud
SCENARI
PPWR,
al via la nuova era degli imballaggi Il nuovo regolamento imballaggi segna una svolta, anche culturale: l’Europa punta su progettazione, riciclo e riuso. CONAI: “Il baricentro si sposta dal momento in cui l’imballaggio diventa rifiuto al momento in cui viene progettato.”
I
l 12 agosto 2026 segna una data destinata a incidere profondamente sul futuro dell’economia circolare europea. Da questa data trova infatti applicazione il Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), il nuovo Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, una delle riforme più rilevanti degli ultimi anni in materia di sostenibilità ambientale e gestione delle risorse. Il provvedimento sostituisce la storica Direttiva 94/62/CE e introduce un quadro normativo uniforme in tutta l’Unione europea, superando la frammentazione delle regole nazionali che negli anni aveva generato costi amministrativi, incertezze interpretative e ostacoli al mercato unico. Ma ridurre il PPWR a un semplice aggiornamento normativo sarebbe limitativo. Come sottolinea CONAI in un recente comunicato, la vera portata della riforma è soprattutto culturale: «per la prima volta l’Europa sposta il baricentro dell’economia circolare dal momento in
106 GSA IGIENE URBANA
foto CONAI
di Sergio Capelli
cui un imballaggio diventa un rifiuto al momento in cui viene progettato».
Una risposta a un problema crescente
La Commissione europea ha deciso di intervenire di fronte a una tendenza che negli ultimi anni ha assunto dimensioni sempre più preoccupanti. In Europa ogni cittadino produce mediamente oltre 180 chilogrammi di rifiuti di imballaggio all’anno e, in assenza di interventi, i quantitativi sono destinati a crescere ulteriormente entro il 2030. Anche CONAI richiama la dimensione del fenomeno, ricordando che gli imballaggi rappresentano circa il 40% della plastica e il 50% della carta utilizzate nell’Unione Europea e che «senza interventi, la produzione di rifiuti continuerà ad aumentare». Per questo motivo l’Europa ha scelto di non concentrarsi esclusivamente sulla fase finale della gestione dei rifiuti, ma di intervenire sull’intero ciclo di vita degli imballaggi, dalla progettazione alla raccolta, dal riutilizzo al riciclo.
Dalla raccolta alla progettazione: il cambio di paradigma
Uno degli aspetti più innovativi del PPWR consiste nell’introduzione del principio del design for recycling, cioè la progettazione orientata al riciclo. Secondo CONAI, «se un imballaggio nasce male, difficilmente potrà essere recuperato bene». Il concetto appare evidente osservando alcuni esempi concreti. Le confezioni costituite da materiali diversi difficili da separare, gli imballaggi multistrato o le scatole per l’e-commerce molto più grandi del prodotto che contengono possono risultare funzionali dal punto di vista commerciale, ma spesso complicano le operazioni di selezione e riciclo. Il nuovo regolamento interviene proprio su queste criticità, imponendo che gli imballaggi siano progettati per essere effettivamente recuperabili e compatibili con le filiere industriali del riciclo. Entro il 2030 tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo dovranno soddisfare requisiti armonizzati di riciclabilità. luglio-settembre 2026
SCENARI
sistemi di riuso e refill, incoraggiando l’impiego di imballaggi riutilizzabili e consentendo ai consumatori di utilizzare contenitori propri nelle attività di asporto senza costi aggiuntivi. Tra le disposizioni più rilevanti figurano anche le restrizioni ad alcune tipologie di imballaggi monouso e l’introduzione di limiti rigorosi all’uso dei PFAS negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti.
Cosa cambia per i produttori
Le principali novità del regolamento
Le misure introdotte dal PPWR coinvolgono l’intera filiera del packaging. Tra gli obiettivi più significativi rientra la riduzione dei rifiuti di imballaggio. L’Unione europea ha fissato target vincolanti di diminuzione del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040 rispetto ai livelli del 2018. Per raggiungere questo risultato il regolamento introduce l’obbligo di minimizzare peso e volume degli imballaggi, limitando confezioni inutilmente sovradimensionate e spazi vuoti, una misura che avrà effetti particolarmente rilevanti nel commercio elettronico. Un’altra novità fondamentale riguarda il contenuto di materiale riciclato negli imballaggi plastici. Il regolamento prevede obiettivi minimi obbligatori di utilizzo di plastica riciclata post consumo, destinati a crescere progressivamente nel tempo per rafforzare il mercato delle materie prime seconde. Il PPWR promuove inoltre luglio-settembre 2026
Per imprese, produttori di imballaggi, distributori e titolari di marchi il PPWR rappresenta una trasformazione profonda. Le aziende dovranno garantire la conformità dei propri packaging alle nuove prescrizioni europee, predisporre documentazione tecnica, dichiarazioni di conformità e sistemi di tracciabilità, oltre a rispettare gli obblighi legati alla responsabilità estesa del produttore. Le nuove regole coinvolgono direttamente le scelte progettuali. Come evidenzia CONAI, il regolamento introduce prescrizioni riguardanti la riciclabilità degli imballaggi, il contenuto minimo di materiale riciclato, l’utilizzo di materie prime biologiche, gli imballaggi compostabili, la minimizzazione del packaging, il riutilizzo e l’etichettatura. Per molte imprese saranno necessari investimenti in innovazione, ricerca e sviluppo. Tuttavia, la sostenibilità non rappresenterà più soltanto un elemento reputazionale, la riprogettazione degli imballaggi «è destinata a diventare parte integrante della competitività industriale».
Le opportunità per il sistema industriale e per l’ambiente
Secondo la Commissione europea, il PPWR è destinato a produrre benefici che vanno oltre la semplice riduzione dei rifiuti. Il regolamento punta, infatti, a diminuire la dipendenza
dell’Europa dalle materie prime vergini, a rafforzare il mercato dei materiali riciclati e a sostenere la transizione verso un’economia circolare e climaticamente neutra. La riforma dovrebbe inoltre favorire investimenti in eco-design, innovazione tecnologica e impianti di riciclo avanzati, creando nuove opportunità economiche per le filiere industriali europee.
Una sfida che va oltre la normativa
Il successo del PPWR dipenderà dalla capacità delle imprese, delle amministrazioni pubbliche e dei cittadini di adattarsi a un modello che attribuisce alla progettazione un ruolo centrale. Come evidenzia efficacemente il comunicato di CONAI, «La vera novità non è normativa. È culturale. […] Per anni abbiamo misurato l’economia circolare soprattutto dalla quantità di rifiuti raccolti e riciclati. La nuova strategia europea suggerisce invece che una parte decisiva della partita si gioca molto prima: sul tavolo di chi progetta un prodotto». È probabilmente questa la vera rivoluzione del PPWR: non limitarsi a gestire meglio i rifiuti, ma evitare che diventino un problema già nella fase di progettazione. Un cambio di prospettiva che potrebbe ridefinire il rapporto tra produzione, consumo e sostenibilità nei prossimi decenni, trasformando gli imballaggi da fonte di spreco a pilastro dell’economia circolare europea.
Le reazioni
L’avvio operativo del PPWR è stato accolto con favore dalla maggior parte degli attori coinvolti nella filiera degli imballaggi, pur con accenti differenti riguardo alle modalità di attuazione e ai tempi di adeguamento. Le associazioni industriali e di categoria riconoscono il valore della maggiore armonizzazione normativa introdotta dal regolamento. Organizzazioni come EUROPEN, che rappresenta GSA IGIENE URBANA
107
foto CONAI
SCENARI
l’industria europea del packaging, hanno definito il PPWR una tappa fondamentale per la transizione verso un sistema degli imballaggi più sostenibile, evidenziando in particolare i vantaggi derivanti dall’uniformità delle regole all’interno del mercato unico europeo. Secondo il comparto produttivo, la sostituzione delle diverse normative nazionali con un quadro regolatorio unico potrà ridurre gli oneri amministrativi e offrire maggiore certezza agli investimenti in innovazione e progettazione sostenibile. Al tempo stesso, il mondo delle imprese sottolinea la necessità di accompagnare la transizione con strumenti operativi chiari e con l’adozione tempestiva degli atti delegati e delle linee guida applicative ancora in fase di definizione. Molte aziende evidenziano infatti che gli investimenti richiesti per adeguare packaging, processi produttivi, sistemi di tracciabilità e documentazione tecnica saranno significativi, soprattutto per le piccole e medie imprese. Sul fronte dei consorzi di filiera, CONAI ha espresso una valutazione complessivamente positiva del regolamento, definendolo un passaggio decisivo verso una visione più avanzata dell’economia circolare. Nel
108 GSA IGIENE URBANA
materiale informativo pubblicato dal Consorzio viene evidenziato come il PPWR sposti l’attenzione “dalla gestione del rifiuto alla progettazione dell’imballaggio”, introducendo criteri che rendono la prevenzione ambientale parte integrante dello sviluppo dei prodotti. Ha inoltre predisposto strumenti di supporto e documentazione tecnica per accompagnare le imprese nell’adeguamento alle nuove prescrizioni europee. Anche i consorzi e le organizzazioni che operano nel settore del recupero e del riciclo guardano con interesse agli obblighi relativi alla riciclabilità degli imballaggi e all’introduzione di quote minime di materiale riciclato. Secondo il comparto, tali misure potrebbero rafforzare il mercato delle materie prime seconde e garantire maggiore stabilità agli investimenti effettuati negli impianti di selezione e riciclo negli ultimi anni. Le associazioni ambientaliste considerano il PPWR un importante passo avanti nella lotta all’eccesso di imballaggi e all’inquinamento da plastica. In particolare, vengono giudicate positivamente le misure sulla riduzione degli imballaggi superflui, gli obiettivi di riuso, le restrizioni ad alcune tipologie di monouso e il di-
vieto dei PFAS negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti. Per il mondo ambientalista, il regolamento rappresenta uno degli strumenti più concreti adottati dall’Unione europea per ridurre la pressione sulle risorse naturali e contenere la dispersione di rifiuti nell’ambiente terrestre e marino. Permangono tuttavia alcune riserve. Diverse organizzazioni ambientaliste europee e italiane (tra cui Rethink Plastic Alliance, Greenpeace e Legambiente) giudicano il PPWR come un passo avanti positivo ma insufficiente. Se da un lato ne lodano gli obiettivi sistemici, dall’altro denunciano i troppi compromessi al ribasso concessi alle lobby industriali durante i negoziati. In particolare, denunciano troppe deroghe ed esenzioni (la critica più dura riguarda i numerosi “strappi” inseriti nel testo finale). Gli ambientalisti contestano le clausole che permettono ai Paesi con alti tassi di riciclo (come l’Italia) di aggirare alcuni obblighi di riutilizzo; la mancanza di ambizione sui tempi (le scadenze fissate progressivamente tra il 2030 e il 2040 sono troppo lente rispetto all’urgenza della crisi climatica e dell’inquinamento da plastica globale). Ritengono inoltre che gli obiettivi di riuso avrebbero potuto essere ancora più ambiziosi e chiedono che la fase di attuazione venga accompagnata da controlli rigorosi per evitare interpretazioni che possano indebolire la portata della riforma. Nel complesso, il giudizio prevalente appare positivo: pur con approcci differenti, imprese, consorzi e organizzazioni ambientaliste concordano sul fatto che il PPWR rappresenti una delle più significative trasformazioni del settore degli imballaggi degli ultimi decenni e che il successo della riforma dipenderà dalla capacità di coniugare sostenibilità ambientale, innovazione industriale e competitività economica. luglio-settembre 2026
Soluzioni per la distribuzione dei nostri sacchi Sacchi
per la raccolta differenziata dei rifiuti Tracciabili con Barcode, QR CODE, Data Matrix, TAG RFID
Distributore di sacchi ECOMATRIX Configurazione personalizzata: - Impostazione periodo di erogazione - Sistema di tracciabilità - Abilitazione utenti - Controllo con l’app
Bag Control System Software gestionale per la corretta distribuzione dei sacchi attraverso il tracciamento della tessera sanitaria dell’utente
EcoFacility L’app che geolocalizza i punti di raccolta rifiuti e i distributori automatici dei sacchi
NAPOLETANA PLASTICA
Via Ex Aeroporto - Pomigliano (NA) - c/so Consorzio Il Sole Tel +39 081 8030266 - commerciale@napoletanaplastica.com
www.napoletanaplastica.com
Scarica il catalogo
SCENARI
Gestione sostenibile dei rifiuti: a Ecomondo la seconda edizione del Premio “Waste Carbon Free” dalla redazione
La seconda edizione del Premio promosso da Fondazione Operate introduce nuovi elementi di valutazione e una categoria dedicata al miglioramento delle performance ambientali. Il 5 novembre la premiazione a Ecomondo con GSA igiene urbana media partner.
F
ondazione Operate lancia la seconda edizione del Premio “Waste Carbon Free”, l’iniziativa nata nel 2025 per valorizzare le amministrazioni che si distinguono nella gestione sostenibile dei rifiuti urbani attraverso un approccio basato su indicatori ambientali oggettivi. Il Premio parte da un presupposto: valutare l’efficacia di un sistema di gestione dei rifiuti non significa limitarsi alla percentuale di raccolta differenziata.
110 GSA IGIENE URBANA
Per restituire una fotografia più completa delle performance ambientali occorre considerare anche la produzione complessiva dei rifiuti e gli impatti associati alla loro gestione, dalla raccolta agli impianti di destino. L’obiettivo è promuovere un modello di valutazione più coerente con i principi dell’economia circolare e con la gerarchia europea dei rifiuti, favorendo allo stesso tempo il confronto tra territori e la diffusione delle esperienze più virtuose.
Dalle Linee Guida al Premio Waste Carbon Free
Il Premio nasce dal percorso avviato da Fondazione Operate insieme al Comitato Tecnico volontario, costituito nel 2024 e composto da enti pubblici competenti nella governance della gestione dei rifiuti urbani. Il lavoro condiviso ha portato alla redazione delle prime Linee Guida per la stima dell’impatto ambientale nella gestione dei rifiuti urbani, che hanno introdotto criteri comuni per leggere e confrontare le performance dei territori attraverso indicatori di impatto ambientale. «Il percorso avviato con il Comitato Tecnico nasce dalla volontà di mettere a disposizione degli enti strumenti che consentano di confrontare i risultati raggiunti nella gestione dei rifiuti urbani secondo criteri direttamente associati all’impatto ambientale» sottolinea Luca Moretti, presidente di Fondazione Operate. «La percentuale di raccolta differenziata rimane un indicatore fondamentale, ma è importante affiancarle una lettura più ampia, che tenga conto anche della produzione complessiva dei rifiuti e degli impatti generati dalla loro gestione». luglio-settembre 2026
SCENARI
Programma:
14:00-14:15 Apertura e presentazione del Premio A cura di Fondazione Operate
14:15-14:50 Cerimonia di Premiazione
Per il minore impatto ambientale in termini di CO2 equivalente nella gestione dei rifiuti urbani: • Premio categoria “Regioni” • Premio categoria “Variazione Capoluoghi” • Premio categoria “Capoluoghi Provincia” • Premi categorie “Comuni in relazione alla popolazione residente” • Premi categorie “Cluster” • Menzione speciale
14:50-15:00 Conclusioni e ringraziamenti A cura di Fondazione Operate
Giovedì 5 novembre 14.00-15.00 Area Workshop del distretto Circular Lab Padiglione B2 - Fiera di Rimini
Info: info@operate.it | www.operate.it Scansiona il QR code per registrarti: Con il patrocinio di
Media partner
Nel 2026 il Comitato ha approvato una revisione delle Linee Guida, che assumono il titolo di “Linee guida per la stima dell’impatto ambientale nella gestione dei rifiuti in base alle emissioni di CO2 equivalente e al consumo energetico”, ampliando ulteriormente il percorso di ricerca e gli strumenti attraverso cui valutare la sostenibilità della gestione dei rifiuti urbani. luglio-settembre 2026
Le novità dell’edizione 2026
La seconda edizione consolida il percorso avviato lo scorso anno e introduce nuovi elementi di valutazione. Tra le principali novità figura una categoria dedicata al miglioramento annuale delle performance ambientali, pensata per riconoscere non soltanto le realtà che raggiungono i migliori risultati assoluti, ma anche gli enti che registrano nel tempo un’evoluzione
significativa delle proprie prestazioni. Inoltre, per la prima volta quest’anno, il Premio assegnerà un riconoscimento alla Regione più virtuosa a livello nazionale, valorizzandone le politiche territoriali e le performance ambientali nella gestione dei rifiuti urbani. Resta centrale l’approccio metodologico del Premio: rendere confrontabili territori diversi attraverso criteri tecnici omogenei e indicatori capaci di restituire una lettura più completa dell’impatto ambientale connesso alla gestione dei rifiuti urbani.
Il Premio arriva in Umbria
Il 2026 segna anche la prima declinazione regionale dell’iniziativa. Su invito di AURI – Autorità Umbra Rifiuti e Idrico, membro del Comitato Tecnico volontario, e della Regione Umbria, Fondazione Operate ha promosso la prima edizione del Premio “Waste Carbon Free – Regione Umbria”. L’Umbria diventa così il primo laboratorio territoriale in Italia per l’applicazione del modello Waste Carbon Free su scala regionale: un’esperienza nata per valorizzare le realtà virtuose, favorire il confronto tra amministrazioni e sperimentare un modello potenzialmente replicabile anche in altri territori.
Il contributo del Comitato Tecnico
Anche per questa seconda edizione prosegue l’attività del Comitato Tecnico volontario, che riunisce enti pubblici impegnati nella governance dei servizi di gestione dei rifiuti urbani: • Autorità Umbra Rifiuti e Idrico (AURI); • Consorzio Ecologico Cuneese; • Autorità Gestione Integrata dei Rifiuti (AGIR); GSA IGIENE URBANA
111
SCENARI
• Assemblea Territoriale d’Ambito ATO2 Ancona; • ATO Toscana Centro; • ATO Toscana Costa; • COABSER – Consorzio Albese Braidese Servizi Rifiuti; • Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti.
A chi è rivolto il Premio
Il Premio “Waste Carbon Free” è rivolto ai Comuni italiani e ai soggetti pubblici individuati dal Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000) ai quali sia stata affidata la gestione dei rifiuti urbani dai Comuni aderenti. La partecipazione è volontaria. Una volta elaborate le classifiche per ciascuna
categoria, Fondazione Operate comunicherà l’assegnazione del Premio agli enti risultati vincitori, che potranno confermare la propria adesione e prendere parte alla cerimonia ufficiale. La Giuria è composta dai membri del Comitato Tecnico volontario. I riconoscimenti consistono nell’assegnazione di attestati e targhe di merito e non prevedono premi in denaro.
Il 5 novembre la premiazione a Ecomondo
AMPIA GAMMA DI MODELLI BREVETTATI - MATERIALI ECOLOGICI E RICICLABILI CREAZIONI SU RICHIESTA DEL CLIENTE - MIGLIOR RAPPORTO QUALITÁ/PREZZO - LUNGA DURATA
La cerimonia della seconda edizione del Premio “Waste Carbon Free” si svolgerà giovedì 5 novembre alle ore 14, nell’ambito di Ecomondo, presso la Fiera di Rimini, Area Workshop del distretto Circular Lab, Pad. B2. L’appuntamento sarà anche un’occasione di confronto tra istituzioni, enti territoriali ed esperti del settore sull’evoluzione degli strumenti utilizzati per misurare l’impatto ambientale della gestione dei rifiuti urbani e sulle prospettive aperte dall’utilizzo di nuovi indicatori. «La seconda edizione rappresenta un ulteriore passo nel percorso avviato lo scorso anno» conclude Luca Moretti. «L’obiettivo non è soltanto riconoscere i risultati migliori, ma favorire un processo di miglioramento continuo e una maggiore consapevolezza dell’impatto ambientale della gestione dei rifiuti. La nascita della prima edizione regionale in Umbria dimostra inoltre come questo modello possa diventare uno strumento di confronto e di valorizzazione delle esperienze virtuose anche a livello territoriale».
Patrocini e media partnership
Il Premio “Waste Carbon Free” 2026 è patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e dalle Regioni Umbria, Marche, Puglia, Abruzzo e Piemonte e può contare sulla media partnership di GSA Igiene Urbana, eHabitat.it e Nonsoloambiente.it.
112 GSA IGIENE URBANA
luglio-settembre 2026
TECNOLOGIE
Spazzamento sotto controllo
I requisiti tecnici per governare davvero le attività meccanizzate e manuali di Alessandro Fedrizzi
L
o spazzamento e la pulizia delle strade rientrano nel perimetro del servizio regolato e negli obblighi di trasparenza sulle modalità di erogazione, come indicato da TQRIF e TITR. ARERA non prescrive una specifica tecnologia di rilevazione né il tracciamento puntuale di ogni tratto,
Fig. 1 spazzamento meccanizzato
114 GSA IGIENE URBANA
ma spetta al gestore costruire una base dati affidabile per verificare la programmazione, documentare le prestazioni e rispondere a controlli, reclami e obblighi contrattuali. La domanda centrale, per chi si occupa di igiene urbana, diventa allora: quali requisiti tecnici deve possedere un sistema per produrre dati affidabili, verificare il servizio eseguito e supportare gli adempimenti di qualità e trasparenza?
Dal “banale” tracking GPS alla verifica del servizio
Le spazzatrici vengono equipaggiate già da anni con black box e dispositivi GPS che permettono di ricostruirne posizione e percorso; niente di nuovo, insomma. Lo spazzamento si caratterizza però per una certa complessità nella fase di rendicontazione e verifica del servizio effettivamente svolto. Per questo motivo i tradizionali sistemi di loca-
luglio-settembre 2026
TECNOLOGIE Fig. 2 Spazzamento manuale in area non raggiungibile con mezzo
lizzazione GPS, pur rappresentando una componente fondamentale, non sono sufficienti per garantire il pieno controllo del servizio. Il punto non è infatti semplicemente sapere dove si trovi una spazzatrice, ma riuscire a determinare quando il mezzo stia veramente operando, su quale tratto o area e con quale livello di completamento. Per documentare correttamente il servizio svolto è necessario integrare queste informazioni con la sensoristica di bordo, rilevando, ad esempio, l’attivazione delle spazzole, degli spruzzi abbatti-polveri o degli altri dispositivi che identificano l’operatività del mezzo. Solo combinando posizione, movimento e stato operativo è possibile distinguere un semplice transito dall’esecuzione reale dello spazzamento. La crescente attenzione alla misurazione e alla qualità del servizio sta inoltre portando i gestori verso un modello più evoluto: non più una semplice verifica a consuntivo, ma un sistema capace di mettere in relazione quanto progettato, quanto programmato e quanto realmente eseguito.
Progettare il territorio e non solamente le vie
La progettazione rappresenta il primo elemento fondamentale. Una via non può essere considerata necessariamente come un unico elemento: può essere composta da più tratti, detti assi del grafo stradale, ognuno dei luglio-settembre 2026
quali può presentare caratteristiche e modalità operative differenti. Lo spazzamento, inoltre, non riguarda esclusivamente le strade. Piazze, parcheggi, piazzali, parchi e spazi circostanti edifici possono richiedere una rappresentazione specifica tramite aree poligonali, anche caratterizzate da geometrie complesse. Diversamente, i dati non tornano. La precisione nella costruzione di queste geometrie non è solamente un tema cartografico. Diventa parte della rendicontazione quando lunghezze, superfici o chilometri equivalenti sono utilizzati per misurare il servizio. A questo si aggiungono ulteriori variabili operative. Un tratto può essere spazzato su entrambi i lati oppure esclusivamente sul lato destro o sinistro. Può essere necessario prevedere più passaggi sullo stesso tratto, ad esempio in determinate stagioni o in aree caratterizzate da particolari condizioni, come i viali alberati durante il periodo autunnale. Geometria, lato di spazzamento e numero di passaggi diventano quindi veri e propri parametri di progettazione del servizio.
Un tracking diverso da quello tradizionale
Anche il movimento di una spazzatrice presenta caratteristiche molto differenti rispetto a quello di un normale veicolo utilizzato nella logistica o nella raccolta rifiuti. Durante l’attività la spazzatrice può effettuare frequenti inversioni, percorrere più volte lo stesso tratto, girare su sé stessa o muoversi liberamente all’interno di piazzali e aree non direttamente riconducibili al normale grafo stradale. Per questo motivo non è sufficiente applicare logiche tradizionali di fleet tracking. È necessario utilizzare algoritmi capaci di interpretare movimenti complessi e ripetitivi e di metterli in relazione con gli elementi territoriali progettati e con lo stato operativo del mezzo. Per alcuni aspetti, il paradigma è più vicino ai sistemi utilizzati per ricostruire il percorso di dispositivi autonomi di pulizia, come il robottino che abbiamo a casa per pulire i pavimenti, che ai normali sistemi di navigazione veicolare. Il valore di un sistema software a supporto dello spazzamento non è quindi rappresentato solamente dalla precisione GSA IGIENE URBANA
115
TECNOLOGIE
Fig. 3
del GPS, ma dalla capacità di interpretare correttamente la traccia e trasformarla in informazione di servizio.
Meccanico e manuale nello stesso processo
Un altro elemento caratteristico dello spazzamento è la necessità di combinare attività meccaniche e manuali. Non tutte le zone sono infatti accessibili a una spazzatrice: in molte situazioni il mezzo viene affiancato da operatori che intervengono attraverso soffiatori, scope o altre attrezzature. Una rendicontazione esclusivamente automatica rischierebbe quindi di descrivere solo una parte del servizio effettivamente svolto. Il sistema deve combinare rilevazione automatica e inserimento manuale, permettendo all’operatore di integrare le attività che non possono essere rilevate dalla sensoristica della spazzatrice. Il risultato è un unico modello capace di gestire lo spazzamento sia meccanico che manuale e di agevolarne la rendicontazione, senza appesantire il lavoro dell’operatore.
Esecuzione e rendicontazione in mobilità, a supporto degli operatori
Questo livello di dettaglio è possibile grazie a strumenti che collegano il lavoro degli operatori di campo alle attività della centrale. Oltre alla black box dotata di GPS e collegata alla sensoristica di bordo, il sistema dovrebbe prevedere tablet, smartphone o panel PC, utilizzati dagli operatori sul territorio o installati a bordo del mezzo. Questi dispositivi diventano
116 GSA IGIENE URBANA
un vero supporto operativo per l’addetto: • L’operatore può visualizzare sulla mappa le attività previste, le vie, i tratti e le aree da eseguire e osservare direttamente a schermo l’avanzamento del servizio. • La rendicontazione avviene automaticamente mentre il mezzo opera, integrando i dati provenienti dalla black box e dalla sensoristica. • Quando necessario, l’operatore può completare l’informazione inserendo attività manuali, selezionando direttamente in mappa gli elementi interessati o indicando le motivazioni di una mancata o parziale esecuzione. Le stesse informazioni possono essere trasmesse alla sala controllo, che verifica lo stato di avanzamento delle attività e monitora il livello percentuale di completamento del servizio.
Gestire anche ciò che non viene completato
Nella realtà operativa non sempre un’attività può essere conclusa nella sua totalità: un tratto previsto può essere svolto solo parzialmente, ad esempio a causa di una strada chiusa, di veicoli in sosta o di un altro impedimento. Un sistema evoluto deve quindi superare la semplice logica “fatto/non fatto”. Deve essere possibile determinare quale parte del tratto sia stata effettivamente completata e permettere all’operatore di indicare rapidamente la causa che ha impedito di terminare il servizio. L’operatore deve poter utilizzare causali
semplici, riconducibili poi alle classificazioni utili alla rendicontazione: eventi imputabili al gestore, all’utenza o a soggetti terzi, oppure cause di forza maggiore. In questo modo è possibile sapere non solo quanto servizio è stato svolto, ma anche perché una determinata attività non sia stata completata.
Un sistema completo di controllo del servizio
L’obiettivo finale rimane naturalmente quello più semplice: garantire una città pulita e un servizio di livello. Ma quando è necessario governare il servizio, verificarne l’efficienza, rispondere a contestazioni o dimostrare quanto eseguito, la sola percezione visiva del risultato non è più sufficiente. Serve un sistema in grado di governare l’intero processo (vedere figura 3). È questo il passaggio fondamentale: trasformare un semplice sistema GPS in uno strumento di controllo operativo e gestionale del servizio. Il valore di un sistema software davvero utile non risiede quindi nella singola black box o nel singolo dispositivo installato sul mezzo, ma nella capacità di integrare cartografia, algoritmi di tracking, sensoristica, attività degli operatori e sala controllo all’interno di un unico processo. Perché conoscere dove si trova una spazzatrice è relativamente semplice. Sapere cosa sta facendo, quanto servizio ha realmente svolto e perché eventualmente non lo ha completato è ciò che permette di governare davvero lo spazzamento. luglio-settembre 2026
City Solar
Smart Bin connesso che All CMYK Versions i rifiuti compatta
Aspiratore e sanificatore elettrico urbano
White
White
Arredo urbano in DurapolTM
Diserbo e pulizia 100% ecologico
SPAZIO VERDE INTERNATIONAL
Arredo Urbano e Tecnologie per l’Ambiente info@spazioverde.com www.spazioverde.com
Ti aspettiamo a
Pad. C5 - Stand 408 Rimini 03-06 Novembre
TECNOLOGIE
Perfect Toilets, dal concept al prototipo di Chiara Calati
L’idea di Perfect Toilet, quasi una battaglia di civiltà lanciata da Tork e da IoArch due anni fa, prende forma con il primo progetto che verrà realizzato a Venezia sull’isola di San Servolo. Firmato da Progetto CMR di Massimo Roj, il prototipo passa dalla dimensione del concept a quella della sperimentazione concreta, stravolgendo la concezione di bagno pubblico: non più uno spazio dimenticato, ma una vera e propria infrastruttura urbana.
118 GSA IGIENE URBANA
Venezia, Massimo Roj
C
i sono servizi di cui una città ha bisogno ogni giorno, ma che troppo spesso restano fuori dalla sua progettazione. Il bagno pubblico è uno di questi. È proprio da questa considerazione che nel 2024 è nato Perfect Toilets, iniziativa promossa da IoArch e Tork e curata dall’architetto e critico Luigi Prestinenza Puglisi, con l’obiettivo di riportare il tema dei servizi igienici pubblici dentro il dibattito sull’architettura e sulla qualità dello spazio urbano. L’ispirazione arrivava anche dall’esperienza dei bagni pubblici di
Tokyo raccontata da Wim Wenders in Perfect Days, luoghi progettati con attenzione, accessibili, sicuri, puliti e considerati parte integrante della città. La prima fase del progetto, che abbiamo presentato proprio su queste pagine, aveva raccolto sette concept, sviluppati da altrettanti studi di architettura. Il percorso si è poi ampliato fino a raccogliere 34 proposte progettuali, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a 100 progetti per 100 città. Oggi Perfect Toilets entra però in una fase diversa. Non più soltanto la riflessione su come potrebbe essere il luglio-settembre 2026
TECNOLOGIE
Napoli, Francesco Buonfantino
bagno pubblico ideale, ma il tentativo di verificare come un progetto possa diventare un servizio concreto, costruito, utilizzato e soprattutto mantenuto nel tempo. Ne abbiamo parlato con Antonio Morlacchi, direttore editoriale di IoArch e tra i promotori del programma Perfect Toilets. Nel 2024 ragionavamo sulla necessità di ripensare il bagno pubblico. Oggi, che cosa è cambiato? “Già il fatto che 34 studi di architettura abbiano accettato di immaginare bagni pubblici per le loro città o per altri luoghi è significativo. Il tema era stato sostanzialmente trascurato. Pensiamo però che ci sia ancora bisogno di parlarne molto. È un po’ come è accaduto con le barriere architettoniche: vent’anni fa determinate esigenze non venivano nemmeno prese in considerazione, mentre oggi alcuni accorgimenti fanno parte della normalità delle infrastrutture. Credo che anche per i bagni pubblici debba crescere la sensibilità del pubblico e, di conseguenza, degli amministratori. Per il momento le pubbliche amministrazioni stanno facendo piuttosto poco e quel poco, soprattutto dal punto di vista della manutenzione, è spesso scadente”. Perfect Toilets è passato dai primi concept all’obiettivo di 100 progetti per 100 città. Che cosa avete imparato da questo percorso? “Abbiamo capito che il tema non può essere risolto soltanto attraverso un luglio-settembre 2026
bel progetto architettonico. I progettisti hanno immaginato bagni in contesti molto diversi: c’è chi li ha pensati in mezzo al mare, chi a Pantelleria, chi nei parchi o in altri luoghi pubblici. Adesso vorremmo che si iniziasse a ragionare maggiormente anche sulla manutenzione e sulla qualità effettiva del servizio. Perché non è soltanto il disegno dell’oggetto a essere importante. Anche un bagno molto bello, una volta realizzato, può suscitare obiezioni da parte dei cittadini, dei commercianti, di chi vive quello spazio. Bisogna quindi capire dove collocarlo, come gestirlo e come mantenerlo”. Quindi la manutenzione deve entrare già nella fase di progettazione? “Sì. È un aspetto sul quale finora non ci siamo concentrati abbastanza e che invece dovrebbe diventare centrale. Noi siamo partiti dagli architetti, perché Perfect Toilets è nato come progetto di architettura e comunicazione. Ma gli aspetti pratici sono fondamentali quando si parla di bagni pubblici. Per questo sarebbe molto utile coinvolgere anche imprese di facility
management, aziende specializzate e operatori che si occupano concretamente di pulizia e manutenzione. Possono portare competenze che il progettista, da solo, non necessariamente possiede”. Il progetto di San Servolo sembra rappresentare proprio questo passaggio dal concept alla sperimentazione concreta. Che cosa succederà? “Progetto CMR, guidato da Massimo Roj, ha sviluppato un progetto molto più avanzato rispetto a un semplice concept, con l’idea di realizzare oltre al prototipo per San Servolo, un modulo che possa poi essere replicato e configurato in modi differenti. Il prototipo sarà collegato alle reti già presenti sull’isola e prevede soluzioni specifiche per l’igiene, la ventilazione, il risparmio idrico e l’autonomia energetica ed è concepito con una forte attenzione alla modularità e alla replicabilità. Il modulo-base può essere aggregato attraverso un elemento connettore e tecnico, creando configurazioni più ampie; la soluzione è quindi pensata anche per contesti caratterizzati da grandi flussi di utenti”. GSA IGIENE URBANA
119
TECNOLOGIE
Assisi, Renato Arrigo
La sostenibilità in un progetto simile è imprescindibile, non soltanto quella ambientale ma anche economica. Come si inserisce nello sviluppo del concept? “La sostenibilità è un tema che non può essere ignorato. I progetti prevedono anche la possibilità di sostenere economicamente la realizzazione attraverso sponsorizzazioni. Pensiamo, per esempio, a come vengono finanziate alcune pensiline degli autobus o altri servizi urbani. Alcuni progettisti hanno immaginato modelli nei quali il bagno pubblico sia associato ad altri servizi, magari un piccolo negozio di fiori, una libreria, un’edicola. L’attività commerciale potrebbe diventare anche un presidio del bagno stesso. Per la manutenzione, invece, probabilmente bisogna pensare a organizzazioni dedicate”. È quindi possibile immaginare anche un partenariato tra pubblico e privato? “Sì. Il principale interlocutore resta la pubblica amministrazione, ma non escluderei affatto il coinvolgimento dei privati e degli sviluppatori immobiliari. Ci sono sviluppatori che hanno
120 GSA IGIENE URBANA
interesse a costruire un’immagine positiva del proprio lavoro e a contribuire alla qualità della città. Un bagno pubblico può rientrare in questo tipo di investimento. Esiste poi un tema più generale, che è quello della gratuità nello spazio urbano. Ci sono servizi che possono essere effettivamente pubblici e gratuiti e altri che possono essere a pagamento. L’importante è che siano disponibili, accessibili, belli, igienici e ben mantenuti”. Come entra la sostenibilità ambientale nei progetti di Perfect Toilets in termini di utilizzo di acqua, energia e materiali? “Molti progetti hanno preso in considerazione questi aspetti. Progetto CMR per San Servolo, per esempio, prevede una copertura fotovoltaica destinata all’alimentazione dell’illuminazione e sistemi per la raccolta dell’acqua piovana, da riutilizzare per gli scarichi, la pulizia delle superfici e l’irrigazione del verde. Sono previste anche ventilazione naturale, materiali impermeabili e resistenti e soluzioni orientate alla facilità di igienizzazione. Altre idee sono ancora più sperimentali. A Firenze, per
esempio, Rossi Prodi ha immaginato un sistema di fitodepurazione: il verde che circonda il bagno contribuisce contemporaneamente alla privacy, alla qualità dello spazio e al trattamento delle acque. L’acqua può essere riutilizzata per gli scarichi e per irrigare il sistema verde. A Napoli è stato invece immaginato un sistema autonomo rispetto alla rete fognaria, prendendo spunto da tecnologie sviluppate per contesti nei quali le infrastrutture sono meno disponibili. Sono soluzioni diverse, perché diversi sono i luoghi. Al momento, però, la maggior parte dei progetti resta a livello di concept. Proprio per questo San Servolo è importante, perché permette di verificare concretamente come alcune di queste idee possano funzionare”. In un progetto che parla di igiene e inclusività, quanto è importante coinvolgere fin dall’inizio chi dovrà occuparsi della pulizia? “Finora non ci abbiamo pensato abbastanza, ma è sicuramente una cosa che bisognerebbe fare. IoArch è partita dagli architetti e quindi il nostro punto di vista è naturalmente quello della progettazione. Ma quando si parla di bagni pubblici gli aspetti pratici sono fondamentali. Ben venga quindi l’interesse da parte delle imprese di facility management e di chi lavora professionalmente nella pulizia e nella manutenzione. Perché il rischio è che si realizzino strutture molto belle che, dopo poco tempo, vengono chiuse o diventano inutilizzabili perché non sono adeguatamente manutenute. In Italia, del resto, gli esempi di veri bagni pubblici sono ancora pochi. In molte città vediamo soprattutto quei moduli mobili che vengono spostati da una parte all’altra e non sono certamente un esempio di igiene e qualità dello spazio pubblico. È un punto particolarmente significativo per chi opera nel settore luglio-settembre 2026
TECNOLOGIE
dell’igiene urbana, supportato dalla convinzione che la qualità del servizio non può essere separata dalla progettazione dello spazio. Superfici, materiali, accessibilità degli impianti, ventilazione, sistemi di scarico, organizzazione dei flussi e possibilità di intervenire rapidamente diventano tutti elementi che possono condizionare il lavoro quotidiano di pulizia e manutenzione. Il tema è coerente anche con l’impostazione originaria di Perfect Toilets, che considera l’accessibilità e l’esperienza dell’utente l’aspetto fondamentale della qualità del bagno pubblico”. Nell’idea di bagni pubblici inclusivi c’è il pensiero al futuro delle città anche in termini sociodemografici? “Esattamente. Il tema non riguarda soltanto l’architettura, ma la trasformazione della città e le esigenze di chi la vive. Una popolazione che invecchia ha bisogno di servizi facilmente accessibili. Una città turistica sottoposta a grandi flussi di visitatori deve poter offrire infrastrutture adeguate. E un servizio essenziale come il bagno pubblico non può essere considerato un elemento da nascondere o relegare ai margini perché le persone hanno bisogno di trovare un bagno quando sono fuori casa. Se bisogna passeggiare per mantenersi in salute ma non si sa se e dove si potrà andare in bagno, anche una semplice attività quotidiana può diventare più difficile. Da questo punto di vista Perfect Toilets non propone un modello unico. Le idee sviluppate nell’ambito dell’iniziativa sono differenti proprio perché differenti sono i luoghi e i contesti urbani. Il progetto di San Servolo, però, potrebbe rappresentare un modello replicabile: Progetto CMR lo ha concepito come una struttura modulare, capace di essere installata singolarmente o in aggregazioni più ampie e di adattarsi a diversi contesti”. luglio-settembre 2026
Reggio Emilia, Cristian Gasparini
Non un modello unico, quindi, ma una nuova cultura del bagno pubblico nella trasformazione urbana? “Il futuro di Perfect Toilets non dipenderà dalla riproduzione dello stesso bagno in cento città. Le singole amministrazioni potranno scegliere soluzioni progettuali differenti, in relazione al territorio, alle infrastrutture disponibili, ai flussi di utenti e alle modalità di gestione. Se un altro progettista, con un progetto completamente diverso, riesce a realizzare un bagno nella propria città perché trova un accordo con l’amministrazione, con un’organizzazione locale o con un’impresa, per noi va benissimo. Saranno bagni diversi, ma avremo ottenuto il risultato che volevamo. È un passaggio importante perché Perfect Toilets non vuole costruire un catalogo di oggetti, ma contribuire a cambiare il modo in cui le città considerano questo servizio. Anche per questo la prossima fase sarà necessariamente più concreta: trovare amministrazioni interessate, soggetti privati disponibili a investire, aziende capaci di contribuire alla realizzazione e operatori in grado di garantire la gestione quotidiana. La
storia dei bagni pubblici dimostra, del resto, che il tema non è nuovo. Basti pensare ai diurni tra Otto e Novecento e ai bagni pubblici Cobianchi, nati in una città nella quale la mobilità e la vita urbana avevano già creato l’esigenza di servizi dedicati. Oggi, però, il contesto è completamente diverso. Ci sono i bagni delle stazioni, quelli degli autogrill, quelli dei centri commerciali. Ma nel tessuto urbano quotidiano il servizio resta spesso discontinuo. Esistono anche esempi internazionali nei quali il bagno pubblico viene utilizzato come elemento di qualità urbana e persino di marketing territoriale, come nel caso delle strade panoramiche norvegesi, dove sono stati realizzati servizi igienici progettati come vere opere di architettura: non necessariamente strutture economicamente autosufficienti, ma interventi capaci di contribuire alla valorizzazione del territorio. Il punto fondamentale resta quello di non trascurare un oggetto che è nello stesso tempo un servizio fondamentale per la popolazione. È qui che il progetto incontra il mondo dell’igiene professionale”. GSA IGIENE URBANA
121
TECNOLOGIE
Riserva naturale del Korenburgerveen, nei pressi di Winterswijk, Paesi Bassi. Si tratta di una delle aree di torbiera alta meglio conservate della regione dell’Achterhoek. credits: Natuurmonumenten
Il paesaggio delle torbiere:
ecosistemi invisibili e indispensabili di Cristina Trevia, Mariagiusi Troisi
C’è qualcosa di paradossale nel modo in cui trattiamo i luoghi che non capiamo. Li chiamiamo inutili, inospitali, insalubri. Li dreniamo, li bruciamo, li bonifichiamo - parola che già nel suono promette una guarigione là dove non c’è nessuna malattia.
122 GSA IGIENE URBANA
L
e torbiere sono state per secoli uno di questi luoghi: paesaggi dello scomodo, della nebbia, dell’impassibilità. Eppure, sotto quella superficie immobile e scura, si svolge uno dei processi più importanti per la sopravvivenza del pianeta.
Una spugna millenaria
Per capire cos’è una torbiera, bisogna prima capire cos’è la torba. Si tratta di un suolo formato da resti organici in stato di semi decomposizione: piante, muschi, piccoli animali che muoiono e si depositano sul fondo, ma che l’acqua stagnante e la mancanza di ossigeno impediscono di decomporsi completamente. Il risultato è un accumulo lentissimo, strato su strato, di
materia organica sospesa a metà tra la vita e la morte: un archivio biologico che in alcuni casi racconta decine di migliaia di anni. Non tutte le zone umide diventano torbiere. Una palude segue un ciclo che si chiude quasi in parità: le piante nascono, crescono, muoiono, e ciò che muore si decompone alla stessa velocità con cui la vegetazione si rinnova. Il terreno rimane minerale, il bilancio resta zero. In una torbiera, invece, la decomposizione rallenta così tanto -per via dell’acqua, del freddo, dell’acidità- che le piante morte si accumulano più in fretta di quanto riescano a sparire. Strato dopo strato, per secoli, si forma la torba. Si può dire che ogni torbiera cominci la sua vita come una palude, luglio-settembre 2026
TECNOLOGIE Estrazione ed essiccazione della torba, molto diffusa in Irlanda, Scozia e nord Europa: le zolle bagnate vengono tagliate dal terreno e poi impilate in piccole piramidi per essere essiccate dal vento e dal sole prima dell’uso. Visto il valore ecologico della torba e la lentezza con cui si forma (1 mm all’anno circa), i suoi utilizzi stanno venendo regolamentati, ma storicamente è stata utilizzata in svariati modi, dall’agricoltura al combustibile. credits: Mike Pennington
ma solo quelle in cui questo accumulo non si interrompe mai diventano davvero torbiere. Quello che emerge da questo processo è qualcosa di straordinario: una gigantesca spugna sotterranea di materiale vegetale antico, capace di gonfiarsi durante le stagioni delle piogge e di rilasciare acqua in modo graduale nei mesi asciutti. In Africa, negli altipiani dell’Angola, molti fiumi nascono da una grande torbiera al centro del continente che funge da serbatoio permanente, alternativa silenziosa ai ghiacciai che si ritirano. Solo quegli altipiani trattengono oltre quattrocento chilometri cubi d’acqua, l’equivalente di centosettanta milioni di piscine olimpioniche.
Il carbonio che non volevamo vedere
Le torbiere coprono appena il tre per cento delle terre emerse del pianeta. Eppure, immagazzinano circa il trenta per cento del carbonio terrestre mondiale - il doppio di quanto riescano a fare tutte le foreste messe insieme. È un numero che vale la pena ripetere, perché fatica a trovare il posto che merita nell’immaginario collettivo. Il meccanismo è lo stesso della semi decomposizione: il carbonio contenuto nelle piante morte non viene rilasciato nell’atmosfera sotto forma di CO2 o metano, ma rimane intrappolato nella torba, sigillato dall’acqua e dall’assenza di ossigeno. Finché la torbiera rimane integra, quel carbonio resta lì, accumulato pazientemente luglio-settembre 2026
Kemeri National Park, Latvia credits: International Peatland Society (IPS)
da millenni. Ma quando la torbiera viene drenata -per fare spazio a campi coltivati, per estrarne la torba come combustibile, per costruire- quel sigillo si rompe. L’ossigeno raggiunge gli strati profondi, la decomposizione riparte, e il carbonio che aveva impiegato migliaia di anni ad accumularsi viene liberato nell’atmosfera in tempi rapidissimi. In Islanda, per esempio, sono state drenate molte più torbiere di quante ne siano poi state effettivamente usate a scopo agricolo: un danno enorme e gratuito, prodotto dalla stessa cecità con cui abbiamo trattato il suolo, i fiumi, le foreste. La certezza che la natura fosse infinita, e che bonificarla fosse sempre un progresso.
Un paesaggio difficile da amare
Le torbiere non sono paesaggi facili. Non invitano, non rassicurano. Sono piatte, umide, spesso nebbiose. Il terreno cede sotto i piedi, i colori sono spenti, il silenzio è quasi fisico. Per secoli sono state associate al pericolo, alla malattia, al mistero oscuro, e quella reputazione ha reso più facile ignorarne il valore, o peggio, giustificarne la distruzione. Eppure in alcune regioni d’Europa questo rapporto è diverso. In Irlanda, in Scozia, in Olanda e in Finlandia, la torbiera è un paesaggio familiare: attraversata da antiche strade rialzate, tagliata per generazioni per ricavarne combustibile, radicata nel folklore e GSA IGIENE URBANA
123
TECNOLOGIE
A
B C
A Kemeri National Park, Latvia credits: Jolanta Liva B Cairngorms National Park, processo di ripristino di una torbiera credits: James Shooter C Tobiera ripristinata da una decina di anni a Hvanneyri in Islanda, grazie al progetto portato avanti dell’Agricultural University of Iceland
nella memoria collettiva. È proprio questa intimità storica -e la consapevolezza che molte di quelle torbiere sono ormai piccole e ferite- a generare il bisogno di restaurarle. Di renderle di nuovo leggibili, visibili, presenti. Il progettista che si trova a lavorare con questi ambienti si scontra con un paradosso fondamentale: la torbiera viva è un luogo che chiede, per sopravvivere, di essere lasciato in pace. Non regge il peso di una costruzione, non tollera di essere drenata. Come si rende accessibile un luogo la cui unica esigenza è che nessuno lo tocchi? La risposta, nei pochi progetti riusciti, è sempre la stessa: costruire ai margini. Una passerella sospesa che sfiora l’acqua senza affondarci, un percorso che accompagna lo sguardo fin dove serve e poi si ferma. Non entrare nella torbiera: girarle attorno, e lasciarle essere la protagonista.
124 GSA IGIENE URBANA
Chiudere i canali, restituire l’acqua
La buona notizia - e c’è, concreta e praticabile - è che le torbiere sono tra gli ecosistemi più capaci di tornare a vivere, se gliene viene data l’occasione. Il principale metodo di ripristino è di una semplicità quasi commovente: chiudere i canali di drenaggio, preferibilmente usando lo stesso materiale estratto in loco, e restituire all’acqua il suo spazio. Studiare le pendenze, i flussi, le depressioni naturali, per allagare la superficie più estesa possibile. Se nelle vicinanze sono sopravvissute alcune delle piante originarie della torbiera, basta aspettare. La ricolonizzazione avviene da sola: come sempre, quando mettiamo l’acqua, la vita arriva da sé. Non è una soluzione rapida. Le torbiere si formano in migliaia di anni e non si ripristinano in una stagione. Ma i segnali di ripresa sono misurabili già nei primi anni:
il terreno torna a trattenere umidità, i muschi ricompaiono, il carbonio smette di fuggire e ricomincia lentamente ad accumularsi. L’Unione Europea, con la Nature Restoration Law e i programmi LIFE, ha fissato un obiettivo preciso: ripristinare almeno il trenta per cento delle torbiere drenate a uso agricolo entro il 2030. È un impegno concreto, in un campo dove le promesse hanno spesso superato i fatti. Le torbiere ci chiedono qualcosa di difficile per una civiltà abituata a misurare il valore di un luogo in base a ciò che ci si può costruire sopra: ci chiedono di riconoscere il valore dell’immobilità, della lentezza, del non-fare. Ci chiedono di guardare una distesa d’acqua scura e vederci non una landa da redimere, ma uno dei sistemi viventi più preziosi e fragili che abbiamo ereditato. Non una landa desolata. Un archivio. Una spugna. Un serbatoio. Una memoria. Basta imparare a leggerla. luglio-settembre 2026
Efficiency L’efficienza made resa easy facile
Ottimizza il tempo degli addetti alle pulizie con le soluzioni per l’igiene Tork, progettate per migliorare l’efficienza e risparmiare tempo prezioso.
Miglior igiene, miglior business New
www.tork.it Tork, un brand di Essity
UNI&AMBIENTE
notiziario ambientale di attività normative: maggio ‘26 - agosto ‘26 Commissione Centrale Tecnica Il 30 aprile 2026 è stata pubblicata la UNI 11621-8:2026 (profili AI) che rappresenta il primo standard nazionale in Europa a strutturare e definire i profili di ruolo professionale operanti nel settore dell’Intelligenza Artificiale. Sviluppata in coerenza con l’AI Act europeo definisce i requisiti di competenza per uno sviluppo responsabile dell’AI. All’inizio dell’estate è stato pubblicato il Regolamento per le attività di sviluppo delle Prassi di Riferimento, dopo la revisione iniziata nel febbraio scorso. Si è avviata a conclusione l’inchiesta per la valutazione dei rischi per la salute e sicurezza sul lavoro che saranno derivanti dai cambiamenti climatici.
GL 08 “Attrezzature e macchine per la raccolta dei rifiuti” Riunione del GL il 22 giugno ‘26 a Milano in cui:
■ sono proseguiti gli approfondimenti circa la prima bozza di ACISM relativa all’Interoperabilità dei sistemi di misurazione dei rifiuti raccolti. ■ sono stati esaminati i contenuti dell’ampio progetto di norma sulle attrezzature per la movimentazione di scarrabili, ripartito nelle 4 parti di nuova definizione
126 GSA IGIENE URBANA
relative a: (1) Sistemi per la movimentazione degli scarrabili; (2) Cassoni e presse; (3) Requisiti prestazionali e metodi di prova; (4) Requisiti di sicurezza e igiene, incaricando i tecnici disponibili di sviluppare le integrazioni ancora necessarie, da discutere nella prossima riunione del GL.
CEN/TC 183 “Waste Management” / WG 1 Waste Containers
Riunione del Gruppo di Lavoro 1 (WG1) del CEN/TC 183 a Delft il 30 giugno scorso, in cui: ■ sono stati comunicati i risultati dell’enquiry per la EN 15132, (Ricoveri per i contenitori dei rifiuti urbani, anche con ottimizzazione dei volumi) conclusasi il 19.06 con la bocciatura quanto alla ponderazione dei voti espressi dalle delegazioni, anche se con una maggioranza di voti nazionali favorevoli. Il WG1 ha quindi deciso di riprendere in un progetto di norma con lo stesso numero d’ordine la definizione dei ricoveri ‘tradizionali’ e di svilupparne uno nuovo relativo ai soli dispositivi anche con ottimizzazione dei volumi. ■ si è conclusa la revisione
del testo della EN 130711,2,3 che definisce i Contenitori stazionari fino a 5.000 l, sollevati dall’alto e svuotati dal basso (Requisiti generali - Ulteriori requisiti generali per sistemi interrati o parzialmente interrati - Sistemi di sollevamento raccomandati): queste parti saranno inviate all’enquiry. ■ invece si attende ancora l’adesione di un 5° Paese al progetto della Parte 4: Requisiti aggiuntivi per la raccolta robotizzata, peraltro prevista entro l’anno, dopo di che riprenderà la discussione per la messa a punto anche di questo documento, già in fase avanzata di redazione. ■ è stata approvata la systematic revue delle EN 840,1-2-3-4-5-6 il cui attuale testo è scaduto. ■ è stata approvata la systematic revue delle EN 12574,1-2-3, ormai scadute, su cui anche l’Italia ha proposto modifiche, in particolare quanto alle prove sui coperchi (parte 2), ritenute inadeguate, e ad alcuni dettagli della codifica delle tipologie. La prossima riunione del TC 183/WG1 è prevista il 17-18 novembre 2026 a Berlino, in concomitanza con la riunione del TC 183 del 18-19, ancora a Berlino.
luglio-settembre 2026
NOTIZIE
Ecomondo 2026, la piattaforma globale della transizione ecologica
Dal 3 al 6 novembre, la 29ª edizione della manifestazione di IEG riunisce alla Fiera di Rimini i protagonisti dell’economia circolare. Ecomondo, evento internazionale di Italian Exhibition Group (IEG) sulla green, blue e circular economy, torna come ecosistema di riferimento per gli attori della transizione ecologica, favorendo il confronto sulle trasformazioni industriali e ambientali che stanno ridisegnando i mercati globali. Con partner europei e internazionali come Commissione Europea, OCSE
e FAO, il programma curato dal Comitato Tecnico Scientifico internazionale si arricchisce di summit e convegni in lingua inglese. Gli approfondimenti, tutti di alto profilo, spazieranno dai principali dossier normativi europei (Circular Economy Act, Bioeconomy Strategy, Biotech Act II, Pact for the Mediterranean, RESourceEU Action Plan, Critical Raw Materials Act e disposizioni sulla Responsabilità Estesa del Produttore) alle città salubri e circolari, dall’intelligenza artificiale alle nuove tecnologie digitali
per la transizione ecologica, fino a bioeconomia e bioenergie. Tra le novità dell’edizione 2026, un intero padiglione dedicato al Tessile, il rafforzamento del settore Waste as Resource e la riorganizzazione di Water Cycle & Blue Economy con i distretti Blue Economy e Trenchless. Confermati gli altri settori - Sites & Soil Restoration, Earth Observation and Environmental Monitoring, Bioenergy & Agriculture e Circular & Regenerative Bio-Economy - insieme al Circular&Healthy City District, al focus sul comparto Paper e all’Innovation District. www.ecomondo.com
DALLE ASSOCIAZIONI CONAI
Riciclo degli imballaggi: nel 2025 l’Italia supera il 77% Nel 2025 l’Italia ha riciclato 10 milioni e 970mila tonnellate di imballaggi, pari al 77,3% dell’immesso al consumo. Ad annunciarlo è la Relazione generale CONAI, che documenta annualmente l’andamento del sistema nazionale di gestione degli imballaggi e del loro riciclo. «È un traguardo importante che conferma il primato dell’Italia nell’economia circolare e l’efficacia di un modello
luglio-settembre 2026
fondato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese, consorzi e cittadini», dichiara Vannia Gava, viceministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. «Investire nel riciclo e nell’economia circolare significa coniugare sostenibilità, competitività e crescita. Il Governo continuerà a sostenere questo percorso, favorendo gli investimenti necessari e il rafforzamento del sistema sul territorio».
Nel dettaglio, in Italia hanno trovato una seconda vita l’82,2% degli imballaggi in acciaio; il 69,5% degli imballaggi in alluminio; il 92,6% dei pack in carta e cartone; il 69,7% degli imballaggi in legno; il 50,5% di pack in plastica, ossia 1 milione e 161mila tonnellate di plastica tradizionale e oltre 44mila tonnellate di bioplastica compostabile; e più dell’82% di pack in vetro.
GSA IGIENE URBANA
129
NOTIZIE
Brigade Electronics presenta Haloniq, il nuovo ecosistema per la sicurezza delle flotte Brigade Electronics amplia la propria offerta con Haloniq, un ecosistema di video telematica progettato per riunire in un’unica piattaforma sicurezza, gestione del rischio, conformità normativa e controllo della flotta. La soluzione integra localizzazione in tempo reale, video intelligente, dati sulla sicurezza dei conducenti e strumenti di reportistica, semplificando l’accesso alle informazioni e le attività quotidiane. Ogni evento viene automaticamente collegato al relativo video, al viaggio e al report, consentendo agli operatori di analizzare rapidamente ciò che è accaduto e intervenire in modo mirato. Haloniq si integra con l’ampio portafoglio Brigade, che comprende oltre 2.000 prodotti tra telecamere, sistemi di rilevamento e dispositivi per la sicurezza, ma può supportare anche tecnologie di terze parti. L’obiettivo è offrire una soluzione flessibile, adatta a
differenti tipologie di veicoli e applicazioni. Tra le funzionalità figurano anche configurazioni di telecamere conformi ai requisiti DVS, FORS e CLOCS e il download da remoto dei dati del tachigrafo, a supporto della gestione dei tempi di guida e di riposo. «Abbiamo creato un sistema unificato che integra localizzazione, video tele-
matica, sicurezza dei conducenti e reportistica», spiega James Tyrrell, Head of Telematics di Brigade Electronics. Una piattaforma pensata per trasformare i dati della flotta in informazioni utili, migliorando sicurezza, efficienza e controllo operativo. www.brigade-electronics.com/it
DALLE ASSOCIAZIONI ADA-ASSOAMBIENTE
Ricambi auto usati, torna l’allarme truffe online Crescono le truffe online nella vendita di ricambi auto usati. A lanciare l’allarme è ADA – Associazione Demolitori Autoveicoli che aderisce ad ASSOAMBIENTE, che ha registrato un significativo aumento delle segnalazioni da parte di aziende associate e consumatori vittime di raggiri sempre più sofisticati. I truffatori utilizzano infatti il nome, il logo e i dati di aziende di autodemolizione autorizzate per apparire credibili e convincere gli acquirenti a effettuare pagamenti anticipati per ricambi che non verranno mai consegnati.
130 GSA IGIENE URBANA
Le tecniche adottate sono sempre più elaborate: vengono clonati i siti web di imprese realmente esistenti, creati falsi profili sui social network e pubblicati annunci su marketplace con offerte particolarmente vantaggiose. Una volta ottenuto il pagamento – spesso tramite bonifico istantaneo o carte prepagate – i truffatori indirizzano la vittima presso un ignaro centro di demolizione per il ritiro del pezzo acquistato. Solo qui il malcapitato scoprirà di essere stato truffato. “Queste truffe non colpiscono soltanto chi perde denaro acquistando
un ricambio che non arriverà mai, ma danneggiano anche le imprese autorizzate, la cui immagine viene utilizzata in modo fraudolento. Per questo chiediamo ai cittadini di verificare sempre l’identità del venditore prima di effettuare qualsiasi pagamento. Solo attraverso la collaborazione tra consumatori, imprese e istituzioni possiamo arginare un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti e tutelare chi opera ogni giorno nel rispetto delle regole”, ha dichiarato la Presidente di ADA, Valentina Varini.
luglio-settembre 2026
NOTIZIE
Allison: la sfida delle Cotswolds Quando la flotta opera su alcuni dei terreni più impervi d’Inghilterra, la scelta della trasmissione conta più della semplice efficienza dei consumi. Per Ubico, che fornisce servizi di igiene urbana a otto consorzi comunali nel Gloucestershire, Allison Transmission è diventata un pilastro per una flotta affidabile e sostenibile: discese sicure, consumi ridotti ed
emissioni più basse. Ubico gestisce circa 1.300 veicoli per la raccolta di rifiuti e materiali riciclabili di 369.000 abitazioni, su un territorio di 3.367 km². Nell’area di Stroud, tra le più impegnative delle Cotswolds, camion da 26 tonnellate affrontano discese ripidissime dove la velocità può crescere rapidamente. La chiave delle discese sicure è il retarder integrato Allison: rallentando il veicolo tramite la resistenza dell’olio nella trasmissione anziché l’attrito dei freni, riduce drasticamente usura e surriscaldamento. Dopo test approfonditi, l’impresa ha verificato risparmi misurabili sui costi di manutenzione.
Sul fronte dei consumi ridotti, il software FuelSense 2.0 ottimizza le cambiate e inserisce automaticamente il folle a ogni fermata, funzione preziosa in un ciclo fatto di centinaia di stop quotidiani tipici della raccolta rifiuti, con un impatto diretto sia sui costi di gestione sia sull’obiettivo di neutralità
carbonica che Ubico si è posta per il 2030. Affidabilità, risparmio ed emissioni ridotte, in un’unica tecnologia: sulle salite e discese delle Cotswolds, Allison dimostra che la semplicità operativa risponde anche sui terreni più difficili. www.allisontransmission.com
Technology for gentle heroes +39 049 7968360 | marketing@mp-ht.it www.mp-ht.it luglio-settembre 2026
GSA IGIENE URBANA
131
NOTIZIE
Dal contenitore alla controller: un impegno costante Una corretta gestione dei rifiuti nasce da una sequenza di elementi che devono funzionare insieme: dal momento del conferimento fino alla raccolta e alla gestione del dato. Tutto parte dal contenitore, progettato per essere funzionale, resistente, riconoscibile e per agevolare il corretto conferimento. A questo si aggiungono le controller installate sui mezzi di raccolta, che permettono di registrare ciò che avviene durante il servizio. Ogni passaggio contribuisce alla costruzione del dato: un dato che deve essere completo, tracciabile e utilizzabile nelle successi-
ve attività. Per Sartori Ambiente innovare significa lavorare sull’intero sistema. L’azienda progetta contenitori, dispositivi e soluzioni digitali affinché possano dialogare tra loro e accompagnare il dato dal territorio alla piattaforma di gestione. Perché l’efficacia delle attività successive dipende dalla qualità di ciò che accade a monte. È qui che si concentra l’impegno: progettare e sviluppare ogni elemento della filiera affinché persone, strumenti e dati possano lavorare insieme. www.sartori-ambiente.com
IVECO protagonista a Ecomondo con una gamma versatile e sostenibile per il settore ecologia IVECO conferma a Ecomondo il proprio ruolo da protagonista nel settore dell’ecologia, portando all’attenzione del mercato una strategia fondata sulla coesistenza di tecnologie complementari, sviluppate per rispondere alle esigenze degli operatori. In un comparto caratterizzato da missioni diversificate, dalla raccolta dei rifiuti ai servizi di igiene urbana, fino alle applicazioni municipali specialistiche, IVECO ribadisce il valore di un approccio multi-energetico capace di coniugare sostenibilità ambientale, efficienza operativa e continuità del servizio. Questa filosofia si traduce nella possibilità di scegliere, per ogni missione, la tecnologia più appropriata. Dall’elettrico al biometano, fino alle più evolute motorizzazioni diesel, IVECO mette a disposizione un’offerta completa e complementare, sviluppata per rispondere alle diverse esigenze del settore. Un approccio che consente agli operatori di individuare la soluzione più adatta alle specifiche missioni, accompagnandoli lungo un percorso di evoluzione sostenibile, sia dal punto di vista ambientale sia economico.
132 GSA IGIENE URBANA
Punto di forza della proposta IVECO è inoltre la capacità di coprire l’intero spettro delle applicazioni dedicate ai servizi ambientali. Dai veicoli leggeri ai mezzi pesanti, la gamma si distingue per versatilità, possibilità di allestimento e adattabilità alle diverse missioni operative. Un valore che trova espressione anche nella consolidata collaborazione con il mondo degli allestitori, partner strategici nello sviluppo di soluzioni capaci di rispondere alle esigenze di un settore in evoluzione, chiamato quotidianamente a garantire servizi essenziali per le comunità e il territorio. La presenza a Ecomondo offrirà inoltre l’occasione per mettere in evidenza il percorso di evoluzione intrapreso dal marchio, che affianca all’innovazione di
prodotto un’offerta articolata di servizi connessi e soluzioni per la gestione delle flotte, la sicurezza e il comfort degli autisti. Un approccio che punta a supportare i clienti nel miglioramento dell’efficienza operativa e nell’ottimizzazione dei costi di esercizio. In uno scenario che richiede di conciliare obiettivi ambientali sempre più ambiziosi con la necessità di garantire servizi efficienti e affidabili, IVECO si presenta a Ecomondo con la capacità di offrire la risposta più idonea a ogni missione, confermando una visione della sostenibilità fondata su qualità, innovazione e vicinanza alle esigenze reali del settore. Pad. A7 – Stand 304-403 www.iveco.it luglio-settembre 2026
NOTIZIE
CLEANERS CLEANERS VS001G
SPAZZATRICE
VDO Link: il ponte verso la gestione digitale della flotta VDO Link è l’autentica rivoluzione nel settore del trasporto e della logistica moderna, in grado di trasferire rapidamente i dati di cui ogni gestore flotta ha bisogno. VDO Link è la prima soluzione “plug&play” che non comporta installazioni in officina, offrendo un avvio istantaneo e privo di modifiche meccaniche. Rappresenta il canale d’ingresso verso un network digitale evoluto: l’ambiente VDO Fleet. Questa sinergia, in cui vede al centro VDO Link, offre l’opportunità di evolvere da una condotta passiva a una pianificazione preventiva, massimizzando il rendimento di ciascuna attività coinvolta. Tra le caratteristiche più importanti di VDO Link c’è la capacità di effettuare lo scarico dei dati da remoto rispettando i termini temporali previsti dalla normaluglio-settembre 2026
tiva, azzerando l’esigenza di operazioni manuali. Inoltre, le informazioni vengono salvate in totale protezione all’interno dei database VDO Fleet, accessibili per verifiche interne o per ispezioni ministeriali. VDO Link ti permette di sapere in qualsiasi momento dove sono i tuoi veicoli e la cronologia dei viaggi effettuati. L’implementazione di VDO Link fa da ponte verso l’universo VDO Fleet che permette uno sviluppo mirato all’innovazione telematica integrata. Automatizzare le scadenze amministrative, possedere la piena visibilità sui registri temporali e monitorare i veicoli non costituiscono meri vantaggi tecnologici, bensì leve per incrementare i margini di guadagno e la protezione del proprio business. www.fleet.vdo.it
PAD. C5 STAND 201
FINO A 480 MINUTI DI AUTONOMIA
Compatta e facilmente manovrabile, per polveri e detriti di grandi dimensioni
650 mm LARGHEZZA DI PULIZIA
24 L 29,9 kg
NUO V SITO O
redemption.makita.it
GSA IGIENE URBANA
133
w w w. m a k i t a . i t
NOTIZIE
Innovazione nella semplicità: la ricetta di ECO.TEC per il 2026
La ECO.TEC SRL di Termoli, che ha recentemente aggiornato il suo sito internet, ha come obbiettivo costante la crescita aziendale e l’innovazione della gamma di prodotti. Innovazione che tiene sempre in con-
siderazione la semplicità di utilizzo e manutenzione da parte degli operatori. Resta inoltre un punto fermo dell’azienda molisana la capacità di personalizzare le proprie attrezzature per adattarle alle esigenze della
clientela. Nel 2026 è stata consolidata e ampliata la vendita di attrezzature per il lavaggio dei cassonetti e delle strade sia in Italia che all’estero. Questo continuo crescente interesse consente all’azienda di apportare costanti aggiornamenti alla produzione dei modelli di lavacassonetti posteriori LCI e laterali LCL che consentono l’utilizzo con un solo operatore. Stesso discorso può essere esteso al modello della lavastrade LS. Altro punto di forza della ECOTEC è stata la capacità di adattare ad un settore in continua evoluzione, come quello della raccolta dei rifiuti, la propria gamma di prodotti di costipatori CR
e di attrezzature a doppia e tripla vasca CR DUAL E CR TRIO. Quest’ultimi allestimenti stanno diventando sempre più diffusi data la sempre più crescente necessità di ottimizzare i costi della raccolta. Oltre a realizzare i propri allestimenti su veicoli ad alimentazione elettrica, garantendo gli stessi cicli di lavoro di un allestimento su veicolo con motore endotermico, è in fase omologativa una spazzatrice elettrica da 1 mc molto user friendly che sicuramente incontrerà il favore dei clienti. Il motto di ECO.TEC rimane sempre innovazione nella semplicità. www.ecotecpilla.it
KGN: tecnologia e innovazione al servizio della raccolta differenziata Da oltre trent’anni KGN sviluppa tecnologie e attrezzature per rendere la raccolta differenziata sempre più efficiente, organizzata e sostenibile. Un’esperienza maturata nel settore dell’igiene ambientale e caratterizzata dalla capacità di integrare soluzioni innovative per rispondere alle esigenze concrete di gestori, operatori e cittadini. La proposta KGN comprende contenitori interrati e semi-interrati, press-container, limitatori volumetrici, serrature smart, sistemi di pesatura e di identificazione utente e non solo. A queste soluzioni si affiancano tecnologie digitali per la
134 GSA IGIENE URBANA
gestione e la trasmissione dei dati e per il controllo da remoto delle attrezzature. L’obiettivo di KGN è offrire un’ampia gamma di prodotti per garantire soluzioni su misura e progettate per rispondere ad esigenze
concrete e alle criticità del settore. Tra le soluzioni più rappresentative figura il KOMP@CT-P, il press-container smart progettato per la raccolta differenziata, che integra identificazione dell’utente, pesatura dei rifiuti conferiti, registrazione e trasmissione dei dati e che contribuisce alla riduzione della frequenza degli svuotamenti ottimizzando la gestione del servizio. KGN mette la propria esperienza al servizio della progettazione e realizzazione di soluzioni capaci di coniugare innovazione tecnologica ed efficienza operativa. www.kgn.it luglio-settembre 2026
NOTIZIE
Sfregola Materie Plastiche: tracciabilità smart per la raccolta differenziata Da oltre 60 anni, Sfregola Materie Plastiche (SMP) è leader nella produzione di sacchi intelligenti per la tariffazione puntuale. Con 50.000 mq di stabilimenti in Puglia, offre una filiera 100% Made in Italy per Municipalizzate e GDO. Pioniera della Green Economy e prima a usare la blockchain per tracciare ogni sacco (dalla produzione alla raccolta), SMP vanta oltre 10 brevetti. Il cuore dell’offerta è la gamma di sacchi smart per ridurre le tariffe di Igiene Urbana:
■ RadioBag®: sacco con microchip RFID che comunica in tempo reale per monitorare i rifiuti e premiare i cittadini virtuosi in bolletta.
■ TrackBag®: sacchetto dotato di codici a barre o QR per una tracciabilità ottica completa e un’identificazione dei conferimenti a costi ridotti.
■ A lfaBag®: soluzione entry-level con codice alfanumerico univoco e progressivo stampato sul singolo sacco. Grazie al servizio integrato EQOTARI (comunicazione, distribuzione, rilevamento dati e bollettazione), SMP supporta oltre 150 comuni italiani. Con più di 100 milioni di sacchi smart distribuiti, garantisce un incremento medio del 20% della raccolta differenziata. L’azienda presenterà le sue novità a Ecomondo. www.smp.srl
L’ecosistema BUSI si amplia. Scoprilo a Ecomondo 2026 Dal 3 al 6 novembre, Busigroup sarà presente a Ecomondo 2026 alla Fiera di Rimini presso il Padiglione C5, Stand 300/301, con uno spazio espositivo ulteriormente ampliato grazie all’integrazione con quello di CM Carpenterie, recentemente entrata nell’ecosistema Busi. In fiera clienti, operatori e partner potranno conoscere da vicino le novità del portafoglio di soluzioni che comprende veicoli, attrezzature, servizi e tecnologie digitali. Allo stand saranno rappresentati i brand BTE, MEC, OMB Technology e BSA, con alcune delle principali novità e soluzioni sviluppate per la raccolta, la compattazione, il trasporluglio-settembre 2026
to e la gestione dei rifiuti, come il sistema di raccolta per i rifiuti urbani a carico laterale CMPL X e alcuni dei prodotti maggiormente rappresentativi della gamma Busi, come il compattatore scarrabile CMS, le attrezzature scarrabili e caricatori gru, la spazzatrice BS5 e il veicolo satellite T-REX. Particolare attenzione sarà dedicata alle nuove opportunità di servizio, come Futureco - la società del Gruppo dedicata al noleggio di veicoli e attrezzature - che amplia le possibilità di accesso alle tecnologie Busi, e alla digitalizzazione con R4 Monitoring - la piattaforma IoT per il monitoraggio delle flotte e delle attrezzature e per la gestione dei
principali parametri operativi. Ecomondo 2026 sarà veramente l’occasione per m o s t r a r e l ’ evo l u z i o n e dell’ecosistema Busigroup verso un’offerta sempre più integrata, nella quale produzione industriale,
servizi, assistenza, partner industriali e tecnologie digitali concorrono a rispondere alle nuove esigenze del settore ambientale, con l’attenzione al cliente e alla qualità del gruppo Busi. www.busigroup.it GSA IGIENE URBANA
135
NOTIZIE
Ecoplast: Roma Costruzioni sceglie le pattumiere Ecoplus per il Comune di Vittoria Oltre ottantamila pattumiere Ecoplast prodotte per il Comune di Vittoria, in Sicilia, dove il servizio di igiene urbana e raccolta differenziata è affidato alla Roma Costruzioni srl. Si tratta dei contenitori Ecoplus da 30 litri, consegnati nelle versioni con coperchio grigio per il secco residuo, verde per il vetro e marrone per l’organico. Realizzate con oltre il 95% di plastica riciclata, certificate PSV e interamente riciclabili secondo le filiere disponibili, queste pattumiere sono state dotate di stampa serigrafica con le informazioni richieste dall’ente e di tag RFID per la tracciabilità dei rifiuti nell’ottica di una tariffazione
puntuale. Estetica e funzionalità, robustezza e flessibilità, le Ecoplus resistono alle alte e basse temperature, alle movimentazioni frequenti e agli urti, sono
maneggevoli e indeformabili. Discrete negli ambienti interni, dove permettono di ottimizzare gli spazi, e perfette per l’esterno, grazie al manico anti-randagismo,
che evita l’apertura del coperchio da parte degli animali e dunque la dispersione dei rifiuti nell’ambiente. “Confermiamo la qualità di queste pattumiere, la loro resistenza e durevolezza nel tempo – ha affermato Giuseppe Romano, amministratore unico della Roma Costruzioni – sono prodotti che coniugano funzionalità e rispetto dell’ambiente, grazie all’elevata percentuale di plastica riciclata con cui sono realizzati. Proficuo il rapporto con Ecoplast che, anche stavolta, ha dato dimostrazione di serietà e competenza, rispettando la consegna e i tempi previsti”. www.ecoplast-ambiente.com
Coseco si rinnova e porta i compattatori Selective al centro della gamma Coseco sta vivendo un periodo di forte espansione. Nel 2025 i volumi produttivi sono cresciuti del 15% e la stima per il 2026 indica un ulteriore aumento tra il 25 e
136 GSA IGIENE URBANA
il 30%. Alla sede di Grumo Appula (BA) si è aggiunto lo stabilimento Nexus di Statte (TA), secondo polo produttivo di un gruppo che oggi conta oltre 180 perso-
ne. Lo scorso anno la terza generazione delle famiglie fondatrici è entrata nel Consiglio di Amministrazione, accanto al management che guida il piano di sviluppo. In questo percorso Coseco mette al centro della propria gamma il Selective, il sistema bicamera brevettato che svuota contemporaneamente due cassonetti da 1.100 litri o quattro bidoni da 360 litri, ciascuno nel proprio vano. È questa simultaneità, due frazioni caricate con un’unica alzata, a distinguerlo dagli altri mezzi multicamera. Per chi gestisce il servizio significa
soste più brevi a ogni punto di raccolta, un veicolo e un equipaggio al posto di due e meno passaggi nelle strade, con i contenitori standard già in uso sul territorio. Selective è una tecnologia collaudata da anni di servizio su strada in diversi paesi europei. Con costi di esercizio in aumento, raccogliere due frazioni con un solo mezzo, tenendole separate fino allo scarico, offre ai gestori più margine per organizzare il servizio e preservare la qualità della differenziata. www.coseco.it luglio-settembre 2026
o "O e: Q)
·;:: a. X Q)
,. · ...� ·. , . t
� ·•' :
.
�
·. r,.
.
'
•
�- •-�)
;, 'r,• I' .
.... . ..,
Ridurre il rischio, ottimizzare le risorse, aumentare l'efficienza: la nuova frontiera della manutenzione negli spazi confinati.
IL LEADER NECLI ALLESTIMENTI PER L'ECOLOCIA
INDUSTRIAL VEHICLES' EQU/PMENT
Longo Euroservice vi aspetta a Ecomondo 2026 Rimini Padiglione C7 Stand 207-208, 3-6 Novembre 2026
Longo Euroservice Sri Conversano (Ba), ltaly Tel. + 39 080 495 11 75 longoeuroservice.com
�@@ @ @ 1---1 �
RHINO
GHARMATTAN
RICICLO
ATEX
ADR
®@@
COMBINATA
SPAZZATRICE
LAVACASSONETTI