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GSA 11-12/2025

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MENSILE DI GESTIONE, PULIZIA,

TERZA PAGINA

Il futuro dei servizi

Trasparenza salariale

La gara che verrà

La filiera circolare di Fimap

GESTIONE

La corretta scelta degli aspiratori

Pulizie in quota

SCENARI

PestMed Expo 2026

Ratti e città

Gestione volatili

Zanzare, equilibrio dell’ecosistema

Acari parassiti

TECNOLOGIE

Purus Innovation Award

FOCUS

Prodotti green

INSERTO

SOMMARIO

TERZA PAGINA

18. La rivoluzione silenziosa dei servizi [di Toni D’Andrea]

20. Trasparenza salariale: il conto alla rovescia stringe i tempi [di Paolo De Bernardi]

24. L’evoluzione delle gare di pulizia: il segnale arriva dai punteggi [dalla Redazione]

26. Sinergia, comunicazione, connettività: la “filiera circolare” secondo Fimap [dalla Redazione]

GESTIONE

28. Quel mercato che “aspira” a regole condivise [di Simone Finotti]

32. Infortunio durante le pulizie in quota [di Simone Finotti]

SCENARI

34. PestMed Expo 2026: spazio alle idee con le nuove Arene di confronto [dalla Redazione]

36. Ratti e città: vincoli normativi e nuove visioni per il controllo [di Davide Di Domenico]

40. Gestione dei volatili: sicurezza, normativa e soluzioni tecniche per un allontanamento efficace [di Lorenzo Donati]

44. Un mondo senza zanzare: sogno o incubo ecologico? [di Claudio Venturelli]

46. Acari parassiti: nuove sfide per la disinfestazione urbana [di Lorenzo Donati]

TECNOLOGIE

48. Innovazione e intelligenza nella pulizia: CMS BERLIN 2025 premia le eccellenze [dalla Redazione]

FOCUS

50. Etica e strategia, le due marce in più dei prodotti green nell’industria [di Simone Finotti]

7. DALLE AZIENDE 55. NOTIZIE

GSA il giornale dei servizi ambientali è un mensile inviato tutti i numeri agli abbonati e ai rivenditori del settore. I destinatari sono: imprese di pulizia e disinfestazione, hotel e società di catering, aziende sanitarie e comunità, industria e GDO.

“Ai sensi delle regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica, si rende nota l’esistenza di una banca-dati personali di uso redazionale presso la sede di Via Alfonso Corti, 28 - Milano. Gli interessati potranno rivolgersi al responsabile del trattamento dei dati sig.ra Barbara Amoruso presso la sede di Milano, Via Alfonso Corti, 28 per esercitare i diritti previsti dal Regolamento EU 2016/679”

Direzione, Amministrazione, Redazione e Pubblicità: EDICOM srl

Sede legale: Via Zavanasco, 2 20084 Lacchiarella (MI)

Sede operativa: Via Alfonso Corti, 28 - 20133 Milano Tel 02/70633694

Fax 02/70633429 - info@gsanews.it - www.gsanews.it -

Direttore Responsabile: GIOVANNA SERRANÓ

Redazione: SIMONE FINOTTI, CHIARA CALATI, ANTONIA RISI, ANDREA BARRICA

Segreteria: BARBARA AMORUSO - Diffusione: GIOVANNI MASTRAPASQUA

Sviluppo e pubblicità: ANDREA LUCOTTI, MARCO VESCHETTI

Progetto grafico: IPN Milano - Composizione, grafica e impaginazione: STUDIO GOMEZ

Copia 2,58 Euro - Abbonamento annuo € 70.00 - CCP 38498200

Fotolito: STUDIO GOMEZ - COLOGNO MONZESE (MI)

Stampa: CENTRO POLIGRAFICO MILANO, VIA PUCCINI 64, CASARILE (MI)

Autorizzazione del Tribunale di Milano n° 633 del 19/10/1996. La pubblicità non supera il 50% del numero delle pagine di ciascun fascicolo della rivista. La Casa editrice declina ogni responsabilità per possibili errori ed omissioni, nonché per eventuali danni risultanti dall’uso dell’infor-mazione contenuta nella rivista. Le opinioni espresse dagli autori negli articoli non impegnano la direzione della rivista. Parimenti la responsabilità del contenuto dei redazionali e dei messaggi pubblicitari è dei singoli.

Libemax: la gestione digitale dei turni e dei cantieri

PER LE IMPRESE DI PULIZIA

Gestire turni, appalti e squadre che si muovono tra cantieri diversi è la sfida quotidiana di chi opera nel mondo delle pulizie professionali. Per questo sempre più imprese scelgono strumenti digitali per avere la situazione sotto controllo, in tempo reale e anche da remoto. Libemax Rilevazione Presenze – l’app più scaricata in Italia nel suo settore – nasce proprio con questo obiettivo: aiutare titolari e responsabili a tenere d’occhio i dipendenti fuori sede, con timbrature da smartphone precise e sicure. Nel 2025 Libemax ha introdotto una serie di novità pensate ascoltando le esigenze di cooperative, imprese di pulizia e servizi integrati. La prima riguarda la gestione dell’orario di lavoro: oggi è possibile impostare l’orario per turni oppure per monte ore settimanale. Una flessibilità molto utile per chi deve organizzare part-time, sostituzioni, cantieri stagionali o cambi frequenti di squadra, mantenendo sempre coerenza tra ore pianificate, ore lavorate e costi.

da app: se un dipendente ha diritto a una specifica indennità quando timbra presso un determinato cliente, l’informazione può essere registrata subito, riducendo errori, dimenticanze e controlli manuali a fine mese. Ne guadagnano sia l’ufficio paghe, sia la trasparenza nei confronti del personale.

Tutte queste funzioni si appoggiano a una piattaforma cloud, che non richiede investimenti in hardware dedicato e si aggiorna automaticamente. In questo modo anche le realtà medio-piccole possono dotarsi di strumenti evoluti di gestione del personale, con la stessa tecnologia utilizzata dalle grandi organizzazioni, ma con costi e complessità ridotti.

Queste sono solo alcune delle novità introdotte nel 2025. Va citata anche la nuova maschera di inserimento delle anagrafiche, ripensata per rendere ancora più semplice e veloce l’inserimento di nuovi dipendenti in app. Il responsabile viene guidato passo dopo passo, con campi più chiari e controlli che evitano dati mancanti, così l’onboarding del personale diventa un processo rapido e standardizzato.

Le indennità rappresentano un altro tema sensibile per il settore. Con l’ultima versione, Libemax permette di inserirle direttamente

Un’altra innovazione chiave è la possibilità di abbinare documenti al singolo cliente. Schede cantiere, piani di lavoro, procedure di sicurezza, ordini di servizio o check list possono essere caricati e richiamati in pochi click direttamente dall’app. In questo modo il caposquadra ha sempre a disposizione ciò che serve da mostrare in cantiere, senza dover cercare tra mail, cartelle condivise o documenti cartacei.

Per le imprese di pulizie significa avere uno strumento ancora più vicino alle proprie modalità operative: meno burocrazia, più controllo sui cantieri, più tempo da dedicare al servizio al cliente. E con una sola app è possibile seguire l’andamento dell’azienda ovunque ci si trovi, sapendo sempre chi sta lavorando, dove e con quale inquadramento orario.

www.apprilevazionepresenze.com

Combimac, la macchina combinata di Comac

CHE RENDE LA PULIZIA INDUSTRIALE

PIÙ VELOCE, ECONOMICA ED EFFICIENTE

Nel settore della pulizia industriale, dove tempo e prestazioni sono essenziali, Combimac si distingue come una soluzione unica, capace di combinare in una sola macchina le prestazioni di una spazzatrice con quelle di una lavasciuga pavimenti. Con Combimac, non si parla solo di pulizia ma di risultati eccellenti, risparmio di tempo e ottimizzazione dei costi.

Una soluzione completa per ogni tipo di ambiente

Progettata per lavorare su superfici che vanno da 20.000 m2 fino a 60.000 m2, Combimac è la macchina combinata ideale per affrontare ambienti industriali, logistici, del settore dei trasporti, mercati ortofrutticoli, parcheggi, grandi aree espositive e molto altro. Con una sola passata, Combimac garantisce risultati impeccabili su ogni tipo di pavimento riuscendo ad affrontare al meglio sia le situazioni più impegnative, che lo sporco più leggero.

Tecnologie innovative e prestazioni superiori

Il cuore di Combimac è il suo sistema a doppia azione separata, che combina il sistema spazzante di una spazzatrice e il basamento lavante di una lavasciuga pavimenti. Il sistema spazzante è equipaggiato con due spazzole laterali che raccolgono lo sporco e i detriti più grandi e li convogliano verso il centro della macchina, dove le due spazzole cilindriche controrotanti completano il lavoro, raccogliendo ogni tipo di rifiuto e convogliandolo nel cassone di raccolta. Questo sistema, estremamente efficiente, non solo migliora la raccolta, ma riduce anche l’uso di meccanismi complessi come il flap frontale, spesso presente nelle spazzatrici tradizionali.

Il sistema lavante è dotato di quattro spazzole a disco che distribuiscono e convogliano la so-

luzione detergente, mentre il sistema di aspirazione, alimentato da due motori, rimuove completamente i residui di liquido, lasciando il pavimento perfettamente asciutto e pulito in una sola passata.

Facile da usare e comoda per l’operatore Oltre ad essere potente e versatile, Combimac è progettata per garantire il massimo comfort all’operatore. La posizione di guida rialzata e il design garantiscono una visibilità ottimale in tutte le direzioni, migliorando la sicurezza e facilitando le manovre anche nelle zone più strette. Il volante di derivazione automotive e lo sterzo fluido assicurano una guida precisa e confortevole, mentre il sedile super confortevole con braccioli e poggiatesta permette di adattarsi ad ogni operatore offrendo il massimo comfort anche durante turni prolungati. Il dispaly touch screen con schermo a colori rende l’interfaccia utente semplice e intuitiva, mentre la telecamera posteriore e il sensore anticollisione migliorano la sicurezza operativa permettendo di rilevare eventuali ostacoli durante le manovre.

Autonomia e sostenibilità sempre al centro di Combimac

Uno dei punti di forza di Combimac è la sua alimentazione full electric, che consente di operare senza necessità di carburante. Grazie alle tecnologie Comac di ultima generazione, Combimac riesce non solo a offrire prestazioni sempre elevate, ma anche ad ottimizzare i consumi e ridurre gli sprechi.

Ideale per grandi superfici e per ambienti industriali, logistici e commerciali, Combimac è la soluzione perfetta per chi cerca prestazioni costanti senza rinunciare alla sostenibilità. www.comac.it

Tork PeakServe Automatic: LA NUOVA FRONTIERA DELL’IGIENE

NELLE AREE BAGNO

Tork lancia Tork PeakServe Automatic, la versione con sensore del dispenser di asciugamani di carta con la più alta capacità presente sul mercato. Progettato per ridurre al minimo il tempo di manutenzione, garantisce un’esperienza d’uso affidabile e di qualità superiore. “I responsabili delle strutture si affidano a Tork PeakServe per evitare l’esaurimento degli asciugamani nei momenti di punta, risparmiando tempo nella gestione e nel rifornimento dei dispenser” ci spiega Riccardo Trionfera, Direttore Commerciale Essity Professional Hygiene. “Con la nuova versione automatica, miglioriamo ulteriormente l’efficienza, offrendo una soluzione ancora più affidabile. Con un set di batterie che dura fino a 5 anni e un’erogazione minima di 500mila asciugamani, Tork PeakServe Automatic permette al personale addetto alle pulizie di lavorare in modo più efficiente, mentre gli utenti trovano sempre asciugamani disponibili.” I sistemi touch-free sono più igienici, ma molti vengono percepiti come poco affidabili a causa del rapido consumo delle batterie e dei frequenti esaurimenti degli asciugamani. Con la maggiore durata delle batterie e un funzionamento senza inceppamenti nel 99,99% dei casi, Tork PeakServe Automatic aiuta a garantire un’esperienza costante e di qualità sia agli utenti sia al personale addetto alla pulizia. Inoltre, basta passare la mano davanti o sotto al sensore per ricevere un asciugamano in meno di un secondo.

Efficienza e praticità per il personale di pulizia

Tutta la linea Tork PeakServe è pensata per ridurre i tempi di manutenzione e ottimizzare il lavoro del personale.

• Tork PeakServe serve fino a 600 ospiti in

più prima di richiedere il rifornimento.

• Tutti i dispenser Tork PeakServe utilizzano lo stesso tipo di ricarica, semplificando l’ordine, la gestione e lo stoccaggio dei materiali.

• Il sistema è al 99,9% privo di strappi o frammenti di carta, riducendo disordine e lavoro extra per il personale.

Sostenibilità e prestazioni responsabili Tutti i prodotti Tork sono sviluppati per rispondere a 4 aree chiave della sostenibilità: materiali e packaging, consumo e rifiuti, carbon footprint e igiene per tutti.

Tork PeakServe Automatic consuma meno energia, erogando tre volte più asciugamani per ogni set di batterie rispetto ai dispenser

automatici tradizionali. Inoltre, l’erogazione “uno per volta” aiuta a controllare il consumo e ridurre gli sprechi. Le ricariche compresse ottimizzano lo spazio di trasporto e abbassano l’impatto ambientale.

Nel 2025, l’impronta di carbonio delle ricariche Tork PeakServe sarà ridotta del 22%.

Tutti i dispenser della gamma sono inoltre certificati “Facili da usare” sia per gli utenti sia per il personale di pulizia.

www.torkglobal.com/it/it

Donatello, il carrello Falpi

PROGETTATO PER GLI SPAZI

PIÙ COMPLESSI

Un carrello per ogni ambiente, e a ogni ambiente il suo carrello. Questo principio, che riassume l’approccio progettuale di Falpi, rappresenta il filo conduttore dell’intera produzione aziendale. Nel corso degli anni Falpi ha dedicato particolare attenzione allo sviluppo di soluzioni di pulizia in grado di rispondere in modo puntuale alle caratteristiche dei diversi contesti operativi. È in questa logica che nasce Donatello, un carrello pensato per affrontare le esigenze di pulizia dei locali più sensibili, come le cucine delle strutture di ristorazione collettiva, dove igiene e ordine rivestono un ruolo centrale. Donatello si distingue per una progettazione accurata e mirata. È stato sviluppato privile giando l’estensione verticale e mantenendo una larghezza contenuta, con una base di appena 40x40 cm. Questa configurazione permette al carrello di inserirsi facilmente negli ambienti in cui ogni centimetro ha valore, caratterizzati da passaggi stretti, apparecchiature ingombranti e un flusso di lavoro continuo. Grazie alle sue dimensio ni ottimizzate, Donatello può scivolare con fluidità fra postazioni e macchinari, facilitan do le operazioni di pulizia anche nelle aree meno accessibili e contribuendo a mante nere un livello di igiene costante durante l’intera giornata.

La progettazione di Donatello non si limi ta alla maneggevolezza. Il carrello è stato realizzato per garantire una lunga durata, un aspetto a cui Falpi dedica da sempre grande attenzione. Materiali affidabili, re sistenti all’usura e facili da pulire rendono Donatello un supporto stabile per gli ope ratori, pensato per mantenere nel tempo le proprie prestazioni anche in presenza di utilizzi intensivi. In questo modo il carrello diventa uno strumento di lavoro su cui poter

contare quotidianamente, contribuendo a ottimizzare tempi e qualità degli interventi. Scegliere Donatello significa affidarsi a una soluzione solida, adeguata a chi opera in ambienti in cui l’igiene è un requisito imprescindibile. La sua progettazione intelligente, la robustezza e l’attenzione ai temi della sostenibilità lo rendono un alleato prezioso per tutte le realtà che gestiscono cucine professionali o spazi simili.

Falpi continua a investire nella ricerca e nello sviluppo, proponendo prodotti che accompagnano gli operatori nelle loro attività quotidiane e che si integrano facilmente nelle diverse tipologie di ambiente, confermando l’impegno dell’azienda a supportare il settore delle pulizie professionali con strumenti efficaci e aggiornati. www.falpi.com

La Casalinda: TRENT’ANNI DI SVILUPPO TRA PRODUZIONE, SERVIZI E SOSTENIBILITÀ

La Casalinda srl è diventata nell’ultimo trentennio un riferimento per lo sviluppo, la produzione, il confezionamento e commercializzazione di detergenti, sanificanti, disinfettanti, cosmetici, articoli sanitari e di convivenza in carta, materiali e attrezzature per la pulizia civile ed industriale, articoli in plastica e alluminio monouso per alimentari, dispositivi medici. Si tratta di una realtà ormai affermata, con clienti su tutto il territorio nazionale, con oltre 5000 referenze sempre disponibili a magazzino.

Una crescita continua

Un’azienda che affonda le proprie radici in una storia fatta di piccoli passi, di ricavi sempre in crescita, di investimenti in impianti, attrezzature e tecnologie sempre più sofisticate. Una crescita che interpreta le esigenze di un mercato in continua espansione, proponendo un’offerta globale di articoli e servizi, cercando di soddisfare al meglio le necessità dei clienti, nel massimo rispetto dei principi di qualità, giusto prezzo, rispetto dell’ambiente e sicurezza.

Produzione e sviluppo

L’esperienza maturata nel settore chimico-industriale assicura ai prodotti una qualità superiore dovuta al costante impegno del laboratorio di ricerca e sviluppo, associato ad un severo e monitorato controllo della produzione.

Formazione e consulenza

Formazione di collaboratori e clienti per la corretta scelta e conseguente utilizzo di sistemi per l’igiene, prodotti chimici e monouso; nonché consulenza sull’impiego delle attrezzature e macchine per la pulizia. Seminari di specializzazione mirata su esigenze specifiche di ogni azienda.

Noleggio

Casalinda offre alla propria clientela servizi di noleggio a breve e a lungo termine di lavasciuga, aspiraliquidi etc, con e senza riscatto dei beni, garantendo sempre le formule migliori e più convenienti, ma soprattutto personalizzate in base alle specifiche esigenze di ogni cliente.

La mission

L’azienda persegue una mission: “Il lavoro e la passione quotidiana per un Pianeta igienicamente pulito ed ecologicamente sostenibile” attraverso la consulenza, l’erogazione di servizi, la fornitura di prodotti e sistemi per la piena soddisfazione del cliente.

La Casalinda anche attraverso il possesso della certificazione ISO 9001 - ISO 14001 - ISO 45001 - SA8000 e con l’adesione al programma di politica energetica green, si impegna in modo costante nell’innovazione, nella ricerca e nella gestione operativa al fine di perseguire questi quattro principi di sostenibilità:

• Minimizzare il consumo di energia

• Attenzione alla sicurezza del personale e al rispetto dell’ambiente

• Ridurre il consumo d’acqua

• Ridurre gli sprechi.

Stabilimento e piattaforme

La Casalinda dispone di tre piattaforme logistiche a Tarantasca (12.000 m2), Amantea (CS) e Palermo in modo da rafforzare la presenza dell’azienda su tutto il territorio.

Consegne e logistica

Le consegne vengono effettuate tramite un’azienda logistica di proprietà su tutto il territorio nazionale, isole comprese, con un servizio altamente flessibile e personalizzabile garantendo tempi rapidi e sicuri. Si avvale della collaborazione di corrieri nazionali certificati.

Assistenza tecnica

Garanzia di adeguata ed efficace assistenza tecnica. Tecnici qualificati supportati da: officine mobili attrezzate; forniti magazzini ricambi, utili per interventi rapidi atti a garantire ai clienti la continuità dell’erogazione dei servizi. www.lacasalinda.com

RIELLO CLEANING MACHINES: nuova identità e portafoglio prodotti ampliato nel cleaning professionale

Una fase evolutiva per l’azienda

Riello Cleaning Machines prosegue con determinazione il proprio percorso di crescita nel settore del cleaning professionale, segnato da due novità fondamentali che rappresentano una fase evolutiva importante per l’azienda. La prima riguarda l’adozione della nuova identità corporate, presentata ufficialmente alla fiera ISSA Pulire 2025. Con questo passo, Riello Cleaning Machines diventa il nome ufficiale che accompagnerà lo sviluppo futuro dell’azienda, rafforzando il legame con il Gruppo Riello, fondato nel 1922 e noto per la capacità di innovare, diversificarsi e anticipare le esigenze dei mercati in continua evoluzione.

Nel corso di oltre un secolo di storia, il Gruppo Riello ha saputo affermarsi in numerosi settori industriali, dai sistemi di riscaldamento alla produzione di componenti tecnologici avanzati, distinguendosi per competenza, capacità produttiva e attenzione alla qualità. Questi valori oggi trovano piena applicazione nel settore del cleaning professionale,

dove l’esperienza e la tradizione industriale si uniscono a una visione orientata all’innovazione.

Il nuovo payoff, Italian Manufacturing Industry , sintetizza l’approccio dell’azienda: la produzione è autenticamente Made in Italy, il know-how industriale è consolidato e la struttura produttiva moderna e altamente organizzata consente di competere ai mas-

simi livelli. Con oltre 55 anni di esperienza nel settore del cleaning, uno stabilimento produttivo di 55.000 m² situato in provincia di Pavia, circa 200 dipendenti e una capacità produttiva annua di 200.000 macchine, Riello Cleaning Machines rappresenta oggi uno dei principali attori europei del mercato, con una capacità produttiva che unisce efficienza, flessibilità e attenzione alla qualità.

Lo stand di Riello Cleaning Machines a Issa Pulire 2025

Brand e gamma prodotti

I marchi Ghibli e Wirbel sono diventati sinonimo di affidabilità e innovazione nel settore del cleaning professionale. La gamma dei prodotti comprende aspiratori, lavamoquette, generatori di vapore, monospazzole, spazzatrici e lavasciuga pavimenti, tutti progettati per garantire robustezza, efficienza e semplicità d’uso. Questi macchinari sono studiati per rispondere alle esigenze di applicazioni industriali, commerciali e pubbliche, dai grandi stabilimenti produttivi agli uffici e agli spazi pubblici, assicurando risultati eccellenti e costanti nel tempo.

Il successo dei prodotti Ghibli e Wirbel non deriva solo dalla qualità tecnica, ma anche dalla capacità dell’azienda di adattarsi alle esigenze specifiche dei clienti. Soluzioni personalizzate, servizio di assistenza capillare e attenzione al supporto post-vendita consolidano la fiducia dei partner commerciali e garantiscono elevati standard di soddisfazione.

Presenza internazionale e vocazione export

La presenza internazionale rappresenta un altro elemento distintivo di Riello Cleaning Machines. Circa il 75% del fatturato è generato dall’export, supportato da filiali dirette in Francia, Germania, Spagna, Russia e Repubblica Ceca, oltre a una rete consolidata di importatori e dealer che garantiscono copertura e supporto in numerosi mercati esteri. Questa vocazione internazionale consente all’azienda di consolidare la propria posizione come riferimento europeo nel settore del cleaning professionale, mantenendo al contempo forti radici sul territorio italiano.

Acquisizione strategica di Pulitecno

Nel quadro di questa crescita strutturata, Riello Cleaning Machines ha concluso l’acquisizione della quota di maggioranza di Pulitecno , storica azienda piacentina fondata nel 1978 e specializzata nella progettazione e produzione di idropulitrici professionali e industriali. Pulitecno si distingue per soluzioni ad acqua calda e fredda, fisse o mobili, caratterizzate da elevata affidabilità, cura costruttiva e semplicità d’uso. Ogni prodotto nasce da linee di montaggio collaudate, personale altamente qualificato e protocolli rigorosi di controllo qualità, che garantiscono macchinari durevoli e perfor manti anche nelle condizioni operative più impegnative.

Grazie all’acquisizione, Riello Cleaning Machines amplia ulteriormente il proprio portafoglio prodotti, integrando le idro pulitrici Pulitecno nella gamma già consolidata dei marchi Ghibli e Wirbel. Questo rafforzamento consente all’azienda di offrire una soluzione completa per il clea ning professionale, copren do tutte le principali applicazioni industriali, commerciali e civili, e confer mandosi partner affidabile e innovativo per imprese di ogni dimensione.

Un passo strategico per la crescita

Secondo l’Amministratore Delegato Giuseppe Riello, “l’acquisizione di Pulitecno costituisce un passaggio strategico che permette all’azienda di superare i 40 milioni di euro di bilancio consolidato, rafforzare le competenze interne e offrire ai partner commerciali una gamma più completa, specializzata e competitiva di macchinari per il cleaning professionale.” L’operazione rappresenta quindi non solo un ampliamento dell’offerta, ma anche un potenziamento delle capacità tecniche, della ricerca e dello sviluppo, fondamentali per mantenere l’eccellenza del Made in Italy e la leadership nel settore. Con la nuova identità corporate, un portafoglio prodotti più ampio e una strategia di crescita basata su innovazione, qualità e competenze industriali consolidate, Riello Cleaning Machines conferma la volontà di investire nel futuro. L’azienda valorizza la tradizione produttiva italiana, consolidando la propria posizione di riferimento nel mercato europeo e internazionale del cleaning professionale. L’obiettivo è continuare a offrire soluzioni affidabili, tecnologicamente avanzate e in grado di rispondere alle esigenze dei clienti più esigenti, confermandosi leader e innovatore del settore.

www.riellocleaningmachines.com

Lavaggio e trattamento pavimenti con microimpulsi:

TECNOLOGIA DEL FUTURO MADE

IN ITALY DI RR INTERNATIONAL

RR INTERNATIONAL è un’azienda che, per quanto giovane, è gestita da imprenditori (Roberto La Torre e Rino Fulvino) con esperienza ventennale nel settore del Cleaning.

La mission di RR INTERNATIONAL, spiega Roberto La Torre, è quella di continuare ad innovare le attuali tecnologie presenti nel mondo dell’igiene prestando attenzione alle reali esigenze della clientela, contribuendo alla riduzione dei costi, all’ottimizzazione dei tempi e a un minor impatto ambientale. In un mondo dove si cerca sempre più di delocalizzare la produzione in paesi a basso costo di manodopera, RR INTERNATIONAL sceglie di essere fedele al valore e alla qualità del vero Made in Italy, difendendo la produzione italiana e i suoi benefici in termini di attenzione all’uomo e all’ambiente. Valori che non sono semplici parole, ma

punti fermi di un’etica da perseguire in ogni fase del progetto, dalla concezione di ogni singolo prodotto fino alla realizzazione e al post-vendita.

I microimpulsi

Rino Fulvino racconta che, quando si è pensato di sviluppare questa innovativa tecnologia, credevano fortemente in un progetto diverso da tutto quello che oggi è presente nel settore del Cleaning.

Fin dall’inizio, l’obiettivo è stato quello di realizzare un prodotto potente, performante, facile da utilizzare per chiunque e lontano da attuali macchinari che sfruttano progetti ormai vecchi di 30 anni.

MICROIMPULSE TECHNOLOGY è un sistema

silenziosità risparmiando acqua e prodotti chimici.

Questo esclusivo movimento, che equipaggia tutte le macchine dell’azienda (lavasciuga pavimenti e macchine per il trattamento rettangolari), offre vantaggi esclusivi ad oggi ineguagliati.

I progetti futuri

L’azienda crede fermamente che le tecnologie all’avanguardia presenti sui macchinari verranno implementate anche su alcune attrezzature attualmente in fase di studio. L’eliminazione della fatica fisica e la sostenibilità saranno l’unico e prioritario obiettivo, con la certezza di ottenere ulteriori successi che il mercato sta già riconoscendo.

di movimento esclusivo che permette alle macchine RR International di generare forti turbolenze e un effetto ventosa, capace di staccare velocemente lo sporco da qualsiasi pavimento, senza fatica e con estrema

Dare To Be Different “osa essere diverso”.

www.rrinternational.it

Esagono International e Gruppo Tenax: SOLUZIONI ELETTRICHE PER IMPRESE, INDUSTRIA E GDO

Esagono International S.r.l., azienda italiana specializzata nella progettazione e produzione di veicoli elettrici per il trasporto merci e personale, consolida il proprio posizionamento entrando a far parte del Gruppo Tenax International S.p.A., leader europeo nelle tecnologie elettriche per la mobilità e l’efficientamento dei servizi urbani e industriali.

Questa integrazione strategica apre nuove prospettive anche per il mondo delle imprese, dei poli industriali e della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), settori in cui logistica interna, movimentazione leggera e sostenibilità operativa sono elementi cruciali.

Veicoli elettrici per la logistica industriale e la distribuzione moderna

La gamma Esagono comprende veicoli elettrici N1, pick-up e navette passeggeri progettati per operare con efficienza in contesti complessi e ad alta intensità di traffico. Soluzioni ideali per:

• movimentazione di merci e attrezzature in stabilimenti produttivi, magazzini e centri logistici;

• consegna di materiali e supporto alle attività di manutenzione all’interno di fabbriche e distretti industriali;

• gestione dei flussi interni per supermercati, ipermercati e piattaforme della GDO;

• incremento dell’efficienza logistica in realtà che puntano su sostenibilità, silenziosità e riduzione dei costi operativi.

Compattezza, autonomia e sicurezza per la logistica moderna

I veicoli elettrici Esagono sono progettati per garantire manovrabilità in spazi ridotti, sicurezza nelle operazioni quotidiane e continuità di servizio. L’autonomia operativa e la semplicità di ricarica consentono di coprire interi turni di lavoro senza interruzioni, migliorando la produttività e riducendo i tempi morti.

Sinergie con il Gruppo Tenax

L’ingresso nella rete produttiva e distributiva del Gruppo Tenax rafforza ulteriormente l’affidabilità e la competitività di Esagono. La combinazione delle competenze Tenax nel settore elettrico professionale e della specializzazione Esagono nella mobilità leggera dà origine a:

• una gamma completa di soluzioni per il trasporto interno e la logistica di impianti industriali;

• veicoli robusti e performanti, adatti a turnazioni intense;

• un servizio post-vendita strutturato e scalabile a livello internazionale.

Innovazione e sostenibilità come leva competitiva

In un contesto industriale che punta sempre più alla riduzione delle emissioni, alla sicurezza e all’efficientamento dei processi, i veicoli elettrici Esagono rappresentano un investimento strategico.

I mezzi garantiscono:

• abbattimento delle emissioni e riduzione del rumore nei reparti operativi;

• miglioramento delle condizioni di lavoro degli operatori;

• maggiore qualità nei processi di movimentazione interna;

• riduzione dei costi complessivi legati alla logistica.

Uno sguardo al futuro della logistica industriale e della GDO

“Entrare a far parte del Gruppo Tenax – dichiarano da Esagono – significa mettere la nostra esperienza nella mobilità elettrica al servizio di nuovi scenari: industria, logistica e GDO, settori in cui efficienza, sostenibilità e digitalizzazione sono ormai imprescindibili.

Condividiamo una visione che guarda alla mobilità elettrica come strumento per aumentare la competitività delle imprese.”

Con questa evoluzione, Esagono International conferma la propria vocazione all’innovazione elettrica, offrendo soluzioni intelligenti, sicure e a zero emissioni, in linea con le sfide di un mercato sempre più esigente.

www.esagonoenergia.com

Lo Smart Hub di Coopservice, LUOGO ‘FULL OPEN’ PER

LA RICERCA E L’INNOVAZIONE

NEI SERVIZI INTEGRATI DI FACILITY

Uno spazio multifunzionale, flessibile e modulabile, dove le aree di lavoro si fondono con le zone dedicate alle relazioni e alla convivialità per offrire una esperienza al contempo produttiva, coinvolgente e rilassante. È la filosofia del nuovo Smart Hub di Coopservice, la struttura nZEB inaugurata a ottobre che si pone in continuità con i diversi progetti che Coopservice ha attuato nel tempo per favorire l’innovazione, la creatività e la produttività aziendale, insieme al benessere dei lavoratori.

Luogo che intende essere al contempo di co-working e di collaborazione, la nuova infrastruttura si caratterizza per un approccio innovativo che mira a proiettare in una dimensione più ‘open’ e ‘friendly’ le aree di lavoro, favorendo la contaminazione e la condivisione di spazi in cui attori e soggetti diversi (dipendenti, imprese, startup, università, istituzioni) possono trovare l’ambiente ideale per produrre confronto e ricerca, innescando nuove idee e impulsi di creatività.

Un modello di innovazione che trae vantaggio dallo scambio di idee e conoscenze provenienti dall’esterno, oltre a quelle interne, e che mira a sviluppare nuove soluzioni più efficaci e sostenibili in grado di migliorare la proposta di valore non solo verso i clienti ma anche verso la comunità e la società intera. Un’apertura alla collaborazione che aumenta la capacità dell’impresa di adattarsi più velocemente ai cambiamenti del mercato e a cogliere nuove opportunità di business, diventando più dinamica e reattiva alle esigenze della clientela.

Da qui l’idea di un luogo senza pareti precostituite, in cui l’integrazione tra risorse interne e attori esterni e tra lavoro e networking permetta al pensiero di muoversi in libertà

e, uscendo dagli schemi tradizionali, di alimentarsi delle connessioni che si determinano. Per favorire questa impostazione compiutamente ‘open’ gli ambienti dello Smart Hub sono ispirati all’architettura biofilica la quale, focalizzandosi sull’impatto benefico che gli elementi naturali (luce, aria, acqua,

verde) hanno sul benessere psico-fisico ed emotivo delle persone, consente la creazione di spazi ad un tempo funzionali, esteticamente armoniosi e salubri.

Così, per permettere che lo stato di wellness favorisca gli scambi di conoscenza bidirezionali e aiuti a sprigionare la creatività alimentando il motore dell’innovazione, l’interno e l’esterno dello Smart Hub finiscono per fondersi in modo innovativo, anche invertendo i ruoli tradizionali. Se nella dimensione outside sono state predisposte postazioni comode e funzionali che permettono di lavorare all’aria aperta con benefico influsso sul benessere psicologico e sulla produttività, quella inside ospita un’area di lavoro e di networking flessibile, immersiva, accogliente, informale per facilitare le relazioni tra le persone. Tutto si tiene, si mescola, si integra, negli spazi ‘full open’ dello Smart Hub Coopservice. https://smarthub.coopservice.it/

L'area networking dedicata allo sviluppo delle relazioni informali.

INSERTO

IL GIORNALE DEI SERVIZI AMBIENTALI

TERZA PAGINA

Il futuro dei servizi

Trasparenza salariale

La gara che verrà

La filiera circolare di Fimap

GESTIONE

La corretta scelta degli aspiratori

Pulizie in quota

SCENARI

PestMed Expo 2026

Ratti e città

Gestione volatili

Zanzare, equilibrio dell’ecosistema

Acari parassiti

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LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA DEI SERVIZI

SLo speech di Toni

D’Andrea, CEO di ISSA Pulire Network, pronunciato in occasione della cerimonia degli European Cleaning & Hygiene Awards a Edimburgo, di cui GSA è media partner, è un vero e proprio viaggio nel mondo dell’innovazione e delle sfide che attendono il settore. Lo riportiamo di seguito.

Èquesto un momento della nostra storia nel quale una trasformazione profonda ha riordinato, spesso, a nostra insaputa, le regole dell’esistenza.

Una trasformazione profonda e irreversibile

La trasformazione, quella della quale parlo, è intervenuta sulla geografia delle cose, ne ha sovvertito l’ordine al quale per secoli ci siamo abituati, ne ha cambiato la forma, i contenuti, i tempi di azione e reazione. Lasciando a noi un’aspettativa incerta su ciò che accadrà domani. Abbiamo assistito ad una concentrazione incontrollata di elementi distinti, una sorta di deriva dei continenti, che si muovono in direzioni convergenti e si fondono diventando una nuova regione, nel nostro caso un nuovo mercato.

La nuova geografia del mercato globale

Voglio darvi alcuni numeri per rappresentare la dimensione del fenomeno del quale parlo.

Lo studio Globus del 2024 prevede che nei prossimi 45 anni si realizzeranno edifici e infrastrutture per oltre 300 miliardi di mq. Il doppio di ciò che esiste oggi. Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) prevede che quasi la metà degli edifici che esisteranno nel 2050 non sono ancora stati realizzati, il che significa costruire una città grande come New York ogni 40 giorni. In questo mostruoso acceleratore di eventi, dalle conseguenze spesso irreversibili, spetta a noi il compito di governare i cambiamenti, di amministrare le risorse, di prevenire le conseguenze, di riscrivere le ultime regole per un equilibrio definitivamente sostenibile.

Automazione e I.A.: la nuova frontiera del pulito

Sono testimone oculare dell’ultima edizione della fiera ISSA PULIRE celebrata a Milano nel mese di maggio e di CMS a Berlino che ho visitato a settembre, in entrambe le situazioni ho riconosciuto un trend costante, stabile, determinato; il tema dell’automazione dei

processi e l’utilizzo mirato dell’intelligenza artificiale stanno velocemente trasformando questo comparto. Pensate ai numeri che vi ho citato, un’espansione edilizia equivalente alla realizzazione di una metropoli, con quasi 10 milioni di abitanti, ogni mese e mezzo, e immaginate la necessità di governare, anche dal punto di vista igienico e sanitario, questa accelerazione mostruosa. Dobbiamo ripensare i servizi di pulizia che saranno erogati in futuro. Ridefinire in modo organico a come far fronte ai nuovi bisogni di pulito. I nuovi edifici e infrastrutture come stazioni, aeroporti, shopping mall, dovranno essere progettati con nuovi criteri manutentivi. Il tema della pulizia e della loro manutenzione, preventiva o sistematica, dovrà essere compreso tra le variabili fondamentali, esattamente come avviene per il tema della sostenibilità energetica per il quale l’acquisto o la vendita di un immobile può avvenire solo in presenza di un Attestato di Prestazione Energetica rilasciato da un ente terzo. Si comincerà a parlare forse di “Cleaning Efficiency” e di come progettare gli edifici che comporranno le nuove città affinché le condizioni di salubrità necessarie siano garantite a monte del progetto.

Qualche mese, proprio in occasione della cerimonia inaugurale di ISSA PULIRE a Milano, ho condiviso con i partecipanti un pensiero che ho maturato nel corso degli ultimi mesi e che ha cambiato la mia percezione di questo comparto.

Oltre la cultura: la pulizia come disciplina scientifica

Ho creduto per molti anni, viaggiando diffusamente in tutti i continenti, che il tema del pulito e della pulizia fosse sostanzialmente una questione culturale ed ho accettato l’idea che i mezzi e gli strumenti potessero o dovessero essere diversi nelle diverse culture. Ricordo bene i primi anni delle fiere in India o in altri paesi emergenti. Non è così. Forse non lo è mai stato. Il tema della pulizia è piuttosto una questione di scienza, governata da regole e metodi, codificati e definitivamente sperimentati, che non possono essere oggetto di improvvisazione o approssimazione. Sono le indicazioni portate dalla fisiologia, sono i principi della chimica e della fisica, sono le regole sulla sicurezza sul lavoro a governare il servizio. La pulizia

potrebbe certamente rappresentare un capitolo essenziale in un manuale di Medicina Preventiva. Fare pulizia allora significa applicarsi in un lavoro di altissima responsabilità che richiede conoscenza e competenza. Un lavoro che forse dovrebbe essere normalizzato in modo più severo.

Gli Interrogativi

della trasformazione

Che fare dunque pensando al futuro prossimo venturo? Quali strumenti, quali tecnologie, quali materiali? In quale direzione dobbiamo guardare? Saranno i robot a eseguire i servizi di pulizia o ci saranno ancora gli uomini? Ci sarà l’intelligenza artificiale a sviluppare i progetti o a redigere i capitolati di lavoro o lo faranno ancora gli uomini?

Sono interrogativi ai quali è difficile dare delle risposte certe e soprattutto a fissare una scadenza temporale. Qualcosa accadrà.

Verso un nuovo scenario

Sappiamo già oggi che in alcuni paesi le automobili si muovono attraverso gli spazi urbani senza il guidatore, i droni sono in grado di centrare obbiettivi sensibili a distanza di migliaia di chilometri con una precisione assoluta, in medicina alcuni interventi molto invasivi e delicati vengono eseguiti con l’ausilio dei robot, i 10 mila satelliti che ruotano attorno alla terra documentano costantemente ogni minima variazione e ci consentono di dialogare in tempo reale con chiunque sia connesso, algoritmi complessi governano la finanza e i mercati. Sappiamo però anche che 2 miliardi di persone nel mondo vivono senza acqua potabile e 3,6 miliardi vivono in aree nelle quali i servizi igienici non solo connessi alla rete fognaria.

Jurgen Renn parla di Ergosfera come nuovo concetto di organizzazione sottolineando il ruolo trasformativo che l’umanità deve svolgere sull’ambiente e che si rappresenta come un processo aperto che deve essere governato dall’uomo. Un futuro dunque animato ancora una volta da grandi sorprese. Pensiamoci, pensiamoci insieme.

Il futuro dei servizi

Il futuro dei servizi, anche dei servizi di pulizie segue questa accelerazione e deve essere radicalmente ripensato. Cambieranno i luoghi nei quali fare le pulizie. Ci è voluto il COVID

e l’obbligo all’isolamento fisico per indurci a scoprire che lavorare da casa è possibile e produce spesso indici di produttività maggiori. Le video call hanno abbattuto le distanze e ci consentono di fare riunioni con interlocutori dislocati in tutto il mondo senza uscire di casa. Gli acquisti online hanno rivoluzionato il modo di fare la spesa e le consegne a domicilio ci garantiscono cene sontuose, preparate da cuochi stellati, servite sul nostro tavolo del soggiorno.

E allora che cosa rimarrà di ciò che abbiamo conosciuto e soprattutto come e che cosa dovremo pulire?

Materiali intelligenti

Il mondo dei materiali evolve rapidamente, ci confronteremo con materiali resistenti alla polvere e capaci di respingere lo sporco, tessuti antimacchia, vetri e superfici autopulenti, sensori ambientali capaci di monitorare la qualità dell’aria, di determinare la sua composizione chimica, abbattitori di carica batterica che interverranno efficacemente a depurare ciò che respiriamo, luci e apparecchi che si accenderanno e spegneranno da soli o a comando vocale, ascensori che leggeranno le nostre intensioni e ci porteranno direttamente ai piani, I nuovi edifici saranno progettati per essere sempre più smart, saranno costruiti con criteri di prevenzione dello sporco e si autoregoleranno per essere efficienti e sostenibili.

Ci aspetta una rivoluzione

In questo scenario, tanto affascinante quanto inquietante, i temi della responsabilità e della competenza svolgeranno un ruolo determinante. La formazione, l’addestramento, la certificazione aggiornata delle competenze apriranno nuovi orizzonti, anche a chi ha dedicato gli ultimi decenni a sviluppare programmi di apprendimento e di qualificazione. L’addestramento dei nuovi piloti di aerei viene già eseguito all’interno dei simulatori e con l’ausilio sempre più presente del’AI e dell’AR (Augmented Reality). Le fiere, che in tanti, visitiamo e a volte organizziamo anche, sono il luogo nel quale le soluzioni prendono forma, nelle quali il futuro si realizza e nelle quali, malgrado tutto, sentiremo, spero ancora per molti anni, i richiami della nostra anima e della nostra coscienza a proteggerci dall’indifferenza.

TRASPARENZA SALARIALE: il conto alla rovescia stringe i tempi

SLa Direttiva UE 2023/970

introduce obblighi di chiarezza sui criteri retributivi e sui dati aziendali disaggregati per genere. Come prepararsi alla nuova normativa europea e trasformare un obbligo in leva strategica.

l conto alla rovescia è iniziato e il tempo inizia a stringere. La Direttiva Europea 2023/970 sulla Trasparenza Salariale che entrerà pienamente in vigore nei prossimi mesi, e non oltre il 7 giugno del 2026, in ogni Paese UE, segnerà una svolta epocale per le imprese italiane. Non si tratta di un semplice adempimento burocratico, ma di un vero e proprio cambio di paradigma nel modo di intendere la gestione del personale, la comunicazione interna e la cultura d’impresa. Molte aziende – soprattutto quelle labour intensive, dove la componente del costo del lavoro rappresenta una quota rilevante dei costi complessivi –hanno già avviato le prime analisi, rivedendo sistemi retributivi, policy interne e processi di comunicazione. Ma per molte altre il percorso è ancora tutto da costruire ed i tempi stanno diventando stringenti. Il rischio? Farsi trovare impreparati sia quando inizieranno ad arrivare le prime richieste di informazioni da parte dei collaboratori sia quando le verifiche sulla parità retributiva

diventeranno parte integrante delle relazioni sindacali e della reputazione aziendale.

Una normativa che mira all’equità, alla trasparenza e alla fiducia

La Direttiva nasce per garantire la parità retributiva tra donne e uomini a parità di lavoro o lavoro di pari valore, ma le sue implicazioni vanno molto oltre.

Introduce il diritto, per tutti i lavoratori, di accedere a informazioni chiare sui criteri di determinazione della retribuzione, sulla struttura salariale interna e sui livelli medi retributivi per mansioni equivalenti.

Le aziende saranno chiamate non solo a raccogliere e comunicare dati, ma a rendere trasparenti i processi decisionali che li generano.

Questo varrà anche tra uomo e uomo e donna e donna per ogni “mansione equivalente”.

“La trasparenza salariale non è solo un obbligo normativo, ma un catalizzatore di fiducia, cre-

Trasparenza Salariale: Obbligo o Opportunità?

Con la prefazione dell’Avv. Paola Polliani, il volume è una guida operativa, che accompagna le imprese passo dopo passo nel percorso verso la trasparenza salariale. Contiene checklist di autovalutazione, domande e risposte, casi pratici e spunti di riflessione su fiducia, equità e sostenibilità.

Un testo molto pratico e funzionale scritto da due consulenti specializzati sulla materia e pensato per HR, manager e imprenditori che vogliono trasformare un vincolo in opportunità di crescita culturale e reputazionale.

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Gli autori

Sabrina Testori

Laureata in Economia Aziendale e con un MBA conseguito presso la SDA Bocconi di Milano, è tra le principali esperte italiane di trasparenza salariale e equità retributiva. Paolo De Bernardi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di trasparenza salariale, relazioni industriali e gestione delle risorse umane.

dibilità e sostenibilità organizzativa.” (Cit. libro “Trasparenza Salariale, obbligo o opportunità”)

Gli obblighi principali per le aziende

La Direttiva introduce una serie di adempimenti concreti che le aziende operanti negli Stati membri, Italia compresa, dovranno recepire e, nel dettaglio, tra i principali: Informazione in fase di assunzione: i candidati devono conoscere la retribuzione iniziale o la fascia salariale prevista per la posizione; Criteri trasparenti di progressione: le aziende devono definire e comunicare i criteri che regolano avanzamenti e aumenti salariali; Divieto di riservatezza retributiva: i lavoratori hanno diritto di condividere e discutere informazioni sulla propria retribuzione; Report obbligatorio sul gender pay gap: per le imprese sopra la soglia occupazionale definita dalla norma, sarà obbligatoria la pubblicazione dei dati sul divario retributivo di genere;

Azioni correttive: in caso di scostamenti significativi, l’azienda dovrà adottare piani di adeguamento.

Le opportunità per chi si muove per tempo

Oltre all’aspetto normativo, la trasparenza salariale rappresenta una grande opportunità competitiva per le imprese che scelgono di anticipare i tempi.

Miglioramento della reputazione aziendale: le aziende trasparenti attraggono più facilmente talenti, investitori e clienti sensibili ai temi ESG;

Clima interno e fiducia: una comunica -

zione chiara sui criteri retributivi riduce conflitti e percezioni di ingiustizia migliorando il clima aziendale. Un migliore clima aziendale garantisce una maggiore produttività;

Parità come leva strategica: la valorizzazione del merito e delle competenze sostituisce la negoziazione individuale opaca; Efficienza organizzativa: l’analisi dei dati retributivi consente di individuare inefficienze e squilibri anche economici; Innovazione culturale: la trasparenza salariale stimola un nuovo linguaggio di leadership basato su fiducia, equità e responsabilità condivisa.

Le aziende labour intensive in prima linea

Nel settore dei servizi, della ristorazione, del turismo, della logistica e delle pulizie, la trasparenza salariale tocca corde particolarmente sensibili.

In questi comparti, dove il numero di addetti è elevato e la differenziazione retributiva è ampia, la normativa può diventare un’occasione per ripensare i sistemi premianti, la comunicazione interna e la percezione del valore del lavoro.

Molte organizzazioni si stanno già affidando a professionisti specializzati sulla materia per anticipare il recepimento della Direttiva. Chi avrà già compreso e applicato i principi di trasparenza si troverà in una posizione di vantaggio competitivo e reputazionale.

Prepararsi per tempo

Prepararsi alla Direttiva non significa solo adeguarsi formalmente, ma intraprendere un percorso di trasformazione culturale e organizzativa.

Serve una mappatura accurata dei ruoli, una valutazione oggettiva delle mansioni, e una politica retributiva coerente e comunicabile. Molte aziende stanno coinvolgendo l’AD, le funzioni HR, legali e di comunicazione interna in un percorso condiviso di revisione dei processi.

Conclusione

La trasparenza salariale è destinata a ridisegnare i rapporti di lavoro e la cultura d’impresa. Non è solo una questione di equità, ma un passo verso un nuovo modo di intendere la competitività: basato sulla fiducia, sulla chiarezza e sulla capacità di attrarre persone motivate e consapevoli. Il tempo per agire è adesso, perché la trasparenza non si improvvisa, si costruisce.

L’EVOLUZIONE DELLE GARE DI PULIZIA: IL SEGNALE ARRIVA DAI PUNTEGGI

SLa gara che verrà 2025: più peso alla formazione e ai criteri discrezionali, ma la formula del prezzo rischia di annullare la qualità.

Con la terza edizione de “La gara che verrà”, la Fondazione Scuola Nazionale Servizi torna a leggere in profondità i disciplinari delle gare pubbliche di pulizia professionale per capire come stia cambiando la domanda di qualità. L’indagine 2025, basata su 47 enti pubblici distribuiti in 18 regioni, prende in esame le gare bandite tra settembre 2024 e agosto 2025, tutte con una base d’asta superiore al milione di euro. Un campione ampio e rappresentativo, nel quale ogni ente è stato considerato una sola volta per evitare distorsioni territoriali e dimensionali. “I disciplinari sono lo specchio dei desiderata delle stazioni appaltanti: in essi si legge cosa lo Stato chiede davvero al mercato. Quest’anno emergono segnali di maturazione, ma anche alcune contraddizioni che devono far riflettere” dichiara Vittorio Serafini, Presidente Fondazione Scuola Nazionale Servizi

Il ritorno del giudizio tecnico: 83% dei punti assegnati con criteri discrezionali

Il primo dato che colpisce è la forte crescita dei criteri discrezionali, che passano dal 75,6% del triennio 2021-2023 all’83,05% nel 2024-2025. I criteri tabellari e quantitativi scendono invece

sotto il 17%. Questo significa che le commissioni di gara stanno privilegiando valutazioni qualitative e motivate rispetto ai punteggi automatici. Un segno di fiducia nella capacità tecnica delle imprese e di una maggiore attenzione agli aspetti gestionali, formativi e organizzativi. Serafini evidenzia come: “Dopo anni di gare iper-tabellari, la pubblica amministrazione sembra tornare a credere nel giudizio tecnico. È un passaggio culturale decisivo: consente di valorizzare competenze, metodo e innovazione.”

La formazione raddoppia il suo peso: dal 3,3% al 7,6%

La vera novità dell’edizione 2025 è l’exploit della formazione, che raddoppia il proprio peso sul totale dei criteri tecnici: dal 3,3% del 2021-2023 al 7,6% nel 2024-2025. All’interno della macro-categoria “Qualificazione delle aziende”, la formazione rappresenta oggi oltre due terzi dei punti (7,6% su 11,16%), superando esperienze pregresse e qualificazione formale del personale. La formazione diventa quindi un elemento competitivo: non più un requisito accessorio ma un vero indicatore di qualità. Le stazioni appaltanti premiano chi sa dimostrare di avere un sistema formativo strutturato, continuo e tracciabile.

Crescono parità di genere, gestione del personale e controlli

Dalla comparazione 2021-2025 emergono altre tendenze interessanti:

– Parità di genere: passa dallo 0,26% all’1,9%

– Gestione del personale: da 4,2% a 6,2%

– Metodologie di controllo: da 7,5% a 9%

– Sostenibilità sociale: cresce fino al 5,5% del totale.

Al contrario, le “migliorie” – storicamente tra i criteri più pesanti – si dimezzano, passando dall’11,5% al 6,2%. Il messaggio è chiaro: meno narrazioni generiche, più evidenze misurabili. “Stiamo passando da una logica descrittiva a una logica di prova: non basta dire che si farà bene, occorre dimostrarlo con dati, processi e competenze, sottolinea Serafini. Questo è un progresso che qualifica tutto il mercato.”

Dove cala l’attenzione: sicurezza e sostenibilità ambientale

Alcune aree, invece, segnano una lieve flessione:

– Sicurezza: dal 2,2% all’1,6%

– Sostenibilità ambientale: leggera riduzione dal 17,9% al 16,8%.

dalla Redazione

La flessione non va letta come disinteresse, ma come stabilizzazione di criteri ormai consolidati, spesso già pienamente soddisfatti dalle imprese attraverso certificazioni diffuse come ISO 14001, Ecolabel e misure di riduzione degli impatti ambientali.

L’effetto distorsivo delle formule economiche

Nel 2024-2025 la formula quadratica è la più usata (31,9% delle gare), seguita dalla proporzionale (29,8%) e dal rapporto tra ribassi (21,3%). La media dell’esponente nella formula quadratica è 0,56, con sei gare comprese tra 0,8 e 1. Un esponente così basso amplifica la distanza tra offerte economiche anche minime, spostando gran parte della valutazione sull’elemento prezzo.

“È un paradosso: mentre le stazioni appaltanti rafforzano la parte tecnica, la formula economica rischia di svuotarla. Con un esponente di 0,56, l’effetto è quello di schiacciare la graduatoria sul prezzo e ridurre il valore dei punteggi tecnici.” continua Vittorio Serafini.

Un bilancio di maturità (e di responsabilità)

I numeri raccontano un settore pubblico più consapevole, che cerca di spostare il baricentro dalla quantità alla qualità. L’aumento dei criteri discrezionali e della formazione è il segno di un mercato che chiede professionalità, non solo capacità di offrire a basso costo. Ma il rischio di regressione è dietro l’angolo se non si rivedono le formule economiche e non si investe nella qualificazione delle commissioni di gara.Secondo Serafini: “Abbiamo imboccato la strada giusta: la qualità non è più un racconto, ma una competenza. Ora bisogna evitare che la componente economica torni a cancellare i progressi fatti sul piano tecnico e valoriale.”

Oltre la gara: il capitale umano e la sostenibilità sociale del FM

Parallelamente all’analisi dei disciplinari, la Fondazione SNS ha avviato una ricerca sui report di sostenibilità delle principali imprese del Facility Management. Il campione — 30 aziende per circa 170 mila addetti — restituisce l’immagine di un settore inclusivo, stabile e maturo, con: – 65,4% di donne (contro 42% media nazionale)

– 90,7% contratti a tempo indeterminato – 20,8% lavoratori stranieri ma solo 11,2% di under 30, un dato che pone il tema del ricambio generazionale.

La formazione conferma anche qui la sua centralità: 8,2 ore per addetto all’anno, in linea con la media italiana, di cui il 48% dedicate alla sicurezza e una quota crescente a competenze digitali e soft skill. Questo primo passo nella lettura dei bilanci di sostenibilità mostra un Facility Management con una forte impronta sociale, ma anche la necessità di lavorare sul futuro: giovani, formazione continua e benessere organizzativo devono diventare gli assi di un nuovo patto generazionale nel settore.

Conclusione

La gara che verrà 2025 segna un punto di svolta: la formazione e il giudizio tecnico tornano al centro, la sostenibilità sociale cresce e il

settore appare sempre più consapevole del proprio ruolo. Resta aperta la sfida delle formule economiche e della coerenza tra obiettivi e strumenti. Ma per la prima volta, l’immagine che emerge è quella di un sistema che prova a premiare il valore e non solo il prezzo, e che riconosce nelle persone, nelle loro competenze, nella loro crescita e nella loro dignità, il vero motore della qualità.

Sinergia, comunicazione, connettività: LA “FILIERA CIRCOLARE”

SECONDO FIMAP

SSempre in prima linea per innovazione e visione, Fimap è da tempo un orgoglio internazionale del made in Italy nel settore delle macchine per il cleaning: il Meeting Italia 2025, svoltosi il 20 novembre a Verona, è stato l’occasione per fare il punto e presentare la nuova linea e il Piano strategico di sostenibilità. Il CEO

Massimiliano Ruffo: “La circolarità è l’alternativa vincente”. Svelata la nuova “V1”.

Èancora attuale il modello di “filiera lineare” (produttore-distributore-utilizzatore finale) secondo cui storicamente ha sempre operato il settore della pulizia meccanizzata? Per Fimap no, e non lo è già da tempo.

Il modello di “distribuzione circolare”

La crisi della linearità

L’azienda veronese, ormai un punto di riferimento internazionale nel settore, è da sempre in prima linea quando si parla di visione orientata ai processi innovativi. Già “in tempi non sospetti”, in effetti, ha innovato questo modello introducendo la distribuzione circolare, in cui ogni attore, dal produttore al distributore, dall’impresa di servizi al committente, opera in sinergia continua, supportato da dati tracciati, certificazioni scientifiche e schede tecniche personalizzate. Se ne è parlato lo scorso 20 novembre, nella cornice del Crowne Plaza di Verona, in occasione del Meeting Italia di Fimap, importante evento per tutto il settore della pulizia professionale che ha riunito oltre 150 stakeholder fra distributori e imprese di servizi.

Ma procediamo con ordine, riprendendo il concetto di “modello lineare” in voga sino al primo decennio degli anni Duemila e, in molti casi, anche ora. Ebbene: il produttore costruiva (costruisce) le macchine, il distributore le commercializzava, l’utilizzatore le acquistava e le utilizzava secondo proprie modalità. La comunicazione tra attori era parziale, spesso limitata ai soli momenti di assistenza tecnica: e questo era un grosso limite. A identificare e descrivere efficacemente il problema è stato, in occasione del meeting scaligero, Massimiliano Ruffo , CEO di Fimap: “ Negli anni 2010-2014 - ha esordito - il mercato cambiava, le normative si evolvevano, a Bruxelles si cominciava a parlare di green, le gare d’appalto introducevano i CAM, criteri ambientali minimi. Intanto la filiera continuava a operare in silos, senza condivisione di dati, di responsabilità, di strategie”. Ha concluso Ruffo: “Ebbene, in questo scenario la nostra risposta è stata il modello di distribuzione circolare, pensato a partire dal 2014 e perfezionato fino ad oggi”.

Interconnessione dei dati: dalla telemetria alla gestione intelligente

Ma come funziona? La filiera circolare di Fimap è abilitata da un sistema informativo integrato (SAP, aggiornato nel 2024) e da una piattaforma B2B e-commerce in fase di completamento. Ogni macchina Fimap con tecnologia FFM™ (Fimap Fleet Management) è equipaggiata con sensori e moduli di connettività che trasmettono in tempo reale dati operativi, come ore di funzionamento, modalità di lavoro, aree coperte; dati ambientali, cioè consumi energetici orari, emissioni di CO2, consumo idrico; dati di manutenzione, vale a dire stato di salute della macchina, necessità di interventi, usura componenti, e dati di geolocalizzazione, con precisione fino al singolo ambiente all’interno di strutture complesse.

Un valore competitivo e trasformativo

“Prima del 2014, questi dati non erano neppure concepibili nel settore” è il commento di Ruffo. “Oggi sono il valore competitivo che trasforma completamente il modo di operare di una filiera”. I dati confluiscono in un software proprietario di analisi che ci consente di supportare i nostri clienti in tempo reale. Non solo: identificare inefficienze, suggerire ottimizzazioni, prevedere manutenzioni, monitorare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità definiti nella gara”.

I ruoli di una responsabilità condivisa

Il modello circolare ha, tra i numerosi vantaggi, quello di esplicitare le responsabilità di ogni attore. Ognuno ha il suo ruolo, preciso e definito: Fimap garantisce prodotti conformi, dati accurati, supporto tecnico continuo; i distributori assicurano commercializzazione corretta, formazione, assistenza post-vendita; le imprese di servizi effettuano un utilizzo conforme ai parametri specificati, e la manutenzione ordinaria; i committenti, dal canto loro, garantiscono affidamento delle risorse e monitoraggio della qualità del servizio.

Documenti trasparenti e verificabili.

No autocertificazioni

Questa corresponsabilità è sancita in contratti trasparenti e verificabili, non più in accordi generici. Come sottolinea l’ingegnere ambientale

Fimap Francesco Miacola: “La nostra idea di corresponsabilità significa che, se una macchina non raggiunge i risultati promessi, è nostra responsabilità se non supportiamo adeguatamente il cliente, è responsabilità del cliente se non segue i parametri concordati, e del distributore se non forma adeguatamente l’operatore. Ogni profilo di responsabilità è ben identificabile e tracciabile”. Un elemento distintivo del modello di Fimap è il rifiuto dell’autocertificazione: ogni dichiarazione di sostenibilità è sottoposta a validazione esterna secondo metodologie standardizzate.

Plastiche riciclate: tracciabilità certificata

Insieme a tutto questo c’è la sostenibilità: le plastiche riciclate utilizzate nei serbatoi di Fimap sono certificate ReMade in Italy, con tracciabilità documentata da rifiuto iniziale a componente finale. “La composizione - fanno sapere dall’azienda - non è al 100% riciclata, ma è una miscela ottimizzata che garantisce durabilità e prestazioni nel tempo, realizzata per l’uso esclusivo di Fimap, non disponibile sul mercato”.

CFP di prodotto e organizzazione

L’azienda ha implementato inoltre la certificazione EPD ed è stata antesignana con la prima CFP di prodotto già nel 2019, per poi proseguire il suo impegno ottenendo la CFO nel 2023.

Validazione da enti terzi

Non è tutto: la tecnologia AQUÆ® (un sistema che trasforma l’acqua del rubinetto addolcita in un agente igienizzante) è stata sottoposta a test di efficacia presso i laboratori dell’Università di Ferrara. I risultati, pubblicati su riviste scientifiche del settore, dimostrano: efficacia di pulizia pari a detergenti convenzionali (test su pavimenti con sporco controllato); efficacia igienizzante certificata (abbattimento carica batterica equivalente a prodotti professionali); riduzione di emissioni di CO2 del 50% rispetto all’utilizzo di detergenti chimici; sicurezza per operatori e superfici secondo protocolli EU. “Non diciamo noi che è efficace” spiega Ruffo. “Lo dice l’università, lo dice la letteratura scientifica peer-reviewed. Questa è trasparenza”.

La strategia di sostenibilità al 2030: -55% di emissioni

Nel 2025, Fimap ha formalizzato un Piano Strategico di Sostenibilità con obiettivi quantificati

al 2030, allineati ai target EU e alla metodologia ESG. Lo scopo è fissare i passi da compiere lungo tutto il processo che compone l’intero ciclo del prodotto, dalla sua progettazione, l’upstream, la sua produzione, il core, e la fase di consegna, uso, manutenzione fino al riciclo e smaltimento, il downstream, per una riduzione complessiva delle emissioni fino al 55%.

Il lancio della nuova gamma

La giornata si è chiusa con il lancio della gamma futura, che vedrà la luce ad Interclean 2026, dove le macchine nuove saranno già pronte all’ordine ed alla consegna: fra queste la protagonista è senz’altro la lavasciuga V1, ideale per meccanizzare le aree di piccole dimensioni, utilissima per molte imprese di servizi attive in Italia che operano in uffici, negozi, scuole e strutture sanitarie.

La

soluzione “V1”, compatta con prestazioni super

La soluzione V1, pensata proprio per cercare una soluzione a questo tipo di problematiche, è stata presentata dalla terza generazione della storica famiglia. È stato infatti Gianmaria Ruffo a mettere in evidenza alcuni aspetti salienti della nuova macchina: “La V1 è una macchina compatta progettata per competere nel segmento delle piccole e medie superfici, occupando spazio ridotto negli spazi di stoccaggio, consumando meno energia, e fornendo prestazioni professionali” ha detto, confermando l’interesse dell’azienda a rafforzare la propria presenza innovativa nel segmento delle “compatte”.

Nata dalla filiera “circolare”: innovazione nel DNA aziendale

Un progetto “figlio” della filiera circolare, che continua a rappresentare un paradigma alternativo al modello lineare tradizionale. Attraverso tracciabilità certificata, dati trasparenti, responsabilità condivisa e innovazione continua, Fimap è stata in grado di trasformare una relazione commerciale semplice in una rete di valore collaborativa. La Lavasciuga V1 è, appunto, un esempio concreto di questa trasformazione: non è una macchina “più piccola” o “più economica”, ma una soluzione pensata per uno specifico bisogno di mercato, supportata da dati certificati, abilitata da software intelligente, e radicata in una filiera trasparente. “Non è marketing”, ha concluso Ruffo. “È il nostro DNA. È il nostro tatuaggio sulla pelle”.

QUEL MERCATO CHE “ASPIRA” A REGOLE CONDIVISE

SDal Position paper

AFIDAMP alla guida EUnited sempre patrocinata dall’Associazione sulla giusta scelta delle macchine, nel mondo dell’aspirazione c’è grande dinamismo. “Si tratta di strumenti di pulizia fondamentali, ma il mercato professionale è ancora insidiato da soggetti che non garantiscono i necessari requisiti di performance, affidabilità e soprattutto sicurezza” spiega Alessandro Panico, di Delfin, Coordinatore Gruppo Affari Internazionali di AFIDAMP. È necessaria un’armonizzazione normativa”.

C’è un grande fermento nel settore dell’aspirazione industriale. Mai come in questi mesi si segnala l’uscita di position paper, approfondimenti, guide su tematiche relative a queste macchine, oltre all’attività di gruppi di lavoro tecnici che stanno operando con grande intensità. Come sempre AFIDAMP –l’Associazione dei fabbricanti e dei distributori italiani di macchine, prodotti e attrezzature per il cleaning professionale – ha un ruolo fondamentale nella creazione di cultura e nello sviluppo di know-how tecnico.

La guida EUnited per la corretta scelta degli aspiratori

Ma procediamo con ordine: è recentissima la pubblicazione di “Industrial vacuum cleaners and dust extractors”, una guida completa a cura di EUnited per la scelta dei giusti aspiratori industriali, realizzata proprio con il patrocinio di AFIDAMP. Il documento, redatto in

Alessandro Panico, Coordinatore Gruppo Affari Internazionali di AFIDAMP.

lingua inglese, offre informazioni dettagliate sui tipi di aspirapolvere, descrive le polveri tipiche dei diversi ambiti professionali e le collega a una classe specifica secondo la standardizzazione internazionale. Riprende, rendendoli più discorsivi e comprensibili agli utilizzatori finali, un altrettanto recente Position Paper di AFIDAMP sulla gestione delle polveri combustibili. E’ il caso di vederci più chiaro, e nessuno può aiutarci a farlo meglio di Alessandro Panico (Direttore Engineering e Product Management del gruppo Delfin), Coordinatore del Gruppo di Lavoro Affari Internazionali di AFIDAMP, Segretario del comitato tecnico nazionale di normazione CEI 59/61J, che ha seguito da vicino l’iter dei due documenti.

Quello dell’aspirazione industriale è un mercato che negli ultimi tempi sta dimo-

strando un notevole dinamismo, anche in termini di creazione di “cultura”.

“Tutto parte dalla pubblicazione della EN 17348, che nel 2022 ha introdotto nuovi requisiti per la progettazione e fabbricazione di sistemi di aspirazione-estrazione mobili destinati ad operare in ambienti ATEX a medio-alto rischio per aspirare polvere combustibile o liquidi infiammabili: si tratta di una norma piuttosto rigorosa e complessa, impegnativa per i costruttori, che ha ridefinito alcune caratteristiche che le macchine devono possedere per lavorare in sicurezza. Questa norma è armonizzata con la direttiva ATEX per cui applicarla offre agli utilizzatori la presunzione di conformità del prodotto, sebbene presenti delle aree di necessaria implementazione o chiarimento”.

Qual è il rischio?

“Gli aspiratori, come sappiamo, hanno un contenitore in cui si raccolgono le polveri rimosse e, appunto aspirate: ne consegue che, se questa polvere è combustibile, il pericolo deriva dalla concentrazione all’interno di questi fusti dove basta un innesco, una carica elettrostatica, una superficie calda, la stessa azione del motore elettrico o un filtro rotto per generare un potenziale rischio di esplosione. La norma, quindi, è finalizzata a stabilire le caratteristiche costruttive necessarie per far sì che questi macchinari non esplodano, sia considerando i volumi interni, che le parti esterne”.

Fin qui, tutto chiaro.

“Questo è lo standard per gli ambienti ATEX. La questione è resa più complessa dal fatto che esistono altre norme, come la nuova IEC 62784 unica norma per lo schema internazionale IECEx e la IEC 60335-2-69 del 2021, che introduce la nuova classificazione “ACD”, rivolte alle macchine utilizzate in ambienti non classificati ATEX, ma dove vi è una analoga necessità di aspirare polveri combustibili, come nell’industria alimentare, farmaceutica o della stampa additiva, dove si utilizzano aspiratori o macchine per la depolverazione per evitare che si generano zone a rischio ATEX, ma che presentano lo stesso rischio. Bisogna infatti tenere presente che tutte le polveri sotto i 500 micron sono combustibili: parliamo quindi del 70% delle polveri presenti nell’industria. La norma del 2021, anche in

tal caso, ha fissato alcuni requisiti per evitare i rischi di cui sopra, considerando solo i volumi interni di tali apparecchiature. Il punto cruciale è che le due normative non sono armonizzate, e ciò ha comprensibilmente creato una certa confusione nei produttori e negli addetti ai lavori, con interpretazioni a volte eccessivamente rigorose e a volte, al contrario, troppo semplicistiche”. Insomma, una discrepanza regolamentare che genera dubbi sul mercato?

“Precisamente. Ciò si è tradotto in una serie di differenze nelle proposte del mercato, che certo non aiuta committenti e utilizzatori nella scelta dei macchinari. E’ in questo contesto che si colloca un primo documento AFIDAMP, che da sempre si occupa di fare cultura e chiarezza sugli aspetti tecnici del settore: si tratta del “Position paper sulla Gestione delle Polveri combustibili”, frutto del lavoro del Focus Team ATEX – composto dai principali costruttori italiani di questi macchi-

nari, consulenti ed enti certificatori esperti in materia – che ha confrontato le norme ed ha identificato i punti comuni e le principali discrepanze per poi attivarsi nei comitati tecnici normativi per fare sì che tali normative siano armonizzate nei prossimi anni a beneficio del mercato, ma anche di costruttori e utilizzatori affinché vi sia più chiarezza e coerenza in tale ambito: è stata così fissata la base di partenza per comprendere l’evoluzione tecnico – normativa internazionale nel complesso e orientarsi nella scelta dei giusti aspiratori industriali e sistemi di aspirazione in genere”.

Quali sono le principali caratteristiche del documento?

Il documento, presentato in giugno e redatto in lingua inglese per garantire una diffusione internazionale, rappresenta una guida tecnica completa per affrontare in modo sistematico i rischi connessi alle polveri combustibili in ambito industriale. Si tratta di uno strumento di non semplice comprensione per chi non è del settore: in sostanza il Position paper analizza i principali riferimenti normativi (soprattutto IEC 60335-2-69, EN 17348, IEC 62784), approfondendo le differenze tra ambienti classificati ATEX e aree non classificate, e fornendo indicazioni operative per la progettazione, scelta e manutenzione dei sistemi di aspirazione e captazione polveri, con focus su sicurezza, efficienza e conformità normativa. È stato concepito come strumento strategico per tutti i soggetti coinvolti: responsabili qualità, HSE, manutenzione, acquisti, progettisti e integratori di impianti. Il gruppo di lavoro ha anche dedicato attenzione a te-

matiche emergenti, come la gestione delle miscele ibride, i sistemi di neutralizzazione per polveri metalliche, conduttive o auto-innescanti, la corretta selezione degli stadi e della classe di filtrazione e le raccomandazioni costruttive in caso di polveri tossiche, gas infiammabili o reattive. Il documento è stato pensato per dare modo immediatamente, in attesa dei tempi tecnici dell’armonizzazione normativa, di orientarsi meglio in questo campo intricato, identificando gli aspetti più controversi sui quali era necessario poter disporre di chiarimenti in tempi rapidi”.

E qui si arriva alla partnership con EUnited “Esatto. Successivamente, e qui veniamo alla stretta attualità, sempre AFIDAMP, in collaborazione con VDMA e AFIMIN, ha avallato la

pubblicazione di un documento EUnited che rappresenta una guida sulla scelta degli aspiratori industriali ed ha un taglio più agevole e immediatamente comprensibile. Dalla prima guida AFIDAMP, infatti, si è iniziato ad aprire gli orizzonti delle collaborazioni arrivando ad interloquire con l’associazione europea dei costruttori, la EUnited appunto, in cui i più importanti produttori, come Delfin, fanno parte. Sempre in lingua inglese, riprende in parte le indicazioni fornite da AFIDAMP semplificando gli aspetti più tecnici a beneficio degli utilizzatori, a partire dalle imprese e i professionisti che utilizzano queste apparecchiature nel settore industriale o nelle costruzioni”.

Come si struttura il documento? “E’ molto snello, in tutto una decina di pagi-

ne con tabelle, schede, illustrazioni e infografiche. Dopo un’introduzione di carattere generale, si passa a descrivere le principali tipologie di aspiratori, per poi entrare nel vivo della corretta scelta della macchina a seconda del tipo di lavoro che si intende svolgere e delle classi di polveri in base al livello di pericolosità per la salute. Si passa infine ad analizzare i requisiti degli ambienti con o senza rischio ATEX, per poi fare una sintesi degli standard di riferimento”.

Si cerca sempre un’evoluzione normativa...

“L’obiettivo è sempre quello di arrivare ad un chiarimento definitivo sulle norme che superi le discrepanze e guidi i produttori verso una sempre maggiore affidabilità delle loro macchine e gli utilizzatori alla scelta più corretta e consapevole, con l’obiettivo di ridurre gli incidenti ed il rischio di esposizione a polveri pericolose per la salute o per il rischio esplosione. Tutto ciò si è esplicitato pubblicamente in un webinar di presentazione della Guida a cui hanno partecipato gli addetti ai lavori che hanno preso parte al Gruppo operativo, ma anche utilizzatori finali, grandi industrie, distributori, consulenti, RSPP o imprese di pulizia. Nei prossimi anni l’obiettivo è avere un quadro normativo e regolamentare più coerente ed effettivamente utile senza interpretazioni controverse. La strategia è quella di fare sì che nel prossimo futuro aspiratori, bidoni e aspiratutto saranno sempre più valorizzati, affidabili e soprattutto caratterizzati da qualità e requisiti professionali certificati. Tutto questo anche a tutela dei costruttori più attenti, che soffrono ancora la concorrenza di marchi generalisti che non garantiscono le necessarie caratteristiche di performance e sicurezza”.

Proprio quest’ultimo aspetto appare tra quelli maggiormente meritevoli di attenzione.

“La sicurezza nella gestione delle polveri combustibili non è solo un obbligo normativo, ma un elemento centrale per la competitività industriale. È più che mai necessario promuovere un linguaggio comune, aiutando le imprese a orientarsi tra standard, direttive e buone pratiche, anche nelle aree ancora non completamente armonizzate.”

INFORTUNIO DURANTE LE PULIZIE IN QUOTA

SUn grave infortunio durante le pulizie in quota ha portato la Cassazione, con la sentenza n. 32520 del 1° ottobre scorso, a confermare la responsabilità del preposto che ha colpevolmente omesso di vigilare su un addetto mentre utilizzava una scala a pioli. Sua la responsabilità delle lesioni gravi conseguenti alla caduta.

Ancora un infortunio sul lavoro, ancora una rilevante sentenza della Suprema Corte che punta il dito sulla figura del preposto e sulle sue responsabilità. Questo caso evidenzia come situazioni simili possano verificarsi non solo nei cantieri, ma anche in altri contesti lavorativi, come nell’industria e nella grande distribuzione organizzata, dove le operazioni in quota, se non adeguatamente supervisionate, possono comportare rischi significativi per la sicurezza dei lavoratori. Pulizie in quota, attenzione! Il caso affrontato dalla Cassazione Penale, con sentenza n. 32520 del 1° ottobre 2025,

riguarda la caduta di un lavoratore da una scala a pioli durante delle operazioni di pulizia e deragnatura in quota. A finire sul banco degli imputati è stato il capocantiere, in qualità di preposto per la sicurezza come definito daL’art. 2, comma 1, lett. e) del dlgs 81/08: la “persona che, in ragione delle competenze

professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa”.

La posizione “di garanzia” del preposto

Nonostante ricoprisse indubitabilmente una posizione “di garanzia”, il capocantiere secondo i giudici “ometteva di vigilare sul corretto utilizzo da parte del lavoratore della scala a pioli doppia ovvero consentiva il suo utilizzo senza che vi fosse altro lavoratore a trattenerla ai piedi, cosicché il lavoratore, al fine di procedere alle operazioni di pulizia delle finestre dell’edificio, con la rimozione delle ragnatele, posizionandosi a cavalcioni sulla predetta scala, perdeva improvvisamente l’equilibrio e precipitava a terra procurandosi lesioni gravi”. In sostanza mancava di sovrintendere e vigilare sull’osservanza, da parte del lavoratore infortunato, delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza, in violazione dell’art. 19, comma 1, lett. a) del decreto 81.

La decisione della

Cassazione

Condannato dai giudici di merito, il capocantiere ricorreva per Cassazione deducendo che il lavoratore infortunato aveva agito su iniziativa autonoma. Tuttavia i giudici di Piazza Cavour hanno confermato la decisione di Appello, in quanto maturata dopo aver “ osservato come tutti gli elementi probatori raccolti abbiano pienamente confortato le dichiarazioni del lavoratore circa l’incarico ricevuto dall’imputato di effettuare quel lavoro di pulizia e come la prospettazione difensiva per cui il lavoratore avrebbe assunto un’iniziativa autonoma in tal senso sia risultata in contrasto con tutto quanto provato in dibattimento”.

Obbligo di vigilare sul servizio

Indipendentemente però da chi abbia dato al dipendente l’incarico di eseguire la pulizia, tale attività è stata svolta in immediata prossimità del preposto, il quale nulla ha fatto per impedire il verificarsi dell’incidente (il cantiere era costituito da soli due addetti oltre al responsabile). Nemmeno può dirsi, conclude la Suprema Corte, che il comportamento del lavoratore sia stato imprevedibile e abnorme, in quanto non appare tale da “ attivare un rischio eccentrico o esorbitante dalla sfera di rischio governata dal soggetto titolare della posizione di garanzia”, visto che la condotta appariva coerente con le lavorazioni in corso.

Massima attenzione dunque!

Resta il dubbio – ci sia consentito – se “mettersi a cavalcioni” su una scala a pioli per sporgersi a pulire vetri e ragnatele non costituisca di per sé una condotta pericolosa di cui il lavoratore stesso, si suppone adulto e maturo, non potesse rendersi conto senza bisogno di qualcuno che glielo ricordasse… La morale, comunque, è sempre quella: massima attenzione alla vigilanza sul servizio, da parte del datore e, in sua assenza, dei cosiddetti preposti “di fatto”, come i capicantiere.

Link sentenza Cass 32520/25 https://olympus.uniurb.it/index. php?option=com_content&view=article&id=35347:cassazione-penale,-sez-4,-01-ottobre-2025,-n-32520-omessa-vigilanza-sul-corretto-uso-della-scala-a-pioli-doppia-e-caduta-del-lavoratore-responsabilit%C3%A0-del-preposto&catid=17&Itemid=138

Link dlgs 81/08

https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-04-09;81

PESTMED EXPO 2026: SPAZIO ALLE IDEE CON LE NUOVE ARENE

DI CONFRONTO

SDall’11 al 13 febbraio 2026, i padiglioni di BolognaFiere accoglieranno la terza edizione di PestMed Expo, organizzata sotto l’egida di ANID, Associazione Nazionale delle Imprese di Disinfestazione. È l’appuntamento di riferimento per gli operatori della sanità ambientale, della sicurezza alimentare e della gestione integrata degli infestanti.

dalla Redazione

Per tre giorni, il quartiere fieristico di Bologna diventerà punto di incontro per professionisti, aziende, rappresentanti istituzionali ed esperti provenienti dall’Italia e dall’estero, chiamati a confrontarsi sulle evoluzioni di un settore in rapido mutamento. La novità principale di questa edizione, organizzata sotto l’egida di ANID, è l’introduzione delle “Arene Dibattiti”, un format pensato per favorire un dialogo più diretto e dinamico tra gli attori della filiera. Non semplici tavole rotonde, ma veri e propri spazi di confronto aperti, progettati per stimolare idee, individuare criticità e delineare possibili soluzioni innovative.

Perché puntare su questo nuovo modello?

Il comparto del pest management sta vivendo una fase di trasformazione profonda, tra nuove normative europee, tecnologie emergenti, sensibilità ambientale crescente e un mercato sempre più orientato alla sostenibilità. Le Arene si propongono dunque come laboratorio di pensiero, luogo in cui far emergere visioni diverse e spesso complementari. Ogni incontro sarà dedicato a un tema strategico: sanità pubblica, zootecnia, sostenibilità, digitalizzazione, formazione e gestione integrata. A intervenire saranno tecnici, ricercatori, aziende e istituzioni, chiamati a esprimere punti di vista differenti su questioni chiave per il futuro del settore. Il pubblico avrà un ruolo centrale, grazie a sessioni di Q&A e momenti di interazione diretta. L’obiettivo è chiaro: non produrre semplici opinioni, ma generare nuove idee, aprendo la strada a proposte concrete e a spunti capaci di rimettere in discussione lo status quo. Una sfida che PestMed Expo intende affrontare con un approccio partecipativo e innovativo, all’insegna del confronto costruttivo.

Le “Arene Dibattiti”: il nuovo motore del confronto professionale

Come anticipato, il cuore pulsante della prossima edizione di PestMed Expo sarà rappresentato dalle nuove “Arene Dibattiti”, spazi tematici pensati per ospitare momenti di confronto diretto tra i protagonisti del settore. All’interno di queste aree si alterneranno dibattiti, tavole rotonde e dialoghi aperti che coinvolgeranno voci provenienti dal mondo accademico, dalla ricerca, dalle aziende, dalle associazioni e dalle istituzioni. Distribuite lungo le tre giornate della manifestazione e collocate in due aree dedicate del padiglione, le Arene offriranno un calendario fitto di appuntamenti e occasioni di scambio. Accanto agli incontri ufficiali, saranno presenti zone pensate appositamente per il networking, dove professionisti, buyer internazionali e stakeholder potranno confrontarsi in modo informale, condividere esperienze e avviare nuove collaborazioni. Questi spazi nascono con un obiettivo preciso: favorire un dialogo autentico tra gli attori della filiera, creando un luogo in cui idee, competenze e visioni possano circolare liberamente. È anche grazie a iniziative come questa che

PestMed Expo si conferma non solo come punto di riferimento fieristico, ma come un vero e proprio ambiente di crescita culturale e professionale. Le “Arene Dibattiti”, dunque, si candidano a diventare uno degli elementi più dinamici e stimolanti dell’intera manifestazione, un laboratorio di pensiero condiviso capace di dare nuova energia al settore. Ma ecco il programma convegnistico ufficiale che verrà ulteriormente arricchito dai numerosi interventi delle aziende partecipanti.

Mercoledì 11 febbraio: il Pest management fa il punto

La giornata di apertura prenderà il via mercoledì mattina con la cerimonia inaugurale della terza edizione di PestMed Expo, un appuntamento simbolico che darà ufficialmente il via ai lavori e al confronto tra i protagonisti della filiera. A seguire, nell’Arena Sorrento, la manifestazione entrerà subito nel merito con un focus di grande rilevanza: “Il punto sulle arbovirosi: esperienze italiane”, un tema quanto mai attuale per il settore. Rappresentanti delle Regioni Emilia-Romagna e Lazio, insieme a esperti di entomologia e biologia, analizzeranno l’evoluzione delle malattie trasmesse dalle zanzare e le nuove strategie di prevenzione. Nel pomeriggio, il focus si sposterà sul fronte internazionale con “PestMed International: contact con i Paesi esteri”, un appuntamento che vedrà la partecipazione di buyer stranieri, rappresentanti CEPA e A.N.I.D., e aziende italiane interessate a rafforzare la propria presenza sui mercati globali.

Parallelamente, nella Sala Conferenze, si terrà un tavolo di lavoro istituzionale dedicato a “Il Manifesto dei Servizi”, promosso da A.N.I.D.,

A.N.I.R. e Assosistema: un confronto tra associazioni e istituzioni per delineare un quadro condiviso di qualità e professionalità nei servizi di igiene ambientale. La prima giornata si concluderà con un tema cruciale: la sicurezza. L’incontro “La sicurezza e i rischi per gli operatori della disinfestazione e per l’ambiente” vedrà esperti del Ministero della Salute, del GTI sicurezza chimica e di Assosistema affrontare le criticità legate alla gestione dei prodotti chimici e allo smaltimento dei rifiuti, in un’ottica di sostenibilità e tutela del lavoratore.

Giovedì 12 febbraio: focus su innovazione, ristorazione e GDO

La seconda giornata si aprirà all’Arena Sorrento con una riflessione: “Insetti buoni o insetti cattivi?”, un viaggio nel mondo dell’entomologia con il contributo dell’Università di Catania e del CREA. Subito dopo, all’Arena Venezia, si parlerà di Lumpy Skin Disease e del ruolo degli insetti vettori negli allevamenti: un tema di grande interesse per il comparto veterinario, con il contributo di esperti degli Istituti Zooprofilattici di Sardegna e Emilia-Romagna e dell’AUSL. La giornata proseguirà con un focus dedicato alla ristorazione collettiva, realizzato in collaborazione con Camst. L’incontro “Ristorazione collettiva & disinfestazione” esplorerà le migliori pratiche di igiene e prevenzione nelle cucine industriali e nei centri di preparazione pasti. Nel pomeriggio, il Pest control entrerà nel cuore della filiera agroalimentare con “Il pest control nell’industria delle carni: all’allevamento alla tavola”, con la partecipazione di Inalca e Roadhouse. A seguire,

la Grande Distribuzione Organizzata sarà protagonista del panel “La gestione degli infestanti nei prodotti a marchio: le garanzie della GDO”, con interventi di Coop Italia e altri rappresentanti del settore retail.

Venerdì 13 febbraio: tra sicurezza urbana e filiere industriali

L’ultima giornata aprirà i lavori con un tema di grande interesse pubblico: “I trattamenti contro le zanzare nelle ordinanze comunali”, un confronto tra amministrazioni locali, ASL e operatori del settore per individuare strategie efficaci e coordinate nella gestione delle infestazioni in ambito urbano. Spazio poi all’agroalimentare con l’incontro “Evoluzione del controllo infestanti nella filiera farine, pasta e cibo per animali”, che vedrà protagonisti l’Università di Milano, Nestlè, Barilla e Antim. Parallelamente, l’Arena Venezia ospiterà un dibattito innovativo su “Patologia edilizia e infestanti degli edifici”, che metterà in relazione edilizia, sostenibilità e controllo degli infestanti in ambito urbano. A chiudere la rassegna, un focus su uno dei problemi emergenti degli ultimi anni: “Il punto sulle cimici asiatiche e invasioni di ortotteri”, con esperti dell’Università di Modena e Reggio Emilia e del Servizio Fitosanitario regionale.

Un laboratorio di sinergie tra ricerca, industria e istituzioni Grazie a un programma ricco di contenuti e alla partecipazione di istituzioni, università, aziende e associazioni, PestMed Expo 2026 si conferma come il principale hub di riferimento per i professionisti del pest management e della sanità ambientale. Tre giornate dense di appuntamenti, pensate per favorire la diffusione di competenze tecniche, promuovere l’innovazione e stimolare nuove forme di collaborazione. Un’occasione imprescindibile per chi desidera approfondire da vicino le sfide e le opportunità legate al controllo degli infestanti, in un contesto in cui ambiente, salute ed economia sono sempre più interconnessi. In questo scenario, le Arene Dibattiti assumono il ruolo di autentico laboratorio di idee: uno spazio in cui la ricerca scientifica incontra l’operatività quotidiana, l’industria dialoga con i decisori pubblici e il confronto tra esperienze diverse può trasformarsi in proposte e soluzioni concrete per il futuro del pest control.

E CITTÀ:

VINCOLI NORMATIVI E NUOVE VISIONI

PER IL CONTROLLO

SClima più mite e urbanizzazione favoriscono la crescita dei ratti nelle città: per contenerli serve un approccio proattivo con tecnici formati, ispezioni regolari, interventi mirati e campagne educative che coinvolgano anche i cittadini.

Ratti urbani in aumento

Gli studi e le evidenze sul cambiamento climatico in corso portano a descrivere fenomeni meteorologici sempre più gravi, come l’innalzamento del livello del mare e la fusione delle calotte polari. Ma porta anche ad un deciso aumento della popolazione di ratti urbani.

I ratti costano moltissimo in termini di danni alle infrastrutture e alle scorte alimentari contaminate, oltre alle note problematiche igienico sanitarie, ma nella maggior parte delle città gli interventi sono sempre più sottofinanziati e talvolta gestiti in modo poco professionale, con scarsi risultati in termini di riduzione delle popolazioni di ratti, che coesistono praticamente indisturbate nelle nostre città. Il cambiamento climatico consentirebbe ai roditori di procacciare cibo per un periodo più lungo, consentendo di aumentare il numero di eventi riproduttivi rispetto a quelli portati avanti normalmente in un anno, favorendo così un aumento delle dimensioni della popolazione. Oltre ai cambiamenti climatici, il numero di ratti tende a crescere anche con l’urbanizzazione e l’aumento della popolazione umana a prescindere dalla ricchezza. Le

città rappresentano ambienti molto complessi e in generale tendiamo a vedere più ratti nelle zone dove ci sono più attività ristorative, in uno stretto connubio con la presenza dei rifiuti. In questi ambienti, spesso, anche i potenziali predatori di topi e ratti, tendono a nutrirsi primariamente di fonti di cibo umano, rivelando una ridotta attitudine alla competizione ed alla predazione.

D’altronde bisogna considerare che i ratti sono una specie straordinariamente abile, in grado di avere successo tra gli esseri umani e anche con i potenziali predatori.

Danni da roditori

I roditori, nel loro intento di convivenza con l’uomo, possono causare gravi danni edilizi, tra cui rosicchiamento di cavi, tubi, strutture in legno e isolamento, con conseguenze su sicurezza, igiene e costi di riparazione.

Danni strutturali

• Rosicchiamento di materiali: I roditori hanno denti in continua crescita e tendono a rosicchiare legno, plastica, cartongesso e persino metallo leggero. Questo può indebolire travi, pannelli e strutture portanti.

• Danni a cavi elettrici: Il rosicchiamento dei cavi può causare cortocircuiti, incendi o guasti agli impianti elettrici.

• Compromissione dell’isolamento: I roditori scavano e nidificano nei materiali isolanti (come lana di roccia o poliuretano), riducendo l’efficienza energetica e aumentando i costi di riscaldamento.

• Danneggiamento di tubazioni: Possono perforare tubi in plastica, causando perdite d’acqua e danni da umidità.

• Nidi in vani tecnici: Si rifugiano in soffitte, intercapedini, vani motore o impianti solari, compromettendone la funzionalità.

Impatto igienico-sanitario

• Contaminazione: Feci, urine e peli possono contaminare superfici, alimenti e impianti, aumentando il rischio di malattie.

• Odori sgradevoli: I nidi e le deiezioni generano odori persistenti, difficili da eliminare. Implicazioni economiche

• Costi di riparazione: Interventi su impianti elettrici, idraulici e strutture danneggiate possono essere onerosi.

• Interruzione di attività: fermi produttivi o chiusure temporanee.

• Diminuzione del valore immobiliare: la presenza di roditori può influire negativamente sulla valutazione di un immobile.

Rodenticidi: abolito l’uso permanente

Siamo inoltre ormai consapevoli che l’impiego a lungo termine di prodotti rodenticidi aumenta la probabilità di avvelenamento primario e secondario di specie non bersaglio. E che per questo, oltre a topi e ratti, anche altri animali potrebbero nutrirsi delle esche rodenticida o predare i roditori che le hanno ingerite, con la conseguente morte per avvelenamento. Ad oggi l’uso dei biocidi è regolato dal Regolamento (UE) n. 528/2012. Solo gli operatori professionali possono impiegarli, seguendo precise indicazioni di sicurezza e tracciabilità.

Tutti i rodenticidi anticoagulanti vengono oggi identificati come potenziali sostanze PBT (persistenti, bioaccumulabili e tossiche). Ciò significa che essi sono scarsamente biodegradabili nell’ambiente (= persistenti), accumulabili negli organismi e quindi, nella catena alimentare (= bioaccumulabili), nonché altamente pericolosi (= tossici) per l’uomo o organismi presenti nell’ambiente. In linea di principio, l’introduzione di sostanze PBT nell’ambiente deve essere scongiurata, a prescindere dalla loro concentrazione e dalla quantità. Il motivo è che una volta rilasciate nell’ambiente, sostanze di questo tipo possono persistere per lunghi periodi di tempo nelle acque, nel suolo e anche nella catena alimentare.

Ecco perché, al fine di mitigare i rischi correlati all’impiego di rodenticidi anticoagulanti, sono oggi state decretate importanti limitazioni sia per i produttori sia per gli utilizzatori, siano essi privati cittadini, aziende o disinfestatori professionisti. In particolare, come chiaramente espresso in tutte le etichette ministeriali, che hanno validità di legge, è stato abolito l’uso permanente dei rodenticidi anticoagulanti. In sostanza è stata abrogata quella pratica di derattizzazione cosiddetta “per saturazione” a cui siamo tuttora abituati, basata sulla realizzazione di una o più cinture di erogatori con esca rodenticida attorno ai perimetri delle aree da proteggere ed un servizio di sostituzione periodica delle esche con registrazione dei consumi.

Colle topicide: tra praticità e controversie

Allo stesso modo dei derattizzanti, anche le colle topicide sono divenute strumenti di lavoro piuttosto controversi: efficaci in ambienti controllati, ma con sempre più condivisi dubbi etici e legali. Le colle per roditori presentano indubbi vantaggi operativi, quali l’assenza di principi attivi chimici, la facilità di posizionamento ed il costo contenuto, ma il loro impiego richiede attenzione. Rappresentano infatti una importante criticità dal punto di vista etico e normativo in quanto causano sofferenze prolungate ai roditori catturati, che muoiono di fame, stress o lesioni

Rattus rattus sopra alle controsoffittature

e comportano inoltre rischi per la fauna non bersaglio, in quanto uccelli, rettili e piccoli mammiferi possono rimanervi intrappolati accidentalmente.

Questo ha portato diversi paesi europei a vietare, o fortemente limitare, l’uso delle colle per la cattura dei roditori, soprattutto per motivi etici e di tutela della fauna selvatica. Tra questi ci sono Regno Unito, Irlanda, Paesi Scandinavi, Germania, Ungheria e Svizzera.

In Italia l’uso delle trappole a colla per roditori non è completamente vietato, ma è soggetto a forti limitazioni e alcune città italiane stanno aggiornando i propri regolamenti in merito. In particolare, ne è vietato l’impiego all’aperto mentre in ambienti interni (magazzini, industrie alimentari, logistica) possono essere impiegate, ma solo da operatori professionali.

La tendenza normativa e sociale è comunque orientata verso una progressiva eliminazione di questo metodo, sostituito da soluzioni più etiche e corrette.

Grande opportunità per il disinfestatore

In definitiva siamo chiamati ad attuare un progressivo, ma radicale, cambiamento delle strategie operative utilizzate per il controllo dei roditori, con l’obiettivo di eliminare il baiting permanente a favore di nuove strategie di lotta, prevedendo azioni di controllo basate su strategie di Rat Proofing ed interventi mirati nei luoghi effettivamente colonizzati dai roditori, operando all’interno della home range attraverso azioni di controllo molto più incisive, che interessano direttamente le aree colonizzate.

Si tratta di una grande opportunità per il disinfestatore professionista, che dovrà dimostrare di essere in grado di razionalizzare le risorse e ridurre i tempi d’intervento, prendendo in considerazione le criticità presenti in modo da predisporre tutte quelle migliorie strutturali e gestionali che possono apportare significative riduzioni della capacità portante dell’ambiente. L’eliminazione delle disponibilità di cibo e la riduzione dei siti di ricovero, infatti, massimizzano gli effetti della derattizzazione e sortiscono risultati apprezzabili nel tempo. In Italia, l’esecuzione dei servizi di derattizzazione è regolata dal D. lgs. 82/1994 e dal D.M. 274/1997, che disciplinano le attività di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione. Le imprese che operano in questo settore devono essere iscritte all’Albo Provinciale delle Imprese presso la Camera di Commercio e rispettare requisiti tecnici (ovvero avere specifiche competenze e un responsabile tecnico interno) oltre che morali.

In definitiva serve un approccio proattivo e culturale

Per sviluppare campagne di controllo dei roditori in grado di contenere la loro proliferazione è sempre più necessario mettere in atto un approccio proattivo nella gestione delle disinfestazioni, coinvolgendo un numero adeguato di tecnici formati, in grado di svolgere ispezioni regolari mirate a individuare e sigillare accessi e passaggi con materiali resistenti, eseguire interventi mirati con trappole, esche e barriere fisiche, applicando protezioni anti-roditore per impianti e cavi, e attivando campagne educative finalizzate a far conoscere ai cittadini come rendere le proprie attività meno propense alle infestazioni da ratti, mettendo quindi in gioco anche la componente culturale.

I prodotti Biocidi e le colle topicide possono essere utili in contesti specifici, ma non devono sostituire strategie più sostenibili e rispettose dell’ambiente e del benessere animale. Il loro impiego, consapevole e responsabile, deve essere valutato caso per caso, integrato in un piano IPM e subordinato al rispetto delle normative vigenti. Le aziende del settore devono investire anche in formazione e innovazione per garantire interventi efficaci, sicuri e conformi alle normative.

Individuare e sigillare accessi e passaggi con materiali resistenti
Le colle per roditori comportano rischi per la fauna non bersaglio

GESTIONE DEI VOLATILI: sicurezza, normativa e soluzioni tecniche per un allontanamento efficace

SL’impiego dei sistemi antivolatili di tipo elettrificato: come intervenire in modo sicuro e conforme alle direttive ministeriali per proteggere edifici, industrie e siti storici dai danni causati dai piccioni e da altri uccelli.

Perché occorre gestire i volatili

La gestione dei volatili in ambiente urbano e industriale è da sempre una questione complicata, vuoi perché molti di questi animali non possono essere considerati animali infestanti nel senso stretto del termine (sono tutelati dalla legge 157/92 sulla fauna selvatica) vuoi perché gli ambienti dove il professionista formato deve lavorare possono essere davvero difficili da raggiungere e spesso non si può fare a meno di essere in possesso di patenti per l’utilizzo di PLE o altri mezzi di sollevamento. Eppure, la problematica c’è ed è enorme e questo apre ad una grande opportunità, anche commerciale, per i professionisti. Il guano dei piccioni (ma quello dei volatili in generale) o anche la loro sola presenza continuativa può danneggiare strutture residenziali, di pregio e monumenti ma già solo il sudiciume sopra e ai piedi delle strutture sarebbe sufficiente per spingere i proprietari ad intervenire. Non parliamo poi di strutture nelle quali vengono preparate e stoccate le merci pronte per la

spedizione ai clienti, non ci si può permettere che queste vengano intaccate da guano, penne o piume. È notizia di qualche anno fa dell’inserimento della gestione della presenza di questi animali in standard per l’industria alimentare come BRC. Già, ma come intervenire? Di sistemi ne esistono parecchi, dai più semplici ai più complessi, per certo sono i mezzi fisici che portano i risultati, non esistono infatti repellenti liquidi contro i volatili, è bene quindi diffidare di chi offre soluzioni fantasiose. Nella scelta del sistema più idoneo occorre tenere presente due parametri: la presenza e la pressione. Per pressione si intende la densità dei volatili che occupa un determinato appoggio (ad esempio: 1 volatile ogni 2 metri, oppure, 6 volatili al metro, e così via). La presenza invece è definita come tipo di frequentazione di un determinato sito, di fatto l’abitudine che quel determinato gruppo di volatili ha di sostare in quel sito (in ordine di gravità: saltuaria, sito di riparo notturno, sito di nidificazione). Il livello di infestazione può essere definito dal rapporto tra la presenza e la pressione. Le prime

Un esempio di installazione di un impianto elettrificato.

metodiche ad essere considerate di norma in quanto più semplici, sono i dissuasori a spilli o il filo ballerino che sono efficaci solo contro infestazioni medio/basse. Le reti ornitologiche, invece, possono essere risolutive anche per gravi infestazioni ma già sono sistemi che richiedono una certa dimestichezza con i

Un esempio di installazione di un sistema elettrificato su un punto particolarmente complesso.

servizi di allontanamento volatili. Nonostante l’impatto visivo estremamente ridotto, la funzionalità con ogni tipo di volatile e l’applicazione contro ogni tipo di infestazione – sia essa occasionale oppure prolungata, anche di molti individui – i sistemi elettrificati sono spesso l’ultimo strumento ad essere considerato (a parte dagli installatori esperti), perché richiede una vera specializzazione per il montaggio e l’abilitazione di cui alla lettera B) dell’art. 2 del DM 37/2008. È proprio questo sistema che approfondiamo in questo numero.

Come funzionano gli impianti elettrificati

Sul mercato esistono parecchi modelli di sistema elettrostatico ma tutti condividono il concetto di base di impiegare un supporto che impedisce elettrostaticamente ai volatili di poggiarsi sulle superfici. Questo avviene perché la centralina genera una corrente elettrica – con una elevata tensione (misurata in Volt) e una bassa intensità (misurata in Ampere) – il colombo che si appoggia sull’impianto chiude il circuito e l’arco voltaico che si genera (scossa) attraversa il corpo dei volatili che si allontaneranno da quel luogo. Questa tecnica è definibile come un sistema “attivo”: il volatile che ha “sperimentato”, anche solo una volta, questi impianti installati tenderà ad evitare di riprovarci. In alcune situazioni questo ha facilitato il lavoro degli installatori professionali: in un cantiere di enormi dimensioni ed elevatissimo valore artistico, ad esempio, è stato installato un sistema elettrificato i cui componenti erano un binario formato da due tondini metallici. Non era tecnicamente possibile raggiungere tutti i piccoli anfratti frequentati dai volatili con i fili di collegamento della corrente. Sono stati installati quindi i soli tondini di acciaio senza alcuna alimentazione del sistema (in quei soli, piccoli punti), le zone non sono state comunque più frequentate dai piccioni che avevano già sperimentato altrove la corrente erogata dagli stessi tondini d’acciaio.

Una tipologia di impianto elettrificato

Di tipologie di impianti elettrificati ne esistono diverse in commercio, ognuna con i propri pregi e limiti. In maniera grossolana si presentano come un binario di tondini INOX oppure un supporto in gomma con due conduttori annegati. In questo spazio ne illustrerò nel

Esempio di protezione di un bordo grondaia a filo, senza bordo. Si noti il tondino verso l’esterno più basso (polo negativo) e la clip metallica per il fissaggio della staffa in policarbonato.

dettaglio uno che mi pare significativo anche per via del fatto che la corrente erogata dalla centralina in un secondo è pari a 3 milliampere e ciò rende il suo impiego particolarmente sicuro (amperaggi superiori potrebbero causare tetanizzazioni, disturbi reversibili al cuore con aumento della pressione sanguigna e difficoltà di respirazione) oltre al fatto che il sistema è particolarmente versatile come tipo di installazione. Questo sistema si compone di una centralina appositamente realizzata per queste tipologie di impianti con una tensione di uscita regolabile tra i 4 e i 12 kV che genera un impulso massimo di 1,5 J e una intensità di corrente che può variare dagli 0,025 ai 0,045 A. È sempre consigliato verificare che tutti i com-

ponenti siano stati progettati e realizzati per quella tipologia di impianto. Non è raro, infatti, trovare centraline utilizzate per impianti elettrificati antivolatili in ambito civile e industriale che sono centraline realizzate per le recinzioni elettrificate destinate al controllo del bestiame e dei cavalli. Tali centraline hanno il medesimo principio di funzionamento ma si differiscono per campo di applicazione e sicurezza verso gli utilizzatori e animale target. I cavi in uscita dalla centralina vengono solitamente collegati tramite capicorda (coperti da guaine termoretraibili) e dadi ai due tondini di acciaio da 3 mm di diametro (uno per il polo positivo e uno per quello negativo) posti ad una certa distanza e che sono il mezzo con

Un esempio di centralina installata su un sito di altissima importanza storico-artistica.

Cartellino informativo nei pressi di un impianto elettrificato

il quale si deve proteggere l’area interessata dalla presenza di piccioni. I tondini di acciaio sono posizionati vicino alla superficie tramite dei supporti in policarbonato che possono essere fissati a diversi substrati (legno, mattone, metallo, ecc.) ogni circa 30 cm. In questa versione la staffa in policarbonato tiene a due altezze diverse il tondino con il polo positivo (da installare in alto) e quello negativo (da tenere in basso).

I tondini sono sufficientemente malleabili per potere seguire anche un percorso con curve

o arzigogoli (come capita sui palazzi storici), e sono collegabili in serie tramite boccole filettate. Tutte queste caratteristiche li rendono sicuri e particolarmente interessanti dal punto di vista applicativo. È evidente che non può esistere un manuale universale di applicazione ma che questa dipende da come la struttura è fatta (quanti piani, quante aree da proteggere, di quale spessore, dal tipo di materiale, ecc.) e dalla fantasia dell’installatore (sì, è importante anche qui!) che può ricorrere ad alcune strategie come, ad esempio, l’installazione di

più binari paralleli per proteggere superfici orizzontali (o anche oblique o verticali) più larghe. Questo tipo di tecnica diventa necessaria in caso di infestazioni elevate e piani di appoggio ampi. È bene ricordare che il sistema è progettato per l’installazione di due tondini di cui uno positivo e l’altro negativo. Non dovrebbe mai essere installato il solo tondino per il polo positivo usando un supporto di metallo (come grondaie, tettucci in rame, ecc) come polo negativo.

Il quadro normativo: il

DM 37/2008 e gli impianti elettrificati per piccioni

L’installazione di impianti elettrificati per l’allontanamento incruento dei piccioni rientra pienamente nell’ambito di applicazione del Decreto Ministeriale 37/2008, che regolamenta le attività di installazione, trasformazione e manutenzione degli impianti all’interno degli edifici e delle loro pertinenze. Il Ministero dello Sviluppo Economico, con il parere del 16 febbraio 2012 (Prot. 0032838), ha infatti chiarito che gli impianti antivolatili di tipo elettrificato sono soggetti al DM 37/08 in quanto posti al servizio degli edifici, anche se installati su coperture, cornicioni o altre pertinenze. Di conseguenza, la loro installazione deve essere eseguita da imprese abilitate alla lettera B del DM 37/08, e al termine dei lavori l’installatore è tenuto a rilasciare una dichiarazione attestante la corretta esecuzione e il rispetto delle norme tecniche di sicurezza dell’impianto in conformità alla regola dell’arte. È buona prassi applicare sull’impianto dei cartellini informativi che indicano che l’impianto è in tensione.

Che dire, sempre più aziende si stanno specializzando nel mondo del controllo dei volatili e ce n’è un gran bisogno. Come sempre la professionalità si basa sulla formazione, l’esperienza e l’ingegno. Il ragionamento è alla base di ogni buona riuscita di un’impresa e il saper chiedere un consiglio può facilitarci nel lavoro: rivolgersi ad un consulente qualificato è sempre un’opzione percorribile.

Un esempio di installazione di più binari paralleli.

UN MONDO SENZA ZANZARE: SOGNO O INCUBO ECOLOGICO?

SLa storia, l’impatto e il ruolo nascosto di questo minuscolo insetto che ha cambiato la storia dell’umanità e del pianeta.

Come sarebbe la Terra se questo piccolo insetto non avesse mai abitato il nostro pianeta? Le mappe geopolitiche, la storia delle popolazioni e perfino gli equilibri naturali sarebbero gli stessi? La risposta, sorprendentemente, è no. Per quanto odiata, la zanzara ha inciso sull’evoluzione umana e ambientale più di quanto possiamo immaginare. Nel corso dei millenni, nessun altro essere vivente ha ucciso tanti esseri umani quanto la zanzara. Secondo le stime, le sue vittime superano i 50 miliardi di individui dall’Homo sapiens ai giorni nostri. Una cifra impressionante, superiore a quella di tutte le guerre messe insieme. Eppure, la sua influenza non si ferma alla salute: ha plasmato confini, popolazioni e strategie militari, determinando la sopravvivenza o l’abbandono di interi territori.

Un ingranaggio perfetto nell’ecosistema

Il Pianeta Terra è un sistema coevolutivo, dove ogni essere vivente, anche il più piccolo, ha

un ruolo. Le zanzare, con la loro straordinaria adattabilità, sono parte integrante di questo equilibrio. Alcune specie trasmettono malattie come malaria e febbre gialla, ma servono anche da nutrimento per milioni di uccelli, pipistrelli e pesci. Eliminandole, scomparirebbe una fondamentale fonte di cibo per molti organismi, alterando catene alimentari delicate.

Il sofisticato “morso” di mamma zanzara

Dietro un gesto tanto fastidioso si nasconde una macchina biologica raffinata. Per maturare le uova, la zanzara femmina ha bisogno di proteine presenti nel sangue. Dopo l’accoppiamento, che avviene una sola volta nella vita per molte specie, atterra sulla pelle dell’ospite e, con il suo apparato boccale, perfora e succhia circa 3,5 millilitri di sangue. Durante il pasto inietta saliva anticoagulante, responsabile del prurito che tutti conosciamo. In cambio, lei ottiene la possibilità di perpetuare la specie: un compromesso evolutivo perfetto.

Un insetto ovunque, persino in Islanda

Le zanzare vivono praticamente in ogni angolo del pianeta. Resistono nei climi più rigidi e prosperano nei più umidi. La notizia “scoop” di ottobre 2025 ha stupito il mondo: anche in Islanda sono arrivate le zanzare, uno degli ultimi luoghi finora risparmiati. Il cambiamento climatico, con temperature più miti e periodi umidi più lunghi, ha reso possibile la loro sopravvivenza anche in ambienti un tempo inospitali.

La zanzara e la storia dell’uomo

Dall’VIII secolo a.C. l’Anopheles, vettore della malaria, ha condizionato la vita di intere popolazioni, costringendole a spostarsi da zone fertili ma pericolose. Le zanzare, in effetti, hanno inciso sulla storia geopolitica mondiale più di molte invenzioni umane. Anche oggi, l’OMS conferma che restano l’animale killer più pericoloso al mondo.

La malaria: un parassita complesso e micidiale

Nel 2023, si sono registrati 263 milioni di casi di malaria e 597 mila decessi a livello globale, con una concentrazione devastante in Africa subsahariana. Da secoli, gli esseri umani aiutano, senza volerlo, la diffusione delle zanzare. Mercanti, soldati e viaggiatori le hanno trasportate di continente in continente, nascoste tra le merci o nelle riserve d’acqua. Oggi, con voli e container intercontinentali, bastano poche ore per trasferire una specie da un emisfero all’altro. È così che la zanzara tigre (Aedes albopictus), originaria dell’Asia, ha conquistato anche l’Europa e il Mediterraneo. La sua capacità di adattarsi a più ospiti le garantisce una straordinaria sopravvivenza evolutiva.

Il ciclo di trasmissione della malaria in breve

Possiamo dire che l’Anofele che punge una persona ammalata ingerisce il parassita (in termini scientifici è un plasmodio) che, al termine della replicazione nel corpo della zanzara, si posiziona nelle sue ghiandole salivari. Quando è nel corpo umano, ricorre a un sistema sofisticato di segnalazione per sincronizzarsi con colei che lo trasporterà all’esterno, come se dicesse mordimi, au -

I dati sulle arbovirosi

I dati sulle arbovirosi in Italia sono in continua evoluzione e vengono aggiornati periodicamente affinché si possano adottare le misure di contrasto alle zanzare e all’interruzione di eventuali focolai. L’Istituto Superiore di Sanità nel suo bollettino del 27 novembre riporta i dati di arbovirosi segnalati in Italia nell’ultimo anno. Nel bollettino si legge che dal 1° gennaio al 26 novembre 2025 il sistema di sorveglianza nazionale ha segnalato 458 casi confermati di Chikungunya di cui 73 casi associati a viaggi all’estero e 385 casi autoctoni e nessun decesso. Questi casi sono stati identificati in 7 episodi di trasmissione locale del virus in Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Basilicata, di cui 4 consistenti in un caso sporadico ciascuno e 3 rappresentati da focolai. Sempre nello stesso periodo sono stati registrati 204 casi confermati di Dengue (200 casi associati a viaggi all’estero e 4 casi autoctoni in due eventi distinti di trasmissione locale in Emilia-Romagna e Veneto e nessun decesso. Zika virus è stato rilevato in 5 casi di (tutti importati, nessun decesso).

mentando significativamente le probabilità di essere prelevato da una zanzara per completare il ciclo riproduttivo. All’interno dello stomaco della zanzara muta e si differenzia in una forma sessuata.

A questo punto maschi e femmine si accoppiano rapidamente producendo versioni filiformi del parassita che escono dall’intestino ed entrano nelle ghiandole salivari della zanzara. Quando arriva nelle ghiandole salivari il parassita induce abilmente l’insetto a mordere più spesso. Inibendo la produzione dell’anticoagulante per ridurre al minimo l’assunzione di sangue durante una singola puntura. Ciò costringe la zanzara a mordere più spesso e riesce a massimizzare tasso e portata di trasferimento, aumentando le proprie probabilità di procreazione e sopravvivenza. La malaria è un notevole esempio di adattamento evolutivo.

L’impatto globale della malaria

La malaria spegne una vita ogni 30 secondi. Il 75% dei decessi si registra fra i bambini di età inferiore ai 5 anni. Il P. falcìparum è un serial killer al quale si attribuiscono il 90% delle morti per malaria. Di queste l’85% avviene in Africa.La malattia costituisce una delle principali cause di depressione economica, poiché crea povertà. Diminuisce qualità dell’approvvigionamento alimentare. Danneggia lo sviluppo fisico intellettuale di una nazione ostacolando in ogni modo possibile benessere e progresso economico.

Il Plasmodium falciparum non causa ricadute. Per essere nuovamente reinfestati è necessario che una zanzara morda una seconda volta. Invece il Plasmodium vivax, meno pericoloso, può restare anni nascosto in agguato nel fegato e in grado di provocare malattie e ricadute fino a vent’anni dopo la prima infezione.

Un’eredità che punge ancora

Dalla preistoria all’era moderna, la zanzara accompagna l’uomo come un’ombra fastidiosa e pericolosa. Ma se domani sparisse, non sarebbe solo una liberazione: il mondo intero, umano e naturale, ne subirebbe le conseguenze. Questo minuscolo insetto, tanto odiato quanto indispensabile, resta il simbolo di un equilibrio fragile, quello tra la vita, la morte e la sorprendente capacità della natura di adattarsi.

ACARI PARASSITI: nuove sfide per la disinfestazione urbana

SNel lavoro quotidiano del disinfestatore professionale, spesso ci si concentra su roditori, insetti o volatili. Tuttavia, alcune minacce arrivano da organismi elusivi e dalle dimensioni ridotte: gli acari parassiti, capaci di sopravvivere in ambienti insospettabili e di colpire anche l’uomo.

Tra i principali protagonisti emergono due specie di grande interesse: Argas reflexus , la zecca molle del piccione, e Dermanyssus gallinae , l’acaro rosso dei polli. Entrambi condividono un legame stretto con i volatili urbani e una crescente importanza in ambito sanitario e urbano.

Argas reflexus: il “resistente” ospite dei sottotetti

Questo acaro appartiene alla famiglia Argasidae ed è un parassita ematofago di Columba livia, il comune piccione di città. Il suo corpo appiattito e privo di occhi lo rende perfettamente adattato agli ambienti nascosti come sottotetti, cornicioni e campanili. È attivo di notte, quando individua l’ospite grazie ai che-

miorecettori sensibili alla CO2 e al calore. Il ciclo vitale può variare da uno a tre anni e le femmine depongono più volte durante la stagione calda, con intervalli di circa cinque-sei settimane. Una caratteristica impressionante è la capacità di sopravvivere fino a sette anni senza nutrirsi e che possono assorbire l’umidità dall’ambiente quando questa supera il 75%. In caso di assenza dei piccioni (magari perché allontanati), l’acaro può attaccare l’uomo, provocando reazioni cutanee pruriginose o manifestazioni allergiche, specialmente dopo esposizioni ripetute. Per l’operatore, la presenza di A. reflexus è spesso il segnale di nidificazione cronica dei piccioni: un problema che va risolto alla radice, tramite l’allontanamento dei volatili e la rimozione dei nidi vuoti, seguiti da trattamenti acaricidi mirati.

Fig. 1: vista dorsale di A. reflexus a sinistra una ninfa, a destra un adulto. (Fonte: Pradera et Cardete Postigo (2025), Un caso de infestación de garrapata de la paloma, Argas reflexus (Fabricius, 1794) (Acari, Argasidae), y primera cita para el Principado de Andorra (Península Ibérica)).

Dermanyssus gallinae: l’acaro rosso dei polli… e di altri volatili

Tipicamente associato agli allevamenti avicoli, Dermanyssus gallinae ha dimostrato una straordinaria capacità di adattamento. Negli ultimi anni è stato rinvenuto anche in ambienti civili, uffici e persino ospedali, dove può causare forme di dermatite. La conoscenza della biologia e dell’etologia di D. gallinae è cruciale per il suo controllo. Questo acaro misura 0,6–1 mm, presenta un corpo ovale e appiattito, e cambia colore dopo il pasto di sangue (da grigio a rosso-bruno). Il ciclo vitale comprende uovo, larva, protoninfa, deutoninfa e adulto, e in condizioni ottimali (25–30 °C e umidità elevata) può completarsi in 7–10 giorni. Le larve non si nutrono, mentre gli stadi ninfali e gli adulti necessitano di pasti di sangue per passare allo stadio successivo o riprodursi. Ogni femmina depone fino a 200 uova durante la vita, spesso in anfratti e fessure vicino all’ospite. Di giorno, gli acari si rifugiano in crepe, giunture, canaline, battiscopa o elementi strutturali, per poi uscire di notte, guidati dal calore e dall’anidride carbonica emessa dagli animali o dalle persone. Uno dei tratti più problematici per la disinfestazione è la resistenza allo stress ambientale: l’acaro può sopravvivere oltre nove mesi a digiuno, mantenendosi vitale in attesa di nuovi ospiti. Questo spiega perché le reinfestazioni siano comuni anche dopo lunghi periodi di inattività o assenza apparente del problema.

Prevenzione e gestione integrata

La gestione degli acari parassiti deve fondarsi su un approccio di Integrated Pest Management (IPM), che integra diagnosi, prevenzione e intervento tecnico. È fondamentale effettuare sopralluoghi accurati, ispezionando con attenzione nicchie, cavedi, canaline e tutte le aree adiacenti ai nidi, così da individuare eventuali infestazioni. Per una corretta identificazione della specie, è necessario prelevare campioni da analizzare al microscopio. Un passaggio cruciale consiste nell’eliminazione delle fonti di infestazione, che prevedono l’allontanamento dei volatili e la rimozione dei nidi di piccioni vuoti e dei materiali contaminati, oltre alla sigillatura di fessure e potenziali rifugi, al fine

).

di limitare la possibilità di reinsediamento degli acari. Il trattamento deve essere mirato e prevedere l’applicazione di acaricidi registrati per gli ambienti da sottoporre a trattamento, rispettando scrupolosamente le indicazioni riportate in etichetta. In presenza di infestazioni particolarmente resistenti, può essere utile alternare i principi attivi oppure valutare l’impiego di polveri inerti, che agiscono danneggiando meccanicamente la cuticola di questi acari e favorendo la morte per disidratazione. La prevenzione a lungo termine si basa sull’adozione di tecniche di esclusione dei volatili, come l’installazione di reti ornitologiche, filo ballerino o sistemi elettrificati. Infine, è importante pianifica -

re interventi periodici di monitoraggio per verificare l’assenza di nuove nidificazioni di volatili o la presenza di acari, garantendo così la protezione degli ambienti nel tempo.

Conclusioni

La presenza di acari parassiti come A. reflexus e D. gallinae dimostra come le infestazioni possano evolvere in modo silenzioso, fino a coinvolgere ambienti civili e sanitari. Per i disinfestatori professionali, la conoscenza biologica ed etologica di questi organismi è la chiave per una gestione efficace: intervenire senza comprendere il ciclo vitale o i comportamenti di rifugio rischia di rendere vano qualsiasi trattamento.

Fig. 2: infestazione di D. gallinae in un allevamento avicolo. (fonte: https://www.poultryworld.net/health-nutrition/tackling-red-mite-in-layinghens-remains-a-challenge/
Un tetto con presenza di volatili.

Innovazione e intelligenza nella pulizia: CMS BERLIN 2025 PREMIA LE ECCELLENZE

SI vincitori del Purus

Innovation Award (PIA) di quest’anno, nell’ambito di CMS

Berlin, hanno sviluppato prodotti, strumenti e sistemi che offrono soluzioni intelligenti e lungimiranti per una pulizia più sostenibile ed efficiente.

i è conclusa con grande successo l’edizione 2025 del Purus Innovation Award (PIA), uno dei riconoscimenti più ambiti nel mondo della pulizia professionale. Il premio, istituito nell’ambito di CMS Berlin, la fiera che si è svolta dal 23 al 26 settembre scorsi, ha ancora una volta messo in luce la straordinaria capacità innovativa e tecnologica delle aziende del settore, confermando la fiera tedesca come un essenziale palcoscenico internazionale dedicato alla pulizia, igiene e facility management. La giuria, composta da esperti del settore, rappresentanti del mondo scientifico e della stampa specializzata, ha valutato le candidature in base a criteri come innovazione tecnologica, design funzionale, impatto ambientale e valore aggiunto per gli utenti professionali I vincitori si sono distinti per l’introduzione di soluzioni digitali avanzate, sistemi automatizzati di gestione della pulizia e prodotti eco-compatibili, segno di una trasformazione ormai irreversibile verso una pulizia più intelligente e sostenibile. Un totale di 63 aziende hanno presentato le loro innovazioni. Tre sono stati nominati in ciascuna delle sei categorie. I sei vincitori sono

stati annunciati alla serata di apertura di CMS Berlin 2025 davanti a circa 280 ospiti invitati. “Siamo rimasti particolarmente colpiti dall’ampia gamma di candidature di quest’anno. Il processo di selezione è stato impegnativo, ma dopo un’intensa discussione, siamo stati in grado di riconoscere quelle soluzioni che sono particolarmente innovative e dimostrano in modo impressionante come il settore stia affrontando le sfide attuali in vari modi”, ha affermato Tanja Čujić, presidente della giuria, membro del CDA dell’Associazione federale delle pulizie edili.

Lavorare in modo ergonomico con le minimacchine

Quest’anno c’è stato un numero particolarmente elevato di iscrizioni nella categoria robotica/intelligenza artificiale, che è stata introdotta di recente, e quindi un livello di competizione particolarmente elevato. Alfred Kärcher ha impressionato la giuria con la lavasciuga KIRA B 200. Secondo l’azienda, questo robot, progettato per grandi aree, è il primo a essere dotato di un sistema operati-

vo su misura, che gli consente di funzionare in modo completamente autonomo tramite una docking station. Il suo funzionamento efficiente e sostenibile è reso possibile da un sistema di acqua e detergenti a risparmio di risorse e da un controllo trasparente dei consumi tramite un’app.

Nella categoria “Macchine per la pulizia”, Wetrok ha vinto con la sua mini lavasciuga Spin BeFree. Secondo gli sviluppatori, questa mini-macchina è la prima a combinare un’impugnatura a S e una propulsione a spazzola, consentendo un lavoro particolarmente ergonomico senza la necessità di movimenti di trazione o spinta, o di affaticare le spalle o la schiena. È inoltre l’unica macchina della sua categoria con serbatoi che possono essere puliti completamente manualmente per la massima sicurezza igienica.

Paula, l’assistente AI per gli addetti alle pulizie degli edifici di PlanD è vincitrice della categoria “Strumenti e sistemi digitali”. Questo assistente vocale mobile rende tutte le

applicazioni digitali del software all-in-one di PlanD facili, accessibili e prive di barriere per tutti, in 25 lingue. Che tu abbia bisogno di visualizzare l’elenco dei turni di servizio, documentare i difetti o segnalare un congedo per malattia, bastano poche parole a Paula e il lavoro quotidiano diventa più semplice. Ophardt Hygiene-Technik ha vinto la ca-

Ophardt Hygiene-Technik

PRAESIDIO Fuel Cell

tegoria igiene dei bagni con questa innovazione: PRAESIDIO Fuel Cell è un erogatore autoalimentato per la disinfezione delle mani senza contatto. Il dispositivo utilizza isopropanolo puro (70%) per la disinfezione delle mani e, allo stesso tempo, utilizza una piccola quantità di agente alcolico per generare energia tramite una cella a combustibile integrata. In questo modo si elimina la necessità di sostituire regolarmente la batteria. Dr. Schnell con il suo MILIZID ONE, è il vincitore nella categoria “Detergenti”. Secondo l’azienda, tutte le materie prime utilizzate nel

detergente per sanitari provengono da risorse europee rinnovabili: “Le severe normative dell’UE in materia di lavoro e ambiente costituiscono la base per materie prime rinnovabili ed eque”, affermano da Dr. Schnell. Per la prima volta, nella pulizia professionale vengono utilizzati l’acido metano solfonico proveniente da biogas bilanciato in massa, i tensioattivi non ionici provenienti da olio di insetti e le materie prime profumate provenienti da una fonte rinnovabile europea. Al-

ARCORA International FLEX-ON

cuni di questi ingredienti sono stati sviluppati appositamente per questo prodotto. Cosa si dovrebbe fare con le coperture per mop vecchie o rimpicciolite? La risposta è il supporto pieghevole FLEX-ON di ARCORA International. Può essere regolato in modo continuo da 38 a 52 centimetri, il che lo rende compatibile con coperture che altrimenti dovrebbero essere gettate via. ARCORA International si è aggiudicata il primo posto nella categoria “Attrezzature” dalla giuria per questa innovazione, che consente di risparmiare risorse e ridurre i costi.

Kärcher KIRA B 200
Dr. Schnell MILID ZONE
Wetrok Spin BeFree
Paula PlanD

ETICA E STRATEGIA, LE DUE MARCE IN PIÙ

DEI PRODOTTI

GREEN NELL’INDUSTRIA

S

Spazi ad uso civile accanto ad aree destinate alla produzione: l’industria è un ambiente complesso per un’impresa di pulizie, che deve poter contare sui giusti prodotti chimici, adatti ad ogni situazione concreta e differenti a seconda dell’effettivo contesto operativo. C’è però un denominatore comune, che si chiama sostenibilità: un valore etico e strategico ormai irrinunciabile.

Non c’è alcun dubbio: quello industriale è un ambiente complesso, in cui alle aree ad uso civile (uffici, reception, sale riunioni, aree per le pause e i momenti di tempo libero e così via) si affiancano ampi spazi destinati alla produzione, a loro volta molto diversi tra loro.

Negli spazi comuni e nelle aree industriali

Oggigiorno le imprese di pulizia che operano presso le industrie (siano esse alimentari, farmaceutiche o di altro tipo), devono fare i conti con questa diversità di contesti: infatti capita sempre più di frequente che vengano chiamate a svolgere i propri servizi in entrambe le tipologie di ambiente, e che necessitino pertanto di prodotti chimici per la pulizia con caratteristiche profondamente diverse. C’è però un aspetto da cui, in ogni caso, non si scappa: quello della sostenibilità, ormai un must non solo per i professionisti del settore, ma anche per un’opinione pubblica sempre più esigente e informata.

Anche nel privato, grande attenzione all’ambiente (e alla filiera green)

Non si tratta più solo di “green public procurement” e di servizi alla pubblica amministrazione: quello della pulizia green e dell’impiego di prodotti chimici ecosostenibili è ormai un trend fondamentale anche nel settore privato, e anche, appunto, nell’industria. A questo punto vale la pena ricordare la crescente importanza dei cosiddetti “criteri ESG”, un insieme di indicatori che misurano la sostenibilità di un’azienda analizzandone le performance in tre diverse aree, a partire proprio da quella ambientale

(environmental): poter contare su fornitori “eco friendly”, in quest’ottica, assume anche un importante valore strategico oltre che etico. Senza contare, tornando al “peso” dell’opinione pubblica, i vantaggi di immagine e le ricadute sui clienti/consumatori finali delle aziende che possono attestare, dati e certificazioni alla mano, di avvalersi di una filiera amica dell’ambiente.

Ambienti diversi…

Ma torniamo alla complessità del contesto industriale: quando si va ad operare in uffici, aree comuni e altri simili contesti saranno utilizzati prodotti ad hoc preferibilmente in gran parte a marchio Ecolabel - o altri marchi che certifichino la compatibilità ambientale-, mentre nelle aree di produzione o addirittura per la pulizia delle varie tipologie di impianti produttivi la chimica sarà profondamente diversa ed attenta al contesto produttivo. In questo i produttori sono molto attenti, ed hanno sviluppato gamme adatte ad ogni contesto operativo.

… sostenibilità denominatore comune

Il denominatore comune, tuttavia, è proprio la sostenibilità ambientale dei prodotti chimici e delle cosiddette “risulte” delle operazioni di pulizia, perché è evidente che non è possibile pulire… lasciando residui sporchi o, peggio ancora, pericolosi! È chiaro poi che quando si parla di industrie alimentari o del farmaco tale attenzione deve essere, se possibile, ancora più stringente. Ed è proprio qui che la sfida di mantenere la sostenibilità senza perdere in performance e qualità giunge alla propria massima espressione.

Verso una chimica sostenibile

Da anni sappiamo che una chimica sostenibile è possibile. D’altra parte, l’ormai storico “Rapporto Brundtland”, che nel 1987 fissò i “paletti” di un futuro sostenibile e del concetto stesso di sostenibilità vista come impegno verso le prossime generazioni, si avvia a spegnere 40 candeline. Da allora sono cambiate molte cose, e anche nel comparto dei detergenti e dei prodotti chimici per la pulizia professionale si sono fatte conquiste importanti sotto tale aspetto.

I produttori hanno adattato le gamme

Tutti i principali produttori hanno ormai in gamma almeno una linea di prodotti Ecolabel o dotati di altre certificazioni di sostenibilità (tra le più note: Cradle to Cradle, Nordic Swan, CAM, FSC, oltre a certificazione EPD - Dichiarazione Ambientale di Prodotto, e CFP - Carbon Footprint of Product, senza contare il Regolamento Reach e altri marchi di conformità), privi di tutti quegli elementi chimici potenzialmente dannosi per la salute umana e per l’ambiente e di fatto superflui per ottenere la qualità igienica desiderata. Il risultato è che non lasciano residui chimici nocivi o pericolosi, garantendo un ottimo livello di igiene in chiave green.

Attenzione a tutto il ciclo di vita

Un livello igienico perfettamente compatibile con le esigenze dell’industria, che ha sempre più necessità di prodotti “sartoriali”, in cui ogni formula sia appositamente studiata e realizzata per offrire alte prestazioni di pulizia, un ridotto impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita - from cradle to cradle, appunto - e una trasparenza totale sulla sostenibilità. Dalla riduzione delle emissioni di anidride carbonica al minor consumo di acqua e plastica, fino ad arrivare alla biodegradabilità rapida, ogni scelta è certificata e verificabile: basta affidarsi a produttori professionali e competenti. Ma adesso è giunto il momento di lasciare la parola proprio a loro!

ALLEGRINI

Ecolabel Sgrassatore Concentrato di Allegrini è un detergente liquido ad alta efficacia, sviluppato per garantire una pulizia profonda nel pieno rispetto dell’ambiente. La sua formulazione lo rende adatto a un’ampia gamma di materiali, tra cui plastica, superfici dure, verniciate, gres, formica, marmo e acciaio. La certificazione Ecolabel attesta il rispetto di rigorosi criteri di sostenibilità, per un prodotto che unisce prestazioni elevate e responsabilità ecologica. Alle diluizioni consigliate, gli ingredienti dermoprotettivi assicurano un utilizzo sicuro e non irritante per la pelle delle mani. www.allegrinitopclean.com

AMEDICS

La sostenibilità è ormai centrale in ogni attività economica, incluso il comparto della disinfezione professionale, dove normative più stringenti e la maggiore attenzione dei clienti hanno spinto le aziende a offrire prodotti non solo più performanti, ma anche

sostenibili. Amedics ha da tempo aggiornato il suo portafoglio prodotti, introducendo nuovi formulati a base di sostanze attive biodegradabili, enzimi, probiotici, acqua ossigenata, e tensioattivi prodotti da fonti rinnovabili. L’azienda nel 2024 ha ottenuto la certificazione ambientale ISO 14001, con l’obiettivo del miglioramento costante delle prestazioni ambientali e dell’uso responsabile delle risorse. www.amedics.eu

DIANOS

SMART SPECIAL è un detergente alcalino particolarmente innovativo per l’industria alimentare, che grazie a una specifica combinazione di componenti di nuova generazione garantisce risultati eccellenti in termini di potere sgrassante, senza alcun contenuto di solventi. È indicato anche su superfici verniciate.

Rimuove qualsiasi genere di grasso di origine minerale, animale o vegetale e morchie di grasso, particolarmente tenaci. Elimina anche le strisciate di carrelli e muletti. Ideale per il lavaggio di fondo di superfici e pavimenti. Indicato sia per l’impiego meccanico, che manuale, trova impiego in diversi ambiti. È certificato CAM. www.dianos.net

I.C.E.FOR

BIOMARK ME è un attivatore biologico per la metabolizzazione naturale dei residui organici grassi, ideale per l’industria alimentare. Previene incrostazioni e accumuli nelle tubazioni, elimina residui grassi e contrasta i cattivi odori negli scarichi. Indicato per fosse biologiche, trappole di grassi e canaline di drenaggio e tubazioni in stabilimenti che lavorano carni, pesce, pasta, dolci, latte e derivati. L’uso regolare, con dosatori automatici e pompaggio temporizzato, assicura continuità ed efficacia. Tanica da 10 litri. www.icefor.com

KLARECO

Una linea di prodotti altamente concentrati non sempre basta: a seguito della rilevazione di non conformità igienico sanitarie, molte Industrie Alimentari eseguono sanificazioni straordinarie che non sempre rimuovono la causa della non conformità e che, inoltre, erodono tempo, risorse e immettono nell’ambiente sostanze chimiche evitabili con un approccio risolutivo. Affidarsi a Klareco significa scegliere prodotti di alta gamma e servizi consulenziali capaci di risolvere i problemi alla radice come Listeria Prevention®. Klareco, conoscenza applicata per una maggiore sostenibilità. www.klareco.com

LIBER

Liber presenta Mixpower, la linea di detergenti ad alta concentrazione pensata per garantire controllo dei costi, riduzione dei consumi e maggiore efficienza logistica.

Grazie alla formulazione compatta, ogni prodotto permette di ottimizzare spazio in magazzino e trasporto, senza rinunciare alle prestazioni. La linea vanta certificazioni Ecolabel, Carbon Footprint, Plastica Seconda Vita e CAM, a conferma dell’impegno verso la sostenibilità. Mixpower offre soluzioni per ogni ambiente: aree comuni, uffici, industrie, zone tecniche, bagni, pavimenti e superfici da sgrassare. Una scelta professionale, completa e responsabile. www.liberchimica.it

TRISTAR è un detergente sgrassante schiumogeno concentrato, privo di alcali, raccomandato sia per la pulizia quotidiana che per la pulizia di fondo di superfici, aree di lavoro, attrezzature ed utensili all’interno di tutte le industrie di lavorazione alimentare. Le sue qualità distaccanti sullo sporco ostinato di origine animale, vegetale, amidaceo, misto, e sospendenti nei confronti dei sali di calcio e magnesio lo rendono un vero e proprio jolly, specialmente quando le condizioni di sporco risultano di difficile risoluzione.

TRISTAR si utilizza tramite lancia schiumogena oppure tramite applicazione manuale e la diluzione raccomandata è dall’1% - 5%. www.sochilchimica.it

SUTTER PROFESSIONAL

Nell’industria agro-alimentare, per offrire un prodotto di qualità ed evitare sanzioni da parte dell’autorità di vigilanza, è necessario che le strutture destinate agli alimenti siano pulite e in buone condizioni. Le zone di manipolazione degli alimenti, pavimenti, pareti, porte e superfici devono essere mantenute in modo da risultare facili da pulire e disinfettare. Per raggiungere questo obiettivo è consigliato l’utilizzo di prodotti e sistemi in grado di garantire elevate performance di pulizia, minore sforzo per l’utilizzatore e sostenibilità ambientale dei prodotti e delle risulte. Sutter Professional risponde con un’ampia gamma di prodotti dal grande potere pulente per risultati qualitativi su superfici e pavimenti.

WERNER&MERTZ

PROFESSIONAL

Nelle industrie alimentari, farmaceutiche e manifatturiere, le imprese di pulizia devono adottare prodotti chimici specifici, molto diversi da quelli impiegati negli uffici o nelle aree civili. Se in questi ambiti Ecolabel è spesso sufficiente, nelle aree produttive servono formulazioni attente ai processi e alla sicurezza. La gamma Zero% di Green Care Professional risponde a questa esigenza: detergenti privi di profumi e coloranti, altamente performanti e sostenibili, pensati per ridurre i rischi di contaminazione e l’impatto ambientale. Una chimica essenziale, ideale per gli impianti dove igiene e responsabilità ambientale devono convivere.

#StayTuned www.sutterprofessional.it

www.wmprof.com/it/

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Iceclean GC Industria: il supersgrassante

professionale della linea I-GREEN di I.C.E.FOR SPA

Tra le soluzioni più performanti per la detergenza industriale, Iceclean GC Industria si distingue come uno dei prodotti di riferimento della gamma I-GREEN di I.C.E.FOR SpA. È un detergente liquido concentrato supersgrassante, formulato per la pulizia di macchinari, utensili, cappe e superfici lavabili esposte a livelli elevati di grasso organico e oli minerali. L’elevato potere alcalino assicura un’azione rapida ed efficace anche su sporchi datati e particolarmente tenaci, garantendo una pulizia profonda con bassa schiumosità. Il prodotto è inoltre conforme ai CAM – Criteri Ambientali Minimi e confezionato in taniche da 5 litri certificate Plastica Seconda Vita da sottoprodotto, confermando l’impegno aziendale verso soluzioni più sostenibili.

Iceclean GC Industria appartiene a una gamma composta da oltre 30 prodotti dedicati all’igiene professionale: detergenti per superfici bagno e cucina, prodotti per il lavaggio manuale delle stoviglie, detergenti per lavastoviglie brillantanti e sgrassatori Ecolabel, superconcentrati e soluzioni specifiche per la cura dell’acciaio inox conformi ai CAM. A completare la linea, prodotti per la lavanderia studiati per tutte le fasi del lavaggio e un detergente liquido delicato Ecolabel dedicato al personal care.

La produzione ed il confezionamento dell’intero assortimento dei prodotti avvengono nello stabilimento di Magenta (MI), dotato di impianti rispondenti ai criteri dell’Industria 4.0. I formati spaziano dalle sacche ai flaconi “giusta dose”, dai più piccoli flaconi in plastica 100% riciclata certificata Plastica Seconda Vita da raccolta differenziata, fino alle taniche da 5, 10 e 20 litri certificate Plastica Seconda Vita da Sottoprodotto.

Le formulazioni I-GREEN esprimono l’attenzione concreta di Icefor all’ambiente e alla salute umana utilizzando tensioattivi di origine vegetale completamente biodegradabili, escludendo ingredienti come EDTA, cloro, isotiazolinoni, fosfati e parabeni.

Affermano inoltre la contrarietà all’impiego di materie prime derivate da animali e non sono sottoposti a test su animali. La verifica dell’assenza di metalli pesanti quali nichel, cromo e cobalto, condotta su tutti i lotti fabbricati, pone l’accento sulla prevenzione del rischio di reazioni allergiche negli operatori. www.icefor.com

Brandand: comunicazione B2B che guarda a Interclean 2026

Brandand, fondata e diretta da Sergio Russo, è l’agenzia specializzata nella comunicazione B2B per il settore del professional cleaning. Unisce design, marketing e visione strategica, creando progetti che valorizzano aziende attive nei servizi ambientali, nell’industria e nella GDO. L’agenzia sviluppa strumenti di comunicazione ad alto impatto: identità visiva, graphic design, contenuti per fiere, produzione video, social media, web design e progetti

editoriali. Tra le competenze rientra anche il design delle etichette per i prodotti chimici, con soluzioni chiare, professionali e conformi al Regolamento UE, pensate per mantenere coerenza di gamma e supportare le aziende nell’adeguamento alle nuove norme. Ad aprile Brandand sarà ad Amsterdam per Interclean, seguendo le aziende del comparto e partecipando anche a eventi che coinvolgeranno importanti Istituzioni e associazioni di settore. La presenza nei Paesi Bassi garantisce un supporto di marketing immediato e operativo per gli eventi aziendali, grazie a una rete selezionata di partner italiani e olandesi di alto livello. Con Interclean alle porte e una finestra organizzativa che si restringe rapidamente, pianificare ora significa assicurarsi visibilità, relazioni e un posizionamento all’altezza di un appuntamento internazionale che si tiene solo ogni due anni. Brandand è pronta a guidare questo percorso. Scrivere a: info@brandand.eu

Igiene e sicurezza nella GDO con Amedics

Nel settore alimentare, comunitario e della grande distribuzione, la sicurezza dipende fortemente dall’igiene. Ambienti puliti, igienizzati e disinfettati riducono drasticamente la diffusione di microrganismi patogeni e il rischio di infezioni. È necessario personale specializzato e l’uso di prodotti di provata efficacia, certificati e conformi alle normative europee, in grado di garantire risultati costanti e sicuri. Un buon risultato si può ottenere appunto utilizzando formulati certificati come Presidi Medico Chirurgici (PMC) e non semplici igienizzanti. Amedics, infatti, si propone come partner specializzato nella produzione di soluzioni disinfettanti di alta qualità. Dispone di una gamma completa di prodotti indicati per supportare nel modo più adeguato e completo i professionisti del settore. La vasta gamma di formulazioni presente nel portafoglio prodotti comprende formulati  diversificati per soddisfare le più svariate esigenze; soluzioni  acquose per la simultanea pulizia e disinfezione di superfici dure, addizionati di specifici ingredienti  per prevenire la formazione di aloni e residui sulle superfici trattate; soluzione pronta all’uso, per superfici e oggetti, a base di acqua ossigenata ed alcool, con un ampio spettro d’azione, stabilizzata con argento nitrato; soluzioni detergenti e  disinfettanti a base di Sodio Ipoclorito, prodotto per via elettrolitica per il trattamento di pavimenti e superfici dure in diversi ambienti. Amedics dispone inoltre di una linea completa di prodotti privi di profumo, indicati per tutte le superfici nel settore alimentare e della GDO. Senza poi dimenticare l’importanza della disinfezione mani, primo passaggio fondamentale al fine di ridurre le infezioni, utilizzando sia saponi disinfettanti da utilizzare con acqua, che soluzioni disinfettanti a base di Alcool gelificato  ad alta concentrazione alcolica senza necessità di risciacquo, per il trattamento quotidiano e di emergenza delle mani. www.amedics.eu

C.A-L. Italia amplia la propria gamma con due cobot

TVX Gemini 35 è un robot spazzante compatto (1005×935×500 mm) con 900 mm di larghezza di lavoro e una produttività fino a 2100 m²/h. Utilizza LiDAR da 40 m, telecamere e LED per orientarsi in corridoi stretti e aree complesse. Il sistema di raccolta impiega una pala inclinata che separa detriti grandi e polveri: le spazzole laterali da 480 mm (36V/100W) convogliano gli oggetti nel contenitore da 45 litri, mentre la spazzola centrale a rullo da 560 mm brushless (36V/120W) aspira particelle fini. La filtrazione con filtro HEPA oltre il 90% garantisce un ambiente più sicuro. Il design modulare con box elettrico estraibile e cablaggi rapidi riduce i tempi di manutenzione, mentre il manubrio telescopico e il telecomando industriale facilitano lo spostamento e l’uso in magazzini, logistiche e cantieri. ZACO X1000 è un robot aspirante per uffici, scuole, hotel ed edifici pubblici, con larghezza di lavoro di 37 cm e capacità di 250 m²/h. La navigazione combina LiDAR, laser incrociati, doppie telecamere stereo, sensori ToF e ultrasuoni, creando mappe 2D/3D e identificando ostacoli in tempo reale. Sensori infrarossi e sistemi anticaduta migliorano la sicurezza. Con 20.000 Pa di aspirazione e due batterie BYD da 5200 mAh, garantisce fino a 6 ore di autonomia con ritorno automatico alla ricarica. Si controlla tramite display touch da 5” anche offline e tramite app con programmazione, zone vietate e mappatura multipiano. Offre due moduli intercambiabili (doppio rullo o aspirazione diretta) e un contenitore da 3 L. Il filtro HEPA13 lavabile (99,95%) con separazione ciclonica a due stadi assicura un’elevata qualità dell’aria. Queste soluzioni rappresentano un investimento tecnologico che contribuisce alla trasformazione digitale e sostenibile della pulizia professionale, migliorando produttività, sicurezza e qualità degli ambienti di lavoro. www.calitalia.com

TAC&GO!: l’innovazione firmata Marka

In un mercato in continua evoluzione, dove efficienza e sostenibilità non sono più opzioni ma esigenze reali, Marka – brand di MK spa – presenta TAC&GO!, la nuova frontiera della detergenza professionale.

TAC&GO! è un sistema innovativo di detergenti superconcentrati progettato per professionisti e imprese di pulizia che desiderano migliorare le performance, ridurre i costi operativi e semplificare i processi, senza compromessi su sicurezza e qualità. Questa soluzione rappresenta una rivoluzione per il settore del cleaning professionale: grazie al formato ultracompatto e al sistema di diluizione controllata, ogni prodotto è pensato per ottimizzare tempo, spazio e risorse, garantendo risultati impeccabili in ogni ambiente. Un semplice TAC ed è subito GO: la formula si attiva e offre prestazioni elevate, massima resa e un’applicazione precisa e sicura. Le imprese che adottano TAC&GO! ottengono vantaggi concreti in termini di efficienza, sicurezza e sostenibilità. Il

dosaggio predefinito riduce drasticamente sprechi e consumi, mentre il sistema innovativo evita il contatto diretto con il prodotto, garantendo maggiore sicurezza operativa. TAC&GO! si basa su quattro pilastri fondamentali:

• Sicurezza: pack leggero e dosaggi precisi.

• Performance: formule concentrate con materie prime vegetali altamente efficaci.

• Sostenibilità: -83% plastica, -80% emissioni, packaging riciclato e riciclabile.

• Stoccaggio: fino all’82% di volume in meno rispetto ai detergenti tradizionali.

La gamma comprende 7 soluzioni utili per coprire le principali esigenze di pulizia.

Da diluire in flacone da 500 ml (pronto uso):

• Sgrassatore Limone

• Vetri & Multiuso

• Anticalcare Bagno

• Deodorante Bifasico

Da diluire in flacone da 1 litro:

• Pavimenti Floreale

• Pavimenti Fruttato

• Sgrassatore Pavimenti

La rivoluzione è iniziata…TAC&GO! e sei pronto per partire.

Marka: Protezione Profonda Professionale. www.markacleaning.com

Le microfibre che rispettano l’ambiente

Quanto è realmente sostenibile un prodotto? Ecolabel UE è la risposta a questa domanda, una certificazione riconosciuta dalla Comunità Europea e conferita ai prodotti che pur garantendo elevate prestazioni hanno anche un basso impatto sull’ecosistema. Filmop offre agli specialisti della pulizia un’ampia gamma di prodotti professionali certificati Ecolabel UE, tra cui le molteplici microfibre ad alto potere pulente.

La speciale gamma permette di ottenere una pulizia impareggiabile: i sottilissimi filamenti penetrano in ogni porosità della superficie catturando anche la più piccola particella di sporco. Inoltre, rimuovono fino al 99,99% di batteri e funghi e fino al 99,9% del Coronavirus 229E, innalzando così il livello di igiene. L’efficace azione meccanica permette di ridurre il consumo di detergenti e disinfettanti e di conseguenza i relativi costi. L’alto potere assorbente si traduce invece in una notevole autonomia di lavaggio e un conseguente risparmio di acqua. Le microfibre Filmop resistono maggiormente ai lavaggi rispetto ai filati naturali, durando più a lungo nel tempo. Questa loro peculiarità permette di minimizzare il consumo di risorse legate alla produzione e allo smaltimento, riducendo l’impatto sull’ecosistema. Inoltre, l’elevata resistenza all’abrasione minimizza il quantitativo di microplastiche rilasciate in fase di lavaggio e risciacquo, come evidenziato nel test condotto da un laboratorio indipendente. www.filmop.com

Amsterdam Innovation Award 2026: aperte le candidature

Le candidature per l’Amsterdam Innovation Award 2026 sono aperte e gli espositori di Interclean Amsterdam possono presentare il proprio prodotto, servizio o soluzione più innovativa nel campo della pulizia e dell’igiene professionale.

Dal 14 al 17 aprile 2026, Interclean Amsterdam tornerà con un’edizione che si preannuncia straordinaria. Tutti gli espositori della manifestazione possono partecipare all’Amsterdam Innovation Award 2026 per avere la possibilità di vincere uno dei prestigiosi riconoscimenti. Una giuria internazionale selezionerà 12 nominati, 3 per categoria, che saranno invitati a presentare la loro innovazione dal vivo a febbraio 2026. Tra questi, la giuria sceglierà 4 vincitori di categoria e un vincitore assoluto. Sono inoltre previsti il Visitors Choice Award e il Cleaners Choice Award. I vincitori saranno annunciati durante Interclean Amsterdam il 14 aprile 2026.

L’Amsterdam Innovation Award comprende quattro categorie in cui è possibile candidare le innovazioni: il premio valorizza l’eccellenza in Sostenibilità e Ambiente, Tecnologie Intelligenti e Digitalizzazione, Forza lavoro ed Ergonomia, e Igiene e Salute. Queste categorie si concentrano sull’impatto delle innovazioni sull’industria. Ogni innovazione può essere presentata in un massimo di due categorie. Sostenibilità & Ambiente Per le innovazioni che puntano sulla responsabilità sociale d’impresa, la sostenibilità e/o i miglioramenti ecologici, come la riduzione dei rifiuti, l’uso di risorse biodegradabili o soluzioni che diminuiscono l’impronta ambientale del prodotto, della soluzione o persino dell’intero settore.

Tecnologie Smart & Digitalizzazione Incentrata sulle nuove tecnologie digitali e intelligenti che stanno entrando nel settore: strumenti di pianificazione, pulizia automatizzata e/o autonoma, IoT, monitoraggio e gestione da remoto, software e tutto ciò che rientra in questo ambito. Forza Lavoro & Ergonomia Per le innovazioni che mirano a migliorare l’esperienza dell’operatore della pulizia, rendendo il lavoro più semplice, sicuro ed efficace. Comprende formazione e istruzione, soluzioni ergonomiche e innovazioni volte ad aumentare efficienza e produttività.

Igiene & Salute Dedicata a prodotti e soluzioni che incrementano l’igiene (personale) e la pulizia per creare ambienti più sicuri e salubri in un’ampia varietà di contesti. Include anche soluzioni sviluppate per mantenere l’aspetto degli spazi al massimo livello.

Visitors Choice Voting I visitatori potranno votare la soluzione più innovativa dell’intero settore del cleaning professionale. Le votazioni per il Visitors Choice apriranno a marzo 2026. www.intercleanshow.com/amsterdam

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