La rivista nasceva 15 anni fa a settembre. Inizialmente doveva essere solo una raccolta di progetti nZEB ma, dopo aver verificato che c’erano le condizioni e i contenuti, il libro si è trasformato in periodico. A oggi, abbiamo pubblicato 50 numeri, avuto 500 collaboratori e fatto conoscere e conosciuto oltre 380 progetti, progetti che sono stati raccontati dai loro progettisti, da professionisti competenti. Pertanto, in occasione dei primi 15 anni della rivista di EdicomEdizioni, abbiamo deciso di lanciare un Contest che coinvolgesse i professionisti che negli ultimi anni sono stati protagonisti della rivista. Il Contest, azeroimpatto TOP SELECTION, ha messo in risalto i progetti, i professionisti e le idee che hanno contribuito a costruire la storia di questa rivista, che negli anni si è modificata – e lo farà ancora! – seguendo le esigenze di architetti, geometri, ingegneri, periti,
termotecnici, fisici, esperti del settore, aziende, ecc. (...speriamo di non aver dimenticato nessuno) che cercano risposte, spunti di riflessione, confronti con altri colleghi.
Con questa iniziativa abbiamo dato voce al pubblico, coinvolgendo la nostra comunità di lettori, progettisti e appassionati che, negli anni, hanno condiviso la visione di un’architettura sostenibile, innovativa e consapevole.
Attraverso il voto del pubblico, sono stati valorizzati i progettisti e i progetti che meglio hanno rappresentato i valori di azeroimpatto: qualità, ricerca e responsabilità ambientale sociale, raccontando l’evoluzione di un percorso che continua a guardare al futuro.
In queste e nelle prossime pagine pubblichiamo i progetti partecipanti e i vincitori.
Redazione EdicomEdizioni
Partecipanti
RIQUALIFICAZIONE UNIFAMILIARE
Passato e futuro – Studio3
Villa Chiara – Alessandro Merigo
Casa Citerna – Officina Abitare
Casa della Loli – Dalz Architettura
Un Tabià tra pietra e legno – Francesco Delugan, Gaia Bollini, Stefano Bricola
Villino storico – Paolo Rughetto
La casa di Giulietta e Romeo – ARCADE; Zeropositivo
Casa Tealdi – Marco Mauro
Casa Valdi – Ester Riva
Dall’800 a oggi – Christian Tramonti
Casa B – Domenico Pepe
Rileggere la storia – Andrea Capuzzi
Casa B/N – AMBIENTEVARIO
Casa Teocchi – Giorgio Secchi
“Nuova” villetta – Davide Reggiani
RIQUALIFICAZIONE PLURIFAMILIARE/ALTRO
Valorizzare l’esistente – T. Tumiati, S. Zampese,
G. e M. Pietropoli
La tradizione di rinnova – Carlo Dario
Scuola nZEB – Marco Filippi
La casa dell’architetto – Alberto Costi
Bed&Breakfast PTG – officina23
Condominio Sole Luna – Michele De Beni, Christian Cavazzuti
Edil Parco – Enrico Baschieri
RenovActiV/ITA – Mirko Berizzi
Uptown Torino – Boffa Petrobe & Partners
Loft su misura – Massimiliano Roberto
Grand Gorraz – Luca Pallu
Tre epoche – Davide Tarca
Rinascita opportuna – Pierluigi Franchini
Un tesoro nascosto – Paolo Lombardo, Carmelo Sapienza
B&B Ca’ del Buio – Paolo Lanfranconi
Orti efficienti in città – Tiziana Monterisi
Co-Housing in Bioedilizia – Sergio Sabbadini
Un salto da primato – Sergio Pesaresi
Energia Chiara – Lori Serrantoni
NUOVA COSTRUZIONE UNIFAMILIARE
Villa Bianca – Atelier Lampugnale Morando
Nuova vita per il rustico – ETC+ Architettura
Casa PR – Mauro Rivolta
Casa FP – Andrea Zambon
Protetta dalle ali – Polo Boni
Benessere energetico – Nicola Fenaroli
Casa S&P – Antonio Gonella
Casa FB – Federica Barazzutti
Eco2House – Gianni Izzo
VS House – tIPS Architects
Casa del Nocciolo – Vincenzo Spreafico
Casa B – Luigi Battistini
Casa MM – Daniele Stoppini
MAJC House – Daniele De Santis, Roberto ornati
Passivamente concreta – Denise Tegon
NUOVA COSTRUZIONE PLURIFAMILIARE
Fiorita Passivhaus – Piraccini + Potente
The Block – Salvatore Vinci, Michele F. Costanza, Salvatore Paterno, Antonio Stragapede
Ali di gabbiano – Daniele Zoboli
Le residenze 9 – Gennaro Columpsi, Simone Maestrelli, Mirko Giuntini
Casa Storgé – Federico Arieti
Passihaus mediterranea – Piero Russo
Sostenibilmente verde – Emanuele Garufi
Giardino delle Gemme – Del Boca & Partners,
MB Solutions, Marco Cimini
Case di Luce – PS_Architetture
Nella campagna veronese – Roberto Calliari
Aura Homes – Deborah Scola
RIQUALIFICAZIONE UNIFAMILIARE
1° classificato
TRA PIETRA E LEGNO – TABIÀ
Predazzo (TN)
geom. Francesco Delugan, arch. Gaia Bollini, designer Stefano Bricola
Sotto tutela locale, un antico tabià è diventato casa. L’involucro che non c’era è nato dal dialogo tra regole e intuizione, tra tecnica e memoria. È qui che il progetto si è fatto ricerca, esplorando il sottile confine tra costruire e custodire.
Il risultato ottenuto è stato importante: è stato mantenuto il progetto originale dell’Arch. Piero Borradori migliorando comfort ed efficienza energetica secondo i principi della bioarchitettura, unendo rispetto per la tradizione e innovazione sostenibile.
3° classificato
CASA CITERNA
Poggio alla Croce (FI)
arch. Matteo Pierattini, arch. Sara Bartolini – Officina Abitare
Il progetto combina materiali isolanti naturali, materiali tipici del luogo, elementi moderni e impianti efficienti. Il risultato è un abitare sostenibile che valorizza l’anima del luogo senza rinunciare alla funzionalità e al benessere contemporaneo.
Il progetto integra efficienza energetica e sostenibilità in un’architettura elegante che dialoga con il paesaggio, appartiene al luogo ed esprime con equilibrio una bellezza sobria e autentica fatta di tecnologia, forma e sostanza. RIQUALIFICAZIONE
1° classificato
2° classificato
P43 SICILIAN SUITES
Ragusa
ing. Paolo Lombardo, ing. Carmelo Sapienza
Il recupero storico non è solo tecnica: è un atto d’amore verso il tempo. Ogni pietra restaurata, ogni intonaco antico salvato è un frammento di memoria che rivive. P43 è il passato che respira e si proietta nel futuro in Classe A4.
3° classificato
BED&BREAKFAST PTG
Este (PD)
geom. Rino Miricola, arch. Sara Miricola, arch. Alberto Zago – officina23
Il progetto dà nuova vita al vissuto, quale rigenerazione mediante strategie di recupero energetico e l’utilizzo di materiali naturali. Il tema dell’accoglienza indaga il vero significato di benessere quale elemento indispensabile del progetto architettonico.
Casa B, edificio in legno, unisce efficienza energetica, sostenibilità e resilienza. Certificato CasaClima e ARCA è stato colpito dall’alluvione 2023 in Romagna, dopo la quale, con interventi di ripristino mirati e non troppo invasivi, è tornato rapidamente ai suoi standard qualitativi.
Questo progetto dimostra che anche una piccola abitazione può diventare architettura di qualità. La copertura ad “ali di gabbiano” supera la tipologia convenzionale del tetto piano o a doppia falda, trasformando luce e spazio in elementi progettuali attivi.
3° classificato
MAJC HOUSE
Soiano al Lago (BS)
arch. Daniele De Santis, p.i. Roberto Ornati
Inserita con discrezione nel paesaggio delle morene gardesane, MAJC House è una residenza che dialoga con la natura attraverso i materiali e colori del luogo. Un rifugio sobrio e armonioso, dove il lusso è equilibrio tra luce, silenzio e misura.
Studio Del Boca+Partners, Studio MB Solutions, arch. Marco Cimini
Il Giardino delle Gemme è un complesso residenziale di 3 edifici realizzati per anticipare la direttiva europea Case Green in classe A0. L’intero complesso è certificato quartiere ACTIVE HOUSE PRO, primo esempio a livello internazionale.
Pochi segni leggibili, valorizzati dai rivestimenti metallici della facciata, articolati in un insieme che evoca al contempo apertura e protezione. Tanto dettaglio esecutivo, per garantire il miglior comfort indoor. Una CasaClima Gold, calcolata Passivhaus.
3° classificato
CASE DI LUCE
Bisceglie (BT)
PS_Architetture
La “natura dentro casa” in 61 appartamenti con involucro in biomattone di canapa e calce e finiture naturali. Il progetto è un chiaro esempio di rigenerazione urbana con un sistema connettivo di giardini pubblici e privati.
Photo Sergio Camplone
Photo Richard Günther Wett
01 Un’abitazione a Caraglio (CN) ha raggiunto la certificazione CasaClima Gold grazie alla struttura massiva in pilastri di c.a., tamponamento in mattoni termoisolanti e coibentazione con EPS da 22 cm, orizzontamenti in latero-cemento, al tetto a verde estensivo per migliorare la prestazione energetica e la gestione delle acque piovane e ai serramenti in legno con triplo vetro. Articolata in tre corpi di fabbrica e in due piani fuori terra e uno interrato, la casa è completata dall’impiantistica che sfrutta al massimo l’energia solare per il riscaldamento, la produzione di ACS e di corrente elettrica. Un sistema domotico, sulla base del percorso solare e grazie a una centralina meteo, attiva gli ombreggiamenti durante l’estate. arch. Erik Armando e geom. Stefania Viale
02 A Trento la ristrutturazione integrale e l’ampliamento volumetrico di un fabbricato degli anni ’70, mediante demolizione e ricostruzione, ha permesso di realizzare la nuova sede della Farmacia San Giuseppe, così da consentirne lo svolgimento ottimale delle funzioni e dei servizi correlati. Una particolare tecnologia costruttiva caratterizza le strutture portanti, realizzate in c.a., utilizzando un sistema innovativo di prefabbricazione delle pareti esterne, che prevede una coibentazione termica integrata nelle pareti e pannelli di finitura esterna in calcestruzzo liscio a spigolo retto. Il pannello prefabbricato in vista è in calcestruzzo bianco e marmo di Lasa quale inerte, lucidato e finito in stabilimento.
Arch. Umberto Botti
03 Un progetto di autocostruzione a Terranuova Bracciolini, co-finanziato dalla Regione Toscana, è stato portato a termine con la realizzazione di 16 alloggi in quattro edifici gemelli. L’intervento nasce da una progettazione fortemente integrata, focalizzata sulla sostenibilità ambientale ed energetica. Le coperture piane, pensate per l’efficienza energetica e la gestione delle acque meteoriche, sono destinate anche a orti collettivi. L’impianto fotovoltaico da 12 kW con accumulo, installato sul parapetto della copertura, potenzia il risparmio energetico al quale contribuiscono anche il cappotto termico in EPS e la forma compatta. Ogni edificio dispone di un sistema autonomo per il trattamento delle acque reflue. Arch. Simone Teelini, Arch. Claudio Lastrucci
04 Risalente ai primi dell’Ottocento, Cedä di Maiuchi è una delle poche case a Dosoledo (BL) che conserva quasi intatta la sua originalità; la rifunzionalizzazione e restauro hanno salvato recentemente il fabbricato dall’abbandono e dal degrado in cui versava nell’ultimo trentennio. Il progetto ha mantenuto inalterata o quasi la distribuzione interna, ripensando l’edificio come struttura ricettivo-turistica e coniugando tradizione e innovazione. Per l’isolamento sono stati usati materiali naturali come la fibra di legno, la iuta e pannelli di cartone e sabbia che hanno portato a un involucro ad alte prestazioni termiche e acustiche. Una caldaia a biomassa completa le scelte sostenibili effettuate. HZ eco-architetti
05 Nell’abitato di Inveruno, innovando il concetto di villa bifamiliare, ha preso vita 2X2Marconi, un nuovo edificio concepito come una villa mono familiare, ma progettato per accogliere le famiglie di due fratelli. Tutte le murature di tamponamento sono state realizzate con un sistema in c.a.a. in blocchi da 48 cm, abbinato a pannelli isolanti in idrati di silicato di calcio per la coibentazione e correzione dei ponti termici della struttura portante in c.a.; la copertura è in legno e coibentata con fibra di legno. La villa, totalmente gas free, è climatizzata con una pompa di calore aria/acqua e una VMC; un doppio impianto fotovoltaico copre quasi interamente il fabbisogno totale dell’edificio. Studio Giola
Il Decreto “Requisiti Minimi” è in vigore
Il D.M. 28 ottobre 2025 “Requisiti Minimi” è entrato in vigore lo scorso 3 giugno. Il Decreto ha aggiornato gli obblighi inerenti l’isolamento termico dell’involucro edilizio, i requisiti tecnici per gli impianti e per la mobilità sostenibile ed elettrica. Il decreto introduce anche alcune novità a partire dalla valutazione puntuale dei ponti termici sia negli edifici di nuova costruzione sia nei fabbricati oggetto di ristrutturazione importante di primo livello, ai fini del calcolo dei parametri dell’edificio di riferimento. Chiede di verificare le caratteristiche termiche dell’involucro edilizio, utilizzando le superfici esterne lorde, eliminando al contempo la verifica del valore massimo ammissibile del coefficiente globale di scambio termico per le ristrutturazioni importanti di secondo livello. È obbligatorio, per le nuove costruzioni, le ristrutturazioni importanti o riqualificazioni energetiche, dotare gli edifici non residenziali che hanno impianti termici di potenza superiore a 290 kW di sistemi BACS. Le regole per la redazione dell’Attestato di prestazione energetica al momento non cambiano. Ricordiamo infine che la direttiva EPBD, non ancora recepita a livello nazionale, prevede che l’attestato di prestazione energetica debba riportare anche l’indicatore GWP – Global Warming Potential (Potenziale di Riscaldamento Globale) calcolato lungo il ciclo di vita degli edifici con diverse decorrenze.
Le FAQ sulla Direttiva
2024/825: contrastare il
Al fine di contrastare il fenomeno del greenwashing, l’UE ha modificato e integrato due storiche direttive del diritto europeo – 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali (UCPD) e 2011/83/UE sui diritti dei consumatori (CRD) – con il chiaro obiettivo di garantire ai consumatori scelte informate, ecologiche e sicure, proteggendoli da informazioni ingannevoli e da etichette di sostenibilità non trasparenti.
Le FAQ, recentemente disponibili, chiariscono il campo applicativo delle direttive: le comunicazioni Business-to-Consumer (B2C) prima, durante e dopo una transazione commerciale, a esclusione delle comunicazioni strettamente istituzionali, regolatorie o finanziarie obbligatorie (come i report conformi alla Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD).
Uno dei punti chiave delle Q&A riguarda la definizione e il divieto di espressioni generiche e non verificabili, quali “eco-friendly, biodegradabile, verde, amico della natura o sostenibile”, che non potranno più essere impiegate. Anche la pratica greenwashing più diffusa – promuovere prodotti o servizi come “a impatto zero”, “carbon neutral”
greenwashing
o “con emissioni compensate” – non sarà ammessa, se non basata su sistemi di certificazione terzi indipendenti o istituiti da autorità pubbliche, i quali dovranno soddisfare requisiti minimi stringenti di trasparenza, accessibilità e conformità alle norme di accreditamento europee (Regolamento CE 765/2008). Sottolineano inoltre che dal 27 settembre 2026 i distributori, i dettaglianti e i buyer commerciali dovranno pretendere dai propri fornitori la massima chiarezza e la prova di tale conformità.
Le FAQ della Commissione chiariscono ulteriormente che le nuove regole si applicheranno anche ai prodotti già presenti sul mercato alla data di decorrenza, se destinati a transazioni B2C.
Non vi sarà un periodo di tolleranza per lo smaltimento dei vecchi imballaggi recanti claim non conformi e l’azienda produttrice e la catena di distribuzione saranno passibili di sanzioni immediate e pesanti.
Le imprese hanno dunque una finestra temporale ristretta per censire le proprie etichette, rivedere le campagne di marketing e allineare la propria comunicazione ai nuovi standard di trasparenza europei.
La riqualificazione energetica del patrimonio edilizio di Roma
Un potenziale risparmio del 20% sui consumi di energia può arrivare dalla riqualificazione del patrimonio residenziale romano, che conta circa 1,28 milioni di abitazioni occupate in oltre 175 mila edifici. È quanto emerge dallo studio Strategia di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare di Roma Capitale, elaborato da ENEA nell’ambito del Climate City Contract di Roma Capitale, secondo cui circa il 60% delle emissioni complessive della città è connesso agli edifici, soprattutto quelli residenziali. Secondo le elaborazioni ENEA (dati 2022) il 59,7% dei consumi energetici degli edifici è legato alle abitazioni, mentre il terziario privato pesa per il 26% e gli edifici pubblici per il 14,3%. L’analisi ENEA si è basata su oltre 400.000 attestati di prestazione energetica (APE), dai quali emerge che circa 2/3 degli immobili residenziali romani si colloca nelle classi più basse (F-G), caratterizzate da scarse prestazioni energetiche. Lo studio ricostruisce anche l’impatto delle politiche di incentivazione attivate negli ultimi anni: dal 2013 a Roma sono stati realizzati oltre 350.00 interventi di riqualificazione. Gli investimenti hanno superato 6,1 miliardi di euro, generando un risparmio energetico di oltre 1 TWh/anno, pari a circa il 9% dei consumi del settore residenziale nel 2022. Il report analizza anche i consumi del patrimonio pubblico della Capitale: la quota maggiore dei consumi energetici viene dagli ospedali (27,8%), seguiti da strutture amministrative (22,8%) ed edifici scolastici (11,6%). ENEA ha presentato diversi scenari per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio di Roma Capitale: il primo, il più ambizioso, delinea un risparmio energetico di poco più di 100 GWh/anno a fronte di circa 100.000 interventi effettuati ogni anno. Dall’analisi emerge che, per centrare gli obiettivi del Climate City Contract, gli interventi dovrebbero concentrarsi su specifici segmenti del settore residenziale, in particolare i condomini costruiti nel secondo dopoguerra fino agli anni Ottanta, accelerando le azioni negli alloggi abitati da famiglie in condizioni di povertà energetica, al fine di migliorare la qualità dell’abitare e ridurre il peso delle bollette. https://www.efficienzaenergetica.enea.it
Al via il Nuovo Piano Casa
L’8 maggio è entrato in vigore il Decreto Legge 66/2026 “Disposizioni urgenti per il Piano Casa”, che si inserisce nel dibattito sulla crisi abitativa in Italia per incidere in modo diretto sulle strategie di sviluppo del parco immobiliare privato. Il decreto prevede la possibilità di incrementare la volumetria degli edifici che rientrano nei programmi di edilizia convenzionata a canone calmierato, portando al centro del più ampio “Piano Casa” le politiche abitative secondo un modello più collaborativo tra pubblico e privato. Per quanto possa sembrare semplice come impostazione, le ricadute sono complesse: il decreto, infatti, prevede l’incremento dei volumi edificabili in cambio di una quota significativa di alloggi destinati a fasce di popo-
lazione che non riescono ad accedere all’edilizia residenziale pubblica e non possono sostenere i prezzi del mercato libero. Ciò porta alla creazione di un meccanismo che lega direttamente convenienza economica e finalità sociale, rendendo sostenibile la rigenerazione urbana grazie a incentivi edilizi e semplificazioni di procedure.
Almeno il 70% degli investimenti deve essere destinato a unità abitative con canoni o prezzi calmierati, mentre la restante parte può essere collocata sul mercato libero. In tal modo si vuole consentire agli operatori la sostenibilità economica dell’intervento grazie alla quota a libero mercato come leva finanziaria per compensare i margini ridotti degli alloggi convenzionati.
Risultato della demolizione di un edificio accessorio, la nuova struttura sanitaria della Clinica Martinsbrunn è un edificio certificato CasaClima A che dialoga con un contesto paesaggistico di grande valore. Il parco privato su cui si affaccia a sud permette di immergersi in un’esperienza avvolgente che contribuisce al benessere fisico e mentale; in questo luogo la Natura è sinonimo di Salute.
Parte del prospetto ovest con il solaio del secondo livello a sbalzo a protezione dall’irraggiamento solare.
La Natura come infrastruttura di cura
Fondata nel 1891 dal dottor Norbert von Kaan e successivamente gestita e ampliata prima (1934-2017) dalle
Suore della Misericordia di San Vincenzo e poi (dal 2017) dalla Fondazione St. Elisabeth, la Clinica Martinsbrunn è una struttura socio-sanitaria ricca di storia sita alle porte di Merano. Dall’esigenza di integrare nuovi servizi all’interno di un contesto paesaggistico di grande valore, costituito dallo storico parco che circonda la struttura, il fabbricato è stato recentemente oggetto di una serie di interventi che hanno visto la demolizione dell’edificio accessorio esistente e la realizzazione di un nuovo padiglione su tre livelli. Il risultato è una struttura sanitaria ad alta specializzazione, dove i servizi di cura e di riposo si fondono e dove il dialogo con la natura è un viaggio immersivo nel verde. Il nuovo volume, collocato su un dislivello naturale tra il parco privato a sud e il piazzale di servizio a nord, si configura come struttura libera e autonoma rispetto
all’edificio principale. I suoi affacci appaiono leggeri e sospesi, composti da parallelepipedi sovrapposti, in cui i solai dei tre piani dall’interno si allungano a sbalzo all’esterno, assottigliandosi e diventando elementi peculiari dell’edificio. La trasparenza delle facciate vetrate e le ampie aperture rivolte verso il parco donano una forte continuità visiva tra interno ed esterno, rafforzando l’idea della natura come parte integrante dell’esperienza di cura.
Compositivamente l’architettura si sviluppa attorno a un cortile interno vetrato che porta fino al cuore dell’edificio la luce naturale e funge da dispositivo spaziale di orientamento e benessere per utenti e personale sanitario. Superfici chiare e luminose si alternano a generose aperture finestrate che mettono in continuità il parco con gli ambienti interni, facendo eco così al nome della ParkClinic.
Il sistema di facciata adottato, in combinazione con
il sistema di ombreggiatura mobile esterno, consente non solo di proteggere gli ambulatori dall’irraggiamento solare, ma anche di garantire sufficiente privacy.
Articolata su tre livelli, la clinica ospita al piano terra, un nuovo poliambulatorio, costituito da dieci nuove sale dedicate all’attività ambulatoriale, e gli uffici amministrativi; al primo piano, cinque appartamenti bilocali e trilocali per anziani assistiti o per persone con particolari bisogni assistenziali, tutti affacciati verso il parco, punto di riferimento per la città; al seminterrato, una lavanderia e una sala polivalente,
Progetto architettonico e D.L. monovolume architecture + design, Bolzano
Design Team
Arch. Sergio Aguado Hernández, Arch. Federica Micozzi, Arch. Andrea Scarperi e Diego Preghenella
Strutture
Ing. Simon Neulichdl, Ing. Mirko Zöschg – Baucon, Bolzano
Impianti
Ing. Norbert Klammsteiner, Ing. Manuel Pallua – Energytech, Bolzano
suddivisibile mediante parete mobile in due configurazioni indipendenti e adattabile a conferenze, eventi e attività collettive.
Convivialità, socialità e calma contraddistinguono anche gli spazi esterni. Il parco con le sue aree ombreggiate, aperto al pubblico nelle ore diurne, offre la possibilità di passeggiare in un polmone verde lasciandosi guidare da suoni e colori della natura, un’esperienza immersiva che contribuisce al benessere mentale. L’edificio è stato progettato secondo standard energetici elevati che hanno portato all’ottenimento della certificazione CasaClima A.
Certificazione CasaClima
Ana Celeste de Jesus Lima – Energytech, Bolzano
Consulenti
Konrad Messner (Geologo); Eurolicht (illuminazione); Giardineria SRL (allestimento esterni)
Appaltatore
Oswald Hafner, Jonas Hafner – Hafner EC, Merano (BZ)
Superficie utile
1.625 m2
Scorcio dell’affaccio a ovest con la scala che dal parco porta al livello d’ingresso.
La struttura portante è stata realizzata in calcestruzzo armato ed elementi puntiformi in acciaio – travi e pilastri – che hanno consentito sia le ampie luci libere interne sia gli aggetti dei solai in facciata, elementi distintivi, questi ultimi, che marcano la sovrapposizione dei tre livelli dell’edificio, ne alleggeriscono visivamente il volume accentuando la percezione di orizzontalità e apertura visiva.
Durante i lavori è stata costantemente monitorata la concentrazione di gas radon nel terreno al fine di evitare l’eventuale accumulo del gas all’interno dei vani. Esternamente è stato posato un sistema a cappotto termico in XPS, intonacato e tinteggiato in bianco, così da raggiungere le prestazioni termiche previste dal progetto per l’involucro opaco. Le facciate verso il parco sono caratterizzate da serramenti a tutta altezza con profili metallici a spessore ridotto e colorazione scura, provviste di triplo vetro e di schermature esterne che assicurano il controllo solare e la privacy degli ambulatori ed evitano l’abba-
Il cortile interno porta luce naturale sino al piano parzialmente interrato.
I giochi chiaroscurali sulle pareti disegnati dalla luce che entra dalle vetrate sul cortile interno.
gliamento. Sono state installati parapetti in vetro per garantire la sicurezza senza compromettere l’ampia vista garantita dalle vetrate cielo-terra.
La copertura della clinica è a verde estensivo, così da migliorare il microclima, ridurre l’effetto isola di calore e consentire un deflusso controllato delle acque meteoriche, mentre quella degli appartamenti è completata con ghiaia.
Vista la sua destinazione d’uso, l’edificio si caratterizza per un corretto comfort acustico, assicurato da strati anticalpestio nei solai interpiano e da pareti divisorie e soffitti con un efficiente isolamento dai rumori; anche le facciate, e in particolare i serramenti, hanno un livello di abbattimento acustico adeguato.
Progettata e realizzata secondo il Protocollo CasaClima A, la clinica è dotata di un sistema di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore ed è allacciata al sistema di riscaldamento centralizzato esistente, integrato da un impianto di cogenerazione.
La sala polivalente si apre sul verde del parco con ampie vetrate a tutta altezza, filtrate da tende in tessuto che diffondono la luce naturale.
Murature perimetrali isolate a cappotto e intonacate.
1 pannello PUR in pendenza (40-80 mm)
2 pannello EPS in pendenza (20-60 mm)
3 pannello EPS in pendenza (20-134 mm)
4 pannello XPS (80 mm)
5 lamiera di rivestimento
6 sottostruttura a taglio termico (80x66 mm) fissata su piatto in acciaio zincato
7 pannello EPS (120 mm, h. ca. 320 mm)
tagliato in opera
Impermeabilizzazione della copertura.
8 pannello EPS (60 mm)
9 lastre in cemento fibrorinforzato
10 sottostruttura a taglio termico (60x80 mm)
11 lamelle (120x30 mm)
12 cassonetto schermatura esterna
13 poliuretano espanso in interno cassonetto (60 mm)
14 falso telaio a taglio termico
Dettaglio della struttura in c.a. dall’interno.
Pilastri in acciaio per la struttura in elevazione.
Posa delle finestre a tutta altezza affacciate sul parco.
Vista da ovest con il prospetto degli appartamenti.
Dettaglio dall’angolo sud della clinica.
Il rispetto per l’ambiente
Come tutti gli edifici pubblici, anche la Clinica Martinsbrunn ha dovuto soddisfare la legislazione sui “Criteri ambientali minimi” a partire dalla riduzione del consumo di suolo e dal mantenimento della permeabilità dei suoli, grazie alla demolizione e ricostruzione dell’edificio esistente e all’adozione di copertura a verde, sino alla riduzione dell’impatto sul sistema idrografico superficiale e sotterraneo, che non è stato alterato. La raccolta, la depurazione e il riuso delle acque meteoriche, accumulate in un apposito serbatoio, sono state attentamente progettate; la presenza della copertura a verde garantisce altresì la riduzione del carico delle acque piovane sulla rete fognaria e il rischio di allagamenti.
Sono stati impiegati materiali da costruzione che riducono l’uso di risorse non rinnovabili e che possono essere riciclati a fine vita; le finiture interne sono state scelte con grande cura affinché non vi sia rilascio di sostanze organiche volatili.
La progettazione e successiva realizzazione degli impianti elettrici sono state sviluppate per ridurre l’inquinamento elettromagnetico indoor.
Grande importanza, infine, è stata riservata alla luce naturale che, grazie alle finestre dalle generose dimensioni nei vari ambienti dell’edificio e al cortile interno, permea tutti gli spazi della clinica. Dispositivi di protezione solare esterni, controllabili o fissi, assicurano comfort visivo e benessere termico.
monovolume architecture + design è uno studio di architettura e design altoatesino fondato nel 2003 a Bolzano dall’Arch. Patrik Pedó e dall’Arch. Jury Pobitzer e che oggi è operativo anche a Milano con un team dedicato. In oltre vent’anni di attività ha costruito un’identità riconoscibile, radicata nel contesto alpino ma aperta a scenari nazionali e internazionali.
Lo Studio offre infatti un servizio integrato definito 5:1: concept design e visualizzazione, progettazione preliminare ed esecutiva, direzione lavori, project management integrale e masterplan. Un unico interlocutore accompagna il progetto dall’idea al cantiere, garantendo coerenza, controllo e qualità. Attivo nei settori sanità, living, spazi di lavoro, commercio e ospitalità, monovolume architecture + design realizza recuperi e nuove costruzioni attraverso una grammatica progettuale elegante, contemporanea e rigorosa. Il cuore di monovolume architecture + design è un team giovane, interdisciplinare e internazionale di 12 creativi: architetti, BIM specialist, visual artist 3D e interior designer.
Altri progetti
Il lato a sud vetrato e ombreggiato sembra quasi spingersi nella natura, elemento chiave per il benessere psico-fisico.
Casa di Cura Sant’Anna Privatklinik, Merano (BZ), 2026. Ampliamento e soprelevazione della clinica per il reparto di riabilitazione intensiva.
Arch. Patrik Pedó
Arch. Jury Pobitzer
Terme Merano padiglione, Merano (BZ), 2025. Nuovo Wintergarten dell’area ristoro.
Un complesso moderno, sicuro e funzionale che non è solo un luogo di apprendimento ma anche di comunità e di incontro. La nuova scuola, nata dalla demolizione del vecchio plesso scolastico, è un edificio nZEB alimentato interamente da fonti rinnovabili. L’edificio ha ottenuto la certificazione LEED Gold, la prima in Sicilia per istituti scolastici, coniugando innovazione, efficienza energetica, inclusività e rispetto per il territorio.
Il complesso scolastico si apre verso valle in continuità con la sequenza di edifici che definisce il perimetro del borgo.
La Scuola come Casa della
Comunità
Le complessità del tempo in cui viviamo e gli imprevedibili fenomeni di natura globale a cui siamo esposti, mettono in evidenza – ancor più che nel passato –l’importanza di investire con sempre più concretezza e convinzione sull’istruzione e sulla formazione delle generazioni future. Un cittadino formato, infatti, è un cittadino più consapevole, che sarà capace di reagire alle grandi sfide che ci attendono. Per accrescere culturalmente una comunità, però, è essenziale attivare diffusamente nei territori processi virtuosi che sappiano innescare positive interazioni tra le comunità stesse. Processi complessi, che necessitano di nuovi spazi urbani, capaci di accrescere esponenzialmente le relazioni sociali fra le persone, vera linfa vitale per puntare a una crescita collettiva di comunità più consapevoli e resilienti.
In questo scenario possiamo comprendere l’importanza della scuola, nonché la necessità di immaginare, co-progettare e costruire nuovi edifici scolastici capaci di essere essi stessi, anche nella loro dimensione architettonica, funzionale e costruttiva, dispositivi educanti a servizio delle comunità. Progettare una nuova scuola è pertanto una fra le responsabilità più grandi a cui un architetto può essere chiamato e, come ci ricorda Giancarlo de Carlo, “l’architettura è troppo importante per essere lasciata agli architetti”, affermazione tanto più vera, quando parliamo di architetture per le comunità.
La progettazione della scuola del futuro, nella visione di AM3studio – progettisti del nuovo Istituto comprensivo “Luigi Pirandello” di Isnello –, è partita pertanto dall’approccio con cui gli architetti si avvici-
nano al progetto. Partecipazione, Genius Loci, Sostenibilità, Inclusività e Flessibilità sono i principi attraverso i quali AM3studio pensa si possa progettare un nuovo edificio scolastico che sappia interpretare le vocazioni, le peculiarità e i saperi del territorio in cui è costruita e che sappia rispondere alle esigenze, alle aspettative e ai desideri dei suoi fruitori (nessuno escluso) e alla necessità di approcciarsi alla didattica in modo innovativo e inclusivo. Una nuova scuola che sappia essere non solo spazio di apprendimento, ma uno spazio di tutti e per tutti.
Lo studio ha realizzato e sviluppato un progetto fino al livello esecutivo nel periodo compreso tra ottobre 2019 e luglio 2020, nel pieno dell’emergenza pandemica. Incastonata nel panorama di Isnello, piccolo paese nelle Madonie siciliane, l’istituto è stato progettato nel rispetto dei criteri LEED, prima scuola in Sicilia a ottenere questa certificazione.
Acronimo di Leadership in Energy & Environmental Design, la certificazione LEED è un sistema a punteggio di natura volontaria fra i più diffusi in ambito internazionale ed europeo per la valutazione del livello di sostenibilità degli edifici.
Per interpretare le potenzialità e le peculiarità identitarie del territorio, dare forma a un modello didattico condiviso con il corpo docente e rispondere ai nuovi bisogni della vita della collettività e dell’uso degli spazi e degli edifici pubblici emersi dopo la pandemia, la nuova scuola offre spazi modulari, facilmente configurabili e in grado di rispondere mutevolmente a contesti educativi sempre diversi; gli ambienti sono plastici e flessibili, funzionali ai sistemi di insegnamento e apprendimento più avanzati, distaccandosi da un modello didattico spesso ancora
incentrato sulla lezione frontale.
Un ampio ingresso, utile anche per lo svolgimento delle attività libere, dà accesso alle due sezioni della scuola dell’infanzia affacciate sul giardino sottostante e sulla valle, ciascuna dotata di servizi igienici e deposito giochi e attrezzature. Le due sezioni sono indipendenti ma accorpabili, grazie a pareti divisorie costituite da pannelli fonoassorbenti scorrevoli, e al loro interno è presente uno spazio più raccolto per attività da svolgere individualmente o in piccoli gruppi. Tali aree, seppur acusticamente più isolate e prive di distrazioni visive, sono parti integranti della classe, diventando il simbolo di una nuova didattica inclusiva. I collegamenti verticali (scala e
Piano primo
ascensore) conducono allo spazio comune della mensa al piano inferiore e a servizio di tutti gli studenti. Il volume della scuola primaria e secondaria ha invece una forma compatta con un grande spazio centrale organizzato su due livelli, illuminato dall’alto da un ampio lucernario centrale e caratterizzato da una grande scalinata: l’agorà, il cuore pulsante dell’edificio, pensata come uno spazio dinamico destinato all’organizzazione di attività sia didattiche in orario scolastico, sia comunitarie negli orari extrascolastici: conferenze, riunioni, rappresentazioni artistiche musicali e teatrali, incontri civici, eventi culturali sono solo alcune delle attività che possono essere fatte in questo spazio. La parte retrostante la scala ospita uno spazio raccolto e riservato, una ‘caverna’, che permette agli alunni momenti di raccoglimento individuale. Sul perimetro dell’agorà, sono disposti gli ambienti per la didattica (aule modulabili tra loro), i servizi, gli spazi per gli insegnanti, i laboratori. Al piano terra si trovano due aule modulabili della scuola primaria, la sala insegnanti, gli uffici e il laboratorio per attività musicali. Oltre l’iconica grande scala centrale in legno si raggiunge lo spazio della mensa comune, dotata di una cucina che funge anche da laboratorio didattico. Il piano superiore ospita gli altri ambienti per la didattica della scuola primaria e secondaria, due blocchi
di servizi igienici, lo spazio per la biblioteca, interpretata non come luogo cristallizzato circondato da mura bensì come uno spazio diffuso mediante una scansione di ambiti, che contengono i libri e le attrezzature multimediali, e aree per il relax, dove poter leggere e studiare in maniera individuale o in piccoli gruppi. Sullo stesso livello si trova anche il laboratorio astronomico/meteorologico, spazio dell’innovazione scientifica legato alla specificità di Isnello: le straordinarie caratteristiche del suo cielo rendono infatti quest’area fra le più adatte al mondo per l’osservazione astronomica.
Le aule sono unificate da un sistema di arredo modulare antistante gli ingressi che consente di adattare lo spazio alle esigenze dei vari approcci didattici, ospita aree per il deposito di libri e attrezzature, per lo studio individuale, zone morbide e spogliatoi per zaini e cappotti.
All’esterno sono collocati: gli orti didattici, il giardino degli odori e il giardino della pioggia che consentono di studiare il ciclo delle stagioni e quello delle acque; l’area sportiva multifunzionale, direttamente connessa con la palestra coperta per le attività motorie; gli spazi per l’arte e per le attività culturali che confluiscono in un piccolo teatro all’aperto unito al laboratorio artistico/artigianale e, infine, le aree dedicate al divertimento e al gioco, diffuse su tutto il connettivo degli spazi esterni.
Progetto architettonico AM3studio, Palermo
laboratorio astronomico
video proiezioni
sala mensa
aula ginnastica
sala musica
Strutture
TMS Engineering srl, San Giorgio Ionico (TA)
Direttore dei lavori
Arch. Filippo Lupo
Consulenti Sostenibilità, CAM, LEED
Arch. Giulia Pentella –SUMs Architects, Bologna
Impianti
TMS Engineering srl
Energy modeller
Ing. Simone Ghinelli –Studio Delos, Parma
Appaltatore
Geom. Vincenzo Arceri, San Giovanni Gemini (AG)
Superficie utile
1.760 m2
1 raccolta acque piovane (669 mm/anno) dalle coperture
2 superfici ad alta SRI per evitare l’effetto isola di calore
3 pannelli fotovoltaici (21 kW)
4 lamelle microforate per diffondere la luce ed evitare rischi di abbagliamento
5 pannelli solari per la produzione ACS
6 tetto verde estensivo per proteggere dal surriscaldamento, isolare e ridurre il run off
7 free-cooling in estate (solo aria di rinnovo filtrata non trattata) e ventilazione naturale in estate e nelle mezze stagioni
8 involucro isolato, messo in opera a secco per facilitare operazioni di manutenzione
La scelte progettuali
La scuola è stata progettata secondo i criteri LEED ed è la prima in Sicilia a ottenere tale certificazione, un protocollo che premia l’approccio olistico utilizzato e i risultati ottenuti nelle varie categorie ambientali:
• Riduzione dell’impatto visivo dell’edificio rispetto al vecchio fabbricato
La disposizione dei volumi sfrutta il salto di quota esistente nel lotto, limitando l’altezza complessiva e la percezione volumetrica dell’edificio. Il trattamento a verde di tutte le terrazze e le coperture a quota +1 facilita ulteriormente l’inserimento paesaggistico dei nuovi volumi.
• Zero consumo di suolo
Il lotto ospitava la vecchia scuola, demolita a causa di evidenti problemi strutturali; pertanto, nessuna porzione di nuovo suolo è stata utilizzata. Inoltre, il nuovo edificio incrementa le aree verdi e permeabili (giardini della pioggia, pavimenti porosi, tetti verdi), rendendo possibile la gestione delle acque piovane in eccesso direttamente in sito con strategie naturali volte ad aumentare l’infiltrazione verso la falda.
9 sanitari, rubinetti e impianti di irrigazione efficienti
10 recuperatori di calore
11 pitture ecologiche
12 pannelli acustici in controsoffitto
13 sistema di generazione per riscaldamento e produzione di ACS con pompe di calore elettriche a elevata efficienza energetica e a espansione diretta VRF
14 vasca di accumulo acqua piovana realizzata con casseri a perdere, indirizzata a wc e aree verdi
15 illuminazione a LED con emissione luminosa nulla verso il cielo
16 giardini della pioggia per far infiltrare lentamente nel terreno l’acqua piovana in eccesso
• Efficienza energetica e comfort termico:
Le soluzioni scelte per l’involucro e gli impianti sono state accompagnate da un’analisi climatica e di contesto, adottando le strategie passive più adatte al caso in esame, così da ridurre di oltre il 20% il consumo energetico (rispetto all’edificio standard ASHRAE di riferimento) e da ottenere un edificio nZEB. Tali decisioni sono state ulteriormente perfezionate tramite modellazione termodinamica e studio dell’irraggiamento, che hanno consentito di limitare del 10% la radiazione solare diretta sulle superfici vetrate grazie all’ottimizzazione dei sistemi schermanti esterni.
• Uso sostenibile delle risorse rinnovabili L’analisi iniziale delle ombre e il sopralluogo in situ hanno verificato che le vicine montagne causano un ombreggiamento del lotto solo nelle ultime ore della giornata, rendendo quindi possibile e consigliabile l’integrazione in copertura dei pannelli solari termici e fotovoltaici, i quali coprono più del 5% del costo energetico totale, calcolato secondo la normativa ASHRAE.
• Riduzione del consumo di acqua potabile
L’utilizzo di elettrodomestici e apparecchiature idro-sanitarie efficienti riduce la domanda di acqua potabile per usi interni rispetto alla baseline, così come l’uso di vegetazione autoctona a basso fabbisogno idrico e i sistemi a goccia diminuiscono la richiesta di irrigazione. Le acque meteoriche, raccolte e convogliate dalle coperture in una cisterna, sono riutilizzate per alimentare i WC e l’impianto di irrigazione del tetto, riducendo del 100% il fabbisogno di acqua potabile per irrigazione e del 37% il consumo per usi interni.
• Uso di materiali ecosostenibili con certificazione EPD e riduzione impatto ambientale dovuto al ciclo di vita dei materiali di costruzione
I materiali sono stati selezionati per le prestazioni ambientali certificate, l’assenza di emissioni tossiche e, quando possibile, con contenuto di materiali riciclati e di provenienza regionale. È stato adottato un sistema di costruzione a secco al fine di facilitare le operazioni di cantiere e le attività di manutenzione e sostituzione.
• Comfort visivo
Sono state condotte analisi progettuali con software specifici che hanno portato a effettuare opportune scelte sui valori di riflessione delle finiture interne e di trasmissione luminosa delle superfici vetrate. È stato verificato, aula per aula, che il rischio di abbagliamento fosse nullo; per il lucernario principale sono state appositamente disegnate le lamelle microforate interne così da diffondere la luce naturale nell’agorà, mentre per le aule a est e a ovest del
primo piano sono stati integrati dei light shelf che riflettono la luce sul soffitto, distribuendola uniformemente. Spazi didattici e uffici sono dotati di tende interne regolabili manualmente per un controllo ottimale della luce. Tali soluzioni, unite alla disposizione e al dimensionamento corretti delle aperture vetrate, consentono di avere disponibilità di luce naturale tutto l’anno per il 61% delle aree occupate e più del 75% degli spazi con visuali di qualità verso il panorama madonita.
• Comfort acustico
Grazie all’uso di pannellature e controsoffitti fonoassorbenti e di impianti di ventilazione e riscaldamento appositamente studiati è garantito un comfort acustico ottimale.
• Valorizzazione degli spazi esterni come luogo confortevole e accogliente e come strumento di regolazione del microclima
Le analisi sull’ombreggiamento esterno hanno permesso di posizionare le alberature in base alle necessità estive e invernali, mentre i materiali per le pavimentazioni e per le coperture sono ad elevata riflettanza solare contro l’effetto isola di calore e il surriscaldamento.
• Mobilità sostenibile
Un ampio parcheggio bici, protetto dalle intemperie e dotato anche di ricarica elettrica, fa fronte agevolmente al terreno in forte pendenza del paese di Isnello. È stato altresì attivato il servizio di Pedibus dal Comune di Isnello per ridurre le emissioni inquinanti legate ai trasporti.
Il cantiere: la realizzazione dell’involucro a secco, dell’occhio astronomico e del rivestimento della facciate.
Trasmittanza media pareti esterne
0,196 W/m2K
Trasmittanza media pareti esterne (comprensiva ponti termici)
0,409 W/m2K
Trasmittanza pacchetto solaio contro terra (comprensivo dell’effetto di correzione del terreno)
0,264 W/m2K
Trasmittanza media solaio contro terra
0,325 W/m2K
Trasmittanza pacchetto copertura
0,280 W/m2K
Trasmittanza media copertura
0,302 W/m2K
Trasmittanza media superfici trasparenti
1,72 W/m2K
Fabbisogno energia per riscaldamento (fabbisogno netto di involucro)
232.048 kWh/anno
Fabbisogno energia per raffrescamento (fabbisogno netto di involucro)
20.467 kWh/anno
Certificazione
LEED v4 SCHOOL GOLD
Le facciate della scuola
Le facciate dell’edificio sono costituite da un sistema di profili di alluminio ad altezza variabile, con struttura di sostegno metallica retrostante ancorata al pannello di tamponamento dell’edificio.
Le lamelle, dalla colorazione variabile dal giallo, al verde, al blu, risultano continue su quasi tutta la superficie dei prospetti e si interrompono in corrispondenza delle aperture delle aule e dell’attacco a terra dell’edificio. Al primo piano, gli elementi in alluminio fungono anche da schermatura solare, essendo posti davanti alle vetrate; al piano terra, invece, le lamelle sono contenute da elementi in alluminio che definiscono una spezzata, la quale si alza e si abbassa sottolineando l’area di ingresso e l’area della mensa. Il profilo degli infissi del piano terra ha un andamento variabile, visto che i telai e le imbotti seguono il profilo della spezzata ad altezze fra i 2,40 e i 3,40 m, aggettando maggiormente in prossimità proprio degli ingressi e della mensa, al fine di definire un’area protetta dalle intemperie.
I montanti degli infissi, dal passo costante e ravvicinato, hanno valenza strutturale e sono rivestiti da un carter in alluminio preverniciato. Imbotti, montanti e pensiline sono del medesimo materiale.
Particolare del rivestimento della facciata in lamelle di alluminio.
Una linea spezzata delimita superiormente le aperture del piano terra enfatizzando l’ingresso della scuola.
In aggiunta ai temi ambientali, il team di progetto, sentita la comunità, ha voluto mettere in pratica anche i 7 principi dell’Universal Design richiamati nella certificazione LEED all’interno del credito Pilota Inclusive Design
A partire dunque dal concetto che una scuola che accoglie diventa attrattiva e punto di riferimento per l’intera comunità, il progetto evidenzia caratteristiche di accessibilità e inclusione per tutte le tipologie di disabilità, offrendo pari opportunità formative agli studenti e lavorative al personale scolastico, in coerenza con la Convenzione ONU ratificata con Legge 3 marzo 2009 n. 18. Con un approccio volto a rispettare ma allo stesso tempo superare le prescrizioni di accessibilità, visitabilità e adattabilità del D.M. 236/89, i principi dell’Universal Design sono stati tradotti, ad esempio, in:
• assenza di ostacoli lungo i percorsi e nelle vie di accesso e di fuga,
• geometrie e colori che facilitano l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi,
• uso di percorsi e mappe tattili interni ed esterni,
• disposizione degli arredi al fine di ridurre il rischio di abbagliamento,
• distribuzione di pareti vetrate per favorire la visuale verso l’esterno e corretti livelli di illuminamento interno.
Alcuni degli ulteriori accorgimenti adottati sono stati:
• la diffusione di spazi e arredi per il raccoglimento e il riposo,
• il dimensionamento di bagni accessibili e di spogliatoi dotati di lettini per vestirsi in autonomia,
• il disegno degli ingressi protetti dalle intemperie,
• lo studio dei volumi in rapporto al pendio per garantire a tutti l’accessibilità e fruibilità degli spazi didattici esterni,
• la prossimità tra corpo scala e ascensore per consentire pari condizioni di fruizione da parte di tutti gli utenti. Una scuola realmente per tutti.
Lo spazio retrostante la scala, raccolto e riservato, una ‘caverna’ per gli alunni e i momenti di raccoglimento individuale.
Un’aula didattica al piano terra della scuola primaria e secondaria.
Aula didattica dell’asilo nido.
La scalinata che collega i due livelli della scuola primaria.
Il nuovo Istituto comprensivo è stato sviluppato all’interno di un processo inclusivo. Un percorso ampio e articolato ha visto coinvolti attivamente e in modo propositivo (tramite laboratori creativi, workshop, questionari) la cittadinanza, gli studenti dell’Istituto scolastico e il corpo docente. Con grande e appassionata partecipazione (nei limiti di quanto permesso dalle normative straordinarie di sicurezza sanitaria dato il periodo Covid), tutti hanno portato il loro contributo, orientandosi per una scuola innovativa sicura e bella, ma soprattutto contestualizzata e disegnata attorno ai sogni, ai desideri e ai bisogni dei futuri fruitori. La nuova scuola è stata considerata come uno spazio articolato e innovativo di apprendimento destinato ai suoi piccoli occupanti e anche come un vero e proprio luogo di comunità, pensato per offrire nuove aree destinate a favorire il confronto e l’integrazione; un luogo familiare e protettivo in cui ritrovarsi nelle diverse fasi della crescita individuale e in diverse occasioni della vita collettiva; un luogo capace di inserirsi all’interno del piccolo paese, incrementandone e incoraggiandone lo sviluppo: una “casa della comunità”. Suggestioni, impressioni e visioni provenienti dal ter-
ritorio sono alla base del concept progettuale e da esse prendono vita i colori, le forme e le funzioni civiche del nuovo edificio, riprendendo e reinterpretando in chiave contemporanea gli elementi rappresentativi e identitari del luogo. Le tonalità della magnifica guglia ricoperta di maioliche del campanile della Chiesa di Santa Maria Maggiore di Isnello, i materiali della tradizione locale come le ceramiche e il legno, gli straordinari paesaggi montani in cui è incastonato il paese, le visioni creative dei bambini della scuola e le ambizioni dell’intera comunità isnellese, la cultura, i saperi e le tradizioni locali sono stati tradotti in architettura, ideando una scuola, frutto di una concezione e di un lavoro collettivo, in cui tecnici, amministratori e cittadini si sono saputi ritrovare, mettendo ognuno le proprie conoscenze e competenze a disposizione di tutta la comunità.
La progettazione è stata quindi orientata alla massima attenzione alla sostenibilità e all’inclusività, elementi essenziali, oltre che da un punto di vista tecnico, anche e soprattutto da un punto di vista educativo e culturale, nel rispetto dei criteri LEED e secondo i principi dell’Universal Design che la rendono inclusiva e accessibile a tutti.
Vista all’imbrunire del fronte verso valle.
Veduta zenitale del grande lucernario illuminato. Il complesso scolastico di Isnello in una vista notturna.
Fondato nel 2011 dagli architetti Marco Alesi, Cristina Calì e Alberto Cusumano, AM3 Architetti Associati è uno studio di architettura con sede a Palermo che si occupa di progetti in ambito privato e pubblico, sviluppando il tema della riqualificazione urbana attraverso la progettazione e realizzazione di opere inserite in contesti di pregio storico, archeologico e paesaggistico. L’analisi del contesto specifico nel quale ogni processo si inserisce ha un ruolo centrale nell’iter progettuale: tale attività di lettura critica è volta a individuare le caratteristiche e le peculiarità dei frammenti che compongono i luoghi. Isolati, in un primo momento, in modo analitico, vengono ricomposti in un senso nuovo e coerente, instaurando precise relazioni spaziali con il contesto sia a una scala più ampia sia a una scala minuta. Dal punto di vista progettuale, lo studio tenta di accogliere le molteplici tensioni che si intersecano sulle aree di progetto trovando soluzioni che rispondano alle diverse esigenze derivanti dal luogo stesso.
Altri progetti
Chiesa del Cuore Immacolato di Maria, Agrigento, 2022. Recupero del complesso parrocchiale attraverso la realizzazione della nuova aula liturgica.
L’area di ingresso ai due corpi che costituiscono la scuola.
Polo Scolastico STAMS, Merano (BZ). Progetto per il nuovo edificio scolastico di Maia Bassa.
A Capo d’Orlando il primo intervento certificato CasaClima R della Sicilia: una bifamiliare degli anni Sessanta trasformata in un modello di efficienza energetica e comfort abitativo nel rispetto dei vincoli esistenti. La progettazione è stata incentrata sul raffrescamento estivo, mantenendo la disposizione a nord della zona giorno e prediligendo la magnifica vista sul mare delle Eolie.
Dalle colline al mare
A Capo d’Orlando, in provincia di Messina, con una splendida vista sulle Isole Eolie grazie alla sua posizione sulle colline che circondano la nota località turistica, si trova la prima abitazione della Sicilia ad aver ottenuto la certificazione energetica del protocollo di risanamento CasaClima R. Ciò che distingue e che ha caratterizzato questo progetto è da ricercarsi negli interventi di efficientamento che hanno interessato solo la parte abitata di questa dimora bifamiliare, la cui struttura risale agli anni Sessanta, e in particolare la parte superiore sviluppata su due piani, di cui uno al sottotetto.
L’attenzione ai vincoli normativi, le richieste dei committenti, la presenza di un ampliamento volumetrico in corso di costruzione sono tutti stati fattori oggetto di valutazione e hanno portato a una progettazione energetica mirata a soddisfare i requisiti del Protocollo CasaClima R. Ogni singolo aspetto dell’immobile, involucro, serramenti, impianti di riscaldamento ed energie rinnovabili, è stato analizzato proprio in tal senso.
La distribuzione degli ambienti della casa prediligeva
l’orientamento a nord con ampie finestrature e terrazzi in virtù della bellissima veduta sull’arcipelago delle Eolie. Tale ripartizione degli spazi è stata mantenuta poiché ha facilitato l’intervento energetico, improntato al rispetto delle prestazioni estive.
Le pareti verticali a intercapedine vuota sono state isolate con pannelli in fibra di canapa.
La copertura, riposizionata dallo strutturista con una soluzione ingegnosa a una quota più alta, è stata realizzata con struttura in legno lamellare e coibentazione in fibra di legno ad alta densità per ottenere un valore di sfasamento che consentisse un buon livello di comfort nell’unità abitativa disposta al piano sottotetto, in particolare in regime estivo.
La parte trasparente dell’involucro è stata progettata optando per serramenti in PVC a doppio vetro, accompagnati dalle relative schermature solari a persiana, posati con grande attenzione in modo da garantire la massima tenuta all’aria; il valore è stato verificato con l’esecuzione di Blower Door Test svolti sia nel corso dei lavori sia alla fine degli stessi.
Vista dalla strada di ingresso a sud-ovest.
Seguendo il pendio della collina, la casa verso nord si apre con ampie terrazze che prolungano all’esterno la zona giorno.
Progetto architettonico e D.L.
Geom. Nunzio Mario Costa
Strutture
Ing. Luciano Spurio, Capo d’Orlando (ME)
Consulente energetico
Arch. Paolo Lanfranconi – PLA, Genova
Appaltatore
Impresa Edile Ratto Leone Srl, Impianti Energy Team Srl di Randazzo, Serramenti Cangemi Srl
Progetto – Lavori 2021/2023
Superficie utile
134 m2 (abitazione)
Certificazione
CasaClima R
A seguito dell’isolamento dell’involucro, è stato progettato l’impianto di riscaldamento/raffrescamento che ha visto l’installazione di una pompa di calore integrata con una ventilazione meccanica centralizzata, distinta ma proporzionata per i due appartamenti.
Sulla falda del tetto lato sud è stato posizionato un impianto fotovoltaico, con batterie di accumulo e colonnina di ricarica, il quale compensa gran parte dei consumi elettrici dei due appartamenti.
La domotica, unita a un impianto elettrico con corpi illuminanti a bassissimo consumo, consente di gestire al meglio le risorse energetiche dell’abitazione.
L’insieme di tutte queste soluzioni progettuali ha creato un immobile che, pur conservando le sue caratteristiche originarie, ha oggi elementi di involucro e impianti moderni che garantiscono, oltre al risparmio energetico, un comfort abitativo ottimale per i proprietari.
Ciò che ha caratterizzato il progetto di ristrutturazione dell’immobile di Capo d’Orlando è stato l’utilizzo della canapa come isolamento naturale. Questa soluzione è stata scelta perché protegge l’immobile dall’aggressività degli agenti atmosferici esterni e dalla salsedine; non ostacola la traspirabilità e, allo stesso tempo, non permette la formazione di muffe e condense; conferisce alto isolamento termo-acustico; ritarda l’ingresso del caldo e del freddo in casa e garantisce un buon sfasamento termico. È inoltre stato dimostrato che l’applicazione di questo materiale contribuisce a creare un ambiente di vita sano e confortevole.
I pannelli utilizzati sono privi di sostanze nocive e particelle di fibre e adatti per l’isolamento a cappotto delle pareti esterne, formando un sotto-strato eccellente per la finitura intonacata. Si tratta di un’alternativa naturale agli usuali materiali sintetici adatta per tutte le tecniche di costruzione comuni.
La canapa industriale in fibra è una risorsa rinnovabile annualmente e una fonte di fibre, legno, oli e proteine che possono essere impiegati per numerose applicazioni. A condizione che sia stato sapientemente applicato, l’isolamento con fibre di canapa unisce proprietà naturali uniche a un’aspettativa di vita utile molto lunga.
In sintesi, i pannelli di canapa hanno: capacità termica a garanzia del massimo recupero di calore e sfasamento; proprietà meccaniche per una durata di vita prolungata ed efficiente dell’involucro; potere assorbente: il 20% del suo peso in liquidi senza perdere la sua capacità isolante; non contiene proteine e non attrae insetti e roditori; la sua produzione come materiale isolante richiede 10 volte meno energia rispetto alla produzione di alternative sintetiche e minerali; assorbe CO 2 durante la crescita e contribuisce a un bilancio positivo della CO2.
La zona giorno aperta si prolunga all’esterno con la terrazza che si affaccia sul mare.
L’architetto Paolo Lanfranconi si occupa di nuove realizzazioni e risanamenti con una progettazione incentrata sulla bioarchitettura e sul risparmio energetico, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e indoor. In oltre 30 anni di attività, dopo il conseguimento di un master post-universitario in bioedilizia, è diventato Consulente Energetico CasaClima e tecnico di salubrità ambientale Biosafe®, progettista fondamenti ARCA per le costruzioni in legno ed “Esperto in Edilizia Sostenibile Italiana – EES” a livello avanzato. Dal 2010 ha ottenuto certificazioni CasaClima per vari progetti di nuovi edifici residenziali e a uso uffici (certificazione in classi Gold e A) e per il risanamento di diversi immobili esistenti (CasaClima R), affiancando anche il tema della sostenibilità con protocollo Nature. Sua è la prima certificazione CasaClima Welcome in Liguria con il B&B Ca’ del Buio, premiato con il CasaClima Awards 2024. Ha conseguito due certificazioni di salubrità ambientale Biosafe®, una per la nuova costruzione in legno di un’abitazione monofamiliare e una per la ristrutturazione di un minicondominio suddiviso in tre unità abitative. Dal 2013, come tecnico abilitato e con macchinari propri, esegue Termografie di II livello e Blower Door Test, quali servizi di verifica della buona realizzazione degli edifici a basso consumo.
Altri progetti
B&B Ca’ del Buio, Finale Ligure (SV). Riqualificazione struttura ricettiva, certificata CasaClima R e CasaClima Welcome (azero 45 pag. 64-75).
Uffici, Rossiglione (GE). Nuovo edificio in legno, certificato CasaClima Gold e Nature.
La riqualificazione integrale con efficientamento energetico di una tipica casa rurale di metà del secolo scorso è stata l’occasione per ripensare l’aspetto compositivo dell’edificio, trasformando così l’annesso in una residenza contemporanea ad alta prestazione energetica e dai dettagli costruttivi moderni che ben si integrano con i materiali antichi: un’abitazione che rispetta la propria identità e il paesaggio che la ospita.
Appena fuori le mura storiche della città di Siena, ubicata nella campagna, una residenza rurale privata risalente alla metà del Novecento è stata oggetto di una ristrutturazione che ha riguardato non solo l’efficientamento energetico dell’involucro ma anche la rilettura architettonica in chiave contemporanea del fabbricato, fortemente radicato alla tradizione costruttiva vernacolare. L’edificio era nato infatti per ospitare sia una abitazione sia alcuni spazi funzionali al lavoro agricolo: nel corso del secolo alcune modifiche funzionali lo avevano reso ancora più eclettico, con un piano primo caratterizzato dalla simmetria e un piano seminterrato dotato di grandi aperture poco relazionate con il disegno generale.
Il progetto ha dunque previsto una ristrutturazione integrale con riqualificazione energetica del fabbricato, che è stato completamente ridisegnato e dotato di un cappotto termico esterno. Tuttavia, il lavoro più grande ha riguardato il ridisegno completo dei prospetti esterni, dei quali gli architetti Sara Bartolini e Matteo Pierattini di Officina Abitare hanno completamente rivoluzionato le aperture, dotate di sistemi di schermatura solare sul modello delle “gelosie” che caratterizzano i fienili e gli ambienti rurali del senese.
Internamente è stata operata una vera e propria rivoluzione dello spazio della zona giorno. All’arrivo dei progettisti questa era frazionata in due
aree, una dedicata alla cucina e una al soggiorno, e con poche piccole finestre.
La proposta progettuale è stata quella di realizzare un unico ambiente, aprendo quattro nuove porte finestre connesse a monte con lo spazio esterno di ingresso e affaccianti a valle sul meraviglioso paesaggio delle crete senesi con vista sul monte Amiata. Nuove connessioni sono state create con il piano sottostante e il soppalco grazie alle scale che portano ai piani superiore e inferiore e diventate un elemento di arredo: una grande fioriera in acciaio verniciato funge da parapetto per la scala, chiudendo idealmente la sequenza degli arredi. Lo spazio del piano terra accoglie una grande cucina con isola e tavolo da pranzo e si caratterizza per il verde salvia e il grigio della pietra Cardoso dei piani lavoro, in dialogo con l’arancio tenue del cotto fatto a mano e con i colori del legno naturale degli infissi.
Al piano inferiore si trova il living, connesso con l’uliveta esterna. Questo piano, originariamente dedicato ad accogliere dei magazzini, è stato completamente ristrutturato, diventando un’area continua con il giardino di campagna grazie alle nuove aperture protette dalle gelosie in cotto.
Il risultato è un edificio completamente reinterpretato nei volumi e nel rapporto con il paesaggio, privilegiando la luce naturale e l’uso di materiali biocompatibili e naturali come il cotto fatto a mano, il pastellone di calce e il cocciopesto.
Progettazione architettonica
Architetti Matteo Pierattini, Sara Bartolini – Officina Abitare, Firenze
Prima dell’intervento, l’immobile si presentava come una tipica costruzione rurale degli anni ‘50, caratterizzata da un’estetica estranea al paesaggio circostante, nonostante l’uso del mattone facciavista.
La configurazione architettonica del fabbricato presentava una scansione ordinata di finestre al primo piano, contrapposta a un piano seminterrato con aperture disposte in modo disordinato, quasi caotico. All’interno molti vani erano allo stato grezzo, con una distribuzione spaziale che rendeva gli ambienti bui e isolati dal contesto esterno, oltreché dotati di impianti obsoleti. Dal punto di vista delle prestazioni energetiche, l’edificio presentava un involucro privo di un ade-
guato isolamento, con conseguenti elevate dispersioni termiche, e delle finiture di scarsa qualità.
L’obiettivo principale dell’intervento è stato pertanto il superamento delle criticità strutturali ed energetiche della costruzione attraverso un approccio che ha coniugato il linguaggio architettonico contemporaneo con i materiali della tradizione senese.
I risultati salienti dell’operazione hanno incluso il raggiungimento della Classe Energetica A1, ottenuto tramite la posa di un cappotto termico, l’isolamento della copertura e l’integrazione di sistemi di schermatura solare ispirati alle storiche “gelosie” dei fienili toscani.
- pannello isolante in polistirene estruso (120 mm)
- autolivellante
- strato di impermeabilizzazione (5 mm)
- platea di fondazione
Solaio pavimentazione esterna (B) dall’estradosso
- pavimentazione in lastra di pietra serena (20 mm)
- impermeabilizzante elastico
- strato di impermeabilizzazione (5 mm)
- soletta in cls armata con rete e chiamate (150 mm)
- riempimento con materiale compattato (250 mm)
Parete esterna (C) dall’interno
- intonaco per interni (20 mm)
- parete esistente in mattoni pieni (250 mm)
- pannelli isolanti in silicato di calcio (140 mm)
- rasante con rete (5 mm)
- tonachino (5 mm)
1 cordolino in c.a. connesso alla fondazione (150 mm)
2 pannello isolante in XPS (120 mm)
3 mattoni pieni di supporto (120 mm)
4 rivestimento in lastra di pietra serena (20 mm)
5 soglia superiore in lastra di pietra serena (20 mm)
6 taglio termico dell’infisso
7 sistema brise-soleil in pianelle di cotto
8 parete esistente in mattoni pieni (250 mm)
9 intonaco per interni (20 mm)
10 lamiera in acciaio di sostegno del brise soleil (8 mm)
Strategie di efficientamento energetico
Il progetto ha utilizzato l’efficientamento energetico come motore per la trasformazione estetica della facciata e l’integrazione tecnologica per abbattere radicalmente il fabbisogno energetico. Sulle pareti esterne è stato posato un cappotto termico in pannelli di silicato di calcio spesso 140 mm. Lo strato di finitura è stato realizzato con un tonachino a grana medio-grande tinteggiato nei colori del mattone per mantenere l’effetto rurale. La copertura a un’unica falda esposta a sud è isolata con pannelli di lana di roccia ad alta densità da 160 mm di spessore, a garanzia di un elevato sfasamento termico e di un ottimale comfort estivo degli ambienti sottotetto del primo piano. I nuovi serramenti sono in legno, a taglio termico e progettati per elevare le prestazioni stagionali dell’involucro.
Copertura (D) dall’esterno
- manto di copertura in tegole
- guaina impermeabilizzante doppio strato (10 mm)
- pannello OSB 3 (13 mm)
- pannelli di lana di roccia ad alta densità (160 mm)
- barriera al vapore (5 mm)
- consolidamento strutturale
- struttura esistente
1 pannello isolanti in silicato di calcio (50 mm)
2 pannello isolante in polistirene estruso (50 mm)
3 pannelli isolanti in silicato di calcio (140 mm)
4 guarnizioni per cappotto termico
5 riempimento in lana di roccia
6 controsoffitto con lastre in cemento rinforzato
7 gocciolatoio
8 veletta in lastre in cemento rinforzato per esterni
9 gronda a sezione quadrata (200x200 mm)
10 battuta in muratura (160 mm)
11 regoli in legno massello per fissaggio isolante e OSB con guarnizioni punto chiodo
Definizione schema di posa e posa dei pavimenti in cotto.
Gli spazi interni e il rapporto con il paesaggio
La ristrutturazione ha ridefinito la distribuzione verticale e il rapporto visivo con il territorio senese, dalle mura della città fino al Monte Amiata.
Al piano terra sono state collocate la zona giorno, un ambiente unico che integra l’area pranzo e cucina con isola progettata su disegno degli architetti, e la scala in lamiera di acciaio piegato, dotata di fioriera integrata che funge da parapetto per il nucleo di distribuzione; l’area pranzo è disposta a nord con vista sulle Crete Senesi a sud. Le quattro nuove portefinestre inserite garantiscono un accesso diretto agli spazi esterni e abbondante e costante luce naturale, enfatizzata dalla finitura di colore bianco delle pareti.
Il piano seminterrato accoglie l’area relax e, nella parte centrale caratterizzata da una tinteggiatura grigia, gli ambienti di servizio (bagno, locali tecnici) e le armadiature su misura per lo stoccaggio di materiale vario. La connessione con l’esterno è assicurata da grandi aperture “alza e scorri”, le quali mettono in comunicazione i vani principali con il giardino degli ulivi a sud, filtrati visivamente dal sistema a graticcio in cotto.
La scelta dei materiali è stata guidata dalla sostenibilità e dalla salubrità indoor, privilegiando prodotti poco processati e privi di inquinanti.
Il verde salvia degli arredi e il grigio della pietra Cardoso dei piani di lavoro ben si armonizzano con il para schizzo in cotto e il bianco delle pareti.
L’intervento sulla Casa del Mandorlo dimostra come la riqualificazione energetica possa non essere un mero adempimento tecnico, ma un’opportunità di revisione compositiva. Attraverso la risoluzione di tutti i ponti termici e il consolidamento delle strutture risalenti alla metà del secolo scorso, il progetto ha trasformato un annesso rurale in una residenza contemporanea ad alta efficienza. L’integrazione di materiali antichi (cotto, calce, cocciopesto) con dettagli costruttivi moderni (acciaio brunito, silicato di calcio) ha permesso di creare un’abitazione che rispetta l’identità del paesaggio senese garantendo al contempo un comfort ottimale.
La luminosità dell’area giorno è enfatizzata dalla finitura bianca delle superfici murarie.
L’elemento distintivo del prospetto meridionale è il sistema di schermature solari, derivato dal lessico rurale locale. I brise-soleil sono composti da una struttura costituita da telai rettangolari in acciaio brunito al cui interno è disposto un graticcio di pianelle in cotto di Impruneta fatte a mano delle dimensioni di 150x300 mm, disposte quasi come un delicato castello di carte; questa scelta estetica è invece un richiamo e un omaggio al disegno a triangoli delle ventilazioni tipiche dei fienili senesi.
Negli ambienti interni le “gelosie” creano giochi di luce e ombre dinamici al variare della posizione del Sole nell’arco della giornata e delle stagioni. Oltre alla funzione estetica, esse agiscono come frangisole sul lato sud, schermando la radiazione solare estiva e consentendone il passaggio in inverno.
Disegno di dettaglio delle “gelosie” che fungono da brise-soleil.
Vista del cantiere.
Dettaglio della casa con le nuove finestre installate.
Una raccolta di immagini delle “gelosie” in cotto dell’Imprunetamontate su telai di acciaio brunito; oltre alla valenza estetica e al richiamo al vernacolo locale, hanno la funzione di schermatura dall’irraggiamento solare estivo filtrando la luce all’interno degli ambienti del seminterrato.
Officina Abitare è uno studio di progettazione fondato dagli architetti Sara Bartolini e Matteo Pierattini che opera a Firenze nel campo della ristrutturazione e della nuova costruzione di immobili in ambito urbano e rurale, sviluppando una progettazione integrata con particolare attenzione agli aspetti di efficientamento energetico degli edifici.
Allo studio delle tradizioni del costruire e dell’abitare gli architetti affiancano una ricerca sull’uso di materiali naturali e sostenibili, che impiegano sia per le finiture degli interni sia per le riqualificazioni globali degli edifici, reinterpretando in chiave contemporanea le tecniche costruttive della tradizione, l’uso dei materiali e le finiture. L’approccio alla ristrutturazione è legato al concetto di retrofitting, un’attenzione a ripensare gli edifici esistenti rielaborandone gli elementi per rispondere alle esigenze contemporanee dei committenti.
Casa Citerna, Poggio alla Croce (FI). Ristrutturazione e di riqualificazione energetica di un’abitazione privata (azero 45 pag. 4-15).
Casa della Fonte, Impruneta (FI). Riqualificazione e ampliamento di un fabbricato rurale a energia quasi zero (azero 42 pag. 36-47).
L’area relax al seminiterrato affacciata a sud sul giardino di ulivi.
Dalla progettazione condivisa con i committenti è nato un edificio a vocazione turistica che accoglie tre unita abitative. Certificato CasaClima A e Passivhaus, il fabbricato privilegia la vista sul lago di Garda, rinunciando agli apporti solari passivi; perdita perfettamente bilanciata da un’attenta progettazione dell’involucro, estremamente performante, e dell’impiantistica, di facile gestione e appositamente studiata per le necessità degli ospiti.
All’interno del Camping Baia Verde a Manerba del Garda, Baia dei Fiori è un edificio a vocazione ricettiva che si sviluppa su due piani e accoglie tre unità abitative destinate al turismo.
La costruzione è il risultato di un processo progettuale integrato che ha coinvolto sin dalle prime fasi la committenza con l’obiettivo condiviso di coniugare prestazioni energetiche elevate, comfort abitativo e una gestione semplificata della struttura.
Vista la funzione turistica dell’edificio, il confronto iniziale con la proprietà ha messo infatti in luce alcune esigenze prioritarie, quali il massimo benessere termo-igrometrico, la qualità dell’aria interna, la semplicità di controllo degli impianti e una forte relazione visiva con il contesto naturale, impreziosito dalla vista
verso il Lago di Garda e il Monte Baldo.
La progettazione di questa abitazione turistica si è ispirata, pertanto, a principi di sostenibilità e di rispetto per l’ambiente, utilizzando tecnologie e materiali innovativi per minimizzare i consumi energetici.
Fortemente influenzato dalla volontà di garantire agli ospiti il miglior affaccio panoramico possibile, l’orientamento del prospetto principale è posto verso nord-est, privilegiando in tal modo il comfort visivo e la relazione diretta con il paesaggio; la disposizione non risulta ottimale dal punto di vista energetico, in quanto non permette di giovarsi degli apporti solari gratuiti, ma è stata perfettamente bilanciata dalle scelte effettuate sia per l’involucro termico sia per gli impianti.
Una vista dell’abitazione da est immersa nel rigoglioso giardino.
Compositivamente, il piano terra ospita due appartamenti con ingresso dal portico, suddiviso in due parti da una quinta in doghe di legno. L’accesso avviene direttamente nella zona giorno, composta dall’area living con cucina e soggiorno. Ciascun appartamento è inoltre dotato di un disimpegno, un guardaroba, un bagno e una camera matrimoniale.
Una scala esterna, situata all’angolo nord dell’edificio, conduce al terrazzo al primo piano sul quale si affacciano l’area giorno e la camera matrimoniale della terza unità abitativa. Completano l’appartamento un disimpegno, due bagni, due camere singole, entrambe corredate di guardaroba, e un locale tecnico. Soluzioni tecniche ad alte prestazioni (cappotto
Progetto architettonico e D.L.
Ing. Roberto Alessi – Studio Alessi, Salò (BS)
Strutture
Ing. Roberto Alessi
Impianti
P.I. Marco De Pinto, Arco (TN)
esterno di elevato spessore su muratura in blocchi di laterizio, serramenti con triplo vetro e un’impiantistica adatta a brevi permanenze) assicurano un ridotto fabbisogno energetico e stabilità termo-igrometrica tutto l’anno, garantendo altresì il rispetto dei parametri richiesti per le certificazioni CasaClima e Passivhaus conseguite.
Grazie quindi alla combinazione di materiali innovativi, tecnologie all’avanguardia e di un’attenta e rigorosa progettazione e realizzazione, questa casa immersa nel verde può vantare una drastica riduzione dei consumi energetici e dell’impatto ambientale, senza rinunciare al comfort e alla bellezza del contesto che ne fanno una vera e propria oasi di tranquillità e relax.
La non ottimale disposizione del volume sul lotto, che ha privilegiato la vista sul contesto paesaggistico, ha richiesto molta attenzione nella progettazione dell’involucro e degli impianti. Per l’involucro si è preferita una struttura verticale e orizzontale in calcestruzzo armato intelaiato con pareti perimetrali in laterizio porizzato e partizioni interne in cartongesso; il tetto ha ossatura in legno, con travi a vista e assito sbiancati. La platea è stata isolata con lastre di XPS di 25 cm di spessore, mentre il cappotto termico è in lana di roccia da 24 cm. Pannelli in lana di roccia (34 cm) sono stati utilizzati anche per la coibentazione della copertura, completata da uno strato di 2 cm di fibra di legno. I serramenti sono in PVC ad alte prestazioni con triplo vetro, opportunamente schermati dal portico, dallo sporto della copertura e dalle tende. La struttura metallica del balcone è completamente autonoma rispetto all’edificio così da evitare ponti termici.
Posa dei laterizi porizzati delle pareti di tamponamento.
La struttura della casa in c.a. intelaiato e laterizio.
Il cappotto in lana di roccia e il telo di tenuta al vento con le opportune nastrature.
Lo spessore (240 mm) del cappotto in lana di roccia.
Realizzazione di uno dei murales floreali che caratterizzano le camere.
Copertura (D) dall’esterno
- coppi
- tavolato in legno (20 mm)
- camera d’aria (60 mm)
- guaina riflettente traspirante
- pannelli fibra di legno (20 mm)
- pannelli fibra minerale (340 mm)
- freno vapore per tenuta aria
- assito in legno sbiancato (20 mm)
- travetti in legno sbiancato (160 mm)
ESTERNO
INTERNO
1 guaina bituminosa per tenuta aria
2 nastro di raccordo per tenuta al vento
3 morale
4 moraletto
5 nastro di raccordo per tenuta aria
La struttura primaria del tetto in travi di legno sbiancato.
Posa dei morali.
Dettaglio dell’interno con
Connessione tra le travi e il cordolo in c.a.
Lo schermo freno al vapore della copertura nastrato sulla struttura muraria.
La sigillatura dei cavi elettrici per un’ottima tenuta all’aria dell’involucro.
Impianti di semplice gestione
In virtù della destinazione turistica dell’edificio, che vede una permanenza media degli ospiti di circa 10 giorni, le scelte impiantistiche sono state molto oculate e dettate da un’attenta valutazione della gestione degli impianti, gestione che doveva risultare semplice per l’ospite. Sono state pertanto adottate le seguenti soluzioni:
• una centrale termica unica, che ospita le pompe di calore ad alta efficienza e il boiler di accumulo per lo stoccaggio dell’acqua calda sanitaria;
• un solo sistema di ventilazione meccanica controllata a servizio di tutte e tre le unità abitative.
L’aver scelto l’installazione di un unico impianto di VMC centralizzato è stato determinato dall’impossibi-
lità pratica di affidare la gestione di tre sistemi distinti a ospiti temporanei. Ciò ha dunque permesso e permette oggi al personale della struttura ricettiva di:
• controllare in modo corretto i ricambi d’aria;
• mantenere inalterato il bilanciamento dell’impianto;
• assicurare comfort igienico, termico e un’ottima qualità dell’aria in tutte le stagioni;
• prevenire ed evitare usi impropri dei sistemi tecnologici da parte degli ospiti o inefficienze di impianto. Il risultato ottenuto è un sistema affidabile, efficiente e coerente con la filosofia delle case passive.
L’abitazione è dotata anche di un sistema di irrigazione a goccia in subirrigazione per il giardino.
Le tracce per il passaggio degli impianti.
Le macchine della VMC e i tubi della ventilazione.
L’accumulo per lo stoccaggio dell’ACS. Il locale tecnico al primo piano.
La zona giorno dell’unità abitativa al primo piano con doppio sul verde.
Le camere da letto sono caratterizzate da differenti decorazioni murali.
Ingegnere Roberto Alessi
Roberto Alessi si laurea in Ingegneria Civile presso l’Università degli studi di Brescia. Fin da giovane, accompagna il padre, il geom. Dario Alessi, nei sopralluoghi in cantiere, vedendo progetti di ristrutturazione e riqualificazione energetica prendere vita e capendo che questa era la sua strada. Dopo la laurea in ingegneria ha rilevato lo studio di famiglia per portare avanti la tradizione di qualità e innovazione. Specializzato nella progettazione strutturale e architettonica di edifici ad alta efficienza energetica, Roberto Alessi ha acquisito una vasta esperienza e una solida formazione che lo ha portato a diventare Consulente CasaClima, Progettista Passivhaus e Tecnico Ufficiale Biosafe® Nel suo studio di progettazione a Salò guida un giovane team di professionisti, dinamici e altamente qualificati, che hanno abbracciato la progettazione di case passive ad alta efficienza energetica, quale chiave per un futuro migliore e più rispettoso dell’ambiente.
Altri progetti
Capriolo, San Felice del Benaco (BS). Sopraelevazione di edificio esistente e realizzazione di una nuova unità abitativa certificata CasaClima A.
Villa, Portese – San Felice del Benaco (BS). Nuova abitazione unifamiliare, costruita con sistema prefabbricato in legno.
Kanari Passive House Plus è un edificio multipiano che è stato progettato non solo per raggiungere lo standard passivo ma per creare un paradigma di riferimento grazie a una rilettura contemporanea dell’architettura mediterranea. Un progetto che concilia la ricerca, a volte ossessiva, della prestazione energetica con l’espressione architettonica, che qui è anche il punto di origine del progetto energetico.
Vista dell’edificio dall’incrocio tra le due vie che delimitano il lotto.
Photo
La casa passiva nell’ambiente urbanizzato
Nella città mediterranea contemporanea l’architettura residenziale si trova spesso stretta tra due condizioni opposte. Da un lato, il desiderio di apertura, di luce naturale, di vita all’aria aperta e il forte legame con il clima; dall’altro, la crescente esigenza di efficienza energetica, responsabilità ambientale e comfort termico. Troppo spesso questi obiettivi vengono considerati incompatibili, costringendo gli architetti a scegliere tra ambienti abitativi espressivi o involucri edilizi altamente controllati: Kanari Passive House Plus, fabbricato residenziale di cinque piani, è stato pensato come un tentativo di conciliare queste esigenze. Situato in una rilevante posizione d’angolo nel denso tessuto urbano di Volos, in Grecia, l’edificio esplora come lo standard Passive House possa diventare un generatore di architettura piuttosto che un mero obiettivo tecnico. Invece di celare la sua strategia ambientale dietro la tecnologia, trasforma le prestazioni in qualità spaziale, consentendo all’efficienza energetica e all’espressione architettonica di emergere dalla stessa logica progettuale. Pensiamo infatti un istante all’architettura mediterranea; storicamente è definita non da ambienti chiusi, ma da soglie, da spazi esterni quali cortili, verande, portici, balconi ombreggiati, i quali mediano sempre il rapporto tra clima e abitazione: gli spazi esterni e di transizione tra interno ed esterno, quasi prolungamenti dell’ambiente confinato, sono spazi di vita quotidiana. Il progetto nasce da questa consapevolezza e non considera i balconi come aggiunte secondarie alla facciata, bensì li eleva al rango di elementi architettonici primari; ampie terrazze a sbalzo avvolgono l’intero volume dell’edificio, generando un involucro stratificato che struttura la composizione e al contempo mitiga le condizioni ambientali. Questi spazi diventano un’estensione del vivere quotidiano, offrono ombra durante gli intensi mesi estivi, incorniciano la vista sulla città e sulle montagne circostanti e creano una transizione graduale tra la vita domestica privata e lo spazio pubblico sottostante. Con il movimento del Sole durante il giorno e le stagioni, le profonde sporgenze generano giochi di luci e ombre in continua evoluzione. La facciata, quindi, non è solo un segno
della creatività progettuale di XG Group of Engineers, ma un dispositivo ambientale, uno strumento che risponde costantemente al clima.
Premiato agli Environmental Awards 2024 – 1o posto per l’utilizzo di energia pulita e 3o posto per l’azione climatica –, il progetto dimostra così che i principi della Casa Passiva possono diventare una soluzione concreta per gli edifici residenziali urbani in tutta l’Europa meridionale.
Progetto architettonico XG Group of Engineers
Progetto impiantistico XG Group of Engineers
Fine lavori 2024
Superficie calpestabile
523,4 m2
Certificazione
Passive House Plus
Dettagli delle terrazze con le balaustre vetrate che valorizzano la vista sulla città e le montagne. Photo
Piano terra
Piano primo
Piano secondo
Piano terzo
Piani quarto e quinto
Un edificio d’angolo in dialogo con la città
Il lotto su cui sorge l’edificio si trova all’incrocio di due vie e questa posizione ha rappresentato al contempo un’opportunità e una sfida. Circondato dai palazzi residenziali adiacenti e vincolato dalla densità urbana contemporanea, il progetto ha richiesto un attento equilibrio tra apertura e privacy. Anziché creare un’unica facciata monumentale, l’edificio si affaccia su entrambe le strade in egual misura. Il suo volume si dispiega attraverso una sequenza di sporgenze e rientranze che ne riducono la scala percepita, stabilendo al contempo molteplici orientamenti verso la città. La forma risultante evita il carattere ripetitivo spesso associato ai complessi residenziali speculativi, presentandosi come un insieme di terrazze abitate disposte in verticale attorno a un nucleo di circolazione. La composizione è volutamente sobria. Superfici intonacate di bianco, elementi in cemento a vista e aperture incorniciate di scuro creano una tavolozza che enfatizza proporzione, profondità e ombre piuttosto che eccedere con i materiali di finitura. Questa semplicità permette alla mutevole luce mediterranea di diventare il principale elemento architettonico.
L’edificio ospita sette appartamenti distribuiti su cinque livelli al di sopra di un piano terra semiaperto che comprende i parcheggi e gli spazi comuni e che funge altresì da base permeabile che collega il fabbricato alla strada, ospitando al contempo i locali tecnici e il nucleo di circolazione verticale. Ai piani superiori, gli appartamenti sono organizzati in modo da massimizzare la luce naturale, la privacy e la connessione visiva con il paesaggio urbano. Le piante delle unità abitative non sono state ripetute a ogni piano ma adattate alla loro posizione all’interno dell’edificio, creando una
Trasmittanza media parete esterna 0,112 W/m2K
Trasmittanza media serramenti 0,84 W/m2K
Fabbisogno di riscaldamento 4 kWh/m2 anno
Fabbisogno di raffrescamento 15 kWh/m2 anno
Carico termico 9 W/m2
varietà di ambienti abitativi. I soggiorni e gli spazi principali sono posizionati in modo coerente lungo gli orientamenti più favorevoli e collegati direttamente ad ampie terrazze. Anche negli appartamenti le aree di servizio e gli spazi di circolazione sono strategicamente disposti per favorire sia l’efficienza funzionale sia le prestazioni ambientali.
Le grandi vetrate rafforzano il rapporto tra interno ed esterno, permettendo alla luce naturale di penetrare in profondità negli ambienti e di estendere le attività quotidiane verso le terrazze. Questa continuità tra vita interna ed esterna rimane una delle caratteristiche distintive del progetto e riflette un’interpretazione contemporanea dell’architettura residenziale mediterranea.
Tenuta all’aria n50
0,60 h-1
Fabbisogno energetico per unità di prestazione energetica (PER)
44 kWh/m2 anno
Produzione di energia rinnovabile
88 kWh/m2 anno
Sporti e terrazze movimentano l’angolo tra le due vie.
Sezione sul vano ascensore. Sezione sul vano scale.
Il fronte su via Kanari. Photo
L’altro fronte su strada con le ampie terrazze delle zone giorno.
Performance come architettura
Lo standard Casa Passiva è spesso associato a livelli di isolamento estremi, involucri a tenuta d’aria e sofisticati impianti meccanici. Sebbene tutti questi elementi siano presenti nel progetto, il loro ruolo va oltre le prestazioni tecniche. In questo caso, inoltre, l’edificio (certificato Passive House Plus) si spinge oltre la drastica riduzione del fabbisogno producendo anche tutta l’energia consumata attraverso fonti rinnovabili (l’impianto fotovoltaico in copertura).
L’involucro edilizio è stato concepito come una membrana ambientale continua. I ponti termici sono stati sistematicamente eliminati, in particolare in corrispondenza dei collegamenti tra balconi e giunzioni strutturali, dove tradizionalmente si verificano dispersioni energetiche negli edifici residenziali mediterranei; questa attenzione alla continuità è visibile in tutto il processo costruttivo. La coibentazione avvolge l’edificio come uno strato ininterrotto e gli infissi sono accuratamente integrati nell’involucro termico. Tetti, facciate e balconi funzionano come componenti interconnessi di un unico sistema climatico.
Ciò che è straordinario non è la presenza di queste tecnologie, ma la loro invisibilità.
La strategia ambientale non domina l’architettura, bensì la supporta con discrezione.
L’edificio offre prestazioni eccezionali, eppure i suoi abitanti godono principalmente di spazi ampi, abbondante luce naturale e condizioni interne stabili, piuttosto che delle tecnologie che le rendono possibili.
Forse l’aspetto più interessante del progetto risiede in ciò che non è immediatamente visibile. Dietro pareti, soffitti e zone di servizio, un sistema di ventilazione attentamente coordinato fornisce continuamente aria fresca e filtrata a ogni appartamento.
La VMC con recupero di calore riduce al minimo le dispersioni energetiche, mantenendo al contempo un’eccellente qualità dell’aria interna tutto l’anno.
In molti edifici residenziali contemporanei, il comfort è ancora garantito da sistemi reattivi: riscaldamento quando gli occupanti hanno freddo e raffreddamento quando hanno caldo. Qui, il comfort è proattivo. Il fabbricato stesso diventa il primo sistema ambientale. Il suo orientamento, l’isolamento, la tenuta all’aria e
L’ingresso di una delle unità abitative: colore bianco, legno e metallo scuro caratterizzano gli arredi.
Le cucine si affacciano sui balconi estendendo all’esterno la zona living.
il controllo solare riducono il fabbisogno energetico a tal punto che gli impianti meccanici diventano elementi di supporto anziché protagonisti.
Il risultato è un ambiente interno straordinariamente tranquillo, caratterizzato da temperature stabili, livelli di umidità controllati e isolamento acustico dai rumori della città.
Isolamento: struttura in blocchi di c.a.a. (250 mm) e coibentazione a cappotto in EPS (200 mm).
Ventilazione con recupero di energia: Sistema centralizzato di ventilazione con recupero di energia per ogni appartamento.
Elementi aggettanti: isolamento termico per ridurre i ponti termici del 90%.
Tenuta all’aria – serramenti – ponti termici: montaggio garantito a tenuta all’aria; serramento triplo vetro e distanziatori warm edge; installazione senza ponti termici.
La costruzione come processo di progettazione
La realizzazione di un edificio Passive House Plus dipende tanto dalla cultura costruttiva quanto dall’intento progettuale.
Durante lo sviluppo del progetto, è stata posta particolare enfasi sulla qualità dell’esecuzione e sul coordinamento interdisciplinare. Le fotografie del cantiere rivelano gli strati spesso invisibili che rendono possibile un’architettura ad alte prestazioni: installazioni di finestre a tenuta d’aria, dettagli che eliminano i ponti termici, sistemi di isolamento del tetto, reti di ventilazione e impianti accuratamente integrati.
Particolare attenzione è stata dedicata al trattamento delle giunzioni dei balconi, alla continuità della facciata, ai sistemi di impermeabilizzazione e all’installazione del sistema di ventilazione meccanica. La muratura in calcestruzzo cellulare, l’isolamento esterno continuo e i sistemi tecnici attentamente coordinati hanno contribuito in modo significativo alle prestazioni complessive dell’edificio, così come la cura di ogni giunzione, penetrazione e assemblaggio di parti e componenti.
Ogni giunzione, penetrazione e assemblaggio contribuisce alle prestazioni complessive dell’edificio.
In questo senso, il progetto dimostra che la sostenibilità non è semplicemente una questione di selezione di prodotti efficienti, ma di una costruzione accurata. L’architettura finale nasce da migliaia di decisioni di questo tipo. Le immagini di queste pagine documentano più che semplici soluzioni tecniche: illustrano un processo improntato alla precisione.
Impermeabilizzazione completa degli sporti-mensole e delle terrazze.
Isolamento termico dei tubi dell’acqua calda sanitaria.
Vivere in una casa passiva mediterranea
Con un fabbisogno di riscaldamento certificato di soli 4 kWh/m2 anno e la certificazione Passive House Plus, il progetto raggiunge livelli di prestazione che rimangono eccezionali per e nell’Europa meridionale.
Tuttavia, il significato e il valore dell’edificio va oltre le prestazioni numeriche. Esso infatti propone un futuro alternativo per l’edilizia abitativa in clima mediterraneo, un futuro in cui la responsabilità ambientale non richiede l’abbandono dell’identità regionale. Il progetto abbraccia l’illuminazione naturale e l’irraggiamento solare invece di evitarli; celebra la vita all’aria aperta anziché il rifugiarsi in interni chiusi; si basa sull’architettura prima che sulla tecnologia e su una
composizione spaziale intelligente prima di pensare alla tecnologia impiantistica.
In tal modo, l’edificio dimostra che lo standard Passive House non è un linguaggio stilistico, ma un quadro di riferimento attraverso cui l’architettura può interagire più profondamente con il clima, il luogo e l’esperienza di vita quotidiana. Il progetto non importa il modello nordeuropeo nel Mediterraneo, bensì reinterpreta i principi della Casa Passiva attraverso la lente della cultura locale e della vita urbana.
Il risultato non è semplicemente un condominio ad alta efficienza energetica: è un edificio residenziale mediterraneo contemporaneo in grado di offrire prestazioni di altissimo livello.
La zona giorno con cucina di uno degli appartamenti con le grandi vetrate che danno sulla terrazza.
XG Group of Engineers
Fondato nel 2007 dagli ingegneri civili Stefanos Chatzoulis e Christina Georgiadi, lo studio XG Group of Engineers nasce con l’obiettivo di creare spazi che migliorino la qualità della vita quotidiana, sia in ambito residenziale sia professionale. Combinando competenza e innovazione, lo studio progetta e realizza edifici di alto livello che coniugano funzionalità, equilibrio estetico e rispetto per l’ambiente, offrendo un’architettura che valorizza le persone e il luogo. Grazie alla vasta esperienza nel settore edile, lo studio offre servizi di alto livello in ogni fase, dall’ideazione e progettazione all’esecuzione e al completamento; è inoltre specializzato in partnership per lo sviluppo immobiliare, con soluzioni complete per i committenti che desiderano sviluppare e valorizzare la propria proprietà con la gestione completa.
Specializzati in edifici passivi, le loro costruzioni si contraddistinguono per funzionalità, integrità architettonica, materiali di alta qualità e nella cura dei dettagli.
Altri progetti
D193 Luxury Stay, Volos (GR). Appartamenti vacanza; progetto premiato con la medaglia d’oro nella categoria Passive House agli Energy Mastering Awards 2022.