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azero 28

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ISSN 2239-9445

28 Progetti da Italia e Stati Uniti PH Ellas: i concetti passivhaus in clima mediterraneo UMAR – Urban Mining & Recycling Trimestrale – anno 8 – n° 28 settembre 2018 Registrazione Trib. Gorizia n. 03/2011 del 29.7.2011 Poste italiane S.p.A. Spedizione in a.p. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1 NE/UD Euro 15,00


indice 10 26

04 argomenti Il mediterraneo passivo intervista a Stefanos Pallantzas, presidente dell’Hellenic Passive House Institute

progetti 10 Yes, you can do it! R.W. Kern Center, Amherst - MA (USA) Bruner/Cott & Associates Inc., Cambridge - MA (USA)

26 Attivamente passiva Casa sul Parco, Fidenza (PR) Studio Del Boca & Partners, Parma; Studio arch. Simona e Giovanni Rossi, Fidenza (PR)

40 L’aula più verde degli Stati Uniti Frick Environmental Center, Pittsburgh – PA (USA) Bohlin Cywinski Jackson, Pittsburgh - PA (USA)

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azero rivista trimestrale – anno VIII n. 28, settembre 2018 Registrazione Tribunale Gorizia n. 03/2011 del 29.7.2011 Numero di iscrizione al ROC: 8147 ISSN 2239-9445 Direttore responsabile Ferdinando Gottard Redazione Lara Bassi, Lara Gariup, Gaia Bollini Editore EdicomEdizioni – Monfalcone (GO)


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40 54 Un’architettura rigorosamente efficiente Residenza unifamiliare, Castelcovati (BS) geom. Alessandro Barbareschi, Castelcovati (BS)

76 focus Dall’efficienza alla de-carbonizzazione: percorsi per l’edilizia Francesco Premi

66 Alla conquista del West Sawmill House, Tehachapi – CA (USA) Olson Kundig, Seattle - WA (USA)

86 innovazione UMAR – Urban Mining & Recycling: costruire per de-costruire 96 back page Michele De Beni

Redazione e amministrazione via 1° Maggio 117 – 34074 Monfalcone (GO) tel. 0481.484488 – fax 0481.485721 redazione@edicomedizioni.com www.azeroweb.com Stampa Grafiche Manzanesi – Manzano (UD) Stampato su carta con alto contenuto di fibre riciclate selezionate Prezzo di copertina 15,00 euro Abbonamento Italia (4 numeri): 50,00 euro Estero (4 numeri): 100,00 euro Gli abbonamenti possono iniziare, salvo diversa indicazione, dal primo numero raggiungibile in qualsiasi periodo dell’anno

Distribuzione in libreria Joo Distribuzione via F. Argelati 35 – Milano È vietata la riproduzione, anche parziale, di articoli, disegni e foto se non espressamente autorizzata dall’editore Copertina Casa sul Parco, Fidenza (PR); foto: Matteo Piazza


argomenti

Un’abitazione unifamiliare passiva realizzata a Volos dall’arch. Stefanos Chatzoulis dello studio XG Group of Engineers.

Il Mediterraneo passivo Fondato nel 2012 per promuovere i principi Passivhaus in Grecia, l’Hellenic Passive House Institute svolge anche un’intensa attività di ricerca sul tema del “Costruire in clima Mediterraneo”. Abbiamo incontrato l’ing. Stefanos Pallantzas, Presidente dell’Istituto, per capire cosa è stato fatto negli anni scorsi, quali sono le attività odierne e quali gli obiettivi futuri dell’organizzazione. 4

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Villa ad Atene, primo edificio EnerPHit al mondo (progetto: ing. Stefanos Pallantzas, Studio Project15).

Quando è nato l’Hellenic Passive House Institute e

carbonio, dando priorità alla salute e al comfort abita-

quali sono stati i motivi che hanno portato alla sua

tivo, come principi fondamentali della progettazione

nascita?

passiva.

L’Hellenic Passive House Institute (HPHI), fondato nel

La missione è promuovere l’efficienza energetica e lo

2012 ad Atene, è un’organizzazione no-profit a cui

standard Passive House nell’industria e presso il go-

hanno aderito stakeholders e membri che pagano una

verno, provvedendo alla formazione dei professionisti

quota associativa annuale. L’Istituto è stato creato con

del settore edile, offrendo supporto scientifico e tec-

l’obiettivo di mettere assieme le competenze scientifi-

nico ai progetti locali del Passivhaus e collaborando

che dei settori dell’ingegneria, del diritto e della comu-

con le autorità pubbliche, le università e altre organiz-

nicazione per promuovere i principi della casa passiva

zazioni di rilievo, le quali hanno già riconosciuto tutti i

nel comparto edilizio in Grecia e nel Mediterraneo

principi della casa passiva come una delle soluzioni

orientale.

per implementare la direttiva UE 31/2010 sugli nZEB.

Quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati?

Dal 2012, anno di certificazione della prima casa

L’Istituto è diventato un’organizzazione leader in Gre-

passiva in Grecia, come si è evoluta la vostra asso-

cia per l’adozione dello standard Passivhaus e della sua

ciazione? Quanti edifici sono stati certificati a

metodologia. Grazie alle sue attività, esso promuove la

oggi?

riduzione di energia nell’edilizia e delle emissioni di

L’HPHI è un membro affiliato dell’International Pas-

argomenti

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sive House Association (iPHA). Dal 2012 l’Istituto ha

mento centralizzato. I ponti termici nei balconi, ad

organizzato e tenuto 20 seminari di base sugli edifici

esempio, non svolgono un ruolo così importante nelle

passivi in Grecia, Cipro, Turchia, Bulgaria e Croazia ri-

perdite di calore, come invece accade in Europa cen-

volti ai professionisti del settore edile (principalmente

trale o settentrionale, e il principale vantaggio di pro-

architetti e ingegneri civili), 16 corsi per diventare pro-

gettare una casa passiva nel nostro “clima felice” è che

gettisti Passivhaus (CEPH) in Grecia, Cipro e Turchia e

molto spesso è possibile utilizzare lo stesso sistema

3 conferenze nazionali sulla progettazione delle case

impiantistico per riscaldare e raffrescare la casa; e

passive indirizzate agli stessi professionisti ma anche

questo sistema, che è solitamente una pompa di ca-

al grande pubblico.

lore, è estremamente piccolo, a volte anche meno di 2

Da 2 anni HPHI è diventato certificatore accreditato

kW per una casa di 100 m2.

Passivhaus. Dopo la certificazione del primo edificio

Quindi, se si dispone di una buona casa passiva clas-

ad Agrià e di un altro a Volos, all’inizio del 2016 è stata

sica, con l’aggiunta di un sistema di produzione di

certificata una riqualificazione ad Atene; questo pro-

energia rinnovabile, ad esempio un piccolo impianto

getto (www.passivistas.com) è stato il primo edificio

fotovoltaico sul tetto, è possibile coprire tutte le esi-

certificato EnerPHit Plus a livello globale.

genze in termini di consumo energetico e disporre di

Al momento abbiamo circa 10 progetti in procedura di

un vero edificio nZEB.

certificazione in diverse città della Grecia e altri 4 proI concetti Passive House in Grecia hanno messo in

getti a Cipro.

moto anche un indotto per la produzione di mateCosa significa progettare un edificio passivo in

riali specifici e tecnologie o molte volte siete co-

Grecia, oltre all’ovvia cura per la progettazione in

stretti a procurarli all’estero?

regime estivo?

In termini di materiali isolanti e di muratura abbiamo

Niente di speciale! La casa passiva è un concetto che si

potuto trovare fin dall’inizio del nostro lavoro tutto ciò

può applicare ovunque e questo è confermato anche

che era necessario a livello locale, tranne le finestre

nel nostro clima. Anche se i dettagli variano alle di-

che abbiamo dovuto importare dall’estero. Ora invece

verse latitudini, tutti gli edifici Passivhaus devono es-

abbiamo produttori qualificati di finestre in PVC in

sere ben isolati e avere alti livelli di tenuta all’aria.

Grecia, ci sono anche due produttori di sistemi fine-

Spesso si presume erroneamente che l’aggiunta di

stra in alluminio certificati PH e stiamo lavorando per

centimetri di isolamento a un edificio tenda ad au-

averne di più nel prossimo futuro. In Grecia non si

mentare le temperature interne e a riscaldare l’involu-

producono sistemi di ventilazione, ma da 4 anni ab-

cro; tuttavia, come sottolinea Wolfgang Feist

biamo almeno 3 distributori di tali sistemi e crediamo

nell’articolo di Passipedia The Passive House in summer,

che al più presto entreranno nel mercato greco.

non è questo il caso: “L’isolamento non crea calore ag-

Il nostro problema principale sono i materiali di te-

giuntivo; riduce solo lo scambio di calore tra sistemi

nuta all’aria in quanto la procedura è sconosciuta e

con temperature diverse. Pertanto, protegge anche un

non obbligatoria in Grecia e quindi tutto deve essere

sistema freddo dall’acquisire calore dall’ambiente cir-

importato.

costante.” È qui che l’esempio comune che confronta un edificio Passivhaus con un thermos è utile, poiché

Avete, come Istituto, un programma di monitorag-

esso funziona altrettanto bene con un liquido freddo

gio degli edifici passivi realizzati in Grecia?

così come con uno caldo.

Il nostro progetto “Passivistas: the house project” ad Atene ha un sistema di monitoraggio completo, pro-

Come invece vi rapportate al progetto in inverno?

gettato e realizzato dal nostro team e da una società

L’approccio progettuale durante l’inverno è lo stesso,

greca. Monitoriamo questo edificio da tre anni con ri-

solo i valori sono meno restrittivi! Non si ha bisogno

sultati di grande successo che sono pubblici e consul-

di uno spessore di isolamento molto alto, spesso non si

tabili liberamente, dato che pubblichiamo con

ha bisogno di finestre a triplo vetro e altrettanto

periodicità un riepilogo di tali informazioni nel sito

spesso non si ha bisogno di un sistema di riscalda-

web del progetto. Misuriamo temperatura, umidità,

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qualità dell’aria e del suono in tre punti all’interno e in

non è completamente accessibile in termini di prezzo

un punto all’esterno dell’edificio e anche tutti i con-

e di numero di fornitori. Tuttavia i progettisti e le im-

sumi di elettricità, di riscaldamento, di raffresca-

prese di costruzione generalmente non riconoscono i

mento,di produzione dell’acqua calda, degli

benefici degli edifici ad alta efficienza energetica e i re-

elettrodomestici per la residenza e l’ufficio (l’edificio è

lativi approcci e soluzioni progettuali e stanno ancora

composta da un’unità abitativa e da un ufficio, NdR).

cercando un’opzione più economica. Ciò è favorito

Fino a ora, dopo 3 anni, i risultati sono in linea con i

anche dall’atteggiamento del committente che guarda

nostri calcoli PHPP e per questo siamo molto soddi-

solo all’investimento iniziale senza pensare in termini

sfatti.

di gestione e di investimento a lungo termine. I pro-

Il nostro obiettivo è creare insieme al fornitore greco

duttori e distributori di materiali, componenti e tecno-

del sistema di monitoraggio una piattaforma semplice

logie per i retrofitting passivi, pur essendo in numero

per gli utenti finali. Questa piattaforma fornirà al-

ridotto, possiedono già il know-how necessario, ma

l’utente un’immagine chiara e molto semplice del suo

sono frenati dalla ridotta domanda del mercato. La

profilo energetico e l’opportunità quindi di migliorare

chiara definizione da parte del Governo dei requisiti

il suo comportamento per una migliore efficienza

energetici minimi per gli edifici riqualificati di con-

energetica. Includerà anche alcune semplici automa-

certo con la guida sui criteri di rendimento elevato,

tizzazioni per mantenere la casa all’interno di condi-

nelle specifiche di gara quando l’investimento è pub-

zioni accettabili. Al momento stiamo cercando

blico, è una questione chiave per l’espansione del mer-

finanziamenti per il progetto.

cato tecnologico destinato agli edifici passivi. Inoltre, va detto che mancano lavoratori preparati e

Quali sono le difficoltà nel retrofit passivo in Gre-

formati e che vi è un numero piuttosto esiguo di

cia? Secondo lei ci sono delle strategie progettuali

aziende che operano nel campo della riqualificazione

che devono qui essere tenute più in considerazione

energetica. Allo stesso tempo, le riqualificazioni, se

rispetto ad altri paesi?

sovvenzionate pubblicamente, devono essere realiz-

La tecnologia adeguata per risolvere il puzzle degli

zate entro un tempo limite e, vista la quantità elevata

edifici ad alte prestazioni esiste già in Grecia, anche se

di edifici e di maestranze non qualificate, il lavoro

Casa unifamiliare su una montagna nella parte settentrionale di Atene (progetto: ing. Aggeliki Stathopoulou, Studio Netzero SA).

argomenti

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viene svolto senza rispetto dei requisiti tecnologici

Abbiamo due reti principali che funzionano costante-

prescritti e con bassa qualità. Come risultato si hanno,

mente. La prima è il Technical Panel dell’iPHA, un co-

ad esempio, problemi relativi alle facciate che cadono,

mitato di esperti di tutto il mondo con cui discutiamo

episodi questi che si verificano abbastanza spesso.

e spesso decidiamo insieme su questioni importanti

Inoltre, è stato dimostrato in numerose occasioni che i

con lo staff PHI per migliorare i concetti di progetta-

professionisti (architetti e ingegneri) spesso mancano

zione e i conseguenti benefici di una casa passiva. L’al-

delle conoscenze necessarie per progettare, costruire e

tra è la rete Certifiers, che sta crescendo rapidamente

fornire un’adeguata supervisione tecnica per portare a

negli ultimi due anni ed è un forum molto produttivo

livello Passive House un edificio nuovo o da ristruttu-

per lo scambio di esperienze. Come comprenderete, i

rare. Ciò è particolarmente chiaro quando si considera

certificatori affrontano tutte le possibili situazioni ine-

la qualità dell’aria negli edifici ristrutturati, la sicu-

renti la progettazione e la realizzazione di una casa

rezza antincendio (diffusione delle fiamme in facciata,

passiva, quindi questa conoscenza “scorre” attraverso

misure passive e attive), il passaggio di calore, aria e

la rete molto rapidamente e ha come risultato impor-

umidità e la tenuta all’aria. Questo può essere colle-

tanti miglioramenti del PHPP, per esempio, e dei cri-

gato alla mancanza di formazione specifica, ai pro-

teri di certificazione e delle condizioni al contorno.

grammi di apprendimento permanente e all’istruzione formale sull’efficienza energetica negli edifici.

Quali saranno le iniziative che l’Ellenic Passive House promuove nell’ambito del progetto europeo

Come vi relazionate con gli altri membri dell’In-

Fit-to-NZEB? Solo informare e formare? O sono

ternational Passive House Association?

previsti anche dei progetti pilota?

La prima casa Passiva ad Agrià (progetto: arch. Stefanos Chatzoulis - XG Group of Engineers).

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Il Project Fit-to_nZEB, a cui partecipa HPHI, è un chiaro

dovrebbero influenzare in modo positivo la forma-

progetto di informazione e formazione. Mentre lo

zione continua dei professionisti, aumentare la parte

standard nZEB sarà obbligatorio rispettivamente per

pratica dei corsi di formazione, riconoscere le compe-

l’UE nel 2019 e nel 2021 per le costruzioni pubbliche e

tenze acquisite sul posto di lavoro e sostenere pro-

private, vi è una consapevolezza molto bassa di questo

grammi di formazione brevi per l’acquisizione di

nel settore delle costruzioni, della progettazione e

specializzazioni, in particolare su questioni relative

delle autorità locali. L’obiettivo nZEB infatti potrebbe

agli nZEB.

essere raggiunto rapidamente, ma pochissime persone

Infine, Project Fit-to_nZEB non supporta progetti pi-

ne sono consapevoli.

lota, ma alcuni paesi partecipanti, tra cui la Grecia,

Un’ulteriore problema è che, probabilmente, l’atten-

stanno creando per la prima volta un moderno Hub

zione del settore si focalizza sulla costruzione di nuovi

Building Knowledge, dove verranno effettuate tutte le

edifici che incontrino i concetti nZEB piuttosto che ef-

attività di formazione, educazione e divulgazione sulla

fettuare retrofitting in standard passivo. La strategia

deep energy renovation e il concetto nZEB.

di comunicazione e divulgazione deve concentrare l’attenzione sullo standard nZEB e, quindi, sottolineare che lo standard riguarda non solo la nuova costruzione ma anche la riqualificazione. Il sistema VET (Vocational Education and Training, istruzione e formazione professionale) sta attualmente attraversando riforme importanti in Grecia che

Stefanos Pallantzas Ingegnere, progettista certificato e certificatore accreditato Passive House, dopo una lunga esperienza nel settore della gestione ambientale di grandi progetti, si è dedicato all’edilizia occupandosi fin da subito di case passive. Nel 2015 progetta il primo progetto EnerPHit, certificato l’anno successivo.

Photo: Jon Nash

Casa Passiva a Corfù (progetto: Skopos Design).

argomenti

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Photo: Robert Benson Photography

progetti

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Yes, you can do it! R.W. Kern Center, Amherst - MA (USA) Il più grande edificio di istruzione superiore certificato Living Building Challenge è ora il R.W. Kern Center, nel campus dell’Hampshire College, progettato per essere completamente autosufficiente, soddisfare rigorosi requisiti, dimostrare l’impegno dell’istituto verso un futuro sostenibile, ispirando le generazioni future verso pratiche rispettose dell’ambiente. L’edificio, che funge da centro di accoglienza per il personale, gli studenti e le loro famiglie, genera autonomamente la propria elettricità, raccoglie e recupera l’acqua che utilizza ed è stato costruito con materiali privi di sostanze tossiche e di provenienza principalmente locale o regionale. Il Kern Center, inoltre, è considerato all’interno del campus stesso una sorta di laboratorio nel quale – e del quale – studiare i sistemi e le prestazioni.

progetti

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Una premessa

L’atrio vetrato a due piani è il cuore del Kern Center, in contrasto con le forme e gli spazi più chiusi delle ali che contengono gli uffici e le aule.

Oltreoceano, gli istituti di istruzione superiore, sia pubblici che privati, si affidano alle iscrizioni degli studenti per ottenere finanziamenti. Per molte università e college, dunque, ogni studente che passa attraverso il loro campus e non rimane “folgorato” dalla magnificenza e dall’immagine che l’università dà di se stessa, è uno studente che non si fermerà mai a studiare in quella università, la quale pertanto perderà entrate. Ciò ha portato molti istituti a costruire sì servizi più grandi e migliori, tra cui dormitori, centri di accoglienza e strutture didattiche di vario genere, ma al contempo senza badare troppo alla loro qualità e durabilità. I funzionari responsabili dell’Hampshire College, di cui il R.W. Kern Center è oggi il miglior biglietto da visita, hanno voluto rompere questa tendenza, chiedue obiettivi in mente: progettare e costruire uno spazio che servisse generazioni di studenti del College e aiutare l’istituto a raggiungere la neutralità rispetto alla CO2 entro il 2020. Lo studio di architettura Bruner/Cott & Associates di Cambridge, in Massachusetts, è stato uno degli studi a presentare la propria proposta

Photo: Robert Benson Photography

dendo proposte a oltre 40 studi di architettura, con

ottenendo, alla fine, l’incarico per la costruzione.

L’evoluzione del progetto Nel tentativo di distinguersi dalle altre proposte, gli architetti di Bruner/Cott hanno alzato ulteriormente l’asticella durante la progettazione del Kern Center, adattando il design affinché potesse ottenere la certiProgetto Bruner/Cott & Associates, Inc., Cambridge - MA (USA) Impianti Kohler & Lewis Engineers, Keene - NH (USA); R. W. Sullivan Engineering, Boston - MA (USA); Berkshire design Group, Northampton - MA (USA) Ingegneria strutturale Foley Buhl Roberts & Associates Inc., Newton - MA (USA) Strutture in legno Bensonwood, Walpole - NH (USA) Appaltatore generale Wright Builders, Inc., Northampton - MA (USA) Superficie di progetto 16.940 sf (ca. 1.574 m2) Fine lavori 2016 Certificazione Living Building Challenge 2.1

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ficazione Living Building Challenge. Si tratta di un’iniziativa dell’International Living Future Institute (ILFI) e rappresenta uno degli standard di sostenibilità più esigenti per le nuove costruzioni poiché gli edifici non devono solo soddisfare obiettivi a lungo termine di energia, acqua e sprechi ma devono anche essere costruiti interamente con materiali che non contengano sostanze chimiche dannose presenti in una cosiddetta Lista Rossa (Red List) redatta dall’ILFI stesso. Nel periodo in cui si progettava e costruiva il R.W. Kern Center, inaugurato nella primavera del 2016, solo 16 edifici in tutti gli Stati Uniti avevano ottenuto la certificazione LBC. Il progetto finale è costato 10,4 milioni di USD (di cui 7,4 solo per la costruzione) ed è stato finanziato privatamente da oltre 100 donatori.


Il Kern Center rappresenta la “porta” dell’Hampshire College e si configura come uno spazio pubblico e comune per l’interazione tra tutti i membri della comunità del campus che ne fruiscono direttamente gli spazi. Il progetto di costruzione ha inoltre cambiato la viabilità pedonale, riportando le persone e la natura al centro del campus, intersecando i suoi percorsi proprio nel Kern.

Il Kern Center è il risultato di un processo di progetta-

semplificando quindi la manutenzione e la sostitu-

zione inclusivo e integrato in cui il College, il team di

zione. La semplice ed economica struttura in legno

progettazione e l’appaltatore hanno collaborato per

con sistemi standard per le pareti ha reso il progetto

consolidare gli obiettivi, la missione e le strategie del

più accessibile e più facile da costruire per la manodo-

progetto. Non solo, attraverso i numerosi incontri or-

pera locale. Il tetto stesso soddisfa molte esigenze, for-

ganizzati durante l’iter progettuale, tutti i membri

nendo ombreggiature, ripari, un’ampia superficie per

della comunità universitaria sono stati ascoltati, con-

la raccolta di acqua e per il FV.

tribuendo direttamente all’esito finale.

Architettonicamente, la struttura polifunzionale del

La fattibilità economica dell’intervento è stata un

Kern distribuisce ambienti come uffici, sale riunioni,

tema centrale nella progettazione del Kern Center,

aule didattiche e spazi comuni in due ali unite da un

poiché il budget a disposizione e le esigenze connesse

atrio centrale vetrato a doppia altezza, vero core del

con la certificazione LBC hanno reso necessario che si

progetto e che espleta la funzione di punto di accesso

sfruttassero al massimo i materiali e le risorse dispo-

principale al campus stesso.

nibili. Una delle strategie impiegate, per esempio, ha

L’impianto compositivo segue l’ambiente circostante

riguardato l’eliminazione di tutte le finiture non ne-

cercando, laddove possibile, di valorizzare le viste

cessarie, rendendo la struttura e gli impianti parte

verso gli elementi naturali esterni.

dell’estetica: la pavimentazione in legno del 2° piano è

Inaugurato nel 2016, ad aprile 2018 il Kern ha ricevuto

anche direttamente soffitto; la lastra di cemento del

la certificazione Living Building dell’ILFI, seguendo

piano terra è stata lucidata e funge da finitura; con-

gli step indicati dall’istituto di Seattle così come indi-

dutture e tubazioni sono visibili in tutto l’edificio,

cati nelle pagine successive.

progetti

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piano interrato elementi del trattamento delle acque grigie

Massachusetts Green Building Award per la categoria Beauty, l’AIA Western Mass Sustainability Merit Award e il premio Leadership del Forest Stewardship Council. Oltre, ovviamente, alla certificazione LBC.

Vincitore di un 2017 COTE Top Ten Award dell’American Institute of Architects e pubblicato sulla rivista National Geographic, il Kern Center ha raccolto anche altri riconoscimenti nel 2016: l’Honor Award Boston Society of Architects, l’USGBC

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piano terra

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vestibolo d’entrata atrio zona living galleria, spazio comune di collegamento aula staff d’ammissione uffici dei consulenti ufficio del direttore wc ascensore


sostenibile nella regione. Controllando e procurando materiali conformi alle richieste del LBC, l’appaltatore sta applicando questa esperienza ad altri progetti. Infine, lo studio di architettura Bruner/Cott ha fatto proprie le lezioni apprese nel corso del progetto, tra cui l’impostazione di specifici obiettivi di rendimento, la semplificazione delle gamme dei materiali e la pre-verifica di prodotti complessi.

Photo: Robert Benson Photography

Il progetto del Kern Center ha avuto delle ricadute positive non indifferenti, influenzando l’industria e la politica locali. Come progetto pilota del DEP (Department of Environmental Protection) del Massachusetts, il suo sistema di recupero e riutilizzo delle acque grigie sta aprendo la strada a futuri progetti di reti a zero acqua. Il subappaltatore dei lavori in legno è diventato, nel frattempo, certificato FSC, proprio grazie al progetto, aumentando quindi la disponibilità di legname

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galleria, spazio comune di collegamento aula uffici dei consulenti wc ascensore spazio dedicato alle sessioni di informazione uffici degli aiuti finanziari

piano superiore

progetti

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Il costruire come strumento didattico Per raggiungere lo status di Living Building, i progetti

denti del college che si sono incontrati spesso con gli

devono documentare i valori di un anno di dati sulle

architetti di Bruner/Cott per pianificare l’uso dell’edi-

prestazioni post-occupazione dimostrando così che si

ficio, mentre durante la costruzione la struttura fun-

tratta realmente di un edificio che consuma acqua

geva da laboratorio educativo.

netta zero, energia netta zero e produce zero rifiuti.

Attualmente, studenti e docenti stanno studiando i si-

Le strutture certificate devono essere interamente au-

stemi di funzionamento del Kern: la circolazione non

tosufficienti e devono soddisfare tutti e 20 gli “impe-

solo dell’acqua ma anche del carbonio (!) nel tratta-

rativi”, cioè le categorie previste.

mento dei rifiuti, gli algoritmi per il monitoraggio del

In linea con l’obiettivo dell’Hampshire College di con-

consumo di energia e altro ancora, implementando i

sentire agli studenti di apprendere attraverso l’espe-

corsi di scienze, matematica, design, studi ambientali,

rienza, l’evoluzione del progetto del Kern Center è

ingegneria, tecnologia e quant’altro già presenti nel

stato reso più facile proprio dagli studenti e dai dipen-

manifesto degli studi universitario.

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schema del trattamento delle acque

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acque meteoriche filtro a vortice prima cassetta di risciacquo troppo pieno scarica nel rain garden rain garden cisterna per stoccaggio acqua acqua calda utenze varie (lavandini) porta di campionamento

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per acqua potabile 10 trattamento delle acque parallelo in sequenza (filtri-cartuccia; filtri ai carboni attivi; disinfezione UV) 11 serbatoio di pressione 12 porta di campionamento per controllo acqua non trattata 13 doppia pompa

14 ricircolo acqua 15 filtro primario acque grigie 16 sistema trattamento acque grigie tramite piante indoor 17 evotraspirazione 18 ventilazione 19 toilette compostanti 20unità compostanti 21 serbatoi di stoccaggio del percolato

22 condensa 23 sistema principale di protezione antincendio 24sprinkler 25 sistema di trattamento tramite aiuole umide (wetland) 26 tombino sanitario 27 struttura esterna di campionamento 28 assorbimento nel suolo


Photo: Robert Benson Photography

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schema della produzione e gestione dell’energia

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pannelli FV isolamento copertura R-60 lampade a LED pompa di calore distributore BC ventilatore di recupero dell’energia scalda acqua pompe di calore aria/aria sistema di trattamento dell’acqua alle cisterne pannello di distribuzione principale

12 inverter di backup 13 corrente alternata 14 invertitori di potenza 15 display 16 accumulo luce naturale 17 corrente diretta 18 inverter 19 aria esausta 20aria fresca 21 ventilazione naturale

La biofilia, intesa come tendenza innata a creare connessioni con la natura, è stata un fattore saliente nella progettazione e costruzione del Kern Center, grazie all’uso che è stato fatto di materiali locali, soprattutto la pietra e il legno ma anche la vegetazione, impiegata come elemento progettuale fondante dell’edificio.

progetti

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La certificazione LBC La peculiarità della certificazione Living Building

consuma il 100% di energia prodotta sul posto, senza

Challenge consiste nella valutazione delle reali pre-

ricorrere a combustibili fossili.

stazioni dell’edificio in uso, verificandone i consumi,

Dal punto di vista pratico, il Kern Center utilizza toi-

le emissioni di CO2, la produzione energetica e dei ri-

lette compostanti, raccoglie l’acqua piovana, tratta la

fiuti ecc. dopo il primo anno di funzionamento. La

propria acqua grigia e genera la propria energia attra-

LBC dà la possibilità di certificare l’edificio secondo

verso una serie di pannelli fotovoltaici montati sul

tre diversi percorsi:

tetto per una produzione annuale totale di 118 kW

1. Living Building Certification: la certificazione più

(nell’anno di monitoraggio, l’edificio ha prodotto circa

completa, basata sulla conformità obbligatoria a 20

il 17% di energia in più rispetto alla quantità prevista).

“imperativi” distribuiti su 7 “petali” (aree di sostenibi-

Le prestazioni legate alla produzione di energia e

lità), richiesta e ottenuta dal R.W. Kern Center;

acqua del Kern Center sono disponibili quasi in tempo

2. Petal Certification: che richiede di conseguire al-

reale attraverso una dashboard online.

meno 3 dei 7 petali, uno dei quali nelle sezioni acqua,

Utilizzando toilette compostanti, si è in pratica elimi-

energia o materiali;

nata la formazione di acque nere, riducendo il con-

3. Net Zero Energy Certification: premia l’edificio che

sumo complessivo di acqua a 100 galloni al giorno

Le “fioriere” che corrono internamente lungo le pareti vetrate al piano terra non solo trattano l’acqua grigia proveniente da tutti gli scarichi delle acque dell’edificio, creando un habitat naturale, ma sono anche un piacevole elemento biofilico per l’atrio. Dato il clima freddo in inverno, le piante forniscono inoltre una sorta di “zona cuscinetto” verde quando fuori c’è la neve.

18

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I petali e gli imperativi (corrispondenti circa a 379 litri). Le acque grigie ven-

1) Petalo del luogo (Place Petal): riflette la modalità

gono filtrate attraverso le piante – presenti all’interno

con cui le persone si relazionano con l’ambiente che le

dell’atrio centrale, che evapotraspirano – e, se neces-

circonda il quale, a sua volta, deve riconnettersi alla

sario, vengono deviate verso una zona umida esterna

propria storia e alle proprie radici culturali.

(wetland) di piantagioni native della zona. Come pro-

1. Imperativo dei limiti alla crescita

getto pilota, questo sistema ha già avuto un impatto

2. Imperativo dell’agricoltura urbana

sulla politica idrica ambientale del Massachusetts.

3. Imperativo dello scambio di habitat

Le acque meteoriche vengono invece raccolte dal tetto

4. Imperativo del vivere car-free

e conservate in due cisterne da 5.000 litri adiacenti

2) Petalo dell’acqua (Water Petal): l’acqua deve es-

l’edificio. Da queste passano attraverso filtri di carbonio

sere considerata come una risorsa preziosa e centrale

e UV nel seminterrato e sono pronte per l’uso, senza ne-

del progetto, un bene comune al servizio delle per-

cessità di un trattamento chimico. È stato eliminato

sone e della natura in generale.

anche il problema dell’eventuale danneggiamento che

5. Imperativo dell’acqua net zero

può essere causato dal deflusso delle acque piovane, le

6. Imperativo dei flussi di acqua ecologica

quali vengono convogliate nei rain gardens (giardini

3) Petalo dell’energia (Energy Petal): l’energia deve

della pioggia) dove vengono riassorbite dal terreno.

essere prodotta impiegando fonti energetiche sostenibili e deve lavorare in modo salutare e mai inquinante. 7. Imperativo dell’energia net zero 4) Petalo della salute e della felicità (Health and Happiness Petal): gli spazi devono essere sani, solidi e favorire salute e felicità di chi li utilizza. 8. Imperativo dell’ambiente civilizzato: 9. Imperativo dell’aria salubre 10. Biofilia 5) Petalo dei materiali (Materials Petal): i materiali non devono essere tossici ma rigenerativi, equi e trasparenti dal punto di vista sociale. 11. Imperativo della Lista Rossa (Red List) 12. Imperativo dell’impronta di carbonio incorporato 13. Imperativo dell’industria responsabile 14. Imperativo dell’approvvigionamento con living economy 15. Imperativo della conservazione e del riuso 6) Petalo dell’equità (Equity Petal): è necessario creare un senso di comunità giusto ed equo, che non dipenda dall’età, dalla classe sociale, dal genere o da altri fattori discriminati. 16. Imperativo della scala umana e dei luoghi umani 17. Imperativo della democrazia e della giustizia sociale 18. Imperativo del diritto alla natura 7) Petalo della bellezza (Beauty Petal): la bellezza deve essere ricercata in ogni progettazione e costruzione e diventare un bene comune al servizio di tutti. 19. Imperativo della bellezza e dello spirito 20. Imperativo dell’ispirazione e dell’educazione

progetti

19


I materiali secondo la LBC Il Kern è stato anche progettato per avere un basso im-

la necessità che tutti i materiali e componenti della

patto a fine vita. La maggior parte dell’edificio è iso-

costruzione siano privi di circa 20 sostanze chimiche

lato con cellulosa, un materiale a basso tenore di

elencate nella Red List.

carbonio che però può garantire alte prestazioni, non

Il team di progetto, in collaborazione con il team di

tossico e riciclabile. Le connessioni imbullonate della

costruzione ha pertanto cercato materiali versatili, a

struttura in legno ne consentono uno smantella-

basso impatto e testati, progettando l’edificio attorno

mento facilitato per il riutilizzo o il trasferimento. La

a essi e cercando di ottenere un equilibrio tra durata,

semplicità dei materiali impiegati riduce al minimo il

facilità di manutenzione, approvvigionamento locale,

lavoro di separazione e smistamento al momento

industria responsabile ed eliminazione delle sostanze

dello smontaggio, aumentando le probabilità di recu-

inquinanti e/o dannose presenti nella Red List, a ot-

pero e riutilizzo.

temperanza degli Imperativi distribuiti sui diversi Pe-

Anche il paesaggio che circonda l’edificio, e che emula

tali della certificazione LBC.

l’ecosistema indigeno, prevalentemente nella forma di

Il legno rientra tra i primi materiali scelti, costituendo

un prato a bassa manutenzione che preserva la vege-

il principale materiale strutturale. L’uso minimo di ac-

tazione autoctona, crea non solo un ambiente esteti-

ciaio e cemento e l’uso di materiali locali e di recupero

camente piacevole ma riduce al minimo anche

hanno poi contribuito a diminuire drasticamente l’im-

l’energia spesa per la sua manutenzione, aiutando al

pronta di carbonio totale, così come il design semplice

contempo la sopravvivenza di una vasta gamma di

ha ridotto gli sforzi di controllo del prodotto finale.

animali selvatici. Oltre al prato, i rain gardens collocati

Altri componenti, come le finestre con triplo vetro e i

in posizione strategica riescono a filtrare fino al 100%

sistemi impiantistici ad alta efficienza, sono stati sele-

dell’acqua piovana che cade sul posto, eliminando

zionati principalmente per le loro prestazioni.

quindi dannosi ruscellamenti.

Photo: Robert Benson Photography

Uno degli aspetti più difficili della certificazione LBC è

20

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La bellezza grezza dei materiali scelti – soprattutto legno, cemento e pietra – ha permesso al team di rinunciare a finiture superflue e di spendere il proprio “budget di carbonio” in componenti sì ad alto impatto ma anche ad alte prestazioni, come le finestre a triplo vetro, i sistemi impiantistici e gli isolamenti.

L’iter progettuale che ha portato alla realizzazione del Kern ha spinto più di un soggetto coinvolto nella progettazione, che mai prima di allora si era cimentato in una costruzione che

rispettasse gli stringenti requisiti del LBC, a domandarsi: Come si può costruire diversamente? Oppure a esclamare:Yes, you can do it! Sì, si può fare!

1

4 2

1 3

2

Parete esterna, dall’esterno: - rivestimento in pietra - strato d’aria - membrana aperta al vapore applicata mediante spray - compensato in legno di chiusura della struttura a telaio - cellulosa insufflata - cartongesso di chiusura

1 2 3 4

struttura portante in legno rinforzata (2x6 + 2x4) ancoraggio per il rivestimento in pietra ancoraggio attaccato alla struttura in legno barra di ancoraggio

progetti

21


Una minimalistica struttura in legno L’edificio presenta una struttura portante a telaio in

l’estremità della trave e l’estremità superiore del pila-

legno lamellare per lo più senza colonne. Invece di

stro, con piastre poste a coltello al centro di entrambi i

travi di dimensioni uniformi, i progettisti di

montanti e della trave, fissate da sole due viti con ro-

Bruner/Cott hanno collaborato con il fornitore di

sette e due bulloni.

legno lamellare (di Montreal), con l’impresa di costru-

Pur essendo stato lavorato a solo un’ora dal sito, il le-

zioni e con lo studio di ingegneria strutturale per de-

gname per gli elementi lamellari proviene da una fo-

terminare la dimensione più piccola possibile di

resta del Canada settentrionale, nella quale si

ciascun elemento, elaborando una sorta di “gerarchia

raccolgono in modo selettivo alberi dal diametro

strutturale” del telaio in modo da aumentare l’effi-

estremamente ridotto.

cienza complessiva dell’edificio.

Sebbene la maggior parte delle travi siano relativa-

Il team strutturale ha progettato un piano di calpestio

mente piccole, alcune misurano tuttavia 41 piedi (ca.

in quercia leggero da 4’’ (ca. 10,16 cm) per il secondo

12,5 m) di lunghezza, 9 pollici (ca. 23 cm) di larghezza

piano, in modo che questo potesse autoreggersi il più

e 38 pollici (ca. 97 cm) di altezza, con pesi che raggiun-

possibile, permettendo alle travi di essere distanziate

gono le 3.700 libbre (ca. 1.678 kg).

di 8 piedi (ca. 2,4 m) al centro.

Tra i vantaggi della struttura c’è il fatto che essa può

Uguale attenzione è stata dedicata alla semplifica-

essere facilmente adattata o, quando arriva il mo-

zione delle connessioni tra gli elementi strutturali.

mento, smontata. Il Kern Center è, infatti, stato pro-

Nelle aule al piano superiore, ad esempio, le travi di

gettato anche per la flessibilità, in modo che possa

legno lamellare da 5’’ e 12’’ si uniscono, come se fos-

essere adattato al cambiamento delle esigenze della

sero un’unica trave di dimensioni equivalenti, a un pi-

scuola, una caratteristica che si è potuta testare

lastro di sezione quadrata da 5’’.

quando il College decise, in fase di costruzione, di non

Una piastra di base in acciaio larga 5’’ è inserita tra

trasferire la biblioteca del campus al Kern Center.

1

1 2 3 4 5

5 2 3

5

4

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trave in legno lamellare (5’’x12’’) piastra in acciaio (0,5’’) piastra in acciaio posta di coltello (0,25’’) pilastro in legno lamellare (5’’x5’’) bullone (ø 0,5’’x4’’) con rosetta e svasatura


Il Kern Center è stato progettato anche per il suo riutilizzo o ri-proposizione. L’intelaiatura aperta in legno lamellare consente di spostare o riorganizzare le pareti interne senza interventi strutturali mentre i sistemi impiantistici ed elettrici visibili facilitano il re-routing o il ricablaggio. In generale, tutti i sistemi impiegati sono stati progettati per essere riparati o sostituiti facilmente.

Nel Kern Center sono presenti circa mezza dozzina di specie di legno, scelte appositamente per essere coerenti con lo spazio progettato: il peccio mariano (Picea mariana) per il legno lamellare; frassino e betulla per le porte; quercia rossa recuperata per la pavimentazione e la scala; pino per il soffitto e cedro per il rivestimento esterno.

progetti

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Involucro L’involucro del Kern Center massimizza l’efficienza termica, incorporando materiali a basso tenore di carbonio e compatibili con le prescrizioni del LBC. I sistemi energetici dell’edificio sono stati progettati appositamente per un clima freddo: orientamento solare passivo, isolamento importante, involucro a tenuta d’aria, ombreggiature esterne e finestre con triplo vetro contribuiscono a mitigare gli sbalzi di temperatura e umidità tipici del New England. La parete a doppia cavità e il tetto sono riempiti di cellulosa per ottenere valori di resistenza termica rispettivamente di R-40 e R-60. Le finestre, alte e manovrabili, consentono di avere un edificio molto luminoso con un rapporto finestra-parete del 30%. 1 colonna in legno lamellare 2 piastra di base in acciaio 3 manto superficiale di copertura del pilastro in c.a. 4 spazio per le piante del sistema di gestione delle acqua grigie

5 6 7 8 9

barriera al gas e al vapore isolamento rigido drenaggio acqua grigie pendenza per drenaggio elemento orizzontale del serramento in alluminio

9 1 10

11

2 9

6

6

6

Una buona parte dei materiali da costruzione del Kern Center è stata reperita in prossimità del sito: il rivestimento in scisto è stato estratto a meno di 30 miglia da Amherst; il legname lamellare è stato fabbricato

Photo: Robert Benson Photography

5

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3

4

13 14 7 15 8

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10 11 12 13 14 15

vetro sistema ombreggiante esterno elemento di base prefabbricato tavola di drenaggio fondazione in c.a. delle pareti impermeabilizzazione al vapore solo su pareti che temono il gelo


60 miglia a nord mentre i tavolini rotondi del caffè sono stati ricavati da due vecchi Quercus palustris abbattuti nel campus.

L’efficacia della semplicità Poiché la cura posta in fase di progettazione delle ca-

Un sistema a pompa di calore azionato da inverter for-

ratteristiche architettoniche dell’edificio ha permesso

nisce riscaldamento e raffreddamento agli spazi in

di ridurre drasticamente, già a monte, il consumo

maniera congiunta con il sistema di ventilazione a re-

energetico, l’impiantistica installata nel Kern Center è

cupero di calore (HVAC), mentre i pannelli FV pre-

piuttosto semplice ancorché di elevata qualità presta-

senti sul tetto sono in grado di generare energia più

zionale.

che a sufficienza per il funzionamento del Centro.

progetti

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progetti

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Attivamente passiva Casa sul Parco, Fidenza (PR)

Photo: Matteo Piazza

Definire la strada per la riqualificazione energetica nel centro città . Può essere riassunto con questa frase il percorso che ha portato il committente/costruttore in collaborazione con architetti, ingegneri e termotecnici a ricostruire nel centro di Fidenza un complesso abitativo di 10 appartamenti, che ha raggiunto non solo prestazioni passive ma anche il Label internazionale Active House coniugando energia e comfort abitativo in tutti i suoi aspetti.

progetti

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Photo: Matteo Piazza

La vista da nord permette di individuare i tre volumi abitativi che compongono il complesso, lateralmente quelli abitativi e al centro il blocco di collegamento.

Promotore, committente, costruttore Montanari Costruzioni S.r.l., Fidenza (PR) Progetto arch. Giovanni Del Boca - Studio Del Boca & Partners, Parma; Studio arch. Simona e Giovanni Rossi, Fidenza (PR)

Struttura Studio ing. Sergio Foppiani, Roveleto di Cadeo (PC) Architectural Lighting arch. Rada Markovic Paesaggio arch. Anja Werner

L’Art Nouveau nel XXI secolo Il riuso del tessuto urbano costruito è oggi più che mai

la normativa permetteva la demolizione e ricostru-

un tema di fondamentale importanza per migliorare e

zione. Tuttavia l’abbattimento dell’abitazione diede

riqualificare i centri delle nostre città, siano esse enti

vita a un dibattito acceso in città che portò all’inter-

metropolitani o cittadine con qualche decina di mi-

vento della Soprintendenza ai Beni architettonici di

gliaia di abitanti o piccole realtà comunali. Se il ri-

Parma la quale pose un vincolo di edificabilità “condi-

sparmio di suolo viene inoltre declinato secondo temi

zionata” all’intero comparto urbano. Ciò si tradusse in

di risparmio energetico, tecnologie all’avanguardia e

un progetto di ricostruzione concordato con il soprin-

sostenibilità, ecco allora che sarà più semplice rag-

tendente che indicò come il nuovo edificio avrebbe

giungere lo standard nZEB negli edifici di nuova co-

dovuto “riverberare” la storia di quello precedente,

struzione ed esistenti e creare un nuovo e duraturo

anche se con un linguaggio contemporaneo, gene-

sviluppo per il mondo delle costruzioni.

rando una corrispondenza tra vecchio e nuovo in ter-

Casa sul Parco, complesso di 10 unità abitative, non è

mini di volumi e impronta di superficie sul terreno. La

solo questo, ma rappresenta anche un’innovativa rilet-

soluzione proposta per Casa sul Parco presenta dun-

tura del costruito in continuità col passato; vediamo

que tre volumi di altezze e dimensioni diverse, di cui

come. Il nuovo fabbricato sorge infatti sul sedime di

quello d’angolo, sospeso su sei grandi pilastri inclinati

un preesistente villino di inizio Novecento di ispira-

a richiamare i tronchi secolari dei tigli del parco pro-

zione Liberty su cui non gravava alcun vincolo e di cui

spiciente e a reinterpretare l’impianto a torre dell’edi-

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ficio novecentesco, racchiude i collegamenti verticali.

Il complesso nasce dall’iniziativa dell’impresa e com-

Gli altri due corpi ospitano le residenze tra slittamenti

mittente Montanari Costruzioni con l’intento di inno-

dei piani e aggetti longitudinali che, segnati da can-

vare non solo dal punto di vista compositivo e

dide modanature e aperture trasparenti, danno vita

urbanistico ma anche sotto il profilo delle tecnologie

ad ampi spazi aperti i quali diventano dei veri e propri

costruttive e impiantistiche, divenendo il primo com-

giardini pensili, integrandosi a loro volta con il verde

plesso residenziale della provincia di Parma a essere

pubblico del parco, e che plasmano loggiati riservati

certificato dal Passive House Institute Italia.

che d’estate mitigano l’apporto solare. L’atrio di in-

Grazie all’impegno e alla competenza del costruttore-

gresso è una vera e propria piazza coperta a disposi-

promotore, Casa sul Parco ha ottenuto anche la certifi-

zione non solo dei proprietari degli appartamenti ma

cazione Active House Italia e il Label International

anche della cittadinanza.

Active House.

Lavori aprile 2012 - marzo 2017

Superficie verde 332 m2

Superficie fondiaria 1150 m2

Certificazioni • Passive House Institute Italia • Active House Italia, Label International Active House

Photo: Matteo Piazza

Superficie utile 944 m2

L’articolata composizione volumetrica ha consentito di creare ampie logge esterne, sottolineate dai colori chiari dei profili che contrastano con il rivestimento degli attici e delle schermature mobili in alluminio.

progetti

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piano primo

Un involucro passivo trasparente Per dimostrare che anche gli edifici realizzati con me-

Le prestazioni termiche dell’edificio sono state incre-

todi e materiali coerenti con la tradizione costruttiva e

mentate ulteriormente quando l’impresa ha deciso di

con le condizioni climatiche locali possono raggiun-

posare i serramenti in monoblocchi a scomparsa con

gere obiettivi prestazionali e di comfort molto elevati,

controtelaio, cassonetto isolato ispezionabile e avvol-

l’impresa Montanari ha deciso in corso d’opera di mi-

gibile coibentato. Sottoposti a prove di laboratorio in

gliorare gli obiettivi energetici del complesso edilizio,

una hot box e prodotti su misura per rispondere alle

così da proporre sul mercato un prodotto differente e

esigenze architettoniche del progetto, questi elementi

di alta qualità. Intervenire su una struttura in già

presentano proprietà termoisolanti (L2D 0,50 W/mK,

pria sfida e ha comportato soprattutto la riduzione

montanti Ψ 0,052 W/mK, cassonetti Ψ 0,080 W/mK,

delle dispersioni termiche – era necessario guada-

un abbattimento acustico R’w di 50 dB circa con picchi

avanzato stato di realizzazione è stata una vera e pro-

2

tenuta all’aria classe 4) ideali per un edificio passivo e

gnare circa 4 kWh/m anno per raggiungere lo stan-

di 53 dB.

dard passivo – curando in particolar modo l’involucro,

I serramenti sono in alluminio a taglio termico con

che consta di una struttura in calcestruzzo armato e

vetrate basso emissive e doppia vetrocamera e, a se-

murature in laterizio coibentate con lastre di polisti-

conda dell’esposizione e della presenza di scherma-

rene intonacate. Griglie metalliche schermano i fronti

ture, le finestre presentano valori di trasmittanza e

e le superfici maggiormente colpite dall’irraggia-

fattori solari diversi. Nelle unità abitative dell’ultimo

mento solare al fine di ottimizzare la funzione termoi-

piano, i bagni sono dotati di finestre da tetto, posate

solante del cappotto e di esaltare l’inerzia termica

su cornici presagomate termofonoisolanti in estruso

dell’involucro opaco.

di poliuretano.

30

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Nell’immagine in basso, a ovest gli appartamenti si affacciano verso l’area verde privata esterna. Al centro spicca, compatto e completamente chiuso, il suo volume prismatico di collegamento.

piano secondo

piano quarto

Trasmittanza media pareti esterne U = 0,12 W/m2K Trasmittanza media solaio contro vani non riscaldati U = 0,18 W/m2K Trasmittanza media copertura U = 0,15 W/m2K Trasmittanza media serramenti Uw 0,87 W/m2K

Consumo energetico annuo per riscaldamento (PHPP) 14,6 kWh/m2 anno Consumo energetico annuo per raffrescamento (PHPP) 12,7 kWh/m2 anno Carico termico invernale 13,6 W/m2

Photo: Matteo Piazza

Carico termico estivo 12,9 W/m2 Emissioni di CO2 evitate 37 ton CO2/anno Tenuta all’aria n50 0,55 h-1

progetti

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prospetto est

Nella pagina accanto, dall’alto a sinistra in senso orario: la centrale termica, una delle macchine di VMC che sono state installate in ciascun appartamento, la coibentazione dei terrazzi esterni e la posa dell’impianto radiante. prospetto ovest

prospetto sud

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Impianti attivi Vista la particolare attenzione posta nella risoluzione

mento, e di deumidificatori isotermici per la fase

dei ponti termici – l’edificio è molto articolato dal

estiva. Sonde di temperatura e di umidità relativa con-

punto di vista volumetrico – al fine di minimizzare le

sentono un costante controllo del punto di rugiada in

dispersioni termiche dell’involucro, il sistema impian-

regime estivo, oltre alla personalizzazione della tem-

tistico del complesso edilizio prevede il solo utilizzo di

peratura ambiente.

pompe di calore e di un sistema di ventilazione mec-

Un impianto autonomo di ventilazione meccanica

canica che coprono la richiesta energetica. In partico-

controllata con recupero del calore sensibile e latente

lare, sono state installate due pompe di calore

ad alta efficienza è stato installato in ogni unità im-

terra/acqua gestite in sequenza e collegate a un

mobiliare così da assicurare il costante ricambio del-

campo geotermico costituito da otto sonde verticali,

l’aria ambiente; la presa e l’espulsione dell’aria

di tipo chiuso, ciascuna della profondità di 150 m, per

avvengono in copertura.

una potenza di circa 60 kW. Scambiatori di calore a

Casa sul Parco dispone anche di un campo fotovol-

piastra con valvole a tre vie motorizzate consentono il

taico remoto da 10 kWp al fine di non impattare sul-

funzionamento in active cooling e in natural cooling

l’architettura del fabbricato e del tessuto urbano

in estate; i terminali di impianto sono pannelli ra-

costruito. Un sistema di supervisione, basato su tec-

dianti a pavimento a bassa temperatura integrati in

nologia bus per la gestione da remoto, permette di

massetto anidritico naturale a bassa inerzia. I bagni

controllare l’impianto termomeccanico di climatizza-

sono corredati anche di un termoarredo a bassa tem-

zione e produzione dell’acqua calda sanitaria e la sua

peratura, il quale funge da integrazione al riscalda-

contabilizzazione e regolazione.

progetti

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Una Active House si fonda su tre principi cardine: Energia, Clima interno e Ambiente. È innanzi tutto un edificio ad altissima efficienza energetica, caratterizzato da un involucro con elevate prestazioni che richiede un fabbisogno energetico ridotto il quale, per gran parte, è coperto da fonti energetiche rinnovabili integrate nel fabbricato. Una Active House è un fabbricato al cui interno si registrano alti livelli di luce naturale e un’ottima qualità dell’aria interna che ricreano così le stesse condizioni dell’ambiente esterno contribuendo a realizzare un significativo e ottimale comfort interno. Questa tipologia di fabbricati interagisce positivamente con l’ambiente che li circonda attraverso l’utilizzo di materiali connotati da un basso impatto ambientale. Questi tre principi sono riassunti in un Radar Active House che mostra come in una Active House ogni criterio è in equilibrio con gli altri, fornendo una panoramica a 360° dell’edificio.

C 1

B In basso, a sinistra, isolamento integrativo e correzione dei ponti termici nell’atrio di ingresso, a destra coibentazione del primo solaio del fabbricato. Nella pagina accanto, in basso a sinistra coibentazione box auto, a destra struttura e isolamento manto di copertura.

D

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C 1

Parete esterna torrette mansarde (A), dall’esterno: - frangisole con profili di alluminio (3+3 cm) - spazio tra frangisole e parete (7 cm) - rasatura con collante cementizio (1 cm) - EPS grafitato (13 cm) - collante cementizio (1 cm) - muratura, setti e pilastri in cls (20 cm) - lana di vetro (25 kg/m3, 12,5 cm) - doppia lastra in gesso rivestito (2,5 cm) Parete esterna (B), dall’esterno: - rasatura con collante cementizio (1 cm) - EPS grafitato (23 cm) - collante cementizio (1 cm) - muratura in cls (30 cm) - intonaco calce-cemento (1 cm) Copertura (C), dall’esterno: - rivestimento in alluminio - lana di roccia - strato separatore (2,5 cm) - tavolato in abete (2,5 cm) - listelli per ventilazione (6 cm) - membrana traspirante (1 cm)

A

- lana di roccia (70 kg/m3, 8 cm) interposta a listelli di legno (8x8 cm) - lana di roccia (70 kg/m3, 8 cm) interposta a listelli di legno (8x8 cm) - barriera al vapore (1,2 cm) - lana di roccia (150 kg/m3, 7 cm) - pannello portante in lamellare massiccio (11 cm) - rivestimento in cartongesso (1 cm) Solaio su vano non riscaldato (D), dall’estradosso - parquet/ceramica (1,5 cm) - massetto in anidride (5,5 cm) - pannello per radiante (3 cm) - XPS (3 cm) - fonoimpedente e foglio di PE come barriera vapore (0,8 cm) - calcestruzzo cellulare espanso e impianti ricoperti da malta bastarda (11,2 cm) - soletta c.a. (25 cm) - stiferite (5 cm) - controsoffitto con lastre di fibrocemento (1,5 cm)

1

struttura portante HEB 200

progetti

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Come accennato a pag. 30 dell’articolo, Casa sul Parco è diventata una passive house in corso d’opera; tuttavia, visto che i lavori erano già in fase avanzata, un upgrade di questo genere sembrava impossibile. Non però per l’ing. Marco Boscolo, compianto e stimato professionista e membro attivo del comitato scientifico del Passive House Institute Italia, il quale ha raccolto la sfida, superandola con perizia, grazie anche alla sua continua attività di ricerca scientifica sugli edifici passivi e sui componenti edilizi idonei a questo standard sia a livello teorico che applicata sul campo. L’obiettivo primario per l’ing. Boscolo è stato non solo garantire il comfort abitativo a Casa sul Parco attraverso un’ottima coibentazione, un’altrettanto efficace tenuta all’aria e a sistemi impiantistici che assicurassero un’aria salubre, ma soprattutto curare ogni minimo dettaglio sia in fase progettuale che costruttiva: solo in questo modo si è ottenuta un’effettiva riduzione dei consumi energetici e il raggiungimento della certificazione PHI Italia.

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Dettaglio solaio ambiente abitato-logge esterne, dall’estradosso: - parquet/ceramica (1,5 cm) - massetto in anidride (5,5 cm) - pannello per radiante (3 cm) - fonoimpedente e foglio di PE come barriera vapore (0,8 cm) - calcestruzzo cellulare espanso e impianti ricoperti da malta bastarda (14,2 cm) - soletta c.a. (20 cm) - isolamento in EPS (12,5-36 cm) - rasatura con collante cementizio (1 cm)

Photo: Matteo Piazza

L’interno di una delle unità abitative: le aperture vetrate a tutta altezza incorniciano viste sul parco sempre differenti. È possibile anche percepire l’ampiezza delle logge che diventano un proseguimento ideale degli spazi interni.


Photo: Matteo Piazza

L’atrio di ingresso, che diventa uno spazio fruibile non solo dagli inquilini ma anche dal resto della cittadinanza.

Photo: Matteo Piazza

Un dettaglio dell’atrio: i pilastri inclinati richiamano i tronchi dei tigli secolari presenti nel parco prospiciente.


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Photo: Marco Campanini


L’area verde privata illuminata da lampade installate a terra e fornite di sensori che settano l’intensità della luce artificiale a seconda di quella naturale. Le facciate risplendono in base a diversi schemi di illuminazione, progettati appositamente, per soddisfare contemporaneamente efficienza energetica e necessità di passaggio diurno e notturno.

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Photo: Ed Massery

L’aula più verde degli Stati Uniti Frick Environmental Center, Pittsburgh – PA (USA) In Pennsylvania un centro per l’educazione ambientale, costruito interamente grazie a donazioni private, si presenta come l’edificio pubblico a ingresso libero più sostenibile negli Stati Uniti grazie agli obiettivi richiesti, e raggiunti, dalla certificazione Living Building Challenge, una tra le più rigorose da affrontare. Energia e acqua netta zero sono solo due tematiche esaminate dai progettisti per costruire una struttura pensata per ridurre i consumi soprattutto mediante strategie passive. 40

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progetti

progetti

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L’angolo a sud ovest del Centro permette di individuare uno dei ponti di accesso alla struttura e l’anfiteatro esterno creato sul declivio naturale della collina.

Committente Pittsburgh Parks Conservancy & City of Pittsburgh, Pittsburgh - PA (USA) Progetto Bohlin Cywinski Jackson, Pittsburgh - PA (USA) Strutture Barber & Hoffman, Cranberry Township – PA (USA) Appaltatore PJ Dick, Pittsburgh - PA (USA) Impianti meccanici elettrici, idraulici RAM-TECH Engineers, Philadelphia - PA (USA) Paesaggio La Quatra Bonci Associates, Pittsburgh - PA (USA) Superficie 16.440 SF (ca. 1.527 m2) Certificazioni • LEED Platinum • Living Building Challenge v2.1 Consumo energetico 23 kBTU/sf anno

Galateo ambientale Green. Basterebbe solo questo termine per definire e sintetizzare tutto il processo progettuale e costruttivo che ha portato alla realizzazione del Frick Environmental Center (FEC) di Pittsburgh, una struttura nata oggi, l’edificio pubblico a ingresso libero più sostenibile degli Stati Uniti. Il FEC nasce all’interno del più grande parco pubblico della città – il Frick Park di 644 acri – grazie a una joint

Photo: Ed Massery

per essere un faro dell’educazione ambientale e, a

venture tra l’amministrazione di Pittsburgh e la Pittsburgh Parks Conservancy, un’organizzazione non profit fondata da cittadini che nel 1996 hanno raccolto

lume lineare a un piano e solo lungo il pendio retro-

la sfida di preservare i parchi urbani dal deteriora-

stante si apre con i suoi tre piani verso il parco.

mento e dall’abbandono.

Esternamente il FEC è rivestito da doghe di legno lo-

L’ingresso al parco è contrassegnato da due fabbricati

cale certificato con l’intento di fondersi con il bosco

in pietra che, progettati da John Russell Pope e risa-

circostante e mostra grandi aperture vetrate a tutta al-

lenti al periodo di costituzione dell’area verde, sono

tezza che offrono ampie viste sul parco e che permet-

stati restaurati e rifunzionalizzati per le esigenze del

tono di godere degli apporti solari gratuiti d’inverno e

sito; da qui un lungo viale (l’allée), alla fine del quale si

di illuminare il più naturalmente possibile gli interni.

trova una fontana storica, dà l’accesso a una passerella

Acciaio e cls armato costituiscono l’ossatura portante

e a un ponte che consentono di entrare nel Centro, in-

dell’involucro, altamente isolato e a perfetta tenuta

castonato in una collina in pendenza.

d’aria per raggiungere gli obiettivi di energia netta

Sul viale, il fabbricato si presenta con un lungo vo-

zero grazie anche a un campo fotovoltaico che pro-

42

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duce 152.000 kWh all’anno; l’edificio è inoltre auto-

sia per l’educazione all’aperto che per le lezioni prati-

nomo dal punto di vista idrico (approvvigionamento e

che sulla sostenibilità, spingendo i visitatori a immer-

smaltimento), è realizzato solo con materiali di prove-

gersi nel cuore più “selvaggio” del parco.

nienza locale e possiede un sistema di raffrescamento

Costato quasi 14 milioni di dollari, il progetto è stato

e riscaldamento geotermico, sensori di presenza e di

totalmente finanziato da donazioni di privati e anche

controllo della luce diurna. Un grande tetto, quasi

l’odierna gestione è sostenuta da offerte libere.

come un baldacchino, ricopre l’intera struttura sup-

L’edificio ha ottenuto il livello Platinum del protocollo

portato verso il parco da esili pilastrini in acciaio.

LEED e, dopo un anno dall’occupazione, anche la cer-

2

Il Centro ospita in ca. 1.500 m sale, gallerie, aule per

tificazione Living Building Challenge (rif. Azero 22,

programmi educativi, uffici, magazzini e spazi a sup-

pagg. 10-15). E proprio di questo rigorosissimo per-

porto dello staff. Come un’aula didattica, dunque, la

corso approfondiamo alcuni obiettivi (Petali) rag-

struttura e il sito circostante fungono da ecosistemi

giunti.

progetti

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planimetria con l’indicazione del percorso del sole

prospetto nord

44

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1

4 2

3

6

5

7

8 piano terra 1

ponte di accesso dall’ingresso del parco 2 entrata

3 galleria 4 ponte di accesso dal parco 5 sala

6 aule 7 portico aule 8 terrazzo sul parco

Photo: Ed Massery

Alla fine dell’allÊe si trova la fontana storica, recuperata e restaurata, cosÏ come i due edifici in pietra ( a destra nella foto) che sono stati adattati alle funzioni del parco.

prospetto sud

progetti

45


Energia netta zero Fin dai primi passi, il metodo progettuale per raggiun-

dimensioni e funzioni grazie al corretto orienta-

gere l’obiettivo di energia netta zero è stato predili-

mento, che sfrutta le brezze estive e l’irraggiamento

gere strategie passive, minimizzando il più possibile

solare d’inverno, all’involucro compatto, alle grandi

la richiesta di energia dell’edificio, piuttosto che pen-

sporgenze del tetto e all’impiego di un sistema di ven-

sare a impianti meccanici per coprirne i consumi.

tilazione naturale come mezzo principale per il condi-

Adattato al clima di quattro stagioni ben distinte della

zionamento dell’involucro.

Pennsylvania Occidentale, il Centro utilizza il 48% di

Gli impianti meccanici comprendono pompe di calore

energia in meno rispetto a un edificio delle sue stesse

geotermiche per il riscaldamento a pavimento e unità di raffrescamento, entrambe servite da un anello geotermico costituito da 18 pozzi

A lato di uno dei due edifici storici che segnano l’ingresso al parco è stato predisposto il parcheggio, dove le macchine trovano riparo sotto pensiline la cui copertura è costituita da moduli fotovoltaici. Pagina a fianco, dettaglio dal basso della copertura della pensilina fotovoltaica.

verticali che si spingono fino a 520 piedi (poco più di 158 m) fornendo acqua alla temperatura costante di 13 °C sia in inverno che in estate. L’edificio è dotato anche di un sistema meccanico di ventilazione con recuperatore rotativo entalpico che climatizza gli ambienti; l’impianto entra in funzione automaticamente quando i livelli di CO2, segnalati da appositi sensori, diventano troppo alti per assicurare un ricambio e una qualità dell’aria ottimali solo mediante ventilazione naturale. Que-

Photo: Michael Maiese*

st’ultima può essere gestita direttamente dai visitatori grazie ad apposite spie luminose, verdi o rosse, che consigliano l’apertura o la chiusura delle finestre. L’opportunità di far interagire i visitatori con le strategie passive pensate per l’edificio rimarca la missione educativa del Centro, che diventa l’oggetto pratico in cui sperimentare a 360° una riduzione consapevole di energia a tutto vantaggio dell’ambiente!

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Gestione dell’energia (strategie di Net Zero Energy)

D A

A

C

3

1

2

1

4

B

Un grande campo fotovoltaico installato sulle pensiline di copertura dei posti auto nel parcheggio fornisce energia sufficiente a compensare il fabbisogno elettrico del Centro, producendo anzi un surplus che viene

A. campo fotovoltaico Installato sulle pensiline del parcheggio e dimensionato per produrre 152.000 kW all’anno, esso consente l’autosufficienza elettrica del Centro (1), della pompa della fontana (2) e di quella dell’impianto di irrigazione del giardino dell’allée (3). Il surplus viene immesso in rete (4).

introdotto in rete. L’impianto è infatti collegato alla rete pubblica ma in modalità net-metering, che consente di bilanciare l’energia prelevata con quella immessa al fine di garantire l’obiettivo di energia netta zero. Lo staff del FEC utilizza pc portatili, che consumano di meno rispetto a quelli fissi, e ha in dotazione anche dei misuratori di Watt per consentire a ciascuno di monitorare i propri carichi elettrici. Sono stati collocati sensori di presenza e di luce

B. anello geotermico 18 pozzi geotermici, che raggiungono la profondità di 520 piedi, forniscono acqua a 13 °C tutto l’anno a pompe di calore. Il sistema alimenta l’impianto di riscaldamento dell’edificio, effettuato da un pavimento idronico. C. ventilazione L’edificio viene raffrescato sia mediante una ventilazione naturale passante che sfrutta i venti provenienti dal nord, quanto anche tramite un sistema meccanico con recupero di calore a ruota entalpica.

diurna affinché l’edificio impieghi l’elettricità solo quando necessario; all’esterno – e all’interno – le luci sono a LED, sistemate su pali e bitte a fornire un’illuminazione a basso livello ma uniforme. Tutti gli impianti sono gestiti e controllati da un sistema di

D. apporti solari Il guadagno gratuito solare è fondamentale per raggiungere l’autonomia energetica durante la stagione fredda, mentre in estate l’ampio baldacchino del tetto e il balcone esterno riparano a sud le ampie vetrate dell’edificio.

automazione che misura e monitora tutto ciò che produce o consuma energia, dal fotovoltaico alla ventilazione, dall’illuminazione alle pompe per l’acqua potabile, dall’alimentazione per usi generale all’ascensore, ecc. Per verificare il consumo elettrico esterno in tutto il sito, il Centro si avvale di generatori solari portatili, usati anche in caso di eventi all’aperto che richiedano maggiore intensità di energia.

progetti

47


Photo: Jeremy Marshall

Acqua netta zero A Pittsburgh, chiamata la città dei tre fiumi (il Mo-

tutti gli usi non potabili. Gli impianti idraulici a flusso

nongahela e l’Allegheny che confluiscono a formare

ridotto e ad alta efficienza riducono la domanda aiu-

l’Ohio), è quasi scontato che il tema dell’acqua venga

tando il Centro a raggiungere l’obiettivo acqua netta

considerato con particolare attenzione. La maggior

zero.

parte degli edifici e delle infrastrutture della regione,

Il FEC non è collegato alla rete fognaria cittadina e le

viste le piogge regolari e spesso torrenziali, sono stati

acque reflue vengono bonificate e scaricate sul posto

progettati per rispettare questa risorsa naturale, per

utilizzando un sistema “in sequenza” di trattamento

sfruttarla e per convogliarla nelle reti di scarico in ma-

sotterraneo e un campo di irrigazione a goccia (tubi

niera adeguata. In linea dunque con la sua missione

interrati che rilasciano lentamente l’acqua depurata

educativa e in equilibrio con il clima locale, anche il

nel terreno).

Frick Environmental Center si occupa dell’acqua, uti-

Il primo procedimento è la separazione dei residui so-

lizzandola sia in modo tecnico che celebrativo.

lidi dall’acqua in una fossa settica costituita da due ca-

Per il primo impiego il fabbricato è stato progettato al

mere con digestione aerobica e anaerobica dei batteri;

fine di catturare e immagazzinare acqua piovana così

il secondo è invece effettuato mediante un filtro a sab-

da soddisfare tutta la richiesta di acqua non potabile.

bia ricircolante che consente un’ulteriore digestione

Le piogge vengono raccolte dalle grandi pensiline fo-

biologica; infine l’acqua grigia subisce una disinfe-

tovoltaiche del parcheggio, stoccate in una cisterna

zione tramite raggi UV. L’acqua così purificata viene

interrata di 15.000 galloni e infine depurata per es-

scaricata grazie a un’unità di controllo al campo di

sere utilizzata per l’alimentazione delle fontane e per

gocciolamento, posto all’interno dei boschi dove i ter-

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Gestione delle acque (strategie di Net Zero Water)

2

6 3

1

4 5 7

8

10 9

11

Le piogge che cadono sulle aree lastricate permeabili a nord del Centro vengono immesse in bacini (1) di infiltrazione sottostanti, dove sono trattate e rilasciate lentamente nel terreno. Le acque piovane che vengono raccolte dalle pensiline fotovoltaiche (2) sono usate, direttamente e solo in minima quantità, per irrigare il giardino dell’allée (3), mentre la maggior parte viene stoccata in una cisterna sotterranea di 15.000 galloni per essere riutilizzata previo trattamento. Una parte viene usata per alimentare la fontana (4).

Dopo processi aerobici e anaerobici e disinfezione UV, l’acqua, che cade dalla Rain Veil, viene portata alla vasca sottostante (5), alimentata anche dalla pioggia raccolta dalla copertura (6) e alle utenze del centro (7). Le acque grigie e reflue (8) sono depurate direttamente in loco (9) prima di essere inviate alle zone umide (11) situate all’interno dei boschi del parco, assieme all’acqua recuperata dal ciclo della Rain Ravine (10).

reni sono più adatti. Per aerare in modo sostenibile il

tezza inizialmente pensata in occasione di alcuni sele-

terreno del campo di gocciolamento si è utilizzata

zionati eventi pubblici. L’acqua viene usata altresì per

un’alternativa ecologica alla torba, ovvero fibre di

giochi interattivi e multisensoriali che sono alimen-

carta riciclate, specificamente progettate per fornire

tati dalle precipitazioni catturate dalle aree lastricate,

una gestione ottimale dei beni, come ad esempio l’ac-

previa depurazione, seguendo un percorso non li-

qua, con grande capacità di bagnabilità e ritenzione

neare. Le piogge danno vita anche alla Rain Veil, una

idrica.

cortina d’acqua che, come un velo continuo, scende

Dal punto di vista celebrativo, l’acqua è innanzi tutto

dal bordo nord della copertura del Centro raccoglien-

usata dalla fontana storica (Innocenti e Webel, 1935),

dosi in una vasca alla base dell’edificio per fluire lungo

posta alla fine dell’allée a ingresso del parco, il cui

una struttura di gradoni di arenaria a evocare la geolo-

getto ha rappresentato una grossa difficoltà poiché la

gia della regione, composta soprattutto da formazioni

sua altezza, come previsto dal progetto originario, si

scistose; da qui essa scorre lungo la collina dell’anfi-

sarebbe tradotta in un grande dispendio di energia e

teatro verso le aree umide sottostanti, passando attra-

della stessa risorsa idrica. Il problema è stato risolto ri-

verso un sistema di filtrazione separato e preservando

ducendo al minimo il volume di acqua della fontana –

la zona, storicamente soggetta a inondazioni.

pur ottenendo le proprietà biofiliche visive e uditive legate al movimento della stessa – in un bacino profondo solo 4 pollici e con un getto continuo basso e gorgogliante; quest’ultimo può essere riportato all’al-

Pagina a fianco, la morfologia scistosa del territorio è richiamata dalla struttura a gradoni, lungo la quale scende l’acqua piovana che cade dal tetto come una cortina d’acqua.

progetti

49


Esploso assonometrico: funzioni e componenti dell’involucro e del giardino annesso 1 copertura Altamente coibentato, il tetto a una falda inclinata verso nord raccoglie le piogge, che scivolano verso il basso formando una cortina d’acqua, utilizzando quindi la risorsa in modo evocativo. 2 piano a livello dell’allée Lo spazio educativo del Centro è un open space punteggiato da pilastri; i volumi in grigio scuro ospitano i bagni e verso nord la distribuzione verticale, il corpo scale e l’ascensore. 3 involucro esterno Le pareti, perfettamente isolate e a tenuta d’aria sono caratterizzate dal rivestimento in legno di provenienza locale (acacia – black locust). La robinia è stata selezionata perché materiale autoctono adoperato in molte zone del sud-ovest della Pennsylvania e visto il relativamente facile approvvigionamento sia da fonte controllata sia entro un raggio appropriato rispetto al sito di progetto. Le tavole presentano larghezza variabile da 4 a 8 pollici (da 10 a 20 cm circa), uno spessore di 1 pollice (2,54 cm) e una lunghezza massima di 12 piedi (poco più di 3,65 m). 4 portico e terrazza panoramica Entrambi vetrati, essi invitano visivamente i visitatori a muoversi dentro e fuori dall’edificio, cercando un contatto costante con la natura.

Photo: Elliott Cramer

Il secondo ponte di ingresso al Centro trova origine a est, in prossimità della fontana alla fine dell’allée.

50

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5 piano terra Il piano terra ricalca l’impianto del piano superiore anche se destinato principalmente allo staff. 6 Rain Ravine Dal bordo settentrionale del tetto dell’edificio l’acqua piovana cade come una cortina dinamica (Rain Veil) all’interno del Rain Ravine, una “gola” stretta alla cui base è posizionata una lunga vasca di raccolta. Da qui, l’acqua piovana scende lungo gradoni di arenaria, che evocano la conformazione geologica della regione, snodandosi lungo la collina dell’anfiteatro e proseguendo il suo viaggio verso le zone umide sottostanti al fine di salvaguardare questa prima parte del parco, una depressione topografica storicamente soggetta all’erosione delle inondazioni. 7 anfiteatro L’anfiteatro, realizzato sul declivio della collina a ovest, consente ai visitatori di seguire gli eventi all’aperto e di godere dell’acqua che scorre verso la zona umida sottostante.


1

2

3

4

5 6

7

progetti

51


Red List e Carbon Footprint Per soddisfare gli Imperativi del Petalo Materiali della

zione del ciclo di vita dell’edificio con i requisiti quali-

certificazione Living Building Challenge, il team di

tativi di programma necessari per un lasso di tempo

progettazione si è avvalso di molte risorse poiché, con

di 100 anni, vita utile stimata della struttura; un paio

lo scopo di rispettare il budget e il programma di pro-

di esempi: al fine di ridurre le emissioni dovute ai mo-

getto, è stato necessario – oltre ad adempiere ai requi-

tori delle macchine di cantiere come richiesto dal-

siti LEED – verificare le caratteristiche e la

l’Agenzia per la protezione ambientale, nessun veicolo

provenienza dei materiali prima dell’inizio della co-

ad accensione spontanea, alimentato a diesel con 25 o

struzione, compito questo suddiviso tra i singoli

più cavalli è stato lasciato inattivo per più di 5 minuti

membri del team. Qualsiasi componente della squa-

e per diminuire ulteriormente l’impronta di carbonio

dra ha avuto a disposizione fogli di calcolo condivisi e

incorporata il programma di lavoro veniva rivisto e

in continua evoluzione per controllare gli obiettivi raggiunti e quelli mancanti e report settimanali per osservare le tempistiche; al raggiungimento del 90% dei materiali esaminati, il progetto è stato appaltato. Nel 2012, anno di registrazione dell’edificio per il Living Building Challenge, questo percorso di certificazione era un territorio relativamente poco conosciuto; c’erano solo tre progetti certificati e di questi nessuno programmaticamente simile al Centro. Il database Declare, piattaforma di prodotti adottabili per il LBC, non era stato ancora lanciato e pochi produttori avevano familiarità con il concetto di trasparenza dei materiali previsto dall’International Living Future Institute. Non è stato infatti facile richiedere l’elenco e la percentuale di tutte le sostanze componenti un prodotto, visto che le schede di sicurezza, seppur utili per una prima scrematura, non ne contenevano la lista completa (in questo protocollo è richiesto il 100% degli elementi presenti). La tavolozza dei materiali risultante da queste indagini dettagliate è stata degna di nota e allo stesso tempo non ha sorpreso il team; i materiali con la lista delle sostanze più breve e più semplice hanno generalmente ottenuto punteggi molto elevati e sono stati infine scelti per il progetto. Questi prodotti di origine naturale e regionale – calcestruzzo, alluminio, acciaio, pietra e rivestimenti di acacia (black locust, un legno regionale che non richiede trattamento, colorabilità nel tempo e non necessitano di lavorazioni superficiali. Molti sono stati infine gli sforzi per ridurre le emissioni di carbonio del Frick Environmental Center. A tale proposito i progettisti hanno bilanciato la valuta-

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Photo: Alexander Denmarsh

rante o sigillante) – sono sinonimi di semplicità e duIl grande open space del centro si affaccia con le finestre terra cielo sul parco. Molti degli arredi - in questo caso le panche e i piccoli tavoli - sono stati ricavati dal legname di piante abbattute perché ammalate e non risanabili.


modificato ogni 4 giorni alla luce dell’avanzamento

progettuali affrontate per realizzare un Centro in cui

della costruzione. Sulla base dell’Imperativo specifico,

educare le nuove generazioni a preservare l’ambiente.

sono state anche acquistate compensazioni di carbo-

Completato nel 2016, il Frick Environmental Center,

nio per contrastare gli impatti dovuti alla costruzione.

oltre a innumerevoli premi nazionali e internazionali,

Ancora tanti sarebbero i Petali da illustrare per capire

ha ottenuto la certificazione LEED Platinum dal US

quanto minuziosamente questo edificio è stato ideato.

GBC nel dicembre 2017, in aprile 2018 ha ricevuto un

Dalla ricerca dei materiali idonei alla progettazione

premio di eccellenza dall’AIA – Committee on Educa-

biofilica, dal rispetto per l’habitat alla mobilità a misura

tion e, a maggio 2018, a un anno dall’occupazione e

d’uomo, da un edificio a scala umana a una gestione so-

dopo verifiche approfondite, gli è stata riconosciuta la

stenibile, ecc., queste sono solo alcune delle tematiche

certificazione Living Building Challenge.

progetti

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Un’architettura rigorosamente efficiente Residenza unifamiliare, Castelcovati (BS)

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progetti

Tradizione costruttiva, architettura moderna ed efficienza energetica si sposano sapientemente in questa abitazione dove a un involucro prestante, pensato per ridurre e limitare al massimo i consumi, risponde un’impiantistica che, supportata da fonti rinnovabili, rende l’edificio quasi autosufficiente. Un ottimo obiettivo che, raggiunto grazie all’accorta progettazione e alla cura nella costruzione, ha consentito alla casa, selezionata per partecipare ai CasaClima AWARDS 2018, di vincere il premio del pubblico della stessa edizione. progetti

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I grandi sbalzi dei solai proteggono il fronte sud, impedendo al calore di entrare all’interno dell’involucro.

Premio del pubblico Realizzato secondo le tradizioni costruttive più radi-

gendo da elementi schermanti, e di sfruttare al meglio

cate nella zona di Brescia, l’edificio monofamiliare a

gli apporti energetici nei mesi più freddi, pur rappre-

bassissimo consumo energetico oggetto del presente

sentando dei ponti termici abilmente risolti sia in fase

approfondimento si caratterizza per un’estetica rigo-

progettuale che costruttiva.

rosa ed essenziale, evidenziata dalle marcate linee

Per contenere le richieste energetiche, l’abitazione ha

rette dei volumi e delle superfici. Nessun elemento

una forma molto compatta, le ampie vetrate sono

decorativo disturba l’ordinata composizione architet-

state disposte sul fronte rivolto a sud e i locali meno

tonica e tutto è stato pensato per rendere estrema-

nobili sono stati collocati a nord, soluzioni queste che

mente efficiente l’abitazione; anche i grandi sbalzi che

hanno consentito, in fase di calcolo, di portare la casa

caratterizzano i prospetti permettono di ottenere il

in classe A CasaClima, nonostante l’assenza di un im-

massimo comfort interno nella stagione estiva, fun-

pianto di VMC, inserito solo successivamente al fine

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L’edificio oggetto di questo articolo ha ottenuto il Premio del Pubblico del concorso CasaClima AWARDS 2018 ed è stato premiato in occasione della cerimonia di assegnazione il 14 settembre 2018, presso il NOI Techpark a Bolzano. Il prestigioso concorso vede selezionati da una giuria tecnica 20 progetti tra gli oltre 1.400 edifici certificati CasaClima in tutta Italia, secondo la capacità di ognuno di coniugare efficienza energetica e progettazione architettonica.

Progetto e DDLL geom. Alessandro Barbareschi, Castelcovati (BS) Strutture In.Arc.Geo, Coccaglio (BS) Consulente Energetico CasaClima e Passivhaus geom. Alessandro Barbareschi Appaltatore Impresa Edile Finazzi Geom. Giancarlo, Berlingo (BS) Serramenti ISAM, Darfo Boario Terme (BS) Lavori settembre 2015 – settembre 2016 Superficie fondiaria 652 m2 Superficie utile 175 m2 abitazione + 35 m2 autorimessa Superficie verde 350 m2 Certificazioni • CasaClima A • CENED Regione Lombardia, classe A4

di migliorare la qualità dell’aria indoor. La progettazione del fabbricato ha avuto come obiettivo altresì la diminuzione dell’impatto sul territorio in termini di impieghi di energia e di conseguenza anche di produzione di CO2 nell’ambiente. Si sono ridotte di conseguenza non solo le emissioni di polveri sottili, di ossido di carbonio e di ossidi di azoto e di idrocarburi, ma anche quelle di gas climalteranti. L’edificio, preselezionato da una giuria tecnica per partecipare ai CasaClima AWARDS 2018, ha vinto

L’affaccio a nord è punteggiato da piccole aperture a protezione dell’abitazione, mentre a ovest la casa appare praticamente opaca.

il premio del pubblico della stessa edizione.

progetti

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piano terra

piano primo

sezione AA

sezione BB

Architettonicamente efficiente Ideata secondo criteri che hanno permesso il raggiun-

dantemente irrigati. All’interno del vespaio sono state

gimento della certificazione CasaClima, l’abitazione si

previste idonee prese d’aria collocate diametralmente

sviluppa su due piani fuori terra e un interrato,

sull’asse nord-sud al fine di facilitare il riscaldamento

quest’ultimo destinato a ospitare la cantina e il vano

dell’aria che, grazie all’effetto camino creatosi, ricir-

tecnico degli impianti. Le strategie progettuali hanno

cola sempre asciutta. L’involucro fuori terra presenta

avuto come obiettivo la minimizzazione dei consumi

una struttura mista a telaio con pilastri, setti e cordoli

energetici e l’installazione di impianti tecnologici mo-

in c.a. su fondazioni rialzate e un tamponamento in

derni ed efficienti alimentati da fonti rinnovabili. Ve-

blocchi in laterizio sismici di 30 cm, tranne i primi

diamo qualche dettaglio.

due corsi per i quali si è preferito utilizzare elementi

L’interrato è stato realizzato in c.a. con fondazioni

in calcestruzzo aerato autoclavato che consentono di

continue e le murature sono state adeguatamente iso-

attenuare il ponte termico dell’attacco a terra.

late per evitare possibili infiltrazioni di acqua o umi-

In seguito si è posato un cappotto in XPS e EPS da 20

dità di risalita a causa della vicinanza di terreni

cm, garantendo così ampiamente le trasmittanze ri-

agricoli che durante il periodo estivo vengono abbon-

chieste per la zona climatica e conseguendo un mi-

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_28


glioramento dei requisiti di legge del 10% per usu-

cm di XPS e 4 cm di poliuretano – scelta necessaria per

fruire dello scomputo degli elementi verticali e oriz-

poter effettuare la sfiammatura della seconda guaina,

zontali confinanti con l’esterno e delimitanti

non possibile con l’XPS – e, come chiusura, un’ulte-

l’involucro termico. I serramenti sono in legno con fi-

riore guaina asfaltica a protezione dello stato coibente.

nitura esterna in alluminio, con appropriate trasmit-

A seguire, il vano impianti riempito per uno spessore

tanze del vetro e del telaio e con valori g che

di 20 cm da cemento cellulare (miscela di cemento,

permettono di fruire degli apporti solari gratuiti in in-

acqua e agente schiumogeno il quale introduce nel-

verno e di smorzare l’onda termica in estate; in parti-

l’impasto un’elevata percentuale di aria conferendo al

colare le chiusure trasparenti a sud si caratterizzano

materiale leggerezza e potere isolante), il pannello ra-

per vetri selettivi adatti a evitare eccessivi surriscalda-

diante il cui supporto è realizzato in EPS (4 cm) e il

menti estivi.

massetto liquido a basso spessore (3,7 cm).

Tutti gli elementi vetrati sono dotati di opportuni om-

Le coperture sono isolate con un pacchetto misto di

breggiamenti, fissi o mobili, che assicurano la corretta

XPS da 16 cm e di PUR pendenziato (spessore medio 11

schermatura esterna.

cm), opportunamente incapsulato per conservare

I solai interpiano e quello della cucina sono in latero-

inalterate le caratteristiche dei materiali nel tempo e

cemento, mentre si è preferito un getto pieno per la co-

in presenza di umidità. Superiormente si è posato un

pertura della zona notte e della restante area living a

materassino separatore e infine la ghiaia, la cui granu-

causa degli sbalzi delle stesse solette. La pavimenta-

lometria protegge il manto impermeabile e garantisce

zione contro terra ha previsto una barriera al radon, 16

un buono smorzamento dell’onda termica estiva.

Il volume della cucina è a un unico piano e per la copertura si è preferito una struttura in laterocemento a differenza degli altri solai realizzati in getto pieno.

progetti

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Parapetto, dall’esterno: - rasatura per cappotto (1,5 cm) - isolamento EPS (21 cm) - calcestruzzo armato (16 cm) - isolamento EPS (5 cm) - rasatura per cappotto (1,5 cm)

Solaio terrazzo verso vano riscaldato, dall’estradosso: - caldana in cls in pendenza - membrana bitume-polimero elastomerica impermeabilizzante - pannello isolante in schiuma rigida polyiso a celle chiuse - pannello XPS + poliuretano (16+4 cm) - membrana bitume-polimero elastomerica impermeabilizzante - caldana in cls in pendenza - solaio in latero-cemento (16+4 cm) - intonaco interno a gesso

esterno

Solaio interpiano, dall’estradosso: - pavimento in legno (1,7 cm) - massetto (3 cm) - pannello bugnato per sistema radiante a pavimento in polistirene sinterizzato con grafite - tappetino acustico per isolamento da calpestio - calcestruzzo alleggerito (27 cm) - solaio in latero-cemento (20+5 cm) - intonaco interno a gesso

interno riscaldato

1

2 3

Parete esterna, dall’esterno: - rasatura per cappotto (1 cm) - isolamento EPS (20 cm) - struttura in blocco di laterizio (30 cm) - intonaco interno a gesso (1 cm)

interno riscaldato

5

4

6

60

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1 guaina impermeabilizzante 2 rivestimento – zoccolino in lamiera 3 rasatura con intonaco tra parete e solaio grezzo per una migliore tenuta all’aria 4 blocco in calcestruzzo aerato autoclavato (30 cm) 5 zoccolino in lamiera 6 isolamento fondazione in EPS (5 cm)


Trasmittanza media pareti esterne U = 0,17 W/m2K Trasmittanza media solaio contro terra U = 0,21 W/m2K Trasmittanza media copertura U = 0,14 W/m2K Trasmittanza media superfici trasparenti Uw tra 0,86 e 1,00 W/m2K

Fabbisogno di energia termica per riscaldamento (CasaClima) 19 kWh/m2 anno Fabbisogno raffrescamento sensibile (CasaClima) 4 kWh/m2 anno Emissioni di CO2 2 kg CO2/m2 anno

progetti

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Copertura, dall’esterno: - ghiaietto lavato (5 cm) - tessuto non tessuto (0,4 cm) - membrana bitume-polimero elastomerica impermeabilizzante - pannello termoisolante in PIR pendenziato (11 cm spessore medio) - pannello in XPS (16 cm) - membrana bitume-polimero elastomerica impermeabilizzante - struttura in cls armato (30 cm) - intonaco in gesso (1,5 cm) Solaio terrazzo, dall’estradosso: - pavimento per esterni - guaina bituminosa liquida - massetto cls in pendenza - lamiera grecata - profilo metallico HEB - sottostruttura per rivestimento - rivestimento in lastra di cemento rinforzato Solaio controterra, dall’estradosso: - pavimento in legno (1,5 cm) - massetto (3,5 cm) - pannello bugnato per sistema radiante a pavimento in polistirene sinterizzato con grafite (4 cm) - calcestruzzo alleggerito (15 cm) - membrana bitume-polimero elastomerica impermeabilizzante anti radon - tappetino acustico per isolamento da calpestio - pannello isolante in schiuma rigida polyiso a celle chiuse e pannello XPS (20 cm spessore totale) - membrana impermeabilizzante bituminosa di tipo elastomerico - caldana (5 cm) - vespaio areato 1 pannello XPS (5 cm) 2 pannello EPS (5 cm, largh. 150 cm) per attenuazione ponte termico 3 sistema fissaggio rivestimento 4 rivestimento in lastra di cemento rinforzato 5 cassonetto con schermatura posato su coibente di (4 cm) per attenuazione ponte termico 6 4° lato controtelaio in legno 7 piastrella in gres su malta cementizia bicomponente elastica per l’impermeabilizzazione del calcestruzzo 8 caldana 9 pannello in XPS (5 cm) 10 taglio termico con blocco in calcestruzzo aerato autoclavato 11 pannello in XPS (20 cm) 12 guaina in HDPE

Le due immagini a lato mettono in evidenza l’accuratezza delle lavorazioni in cantiere con l’isolamento dell’attacco degli elementi schermanti esterni e dei relativi cassonetti al fine di attenuare il più possibile i ponti termici.

62

_28


1

esterno

3

4

interno riscaldato

2

esterno

5

interno riscaldato

esterno

6

9 7 8 10 11 12

progetti

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Moderna e rinnovabile L’abitazione è riscaldata grazie a un impianto radiante a bassa temperatura a pavimento, integrato con il raffrescamento per il periodo estivo che è alimentato da una pompa di calore aria/acqua. A ciò si aggiunge il sistema di ventilazione meccanica controllata, dotato di deumidificazione e by-pass estivo per il controllo puntuale dell’umidità e della qualità dell’aria. Completano la dotazione impiantistica dell’edificio i collettori solari e i moduli fotovoltaici. I primi sono collegati all’accumulo di ACS, limitando così l’utilizzo della pompa di calore soprattutto nella stagione estiva per evitare le continue inversioni di funzionamento da riscaldamento a raffrescamento, e riducendo l’accensione dell’impianto nella stagione invernale grazie allo stoccaggio dell’acqua calda. Il sistema fotovoltaico sfrutta con efficacia l’orientamento del fabbricato e l’angolazione ideale di installazione permessa dalla copertura piana. 6 kW è la potenza di picco dell’impianto che, grazie a una batteria di accumulo, garantisce una copertura proporzionata alla richiesta energetica, comunque modesta. Solare termico e fotovoltaico uniti e un pozzo domestico permettono all’edificio di essere quasi autosufficiente dal punto di vista energetico.

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_28


La zona giorno è un generoso open space a tutta altezza su cui si affaccia un ampio disimpegno che porta alla zona notte.

Le finestre rivolte a sud presentano schermature esterne e interne cosÏ da bloccare l’ingresso di calore.

progetti

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Alla conquista del West Sawmill House, Tehachapi – CA (USA) Nella regione aspra e rude di Tehachapi, a nord-est di Los Angeles, si trova la casa vacanze di una famiglia che, costruita per resistere alle drastiche variazioni climatiche, è completamente off grid, sostenendosi solo con l’energia prodotta in loco e l’acqua di un pozzo presente sul sito. Posizionata e progettata per massimizzare la luce del giorno, l’energia solare e la ventilazione naturale, Sawmill sfrutta le grandi oscillazioni di temperatura della regione canalizzando le brezze dei canyon in estate e catturando il calore del sole in inverno. Così, con materiali di recupero e una progettazione efficiente, l’edificio ha vinto uno degli Housing Awards 2017 dell’AIA.

66

_28


Photo: Kevin Scott

progetti

progetti

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Super freddo e super caldo Qui si tratta della storia di una famiglia. Dopo che i

aspro che tutti già conoscevano e amavano. Nella ri-

figli si sono trasferiti fuori casa, all’università e per la-

cerca di un progettista che andasse incontro alle loro

voro, i genitori hanno deciso di cambiare domicilio.

esigenze, i committenti sono venuti a conoscenza del

Ma dove si sarebbe riunita la famiglia per le vacanze e

lavoro dello studio Olson Kundig di Seattle, che ha

gli altri eventi, una volta che la loro residenza attuale

all’attivo una lunga esperienza di case e cabins in varie

fosse stata venduta?

zone del mondo.

Così i committenti, che avevano allevato i figli nella

Storicamente, la valle era già nota per l’estrazione mi-

comunità di Tehachapi, alle porte del deserto a nord-

neraria, l’allevamento e il disboscamento – da qui il

est di Los Angeles, hanno immaginato una casa va-

nome scelto per l’edificio, “Sawmill”, cioè “Segheria”.

canze autosufficiente che ‘abbracciasse’ la vita all’aria

Riconoscendo l’utilizzo intensivo cui il sito era stato

aperta e presentasse una disposizione degli spazi con

sottoposto, i proprietari volevano che la loro casa resti-

un’area comune centrale e ali più private, per se stessi

tuisse il terreno, piuttosto che prenderlo e occuparlo. È

e per i figli. Hanno trovato il lotto adatto in montagna,

così che, ambientata alle porte del duro deserto del

vicino alla loro precedente residenza, in un paesaggio

Mojave in California, la Sawmill House offre un nuovo,

68

_28


Progetto architettonico Olson Kundig, Seattle - WA (USA); team di progetto: Tom Kundig (FAIA, design principal); Elizabeth Bianchi Conklin (project manager); Naho Ueda (project architect) Progetto strutturale Monte Clark Engineering, Stevensville - MT (USA) Energy Engineer WSP Flack + Kurtz, Seattle - WA (USA) Appaltatore e committente Bruce Shafer Superficie riscaldata 3.458 SF (ca. 321 m2) Anno di completamento lavori 2014 Premi AIA 2017 Housing Awards

Photo: Gabe Border

A sinistra, vista da nord-ovest. La struttura in blocchi di cls è stata favorita rispetto al cls gettato in opera poiché quest’ultimo avrebbe richiesto molti camion per il trasporto, danneggiando potenzialmente le strade e il delicato paesaggio circostante. Paesaggio che, proprio grazie a certi accorgimenti, non ha subito variazioni e non richiede quindi manutenzione.

possibile modello di casa unifamiliare sostenibile,

zare il disturbo che il manufatto avrebbe inevitabil-

come da richiesta del brief del cliente, una casa auto-

mente arrecato all’ambiente. Il deserto è duro ma è

sufficiente che massimizzasse la connessione tra ar-

anche fragile, in estate fa super caldo ma in inverno è

chitettura e natura, oltre che tra i membri della

super freddo e la casa avrebbe dovuto mantenere un

famiglia. Realizzata con murature in blocchi di calce-

confort indoor in entrambe le situazioni limite.

struzzo, è stata disegnata per resistere al clima severo

A questo punto ci si può chiedere per quale motivo,

dell’ambiente circostante, soggetto a incendi durante

avendo a disposizione il resto del mondo, i commit-

le stagioni più calde e a forti nevicate durante i mesi

tenti abbiano scelto proprio quel posto, così impervio

invernali, e riuscendo a raggiungere lo standard net-

e, apparentemente, inospitale. Non crediamo esista

zero, operando completamente off grid e off pipe.

una risposta oggettiva – solo soggettiva – ma l’aspetto

L’approccio alla progettazione è stato guidato da una

interessante è nel come siano riusciti a realizzare un

mentalità del tipo less is more, cercando di ottenere di

edificio che, nonostante le difficoltà, riesca a minimiz-

più con meno: meno terreno, meno materiali vergini

zare, architettonicamente e tecnicamente, il suo im-

ma più materiali recuperati e riciclati, per minimiz-

patto sul territorio.

progetti

69


piano terra

L’architettura del recupero Ogni membro della famiglia ha una zona privata che

revole su tre lati, si ispira a un modello russo-finlan-

si proietta fuori dallo spazio centrale “pubblico”, rap-

dese dove l’aria calda prodotta dal fuoco viene inviata

presentato dal camino in cls e dagli ambienti della cu-

al piano seminterrato prima di ritornare allo spazio li-

cina e del soggiorno: una ‘scatola’ per i genitori e una

ving, attraverso la struttura del camino, in modo che il

‘scatola’ per ciascuno dei loro due figli (e, un giorno,

calore aggiuntivo venga raccolto e irradiato nello spa-

per le loro famiglie).

zio abitativo.

La superficie utile è di 3.400 piedi quadrati (circa 315

All’idea iniziale di realizzare la struttura portante inte-

2

m ), compreso un seminterrato di 800 piedi quadrati 2

ramente in cls gettato in opera, è seguita invece la va-

(ca. 74 m ) utilizzato principalmente come spazio mec-

riante con blocchi di cls (CMU – Concrete Masonry Unit),

canico e deposito, e, a livello del terreno, ospita spazi

più economica e meno impattante dal punto di vista

living aperti, la camera matrimoniale, le camere dei

energetico, con una quantità di carbonio incorporato

figli e uno studio che, all’occorrenza, può diventare

molto più bassa del cls gettato in opera, grazie anche

camera per gli ospiti grazie all’impiego di un Murphy

all’impiego di materiali alternativi a sostituzione di

bed, cioè un letto a scomparsa verticale (due letti ge-

una parte di cemento Portland. L’immagine che ne

melli sospesi sono abbassati dal soffitto con una ma-

emerge, grazie anche all’impiego di pochi ma studiati

novella anziché sporgere dal muro).

dettagli e di una considerevole quantità di materiali di

Anche il camino centrale, oltre ad avere la funzione

recupero, ricorda certi ambienti industriali.

originaria di riscaldamento, diventa un vero e proprio

Ciò che più colpisce dell’architettura della residenza

pezzo di design. Racchiuso in vetro incernierato scor-

Sawmill è proprio l’uso accurato ed estetico dei mate-

70

_28


fronti

Il camino di grandi dimensioni che divide il soggiorno dalla sala da pranzo è racchiuso in vetro incernierato e scorrevole su tre lati e invia aria calda al seminterrato

riali e dei loro colori. Essi, oltre a permettere una mimetizzazione dell’edificio nell’aspro paesaggio desertico, garantiscono un certo livello di sostenibilità grazie al fatto che sono stati riciclati e reinventati, attuando in parte ciò che viene chiamato upcycling. Per esempio, la parete-finestra scorrevole con intelaiatura d’acciaio di 26x12 piedi (ca. 8x3,6 m) che apre l’intera area living alla terrazza esterna, è azionata da una ruota metallica recuperata presso una pompa dell’acqua dismessa risalente agli anni ‘50; altri materiali riciclati includono l’acciaio di una vicina fabbrica di cemento destinata alla demolizione e il legno proveniente da un fienile presente precedentemente sul sito. L’ex porta di un granaio è diventata una parete divisoria interna scorrevole e le lastre di legno, provenienti da vecchi edifici dismessi, sono state rimesse in funzione come gradini. Anche il tavolo da pranzo utilizza legno di recupero, lasciato grezzo per sottolineare la natura industriale della casa.

Photo: Kevin Scott

Photo: Gabe Border

Il lato rivolto a sud, con il grande sporto che protegge la corrispondente grande apertura

prima di restituirla all’ambiente del soggiorno e della sala da pranzo, che irradia calore nello spazio abitativo.

progetti

71


Struttura L’edificio è stato realizzato in blocchi di cls collaboranti con una struttura a telaio in acciaio. Trovandosi nel deserto, con elevate oscillazioni di temperature, la massa termica costituita dal tipo di struttura si rivela utile per trattenere il calore e rilasciarlo quando serve mentre il raffreddamento è per lo più realizzato passivamente, catturando i venti del canyon. L’acciaio strutturale è stato recuperato da una vicina fabbrica di cemento – che è stata smantellata – presente nel raggio di 80 miglia dal progetto. Prima della demolizione sono state estratte alcune travi dalla struttura ed è stato creato un vero e proprio inventario dei pezzi di acciaio disponibili, azione che ha influenzato e guidato il successivo design dell’edificio. All’interno, il legno per i gradini, le porte scorrevoli e il tavolo da pranzo è stato recuperato in un fienile preesistente. Con uno spirito di semplicità, i dettagli interni ed esterni sono ridotti al minimo così come, nel complesso, sono stati utilizzati materiali con l’intenzione che resistessero all’ambiente severo senza L’insieme di accorgimenti tecnico-progettuali e design bioclimatico ha diminuito significativamente l’impronta di carbonio dell’intero edificio.

Photo: Kevin Scott

La zona living si apre a sud direttamente sulla natura.

72

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Photo: Kevin Scott

necessità di manutenzione.


Soffitti alti e finestre a tutta altezza riempiono di luce la zona living.

Photo: Kevin Scott

Anche il grande tavolo della cucina è un pezzo di design realizzato con elementi di recupero (travi d’acciaio e legno).

progetti

73


7 Solai radianti forniscono un riscaldamento confortevole ed efficiente. 8 Pompa di calore acqua-acqua. 9 Sonde geotermiche collegate alla pompa di calore consentono all’edificio di prendere il calore dalla terra. 10 Un impianto FV da 8,4 kW con batterie di back up permette alla casa di essere totalmente off grid.

Un design per l’energia Prima di appoggiarsi all’impiantistica, il progetto

La casa è orientata in modo tale da approfittare delle

sfrutta il clima locale per massimizzare la ventila-

direzioni dei venti che soffiano nel canyon e dei cam-

zione naturale, la luce naturale e l’energia solare, con-

biamenti diurni della temperatura. Le grandi aperture

figurandosi quindi come un esempio di residenza

presenti sul lato sud, di cui fa parte anche la parete-fi-

bioclimatica.

nestra, sono state pensate per consentire un raffresca-

La copertura estesa protegge gli interni dal cocente sole

mento passivo, sfruttando proprio le correnti naturali.

estivo, il quale viene sfruttato per far funzionare un im-

A supporto di queste soluzioni passive (massa termica

pianto FV da 8,4 kW, dotato di batteria di accumulo.

del camino, correnti d’aria naturali), i carichi termici

Il caminetto centrale svolge una duplice funzione: ar-

sono in ogni caso soddisfatti da una pompa di calore

chitettonica, già evidenziata nelle pagine precedenti,

geotermica ad alte prestazioni che fornisce acqua

e impiantistica. Tre passaggi d’aria presenti nella

(calda o fredda a seconda delle necessità) a un pavi-

massa in cls massimizzano l’estrazione del calore for-

mento radiante.

nendolo al seminterrato, immagazzinandolo anche

Oltre a essere off grid, la Sawmill è anche off pipe, non

per molte ore, e riportandolo poi al piano terra per

essendo collegata a impianti di fornitura dell’acqua,

supportare il riscaldamento dell’ambiente living.

ricavata direttamente da un pozzo presente nel lotto.

74

_28

Photo: Gabe Border

1 Il tetto sporgente protegge gli interni dal sole estivo. 2 Un elevato indice di riflettanza solare SRI del tetto riflette la luce del sole. 3 La casa è orientata in maniera tale da approfittare dei canali diurni del vento presenti nel canyon, permettendo un raffrescamento passivo grazie alle grandi aperture. 4 Un caminetto centrale funge da rinforzo laterale per la struttura e da elemento scaldante. 5 Il caminetto e la canna fumaria sono progettati con 3 passaggi dell’aria per massimizzare l’estrazione del caldo e per fornire calore al piano interrato. La massa di cls immagazzina calore per molte ore. 6 Il camino riceve aria fresca dall’esterno, riducendo al minimo l’infiltrazione di questa nella struttura.


Il lato rivolto ovest. Non ci sono finiture superficiali nella Sawmill House, solo materiali grezzi, resistenti alle intemperie senza necessità, se non minima, di manutenzione.

Come il resto del design, il semplice ed efficiente sistema di gestione delle acque di Sawmill punta a massimizzare ciò che il sito fornisce in modo naturale senza fare affidamento sulla rete. 1

2

3 4 5 6

7

L’acqua potabile viene pompata direttamente dalla terra utilizzando l’energia solare e immagazzinata in un serbatoio rialzato. L’acqua viene distribuita alle pressioni e alle velocità applicabili a ogni dispositivo (alimentazione per gravità). Gli apparecchi a flusso ridotto sono presenti in tutta la casa. Le acque reflue vengono convogliate in una fossa settica. La fossa settica metabolizza le sostanze organiche e separa i solidi dalle acque reflue. Il serbatoio di dispersione scarica gli effluenti provenienti dalla fossa settica nei campi di percolazione. L’acqua viene filtrata attraverso i campi di percolazione e alla fine ritorna alla falda freatica.

progetti

75


focus

Dall’efficienza alla de-carbonizzazione: percorsi per l’edilizia Francesco Premi A poche settimane dalla celebrazione della Giornata Mondiale della Terra e dalla conclusione di GreenBuild Europe – la più importante convention europea relativa all’edilizia sostenibile – si è aperto il periodo di assessment GRESB (Global Real Estate Sustainability Benchmark) per gli operatori immobiliari che vogliano valutare e classificare su una scala internazionalmente riconosciuta, basata sul confronto peer-to-peer, le performance nelle aree ESG (environment, social, governance) dei propri fondi e degli edifici ad essi conferiti.

GRESB e le performance di sostenibilità ESG del settore immobiliare

Uno dei segnali più incoraggianti per il mondo del

Un’altra certificazione che si aggiunge a quelle esi-

GRESB: nel 2017, 850 società immobiliari e fondi pro-

stenti? Non proprio: GRESB infatti non certifica, ma

venienti da 62 Paesi, che rappresentavano congiunta-

valuta la performance di sostenibilità dei portafogli

mente oltre 3,7 trilioni di dollari in attività in

immobiliari in tutto il mondo, analizzando con speci-

gestione, hanno partecipato alla GRESB Real Estate

fici strumenti di analisi i dati forniti dai partecipanti. I

assessment. La valutazione relativa alle infrastrutture

partecipanti ricevono in seguito una roadmap con le

(Infrastructure assessment) ha coperto 64 fondi e 160

azioni che possono intraprendere per migliorare le

attività e 25 portafogli hanno completato il Debt as-

loro prestazioni ESG e possono utilizzare una piatta-

sessment. Oltre 70 investitori istituzionali, inclusi

forma di comunicazione per coinvolgere gli investi-

fondi pensione e compagnie assicurative, utilizzano

tori. Gli investitori di tutto il mondo impiegano poi i

ogni anno i dati e gli strumenti analitici messi così a

dati e gli strumenti analitici di GRESB per migliorare

disposizione per interagire con i gestori degli investi-

le performance di sostenibilità dei loro portafogli di

menti: investitori che rappresentano collettivamente

investimento e indirizzare le proprie azioni verso quei

oltre 17 trilioni di dollari in capitale istituzionale (vedi

soggetti che mostrano le migliori prestazioni.

grafico a pag. 78).

76

_27

“green building” riguarda il numero record delle società immobiliari che hanno scelto di certificare i loro asset secondo qualche protocollo (LEED, BREEAM, HQE, DGNB…) e di diffondere i propri dati tramite


Photo: Alessandro Gadotti

Vista d’insieme del MUSE, Museo delle Scienze di Trento, progettato da RPBW e certificato LEED Gold. Consulenza LEED - sostenibilità Habitech.

Tali numeri non devono stupire, ma piuttosto far ri-

avanti dimostra anche una crescente sensibilità verso

flettere sullo stato di salute dei processi di sostenibi-

il problema delle emissioni GHG in atmosfera.

lità per la realizzazione e gestione di interventi immobiliari a livello mondiale. È indubbio che la tendenza dei leader del settore immobiliare ed edilizio a intraprendere percorsi virtuosi per le proprie operazioni sia confermata e con una quota quasi del 50% delle emissioni di CO2 legate agli edifici è un impor-

Misurare la sostenibilità in edilizia: le certificazioni LEED e BREEAM

tante segnale che un numero crescente di iniziative

È evidente che lo sviluppo dei “green buildings” sia

volontarie stia avvicinando i temi legati al clima al

considerata una delle strategie più efficaci per affron-

core business delle istituzioni finanziarie. Ciò signi-

tare il problema energetico e ridurre gli impatti nega-

fica che è diffusa la consapevolezza che non investire

tivi dell’ambiente costruito sull’ambiente naturale. Un

in sostenibilità può portare a significative perdite fi-

modo per raggiungere questo obiettivo consiste, in

nanziarie, perché i rischi climatici possono portare

generale, nel limitare la domanda di risorse primarie

conseguenze sugli asset stessi.

(acqua, energia, materiali, ecc.) da parte dell’edificio

GRESB pone un accento importante sul rapporto tra

in tutta la sua vita, garantendone nel tempo il rispar-

sostenibilità ed efficienza degli immobili: tale correla-

mio e il riutilizzo. La gestione efficiente di queste ri-

zione è indirizzata certo a favorire un risparmio di ri-

sorse, insieme a specifiche pratiche di conduzione, si

sorse in generale, ma dalla Conferenza di Parigi in

riflette su una riduzione dei costi operativi e di manu-

focus

77


Photo: Alessandro Gadotti

Viale del MUSE, Museo delle Scienze di Trento, progettato da RPBW e certificato LEED Gold. Consulenza LEED - sostenibilità Habitech.

GRESB Assessment 2017

di certificazione LEED, ha stimato che un processo di

85

certificazione di sostenibilità porta a un’ottimizzazione della “resa” economica dell’edificio: i costi ope-

62

rativi per le nuove costruzioni certificate diminuiscono di circa il 14% mentre la percentuale

64 2017

raggiunge l’8,5% per gli edifici esistenti, rispetto ad 16

analoghi edifici non certificati. Per quanto riguarda i benefici da riduzione di consumo energetico, si è sti-

25

mato che un complesso alberghiero che volesse spendere 184.000 USD in lavori di efficientamento

70

energetico legato a una certificazione otterrebbe un 0

22,5 Partecipanti (x10) Investitori

45 Paesi

Fondi

67,5 Attività (x10)

90 Portafogli

risparmio annuale di 58.000 USD con tempi di rientro molto stretti. Per quanto riguarda invece i costi operativi e di manutenzione, la University of Hawaii ha va-

(Elaborazione dati a cura dell’autore. Fonte: GRESB)

lutato in 3,4 milioni di dollari il risparmio ottenuto nel 2014 a seguito delle certificazioni LEED del suo patrimonio.

tenzione dell’edificio, ripercuotendosi positivamente

Le molte organizzazioni che in tutto il mondo hanno

anche sull’ambiente. Una ricerca della neozelandese

elaborato standard per diffondere pratiche volontarie

Auckland University, rielaborando dati riferiti al 2015

per la certificazione di sostenibilità in edilizia sono

forniti da USGBC, l’organismo che gestisce i protocolli

oggi per la quasi totalità riunite nel World Green Buil-

78

_27


Photo: Cristiano Tessaro

ding Council, una rete globale che collega 75 Paesi e

I dati ciclicamente forniti da USGBC (purtroppo BRE,

un totale di oltre 32.000 società e industrie associate.

gestore della certificazione BREEAM, non offre stru-

I protocolli globalmente più diffusi per la misurazione

menti analitici sufficientemente approfonditi) per-

della sostenibilità in edilizia sono certamente l’ameri-

mettono anche un interessante confronto tra i 7

cano LEED (Leadership in Energy and Environmental

maggiori Paesi UE dove si utilizzano sistemi di certifi-

Design) e il britannico BREEAM (Building Research

cazione LEED; in Europa (includendo anche il Regno

Establishment’s Environmental Assessment Method).

Unito) l’Italia è quarta per numero di certificazioni

Se a livello mondiale il confronto tra i progetti certifi-

LEED (199, come visto prima), preceduta sul podio da

cati LEED e BREEAM vede il protocollo americano af-

Germania (prima con 287 progetti), Svezia (259) e Spa-

fermarsi in valore assoluto, con 47.000 progetti

gna (242). Se guardiamo però ai metri quadri totali

certificati contro circa 3.000, in Europa e in Italia la

certificati, il nostro Paese guadagna il bronzo con circa

situazione è più variegata. Perché se è vero che l’UE

8 milioni di metri quadri, preceduta al secondo posto

post-Brexit vede LEED doppiare circa BREEAM (più di

dalla Spagna (11 milioni) e dalla Germania (16 mi-

1.300 progetti contro circa 650), nel Regno Unito i

lioni). La Svezia scende invece in quarta posizione con

progetti certificati BREEAM sono la stragrande mag-

6,8 milioni di metri quadri. Un dato eclatante, deter-

gioranza (più di 2.000 contro i 140 scarsi di LEED).

minato da una struttura particolare del settore della

D’altra parte, uno sguardo all’Italia conferma in gene-

progettazione in Italia, è quello che emerge analiz-

rale la tendenza europea (nel primo semestre 2018,

zando il numero di professionisti qualificati LEED: se

erano 88 i BREEAM contro 199 LEED), ma con la netta

non stupisce il numero di quelli presenti in Gran Bre-

differenza per quello che riguarda i protocolli per edi-

tagna (778, concentrati ovviamente a Londra), po-

fici esistenti: in questo caso, è BREEAM In-Use, anche

trebbe farlo quello relativo all’Italia, che ne ospita ben

grazie ad alcune sue peculiari caratteristiche, a dop-

360, più di Spagna (326) e Germania (“solo” 288), che

piare LEED EBOM con 70 certificazioni contro 36 (vedi

però certificano ben di più. Il nostro Paese è ricco di

grafico pag. 80).

professionisti preparati, che riescono però a gestire

Asilo nido di Martignano, progettato dall'arch. Cristiano Tessaro, certificato ARCA Platinum.

focus

79


Progetti certificati LEED / BREEAM in Europa, Regno Unito e Italia 2000

2000

solo grazie alle certificazioni volontarie gestite da istituzioni private. Neanche l’Unione Europea è stata ferma su questo fronte; una delle sue priorità è il passaggio a un sistema economico circolare con il rag-

1600

1200

giungimento di obiettivi ambientali ambiziosi, garantendo nel contempo una costante crescita eco-

1300

nomica: Level(s) è allora lo schema lanciato dalla Commissione che rappresenterà – nelle intenzioni dei

800

suoi estensori – uno strumento rilevante per suppor650

tare il raggiungimento degli obiettivi ambientali e indirizzare la domanda di edifici performanti.

400

0

140 UE (senza UK)

UK LEED

199 Italia

Strumento di riferimento stand-alone, su base volon88

36

70

Italia, solo O&M BREEAM

(Elaborazione dati a cura dell’autore. Fonte: USGBC.ORG)

taria, basato su standard esistenti che utilizzi un numero limitato di indicatori, Level(s) pare candidarsi a diventare uno strumento chiave del pacchetto Europeo sull’economica circolare ed è stato sviluppato dalla Commissione in collaborazione con un ampio panel di stakeholder, compresi i Green Building

meno progetti, e meno estesi, dei loro colleghi tede-

Council europei. Green Building Council Italia, che ha

schi ed iberici (vedi grafico pag. accanto).

curato anche la redazione delle linee guida per l’utilizzo dei protocolli di certificazione a marchio LEED e

L’impegno dell’Unione Europea: Level(s)

a marchio GBC Italia a supporto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia (con la pubblicazione del nuovo Codice Appalti, D.lgs 50/2016 e con le modifiche del D.lgs. 56/2017 è stata infatti resa obbligato-

L’Europa si conferma dunque una regione dinamica

ria l’applicazione dei CAM per l’edilizia da parte di

sul fronte della sostenibilità in edilizia. E questo non

tutte le stazioni appaltanti), ha dichiarato di mirare

80

_27


anche “ad assumere un ruolo centrale nell’implementazione dello

degli occupanti. Dopo quasi sette

schema LEVEL(s) a livello nazionale favorendo l’interazione tra il Mini-

anni di ricerca interdisciplinare su

stero dell’Ambiente, la Commissione Europea e il proprio network di

questi temi, nel 2014 è stato lanciato il

stakeholder della filiera dell’edilizia sostenibile”.

protocollo WELL, sviluppato dall’International WELL Building Institute

Dall’ambiente alla persona: WELL

(IWBI) e gestito dal Green Business

Un dato evidenziato da quasi tutti gli studi sui benefici dei “green buil-

cio – riferisce Rachel Gutter, Chief

ding” è quello legato al miglioramento della produttività e la salute

Product Officer per WELL in IWBI –

Certification Inc. (GBCI). “Dal suo lan-

WELL è cresciuto fino a comprendere oltre 760 progetti in 32 paesi. Quando guardiamo i dati dell’Institute for He-

LEED in Europa

alth Metrics and Evaluation sul Glo-

400

bal Burden of Disease, vediamo come in tutto il mondo ci siano tanti modi

320

diversi in cui possiamo lavorare insieme per migliorare la salute e il be-

240

nessere in tutte le nostre comunità”. Esso sposta consapevolmente il focus

160

dall’impatto di un edificio sull’ambiente esterno a quello sui propri oc-

80

cupanti, fissando standard basati su prove in campo e requisiti prestazio-

0

Certificazioni LEED Germania

MQ certificati (x100.000) Italia

Svezia

(Elaborazione dati a cura dell’autore. Fonte: USGBC.ORG)

Professionisti LEED Spagna

nali su sette aree di impatto: aria, acqua, nutrimento, luce, fitness, comfort e mente. Gli edifici certificati WELL garantiscono principi di pro-

focus

81

Photo: Mario Carrieri per Italcementi

i.lab Italcementi di Bergamo, progettato da Richard Meier, certificato LEED Platinum. Consulenza LEED - sostenibilità Habitech.


Photo: Giada Connestari

Ca’ Foscari, sede dell’Università di Venezia, il più antico edificio al mondo certificato LEED. Consulenza LEED - sostenibilità Habitech.

gettazione incentrati sull’uomo e la promozione della

ormai con l’avvento di WELL un dato assodato. Tanto

salute e del benessere. A oggi, quasi 1 milione di metri

che anche il più noto prodotto volontario per la certi-

quadri in progetti commerciali, terziari e residenziali

ficazione energetica delle abitazioni in Italia, la ormai

sono stati registrati o certificati tramite WELL negli

collaudata certificazione CasaClima, ha sviluppato un

Stati Uniti e nel mondo. WELL lavora di concerto con

protocollo che completa la certificazione con criteri fi-

la certificazione LEED ed è applicabile a una vasta

nalizzati a ridurre l’uso di risorse, limitare l’impatto

gamma di progetti: edifici nuovi ed esistenti, che af-

ambientale e garantire il benessere delle persone. Ac-

frontano l’intero ambito del processo di costruzione e

canto alla sostenibilità dell’edificio nella certifica-

costruzione; interni nuovi ed esistenti, applicabili a

zione rientrano infatti ulteriori aspetti ecologici,

progetti di interni commerciali; progetti Core&Shell,

economici e sociali. Vengono valutati criteri come la

che soddisfano gli standard di base relativi a involu-

gestione dei rifiuti, l’uso di lampade ed elettrodome-

cro, sistemi di riscaldamento, raffrescamento, ventila-

stici efficienti, l’utilizzo di prodotti locali, una mobi-

zione e qualità dell’acqua.

lità e una logistica sostenibili, il monitoraggio del consumo di risorse o i provvedimenti per incremen-

Efficienza, qualità e sostenibilità: CasaClima e ARCA

tare la qualità di vita.

Il fatto che la sostenibilità sia un concetto olistico, che

edilizio e diffondere modelli virtuosi di sviluppo;

non si limita solo a valutare l’efficienza energetica di

qualche mese fa, Habitech – Distretto Tecnologico

un edificio ma approfondisce più aspetti, è dunque

Trentino e CasaClima hanno siglato una convenzione

82

_27

In Trentino - Alto Adige, regione ponte tra Mediterraneo e Nord Europa e culla della sostenibilità in edilizia (a Bolzano è nato CasaClima, a Rovereto GBC Italia), si continua dunque a lavorare per innovare il mercato


che impegna le due società ad approfondire le collaborazioni intraprese sul versante dell’edilizia sosteni-

Innovare o morire

bile e della promozione dei rispettivi protocolli di

La sfida più importante di ARCA è dunque quella rap-

certificazione, ARCA e CasaClima, con l’obiettivo di

presentata dalla trasformazione di un settore storica-

realizzare sul territorio regionale reti di impresa e fi-

mente poco incline a fare propria la sfida

liere produttive specializzate.

dell’efficienza tecnica ed economica verso approcci e

Un importante esempio di questa collaborazione è il

processi di natura prettamente industriale. Una sfida

polo scolastico di Castello Molina di Fiemme, che

che però forse mai come oggi è stata a portata di

ospiterà la scuola materna e la scuola elementare, e

mano: c’è effettivamente un’ampia letteratura (analisi

che è il primo a potersi fregiare di entrambe le certifi-

e ricerche UNEP, World GBC, Mcgraw-Hill Construc-

cazioni.

tion, Dodge Data and Analitics per citarne alcuni) che

Se CasaClima non ha forse bisogno di presentazioni,

evidenzia come già nel mondo la filiera industriale le-

una parola di più merita ARCA, primo sistema di cer-

gata a processi green per l’edilizia raddoppi ogni tre

tificazione per costruzioni in legno. Gestito da Habi-

anni i propri fatturati e sia un motore di innovazione

tech dal 2015 e applicabile all’edilizia in legno, spesso

per l’intero settore. Non solo: la domanda di materiali

prefabbricata, esso permette di riconsiderare molti

per il green building è valutata a livello europeo in

processi che, garantiti qualitativamente, non sono

oltre 45 miliardi di euro, mentre un’analisi del Global

solo un insieme di componenti ma dei veri e propri si-

Construction Sustainable Materials Market rileva che

stemi, fino a giungere al complesso-concetto di edifi-

il mercato dei materiali sostenibili offerti dal settore

cio-impianto.

industriale è in forte crescita e potrebbe valere, entro

Il processo industriale di prefabbricazione viene nor-

il 2026, circa 190 miliardi di dollari a livello mondiale.

malmente e a torto ancora associato in edilizia a un

Tale tendenza è di fondamentale importanza soprat-

impoverimento del prodotto e del valore, della durabi-

tutto per l’Italia; il nostro è il secondo paese europeo

lità e delle prestazioni; per gli edifici in legno, ARCA

per produzione manifatturiera, con un know-how

mira invece a misurare, garantire e trasmettere la

straordinario in settori strategici e un buon back-

qualità del manufatto.

ground in design e architettura e ha tutte le carte in

I numeri di ARCA, seppur non comparabili a oggi con

regola per affrontare la sfida. Un interessante dato in

quelli di CasaClima, LEED o BREEAM (anche perché il

tal senso arriva nuovamente dalle statistiche offerte

protocollo si rivolge a una tipologia edilizia ancora di

da USGBC: un’analisi relativa al numero dei soggetti

nicchia) sono comunque interessanti se letti come

membri dell’organizzazione provenienti dal settore

tendenza: dal 2016 sono stati avviati il 72% degli iter

manifatturiero vede infatti la leadership indiscussa

totali di certificazione; il volume totale di iter avviati è

dell’industria italiana, con ben 18 soggetti industriali

di circa 380.000 metri cubi; sono stati lanciate 8 edi-

iscritti ad USGBC; la Germania, prima potenza indu-

zioni di Corsi Base nel 2017 (5 in Trentino - Alto Adige,

striale del continente, ha 7 realtà iscritte, seguita da

3 fuori regione) con circa 90 partecipanti, il 30% in

Regno Unito (4), Spagna (3) e Francia (2). Ovviamente

più rispetto al quinquennio 2011-2016. “Gli obiettivi

il valore assoluto non rende giustizia della dimen-

per i prossimi anni – ha spiegato in occasione della

sione e della rilevanza di tali soggetti, ma è rappresen-

prima convention nazionale il direttore tecnico di Ha-

tativo di una importante tendenza: la convinzione del

bitech Francesco Gasperi – sono la diffusione del mar-

mondo industriale che la sostenibilità passi anche dal

chio ARCA con maggiore forza anche verso il

fronte materiali, prodotti e impianti, che dovranno e

committente finale; l’approfondimento di temi e no-

potranno essere sempre più sostenibili, salubri e pos-

vità dal mercato quali BIM, LCA, LCC; l’integrazione di

sibilmente economici. “L’Italia ha la possibilità di

certificazioni e la definizione di collaborazioni con

sfruttare l’eccellenza del settore manifatturiero anche

enti, istituti e agenzie sul territorio, anche per aprirsi

nell’ambito delle costruzioni” ha spiegato Mark Far-

al confronto con protocolli nazionali e internazionali

mer, imprenditore inglese con oltre 27 anni di espe-

e allineamento ai CAM, per l’inclusione di ARCA in

rienza nel settore immobiliare e dell’edilizia in

bandi e gare”.

occasione dell’ultimo REbuild, piattaforma italiana

focus

83


per l’innovazione nel settore immobiliare ed edilizio,

quali la strategia industriale e la politica abitativa, che

tenutasi a Riva del Garda a fine maggio: “Il design di-

sosterranno la modernizzazione del settore. C’è anche

gitale deve legarsi a una produzione industrializzata.

una crescente consapevolezza da parte delle aziende

L’Italia in questo è avvantaggiata perché esiste già una

più progressiste del settore privato che se non si adat-

cultura della precisione nella progettazione. La sfida

tano al cambiamento rischiano l’oblio finanziario”.

sarà nell’attuazione di un programma di cambiamento a livello di settore che includa nuovi modelli di appalti e che abbia anche il sostegno del Governo”. Per essere davvero determinanti per la riduzione del proprio impatto su ambiente e qualità della vita dei cittadini, i processi di costruzione e riqualificazione

Circular economy, rigenerazione urbana, de-carbonizzazione

dell’esistente dovranno dunque caratterizzarsi sempre

Circular come nuovo paradigma dell’edilizia, dunque?

più come veri e propri processi industriali. La flessibi-

Concentrarsi sul patrimonio esistente risulta effettiva-

lità e l’efficienza della manifattura digitale rappresen-

mente più convincente per il nostro Paese? Ripartire

tano infatti risorse essenziali per la discontinuità

dalla città che già esiste per promuovere la rigenera-

tecnica ed economica che si rende ancora necessaria

zione di tutte le sue parti? Riusare il vasto patrimonio

rispetto il passato. Come emerso nelle edizioni di RE-

pubblico e privato sembra rappresentare la condi-

build, dal 2016 tale discontinuità può essere rappre-

zione necessaria per città senza ulteriore consumo di

sentata dalla cosiddetta “edilizia offsite”. Essa infatti è

suolo, dotate di rinnovate condizioni di qualità. Il

caratterizzata da cinque elementi che solo se affron-

riuso delle città ha però bisogno di nuovi processi pro-

tati integralmente possono divenire veramente “di-

duttivi e la rigenerazione del patrimonio immobiliare

sruptive” e cambiare radicalmente il settore:

necessita di maggiore efficienza e costi più bassi. In

produttività, scale di produzione, infrastruttura digi-

tal senso, l’Agenda Urbana per lo sviluppo sostenibile,

tale, qualità e sicurezza, sostenibilità. “In particolare,

lanciata lo scorso marzo da ASviS e Urban@it a pro-

rendere sostenibile la rigenerazione del patrimonio

posito del patrimonio edilizio a fini abitativi, sottoli-

attraverso nuovi business model in grado di unire co-

nea che la popolazione in condizione di grave disagio

struzioni ed energia – spiega Thomas Miorin, fonda-

abitativo nelle città italiane era ben l’11,3% nel 2015, a

tore di REbuild e responsabile del suo programma

fronte di una media europea del 5,2%. L’obiettivo pro-

scientifico – è fondamentale perché il settore delle co-

posto dall’Agenda è di portare al di sotto del 4% il va-

struzioni concorra agli obiettivi collettivi di sostenibi-

lore entro il 2030 attraverso l’elaborazione di un Piano

lità ambientale. L’agenda del settore non può essere

strategico per le città italiane a 10 anni.

disgiunta dall’agenda complessiva che ha nell’am-

Una simile agenda appare realistica solo se affrontata

biente un valore ineludibile, ma deve promuovere la

con approcci realmente industriali, che applichino

sfida del proprio cambiamento in modo da concorrere

all’edilizia e al settore immobiliare i principi dell’eco-

utilmente alla soluzione dei problemi dell’efficienza

nomia circolare, nuovo paradigma a cui si dedicano

energetica, delle riduzioni di emissioni di CO2, e alla

già numerose imprese per ritrovare un percorso di

realizzazione di un’economia circolare”.

crescita capace di assicurare simultaneamente svi-

Il messaggio lanciato da REBuild 2018 ai settori im-

luppo economico, sostenibilità nell’uso delle risorse

mobiliare ed edilizio italiani è molto chiaro e tremen-

naturali, equità nella distribuzione della ricchezza. Si

damente tranchant: “innovare o morire”, come recita il

tratta nuovamente di utilizzare un approccio davvero

titolo del report commissionato dal governo inglese

olistico alla sostenibilità, con un focus sui tre pilastri

proprio al già citato Mark Farmer, che ha chiuso la

chiave (ambientale, sociale ed economico) che si inte-

kermesse rivana: “Qualsiasi importante programma

gri saldamente con i principi normativi al fine di ga-

di cambiamento strategico nel settore delle costru-

rantire che una comunità funzioni nel suo complesso.

zioni sarà come far cambiar rotta a un petroliera e

LEED e BREEAM provano a raccogliere anche questa

avrà un orizzonte temporale di 5-10 anni – ha spie-

sfida, lanciando due programmi che vanno in questa

gato –. Il Governo inglese ha affrontato questioni

direzione: LEED for Cities, già applicato in Italia dal

84

_27


comune di Savona, sostiene il progresso continuo

che le nostre società e le nostre economie si sono date

verso una città migliore e una migliore qualità della

– conclude da REbuild Thomas Miorin –. La de-carbo-

vita e promuove, da un lato impegni che devono es-

nizzazione delle città e il loro sviluppo sostenibile rap-

sere condivisi tra autorità e cittadini per migliorare le

presentano il necessario riferimento grazie a cui

prestazioni e l’allineamento con le politiche e i pro-

valutare gli sforzi di imprese e amministrazioni. La

grammi generali della città, dall’altro migliori prati-

plenaria di apertura di REbuild ha posto al centro

che in materia di governance, politiche e uso delle

dell’attenzione l’innovazione e i suoi riferimenti am-

risorse. D’altra parte, BREEAM Communities mira a

bientali e sociali per fornire il quadro e le azioni da in-

contribuire a implementare processi di sostenibilità

traprendere nel breve come nel lungo periodo”.

per lo più sociale e misurarne il valore a livello di quartiere fin dalla fase di progettazione e pianificazione, in cui le opportunità di aumentare la sostenibilità nell’intero sito sono di gran lunga maggiori. Saranno sufficienti questi sforzi per misurare la soste-

Le immagini presenti in questo articolo sono state fornite da Habitech - Distretto Tecnologico Trentino, una società consortile specializzata nei processi di sostenibilità e innovazione in edilizia, con sede a Rovereto (TN).

nibilità ESG delle nostre città per attivare veri percorsi di miglioramento? “Le innovazioni che stanno trasformando i settori dell’immobiliare e delle costruzioni devono essere proiettate sugli obiettivi più ampi

Francesco Premi Giornalista pubblicista, si è occupato di processi di sostenibilità in edilizia, collaborando tra gli altri anche con Habitech, ed è oggi Business Development manager della società di consulenza EcoComunicazione.

Photo: Enrico Cano

BUC, Biblioteca Universitaria Centrale dell'Università di Trento, progettata da RPBW e certificata LEED Gold. Consulenza LEED - sostenibilità Habitech.

focus

85


Il solito prototipo universitario fine a se stesso, che verrà smantellato dopo qualche mese di visibilità e pubblicità? Questa volta no, nonostante il fine vita del modulo UMAR - Urban Mining & Recycling sia stato programmato in anticipo. In Svizzera, presso l’EMPA (Eidgenössische Materialprüfungs- und ForschungsAnstalt) di Zurigo, nell’edificio NEST (Next Evolution in Sustainable Building Technologies) è stato realizzato un modulo – attualmente abitato da due studenti che partecipano alla ricerca – in cui strutture e materiali possono essere completamente riutilizzati, riciclati o compostati dopo lo smantellamento. Scopo della ricerca è servire come un laboratorio vivente sui materiali e sul loro utilizzo per accelerare il passaggio dell’industria delle costruzioni all’interno di un’economia circolare.

Photo: © Zooey Braun, Stuttgart

UMAR – Urban Mining & Recycling: costruire per de-costruire

86

_28


innovazione

I

struzioni a diversi livelli e direttamente coinvolti nel

della popolazione mondiale e la carenza di risorse.

la quale dovrà giocoforza sempre più approvvigionarsi

Due elementi che richiedono urgentemente un cam-

di materiali già usati, reinventandoli o reinventando la

biamento del modo in cui pensiamo, in generale, ai

loro funzione per reimmetterli in un percorso circo-

nostri costumi e, in particolare, alle costruzioni e ai

lare virtuoso, tecnologico o biologico, che si contrap-

materiali con cui queste vengono realizzate, uscendo

ponga a quello lineare ancora oggi troppo presente.

dalla mentalità usa-e-getta. Ciò significa che il settore

Sarà necessario sostituire il termine “rifiuto” con il ter-

delle costruzioni è tenuto a preoccuparsi sempre di

mine “risorsa” e quindi passare da un modello lineare

più dell’uso multiplo, molteplice e continuo – e della

che prevede l’eliminazione del “rifiuto” (da incenerire

riciclabilità – dei materiali, nonché di metodi di co-

o da mandare in discarica) a un modello ciclico di va-

struzione alternativi a quelli più diffusi.

lorizzazione della “risorsa”. In questo (nuovo) senso

Un concetto che ha portato all’inaugurazione del pro-

quindi la risorsa può essere utilizzata e impiegata più

totipo, che è contemporaneamente abitazione e labo-

volte, può entrare ripetutamente in un ciclo di utilizzo

ratorio di ricerca, di UMAR (Urban Mining and

una seconda, terza, quarta e quinta volta. Un atteggia-

Recycling) nella cittadina svizzera di Dübendorf e che

mento che dovrebbe diventare un concetto, un’idea o

affronta il nuovo concetto della città come ‘miniera di

una tesi su come comportarsi con i materiali da co-

materiali’ (da riciclare-riutilizzare-convertire) nella

struzione per poter operare in futuro, anche da un

quale, in futuro, andare a prendere i materiali edili

punto di vista economico.

proprio come oggi si estraggono dalle miniere le mate-

L’argomento “economica circolare”, già trattato sul nu-

rie prime per produrli.

mero 21 di azero, viene affrontato da tempo a livello

L’iniziativa, promossa da EMPA (Eidgenössische Mate-

universitario o comunque di ricerca e sperimenta-

rialprüfungs- und ForschungsAnstalt – Istituto federale

zione e sempre più spesso con il supporto attivo del

di sperimentazione e ricerca sui materiali) e da Eawag,

mondo dell’industria, consapevole dei limiti legati

l’istituto per le ricerche idriche facente capo all’ETH di

all’approvvigionamento delle risorse.

Zurigo, è stata sviluppata da 3 professionisti del set-

Un’industria che ha bisogno della sperimentazione e

tore: l’architetto Werner Sobek, professore e direttore

del monitoraggio poiché è difficile introdurre rapida-

dell’Institut für Leichtbau Entwerfen und Konstruiren

mente sul mercato nuove tecnologie e prodotti, essen-

dell’Università di Stoccarda (D) nonché fondatore dello

doci ancora un certo divario tra le tecnologie

studio multidisciplinare che porta il suo nome; Dirk E.

sviluppate in laboratorio e il mercato, il quale richiede

Hebel e Felix Heisel, rispettivamente direttore e re-

prodotti affidabili e maturi.

sponsabile della ricerca del dipartimento Nachhaltiges

In questo senso, l’edificio NEST di Dübendorf, che

Bauen presso il KIT – Karlsruher Institut für Technologie

ospita il modulo UMAR di cui andremo ad approfon-

di Karlsruhe (D). I tre esperti sono stati accompagnati

dire le caratteristiche nelle pagine seguenti, vuole ac-

nello sviluppo dell’idea da circa 60 partner, svizzeri e

celerare il processo di innovazione e implementazione

non, provenienti dal mondo dell’industria delle co-

di materiali non più vergini fornendo una piattaforma

processo di sensibilizzazione. Un processo che ril problema è sempre quello: la continua crescita

guarda il cambiamento di rotta della stessa industria

innovazione

87


Credits: Werner Sobek mit Dirk E. Hebel und Felix Heisel

pianta

per convalidare, migliorare e dimostrare nuovi pro-

cambiamento costante e di durevole, nel NEST, c’è solo

dotti e materiali in condizioni reali, una sorta di cata-

la struttura portante.

sto digitale dei materiali da costruzione.

Questa è stata realizzata in cemento armato e consiste di una ‘spina dorsale’ centrale – backbone, all’inglese –

NEST - Next Evolution in Sustainable Building Technologies

e 3 piani-piattaforme aperti sui quali vengono instal-

L’edificio del NEST, presente sul campus dell’EMPA di

tra cui l’ultimo in ordine di arrivo è proprio l’UMAR, al

Dübendorf, non è un edificio che, una volta realizzato,

2° piano, inaugurato nel febbraio 2018. Nei prossimi

rimane immutato nel corso del tempo. Il principio su-

anni, ad esempio, verranno realizzati altri moduli per

premo che ne ha guidato la realizzazione è piuttosto il

testare nuove forme di energia e di gestione delle ri-

88

_28

lati singoli moduli di ricerca, secondo il principio del ‘plug-and-play’. La struttura del NEST contiene varie linee per elettricità, gas, riscaldamento e acqua alle quali possono essere allacciati i vari moduli di ricerca,


Credits: Werner Sobek mit Dirk E. Hebel und Felix Heisel

sezione

esploso assonometrico

sorse idriche e materiali da costruzione del futuro

forme in cemento del NEST possono ospitare da 12 a 15

(come il legno), diversi da quelli di cui tratteremo nelle

unità (residenziali) con diverse caratteristiche, ognuna

prossime pagine.

delle quali con una propria facciata esterna e una pro-

La caratteristica innovativa di queste unità, oltre al

pria architettura, compatibile con il sistema portante.

fatto di essere messe in funzionamento tramite il con-

Dal punto di vista impiantistico, nel NEST ogni mo-

cetto plug-&-play sopra esposto, è che in esse lavorano

dulo può funzionare in modo autonomo. Per questo

e vivono persone reali, direttamente impegnate nei la-

motivo, sia i vani verticali che quelli orizzontali dedi-

boratori di prova, riunendo gruppi di ricerca nazionali

cati alle cablature e alle tubazioni possono essere adat-

e internazionali, studi di architettura e aziende del

tati di volta in volta, pur rimanendo collegati al nucleo

mondo dell’edilizia per trovare soluzioni realizzabili

centrale dell’edificio tramite un’interfaccia.

per un futuro che sia realmente sostenibile nel settore

Per essere preparati a tutte le eventualità, i vani tecnici

delle costruzioni e dell’energia.

sono stati predisposti in abbondanza. La centrale tec-

Come in un enorme scaffale di magazzino, le piatta-

nica è ospitata nel cosiddetto Energy Hub del semin-

innovazione

89


Photo: © Siegfried Maeser

Photo: © Siegfried Maeser

Due immagini dalla fase della prefabbricazione in Austria: a sinistra, il collegamento tra gli elementi della struttura portante avviene solo tramite soluzioni a incastro, senza l’uso di colle; a destra, uno scorcio di 2 dei moduli prefabbricati in cui sono visibili l’isolamento, alcuni teli e alcune delle cablature. Grazie all’etichettatura e alla pianificazione intelligente dei materiali, l’UMAR potrà essere razionalmente ed accuratamente smontato nelle sue singole parti alla fine del suo ciclo di vita.

terrato, che alimenta – per di più – anche un altro edi-

mento, torneranno nei cicli di cui sopra) e come cata-

ficio di ricerca nel campus.

sto digitale dei materiali impiegati. Tre argomenti le-

L’infrastruttura tecnica è dimensionata in modo flessi-

gati ai materiali da costruzione che portano a tre

bile, poiché i requisiti per l’equipaggiamento della co-

differenti dibattiti in merito alla loro gestione.

struzione dipendono dal modulo utilizzato, ed è

Alla base del design di UMAR ci sono i seguenti con-

previsto che funzioni in modo efficiente anche a pieno

cetti:

regime. Ciò significa che fino a 15 sistemi di ventila-

• rimozione o “prestito temporaneo” dei materiali an-

zione, 15 sistemi di riscaldamento/raffreddamento e 15

ziché acquisto e smaltimento in discarica dei mede-

impianti elettrici devono funzionare correttamente.

simi alla fine del ciclo di vita; • modularizzazione e prefabbricazione, sempre lad-

UMAR: la città come miniera

dove possibile;

Il progetto è caratterizzato dalla premessa che tutte le

modo più pulito, separato e ordinato possibile.

risorse naturali necessarie per costruire un edificio de-

Poiché la costruzione di UMAR ha dovuto fin dall’ini-

vono essere completamente riutilizzabili, riciclabili o

zio prendere in considerazione il successivo processo

biodegradabili. Ciò pone il concetto di ciclo di vita in

di smantellamento – dovuto, tra l’altro, alla durata di

prima linea nella progettazione: invece di essere sem-

vita programmata del modulo – ciò precludeva, per

plicemente utilizzati e successivamente smaltiti, i ma-

esempio, l’utilizzo di congiunzioni incollate, che non

teriali impiegati nella costruzione vengono

si sarebbero più potute eliminare.

temporaneamente “presi in prestito” dai loro cicli tec-

Un’intera serie di fornitori, dalla Svizzera e dall’estero,

nologici e/o biologici per un certo periodo, prima di

sono stati coinvolti con idee e contributi materiali,

essere rimessi in circolazione in altri cicli.

sforzandosi di risolvere soprattutto i problemi di det-

Tale approccio rende il riutilizzo dei materiali altret-

taglio. Alcuni di essi sono stati in grado di fare affida-

tanto importante quanto il loro riciclo e il loro upcy-

mento su materiali innovativi esistenti, ma in parte si

cling, sia a livello sistemico che a livello

è dovuto appositamente sviluppare nuovi progetti o

molecolare/biologico, ad esempio mediante fusione o

cercare soluzioni innovative già esistenti ma ancora

compostaggio.

poco conosciute e di cui non era stata ancora sufficien-

L’enfasi concettuale posta sul tema dei materiali signi-

temente testata la loro validità. Come per esempio i

fica che UMAR funziona contemporaneamente come

mattoni ricavati dalle macerie (scarti edili) e proposti

laboratorio di materiali, come unità di stoccaggio tem-

da un produttore olandese e che sono stati assemblati

poraneo degli stessi (che quindi, dopo lo smantella-

nell’UMAR in un muro senza malta.

90

_28

• che tutti i materiali e i prodotti siano estratti nel


ferma uno dei progettisti direttamente coinvolti, Hei-

Architettura del recupero e ricerca

sel, “quando mescoliamo cicli biologici e tecnici, produciamo rifiuti pericolosi nella maggior parte dei casi”. Unire permanentemente la fibra di legno con

All’esterno risalta il telaio colorato in rame – ovvia-

una lastra di alluminio significa rendere non più de-

mente recuperato –, all’interno l’UMAR si presenta

gradabile il legno né riuscire a recuperare la lastra di

come un normale appartamento di tre stanze, due

alluminio senza perdita di qualità dello stesso.

bagni e una zona open space che funge anche da cu-

Nei prossimi capitoli, entreremo nel merito delle sin-

cina, attualmente abitato da due studenti. L’innova-

gole parti che compongono l’unità UMAR e nelle in-

zione è nei dettagli (dei) materiali. Tuttavia, non si

tenzioni della ricerca.

tratta solo dei materiali in sé, ma anche della tecnologia delle connessioni, vera chiave di volta del processo

Struttura primaria

di smaltimento intelligente e quindi del recupero-rici-

La struttura portante di UMAR è stata prefabbricata e

clo. Laddove solitamente si riempiono le cavità con

consegnata in cantiere dotata di isolamento, tubature

schiuma PU, si sigilla con silicone o si utilizzano le-

e canalizzazioni, praticamente pronta per l’installa-

ganti chimici, gli architetti e gli ingegneri di UMAR

zione, un po’ come un plug-in! Il materiale principale è

hanno inventato nuove soluzioni. Poiché, come af-

il legno che, se usato correttamente, può essere recu-

Photo: © Wojciech Zawarski

Photo: © Wojciech Zawarski

Photo: © EMPA

Photo: © Wojciech Zawarski

Alcune immagini dalla fase di montaggio/inserimento dei moduli all’interno della struttura in c.a. del NEST. L’unità di UMAR verrà completamente smontata tra 5-7 anni, momento in cui sarà interessante valutare la funzionalità e l’efficienza dei singoli elementi. Affinché sia possibile scomporre l’unità nelle sue diverse parti senza creare rifiuti nell’accezione negativa del termine, è molto importante non utilizzare colle. I vari elementi devono essere assemblati con viti, incastri o sormontati. I moduli stessi sono stati inseriti al loro posto tramite apposite rotaie (vedi foto in basso a sinistra), pensate anche per facilitarne la rimozione. Un esperimento unico al mondo, soprattutto per le modalità con cui viene eseguito.

innovazione

91


Photo: © EMPA

Photo: © Wojciech Zawarski

Altre due immagini della fase di montaggio e di allestimento degli interni. A sinistra, il punto di attacco di tutte le tubature e le cablature tra due moduli. A destra, la costruzione di un muro dimostrativo in mattoni realizzati con scarti edili di edifici demoliti, un brevetto olandese frutto di una tesi di laurea. I mattoni non vengono incollati con malta ma impilati in apposite rastrelliere metalliche. L’intera unità è composta esclusivamente da materiali riciclabili e/o biodegradabili: oltre ai mattoni di cui sopra, anche pannelli realizzati con feltro, plastica, pezzetti di vetro o tetrapak. Come isolante, al posto del polistirolo, pannelli di micelio e fibre di jeans, per citare solo alcuni dei materiali più... singolari.

perato e riciclato senza che subisca svalutazioni quali-

dotti esemplificativi, è messo in evidenza nell’apparta-

tative. Strutture in legno non sono di per sé innovative

mento il potenziale di questa grande sorgente di mate-

ma anzi ormai pratica quotidiana, ancorché non dif-

riali e risponde a domande relative alla elaborazione e

fuse come quelle in c.a. o metallo. L’innovazione qui

manipolazione sicura dei rifiuti come materiali da co-

sta nelle connessioni e nell’uso corretto dei materiali

struzione. Nella selezione dei vari materiali è necessa-

complementari della struttura: le giunzioni del si-

rio sottolineare che la conversione dei rifiuti in

stema sottoposte a tensione e compressione sono col-

elementi da costruzione deve avvenire senza che, sem-

legate in modo reversibile, evitando cioè l’impiego di

plicemente, si prolunghi l’impasse della fine in disca-

adesivi a favore di connessioni a spina e a vite. La

rica ma che piuttosto la materia prima venga

struttura, inoltre, non è stata protetta banalmente con

riconvertita in un ciclo, accettando eventualmente un

sostanze chimiche ma, quando non rimane a vista,

unico passaggio di downcycling, azione che si verifica

con rivestimenti fisici (pannelli) fatti di materiali non

quando, riciclando un qualsiasi materiale, ciò che ne

tradizionali, già predisposti per il riciclaggio o lo smal-

nasce è un prodotto di qualità e grado inferiore.

timento biologico.

I materiali edili presenti in UMAR possono essere di-

L’unità risultante è costituita da moduli autoportanti

visi in tre gruppi, in base al metodo di produzione: (1)

che possono anche essere sostituiti singolarmente in

compressi, (2) convertiti fisicamente e (3) convertiti

corso d’opera, se necessario. Ciò consente dunque in

chimicamente. Uno dei fini della ricerca e del monito-

automatico anche la riconversione e il retrofitting in

raggio è quello di utilizzare almeno un materiale

officina, un importante prerequisito per un ulteriore

scelto tra i vari gruppi di prodotti summenzionati per

utilizzo del 100% degli elementi o dei materiali in essi

verificarne l’idoneità all’impiego in scala maggiore. Ed

contenuti. Nelle intenzioni dei ricercatori è prevista,

è qui che alcuni produttori di materiali da costruzione

tuttavia, un’unica sostituzione dei pannelli della pa-

hanno mostrato grande interesse nella collaborazione

rete e del soffitto durante il periodo di osservazione e

con UMAR, spingendo per promuovere i loro prodotti

monitoraggio, per eseguire i test programmati sui ma-

in un ambiente reale in scala 1: 1 affinché siano testati

teriali.

in condizioni reali.

Risorsa materiale: i rifiuti

Risorsa materiale: Urban Mining

Materiali e prodotti riciclati provenienti dai “rifiuti”

Un altro elemento che si sta testando nell’UMAR è

sono già oggi disponibili in una varietà di prodotti (al-

quello legato al concetto dell’Urban Mining, ovvero

cuni dei quali prototipi) pronti per l’uso e utilizzati

della “città come miniera”.

nell’unità di UMAR. Attraverso l’uso di gruppi di pro-

A causa di un uso improprio dei materiali o di compo-

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Solaio superiore (A), dall’estradosso: - rivestimento diagonale in abete bianco - struttura portante/primaria in abete bianco - isolante in lana di roccia (riciclabile al 100%) - barriera al vapore PE fissata sulla sovrapposizione - rivestimento diagonale in abete bianco - livello del vano per le cablature/tubature metalliche pure e del solare termico - riscaldamento a soffitto in alluminio

Solaio inferiore (B), dall’estradosso: - moquette/legno/acciaio inox - pannello in fibra di cellulosa compressa/sottostruttura in abete bianco - rivestimento diagonale in abete bianco - barriera al vapore PE fissata sulla sovrapposizione - condotte fognarie in PE - isolante in lana di roccia - struttura portante/primaria in abete bianco - rivestimento diagonale in abete bianco - sistema di binari per l’entrata e l’uscita dei moduli nel NEST

A

Facciata esterna (C), dall’esterno: - protezione anticaduta in acciaio inossidabile - telai delle finestre in alluminio - finestre - porta vetrata - porte scorrevoli in abete bianco - telaio portante degli elementi in rame

E 3

4 9 5 8

6

10 11

12 13

15

14

16

2

7 1

D

C

Parete laterale (D), dall’esterno: - rivestimento diagonale in abete bianco - isolante in denim (jeans) - montanti in legno di abete bianco - barriera al vapore PE incollata sulla sovrapposizione - pannelli isolanti a base di micelio - strato sottostante dell’intonaco in argilla - intonaco fine in argilla

B Parete laterale (E), dall’esterno: - rivestimento diagonale in abete bianco - isolante in canapa - montanti in legno di abete bianco - barriera al vapore PE incollata sulla sovrapposizione - pannello in fibra di cellulosa compressa - rivestimento murale in feltro

1 Unità NEST - UMAR 2 L'unità è stata prefabbricata in 7 moduli e montata/agganciata sul posto 3 pannello posteriore analogo alla parete A 4 campioni di materiali e schede tecniche 5 cassetti con i materiali 6 rivestimento della parete in plastica riciclata 7 supporti a morsetto in acciaio inossidabile 8 rivestimento murale in vetroceramica 10 intonaco fine in argilla 11 strato sottostante all’intonaco in argilla 12 rastrelli in acciaio (per la parete in mattoni da rifiuti di cantiere, vedi n. 13) 13 mattoni riciclati da rifiuti di cantiere (macerie) 14 telaio in acciaio 15 pannelli acustici in vetro granulare riciclato 16 pannello in Tetrapak o similari

innovazione

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sti non riciclabili, la maggior parte della risorsa di-

un fungo) possono già oggi essere “tessuti” a creare ma-

venta “rifiuto pericoloso”, molto difficile da riutiliz-

teriali da costruzione resistenti alla pressione in combi-

zare – se non addirittura per niente – a causa della

nazione con materiali organici di scarto (come segatura

miscela di componenti. Il metodo prevalente implica

o rifiuti agricoli). Le proprietà fisiche del materiale da

un processo di downcycling per questa risorsa, sotto

costruzione risultante possono essere controllate,

forma di aggregati o riempitivi per nuove miscele.

come nel pannello utilizzato in una delle pareti di

Pochi materiali provenienti dall’Urban Mining sono

UMAR, assolutamente stabile e non tossico.

attualmente disponibili come prodotti prototipici utistrategie: (1) l’uso esemplare dei prodotti esistenti per

Visualizzazione dei materiali e piano catastale 4D

rivelarne il potenziale e testarne la gestione delle

Attualmente, i dati progettuali architettonici e statici

fonti; (2) il miglioramento dello status quo, tramite la

di tutti gli edifici ufficialmente costruiti sono deposi-

facilitazione del pieno riutilizzo dell’unità come ri-

tati presso gli uffici tecnici locali e nei catasti. Tali in-

sorsa materiale essa stessa per il futuro.

formazioni non sono però sufficienti per gestire una

In questo senso l’UMAR può essere quasi considerato

Urban Mining nel senso di un’economia circolare di

una rivendita!

costruzione. La spinta di UMAR consiste anche nella

lizzabili in UMAR, che quindi persegue due diverse

creazione di una sorta di Catasto 4D, che contempli

Risorsa materiale: materiali coltivati

cioè la tridimensionalità dell’architettura (piante, se-

Benché di sviluppo relativamente recente, il materiale

zioni, cubatura) implementato da un registro dei ma-

più utilizzato dall’umanità è il calcestruzzo, il che

teriali che coinvolga anche l’Urban Mining.

comporta un notevole svantaggio: le materie prime

Questo è un tema particolarmente caro ai progettisti di

necessarie per la sua produzione sono scarse. La sab-

UMAR, anche per la gestione dei dati raccolti con im-

bia, per esempio, è già oggi una risorsa contesa, tanto

plicazioni sociali e politiche non del tutto irrilevanti.

che termini come “Sand War” o “Sand Mafia” non sono inusuali. Per questo motivo, il KIT di Karlsruhe sta cer-

Utilizzare, ri-utilizzare, recuperare e riciclare: alcuni esempi

cando alternative all’estrazione a favore di un percorso di vera e propria “raccolta”. Nell’UMAR, infatti, si sta progettando di introdurre un terzo gruppo di materiali da costruzione, quelli coltivati. Per esempio alcuni tipi di micelio (che rappresenta

Esistono differenti modi di impiegare nella costru-

la totalità di tutte le ife, ovvero le cellule filamentose di

zione un elemento o un materiale che può essere, appunto, “usato” o “recuperato”. Nel caso del recupero, bisogna poi distinguere tra “riutilizzo” e “recupero” in un’accezione più ampia. Se un oggetto viene “utilizzato nuovamente”, la sua geometria viene mantenuta. Quando si recupera, si usa l’elemento edilizio esattamente come prima. Il riciclo nella sua accezione più

Una parte di parete ricavata dalla lavorazione del Tetrapak, che può dare risultati notevoli anche dal punto di vista estetico.

nobile implica, invece, la dissoluzione dell’aspetto geometrico iniziale o originario, tramite smashing, fusione ecc. Tutte queste modalità di ri-utilizzo, recupero e riciclo Photo: © Zooey Braun, Stuttgart

sono usate nel progetto.

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Un esempio di ri-utilizzo diretto sono le maniglie, prese in affitto, delle porte e che erano state precedentemente utilizzate in una banca di Bruxelles. I rubinetti dell’UMAR sono stati forniti da una ditta di materiale per sanitari e consistono in prototipi in ac-


Photo: © Zooey Braun, Stuttgart

Nel caso di UMAR si è trattato di combinare criteri sensati di riciclabilità con un buon design, anche se l’attenzione è stata chiaramente rivolta all’esperimento sulla tecnologia dei materiali, poiché è necessario continuare a cercare metodi di costruzione che risparmino risorse.

ciaio inossidabile, creati interamente con una stam-

che nell’UMAR è stato impiegato sotto forma di pan-

pante 3D e progettati in modo che tutti i componenti

nelli per pareti, come sottofondo per un intonaco di

siano completamente separati/separabili. Economia ed

argilla. Questo speciale pannello è attualmente in fase

ecologia devono andare di pari passo con progetti come

di ricerca e approfondimento. Il fungo che fa da colla

l’UMAR, affinché l’industria delle costruzioni venga

deve, ovviamente, essere bloccato a un certo punto

coinvolta e trovi il proprio tornaconto economico.

della sua crescita. Se ne aumenta pertanto la tempera-

Un esempio di utilizzo ulteriore sono anche i fogli di

tura fino a quando l’organismo, rimuovendo l’acqua,

rame presenti in facciata, ordinati molto attentamente

muore, interrompendo così il processo di crescita allo

in termini di aspetto cromatico. Essi provengono in

stato desiderato. Ad esempio, se si vuole ottenere una

parte da una chiesa, in parte da altri edifici. Sono stati

resistenza alla compressione superiore, si lascia che il

presi, ordinati, levigati, arrotolati, composti cromati-

fungo cresca più a lungo. Il materiale è ben controlla-

camente e ritagliati in base alle specifiche di progetto.

bile in termini di proprietà meccanico-fisiche e può es-

Un esempio invece di rivalorizzazione del materiale, in

sere usato come isolante, come pannello portante per

cui l’aspetto originale è stato completamente annul-

uno strato di intonaco o, addirittura, come compo-

lato, è il piano cucina – composto da pezzetti di vetro

nente strutturalmente efficace.

rotto, così come finisce nelle campane di raccolta del

Le moquette, al momento dello smantellamento, ver-

vetro, fuso.

ranno restituite alla ditta che le ha prodotte e le loro

In un altro componente è stato utilizzato del legno tri-

fibre serviranno per produrre altre moquette.

turato con fibre di dimensioni da 5-6 mm, estetica-

Ma non finisce qui.

mente simile a un pannello truciolato, reso però

Per l’intera lista dei prodotti e dei materiali impiegati

compatto indicizzando delle colture fungine che fun-

nell’UMAR, nonché per il team di progetto, vi invi-

zionano, per così dire, come colla naturale. Si tratta di

tiamo caldamente a dare un’occhiata al sito http dedi-

un materiale che si lascia tagliare come una softboard e

cato: nest-umar.net.

innovazione

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