Ponti termici PUntUali solare termico: una guida agli impianti e al loro dimensionamento materiali a cambiamento di fase in edilizia
il sistema di valutazione ambientale leeD ll primo edificio leeD Platinum in italia
Una casa passiva in lombardia
ISSN 2239-9445
Trimestrale - anno 2 - n째 04 luglio 2012 Registrazione Trib. Gorizia n. 03/2011 del 29.7.2011 Poste italiane S.p.A. Spedizione in a.p. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1 NE/UD
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prospettive LEEDÂŽ GREEN BUILDING RATING SYSTEM | 06 Gian Paolo Perini, in collaborazione con il Green Building Council Italia
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SPOT PROGETTI
argomenti INTERVISTA A MARIO ZOCCATELLI
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progetti UN LUOGO DI LAVORO GREEN | 16 Building 03, Energy Park, a Vimercate (MB)
ABITARE IN UNA CASA PASSIVA | 28 casa unifamiliare a Mariano Comense (CO)
UN PROGETTO PILOTA FIRMATO âPASSIVHAUS INSTITUTâ | 34 piscina passiva âBambadosâ a Bamberg (D)
UNA CASA LEED PLATINUM CON VISTA SUL LAGO | 40 OS House a Racine, WI (USA)
azero - rivista trimestrale - anno 0 - n. 00, mese 0000 Registrazione Tribunale Gorizia n. 03/2011 del 29.7.2011 Numero di iscrizione al ROC: 8147 ISSN 2239-9445 direttore responsabile: Ferdinando Gottard redazione: Lara Bassi, Lara Gariup, Gaia Bollini
stampa: Grafiche Manzanesi, Manzano (UD) Stampato interamente su carta con alto contenuto di fibre riciclate selezionate prezzo di copertina 15,00 euro - abbonamento 4 numeri - Italia: 50,00 euro, Estero: 100,00 euro. Gli abbonamenti possono iniziare, salvo diversa indicazione, dal primo numero raggiungibile in qualsiasi periodo dellâanno distribuzione in libreria: Joo Distribuzione, Via F. Argelati 35 â Milano
editore: EdicomEdizioni, Monfalcone (GO)
Ă vietata la riproduzione, anche parziale, di articoli, disegni e foto se non espressamente autorizzata dallâeditore
redazione e amministrazione: via 1° Maggio 117, 34074 Monfalcone (GO) tel. 0481.484488, fax 0481.485721
copertina: Building 03, progetto Garretti Associati, foto: SEGRO e Garretti Associati
focus on
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46 | UMIDITĂ DA CONDENSAZIONE. PATOLOGIE, DIAGNOSI E SISTEMI DâINDAGINE Fabio Armillotta, Carmela Palmieri
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involucro 54 | LA RIDUZIONE DEI PONTI TERMICI PUNTUALI NELLE PARETI PERIMETRALI Maria Elisabetta Ripamonti
62 | PRODOTTI_PARETI PERIMETRALI
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impianti 70 | IL SOLARE TERMICO. UNA GUIDA AGLI IMPIANTI E AI CRITERI DI DIMENSIONAMENTO Luca Ceccotti
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SISTEMI_SOLARE TERMICO
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approfondimenti 84 |
DETTAGLI DI CANTIERE: CAâ DELLA LUNA
innovAzione 88 | MATERIALI A CAMBIAMENTO DI FASE IN EDILIZIA Roberto Fioretti
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prospettive_LEEDÂŽ
Green Building Rating System
Gian Paolo Perini ingegnere, socio di GBC Italia in collaborazione con il Green Building Council Italia
LEEDÂŽ Green Building Rating System Nato negli Stati Uniti ma diffuso ormai a livello internazionale, il sistema di valutazione ambientale LEED è stato localizzato nel nostro Paese grazie a GBC Italia, primo esempio di adeguamento approvato dallâU.S. Green Building Council.
LEED, Leadership in Energy and Environmental Design, è un sistema di valutazione ambientale della sostenibilitĂ complessiva dellâedificio sviluppato negli Stati Uniti dallâU.S. Green Building Council (USGBC), associazione non profit che promuove e fornisce un approccio globale alla sostenibilitĂ , riconoscendo le performance virtuose in aree chiave della salute umana e ambientale. GBC Italia, costituito nel 2008 su iniziativa del Distretto Tecnologico Trentino S.c.a.r.l., si occupa principalmente dellâadeguamento dei sistemi di rating della famiglia LEED alla realtĂ italiana; LEED Italia è il primo caso di âlocalizzazioneâ, fortemente legato alla realtĂ costruttiva, normativa e produttiva locale, di uno standard internazionale approvata da USGBC. Nel 2009 GBC Italia ha trasposto lo standard Nuove Costruzioni e Ristrutturazioni, facendo riferimento alle normative italiane ed europee e nel 2012 ha prodotto uno strumento, dedicato prevalentemente al mercato residenziale, il cui punto di partenza è LEEDÂŽ FOR HOMES, ma che è stato sviluppato considerando nello specifico le caratteristiche abitative e le diversitĂ nel modello costruttivo proprie della realtĂ italiana. Attualmente GBC Italia sta elaborando la trasposizione di altri sistemi di rating 6
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importanti relativi agli edifici esistenti e al recupero sostenibile dei quartieri, ovvero EBOM, Existing Buildings Operations & Maintenance e ND, Neighborhood Development. Il processo di certificazione LEED è un processo di qualitĂ che segue il progetto dalla sua elaborazione iniziale fino alla gestione dellâimmobile, percorrendo tutte le fasi di progettazione, costruzione e messa in funzione. Gli obiettivi di questa certificazione volontaria sono: fornire e promuovere un sistema integrato di progettazione dellâintero edificio; dare riconoscimento a chi realizza prestazioni virtuose nel campo delle costruzioni; stimolare la competizione sul tema della prestazione ambientale; stabilire un valore di mercato con la creazione di un marchio riconosciuto a livello mondiale; aiutare i committenti e accrescere in loro la consapevolezza dellâimportanza di costruire green; trasformare il mercato e il settore delle costruzioni. Solo strategie che rispondono a piĂš esigenze di base â quelle del Pianeta (ambiente), delle persone, ma anche dellâeconomia â possono offrire speranze di continuitĂ e solamente promuovendo sinergia tra queste dimensioni si può perseguire la sostenibilitĂ . Il sistema si suddivide in 7 macroaree di valutazione (vedi im-
A destra, le 7 macroaree di valutazione analizzate dal sistema LEED NC 2009.
I 4 livelli di certificazione LEED. A destra, la triple bottom line, cardine dello sviluppo sostenibile.
magine qui sotto) e ogni area tematica (vedi box a pag. 8) si articola in prerequisiti obbligatori e in crediti ai quali è associato un punteggio. 4 sono livelli di certificazione (vedi immagine qui sopra) che si possono ottenere sulla base del punteggio raggiunto verificato con la Checklist dove vengono riportati tutti i crediti con i relativi punteggi.
Processo di certificazione LEED Nel processo LEED si identificano principalmente 3 nuove figure. Il LEED Accredited Professional (LEED AP) è una figura altamente competente, il cui compito è guidare il team di progettazione e costruzione allâottenimento della certificazione; non ha funzioni di certificatore, ma garantisce il raggiungimento del punteggio prefissato con la checklist. Il Commissioning Authority (CxA) è una figura terza, nominata dal Committente, che segue il processo di progettazione, costruzione, taratura e consegna degli impianti. Infine lâEsperto di Energy modelling è di
supporto nella progettazione dâimpianti per lâottenimento dei Crediti relativi allâenergia. Il Processo è composto da vari step, descritti qui di seguito. Nella Fase Preliminare si esegue una valutazione preliminare con il LEED AP per individuare il livello che si vuole raggiungere (Certified, Silver, Gold o Platinum), identificare i possibili crediti che si potrebbero conseguire e assegnare le parti di competenza ai responsabili di ogni credito. Generalmente questa fase inizia con una design charrette, dove gli stakeholders principali, il team dei progettisti e gli esperti in sostenibilitĂ ambientale eseguono assieme lâanalisi dei dati, elaborano strategie alternative e formulano i punti cardine del progetto da realizzare. Il coinvolgimento di tutti gli attori nel processo di certificazione è una maggior garanzia per lâottenimento di una sostenibilitĂ globale, sia ambientale che tecnico-economica; il successo di un progetto sostenibile si basa principalmente sulla sinergia tra le varie figure che partecipano al gruppo di progettazione, cioè, deve essere una progettazione integrata. Nella Fase di progettazione, dunque, dal concept iniziale fino al progetto esecutivo tutte le figure professionali coinvolte devono sviluppare contemporaneamente il progetto: la tecnologia impiantistica, le fonti energetiche rinnovabili, lâaspetto bioclimatico e la riduzione dellâimpatto ambientale richiedono un approccio alle problematiche progettuali simultaneo e sinergico. In Fase esecutiva il progetto deve dettagliare tutti gli aspetti esecutivi per garantire la costruzione di un edificio sostenibile. La design review, cioè lâaggiornamento e la revisione del progetto, deve essere contenuta al massimo, se non addirittura evitata, specialmente se può ridurre la qualitĂ dellâopera. Le riunioni di cantiere tra tutti gli attori, team di progettazione, rappresentante del committente, general contractor e subappaltatori, coordinate dalla Commissioning Authority, garantiranno un processo di costruzione lineare e di qualitĂ . Determinante per il successo dellâopera è il collaudo, manutenzione e gestione degli impianti, ovvero impianti installati e collaudati secondo quanto specificato nelle richieste del committente, facilmente manutenibili e gestibile al fine di assicurare il comfort interno.
prospettive
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Obiettivi di sostenibilitĂ per area tematica SS â SITI SOSTENIBILI ⢠Ridurre lâinquinamento generato dalle attivitĂ di costruzione ⢠Controllare i fenomeni di erosione del suolo e di sedimentazione ⢠Evitare lâedificazione in aree inappropriate ⢠Indirizzare lo sviluppo edilizio verso aree urbane dove sono giĂ presenti servizi e infrastrutture ⢠Proteggere le aree verdi, preservare lâhabitat e le risorse naturali ⢠Riqualificare le aree danneggiate per fornire habitat a flora e fauna e promuovere la biodiversità ⢠Bonificare e riqualificare siti degradati ⢠Diminuire il consumo del suolo non urbanizzato ⢠Ridurre lâinquinamento e lâimpatto ambientale generati dal traffico automobilistico ⢠Limitare le alterazioni della dinamica naturale del ciclo idrologico ⢠Ridurre le superfici di copertura impermeabili ⢠Aumentare le infiltrazioni in sito ⢠Ridurre lâeffetto isola di calore ⢠Minimizzare le dispersioni luminose generate dallâedificio e dal sito GA â GESTIONE DELLE ACQUE ⢠Aumentare lâefficienza idrica ⢠Ridurre il carico sui sistemi municipali di fornitura ⢠Utilizzare le acque piovane ⢠Limitare o evitare lâutilizzo di acque potabili per scopi irrigui ⢠Ridurre la produzione di acque reflue e la richiesta di acque potabili EA â ENERGIA E ATMOSFERA ⢠Minimizzare i contributi diretti al surriscaldamento globale ⢠Raggiungere livelli crescenti di prestazioni energetiche dellâedificio, superiori ai valori minimi richiesti dalla normativa, al fine di ridurre gli impatti economico-ambientali associati allâuso eccessivo di energia ⢠Verificare che i sistemi energetici dellâedificio siano installati, tarati e che funzionino correttamente ⢠Fornire una contabilizzazione in esercizio dei consumi energetici dellâedificio nel tempo ⢠Ridurre la distruzione dellâozono stratosferico (no CFC) ⢠Valorizzare i livelli crescenti di produzione autonoma di energia da fonti rinnovabili in sito ⢠Incoraggiare lo sviluppo e lâimpiego di tecnologie per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile ⢠Ridurre lâuso di energia da combustibili fossili
MR â MATERIALI E RISORSE ⢠Ridurre la produzione di rifiuti prodotti dagli occupanti lâedificio che vengono trasportati e smaltiti in discarica ⢠Ridurre i rifiuti e lâimpatto ambientale delle nuove costruzioni, anche in relazione alla produzione e al trasporto dei materiali ⢠Riutilizzare i rifiuti delle attivitĂ di costruzione e demolizione ⢠Ridurre le lavorazioni delle materie prime ⢠Ridurre lâuso e lo sfruttamento delle materie prime e dei materiali a lungo ciclo di rinnovamento, sostituendoli con materiali rapidamente rinnovabili ⢠Aumentare la domanda di prodotti da costruzione che contengano materiali a contenuto riciclato ⢠Incrementare la domanda di materiali e prodotti da costruzione che siano estratti e lavorati a distanza limitata ⢠Incentivare lâuso di materiale legnoso proveniente da foreste certificate o da filiera legno certificata QI â QUALITAâ DELLâARIA INTERNA ⢠Determinare i minimi prestazionali per la qualitĂ dellâaria interna allâedificio ⢠Migliorare la qualitĂ dello spazio abitato e contribuire al raggiungimento delle condizioni di comfort degli occupanti stessi ⢠Fornire un ambiente termicamente confortevole che favorisca il benessere e la produttivitĂ degli occupanti dellâedificio ⢠Minimizzare lâesposizione al fumo di tabacco ⢠Fornire un ricambio dâaria addizionale ⢠Ridurre i problemi di qualitĂ dellâaria interna derivanti dai processi di costruzione o ristrutturazione ⢠Ridurre la quantitĂ di contaminanti (particolato ed inquinanti chimici potenzialmente pericolosi) che risultino odorosi, irritanti e/o nocivi ⢠Fornire la possibilitĂ di effettuare una regolazione dellâimpianto di illuminazione ⢠Favorire lâilluminazione naturale degli spazi e una adeguata percezione visiva dellâesterno, nelle aree occupate in modo continuativo IP â INNOVAZIONE NELLA PROGETTAZIONE ⢠Consentire il raggiungimento di prestazioni esemplari rispetto ai requisiti previsti dal sistema LEED e/o prestazioni innovative negli ambiti della sostenibilitĂ non specificatamente trattati in LEED ⢠Promuovere lâintegrazione progettuale richiesta da LEED con lâinserimento nel gruppo di progettazione di un Professionista Accreditato LEED AP PR â PRIORITĂ REGIONALI ⢠Conseguire crediti che affrontano caratteristiche ambientali peculiari di una zona geografica in cui è collocato il progetto
Il Commissioning Per assicurare il risultato del processo, la certificazione LEED prevede lo strumento del Commissioning, coordinato, controllato e seguito dalla Commissioning Authority. Il Commissioning è unâattivitĂ orientata alla ricerca della qualitĂ per conseguire, verificare e documentare la congruitĂ delle prestazioni dellâedificio, dei sistemi e degli elementi con gli obiettivi e i criteri progettuali. Il percorso da monitorare inizia dalla pianificazione (fase di concept), per proseguire con la progettazione, la realizzazione, il collaudo, la manutenzione e la verifica, nel primo periodo di vita, degli impianti. Il piano di Commissioning descrive il progetto, lâorganizzazione, la pianificazione, i requisiti della documentazione, la distribuzione dei ruoli, delle responsabilitĂ e delle risorse e per il committente è garanzia di corretto funzionamento e di minimo consumo energetico degli impianti progettati.
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I benefici del processo di Commissioning riguardano gli aspetti ambientali, energetici e funzionali: infatti, quando lâedificio funziona come previsto si migliora il benessere e la produttivitĂ degli occupanti. Il Commissioning concorre inoltre a ridurre i casi di malattia degli utenti, lâavvicendamento dei locatari e la riduzione del tempo di non locazione, le responsabilitĂ derivanti da una insufficiente qualitĂ dellâaria ambiente e può evitare la sostituzione prematura delle apparecchiature; pertanto esso segue tutte le fasi, dalla progettazione fino allâoccupazione. La Commissioning Authority svolge la sua attivitĂ di controllo revisionando e/o predisponendo i documenti indicati di seguito. 1. Requisiti del progetto richiesti dal cliente (OPR) Il Commissioning verifica e conferma che siano stati definiti i requisiti funzionali e di performance richiesti dal committente,
Esempio di Flow chart della Fase di Costruzione.
paltatori allâavvio delle macchine, elencano le attivitĂ da completare prima e durante lo start-up, assicurando che le macchine siano installate e pronte per il collaudo vero e proprio, e forniscono informazioni fondamentali sulle macchine, le loro condizioni di consegna e i problemi emersi durante lo start-up. 5. Test Funzionali La CxA supervisiona gli avvii dei sistemi impiantistici, sviluppa i test funzionali e verifica che la calibrazione dei sistemi di controllo, nonchĂŠ il TAB (Testing Adjusting & Balancing), siano stati condotti diligentemente. 6. Manuale di Uso e Manutenzione La CxA accerta che il manuale O&M sia completo e appura che rivista ogni informazione sia chiara e corretta per il collaudo, la manutenzione e la gestione. 7. Monitoraggio delle prestazioni Il Commissioning si può estendere alla fase di occupazione per verificare e monitorare le prestazioni al fine di mantenerle efficienti. 8. Report di Commissioning A conclusione del percorso di certificazione, la CxA predispone il Report di Commissioning, che documenta i risultati delle ispedagli utenti e dagli operatori finali. Per questa finalitĂ stabili- zioni e dei test funzionali svolti, e lo invia ai revisori che anasce e documenta le condizioni di progetto richieste dalla com- lizzeranno tutta la documentazione attestante il raggiungimento mittenza, incluso le singole funzioni del sistema, le prestazioni dei crediti dichiarati. e la manutenibilitĂ degli impianti; tale documento può essere chiamato âAssunti della Progettazioneâ e deve contenere la de- Simulazione energetica in regime finizione delle aree funzionali; le condizioni interne di comfort; dinamico le attivitĂ che generano lâemissione di sostanze inquinanti; le Il Prerequisito 2 e il Credito 1 dellâarea tematica Energia e Atstrategie per lâaumento della sostenibilitĂ ; gli obiettivi di effi- mosfera, prevedono, come opzione per dimostrare la prestazione cienza energetica, ovvero: il livello del sistema operativo di ge- energetica dellâedificio, la simulazione energetica in regime distione; la documentazione richiesta per la gestione e namico del sistema edificio-impianto. manutenzione; i requisiti della formazione e/o documentazione La progettazione di un edificio ânear zero energyâ, o comunque finale; i problemi avuti con progetti precedenti da evitare; le pe- sostenibile dal punto di vista energetico, ambientale o econoculiaritĂ che porteranno al successo del progetto. mico, richiede un approccio progettuale che esamini il compor2. Fondamenti del progetto (BOD) tamento del sistema edificio-impianto, considerando la Il BOD è un documento che riporta i concetti, i calcoli, le deci- gestione dellâedificio, il comportamento dinamico dellâinvolucro sioni e le scelte fatte per rispettare il Piano del committente e il profilo giornaliero del carico esterno nel corso dellâanno. (OPR) e per osservare requisiti, standard e linee guida di riferi- La simulazione dinamica consente, ad esempio, di scegliere mento. Esso include sia descrizioni narrative che liste di tema- lâorientamento migliore o la distribuzione delle masse termiche, tiche di supporto al processo progettuale e la CxA verifica la cioè considerare la vita dellâedificio a seconda dei sistemi enercongruitĂ del documento con i requisiti del progetto richiesti dal getici piĂš idonei. cliente. Gli strumenti e le metodologie utilizzati nella pratica corrente 3. Registro delle problematiche riscontrate âragionanoâ in termini statici e con potenze di picco, richieste Fornisce strumenti e documentazione al team di progettazione nei pochi giorni critici dellâanno, senza considerare il comporal fine di aumentare la qualitĂ del progetto. Il Registro contiene tamento dinamico del sistema. Quindi la simulazione energetica traccia di ogni problema riscontrato, dallâidentificazione fino in regime dinamico ottimizza le energie in gioco e consente di alla risoluzione, durante ogni fase del processo di progetta- ottenere risultati e âpunteggiâ migliori. zione/realizzazione. Il processo di certificazione si conclude con lâinvio online ai re4. Checklist visori di USGBC dei Template, cioè i documenti che testimoniano La CxA predispone le checklist di controllo, utilizzate dagli ap- il raggiungimento dei crediti individuati nella checklist iniziale.
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prospettive
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progetti
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Foto: Bruno Klomfar
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_01. Un involucro altamente performante, un tetto verde per il controllo delle acque meteoriche, geotermia a ciclo chiuso, pannelli fotovoltaici e materiali biocompatibili sono solo alcune delle soluzioni adottate nella nuova scuola elementare di Busta di Montebelluna (TV) i cui lavori di costruzione sono appena partiti. Una tra le prime realtĂ nel Veneto a dotarsi della certificazione LEED for School. www.fontanatelier.com _02. Forte isolamento dellâinvolucro esterno, abbattimento dei ponti termici, serramenti performanti ed energie rinnovabili consentono a questa residenza bifamiliare di Oderzo (TV) di raggiungere prestazioni tipiche di un edificio passivo nonostante lâarticolazione volumetrica dellâedificio. La progettazione è stata finalizzata al massimo rendimento solare invernale passivo (ampie vetrate a sud e a ovest) e attivo (collettori solari termici, moduli fotovoltaici. www.zap-ad.com _03. Una tecnica costruttiva struttura/rivestimento garantisce in questo edificio passivo a Pieve di Soligo (TV) elevate performance termiche e ottime prestazioni acustiche. I due volumi che compongono il fabbricato sono collegati da un corpo interamente vetrato e schermato che svolge la funzione di serra termica nel periodo invernale e da torre di ventilazione naturale in estate. Pompe di calore, VMC e fotovoltaico coprono i fabbisogni energetici dellâedificio (progettista arch. Stefano Zara). _04. Il villino bifamiliare a PĂĄty (H) è stato certificato dal Passivhaus Institut con consumo di 14 kWh/m2 anno. Il volume del garage è stato escluso dalla coibentazione del restante involucro riducendo i costi di costruzione del fabbricato (c.a. isolato in copertura con 50 cm di lana di roccia). La climatizzazione estiva, il riscaldamento invernale e la produzione di ACS sono gestite da un unico apparecchio compatto che include una macchina di VMC e una pompa di calore. www.aktivpassziv.hu Foto: Stefano Zara
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Credits: AktĂv PasszĂv StĂşdiĂł - SinĂłros-SzabĂł BalĂĄzs
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_05. Nel campus di Kuchl, nei pressi di Salisburgo (A), si trova il primo edificio universitario in Austria realizzato secondo standard passivi. Il nuovo corpo, con struttura in legno, è caratterizzato da pareti altamente coibentate e finestre performanti. I risultati raggiunti dallâinvolucro cosĂŹ ottimizzato sono supportati da un impianto di VMC con recupero di calore e dallo sfruttamento di energie rinnovabili (cippato di legno) per il riscaldamento e il raffrescamento. www.dietrich.untertrifaller.com _06. Attualizzando i caratteri tipologici, compositivi e costruttivi del luogo, a Roncone (TN) è stata realizzata questa casa unifamiliare (certificata PHI) con un indice energetico per la climatizzazione invernale pari a 8 kWh/m2 anno. Simulazioni dinamiche della connessione tra telai dei serramenti (Ug=0,7 W/m2K) e struttura muraria (U<0,10 W/m2K) hanno verificato che il valore y del ponte termico in prossimitĂ della muratura è negativo. www.studionobo.it / www.armalab.it
prospettive
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argomenti_GBC
Italia
IntERvIStA COME E PERCHĂ NASCE IL GBC ITALIA? Il Green Building Council Italia (GBC Italia) è unâassociazione no profit che promuove la diffusione di una cultura legata allâedilizia sostenibile a livello nazionale. GBC Italia viene costituito il 28 gennaio 2008 a Rovereto (Trento), su iniziativa del Distretto Tecnologico Trentino insieme a 47 soci fondatori. La costituzione di GBC Italia da parte della comunitĂ trentina è sinonimo di una vocazione ambientale innovatrice diffusa tra imprese, istituzioni e cittadini; GBC Italia si connota però come iniziativa di carattere nazionale, aperta allâadesione e al contributo di operatori, enti e Regioni italiani. Ad oggi sono presenti oltre 570 soci tra associazioni, universitĂ e imprese che operano lungo tutta la filiera dellâedilizia nazionale. Le attivitĂ di GBC Italia comprendono iniziative per promuovere e accelerare la trasformazione del mercato, sensibilizzare lâopinione pubblica e le istituzioni sui benefici del costruire green e incentivare il dialogo tra gli operatori del settore e le amministrazioni, attraverso la creazione di una community sostenibile. Una vera e propria âfiliera della conoscenzaâ, in grado di fornire occasioni di confronto per rinnovare la cultura del costruire.
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MARIO ZOCCAtELLI
Presidente del Green Building Council Italia fin dalla sua costituzione nel 2008, ha ricoperto incarichi dirigenziali e di consulenza in materia di sviluppo delle risorse umane, politiche territoriali e innovazione. Il Green Building rimane un settore dinamico anche nellâattuale fase economica e in Italia sono oltre 120 gli edifici certificati e registrati LEED. COSA DIFFERENZIA LA CERTIFICAZIONE LEED DALLE ALTRE CERTIFICAZIONI ENERGETICHE E AMBIENTALI PRESENTI NEL NOSTRO PAESE? Il sistema LEEDÂŽ e il protocollo GBC HOMEâ˘, destinato a edifici residenziali, non sono certificazioni energetiche ma certificazioni di valutazione ambientale della sostenibilitĂ dellâedificio nel suo complesso. Considerano una pluralitĂ di aspetti: non solo lâefficienza energetica dellâedificio ma anche i materiali con cui è stato costruito, la gestione delle acque, il comfort interno, il sito dove si situa il progetto e altro ancora. Si tratta dunque di protocolli di certificazione che considerano
Situato in posizione strategica rispetto alle grandi vie di comunicazione del Nord Italia, il nuovo polo tecnologico Energy Park occuperà una superficie di 160.000 m2 e prevede la realizzazione di cinque nuovi edifici per oltre 57.000 m2 totali. Building 3 è il primo edificio completato, realizzato nel 2009 su progetto di Garretti Associati con Lombardini22 per gli impianti (entrambi soci di GBC Italia).
lâedificio con un approccio olistico e che presuppongono una progettazione integrata. QUALI SONO STATE, E SONO, LE MAGGIORI DIFFICOLTĂ INCONTRATE NELLA TRASPOSIZIONE DEI PROTOCOLLI STATUNITENSI ALLA REALTĂ
fonte: GBC Italia
DEL NOSTRO PAESE?
Grazie a un accordo di partenariato con USGBC, GBC Italia promuove il sistema LEED adattandolo al mercato italiano, con lâobiettivo di sviluppare protocolli di certificazione allineati con le normative e la realtĂ nazionale. Grazie al lavoro volontario dei gruppi Comitato Standard e Tecnico Scientifico di GBC Italia (costituiti da esperti e tecnici scelti allâinterno dei soci), sono stati lanciati sul mercato il protocollo LEED 2009 Italia Nuove Costruzioni e Ristrutturazioni, primo caso di adattamento del protocollo per una nazione al di fuori degli Stati Uniti, e il protocollo GBC HOME, presentato lo scorso marzo. La normativa nazionale, in ritardo rispetto alle esigenze di riqualificazione energetica secondo criteri internazionali, non favorisce riscontri tangibili tra gli operatori della filiera edilizia: lâanalisi delle prioritĂ strategiche a livello internazionale e lâidentificazione dei principali driver politici e normativi in tema di sostenibilitĂ ambientale ed edilizia, con particolare attenzione alla politica nazionale e regionale, sono nodi cruciali per attuare sinergie credibili e qualificanti per il futuro dellâItalia. QUALI SARANNO LE CERTIFICAZIONI DELLâUSGBC TRASPOSTE NELLA VERSIONE ITALIANA DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE? GBC Italia promuove un processo di trasformazione del mercato edile italiano: il sistema legato al marchio LEED stabilisce infatti un valore di mercato per i âgreen buildingâ, stimola la competizione tra le imprese sul tema delle performances ambientali degli edifici e incoraggia comportamenti di consumo consapevole anche tra gli utenti finali. GBC Italia sta continuando dunque a lavorare per mettere a disposizione del mercato italiano gli strumenti per la certificazione di diverse tipologie di edifici. Tra questi lâadattamento del protocollo dedicato agli edifici esistenti, per monitorare corrette operazioni di gestione e uso, il protocollo per certificare complessi scolastici efficienti, il protocollo âGBC Quartieriâ per progettare e pianificare aree urbane libere o dismesse, e il protocollo âHistorical Buildingsâ, primo esempio di sistema per la conservazione e il monitoraggio di manufatti edilizi storici a livello mondiale.
IN QUALE AMBITO PREVEDE POTRANNO ESSERCI EVENTUALI DIFFICOLTĂ DI RECEPIMENTO DELLA CERTIFICAZIONE LEED, TENENDO CONTO DELLA TRADIZIONE COSTRUTTIVA DEL NOSTRO PAESE? Le motivazioni che hanno indotto GBC Italia a lanciare un protocollo destinato a edifici residenziali sono molteplici, nonostante la situazione in cui versa lâeconomia globale; servono infatti interventi specifici di sviluppo, che fungano da motore di rilancio ambientale, economico e sociale. La realtĂ costruttiva americana è profondamente diversa da quella italiana: lâedilizia residenziale statunitense è prevalentemente composta da case prefabbricate in legno, cosĂŹ come la densitĂ abitativa varia da Stato a Stato. In Italia la casa continua a essere percepita come un bene di primaria importanza; inoltre, le casistiche delineano tipologie residenziali profondamente differenti le une dalle altre, da abitazioni unifamiliari a condomini con un esiguo numero di unitĂ abitative. Ciò comporta un approccio versatile e flessibile: il protocollo GBC HOME risponde a differenti casistiche, senza voler per questo definire un sistema di rating dedicato a ognuna di queste classi, adattandosi dunque alla complessitĂ e dimensione della costruzione. Le residenze certificate con GBC HOME sono caratterizzate da numerosi e oggettivi vantaggi: costi di costruzione certi, costi di gestione nettamente inferiori anche rispetto a edifici realizzati con le migliori pratiche di edilizia attuali, benefici in termini di benessere e rendimento psicofisico perchĂŠ GBC HOME pone lâaccento non solo sul risparmio energetico ma anche sulla qualitĂ di vita degli abitanti con un visione olistica rivolta allâintero edificio. QUAL Ă IL RUOLO DELLA FORMAZIONE E COME SI ARTICOLA LâOFFERTA DI GBC ITALIA? Accanto allo sviluppo dei prodotti, GBC Italia ha attivato una propria offerta formativa, promuovendo regolarmente dei corsi istituzionali gestiti dallâAssociazione tramite formatori accreditati LEED di GBC Italia. Lâofferta formativa è articolata in formazione di base e intermedia. Sono previsti infatti: ⢠corsi di livello 100, rivolto a tutti gli attori della filiera delle costruzioni desiderosi di apprendere le informazioni di base relativi al Green Building, ai sistemi di rating GBC-LEED e allâottimizzazione dei processi di progettazione, costruzione e gestione; ⢠corsi di livello 200, aperto a tutti i professionisti del settore delle costruzioni giĂ in possesso di una conoscenza di base sulle tematiche promosse da GBC Italia e desiderosi di ottenere le argomenti
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fonte: GBC Italia fonte: GBC Italia
Il parco scientifico e tecnologico Kilometro Rosso, progettato da Jean Nouvel, ospita le sedi direzionali e operative di 40 aziende italiane, tra cui âi.labâ, nuovo Centro Ricerca e Innovazione di Italcementi. Il complesso porta la firma dellâarchitetto statunitense Richard Meier (consulenza LEED: Viridian, societĂ americana, ed Habitech, socio di GBC Italia).
credenziali di LEED Green Associate secondo lo schema di accreditamento proposto da Green Building Certification Institute (GBCI), ente terzo di certificazione indipendente; ⢠corsi di livello 300, composto di due moduli di un percorso destinato a coloro che desiderino ottenere la qualifica GBC HOME AP, finalizzata a sviluppare le competenze professionali collegate al protocollo GBC HOME sviluppato da GBC Italia. Le figure promosse da GBC Italia sono infatti il LEED Green Associate e il LEED AP (Accredited Professional), figura altamente competente nel processo di certificazione LEED degli edifici, ha il compito di guidare il team di progettazione e costruzione allâottenimento della certificazione LEED (che non ha funzioni di certificatore). COME VIENE GESTITA LA CERTIFICAZIONE SUL TERRITORIO ITALIANO? Per ogni tipologia di edificio esistono protocolli di riferimento specifici che seguono iter di certificazione differenti ma accomunati tutti da una serie di fasi obbligatorie: ⢠la registrazione dei progetti ⢠la preparazione della documentazione richiesta ⢠la presentazione della documentazione allâente di riferimento ⢠la revisione della documentazione e la verifica in cantiere ⢠la certificazione. La scelta delle strategie sostenibili da applicare deve essere considerata giĂ nelle prime fasi di sviluppo del progetto. Una progettazione integrata â che coinvolge dunque il team di stakeholder composto da committente, progettista, appaltatore e tutto il personale addetto alla gestione della proprietĂ â può creare sinergie e migliorare il rendimento globale dellâedificio, con un approccio orientato alla sostenibilitĂ , allo sviluppo e alla manutenzione continua. Per quanto riguarda invece il protocollo destinato a edifici residenziali, GBC Italia è lâente che certifica i progetti GBC HOME e si avvale di Organismi di Verifica (OVA) per il controllo, che si rivolgono a loro volta a Ispettori Qualificati (IQ). Il contratto di candidatura di un edificio alla certificazione e di impegno ai
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servizi di revisione è sottoscritto dalla committenza o suo legittimo rappresentante con GBC Italia. GBC Italia assegna le attivitĂ di verifica a un OVA, che incarica un proprio team di ispettori delle attivitĂ di ispezione. Una volta assegnate le attivitĂ di verifica di un progetto a un dato OVA da parte di GBC Italia, il team di progettazione/costruzione consegnerĂ le evidenze per le attivitĂ di ispezione (in campo e documentali) direttamente eseguite da parte del team di ispettori dellâOVA sotto il controllo dello stesso, gli ispettori consegneranno quindi le liste di verifica e i rapporti di ispezione a GBC Italia, e lâOVA a sua volta eseguirĂ i controlli conclusivi di congruenza e completezza e consegnerĂ un rapporto di verifica a GBC Italia. GBC Italia eseguirĂ una revisione finale sul processo, stabilirĂ il livello di certificazione assegnabile in caso positivo, effettuerĂ le verifiche di carattere amministrativo e potrĂ rilasciare la certificazione dellâedificio (certificato e placca). QUANTI SONO GLI EDIFICI CERTIFICATI E IN FASE DI CERTIFICAZIONE NEL NOSTRO PAESE? Ă POSSIBILE DELINEARE DELLE TENDENZE RISPETTO ALLE TIPOLOGIE PREVALENTI, LA SUDDIVISIONE GEOGRAFICA E I LIVELLI DI CERTIFICAZIONE? In Italia gli edifici certificati e registrati LEED sono oltre 120, per una superficie pari a circa 200 mila m2. Tra questi, 16 sono edifici certificati, 87 quelli in fase di certificazione e piĂš di 20 i progetti pilota e casi studio GBC, trattati con particolare approfondimento e dedizione da parte di GBC Italia al fine di verificare il protocollo di riferimento, per accrescere competenze, esperienze e numero dei soggetti coinvolti e per rendere condivisi metodi e uniformitĂ di interpretazioni legate al sistema. Tra le eccellenze âi.labâ, nuovo Centro Ricerca e Innovazione di Italcementi situato allâinterno del parco scientifico e tecnologico Kilometro Rosso (Bergamo). Il complesso, firmato dallo statunitense Richard Meier, è stato inaugurato il 16 aprile ed ha ricevuto la certificazione âPlatinumâ: il centro risponde infatti a requisiti di efficienza energetica, che consentono di ottenere un risparmio fino al 60%, grazie ai materiali utilizzati nellâinvolu-
Il grafico in alto mostra la crescita esponenziale delle imprese coinvolte nel mercato green nel quinquennio 2008-2013. Il 40% dei progetti registrati LEED si trova al di fuori degli Stati Uniti e tra questi il primo Paese è la Cina: non a caso i progetti per le Olimpiadi 2008 svoltesi a Pechino sono certificati LEED, cosÏ come lo saranno anche gli edifici progettati per i Mondiali del 2014 in Brasile (fonte: U.S. GBC).
Sotto, gli attori del processo di certificazione di GBC HOME.
fonte: GBC Italia
Il manuale di GBC HOME è il nuovo protocollo adattato alla realtà italiana attraverso cui certificare edifici residenziali. Per valutare la reale adattabilità del sistema verrà avviata una sperimentazione attraverso cui certificare edifici con un numero di piani fino a 10 (il numero massimo previsto si attesta a 4, 5 nel caso sussistano funzioni terziarie), tipologie di edifici quali strutture ricettive ed edifici interessati da significative operazioni di recupero.
cro e allâimpiego di energie rinnovabili. Un ottimo risultato per lâItalia, che segue quello raggiunto dal centro direzionale Building 3, sede di Sap Italia e situato allâinterno dellâEnergy Park di Vimercate: si tratta del primo complesso direzionale in Italia ad aver ottenuto la certificazione di livello âPlatinumâ, il massimo ottenibile â in Europa solo altri sei edifici possono vantare il medesimo livello di certificazione â secondo il protocollo âLEEDÂŽ Core&Shellâ. Tale edificio ha ottenuto il prestigioso riconoscimento grazie alle soluzioni ottimali adottate in termini di consumi energetici, illuminazione, razionalizzazione dei consumi idrici e per aver privilegiato strategie innovative atte ad accrescere la sostenibilitĂ del complesso. Numerosi i centri direzionali e produttivi certificati secondo lo standard LEED, ma sono presenti anche uffici, complessi scolastici e immobiliari residenziali, situati nel Nord e Centro Italia. La tendenza è però in espansione anche nel Sud Italia: testimonianza sono anche numerosi accordi in atto, tra cui il bando di concorso che si è chiuso lo scorso maggio âLa SostenibilitĂ nellâedilizia residenzialeâ, riservato ad architetti e ingegneri under 35 promosso dalla Regione Campania con il patrocinio di GBC Italia, destinato a premiare progetti sostenibili sotto il profilo ambientale, sociale ed economico. QUALI SONO, SECONDO LEI, LE PROSPETTIVE DI SVILUPPO DEL GBC ITALIA E DEL SISTEMA LEED? In una fase di grandi difficoltĂ economiche in molti Paesi occi-
dentali il movimento del green building è piĂš che mai vitale e attivo nei diversi continenti. La crescita del green in genere è significativamente superiore alle dinamiche medie dei diversi mercati. Questo fenomeno è macroscopicamente vero nei mercati occidentali depressi, dove il segmento green è di gran lunga il piĂš dinamico; pur se con proporzioni diverse, anche nei paesi come Cina, India o Brasile (ma anche Corea, Filippine, America Latina in generale, aree arabe ecc.). Tutti i sistemi di rating che operano nelle varie aree del pianeta presentano dati in forte crescita e nuove nazioni si stanno inoltre adoperando per sviluppare nuovi sistemi analoghi rispetto a LEED, che si conferma come sistema di riferimento globale per eccellenza. Calcolati in base alla superficie totale in metri quadrati, circa il 40% dei progetti registrati sono fuori dagli Stati Uniti; dopo il Nord America la Cina si profila come la nazione con la maggior quantitĂ di edifici certificati. GBC Italia risulta essere un fenomeno cui le altre nazioni guardano con curiositĂ e attenzione, per dimensione associativa e per qualitĂ del lavoro svolto, che lo rendono interlocutore internazionale privilegiato di USGBC. Il numero dei progetti in corso di certificazione LEED è significativo ma il âsistema Italiaâ deve agganciarsi a quelle che nel resto del mondo sono basi fondanti: i livelli minimi di qualitĂ ambientale e urbanistica che rappresentano il riferimento per la comunitĂ professionale green mondiale. QUALE RITIENE POSSA ESSERE IL CONTRIBUTO DELLA CERTIFICAZIONE LEED NELLâEVOLUZIONE DEL SETTORE EDILIZIO IN ITALIA, ALLA LUCE ANCHE DELLA CRISI CHE ATTRAVERSA IL COMPARTO? La community del green building nazionale è in espansione ed è molto vivace, ma la strada per arrivare a edifici a emissioni zero è ancora lunga e la cultura italiana, nonostante alcune realtĂ di eccellenza, ha ancora molto da imparare per allinearsi alle âbuone praticheâ di edilizia sostenibile giĂ consolidate invece in altri paesi. I âgreen buildingsâ non sono esclusivamente edifici ecocompatibili ed economicamente vantaggiosi dal punto di vista del risparmio energetico, di minore produzione dei rifiuti e ridotto uso di acqua potabile. Lâedilizia sostenibile deve cessare di essere avvertita come un onore ma essere riconosciuta per i suoi principi fondanti, ossia un insieme di esternalitĂ positive: maggiore comfort e salubritĂ degli ambienti interni, servizi tecnologici integrati, ricorso alla mobilitĂ alternativa e una maniera responsabile di contribuire in prima persona alla salvaguardia ambientale. La filiera dellâedilizia green non genera prodotti âdi lussoâ, ma edifici per tutti: attraverso lo standard LEED sono stati infatti certificati oltre 137 mila edifici, per un totale di oltre 9 miliardi di m2 certificati, mentre ogni giorno si certificano oltre 1,6 milioni di m2 complessivi; il 40% di questa superficie è inoltre realizzata al di fuori degli Stati Uniti.
prospettive
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progetti_Building
03, Energy Park, Vimercate (MB)
PROGETTO ARCHITETTONICO
Garretti Associati, arch. Paolo Garretti, arch. Ildiko Paradi e arch. Gianluca Padula
REALIZZAZIONE
2008-2009
CLASSIFICAZIONI ENERGETICHE E AMBIENTALI
CENED Classe A+ 1,5 kWh/m3 anno LEED for Core and Shell 2.0 Platinum FOTOGRAFIE: SEGRO e Garretti Associati
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FunzionalitĂ , riduzione dellâimpatto sul territorio, efficienza energetica e qualitĂ del lavorare nel primo edificio certificato LEED Platinum in Italia, il Buiding 03 nellâEnergy Park di Vimercate, dove lâecosostenibilità è diventata metodologia progettuale e non solo sinonimo di risparmio energetico.
Un
lUogo di lavoro green Allâinterno dellâEnergy Park di Vimercate, un parco tecnologico di 160.000 m2, sorge il primo edificio ad aver conseguito la certificazione LEED Platinum in Italia. Si tratta del Building 03, un fabbricato per uffici e laboratori, implementabile, ripetibile e di rapida realizzazione grazie alla tipologia costruttiva adottata. Lâedificio è realizzato con un sistema a telaio strutturale prefabbricato con partizionamento orizzontale e tamponamento esterno a pannelli, ideale supporto per le facciate ventilate in acciaio e legno. Il fabbricato si articola in due corpi rettangolari paralleli, leggermente disallineati per ottimizzare lâesposizione solare e connessi tra loro da due volumi vetrati che ospitano le reception e i collegamenti verticali e orizzontali. Una griglia modulare di 1,5 m comanda le facciate, la struttura, la pianta e la rete di impianti; alle parti opache dellâinvolucro con rivestimento in Aluzinc ondulato e parzialmente forato, si contrappongono le pareti vetrate, costituite da serramenti di alluminio di tre e quattro moduli di facciata con imbotti molto
marcate e sporgenti, cosĂŹ da realizzare una prima schermatura solare assieme ai frangisole orizzontali e verticali. La seconda schermatura, attuata prevalentemente con tende esterne gestite da software e sensori, risponde al mutare delle condizioni climatiche assicurando il perfetto controllo della luce naturale e dellâapporto solare. Lâinterazione tra le caratteristiche altamente performanti del tessuto e delle vetrate basso-emissive utilizzate, messe in sinergia con un impianto di illuminazione interna capace di controllare la quantitĂ di luce emessa in funzione della luce penetrante, conferiscono allâintero involucro un ruolo interattivo, capace di massimizzare le risorse naturali e di ridurre quanto piĂš possibile i consumi energetici. Al brillante aspetto high-tech dellâinvolucro esterno si contrappone lâinterno in legno, caldo e accogliente, proveniente da coltivazioni certificate PEFC (rivestimenti delle pareti interne in pino silvestre e solai degli atri in lamellare di abete).
progetti
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âLEED for Core & Shellâ è un sistema di classificazione ecosostenibile degli edifici di nuova costruzione sviluppato per progettisti, impresari, committenti che vogliono indirizzare la progettazione sostenibile verso un nuovo modo di costruire la struttura e il rivestimento. La definizione Core & Shell, infatti, comprende gli elementi base di un edificio come la struttura, lâinvolucro e i sistemi di climatizzazione, che vengono valutati secondo criteri âgreenâ. Nel caso del Building 03 la committenza (SEGRO) ha fortemente voluto la certificazione LEED, ben supportata dai progettisti, soci GBC Italia.
la certificazione leed Criteri di ecosostenibilitĂ e di risparmio energetico hanno caratterizzato la progettazione fin dalle prime fasi facilitando lâinserimento allâinterno di questo processo delle procedure per la certificazione LEEDÂŽ e il soddisfacimento dei relativi requisiti. Lâattenzione alla realizzazione di un progetto rispettoso dellâambiente può essere riassunta nei seguenti punti: sviluppo di unâarea urbana dotata di infrastrutture, salvaguardia di aree verdi, di risorse e habitat naturali; disincentivo dellâuso dellâautomobile a favore di trasporti alternativi eco-sostenibili; riduzione delle isole di calore; minimizzazione dellâemissione luminosa proveniente dallâedificio e dal sito e abbattimento dellâinquinamento luminoso; riduzione dei consumi di acqua potabile e utilizzo consapevole delle risorse idriche; utilizzo di materiali di produzione locale e riciclati; impiego di legname di provenienza certificata; qualitĂ dellâaria sia in fase di costruzione dellâedificio che allâinterno degli ambienti finiti; flessibilitĂ del sistema di controllo termico, per permettere una gestione indipendente degli spazi; controllo e massimizzazione della luce naturale tramite frangisole fissi e tende esterne mobili comandate da un sistema intelligente. Di seguito approfondiamo le strategie adottate per rispondere ai crediti specifici richiesti da due delle sei aree tematiche della certificazione.
energia e atmosfera Ă stata eseguita una simulazione energetica di tipo dinamico, sia nel periodo invernale sia nel periodo estivo, che ha permesso di quantificare, per il Building 03, un risparmio dei consumi energetici pari al 27,4% rispetto allâedificio baseline di riferimento. Lâintero sistema edificio-impianto è inoltre ottimizzato da una contabilizzazione dei consumi energetici separata per luci, forza motrice e impianto HVAC. Gli edifici sono dotati di un sistema BMS (Building Management System) mediante il quale è possibile semplificare la gestione globale e il monitoraggio costante degli impianti. Questo consente allâutilizzatore di intervenire sulle singole aree dellâedificio migliorando nel tempo il risparmio sui consumi energetici complessivi. Per disincentivare la diffusione dellâozono stratosferico, gli impianti utilizzano refrigeranti a basso tasso inquinante per il sistema HVAC; è stato inoltre stipulato un contratto con il gestore di energia
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elettrica locale per la fornitura di energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili certificate RECs (Renewable Energy Certificates) cosĂŹ da incoraggiare lo sviluppo e lâuso di energie di rete rinnovabili a impatto zero.
gestione delle acque Con lo scopo di ridurre i consumi di acqua potabile e per un utilizzo consapevole delle risorse idriche, sono state fatte precise scelte progettuali: lâuso dellâacqua di falda per i sistemi impiantistici di riscaldamento e raffrescamento dellâedificio, lâuso di essenze arboree native a basso consumo idrico e una vasca di accumulo delle acque meteoriche per alimentare le apparecchiature sanitarie e il sistema di irrigazione delle aree a verde. Gli edifici sono anche dotati di rubinetterie temporizzate con portate di flusso ridotte e cassette dei servizi igienici a doppio flusso. Qui a sinistra, posa del rivestimento esterno in pannelli di Aluzinc. Sotto, a sinistra, il rivestimento delle facciate interne in legno che segna una continuitĂ con il rivestimento allâinterno dellâedificio, parimenti in legno.
Progetto_arch. Paolo Garretti, arch. Ildiko Paradi, arch. Gianluca Padula - Garretti Associati SRL, Milano Committente_Segro, Milano Strutture_BMS progetti, Milano; RDB prefabbricati, Pontenure (PC); Ricerca e Progetto, Bologna Progetto impianti_Lombardini 22 s.r.l., Milano Progetto acustico ambientale_S&B s.a.s., Bresso (MI) Direttore dei lavori_arch. Paolo Garretti Lavori_novembre 2008 – novembre 2009 Appaltatore edile_CESI, Imola (BO)
sezione trasversale
sezione longitudinale sugli atri e cortile interno
planimetria
Appaltatore facciate, serramenti_Teleya, Castelnovo Sotto (RE) Superficie costruita_16.400 m2 Superficie costruita fuori terra_11.500 m2 Volume costruito_27.000 m3
Sotto, dall’alto. Isolamento della facciata interna con lana di roccia e listelli di supporto per la ventilazione e per il rivestimento in doghe di legno. Rivestimento della facciata esterna con la lamiera in Aluzinc ondulata perforata. Il telaio strutturale prefabbricato in c.a. con i tamponamenti esterni in pannelli in c.a.
sezione tipo dettagliata
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Qui accanto, uno dei due corpi atrio, a tripla altezza, completamente vetrato. A destra, connessione tra il solaio in lamellare e la struttura in c.a. dei collegamenti verticali.
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particolari costruttivi dell’involucro degli atri 1 copertina in lamiera zincata 2 estrazione aria 3 staffa di ancoraggio cavo in acciaio per lavori di manutenzione 4 vetrocamera 5 serramento 6 canale di lancio aria lavavetri 7 trave verticale
in acciaio rivestita in doghe di legno 8 collegamento trave verticale/serramento 9 staffa in acciaio, stabilizzante cavo in acciaio per guida tenda 10 perno filettato per ancoraggio barra di irrigidimento
orizzontale con terminali filettati 11 cavo in acciaio stabilizzante tenda 12 canale di lancio aria lavavetri 13 piastra saldata su profilato in acciaio a “C� per ancoraggio sostegno tenda 14 tenda motorizzata
15 piatto di rinforzo 16 griglia di lancio aria lavavetri 17 massetto di protezione/pendenza 18 piatto in acciaio saldato sulla trave 19 piatto sagomato in acciaio di fissaggio alla piastra a terra 20 doppio piatto sagomato in acciaio
per fissaggio trave 21 piatto in acciaio con zanche in acciaio per ancoraggio alla struttura in c.a. 22 malta espansiva
25 doppio piatto sagomato in acciaio per fissaggio trave 26 piatto in acciaio con zanche in acciaio per ancoraggio alla struttura in c.a.
23 piatto in acciaio saldato sulla trave 24 piatto sagomato in acciaio di fissaggio alla piastra a terra
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progettare e costruire edifici a energia quasizero
esistono dei
casi studio? trova le
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Qui accanto, vista esterna della serra solare. Sotto, da sinistra: dettaglio del serramento della serra; telaio del serramento ancorato al cordolo in c.a. posato sopra la membrana di protezione; pilastri in acciaio della serra rivestiti, in seguito, con doghe di legno.
pianta della serra solare
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Qui accanto, sezione bioclimatica della serra solare. 1 camino di estrazione dell’aria 2 finestratura a lame orientabili
zona buffer
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Sotto, dall’alto: particolare delle copertine zincate a protezione delle doghe in legno che rivestono i pilastri in acciaio; un’immagine della serra solare in cui, come nella sezione a lato, sono ben visibili le finestrature a lame orientabili.
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sezione bioclimatica della serra solare
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INVOLUCRO
IMPIANTI
trasmittanza media elementi costruttivi pareti esterne, U = 0,286 W/m2K solaio controterra, U = 0,27 W/m2K copertura, U = 0,279 W/m2K serramenti, 1,64 W/m2K (atrii e serre); 2,09 W/m2K (finestre)
Ventilazione meccanica controllata Pompe di calore aria-acqua (falda) sistema BMS per controllo illuminazione e tende recupero acque piovane per apparecchiature sanitarie e irrigazione aree verdi rilevatori di presenza per ottimizzazione dellâilluminazione rete idrica duale per approviggionamento servizi non potabili
Sistema energetico Il sistema di climatizzazione dellâedificio è di tipo misto aria primaria e fan coils. La distribuzione primaria scorre attraverso i 4 cavedi creati in corrispondenza dei due corpi scala, quella secondaria passa invece nel controsoffitto, nella zona corrispondente alla circolazione primaria degli uffici. Le unitĂ terminali sono costituite da fan coils collegati a diffusori ad alta induzione a soffitto: lâaria primaria viene convogliata nella rete di distribuzione dei fan coils e quindi immessa nellâambiente. La produzione dei fluidi per la climatizzazione è affidata a due unitĂ polivalenti a condensazione ibrida acqua/aria. Tali unitĂ consentono la produzione contemporanea di energia termica e frigorifera per il soddisfacimento simultaneo delle richieste di caldo e di freddo tipico degli edifici adibiti a uffici. Il sistema di regolazione, a seconda delle condizioni climati24
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che e delle richieste, decide la prioritĂ di una delle due unitĂ , una condensata ad aria e lâaltra condensata ad acqua. Ă importante sottolineare che durante la produzione contemporanea, il consumo energetico dei gruppi riguarda solo una delle due produzioni (caldo o freddo), mentre la seconda è prodotta in completo recupero, ottenendo cosĂŹ elevate efficienze di produzione (EER e COP elevati). Il circuito di condensazione ad acqua è costituito da un pozzo di presa e uno di resa, disconnessi idraulicamente dal circuito di condensazione dei gruppi polivalenti attraverso uno scambiatore a piastre. Sul lato condensazione il sistema è in grado di sfruttare sia i vantaggi della condensazione ad aria che quelli della condensazione ad acqua. Durante le stagioni intermedie, invece (autunno, primavera),
A sinistra, canali di distribuzione secondaria della climatizzazione con i fan coils. A destra, gli impianti tecnologici localizzati in copertura, successivamente schermati da doghe di legno.
la condensazione ad aria permette lâottimizzazione dellâefficienza di produzione, a tutto vantaggio dei consumi energetici complessivi dellâedificio. Oltre agli elevati standard raggiunti dal sistema di climatizzazione, il Building 03 presenta altre caratteristiche che lo differenziano e lo rendono annoverabile tra gli edifici dotati di elevati standard di sostenibilitĂ , tra queste: sistemi di illuminazione a controllo automatico, per il massimo sfruttamento dellâilluminazione naturale; sistemi di rilevazione della presenza negli ambienti occupati, per lâottimizzazione del funzionamento dellâilluminazione; rete idrica duale per lâapprovvigionamento idrico dei servizi non potabili da fonte idrica non potabile (falda); aree verdi con specie di tipo âautoctonoâ in modo da minimizzare i fabbisogni idrici per lâirrigazione; irrigazione attraverso acque non potabili, ma idonee allo scopo (acqua di falda a valle del circuito di condensazione); sanitari a basso fabbisogno idrico per lâigienizzazione.
versatilitĂ e flessibilitĂ Grazie alle caratteristiche tipo-tecno-morfologiche, lâedificio è potenzialmente in grado di accogliere simultaneamente uffici, laboratori, IT rooms, locali training, auditorium, test rooms e altre attivitĂ affini consentendo una notevole versatilitĂ nellâimpiego degli spazi. Efficienza e flessibilitĂ spaziali sono agevolate dalla massimizzazione e ottimizzazione delle campate rese possibili dal sistema costruttivo. Lâinterpiano di 4,05 metri assicura unâaltezza netta degli spazi di lavoro di 3 metri, nonchĂŠ la possibilitĂ di gestire la rete degli impianti e i carichi di portata per laboratori e test-room difficilmente allocabili in edifici per uffici tradizionali.
Sono state effettuate diverse analisi comparative tra edifici preesistenti presenti nellâarea di progetto con caratteristiche tipologiche simili al Building 03 e gli edifici di nuova costruzione in fase di progettazione (vedi i quattro grafici a sinistra dallâalto). Si è riscontrato che allâaumentare della richiesta di energia è corrisposto un aumento del costo dei vettori energetici nel periodo di tempo preso in esame (consumi nel 2006, 2007, 2008; costi medi dal 2004 al 2008). Mettendo a confronto i costi dellâedificio tipo costruito con quelli ipotizzati dellâedificio di progetto a basso consumo energetico (vedi grafico in basso a sinistra) emerge una stima della riduzione delle spese da 65 euro/m2 anno a 32 euro/m2 anno.
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Il grafico in basso rappresenta il modello energetico del Building 03 secondo le performance richieste dal LEED. In rosso viene evidenziata la prestazione massima dellâedificio con caratteristiche base (baseline) espresse in BTU, ovvero British Thermal Unit, unitĂ di misura dellâenergia utilizzata negli USA e nel Regno Unito che corrisponde a 1.055,06 Joule (1 Watt = ca. 3,412 BTU/h); in verde le prestazioni raggiunte dal Building 03 con le caratteristiche di progetto.
Il dimensionamento degli impianti è stato progettato solo dopo aver effettuato alcune considerazioni analitiche: nei due grafici qui sotto sono stati analizzati gli apporti solari gratuiti in base allâesposizione dellâedificio e il rapporto delle temperature sole/aria sempre a seconda dellâesposizione dei fronti. Nel grafico a torta, al centro della pagina, sono state evidenziate le perdite energetiche complessive suddivise per componenti edilizie ed è ben chiaro che le maggiori dispersioni sono dovute alla ventilazione e alle superfici vetrate. Individuate quindi le criticitĂ e inteso dove intervenire, si sono migliorate le performance complessive dellâedificio al fine di dimensionare correttamente lâimpiantistica della struttura.
Pagina a fianco: viste della corte interna e degli atri che collegano i due corpi del complesso.
Perdite energetiche complessive 4%
Parete esterna
Parete verso vano asc 1%
Parete verso non risc
5%
Parete verso vano scale
4%
Parete verso terreno
0%
Parete contro terra
6%
Pavimento sopra aria
2%
Pavimento verso non risc
0%
Soffitto verso esterno
0%
Copertura
2%
PT01 pavimento
0%
50%
Finestre
Perdite per ventilazione [W/K] 26%
0%
PT02 tetto
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Energy Performance LEED
LEED PLatinum
tutto itaLiano
3 domande a ... Paolo garretti - garretti associati
Foto: Filippo DellâAmico
Cosa spinge un architetto a progettare un edificio che verrĂ certificato LEED Platinum? Premesso che il Platinum è un obiettivo ambizioso e non un punto di partenza, pensare a un edificio in termini progettuali di LEED compliance significa tenere costantemente lâattenzione su una molteplicitĂ di parametri eco-sostenibili che riguardano non solo il manufatto ma anche il suo immediato intorno e lâimpatto sulla realtĂ in cui si inserisce. Ă una sorta di responsabilitĂ da un lato ma una stimolante sfida dallâaltro. Ă comunque importante sottolineare che lâottenimento della certificazione non stravolge la nostra progettazione ma piuttosto ne testimonia ed evidenzia la qualitĂ . PerchĂŠ è stato scelto questo tipo di certificazione volontaria e non unâaltra? PerchĂŠ lâintero Energy Park è la sede ideale per aziende multinazionali e il LEED rappresenta oggi, assieme al BREEAM, la certificazione internazionale piĂš universalmente riconosciuta. Inoltre, il GBC Italia è lâunico GBC al mondo ad avere realizzato una versione locale del LEED riconosciuta dal GBC Americano (USGBC). Altri strumenti di certificazione volontaria presenti in Italia non hanno vocazione internazionale e pertanto non sono riconosciuti dalla committenza come un valore aggiunto.
Foto: Luca Rotondo
Quanto un progetto sostenibile può influenzare la qualitĂ del lavoro, come nel caso dellâEnergy Park? Moltissimo! Sia il nostro approccio progettuale che i requisiti richiesti dal LEED ruotano attorno al benessere e al comfort psico-fisico degli occupanti durante lâintera giornata lavorativa. Giornata che non è semplicemente ristretta alle ore lavorative presso la propria postazione, ma che è allargata allâintero âcicloâ giornaliero che va dal raggiungimento del posto di lavoro alle ore di intervallo che, in un contesto come lâEnergy Park, trovano posto in aree dedicate e spazi allâaperto utili non solo a una âpausa sigarettaâ ma anche per organizzare meeting o favorire interazioni e relazioni professionali diversamente meno creative. Tutto ciò per una complessiva migliore qualitĂ della vita.
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progetti_casa
unifamiliare a Mariano Comense (CO)
PROGETTO ARCHITETTONICO
E. Fumagalli
REALIZZAZIONE
2008 - 2010
CLASSIFICAZIONI ENERGETICHE
CENED classe A+ 7,24 kWh/m2 anno CasaClima Gold 9 kWh/m2 anno FOTOGRAFIE: Vera Striatto
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Trovare soluzioni energeticamente efficienti e rendere confortevole lâabitare, utilizzando materiali e tecnologie tradizionali, è stata la sfida raccolta da committente e progettisti di questa casa progettata secondo standard passivi e con una minima impronta ecologica. Massimiliano Mari architetto
abitare
in Una caSa PaSSiva
Dal desiderio dei committenti di creare qualcosa di innovativo e di avanzato dal punto di vista dellâefficienza energetica e del rispetto ambientale nasce il concept di questa casa che sorge a circa 30 chilometri a nord di Milano e che può essere considerata a tutti gli effetti la prima casa passiva della Regione. I committenti e il team di progettazione si sono avvalsi di diversi sistemi di certificazione (CasaClima, Cened, Passivhaus) al fine di verificare le prestazioni energetiche ottenute, nonchĂŠ di uno studio commissionato al Dipartimento BEST del Politecnico di Milano, che ha valutato il comportamento invernale ed estivo dellâedificio (per lâestivo attraverso parametri dinamici). La volontĂ di ridurre le emissioni inquinanti, pur non ricorrendo alle soluzioni prefabbricate a basso consumo presenti nel mercato europeo, ha portato allâutilizzo di tecnologie tradizionali nella costruzione dellâedificio, quali calcestruzzo armato per la struttura dellâinterrato, blocchi porizzati rettificati posati a colla
per le murature fuori terra e polistirene espanso/estruso per la realizzazione dellâisolamento dellâedificio. Elemento che contraddistigue la casa, sviluppata su tre piani di cui due fuori terra, è la grande copertura, una struttura autoportante indipendente che, oltre a svolgere la funzione di riparo per lâinvolucro dalle intemperie e dallâirraggiamento solare, mette a disposizione una grande superficie per gli impianti solare termico e fotovoltaico. Uno studio accurato della disposizione e delle aperture dei singoli ambienti della casa ha permesso di sfruttare al meglio gli apporti solari. In particolare, la vetrata a doppia altezza della zona giorno posta sulla facciata sud (superficie di circa 30 m2) consente un ottimo apporto di luce e di calore durante lâinverno, mentre dâestate la grande apertura è provvista di un sistema automatizzato di schermature esterne mobili, realizzate con tessuto tecnico.
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Progetto_geom. E. Fumagalli, Briosco (MB) Impianti_ing. Enrico Benfatto, Lecco Direttore dei lavori_geom. E. Fumagalli, Briosco (MB) Studio dei particolari costruttivi_geom. V. Striatto, Mariano Comense (CO) Appaltatore_Termoisover-Ind, Mariano Comense (CO) Superficie netta_289,24 m2 Superficie verde_460 m2
Materiali e impianti Realizzare un involucro perfettamente isolato e senza ponti termici è stata una delle sfide di questo progetto. Lastre di vetro cellulare di 5 cm sono state utilizzate per eliminare il ponte termico dovuto allâappoggio dei pilastri sulle fondazioni in c.a., mentre la muratura in laterizio rettificato (30 cm) è stata isolata a cappotto con polistirene espanso, adottando varie soluzioni a seconda dellâesposizione delle facciate al fine di soddisfare le problematiche dovute al surriscaldamento estivo o alle sollecitazioni causate dalle temperature invernali. Per ovviare al limitato sfasamento termico estivo del pacchetto perimetrale polistirene/laterizio, nelle facciate rivolte a sud-est e sud-ovest è stata realizzata una parete ventilata. Sono stati posati serramenti in legno-alluminio con telai di 110 mm di spessore, isolati termicamente su falsi telai di fissaggio, e con tripli vetri basso emissivi con gas argon e gas kripton. Le schermature esterne mobili garantiscono unâadeguata protezione dellâinvolucro dalla radiazione solare, cosĂŹ da ridurre al minimo i consumi dovuti alla climatizzazione estiva e consentire gli apporti solari utili per il riscaldamento invernale. Un impianto di ventilazione meccanica a doppio flusso con recuperatore di calore è collegato a una pompa di calore aria/acqua, mentre la produzione di acqua calda sanitaria è demandata al solare termico. Circa di 60% del fabbisogno è prodotto dai collettori solari piani (10 m2), supportati nel periodo invernale dalla pompa di calore usata dallâimpianto di riscaldamento. Lâampia copertura ha permesso di installare circa 90 m2 di moduli fotovoltaici in film sottile di silicio amorfo,
che producono circa 6.000 kWh/anno, evitando lâemissione di circa 4 t/anno di CO2. In sintesi, tutto il fabbisogno di energia della casa è coperto attraverso fonti rinnovabili evitando cosĂŹ lâutilizzo di combustibili fossili.
pianta piano terra
La disposizione dei locali è stata studiata per consentire di sfruttare al meglio lâilluminazione naturale: la zona giorno è stata disposta a sud-ovest mentre la zona notte a nord-est.
pianta primo piano
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A sinistra, la zona living al piano terra con la grande vetrata, opportunamente ombreggiata dallâaggetto della copertura e dalle schermature mobili.
Schema di una sezionetipo: il plinto di fondazione è stato interamente isolato con 5 cm vetro cellulare.
Dal basso, in senso antiorario: Lâinterrato, realizzato in c.a., è stato isolato con un cappotto in polistirene espanso di 25 cm di spessore mentre, allâinterno, il pavimento è stato isolato con 50 cm di polistirene espanso. Lâinvolucro è stato realizzato con blocchi di laterizio in Poroton rettificato (30 cm), posato a colla cosĂŹ da eliminare il ponte termico dovuto al giunto di malta. I falsi telai sono stati posizionati completamente allâesterno della muratura, eliminando cosĂŹ il ponte termico. Gli spessori dellâisolamento. Il solaio di copertura. La copertura in larice è stata studiata appositamente: lâaggetto sulla facciata sud-ovest garantisce un buon ombreggiamento durante il periodo estivo, oltre a supportare gli impianti collocati allâestradosso. Per essa è stata fatta anche una simulazione dinamica dal Politecnico di Milano in correlazione al posizionamento della vetrata a doppia altezza a sud-ovest, in modo da garantire la massimizzazione degli apporti solari e lâombreggiamento estivo.
progetti
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[W/m2]
[W/m2]
h
m2 kWh
Residenza 105,26 1.459
Interrato 63,58 153
h Atrio 98,21 2.798
Totale 267,05 4.410
Fabbisogno termico per condizionamento in estate, 4.410 kWh.
m2 kWh kWh/m2
Residenza 105,26 932 8,86
Interrato 63,58 969 15,24
Atrio 98,21 724,245 7,37
Totale 267,05 2.625 9,83
Fabbisogno termico per riscaldamento in inverno (energia utile media), 9,83 kWh/m2anno.
la simulazione energetica dinamica Il software utilizzato dal gruppo di lavoro del Politecnico di Milano è stato lâEnergy Plus, che permette di simulare il comportamento energetico di un edificio in regime dinamico, mentre il modello matematico, elaborato per rappresentare le caratteristiche termofisiche dellâinvolucro, è stato caratterizzato da quattro zone termiche differenti â âresidenzaâ, blocco fuori terra; âinterratoâ, ambienti semiriscaldati; âatrioâ, spazi in doppia altezza e corridoi fuori terra; âautorimessaâ, locali non riscaldati â analizzate contemporaneamente per gestire nel modo migliore lâinfluenza reciproca degli ambienti con peculiaritĂ sensibili differenti. Nel modello di calcolo è stata considerata anche la copertura, come pure la facciata ventilata a sud con incremento della trasmittanza termica. Per le valutazioni dinamiche sono state considerate, quali costanti di calcolo, lâoccupazione e i carichi interni (9 W/m2 in soggiorno e cucina, 3 W/m2 negli altri locali secondo la UNI TS 11300-1); i ricambi dâaria (0,12 vol/h in inverno, 0,50 vol/h in estate); lâassenza di infiltrazioni dâaria; la geometria e lâestensione delle superfici dellâinvolucro; lâorientamento dellâedificio; la stratigrafia delle chiusure opache; i dati climatici orari relativi alla cittĂ di Milano Linate; la temperatura media del terreno (fluttuante tra -2,21 °C e 25,69 °C). Sono state eseguite anche ipotesi di varianti relative allâinvolucro (serramenti e copertura) e alla gestione dei carichi interni.
Simulazione relativa al caso base invernale Ă emerso che i carichi interni rappresentano un fattore fondamentale per il bilancio energetico dellâedificio, in quanto dalla stima esatta dei carichi dipende fortemente il risultato finale, e che per ridurre il fabbisogno energetico è necessario agire sulla vetrata a sud, aumentando il fattore solare e diminuendo
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la trasmittanza termica. Dalle simulazioni sono stati ricavati i valori relativi alle zone residenza e interrato, ovvero: fabbisogno di energia utile medio pari a 9,83 kWh/m2 anno e stima della potenza di riscaldamento massima di 3,05 kW. Anche la copertura aggettante è stata oggetto di analisi, considerato che costituisce uno schermo alla radiazione solare estiva e in parte anche in inverno; effettuando alcune simulazioni con il software Ecotect, si è cercato il compromesso migliore tra massimizzazione della schermatura in estate e minimizzazione della riduzione degli apporti solari in inverno.
Simulazione estiva Dallâanalisi risulta che durante il periodo estivo è possibile ridurre notevolmente le temperature interne con opportune schermature. Per un controllo ottimale del clima interno la simulazione ha suggerito lo studio e la progettazione di un sistema automatizzato di controllo delle schermature e ha dimostrato che la ventilazione naturale (eventualmente notturna) incide nel miglioramento dei benefici in termini di comfort interno. La simulazione è stata effettuata anche con lâipotesi di un impianto di climatizzazione e, anche in questo caso, lâenergia necessaria per il raffrescamento è limitata, nellâordine di grandezza del fabbisogno di potenze del riscaldamento. Da sottolineare che per la stagione estiva vale il medesimo discorso relativo alla sensibilitĂ dei carichi interni. Le simulazioni effettuate dal dipartimento BEST del Politecnico di Milano hanno evidenziato lâeccellente comportamento dellâinvolucro sia in regime invernale che estivo. Lâottimizzazione della progettazione dellâinvolucro e della gestione ha portato a ridurre in maniera considerevole il fabbisogno di energia utile per il riscaldamento (al di sotto dei 10 kWh/m2 anno).
In basso, da sinistra, sonde orizzontali dellâimpianto geotermico; solare termico e fotovoltaico; ventilazione meccanica; bocche dâimmissione dellâaria negli ambienti con tubi in rame dove scorre acqua per il riscaldamento o raffrescamento dellâaria.
INVOLUCRO
IMPIANTI
trasmittanza media elementi costruttivi parete esterna isolata, U = 0,10 W/m2K parete esterna facciata ventilata, U = 0,11 W/m2K parete esterna interrato, U = 0,14 W/m2K solaio verso autorimessa, U = 0,10 W/m2K solaio esterno copertura, U = 0,11 W/m2K superfici trasparenti, Uw = da 0,90 a 1,20 W/m2K
Ventilazione meccnica controllata a doppio flusso con recuperatore di calore scambiatore geotermico ad acqua salina Pompa di calore Impianto solare termico 10 m2 Impianto fotovoltaico 90 m2
rivista
co2 e impronta ecologica
Monitoraggio dei consumi
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Prima della realizzazione la casa è stata sottoposta a unâanalisi inerente lâimpronta ecologica. Lâimpronta ecologica è un indicatore statistico che mette in relazione il consumo umano di risorse naturali con la capacitĂ della Terra di rigenerarle. Ă stato calcolato un risparmio di 4.170 kg/anno di CO2 rispetto a un edificio realizzato secondo i requisiti minimi di legge, edificio che avrebbe richiesto una superficie pari a 6.416 m2 di bosco per compensarne le emissioni. Il programma PHPP, per edifici con grandi superfici vetrate e fabbisogno di energia per il riscaldamento molto minore di 15 kWh/m2 anno, come nel caso in esame, propone di seguire per il calcolo di QH la procedura mensile, basata sui fabbisogni di calore per ogni singolo mese. In questâultimo caso (caso E nella tabella in basso) si ricavano valori ancora piĂš bassi.
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Impronta ecologica riferita alle seguenti ipotesi progettuali: A) edificio costruito nel rispetto delle vigenti Leggi in Lombardia; B) come da progetto senza VMC con recupero di energia; C) come da progetto con VMC; D) con infissi a bassissima trasmittanza; E) edificio con grandi superfici vetrate e con fabbisogno di energia per il riscaldamento di molto inferiore ai 15 kWh/m2 anno (standard Passivhaus)
Casi
Superficie Spesa annua Emissioni annue Emissioni specifiche Impronta Ecologica netta QH riscaldamento CO2 in atmosfera annue CO2 in atmosfera (foresta in Val Padana riscaldata (kWh/m2 anno) (Euro) (kg/anno) (kg/m2 anno) a compensazione) (m2) (ha) (m2)
A 267 75,2 B 267 23,3 C 267 9,4 D 267 7,0 Benefici climatici realizzati*
Casi
I consumi in fase dâuso nellâarco di due anni ammontano a 5.970 kWh, con una media annuale quindi di 2.985 kWh. Rapportando questo dato alla superficie netta della casa il valore di consumo a metro quadro è in linea con i valori ottenuti con la simulazione dinamica e la certificazione CasaClima. Tra le criticitĂ emerse in fase dâuso vi è la bassa umiditĂ relativa durante il periodo invernale. Il problema, dovuto anche alla poca presenza di persone in rapporto alla superficie abitabile, può essere facilmente risolto stendendo i panni allâinterno, arredando la casa con piante e fiori, oppure installando un impianto di controllo dellâumiditĂ con associato un umidificatore. Lâesperienza realizzata ha permesso anche di evidenziare che lâaumento dei costi di costruzione per lâedificio in standard passivo, rispetto a uno in classe B, è stato di circa il 15%.
1.255 389 157 117
4.598 1.425 575 428 - 4.170
17,2 5,3 2,2 1,6 - 15,6
0,71 0,22 0,09 0,07 - 0,64
7.074 2.192 884 658 - 6.416
Superficie Spesa annua Emissioni annue Emissioni specifiche Impronta Ecologica netta QH riscaldamento CO2 in atmosfera annue CO2 in atmosfera (foresta in Val Padana riscaldata (kWh/m2 anno) (Euro) (kg/anno) (kg/m2 anno) a compensazione) (m2) (ha) (m2)
E 267 6,7 Benefici climatici realizzati*
112
412 - 4.188
1,5 - 15,7
0,06 - 15,7
630 - 6.444
*m2 di bosco che non devono compensare la CO2 emessa se la casa fosse stata realizzata secondo i limiti di legge in vigore in Lombardia (max 75,2 kWh/m2 anno).
progetti
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progetti_piscina
passiva Bambados, Bamberg (D)
PROGETTO ARCHITETTONICO
pbr PlanungsbĂźro Rohling AG
REALIZZAZIONE
2011
STANDARD CASA PASSIVA
Passivhaus Institut Darmstadt certificato come âprogetto pilotaâ
280 kWh/m2 anno FOTOGRAFIE: Stadtwerke Bamberg
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Bambados è la prima piscina di nuova costruzione certificata Passivhaus. Tre sono gli aspetti importanti su cui si basa lâefficienza dellâintero edificio: un involucro altamente isolato e a tenuta dâaria, una tecnica di trattamento delle acque che fa risparmiare energia e un impianto di cogenerazione funzionante, in parte, a cippato di pioppo prodotto localmente.
Un progetto pilota firmato âpassivhaUs institUtâ Il progetto della piscina coperta e parco divertimenti acquatici âBambadosâ ha inizio nel 2006, quando lâazienda municipalizzata di Bamberga (Stadtwerke Bamberg) decide, anzichĂŠ ristrutturare lâobsoleto impianto cittadino, di realizzarne una nuova, con standard decisamente piĂš moderni e, soprattutto, piĂš efficienti, sia dal punto di vista ecologico che economico. Il progetto della piscina e il suo sviluppo sono stati seguiti fin dallâinizio dal Passivhaus Institut di Darmstadt, in collaborazione con lo studio pbr PlanungsbĂźro Rohling di OsnabrĂźck e diverse altre professionalitĂ provenienti anche dal mondo dellâindustria, alcune delle quali hanno addirittura brevettato soluzioni sviluppate per la prima volta in questa occasione. Lâedificio si caratterizza per la sua forma compatta. Le fondamenta sono state isolate con uno spesso strato di XPS e anche le colonne delle fondazioni sono state coibentate una per una, al fine di evitare dispersioni di calore verso il terreno. La composizione architettonica rispetta i principi della biocli-
matica, per cui il lungo lato rivolto a nord è molto chiuso, mentre a sud grandi superfici vetrate â di due tipologie differenti â consentono lâingresso ai raggi solari contribuendo al riscaldamento passivo (durante il periodo estivo entrano in funzione opportune schermature per evitare il surriscaldamento). La piscina viene comunque riscaldata, per il 65%, tramite un impianto di cogenerazione altamente performante che funziona con cippato di pioppo; questo proverrĂ , in parte, da aree coltivate direttamente dalla cittĂ di Bamberg, e che si trovano in zona protetta dal punto di vista idrico. Impianti appositi con alto grado di efficienza consentono di recuperare calore dallâaria in uscita e dallâacqua delle vasche. Il progetto della piscina Bambados è stato insignito nel 2009, ancora prima della sua effettiva realizzazione, del premio âEnergieoptimiertes Bauen 2009. Architektur mit Energieâ promosso dal Ministero per lâEconomia e la Tecnologia della Repubblica Federale di Germania.
Committente_Stadtwerke Bamberg GmbH, Bamberg (D) Progetto_pbr PlanungsbĂźro Rohling AG, OsnabrĂźck (D) Impianti_Menerga, MĂźhlheim an der Ruhr (D) Direttore dei lavori_Udo Botterbrod, pbr PlanungsbĂźro Rohling AG, OsnabrĂźck (D) Appaltatore_pbr PlanungsbĂźro Rohling AG, OsnabrĂźck (D) Superficie riscaldata_13.500 m2 Superficie verde_16.570 m2 Costi_31,8 milioni di Euro (di cui 3,8 da finanziamenti pubblici)
A
A
Dettagli architettonici La richiesta di compattezza allo scopo di ridurre al massimo le perdite di energia ha portato gli architetti a elaborare la forma di un ciottolo, in cui il rapporto superficie/volume è ottimale. La struttura portante dellâedificio è mista: per le parti in elevazione è stato utilizzato cemento armato, mentre i solai sono sorretti da travi in legno lamellare. La facciata che va da nord-ovest a nord-est è quasi del tutto chiusa, mentre quella rivolta a sud è completamente vetrata cosĂŹ che in inverno gli apporti solari gratuiti contribuiscono al riscaldamento interno della piscina; in estate delle schermature impediscono, invece, il surriscaldamento degli ambienti. Per quanto riguarda le superfici vetrate, sono state sperimentate due varianti: nella prima, un aerogel con struttura porosa dellâordine dei nanometri è inserito nello spazio tra i tripli vetri, lasciando passare la luce ma isolando in modo efficace dal caldo e dal rumore; nella seconda, la funzione della lastra interna è svolta da pellicole altamente isolanti. La piscina è stata anche terreno di sperimentazione per un nuovo tipo di profilo ceramico che, in un unico pezzo, sostituisce il bordo piscina e la griglia di scolo delle acque. La ditta Agrob Buchtal, produttrice di piastrelle, assieme alla Scuola Superiore G. S. Ohm per le scienze applicate di Norimberga, ha
Dallâalto è facilmente riconoscibile la forma compatta e arrotondata della piscina, qui ripresa dal lato nord di ingresso da cui si accede. Per non inficiare la forma compatta, la centrale impianti è stata collocata in un edificio adiacente (sulla destra nella foto).
planimetria del piano terra
planimetria del primo piano
A destra, la forma speciale del cosiddetto âBamberger Rinneâ (scolo Bamberga), costituito da un unico pezzo, permette anche, oltre alla riduzione dellâevaporazione fino al 45% rispetto a un pezzo convenzionale per bordo piscina, un agevole ingresso dellâacqua nello scolo. La nebulizzazione dellâacqua, energeticamente e acusticamente sfavorevole, è prevenuta e abbassata e il livello di intensitĂ acustica si riduce significativamente. Come complemento, la stessa ditta ha fornito anche una valvola di scarico silenziosa che minimizza i gorgoglii e i rumori fastidiosi grazie a una speciale ventilazione interna. Lâutilizzo di questo profilo permette quindi di ridurre il fabbisogno di riscaldamento e di energia per la ventilazione; è stato calcolato un risparmio di circa 14.500 kWh allâanno.
rivista sezione longitudinale A-A
infatti elaborato e brevettato il cosiddetto âBamberger Rinneâ che, riducendo gli spruzzi, i gocciolamenti e quindi la nebulizzazione dellâacqua, aiuta a diminuire notevolmente lâevaporazione dellâacqua delle vasche.
pareti sul lato sud. In estate, un sistema di protezione dal sole impedisce il surriscaldamento dellâedificio (3); in inverno invece viene sfruttato lâapporto energetico passivo grazie alla minore inclinazione dei raggi solari (4). Il calore viene recuperato attraverso uno scambiatore di calore con una percentuale di recupero del 90% dallâaria di espulsione (5). Sistemi di recupero di calore nel trattamento delle acque delle vasche garantiscono il massimo utilizzo di energia. Per ridurre il calore e la perdita di acqua (dovuta allâevaporazione) nella zona delle piscine viene aumentato il livello di umiditĂ relativa dellâaria mentre aria di ricircolo e aria esterna sono miscelate tra loro (6) con modalitĂ diverse per il funzionamento notturno (ca. 10% di aria esterna) e per quello diurno (ca. 30% di aria esterna). Misure adottate in funzionamento notturno: copertura delle vasche (7); sollevamento dei pavimenti mobili sopra lo specchio dâacqua (8); svuotamento delle piscine per bambini e dei canaletti di scolo delle acque; abbassamento del livello dâacqua delle vasche. Il sistema costruttivo secondo lo standard Passivhaus e il rifornimento energetico attraverso biomassa permettono di risparmiare in un anno oltre 1.500 tonnellate di CO2.
per leggere soluzioni passive lâarticolo completo
Lâinvolucro esterno è stato ottimizzato nelle sue prestazioni e la sua tenuta allâaria è stata ulteriormente migliorata rispetto alle richieste del PHI (n50=0,2) grazie alla cura con cui sono state eseguite le fughe, come hanno dimostrato i risultati del BlowerDoor Test (n50=0,07). Una vasca di cemento impermeabile e un riempimento in vetro cellulare proteggono gli elementi costruttivi contro la pressione esercitata dallâacqua delle piscine (1). Grazie alla forma compatta, le perdite di calore sono state minimizzate, aspetto a cui ha contribuito anche la scelta di collocare internamente lo scivolo della zona dedicata al tempo libero. Le finestre, in parte riempite con nanogel (2), sono ridotte al minimo sul lato nord mentre diventano vere e proprie
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3 protezione dallâirraggiamento solare
6 lato sud
2
piscina sportiva piscina per il tempo libero
8 Sezione trasversale tipo in cui sono indicate le soluzioni passive adottate.
copertura vasche
7
4
fondi mobili
1 5
vano tecnico nel piano interrato
progetti
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A sinistra, dallâalto: i pannelli fotovoltaici posati sulla copertura e connessi in rete; lâunitĂ filtrante del syngas dal cippato di pioppo, in cui il gas viene pulito dalle particelle di cenere, a loro volta convogliate nello scarico laterale (in verde nella foto); le tre caldaie a condensazione a gas che entrano in funzione durante i picchi di carico, per la pulizia e per i periodi di manutenzione dellâimpianto di cogenerazione.
Fabbisogno di calore (MWh/a) Fabbisogno di energia elettrica (MWh/a) Emissioni totali da CO2 (t/a)
INVOLUCRO trasmittanza media elementi costruttivi pareti esterne, U = 0,11 W/m2K solaio controterra, U = 0,14 W/m2K copertura, U = 0,11 W/m2K serramenti, Uw = 0,08 W/m2K IMPIANTI VMC con recupero di calore Cogenerazione a biomassa (gassificatore + modulo di cogenerazione) Gassificazione di cippato di pioppo proveniente da coltivazioni controllate dei dintorni; 125 kW di energia elettrica, 270 kW di energia termica Impianto fotovoltaico connesso in rete, 216 kW Ultrafiltrazione acque delle vasche con recupero di calore Domotica
Standard normativa EnEV 2007*
Stato di progetto secondo EnEV -30% con gassificazione cippato di legno
Standard Passivhaus finale con gassificazione cippato di legno
6.508
5.980
3.950
1.260
1.260
1.135
1.912
638
387
* EnEV 2007 (Energieeinsparverordnung fßr Gebäude): regolamento tedesco sul risparmio energetico negli edifici del 24 luglio 2007, in vigore dal 1° ottobre 2007.
Sopra, schema di confronto tra le prestazioni di un edificio come la Bambados rispettoso della normativa EnEV2007, dello stesso edificio riscaldato tramite una cogenerazione con gassificazione del cippato di legno e la Bambados, realizzata con standard passivo.
impianti Il forte risparmio energetico, e conseguentemente anche economico, è dato non solo dallâelevato isolamento dellâinvolucro e dal corretto orientamento della struttura, ma anche dallâinstallazione di un impianto di riscaldamento molto efficiente. Dopo aver preso in considerazione diverse opzioni, la scelta è caduta su un impianto di gassificazione di cippato di legno con modulo di cogenerazione. Il cippato di legno, proverrĂ in futuro parzialmente da una zona limitrofa di proprietĂ della CittĂ di Bamberga, viene fornito con un grado di umiditĂ massima del 15% e stoccato nel serbatoio seminterrato dellâadiacente centrale termica. Tramite un nastro trasportatore arriva nella camera di combustione del gassificatore e lĂŹ gassificato. Il gas cosĂŹ prodotto (syngas) a circa 450 °C viene estratto e ripulito da zolfo ed eventuali residui in un filtro ad alta temperatura con estrazione automatica delle ceneri. In un raffreddatore, il gas è portato alla temperatura di 70 °C, adatta allâimpianto di cogenerazione. La differenza di calore viene recuperata e fornita al sistema di riscaldamento. Tramite una rete di distribuzione, il gas viene trasportato al38
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lâimpianto di cogenerazione vero e proprio, il quale genera energia elettrica e calore. Lâimpianto ha una potenza elettrica di 150 kW e 230 kW di potenza termica che coprono il carico di base della piscina. Per sopperire ai picchi di carico, o nei momenti di pulizia e di manutenzione dellâimpianto di cogenerazione, sono state installate, in unâarea separata, 3 caldaie a condensazione a gas con potenza unitaria di 450 kW ciascuna. Le emissioni di CO2 si riducono cosĂŹ, rispetto a un impianto di riscaldamento di tipo convenzionale, dellâ80%. Tutti gli impianti di ventilazione, eccetto le cappe della zona ristorante, sono dotati di un recuperatore di calore e i ventilatori per la movimentazione dellâaria hanno motori della migliore classe di efficienza attualmente disponibile. Il calore viene recuperato anche dallâacqua delle vasche e sfruttato nuovamente per lâacqua delle piscine. Sul tetto, un impianto fotovoltaico da 218 kW di potenza, collegato in rete, fornisce energia elettrica alla piscina. Il finanziamento dellâimpianto è stato reso possibile grazie alla partecipazione di una cinquantina di cittadini che ricevono per questo un rendimento annuo.
Il Passivhaus Institut di Darmstadt monitorerĂ la piscina per i prossimi 2 anni, al fine di verificare la bontĂ dei calcoli teorici ed eventualmente ritararli in base ai risultati ottenuti.
3
2 8
4
1 7 5
6
Schema del recupero di calore in piĂš fasi dal sistema di ventilazione:
Il grafico a lato mette in relazione il fabbisogno energetico per il riscaldamento degli ambienti con piscine con lâumiditĂ relativa dellâaria in essi presente. Maggiore è questâultima, minore è lâenergia necessaria per riscaldare lâambiente stesso.
fabbisogno energetico [MWh/m2 anno]
1 recupero di calore 2 calore dallâevaporazione 3 controllo dellâumiditĂ in base alle necessitĂ del momento 4 perdite di calore per trasmissione
5 evaporazione 6 apparecchio di climatizzazione con recupero di calore in piĂš fasi 7 fabbisogno di aria calda 8 fabbisogno di aria calda per trasmissione
riscaldamento dellâaria riscaldamento dellâacqua delle vasche
umiditĂ relativa dellâaria nella piscina
A destra, il montaggio dello scivolo nellâarea dedicata al divertimento; lo scivolo è posto completamente allâinterno per evitare ponti termici nei muri perimetrali. In basso, la vasca dedicata al nuoto sportivo (50 m x 8 corsie), è stata realizzata montando dei fondi mobili che, se sollevati fino al bordo, contribuiscono a diminuire le perdite di calore per evaporazione dellâacqua. Oltre a ciò, tali fondi permettono anche una migliore gestione della vasca stessa, a fronte delle esigenze di gruppi diversi di nuotatori.
Sopra, in alto: unâimmagine aerea della costruzione delle fondazioni in cui sono visibili i âmanicottiâ di XPS realizzati ad hoc per lâisolamento puntuale dei pilastri di fondazione. Sopra, al centro: la posa delle travi lamellari di copertura. Qui sopra: una fase del cantiere in cui è ben visibile lâaltezza raggiunta dallâisolamento perimetrale delle fondazioni. Lungo tutto il perimetro, a livello del solaio e delle pareti controterra, viene utilizzato un isolamento in XPS. Un particolare metodo di incollaggio rende possibile unire i pannelli di XPS in piĂš strati lâuno con lâaltro, al fine di ottenere un isolamento termico ancora piĂš elevato. Nellâimmagine qui sotto, è ben visibile il considerevole strato isolante che corre lungo il perimetro dellâedificio.
progetti
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progetti_OS
House, Racine, WI (USA)
PROGETTO ARCHITETTONICO
JOHNSEN SCHMALING ARCHITECTS (JSA)
REALIZZAZIONE
2010
CLASSIFICAZIONE ENERGETICA E AMBIENTALE
LEED Platinum - Level: 97.5 U.S. Green Building Council LEEDé for Homes v.1
FOTOGRAFIE: John J. Macaulay
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Un esempio di âmicroarchitetturaâ, una casa progettata con un ingrombro ridotto, ottimizzando lo spazio per una famiglia di 4 persone e in cui sono state applicate diverse soluzioni al fine di minimizzare lâimpatto ambientale. Grazie anche allâutilizzo di fonti di energia rinnovabile e a soluzioni bioclimatiche e tecnologiche, lâedificio ha ottenuto il livello Platinum della certificazione LEED.
Una
casa leeD platinUm con vista sUl lago Lâabitazione della famiglia Osborne-Scekic, situata nei pressi della cittĂ industriale di Racine, è uno dei primi edifici certificati LEED Platinum nella zona dellâUpper Midwest. La casa occupa un lotto di riempimento molto stretto lungo il bordo del Lago Michigan, a completamento di una fila di residenze costruite nel secolo scorso. Il semplice volume a pianta rettangolare è movimentato da una serie di âstanze esterneâ, sporgenti e rientranti, che si muovono allâinterno dei limiti del volume stesso. Il piano terra, dedicato alle attivitĂ familiari, è vetrato e permeabile alla luce, anche per permettere un collegamento visuale tra la strada e il lago, mentre al piano superiore lâinvolucro diventa maggiormente opaco a vantaggio della privacy degli inquilini. Sul lato strada, un acero centenario ombreggia parte della casa, mentre sul retro e tuttâattorno sono presenti un tappeto erboso resistente alla siccitĂ e piante autoctone. Il clima locale, con inverni molto rigidi ed estati calde e umide, ha richiesto un attento mix di strategie progettuali attive e passive per assicurare un adeguato comfort.
Le finestre sono dimensionate in modo che la luce naturale penetri in profonditĂ , garantendo anche una buona ventilazione mentre in inverno il ricambio dâaria è garantito da un impianto di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. Riscaldamento e raffrescamento sono forniti da una pompa di calore geotermica alimentata da un impianto fotovoltaico, integrato parzialmente sul tetto, evitando completamente lâutilizzo di combustibili fossili; pannelli solari termici forniscono lâacqua calda sanitaria e sono supportati, quando necessario, da un boiler elettrico. La struttura portante è in legno, con un involucro altamente isolato la cui tenuta allâaria è stata verificata con il blower door test. I materiali utilizzati nella costruzione sono stati scelti in base al loro ridotto impatto ambientale e alla salubritĂ per lâambiente indoor. La casa, oltre alla certificazione LEED, ha superato gli standards di efficienza energetica Energy Star ed è stata insignita del premio dellâAmerican Institute of Architects AIA/COTE come uno dei Top Ten Green Project del 2011.
Progetto_Johnsen Schmaling Architects, Milwaukee, WI (USA) Impianti_Larson Engineering, Milwaukee, WI (USA) Direttore dei lavori_Nick Woods Appaltatore_Beggi Construction, Racine, WI (USA) Operatore LEED_Alliance for Environmental Sustainability, sede del Wisconsin (USA) Superficie lorda_213 m2 Superficie verde_552 m2
Bioclimatica e scelte energetiche Lâedificio presenta una forma allungata sullâasse nord-sud per sfruttare le fresche brezze provenienti dal lago durante lâestate; le finestre, dotate di vetri bassoemissivi ad alte prestazioni riempiti con gas argon, sono collocate nelle varie stanze in maniera strategica, cosĂŹ da garantire la ventilazione passante attraverso la casa. Il vano scala collocato centralmente crea un effetto camino, consentendo allâaria calda presente al piano terra di uscire attraverso le finestre che danno sulla terrazza che guarda verso il lago. Lo sbalzo di grandi dimensioni, sulla facciata sud, minimizza i guadagni solari passivi in estate, sfruttandoli invece in inverno. Il fronte nord, esposto ai forti venti invernali provenienti da settentrione, è privo di aperture, proprio al fine di evitare perdite di energia. Lâedificio ha una facciata ventilata, dello spessore complessivo di 8ââ (ca. 20 cm), progettata per riflettere la radiazione solare e permettere allâumiditĂ di fuoriuscire con il flusso dâaria dietro i pannelli di rivestimento. Lâeffetto di questa scelta è che lâinvolucro termico sottostante è protetto dallâesposizione di-
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retta al sole e dagli agenti atmosferici con conseguente miglioramento delle condizioni di comfort indoor. I consumi in fase dâuso sono risultati di 47,8 kWh/m2 anno, di cui circa un terzo per il raffrescamento e il resto per riscaldamento.
ventilazione e illuminazione Grande importanza è stata data allâilluminazione e alla ventilazione naturali. Le finestre della OS House, infatti, sono state dimensionate e posizionate in modo preciso e puntuale, al fine di favorire una perfetta ventilazione passante naturale, perlomeno nel periodo estivo; in inverno entra invece in funzione un sistema di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore che evita le perdite dovute al ricambio dâaria. Il piano terra è generosamente vetrato non solo per permettere la vista dal lato strada verso il lago, ma anche per consentire lâilluminazione naturale degli ambienti mentre lampade a LED a basso consumo garantiscono lâilluminazione artificiale.
Sotto, la zona living e la cucina del piano terra. Nella pagina a fianco, in basso, due viste del fronte lago.
LEEDÂŽ for Homes è uno standard LEED elaborato dal US GBC specifico per le piccole abitazioni. Il sistema di rating si basa sullâattribuzione di crediti per ciascuno dei requisiti che caratterizzano la sostenibilitĂ dellâedificio, dalla somma dei quali deriva il livello di certificazione ottenuto. I crediti sono raggruppati in 8 categorie; sommando i crediti conseguiti allâinterno di ciascuna di queste, si ottiene uno specifico livello di certificazione che attesta la prestazione raggiunta in termini di sostenibilitĂ ambientale. La certificazione LEEDÂŽ for Homes si articola in: certificazione base: 45-59 punti certificazione Silver: 60-74 punti certificazione Gold: 75-89 punti certificazione Platinum: 90-136 punti
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Le 8 categorie di riferimento e il punteggio ottenuto dalla OS House: ID (Innovation & Design Process): 5/11 LL (Location & Linkages): 8/11 SS (Sustainable Sites): 17/22 WE (Water Efficiency): 8/15 EA (Energy & Atmosphere): 30/38 MR (Material & Resources): 11.5/16 EQ (Indoor Environmental Quality): 18/21 AE (Awareness & Education): 0/3 Totale: 97.5 punti su un massimo ottenibile di 136.
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pianta piano terra
pianta primo piano
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pianta tetto
Legenda piante: 1. entrata 2. garage/biciclette 3. cucina 4. sala da pranzo 5. soggiorno 6. entrata al cortile 7 camera da letto 8. bagno 9. terrazza 10 stanza esterna 11. pannelli fotovoltaici
sezione longitudinale
sezione trasversale sulla scala
INVOLUCRO trasmittanza media elementi costruttivi pareti esterne, U = 0,285 W/m2K copertura, U = 0,188 W/m2K IMPIANTI sistema geotermico con pompa di calore impianto solare termico 2 impianti solari fotovoltaici (di cui uno a film sottile) potenza complessiva 4,2 kW recupero acqua piovana
A sinistra, unâimmagine del sistema fotovoltaico a film sottile installato sulla copertura dellâabitazione. In basso, a sinistra, sul fronte lago dellâabitazione è stato piantumato un ârain gardenâ in cui viene convogliato il 65% dellâacqua piovana recuperata dalla copertura. A fianco del ârain gardenâ, i pannelli solari termici per la produzione di ACS e uno dei due sistemi fotovoltaici che fornisce alla casa energia elettrica. A destra, le due cisterne che raccolgono lâacqua piovana che non confluisce nel ârain gardenâ. In base al punteggio HERS (Home Energy Ratings) attribuito alla casa, grazie alle tecnologie e alle soluzioni applicate, i risparmi energetici previsti sono del 67% (rispetto a unâabitazione standard).
risparmio idrico: il ârain gardenâ
impiantistica
Lâacqua piovana che cade sul tetto dellâedificio viene totalmente raccolta: il 65% di essa è convogliata in un ârain gardenâ. Si tratta di una depressione poco profonda del terreno che viene piantumata con piante autoctone radicate ed erbe; il rain garden riceve lâacqua dal tetto della casa, ne cattura il flusso e la ridistribuisce, depurata, al terreno. In questo modo il sistema fognario non viene appesantito da unâeccessiva quantitĂ di acqua di scolo, soprattutto in caso di forti acquazzoni, e il suolo non viene eroso dal dilavamento.
Riscaldamento e raffrescamento sono forniti da una pompa di calore geotermica dotata di un sistema di sonde a circuito verticale. Il fotovoltaico presente sia sul tetto, sottoforma di pannelli laminati a film sottile, sia nel retro del giardino, per una potenza totale di 4,2 kW, fornisce la quasi totalitĂ dellâenergia elettrica necessaria allâabitazione. In estate, il surplus di elettricitĂ prodotto viene immesso in rete. Lâacqua calda è fornita da pannelli solari termici supportati, se necessario, da uno scaldabagno tankless, cosĂŹ viene riscaldata solo la quantitĂ dâacqua effettivamente necessaria.
materiali I materiali utilizzati sono stati selezionati in base a una serie di criteri, tra cui la durabilità , la bassa manutenzione, la bassa tossicità dei componenti e le caratteristiche ambientali (sostenibile, riciclabile, rapidamente rinnovabile). La preferenza è stata data a quei materiali reperibili e prodotti localmente. La casa è costruita con struttura portante innovativa a telaio di legno che ha permesso un risparmio di legname del 30% rispetto a una costruzione tradizionale simile. Il corretto dimensionamento di tutti gli elementi strutturali ha inoltre garantito che gli scarti fossero limitati a meno del 10%.
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A sinistra, le ârain chainsâ aiutano lâacqua piovana a incanalarsi nelle tubature sotterranee che la portano al ârain gardenâ.
Caratteristiche di sostenibilitĂ : 1 riscaldamento e raffrescamento geotermico 2 pannelli solari termici 3 pannelli fotovoltaici laminati sul tetto 4 pavimentazioni esterne permeabili 5 barili per la raccolta dellâacqua piovana e ârain gardenâ 6 schermatura ombreggiante trasparente 7 facciata ventilata 8 giardino pensile
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A destra, sotto, dettaglio esterno della facciata ventilata; in basso, lâisolamento in schiuma espandente ecologica in fase di realizzazione della struttura.
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rivista
Il 99% dei rifiuti prodotti in fase di cantiere è stato separato e smaltito in discarica.
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per leggere lâarticolo completo acquista
Rivestimento esterno 1 giunto aperto 2 spessore di ventilazione, zincato, in corrispondenza dei giunti orizzontali e verticali 3 rivestimento della facciata ventilata in pannelli in cemento 4 scanalatura di supporto posteriore 5 profilo in acciaio a vista 6 guarnizione superiore della scossalina come barriera agli eventi atmosferici 7 profilo di chiusura fornito dal produttore dei pannelli 8 finestra 9 isolamento in schiuma espandente ecologica a celle chiuse 10 isolamento in schiuma espandente ecologica a celle chiuse
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progetti
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progettare e costruire edifici a energia quasizero
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da condensazione
Fabio Armillotta, Carmela Palmieri architetti
UmiditĂ
da condensazione
Patologie, diagnosi e sistemi dâindagine
I problemi legati alla formazione di condensa e alla conseguente comparsa di macchie di umiditĂ e di muffe sono tra le patologie piĂš diffuse negli edifici e causa di problemi igienico-sanitari e di discomfort. Problemi che possono verificarsi anche in edifici a basso consumo energetico, se non adeguatamente progettati.
La crescente attenzione alle tematiche del risparmio energetico stanno portando alla realizzazione di edifici che consumano sempre meno energia, ma che a volte trascurano gli aspetti igrometrici. Infatti, non sempre si valuta che la presenza dei ponti termici in un edificio, oltre a determinare notevoli dispersioni di calore, può diventare anche causa della diminuzione del comfort abitativo e della loro salubritĂ e igiene1. Paradossalmente proprio gli edifici a basso consumo energetico, se non adeguatamente progettati, possono presentare problemi di umiditĂ da condensazione piĂš rilevanti rispetto a quelli costruiti qualche decennio fa. Di fatto, lâeffetto dei ponti termici aumenta proporzionalmente alla qualitĂ energetica dellâinvolucro: se un edificio ha un involucro ben isolato e a tenuta con una dispersione termica globale abbastanza bassa, evidentemente la parte di energia dispersa attraverso i ponti termici assumerĂ unâimportanza maggiore rispetto al caso di un edificio con un involucro scarsamente isolato, che ha quindi dispersioni molto elevate. Questo effetto âpercentualeâ delle dispersioni dei ponti termici 46
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nellâambito del bilancio energetico di un edificio è poi notevolmente amplificato e reso âpatologicoâ dalla presenza di veri e propri errori progettuali nella definizione delle caratteristiche termiche delle diverse parti dellâinvolucro edilizio. Non è raro imbattersi in progettazioni e realizzazioni che, a fronte di soluzioni a elevato isolamento termico per la parete corrente, presentano su travi e pilastri una semplice tavella in laterizio o un esiguo strato di materiale isolante. In questi casi è evidente che il problema delle dispersioni termiche è associato allâabbassamento di temperatura in quei punti e alla formazione di condense (vedi foto pagina accanto). Infatti, negli ultimi decenni, i problemi legati alla formazione di condensa e alla conseguente comparsa di macchie di umiditĂ e di muffe sulle pareti degli ambienti abitati sono tra le patologie piĂš diffuse nellâambito delle costruzioni. Le cause che alimentano queste problematiche sono molteplici e possono, in certi casi, combinarsi tra loro rendendo difficile lâindividuazione della natura precisa del fenomeno. Il fenomeno della condensazione superficiale si presenta negli
A lato, muffe in corrispondenza dei ponti termici della struttura portante in c.a. e dellâattacco dei serramenti.
Sotto, stratigrafia di una parete con unâefficiente soluzione di isolamento termico e ponte termico non risolto, con valori di trasmittanza termica che superano piĂš del 400% la trasmittanza termica della parete corrente.
ambienti le cui pareti raggiungono, sulla loro superficie interna, temperature inferiori alla temperatura di rugiada dellâaria ambiente, causando il depositarsi, sulla superficie delle pareti stesse, della quantitĂ di acqua che non può essere contenuta nellâaria sotto forma di vapore. Tale fenomeno è strettamente connesso con la temperatura alla quale si trova la faccia interna della parete e quindi dipende, oltre che dalla temperatura e dallâumiditĂ relativa dellâaria ambiente, anche dal grado di isolamento della parete. Per questo sono particolarmente insidiosi i ponti termici, cioè le zone della costruzione dotate di minor resistenza termica rispetto alle zone circostanti; in corrispondenza di essi, infatti, la temperatura superficiale interna è piĂš bassa e si ha quindi maggiore probabilitĂ di formazione di condensa. Inoltre, bisogna considerare che la sola verifica dellâassenza di condensa superficiale non esaurisce lâesame termoigrometrico che è necessario compiere su una parete; in alcuni casi la condensa si forma allâinterno della parete, anzichĂŠ sulla sua superficie, provocando, oltre agli inconvenienti di carattere igienico-ambientale, anche una sensibile diminuzione della resistenza termica della parete, in quanto il contenuto di umiditĂ
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incrementa notevolmente la conducibilitĂ termica dei materiali da costruzione. Ă importante sottolineare che la legislazione attualmente in vigore in materia energetica non esclude che in un edificio siano presenti ponti termici ânon correttiâ2 e consente di ottenere i valori di trasmittanza prescritti con la media tra il valore della porzione di parete corrente e quella fittizia (in corrispondenza del ponte termico) ma, come previsto nellâallegato E del D.Lgs. 192/05, richiede al progettista â in sede di relazione â i provvedimenti e i calcoli per lâattenuazione dei ponti termici al fine di evitare la formazione di condensazioni superficiali3. Essendo, quindi, le cause dellâumiditĂ di condensazione derivanti sia dalle condizioni dellâambiente interno (temperatura e umiditĂ relativa) sia dalle caratteristiche di resistenza termica dellâinvolucro edilizio, i fattori che possono essere alla base di tali fenomeni sono essenzialmente due, come spiegato di seguito. Innanzitutto, la gestione dellâimmobile, cioè il regime con cui viene condotto lâalloggio, può influire sui fenomeni di degrado che possono verificarsi al suo interno. Il mantenimento di condizioni di umiditĂ molto elevata (per eccessiva produzione o per scarsa ventilazione) o il brusco abbassamento della temperatura, dovuto ad esempio allo spegnimento dellâimpianto nelle ore notturne, determinano condizioni favorevoli alla formazione di umiditĂ da condensazione. In secondo luogo, la progettazione dellâinvolucro edilizio: se le pareti nella sezione corrente non sono opportunamente isolate o se i ponti termici non sono adeguatamente corretti o attenuati si possono creare sulla faccia interna delle zone a temperatura bassa, dove è facile avvenga condensazione. Ă importante sottolineare che spesso questi due fattori si concatenano, concorrendo al verificarsi della condensazione. Tuttavia determinare quale fattore risulti prevalente può dare un grande aiuto nella scelta della soluzione piĂš corretta ed efficace per il problema. Al fine di valutare la corretta gestione dellâimmobile è opportuno effettuare un attento esame delle condizioni termo-igrometriche per misurare il livello medio dei valori di temperatura e umiditĂ che caratterizzano il comportamento dellâutente nella gestione dellâimpianto di riscaldamento e dei ricambi dâaria rispetto allo standard normativo e legislativo. Non è consigliabile effettuare unâunica misurazione al momento 48
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del sopralluogo poichĂŠ si tratterebbe di un unico dato, rilevato in un particolare momento e quindi non rappresentativo, ma è consigliabile posizionare, negli ambienti con maggiore presenza di umiditĂ , dei termo-igrometri registratori. Si tratta di dispositivi che misurano a intervalli di tempo prefissati (ad esempio ogni 30 minuti) la temperatura e lâumiditĂ relativa nellâambiente, registrando i risultati di tutte le misure. Lasciati in opera per qualche settimana, consentono di ottenere un profilo completo dellâandamento dei valori di temperatura e umiditĂ e di avere dei dati attendibili della gestione dellâalloggio. Ă anche possibile costruire dei grafici in modo da confrontare le condizioni rilevate con quelle previste dalle leggi e dalle norme4 (vedi diagramma pagina accanto, in alto). Per valutare la corretta esecuzione dellâinvolucro edilizio è necessario verificare che temperatura interna delle pareti sia superiore alla temperatura di rugiada dellâaria ambiente: tpi > tR. Il valore della temperatura di rugiada tR è ricavabile dal diagramma psicrometrico, note la temperatura dellâaria ambiente e la sua umiditĂ relativa (vedi diagramma pagina accanto, al centro). Il valore della temperatura superficiale tpi può essere determinato attraverso il metodo di calcolo previsto dalla norma UNI EN ISO 13788:20035. Tale norma fornisce le procedure di calcolo per determinare la temperatura superficiale interna degli elementi edilizi al di sotto della quale vi è la probabile formazione di muffe, in funzione dellâumiditĂ interna dellâambiente e della temperatura dellâaria interna, stabilita secondo lâuso che è stato previsto per lâedificio (uffici, magazzini, abitazioni etc.). Le condizioni climatiche esterne da utilizzare per il calcolo, stabilite dalla norma UNI 10349:19946, sono relative alla zona in cui si trova lâedificio. La condensazione superficiale e la crescita di muffe, oltre che dalle condizioni climatiche interne ed esterne, sono condizionate da un altro parametro fondamentale: la âqualitĂ termicaâ di ogni elemento dellâinvolucro edilizio, rappresentato mediante il fattore di temperatura sulla superficie interna fRsi. Tanto maggiore è tale valore, tanto migliore è lâisolamento termico e quindi minore, a paritĂ degli altri aspetti, il rischio di formazione di condensa e muffe. Tale fattore, in corrispondenza dei ponti termici, assume valori inferiori e pertanto il problema va valutato specificatamente in tali punti.
Sotto, dallâalto: diagramma psicometrico: il valore della temperatura di rugiada a 20 °C con umiditĂ del 65% è pari a 13,2 °C; grafico dei valori di temperatura, umiditĂ e temperatura di rugiada rilevati con un termoigrometro allâinterno di un appartamento con problemi di condensa superficiale e muffe nellâarco temporale di un mese; schema delle diverse modalitĂ per la valutazione della trasmittanza termica di una parete.
La normativa definisce: - fRsi fattore di temperatura in corrispondenza della superficie interna: il rapporto tra la differenza tra la temperatura della superficie interna e dellâaria interna e la differenza tra la temperatura dellâaria interna e dellâaria esterna calcolata con una resistenza superficiale interna Rsi; - fRsi,min fattore di temperatura di progetto in corrispondenza della superficie interna: il fattore di temperatura minimo accettabile in corrispondenza della superficie interna. Il valore fRsi,min è il valore minimo accettabile per evitare la formazione di muffe. Per valutare il rischio di formazione di condensa superficiale, secondo la normativa UNI EN ISO 13788:2003 è necessario il calcolo dellâumiditĂ relativa dellâaria interna e quindi il calcolo del valore accettabile dellâumiditĂ volumica di saturazione (o della pressione del vapore di saturazione sulla superficie) sulla base dellâumiditĂ relativa superficiale che viene richiesta. Partendo da questo valore si determina la temperatura minima della superficie interna quindi la âqualitĂ termicaâ richiesta dallâinvolucro edilizio7 (fRsi per una data temperatura interna). Per la determinazione del fRsi con il metodo previsto dalla UNI EN ISO 13788:2003 è necessario conoscere la resistenza termica della parte di involucro in esame (sezione corrente o in corrispondenza di un ponte termico). Pertanto, nella diagnosi energetica degli edifici una delle problematiche fondamentali da risolvere è la determinazione del valore della resistenza e della trasmittanza termica dellâinvolucro. Infatti, quando si interviene su di un edificio esistente, spesso non si conoscono le caratteristiche termofisiche dei materiali che compongono solai e pareti e anche la relazione dei calcoli termici non sempre si riesce a reperire (vedi figura in basso a destra). In questi casi lâanalisi strumentale si rende indispensabile e può prevedere lâutilizzo di metodi di tipo non distruttivo o semidistruttivo. In particolare, nei casi in cui è possibile eseguire dei fori di piccole dimensioni, si può realizzare unâindagine endoscopica che, grazie allâutilizzo di uno strumento di ridotte dimensioni, composto da un sistema ottico e da una sorgente luminosa, permette di individuare la stratigrafia dei materiali con cui è stato realizzato lâelemento e, quindi, di poterne calcolare la resistenza, la conduttanza e la trasmittanza termica. Tuttavia, con unâendoscopia non è possibile conoscere con certezza le caratteristiche del materiale con riferimento a densitĂ specifica e contenuto di acqua. Per questa ragione, e quando non è possibile realizzare interventi di tipo semi-distruttivo, si può ricorrere a unâindagine termoflussimetrica che permette di calcolare la trasmittanza in opera con delle campagne di misurazione realizzate con una piastra termicamente resistente e dei sensori di temperatura. Evidentemente, le due indagini, in un lavoro di diagnosi molto
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Fasi principali dellâindagine endoscopica di una parete.
accurato, si possono abbinare per approfondire la conoscenza delle caratteristiche costruttive degli elementi dellâinvolucro che si stanno analizzando. In questo modo si ottengono risultati che hanno una buona corrispondenza con i valori reali: diverse esperienze hanno evidenziato che generalmente i valori di trasmittanza misurata sono sempre superiori a quelli della trasmittanza calcolata sino a raggiungere incrementi del 20%. Le ragioni alla base di questa differenza sono legate a: - posa in opera non conforme al progetto; - posa in opera eseguita non a regola dâarte; - degrado delle prestazioni isolanti dei materiali nel corso del tempo; - condizioni ambientali diverse da quelle di progetto (es. umiditĂ negli strati isolanti).
Note 1 - Le muffe sono un tipo di funghi pluricellulari che solitamente si riproducono per mezzo di spore che si disperdono nellâaria. Le condizioni di sviluppo delle muffe sono determinate dallâumiditĂ dellâambiente e dalla temperatura. La temperatura ottimale per la loro crescita è tra i 18 e i 32 °C (ma si possono manifestare giĂ a 10 °C) e lâumiditĂ relativa tra il 70 e il 90%. I funghi liberano micotossine, sostanze che provocano irritazione a occhi, naso, faringe e sono causa frequente di cefalea, astemia, tosse secca, prurito, asma e altre acute difficoltĂ nella respirazione; inoltre producono sostanze volatili responsabili del caratteristico odore di muffa, capaci di ricoprire alcune superfici sotto forma di spugnosi miceli. 2 - Il D.Lgs 192/05 definisce i ponti termici (allegato A punto 20) come discontinuitĂ di isolamento termico che si può verificare in corrispondenza degli innesti di elementi strutturali (es. solai e pareti verticali o tra pareti verticali). Il ponte termico si dice corretto (allegato A punto 21) quando la trasmittanza termica della parete fittizia (il tratto di parete esterna in corrispondenza del ponte termico) non supera per piĂš del 15% la trasmittanza termica della parete corrente. 3 - Il comma 17 dellâart. 4 del DPR 2 aprile 2009, n. 59 prevede che âPer tutte le categorie di edifici, cosĂŹ come classificati in base alla destinazione dâuso allâarticolo 3 del D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412, ad eccezione della categoria E.8, nel caso di nuova costruzione e ristrutturazione di edifici esistenti, previsti dal decreto legislativo allâarticolo 3, comma 2, lettere a), b) e c), numero 1), si procede alla verifica dellâassenza di condensazioni superficiali e che le condensazioni interstiziali delle pareti opache siano limitate alla quantitĂ rievaporabile, conformemente alla normativa tecnica vigente. Qualora non esista un sistema di controllo della umiditĂ relativa interna, per i calcoli necessari, questa verrĂ assunta pari al 65 per cento alla temperatura interna di 20 °Câ. 4 - Per approfondimenti sul tema si consiglia la consultazione del testo R. Esposti, V. Raisa, Igrotermia e ponti termici (Vol. 4 della collana: Lâisolamento termico e acustico a cura dellâANIT â Associazione Nazionale per lâIsolamento Termico e acustico) Seregno (MI) 2009. 5 - UNI EN ISO 13788:2003. âPrestazione igrotermica dei componenti e degli elementi per edilizia. Temperatura superficiale interna per evitare lâumiditĂ superficiale critica e condensazione interstiziale. Metodo di calcoloâ. Tale norma sostituisce la UNI 10350:1999 UNI 10350:1999 âComponenti edilizi e strutture edilizie. Prestazioni igrotermiche. Stima della temperatura superficiale interna per evitare umiditĂ critica superficiale e valutazione del rischio di condensazione interstizialeâ (in vigore dal 31/12/1999 al 01/06/2003).
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Fotografie realizzate durante unâindagine endoscopica con stratigrafia della parete indagata. Videoendoscopio flessibile a fibre ottiche.
indagine endoscopica Lâindagine endoscopica è una tecnica di tipo semi-distruttivo molto utile nella diagnostica edilizia perchĂŠ consente di osservare e valutare le caratteristiche delle murature esistenti attraverso la realizzazione, trasversalmente alla parete, di un piccolo foro (da 8 a 15 mm) allâinterno del quale viene inserito un endoscopio, che âleggeâ la stratigrafia della parete. LâaffidabilitĂ di questa tecnica di indagine è molto buona, per quanto riguarda la possibilitĂ di esaminare direttamente lo stato di strutture e materiali. Tuttavia, essendo lâindagine ristretta alla zona circoscritta dalla superficie del foro, in una diagnosi energetica è sempre preferibile far precedere questa analisi da unâindagine termografica, con la quale è possibile valutare la parete complessivamente. In seguito con lâendoscopio vengono rilevati tipo e spessori degli elementi che la compongono. Una volta stabilitĂ la stratigrafia, il calcolo di resistenza, conduttanza e trasmittanza termica viene eseguito ai sensi della UNI EN ISO 6946:2008 (vedi figura sopra a sinistra). Questo metodo è meno accurato rispetto allâestrazione di un campione cilindrico con la tecnica del carotaggio, ma è poco invasivo ed è molto utile per decidere interventi migliorativi dellâinvolucro, soprattutto se associato a unâanalisi termoflussimetrica. Esistono 2 tipi di endoscopi, rigido o flessibile, con caratteristiche costruttive differenti e con diverse possibilitĂ operative.
6 - UNI 10349:1994 âRiscaldamento e raffrescamento degli edifici. Dati climaticiâ. Tale norma fornisce i dati climatici convenzionali necessari per la progettazione e la verifica sia degli edifici sia degli impianti tecnici per il riscaldamento e il raffrescamento. 7 - Come prescritto al punto 5.3 della normativa UNI EN ISO 13788:2003, per effettuare la verifica progettuale della bontĂ dellâisolamento termico in assenza di un sistema di controllo dellâumiditĂ relativa interna, definito il tipo di ambiente e fissato a Ďs=80% il valore di umiditĂ relativa massima accettabile in corrispondenza della superficie, per ogni mese dellâanno vengono eseguite le seguenti operazioni: - definire la temperatura dellâaria esterna secondo la UNI 10349; - definire lâumiditĂ esterna secondo la UNI 10349; - fissare la temperatura interna durante il periodo di riscaldamento a 20 °C come da normativa nazionale; - calcolare lâumiditĂ relativa interna come prescritto al punto 4.2.4 della normativa; - dalla temperatura superficiale minima accettabile e dalle temperature in-
Endoscopio rigido o boroscopio Ă costituito da un tubo rigido con abbinati prismi e lenti che consentono di trasferire lâimmagine da unâestremitĂ (obiettivo) allâaltra del tubo (oculare). Questo strumento può essere prolungato e la massima lunghezza raggiungibile è legata al suo diametro poichĂŠ, naturalmente, il potere risolutivo dellâimmagine allâoculare è fortemente condizionata dal livello di illuminazione della stessa. Lâilluminazione della zona ispezionata può essere prodotta dalla trasmissione della luce con fibre ottiche. Endoscopio flessibile a fibre ottiche Ă costituito da un fascio centrale di fibre ottiche coerenti a cui coassialmente è montato un altro fascio di fibre ottiche. In questo modo il fascio centrale trasporta lâimmagine da unâestremitĂ (obiettivo) allâaltra (oculare). Le fibre che formano lâanello esterno sono invece utilizzate per illuminare la zona indagata. Queste due tipologie di base si sono recentemente evolute e utilizzano la tecnologia digitale che permette di scattare foto e registrare filmati (vedi figura sotto a sinistra). In questo caso la sonda comprende due parti: un fascio di fibre ottiche per lâilluminazione e un sensore ottico che raccoglie i segnali luminosi e li trasmette via cavo al videoprocessore che li elabora in immagini che vengono ricostruite su video. Queste immagini possono essere registrate ed eventualmente elaborate elettronicamente con funzioni: zoom, fermo immagine, contrasto, comparazione simultanea di due immagini. Nello schema della pagina accanto, in alto, è descritta la procedura operativa di unâanalisi endoscopica.
terne ed esterne si ricava il fattore fRsi,min. Come detto precedentemente, il mese peggiore sarĂ quello a cui corrisponderĂ il valore maggiore di tutti gli fRsi,min che sono stati calcolati mese per mese, denominato dalla UNI EN 13788 con fRsi,max. Il componente edilizio dovrĂ essere progettato in modo da avere un fattore fRsi sempre maggiore di fRsi,max. 8 - In regime termico stazionario la conduttanza, la resistenza e la trasmittanza termica possono essere ricavate sperimentalmente misurando i valori istantanei del flusso termico e delle temperature interne ed esterne della parete ma questa condizione, riproducibile facilmente in laboratorio, non si verifica per le pareti in opera. Infatti, in questo caso, le condizioni operative sono molto variabili e dipendono dalle condizioni climatiche locali, dalla gestione da parte degli utenti dellâedificio, dallo stato di conservazione dellâedificio e dagli eventuali interventi di ristrutturazione realizzati. 9 - Per minimizzare gli errori durante le misure è opportuno realizzare la prova in periodi con forti differenze di temperatura. Il periodo migliore per realizzare unâanalisi termoflussimetrica è quello invernale.
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analisi termoflussimetrica Lâanalisi termoflussimetrica è molto complessa e richiede esperienza e competenza da parte dei tecnici che la realizzano. Il riferimento normativo fondamentale per lâinstallazione dello strumento di misura, la realizzazione delle misure, lâanalisi dei dati e la redazione del report dei dati per il settore edilizio è la ISO 9869:1994 Thermal insulation. Building elements. In-situ measurement of thermal resi stance and thermal trasmittance. La strumentazione necessaria per eseguire lâanalisi termoflussimetrica si compone di: - data-logger di programmazione dello strumento e raccolta dei dati rilevati; - piastra termoflussimetrica per rilevare il flusso di calore; - sensori per il rilievo della temperatura superficiale interna ed esterna (termocoppia differenziale); - sensore di temperatura dellâaria. La piastra, solitamente in materiale plastico rigido o flessibile, deve avere una specifica conduttivitĂ che va scelta in relazione al materiale su cui si effettua la prova e deve essere applicata realizzando un contatto uniforme per non introdurre resistenze supplementari. Il fissaggio si può realizzare con nastro adesivo di carta o utilizzando una pasta conduttiva sul lato di contatto. I sensori per il rilievo della temperatura superficiale sono costituiti da termocoppie di materiali e sono posizionati allâinterno e allâesterno della parete. La norma non definisce una particolare configurazione della strumentazione perchĂŠ le esigenze variano in relazione al tipo di prova da realizzare (vedi figura pagina accanto, in alto). I valori che si possono misurare con unâanalisi termoflussimetrica, considerando alcune semplificazioni necessarie in fase di elaborazione dei dati per considerare gli effetti transitori indotti dal regime termico variabile, che si verifica nella misura delle pareti in opera8, sono la resistenza termica R, la conduttanza termica C, la trasmittanza termica U e la resistenza termica totale Rt. La procedura per realizzare unâanalisi termoflussimetrica prevista dalla ISO 9869:1994 può essere applicata a componenti dellâinvolucro opaco composti da strati perpendicolari rispetto al flusso di calore con uno spessore inferiore alla dimensione laterale e caratterizzati da ridotte disomogeneitĂ termiche nella zona di analisi. Pertanto, è importante far precedere la prova termoflussimetrica da unâindagine termografica che verifichi lâassenza di ponti termici e di altre disomogeneitĂ (vedi schema pagina accanto, in basso). La norma prevede le seguenti fasi principali.
3. Acquisizione dei dati Il data-logger al quale sono collegate la piastra e le sonde permette di programmare i tempi dellâanalisi e di immagazzinare i dati relativi al flusso termico e alle temperature superficiali della parete. La durata dellâanalisi dipende dalla fluttuazione delle temperature interne ed esterne, dalle caratteristiche della parete (pesante, leggera, posizionamento dello strato isolante) e dal metodo che si intende utilizzare per lâelaborazione dei dati. In generale, la norma prevede una durata minima dellâanalisi di 3rivista giorni, ma può arrivare anche a 7 giorni se si vogliono avere dei risultati particolarmente accurati. 4. Elaborazione dei dati: metodo delle medie progressive e metodo dinamico black-box Le due metodologie di misura utilizzabili per lâelaborazione dei dati raccolti si differenziano sostanzialmente per il numero di misure necessarie. Il metodo delle medie progressive è quello piĂš semplice e calcola la conduttanza o la trasmittanza considerando, a ogni istante, anzichĂŠ i valori istantanei di flusso e temperatura, i valori medi di flusso e temperatura calcolati su tutti gli istanti precedenti. Il metodo ha il vantaggio di fornire risultati affidabili con un tempo di elaborazione molto breve ma richiede lunghi tempi di monitoraggio. I risultati ottenuti con questo metodo possono considerarsi validi e molto vicini al valore reale se: - la durata del monitoraggio è superiore alle 72 ore; - il contenuto di calore e la conduttanza si mantengono costanti durante la misura; - il termoflussimetro non è esposto alla radiazione solare diretta; - i valori ottenuti alla fine dellâanalisi non si discostano per piĂš del 5% dai valori ottenuti nelle 24 ore precedenti. Il metodo dinamico âblack-boxâ è un metodo piĂš complesso che si può utilizzare con condizioni al contorno fortemente dinamiche (grandi variazioni di calore e temperature esterne). Si può applicare senza conoscere le caratteristiche fisiche della parete oggetto di analisi ma solo le serie temporali dei dati (temperatura interna ed esterna e flusso termico), da cui si risale, con un metodo statistico, alle caratteristiche fisiche della parete. Richiede tempi di monitoraggio piĂš brevi rispetto al metodo delle medie progressive, ma trattandosi di un metodo di tipo numerico presenta maggiori rischi di errore e non è sempre attendibile. Ai fini di una buona analisi termoflussimetrica sarebbe utile usare entrambi i metodi e confrontare i risultati.
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1. Calibrazione del termoflussimetro e dei sensori di temperatura La norma indica le procedure per controllare la calibrazione dello strumento in relazione a diversi aspetti (disomogeneitĂ termica della parete, spessore e conduttivitĂ termica della piastra, effetti di bordo ecc.) e deve essere eseguita ogni due anni. 2. Installazione e posizionamento del sistema di misura Il termoflussimetro deve essere posizionato a 1 metro circa dal pavimento a contatto diretto e ben in aderenza con la parete, in corrispondenza del lato interno a temperatura piĂš stabile, evitando la vicinanza a zone eterogenee (ponti termici, prossimitĂ a serramenti, parti impiantistiche). La parete deve trovarsi a due temperature diverse affinchĂŠ possa verificarsi un flusso di calore che renda possibile la misura delle prestazioni termofisiche del componente edilizio9.
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Schema di posizionamento di un sistema termoflussimetrico per il calcolo della trasmittanza termica in opera.
5. Interpretazione dei risultati e report finale A conclusione dellâanalisi viene realizzato un rapporto finale, secondo la ISO 9869:1994, con i seguenti contenuti minimi: - dati sugli elementi misurati (localizzazione edificio, tipologia, ubicazione e orientamento dellâelemento oggetto di analisi, spessore dellâelemento e sua probabile stratigrafia, finalitĂ dellâanalisi); - dati sulla misura (nome del tecnico che esegue la prova, tipologie e caratteristiche della strumentazione utilizzata, posizionamento dello strumento, metodo usato per fissare i sensori, temperature misurate, data di inizio e fine della misurazione, intervallo di misurazione e numero di misure medie per ogni registrazione, grafici dei dati registrati); - dati sul metodo di analisi utilizzato (indicazione del metodo utilizzato â della media o black box â con grafico del flusso del calore integrato diviso per la differenza di temperatura integrata o reciproca); - risultati (valori rilevati di resistenza, conduttanza, trasmittanza e resistenza termica totale, indicazione delle correzioni utilizzate, stima dellâaccuratezza e dellâerrore ottenuto, eventuali misure supplementari utilizzate).
In alto, termografia preliminare per individuare la zona piĂš idonea alla posa del termoflussimetro; sopra a sinistra, piastra termoflussimetrica per la misurazione del flusso di calore e sensori di temperatura (termocoppia) per il rilievo della temperatura superficiale interna della parete. A destra, kit strumentazione per misura termoflussimetrica (Fonte: ing. A. Panzeri, ANIT).
Fasi principali dellâanalisi termoflussimetrica di una parete in opera secondo la norma ISO 9869:1994.
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involucro_pareti
perimetrali
Maria Elisabetta Ripamonti architetto, Presidente OAPPC di Lecco
La
ridUzione dei Ponti termici PUntUaLi neLLe Pareti PerimetraLi Lâinvolucro degli edifici richiede la massima attenzione sia in fase progettuale sia esecutiva al fine di ottenere ottime prestazioni acustiche e di coibentazione. Per unâefficace riduzione delle dispersioni è necessario prestare attenzione anche ai ponti termici causati dagli elementi di fissaggio dellâisolante o dei rivestimenti di facciata.
Spesso, nelle costruzioni, si tende a trascurare la rilevanza di alcuni dettagli in grado da soli di vanificare il risultato di una buona progettazione; basti pensare che un solo tassello mal applicato alla muratura perimetrale può causare ponti termici di tale entitĂ da richiedere il consumo aggiuntivo di quasi cinque litri di gasolio in un anno! Da questa premessa si evince quale rilevanza abbiano anche le minime compenetrazioni dellâinvolucro in ogni tipo di struttura edilizia. Le pareti perimetrali di edifici dalle ottime prestazioni energetiche possono essere realizzate con differenti sistemi costruttivi: pareti massicce con un sistema di isolamento termico esterno, facciate ventilate, murature costituite da laterizio con coibente incorporato, oppure si può far uso di strutture portanti a secco in legno o acciaio. I principi base di questi metodi sono stati sperimentati in una molteplicitĂ di varianti nelle quali si possono raggiungere valori di trasmittanza molto bassi (U = 0,1 W/m2K) e adatti agli edifici passivi. La presenza di travi o pilastri, balconi, aggetti e finestre può, però, causare ponti termici lineari qualora non si riesca a otte-
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nere unâuniformitĂ dâisolamento nellâinvolucro edilizio delle pareti perimetrali. Nellâarticolo âLâinvolucro opaco, la risoluzione dei ponti termici lineariâ pubblicato sul numero 02/2012 di azero si è entrati nel merito della risoluzione delle discontinuitĂ termiche lineari fornendo soluzioni ai ponti termici. In questa sede si analizzano, invece, i ponti termici puntuali â in particolare nelle facciate con rivestimenti su parete o ventilate â e i sistemi che ne consentono lâeliminazione. Le pareti massicce non sono generalmente interessate dalla presenza di ponti termici: il principio del âpennarello rossoâ (caratterizzante lâuniformitĂ di coibentazione dellâinvolucro edilizio) è, infatti, rispettato senza particolare difficoltĂ . Solo quando si sceglie uno specifico rivestimento delle facciate occorre porre attenzione allâancoraggio alla parete esterna per evitare di provocare perdite energetiche puntuali. Nellâinvolucro di un edificio isolato termicamente ogni penetrazione provoca, in rapporto alla propria conducibilitĂ termica e alla sua grandezza, perdite di calore supplementari, definibili attraverso il coefficiente di perdita dei ponti termici. Si distingue tra varie tipologie di queste ultime: quelle punti-
Il centro commerciale Mßhlecenter vicino Amburgo (D) è stato rivestito con una facciata ventilata della ditta Kalzip (Fonte: Kalzip).
formi causati da viti o bulloni, ancore, tasselli e quelle lineari che si formano, per esempio, con la posa dei cassonetti porta tapparella, dei serramenti, la costruzione di balconi sporgenti o il posizionamento di cordoli. In questo articolo si tratteranno differenti casi di ponti termici puntuali rimandando per unâanalisi piĂš completa al testo âPonti termici: analisi e ipotesi risolutiveâ (Flaccovio Editore, Palermo 2011).
Ponti termici puntuali in coibentazioni a cappotto Oggi non si parla piĂš di isolanti o cappotti ma di veri e propri sistemi dâisolamento in grado di diminuire anche le perdite di calore che avvengono attraverso i sostegni dello strato isolante, consentendo cosĂŹ la realizzazione di pareti prive di perdite per dispersione o ventilazione. I sistemi prevedono tasselli di tenuta del cappotto costituiti da elementi in materiale plastico puro anche per spessori di isolante considerevoli. Si suggerisce un doppio strato dâisolamento (è opportuno tassellare lo strato inferiore dellâisolamento e incollare un secondo strato) e si rac-
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A sinistra e al centro, esempi di tasselli (fonte: RĂśfix). A destra, Rondoline (fonte: RĂśfix). Pagina a fianco: esempi di tasselli (fonte: RĂśfix).
Schema di tassellatura per EPS e sughero.
Schema di tassellatura per isolanti in lana minerale.
trascurabili: un chiodo di alluminio con sezione trasversale di 100 mm2 ha come effetto un valore Ď di 0,001 W/K se penetra lo strato isolante fino alla metĂ della sua lunghezza. Il mercato dei sistemi isolanti offre tasselli per muratura pesante con valori Ď al di sotto di 0,0005 W/K, interamente prodotti in materiale plastico, omologati solitamente solo per spessori di materiali isolanti fino a circa 150 mm. Agganci per spessori di materiale isolante fino a 300 mm hanno un valore Ď di 0,002 W/K. Al fine di ridurre le perdite di calore si consiglia di fare in modo che gli elementi di fissaggio in metallo non arrivino fino alla superficie dello strato isolante. Qualora non vi sia ermeticitĂ del tassello (20 tasselli per m2, Ď = 0,004 W/K), il valore supplementare dei ponti termici per la tassellatura può arrivare a 0,08 W/m2K, alzando il valore U della parete di una casa passiva di piĂš del 50%. Ă opportuno che i sistemi di isolamento termico siano tassellati, soprattutto nelle ristrutturazioni quando la capacitĂ portante del fondo potrebbe non essere adatta a una posa ottimale; il numero e la disposizione dei tasselli dipende dal tipo di materiale coibente. La normativa DIN 18516 prescrive per gli isolanti in lana minerale sulle facciate ventilate il fissaggio con almeno 5 sostegni per metro quadrato, una muratura massiccia per edifici bassi può essere realizzata con 4 tasselli per metro quadro, mentre per edifici alti sono necessari fino a 20 tasselli per metro quadro.
comanda lâincassatura della testa del tassello (le lastre dello strato isolante sono preforate con fori ciechi oppure le teste durante il montaggio sono incassate nel materiale). Imprescindibile è, inoltre, la chiusura della cavitĂ nello strato coibente con tappi prefabbricati (immagini in alto, a sinistra e al centro). I tasselli devono essere certificati ETA (avere cioè un Benestare Tecnico Europeo) e riportare il marchio CE; devono, inoltre, essere idonei al supporto portante in base alle categorie dâuso definite nellâETAG 014 (immagini pagina a fianco, in alto).
Ponti termici in facciate ventilate
Se ben progettate, le compenetrazioni dello strato isolante possono avere un ridotto effetto sui ponti termici sino a renderli
Lâutilizzo di pareti ventilate ha caratterizzato molte delle facciate degli edifici negli ultimi anni, sia nelle nuove costruzioni, sia nelle riqualificazioni energetiche. Oltre alla protezione dagli
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agenti atmosferici, infatti, i rivestimenti ventilati offrono nuove possibilitĂ strutturali con materiali ermetici come vetro e metallo, permettono costruzioni piĂš resistenti rispetto a una parete massiccia con superficie a intonaco e consentono un migliore isolamento acustico. Fondamentale diviene la posa accurata dellâisolamento, agenti atmosferici quali il vento possono, infatti, sviluppare alte velocitĂ dellâaria nelle fessure della ventilazione. Ă indispensabile, inoltre, garantire la protezione dello strato isolante dallâacqua e dallâumiditĂ mediante sigillatura; per i rivestimenti, le sottostrutture e i dispositivi di fissaggio è necessaria la continua attenzione del progettista e del posatore nonchĂŠ la ricerca di soluzioni che riducano i ponti termici. La riduzione delle perdite di calore nelle facciate ventilate è possibile grazie al rispetto di alcuni principi essenziali. Ă preferibile, innanzitutto, utilizzare separazioni termiche e materiali che abbiano una bassa conducibilitĂ (per esempio acciaio inox, legno incollato, filamenti di carbonio); è importante migliorare la geometria con sezioni trasversali di ridotte dimensioni, progettando un numero ridotto di compenetrazioni. Si consiglia, inoltre, di costruire intelaiature a traliccio con alta capacitĂ portante in rapporto allâutilizzo minimo di materiale; infine, si richiede una bassa conducibilitĂ termica del materiale delle sottostrutture e il ricorso a separazioni termiche. Contrariamente alle pareti massicce, nelle facciate ventilate non ermetiche, che consentono alla pioggia di penetrare, si rileva umiditĂ anche dietro il rivestimento. Con determinate condizioni climatiche questâultimo si può raffreddare fino al di sotto del punto di rugiada, causando condensa nelle fessure. In questa tipologia costruttiva è opportuno porre particolare attenzione allâutilizzo dei materiali garantendo collegamenti ermetici e protezioni dalla pioggia. Il sistema deve assorbire carichi termici rilevanti senza che ci siano fessure nel rivestimento.
I sistemi in alluminio costituiscono una tipologia comune delle sottostrutture delle facciate ventilate; lâalluminio è facilmente lavorabile e realizzabile in forme diverse, ma è un ottimo conduttore termico che non oppone alcuna resistenza al flusso di calore, causa, in questo tipo di sistemi, di ponti termici puntuali. Si assiste, infatti, a un aumento delle perdite di calore tramite gli agganci della sottostruttura portante il rivestimento della facciata ventilata. Senza una corretta separazione termica questo tipo di sottostruttura causa un incremento del valore di trasmittanza U di 0,2 W/m2K divenendo inutilizzabile nelle case passive. Per le sottostrutture è possibile far uso di materiali ad alta resistenza che hanno una conducibilitĂ termica pari a 0,075 W/mK. Un esempio sono i materiali rinforzati con fibre di vetro oppure materiali in PU riciclabili che possono essere usati come travi portanti allâinterno di sistemi binari in metallo o legno. Vi sono, inoltre, sistemi particolarmente adatti a facciate leggere e mediamente pesanti: con lâutilizzo dellâalta resistenza alla pressione della lana di vetro si può realizzare una costruzione libera da ponti termici, senza compenetrazioni nello strato isolante. Le sottostrutture dei rivestimenti delle facciate in pietra naturale o in materiali pesanti hanno esigenze statiche particolari. Vi sono tipologie interessanti dal punto di vista termico, utilizzabili anche per rivestimenti di facciate piĂš leggeri: uno di questi è il sistema in acciaio inox a rotaie/guide. Il fissaggio sul muro portante è in cromo-acciaio-nickel e avviene con un elemento di separazione termica; la distanza standard dalla parete varia dai 160 ai 360 mm. Per ogni rotaia/guida può essere scaricata una forza di taglio di 5 kN. Il valore Ď per ogni elemento di rinforzo ammonta a circa 0,012 W/K (disegno a pag. 58, a sinistra). Altro metodo per il rafforzamento delle facciate ventilate si basa
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Esempio di sottostruttura con travatura reticolare.
Sopra: facciata ventilata proposta dalla ditta Prefa. Sotto: supporto in cromo-acciaio-nickel. Mensole e ancoraggi a barre.
Rivestimento ventilato su sistema d’isolamento termico.
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Ancora articolata.
su un sistema a travatura reticolare con il quale si possono realizzare rivestimenti distanti dalla parete da 80 a 450 mm. Con i sostegni a cerniera la sola sollecitazione a trazione e a compressione necessita minor materiale per gli elementi in acciaio inox che attraversano lo strato isolante. La possibilitĂ di carico alla trazione e alla compressione ammonta a 6 kN per asta. Il valore Ď per ogni elemento di fissaggio è compreso tra 0,012 e 0,017 W/K (disegno pagina a fianco, in alto). Lâutilizzo di tiranti in poliuretano e materiale fibroso con ancore di fissaggio permette di resistere a notevoli forze di taglio, a trazione e compressione dellâancoraggio (sino a 4 kN). Le perdite di calore dovute ai ponti termici puntuali nelle mensole e negli ancoraggi a barre in poliuretano sono ridotte al minimo: con 1,5 ancoraggi al metro quadro la perdita è di 0,003 W/m2K, con 3,5 ancoraggi si arriva a 0,007 W/m2K (disegno pagina a fianco, al centro). Nelle costruzioni massicce con rivestimento ventilato è possibile fissare una sottostruttura che penetra nello strato isolante in EPS solo con una vite, sebbene lâisolante non abbia una resistenza alla pressione cosĂŹ alta come la lana di vetro (disegno pagina a fianco, in basso).
rivestimenti di pareti perimetrali Strato isolante supportato dalla sottostruttura.
Listello a croce con isolamento termico.
Nelle facciate non ventilate con un rivestimento in pietra (o altro materiale) antistante la parete perimetrale occorre mantenere costante la distanza tra i due gusci del muro con unâancora. La DIN 1053 è la norma per questa tipologia di parete e prevede, per distacchi tra pareti comprese tra 6 e 15 cm, almeno 5 o 7 ancore (diametro tra 3 e 5 mm) in acciaio inox per metro quadrato. Lâeffetto sui ponti termici con queste ancore è moderato: il valore Ď tipico per questo tipo di ancora è di 0,002 W/K. Con un opportuno calcolo statico si possono realizzare anche separazioni maggiori dei 15 cm stabiliti dalla normativa. Il mercato offre una struttura a cavalletto costituita da ancore a cerniera utilizzabili in distanze fino a 350 mm senza il rischio di piegatura. La grande capacitĂ di carico del sistema, infatti, ne consente lâutilizzo con un minor numero secondo la DIN 1053. Nel montaggio in opera secondo la normativa si possono impiegare non piĂš di 3 ancore per metro quadro (fig. in alto). Nei fabbricati non residenziali e nelle ristrutturazioni si utilizza comunemente la facciata ventilata a cortina, intendendo con il termine una facciata con elementi prefabbricati in costruzione leggera. Il sistema prevede lâancoraggio dei pannelli di rivestimento tramite sistemi portanti metallici che attraversano lo strato isolante causando dispersione termica. Esistono sistemi per ridurre questâultima, qualora le dimensioni dellâedificio e il tipo di pannello di rivestimento lo consentano; un esempio è il sistema portante con doppio T realizzato in legno o con elementi
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Il libro Ponti termici: analisi ed ipotesi risolutive, di M. Elisabetta Ripamonti e Francesco C. Dolce, Flaccovio Editore, Palermo 2011 in cui sono trattati i temi esposti in questo articolo.
derivati dal legno. Questo accorgimento ridurrebbe le perdite di calore dovute al ponte termico dellâaggancio a parete a 0,01 W/m2K (come nelle costruzioni leggere in legno), mentre per le strutture metalliche il contributo è dieci volte maggiore cioè 0,1 W/m2K. La soluzione è interessante dal punto di vista termico, è semplice da realizzare ed è utilizzabile sino a uno spessore di 50 mm dello strato isolante, evitando compenetrazioni metalliche nello strato coibente (disegno pag. 59, al centro). Con questo sistema anche le grandi sporgenze necessarie per gli elevati spessori del materiale isolante delle case passive non costituiscono un problema: lâintercapedine tra il muro portante e il rivestimento esterno è spesso utilizzata per portare linee di alimentazione o canali di ventilazione. La parte in legno inserita nella percentuale dellâ8% causa ponti termici del valore di circa 0,02 W/m2K (disegno pag. 59, in basso). Il legno è utilizzato anche come supporto con una dimensione minima che penetra lo strato isolante e, grazie alla speciale forma geometrica, può essere avvitato facilmente nel muro portante (disegno a lato, in alto). Gli studi condotti sugli agganci alle pareti perimetrali divengono sempre piĂš accurati e consentono di giungere a soluzioni ottimali per ogni tipo di edificio. Citiamo a titolo dâesempio lâanalisi su una parete con ancore di carico pesante per facciate in pietra naturale condotta dalla Swiss Federal Laboratories for Materials Testing and Research o EMPA (acronimo tedesco di âEidgenĂśssische MaterialprĂźfungs- und Forschungsanstaltâ), istituto svizzero per la ricerca applicata sui materiali. La ricerca ha dimostrato come per le facciate convenzionali la perdita di calore aggiuntiva potrebbe essere limitata; i sistemi di ancoraggio dei rivestimenti nelle case passive causano perdite di calore decisamente ridotte rispetto a un edificio tradizionale. Il campo di applicazione dei vari sistemi di coibentazione, i materiali utilizzati e le tecniche costruttive sono in continua evoluzione e rappresentano uno stimolante settore di ricerca applicabile in ogni intervento edilizio. Sta a progettisti e operatori del settore saper cogliere le novitĂ applicandole con competenza e rigore (grafici a lato).
Supporto in legno.
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Nota I disegni dei dettagli del presente articolo sono tratti dal libro Ponti termici: analisi ed ipotesi risolutive, di M. E. Ripamonti e F. C. Dolce, Flaccovio Editore Palermo, 2011.
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Valori di ponti termici e velocitĂ dellâaria nelle fessure per la ventilazione in parete con rivestimento pesante (pietra naturale) con ancoraggi con diversi gradi di precisione. Sopra: secondo le misure dellâEMPA; sotto: nella facciata di una casa passiva.
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prodotti_pareti
perimetrali
SISTEMA TERMOISOLANTE PER FACCIATE VENTILATE
isotec Parete
isolamento termico per facciate
_Dati tecnici__________ Lunghezza pannello 2400 mm Spessore pannello 60, 80, 100, 120 mm (100, 120 nuovi spessori) Altezza da 250 a 730 mm Densità 38 kg/m3 Conduttività termica dichiarata (ΝD) 0,024 W/mK Conduttanza termica (U) 0,40 (spess. 60 mm); 0,30 (spess. 80 mm) W/m2K; 0,24 (spess. 100 mm) W/m2K; 0,20 (spess. 120 mm) W/m2K Costanza termica - 50 á +100 °C Resistenza al passaggio del vapore acqueo (Ο) > 50.000 Assorbimento di acqua a lungo periodo WL(T) 0,6% Stabilità dimensionale DS(TH) classe 8 Resistenza a compressione* CS(10) 120 kPa; 1,22 kg/cm2 Calore specifico 1100 J/kgK Classe di resistenza al fuoco F (EN 13501-1) * (al 10% di deformazione)
250-730 mm
Descrizione. Isotec Parete è un sistema che permette di creare a secco un cappotto termoisolante e strutturale, funzionale alla realizzazione di facciate ventilate. Ă un componente edilizio che raggruppa una serie di elementi e strati funzionali (isolamento termico, impermeabilizzazione, ventilazione e portanza) che contribuiscono a migliorare le prestazioni termiche e igrometriche delle pareti, fornendo allo stesso tempo una struttura di supporto per il rivestimento esterno, che può essere leggero o pesante. Il pannello coibente è costituito da un corpo centrale in poliuretano espanso rigido autoestinguente ed è sagomato a battenti contrapposti per garantire lâincastro tra i vari elementi riducendo la formazione di ponti termici. Un corrente in acciaio zincato preforato, che forma la camera di ventilazione e la struttura di supporto al rivestimento di facciata, rende portante il pannello isolante. La ventilazione continua della camera dâaria tra isolamento e parete riduce al minimo il surriscaldamento della struttura sottostante in estate, limita la formazione di fenomeni di condensa invernale e protegge la parete da eventuali infiltrazioni di acqua piovana grazie al rivestimento impermeabile in alluminio. Utilizzo. Il pannello si fissa sulla superficie esterna della struttura portante mediante i correntini in acciaio, agganciati con viti di ancoraggio o tasselli. Questo sistema consente una facile posa in opera e lâadattamento alle eventuali irregolaritĂ della struttura di supporto. Il sistema può essere applicato nelle nuove costruzioni, in edifici da recuperare e in interventi di miglioramento delle prestazioni termiche dellâesistente.
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Applicazioni di Isotec Parete in abbinamento ad alcuni tipi di rivestimento. Da sinistra: tavelle in cotto; legno; lastre di cemento intonacato; lastre di fibrocemento.
BRIANZA PLASTICA www.brianzaplastica.it
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CALCESTRUZZO AERATO AUTOCLAVATO
Ytong climagold
blocco in calcestruzzo cellulare ad alte prestazioni termiche
Descrizione. Il blocco Climagold offre ottime prestazioni termiche per la realizzazione di pareti di tamponamento monostrato; grazie alla grande leggerezza, nonostante lâelevato spessore, consente una posa in opera semplice, veloce ed economica, garantendo notevoli risultati nellâisolamento acustico e fornendo alti valori di inerzia termica senza cappotto e quindi senza formazione di ponti termici puntuali. Ă un materiale ignifugo ed è caratterizzato da unâelevata resistenza meccanica che assicura ottime prestazioni antisismiche. Costituito interamente da materie prime naturali, quali sabbia, calce, cemento e acqua, Climagold è biocompatibile, ecologico e riciclabile. Il ciclo produttivo è un circuito chiuso che riutilizza la quasi totalitĂ degli scarti di produzione e, rispetto ad altri materiali da costruzione, necessita di una minore energia, recuperata per la quasi totalitĂ nello stesso processo produttivo. I blocchi possiedono la certificazione di qualitĂ NatureplusÂŽ e la certificazione ambientale EPD (Environmental Product Declaration).
Utilizzo. Ytong Climagold viene utilizzato per la realizzazione di chiusure esterne di tamponamento monostrato con struttura portante in c.a., ferro o legno. La posa è simile a quella delle murature portanti e richiede il rispetto di alcuni dettagli costruttivi fondamentali, quali, ad esempio, un giunto elastico sulle strutture orizzontali e verticali allâintradosso dei solai. I blocchi vengono posati con una speciale malta. In presenza di strutture a telaio e murature di tamponamento in calcestruzzo cellulare non vi è quindi la necessitĂ di isolamento aggiuntivo a cappotto, è solamente necessario isolare le strutture portanti (travi, pilastri o setti) applicando un rivestimento esterno puntuale su questi elementi disperdenti da raccordare con la muratura monostrato: la muratura dovrĂ sporgere rispetto al perimetro esterno (vedi schema) dello stesso spessore dellâisolante da posare. Per dare continuitĂ al materiale di tamponamento in calcestruzzo cellulare ed evitare ponti termici, è consigliabile applicare Ytong Multipor, pannello utilizzato per la coibentazione termica degli edifici, previa rasatura in malta leggera e rete di armatura.
_Dati tecnici__________ Formato 625x200 mm Spessore 360, 400, 420, 480 mm Densità nominale blocco 300 kg/m3 Resistenza al passaggio del vapore acqueo (Ο) 5-10 Permeabilità al vapore (δ) 32*10-12 kg/msPa Capacità termica specifica 1,05 kJ/kgK Conducibilità termica di progetto (Ν) 0,089 W/mK Trasmittanza termica (U) 0,24; 0,21; 0,20; 0,18 W/m2K * Sfasamento 13,2; 14,9; 15,8; 18,3 h * Fattore di attenuazione 0,17; 0,12; 0,10; 0,06 Trasmittanza termica periodica (Yie) 0,04; 0,03; 0,02; 0,01 W/m2K * Potere fonoisolante (Rw) 46; 47; 48; 49 * Classe di resistenza al fuoco A1 * (a seconda dello spessore)
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FX.12 â doghe
facciata ventilata con rivestimento metallico
Descrizione. Lâinnovativo sistema di sottostrutture e rivestimenti in alluminio per facciate retroventilate di Prefa ottimizza la resistenza del rivestimento alle depressioni che si creano in presenza di venti molto forti e permette alla parete sottostante e allâisolamento di rimanere asciutte nel tempo. Due i nuovi rivestimenti in alluminio proposti: FX.12 e Doghe da 400 mm. FX.12 crea superfici con bordature irregolari longitudinali e trasversali che permettono di ottenere un gioco di luci e ombre che cambiano a seconda delle ore del giorno. Il prodotto è stato studiato per conferire alle superfici esterne un effetto tridimensionale grazie alle bordature longitudinali e trasversali e per irrigidire la struttura conferendole una stabilitĂ maggiore con lo stesso spessore di materiale. Il prodotto si caratterizza inoltre per lâaggraffatura angolare conica che protegge dalla pioggia battente e dallâumiditĂ , assorbe le naturali dilatazioni del materiale e migliora le caratteristiche autopulenti della facciata. Grazie a un nuovo rinforzo che viene agganciato sul retro delle doghe e fissato alla sottostruttura, il sistema con Doghe da 400 mm ottimizza la resistenza al vento e consente una posa sicura nelle tre varianti orizzontale, verticale e diagonale. Tutti i prodotti sono disponibili in diversi colori e sono garantiti per 40 anni (materiale e colore sulle verniciature). Utilizzo. Il sistema di posa è molto semplice e completo e prevede, nel caso delle Doghe da 400 mm, lâutilizzo di una sottostruttura con supporti angolari per pareti e profili portanti in alluminio che consentono di eseguire facciate ventilate anche in caso di supporto irregolare. Il sistema comprende elementi di tenuta di dimensioni adeguate alla forma dellâedificio e alle caratteristiche e condizioni del vento.
FX.12 viene posato su tavolato continuo con spessore minimo di 24 mm; il fissaggio è senza graffette e richiede 3 chiodi per ogni pezzo corto, 5 per quelli lunghi.
_Dati tecnici__________ FX. 12 materiale alluminio fronte doppio strato di verniciatura a fuoco in coil coating retro verniciatura di protezione spessore 0,7 mm dimensioni 1400x420 mm (formato lungo); 700x420 mm (formato corto) peso ca. 2,3 kg/m2 Doghe spessore 0,7 mm con e senza fuga per doghe da 138 mm spessore 1 mm con e senza fuga per doghe da 200 mm spessore 1,2 mm con e senza fuga per doghe da 300 mm spessore 1,2 mm (con rinforzo) con e senza fuga per doghe da 400 mm
PREFA www.prefa.it
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SISTEMA PER FACCIATE VENTILATE
Laminam esterna
facciata ventilata con rivestimento ceramico
Descrizione. Laminam Esterna è composta da una struttura metallica portante che viene fissata al muro grazie a staffe, formando una facciata ventilata che protegge lâedificio dagli agenti atmosferici, aumentandone lâisolamento termoacustico. La struttura è costituita da tre strati: il materassino coibente posato in aderenza al muro, la camera di ventilazione e il paramento esterno in Laminam. Il sistema è composto da moduli realizzati a tenuta con profili che permettono la chiusura della fuga tra un pannello e lâaltro, i quali assicurano la durabilitĂ della parete esterna e di tutto lâedificio. La sotto-struttura, le staffe e gli accessori in alluminio possono essere montati a seconda della necessitĂ progettuale, garantendo la regolazione tridimensionale del piano di facciata durante la posa in opera. Alla base dellâintercapedine aerata viene posizionata una griglia, che consente il passaggio dellâaria ed evita intrusioni, mentre sulla sommitĂ una scossalina microforata permette allâaria di fuoriuscire e impedisce, al contempo, alla pioggia di penetrare. Tra pannello e pannello è stato appositamente studiato un giunto che evita le infiltrazioni di acqua piovana, di polveri e di piccoli insetti. Si possono ottenere fughe
da 8 a 15 mm. I moduli, pur conservando la possibilitĂ di piccoli movimenti e/o dilatazioni, vengono ancorati tra di loro. La protezione pressochĂŠ totale dellâisolante e del muro di tamponamento offre un notevole abbattimento dei costi e delle emissioni in atmosfera sia per il raffrescamento estivo che per il riscaldamento invernale, garantendo unâefficienza energetica dellâinvolucro costante nel tempo. Il punto di forza del sistema è rappresentato dalla finitura, lastre di gres porcellanato rinforzate con una rete di fibra di vetro che ne assicura la resistenza meccanica e il contenimento in caso di rottura. La lastra garantisce nel tempo resistenza, inalterabilitĂ agli agenti atmosferici, ai raggi UV, alla corrosione, allâossidazione e agli agenti chimici. Utilizzo. Il sistema viene utilizzato sia in nuovi edifici quanto anche in caso di riqualificazione degli edifici esistenti. Il modulo è disponibile con due differenti fissaggi, meccanico o strutturale. Nel fissaggio strutturale la lastra viene ancorata al telaio tramite un silicone appositamente testato che ne assicura la perfetta adesione. Nel fissaggio meccanico lâadesione tra la lastra e il telaio è garantita dal silicone strutturale e da un ritegno meccanico di sicurezza.
_Dati tecnici__________ Lunghezza lastra Laminam 1000x3000 mm Spessore lastra Laminam 3 mm
LAMINAM www.laminam.it
prodotti
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prodotti_pareti
perimetrali
SISTEMA PER FACCIATE VENTILATE ÂŽ
Kalzip Fc e rivestimento microforato facciate ventilate
Descrizione. Il sistema Kalzip FC è un prodotto versatile e conveniente sia nelle fasi di progettazione che di montaggio. La caratteristica principale è rappresentata dal montaggio bidirezionale brevettato, che consente di installare i pannelli dallâalto verso il basso e viceversa. Il sistema abbina i pannelli di rivestimento ai supporti, che formano la vera e propria facciata ventilata. Per semplificare la progettazione della facciata Kalzip FC sono stati sviluppati 10 dettagli standard in 4 diverse varianti per 6 soluzioni di sistema differenti. Il vantaggio di queste sottostrutture risiede nel numero ridotto dei componenti necessari, cosa che garantisce rapiditĂ di montaggio, e nella possibilitĂ di utilizzare sistemi di uso comune sui quali si possono collocare i supporti a incastro singoli. I rivestimenti di facciata microforati sono disponibili in svariati profilati con bordature verticali, finiture e superfici; essi fungono da frangisole, se montati di fronte a vetrate, sottolineano la facciata dellâedificio, consentono di riconoscere un ambiente aperto da uno semiaperto e permette un risanamento economico ed efficiente dellâedificio. Il sistema, abbinabile a diverse soluzioni di isolamento termico e acustico, è studiato in modo tale che i pannelli possano essere sostituiti con semplicitĂ e senza problemi in caso di danneggiamento, evitando in questo modo di cambiare o smontare lâintera facciata con rilevanti costi. Utilizzo. I pannelli sono montati manualmente sulla struttura, senza viti e rivetti, in unâapposita griglia modulare a incastro o in supporti singoli a incastro (portanti e non portanti), disponibili in diverse varianti. Lâaltezza del sistema (il pannello FC e la
sottostruttura) possiedono altezze di 50 o 70 mm a seconda della guida modulare scelta. La facciata ventilata viene utilizzata indifferentemente sulle nuove costruzione e in caso di ristrutturazioni.
_Dati tecnici__________ Lunghezza 1.000 - max 10.000 mm (altre lunghezze su richiesta) Altezza 30 mm DensitĂ 38 kg/m3 Valori di portata conformi a Eurocodice 9 e a DIN 18807 Superfici goffrata a stucco, AluPlusPatina, Micronervate (solo con profili 30/400), perforate (su richiesta) Colori RAL 9006, 9007, 9010 e 7016 Su richiesta colori speciali e rivestimento antigraffiti
KALZIP www.kalzip.com
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SISTEMA INTEGRATO PER FACCIATE VENTILATE
scc 50
facciata ventilata fotovoltaica
_Dati tecnici__________ Materiale sottostruttura alluminio Rivestimento pannelli fotovoltaici ProSol TF+ Larghezza massima pannello 2600 mm Altezza massima pannello rivestimento 2200 mm Spessore pannello rivestimento a seconda delle necessitĂ statiche e normative
Descrizione. Le facciate SchĂźco SCC 50 (SCC 60 se con larghezza della copertura esterna 60 mm) costituiscono un sistema integrato di facciata ventilata che conferisce allâedificio unâestetica accattivante, trasformando le nuove costruzioni o le ristrutturazioni in immobili interessanti e redditizi dal punto di vista economico. Questo sistema possiede unâelevata compatibilitĂ con gli altri sistemi di facciate SchĂźco e grazie alle diverse sezioni lascia ampia libertĂ al progettista di combinare i vari prodotti SchĂźco. Il sistema si compone di una sottostruttura portante in alluminio che viene ancorata alla parete dellâedificio, ottimizzando con efficacia la ventilazione naturale a seconda dellâampiezza delle sezioni. Abbinata a un opportuno isolamento, la facciata SCC 50 consente di raggiungere standard energetici tipici delle case passive. Il sistema SCC 50 nasce per lâintegrazione dei moduli fotovoltaici ProSol TF+ nellâinvolucro edilizio. Il modulo ProSol TF+ è un pannello fotovoltaico a film sottile prodotto con tecnologia micromorfa, le cui caratteristiche principali sono lâomogeneitĂ del colore, intenso e brillante, lâampiezza dello spettro solare utilizzato e gli ottimi rendimenti anche a temperature elevate e con orientamenti poco favorevoli. Uno dei vantaggi della tecnologia a film sottile è infatti la capacitĂ dei moduli di sfruttare in modo ottimale la luce diffusa e di ottenere prestazioni elevate. Utilizzo. Sono possibili molte soluzioni di dettaglio per il raccordo delle aperture, per le zone dâangolo, per il raccordo tra grondaie e basamenti. I pannelli fotovoltaici che compongono il rivestimento del sistema possono avere supporto su due o su quattro lati.
SCHĂCO www.schĂźco.com
prodotti
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prodotti_pareti
perimetrali
SISTEMA PER FACCIATE VENTILATE
alucovering pareti ventilate
_Dati tecnici__________ Lunghezza max 6.000 mm (salvo misure da concordare) Altezza 200/300 mm Spessore 2 mm Carico a rottura Rm 190 MPa Carico limite di elasticitĂ R 2 0,2 150 MPa Allungamento min 8% Reazione al fuoco A1 Colori RAL
Descrizione. Il sistema per facciate ventilate con rivestimento Alucovering consente di realizzare edifici di grande qualitĂ estetica e con ottime prestazioni termoigrometriche. La parete ventilata di I.MO.CO. infatti permette di regolare le caratteristiche igrometriche dei pannelli isolanti mantenendoli asciutti e proteggendoli dallâacqua, di sfruttare al meglio la capacitĂ termica della parete, attenuando e sfasando lâonda termica, e di soddisfare anche i requisiti acustici passivi richiesti dalla normativa. Le strutture su cui viene agganciato il rivestimento sono dimensionate a seconda dei carichi costanti e dinamici e sono realizzate in lega di alluminio. Il sistema è molto facile da trasportare e da manovrare in cantiere. Il rivestimento Alucovering è realizzato con lastre estruse studiate appositamente per un aggancio alle strutture portanti completamente invisibile; viene realizzato in forme standard che permettono la risoluzione immediata di nodi critici o di dettagli costruttivi, ma può essere prodotto anche su disegno specifico. Alucovering è testato secondo le norme vigenti agli shock termici, allâazione corrosiva degli agenti atmosferici, alle azioni dâurto e allâazione e pressione del vento. Il sistema è molto facile da trasportare e da manovrare in cantiere. Utilizzo. Grazie allâestrudibilitĂ della lega di alluminio si ottengono profili dal disegno complesso in cui è possibile ricavare una serie di meccanismi di fissaggio del profilo di rivestimento, delle guarnizioni, delle staffe e delle graffe, il tutto ancorato con precisione micrometrica. Tutti le fasi del processo produttivo sono seguite da sofisticate apparecchiature di controllo che consentono il raggiungimento del miglior livello qualitativo.
I.MO.CO. SRL www.imocofacade.com
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TASSELLO
fischer tHermaX ancoraggio per carichi distanziati
Descrizione. Fischer THERMAX è un fissaggio termicamente isolato per carichi distanziati, ideale per applicazioni in edifici trattati con sistemi a cappotto. Questo particolare tipo di sistema annulla i ponti termici: grazie al suo cono isolante, in nylon ad alte prestazioni, rinforzato con fibra di vetro, il flusso termico attraverso la parte metallica del fissaggio viene interrotto. Il cono ricava la propria sede attraverso lâintonaco e lâisolamento durante il montaggio; il risultato è il contenimento dei costi in fase di montaggio in quanto non richiede alcun attrezzo speciale. La gamma di fissaggi Fischer è attenta alle esigenze di sostenibilitĂ e di riduzione dei costi. Lâicona We Save Energy identifica la filosofia green di Fischer e tutti i prodotti destinati allâedilizia eco-sostenibile. Utilizzo. Il sistema si utilizza su calcestruzzo, pietra naturale, mattone pieno, calcestruzzo alleggerito, materiali forati. Permette lâancoraggio di carichi sospesi termicamente isolati, sistemi di facciate ventilate, ponteggi, condizionatori, tende da sole, centraline dâallarme, grondaie, scuri, fermascuri, lampade esterne, insegne.
fischer THERMAX M12-M16
fischer THERMAX JUNIOR
_Dati tecnici__________ Tipo THERMAX M12-12/110 THERMAX M12-12/110 THERMAX M16-12/170 THERMAX M16-12/170
Materiale da costruzione
Lunghezza tassello (mm)
Lunghezza barra filettata (mm)
Spessore materiale forato (mm)
Diametro foro (mm)
Cls/mattone pieno Mattone forato Cls/mattone pieno Mattone forato
240 240 370 370
180 180 310 310
⤠16 ⤠16 ⤠16 ⤠16
14 20 18 20
_Carichi a trazione consigliati__________ Mattone pieno
Carichi consigliati (kN) Spessore materiale supporto ⤠(cm) Distanza dal bordo ⤠(cm) Distanza tra fissaggi ⤠(cm) Max carico distribuito sulla muratura ⤠(kN)
Blocco cemento forato
Mattone forato1
Cls alleggerito2
Cls non fessurato C20/25 (B25)3
M12 e M16 1.7 11
M12 0.8 24
M16 0.8 24
M12 1.4 24
M16 1.4 24
M12 1.3 11
M12 3.4 13
M16 3.4 16
25 10 2.5
15 20 2.5
24 20 2.5
15 10 2.5
24 10 2.5
30 25 -
5.5 5.5 -
6.5 6.5 -
1 foratura non a percussione 2 profonditĂ di fissaggio Hef = 95 mm 3 profonditĂ di fissaggio Hef = 110 mm
FISCHER ITALIA SRL www.fischeritalia.it
prodotti
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impianti_solare
termico
Luca Ceccotti ingegnere, Phd in Energetica
iL
soLare termico
Una guida agli impianti e ai criteri di dimensionamento Gli impianti solari termici sono in crescita nel nostro Paese e la loro installazione è favorita anche dallâobbligo di coprire attraverso fonti rinnovabili una quota consistente dei consumi per acqua calda sanitaria e di una percentuale dei contributi per ACS, riscaldamento e raffrescamento.
Lâimportanza delle fonti energetiche rinnovabili Lâattuale modello energetico mondiale è basato sul massiccio utilizzo di combustibili fossili (gas naturale, petrolio, carbone) che vengono largamente impiegati anche per soddisfare i fabbisogni propri degli edifici, in particolare per la produzione di acqua calda a uso sanitario e di riscaldamento, e di energia elettrica. Queste fonti energetiche sono non rinnovabili. Infatti, la velocitĂ alla quale vengono consumate è tale da essere superiore a quella di rigenerazione delle risorse stesse, portando in questo modo al loro esaurimento. Nei Paesi economicamente e industrialmente piĂš sviluppati lâaumento del livello di benessere ha portato a un incremento notevole dei consumi. Anche nei Paesi in via di sviluppo i fabbisogni energetici sono in notevole aumento a causa della massiccia crescita dellâindustria e del desiderio di un piĂš elevato tenore di vita da parte dei popoli che li abitano. Considerazioni di questo tipo hanno portato anche in Europa allâemanazione di Direttive e, conseguentemente, di provvedimenti legislativi di recepimento negli Stati Europei che sono membri della ComunitĂ , tra cui anche lâItalia, che impongono livelli di efficienza 70
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sempre piĂš elevati per le costruzioni e per gli impianti in esse inseriti. Inoltre, è richiesto il soddisfacimento di una parte consistente del fabbisogno energetico degli edifici mediante il ricorso a fonti energetiche rinnovabili, tra cui lâenergia solare. Nel nostro Paese, il decreto legislativo numero 28 del 3 marzo 2011 obbliga a garantire, tramite il ricorso a energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, il contemporaneo rispetto della copertura del 50% dei consumi previsti per lâacqua calda sanitaria e di una percentuale della somma dei contributi previsti per lâacqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento. Questa percentuale crescerĂ negli anni a partire dal 2012, fino ad arrivare al 50% a partire dal primo gennaio 2017. In particolare, per gli edifici nuovi, o soggetti a ristrutturazioni rilevanti, il cui pertinente titolo edilizio sarĂ presentato a partire dal 31 maggio 2012, fino al 31 dicembre 2013, la percentuale è pari al 20%. Per soddisfare questi requisiti, sarĂ probabilmente necessario far ricorso a piĂš di una fonte rinnovabile, ma è sensato supporre che una parte importante sarĂ fornita proprio dal solare termico.
A sinistra, impianto solare a concentrazione per la produzione di energia elettrica in Spagna. Foto di Koza1983 (http://en.wikipedia.org/wiki/File:PS20andPS10.jpg) su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported (http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/deed.en).
Lâenergia solare
A destra, sistema solare a circolazione naturale con accumulo integrato (Fonte: TiSUN GmbH). Sotto, componenti di un impianto solare a circolazione forzata (Fonte: TiSUN GmbH).
Il sole è la principale fonte di energia per il nostro pianeta. Oltre agli utilizzi diretti, ad alta, media e bassa temperatura, destinati solitamente al riscaldamento di un fluido è necessario considerare, in un computo energetico globale, anche gli usi indiretti sotto forma di energia idraulica, eolica e biomasse. Per fare solo un esempio riguardo a questâultimo punto, lâenergia solare è il motore della fotosintesi clorofilliana, mediante la quale le piante si nutrono e crescono e in seguito diventano utilizzabili anche sotto forma di biomasse combustibili. Lâenergia che viene emessa dal sole deriva da reazioni nucleari di fusione, a causa delle quali al centro della stella si raggiungono temperature dellâordine di grandezza delle decine di milioni di gradi. Della potenza emessa dal sole solo una piccola frazione arriva ai confini dellâatmosfera. Inoltre, alcuni componenti dellâatmosfera terrestre riflettono verso lo spazio esterno una parte della radiazione entrante. Altri di questi componenti ne assorbono unâulteriore quantitĂ . La frazione di energia che riesce ad arrivare alla superficie della Terra varia a seconda delle condizioni atmosferiche: quando il cielo è sereno, circa il 36,7% della potenza radiante disponibile prima dellâingresso in atmosfera viene persa; quando il cielo è completamente coperto, questa percentuale sale a oltre il 92%. Nonostante ciò, se fosse completamente captabile e utilizzabile, lâenergia solare annua incidente sul suolo terrestre sarebbe circa 1.500 volte piĂš grande del fabbisogno energetico mondiale annuo.
Utilizzi dellâenergia solare ad alta e media temperatura Lâenergia solare può essere concentrata e utilizzata ad alta temperatura. I valori di temperatura piĂš elevati sono in genere intorno ai 3.000 °C nelle cosiddette âfornaci solariâ. Si tratta di impianti sperimentali e in fase di studio per scopi di ricerca, utilizzati soprattutto in campo industriale. In questi impianti si utilizzano degli specchi collocati a terra e opportunamente orientati per concentrare su piccoli volumi di materiale, in genere collocati in cima a una torre, tutta lâenergia solare incidente su unâarea molto vasta. Gli impianti solari che lavorano a media temperatura sono impiegati nella produzione di vapore per turbine atte a generare energia elettrica e sono solitamente chiamati âimpianti solari termodinamiciâ. A questa categoria appartengono i concentratori parabolici, composti da una tubazione in cui scorre un fluido e da una parabola a specchio che concentra i raggi solari su tale condotto. Unâelevata concentrazione dellâenergia solare consente di raggiungere alte temperature (oltre i 600°C).
impianti
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Centrali elettriche che utilizzano sistemi solari termici a concentrazione sono state costruite a partire dal 1980 prima in Italia, in provincia di Catania, poi in California. Lâimpianto italiano ha goduto di poca fortuna e dopo la fase sperimentale fu chiuso per malfunzionamento e per guasti troppo frequenti. A partire dal 2007, impianti termodinamici a concentrazione per la produzione di energia elettrica vengono costruiti in Spagna (vedi immagine a pag. 71, in alto).
Utilizzi dellâenergia solare a bassa temperatura Gli utilizzi piĂš importanti del solare termico a bassa temperatura sono rappresentati dalla produzione di acqua calda per usi sanitari e per il riscaldamento ambientale. In entrambi in casi vengono utilizzati dei collettori, detti anche pannelli solari, che sono i componenti principali di tutti gli impianti che utilizzano lâenergia solare sotto forma di energia termica. Le principali tipologie di collettori solari destinati al riscaldamento di acqua sono i pannelli solari piani e i collettori a tubi evacuati. Questi ultimi, nel nostro Paese, sono meno diffusi dei primi soprattutto in considerazione del fatto che la radiazione solare media sul territorio italiano è tale da consentire buoni rendimenti del sistema anche con collettori solari piani. Nei pannelli solari piani la struttura è costituita da una cassa di contenimento rigida, isolata allâinterno per limitare le dispersioni di energia. Una o piĂš lastre di vetro sulla parte superiore permettono il passaggio delle radiazioni che vengono catturate dalla piastra metallica sottostante, solitamente di colore nero o comunque molto scuro. Il vetro deve essere trasparente alla radiazione solare entrante, ma opaco alla radiazione infrarossa uscente, in modo da creare una specie di âeffetto serraâ, limitando la dispersione energetica. Un fluido termovettore, di solito costituito da una miscela di acqua e antigelo, circola nelle tubazioni poste a stretto contatto della piastra metallica in modo da asportarne il calore assorbito. Un impianto solare a bassa temperatura è composto, oltre che dai collettori, anche da un accumulatore di calore, solitamente costituito da un serbatoio dâacqua a cui viene ceduta lâenergia captata dai pannelli e trasportata dal fluido in essi circolante. Il movimento di questo fluido può essere naturale o forzato per mezzo di una pompa. Si distinguono cosĂŹ le principali tipologie di impianto solare termico.
Gli impianti a circolazione naturale Negli impianti solari a circolazione naturale il serbatoio di accumulo dellâacqua calda sanitaria è collocato in posizione piĂš
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elevata rispetto al pannello solare. Il fluido che circola nel pannello si scalda e sale passando dal pannello allâaccumulatore, allâinterno del quale cede il calore riscaldando lâacqua attraverso un opportuno scambiatore. In seguito a questa cessione di calore, il fluido si raffredda, ritorna nel pannello e il ciclo riprende. Questa circolazione avviene in modo naturale per differenza di densitĂ : piĂš bassa per il fluido caldo e piĂš elevata quando il fluido si è raffreddato. Da questo fenomeno prende il nome il sistema, detto appunto a circolazione naturale. Impianti di questo tipo hanno conosciuto una rapida diffusione nel corso degli ultimi anni, soprattutto grazie alla loro semplicitĂ e facilitĂ di installazione.
Gli impianti a circolazione forzata Nei casi in cui il bollitore non è collocato al di sopra dei collettori solari, la circolazione naturale non è possibile. Quindi, per spostare fino allâaccumulatore il fluido riscaldato nei pannelli, e per riportarlo poi nei collettori, è necessario installare una pompa. Impianti di questo tipo si chiamano a circolazione forzata. La soluzione piĂš frequente vede lâaccumulatore installato nella centrale termica, o comunque in un locale tecnico che generalmente ospita anche il generatore di calore. Nel periodo invernale, o in caso di assenza di un irraggiamento solare sufficiente per periodi relativamente lunghi, lâenergia necessaria al riscaldamento dellâacqua contenuta nellâaccumulo è fornita dalla caldaia. Una centralina elettronica provvede a gestire i flussi energetici nellâaccumulatore a seconda della temperatura dellâacqua in esso contenuta e della temperatura del fluido allâuscita dai collettori solari. In altri termini, quando la temperatura dellâacqua è inferiore a quella desiderata, ed è disponibile sufficiente energia solare, è questa la fonte utilizzata per il riscaldamento dellâacqua. La pompa del circuito solare entra in funzione, il fluido circola allâinterno dei pannelli scaldandosi e rilascia il calore assorbito cedendolo allâacqua contenuta nellâaccumulatore. Quando lâenergia solare non è piĂš sufficiente, deve intervenire la caldaia o lâaltro tipo di generatore presente nellâimpianto. In un tradizionale impianto a circolazione forzata il fluido che si riscalda nei pannelli solari non è direttamente lâacqua sanitaria ma una miscela di acqua e glicole che protegge lâimpianto dal gelo durante lâinverno. Pertanto, allâinterno dellâaccumulatore ci saranno degli scambiatori di calore: uno in cui circola il fluido proveniente dai pannelli solari e uno in cui circola il fluido proveniente dal generatore di calore. In alcuni casi lâacqua contenuta nellâaccumulatore è la stessa che esce dai rubinetti delle utenze. In altre situazioni allâinterno dellâaccumulatore è contenuto un ulteriore scambiatore nel quale circola lâacqua che proviene dallâacquedotto e che viene scaldata al momento della
A destra, in alto, impianto solare termico in edificio residenziale; progetto della ristrutturazione: arch. Michela Compassi (Ragogna, UD). A destra, al centro, lâaccumulatore per lâacqua calda sanitaria e la centralina solare. Sotto, schema di funzionamento dellâimpianto; progettista degli impianti: ing. Luca Ceccotti.
impianto solare per acs in un edificio monofamiliare Le immagini si riferiscono a un semplice impianto solare termico a circolazione forzata per la produzione di acqua calda sanitaria, realizzato in un edificio residenziale monofamiliare in occasione di una riqualificazione energetica globale. Lâimpianto deve integrare lâenergia necessaria a soddisfare le esigenze di acqua calda sanitaria di una famiglia composta da quattro persone. Pertanto sono stati installati due collettori solari termici, per una superficie complessiva di circa 5 m2, e un accumulatore di acqua calda della capacitĂ di 300 litri. I collettori hanno la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda sulla quale sono posati, al di sopra delle tegole. Facendo riferimento allo schema, lâenergia solare viene captata dai collettori (punto 1 dello schema in basso) e trasmessa al fluido che viene messo in circolazione dalla centralina solare (2). Lo stesso fluido scambia calore con lâacqua sanitaria contenuta nellâaccumulatore (3) di volume pari a 300 litri. La caldaia (4) provvede a fornire lâenergia necessaria in caso di scarsa o nulla insolazione. Lâacqua calda sanitaria viene prelevata dallâaccumulatore e inviata alle utenze (5). La caldaia utilizzata in questo impianto è del tipo a pezzi di legna, a caricamento manuale. Questo comporta la presenza di un accumulo inerziale composto da due accumulatori (6). Lâimpianto di riscaldamento è collegato a due zone in cui è realizzato un sistema a bassa temperatura del tipo a pavimento radiante (7) e a due zone in cui sono installati dei radiatori (8).
impianti
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richiesta da parte dellâutenza (vedi immagine in basso, a sinistra). I sistemi a circolazione forzata, vista la possibilitĂ di interagire con il circuito alimentato dal generatore di calore, possono essere utilizzati anche per lâintegrazione energetica al riscaldamento invernale (vedi immagine qui sotto, al centro). Alcuni produttori si sono specializzati nella produzione di collettori solari di grande superficie, adatti a utenze caratterizzate da elevati fabbisogni di acqua calda sanitaria, ad esempio alberghi o impianti condominiali centralizzati, o per le applicazioni che prevedono lâintegrazione energetica da fonte solare del riscaldamento degli ambienti (vedi immagine qui sotto, a destra).
Gli impianti a svuotamento I sistemi solari termici a svuotamento sono un particolare tipo di impianti a circolazione forzata caratterizzati dal fatto che il fluido che circola nei collettori non è additivato con glicole, ma si tratta semplicemente di acqua. La protezione dal gelo nei mesi invernali è comunque assicurata dal fatto che, quando la temperatura scende al di sotto di un valore impostato, le pompe di circolazione del circuito solare si fermano e lâacqua contenuta nei collettori si riversa nellâaccumulatore. Lo stesso può accadere anche in estate se la temperatura dei collettori solari supera un valore di sicurezza e non vi è utilizzo dellâenergia captata dal sole. I collettori si riempiono solo in presenza di sufficiente insolazione e quando il sistema di accumulo è in grado di ricevere ul-
teriore calore. In queste condizioni si attivano per breve tempo entrambi i circolatori del gruppo pompe e regolazione, riempiendo i collettori. Dopo meno di un minuto, terminato il riempimento, una pompa si disattiva e lâaltra mantiene la circolazione dellâacqua. Lâimpianto funziona in assenza di pressione per cui non servono vaso di espansione, valvola di sicurezza, manometro e scambiatore di calore, con conseguente risparmio economico e aumento della sicurezza di funzionamento. Il calore non è accumulato nellâacqua sanitaria, come avviene con altri sistemi: lâacqua di accumulo è separata dallâacqua sanitaria e questâultima viene riscaldata dallâenergia accumulata solo quando è richiesta dallâutenza, attraverso uno scambiatore di calore.
alcune considerazioni tecniche La produzione energetica media di un impianto solare dipende dalla radiazione annuale in arrivo sulla superficie dei collettori solari e dallâefficienza dei collettori stessi. La prima di queste due grandezze è influenzata dalle condizioni atmosferiche prevalenti nel luogo di installazione, dalla latitudine, orientamento e inclinazione dei collettori (vedi grafico a pag. 77, in alto). Lâorientamento migliore per la superficie che capta i raggi solari è quello ortogonale ai raggi stessi. Questo però può essere mantenuto, durante la giornata e nellâarco di un anno, solo con dei sistemi di inseguimento. Le superfici fisse, che sono le piĂš utilizzate, devono essere in-
A sinistra, sezione di un accumulatore per la produzione di acqua calda sanitaria (Fonte: TiSUN GmbH). Al centro, esempio di accumulatore che permette la produzione di acqua calda sanitaria e lâintegrazione al riscaldamento (Fonte: TiSUN GmbH). Sopra, Esempio di collettore solare con grande superficie (Fonte: TiSUN GmbH).
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Sopra, a sinistra, pannelli solari per sistema a svuotamento (Fonte: Rotex Heating Systems GmbH). Sopra, al centro, accumulatore per sistema solare a svuotamento (Fonte: Rotex Heating Systems GmbH). Sopra, a destra, Sezione di un accumulatore per sistema a svuotamento: vista dello scambiatore di calore per la produzione di acqua calda sanitaria (Fonte: Rotex Heating Systems GmbH).
stallate preferibilmente con orientamento a sud. Il rispetto di questa regola non è necessariamente rigoroso, in quanto anche gli orientamenti a sud-est e sud-ovest non penalizzano eccessivamente il rendimento del sistema. Per quanto riguarda lâinclinazione, cioè lâangolo formato dalla superficie captante con il piano orizzontale, un buon funzionamento annuale è garantito da un valore pari a quello della latitudine della localitĂ in cui sono installati i collettori. Nel caso in cui lâangolo di inclinazione del pannello fosse inferiore alla latitudine sarebbe privilegiato il funzionamento estivo dellâimpianto, quando i raggi solari sono mediamente piĂš alti. Nel caso opposto, cioè con unâinclinazione maggiore al valore della latitudine della zona di installazione, sarebbe privilegiato il funzionamento invernale, con raggi solari piĂš bassi. A oggi, per quanto riguarda i permessi che normalmente devono essere ottenuti per lâinstallazione di collettori solari, godono di una semplificazione procedurale gli impianti aderenti o integrati nei tetti di edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi (vedi Dlgs n. 28 del 3 marzo 2011, Art. 7, comma 1). In questi casi, lâinstallazione di impianti solari è considerata attivitĂ a edilizia libera. Nella progettazione di un impianto solare termico, dopo aver determinato la radiazione solare incidente sui pannelli, è necessario valutare lâenergia trasmessa al fluido circolante nei collettori. Questa dipende dallâefficienza dei collettori, che a sua volta è influenzata dalle caratteristiche del vetro, della piastra captante, dallâisolamento della cassa di contenimento che costituisce la struttura portante del pannello, ma anche dalla radiazione solare incidente e dalla temperatura a cui si trovano i collettori nel normale funzionamento. Oggi in Italia, al fine di godere delle incentivazioni pubbliche per lâinstallazione di impianti solari termici, i collettori devono essere certificati secondo le norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976, pertanto solitamente i produttori mettono a disposizione le caratteristiche del pannello che consentono di calcolarne lâefficienza nelle diverse condizioni di esercizio stagionali.
Il problema del dimensionamento di un impianto solare non è una questione esclusivamente tecnica ma richiede anche considerazioni di tipo economico. Scegliere la superficie dei pannelli solari sulla base del fabbisogno di energia termica che si ha per un edificio nelle condizioni piĂš sfavorevoli, quindi nel modo in cui solitamente si sceglie la potenza di una caldaia, significherebbe effettuare un sovradimensionamento inconcepibile del sistema, con una conseguente sottoutilizzazione dellâarea di captazione. Essendo il costo del collettore solare una variabile rilevante nel bilancio costi-benefici di un impianto solare termico, la scelta della superficie da installare deve essere effettuata in modo molto accorto. Ă necessario accettare il fatto che il sole non fornirĂ sempre la totalitĂ dellâenergia necessaria allâimpianto, ma una quota da determinare. Un accumulatore, inoltre, deve equilibrare la fornitura di energia termica nei periodi in cui la radiazione solare è scarsa o del tutto assente. Per alcune tipologie di impianto lâaccumulatore viene riscaldato, oltre che dai collettori solari, anche da un generatore ausiliario che può essere una caldaia, una pompa di calore o un altro sistema di produzione di energia termica. In alcuni casi si può ricorrere anche a una pluralitĂ di fonti energetiche ausiliarie diverse, tutte concorrenti sul medesimo accumulatore. Nei sistemi in cui questo tipo di integrazione non è possibile, è necessario che una fonte energetica ausiliaria provveda alla fornitura di tutto il calore necessario per il riscaldamento dellâacqua quando lâenergia solare captata risulta insufficiente. Naturalmente lâaccumulatore deve essere isolato termicamente, per evitare che lâenergia in esso stoccata si disperda a causa della differenza di temperatura con il luogo in cui è installato. Anche il dimensionamento dellâaccumulatore deve essere effettuato in modo appropriato, tenendo ben presente alcune considerazioni di tipo tecnico, come lo spazio occupato, e altre a carattere economico, legate al costo dei serbatoi. Se si ipotizzasse di riscaldare unâabitazione impiegando esclusivamente
impianti
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impianto solare termico per lâacqua calda sanitaria e il riscaldamento di un edificio adibito ad albergo e appartamenti Le immagini fanno riferimento a un edificio realizzato a Grado (GO), adibito ad albergo per i primi tre piani e ad appartamenti per i restanti quattro piani. Le due zone (albergo e appartamenti) sono termicamente indipendenti, alimentate da un proprio generatore di calore e con un proprio impianto solare che provvede allâintegrazione del fabbisogno energetico complessivo per lâacqua calda sanitaria e per il riscaldamento. Entrambi gli impianti di riscaldamento sono del tipo a bassa temperatura, a soffitto radiante, e consentono la climatizzazione radiante sia invernale che estiva. Due impianti canalizzati di ventilazione meccanica controllata, con controllo dellâumiditĂ , garantiscono il corretto ricambio dâaria. Per la zona albergo, una superficie di 24 m2 di collettori solari (punto 1 nello schema in basso), integrati nel tetto al posto delle tegole, capta lâenergia solare che riscalda il fluido in essi circolante. La centralina (2) contiene i dispositivi di sicurezza che consentono la dilatazione del fluido che circola nei collettori, la pompa che movimenta il fluido allâinterno rivista dei pannelli e uno scambiatore di calore necessario al trasferimento dellâenergia termica allâacqua dellâimpianto di riscaldamento. Gli accumulatori inerziali (3) hanno una capacitĂ complessiva di 1600 litri e accumulano lâenergia ricevuta dal sole. Il sistema è integrato mediante una caldaia a condensazione (4) che fornisce energia nel caso di periodi prolungati con scarsa insolazione. Lâenergia disponibile allâuscita degli accumulatori inerziali viene inviata allâimpianto di riscaldamento (5) e a un ulteriore accumulatore della capacitĂ di 750 litri (6) che provvede alla produzione dellâacqua calda sanitaria da inviare alle utenze (7). Un secondo impianto solare è utilizzato per il fabbisogno energetico della zona appartamenti. In questo caso la superficie complessiva dei collettori solari è di 18 m2 e questi sono posizionati sulla seconda falda del tetto. Per questo secondo impianto, lâaccumulo inerziale ha capacitĂ di 1000 litri. Le caratteristiche della restante parte dellâimpianto e il suo schema di principio sono simili a quelle appena descritte.
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In alto, edificio adibito ad albergo e appartamenti a Grado (GO). Progetto architettonico: arch. Mauro Attura (Grado, GO) Progetto impianti termici: ing. Luca Ceccotti Progetto impianti elettrici: p.i. Giorgio Poz (S. Giovanni al Natisone, UD) Sopra, vista dei collettori solari zona albergo. A lato, schema di funzionamento dellâimpianto solare termico.
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progettare e costruire edifici a energia quasizero
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A destra, radiazione solare annuale incidente sul piano orizzontale per alcune localitĂ italiane a diversa latitudine (Fonte dei dati: ENEA).
70.00 60.03 60.00
Sotto, a sinistra, documentazioni pervenute annualmente allâENEA per interventi di installazione di pannelli solari termici (Fonte dei dati: ENEA).
46.58
50.00 kWh/m2a
Sotto, a destra, collettori solari termici integrati nel tetto al posto delle tegole (Fonte: arch. Mauro Attura â Hotel Zuberti e appartamenti a Grado - GO).
53.94
52.86 41.72
40.00 30.00 20.00 10.00 0.00 Udine
lâenergia solare, sarebbe necessario un accumulo stagionale in cui immagazzinare durante lâestate tutta lâenergia necessaria per lâinverno. Il volume dellâaccumulo necessario a stoccare questa quantitĂ di energia dipende dal fabbisogno energetico dellâedificio: minore è il fabbisogno e piĂš contenuto sarĂ lâaccumulo necessario. Considerando ad esempio un edificio di 120 m2 realizzato a Udine, con fabbisogno annuo di energia primaria per il riscaldamento di 65 kWh/m2, il volume di acqua necessario ad accumulare in estate lâenergia necessaria a riscaldarlo durante lâinverno sarebbe allâincirca di 170 m3. Nel caso in cui questo edificio fosse di classe energetica piĂš elevata, con un fabbisogno annuo di 20 kWh/m2, il volume sarebbe di circa 50 m3, paragonabile a una vasca lunga 5 metri, larga altrettanto e profonda 2 metri, impermeabilizzata e isolata termicamente. Ă piĂš comune la scelta di soddisfare solo una parte del fabbisogno di energia destinata al riscaldamento mediante il contributo dellâenergia solare e lasciare la frazione restante a un generatore di calore. Nel caso di un impianto solare destinato esclusivamente alla produzione dellâacqua calda sanitaria a uso di un edificio residenziale monofamiliare, solitamente viene installata una superficie di circa 5 m2 di pannelli solari. Questa è sufficiente a captare lâenergia necessaria al riscaldamento dellâacqua contenuta in un accumulatore della capacitĂ di 300 litri che ben si adatta a questo tipo di applicazione.
Lâeffetto degli incentivi fiscali Nel 2007 la Legge Finanziaria italiana ha introdotto la possibilitĂ di detrarre dalle imposte dovute il 55% delle spese sostenute per effettuare alcuni interventi di miglioramento dellâefficienza energetica su un edificio esistente. Tra questi interventi vi è anche lâinstallazione di un impianto solare termico destinato alla produzione di acqua calda. Secondo quanto riferito dallâENEA nel rapporto del luglio 2010 âImpatto delle detrazioni fiscali del 55% sul mercato dei prodotti e dei servizi incentivati ed effetti macroeconomici indottiâ, negli anni dal 2006 al 2010 sembra essersi verificato un abbassamento del prezzo
50000
Bologna
Roma
Napoli
Catania
dei pannelli solari piani. Ciò è probabilmente dovuto alla concorrenza creatasi sul mercato con lâingresso di nuove aziende attirate dalle nuove opportunitĂ di business. Inoltre, il costo medio di un kWh risparmiato, corrispondente al prezzo da pagare per risparmiare unâunitĂ di energia, rapportato al ciclo di vita utile dellâintervento (stimato in 20 anni) è, nel caso di installazione di pannelli solari, il costo piĂš basso rispetto ai costi medi per un kWh risparmiato con gli altri interventi incentivati dalla Legge Finanziaria. Questi fattori hanno determinato un notevole sviluppo del mercato del solare termico in Italia, con un gran numero di installazioni e di richieste di detrazione fiscale. In termini assoluti, lâandamento del numero di richieste di detrazione pervenute allâENEA relativamente ad interventi di installazione di impianti solari termici negli anni dal 2007 al 2010 è riportato nel grafico in basso a sinistra. Considerando il fatto che a ciascuna di queste richieste corrisponde un impianto solare installato, si può avere unâidea dello sviluppo che ha avuto il mercato negli anni considerati dallo studio.
riferimenti bibliografici G. Comini, G. Croce, S. Savino, Energetica Generale, SGE Editoriali, Padova, 2011. M. Cucumo, V. Marinelli, G. Oliveti, Ingegneria solare - Principi ed applicazioni, Pitagora editrice, Bologna, 1994.
47256
45000 40000
37000
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sistemi_solare
termico
SOLARE TERMICO A CIRCOLAZIONE FORZATA
kit For s-V
collettori piani e a tubi sottovuoto
Descrizione. Il kit FOR S-V nasce per dare risposta alle necessitĂ dei clienti, ovvero soddisfare le esigenze di modularitĂ , efficienza e risparmio nella realizzazione di impianti solari termici a circolazione forzata. Il collettore solare del kit può essere piano vetrato o a tubi sottovuoto. Nel caso di utilizzo di collettori vetrati piani, sono disponibili due versioni del pannello CMG EVO: da 2 m2 e da 2,5 m2 di superficie lorda ed entrambe le versioni utilizzano un assorbitore con trattamento blu selettivo che è adatto ad aumentare lâassorbimento della radiazione solare. Il vetro del pannello è temperato ad alta trasparenza e a basso contenuto di ferro e può essere sostituito in caso di rottura accidentale. La cassa esterna è in alluminio anodizzato con fori per lo scarico della condensa. Il collettore è isolato con lana di vetro e poliuretano sul fondo e sui lati; è certificato UNI EN 12975 e possiede il marchio di qualitĂ Solar KeyMARK. Componenti. Oltre ai collettori, che possono essere piani (CMG EVO) o a tubi sottovuoto (CMG VP-20), il sistema comprende il boiler con doppio scambiatore di calore, le strutture di sostegno, la centralina differenziale digitale, il gruppo di circolazione comprensivo di termometro, valvole di intercettazione, sicurezza e non ritorno, gruppo carico/scarico e attacco per il vaso di espansione, il regolatore di portata, la raccorderia e il liquido antigelo (acqua e glicole). _Caratteristiche collettore piano__________ Dimensioni (hxsxl) 2006x85x1007; 2008x87x1258 mm Peso (a vuoto) 35; 41 kg Superficie lorda 2,02; 2,53 m2 Superficie assorbitore 1,81; 2,30 m2 Pressione operativa massima 16 bar
FOR S Collettori N. Superficie collettori [m2] CapacitĂ boiler [l] Utenti invernale N.
201-2,5 202-4 Plus 201-2,5 202-4 Plus 201-2,5 202-4 Plus 201-2,5 202-4 Plus 201-2,5 1 2 2 2 3 3 4 5 6 2,5 4,0 4,0 5,0 6,0 7,5 10,0 12,5 15,0 200 200 300 300 500 500 800 800 1000 3 3-4 4-5 5-7 7-9 9-11 10-13 12-15 16-18
FOR V Heat pipe N. Superficie collettori [m2] CapacitĂ boiler [l] Utenti invernale N.
201-20 20 2,89 200 3
202-40 40 5,78 200 4-5
302-40 40 5,78 300 5-6
503-60 60 8,66 500 6-8
804-80 80 11,54 800 8-13
1005-100 100 14,43 1000 10-16 CMG SOLARI www.cmgsolari.it
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SOLARE TERMICO A CIRCOLAZIONE FORZATA
eUsoLar
collettori piani a incasso
Descrizione. I pannelli EUSOLAR sono disponibili con telaio in alluminio (serie SC214), idoneo per le installazioni sopra la copertura o su superfici piane, o in legno (serie IC200) che consente installazioni integrate nella copertura. Entrambi i moduli possiedono un assorbitore con trattamento altamente selettivo in Tinox in grado di assorbire il 95% della radiazione solare e di garantire quindi elevati livelli di rendimento. I pannelli sono dotati di vetro solare prismatico trasparente a basso contenuto di ferro, che è caratterizzato da un coefficiente di trasmissione superiore al 90% Âą 2%. Lâisolamento posteriore è realizzato in lana minerale da 50 mm. I pannelli offrono unâottima integra-
zione sul tetto e una modularitĂ che consente la realizzazione di varie combinazioni. Lâintelaiatura può essere realizzata appositamente per installazioni su tetti con pendenze superiori a al 15 %. I pannelli EUSOLAR sono giĂ dotati della certificazione di qualitĂ europea âSolar Keymarkâ come previsto al p.to 6, Allegato 2, del DLgs. 3marzo 2011 n° 28 (energia da fonti rinnovabili). Componenti. Ai pannelli si abbinano i serbatoi di accumulo che consentono di risolvere le piĂš svariate esigenze della committenza, dalla sola richiesta di acqua calda sanitaria alla produzione di acqua calda per lâintegrazione al riscaldamento. Sono disponibili accumuli solo di acqua calda sanitaria, di solo riscaldamento o combinati tramite lâinserimento di piĂš serpentini oppure con il sistema Tank in Tank. Il volano termico di questa ultima tipologia di accumulo è costruito in acciaio con saldatura automatica in atmosfera controllata, come pure il boiler per lâACS che viene sottoposto a un trattamento anticorrosivo di vetrificazione, secondo quanto richiesto dalla norma DIN 4753.3 e UNI 10025. Lâisolamento è composto da coppelli smontabili di poliuretano rigido dello spessore di 100 mm. La serie EUSOLAR comprende anche il gruppo di ricircolo e la centralina solare.
_Caratteristiche pannello piano__________ Dimensioni (hxsxl) 2010x113x1000 mm Peso (a vuoto) 43 kg Superficie lorda 2,01 m2 Superficie assorbitore 1,79 m2 Rendimento ottico Ρ0 0,763 Spessore vetro 3,2 mm Pressione operativa massima 10 bar Temperatura massima inattività 210 °C
N. pannelli Superficie pannelli [m2] CapacitĂ accumulo [l] N. persone Superficie riscaldata [m2]
ACS 300 2 4 300 2/4 -
ACS 500 5 10 500 6/8 -
ACS 1000 8 16 1000 12/18 -
COMBI 700 6 12 750 100/140
COMBI 1000 8 16 1000 140/180
COMBI 1500 12 24 1500 180/260
CARLIEUKLIMA www.carlieuklima.com
sistemi
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sistemi_solare
termico
SOLARE TERMICO A CIRCOLAZIONE FORZATA
esm1/esm2 collettori solari piani
Descrizione. Gli impianti solari termici di ECA Technology sono dimensionati per soddisfare le esigenze di acqua calda sanitaria e calore di abitazioni private, alberghi e grandi strutture sportive e ricreative. Il sistema garantisce il massimo rendimento di ogni impianto grazie allâutilizzo delle tecnologie piĂš avanzate. I collettori si caratterizzano per gli assorbitori in rame trattato con titanio e per il vetro prismatico temperato ad alta diffusione e resistente alla grandine; un doppio isolamento termico con fibra minerale e lana di vetro (posteriore 40 mm, laterale 20 mm) consentono al pannello di non disperdere calore e le strutture in alluminio anodizzato dei telai sono particolarmente resistenti alle condizioni climatiche avverse (alta umiditĂ e zone costiere). Componenti. I serbatoi sanitari sono realizzati in acciaio ad alto spessore; smaltati in vetroceramica mediante un processo avanzato di doppia smaltatura diretta e cotti in forno a 850 °C. Sono dotati di un grande anodo al magnesio, di diametro DN 32 mm, per una ulteriore e duratura protezione dalla corrosione e di una grande apertura flangiata laterale (diametro DN 32 mm) che consente una facile pulizia allâinterno. A seconda del tipo di applicazione i serbatoi possono essere forniti con uno o due scambiatori a serpentino. Lâimpianto si caratterizza per la presenza di una centralina di controllo dotata di display digitale autoconfigurabile e di una tastiera semplice ed ergonomica. La centralina provvede allâimpostazione elettronica dei valori del differenziale di partenza e isteresi, nonchĂŠ del limite superiore della temperatura del bollitore. Un segnale dâallarme si attiva in caso di guasto dei sensori e di sovrariscaldamento del serbatoio; è inoltre presente un utile programma antigelo.
_Caratteristiche collettore piano__________ ESP5260 Dimensioni (hxpxl) 2050x90x1275 mm Peso (a vuoto) 51 kg Superficie lorda 2,61 m2 Superficie assorbitore 2,31 m2 Rendimento ottico Ρ0 0,85á 0,767 Spessore vetro 4 mm Pressione operativa di prova 10 bar Pressione operativa di lavoro 7 bar
MODELLO KIT ESM1/201S ESM2/201S ESM1/301S ESM2/301S ESM1/420S ESM2/420S ESM1/501S ESM2/501S Collettore solare Quantità n° 2 2 2 2 3 3 3 3 Dimensioni hxlxp [mm] 2050x1010x90 2050x1010x90 2050x1275x90 2050x1275x90 2050x1010x90 2050x1010x90 2050x1010x90 2050x1010x90 Superficie [m²] 4,2 4,2 5,2 5,2 6,3 6,3 6,3 6,3 Peso [kg] 86 86 102 102 129 129 129 129 Bollitore Capacità [l] 200 200 300 300 420 420 500 500 Dimensioni øxh [mm] 603x1400 603x1400 603x1930 603x1930 730x1730 730x1730 730x1970 730x1970 Peso [kg] 75 85 105 130 140 165 170 195 ECA TECHNOLOGY www.ecatech.it
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SOLARE TERMICO A CIRCOLAZIONE FORZATA
schĂźco Kompakt e Premium
collettori solari piani
Descrizione. I collettori solari ad alta prestazione di SchĂźco Italia, testati secondo le norme piĂš rigide del mercato, dispongono di una guarnizione senza giunzioni integrata direttamente nel telaio, che garantisce la chiusura ermetica e lâimpermeabilitĂ anche con la dilatazione termica dei mesi piĂš caldi. Combinabile con moduli fotovoltaici e abbaini in una perfetta ed elegante integrazione architettonica, la produzione solare termica di SchĂźco Italia consente di coprire circa il 70% del fabbisogno annuo di acqua calda, come da decreto legislativo di attuazione della direttiva 2009/28 CE che nelle nuove costruzioni stabilisce che parte dellâacqua calda sanitaria sia prodotta dai pannelli solari. I collettori hanno la superficie dellâassorbitore formata da unâunica lastra di alluminio e priva di giunzioni, collegata alle tubature del liquido solare tramite grandi superfici di contatto con un processo di incollaggio. In questo modo, lo strato assorbitore non viene danneggiato dalle saldature e rimane protetto nel tempo.
Componenti e utilizzo. La linea di collettori Kompakt è caratterizzata da un telaio in alluminio anodizzato nero, vetro ad alta trasparenza e una superficie dellâassorbitore con rivestimento altamente selettivo che garantisce rendimenti solari elevati. Dotati di una tecnologia di termoconduzione con scambio di calore a 360° dallâassorbitore, questi collettori sono profondamente resistenti agli agenti atmosferici, senza compromessi sulla qualitĂ . I collettori della linea Premium si distinguono per lâelevata superficie dellâassorbitore e sono particolarmente flessibili nelle possibilitĂ di installazione, consentendo il fissaggio sopra tetto, su tetto piano, integrato nel tetto, su pensilina, su facciata, a tutto tetto. Grazie allo sfruttamento dellâintera superficie di contatto tra assorbitore e tubazioni e allâelevata superficie di scambio, queste soluzioni garantiscono unâeccezionale potenza termica nominale, di 2,0 kW, insieme a una resistenza idraulica ridotta e a un ottimale comportamento in fase di stagnazione. _Caratteristiche__________ Superficie lorda 2,71 m2 Superficie dellâassorbitore 2,52 m2 Dimensioni esterne (bxhxs) 1256x2156x93 mm Potenza termica nominale (SchĂźco CTE 520 CH) 2,0 kW Coefficiente di rendimento (SchĂźco CTE 520 CH) 79,6%
SCHĂCO ITALIA www.schueco.it
sistemi
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approfondimenti_dettagli
di cantiere
Caâ
della
agazzano (PC)
luna
progettazione
Michael Tribus Architecture realizzazione
2009 consumo
3 kWh/m2 anno fotografie
Michael Tribus Architecture
A partire da questo numero analizzeremo la realizzazione e le soluzioni impiegate per la ristrutturazione di una casa unifamiliare con standard passivo: lâazienda agricola Caâ della Luna sulle colline piacentine. edificio esistente
progetto finale
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Per la realizzazione di una âcasa passivaâ deve essere massimizzato il contenimento delle dispersioni energetiche, aspetto che implica estrema attenzione in fase di progetto e di cantiere. Nel caso di Caâ della Luna, si è intervenuti su un edificio esistente portandone il consumo energetico annuo calcolato in fase di progetto a soli 3 kWh/m2. Oltre a interventi di consolidamento e coibentazione, è stata realizzata una parte di nuova costruzione per ampliare gli spazi originari. I ridotti consumi sono stati ottenuti grazie allâelevato spessore della coibentazione delle chiusure verticali e orizzontali e allâutilizzo di vetri tripli con pellicole basso-emissive. Dal punto di vista impiantistico, una pompa di calore geotermica fornisce il riscaldamento alla casa, distribuito attraverso un impianto radiante e pavimento; un impianto di VMC permette un ottimale ricambio dellâaria interna; collettori solari termici provvedono al riscaldamento dellâacqua per uso sanitario mentre moduli fotovoltaici collocati in copertura garantiscono lâautonomia energetica.
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esistente
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e sCavi
Dallâedificio rurale esistente ď vengono rimossi alcuni volumi, in particolare quelli a nord-est per conferire maggiore evidenza allâingresso principale e al corpo di fabbrica intermedio sul lato nord. Il grande portico a nord è stato mantenuto e riportato alla forma e funzione originaria di protezione nei mesi invernali ed estivi ď e la muratura perimetrale esistente è stata consolidata ď. Lâarea, dove sorgeva lâedificio demolito, accoglie un impianto geotermico di superficie a sonde orizzontali collegato a una pompa di calore che sopperisce alla seppur ridotta necessitĂ di riscaldamento dellâintero fabbricato ďď.
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approfondimenti
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nuovo
edifiCio: muri
in elevazione La platea di fondazione in c.a. del nuovo edificio viene impermeabilizzata e coibentata con 25 cm di EPS ď che si raccordano con uno zoccolo termoisolante in blocchi di calcestruzzo alleggerito ďď; su di esso sorgerĂ la muratura in elevazione, in modo tale da separare termicamente il solaio controterra dalle strutture verticali in calcestruzzo armato ď. Lâisolamento perimetrale della soletta viene eseguito con XPS per uno spessore di 25 cm, 30 cm in elevazione ď.
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Consolidamenti Le murature dellâedificio esistente sono state rafforzate e stabilizzate, previo scavo perimetrale ď, mediante uno zoccolo in c.a., sia allâesterno sia allâinterno dove è stata gettata una soletta impermeabilizzata e coibentata con EPS (25 cm). Lo zoccolo esterno invece è isolato con XPS ď. Il solaio in legno viene recuperato, ripristinato o consolidato con pilastrini in acciaio ďď. Nuovi puntoni e capriate, in appoggio sul paramento murario esistente, rendono la struttura di copertura staticamente sicura ďď.
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approfondimenti
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innovAzione_materiali
a cambiamento di fase
Roberto Fioretti ingegnere edile, architetto
materiali
a Cambiamento di fase in edilizia Lâevoluzione delle tecnologie edilizie, necessaria per lâincremento delle prestazioni energetiche, conduce alla ricerca di nuovi materiali e soluzioni costruttive. La necessità è quella di ridurre fin quasi a zero il consumo energetico per il riscaldamento e il raffrescamento attraverso la realizzazione di involucri molto performanti, dâimpianti di climatizzazione altamente efficienti e lâutilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di calore ed energia termica. La progettazione di un involucro efficiente rappresenta infatti il primo passo per ottenere un adeguato livello di efficienza energetica e di comfort microclimatico, conseguibile attraverso adeguati valori di resistenza termica e inerzia termica. Lâutilizzo di materiali isolanti consente la riduzione della trasmittanza termica, mentre al fine di incrementare lâinerzia termica si aumenta la massa degli elementi di chiusura. Lâincremento dellâinerzia termica ha delle ripercussioni sul benessere termoigrometrico e sui consumi di energia per la climatizzazione. In particolare, dal punto di vista del comfort, lâapporto di inerzia termica nelle strutture dellâedificio consente di controllare la temperatura media radiante, riducendo i picchi e le oscillazioni. Specialmente in ambienti dove si hanno considerevoli apporti gratuiti e solari, la massa termica assorbe parte dellâenergia introdotta, riducendo lâincremento della temperatura superficiale e dellâaria. Inoltre, nella trasmissione dei flussi termici dallâesterno verso lâinterno, generati da una differenza di temperatura e dalla radiazione solare incidente sulla superficie esterna, lâinerzia termica consente di attenuare e sfasare lâonda termica e i picchi di temperatura. Tale effetto consente di ridurre la potenza termica dellâimpianto installato, calcolata sui picchi di flusso, e di sfasarla temporalmente, in modo da portarla verso le ore notturne, quando la temperatura 88
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esterna si abbassa; questa strategia evita la contemporaneitĂ dei carichi. Sin dagli anni â70 numerose ricerche hanno analizzato la possibilitĂ di utilizzare materiali a cambiamento di fase (PCM dallâinglese Phase Change Material) nelle costruzioni, con svariate applicazioni negli elementi edili e nellâimpiantistica. Il principio su cui si basa lâapplicazione dei PCM, è lo sfruttamento del calore latente di fusione tra lo stato solido e quello liquido e di solidificazione quando il materiale ritorna allo stato solido. La capacitĂ termica fornita dai materiali tradizionali deriva solamente dal calore specifico ed è proporzionale alla massa in kg dellâelemento; nei PCM, invece, al calore sensibile si aggiunge la capacitĂ termica data dal calore latente di fusione. La capacitĂ termica offerta dai materiali a cambiamento di fase è sfruttabile non solo per gli elementi dellâinvolucro, ma anche per le parti edilizie interne, con lâobiettivo di ridurre le variazioni di temperatura, e per lâaccumulo di energia termica. Inoltre, la capacitĂ termica apportata attraverso lâuso dei PCM, è utile al miglior impiego delle fonti rinnovabili e allâincremento della performance degli impianti. I materiali a cambiamento di fase, nellâintervallo di temperatura prossimo al punto di fusione, hanno una capacitĂ di accumulo di 10-50 volte maggiore rispetto i materiali tradizionali, dei quali si sfrutta solamente il calore sensibile.
funzionamento e classificazione Vengono chiamati âmateriali a cambiamento di faseâ le sostanze che hanno la capacitĂ di passare dallo stato solido a quello liquido e viceversa, in un intervallo di temperature tale da
Roberto Fioretti, ingegnere edile architetto, si è laureato presso lâUniversitĂ Politecnica delle Marche con una tesi sullâapplicazione dei materiali a passaggio di fase negli involucri edilizi. Consegue il dottorato di ricerca in energetica proseguendo il lavoro sui PCM. Collabora dal 2005 con il Dipartimento di Energetica dellâUniversitĂ Politecnica delle
E3 - Edificio Energeticamente Efficiente, Colognola ai Colli (BG). Sulla facciata sud è stato introdotto un sistema di schermi solari, logge e serre di captazione termica funzionali al comportamento energetico dellâedificio. Nelle pareti che separano le serre dagli ambienti interni sono state applicate delle lastre in gesso rivestito con integrate microcapsule di PCM (BASF Micronal PCM SmartBoard Knauf) che trasformano la parete leggera in una parete captante. Progetto e foto: Atelier2 â Valentina Gallotti e Marco Imperadori Associati, Milano.
Marche, seguendo le ricerche inerenti lâefficienza energetica in edilizia, ricerca e sviluppo di prodotti e sistemi innovativi per lâedilizia, green roof, comfort microclimatico, LCA e sistemi di certificazioni della sostenibilitĂ energetica e ambientale. Svolge inoltre lâattivitĂ di libero professionista ed è autore di diversi articoli su riviste scientifiche nazionali e internazionali.
essere utilizzate per lâaccumulo di energia. Durante il passaggio di fase avviene la rottura dei legami intermolecolari e/o molecolari e lâenergia termica assorbita per tale processo è definita âcalore latente di fusioneâ. Il passaggio di fase inizia quando la temperatura sale fino al punto di fusione. Durante il passaggio di fase, il quale necessita unâelevata quantitĂ di energia, il materiale si mantiene a una temperatura prossima al punto di fusione. Nella solidificazione avviene il processo inverso, con il rilascio dellâenergia termica e il passaggio allo stato solido. Ciascun tipo di materiale a cambiamento di fase è caratterizzato da una temperatura di fusione e da un valore di calore latente di fusione (vedi a pag. 90, immagini al centro). La classificazione dei materiali a cambiamento di fase può essere fatta sotto diversi punti di vista. Il piĂš diffuso metodo di
suddivisione è basato sui tipi di sostanza di cui sono composti. I PCM possono essere infatti sostanze organiche, inorganiche o eutettiche. Le sostanze organiche si suddividono a loro volta in paraffine e acidi grassi, mentre quelle inorganiche in sali idrati e metalli. A differenza delle prime due categorie, che sono sostanze pure, i PCM eutettici sono delle miscele di diverse sostanze, sia organiche sia inorganiche, utilizzate per le loro migliori caratteristiche rispetto alle sostanze pure. Dalla miscelazione di piÚ sostanze si ottengono ulteriori miscele con diverse temperature di fusione, differenti proprietà termofisiche e migliore stabilità , alla quale corrisponde una maggior durabilità (vedi a pag. 90, schema in alto). Un altro modo di classificare i materiali a cambiamento di fase è secondo la loro origine, quindi naturale o artificiale (o di sin-
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Schema di classificazione dei PCM.
A sinistra, schema del ciclo di fusione e solidificazione del PCM; a destra, il grafico TemperaturaTempo.
tesi). Tale classificazione, in genere, viene poco utilizzata, visto che la maggior parte dei materiali a cambiamento di fase in commercio proviene da processi di trasformazione o di sintesi. Le paraffine sono dei composti organici che, a temperatura ambiente, si presentano con una consistenza simile a quella della cera. Chimicamente parlando, le cere di paraffina sono caratterizzate da una struttura molecolare lineare a catena con una serie di branchie. Il punto di fusione della paraffina cresce al crescere del numero di atomi di carbonio presenti in essa. La paraffina si presenta con due stati: il primo, sopra il suo punto di fusione, in cui è morbida e plastica e le sua struttura cristallina è di tipo lineare; il secondo, al di sotto del suo punto di fusione, in cui è dura e fragile e la sua struttura cristallina è circolare. Le due strutture cristalline, corrispondenti ai due stati, sono perfettamente reversibili anche dopo un numero molto elevato di cicli di fusione e solidificazione. Rispetto ad altri analoghi materiali, le paraffine in fase di raffreddamento non presentano problemi di supercooling, termine questo che descrive un fenomeno di raffreddamento eccessivo del materiale nelle prime fasi di rilascio del calore. Gli acidi grassi, appartenenti anchâessi alla famiglia dei PCM organici, hanno un calore latente di fusione comparabile a quello delle paraffine. Come nel caso di questâultime, gli acidi grassi hanno la possibilitĂ di compiere cicli senza modificare la loro capacitĂ di accumulare e rilasciare calore. Parte di essi derivano dalla lavorazione di sostanze organiche presenti in natura e alcuni presentano un leggero fenomeno di supercooling, trascurabile per le applicazioni nel campo delle costruzioni. Lo
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svantaggio riscontrato in questa categoria di PCM è la non economicitĂ , essendo il loro costo molto piĂš alto rispetto alle normali paraffine. I sali idrati, composti della famiglia degli inorganici, sono caratterizzati da una formula chimica del tipo Mn H2O, dove M sta a indicare un composto inorganico, e rappresentano una importante classe di materiali a cambiamento di fase. I sali idrati sono caratterizzati da un calore latente di fusione molto alto e da elevati valori di densitĂ . Esistono sali idrati con punti di fusione che vanno dallo 0 ai 120 °C il cui costo risulta essere spesso molte volte inferiore a quello delle paraffine. I maggiori problemi relativi allâuso dei sali idrati come PCM è dovuto al loro incongruente stato chimico: infatti, allo stato fuso diventano una soluzione acquosa satura piĂš del sale anidro, mentre solidificando sono sali idrati. A meno che non si prendano misure specifiche, questo fenomeno risulta irreversibile; pertanto, durante il raffreddamento, la fase solida non si combina con la soluzione satura, non andando cosĂŹ a ricostituire lâoriginale sale idrato. Un altro importante problema di questi sali è il giĂ menzionato fenomeno di supercooling nelle prime fasi del raffreddamento, prima di solidificare. Lâadditivazione dei sali idrati o lâutilizzo in miscele eutettiche consente di stabilizzarne le proprietĂ e renderli adatti per lâapplicazione come PCM. Le miscele eutettiche vengono utilizzate per la loro elevata stabilitĂ e perchĂŠ, attraverso una diversa proporzione tra le componenti, è possibile modificare le proprietĂ fisiche del materiale, come ad esempio la temperatura di fusione. Delle tipologie di materiali in precedenza elencati, alcuni di que-
A destra, il pannello del sistema DELTA-COOL 24 di DĂśrken e la sua posa nei controsoffitti. Il pannello è riempito con sali idrati infiammabili che, raggiungendo la temperatura di fusione tra i 22 e i 28 °C, assorbono calore dallâambiente raffrescandolo. Al contrario, sotto i 22 °C, raffreddandosi, cedono calore (Credits: DĂśrken Italia).
sti sono normalmente commercializzati: esistono diverse aziende che producono materiali a cambiamento di fase, sia in forma sfusa, che incapsulata o comprensiva di packaging (vedi immagini qui sotto e la tabella).
- accumulatori termici; - sistemi di riscaldamento e raffrescamento a pavimento; - scambiatori dâaria.
applicazioni
La prima possibile applicazione di materiali a cambiamento di fase nel settore delle costruzioni è allâinterno delle stratigrafie dellâinvolucro, in particolare nelle pareti. Di questa applicazione esistono diverse varianti, per tecnologia, funzionamento e benefici ottenibili; gran parte di queste hanno lâobiettivo di conferire inerzia termica a edifici che utilizzano tecnologie leggere e a secco. Nelle localitĂ climatiche âcaldeâ le applicazioni sono state fi-
Nel settore delle costruzioni troviamo un elevato numero di applicazioni, sia nel campo della ricerca scientifica e industriale, sia in edifici sperimentali. Ă possibile comunque riassumere le applicazioni in: - pareti o elementi dâinvolucro; - sistemi solari passivi e attivi;
Esempi di PCM in commercio.
Chiusure opache
Nome commerciale
Tipo di prodotto
Punto di fusione [°C]
Energain RT 20 Climsel C23 Climsel C24 Delta Cool 24 RT 26 RT 25 AC.27 S27 SP 22 RT 30 RT 27 Delta Cool 28 Climsel C32 RT32
Paraffina Paraffina Sale idrato Sale idrato Paraffina/eutettico Paraffina Paraffina Sale idrato Sale idrato Sale idrato Paraffina Paraffina Sale idrato/eutettico Sale idrato Paraffina
21,7 22 23 24 22-28 25 26 27 27 22 30 28 26-30 32 31
Calore latente di fusione [kJ/kg] >70 172 148 160 158 170 232 110-160 207 150 165 180 188 180 155
Produttore Dupont Rubitherm GmbH Climator Climator DĂśrken Rubitherm GmbH Rubitherm GmbH Mitsubishi chemical Cristopia Rubitherm GmbH Rubitherm GmbH Rubitherm GmbH DĂśrken Climator Rubitherm GmbH
Diverse forme di commercializzazione di PCM, da sinistra: granuli GR, aluminium CSM panel, materiale puro RT (Credits: Rubitherm).
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Sotto, in alto, posa dei pannelli EnergainÂŽ di Dupontâ˘. Al centro, pannello DuPont⢠EnergainÂŽ installato in una delle due piccole strutture edilizie a bassa inerzia termica costruite presso la sede della Scuola Edile di Bergamo, per condurre il programma di test (foto ANIT, tutti i diritti riservati). In basso, nastro di alluminio di DuPont⢠EnergainÂŽ (Credits: DuPont⢠EnergainÂŽ).
Accanto, sezione di sistema solare passivo traslucido con PCM.
nalizzate alla riduzione dei consumi di energia di riscaldamento e per il miglioramento del comfort interno, attraverso lâincremento dellâinerzia termica data da uno strato di PCM posto allâinterno della stratigrafia, generalmente sullo strato in prossimitĂ del rivestimento esterno. Tale applicazione consente di assorbire gran parte della radiazione solare che genera un surriscaldamento degli elementi edilizi e produce un carico termico. Unâaltra possibile applicazione sperimentata e in commercio riguarda lâutilizzo del PCM, miscelato con gesso, per la realizzazione di intonaci o pareti in cartongesso interne. Tale applicazione ha lo scopo di incrementare la massa termica interna agli ambienti, riducendo le oscillazioni di temperatura e migliorando il comfort indoor (vedi immagini sotto e a lato).
applicazione in sistemi solari passivi e attivi La seconda categoria di applicazioni riguarda lâutilizzo del materiale a cambiamento di fase per lo sfruttamento dellâenergia solare. Con tale tecnologia, sperimentata in particolare nelle regioni caratterizzate da un clima âfreddoâ, si utilizza il materiale a cambiamento di fase per lâaccumulo dellâenergia termica, sia in sistemi solari passivi che in impianti solari termici. Il vantaggio offerto dal PCM è lâelevata capacitĂ termica disponibile in un piccolo spessore o volume e un limitato peso. Infatti, specie nei sistemi solari passivi, si ha la necessitĂ di avere unâelevata massa termica per accumulare lâenergia solare; utilizzando strati di PCM anzichĂŠ calcestruzzo, pietra o mattoni, si riducono notevolmente lo spazio e il peso ed è possibile lavorare con tecnologie completamente a secco (vedi disegno in alto).
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Sotto, modelli funzionali di sistemi di involucro con PCM. A sinistra, parete senza ventilazione; a destra, parete con intercapedine ventilata.
Scambiatore ad aria allâinterno del controsoffitto.
accumulatori termici
Accumulatori-tipo con PCM.
Grazie allâelevata capacitĂ termica, il PCM può essere utilizzato per lâaccumulo di calore. Lâimpiego di sistemi di accumulo contenenti PCM, anzichĂŠ acqua o miscela di acqua, consente di stoccare una grande quantitĂ di energia, attraverso lo sfruttamento del calore latente di fusione. Tali accumulatori, oltre ad avere una maggior capacitĂ termica, hanno il vantaggio di stabilizzare la propria temperatura in un intervallo prossimo a quello di fusione, caratteristica che li rende adatti in applicazioni nelle quali si ha la necessitĂ di un controllo della temperatura. Si trovano applicazioni sia per lâaccumulo del calore ad alta o media temperatura, sia per lâaccumulo del freddo negli impianti di climatizzazione. Lâobiettivo principale dellâutilizzo di accumulatori che sfruttano il calore latente è quindi la riduzione delle masse e dei volumi di accumulo e lo stoccaggio di elevate quantitĂ di energia termica (vedi immagini sotto).
del pavimento a ridosso delle pareti esposte a sud, questo funzionerĂ come un accumulatore di energia proveniente dalla radiazione solare entrante dalla superficie vetrata. Un possibile vantaggio, utilizzato nei paesi dove la tariffa elettrica notturna è particolarmente economica, può derivare dallâabbinamento con resistenze elettriche che âcaricanoâ il PCM durante la notte, che poi rilascerĂ calore durante il giorno. In tutti i casi sopra elencati si ha comunque il vantaggio di apportare allâambiente interno una grande quantitĂ di massa termica, la quale tenderĂ comunque a migliorare le condizioni di comfort microclimatico attraverso il controllo delle oscillazioni di temperatura superficiale e quindi radiante. Per questa applicazione il materiale a cambiamento di fase può essere inserito sia in forma sfusa, inglobato nel massetto, oppure inserito in elementi che andranno a costituire il supporto per il passaggio delle serpentine dellâimpianto.
Pannelli radianti a pavimento
scambiatori ad aria
La quarta tipologia di applicazione è lâinserimento dei materiali a cambiamento di fase nei substrati della pavimentazione, in particolare combinati a sistemi di riscaldamento-raffrescamento radiante a pavimento, sia di tipo idraulico che elettrico. Lâapplicazione a pavimento ha come obiettivo principale lâaccumulo del calore in eccesso, che viene rilasciato lentamente, e lâincremento del comfort microclimatico interno attraverso la stabilizzazione della temperatura. Lâapplicazione a pavimento può anche essere vista anche come sistema solare passivo diretto: applicando un materiale a cambiamento di fase su strati
Lâultima applicazione è negli scambiatori a soffitto o inglobati negli impianti di ventilazione meccanica. Lâidea è quella di scambiare calore con il flusso dâaria in ingresso, in modo da stabilizzarne la temperatura mantenendola vicino a quella di fusione: i materiali a cambiamento di fase raffrescano lâaria in ingresso durante le giornate estive, e riscaldano lâaria in ingresso nelle ore notturne. Durante il giorno, quando la temperatura dellâaria sale sopra il punto di fusione, il PCM inizia a fondere e assorbe calore dallâaria in ingresso, la quale viene immessa nellâedificio a una temperatura piĂš bassa rispetto a
Tappo Tasca dâaria PCM
Contenitore plastico
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Foto: Thomas Jantscher
quella dellâaria esterna. Durante la notte, quando la temperatura scende sotto il punto di fusione, il PCM solidifica cedendo calore allâaria, che può essere introdotta negli ambienti interni o espulsa. In questa maniera si ha una stabilizzazione della temperatura degli ambienti interni, un raffrescamento di giorno e un riscaldamento di notte (vedi disegno pag. 94 in alto).
Centre Professionnel Cantonal a Fribourg (Svizzera), 2010, butikofer de oliveira vernay sà rl architectes. Per le facciate è stato utilizzato il GLASSXŽstore, un elemento per interni combinabile per edifici con facciate vetrate appese (Credits: GLASSX AG).
metodi di calcolo Al fine di simulare il comportamento dei materiali a cambiamento di fase esistono diverse metodologie percorribili. La prima metodologia possibile è attraverso lâutilizzo di strumenti di calcolo agli elementi finiti (FEM), differenze finite (FDM) o volumi finiti (FVM). Tali metodologie di simulazione permettono di prevedere con precisione il comportamento dei materiali in ogni possibile applicazione, richiedendo però unâelevata complessitĂ e onerositĂ , limitando inoltre il calcolo a singoli elementi costruttivi o al massimo porzioni di edifici. Lâaltro possibile metodo, finalizzato alla previsione dellâapplicazione in interi edifici, è attraverso lâutilizzo di software di simulazione dinamica quali TRNSYS, EnergyPlus, ESP-r. Attraverso lâutilizzo di tali software, con appositi plug-in o impostazioni interne ai programmi, si possono simulare parti di edificio o interi edifici, prevederne consumi e livelli di comfort interno. Per quanto riguarda lâEnergyPlus, è possibile inserire uno strato di PCM immettendo semplicemente la sua funzione entalpia-temperatura e scegliendo un apposito algoritmo di calcolo; la simulazione è limitata solo ad alcuni tipi di applicazione.
Edificio di Busipolis a Metz, Francia. Edificio di 1950 metri quadrati adibiti a uso ufficio con un consumo energetico totale di 38 kWh/m2 allâanno. Costruzione dalla struttura in acciaio e vetro realizzata con piĂš di 500 metri quadrati di pannelli DuPont⢠EnergainÂŽ installati dietro numerose pareti e controsoffitti, posizionati tra la lana di roccia e le lastre di cartongesso BA 13, per fornire lâinerzia termica necessaria e migliorare il comfort termico dellâedificio. Le prestazioni ambientali dellâedificio hanno consentito di vincere i concorsi âPreBatâ per la regione Lorraine et âLorraine QualitĂŠ Environnementaleâ (www.lqe.fr). Complesso residenziale a Wiberg (Svizzera), 2009, arch. Dietrich Schwarz. Prodotti utilizzati: GLASSXÂŽcrystal, GLASSXÂŽprism della ditta svizzera GLASSX. Si tratta di elementi completi di facciata che includono un sistema ombreggiante e un sistema isolante per edifici a struttura leggera (Credits: GLASSX AG).
Le potenzialitĂ date dallâutilizzo del PCM nel settore delle costruzioni per il miglioramento dellâefficienza energetica sono elevate. Dalle diverse applicazioni precedentemente viste, si rileva come i PCM, lavorando come accumulatori, favoriscono lâuso razionale dellâenergia termica disponibile. Per le loro caratteristiche i PCM possono trovare applicazione in tutte quelle situazioni dove si ha lâesigenza di incrementare la massa termica. La presenza di diverse applicazioni, largamente investigate, alcune delle quali anche giĂ in commercio e utilizzate in edifici, consente di poter prevedere come tale tecnologia potrebbe a breve essere impiegata nelle normali costruzioni. 94
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Foto: Juerg Zimmermann
Conclusioni
edifici che utilizzano i materiali a cambiamento di fase Fino a oggi sono stati realizzati diversi edifici che utilizzano tec- Di notevole interesse sono le applicazioni fatte dalla DĂśrken e nologie dâinvolucro e impiantistiche contenenti PCM. Gran parte dalla Glass X nella casa di riposo di DOMAT EMS (2004), nella di essi sono edifici a carattere sperimentale dove, insieme ai Solarhaus III a Ebnat Kappel (2001) e in altri edifici in Svizzera PCM, sono state integrate altre tecnologie innovative per deter- e Germania. In tali interventi, pareti traslucide, composte da minare una riduzione significativa dei consumi e un migliora- strati di vetro ed elementi modulari contenenti PCM, funzionano mento del benessere termoigrometrico. come sistemi solari passivi. Oltre a incrementare gli apporti soLa 3-Liter-Haus (2001) è un intervento di ristrutturazione di un lari, specie nelle stagioni fredde, tale tecnologia presenta un edificio residenziale degli anni â50 nel distretto di Friesenheim innovativo sistema di schermatura con vetri prismatici che fila Ludwigshafen, in Germania. Lâobiettivo dei promotori di tale trano la radiazione solare quando supera un certo angolo dâinintervento è stato quello di portare i consumi dellâedificio a un cidenza, evitando cosĂŹ il surriscaldamento estivo. Questo valore inferiore ai 3 litri al metro quadro allâanno attraverso sistema di facciata caratterizza esteticamente i prospetti espolâutilizzo di tecnologie innovative. sti verso sud e gli ambienti interni, offrendo inoltre elevati livelli Lâintervento ha interessato sia lâinvolucro sia lâimpianto e, in di illuminazione naturale, isolamento e capacitĂ termica. tale esempio, il PCM è stato applicato negli elementi di finitura interni, attraverso lâutilizzo di intonaci contenenti paraffina in- rivista Altri edifici utilizzano invece il PCM in serbatoi per lâaccumulo capsulata BASF Micronal. Con tale applicazione è stato possi- di energia termica ad ausilio degli impianti di climatizzazione. bile incrementare il comfort termico interno attraverso lâapporto In particolare, troviamo esempi sviluppati dallâazienda EPS ltd, di massa termica nelle strutture esistenti, oltre a ottenere nel nel Malaysian ZEO Project, un edificio a energia quasi zero, e suo complesso una riduzione di oltre lâ80% dei consumi di com- nel Headquarters of Melbourne City Council. bustibile per il riscaldamento. In maniera del tutto analoga la DuPont⢠ha iniziato a speri- Nella Town House a Stevenage (Regno Unito) lâapplicazione del mentare il proprio pannello EnergainÂŽ allâinterno di edifici resi- Cooldeck della Climator, un sistema a controsoffitto combinato denziali, uffici, scuole, situate nel Regno Unito e in Francia. con la ventilazione, ha permesso di ridurre notevolmente lâutiEnergainÂŽ è un pannello composto da copolimeri e PCM, rive- lizzo dellâimpianto di climatizzazione. Il sistema sfrutta la venstito in alluminio e adatto allâapplicazione in interno di pareti o tilazione notturna per far scaricare il PCM il quale, durante le soffitti. Queste applicazioni hanno portato al miglioramento ore diurne, assorbirĂ calore dallâaria degli ambienti, determidelle condizioni di benessere indoor e a un risparmio di energia nando una riduzione dei picchi e delle oscillazioni di temperaper la climatizzazione estiva e invernale. tura dellâaria intera.
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A destra, immagini della casa di riposo a Domat-Ems (Svizzera), 2004, arch. Dietrich Schwarz. Nelle superfici vetrate è stato utilizzato il DELTA-COOL 28 di DĂśrken, un materiale che, in accoppiata con un vetro prismatico, lascia passare lâirraggiamento solare solo quando i raggi sono molto bassi (in inverno) mentre in estate protegge lâambiente interno dal surriscaldamento (Fonte: DĂśrken Italia).
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