NUMERO 14 LUGLIO/AGOSTO 2021
Prova su strada
SKODA ENYAQ ELETTRICA DA FLOTTE
IL NOLEGGIO VA IN CONCESSIONARIA Mediobanca lancia Compass Rent, con una proposta di nlt pensata per il mondo retail
IL RITORNO DEGLI EVENTI
A Vairano la prima edizione di MobilityHub on Track
RAPPORTO ANIASA
Il lungo termine resiste, boom della telematica
Dalla generazione di dati all’ottimizzazione delle performance aziendali Scopri WEBFLEET - La soluzione di gestione delle flotte aziendali numero uno in Europa
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NUMERO 14
Supplemento al numero 791 di Quattroruote - Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in Legge 27/02/2004 n.46) Art. 1, Comma 1, DCB-Milano In caso di mancato recapito, restituire al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa
LUGLIO/AGOSTO 2021
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Prova su strada
SKODA ENYAQ ELETTRICA DA FLOTTE
SOMMARIO
Analisi Webfle t 64 Flotte aziendali sotto attacco
e crisi, si sa, sono anche opportunità. Ed era inevitabile che la rivoluzione dell’automotive avrebbe aperto la strada a molteplici iniziative in cerca di un adeguato spazio di manovra (e sperabilmente, perlomeno nella prospettiva dei protagonisti, di successo). Nel mondo retail e fle t ogni settimana vengono alla luce progetti di ogni tipo (l’ultimo è l’acquisto di Miacar, fondata dall’ex FCA Sistino, da parte di Facile.it), a testimonianza di una vitalità del comparto sconosciuta al grande pubblico, ancora poco coinvolto in un cambio di paradigma di cui sfuggono i presupposti e talora il senso. Ma c’è una notizia che a mio avviso segna in modo inequivocabile come il cambiamento dell’industria porterà a fondamentali conseguenze negli equilibri di mercato (e quindi per i consumatori). Al Mimo, il Salone open air trasferitosi da Torino a Milano per volontà del patron Andrea Levy, si è infatti registrato l’arrivo di cinque marchi cinesi (anzi, per essere filologicamen e corretti, sotto il controllo di capitali cinesi), importati da un nome che sul business dell’importazione ha costruito buona parte della propria storia, ovvero Koelliker. Sono brand d’estrazione squisitamente EV, a testimonianza che la nouvelle vague della decarbonizzazione apre chance fino a inaudite ad aziende fino a ie i costrette a un raggio d’azione locale, e si chiamano Seres, Maxus, Aiways e Weltmeister (c’è anche la californiana Karma, quella che una volta era di Henrik Fisher e oggi è del gruppo Wanxiang). Vedremo se la scommessa di Koelliker di replicare i risultati raggiunti negli anni 80 con Seat e coreane incontrerà il favore del destino. È comunque lecito supporre che dirimente sarà l’ambito delle fl tte. Se c’è qualcosa di certo, infatti, è che l’elettrico porterà a un sostanziale livellamento complessivo dell’oggetto automobile, con un significati o vantaggio in termini di prezzo degli Oem cinesi. Vista la generale tendenza a ridurre i costi, posso immaginare che, prima o poi, qualche fle t manager inizierà a mettere da parte le considerazioni sul valore dei marchi “classici” (sappiamo bene quanto ciò ancora incida sulla user choice) per guardare con crescente interesse a prodotti forse meno fascinosi ma di analoga sostanza, e che magari possono contare su un ecosistema efficie e e user friendly. Lo so, sono elucubrazioni che devono passare sotto le forche caudine della realtà. Però se io fossi un fl ttaro deciso a sposare la transizione elettrica qualche ragionamento in tal senso lo farei.
Veicoli commerciali leggeri 64 L’avanzata degli elettrici
Gian Luca Pellegrini
IL NOLEGGIO VA IN CONCESSIONARIA Mediobanca lancia Compass Rent, con una proposta di nlt pensata per il mondo retail
IL RITORNO DEGLI EVENTI
A Vairano la prima edizione di MobilityHub on Track
RAPPORTO ANIASA
Il lungo termine resiste, boom della telematica
Politica ed economia 5 Pioggia di capitali sul noleggio Mercato/1 7 L’auto sul web è sempre più facile Mercato/2 9 Rinascita elettrica per Koelliker Istituzioni 11 In soccorso del manager Rapporto Aniasa 13 L’ottimismo della regione Noleggio a lungo termine 20 La visione di Grégoire Mobilità aziendale 24 La Ferrari romba in bici Compass Rent 26 Il noleggio va tra i dealer Analisi & studi 30 Strategico ma non troppo L’uovo di Colombo 34 Fleet manager figu a mitologica Mercato Europa 36 Un futuro a tinte fosche Eventi 42 A caccia di alternative Prova su strada 46 Skoda Enyaq iV Novità da fl tta 55 Anteprima 56 Cupra Born 57 Mercedes Eqs L’intervista - Giuseppe Di Mauro 58 Sotto il cielo di Stellantis Nuovi operatori 62 Autonoleggio non stop
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POLITICA ED ECONOMIA
PIOGGIA DI CAPITALI SUL NOLEGGIO Il mercato italiano fa gola a diverse startup spagnole della distribuzione online delle automobili. Intanto, BRUMBRUM rilancia con nuovi round di finan iamenti
I
Alberto Vita l noleggio a medio e lungo termine, un tempo confina o nel mondo aziendale, dove, comunque, negli ultimi anni è continuato a crescere – come quote di mercato pure nell’annus horribilis della pandemia –, è esondato anche nel segmento dei privati. Prima con iniziative ad hoc dei grandi noleggiatori – leggasi, per esempio, il lancio di Thehurry! da parte di ALD Automotive o le aperture degli Arval Store a Torino, Firenze e Milano, in collaborazione con il Gruppo Intergea –, poi con i broker e i concessionari (vedere, a questo proposito, il lancio di Compass Rent a pag. 28), infine con l’apertura degli specialisti di Nlt, siano questi captive o emanazione del mondo finanzia io, a tutti i canali distributivi sul mercato, con il proprio brand o in white label. Insomma, il business del noleggio e dell’abbonamento di auto fa gola. E lo si vede anche dal moltiplicarsi degli interventi dei fondi
d’investimento in questo settore, anche tramite nuovi strumenti finanzia i, com’è successo con Brumbrum, che ha incassato un round di finanziamen o da ben 65 milioni di euro attraverso un nuovo veicolo di cartolarizzazione dei proventi da beni mobili e immobili (nella fattispecie le auto in fl tta), reso possibile da una recente modifica normativa (n. 58 del 28 giugno 2019). L’obiettivo principale dell’operazione della creatura fondata da Francesco Banfi è uello di sviluppare il noleggio a lungo termine, anche con nuove soluzioni pay-per-use, che prevedono un servizio di salvaguardia per fissa e limiti di spesa massimi al mese, grazie alla soluzione del canone protetto. IL CASO IBERICO La spinta delle auto a noleggio o in abbonamento in Spagna – ormai oltre il 50% delle nuove immatricolazioni di vetture avviene con queste modalità, secondo l’Associazione spagnola 5
di noleggio veicoli Aer – ha fatto sì che nel Paese iberico siano state create diverse startup nel settore, con un focus sul web. Queste società hanno incassato milioni di investimenti da parte di diversi fondi, cosa che ha permesso l’internazionalizzazione del loro business. Che punta soprattutto proprio sull’Italia, dov’è appena sbarcata Swipcar, piattaforma di offerte di auto a noleggio – nata nel 2018 a Barcellona – che ha da poco ricevuto un terzo round di finanziamenti da 1,5 milioni di eu o. E sul mercato tricolore inizierà a breve a operare anche Bipi, il marketplace di auto-as-a-service per noleggi da un mese a tre anni fondato a Madrid nel 2017, grazie anche al massiccio intervento del fondo italiano P101 Sgr, che ha guidato un round di finanziamenti da 6 milioni di euro. Il che porta a 25 milioni il capitale della società guidata da Hans Christ.
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The new mobility way
MERCATO/1
L’AUTO SUL WEB È SEMPRE PIÙ FACILE Il portale leader nella comparazione di assicurazioni ha acquisito MIACAR, società di e-commerce. Per integrarla nei suoi servizi, che includono anche una recente offerta di noleggio Alberto Vita
D
opo aver fatto fortuna piazzando assicurazioni e servizi per le famiglie (oltre 1,9 milioni di polizze auto e 200 mila di moto, 100 mila contratti di utenze domestiche e mutui erogati per più di 1 miliardo di euro), ma anche mettendo a confronto sul web le offerte delle compagnie, Facile.it entra nella vendita di auto online con l’acquisizione – per una cifra non resa nota – di Miacar, comparatore verticale in questo particolare segmento. Una società che era stata fondata nel 2017 da Lorenzo Sistino,
per molti anni dirigente del gruppo FCA. Con questa mossa, Facile.it si assicura un business flo ido e consolidato, con oltre 5 mila veicoli nuovi, a km 0 e usati fino a venduti, integrabile con i diversi servizi che già propone nel mondo dell’auto: dai finanziamenti alle e tensioni di garanzia, dai pacchetti di manutenzione a quelli assicurativi, a una proposta di noleggio che il portale ha in portafoglio grazie all’ennesimo servizio di comparazione: “È stata una recente scommessa, ma ora vogliamo accelerare, perché
DUE SITI, UN BUSINESS L’offerta di Miacar, di circa 3.500 auto nuove, usate e a km 0, è ora integrata con i servizi di Facile.it, all’insegna di un cross selling sempre più spinto, tipico della rete
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il noleggio si integra perfettamente nell’offerta di acquisto auto di Miacar. Questa mossa è un altro passo in avanti nella strategia di crescita e diversificazione che perseguiamo da più di dieci anni”, spiega Diego Palano, general manager di Facile.it. A cui fa eco Sistino: “La forza del brand Facile.it e l’integrazione dei due portali ci consentiranno di crescere tra i privati e, grazie al noleggio e ai negozi firmati Facile (25 oggi, 40 entro fine anno, ndr), anche fra i professionisti e le piccole e medie imprese”.
MERCATO/2
RINASCITA ELETTRICA PER KOELLIKER Lo storico marchio milanese si rilancia cavalcando la rivoluzione a batteria, con CINQUE BRAND A CAPITALE CINESE e un’offerta integrata sia per i privati sia per il mondo corporate
D
Alberto Vita opo un periodo di silenzio, Koelliker si rilancia alla grande andando a pescare, come da sua consuetudine, nei mercati dell’Asia orientale. Non più in Giappone e in Corea, però, bensì in Cina, da dove importerà ben quattro nuovi marchi, più un quinto d’impronta sportiva, 100% made in California, ma con capitali provenienti dall’ex Celeste Impero. Tutti brand elettrificati. “ on siamo più esclusivamente importatori di marchi unici come in passato”, spiega Luca Ronconi, amministratore delegato del Gruppo Koelliker, “ma anche dei consulenti, degli hub di mobilità per chi vuole guidare elettrico. E questo è solo l’inizio: siamo pronti a portare in Italia soluzioni complete di mobilità nativa a batteria”. Un inizio promettente, visto che nel progetto denominato KGen, oltre ai cinque nuovi costruttori, ovvero Aiways, Karma, Maxus, Seres e Weltmeister, sono presenti importanti partnership con Enel X, Microsoft
e Santander Consumer Bank, rispettivamente per le tecnologie di ricarica dei veicoli elettrici, la trasformazione digitale dell’azienda e le soluzioni di finanziamen o e noleggio. Noleggio che verrà curato anche da un brand del tutto nuovo, grazie “a un accordo con un noleggiatore in via di finalizzazione, con cui lanceremo un servizio inedito che ricorderà il nome che abbiamo dato a questa nostra rivoluzione, ovvero KGen”, anticipa a F&B il fle t e remarketing manager della società Gustavo De Cicco, che racconta come, Karma a parte, gli altri brand siano tutti appetibili dalle fl tte aziendali. Anzi, alcuni vi fanno già parte: “Abbiamo consegnato i primi van elettrici a marchio Maxus, che stiamo facendo provare a diverse aziende, tra cui Atm, che ha potuto guidare l’eDeliver 9 in arrivo. In attesa di un light truck da 75 quintali e di un pick-up elettrico per il quale hanno già mostrato un forte interesse diverse realtà”, spiega il manager, che 9
sottolinea come i marchi elettrificati cinesi “completano una gamma in cui, non dobbiamo dimenticarci, c’è anche la Mitsubishi. Gamma che include anche diversi servizi, tra cui la ricarica e il tool di analisi di Enel X, oltre a una rete di manutenzione – anche per le elettriche – che ormai copre più dell’80% del territorio italiano”. TUTTO UN ALTRO SCENARIO Il rilancio del brand milanese, sul mercato dal lontano 1936, punta quindi forte sulla trasformazione elettrica in atto, come spiega anche il presidente, Marco Saltalamacchia: “L’operazione di ristrutturazione del gruppo, completata nel 2019, riguarda un’altra epoca, con scenari differenti. Oggi, dopo la pandemia, i lockdown e la crisi del settore, abbiamo ripensato il piano industriale e varato in tempi record KGen. Un progetto che esprime appieno la rinnovata missione di Koelliker: essere il partner nella mobilità elettrica sia dei clienti privati sia di quelli corporate”.
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ISTITUZIONI
IN SOCCORSO DEL MANAGER
L’Amat, l’agenzia per lo sviluppo del territorio milanese, lancia due strumenti gratuiti per INCENTIVARE LA MOBILITÀ AZIENDALE: una piattaforma per gestirla e uno strumento di autovalutazione Alberto Vita
D
all’Agenzia mobilità ambiente e territorio (Amat), nata nel 2000 per supportare e monitorare lo sviluppo dell’area meneghina e dal 2009 di proprietà esclusiva del Comune di Milano, arrivano due strumenti per gestire al meglio la mobilità aziendale. Il primo è una piattaforma per la redazione del piano degli spostamenti casa-lavoro, che l’Amat rilascia per un anno a titolo
gratuito a 110 società che abbiano almeno una sede operativa nella Città metropolitana (e un minimo di cinque dipendenti), a due scuole e ad altrettanti mobility manager d’area, ovvero i riferimenti istituzionali per la mobilità aziendale. Per Milano questa figu a viene ricoperta “dall’ingegnere Stefano Riazzola”, spiega Roberta Righini, responsabile della mobilità sostenibile dell’Amat, che illustra come la piattaforma sia soltanto una delle quattro aree d’intervento
del progetto Mobility4Mi: “Le altre sono un pacchetto bici, un secondo dedicato alle scuole e un terzo per integrare tutti i servizi di mobilità”. GIUDICATEVI CON UN TAG Il secondo strumento dell’Amat, anch’esso gratuito, è il MobilityTag. Lanciato lo scorso anno, consente alle aziende di autovalutare le proprie pratiche di mobilità; almeno per il momento, però, non prevede alcuna certificazione reen”.
PROGETTO MOBILITY4MI PACCHETTO BICI 6 velostazioni Ampliamento rete di stazioni
PACCHETTO SCUOLE Attivazione di linee pedibus e bicibus
bike sharing Acquisto nuove batterie per biciclette a pedalata
PACCHETTI INTEGRATI
STRUMENTO A SUPPORTO
DI SERVIZI DI MOBILITÀ
DEI MOBILITY MANAGER
Erogazione
Piattaforma software
di agevolazioni a un target
per la redazione
specifi o di aziende
del piano degli spostamenti
e/o personale
casa-lavoro
universitario
assistita
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LA NUOVA DIMENSIONE DELLA SOSTENIBILITÀ
AUDI Q4 E-TRON FISSA NUOVI STANDARD IN FATTO DI ABITABILITÀ, AUTONOMIA E TECNOLOGIA, A TUTTO VANTAGGIO DELLA TENUTA DEL VALORE NEL TEMPO. senza alcun compromesso in fatto di prestazioni, con potenze comprese tra i 170 e i 299 CV. Con simili caratteristiche e una dotazione tecnologica al top, che comprende un sistema multimendiale iper connesso, un head-up display con realtà aumentata e i più evoluti dispositivi ADAS di assistenza alla guida, Q4 e-tron ha una prospettiva di tenuta del valore senza pari. Queste proiezioni danno serenità in un eventuale acquisto, che per il 90% del listino Q4 e-tron è agevolato dagli incentivi statali, e riducono l’anticipo e i canoni di locazione, nel caso che si opti invece per il noleggio. La formula all-inclusive Audi Value noleggio è pratica e conveniente. Con essa il cliente versa un canone omnicomprensivo e azzera il rischio di spese inattese. Nei 499 euro mensili previsti rientrano infatti tra le altre cose una wallbox Enel X, un anno di accesso gratuito all’Audi
e-tron Charging Service con oltre 17 mila colonnine in Italia, coperture assicurative RCA e kasko, vettura sostitutiva, manutenzione ordinaria e straordinaria, e servizio Pick-up & Delivery. in occasione dei passaggi in officina. Audi Value noleggio è anche flessibile, da o che consente l’uscita anticipata a condizioni agevolate con l’opzione Q4 e-tron bridge e lascia margine per modifica e in corso di locazione i parametri di durata e percorrenza. Per vivere questa esperienza esclusiva senza assumere impegni Audi permette agli utenti di sperimentare noleggi a breve termine che segnano un’evoluzione dei classici test drive e danno modo di guidare Q4 e-tron per un giorno, una settimana, un mese o anche per periodi più lunghi. Non resta dunque che mettersi al volante per scoprire come sostenibilità per Audi significhi sia rispet o per l’ambiente e sia certezza economica.
Uno spaccato della Audi Q4 e-Tron, che fa apprezzare l’innovativa tecnologia che equipaggia la suv elettrica della Casa dei quattro anelli
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
Il mondo dell’auto sta vivendo un’epoca di grandi trasformazioni e Audi è pronta a intercettare per prima i mutati bisogni della clientela, sia privata sia aziendale. La Casa di Ingolstadt è infatti all’avanguardia nell’elettrifica ione della gamma e ha iniziato da tempo una transizione da costruttore di auto in fornitore di servizi di mobilità sostenibile. A dare un nuovo impulso a questi processi è ora il lancio di Audi Q4 e-tron, il primo SUV compatto nativo elettrico, che sfrutta la piattaforma modulare MEB del Gruppo VW. Questo pianale regala un’abitabilità degna dei modelli di due categorie superiori grazie al perfetto posizionamento delle batterie che, nella versione da 82 kWh, garantiscono un’autonomia fino a 520 chilometri nel iclo WLTP. Tali percorrenze soddisfano anche l’utenza business più esigente e possono essere ripristinate in tempi molto rapidi. A una stazione di ricarica in corrente continua (DC) da 125 kW, bastano per esempio soli 10 minuti per accumulare l’energia necessaria a coprire 130 km. Il tutto
RAPPORTO ANIASA
L’OTTIMISMO DELLA RAGIONE Dopo un 2020 da dimenticare, il noleggio a lungo termine è fuori dal tunnel e quello a breve inizia a vedere la luce. “NON SI FERMA LA TRAIETTORIA”, ha spiegato il presidente dell’associazione, Massimiliano Archiapatti, presentando lo studio, giunto ormai al 20° anno Mario Rossi
13
RAPPORTO ANIASA
N
on si ferma la traiettoria”. È racchiuso in questa massima del presidente dell’Aniasa, Massimiliano Archiapatti, il momento che sta attraversando il settore dell’autonoleggio e dei servizi automobilistici, travolto, come tutti, dalla pandemia ma con un’anima, quella del noleggio a lungo termine, che per le proprie caratteristiche intrinseche risente poco di crisi violente, ma di breve durata, come quella che ha colpito le economie europee. Certo, il rent a car e il car sharing, al contrario, sono stati letteralmente travolti dagli effetti del Covid-19, ma nel suo insieme il settore può permettersi di guardare al futuro con una buona dose di ottimismo. Per capire il momento, dunque, è utile soffermarsi, più che sul consuntivo 2020 contenuto nella ventesima edizione del Rapporto presentato il 16 giugno scorso, sui dati del primo trimestre 2021.
L’NLT HA RETTO L’URTO Partiamo dal comparto che meno ha risentito della tempesta, il noleggio a lungo termine. Caratterizzato da dati in chiaroscuro, ma con più luci che ombre. Certo, il fatturato è diminuito del 3,8%, ma rispetto al 2019 c’è una crescita decisamente robusta: +12%. Insomma, dal punto di vista dei ricavi l’anno scorso appare una parentesi, una sorta di “intoppo” in un lungo percorso di successo e foriero di successo. Lo delineano due dati: il numero di immatricolazioni, cresciute di un rilevante 26% rispetto al primo quarto del 2020 (ma in leggero calo, -1,3%, rispetto al primo trimestre 2019) e la fl tta circolante (auto + veicoli commerciali leggeri), che non ha risentito degli effetti della pandemia e che oggi conta 955 mila veicoli, il 2,5% in più rispetto al 2020 e il 6,8% in più rispetto al 2019. Insomma, i fondamentali erano e restano solidi e la crisi, grazie alla tipologia di business caratterizzata da una durata media dei contratti che
attualmente si aggira attorno ai 43-44 mesi (in leggero rialzo rispetto agli ultimi anni proprio a causa dei prolungamenti posti in essere per superare la tempesta Covid), può praticamente essere considerata alle spalle.
QUALCHE SEGNO DI RIPRESA PER IL RAC Raffica di cali a doppia ifra caratterizzano il noleggio a breve sia nel 2020 (rispetto al 2019) sia nel primo trimestre 2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il noleggio a lungo termine, invece, mostra segnali di ripresa. Tra gennaio e marzo 2021 spiccano l’incremento del fatturato e delle immatricolazioni rispetto al 2019 e della fl tta rispetto al 2020. noleggio a lungo termine noleggio a breve termine noleggio a lungo termine noleggio a breve termine
Fatturato Flotta circolante
Flotta circolante
2021 - I° tr. 2020 - I° tr. 2019 - I° tr. 2020 2019 2021 - I° tr. 2020 - I° tr. 2019 - I° tr.
2020
2019
2019
2021 - I° tr.
1,41 miliardi 1,47 miliardi 1,31 miliardi 7,9 miliardi 7,7 miliardi 955.000 i 7,7 miliardi 955.000 932.000 873.000 934.000 912.000 109 milioni 168 milioni 194 milioni 595 milioni 1,2 miliardi 73.000 i 1,2 miliardi 73.000 96.500 93.600 84.700 128.000
+2,5%
+12% +6,8%
+2% +2%
2020 - I° tr.
2019 - I° tr.
2020
2019
932.000
873.000
934.000
912.000
96.500
93.600
84.700
128.000
+2,5%
+6,8%
+2%
-3,8% -35% -52% 020/2019
-24%
-22%
-24% -44%
-52%
-60%
2021/2020 - I° tr. 2021/2019 - I° tr. 2020/2019 2021/2020 - I° tr. 2021/2019 - I° tr. 2020/2019
14
-22%
-60% 2021/2020 - I° tr.
2021/2019 - I° tr.
2020/2019
E IL RENT-A-CAR? Non è così, evidentemente, nel noleggio a breve termine, letteralmente travolto dal blocco totale del turismo d’affa i e leisure che ha caratterizzato gran parte del 2020 e l’inizio del 2021. Certo, la campagna vaccinale fa
intravedere l’uscita dal tunnel anche per il rent a car (e le immatricolazioni delle società specializzate ad aprile e maggio lo indicano chiaramente, a dispetto, per il momento, della crisi dei chip che sta investendo l’industria automobilistica), però il primo
trimestre dell’anno ha risentito ancora e in maniera pesante della pandemia: -35% di fatturato rispetto al 2020 (-44% sul 2019), -51% nel numero di noleggi (-63% sul 2019), -54% sulle immatricolazioni (-68% sul 2019), -24% sulla fl tta (-22% sul 2019),
IL LUNGO TERMINE HA RETTO L’URTO MENTRE IL BREVE HA SUBITO UN VERO E PROPRIO TSUNAMI MASSIMILIANO ARCHIAPATTI PRESIDENTE ANIASA
Immatricolazioni
Andamento delle immatricolazioni totali
2021 - I° tr.
2020 - I° tr.
2019 - I° tr.
2020
2019
72.000
57.000
73.000
213.000
282.000
17.000
38.000
53.000
36.000
87.200
400mila
+26%
300mila
200 0mila
-1,3% -24% -54% 2021/2020 - I° tr.
-68%
2021/2019 - I° tr.
100mila
-59% 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020
2020/2019
15
RAPPORTO ANIASA
-23% sui giorni di noleggio (-29%). In profondo rosso, infine, pu e il car sharing, -50% rispetto a un anno fa. IL TERREMOTO DEL 2020 Tutto ciò, come detto, è arrivato dopo un 2020 drammatico. Dopo sette anni di record nelle immatricolazioni e nel fatturato, che lo hanno portato a rappresentare il 25% del mercato automotive, l’anno del Covid ha segnato una brusca frenata. Si è passati dalle 520 mila immatricolazioni del 2019 (auto e veicoli commerciali) alle 355 mila dell’anno scorso (-32%). Ma, come detto, mentre sono crollate le attività di noleggio a breve termine e in sharing (“uno tsunami”, l’ha defini o Archiapatti), ha tenuto il lungo termine (“ha retto l’urto”). Partiamo dal breve: -52% di fatturato e una diminuzione del numero di noleggi del 60% rispetto al 2019. Gli operatori del rent-a-car, sottolinea l’Aniasa, stimano un ritorno ai livelli pre-pandemia solo nel 2023. Il car sharing, dal canto suo, ha visto dimezzare i noleggi (da 13 a 6 milioni)
mentre la fl tta si è ridotta solo, si fa per dire, del 27%. Il noleggio a lungo termine, invece, forte della maggiore stabilità del proprio business, basato prevalentemente su contratti pluriennali, non ha subito significativi contraccolpi sul versante dei ricavi, anzi (fatturato in salita del 2% nel 2020 rispetto al 2019), registrando però una crescita delle sofferenze creditizie e una generale tendenza alle proroghe dei contratti in essere che ha provocato una riduzione di immatricolazioni del 25% anche se la fl tta in circolazione è ulteriormente cresciuta, toccando quota 933mila veicoli, 65mila dei quali noleggiati da clienti privati. LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL Come accennato, il presidente dell’Aniasa ha manifestato ottimismo per la seconda parte dell’anno e per il prossimo futuro (“Grazie al cambio di passo della campagna vaccinale”, ha detto, “vediamo la luce in fondo al tunnel”), ma ha messo l’accento
sulle responsabilità della politica e della pubblica amministrazione. Tre le note dolenti: il documento unico, non ancora a regime dopo anni dalla sua introduzione, il bollo, che una sciagurata riforma a fine 2019 ha spostato in capo al locatario,
FLOTTE SEMPRE PIÙ VERDI E CONNESSE Il grafi o sotto mostra l’evoluzione delle alimentazioni nell’autonoleggio nel 2020. In un anno caratterizzato da un calo di immatricolazioni del 24,5%, le auto ibride sono raddoppiate e quelle elettriche triplicate. Tonfo del Gpl, che dimezza le targhe. A destra, l’evoluzione della telematica: i veicoli connessi, 800 mila nel 2020, salir anno a 900 mila nel 2022
Alimentazioni
Dati 2020 e confronto con l’anno precedente Metan Metano
3.000
GPL
3.300
Elettriche
Benzina
37.500
10.800
Ibride e
38.000
Gasolio
120.000
+189%
-24,5% Variazione media
+113%
-5% -49%
-39% 16
-36%
e la fiscali à, che continua a penalizzare le imprese italiane rispetto alla concorrenza europea: “Auspichiamo che il governo nella prossima legge di bilancio voglia finalmen e sanare una situazione diventata ormai paradossale: la disparità di trattamento
fiscale sui co ti di mobilità che le aziende italiane vivono ogni giorno sulla propria pelle rispetto ai competitor europei”, ha evidenziato Archiapatti. “Su una vettura aziendale media del valore di 30 mila euro, il totale di detrazioni e deduzioni fiscali
in Italia ammonta a 5.778 euro, meno di un quinto di quanto riescono a scaricare le aziende tedesche e spagnole e circa un quarto di Francia e Gran Bretagna. Il recupero di questo gap, che supera il 400%, permetterebbe una maggiore
AUSPICHIAMO CHE IL GOVERNO SANI IL PRIMA POSSIBILE UNA FISCALITÀ SULL’AUTO AZIENDALE PENALIZZANTE MASSIMILIANO ARCHIAPATTI PRESIDENTE ANIASA
La telematica
sulle flotte aziendali a noleggio
auto
Veicoli Commerciali Leggeri
795.000
840.000 8 0.000
Flotta connessa
900.000 900 000
705.000 705 000 570.000 372.000
118.000 118 000
2014
190.000
2015
260.000
2016
2017
2018
17
2019
2020
stima 2021
stima 2022
RAPPORTO ANIASA
OCCORRE METTERE IN STRADA AUTO PIÙ PULITE, SVECCHIANDO IN MODO RADICALE IL PARCO CIRCOLANTE GIANLUCA DI LORETO PARTNER BAIN & COMPANY
COSTI E USO DEI MEZZI diffusione dell’au o aziendale, che con il suo più rapido turnover contribuirebbe a ridurre l’età media del parco circolante”. Non solo. “Per supportare l’attesa transizione ecologica è ora di mettere in campo misure efficaci per accel are il rinnovo del parco circolante, 38 milioni di veicoli, il secondo più anziano del Continente, con oltre il 30% ante Euro 4. Bisogna raggiungere le fasce di popolazione con minore capacità di spesa, che spesso viaggiano proprio su questi veicoli più inquinanti e meno sicuri e incentivarli a sostituirli con vetture di ultima generazione. Per questo abbiamo avanzato al governo la proposta di estendere l’ecobonus all’acquisto di vetture usate Euro 6, ibride ed elettriche a seguito di rottamazione di veicoli Euro 0, 1, 2, 3 e 4. Una misura che produrrebbe immediati benefici sulla domanda di mobilità, grazie a veicoli accessibili a prezzi più contenuti rispetto al nuovo, sull’ambiente e, non ultimo, sulla sicurezza delle nostre strade”.
PIÙ SHARING E DIGITAL CAMBIA L’ACRONIMO Aniasa: da Associazione nazionale industria dell’autonoleggio e servizi automobilistici ad Associazione nazionale industria dell’autonoleggio, sharing mobility e automotive digital. L’obiettivo? “Guidare la transizione dalla proprietà all’uso dei veicoli intercettando in anticipo i cambiamenti in atto nella mobilità”.
Gli italiani sono tornati a muoversi come nel periodo pre-Covid. L’auto resta il mezzo preferito per gli spostamenti (2 su 3 la usano abitualmente), mentre i trasporti pubblici faticano a essere competitivi. Il maggiore utilizzo di auto, però, non si sta traducendo in maggiori vendite, anzi la campagna contro le alimentazioni diesel e benzina ha penalizzato il mercato e l’elettrico oggi viene acquistato quasi esclusivamente nelle metropoli del Centro-Nord Italia e dalle fl tte aziendali. Con il graduale ritorno al lavoro in presenza, le forme alternative di mobilità (monopattini ed e-bike, su tutte) risultano meno utilizzate rispetto alle aspettative. Sono queste le principali indicazioni che emergono dalla ricerca “L’Italia riaccende i motori della mobilità – Nuove esigenze o abitudini consolidate?” condotta dall’Aniasa e dalla società di consulenza strategica Bain & Company, rivelata a margine della presentazione del 20° rapporto il 16 giugno scorso. “L’analisi conferma che il Covid non ha sostanzialmente cambiato i consumi di mobilità degli italiani che oggi più di ieri si affidan alle quattro ruote per i propri spostamenti”, evidenzia Massimiliano Archiapatti, . “La sostenibilità ambientale del trasporto è un obbligo, occorre quindi lavorare per mettere auto più pulite sulla strada, svecchiando in modo radicale il parco circolante. Il tipo di auto che si tolgono dalla strada conta anche più del tipo di auto nuove che si immatricolano, e forzare la domanda serve a poco”, spiega Gianluca Di Loreto, Partner Costo dei principali di Bain & Company.
mezzi di mobilità
Frequenza di utilizzo
Bici personale
18
0,02
euro/km
Costo dei principali mezzi di mobilità SECONDO BAIN Frequenza di utilizzo
Bici personale
0,02
euro/km
32%
Trasporto pubblico
Scooter personale
Bike sharing
0,15
euro/km
42%
0,20 euro/km
42%
0,20 euro/km
19%
0,30
Auto usata
euro/km
69%
0,60
Auto nuova
euro/km
69%
Monopattino elettrico
0,60
euro/km
17%
Car sharing
1,15
euro/km
14%
2,90
Taxi
euro/km
9%
NOLEGGIO A LUNGO TERMINE
LA VISIONE DI GRÉGOIRE
Dalla sua privilegiata posizione DI MANAGING DIRECTOR EUROPA DI ARVAL, Chové racconta le nuove tendenze di un mercato che sta diventando sempre più ampio e dinamico Alberto Vita
U
na vita (27 anni) in Bnp Paribas, Grégoire Chové è un grande esperto del nostro mercato. Dopo gli studi all’Institut Universitaire de Technologie a Parigi e un master presso l’Institut Supérieur de Gestion, inizia la sua carriera facendo nascere Arval Italia a Firenze, tra il 1995 e il 1998. Poi torna in Francia, dove occupa diversi ruoli direttivi, prima di spostarsi di nuovo – nel 2012 – nel Belpaese con il ruolo di general manager
SULL’ASSE FRANCIA-ITALIA Parigi-Firenze e ritorno, con un passaggio a Milano, per il managing director Europa della multinazionale francese del noleggio, presente in 50 Paesi
20
della branch italiana. Dal 2019 occupa la figu a di managing director Europa, dividendosi tra Milano e Parigi, ed è in questa veste che l’abbiamo intervistato. Visto il suo ruolo, ci racconta quali sono le stime di crescita nei vari mercati europei e i nuovi trend? Il mercato europeo si trova in un momento estremamente interessante. È in ripresa, anche se un po’ sotto il 2019, con la nostra fl tta gestita che cresce più del mercato. Parlo di fl tta gestita e non di nuove immatricolazioni
LA VISIONE DI GRÉGOIRE
perché il trend comune è quello dell’allungamento dei contratti, anche per la diminuzione delle percorrenze a causa dello smart working. In più il mercato sconta una mancanza di veicoli, con le consegne che si sono posticipate di 8-12 settimane rispetto al passato, con un record negativo del Brasile, dove i tempi di consegna medi sono arrivati addirittura a 400 giorni. La trasformazione elettrica è partita in tutti i mercati? In Italia a oggi vince l’ibrido sul full electric. Succede così anche altrove? L’elettrificazione è pa tita ovunque, anche se in effetti la spinta si è avuta più dall’ibrido plug-in e dal full hybrid che dall’elettrico puro. La sfida o a è come queste auto vengono usate dai driver. E dalla diversa assistenza che richiedono. L’Italia è un po’ indietro ma sta recuperando velocemente. Per le infrastrutture ci affidiamo a d ersi partner sul territorio e neppure il nodo remarketing ci spaventa, avendo una rete di vendita globale. Oltre alle offe te core, ovvero il noleggio a lungo termine,
che cosa ci può dire sulle proposte della nuova mobilità, dalle biciclette alle soluzioni MaaS? In aggiunta a contratti maggiormente flessibili, le aziende ci hiedono sempre più mezzi a due ruote: bici o moto. Naturalmente elettriche. E noi vogliamo accontentare anche chi non ha diritto all’auto aziendale. Dotandolo di una vettura propria o per mezzo di sistemi MaaS. Ne abbiamo appena lanciato uno in fase di test, inizialmente in quattro Paesi: Francia, Belgio, Olanda e Spagna. È importante far parte di un gruppo internazionale che permette di spalmare i test nei vari mercati, dove vogliamo proporre soluzioni sempre più innovative, grazie anche al fatto che stiamo connettendo l’intera fl tta. Negli ultimi tre-cinque anni, del resto, abbiamo innovato molto di più che nei precedenti 20.
Parlando di auto connesse, ci racconta come funziona la vostra offe ta telematica? Per connettere l’intera fl tta gestita, abbiamo fatto tutto inhouse, grazie alla società del gruppo Artel. In questo modo riusciamo a incrociare i dati dei veicoli con i nostri interni, ma anche con big data esterni, come
PROSEGUE IL TREND DELL’ALLUNGAMENTO DEI CONTRATTI. ANCHE A CAUSA DEI CONTINUI RITARDI NELLE CONSEGNE
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NOLEGGIO A LUNGO TERMINE
UN MERCATO GLOBALE Arval, la multinazionale del gruppo BNP Paribas, gestisce direttamente oltre 1,4 milioni di auto in fl tta in 30 Paesi. Se poi si considera l’Element-Arval Global Alliance, la più grande alleanza strategica globale nel settore del flee management, fondata nel 1995 assieme a svariati partner, i veicoli in fl tta diventano 3 milioni, i mercati 50.
PAESI ARVAL 1989 Francia 1991 Belgio 1995 Italia 1996 Spagna 1997 Lussemburgo
■ Presenza diretta ■ Paesi dell’Alliance
per esempio quelli che riguardano il meteo, cosa utile quando si cerca di capire la dinamica di un incidente. Utilizzando le auto connesse, inoltre possiamo essere proattivi sotto il profil dell’assistenza e della manutenzione, cambiando un modus operandi che ha resistito negli ultimi 30 anni. Come sta cambiando la distribuzione nel mondo del noleggio? Malgrado la complessità, il nostro è sempre più un prodotto “da scaffale . Perciò vogliamo cogliere tutte le opportunità anche nel mondo retail. Ecco il perché delle tante partnership: dai broker, storicamente ben radicati nel Regno Unito, alle banche – dalla Caixa in Spagna a Unicredit in Austria e a Intesa Sanpaolo e, naturalmente, Bnl in Italia –, dalle assicurazioni alle aziende tecnologiche come Telepass. Ma ci contattano anche altri player, da quelli digitali alla Gdo, per diversifica e l’offerta. E poi le Case, per cui possiamo diventare la loro fabbrica di noleggio. Case che si stanno consolidando, com’è successo con Stellantis. Cambia qualcosa per voi?
E, a proposito di consolidamento, succederà anche nel vostro settore? In un consolidamento del settore vedo più opportunità che altro. Secondo me “collaboration is the new competition”, il che richiede una mentalità del tutto nuova. Il rapporto tra le Case non ci preoccupa, anche con quelle che hanno captive particolarmente forti, mentre ritengo naturale una campagna acquisti sui piccoli e medi noleggiatori – dei grandi concorrenti non parlo – che faticano a stare al passo, per diffico à finanzia ie e di capacità professionale, in quanto questo settore integra tante diverse competenze. A partire dalla gestione dei servizi e dei diversi trattamenti fiscali: a questo proposito, voglio sottolineare come il nuovo pagamento della tassa di possesso sia un’assurdità nei confronti dei consumatori.
FOCUS PRIVATI Arval muove decisa sul mondo retail e, dopo l’esperienza dello store aperto a Torino assieme al gruppo Intergea di Alberto Di Tanno, rilancia con altri due punti noleggio a Firenze e a Milano. Dove la società proporrà tre nuovi prodotti per privati: oltre al consolidato 36/48 mesi e 100.000 km, anche un 60 mesi e un noleggio mid term rivisto.
SEMPRE PIÙ PLAYER DI MERCATO RICHIEDONO I NOSTRI SERVIZI PER DIVERSIFICARE IL LORO BUSINESS 22
1998 Svizzera Portogallo 1999 Olanda Polonia Regno Unito 2000 Germania Austria 2002 Marocco 2003 Repubblica Ceca Ungheria 2004 Slovacchia 2005 Brasile Russia 2006 Romania Turchia 2007 India Grecia Irlanda 2012 Danimarca Finlandia 2015 Perú Cile 2016 Svezia 2017 Norvegia 2020 Colombia
MOBILITÀ AZIENDALE
LA FERRARI ROMBA IN BICI La Casa di Maranello ha aderito all’iniziativa regionale BIKE TO WORK, dedicata ai lavoratori che vanno in fabbrica sulle due ruote: ognuno riceve fino a 50 eu o di bonus mensile Alberto Vita
C
oniugare i comportamenti quotidiani “green” con l’esclusività e l’alta tecnologia – ad alta percentuale di artigianalità – delle sue fuoriserie. Succede alla Ferrari, i cui dipendenti che si recano al lavoro in bicicletta, invece che in auto, vengono premiati con un bonus mensile che può arrivare a 50 euro. Il tutto fa parte dell’accordo che il Cavallino rampante ha sottoscritto con il Comune di Maranello per rientrare in Bike to work, progetto della Regione finanzia o con oltre 3 milioni di euro, destinati ai dipendenti delle tante istituzioni e società emiliane che hanno aderito all’iniziativa. È poi Wecity, un’app gratuita, a occuparsi del monitoraggio e del rendiconto dell’operazione. “Oltre alla Ferrari, abbiamo collaborazioni con diverse aziende tra i 1.000 e i 1.500 dipendenti, ma anche con colossi come l’Enel, che per testare la sicurezza della nostra applicazione ci ha coinvolto in una serie di cyber attacchi di ethical hacking”, spiega Paolo Ferri, ceo e cofondatore della startup modenese. Che aggiunge: “Attacchi che ci hanno fatto migliorare la nostra struttura di sicurezza, un aspetto che, immagino, sia stato importante anche per convincere la Ferrari a partecipare all’iniziativa.
GUARDIAMO CON FAVORE ALLE INIZIATIVE CHE PROMUOVONO IL BENESSERE DEI NOSTRI DIPENDENTI MICHELE ANTONIAZZI RISORSE UMANE FERRARI
Così come per chiudere altre partnership con aziende come Tucano, Bper Banca o Conad. In quest’ultimo caso abbiamo coinvolto non solo i suoi dipendenti, ma anche la clientela, premiando con buoni spesa da 5 euro – per una cifra complessiva di 100 mila euro – chi andava a fare la spesa a piedi, con i mezzi pubblici o, naturalmente, in bici. Buoni spesa che erano riscattabili via smartphone, grazie a un semplice QR Code generato al raggiungere della percorrenza impostata. Infine, abbiamo appena chiuso un progetto con un altro colosso della grande distribuzione, 24
NON SOLO AUTO Famosa per le sue supercar e per il suo impegno in Formula 1, la Casa di Maranello collabora con la Bianchi per sviluppare nuovi modelli innovativi di biciclette marchiate Ferrari
LA FERRARI ROMBA IN BICI
la Coop, coinvolgendo ben 600 suoi dipendenti in tutta Italia”. LA VOCE DEL CAVALLINO Della scelta di aderire, assieme ad altre 12 aziende di un territorio fortemente industrializzato come quello di Maranello, al progetto Bike to work, fortemente appoggiato dal sindaco Luigi Zironi, abbiamo parlato con Michele Antoniazzi, responsabile delle risorse umane della Casa del cavallino. Perché avete deciso di partecipare a questa iniziativa istituzionale?
La Ferrari guarda con interesse a tutte le iniziative che promuovono uno stile di vita orientato alla salute e al benessere dei suoi dipendenti. E il progetto presenta benefici anche per il territorio circostante, facilitando la disponibilità di parcheggi e la mobilità. La nostra adesione è inoltre un segno di collaborazione con il Comune di Maranello, che sta lavorando per ampliare la rete di piste ciclabili.
Avete le prime risultanze dell’iniziativa (adesioni, cifre erogate eccetera)? Finora le richieste dei colleghi sono state circa un centinaio (120, secondo i dati di Wecity, ndr): un ottimo risultato, che rappresenta gran parte di tutte quelle registrate a Maranello. Avete un mobility manager interno? Se sì, vi sono altre iniziative di mobilità per i dipendenti? Anche a livello di welfare? Un pool di persone si occupa alla Ferrari di sviluppare idee e proposte sul tema della mobilità. E già prima della pandemia si stavano valutando ulteriori azioni. Per esempio, abbiamo in cantiere progetti per incentivare l’uso condiviso dei veicoli privati da mettere in pooling, da affiancare alle convenzioni già in essere per l’utilizzo di mezzi pubblici (l’iniziativa si chiama Bus&Go), che saranno comunque rafforzate.
COMPASS RENT
IL NOLEGGIO VA TRA I DEALER Il Gruppo Mediobanca, forte della sua esperienza nel finan iamento dei veicoli, lancia una società dedicata al servizio di LUNGO TERMINE IN PRONTA CONSEGNA. Coinvolgendo anche l’usato e le km zero Alberto Vita
Q
uando uno più uno fa veramente due. Il Gruppo Mediobanca, forte della sua esperienza di finanziamen o per l’acquisto di veicoli e abituato a tastare il polso del mercato con l’Osservatorio Compass, lancia Compass Rent. Questa nuova realtà somma la necessità dei concessionari di avere nella propria offerta un inedito strumento di business, ovvero il noleggio a lungo termine, a quella sempre più pressante, da parte di aziende, professionisti e privati, di ottenere veicoli in breve tempo, senza attendere gli ormai biblici tempi di consegna dovuti (anche) alla crisi dei
chip. Insomma, i famosi piazzali colmi di auto dimostrative, a km zero o usate, fino a ie i un costo, in questo periodo di mancanza di prodotto sono una risorsa. SEDE OPERATIVA A MILANO Come tante altre società di noleggio a lungo termine, Compass Rent nasce con una sede legale a Trento, per ragioni fiscali, e una ope ativa a Milano. Si tratta di una vera e propria società e non di un brand o di una divisione dell’azienda di piazzetta Cuccia. “Abbiamo creato una realtà ad hoc che si basa sulla nostra esperienza di prima società erogatrice di finanziamenti in I alia, soprattutto per quanto riguarda le auto usate”,
dice Antonio Manari, direttore commerciale centrale di Compass. “Questo lancio è avvenuto dopo un attento studio del mercato, quello della distribuzione auto, che le società di noleggio stanno aggredendo, visto che il cliente è sempre più attirato dalle nuove formule di acquisizione dei veicoli. Inoltre, abbiamo pensato di dare in mano un’arma di difesa ai concessionari, a cui proponiamo di essere nostri partner per poter accedere a questo servizio, potendo contare anche su un grande supporto per lo scoring dei clienti da parte delle 176 filiali he abbiamo sul territorio”, precisa il manager. LA QUARTA VIA Affid si alle captive delle Case, fare accordi con i broker o creare una divisione interna: fino a erano queste le soluzioni principali a cui i concessionari si affi vano per lanciarsi nel noleggio a lungo termine. Ora si aggiunge anche quella studiata da Compass Rent: “L’abbiamo defini o il noleggio che non c’era, perché per strutturarlo siamo partiti, circa un anno e mezzo fa, da quattro punti
NICOLA DE CESARE Il direttore generale di Compass Rent illustra, durante la presentazione online della società, i quattro punti su cui è stato costruito questo nuovo servizio per i concessionari
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IL NOLEGGIO VA TRA I DEALER
L’AUTO E GLI ITALIANI 1 MEZZO - 44%
La percentuale di italiani che hanno una sola auto in famiglia
2 MEZZI - 46%
La percentuale di famiglie che possiedono due vetture
+ 2 MEZZI - 9%
Se il 9% dei nuclei familiari italiani ha più di due macchine, l’1% afferma invece di non possederne alcuna
56%
degli italiani che ha cambiato auto ha scelto tra i modelli nuovi sul mercato
40%
sono coloro che hanno optato per un usato. Mentre poco più del 3% hanno un’auto aziendale
ben precisi, individuati dal nostro osservatorio trimestrale sul mercato”, spiega Nicola de Cesare, direttore generale di Compass Rent, arrivato in azienda proprio per costruire questo business. “Volevamo innanzitutto disegnare un prodotto che avesse i concessionari al centro, proponendo soltanto auto in pronta consegna (in due-tre settimane al massimo, ndr), siano queste usate, a km 0 o nuove, e che potesse proporre un’ampia gamma di modelli, marchi e, naturalmente, motorizzazioni”.
Il tutto in maniera digitale, paperless e con fi ma certifica a per l’acquirente, il quale ha anche a disposizione un’app per tenere sotto controllo il proprio veicolo – dai chilometri percorsi al livello del carburante – e perfino chiamare i soccorsi in caso di problemi. PACCHETTO BASE O PREMIUM Il cliente può scegliere tra due pacchetti assicurativi e altrettanti 27
per la manutenzione dell’auto presa a noleggio per almeno un anno: “Già nel pacchetto assicurativo base abbiamo tutti i servizi tipici dell’Nlt, con l’aggiunta del rientro dell’auto non marciante presso il dealer in caso di guasto. E questo siamo gli unici a farlo, sul mercato”, sottolinea De Cesare. “Con il pacchetto premium, invece, è incluso anche un servizio di private e-call, che contatta il driver
COMPASS RENT
SOSTIENE L’OSSERVATORIO
ANTONIO MANARI Il direttore commerciale di Compass alla presentazione della nuova società
in caso di anomalie del veicolo segnalate dalla telematica di bordo, oltre alla tutela legale. Inedita anche la scelta di proporre un noleggio senza manutenzione: chi sceglie questo tipo di pacchetto, sarà seguito dal concessionario per la manutenzione ordinaria e le eventuali revisioni”. Concessionario che certamente avrà un occhio di riguardo per quel veicolo, visto che, con un contratto di buy back, sarà poi lui stesso a rimetterlo sul mercato. Ancora a noleggio o come usato, sarà una sua scelta, che però verrà effettuata “conoscendo il prodotto”, come precisa Alberto Battistini, dell’omonima concessionaria abruzzese. Gli fa eco Francesco Maldarizzi: “Siamo alla vigilia
di una trasformazione epocale, che al massimo arriverà tra uno o due anni. Perciò è fondamentale avere strumenti come questo che ci consentano di allargare il business e, soprattutto, di fidelizza e il cliente con una serie di servizi, compreso quello della pre-assegnazione dell’auto, in un momento di carenza di prodotto”. Maldarizzi, infine, non risparmia una stoccata alla tanto sbandierata rivoluzione elettrica: “Questo è uno strumento che ci servirà anche quando i clienti tra un anno, un anno e mezzo, ci renderanno le auto full electric prese oggi, per ritornare sui modelli a motore termico, che noi potremo proporgli in pronta consegna”.
GLI ITALIANI SONO PRONTI Secondo l’Osservatorio Compass, ben l’84% degli italiani conosce il servizio di noleggio a lungo termine e ben il 30% sarebbe disposto a provarlo. Percentuale che sale al 40% per coloro che i curatori dello studio definis ono car lover
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NEL LANCIO di questa nuova società del Gruppo Mediobanca hanno giocato un ruolo essenziale anche le periodiche ricerche che l’Osservatorio Compass fa sul campo della vendita dei prodotti e dei servizi, oltre che sul loro finan iamento. Nell’ultima, appena rilasciata, le domande sono state focalizzate sull’Nlt. E i risultati sono sorprendenti, almeno per Luigi Pace, direttore centrale marketing e innovation: “L’84% degli italiani conosce il noleggio a lungo termine e il 30% è propenso ad attivarlo, grazie al fatto che ha un costo fisso, sen a spese elevate e non pianifica e (per il 77% degli interpellati), non dà pensieri (43%), è un servizio economico (32%) e dà la possibilità di cambiare l’auto più spesso (16%)”. Un punto importante, questo, per i car lover, un cluster specifi o individuato nella ricerca, che sono ancora più inclini al noleggio: “Arrivano al 40% del totale”, afferma Pace. Insomma, Compass Rent si muove verso un mercato in grande crescita, come riportato dai dati Unrae: ben 124.450 vetture sono state noleggiate a lungo temine nei primi cinque mesi del 2021. Un business nel quale, fino a, i concessionari hanno inciso poco. Ecco, allora, il perché della nascita di Compass Rent.
ANALISI & STUDI
STRATEGICO MA NON TROPPO Secondo un sondaggio realizzato dalla società di consulenza GR ADVISORY, la figu a del fleet - o a anche mobility - manager cresce di importanza per le aziende. Ma non sempre è riconosciuta Alberto Vita
ECCO L’IDENTIKIT Da mero conoscitore (e spesso) appassionato di auto a manager a tutto tondo, capace di gestire i propri colleghi oltre che le problematiche legate ai veicoli loro assegnati. Ed ora anche pianifica ore degli spostamenti dei dipendenti e delle merci dell’azienda per la quale lavora
30
STRATEGICO MA NON TROPPO
ETÀ E SESSO
meno di 40 anni
40-50 anni
oltre i 50 anni
Uomo
4,7%
30,8%
43,7%
Donna
6,4%
10,4%
4%
A
nche grazie al Decreto rilancio (DL 34/2020, convertito in Legge 77/2020), che ha introdotto l’obbligo di nominare un mobility manager per tutte le aziende o gli enti pubblici con più di 100 dipendenti (contro i 300 per unità locale, indicati nel Decreto del 1998) il ruolo dei fle t manager all’interno delle aziende sta acquisendo sempre più importanza. Un trend che l’avvento della pandemia e la riorganizzazione dei tempi e degli spazi dei lavoratori non ha fatto altro che accelerare. Ma, almeno secondo la ricerca condotta dalla società di consulenza specializzata in mobilità aziendale GR Advisory, in collaborazione con l’associazione dei gestori di auto aziendali Aiaga e di alcuni importanti player della mobilità aziendale (Continental, Volkswagen, Macnil, Program Autonoleggio e Gruppo Zucchetti), la strada per la soddisfazione professionale della categoria è ancora lunga. Partendo dall’inquadramento, che vede oltre il 44% dei 352 fle t manager italiani interpellati fermi al livello impiegatizio, mentre sono 37% i quadri, 14% i dirigenti e il 4% i consulenti esterni.
61,2%
Diploma
TITOLO DI STUDIO
5,9% Altro
32,9%
Laurea
IL NODO SALARIALE Quasi la metà di tutti gli intervistati, il 45% per la precisione, ritiene che, rispetto a figu e professionali comparabili alla loro, il compenso totale attuale sia sotto la media aziendale, con il 40% che si dice invece nella media delle retribuzioni. Malgrado le incombenze dei fle t aumentino, incredibilmente meno del 18% degli intervistati si concentra a tempo pieno sulla gestione dei veicoli aziendali, mentre il 34% lo fa per il 50% del suo orario di lavoro e oltre il 48% dedica all’attività un misero 30% del tempo passato in azienda.
ANZIANITÀ NEL RUOLO Meno di 2 anni
4,7% 20%
3-5 anni
24,7%
6-9 anni
50,6%
10+ anni
43,5%
Impiegato
TEMPO DEDICATO ALLA MANSIONE
37,7%
48,2%
Meno di un terzo della giornata
Quadro
17,7%
34,1%
Tempo pieno
Metà giornata
14,1%
Dirigente
RESPONSABILITÀ SUL BUDGET DI SPESA PER LA FLOTTA
4,7%
Collaborazione professionale autonoma
30,5%
Piena
40,3%
Condivisa Sono consultato
INQUADRAMENTO PROFESSIONALE
Nessun budget
31
13,5% 15,7%
ANALISI & STUDI
RESPONSABILITÀ SUL BUDGET PIÙ OPERATIVO CHE DECISORE. La ricerca di GR Advisory sottolinea poi come MA LE RESPONSABILITÀ AUMENTANO, la figu a del fle t manager abbia piena responsabilità sui budget allocati per la spesa CON POCA FORMAZIONE E VECCHIE della fl tta veicolare solo nel 30% dei casi; il 40% TECNOLOGIE. È RICHIESTA UNA SVOLTA del campione la condivide invece con un’altra funzione aziendale, spesso superiore per grado. Suona strano, inoltre, che quasi il 16% non abbia nessun ruolo di responsabilità e alcun budget da gestire, mentre il 14% circa è una mera figu a di consultazione nelle scelte UN LAVORO PER UOMINI (MA SARÀ POI VERO?) delle auto aziendali. Eppure il 20% del campione ha Per svolgere al meglio il ruolo, a detta dei risultati della la piena responsabilità nella definizione della car polic ricerca, conta molto l’esperienza e la conoscenza e il 56% la condivide con un altro collega. E poi ci sono dell’azienda. Nonché delle auto. Sarà per questa ragione casi estremi: il 7% incredibilmente ha un ruolo marginale che tra i fle t manager italiani vi sono pochi giovani e poche nel defini e la programmazione (e in alcuni casi donne? Ma queste ultime ne sanno veramente meno degli neppure questo). uomini? La media nella ricerca dice che il fle t manager italiano è maschio, cinquantenne, diplomato e da oltre 10 GESTORE CON L’EXCEL anni nel ruolo. Più della metà degli specialisti delle fl tte Curioso, per non dire di peggio, il fatto che nel Paese leader vede il proprio futuro proiettato nella stessa azienda mondiale della telematica - l’Italia come scritto più volte e con la medesima mansione, mentre il 27% vorrebbe su queste colonne è all’avanguardia in questo settore continuare a ricoprirla, ma in un’altra azienda, e solo sia ancora il foglio excel lo strumento principale utilizzato il 13% pensa di cambiare funzione restando sempre per la gestione delle fl tte (vale per ben il 50% nella medesima società. degli interpellati). Solo un 21% adotta software specifici Il fle t manager, proprio per la sua formidabile resistenza di mercato (dato che sottolinea come il segmento potrebbe nel tempo, vede sfila e negli anni diversi amministratori crescere in maniera esponenziale nel prossimo futuro), delegati, direttori finanzia i e delle risorse umane e, grazie mentre il 12% delle aziende preferisce adattare alla bisogna alla sua esperienza, deve essere in grado di dialogare con un ERP (Enterprise resource planning) già presente tutti, perché è un mix di memoria storica, esperto tecnico, internamente e il 10% ne programma uno nuovo inhouse. consigliere e ago della bilancia per tutto ciò che riguarda Un’altra curiosità, ma certamente comprensibile visto le decisioni sui mezzi aziendali e soprattutto autorevole l’inquadramento dei fle t manager, è che tra coloro influencer du ante le contrapposizioni interne che sovente che gestiscono le auto per i propri colleghi, solo il 40% si creano quando le auto rappresentano un benefit è assegnatario di un veicolo aziendale. importante e diffuso in azienda COMPENSO RISPETTO A FIGURE SIMILI 2,4%
44,7%
Al di sopra della media
50,7%
Al di sotto della media
40%
Excel
12,9%
In linea con la media
QUALE STRUMENTO UTILIZZI PER IL MONITORAGGIO DELLA FLOTTA?
21,1%
Non saprei
Software specifico
RESPONSABILITÀ RIGUARDO ALLA CAR POLICY 19,7%
Piena
56,3%
Condivisa
16,9%
Sono consultato Nessun ruolo
9,9%
Software specifico sviluppato internamente
3,6%
7,1%
nessuno
32
12,7%
Adattamento del nostro ERP interno
Molti pensano che per ogni veicolo serva una colonnina. La nostra però fa presa su tutti.
Il futuro non è un luogo comune. Con una sola stazione ABB è possibile mettere in carica contemporaneamente anche più veicoli.
Inquadra il QR code con il tuo smartphone e scopri di più su Mobilità Aumentata solutions.abb/it-mobilitaaumentata
UOVO DI COLOMBO
FLEET MANAGER FIGURA MITOLOGICA Sempre più contenuti e responsabilità per questa figu a aziendale, che sconta però UNA FUNZIONE SPESSO IMMUTATA NEL TEMPO. Con poche opportunità di formazione e di crescita Mario Francesco Colombo
U
n primo pensiero introspettivo che mi passa per la testa osservando non solo la mera attività quotidiana del ruolo, ma tutta quella serie di interazioni funzionali e relazionali che si hanno sia all’esterno sia all’interno della propria azienda, mi porta a paragonare il fle t manager alla figu a mitologica di un “Ercole contemporaneo”. Il gestore del parco auto è, infatti, una figu a professionale che nel tempo è andata a riempirsi di contenuti e responsabilità, ma che sostanzialmente ha mantenuto nell’organizzazione aziendale, almeno a livello di piccole e medie imprese,
una funzione non pienamente corrispondente a quel ruolo manageriale che gli si addice. Ed è proprio questo che emerge dalle recenti ricerche effettuate sulla mobilità aziendale. Le prime a non volersi accorgere dell’importanza strategica del ruolo del fle t manager sono infatti state le aziende stesse, che gli attribuiscono una veste molto operativa anziché gestionale, parcellizzando ad altre funzioni e responsabilità ciò che invece avrebbe dovuto essere aggregato e razionalizzato, in un ottica di efficienza ganizzativa, economica e ambientale. Purtroppo, in questo decennio di trasformazione, sono mancate molto la formazione inerente al ruolo e una visione chiara e condivisa delle strategie aziendali riguardanti la mobilità. Ed è mancato un supporto
efficace per a ontare quello che è stato un enorme cambiamento tecnologico e normativo, fatto di molteplici interlocutori che si sono trovati spesso in contraddizione. Di conseguenza, per la maggior parte delle realtà aziendali, la crescita e l’importanza del fle t manager è rimasta relegata al ruolo di esperto mediatore, consigliere, tecnico, per non dire “meccanico”, e a volte coraggioso innovatore. Imbrigliato in questo “mare nostrum” che ruota esclusivamente attorno all’eccessiva importanza che le auto rivestono come benefit, nelle aziende… Ma di co aggio e di altre sfide dobbiamo pa lare, come Ercole quando fu condotto a un bivio da cui si dipartivano due vie: quella del Piacere e quella della Virtù. L’eroe scelse la seconda…
FORTE IMPATTO Spesso il ruolo del flee manager viene visto come una funzione quasi solo operativa, mentre le sue decisioni impattano fortemente sui conti aziendali. Nonostante, a volte, non abbia una formazione adeguata
34
Molti pensano che per installare le colonnine devi fare i salti mortali. Con noi cadi sempre in piedi.
Il futuro non è un luogo comune. Passare all’elettrico è più facile di quanto pensi, perché le soluzioni di ricarica ABB sono semplici da installare e si integrano facilmente al tuo impianto elettrico.
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MERCATO EUROPA
UN FUTURO A TINTE FOSCHE
Rispetto al 2019, le vendite nei sette Paesi più importanti del Vecchio Continente CONTINUANO A RIMANERE IN ROSSO. E anche l’anno dovrebbe concludersi con un bilancio pesante: 2 milioni di auto in meno Salvatore Saladino - country manager Dataforce Italia
A
un’analisi superficiale, il mercato europeo dell’auto potrebbe sembrare in ottima salute. I primi cinque mesi del 2021, infatti, si sono chiusi con un +13% in Germania, un +15% in Belgio, un +38% in Spagna, un +42% nel Regno Unito, un +50% in Francia e addirittura un +63% in Italia. E con i soli Paesi Bassi, fra i primi sette mercati europei, in territorio negativo (-2,3%). Questo confronto, però, è con i mesi di un anno che ha visto, da marzo a maggio, pressoché interrotta la vendita di automobili a causa del lockdown. Se si confrontano i dati di vendita con quelli pre-pandemia del 2019, la situazione appare ben differente... Risultano infatti in profondo rosso tutti i sette mercati citati, con l’Italia che contiene le perdite al 19%. Per il resto, abbiamo: Francia -23%, Belgio -26%, Germania -27%, Paesi Bassi -30%, Gran Bretagna -31% e Spagna -37%. A soff ire di più sono stati i canali di distribuzione del noleggio a breve termine – con cali compresi tra il 40 e il 60%, tranne in Germania, dove le perdite sono state del 32% – e delle autoimmatricolazioni dei costruttori e delle reti ufficial di vendita (ossia, dimostrative e km zero): in questo caso il passivo è variabile, ma in media siamo attorno al 30%. Più differenziato l’andamento per quanto riguarda i privati: si va dal -10% dell’Italia, che contiene
ITALIA MENO PEGGIO DEGLI ALTRI PAESI 2021 20212019 2019
-19% -19% Italia Italia
Spagna Spagna +40% +40%
+16% +16%
26% 26%
39% 39%
-23% -23% Francia
Francia
-26% -26% Belgio Belgio
-4%
2020 2020 372.729 +58% 12% +38% 372.729 +58% 12% +38% Previsione 2021 13% Previsione 2021 13% 1.017.574 +2% +14% +2% 47% 1.017.574 13% +14% 47% 13% -4% 27% 27% 0%
-27% -27% Germania
Germania
-30% -30% Paesi Bassi
Paesi Bassi
-31% -31% Regno Unito
Regno Unito
-37% -37% Spagna
Spagna
36
+79% +79%
23% 23%
0%
+2% +2%
UN FUTURO A TINTE FOSCHE
Paesi Bassi
I NUMERI DELLE IMMATRICOLAZIONI Dati 2020 aggiornati a maggio I NUMERI DELLE IMMATRICOLAZIONI Privati -6%
Paesi Bassi
41%-9%
Dati 2020 aggiornati a maggio
True fleet Privati Noleggio a breve termine True fleet Demo e km 0 Noleggio a breve termine +66%
Demo e km 0
39%
+33%
+66%
+33%44%
6%
723.845
+42% 2020
723.845 Previsione 2021 +42% 1.918.127
7% 11%
0%
37%
-1%
42%
723.257
12% 17%
+50% 2020
723.257 1.841.022
+12% 48%Previsione 2021
1.841.022
-1%
17%
19%
7%
-1%
+8%
7%
33%
Italia Italia
34%
+11%
9% +11%+45%
45% 45%
+4%-1%
+2%
-1%
+2% 0%
+13% 2020
1.116.737 Previsione 2021 +13% 3.145.605
3.145.605 +8% 28%
202043%
194.928
+15% 2020
194.928 Previsione 2021 +15% 449.263
449.263 +3%
Belgio Belgio
Fonte: Dataforce
37
28% 10%
+3%
0%+3%
0%
+26% +26%
4% 4%
+37%
+25% 8% +37%
10% +1% 8% +25% 5% 10% 0%
41% 5%
41%
Fonte: Dataforce
28%
0%
0%
Francia
25%
10%
0% 28%
+3% 2021 44% Previsione 44%
Francia -1%
25% +14%
1.116.737
43%
+2%
+4%
+14%
31% 2020 11%
-1%
+2%
11%
+2%
34% +8% Previsione 2021
-3%
-1% 9%9%+45% 5% -1% 9% -1% 22% 5%
22%
+56%
+56%
7% 19%
26% 26%
1.490.000
64%
7%
21%
+63% 2020
+8% 64%Previsione 2021
12%
+65%
2020
737.286
Previsione 2021 +63%
0% 0% +65%
29% 2020
21% +63%
737.286 1.490.000
+74%
Previsione 2021 +50%
48% -1%
+63%
+74% 63%
29% +60%
+12%
+3% +3% -3%
63%
+60%
42%
-2%
33%
+2%
31%
+2%
+1%
-2%
+1%
Regno Unito
+43%
42%
Germania +2%
+1%
42% 6%
+1% +1%
Regno Unito 0%
+43%
+6%
Germania
14% 6% -1%
+1%
37%7%
+18%
-1%
375.632
11%11%+33%
+18% 45%Previsione 2021
1.918.127
375.632
+6% Previsione 2021
+1% +12% +33% 11%
6%
+18%
130.061 Previsione 2021 16%14%+18%-1% -2%
+1%
+12%
6% 16%
-2% 2020
38%
39% 2020
44%
45%
38%
+29%
130.061
37%
+29%
6%
41% 2020
37%
-6%
-9%
+1%
0% +1%
+1%
Italia
Belgio
Francia
80%
MERCATO EUROPA
60%
LEGENDA Benzina Diesel
Italia
Belgio
Francia
40% 80%
Elettrico Ibrido Metano
20% 60%
Gpl
LEGENDA Benzina DIESEL A PICCO Diesel Continua la discesa del Elettrico benzina e, soprattutto, del Ibrido diesel (meno sulle fl tte). Metano Mentre sulla crescita di
40%
‘15
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‘19 ‘20 ‘21
20%
ibrido ed elettrico pesano Gpl le scelte nazionali in tema di fis o e infrastrutture
la flessione razie agli incentivi (con l’esaurimento dei fondi a disposizione, però, nei prossimi mesi la situazione è destinata a peggiorare), al -44% della Spagna. Le immatricolazioni aziendali e i noleggi a lungo termine sono i canali che limitano le perdite in maniera più efficace: -4% in rancia, -10% in Italia e in Germania, -15% nel Regno Unito, -16% in Belgio, -20% in Spagna e infine un ben più negativo -33% in Olanda. Dataforce prevede una sostanziale ripresa nella seconda parte dell’anno, che dovrebbe portare tutti i sette Paesi oggetto dell’analisi a un risultato finale positivo nei confronti del 2020: dal +3% scarso di Belgio e Paesi Bassi ai più significativi +11%, +14% e +17%, rispettivamente, di Francia, Spagna e Regno Unito, con Germania (+5%) e Italia (+8%) in posizione intermedia. Il confronto con il 2019, tuttavia, è ancora una volta decisamente meno confortante. Tutti e sette i mercati dovrebbero accusare una flessione mol o pesante, con l’Italia e la Spagna in testa alle performance negative: -22% e quasi -23%, rispettivamente. Passivi pesanti, comunque, anche per gli altri Paesi: Belgio -19%, Olanda -18%, Francia e Regno Unito -17%, Germania -15%. Come risultato finale è p evista una perdita d’immatricolazioni
di 2 milioni di auto, di cui 1,5 milioni sono già sparite tra gennaio a maggio. BOOM ELETTRICO IN GERMANIA È ormai consolidato da qualche anno il trend che vede l’avanzata delle elettriche nettamente più veloce nei Paesi dove le infrastrutture di ricarica coprono meglio il territorio, mentre negli altri è più favorita la diffusione delle vetture ibride. A rappresentare queste due “scuole di pensiero” vi sono Francia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito da una parte (quella dell’elettrico puro), Belgio, Italia e Spagna dall’altra. A livello generale, a farne le spese sono sia le auto a benzina sia quelle a gasolio, con quest’ultime in calo più sensibile, visto che vengono di fatto sostituite dalle mild hybrid, che ne prenderanno il posto. Ma soltanto nel lungo periodo: la rinuncia alle alimentazioni tradizionali, infatti, è ancora molto lontana da venire. La “soluzione mild” propone un aggiornamento tecnologico che, pur non portando un contributo effettivo rilevante in termini di saving ecologico e di consumi, è efficace nel ispondere alla domanda degli automobilisti. Soprattutto in Italia, dove questa categoria di vetture può beneficia e – caso unico in Europa – di una (peraltro ingiustifica a) equiparazione 38
alle ibride vere, quelle full e plug-in, con i conseguenti vantaggi in tema di libera circolazione. Nel nostro Paese, così, la diffusione dell’ib ido ha superato il 30% delle immatricolazioni tra i privati e negli acquisti diretti delle fl tte aziendali, mentre nel noleggio a lungo termine sfio a addirittura il 40% del mercato. Con il diesel che conquista una quota residuale massima del 39% nelle true fle t (fl tte in proprietà più noleggio a lungo termine), mentre tra i privati si deve accontentare di un modesto 18%. In Belgio è il motore a benzina a dominare la scena tra i privati (72%), mentre tra i clienti del long rent resiste il diesel, con una quota del 46%. Se poi, tra i privati, l’elettrico non sfonda affat o (1% di market share), l’ibrido sfio a l’8%, percentuale che sale fino al 31% nelle scel e della clientela aziendale. In Francia i clienti privati che quest’anno hanno scelto l’auto elettrica sono addirittura vicini al 10%, mentre l’ibrido raggiunge il 13,5%. Flotte e noleggi a lungo termine, date le percorrenze medie più alte, vedono con maggior favore la doppia propulsione (che è, rispettivamente, al 15% e al 24%). La Germania può essere considerata la nazione in cui il ricorso all’elettrico puro è più ragguardevole in termini di volumi assoluti: in cinque mesi sono
UN FUTURO A TINTE FOSCHE
Germania
Paesi Bassi
Spagna
Regno Unito
80%
60%
40%
20%
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state immatricolate 57 mila auto a batteria tra i privati (quattro volte tanto rispetto all’anno scorso), 35 mila dalle fl tte aziendali e circa 21 mila nelle autoimmatricolazioni. Quote decisamente più basse, invece, per le ibride. Ma giova ricordare che dalle parti di Berlino il mild hybrid non è (giustamente) considerato un ibrido vero e viene equiparato ai benzina e ai diesel. Dopo la grande abbuffa a di elettriche nei Paesi Bassi degli scorsi anni, l’aumento della Company car tax sulle elettriche del 50% nel 2021 ha fatto precipitare le vendite. A vantaggio delle ibride, naturalmente. A conferma che oggi la scelta di acquistare un’auto a corrente è fortemente influenza a dagli incentivi messi a disposizione dallo Stato, che siano sul fronte fiscale o di quello del puro bonus all’acquisto. La Spagna, soprattutto a causa di una carenza infrastrutturale, è poco incline all’elettrico e raggiunge quote inferiori al resto d’Europa anche nell’ibrido: solamente tra le fl tte e nel noleggio a lungo termine la market share raggiunge il 17-18%. In compenso, il diesel si attesta su una quota di mercato ancora piuttosto importante e, nel caso delle fl tte, addirittura rimbalza. È il lungo termine a trainare le immatricolazioni di auto elettriche nel Regno Unito: con una quota
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di mercato del 16%, sono molto vicine a quelle delle ibride, che superano il 20%. Tra i privati e gli acquisti diretti delle fl tte, invece la market share dell’elettrico puro scende, rispettivamente, al 5 e al 6%. VIVA LE SPORT UTILITY Anche nell’ambito della scelta della tipologia di carrozzeria preferita dagli acquirenti true fle t, il trend che vede le Suv in grande spolvero è un fenomeno consolidato: a trainare il successo di questa tipologia di vettura sono Spagna, Regno Unito e Italia, dove più di un’auto su due è a ruote alte. Le auto con carrozzeria tradizionale (berline e station wagon), di contro, dominano la graduatoria delle preferenze dell’utenza business nei Paesi Bassi (58% di quota di mercato), in Germania (56%) e in Francia (50%). I due “contendenti” sono invece in perfetta parità in Belgio: 46% di quota per entrambe le tipologie di carrozzeria. Se si esaminano i trend dal 2015 a oggi, si può notare che in Italia l’ascesa delle Suv è stata tale che, in appena sei anni, la loro quota di mercato è più che raddoppiata: dal 25,8 al 52,6%. In Spagna, da una base iniziale similare (26% di market share nel 2015), oggi si è arrivati addirittura al 56%. Lentissima, 39
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invece, la discesa di gradimento delle berline/station in Germania: se sei anni fa costituivano circa due immatricolazioni su tre (66,5%), oggi, con il 56%, rimangono comunque più diffuse delle Su . Che anche in Francia non sono la tipologia di automobile preferita: con il 45% di share, restano dietro alle auto tradizionali di cinque punti. Le berline e le wagon hanno perso dal 2015 a oggi, infatti, solamente dieci punti percentuali. INTANTO, IN LUSSEMBURGO... Il Lussemburgo è un Paese che, dal punto di vista delle immatricolazioni di auto nuove, vale attorno alle 50 mila unità all’anno. Con una quasi assoluta stabilità nel tempo, quantomeno dal 2015 in poi. Anche l’effetto della pandemia, nel 2020, è stato quasi trascurabile: dalle 55 mila targhe del 2019 si è scesi a quota 45 mila. Quest’anno, nei primi cinque mesi, sono state targate circa 21 mila unità, quindi con un ulteriore modesto calo sulla media annua. È un mercato che si regge sul perfetto equilibrio tra immatricolazioni private e aziendali, che si suddividono circa a metà le nuove targhe. La quota del noleggio a breve termine è residuale (attorno al 3,5%, e non ha mai superato il 5% di market share).
MERCATO EUROPA
FOCUS LUSSEMBURGO MERCATO
2021 (Maggio)
Privati True fleet
2020
46,9%
2019
46,9%
20.816
46,0%
45.196
53,1%
55.014
53,1%
54,0%
ALIMENTAZIONE TRUE FLEET Benzina
44,9%
31,6%
50,7%
32,7%
57,9%
36,4%
Diesel Elettrico
10.315
Ibrido 15,4%
22.303 10,3%
8,1%
2021 (maggio)
TOP 10 MODELLI
26.997
6,2%
3,6%
2020
2,1%
2019
1.
Peugeot 208
288
Mercedes Classe A
844
2.
Mercedes Classe A
284
Mercedes GLC, GLK
619
Mercedes Classe A
1.159
VW Golf
684
3.
BMW Serie 3
254
VW Golf
520
Volvo XC40
529
I driver del granducato
4.
Mercedes GLC, GLK
233
Renault Clio
497
Mercedes Classe C
524
al confine t a Francia
5.
VW Golf
232
BMW Serie 3
424
Renault Clio
e Germania si dividono
513
6.
Peugeot 2008
215
Ford Transit Custom
382
Mercedes GLC, GLK
488
7.
Mercedes GLE, M
206
Volvo XC40
373
Volvo XC60
435
8.
BMW Serie 1
201
BMW Serie 1
348
Renault Captur
434
9.
Skoda Octavia
188
Audi Q3 Sportback
332
VW Tiguan
427
Opel Corsa
181
BMW X5
321
Renault Mégane
FRANCIA O GERMANIA?
proprio tra i marchi dei costruttori dei due grandi Paesi limitrofi: nel 202 è in testa la Peugeot 208, ma otto modelli su dieci sono di gruppi tedeschi
10.
A cambiare fortemente sono stati gli orientamenti nell’ambito delle alimentazioni. Nelle “fl tte vere”, da un mercato costituito quasi esclusivamente da auto a gasolio (nel 2015 erano oltre l’84% delle immatricolazioni), si è scesi gradualmente fino al 45% di quest’anno. In risalita, ovviamente, le vetture a benzina, che in sei anni sono raddoppiate: dal 15,5 al 31,6%. Le elettriche, da quasi inesistenti (soltanto 63 immatricolazioni nel 2015), sono salite all’8% di quota
nel 2021 (831 esemplari venduti tra gennaio e maggio), mentre le ibride full si mantengono su quote marginali (poco più dell’1%). In forte espansione risultano invece le ibride plug-in: quest’anno superano il 14% di share, mentre le auto a Gpl e a metano sono assolutamente inesistenti. I modelli preferiti dai driver aziendali lussemburghesi appartengono alla categoria delle medie e delle compatte, anche se quest’anno è la Peugeot 208, quindi una berlina di segmento B, a dominare la graduatoria. 40
411
Fino allo scorso anno, a contendersi la leadership erano la Mercedes Classe A e la Volkswagen Golf, con la Mercedes GLC che nel 2020 si era inserita al secondo posto dietro alla “cugina”. Quest’anno, dopo la Peugeot 208, Classe A, BMW Serie 3, Mercedes GLC, Volkswagen Golf e Peugeot 2008 sono molto vicine tra loro. Poi, nelle posizioni di rincalzo, ecco altre auto di produzione tedesca o del gruppo Volkswagen, ovvero Mercedes GLE, BMW Serie 1, Skoda Octavia e Opel Corsa.
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EVENTI
A CACCIA DI ALTERNATIVE A Vairano si è tenuta la prima edizione di MOBILITYHUB ON TRACK, manifestazione incentrata su una serie di seminari dedicati al comparto b2b. Che sta cercando nuovi business
APPUNTAMENTO IN PISTA Sopra, l’entrata della pista di proprietà di Quattroruote a Vairano, con il cartello dedicato alle aziende sponsor dell’evento, che si è tenuto in quattro sale riunioni, dove si sono susseguiti seminari con diversi contenuti pensati per il mondo b2b
U
n evento per misurare la febbre da mobility transformation del mondo b2b. Che, visto anche il numero dei partecipanti – 978, appena sotto il limite di mille fissa o dalle norme anti-Covid –, è senz’altro alta. Assieme all’esigenza, da parte dei concessionari, di trovare forme alternative di business che non siano la sola vendita dei veicoli nuovi, a km 0 o usati. Di tutto questo si è discusso nella prima edizione del MobilityHub On Track, organizzata
sulla pista di Vairano da BtheOne Automotive e da Quattroruote Professional, con contenuti curati da F&B. Che sono stati apprezzati dai partecipanti, così come i test drive dell’Audi Q4 e-tron, del quadriciclo elettrico Xev Yoyo e delle e-bike Issimo di Fantic, oltre alle proposte delle 28 aziende presenti dell’area business. UN RICCO PALINSESTO La sessione che ha aperto la nutrita giornata d’incontri, intitolata “Il futuro della mobilità”, ha visto 42
un collegamento in streaming da Oslo con Nina Egeli, senior advisor del Nordic Innovation, organismo transazionale che si occupa di progetti innovativi per i Paesi del Nord Europa anche e soprattutto nel mondo della mobilità. Una visione del futuro, la sua, che assieme a quella prospettata dall’architetto Alessandro Benetti ha forse un po’ spaventato i concessionari presenti. Alberto Di Tanno, del Gruppo Intergea, ed Emilio Deleidi, caporedattore di Quattroruote hanno poi sottolineato come, oltre alla sostenibilità ambientale, sia urgente ritornare a pensare anche a quella economica e sociale di alcune scelte. A seguire, tanti seminari che hanno indagato su diversi temi cari al mondo dei concessionari e delle aziende della filie a automotive, dai nuovi servizi alle offerte più innovative
A CACCIA DI ALTERNATIVE
TUTTI ALL’AUTODROMO DI IMOLA, DAL 13 AL 15 OTTOBRE, PER MISSION RESTART
CAPITANI & DIRETTORI A lato, Gian Luca Pellegrini, il direttore di Quattroruote, “interroga” le associazioni di categoria. Più a sinistra, il quadriciclo elettrico Xev Yoyo. In basso, Javier Zanetti, vicepresidente dell’Inter, con Antonio Bernardi direttore commerciale di Irontech
PICCOLO MONDO RETAIL Mobility Insights
in tema di mobilità, dalle proposte elettrifica e e al loro remarketing alle potenzialità del noleggio. Proprio il noleggio è stato protagonista di due sessioni, dov’è stata annunciata una serie di dati del settore che ha attirato l’attenzione dei dealer presenti. Gli interventi di Stefan Eckl (Adria Italia) e Roberto Savoldelli (Auto Savoldelli) hanno invece illustrato due possibili business ad alto margine per il retail, ovvero, rispettivamente, la vendita di camper e quella di e-bike. DA ZANETTI A CRISCI Due i momenti clou dell’evento: il primo, quando è salito sul palco l’ex calciatore, nonché vicepresidente dell’Inter, Javier Zanetti, che ha raccontato il suo percorso di atleta prima e di manager poi; il secondo, alla chiusura della manifestazione, quando
il direttore di Quattroruote, Gian Luca Pellegrini, ha pungolato gli esponenti di Federauto e di Unrae, fino a incapaci di farsi ascoltare in modo univoco dalla politica. “Non abbiamo un senso di comunanza”, ha ammesso Plinio Vanini, vicepresidente di Federauto, anche se il suo presidente, Adolfo De Stefani Cosentino, ha sottolineato l’unione di intenti ritrovata con altre associazioni di categoria. Per parlare con un governo che, però “nella stesura del Piano nazionale di ripresa e resilienza, non ha guardato ai pilastri dell’economia, come il nostro settore, che è anche un pilastro per il fisco nazionale”, ha chiosato il presidente di Unrae, Michele Crisci. Il settore proverà a ripartire dal 13 al 15 ottobre a Imola con Mission restart, evento annunciato a Vairano dall’ad di Promotec, Renzo Servadei, e da Fabio Uglietti di QP. 43
COME SI PUÒ LEGGERE qui sotto (elaborazione di QP su dati Icdp), i concessionari italiani scontano le loro limitate dimensioni. Nell’anno pre-pandemia, il primo – Autotorino – si è piazzato, in Europa, 40°. Se negli ultimi anni la situazione è un po’ migliorata (il fatturato medio è cresciuto da 22 milioni di euro nel 2007 a 40 nel 2019), la nuo va mobilità spinge il retail a trovare modalità alternative di business. Con margini nettamente migliori. I CONCESSIONARI IN EUROPA NEL 2019 1 Emil Frey 2 Penske Automotive
CH
15,00
USA
8,02
3 Lookers
GB
5,81
4 Pendragon
GB
5,14
5 Arnold Clark
GB
5,09
6 Inchcape Europe
GB
4,94
7 AMAG
CH
4,22
B
3,63
8 D’Ieteren Auto
CH
3,49
10 MoellerBil
9 Vetru
GB
3,09
40 Autotorino
ITALIA
1,24
Fatturato, valori in miliardi di euro
FLEET ELECTRIFICATION MANAGEMENT:
Enel X analizza il tuo Business e propone la Soluzione più efficie te
Che cos’è il FEM? Fleet Electrifi ation Management è la soluzione di Enel X rivolta a tutte le aziende intenzionate ad avviare il processo di elettrifi azione delle proprie flotte e prevede la formulazione di un business case con l’obiettivo di identifi are modalità, tempistiche e costi della trasformazione da fl tta aziendale termica a elettrica. Attraverso un’analisi sui dati di percorrenza dei veicoli della fl tta aziendale viene elaborata una proposta di elettrifi azione della fl tta che prevede: • Sostituzione dei veicoli termici con veicoli elettrici • Infrastrutture di ricarica • Servizi di ricarica Fleet Analysis “Light” e “Full” Fleet Analysis “Light” mira a studiare l’esigenza di mobilità di una fl tta aziendale per fornire una quantifi azione di viaggi e veicoli a combustione tradizionale, che hanno le caratteristiche d’utilizzo per essere convertiti in veicoli elettrici. L’analisi porterà alla realizzazione di un deliverable che evidenzierà i fattori chiave necessari all’azienda per valutare l’elettrifi azione della propria fl tta aziendale. Fleet Analysis “Full” è invece in grado di monitorare e raccogliere informazioni su ogni singolo viaggio effettuato da un veicolo con motore endotermico, al fine di determinare le reali e puntuali esigenze di mobilità dei singoli veicoli della fl tta. Fattori di analisi e FEM. Il Report Gli algoritmi Enel X simulano il reale consumo di energia richiesta per ogni viaggio, analizzando l’impatto delle caratteristiche dei veicoli termici, il comportamento di guida, il peso trasportato, la topografia, le condizioni meteorologiche e la localizzazione dei viaggi e soste. Al termine dell’analisi viene realizzato un report che fornisce tutti gli elementi per valutare i benefici dell’elettrifi azione, dalla percentuale di sostituibilità al risparmio economico e in termini di C02. Enel X Juice Net Manager: gestisci la tua fl tta in modo semplice e intuitivo Enel X Juice Net Manager offre la possibilità di gestire in modo semplice e user-friendly la flotta aziendale
per l’elettrifi azione della tua Flotta Aziendale.
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
TAILOR MADE FLEET SOLUTION
direttamente dal portale web Enel X. Il gestore della flotta avrà una visione completa dei principali indicatori relativi all’andamento delle ricariche (pubbliche, private e domestiche), dei dati relativi all’intera flotta, della configurazione e della gestione dei ruoli e la possibilità di acquistare strumenti e servizi per abilitare il servizio di ricarica per i propri dipendenti in ambito aziendale, domestico e pubblico. Inoltre, in combinazione esclusiva con il FEM, l’accesso al portale è gratuito per i clienti che scelgono il FEM per convertire la propria flotta a combustione tradizionale verso l’elettrico.
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PROVA SU STRADA
SKODA ENYAQ iV Il costruttore boemo entra di slancio nel segmento delle SUV ELETTRICHE. Con una macchina di grande caratura: design, spazio a bordo e tecnologia sono da ammiraglia. Niente male l’autonomia: in città, con un “pieno”, si fanno quasi 470 chilometri Andrea Rapelli
46
L
a piattaforma (Meb) è in comune con l’Audi Q4 e-tron e le Volkswagen ID.3 e ID.4, ma la Enyaq – a ben guardare – ha una personalità spiccata e ben defini a. Tanto per cominciare, si tratta della prima Skoda “nativa” elettrica (la Citigo iV derivava da un modello tradizionale). E, cosa ancora più importante, è la macchina con cui la Casa ceca dà il meglio di sé. Prendiamo, per esempio, la Crystal face, scenografica caland a (realizzata in plexiglass) illuminata: 130 Led che si esibiscono in coreografie luminose quando apri e chiudi l’auto e, fra l’altro, sottolineano l’ingresso della Skoda nel futuro. Quello elettrico. NUOVA ERA STILISTICA D’accordo, questa vistosa calandra non è ancora ordinabile (arriverà nel giro di poco tempo), ma l’esemplare in prova dà un’idea abbastanza precisa del fatto che, a Mladá Boleslav, abbiano deciso di fare sul serio, pure nei confronti dei marchi premium del gruppo. Va da sé che, con tutti gli optional di cui è fornita, questa Skoda raggiunga un prezzo importante. Eppure, faremmo fatica a immaginarla senza i bei cerchi da 21”, che vanno d’amore e d’accordo con quel corpo vettura piuttosto slanciato, dalle dimensioni generose, ma non esagerate: per rendere l’idea, con i suoi 4,65 metri di lunghezza, la vettura è più corta di cinque centimetri della Kodiaq e della Octavia Wagon. Dimenticate la tradizionale semplicità boema pure nell’abitacolo, dove si può scegliere fra sette soluzioni prefigu ate (Design selection) per gli interni, che
80 EXECUTIVE
PREZZO
150 kW 39.030 204CV
(Iva esclusa) €
AUTONOMIAOmol.
POTENZA BATTERIA CONSUMI
82 kWh
Omol. (Wltp)
Rilevato
5,5 km/kWh 4,8 km/kWh 47
4,19 €/100 km Omol. (Wltp) 10,47 €/100 km 510 km
Costo (ric. dom.) Costo (ric. col.)
Rilevato
388 km
PROVA SU STRADA
INFOTAINMENT
ABITABILITÀ E VISIBILITÀ
CARATTERISTICHE GENERALI
misure in centimetri, angoli in gradi
13,1
Dimensioni reali schermo (pollici)
sì
Touch screen
4 (tipo C)
Prese Usb
sì
Ricarica wireless smartphone Posizione e visibilità schermo
••• •• ••• •• ••• ••
Definizione schermo Accessibilità comandi TELEFONO - VIVAVOCE Collegamento Bluetooth
sì
Controlli sul volante
sì
Ripetizione indicazioni
sì
Ricerca contatti
••• •• ••• •• ••• • ••• ••
Composizione vocale Composizione touchpad Qualità audio e microfono
Totale angoli bui
103° (29%)
Visibilità posteriore (ost. 70 cm)
oltre 10 m
miscelano colori e materiali per la selleria, la plancia, gli inserti, i tappetini e le luci d’ambiente. Il risultato, anche grazie alla splendida pelle cognac che riveste sedili, pannelli porta e parte della plancia, è di notevole impatto. Il grande schermo centrale da 13”, appoggiato sulla console centrale, s’ispira agli smartphone: ci sono grandi icone e un tasto home, che permette di tornare sempre al punto di partenza. Fra l’altro, prevede la connettività Android e Apple anche senza cavo. Non mancano nemmeno le celebri soluzioni “simply clever” della Skoda, ma evolute al passo con i tempi (elettrici):
Visibilità montante anteriore sinistro
RADIO E AUDIO Radio DAB
sì
Lettore Cd
no
Bambino
Streaming musica da smartphone
sì
Bicicletta
Controlli sul volante
sì
GIUDIZIO COMPLESSIVO
Ricerca frequenza manuale
••• • ••• •• ••• ••
Memorizzazione stazioni Qualità suono
Uomo
••• •• ••• ••• • ••• ••
VANO DI CARICO misure in centimetri
NAVIGAZIONE sì/no
Mappe 3D/Google Supporto mappe
mem. interna
Informazioni traffico Ripetizione indicazioni Immissione indirizzo Immissione vocale Immissione touchpad Controllo volume Precisione e chiarezza
sì
51
100-133
display
••• •• ••• •• ••• •• ••• •• ••• ••
99-103 Capacità complessiva (litri)
sì
Hotspot wi-fi
sì
486
di cui sotto il pavimento (litri)
58
Altezza soglia di carico (cm)
68
CONNETTIVITÀ Collegamento a internet
170-207
INTERNI DI LUSSO I rivestimenti di pelle cognac sono ecostenibili: il processo
App incorporate/smartphone
sì/sì
di conciatura avviene con
Android Auto/Apple CarPlay
sì/sì
estratti di foglie d’ulivo. Sopra,
MirrorLink INDICE DI SICUREZZA
la barra di scorrimento con cui
no
si può – fra le altre cose – alzare il volume dell’impianto audio
•••• 48
SKODA ENYAQ iV
DOTAZIONI E ACCESSORI per esempio, il cavo di ricarica prevede una sorta di spugna con cui avvolgerlo e ripulirlo per bene prima di riporlo nel baule, nel caso fosse stato appoggiato su un terreno sporco o bagnato. Grazie (anche) al passo di 2,77 metri, l’abitabilità è molto buona: le gambe di chi siede dietro hanno a disposizione una trentina di centimetri, mentre l’eventuale quinto passeggero non crea particolari imbarazzi. Ben dimensionato pure il bagagliaio: 486 litri, forme regolari, ottime finitu e e un’ adeguata attrezzatura per il carico. La disposizione degli organi meccanici è simile a quella di altre elettriche del gruppo VW: il motore
(e, quindi, la trazione) sono posteriori. Ciò favorisce la manovrabilità nello stretto, grazie a un diametro di sterzata contenuto. Detto questo, è apprezzabile il fatto che ci siano montanti anteriori sottili: di fastidiosi angoli bui non c’è pressoché traccia.
Prezzi in euro (Iva esclusa)
COMODA E SILENZIOSA Come si può immaginare, la partita della Enyaq si gioca in grandissima parte sul confort. Che è senza dubbio di alto livello: pavé, lastricato, rotaie del tram, tombini e buche non riescono mai a mettere davvero in crisi le sospensioni, che incassano sempre bene. Pure l’insonorizzazione
Prezzo di listino
39.030
Prezzo della vettura provata
50.586
Airbag anteriori, later. e a tendina
di serie
Android Auto e Apple CarPlay
di serie 1
Assistenza mantenimento corsia
di serie
Attacchi Isofix
di serie
Avviso affaticamento guidatore
di serie
Avviso angoli bui
di serie
Carica DC a 130 kW
443
Cerchi di lega da 19”
di serie
Cerchi di lega da 21”
1.139
Climatizzatore autom. bizona Design selection ecosuite Fari full Led Fari Matrix Led posteriori Frenata autom. di emergenza Head-up display
di serie 1.582 2 di serie 1.131 di serie 705 3
Infotainment con display da 13”
di serie
Kit di riparazione pneumatici
di serie
Monitoraggio traffico posteriore
di serie
Pacchetto Assisted drive plus
197 4
Pacchetto Clima plus
729 5
Pacchetto Comfort plus
885 6
Pacchetto Convenience plus
1.172
7
Pacchetto Drive sport plus
795 8
Pacchetto Family
328 9
Pacchetto Transport
295 10
Pompa di calore Regolatore di velocità attivo Telecamere a 360° Tetto panoramico
1.016 di serie 303 836
Vernice metallizzata
di serie
Volante multifunz. riscaldabile
di serie
In rosso: presente sulla vettura provata. Note: 1) anche wireless; 2) interni di materiale pregiato; 3) con realtà aumentata; 4) include regolatore di velocità attivo e assistenza al mantenimento della traiettoria; 5) climatizzatore automatico trizona, sedili riscaldabili, ugelli lavavetro e parabrezza riscaldabili; 6) sedili a regolazione elettrica con memoria, supporto lombare elettrico, lato guida con massaggio; 7) ricarica wireless, accesso senza chiave, ottimizzazione acustica della vettura, vetri scuri, portellone elettrico; 8) servosterzo progressivo e telaio adattivo; 9) prese 230 V e Usb-C posteriori (due), chiusure di sicurezza bambini e tendine parasole; 10) piano di carico variabile, set di reti ed elementi fermacarico, schienali posteriori ribaltabili dal bagagliaio.
PROVA SU STRADA
TEST SISTEMI ADAS
In collaborazione con
è curata; semmai, sull’asfalto non troppo liscio, sono i pneumatici di larga sezione a generare qualche Radar 3 fastidio per le orecchie dei passeggeri. Sensori ultrasuoni 8 La Enyaq è un’elettrica che si presta bene a diversi tipi d’impiego, anche Lidar – a lungo raggio: l’autonomia media Laser scanner – Range: 5-160 km/h (veicoli) 5-85 km/h (pedoni) rilevata (388 chilometri) è sufficie e per spingersi senza patemi pure oltre DOTAZIONI DELL'AUTO IN PROVA Prezzo Disattivabile Regolabile i confini del pe imetro urbano. Quanto Frenata automatica di emergenza di serie sì no alle prestazioni, magari la Suv ceca non incolla al sedile in accelerazione, Regolatore di velocità attivo di serie sì sì come accade su altre elettriche. Ma, sì no Assistenza mantenimento di traiettoria a richiesta 1 allo stesso tempo, non è affat o bolsa: Avviso angoli bui di serie sì no meglio defini la fluida e p ogressiva nel Monitoraggio traffico posteriore di serie sì no prendere velocità. Passiamo al capitolo ricarica, che può avvenire anche alle In rosso: presente sulla vettura provata. Note: 1) pacchetto Assisted drive plus (240 euro), che include il mantenimento della traiettoria. colonnine pubbliche a 50 kW e perfin (a richiesta) a quelle ad alta potenza. PEDONI Scegliendo quest’ultima possibilità, ATTRAVERSAMENTO (a 5 km/h) Effic e fino a Avvisi oltre a beneficia e di un anno di Adulto 30 km/h sì ••• ricariche Ionity alla tariffa a evolata di Bambino 50 km/h sì ••••• 0,25 euro al kW, in mezz’ora si riempie la batteria dal 20 all’80%. Vale la pena Commento: nelle prove con le sagome dei pedoni, la Enyaq ha avuto qualche incertezza soltanto nei confronti dell’adulto. Come spesso accade, la carrozzina spinta dal manichino di ricordare che la Skoda propone una inganna le telecamere; una volta rimossa, i sistemi sono intervenuti correttamente fin pratica soluzione per pagare l’energia: a 45 km/h. Nessun problema di fronte al bambino: la frenata automatica si è attivata senza problemi fino alla massima velocità prevista dai nostri test (50 km/h). si chiama Powerpass ed è una card (o un’app) che consente di fare il pieno VEICOLI presso la maggior parte dei punti MARCIA IN COLONNA Effic ia Avvisi pubblici europei con un’unica soluzione L'Ufo è fermo al centro della corsia, Parziale sì •• e una fatturazione mensile. In ogni l'auto sopraggiunge a 50 km/h caso, il vero risparmio passa solo L'Ufo è fermo a lato strada, l'auto arriva Impatto sì •• dalla ricarica domestica: se si vuole a 50 km/h. I veicoli sono allineati al 25% un’elettrica, occorrew dotarsi di un posto auto o di un garage con wallbox L'Ufo è in movimento a 20 km/h, Nessun sì ••••• personale. l'auto sopraggiunge a 60 km/h impatto CARATTERISTICHE DEL SISTEMA
1
Telecamera
FALSA PARTENZA L'auto è accodata all'Ufo fermo, che poi parte e, a 10 km/h, frena all'improvviso
Nessun impatto
sì
•••••
Nessun impatto
sì
•••••
PARCHEGGIO L'auto esce dal parcheggio a pettine mentre l'Ufo sopraggiunge a 10 km/h
Commento: nel test di frenata con l’Ufo fermo allineato al 25%, il sistema non interviene per evitare falsi positivi. La Enyaq ha poi registrato qualche incertezza quando si è trattato di arrestarsi da 50 km/h prima del veicolo fermo: la frenata automatica si è attivata in modo tempestivo, ma non con l’intensità necessaria a evitare l’impatto, bensì soltanto a mitigarlo. Molto bene in tutte le altre prove. VALUTAZIONI EURO NCAP Le differenti metodologie rendono i giudizi non direttamente comparabili con quelli delle nostre prove. Per la frenata automatica, l'Euro NCAP prevede un massimo di 9 punti per i pedoni e di 6 per i veicoli.
Anno
2021 Pedoni
6/9 Veicoli
50
5,1/6
SKODA ENYAQ iV
DATI RILEVATI
Ricarica in corr. continua 125 kW a 400volt TEMPI E COSTI
Presa domestica a 2,3 kW 1 (da 0 a 100%) Tempo
37h 13'
Costo (0,20€/kWh)
€ 17,10
90
Efficienza ricarica (%)
9h 06'
Tempo Costo (0,40€/kWh)
81,3 90 1h 55'
Presa a 50 kW a corr. cont. (da 20 a 80%) Tempo kWh erogati
1h 0' € 24,30 48,6 26'
Tempo per ricaricare 100 km
Presa a 350 kW a corr. cont. (da 20 a 80%) Tempo Costo (0,79 €/kWh)2
4,19
30' € 37,30
kWh erogati Tempo per ricaricare 100 km Note: 1) valori stimati; 2) per i clienti Skoda, 0,25 €/kWh.
47,0 13'
10,47
162,2 km/h
Città
466
3,49
8,71
Statale
449
3,62
9,05
Autostrada
292
5,57
13,93
0
km /h
TÀ SI RO O RUM
39 ,0 m
€ 32,50
Efficienza ricarica (%)
Costo (0,50€/kWh)
Media rilevata 388
Fast
*Ricarica domestica, 0,20 €/kWh; colonnina, 0,50 €/kWh
7h 28'
kWh erogati
Tempo per ricaricare 100 km
510 Domestica
010
Tempo per ricaricare 100 km
Presa a 22 kW (da 0 a 100%)
Media omol.
VELOCITÀ MAX (autolimitata)
TA NA FRE
85,6
kWh erogati
AUTONOMIA COSTI (km) (€/100 km)
km
10 ampere
(9
0
11 kW trifase
Motore
70 -1 2
s 7,8
Livelli di ricarica domestica
Ccs Combo 2
0-
SCHEDA TECNICA
Dati dichiarati dalla Casa
/h km
Caricabatteria interno
RIP RE SA
0
Presa
Sulla pista ASC ,5 s h8 di Vairano m/ k 0 (PV) 10
ACC ELE RA ZI O N E
Domestico (Modo 2) Wallbox/colonnina (Modo 3)
Posteriore elettrico sincrono a magneti permanenti Potenza max 150 kW (204 CV) Coppia max 310 Nm
Batteria
Agli ioni di litio, sotto il pianale 12 moduli, 288 celle energia 82 kWh, (77 utilizzabili) Massa 493 kg
Trasmissione
Trazione posteriore Riduttore
Dimensioni e massa
Passo 277 cm, Lungh 465 cm Largh. 188 cm, Alt. 162 cm Massa 2.075 kg Prodotta a Mladá Boleslav (Repubblica Ceca)
LA PAGELLA DI QUATTRORUOTE POSTO GUIDA
••• ••
La giusta via di mezzo fra la posizione di una berlina e quella di una sport utility. PLANCIA E COMANDI
••• ••
BAGAGLIAIO
••• ••
La capienza sfio a i 500litri, con fini ure e attrezzatura di riferimento. Benissimo così. CONFORT
••• ••
Il cockpit è un riuscito mix di stile e razionalità. Molto è demandato al display.
Le sospensioni lavorano molto bene e nell’abitacolo entrano pochi decibel.
INFOTAINMENT
PRESTAZIONI
••• ••
••• •
Lo schermo touch da 13” è scenografi o e off e una gran quantità di funzioni.
Rapida ma progressiva e omogenea: non è brutale nella risposta come altre elettriche.
CLIMATIZZAZIONE
STERZO
••• ••
••• •
L’impianto trizona, qui presente, è optional, così come la pompa di calore.
Non si devono pretendere grandi doti di precisione e rapidità: la vocazione è turistica.
VISIBILITÀ
FRENI
••• ••
••• ••
Ottima davanti, un po’ meno dietro. Le telecamere aiutano nelle manovre.
Bell’impianto, sia in termini di potenza sia per quanto riguarda la resistenza alla fatica.
FINITURA
COMPORTAM. DINAMICO
••• ••
••• •
Qualità dei materiali e attenzione al dettaglio sono semplicemente al top.
Peso e sospensioni morbide si fanno sentire, ma la sicurezza non è in discussione.
ACCESSORI
AUTONOMIA
••• •
••• •
La 80 Executive ha un corredo adeguato. Batteria grande e consumi piuttosto Lunga (come sulle Audi) la lista degli optional. contenuti: 388 km in media e 466 in città. DOTAZIONI DI SICUREZZA
••• •
CONSUMO
••• •
Scorrendo il listino, si scopre che la dotazione punta sull’essenzialità.
I 4,8 km/kWh misurati, in media, sono uno dei migliori valori fra le Suv a zero emissioni.
ASSISTENZA ALLA GUIDA
POWERTRAIN
•••• •
••• •
Su questo allestimento, il livello 2 si raggiunge con il pacchetto Adas (240 euro).
L’architettura raggiunge un buon equilibrio fra prestazioni, consumi e autonomia.
ABITABILITÀ
RICARICA
•••• •
I 277 centimetri di passo portano un grande agio, sia davanti sia in seconda fil .
51
Legenda (vale per tutte le tabelle della prova) • Insufficiente ••Sufficiente •••Discreto ••••Buono ••••• Ottimo • Vale ½ stella ••••• Con lode
DOTAZIONE
Cavo
Editoriale Domus Sistema di qualità certificato ISO 9001 - 2015
PRESTAZIONI
/h ) 6 0,9 dB( A)
RICARICA
••• •
In corrente continua si può arrivare a 125 kW: dal 20 all’80% di carica in 30 minuti.
PROVA SU STRADA
Alimentaz.
Batteria kWh
Autonomia km
Potenza omologata kW (CV)
Potenza di picco kW (CV)
Trazione
Velocità max km/h
Consumo Medio/Max kWh/100 km
50
28.784
E
55
361
70 (95)
109 (148)
220 P
16 0
15,8/16,4
Enyaq iV 60
32.062
E
62
413 70 (95)
132 (179)
310 P
16 0
15,6/16,6
Enyaq iV 60 Executive
33.989
E
62
413 70 (95)
132 (179)
310 P
16 0
15,6/16,6
Enyaq iV 60 SportLine
35.833
E
62
413 70 (95)
132 (179)
310 P
16 0
15,6/16,6
Enyaq iV 80
37.308
E
82
510 70 (95) 150 (204)
310 P
16 0
16,6/18,1
Enyaq iV 80 Executive
39.030 E
82
510 70 (95) 150 (204)
310 P
16 0
16,6/18,1
Enyaq iV 80 SportLine
40.587
E
82
510 70 (95) 150 (204)
310 P
16 0
16,6/18,1
LA GAMMA
ROSSO= 100Y 100M GRIGIO= PANTONE 432 U
Coppia max Nm
Prezzo di listino euro
SKODA ENYAQ iV
in collaborazione con
LA PREFERITA DALLE FLOTTE LA VARIANTE base con batteria da 60 kWh, è la versione d’attacco perfetta per le fl tte perché, pur mantenendo un’ottima autonomia di circa 400 chilometri, che si presta anche per l’utilizzo a lungo raggio, viene proposta con un canone di noleggio di 373 euro per tre anni e 60.00 chilometri, e un anticipo di soli 3.489 euro. La dotazione include: il sistema di infotainment con display da 13”, l’assistente vocale e gesture control, il volante multifunzione, il supporto lombare, i sensori di pioggia e di parcheggio, il cruise control e i cerchi da 19”. Tra i sistemi di sicurezza attiva, ecco la frenata automatica, il riconoscimento
noleggiatori, agli agenti di commercio, ai promotori finan iari e ai professionisti, i quali benefi iano pure di un extra bonus di 500 euro per sconto o permuta. M.S.
della segnaletica stradale e i servizi di chiamata di emergenza. Inoltre, la Casa off e l’11% di sc onto a tassisti e a noleggiatori con conducente, il 12% alle aziende e ai piccoli
VALORE RESIDUO: SOLIDA LA TENUTA DI GRUPPO Quattroruote Professional ha calcolato i valori minimi, medi e massimi delle principali rivali della Enyaq, naturalmente tutti modelli full electric e a ruote alte. Se la Mustang Mach-E spunta quelli migliori, la Suv ceca si piazza sui livelli della “cugina” ID.4 sia a 36 sia a 48 mesi. Dopo tre anni batte la Y di casa Musk, dalla quale viene invece sconfit a allo scoccare del quarto. Previsioni 36 mesi Previsioni 36 mesi
Dati in percentuale Dati in percentuale 30% 30%
35% 35%
48 mesi 48 mesi
Minimo Minimo 40% 40%
Skoda Skoda Enyaq iV Enyaq iV Ford Ford Mustang Mach-E Mustang Mach-E Tesla Tesla Model Y Model Y Volkswagen Volkswagen ID. 4 ID. 4
52
Media Media
43,4% 43,4%
Massimo Massimo 45% 45%
50% 50%
51,0% 51,0%
SKODA ENYAQ iV
SOLUZIONI D’ACQUISTO MANUTENZIONE Ogni 2 anni o indicatore manutenzione acceso
2 ore
Filtro abitacolo – sostituzione Olio freni - sostituzione
RICAMBI € 38,44
Filtro abitacolo
VENDITE Aprile-Giugno 2021
19%
43% (80)
(34) Mondo flotte*
Privati
TUTTA LA GAMMA beneficia
di 6.000 euro d’incentivi, che salgono a 10.000 in caso di rottamazione. Inoltre, la Skoda aggiunge sconti che vanno dall’11 al 12,5%, secondo il canale di vendita, che si sommano a 500 euro di extra bonus. Diverse le formule finanzia ie, tra cui quelle a valore futuro garantito Clever value. I tassi partono dal 2,99% in 48 mesi per finanziamenti fino a 15.000 e o; per l’intero prezzo, con 72 mesi di rate ed estensione di garanzia per quattro anni/60.000 km (valore di 380 euro),
il tasso è del 4,99%. La soluzione Skoda per facilitare le ricariche si chiama Powerpass: un servizio gratuito per sempre composto da app+card. Sono disponibili tre tariffe composte da un costo fisso mensile e uno variabile in base ai consumi, con fatturazione mensile e tariffe agevolate in tutta Europa. Chi poi sceglie gli optional per la ricarica ultra veloce fino a 120 o 125 W (540 euro), avrà tariffe ancora più vantaggiose (0,30 euro/kWh) per la M.S. ricarica alla rete Ionity.
NOLEGGIO A LUNGO TERMINE
Piccole variazione tra le proposte di Arval e quelle della finan iaria della Casa. In entrambi i casi è scorporato il pagamento della tassa di proprietà. Durata TOTALE
Chilometri inclusi
185
Canone mensile (+ Iva) Anticipo (+ Iva)
36 mesi 80.000
48 mesi 100.000
€ 599
€ 569
€ 5.000
€ 5.000
Note: le offerte della multinazionale francese prevedono l’assicurazione completa (Rca, incendio e furto, danni), la manutenzione ordinaria e straordinaria, il soccorso stradale con assistenza 24 ore su 24, la disponibilità al ritiro dell’usato e la consegna a domicilio con vettura completamente sanificata. Ricordiamo che la tassa di proprietà ora è a carico del driver.
38%
Durata
(71) Autoimmatricolazioni**
Chilometri inclusi
* Flotte di proprietà + leasing + noleggio a lungo e breve termine ** Autoimmatricolazioni dei costruttori e delle concessionarie Fonte: Dataforce
Canone mensile (+ Iva) Anticipo (+ Iva)
36 mesi 60.000
48 mesi 80.000
€ 483
€ 518
€ 3.489
€ 3.489
Note: la proposta prevede l’assicurazione completa (Rca e incedio e furto, danni e tutela conducente con alcune franchigie), la manutenzione ordinaria e straordinaria, il soccorso stradale (con traino), l’assistenza 24 ore su 24 e l’accesso a un portale dedicato ai clienti Skoda. Ricordiamo che la tassa di proprietà ora è a carico del driver.
53
NOVITÀ DA FLOTTA
ANTEPRIMA
Tutti i modelli adatti ai driver aziendali in arrivo NEI PROSSIMI MESI
In azzurro i restyling, in rosso i modelli nuovi
Jeep Compass
Maserati Levante ibrida
Tesla Model Y
Cupra Born
Mazda CX-5
Mercedes EQS
MG EHS
Seat Arona
Seat Ibiza
Kia Ceed
Mercedes CLS
Skoda Fabia
OTTOBRE
Audi Q4 e-tron Sportback
BMW iX
Peugeot 308
Porsche Macan
Skoda Kodiaq
NOVEMBRE
Audi RS 3 Sportback
Dacia Spring
DS 4
Maserati Grecale
BMW Serie 2 Coupé
Kia EV6
Land Rover Range Rover
Lexus NX
Nissan Ariya
Honda HR-V
Jeep Grand Cherokee
Mercedes EQB
Nissan X-Trail
Skoda Enyaq Coupé
Kia Sportage
Renault Mégane eVision
Toyota bZ4X
MARZO
BMW Serie 7
Citroën C5 X
Ford Mondeo Evos
Mercedes EQE
Opel Astra
APRILE
BMW Serie 2 Active Tourer
Honda Civic
Land Rover Range Rover Sport
Toyota Aygo Cross
Volvo CX20
MAGGIO
Ford Focus
Maserati GranTurismo
Mercedes EQS Suv
Volkswagen Passat
Volvo CX90
GIUGNO
Alfa Romeo Tonale
Dacia Bigster
LUGLIO
AGOSTO
SETTEMBRE
DICEMBRE
2022 GENNAIO
FEBBRAIO
A pagina 56
Land Rover Range Rover Smart Subaru elettrica Suv elettrica Suv elettrica
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Volkswagen Polo
Volvo C40 Recharge
A pagina 57
NOVITÀ DA FLOTTA
CUPRA BORN
Il primo modello a zero emissioni del marchio spagnolo deriva IN TUTTO E PER TUTTO DALLA VOLKSWAGEN ID.3. Ma in più off e una personalità stilistica spiccata e una variante sportiva da 231 CV Fabio Sciarra
E
ra nata inizialmente con il marchio Seat. Poi, nella trasformazione da concept car a modello di serie, il gruppo Volkswagen ha cambiato rotta e deciso di affid e la prima elettrica nativa di stirpe iberica (sfrutta la piattaforma Meb, progettata ad hoc per le zero emissioni) al più giovane e sportivo brand Cupra. Con la conseguenza di un posizionamento ben diverso, più orientato alle prestazioni, e di un design dai tratti più marcati e dai dettagli più vistosi. La Born, in ogni caso, non è una compatta sportiva a senso unico, perché se da un lato le è stato riservato l’onore di portare al debutto un powertrain più potente (231 CV grazie alla funzione di e-Boost: con la batteria da 58 kWh, impiega 6,6 secondi sullo 0-100 e off e un’autonomia di 420 km Wltp; con quella da 77 kWh, 0-100 in 7 secondi e 540 km di percorrenza), dall’altro il cuore della gamma rifl tte quello della gemella Volkswagen ID.3:
alla base si trova la versione da 150 CV (batteria da 45 kWh, autonomia di 340 km Wltp, 0-100 in 8,9 secondi), mentre nel mezzo dell’offerta c’è quella da 204 CV (58 kWh, 420 km, 0-100 in 7,3 secondi). Identiche alla ID.3 anche le prestazioni in fase di alimentazione: grazie alla potenza massima accettata di 125 kW in corrente continua, questa Cupra può guadagnare 100 chilometri di autonomia in sette minuti oppure passare dal 5 all’80% dello stato di carica in 35 minuti. 56
L’impiego della piattaforma Meb fa della Born un modello sulla cresta dell’onda anche in termini di contenuti tecnologici. Qui rispondono all’appello quadro strumenti digitale riconfigu abile, head-up display, infotainment con schermo da 12 pollici, servizi online Cupra connect. In tema di assistenza alla guida, infine, scendono in campo cruise control predittivo, Travel assist, Side ed Exit assist, riconoscimento della segnaletica ed Emergency assist.
NOVITÀ DA FLOTTA
MERCEDES EQS
Si candida al ruolo di REGINA ASSOLUTA DELL’ELETTRICO, la nuova ammiraglia di Stoccarda. E ne ha le credenziali: 770 chilometri d’autonomia Wltp, tecnologia da salto nel futuro F.S.
F
orse è ora che la Classe S inizi a guardarsi le spalle. Perché è nata un’auto in grado di contrastarne il primato. Il punto è che le è nata proprio dentro casa: si chiama EQS e nei suoi cromosomi la Mercedes ha infuso tutto il meglio di cui è capace oggi. Per capire il livello dello sforzo profuso in questo progetto, bisogna guardarci dentro. Nell’abitacolo della EQS trova posto l’Hyperscreen, un maxi schermo
largo 1,41 metri, che va da un lato all’altro della plancia, racchiudendo al suo interno tre display dedicati, rispettivamente, al guidatore, all’infotainment (un Oled da 17,7”) e al passeggero. L’Hyperscreen è radicale tanto nel design quanto nell’interfaccia: addio ai menu, qui è l’intelligenza artificiale a po tare sotto gli occhi di chi guida le funzioni più rilevanti, secondo la situazione. Ugualmente di prim’ordine le scelte a livello di
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powertrain: la EQS, che toccherà i 770 chilometri di autonomia Wltp (anche grazie a un altro record, quello del coefficie e aerodinamico più basso di sempre: 0,2), sarà proposta al debutto – in Italia nel corso dell’estate – in due varianti, la 450 (motore posteriore da 333 CV e 568 Nm, 0-100 in 6,2 secondi, velocità limitata a 210 km/h) e la 580 4Matic (due motori, 523 CV e 855 Nm, 0-100 in 4,3 secondi, velocità limitata a 210 km/h). Due anche le proposte di batteria, 90 o 107,8 kWh, con software aggiornabile over-the-air, catodo con percentuale di cobalto ridotta al 10%, potenza di carica fino a 200 kW in corrente continua per guadagnare 300 km in 15 minuti e sistema di gestione Mercedes Me Charge, che consente funzioni come il vehicle-to-grid e il Green charging, con cui la Casa reimmette nella rete una quantità di energia rinnovabile pari a quella assorbita per la ricarica. Ciliegina sulla torta, un anno di abbonamento alle colonnine fast di Ionity.
L'INTERVISTA - GIUSEPPE DI MAURO
SOTTO IL CIELO DI STELLANTIS
Il gruppo franco-italiano VIRA DECISO VERSO IL GREEN, come conferma il suo director corporate b2b sales & remarketing division. Che ritiene strutturale la ripresa del noleggio a lungo termine Emilio Deleidi
O
rigini catanesi, 43 anni, Giuseppe Di Mauro, ingegnere meccanico, inizia il suo lungo percorso nel mondo automotive, occupandosi di ricambi, customer satisfaction, sviluppo rete after sales e vendite. Dal febbraio 2020 si dedica alla clientela corporate, prima per i brand del gruppo PSA, ora – in veste di director corporate b2b sales & remarketing division – di Stellantis. Oggi si trova a gestire una pluralità di marchi sotto Stellantis. Ci sono vocazioni specifi he per ognuno o li proponete in modo trasversale? L’approccio è trasversale: tutta la gamma di prodotti di ognuno dei nostri brand è “tagliata” per la clientela b2b.
Il settore è molto sfaccettato, con clienti che assomigliano più al canale retail-consumer e altri che sono invece più vicini all’acquisto di commodity. Con la nostra offerta siamo in grado comunque di soddisfare qualunque tipo di esigenza. Spetta a noi il compito di gestire il portfolio clienti in modo da proporre loro il prodotto corretto. Quali sono i trend del primo semestre del 2021? Il mercato del lungo termine sta dando segnali positivi rispetto al 2019: almeno in questo settore siamo tornati ai livelli pre-pandemia. Gli incentivi governativi sicuramente hanno avuto un ruolo, ma bisogna tenere conto del fatto che i contributi che rendevano molto appetibile l’acquisto di un’auto
prevedevano la rottamazione di un vecchio esemplare, cosa che, di fatto, non riguardava quasi mai le aziende. Quindi, la ripresa del mercato va attribuita a elementi strutturali. Il continuo apri e chiudi ha influi o sulle strategie dei fle t manager, creando un clima d’incertezza? Non si sono più visti gli stessi fenomeni di allungamento del tempo di utilizzo delle vetture in fl tta che avevano caratterizzato il primo lockdown, nel 2020. Malgrado le chiusure, anche quest’anno il processo della formazione delle car list aziendali si sta svolgendo quasi regolarmente. Lo scorso anno ascoltavamo i fle t manager per aiutarli soprattutto su aspetti differenti rispetto all’acquisto dei prodotti, perché il fenomeno era stato estremamente violento e inaspettato. Adesso, invece, il nostro daily business si sviluppa in maniera quasi regolare. Siete quindi tornati a relazioni più tradizionali con la clientela, dopo la sbornia digitale del 2020? Siamo stati fulminei nel riconvertici alla modalità di lavoro virtuale,
IL PLUG-IN SALE SULLE JEEP Le Renegade e le Compass adesso sono disponibili con le nuove motorizzazioni ibride ricaricabili, a trazione integrale (4xe)
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SOTTO IL CIELO DI STELLANTIS
imparando a seguire i nostri clienti anche con le nuove tecnologie in maniera efficace; così oggi disponiam di una soluzione in più per gestire i rapporti con loro, anche se in questo tipo di business riteniamo comunque più efficie e un ritorno agli incontri in presenza, pur essendo riusciti a concludere un anno come il 2020 con numeri in crescita. C’è stato un cambio di paradigma, ma che ha ampliato le nostre possibilità di relazione. Così, di recente, abbiamo organizzato eventi “fisici , ma, quando alcuni clienti non si sentivano pronti, siamo passati senza problemi alle modalità digitali.
GIUSEPPE DI MAURO Dopo la laurea in ingegneria meccanica, ha trascorso molti anni in PSA, dove ha ricoperto diversi ruoli in differenti ambiti, prima di diventare director corporate b2b sales & remarketing division di Stellantis
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L’INTERVISTA - GIUSEPPE DI MAURO
Per la clientela business, Stellantis dispone sia di captive sia di rapporti privilegiati con i grandi noleggiatori: come ripartite l’offe ta? Il nostro ruolo è stare sul mercato, quindi le captive per noi sono partner importanti, ma nella misura in cui partecipano alla strategia complessiva del gruppo, seguendo gli orientamenti; serviamo in maniera paritaria, infatti, tutti gli operatori del settore.
perché il tessuto micro-imprenditoriale del Paese è sempre molto vivo. Ogni giorno nascono nuove aziende, che supportiamo vendendo loro servizi, per i quali le auto sono solo un tramite. Cresce l’attenzione delle aziende nei confronti dei modelli più green? La posizione di Stellantis è etica: non produciamo modelli green per seguire i trend del mercato, ma per contribuire
NON PRODUCIAMO MODELLI GREEN PER SEGUIRE LA MODA DEL MOMENTO, MA VOGLIAMO DARE UN CONTRIBUTO ALLA DECARBONIZZAZIONE DEL PAESE Non utilizziamo le captive per prevalere in un mercato o in un altro, ma come partner che ci accompagnano nella nostra visione globale. Professionisti e partite Iva: è un segmento che potrà crescere ancora? Il tessuto economico dell’Italia, al netto degli strascichi che la pandemia inevitabilmente lascerà, è costituito prevalentemente da Pmi, che hanno necessità specifi he, rispetto alle grandi corporation: hanno bisogno di prossimità e di venire seguite con prodotti e relazioni peculiari. Che noi off iamo grazie alla nostra rete di distribuzione, in grado di seguire da vicino le realtà di queste aziende. Aumenteremo, quindi, gli investimenti e il focus sul nostro network, anche
chiaramente alla decarbonizzazione del Paese. Il mercato sta accelerando sotto questo profilo e noi siamo p onti a cavalcarlo in tutte le sue declinazioni: la nostra gamma è il frutto di anni di studi fatti molto prima che la domanda per questa tipologia di prodotti iniziasse a crescere. Ciò si traduce in un’ampiezza dell’offerta che consente di soddisfare tutte le esigenze. Vale anche per i fle t manager che devono fare i conti con il Tco? Quanto a numeri assoluti, il corporate non è ancora allo stesso livello del retail: questo perché, per buona parte del 2020, i fle t manager hanno dovuto gestire problemi di altro genere. Ma è soltanto un ritardo temporale, perché ci sono diverse grandi aziende
60
che si trovano sulla soglia di decisioni quasi definiti e per la conversione del loro parco veicoli, anche per poter assumere, come noi, una posizione certamente attiva nel processo di decarbonizzazione del Paese. Alla fine, il con o complessivo deve tornare, ma è lì che risulta fondamentale il nostro ruolo di consulenza nella scelta del migliore mix di soluzioni e delle modalità del loro utilizzo. Parliamo di modelli: quali sono quelli più gettonati dal mondo business? E quali, in arrivo, appetibili per questa particolare clientela? Tra le novità recenti, la Jeep ora offre la soluzione ibrida plug-in sulle Renegade e sulle Compass, che le rende interessanti per il mondo fleet. Ma possiamo contare anche sulla Nuova 500, sulla Opel Corsa-e e sulle Peugeot e-208 ed e-2008, tutte full electric. Grandi richieste ci sono pure per la Peugeot 3008, la Opel Grandland X, la Citroën C5 Aircross e la DS 7, tutte nell’ambito delle plug-in. Poi arriveranno anche la DS 4, verso fine anno, e la DS 9, con la loro version elettrificata, olt e all’ibrido per l’Alfa Romeo Tonale, previsto per il 2022.
OFFENSIVA ALLA SPINA È ampia l’offerta elettrifica a dei marchi dell’ex gruppo PSA: Bev e ibride plug-in, del resto, sono sempre più presenti nelle fl tte
Perchè scegliere l’outsourcing di MyFleet Solution Un parco auto aziendale comporta numerose attività operative ed amministrative solitamente difficoltose da gestire in house. Esternalizzare queste operazioni e quindi scegliere l’outsourcing significa avere più tempo per la gestione strategica e l’ottimizzazione dei processi con conseguente riduzione dei costi di amministrazione.
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NUOVI OPERATORI
AUTONOLEGGIO NON STOP Dall’incontro tra RENTAL PLUS E PARKINGO nasce RENT SMART 24, un servizio attivo 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno. Con una fl tta di alto profilo e pa chetti complementari Alberto Vita
Q
uando un noleggiatore a medio o lungo termine, con una fl tta di veicoli per le pre-assegnazioni (Rental Plus) incontra una rete di parcheggi aeroportuali – e non solo – con uno spiccato senso dell’innovazione (ParkinGo) può scoppiare l’amore. Nasce così Rent Smart 24, il nuovo autonoleggio aperto 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno, che vuole cambiare i paradigmi del settore. “Non volevamo essere identificati come meri broker di noleggio a lungo termine o di autonoleggio oppure come operatori di remarketing, ma proporci sul mercato come un vero e proprio mobility hub. Così, malgrado la pandemia, abbiamo continuato nella strategia di diversifica e la nostra offerta, aprendo negli aeroporti”, spiega il general manager di Rental Plus, Stefano Orlandini. La società era già presente negli scali, all’interno del terminal di Fiumicino in primis, ma grazie all’incontro con ParkinGo il progetto ha preso velocità. “Ora siamo attivi in ben 13 aeroporti italiani e nei centri storici di Firenze Genova e Padova, così come nelle stazioni ferroviarie di Bologna, Napoli e ancora
Padova. A breve, inoltre, allargheremo il campo d’azione”, dice Orlandini. Anche ParkinGo non è stata ferma, durante la pandemia. “Abbiamo offerto la possibilità di effettuare i tamponi negli scali per i passeggeri italiani e stranieri. E ora vogliamo fornire nuovi servizi ai nostri clienti, a partire dal noleggio delle auto, che abbiamo già proposto in passato”, afferma il chief marketing officer della soc tà, Silvio Cavallo. “Ci affidiamo a op atori locali per il breve termine”, continua il manager, “mentre utilizziamo le nostre GetMyCar per la condivisione
di auto private e LeaseGo per il lungo termine. Inoltre, avevamo ospitato il lancio di Goldcar in Italia. Ora con Rent Smart 24 off iamo un servizio di mobilità in toto: dal parcheggio al noleggio, con vetture di categoria superiore. Ai nostri clienti, ben 2,7 milioni, riserviamo uno sconto del 10% e una franchigia minima, per permettere loro il pieno uso della carta di credito in vacanza”. OFFERTA PREMIUM La proposta di Rent Smart 24 parte da una fl tta nata da un servizio di pre-assegnazioni, composta da auto di alta categoria (tra cui anche 30 Maserati) e, comunque, da veicoli ben equipaggiati anche se di segmenti inferiori: “Le 500 ibride che proponiamo sono, per esempio, in allestimento Dolcevita”, commenta Orlandini, che sottolinea come la società abbia “un accordo forte con Volvo, Jaguar Land Rover e Mercedes, della quale
SPORTELLO SARDO Il desk a triplo marchio ParkinGo, Rental Plus e Rent Smart 24 allo scalo di Olbia Costa Smeralda: è ubicato appena fuori dal sedime aeroportuale
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AUTONOLEGGIO NON STOP
SIAMO DUE AZIENDE ITALIANE CHE VOGLIONO FARE LA DIFFERENZA CON LA QUALITÀ DEI SERVIZI, SENZA SCATENARE ALCUNA GUERRA DEI PREZZI STEFANO ORLANDINI GENERAL MANAGER RENTAL PLUS
acquisiremo diversi modelli verso fine anno. Parlando di numeri, abbiamo una fl tta ben dimensionata e utilizzata rispetto al business che intendiamo intraprendere: un giusto mix tra il breve, adatto soprattutto nei mesi di luglio e agosto, e il medio termine. Le vetture di alto livello, inoltre, servono a compensare i ritardi sempre più frequenti nelle consegne delle auto scelte dai driver aziendali. Che, in molti casi, sono contenti di provare modelli ai quali non avrebbero mai pensato”. L’offerta racchiusa in un sito appena lanciato, ovvero Rentsmart24.com, e gestito proprio da GetMyCar, è al momento una mera vetrina, ma Cavallo assicura nuovi sviluppi a breve, nonché un’app per rendere ancora più facile la fruizione del servizio. Il marketing manager della rete di parcheggi, che conta ben 90 location in tutta Europa, prevede inoltre uno sbarco anche all’estero: “In Spagna, Paese nel quale siamo presenti da anni e ben conosciuti, ma anche in Germania e nell’Europa dell’Est, dove la nostra proposta ha ottime possibilità di attecchire”. Rent Smart 24 non intende farsi largo sul mercato a colpi di pricing: “Siamo due aziende italiane che, tengo a sottolinearlo, vogliono fare la differenza con la qualità dei servizi, che deriva dalla nostra conoscenza del mondo auto e dalla forte presenza di ParkinGo negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie”, chiosa Orlandini.
ORLANDINI & CAVALLO Qui a sinistra, il fondatore e general manager di Rental Plus, Stefano Orlandini. Sopra, Silvio Cavallo, chief marketing officer di ParkinGo e membro del cda di GetMyCar
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ANALISI WEBFLEET
FLOTTE AZIENDALI SOTTO ATTACCO Ricerca della società olandese sugli incidenti stradali. Sono numerosi quelli provocati da comportamenti scorretti dei driver. Così come le richieste di RISARCIMENTO DANNI, pur senza colpe evidenti Alberto Vita
L’
Europa è il continente al mondo più sicuro dove guidare. Ma l’obiettivo, fissa o dall’Unione Europea con l’iniziativa Vision 0, di arrivare a zero vittime entro il 2050 e a una riduzione del 50% delle lesioni gravi causate da incidenti stradali tra il 2020 e il 2030 sembra ancora molto lontano. L’argomento interessa soprattutto chi macina tanti chilometri, come i driver aziendali. Lo dimostra anche il “Report europeo sulla sicurezza stradale nel 2021”, nel quale, a fianco di tudi di primari
organismi europei, la società di telematica Webfle t Solutions (già Tom Tom Telematics, dal 1° ottobre 2019 nel gruppo Bridgestone) ha realizzato un sondaggio raccogliendo le opinioni di 1.050 fle t manager in sette Paesi europei, Italia compresa. Primo elemento da considerare: gli incidenti stradali che coinvolgono driver aziendali in Europa, negli Stati Uniti e in Australia rappresentano dal 25 al 33% di tutte le morti sul lavoro. Il 42% degli intervistati da Webfle t, del resto, afferma che i veicoli del proprio parco auto 64
sono coinvolti da uno a cinque sinistri all’anno, causati, nel 90% dei casi circa, da un errore umano. I comportamenti più rischiosi al volante denunciati dai fle t manager sono l’utilizzo del cellulare o di altri dispositivi elettronici (per il 77% degli interpellati), la stanchezza (75%), l’andatura eccessivamente veloce o il mancato arresto al semaforo rosso oppure a uno stop (74%), l’utilizzo scorretto della cintura di sicurezza (73%), il fumo (71%), la disattenzione nei confronti degli allarmi di bordo (per esempio,
FLOTTE AZIENDALI SOTTO ATTACCO
SVEZIA
22
NORVEGIA
20
DANIMARCA
35
PAESI BASSI
34
REGNO UNITO
28
IRLANDA
22
BELGIO
56
LUSSEMBURGO
36
Morti per milione di abitanti negli incidenti stradali, anno 2019. Fonte: Acea
PORTOGALLO
MENO VITTIME NEL NORD Le morti in Europa per milione di abitanti (vedere a sinistra), causate da incidenti stradali, sono tendenzialmente più basse nei Paesi del Nord, dove tra l’altro negli ultimi anni si è registrato un calo. L’Italia si piazza al 12° posto.
61
SPAGNA
36
FRANCIA
48
SVIZZERA
22
GERMANIA
57
ITALIA
55
AUSTRIA
46
UNGHERIA
62
REP. CECA
58
POLONIA
77
quelli che indicano la pressione insufficie e dei pneumatici; 71%), l’assunzione di cibo o di bevande (69%) e la scarsa manutenzione dell’auto, foriera di guasti (66%). L’utilizzo del cellulare – in primo luogo –, il mancato impiego delle cinture di sicurezza e la distrazione provocata da fumo, cibi o bevande sono, accanto alla risposta tardiva agli imprevisti, le cause principali degli incidenti stradali anche per la società di telematica video Lytx, che ha analizzato oltre 1 miliardo di ore di filmati, iguardanti più di 1 milione
di conducenti. I dati di Webfle t individuano in luglio e agosto i mesi più pericolosi sulle strade e nelle cinque del pomeriggio l’ora maggiormente a rischio, manco si fosse nel pieno della corrida mirabilmente descritta da Garcia Lorca nella poesia “A las cinco de la tarde”. INVESTIMENTI IN SICUREZZA Secondo Insurance Europe, nel Vecchio Continente gli incidenti stradali comportano una domanda d’indennizzo media per una Rca di 3.468 euro, mentre il costo medio 65
di un’istanza di danno è pari a 1.349 euro. Richieste che le aziende accettano nel 21-30% dei casi. Spesso anche quando la colpa non è evidente – due volte su tre si ritiene che le richieste danni fatte contro i propri conducenti spesso siano false – perché, sottolinea la ricerca di Webfle t, ben il 75% dei fle t manager crede che i presunti comportamenti scorretti alla guida dei propri dipendenti possano causare un danno reputazionale alla società. Sono di diverso tipo gli investimenti fatti dalle aziende nel campo
ANALISI WEBFLEET
15%
per niente
Altri automobilisti
37%
31%
molto
della sicurezza, volti a proteggere tanto i driver quanto i veicoli. E riguardano soprattutto la presenza sempre più massiccia di Adas (nell’equipaggiamento di serie o come optional), di videocamere (per capire cos’è successo in caso di sinistro) e, nel caso dei veicoli commerciali leggeri, di elementi hardware
aggiuntivi. I manager interpellati 20% poi insistito anche da Webfle t hanno poco sull’importanza della gestione dei dati sullo stile di guida dei driver, per la quale è fondamentale investire 34% sulla telematica di bordo. abbastanza Questo però spesso non avviene, primariamente per ragioni di costo, ma anche per la diffico à d’integrarla
GLI INCIDENTI NELLE FLOTTE AZIENDALI CHE COSA PROVOCA
Gran parte dei fleet manager ritiene che uno stile d GLI INCIDENTI 42% 50% negativo sull’azienda. 51% guida inadeguato abbia un impatto delleFLOTTE flotte dei responsabili NELLE AZIENDALI
delle flotte ha veicoli inattivi per troppo tempo
subisce almeno teme che i driver Le maggiori preoccupazioni
42%
delle flotte subisce almeno un incidente all’anno per auto
non guidino in sicurezza
50%
90%
90%
degli incidenti stradali include l’errore umano
Ci si affida agli equipaggiamenti di serie, ma anc a tanti strumenti after sales per migliorare la sicurezza. Le principali tecnologie utilizzate
delle flotte ha veicoli inattivi per troppo tempo
10%
18%
di chi guida per lavoro si è addormentato alla guida
degli incidenti stradali include la stanchezza
10%
18%
di chi guida per lavoro si è addormentato alla guida
degli incidenti stradali include la stanchezza
uso cellulare
75% stanchezza
71%% cintura guasti non 73 noncomunicati usata 69%% fumare bere mentre si guida 71 mentre si guida 66 manutenzione 71%% mancata guasti non comunicati
Altri automobilisti
15%
per niente
37%
31%
20% poco
Ti preoccupano le false richieste d’indennizzo di altri automobilisti contro la tua fl tta?
38%
videocamera cruscotto
37%
specchietti aggiuntivi
36%
monitoraggio gomme
34%
antisbandamento
32%
dati sullo stile di guida
30%
avvisi presenza pedoni
28%
66
17%
3% 42%
34%
abbastanza
69%Webflee bere mentre si guida Fonte: 66% mancata manutenzione
segnaletica veicolo
I propri conducenti
molto
73% % velocità cintura non usata 74 elevata 71%% semafori fumare mentre guida 74 o stop si mancati
47%
I rischi maggiori per le fl tte
74% uso velocità elevata 77 cellulare 74 % semafori o stop mancati 75% stanchezza
videocamere
I TIMORI DEI FLEET MANAGER laterali 25% E COME EVITAREsponde I SINISTRI
I comportamenti più pericolosi al volante
77%
con la tecnologia esistente, per motivi di sfiducia o di manca a conoscenza, 3% resistenze ma pure per possibili da parte dei dipendenti, in particolare per ragioni di privacy. Tutti42 ostacoli % che, secondo la società di Amsterdam, Entrambi Nessuno sono superabili: in media il ritorno dei due dell’investimento, in questo campo, avviene in sei-nove mesi.
51%
dei responsabili teme che i driver non guidino in sicurezza
degli incidenti Le cause dei sinistri stradali include l’errore umano
17%
...E CHE COSA SI PUÒ FARE PER EVITARLO
UN INCIDENTE...
un incidente all’anno per auto
I propri conducenti
Nessuno dei due
Entrambi
VEICOLI COMMERCIALI
L’AVANZATA DEGLI ELETTRICI Un tempo rari e poco competitivi, i mezzi da lavoro a batteria sono sempre PIÙ NUMEROSI ED EVOLUTI. Il mercato off e un ampio ventaglio di proposte, con autonomie in netta crescita
S
Roberto Barone ono tanti, sempre più evoluti, flessibil e con maggiore autonomia. Se fino a ualche mese addietro i veicoli commerciali elettrici facevano capolino nelle concessionarie in rari estemporanei esemplari, più per rappresentanza che per le loro concrete capacità di competere con la concorrenza delle versioni a motore
termico, oggi il mercato off e un discreto ventaglio di proposte evolute che coprono tutte le taglie e quindi off ono soluzioni adatte alle più svariate applicazioni. Una spinta cui ha contribuito senz’altro anche il recente boom dell’e-commerce. In questo ambito, bisogna tuttavia distinguere tra gli elettrici nativi, che derivano cioè da una piattaforma EV dedicata, e quelli che invece subiscono
una “trasmutazione green” partendo dalla tradizionale versione diesel. DALLA CINA CON FURORE Tra i primi rientra, per esempio, il cinese Maxus eDeliver 3, furgone medio venduto in Italia dal gruppo Koelliker attraverso il programma KGen, un sub-brand con il quale l’azienda milanese identifica un in ero sistema di prodotti e servizi di mobilità.
VAN GREEN DEL GRUPPO SAIC Commercializzato in Italia dal gruppo Koelliker, il cinese Maxus e-Deliver 3 è disponibile in due lunghezze e con batterie di due potenze, da 35 o 52,5 kWh, per un’autonomia fino a 342 k .
68
L’AVANZATA DEGLI ELETTRICI
LA NOVITÀ, SOPRATTUTTO SU ALCUNI FURGONI DI TAGLIA MEDIA E GRANDE, È IL MOTORE POSTERIORE POSIZIONATO DIRETTAMENTE SULL’ASSE DI TRAZIONE CARROZZERIA CONDIVISA Il nuovo Opel Movano-e (sopra) condivide la piattaforma con i commerciali di taglia grande Fiat Ducato, Citroën Jumper e Peugeot Boxer. A sinistra, il Ford E-Transit e, accanto, il Mercedes -Benz eSprinter,
È disponibile in due lunghezze (4,56 o 5,15 metri) e con batterie al litio da 35 o 52,5 kWh, per autonomie dichiarate fino a 342 km nel cicl urbano. La garanzia è di 5 anni o 100.000 km (8 anni o 160.000 km la batteria di trazione), con servizio di assistenza stradale incluso. Entro l’anno sarà proposto anche con telaio cabinato. Accanto a lui, il fratello maggiore eDeliver 9, in arrivo proprio a luglio, che pur essendo elettrifica o, ha esordito su alcuni mercati con motori diesel. Ferma restando la trazione anteriore, viene proposto come furgone (accumulatori da 51,5, 72 e 88,55 kWh) o autotelaio (65 kWh) e arriva
a 353 km d’autonomia; uguali i termini di garanzia. L’eDeliver 3 parte da 30.409,84 euro Iva esclusa, l’eDeliver 9 da 55.368,85. Per accelerare la mobilità a emissioni zero delle merci (e non solo) si punta dunque anche su un’offerta onnicomprensiva basata sul veicolo e un corollario di servizi dedicati. IL PIANO MOBILIZE È quello che fa il Gruppo Renault con le soluzioni raggruppate sotto il marchio Mobilize. L’offerta è naturalmente 100% elettrica e si basa su tre tipologie di mezzi: Duo,che è essenzialmente un car sharing con microvetture a due posti; Bento che sulla stessa base si 69
dedica invece al trasporto merci fin a un metro cubo di capacità; Hippo, un sistema modulare per le consegne dell’ultimo miglio, scalabile di 200 kg alla volta fino a un massimo di 3 m³ Mobilize fa poi consulenza e progettazione per l’installazione e la gestione delle colonnine di ricarica, off endo soluzioni su misura. I CUGINI DI STELLANTIS In casa Stellantis, il nuovo Opel Movano (elettrico e diesel), passa dalla piattaforma condivisa con il Renault Master a quella dei commerciali grandi Fiat Ducato, Citroën Jumper e Peugeot Boxer. La versione “alla spina”
VEICOLI COMMERCIALI
FLOTTE ALLA SPINA Il nuovo E-Ducato di Fiat Professional (a sinistra) è entrato a far parte della fl tta di Deutsche Post DHL; accanto, i 16 MAN eTGE acquistati dall’azienda di logistica romana Big. In alto, il Citroën e-Berlingo.
utilizza la stessa unità dei cugini con 122 CV e due alternative di batterie, 37 o 70 kWh, per un’autonomia di 117 o 224 chilometri nel ciclo misto Wltp. Rispetto alla precedente versione, proposta a trazione sia anteriore sia posteriore, si passa a un’architettura a motore trasversale e ruote motrici anteriori, applicata a furgoni completi e autotelai a cabina singola o doppia; la gamma delle carrozzerie chiuse prevede quattro lunghezze e tre altezze, per capacità massime del furgone da 8 a 17 m3, mentre i pesi totali spaziano fra 2,8 e 4 tonnellate, con portate fin a 2,1 tonnellate. LA SECONDA GENERAZIONE Tra i furgoni grandi sono già pronti a sfornare una seconda generazione modelli come il Mercedes-Benz eSprinter, che introducono novità sostanziali rispetto agli attuali, passando - al contrario dei precedenti - al motore posteriore direttamente sull’asse di trazione. Una decisione che mira probabilmente ad “accontentare”
mercati con esigenze e abitudini lontane da quelli europei. Atteso per il 2023, il nuovo eSprinter avrà uno schema basato su tre taglie di batterie fino a 100 kWh, due passi varianti furgone, autotelaio e minibus. Sviluppato sulla base della variante a trazione posteriore con pesi totali fin a 4,25 tonnellate, l’E-Transit sarà invece disponibile dal 2022 in configu azione furgone o autotelaio cabinato - nel primo caso con capacità fino a 15,1 m³ pari a quelle del Jumbo proposto anche per il modello diesel - e portate fin a quasi 2 tonnellate. Il motore elettrico ha una potenza di picco di 198 kW (269 CV) e una coppia di 430 Nm; anche in questo caso, a differenza della maggior parte dei concorrenti elettrificati, è mon ato al posteriore, dove peraltro le sospensioni diventano a ruote indipendenti. La batteria di 67 kWh del nuovo modello a zero emissioni locali promette un’autonomia fino a 350 km, secondo il cicl di omologazione Wltp. Un altro sicuro protagonista del futuro delivery a emissioni zero è il MAN eTGE, variante 70
elettrica del gemello del VW Crafter: ha un propulsore da 100 kW/136 CV e 290 Nm di coppia massima abbinato a una batteria da 35,8 kWh (garantita 8 anni) che promette una percorrenza fin a 115 km. Il carico utile è di 950 kg nella versione da 3,5 tonnellate. E poi c’è il Fiat E-Ducato: con la stessa capacità di carico del modello termico (da 10 a 17 m3) e una portata fin a 1.950 kg, monta un motore anteriore da 90 kW con 280 Nm di coppia massima e due opzioni per le batterie (da 47 e 79 kWh) con un’autonomia dichiarata rispettivamente di 227 e 370 km (ciclo urbano Wltp) e un corredo di 8 anni (o 160 mila km) o 10 anni (220 mila km) di garanzia. Per quanto riguarda i leggeri di taglia più piccola, sono pronti al debutto sulle strade i cugini Citroën e-Berlingo, Peugeot E-Partner e Opel Combo-e: condividono un’unità con una potenza di 100 kW (136 CV) e 260 Nm di coppia e una batteria da 50 kWh che, secondo i dati dichiarati, ha un’autonomia fino a 27 km. Sulla stessa base, infine, i oyota Proace City electric e Nissan e-NV200.
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NUMERO 14 Luglio-agosto 2021 Supplemento a Quattroruote Numero 791 Luglio 2021
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RAPPORTO ANIASA
Il lungo termine resiste, boom della telematica
HANNO COLLABORATO Roberto Barone Mario Francesco Colombo Emilio Deleidi Andrea Rapelli Mario Rossi Salvatore Saladino Fabio Sciarra Margherita Scursatone
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ASC (pista di Vairano) Marcello Tomaselli
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