Page 1

il Tascapane

il giornale che ti porti dietro

www.tascapane.it

N.6/ DICEMBRE - GENNAIO 2010

PROBLEMA DI FONDO

intervista esclusiva GLI SKIANTOS

l’ultimo episodio di A.Bort...

su cosa si poggiano le finanze delle associazioni universitarie? ...scopriamo insieme il Fondo Culturale di UniFe

...ma sarà davvero l’ultimo?

tendenze il FOOD DESING


i

Carlo Elisa Ricc Loc Pigato,

Denis Chri

Sara (gr St Auton Inform

(luca

M

Editor Legale Regis Stamp Platt

Il nostro p rispetto de manifestar di diffusio alcun rapp


IL TASCAPANE

3

EDITORIALE

il giornale che ti porti dietro NUMERO 6 / dicembre - gennaio 2010

Caro Bando Culturale, ti scrivo...

Foto di copertina: Pietro Marino flickr.com/photos/pietromarino

Lettera aperta agli strutturati amministrativi dell’Università degli studi di Ferrara

DIRETTORE RESPONSABILE Cono Giardullo VICEDIRETTORI Luca Iacovone Edoardo Rosso REDAZIONE

Carlo Alberto Biasioli, Bianca Bonati, Chiara Bonetti, Elisa Brighi, Enrico de Camillis, Domenico Del Conte, Riccardo Gamba, Alessandro Gammaldi, Veronica Locatelli, Andrea Milan, Luca Pianese, Piervittorio Pigato, Federica Toscano, Marilina Totaro, Silvia Trapani, Carolina Venturoli

BLOGGERS (www.tascapane.it)

Denise Ania, Nicola Aporti, Fiorella Arveda, Francesco Chrisam, Dario Gentile, Fausto Montagna, Federico Pansini, Stefano Pelizzola

HANNO COLLABORATO

Sara Albertini (S.I.S.M.), Ass. Amnesty International (gruppo Ferrara), Ass. Officina, Ass. R.U.A., Ass. Student Office, Coord. Onda Ferrara, “Etudiant Autonome” (Parigi), Nicola Franceschini, “Inchiostro”, Informagiovani Ferrara, Domenico Paolicelli, Stefania Sansone, Alessio Savina, Marcello Stellin, Gladys Valverde

PROGETTO GRAFICO

Luca Iacovone, Edoardo Rosso (lucaiacovone@yahoo.it; edoardorosso@hotmail.it)

MARKETING & COMUNICAZIONE Luca Pianese (joker619@hotmail.it)

Editore: Associazione NoSS - Non Solo Studio – Sede Legale: Via Montebello 111, Ferrara - c.f. 93073220381 Registrazione al tribunale di Ferrara n°11 del 10/09/08 Stampa: ITALIA TIPOLITOGRAFIA S.r.l. - via Majocchi Plattis 36/38, Ferrara - C.F. e P. I.V.A. 01137550388

Il nostro periodico è aperto a tutti coloro che desiderino collaborare nel rispetto dell’art.21 della Costituzione che così recita: “Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, non costituendo, pertanto, tale collaborazione gratuita alcun rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione autonoma”

Ferrara, 2 dicembre 2009 E’ fine Ottobre quando viene pubblicata la classifica per la destinazione delle risorse del Fondo culturale. Insorgono le solite polemiche, che sempre accompagnano la settimana post-pubblicazione da quando la prima volta sentii parlare di Bando culturale 5 anni fa, giovane matricola universitaria. Nasce proprio in quei giorni, da parte della nostra redazione, la voglia di far chiarezza. Siamo in 6, giovani giornalisti volenterosi di raccontare come i complicati ingranaggi del fondo culturale funzionino. Chi meglio degli strutturati amministrativi, ovvero i componenti della complicata macchina che sta dietro procedure e regolamenti di attuazione ministeriali, fin troppo noiosi anche per uno studente di Giurisprudenza, potrebbe spiegarci agevolmente il tutto? Qualcuno sembra ricordarci che disgraziatamente siamo ancora studenti, così nel giro di una settimana ci vediamo chiudere molte porte in Via Savonarola, Rettorato UniFe, di fronte alle richiesta (scritte) di interviste ai responsabili del procedimento del Fondo Culturale. “Ma come?” cominciamo a chiederci “i servizi universitari e i plessi amministrativi strutturati in modo da fornire maggiori servizi a noi studenti non ci rispondono?” Le uniche risposte che otteniamo, infatti, sono quelle dei professori e degli studenti, che si rendono disponibilissimi a spiegarci il complicato meccanismo. Ma non ci saranno mica segreti? Ma no è tutto sotto la lente di ingrandimento del Consiglio di Amministrazione universitario. E allora perché cari strutturati amministrativi ci avete fatto aspettare un mese per concederci semplici interviste chiarificatrici, per poi dileguarvi dietro qualche rocambolesca scusa: “Dovete chiedere l’autorizzazione del Rettore (ce l’abbiamo), del capo ufficio stampa (abbiamo anche questa), e poi non so chi altro...?” Fatto sta che è arrivata la fine di Novembre ed il Tascapane deve andare in stampa. Noi gli appuntamenti con i lettori cerchiamo di rispettarli, anche se nessuno ci paga. A proposito cari lettori, per sapere come andrà a finire, vi chiedo di pazientare e aspettare la video-inchiesta che pubblicheremo non appena i nostri diligenti strutturati amministrativi avranno superato tutte le barriere che si frappongono tra la libera manifestazione del pensiero e l’autorizzazione a rilasciare un’intervista. Fine della lettera.

Cono Giardullo

p.s. Sarà un caso che da quando ci siamo messi in testa di spiegare agli studenti come funziona il sistema che distribuisce i fondi messi a disposizione per le nostre attività culturali/sociali non si apra la pagina del sito concernente il fondo culturale?/ Facciamo così, ve la copio in calce, non si sa mai che il vostro computer riesca ad aprirla:http:// www.unife.it/studenti/agevolazioni/i-nostri-servizi/i-nostri-servizi/fondo-culturale

Comune di Ferrara

Provincia di Ferrara

Università degli Studi di Ferrara


4

IL RACCONTO DI EDO

Sorriderò (ovvero alcune suggestioni d’autunno, raccolte nella pianura a

nord del Po, ai piedi delle Alpi, quella terra sorvegliata dagli aironi, dalle rane e dalle zanzare, una terra che l’uomo ha sottratto alla palude per renderla terreno agricolo... in questi giorni di shopping compulsivo prenatalizio è stata quella terra, la mia, a suggerirmi la più semplice delle risposte alla più complicata delle domande...)

Se ne stanno impettiti, schierati come soldati in rivista.

Non temono il mezzo agricolo. Aspettano immobili che il trattore sfili come un generale davanti a loro. L’aratro rivolta la terra. Emerge quella più scura e umida. Si frantuma quella di superficie, più secca.

PRIM PIAN

SPEC

L’airone attende, nella sua muta nobiltà, il passaggio del mezzo. Poi distende le ali, si sporge in avanti, decolla ma si tiene basso. Con un colpo preciso del becco afferra una rana e la inghiotte. Atterrato poco più in là, attende in mezzo ai compagni il secondo passaggio del trattore. Questa pianura odora d’autunno. Resto a osservarla. I suoi orizzonti, le geometrie cartesiane del lavoro agricolo. I suoni piatti, distesi come sul fondo di uno stagno sconfinato. I boati lontani delle automobili sulla Torino - Milano, quelli monotoni dei trattori, gli aerei da turismo. Tutto si amalgama senza fratture, senza eco. In casa preparo un tè. Inizia a far buio fuori. Sette chilometri più in là brillano le prime luci artificiali. Distinguo il profilo della città, poggiato sulla linea d’orizzonte. Qui, c’è ancora luce, c’è il riverbero luminoso del dopo tramonto. Quanto ancora la città avanzerà in questa direzione? Queste stesse terre arate, come le vedranno i miei figli? Giungerà fin qui l’ombra della monumentale scritta Bennet che, per ora, se ne sta là, alle porte della città, luminosa e inquietante come i fuochi dei Tartari? Il vapore sale dalla superficie scura del tè, danza come una zingara poi si disperde nel fresco della cucina. La finestra affaccia sul retro, dove c’è il giardino. La quercia, le betulle, il nocciolo... Più in là, l’orto. Benchè triste e spoglio, è capace di trasmettere quiete. C’è una serenità consapevole anche nelle foglie cadute, nell’erba incolta... c’è la certezza della rinascita primaverile e poi i ricordi. I tè delle cinque con le amiche della nonna. I pasticcini glassati, le partite di Bridge. Ma c’è anche il nonno. In lontananza, magro, taciturno ma sorridente, di un sorriso diverso. Sorride a noi nipoti che gli teniamo la scala mentre lui raccoglie le amarene. Sorride a noi, non alle carte né alle paste. Il trattore giunto al fondo alza l’aratro, si volta e ripassa davanti a quella schiera solenne di aironi. Pazienti e precisi. Per nulla impauriti. Custodi del significato profondo che abita questa terra. L’ultimo sorso è già freddo e il telecomando mi strappa da quella contemplazione trascinandomi dentro al tigì della sera. Là fuori gli aironi tornano ai nidi e, anche se non ne sono consapevole, parte di quel significato è già con me. Lo capirò. Certo non ora. Magari domani, magari passando le amarene ai nipoti. E allora, forse, sorriderò. Edoardo Rosso

ASSOC


RUBRICHE

SOMMARIO p3 p4 p6 p7

editoriale: Caro Bando Culturale, ti scrivo.. il racconto di Edo: Sorriderò La Contropinione: Chi trova una babysitter... Spiragli fotografici: il Ritratto

PRIMO PIANO

p8

PROBLEMA DI FONDO

p 13 p 14 p 15 p 16

SfD: Gli spari sopra Lisbona sono per voi Erasmus: Party in the USA Giornalismo universitario: Inchiostro e L’Etudiant Autonome Tribuna Politica: Fondo Culturale

p 18 p 19 p 20 p 21 p 22 p 23

fm world: Chi ascolta cosa musica: Skiantos arte: Andrea Caretto e Raffaella Spagna tendenze: Food desing letteratura: Oliviero Malaspina PassWorld: Give Peace a web!

ASSOCIAZIONI

p 24 p 26

Amnesty: La guerra nello Yemen Informagiovani: Informazione

p 28 p 29 p 30 p 31 p 32

Senza Tabù e il Grande Porco Colleghi d’Italia Media network universitario CUS: Tutti pazzi per il fitness Il Tascapane ha bisogno di te

CITTA’

UNIVERSITA’

Onda Ferrara

CULTURA

SPECIALE p 12

5


.M.

6

PEER EDUCATION ALE Ovvero: tutto ciò che avreste sempre voluto sapere ma che non avete osato chiedere ai vostri professori e genitori!

I PEC

S

S S.I.

Chi trova una babysitter, trova un tesoro Da Mary Poppins alla prostituzione

E’ possibile acquisire nozioni scientifiche divertendosi? Si possono imparare cose importanti, e impararle tanto bene da poterle poi trasmettere agli amici, avendole ascoltate da alcuni (quasi) coetanei? Con la peer-education sì. Ed è per questo che, non solo in Italia, si sta diffondendo questo modo di trasmettere concetti, soprattutto nel campo dei comportamenti a rischio (alcool, droghe, malattie sessualmente trasmissibili) tra gli adolescenti. Il SISM (Segretariato Italiano Studenti Medicina) ha fatto suo questo modo di “insegnare”, e in particolare lo ha scelto per la prevenzione dell’HIV/AIDS ai ragazzi delle scuole Medie (inferiori ma soprattutto superiori). Il SISM può contare sul fatto che i peer educator che conducono l’incontro sono studenti di medicina, che possono quindi garantire l’obiettività di quanto viene detto, e far sì che l’incontro centri il suo obiettivo, senza la necessità della supervisione di un adulto come un professore, che farebbe perdere molto dell’efficacia del confronto tra pari. La sede locale di Ferrara organizza incontri di peer education della durata di un’ora (la durata è fondamentale per rendere gli incontri intensi e interessanti fino alla fine) con le classi seconde del Liceo Scientifico sull’HIV, i suoi metodi di trasmissione e

alcuni cenni sull’AIDS. Si cerca non di spiegare ma di far vivere ai ragazzi i concetti e le informazioni, in modo che li facciano propri con naturalezza, senza il peso dello studio e dell’interrogazione. Per questo l’incontro non è una lezione frontale, ma uno scambio di idee che permette di arrivare insieme alla risposta e all’informazione concreta e completa. Si cerca di esemplificare con alcuni semplici giochi alcuni concetti di base, e di condurre la discussione in modo libero e spontaneo, lasciando che, facendo domande e ragionando sulle risposte, i ragazzi possano arrivare a comprendere l’importanza dell’argomento trattato e siano in grado di ragionare in modo consapevole sui comportamenti da assumere nelle situazioni che si troveranno ad affrontare. Per questo alla fine dell’ora viene verificato con un questionario anonimo quanto abbiano capito, quanto il linguaggio utilizzato fosse per loro comprensibile e quanto l’incontro sia stato interessante, perché, per quanto i peer educator siano preparati e competenti sul piano dei concetti, il vero risultato si ottiene quando si stabilisce un contatto con i ragazzi e si cattura la loro attenzione, così da poter trattare qualsiasi argomento, certi che ascolteranno con un’attenzione a volte insolita per una classe di più di venti ragazzi! Sara Albertini S.I.S.M. Sede Locale di Ferrara

“Studentessa universitaria cerca lavoro come babysitter. Esperienza e massima serietà”. Un annuncio come un altro di cui Ferrara, come altre città, è piena. Ragazze che cercano di racimolare due soldi per una gonna nuova, un libro scolastico, le vacanze di Natale o semplicemente per la bolletta dell’acqua.

“La vita della babysitter modello non è semplice come sembra, il suo iter è tortuoso e pieno di insidie”. A raccontarmelo sono Anna, Francesca, Silvia e Assunta. Questi i nomi di fantasia con cui vi propongo le storie realmente accadute a quattro studentesse ferraresi. Pubblicato l’annuncio arrivano le prime telefonate, le prime e-mail e di conseguenza le prime speranze. Anna gioisce, pensa già al gruzzoletto che avrà in tasca a breve, mentre dall’altra parte del telefono c’è un uomo. Nella migliore delle ipotesi, mi racconta, è il buon padre di famiglia che ha sfornato una squadra di calcetto e sta cercando una persona affidabile alla quale lasciare i propri pargoli per passare una serata romantica con la moglie. Ma solitamente vuole altro. La prende larga, ci gira intorno, cerca di intortare per bene la malcapitata e poi le propone di posare per lui per una serie di foto che valgono più dell’oro: anche 1000 € a set. Non importa l’aspetto, basta che tu dica di sì. Tanto, se hai bisogno di soldi, perché non accettare questo “lavoro”, che ti permette di guadagnare molto di più in un tempo decisamente ridotto? “Dal fotografo a luci rosse passare al regista hard-core è un gioco da ragazzi” mi spiega Francesca. Si spaccia come talent scout del porno, in cerca di nuove comparse per i suoi film da immettere nel mercato “cinematografico”. Se avete più fortuna, si torna sul classico. Il tipico cinquantenne che è nuovo della città, non conosce nessuno, ha bisogno di muoversi per il centro, e cerca compagnia per andar a mangiar una pizza, è il caso di Silvia. Altrimenti vi beccate il camionista, che lascia il paese in serata, e ha solo voglia di divertirsi un po’ prima di ripartire. E perché non portare pure il proprio ragazzo?! Lui ha detto che gli piace se “lo famo strano”. Parola di Assunta. E giusto per stare al passo con la terminologia moderna, da quando babysitter è sinonimo di ESCORT?! Elisa Brighi


ente

uo iter esca, storie

ail e di oletto c’è un dre di o una e una rende poi le ell’oro: di sì. voro”, mente è un scout re nel ssico. suno, ndar a

e ha ortare rano”.

uando

Brighi

Spiragli fotografici

IL RITRATTO Fare un ritratto fotografico è quasi come fermare in uno scatto la personalità del soggetto e dargli voce raccontandolo attraverso una personale, intima e sintetica composizione visiva. E’ un genere molto diffuso ma allo stesso tempo complesso proprio per il suo ruotare intorno alla figura umana e della sua rappresentazione. E’ un provare a mettere in gioco le proprie abilità tecniche unite a quelle psicologiche. Non esistono regole canoniche da seguire nè un manuale da cui apprendere poichè molto è lasciato all’interpretazione del personaggio che ci si trova di fronte, ma sicuramente si può tener presenti alcuni piccoli accorgimenti utili come amichevoli consigli. Un buon ritratto è secondo me principalmente dovuto al rapporto che si instaura con il soggetto immortalato e a quella preziosa abilità del saper mettere a proprio agio le persone davanti ad un obiettivo, tanto da poter cogliere quella naturalezza dell’espressione e quell’ attimo di schiettezza rubata all’intimità. “Un ritratto - come insegnava il fotografo Cartier Bressòn - è frutto di una reciproca disponibilità” . Certo risulterà di uguale importanza anche un’ attenzione verso una composizione equilibrata tra soggetto e contesto. Meglio cercare di riempire il fotogramma senza lasciare nè troppo spazio vuoto che va a a sminuire il personaggio principale, nè effettuare tagli eccessivi. Bisogna porre attenzione a quello che si va ad immortalare e godersi la foto prima dello scatto,osservandola nel mirino o nello schermo della compatta. Lo sfondo può assumere un’ importanza fondamentale se completa il significato del personaggio ma non dovrebbe mai entrare in competizione col soggetto tanto da deviare l’attenzione dello sguardo dello spettatore. Altro accorgimento potrebbe essere scegliere accuratamente il punto di vista dal quale riprendere un viso. E’ sempre molto personale ma è bene comunque saper mettere in luce il lato che che più riesce ad esaltare la peculiarità di un’ espressione. Ruolo decisivo è poi quello della luce che spesso ha il poter di stravolgere o accentuare i tratti di un soggetto. Una luce diffusa in ambiente esterno è una delle condizioni più favorevoli, stando attenti a posizionare il soggetto rivolto verso la fonte luminosa. La scelta della messa a fuoco di un

foto di elemento infine, ci può permette di aggiungere significato al ritratto, per questo è spesso efficace mettere a fuoco gli occhi della persona che abbiamo di fronte, facendo così diventare lo sguardo il fulcro della nostra foto. Dopotutto nella fotografia amatoriale non per forza serve avere obiettivi stratosferici o potenti strumenti per fare un ritratto ad un nostro amico o ad uno sconosciuto fermato per strada. Meglio piuttosto un’ attenzione maggiore verso la persona che ci sta di fronte, un tocco di sguardo personale che interpreti il soggetto e un pò meno di impulsività nello scattare alla rinfusa sperando in un colpo di fortuna.

di Chiara Bonetti

Chiara Bonetti

“veneto jazz festival- The cookerstribute to freddie hubbard”

il reportage di Domenico Paolicelli su www.tascapane.it


8

PRIMO PIANO

Fondo culturale, ovvero i soldi di UniFe per le attività culturali. Come vengono distribuiti? Chi decide? Quali sono le associazioni? Molte non hanno neppure un indirizzo e-mail nè un sito internet... Ci siamo addentrati nella burocrPazzia per raccontarvi ciò che è sotto gli occhi di tutti ma pochi vedono...

Sono 60 mila gli euro stanziati dall’Università di Ferrara per le attività culturali degli studenti.

il Sondaggio

Una bella somma destinata a finanziare i progetti presentati dalle associazioni studentesche: giornali, viaggi, conferenze, spettacoli e simili... COME FUNZIONA - Le associazioni presentano i progetti e una commissione (due docenti e due studenti) li valuta. Ogni progetto ottiene un punteggio e, in base a quello, un determinato finanziamento. Incuriositi da questo sistema (che molti studenti neppure conoscono) siamo andati a interpellare i diretti interessati, ovvero i membri della commissione cultura. Questo al fine di realizzare una piccola videoinchiesta che è tutt’ora in corso. Ma perché? vi chiederete... Bèh, ogni anno è la stessa storia. Al momento di vedere i risultati e scoprire quindi quanto hanno totalizzato i progetti presentati si diffonde il malcontento e qualcuno arriva a gridare allo scandalo. In effetti basterebbe a far storcere il naso il fatto che nella commissione che valuta e decide sull’erogazione dei fondi ci siano due studenti che, inevitabilmente (vedi specchietto “tecnico”), si ritrovano a giudicare, fra gli altri, anche i progetti presentati dalla stessa associazione di cui

sono membri. In pratica con una mano danno e con l’altra prendono. GLI INTERPELLATI - Su questo punto, cioè un possibile conflitto d’interesse tra giudicante e giudicato, il Professor Nappi (Presidente Commissione Cultura) rassicura: “La domanda che ponete è legittima, io stesso come Presidente ho qualche dubbio circa l’opportunità di una simile composizione della commissione. Confermo però che gli studenti in commissione non hanno fatto pressioni particolari per avvantaggiare le proposte provenienti dalle loro associazioni”. E circa lo svolgimento delle sedute spiega: “Io propongo un punteggio che può essere accettato o rimesso in discussione qualora gli altri componenti della commissione non siano d’accordo”. 1/3 DEL FONDO - Nessuna irregolarità dunque. Sta di fatto che osservando i numeri e facendo una semplice addizione si scopre che circa 17 mila euro sono stati destinati alla stessa associazione di cui fanno parte gli studenti che svolgono il ruolo di “giudici” nella Commissione cultura. Significa quasi un terzo dell’intero Fondo. Per chiarire questa apparente sproporzione incontriamo Francesco Fersini (componente Commissione Cultura nonché Presidente

Partecipa all’inchiesta del Tascapane! Nove quesiti per misurare, vagliare e pesare le attività finanziate con il Bando Culturale dell’anno 2008/2009. In tantissimi avete già risposto al nostro appello: più di cento al momento in cui vi scrivo. I risultati del sondaggio saranno presentati sul sito del tascapane non appena il campione di studenti intervistato raggiungerà quota 500. Ci interessa riuscire a presentare un quadro assolutamente rappresentativo di come gli studenti ferraresi valutano le attività che sono state finanziate nello scorso anno accademico. Non vogliamo creare con ciò una sorta di giuria ufficiosa che consacri o sfiduci le scelte fatte dalla commissione ufficiale: non vi chiediamo infatti di giudicare i progetti, ma le attività effettivamente relaizzate dalle associazioni con i finanziamenti loro concessi. Controllare come i soldi sono stati spesi dalle associazioni dovrebbe essere momento più importante, forse, della assegnazione stessa dei finanziamenti, invece, spesso, ci si accontenta di verificare solo la congruità delle fatture presentate con le somme concesse. Così anche i progetti più

dell’associazione Student Office): “La mia associazione è molto ramificata in tutte le facoltà e quindi è normale che siano presentati molti progetti. In commissione siamo comunque in quattro e le domande sono valutate attentamente”. Come lavorate? “Il segretario fa l’elenco con relativi importi, noi leggiamo i progetti, li classifichiamo e poi si valuta tutti insieme”. Pare dunque che sia tutto regolare. Eppure il fatto che quasi un terzo (può verificarlo chiunque consultando la graduatoria che pubblichiamo) dei fondi finisca nelle mani della stessa associazione continua a impensierirci. Così ci rivolgiamo alla segreteria del Rettore. Nessuna risposta via mail e un’ acidissima segretaria riescono quasi a farci desistere ma incontrando casualmente il Professor Bianchi in Rettorato otteniamo un appuntamento per il giorno stesso. “Ciò che conta – specifica il Professor Patrizio Bianchi, Rettore Unife – non è tanto la rendicontazione amministrativa che comunque è disponibile, ciò che mi interessa è piuttosto la rendicontazione sociale. Quali esiti hanno avuto quei 60 mila euro? Che ricaduta c’è stata sulla popolazione universitaria?”. Il punto sollevato dal Rettore è senz’altro (CONTINUA a fianco)

interessanti possono in concreto trasformarsi in buoni sconto, rieservati a parenti e amici stretti, per divertenti vacanze, o in cenette e finte conferenze per pochi intimi. E’ lecito addirittura cambiare radicalmente l’oggetto del finanziamento.Vi chiediamo quindi di supllire questa assoluta mancanza con il vostro voto: gli studenti dovrebbero essere i fruitori ultimi di tutte le attività finanziate, tutti dovrebbero poter essere informati, seguire e valutare la vita e le attività delle associazioni beneficiarie. Soprattutto oggi, grazie ad internet, le associazioni che selgono di essere trasparenti, accettando così il giudizio dei propri utenti, possono esserlo fin troppo facilmente - sempre che lo vogliano. Per questo ti chiediamo di rispondere ai nove quesiti pubblicati a questo indirizzo: http://tascapane.it/home/images/sondaggio.doc di scaricare il file word e inviarlo, compilato, all’indirizzo e-mail del Tascapane: noss@live.it di Luca Iacovone

GRADUATORIA 2009/2010

PROBLEMA DI FONDO

n. 1 – C propos n. 2 – H propos n. 3 – A conces aderen n. 4 – A di ques un serv n. 5 – R l’Unive attività. n. 6 – E finanzia alle atti associa n. 7 – Q male i s n. 8 – A finanzia n. 9 – L associa e valuta comun interne


9

(SEGUE da pagina precedente) interessante. E ci ha ispirato il sondaggio che trovate illustrato in queste pagine e su Facebook (per partecipare è sufficiente cliccare sul link http://tascapane.it/home/ images/sondaggio.doc e spedire il modulo compilato a noss@live.it).

de? iamo .

GRADUATORIA 2009/2010

a mia tutte siano sione ande Come con etti, li me”. ppure carlo atoria nelle tinua alla posta cono ando i in o per

Per ulteriori informazioni: http://www.unife.it/studenti/agevolazioni/inostri-servizi/copy_of_fondo-culturale

essor on è ativa e mi zione ei 60 sulla

’altro fianco)

sconto, e, o in dirittura ediamo o voto: attività seguire iciarie. elgono utenti, gliano. bblicati e-mail

ovone

La nostra video-inchiesta prosegue e quando sarà pronta la troverete su www.tascapane. it. E’ palese che le regole consentono un grave conflitto di interessi. Ma che ci può fare il singolo studente più o meno indignato? Innanzitutto seguire i progetti, proprio a partire dalla graduatoria. Leggetela e chiedetevi: quest’associazione la conosco? Questo progetto mi piace? Mi ha coinvolto? Allenare una buona coscienza sociale è già un buon primo passo. Per chi invece milita nelle associazioni e ha voglia di perder tempo, è possibile chiedere i verbali delle sedute di Commissione Cultura. Chiedete e vi sarà dato. Certo non subito. Certo dovrete attendere, sollecitare, rifare, sperare, talvolta imprecare ma alla fine otterrete la documentazione. E questo è il secondo passo. Poi forse andrebbe rivisto il meccanismo. E su questo punto il Rettore si è detto disponibile a discuterne in Senato Accademico. Luca Pianese e Edoardo Rosso

n. 1 – Conosco i progetti e le attività proposte da quest’associazione. n. 2 – Ho fruito delle attività/progetti proposti da questa associazione n. 3 – A beneficiare del finanziamento concesso sono stati solo i pochi aderenti quella stessa associazione. n. 4 – Attraverso le attività e i progetti di questa associazione è stato offerto un servizio a tanti studenti. n. 5 – Ritengo sia stato giusto che l’Università abbia finanziato queste attività. n. 6 – E’ stato eccessivo il finanziamento offerto dall’Università alle attività proposte da questa associazione. n. 7 – Questa associazione ha speso male i soldi ottenuti dall’Università. n. 8 – Auspico che queste attività siano finanziate stabilmente dall’Università n. 9 – Le attività proposte da questa associazione possono essere seguite e valutate attraverso strumenti di comunicazione aperti a tutti (siti internet, social network, forum…)

Nella prima colonna sono indicate le associazioni che hanno beneficiato del Bando Culturale , con accanto l’ammontare in euro di cui hanno beneficiato per i loro progetti . Nelle colonne successive inserisci un numero, da 1 (per niente) a 5 (molto), che indichi quanto, secondo te, le affermazioni di seguito riportate sono valide in riferimento ai progetti finanziati. Scrivi NN se non hai un parere in proposito. CAM (centro accoglienza matricole) Percorsi 2009 STUDENT OFFICE Hospice; Discovering the Science; Il desiderio Infinito? la qualità della vita; Viaggio nella musica classica; studere, passione per l’essere; Visita alle realtà educative; SISM Segretariato Italiano Studenti Medicina - Ospedale dei Pupazzi; Project Smile X (clown therapy); Ciclo di Conferenze Mediche; Corso Lingua Italiana Segni ELSA European Law Student Association – L’eutanasia e il Testamento Biologico

(convegno) MOTOR CLUB Dalla Teoria alla Progettazione (progettazione e realizzazione di un prototipo) Farmacisti Senza Frontiere – Iniziative: Cineforum “Accesso ai Farmaci” LIBRA: una voce per tutti (periodico) ASCAF (Associazione degli Studenti Camerunensi a Ferrara): Settimana dello Studente RUA: ORFEO “Rivista Universitaria Studentesca” Tana Libera: UniArt 2 (esposizione opere creative studentesche)

GENTE COMUNE Escursione Didattica Vienna - Linz WHO CARES Radiofilia PROYECT AMERICA LATINA Apprendere le culture straniere assistendo gli studenti stranieri INDEED CLUB Alla scoperta di imprese ed istituzioni UBIK Autoproduzioni (periodico) NON SOLO STUDIO Periodico studentesco “il Tascapane” OVER VIEW Lione-Parigi, viaggio culturale


10

PRIMO PIANO

l’intervista

di Carolina Venturoli

Risponde Enrico Bagli, studente universitario della Facoltà di Fisica, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Amministrazione (CdA), membro del Consiglio degli Studenti e membro dell’associazione Student Office. C: Visto che fai parte di un’associazione culturale (S.O.) e che sei membro della Commissione del fondo culturale, come riesci a valutare tutti i progetti (compresi quelli presentati dalla tua stessa associazione) senza cadere in conflitto d’interessi, restando super partes? E: Premetto che Student Office è un’associazione radicata in varie facoltà, i progetti sono molteplici e io ho fatto parte di uno solo di questi. Certamente gli altri li conosco, perché sono stati ideati da miei amici e collaboratori. È un lavoro difficile. Ti viene chiesto di essere super partes. In quel momento non sei membro dell’associazione Student Office. Lì sei consigliere d’amministrazione. Se in Consiglio studenti si decide su un determinato progetto lo valuto che mi piaccia o non mi piaccia. Questo è il concetto di base. Certo raggiungere l’unanimità su un determinato punto è meglio. Ed è un aspetto a cui tengo molto, poiché credo che senza l’unanimità si rispecchi solo una parte degli studenti. I progetti delle associazioni universitarie fanno parte di tutti gli studenti, non solo di un’associazione. C: Come funziona la votazione? E:Non si fa una vera e propria votazione. Non si fa una media matematica per arrivare al punteggio finale. Il presidente della commissione, il prof. Nappi, solitamente è il primo a proporre. Ascoltiamo la proposta e, a seguito della discussione su un determinato progetto, si danno i tre diversi punteggi rispetto ai tre criteri di valutazione. Nella maggior parte dei casi ci troviamo d’accordo sulla valutazione dei progetti. C: Alla luce delle contestazioni che nascono ogni anno alla fine delle decisioni prese dalla Commissione del fondo culturale, quali proposte per migliorare il meccanismo? E: Un primo passo è già stato fatto: la creazione dell’albo delle associazioni, con la nascita del quale solo le associazioni registrate possono essere materia di discussione del fondo culturale. Un secondo passo sarà allargare i membri della Commissione, in rispetto alla normativa vigente.

l’opinione

CHI TACE ACCONSENTE?

Grandi nebbie offuscano la burocrazia accademica, quando poi si cerca di risalire ai dati relativi ai soldi stanziati. Dati che dovrebbero essere pubblici, perché come i fondi che vengono dati alla luce del sole anche il loro utilizzo dovrebbe risultare limpido, sono invece chiusi sotto chiave. Per la sola consultazione, e quindi non necessariamente la divulgazione,

i tempi di attesa sono esorbitanti. Richieste che sembrano cadere nel dimenticatoio, non sempre quello che si cerca verrà rilevato, se poi non preceduto da “valida motivazione”. Era interessante prendere due progetti similari e metterli a confronto, come ad esempio due cicli di conferenza proposti da due diverse associazioni, e vedere come affrontano lo sviluppo del progetto stesso, le spese fatte e l’organizzazione, nonostante il divario economico tra i due. Ma questo purtroppo non

ci è possibile, a meno che non cominciamo a far supposizioni, e noi è attraverso dei dati specifici invece che dovremmo parlare. Ma se per richiedere anche una semplice intervista, con l’intento di spiegare in modo cristallino il funzionamento del fondo culturale, ci ritroviamo davanti ad un muro impenetrabile, costretti a mandare richieste scritte a terzi che non rientrano nell’ambito, il dubbio poi arriva inevitabilmente. Elisa Brighi


PRIMO PIANO tecnicamente

Fondo culturale: tutti ne parlano, ma come funziona?? La legge 3 Agosto 1985 n°429 insieme al regolamento di attuazione D.M. 15 Ottobre 1986 stabilirono negli anni Ottanta le regole per la gestione dei fondi destinati alle iniziative e attività culturali/sociali attinenti alla realtà universitaria. La normativa è piuttosto scarna, lasciando grande discrezionalità ai componenti della Commissione Cultura, che decide dell’ attribuzione finanziaria ai progetti. Questi i criteri di massima stabiliti nel nostro Ateneo: 1) Rilevanza culturale della proposta (punti, fino a 45/100) 2) Rilevanza organizzativa della proposta (punti, fino a 30/100) 3) Ampiezza dei destinatari (punti, fino a 25/100). Risulta facoltativa la possibilità di convocare il responsabile del progetto per avere dei chiarimenti sullo stesso e la possibilità di revoca del finanziamento ove quel denaro non venga speso o non ne venga giustificata fiscalmente la destinazione. Il Consiglio di Amministrazione (CdA) è il più importante organo universitario, perché in realtà gestisce l’economia dell’Ateneo. Il CdA ha a capo il Rettore come Presidente, il Direttore amministrativo come Segretario e poi vari strutturati amministrativi e professori, insieme ad un unico studente universitario

11

proveniente dalle fila del Consiglio degli Studenti. All’interno del CdA viene eletta una Commissione Cultura, che proprio secondo la legge citata è composta pariteticamente da professori e studenti già componenti del CdA o provenienti da organi affini. Nell’Ateneo ferrarese essa è composta da due professori, di cui uno è nominato Presidente e due studenti, lo studente già presente in CdA e uno dei due rappresentanti nel Senato Accademico. Il Senato Accademico è l’organo di indirizzo politico dell’Ateneo, per intendersi, quell’organo che l’anno scorso aveva la possibilità di decidere della privatizzazione dell’Università con la legge 133/08. Il Senato Accademico è composto da 2 studenti, il Rettore (presidente del Senato), il Direttore Amministrativo (segretario del Senato), gli 8 Presidi di facoltà, i 9 professori responsabili delle aeree disciplinari e 2 rappresentanti del Consiglio personale tecnico-amministrativo. Infine il Consiglio degli studenti, organo del tutto facoltativo, però presente nell’Ateneo ferrarese. Qui gli studenti vengono eletti direttamente dagli studenti durante le elezioni biennali (le prossime a Maggio 2010) ed entrano in carica per due anni. Sono attualmente 31 i consiglieri e durante la prima riunione vengono votati il Presidente e il Vicepresidente che diverranno membri del Senato Accademico, il rappresentante presso il CdA ed altre cariche. Esso ha funzioni per lo più consultive, guarda alle contribuzioni a carico degli studenti e controlla gli interventi sul diritto allo studio. Cono Giardullo


TENDENZE

speciale ONDA - FERRARA

A chi interessa il futuro dell’Università pubblica? Onda Ferrara – csu ondaferrara@gmail.com

E’ in gioco il nostro futuro. Il futuro dell’università pubblica, quello del libero accesso alla cultura e al sapere, minacciato dal disegno di legge di riforma dell’università targato Gelmini-Tremonti.

Di fronte alla possibilità di subire impassibili le conseguenze delle politiche di un governo miope e incapace di una progettazione di lungo periodo che serva davvero per il Paese, scegliamo di rifiutare il pensiero unico imposto da mass media, troppo spesso accondiscendenti alla voce del padrone, che dipingono questa riforma come un processo innovativo capace di risolvere i mali dell’università italiana, quando invece in esso non è previsto nulla di concreto in tal senso. Diciamo no alle università controllate dai privati e chiediamo a gran voce un rilancio pubblico dell’università e della ricerca che parta, innanzitutto, dalla cancellazione dei tagli previsti dalla L. 133/08 e dall’apertura di un tavolo di confronto che coinvolga tutte le componenti che lavorano e vivono nell’università, partendo dai livelli territoriali fino ad arrivare a quello nazionale. Non siamo conservatori. Non difendiamo lo status quo, anche noi vogliamo il cambiamento, ma non possiamo accettare la ricetta del Ministro Gelmini che di fatto dismette l’università pubblica.

17 foto di Peter Kaminski

12

Il sapere è un bene indispensabile, come l’acqua, esso non può essere assoggettato a interessi privati, ma deve essere condiviso, libero e garantito, in quanto bene pubblico su cui si fonda il futuro del nostro Paese. Il ddl presentato alle Camere va nella direzione opposta dequalificando e svuotando il Senato Accademico attraverso l’accentramento dei poteri decisionali in capo ad un Consiglio di Amministrazione, composto per almeno il 40% da membri esterni all’università, non più democraticamente eletto, ma nominato da un Rettore, nuovo padre padrone dell’Università dell’era Gelmini. Ancor meno si può accettare una politica di diritto allo studio che, attraverso il potenziamento dell’istituto del “prestito d’onore” , trasforma quello che è un diritto fondamentale in uno strumento di profitto per banche e società finanziarie. Chiediamo, invece, un piano straordinario di finanziamenti strutturali per il diritto allo studio che consenta la mobilità studentesca e permetta, anche ai soggetti economicamente meno abbienti, di accedere ai gradi superiori d’istruzione. Crediamo che il ddl Gelmini non possa essere la base di discussione per il rilancio dell’Università che noi auspichiamo. Per questa ragione ci batteremo con forza per impedirne l’approvazione, non solo tornando nelle strade, nelle piazze e sotto i palazzi di governo, ma anche costruendo un’alternativa concreta a questa riforma, in sinergia con il movimento nazionale e le altre realtà studentesche ed universitarie. Onda Ferrara

Onda Ferrara coordinamento studenti unife: movimento studentesco in forma associativa, spontaneo autonomo e indipendente. La stessa esigenza e gli stessi obiettivi che hanno condotto alla nascita del movimento nell’ottobre del 2008, ovvero la difesa e il miglioramento dell’università pubblica e del diritto allo studio, l’idea di un’università partecipata, democratica, libera, di qualità e soprattutto accessibile a tutti e tutte, sono gli stessi, che ancora oggi spingono spontaneamente gli studenti di Onda Ferrara, senza che nessun vincolo di affiliazione o tesseramento li obblighi, ad incontrarsi, confrontarsi e portare avanti un percorso di progettualità condivisa. Per contatti o iscrizioni alla newsletter del gruppo per essere informati sugli incontri e attività dello stesso: ondaferrara@ gmail.com oppure visita il blog http://ondaferrara. blogspot.com


con il patrocinio di

enti

a eo ente. gli anno del re

nto a o,

atica,

le i ggi mente

essun o ghi, ad arsi e corso visa. ni uppo sugli o @ ita il rara.

foto di Peter Kaminski

17

13 Vi sentite davvero così tranquilli sotto i cieli dell’Europa Unita? Gli spari sopra Lisbona sono per voi:

di Alessandro Gammaldi (Cono Giardullo e Stefania R. Sansone)

VITA DI SCUOLA Proseguono le attività proposte della Scuola ferrarese di Diritto: in questo primo semestre sotto la lente d’ingrandimento i rapprti tra Genetica e Diritto. La diffusione e il sempre minore costo dei test genetici cui è possibile sottoporsi pone importanti e delicati problemi giuridici cui il Diritto è chiamato a rispondere. Una risposta che possa davvero essere ponderata e non il frutto dell’astratta applicazione di principi generali a casi specifici, non può prescindere una seppure sommaria conoscenza del dato scientifico di cui si tratta. E’ per questo che il ciclo di lezioni, cui stanno partecipando gli studenti della SfD, è stato inaugurato dal genetista Prof. Guido Barbujani, subito dopo una presentazione dei principali aspetti giuridici coinvolti, compiuta dalla dott.ssa Giulia Vaccari dell’Università di Trento. Tra i nomi che dovrebbero completare questo corso anche quello del Presidente del Garante per la Protezione dei Dati Personali, il Prof. Francesco Pizzetti. Tra gli aspetti giuridici coinvolti in rilievo troviamo sicuramente quelli di stampo costituzionale realtivi alla tutela della Privacy genetica del singolo e al diritto di non sapere suo e dei suoi familiari. Oltre a quelli legati alle possibili discriminazioni in ambito assicurativo e lavorativo determinate dalla predisposizione genetica a certe malattie che risulti da test genetici cui aspiranti lavoratori, ad esempio, siano stati fatti sottoporre. di Luca Iacovone

Agli albori del nuovo millennio, la Comunità Europea acuiva il bisogno di rinnovarsi. Con tale scopo, riuniva una Convenzione Europea, incaricata di redigere una Costituzione che desse all’Europa Unita una fisionomia politica coerente e precisa. Dopo 17 mesi di lavoro ed un iniziale successo, l’esito negativo dei referendum in Francia e Olanda, nella primavera 2005, segnava la fine del sogno costituzionale. Seguiva un lavoro di riscrittura del testo, allo scopo di fornire all’Europa un trattato formalmente ‘decostituzionalizzato’ e, quindi, più facilmente ratificabile dai parlamenti nazionali: nasceva così il Trattato sul Funzionamento dell’UE, anzidetto TF o Trattato di Lisbona. Tra i vari obiettivi, figuravano quello di dare all’UE una politica estera coerente, attraverso l’istituzione dell’autorevole figura del ‘Ministro degli Esteri’; la possibilità di recesso dall’UE e altre importanti modifiche istituzionali, improntate ad un’ottica prevalentemente sovranazionale; inoltre, il riferimento testuale alla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea che rendeva quest’ultima vincolante. Dopo un ‘viaggio’ di due anni in giro per l’Europa, il Trattato, ratificato, in ultimo, dalla Repubblica Ceca nel novembre 2009, era finalmente pronto per la sua entrata in vigore all’inizio dell’anno successivo... Mentre dal paddock il TF fa rombare i motori e mezza Europa politica propone candidature per la carica di “Ministro degli Esteri” dell’Unione, tutti paiono aver dimenticato le questioni che vertono attorno agli spinosi profili economici del Trattato. Sembra proprio, infatti, che le norme del trattato attribuiscano notevoli poteri in fatto di politica economica alla BCE, propiziando una vera e propria “dittatura economica” di un’istituzione rappresentante di interessi capitalistici squisitamente privati. “Forse già in passato si è ceduto nel dare troppo peso istituzionale ai burocrati della BCE: occorrerebbe, invece, lasciare le redini dell’economia agli organi politici, che legiferano in maniera più flessibile;” commenta ai microfoni del Tascapane il prof. Paolo Borghi, titolare della cattedra di Diritto dell’UE presso la Facoltà di Giurisprudenza “per ora non c’è da preoccuparsi, ma se si andrà verso il rigorismo e la globalizzazione bancaria, probabilmente i consumatori rischieranno di trovarsi in guai seri in caso di crisi finanziarie.” Al professore chiediamo, poi, un parere sull’omissione dal Trattato del principio della libera concorrenza senza distorsioni, storico obiettivo della Comunità osteggiato dalla Francia in sede di trattative: “Non cambierà molto:” ci risponde “evidentemente, però, la Francia è preoccupata dall’avvento sul mercato dei nuovi paesi membri, reduci da una ‘sbornia’ di dirigismo economico di stampo sovietico, e che potrebbero fraintendere lo storico obiettivo del libero mercato, interpretandolo come un consenso dell’UE al liberismo sfrenato.” Ma il prof. Borghi punta soprattutto il dito contro le nuove procedure legislative introdotte da Lisbona: il nuovo sistema di pesi e contrappesi che il TF introduce nel tentativo di favorire la democratizzazione del sistema, rischia, infatti, di paralizzare l’azione legislativa della Comunità. Rischio grave, questo, che rischia di far recedere gli Stati verso fenomeni di normazioni nazionali, incentivando soprattutto le tendenze liberoscambiste di paesi del Nord Europa, Gran Bretagna in testa. Che la Comunità Europea stia cambiando vorticosamente è un fatto; che questo cambiamento sia, ad oggi, quantomeno preoccupante sarà un’opinione, ma non del tutto infondata. Già, perché è proprio su quel testo ‘decostituzionalizzato’ e, a dirla tutta, quasi illeggibile, che è il Trattato di Lisbona, che si giocherà nei prossimi mesi una partita fondamentale per il futuro dell’Europa.


14

ERASMUS

Party in the USA (e anche a Ferrara!)

GI

il viag

Pros “colle di al volta “Inch

l’opinione di una ragazza statunitense in Erasmus a Ferrara Ferrara è una città piccola ma vivace. In questi mesi quando il freddo comincia a spingere ognuno dentro, la vita sociale è ancora dinamica e fiorente. Anche se Ferrara non ha la stessa ampiezza di scelta tra locali rispetto a una città come Roma e Milano, l’università fornisce una popolazione di giovani pronti a festeggiare. Quando ricordo i due anni passati a Middlebury, nella campagna di Vermont, dove c’è neve cinque mesi all’anno, non mi sono mai divertita più di questi mesi trascorsi a Ferrara. La ragione di questo è l’apertura mentale con cui si festeggia in Italia, e in Europa. Qui tutti escono insieme, vanno in piazza, parlano con amici e anche con sconosciuti. Si esce con la stessa leggerezza con cui si fa tutto altro: studiare, mangiare. Invece a Middlebury, e in molte altre università americane, si festeggia con frenesia e fretta, in spazi chiusi e nascosti. Questa è una realtà che non trova completamente spiegazione nel tempo gelido del Vermont invernale. Il “pregaming”è quell’abitudine per la quale studenti sotto la età di 21 bevono una grande quantità di alcool in un tempo molto breve, è una attività

generalmente diffusa per evitare un incontro con le guardie giurate, o peggio la polizia. Questa determinazione di ubriacarsi è parte della mentalità della nostra cultura. Per noi, bere vuol dire divertirsi. La frase, <<Work hard, play hard>> (o in italiano: <<Lavora duro, gioca duro>>) , è diventato il nostro proverbio generazionale. Lo stress che viene con la quantità di lavoro che dobbiamo fare e finire ogni sera ci porta a volerci rilassare e dimenticare per alcune ore quello che c’è ancora da fare. <<Giocare duro>> speso vuol dire una sera piena di vomito, ragazzi e ragazzi svenute sul pavimento, o in casi più seri finisce in un giro all’ospedale o più tragicamente. La intensità delle università americane è vista come la chiave del nostro successo. Si paga tanto e si esige una buona educazione. Ma quale è meglio: le pressione a Middlebury o il rilassamento della Università di Ferrara? È probabile che tutti e due abbiano qualcosa da imparare dall’altro. Gladys Valverde

Inchios nata ne della dell’Uni di 3500 dispens dell’Ate stazion anche u da vicin e cittad Inchios cultural

Esse3, Univer di Albe

Esse3 la nost gestion risvolti Non do stampa iscriver prima c (...segu


GIORNALI UNIVERSITARI

GIORNALISMO UNIVERSITARIO

15

il viaggio tra i media universitari d’Italia e non solo...

www.letudiantautonome.fr

Prosegue il viaggio tra i nostri “colleghi” ovvero tra le redazioni di altri giornali universitari: è la volta di Pavia e del suo free press “Inchiostro”.

Prosegue anche la collaborazione con l’Etudiant Autonome, il giornale universitario parigino distribuito in 7 università della capitale francese, con una tiratura di 20.000 copie. Presentiamo estratti, dai loro ultimi numeri e viceversa le più famose interviste del Tascapane trovano spazio sul periodico parigino. Buona lettura!

SFD Inchiostro è un’iniziativa editoriale mensile nata nel 1995 e realizzata con il contributo della Commissione A.C.E.R.S.A.T. dell’Università. Il giornale ha una tiratura di 3500 copie, distribuite gratuitamente nei dispenser posizionati nei punti strategici dell’Ateneo, nei Collegi Universitari, in stazione e in giro per la città. Inchiostro ha anche un blog, che ci permette di seguire da vicini gli eventi di cronaca universitaria e cittadina. Inchiostro è anche un’associazione culturale che organizza eventi in

collaborazione con altre associazioni, gruppi e istituzioni. Nell’ultimo anno si è occupato, con le associazioni studentesche e giovanili di Pavia, di fondare UniOnPV, l’Associazione delle Associazioni Studentesche, di cui è anche Presidente. Questo progetto, nato all’interno del bando ANCI (che Pavia ha vinto nel 2008) ha già in attivo diversi progetti (tra cui una rassegna di eventi interculturali e il Festival delle Idee, svoltosi lo scorso maggio). info: http://inchiostro.unipv.it/

...ecco un tuffo tra le pagine di Inchiostro: Esse3, ovvero l’Università accessibile. Università è sinonimo di innovazione. Almeno sulla carta. di Alberto Bianchi Esse3 è il nome del nuovo programma per gestire le nostre carriere di studenti durante la nostra permanenza nella ridente Pavia. Il sistema, che dovrebbe permettere una gestione globale di tutto ciò che riguarda l’ambiente universitario, avrà alcuni interessanti risvolti pratici che ci consentiranno di affrontare meglio cavilli burocratici di vario tipo. Non dovremo più lottare con le maledette macchinette blu per ottenere uno statino, stampandocelo direttamente da casa. E un giorno potremo anche buttare i libretti, iscriverci a corsi ed esami con un semplice click e svolgere una serie di operazioni che prima ci sembravano infinitamente lunghe, un po’ come le code in segreteria. (...segue su http://lab.nova100.ilsole24ore.com/giornali/ )

Università e Handicap, un lungo cammino da percorrere di Cécile Coste (trad. Federica Toscano) La poca considerazione rivolta alle difficoltà che subiscono i disabili nel nostro paese si risente anche a livello universitario. Nonostante siano stati fatti degli sforzi, gli studenti disabili soffrono la mancanza di supporto umano e tecnico ogni giorno. Durante il mio primo anno di studi universitari, nel 2005, alla Bordeaux 2, uno studente, che soffriva di una parziale paralisi e utilizzava un computer portatile per prendere i suoi appunti, è stato umiliato davanti a tutto l’anfiteatro. La professoressa, senza dubbio di cattivo umore, lo ha apostrofato davanti a tutti rimproverandolo perchè usava il suo portatile. Il ragazzo è stato allora costretto a giustificarsi, suscitando un grande imbarazzo (meritato) nella professoressa, squadrata dagli sguardi corrucciati dei circa trecento studenti presenti. (continua su www.tascapane.it)

che ne sarà di Abort? partecipa al sondaggio su www.tascapane.it


16

TRIBUNA POLITICA

OPPOSIZIONE, Rua e Officina Fondo culturale, questo sconosciuto. Quanti studenti sanno della sua esistenza? Pochi. Quanti sanno che viene assegnato con criteri assai discutibili? Ancora meno. Eppure stiamo parlando di linfa vitale per le attività delle ormai poche associazioni sopravvissute all’interno dell’ateneo. Pertanto il Regolamento che lo disciplina deve esser pensato di conseguenza: i fondi stanziati dall’Università devono essere ripartiti tra il maggior numero di associazioni. Ma facciamo un passo indietro: abbiamo una quota di 60mila euro che l’università mette a disposizione per finanziare i progetti culturali degli studenti. Secondo la teoria, una commissione formata da studenti e da professori proveniente dagli organi collegiali dovrebbe valutare con dovizia d’attenzione ogni progetto e assegnarvi un punteggio fornito da tre coefficienti (rilevanza culturale; rilevanza organizzativa; ampiezza dei destinatari) che determinerà l’entità del finanziamento. Attualmente, gli studenti incaricati di vagliare i progetti presentati sono lo studente membro del Consiglio di Amministrazione e uno degli studenti che siedono nel Senato Accademico. In questi organi la lista che detiene la maggioranza del Consiglio degli Studenti, Student Office, ha eletto solo propri componenti. Casualmente, si tratta dei rappresentanti dell’associazione che da anni porta a casa

contatti Officina: officina_unife@libero.it http://officina-unife.blogspot.com contatti RUA: reteattiva@yahoo.it www.ruaferrara.it

FONDO CU L

quote del fondo che variano tra il 50 e il 70%. I giudicanti sono anche i giudicati: un’interessante situazione di conflitto d’interesse. Affinchè l’attribuzione del Fondo Culturale diventi veramente equa, sono opportune alcune modifiche al Regolamento. In primo luogo, va garantito pluralismo all’interno della commissione: la presenza di rappresentanti di diverse liste all’interno della Commissione permetterebbe un controllo reciproco, al momento assolutamente assente. In secondo luogo, deve risultare la massima trasparenza nell’assegnazione dei fondi: la pubblicazione, unitamente alla graduatoria, di tutti i progetti, sia quelli approvati che quelli bocciati, permetterebbe a ogni studente di controllare l’operato delle associazioni, conoscendo nel merito ciò che viene proposto, e di capire meglio come vengono distribuiti i fondi, tramite una comparazione delle iniziative. Anche se le cose da chiarire rimangono ancora molte, appare ad esempio lecito chiedersi perché 6mila euro (il 10% dell’intero fondo) continuino a essere destinati a ‘viaggi d’istruzione’ che non sono altro che allegre gite a spese dell’università. Tutte queste osservazioni e proposte sono state fatte in Consiglio Studenti dall’attuale minoranza, ricevendo un cenno positivo dalla maggioranza, salvo poi scoprire che questa ha regolarmente taciuto nelle sedi opportune. Coerenza fino in fondo, la distanza tra teoria e pratica anche nella democrazia universitaria resta invariata. Purtroppo. Rete Universitaria Attiva Officina

Ogni anno le associazioni maggiormente finanziate sono quasi sempre le stesse. IL CONSIGLIO DEGLI STUDENTI : E’ organo collegiale di rappresentanza organo consultivo del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione IL CONSIGLIO DEGLI STUDENTI : FA fornisce pareri sulle questioni sottoposte al Senato Accademico

a p

prob

contri

Amm

au

esprime pareri motivati sui piani di sviluppo dell’Università

maggioranza universitaria

e o dic


CU LTURALE

asi

TI : E’

TI :

ti sui

nza aria

Pochi i progetti davvero validi? Il panorama associativo è così poco propositivo? MAGGIORANZA, Student Office elabora proposte su problemi relativi all’organizzazione didattica esprime pareri e formula proposte al Consiglio di Amministrazione sulle contribuzioni a carico degli studenti propone al Consiglio di Amministrazione le regole generali per l’attuazione delle attività autogestite e per la ripartizione fondi nomina al proprio interno i rappresentanti negli organi collegiali dell’Università

e opposizione dicono la loro

17

TRIBUNA POLITICA

Quando si parla di Fondo Culturale innanzitutto bisogna tenere presente che si tratta di un fondo destinato non al finanziamento delle associazioni bensì al finanziamento delle “iniziative per le attività sociali e culturali degli studenti”. Si ha una conferma di questo non solo dal titolo del regolamento del nostro ateneo bensì anche dal fatto che tra i soggetti richiedenti sono previsti all’art. 2 del regolamento stesso, oltre alle associazioni, anche gruppi spontanei di studenti universitari seppure non costituiti in associazioni. Dunque non esistono associazioni maggiormente finanziate, ma iniziative maggiormente finanziate. Inoltre l’entità del finanziamento dipende dal tipo di iniziativa proposta poiché, ad esempio, l’allestimento di una mostra ha costi certamente superiori rispetto a quelli di una rivista o di un semplice convegno. Inoltre quando si parla di associazioni universitarie bisogna considerare il loro radicamento. Student Office, ad esempio, é presente in tutte le facoltà dell’ateneo. Questo comporta inevitabilmente che presenti più domande per concorrere al bando delle iniziative socio culturali, perché si tratta di un’associazione composta da molte persone le quali provengono da facoltà diverse e che pertanto hanno la volontà ed il desiderio di proporre iniziative

anche tenendo conto della realtà in cui sono inseriti. Fatta questa premessa veniamo alla domanda. Non sembrano davvero pochi i progetti davvero validi né, di conseguenza, il panorama associativo è poco propositivo. Se si guarda la classifica del fondo culturale dell’anno accademico 2009/2010 si scoprirà che su 35 progetti ben 22 sono stati finanziati, mentre solo 13 non hanno ricevuto il finanziamento. Perciò non si capisce l’espressione “pochi” riferiti ai progetti giacché il 60% dei progetti presentati sono stati ammessi al finanziamento. Crediamo, invece, che il panorama associativo universitario si sia intensificato in questi anni, e questo non può che essere un bene. Solo qualche anno fa le associazioni che facevano richiesta al Fondo Culturale erano pressappoco le stesse. Oggi non solo il numero delle associazioni è aumentato ma è aumentata anche la loro attività culturale e l’elevato numero di richieste al fondo culturale (richieste in gran parte accolte) ne è la testimonianza evidente. Noi riteniamo questo un fatto positivo, tant’è che all’interno dei Consigli nello scorso mandato abbiamo collaborato fattivamente affinché venisse realizzato l’albo delle associazioni universitarie perché crediamo che sia un giusto riconoscimento che l’Università deve fare alle realtà associative che nascono al suo interno. Proprio per questo crediamo sia giusto valorizzare questa “effervescenza”, questa creatività e non, come alcuni ritengono, soffocarla in un rigido egualitarismo. Student Office contatti: Student Office: studentoffice.fe@libero.it


18

FM world

Chi ascolta cosa... fm 91.2

Prosegue il viaggio in FM con Nicola Franceschini, speaker di ReteAlfa. In radio, passa sempre la solita musica? Chi è il pubblico delle diverse radio? Restate sintonizzati!

La radio in Italia è omologata? Tra una frequenza e l’altra si ascolta sempre la stessa musica? Le principali reti hanno una

programmazione che poco le distingue l’una dall’altra? Spesso ci si lamenta di una scarsa varietà tra le emittenti che popolano la banda FM. Se in parte quest’analisi può essere condivisibile (Vasco, Ligabue e Ramazzotti generalmente li trasmettono tutti), le radio nel nostro Paese presentano in realtà una varietà di offerta molto più ampia di quanto possa sembrare. A dimostrarlo sono i dati d’ascolto che, se analizzati per fascia d’età, mettono in evidenza “chi” ascolta “che cosa”, e facendo capire che ogni radio sa perfettamente a che pubblico rivolgersi. Prendendo come base il primo semestre 2009 Audiradio (ovvero i dati relativi agli ascolti dei primi sei mesi di quest’anno), scopriamo che la più sintonizzata in Italia è Rai Radio 1 con 6.214.000 “fedelissimi”, seguita da RTL 102.5 (5.159.000), RDS (5.070.000) e Radio Deejay (5.041.000). Soltanto al quinto posto si colloca Radio 105 (4.497.000). Detta così, potrebbe sembrare un’indagine fasulla. Non è un mistero che proprio a Ferrara, soprattutto nella fascia d’età universitaria, sia

105 la più seguita (forse con una percentuale superiore rispetto ad altre zone d’Italia). E non dimentichiamoci di Virgin, m2o e di altre realtà che complessivamente fanno numeri non eccellenti, ma che – se focalizzate all’interno di una nicchia ben precisa – dimostrano di essere radio di successo, con un orientamento decisamente definito. Soffermandoci sulla fascia d’età compresa tra i 18 ed i 24 anni (ovvero quella universitaria, presupponendo che tra di voi non ci siano fuori corso, come invece successo a suo tempo per il sottoscritto), scopriamo che – su scala nazionale – RDS diventa prima con 942.000 ascoltatori, ben tallonata da Radio 105 (seconda con 781.000), RTL 102.5 (764.000) e Radio Deejay (704.000). Anche se a debita distanza, Virgin Radio svetta al quinto posto, ritrovandosi alle spalle Radio Kiss Kiss e m2o. Quasi invisibili le emittenti Rai, Radio 24, Radio Radicale e Radio Maria. Il network religioso raggiunge invece il terzo posto (dopo Radio 1 e Radio 2) se prendiamo in considerazione il pubblico over 65. Spiccano infine tra la gente di mezza età (attorno ai 40-50 anni) le hit radio adulte quali Radio Monte Carlo, Radio Capital ed R 101. In sintesi, a detta dei più, le radio sono tutte uguali, ma le “sottili” differenze tra una rete e l’altra determinano chiaramente il pubblico a cui vogliono rivolgersi. Forse c’è qualcosa che non torna? Ognuno di noi ha gusti sacrosanti e indiscutibili in fatto di musica. Difficilmente, però, un mezzo di massa - quale la radio è - può assecondarli in toto. L’obiettivo delle emittenti – essendo di fatto imprese private che guadagnano tramite la pubblicità – è

quello di ottenere il massimo degli ascolti, puntando verso un pubblico che – per quanto “targettizzato” - resta pur sempre di massa. Il brano riconoscibile e orecchiabile diventa quindi la soluzione più semplice (e spesso migliore) per attirare l’attenzione. E perchè allora Virgin e m2o avrebbero mirato una specifica nicchia? Semplicemente perchè di proprietà di gruppi editoriali che già possiedono altre emittenti e che quindi possono permettersi di differenziare il proprio prodotto. L’Espresso ha in mano Deejay (target medio) e Capital (target adulto): la terza rete m2o (di stampo dance) consente di avvicinare al gruppo di Repubblica anche i giovani, e chi vende pubblicità ha così a disposizione un pubblico che spazia verso qualsiasi fascia d’età. Discorso analogo per il gruppo Finelco-Rcs che detiene Radio 105 (target medio-giovane), Radio Monte Carlo (target adulto “di gran classe”), e che con Virgin Radio chiude il cerchio rivolgendosi a chi ama il rock e a chi generalmente non segue la radio. La strategia è chiara anche questa volta: tre network che permettono di espandere le pianificazioni pubblicitarie su ogni fronte, accontentando qualsiasi esigenza del cliente che investe in spot. Insomma, nulla è casuale in FM, e chi è editore di una sola emittente (invece che di due o tre), mira in prevalenza verso i grandi successi (che piacciono ai più), cercando di massimizzare il numero dei contatti. Il tutto, come già dicevo nel numero precedente, in attesa che il digitale radio diventi realtà, moltiplicando i canali e, conseguentemente, amplificando e parcellizzando la varietà di contenuti che molti aspettano. Nicola Franceschini

seg


ascolti, – per mpre di hiabile lice (e one. E mirato mente ali che quindi proprio Deejay lto): la nsente anche così a verso go per dio 105 Carlo he con endosi te non anche ettono icitarie alsiasi n spot. chi è che di grandi ando di l tutto, dente, realtà, mente, ietà di

schini

SKIANTOS

MUSICA

19

l’avvento del punk-rock demenziale in Italia

Da trentadue anni sulla cresta dell’ONTA Oramai lanciato in quello che è il delirio della musica demenziale vi ripropongo con molto piacere qui di seguito un assaggio dell’intervista a Freak, importante esponente del mondo demenziale passato e attuale, che potrete trovare nella sua versione integrale nella rubrica “Across The Music” su www.tascapane.it

segui la rubrica su www.tascapane.it

Carlo: inizio l’intervista con Roberto “Freak” Antoni, grandissimo cantante degli Skiantos dal 1977 ad oltranza.. Freak: Trentadue anni sulla cresta dell’onta! Questa è una battuta che ci convince, nel senso che noi Skiantos abbiamo sempre ottenuto un clamoroso “insuccesso”, cioè un successo ribaltato, di cui siamo orgogliosi perché avere un successo così reiterato e consolidato per trentadue anni vuol dire avere una personalità forse distrutta, ma noi crediamo, interessante dal punto di vista artistico. C: Riferendomi al vostro “insuccesso” io mi permetterei di dissentire. In fondo è a voi che è imputato l’avvento della musica demenziale in Italia.. F: Come osi dissentire! No, la tua

dissenteria è ben accetta.. -risateF: Demenziale comunque è un aggettivo “inventato” dagli Skiantos, che fa riferimento alla demenza. La demenza autentica, intendiamoci, è una tragedia patologica, nell’accezione Skiantos significa una certa confusione mentale che poi è paradossalmente lucidità visto che a volte i pazzi sanno essere molto saggi. In ogni caso, il demenziale è

sempre stata una provocazione nei confronti dei testi delle canzoni dei cantautori che pretendevano di essere poesie di alto livello. Noi a questo abbiamo sempre opposto la nostra dialettica sbilenca, la nostra alternativa a prima vista sconclusionata, con il gusto del paradosso. Gli Skiantos parlano per metafore e, secondo me, in questo modo riescono a dire delle cose più interessanti del messaggio educativo. Faccio un esempio pratico così ingarbugliamo le cose. Noi Skiantos tempo addietro volevamo fare un concerto benefit per la Confindustria che piangeva miseria. I grandi imprenditori non si vergognavano di definirsi disagiati per il fatto che non guadagnavano più come un tempo. Allora gli Skiantos decisero di fare una cosa assolutamente paradossale che ribaltava il significato delle cose, come la metafora che va sempre interpretata. Ecco quello che fanno gli Skiantos seguendo la loro

filosofia demenziale, esasperano situazioni assurde. C: È possibile scindere la demenzialità dall’intelligenza? Nel senso tenere un comportamento demenziale ma averlo studiato intelligentemente prima? F: Sì è possibile anche se il demenziale si avvantaggia molto dell’improvvisazione e dell’istinto, quindi è molto più spesso immediato. Però certo, il demenziale ha capacità riflessive, non è certamente solo brutale però è spudorato e si avvantaggia della brutalità (scusa la ripetizione) della battuta. Si avvantaggia quindi di questo essere molto immediato e diretto. Una cosa però non esclude l’altra e in particolare il demenziale per sua natura non esclude niente, tendendo ad inglobare tutti gli atteggiamenti, anche quelli riflessivi o intellettualmente più impegnati Carlo Alberto Biasioli

PIZZERIA da ALICE di Calzolari Ermea Via Palestro 89/91 FERRARA Tel. 0532 248581 / Cell. 393 0018974 P.IVA 01700910381

A pranzo pizza a sceltapiù bevanda 0,2 l o lattina

6€ ampia sala interna locale climatizzato prenotazione per cene e compleanni sempre aperto fino a tarda notte


ARTE

Andrea Caretto e Raffaella Spagna

Forchettine eat with finger

www.esculenta.org - www.progettodiogene.eu

20

arte, natura, ricerca, relazioni L’arte può essere anche un mezzo per indagare relazioni, per riportare alla luce comportamenti umani dimenticati o ritenuti non più funzionali, ma anche per riportare noi stessi a uno stato di genuinità che pensavamo di aver perso col tempo. È questo il caso del lavoro di Andrea Caretto e Raffaella Spagna.

Andrea Caretto e Raffaella Spagna operano su questi aspetti a partire da una ricerca che nasce a margine del consueto iter di formazione artistica: Andrea Caretto (Torino,

1970) è laureato in Scienze Naturali presso l’Università di Torino, con una tesi in Museologia Scientifica, mentre Raffaella Spagna (Rivoli, 1967) è laureata in Architettura con indirizzo urbanistico presso il Politecnico di Torino. Entrambi hanno fin da subito diversi punti di tangenza con l’arte propriamente detta: Andrea, infatti, esegue piccoli lavori scultorei; Raffaella si avvicina alla danza contemporanea attraverso la collaborazione con la compagnia torinese Rapatika. Queste esperienze confluiscono nella personalissima ricerca artistica dei due, basata su una produzione unica in Italia e spesso vicina a pratiche artistiche europee (tra cui Marc Dion, herman de vries, Jef Geys). Anche grazie a un’estetica minimale, Caretto e Spagna indagano le relazioni tra arte e natura: il loro lavoro inizia autonomamente – pur partendo da presupposti simili – per poi confluire nel 2002 nel work-in-progress ESCULENTA_Azione collettiva di

raccolta e consumo alimentare di materiali naturali. ESCULENTA (dal latino, “tutte le cose commestibili”) nasce dalla consapevolezza che in natura esistono elementi commestibili non più utilizzati per nutrirsi e individuati dagli artisti tramite una ricerca non solo sul territorio ma anche bibliografica e di

dei materiali finalizzata a una cena), ma assume man mano vita autonoma e non direzionabile dalla volontà del singolo, proprio perché la sua natura è quella multiforme della vita quotidiana. Non dobbiamo ridurre l’opera di Caretto e Spagna come espressione di un’arte ecologica perché il duo opera su altri fronti: dalla catalogazione alla nomenclatura, dallo studio del territorio al recupero di una naturale istintività attraverso il medium del corpo. Nel lavoro di Caretto e Spagna, non c’è spazio per inutili moralismi e toni retorici perché la materia ancora tutta da scoprire è l’uomo in tutta la sua complessità. Veronica Locatelli

costume. Il progetto diventa così tentativo di conoscenza profonda delle radici delle nostre abitudini – e quindi anche della nostra società. L’istinto primordiale alla raccolta è uno dei motori dell’azione che permette di relazionarci come singoli non solo con la natura, ma anche con un gruppo di persone che operano allo stesso fine. La rete di relazioni che si vengono a creare durante lo svolgimento del progetto è in parte guidata dagli artisti (che pongono alcune regole di raccolta, conservazione e preparazione

leggi l’intervista agli artisti su

www.tascapane.it

Il Food una dis negli u sull’app dalle a percez E per frivolez che fo questa Pensia svizzer invita spezza recenti dove l modo d del pa avverti la pata sulla lin in fond ma il compa necess che ne forma, Questa progett semplif il Cake Choi con po ecolog Mentre rito no

via


Forchettine eat with finger

Food desing

TENDENZE

21

CONSIGLI DI FOOD DESIGN Libera interpretazione di estratti del sito Food Design Studio

ovvero la progettazione del cibo Il Food Design (progettazione del cibo) è una disciplina Internazionale sviluppatasi negli ultimi anni, basa le sue regole sull’applicazione di norme derivate dalle arti visive così da ottenere una percezione polisensoriale del cibo. E per chi pensi che queste siano solo frivolezze cito alcuni esempi di prodotti che forse non sarebbero nati senza questa “filosofia”. Pensiamo al tradizionale cioccolato svizzero Toblerone, la cui architettura invita a un particolare gesto per spezzarne le porzioni, oppure alla più recenti patatine Pringles, un artificio dove la fetta di patata è ricostruita in modo da essere compatibile con la forma del palato, in questo modo il sapore è avvertito in maniera più intensa poichè la patatina si “adagia ergonomicamente” sulla lingua; poco importa che la patatina, in fondo, non sia per nulla una patatina, ma il prodotto di una farina di patata compatta; per questo motivo è stato necessario inventare un contenitore che ne preservasse l’integrita e quindi la forma, il famoso tubo. Questa disciplina si occupa anche della progettazione di “utensili” pensati per semplificare la vita dei commensali come il Cake Sharer - del designer Jung-Suk Choi - un piattino-origami che si ottiene con pochi gesti, poco ingombrante e ecologico. Mentre chi vive l’apertivo come un rito non potrà certo rinunciare a delle

Pub Birreria LOBO LOCO via borgo di sotto 7 Ferrara

1.PIATTO DI PORTATA: “In una portata è il piatto ad essere a servizio dell’alimento e non viceversa”. Il piatto serve a contenere le portate, è il cibo il protagonista, non cercate quindi di occultare una zuppa color puffo servendola nel pentolone di Gargamella. 2.ABBINAMENTI: “L’abbinamento è particolarmente efficace se l’interazione valorizza il risultato finale, ed ognuno degli elementi contribuisce in modo equilibrato a formare la forza espressiva alla composizione della portata (piatto blu e riso giallo, campo che cambia in funzione del contenuto)”. Insomma se prendevate 5 in arte e non sapete mescolare i colori meglio restare fuori dalla cucina. 3.SIMILIS CUM SIMILIBUS “L’interazione può avvenire anche per similitudine di appartenenza dei materiali che possono essere entrambi commestibili, quindi il piatto o strumento di portata può divenire alimento stesso”. In altre parole, perchè offrire un cioccolatino insieme al caffè quando possiamo servirlo in una tazzina fatta di cioccolato?

Cake Sharer

particolari forchettine che si nseriscono sulle dita permettendo così di mangiare con le mani senza sporcarsi. Insomma futilità o futuro il food design è una realtà presente nelle nostre vite e lo sarà sempre di più. Marilina Totaro

4.INUTILI BAROCCHISMI: “Per riuscire a mantenere questo equilibrio di gusto ed estetica è necessario sposare stili come purismo, minimalismo e funzionalismo, resistendo alla tentazione degli inutili barocchismi che imperano oggi nel settore”. Assolutamente Out:strass e paillettes sulle stoviglie... come ho fatto a non pensarci prima!

lunedì birre alla spina scontate martedì aperitivo marino: paella o pasta ai futti di mare e altre specialità aggiungendo 1€ al tuo aperitivo mercoledì latino bachata salsa meregue e buffet con piatti tipici Dominicani giovedì musica dal vivo o karaoke venerdì noche reggaeton! feste di laurea e compleanni

facebook gruppo Lobo Loco che passione!


22

Letteratura Lo sguardo di Malaspina è puntato sugli emarginati di ogni “ordine” e scandaglia un’umanità sfinita che striscia non vista dalla cecità del potere, un’umanità che non contempla il cattivo gusto del potere. Il resto trovatelo voi, lui mi ha sempre parlato di “opere aperte” in cui il lettore può aggiungere quello che vuole. ( Anonimo portoghese)

OLIVIERO MALASPINA ...nuotando lontano dal potere Oliviero Malaspina è cantautore, poeta, musicista e scrittore. Nel suo libro, intitolato “I racconti del pesce che piange e che ride” (Ed. Saecula), ogni sua parola si intinge in un inchiostro musicale. Un inchiostro che ti macchia la pelle, che ti immerge in un raffinato e volgare incontro con personaggi estremamente reali nel loro sguardo verso la vita. Sono protagonisti di una vita a volte grigia, altre nera, altre ancora senza colori. Sentono la solitudine, le amare decisioni che ci sbatte il destino. Amano senza finte emozioni, assaporano il piacere del corpo senza mezze misure, si sporcano e non avvertono il bisogno di “ripulirsi”. Sono racconti che si specchiano in un’ acqua sporca, con pesci che nuotano lontano dal potere, dalla ricchezza, dalla ricerca di una vita media. Con musicale poesia e con un armonioso oscillare tra realtà e immaginazione i racconti di Malaspina affrontano amore-malattiasesso-morte-povertà-ricchezza-sanguepiscio-odori-baci-silenzi-parole. Nel racconto “Pescivendola di Nizza” si legge: “certe volte ti solleva l’inaspettata gentilezza degli estranei. In questo mercato del pesce, lavoro che mi ha trovato una vicina, c’è un’umanità mista. Io sto nelle retrovie e dislisco e viscero, pulisco, sguscio ogni tipo di pesce. Trovo le anime dei pesci e le confronto con lo specchio dell’anima che si riflette negli occhi di chi mi circonda. Le anime buone, una volta morta la carne le mando alla ricerca di un posto ideale, il battito d’ali di una farfalla, il bacio degli innamorati. Le anime cattive le lascio ai morsi dei mosconi nel secchio in cui le scaravento. Queste sono le destinazioni. Perché tutto è purgatorio non può esserci né inferno né paradiso. In quanto in nessuno di noi c’è solo la benché minima scaglia di purezza. Viviamo solo di sogni, di

sogni e falsi allarmi...” Questo personaggio femminile puzza di pesce ma pian piano questo odore se ne và lasciando spazio alla dolciastra sensibilità della pescivendola. Senza filtri è, ad esempio, il racconto “Peschiera Borromeo psychoblues” dove le due voci iniziali, che fanno da prologo alla storia, iniziano cosi: Voce del critico: “Non credo che in questo nuovo millennio sia possibile ambientare un qualsiasi tipo di narrazione, coi dovuti registri stilistici, gli stilemi, i morfemi, i fonemi, fuori da un’area metropolitana.” Voce del Narratore:”Infatti, che cazzo vuoi, strafottuto figlio di un’iperstrafottuta zoccola. Io sono Peschiera Borromeo. Non menarmi il torrone. Non mi fare menate. La minchia non vuole pensieri.” Raffy e Trutz, protagonisti di questo racconto, sono due giovani ricchi che parlano, fanno sesso, uccidono, si annoiano, si divertono con la stessa intensità. Malaspina racconta le sue storie come se fossero note di uno strumento che si ribellano al palcoscenico, note imperfette, note suonate in fondo alla via da un uomo con tanti volti. Carolina Venturoli Oliviero Malaspina è nato nel 1961 per errore di uno o entrambi i genitori in un ameno paesino dell’appennino pavese-ligure. È l’ultimo collaboratore di Fabrizio De Andrè col quale ha scritto l’album inedito Notturni. Ha collaborato con Cristiano De Andrè e altri artisti in Italia e all’estero. edizioni Saecula

Torna su questo numero l’angolo dedicato alla poesia. Il testo pubblicato questa volta è di Alessio Savina. La finestra sulla città Solo! Rimbombanch’il silenzio! dinanzi la finestra, confidente, specchio e porta dell’anima. Ti scuote, viviseziona, sviscera crudelmente. Il pensiero squarcia, affonda, lama tagliente della tua essenza. Chi sei? Perché sei qui? Tante gocce di luce guardando il tutto e tu sei niente per lui! Vive, pulsa, freme, formicola, non ti conosce, non asciugherà il tuo dolore. Guardando fuori,scruti dentro, cercando gli altri,scopri te, pensando al prima, costruisci il dopo. Sfumature, colori, pennellate, nebbia-onde, clacson-urla, sirene-campane, tutto è fuori e tu sei dentro. Il desiderio,il fremere,il bramare, di sfiorare quell’orizzonte, quel mare. Ma il ferro si batte caldo, il destino ti forgia, lento-martellando, sicuro-affondando, temprando-deciso e senza pietà, preciso.

CENTRO TURISTICO STUDENTESCO E GIOVANILE Ti portiamo fino alla fine del mondo...

biglietteria aerea autonoleggio prenotazione hotel preventivi per viaggi privati e di gruppo, scolaresche

www.cts.it - TEL 0532/200162

CORSI DI LINGUA ALL’ESTERO TUTTO L’ANNO INGLESE FRANCESE TEDESCO SPAGNOLO CINESE RUSSO

FERRARA VIA CAIROLI 35


ginati di striscia he non telo voi, ore può

lo bblicato a.

,

a.

tutto

dolore. ,

opo.

mpane,

re, mare.

ndo, eciso

UTTO

O

I 35

PassWorld Le chiavi di accesso del nuovo mondo

23

Give Peace a Web! Cosa hanno in comune Berlusconi, Obama e Internet? La candidatura al Premio Nobel per la Pace. Di queste tre una è andata in porto, un’altra ha suscitato qualche sorriso, ma quella che sta facendo sicuramente più discutere è la candidatura di Internet a Nobel per la Pace 2010 avanzata da Wired, rivista simbolo americana arrivata da meno di un anno anche in Italia. Internet, la prima arma di costruzione di massa? La candidatura di internet lascia sicuramente perplessi. Ancora tutti abbiamo lucido il ricordo dell’agonia di Neda AghaSoltan, freddata da un miliziano Basij a Teheran, ripresa con un telefonino e che grazie a Youtube è diventata il simbolo delle proteste post-elettorali iraniane. Tra il 7 e il 26 giugno, su Twitter furono pubblicati in Iran più di due milioni di messaggi sulle consultazioni elettorali. Ricorderete la storia di Ahmed Maher che in Egitto attraverso Facebook ha coalizzato 70 mila giovani contro il regime di Mubarak. Internet però è anche il grande mostro da regolare, controllare e misurare per governi e parlamenti di diversi paesi. Senza dover tornare a Teheran, o addirittura dover arrivare in Cina è sufficiente guardare all’Italia. Abbiamo le misure più rigorose al mondo in materia di identificazione per l’accesso a Internet da postazioni pubbliche. Ciò soffoca di fatto la crescita del Wi-Fi nel Belpaese. Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, dovevano essere provvisorie, ed infatti sono già scadute, e prorogate per due volte. Così se in una qualsiasi metropoli americana, in un parco pubblico, su una panchina o in un coffee shop, accendendo il proprio laptop o smartphone, si trovano subito deverse reti disponibili gratuitamente, in Italia

PROSSIMO TRASFERIMENTO IN VIA FORO BOARIO 127

niente o quasi: chi mette a disposizione il proprio hot-spot deve chiedere ai propri utenti un documento d’identità e inviare i documenti alla questura. E’ nata così la Carta dei Cento per il libero Wi.Fi. Insomma, Carte e candidature onorevoli da un lato e paura, reticenze e incompresioni dall’altro. Riusciranno questi importanti mezzi di mobilitazione a convincere governatori e parlamentari della necessità di incentivare e diffondere capillarmente l’uso della rete quale nuovo strumento di diffusione delle idee e delle economie - oltre che, magari, della pace - o dovremo rassegnarci a inseguire inebetiti per i prossimi anni soltanto i progressi mirabolanti dell’unico mezzo “buono”? come quale? la cara vecchia maestra televisione, ovvio. di Luca Iacovone il WI-Fi pubblico a Ferrara Come già anticipato nello scorso numero dall’informagiovani, vi ricordiamo che gli studenti e il personale

dell’Ateneo ferrarese, possono accedere alla rete Wi-FE del comune di Ferrara, possono uilizzare i codici di accesso rilasciati loro al momento dell’iscrizione.

Le aree coperte: -Piazza Municipale -C.so Martiri della libertà -Piazza Castello -Giardino delle Duchesse -Piazza XXIV Maggio


Conflitti dimenticati: la guerra nello Yemen Quando si parla di Medio Oriente si pensa soprattutto al conflitto tra Palestina e Israele. Purtroppo quest’area è devastata da altre guerre che rimangono nell’ombra e nel silenzio mediatico, come quella che dall’agosto di quest’anno si è tornata a combattere a Saada, una regione nel nord est dello Yemen. Una guerra “non dichiarata” tra le forze governative

1962, anno della rivoluzione repubblicana.

e il gruppo di seguaci del defunto Hussein al­

Il governo centrale vede gli houtisti come una

in cui si riconosce un terzo della popolazione yemenita e che porta avanti posizioni moderate. Un conflitto iniziato nel 2004 ma che affonda le radici nella guerra civile del 1994 tra sud e nord del paese, durante la quale l’Arabia Saudita aveva sostenuto il governo di Saleh, attuale presidente dello Yemen, rafforzando la presenza dell’Islam integralista di origine sunnita. Mentre venivano repressi i tentativi secessionisti del sud, i territori del nord rimanevano di fatto isolati ed esclusi dalle riforme governative, Questo articolo è a cura del Gruppo 35 di

diventando territorio fertile per le attività sociali del gruppo zaidita di al­Shabab. Specialmente la regione di Saada, centro religioso, culturale e

Amnesty International

politico degli Imam.

Per informazioni, potete

L’ala più conservatrice del gruppo confluisce, alla

contattarci tramite

fine degli anni Novanta, nel movimento creato

eMail gr035@amnesty.it

dall’ex parlamentare al­Houthi che vuole riportare

tel. 339 67 35 551

al governo l’imamato zaidista, al potere fino al

minoranza religiosa estremista che contrasta lo sviluppo e il processo di integrazione delle identità

l’allarm

Si cont

è del 1

cui il go

di Aid c Tra gli

oltre al

violazio

comme

sono q

dell’Ara

le front

religiose in atto nel paese. Un processo che per gli zaiditi è troppo spinto verso l’ortodossia sunnita, anche per la stretta alleanza con i sauditi da parte del presidente Saleh che, a sua volta, accusa gli houtisti di essere terroristi, appoggiati da Iran e Al­Qaeda. Dopo la morte, nel settembre del 2004, di al­Houthi, i ribelli zaidisti vengono guidati dal padre e dai fratelli. Ad aumentare la tensione in uno dei paesi più poveri e sottosviluppati del Medio Oriente, contribuiscono anche elementi di tipo economico, come il controllo del commercio di armi con l’Arabia Saudita, o le rivendicazioni indipendentiste di origine tribale che confluiscono in vendette e guerriglie trasversali. Una spirale di violenza che, oltre a destabilizzare il già precario equilibrio interno del paese, rischia, attraverso il delicato meccanismo della solidarietà tribale, di allargare il conflitto ad altre regioni dello Yemen. Nonostante i diversi tentativi di tregua, tra cui quello del 2008 con la mediazione del Qatar, le ostilità non sono mai cessate realmente, fino all’inasprimento di quest’estate quando gli scontri sono ripresi con un vigore che ha portato molte

N.I.P. Non Important People

Houthi, leader religioso dello zaidismo. Setta sciita

associa


o

à

associazioni umanitarie, tra cui Amnesty, a lanciare l’allarme per la sicurezza della popolazione civile. Si contano finora oltre 50.000 sfollati ed è del 16 settembre il raid aereo con cui il governo ha ucciso nel villaggio di Aid circa 80 persone. Tra gli appelli lanciati da Amnesty, oltre alla richiesta di conoscere le violazioni dei diritti umani commesse dalle forze armate, ci sono quelli al ministro dell’Interno dell’Arabia Saudita per non chiudere

dal

dopo aver criticato il governo per i

te vere ane e tro h scap c a di o T l m de icolo alia o t t r n i a s g di n ul se re s .it) u nale b e o i n m z a a p ice sca rio N 10 D o di reta w.ta g w e upp w r S / / G x : l e p i, rio de (htt lach ersa tore eo F nniv nda d a o ' f l e e e e Am rsal rdar esty rico nive r Amn U e e p on ara, razi omo Ferr chia i D ell'u d a l i l t de dirit dei

continui scontri nel nord del paese. Quest’ultimo è ancora sottoscrivibile andando sul sito http://www.amnesty.it, tra gli appelli del mese di Settembre 2009. Sul sito è possibile anche firmare gli altri appelli attivi.

le frontiere ai civili in fuga dallo Yemen e,

Il petrolio uccide Diciamo subito che il Darfur non è uno stile di vita, come

4,

N.I.P. Non Important People

si

o

rapimento di Muhammad al­Maqalih, giornalista yemenita rapito a Saana

a

ti

soprattutto, per non rimandarli indietro e per il

Francesca Sapigni

Nel Marzo 2009, al­Bashir, Presidente del Sudan dal colpo di stato del 1989, è stato condannato dalla Corte Internazionale dell'Aja per genocidio, crimini di guerra e contro

affermato da un nostro parlamentare.

l'umanità perpetuati nel Darfur, la più grave emergenza

Il Darfur è una regione del Sudan, stato africano da 50 anni

umanitaria nel Mondo, il set di una guerra, iniziata nel 2003 e

dilaniato da conflitti interni tra gli arabi musulmani del Nord e i

ufficialmente “finita” nell'Agosto 2009, che conta 300.000 morti,

neri africani (animisti e cristiani) del Sud.

2.700.000 rifugiati e l'(ab)uso di 6.000 bambini­soldato. È il

Dopo la geografia, un po' di storia: tutto ebbe inizio con i

primo caso di condanna da parte dell'Aja verso un Capo di

colonizzatori inglesi, che disegnarono i confini del Paese,

Stato ancora in carica. Peccato però, che la Costituzione

incuranti della diversità di religioni e gruppi etnici già stanziati

sudanese preveda per il Presidente l'immunità da ogni

sul territorio, lasciando il potere nelle mani degli arabi del Nord. Con la rottura della promessa di dare al Sud un governo federale, inizia la prima guerra civile, stoppata da una tregua nel 1972. Con l'imposizione della Sharia in tutto il Paese nel 1980, si apre il secondo round, con 2 milioni di morti e 4 milioni di profughi, terminato ufficialmente nel 2005 con un Patto tra il governo e il principale gruppo ribelle sudista, il SPLM, che ora è parte del Parlamento. Punto chiave del Patto è la

processo penale durante il mandato. Per tutta risposta, al­ Bashir ha espulso 16 ONG internazionali, “colpevoli” di aver aiutato la Corte nelle accuse contro di lui, ampliando il già notevole vuoto informativo, vista la forte censura sulla libertà di espressione e di assemblea operata dal Governo. Ordinaria amministrazione sono poi arresti e detenzioni arbitrari, torture su attivisti del Darfur da parte delle Forze di sicurezza governative e la violenza contro le donne.

previsione, per Aprile 2010, delle prime

Al centro delle tensioni interne (e dell'interesse dell'Occidente al

elezioni multipartitiche in 24 anni e la

conflitto) ci sono le grandi riserve petrolifere del Paese... ancora

promessa di un referendum per la scissione

una volta, in un altro continente, con protagonisti e vittime di

del Sud. Direte voi, “beh, è finita, no?” No. Solo nel 2009, i morti sono circa 2.000 e 137.000 i rifugiati.

un'altra nazionalità, sangue e petrolio si mescolano in un conflitto senza fine. Lancio un invito: diamoci una mossa con le energie alternative, i sudanesi ringrazierebbero. Silvia Trapani


INFORMAZIONE, di Informagiovani

Quali programmi e iniziative? tutti quelli rivolti ai giovani, ed in particolare “Gioventu’ in Azione” e “LifeLong Learning”. GIOVENTU’ IN AZIONE è il programma per l’educazione non formale (che avviene cioè al di fuori delle classiche isituzioni educative) e promuove progetti europei di mobilità giovanile internazionale di gruppo e individuale attraverso gli scambi e le attività di volontariato all’estero, l’apprendimento interculturale e le iniziative dei giovani di età compresa tra i 13 e i 30 anni. www.gioventuinazione.it LIFELONGLEARNING è il programma per l’istruzione e la formazione lungo tutto l’arco della vita. Il suo obiettivo generale è contribuire, attraverso l’apprendimento permanente, allo sviluppo della Comunità quale società avanzata basata sulla conoscenza, con uno sviluppo economico sostenibile, nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale, garantendo nel contempo una valida tutela dell’ambiente per le generazioni future (Strategia di Lisbona). Tra le azioni più conosciute del programma LLL sono Leonardo da Vinci (borse di tirocinio all’estero), Erasmus (mobilità degli studenti) e Comenius (in particolare per quello che riguarda gli assistentati linguistici all’estero). www.programmallp.it

europa per i giovani * volontariato * tirocini *

Eurodesk è la struttura del programma comunitario Gioventù in Azione dedicata all’informazione e all’orientamento sui programmi in favore dei giovani promossi dall’Unione Europea e dal Consiglio d’Europa. Eurodesk opera in stretta cooperazione e con il supporto della Commissione Europea, Direzione Generale Istruzione e Cultura e del Ministro della Gioventù presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le attività di informazione e orientamento sul programma Gioventù in Azione sono svolte in diretta collaborazione con l’Agenzia Nazionale per i Giovani. Con l’obiettivo di rendere sempre più accessibile l’utilizzo delle opportunità offerte dall’Europa ai giovani, Eurodesk fornisce informazioni e orientamento sui programmi europei nell’ambito della cultura, della formazione, della mobilità, della cittadinanza attiva e del volontariato per mezzo del sito web, del numero verde dedicato e soprattutto attraverso la rete nazionale italiana dei Punti Locali Decentrati e delle Antenne Territoriali.

dove mi posso informare? Punto Eurodesk di Ferrara (c/o Informagiovani) Se ti interessa il Servizio Volontario Europeo o sei alla ricerca di un tirocinio all’estero; se sei un futuro insegnante e hai sentito parlare degli Assistentati linguisitici, o vuoi saperne di più su quello che succede in Europa, sulle iniziative le politiche che l’U.E. sta portando avanti in favore dei giovani - rivolgiti al Punto Eurodesk di Ferrara! Ufficio Scambi Giovanili Internazionali (Comune di Ferrara) http://servizi.comune.fe.it/index.phtml?id=28 viale Alfonso d’Este, 17 - 44123 Ferrara tel. 0532 744671 - fax 0532 744630 Se vuoi partecipare ad uno scambio giovanile internazionale, o addirittura organizzarne uno (se fai parte di un gruppo informale di giovani) Ufficio Mobilità Internazionale dell’Università e ER-GO (vedi recapiti nella pagina accanto) per avere informazioni sugli ultimi bandi Leonardo rivolti agli iscritti/ neo-laureati del nostro Ateneo; in particolare Er-go organizza anche degli incontri informativi periodici. Centro di documentazione e studi sulle Comunità europee Università degli studi di Ferrara www.unife.it/centri/centro/cde Corso Ercole I d’Este, 44 - 44100 FERRARA Tel. 0532.455960 - cde@unife.it Mette a disposizione una ricchissima biblioteca/archivio per ricerche e approfondimenti.

I N F O R M A G I O VA N I * E U R O D E S K Comune di Ferrara - Assessorato alla Cultura Piazza Municipale, 2 - 44121 Ferrara - tel. 0532.419590 www.informagiovani.fe.it - informagiovani@comune.fe.it Orari: mattino, dalle 11.00 alle 13.00: tutti i giorni (a parte il mercoledì) pomeriggio, dalle 17.00 alle 19.00: tutti i giorni (a parte mercoledì e sabato)

Una co un sog accade

Le gu te dal la nos load”.

Come Da sem di mob mento partico di diffo gramm Progra Le guid in un p docum cercare


erca di ito parquello .E. sta rodesk

ara)

nale, o ormale

iscritti/ zza an-

pee

r ricer-

LE GUIDE ALLA MOBILITA’ INTERNAZIONALE d i I n f o r m a g i o v ani

Una collana pensata per fornire una base di informazioni utili per tutti coloro che stanno per partire per un soggiorno all’estero: per lavoro, o per un tirocinio, per un periodo di volontariato o per un semestre accademico.

Le guide - fin’ora Regno Unito, Spagna, Germania, Francia ed Australia - sono prodotte dall’Informagiovani di Ferrara - e sono disponibili in distribuzione gratuita presso la nostra sede di Piazza Municipale o scaricabili dal nostro sito internet, area “download”. Come nasce l’idea di questa collana? Da sempre il nostro Informagiovani ha curato con particolare attenzione i temi relativi alle esperienze di mobilità dei giovani, viste come una grande opportunità per la loro crescita personale, per l’ampliamento delle loro competenze e - forse soprattutto - per l’allargamento dei loro orizzonti culturali. In particolare Informagiovani - attraverso il punto Eurodesk (vedi spazio nella pagina) sostiene e cerca di diffondere le opportunità offerte in ambito europeo. Per citarne alcune: i tirocini all’estero (Programma Leonardo da Vinci), il Servizio Volontario Europeo (Programma “Gioventù in Azione”), il Programma Erasmus. Le guide sono quindi un ulteriore strumento che va ad arricchire l’offerta informativa già esistente; in un pratico formato tascabile, un vademecum per avere sottomano quello che dovete sapere sui documenti necessari, sulla gestione del danaro, su come tutelare la vostra salute, sui trasporti, come cercare casa, come accedere a internet, come programmare la spesa ecc

Voglio partire: dove trovo le informazioni giuste? Comune di Ferrara - Informagiovani www.informagiovani.fe.it - informagiovani@comune.fe.it piazza Municipale, 23 - 44121 Ferrara - tel. 0532.419590 tutte le informazioni che vi servono per viaggiare, lavorare o studiare in un’altro Paese: trasporti, documenti, sconti per i giovani; il modello europeo del curriculum in tutte le lingue, le banche dati per la ricerca di lavoro, gli assistentati linguistici, i soggiorni alla pari; le borse di studio, le certificazioni linguistiche e i corsi di lingua, un’anno scolastico all’estero, le summer schools etc.

Università di Ferrara - Ufficio Mobilità internazionale e studenti stranieri www.unife.it/areainternazionale/mobilita-internazionale - carlo.santoro@unife.it Via Savonarola, 9 - 44100 - Ferrara - tel. 0532.293176 L’Ufficio Mobilità Internazionale e Studenti Stranieri offre un supporto agli studenti che desiderano effettuare un periodo di studio o stage all’estero arricchendo così il proprio curriculum di un’esperienza particolarmente interessante.

Er-Go Career Service www.er-go.it - gleonardi@er-go.it via Guido d’Arezzo, 2 - 44100 Ferrara - tel. 0532.709836 ER.GO mette a concorso assegni formativi (voucher) per l’accesso e la frequenza a Master, Corsi di Alta Formazione e Specializzazione all’estero; concede inoltre contributi agli studenti e neolaureati che partecipano a programmi di mobilità organizzati dalle università ed inoltre, dal 2007 attiva tirocini all’estero nell’ambito del programma Leonardo da Vinci.


SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ di Luca Pianese SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ MEDIO EVO che vediamo scollature profonde contrapposte a vesti dai SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ Non SENZA TABU’ SENZA lunghissimi strascichi. si può parlare di Medio Evo senzaTABU’ Il nostro salto nella storia della sessualità continua con citare le “stufe”. QuesteSENZA erano delleTABU’ specie di SENZA saune in cuiTABU’ SENZA TABU’In SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ il Medioevo. questo periodo l’umanità cristiana si si svolgevano storie di SENZA sesso, di prostituzione, di adulterioTABU’ fonda TABU’ sul peccatoSENZA originale, TABU’ che nel Medioevo il SENZA SENZAdiventa TABU’ SENZA TABU’ TABU’ SENZA e di varia umanità. A differenza delle saune romane, nelle peccato sessuale. La vita quotidiana dell’uomo oscilla tra SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ “stufe” medievali non erano permessi contattiSENZA tra personeTABU’ la Quaresima e il Carnevale: Durante la Quaresima tutti i dello stessoTABU’ sesso: l’omosessualità era perseguitata dallaTABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ TABU’ SENZA SENZA TABU’ SENZA godimenti della carne, in primis il sesso,SENZA vengono repressi, chiesa come un crimine la Chiesa è fortemente sessuofoba e questo le permette di SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ infamante. Gli eretici che controllare la popolazione facendo credere che il peccato SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ commettevano quest’ originale sia quello sessuale. Si può fare sesso solo durante SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ “orrendo crimine” dinnanzi il periodo del Carnevale, e l’uomo nel rapporto dev’essere agli occhi di Dio, venivano quelloTABU’ attivo , mentre la donna estremamente passiva. E’ SENZA SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ bruciati pubblicamente vietato fare l’amore nella posizione in cui “lo fanno i cani”, ed SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ (secoli XV-XVI) su pire di ovviamente vietata è la sodomia e fare sesso durante i periodi SENZA TABU’ della SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ legno e finocchio (da qui di mestruazione donna. TABU’ La donna è SENZA causa del peccato l’appellativo dispregiativo originale. E’ diabolica, malefica e considerata impura per il SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ in uso ancora oggi), per fatto di avere le mestruazioni (viste, assieme al sangue e allo SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ “addolcire” l’odore acre sperma come liquidi impuri perché corporei). Il medioevo è un SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ della carne bruciata. mondoTABU’ maschilistaSENZA in cui l’uomo deve proteggere la donna e Per più curiosità e per questaTABU’ deve sottostare a tutteTABU’ le richiesteSENZA del marito. TABU’ Il seno SENZA SENZA SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ seguire le puntate passate non è considerato assolutamente un richiamo erotico, al SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ vai su www.tascapane.it contrario invece, del piede e del polpaccio che vanno coperti SENZA SENZA TABU’ SENZA SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ perchéTABU’ la loro vista incendia l’uomo medievale, è per TABU’ questo SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ Dalla salamaSENZA da sugoTABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ aceto balsamico. SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ alla nouvelle cousine Conclusosi il desinare, il dopocena prevede un salto SENZA TABU’ TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ TABU’ nel passato, con la performance dellaSENZA britannica Slinky DopoTABU’ il tradizionaleSENZA appuntamento a MadonnaSENZA Boschi, Sparkles, che si inserisce a pieno titolo all’interno del la compagnia del grande porco decide di innovare SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ filone del burlesque: spettacolo che vede i suoi natali le sue esperienze e testare specialità finora a lei SENZA TABU’ TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ TABU’ TABU’ negli USASENZA e nella Gran Bretagna SENZA del XIX secolo, sconosciute: dalleSENZA tipicità locali che avevano dominato con lo scopo di mettere alla berlina i costumi e le gli scorsi appuntamenti emiliani e scaligeri, si passa SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ abitudini della borghesia dell’epoca, attraverso balli, ora alla cucina dello chef Huber Matthieu, il quale, dal SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZAun TABU’ SENZA canzoni, atmosfere po’ provocanti, sensuali, TABU’ ma Cafè de Paris di Saint Tropez, giunge ora al Sinatra mai volgari. Ecostyle di Corlo (Fe). SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ Così, terminata la cena, rilassatisi sui divanetti del Il menu della serata prevede una gamma di piatti SENZA TABU’ TABU’ TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ TABU’ locale, con una sigaretta tra le ditaSENZA e sorseggiando a base di carne eSENZA di pesce, incentrati su unSENZA insolito l’immancabile amaro, i membri del grande porco connubio di delicati sapori, tra cui spiccano il branzino SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ concludono la serata tra abiti vintage, danze con salsa alla liquirizia, un filetto d’anatra al barolo, v SENZA SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA ammiccanti SENZA e seni celati TABU’ dal volteggiare di ventagli unito adTABU’ un ottimo sformatino di zucca e parmigiano e piumati, lollipops smisurati e bodypaint dorato. fonduta di cioccolato nero, con cuore di cioccolato TABU’labianco, SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA accompagnata da marmellata d’arancio e Marcello Stellin TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA TABU’ SENZA diTABU’ SENZA

IL Grande Porco

28 SENZA TABU’


ABU’ ABU’

se

ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’ ABU’

NZA NZA

Desperate house-students

Colleghi d’Italia manuale semiserio di geografia universitaria Si avvicinano i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia e nei salotti televisivi, come tra le pagine di saggi e romanzi, ritorna puntuale il confronto sulle insuperabili differenze tra meridionali e settentrionali, condito da battute di ogni sorta che immancabilmente iniziano con il classico: “fatta l’Italia…”. Noi del Tascapane, a modo nostro, vorremmo contribuire a elevare il livello di questo edificante dibattito. Vorremmo, con il vostro permesso, provare a scherzare con i mille luoghi comuni che legano le persone alle città da cui provengono: no, non è alla tirchieria dei genovesi o la felinofagia dei vicentini a cui vogliamo riferirci, ma al ruolo tipico, o presunto tale, che questi assumono in quell’incredibile gioco di parti che è la vita universitaria. Partiamo dal tacco dello Stivale: i leccesi. Ferrara pullula di leccesi, in genere partono dal Salento già in gruppi di cinque o sei, e si muovono in città in gruppi non più piccoli. Difficilmente li si incontra sperduti tra le vie estensi con la cartina tra le mani: arrivano con la rubrica del telefonino piena di numeri di conterranei da contattare e il calendario delle feste in programma per le settimane successive. Uno studente medio ferrarese o non conosce neanche un leccese, o ne conosce almeno venti: quando ne conosci uno, attorno a lui ti sembra di non vedere altro che salentini e puntualmente torni a casa inneggiando a lu mare, a lu sole e a lu vientu. Il collega di corso di cui non potete proprio fare a meno, se ci tenete a laurearvi presto, è il barese. Entrare nelle grazie di uno studente della provincia di Bari vi farà guardare il mondo come mai lo avreste

immaginato. Loro conoscono nomi, frequentazioni, antipatie, flirt, e colore preferito di docenti, ricercatori, dottorandi e portinai. Hanno un archivio foltissimo di appunti, schemi, dispense, riassunti, commentari che hanno comprato a prezzi esilaranti e che possono rivendervi a prezzo dimezzato. Salendo per l’Adriatico, su, ancora più su, arriviamo in Veneto. Gli studenti veneti sono classificabili nettamente in due categorie. Nella prima di queste è fin troppo semplice mettere insieme tutti quegli studenti che si distinguono per disponibilità e amicizia: non mostrano nessuna reticenza nel passarti informazioni utili e materiale autoprodotto - appunti, riassunti e simili - senza costringerti a baratti di diversa natura (rappresentano infatti la maggiore fonte di approvvigionamento dei baresi). Nel secondo gruppo, che potremmo definire “dei post-liceali”, ritroviamo i nostalgici della scuola e dei La ricetta registri di classe. Distinguere un veneto post-liceale non è difficile: svuota – frigo basta cominciare a parlare di un conoscente volete stupire? comune dicendo di averlo visto non molto tempo La LASAGNA fa sempre scena prima ad un appello. Il post-liceale vi interromperà subito, o per informarvi di quale appello si trattava Ormai è più di un mese che e del voto conseguito dal vostro ignaro amico, o, mangiate frittate, e non potevo raggiunto da un attacco di ansia, cercherà di farvi abbandonarvi ai vostri ormai confessare ogni dettaglio di quell’appello a lui altissimi valori di colesterolo... ecco imperdonabilmente sfuggito. Conoscono tutta la quindi come fare un figurone davanti a amici, fidanzati, e perchè no, fidanzate (l’uomo vostra carriera universitaria ancor prima che alcuno che cucina ha sempre un certo fascino!), ma non fate leggere questa ricetta alla nonna, ve li abbia presentati. perchè potrebbe inorridire dato che questa versione “per studenti” è molto semplificata Ma ancor più pericolosi dei veneti post-liceali sono rispetto alla tradizione...vi assicuro che c’è comunque da leccarsi i baffi! Prendete 500g i campani. Incontrare un campano equivale a di carne macinata e cuocetela in un bel soffritto, poi aggiungeteci la passata di pomodoro, laurearsi almeno un anno fuori corso. I campani fate cucinare il ragù lentamente fino a che non vi sembrerà bello denso e poi aggiungete hanno sempre qualche importante progetto da sale, pepe e un pizzico di zucchero (se il pomodoro vi sembra un po’ acido). Aprite la proporvi, dai giornalini universitari alle mobilitazioni confezione di besciamella già pronta (ovviamente voi la spaccerete come ricetta originale di piazza contro l’uccisione delle foche pellegrine in di uno chef francese che avete conosciuto in qualche viaggio) e mescolatela con il ragù. Antartide. E se sperate di riuscire a fargli capire che Nel frattempo fate bollire dell’acqua con un po’ d’olio e immergetevi le lasagnette per due minuti, poche per volta. Fate due o tre strati, alternando lasagne e salsa, e terminate con a causa di un parziale proprio non potete partecipare un sottile strato di salsa e dei fiocchetti di burro per fare un po’ di crosticina. Mettete in alle loro importanti battaglie ideali, sappiate che forno, e in quella mezz’ora necessaria per la cottura avrete tutto il tempo per prepararvi state per rinunciare alla vostra laurea: il pianto delle per la serata... così passerete non solo per ottimi, ma anche per bellissimi cuochi! Agli foche pellegrine potrebbe perseguitarvi per il resto altri fate portare qualche bottiglia di Lambrusco... ci sta benissimo! della vita. di Federica Toscano di Luca Iacovone

29


30

media network univeritario

?

è os’

C

Immaginate di prendere tutte le Università italiane. Fatto? Bene, ora scovate tutte le radio, i giornali e le web tv nate e cresciute in ciascuna Università. Raccogliete tutti i loro contributi (audio, video, interviste, programmi, inchieste, incontri, feste) in un grande network e avrete Ustation! Si legge come “You Station” ma la “U” è proprio quella di Università. Nato dall’esperienza di RadUni (l’associazione delle radio universitarie) oggi il portale Ustation vede “affiliate” oltre 30 antenne, cioè 30 media universitari (molte radio e web tv ma anche giornali) E’ un modo per scoprire le realtà della vita universitaria, scorrazzando da nord a sud, di Ateneo in Ateneo. C’è chi ha paragonato il fiorire di questi canali multimediali creati e gestiti dagli studenti al fiorire delle radio libere degli anni 70... E navigando sul portale ci si rende conto che la varietà dei contributi è davvero notevole. Molti gruppi musicali locali, interviste a personaggi più o meno noti, persino sit-com sceneggiate e interpretate dagli studenti stessi...

una foto della campagna “Facce da U” tratta da www.ustation.it

Il più recente dei progetti di Ustation, cui ha partecipato anche il nostro giornale, è stato “Call for Gelmini”, ovvero raccogliere tra studenti, docenti e ricercatori eventuali domande da rivolgere al Ministro circa la riforma dell’Università... Le più interessanti sono state presentate al portavoce del Ministro. Ma non c’è solo politica, spesso i video sono pura creatività: disegni animati, cortometraggi, videoblog... Chiunque può partecipare anche come singolo utente e caricare i propri video... Quindi non aspettate, scoprite l’universo dei media universitari su www.ustation.it Edoardo Rosso


Sport-Cus con il patrocinio di

31

Tutti pazzi per il fitness!

Dal GAG al Pilates, dalla Fitboxe al Cardiofitness passando per lo Spinning, l’Universo “Fitness” sembra in continua espansione, anche grazie ad eventi che ogni anno coinvolgono sempre più persone, quali ad esempio “Rimini Wellness” solo per citarne uno. Dalla sua nascita come attività volta alla socializzazione tramite una leggera attività fisica svolta sotto forma di coreografie, il fitness infatti si è evoluto molto, tanto da poter offrire praticamente il corso adatto ad ogni persona. Non stupisce infatti che le varie discipline si rivolgano a tutto quel pubblico che, per età o per questioni

corsi, come lo Spinning e il Walking, che utilizzano strumenti quali cyclette e tapis roulant che sono più volti ad un’attività aerobica svolta all’interno della palestra. Oppure Cardiofitness e Cardioslim, dove l’attività svolta con i macchinari da body – building è finalizzata ad una migliore attività cardiocircolatoria tramite una riduzione della massa grassa e l’acquisizione al contempo di una buona definizione muscolare. Per non parlare poi di tutte quelle attività, quali Yoga e Pilates, che mirano a far sviluppare una conoscenza ed un rapporto armonico con il proprio corpo e che, più che all’interno del fitness in senso stretto, si possono far rientrare all’interno del cosiddetto “wellness”, cioè una ricerca del benessere del proprio corpo. Vista l’offerta presente e gli indubbi benefici tratti da un’attività fisica non necessariamente agonistica, è quindi facile capire perché il fitness attragga al giorno d’oggi così tante persone.

Non essendo riusciti per problemi tecnici ad inserire il nome dell’autore della foto nell’articolo del mese scorso, ci tenevamo a far presente che è stata scattata da Diego Marzola.

di Enrico De Camillis

Riguardo al numero precedente

di tempo, preferisce non avventurarsi in uno sport da praticare, senza per questo rinunciare agli effetti benefici di una regolare attività fisica, soprattutto a livello cardiovascolare. Questa è infatti la filosofia che sta muovendo molti corsi, e che al C.U.S. hanno abbracciato già da alcuni anni, tanto da poter essere definiti attività preatletiche. Parlandone infatti con Martina Magnoni (foto), laureata all’Università di Ferrara in Scienze Motorie e istruttrice di fitness al C.U.S. Ferrara, emerge subito la professionalità con cui i corsi vengono gestiti. Ogni corso infatti ha determinati obbiettivi da raggiungere sotto la guida dei vari istruttori, tralasciando magari l’aspetto più prettamente ludico. In base agli obbiettivi del corso vengono poi scelti gli esercizi da svolgere: ad esempio quelli svolti durante una lezione di GAG (Gambe Addominali Glutei, ndr) saranno diversi rispetto a quelli presenti in una di Bodyfit o in una di Sculpt (un “body - building light” volto alla tonificazione muscolare piuttosto che all’aumento della massa del muscolo). Anzi, non solo gli esercizi, ma anche la musica che ascoltate in sottofondo è stata scelta proprio perché quelle canzoni sono ritenute le migliori per la ritmica e per l’atmosfera della lezione. Sempre in ambito fitness, vi sono poi quei


appuntamento 17 dicembre

Il Tascapane ha bisogno di te! Il progetto Tascapane (un bimestrale di carta, un sito internet e un canale youtube) ha da poco compiuto un anno di vita. I suoi creatori però ne hanno qualcuno di più e sono alla ricerca di nuove energie… Giovani studenti che prendano la guida di questo allegro carrozzone a bordo del quale potrete fare esperienza sul campo… ricevere accrediti per intervistare i personaggi più o meno noti, pubblicare articoli, fotografie, racconti e fumetti, gestire un video-blog ma soprattutto portare avanti il progetto di un media network universitario… Non avete alcuna voglia di scrivere ma siete appassionati di grafica? Perché non proporvi come curatori del progetto grafico di questo giornale? Al progetto Tascapane non servono solo redattori, anzi… le velleità richieste sono le più diverse… Vuoi saperne di più? Incontriamoci! Offrici una birra e facciamo due chiacchiere… Quando? Giovedì 17 dicembre dalle 22 al Pub Birreria LOBOLOCO, via Borgo di Sotto, 7… Ti aspettiamo!!! Oppure scrivici: noss@live.it

Il Tascapane  

free press universitario

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you