Scuola paritaria primaria
comunitĂ religiosa Sacra Famiglia
scuola Primaria piano offerta formativa centro Educativo e Scuola santa Paola Elisabetta Cerioli TERZA PARTE
Pianificazione scolastica
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anno scolastico 2011 - 2012
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santa Paola Elisabetta Cerioli
Scuola paritaria primaria 3
TERZA PARTE
pianificazione scolastica Le soluzioni di carattere educativo e didattico del Centro educativo e Scuola santa Paola Elisabetta Cerioli
PIANO GENERALE POF
fascicolo 1 Progetto educativo della Congregazione fascicolo 2 La Scelta educativa (I parte) Percorsi formativi (II parte) fascicolo 3 Pianificazione scolastica (III parte): pof - Scuola dell’infanzia A pof - sezione Primavera B pof - Scuola primaria pof - Scuola secondaria
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Questa terza parte riguarda la PIANIFICAZIONE SCOLASTICA nell’individuazione delle soluzioni di carattere organizzativo e didattico. Questo livello corrisponde alle rifiniture di una casa. È la parte più pratica e organizzativa e ha il compito di tradurre in metodologie adeguate e scelte chiare il progetto di fondo. Le diverse parti in cui è strutturata l’intera organizzazione permette di suddividere l’intera proposta formativa. Per evidenziare il carattere unitario della nostra Scuola presenteremo i progetti del POF della Scuola dell’Infanzia (materna), della Scuola Primaria (elementare) e della Scuola Secondaria (media) Questa parte comprende anche la DIMENSIONE VALUTATIVA. Nel progetto di una casa corrisponde da un lato alla soddisfazione di tutte le certificazioni vigenti in ordine alla sicurezza e dall’altro alla interrogazione circa la soddisfazione di colui che l’ha costruita e di colui che la abita. Concretamente vi si trovano i criteri per l’autovalutazione, la valutazione dell’apprendimento e la valutazione dello stesso piano dell’offerta formativa.
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Scuola paritaria primaria
scuola primaria
La Scuola primaria santa Elisabetta Cerioli è una scuola cattolica, pubblica, legalmente riconosciuta dal 2003. È gestita dai religiosi della Congregazione religiosa della Sacra Famiglia, fondata nel 1863 dalla santa Paola Elisabetta Cerioli, una madre di famiglia divenuta educatrice di tanti altri figli. I religiosi si avvalgono della competente e ideale collaborazione di docenti ben istruiti e formati. La scuola è situata alla periferia di Orzinuovi ed inserita in una vasta area verde utilizzata per le attività sportive e ricreative dei ragazzi. Accanto alla scuola sorge un centro sportivo con piscine aperte al pubblico e utilizzate durante l'anno scolastico dagli stessi alunni. Con la scuola dell’Infanzia e la Scuola secondaria è frequentata da circa 600 alunni provenienti dal territorio dei paesi distanti fino a 30 Km da Orzinuovi ed inserita nel contesto del Centro educativo. La Scuola ha 10 sezioni scolastiche. ORARIO DI APERTURA DEL CENTRO EDUCATIVO SCOLASTICO
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da lunedì a venerdì: 07.30 - 17.30
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ORARIO DI APERTURA DELLA SEGRETERIA E' aperta ai genitori, docenti e alunni: da Lunedì a Venerdì dalle ore 8:00 alle 9:00 dalle 12:00 alle 13:00 dalle 16:00 alle 17:00 ORARIO DELLE LEZIONI SCOLASTICHE da lunedì a venerdì: 08.15 - 16.00 ORARIO EXTRASCOLASTICO tempo pre-scuola: 07.30-08.15 tempo mensa: 12.30-13.00 tempo ricreazione: 13.00- 14.00 tempo post-scuola: 16.00-17.00
organigramma alunni
docenti
religiosi
educatori
classi
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INDICE 0 □ Fanciullezza. Un’età della vita 1 □ pianificazione DIDATTICA 1.
PIANI DI STUDIO PERSONALIZZATI
2. I LABORATORI Scuola paritaria primaria
2.1 I Laboratori opzionali
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3. LA METODOLOGIA 3.1 Linguistica per l’alfabetizzazione 4. LA CONTINUITÀ 2 □ pianificazione ORGANIZZATIVA 1.IL TUTOR E L’ÉQUIPE PEDAGOGICA 2.L’ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA 2.1 Settimana corta 2.2 Orari 3. COSTITUZIONE DELLE CLASSI 4. FORMAZIONE DELL’ORARIO SETTIMANALE 5. ORE DI CONTEMPORANEITÀ 6. USCITE E VISITE DI ISTRUZIONE 7. LA DOCUMENTAZIONE 8. LE COMMISSIONI 9. GLI ORGANI COLLEGIALI 10. LA SCUOLA E LE SUE ATTREZZATURE 11. SPAZI E STRUMENTI 11. 1. criteri per l’utilizzo degli spazi 11.2. attrezzature e sussidi didattici 12. MENSA SCOLASTICA 13. TRASPORTO 3 □ pianificazione CURRICOLO 1. DISCIPLINE 2. METODOLOGIA E LABORATORIO COMPITI 3. OBIETTIVI FORMATIVI 4. EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA E COSTITUZIONE
5. AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA 5.1. Progetto Solidarietà 5.2. Fare scuola con i genitori 6. CARATTERIZZAZIONE 7. PROGETTI 4 □ pianificazione RELAZIONALE 1. ALLEANZA CON LA FAMIGLIA 2. RAPPORTO CON GLI ALUNNI 2.1. Il clima educativo 2.2. L’accoglienza 2.3. Il rapporto educativo 2.4. Il regolamento 5 □ pianificazione EXTRA-SCOLASTICA 1. GLI EDUCATORI EXTRA-SCOLASTICI 2. PROGETTI EXTRASCOLASTICI 1. VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI 1.1. Valutazione personalizzata 1.2. Criteri-Indici di valutazione 1.3. Scheda di valutazione 1.4. Scheda di recupero allo studio 1.5. Autovalutazione 2. VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO 2.1. Criteri—Indici di valutazione 2.2 modalità di valutazione 2.3. Griglia delle osservazioni Interquadrimestrali 3. VALUTAZIONE DEI COMPITI 3.1. Annotazione per i docenti 4. VALUTAZIONE
DEL POF
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6 □ pianificazione VALUTATIVA
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0 □ Fanciullezza. Un’età della vita
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La FANCIULLEZZA è l’età che caratterizza i bambini che iniziano la Scuola primaria. È successiva all’infanzia ed appare, tra tutte le età della vita, come la più felice e, insieme, anche la più feconda: perché l’apprendimento si produce con rapidità sorprendente e la meraviglia della vita –per ciò che in essa accade, si muove, succede– si vede ad ogni istante sul volto del bambino. La sintesi del reale rimarrà ferma per tutte le successive età: diventerà una sorta di mito fondatore della vita dell’adulto. La sintesi felice realizzata nella fanciullezza è immagine e prefigurazione della sintesi che il bambino / la bambina dovrà perseguire lungo il cammino della vita: è figura preziosa della vita buona; ed è figura essenziale per conoscere e realizzare quello che è buono in ogni stagione della vita. Fa parte della vita buona la qualità di non essere dominata dalla ricerca di sé, ma dalla dedizione a ciò che appare degno: ‘che sapore ha una vita non spesa?’ Gesù esprime questo orizzonte in forma chiara: ’Chi vorrà salvare la propria vita la perderà, ma chi avrà perduto la sua vita per causa mia e del vangelo, la salverà’ (Mc 8,35). Questo principio, intuito quando si è bambini, è una verità innegabile per riferimento alla vita di tutti. La FANCIULLEZZA non offre soltanto la figura sintetica della vita buona, che è poi una vita nel segno della fede. In questa stagione sono realizzate molteplici esperienze di consuetudine con il grande mondo, le quali rimarranno per sempre tracce preziose per trovare la figura della vita adulta, cosa voglia dire diventare uomo o donna e in che cosa consista la felicità. Un’altra cosa caratterizza la FANCIULLEZZA. Il bambino fa grande affidamento sulla Legge, in essa cerca giustificazione ai propri comportamenti. Dal fare le cose per far contenta la mamma, ora egli impara la Legge, guadagnando notevoli
competenze intorno al mondo tutto, e insieme definisce la propria immagine davanti agli occhi di tutti.
Il compito di religiosi, docenti, educatori/genitori è quello di accompagnare il fanciullo nel difficile lavoro di tessere l’intreccio della sua vicenda biografica e riconoscere la promessa, la speranza religiosa, promessa articolata mediante le forme concrete, grate e persuasive, che assume la prossimità umana nel presente: la prossimità tra uomo/donna, tra genitori e figli, tra fratelli e anche tra amici. Tutte queste forme di prossimità si realizzano prima d’essere deliberatamente perseguite: esse suscitano meraviglia, e quindi anche la domanda che nasce dalla meraviglia: che cosa è mai questo? Questa esperienza che ogni figlio elabora a partire dalla relazione con i propri genitori è quella che vogliamo custodire e far crescere nella esperienza educativa e scolastica con questi bambini. La ‘nostra’ scuola tiene presente queste esigenze della fanciullezza, questo quadro di riferimento ideale per svolgere il proprio compito educativo.
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In questa età è importante la cura per il cibo e per il vestito. Essa è un’altra forma di occuparsi di educazione. C’è anche un’altra cura per il figlio che sporge rispetto al cibo, al vestito e alla salute, che ha dunque i requisiti per essere aggiudicata all’educazione come ‘cura spirituale’. È la formazione religiosa. Questa, insieme alla formazione morale, è la più disattesa nella cultura contemporanea. La formazione religiosa è la realizzazione di quel legame –necessario e originario– che permette al figlio di vivere la vita sotto lo sguardo di Dio padre, mentre la formazione morale mira a rendere esplciita la Legge fin dall’inizio iscritta nelle forme immediate della vita, in particolare, nelle forme del vincolo che lega il figlio ai genitori, e quindi al mondo tutto. L’educazione è nella sua interezza morale oppure non è; l’affermazione va intesa però sullo sfondo di un’immagine di morale diversa da quella idealistica, immagine di morale come esercizio della libertà.
1 □ pianificazione DIDATTICA
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1.
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PIANI DI STUDIO PERSONALIZZATI
Essendo l’apprendimento uno dei principali obiettivi di un’azione educativa efficace vogliamo riconoscere e valorizzare l’unicità e l’originalità di ogni singolo alunno. La nostra istituzione scolastica, servendosi della metodologia didattica dell’imparare ad imparare, di appositi momenti (spazi) dedicati a laboratori, lavori di gruppo, progetti personalizzati, consulenza psicologica, nel corso del curricolo quinquennale attua interventi specifici per favorire l’irrinunciabile diritto di ciascuno ad avere una formazione completa e adeguata alle sue risorse. I Piani di studio personalizzati si realizzano anche grazie alla proficua collaborazione tra scuola e famiglia, alleati nel raggiungere una adeguata formazione integrale dell’alunno. Ogni anno vengono fissati per ogni alunno gli obiettivi formativi, le articolazioni delle unità di apprendimento e le modalità organizzative di attuazione. 2. I LABORATORI La personalizzazione dell’insegnamento vede nei laboratori un punto qualificante la scuola. Essi sono un luogo privilegiato in cui si realizza un percorso opzionale di studio e di attività pratiche e creative in grado di rispondere alle differenti situazioni d’apprendimento degli allievi. Essi costituiscono una situazione d’apprendimento che coniuga le conoscenze (il sapere) e le abilità (il saper fare) verso compiti significativi e motivanti per gli allievi. Ciò si attua in una dimensione operativa ed applicativa dove ognuno è in condizione di dovere e potere utilizzare il proprio sapere in modo pertinente, completo e qualificante (competenza). I laboratori sono organizzati per ogni gruppo classe e per ogni anno, il collegio docenti ha scelto di sviluppare negli alunni, in base alle differenti età, determinate competenze.
2.1 Laboratori opzionali
classe 1
classe 2
classe 4
classe 5
Obiettivi
Musicalmente
Percorso musicale interdisciplinare tra italiano, inglese, matematica, arte .
Piccoli passi in cittĂ
Mangiare sano, vivo sano
Percorso di motoria con altre discipline.
Percorso di educazione alimentare con le discipline di scienze, informatica e di cittadinanza e costituzione.
Metodologia I
Saper pianificare il proprio tempo, usare correttamente tutti gli strumenti delle principali strategie di studio
Metodologia II
Riconoscere il proprio stile cognitivo e aumentare la propria autonomia.
Metodologia III
Homeworks
Saper utilizzare efficacemente tutte le strategie acquisite nella scuola primaria per svolgere autonomamente i compiti assegnati e rielaborare i sà peri appresi Esercitazioni scritte e consolidamento degli obiettivi disciplinari dell’inglese.
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classe 3
Laboratori
3. LA METODOLOGIA
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3.1 Linguistica per l’alfabetizzazione
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Per quanto riguarda l’alfabetizzazione, nel primo anno della scuola primaria, il metodo utilizzato è il metodo fonematicosillabico in cui il processo che porta all’apprendimento e alla lettura avviene in modo graduale, secondo il seguente itinerario metodologico: 1. Presentazione dei singoli grafemi; inizialmente si fanno conoscere le vocali introdotte ognuna da una parola-chiave che servirà a mettere in evidenza il fenomeno a stimolare l’attenzione e la curiosità nei bambini, successivamente verranno presentate una alla volta le consonanti. 2. Formazione della sillaba: ogni consonante presentata viene associata alle vocali per arrivare alla composizione di parole prima bisillabe, poi trisillabe e infine complesse. Per tutto il processo d’alfabetizzazione iniziale utilizzeremo il carattere stampato (utilizzato nel suo riconoscimento in modo funzionale alla lettura) ed infine introdurremo il corsivo. Nell’ambito della lingua orale, per sollecitare la verbalizzazione, l’espressione personale, la corretta pronuncia ci muoviamo su due posizioni generali, predisponendo da un parte momenti più strutturati, in cui l’ascolto, la comprensione e la comunicazione risultino essenziali al raggiungimento degli obbiettivi mentre dall’altra, momenti meno strutturati, lasciati alla libera espressione (senza trascurare la guida dell’insegnante e la correzione dell’errore) al confronto, ai racconti spontanei e non organizzati. La nostra proposta didattica si articola in tre livelli: □ LIVELLO CORPOREO: attività vissute direttamente dal bambino in un ambito ben definito dove la verbalizzazione dell’azione lo porta a prendere coscienza dell'esperienza fatta; □ LIVELLO MANIPOLATIVO: gli oggetti presenti nei momenti di laboratorio diventano un vero e proprio strumento didattico a disposizione del bambino; □ LIVELLO GRAFICO: consiste nel passaggio dal livello icono-
grafico, a quello grafico astratto dove il bambino mostra di aver raggiunto un’organizzazione mentale del concetto preso in considerazione. 4. LA CONTINUITÀ DIDATTICO EDUCATIVA La continuità tra i diversi livelli educativi e scolastici della Scuola è garantita dalla continuità dello sviluppo che si realizza per riconoscimento di esso, proprio perché anche l’istituzione sa esserne rispettosa e fautrice. Protagonisti della continuità sono gli allievi, e l’unica via per realizzarla è quella pedagogica. Dal punto di vista istituzionale è più corretto parlare di raccordo mediante annualità ponte tra i vari gradi di scuola.
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La continuità si realizza nella nostra Scuola attraverso: □ l’istituzione a partire dall’anno 2006.7 del Consiglio d’Istituto della Scuola; □ momenti di collaborazione tra gli insegnanti della Scuola dell’Infanzia e con gli insegnanti della Scuola Primaria e Secondaria di I° grado; □ la realizzazione di attività didattiche comuni; □ la scheda di presentazione che, descrivendo il percorso seguito dagli alunni, analizzando e commentando le produzioni, rappresenta uno strumento fondamentale per gli insegnanti di conoscenza del bambino, sia a livello didattico, sia di storia personale.
2 □ pianificazione ORGANIZZATIVA
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1. IL TUTOR E L’ÉQUIPE PEDAGOGICA
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L’organizzazione scolastica comporta, per ogni classe I, una strutturazione della funzione docente in team, la cui flessibilità è caratterizzata da una differenziazione di funzioni, legate alla presenza di un docente tutor, al fine di corrispondere a precisi compiti educativi. □ Modulo. Questa organizzazione, attivata per le classi seconde, prevede la presenza di due insegnanti che operano per ambiti sulle due sezioni di un modulo. Una docente svolge la funzione didattica per gli ambiti linguistico-espressivoantropologico e l’altra per quello matematico-scientifico. □ Modulo con prevalenza. Questa organizzazione, attivata per le classi terze, prevede la presenza di due insegnanti che operano nei suddetti ambiti sulle due sezioni di un modulo, ma con prevalenza. Al fine di garantire il carattere collegiale dell’educazione e dell’istruzione, accanto alle due insegnanti si introducono insegnanti specialisti per le discipline rimanenti. □ Con docente tutor. Questa organizzazione, attivata per le classi IV e V, assicura in ciascun gruppo classe una presenza temporale settimanale indicativamente individuata di 21 ore di insegnamento frontale. □ Il docente tutor cura la continuità educativa e didattica e il rapporto con le famiglie ed assicura, altresì, la coerenza e la gradualità dei percorsi formativi di ogni alunno, facilitandone e potenziandone le relazioni interpersonali ed educative. Tale docente svolge, pertanto, funzioni di coordinatore del team docente e di tutor nei confronti degli alunni, curando la compilazione della Scheda personale delle competenze, d’intesa con gli altri docenti del team. □ In definitiva il docente tutor cura la continuità educativa e didattica e il rapporto con la famiglia e assicura, altresì, la coerenza e la gradualità dei percorsi formativi di ogni alunno, facilitando ne e potenziandone le relazioni interper-sonali ed educative. Sono funzioni di vero e proprio tutoring, cioè di
orientamento e di accompagnamento dell’alunno per stimolarne la motivazione, facilitarne la comunicazione, sostenerne l'apprendimento, soprattutto per gli alunni più in difficoltà. 2. L’ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA 2.1 Settimana corta La scuola è organizzata su cinque giorni. Il sabato gli alunni rimangono a casa. La scelta della settimana corta è dettata dalla convinzione che i bambini devono poter trascorrere insieme alla loro famiglia un tempo adeguato e sereno in cui coltivare i loro interessi e le relazioni affettive con i genitori e la famiglia allargata.
3. COSTITUZIONE DELLE CLASSI La costituzione delle classi viene effettuata tenendo conto del criterio della eterogeneità. Questo criterio permette che ciascun alunno possa esprimere le sue attitudini e le sue capacità nell’affrontare gli impegni derivanti dalla sua condizione di allievo. I piani di studio personalizzati sono, in questo caso, mezzo di espressione e di sviluppo della personalità. La costituzione delle classi avviene attraverso □ lo scambio di informazione tra gli insegnanti; □ l’analisi delle Schede di presentazione; □ il gioco estate: conoscenza del bambino, dell’ambiente, dei propri compagni e degli insegnanti; □ la compilazione di strumenti necessari agli insegnanti per la costituzione delle classi; □ la presa in considerazione del paese di provenienza; □ equilibrio numerico tra maschi e femmine della classe.
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2.2 Orari Per tutte le classi le lezioni sono organizzate, da lunedì a venerdì, dalle ore 8.15 alle ore 12.30 e nel pomeriggio dalle ore 14.00 alle ore 16.00 per i tutti i giorni della settimana, per un totale di 30 ore, di cui 28 obbligatorie e 2 di laboratori. Le lezioni sono di 60 minuti con un intervallo di 15 minuti al mattino.
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4. FORMAZIONE DELL’ORARIO SETTIMANALE
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I criteri di riferimento per la formazione dell’orario settimanale sono: □ rispetto dell’orario minimo stabilito per ogni disciplina □ equilibrio nella distribuzione delle varie discipline nell’arco della giornata e della settimana □ alternanza delle discipline □ blocchi orari di norma non inferiori alle 2 ore per disciplina □ pari dignità delle discipline □ modifica dell’orario in presenza di progetti di approfondimento dell’offerta formativa. 5. ORE DI COM-PRESENZA Un elemento inoltre che caratterizza la Scuola è la scelta di garantire ad ogni classe un monte ore di contemporaneità/ compresenza, cioè la presenza di docenti durante lo svolgimento di una disciplina, che permette di attuare attenzioni più dirette al gruppo e/o al singolo alunno. Tale organizzazione offre l’occasione di recuperi, potenziamenti e progetti vari, opportunità molto importante per la qualità della scuola. Ogni settimana gli insegnanti si trovano insieme per programmare le lezioni e per esaminare la situazione di ogni singolo alunno. L’osservazione e il confronto appuntato con precisione sull’agenda, permette una puntuale e rapida individuazione e risoluzione delle questioni che sorgono. I genitori sono costantemente tenuti informati della evoluzione della situazione, sia tramite i colloqui prefissati, sia tramite le apposite schede ministeriali e interne. 6. USCITE DIDATTICHE E VIAGGI DI ISTRUZIONE L’esperienza scolastica è arricchita dai viaggi di istruzione e dalle uscite didattiche. Oltre ad essere un momento di svago e di divertimento, le visite diventano un utilissimo spazio istruttivo. Vedere, visitare, toccare alcune realtà solo dette o illustrate a scuola porta ad imparare prima e meglio. È per questo che la scuola cerca di sfruttare le occasioni che il mon-
do circostante offre e di accompagnare, quando è possibile, i bambini a fare delle esperienze concrete toccando con mano la realtà. 7. LA DOCUMENTAZIONE NEL REGISTRO INFORMATICO La funzione della documentazione non è semplicemente burocratica, ma ha una forte valenza educativa. Attraverso il supporto informatico, la meticolosa e precisa annotazione delle osservazioni, degli interventi pianificati e delle verifiche effettuate permette all’insegnante e all’intero collegio docenti di operare scelte più oculate e scientifiche. Inoltre, la documentazione, in alcuni casi, ha una valenza giuridica atta a comprovare in ogni situazione la posizione dell’insegnante o degli alunni. I docenti hanno l'obbligo di documentare l'attività didattica attraverso:
□ Sul REGISTRO DI CLASSE vanno annotati i dati anagrafici degli alunni e le assenze di questi ultimi. □ L'AGENDA DELL’ÉQUIPE PEDAGOGICA documenta l'attività del team, puntando soprattutto a sottolineare le dimensioni trasversali degli apprendimenti e a programmare i relativi interventi educativi e/o formativi. Contiene gli orari delle classi e degli insegnanti; le programmazioni educative e didattiche; le modalità organizzative/didattiche delle classi; documenta i fatti rilevanti nella vita della classe: rapporti interni ed esterni alla scuola, gli incontri di modulo, di circolo e con le agenzie educative presenti sul territorio; i verbali degli incontri di team.
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□ IL GIORNALE DELL'INSEGNANTE documenta la programmazione didattica e valutativa di ciascun docente. Contiene gli orari, la programmazione didattica annuale e le sue scansioni temporali, le verifiche e le valutazioni, l'analisi e la riflessione dell'efficacia del percorso attuato, offre informazioni sugli aspetti rilevati individualmente e sugli apprendimenti degli alunni.
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8. LE COMMISSIONI Le Commissioni dei docenti sono organi che durano un anno, con nomina da parte del COLLEGIO DOCENTI.
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Esse svolgono una funzione specifica all’interno dell’organizzazione scolastica. Alcune di queste collaborano con altri organismi quali il Consiglio di Istituto, il Collegio docenti, la nostra scuola secondaria o enti provinciali.
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Le commissioni sono le seguenti: Commissione POF per la revisione e l’aggiornamento del Pof Commissione continuità per qualificare la didattica nei passaggi con la Scuola dell’Infanzia e la Scuola Secondaria; Commissione CLIL per favorire l’apprendimento della lingua inglese coinvolgendo altre discipline Commissione biblioteca per educare alle lettura e all’utilizzo della biblioteca; Commissione solidarietà per far crescere una coscienza multiculturale e gesti di solidarietà. 9. GLI ORGANI COLLEGIALI Per rendere effettiva ed efficace la collaborazione di tutte le sue componenti alla gestione delle attività scolastico educative, nella nostra Scuola sono attivi i seguenti Organi collegiali: □ CONSIGLIO DI ISTITUTO DELLA SCUOLA (=CIS) □ COLLEGIO DEI DOCENTI □ CONSIGLIO DI CLASSE Essi operano con competenze diverse previste dall’apposita normativa (cf Statuto degli Organi collegiali). Il raccordo tra i vari organismi è assicurato dal dirigente scolastico che è membro di diritto di tutti gli Organi collegiali. La convocazione, comunicata agli interessati a norma di legge, viene effettuata a partire da un calendario fissato all’inizio dell’anno. Le variazioni sono comunicate e motivate per tempo. Membri del Consiglio di Istituto sono i rappresentati di clas-
se, eletti dai genitori all’inizio di ogni 3 anni, una rappresentanza degli insegnanti eletti dal Collegio docenti ed educatori extra-scolastici. Un ruolo fondamentale di raccordo tra la scuola e i genitori è svolto dal rappresentate di classe che relaziona con tutti i genitori. 10. LA SCUOLA E LE SUE ATTREZZATURE
11. SPAZI E STRUMENTI AULE | LABORATORI-SPAZI POLIVALENTI AULA SUONI BIBLIOTECA PALESTRA REFETTORIO AMBULATORIO SERVIZI IGIENICI
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La scuola è una struttura accogliente, elegante, attrezzata appositamente per le necessità educative e didattiche dei bambini. Ogni aula è spaziosa, ben illuminata e insonorizzata, dotata di banchi a norma e con altezza adeguata alla struttura fisica del bambino. Ogni aula ha con PC con possibilità di accesso al registro informatico, alla rete intranet e collegamento ad Internet. La Scuola inoltre dispone di 2 sale con 30 PC, ciascuna collegati in rete con accesso ad Internet. Possiede inoltre una discreta biblioteca multimediale e numerosi software didattici e di utilità. Dispone inoltre di una palestra attrezzata per l’insegnamento della motoria e l’animazione psico-corporea, particolare attività ricreativo-formativa avviata in modo sperimentale presso la nostra scuola. Inoltre ha una nuova sala multimediale per l’attività musicale-vocale-visiva denominata “AULA DEI SUONI” per l’educazione all’immagine; aule per la manipolazione, per il teatro e la danza.
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CORTILE | CAMPI DA GIOCO PISCINE DIREZIONE - SEGRETERIA SUPERAMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE PIANO DI EVACUAZIONE RISCALDAMENTO AULE e PALESTRA a pavimento ILLUMINAZIONE IMPIANTO ELETTRICO | ANTINCENDIO | ACUSTICO
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Criteri per l’utilizzo degli spazi □ Ogni spazio della scuola è organizzato in modo funzionale per un utilizzo anche polifunzionale. □ Ad ogni classe è garantito un adeguato utilizzo di tutti gli spazi. □ Nei corridoi e negli spazi comuni non è consentito svolgere giochi pericolosi per la propria e altrui incolumità □ Le turnazioni nelle aree comuni vengono concordate nel plesso all'inizio dell'anno scolastico. □ II materiale è tenuto con cura da diversi responsabili. □ Le aule abilitate a laboratori vengono utilizzate per lo svolgimento di attività specifiche e, durante le ore in cui non sono previste tali attività, diventano aule di rotazione. □ Ad ogni anno scolastico le classi ruotano nelle aule che rimangono fisse. 12. MENSA SCOLASTICA La Scuola possiede una mensa interna di buona qualità. Il menù previsto settimanalmente è stato approvato dall’ASL bresciana. Si garantisce una cucina per ogni necessità certificata degli alunni e un servizio personalizzato e curato dal personale. 13. TRASPORTO La nostra Istituzione possiede una batteria di quattro pulmann e di un pulmino per il trasporto dei bambini e dei ragazzi. È un aiuto ai bambini e alle loro famiglie. Gli autisti, alla sera sono coadiuvati da una educatrice che mantiene l’ordine e si fa interprete delle situazioni di difficoltà.
3 □ pianificazione CURRICOLARE 1. DISCIPLINE Le discipline sono la nervatura su cui si costituisce il curricolo della Scuola. Si ritengono tutte e singole le discipline fondamentali e utili a far maturare nel bambino un cultura aperta, una intelligenza sveglia e una personalità matura. Sono pertanto così distribuite: discipline
Classe I
Classe II
Classe III
Classe IV
Classe V
italiano
7
7
7
7
7
inglese
2
2
2
2
2
Storia /cittadinanza e Costituzione
2
2
2
2
2
geografia
2
2
2
2
2
matematica
6
6
5
5
5
scienze
1
1
2
2
2
Tecnologia
1
1
1
1
1
Musica
1
1
1
1
1
A. Immagine
1
1
1
1
1
Scienze motorie
2
2
2
2
2
Religione
2
2
1
1
1
Metodo/compiti
1
1
2
2
2
Laboratori
2
2
2
2
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2. METODOLOGIA E LABORATORIO COMPITI
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La didattica dell’imparare ad imparare, pilastro della nostra Scuola primaria e secondaria, si struttura attorno alla metodologia e al laboratorio compiti. La maturazione nell’alunno di una metodologia adeguata e di una autonomia in grado di supportare il suo apprendimento stanno alla base del nostro stile di insegnamento.
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L’esercitazione scritta e lo studio orale sono due elementi indispensabili dell’esperienza scolastica. Il bambino attraverso l’esecuzione dei compiti dimostra di aver seguito e compreso la spiegazione dell’insegnante e di essere in grado di muoversi in modo autonomo nell’argomentazione spiegata. Questo ha portato la nostra scuola a fare delle scelte ben precise in ordine alla questione dei compiti. Il compito serve prima di tutto all’insegnante per valutare se la sua spiegazione è stata appresa dagli alunni, e agli alunni per consolidare le proprie abilità. La quantità degli esercizi viene equilibrata e adeguata all’età, all’autonomia e alla capacità del soggetto. Il compito è un momento di verifica dell’apprendimento e di espressione di sé. Tutto questo si traduce concretamente nel progettare un tempo di esecuzione calibrato al tempo dei bambini. Alla famiglia spetta il compito/il dovere di interessarsi, di stimolare e di motivare. Senza sostituirsi al figlio nella esecuzione del compito. 3. OBIETTIVI FORMATIVI La Scuola primaria è l'ambiente educativo di apprendimento dove il fanciullo trova le occasioni per maturare progressivamente le proprie capacità di autonomia, di azione diretta, di relazioni umane, di progettazione e verifica, di esplorazione, di riflessione logico‑critica e di studio individuale. Da questo si evince che gli obiettivi formativi devono essere adeguati allo sviluppo di diversi aspetti del bambino: psi-
Gli obiettivi formativi sono elaborati a partire dall’esperienza degli alunni in coerenza con il Progetto educativo della scuola, il Profilo educativo, culturale e professionale e in linea con gli obiettivi specifici di apprendimento indicati dal MIUR.
4. EDUCAZIONE
ALLA CITTADINANZA E COSTITUZIONE
La Cittadinanza e Costituzione si dispiega attraverso percorsi di studio che attuano l’apprendimento di obiettivi specifici delle diverse discipline, concretizzati in competenze, cioè in atteggiamenti, comportamenti, modi di vivere, che trovano nell’esercizio individuale e sociale i valori della convivenza civile. I docenti si interrogano su come il loro insegnamento può portare alla maturazione di corretti comportamenti di educazione stradale, ambientale, alimentare, alla cittadinanza, alla salute e all’affettività. Il Collegio docenti concorda gli
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co‑motorio, logico‑mentale, socio‑emotivo. Ogni attività educativa e didattica fa necessariamente riferimento all’età di sviluppo del fanciullo e di conseguenza conoscere i suoi bisogni, da quelli generalizzati, comuni ai bambini di oggi a quelli specifici, legati alle situazioni contingenti. Non si può quindi prescindere dalle caratteristiche tipiche di questa età (età scolare o periodo di latenza che intercorre tra il 6° e il 10° anno di età): □ impara a confrontarsi con la realtà, con gli altri, con la sua coscienza (diminuisce l'egocentrismo logico e affettivo nei rapporti sociali) □ la sua logica è concreta, legata alle sue esperienze; □ nella socializzazione perde gradualmente il giudizio assoluto ed egocentrico, impara a tener conto della prospettiva altrui; è produttivo. □ Gli obiettivi formativi richiedono la mobilitazione di sensibilità e prospettive pluri, inter e transdisciplinari e quindi integrità educativa.
Scuola paritaria primaria
interventi educativi-didattici, gli incontri formativi, le visite di istruzione. All’origine di questa proposta di lavoro, si trova la convinzione che per educare sia necessario, in ogni fase evolutiva, ancorare l’inesauribilità delle rappresentazioni della realtà e dei comportamenti personali ad una visione complessiva ed unitaria della vita. Compito della scuola è rendere questa visione sempre più robusta, consapevole e critica.
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Le educazioni proposte durante il ciclo scolastico sono: 1. Educazione alla cittadinanza 2. Educazione stradale 3. Educazione ambientale 4. Educazione alla salute 5. Educazione alimentare 6. Educazione all’affettività 5. AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA Formazione per i genitori I genitori, in quanto primi responsabili dell'educazione dei figli, sono partecipi dell’istituzione scolastica trasformando il servizio offerto dalla Scuola da pura opportunità a strumento educativo per una crescita culturale, umana e cristiana dei propri figli. La Scuola primaria santa P.E. Cerioli nel momento in cui si rivolge agli alunni, sa di dover giungere alla famiglia e sa anche che se non giunge alla famiglia fallisce la sua esperienza educativa. Un obiettivo fondamentale e indispensabile è quindi quello di creare una stretta collaborazione tra la scuola e le famiglie, nel rispetto delle specifiche competenze. Il dialogo, la stima reciproca e il confronto tra scuola e famiglia favoriscono soluzioni efficaci per una crescita armonica dei bambini che contempli oltre al conseguimento di risultati scolastici soddisfacenti, anche una incisiva azione educativa. A tale scopo la scuola offre per le famiglie forme e tempi di incontro, di formazione, di condivisione.
L’avvertenza della scuola è di tenere costantemente informati i genitori relativamente all’andamento scolastico del bambino e alla sua crescita nella capacità di relazionarsi con gli altri e con l’ambiente. Questa informazione avviene attraverso più strumenti: □ la Scheda quadrimestrale di valutazione (=pagella) □ la Scheda Interquadrimestrale □ gli incontri individuali con gli insegnanti. Forte spazio hanno pure gli organi di rappresentanza come il Consiglio di Istituto. Nel corso dell’anno vi sono feste, incontri di formazione per genitori, assemblee per classi. 6. CARATTERIZZAZIONE
Educazione musicale Il corso di musica mira a far acquisire ad ogni alunno: la capacità di leggere le note; sviluppare una maggiore sensibilità musicale; utilizzare la voce nel canto. Inglese Il corso d’inglese si attiva dal primo anno di scuola. L’obiettivo generale è di far acquisire le basi della lingua inglese. La metodologia seguita parte da un approccio ludico e prevalentemente orale, per permettere la comprensione, la conversazione e giungere alla forma scritta. Informatica Il corso è proposto dal primo anno di scuola e vuole offrire agli allievi la possibilità di apprendere l’uso del computer come strumento utile e indispensabile in ambito scolastico e poi lavorativo. Lo scopo del nostro progetto scolastico è quello di avvicinare gli allievi al computer per giungere ad un
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All’interno dell’intera organizzazione scolastica emergono come caratterizzanti l’intero percorso formativo, con la presenza del relativo docente abilitato all’insegnamento: l’educazione musicale, l’insegnamento della lingua inglese, l’abilitazione all’uso del computer, la motoria e la religione.
adeguato e corretto accesso alla multimedialità e alla ipertestualità, rendendoli partecipi di questo linguaggio attraverso la creazione di un prodotto ipertestuale.
Scuola paritaria primaria
Motoria
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Il corso di educazione motoria è proposto a tutti gli alunni e prevede, oltre alle attività in palestra, un corso di nuoto a quadrimestre. Gli obiettivi per il primo ciclo sono i seguenti: primi contatti con l’acqua; il controllo della respirazione; i galleggiamenti, cadute, salti e tuffi in acqua; galleggiamento in acqua alta; propulsioni con tavolette e altri galleggianti; immersioni; scivolamenti. Dal secondo ciclo le lezioni di motoria in ambiente acquatico mirano anche a far acquisire un’adeguata tecnica natatoria dei tre stili: crawl, dorso e rana. Trasversale a tutte le ore di motoria è l’attenzione al raggiungimento da parte del bambino di un’adeguata autonomia, in relaziona all’età, nella gestione del proprio materiale, dei tempi, degli spazi, e dell’igiene personale. 7. PROGETTI Altrettanto caratterizzanti del percorso formativo risultano essere i progetti offerti dalla scuola: Metodologia E’ il laboratorio del IV anno, ma l’attenzione è trasversale su tutti e cinque gli anni. Il progetto mira a far crescere nel bambino l’autonomia necessaria per affrontare il lavoro di studio e di esercitazione individuale, nel rispetto dei tempi attraverso una corretta gestione del materiale; all’interno delle ore dedicate al progetto viene posta luce sugli stili cognitivi individuali per il raggiungimento delle relative strategie di studio più performanti. Alfabetizzazione Emotiva Nel nostro contesto scolastico il programma di educazione emotiva costituisce un lavoro di “alfabetizzazione emoziona-
le” che porta gli allievi a conoscere gli aspetti più rilevanti delle proprie emozioni; creare situazioni di apprendimento in cui i bambini acquisiscono consapevolezza dei propri stati emotivi e dei meccanismi cognitivi che li influenzano per poi utilizzare queste conoscenze nell’affrontare i problemi in cui essi si imbattono nella vita di ogni giorno. L’attuazione in un contesto scolastico nei cinque anni può avvenire secondo tre modalità: un ciclo di lezioni strutturate, approccio informale, integrazione nelle materie curricolari.
School Camp Lo School Camp si articola in tre giornate di arricchimento della lingua inglese, in cui si prevedono attività di laboratorio linguistico organizzate e monitorate da tutors madrelingua in collaborazione con l'insegnante e organizzate in base al livello dei partecipanti. Finalità dei laboratori è quindi
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Progetto Solidarietà Il progetto Solidarietà porta a realizzazione nella Scuola primaria l’anelito della Congregazione di avvicinare i bambini della nostra scuola, e indirettamente le loro famiglie, al problema della solidarietà, dell’attenzione cioè all’altro e, in modo particolare, al diverso e allo svantaggiato. La nostra Congregazione opera in contesti missionari che permettono di far filtrare direttamente all’interno dei vissuti dei bambini i problemi che agitano il sud del mondo. Pertanto la possibilità di svolgere durante l’anno una settimana di solidarietà dà la possibilità ai bambini, dapprima attraverso il gioco e poi gradatamente attraverso la riflessione e lo studio di entrare in contatto con problemi di carattere universale che toccano grandi e gravi problemi di rapporto fra le nazioni. Sono pertanto interessate le materie antropologiche, ma anche lingua, immagine, musica e quant’altro sarà utile a far percepire ai bambini la dimensione di vicinanza e prossimità a queste persone sfruttate e svantaggiate. Nel limite del possibile si creerà un ponte con i bambini che vivono in Mozambico e in Brasile per rendere l’esperienza più viva.
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quella di stimolare la partecipazione dei bambini promuovendo la comunicazione e le capacità espressive, il lavoro di gruppo e la produzione orale in un contesto creativo e divertente per gli alunni. La proposta consiste dunque in una vera e propria full immersion nella lingua inglese. Le giornate previste dallo School Camp si concludono con l'English Show, uno spettacolo“riassuntivo” dell'esperienza organizzato dai bambini con l'aiuto dei tutors e allestito per insegnanti e genitori. Miniolimpiadi Momento didattico-sportivo di fine anno in cui i bambini hanno la possibilità mettersi alla prova in alcuni sport e giochi di squadra sperimentati durante l’anno. Le Miniolimpiadi hanno una durata di due mattinate e vengono svolte nel mese di giugno di ogni anno, sono coordinate dall’insegnante di Corpo Movimento e Sport supportato dagli altri insegnanti ed educatori. Oltre all’aspetto ludico, queste giornate di sport sono tese verso alcuni dei valori fondanti la pratica sportiva quali: il divertimento, l’impegno, il rispetto, l’amicizia, la lealtà. valori fondanti delle Miniolimpiadi della nostra scuola. Giochi di matematica Rivolta agli studenti delle classi III, IV,V per favorire lo sviluppo delle competenze di problem solving e valorizzare le eccellenze presenti. Il problem solving rimanda a processi cognitivi in cui prevale il pensare, il ragionare, il fare ipotesi, attività che richiedono l’impiego di abilità relative alla gestione di informazioni strutturate più che l’applicazione sterile di procedimenti meccanici volti alla esecuzione esclusiva da calcoli.
4 □ pianificazione RELAZIONALE 1. ALLEANZA CON LA FAMIGLIA
I religiosi della Sacra Famiglia si impegnano a: □ far conoscere e realizzare la propria proposta educativa □ motivare il proprio intervento didattico □ favorire e stimolare la formazione di un ambiente familiare ed accogliente □ ricercare la serenità dei rapporti tra docenti e studenti, tra scuola e famiglia □ assicurare l'impostazione cattolica della scuola primaria santa Paola Elisabetta Cerioli
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La famiglia è uno dei pilastri fondamentali del progetto educativo del Centro educativo e Scuola, una risorsa senza la quale la scuola non assolverebbe il suo compito istruttivo poiché oltre che prendersi cura della crescita del bambino, deve creare e far crescere gradualmente una alleanza con la famiglia. Questo è uno dei punti di forza della nostra scuola, dove la relazione personale viene apprezzata dalle famiglie che avvertono in noi persone che si prendono cura dei loro figli. Non meno importante è la disponibilità che gli insegnanti e i padri della Sacra Famiglia danno per ascoltare le famiglie ed entrare in contatto con loro, aiutandole ad interpretare la situazione, fornendo con chiarezza e sicurezza le scelte di questa scuola. È proprio la compattezza tra gli insegnanti, tra gli insegnanti e i Padri, tra corpo docente la gestione della scuola che dice la qualità della relazione educativa nei confronti dell'alunno e della famiglia. La suola è una comunità ma perché raggiunga il suo fine ha bisogno di una chiarezza di ruoli. Devono essere chiari i compiti, le responsabilità e le mansioni di ogni appartenente alla comunità.
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Gli insegnanti si impegnano a: □ accettare e condividere le scelte di questa scuola dando il proprio contributo per favorirne la crescita □ assolvere il loro compito di insegnanti □ far crescere l’empatia nella relazione con l’alunno. Per empatia s’intende ‘accorgersi’ di tutta la realtà dell'alunno, quella intellettiva e quella emozionale, per sostenerlo nella presa di coscienza dei suoi timori, ansie, paure, speranze, attese, incoraggiandolo ad agire in maniera conveniente. Gli alunni si impegnano a: □ frequentare regolarmente la scuola □ rispettare l’orario stabilito dalla scuola □ utilizzare correttamente le attrezzature, gli spazi ed i tempi delle attività scolastiche, nel rispetto della proprietà comune e dei diritti degli altri □ rispettare r le regole fissate dall’organizzazione della Scuola □ rispettare r gli adulti presenti nella scuola ed i compagni I genitori si impegnano a: □ collaborare in modo assiduo e costruttivo nel perseguimento delle finalità educative, formative e culturali dell’istituzione scolastica e in particolare □ a motivare costantemente i propri figli alla partecipazione alla vita della classe ed all’attività scolastica; □ garantire la regolare frequenza, la puntualità e il comportamento responsabile dei propri figli □ a giustificare per iscritto eventuali assenze, ritardi, uscite anticipate □ informarsi regolarmente sull’andamento scolastico del figlio. 2. IL RAPPORTO CON GLI ALUNNI 2.1. Il clima educativo La nostra prima preoccupazione nei confronti del bambino che entra nella nostra scuola è che egli possa fare un esperienza positiva e serena. Il clima che trova nell’ambiente sco-
lastico è per questo familiare, cordiale e rispettoso. È compito di ogni figura educativa che opera all’interno della scuola assumere in ogni istante un comportamento corretto e nel contempo stimolante.
2.3. Il rapporto educativo Ogni insegnante avrà l’accortezza di utilizzare tutte le strategie atte a creare un clima sereno e familiare anche in classe. Aiuterà i bambini a maturare nei suoi confronti e nei confronti dei compagni un atteggiamento di stima e di rispetto nel rispetto del regolamento che segue e che verrà esposto i sintesi e sottoforma di indicazioni in classe. L’insegnante è convinto che il primo obiettivo per favorire una autentica assimilazione dei contenuti proposti sia la
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2.2. L’accoglienza Il momento dell’accoglienza costituisce un’occasione importante per introdurre i bambini nel mondo della scuola. La delicatezza della situazione richiede pertanto una gestione equilibrata di molti fattori che predispongano il bambino a fidarsi della nuova realtà. Dal momento dell’iscrizione in poi inizia un cammino di avvicinamento graduale che porta i bambini a conoscere sempre più approfonditamente le persone e lo stile della nostra scuola. Sono infatti organizzati due o più incontri con i bambini e le loro famiglie per far percepire la familiarità dell’ambiente e per orientare i genitori verso il nostro modo di operare. Il momento più importante è però costituito dal Gioco Estate. Si tratta di uno speciale CRE (centro ricreativo estivo) che si svolge presso il nostro Centro per i bambini delle elementari. In questo clima di gioco e di festa estiva, i bambini di prima, o quelli nuovi, vengono introdotti progressivamente nell’ambiente, conoscendo le loro maestre, i loro educatori, i loro compagni. Inoltre, grazie al piccolo spazio giornaliero dedicato ai compiti, si avvia l’analisi dei livelli di partenza per predisporre i programmi dell’anno.
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creazione di un rapporto empatico e prossimale tra se e gli alunni. Pertanto si prodigherà in questa impresa in ogni momento.
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2.4. Il regolamento Nella scuola c’è un regolamento che disciplina i comportamenti e sancisce l’inaccettabilità della mancanza di rispetto verbale e comportamentale, del turpiloquio, della bestemmia. Ora, si conferma che questi limiti devono essere considerati invalicabili e, nel caso di infrazione, deve essere usato ogni mezzo per il recupero educativo del fallimento comportamentale dei bambini e si deve arrivare anche a drastici provvedimenti (intervento del Direttore, convocazione dei genitori, richiamo scritto, sospensione dalle lezioni) per ristabilire l’equilibrio di una sana, civile e famigliare convivenza richiesta anche dai diritti all’educazione e all’istruzione degli altri alunni della classe. I bambini hanno bisogno di indicazioni e regole chiare, a fianco di una testimonianza chiara da parte degli adulti con i quali essi vivono, per dare un orientamento al loro agire, al loro comportamento. L’efficacia della proposta educativa dipende, oltre che dall’opera degli operatori della scuola e dal coinvolgimento collaborativo della famiglia, anche dalla disponibilità, dalla capacità di ascolto e dalla risposta del bambino.
5 □ pianificazione EXTRA-SCOLASTICA 1. GLI EDUCATORI
2. CREATIVAMENTE. CORSI EXTRASCOLASTICI Il Centro educativo in cui opera la scuola, offre alle famiglie l’opportunità di far frequentare ai propri figli/e, oltre l’orario scolastico, corsi che, variando di anno in anno, offrono l’occasione di affinare le sensibilità e le competenze particolari dei bambini che li scelgono liberamente e secondo le loro attitudini.
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Gli educatori sono figure complementari importanti nell’assetto educativo-scolastico della nostra scuola. Essi si affiancano ai Padri e alle insegnanti per completare l’opera di educazione dei bambini della Scuola primaria. Lo stile, che deve contrassegnare la loro opera, come quello degli altri operatori all’interno del Centro, è segnato dalla prossimità e dall’empatia, ma sostenuto da una matura autorevolezza. Essi assistono i bambini nei momenti extrascolastici, sono guidati da un responsabile e si relazionano in modo speciale con il tutor della classe con cui concordano gli interventi educativi. In modo particolare a loro compete l’assistenza dei bambini durante il pranzo e l’organizzazione dei due spazi ricreativi pomeridiani. Il responsabile degli educatori, che li incontra per una riunione settimanale, ha il compito di pianificare le attività e coordinare gli interventi educativi annotare le osservazioni sui singoli alunni. Tale registrazione è pure funzionale ad un periodico incontro con il tutor in vista dei colloqui con i genitori. Inoltre, questo compito richiede una disponibilità a lavorare su di sé per correggere e migliorare quelle situazioni che rendono inadeguata la propria relazione con i bambini.
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Campionati Interscolastici di Nuoto La Scuola è orgogliosa di partecipare alla rassegna natatoria organizzata dalla Piscina Andreana-Sacra Famiglia che vede la partecipazione delle scuole presenti sul territorio.
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6 □ pianificazione VALUTATIVA 1. VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI 1.1. Valutazione personalizzata La valutazione degli apprendimenti è un processo attuato dai docenti, in collaborazione con le figure professionali educative presenti nell’istituto, che permette di delineare la situazione iniziale affettiva-educativa dell’alunno e il suo sviluppo nel corso degli anni scolastici. Tale sviluppo è inteso come risultato di assimilazione e consolidamento di abilità e competenze, che puntualmente vengono stimolate e personalizzate al fine di promuovere la crescita formativa ed educativa di ogni singolo alunno. 36 I docenti della scuola valutano l’alunno nella sua globalità (conoscenze, abilità; comportamento e relazioni) e nella sua individualità in quanto ogni alunno è valutato in relazione agli obiettivi programmati e ai progressi compiuti. Tutta la valutazione – apprendimenti e comportamento – sarà espressa in numeri dal 5 al 10 nei documenti di valutazione di fine quadrimestre o di fine anno. Le prove intermedie saranno valutate in centesimi, espresse cioè in numeri dal 50 al 100. Si precisa che per quanto riguarda la valutazione degli apprendimenti di ogni disciplina, il voto riportato nel Documento di valutazione potrà non essere il risultato della pura media matematica, bensì della considerazione anche di tutte le componenti educative quando la media risulti non formata da un numero intero. I processi personali, di cui i compiti e le esercitazioni a casa e a scuola non sono che tappe, continuino ad essere periodicamente descritti con giudizi descrittivi (ad.es. è un buon lavoro).
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1.2. Criteri-Indici di valutazione
G
Bravissimo hai
stelline
lavorato bene
G
5
Scuola paritaria primaria
10
100
O mo
Obie vi raggiun
in modo o mo:
padronanza/presenza par colarmente ricca e sicura di tu
96
richies ,
37
in
un
(comprese
gli aspe
quadro
organico
significa ve
capacità
cri che, se richieste dalla prova)
4
Bravo hai
9
95
Dis nto
90
stelline
lavorato con
Obie vi raggiun
in modo dis nto:
padronanza/presenza piena di tu
decisamente
gli aspe
richies , in un
quadro organico
impegno
3
Bene, hai fa o
8
89
Buono
stelline
un buon lavoro
aspe
80
2
Bene, ma fai più
7
79
Discreto
stelline
a enzione
Benino ma a ento
6
69
Sufficiente
Obie vi raggiun soddisfacente:
degli
in modo discreto‐
padronanza/presenza aspe
Obie vi sostanzialmente raggiun : presenza di quasi tu aspe
60
Questo compito
Non
non è sufficiente
5
59
sufficiente
50
piena
richies
richies
1 stellina
in modo buono:
di quasi tu /dei principali
70
agli errori
Obie vi raggiun
padronanza‐presenza
richies /aspe
Obie vi
non
ne o:carenze
i principali
essenziali
raggiun
in
generalizzate
modo in
relazione alla maggior parte degli aspe
richies
Affinché il processo valutativo risulti trasparente, valido, comprensibile, è importante distinguere i momenti di verifica/misurazione dalla valutazione. Si deve distinguere il momento della misurazione (rilevazione ragionevolmente oggettiva dei dati tramite item standardizzati) dallo specifico della valutazione intesa come processo che, partendo da ciò che l’alunno/a è e già sa, promuove il progressivo avvicinamento a mete raggiungibili, nel rispetto dei ritmi e delle condizioni soggettive dell’apprendimento. La valutazione è considerata come valorizzazione in quanto non si limita a censire
lacune ed errori, ma evidenzia le risorse, le potenzialità, i progressi, aiuta l’alunno a motivarsi, a costruire un’immagine positiva e realistica di sé (autovalutazione). Pertanto la valutazione periodica e annuale terrà conto, oltre che dei risultati delle singole prove oggettive, interrogazioni, esercitazioni, libere elaborazioni, anche dell’aspetto formativo nella scuola di base, ossia dei percorsi di apprendimento e dei progressi ottenuti da ciascun alunno rispetto alla situazione iniziale e la maturazione globale, senza fermarsi esclusivamente all’esito delle singole verifiche. Nella valutazione gli insegnanti pongono attenzione a garantire la trasparenza, chiarendo a se stessi e agli alunni: qual è la finalità della valutazione Esplicitare “che cosa” e “come/con quali criteri” valutano Avendo cura di utilizzare un linguaggio semplice ed immediato.
Valutazione iniziale/diagnostica: Definisce la situazione di partenza di ciascuno alunno ed individua il percorso formativo più adatto al raggiungimento degli obiettivi programmati. La situazione di partenza viene rilevata principalmente tramite osservazioni sistematiche iniziali, prove d’ingresso mirate e funzionali, sia trasversali che per discipline o aree. Dalla situazione di partenza e dal suo evolversi, i docenti indicano, oltre alla normale progettazione, i gruppi di livello secondo fini e obiettivi definiti in base alle esigenze, ai ritmi di apprendimento dell’alunno. Valutazione formativa-in itinere: Controlla l’andamento del processo di apprendimento dell’alunno attraverso vari strumenti di verifica quali: compiti sui quaderni, correzione di elaborati, relazioni, formulazioni di schemi e le esercitazioni scritte. Essa ha il compito di portare l’alunno a una maggior consapevolezza e padronanza del suo apprendimento scolastico.
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Il percorso formativo di ogni singolo alunno è così articolato:
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Valutazione idiografica: La dove necessita, per alunni con percorsi personalizzati.
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Valutazione sommativa/criteriale:
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Alla fine del I° e II° quadrimestre la valutazione periodica degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze è espressa in decimi e illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dell’alunno. La scelta delle prove di verifica viene effettuata dai docenti a livello di classi parallele nell’ambito disciplinare. La costruzione della tabella di misurazione nasce dall’esigenza di concordare criteri comuni e definire parametri “accettabili”, come minimo indispensabile per poter affermare che la prova è stata superata. 1.3. Scheda di valutazione Le schede di valutazione sono uno strumento utile a registrare lo sviluppo degli apprendimenti dell’alunno e a dettagliarlo nelle singole discipline. Inoltre permettono un giudizio sintetico di analisi della situazione. 1.4. Scheda di recupero allo studio Alla famiglia degli alunni che sono stati promossi, pur non avendo raggiunto gli obiettivi di fine anno, verrà trasmessa una comunicazione scritta contenente le motivazioni delle decisioni assunte dal Consiglio di classe, nonché un resoconto sulle carenze dell’alunno, indicando anche un piano estivo di recupero per quelle materie nelle quali l’alunno non ha raggiunto totalmente la sufficienza; saranno indicate inoltre le iniziative didattiche che l’istituto intende attivare. 1.5. Autovalutazione L’apprendimento più efficace ha luogo laddove gli allievi comprendono non solo che cosa devono fare, ma perché devono farlo e come sarà giudicato. L’autovalutazione è importante per il fatto che tende a essere ipsativa piuttosto che normativa. Pertanto i docenti utilizzano l’autovalutazione come strumento al fine di dare agli allievi un ruolo nel valutare i propri risultati, consentendo loro di diventare sostenitore dei propri successi e di ve-
derli riconosciuti, nei loro stessi termini, dai loro insegnati. Gli allievi sanno quanto hanno lavorato sodo su un compito e come giudicano i risultati ottenuti, e soltanto loro possono aiutare gli insegnati a capirlo. Se inizialmente alcuni giudizi degli allievi potranno essere errati, il processo di comparazione con altri giudizi farà sì che la loro qualità e coerenza possano migliorare. 2. VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO 2.1. Criteri-indici di valutazione In merito alla modalità d’espressione della valutazione del comportamento, il Collegio dei Docenti ha stabilito di tenere conto, in sede di scrutinio intermedio e/o finale, di un giudizio complessivo di maturazione, di crescita civile e culturale dello studente. In particolare, quindi, la valutazione si dovrà intendere riferita a tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica e comprenderà anche gli interventi e le attività di carattere eduzione degli apprendimenti e alla valutazione complessiva dello studente essa sarà espressa collegialmente dal team docente operativo nella classe presieduto dal Direttore. Più precisamente il voto conseguito dagli alunni sarà il risultato ponderato dei seguenti criteri: - verifica della capacità di rispettare il complesso delle disposizioni che disciplinano la vita della nostra istituzione scolastica (rapporto con insegnanti, educatori, compagni, rispetto del materiale proprio ed altrui,interiorizzazione delle regole); - promozione della consapevolezza dei diritti e dei doveri degli studenti all’interno della comunità scolastica, favorendo comportamenti coerenti con il corretto esercizio dei propri diritti e al tempo stesso con il rispetto dei doveri (impegno a farsi valere con educazione e misura, rispetto dell’ambiente e del materiale in uso, utilizzo di un linguaggio adeguato);
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cativo posti in essere al di fuori di essa; unitamente alla valuta-
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- verifica dell’apprendimento concreto dei contenuti offerti (capacità di attenzione, partecipazione, esecuzione dei compiti, rispetto delle consegne date, materiale ). Sulla pagella apparirà il voto in decimi nella casella del comportamento accompagnato da un indicatore sintetico nel giudizio analiti-
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co sul livello globale di maturazione.
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Per aiutare il collegio docenti nella valutazione è opportuno evitare ogni giudizio/etichetta e cercare di descrivere i comportamenti che giustificano e motivano la valutazione proposta. Il numero delle note deve essere sempre letto in base alle situazioni e non è un fattore vincolante. Sappiamo che esiste una correzione formativa quotidiana, una raccolta di osservazioni disciplinari fatte in classe e fuori classe, un progresso o regresso dell’alunno che cogliamo visivamente e memorizziamo nel tempo. Tuttavia occorre anche documentare con delle comunicazioni e informare la famiglia là dove le situazioni si stanno trascinando. Si propone di usare un criterio di meritocrazia per valorizzare e premiare gli alunni che si sono distinti durante l’anno per l’impegno. 2.2. Modalità di valutazione Criterio della collegialità: tutti i docenti inseriscono nella griglia delle osservazioni la loro valutazione. Il direttore integrerà con le osservazioni riguardanti il tempo extrascolastico (refezione, trasporto, ricreazione). Il docente prevalente provvederà a verificare la griglia di ogni singolo alunno facendo attenzione a quelle situazioni disciplinari in cui il giudizio non appare collegiale. Raccoglie dunque informazioni dai singoli docenti per sottoporre in sede di consiglio un quadro che rispecchi la situazione comportamentale dell’alunno.
PIEN AME NTE RAGAREA PROCESSI COGNITIVI GIUN TO 1.L’impegno e la partecipazione sono: 10 A Ha bisogno di conferme esterne per l’esecuzione delle consegne
Possiede un buon livello di autonomia, che gli consente di portare a termine le a vità in modo appropriato, anche in contes diversi
poco collaborativo
inadeguato
rispettoso
collaborativi e rispettoso
Superficiale
oppositivo
Discontinui attivi e regolari
scarsi
da sollecitare
2.L’utilizzo del materiale scolastico risulta: corretto
a volte incerto
dimentica il materiale
difficoltoso
Sa organizzarsi con ordine ed u lizza in modo autonomo conoscenze, strumen e metodi, anche in contes diversi
corretto
AUTONOMIA Autosufficienza e indipendenza nello svolgimento delle conse‐ gne assegnate in ambiente scolas co
Generalmente ges sce in modo corre o il materiale
Ges sce corre amente il materiale
unitamente all’andamento didattico, in una griglia che verrà consegnata
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aperto e disponibile
Ges sce il materiale in modo corre o e puntuale
zo del materiale, impegno, partecipazione ed autonomia e sintetizzate, L’impegno nell’esecuzione delle consegne e la partecipazione durante le lezioni sono discon nui
quadrimestre vengono raccolte le osservazioni su comportamento, utilizSi applica regolarmente nell’esecuzione delle consegne e interviene responsabilmente durante le lezioni
in occasione dei colloqui con i docenti.
UTILIZZO MATERIALE
Si applica in maniera a va e regolare nell’esecuzione delle consegne. Interviene in modo per nente, costante e costru vo durante le lezioni
socio-affettivo-didattico dell’alunno. A metà del primo e del secondo Conosce le regole e solitamente le rispe a
personalizzati e per comunicare tempestivamente alle famiglie il profilo
Riconosce e rispe a le regole
AREA SOCIO-AFFETTIVA E RELAZIONALE
IMPEGNO e PARTECIPAZIONE capacità di applicazione e diligenza nell’esecuzione
Riconosce ed interiorizza il valore delle regole e le sa rispe are in contes diversi.
Strumento di monitoraggio del collegio Docenti per intervenire con piani Generalmente riesce a relazionarsi con adul e coetanei
PARZIALMENTE RAGGIUNTO 8 2.3. Griglia delle Osservazioni
Riesce a relazionarsi posivamente con adul e coetanei
RAGGIUNTO 9
1. Il rapporto con i compagni è:
RISPETTO DELLE REGOLE comprensione, interiorizzazione e rispe o delle regole
2. Il rapporto con i docenti è:
Riesce a relazionarsi in modo collabora vo e rispe oso con adul e coetanei
PIENAMENTE RAGIUNTO 10 In sede di consiglio di classe tutti gli insegnanti collegialmente approVa guidato e sollecitato nel portare il materiale e spronato ad una corre a ges one Necessita della guida dell’insegnante per portare a compimento le consegne
Va spronato ad impegnarsi maggiormente e guidato ad intervenire in modo per nente durante le lezioni
Va sollecitato al rispe o delle regole
Va s molato a relazionarsi corre amente con adul e coetanei
ANCORA DA RAGGIUNGERE 7/6 vano..
COMPORTAMENTO SOCIALE capacità di relazionarsi e di ges re le proprie emozioni
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2.3. Scheda interquadrimestrale
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Strumento di monitoraggio del collegio docenti per intervenire con piani personalizzati e per comunicare tempestivamente alle famiglie il profilo socio-affettivo-didattico dell’alunno. A metà del primo e del secondo quadrimestre vengono raccolte le osservazioni su comportamento, utilizzo del materiale, impegno, partecipazione ed autonomia e sintetizzate unitamente all’andamento didattico, in una griglia che verrà consegnata in occasione dei colloqui con i docenti. AREA SOCIO-AFFETTIVA E RELAZIONALE 1. Comportamento sociale Pienamente raggiunto Raggiunto Parzialmente raggiunto Da raggiungere 2. Rispetto delle regole Pienamente raggiunto Raggiunto
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Parzialmente raggiunto Da raggiungere 3. Impegno e partecipazione Pienamente raggiunto Raggiunto Parzialmente raggiunto Da raggiungere
4.Utilizzo del materiale Pienamente raggiunto Raggiunto Parzialmente raggiunto Da raggiungere 5. Autonomia Pienamente raggiunto Raggiunto Parzialmente raggiunto Da raggiungere
AREA DISCIPLINARE: LA CAPACITÀ DI COMPRENSIONE DEI CONTENUTI 1. Area linguistico-artistico-espressiva:
ottima distinta buona discreto sufficiente non sufficiente
2. Area storico- geografico:
ottima distinta buona discreto sufficiente non sufficiente
3.Area matematico-scientifico-tecnologica: ottima distinta buona
Sufficiente non sufficiente
3. I COMPITI I compiti a casa rappresentano un momento fondamentale per favorire l’interiorizzazione dei contenuti e delle tecniche operative, nonché il raggiungimento dell’autonomia personale, saranno sempre assegnati con gradualità e in misura proporzionale alle reali possibilità degli studenti. La metodologia (ora in cui si avviano i compiti a Scuola) è uno dei pilastri fondamentali del progetto educativo della nostra scuola e si inserisce all’interno di quella che è la didattica dell’imparare ad imparare. Quest’ultima tende a far acquisire all’alunno abilità e strategie metacognitive che gli consentono di sviluppare competenze utili .3.1. Annotazione per docenti Ogni alunno durante l’anno scolastico avrà 2 ore settimanali per
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discreto
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svolgere i compiti. Nelle ore di studio gli alunni potranno verificare la loro autonomia e riflettere sul proprio apprendimento sotto lo sguardo dei loro docenti. Le classi quarte/quinte avranno il laboratorio dei compiti al giovedì pomeriggio.
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La tabella qui sotto riporta i giorni in cui i bambini hanno le ore di metodo di studio e di compiti da svolgere a scuola. = 1 ora; = 2 ore.
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Classi
L
M
MR
G
V
Classi
1A
1B
2A
2B
3A
3B
4A
4B
5A
5B
L
M
MR
G
V
L’assegnazione dei compiti dovrà essere registrata dall’insegnamento nell’apposito planning settimanale che sarà sul registro informatico di classe. (sullo stesso dovranno essere segnate anche verifiche scritte e orali). I compiti assegnati a casa dovranno essere segnalati sul diario di ciascun bambino in tutti i processi di apprendimento. L’impegno di ogni insegnante è quindi quello di programmare il proprio curricolo e tutte le attività caratterizzanti, tenendo presente la scelta di offrire un insegnamento capace di fare imparare ad imparare. I compiti vengono sostanzialmente svolti durante le ore di scuola siano esse ore di metodologia o curricolari, per agevolare, attraverso la supervisione dell’insegnante, l’interiorizzazione del metodo ed il processo di apprendimento autonomo dell’alunno.
Tuttavia è necessario che i genitori visionino quotidianamente il lavoro svolto in classe insieme al proprio figlio per completare ciò che eventualmente non è stato terminato a scuola. Si sottolinea che per il primo biennio è fondamentale un allenamento nella lettura per sostenere ed integrare il processo di apprendimento. Nel triennio successivo è indispensabile che l’alunno affronti a casa lo studio seguendo la metodologia indicata dall’insegnante. Durante i fine settimana e le vacanze di Natale, Pasqua ed estive la scuola assegnerà delle esercitazioni calibrate in base al tempo ed equilibrate tra le varie discipline. I compiti dovranno essere svolti autonomamente dagli alunni; il genitore dovrà sollecitare e visionare l’esecuzione degli stessi segnalando all’insegnante eventuali difficoltà.
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Quando è assente un alunno In caso di assenza gli alunni recupereranno i compiti nel seguente modo: Il bambino si impegna a recuperare il lavoro didattico svolto in classe e a copiare dal diario di un compagno i compiti assegnati per i giorni successivi. Il docente si impegna a fornire il materiale didattico (schede) al compagno di classe indicato dalla famiglia dell’alunno assente e a rispiegare gli argomenti all’alunno al suo rientro. Il genitore si impegna a informare l’insegnante riguardo al compagno di riferimento nei giorni di assenza del proprio figlio, nell’impossibilità di fare ciò il materiale utilizzato (schede) verrà consegnato dall’insegnante al rientro e di provvedere tramite il quaderno del compagno a far recuperare il lavoro didattico.
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4. VALUTAZIONE DEL POF Il PIANO
DELL’OFFERTA
FORMATIVA è oggetto di valutazione conti-
nua da parte dei Docenti e trova nelle Commissioni costituite all’interno del Collegio Docenti e del Consiglio di Istituito gli organi competenti per una analisi e per la sua attualizzazione.
Scuola paritaria primaria
Per quanto non espressamente previsto nel presente documento,
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vale il riferimento alle norme vigenti. VALIDITA’
Il presente P.O.F. è stato approvato dal Collegio Docenti per la parte didattica in data 6 settembre 2011 e dal C.I.S. per la parte organizzativa in data 16 maggio 2011.
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I docenti della Scuola Primaria
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p. Antonio Consonni
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DIRETTORE
Albini Elisa DOCENTE Assirati Chiara-Rinaldi Isabella DOCENTE Facchetti Silvia DOCENTE Frosio Giulia DOCENTE Marchetti Barbara DOCENTE Pierani Luisa DOCENTE Piovani Mariangela DOCENTE Recenti Angela DOCENTE Zanotti Clara Maria DOCENTE Fabemoli Rossana DOCENTE P. Danilo Pettenuzzo Religione 3-4-5 Brena Francesca Brassini Francesco Comparelli Elisa Grazioli Roberto Cerioli Andrea Grossi Cristina
RELIGIONE e SOSTEGNO EDUCAZIONE MOTORIA INGLESE EDUCAZIONE MUSICALE INFORMATICA SOSTEGNO
Chiara Prestini Stabilini Simone Bergamaschi Matteo Bruneri Margherita Lamenta Adele Marchini Chiara Alessia Appiani
CORDINATORE EDUCATORI EDUCATRICE EDUCATORE EDUCATRICE EDUCATRICE EDUCATRICE EDUCATRICE
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centro Educativo e Scuola Santa Paola Elisabetta Cerioli
Scuola paritaria primaria
via Milano 75 25034 Orzinuovi Brescia
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tel. 030-94.10.36 fax. 030-99.40.462 andreana@andreana.it
i responsabili p. Michelangelo Moioli Superiore generale p. Antonio Consonni Superiore locale, gestore della Scuola direttore Scuola dell’Infanzia direttore Scuola Primaria Preside Scuola Secondaria P. Luca Ghirardelli vice Preside e Direttore della Scuola Secondaria P. Danilo Pettenuzzo collaboratore
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