Pubblicazione Trimestrale - Registrazione Tribunale di Treviso n.494 del 25/6/92 ANNO XLII - n.3 - settembre 2020 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 2 NE/PD - Iscr. Reg. stampa n°06125 del 17/12/97 - Tiratura e diffusione: 100.000 copie
Speciale:
#FATTIGLIANTICORPI
UN OMBRELLO CONTRO L’INFLUENZA
Numero 3 - settembre 2020 Periodico trimestrale di Informazione e Promozione di Avis - Associazione Volontari Italiani Sangue - Regionale Veneto e Abvs - Associazione Bellunese Volontari Sangue. visita il nostro sito: www.donoevita.it e la nostra pagina Facebook
L’Avis
è un’associazione presente in tutta Italia, con un totale, nel 2018, di 3.381 sedi a livello comunale, provinciale e regionale. Sono inoltre operative 19 sedi in Svizzera fondate da emigranti italiani negli anni sessanta.
Nel 2019 Avis Veneto è presente in sei province: Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza mentre in provincia di Belluno è presente l’Abvs, associazione autonoma che opera assieme ad Avis regionale sulla base di una specifica convenzione. Le sedi comunali sono 324 per Avis e 52 per Abvs così distribuite:
Sedi Avis/Abvs comunali in Veneto
52 89
Abvs Belluno
66
43
58 16
52
Avis Treviso
Avis Vicenza
Avis Venezia
Avis Verona Avis Padova Avis Rovigo
Ogni Avis ha una sua autonomia giuridica ed amministrativa con un proprio statuto conforme alle normative emanate da Avis nazionale. Chi si iscrive all’Avis diviene automaticamente socio persona fisica dell’Avis comunale prescelta, della provinciale e della regionale territorialmente sovraordinate, nonché dell’Avis nazionale. Il socio si impegna a condividere la missione associativa e ad adoperarsi per il suo conseguimento. Oltre alla donazione del sangue, i volontari avisini possono prestare la loro opera partecipando al complesso delle attività che si rendono necessarie per la gestione e lo sviluppo dell’Associazione. La gestione della struttura associativa e delle sue attività è generalmente affidata ai soci in forma completamente gratuita. Le realtà più complesse ed articolate possono essere supportate da personale retribuito.
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DONO&VITA
SOMMARIO EDITORIALE
/ Giorgio Brunello /
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PAGINA DEL DIRETTORE
/ Beppe Castellano /
05 Dono&Vita Anno XLII - n° 3- settembre 2020 Periodico di informazione e promozione dell’Associazione Volontari Italiani Sangue e dell’Associazione Bellunese Volontari Sangue
ATTUALITÀ TRASFUSIONALE 06 In un anno di crisi è necessario potenziare organizzazione
ATTUALITÀ L’INTERVISTA
TIRATURA E DIFFUSIONE: 100.000 copie Distribuzione gratuita ai soci Avis-Abvs del Veneto e alle 3.400 sedi Avis comunali, provinciali, regionali in Italia.
08 Il nuovo direttore del Cns, le sfide italiane dei prossimi anni 13 Addio a Calizzani, “inventò” la cooperazione plasmaderivati
Editore - Segreteria - Amministrazione AVIS Regionale via Ospedale, 1 - 31100 Treviso tel. 0422 405088 - avis.veneto@avis.it
14 Plasma iperimmune, raggiunta quota 1800 unità terapeutiche
REDAZIONE Via Ospedale, 1 - 31100 TREVISO - tel. 0422 252892 Cell. 335 6804120 e-mail: redazione.dono-vita@avis.it
16 Blocchiamo la sua “alleanza” con il Covid-19 18 “Fatti gli anticorpi”, Avis d’Italia “ombrelli” contro l’influenza
Presidente Avis Regionale Veneto Direttore Editoriale: Giorgio Brunello Direttore Responsabile: Beppe Castellano - b.castellano@avis.it Vice Direttore Esecutivo/Segreteria Redazione: Michela Rossato - m.rossato@avis.it Responsabile stampa associativa: Luigi Piva Redattori responsabili per le provinciali AVIS-ABVS BELLUNO: Barbara Iannotta, Giulia Frigimelica; PADOVA: Roberto Sartori; ROVIGO: Gianluca Munegato, Giovanni Chioldin; TREVISO: Paolo Dussin, Paolo Zanatta; VENEZIA: Giorgia Chiaro, Dario Piccolo, Manuela Fossa, Silvano Vello; VERONA: Mario Lappa, Nereo Marchi. VICENZA: Enrico Iseppi. Hanno collaborato a questo numero: Giulia Pellizzari, Michela Saviane, Laura Cendron, Giovanni Lenzo, Ufficio Stampa Avis nazionale, Davide Del Negro, Vanda Pradal, Gina Bortot, Giovanni Vantin, Michela Maggiolo, Barbara Garbellini, Stefano Iezzi, Elena Galbiati, Vilma Fabris, Maurizio Busacca, Elena Fattorelli, Alvise Sperandio, Enrico Cibotto, Domenico Rottari, Gino Foffano, Alessandro Stocco, Leonardo Castellano. Un ringraziamento al GRUPPO BUONE PRASSI di Avis nazionale. Fotografie©: Archivio Beppe Castellano©, Archivio Dono&Vita©, Michela Rossato, Leonardo Castellano, Giulia Pellizzari. Idea Grafica: Elena Fattorellii e Luca Mirandola - Verona Impaginazione, ottimizzazione immagini: Art&Media-Castelfranco Veneto (TV) Stampa: Elcograf - Verona Diffusione Editoriale: Prontopack - Zevio (VR) Chiuso in redazione il 23 settembre 2020. Il prossimo numero uscirà a dicembre 2020. Lettere e interventi vanno inviati, firmati, a: REDAZIONE DONO&VITA, Via Ospedale, 1 31100 TREVISO - mail: redazione.dono-vita@avis.it Gli articoli delle AVIS Comunali devono passare attraverso i redattori di ogni PROVINCIALE.
CRAT VENETO SPECIALE INFLUENZA ASSEMBLEA REGIONALE 2020 18 Dopo l’estate torna l’allarme: “Senza sangue si ferma tutto”
STORIE DI GIOVANI AVISINE 20 I nuovi segnalibri “ecologici” 21 L’avisina volante e l’adesivo di V0’
BILANCIO SOCIALE AVIS VENETO 22 Nuova veste, nuova diffusione per la massima trasparenza
FORUM 7 28 Treviso, 29 - Belluno, 30 - Vicenza, 31 - Verona, 32 - Rovigo
SCUOLA, GIOVANI, MOVITA 34 Si tornerà in tutte le scuole, ma in completa “sicurezza” 36 Avis, Regione e il concetto di sicurezza nei luoghi “giovani”
RICERCA FONDAZIONE TES 38 Semplice sostenere la ricerca scientifica, basta fare shopping
CRONACHE ASSOCIATIVE 27 35 40 41 42 43 44 45
Raccolta fondi “acqua granda” e Covid Storie di Antonio, Michele, Ezio donatori “pluridonanti” Padova e Malo: corse in rosa e premiati speciali Maserada e Mestre: mascherine alla giunta e salviette igieniche Dolo: Comunità islamica: 25 aspiranti, 23 idonei Asiago: pure l’Altopiano finisce “in rete” Comunale Venezia “voga” sempre e naviga nel web Villorba e Rosolina: il cuore di avis nei bar e l’Avis da spiaggia
TEMPIO DEL DONATORE 46 I lavori proseguono spediti, riapertura forse entro l’anno 46 La storia da tre testimoni diretti
EDITORIALE
Responsabilità e impegno solidale due parole che vogliamo far stare bene insieme / Giorgio Brunello / presidente Avis regionale
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mpegno, le nostre assemblee, delle Comunali, Provinciali e quella regionale si sono concluse tutte, abbiamo dato un segnale di grande responsabilità e siamo riusciti a sviluppare lo scambio di idee, il confronto associativo, le verifiche di come è andata l’attività, le criticità e gli obiettivi per i prossimi mesi. Responsabilità, le abbiamo fatte, nonostante il Covid, in presenza o a distanza, ma sempre in assoluta sicurezza, questo vogliamo testimoniare anche con impegni concreti nei luoghi dove viviamo. Responsabilità e impegno solidale, le donazioni sono in calo e così anche i donatori. Serve una condivisione forte con i servizi trasfusionali pubblici per una nuova stagione di collaborazione e di rilancio del dono. La criticità per il calo di donazioni di sangue intero e di plasma, assieme alla ripresa deell’uso del sangue, mettono a repentaglio l’autosufficienza regionale. E non parliamo dell’apporto storico del Veneto a quella nazionale. Alcune province non garantiscono la propria autosufficienza. Altre potrebbero dare di più, ma non sono messe nelle condizioni di raccogliere tutto il sangue e plasma dei donatori. In alcune realtà vi è ancora un forte ritardo nell’effettuare le visite di idoneità, vengono contingentate le donazioni e i tempi delle prenotazioni per donare si allungano. È vero, mancano medici e personale, ma i servizi vanno anche riorganizzati per avere Centri trasfusionali aperti anche in altri orari: al pomeriggio, la domenica, quando i donatori possono recarsi a donare non pressati. Responsabilità, tutti facciano la loro parte perché bisogna aumentare le donazioni, dobbiamo agire insieme per garantire sangue, plasma e emoderivati agli ammalati. Responsabilità e impegno. Li chiediamo ai nuovi amministratori regionali e locali. Un impegno straordinario per risolvere le criticità manifestate più volte, chiediamo che i donatori abbiano le stesse possibilità per recarsi a donare, uguali
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DONO&VITA
controlli e servizi legati alla donazione, dovunque risiedano. E poi impegno e responsabilità nel lavorare insieme per l’autosufficienza in emazie, plasma e farmaci salvavita prodotti dal plasma dei donatori volontari, periodici, non retribuiti. Perché è così che l’Italia si potrà salvare di fronte all’imminente, grave carenza internazionale di prodotti. Solo chi avrà sufficiente disponibilità di plasma nel prossimo decennio, sarà al sicuro dai “ricatti” del mercato internazionale, dalle sue oscillazioni di prezzo e da eventuali penurie di prodotti. Responsabilità per i donatori vuol dire continuare a donare regolarmente e più spesso, gli ammalati non possono attendere. Responsabilità vuol dire non ammalarsi, sottoponendosi tutti alla vaccinazione anti-influenzale. Sarà partita la campagna a livello nazionale, quando leggerete queste righe. Tutti la raccomandano: esperti, Ministero, Centro nazionale sangue, Centro Regionale Attività trasfusionale del Veneto. I donatori sono importanti, non esitiamo, è un impegno verso sé stessi e verso gli ammalati. Responsabilità e etica associativa, per i dirigenti associativi vuol dire vivere la rete nei suoi valori fondamentali. Avis è una Rete associativa nazionale che, nel Veneto, ha una importante articolazione su tutti i livelli territoriali.
PAGINA DEL DIRETTORE
Riappropriarsi del rapporto umano, non è solo darsi la mano
I
l sacrosanto confinamento (se trovate “lockdown” su questo numero, segnalatemelo, mi bacchetterò da solo per non averlo sostituito) di questa primavera ci ha in gran parte salvati. All’altrettanto necessario distanziamento sociale che - una volta liberi di uscire di casa - ne è seguito ci stiamo abituando. Ci “diamo di gomito”, quando pochi mesi fa lo si alzava insieme. Le sacrosante mascherine, indispensabili se vicini a “non conviventi” per non metterli in pericolo, è giusto portarle. Checché ne dicano quelli che si sentono “imbavagliati”. O che millantano tali e tante malattie, indossandole, che chirurghi, anestesisti e ferristi delle sale operatorie, in questi decenni, avrebbero dovuto essere stroncati come mosche in una nuvola di flit. Il “dai, ne parliamo tutti in call”, quando una volta ci si vedeva, ci si parlava, si discuteva, si litigava, ci si intervistava di persona, è entrato ormai nelle nostre fibre (è il caso di dirlo). Certo che può essere pure utile, la fibra, se già sai che l’interlocutore potrebbe avere l’alito cattivo perché estimatore della “bagna cauda”.
Tutto questo, però, pur con i lati positivi, sta mettendo “carichi da undici” (chi sa di briscola mi capisce, che non sa cerchi su Google) su un fenomeno che già prima del lock... Ops! Confinamento, era già evidente. Per lavoro - ma anche per recarmi da antenati e discendenti lontani - sono tornato a prendere aerei, treni, flixbus appena possibile. Con tutti i crismi di sicurezza, ben oltre le regole “imposte” (se no manco più di gomito, mi date). Viaggiando mi è tornato alla mente lo “scompartimento” del treno. Chi lo ricorda? Quello che quando ci entravi (“è libero?”), salutavi ricambiato. Poi ci scappava una chiacchierata. Se durava ore, il viaggio, alla fine avevi scambiato vita, morti e miracoli con gli altri. Oggi? Osserviamoci sulle “Frecce”. Unica compagnia (mi ci metto pur’io) è ormai lo smartphone (o telefonino?). Più raramente un “vecchio” libro. Eppure anche “mascherati” si può sorridere e perfino... parlare senza sputacchiare. Chissà se ci riapproprieremo di ciò che stavamo già perdendo, senza accorgercene. Quel contatto umano, che non è solo darsi la... mano.
Lavoriamo tutti nella rispettiva comunale, ma occupiamoci anche degli altri livelli: provinciali, regionale e nazionale. Solo così sapremo superare le criticità, evidenzieremo le specificità e le azioni comuni, valorizzeremo le differenze, condivideremo iniziative. Siamo differenti nell’agire, ma ci uniscono i valori comuni della solidarietà, l’attenzione per chi soffre, la difesa dei diritti, il nostro impegno solidale. Responsabilità vuol dire essere innovativi e creativi nel pensarle tutte: come recuperare donatori, come coinvolgere i giovani per farli donare e per entusiasmarli ad entrare nella nostra bella associazione. Impegno solidale. Abbiamo voluto per la nostra assemblea regionale l’immagine di Padova capitale europea del volontariato. “Ricuciamo l’Italia” è l’impegno a costruire coesione, rapporti forti tra le persone per realizzare una comunità solidale. Dopo la fase acuta della pandemia riprendiamo a testimoniare che fare solidarietà è la nostra forza. La nostra regione è bella e virtuosa, perché lavora incessantemente, produce, esporta,
ma sa anche agire per i più deboli. Speriamo che il Covid ci abbia lasciato non solo morti, che piangiamo ancora, ma anche qualche bel segno di cambiamento, recuperiamo i valori della relazione, della solidarietà, dell’inclusione, della semplicità e della Comunità. Gratuità e spirito di servizio sono i nostri fondamentali, intendiamo metterli al centro del nostro agire e scriveremo insieme la carta dei valori di Avis veneto e l’impegno per agire insieme per una società più giusta, inclusiva e solidale. Dimenticavo la responsabilità dell’impegno al servizio delle Avis. Uno dei temi su cui si è puntato nelle assemblee è il rinnovo dei direttivi. Manca poco alle assemblee che dovremmo poter organizzare dai primi mesi del 2021. Cari donatori, grazie per il dono che date periodicamente, ma se potete... impegnatevi anche nel dare il vostro contributo nella gestione associativa. C’è un grande bisogno di rinnovamento e di innovazione. Grazie a tutti per il grande lavoro che continuate a fare, donatori e dirigenti assieme e buona donazione a tutti.
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ATTUALITÀ TRASFUSIONALE
In un anno di crisi è necessario potenziare l’organizzazione di / Giovanni Lenzo / direttore sanitario Avis Veneto
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Raccolta sangue intero Avis Veneto
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ul finire dell’estate cerchiamo di fare il punto sulla situazione trasfusionale e di dare un indirizzo su quella che sarà poi la chiusura di fine anno. Il 2020, però, non è paragonabile ad alcun anno precedente, perché la presenza del SarCoV2 ha modificato e complicato in modo significativo la nostra attività. Prima dell’estate eravamo riusciti a recuperare donazioni, grazie alle numerose sollecitazioni a fare di più in vista della completa riapertura dei reparti. Devo dire che i dati di giugno e luglio ci facevano ben sperare, ma in agosto il dato parziale in mio possesso (al momento di andare in stampa), indica una nuova flessione anche legata alle sospensioni dopo i viaggi all’estero o in alcune regioni dell’Italia. Dobbiamo avere prudenza. Settembre, con la riapertura della scuola, è indicativo per capire come arriveremo a fine anno. Un problema che abbiamo è relativo ai dati del trasfuso che non arrivano in modo regolare, come non arriva periodicamente pure il dato sulla raccolta dell’intero Dipartimento. I dati dal Crat (Coordinamento regionale attività trasfusionali) guidato dal dott. Giovanni Roveroni, durante tutto il periodo di piena criti-
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cità sono arrivati immediati e precisi. Negli ultimi mesi, però, non sono più così puntuali e i report che descrivono raccolta e consumo di globuli rossi e plasma, compreso il conferito all’industria farmaceutica, sono oramai un mero ricordo. La mancanza dei dati non ci consente di fare una reale valutazione. È sufficiente quello che raccogliamo, seppur in calo rispetto all’anno passato? Siamo in grado di far fronte alle esigenze dei reparti? I globuli rossi sono un elemento labile, per cui ci deve essere un equilibrio. Il raccolto deve andare di pari passo con il trasfuso, senza avere picchi quando non è necessario o peggio ancora cali, quando serve. Le problematiche legate al Covid non hanno consentito incontri di persona all’Osst (Organismo supporto scientifico tecnico) e si sono tenute delle video conferenze che sono sicuramente utili, ma dovrebbero per essere efficaci, avere una maggior frequenza. Spesso, dopo la discussione, non si arriva a conclusioni e le progettualità sono estremamente lente, abbiamo bisogno che le decisioni prese trovino sollecita conferma nell’operatività quotidiana. La raccolta associativa nelle tre provincie di Padova, Treviso e Padova in cui si effettua sta dimostrando, seppur nelle differenze organizzative, che la flessibilità e la gestione rende più
Qui accanto la raccolta complessiva in Italia. Fonte SISTRA Centro nazionale sangue
efficace ed efficiente la raccolta, con numeri che possiamo dire più che soddisfacenti. La carenza di personale, con conseguente contrazione dell’apertura dei centri e la difficolta negli orari sono note da tempo. I concorsi sono disattesi, ma questo non giustifica il fatto che non si possa o non si potesse fare programmazione. I problemi, se ci sono, vanno affrontati e risolti: se una strada non porta alla risoluzione, se ne cerca una alternativa. Se i concorsi sono disattesi, si dovrà trovare un’altra tipologia di contratto o di convenzione per poter continuare e garantire una raccolta che è su equilibrio precario. Quali ipotesi possiamo fare? Anche quella di gestire la raccolta con le nostre unità operative, potenziandole dove presenti e verificando la fattibilità di collaborare, dove non ci sono. L’invito è quello di rimboccarci tutti le maniche
e iniziare l’ultimo trimestre in modo costruttivo, aumentando la raccolta e favorendo l’accesso ai donatori nei fine settimana, prolungando le aperture, garantendo le risposte degli esami di idoneità in tempi ragionevoli. I risultati degli esami sono pronti in poco tempo, è la validazione ai fini della donazione che comporta il ritardo, così come in ritardo arrivano i risultati degli esami ai donatori periodici. Cerchiamo almeno di non scontentare chi già si reca a donare. Manca ancora una reale omogeneizzazione sulla gestione di idoneità e sospensione; molto si è fatto, ma mi sembra che nell’ultimo periodo ci siano delle derive che non fanno bene a chi poi deve andare a fare proselitismo alla popolazione o a parlare con i donatori. Nonostante questo, noi ci siamo e continueremo ad operare e ad adoperarci per gli ammalati e per la tutela dei nostri donatori.
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Raccolta plasma Avis Veneto
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ATTUALITÀ/L’INTERVISTA
Il nuovo direttore del Cns, le sfide italiane dei prossimi anni a cura di / Beppe Castellano con Giorgio Brunello /
Arriva da Udine Vincenzo De Angelis, ed è dal 1° agosto il nuovo direttore del Centro nazionale sangue. Coordinerà nei prossimi 5 anni tutto il complesso e delicato Sistema trasfusionale italiano. L’abbiamo intervistato sui temi più attuali.
I
l dottor Vincenzo De Angelis è il direttore Cns dal 1° agosto scorso. Sostituisce il dottor Giancarlo Maria Liumbruno, in carica dal 2015. Con De Angelis abbiamo realizzato una video-intervista a distanza, a tre, il 13 settembre. Dottor De Angelis, dopo poco più di un mese, come va in quel di Roma? Molto Bene! Sono molto soddisfatto ed entusiasta. Ho trovato al Cns ottimi collaboratori. La mia impressione è decisamente positiva, molte energie da valorizzare. Già partito in quarta, insomma, per rafforzare il “Sistema Paese”? Sì. Anzi faccio una premessa. Io sono decisamente “di parte”. Sono cioé dalla parte del Sistema Pubblico, dell’interesse del Paese: mi pagano per questo, per difendere la parte pubblica. Nel confronto con le parti private io, che difendo il “pubblico”, devo capire quali sono gli interessi primari. Non sono quelli di spendere più soldi e di avere prodotti che non sappiamo
come utilizzare, ma al contrario avere più prodotti di qualità e quantità utilizzabili, senza doverci poi chiedere cosa fare di quelli in esubero. Ma partiamo dalla raccolta. Come è andata a luglio-agosto? In alcune parti d’Italia ci sono stati momenti di gran sofferenza. Questa estate non è stata brillante. Anche inizio settembre ha visto criticità in regioni che, di solito, rappresentano un serbatoio per quelle carenti. Ci interroghiamo sulle cause, ma è da convenire siamo in un anno particolare. La pandemia di Covid-19 ha costretto gli ospedali nel periodo marzo-aprile a rallentare o sospendere del tutto l’attività non urgente. Molte attività programmate sono state rinviate, ma per quanto rinviabili devono riprendere. L’utilizzo di sangue, “sospeso” in primavera, sarà ancor più necessario adesso. E il periodo estivo, da quando mi ricordo, è sempre stato critico. C’è poi il fatto che la pandemia ci ha costretti a rivedere le modalità organizzative della raccolta sangue. La prenotazione è diventata dappertutto praticamente obbligatoria, per garantire distanziamento e totale sicurezza di operatori e donatori.
“CHI È” Vincenzo De Angelis Friulano di adozione, classe 1956, Vincenzo De Angelis è nato anagraficamente in provincia di Belluno: “A quei tempi era uso partorire i figli in casa della madre. I miei genitori, padre medico di origine calabrese e madre bellunese, abitavano però a Padova”. Specializzato in Ematologia e in Biologia Clinica all’Università di Padova è stato Responsabile del Coordinamento Regionale ed Interregionale delle attività trasfusionali del Friuli Venezia Giulia ed è componente della Consulta nazionale permanente per il Servizio Trasfusionale presso il ministero della Salute. È stato inoltre designato dal ministero della Salute quale esperto nazionale a partecipare alle Commissioni e ai Gruppi di lavoro presso il Consiglio d’Europa, l’Unione Europea ed altri organismi internazionali, per le problematiche inerenti la sicurezza del sangue e degli emoderivati. Ha lasciato il suo incarico di primario del Dipartimento di Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Udine. È stato fra i protagonisti della nascita del Naip (Nuovo accordo interregionale plasma, di cui è capofila il Veneto) e della successiva gara per il c/lavorazione del plasma assegnata alla CSL Behring. Il decreto di nomina a direttore del Cns è del Ministro della Salute, Roberto Speranza
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DONO&VITA
Cosa a cui non possiamo dare che il “benvenuto”. Anche perché i donatori si dimostrano contenti: entrano, donano, tornano a casa senza più lunghe attese. Ma non tutti sono pronti alla chiamata con prenotazione... Dobbiamo rimodulare i nostri assetti organizzativi di raccolta per questo tipo di programmazione. Ciò impatta anche sulle associazioni di donatori, che pur hanno un rapporto molto stretto con il donatore, che va consolidato. Perché arrivi sempre all’ammalato “ciò che serve, quando serve e quanto serve”. Nella fase acuta della pandemia, abbiamo fatto appelli ai donatori rinchiusi in casa, donazioni che sarebbero potute servire dopo? C’è da dire che molti, sentendo parlare di plasma “benefico”, si sono fatti avanti per la prima volta, gran parte hanno donato più avanti. Conferma? A maggio su un webinar di esperti di tutto il mondo ho evidenziato proprio questo. All’inizio della pandemia c’è stato un calo improvviso delle donazioni, mentre l’uso era ancora “normale”. Con gli appelli di tutti - parlo di associazioni, ma anche di tutto il Sistema trasfusionale - la risposta delle persone, donatori periodici o nuovi, è stata entusiasmante. Però gran parte dell’attività ospedaliera si era fermata. La situazione è tornata a normalizzarsi verso fine aprile. Questo è un anno del tutto imprevedibile, per tutti, con situazioni poco gestibili. L’analisi va fatta, ma è indubbio che l’andamento donazioni/uso del sangue non poteva essere previsto da nessuno. In fondo nessuno era “pronto” per gli effetti di una pandemia del genere... Esatto. Ma come dico a volte ai colleghi stranieri, per fortuna siamo italiani. Potremo anche essere, a volte, “lazzaroni”, ma per nulla stupidi. Il modo per uscir fuori dalle situazioni difficili lo troviamo sempre. È però indubbio che stiamo navigando sotto costa. Come si dice a Trieste stiamo bordeggiando, navigando a vista. Ma non è una situazione soltanto italiana, accade la stessa cosa in tutto il mondo. Come vanno Paesi della UE? Ci sono pregi e difetti, possiamo dire che nei Paesi “sopra” le Alpi la “robustezza” organizzativa è certamente migliore della nostra. A volte è un vantaggio, altre è però il contrario perché noi riusciamo ad avere una flessibilità che i sistemi iper-organizzati non possono avere. L’deale sarebbe perfetta organizzazione e flessibilità, ma è come avere la moglie ubriaca e la botte piena.
Il Sistema italiano, pur non perfettamente organizzato come altri, si basa - anche per quanto riguarda il plasma - sul Servizio pubblico e sulle Associazioni di donatori volontari non remunerati. Nei prossimi cinque anni, il miglioramento del livello organizzativo è una delle sfide da vincere? Penso che non sia l’organizzazione che ci manca. Nel Paese abbiamo eccellenze da nord a sud, così come zone d’ombra. Non è questione geografica e non si tratta nemmeno di “copiare” dalle realtà dove tutto funziona bene. L’Italia è più lunga che larga: la storia, le culture, le sensibilità, le tradizioni sono molto diverse. Le modalità che, faccio un esempio, nel ragusano dove la raccolta è totalmente associativa, funzionano benissimo, non è detto che applicate altrove funzionino lo stesso. Lo stesso potremmo dire del modus operandi del mio Friuli, dove non esiste la raccolta associativa. Quindi? Autonomia operativa? L’importante, a mio parere, è che Centro nazionale sangue, Regioni, Associazioni, Società scientifica Simti riusciamo a darci tutti insieme obiettivi credibili. Condividendoli come sostanza e tempi. L’autonomia se usata bene produce risultati buoni, se usata male produce risultati cattivi... In regioni dove l’indice di donazione è molto alto si è forse trovato il modo giusto di parlare ai potenziali donatori. Noi come Cns dobbiamo intervenire come autorità competente per aiutare ognuno a trovare la propria strada. Non come “occhiuti ispettori”, bensì come un organo di consulenza autorevole, non autoritario. Banche del plasma iperimmune da convalescenti anti-Covid-19, molte regioni stanno mettendo insieme la propria “banca”. Serve? Non abbiamo ancora dati scientifici univoci sui vari trattamenti con plasma iperimmune che, un po’ ovunque, è stato utilizzato nella scorsa
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“Le modalità organizzative per giungere all’autosufficienza devono essere adeguate alla storia, alle tradizioni, alla cultura. Ciò che funziona a Ragusa, può non funzionare a Trieste. L’Italia è lunga, essenziale che gli obiettivi siano concordati e e credibili. Compito del Cns è di supporto tecnico per aiutare ognuno ad arrivarci”.
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Interscambi fra Regioni nel 2019 (fonte: Gazzetta Ufficiale 17/09/2020)
“Negli Stati Uniti le case farmnaceutiche vendono oggi le immunoglobuline a 70 dollari al grammo. Che interesse avrebbero a venderle all’Italia a 50 euro? Strategica è l’autosufficienza italiana, con plasma di donatori non remunerati e “non sfruttati” e l’armonizzazione degli scambi di medicinali plasmaderivati fra i 4 consorzi interregionali del c/lavorazione”.
emergenza Covid-19. Certo è che l’immunoterapia passiva di plasma e derivati contro tanti agenti patogeni la usiamo tutti i santi giorni, fin dall’inizio del secolo scorso. In particolare sotto forma di immunoglobuline specifiche. C’è un protocollo nazionale (Tsunami, ndr) di studio da cui aspettiamo risultati concreti. Certamente dove si è scelto di conservare il plasma ricco di anticorpi anti-Covid-19 si è presa una decisione saggia. In attesa di sapere quanto funziona, su che casi funziona (precoci o gravi?), quali dosi standardizzate usare, se possiamo ricavarne immunoglobuline specifiche... Ritengo sia ottima cosa, prudente e saggio avere una scorta per ogni evenienza. Non servirà? Pazienza, potrà sempre essere avviato alla lavorazione industriale per ottenere plasmaderivati. Non possiamo certo metterci a raccoglierlo in fretta e furia in caso di recrudescenza della pandemia. Le multinazionali del plasma investono, sia promuovendo la dazione di convalescenti a pagamento, sia per la ricerca in tal senso. È segnale che sia una strada percorribile? Il “profit” che investe senza prospettive di ritorno economico... Certo sì, altrimenti non si spiegherebbe un tale sforzo economico. È una conferma che abbiamo fatto bene a stimolare nel Paese la raccolta e la conservazione del plasma iperimmune. È poi partito il Progetto “Support-E” dell’Unione Europea (vedi box sotto), proprio per giungere
Support-E, il progetto Europeo da 4 milioni di Euro per raccolta dati e ricerca condivisa Support-E (SUPPORTing high-quality evaluation of Covid-19 convalescent plasma throughout Europe) è un progetto europeo, partito a luglio, che ha come obiettivo una valutazione, basata su evidenze scientifiche, delle terapie a base di plasma da Convalescente Covid-19 (Ccp). Inoltre si propone il raggiungimento di una armonizzazione fra tutti gli stati membri su un utilizzo clinico appropriato, attingendo anche dal database comune. Per riuscirci sono stati stanziati 4 milioni di euro.
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DONO&VITA
a conclusioni certe e condivise fra i ricercatori e i clinici europei. In Italia siamo partiti in anticipo, anche se all’inizio non in modo coordinato. Test sierologioci Covd-19 di massa ai donatori di sangue. Da qualche parte, anche in Veneto, si assiste a fughe in avanti. Servono? Domanda difficile. La risposta non può essere che piena di dubbi. In questo momento sappiamo che la predittività di questi test non è ottimale. Siamo sicuri di volere un test di massa che può darci falsi positivi o falsi negativi? Nel novero statistico può avere qualche utilità, ma al singolo soggetto non dice nulla. Anche perché dopo mesi dall’infezione gli anticorpi possono sparire e l’immunità potrebbe non essere permanente. La verità è che del virus SARS-Cov-2 sappiamo molto poco. Parliamo di plasma, non iperimmune: autosufficienza di medicinali plasmaderivati. In Italia abbiamo 4 accordi interregionali per il c/lavorazione. Il Naip (capofila il Veneto), che lei conosce molto bene essendone stato un protagonista: dopo la prima gara a tempi di record conferisce da due-tre anni. Poi ci sono il Ripp e il Planet (capofila Emilia Romagna e Toscana) che iniziano a conferire in questi mesi. L’Accordo di Lombardia, Piemonte, Sardegna sta espletando la gara d’appalto. Coordinare e armonizzare l’interscambio dei prodotti eccedenti di ogni Accordo è cosa non semplice. Sarà una delle sue sfide? Già quando ero “quality manager” all’interno del Naip, da anni osservavo (assieme ad Antonio Breda del Crat Veneto) che ogni raggruppamento o Regione produceva Albumina e Immunoglobuline per i propri bisogni, senza eccedenze. Oggi è strategico ottenere la massima resa di Immunoglobuline dal plasma donato. Sono i medicinali “critici” nel mondo. In questo periodo, per fare un esempio, le industrie farmaceutiche vendono le immunoglobuline a cifre da capogiro negli Stati Uniti: 70 dollari al grammo. Quale industria farmaceutica potrebbe vendere lo stesso prodotto a 50 euro in Italia, quando è più lucroso negli USA? Il plasma materia prima “strategica”, al pari di energia, metalli rari, acqua potabile... Per questo è importante avere il plasma sufficiente per questi prodotti, ma è anche importante avere rese adeguate dal Conto lavorazione. Ogni Accordo tendenzialmente si terrà la sua albumina e le sue immunoglobuline perché non ancora autosufficienti. In Italia abbiamo però un grande vantaggio: Accordi con aziende diverse,
che hanno “portafogli” di prodotti diversi. Siamo nelle condizioni di poter dire a un “Accordo X”, che prevede la produzione di fibrinogeno, di produrlo per tutto il Paese. Così si potrà dire per un altro Accordo con l’antitrombina. Alla fine queste compensazioni creano uno scambio, ma con denaro “virtuale”. Ciò ci permetterebbe di avere prodotti da plasma italiano, scambiando i prodotti fra le varie Regioni. L’ho sempre visto come strumento strategico, per il Paese. Che toglie fette di mercato alle Aziende... Ovvio che le Aziende farmaceutiche non “ci ameranno”. Ma noi dobbiamo, ripeto, fare l’interesse del Paese e il Conto lavorazione è l’invenzione italiana che fa questi interessi. Sono convinto, comunque, che possono coniugarsi anche con quelli delle Aziende in una vera partnership trasparente, anche fra le diverse aziende. E fra più aziende possibili. È uno dei traguardi che mi piacerebbe raggiungere, tutti insieme, in questi cinque anni. Scrivetelo pure, il ruolo che occupo sia ora, sia in passato, è stato ed è quello di un “ringhioso guardiano degli interessi della parte pubblica del sistema”. I donatori volontari, periodici, non remunerati sono più sicuri di quelli a pagamento? Siamo sempre partiti dall’evidenza che in passato è stata purtroppo dimostrata con tanti lutti: Di sicuro il sangue e il plasma dei donatori non remunerati aveva e ha livelli di sicurezza maggiori. Oggi? Dati sui donatori a pagamento non ne abbiamo. Se ci sono non vengono pubblicati. Mentre i nostri epidemiologici sui donatori non remunerati, sì. Ma se questo è un tema che riguarda la sicurezza, c’è anche quello che riguarda la morale. Accettiamo l’idea che le persone facciano mercimonio di parte del proprio corpo? Personalmente non accetto che in caso di bisogno si possa fare mercimonio e vendere parte di se stessi. Non è più una scelta libera. E passerebbe l’idea dello sfruttamento della persona. Gran parte del plasma mondiale, però, viene raccolto così... Questo è un altro tema da tenere in considerazione. Se il 70% delle industrie di medicinali plasmaderivati è in Europa è anche vero che il 70% della materia prima è importata dagli Stati Uniti. Non possiamo dimenticarlo. Se da un giorno all’altro dicessimo che non vogliamo più farmaci da plasma a pagamento, rimarremmo senza farmaci per gli ammalati. Dobbiamo promuovere ovunque questo nostro modello etico, di civiltà e cultura giuridica. Come qualità di plasma donato l’Italia pos-
siamo dire che può fare scuola in Europa? Posso aggiungere anche di più. Tutte le case farmaceutiche del c/lavorazione, tutte, ottengono dal plasma italiano maggiori rese proprio perché i nostri donatori sono “trattati meglio”. In che senso? I nostri donatori non sono “sfruttati” come quelli che, a pagamento, donano plasma ogni tre giorni. I livelli di immunoglobuline nei nostri donatori sono più alti perché vengono rispettati. Per la donazione di sangue, in tutto il mondo, il limite massimo è simile: 4-5 volte l’anno. Altra cosa il plasma: da un massimo, per legge, di 20 donazioni in Italia a cifre incredibili che superano il centinaio negli Stati Uniti. È ovvio che il plasma dei nostri donatori sià più “ricco” di proteine utili. Accordo Naip e pasta di crio (crioprecipitati) da cui ricavare fattori della coagulazione. Un semilavorato in esubero. Che fine fa? La pasta di crio viene utilizzata per produrre fattore VIII. Già ne è stato prodotto, il Beriate. Che è un prodotto a registrazione centralizzata che potremmo anche cedere a Paesi della UE, se ci fosse richiesta. C’è da dire che dalla pasta di crio si ricava anche il Fibrinogeno e il Fattore Von Willebrand, prodotti anch’essi molto importanti. Dobbiamo quindi decidere di volta in volta in anticipo quale far produrre. In questo periodo il consumo nelle rianimazioni di fibrinogeno sta aumentando, per esempio. Verò è che da accordi dobbiamo produrre un certo quantitativo di Fattore VIII e IX anche se il suo uso è in continuo calo. Fra i quattro Accordi dobbiamo decidere cosa farne, degli esuberi. Ci sono larghissime parti del mondo dove i malati emofilici non vengono trattati con alcun farmaco. Come Centro nazionale sangue siamo molto attivi nella Cooperazione internazionale in questo senso. Questo grazie anche - lasciatemelo citare - al dottor Calizzani, scomparso proprio all’inizio del mio mandato che ha lasciato un gran vuoto al Cns per la sua competenza nel settore plasma. Un’ultima domanda, attuale. Vaccinazione anti influenzale per i donatori... Assolutamente sì! Il Ministero della Salute si è già pronunciato, noi del Cns lo stesso e riprenderemo le campagne per la vaccinazione gratuita. Perché sapete che i sintomi di Covid-19 sono simili a quelli dell’influenza e ciò ci permette di poter escludere, almeno, che sia un’influenza. Vacciniamoci, vacciniamoci, vacciniamoci. Anche perché così potremo anche mantenere costanti le donazioni, oltre che salvaguardare la salute dei donatori.
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“Possiamo accettare, moralmente, il principio che per bisogno un individuo possa fare mercimonio e vendere parte di se stesso? Non è più una scelta e un dono libero... I donatori italiani al massimo possono donare 20 volte il plasma ogni anno, per legge e per la loro salute, in altre parti si arriva a numeri incredibili: anche due-tre volte a settimana”.
Giuliano Grazzini. Primo direttore del Cns dalla sua istituzione (2007) al 2015. Giancarlo Maria Liumbruno. Alla guida del Cns dal 2015
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PROTAGONISTI
Addio a Calizzani, “inventò” la cooperazione plasmaderivati di / Beppe Castellano /
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Gabriele Calizzani. Nell’ultimo Convegno triennale della Simti (la società scientifica degli Immunoematologi e Trasfusionisti). Genova, maggio 2018.
Sotto: la sua eredità (Fonte: Gazzetta ufficiale 17/9/2020).
omenica 16 agosto scorso è scomparso prematuramente il dottor Gabriele Calizzani. Era responsabile del settore plasma e plasmaderivati del Centro nazionale sangue. Un ruolo ricoperto dall’istituzione del Cns, dove fu chiamato nel 2008 dal suo primo direttore, Giuliano Grazzini. Calizzani era componente del Comitato scientifico dell’Istituto superiore di Sanità. Laureato con lode in Medicina all’Università di Bologna nel 2000, con una tesi sulle Malattie rare, specializzazione in Igiene e Medicina preventiva, diversi master di secondo livello. Coautore di numerosissime pubblicazioni scientifiche su plasma, plasmaderivati e emofilia, è stato relatore in innumerevoli convegni, anche mondiali. Concreto, preciso, pignolo all’estremo sui dati ideò, sostenuto da Grazzini, il primo dei Rapporti Istisan “Analisi della domanda dei principali medicinali plasmaderivati in Italia (2007-2011)”: anni di raccolta scientifica di dati e notizie su un settore “strategico” allora e oggi. Al primo rapporto, il più difficile visti i dati allora disaggregati di ogni Regione, seguirono il secondo (2011-2014) e il terzo (2014-2017): strumenti indispensabili per l’autosufficienza plasmatica in Italia, “patria” del conto lavorazione. Aveva appena terminato l’ultimo Rapporto che “fotograferà” l’evoluzione della situazione negli ultimi anni grazie anche a un sempre più nutrito numero di collaboratori e ricercatori, fra
cui Fabio Candura accanto a lui dal 2011. Alla luce dei numeri finalmente oggettivi del primo Rapporto Istisan - che evidenziavano in Italia un surplus di fattori della coagulazione Gabriele Calizzani “inventò” anche i programmi di cooperazione internazionale per i plasmaderivati. I primi passi nel 2011/12, supportato da Avis nazionale e dall’allora AIP (Accordo interregionale plasma, capofila il Veneto). La non semplice normativa arrivò nel 2013, cui seguì subito il primo invio nel 2013 a Kabul, Afghanistan. Fino ad oggi oltre 44 milioni di unità di Fattore VIII e IX sono serviti a curare emofilici in Paesi (Afghanistan, India, Albania, El Salvador, Serbia, Armenia, Palestina…) dove - come l’80% degli emofilici al mondo - gli ammalati non dispongono di alcuna o limitatissime terapie. I programmi plasma del Cns hanno così valorizzato eticamente il dono di quasi due milioni di donatori periodici e non remunerati italiani. Il tutto sempre insieme con le Regioni proprietarie del plasma e dei medicinali, la collaborazione delle Associazioni dei donatori, Avis in testa, e di Associazioni di pazienti. Gabriele fu infatti anche Presidente della Federazione Italiana Associazioni emofilici (Fedemo) dal febbraio 2009 al 2014. Durante i suoi due mandati puntò, tra le tante altre cose, alla totale trasparenza dei rapporti di Fedemo, Associazioni ed emofilici stessi con le multinazionali del settore e a far conoscere, sempre più attraverso i media, la malattia. Gabriele ha lasciato la moglie Francesca (anche lei dottoressa), la piccola figlia Sofia e tantissimi, veri, amici. Ciao Gabriele...
Medicinali Plasmaderivati eccedenti e Cooperazione internazionale dal 2013 al 2020
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DONO&VITA
CRAT VENETO
Plasma iperimmune, raggiunta quota 1800 unità terapeutiche intervista di / Beppe Castellano /
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ntanto confermiamo la notizia circolata questa estate: il dottor Giovanni Roveroni lascia la direzione del Crat (Centro regionale attività trasfusionali). Tornerà a indossare il camice di medico di Immunoematologia trasfusionale. Non si sa ancora in quale Centro trasfusionale, ma probabilmente in uno del veneziano dove tornerà in “trincea”, fra donatori di sangue e plasma. Aveva preso servizio presso gli uffici dell’Azienda Zero di Padova a settembre dello scorso anno. E questo settembre 2020 siamo tornati a intervistarlo sulla situazione trasfusionale veneta, durante l’anno “nero” del Covid-19. Questa primavera-estate durante l’emergenza Covid-19, nonostante il personale ridottissimo, il Crat ha seguito ogni fase dell’altalenante andamento delle donazioni e dei consumi fornendo, anche alle associazioni di volontariato, report settimanali. A ciò si è aggiunta anche l’organizzazione della raccolta di plasma anti-Covid-19 da convalescenti, per la “Banca del Plasma iperimmune” del Veneto. Ecco, dottor Roveroni, partiamo da qui: obiettivo raggiunto? Sì, grazie allo sforzo dei colleghi in “prima linea” dei Dimt provinciali, tutti nessuno escluso, siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo di avere una scorta di oltre 1800 unità terapeutiche. Di queste diverse sono state utilizzate dai clinici. Questo grazie ai circa 600 convalescenti guariti dal Coronavirus che, idonei secondo i parametri di sicurezza “normali” per i donatori di sangue e, soprattutto, idonei per l’alto titolo anticorpale ancora in circolo si sono resi disponibili a donare il proprio plasma. Ma per averne 600 idonei a donare, quanti ne sono stati contattati e presentati? Circa il doppio, ma non tutti ovviamente avevano i requisiti richiesti o il titolo di anticorpi utile per poter essere prelevati. Sembrano pochi, rispetto ai dimessi/guariti in Veneto, ma dobbiamo considerare proprio i parametri stringenti di selezione. Erano escluse le donne con figli, chi era stato trasfuso in passato, gli ultra 70enni (la maggioranza dei Covid-positivi), ecc. In caso di ritorno autunnale della pande-
mia, quindi, il Veneto ce ha un’arma in più? Un’arma che va ancora standardizzata, anche se i risultati clinici parrebbero essere positivi. Per quanto riguarda la raccolta di sangue e plasma “normali”, come va? Siamo messi come tutto il resto d’Italia, male. Le donazioni in estate sono calate dopo la fiammata di marzo-aprile - mentre riprendevano le attività ospedaliere rallentate dall’emergenza. La carenza di medici nei Centri trasfusionali è peggiorata, i concorsi si fanno, ma vanno deserti. Ma sappiamo che è una carenza che si registra in tutte le specialità mediche. Fatto sta che la Medicina trasfusionale, pur perno di ogni altra attività ospedaliera, è scarsamente attrattiva. In ogni caso c’è la buona notizia che 31 tra medici e infermieri non specializzati (una decina a Belluno) hanno concluso il corso per prelevatori ed entreranno in servizio con contratti a tempo determinato. Riusciamo a porgli un’ultima domanda prima che ci lasci, chiamato urgentemente a impellenti impegni di lavoro. Influenza stagionale e vaccino? Assolutamente da fare, per gli operatori sanitari sarà obbligatorio. E spero che tutte le categorie a rischio, in particolare, ma anche i donatori per la loro funzione di “operatori sanitari” ne recepiscano l’importanza. Anche per questi ultimi è gratuita. Se infatti ritorna con una recrudescenza la pandemia di Covid-19 questo autunno si sommerà all’influenza. E oltre a non poter fare lo screening immediato fra le due malattie (possibile se vaccinati per l’influenza), ricordiamoci che se si sommano insieme i due virus, la patologia si aggrava ulteriormente.
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Giovanni Roveroni: Dopo un anno di “ufficio”, torna al camice e ai donatori. (foto di repertorio)
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SPECIALE INFLUENZA
Influenza stagionale, blocchiamo la sua “alleanza” con il Covid-19 di / Michela Rossato e Beppe Castellano /
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ornerà anche quest’anno, questo è certo. Quando va bene in media 6 milioni di persone in Italia - in particolare nelle fasce di età più giovani - ogni anno contraggono il virus e si ammalano di influenza stagionale. La media dei morti per complicanze, nelle “stagioni “buone” a bassa intensità di virulenza si aggira sugli 8mila. Se molto forte, come nel 2015 e 2017, i decessi correlati possono superare i 20mila. Ma se, fino all’anno scorso, se non vaccinati, bastavano 3-5 giorni di riposo a casa, per riprendersi... Proviamo a pensare quest’anno, con l’allarme Covid-19 in corso, che cosa succederà quando 6 milioni di persone prenderanno la “normale” influenza. A livello sociale (pensiamo alle limitazioni in atto per chi ha un po’ di febbre e/o naso che cola), ma soprattutto a livello sanitario. Con gli ospedali che rischiano di intasarsi come e più dei mesi di “picco” del Covid-19 e con i medici che non potranno di-
stinguere, all’atto dell’arrivo del paziente, se si tratta di influenza “normale” o del più insidioso Coronavirus. Se poi, come già prevede qualche esperto, i due virus dovessero ritrovarsi ambedue nello stesso organismo... Quell’organismo potrebbe soccombere subito. Per questo noi, periodico Avis, siamo tenuti a informare il più possibile - attingendo a fonti scientificamente validate - sull’argomento. Per i nostri lettori-donatori, prima di tutto, per la loro salute e per quella di coloro per cui donano, ogni giorno. Perché non ci sono solo gli ammalati di Covid-19, ma continuano a esserci anche quel-
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li “di prima” della pandemia. Quelli che già, ad ogni stagione influenzale, si vedono “tagliare i rifornimenti” perché i donatori non vaccinati si ammalano, vengono sospesi per altri 14 giorni... e ritardano le donazioni. Si può evitare almeno questo? Certamente. Non a caso da alcuni anni anche per i donatori di sangue (oltre che per le categorie a rischio) il vaccino è gratuito. Per questo nasce questo servizio, per questo nasce la campagna informativa di Avis nazionale, concordata fra tutti i comunicatori delle varie realtà avisine d’Italia, di cui leggete alle pagine 16 e 17. Ma vediamo di informarci, intanto conoscendo bene come funziona “madama” influenza e come funziona la “macchina” per contrastarla in Italia.
Identikit dell’influenza L ’influenza è una malattia respiratoria e rappresenta un serio problema di sanità pubblica e una rilevante fonte di costi diretti e indiretti per la gestione dei casi e delle complicanze della malattia e l’attuazione delle misure di controllo. L’influenza e la polmonite sono classificate tra le prime dieci principali cause di morte in Italia. È tra le poche malattie infettive che ogni uomo sperimenta più volte nel corso della vita, indipendentemente da stile di vita, dall’età e dal luogo in cui vive. In Europa, l’influenza si presenta con epidemie annuali durante la stagione invernale, con un elevato numero di casi e di mortalità. L’attività dei virus influenzali in Italia inizia in l’autunno con picco nei mesi invernali, per ridursi poi in primavera e in estate.
I sintomi Febbre alta (anche improvvisa), tosse, dolori muscolari. Altri sintomi comuni sono mal di testa, brividi, perdita di appetito, affaticamento e mal di gola. a volte anche nausea, vomito e diarrea. La maggior parte delle persone guarisce in una settimana/dieci giorni, ma alcuni soggetti (anziani, bambini piccoli, adulti e bambini con patologie croniche) sono a maggior rischio di complicanze gravi come polmonite virale, polmonite batterica secondaria e peggioramento
delle condizioni mediche di base.
Trasmissione
È trasmessa dalle goccioline diffuse attraverso la tosse o gli starnuti, ma anche attraverso il contatto diretto o indiretto con le secrezioni respiratorie. Il periodo di incubazione è solitamente di due giorni, ma può arrivare fino a quattro. Gli adulti possono “passarsela” da un giorno prima dell’inizio dei sintomi a circa cinque giorni dopo. I bambini e le persone con un sistema immunitario possono essere più contagiosi.
Regioni decidono annualmente, tra i prodotti disponibili in commercio, quali utilizzare per le campagne vaccinali e indicono gare per l’acquisto. Le caratteristiche antigeniche dei ceppi virali che hanno circolato nell’ultima stagione influenzale sono la base per selezionare i ceppi da includere nel vaccino dell’anno successivo.
Fattori di rischio
La sorveglianza epidemiologica
Le persone a maggior rischio di complicanze sono adulti e bambini con malattie di base, residenti in strutture socio sanitarie e altre strutture di assistenza, ultra 65enni, donne in gravidanza e alcune categorie professionali (operatori sanitari, dei servizi essenziali…) e a maggior contatto con il pubblico.
In Italia, la sorveglianza integrata dell’influenza InfluNet prevede la rilevazione stagionale delle sindromi simil influenzali attraverso la rete di “medici sentinella”. Le regioni sono tenute a segnalare al Ministero della Salute e all’ISS (Istituto superiore sanità) i casi gravi e complicati di influenza confermata in laboratorio, le cui condizioni prevedano la terapia intensiva. Una “rete” nata nel 2009. La sorveglianza dell’influenza prevede diversi sistemi che fan capo a ISS con Ministero della salute e supporto delle Regioni. L’integrazione di questi sistemi permette di valutare la diffusione, l’intensità, la severità dei virus influenzali circolanti e l’efficacia delle misure messe in atto per prevenirla. Sono InfluNet-Epi, rete di medici sentinella, pediatri e medici di base, che tra ottobre e aprile rileva l’andamento stagionale delle sindromi influenzali; Influnet Vir che raccoglie dati sulla caratterizzazione di virus influenzali epidemici, coordinata dal Centro nazionale per l’influenza dell’ISS e viene svolta in collaborazione con una rete di laboratori di riferimento regionale (ReteInfluNet) con il monitoraggio delle forme gravi e complicate di influenza confermata.
Misure di igiene e prevenzione La trasmissione del virus si può verificare come descritto sopra. Fondamentale è quindi lavare regolarmente e bene le mani con acqua e sapone (specialmente dopo aver starnutito o tossito) e asciugarle. In alternativa, in assenza di acqua, si possono usare i disinfettanti a base alcolica. Se si tossisce e starnutisce, coprire naso e bocca con fazzoletti di carta da smaltire subito e lavarsi le mani. Non toccarsi naso, bocca e occhi, perché i virus possono diffondersi quando una persona tocca qualsiasi superficie contaminata da virus e poi si tocca il viso. Se si hanno i sintomi influenzali, evitare il contato stretto con altre persone, i luoghi affollati e stare a casa.
La vaccinazione La vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione dell’influenza. Riduce il rischio individuale di malattia, ospedalizzazione e morte, il rischio di trasmissione a soggetti ad alto rischio di complicanze o ospedalizzazione e riduce i costi sociali e sanitari. I vaccini contengono solo virus inattivati o parti di questi. Non possono essere responsabili di infezioni da virus influenzali. Nella stagione fredda, infezioni respiratorie e sindromi con sintomatologie simili a quelle dell’influenza possono essere provocate da molteplici altri agenti batterici e virali. Il vaccino non protegge da questi altri agenti. I vaccini antinfluenzali disponibili in Italia sono stati autorizzati dall’EMA, Agenzia europea del farmaco e/o dall’AIFA, l’Agenzia italiana. Le
In Veneto “sentinella” è Crisanti In Veneto il Laboratorio della rete nazionale InfluNet riconosciuto dal Centro di riferimento nazionale per l’OMS (NIC-ISS) è il laboratorio di virologia al Dipartimento di Medicina Molecolare, Università degli Studi di Padova, diretto dal dott. Andrea Crisanti, che partecipa sia alla sorveglianza sentinella nel periodo interpandemico sia alla gestione delle forme gravi e/o pandemiche. Fonti: Ministero della Salute - Prevenzione e controllo dell’influenza, raccomandazioni per la stagione 2020-2021; agenziafarmaco.gov.it; www.epicentro.iss.it; www.centronazionalesangue.it,
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Influenza stagionale e Covid-19 a confronto SINTOMI SIMILI Febbre, tosse, respiro corto, dolori muscolari, stanchezza, disturbi gastrointestinali. SINTOMI TIPICI COVID Perdita di gusto e olfatto. INCUBAZIONE Influenza: 1-2 giorni Covid-19: 4-5 giorni DURATA MALATTIA Influenza: 3-5 giorni Covid-19: 1-2 settimane QUADRO CLINICO (% casi ospedalizzati) Influenza: 1-2% Covid-19: 15-20% (dati marzo-maggio 2020) RO - Quante persone contagia un singolo malato Influenza: 0,9-2,1 Covid-19: 2-4 MORTALITÀ (percentuale decessi/ popolazione) Influenza: 0,01-0,04% Covid-19: 0,07% LETALITÀ (percentuale decessi/infetti) Influenza: 0,1-0,4% Covid-19: 1-3% VACCINAZIONE Influenza: DISPONIBILE Covid-19: NON disponibile
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SPECIALE INFLUENZA/LA CAMPAGNA
“Fatti gli anticorpi”, Avis d’Italia “ombrelli” contro l’influenza
P Proteggersi è necessario per garantire l’autosufficienza nazionale di sangue e plasma e la propria salute. È partita a fine settembre la campagna antinfluenzale di Avis Nazionale rivolta ai donatori.
revenire e proteggersi dai virus per affrontare al meglio la stagione influenzale. Sono questi i concetti chiave di una campagna di comunicazione che Avis Nazionale ha lanciato sui suoi canali social per sensibilizzare i donatori all’importanza di sviluppare le difese immunitarie contro l’influenza di stagione. Anche quest’anno, infatti, chi compie periodicamente questo gesto di generosità avrà la possibilità di sottoporsi al vaccino in modo del tutto gratuito. La campagna, dal titolo “Fatti gli anticorpi”, è perfettamente allineata alle attività di informazione e promozione che il Ministero della Salute e le Regioni stanno predisponendo in vista della stagione invernale e risponde all’invito del Centro Nazionale, rivolto alle associazioni e federazioni di donatori, di “ribadire l’importanza della vaccinazione, in particolare nei soggetti ad alto rischio di tutte le età, per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili con il Covid-19”. Tutelare la propria salute ed evitare il sopraggiungere di sintomi che possano essere confusi con quelli del Covid-19 significa non solo tute-
lare le persone che abbiamo intorno, ma anche permettere a ciascuno di noi di continuare a donare sangue e plasma con regolarità in modo da non compromettere le scorte e assicurare l’autosufficienza nazionale. Fanno parte di questa campagna: - manifesti (vedi quarta di copertina), locandine, immagini per i social, - un opuscolo informativo, - una serie di spot dal linguaggio evocativo, metaforico e nel contempo ironico, - cinque video informativi nei quali il Presidente di Avis Nazionale risponde alle più comuni domande su anticorpi, difese immunitarie, ruolo dei donatori nella prevenzione. Su avis.it è stata, inoltre, realizzata un’apposita landing page (disponibile a questo link: www. avis.it/fattiglianticorpi) in cui verranno pubblicati contenuti informativi sulla campagna e sul tema della vaccinazione. Tanti strumenti, quindi, a disposizione di tutte le Avis per invitare i donatori a compiere un ulteriore gesto di solidarietà e responsabilità civile: stare bene e proteggersi dal virus. Anche per continuare a donare regolarmente.
Una campagna per anticipare possibili emergenze, nata in modo “corale”
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orse per la prima volta nella storia di Avis nazionale, una campagna informativa e di promozione è nata in modo “corale” con tutte forze e professionalità interne. Attorno al progetto si è impegnato il gruppo di coordinamento dei comunicatori e giornalisti di ogni regione detto “Buone Prassi”. Gruppo che, messo duramente
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alla prova questa primavera con l’emergenza Covid, ha “partorito” qualcosa di totalmente nuovo per parlare e far parlare le Avis in modo delicato, ma basato sui fatti scientifici, su un argomento che non smette di suscitare polemiche e fake news. Alle Avis ora, di ogni livello, portarlo avanti. Basta crederci...
Cinque domande per cinque risposte
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niziata in modo “soft” la campagna Avis si propone di dare risposte chiare ai dubbi sulle vaccinazioni. Così. Cosa sono gli anticorpi e come si sviluppano Gli anticorpi sono sostanze proteiche che vengono sviluppate attraverso i globuli bianchi e servono per difendere l’organismo da malattie batteriche o virali. Alcuni possono essere sviluppati attraverso la vaccinazione, altri per contatto diretto con le malattie altri ancora autonomamente dal nostro organismo come ad esempio nel caso dei bambini che, dopo i primi 3 o 4 mesi di vita, sviluppano la propria immunità. Perché è importante sviluppare le difese immunitarie prima della stagione influenzale. Il metodo preventivo della profilassi è necessario per preparare il nostro organismo ad avere difese immunitarie sufficienti prima che si manifesti la malattia. Avere gli anticorpi già sviluppati è importante per ridurre o, se possibile, azzerare il rischio di contrarre la malattia in questione. Quale il ruolo dei donatori nella prevenzione di patologie come l’influenza. I donatori sono soggetti sani e attivi all’interno della società e della famiglia, fatto che li può rendere portatori sani della malattia. Visto il ruolo importante che ricoprono nella comunità e nella vita privata, è importante che si premuniscano non solo per continuare a stare bene in salute e non contagiare le persone a loro vicine, ma anche per poter proseguire regolarmente nella
loro scelta di generosità che è la donazione. Quali sono le categorie a rischio per le quali è consigliabile la vaccinazione. Le categorie più sensibili, chiamate anche così, sono rappresentate da pazienti giovani (in età pediatrica), over 60 e cittadini affetti da malattie croniche, respiratorie o che comunque abbassano le difese immunitarie. Tutte queste persone sono chiamate a vaccinarsi per creare un’immunità che non complichi, attraverso l’influenza, la loro malattia di base, ma anche per difendere in generale la propria salute e quella dei propri cari. Perché è importante vaccinarsi quest’anno e che legami ci sono tra la vaccinazione antinfluenzale e il Covid-19 Più di ogni altro anno è importante sollecitare le categorie a rischio e chi vuole vaccinarsi, come i donatori, perché non è possibile escludere il rischio di una nuova manifestazione del Covid-19. Visti i sintomi simili tra il virus e l’influenza, è importante poter distinguere i pazienti che sono stati colpiti dall’uno o dall’altra. Un modo non solo per proteggersi, ma anche per favorire la diagnosi differenziale così da attuare le terapie necessarie a salvare più pazienti possibili.
Nella campagna nazionale Avis le risposte alle domande più comuni, in video del presidente nazionale su www.avis.it/ fattiglianticorpi
La Regione Veneto: a metà ottobre inizia a vaccinare
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stato previsto per la metà di ottobre, proprio mentre leggerete questo numero, l’avvio della campagna vaccinale della Regione Veneto per prevenire l’influenza stagionale. A giugno l’Azienda Zero aveva acquistato oltre un milione e 360mila dosi, opzionandone altre 200mila in più in caso di necessità. L’investimento supera gli di 8 milioni di euro. L’anno scorso le dosi acquistate dal Veneto furono circa 865mila. L’emergenza Covid-19 ha spinto la regione ad incrementare del 40% le scorte. L’obiettivo è di arrivare almeno al 75% di copertura dei soggetti a rischio. In particolare sono compresi gli ultra 60enni, bambini, malati cronici, immunode-
pressi, oncologici, diabetici, persone affette da malattie cardiovascolari e respiratorie e altre patologie importanti. Il vaccino sarà gratuito anche per le forze dell’ordine, dipendenti di servizi socialmente utili, operatori sanitari e, fra questi, anche i donatori periodici di sangue. Questo per prevenire la flessione delle donazioni nei mesi di picco. Per l’autunno in arrivo, più che mai l’appello anche del neo-eletto Presidente Luca Zaia è di vaccinarsi e di tutelare soprattutto i bambini. In ogni provincia è stato previsto un responsabile per la campagna vaccinale. Per gli aventi diritto alla vaccinazione gratuita, per quanto ci riguarda i donatori di sangue, i punti di vaccinazione saranno quelli consueti.
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ASSEMBLEA REGIONALE 2020
Dopo l’estate ritorna l’allarme: “Senza sangue si ferma tutto!” di / Michela Rossato /
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ono stati mesi difficili, per tutte le Avis del Veneto, quelli delle zone rosse, del confinamento e della ripresa. Mai, prima di marzo, le sei Avis provinciali, Abvs e le oltre 360 Avis comunali del territorio regionale si erano ritrovate a gestire in una simile situazione i propri donatori di sangue e plasma. Timori, continue nuove disposizioni e autocertificazioni hanno messo a dura prova la rete trasfusionale e il volontariato del dono. “Ma nessuno si è tirato indietro e la grande generosità dei veneti, volontari e dirigenti da un lato, donatori e cittadini dall’altro, ha permesso ai nostri ospedali di reggere. Ora ci preoccupa il nuovo calo delle donazioni, serve una forte ripresa. E risolvere i problemi”. Così il presidente dell’Avis regionale Veneto, Giorgio Brunello, il 5 settembre al Cen.ser Rovigo Fiere, all’assemblea regionale Avis. Assemblea di “recupero” (con delegati in presenza e a distanza secondo le disposizioni di sicurezza) di quella annullata ad aprile, come è successo alle assemblee comunali e provinciali, proprio a causa del coronavirus. Brunello ha tracciato un bilancio dell’anno 2019 e ripercorso quanto successo negli ultimi mesi: “Le donazioni avevano subito nel 2020
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una diminuzione a fine febbraio, calando a picco nei primi giorni di marzo con lo scoppio della pandemia, le zone rosse, i comprensibili timori dei donatori e una certa confusione con le autocertificazioni - spiega Brunello - A seguito degli appelli di Avis, delle istituzioni, del Ministero della salute e in Veneto anche del Presidente della Regione, c’è stata una risposta incredibile. I donatori e i cittadini hanno risposto con enorme generosità permettendo da una parte ai nostri ospedali di avere sufficienti scorte di sangue per malati e per emergenze nelle settimane di quarantena, dall’altra di crescere come associazione grazie al numero elevato di nuovi iscritti, per la maggior parte giovani”. A tal proposito è stato ribadito - come avevamo documentato sullo scorso numero - che ad aprile e maggio le nuove idoneità, per quanto riguarda le Avis del Veneto, sono aumentate in media del 15-20% rispetto agli stessi due mesi dell’anno precedente, con la maggior parte dei nuovi iscritti tra 18 e i 35 anni. I tempi per le donazioni e per le idoneità sono stati a volte lunghi, per il grande afflusso e per le disposizioni di sicurezza, ma volontari e operatori sanitari hanno fatto tutto il possibile per gestirle. Un buon numero di nuovi iscritti ha poi donato
per la prima volta a luglio e agosto.“Si è cercato così di gestire e distribuire le donazioni per non subire un crollo dopo il boom, proprio quando riprendeva l’attività ospedaliera. Ma la ricaduta c’è comunque stata e durante i mesi estivi le donazioni hanno retto a fatica. A luglio, secondo i dati ufficiali del Centro nazionale sangue, in Veneto la raccolta di sangue intero è calata del 4,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre i globuli rossi utilizzati sono cresciuti dello 0,6 per cento, segno che gli interventi chirurgici programmati nella primavera e sospesi per il covid, sono ripresi in estate. Stesso calo per la raccolta di plasma. Una situazione che potrebbe essere confermata per agosto, mettendo a rischio le donazioni già a settembre”. Per agevolare il più possibile donazioni e donatori, però, devono essere risolti alcuni problemi, più volte denunciati da Avis regionale e ribaditi all’assessora regionale alla sanità, Manuela Lanzarin, in collegamento: la carenza di medici, la flessibilità degli orari (necessari più ampi e anche festivi) e adesso pure il contingentamento delle prenotazioni per donare e per fare le idoneità. “Non si possono accettare continui appelli da parte dei direttori dei Dimt (Dipartimenti interaziendali di medicina trasfusionale) a far donare di più, se l’organizzazione dei Centri Trasfusionali non si adegua alla domanda dei nostri donatori ha detto Brunello - Senza sangue si ferma tutto. Il settore trasfusionale veneto va assolutamente riorganizzato e le associazioni dei donatori ascoltate, oggi più che mai”. Problemi anche per la Raccolta associativa Avis (i centri di raccolta periferici) e l’informatizzazione: “Speriamo vengano superate tutte le autorizzazioni, ma è inammissibile che il peso e l’intero costo per la messa a norma ricada interamente sulle tre Avis provinciali di Padova, Treviso, Venezia che fanno la raccolta, senza alcun ristoro da parte regionale. Denunciamo, inoltre, il ritardo nella revisione del sistema informativo trasfusionale, indispensabile per superare le criticità e diversità di ciascun Dimt e per integrare anche i sistemi associativi”. La nuova tesoriera, Laura Regina Gallo è passata poi al bilancio e il vice presidente vicario Roberto Sartori al Fondo. I presidenti provinciali sono intervenuti sulle questioni che sentono più vicine e problematiche: dagli orari alla carenza di
posti per plasmaferesi, ai costi della raccolta associativa, dalla scarsa presenza di giovani, alla comunicazione… Presente all’assemblea anche il presidente di Avis nazionale, dott. Gianpietro Briola. “Grazie ai donatori e a tutte le Avis che sono riuscite a supportare la situazione pandemia con grande responsabilità. Il Veneto è stato tra i più colpiti, ma è riuscito a far bene. Quanto è successo ci ha fatto capire che si va avanti insieme. È stato messo in campo tutto ciò che era possibile per fare squadra e lavorare in sinergia, in una situazione nuova e inaspettata. Avete e abbiamo fatto squadra. Grazie al gruppo Buone prassi (che riunisce i comunicatori di ogni regionale) Avis ha avuto un’unica voce”. Il Veneto ha da sempre un ruolo importante nel panorama nazionale e alcune sinergie stanno portando ottimi frutti: “In testa il progetto Best che fa lavorare insieme le Avis e le Avis con altre realtà del Terzo settore, enti... Questo consente di portare il valore della nostra mission al di fuori della nostra realtà”. Briola ha quindi affrontato molti temi caldi del momento: la questione calo donazioni, che si fa sentire in particolare nei Centri trasfusionali pubblici, la difesa della donazione e del suo valore etico, la lavorazione del plasma, il contratto di lavoro per i dipendenti, i rimborsi. Collegato a distanza, per un saluto all’assemblea, anche il nuovo direttore del Centro nazionale sangue dott. Vincenzo De Angelis (vedi intervista da Pagina 8).
3/2020
Momenti d’assemblea: A sinistra: il folto e “distanziato” pubblico di delegati; In alto: Esecutivo di Avis regionale e presidente nazionale Briola a “debita distanza”; In basso: cinque presidenti provinciali con presidente regionale.
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STORIE DI GIOVANI AVISINE
I nuovi segnalibri “ecologici” di / Michela Rossato /
S
ono finalmente ricominciate le scuole e, con la loro riapertura, tornano a ripopolarsi anche le biblioteche. Qualcuno magari deve restituire l’affascinante libro letto questa estate, altri vi torneranno per studiare e fare ricerche, o per cercare tra gli scaffali il titolo più accattivante. Da diverso tempo Avis entra in questi spazi e per il 2020 conferma la sua presenza con la nuova campagna segnalibri, uguale agli anni precedenti rispetto al formato, ma diversa nello stile. Decisamente molto più “verde”, in tutti i
se leggi, sai se sai, puoi
se puoi, dona
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Biblioteca Civica Abano Terme
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ORARIO
DA RESTITUIRE ENTRO
Comunale Abano Terme Via Primo Maggio 47 Abano Terme (PD) - 35031 Tel. 049 8600016 www.avisabano.it abanoterme.comunale@avis.it VUOI DIVENTARE DONATORE?
® ® ASSOCIAZIONE VOLONTARI ITALIANI SANGUE ODV
I ITALIANI SANGUE ODV
Regionale Veneto
e Veneto
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DONO&VITA
sensi. L’incarico del progetto è stato infatti affidato a una giovane tirocinante dello Iusve di Verona, un’avisina 21enne che, poco prima dalla laurea, ha scelto di mettere a disposizione e alla prova le proprie competenze in Avis regionale Veneto collaborando attivamente, tra l’altro, anche con la redazione del vostro periodico. Giulia (foto accanto) ci presenta così la sua idea: “Il visual finale, scelto dall’Esecutivo tra le varie bozze che ho proposto, si presenta molto semplice e pulito, in linea con le moderne tendenze del flat design. A dominare sullo sfondo bianco i due colori icona di Avis: rosso (pantone 032) e blu (pantone 300). Pensato nella versione Biblioteca Civicafronte e retro, davanti trova sede l’immagine Abano Termedi un libro disegnato attraverso un’unica linea che scorre e va a creare un libro aperto. La mia idea della linea continua è per ricordare, senza troppo impressionare, il sangue dei donatori, la connessione tra chi dona e chi riceve, l’unione e la solidarietà che caratterizzano Avis. Nella copertina del libro una goccia rossa, ripresa dal logo Avis, fa capire all’utente di cosa stiamo parlando e lo collega, per affinità cromatica, ORARIO al claim in altro a sinistra: Se leggi, sai - se sai, puoi - se puoi, dona. Un messaggio semplice, tre righe che invitano prima a riflettere e poi ad agire. Sul retro, invece, trovano spazio le personalizzazioni scelte dalle singole comunali: gli orari della biblioteca, DA realtà RESTITUIRE ENTRO la promozione alla lettura, l’invito a visitare un determinato sito o un luogo di quella città. Una fascia blu conferisce maggiore attenzione ai dati della Comunale e, sottostante, un piccoComunale Abano Terme lo spazio da compilare permette, a chi desidera Via Primo Maggiodi 47 contattare e conoscere diventare donatore, Abano Terme (PD) - 35031 la propriaTel.Avis. La scelta di utilizzare così tanto 049 8600016 bianco èwww.avisabano.it voluta e permette di valorizzare la carta abanoterme.comunale@avis.it utilizzata per la stampa, un cartoncino riciclato e VUOI DIVENTARE DONATORE? attento all’ambiente”. Avis regionale Veneto compie così anche una scelta green, ponendo attenzione al pianeta che tutti abitiamo. “Nessuna plastificazione o impiego di nobilitazioni che possono incidere negativamente sull’impatto ambientale - spiega Giulia - Una carta riciclata e riciclabile”. Ad oggi sono 24 le sedi comunali aderenti e circa 140.000 i segnalibri di cui è stata prenotata la stampa. Accanto un esempio di fronte/retro.
L’avisina volante e l’adesivo di Vo’ di / Beppe Castellano /
V
o’ in provincia di Padova - da scrivere rigorosamente con l’apostrofo e senza “Euganeo” - ha poco più di 3000 anime ed è stato forse il paese più famoso, e citato, nella “tempesta” Covid-19 di primavera. Qui, infatti, si è registrata la prima vittima italiana ufficiale della pandemia. Qui c’è stata la prima “zona rossa”, con isolamento totale dal resto del mondo. Qui è però nato anche il “riscatto sanitario” - i tamponi di massa del prof. Andrea Crisanti - grazie al quale il Veneto ha subito la pandemia meno di altre grandi regioni del nord. Non è per questo, però, che siamo andati a Vo’ (e scusate la rima petrarchesca). E neanche per il Presidente Mattarella, che pur ha inaugurato l’anno scolastico proprio qui, il 14 settembre scorso. Su segnalazione della Provinciale di Padova ci siamo andati due giorni dopo, il paese ancora pavesato di tricolori, per raccontarvi la storia di Giada Vezzù. Giada, 28 anni, è campionessa di Supermoto, in gara sfoggia da sempre il logo Avis, ma non solo... Giada, grafica di professione, durante il lungo confinamento ha “inventato” due adesivi che hanno fatto il giro del Veneto permettendo pure di raccogliere circa 2000 euro desinati allo IOV (Istituto oncologico veneto). Cominciamo dallo sport, Giada? Quando hai iniziato e come mai una passione così inconsueta in una ragazza? Avevo 12 anni. Dei vicini stavano per buttare una vecchia moto da cross, mio padre meccanico la prese, la sistemò. Io per caso ci balzai in sella facendo un giro sul prato. Da lì iniziò una passione mai spenta, cominciai a gareggiare. Ora in Supermoto gareggio, ormai unica donna, contro tutti maschi. Preferisco un buon piazzamento lottando, che vincere in quella che era una sparuta categoria femminile. È impegnativo, ma mi diverto. E tuo padre continua a seguirti? Certamente. È il mio capo meccanico, mentre mia madre si occupa dell’hospitality della “scuderia” ai box, il team è tutto in famiglia... E poi sfoggi sempre il logo Avis sulla moto. Da quanto sei donatrice? Portare Avis sulla moto è un orgoglio. A volte
gli avversari mi chiedono come diventare donatori. Sono avisina da quando ho compiuto 18 anni, sono entrata nel gruppo giovani, ho fatto per anni attività nelle scuole grazie a Gino Peota e ho donato circa 40 volte. Salute! A proposito di salute, quella vera, come hai vissuto le note vicende di Vo’? Guarda, sinceramente i primi due giorni neanche ci siamo resi conto di che cosa ci stava capitando addosso. Quel 21 febbraio era venerdì, quando è morto il signor Trevisan, la domenica eravamo isolati dal mondo. Con l’esercito ai confini del comune. Una situazione surreale. poi è scattata la campagna dei tamponi a tutti. Tra l’altro eravamo tutti sani e l’8 marzo avrebbe dovuto essere riaperto tutto, ma proprio quel giorno ci siamo ritrovati di nuovo nel confinamento generale. E siccome noi eravamo “sani”, anche se tutti in Italia ci consideravano “appestati”, siamo rimasti in Paese. Ma è proprio in quelle due settimane che ti è nata l’idea del primo adesivo? Sì, è stato uno scatto di orgoglio. Per dire “Io sono di Vo’”, non sono un untore. Ho pensato di stamparne un centinaio, di venderli per raccogliere tutti insieme una corona per il funerale del nostro concittadino. Sono andati “bruciati” in mezz’ora. Poi abbiamo dovuto ristamparne più di 1500 anche nell’altra versione “io sono con Vo’”, perchè anche da fuori volevano essere solidali. La cosa era finita sui giornali... E poi 150 mascherine circa. Abbiamo raccolto circa 2000 euro che sono stati dati allo IOV, per la ricerca. Ci sono andata di persona, a consegnarli. E proprio mentre eravamo lì, a chiacchierare al sole, è arrivata la mail di ringraziamento ufficiale dall’Istituto oncologico. Che dire? È una storia semplice, di ordinario volontariato e solidarietà, dopotutto. Grazie Giada, grazie Vo’.
3/2020
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BILANCIO SOCIALE AVIS REGIONALE
Nuova veste e nuova diffusione per la massima trasparenza di / Vilma Fabris e Maurizio Busacca /
S In alto: Vilma Fabris, già tesoriera di Avis regionale e Maurizio Busatto PhD Università Cà Foscari di Venezia
cherzosamente (ma non troppo), potremmo affermare che quello che presentiamo è un Bilancio sociale 1.5 perché traghetta le Avis del Veneto da una forma di rendicontazione sociale per addetti ai lavori a un documento più fruibile e più facilmente comunicabile. ‘Continuità e innovazione’: è questa la caratteristica principale del documento, presentato in occasione dell’assemblea regionale di Rovigo del 5 settembre 2020. Le competenze e la profondità di analisi dimostrate fino ad oggi nella redazione dei precedenti Bilanci sociali sono state ampiamente valorizzate nel nuovo documento, che mantiene la struttura e i principali contenuti delle edizioni passate. Viene però proposta una nuova forma, più snella, leggibile e graficamente leggera, pensata con l’obiettivo di favorire la lettura del documento da parte di un ampio numero di soci e cittadini. Inoltre, nelle parti conclusive del documento viene presentata la “Teoria del cambiamento”, che orienterà l’azione di Avis nel Veneto nei prossimi anni, con l’obiettivo di mettere un primo tassello in vista del Bilancio Sociale 2020 e della redazione della valutazione di impatto sociale, che completerà la transizione verso un Bilancio Sociale 2.0.
Nelle prossime edizioni questa transizione vedrà favorirà nuove sperimentazioni nelle forme di condivisione dei contenuti e del coinvolgimento dei soci e dei partner delle Avis venete. Comunicabilità e impatto, quindi, le due novità del documento di quest’anno e le due cose collegate: valutare l’impatto e comunicarlo all’interno e all’esterno dell’organizzazione, infatti, significa innescare meccanismi di apprendimento favorevoli alla crescita dell’organizzazione. Anche quest’anno la redazione del Bilancio Sociale è stata possibile grazie alla collaborazione dei referenti delle Avis provinciali che fanno parte del Gruppo di Lavoro Interprovinciale, mentre la stesura del documento è stata curata dai componenti del Gruppo di Lavoro regionale con la supervisione del prof. Maurizio Busacca, nell’ambito della collaborazione scientifica con la Fondazione Università Ca’ Foscari di Venezia. Speriamo che questo documento possa essere utile per far capire ai soci e a tutti i cittadini la rilevanza dei risultati dell’azione delle Avis del Veneto e la complessità delle reti che si mobilitano attorno alla donazione di sangue. Inoltre, speriamo di essere riusciti a far capire che per le Avis del Veneto la valutazione di impatto sociale non sarà un mero adempimento burocratico imposto dalla normativa nazionale ma un’occasione di riflessione e di crescita collettiva per l’organizzazione.
DOVE TROVARLO. Con il nuovo Bilancio sociale, Avis regionale Veneto presenta in modo trasparente e chiaro tutte le sue attività, la sua organizzazione, il suo funzionamento, quali sono le sue risorse economiche e soprattutto umane. Un resoconto dettagliato, pubblico, com’è giusto che sia per un’associazione di volontariato come la nostra, a disposizione di tutti e scaricabile tramite il sito www.avisveneto.it alla sezione Chi siamo-Bilancio https://www. avisveneto.it/bilancio-sociale/ Nelle pagine seguenti trovate un estratto. Tra le curiosità, si possono trovare le fasce d’età dei donatori, la loro distribuzione in Veneto, i nuovi iscritti per genere, le percentuali sui gruppi sanguigni, le molteplici attività di sensibilizzazione sul territorio. Sul sito di Avis regionale si possono trovare anche le edizioni dei bilanci precedenti. M.R.
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DONO&VITA
BILANCIO SOCIALE 2018/19 DONO
Questi sono gli argomenti trattati nel Bilancio Sociale. Puoi facilmente scaricarlo per consultarlo interamente.
Indice 1. Presentazione 1.1 1.2
Introduzione Nota metodologica
2. Identità e governance 2.1 2.2
AMORE
2.3 2.4 2.5 2.6 2.7 2.8 2.9
Il contesto sanitario e sociale La storia sociale di Avis nel Veneto Visione, valori e missione L’assetto organizzativo Sedi e risorse umane Come un’idea diventa un’azione concreta in Avis Il servizio civile in Avis La forza organizzativa: i donatori Il sistema delle relazioni: gli stakeholder
3. La relazione sociale 3.1
DELLE AVIS DELLA REGIONE VENETO
3.2 3.3
4. L’attività associativa 4.1 4.2
4.3
Cari lettori, da poco è stato redatto il Bilancio Sociale per il biennio 2018/2019. Questo importante strumento nasce dal contributo e dalla disponibilità di tante persone. Informazione, trasparenza, coinvolgimento sono gli obiettivi di Avis Veneto. Per questo vi invitiamo a conoscere e approfondire gli argomenti trattati nell’indice tramite il QRcode di lato o entrando nel sito www.avisveneto.it
SCARICA IL BILANCIO SOCIALE 2018/2019 COMPLETO
La raccolta di sangue in Veneto (dati CRAT) Le donazioni nei vari DIMT di Avis La raccolta associativa
4.4 4.5 4.6 4.7
Cosa fa Avis Veneto Le attività di promozione della donazione 4.2.1 Le attività nelle scuole 4.2.2 Le buone pratiche territoriali 4.2.3 Progetti speciali di Avis Veneto La chiamata dei donatori alla donazione La comunicazione La cooperazione internazionale Il sostegno alla ricerca Il Tempio Internazionale del Donatore
5. Le risorse economiche 5.1
Il valore economico dell’azione di Avis regionale del Veneto
6. Valutazioni e obiettivi 6.1 6.2
Glossario
Obiettivi raggiuti e nuovi traguardi Verso la valutazione di impatto sociale
3/2020
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La redazione del Bilancio Sociale non è un gioco, però può essere divertente sviluppare in forma ludica i dati più significativi. scoprirete informazioni e curiosità riguardo ATTUALITÀ Giocando - LE FAKE NEWS la donazione e l’associazione.
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Giocare è facile… come donare! Buon divertimento.
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L’Avis veneta nel contesto di Avis italiana Dai dati si evince come le Avis del Veneto, grazie alla propria esperienza, storia e progettualità, riescano a dare un importante contributo al sistema sanitario italiano: il Veneto è la terza regione per quantità di donazioni; raccoglie il 10,15 % di donazioni sul totale nazionale; i soci donatori corrispondono al 9.75 % del totale nazionale; l’indice donazionale, che si riferisce a quante donazioni effettua un donatore di media all’anno, è pari al 1.65.
a cura di / Michela Saviane e Michela Rossato /
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Un ulteriore dato di rilevanza è fornito dall’indice di penetrazione pari al 4.06 % in Veneto rispetto al 3,38% della media nazionale. Tale indice esprime l’incidenza dei donatori soci di Avis sulla popolazione attiva, ovvero sul numero di cittadini in età compresa tra i 18 e 65 anni.
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Teoria del Cambiamento (2020) Il fine ultimo di Avis è la coesione sociale, realizzata attraverso la promozione della cittadinanza attiva, del bene comune e della solidarietà. Per garantire questo fine intende:
Maggiore collaborazione interna all’organizzazione Indice obiettivo 1: almeno il 3% delle iniziative organizzate da 2 o più comunali entro 3 anni Strumenti: gruppi provinciali tematici che si riuniscono periodicamente, eventi sportivi o promozionali condivisi, iniziative tematiche multi-locali, team operativo provinciale di piccole dimenisoni per coordinare le comunali
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Scoprilo nel Capitolo 3 “La Relazione Sociale” del Bilancio.
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1 Si riportano solo i dati relativi al 2018 in quanto quelli del 2019 non sono attualmente disponibili.
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Crescita dell’associazione in termini di soci, donatori e donazioni
1
Indice obiettivo: Aumento triennale del 5% della percentuale di soci Avis sul totale della popolazione veneta
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Quali sono le differenze tra le diverse province Venete? Dove ci sono più donatori e dove si dona di più?"
Strumenti: uso mirato dei testimonial, aumento dei canali di comunicazione, coinvolgere attivamente i patronati, comunicare ai singoli attraverso le AULSS, miglior utilizzo dei social network, partecipazione ad eventi, attività nelle scuole, sensibilizzazione nelle aziende, azioni mirate su 18enni, bambini e genitori e neo-sposi
Aumento della disponibilità di sangue Indice obiettivo 1: aumento dell’x% e persone che passano dalla condizione di idoneo a quella di donatore in x anni Indice obiettivo 2: aumento annuale di nº di donatori che passano da 1 a 2 o più donazione annue Strumenti: migliorare il sistema di chiamata, aumentare la consapevolezza dei donatori, sensibilizzare le aziende affichè incentivino o favoriscano la donazione, ridurre i tempi di ricezione degli esiti dell’idoneità, migliorare il processo di gestione della banca del sangue, aumentare i mezzi e le strutture di raccolta
Potenziare la comunicazione verso l’esterno Indice obiettivo 1: informare almeno 250.000 veneti sui vantaggi/benefici del “dono” entro 3 anni
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Indice obiettivo 2: informare sull’utilità di Avis - gli utenti del servizio sanitario - pazienti trasfusi e loro famiglie - studenti di vari ordini e gradi Strumenti: volantinaggio, Facebook, pubblicità in TV, associazioni sportive e di altra natura, medici di base, creazione di punti informativi ad hoc
Inserto staccabile di Dono&Vita N.3/2020
CRONACHE ASSOCIATIVE
Raccolta fondi “acqua granda” e Covid
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eneratori e pompe idrauliche per la Protezione civile di Pellestrina e Burano. Materiale per la Protezione civile di Chioggia. Sono i frutti della raccolta fondi “Acqua granda” attivata da Avis regionale Veneto con Avis comunale Venezia, per aiutare il capoluogo, le sue isole e il litorale veneziano, colpiti dal fenomeno dell’acqua alta il 12 novembre scorso. Un dramma che ha messo in ginocchio famiglie e attività ed ha evidenziato la necessità di avere sempre a disposizione un certo numero di attrezzature d’emergenza. I fondi sono stati consegnati a maggio e non appena si è potuto superare il blocco Covid in sicurezza, c’è stata la consegna a luglio del materiale acquistato. Avis comunale di Venezia ha così potuto, assieme ai fondi raccolti da Avis regionale, donare un totale di 15 pompe di drenaggio e 3 gruppi elettrogeni alla Protezione civile delle isole di Pellestrina e Burano, così come l’Avis comunale di Chioggia ha donato attrezzature alla Protezione civile locale. La collaborazione tra Avis e Protezione civile non è nuova in Veneto e sempre più spesso si concretizzano azioni comuni. L’augurio è che, anche sulla base dell’accordo sottoscritto tra Avis nazionale e Protezione civile, questo rapporto cresca. “Siamo tutti volontari, le nostre realtà sono capillarmente presenti sul territorio, è quasi naturale che ci si muova insieme per il bene della comunità” è stato detto durante la consegna del materiale.
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llo scoppio della pandemia Covid 19, invece, tutte le Avis provinciali del Veneto e Abvs, con Avis regionale, si sono fatte promotrici della raccolta fondi “Distanti, ma Uniti” per l’acquisto di materiale sanitario per i Centri trasfusionali delle strutture sanitarie venete. Una bella unione di idee e forze nata dall’Avis provinciale di Rovigo per sostenere, tutti insieme, la battaglia contro il Covid 19 che ha stravolto la vita delle persone, e resa necessaria una riorganizzazione della donazione e dell’intero sistema trasfusionale. Al momento di andare in stampa, informata la Regione di quanto raccolto, la destinazione sembra orientata sull’acquisto di un tot di frigoriferi per la conservazione del plasma. Ve ne renderemo conto nel prossimo numero e tramite i canali social Avis.
Torna dal 30 ottobre “Radio fa buon sangue”, a tutta ...Avis
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l 30 ottobre 2020, dalle ore 18, partirà la terza stagione in diretta di “Radio Fa Buon sangue”, trasmissione di musica e sensibilizzazione alla donazione del sangue. Sarà a cadenza settimanale, tutti i venerdì, della durata di 120 minuti. Ospiti saranno ad ogni puntata comici di Riso Fa Buon Sangue, presidenti Avis, gruppi Avis, giovani avisini, artisti. Previsti collegamenti live dalle città in cui le Avis locali festeggiano il proprio anniversario, con ospiti musicali e cantanti dei talent Tv come Amici, X Factor, The voice, Io canto. Attraverso Radio RCS e i social di Riso Fa Buon Sangue (www. radiorcs.it e www.risofabuonsangue.it) viene trasmesso settimanalmente il format radiofonico, ascoltabile live con player web in tutto il territorio nazionale e riascoltabile in streaming in ogni momento. https://www.mixcloud.com/radiofabuonsangue/ (zona Verona) FM 98.6 - 91.5 radiovisione 783 digitale terrestre (Veneto). Ai microfoni Enrico Cibotto e Filippo Cagalli.
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FORUM 7 - TREVISO/BELLUNO
Nonostante tutto, resistiamo!
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REVISO. Quattrocento soci all’assemblea dell’Avis provinciale di Treviso, al Palaverde di Villorba. Un evento associativo a lungo atteso, posticipato a causa del lockdown, e finalmente realizzato il 25 luglio. Il dono come atto di vicinanza verso chi soffre è stato il filo conduttore dell’assemblea, che ha messo in luce l’attività passata e futura. Il 2019 ci mette sulla buona strada: sono aumentate le donazioni e i nuovi giovani soci, arrivati a mille sotto i 25 anni. “Oggi più che mai dobbiamo essere capaci di dare continuità alla donazione per garantire l’autosufficienza - ha esordito la presidente provinciale Vanda Pradal - Grazie all’impegno dei nostri 33.873 soci stiamo dimostrando di saper andare al di là dell’emergenza Covid con gesti concreti e mirati al sostegno dell’attività ospedaliera. In questi mesi, che hanno messo in discussione le nostre certezze, la risposta dei donatori è stata encomiabile, garantendo l’autosufficienza del Dimt (Dipartimento interaziendale di medicina trasfusionale) e l’impegno datoci dal Crat (Coordinamento regionale per le attività trasfusionali) verso le altre province”. La Provinciale di Treviso ha quindi centrato l’obiettivo 2019 registrando un incremento delle donazioni pari all’1,07% con una raccolta complessiva di 48.592 sacche di sangue (pari a + 514 sacche rispetto alle 48.078 del 2018). Nel dettaglio: 38.981 unità di sangue intero, 7.656 di plasmaferesi (con un incremento rispetto al 2018 del 1,93%) e 955 di piastrine. Positivo anche il dato relativo alla raccolta associativa: 13.593 unità con un incremento dell’1,96%.
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“In un contesto sempre più sfidante sotto il profilo del fabbisogno di sangue per garantire le strutture sanitarie del territorio, il ricambio generazionale costituisce un apporto fondamentale per la prosperità di Avis - ha ribadito la Pradal - rinnoviamo il nostro appello alle giovani leve, invitandole a farsi avanti e a partecipare alla rete solidale avisina, con un segnale di maturità e umanità verso il prossimo”. Accolto con grande favore il dato relativo ai nuovi iscritti del 2019, che sono stati 2.369. Sono diventati donatori 974 giovani tra i 18 e i 25 anni, 548 tra i 26 e i 35 anni, 444 tra i 36 e i 45 anni, 328 tra i 46 e i 55 anni e 75 di età compresa tra i 56 e i 65 anni. Nominate a questo proposito alcune iniziative mirate, che possono attirare i giovani, quali il servizio civile e il concorso dei “Volti del dono”. Al 31 dicembre 2019 i donatori attivi totali erano 31.082. Avis è attiva anche sul fronte della ricerca, con la partecipazione al progetto che riunisce Tes, Università di Padova, Ulss 2 e Avis provinciale di Treviso. La Provinciale ha sostenuto l’acquisto dei reagenti del macchinario Raphsody che consentono a questa moderna tecnologia di indagare il rapporto tra Covid-19 e sistema immunitario dei pazienti. “Costruire una comunità fatta di cittadini attenti al dono, significa investire in salute, educazione e rispetto nei confronti del prossimo, valori preziosi e imprescindibili - prosegue Pradal - auspichiamo che ci siano sempre vicinanza e attenzione da parte dell’apparato politico, chiamato a rispondere alle istanze dei cittadini e a impegnarsi per mantenere l’efficienza dei Centri trasfusionali, garantendo servizi e orari adeguati per andare incontro alle richieste dei donatori. Siamo volontari per scelta, ma la considerazione di chi ci amministra è per noi indispensabile”.
Si è sbloccata la situazione di Agordo e Pieve di Cadore / Gina Bortot / presidente ABVS provinciale Belluno
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ELLUNO. Un primo “raggio di sole”. Dopo mesi di chiusura e disagi, con i donatori costretti a macinare centinaia di chilometri per donare, finalmente riaprono il 6 ottobre il Centro di Agordo e il 7 quello di Pieve di Cadore. La notizia è arrivata dalla dottoressa Ersilia Angela Barbone, da luglio direttore facente funzioni del Servizio immuno-trasfusionale di Belluno, dopo il pensionamento del dott. Stefano Capelli che ringraziamo per i tanti anni di proficua collaborazione con la nostra Associazione. “Data l’importanza cruciale delle donazioni nella nostra provincia anche per il mantenimento dell’autosufficienza regionale nelle more dell’espletamento delle procedure aziendali avviate per l’acquisizione di risorse mediche esterne per la selezione del donatore e la raccolta sangue – ci ha scritto la dottoressa Barbone - da ottobre riprenderemo con modalità ordinaria, con i soli medici del Trasfusionale attualmente in servizio, l’attività di raccolta nelle Articolazioni organizzative di Pieve di Cadore e Agordo, con la precedente cadenza, settimanale a Pieve e quindicinale ad Agordo”. Per i nostri donatori delle vallate, quindi, è un ritorno alla normalità e alla donazione, su prenotazione, vicino a casa. Un interessamento in prima persona che ci fa enormemente piacere, quello della dott.ssa Barbone, che sta letteralmente cercando a uno a uno i medici che servono, motivando nel contempo la sua squadra di collaboratori. Regione Veneto e Ulss 1 hanno risposto solo con il silenzio o risposte di circostanza alle nostre proteste, ai dubbi e ai timori, esternati sulla stampa, sui canali di informazione, oltre che sulle pagine di “Dono&Vita”. La nuova dirigente, invece, ha dimostrato da subito una notevole sensibilità nei confronti dei donatori e delle associazioni, mettendo mano a una riorganizzazione a monte del sistema e coinvolgendo i medici (anche di base) nel corso online per l’accreditamento e quindi per il loro eventuale supporto esterno alle strutture per i prelievi. Sappiamo che reperire risorse umane, di questi tempi, è difficile. Non ci sono abbastanza me-
dici e ci vorranno anni, anche se ne uscissero di più dalle università, per entrare a regime. È un problema che riguarda il nostro settore trasfusionale come tutti gli altri settori della sanità veneta e italiana. Ma intanto si parte, ci si organizza, si cercano medici di supporto tra quelli che già ci sono. Noi dirigenti ci siamo, i donatori pure e continueremo a fare il massimo perché i malati possano essere curati e guariti, nei nostri ospedali come in quelli che aiutiamo, a Padova, Vicenza, Cagliari… Nessuno di noi ha intenzione di tirarsi indietro! Al momento il calendario dei prelievi ad Agordo e Pieve di Cadore arriva fino a fine anno, ma ci auguriamo che venga mantenuto, secondo la programmazione del Crat (Centro regionale attività trasfusionale).
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FORUM 7 - VICENZA/VERONA
Superiamo i nostri limiti mentali di / Giovanni Vantin / presidente Avis provinciale Vicenza
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ICENZA. Osare, andare oltre, superare il concetto di Avis quale sinonimo di sola donazione. All’assemblea provinciale di Vicenza, ospitata il 25 luglio a Malo, l’obiettivo principe nella nostra realtà territoriale è stato molto chiaro: per crescere, dobbiamo superare gli schemi tradizionali. Gli ultimi anni, e l’emergenza Covid in particolare, ci hanno dimostrato e ci dimostrano che i binari entro cui opera da sempre la nostra associazione non possono più essere gli stessi. Avis e volontariato del dono, ma anche la stessa promozione della donazione, oggi, devono parlare un linguaggio nuovo, veloce, al passo con i tempi e camminare con la promozione del valore del dono, della solidarietà, dell’integrazione… Nei modi e nei luoghi in cui questa promozione possa seminare buoni frutti. Come la scuola, in cui Avis provinciale e comunali devono entrare ancora di più con attività dedicate, non appena sarà possibile tornare, in sicurezza, tra i ragazzi. Un assaggio-dimostrazione di attività alternative alla lezione frontale sulla donazione è stato dato proprio durante l’assemblea, con alcuni operatori che hanno messo in scena uno sketch teatrale, mol-
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to apprezzato dai delegati. La promozione nelle scuole va sicuramente sostenuta e incoraggiata, quindi, così come i progetti di sensibilizzazione al dono ideati dalle singole Comunali. Le idee vanno incoraggiate e diffuse, anche condivise quando possono esser utili ad altri. Sia che siano idee di Avis che delle altre associazioni di donatori di sangue della provincia vicentina, con le quali riteniamo prezioso continuare a collaborare. Ma per diffondere le idee, far conoscere la donazione, i valori e la mission dell’associazione, oggi più che mai, occorre “essere social”. Qualcuno potrà non essere d’accordo, ma il “si è sempre fatto così” non può continuare a guidare le azioni di Avis. Per questo, a breve, anche la nostra Provinciale di Vicenza sarà online, con un suo sito che darà voce a tutte le Avis comunali e alle loro iniziative, e sarà di supporto informativo sia ai donatori sia agli aspiranti tali. Siamo certi che, mettendo in campo una tale sinergia, e magari creando un piccolo gruppo di lavoro tra volontari, cresceremo come associazione e saremo molto più visibili all’esterno. Già la presenza su questo periodico delle nostre iniziative allarga ad ogni numero i confini della sensibilizzazione e ci fa interagire. Comunicare quello che facciamo è fondamentale, come ad esempio i corsi di pratiche di primo soccorso tenuti dall’infermiera Dolores Volpato, che vogliamo riproporre con tema l’uso dei defibrillatori. I tempi sono maturi per un cambiamento, che deve riguardare anche i dirigenti e il loro ruolo. Mettersi in gioco dev’essere un osare, un vivere il proprio impegno a tutto tondo e non solo un’etichetta o una targa. Lo dobbiamo ai nostri soci e ai malati. E lo abbiamo ribadito all’assemblea, alla quale hanno partecipato anche il consigliere di Avis regionale Luigi Piva, il direttore del Dimt dott. Francesco Fiorin, il nostro direttore sanitario dott. Corrado Sardella, oltre ai rappresentanti dell’amministrazione comunale di Malo.
La gravissima carenza di medici mette in ginocchio il nostro dono di / Michela Maggiolo / presidente Avis provinciale Verona
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ERONA. Tutto il mondo trasfusionale è stato interessato dall’emergenza Covid-19. Ha evidenziato problemi già noti, ma pure aspetti positivi. Tra questi l’accoglienza di donatori e aspiranti nei Centri trasfusionali (Ct) da parte dei volontari Avis, Fidas e Fratres della nostra provincia. L’accoglienza si integra con altri momenti di contatto con il donatore: attività di promozione - ora per lo più limitate ai social e chiamata. I volontari sono raccordo tra donatore e operatori sanitari. Molti sono stati presenti e attivi anche durante i mesi difficili dell’emergenza. I donatori, superati gli iniziali disorientamenti, hanno continuato a garantire il proprio dono accanto al personale sanitario. Tutti i Ct sono rimasti aperti, tranne uno chiuso per un paio di mesi, perché in un ospedale Covid. La prenotazione della donazione ha evitato assembramenti e assicurato il distanziamento. Sempre raccomandata per ovviare a esuberi e carenze, la prenotazione si effettua tramite l’Ufficio di prenotazione unico. Voluto e attivato dalle associazioni/federazioni della provincia, in accordo con l’Azienda ospedaliera veronese, vi operano tre dipendenti e alcuni volontari. Essenziale per il Sistema trasfusionale è il dialogo/confronto tra associazioni/federazioni e Dipartimento. Da noi non manca, con incontri, telefonate e videoconferenze. Da alcuni anni, come già denunciato più volte, c’è una forte carenza di medici e infermieri, con conseguente riduzione di aperture dei Ct e disagi per i donatori, specie di alcune zone. Ci si chiede quindi se gli sforzi per trovare nuovi donatori o aumentare le donazioni non siano vani, se poi nei Ct non si riesce a garantire un servizio adeguato. È il momento che chi di competenza trovi soluzioni e risorse, e non solo per il breve termine, perché senza sangue si ferma tutto. Concetto ribadito all’assemblea dell’Avis provinciale di Verona, il 1° agosto in videoconferenza, con sei gruppi dislocati a Bussolengo, Cavaion Veronese, Concamarise, Soave, Santa Maria di Zevio e Verona, in rispetto alle normative Covid-19. Si è detto subito che il 2019 ha visto un notevole calo di donazioni 1094 unità), in particolare di
plasma e la chiusura, da marzo, delle Unità di raccolta di Isola della Scala, Caprino Veronese, Villafranca e Malcesine con una diminuzione di 134 aperture. Ridotti anche i posti prenotabili al Ct di Bussolengo ed eliminate 103 aperture a Nogara, Zevio, Cologna Veneta e Tregnago. È stata la conseguenza della carenza di medici trasfusionisti nella nostra provincia, con grandi sforzi dei pochi rimasti per tenere aperto il Ct di Bussolengo. Le donazioni raccolte nel Dipartimento Interaziendale di Medicina Trasfusionale nel 2019 sono state 63.827: il 57,85%, pari a 36.928, da donatori Avis. Il trasfuso è stato di 67.735 unità e le emazie richieste ad altri Dimt del Veneto sono state 5.963 unità. L’Azienda ospedaliera ha stipulato contratti libero-professionali per coprire parzialmente le carenze, in attesa di un concorso regionale per dirigenti medici trasfusionisti per 18 posti in tutto il Veneto: 4 per l’Aoui di Verona e 3 per l’Ulss 9 Scaligera. I donatori Avis in provincia di Verona attivi al 31 dicembre 2019 erano 20.961, dei quali 1.818 nuovi donatori e riattivati. Notevole è stata la mole di lavoro dell’ufficio di chiamata, che nel 2019 ha effettuato 72.431 chiamate, ben 1.798 in più del 2018. Nel 2021 ci sarà il rinnovo delle cariche. È stato sottolineato che la scelta dei nuovi dirigenti dovrà essere preceduta da dibattiti e confronti, dovrà tener conto delle capacità, della disponibilità e della passione dei candidati, ma soprattutto della necessità di un rinnovamento che favorisca una maggiore integrazione. Avis provinciale sta organizzando per novembre un corso di formazione per consentire ai giovani e a coloro che sono già inseriti in realtà associative comunali e provinciale, di acquisire competenze nel campo dell’associazionismo, dell’etica e sanitario e di imparare a fare “bene il bene”, cioè ad adottare le logiche organizzative più efficienti per essere utili agli altri. Infine, Avis provinciale continua ad essere presente su Facebook, con la pagina, il gruppo e su Instagram. Tutti i social promuovono il dono e forniscono informazioni. Il sito internet è molto visitato, con una media mensile di 454 utenti.
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Dall’assemblea online l’ennesimo allarme: L’assemblea 2020 si è svolta “a distanza”. Ma la vera distanza è fra i ripetuti allarmi Avis che si susseguono da 3 anni e i fatti concreti dei responsabili pubblici.
I donatori, i dirigenti associativi e tutti i volontari hanno dimostrato di esserci sempre, anche nei momenti più critici dando dimostrazione di grande generosità. Per questo li ringrazio ancora una volta, di cuore. 31
FORUM 7 - ROVIGO/VENEZIA
Il Polesine che resiste: numeri e idee in assemblea provinciale di / Barbara Garbellini / presidente Avis provinciale Rovigo
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OVIGO. Nel rispetto delle regole di sicurezza covid, si è tenuta il 1° agosto al Cen.Ser. di Rovigo l’assemblea Avis provinciale. Un pensiero è stato rivolto ai soci che sono venuti a mancare, in particolare ad Aldo Romagnoli, ex presidente provinciale e grande interprete del volontariato, tra i fondatori dell’Avis in Polesine e regionale, oltre che dell’Aido in provincia (vedi articolo accanto). Per quanto riguarda i numeri, a fine 2019 la Provinciale di Rovigo contava 10.629 soci, di cui 10.297 donatori effettivi e 332 soci collaboratori; 556 sono stati i nuovi iscritti. 16.737 le donazioni effettuate: 14.674 di sangue intero e 2.063 plasmaferesi. Questi numeri hanno permesso al Polesine di rimanere tra le province che registrano un margine operativo positivo, garantendo l’autosufficienza provinciale e contribuendo al supporto alle altre province venete, in particolare ai Dimt di Padova e Verona ed extra regionale a favore della Sardegna, con il regolare invio settimanale di sacche a Cagliari. Nonostante il calo delle donazioni, Rovigo rimane la provincia che ha il più alto numero di donazioni per mille abitanti e i donatori hanno il più alto indice di donazione in Veneto. Forte è l’attività promozionale sul territorio e molto attivo
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l’Ufficio unico di chiamata, che si relaziona con il Centro trasfusionale per soddisfare le richieste necessarie e per coordinare al meglio le scorte per garantire l’autosufficienza locale e il supporto intraregionale ed extra regionale. Questi risultati sono il frutto del ruolo di coordinamento di Avis provinciale, del suo mantenere buone relazioni istituzionali a vari livelli, anche con il Dimt di riferimento, convinta che sia fondamentale operare in rete e in sinergia. Nel 2019 è stata posta molta attenzione alla formazione, alla promozione sul territorio e alla collaborazione con le Avis comunali/equiparate che negli ultimi anni, in più occasioni, hanno creato iniziative di collaborazione anche fra loro. L’attività nelle scuole è continuata anche se, per motivi organizzativi, con un numero di interventi ridotti rispetto al 2018. Il Gruppo Giovani ha operato nelle scuole del primo ciclo di istruzione, mentre nelle secondarie sono intervenuti anche operatori scuola di Avis regionale. Grazie alla coprogettazione sociale Area Giovani, promossa dal Csv Rovigo nell’ambito del Piano offerta del volontariato, è stato realizzato il libro di racconti e filastrocche “Quando le storie diventano doni” con testi di Sandra Trambaioli e illustrazioni di Sofia Boccato. È uno strumento adatto ai bambini di età prescolare e scuola primaria per testimoniare la meravigliosa esperienza del donare, della solidarietà e del volontariato, ma anche di amicizia, amore, equità, gentilezza, gratitudine, lealtà e rispetto. In campo istituzionale, Provinciale e Comunali hanno approvato il nuovo Statuto associativo adeguato alla normativa del Terzo settore. Il direttivo provinciale, inoltre, ha optato per una gestione di bilancio redatto secondo il principio per competenza, anziché per cassa. Non è mancata, inoltre, la partecipazione al Comitato Buon Uso Sangue e, a livello regionale, all’analisi del nuovo regolamento Avis nazionale. Abbiamo, infine, indicato due ambiti in cui l’Avis provinciale vuole impegnarsi particolarmente: la formazione di volontari “professionisti”, preparati, propositivi, che conoscano bene il volontariato solidale e sappiano trasmettere l’importanza di fare rete
nel territorio e la comunicazione, per evitare la diffusione di notizie incomplete o errate. Il Covid che ha colto tutti di sorpresa, costringendo a diverse riorganizzazioni per la donazione, sia per il bene dell’ammalato che per la tutela dei donatori, grazie alla stretta collaborazione col Dimt e al lavoro dell’ufficio di chiamata. Un grazie è stato rivolto a tutti i donatori per la straordinaria risposta. La tesoriera provinciale Sara Scarabello ha presentato il bilancio consuntivo 2019 e il preventivo 2020, seguita dal presidente dei revisori dei conti, Massimo Finotti. Mauro Favret, segretario Avis regionale Veneto, ha affermato che l’ottenimento della personalità giuridica per Avis
provinciale Rovigo è strategico e lungimirante per il bene dell’associazione e che il “fare rete” è da sostenere come valorizzazione delle buone pratiche. Matteo Celeghin e Lorenzo Malin, referente e vice del Gruppo Giovani provinciale, hanno ricordato l’iniziativa ideata per la Giornata mondiale del dono del sangue e altre iniziative promozionali nelle spiagge polesane. Un bel gruppo di “ragazzi pensanti con buone capacità”, li ha definiti la Garbellini. Tra i delegati, Paola Cattuzzo, presidente di Avis Porto Viro, ha sottolineato infine che il prossimo anno vi sarà il rinnovo delle cariche associative e che la provincia di Rovigo merita più attenzione e riconoscimento a livello regionale e nazionale.
L’ultimo saluto a uno storico presidente / Redazione Rovigo /
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OVIGO. Lunedì 25 maggio ci ha lasciato, all’età di novant’anni, il pioniere e uno dei padri fondatori dell’AVIS in Polesine. Così si può definire Aldo Romagnoli che dal 1953 ha dato avvio all’AVIS Comunale di Rovigo, un sasso che, lanciato con lungimiranza e soprattutto per trasmettere l’importanza del dono del sangue, ha portato alla nascita di altre comunali e gruppi nel territorio polesano. Un percorso che lo ha visto transitare le strade della provincia di Rovigo per incontrare, spronare, incoraggiare le persone affinchè si averasse il suo desiderio: “Dove c’è un campanile vi sia presente un’AVIS”. Un’attività svolta in stretta collaborazione con i medici dell’ospedale di Rovigo che si sono susseguiti, a partire dal dott. Antonio Borghero, poi con Riccardo Morsica e con l’indimenticabile Ettore Cicchella col quale a bordo dell’autoemoteca fece tappa in tutti i comuni e frazioni del Polesine. La firma di Aldino è presente nella maggior parte degli atti costitutivi degli allora gruppi e delle comunali, per questo l’attuale presidente AVIS Provinciale di Rovigo, Barbara Garbellini, ha affermato che tutte le AVIS polesane sono grate a Romagnoli per essere stato la voce e l’esempio che “Donare è tutto quel che serve a chi ha bisogno e che l’amore è l’unica cosa che riesce a riempire la vita anche nei momenti di maggior sconforto”. Il suo nome è presente fra i fondatori del primo comitato dell’AVIS del Veneto nel 1968. Il suo impegno nel volontariato nei confronti
dell’ammalato è stato a 360 gradi, visto che si dedicò alla nascita dell’AIDO che ha guidato fino ad oltre gli ottant’anni d’età, cioè fino a quando le forze glielo hanno permesso. Persona affabile, della parola buona, che faceva sentire ognuno al centro della sua attenzione; con questa modalità è riuscito mettere insieme vari gruppi di persone che sono diventati i dirigenti associativi di AVIS e di AIDO. Purtroppo le indicazioni anti Covid non hanno permesso di attribuire ad Aldo il giusto merito delle AVIS e AIDO polesane durante il rito funebre, ma la notizia della sua morte ha fatto rifiorire in tantissime persone molti ricordi e sentimenti di riconoscenza.
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SCUOLA - GIOVANI
Si tornerà in tutte le scuole, ma in completa “sicurezza” / Elena Galbiati / responsabile Progetto Scuola Avis Regionale
Progetto Scuola Avis Veneto 2020-2021: lavori in corso per un ritorno nelle scuole “in sicurezza”
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ome per molte attività lavorative, associative e personali, anche quelle del Progetto Scuola Avis Veneto necessitano per quest’anno una revisione. Le attività che Avis Veneto propone da anni nelle scuole, prevedono il coinvolgimento attivo dei ragazzi e la presenza di almeno 3 adulti dell’associazione (2 operatori professionisti e minimo 1 volontario dell’Avis locale) che, viste le nuove norme di comportamento e i regolamenti degli istituti scolastici, difficilmente potrebbero entrare nelle classi. Il lavoro di revisione è iniziato a maggio con una prima fase di ideazione di nuove attività che si possono svolgere anche a distanza e una rivisitazione delle attività in presenza in modo che possano essere svolte in completa sicurezza con alcuni piccoli accorgimenti che permettano di rispettare le distanze e i comportamenti previsti dalle linee guida delle scuole. Attualmente si stanno ultimando 3 nuove proposte: una “fiaba animata” per la scuola Primaria che affronta il tema del Covid in modo semplice e ricco di speranza, indicando strade di coesione sociale e di dono; una “lettura animata in video” per il coinvolgimento dei ragazzi,
Tadeusz Kantor (Polonia 1915 - 1990) Die tote Klasse, 1975 Mostra FEELINGS Kunst und Emotion (8.11.2019 - 4.10.2020) Bayerische Staatsgemaldesammlungen, Sammlung Moderne Kunst
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della scuola secondaria di I grado, in riflessioni sul dono; un “video” (fatto con la tecnica dello stop motion) per gli istituti superiori, che narra di difficoltà, di muri da superare, e di gesti di dono da compiere, affrontando nello specifico il tema della donazione di sangue. A differenza degli altri anni, non è stato possibile inviare la descrizione delle proposte formative sin dal mese di giugno, in quanto l’incertezza sulle modalità della ripresa delle attività scolastiche e l’impossibilità da parte delle scuole di prendere impegni preventivamente per attività extrascolastiche, ha rallentato tutto il processo di progettazione e di organizzazione delle attività. Ma dal mese di ottobre il Progetto Scuola Avis Veneto ripartirà, in quanto Avis ha il dover di essere presente nelle scuole in un momento in cui tutti gli Enti del Terzo Settore sono chiamati a far parte di quella “comunità educante” che deve sostenere la scuola nel permettere ai ragazzi di riprendere il proprio percorso di crescita e di formazione. Inoltre Avis, vista la sua mission, ha anche un importante ruolo nella promozione della cultura della salute e della sicurezza nelle scuole e nella comunità allargata.
STORIE DI “VETERANI”
Antonio passa il testimone alla sua 170ª
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REVISO. Antonio Zamai, 66 anni, donatore dal 1973, ha all’attivo 170 donazioni. “Mi sono iscritto a 19 anni all’Avis di Falzè di Piave (Tv), seguendo le orme di mia madre - racconta - Mi sono fatto avanti senza tentennamenti, e da allora ho partecipato al dono in modo continuativo e costante”. Circa 80 chilogrammi di sangue donato, tanto quanto il suo peso corporeo. Sportivo, ama in particolare le maratone. “La donazione è un po’ come un viaggio spirituale, ti porta a cercare l’armonia, i valori veri, e ti fa sentire un tutt’uno con la comunità. Donare è una parte di te, chi non lo fa conoscendo il valore che ha per gli altri, è egoista - sottolinea Antonio - ognuno di noi percorre una strada professionale, famigliare, sociale, ma la cultura dell’essere integrati nella società è un fondamento”. Goccia dopo goccia si possono
riempire gli oceani, come amava ricordare Madre Teresa di Calcutta. E così Antonio ha sempre risposto agli appelli avisini con gioia. “Credo che il nostro essere generosi sia importante per gli altri, potersi donare a piccole dosi è un bene prezioso, non bisogna mai dimenticarsi mai della fortuna di essere in buona salute e quindi di potersi avvicinare alla donazione, come un’occasione autentica per gustare la vita, il piacere di esserci per la comunità. Ai giovani che cercano una sana energia suggerisco di trovarla in Avis, perché la donazione è un piccolo atto che deposita un valore duraturo per il bene di coetanei, colleghi, sconosciuti, che stanno aspettando il nostro dono negli ospedali. Non c’è niente di più redditizio”. Ora il nostro Antonio è pronto al passaggio di testimone, felice e orgoglioso di aver lasciato un segno.
Michele, 70 anni, con l’ultima donazione fa “200”
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ESTRE. Quando l’ultima donazione è anche la duecentesima, non serve molto altro per capire quanti grazie andrebbero detti a Michele Galante, donatore dell’Avis comunale di Mestre Marghera! I ringraziamenti glieli dobbiamo e glieli facciamo noi come associazione, ma forse dovremmo pensare a quei grazie sussurrati, pensati mentre una lacrima scende o urlati con gioia che tanti, tantissimi malati, aiutati dal suo dono, hanno sicuramente pronunciato in questi anni. Tanti ne sono passati da quanto è diven-
tato, giovanissimo, donatore di sangue, a questa ultima donazione alla soglia dei 70 anni. Duecento sacche di sangue e plasma non sono finite in un posto astratto o indefinito, ma sono arrivate a persone vere e che si trovavano in diversi momenti di difficoltà. Un dono che ha aiutato a tornare sui banchi di scuola, in azienda, tra le braccia di una madre o di un amico, dei figli, nel campo da basket…. A nome di tutti queste donne e uomini che hai salvato e aiutato, ringraziamo te Michele e con te tutti gli altri generosi donatori! M.F.
Ed Ezio nel suo 50° fa la 95ª partecipando alla 49ª
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ERONA. Non stiamo dando i numeri. È solo una piccola storia di indefesso attaccamento all’Avis che abbiamo colto (anche con l’obiettivo) durante l’assemblea regionale del 5 settembre. Ezio Aldrighetti, donatore e dirigente Avis da Balconi di Pescantina, era delegato alla 49ª assemblea regionale Avis. Con lui la moglie Francesca. E fin qui nulla di strano. Ezio e Francesca sono sempre presenti a livello comunale, provinciale, regionale e anche nazionale se si tratta di “dare una
mano” o anche solo di imparare. Sul braccio di Ezio anche un “tipico” cerotto. Un po’ inconsueto, nel corso di una assemblea regionale, ma anche qui nulla di stranissimo: era andato a donare in mattinata a San Bonifacio per la 95ª volta. Fatto è che quel giorno il nostro Ezio compiva pure il suo mezzo secolo. Per lui? Tutto normale. Ma, Ezio, non lo sai ancora che, dopo una donazione è meglio evitare attività “pesanti”? Potrebbe “calarti la palpebra”! Scherzi a parte, grazie per il tuo esempio. B.C.
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GIOVANI - PROGETTO “MOVITA”
Avis, Regione e il concetto di sicurezza nei luoghi “giovani” / Alvise Sperandio / Responsabile stampa e comunicazione Progetto
Con MoVita Avis promuove il divertimento sicuro nel rispetto di sé e degli altri
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e si rispetta la propria e l’altrui salute, a maggior ragione in tempi di convivenza obbligata con il Covid-19, la “movida” diventa MoVita, un divertimento sicuro a tutela di tutti. Questo il nome – volutamente allusivo, con un gioco di parole – della campagna di comunicazione e promozione dell’osservanza delle misure anti contagio, finanziata dalla Regione Veneto e affidata ad Avis Veneto, nell’ambito di WWW, Wellness Workers Web, la rete del benessere dei lavoratori. Destinatari, in particolare ma non solo, sono gli ambienti di ritrovo dei giovani (piazze, discoteche, pub, bar, ristoranti…) in cui è prevista una serie di azioni di sensibilizzazione all’adozione di stili di vita corretti e di comportamenti sani e responsabili. Tre le azioni previste sono: il coinvolgimento dei locali nell’utilizzo di materiale informativo (totem, locandine, flyer e adesivi) e nella promozione del messaggio sociale all’interno dei propri canali social; il contest fotografico intitolato Scatta la tua idea di rispetto, con promozione nei canali sociali di Avis Veneto e dei partner coinvolti; sketch e interviste nelle piazze e nei locali pub-
Conferenza stampa: Foto di gruppo con Assessora nel corso della conferenza stampa di presentazione svoltasi a Mestre.
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DONO&VITA
blici del Veneto a cura di Riso fa buon sangue, dell’associazione Amici del cabaret. Sono partner del progetto le Avis del Veneto, il Silb di Confcommercio Venezia (locali pubblici), Appe Padova e Fipe Veneto (pubblici esercizi) di Confcommercio Veneto; collaborano il Gruppo Giovani di Avis Veneto, Riso fa buon sangue e la Cisl del Veneto. L’obiettivo è creare e rafforzare la consapevolezza di quanto sia importante rispettare il distanziamento sociale (almeno un metro tra le persone), l’uso della mascherina (obbligatoria al chiuso, all’esterno quando ci sono assembramenti e comunque dalle 18 alle 6 nei pressi dei locali pubblici) e la pulizia ricorrente delle mani con soluzioni idroalcoliche. “Stiamo vivendo un anno un po’ particolare, per cui sono fondamentali la responsabilità e il senso civico – ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute e al Sociale, Manuela Lanzarin presentando MoVita – L’emergenza Covid non è finita e questo progetto è ancora più importante data la contingenza. Ai giovani, in particolare, è necessario ricordare che non sono immuni dal rischio di contagio. Bene, dunque, parlare a loro
con una campagna di sensibilizzazione che ha già vissuto, l’anno scorso, una prima fase nei luoghi di lavoro. Ringrazio Avis anche per l’incessante lavoro di promozione e diffusione della cultura del dono, la donazione di sangue, nello specifico, è fondamentale”. Il presidente di Avis Veneto, Giorgio Brunello, ha sottolineato che “viviamo un momento critico a causa della pandemia e la nostra associazione, presente capillarmente sul territorio, è pronta a fare la sua parte. Avevamo già fatto un intervento diretto nelle imprese, adesso questa iniziativa arriva per dare testimonianza dell’importanza di promuovere la salute in modo corretto”. Per il segretario di Appe Padova e Fipe Veneto, Filippo Segato, “purtroppo oggi come oggi la socializzazione rischia di stridere con le regole in vigore. La gente ha voglia di uscire per stare assieme. Ecco perché è fondamentale intervenire per educare ai comportamenti corretti, perché tutti siano tute-
lati”. Secondo il presidente del Silb di Confcommercio Venezia, Franco Polato, “l’attenzione alla salute, al divertimento sano e sicuro, è sempre stata una priorità per noi. Ci siamo già impegnati per l’installazione dei defibrillatori nei locali e per la campagna sulla sicurezza in collaborazione con il Serd. Questo è un altro tassello del nostro impegno sociale”. La componente della segreteria della Cisl del Veneto, Anna Orsini, ha osservato che “la promozione della salute e della sicurezza nei posti di lavoro fa parte della nostra missione e la valorizzazione e il coinvolgimento delle realtà associative su questo è un valore aggiunto”. Riso Fa Buon Sangue ha girato il territorio per trasferire il messaggio all’opinione pubblica tramite simpatici siparietti. “L’obiettivo è far capire l’importanza di muoversi nel rispetto di sé e degli altri a 360°, intervenendo tra la gente in modo simpatico e con leggerezza”, ha annotato il direttore artistico Enrico Cibotto.
E RisoFaBuonSangue scende in campo con “Rosso” e “Bianco”
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icenza, Verona, Treviso, Jesolo (Ve), Belluno, Padova, Rosolina Mare (Ro). Sette splendide città sono state le location di MoVita, un tour in cui due strani dottori, il professor Rosso (Davide Stefanato) e il dott.
spesso dicono i media, queste mini interviste hanno evidenziato, pur con ironia, come i giovani siano molto preparati sulle norme anti-covid e rispettosi nel seguirle. Il progetto ha lo scopo di mostrare un aspetto dei ragazzi lontano dai luoghi comuni e dalle facili critiche. Così è stato. Le loro risposte spontanee e dirette hanno creato subito simpatia e fatto emergere un lato sensibile a tutto l’aspetto del sociale e del volontariato che spesso crediamo lontano dai loro interessi. Stare in mezzo alla gente è stato un modo vincente per capire e farsi capire, per conoscere e veicolare messaggi in modo fresco diretto ed efficace. (RFBS)
Coperte le sette province con le “incursioni” di RFBS. A breve tutti i i video sul canale YouTube di Riso Fa Buon Sangue.
Bianco (Francesco Damiano) diretti da Enrico Cibotto (e lo staff di Riso fa Buon Sangue) si sono confrontati con i giovani attraverso un divertente quiz, per conoscere la loro preparazione sulle norme anti-Covid. L’esperienza tra le piazze e le spiagge del Veneto si è rivelata carica di bellezza ed entusiasmo. La bellezza di luoghi magici di cui è ricchissimo il Veneto e l’entusiasmo della gente nel partecipare con allegria a questo quiz “sui generis”. A differenza di ciò che
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RICERCA - FONDAZIONE TES
Semplice sostenere la ricerca scientifica, basta fare shopping
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ostenere la ricerca? Semplice come fare la spesa! Si chiama TreCuori la modalità innovativa per contribuire alla ricerca di Tes senza spendere nulla, ma scegliendo di effettuare i propri acquisti quotidiani nei numerosissimi negozi ed esercizi convenzionati. Come già vi abbiamo spiegato nel numero precedente, è un’iniziativa a portata di tutti.
lente o professionista (avvocato, psicologo…). Gli esercizi aderenti ricevono dei voucher cartacei con dei punti, da distribuire ai loro clienti al raggiungimento di una determinata cifra di acquisto. I clienti potranno redimere il voucher sull’App o sul sito www.trecuori.org, trasformando i punti in donazione per la loro non profit preferita.
Che cos’è e come funziona
Clienti: come fare una donazione a Tes
Il servizio “Marketing Sociale” di TreCuori è un progetto nato per erogare contributi economici alle non profit del territorio. Gli esercizi commerciali e imprese aderenti permettono ai loro clienti di effettuare una donazione alla loro non profit preferita, a fronte di una soglia di acquisto e condizioni definite dagli esercizi commerciali stessi. Può aderire qualsiasi esercizio commerciale o professionista: supermercato, negozio, bar, ristorante, distributore di benzina, palestra, parrucchiere, ma anche studio medico, consu-
Il procedimento è molto semplice: 1) La persona si iscrive una volta sola al servizio “Marketing Sociale TreCuori” attraverso l’App scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone oppure attraverso il sito www.trecuori.org 2) Individua sull’App o sul sito (https://www. trecuori.org/searchp.php) gli esercizi convenzionati più vicini. 3) Al momento dell’acquisto, richiede all’esercente il buono TreCuori (un voucher cartaceo
Vengo sempre in questo supermercato perché ha prezzi buoni, prodotti di buona qualità e poi mi dà la possibilità di sostenere la ricerca scientifica di Fondazione Tes. Una volta il mio negozio concedeva qualche sponsorizzazione, ora non può più farlo. Grazie a TreCuori possiamo ancora sostenere il sociale e al contempo promuoviamo anche la nostra attività.
II cliente paga 20 Euro e richiede i voucher TreCuori
L’esercente rilascia voucher del valore di 4 punti, corrispondenti a 2 euro
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DONO&VITA
Ecco perché è molto utile anche “portare” nuovi negozi ad aderire a TreCuori per Fondazione Tes.
Negozi e/o studi: come partecipare al progetto con i punti corrispondenti all’importo da poter donare. Ogni punto vale 0,5 euro) 4) Entro 15 giorni, tramite l’App o il sito registra il voucher, scegliendo di destinarlo a Fondazione Tes. L’importo registrato viene diviso in tre quote il 50% va alla non profit scelta dal cliente, il 25% va al gestore TreCuori e il 25% va alla non profit che per prima ha convinto il negozio ad aderire.
Per un negozio o esercizio commerciale, il Marketing Sociale di TreCuori è uno strumento di promozione formidabile. È attivabile senza alcun costo di attivazione e con costi di gestione del tutto variabili. Se hai un esercizio commerciale o ne conosci qualcuno che potrebbe essere interessato a partecipare, scrivi a info@fondazionetes.it e ti forniremo tutte le informazioni e i materiali per poter aderire.
Gli esercizi e imprese aderenti (che espongono il logo TreCuori) sono circa 1.000 in tutto i Veneto: le puoi cercare sull’App o sul sito alla pagina https://www.trecuori. org/
Soave in campo per la Ricerca accanto a “Rapsody” di Treviso letto, il progetto su Dono&Vita di luglio
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’Avis comunale di Soave è scesa in campo a sostegno della ricerca per debellare il Covid 19, rispondendo all’invito dell’Avis provinciale di Treviso nell’ambito del progetto “Rapsody”. Da molti studi effettuati dall’inizio della pandemia risulta sia determinante la cosiddetta “memoria immunologica innata”, ovvero la capacità di difesa naturale di ciascun individuo, sulla quale è possibile far leva per curare il coronavirus. Capire questo meccanismo nel caso di Covid 19, infatti, permetterà di migliorare la capacità delle prognosi sul decorso della malattia. Il progetto (vedi Dono&Vita n.2 luglio 2020), è partito dall’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, in collaborazione con la Fondazione Tes dell’Università di Padova, l’Ulss 2 della Marca Trevigiana e l’Avis provinciale di Treviso che ha invitato le Avis venete a fare squadra per aderire e sostenere la ricerca. “Da alcuni anni collaboriamo con la Fondazione Tes, perché crediamo nell’importanza della scienza, nella ricerca in campo medico e quindi ci è sembrato coerente aderire al progetto - spiega la presidente dell’Avis, Regina Minchio - ma in questo difficile periodo, sono stati anche altri i gesti di attenzione che hanno contraddistinto l’Avis soavese”. All’inizio della pandemia, riscontrata la carenza di dispositivi di protezione individuale per chi erano in prima linea a combattere il contagio, gli avisini hanno donato guanti, mascherine e tute
idrorepellenti al personale medico e infermieristico dell’ospedale di San Bonifacio. Il 14 giugno, Giornata mondiale dei donatori di sangue, sono state recapitate a tutti i donatori soavesi delle mascherine personalizzate Avis. Inoltre, Avis Soave ha elargito un contributo a una famiglia in difficoltà, per permettere a un ragazzo di partecipare al Centro estivo del Comune. “Grazie alla continua e costante informazione sui nostri canali social - assicura la presidente i donatori di Soave hanno continuato a donare durante i mesi di confinamento e nella fase della ripartenza; ci auguriamo di raggiungere le donazioni dello scorso anno e che la ricerca condotta a Treviso porti ai risultati che tutti stiamo attendendo”.
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CRONACHE ASSOCIATIVE
Corsa in rosa, Dono protagonista
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ADOVA. Palloncini rosa Avis. Splendida e insolita staffetta, quest’anno, per la Pink Run di Padova. Il 30 agosto, in Prato della Valle, anziché dei consueti 8 chilo-
metri, la staffetta non competitiva e di beneficenza riservata alle donne, è stata di 50 metri, all’interno della piazza. Un percorso breve, ma dal grande significato: un modo per dire che niente può fermare le donne, la voglia di stare insieme e di aiutare gli altri! Con Avis di Padova, ancora una volta, accanto: “Anche quest’anno la nostra Comunale è stata presente alla Pink Run. Complimenti agli organizzatori perché, nonostante tutte le difficoltà, compresa la minaccia del maltempo, ci hanno creduto fino in fondo e sono riusciti nell’arduo compito di portare a termine con successo una manifestazione bellissima, piena di allegria e di contenuti. Perché il dono è sempre al primo posto”. La Pink Run 2020, che in dieci edizioni ha raccolto 323.310 euro, quest’anno ha devoluto il ricavato all’associazione Pulcino Onlus che riunisce le famiglie dei bambini nati pretermine del Veneto e Crossabili, un’associazione non profit fondata da Mattia Cattapan che ha come obiettivo superare i limiti che la disabilità porta con sé e favorire l’inclusione. L’ppuntamento è al prossimo agosto 2021.
Iseppi, Zilio, Pretto: attestati speciali di riconoscenza I due ex presidenti premiati: Enrico Iseppi - per anni tra l’altro “colonna” della redazione del nostro periodico - e Gianfranco Zilio mentre ricevono la pergamena da Giovanni Vantin.
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ALO (VI). Durante l’assemblea provinciale di Vicenza, svoltasi a Malo sabato 25 luglio, abbiamo voluto ricordare e ringraziare con un attestato, tre soci che nella loro “carriera” avisina si sono contraddistinti. Per Enrico Iseppi (Lupia-Poionella)
DONO&VITA
e Gianfranco Zilio (Malo), già il 17 dicembre del 2019 il Consiglio Avis provinciale aveva deliberato l’attestato di socio benemerito per “La disponibilità, l’impegno profuso, il sostegno che hai dato nello sviluppo morale e materiale dell’Avis e il percorso importante di cariche associative da Te rivestito, rendendo meritevole la Tua menzione nel nostro Albo dei Soci Benemeriti Avis”. Poi l’attestato di riconoscenza, condiviso con tutte le associazione donatori sangue di Vicenza “Fidas-Ado Salvi-cavalier Trevisan-Rds Bassano”, ad Adriano Pretto “Per la preziosa ed efficace attività svolta come tecnico informatico e beneficio delle nostre associazioni riconosciamo il Tuo impegno e Ti ringraziamo con sincera stima ed amicizia”. Il presidente provinciale Giovanni Vantin ha consegnato gli attestati a Iseppi e Zilio, mentre per Pretto, che non ha potuto partecipare, l’ha ricevuto il presidente dell’Avis comunale di Cornedo Vicentino, Gaetano Bolzon.
Idoneità per Giunta e Consiglio
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ASERADA (TV) Avis unisce, al di là delle idee politiche. L’intera giunta comunale di Maserada, guidata dal sindaco Lamberto Marini con tanto di fascia tricolore, il capogruppo di minoranza ed ex sindaca Anna Sozza (insieme nella foto in basso) consiglieri di minoranza e maggioranza si sono riuniti il 1° agosto nella giornata dedicata alle nuove idoneità. Su 13 consiglieri e assessori, cinque si sono stesi sui lettini per il prelievo di alcune provette e - passati tutti gli esami - verranno chiamati già dalla prossima tornata di prelievo, prevista per il 31 ottobre. Chi donatore lo era già, ha invece “supportato” i colleghi aspiranti che si sono sottoposti agli esami. Ad accogliere il folto gruppo il presidente di Avis Maserada Nello Baro, la consigliera regionale Avis Daniela Moro e tutto lo staff, in maggioranza giovani, che svolge servizio dalle 7 di mattina a pomeriggio inoltrato in ogni giornata dedicata alla donazione. Il tutto si è svolto rispettando le stringenti norme anti-covid. Piccola deroga per le foto di gruppo, ma tutti muniti di mascherina donata e “firmata” da Avis Maserada. Distribuito anche il numero di “Dono&Vita” fresco di stampa con l’inchiesta sul “pianeta plasma”. “L’invito a donare anche per i rappresen-
tanti eletti dalla cittadinanza, senza distinzioni - dicono soddisfatti all’Avis di Maserada - era per dare un esempio a tutti i cittadini in un periodo, come quello estivo, in cui la necessità di sangue aumenta anche per la ripresa degli interventi chirurgici dopo l’emergenza Covid. Ringraziamo tutti i componenti della giunta e i consiglieri di minoranza e maggioranza di aver risposto così entusiasticamente al nostro appello”.
Ferragosto “all’Angelo” con le salviette igienizzanti
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ESTRE (VE) Continua l’attività di fidelizzazione che l’Avis comunale Mestre Marghera porta avanti nei confronti di tutti i donatori che accedono al Centro raccolta dell’ospedale all’Angelo. La settimana di Ferragosto a tutti i donatori sono state distribuite le salviette igienizzanti prodotte da Emoservizi: un gadget simpatico e colorato che, al tempo stesso, pone l’accento sulla necessità di comportamenti responsabili, in linea con l’iniziativa “MoVita” che Avis regionale ha promosso durante l’estate. Quindi diamoci una mano, nel rigoroso rispetto delle norme di sicurezza, perché solo attraverso la consapevolezza potremo vincere la battaglia contro il Coronavirus senza far mancare il sangue necessario a chi necessità di trasfusioni o di farmaci emoderivati. Dario Piccolo
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CRONACHE ASSOCIATIVE
Comunità islamica “Il Ponte”: su 25 aspiranti, ben 23 idonei
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OLO-MAERNE (VE) Ci sono inviti ai quali, se ben disposti, siamo chiamati a rispondere. Durante i mesi di isolamento sono stati numerosi gli appelli alla donazione da parte dei nostri presidenti Avis e altrettanto numerose sono arrivate le risposte. Non solo da parte degli avisini, ma anche da potenziali nuovi donatori. La nostra lista d’attesa per idoneità era in continuo aumento, ma un mattino subì un’importante e felice crescita. Il segretario dell’Associazione Il Ponte, dopo un contatto con l’Amministrazione comunale di Dolo, ci ha informati perché 25 loro associati desideravano sottoporsi agli esami di idoneità per diventare donatori. Il Ponte è un’associazione che si occupa di riunire concittadini della comunità islamica del territorio Rivierese. In quei giorni di incertezza e preoccupazioni, 25 persone hanno scelto di mettersi in gioco e portare il loro contributo alla comunità. Come Avis comunale abbiamo colto l’occasione per un momento di inclusione e solidarietà, spinti dalla missione associativa oltre qualsiasi etnia, credo e provenienza. Il loro gesto ribadisce l’uguaglianza che accomuna tutti come esseri umani e la capacità di agire verso il bene che ognuno di noi può mettere in atto, so-
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prattutto in questi momenti. Con questo spirito, e con il desiderio di fare squadra, domenica 7 giugno 25 cittadini tra i 18 e 60 anni si sono sottoposti agli esami di idoneità. È stato reso possibile grazie al personale dei Centri trasfusionali di Dolo e Mirano, con la collaborazione di Avis Maerne che ha messo a disposizione i locali, alla nostra equipe di infermiere e medici, all’Associazione Il Ponte. Dei 25 aspiranti donatori ne sono risultati idonei ben 23. Ad agosto già 16 di loro avevano effettuato la prima donazione. Questa è solo una delle tante iniziative nate nel territorio veneziano in questi mesi e siamo fieri di aver contribuito con la nostra gocciolina nel mare, il lavoro di squadra ripaga sempre! Facciamo tesoro di questa esperienza, siamo orgogliosi e grati a questi nostri concittadini, il loro impegno e il loro gesto significano cura e vita per gli ammalati che hanno ricevuto quelle sacche. Non ci stancheremo mai di dire: “Chi dona Sangue, dona Vita”! Infine, un grande abbraccio a tutti i nostri associati che in questi mesi hanno continuato a donare e un grazie anche a tutti i cittadini che hanno scelto di iniziare quest’avventura. Il tempo giusto è adesso, sorprendetevi e donate! Avis Riviera del Brenta
Pure l’Altopiano finisce in “rete”
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SIAGO (VI) Coinvolgere nuovi giovani donatori utilizzando gli strumenti innovativi e attuali che il cambio generazionale richiede. Presentato a giugno, durante l’assemblea comunale, il nuovo piano comunicazione e promozione Avis Altopiano di Asiago. Nasce dalla constatazione, come ha spiegato il consigliere Tagliaro, che sta cambiando la base sociale del gruppo donatori attivi, oggi a quota 700. Il donatore “fedele”, che garantiva le 3/4 donazioni annuali con continuità, sta lasciando il posto a giovani soci che sono più soggetti a sospensioni temporanee (per spostamenti all’estero, lavoro, studio…) e non in grado di garantire la stessa periodicità. Occorre, pertanto, aumentare la base associativa per poter garantire la raccolta sangue. Per provare a raddoppiarla è nato il progetto “Porta 1 Donatore” che invita ogni socio a portare a donare un amico, un familiare, un collega di lavoro… Il gruppo promozione ha poi portato alla creazione del sito www.avisaltopiano.it, che ha richiesto due anni di intenso lavoro ed è stato illustrato dallo Studio Labdesign e dalla collaboratrice Margherita Grotto, giornalista e copywriter. Il gruppo promozione ha anche realizzato il video del 50° anniversario dell’associazione. Sito web, campagna di comunicazione e video sono stati cofinanziati con un contributo da parte di Avis provinciale di Vicenza. Il Direttivo ha, inoltre, riattivato l’abbonamento al periodico Dono&Vita per tutti soci, ritenuto un mezzo di informazione molto interessante e strumento di promozione dal livello nazionale a quello comunale.
Altra novità è la collaborazione di una applicata di segreteria, Dania Elisa Caregnato, nominata dopo selezione. Un grazie a Rodolfo Rodeghiero per la preziosa collaborazione nella gestione e organizzazione. Il presidente di Avis Asiago, Antonio Facco, ha presentato i dati relativi al 2019, che ha registrato una lieve flessione delle donazioni (1066 totali) rispetto al 2018 (1080). Si è, però, registrato un aumento nell’afflusso di donatori di altre associazioni presso il centro di raccolta di Avis Altopiano e delle attività promozionali nelle scuole con il progetto “Volontariamente”; con “Auguri per i tuoi 18 anni”, curato da Giulia Rigoni, che ha anche visto alcuni dei ragazzi neomaggiorenni invitati a donare, prestare il volto come testimonial locali alla compagna di comunicazione Avis Altopiano su locandine e calendari.
Nuovi siti: Schermata del nuovo sito dell’Avis Altopiano di Asiago
Il dono promosso insieme da 17 Comunali in video
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ERONA Ben 17 Avis comunali, coordinate dalla Provinciale, durante il “confinamento” non potendo effettuare la promozione sul dono del sangue e del plasma sul territorio, hanno deciso di farlo on line, mettendoci la “faccia”. Ogni rappresentante delle Comunali ha raccontato per pochi secondi, da casa, come donare in maniera molto semplice, fruibile da chi non conosce il mondo della donazione. Avis Provinciale Verona ha poi unito questi spezzoni e ne sono nati due messaggi che hanno invaso i social di Facebook e Insta-
gram, raccogliendo più di 11.000 visualizzazioni ciascuno. Nonostante l’isolamento sociale, è stato possibile comunque unirsi virtualmente per parlare il linguaggio più bello: invitare a donare sangue e plasma. Le Avis coinvolte sono state di Balconi di Pescantina, Lobia, Monteforte d’Alpone, Montecchia di Crosara, Soave, Ca degli Oppi, San Martino B.A., Pescantina, Settimo di Pescantina, Affi, Brognoligo Costalunga, Malcesine, Lazise, Cologna Veneta, Sommacampagna, Albaredo d’Adige e Cazzano di Tramigna. Sul sito www.avisverona.it trovate il video.
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CRONACHE ASSOCIATIVE
Avis comunale Venezia “voga” sempre e naviga pure nel web
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ENEZIA Nonostante il confinamento per ragioni sanitarie, l’Avis comunale di Venezia non si è fermata! Anche se a distanza, il Direttivo ha continuato a essere produttivo e ha “varato” il sito internet https:// venezia.aviscomunale.it/, dopo anni di presenza sui social con quattro pagine Facebook, cui a breve si aggiungerà quella del Gruppo Cannaregio. Sempre in ambito digitale, si è lavorato per avviare la prenotazione online delle donazioni di sangue presso il Centro trasfusionale dell’ospedale civile. Dal 13 luglio i donatori possono registrarsi su www.prenotaladonazione.it e prenotare la donazione di sangue o plasma. Mettiamo le mani avanti: nel periodo di transizione
nessuno verrà mandato via, anche presentandosi al Trasfusionale senza prenotazione. Anche grazie a questi nuovi strumenti ci auguriamo di poter recuperare, al massimo nel 2021, quanto perso durante il periodo di confinamento che a Venezia, in termini di donazioni, è pesato ancora di più, considerate la forte dipendenza dall’uso dei mezzi pubblici e la forte carenza di questi tra marzo e maggio. Sul fronte scuola, a metà ottobre vengono consegnate le borse di studio agli studenti avisini meritevoli che hanno concluso a giugno il percorso di studi nei 16 istituti superiori del centro storico veneziano. Sul fronte sport, il 4 agosto con la sponsorizzazione di Avis Venezia, si è tenuta la regata dei ragazzi delle scuole di Pellestrina nella Remiera che porta il nome dell’omonima isola. Era presente il campione Sergio Tagliapietra “Ciaci”, che ha vinto più regate comunali in assoluto ed è ancora un mito nel mondo della Voga Veneta. A Sant’Elena, nel Sestiere di Castello, è inoltre partita la collaborazione fra Avis comunale e sei altre associazioni veneziane che, beneficiando dei Fondi Pon, hanno dato vita all’associazione “Insieme a Sant’Elena” che le raduna tutte e promuove momenti di socialità: tornei sportivi, incontri di socialità fra ragazzi, degustazioni fra adulti nell’antica vigna “ritrovata” del patronato. Avis è presente come organizzatore e promuove il messaggio del dono.
Anteprima sul calendario di Mestre
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ESTRE In quest’anno particolare e difficile, durante il quale abbiamo potuto fare ben poco per i donatori in termini di attività ed eventi, volevamo fare un calendario ancor più spettacolare del solito. Un omaggio colorato e positivo, degno della generosità di chi ha continuato a donare anche in mesi così complicati. Speriamo di esserci riusciti, scoprendo quasi per caso di avere, tra le fila di chi già faceva altre cose
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in Avis, un illustratore professionista e davvero molto bravo. Ma non vi sveliamo di più, vogliamo che sia una sorpresa per tutti. Da questo lavoro è nata anche la nostra nuova mascotte! Ve la presenteremo, insieme al suo creatore, alla festa del donatore che è prevista nei bellissimi spazi dell’M9 nel cuore di Mestre la seconda o terza domenica di ottobre, ovviamente con le dovute regole e accorgimenti indispensabili in questo periodo. M.F.
A Villorba è arrivato il “cuore” di Avis in tutti i locali pubblici
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ILLORBA (TV) Scattata a settembre la missione “Cuore di Avis”, organizzata dall’Avis comunale di Villorba (Tv). In tutti i bar, ristoranti, pizzerie e pasticcerie del comune sono state distribuite le bustine di zucchero a forma di cuore, con serigrafati da una parte il logo del 50° anno di fondazione e dall’altra i riferimenti telefonici dell’Avis locale. All’interno di ogni locale sono stati allestiti dei punti informativi con volantini creati ad hoc per questa iniziativa, con riportate le info principali della donazione e dell’associazione stessa. Questi volantini erano già stati distribuiti, casa per casa, con la consegna delle mascherine durante il lockdown da parte dei volontari, raccogliendo numerose promesse di donazione. Tutti i 30 esercizi commerciali che hanno aderito si sono detti entusiasti e ben favorevoli ad ap-
poggiare la campagna di sensibilizzazione, oltre che a raccogliere eventuali promesse di donazione che saranno poi smistate alle Avis comunali di residenza dell’aspirante donatore. L’iniziativa era stata programmata a maggio, ma è slittata a settembre a causa del coronavirus, e si aggiunge a quelle già in essere soprattutto tra i giovani. Al compimento del 18° anno, per esempio, tutti ricevono a casa una lettera personalizzata che, oltre agli auguri, contiene un invito alla donazione di sangue così come arriva alle centinaia di ragazzi che vengono incontrati nelle scuole medie e superiori ogni anno. Tante iniziative rese possibili grazie ad una squadra di volontari che a Villorba è molto attiva. Domenico Rottari
Quando il Volontariato va in spiaggia...
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OSOLINA (RO) Al Lido Azzurro di Rosolina Mare, guidati dal conduttore Paolo De Grandis di “Delta Radio”, sono state presentate durante l’estate esperienze e modi di vivere il volontariato polesano, espressione della voglia di essere cittadini attivi, dare il proprio contributo e mettersi in gioco in prima persona. Un vero e proprio tour, chiamato “Volontariamente Live” che ha visto tra i protagonisti Barbara Garbellini, presidente di Avis provinciale Rovigo, assieme ad alcuni componenti del Gruppo Giovani Avis. La Garbellini ha raccontato ciò che l’associazione ha fatto e continua a fare per garantire l’autosufficienza di sangue e plasma in provincia e nazionale. Ma soprattutto ha raccontato di sé e del proprio impegno prima come volontaria, poi come dirigente Avis, sempre spinta dal desiderio di fare la propria parte per una causa fondamentale per la salute e la vita di migliaia di persone. Ai microfoni anche le storie, le motivazioni e le testimonianze dei giovani volontari avisini Lorenzo, Sara, Enrico e Sara, nonché della vice presidente Laura: hanno sottolineato quanto sia
importante favorire l’ingresso di nuovi donatori, specie tra le nuove generazioni, per garantire la continuità della donazione. All’incontro in spiaggia, oltre all’Associazione Culturale Leonardo Da Vinci e Attive Terre Onlus, era presente anche Lamberto Cavallari, componente del Centro Servizi Volontariato Rovigo.
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TEMPIO DEL DONATORE
I lavori proseguono spediti, la riapertura forse entro l’anno a cura di / Michela Rossato /
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ru, impalcature e operai. Sono cominciati a metà luglio e proseguiti per tutta l’estate, i lavori di restauro del Tempio internazionale del donatore. Complice il bel tempo, in questi mesi a Pianezze di Valdobbiadene il cantiere ha lavorato senza sosta. “La struttura lignea portante è stata la prima ad essere interessata dal restauro con il ripristino e la parziale sostituzione delle travi - spiega il presidente dell’Odv Tempio, Gino Foffano - Lavoro che ho seguito il più possibile di persona, anche con una documentazione fotografica e con un continuo aggiornamento da parte dell’architetto Mauro Gugel, direttore dei lavori”. Al momento di andare in stampa, i lavori riguardanti la parte lignea erano appena termina-
TEMPIO ON WEB - Il nuovo sito www.tempiodonatore.it con informazioni e storia in cinque lingue, e la seguita pagina Facebook Odv Tempio internazionale del donatore. Grazie ad un gruppo di giovani volontari avisini, che hanno curato gratuitamente progetto, grafica, traduzioni e aggiornamenti, anche il Tempio è ora in rete! Un bel lavoro di squadra di giovani under 27, che con entusiasmo e passione hanno “messo mano” a materiale fotografico, documenti e storia del Tempio per farlo conoscere e renderlo più “social”. Il nuovo sito, che tramite link porta ai siti ufficiali delle associazioni Avis, Fidas, Fratres e Aido che compongono l’Odv Tempio, è diviso nelle sezioni: news, chi siamo (storia, arte, territorio, Odv), galleria fotografica, come contribuire e contatti, ha collegata la pagina Fb e la sezione video. Il sito è stato tradotto in inglese, tedesco, francese e spagnolo data la sua internazionalità. Da anni il Tempio è meta anche di molti turisti stranieri.
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DONO&VITA
ti. Seguiranno le opere di lattoneria (grondaie e tetto di rame). “Lavorare al Tempio è speciale e un onore, perché è un luogo che ha un suo profondo significato - ha raccontato Gugel sul finire del primo stralcio di lavori - sin da piccolo l’ho sentito nominare e l’ho sentito vicino. Riportarlo in vita è una grande responsabilità, sia per l’ammirazione che nutro verso chi l’ha a suo tempo progettato sia per ciò che rappresenta per tantissime persone. Il Tempio non è un luogo come un altro”. Ad ottobre i lavori interesseranno il lucernario e le altre parti da ripristinare. “Siamo abbastanza in linea con i tempi che ci siamo dati, una volta partiti dopo il blocco a causa del coronavirus - continua il presidente Foffano - la speranza è che il grosso di lavori possa essere concluso prima dell’autunno-inverno e del freddo e che, chissà, già entro l’anno si possano riaprire le porte del Tempio”. Fondi permettendo. Per questo, si ricorda che è attiva la raccolta fondi tramite l’IBAN IT96Z0306962156100000006851 e che continua la votazione nell’ambito del censimento “I Luoghi del cuore” (online e cartacea, gratuita, con scadenza il 15 dicembre 2020) tramite il sito del Fai (Fondo ambiente italiano) www.iluoghidelcuore.it o direttamente su bit.ly/ tempiodonatore. Il Tempio, che da una prima classifica Fai si era posizionato al primo posto per voti, ha bisogno di un’ulteriore e forte spinta per poter accedere alla rosa finale dei luoghi più votati in Italia, che permette di ricevere contributi economici per completare il restauro.
La Storia da tre testimoni diretti
A
ntonio Menin (82 anni) - “Sono cresciuto in questi luoghi e, pur non essendo un donatore, vi sono molto affezionato. Ho conosciuto Cecchella, i Dall’Armi, Dalla Longa, don Gomiero. Ho visto nascere il Tempio, prima ancora la strada per Pianezze. Ho molti ricordi legati a questo luogo, come il periodo in cui l’artista Puzzolo dipingeva. Venivo a sbirciare il suo lavoro, affascinato dal grande dipinto che giorno dopo giorno prendeva vita. Ricordo la neve, una volta era abbondante. Lassù si sciava. Ricordo la gente, tanta gente che veniva a visitarlo anche dall’estero, in primavera ed estate arrivava in pullman, in bicicletta, a piedi. E poi le feste, le manifestazioni, i donatori che qui si radunavano in allegria. La chiusura del Tempio mi ha lasciato senza parole, l’ho trovata esagerata. Mi fa male anche solo vedere le transenne che lo rinchiudono. Vengo a seguire i lavori spesso. Spero tutto proceda bene e che, una volta riaperto, ritorni anche il “giro” di visitatori, il pienone dentro e fuori. La fede, oggi, è quella che è, ma le alternative culturali, naturali, artistiche sono tante. Ma una ricchezza come il Tempio c’è solo qui, merita di riprendersi il suo ruolo”.
D
on Bruno Faggion, Rettore del Tempio. - Sono al Tempio da ormai 18 anni. Questo è un luogo particolare, al quale la popolazione e moltissimi donatori sono legati in modo speciale. Qui tutto ci parla del valore dell’altruismo e del dono. Dentro e fuori il Tempio. Si respira un clima particolare, si vivono con un’intensità unica i momenti insieme, le celebrazioni, le manifestazioni dei donatori.La chiusura del 2017 ci ha fortemente preoccupati. Il primo pensiero è stato dove poter continuare le celebrazioni, non solo le feriali (alle quali partecipavano in media 100 persone), ma anche quelle natalizie. La messa della vigilia è una tradizione forte sia per chi è della zona sia per i molti che vengono da fuori. In questi anni ci siamo organizzati perché non andassero perse. I lavori ci avvicinano al momento in cui, finalmente, torneremo ad entrare nel Tempio. Mi auguro diventi sempre più luogo-simbolo anche per altre religioni e luogo d’incontro. Il dono è universale; il dono è la massima espressione del rispetto e della considerazione fra persone e popoli.
F
abio Baratto. Figlio di uno dei fondatori. Avevo 10 anni quando nel 1962 sono iniziati i lavori per la costruzione del Tempio. Un luogo cui siamo tutti molto legati, perché lo abbiamo visto e aiutato a crescere. Tutto qui era diverso sessant’anni fa, tutti gli alberi che oggi proteggono questo luogo sacro non c’erano. Quella che oggi è la sacrestia del Tempio una volta era un piccolo negozietto che sorgeva sopra una collina. Ed era proprio in quel negozietto che si vendevano ricordini del Tempio. Si, perché la chiesa che stiamo sistemando oggi, è stata costruita grazie alla vendita di questi piccoli oggettini. Parlavano di un luogo che ancora non c’era, ma che già era entrato nel cuore di tutti. Un Tempio che è stato edificato grazie all’impegno e ai sacrifici dell’intera comunità. Il ricordo più bello che ho legato a questo luogo, sono le grandi feste che si facevano la domenica per raccogliere fondi per il Tempio. Si stava tutti assieme, ci si divertiva e si faceva del bene. La ristrutturazione e la riapertura del Tempio rappresentano la ripresa di un’importante tradizione. Mi auguro che questo luogo possa tornare ad essere una meta cara per i donatori e non solo. Interviste a cura di Giulia Pellizzari e Alessandro Stocco
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Pubblicazione Trimestrale - Registrazione Tribunale di Treviso n.494 del 25/6/92 ANNO XLII - n.3 - settembre 2020 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 2 NE/PD - Iscr. Reg. stampa n°06125 del 17/12/97 - Tiratura e diffusione: 100.000 copie
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Numero 3 - settembre 2020 Periodico trimestrale di Informazione e Promozione di Avis - Associazione Volontari Italiani Sangue - Regionale Veneto e Abvs - Associazione Bellunese Volontari Sangue. visita il nostro sito: www.donoevita.it e la nostra pagina Facebook