Pubblicazione Trimestrale - Registrazione Tribunale di Treviso n.494 del 25/6/92 ANNO XLI - n.4- Dicembre 2019 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 2 NE/PD - Iscr. Reg. stampa n°06125 del 17/12/97
Dono&Vita
L’inchiesta
Medicina di genere. La nuova frontiera. Numero 4 - dicembre 2019 - Tiratura e diffusione: 100.000 copie Periodico trimestrale di Informazione e Promozione dell’Associazione Volontari Italiani Sangue del Veneto e dell’Associazione Bellunese Volontari Sangue - il nostro sito: www.donoevita.it
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www.best-choice.it 2 · DONO&VITA · 2/2019 Capofila progetto “Progetto finanziato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione Generale del Terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese, art. 72 D.lgs n.117/2017 – Avviso n.1/2018”
Sommario L’EDITORIALE · Re-agire tutti assieme, prima che la china si faccia più ripida
pag. 4
LA PAGINA DEL DIRETTORE · Il sangue italiano è il più sicuro al mondo, grazie ai volontari
ATTUALITÀ TRASFUSIONALE
· Si chiude un anno molto critico per le donazioni del Veneto
pag. 5 pag. 6
AUTOSUFFICIENZA NAZIONALE · Il Veneto dovrà “tagliare” ben 2500 sacche alle regioni carenti
pag. 8
· Ricordate Arquata del Tronto? Il 24 gennaio il poliambulatorio! · Diamo una mano anche a Venezia, sott’acqua per settimane
pag. 9
ATTUALITÀ E SOLIDARIETÀ
INCHIESTA: MEDICINA E GENERE · Ma che “genere” di Medicina ci aspetta nel prossimo futuro? · Malattie: sintomi, decorso... sono diversi. I medicinali no · Medicina trasfusionale: la lente Avis sulle differenze di genere · Cuore e malattie cardiovascolari, ne muoiono di più le donne · Cervello diverso? L’intelligenza artificiale, intanto, è “maschia” · Il “Piano” per l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie
pag. 10 pag. 11 pag. 12 pag. 13 pag. 14 pag. 15
DONNE AL DONO · A Bassano 40 a donare per la Giornata anti-violenza · E l’Assessora incontra l’Avis sulle criticità del sistema
pag. 16 pag. 17
PROGETTO IO VALGO · Un bel successo la prima fase, pronti per il 2020 con seconda
pag. 18
AVIS E RICERCA
· Consegnati i fondi a Tes e Ape, torna in aprile l’olio della ricerca pag. 20
STORIE DI VITA/CONVEGNI · Mamme “caterpillar” in campo per dar voce a chi... non ce l’ha pag. 21 · Padova, 8 febbraio, convegno nazionale su “Etica e integrazione
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TIRATURA E DIFFUSIONE: 100.000 copie Distribuzione gratuita ai soci Avis-Abvs del Veneto e alle 3.400 sedi Avis comunali, provinciali, regionali in Italia. Editore - Segreteria - Amministrazione AVIS Regionale via Ospedale, 1 - 31100 Treviso tel. 0422 405088 - avis.veneto@avis.it REDAZIONE Via Ospedale, 1 - 31100 TREVISO - tel. 0422 252892 Cell. 335 6804120 - 320 4784832 e-mail: redazione.dono-vita@avis.it Presidente Avis Regionale Veneto e Direttore Editoriale: Giorgio Brunello Direttore Responsabile: Beppe Castellano - b.castellano@avis.it Vice Direttore Esecutivo/Segreteria Redazione: Michela Rossato - m.rossato@avis.it Responsabile stampa associativa: Luigi Piva Redattori responsabili per le provinciali AVIS-ABVS
· Dodici regionali Avis in rete, un progetto di respiro nazionale
pag. 22
GRUPPO BUONE PRASSI · Comunicazione e informazione con un’unica voce coordinata pag. 22
STORIA DI UN PERIODICO/4 · Dal 1996 al 2000, in volo verso il nuovo millennio
Dono&Vita Anno XLI - n° 4 - dicembre 2019 Periodico di informazione e promozione dell’Associazione Volontari Italiani Sangue e dell’Associazione Bellunese Volontari Sangue
BELLUNO: Barbara Iannotta, Giulia Frigimelica; PADOVA: Roberto Sartori; ROVIGO: Gianluca Munegato, Giovanni Chioldin; TREVISO: Paolo Dussin, Paolo Zanatta; VENEZIA: Giorgia Chiaro, Dario Piccolo, Manuela Fossa, Silvano Vello; VERONA: Mario Lappa, Nereo Marchi. VICENZA: Enrico Iseppi.
Hanno collaborato a questo numero:
pag. 24
GIOVANI IN AVIS · Università Padova: presentato progetto coordinato donazione pag. 26 · Forum giovani provinciale Treviso: il vero “sballo” è vivere pag. 27 · E poi Chiara Galliazzo, giovani in Fiera a Rovigo, il “sangue blu” di Modena, la Costituzione a Vigasio... da pag. 28
AVIS & SPORT · Trecenta e il Sitting volley, paralimpici a Bibione pag. 30 · Sul podio con i campioni del Risiko, Venezia va vento in poppa pag. 31
LE SETTE SORELLE · Belluno pag. 32 · Treviso pag. 34 · Rovigo pag. 36 · Verona pag. 38 · Padova pag. 40 · Venezia pag. 42 · Vicenza pag. 44
TEMPIO DEL DONATORE · Ulteriore passo per la rinascita d’un luogo caro a tutti · Le Associazioni del dono impegnate nella ristrutturazione
pag. 46 pag. 47
Beba Gabanelli, Giovanni Lenzo, Danila Bassetti, Elena Galbiati, Giuseppe Sciessere, Luigi Piva, Raffaella Buziol, Filippo Cavazza, Davide Busato, Alice Lucarini, Gianluca Padrin, Andrea Pedot, Angela Vitetta, Federica Tognazzo, Ludovica Scarcella, Valerio Locatelli, Davide Del Negro, Vanda Pradal, Roberto Sartori, Michela Maggiolo, Matteo Duelli,Ezio Scappini, Gino Foffano, Laura Zanardo.
Contributi fotografici©: Archivio Beppe Castellano, Barbara Iannotta, Michela Rossato, Idea Grafica: Sara Pinali - Chiara Ridolfi - Verona Impaginazione, ottimizzazione immagini: Art&Media-Castelfranco Veneto (TV) Stampa: Elcograf - Verona Diffusione Editoriale: Prontopack - Zevio (VR) Chiuso in redazione il 9 dicembre 2019. Il prossimo numero uscirà a marzo 2020. IL MATERIALE VA INVIATO IN OGNI CASO ENTRO IL 31 gennaio 2020. Lettere e interventi vanno inviati, firmati, a: REDAZIONE DONO&VITA, Via Ospedale, 1 31100 TREVISO - mail: redazione.dono-vita@avis.it Gli articoli delle AVIS Comunali DEVONO passare attraverso i redattori di ogni PROVINCIALE.
L’EDITORIALE
Re-agire tutti assieme, prima che la china si faccia più ripida di Giorgio Brunello presidente Avis regionale
A
lle volte, impegnati a “correre” ci dimentichiamo dei traguardi raggiunti. Diamo a volte tutto per scontato, ma non è affatto così. Niente è mai scontato. Il sangue e il plasma italiano - come leggete nella pagina del direttore qui accanto - sono sempre più sicuri grazie alla loro provenienza: da donatori periodici, volontari, non remunerati, che donano senza aspettarsi nulla in cambio. E non lo diciamo solo noi, che questa è una delle basi della sicurezza, bensì gli stessi responsabili scientifici del Sistema trasfusionale. Ma non è dovunque così. Basta fare qualche chilometro, uscire dall’Italia e non è più così: si preleva anche da donatori occasionali e dedicati oppure, in particolare per il plasma, da donatori a pagamento. Un altro punto di forza è la collaborazione tra le associazioni dei donatori volontari e il sistema sanitario nazionale con i suoi servizi pubblici: una eccellenza europea. Tutto questo potrebbe farci pensare che in Europa il nostro modo di agire nell’interesse primario dell’ammalato possa essere preso a modello, come sistema di riferimento. E invece no! Comandano ancora altri e sono in prima linea le lobby al servizio delle industrie di trasformazione. Le nostre eccellenze devono diventare invece “buone pratiche” europee. il nostro impegno sarà ancora più forte nel contrastare chi invece pensa che il recupero di donazioni, in calo ovunque, passi attraverso la donazione a pagamento. Sarebbe rinnegare i valori fondanti di Avis. Occorre quindi fare pressione presso chi ha responsabilità tecniche e politiche, non solo a livello nazionale, ma anche europeo. 4 · DONO&VITA · 4/2019
È una battaglia che si vince anche dimostrando che possiamo fare di più: donare quanto e quando serve serve per assicurare il sangue e gli emoderivati che gli ammalati ci chiedono. Nelle pagine che seguono troverete alcune analisi del nostro direttore sanitario Giovanni Lenzo e - in anteprima - alcuni dati sull’autosufficienza nazionale. Sono dati preoccupanti. Stiamo quasi azzerando il sostegno alle regioni carenti e se non invertiamo la tendenza, saremo costretti a chiedere presto aiuto anche noi. Fra le cause l’aumento dei controlli che ci fa raggiungere gli eccellenti risultati di sicurezza degli ammalati, ma anche l’assurdo blocco delle donazioni in alcune province e la quasi nulla flessibilità nelle aperture dei centri di raccolta dovute, certo, alla carenza di medici frutto di una scriteriata programmazione nell’ultimo decennio. La consueta inchiesta di Dono&Vita verte questa volta sulla Medicina di genere. Poco si sa su questo argomento e bene ha fatto la redazione ad approfondire il tema. Se la Medicina in generale è molto “maschile”, il trasfusionale non è da meno. Chi di noi si è mai posto il problema che siano necessari farmaci o terapie differenziate? Come in molti altri campi della vita, spesso scontiamo pregiudizi e ci mettiamo molto tempo a recuperare quanto non si è capito per anni. Cerchiamo ora di recuperare il tempo perduto. C’è da riflettere anche su come si comportano le donatrici rispetto agli uomini. Le nuove donatrici sono più numerose dei maschi, ma dopo lasciano in percentuale maggiore. Chi ha deciso l’aumento dei volumi della donazione di plasma non ha tenuto conto delle differenze di
genere. Serve porve rimedio perché l’industria di trasformazione può e deve accettare anche donazioni inferiori ai 700 cc. Noi non possiamo più permetterci di rinunciare anche a una sola donazione di sangue o plasma. Nelle pagine che seguono troverete anche molti nuovi progetti, tante nuove iniziative che si affiancano a quelle che già conoscete. C’è tanto impegno da parte di Avis a tutti i livelli: seguitele, partecipate, collaborate con le vostre Comunali e Provinciali perché sono importanti per promuovere la donazione e rinforzare i legami con la comunità. Infine, siamo certi che i donatori veneti, di qualsiasi età, donne o uomini, sapranno reagire donando di più, continueranno a fare generosamente la loro parte, perché hanno a cuore gli ammalati e sapranno come sempre superare ogni difficoltà e ostacolo. E allora, buona donazione e buone feste a tutti, donatori, dirigenti, tutti i vostri cari, al personale sanitario e a quanti operano per assicurare la tenuta del sistema trasfusionale e sanitario veneto.
LA PAGINA DEL DIRETTORE
Il sangue italiano è il più sicuro al mondo, grazie ai volontari
di Beppe Castellano
A
volte fa bene “respirare” con qualche buona notizia. Quindi godiamocela, questo Natale, perché è tutto merito vostro. L’Italia ha il sangue e il plasma più sicuro al mondo. Già lo sapevamo, ora lo dimostrano i dati scientifici. Contrarre un’infezione da HIV o da epatite, con una trasfusione di sangue o emoderivati in Italia è una possibilità di molto inferiore a quella di essere coinvolti in un incidente aereo. Lo dice uno studio del Centro nazionale sangue, diffuso per la Giornata mondiale contro l’AIDS il 1º dicembre. “In ambito scientifico una probabilità inferiore a uno su un milione viene considerata trascurabile e i dati sono confermati dal fatto che dal 1995 non registriamo infezioni trasmesse da trasfusioni - dice Giancarlo Maria Liumbruno, direttore generale del CNS - I test a cui viene sottoposto il sangue donato, sono uno dei pilastri che garantiscono la sicurezza. Gli altri due: il questionario e il colloquio con il medico, che riducono la possibilità che possa donare chi potrebbe aver avuto comportamenti a rischio. La prima garanzia, però, viene dalla scelta etica di utilizzare sangue e plasma proveniente solo da donazioni volontarie, anonime, periodiche e non remunerate”. Il rapporto è stato realizzato da dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Milano. Sono stati usati dati sui donatori positivi ai test per HIV ed epatite B e C effettuati su ogni donazione e raccolti tra il 2009 e il 2018. Il ‘rischio residuo’, cioè la probabilità di contagio con trasfusione, è stato calcolato con tre rigorosi metodi scientifici. Qualunque
malattie trasmissibili con la trasfusione del CNS in collaborazione con SIMTI: “La rigorosa sorveglianza epidemiologica sui donatori in tutto il sistema trasfusionale italiano, è essenziale per ottenere queste informazioni di primaria importanza per la sicurezza della terapia e per la corretta informazione al paziente che di questa terapia salva-vita ha necessità. Queste informazioni ci consentono anche di confrontare i dati italiani con quelli internazionali. Il risultato è lusinghiero per l’Italia”. metodo si adotti è emerso come il rischio residuo, già basso prima del 2008, è crollato nei 10 anni di osservazione (2009-2018). Per l’HCV è passato da una unità su 10 milioni a una su 15/45 milioni di donazioni. Per HIV da una unità su 1,2 milioni di donazioni a una su 2/45 milioni. Per HBV da una unità su 625.000 a 1 su 1,8/2,6 milioni. Per l’epatite B, poi, la diminuzione delle positività nel tempo, è dovuta alla maggiore presenza di donatori nati dopo il 1980 e quindi... vaccinati. I test di biologia molecolare (NAT) introdotti da tempo nello screening dei donatori hanno permesso di ridurre il ‘periodo finestra’ in cui il virus, pur presente, non veniva scoperto con gli altri test. La NAT “becca” anche quei pochi donatori positivi ‘sfuggiti’ alle fitte reti del colloquio preliminare. Tra il 2009 e il 2018 sono state riscontrate alcune centinaia di positività l’anno, più nei nuovi donatori che nei periodici. Claudio Velati, pastPresident della Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia (SIMTI) è il responsabile scientifico del progetto di sorveglianza delle
Garantisce il Volontariato
La prima garanzia della sicurezza del sangue, in Italia, deriva dunque dalla scelta di far donare come atto volontario, gratuito e anonimo. Atto che la stragrande maggioranza dei donatori compie con periodicità. Non donando ‘per qualcuno’ in particolare e non essendoci nessuna forma di compenso si evita che si presentino a donare persone con motivazioni diverse dall’altruismo. Prima della donazione si deve poi sottoporre al questionario che tutti conoscete e alla visita con il medico trasfusionista. L’esito della compilazione del questionario e della visita sono la base per l’idoneità o meno del donatore. Tutte le sacche di sangue prelevate vengono poi sottoposte ai test per la ricerca dei virus HBV, HCV, HIV e del Treponema responsabile della sifilide. Questo sia all’atto dell’idoneità, sia alla prima donazione “differita”. Un ulteriore metodo per quasi azzerare il “periodo finestra”. In particolari periodi dell’anno, si aggiungono i test per altri virus come il West Nile. Le donazioni sono ovviamente utilizzate solo se i test sono tutti negativi. Buone Feste a tutti. 4/2019 · DONO&VITA · 5
ATTUALITÀ TRASFUSIONALE
Si chiude un anno molto critico per le donazioni del Veneto di Giovanni Lenzo, direttore sanitario Avis Veneto
I
l dato della raccolta di sangue intero da parte di donatori iscritti all’Avis indica, a fine ottobre, una sostanziale tenuta con un lieve calo complessivo. 145.691 nel 2018 contro 145.523 nel 2019, pari a -0.12%. Il dato regionale che tiene conto di tutte le donazioni, non solo quelle effettuate dai donatori iscritti all’Avis, è fermo da diversi mesi ed il ritardo viene giustificato con il cambio del sistema informatico di inserimento dei dati e con la riduzione e cambio del personale
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amministrativo. Tutto ciò comporta che non abbiamo i dati aggiornati per la raccolta e soprattutto per il trasfuso che sembra essere, come già scritto le volte scorse sulle pagine del nostro giornale, in aumento rispetto al 2018. Il calo della raccolta unito all’aumento del trasfuso rende la situazione, anche nella nostra regione, altamente instabile. Da sempre il Veneto ha contribuito al fabbisogno nazionale cedendo le eccedenze di sangue intero alla regione Sardegna e agli ospedali di Roma. Nel
2020 si è deciso di confermare solo l’impegno con la Sardegna e non con Roma. Durante questi primi dieci mesi, inoltre, più volte si è dovuto ricorrere a sacche di emazie provenienti da altre regioni, perché per alcuni gruppi siamo stati in difficoltà. Se in passato solo il Dipartimento di Padova richiedeva più sangue di quanto ne raccoglieva, da alcuni anni anche Verona ha necessità di sangue che quest’anno supereranno pure quelle di Padova e Venezia dal 2019 non è più autosufficiente per il sangue intero. In alcuni dipartimenti la situazione è diventata critica, sia per la nota e già segnalata carenza di personale, sia per la scarsa capacità del siste-
ma trasfusionale di adattarsi alle esigenze dei donatori, adducendo motivazioni discutibili come sugli orari e giorni di apertura. Se il sangue serve, e questo è fuori di dubbio, se le esigenze dei donatori sono cambiate, è il sistema che deve adattarsi e non chiudersi per non voler perdere privilegi o modificare abitudini consolidate. Siamo poco ascoltati, l’augurio è che con la nuova organizzazione regionale del sistema trasfusionale e il cambio al livello di referente scientifico, grazie all’arrivo del dottor Giovanni Roveroni, ci sia una maggior apertura ad ascoltare le associazioni e accogliere le segnalazioni come momento di crescita. Da parte nostra abbiamo dimostrato che, dove il sistema di chiamata unito alla prenotazione si integra con un buon rapporto con le strutture sanitarie o dove la raccolta è fatta in convenzione, i numeri crescono. Dove i rapporti sono tesi o dove alla chiamata non segue la prenotazione, i numeri sono in flessione. Discorso a parte merita il plasma. Anche per il plasma il dato è solo di procedure da donatori avisini e qui il calo è più sensibile. Nei dipartimenti dove manca il sangue intero, molti donatori sono invitati a donare sangue intero per sopperire alla carenza. Il calo nei primi 10 mesi del 2019 rispetto al 2018 è stato dell’1.99%, pari a -432 procedure. Le campagne nazionali per il dono del plasma si scontrano con la scarsa accessibilità dei centri
trasfusionali che unita all’accentramento delle macchine da aferesi, costringono i nostri donatori a spostamenti importanti in termini chilometrici. La nota positiva è il grande recupero effettuato negli ultimi due mesi (settembre e ottobre), a fine agosto il sangue intero sull’i-
so periodo era -2.89% e il plasma -5.82%. Un grande ringraziamento va ai nostri donatori e ai nostri uffici di chiamata che hanno consentito in due mesi di recuperare le posizioni, l’auspicio è pertanto di chiudere un anno difficile in pareggio o quasi.
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AUTOSUFFICIENZA NAZIONALE
Il Veneto dovrà “tagliare” ben 2500 sacche alle regioni carenti di Beppe Castellano
I
l 25 novembre scorso è stato illustrato a Roma, presso il Centro nazionale sangue, il programma nazionale per l’autosufficienza. È importante sia fatto prima della fine dell’anno affinché, in teoria, le Regioni possano programmare i propri fabbisogni e - soprattutto, visto le regioni cronicamente carenti - le unità di emazie che potranno mettere a disposizione per l’autosufficienza nazionale. Come già anticipato dal dottor Lenzo nelle pagine precedenti, il Veneto ha sofferto in questo 2019 per l’aumento dell’uso del sangue in particolare a Verona e Venezia unito a un calo complessivo di donazioni. Il 2020 si presenta - in base alle previsioni del Cns - ancora foriero di ulteriore calo. Questo comporterà, come ci ha riferito il dottor Roveroni, nuovo responsabile scientifico del Centro regionale attività trasfusionali (vedi intervista sul numero scorso) un minor apporto all’autosufficienza nazionale, già preventivato. Lo abbiamo raggiunto nel suo ufficio nella nuova sede dell’Azienda Zero a Padova (foto): “Purtroppo è vero ci sarà per il 2020 un taglio delle sacche che mettevamo a disposizione per le regioni carenti. In particolare le circa 2500 sacche di emazie che riuscivamo fino a quest’anno a in-
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viare a Roma, nel 2020 resteranno in Veneto. Queste sono le previsioni. Restano invece programmate circa 4000/4200 sacche da inviare in Sardegna. Un impegno verso gli ammalati talassemici di quella regione che dobbiamo cercare di mantenere a tutti i costi”. Ma vediamo un po’ di numeri che emergono dalle previsioni del CNS. La donazione di emazie in Italia dovrebbe aumentare percentualmente di circa lo 0,50%, mentre i consumi cresceranno un po’ di più (+0,60%). Per quanto riguarda il Veneto, invece, è previsto ancora un seppur lievissimo calo di donazioni (-0,1%) a fronte di un consumo anch’esso in leggerissima diminuzione. Ma si tratta solo di poche centinaia di sacche. In ogni caso, se ciò può consolarci, continuiamo ad avere ancora un buon rapporto fra sacche donate/popolazione: 51,45 donazioni di sangue intero/1000 abitanti. La media italiana è di 42,38/1000 abitanti. “A ottobre, come donazioni di sangue - ci dice ancora Roveroni - abbiamo recuperato un po’ ovunque. Ma preoccupa sempre più la carenza di medici che, a fronte di un aumento di richieste da Verona e Venezia, nei centri trasfusionali sono sempre meno. A Belluno, per esempio, sarà duris-
sima visto che è una delle nostre province in esubero che raccoglie anche per altri e per fuori Veneto. Se “cade” la roccaforte Bellunese, perché rimangono con un solo medico in centro trasfusionale, la situazione sarà tragica: rischiamo di perdere ulteriori 1000/1500 sacche nel 2020”. Ma il mese di ottobre, di contro ha fatto registrare un calo netto delle plasmaferesi il Veneto ha uno score di -7,7% di plasma inviato all’industria. La coperta si fa sempre più corta. Ma se, come vediamo nella tabella accanto (Fonte CNS, luglio 2019), c’è chi sta anche peggio come carenza di medici trasfusionisti è decisamente questa la via maestra per “tappare i buchi”. Da noi manca un trasfusionista su tre, ne servirebbero una trentina in più che non si trovano. “Si sta cercando di ovviare con l’apertura di 18 concorsi per nuovi medici trasfusionisti e con l’arrivo degli studenti specializzandi - ci dice ancora Roveroni - che, magari, prendano contatto e si appassionino alla realtà trasfusionale che - pur non avendo la scuola di specializzazione - è affascinante per tutte le sfaccettature che comporta. E dopotutto tutta la Medicina si regge solo se c’è disponibilità di sangue e derivati”.
ATTUALITÀ E SOLIDARIETÀ
Ricordate Arquata del Tronto? Il 24 gennaio il Poliambulatorio! di Michela Rossato e Beppe Castellano
A
d aprile 2018 è stata posata una prima pietra ad Arquata del Tronto. Il 24 gennaio 2020 sarà inaugurato il nuovo Poliambulatorio. In meno di due anni nasce qualcosa di concreto grazie
anche alla solidarietà veneta. Ve lo mostriamo, nelle foto sotto, scattate poco meno di due mesi dall’inaugurazione. La notizia è arrivata dal presidente di Avis Marche, Massimo Lauri, all’indomani di un suo “passaggio-assaggio” in redazione. Una parte della cifra impiegata per la nuova costruzione - ovviamente antisismica - viene dalle Avis del Veneto. Altro importante contributo arriva da proventi di mammografie ed esami diagnostici effettuati durante i mesi della prevenzione del tumore al seno alla Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier (partner di Avis Veneto nell’operazione, grazie anche a “Dono&Vita”), quindi dalle donne trevigiane e venete. L’opera comprende quattro ambulatori e sarà l’unico punto di riferimento sanitario per migliaia di persone. Non solo residenti, ma
anche turisti che, finalmente, stanno tornando a visitare i parchi della zona, in particolare quelli dei Monti Sibillini e dei Monti della Laga. Così si risollevano pian piano le zone colpite dal terremoto del 2016.
Diamo una mano pure a Venezia, sott’acqua per settimane
I
l 12 novembre un’alta marea eccezionale ha causato danni ingentissimi a Venezia, alle sue isole (in particolare Pellestrina, Murano e Burano), a Chioggia e a tutto litorale veneziano. Un evento che ha messo in ginocchio non solo la quotidianità e la vita lavorativa, ma anche le attività di volontariato. Pur in grave disagio (l’acqua ha invaso anche l’ospedale veneziano, vedi foto), la raccolta del sangue è continuata e i donatori non si sono risparmiati. E tantissimi giovani sono arrivati volontari da tutta Italia a dare una mano, nonostante “l’Acqua Granda” sia continuata anche per giorni e giorni. Per venire incontro alle richieste d’aiuto, Avis Vene-
to, con le sue Avis provinciali e comunali e l’Abvs, ha aperto un conto corrente dedicato. Ciascuno può aiutare Venezia a risollevarsi versando sul conto corrente intestato
ad Avis Regionale Veneto: IBAN IT54N0306909606100000169 182, con causale: Contributo Acqua Granda 12 novembre 2019.
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INCHIESTA: MEDICINA E GENERE
Ma che “genere” di Medicina ci aspetta nel prossimo futuro? a cura di Beppe Castellano e Beba Gabanelli
L
a medicina moderna si misura con il sesso dei pazienti: il corpo femminile e quello maschile reagiscono diversamente alle terapie. Un approccio scientifico può migliorare l’efficacia dei farmaci e ridurre gli effetti collaterali. Anche in medicina trasfusionale. Ma partiamo dalle origini. Donne e uomini sono biologicamente e fisiologicamente diversi. Sembra la scoperta dell’acqua calda ma questo nuovo approccio alle terapie è destinato a rivoluzionare la medicina per come la conosciamo oggi. Quello che è visibile a occhio nudo per ciascuno di noi è confermato oggi da numerosi studi legati al metabolismo, al sistema cardiovascolare e a quello immunitario in entrambi i sessi. Ciò che più affascina della scienza è che non si accontenta delle apparenze: non sono solo le differenze legate alla forza fisica o al ciclo riproduttivo, quelle che rendono l’organismo maschile diverso da quello femminile, sono molte di più ma andavano verificate con metodo scientifico. Lo scopo di questo
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approccio è avvicinarsi sempre di più alle terapie personalizzate.
I MAMMIFERI ALL’ORIGINE DELLE DIFFERENZE La ragione di queste differenze ha origine nella comparsa dei primi mammiferi sulla Terra, 1,5 miliardi di anni fa. Fino ad allora gli organismi primitivi erano molto simili nei due sessi (le gonadi della femmina producevano uova e quelle del maschio cellule per fecondarle). I
mammiferi hanno cessato di deporre le uova e gli embrioni hanno iniziato a svilupparsi nel grembo materno. Questo cambiamento ha coinvolto anche il funzionamento di organi e apparati diversi da quelli riproduttivi. Nelle femmine, il sistema immunitario ha imparato a riconoscere e non distruggere le cellule con un patrimonio genetico diverso dal proprio per portare a termine la gravidanza. Da qui la maggior incidenza, ad esempio, di malattie autoimmuni nelle donne. Il sistema cardiovascolare ha sviluppato una maggiore tolleranza agli sbalzi di peso e di pressione sanguigna: ciò rende maggiore il rischio per gli uomini di fenomeni come ischemie, infarti e ictus rispetto alle donne in età riproduttiva. Questi sono solo alcuni esempi dettati dalle necessità evolutive, molto noti ma fino ad oggi quasi mai presi in considerazione nel calibrare terapie, ad eccezione dei (purtroppo ancora pochi) screening preventivi legati all’apparato riproduttivo.
Malattie: sintomi, decorso, evoluzione sono diversi fra uomo e donna. I medicinali no
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e differenze fisiologiche e biologiche tra uomo e donna producono quindi una diversa suscettibilità alle malattie e ai farmaci. Anche la soglia del dolore è generalmente diversa: un’evidenza talmente scontata da generare battute scherzose tra i due sessi, ma inspiegabilmente trascurata nella formulazione delle medicine. “Prevalenza e incidenza, sintomi, decorso ed evoluzione della malattia, risposta clinica alle terapie cambiano fra uomo e donna - spiega Anna Maria Andena, direttrice del Distretto Ausl Città di Piacenza - diversi fattori sono stati presi in esame per capire queste differenze. Assistiamo a un paradosso: gli uomini hanno meno malattie e meno limitazioni delle attività quotidiane ma vanno incontro a una maggiore mortalità a tutte le età. Per contro le donne, malgrado il basso tasso di mortalità a tutte le età, hanno un tasso più elevato di malattie, più giorni di disabilità, più visite mediche, più giorni di ospedalizzazione rispetto agli uomini.” “Chi fa ricerca dovrebbe avere una visione più olistica delle differenze tra maschio e femmina - affermano Adriana Maggi e Sara Della Torre, autrici di un recente e accu-
rato studio dell’Università Statale di Milano - Gli essay di Medicina di genere non devono essere il risultato di una fredda serie di osservazioni comparate, ma devono prendere in considerazione gli aspetti evolutivi che hanno dato una morfologia e delle funzioni così diverse nei due sessi“. La necessità di un nuovo punto di vista coinvolge tutte le specialità mediche per garantire a ogni paziente, sia uomo che donna, la migliore cura possibile. Un punto di vista, ormai condiviso a livello scientifico, che è confermato anche dalla dottoressa Barbara Poggio dell’Università di Trento: “la medicina di genere non è una Specialità e nemmeno una medicina alternativa, bensì un approccio trasversale alla cura della Persona. Un approccio scientifico disciplinare innovativo che studia le differenze tra uomini e donne che riguardano sia la salute (consapevolezza, percezione) che la stessa gestione della malattia, secondo un modello bio-psico-sociale”. Gli obiettivi dovrebbero essere chiari, anche se in… genere, in Italia siamo ancora indietro rispetto al resto dei Paesi del “primo mondo”. “L’obiettivo - ha spiegato la dott. ssa Poggio - è quello di una ricerca e una pratica medica differenziata in base al genere. Una Medicina che consenta di superare le diseguaglianze nella salute e garantire parità di accesso alle cure”.
PERCHÉ SOLO ORA? Per motivi culturali (ma anche economici per le aziende), dosi e effetti dei farmaci sono stati per decenni testati su un uomo caucasico adulto di 70 chili. Spiega Anna Maria Andena: “Le sperimentazioni farmacologiche vengono condotte solitamente o comunque in percentuale molto maggiore su individui giovani, sani e maschi pur non essendo questi gli utilizzatori finali dei
prodotti. La risposta ad un farmaco dipende da molteplici fattori fra cui per esempio la diluizione o la solubilità nei grassi corporei che sono diversi fra uomini e donne. È ormai noto che affrontare l’ambito sanitario senza tenere presenti queste differenze impedisce la personalizzazione delle cure (la cosiddetta sartorializzazione) ma soprattutto rappresenta un ostacolo alla salute di tutti”. È ora per un nuovo e più efficace approccio. E nel mondo trasfusionale? Girate pagina... SESSO E GENERE: FACCIAMO CHIAREZZA Maschi e femmine si nasce, uomini e donne si diventa. Il SESSO si riferisce alle caratteristiche biologiche di maschi e femmine, come le differenze cromosomiche (X e Y), ormonali, o riproduttive (gravidanza o menopausa) Il GENERE è un riferimento sociale di comportamenti, attività, attributi che una società considera specifici per gli uomini e per le donne. Essere biologicamente maschi o femmine non significa essere automaticamente considerati (o considerarsi) uomini o donne. Bisogna quindi distinguere il sesso, categoria legata alla biologia, dal genere, categoria simbolica, frutto di fattori in continua evoluzione a seconda dei contesti storici, culturali, geografici e sociali. 4/2019 · DONO&VITA · 11
L’INCHIESTA: MEDICINA E GENERE
Medicina trasfusionale: la lente Avis sulle differenze di genere
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vviamente anche il mondo del sangue non è privo di differenze tra donatori e donatrici. Anzi. Chi “vive” ogni giorno nel mondo dei donatori e trasfusionale, lo sa bene. Ma non è per tutti così scontato. “Anche la medicina trasfusionale sta affrontando da tempo il tema della personalizzazione: sia sotto l’aspetto dell’uso della terapia trasfusionale, sia sotto l’aspetto della selezione e gestione dei donatori, della loro idoneità alle diverse procedure di prelievo (sangue intero o plasma), della frequenza di reazioni avverse o della diversa tolleranza alle donazioni“, dice sempre la dottoressa Anna Maria Andena di Piacenza. “D’altra parte - continua - le donne in età fertile hanno maggior tendenza ad avere l’emoglobina bassa, così come il peso corporeo e la pressione arteriosa. Per la verità in ambito Avis tutto questo è noto
da tempo, così come è alta la consapevolezza e l’attenzione a queste differenze.” Si tratta in pratica della vera, nuova frontiera della Medicina moderna. E l’Avis, sul territorio, è davvero particolarmente attiva in questo senso. Già dal 2009, grazie
Questioni di Cuore e malattie cardiovascolari: ne muoiono di più le donne che gli uomini
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embra un paradosso, ma è proprio così, scientificamente provato. Nonostante la percezione comune che gli uomini siano generalmente più esposti a decessi da malattie cardiovascolari, le statistiche dimostrano che a morire di più sono invece le donne. Le cause sono da ascrivere proprio agli errati (e troppo spesso dovuti a pregiudizi) approcci ai sintomi premonitori come l’angina pectoris e indagini diagnostiche “tarate” sulla fisiologia maschile. “Ci sono due studi che provano l’evidenza che - nella pratica clinica - ci sono pregiudizi legati al
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sesso nella gestione della cardiopatia ischemica - ha illustrato in una sua relazione a Trento la dottoressa Annalisa Vinci, UO Cardiologia
a un convegno di Avis provinciale di Bergamo, in associazione se ne parla. È del 5 ottobre scorso, invece, un partecipatissimo convegno ECM proprio sulla Medicina di Genere, anche trasfusionale, a Trento. Ha riunito molti esperti e dirigenti associativi provenienti in partico-
lare da Lombardia, Trentino, Emilia Romagna, Veneto. Presenti tra gli altri come relatori il presidente della SIMTI Pierluigi Berti, il nostro presidente nazionale Giampietro Briola (che ha tratto le conclusioni) e i suo due predecessori Alberto Argentoni e Vincenzo Saturni.
Organizzatori erano l’Avis Comunale e l’Avis equiparata regionale Trentino, grazie a Danila Bassetti (Commissione Medico-scientifica dell’Avis Trentino nonché presidente dell’Avis Comunale di Trento) e il professor Fabrizio Zappaterra Presidente Comitato Etico per la speOspedale di Rovereto - In uno si dimostra che in Massachusetts e Maryland le donne venivano sottoposte meno frequentemente a coronarografia, angioplastica o a un intervento chirurgico quando ricoverate per infarto miocardico, angina, cardiopatia ischemica cronica o dolore toracico”. La stessa dottoressa Vinci ha confermato come anche nel nostro Paese: “Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nelle donne italiane, in particolare per la cardiopatia ischemica che è una delle principali forme di malattie cardiovascolari”. Fra tali cause, anche in Italia, la sottovalutazione dei sintomi di dolore. Dolore al quale, tra l’altro, le donne sono più “resistenti”.
rimentazione con l’essere umano dell’Università di Trento. Dall’estremo nord all’estremo sud, il 23 novembre scorso l’Avis provinciale di Reggio Calabria è stata fra i patrocinatori della nascita della nuova sezione dell’Associazione Italiana Donne Medico (vedi box a pagina 15) a Palmi. A marzo invece, per spostarci verso il Centro Italia, è in previsione un altro convegno sulla Medicina di genere, con particolare attenzione al nostro “mondo”. Ovviamente organizzato dall’Avis regionale Toscana (e da Nazionale per i crediti ECM), si svolgerà ad Arezzo proprio il 7 e 8 marzo 2020, in occasione della Giornata della donna. Tenete d’occhio i siti Avis per i particolari. Ma sentiamo la dottoressa Danila Bassetti (nella foto sopra con il presidente Avis Trentino, Valcanover), da anni particolarmente attiva sull’argomento, sul perché si è voluto il convegno di Trento: “La Medicina di Genere, valorizzata dalla Legge 3/2018 e dall’Accordo attuativa Stato-Regioni del 30 maggio 2019, rende ragione delle differenze di incidenza, sintomatologia, gravità e risposte ai vari farmaci e si innesta in primo piano in quella che viene ormai definita la “Medicina personalizzata”. Anche perché: “Se osserviamo il numero delle nuove iscrizioni ed i soci fino ai 25 anni vediamo che le donne si equivalgono agli uomini, mentre la percentuale si riduce progressivamente con l’età - spiega sempre Danila Bassetti - certamente il lavoro, la cura dei figli e della casa, che pesano maggiormente sulle donne, sono alcune delle ragioni dell’abbandono precoce, ma subentrano anche altre motivazioni di natura sanitaria. Proprio su questo abbiamo voluto puntare la lente d’ingrandimento Avis”. E i dati sul tasso di “abbandono” delle donatrici, che pur sono molto più coraggiose dei maschi in giovane età nel diventare tali, sono stati confermati da una “piccola” Avis (Rovereto): su 177 nuovi donatori del 2018 le donatrici erano 80, mentre nella SEGUE a pagina 14
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classe di età 18/25 erano la maggioranza assoluta. A livello regionale sono stati diffusi anche i dati dell’Emilia Romagna, a cura della dottoressa Vanda Randi, direttrice del Centro regionale sangue e del Trasfusionale unico area Metropolitana Bologna. Con i dati SISTRA alla mano, la dottoressa Randi ha
dimostrato come le reazioni indesiderate alla donazione - in particolare nella plasmaferesi - negli ultimi anni colpiscono soprattutto le donne che vengono quindi disincentivate a tornare a fare la donazione di plasma. In parte sarebbe dovuto all’aumento dei volumi standardizzati delle sacche di plasma. Ven-
gono confermati anche in Emilia Romagna (tabella a lato, la maggior propensione delle ragazze a voler iniziare a donare, ma anche un più alto tasso di abbandono dopo le primissime donazioni. Dati quindi che devono far riflettere sulle “Raccolta di genere” e sulle soluzioni da trovare per “tenersi” le donatrici.
Cervello diverso, vero o falso? L’intelligenza artificiale, intanto, è “maschia”
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il cervello? Gli studi sulle differenze di genere circa il funzionamento del nostro organo più misterioso e complesso non sono ancora molti, e purtroppo non tutti hanno il necessario rigore scientifico. I dati sulle malattie degenerative del cervello (demenze senili, Alzheimer ecc.) sembrano suggerire che le donne si ammalino più frequentemente degli uomini, anche se il dato potrebbe essere influenzato dal fatto che le prime vivono generalmente più a lungo. Del resto è davvero difficile delineare il limite tra il dato biologico da quello culturale. Nel caso di quest’ultimo settore, comunque, una certa preoccupazione serpeggia anche fra gli addetti ai lavori che si occupano di “intelligenza artificiale”. Essendo attualmente la stragrande maggioranza degli ingegneri informatici e matematici di genere maschile, anche la stragrande maggioranza delle applicazioni di intelligenza artificiale sviluppate - che sarà la
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base del futuro sviluppo umano ragionerà “al maschile”. Per tornare alla fisiologia, comunque, uno degli studi più recenti e accurati sulla fisiologia del cervello sembrerebbe dimostrare che le somiglianze sono maggiori delle differenze. E ciò ci consola. Anche se, si legge nella stessa ricerca della dottoressa Michela Matteoli, direttrice dell’Istituto di Neuroscienze del CNR, docente di Farmacologia presso l’Humani-
tas University e responsabile del Neurocenter di Humanitas Research Hospital: “Studi di risonanza magnetica (fMRI) hanno dimostrato l’esistenza di differenze funzionali nel cervello di uomini e donne. Per esempio si è visto che il cervello delle donne elabora il linguaggio verbale contemporaneamente nei due emisferi del cervello, mentre i maschi tendono a elaborarlo soltanto nell’emisfero sinistro”.
L’INCHIESTA: MEDICINA E GENERE
Il “Piano” per l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie
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er la prima volta in Italia è stato previsto per decreto legge (in altri Paesi occidentali si è più avanti da tempo) il concetto di “genere” nella medicina. Questo per di garantire in modo omogeneo sul territorio nazionale la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale. Il Piano è previsto dalla già citata Legge 3/2018 voluta dalla Ministra Grillo e prevede(rebbe) - il condizionale è sempre d’obbligo la costituzione di un Osservatorio dedicato alla medicina di genere con il compito di assicurare il monitoraggio delle azioni e di fornire al Ministero della Salute dati aggiornati e periodici. Il Centro di riferimento per la medicina di genere si occuperà inoltre di formare e
aggiornare gli operatori sanitari e di promuovere campagne di comunicazione e rivolte ai cittadini. Anna
Maria Andena dell’AUSL di Piacenza, che ha iniziato questo lungo viaggio conclude: “Realtà scientifiche come l’Associazione Donne Medico da oltre 50 anni approfondiscono i temi legati a queste differenze. Mi aspetto che questo piano porti a una maggiore consapevolezza: sia da parte dei professionisti sanitari che dei pazienti stessi, con l’intento di rendere la medicina sempre più appropriata”. Ciò che più fa ben sperare, comunque, è appunto il fatto che - come è emerso dal convegno Trentino - è in continua crescita il numero di matricole-donne nelle Università di Medicina e anche il numero di laureate e specializzande sta raggiungendo quello dei colleghi maschi.
Associazione Donne Medico, Maria Montessori fu fra le prime socie
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’Associazione Italiana Donne Medico (A.I.D.M.) è un’associazione apartitica e aconfessionale senza fini di lucro. Fondata il 14 ottobre 1921 a Salsomaggiore Terme, riconosciuta nel ‘22 a Ginevra, dal Bureau Internazionale, è membro della “Medical Women’s International Association” (M.W.I.A.). Ha come emblema la figura della Dea della Salute Igèa, figlia di Esculapio, in mano una coppa dove si abbevera il serpente, con il motto “Matris animo curant”. L’Associazione nasce con il nome di ‘Associazione Italiana Dottoresse In Medicina’ ad opera di Clelia Lollini, presente a New York, nel 1919, alla fondazione della M.W.I.A., e di Myra Carcupino-Ferrari che terrà la Presidenza fino al 1947.
Le donne medico, allora, erano 200 in tutta Italia: tra loro Maria Montessori, socia A.I.D.M. dal 1928, che s’impose con il suo metodo educativo in tutto il mondo! Dal 1929 al 1947, per motivi bellici e politici, vi fu una interruzione dei rapporti con la M.W.I.A. con la quale la storia dell’AIDM era andata sempre di pari passo. Nel 1947, dopo il fascismo come l’Avis, l’A.I.D.M. è rifondata a Milano, Giuseppina Pastori, dell’Università Cattolica è eletta Presidente. Le Socie in Italia erano 350. Nel 1949 l’A.I.D.M. viene reintegrata nella M.W.I.A. Oggi conta circa 2000 socie distribuite in 56 sezioni diffuse su tutto il territorio nazionale. La sede legale è a Roma. L’A.I.D.M. si articola in sezioni co-
munali, provinciali o regionali. È entrata a far parte della Federazione delle Società Medico-Scientifiche Italiane nel 2003. È accreditata come Provider dalla Commissione Nazionale per la Formazione Continua e abilitata per attività formative ECM (Educazione Continua in Medicina). In tutta Italia le varie sezioni organizzano convegni, seminari e gruppi di studio, partecipazione a progetti scientifici e collaborazioni con altre società scientifiche. 4/2019 · DONO&VITA · 15
DONNE AL DONO
A Bassano quaranta a donare per la Giornata anti-violenza di Michela Rossato
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lisabetta, Mara, Daniela, Marilady e Francesca non hanno dubbi: “Educare i figli al rispetto della donna. E le figlie al rispetto di se stesse”. E poi aggiungono: “La violenza sulle donne si ferma partendo dalla sensibilizzazione in famiglia. Insegnando il rispetto reciproco tra fratelli e sorelle e dando il buon esempio come genitori. Sempre. Anche quando ci si separa. È una questione culturale”. È importante che se ne parli a scuola, certo, ma prima viene l’educazione in famiglia. Sono le voci di alcune delle quaranta donatrici di Avis, Rds (Reparto donatori sangue) e Fidas che il 25 novembre si sono date appuntamento al Centro trasfusionale dell’ospedale di Bassano del Grappa (Vi) per l’iniziativa “Donazione in Rosa. Per dire no alla violenza”. Giunta alla terza edizione, la mattinata tutta al femminile è stata organizzata dalle tre associazioni di donatori della città per tenere alta l’attenzione sul problema, quest’anno in collaborazione con “Round Table” Bassano che ha regalato un fiore alle donatrici. Un’iniziativa molto sentita anche
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dal personale sanitario del centro (dal primario dott. Corrado Sardella ai tecnici), che ha indossato la nuova spilla “No alla violenza” realizzata per l’occasione da EmoServizi Avis. “Possiamo fare molto anche aiutandoci tra donne, captando quei segnali, quelle mezze frasi e quegli sguardi di richiesta di aiuto che le donne in difficoltà lanciano, a volta inconsciamente - hanno sottolineato le infermiere Alessandra, Franca e Stefania - va riscoperta la solidarietà femminile, va fatta
squadra. Ci sono troppe donne che vivono nella paura, vittime di violenza fisica e/o psicologica, che non si aprono, tengono tutto dentro e non denunciano. Bisogna trovare il modo per aiutarle, per farle parlare di quello che vivono, per proteggere loro e i figli. Non è affatto facile, ma bisogna sempre provarci”. Un aiuto che può partire da un sorriso o da una mano tesa. A Bassano, intanto, le donne hanno steso il braccio, per dire tutte insieme che il sangue va solo donato, mai versato per mano di un violento. “Un’iniziativa che come associazioni di donatori ogni anno ripetiamo - spiega il presidente dell’Avis comunale Giuseppe Sciessere – quest’anno ha trovato sostegno anche di Round Table”. È un’organizzazione con 48 club (tavole) in Italia e che riunisce giovani lavoratori, professionisti, dirigenti, imprenditori, uomini d’affari e di cultura, tutti tra i 18 e i 40 anni. “Il nostro club di Bassano ha deciso di far propria, con questa prima iniziativa, la partnership tra Avis nazionale e Round Table Italia firmata a fine ottobre per promuovere
la donazione di sangue e plasma tra i soci attraverso incontri dedicati, i nostri canali di informazione e la collaborazione a manifestazioni Avis”- spiega il presidente Davide Ferracin, al Ct assieme al se-
gretario Claudio Sabatino. Round Table Italia ha nel tempo sostenuto importanti iniziative umanitarie: da Sos Infanzia-Telefono Azzurro (socio fondatore) ad Associazione internazionale per le cardiopatie In-
fantili ad Ail. Partecipa attivamente alla colletta alimentare della Fondazione Banco Alimentare Onlus e alla Giornata di raccolta del farmaco promossa da Fondazione Banco Farmaceutico Onlus.
L’assessora incontra l’Avis sulle criticità del Sistema
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ituazione trasfusionale regionale, carenza di medici, flessibilità degli orari, convenzioni con le associazioni dei donatori e centri raccolta di Avis. Sono stati questi i punti salienti dell’incontro del Consiglio direttivo di Avis regionale Veneto con l’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin. Accolta dal presidente Giorgio Brunello in sala consiliare Avis a Treviso, l’assessore si è confrontata il 27 settembre con Esecutivo e consiglieri di Avis regionale sulle attuali difficoltà della sanità veneta e nello specifico del settore trasfusionale, che soffre ovunque per la carenza di personale sanitario, con il serio rischio di compromettere la raccolta del sangue e plasma e la grande generosità dei donatori, che in Veneto sono oltre 133 mila. “Una carenza che si sta facendo drammatica a livello nazionale e regionale e per lo più dovuta alle poche borse di studio a disposizione per la specializzazioni, senza la quale nessun medico può lavorare in un ospedale pubblico - ha dichiarato la Lanzarin, specificando che
la Regione ne sta aggiungendo un centinaio - che si somma alla fuga dei medici verso le strutture private e verso l’estero”. Orari più flessibili nei Centri trasfusionali, uniformità delle procedure informatiche, rivedere le convenzioni con le associazioni potrebbero già essere alcune risposte, da portare anche all’attenzione del nuovo direttore scientifico del Crat (Centro regionale attività trasfusionale), dott. Giovanni Roveroni, medico trasfusionista.
All’incontro hanno partecipato i consiglieri veneti di Avis nazionale e i presidenti delle Avis provinciali e dell’Abvs, che sono intervenuti presentando le difficoltà del proprio territorio. Si è auspicato un continuo e stretto confronto tra assessore, strutture regionali e associazioni dei donatori, affinché la difficile situazione possa essere affrontata insieme a chi è ogni giorno in prima linea, sul campo, per la raccolta del sangue. Perché senza sangue, è stato ribadito, la sanità si ferma.
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PROGETTO IO VALGO
Un bel successo la prima fase, pronti per il 2020 con seconda
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oinvolgimento, entusiasmo, maggior consapevolezza di quanto ciascuno può donare, anche nella propria quotidianità. È un commento positivo quello delle prime aziende che in Veneto hanno aderito da settembre a novembre al progetto “Io Valgo”. Una decina, tra no profit e profit, ha deciso di provare la nuova forma
to, si è fatto il punto della situazione con il convegno “Entra il dono, cresce l’impresa”, con un’analisi delle dott.sse Francesca Campomori ed Elisa Matutini dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e di Lorenzo Liguoro, presidente di Sherpa Srl, la testimonianza dei partner del progetto e dei rappresentanti di alcune delle aziende partecipanti.
di promozione del volontariato, del senso del dono, della donazione di sangue e di corretti e sani stili di vita negli ambienti di lavoro proposta dall’Avis regionale Veneto. Un’iniziativa al debutto nel nostro territorio e che nasce dalla constatazione che sempre più imprese, negli ultimi anni, guardano al sociale, all’ambiente e alla salute dei propri lavoratori. Finanziato dalla Regione Veneto, assessorato alle politiche sanitarie, il progetto prevedeva nelle sedi delle aziende che lo richiedevano incontri gratuiti di un’ora per dipendenti, soci e titolari, tenuti da operatori professionisti di Avis. Il 13 novembre, a Marghera (Ve) al Business Center Banchina dell’Azo-
“La Regione Veneto ha finanziato la formazione e le uscite degli operatori, Avis regionale li ha formati e coordinati, ha organizzato il
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calendario degli incontri, realizzato depliant e un supplemento al periodico Dono&Vita, il sito, ha seguito tutta la comunicazione - ha spiegato il responsabile del progetto Francesco Venturini. Coinvolte nel progetto di Avis regionale ci sono le Avis provinciali (in particolare di Venezia e Vicenza), l’Abvs, i Centri servizi per il volontariato, il Forum Terzo settore, Cisl Veneto, Confartigianato Imprese Veneto, Medici del Lavoro, Ail, Confservizi… Il presidente di Avis nazionale Giampietro Briola ha introdotto i lavori, sottolineando quanto prezioso sia il rapporto tra Avis e mondo del lavoro: “per sensibilizzare sul senso della solidarietà e del dono, ma anche per spiegare a dipendenti e datori l’iter della donazione. E per fare aggregazione”. D’altra parte, è storia che molti gruppi di donatori Avis siano nati proprio all’interno delle fabbriche. A fare da apripista è stata l’azienda Scattolin Distribuzione Automatica di Noale (Ve), seguita a ruota da GP Dati di Mestre (Ve), Meet Italia di Volpago del Montello (Tv), Moca Interactive di Treviso, Gruppo Centri di Medicina, l’associazione Ci
A
353/2003 (conv.
in L. 27/02/2004
n°46) art. 1, comma
2 NE/PD - Iscr.
Reg. stampa
n°06125 del 17/12/97
- Contiene I.R.
Io Valgo è stato dedicato un intero supplemento a “Dono&Vita” di 32 pagine realizzato a settembre/ottobre dalla nostra redazione. Trovano spazio gli interventi dell’assessore Lanzarin e del presidente di Avis regionale Brunello, obiettivi, modalità e materiale del progetto. Le pagine successive danno voce ai partner di Avis, ma soprattutto alle aziende e cooperative sociali che per prime hanno aderito a Io Valgo, per avvicinare al dono i propri dipendenti e soci. Il supplemento si chiude ripercorrendo la storia dei gruppi Avis aziendali nati negli anni ’60 e con quella del Gruppo Avis Mondadori di Verona in particolare.
n.494 del 25/6/92
ANNO XLI - supplemento
al n.3 - settembre
Si rinnova il patto Avis-Mondo del Lavoro
Tribunale di Treviso
nti che vogliono ntariato realtà di volo liere queste
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2019 - Poste
Italiane s.p.a.
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rea tematica da cui sono maggior- Gli mente attratti, operatori accompa per condivisi one o discussio gneranno la contrasto, quella mo lanciato inizialme ne stimoland alla quale si o e tono più vicini... senAl fine di facilitare zando l’attenzione sui punti focaliz- spazio a domande nte, lasciando la scelta, si suggerisc e alla discussio di inte- ne resse per Avis. sulla donazion e di stampare su fogli A3 delle La durata prevista dback e curiositàe, in base a feefrasi esemplifi ve per ogni area per questa cati- fase è derivanti anche di circa venti dai partecipa tematica, da minuti. nti. sizionare nello poTutto il lavoro spazio in modo È prevista una sfocia, naturalm che i partecipa tale te, in una parte dedicata ennti possano parte ai informativa connes- volontari locali per como- sa anche damente leggerli informazioni tecniche e specifich e ai valori di cui uno degli argomen indirizzarsi verso portavoc Avis si fa tività e legate alle ate. Si riprende, ti. sul territorio infine, l’ae alle modalità partecipazione alla vita associati di 2 - Si riuniscon va. o i partecipa in cerchio e nti si chiede di riflettere, momentaneament e senza condividere, sulle affermaz ioni contenut nei cartelli delle e diverse aree tematiche, valutando su quali essere accordo e quali in in disaccordo. In seguito, uno degli operatori inizio ad una da scenetta (es. situazione in sala di attesa o pausa lavoro in azienda) in cui ognuno è portato, liberamente, ad argomentare le affermazioni su cui te si è riflettuto. precedentemenIn questo modo presumibile che è i partecipanti tavolino una indiscussione, creando un confronto sulle consider azioni emerse. In questa fase si potrebbe usare, tenendo valida la cle time”, una modalità del “cirpallina da lanciare per esprimer e la propria opinione.
Trimestrale -
nica
Il supplemento
Pubblicazione
e Veneto
Regione e con alizzando la
siamo Anche Noi di Cavallino Treporti (Ve) e le cooperative sociali Aclicoop di Mirano (Ve), Solidalia di Vigonza (Pd) e Il Sestante di Padova, per un totale di 14 incontri. La Confartigianato Imprese Veneto ha avvicinato la sua categoria con l’iniziativa “Artigiani della solidarietà” il 20 ottobre in Campo santi Giovanni e Paolo a Venezia. La Cisl sensibilizzando i soci attraverso le proprie bacheche. Il progetto ha di fatto concluso la sua prima fase, per cedere il passo ad una seconda, ribatezzata Wellness Workers Web: previsti altri incontri, uno sportello informativo all’interno di alcune aziende, un forte coinvolgimento dei lavoratori (Cisl Veneto ha annunciato una sensibilizzazione a tappeto di tutti i soci) e un Festival
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&Vita
Dono Sangue del 2019 3 - settembre ri Italiani mento al numero dell’Associazione Volonta noevita.it sito: www.do Speciale Supple e Promozione Sangue - il nostro Informazione se Volontari 28/10/19 Periodico di IOValgo.indd sociazione Bellune 9 Veneto e dell’As 1
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di impresa e volontariato del dono nel 2020. “Quando abbiamo pensato al progetto eravamo consapevoli che sarebbe stato un azzardo - spiega il presidente di Avis regionale, Giorgio Brunello - Entrare, sia pur in punta di piedi, nelle aziende non è facile; gli imprenditori devono produrre e non hanno tempo per altro. Ci abbiamo provato, convinti che i tempi fossero ormai maturi per promuovere il volontariato utilizzando le leve della responsabilità sociale e della salute dei lavoratori. All’inizio abbiamo fatto fatica, le imprese non rispondevano. Poco alla volta, però, una dopo l’altra, hanno cominciato ad aderire, considerando i vantaggi in termini di salute e benessere per i propri dipendenti”.
Tutto ciò fa ben sperare per la seconda edizione del progetto e per la sua successiva definitiva messa a regime, come già avviene con il progetto scuola regionale. “Io Valgo” è un’iniziativa che, come Regione, abbiamo condiviso appieno sin dall’inizio - spiega l’assessore regionale alla sanità, Manuela Lanzarin - perché va proprio nella direzione di ampliare il concetto di comunità solidale, aiutando anche i lavoratori a comprendere la cultura del dono e della salvaguardia della salute in generale. Entrare, come sta facendo Avis con operatori professionisti, nelle sedi d’impresa è una nuova frontiera nelle azioni di sostegno alla salute e alla cultura della prevenzione”.
Testimonianze dalle aziende partner
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lcune testimonianze dei diretti interessati emerse durante il convegno del 13 novembre. Gianni D’Ianni (operatore Io Valgo): “È stata un’esperienza straordinaria, anche per noi operatori. Ogni persona ha molto da dare, ma spesso non se ne rende conto. Con i nostri incontri i lavoratori ne hanno preso coscienza, e hanno cominciato a guardare al dono come a una bella opportunità del loro quotidiano”. Scattolin: Con Avis si è aperta una finestra sul senso del dono. Dopo gli incontri c’è maggior motivazio-
ne dei dipendenti e già alcuni nuovi donatori. Gruppo Centri di Medicina: “Da tempo vicini alla donazione di sangue con tutti i nostri canali di comunicazione. Ora un ulteriore passo in avanti”. Meet Italia: “Da un volantino di Io Valgo siamo arrivati a quattro incontri con Avis, molto seguiti. Cinque prossime idoneità di nostri dipendenti e maggiore attenzione agli stili di vita”. Solidalia: “La nostra cooperativa aiuta chi è in difficoltà, con Io Valgo una speranza di riscatto attraverso il dono”. 4/2019 · DONO&VITA · 19
AVIS E RICERCA
Consegnati i fondi e Tes e Ape, torna in aprile l’olio della ricerca di Luigi Piva
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el corso del Consiglio direttivo di Avis Veneto, il 16 dicembre, il presidente Giorgio Brunello ha consegnato ai presidenti di Tes e Ape (Avis progresso ematologico) quanto raccolto in occasione della “Giornata Avis per la Ricerca 2019”. Lo slogan è stato “Senza Ricerca non c’è futuro” e la data indicativa domenica 14 aprile 2019, ma l’iniziativa di raccolta fondi tramite la distribuzione di bottiglie d’olio si è poi protratta fino a dicembre, grazie alla proverbiale generosità e capacità organizzativa degli avisini. Per Avis regionale è stata una “prima volta” sia nella realizzazione del materiale di supporto alla campagna (depliant informativi, locandine e roll-up) sia nella distribuzione di 3mila confezioni di olio Evo extravergine d’oliva con veste speciale dedicata all’evento, nelle versioni da 500 e 250 ml. Le confezioni sono state consegnate alle sedi Avis provinciali aderenti, che hanno coordinato la partecipazione delle rispettive Co-
munali. Significativa la condivisione di tutte le Avis provinciali venete, con quella di Treviso in prima fila per il numero di Comunali parteci-
panti e per importo raccolto. Tutte le Avis che hanno aderito sono scese in campo con i propri volontari con iniziative di sensibilizzazione di vario tipo, create ad hoc per la raccolta fondi o inserite in altre manifestazioni locali. Dalle offerte libere raccolte dal pubblico è risultato l’importo netto di 9.500 euro, già detratte solo le spese vive per l’acquisto dell’olio. Tale importo sarà interamente devoluto alle attività di Ricerca Tes e Ape, poiché tutti i costi per la comunicazione e la realizzazione della campagna sono stati sostenuti da Avis Veneto. Un risultato buono, anche se non esaltante, per questa nostra prima volta. Ma chi ben comincia... Siamo infatti convinti che la continuità dell’iniziativa potrà garantire un crescendo di bei risultati per i prossimi anni. Invitiamo, perciò, tutti a scaldare i muscoli, pronti a scendere in piazza per la seconda “Giornata Avis per la Ricerca” domenica 26 aprile 2020. Segnatevelo sui nuovi calendari Avis.
Atleta ipovedente alla VeniceMarathon per Avis e ricerca
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vis regionale Veneto ha partecipato alla Venice Marathon come partner del Charity program. Era a sostegno della Fondazione Tes, partner Avis per la ricerca sulle cellule staminali. La corsa era dedicata a uno dei tre progetti: lo studio sull’impiego di cellule staminali tratte dal sangue periferico per la rigenerazione del miocardio infartuato. I partecipanti alla maratona del 27 ottobre che hanno scelto di correre con il pettorale Avis per un giorno sono diventati testimonial dell’as20 · DONO&VITA · 4/2019
sociazione. Un bel gruppo ha deciso di correre la 42 chilometri, un altro il percorso di 10. Un grazie a tutti i runner per aver scelto la nostra iniziativa e un grazie speciale all’Avis comunale di Soave (Vr), ai suoi atleti Sandro FiIippozzi, atleta ipovedente e Luciano Ambrosini (la sua guida). Avis era presente all’Expo Sport Village a San Giuliano con uno stand informativo presidiato dai ragazzi del Servizio civile di Avis regionale, provinciale, presente anche Avis Mestre-Marghera con i suoi volontari.
STORIE DI VITA/CONVEGNI
Mamme “caterpillar” in campo per dar voce a chi... non ce l’ha di Michela Rossato
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’amore di una mamma può “smuovere” montagne. La forza di una mamma, può dar forza ad altre mamme e altre famiglie. Potrebbe riassumersi così (e basta ascoltarla cinque minuti per capirlo) la battaglia della trevigiana Raffaella Buziol in Fantin. Sono solo una mamma, precisa (ma anche moglie di un donatore Avis), che vuole veder sorridere sua figlia Lisa, di quasi 12 anni, condannata otto anni fa a non aver voce da una malattia, dalla scarsa informazione e dalla burocrazia. Per invertire la rotta e cambiare le cose, Raffaella dal 2001 ha bussato alle porte di Regione, Ulss, università ed enti; ha informato stampa, insegnanti, presidi e altri genitori di bambini “senza voce”. Fino a riuscire, un freddo pomeriggio d’inizio dicembre, a riunire attorno allo stesso tavolo 31 persone, di settori diversi, strappando loro la promessa di ritrovarsi tutti il 7 febbraio 2020, per affrontare il problema in un convegno. Al tavolo si sono seduti dal direttore generale dell’Ulss 2, ai docenti di Cà Foscari, dal presidente della provincia di Treviso ad alcuni sindaci, assessori e consiglieri dei Comuni trevigiani, dal Csv alle associazioni di volontariato, da dirigenti scolastici a cittadini sensibili alla disabilità… E si è seduta anche Avis regionale Veneto, con il suo consigliere Minuzzo e il direttore del periodico “Dono&Vita” Castellano. Il problema? Informare tutti che esiste la lingua italiana dei segni, la lis, che potrebbe dar voce a tante persone con difficoltà verbali (non necessariamente sorde). Ma che quasi nessuno sa esista. “Lo abbiamo sperimentato personalmente - spiega Raffaela e solo dopo molte traversie siamo riusciti a trovare qualcuno che ci
ha aiutati, dando “voce” e sorriso a Lisa”. Ma quella per arrivare alla lis è una strada tortuosa, senza indicazioni, con domanda e offerta che faticano ad incontrarsi. “Eppure proprio a Venezia, a Cà Foscari, c’è un corso universitario che insegna la lis e tanti giovani lo frequentano. Perché sul territorio non si può attivare un servizio proprio per i malati e per le loro famiglie? Com’è possibile che tante persone restino senza voce pur avendo le risorse in casa? Com’è possibile che un bambino non possa aver un insegnante che parla la lis a scuola con tanti studenti che nelle scuole potrebbero svolgere stage e tirocini? Com’è possibile che nessuno sappia come fare in un ambiente sanitario?” Comunicare è vitale per ogni persona. Come ricevere il sangue. E come può comunicare un aspirante donatore, magari sanissimo e idoneo, che non parla? Sicuri che basti un block notes? A queste e altre domande si cercherà una risposta il 7 febbraio. “Obiettivo è dare in-
formazione a tutti: istituzioni, enti e cittadini affinché nella provincia di Treviso, e non solo, si possa attivare in concreto la lis per dare servizio e una possibilità di sorriso a chi voce non ha. L’idea è partita dalla mia famiglia Fantin e dalla famiglia Ferronato di Padova, due differenti realtà nella disabilità, ma con la finalità di essere d’aiuto a tutte le famiglie in difficoltà”. Per informazioni sul convegno contattare Raffaella: fantin1971@libero.it, tel: 3803583951.
Padova: capitale del volontariato, un convegno di Avis nazionale, regionale e CSV su “Etica e integrazione”
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adova, capitale europea del volontariato 2020, ospiterà l’8 febbraio il convegno “Dono, etica e integrazione: le nuove sfide globali” organizzato da Avis nazionale in collaborazione con Avis regionale Veneto e Centro Servizi Volontariato. Ospiti della giornata saranno nomi noti dello sport, riceventi e/o donatori, cittadini che vivono sulla propria pelle il problema dell’integrazione, esperti impegnati sul tema. Al momento di andare in stampa hanno confermato la loro presenza Maurizio Ambrosini, docente di sociologia delle migrazioni, Andi Nganso medico del Comitato nazionale della Croce Rossa, Agathe Wakunga, di origine congolese, ricevente (nostra “copertina” di settembre), Isilda Armando dell’Avis comunale di Lecco che presenta “Il sangue non ha colore”, Pietro Bartolo, medico di Lampedusa. Invitate Sara Gama, capitana della nazionale calcio e Paola Egonu, giocatrice nazionale femminile volley. Altri nomi sono in via di definizione. Più informazioni prossimamente sul sito di Avis Veneto e Avis nazionale e sulle nostre pagine social. 4/2019 · DONO&VITA · 21
BEST CHOICE
Dodici regionali Avis in rete, un progetto di respiro nazionale
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l progetto B.E.S.T choice: Benessere Educazione e Salute nel Territorio è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Direzione generale del terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese. È partito a giugno 2019 con un importante lavoro di attivazione della rete, formazione e definizione degli strumenti/attività e, con l’inizio del 2020, entrerà nella sua fase più importante: dar voce ai giovani. Il progetto è rivolto agli studenti di 70 istituti scolastici superiori selezionati del territorio delle 12 regioni coinvolte (Veneto, Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Piemonte, Sicilia, Trentino, Umbria, Valle d’Aosta, Toscana) e ha l’obiettivo di promuovere uno stile di vita sano, educare ai corretti stili di vita e disincentivare i giovani a comportamenti a rischio per la salute. Gli studenti delle II e delle III superiori avranno l’occasione di far sentire la propria voce in modo originale e creativo rispetto a tematiche importanti, come quelle legate ai corretti stili di vita. Avis regionale Veneto partecipa al progetto con il ruolo di capofila, con una foltissima rete composta da 32 enti ed associazioni territoriali: 11 Avis regionali (Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Piemonte, Sicilia, Trentino, Umbria, Valle d’Aosta, Toscana), Avis nazionale, Admo Liguria, Aido Friuli Venezia Giulia, Aido Piemonte, Aido Veneto, Medici per la pace Onlus. Al progetto partecipano, inoltre, altre associazioni/enti in qualità di collaboratori: Regione Veneto-Assessorato ai servizi sociali, attuazione programma, rapporti con il Consiglio regionale; Azienda Ulss Veneto; Anci Veneto; Cittadinanza 22 · DONO&VITA · 4/2019
attiva Onlus; Simti-Società Italiana di Medicina trasfusionale e Immunoematologia; Università degli Studi di Genova; Segretariato italiano studenti in medicina (sede di Genova); Csv Vivere Insieme; Associazione della Liguria del Levante; Cespim; Centro servizi per il volontariato della provincia di Imperia; Cesavo; Centro Savonese di servizi per il volontariato. A.Li.Sa Azienda Ligure sanitaria della Regione Liguria; Ufficio scolastico regionale per la Liguria; Aido Marche, Admo Marche. Si sta concretizzando ciò che si dice da tempo: costruire relazioni forti tra le Regionali con la regia di
beneficiando delle relazioni che il territorio offre, lavoro, conoscenza, innovazione... Come ampiamente noto, le reti però, si costruiscono solo a partire dalla fiducia che si stabilisce e si rinforza lavorando insieme. Non accade mai che vi sia un organismo che impone la costruzione della rete, naufragherebbe presto, soprattutto quando non ci sono obiettivi economici importanti. E questo si manifesta proprio nel volontariato, dove i legami sono fatti di fiducia appunto ma anche di amicizia, sostegno reciproco, condivisione di valori, ideali. Così la co-
Avis nazionale per crescere e sviluppare solidarietà in modo stabile a livello nazionale. Credo che sia un ottimo esempio da replicare in futuro. Siamo nella regione dei distretti, ormai dis-larghi, vista la estensione delle imprese in una dimensione internazionale; piccole e medie imprese che costruiscono reti virtuose per competere e svilupparsi insieme nei mercati internazionali grazie alla condivisione di alcune funzioni e
munità cresce e si consolida. Bene ha fatto Avis nazionale a sostenere questa progettualità, dando tutta la sua disponibilità e impegno, perché si realizzino gli obiettivi di progetto. Nella rete è il nodo principale, garante della diffusione e dei rapporti con il Ministero del lavoro e delle Politiche sociali e gli altri attori a livello centrale. Non ci resta che dire, buon lavoro a tutti. Giorgio Brunello
BUONE PRASSI
Comunicazione e informazione con un’unica voce coordinata a cura della Redazione Dono&Vita
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empre in tema di rete, a novembre c’è stata la prima uscita “pubblica” del gruppo Buone prassi di Avis nazionale. Un gruppo nato un paio d’anni fa a seguito dell’inchiesta de “Le Iene” che aveva scombussolato l’Avis tutta, evidenziando la necessità di un coordinamento nazionale di gestione comunicativa delle crisi e dell’immagine e interventi coordinati anche suoi social. Vi fanno parte, a titolo diverso, volontari, dipendenti e professionisti che si occupano di comunicazione Avis a livello nazionale e regionale e, in alcuni casi, provinciale. Per Avis Veneto fanno parte della “Cabina di regia” di Buone Prassi il direttore del nostro periodico “Dono&Vita” Beppe Castellano e la vice e addetta stampa Michela Rossato, con la segretaria dipendente Laura Cendron nel gruppo allargato. A coordinare il percorso del gruppo, che conta ad oggi una ventina di persone, è il prof. Andrea Volterrani dell’Università di Tor Vergata, uno dei maggiori esperti italiani di comunicazione sociale. Con lui anche dal dott. Marco Serra, sociologo artista, che ha guidato il gruppo nelle complesse modalità di organizzazione e progettazione dei lavori della prima conferenza organizzativa sulla comunicazione, tenutasi a Milano il 23 e 24 novembre. Il gruppo Buone Prassi si è messo alla prova con lavori di gruppo - che hanno coinvolto circa 200 dirigenti associativi - su quattro temi principali: gestione delle crisi sui mass media, campagne di comunicazione, interventi sui social, gestione dati nell’informazione. Tre giorni intensi di lavori, almeno per gli animatori dei gruppi, dai quali è emerso come sia assolutamen-
te vitale per tutta l’Avis lavorare in modo coordinato tra i vari livelli associativi, con aggiornamenti rapidi e che consentano, attraverso l’uso di strategie condivise, di dare forza ai messaggi che ogni giorno l’associazione diffonde con tutti i mezzi di comunicazione. Una “rete” che, almeno per le realtà coinvolte (che rappresentano per ora circa metà delle regioni avisine), ha iniziato a funzionare e sta crescendo bene in questi due ultimi anni. (Per informazioni sul gruppo e per chiedere come entrare a farne parte, scrivete a ufficio.stampa@avis.it). Alla Conferenza organizzativa di Milano ha partecipato una delegazione di una decina di dirigenti veneti, guidata dal presidente regionale Giorgio Brunello.
Un solo logo una sola identità
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urante la conferenza è stato più volte sottolineato con forza come il logo Avis (che è protetto da copyright©), sia oggi usato in mille modi, colori e dimensioni diverse. DEVE essere invece usato dalle Avis (o da chi lo usa a fini promozionali) in modo uniforme per tutti. Usarlo in modo difforme penalizza anche la stessa Avis di qualsiasi livello che ne da “libera interpretazione”, causando confusione anche fra i propri simpatizzanti. È punto importante in vista del 2020 che vedrà l’Italia come Paese ospitante la Giornata mondiale del donatore di sangue. È appena uscito, grazie anche al lavoro del gruppo “Buone prassi”, il vademecum che spiega nei particolari come si usa il “marchio”. È già stato diffuso alle Avis provinciali.
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STORIA DI UN PERIODICO/4
1996/2000 con le Avis Venete in volo verso il nuovo millennio A cura della Redazione
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opo l’anno “horribilis” che fu il 1995 con il sequestro di plasma a Padova, quello italiano poi rivelatosi “pulito” e quello veneto a DOC, il periodico ricominciò a navigare su acque apparentemente più tranquille. I numeri annui continuavano ad essere tre. uscite a marzo, luglio e dicembre
con 64 pagine invece di 48 attuali e con alcune dedicate alla... pubblicità. Compiva due anni, il nuovo corso del “pupo” Avis Abvs Veneto mentre il Consiglio direttivo che l’aveva resuscitato era in scadenza anch’esso. Allora i mandati associativi duravano tre anni. Primo mandato di Rino Rosso in scadenza, con diversi successi associativi, ma ancora molte cose da portare a termine. Anche e soprattutto in ambito nazionale che si chiedeva diventasse “una vera associazione nazionale e non più una sorta di federazione di Avis regionali”. Ah, nel 1995 - dimenticavamo - le Ulss del Veneto era diventate “Aziende” e le cose non è che andassero lisce anche nell’interscambio di san24 · DONO&VITA · 4/2019
gue ed emoderivati all’interno della Regione, figurarsi la giungla che poteva essere al livello nazionale. Il Veneto, in verità, sembrava a un passo dall’autosufficienza anche per quanto riguardava il plasma, ma era “sola” a combattere per il c/ lavorazione. Tornando al periodico, come è sempre stato suo stile non “molla l’osso” e indaga, cerca i fatti, interviene anche sulle questioni più spinose: come la famosa, allora, “inchiesta di Trento” da cui poi prese forma il “Processo Poggiolini” conclusosi quest’anno a Napoli con tutti assolti. Dopo l’intervista esclusiva di sei mesi prima con il Procuratore capo di Trento Francantonio Granero, la redazione torna nel numero di giugno 96 a parlare della questione. Anche perché, nel frattempo, c’era stato un altro grosso sequestro di plasma, ma totalmente estero. E quello sì, che era infetto. Insomma senza risparmiare bordate a chi di dovere, quando servivano, il giornale continuava a essere in prima linea sugli argomenti più scottanti. Sempre nel numero di luglio ‘96 si riporta un’altra notizia “clamorosa” per Avis: il presidente nazionale dopo 69 anni di vita associativa “Non è un lombardo”! , Dopo l’assemblea di Riccione viene eletto infatti l’abruzzese Pasquale Colamartino, trasfusionista di Vasto. Un cambiamento epocale. I consiglieri nazionali espressi dal Veneto, dopo la revisione dello statuto nazionale che portò il consiglio nazionale da 39 a 45 componenti, passarono da tre a cinque: Alberto Cicerone (TV), Valentino Rossin (VR), Francesco Magarotto (PD), Giannino Dian (Rovigo) e Francesco Bosello (VE). Nel frattempo, sul finire del 1995, la redazione stessa era stata rinfor-
zata acquisendo un’altra giovane giornalista di professione: l’attuale vicedirettrice Michela Rossato. Il ‘96 è anche l’anno della cometa Hyakutake che finisce in copertina di dicembre con un pilota, giovanissimo, di Formula 3000. Farà così tanta strada (è il caso di dirlo) che Fabrizio Gollin diventerà 8 anni dopo campione mondiale di Formula Fia GT con la Ferrari. Senza mai smettere di portare il logo Avis su casco e stessa Ferrari. Per molti anni, poi, tenne su queste pagine una rubrica di “guida sicura”, antesignano delle tante “scuole” oggi operanti. Il 1997 vede il periodico passare a quattro numeri l’anno, un numero ogni tre mesi, quasi a scandire (l’intenzione è proprio quella) i 90 giorni che possono intercorrere fra una donazione e l’altra. Scompare la pubblicità, anche perché le tariffe postali per giornali del volontariato senza inserzionisti erano - bei tempi - molto convenienti. Il primo numero del ‘97 esce regolarmente a marzo, con una nuo-
va veste grafica, ma il secondo viene anticipato addirittura ai primi di maggio perché ben vengano accolti i delegati della 61ª Assemblea nazionale che si sarebbe tenuta a Jesolo. Fu uno sforzo senza precedenti da parte di tutta l’Avis veneta e, in particolare, da parte della Provinciale di Venezia a quei tempi presieduta da un tale Alberto Argentoni. Arrivarono in Veneto e a Venezia più di 700 fra delegati e accompagnatori. Tutti furono così soddisfatti dell’accoglienza che avrebbero voluto rifarla in Veneto anche l’anno dopo... Ma tant’è! È proprio da allora che Avis Veneto non si è più proposta per ospitare un’assemblea nazionale. Comunque anche la redazione fu impegnatissima nell’occasione. Oltre che a raccogliere interviste e notizie per il numero “canonico” successivo di settembre, si “inventò” perfino il quotidiano dell’Assemblea nazionale. Un foglio che usciva per i tre giorni assembleari con notizie varie per i delegati. Da considerare che, allora, i pc erano lentissimi e perfino le foto erano ancora in... carta. Le prime macchine fotografiche digitali uscirono sul mercato due anni dopo. Il numero di settembre 1997 fece molto “rumore” sia fra i politici che avrebbero dovuto occuparsi della salvaguardia del plasma veneto ancora sotto sequestro giudiziario,
nonostante fosse stato ritenuto “pulito” dai periti, sia fra gli stessi giornalisti. La copertina contro le “balle” (il termine fake news era sconosciuto) che si leggevano ogni giorno - suggerite da chi non aveva interesse che l’Italia si liberasse del commercio internazionale di plasma - e l’inchiesta di Avis-Abvs Veneto “Basta con la confusione” fecero almeno chiarezza fra i nostri donatori e non solo. Ma andiamo avanti... l’estate, in quegli anni, era sempre molto “calda” sul fronte delle donazioni che - in assenza di programmazione negli scambi fra province e regioni - potevano subire alti e bassi incontrollati mettendo in ginocchio anche i nostri ospedali. Di programmazione delle donazioni si parlava sì, ma poco era ancora da venire. E i donatori andavano “invitati” regolarmente (come oggi, del resto) in prossimità dell’estate a fare la propria donazione prima di andare in vacanza. Nei numeri pre-estivi di giugno, sia del ‘98, sia del 99, la copertina invitava alla donazione inventandosi di tutto. Dai due bei ragazzi che correvano felici perché l’avevano... fatto, a quella con la domanda... topica: “l’hai fatta prima di partire?”. Bastava girare pagina e, in seconda di copertina, stessa strada, stesso cielo e... “La tua donazione di sangue”? Non ci crederete, ma quelle estati funzionò, permetten-
do a molti ospedali di fare un po’ di scorta per le emergenze estive previste, ma che non si verificarono poi in modo così pesante come era previsto. Dall’estate all’inverno, poi il passo era sempre breve. E quasi ogni numero avevamo, all’interno o in copertina, intervista con un testimonial veneto dell’Avis. In alto la copertina dedicata a Christian Ghedina, raggiunto a Cortina. Qui sotto, invece, un altro grandissimo veneto: Alex Del Piero raggiunto a Torino per un’intervista. A Roma fu invece intervistato il Prof Peschle, che secondo molti giornali avrebbe scoperto come produrre il sangue: “Forse ci riusciremo fra dieci anni”, fu la sua onesta risposta. Ne sono passati venti...
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GIOVANI IN AVIS
Università Padova: presentato progetto coordinato donazione
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Padova è partito il progetto “Metti in forma il tuo sangue tra pari”, promosso dal Fondo regionale sangue in collaborazione, tramite apposita convenzione, con i Dipartimenti di medicina (Dimed) e di psicologia dello sviluppo e della socializzazione (Dpss) dell’Università degli Studi di Padova. Coinvolti i coordinamenti studenteschi universitari. Lo scopo del progetto, che ha avuto inizio a marzo 2019, è quello di aumentare il numero di donatori di sangue tra gli studenti universitari, favorendo stili di vita sani. Questo grazie al coinvolgimento di studenti adeguatamente formati che, avvalendosi della tecnica della peer education, possano fare da motivatori per i loro colleghi. In pratica è una forma di sensibilizzazione alla donazione di sangue che parte dai giovani ed è rivolta ai giovani coetanei. A formare questi “peer tutor” è un corso universitario tenuto da docenti esperti. Al convegno di presentazione, tenutosi nell’aula Magna “G. Morgagni” del Policlinico universitario di Padova lo scorso 20 settembre, sono intervenuti i docenti impegnati nel corso di formazione dei peer tutor. Partendo dagli atteggiamenti degli studenti verso donazione e stili di vita, hanno spiegato le basi teoriche sulle quali si è costruito il progetto stesso, ovvero il senso di gruppo, l’importanza della peer education, la necessità del donare, di seguire corretti stili di vita... Cuore della giornata è stato, però, il laboratorio pomeridiano, ideato e gestito interamente dai peer tutor del progetto, con partecipanti tutti i presenti al convegno. È stata l’occasione per dare una di26 · DONO&VITA · 4/2019
mostrazione di ciò che sarà svolto nelle aule universitarie nei prossimi mesi tramite attività specifiche rivolte a quattro differenti gruppi. Il primo gruppo, quello delle persone che non hanno mai pensato di donare, ha svolto un quiz su una piattaforma online che ha messo in luce l’importanza della donazione per la vita di alcune persone. Il secondo gruppo, delle persone che hanno pensato di donare, ma non l’hanno ancora fatto, ha analizzato gli aspetti negativi che bloccano la persona dal donare, per poi incentrarsi sugli aspetti positivi (permettendo ad alcuni non donatori di capire quanto fossero in realtà vicini alla donazione, motivandoli a fare la visita di idoneità). Il terzo gruppo composto dalle persone che hanno intenzione di donare entro sei mesi, ha svolto uno speed date con al centro il tema della donazione, permettendo la discussione tra persone motivate a donare. Il quarto, infine, composto da persone che già donano
il sangue, ha effettuato un’attività manuale per trasmettere con un piccolo manufatto la propria esperienza positiva rispetto alla donazione di sangue, condividendo le emozioni che suscita e creando gruppo. Prossimamente gli studenti peer tutor avranno la possibilità di andare nelle aule e di entrare così nella fase operativa del progetto (che avrà conclusione a giugno 2020). Al convegno sono intervenuti, tra gli altri, il responsabile del Crat, dott. Giovanni Roveroni, il presidente di Avis Veneto Giorgio Brunello, e di Fidas Veneto Fabio Sgarabottolo, il coordinatore del Fondo Roberto Sartori, la dott.ssa Giustina De Silvestro, direttrice del Dipartimento Immunotrasfusionale (Dimt) di Padova. Davide Busato, dott.ssa Alice Lucarini, Gianluca Padrin, Andrea Pedot, dott.ssa Angela Vitetta. Dott.ssa Federica Tognazzo, coordinatrice del progetto.
Forum Giovani provinciale Treviso: il vero “sballo” è vivere
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iamo spazio ai giovani, ai loro sogni, ai loro progetti, alla voglia di mettersi in gioco. Il messaggio arriva dal quarto Forum Giovani dell’Avis provinciale di Treviso che il 16 novembre ha chiamato a raccolta nelle sale parrocchiali di Padernello (Tv) decine di ragazzi e ragazze. Un pomeriggio di confronto intenso e appassionato che ha visto cinque gruppi di lavoro dialogare sull’evoluzione dell’associazionismo e del volontariato nella Marca Trevigiana, tra sfide passate, presenti e future per continuare a incentivare la donazione. Non a caso il titolo scelto per il Forum è stato “L’Avis di oggi e… di domani”. Puntini di sospensione che sono stati riempiti dalle riflessioni dei partecipanti, coordinati dal giornalista avisino Alessandro Bozzi Valenti, da Filippo Pozzoli referente giovani Avis nazionale, da Valentina Camillotto medico selezionatore Avis, da Alfio Bolzonello del Comitato etico di Avis regionale, già presidente dell’Avis provinciale trevigiana, e dai giovani Alessio Pontello e Daniele Guadagnini. Ma è soprattutto la storia di due testimonial d’eccezione, Benedetta e Carol, ad aver lasciato il segno. Due giovani di 15 e 23 anni che hanno raccontato che cosa abbia significato per loro ricevere il sangue donato. “Mi chiamo Carol, ho 23 anni. Mi sono ammalata di leucemia linfoblastica acuta...ho ricevuto 54 sacche di sangue da 54 sconosciuti e senza di loro io non potrei essere qui. Ho affrontato il mio percorso con la chemioterapia, ma questa cura, oltre ad uccidere le cellule malate uccide anche le cellule sane. Infatti, per farmi stare meglio mi somministravano le sacche di sangue che io chiamavo “bistecche di sangue”, perché ogni volta che me la somministravano mi sentivo bene, mi sentivo pronta per tornare a casa”. Aggiunge Benedetta, affetta dalla stessa malattia: “Per me non è stato solo importan-
te, è stato fondamentale beneficiare del sangue donato. Se non fosse stato per i donatori, non avrei avuto la possibilità di un secondo respiro. L’unica cosa che vorrei dire ai miei coetanei è di conoscere da vicino l’Avis, di non avere paura, poiché entrare a farne parte è una vera fortuna e il fatto di poter salvare le persone dovrebbe rendere orgoglioso chiunque vi appartenga”. La sala è rimasta in silenzio ad ascoltare, per poi riflettere sulle testimonianze portate. Daniele Guadagnini, a nome di tutto il gruppo organizzatore del Forum Giovani, ha espresso soddisfazione per l’ampia partecipazione e per gli spunti che sono stati sviluppati. “L’intento di creare un gruppo di donatori sempre più nutrito, intergenerazionale, coeso al suo interno e radicato nella nostra comunità per portare avanti l’impegno al dono è il nostro traguardo. I giovani sono la nostra linfa ed è necessario che siano proprio loro a creare un effetto contagioso, diventando tutti insieme testimonial dell’Avis per far apprezzare anche ai loro amici la bellezza della generosità” spiega Vanda Pradal, presidente dell’Avis provinciale di Treviso. Il messaggio più bello non poteva che arrivare dalle due giovani testimonial. Ecco l’inno alla vita di Benedetta rivolto a tutti i suoi compagni, amici, conoscenti, e a chi la crede una “sfigata” perché non
beve e non fuma: “Ti porterò a sederti su una poltroncina blu dove tutti ti guardano con gli occhi lucidi e una mascherina sulla bocca, dove guardi l’alba e il tramonto da una finestra per giorni giorni e mesi e non sai più se è sabato o lunedì... l’importante è solo che il tuo sangue “faccia il bravo” per poterti concedere di abbracciare qualcuno... che sballo poter leccare un gelato che non sia confezionato, perché potrebbe essere “contaminato” e farti stare malissimo... che sballo poter metterti gli sci e riuscire a vedere un sacco di panorami pazzeschi. Che sballo andare ad un concerto e poterti concedere di ballare e cantare senza sentirti male perché ti mancano forze e respiro. È uno sballo vivere e sognare. Io non ho bisogno di bere e di fumare, sono già felicemente sballata di mio”. Avis provinciale Treviso
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Con Chiara Galiazzo è proprio “magnifico donare”
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ell’epoca dei social, quando tutto o quasi viene condiviso, anche gli aspetti più privati della propria vita, vi è una forte riluttanza a condividere qualcosa di veramente importante di sé, qualcosa che può salvare la vita: il sangue. Ci prova la campagna “Magnifico Donare”, promossa da United Onlus-Federazione italiana delle Thalassemie, Emoglobinopatie rare e Drepanocitosi e AIPaSiM Onlus, Associazione italiana pazienti con Sindrome mielodisplastica, in collaborazione con Avis e il supporto non condizionante di Celgene. Testimonial la cantante padovana Chiara Galiazzo, che interpreta un brano inedito dedicato alla campagna. Insieme alla musica, viene utilizzata la forza delle immagini, con 5 video animazioni ispirate al tema
del dono, che raccontano come anche piccoli piccoli gesti di altruismo possano fare la differenza. Obiettivo primario della campa-
gna è sensibilizzare sull’impatto che la trasfusione di sangue ha sui pazienti costretti a ricorrere a frequenti trasfusioni di sangue. Come ha raccontato anche alla nostra Avis regionale Veneto, dalle pagine del periodico “Dono&Vita” nel numero di settembre, la giovane Agathe Wakunga, affetta da drepanocitosi. La campagna è rivolta soprattutto ai giovani, ricordando l’importanza di “donare felicità completamente, semplicemente, adesso e sempre” nel brano Magnifico Donare, interpretato da Chiara Galiazzo e scritto da Virginio (vincitore di Amici 10 e già autore per Laura Pausini, Raf, Francesca Michielin) con arrangiamento di Francesco Catitti (già al lavoro con Mahmood ed Elisa tra gli altri).
Giovani presenti (e coinvolgenti) alla Fiera di Rovigo
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Gruppo Giovani dell’Avis provinciale di Rovigo alla Fiera di Rovigo, istituita dal Senato della Serenissima nel 1482, e conclusasi con il tradizionale “Marti franco”. I giovani volontari sono stati presenti con un loro gazebo nei quattro giorni in cui il centro storico del capoluogo polesano è stato simpaticamente invaso dalle bancarelle, facendosi notare per la simpatia. Si sono ac-
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cordati affinché a turno, presso la postazione Avis in Corso del Popolo, ci fosse sempre qualcuno pronto a dare spiegazioni e informazioni sulla donazione e a soddisfare le curiosità delle persone. Il risultato non si è fatto attendere e il frutto è stata la raccolta di ben 80 adesioni di aspiranti donatori, davvero un numero significativo. Bravi ragazzi!
Da Modena il Forum giovani “Il sangue blu non esiste”
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itolo originale, il 5 ottobre, al Forum regionale Avis Giovani Emilia-Romagna, “Il sangue blu non esiste” a Modena. Quando si è insediata, due anni e mezzo fa, la commissione giovani provinciale modenese si è data l’obiettivo di formarsi. Molti erano nuovi alle attività di promozione e ci si è rimboccati le maniche. Il primo anno ci siamo focalizzati sul tema dei social e della privacy, con un confine molte volte molto sottile. Il secondo anno abbiamo affrontato la tematica del plasma, chiamando infermieri e medici, volontari associativi prima di divenire professionisti nei rispettivi ordini, per sviscerare a dovere l’argomento.
Quest’anno il tema era quello che per statuto caratterizza la nostra associazione. Lo stendardo Avis non ha colori o schieramenti, è giusto che anche noi giovani volontari, dirigenti di oggi e di domani ne ricordiamo ogni giorno il significato e il valore. Ci hanno supportato in questo percorso persone che ci hanno aiutato ad affrontare temi complessi, come ad esempio il fluid gender o le campagne di comunicazione della nostra associazione. Le cronache nazionali e internazionali le conosciamo tutti ed è per questo che come commissioni di giovani abbiamo portato avanti questa idea. A giugno proprio nella nostra città si è tenuto il Gay
Pride e la nostra posizione in merito a questi argomenti è puntuale e coscienziosa, riportando i valori fondanti. Avis è apartitica, aconfessionale, senza discriminazione di sesso, religione, lingua, nazionalità, ideologia politica, esclude qualsiasi fine di lucro e persegue finalità di solidarietà umana che ha lo scopo di promuovere la donazione di sangue. Doniamo per salvare la vita a chi non ha scelto di essere malato, non ha colpe perché in quel momento lo è. Il nostro braccio si stende per tutti, nessuno escluso. Ogni giorno siamo purtroppo raggiunti da pregiudizi, stereotipi, di genere piuttosto che culturali o di orientamento sessuale. Persone come don Cavani del Vescovado, Beba Gabanelli comunicatrice ed esperta di stereotipi di genere nella comunicazione, Maurizio Matrone comunicatore ed esperto di storytelling, Eva Croce e Dario Pavia componenti di ArciGay e Somalia Bakkali, mediatrice culturale, ci hanno permesso di conoscere e gestire situazioni che per un volontario in servizio non sono sempre facili. Ludovica Scarcella
Costituzione italiana e chiavetta Avis ai neo diciottenni di Vigasio
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on una cerimonia semplice sono stati festeggiati a Vigasio (Verona) i neo diciottenni. Diventare maggiorenni significa acquisire diritti e doveri: dal votare ad essere partecipi della comunità fino a donare il proprio sangue. Messaggi rivolti al folto gruppo di ragazzi, classe 2001, dal vice presidente della Provincia di Verona, David Di Michele, che ha ricordato ai giovani i diritti e i doveri della maggiore età, invitandoli a confrontarsi con la realtà comunale e a impegnarsi dove possibile per migliorarla ulteriormente. Sono stati consegnate la Costi-
tuzione e la bandiera italiana, mentre il presidente dell’Avis comunale, Ezio Scappini, ha omaggiato cia-
scuno dei neo diciottenni di una chiavetta Usb. Valerio Locatelli
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SPORT
Trecenta: tante associazioni e Avis insieme per il Sitting volley
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n evento importante che ha coinvolto le Avis comunali di Badia Polesine, Bagnolo di Po, Canda, Castelguglielmo, Fratta Polesine, Lendinara, Lusia, Pincara, San Bellino, Salara, Trecenta, Villanova del Ghebbo e Zelo con il patrocinio delle rispettive Amministrazioni comunali, le istituzioni scolastiche dei Comprensivi di Badia, Fiesso, Costa-Fratta, Lendinara e Stienta, il Coni, la Fipav, il Cip e l’associazione “La tenda”, la Regione Veneto e il Centro servizi volontariato, si è svolto dall’11 al 13 ottobre a Trecenta. La manifestazione, Sitting Volley, è stata definita “esempio di solidarietà nei confronti di questi atleti che attraverso lo sport raggiungono traguardi importanti a livello nazionale e mondiale”. Sono stati tre giorni ricchi di appuntamenti tra i quali l’incontro tra gli atleti e gli studenti delle scuole del territorio. Gli studenti hanno seguito con passione l’allenamento delle squadre e il dialogo con i giocatori è stato pieno di ammirazione per la loro forza interiore e la tenacia. Momento clou è stata la partita Amichevole tra le Nazionali maschi-
li Italia - Slovenia al palazzetto dello sport, presente l’assessore regionale Cristiano Corrazzari, il sindaco di Trecenta Antonio Laruccia, la presidente Avis provinciale Rovigo Barbara Garbellini, la presidente Fipav Rovigo Natascia Vianello, il presidente del Coni Rovigo Lucio Taschin, del Cip Rovigo Remo Zanellato, del Cip Veneto Ruggero Vilnai, dell’associazione La Tenda Don Wanni Manzin, numerosi sindaci e amministratori. Gli spalti erano gremiti. La Nazionale italiana era composta da Paolo Gamba, Fabio Marsiliani, Giuseppe Di Mare, Sergio Ignoto, Emanuele Di Ielsi, Federico Ripani, Gregorio Guzzo, Massimo Barossi, Cristiano
Sport paralimpico: se n’è parlato anche a Bibione
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i sono momenti in cui la vita ci pone di fronte a ostacoli che sembrano insuperabili, sfide che sembrano giganti. Abbandonarsi alla sconfitta sembra l’unica via. Ma la vita è sempre una grande occasione, che va afferrata, colta, vissuta. Al convegno “Uniti per vincere” del 14 dicembre a Bibione, grandi atleti portano la loro esperienza. Organizzato da Avis regionale Veneto, Avis provinciale 30 · DONO&VITA · 4/2019
Venezia e Avis comunale Bibione assieme alla Federazione italiana nuoto paralimpico (Finp), vede come ospiti i campioni mondiali ed europei Francesco Bettella, Alessia Berra (donatrice Avis) e Antonio Fantin, il tecnico della Nazionale Nuoto paralimpico Federica Fornasiero e il presidente del Comitato italiano paralimpico veneto Ruggero Vilnai. Sul prossimo numero un servizio dedicato.
Crocetti, Simone Drigo, Francesco Cornacchione, Emanuele Fracascia. Allenatore Fabio Fonte, fisioterapista Antonella Iemma, medico Longa, direttore tecnico Amauri Ribeiro e team manager Massimo Beretta. Per la Slovenia erano schierati Tomi Jaksa, Matic Kerzan, Sebastjan Osrecki, Saso Korum, Jordan Jakin, Matiaz Majdic, Simon Turk, Marko Zupancic, Jasa Bartelj e Dejan Fabcic, allenati da Branko Mihorko e Simon Bozic. Ad avere la meglio è stata la nazionale Slovena per 3 a 1 ed è stata premiata da Nadia Bala quale Ambasciatrice del Sitting Volley a livello Nazionale, anche se i veri vincitori sono stati la solidarietà e l’amicizia.
Mestre: Avis ancora sul podio con i campioni di Risiko!
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ovevano difendere il titolo vinto nel 2018 per un’inezia su Monza. Stavolta hanno fatto il vuoto alle proprie spalle. L’anno scorso a Imola il Risiko Club “I Masnadieri” di Castelfranco (TV) aveva vinto per due soli centesimi di punto; a Mestre hanno staccato i secondi del Risiko Club “Lario” di Como, di ben 12,45 punti. Distacco siderale nella storia del Campionato nazionale a squadre. La 14° edizione “I Masnadieri” l’hanno organizzata con il Club “Il Grifone” di Venezia, già campione nel 2017. I castellani, fra cui giovani donatori, portano orgogliosamente sulle maglie il logo Avis della propria città e il motto “Risiko fa buon sangue”. Avis di Mestre-Marghera e di Venezia Centro hanno voluto patrocinare l’evento offrendo gadget, gli splen-
didi calendari, nuove shopper e i trofei della gara. A Mestre, l’ultimo weekend di novembre, erano quasi 200 i campioni di Risiko da 28 Club di tutta Italia, isole comprese. Una squadra siciliana, Siracusa, ha ottenuto la terza piazza. Il Club di Castelfranco è nato nel 2012 dal liceo classico “Giorgione”, grazie a un gruppetto di liceali ancora minorenni capitanato da Leonardo Castellano. Con i compagni di squadra di oggi: Davide Catalanotto, Roberto Stevanato, Elia Cauzzo, Nicholas Rispoli (e il supporto organizzati-
vo di due “riserve di lusso” come Federico Scattolin ed Elisa Rigon) hanno riportato una vittoria storica. Il totale di 107,45 punti è il più alto finora in un campionato nazionale. Durante la manifestazione, aperta da Fabio Reggio di Avis Venezia, ha funzionato uno stand Avis-Admo dove si sono alternati avisini di Mestre-Marghera e Maserada promuovendo il dono. Con una speciale “lotteria” dei Masnadieri, hanno anche raccolto fondi per chi è stato colpito dall’Acqua Granda di novembre (articolo a pag. 9).
Avis Venezia in gara, vento in poppa, con le altre Associazioni
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uattordicesima edizione della regata “Trofeo città di Venezia” nel canale di Cannaregio, chiuso al traffico acqueo per l’occasione. La regata, dedicata al volontariato, ha visto l’Avis lagunare gareggiare con le altre associazioni cittadine, da Aido Venezia Centro all’Ail Venezia, passando per Avapo Venezia, gli Amici del Cuore dell’ospedale civile… Tutte le associazioni hanno vinto, al di là dei piazzamenti, perché il loro obiettivo era farsi conoscere e di trasmettere la propria mission e il valore della
solidarietà. Presente anche una barca a vela griffata Avis comunale Venezia alla barcolana 2019! Il ciclismo, invece, è stato protagonista al Lido: all’annuale gara ciclistica, in collaborazione con l’Uci Lido, Avis Venezia ha potuto fare promozione per mezza giornata fra gli atleti e la cittadinanza presente. Uno striscione Avis è infine comparso all’isola di Murano, sull’esterno della Remiera isolana: sono indicati email e altri contatti di Avis Venezia, sperando di far breccia in sportivi o semplici passanti. Davide Del Negro 4/2019 · DONO&VITA · 31
LE SETTE SORELLE: BELLUNO
Crescono le donazioni, calano i medici: allarme dall’Assemblea a cura di Barbara Iannotta
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ssemblea ricca di ospiti e aggiornamenti, quella autunnale, per l’Abvs. Dopo l’introduzione della presidente Gina Bortot, ha preso la parola Gianluca Corsetti, presidente del Comitato d’Intesa e del Csv Belluno che ha inquadrato la situazione del volontariato bellunese. Il dott. Alberto Argentoni ha portato, invece, le novità dalla Fondazione Tes, da sempre impegnata nella ricerca sulla medicina rigenerativa. Il Centro trasfusionale di Belluno, infatti, è stato teatro di uno dei progetti di ricerca avente ad oggetto una membrana leuco fibrino piastrinica, ottenuta dalla lavorazione del plasma dei donatori. Hanno chiuso l’intervento il dott. Alessio Borean, referente del Dimt di Belluno per il progetto e il dott. Gaetano Caloprisco, direttore del reparto quando ha preso il via la ricerca. È stata poi la volta della dottoressa Francesca De Biasi, coordinatrice del Fondo Welfare della Provincia di Belluno, che ha relazionato sull’utilizzo di queste risorse (Abvs un anno fa aveva donato 40.000 euro, ndr). Per quanto riguarda la raccolta sangue, al 31 ottobre 2019 le dona32 · DONO&VITA · 4/2019
zioni complessive erano in leggero aumento rispetto all’isoperiodo dell’anno precedente (+4,49%). L’aumento non fa riferimento solo al Centro trasfusionale di Belluno, ma anche ai punti di raccolta di Agordo (+8,63%) e Pieve di Cadore (+3,34%). In particolare, sono soprattutto le donazioni di plasma a salire (+32,3%). In leggero calo il numero delle prime donazioni: i nuovi donatori sono 19 in meno rispetto ai primi dieci mesi del 2018. Preoccupazione c’è per la programmazione del 2020, considerata la messa in quiescenza di due dei medici operativi al Trasfusionale di Belluno. Si è espresso in merito il dott. Giovanni Roveroni, nuovo diretto del Crat (Centro regionale Attività trasfusionali), che ha rico-
nosciuto le difficoltà oggettive, a livello regionale, nel reperire medici trasfusionisti. I problemi non si fermano al momento della raccolta, ma anche alla successiva gestione e lavorazione della sacca. Si può tamponare la carenza di medici che gestiscono i prelievi, ma mancano poi le professionalità per la trasformazione. Tale emergenza non incide solo sul Veneto, ma anche sulle altre regioni, perché nel 2020 il Veneto non potrà più garantire le cessioni di sangue al Lazio. La soluzione potrà essere trovata solo attraverso la condivisione e la collaborazione di tutti gli enti che operano nella filiera trasfusionale. Della stessa opinione è stato il dott. Capelli, direttore del Dimt di Belluno. I numeri del bellunese, infatti, sono incredibili: circa il 38% di quanto donato in provincia viene utilizzato per garantire l’autosufficienza a livello nazionale. Ma non solo il programmato: nonostante non fosse previsto, ben 1000 sacche di sangue hanno tamponato emergenze negli ospedali veneti. Tutto ciò possibile anche grazie ad una stretta collaborazione con l’associazione che, tramite le prenotazioni, ha garantito l’adattamento dei donatori alla richiesta. Tutti numeri e performance per il cui mantenimento è necessario un adeguato numero di medici. Il dott. Roberto Padrin, presidente della provincia di Belluno, donatore, ha assicurato che farà tutto quanto di propria competenza per far sì che la nostra eccellenza sia salvaguardata. Giorgio Brunello, presidente Avis Veneto, ha da tempo denunciato la cronica carenza di personale medico trasfusionista in regione e all’assemblea ha detto che “la battaglia verrà combattuta insieme”.
Alla riscoperta del gioco perduto
Venas in festa
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essi da parte il telefono, la play station e qualsiasi oggetto tecnologico, a Cencenighe Agordino, il 14 settembre, i bambini hanno potuto cimentarsi in 60 giochi di una volta. Ma non pensate che si siano divertiti solo in bambini: l’iniziativa era aperta a tutti, da 0 a 99 anni. Fionde, tiro alla fune e chi più ne ha più ne metta per riscoprire i giochi dell’infanzia di un tempo. L’iniziativa, organizzata dalla ludoteca itinerante “Il Soffione”, ha visto anche la collaborazione della sezione Abvs di Cencenighe.
La “Dussoi cori de not” a Limana
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ono stati 217 i concorrenti che il 20 agosto a Limana hanno dato vita all’8ª “Dussoi cori de not”, podistica non competitiva organizzata, nell’ambito di “Festa a Limana”, dalla locale sezione Abvs. Una buona partecipazione, dunque, per una manifestazione che ha
animato le vie del paese e che nei prossimi anni probabilmente sarà riproposta nello stesso periodo, anziché nel mese di luglio come in precedenza. Per la cronaca, il più veloce di tutti è stato Francesco Duca, mentre per le donne ha primeggiato Sara Mazzucco.
Gazebo Abvs-Fidas alla “Mele a Mel”
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’evento “Mele a Mel” si è attestato, anche quest’anno, come uno dei più sentiti in tutto il territorio bellunese. 35mila persone hanno invaso il paese della Valbelluna per la manifestazione zumellese, incentrata sulla valorizzazione delle mele.
Per la prima volta, era presente anche un gazebo informativo dei donatori di sangue. Insieme, le locali sezioni di Abvs e Fidas hanno permesso la distribuzione di braccialetti promozionali a tutti i passanti. Quando l’unione fa davvero la forza!
Anche per il 2019, la Pro loco Venas ha riproposto la “Festa d’autunno”: una giornata a tema autunnale, accompagnata da buon cibo di stagione e da musica. Alla manifestazione, come di consueto, era presente la sezione Abvs di Valle di Cadore. All’ex stazione di Venas è stata allestita una tensostruttura dove si sono potuti gustare piatti tipici autunnali. La festa è iniziata alle 10 con l’esposizione di animali da montagna lungo il sedime dell’ex ferrovia e il mercatino di prodotti locali. (Foto: Frol)
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LE SETTE SORELLE: TREVISO
A convegno tra le Dolomiti per imparare ad “aver cura della vita”
pagina a cura di Avis Provinciale Treviso
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rendi un fine settimana d’autunno e aggiungi oltre 130 avisini, provenienti da tutte le province del Veneto, riuniti a Nebbiù di Cadore, tra le Dolomiti Bellunesi, il 12 e 13 ottobre per il seminario formativo “Aver cura della vita”. Il risultato dell’evento è stato strepitoso per la partecipazione e la ricchezza dei temi toccati. Perché essere volontario, oggi, è una missione e una sfida avvincente quanto impegnativa, che richiede competenze specifiche e un aggiornamento continuo per affrontare al meglio il proprio compito al servizio della comunità. “La nostra non è solo una donazione di sangue - sottolinea Vanda Pradal, presidente dell’Avis provinciale di Treviso, fautrice del corso che ha chiamato a raccolta le Avis di Padova, Venezia, Verona, Vicenza, Rovigo e l’Abvs di Belluno - parla di abbracci e strette di mano. Questo corso serve a darci nuovi strumenti per affrontare al meglio la complessità del presente, facendo in modo che l’Avis sia sempre più aperta, inclusiva e unita sotto il segno del dono”. Un ringraziamento speciale va ai relatori della due giorni per il prezioso contributo: Gian Antonio Dei Tos, direttore dei servizi socio sanitari dell’Aulss 1, la professores-
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sa Rita Reschetto, docente di psicologia della qualità della vita allo Iusve. Molto apprezzati i workshop, grazie alla competenza dei relatori: Sonia Marcon, Marco Napoletano, Carlo Callegaro, Michela Camerin, Luisa Perotti e Rita Bressan. Sono intervenuti il compositore Giorgio Fornasier che ha allietato la full immersion con piacevoli incursioni musicali e Marco Toppan, avisino reduce dal viaggio in bici lungo lo Stivale per sostenere la raccolta fondi per il restauro del Tempio Internazionale del Donatore di Valdobbiadene. Molto positivo il bilancio dell’iniziativa tracciato dai presidenti delle varie Avis provinciali presenti (nella foto sopra). “I giovani sono il nostro obiettivo e la nostra missione, ci stiamo concentrando molto su questo, ragazzi e ragazze vanno coinvolti e portati dentro al mondo Avis per passare a loro il testimone” dice Giovanni Vantin, presidente Avis provinciale di Vicenza. “Abbiamo avviato una campagna promozionale in tre fasi, con manifesti sugli autobus e nei punti Avis per interpellare le giovani generazioni aggiunge Michela Maggiolo, presidente Avis provinciale di Verona - Il seminario di Nebbiù è risultato utile per rafforzare le nostre conoscenze
e affinare il modo in cui possiamo raccontarci come avisini”. Dello stesso avviso anche Tito Livio Peressutti, presidente provinciale Avis di Venezia: “Stiamo lavorando per incentivare la donazione in una provincia come Venezia, sviluppata in lunghezza e molto variegata. Incontri motivazionali in classe per gli studenti e sinergie con enti comunali e aziende sanitarie per incentivare i cittadini alla donazione con una lettera di invito ai 18enni. L’evento di Nebbiù è per noi volontari avisini molto utile per arricchire il nostro bagaglio di conoscenze con l’intento di migliorarci sempre”. Grazie ai partecipanti che, con concentrazione e impegno, si sono messi in gioco. E allora non resta che dire: arrivederci al prossimo anno! Avis Provinciale Treviso
Avis Carbonera a tutta festa, tra la gente e con i giovani
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vis Carbonera si è unita alla festa per i quarant’anni di organizzazione e gestione della Sagra del Rosario, la prima domenica di ottobre. Con l’entusiasmo che ci contraddistingue, si è partiti il 4 ottobre con lo stand Palalenzy dove, come da tanti anni ormai, ospitiamo l’Associazione disabili di Breda, Carbonera e Maserada. La serata è stata allietata da un gruppo country. Il 5 ottobre è stata la volta della corsa ciclistica “5° trofeo Avis di Carbonera”, organizzata dal Velo Club Biban. Il pranzo del 6 ottobre è stato dedicato ai giubilei matrimoniali, presente anche la sezione Artiglieri di Carbonera. Tutte le sere siamo stati presenti con la nostra cucina, che
in questi quarant’anni ha saputo farsi apprezzare per la qualità e la generosità dei piatti. L’8 ottobre i festeggiamenti si sono conclusi con la grande Lotteria Avis, mentre il 9 c’è stata la cena dedicata a chi, in qualsiasi modo, ha dato il suo contributo al buon risultato della manifestazione. L’Avis di Carbonera partecipa per autofinanziarsi, per farsi conoscere e sensibilizzare al dono del sangue. Nel territorio comunale l’impegno profuso ha dato buoni frutti. Per avvicinare anche le giovani generazioni e le loro famiglie, durante la sagra cerchiamo di coinvolgere i ragazzi nel servizio ai tavoli. Ringraziamo tutti e in particolare i tre presidenti: Antonio Bettiol, Silvio
60 anni di Avis Follina, ricordando Daniela
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l 2019 è iniziato all’insegna del dolore per l’Avis di Follina: il 26 gennaio, a soli 32 anni, Daniela, figlia del nostro presidente Paolo Dall’Anese, ha perso la sua battaglia contro la leucemia. Un duro colpo per la nostra piccola realtà, che si apprestava a raggiungere i 60 anni di fondazione senza più voglia di festeggiare. Ma il nostro presidente, ancora una volta, ha dimostrato di possedere un cuore grande e ha organizzato insieme al Consiglio Direttivo dei piccoli segni per testimoniare comunque, a tutti i follinesi, il bel traguardo raggiunto. Ad aprile, tanti palloncini Avis hanno accolto i bambini al “Passeggino day” organizzato dalla scuola dell’infanzia di Follina, mentre a giugno i ragazzi del Comprensivo IC Follina-Tarzo hanno sfoggiato colorate magliette con il logo del 60° alle “Folliniadi” (annuale appuntamento di giochi e di festa). Il 13 ottobre si è svolta la consegna delle benemerenze ai soci: una festa semplice, ma significativa. Palloncini e striscioni Avis hanno
decorato il centro di Follina già dal giorno precedente, per accogliere la Lucciolata per la “Via di Natale” di Aviano che Ail, Aido e Avis hanno voluto dedicare proprio a Daniela. Commoventi le parole della sorella maggiore Patrizia, che ha ringraziato tutti i donatori di sangue che hanno permesso a Daniela, come a tanti altri ammalati, di vedere alleviata la propria sofferenza. Avis Follina
Maso e Attilio Nave. Ci auguriamo di trasmettere la nostra energia alle future generazioni, per continuare il nostro lavoro reclutando un numero maggiore di donatori, sempre più coinvolti, sensibili e responsabili! L. B.
Grazie donatori!
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i avvicina il 2020. Il pensiero va alle tante iniziative legate alla raccolta di sangue realizzate nel 2019 che hanno trovato una straordinaria generosità da parte dei donatori. Nonostante le molte difficoltà che continuano a toccare il mondo del lavoro, talvolta penalizzando soprattutto le giovani generazioni, in un clima di generale incertezza permane la luce di una straordinaria realtà: i tanti semplici gesti che sono doni preziosi per chi ha bisogno di sangue. Desidero pertanto ringraziare tutti i donatori della Marca a nome dell’intero Consiglio provinciale, con l’auspicio che l’esperienza della donazione diventi davvero capillare e possa coinvolgere un numero sempre maggiore di persone. Ai donatori e alle loro famiglie un augurio perché il Natale regali autentica felicità in nome del dono. Vanda Pradal presidente Avis provinciale
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LE SETTE SORELLE: ROVIGO
Cinzia Scipioni e il bilancio di 12 mesi assieme ai donatori pagine a cura di Redazione Rovigo
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a dottoressa Cinzia Scipioni (in foto con, al microfono, la presidentessa provinciale Barbara Garbellini) dirige da un anno, come facente funzione, il Dipartimento di Medicina Trasfusionale dell’Ulss 5 Polesana. Un ruolo delicato, impegnativo e affascinante allo stesso tempo che la mette a contatto con i donatori e con i problemi, non pochi, legati alla raccolta sangue nel territorio. Avis l’ha incontrata, tracciando con lei un bilancio di questi dodici mesi. Dottoressa Scipioni, come sta vivendo questa esperienza? Si tratta senza dubbio di un’esperienza molto impegnativa e coinvol-
Uffici di chiamata Adria: c/o Ospedale ”Santa Maria degli Angeli” - Tel./Fax 0426 40520 Rovigo: Via Maffei 5 Tel. 0425 31611 Trecenta: c/o Ospedale “San 36 · DONO&VITA · 4/2019
gente. Gli aspetti organizzativi e le attività da tenere sotto controllo sono innumerevoli, ma in questi mesi ho cercato comunque, ogni giorno, di impegnarmi al massimo per contribuire a mantenere gli elevati livelli di qualità e sicurezza delle prestazioni che offriamo ai nostri utenti, sia donatori che pazienti. Com’è trascorsa l’estate 2019 a livello trasfusionale? Anche in Polesine, come del resto in tutta la regione, la scorsa stagione estiva ha registrato qualche momento di criticità per la carenza di sangue, complice anche una situazione climatica non favorevole. Abbiamo comunque fatto fronte,
Luca” Tel./Fax 0425 590579 In tutti gli Uffici, assente l’operatore, funziona la segreteria telefonica. Prossime aperture domenicali: 15 dicembre, c/o Centro Trasfusionale dell’Ospedale “S. Maria Regina degli Angeli” di Adria
con la collaborazione delle associazioni, alle esigenze sanitarie del territorio e supportato (specie nelle ultime settimane dell’estate), altri Dipartimenti intra ed extraregionali, con la cessione di emocomponenti. Quale consiglio si sente di dare ad Avis? In questi ultimi mesi ho avuto modo di conoscere e frequentare persone appassionate, competenti e disponibili alla collaborazione e mi riferisco ai presidenti provinciali e ai loro collaboratori (oltre che, naturalmente, ai donatori, dei quali ben conosco lo spirito). Il lavoro che stanno facendo, in un momento storico “difficile” per il volontariato in genere, merita la mia gratitudine e ammirazione e, ne sono certa, darà i risultati che ci attendiamo. Quindi il mio unico consiglio è di continuare così! Che cosa direbbe ai giovani che di fronte al modulo di iscrizione e al questionario per diventare donatori sono un po’ titubanti? Mi rendo conto che oggi essere giovani è difficile (anch’io ho una figlia poco più che ventenne), il futuro per i nostri ragazzi è pieno di incertezze e, soprattutto in un territorio come il Polesine, i giovani sono spesso costretti a emigrare per motivi di studio o di lavoro. Voglio, però, aggiungere che niente è gratificante quanto un atto di amore disinteressato verso l’altro e che l’impegno che si richiede ad un giovane per donare il sangue, sarà sicuramente ricompensato da un grande appagamento personale. Ribadisco, infine, che tutto il personale del Servizio trasfusionale è disponibile a dare supporto, chiarimenti e incoraggiamento a chi si volesse unire alla grande famiglia dei volontari.
Tutti in bici per il cicloraduno di Pontecchio Polesine
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rimo cicloraduno ciclisti Avis, il 6 ottobre, a Pontecchio Polesine. È stato organizzato dall’Asd in collaborazione con l’Amministrazione comunale, Avis provinciale Rovigo e comunale Pontecchio, l’Acsi e la locale Pro Loco per ricordare Gimmy Lionello. La partenza da piazza Matteotti ha visto 150 partecipanti che hanno affrontato un percorso di circa 60 chilometri, toccando vari comuni del Medio Polesine. Sono state premiati le prime dieci associazioni ciclistiche che hanno partecipato e il primo posto se lo è aggiudicato il gruppo Tassina, con il maggior nu-
mero di donatori iscritti e il ciclista e la ciclista avisini con il maggior numero di donazioni effettuate: Gianni Tessari e Laura Romagnolo. A fare
gli onori di casa c’erano Ivan Contatto e Barbara Garbellini e i presidenti Avis di Pontecchio Polesine e Avis provinciale Rovigo.
Avis e Aido con il naso all’insù ad ammirar le stelle
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vis di Mardimago, in collaborazione con il locale Gruppo Aido, ha organizzato il 24 settembre la “Serata con le stelle”. I partecipanti all’iniziativa si sono recati presso l’osservatorio astronomico “Vanni Bazzan” di Sant’Apollinare, dotato di strumentazioni scientifiche molto moderne. Ad accoglierli, il responsabile Luca Boaretto e i suoi collaboratori del Gruppo Astrofili Polesani.
La prima parte della serata è stata dedicata alla conoscenza della volta celeste, poi dal grande terrazzo i presenti hanno potuto ammirare i pianeti, le nebulose e le galassie con l’ausilio di telescopi. L’iniziativa ha ottenuto il plauso di tutti i partecipanti. Per chi desidera, l’Osservatorio Astronomico di Sant’Apollinare è aperto tutti i venerdì dalle ore 21 e in orario diurno per scuole e gruppi.
A Lendinara, Avis collabora alla raccolta di generi alimentari
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vis comunale “Gino Favaro” di Lendinara, in collaborazione con molte attività commerciali del territorio, ha organizzato il 21 settembre la quarta edizione della raccolta di generi alimentari e prodotti per l’igiene personale a favore delle famiglie bisognose. La risposta generosa dei cittadini non si è fatta attendere e il risultato è stato di una ventina di quintali di prodotti. Il materiale raccolto è stato diviso e consegnato ai Conventi dei Padri Cappuccini di Lendinara (Ro), Thiene (Vi) e Portogruaro (Ve), uniti alla città polesana perché vi opera-
no frati conosciuti e ben voluti dalla popolazione lendinarese. I volontari avisini, come spesso dimostrano,
oltre all’attenzione al malato organizzano iniziative per aiutare le persone in difficoltà economica.
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LE SETTE SORELLE: VERONA
Augurio per il 2020: che ci porti più medici, donatori e donazioni pagine a cura di Redazione Verona
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ei primi dieci mesi del 2019 si è assistito ad un trend particolarmente negativo delle donazioni. Le associazioni di donatori non hanno mai smesso, anzi, di ricordare e invitare i loro soci ad andare a donare, nonostante le difficoltà ormai ben note della nostra provincia, su tutti la carenza di medici. Il tutto volto a rispondere al fabbisogno quotidiano di sangue ed emocomponenti, anche quest’anno soddisfatto grazie all’aiuto di altre province venete. Per cercare di diffondere sempre più la cultura del dono, sono in pieno svolgimento gli incontri con gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, grazie ai volontari Avis e/o le attività del Progetto scuola di Avis regionale Veneto. Continuano anche le iniziative promosse dalle Avis comunali sul territorio, così come la campagna promozionale provinciale, ormai giunta all’ultima fase con i manifesti affissi sulle pen-
siline alle fermate degli autobus. A novembre e dicembre, in varie zone della provincia, ci sono incontri con i volontari dell’accoglienza nei Centri trasfusionali per rafforzare la loro motivazione al servizio che svolgono, fondamentale per accompagnare il donatore nel percorso della donazione, facendo trovare un volto familiare e gioioso. Grazie a loro, ai volontari che fanno le chiamate e a tutti i volontari e dirigenti dell’associazione, che ogni giorno si adoperano per far sì che non manchino donatori e donazioni. Gli incontri, ai quali partecipano anche i presidenti comunali, sono sempre occasione pure per confrontarsi, scambiarsi informazioni e opinioni, condividere iniziative. Confidando che il 2020 possa portare più medici, donatori e donazioni, colgo l’occasione delle imminenti festività per fare a tutti gli auguri, anche a nome del Direttivo Michela Maggiolo, provinciale. presidente Avis provinciale Verona
Non si arresta la necessità di sangue, ma neppure la campagna promozionale
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opo il periodo delle immagini sui bus, tra settembre e ottobre, si è conclusa anche la seconda fase della campagna promozionale Avis, dal 15 al 30 novembre, che ha portato gli stessi volti su 3mila manifesti (70x100) affissi in giro per la provincia. A differenza della fase 1, volta a stimolare la dinamicità nella donazione, stavolta il messaggio “Cosa stai aspettando? La richiesta di sangue non si ferma” è incentrato sulla necessità d’azione. Una comunicazione limpida, pulita, che inviti ad uscire dall’inerzia. Testimonial del
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messaggio sono due ragazzi giovani alla fermata dell’autobus che ispirano simpatia, con visi semplici in cui è facile riconoscersi. Da loro viene l’iniziale stimolo al dono disinteressato. Le foto vogliono cogliere il contrasto tra la staticità e il bisogno di agire. L’operazione promozionale è stata supportata da tutte le 66 Avis comunali della nostra provincia e sicuramente la sua capillarità ha raggiunto sia i viaggiatori sia i cittadini nell’importanza della donazione, certi di aver ottenuto un risultato che catturi l’attenzione e spinga concretamente all’azione.
Dal 23 dicembre 2019 al 20 gennaio 2020 l’affissione dei manifesti si farà alle fermate degli autobus. Matteo Duelli
Nogara: un’installazione Avis “dinamica” posta nel parco antistante Chiesa parrocchiale e Biblioteca invita al dono
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oppia festa a Nogara. Nel 60° anniversario della sua chiesa, la parrocchia ha aperto il 7 settembre il rinnovato parco antistante, nel quale è stato inaugurata un’installazione dell’Avis. Simboleggia la vita che sboccia dalla terra e sulla terra deve essere sostenuta e aiutata, come il gesto d’amore della donazione. Posizionato davanti alla Biblioteca civica del paese, centro di cultura sociale, è stato ideato dagli architetti avisini Susanna Besutti e Mattia Princivalle. La base in pietra è costituita da sei settori che rappresentano i sei principi etici: onestà, imparzialità, correttezza, trasparenza, risolutezza e affidabilità. La composizione si sviluppa poi attraverso una semplice sagoma che allude ad una postura dinamica, aperta, in divenire… per concludersi con un cerchio che rappresenta l’armonia, la vita e la continuità. Al centro del cerchio il lavoro del donatore è rappresentato dalla goccia di sangue simbolo per eccellenza di Avis. A benedire l’opera è stato il vescovo di Verona mons. Giuseppe
Zenti, mentre il presidente dell’Avis Nogara Matteo Fontolon ha tagliato il nastro. Presenti il sindaco, amministratori locali e la presidente dell’Avis provinciale Michela Maggiolo. Il gruppo bandistico di Bovolone ha animato l’evento. Tutto il Direttivo ha creduto molto in questo progetto che, pur nella sua apparente semplicità, vuole far risaltare i valori sociali e di solidarietà. Senza tema di retorica, un atto dovuto verso tutti i donatori.
A Castel D’Azzano tanti eventi Avis per raccogliere fondi a favore dei più deboli
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vis Castel d’Azzano ha donato un assegno di mille euro alla Fevoss per l’acquisto di un nuovo mezzo dotato di pedana per il trasporto di anziani e persone con disabilità. E lo ha fatto durante il festival del volontariato, pomeriggio di condivisione e di festa che, come sottolineato dall’assessore al sociale Elena Guadagnini: “È stato, oltre che un momento per incontrarsi e conoscere le innumerevoli associazioni di volontariato presenti sul nostro territorio, occasione per dire grazie ai volontari per l’impegno nel campo della solidarietà e coesione sociale”. C’erano laboratori e corsi gestiti dai vari gruppi.
“I fondi li abbiamo raccolti tramite uno spettacolo al teatro Beccacivetta - ha spiegato Ariano Feroni del direttivo Avis - aggiungendo le offerte ricevute nel corso di altri nostri eventi organizzati in paese”.
Alla consegna dell’assegno, il sindaco Antonello Panuccio ha ricordato il ruolo fondamentale delle associazioni di volontariato sociale, elemento che qualifica e inorgoglisce la comunità.
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LE SETTE SORELLE: PADOVA/VERONA
Peschiera - Montagnana, due piazzeforti sempre più unite
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vis Peschiera del Garda ha rinnovato e rinforzato il suo gemellaggio con Avis Montagnana (Pd) il 22 settembre, durante la “Giornata del donatore”. Il gemellaggio era stato sancito dai rispettivi presidenti Fiorenzo Zambelli e Antonio Vecchione in occasione della festa del donatore di Montagnana, il 2 giugno 2019. Rivivendo con pari emozione ed entusiasmo questo momento di aggregazione culturale e associativa, il presidente Zambelli ha ricordato il caloroso benvenuto ricevuto a Montagnana, sottolineando quanto l’accoglienza a cuore aperto faccia la differenza nei rapporti tra comunità. Peschiera ha gemellaggi anche con le Avis di Bressanone (Bz) e di Media Valle Imagna (Bg).
Oltre alla sindaca di Montagnana Loredana Borghesan e al presidente Avis Antonio Vecchione, sono intervenuti la sindaca di Peschiera Orietta Gaiulli, il vice presidente Avis regionale Roberto Sartori, Stefano Costa per Avis provinciale di Verona, l’ex presidente nazionale
Avis Vincenzo Saturni e l’ex sottosegretario di Stato alla Salute Luca Coletto. Un grazie alla comunità di Peschiera, all’Amministrazione comunale: sindaca, vice sindaca Elisa Ciminelli, al nostro donatore e assessore Mattia Amicabile.
Splendida sintonia Avis-Admo in provincia di Padova
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rande successo il 12 ottobre della manifestazione “Match it now” di Admo in centro a Padova: alla fine della giornata ben 223 ragazzi hanno fatto l’esame del sangue e sono entrati nel registro dei donatori di midollo osseo. Avis comunale ha dato una mano e, data la presenza di un suo gazebo davanti Palazzo Moroni, è riuscita a dare molte informazioni anche sulla donazione di sangue. Idem il 5 ottobre ad Abano Terme dove Avis è scesa in piazza con Admo, dopo aver incontrato 150 ragazzi delle scuole superiori per parlare di dono del sangue e del midollo osseo. Insieme Avis e Admo hanno incontrato la popolazione anche a Cittadella e Piove di Sacco, raccogliendo molte iscrizioni e tipizzazioni. Un bella sintonia per un unico, bellissimo obiettivo.
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A destra a Padova, in coda al gazebo Admo-Avis, ma anche a Piove ed Abano (foto sotto) grande successo di giovani
Vigasio (VR): quando si riesce a insegnare bene che cos’è la Solidarietà diventa “di classe” fin dalla più tenera età
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Vigasio (Vr) siamo entrati nel vivo dei festeggiamenti per il mezzo secolo di vita dell’Avis comunale con il primo concorso: “Crea il nuovo banner Avis 50esimo di fondazione”, in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Il 19 ottobre, al salone spettacoli della Fiera della Polenta, sono stati esposti i “lavori” delle classi quinte dell’Istituto comprensivo statale di Vigasio. Finalità del concorso era sensibilizzare i giovani al tema del dono
del sangue e del volontariato attraverso l’elaborazione di lavori artistici, con disegni e slogan. Lavori che potranno essere utilizzati dalla stessa Avis per creare un nuovo banner, opuscoli, manifesti e calendari. In premio, a tutti i 150 partecipanti, sono andati gadget Avis, 100 euro per la classe vincitrice e 750 euro all’Istituto per l’acquisto di materiale didattico. I cinque elaborati presentati, ricchi di profondi significati e chiari messaggi, hanno messo a dura prova la commissio-
ne esaminatrice, che alla fine ha dichiarato vincitrici “ex-aequo” le quinte A e C. Le insegnanti hanno espresso la volontà di non ritirare il premio per la classe vincitrice, ma di destinarlo a tutto l’Istituto, in aggiunta all’importo previsto. Un bel messaggio di solidarietà scolastica. Alla manifestazione erano presenti i dirigenti dell’Avis e il vice sindaco del Comune, nonché assessore all’Istruzione, Stefania Zaffani. Ezio Scappini presidente Avis Vigasio
Anche Fontaniva (PD) per il 50° riparte dai più piccoli
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’Avis comunale di Fontaniva ha tagliato il traguardo dei 50 anni di vita. E lo ha fatto in modo originale, entrando tra settembre e ottobre alla scuola materna di Fontaniva e San Giorgio in Brenta, dove ha incontrato i genitori dei piccoli alunni. Per i suoi primi 50 anni, infatti, il Direttivo ha deciso di donare del materiale didattico alle scuole (video proiettori, lettori cd, materassini…) e nel contempo di sensibilizzare le famiglie sull’importanza di donare il sangue. Con il bel risultato di una ventina genitori che hanno promesso di diventare donatori. 4/2019 · DONO&VITA · 41
LE SETTE SORELLE: VENEZIA
Mestre-Marghera: testimonial i riceventi e donatori “d’annata” pagine a cura di Giorgia Chiaro
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na location prestigiosa confermata e una formula rinnovata quest’anno per la Festa del donatore dell’Avis comunale Mestre Marghera, tenutasi il 18 ottobre alla sala consiliare del Municipio di Mestre. Presenti tanti donatori, la presidente del Consiglio comunale Linda Damiano, l’assessore Simone Venturini e la consigliera comunale Chiara Visentin in rappresentanza del sindaco di Venezia. “Quando si sta male anche una singola sacca di sangue può fare la differenza - ha esordito Sebastiano Dri, giovanissimo studente e giocatore di basket, che ha affrontato e superato un difficile percorso di malattia e la cui testimonianza ha commosso tutti - a 16 anni il mio sogno era giocare negli Stati Uniti. Un giorno, appena sveglio, svenni. Fatti alcuni accertamenti, mi dissero che avevo la leucemia. Ho dovuto abbandonare tutto, ma ricevere una sacca di sangue significava per me poter almeno camminare nei corridoi dell’ospedale”.
È seguita la premiazione di due tra i più generosi donatori della Comunale: Moreno, che ha chiuso la sua carriera avisina con ben 197 donazioni e Gianna che ne ha fatte 122. “La nostra Avis compie 66 anni - ha detto la presidente Lucia Del Sole - e le difficoltà in questo momento sono tante. Possiamo e dobbiamo fare di più, ma è giusto e doveroso ringraziare quei donatori che
in silenzio e con passione donano in maniera costante da anni, assicurando scorte sufficienti di sangue agli ammalati”. Al dottor Pierpaolo Parnigotto è stato, infine, consegnato un assegno di 358 euro a favore della ricerca sulle cellule staminali di Tes, somma raccolta da Avis partecipando al progetto “We Love People” della filiale di Favaro di Alì Supermercati. Manuela Fossa
Avis Mirano chiude alla grande il suo 50° anno di fondazione
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on mancava proprio nessuno, a Mirano, per la festa conclusiva del 50° anno di fondazione della locale Avis. Era iniziato, l’anno di celebrazioni, con il regalo all’Avis del logo per il 50° disegnato da uno dei più grandi fumettisti Disney: Giorgio Cavazzano. Un miranese come la “miranese dell’anno”, la presidente di Aido nazionale Fulvia Petrin, naturalmente presente alla giornata. Dal passato, di cui è stata ripercorsa la lunga storia, al proiettarsi nel futuro per Avis di Mirano è tutt’uno. Il 2020 si aprirà infatti con Padova capitale europea del Volontariato e l’Italia
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“capitale del Donatore di sangue”, visto che proprio il nostro Paese è stato scelto per ospitare la “Giornata mondiale del Donatore”. Mirano è pronta a partecipare alle manifestazioni che saranno anche occasione per rinsaldare i valori di solidarietà di Avis e formidabili occasioni di promozione in un periodo in cui, per la provincia di Venezia e per il Veneto, il bisogno di sangue e plasma sembra farsi più acuto. La serata, che ha visto riuniti personalità amministrative e associative (vedi foto) è stata occasione anche per raccogliere fondi a foavore di “Acqua Granda”.
Venezia: arrivano le nuove shopper Avis con “leon” e oltre 1.100 diari “invadono” l’Istituto comprensivo Morosini
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en 1.100 diari scolastici sono stati distribuiti dall’Avis comunale Venezia agli studenti dell’Istituto comprensivo “Morosini”, suddiviso per la scuola secondaria sui tre plessi Carminati, Priuli e San Provolo e per la primaria sui quattro Manzoni, Canal, Zambelli e Diaz. I diari sono griffati Avis con le indicazioni su come e dove donare in città e con pagine dedicate alle attività svolte in laguna. Lo stesso istituto comprensivo, inoltre, ha aderito con tutte le sue cinquanta classi al progetto Avis scuola. La presidente di Avis Venezia, Patricia Springolo, ringrazia la preside Anna Curci per la sensibilità dimostrata. Da fine novembre c’è stata, poi, la novità della distribuzione ai soci della Comunale di Venezia che si recano a donare all’ospedale civile, di ben 5mila comode shopper Avis con tutti i riferimenti Avis (vedi anteprima a pagina 31). Il gran numero di borse in circola-
zione permette ai soci di dare visibilità al logo Avis e di far circolare il messaggio del dono anche in vista di una grande novità per il 2010. Sarà l’anno del cambiamento per i 2.500 soci della Comunale e cambierà per sempre il volto della donazione di sangue all’ospedale
civile di Venezia, una volta entrato a regime. Che cosa? Bocche cucite fino al via ufficiale, di cui daremo notizia nel prossimo numero di Dono&Vita! Avis comunale va sempre avanti, non si ferma nemmeno davanti all’acqua alta. Davide Del Negro
A Mestre-Marghera donatori “coccolati” perfino dalle “streghe”
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l momento è difficile per le donazioni in provincia di Venezia, come in molte altre realtà. Sospensioni e varie problematiche rischiano di allontanare tanti donatori. L’Avis comunale Mestre Marghera si sta impegnando a dare qualche coccola in più a quei generosi donatori che ogni giorno frequentano il Centro raccolta dell’ospedale dell’Angelo e le domeniche di raccolta di Favaro. Non benefit o sconti vari, sia chiaro, perché questo è lontano dalla nostra etica associativa. Ma delle piccole attenzioni, rese ancora più belle dal fantastico personale che accoglie i donatori al Centro: una caramella spiritosa ad Halloween, una penna con un messaggio dedicato nella settimana contro la violenza sulle donne e una
piccola decorazione natalizia in legno il giorno della vigilia. Disponibili anche quest’anno, ovviamente, i nostri fantastici calen-
dari sia da muro che da tavolo, con delle foto simpatiche che riproducono quadri famosi e non. Perché donare è... Arte!
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LE SETTE SORELLE: VICENZA
Avis provinciale presente in forze al Giro della Rua di Vicenza
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vis Vicenza, con tutti i labari delle altre Avis comunali e delle associazioni provinciali, ha partecipato all’incontro biennale della cittadinanza con la tradizione: il Giro della Rua. L’evento, nato nel 1444 come processione religiosa, si è trasformato nel tempo in una manifestazione laica che rappresenta la società civile nel suo insieme. Corporazioni, rappresentanti di ordini e mestieri, politici locali, regionali e nazionali hanno sfilato per le vie del centro con figuranti in costume medievale, sbandieratori, bande popolari, rappresentanti d’arma, associazioni sportive, culturali e di volontariato. L’Avis provinciale di Vicenza, su iniziativa del suo presidente Giovanni Vantin, ha organizzato per l’occasione, nel pomeriggio del 14 settembre presso la sede del Centro Servizi volontariato di Vicenza, la conferenza dal titolo “A B C della donazione”. Ai presidenti delle Comunali vicentine, al consiglio provinciale, a donatori e cittadini, il dott. Corrado Sardella (primario del Ct dell’ospedale di Bassano del Grappa) ha illustrato tutti i complessi meccanismi che regolano la donazione del sangue a livello locale e nazionale. In serata, pizza per tutti e giro festoso della rua.
È stata un’ottima occasione, seguita dalla cittadinanza e dai media locali, per valorizzare la presenza nel capoluogo vicentino della piccola Comunale, nata solo 15 anni fa, che conta qualche centinaio di iscritti ed è impegnata a crescere. “Questa e tutta una serie di al-
tre iniziative - dice Gaetano Bellon, presidente di Avis comunale Vicenza - dovrebbero essere costantemente sostenute dall’Avis provinciale e regionale, con risorse umane ed economiche che permettano alla Comunale del capoluogo di svilupparsi”.
Castelgomberto: una gita riuscita che rinsalda l’amicizia fra avisini
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er rinsaldare i rapporti di amicizia e di conoscenza reciproca tra avisini, l’Avis di Castelgomberto ha organizzato una gita a Trieste e Aquileia, il 22 settembre settembre scorso. Con viva soddisfazione del Direttivo e della presidente Sandra Fortuna. Eccoli nella classica foto in Piazza Unità d’Italia. 44 · DONO&VITA · 4/2019
Malo: Mariano fa 200, ma non li dimostra
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agari non sarà proprio un record, ma per noi di Avis Malo e Monte di Malo, avere un donatore come il professor Mariano Pasquali è veramente una cosa eccezionale! A settembre, infatti, Mariano (nella foto di Studio Stella) ha tagliato il traguardo della sua duecentesima donazione, dicendo: “La prima donazione l’ho fatta in febbraio, avevo 18 anni. Se 40 anni e più fa avessi capito l’importanza della donazione, avrei dato di più…”. Nell’occasione sono intervenuti i vertici dell’Avis maladense, il presidente dell’Avis provinciale di Vicenza Giovanni Vantin e il vicesindaco di Malo, Maria Giliola Zattra. A quanto corrispondono duecento donazioni? A un po’ meno di cento litri, oltre dieci volte quelli che un corpo come quello di Pasquali può contenere. “Ma non vuol dire nulla, se si pensa che per un trapiantato di midollo osseo potrebbero servirne ancor di più. E ci sono emer-
genze di questo tipo ogni giorno. Per questo mi dispiace non averne fatte molte altre”. Residente a Monte di Malo, ha iniziato a donare nel 1974, alternando sangue a plasma. Da sempre molto sensibile verso le tematiche sociali e del volontariato, fresco di pensione sogna di poter donare in Africa, dove si recherà
a breve per un viaggio umanitario. Non solo, perché vorrebbe avviare anche un progetto didattico all’interno delle scuole, per informare i giovani e incentivarli a diventare futuri donatori. Speriamo che la storia di Mariano sia da stimolo alle nuove generazioni, affinché comprendano l’importanza del donare.
Schio: Continua il “racconto della città” nei segnalibri Avis
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a Corte Alta, il Parco dei donatori di sangue, la Grotta del Castello, lo Stemma di Schio, Giovanni Calendoli, i pittori Pupin e Toni Ortelli. La città di Schio continua a raccontarsi, con immagini e parole, nei segnalibri distribuiti con i libri in prestito (130mila nel 2018) nella Biblioteca civica “R. Bortoli”. Sono 44 i nuovi soggetti realizzati che spaziano dall’archeologia industriale ai palazzi, dai monumenti alle infrastrutture, dalle chiese ai luoghi particolari e ai personaggi storici della città. La serie segue quella realizzata nel 2014 dal grafico scledense Renzo Matino con il Comune, l’Avis e la Biblioteca. L’Avis ha sposato subito questo progetto, utile per diffondere il messaggio e la cultura del dono, soprattutto tra i giovani e gli studenti. I segnalibro presentano, in-
fatti, a fianco delle indicazioni sui servizi della biblioteca, anche tutti i riferimenti dell’Avis di Schio, che conta oggi 4 mila soci attivi donatori e 6974 donazioni nel 2018. “Sono spesso i piccoli gesti e in questo caso anche i piccoli manufatti, a in-
gentilire le nostre giornate e a farci uscire un sorriso - dichiara Barbara Corzato, Assessore alla cultura questa semplice iniziativa, che mette insieme diverse sensibilità, va in quella direzione. Ringrazio quanti vi hanno messo energia e passione”. 4/2019 · DONO&VITA · 45
TEMPIO DEL DONATORE
Ulteriore passo per la rinascita d’un luogo caro a tutti i donatori
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na firma fa fare un altro passo in avanti al Tempio del donatore di Pianezze di Valdobbiadene (Tv), chiuso alla vigilia del Natale 2017 a causa degli ingenti danni causati da tempo, neve e pioggia. Una decisione sofferta che ha di fatto bloccato l’afflusso di donatori e associazioni e portato allo scioglimento, l’anno successivo, del Comitato che per decenni lo aveva sostenuto sotto la guida di Vittorio Dall’Armi. Ad aprile del 2019 la svolta, con la nascita della nuova associazione OdV Tempio internazionale del donatore con l’obiettivo di recuperare il Tempio tramite una raccolta fondi e l’organizzazione di eventi e percorsi culturali e solida-
ristici. Il 6 novembre scorso l’OdV ha firmato una convenzione con la parrocchia Santa Maria Assunta di
Valdobbiadene che, su autorizzazione della Diocesi di Padova, le concede in comodato d’uso gra-
Le Associazioni del dono impegnate nella ristrutturazione... Avis Nazionale
Nei suoi oltre cinquanta anni di vita, il Tempio è diventato momento di incontro per migliaia di donatori di sangue, organi e tessuti. Chiunque lo visiti, oggi come ieri, si riconosce nei valori che il Tempio rappresenta e promuove, al di là dei confini nazionali, dei diversi credi religiosi e delle rispettive organizzazioni. Per chi ha fatto del dono una missione di vita oltre ogni fede, questo luogo rappresenta la casa di tutti, dove trovare serenità, pace, amore e ricercare l’entusiasmo e l’impegno necessari per rilanciare azioni di solidarietà e generosità.
Fidas Nazionale
Il Tempio del donatore rappresenta per Fidas un punto di riferimento nell’ambito di quello che è un percorso di oltre 40 anni volti alla gratitudine verso i donatori. E rap46 · DONO&VITA · 4/2019
presenta, al contempo, un luogo di condivisione e collaborazione tra le diverse associazioni del dono. Per le stesse Federate Fidas, il Tempio ha un particolare significato, essendo stato il luogo cardine per incontri e momenti di condivisione e riflessione. Chi non è credente, al Tempio riconosce un valore sociale, l’opportunità di diffondere la cultura del dono e di promuovere una coscienza civica, oltre al ruolo
svolto in momenti di condivisione tra le associazioni del dono. Per chi è credente, rappresenta anche un’occasione per poter vivere momenti di incontro a carattere religioso ed ecumenico. Ad oggi, data la necessità di dare nuovamente una spinta in direzione della fruibilità di questa struttura, è necessario un progetto che possa essere il più possibile condiviso tra le molteplici realtà associative.
tuito l’immobile che sorge su un terreno di sua proprietà. Il Tempio Internazionale del donatore, infatti, è sorto nel 1962 su un terreno della parrocchia di Valdobbiadene per volontà di alcuni audaci donatori di sangue che volevano cancellare lo sdegno del sangue inutilmente versato da molti giovani, italiani e non, nel territorio delle Prealpi venete, ferito dallo scempio delle guerre. Volevano costruire un tempio dedicato al dono anonimo e gratuito del sangue. Scelsero un sito sul monte Cesen dove, durante la Grande Guerra,
sorgeva una postazione di cannoni. Partendo proprio dal motto “il sangue si dona, non si versa” vollero trasformare un luogo che evocava scontri e morte in uno che parlava di vita e di pace. A firmare la convenzione il parroco don Francesco Santinon e il presidente dell’Odv Tempio Gino Foffano. “Per chi ha fatto del dono una missione di vita oltre ogni fede, questo luogo rappresenta la casa di tutti, dove trovare serenità, pace, amore e ricercare l’entusiasmo e l’impegno necessari per rilanciare azioni di solidarietà e generosità - spiega Foffano - e per
Fratres Nazionale
per ornare il Tempio con il vestito dei principi di solidarietà umana e carità cristiana. Pur non avendo contribuito alla nascita del Tempio per la mancanza iniziale di rappresentanti Fratres nella regione e di fondi, e pur non avendo fatto parte dell’allora Comitato di gestione, la Consociazione ha desiderato sostenere fortemente la sua rinascita, partecipando alla costituzione dell’OdV. Del Consiglio direttivo fa parte il nostro vicepresidente nazionale Vincenzo Manzo e della Commissione valutazione offerte per il restauro Daniele Merico, presidente provinciale Fratres di Lecce.
La storia del Tempio e quella della Fratres si incontrano, negli anni ‘70, grazie ai contatti tra l’allora Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia e dei Gruppi donatori di sangue Fratres e don Armando Corsi. La Fratres ancora non c’era in Veneto. I Gruppi Fratres, già operanti in Toscana negli anni ‘50 e pre-esistenti alla Consociazione nazionale Fratres stessa, hanno più volte fatto visita al Tempio, negli anni, immortalando tali eventi nei periodici associativi, in un’era ove i social network ed internet erano ancora da inventare. La Consociazione stessa, a metà degli anni ‘80, fece realizzare un affresco dal prof. Carmelo Puzzolo, pittore di Bagno di Romagna (Forlì),
Aido nazionale
L’Aido (Associazione italiana donatori di organi) è nata nel 1973, a
oltre cinquant’anni è stato meta di visite, feste, incontri e raduni di volontari del dono di tutta Italia, di qualsiasi sigla e appartenenza, perché simbolo della generosità e del dono di parte di sé al prossimo, che può essere dono del sangue, di organi e di tessuti”. La nuova OdV (Organizzazione di volontariato) è composta da Avis, Fidas, Fratres e Aido nazionali, Avis regionale Veneto, Fidas Veneto, Avis provinciale Treviso, Fidas Treviso e Avis comunale di Valdobbiadene. Tutte realtà associative che promuovono il dono e sono legate al Tempio e ai luoghi che lo circondano. Non a caso, infatti, nel Consiglio Direttivo tutte le sigle sono presenti con propri rappresenanti. L’OdV Tempio è composta da Gino Foffano (Avis nazionale) presidente, Ivo Baita (Fidas nazionale) vice presidente, Flavia Petrin (Aido nazionale) segretaria, Vanda Pradal (Avis provinciale Treviso) tesoriere e Vincenzo Manzo (Fratres) consigliere. Info al sito www.tempiodonatore.it e alla pagina Facebook. Bergamo, come “costola” di Avis. Uno strettissimo legame intercorre fra le donazioni e i trapianti di organi e le indispensabili trasfusioni per supportarli. Il Tempio, che dapprima era dedicato soltanto al “Donatore di sangue”, fin da subito è stato meta e punto di riferimento di molte nostre sezioni locali. Le quali, in pochissimo tempo, grazie anche al supporto concreto delle associazioni di donatori di sangue (Avis in testa) si sono propagate ovunque negli anni. Al Tempio internazionale del Donatore l’Aido ha sempre guardato come punto di unione fra tutte le associazioni e fra TUTTI i donatori di qualunque tipo e i riceventi. Per diversi anni è stato sede di nostri raduni di livello nazionale e locale. Va fatto rivivere...
Per chi voglia contribuire l’IBAN dell’ODV Tempio internazionale del donatore è:
IT96 Z030 6962 1561 0000 0006851
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