Fedez, Avis, Civis e tantissimi volontari per sensibilizzare alla donazione
#FaccioLaMiaParte: iniziativa di Avis contro la violenza di genere
Pubblicazione Trimestrale - Registrazione Tribunale di Treviso n.494 del 25/6/92 ANNO XLII n.2 - novembre/dicembre 2023 Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 2 NE/PD Iscr. Reg. stampa n°06125 del 17/12/97 - Tiratura e diffusione: 105.000 copie
Dicembre 2023 Periodico di Informazione di Avis Veneto Associazione Volontari Italiani Sangue del Veneto e Abvs Associazione Bellunese Volontari Sangue. visita il nostro sito: www.donoevita.it e la nostra pagina Facebook
La presenza sempre più costante delle parolacce su stampa e web in Italia
n°02 - 2023
MAGAZINE DI INFORMAZIONE DI REGIONALE VENETO
della presidente | C’è anche un’altra 03. Editoriale Umanità. quella che si prende cura dell’altro Editoriale del direttore | Il potere delle parole: possono far del bene, ma anche uccidere
04.
Attività trasfusionale | Situazione trasfusionale: le donazioni in Veneto e lo stato dell’arte al termine del terzo trimestre
verbale | Violenza verbale, 06. Violenza maleducazione e parolacce: se i media rincorrono la Società “invicivile”
forum | Comunicazione e informazione 16. Rovigo nell’era digitale, a Rovigo forum con esperti Veneto 2023 | Incontro di formazione di 17. Avis Avis Veneto 2023: dialogo tra generazioni e responsabilità del dono nell’associazione
Servizio civile di Veneto e Friuli | La nuova squadra del Servizio civile di Veneto e Friuli Traldi | Le Avis, gli ex “ragazzi emofilici”, 18. Prof. autorità e sanitari per ricordare il “padre” del c/lavorazione Plasma
Volocom | Un grazie a Volocom, azienda con un “pizzico” di Avis
TES | Rigenerazione cartilagini 19. Fondazione articolari: presentato a giugno un’importante
agli esperti | Il valore della responsabilità 08. Parola e la cura delle relazione contro l’aggressività
| Campagna “Superdonatori” 20. Superdonatori Provinciale Treviso: oltre 200 giovani hanno
07.
ricerca di Fondazione TES
detto “sì” alla chiamata digitale
La gestione delle divergenze richiede propensione al confronto paritetico agli esperti | Il senso di precarietà, la 09. Parola prospettiva, le politiche attive del lavoro Le manifestazioni del disagio giovanile e il bisogno di esistere | Iniziativa di Avis contro la 10. #FaccioLaMiaParte violenza di genere. Avis Veneto la dedica a Giulia
12.
Fedez | Migliaia di persone in contatto con il dono del sangue grazie a Fedez, Avis, Civis e tantissimi volontari
ChatGPT e LLM | ChatGPT e LLM cambieranno la vita di noi tutti? sociale Avis Veneto 2022 | Bilancio 21. Bilancio sociale Avis Veneto 2022, disponibile online anche con Qcode
Città del Dono | Sono già una decina i Comuni del Veneto aderenti al progetto “Città del Dono” di Libertà”| Provinciale di Treviso: 22. “Cammini i “Cammini di Libertà” per riflettere su Iran, Afghanistan e diritti umani
Gemellaggio | A Caramagna (CN) una folta delegazione Avis Veneto per rende visita ai “gemelli” di Avis regionale Piemonte
Noi giovani in Piazza Duomo, da e con tutta Italia il sangue, salva la vita” | Un Villaggio del 13. “Dona Donatore in Piazza Duomo, un bagno di folla con Fedez
14.
del Donatore| Festa per il ritorno del 23. Tempio crocifisso al Tempio del Donatore, con una
Intervista al presidente nazionale Avis | L’autosufficienza per i plasmaderivati è possibile
“sorpresa” grazie al restauro
cornee | In campo per sensibilizzare 15. Donazioni alla donazione delle cornee. Il pensiero rivolto alla giovane Giulia e a Luca
Avis sul cuore | Padre e figlia sul Cammino di Santiago con Avis sul cuore
Numero 2 - dicembre 2023: Periodico di informazione e promozione dell’Associazione Volontari Italiani Sangue e dell’Associazione Bellunese Volontari Sangue
Tiratura e diffusione: 87.000 copie Distribuzione gratuita ai soci Avis-Abvs del Veneto e alle 3.400 sedi Avis comunali, provinciali, regionali in Italia. Editore - Segreteria - Amministrazione: AVIS Regionale Veneto via Ospedale, 1, 31100 Treviso tel. 0422 405088 | avis.veneto@avis.it Redazione: Via Ospedale, 1, 31100 Treviso | tel. 0422 405088 | redazione.dono-vita@avis.it Presidente Avis Regionale Veneto e Direttore Editoriale: Vanda Pradal Direttore Responsabile: Beppe Castellano - b.castellano@avis.it Vice Direttore Esecutivo/Segreteria Redazione: Michela Rossato - m.rossato@avis.it In redazione: Valentina Calzavara - v.calzavara@avis.it
Idea grafica e impaginazione: Vassalli Associati | Piove di Sacco (PD) | www.vassalliassociati.com Contributi fotografici: Archivio Beppe Castellano, Valentina Calzavara e Panino Films srl. Stampa: Elcograf - Verona.
Diffusione Editoriale: Prontopack - Zevio (VR)
Scannerizza il QR code per leggere tutte le notizie online!
Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere aggiornato e non perdere le novità! Compila il form sul sito www.avisveneto.it o scrivi a avis.veneto@avis.it
D&V
3
C’è anche un’altra Umanità, quella che si prende cura dell’altro È ancora uno scenario inquietante quello che fa da sfondo al periodo che stiamo vivendo. Ci sentiamo trascinati, a prescindere dalla nostra volontà, in una quotidianità precaria e angosciante, siamo avvolti da un profondo senso di oppressione per tanto dolore, per i crimini, per le violenze inaudite che accadono vicino e lontano da noi. Ma per fortuna c’è anche un’altra umanità: quella che fa del prendersi cura dell’altro la sua ragione di vita, quella che costruisce prospettive concrete di solidarietà. E lo fa con lo stile di chi sa creare legami, mettendosi in ascolto dell’altro, delle sue esigenze, delle sue speranze, dei suoi progetti. È questa l’umanità alla quale tutti dovremmo tendere, perché non si gira dall’altra parte quando c’è un bisogno a cui rispondere, non sta comodamente seduta sul divano di casa ad emettere sentenze o a spiegare agli altri come dovrebbero operare, non si accontenta di commentare gli eventi. È un’umanità che si rimbocca le maniche e che opera spesso in modo discreto, a volte anonimo, comunque poco rumoroso, gettando i semi di un volontariato abituato a fare,
a prendersi cura, a costruire relazioni e a maturare la consapevolezza che vi è un valore immensamente più grande nell’essere capaci di comprendere piuttosto che condannare. Edgar Morin direbbe: “Se saremo capaci di comprendere anziché di condannare saremo sulla via dell’umanizzazione delle relazioni umane”. In questa parte dell’umanità e su questa via vedo camminare i nostri 129.116 (dato 2022) avisine e avisini, ciascuno con la propria personalità e con il proprio modo di essere. Ma tutti testimoni di scelte che danno un sapore vero e buono alla vita e che possono cambiare in meglio la nostra società. Il magazine di Avis Veneto “Dono&Vita” saprà essere diario fedele di queste scelte e delle motivazioni che le ispirano. Grazie e Buon Natale a Voi e famiglie. Vanda Pradal | Presidente Avis regionale Veneto
Il potere delle parole: possono far del bene, ma anche uccidere Senza vita. Era veneQuesto numero si chiude proprio nella settimana che comprenta, lui anche. La cronaca di settimane di “nera” attorno de il 25 novembre, “Giornata internazionale per l’eliminazioal 25 novembre l’avrete seguita. Non ne della violenza contro le donne”. Fu istituita ufficialmensta a noi, periodico di 130mila donatori te dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 1999. Sedici giorni di sangue, ripercorrerla. Ma una riflessione sì, dopo si ricorda in tutto il mondo la proclamazione della “Dipermettetemela, da direttore di un organo di informazione che chiarazione universale dei diritti umani”, era il 10 dicembre si rivolge a quella Umanità silenziosa che, dona, opera, fa e del 1948. La seconda guerra mondiale era finita tre anni prima. il più delle volte in silenzio. Su questo numero avevamo proOgni giorno continuano a martellarci notizie di due altrettanto grammato, già da un paio di mesi, una seppur breve inchiedevastanti guerre in atto, vicino a noi, attorno al “Mediterraneo sta su educazione e maleducazione. A partire da ciò che è il di tutti”. E le guerre, mai, hanno a che fare con i diritti umani. nostro “pane”, le parole. Hanno un potere enorme, possono Ci ritroviamo a chiudere questo secondo numero del 2023 commuovere, unire, parlare di amore e attenzione per l’altro. all’indomani del 18 novembre. Come leggete nelle pagine che Oppure ferire, offendere, allontanarci dagli altri, essere esse seguono, parte della redazione e un po’ di Avis Veneto del futustesse violenza. E portare così a violenze concrete ro era a Milano per un evento nazionale. Partito da Avis nazionale e Fondazione Fedez, ha coinvolto Violenza verbale e guerre. Ancor più, oggi, con la rete, dove i violenanche le altre tre maggiori associazioni e federa- e violenza fisica, ti si nascondono dietro un monitor. Dalla violenza verbale, dalle parole volgari è facile, troppo facile, zioni di donatori di sangue. “Dona il sangue, salva la vita”, è stata una vera festa. Migliaia di persone un labile confine passare alla violenza fisica. Sempre più, tali parole, appaiono anche su mass media “seri” che, anin Piazza del Duomo e decine e decine di volontari che per deontologia dovrebbero evitarle. La violenza può na(soprattutto giovani) a parlare con la gente. A parlare di sangue scere anche da qui, dalle parole. È un caso che le pagine che che “Si dona e non si versa”. In questo supportati da un canchiudono l’inchiesta si riferiscano alla Campagna Avis per il 25 tante-influencer molto seguito dalle nuove generazioni. È quel novembre? Sì, lo è. Era in preparazione anch’essa da tempo. Federico che ha avuto bisogno dei donatori e si è poi messo Ma nello stesso tempo non lo è per la posizione che abbiamo a disposizione per... ringraziarli. In quelle stesse ore, mentre voluto dar loro. Quelle pagine, e la copertina, le dedichiamo a tanti giovani erano impegnati a diffondere messaggi di solidaGiulia. Ma anche a tutte le vittime di ogni violenza. rietà, giungeva la notizia che nessuno avrebbe mai voluto apprendere. Giulia Cecchettin, loro coetanea 22enne scomparsa Beppe Castellano | Direttore responsabile Dono&Vita con il suo ex fidanzato la settimana prima, era stata ritrovata.
D&V
4
Situazione trasfusionale: le donazioni in Veneto e lo stato dell’arte al termine del terzo trimestre Sono trascorsi dieci mesi dall’inizio dell’anno, disponiamo del dato consolidato sulla raccolta totale di sangue in Veneto, inclusi i contributi di Donatori iscritti ad Avis e di quanto è stato trasfuso in regione. Le donazioni di sangue intero in Veneto registrano una leggera crescita rispetto al 2022, ma non hanno ancora raggiunto i numeri del 2019, il calo è del 3.23%. Il dato, tuttavia, non desta preoccupazione se lo si considera in rapporto alle unità trasfuse nell’analogo periodo che vede un calo di -7.21%. Questo a parità di prestazioni erogate da parte degli ospedali pubblici e delle strutture socio sanitarie accreditate. Questa situazione ci permette di affermare che, sempre più, la regione Veneto è importante per garantire il fabbisogno nazionale in un’ottica di autosufficienza globale per quanto concerne il sangue intero. Il calo dell’uso del sangue riflette anche una maggior attenzione nella riduzione dei consumi inappropriati tenendo conto delle migliori tecniche operatorie mini-invasive e soprattutto con la prevenzione e la cura delle patologie croniche per evitare un consumo di emazie come risorsa ultima per molti nostri ammalati. Le donazioni degli iscritti all’Avis Le donazioni da parte dei Donatori Avis risultano, nei 5 anni considerati, in calo rispetto all’anno 2019 di pari passo con l’andamento regionale. Tuttavia è significativo notare che, dopo il crollo del 2020 dovuto a chiusure di centri trasfusionali e all’impatto della pandemia da COVID negli anni successivi, nel 2023 si registra un aumento significativo dellle donazioni di sangue intero. Questo aumento è stato particolarmente rilevante nei mesi di gennaio e luglio. Sebbene la raccolta stia crescendo globalmente in Veneto è a macchia di leopardo e presenta variazioni fra le province. Mentre Padova e Venezia fanno registrare un aumento rispettivamente dell’11,67% e dell’1,05%, le altre cinque se consideriamo l’ABVS registrano flessioni più o meno significative. Le due provinciali che crescono, come donazioni di sangue intero da parte di Donatori iscritti all’Avis, sono come detto Padova e Venezia, per un totale complessivo di + 3955 donazioni. Buone notizie anche per la raccolta Plasma La raccolta di plasma in aferesi da parte dei nostri Soci è finalmente e significativamente in crescita grazie al lavoro di promozione che oramai da diverso tempo stiamo tutti facendo per favorire questo tipo di donazione con campagne pubblicitarie e di comunica-
zione sull’importanza di raggiungere l’autosufficienza per i farmaci plasmaderivati in primis immunoglobuline ed albumina, soprattutto le prime che sono in costante crescita come utilizzo non solo a livello nazionale , europeo ma mondiale con crescita che si assesta a un +7% annuo, aumentano gli utilizzi e alcune malattie sono oggi contrastabili con l’utilizzo delle immunoglobuline, da cui l’obiettivo attuale e per i prossimi anni sarà di continuare a cresce in modo importante per ridurre sempre più l’acquisto delle stesse sul libero mercato dove la provenienza è sicuramente data da donatori mercenari. Ad oggi come nazione non abbiamo l’autosufficienza per i farmaci plasmaderivati. In Regione un +9%. picchi nel padovano e vicentino In tutte le provincie del Veneto c’è un aumento delle donazioni in aferesi da parte di donatori iscritti all’AVIS l’aumento medio regionale è del 9.36% con due provinciali che hanno un aumento a due cifre Padova +21.68% e Vicenza +16.14%.Non dimentichiamo che il plasma che si conferisce all’industria farmaceutica deriva sia dalle donazioni in aferesi che dal plasma da scomposizione ottenuto dalla donazioni di sangue intero il cui numero è 6 volte superiore a quello dei doni in aferesi per cui se le donazioni di sangue intero dovessero restare stabili tutto l’aumento è a carico delle donazioni in aferesi e se le donazioni di sangue intero, visti i consumi, dovessero nel tempo calare un sforzo ancora più grande è chiesto per la raccolta in aferesi, implementando separatori cellulari o ottimizzandone l’utilizzo dove attualmente sono posizionati con aumento delle ore dedicate per questo tipo di donazione. L’incremento delle aferesi in Veneto “traina” il NAIP L’obiettivo plasma che ha il Veneto di conferimento all’industria farmaceutica per l’anno 2023 è di 88.000Kg a 30 settembre ne ha conferito 68.403,256Kg e si stima che a fine anno si possa arrivare
Unità globuli rossi raccolti e trasfusi in Veneto nei mesi di gennaio-settembre dal 2019 al 2023 (dato CNS) 190000 185000 180000 175000 170000
187806 182815
183894
180018
177662 173326
181740
174663
172983
170643
Unità prodotte
Unità trasfuse
2019
187806
183894
2020
177662
173326
2021
182815
174663
2022
180018
172983
2023
181740
170643
D&V
5
Raccolta AVIS sangue intero nei mesi di gennaio e settembre dal 2019 al 2023 132000 (dati forniti dalle sedi AVIS provinciali) 130000
130141
128000 126000
125444
124000
123823
122000
122742
120000 119606
118000
Kg di plasma 2019
130141
2020
119606
2021
123823
2022
122742
2023
125444
Kg di plasma
Donazioni di plasma in aferesi AVIS nei mesi di gennaio e settembre dal 2019 al 2023 21000forniti dalle sedi di AVIS provinciali) (dati 20547
20500 20000
19579
19500 19000 18500
19003 18782
18789
e 88.500Kg, l’aumento del conferito nei primo nove mesi rispetto al 2022 è del 5.09%. L’accordo NAIP di cui il Veneto è capofila evidenzia un buon andamento anche se la crescita complessiva è più bassa +3.87% rispetto a i primi nove mesi del 2022 e considerato che il Veneto conferisce il 46% del totale ci deduce che alcune regioni sono in difficoltà ed alcune crescono meno del Veneto in termini percentuali. C’è ancora molto da fare e diventa sempre più importante il ruolo che come Avis regionale abbiamo nei tavoli tecnici regionali per portare proposte ed iniziative atte ad incrementare ancora di più la raccolta, favorendo l’accesso ai donatori. Rapporti con le Istituzioni e specializzandi Buoni sono i rapporti con le istituzioni regionali dove, se talora, i toni non sono sempre pacati, riscontriamo la volontà comune di favorire la donazione sia del sangue intero, sia del plasma seppur con i limiti legati al personale e talora alle risorse economiche. Per il personale sono state investite risorse, ma in assenza di un riconoscimento specialistico il lavoro presso i trasfusionali non è fra i più ambiti da parte dei giovani medici. In ogni caso apprezziamo lo sforzo che si sta facendo, staremo sempre attenti perché le risorse arrivino come garantito. Aspettando il sistema informatico per donare ovunque Passi avanti, seppur lenti, ci sono con il nuovo sistema informativo
2019
19003
2020
18782
2021
19579
2022
18789
2023
20547
regionale che finalmente a regime consentirà ai Donatori del Veneto di poter donare in uno qualsiasi dei dipartimenti se pe motivi di lavoro di ferie o solo di comodità lo vogliano fare senza essere obbligati alla donazione nell’ambito del proprio dipartimento come pure le idoneità avranno valore su tutto il territorio regionale a differenza dell’attuale stato dell’arte. Buone prospettive per il 2023, ma mai mollare Le prospettive per concludere in modo positivo il 2023 sono tutte presenti. Tuttavia, è necessario rimanere costantemente vigili e monitorare attentamente la raccolta, specialmente per garantire che tutte e sette le province contribuiscano positivamente alla raccolta del sangue intero. Inoltre, è fondamentale che la crescita del plasma continui con determinazione, superando il +9% di donazioni in aferesi. Nonostante questo aumento, che è ancora insufficiente a fronte dei consumi in aumento, l’obiettivo non è solo garantire l’autosufficienza, ma anche mantenere lo stato attuale di autosufficienza derivante dai prodotti di plasma. Tale autosufficienza si attesta attualmente oltre il 90% per l’albumina e poco più dell’80% per le immunoglobuline endovenose, come stabilito nell’accordo NAIP. dott. Giovanni Lenzo | Direttore sanitario Avis regionale Veneto
D&V
6
Violenza verbale, maleducazione e parolacce: se i media rincorrono la Società “incivile”
Umberto Eco diceva che “internet ha dal 1mo gennaio 2023 al 31 agosto dato diritto di parola agli imbecilli”. Secondo una ricerca Volocom 2023 sono emersi in oltre 42mila arNon solo, gli “imbecilli” sembrano ticoli. C’è da preoccuparsi? Se si fa la stampa cartacea ha rotto gli un salto nel passato, in tutto il 2022 lo citati moltissimo anche su internet e in particolar modo sui media. Da schemi della censura, ma è il web stesso campione di parolacce ha touna ricerca condotta da Volocom, ad allinearsi di più alla massa talizzato poco più di 23mila citazioni. società informatica che applica l’InSi è registrato, quindi, un incremento telligenza Artificiale al monitoraggio dei media, si evince che il percentuale di utilizzo di insulti dell’80% in più. E l’anno 2023 termine “imbecille” nei primi 8 mesi del 2023 è stato presente non è ancora finito. Anche per la parità di genere il mondo mein più di 2.200 articoli. Possiamo dire che siamo diventati più diatico italiano “dovrebbe migliorare”: nel linguaggio scurrile, “imbecilli”, quindi? No, non è proprio così. Ma a quanto pare infatti, la parola che definisce l’organo riproduttivo maschile i media italiani hanno sdoganato il tabù e abolito la censura stravince come termine nei media con più di 8.500 articoli di scrivere, nei loro articoli, anche termini – che un tempo non rispetto all’alter ego femminile che si è fermato a 1555 citatroppo lontano – erano definiti “scurrili”. zioni. Anche per queste due parolacce, nel complesso, si è La ricerca di Volocom si basa su un campione di 38 parolacce, registrato, però, un aumento percentuale notevole. Lo scorso divise in 6 categorie diverse. Sono gli insulti generici – quelli anno, infatti, erano in totale circa 7mila le notizie contenenti che diciamo un po’ tutti mentre magari siamo nel traffico in almeno uno dei due lemmi. Nei primi 8 mesi del 2023, invece, tangenziale – a dominare la “sfera” mediatica italiana: basti siamo già a più di 10mila. pensare che, secondo i dati di Volocom, questi insulti generici, Se quasi tutto sembra crescere numericamente, le parolacce Le parolacce su stampa e web in Italia dal 2021 al 31 agosto 2023 Insulti generici
Insulti omofobi
Insulti riferiti al defecare
Insulti sessisti
Parolacce riferite ad atti sessuali
Insulti regionali
2021
18.798
1.146
5.785
1.720
281
1.356
2022
23.312
495
6.689
1.801
385
1.776
Gen - Ago 2023
42.103
1.281
11.841
3.390
518
3.261
Var 2022 - 2023
+80,6%
+158,8%
+77%
+88,1%
+34,5%
+83,6%
D&V
7
sulla stampa cartacea italiana, nei primi 8 mesi del 2023, hanno comunque registrato una leggera decrescita percentuale rispetto all’intero anno 2022. Anche se la mole di articoli potrebbe addirittura aumentare a fine anno e superare gli anni precedenti. Tutti noi, chi più e chi meno, diciamo almeno una parolaccia. Alcune di queste, in larga misura, dominano anche i media, dalla stampa cartacea a quella più “rapida” come l’informazione online pronta a cogliere l’attenzione della “generazione Z”. È proprio il mondo del web a stravincere, infatti, come medium informativo più adatto e più “aperto” alle parolacce. Fino al 31 agosto 2023, almeno una delle 38 parolacce prese in esame dalla ricerca Volocom, è comparsa in oltre 42mila articoli. Numeri che parlano, quindi, di una percentuale in aumento del 9,3% rispetto al totale dei 38.960 di tutto l’anno 2022. La stampa cartacea, invece, si è fermata a 15.414. articoli facendo così registrare una decrescita del 38,2%. In totale, quindi, gli articoli web e stampa contenenti almeno una delle Le parolacce su stampa e web in Italia dal 2021 al 31 agosto 2023 TOT ARTICOLI web
TOT ARTICOLI stampa
TOT ARTICOLI web + stampa
2021
32.426
22.702
55.128
2022
38.960
24.959
63.919
Gen - Ago 2023
42.570
15.414
57.984
Var 2022 - 2023
+9,3%
-38,2%
-9,3%
38 parolacce, sono stati 57.984. E anche in questo caso si è registrata una leggera decrescita pari al -9,3% rispetto al totale complessivo del 2022 che equivale a 63.919 documenti. A tenere a galla, quindi, le parolacce è il mondo del web? Dati alla mano pare di sì, anche se alcuni quotidiani a diffusione nazionale si difendono abbastanza bene: “Il Fatto Quotidiano”, infatti, è la fonte stampa più “propensa” a usare termini un tempo scurrili nel proprio linguaggio giornalistico con un totale complessivo dei 332 articoli. Al secondo posto abbiamo “Libero” con 315, seguito da “Il Foglio” con 271, “La Repubblica” (252) e, infine, “La Stampa” che ha registrato 211 citazioni. I media, quindi, provano a rompere quotidianamente gli schemi e la dimostrazione può essere che gli insulti omofobi siano aumentati a dismisura negli articoli giornalistici (stampa e web) rispetto allo scorso anno. Fino al 31 agosto 2023 parole come “frocio” e altri quattro termini “simili” sono stati presenti in 1.281 notizie. Non possiamo scandalizzarci, quindi, dinnanzi a questo dato se lo confrontiamo con quello dell’intero 2022 ci accorgiamo che l’incremento complessivo è pari al 158,8%. Anche gli insulti riferiti al defecare, nel complesso, hanno incrementato la percentuali di notizie del 15% rispetto allo scorso anno. Un aumento si è registrato anche per quanto riguarda gli insulti, cosiddetti “sessisti” (88,1%). Le parolacce riferite ad atti sessuali, invece, hanno aumentato la percentuale del +34,5%. Infine anche il dialetto e i termini regionali sono ormai diventati di uso comune nei media totalizzando un aumento del +83,6%. Anche in questo caso, quindi, i media hanno rotto gli schemi. Luca Giuseppe Murrone | News Intelligence Analyst in Volocom Blogger and News Contributor
Un grazie a Volocom, azienda con un ‘pizzico’ di Avis Volocom è una azienda, con sede a Milano, leader nella News intelligence in Italia. Con il ricorso all’intelligenza artificiale e con sviluppi totalmente realizzati in Italia, un team di circa 60 persone - tra tecnici, analisti e giornalisti - è in grado di dominare fino a 4 milioni di notizie al giorno, in 109 lingue, da oltre 250mila fonti informative. Carta, web, radio, tv, non ci sono problemi di formato, Volocom è in grado di leggere, comprende-
re e correlare tutte le informazioni disponibili, in modo da aiutare istituzioni, aziende e manager a essere informate, formate e a prendere decisioni sulla base di dati e notizie il più fresche e attendibili possibile. Direttore News intelligence in Volocom è il collega giornalista Federico Luperi che, tra l’altro, è donatore di sangue da oltre trent’anni e donatore di Avis da oltre 10, con più di 50 donazioni all’attivo. (B.C.)
D&V
8
Testi e interventi raccolti da Valentina Calzavara
Il valore della responsabilità e la cura delle relazioni contro l’aggressività L’aggressività è diventata un problema sociale ma quello che più preoccupa è la normalizzazione del fenomeno. Risse tra ragazzi, violenze di genere, bullismo e odio sui social, sono fatti che suscitano uno stato emotivo di indignazione generale ma questo non è abbastanza incisivo per fermare le azioni violente. Quello che è importante trasmettere, soprattutto da parte dei genitori a ragazzi e ragazze, è il valore della responsabilità. Le azioni di violenza che si commettono dopo i 14 anni sono imputabili, non possono essere declassate a degli scherzi banali, e pertanto, essendo dei reati, la responsabilità è della persona che li commette e potrà essere chiamata ad affrontare un processo rischiando una condanna. Un altro problema è dato dall’uso di alcol e droghe con la leggerezza di pensare che non facciano nulla. E, invece, dobbiamo ricordare ai nostri figli che per divertirsi non si deve per forza distruggersi e talvolta rischiare o incontrare la morte. Quali possono essere le controrisposte? Una rieducazione ai valori dell’affettività e dell’empatia a tutti i livelli e in tutti i
contesti, da quello familiare a quello scolastico, passando per l’ambito sportivo. Serve un’attenzione ad abituare i giovani a confrontarsi con gli insuccessi e il dolore. La vita è fatta di problemi e di sacrificio per raggiungere gli obiettivi ed essere fieri di noi stessi. Dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi che prima si deve imparare a saper perdere e poi a saper vincere, solo così riusciranno a rialzarsi dopo un fallimento, evitando di restarne schiacciati dal peso. In famiglia occorre esercitare il dialogo: come stai? Cosa c’è che non va? Parlare la lingua dei giovani significa anche dare delle regole, gli adulti non devono abdicare al dovere di dare il “buon esempio”. L’autostima richiede molti impacchi e pazienza per essere costruita. Rivolgo infine un pensiero particolare alle mamme dei maschi: dite loro che è normale piangere per esprimere le emozioni: fa solo bene. Angelica Giancola | avvocato e criminologa, è relatrice in materia di bullismo, stalking e violenza di genere
La gestione delle divergenze richiede propensione al confronto paritetico La violenza intesa come modalità espressiva viene agita soprattutto nelle relazioni e negli ambienti affettivo e domestico, che dovrebbero essere i contesti più sicuri. Sembra un paradosso e invece è proprio così. Dobbiamo allora domandarci: perché le relazioni sono “focus di aggressività”? Perché i contesti che dovrebbero essere i più sicuri diventano invece quelli maggiormente insidiosi? Tutti noi siamo propensi all’amore, almeno a parole ed in teoria. Tuttavia, gli episodi di violenza si ripetono di continuo, avviene perché in molti contesti relazionali si adopera una mappa relazionale tossica che ci porta fuori strada nelle diverse situazioni di crisi: tra genitori e figli, tra noi e il vicino di casa, all’interno della coppia. La crisi nasce sempre da un analfabetismo psicologico e relazionale nella gestione della diversità che riguarda persone di qualsiasi genere e le induce a discriminare e a gestire le divergenze in modo dicotomico, una modalità che impedisce il reciproco rispetto e induce l’interlocutore che viene a trovarsi in situazione di pote-
re (fisico, psicologico, di ruolo, economico, legale) a prevaricare l’interlocutore in posizione di vulnerabilità (in parole povere: “Essere forti con i deboli e deboli con i forti”). Urge che le istituzioni si attivino per tutelare ogni vittima di violenza domestica ed affettiva, indipendentemente dal genere, e a rieducare ogni carnefice, indipendentemente dal genere (non solo gli uomini, come è oggi usanza ma anche le donne e chiunque altro), mentre la “Conoscenza della psiche e delle dinamiche relazionali” dovrebbe diventare una materia d’obbligo nelle scuole e sul territorio dovrebbe essere attivata la figura dello psicologo, convenzionato al pari del medico di base, per prevenire e fronteggiare ogni forma di dolore psicologico. Tutto questo, a mio avviso, contribuirebbe in maniera significativa al benessere delle nostre comunità. Antonella Baiocchi | psicoterapeuta esperta in criminologia, scrittrice, autrice del libro “La Violenza non ha sesso” (Alpes Italia Editore)
D&V
9
Il senso di precarietà, la prospettiva, le politiche attive del lavoro In un contesto segnato da moltissime incertezze quello che affiora, soprattutto tra i giovani, è il senso di precarietà. Le cause sono molteplici, si va dall’instabilità lavorativa alle crisi su scala globale, a partire dalla pandemia e proseguendo con le guerre e il cambiamento climatico. Tutto questo alimenta una prospettiva incerta verso il futuro, dunque la pervasione di grandi insicurezze rispetto alle generazioni precedenti, accompagna gli adolescenti e i giovani adulti di oggi come mai prima d’ora. Da sempre, quando si transita verso l’età adulta, è il momento di compiere scelte importanti di natura educativa e lavorativa, ma al contempo oggi bisogna fare i conti con molte incertezze che derivano da percorsi educativi non sempre coerenti, dalla difficoltà a vedere realizzate le proprie aspirazioni e dall’opacità del mercato del lavoro, con regole di ingresso e prospettive che non sono sempre chiare visto l’uso massiccio dei contratti atipici. I nostri giovani hanno difficoltà a tenere insieme esperienze, speranze e azioni per riuscire a professionalizzarsi con la garanzia di un reddito dignitoso. Per la prima volta, la generazione dei figli sarà più povera di quella dei genitori, avendo redditi più bassi, faticando a risparmiare e con un accesso a pensioni che
saranno molto basse. Anche l’ascensore sociale si è inceppato, sebbene il titolo di studio più alto rappresenti ancora un fattore protettivo nel medio e lungo termine. Alla luce della situazione in atto bisognerebbe favorire le politiche attive del lavoro e porre maggiore attenzione a quei momenti sociali che strutturano le disuguaglianze: dall’orientamento scolastico alla transizione dopo la fine degli studi al primo impiego. Molti Paesi europei hanno introdotto strumenti di accompagnamento nel passaggio scuola-lavoro, ponendo attenzione ai contratti atipici e facendo in modo che i lavori successivi al primo siamo pagati di più. I nostri giovani non sono passivi, mettono in atto una serie di strategie di resistenza e di adattamento, ciò che manca loro è un maggiore sostegno istituzionale. Sonia Bertolini | è professoressa associata di Sociologia del lavoro all’Università di Torino. Ha coordinato numerose ricerche sulla flessibilizzazione del mercato del lavoro e la transizione alla vita adulta. Ha pubblicato, tra gli altri, il libro “Giovani senza futuro? Insicurezza lavorativa e autonomia nell’Italia di oggi” Carocci editore
Le manifestazioni del disagio giovanile e il bisogno di esistere In questo momento l’aggressività sociale riguarda un disagio più ampio di cui è necessario comprenderne la forma e il significato. La pandemia ha esacerbato il malessere di ragazzi e ragazze che faticano a immaginarsi in prospettiva: il mancato riconoscimento del proprio sé nascente e un contesto globale segnato dalla crisi climatica e dalle guerre, alimentano l’incertezza. Gli adulti faticano a comprendere la condizione giovanile attuale e, come risposta, propongo modelli fortemente dissociati: una famiglia, una scuola e una società che non riconoscono l’affermarsi dei giovani e di un contesto relazionale iperconnesso. Tutti viviamo su Internet, interagiamo e postiamo contenuti sui social, eppure sequestriamo il cellulare ai ragazzi. Ormai, la nostra è una società post-narcisista dove “l’altro” non si vede, la famiglia ascolta tanto ma non comprende gli inciampi, i ragazzi riuniti in piazza danno fastidio, a scuola si danno le note ai bimbi appena si muovono e si ritirano i cellulari, mentre il mondo viaggia online. Non a caso, con l’arrivo
dell’adolescenza che costringe a chiedersi chi si è autenticamente e veramente, il disagio viene manifestato con due modalità: verso sé stessi oppure verso l’esterno. Nel primo caso ciò si traduce in disturbi del comportamento alimentare, ritiro sociale, autolesionismo e tentativi di suicidio. Nel secondo caso, quello che fa più notizia, abbiamo le violenze, i vandalismi, le sfide social, le aggregazioni in gruppi violenti che agiscono sempre con la telecamera accesa per documentare ciò che fanno e renderlo virale. Per alcuni di loro, è l’unico modo che trovano per dire agli adulti: esistiamo anche noi, consegnateci il mondo. Matteo Lancini | psicologo e psicoterapeuta, presidente della fondazione Minotauro di Milano e docente di Psicologia dell’Università Milano-Bicocca. Il suo ultimo libro “Sii te stesso a modo mio. Essere adolescenti nell’epoca della fragilità adulta” - Raffaello Cortina editore
10
D&V
#FaccioLaMiaParte: iniziativa di Avis contro la violenza di genere. Avis Veneto l’ha dedicata a Giulia Avis Veneto ha aderito alla campagna #FaccioLaMiaParte di Avis nazionale per l’eliminazione della violenza di genere. L’iniziativa si basa su una serie di messaggi responsabilizzanti, corredati di immagini, che stimolino la riflessione e un comportamento proattivo. Le immagini sono state pubblicate sui social associativi in vista della giornata del 25 novembre. La violenza piaga sociale Ogni persona può, con i propri comportamenti di tutti i giorni, dare un contributo positivo alla causa. Il problema della violenza di genere è, infatti, culturale e sociale, non biologico. La violenza e la prevaricazione dilagano in un contesto sociale che ne tollera e ne giustifica l’esistenza. Si riducono là dove esistono gli “anticorpi” sociali.
nessuno di noi, in primis in quanto individui, può voltare lo sguardo o rimanere indifferente. Deve divenire patrimonio di riflessione e impegno culturale ed educativo per tutti e per ciascuno – dichiara il presidente di Avis nazionale, Gianpietro Briola – Attraverso questa campagna, la nostra associazione vuole ancora una volta attivarsi per manifestare la propria partecipazione alla giornata del 25 novembre. Con messaggi di sensibilizzazione, perché siamo convinti che una società possa davvero considerarsi libera e civile quando ciascuno è consapevole di dover contribuire facendo la propria parte. In una realtà che ha davvero a cuore il benessere e la libertà di ogni persona, non può e non deve esserci spazio per atti di prevaricazione, violenza e violazione dei diritti altrui. Devono prevalere il rispetto e la crescita comune”.
Briola: “Tutti devono fare la loro parte” “Come dimostrano i recenti fatti di cronaca, la violenza sulle donne è un tema tristemente e drammaticamente attuale. Rappresenta un’urgenza per il nostro Paese. Di fronte a ciò,
Pradal: “L’amore è prima di tutto rispetto” “Abbiamo aderito con convinzione a una campagna di civiltà come quella dell’eliminazione della violenza di genere – spiega la presidente di Avis regionale Veneto Vanda Pradal – Ab-
D&V
11
biamo invitato le nostre Avis comunali e provinciali con i loro donatori e donatrici, e tutti i cittadini, a condividere e riprendere sui social le immagini e i messaggi di #FaccioLaMiaParte pubblicati durante la settimana del 25 novembre sui profili Facebook e Instagram di Avis Veneto. Vorremmo stimolare una riflessione profonda, poichè la violenza contro le donne è inaccettabile e spetta a ognuno di noi contrastarla. Ecco perché abbiamo deciso di dedicare la campagna #FaccioLaMiaParte al ricordo di Giulia Cecchettin. Una dedica che vuole essere condanna della brutale violenza che l’ha strappata alla vita, rivolgendo il nostro abbraccio alle due famiglie. Giulia era una ragazza studiosa, intelligente e desiderosa di realizzare i suoi obiettivi. Lei ci insegna che l’amore è prima di tutto capacità di rispettare gli altri. Non dimentichiamolo mai, facciamone tesoro, per impegnarci a creare relazioni basate sulla forza del rispetto, della gentilezza e dell’educazione.” La campagna ad immagini Sei le immagini, tre al femminile e tre al maschile. Una campagna studiata da Avis regionale Emilia Romagna e rifinita con il Gruppo Buone Prassi di Avis nazionale. Preziosissima la collaborazione di Giovanna Cosenza, filosofa esperta di semiotica e linguaggio di genere, direttrice del Corso di laurea triennale in Comunicazione e Digital Media dell’Università di Bologna. Un vero lavoro di squadra. Accompagnate da suggerimenti e atteggiamenti che, se condivisi e diffusi, possono educare e fare la differenza, le immagini sono state pubblicate e condivise sui social Avis dal 23 al 27 novembre. Ma finalità della campagna è tenere alta l’attenzione su un problema sempre più grave e attuale, anche riproponendo più volte le immagini realizzate. Al 18 novembre, infatti, erano ben 105 le vittime di femminicidio in Italia. Un invito che viene rivolto alle Avis a tutti i livelli, a donatori e donatrici, a cittadini e alle altre associazioni. Michela Rossato
D&V
12
Migliaia di persone in contatto con il dono del sangue grazie a Fedez, Avis, Civis e tantissimi volontari Fedez (Federico Leonardo Lucia) si era sentito male il 28 settembre scorso. Due ulcere avevano causato al noto rapper e influencer 33enne un’emorragia interna, rendendo necessario il suo ricovero nel reparto di Chirurgia d’urgenza e oncologica del Fatebenefratelli di Milano. Fedez aveva subito un’operazione con la necessità di alcune trasfusioni di sangue. Due giorni dopo un nuovo sanguinamento, risolto però in tempo grazie a un’endoscopia. Dopo nove giorni di ricovero, Fedez era uscito dall’ospedale. Accompagnato dalla moglie Chiara Ferragni, il cantante si era fermato qualche minuto a parlare con i giornalisti. “Volevo ringraziare tutta la struttura del Fatebenefratelli, il professor Zappa e soprattutto i donatori di sangue. Cercherò in qualche modo di far accendere i riflettori su questo tema. Senza di loro non sarei qui”. Un video sui social, appena tornato a casa, aveva rimarcato le sue dichiarazioni alla stampa. In brevissimo tempo aveva fatto il giro dei social network e dei mass media, suscitando enorme interesse sul tema della donazione di sangue. Centinaia i messaggi e le telefonate giunte alle Avis per avere informazioni su come donare. I contatti con Avis nazionale e la nascita di un evento Da successivi contatti tra la Fondazione Fedez e Avis nazionale, è nato poi l’evento di sabato 18 novembre “Dona il sangue, salva la vita”. Il vero e proprio “Villaggio del Donatore” ha visto insieme in piazza Duomo a Milano la Fondazione Fedez e le quattro associazioni del Civis (Coordinamento interassociativo dei volontari italiani del sangue) Avis, Croce Rossa, Fidas e Fratres, con i loro gazebo e autoemoteche. A precedere l’evento, il 2 novembre, un’altra bella notizia. La moglie di Fedez, la notissima influencer e imprenditrice Chiara Ferragni ha donato per la prima volta al Policlinico di Milano, lan-
ciando un appello su Instagram ai suoi 29 milioni di followers “Doniamo tutti”. C’era anche un po’ di Avis Veneto, in piazza Duomo: Mattia e Giulia, del Gruppo Giovani Avis regionale
a far servizio di promozione in piazza assieme a decine di altri giovani avisini da tutta Italia. Nel box la loro testimonianza. Nella pagina accanto il direttore di Dono&Vita con una breve cronaca della giornata. Più ampi particolari e galleria fotografica su Dono&Vita web.
Noi giovani avisini in Piazza Duomo, da e con tutta Italia Per noi giovani Avis Veneto “Dona il sangue, salva la vita”, organizzato da Avis con Civis e Fondazione Fedez è stato molto importante. È stata occasione di poter sensibilizzare alla donazione, ritrovare amici di altre regioni, “fare squadra” insieme, conoscere nuove persone nel mondo del volontariato. Un mondo di cui siamo parte attiva impegnandoci al massimo per avvicinare nuovi coetanei all’Avis. L’evento, per noi, è iniziato alle 11.30 con il turno allo stand Avis, molto vicino al momento più importante 12.30. L’ora in cui arrivava Fedez e le autorità locali e del volontariato, con i presidenti delle
associazioni della donazione di sangue. Il tutto ci ha permesso di trasmettere e far conoscere di più l’attività di Avis. Abbiamo distribuito gadget e illustrato la donazione a centinaia di persone in Piazza Duomo, da ogni parte d’Italia. Un messaggio poi propagatosi a tutta la nazione, tramite le principali testate giornalistiche italiane. Come giovani donatori siamo convinti che sarebbero necessari più personaggi famosi che si prestino a incentivare la donazione con varie iniziative concertate con Avis. Noi, già donatori, sappiamo bene che c’è sempre bisogno di sangue e plasma.
Michela Rossato
D&V
13
“Dona il sangue, salva la vita”, un Villaggio del Donatore in Piazza Duomo, un bagno di folla con Fedez Piazza Duomo, 18 novembre, Milano. Il sole scalda migliaia di persone che l’affollano. A illuminarle ci sono poi anche i sorrisi di tantissimi volontari del sangue, avisini in testa, soprattutto giovani. Dalle prime ore della mattina i giovani (ma non solo) in felpa rossa dell’Avis, presidiavano sia il gazebo di Avis nazionale, sia quello di Avis Milano con la sua autoemoteca. Ma, soprattutto, da lì si spargevano in una delle piazze più affollate d’Italia per distribuire gadget e informazioni sul dono. Tutte le Associazioni del Civis insieme Accanto allo stand di Avis nazionale c’era Quello dei donatori della Croce Rossa Italiana. Accanto all’autoemoteca di Avis Milano - dove tra l’altro hanno donato durante la mattinata ben 22 giovani già periodici o che avevano recentemente fatto l’idoneità - i mezzi di Fidas e Fratres, con i loro gazebo e i relativi volontari impegnati come gli avisini a distribuire materiale promozionale.
Fondazione a questo evento) alla Croce Rossa, Fidas e Fratres - ha esordito - Ringrazio anche tutti i volontari di essere qui. Abbiamo questa bellissima autoemoteca, che è stata letteralmente riempita da donatori già attivi. L’obiettivo è incoraggiare più persone possibili a donare. Soprattutto le generazioni più giovani. È un gesto semplice, ma che salva vite. Fa del bene anche a se stessi. Un grazie al Comune di Milano per averci concesso la Piazza”. Ad una delle domande dei giornalisti ha poi risposto tra l’altro:
Donare... in piazza o promettere di donare Oltre a questo negli stand Avis era possibile “promettere” di donare, grazie al Qrcode di Avis Lombardia che rimandava al sito regionale e al form “Diventa donatore”. Numerosissimi i contatti. I “fuori regione” verranno dirottati alle rispettive Avis regionali.
“Mi pento di aver scoperto troppo tardi la bellezza del dono. Se non ci fossero stati i donatori di sangue forse non sarei qui a poter parlare. Sarò impegnato a fare ugualmente la mia parte per restituire alla comunità ciò che mi è stato dato”.
Il “clou” della giornata Momento topico è stato ovviamente l’arrivo di Fedez nell’area fra le due postazioni Avis. Il popolo dei volontari, giornalisti, fan e persone incuriosite l’aspettavano al “Villaggio del Dono”. La sua testimonianza diretta, da ricevente stavolta in mezzo alla gente, sul perché diventare donatori periodici, volontari e non remunerati e l’invito ad associarsi. “Ringrazio tutte le associazioni riunite, dall’Avis (con cui abbiamo lavorato come
Il Civis (Avis, Croce Rossa, Fidas, Fratres) unica voce sul Plasma Se volessimo fare un sunto delle dichiarazioni dei quattro presidenti nazionali: “Tante le sfide che dobbiamo ancora vincere, prima tra tutte il raggiungimento dell’autosufficienza dei farmaci plasmaderivati. Coinvolgere i giovani è sempre più importante. Ringraziamo Fedez per essersi fatto portavoce di questo messaggio dal profondo valore sociale e siamo certi che anche grazie al suo sostegno sapremo avvicinare al nostro mondo chi non ha ancora deciso di compiere questo semplice gesto”. L’autosufficienza di plasma e medicinali plasmaderivati, stabilizzata ormai quella di emazie è la vera sfida per tutti, come ripete da anni il presidente nazionale Gianpietro Briola. La giornata è poi proseguita fino al tramonto. I volontari continuamente impegnati a promuovere i valori e la concretezza di un dono “semplice” fra la folla che ha gremito Piazza Duomo. Beppe Castellano
D&V
14
L’autosufficienza per i plasmaderivati è possibile, intervista con il presidente nazionale Avis Se continua così (dati tabella fondo pagina) al 31 dicembre si potrà sfiorare, forse superare, il tetto di 880mila chili di plasma inviati alla trasformazione. Sono circa 860mila i chili posti come obiettivo dal Programma di autosufficienza di sangue ed emocomponenti, predisposto dal Cns (Centro nazionale sangue) e licenziato dalla Conferenza Stato-Regioni a fine agosto. Un motivo di soddisfazione per i presidenti delle maggiori associazioni di donatori che, nell’evento “Dona il sangue, salva la vita” riportato nelle pagine precedenti, hanno in coro posto l’accento proprio sulla necessità di raggiungere la totale autosufficienza plasmatica. In Italia, secondo i dati dello stesso Cns: “per sopperire al fabbisogno nazionale di immunoglobuline e albumina il Sistema Sanitario Nazionale dovrà affrontare nel 2023 una spesa stimata di circa 179 milioni di euro”. Milioni che potrebbero essere risparmiati, almeno in parte, investendo sulla raccolta nazionale. Non saremmo più esposti, tra l’altro, a oscillazioni di prezzo del mercato mondiale dei plasmaderivati e, soprattutto, alla oscillazione di disponibilità di farmaci salvavita. A Milano abbiamo intervistato il Presidente nazionale Avis, Gianpietro Briola, proprio sul Sistema Plasma italiano. Presidente, intanto soddisfatto di come va la raccolta nel settore strategico del plasma? Certamente sì. I dati ci dicono che nel 2023 supereremo sicuramente l’obiettivo che ci eravamo prefissati. È chiaro che il nostro vero obiettivo finale è di raggiungere la totale o quasi totale autosufficienza per tutti i medicinali plasmaderivati salvavita. Ciò presuppone un ulteriore aumento della raccolta in aferesi, il plasma da separazione resterà sostanzialmente stabile con la raggiunta autosufficienza di emazie. Come fare? I donatori sono disponibili, sempre. Oltre a quelli già attivi stiamo puntando sulla sensibilizzazione delle nuove generazioni, come oggi. Ma bisogna intervenire anche a livello di disponibilità di punti di raccolta in plasmaferesi. Come associazione siamo disponibili, ma vanno anche rivisti modalità di rimborso
costi e soprattutto, per quanto riguarda i Centri trasfusionali pubblici, una maggiore flessibilità di orari. Una sola procedura in più al giorno per ogni Centro dove si effettua plasmaferesi risolverebbe il problema. L’autosufficienza di plasma è possibile e raggiungibile. Non è una chimera e noi come Avis ci abbiamo scommesso. Non è quindi una carenza di donatori, ma è l’eterno problema del personale, medici e infermieri mancano... Anche quello è un problema che si cercherà di risolvere, valorizzando e motivando il personale e anche attraverso la telemedicina, per quanto riguarda i donatori periodici già ben conosciuti. Anche la flessibilità degli orari e la professionalità, per il personale, vanno valorizzati di più. Oltre al Programma nazionale per autosufficienza plasma, è previsto un “Progetto” organico nazionale in questo senso? Il Progetto nazionale lo si può fare solo tramite il Cns e il Coordinamento del Cns in cui siamo con Trasfusionisti e volontariato dei pazienti. Ci stiamo lavorando, cercando di mettere in campo il meglio di tutti, in particolare proprio per la riorganizzazione della raccolta e valorizzazione del personale. Beppe Castellano
Totale per Regione e Provincia Autonoma gennaio - ottobre 2023 vs gennaio - ottobre 2022 2022
2023
2022
2023
2022
2023
Valle d’Aosta
2.117
2.061
Emilia-Romagna
79.516
82.796
Molise
2.533
3.000
Piemonte
57.887
61.957
Toscana
53.484
54.419
Puglia
38.403
42.149
Liguria
19.887
20.589
Umbria
8.099
8.758
Basilicata
5.545
5.863
Lombardia
128.481 133.916
Marche
28.825
30.104
Calabria
14.381
16.340
PA di Trento
6.064
6.920
Lazio
36.063
39.535
Sicilia
55.009
57.664
PA di Bolzano
6.739
6.862
Sardegna
16.424
16.286
Min. Difesa
223
227
Friuli-Venezia Giulia
23.528
24.326
Abruzzo
14.904
14.900
Veneto
73.778
78.020
Campania
23.256
25.500
Totale Italia
695.144
732.191
D&V
15
In campo per sensibilizzare alla donazione delle cornee. Il pensiero rivolto alla giovane Giulia e a Luca La Nazionale italiana Sindaci, la squadra di giornalisti TvPressing e la squadra formata da giocatori delle Forze dell’Ordine “Fbov Team” si sono sfidati sabato 18 novembre a Marcon (Ve) nel triangolare “Un goal per la vista” a favore della Fondazione Banca degli Occhi. Un momento di festa, ma anche di ricordo, con un minuto di silenzio per ricordare Giulia Cecchettin (uccisa dall’ex fidanzato) e il presidente di Aido Veneto Luca Cestaro, scomparso improvvisamente a novembre. In prima fila, in campo a rappresentare i sindaci, Mario Conte sindaco di Treviso e presidente di Anci Veneto, Roberto Padrin sindaco di Longarone e presidente della Provincia di Belluno, Pierfrancesco Munari sindaco di Cavarzere e, in porta, il padrone di casa Matteo Romanello, sindaco di Marcon. Proprio Città di Marcon, quest’anno nominata Città dello Sport 2023, ha promosso l’evento solidale in collaborazione con Anci, Lega nazionale Dilettanti sezione Veneto, Avis Marcon e Aido, e con il sostegno di Campello Marine, Ottica Veneta e Gatorade. Ad arbitrare la partita è stata una terna tutta al femminile della locale sezione AIA – FIGC. Ad accompagnare le squadre in campo, invece, le giovani giocatrici del settore giovanile femminile del VFC 1985. Cuore dell’incontro la sensibilizzazione alla donazione ed in particolare di tessuti oculari. Un gesto che ridà ogni anno la vista, attraverso il trapianto di cornea, ad almeno 4mila persone. E questo grazie ai tessuti donati principalmente in Veneto, attraverso Fondazione Banca degli Occhi. Prima del fischio d’inizio Tiziano Graziottin, capitano di TvPressing, la selezione dei giornalisti del Veneto testimonial Avis da
sempre, ha consegnato ai capitani delle due squadre la maglia dell’associazione donatori di sangue. Il torneo è stato vinto da “Fbov Team”. Alla fine, grazie al contributo del Comune di Marcon, degli sponsor e degli spettatori presenti (circa 200) sono stati raccolti quasi 5mila euro. Michela Rossato
Padre e figlia sul Cammino di Santiago, con Avis sul cuore Il cammino di Santiago con Avis nel cuore e sulle maglie. L’hanno intrapreso a settembre Andrea Corain, donatore dell’Avis comunale di Gazzolo d’Arcole (Vr) e la figlia sedicenne Veronica. Oltre a percorrere antichi sentieri e a creare legami con altri pellegrini, padre e figlia hanno trasmesso camminando un messaggio forte, impresso anche sullo zaino: “La vita è un dono e chi dona vive 2 volte”. “Fare i 240 chilometri non è stato solo percorrere una strada, ma anche socializzare con persone di tutto il mondo – ha spiegato Andrea - Veronica ha conosciuto e fatto amicizia con una ragazza Ucraina, una di Torino, ha parlato con signori del Texas, della Germania, della Spagna, della Lituania e del Portogallo”. Il viaggio è stato momento di riflessione, un modo per mettersi alla prova. Andrea non era alla prima esperienza: nel 2017 ha percorso tutto il Cammino Francese partendo da Saint Jean Pied de Port e nel 2018 tutto il Cammino del Nord partendo da Irun, entrambi con destinazione Santiago di Compostela. Michela Rossato
D&V
16
Comunicazione e informazione nell’era digitale, a Rovigo forum con esperti I Direttivi delle Avis comunali polesane sono stati coinvolti il 16 settembre in un momento formativo, organizzato dall’Avis provinciale di Rovigo. Finalità era aprire una finestra sull’importanza di una corretta comunicazione e informazione sulla donazione e sul volontariato e sulla necessità, come ribadito dalla presidente della provinciale Barbara Garbellini, di prestare molta attenzione a ciò che si pubblica su giornali e social e a non diffondere notizie sbagliate o incomplete. L’importanza di cosa e come si comunica Sul tema “Essere nel territorio non per farsi notare, ma per comunicare” e moderati dal giornalista de “Il Gazzettino” Francesco Campi, sono intervenuti esperti del settore della comunicazione. Federico Luperi, giornalista esperto di managerialità, relazione e comunicazione ha presentato un’analisi, quantitativa e qualitativa, della presenza di informazioni sui media italiani sul volontariato in generale e su Avis. Da gennaio a luglio 2023 si sono registrate 153.047 uscite dedicate al volontariato (92.866 su web, 43.673 a stampa, 16.508 audio/ video) e 38.201 dedicate ad Avis (21.926 su web, 13.480 su carta e 2.795 audio/video), concentrate di più nei periodi di emergenza. Gabriele Bibbiani, giornalista formatore e consulente dei flussi informativi, si è soffermato sull’efficacia dell’azione comunicativa delle associazioni di volontariato nell’era digitale, dicendo che perché siano corrette occorrono studio, abilità, pratica ed impegno. La cosa principale, però, è la passione che permette di adattare la comunicazione ai tempi e ai contesti sociali. Bibbiani, in accordo con Phasar Edizioni, ha messo a disposizione del pubblico in sala copie del proprio libro “Comunicare in pubblico”, a favore della Città della Speranza che si dedica alla ricerca per la cura delle malattie oncologiche pediatriche e che con Ulss 5 Polesana ha patrocinato l’evento. Presenti per la Fondazione Francesco Malin e Marta Garbo del gruppo di Rovigo che hanno raccontato i successi raggiunti grazie alla ricerca.
Le fake news, un pericolo anche per la donazione Il direttore del periodico di Avis regionale Veneto “Dono&Vita” Beppe Castellano ha affrontato con molti esempi il fenomeno delle fake news, che ha colpito molto durante l’emergenza Covid. Ha dato dei suggerimenti per riuscire a capire o almeno nutrire qualche dubbio sulla veridicità di una notizia, cercando informazioni sull’ente o sulla persona che l’ha scritta e nel caso specifico di Avis e donazioni, contattando medici o dirigenti associativi. Partendo da un excursus sulle fake news storiche (dalla donazione di Costantino nel 315 d.C. alla “Guerra dei Mondi” di Orson Welles, 1938), il direttore ha dimostrato che le false notizie sono sempre esistite. Con l’avvento dei social media, dove chiunque ha diritto di parola su ogni argomento pur non avendone alcuna competenza, le fake news, specie in campo medico e scientifico, circolano in modo incontrollato. Un esempio su tutti la bufala del “sangue dei donatori vaccinati che si coagula”. Il volontario Gianluca Munegato dell’Esecutivo della Provinciale di Rovigo, ha portato la sua esperienza di comunicazione in Avis, dai dirigenti associativi al territorio.
Gli altri interventi Tra i novanta presenti a Rovigo, sono intervenuti anche il dott. Alberto Rigo dell’Ulss Polesana e la presidente Avis Veneto Vanda Pradal, per la quale occorre migliorare la comunicazione interna associativa e creare un’unione di intenti per far fronte alle esigenze del bene comune. L’assessore di Rovigo Mirella Zambello si è focalizzata sulle reti di volontariato che possano creare una migliore offerta verso le categorie fragili. Simonetta Tiberto di Confindustria, Antonio Argenziano della Motorizzazione civile di Rovigo e Luca Marcon, presidente del Centro Servizi del Volontariato di Padova e Rovigo e di Avis provinciale Padova, hanno ringraziato gli organizzatori per aver acceso i riflettori su questo tema attuale. A portare il loro saluto anche Ottavio Aggio e Marina Sandi di Aido regionale e provinciale, i dott. Francesco Chiavilli e Franca Gavioli, già medici trasfusionisti dell’Ulss 5 e oggi volontari in Avis. Redazione Avis provinciale Rovigo
D&V
17
Incontro di formazione di Avis Veneto 2023: dialogo tra generazioni e responsabilità del dono nell’associazione Due giorni intensi, di formazione e condivisione, grazie al workshop “Generazioni a confronto: la forza del dialogo, il dono della responsabilità” che anche quest’anno Avis Regionale del Veneto ha organizzato come momento per stimolare la preparazione e il coinvolgimento di volontari e volontarie con attività didattiche e laboratori. Una cinquantina di partecipanti hanno aderito all’iniziativa, desiderosi di imparare e approfondire. “Ogni anno proponiamo un workshop tematico che vuole essere un’opportunità per costruire insieme un volontariato sempre più preparato a rispondere alla chiamata del dono ma anche in grado di condividere e tramandare competenze e saperi abbracciando tutte le generazioni”, sottolinea Vanda Pradal, presidente di Avis Veneto. A coordinare la formazione Carlo Donadel, con la partecipazione dei docenti: Cristiano Otta-
vian, Lorenzo Biagi, Pierangelo Bordignon, Michela Camerin, Federico Battaglin, Beatrice Signorotto, Sonia Marcon che hanno proposto focus di psicologia, team building, interazione attraverso il teatro. “Abbiamo approfondito le dinamiche dell’avvicendamento nell’assunzione di responsabilità dentro al contesto associativo” conclude Donadel “ci siamo soffermati sul meccanismo per cui, chi ha un ruolo storico, talvolta fa fatica a “mollare”, mentre i giovani che dovrebbero assumersi nuove responsabilità, fanno fatica a farsi avanti. Abbiamo così approfondito il valore della comunicazione nello stare in gruppo attraverso l’attenzione alle relazioni, la fiducia reciproca, la gestione delle conflittualità e il senso di responsabilità”. Valentina Calzavara
La nuova squadra del Servizio civile di Veneto e Friuli I volontari del Servizio Civile Universale di Avis regionale hanno concluso il percorso obbligatorio di formazione. Il gruppo, motivato ed entusiasta, è composto dagli undici giovani che prestano servizio presso le Avis comunali e provinciali accreditate in Veneto. A loro, nel periodo di formazione tra la sede regionale a Treviso e sedi distaccate, si sono uniti tre giovani del Friuli Venezia Giulia. Relatori in queste settimane sono stati esperti del settore trasfusionale e del volontariato, della comunicazione e della ricerca scientifica della Fondazione Tes. Redazione Dono&Vita
D&V
18
Le Avis, gli ex “ragazzi emofilici”, autorità e sanitari per ricordare il “padre” del c/lavorazione Plasma Sono arrivati a centinaia a Castelfranco Veneto (Tv) dove si sono celebrati, il 23 settembre, i 50 anni di vita del Centro per la cura dell’emofilia, voluto dal prof. Agostino Traldi e la nascita, grazie a lui e ad Avis regionale, del conto/lavorazione del plasma veneto e italiano. Al prof. Traldi, infatti, si deve la fondazione nel 1973 di un centro strutturato, di riferimento regionale e nazionale, che fece fare un salto di qualità alla cura dell’emofilia, attirando pazienti da tutta Italia. Mentre nelle altre regioni agli emofilici erano riservate poche terapie, con una prospettiva di vita breve e dolorosa, a Castelfranco era applicato un metodo rivoluzionario: la sinoviectomia articolare con infusione di fattore VIII, ma ricavato dal plasma di donatori volontari non dal commercio. L’emofilia è una malattia dovuta ad un difetto della coagulazione del sangue che provoca emorragie esterne ed interne a causa della mancanza o mal funzionamento di due proteine del fegato, il fattore VIII o il fattore IX. Con il prof. Traldi, ematoA metà anni ’80 propose e avviò (con l’aiuto della sua equipe logo trasfusionista modenese, arrivò anche il dott. Piergiorgio e l’intervento decisivo di Avis regionale Veneto) il conto/lavoDavoli. Insieme all’allora primario di ortopedia, prof. Bonaga, razione del plasma del Veneto. Il “conto lavorazione” prevede si perfezionò un nuovo indirizzo di terapia chirurgica dell’emarche il plasma dei donatori controllati sia conferito alle industrie tro recidivante. Consisteva nell’asportazione della membrana farmaceutiche che lo lavorano ottenendone medicinali plasinoviale, substrato anatomico, se smaderivati salvavita restituendoli alle infiammata, dell’artosinovite emorregioni conferenti. Moltissimi mediciDedicati al prof. Traldi un ragica delle emofilie. Per l’emostasi nali, indispensabili per innumerevoli veniva usato il fattore VIII. Per avvia- piazzale dell’ospedale castellano altre patologie e malattie rare, prodotti re il Centro Emofilici e modernizzare dal plasma. Il plasma donato e i suoi e una installazione artistica Centro trasfusionale, il prof. Traldi derivati non diventano mai “merce”, in entrata del nosocomio pretese e ottenne che il fattore plarestano sempre proprietà del Servizio smatico venisse ricavato esclusivamente da donatori volontaSanitario pubblico a costi molto più sostenibili. Il primo Piano ri, periodici, controllati e non retribuiti. Sangue e Plasma della Regione Veneto del 1987 prese spunto Un metodo sposato subito dalle Avis del territorio e dall’Oda Traldi. Il plasma del Veneto, per convenzione con l’industria norevole Domenico Sartor (che lo aveva “rapito” da Modi trasformazione nazionale, doveva essere lavorato in ciclo dena). Utilizzare sangue e plasma periodico e controllato di separato e i plasmaderivati ottenuti distribuiti agli ospedali donatori volontari e locali salvò centinaia di pazienti sopratdella regione (Albumina, F. VIII, F. IX, Immunoglobuline i.v). Un tutto dall’Aids che negli anni ’80 decimò nel mondo tantissimi sistema virtuoso ed etico tutt’oggi in vigore in tutta Italia che ci emofilici. A quei tempi, infatti, l’importazione di plasmaderivati invidia tutto il mondo. non controllati ottenuti da donatori a pagamento era prassi Oggi il Centro per la cura delle malattie del sangue fa parte del e fu la causa del dilagare di molte malattie. Grazie a Traldi reparto di Medicina, responsabile il dott. Paolo Radossi. Priche non cedette mai a pressioni e lusinghe del “mercato del ma di lui, a dirigere il Centro, sono stati il dott. Piergiorgio Daplasma” - a Castelfranco il fenomeno fu molto limitato. Molti voli e il dott. Giuseppe Tagariello. Alla cerimonia-convegno dei suoi allora giovanissimi pazienti sono oggi padri e nonni. del 23 settembre hanno partecipato, in presenza e/o collegati, il presidente e il vice di Avis nazionale Gianpietro Briola e Fausto Aguzzoni, la presidente di Avis Veneto Vanda Pradal, il presidente Avis provinciale Stefano Pontello. Per ricordare Traldi, grazie alla disponibilità del direttore generale dell’Ulss2 Francesco Benazzi, è stata dedicata l’area antistante Piastra dei servizi (CUP) e Pronto Soccorso. Grazie al contributo economico della Lagev (Associazione emofilici) e delle Avis locali una installazione artistica ricorda la storia all’entrata principale dell’ospedale. Il bassorilievo in bronzo è stato realizzato dalla Pontificia fonderia di campane Marinelli di Agnone (IS), la più antica fabbrica di campane al mondo. Michela Rossato
D&V
19
Rigenerazione cartilagini articolari: presentato a giugno un’importante ricerca di Fondazione TES Una importante ricerca di TES per rigenerare le Da alcuni anni Fondazione Tes, in collaborazione con Avis e Ape-Avis per il progresso emaologico, sostiene la ricerca nell’ambito dell’emofilia, con lo scopo di sviluppare innovative strategie di Ingegneria tissutale e Medicina rigenerativa che possano contribuire all’avanzamento delle terapie per il trattamento di questa patologia. Nei pazienti affetti da emofilia, le frequenti emorragie articolari (emartri) possono determinare una rilevante complicazione, definita artropatia emofilica. Questa si manifesta a causa di ripetuti emartri a livello di articolazioni bersaglio (soprattutto il ginocchio), creando inizialmente un danno alla cartilagine, un severo stato infiammatorio e, a lungo andare, un progressivo deterioramento di tutta l’articolazione con conseguenti difficoltà motorie. Attualmente l’artropatia emofilica viene trattata con un approccio multidisciplinare: non è sufficiente operare Nella prospettiva di sviluppare innovativi approcci di trattasolamente dal punto di vista clinico-chirurgico (e.g., fisioteramento dell’artropatia emofilica, una strategia promettente ripia, artroplastica articolare, iniezioni di steroidi e acido ialuroguarda la creazione di scaffold bio-ibridi, ovvero ottenuti per nico), ma è altresì importante intervenire sul piano farmacocombinazione di materiale sintetico e naturale. Questi possologico, con l’infusione endovenosa dei essere definiti come scaffold “intellifattori della coagulazione carenti. TuttaAnche la ricerca scientifica no genti”, in quanto combinano le proprietà via, queste pratiche mediche hanno lo di TES, partita dai problemi meccaniche dei polimeri sintetici con la scopo di minimizzare il sanguinamento bio-attività caratteristica dei materiali articolari degli emofilici, e diminuire il dolore, riuscendo solo a In particolare, la componente rallentare la progressione del danno arpotrà portare benefici a tutti naturali. sintetica offre la resistenza meccaniticolare, ma non a risolverlo. La necesca e il supporto tridimensionale per la ricostruzione del tessità di superare questi limiti terapeutici ha stimolato l’avanzasuto, mentre la componente naturale ha la funzione di creare mento delle ricerche nel campo dell’Ingegneria tissutale, che un ambiente favorevole all’adesione, alla sopravvivenza e alla potrebbe rappresentare una valida alternativa per promuovere proliferazione delle cellule. Sulla base di queste premesse, la la rigenerazione del tessuto cartilagineo danneggiato. ricerca supportata da Tes e svolta negli ultimi mesi all’interno dei laboratori dell’Istituto di Anatomia umana dell’Università degli Studi di Padova si è proposta di indagare la fabbricazione di scaffold bio-ibridi in polivinil alcol (Pva), che assicura il supporto meccanico, combinato con cartilagine articolare (Ac) prelevata da donatore nell’ambito del Programma di donazione del corpo alla scienza attivo presso l’Istituto stesso. La cartilagine è stata decellularizzata (i.e., privata delle cellule), omogenizzata e combinata con il Pva per migliorarne la bio-attività. Nel complesso, i risultati raccolti da questo studio hanno evidenziato che gli scaffold bio-ibridi Pva/Ac presentano interessanti proprietà ultrastrutturali, con caratteristiche peculiari di bio-attività e biocompatibilità, supportandone un futuro possibile utilizzo per la riparazione delle lesioni focali della cartilagine articolare, anche nei pazienti emofilici affetti da artropatia. Questi risultati sono stati presentati alla Comunità scientifica in occasione dell’VIII Congresso del Gruppo nazionale di Bioingegneria (Gnb) tenutosi a Padova dal 21 al 23 giugno 2023 e sono oggetto di un articolo scientifico in fase di finalizzazione per la sottomissione ad una rivista internazionale con Impact Factor. Dott.ssa Silvia Barbon | ricercatrice Tes
D&V
20
Campagna “Superdonatori” Provinciale Treviso: oltre 200 giovani hanno detto “sì” alla chiamata digitale Tempo di bilanci per la campagna digital lanciata da Avis provinciale Treviso a febbraio per avvicinare i giovani dai 18 ai 25 anni, far conoscere l’associazione e incoraggiarli a donare il sangue. I tre “messaggi” circolati su profili social della Provinciale nell’ambito della campagna “Superdonatori” hanno portato a 4 milioni di visualizzazioni dei video, oltre 700mila persone raggiunte in tutta Italia, delle quali 135.000 giovani in target della provincia trevigiana. Di questi, oltre 200 hanno risposto “sì” alla chiamata digitale, prenotando la visita di idoneità. Per catturare l’interesse di ragazzi e ragazze è stato ingaggiato il giovane illustratore Lorenzo Badioli, alias Pupetti Tutti Matti, con il coordinamento dell’agenzia Consilia. “Siamo convinti che l’effetto del progetto comunicativo sui social sia molto più ampio – spiega il presidente di Avis provinciale Stefano Pontel-
lo - e che oltre al form, abbia coinvolto anche una buona parte di giovani che hanno maturato l’idea di diventare donatori in un secondo momento, appoggiandosi alle Avis presenti in tutti i Comuni i quali, settimanalmente, propongono la “giornata del nuovo iscritto” attraverso un calendario che coinvolge i vari punti di raccolta”. Su 1.680 nuovi iscritti su base provinciale (dato aggiornato al 30 settembre 2023) si nota un significativo incremento di 190 nuove iscrizioni (+13%) rispetto al 2022. Oltre al plauso del direttore sanitario dell’Ulss 2 Stefano Formentini, Paola Roma, presidente della Conferenza dei sindaci dell’Ulss 2, dichiara: “Il progetto è un’opportunità per i nostri territori e per i nostri ragazzi, perché li avvicina al mondo del volontariato e del dono, ma anche ai corretti stili di vita”. Valentina Calzavara
ChatGPT e LLM cambieranno la vita di noi tutti? Circa un anno fa Open AI, un’azienda americana specializzata nella produzione software di Intelligenza Artificiale, ha reso disponibile una nuova versione del suo prodotto ChatGPT, precisamente la versione 4 (GPT sta per Generative Pre-Trained Transformer). È questo un sistema che capisce le nostre domande e ci dà delle risposte usando il linguaggio naturale,
quindi, nel caso nostro, usando l’italiano corrente. Dove sta la differenza, ad esempio, con una ricerca Google usuale? La differenza è sostanziale perché Google si limita a darci una lista di documenti sui quali ha individuato alcune parole usate nella domanda, invece, ChatGPT entra nel merito della domanda e fornisce una risposta circonstanziata; non solo, è anche in grado di approfondire il colloquio in caso di richieste ulteriori sullo stesso argomento. Certamente siamo agli inizi di questa nuova trasformazione tecnologica, non sempre le risposte sono corrette, a volte vengono citati riferimenti che non esistono ma già si stanno allargando gli ambiti di utilizzo e si stanno integrando in molti strumenti esistenti che già usiamo, ad esempio quelli delle applicazioni office. Possiamo però anche noi iniziare ad usare i Large Language Model con un po’ di intelligenza e ne scopriremo l’utilità. Usiamoli, ad esempio, per farci correggere una frase che vogliamo scrivere e che non ci sembra scorrevole, per chiedere informazioni su argomenti diversi, per tradurre un testo, poi però verifichiamone il risultato. Dino Maurizio | presidente Informatici Senza Frontiere
D&V
21
Bilancio sociale Avis Veneto 2022, disponibile online anche con Qcode È stato stampato e distribuito l’estratto del Bilancio Sociale 2022 di Avis Veneto. Un pieghevole snello, di veloce lettura e realizzato con infografiche che racconta i numeri, le attività e i progetti di Avis regionale. Un “assaggio” graficamente accattivante della versione completa, disponibile online tramite un semplice click sul qrcode dal proprio cellulare. “Redatto tenendo fede a un impegno di trasparenza che sentiamo forte al nostro interno, è uno strumento per far capire ai cittadini in che cosa consista la nostra essenza di volontariato, coesa e diffusa in Veneto – spiega la presidente di Avis regionale Vanda Pradal - sfogliando queste pagine si trovano la fotografia di chi siamo, del nostro operato, i risultati raggiunti in termini di soddisfazione dei bisogni di sangue e plasma, ma soprattutto le rilevanti cadute della donazione all’interno dell’intero sistema di welfare, resa possibile grazie alla partecipazione e alla responsabilità dei nostri donatori e donatrici”. Il B.S. contiene capitoli dedicati a identità e governance, relazione sociale, attività associativa e risorse economiche. La sua redazione è stata curata da un apposito Gruppo di Lavoro con la supervisione del dott. Roberto Palladini, esperto di economia no profit, e la collaborazione dei referenti delle Avis provinciali. Il B.S. 2022 viene mandato via email a tutte le sedi Avi comunali e provinciali del territorio veneto, alle aziende ospedaliere e sanitarie, agli Entri locali e alle altre associazioni del dono, oltre che condiviso nei vari siti dell’Avis e sui social network. Michela Rossato
Sono già una decina i Comuni del Veneto aderenti al progetto “Città del Dono” Mirano e Zero Branco sono le nuove “Città del Dono”. Cresce, in Veneto, il numero di Comuni che decidono di unirsi alle associazioni di volontariato per promuovere la cultura della donazione. Dopo le vicentine Bassano del Grappa, Valdagno, Cornedo Vicentino, Mussolente e Rossano Veneto e
la padovana Abano Terme, hanno firmato a marzo e ottobre anche un comune veneziano e uno trevigiano. Aderire al progetto “Città del Dono” nato da un’idea del bioeticista Giovanni Spitale, significa unire le forze per diffondere il messaggio positivo dell’aver cura del prossimo. Amministrazione comunale, Ulss, Avis, Admo e Aido, ma anche altre sigle di volontariato del dono laddove presenti (Fidas, Rds, Cri…) promuovono insieme iniziative di sensibilizzazione nelle scuole, tra la popolazione, negli ambienti sportivi e ricreativi e luoghi pubblici per dare la possibilità ai cittadini di conoscere la donazione di sangue, plasma, organi, tessuti e sangue midollare e l’iter per donare. Anche in modo originale, come Valdagno che ha inaugurato la panchina del donatore e Bassano che ha organizzato un concerto con i Los Massadores. Per aderire e far aderire le proprie Amministrazioni comunali: http://www.cittadeldono.it/ Michela Rossato
D&V
22
Provinciale di Treviso: i “Cammini di Libertà” per riflettere su Iran, Afghanistan e diritti umani Il 2023 verrà ricordato per le iniziative che hanno contribuito a tenere accesa una luce su quanto di drammatico sta accadendo in Iran e in Afghanistan, sulla violazione dei diritti umani e la condizione femminile. Non è un caso se, proprio al ricordo di Mahsa Amini e al movimento di protesta iraniano “Donne, Vita, Libertà”, nato dalla sua morte, è andato il premio europeo Sacharov per la libertà di pensiero; mentre il Nobel per la Pace è stato conferito alla giornalista iraniana Narges Mohammadi per il suo attivismo contro l’oppressione del regime iraniano. Avis provinciale di Treviso ha deciso di creare due occasioni di dialogo, aperte ai cittadini e intitolate “Cammini di Libertà”. Forte è stata la voce del gruppo di attivisti che hanno condiviso le loro esperienze personali: il poeta Fawad E Raufi, Livia Maurizi di Nove onlus, Maria Khurasani attivista e imprenditrice, Sonia Singh rifugiata afghana ed ex autista donna. E ancora, Fatima B. dell’associazione Donna Vita Libertà e Nasrin Bijanyar di Unione per la Democrazia in Iran, Reza Rashidy scrittore e attivista per i diritti umani; Zoheida Mollaian della comunità Bahai. Due dialoghi fitti di testimonianze ed emozioni, condotti da Silvia Sartori, con l’intervento del presidente di Avis nazionale, Gianpietro Briola. “Ringrazio tutte le attiviste e i testimoni per averci preso per mano e accompagnato in un percorso storico, politico, culturale e sociale di conoscenza e ragionamento sui loro Paesi – ha detto Graziana Fuser, vice presidente dell’Avis provinciale - evidenziandone la situazione di vita e contribuendo a costruire conoscenza e coscienza attorno al valore fondamentale dei diritti civili e umani”. Valentina Calzavara
A Caramagna (CN) una folta delegazione Avis Veneto per rende visita ai “gemelli” di Avis regionale Piemonte A Caramagna, in provincia di Cuneo, si è rinnovato il gemellaggio tra Avis regionale Veneto e Avis Piemonte, con un ricordo speciale all’ex presidente piemontese Giorgio Groppo, scomparso prematuramente nel 2020. La delegazione veneta, guidata dalla presidente Vanda Pradal e composta da consi-
glieri di Esecutivo e Direttivo e presidenti/rappresentanti delle Avis provinciali ha incontrato i “colleghi” piemontesi guidati dal presidente Luca Vannelli. “Dopo la loro visita a giugno, abbiamo noi visitato le bellezze piemontesi, come il castello di Racconigi e l’Abbazia di Santa Maria di Staffarda – sottolinea la Pradal – trascorrendo molti momenti assieme che oltre a consolidare l’amicizia tra persone, ci ha visti condividere tante sfide associative. Il punto di forza di un patto d’amicizia come il nostro, infatti, è il confronto su ciò che attiene l’associazione, sui suoi problemi e progetti, e sullo scambio reciproco di buone pratiche”. Tra i temi affrontati la donazione di plasma, al centro di un convegno a Caramagna il sabato. “La donazione di plasma è un tema di forte attualità su cui vanno tenuti accesi i riflettori -conclude la presidente - perché è e sarà sempre più preziosa e strategica”. Michela Rossato
D&V
23
Festa per il ritorno del crocifisso al Tempio del Donatore, con una “sorpresa” grazie al restauro e Intesa Sanpaolo. A dare il loro apporto anche le associazioni Il volto eloquente, il corpo che parla e un monito contro tutte le violenze. Il crocifisso del Tempio Internazionale del Donatore del dono Avis nazionale, Avis regionale Veneto, Avis provindi Pianezze di Valdobbiadene (Tv) è tornato a casa dopo più di ciale Treviso, Fidas Veneto, Fratres, Aido nazionale, nonché un anno di studio e restauro. È stata un’emozione unica, dol’azienda locale Veneto Vetro e l’emittente Valdo Tv. “Dalla “citmenica 22 ottobre, la cerimonia di presentazione del delicato recupero. “Abbiamo di fronte una scultura lignea superstite di età rinascimentale che proviene dall’entroterra veneto, ancora foriero di tesori sconosciuti quanto preziosi - commenta la restauratrice Valentina Piovan (foto a lato) - grazie ad un complesso intervento di consolidamento strutturale e pulitura abbiamo recuperato un manufatto antico quanto inaspettato, dalla storia conservativa lunga più di seicento anni”. L’opera, infatti, risale al Quattrocento ed è capace di suscitare commozione e raccoglimento attorno a sé. Il corpo in legno di tiglio è stato plasmato dalla mano di un abile intagliatore che ha rivolto alla rappresentazione della sofferenza particolare attenzione concentrandosi sul viso di Gesù, i dettagli anatomici e la postura dolente in croce. Proprio il volto ha restituito un elemento di sorpresa che ha completamente cambiato la visione dell’opera: rimuovendo i sei strati, comprese le stuccatadinanza attiva” scaturiscono spesso effetti virtuosi per luoghi ture che coprivano l’originale, il Cristo è apparso con gli occhi identitari, in questa occasione ci siamo impegnati nella tutela aperti nel momento in cui sta spirando e non con gli occhi di un bene che è anche simbolo di amore e rispetto, verso le chiusi come risultava prima del restauro. persone e il patrimonio” - commenta Ines Lanfranchi Thomas, L’intervento, avviato nel marzo 2022 e terminato a settembre presidente regionale Fai Veneto, riferendosi al restauro appena 2023, è stato proposto dall’Odv Tempio Internazionale del Donatore e realizzato grazie al contributo concluso che, per la prima volta, ha visto di Fai-Fondo Ambientale Italiano e Intesa Era datato finora al XVII il Fai collaborare con le associazioni del Sanpaolo e al coinvolgimento di associaAccanto alla restauratrice Piovan, Secolo, ma il Cristo del dono. zioni e aziende partner. Il X censimento nel gruppo di lavoro anche i funzionari Tempio è invece più “I Luoghi del Cuore” 2020 aveva, infatti, Luca Maioli e Monica Pregnolato della visto il Tempio al primo posto in Veneto “anziano” di ben due secoli Cura scientifica e Alta Sorveglianza della con 7.419 voti raccolti. L’elevato numero Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e di preferenze ha consentito l’inserimento del restauro del suo Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di crocifisso nel bando 2021 con accesso ai fondi economici che Belluno, Padova e Treviso. Mentre la consulenza storico-artihanno finanziato il progetto. L’intervento complessivo è stato stica e tecnica è stata fornita da Luca Mor e Angelo Pizzolondi 22.643 euro di cui 12.114 euro messi a disposizione da Fai go. A curare le indagini scientifiche e fisiche Davide Bussolari; le analisi chimiche Stefano Volpin. “Non possiamo che essere grati al Fai per il sostegno finanziario concesso e a tutte le persone che hanno votato il Tempio, rendendo possibile il restauro del suo crocifisso. Quest’opera, che siete tutti invitati a visitare, oltre a una indiscutibile valenza artistica e culturale, trasmette anche un notevole significato storico e simbolico - afferma Gino Foffano, presidente dell’Odv Tempio - durante la Prima Guerra Mondiale, il crocifisso venne conservato, secondo fonti locali, in una piccola chiesetta lungo la linea del Piave, dove venivano riuniti i corpi dei soldati uccisi al fronte. Oggi rappresenta un simbolo contro l’inutile spargimento di sangue e violenza causato da tutte le guerre in corso”. Il sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese, si è impegnato nel sostegno alla realizzazione di una pubblicazione dedicata all’opera. Valentina Calzavara
Scannerizza il QR code e iscriviti alla newsletter mensile per restare aggiornato su eventi e novità del mondo Avis!
Belluno ASSOCIAZIONE BELLUNESE VOLONTARI SANGUE
www.avisveneto.it