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N. 05 goo.gle/forward-it
Prospettive Europee su Tecnologia e Società
Progettare il futuro dell’IA in Europa
SICUREZZA
In che modo i cloud sovrani forniscono un’infrastruttura resiliente SOVRANITÀ
Come le organizzazioni integrano l’AI mantenendo il controllo
CREDITS: LOREM IPSUM
SCELTA
Perché l’interoperabilità è fondamentale per l’autonomia digitale
Foto: Wendy Tan White e Torsten Kroeger di Intrinsic, azienda di AI fisica
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EDITORIALE
Partnership. Scelta. Sicurezza Gentile lettore, Guardando oggi all’Italia e all’Europa, vedo incredibili opportunità per una nuova generazione di leader e imprenditori visionari che stanno costruendo le basi della nostra economia futura. Siamo a un punto di svolta: l’AI mette a disposizione delle organizzazioni di ogni dimensione un insieme di strumenti e capacità senza precedenti. Dalle eccellenze storiche del Made in Italy e del settore manifatturiero fino alle startup più dinamiche, l’opportunità è concreta: trasformare produttività, creatività e innovazione in un vantaggio per competere e crescere su scala globale. Da oltre vent’anni siamo presenti in Italia al fianco di imprese, istituzioni e persone, mettendo a disposizione strumenti e infrastrutture per favorire lo sviluppo digitale e innovare. Il potenziale dell’innovazione è straordinario: secondo un recente studio di Implement Consulting Group per Google Cloud, accelerare l’adozione del cloud e dell’AI potrebbe generare oltre 1.200 miliardi di euro di crescita per l’economia europea nel prossimo decennio. Tuttavia, questo risultato non arriverà da solo né per caso: richiede investimenti infrastrutturali moderni, diffusione delle competenze e un contesto aperto che garantisca alle imprese la libertà di scegliere e integrare le tecnologie più avanzate. Troppo spesso il dibattito pubblico tende a descrivere l’Europa e l’Italia in una posizione di rincorsa nell’accesso alle tecnologie. Nel continuo confronto con imprenditori, manager e rappresentanti delle 2
istituzioni nel nostro Paese, ascolto con attenzione le riflessioni sui temi della sovranità digitale e della competitività. Emerge frequentemente il timore di un presunto paradosso: l’idea che si debba necessariamente scegliere tra conformità alle normative e innovazione tecnologica. In Google siamo convinti che questa sia una falsa dicotomia e una premessa che va superata. Le aziende italiane meritano di avere accesso alle migliori tecnologie di AI disponibili. Sappiamo che i governi vogliono tecnologie all’avanguardia nei loro Paesi ed è un obiettivo che sosteniamo ogni giorno al fianco delle istituzioni e del tessuto produttivo. La sovranità digitale non si riduce a un principio astratto o al solo controllo tecnico delle chiavi di cifratura: significa offrire alle imprese la libertà di operare in ambienti aperti, ibridi e multi-cloud, proteggendo i dati con gli standard più elevati. In Italia, questo impegno si traduce in investimenti tangibili: da un lato, le due Cloud Region di Milano e Torino mettono a disposizione del Paese un’infrastruttura locale all’avanguardia che assicura bassa latenza, residenza del dato e disaster recovery; dall’altro, l’ottenimento della qualifica di Livello 2 dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) certifica i nostri servizi cloud secondo i più rigorosi standard richiesti alla Pubblica Amministrazione e ai settori regolamentati. Perché la vera autonomia non nasce dall’isolamento, ma dalla capacità delle aziende di innovare, competere e creare valore per il Sistema Paese. FOTO DI COPERTINA E RETROCOPERTINA: WINNI WINTERMEYER
AUTONOMIA E CONTROLLO
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Melissa Ferretti Peretti Country Manager e VP, Google Italia
Una questione di scelta Nell’era dell’AI, l’autonomia digitale significa che l’Europa dispone di tutti gli strumenti necessari per innovare in sicurezza e per rimanere padrona del proprio sviluppo economico e digitale.
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«L’autonomia riconosce l’interdipendenza» Konstantinos Komaitis sull’autonomia digitale, la cybersicurezza e il percorso verso un mercato europeo resiliente.
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Prospettive sovrane Bilanciare innovazione, competitività e indipendenza: cosa dicono gli esperti e i politici di tutto il continente sul futuro dell’AI in Europa.
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Democratizzare l’AI fisica L’azienda di AI Intrinsic mira a rendere la robotica intelligente accessibile e facile da usare per aziende di tutte le dimensioni. L’Europa svolge un ruolo di primo piano in questa nuova era di innovazione dell’AI.
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Un catalizzatore per l’autonomia e il successo In che modo l’AI consente alle aziende, alle organizzazioni e alla società di tutta Europa di rimanere competitive, innovare e rafforzare la privacy e la sicurezza dei dati.
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In questa edizione di Forward, leggerai storie stimolanti di aziende e organizzazioni europee che utilizzano soluzioni di AI all’avanguardia senza compromettere l’interoperabilità e la sicurezza, come la startup italiana di tecnologie green Ganiga o l’Ufficio dei commissari delle entrate irlandese (vedi pagina 13). Scoprirai perché l’AI fisica, ovvero i robot intelligenti utilizzati per scopi industriali, è particolarmente importante per la competitività europea e perché il continente è ben posizionato per svolgere un ruolo chiave in questo nuovo campo tecnologico (vedi pagina 11). Ma non devi crederci sulla parola. In questa edizione, una vasta gamma di esperti di AI, cybersicurezza e politiche digitali discutono di ciò di cui l’Europa ha bisogno per sbloccare il vasto potenziale dell’AI, mantenendo al contempo la sua autonomia e rimanendo sicura. Sono d’accordo con Konstantinos Komaitis, esperto di politiche internet presso l’Atlantic Council, che sostiene che la resilienza non significa isolamento (vedi pagina 7). In parole semplici, la sovranità tecnologica significa che i leader aziendali europei dovrebbero essere in grado di creare prodotti competitivi a livello globale basati sulle tecnologie più avanzate al mondo. Perché l’Europa merita il meglio.
«Smettiamo di concentrarci su ciò che non abbiamo» Come può l’Europa trovare il giusto equilibrio tra regolamentazione, innovazione e sovranità digitale nell’era dell’AI?
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Investire in Europa Come Google contribuisce ad espandere l’infrastruttura di AI costruendo data center e sviluppando regioni cloud.
Saluti, Melissa Ferretti Peretti ILLUSTRAZIONE: CAMILO HUINCA
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SAPER SCEGLIERE Nell’era dell’AI, l’autonomia digitale offre all’Europa gli strumenti per innovare in sicurezza e guidare il proprio sviluppo economico e digitale.
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ILLUSTRAZIONE: CREDITS: LOREM CON MCHUGH IPSUM
AUTONOMIA MAGAZINE E TITLE CONTROLLO CREDIT
L’AI sta cambiando la vita di milioni di europei, aiutando le persone a lavorare, imparare e comunicare in modo più efficiente. Su scala più ampia, rappresenta un’enorme opportunità per tutto il continente. Una ricerca di Implement Consulting, commissionata da Google, dimostra che l’adozione diffusa dell’AI potrebbe far crescere il PIL dell’UE di 1.200–1.400 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, un incremento dell’8% trainato soprattutto dagli aumenti di produttività nei principali settori. Per realizzare questo potenziale, le aziende europee puntano ad accelerare l’integrazione tecnologica. Oggi solo circa il 20% delle imprese dell’UE con almeno dieci dipendenti usa tecnologie AI. Mentre decisori politici e leader aziendali discutono sulla strada da intraprendere, il tema ricorrente è la sovranità digitale: alcuni dibattiti pongono l’accento su sviluppo locale e protezione, ma per molti esperti un approccio equilibrato all’autonomia digitale dipende dalla libertà di scelta (leggi l’intervista a Konstantinos Komaitis, pag. 7). Anche Google è dello stesso avviso, spiega Giorgia Abeltino, Head of Government Affairs and Public Policy di Google Cloud in EMEA: «Il nostro approccio alla sovranità, sviluppato negli anni, si basa sull’offerta di un controllo tangible, tecnico e verificabile e sulla libera scelta, oltre che su investimenti nella crescita e sicurezza dell’infrastruttura digitale europea». Sicurezza vitale La sicurezza, essenziale per l’autonomia, significa proteggere le informazioni sensibili, garantire la chiarezza della residenza dei dati e mantenere i dati non crittografati solo quando sono sotto il controllo esplicito del cliente. Questo permette alle aziende europee di sapere
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delle organizzazioni a livello globale usa soluzioni di cloud sovrano e un 44% combinato prevede di adottarle nei prossimi anni, secondo un nuovo rapporto pubblicato a settembre da IDC. CREDITS: LOREM IPSUM
«Il nostro approccio alla sovranità, sviluppato negli anni, si basa sull’offerta di un controllo tangibile, tecnico e verificabile e sulla libera scelta.» GIORGIA ABELTINO, HEAD OF GOVERNMENT AFFAIRS AND PUBLIC POLICY DI GOOGLE CLOUD IN EMEA
esattamente dove risiedono i propri dati e di applicare confini di accesso rigorosamente regionali. Grazie alle collaborazioni «Made with Europe» con i leader regionali – come S3NS in Francia, Thales, il Gruppo Schwarz e T-Systems in Germania, PSN in Italia, Clarence in Lussemburgo e Telefónica in Spagna – offriamo resilienza operativa e controlli giurisdizionali per soddisfare i più alti standard normativi dei framework di sovranità nazionali. Tra le soluzioni guidate dai partner, l’offerta di S3NS in Francia è risultata conforme a SecNumCloud 3.2, il livello normativo per la sovranità più elevato. I partner Clarence, S3NS e Mistral, offrono servizi approvati dalla Direzione generale dei Servizi digitali (DIGIT) della Commissione Europea per l’uso da parte delle istituzioni UE con esigenze di cloud sovrano. L’economia dell’autonomia digitale Se una solida sicurezza è uno scudo indispensabile, la sovranità digitale resta incompleta senza la sua seconda dimensione, quella propositiva: l’autonomia attraverso la capacità economica. La storia dimostra che la leadership tecnologica di lungo periodo appartiene a chi sa adottare e implementare la tecnologia con maggiore efficacia. Anche la corsa globale all’AI verte sulla sua applicazione pratica più che sul possesso di un modello LLM o di un’infrastruttura. Il vantaggio competitivo europeo risiede nella solida base industriale e nell’uso dell’AI in settori specialistici ad alto valore: robotica, ingegneria di precisione e manifattura intelligente (leggi l’intervista a pag. 10). Per le imprese europee, dalle start-up ai leader del mercato globale, autonomia significa libertà di scegliere, usare e cambiare tecnologia in base alle esigenze.
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Organizzazioni europee lungimiranti hanno già colto questa opportunità, con scelte proattive e consapevoli in materia di AI che puntano alla crescita e al futuro digitale. Nell’articolo a pag. 13 sono riportati vari esempi – tra cui Ganiga – di come integrano le capacità AI di Google nelle loro strategie per ottimizzare o trasformare i modelli di business. Queste aziende riconoscono che usare un’ottima infrastruttura globale è il modo più veloce ed efficace per innovare in tutta sicurezza, restando competitive nel mercato globalizzato. Oltre al panorama commerciale, la fiducia in partnership sicure si estende direttamente ai settori più critici. Organizzazioni della difesa e istituzioni della sicurezza nazionale in Europa contano su architetture Google sovrane e sicure. Enti come le Forze Armate tedesche (Bundeswehr) o il Ministero della difesa britannico hanno scelto soluzioni Google Cloud con air gap per gestire workload critici con totale resilienza operativa e nessuna connettività esterna (vedi riquadro alla destra). Qualunque sia l’uso dell’AI, le aziende e le istituzioni europee devono poter decidere come adottarla. «Per noi, sovranità significa poter decidere in base ai propri termini», ha dichiarato Karen Massin, Head of Government Affairs and Public Policy di Google en Europa. «Scegliere una soluzione, adattarla alle proprie esigenze locali, decidere con chi collaborare e mantenere il livello di controllo desiderato». Questa libertà è essenziale per beneficiare appieno dell’AI, poiché il suo impatto positivo dipende in larga misura dalla velocità di adozione. Molte aziende sono pronte a passare dalla teoria a una strategia di implementazione chiara – sia costruendo tecnologia e infrastrutture europee, sia utilizzando quelle offerte da altri.
«Per noi, sovranità significa poter decidere in base ai propri termini.»
Portafoglio Sovereign Cloud Google Sovereign Cloud offre una serie completa di soluzioni affidabili per soddisfare le esigenze di sovranità. Google Cloud Data Boundary: i dati dei clienti possono essere archiviati in una regione prescelta (UE) e non possono essere spostati. L’accesso amministrativo è limitato esclusivamente al personale dell’UE ed è registrato, verificato e controllato secondo le condizioni predefinite dal cliente. Le chiavi di crittografia sono archiviate e gestite in un sistema di terze parti al di fuori dell’infrastruttura di Google Cloud, garantendo la totale separazione tra i dati e il controllo delle chiavi. Google Cloud dedicato: universo cloud indipendente (infrastruttura dedicata) gestito da un partner locale su un’infrastruttura isolata. Offre conformità con standard nazionali, autonomia operativa, innovazione senza compromessi e possibilità di continuare a operare anche disconnessi da Google. In Europa, l’offerta in collaborazione con Thales fornisce una solida serie di servizi Google Cloud, con GPU a supporto dei workload AI specifici di una regione. Soluzioni di cloud sovrano con disaster recovery per l’Europa. Google Cloud con air gap: ambiente cloud standalone con deployment on-premise e senza connettività di rete esterna per garantire il controllo fisico e operativo dei dati da parte del consumatore. L’esecuzione su componenti open source assicura una resilienza operativa totale dei workload di difesa e settore pubblico. Scopri di più su:cloud.google.com/sovereign-cloud
KAREN MASSIN, HEAD OF GOVERNMENT AFFAIRS AND PUBLIC POLICY DI GOOGLE EN EUROPA
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CREDITS: LOREM IPSUM
INTERVISTA
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«L’autonomia ammette la realtà dell’interdipendenza» Konstantinos Komaitis, Senior Resident Fellow for Global and Democratic Governance presso il Digital Forensics Research Lab del Consiglio Atlantico parla di autonomia digitale, cybersicurezza e percorso verso un mercato europeo resiliente nell’era dell’AI.
Da esperto di norme su internet, cos’è la sovranità digitale? «Sovranità» è un termine troppo connotato. Implica confini, geografia e concreti parametri di controllo. Non penso che l’Europa possa o debba replicare questo approccio nel mondo digitale. Invece di trovare una definizione che metta tutti d’accordo, dobbiamo vedere la sovranità attraverso la lente delle proprietà. Quali caratteristiche devono avere i nostri sistemi per raggiungere gli obiettivi? Apertura, interoperabilità e resilienza sono proprietà che, se gestite correttamente, ci permettono di raggiungere l’autonomia senza soccombere all’isolazionismo, che è una trappola pericolosa. Cosa intendi per «trappola»? La trappola della sovranità è scambiarla per la sostituzione. Il fatto di localizzare gli stack tecnologici o inasprire le regole di approvvigionamento per «comprare europeo» non porta automaticamente alla sovranità. Se cerchi solo protezione, finisci per creare un internet europeo che funziona solo in Europa e non è abbastanza scalabile o competitivo per influenzare gli standard globali. Inoltre, l’Europa non è omogenea. Se gli stati membri frammentano il mercato con 27 prodotti e approcci diversi, continueremo a perdere terreno. Stiamo imparando che una regolamentazione eccessiva e l’imposizione di framework senza un’agenda per l’innovazione sono iniziative controproducenti. Quali rischi economici corriamo favorendo il «Made in Europe» rispetto alle migliori tecnologie? La sovranità non garantisce la competitività. La vera autonomia riconosce il fatto che siamo tutti interdipendenti. Se guardi agli Stati Uniti, non hanno sempre stack locali. I chip, l’infrastruttura e il software CREDITS: LOREM IPSUM
provengono da tutto il mondo. Esercitano la sovranità assemblando i componenti in modi che garantiscono il controllo. L’Europa deve passare dalla volontà di creare tutto internamente a quella di creare un ambiente che incentivi venture capital e innovazione. Pensi che l’interoperabilità sia un elemento centrale dell’autonomia. Come si può ottenere? Deve essere il mercato. Bisogna progettare sistemi aperti e modulari e architetture basate su API in cui passare da uno all’altro sia tecnicamente semplice, non obbligatorio. Se l’interoperabilità è un vantaggio competitivo anziché un’imposizione, il mercato risponde in modo più veloce ed efficiente. Parli anche di resilienza. Qual è il suo rapporto con la sovranità? Il motore principale è la cybersicurezza. Dobbiamo affrontare frequenti ondate di attacchi e la paura che le difese cedano porta molti a pensare che la sovranità significhi chiudere tutto. Ma resilienza non significa isolamento. Nei sistemi di reti, la centralizzazione crea un single point of failure, un rischio enorme. La premessa di internet sono i componenti di base: in caso di incidente di sicurezza, agisci su un blocco senza distruggere l’intero sistema. Autonomia, in questo senso, significa favorire una rete di fiducia in cui collaboratori lavorano insieme per applicare patch alle vulnerabilità. La fiducia è importante? La fiducia è il livello base dell’ecosistema digitale. Quando viene meno, per infiltrazione o intercettazione, la tecnologia stessa si indebolisce. L’Europa deve creare un ambiente legale prevedibile e coerente e favorire la collaborazione open source per ristabilire e mantenere la fiducia.
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TESTIMONIANZE
Prospettive di sovranità «Dobbiamo avviare un dibattito aperto e costruttivo sulla sovranità digitale. È importante che l’Europa rafforzi la sua resilienza e le sue capacità strategiche in un modo che supporti anche l’innovazione, gli investimenti e la competitività. Un approccio collaborativo aiuterà a creare consenso e a garantire che l’Europa sia ben posizioNiamh Smyth nata per cogliere le opportunità dell’era Ministra di Stato per la promozione digitale e dell’intelligenza del commercio, dell’AI e della artificiale.» trasformazione digitale, Irlanda
«La migliore sovranità che possiamo ottenere è garantire che le aziende europee possano crescere su scala globale. L’Europa non dovrebbe diventare protezionista, ma piuttosto concentrarsi sul permettere alle aziende europee di crescere e competere a livello globale.» «A vincere non sarà semplicemente chi adotterà l’AI più velocemente, ma chi saprà implementarla meglio, ovvero in modo più intelligente, efficiente e strategico.»
Arba Kokalari
Eurodeputata svedese (PPE)
Mauro Capo
Lead sovranità digitale EMEA, Accenture
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ILLUSTRAZIONI: ALCUNI ELEMENTI SONO STATI MODIFICATI O CREATI CON L’AI (GOOGLE GEMINI)
AUTONOMIA E CONTROLLO
Equilibrio tra innovazione, competitività e indipendenza: il parere di esperti e politici europei sul futuro dell’AI nel continente.
«(Tra 10 anni) vedo un’Europa leader tech in AI e tecnologia quantistica, aperta, ma con un controllo rigoroso: potremo attingere alle migliori tecnologie, nonché modificarle, svilupparle, integrarle e cambiare fornitore se non si dimostra all’altezza delle nostre aspettative.» Milena Jabůrková
Confederazione dell’Industria della Cechia
«Non si tratta di esclusione, ma di sviluppare competenze e iniziare a co-sviluppare le tecnologie, invece di limitarci ad acquistarle passivamente. È questo il vero significato di sovranità. Dobbiamo creare innovazione anche qui da noi.» Thibaut Kleiner
Direttore delle reti future presso la DG Connect, Commissione europea
«Sovranità non significa sviluppare tutto internamente, ma garantire che i requisiti complessivi non dipendano troppo da una singola azienda o da un unico paese.» Caroline Read
Vice Ambasciatrice del Regno Unito presso l’UE
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CREDITS: LOREM IPSUM
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Democratizzare l’AI fisica Intrinsic, una società di robotica AI di Google, mira a rendere la robotica intelligente accessibile e semplice per ogni azienda. La CEO Wendy Tan White e il Chief Science Officer Torsten Kroeger spiegano come il software guida questa trasformazione e il ruolo centrale dell’Europa in questa nuova era dell’innovazione AI.
A cosa lavora Intrinsic? Wendy Tan White: La nostra missione è democratizzare l’accesso alla robotica intelligente. Oggi il settore è fragile: creare applicazioni richiede tempo, costi elevati e competenze rare. Gli operatori devono integrare software e hardware altamente specializzati e gestire uno stack frammentato di strumenti proprietari. Vogliamo rendere la programmazione software per la robotica semplice, come lo è oggi per computer o smartphone. La nostra piattaforma è una sorta di Android della robotica e dell’AI: estendiamo le capacità dell’hardware con il machine learning e usiamo il software come livello unificante. Cosa distingue la robotica intelligente dai robot industriali tradizionali? Torsten Kroeger: I robot delle catene di produzione odierne si basano su concetti nati negli anni ’70 e ’80. Questa architettura è pensata per integrare dati, rendendo impossibile usare modelli moderni di AI o machine learning. Il nostro approccio è totalmente diverso: dotiamo i nostri robot del senso della vista e del tatto, intervenendo nei livelli di controllo software più profondi in collaborazione con i principali produttori.
INTRINSIC
Nata all’interno di X, la Moonshot Factory di Alphabet, dal 2026 Intrinsic entra a far parte di Google come gruppo di robotica AI. La piattaforma Intrinsic consente di sviluppare, implementare e operare soluzioni robotiche basate sull’AI in modo più rapido e conveniente. Sfruttando le funzionalità dei modelli Gemini e Cloud e collaborando con Google DeepMind, aiuta ad accelerare R&S e l’implementazione di AI all’avanguardia per casi d’uso reali nei settori della manifattura e della logistica. L’azienda è guidata dall’imprenditrice britannica Wendy Tan White (CEO) e dall’esperto di informatica e robotica tedesco Torsten Kroeger (CTO/ Chief Science Officer).
CREDITS: FOTO: WINNI LOREM WINTERMEYER IPSUM
Wendy: La vista e il tatto rendono i nostri robot capaci di adattarsi in tempo reale. Il mondo fisico è imprevedibile: se un componente si sposta, cade o viene urtato, un robot tradizionale si blocca. Un robot intelligente basato sull’AI fisica vede e sente il cambiamento, modifica il suo percorso e prosegue. In questo modo la produzione non si interrompe e il robot si trasforma da macchina rigida ad assistente sicuro e affidabile, anche in presenza di esseri umani. E anche molto flessibile, giusto? Torsten: Esatto. Se viene introdotto un nuovo componente mai visto prima dal sistema, il robot lo gestisce subito. Nelle fabbriche di server, usiamo i robot per automatizzare l’inserimento dei dischi rigidi. Modificando il software e il programma, possiamo usare quella stessa cella robotica per inserire schede madri o moduli di memoria. In passato servivano nuove configurazioni hardware e robot separati, e la programmazione richiedeva settimane o mesi di ingegneria specializzata. Ora possiamo cambiare attività in poche ore o sostituire i robot, anche di brand diversi, usando lo stesso software nel giro di un giorno. Intrinsic è nella Silicon Valley. Perché avete un ufficio a Monaco di Baviera? Torsten: La Germania vanta un solido ecosistema di hardware e automazione industriale e sta guidando la creazione di uno standard internazionale. Le competenze nell’industria 4.0, negli standard di
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«L’Europa si trova in una posizione eccezionale per ricoprire un ruolo di primo piano nell’AI fisica.» TORSTEN KROEGER
settore e nei sistemi di sicurezza sono concentrate in Europa e noi dobbiamo padroneggiare sia il software sia l’hardware produttivo. Lo sviluppo software e AI della Silicon Valley unito alla profonda esperienza industriale europea dà vita a una cultura ibrida, dove i team californiani e tedeschi imparano a vicenda e portano nella piattaforma il meglio di entrambe le realtà.
questi sistemi sono facili da usare per chi gestisce la produzione quotidiana. È questo che intendiamo con «democratizzare»: l’AI lavora dietro le quinte per mantenere le interfacce semplici e familiari, eliminando la necessità di formazione specializzata. Gli operatori possono gestire più macchine, produrre piccoli lotti e farsi aiutare dai robot per attività di minore valore.
L’Europa e la sua forza lavoro sono quindi fondamentali per sviluppare e gestire l’AI fisica nella società. Quanto conta l’AI fisica per l’Europa? Wendy: L’Europa affronta una crisi demografica e una grave carenza di manodopera qualificata nella manifattura. Per mantenere standard di vita, PIL e rilevanza economica, dobbiamo produrre in Europa in modi più sostenibili. Il COVID-19 ha svelato la fragilità delle catene di fornitura globali, spingendo a riportare la produzione all’interno dei paesi. Un modo per affrontare questa sfida è affidarsi all’AI e all’automazione. Con l’AI fisica, le aziende e i loro team ottengono più flessibilità nelle operazioni e per la prima volta la produzione locale con i robot diventa gestibile, efficiente e conveniente. Torsten: La collaborazione con partner europei come Trumpf, per la lavorazione di lastre di metallo, e con Martin Systems, per la gestione di macchine a controllo numerico, aiuta a risolvere la carenza di manodopera dei clienti. Inoltre, l’Europa ha un vantaggio decisivo in termini di dati. I modelli LLM si addestrano con i dati presenti online ma per l’AI fisica non ci sono siti web pubblici con dati su angoli dei giunti, coppie o sui motori dei robot. Molte aziende manifatturiere europee hanno accesso a questi dati e possono sfruttarli per addestrare modelli AI avanzati per la produzione di nuova generazione.
Come rispettate i requisiti di sovranità dei dati europei con robot basati sull’AI nel cloud? Wendy: Teniamo sempre presente questo aspetto, perché sappiamo che i produttori vogliono il pieno controllo dei loro dati e spesso preferiscono i sistemi on-premise. L’esecuzione di gran parte delle nostre applicazioni core è on-premise. Usiamo il cloud per gli aggiornamenti software e l’addestramento dei modelli ma la produzione è indipendente dal cloud. Non imponiamo limiti: supportiamo l’architettura scelta dai clienti. Inoltre, Google Cloud offre varie soluzioni Sovereign Cloud, dando opzioni di scelta ai clienti sia per le applicazioni AI sia per le soluzioni cloud. Torsten: È qui che entra in gioco il progetto di ricerca tedesco RoX. Per proteggere la proprietà intellettuale, le aziende devono controllare i loro dati. RoX è un consorzio di soggetti leader di settore che studia un framework che consenta una gestione dei dati distribuita, decentralizzata e sovrana, sviluppando insieme interfacce software unificate.
I robot intelligenti sono alla portata delle piccole aziende? Wendy: Certo. Collaboriamo con integratori delle macchine a controllo numerico in Germania per installare celle robot standard basate sull’AI nelle piccole officine meccaniche, che sono l’ossatura dell’economia europea. Grazie al nostro software che permette di standardizzare i sistemi, è possibile abbattere i costi e ammortizzare gli investimenti delle celle distribuendoli su attività e tempi diversi. Inoltre,
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L’AI fisica cambierà il ruolo degli operai tradizionali? Wendy: Accadrà qualcosa di simile a quello che vediamo oggi con gli LLM: le persone diventano orchestratori dell’automazione. Non devono più occuparsi di attività ripetitive, pericolose e fisicamente impegnative. Il processo è sempre human-in-the-loop ma le attività ripetitive nella catena di montaggio vengono automatizzate e le persone possono concentrarsi sul design dei processi, l’ottimizzazione dei prodotti e i test. Emergeranno esperti capaci di comprendere il processo di montaggio e di insegnarlo ai robot. Penso che questa tecnologia rivitalizzerà il settore e renderà di nuovo attraente la manifattura per chi proviene da lavori d’ufficio. CREDITS: LOREM IPSUM
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UN MOTORE DI AUTONOMIA E PROGRESSO L’AI aiuta imprese, organizzazioni e comunità in tutta Europa a restare competitive, innovare, rafforzare la privacy e la sicurezza dei dati.
Pionieri nella gestione dei rifiuti
Ridurre i tempi tra ricerca e applicazione La ricerca fa rapidi progressi in ambito sanitario, ma trasformare in curele nuove scoperte richiede tempo, e i pazienti devono aspettare. L’azienda biotech Omniscope vuole colmare questo divario e sta creando la banca dati immunologica più grande al mondo per decodificare il sistema immunitario e sviluppare diagnosi e terapie. Per creare la banca dati serve un’immensa potenza di calcolo e Omniscope ha deciso di sfruttare le prestazioni eccezionali e l’ampia scalabilità delle soluzioni cloud e di AI di Google Cloud. Cloud Run è in grado di scalare le istanze da 0 a 10.000 in pochi secondi: così Omniscope può sviluppare nuovi prodotti più velocemente e ridurre i costi, rispettando la conformità alle rigorose normative sui dati sanitari grazie ai controlli di sovranità di Google Cloud. Ora Omniscope usa modelli di machine learning più sofisticati e analizza istantaneamente milioni di cellule immunitarie: ad esempio, sta decodificando il sistema immunitario per la progettazione computazionale dei vaccini con il supporto della Commissione europea. Secondo Vijay Vaswani, co-fondatore e CEO di Omniscope, la partnership con Google accelera il progresso non solo aziendale, ma della società nel suo insieme: «Per Omniscope, l’accesso all’infrastruttura e all’AI di Google Cloud è un modo per arrivare prima dai dati a nuove scoperte, dal cloud alla cura e, in sostanza, ridurre i tempi di sviluppo di terapie innovative che potrebbero ridefinire l’idea stessa di assistenza sanitaria». CREDITS: LOREM IPSUM ILLUSTRAZIONI: CAMILO HUINCA
Per affrontare le sfide urgenti poste dalla gestione dei rifiuti in Europa, la startup italiana di tecnologie green Ganiga ha sviluppato una piattaforma AI che trasforma i rifiuti in dati strategici. Progettate e realizzate in Europa, le sue soluzioni automatiche identificano, analizzano e classificano i rifiuti in tempo reale: rendono misurabile la sostenibilità, aiutando le organizzazioni a migliorare i risultati del riciclo con meno costi operativi. Ganiga riconosce i rifiuti all’istante, grazie all’integrazione di Gemini e Vertex AI di Google nella sua tecnologia proprietaria di AI e computer vision. Il sistema identifica materiali e brand con una precisione del 95% e trasforma ogni scarto in KPI audit-ready per la rendicontazione ESG e l’ottimizzazione dei processi operativi e decisionali. Ganiga ha sviluppato anche Food Waste Intelligence, una soluzione AI che identifica gli scarti alimentari, ne stima l’impatto economico e offre insight operativi per diminuire i rifiuti a cucine, ristoranti e servizi di catering su larga scala. Grazie a Ganiga, gli scarti generici e alimentari diventano dati misurabili e le aziende possono pensare meno alla gestione dei rifiuti e puntare all’efficienza, alla sostenibilità e al core business.
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Innovare, proteggendo i dati dei pazienti
L’Office of the Revenue Commissioners, agenzia delle entrate irlandese, ha siglato una partnership di sette anni con Google Cloud per modernizzare l’infrastruttura dati. Prima i dati importanti erano archiviati in tanti diversi sistemi separati; questa collaborazione aiuterà a riunirli in un unico luogo sicuro. Con la migrazione da sistemi legacy on-premise a una nuova, avanzatissima architettura AI unificata su Google Cloud, i team dell’agenzia possono analizzare i dati e trovare informazioni utili senza continui spostamenti o copie. Oltre a ridurre tempi e costi, il sistema è molto più efficiente. Per accelerare ulteriormente i tempi di analisi e ridurre gli ostacoli legati alle competenze tecniche, la piattaforma offre potenti funzionalità di AI: Gemini come assistente integrato completa il codice in modo intelligente, traduce i prompt in linguaggio naturale in query SQL complesse e genera automaticamente visualizzazioni per analisti aziendali. È ovvio che, per un ente pubblico come l’agenzia, garantire la riservatezza dei dati dei contribuenti è di estrema importanza. Pertanto, tutti i dati dell’agenzia saranno archiviati e trattati esclusivamente all’interno dell’UE, assicurando l’assoluta conformità con le normative locali. L’agenzia ha il controllo totale sui dati crittografati e il possesso esclusivo delle chiavi per rendere le informazioni illeggibili per chiunque altro, Google compresa, in qualsiasi momento.
La digitalizzazione degli ospedali universitari ha un grosso potenziale: può migliorare le cure e ridurre la pressione sul personale, ma richiede molta attenzione in fase di implementazione per evitare violazioni della sicurezza e proteggere i dati sensibili dei pazienti. Per ottimizzare il processo di digitalizzazione sul cloud mantenendo il pieno controllo sui dati, il Centro medico universitario di Friburgo ha scelto Google Cloud e T-Systems. «L’alto livello di sicurezza e prestazioni della soluzione cloud ci permette di innovare con più rapidità, migliorando la qualità delle terapie», spiega il Prof. Frederik Wenz, Direttore sanitario del Centro medico dell’Università di Friburgo. Questa soluzione cloud favorirà il progresso in più ambiti: valutazioni genomiche veloci e scalabili per casi d’uso specifici, maggiore accessibilità dei siti web e sviluppo di assistenti chirurgici digitali grazie all’AI. Il potenziale si estende ad applicazioni future rivoluzionarie, come i tirocini di nuova generazione per i medici, che potranno formarsi in sale operatorie e reparti di emergenza virtuali realistici senza gravare sulle strutture fisiche, spesso già sature.
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© Architecture: Health Team Vienna, Albert Wimmer ZT & Architects Collective / Photography: Faruk Pinjo
Efficienza per i contribuenti
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Creare in Europa Google Cloud collabora con leader tecnologici autorevoli in tutta Europa:
Francia Grazie a Google Cloud, Thales ha sviluppato un’offerta cloud hyperscale autonoma per l’Europa: una tappa importante per la sovranità digitale europea. Prima di tutto, per la gestione dell’infrastruttura i partner hanno costituito S3NS, entità francese indipendente controllata da Thales. In questo modo hanno unito l’innovativa soluzione cloud hyperscale a un rigoroso controllo operativo locale. Leader nella difesa, sicurezza e cybersicurezza, Thales vanta decenni di esperienza nella protezione dei dati e delle infrastrutture più sensibili, in Europa e nel mondo. L’offerta ora si chiama «PREMI3NS» e punta a soddisfare i requisiti stringenti in materia di sicurezza e resilienza operativa delle certificazioni SecNumCloud francesi, per diventare la prima soluzione cloud hyperscale europea. Organizzazioni del settore pubblico e aziende europee potranno accedere a una serie di servizi di avanguardia molto più vasta delle offerte IaaS di base e fornita da un provider interno, senza dover esternalizzare il cloud fuori dall’Europa. Potranno migrare applicazioni sensibili in tutta sicurezza, rinnovando l’infrastruttura critica e proteggendola con una cybersicurezza di altissimo livello, senza rinunciare a servizi innovativi e ai modelli AI di punta. Dopo il successo della prima implementazione francese di S3NS (scelta dalla Commissione europea come uno dei provider ufficiali di cloud sovrano per le istituzioni europee), Thales ha iniziato a sviluppare un secondo provider di servizi cloud indipendente in Germania e a estendere la sua presenza a livello europeo.
CREDITS: LOREM IPSUM
Spagna
Lussemburgo/Belgio
Telefónica e Google Cloud offriranno una nuova soluzione di cloud sovrano a pubbliche amministrazioni e aziende private spagnole in settori molto regolamentati, per mantenere un controllo stringente sui dati ospitati su Google Cloud.
Clarence offre una soluzione di cloud sovrano con air gap pensata per gli ambienti più critici: è il primo ambiente cloud sovrano d’Europa totalmente disconnesso e si trova in Lussemburgo. Frutto della sinergia tra l’azienda belga Proximus e LuxConnect e inizialmente basata su tecnologie Google Cloud, la piattaforma unisce funzionalità avanzate a una crescente apertura verso soluzioni open source e l’integrazione di software europei di terze parti.
Italia Creata insieme a Telecom Italia (TIM), la Google Cloud Region di Milano offre servizi innovativi di cloud pubblico, privato e ibrido per aiutare le aziende italiane di ogni dimensione e settore ad accelerare la trasformazione digitale.
Germania Thales e Google Cloud hanno siglato una partnership per lanciare una nuova offerta europea di cloud sovrano in Germania e fornire funzionalità cloud avanzate mantenendo i dati dei clienti riservati, sicuri e pienamente sovrani.
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«Smettiamo di vedere solo i limiti» L’era dell’AI richiede un delicato equilibrio tra regolamentazione, innovazione e sovranità digitale: come può raggiungerlo l’Europa? Di questo e altro hanno discusso Marta Poslad, Head of Public Policy per l’Europa centrale e orientale presso Google, e Daniel Friedlaender, European Head della Computer & Communications Industry Association (CCIA), in occasione del POLITICO Speakeasy al GLOBSEC Forum 2026 di Praga. Segue una sintesi dell’intervista.
Quali sono le decisioni più importanti che l’Europa dovrà prendere nei prossimi anni in materia di AI? Daniel Friedlaender: Bisogna riconoscere che la Commissione europea sta tentando una strada diversa: lo dimostra la sua ammissione di aver commesso degli errori di approccio poco dopo il decisivo AI Act. Temo che la volontà di semplificazione, pur in buona fede, la porti sull’orlo del baratro. Il settore dovrebbe invece continuare a spingere, incoraggiare attivamente e dimostrare i vantaggi possibili per tutti.
Marta Poślad: Dal 2019 sono stati introdotti più di 100 regolamenti, con un impatto sull’economia digitale. I numeri parlano chiaro: per più del 60% delle attività europee, i regolamenti contribuiscono a frenare 16
gli investimenti. È un fatto concreto, quantificato, oggetto di opinioni forti e consultazioni, per cui va trovata una soluzione. L’aspetto meno tangibile è la fiducia, e come costruire l’ambiente adatto a dare un ruolo competitivo all’Europa nell’era dell’AI. In che modo la semplificazione accelera l’adozione e come giudica gli sforzi compiuti finora in Europa in questa direzione? Friedlaender: Le intenzioni sono buone, ma si scontrano con la realtà. Basti pensare all’AI Omnibus e al Digital Omnibus, ma anche alla frenesia nel creare nuove regole che, di fatto, finiranno per generare alcuni degli stessi problemi del passato. È in arrivo tutta una nuova serie di leggi: sempre più regole digitali. Alcune si sovrappongono a CREDITS: LOREM IPSUM
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«Vorrei poter dire che l’Europa non ha ceduto al facile protezionismo a breve termine: è stata lungimirante.» DANIEL FRIEDLAENDER
quelle esistenti, ancora non del tutto implementate. Il settore ha bisogno di certezze, chiarezza e di un mercato unico digitale pienamente operante. Ecco perché molti leader di settore europei crescono, si espandono e generano molto più fatturato al di fuori dell’Europa che al suo interno. L’Europa come può spingere l’innovazione mantenendo alti standard di sicurezza, vitali per creare fiducia? Poślad: Oltre a «sicurezza», c’è un’altra parola che ricorre spesso oggi: sovranità. In Google ci sentiamo «partner dell’Europa». Offriamo soluzioni aperte e ibride di sovranità digitale, senza mai compromettere la sicurezza. Sovranità significa anche libertà: dare ai partner la libertà di scegliere, senza ridurre le opzioni disponibili. Molti regolamenti tendono a limitare le opportunità e credo che questa non sia la strada giusta.
Friedlaender: Il dibattito sulla sovranità rischia di togliere attenzione ed energie da ciò che funziona. L’Europa dovrebbe smettere di vedere solo quello che non abbiamo, ma puntare su quello che già c’è: una supply chain globale, solida, integrata. L’economia AI non funzionerebbe senza ASML o Zeiss; SAP, Ericsson e Nokia sono vitali per l’infrastruttura USA. Le aziende americane investono molto in Europa e sono da sempre partner fidati delle attività locali. Per come è impostato ora, il dibattito sulla sovranità rischia di ignorare o compromettere tutto questo. Ne usciremmo tutti sconfitti.
Poślad: Ne approfitto per dare il giusto riconoscimento alle aziende europee. Il dibattito non riguarda solo il settore USA e le istituzioni dell’UE. Le attività europee hanno iniziato a farsi sentire, fornendo molti contributi preziosi. Chiedono che la sovranità si traduca in libertà di scelta. E la cybersicurezza? L’AI offre molte opportunità, ma trasforma anche in tempo reale gli scenari di rischio. Friedlaender: Se la risposta dell’Europa è «vogliamo fare da soli», il dialogo diventa improduttivo. Abbiamo bisogno di partnership chiare e solide tra le istituzioni, e nella maggior parte dei casi ci sono già. Molte discussioni sulla cybersicurezza tra aziende globali, sviluppatori e regolatori sono positive ed efficaci, anche se raramente fanno notizia.
Poślad: In Google parliamo spesso del dilemma del difensore. A fronte dell’aumento di rischi e minacce, la nostra capacità di difenderci diventa sempre più efficace, accessibile ed economica. Più partnership si stringono, migliore sarà la sicurezza. Questo è ciò che il settore tech USA offre ai partner europei, e non va messo a rischio. Molte nuove proposte legislative sembrano voler indebolire la nostra cybersicurezza in nome di una sovranità protezionistica.
«Più partnership si stringono, migliore sarà la sicurezza. Questo è ciò che offre il settore tech USA, e non va messo a rischio.» MARTA POŚLAD CREDITS: LOREM IPSUM
Tra un anno, quali interventi vorreste vedere per rafforzare l’ecosistema dell’AI? Poślad: Vorrei che l’Europa guardasse alla Cechia e ai paesi baltici: piccoli stati che capiscono il valore della crescita oltre confine. La loro sete di innovazione e la loro mentalità imprenditoriale sono spunti preziosi per il più ampio dibattito europeo.
Friedlaender: Decisioni coraggiose. Leader che si impegnano: pochi obiettivi chiari. L’incertezza della non-scelta non giova a nessuno. Tra un anno vorrei poter dire che l’Europa non ha ceduto alla strada facile del protezionismo a breve termine, è stata lungimirante e ce l’ha fatta. 17
INFRASTRUTTURA
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INVESTIRE IN EUROPA L’infrastruttura di AI è fondamentale per la competitività del continente. Google contribuisce all’estensione di questa infrastruttura costruendo data center, sviluppando regioni cloud e collaborando con partner locali su soluzioni sovrane in tutta Europa. Ecco una panoramica degli investimenti attuali e futuri aggiornata a settembre 2026.
Data center di Google Annunciato (non ancora operativo)
Strutture fisiche che ospitano la potenza di calcolo locale, l’hardware di archiviazione e l’infrastruttura a efficienza energetica che ancorano l’economia digitale europea al suolo europeo.
Regioni di Google Cloud
Cluster di data center geograficamente isolati in tutta Europa che garantiscono che i dati dei clienti vengano archiviati, elaborati e sottoposti a backup rigorosamente entro i confini nazionali o dell’UE specificati per garantire bassa latenza e conformità legale.
Confini dei dati per Controlli di Sovranità dai Partner
Perimetri software avanzati e basati sulla conformità gestiti in collaborazione diretta con partner di sicurezza europei locali per garantire che le chiavi di crittografia esterne e l’accesso ai dati rimangano interamente sotto il controllo sovrano Controllo europeo.
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Prospettive Europee su Tecnologia e Società 20
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