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Parla... Ti ascolto. Una buona prassi di ascolto psico-pedagogico a scuola

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Premessa L'analisi della situazione e dei bisogni e il Centro "Par

L'analisi della situazione

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rla... Ti ascolto!" Il Centro di ascolto PsicoPedagogico Ipotesi di lavoro

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arla… Ti ascolto! Una buona prassi di ascolto psico-pedagogico a scuola


Fulcro tematico dello stage sui “Percorsi didattici applicativi per la formazione e l'importanza di considerare l'alunno non solo dal punto di vista didattico ma a cologico, avendo come obiettivo quello di renderlo partecipe della sua cre sostegno adeguato». Si sostiene, quindi, la necessità di realizzare una scuola co a parere di chi scrive, costituisce il prerequisito per promuoverne anche la funzi sagio” ed, eventualmente, “di inte

Luog o di ascol to

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scolastica 1 ” è «la necessità anche dal punto di vista psiescita globale attraverso un ome “luogo di ascolto” che, one “di prevenzione del diervento in situazioni difficili”.

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legge sull'a utono mia

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buone prassi

In tal senso, la legge sull'autonomia crea delle opportunità – ancora poco esplorate nella realtà della scuola – che richiedono la piena consapevolezza e partecipazione di tutte le componenti scolastiche. In particolare, la ricerca e la progettazione educativa, da parte dei docenti, valorizzata, coordinata e promossa dal nuovo profilo del Dirigente scolastico, ed attuata anche con la collaborazione di esperti di enti esterni, costituiscono il terreno per la crescita e diffusione di buone prassi.

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La creazione di un “Centro di asc ceo Artistico della periferia roma ta nell’a.s. 201 3-1 4, dalla collabo collega, entrambe in servizio ne centi per le attività di sostegno e Nella presente tesina si intende f e, sulla base degli spunti di rifle “Testo unificato per Disegni di Le psicologia scolastica” 3, individua trasferibilità che possano deline “buona prassi” di una scuola int prevenzione del disagio” e di, ev di criticità. In conclusione, si tracceranno de ramento del servizio e per un eve

luogo di ascolto

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colto psicopedagogico” in un Liana è un'esperienza singolare naorazione della scrivente con una ello stesso Liceo in qualità di docon competenze specifiche 2. fare un resoconto dell'esperienza essione offerti in particolare dal gge per l'istituzione del servizio di re elementi di novità, efficacia e eare tale esperienza come una tesa come “luogo di ascolto, di ventuale, “intervento” in situazioni

disagio

elle ipotesi di lavoro per il miglioentuale sua diffusione.

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Prima ancora di entrare nel vivo della questione è opportuno analizzare alcuni fattori che ostacolano la finalità di una scuola come “luogo dell'ascolto” e contribuiscono all'incremento delle problematicità nella prassi scolastica. Fra questi si intende soffermarsi su quelli che, nella propria esperienza di insegnante e dal confronto continuo con i colleghi, si sono rilevati più determinanti in un'ottica ecologica 4.

1 . A livello all'ascolto d genera un “ 2. È comune il carico di p educativi m generalista, poiché ogn ascolto. 3. A questi d venzione de superiori – in un massimo degli spazi s Questa, a g tano, spesso

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di macrosistema, si evidenzia il peso di una cultura sempre meno attenta di sé e al confronto con l'altro, nella quale la scuola si trova immersa 5, e che “disagio” latente abbastanza generalizzato. e, fra gli insegnanti, l'impressione che le classi siano sempre più complesse per problematiche che gravano sugli studenti fin dal loro arrivo a scuola 6; bisogni ma anche esistenziali specifici, rendono sempre più inadeguata una didattica ma anche difficoltosa l'attuazione di una personalizzazione degli interventi, ni studente necessiterebbe di un “personale spazio-tempo” di espressione e di

due fattori si combina la scelta deleteria, nell'ottica dell'ascolto e della preel disagio, di aumentare il numero di studenti per classi; basti pensare che alle n una fase delicatissima dello sviluppo evolutivo – è previsto un minimo di 27 e o di 30 alunni. La scelta, peraltro, è aggravata dal mancato adeguamento scolastici preposti: le aule 7. grandi linee, è la situazione con cui quotidianamente gli insegnanti si confrono, in solitudine e vissuta, sul campo, dalle stesse promotrici del progetto.

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Dalla consapevolezza di una realtà complessa e dall'analisi dei bisogni dello specifico contesto scolastico 8, nonché dalla necessità di fornire un contributo ai colleghi nella rilevazione e analisi dei BES emergenti 9, nasce l'idea di “Parla… Ti ascolto!” un Centro di Ascolto a carattere PsicoPedagogico”, nell'ambito dell'ampliamento dell'offerta formativa per l'a.s. 201 3-1 4, che operi all'interno della scuola e in orario curricolare, su richiesta di alunni, genitori, docenti e altro personale scolastico. PsicoPedagogico, ovvero in grado di coniugare le competenze integrate di tipo psico-pedagogico e metodologico-didattico, costitutive del profilo professionale del docente 1 0, e di operare in sinergia con “interventi integrati” volti al benessere e alla prevenzione del disagio nel contesto scolastico.

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Analizziamo alcuni aspetti inediti del progetto “Parla… Ti ascolto!”, che si sono de

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Allo sportello di ascolto psicologico, ab nelle scuole, si affianca e, soprattutto, si in di ascolto didattico, servizio meno diffuso progetto di coordinamento tra i due. Ciò dus operandi, sperimentato nel corso confronto sui casi, condivisione del monitoraggio, fra le due refere altri operatori coinvolti nel serviz Tale procedura, abbastanza “forma mentis” dell'insegnante specializzato nelle attività di invece, a destabilizzare l'opera esso counselor, psicologo o Egli, infatti, solitamente opera contesto scolastico - in piena a confronto sui casi, si limita, perlop richiesta indicazioni agli insegnanti, spesso gico, sulla base di diagnosi e informaz “segreto professionale” e non inter-profess Ciò presenta, alla luce dell’esperienza, fo tutto in un'ottica bio-psico-sociale: le valu cologico, rientrando nel segreto pro possono avere ricadute nell'ambito edu consapevolmente elaborate dagli inse adottate passivamente o disattese 1 1 . Ecco, allora, alcune riflessioni, sulla base circa alcuni aspetti del DdL n. 2967. Laddove all'art. 4, comma 1 , si legge c accede a tutte le informazioni in possesso lative allo studente», e all'art. 6 «elabora u studente», questo dovrebbe essere acce nanti ed integrato da un profilo pedagog chi scrive, elaborato da un esperto c

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Ipotesi di lavoro

elineati durante il processo attuativo.

bbastanza diffuso ntegra lo sportello o, con un inedito ò implica un modi alcuni anni, di ll'intervento e suo enti ed eventuali zio di ascolto. naturale per la e, soprattutto se sostegno, tende, atore esterno, sia psicoterapeuta. a - all'interno del utonomia, senza più, a fornire su o di tipo pedagozioni protette da sionale. rti criticità soprattazioni di tipo psiofessionale, non ucativo-didattico gnanti, ma solo

e dell'esperienza,

che «lo psicologo o della scuola reun profilo per ogni essibile agli inseggico, a parere di con competenze

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complementari, per cui gli eventuali «suggerimenti psicopedagogici» dovrebbero essere forniti di concerto. Un'altra importante considerazione è il senso del “limite” delle funzioni dello psicologo, in ambito scolastico, che pare tenuto in conto dal Testo unificato. Così, dalla necessità di fornire un “sostegno” ed una “assistenza” a «soggetti con problematiche di ordine psicologico», come individuato nel comma 1 , dell'art. 3, del DdL n. 2967, si passa a: «qualora […] emergano difficoltà che richiedano terapie specifiche, il servizio di psicologia scolastica fa riferimento ai servizi specialistici territoriali» comma 4, art. 5 del citato Testo Unificato. Proprio alla luce dell'esperienza con il Centro di Ascolto, dall'ipotesi dell'intervento necessario si passa alla consapevolezza che, nelle situazioni più gravi, bisogna saper: a. individuare un'équipe esterna, a carattere pubblico, in quanto pur con i limiti legati alla carenza di personale garantisce il minore dal possibile conflitto di interessi del professionista che opera a titolo privato; b. coinvolgere la famiglia ad una partecipazione attiva per l’invio in tali strutture, continuando semmai un monitoraggio a distanza, per evitare la rinuncia. Si rileva inoltre che, anche l'operatore più esperto, risulta inadeguato ad affrontare i casi di gravità, spesso molto diversi tra loro 1 2; così come appare inadeguato l'ambito scolastico e tanto meno quello del proprio studio privato, come luogo di intervento, benché sappiamo essere quest'ultima una prassi abbastanza diffusa, per quanto fortemente discutibile Per questo, dopo due anni dal suo inizio, il Centro di Ascolto PsicoPedagogico si avvia ad un passaggio impegnativo, che costituisce una seconda peculiarità e che, si ipotizza, possa incrementarne l'efficacia.

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Dal coinvolgimento di rapeuti, operanti all'inale creazione di una convenzionati, che p

A tal proposito, si sugge te degli esperti, del com quanto, se è vero ch circa l'intervento di non appaiono sufficie portunità . Un inte munque su minori condotto con l'osse coinvolgimento e la c riferimento, probabili c bino. In un ottica bio-p vilegia l'intervento partecipano alla racco la mediazione degli es un ambiente che fa ognuno, valorizzan micro-contesto scolas

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figure esterne, sia counselor che psicote-terno della scuola, si è passati alla gradurete di collaborazione con enti pubblici o possano offrire supporti specialistici in quei casi di particolare difficoltà. erisce una riconsiderazione, da parmma 2, art. 5 del Testo unificato, in he pone delle garanzie all'alunno consulenza individuale 1 3, queste enti a garantirne l'efficacia e l'opervento, specie su bambini e co, potrebbe essere più efficace se ervazione in situazione attraverso il collaborazione delle figure adulte di concause dei disagi espressi dal bampsico-sociale, (più che medica in cui si prio sul soggetto) soggetto, famiglia, scuola, olta delle osservazioni, si confrontano con sperti, al fine di realizzare le condizioni per avorisca la stato di salute e il benessere di ndo attitudini, potenzialità e creatività, nel stico e, per riflesso, in quelli extra-scolastici al primo connessi.

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Il Centro di ascolto PsicoPedagogico

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centri vengono coorle referenti del proche sono anche opeinsegnanti della scuonoscono bene il i bisogni di studenti, segnanti. Da tale condivano tre modi operandi

ed coto e ri e inne derici: considerazione dello studente come persona, in cui gli di apprendimento sono strettamente interconnessi con affettivi, relazionali, emotivi, per cui – di caso in caso – si e di intervenire di concerto o prioritariamente su alcuni di aspetti, a volte agendo su quello più problematico in a indiretta, facendo leva sul punto di forza 1 4. stretta collaborazione non si limita alle referenti del , ma coinvolge inevitabilmente i docenti colleghi, sia in segnalazione dei casi, che in fase di intervento integracreano così vere e proprie reti intra-scolastiche, in cui i ti più fragili, possano trovare appigli, strumenti e riferiempestivi ed efficaci. oinvolgimento attivo, preferibilmente tramite i docenti lasse, delle famiglie, nei casi in cui si rilevi un disagio che chi il contesto scolastico e su cui la scuola intervenga tando la famiglia, ma non sostituendosi ad essa o foruna pseudo-soluzione.

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Ipotesi di lavoro


Possibili sviluppi, in via di sperimentazione, sono azioni di formazione al tutoraggio fra studenti, al fine di valorizzare le eccellenze, e promozione di azioni didattiche fra pari di classi parallele; interventi mirati in classe, su richiesta dei docenti o degli studenti, in riferimento a dinamiche relazionali e/o comunicative critiche, demotivazione, disagio, ecc. Le condizioni per la realizzazione di esperienze simili in altre realtà scolastiche sono facilmente riproducibili, mettendo a punto una sorta di vademecum, sulla base dell'esperienza sul campo, aggiornabile anche in fase di diffusione e da condividere. Agli operatori interni alle singole scuole, con specifiche competenze e disponibilità, si potranno affiancare operatori esterni, i quali condividano le scelte di fondo, in particolare psicologi e counselor, più che psicoterapeuti, proprio per la specifica natura dell’intervento psicologico in ambito scolastico, e operatori psico-pedagogici, come quelli formati dalle Università con cui le scuole potrebbero attuare specifici accordi di programma.

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1 . La presente tesina riguarda lo Stage suddetto, parte opzionale del Master “L'operatore psicopedagogico: competenze e capacità di diagnosi”, che la scrivente ha conseguito nell’AA 201 4-1 5, presso l’Università degli Studi “Guglielmo Marconi” di Roma. 2. La scrivente, di formazione umanistico-pedagogica (con abilitazione all'insegnamento dalla scuola dell'infanzia alla secondaria di secondo grado) particolarmente in ambito teatrale, ha maturato esperienze di intervento mirato nelle proprie classi, in riferimento a fenomeni di bullismo e di difficoltà comunicativo-relazionali nel contesto classe, nello specifico di studenti sordi anche stranieri e con difficoltà del linguaggio, anche mediante l'uso del video con finalità inclusive. A tali attività ha affiancato quella di tutor extra-scolastico nei confronti di alunni con bisogni educativi speciali, miranti alla crescita dell'autostima e all'incremento della motivazione all'apprendimento. In riferimento a tali ambiti di specializzazione sul campo si è dedicata alla formazione, anche a livello universitario, di docenti di ogni ordine e grado. La collega, Stefania Mobilia, si è formata come counselor socioanalista. 3. Si vedano sia il DdL 2967, che il “Testo Unificato predisposto dal Comitato ristretto per i Disegni di legge nn. 2967, 2888, 1 829, 3345, 3620 e 3866 Istituzione del servizio di psicologia scolastica”, presentati nella sezione di Psicologia del materiale di studio dello Stage, a cui fa riferimento la presente tesina. Consultabili in: http://www.edscuola.it/archivio/norme/leggi/psiddl.html 4. Ci si riferisce alla teoria di Urie Bronfenbrenner. 5. Si pensi ai tempi sempre più accelerati (già dalle prime fasi di sviluppo del bambino nel contesto familiare) e sempre più dedicati alla “visione” passiva di realtà virtuali (si pensi alla programmazione continua di alcuni canali TV dedicati ai cartoni animati) che, cede il passo, durante l'adolescenza alla partecipazione ad aggregatori di socialità virtuale (social network) in cui il dialogo si riduce, spesso, ad uno scambio di superficie eppure molto coinvolgente dal punto di vista emotivo, tanto da generare una sorta di dipendenza. 6. Sono tipiche situazioni familiari disgregate, in cui i figli sono strumenti di contesa, oggetto di violenza, in stato di pseudo-abbandono; famiglie con gravi svantaggi socio-culturali e/o linguistici, con problematiche legate alla tossico-dipendenza, alla criminalità, all'emarginazione. E ancora studenti con DSA, DDAI, FIL, DOP e altri disturbi evolutivi specifici, le cui problematiche emotive e d'apprendimento affidate esclusivamente all'insegnante della disciplina, senza adeguati interventi di sostegno soprattutto nella scuola superiore, generano disagio, malessere e aumentano il rischio di abbandono scolastico.

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Infine fenomeni di bullismo e cyber-bullismo. 7. DPR 81 /09 e DM 331 /98. Cfr. http://www.istruzione.it/urp/formazione_classi.shtml 8. Ci si riferisce ad una alta frequenza di crisi di panico fra gli studenti del Liceo artistico in questione e ad una bassa autostima e conseguente demotivazione nell'ambito degli apprendimenti. Con la Riforma dell'istruzione superiore, che ha previsto la cancellazione degli Istituti d'Arte a carattere prevalentemente artigianale e applicativo, studenti, pur dotati nelle discipline artistiche, si sono dovuti adeguare alla frequenza dell'omonimo liceo, a carattere decisamente più teorico, con notevoli difficoltà. 9. Erano di recente emanazione le direttive e circolari del MIUR a tutela degli studenti che manifestano Bisogni Educativi Speciali e che indicano fra le funzioni del CdC anche quella di individuare tali bisogni sulla base di ben fondate considerazioni psicopedagogiche. Cfr: Dir. Min. 27.1 2.201 2, CM 8/201 3, Nota 2563/201 3. 1 0. «Il profilo professionale dei docenti è costituito da competenze disciplinari, psicopedagogiche, metodologico-didattiche, organizzativo-relazionali e di ricerca, documentazione e valutazione tra loro correlate ed interagenti, che si sviluppano col maturare dell'esperienza didattica, l'attività di studio e di sistematizzazione della pratica didattica». Art. 27, comma 1 , CCNL, “Profilo professionale docente”. Non sempre nella pratica scolastica il docente ha la possibilità di offrire l’ascolto necessario ad ogni studente e, particolarmente, a chi si trovi in una condizione, più o meno temporanea, di fragilità. 1 1 . Questioni rilevanti che meriterebbero una riflessione congiunta da parte degli esperti in altra sede: ad es. come gestire la decisione di una ripetenza o promozione, sulla base di una diagnosi a cui lo psicologo allude, ma non documenta ufficialmente? Senza considerare che per alcuni BES è necessaria una vera e propria certificazione, per cui quand’anche fosse disponibile la diagnosi dello psicologo, essa in alcune Regioni, come il Lazio, non assume valore legale. E quali ricadute può avere una pressione da parte dello psicologo sulle decisioni e sulle responsabilità dei docenti in merito alla valutazione didattica e al benessere del soggetto, dei pari, del contesto scolastico e del personale che vi opera? 1 2. Meno frequenti di quanto si immagini, in quanto i casi più gravi sono generalmente già seguiti all’esterno dallo psicologo. Si tratta, dal nostro osservatorio, per lo più di casi di: disturbi alimentari, d’ansia, condotte autolesionistiche. 1 3. Nello specifico è richiesta la non opposizione da parte dei genitori, la continuità dell'operatore, l'accettazione di collaborazione degli insegnanti, ove ritenuta necessaria.

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L'immagine di copertina è di blickpixel https://pixabay.com/it/divano-mobili-mobili-pezzi-relax-447484/ L'immagine di pag. 1 2 è di Sprachschuleaktiv https://pixabay.com/it/scuola-di-lingue-team-stagisti-8341 38/ L'immagine di pag. 1 8 è di PublicDomainPictures https://pixabay.com/it/triste-donna-umore-tristezza-7221 5/ L'immagine di pag. 21 è di Anemone1 23 https://pixabay.com/it/disperata-triste-depresso-21 00307/

© 201 8 diversi tutti Maria Teodolinda Saturno L'esperienza del Centro di ascol Progetto grafico Grafalba

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lto psico-pedagogico in un Liceo Artistico di Roma

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