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Quindicinale Indipendente

Anno IV n. 92

24 APRI LE - 07 MAGGIO 2010

In questo numero

LO SCOLLAMENTO DELLA POLITICA

VENTO DI CORR ENTI... FINIANE!

Rita De Iaco L’analisi della campagna elettorale appe na conclusasi e degli avvenimenti postumi portano a riflettere s u alcuni punti che emergono con evidenza: la vittoria schiacciante della Lega Nord ne l S e tte n tri one d’Italia; Il trionfo di Vendola in Puglia; gli scricchiolii rumorosi del PDL che si s ommano alla perenne ricerca di equilibrio ne l PD; l’astensionismo dilagante. Tutte facce della stessa medaglia dalle quali si evince, accanto all’ormai acclarato scollamento tra politica e sociètà civile, l’incapacità della classe dirigente di gestire non solo il Paese, ma anche se s tessa ed i suoi e quilibri. Verità lapalissia na. Nel marasma de llo scenario politico naziona le l’unica com ponente ad avere ben saldo il timone della sua rotta appa re essere la Lega. Da piccolo movimento

con a capo il “senatur” Bossi, il Carroccio è, oggi, un pa rtito struttura to e pote nte, che continua a radica rsi saldamente s ul suo te rritorio, avocando sempre maggiori pote ri di scelta e di indirizzo a livello centrale ed a m be ndo,

a d d ir i t t u ra , alla “scalata” del sis tema bancario nazionale. In Puglia, il fenomeno Vendola e la “poesia dei fatti” evidenzia il bis ogno di una politica che, abbandona ti prepotenza ed os tentazione di potere, torni a parla re con la gente e tra la gente. Urge la riaffermazione dei leaders non co-

TEMPI DURI

optati, capaci di conquis tare consenso sul campo attraverso il confronto diretto con i cittadini, che comunichino alla loro stessa stregua senza tra lasciare la componente “sogno”, effime ra ma indispensabile ad ognuno, per porsi degli obiettivi e raggiungerli. Bossi e Vendola, opposti eppure saldamente uniti come i poli di una ba tteria. Nichi: il “diverso”, il comunis ta, il poeta. Umbe rto: il senatur della Padania, il leader della lotta dura contro il sud parassita e Roma “ladrona”. Il nord ricco, evoluto, dinamico da un lato e il sud povero, arre trato, sonnacchioso dall’altro ed in mezzo? Gli italiani tutti “nordisti” e “s udisti” che attraverso il voto, apparenteme nte opposto e contrapposto, tes timoniano, invece, il comune disagio di una società che non trova nei propri ra ppresentanti ris poste concrete alle sue esigenze. Continua a pag.

a pag. 4 I RITARDI DELLA P OLITICA SCARICATI SUI CITTADINI

a pag. 4 IL PIANETA AZZU RRO

a pag. 5 E PUR SI MU OVE

a pag. 6 PRIMAVERA MONTO

Le ultime elezioni regionali, a parte altre cons iderazioni, hanno dato al nord del nostro Paese una chiara dimostrazione che si ha urgente bisogno di democrazia e partecipazione. Non che al nord vi sia stato meno astensionismo ma per un risultato chiaramente indicativo del lavoro quotidiano che soprattutto i leghisti fanno sull’elettore. a pag.

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DELLA

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ELISA E SONIA

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UN RIT O RN O CHE LASCIA MERAVIGLIATI

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LIO NS DI M AGLI E: VITTORIA PRESTIGIOSA

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DOLCE SOLIDARIETA’

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SINGOLARE MOSTRA

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I VOUCHER IN TABACCHERIA LAVORO

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PEC AI CITTADI NI GRATUITA A PARTIRE DA VENERDÌ 26 APRILE

Il bello della politica

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Annibale Elia Ancora un morto. Un operaio, cassintegrato da un anno, di origini lucane, si è tolto la vita a Bologna. Un’altra vittima di una situazione di disagio e di soffe renza che la crisi ci ha regalato. a pag.

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TRA-

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LA VOCE NATURA

POLITICA & SOCIETA’

L’opinione di Cesare Lia

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LE RICETTE DI FRANCY: POLIPO AL VINO COTTO ALLA PIGNANTA

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dalla Prima TEMPI DURI

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L’iniziativa, oggi adottata dalla Lega di Boss i, è stata m utuata da un costume politico adottato da sempre al sud durante la prima Re pubblica soprattutto dai partiti più popolari, D.C., P.C.I., P.S.I. che dell’impegno politico non hanno fatto una questione pe rsonale ma una servizio e che da i nordisti è stato sempre considerato solo clientelismo. Oggi il Preside nte de lla Regione Piem onte s i vanta del ris ultato elettorale della Lega dovuto al radicamento nel territorio de l nord e promette nuovi e più cons istenti ris ultati perché sa che, aumentando i posti di pote re, aumentano le capacità di fare clie ntelism o e, quindi, di produrre più ricchezza pe r il suo pa rtito in te rmini di voti. Ma siamo sempre al clientelismo di vecchio stampo, anzi peggiorato nel senso che nella prima Repubblica non si precludeva la poss ibilità di partecipazione alla cosa pubblica solo ai res identi nelle località interessate ed oggi, invece, lo si fa. Prima si e ra in una Repubblica italiane e d oggi si è finiti con l’essere almeno in due Repubbliche, quella italiana e quella padana. Ma l’abbandono del vecchio sistema cosiddetto clientela re, che io chiamo, come Cota, di vicinanza al popolo ha comportato due aspe tti negativi. Il primo quello di un abbandono delle esigenze dei cittadini, abituati a cons idera re i politici interlocutori del loro vivere quotidiano e che sta comportando un notevole astensionism o nelle nostre regioni me ridionali dove il voto è sempre stato conside rato un dovere civico. Il secondo che ormai sfugge di mano una stabilità di indirizzo di opinione a distanza di poco tem po. L’esempio pra tico, unitamente a ta nti a ltri, è Tricase dove, in

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Cesare Lia

tre tornate elettorali si è verificato un radicale spostamento di consensi tra (per meglio far capire i termini) destra e sinistra politica. Nelle elezioni comunali la destra raggiunge il 65%, nelle elezioni Provincia li sempre la destra si equipara alla sinistra, in quelle regionali la destra soccombe alla sinistra e Vendola ottiene un risultato superiore a quello di Pa lese, candida to paesano, con l’Amministrazione provinciale amica, con que lla comunale sulla sua posizione politica. E’ chiaro che a dete rminare simile sconcerto e cambiamenti così re pentini sia stato un mancato “radicamento” nell’elettorato, una distanza side rale con lo stesso, un comportamento di com pleto abbandono politico e amministrativo e non solo il terzo polo dell’UDC ed il consis tente risultato della Poli-Bortone: Non pe r una sola parte politica ma per tutti occorre una maggiore attenzione alle necessità dell’elettorato, una vicinanza allo stesso, un quotidiano impegno soprattutto nei confronti delle necessità e dei bisogni. L’elettorato non è solo il portatore di voti ma il titolare di istanze, di necessità, di aspettative che devono coinvolgerlo e sulle scelte delle quali si deve democraticamente sentire il suo parere. Sottolineo democraticamente perché anche di questo te rmine si è perduto il significato e lo s i nota quando, come ne lla riunione della Direz ione nazionale del PDL, al Presidente Fini che stava spiegando il concetto di “tradimento” il Preside nte del Consiglio dei Minis tri toglie la pa rola pe r contestare un’opinione. Siamo davvero alla frutta, cosa ci resta altro? Il popolo osserva e democra ticamente decide!

LO SCOLLAMENTO DELLA POLITICA Rita De Iaco

Ecco la chiave di volta del successo di Vendola e della Lega: il ritorno a lla politica “vecchio stile”. Un modo di fare politica ormai abbandonato e ripudiato, non solo pe rché conside rato s uperato ed obsoleto ma anche per il suo “prezzo” in te rmini di tem po, sacrificio, impegno, limitazione di potere ed interesse personale. Basta riflettere un a ttimo pe r rende rsi conto di come le “fabbriche di Nichi” e le sezioni del Carroccio altro non sono che il surrogato di que llo che erano una volta le sezioni cittadine dei pa rtiti: luoghi di incontro, socializzazione ed aggregazione. Spazi d’inters cambio, di comm istione tra politica e socie tà. Senza la funzione di cerniera e cuscine tto de i partiti, il rapporto governanti-governati stride.

In un mondo che ci vede minuscoli granelli di sabbia nel dese rto della globalizzazione la difesa dell’identità del singolo e della sua comunità diventano bis ogno primario accanto all’esigenza di esse rci, di contare, di sentirs i pa rte di una com unità ed al contempo protagonisti e fautori del proprio des tino. Lo testimoniano il successo strepitoso dei social network, de i raduni di massa, la “funzione aggregativa” dei ce ntri commerciali, l’esploit leghista e vendoliano. L’ombra “monarchica” di Berlusconi ne l PDL ha de luso le aspettative di molti autorevoli esponenti della sua stessa compone nte politica, che già nel congresso costitutivo de llo s corso anno auspicavano ad una maggiore democrazia interna, decre tando da un lato la perdita di consensi de l partito in favore de i le-

ghisti e dall’altro le “dissidenze” finiane che proprio l'altro giorno hanno portato al gran litigio tra Fini e Berlusconi in una spettacolo poco degno. Come finirà? Tutti pre ludono ad una scissione, malgrado le assicurazioni di tutti. Ma forse il sogno di un gran pa rtito ha già fatto il suo tem po. Tutto a spese del paese che soffre, senza rendersene conto Sull'altro versante il meccanismo stritolatore del PD ha inghiottito la ex Margherita e favorito l’affermazione degli e x DS più strutturati e, quindi, più forti. E’ questa la legge del bipola rismo que lla del più potente, quella in cui le formazioni politiche assomigliano molto più a dei feudi sui cui vessilli campeggia il nome del signorotto piuttosto che a luoghi di dem ocrazia. Molto più facile regnare che amminis trare.


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dalla Prima

POLITICA & SOCIETA’ Il bello della politica

E nel contempo, s uperate le elezioni amministrative, che hanno denunciato uno scoraggiamento, se non un disgusto, ne i confronti della politica, i problemi reali del paese non vengono affrontati. L’industria dell’informazione ci vuole convince re della necess ità di riforme della Carta costituzionale, mentre dell’unico vero problema, che è l’economia, nessuno si inte ressa, salvo a rinviare al fe deralism o fiscale le prospettive di soluzione di ogni questione. La manipolazione del consenso richie de un filtraggio delle notizie, avente l’obiettivo di massimizza re il profitto degli industriali di rife rimento e degli inserzionisti. Ecco pe rché fa premio sull’opinione pubblica uno pse udo problema rispe tto alla falcidie di piccoli imprenditori, ed ora di ope rai, che si sentono privati della loro dignità. La crisi che m orde le ca rni vive di migliaia e migliaia di famiglie, nonostante la concomitanza di perduranti guadagni s tratosferici da pa rte di managers e, finalmente, il riconoscimento di notevoli sacche di evasione fiscale, non provoca tensioni, ribellioni o disordini. Sicuramente qualche decennio fa avremmo assistito a ben altri sce nari. Abbiamo indicato già nello scorso numero come non sia il richiamo formale ai valori cristiani la caratteristica che ci deve contraddistinguere. Che deve contraddis tingue re i politici che s i dicono cristiani. Rivendichiamo pe r i cristiani l’impegno politico come una a utentica vocazione, cioè come un ambito in cui costruire una piena realizzazione de lla propria vita. Vogliamo ripetere con il card. Tettamanzi ““diciamolo francamente: se non è per una pa rticolare vocazione e per il deside rio gratuito di “se rvire”, per cos’altro un cris tiano – e, poss iamo aggiungere, qualunque persona di buona volontà – si mette a dispos izione degli altri in questo ambito? Pe r interesse? Per calcolo? Per pres tigio? Per sete di potere?”” Abbiamo richiamato, sempre nel numero precedente, l’insegnamento sturziano, rivolto al rigore m orale, alla tensione ideale nel servizio, al riform i-

Annibale Elia

smo coraggioso de lle scelte, ispirato ai riconosce autore, cioè perme tte agli a ltri valori fondamentali della dignità de lla di cresce re. Consta tiamo cos ì come quepersona, della solidarie tà, della sussidia- sta idea sia molto lontana dall’idea corrente di autorità e di potere, dove Card. Tettamanzi autorità e pote re consistono essenzialmente nel controllo, funz ionale agli interessi di chi vede la società come il luogo dell’affermazione di sé o della massimizzazione dei propri vantaggi, anziché de lla cos truz ione di opportunità di vita buona pe r tutti, s ulla base dell’originalità di ciascuno. Sono due visioni opposte del senso de lla politica e, in ultima analisi, due diverse idee dell’uomo e del s ignifica to della sua esistenza. E’ la scelta di campo che viene chiesta ai cris tiani; realizzare in modo concreto la propria umanità è la possibilità che viene loro offe rta quando si aprono all’impegno politico. Come lampade sopra il moggio risplenderanno e torne ranno ad essere “il be llo della politica” per i tanti sfiduciati, rietà responsabile. scoraggiati o na useati. E sa rà anche pe r Certo il compito di costruire una casa ciascuno di loro “il bello della politica” la comune in cui tutti abbiano consapevolezza di pote r raccoglie re il l’opportunità di vivere una vita sempre testimone di anime nobili e gene rose che più umana, non compete s oltanto ai poli- si sono spese in questo tipo di servizio, a tici. Giovanni Paolo II, nella Sollecitudo partire da Vittorio Bachele t. rei socialis, ci ammonisce che “tutti siamo responsabili di tutti”. A maggior PERIODICO ISCRITTO AL NR. 1005 DEL REGISTRO DELL A ST AMPA DEL ragione chi amministra il be ne comune. TRIBUNALE DI LECCE IN D ATA 26.11.2008 Questa necessità pone precise esigenze Direttore Editoriale al profilo di chi si im pegna in politica. Salv atore Giannuzzi “Occorrono pe rsone se rie, prepa rate e d.editoriale@diciamo.it competenti.” E’ sempre il card. TettaRedazione manzi. Non s i tratta di competenze tecni- Sal vatore D’Elia, C esare Lia, Barbara F errari, De Iaco, Antoni o Baglivo, Daniel e Baglivo, che, ma della capacità di ascoltare, o- Rita Vito Acc ogli, Rosanna M astria, Rocc o Chiri vì, rienta rsi, proporre, decidere, anche in Maria Soledad Laraia, R oberto Mol entino, Francesca Cesari, Anni bale Elia, Laura Longo, situazioni difficili e sotto vincoli estrema- Donato Nuzz aci, Lucio Vergari, Pietro Russo, mente cogenti, cioè della capacità di Sal vatore Errico, C arlo Pasc a, Attilio Palma, Rita Lia, Francesc o Elia, Er melinda Placì, esercitare il potere. Per esercitare il Francesca De Marco, Sil via Lubello. potere è ne cessaria una qualità essenzia- Stampato c /o Associazi one Cultur ale Diciamo le: l’autorevolezza. Che non è leaders hip, in Tricase, alla via G. Garibaldi, 60 Tel./Fax: 0833/784126 come gestione dell’organizzazione. Tanredazione@ diciamo.it tomeno il leade r carismatico, che acce nDistribuito gratuitamente tra tutto su di sé e a cui tutti obbediscoin una tiratura di 20.000 c opie no. Il te rmine “autorità” reca in sé il s i- La collaborazione a questa rivista sotto qualsiasi gnificato etim ologico di “gene rare”, di forma è gratuita. La direzione si riserva di rifiutare insindacabilmente qualsiasi testo e qualsiasi inserzio“lasciare origina re dal proprio seno”, di ne. Foto e manoscritti, anche se non pubblicati, non “portare all’esistenza”. Per questo chi si restituiscono. esercita autorità, il leader, è colui che s i


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Politica

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VENTO DI CORRENTI... FINIANE! Lucio Vergari “Dove non è riuscita la sinistra posso riuscirci io!”. Sarà stato questo, forse, il pensie ro di Gianfranco Fini quando, dopo le Elezioni Regionali, ha visto un Silvio Be rlusconi sempre più leader, un Umbe rto Bossi ancora più forte e un buio sempre più pes to verso una sua probabile leadership. Per carità, lungi da noi pe nsare che l'ex leade r di A.N. avrebbe voluto perdere le Regionali, ma probabilmente avrebbe preferito che la Lega Nord ne fosse uscita un po' ridimensionata, quando invece a uscirne decisamente limitata è la sua vera forza all'inte rno del PDL. Già da qualche tempo si vedeva un Fini soffe rente, che cercava in tutti i m odi di farsi s pazio e darsi lustro nell'asse PDL-Lega Nord, ma nessuno avrebbe mai pensato che si potesse arrivare, addirittura ad una rottura, anche se non viene chiamata tale, ma c'è da dire che, quando i panni sporchi non si lavano in casa, qualche problema c'è. Comunque, ufficialmente, martedì 20 aprile 2010 è nata una nuova corre nte all'inte rno de l PDL, fondata da Gianfranco Fini e firmata da 39 de putati, 13 senatori e 5 europarlamentari, anche se e ' arrivata prontamente la replica di 75 parlamentari, tutti ex colonne lli del Presidente della Camera, tra cui La Russa, Gasparri, Alemanno, Matteoli e, addirittura, anche Giorgia Meloni, i quali sos tengono l'irreversibilità della nascita de l PDL, chiedendo a gran voce il cong resso del partito. In poche parole, quello che vuole Fini, alme no per il momento, è che Berlusconi riconosca la legittim ità della presenza di una minoranza, al momento polemica, all'interno de l PDL, forse unica via percorribile, perché Berlusconi non vuole assolutamente sentire pa rlare di gruppi parlamentari autonom i, a quel punto prefe rirebbe le elezioni a nticipate. La Lega, dal canto suo, sta a guardare, auspicando una pronta intesa tra Fini e Berlusconi, per allontana re una probabile guerra intestina nel PDL. Dando uno sguardo ai nume ri, questa corrente potre bbe creare seri problemi a lla maggioranza, almeno alla Camera, in

quanto i 39 deputati dissidenti potrebbero mettere in m inoranza il centrodestra, mentre al Senato il problema non s i pone, in qua nto i 13 senatori non s ono fondamentali per raggiungere la quota “s icurezza”. Eppure, fu proprio Fini, non molto tem po fa, a conside rare non positive le corre nti interne ai partiti, perché logoranti e prive di senso; ma si sa, in politica è facile alzare la bandiera dell'anticonformism o, per poi comportars i nella maniera totalmente opposta per tirare acqua al proprio mulino. Che ci sia no problemi all'inte rno del PDL, come in ogni partito, in ogni coalizione e in ogni fam iglia, nessuno lo può negare, ma proprio Gianfranco Fini dovrebbe capire che è normale, soprattutto in un raggruppamento di più pa rtiti e di più punti di vista; se veramente si vuole difendere e rafforzare l'unità di un gruppo, è giusto da re luogo al confronto di idee, proge ttare insieme un programma elettorale o una finanziaria, ma lo si deve fare in una stanza, intorno al tavolo, garantendo la democrazia interna e uscendo da que lla camera con un'idea comune, altrime nti bisogna avere il coraggio di tirarsi fuori e camminare sul se ntie ro da soli. Piace la frase di Ezra Pound citata da Fini: “Se un uom o non è disposto a lottare per le s ue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui”, ma non credo che gli piace rebbe sapere cosa pensa di lui la maggior pa rte degli italiani, quelli di destra, che dopo aver salutato a malincuore la Movimento Sociale Italiano ne l congresso di Fiuggi de l '95 ed essere passati in Alleanza Nazionale, dopo aver sentito lo stesso Fini s confessare la Repubblica Sociale Italiana e i Repubblichini, dopo aver visto conferire (pure questo a malincuore) A N nel Popolo della Libertà, ora vedono un ex leader scalcia re per otte nere un posto in prima fila, sentendo anche un vocifera re della nascita di un gra nde centro compos to dalla triade Rute lli – Casini – Fini... Ma Gianfranco Fini non e ra dis cepolo di Giorgio Almirante? Appunto, ERA !

I RITARDI DELLA POLITICA SCARICATI SUI CITTADINI Francesco Elia Non è una riproposizione dello ste reotipo del Meridionale piagnone, il titolo proposto sopra. Piuttosto un ulte riore stimolo perché chi s i trova preposto al governo della cosa pubblica, si adoperi in tal senso. La conseguenza politica de l voto regionale appena tenutosi sarà una spinta verso il fede ralismo fiscale, che si concre tizzerà ne ll’autonomia impositiva da parte delle Regioni ed in una gestione regionale dei flussi generati da alcune imposte, al m omento gestite dal governo centrale. Una gestione regionale significhe rà tratte nere ricchezza dove essa viene generata, con un inevitabile allargamento della diffe renza fra ricchi e poveri. In maniera un po’ confusa si ribatte che sarà creato un me ccanismo di perequazione che trasferirà fondi alle regioni più povere per garantire un livello minimo di servizi. Un paio di obiezioni. Di questo meccanismo di pe requazione, ad oggi, non esis te uno schema di funzionamento, c’è solo un’idea astratta; inoltre il livello minimo di servizi re n-

de l’idea di poveri che, accucciati ai piedi della tavola de i signori, aspettano che cadano le briciole dalla mensa. Forse questo potrà attenuare la se nsazione di fame, ma non fermerà l’abbuffata di chi è seduto a tavola. Ora un Meridionale piagnone s i dilungherebbe sugli effetti nefasti del fede ralismo. Proviamo, invece, a delineare in senso positivo questo conce tto. La Puglia produce molta più energia di quanta ne cons uma. Siamo cioè esportatori. Dunque, cari amministratori, fateci pagare l’energia elettrica a prezz i minori, non maggiori del res to d’Italia. E questo valga solo per le im prese locali, in maniera che le stesse abbiano vantaggio a risiede re in Puglia, pagando le imposte in questo territorio dove producono. I nostri centri accolgono milioni di turisti. Si lavori all’inte rconnessione di aeroporti, porti e stazioni pe r avere un’offerta integra ta alte rnativa al traffico su gomma. In alternativa facciamo pagare una tassa di tra nsito legata

all’inquinamento prodotto. In Svizzera lo sviluppo di ques to concetto applicato al traffico me rci, ha significato che la quasi totalità di esso viaggia su rotaia. Istituiamo una tassa di scopo legata alla pe rmanenza di turisti sul nostro territorio pe r smaltire i rifiuti da loro gene rati, i cui costi al m omento rimangono in carico alla collettività. In ultima analis i, classe politica locale, è necessario attrezzarsi cultura lmente su come attrarre investime nti e ris orse e sulle modalità di spesa e relativo controllo delle stesse. Il federalismo, infatti, pone finalmente il tema della Responsabilità Oggettiva dell’amministra tore. Nelle imprese il principio della responsabilità oggettiva è una realtà giuridica consolidata con il D.Lgs 231/01. E’ giunto il momento per noi cittadini di scegliere amm inistratori loca li validi. Questi vanno incalzati nel merito delle scelte, coinvolgendo la popolazione; il piagnisteo è solo un inutile spreco di tempo sulle spalle dei cittadini.


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Attualità IL PIANETA AZZURRO Silvia Lubello

È cronaca rece nte l’episodio che riguarda il de ragliamento di un treno regionale in Val Venosta. Il bilancio è sta to grave: 9 morti e 27 fe riti. Tutto viene rimandato a d un tragica fatalità: una frana s i è staccata improvvisamente da lla colina, a ridoss o de l fiume Adige; anche la causa è stata accerta ta: una rottura del tubo di irrigazione (la zona è sottopos ta alla coltura intens iva delle mele), che pe rdeva già da un paio di giorni. I soccorsi s ono stati difficili e lunghi, e oltre 200 uom ini della protezione civile hanno più volte dovuto assicura re il tre no con un paranco. Per una volta non si è puntato il dito contro il sud, l’abusivism o edilizio che prosciuga le colline fino a fa rle crolla re, gli impianti non a norma, il fango che ad ogni piccola precipitazione sembra prende re il sopravvento. Cionondimeno le m otivazioni che ha nno porta to a ques to disastro muovono il s ipario verso una rea ltà difficile,e, se vogliamo aggiunge re, vergognosa, soprattutto per l’Italia: lo s preco dell’acqua; e non tanto rivolgendosi vers o gli usi civili che ne fa, quanto piuttosto verso quelli dell’agricoltura. La maggior pa rte de ll’acqua dolce nel mondo (e in Italia) si preleva oggi per l’irrigazione, che viene s pesso condotta come 2000 anni fa: si devia il fiume in canali se mpre più piccoli che finiscono nei campi, ad allagarli per se ttimane: poco importa se la pianta ne abbia davvero bisogno, se piova oppure no. Solo il 16% dell’irrigazione viene condotta pe r sgocciolamento temporizza to. Il risultato è uno spreco di proporz ioni enormi, in cui si utilizza acqua di sorgente laddove se ne potrebbe utilizzare di riciclata o rigenerata. Questo è: il fatto che l’acqua cos ti davvero poco, circa un e uro ogni 1000 litri in una città come Roma. Ovvio che in agri-

coltura costi ancora meno. E nessuno la risparmia. Quello che pe rò è veramente importante (e che allarga il problema su scala mondia- Quasi il 70% dell’acqua le) è la manudolce del pianeta è nel ghiaccio te n zi o ne; Il resto si trova per lo più questa la nelle falde acquifere che spaccatura di stiamo pros ciuga nd o troppo in fretta molte politi- I 2/3 dell’acqua vengon o che, regionali utilizzati per l’agricoltura e non, che - Ogni anno sulla Terra ci sono 83 milioni di personon investone in più, e il fabbisogno no troppo in crescerà finché non cambieremo il modo di conuna ris orsa sumare l’acqua rite nuta inesauribile e soprattutto “regalata” dalla Natura. Tra questa, anche la Puglia ha avuto il suo

ruolo: pe r quanto si sia munita di ben 169 depura tori nuovi, non s ono mancate, in passato, s ituaz ioni i cui g li a cquedotti sono s tati chiusi, l’acqua raz ionata alla popolazione, mentre nelle campagne la vegetazione nuotava nelle paludi formate dalla pioggia e dagli impianti di irrigazione, che com unque continuavano a funz iona re. Non solo: la manutenz ione purtroppo non la gara ntiam o neppure in quei Paesi nei quali associaz ioni di tutto rispe tto si prodigano pe r la cos truz ione

di impianti e tubature, impossibili da ripa rare poi per la ma nodopera locale. Ed è così che situazioni di indigenza e povertà rimangono immuta te nel tempo, cos tringendo la popolazione a fare uso di acqua contaminata, nonos tante l’investimento di ingenti somme pe r il risanamento e la bonifica di queste a ree. Quello che è successo non molti g iorni fa in Val Venosta dovre bbe far riflettere sul fatto che non sem pre le conseguenza delle nos tre disattenz ioni s ono prevedibili. Abbiam o sfruttato falde e deviato fiumi credendo di avere risorse illimitate; vivendo da gran signori s tiamo prosciugando i nostri conti, mentre nei Paesi poveri milioni di persone vivono con meno di 18 litri di acqua al giorno. Senza conta re che il 46% de lla popolazione mondiale abita in case senza acqua corre nte. Mentre noi facciam o scorrere noncuranti l’acqua qua ndo ci laviamo i denti, c’è gente che ogni ma ttina litiga pe r l’acqua, e rischia la vita per un piccolo sacche tto che costa appe na 15 ce ntesim i. Mentre da noi, su 100 litri impiegati per l’irrigazione, 60 vanno dis persi, in altre pa rti del mondo ci sono donne che percorrono chilome tri a piedi per riempire una piccola tanica. Solo che, come al solito, bisogna sempre aspe ttare la tragedia per aprire gli occhi s u ciò che proprio non va. Un piccolo intervento di manutenz ione avrebbe potuto evita re il peggio; noi, il cosiddetto “m ondo ricco e occide ntale ”, che possiamo pe rmette rce lo, dobbiamo fare la differe nza: pe rché non è detto che il pianeta azz urro continuerà a stare dalla nostra parte, a soddisfare tutti i nostri capricci. L’acqua è una risorsa fondamentale; può essere la condizione essenziale affinché si generi la vita, come può a nche diventare la causa scate nante di m orte, guerra e povertà. È davvero un peccato sprecarla.


Attualità

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E PUR SI MUOVE Ermelinda Placì « E pur s i m uo v e !», que ste, si d ic e , s ia no s ta te l e parole pronunciate da Galileo Ga lile i, batte ndo i piedi sul pavim ento, qua ndo dinanz i al tribunale dell’Inquisizione abiurò l’eliocentrismo, di cui egli aveva scritto in particolare nel Dialogo sopra i due massim i sistem i (1632). In realtà, pare che la frase sia s tata inventa ta dal giorna lista, s crittore e pole mista Giuseppe Bare tti (1719 - 1789) e d e ntrata nel linguaggio comune italiano pe r esprimere un dubbio che res iste a tutte le rassicurazioni. Il corso progressivo e prog ressuale della storia umana si s candisce me diante un percors o faticoso e contraddittorio, in cui alle volte la teorizzazione, le idee anticipano gli eventi, mentre, ta laltra, sono gli eventi, che anticipano le idee e le teorie, che poi il pens iero sis tema. Feconda è l’ immagine della filosofia come Nottola di Minerva, alla quale Hegel si richiama ne i Lineamenti di filosofia de l diritto (1820). La filosofia, perciò, è sim ile a lla Nottola di Mine rva (una specie di cive tta sacra alla dea Minerva, che nasce dal cervello di Giove e rappresenta la sapie nza), che inizia il s uo volo al cre puscolo, quando il s ole è già tramonta to. Con questa metafora, Hegel voleva mostrare come il compito della filos ofia consista nel rifle tte re sulla realtà quale essa è. Ma la stessa metafora potrebbe essere estesa a nche al diritto, che, come la filosofia, è destinato a rincorrere le trasformazioni de lla s ocie tà. Qualche settimana fa leggevo su un quotidiano naziona le, a propos ito della attesa se ntenza della Cons ulta sui matrimoni gay: «É un po’ come vole r dire che la società e i cos tumi viaggiano più veloci delle leggi». Ed ecco, che nella me nte mi ritornano le parole di Hegel e l’immagine della nottola di Mine rva. Il ricors o alla Corte Costituz iona le pe r il riconos cime nto della legittim ità dei matrim oni fra omosess uali, è sta to respin-

to, face ndo notare che la mate ria com- pio dell’ equità. Ma l’equità s i potrà renpete al legisla tore, cioè al parlam ento. dere possibile solo nel momento in cui si Ed, in effetti, non com pete alla Corte prendera nno in se ria cons ide razione, stabilire de lle leggi che vadano a regola- pur nella diversità concre ta dei casi e mentare le unioni omosessua li, essa degli individui il “riconoscime nto agli funge solo da organo di gara nzia al fine stessi di pari diritti e pari dignità”. La di s tabilire la cos tituzionalità o incostitu- parola chiave, la chiave di volta zionalità delle leggi che il pa rlame nto dell’intera ques tione, pe rciò, non può prom ulga. Decidere in merito avrebbe essere più, quella de ll’ “uguaglia nza”, significato com mettere un’inge renza in bensì que lla della “parità”, ovvero, ritorun campo, che spetta solo al legisla tore. niamo a ripete rlo, riconoscimento di Detto questo, restano de i dubbi: se, pari diritti e pari dig nità, ne lla diversità. quando e com e il leg islatore rite rrà op- In questa manie ra anche g li slogan della portuno pre nde re in consideraz ione la campagna lanciata contro l’omofobia questione; e, soprattutto, capire se s olo nascondono a l loro interno una logica il matrim onio potrà “rea lizz are identita ria, che te nde più che ad egual’uguaglianza” fra coppie ete ro e coppie gliare ad uniformare, e dalla quale ocomosessua li, come riportava il sottotito- corre uscire, pe rché non è vero che non lo di un a rticolo a ppa rso s u “Il Messag- c’è “nessuna diffe renza”. Le diffe renze gero” del 24 marzo s corso, facendo ri- ci s ono, ma fino a quando ci ostine remo saltare l’obie ttivo, che le associazioni a non volerle vede re, a vole rle nascongay si propongono di conseguire. La dere, a vole rle ridurre ad unità, questione, in realtà, è assai più compli- all’identico e di conseg uenza, a non vocata di quanto si pens i, ed anzi, è mal lerle “riconos cere”, “accettare” e posta, ta nto da pa rte di chi s i fa porta- “ris pettare”, l’ ugua glia nza que lla voce del bis ogno di riconos cime nto giu- “concre ta”, que lla vera, non potrà mai ridico de lle coppie omosessua le, ta nto essere raggiunta. da pa rte di chi vi si oppone, perché l’ancoraggio al prinC’E UN CIELO COLORE OCRA c i p i o d i NELLO SFOLGORIO CALANTE DI QUESTA SERA D’APRILE; “uguaglianza ” non DAL FONDO ADIACENTE LA MIA CASA S’ODE IL MUGOLARE D’ UN GATTO SELVATICO, perme tte di uscire ANNUNCIA LA FINE DEL GIORNO. dalle secche che lo SULLE VERANDE E SOPRA I BALCONI stesso pone. È ve ro UNA MOLTITUDINE DI FIORI PROROMPONO che l’articolo 3 della SONO PETUNIE,PRIMULE, Costituz ione amGLICINE, ROSAMUNDE, GALLE E POI ROSE m e t t e TANTE ROSE… u n ’ u g ua g l ia n z a NELLE CUI TINTE, EMERGE CON VEEMENZA E MAGNETISMO “forma le” di tutti i IL PASSATO AMORE, SEMPRE FRESCO E PALPITANTE QUANTO “UNA DOLCE CAREZZA NEI TUOI CAPELLI”. citta dini, ma è anIL MIO DIRIMPETTAIO E’ “UN ALBE RO DAI FIORI BIANCHI”, che vero, che alla “ARISTOCRATICO”, “forma lità ” e FIOCO; “gene ricità ” del GRACILE COME IL VOLO ONDEGGIATO D’ UNA FARFALLA; principio, che te nde OSSEQUIOSO COME IL VOLTO SOLCATO all’uniform ità, manDI UN VECCHIO CONTADINO; ca il rife rim ento al MENTRE I SUOI PETALI PAIONO ACQUE DI UN PLACIDO FIUME. caso concreto. CoUNA TIMIDA BREZZA S’ALZA NELL’ARIA PICCANTE me già aveva sosteDI QUESTA TENUE SERA nuto A ristote le nel RISVEGLIANDO UN’ASSOPITA FEDE momento in cui la CHE, “generalità” della ANCORA, legge non contemINCALZA IL PRODIGIO D’ UN SOGNO, pla il cas o particolaIL MIO SOGNO, QUALE SERENATA ALL’UNISONO PER TE! re allora occorre richiamars i al princiDonato Alberto Scalfari

PRIMAVERA AL TRAMONTO


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Attualità LA VOCE DELLA NATURA Francesca De Marco

E’ innegabile, quando la natura s i fa sentire, nelle sue più varie manifestazioni, c’è davvero da aver paura e di urla, da diverso tempo, ne ha la nciate tante. Da sempre ci troviamo di fronte alla grandezza delle sue espressioni, ma negli ultimi mesi c’è stata una successione piuttosto continua e viole nta di fenomeni. Pensiamo alle alluvioni ed ai tanti terremoti che, da una parte all’altra della terra, in un attimo, hanno distrutto tutto ciò che si trovava sul loro cammino, pensiamo agli tsunami ed agli uragani che hanno messo in ginocchio milioni di persone.. pensiamo a quante vite sono andate perdute sotto la forza di una natura a tratti tanto feroce. Ora ci troviamo di fronte al risveglio di un vulcano che taceva da oltre duecento anni. Il 13 Aprile nel s ud dell’ Islanda, con una lieve scossa di te rremoto di due gradi sulla scala Richter, il vulcano Fimmvorduhals, sesto per grandezza dell’inte ra isola atlantica, situato s otto il ghiacciaio Eyjafjallajoekull, si risveglia, dopo due secoli di inattività, con un’eruzione “inaspe ttata e di

Per cercare di capire le cause di questo fenomeno, bisogna conside rare che il vulcanismo islandese può esse re di tipo fissurale (o lineare, caratteristico della dorsale me dio-oceanica), caratterizzato da un’eruz ione lavica che fuoriesce non da un unico crate re, ma da una spaccatura de l terreno, lunga anche diversi chilometri, che viene, poi, riempita e nascosta dalla stessa lava, che si solidifica fino al success ivo evento eruttivo. L’Islanda, infatti, è spaccata in due da una faglia vulcanica, collegata a queste eruzioni fissurali, che divide l’isola di 2cm ogni anno. Questa particolare situazione è dovuta alla frattura dell’Atlantico centrale, con la presenza di un punto ca ldo sotto l’isola, ossia un punto della supe rficie te rres tre che prese nta attività vulcanica, tanto che un’ipotesi sulla formazione dell’Islanda è associata proprio ad una serie di effusioni laviche che, accumulatesi sul fondo oceanico, l’avrebbero, nel tempo, creata. Ma, per tornare a ciò che davvero ci preoccupa, questa nuova eruzione può avere effe tti s ulla nostra salute e sul clima? Per quanto rigua rda la prima domanda, “al m omento non abbiamo nessuna preoccupazione sugli effetti che la nube di cene re vulcanica può avere sulla salute, soprattutto considerando che è molto alta” rassicura Frederic Vincent, portavoce del commissario e uropeo alla sanità Jhon Dalli, mentre l’oncologo Umberto Verones i , più cautamente, dice “ è ancora difficile esprimersi, vista la mancata conosce nza dei com ponenti a livello molecola re, ma la diluizione ne lle varie estensioni geografiche è talmente forte che, per ora, non si intravedono grossi rischi”. Parlando delle conseguenze sul clima, il discorso si fa più complesso. Mentre l’anidride carbonica, prodotta dall’eruz ione, aumenterebbe l’effetto serra, le polveri della nube vulcanica formano uno s trato, che potrebbe rivestire tutta la supe rficie terres tre, fungendo da scherm o e specchio pe r la radiazione solare, con conseguente riscaldamento della stratosfe ra( sopra la nube) e raffreddamento degli strati bassi dell’atmofera. In passato tutto ques to è avvenuto, tanto da far ricordare il 1816 come l’anno senza estate. Ma tutto ques to sa rà valutabile solo nei prossim i due anni. Il futuro lo si può solo immaginare, il presente è ciò che viviamo. Quindi diamo la giusta importanza a i “piccoli disagi” che subiamo, come lo stop dei voli, ma cerchiamo di andare oltre e di guardare, per una volta, al di là de l nos tro naso.. c’è in gioco molto di più di un volo cancella to o di due, tre, quattro notti passate in aeroporto.. La natura ci s ta rime ttendo in riga, per ricordarci che lei non ha padroni, ma siamo noi a appa rtene re a le i..

porta ta anomala”, dicono gli espe rti, vista l’assenza di quals iasi tipo di segnale che potesse far pensare ad un fenomeno cos ì intenso. L’eruzione ha libe rato nell’aria un’immensa nube di ceneri e pulviscolo ( pre cisamente una massa calda di polveri e gas proie ttata nell’atmosfe ra ad una quota di 4/5 km); la lava, a contatto con il ghiaccio, ha creato colonne di fumo molto alte e tutto questo scena rio ha messo in ginocchio il traffico aere o europeo, bloccando gli scali irlandes i, britannici, danesi, svedesi, olandesi e belgi, francesi, te deschi e polacchi, fino ad a rrivare allo spazio aere o austriaco e, lo sappiamo bene, a quello italiano. Il timore e ra che i detriti presenti nella nube vulcanica potessero me ttere fuori uso i motori degli aerei, con conseguente pericolo per i viaggiatori, che si sono visti blocca ti pe r giorni negli aeroporti in a ttesa che, lassù nei cieli, qualcosa cambiasse. Non è ancora chiaro per quanto tempo il getto di lava continuerà a fuoriuscire, ma già in questi giorni gli esperti dicono che abbia perso più dell’ 80% della sua potenza. Il traffico aereo ha ripreso, seppur molto lentamente, il suo corso, ma i cambiaRequisiti richiesti: PC, Internet,stampante a colori, e-mail menti della direzione dei venti complicaVedi info: www.cartarisparmi.com/daniele1/ no la situazione, spostando la nube di Ti fa questa proposta: Daniele Baglivo – Tricase (Lecce) – 329-1051625 fumo da una parte all’altra molto veloceUSA IL MIO LINK: www.clubshop.com/cgi/appx.cgi/DB4758701 Per info : a6km@hotmail.it mente.

PRESTO saremo oltre i CINQUE MILIONI

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ELISARita E SONIA Lia “Noi siam o gente pe rbene”. E’ questa la frase con la qua le si chiude la le ttera scritta a sua sore lla Elisa da Gildo Claps. Una le ttera volutam e n te iron ica , indirizzata non solo a chi , in tutti questi anni, ha taciuto, ma anche e soprattutto agli inve s tiga Sonia Marra tori, agli amministratori, ai pa rroci, a tutti coloro che dopo i primi giorni dalla s comparsa di Elisa Claps, vedevano nei familia ri della stessa solo degli importuni, pe rsone che non volevano rassegnarsi a capire che quella figlia tanto amata era scappata, andata lontano proprio da loro, forse con qualche uomo, forse rincorre ndo stupide chimere. Eppure fino al giorno prima Elisa e ra la classica brava ragazza, studiosa, educa ta, sentitamente religiosa; non una santa certo, ma una ragazza normale con i suoi diciassette anni, con i suoi amori, con le s ue paure, come siamo stati tutti noi in quella fase della vita che chiamiamo adolescenza. Ma solitamente è più facile crede re alle bugie, ai

pettegolezzi delle piccole città che in tal senso nulla hanno da invidia re ai piccoli paesi; è più semplice, ride ndo s otto i baffi, pensare che Elisa sia un classica acqua che ta, che con il suo comportamento ha fatto capire da che squallida famiglia proveniva. E mentre tutto questo si alimentava e si ing randiva a dismisura, una ragazza semplice veniva picchiata, umiliata, forse sottoposta a violenza sessuale, pugnalata ripetutamente e lasciata lì ad agonizzare per ore prima di trovare la pace. Interroghiamoci su quanto scrive e pe nsa di noi società Gildo Claps, di noi pronti a da re giudizi invece di guardarci intorno e cerca re di comprendere il dolore di una fam iglia, perché non c’è niente di più crudele che non sapere dov’è tua figlia, di non avere sue notizie e d infine di non avere una tomba su cui piangere. Ora la famiglia di Elisa potrà avere questa consolazione, ma non dimentichiamo tutti gli altri, tutte le persone scompa rse nel nulla, non dimentichiamo Sonia Marra, un’altra brava ragazza, anche lei studiosa, anche lei educata, anche le i fortemente religiosa, anche lei scom parsa ne l nulla dal 2006. Ed inevitabilmente il nos tro pensiero va a quegli stessi investigatori, a quegli stessi amministratori e, fatalmente, a quegli stessi curatori di anime, perché ques ta vicenda sembra ripercorrere le stesse orme di quella di Elisa. Chi sa deve parlare, chi può deve agire: è giusto

che anche i genitori di Sonia sappiano ciò che è successo, se qua lcosa è successo, perché la semplice scom parsa di una persona provoca un dolore lancinante nell’animo pari s olo alla morte, ma è molto più pe ricolosa perché lascia sempre aperta la porta della spe ranza. Non dimentichiamoci quindi di Sonia, una ragazza della nostra te rra, che in un freddo inverno di cinque anni fa scompa riva nel nulla, non molliamo, freghiamocene di quanti imbarazzi possiamo crea re, f a c ci a m o nostre le parole de l fratello di Elisa affinché chi com pie effe ratez ze di questo tipo sappia che la società civile non è sorda, non è Elisa Claps muta, ricorda, vuole la verità, non teme di creare imba razzi pe rché è fatta di gente per bene. Alla famiglia di Sonia, infine, un solo pe nsiero: noi de lla redazione vi siamo vicini e, nel nostro piccolo, ce rcheremo di te nere accesi i riflettori affinché chi indaga lo faccia coscientemente e con la massima accortezza e serie tà.

dai Paesi UN RITORNO CHE LASCIA MERAVIGLIATI

Grazia Tu rco

Domenica 11 aprile si è svolta ad Otranto la mezza maratona a carattere regiona le, “Terra d'Otranto” organizzata dall’ “Asd Gre cia Salentina” di Martano in collaborazione con il 32° Gruppo “Rada r Aere onautica Milita re” di Otranto, sulla di-

stanza di 21.097 km. Tanti i partecipanti: a tleti podisti, professionisti, amatori. Incluso il grande ritorno della “pantanina del Sud”, Grazia Turco. Unica rappresentante regiona le a svolgere questa disciplina e campionessa “maglia tricolore2008” impegnata s ul percorso di Otranto nella categoria “handbike” per la socie tà Mtb -Matino-Utopiasport. Uno s trappo alla s palla ne lla gara di Collepasso aveva bloccato l’atleta per 5 mesi, rinunciando così a importa nti mara tone e performance che s pesso regala ai suoi tifosi. Il suo rientro,

attesissimo, ha lasciato tutti quanti senza parole. 21 km tra salite e poche discese. Poi il percorso impegnativo nel ce ntro s torico, non facile da affrontare. Tempo al traguardo: 1ora e 31minuti. Increduli il suo pres idente, Rocco Giaffreda della Mtb Matino e i suoi “angeli custodi” Pie ro, Giovanni e Alfredo che seguono tutti giorni Grazia nella pre parazione. «Se avessimo visto noi il percorso» dichia ra uno de i trainer «Grazia non avrebbe fatto la gara. Troppo impegnativa». «E invece no.» prosegue l’allenatore «Ha vinto la sua scommessa … a confe rma di ciò che sem pre ci dice: “la vita è come una salita: bisogna saperla affrontare anche se non è per nie nte facile. Sopratutto quando si presenta lunga e dura ma una volta arrivati in cima, il sapore di urlare e dire ‘ci sono riuscita’ è inspiegabile!!”» Un ringraziamento particola re va al 32° Gruppo “Radar Ae reonautica Militare ” e al ma resciallo Antonacci che hanno permesso la realizzazione de lla gara.


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dai Paesi LIONS DI MAGLIE: VITTORIA PRESTIGIOSA

Largo alla fantasia e ai giovani tale nti. A Taranto, al Teatro Cres t “TaTà” è avvenuta la premiazione a livello distre ttuale di tutti gli alunni vincitori del concorso a livello locale. Una tradizione ventennale che ogni anno il Lions Club di Maglie promuove nelle s cuole medie infe riori del territorio. Il tema concorso inte rnazionale di disegno di questa e dizione era “Un poster per la Pace”. Un buon motivo pe r dare a i giovani l’opportunità di riflettere sul conce tto della pace nel mondo ed esprimere con creatività la loro visione sul tema. «Negli ultim i tem pi agli adolescenti sono riservati gli “onori” della cronaca solo per episodi di prepotenza e bullismo», sottolinea il Presidente del Lions Club di Maglie Dr. Sandra Fersini, «gli innume revoli poste r realizzati dai ragazzi (oltre 700) hanno rivelato, al contrario, un mondo ricco di ideali, creatività e sentimenti pos itivi». I poster vincitori del concorso a livello locale, giudicati in base a crite ri di originalità, al me rito artistico ed all’espressività del tema, sono stati: Bene Pie rpaolo (Scuola Media Poggiardo),

Corvaglia Alessia (Scuola Media Poggiardo), Merico Valentina (Scuola Media Poggiardo), Pitardi Pier Francesco (Scuola Media Cursi), Santoro Elena (Scuola Media Cursi), Bafunno Michele (Scuola Media Cursi), Rizzo Rebecca (Scuola Media Corigliano d’Otranto), Rizzo Mariagiulia (Scuola Media Corigliano d’Otranto), Alessandrì Federica (Scuola Media Corigliano d’Otranto), Anchora Andrea (Scuola Media Corigliano d’Otranto), Cezza Laura(Scuola Media Maglie), De Donno Erica (Scuola Media Maglie), Provenzano Sara (Scuola Media Maglie), Congedo Ca rmen (Scuola Media Aradeo), Stigliano Giovanni (Scuola Media Aradeo), Mine rba Flavia (Scuola Media Aradeo). Vincitore del 3° premio distrettuale è ris ultato invece Pie r Francesco Pitardi, studente de lla Scuola Media di Cursi. Ora la competiz ione si sposte rà a livello regionale : i disegni dei vincitori saranno inviati al Dis tretto Lions 108 AB e ulte riormente selezionati. Nel frattempo altri 80 Poste r s i contendono il premio della Giuria Popolare. Chi è inte ressato, potrà ammirare i lavori de i ragazzi esposti presso la Galleria Capece di Maglie dall’ 8 giugno al 12 giugno. L.Lon.

DOLCE SOLIDARIETA’ Donato Nuzzaci

Dopo l’exploit con il per il dono in denaro a favore riconoscimento delle popolazioni colpite da l terdell’opera più grande remoto e del territorio in procindel mondo, Alessandro to di ricostruz ione. Pitardi, giovane pasticPitardi infatti ins ieme al team ciere originario di Nocidella Con.Pa.It. (Confede razione glia, autore della caffetPasticcie ri Italiani) decise appe na tiera più grande e alta qualche giorno dopo aver ricevudel mondo (a lta 2 metri to l’investitura ufficiale del Guine 20 centimetri con 20 ness dei primati a Chieti durante quintali di cioccolato una manifestazione press o il Teafondente) porta a casa tro Marrucino, di mette re all’asta anche i ringraziamenti la gigantesca moka e devolvere della comunità nocitutto alle is tituz ioni martoriate gliese e dei sindaci Giuseppe Fracasso e dell’Abruzzo. Presto fatto, cifra accreditadi quello de L’Aquila Massimo Cia lente ta e cordialità per l’importante gesto:

«Nel ringraziarla sentitamente per il suo bel gesto di solida rietà - ha scritto in una missiva il sindaco ad Alessandro Pitardi che, insieme agli altri proventi da tutta Italia, ha restituito alla popolazione aquilana quella spinta necessa ria pe r torna re a crede re ne l futuro, colgo l’occasione per rivolgere a lei e ai suoi familiari i mie i più ca ri auguri». Ora per il nocigliese Pitardi, già vicecampione italiano di pasticceria, si apriranno le porte del Campionato ita liano seniores, concorso patrocinato dalla Preside nza della Repubblica e di altre com petizioni inte rnaziona li che lo vedranno senz’altro protagonista.

SINGOLARE MOSTRA Laura Longo

Lecce - Seduce l’anima e trasporta le em ozioni nei colori, ne l movimento dei segni con il suo ritmo ossessivo tipico del passo a due. Questa è la pittura personale di Paola Scialpi, un’esposizione dedicata a l più se nsuale e d elegante de i ba lli da cui ne prende persino il nome: “Tango”. Nella rassegna “Itinerario rosa” del Comune di Lecce, in collaborazione con il “Laboratorio di ricerca sull’Arte contemporanea” di Lecce e “Overeco - Italian Digital Media News Release”, la m ostra verrà inaugura ta sabato 24 alle ore 18,30 presso l’ex Conse rvatorio S. Anna di via Libertini, a Lecce e sarà “godibile” fino al 30 aprile. Venti saranno le ope re presentate in cui la donna ne è protagonista principale. Una sorta di leggendaria Eva che si serve de l tango pe r sfode rare le sue “armi” migliori in fatto di seduzione mentre le note della danza a rgentina trasportano l’osservatore verso terre infuocate dalla passione. Le lunghe pennellate de l bianco, del rosso e de l ne ro rappresentano le atm osfere de l tango e regalano prospettive inconfessabili sulla natura femm i-

nile. Una gamba tornita fa capolino tra le balze di una gonna rossa, una scollatura a rdita e gene rosa diventano la vera e indiscussa protagonista di un percorso di se duzione che conquista l’uomo e che si lascia morbidamente trascina re nel vortice ritmato del deside rio. Il percorso este tico della Scialpi riesce a scandagliare e riportare in supe rficie l’essenza del m ondo femminile: i suoi sentime nti, la sensibilità e le sue sensazioni. «Mentre realizzavo questi lavori avevo la consapevolezza che il tango è un’entità che dialoga a due voci: cinquanta per cento uomo e cinquanta donna» dichia ra l’artista. «Anche se il passo più importante, chiamato l’ “otto”, lo fa la donna». E prosegue: «Miguel Ángel Zotto diceva che “nessuna danza popolare raggiunge lo s tesso livello di comunicazione tra i corpi: emozione, ene rgia, respirazione, abbraccio, palpitazione”». Un’arte che divora il cielo. Una pe rsonale tutta da “gustare”.


Economia

pag. 10 24 APRILE - 07 MAGGIO 2010

I VOUCHER IN TABACCHERIA LAVORO I voucher pe r lavoro occasionale di tipo accessorio, da metà aprile sono già nelle tabaccherie della Puglia, e in altre poche regioni. E ' molto più agevole utilizzarli per regolarizzare que i rapporti che vivono ne l lim bo tra lavoro s ubordina to e lavoro autonomo. Si precisa che: pe r prestazioni di lavoro occasionale accessorio devono intende rsi attività lavorative di natura meramente occasionale e accessoria, non riconducibili alle tipiche tipologie di lavoro subordinato. Non si può s ostituire un lavoratore subordinato utilizzando un voucher. Il legisla tore ha solo voluto assicurare un m inimo di tutela previdenziale e assicurativa a lavoratori a rischio di esclus ione sociale, impegnati in piccoli lavori occasionali, altrimenti utilizzati in nero. Oramai di uso com une, sono i voucher pe r piccoli lavori occasionali nell’ambito de l lavoro accessorio ai sensi dell’articolo 70, lettera a) del D.lg. 276/2003 e successive modificazioni. Dopo aver conosciuta l’applicabilità de i voucher a piccoli lavori domestici, con la circolare n. 88 de l 9 luglio 2009 l’INPS ha precisato che le novità introdotte dal comma 12 dell’art. 7-te r della legge n. 33/2009, interessano specificatamente: gli stude nti, le casalinghe, i pensionati ed i pe rcettori di prestazioni integra tive del sala rio o sostegno del reddito. Adempimenti dei committenti I committenti che intendono avvalersi de l lavoro occasionale di tipo accessorio, mediante proce dura telematica, possono operare, alte rnativamente, tramite: • Contact cente r INPS/INAIL (numero gratuito 803.164), colle-

gandosi al sito http://www.inps.it, contattando direttamente le sedi INPS, previa esibizione di un documento di riconoscimento. I buoni, acquistabili fino ad oggi presso l’INPS dietro presentazione del pagamento tramite c/c 89778229, da aprile sono acquistabili anche in alcune tabaccherie associate alla FIT. Con l’acquisto del buono si compiono due pagamenti contemporaneamente: il compenso al lavoratore occasionale e il pagamento dei contributi INPS gestione separata e INAIL. Tali compens i sono inoltre esenti da ogni imposizione fiscale. Quando si utilizzano lavora tori retribuiti tramite buono, non è necessario comunicare anticipatamente l’assunzione de l lavoratore nè sottoscrivere un contratto di lavoro, ma resta l’obbligo della comunicazione anticipata all’INAIL tramite la modalità fax al nume ro 800657657 indicando luogo e pe riodo della prestazione oltre ai dati anagrafici del comm itte nte e de l lavoratore. Non vi è obbligo di trascrizione sul libro UNICO del lavoro. E’ inoltre importante precisare che tali prestazioni occasionali non danno luogo a trattamenti di malattia o mate rnità, disoccupazione e assegni familiari e non consentono il rilascio o il rinnovo di permessi di soggiorno pe r motivi di lavoro. Il valore di ogni s ingolo buono e’ pa ri a 10 Euro di cui euro 7.50 andranno al lavoratore e euro 2.50 agli istituti previde nziali. Sono disponibili anche buoni multipli da 50 Euro con valore economico di Euro 37.50. Maggiori info s u www.studiosponziello.it m.s.

PEC AI CITTADINI GRATUITA A PARTIRE DA VENERDÌ 26 APRILE Marco Sponziello

Il Ministro pe r la Pubblica Amministraz ione e l'Innovazione Renato Brunetta ha presentato il nuovo servizio di Posta Ele ttronica Ce rtificata al cittadino che, a partire dal prossimo lunedì 26 aprile, rivoluz ione rà la com unicazione con la Pubblica Amministraz ione. La Pec al cittadino è lo strumento che consente di inviare e ricevere messaggi di testo ed allegati con lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento. In questo modo si può dialogare con tutti gli uffici de lla PA direttamente via e-mail senza dover più produrre copie di documentazione cartacea ma soprattutto se nza doversi presenta re pers onalmente agli sportelli. I benefici sono concre ti e imme diati, a cui si deve anche aggiungere il risparm io sulle spese di spedizione de lla raccomandata A/R. Per richiede re l'attivazione de l se rvizio di Posta Ce rtificata a l cittadino, a pa rtire da lunedì 26 aprile sarà s ufficie nte collegarsi al portale www.pos tacertificata.gov.it e seguire la procedura guidata che consente di inse rire la richiesta in maniera semplice e veloce. Trascorse 24 ore dalla registrazione online (e d entro 3 mesi) ci si potrà quindi recare presso uno degli Uffici postali abilitati per l'identificazione e la conseguente firma sul modulo di adesione. Il richie dente dovrà portar con sé un documento di riconoscime nto pe rsonale e uno comprovante il codice fis cale (codice fiscale in originale o tessera sanitaria).

Bisogna inoltre portare anche una fotocopia di entrambi i documenti che dovranno essere consegnate all'ufficio postale. Pur essendo una casella di posta e lettronica "come le altre", la Pec al cittadino è l'unica de dicata esclusivamente ai rapporti con la Pubblica Amministrazione. L'utilizzo della Pec nella PA non solo consente di lavorare e com unica re meglio, ma è anche un obbligo previsto dalla legge. Gli indirizzi Pec delle Pubbliche amministraz ioni - istituiti pe r ogni registro di protocollo e comunicati al DigitPA - s ono disponibili sull'archivio informa tico accessibile a ttraverso il sito www.indicepa.gov.it, fonte ufficia le e rife rimento pe r gli adempimenti previsti per le amministrazioni. E' stato inoltre sviluppato il sito www.paginepecpa.gov.it con tecnologie atte a rende re più semplice la ricerca degli indirizz i Pec per il cittadino. A oggi però non tutte le Amminis trazioni pubbliche, pur avendo attivato un indirizzo PE C, lo hanno ancora comunicato. Per accelerarne la diffusione, dunque, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione ha affidato al Formez la realizzazione di un'indagine diretta a quantifica re la dotazione effettiva di Pec delle PA e all'Ispettorato della funzione pubblica un'attività di controllo volta a individua re eventuali inadem pimenti normativi.


pag. 11 24 APRILE - 07 MAGGIO 2010

Che passione la cucina!

Le ricette di Francy a cura di Pietro Russo

POLIPO al VINO, cotto alla PIGNATA

Ingredienti: • • • • • • • • • •

1 kg di polipo (circa due o tre polipi 1 bicchiere di vino bianco Due o tre spicchi d’aglio Tre o quattro pomodorini freschi Prezzemolo tritato 1 costa di sedano 2 foglie d’alloro Olio d’oliva Timo Sale e pepe (atte nzione al sale)

IL PIATTO PRONTO

SI PUO’ SERVIRE ANCHE COME ANTIPASTO.

PREPARAZIONE 1.

Tempo di preparazione:

2.

25 mi nuti 3.

Tempo di cottura:

4.

40 mi nuti ci rca

Difficoltà:

5. 6.

Fa cile

In un tegame con poca acqua, leggermente salata, fate lessare il polipo. Continuare la cottura pe r circa una ventina di minuti, il polipo è cotto quando la forchetta si infila facilmente nel polipo. Toglietelo dal fuoco e tagliate lo a pezz i, delle dimensioni da voi prefe rite. Mettete in un tegame di coccio, la “pignata”, l’olio d’oliva, gli spicchi d’aglio, il prezzemolo tritato, le foglie d’alloro, del tim o e il pepe. Fate soffriggere pe r qualche m inuto. Aggiungete il polipo, tagliato a pezzetti, e fatelo insaporire. Versate il vino bianco, continuate la cottura per circa venti minuti. Finita la cottura, lasciate raffre ddare nel coccio. Prima di servire controllate se necessita di sale (non dovrebbe).

Scrivete a redazione@diciamo.it per dare un giudizio alle ricette pubblicate e per contribuire alla rubrica con le vostre ricette.


pag. 12 24 APRILE - 07 MAGGIO 2010

DICICRUCI di S. Laraia 1

Orizzontali 1. Minerale che in Cina viene utilizzato per realizzare oggetti di culto; 4. Principio d'ansia; 6. Il " piantagrane" del PdL; 9. Consonanti in voga; 10. Sono di memoria quelle di Giorgia; 12. In provincia di Cuneo; 13. Poetici lamenti; 14. Il gruppo linguistico di cui fanno parte, tra gli altri, polacchi e macedoni; 15. Daga senza vocali; 17. L'uomo latino; 18. Limitano gli eretici; 19. Principio di sbornia; 21. Merletto a nodi; 26. Caratteristiche torri in pietra sarde; 29. Attrezzo per smuovere il terreno; 30. Catena montuosa della Russia occidentale; 31. Di Rienzo "ultimo dei tribuni del popolo"; 33. L "inventore" di un celebre naso allungabile; 35. L'acronimo degli esportatori di petrolio; 38. Rivoluzionario e politico cinese; 40. Il mago padre di Mila di Codra; 41. Le protagoniste di un leggendario "ratto"; 44. La speranza dei latini; 46. Estremità di una gabbia; 47. Trascorrono lente nell'ozio; 48. E' doppio prima di "urrà"; 49. Vecchio nome della Thailandia; 50. Precede il missa est; 53. Non varca l'ingresso di una Chiesa; 55. Si tributano agli eroi; 57. Base per altezza quella del rettangolo; 60. Aggiunte a ridere lo rendono offensivo; 61. Il successore di Putin; 63. Città della Beozia; 65. Un breve giorno; 66. E' bella quella che si mette da parte risparmiando; 68. Fiume delle Alpi Bernesi; 69. Il Kazan regista.

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2. Una partita...non di calcio; 3. Lussi, comodità; 4. Con le fibre estratte dalle sue 47 foglie si confezionano corde e tappeti; 5. E' Ligure ma stà in Piemonte; 6. Un cavallo di battaglia di Umberto Bossi; 7. Nota Bene; 8. La Lingua Madre di Peter O'Toole; 11. In araldica simboleggia abbondanza; 13. Cesare, criminologo, antropologo veronese; 14. L'approdo della nave; 16. Il colore delle storie intricate; 20. Claudio di Zelig; 22. Gemelle in casa; 23. E' letto da un raggio laser; 24. 57 "Contenitori" per castagne; 25. Gibson di Holliwood; 27. Bovino preistorico; 28. Il Santo "megalomartire"; 32. Alberto de " Gli indifferenti" (iniz); 34. Alterco, litigio; 61 36. Lo si chiede ad un esperto; 37. La coppiera degli Dei; 39. L'insieme delle Potenze che si opposero agli Alleati; 42. Un mezzo si; 43. Pancia prominente; 45. La fine di Enea; 51. L'Irlanda ..in breve; 52. Gabriele del teatro; 54. Tre spagnoli; 56. Francesco Saverio Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d'Italia nel 1919; 57. Combinazione al lotto; 58. La Ciano, contessa di Cortellazo e Buccari; 59. Sono Tempestose quelle di E. Bronte; 62. Tra Herbert e Karajan; 64. Organizzazione terroristica basca; 67. Articolo spagnolo.

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REGOLAMENTO Il primo, che da mercoledì 28.04.2010 dalle ore 9.00, invierà a: redazione@diciamo.it la soluzione del cruciverba, riceverà in premio una ricarica telefonica di 10 € dell’operatore preferito. Non sono ammessi gli stessi vincitori per almeno 3 concorsi consecutivi.

AVVENNE 24 aprile 1981 - La IBM entra nel campo dei Personal Computer presentando il suo primo PC. I punti di forza del prodotto sono il sistema MS/DOS, un video monocromatco da 12″ e una tastiera a sé stante. 27 aprile 1937 - Muore dopo undici anni di prigionia il politico Antonio Gramsci. 28 aprile 1945 - Benito Mussolini viene fucilato dai partigiani a Giulino di Mezzegra (presso Dongo, sul lago di Como) insieme a Claretta Petacci. Altri esponenti fascisti sono giustiziati sul lungolago di Dongo. 29 aprile 1429 - Giovanna D’Arco, “Pulzella d’Orleans”, convinta di operare per mano divina, guida i Francesi nella guerra per l’indipendenza dall’Inghilterra. Messa al rogo come strega, è ora considerata una santa.

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Le soluzioni sul pros simo numero con il nome del vincitore

Sotto le soluzioni dell’ultimo “Dicicruci” con cui è stato premiato il sig. Lucio Rizzo

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Diciamo - Il Quindicinale Indipendente  

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