Skip to main content

Lo Zazen e le sue Declinazioni

Page 1

Lo Zazen e le sue declinazioni


Sanbo-ji Tempio dei Tre gioielli


Lo Zazen e le sue declinazioni_Seminario

Oryoki, l’universo nella ciotola Rev. Doryu Cappelli

Quando i principianti approcciano lo zen, recandosi in un dojo o in un tempio, incontrano l’aspetto formale dello zen fin da subito. Questo impatto può avere un risultato positivo, ed è il mio caso, ma a volte può generare un senso di reattività. Ieri sera ne avete avuto un primo assaggio, quando è stata fatta una prima introduzione alla vita del tempio e alle sue ritualità: con quale piede si entra, con quale si esce, la posizione delle mani, l’attitudine del corpo... Qualcuno potrebbe chiedersi: “Che cosa c’entra tutto questo con la meditazione zen?”. A volte possiamo vedere la ritualità come un orpello, ma per esperienza, praticando la meditazione zen e le forme dello zen, si realizza la profonda unità di questi due aspetti. Uno degli aspetti più famigerati di tale ritualità è il pasto formale con le Oryoki. Che è un qualcosa di...possiamo dirlo? estremamente complesso ed estremamente impegnativo, che richiede una grande concentrazione. Molte comunità zen adottano una forma semplificata del pasto con le Oryoki. Altre comunità lo aboliscono del tutto e preferiscono sostituire la cerimonia con un pasto in silenzio e in consapevolezza. Io però credo che questo aspetto dello zen sia di grande importanza, perché racchiude in sé tutti gli aspetti del dell’insegnamento del Buddha.

4

Dharma Academy


Lo Zazen e le sue declinazioni_Seminario

L’importanza delle regole nella pratica Zen con riferimento agli insegnamenti del maestro Dogen Zenji Rev. Shōhaku Okumura A Bloomington, negli Stati Uniti, è mattina, quindi vi augurerei “Buon mattino!”. Probabilmente, però, giacché da voi è pomeriggio, quindi vi auguro un buon pomeriggio e spero che stiate facendo un buon ritiro. Doryusan mi ha chiesto di parlare dell’importanza delle regole nella pratica dello zen, facendo riferimento agli insegnamenti di Dogen zenji. Parlerò quindi di questo tema. Il concetto di “regole” nella pratica dello zen viene dal termine cinese, traslitterato in giapponese, shingi, che descrive il modo di condurre ogni attività in un monastero zen. Quindi, una tematica davvero ampia. Mi concentrerò su un particolare tipo di shingi, quello a proposito del lavoro collettivo della comunità, chiamato fushin. Penso che gli altri Insegnanti di Dharma parleranno, a loro volta, di altri aspetti della pratica monastica zen. La parola shingi si traduce in inglese “regole pure”. Un’altra traduzione è “regole di purezza”. Il termine giapponese viene dal carattere cinese traslitterato shin, che corrisponde alla parola giapponese sei, e che significa “essere limpido o pure” o “senza difetti”, e dalla parola gi, che significa “norme” o “regolamenti”. Insomma, ciò che dovremmo seguire quando pratichiamo in una comunità. La parola giapponese “purezza” o “puro” viene da uno degli appellativi attribuiti al sangha buddhista: shojo daikai shu. La parola shu significa “assemblea” o “comunità”, la parola daikai significa “grande oceano”, e shojo significa “limpido e puro”. Il sangha buddhista veniva quindi nominato shojo daikai shu, o “Assemblea pura del Grande Oceano”, poiché il Buddha Shakyamuni accettava nel proprio sangha persone di ogni tipo di classe sociale, purché aspirassero sinceramente a diventare suoi discepoli.

Dharma Academy

7


Lo Zazen e le sue declinazioni_Seminario

Ritualità e precetti nello zen Rev. Shinnyo Marradi Il titolo del mio intervento è Forma, ritualità e precetti dello zen. Quindi, vi parlerò della forma e, da essa, i precetti usciranno normalmente, di pari passo, sottesi ma sempre presenti. Il gassho è qualcosa che ha una valenza potente. Di nuovo, è un gesto fortissimo. Siamo abituati a farlo così? Per esempio, chi arriva a Shinnyoji, a volte ci chiede: perché continuate a scimmiottare i giapponesi in questo modo? Perché fate tutte queste riverenze? Spesso, per chi non è dentro alla pratica e non ha ancora assaporato il profumo dello zen, questo gesto sembra una forma manierista, quasi fosse uno scimmiottare, qualcosa di affettato o di estremamente reverenziale. Prima di tutto, il gassho è un saluto. Porto tutto me stesso e ti saluto. Ti offro il mio incontro e mi incontro con te. Si uniscono mano destra e mano sinistra, Yin e Yang; il cielo e la Terra; il Sole la Luna; il femminile e il maschile. Questo semplice gesto, se compiuto con consapevolezza, attenzione, presenza e profondità, diventa l’espressione dell’intero universo. Un po’ come faceva la cerimonia di Oryoki, ricordata da Doryu-san. Il gassho è la prima gestualità che incontriamo quando entriamo in un tempio zen.

8

Dharma Academy


Lo Zazen e le sue declinazioni_Seminario

I Koan, struttura dell’illuminazione Rev. Tetsugen Serra

Il Kalamasutra fa parte della raccolta dell’Anguttaranikāya: sono circa 2300 discorsi, raggruppati in 11 sezioni, o nipata. Il Kalamasutra fa parte della terza sezione, che si occupa dei criteri necessari per accettare un insegnamento spirituale. Mi sembra che tutti noi ci troviamo qui per accettare o confutare un insegnamento spirituale. Questa, generalmente, è anche la funzione dei koan. Ogni koan, nello specifico, mette a fuoco qualcosa di particolare della nostra mente, del nostro essere, della dottrina, dell’insegnamento, di ogni cosa. Qualcuno pensa che quei koan siano un po’ qualche stramberia di un monaco o di un maestro che dice una frase, come “Che giorno è oggi?” e bisogna rispondere. Ma moltissimi koan portano anche quelli che sono gli insegnamenti dottrinali del buddhismo. Chi non conosce i koan, li vede solo come frasi bizzarre, ma chi li conosce sa che tantissimi koan, quasi tutti, portano all’interno questi insegnamenti. Quindi, i koan non sono un insegnamento dottrinale classico ma un insegnamento esperienziale, che però contiene ciò che altri, in altre tradizioni, portano in maniera diversa. Abbiamo tenuto diversi seminari per mostrare come i koan portano questo insegnamento. Il Kalamasutra è un testo nel quale viene enunciato in modo chiaro e diretto il carattere non dogmatico dell’insegnamento buddhista. Può anche sembrare strano, alle volte, che un insegnamento così non sia presente nei sutra mahāyāna. Il sutra può essere suddiviso in tre sezioni: l’insegnamento, l’attitudine e il metodo.

Dharma Academy

11


Lo Zazen e le sue declinazioni_Seminario

I Sutra Le ragioni della recitazione dei Sutra che tradizionalmente si pratica nei templi zen, sono molteplici, se lo zazen nella pratica di Shikantaza e nell’uso dei Koan si trova l’ossatura del praticante zen, la recitazione dei sutra e la modalità della recitazione, la sua cerimonia, il suo rituale, è pratica stessa di Zazen in atto che si manifesta assieme al Sangha, un ulteriore occasione di pratica e realizzazione. I Sutra vengono recitati con uno spirito mushotoku, senza spirito di ottenimento, non ci si aspetta di ottenere qualcosa quando li si recita come in zazen, ma vi sono espresse almeno quattro cose: • Evocare nel rituale una connessione tra lo spazio sacro personale e il mondo esterno per unificarlo • Aprire il cuore e non fare affidamento solo alla mente intellettuale • Trasmettere la saggezza del Buddha e dei Maestri - I Shin den Shin - non dottrinalmente • Mantenerci nella pratica del qui e ora, che non è un punto fisso, ma uno scorrere continuo come la recitazione dei sutra; entrare nello spazio A-temporale dell’impermanenza infinita.

12

Dharma Academy


Tutti i contenuti (testi, immagini, grafica, layout ecc.) presenti in questa pubblicazione appartengono ai rispettivi proprietari. La grafica, foto ed i contenuti, ove non diversamente specificato, appartengono a Dharma Academy. Testi, foto, grafica, materiali non potranno essere pubblicati, riscritti, commercializzati, distribuiti via radio o videotrasmessi da parte degli utenti e dei terzi in genere, in alcun modo e sotto qualsiasi forma salvo preventiva autorizzazione da parte dei responsabili di Dharma Academy

Istituto per la diffusione del Buddismo Zen EnsoJi - Il Cerchio Onlus


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Lo Zazen e le sue Declinazioni by DharmaAcadey - Issuu