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ItaliaImballaggio 4 2026

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INFUTURARSI

Bryan Johnson è stato spesso indicato come l’uomo che, più di tutti, brama la vita eterna. L’imprenditore del mondo tech, che nel 2013 vendette la sua società di pagamenti digitali a PayPal, ha trasformato il suo corpo in un laboratorio anti-invecchiamento: abitudini scandite in modo rigoroso, decine e decine di pillole al giorno, costante analisi dei dati. Obiettivo: vivere il più a lungo possibile. Anche se – per dirla con Woody Allen - la vita eterna potrebbe diventare un po’ noiosa… soprattutto verso la fine. Ora - scrivono alcuni giornali americani – una patologia imprevista starebbe facendo vacillare le certezze di Johnson. E questo ci riporta allo yin e yang che attraversa, come un tango vorticoso, la nostra esistenza. Tra l’altro, giusto ricordarlo, dei progetti dell’imprenditore si occupò qualche mese fa Wired Italia, in un bel numero intitolato ‘Progetto vita eterna’. Triste ironia della sorte, pochissimo tempo dopo l’editore annunciò la chiusura della redazione italiana di Wired, trasformando in nostalgia la tensione verso il futuro che animava quelle pagine. Ancora una volta, l’eterno e l’attimo si abbracciano nella danza.

E così il gesto fondativo della nostra società si conferma il tramandare. Non c’è pillola o abitudine che tenga: l’unico vero modo che abbiamo per ‘infuturarci’ (la licenza non è mia, ma di Dante - Paradiso, XVII, vv. 97-99) è passare il testimone, consegnare l’entusiasmo e le competenze che tengano accesa la fiaccola. Nel numero di ItaliaImballaggio che avete tra le mani vi raccontiamo tanti avvicendamenti e tante storie di imprese di famiglia in cui le giovani generazioni portano avanti il lavoro di genitori e nonni. È stato bello incontrare, a Interpack nel maggio scorso, imprenditori che, al netto del cognome scritto ‘sull’insegna’, hanno idee, visioni e modalità di relazionarsi diverse da chi li ha preceduti. È la testimonianza di un mondo che cambia, che spesso può apparire ostile, e che a volte proviamo a imbrigliare truffando gli anni che passano. Ma che, se lasciamo fluire l’esistenza, sa riunirci intorno a una tavola o al bancone di un bar per condividere aspirazioni, successi, timori e sconfitte. Vita.

d.miserendino@kairosmediagroup.it

Infuturarsi

Bryan Johnson has often been described as the man who, more than anyone else, longs for eternal life. The tech entrepreneur, who in 2013 sold his digital payments company to PayPal, has turned his body into an anti-ageing laboratory: rigorously scheduled habits, dozens upon dozens of pills every day, and constant data analysis. The goal: to live as long as possible. Even if — to quote Woody Allen — eternal life might become a little boring… especially towards the end.

Now — according to several American newspapers — an unexpected medical condition appears to be shaking some

of Johnson’s certainties. And this brings us back to the yin and yang that runs through our existence like a whirling tango. It is worth remembering, incidentally, that Wired Italia devoted attention to the entrepreneur’s projects only a few months ago, in a fine issue entitled ‘Progetto vita eterna’ — ‘Project Eternal Life’. In a sad irony of fate, very shortly afterwards the publisher announced the closure of Wired’s Italian newsroom, turning into nostalgia the forward-looking tension that animated those pages. Once again, eternity and the fleeting instant embrace in the dance.

And so the founding gesture of our society is confirmed to be that of passing things on. No pill or habit can withstand it: the only real way we have to “infuture” ourselves — the poetic licence is not mine, but Dante’s, in Paradiso, Canto XVII, lines 97–99 — is to pass the baton, to hand down the enthusiasm and skills that keep the flame burning. In the issue of ItaliaImballaggio you are holding, we tell many stories of succession and of family businesses in which younger generations carry forward the work of their parents and grandparents. It was a pleasure, at Interpack last

May, to meet entrepreneurs who, despite the family name displayed “on the sign”, have ideas, visions and ways of relating to others that differ from those who came before them. This bears witness to a world that is changing — one that can often seem hostile, and that we sometimes try to contain by cheating the years as they pass. But if we allow existence to flow, it can still bring us together around a table or at a bar counter to share aspirations, achievements, fears and defeats. Life.

Davide Miserendino

MAX MARRA behind THE COVER

VALERIANGELINI

Max Marra, nato a Paola nel 1950, vive e lavora a Monza. La sua ricerca attraversa disegno, pittura e scultura in una continua tensione materica. Le origini calabresi emergono come memoria sensibile: corde, legni e metalli evocano paesaggi primari e relazioni profonde con il mare e la terra. La materia diventa organismo vivo, luogo di connessione e trasformazione, dove l’opera si configura come spazio di risonanza tra esperienza e natura.

Valeriangelini nome d’arte di Valeria Maggiolo (Massaua, 1969), è un’artista multidisciplinare italo-eritrea. La sua ricerca esplora identità, memoria e relazione tra uomo e natura attraverso installazioni, video e fotografia. Vive e lavora in Brianza, dove promuove progetti di arte partecipata e site-specific che indagano il dialogo tra corpo, spazio e percezione collettiva. Dal 2025 è presidente dell’associazione culturale FAS2018.

Max Marra, born in Paola in 1950, lives and works in Monza. His research spans drawing, painting, and sculpture in a continuous material tension. His Calabrian origins emerge as a sensitive memory: ropes, wood, and metals evoke primary landscapes and deep relationships with the sea and the land. Matter becomes a living organism, a place of connection and transformation, where the work takes shape as a space of resonance between experience and nature.

Valeriangelini, artistic name of Valeria Maggiolo (Massawa, 1969), is an Italian-Eritrean multidisciplinary artist. Her research explores identity,

L’opera

Elementis / Albero

2026 - digital photography Ai

Da un’intuizione condivisa nasce un’immagine che è insieme copertina, opera e dichiarazione poetica. Un tubo trasparente, attraversato da un’anima di rame, si trasforma in un albero simbolico: corpo vivo, energia in movimento, organismo che si eleva verso l’azzurro in un gesto di apertura, respiro e rinascita. Le ramificazioni, simili a braccia protese verso l’alto, esprimono la tensione dell’uomo verso bellezza, armonia e forza generatrice. Il rame, materia conduttrice, diventa metafora di relazione: trasporta energia, crea connessioni, avvicina ciò che è distante. Le capsule sospese tra i rami introducono il tema della scienza e della cura. Ogni colore assume un valore simbolico: non semplice elemento decorativo, ma traccia di un sapere che agisce sulla vita e ne riconosce la fragilità. La ricerca, come il progetto, richiede precisione, visione e responsabilità. L’opera nasce dall’incontro tra Max Marra e Valeriangelini, artisti diversi per età, percorso e sensibilità, uniti dal desiderio di trasformare la collaborazione in linguaggio. La differenza diventa valore: uno spazio fertile in cui amicizia, rispetto e condivisione generano una visione comune.

memory, and the relationship between human beings and nature through installations, video, and photography. She lives and works in Brianza, where she promotes participatory and site-specific art projects that investigate the dialogue between body, space, and collective perception. Since 2025 she has been president of the cultural association FAS2018.

The artwork

Elementis / Tree

2026 - digital photography Ai

From a shared intuition comes an image that is at once a cover, an artwork, and a poetic statement.

A transparent tube, crossed by a copper core, transforms into a symbolic tree: a living body, energy in motion, rising toward the sky in a gesture of openness, breath, and renewal.

The branching forms, like arms reaching upward, express the human tension toward beauty, harmony, and generative force. Copper, a conductive material, becomes a metaphor for relationship: it carries energy, creates connections, and brings closer what is distant.

The capsules suspended among the branches introduce themes of science and care. Each colour holds symbolic meaning: not mere decoration, but the trace

of knowledge acting on life while acknowledging its fragility. Research, like design, requires precision, vision, and responsibility. The work emerges from the encounter between Max Marra and Valeriangelini, artists different in age, background, and sensibility, yet united by the desire to transform collaboration into language. Difference becomes value: a fertile ground where friendship, respect, and sharing generate a shared vision.

This transparent tree, rooted in light and reaching skyward, becomes a symbol of life, energy, and universal breath: an invitation to recognise beauty as a form of responsibility.

1 Acceleration

Davide Miserendino

2 Behind the cover

Max Marra | Valeriangelini

8 AGENDA

22 IL CAFFÈ di Italiaimballaggio 28

PHARMA

56 Farmaceutica italiana, un valore strategico da difendere

Italian pharmaceutical industry: a strategic asset to protect

58 Il settore farmaceutico e nutraceutico tra dinamiche produttive e mercato

Pharmaceuticals and nutraceuticals: production dynamics and market trends

Barbara Iascone

64 Quel gran genio di Ernesto Gamberini

The genius of Ernesto Gamberini

Davide Miserendino

68 Schneider Electric e Universal Pack: una sinergia che ridefinisce il packaging farmaceutico

Schneider Electric and Universal Pack: a partnership redefining pharmaceutical packaging

70 I delta robot Sipro per il pharma

Sipro Delta Robots for the pharmaceutical industry

BEAUTY

85 Smart, flessibilità e innovazione: TGM guarda al futuro del tube packaging

Smart, flexibility and innovation: TGM looks to the future of tube packaging

LUXURY

86 Packaging di lusso: design ricercato, anima circolare

Luxury packaging: refined design with a circular ethos Milena Bernardi

AUTOMATION

90 Wittenstein, evolvere senza perdere la propria identità

Wittenstein, evolving without losing identity Milena Bernardi

MACHINERY

94 Somic, tecnologie e sistemi ad alte prestazioni per il confezionamento secondario

Somic, high-performance technologies and systems for secondary packaging

97 Robatech ridefinisce l’applicazione della colla a freddo

Robatech redefines cold glue application

PRINTING

98 Sun Chemical, soluzioni di marcatura laser per codici QR avanzati

Sun Chemical, laser marking solutions for augmented reality QR codes

MATERIALS

100 Metsä Board Design Studio: c’è più Finlandia nel cuore del district milanese

36 Interpack, addio weekend Interpack says goodbye to weekends

37 Ascolto, contenuti, internazionalizzazione: i pilastri di Ipack-Ima 2028

Listening, content and internationalization: the pillars of Ipack-Ima 2028

38 Non solo tecnologia: l’Interpack che non ti aspetti è pop

Not just technology: the unexpectedly pop side of Interpack

Maria Costanza Candi

40 Ronchi, camera con vista sul mondo e sul futuro Ronchi, a window on the world and the future

Davide Miserendino e Maria Costanza Candi

44 Coesia illumina l’evoluzione

Coesia lights up the path to the future

Davide Miserendino

47 Schubert: rendere possibile l’impossibile è lo stile di famiglia

The Schubert family’s art of making the impossible possible

Davide Miserendino e Maria Costanza Candi

50 SACMI Packaging & Chocolate, l’Interpack più dolce

SACMI Packaging & Chocolate, the sweetest Interpack yet

52 I sistemi integrati di Tirelli a Interpack: in mostra soluzioni smart evolute Tirelli’s integrated systems at Interpack: advanced smart solutions on show

54 Soluzioni integrate per rispondere alle sfide di food, beauty e personal care

Integrated solutions to meet the challenges of food, beauty and personal care

55 Schütz: due modelli di economia circolare a supporto dei clienti

Schütz: efficiency, technological excellence and circularity as guiding principles

71 Cama Group, soluzione robotizzata multiformato per il mercato parafarmaceutico

Cama Group, a multi-format robotic solution for the parapharmaceutical market

72 ABJ alive – Syntegon, la partnership che accelera il mercato delle capsule nutraceutiche ABJ alive – Syntegon: the partnership accelerating the nutraceutical capsule market

74 Precisa ed efficiente: Marchesini Group svela la nuova ORBITA-L

Precise and efficient: Marchesini Group unveils the new ORBITA-L

LABELING & CODING

76 Al congresso Gipea la roadmap per la competitività

Gipea congress outlines a roadmap for competitiveness

78 Etichettatura per il pharma: l’approccio integrato di Arca Etichette

Labelling for pharma: Arca Etichette’s integrated approach

79 La modularità delle soluzioni Etipack per vincere le sfide del farmaceutico

Etipack’s modular solutions meet the challenges of pharmaceutical packaging

80 La flessibilità Kraus nella gestione degli astucci stesi che piace a DCM

Kraus flexibility in flat carton handling appeals to DCM

83 Label Aire, tecnologie per la riduzione dei tempi di fermo linea

Label-Aire, technologies for reducing production line downtime

84 Altech a Pack Expo con il meglio dell’etichettatura industriale Made in Italy

Altech at Pack Expo with the best of made in Italy industrial labeling

Metsä Board Design Studio: a touch of Finland in the heart of Milan’s Design District

Maria Costanza Candi

FACTS & FIGURES

102 Le macchine per il packaging negli Usa (un anno dopo l’inizio della guerra commerciale

Packaging machinery in the United States (one year after the start of the Trade War)

Luca Baraldi e Generoso Verrusio

104 Imballaggio, nel 2026 una filiera in crescita (caos internazionale permettendo)

Packaging in 2026: a growing supply chain (geopolitical turmoil permitting)

Barbara Iascone

106 Acciaio e alluminio: un ruolo strategico per l’industria del packaging

Steel and aluminium: a strategic role for the packaging industry

Barbara Iascone

108 Imballaggi in legno, un settore che cresce Wooden packaging: a sector on the rise

Barbara Iascone

111 SBS presenta New technical sales in action 2026

SBS presents New technical sales in action 2026

We shape automation in packaging

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Siamo il tuo partner di fiducia, con persone, competenze e tecnologia a tua disposizione per soluzioni innovative e sostenibili su misura per il packaging. La nostra flessibilità, modularità e performance rispondono a tutte le tue esigenze e sfide future!

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Direttore responsabile

Davide Miserendino

Redazione

Milena Bernardi, Maria Costanza Candi, Generoso Verrusio

Traffico pubblicità

Salvatore Lavorini (salvatore.lavorini@kairosmediagroup.it)

Hanno collaborato

Luca Baraldi, Riccardo Ceredi, Barbara Iascone, Laura Silva

Traduzioni

Ligabue Traduzioni e Interpretariati

Coordinamento artisti

Max Marra & Gianni Valentino

Art Direction

Silvia Gatti

Stampa e confezione

Faenza Printing Industries Spa Via Vittime Civili di Guerra 35, 48018, Faenza (RA)

Numero 4/2026 Luglio/Agosto 2026 anno 32

Pubblicazione iscritta al n. 3 del Registro di Cancelleria del Tribunale di Modena in data 17/02/2025. Iscrizione nel Registro degli Operatori della Comunicazione n. 9673 Una copia: € 6,50 - Arretrati € 13

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agenda REPORT

ASSEMBLEA UCIMA

Il traguardo raggiunto nel 2025 conferma la solidità dell’industria italiana delle tecnologie per il confezionamento, protagonista di un percorso di sviluppo che dura da oltre venticinque anni

Macchine packaging: nuovo record a 10,5 miliardi

Ammonta a 10,46 miliardi di euro il giro d’affari generato nell’esercizio 2025 dall’industria italiana delle macchine per il packaging, in aumento del 4% rispetto al precedente record storico raggiunto nel 2024. Si tratta di una performance particolarmente significativa se confrontata con l’andamento complessivo della meccanica strumentale italiana, che nello stesso periodo ha invece mostrato segnali di rallentamento: in tale contesto, il packaging si conferma il comparto leader, occupando il primo posto sia per fatturato sia per valore delle esportazioni. La crescita del 2025, peraltro, non rappresenta un fenomeno isolato ma si inserisce in una traiettoria ormai consolidata. Nell’arco degli ultimi venticinque anni il valore del settore è quadruplicato, passando da circa 2,6 miliardi a oltre 10 miliardi di euro, sostenuto da una crescita media annua che, a seconda dell’orizzonte temporale considerato, si colloca tra il 5% e il 6%.

I dati sono stati resi noti nel corso dell’Assemblea annuale dei Soci di Ucima del 2 luglio scorso, sulla base della 14^ Indagine Statistica Nazionale condotta dal Centro Studi di Ucima Mecs.

“Anche nel 2025 il settore delle tecnologie per il packaging ha dimostrato una straordinaria capacità di crescita e adattamento – ha dichiarato Maurizio Bertocco, Presidente di Ucima – Raggiungere i 10,5 miliardi di euro in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche, incertezza economica e nuove barriere commerciali conferma la solidità della nostra industria e della filiera che la sostiene”.

Doppia spinta da export e mercato interno La forte vocazione internazionale del settore resta una delle sue caratteristiche distintive. Nel 2025 l’export ha rappresentato il 78,3% del fatturato complessivo in crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente, con vendite pari a 8,19 miliardi di euro. Il podio delle destina-

zioni resta invariato: l’Unione Europea si conferma il primo mercato di sbocco per le tecnologie italiane per il packaging, assorbendo il 36,8% dell’export totale e registrando un incremento del 6,3% rispetto all’anno precedente. Al secondo posto si colloca l’Asia, con una quota del 16,6%, nonostante una contrazione delle esportazioni del 2,9%, seguita dal Nord America, che rappresenta il 15,7% dell’export complessivo e registra una flessione del 4,3%. Completano la graduatoria l’Europa extra-UE, con una quota dell’11,3% e una crescita dell’1%, il Sud America, che assorbe il 10,9% delle esportazioni pur evidenziando un calo del 2,9%, e infine Africa e Oceania, che insieme raggiungono una quota dell’8,7% mettendo a segno un incremento del 5,5%.

Pur mantenendo un peso inferiore, anche il mercato interno ha evidenziato un andamento particolarmente positivo, riportando un incremento del 9,9% pari a 2,27 miliardi di euro. La quota delle vendite realizzate in Italia sale così al 21,7% del fatturato totale. La domanda interna è stata trainata soprattutto dai comparti food e farmaceutico, che hanno registrato aumenti superiori al 15% sul mercato nazionale.

Food & beverage in testa, ma il Non-Food cresce di più

L’analisi della domanda per settori clienti evidenzia come il comparto Food & Beverage resti il mercato maggioritario, anche se nel 2025 è stato il Non Food a registrare il tasso di crescita più elevato: +5,6% contro il 2,7%.

Insieme, i settori alimentare e delle bevande assorbono il 55,4% delle vendite complessive: il food si attesta al primo posto con 3,26 miliardi di euro (31,2% del fatturato), seguito dal beverage con 2,54 miliardi (24,2% del totale). Al terzo posto si colloca il comparto tissue, tabacco e altri settori con 2,05 miliardi di euro, pari al 19,6% del totale. In forte crescita anche

Milena Bernardi e Luca Baraldi

il farmaceutico che raggiunge quota 1,84 miliardi (17,6% del totale).

Nel dettaglio, all’interno dell’alimentare la crescita appare disomogenea. Si distingue soprattutto il convenience (+23,3%), seguito a distanza dal bakery (+6,5%) con il confectionery e il fresh rispettivamente a +4,8% e +3.2%. Performance negative invece per il dairy che registra un calo del 6,9%.

Per quanto riguarda il non-food la crescita trova nel settore chimico il principale traino (+9,1%), affiancato dalle buone prestazioni del farmaceutico (+5,3%) e di Altri settori (tissue, tabacco, ecc…) che conquistano un +6,4%. Il settore cosmetico è l’unico a registrare una lieve flessione (-0,5%).

Il primario mantiene il “primato”

Anche sul fronte tecnologico il quadro è positivo. Le macchine per il packaging primario si confermano la principale voce di fatturato, generando il 52,5% del totale (+3,1%) trainata in particolare dalle formatrici-riempitrici-chiuditrici (FFS) che, con 2,28 miliardi di euro, rappresentano da sole il 21,8% del fatturato complessivo, in crescita dell’1,9%. Al secondo posto si collocano le riempitrici e dosatrici, con 1,88 miliardi (18% del totale). Tra le tecnologie più dinamiche si segnalano le macchine per pallettizzazione, cresciute dell’8,1%, e le astucciatrici e incartonatrici, in aumento del 7,5%.

Nuovi equilibri ridisegnano il contesto

Se il settore continua a espandersi, il contesto in cui opera è profondamente cambiato. I mercati non si muovono più all’unisono e, in prospettiva, nel breve-medio periodo, le differenze tra le diverse aree del mondo diventano sempre più marcate. In parallelo aumenta la pressione competitiva internazionale. La Ger-

mania continua a rappresentare il principale concorrente e condivide con l’Italia gran parte dei mercati strategici (24 dei primi 30). Tuttavia, la sfida più rilevante arriva dall’Asia, in particolare dalla Cina che continua ad avanzare. Le esportazioni cinesi di macchine per il packaging hanno raggiunto circa 4 miliardi di euro, quasi triplicando il valore di dieci anni fa, e nel 2025 sono cresciute di oltre il 20% in 78 Paesi. Va inoltre sottolineato che la crescita cinese non è più soltanto quantitativa. Il nuovo Piano Quinquennale 2026-2030 punta esplicitamente sull’evoluzione tecnologica delle macchine, sull’integrazione software, sui digital twin, sulla tracciabilità e sul green packaging. In altre parole, Pechino sta cercando di colmare anche il divario qualitativo che tradizionalmente separava la sua offerta da quella europea. Accanto alla Cina stanno inoltre emergendo nuovi protagonisti. India e Turchia rafforzano costantemente la loro presenza sui mercati internazionali e in un numero crescente di Paesi riescono già oggi a esportare più macchine per il packaging dell’Italia: l’India in 25 Paesi e la Turchia in 19.

Il mercato crescerà ancora, ma meno Le prospettive restano comunque positive. Secondo le stime del Centro Studi UCIMA, il mercato mondiale delle tecnologie per il packaging passerà da 58,5 miliardi di euro nel 2025 a 67,7 miliardi nel 2030, con CAGR annuO del 2,9%. Tuttavia, il futuro sarà caratterizzato da ritmi inferiori rispetto al passato e da una diversa distribuzione geografica dello sviluppo. Le aree più dinamiche saranno Asia (+3,6%), America Latina (+3,5%) e Africa & Oceania (+3,2%), mentre Europa e Nord America cresceranno più lentamente (+2,7 % e +2,3% rispettivamente).

Comprendere il cambiamento

Il settore italiano delle macchine per il packaging rimane solido, competitivo e fortemente orientato all’innovazione. È cambiato però il contesto in cui opera. La crescita non è più uniforme, l’export è meno prevedibile, la competizione internazionale è diventata strutturale e la leadership non può più essere considerata acquisita. In questo scenario la capacità di innovare, presidiare i mercati e anticipare le trasformazioni tecnologiche sarà il fattore decisivo per continuare a mantenere il ruolo centrale che l’industria italiana del packaging occupa a livello mondiale.

“Oggi guardiamo al futuro con fiducia, ma anche con grande attenzione a ciò che sta accadendo nel mondo” - ha concluso Bertocco - “Le dinamiche geopolitiche, l’evoluzione degli scambi internazionali, le politiche industriali e le trasformazioni tecnologiche sono fattori che possono influenzare profondamente il percorso di crescita delle nostre imprese. Per questo sentiamo l’esigenza di approfondire, comprendere e interpretare le forze che stanno ridisegnando gli scenari globali, così da trasformare i cambiamenti in opportunità e continuare a rafforzare la competitività del packaging italiano”.

Maurizio Bertocco

è il nuovo presidente Ucima

L’Assemblea generale di Ucima ha eletto Maurizio Bertocco nuovo presidente dell’associazione dei costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio. Bertocco guiderà l’associazione nel quadriennio 2026-2030, raccogliendo il testimone di Riccardo Cavanna e aprendo una nuova fase nel percorso di sviluppo di uno dei settori più competitivi e internazionalizzati della meccanica italiana.

Maurizio Bertocco è presidente e amministra-

tore delegato di ILPRA SpA, Pmi innovativa con sede a Mortara (Pavia), fondata nel 1955 e quotata in borsa, attiva nella produzione e vendita di macchinari per il confezionamento di prodotti alimentari, cosmetici e medicali. Nel suo intervento inaugurale, il neopresidente ha indicato nella competitività delle aziende associate, nell’innovazione e nella capacità di interpretare gli scenari globali le priorità che guideranno l’azione associativa nei prossimi anni.

Nasce Europama, la voce europea del processing e del packaging

A Interpack 2026 ha fatto il suo debutto Europama, la federazione europea dei costruttori di macchine per il processing e il packaging. Alla guida della nuova organizzazione è stato eletto Riccardo Cavanna, ex presidente di Ucima, affiancato dal segretario generale Oscar Rojo (Evolis) e dal vicepresidente Markus Ruster (Vdma). L’obiettivo della federazione è rafforzare il dialogo con le istituzioni europee, sostenere la competitività dell’industria e accompagnare le imprese nelle transizioni digitale e green, promuovendo condizioni di mercato eque per i costruttori del continente. Tra le priorità operative di Europama figurano il riconoscimento del settore come industria strategica europea, il rafforzamento dei controlli sulle importazioni extra-Ue, il sostegno agli investimenti in automazione, intelligenza artificiale e sostenibilità, oltre alla preparazione di position paper sui principali dossier legislativi europei, tra cui Data Act, AI Act, Cyber Resilience Act, Ppwr, Cbam e Eudr. Le associazioni fondatrici sono: Amec, l’associazione spagnola dei costruttori di macchine per il packaging, Evolis, l’organizzazione francese dei produttori di beni strumentali, Swissmem, per la tecnologia svizzera, Ucima per l’Italia e Vdma, per la Germania.

Europama:

the new european voice of the processing and packaging industry

Interpack 2026 marked the official launch of Europama, the European federation representing manufacturers of processing and packaging machinery. Riccardo Cavanna, former President of Ucima, was elected President of the new organization. He will be joined by Secretary General Oscar Rojo (Evolis) and Vice President Markus Ruster (VDMA).

The federation aims to strengthen dialogue with European institutions, enhance the competitiveness of the industry, and support companies in their digital and green transitions while promoting fair market conditions for European machinery manufacturers.

Europama’s key priorities include securing recognition of the sector as a strategic European industry, strengthening controls on imports from outside the EU, supporting investments in automation, artificial intelligence and sustainability, and preparing position papers on major European legislative initiatives, including the Data Act, AI Act, Cyber Resilience Act, PPWR, CBAM and EUDR.

The founding associations are Amec, representing Spanish packaging machinery manufacturers; Evolis, the French organization for capital goods manufacturers; Swissmem, representing the Swiss technology industry; Ucima for Italy; and VDMA for Germany.

Packaging machinery: new record revenue of €10.5 billion

Ucima Annual Meeting: the record figure reached in 2025 confirms the strength of the Italian packaging technology industry, which has maintained its growth trajectory for more than twenty-five years

The Italian packaging machinery industry generated revenue of €10.46 billion in 2025, up 4% on the previous all-time high reported in 2024. This was a particularly significant performance when set against the overall trend in the Italian capital goods sector, which showed signs of slowing over the same period. Against this backdrop, packaging machinery remains the leading segment in terms of both revenue and exports. Moreover, the 2025 growth was not an isolated phenomenon but part of a wellestablished trend. Over the past twenty-five years, the sector’s value has quadrupled from approximately €2.6 billion to more than €10 billion, driven by an average annual growth rate of between 5% and 6% depending on the period considered. These figures were announced during the Ucima Annual Members’ Meeting on 2 July and draw from the 14th National Statistical Survey conducted by the Ucima Mecs Research Centre.

“Once again in 2025, the packaging technology sector demonstrated an extraordinary capacity for growth and adaptation,” said Ucima Chairman Maurizio Bertocco. “Reaching €10.5 billion in an international climate marked by geopolitical tensions, economic uncertainty and new trade barriers testifies to the resilience of our industry and its supply chain.”

Growth in both exports and the domestic market

The sector’s strong international orientation remains one of its defining characteristics. In 2025, exports accounted for 78.3% of total revenue, an increase of 2.5% on the previous year, with sales amounting to €8.19 billion. The top three export destinations remained unchanged. The European Union maintained its position as the largest market for Italian packaging technologies, accounting for 36.8% of total exports and recording a 6.3% increase on the previous year. Asia ranked second with a 16.6% share, despite a 2.9% decline in exports, followed by North America, which accounted for 15.7% of total exports and recorded a 4.3% drop. Completing the ranking were non-EU Europe with an 11.3% share and growth of 1%; South America, which absorbed 10.9% of exports despite a 2.9% downturn; and finally Africa and Oceania, which together accounted for an 8.7% share and recorded a 5.5% increase.

Despite its smaller overall share, the Italian market also performed very strongly, growing by 9.9% to €2.27 billion and bringing domestic sales to 21.7% of total revenue. Demand in Italy was driven primarily by the food and pharmaceutical sectors, which both saw domestic growth of over 15%.

Food & Beverage retains its lead, but Non-Food sees the highest growth

An analysis of demand by end-user industry shows that while Food & Beverage remained the largest sector, Non-Food recorded the highest growth rate in 2025 at +5.6% (compared to +2.7% for Food & Beverage).

Together, the food and beverage sectors accounted for 55.4% of total sales. Food took the top spot with €3.26 billion (31.2% of revenue), followed by beverage with €2.54 billion (24.2% of the total). In third place was tissue, tobacco and other sectors with €2.05 billion (19.6%).

The pharmaceutical sector also saw strong growth, reaching €1.84 billion (17.6% of the total).

Taking a closer look, growth within the food sector was somewhat uneven. Convenience foods were the dominant user segment (+23.3%), followed at a distance by bakery (+6.5%), while confectionery and fresh produce saw gains of 4.8% and 3.2% respectively. The dairy segment, on the other hand, recorded a 6.9% decline.

Growth in the non-food sector was driven primarily by chemicals (+9.1%), alongside strong performances from pharmaceuticals (+5.3%) and Other sectors (tissue, tobacco, etc.), which grew by 6.4%.

Cosmetics was the only segment to experience a slight contraction (-0.5%).

Primary packaging maintains its lead

Looking at the breakdown by machinery categories, the picture is equally positive. Primary packaging machinery remained the main source of revenue, generating 52.5% of the total (+3.1%). This was driven in particular by form-fill-seal (FFS) machines, which alone accounted for €2.28 billion (21.8% of total revenue), a 1.9% increase. Filling and dosing machines ranked second with €1.88 billion (18% of the total). Among the most dynamic technologies were palletising machines, which grew by 8.1%, and cartoning and case packing machines, up 7.5%.

A shifting competitive landscape

While the sector continues to expand, the environment in which it operates has changed profoundly. Markets no longer move in lockstep and, looking ahead to the shortto-medium term, the disparities between different regions of the world are becoming increasingly pronounced. At the same time, international competitive pressure is mounting. Germany remains Italy’s primary competitor, sharing many strategic markets (24 of the top 30). However, the biggest challenge comes from Asia, particularly from a rapidly advancing China. Chinese packaging machinery exports have reached approximately €4 billion, almost triple their value from a decade ago, and in 2025 they grew by over 20% in 78 countries. It is also important to note that Chinese growth is no longer merely quantitative. The new 2026-2030 Five-Year Plan focuses explicitly on the technological development of machinery, software integration, digital twins, traceability and green packaging. In other words, Beijing is actively seeking to close the quality gap that has traditionally separated its offering from that of its European competitors.

Alongside China, new players are also emerging. India and Turkey are steadily strengthening their presence in international markets, and already export more packaging machinery than Italy to a growing number of countries (India to 25 countries and Turkey to 19).

The market will continue to grow, albeit more slowly

Nonetheless, the outlook remains positive. According to estimates from the Ucima Study Centre, the global packaging technology market will grow from €58.5 billion in 2025 to €67.7 billion in 2030, reflecting a compound annual growth rate (CAGR) of 2.9%. However, the future will see slower growth rates than in the past, alongside shifting regional growth patterns. The most dynamic regions will be Asia (+3.6%), Latin America (+3.5%) and Africa & Oceania (+3.2%), while Europe and North America will experience more moderate growth (+2.7% and +2.3% respectively).

Navigating the change

The Italian packaging machinery industry remains solid, competitive and highly innovation-driven, but the context within which it

operates has changed. Growth is no longer uniform, exports are less predictable, international competition has become structural and market leadership can no longer be taken for granted. In this scenario, the ability to innovate, maintain a strong presence in key markets and anticipate technological shifts will be the decisive factor in maintaining the central role that the Italian packaging industry holds on the global stage.

“While we look to the future with confidence, we are also keeping a close eye on global developments,” concluded Bertocco. “Geopolitical dynamics, shifting international trade patterns, industrial policies and technological transformations are all factors that can profoundly influence our companies’ growth trajectories. By analysing, understanding and interpreting the forces redrawing the global landscape, we will be able to turn these changes into opportunities and continue to boost the competitiveness of Italian packaging technologies.”

Maurizio Bertocco elected president of UCIMA

The UCIMA General Assembly has elected Maurizio Bertocco as the new President of the Italian Packaging Machinery Manufacturers Association. Bertocco will lead the association for the 2026–2030 term, succeeding Riccardo Cavanna and opening a new chapter in the development of one of the most competitive and internationally oriented sectors of Italy’s capital goods industry.

Maurizio Bertocco is Chairman and Chief Executive Officer of ILPRA SpA, an innovative SME headquartered in Mortara (Pavia), founded in 1955 and listed on the Italian Stock Exchange. The company designs, manufactures and markets packaging machinery for the food, cosmetics and medical industries.

In his inaugural address, Bertocco identified the competitiveness of UCIMA member companies, innovation, and the ability to interpret global market developments as the priorities that will guide the association’s activities over the coming years.

Con Neni Rossini Giflex naviga in acque limpide

La presidente di SIT Group raccoglie il testimone di Alberto Palaveri. Ecco la squadra che l’affiancherà

Occhi limpidi, un modo di parlare d’altri tempi, competente e rassicurante, e quel mix di sana determinazione e ‘understatement’ che, spesso e volentieri, aiuta a prendere le decisioni giuste. Chi conosce Neni Rossini sa che Giflex, l’associazione che riunisce i produttori di imballaggi flessibili, è in ottime mani. Rossini, presidente di SIT Group, azienda di San Marino fiore all’occhiello nel mondo del packaging, ha raccolto il testimone da Alberto Palaveri durante un congresso che – diciamolo – definire congresso è un po’ ingeneroso. L’evento, in pieno stile Giflex, ha voluto spostare l’asticella convegnistica ancora più in alto. E così il protagonista sul palco è stato un Piccolo Principe contemporaneo che, facendosi domande sul tempo, gli influencer, i confini, ha indagato i valori che sostengono la nostra industria. Quei valori che anche Rossini ha voluto sottolineare nel suo discorso introduttivo, lasciando che un grande sorriso schiudesse le emozioni: “Ho iniziato a partecipare a questi congressi da bambina, insieme a mia madre. E qui, prima delle aziende, ho conosciuto le persone. Per me Giflex è sempre stata una famiglia, una comunità che vive di relazioni, rispetto reciproco e competenza”

Poco più di un mese dopo la sua elezione a presidente, Rossini ha anche annunciato la composizione della squadra che l’affiancherà nel suo mandato. Una governance nel segno

With Neni Rossini, Giflex is navigating clear waters

The President of SIT Group takes over from Alberto Palaveri. Here is the team that will support her

Clear eyes, an old-fashioned way of speaking, competent and reassuring, and that blend of healthy determination and understatement which, more often than not, helps people make the right decisions. Those who know Neni Rossini know that Giflex, the association that brings together flexible packaging manufacturers, is in excellent hands. Rossini, President of SIT Group, a San Marino-based company and a benchmark in the packaging world, has taken over from Alberto Palaveri during a congress that — let’s be

della continuità, della filiera e della visione europea. “La nuova governance - ha spiegato - nasce con l’obiettivo di valorizzare le competenze presenti all’interno dell’associazione e di affrontare con spirito di squadra le sfide che attendono il nostro settore. In uno scenario caratterizzato da importanti evoluzioni normative, a partire dal quadro europeo sul packaging, Giflex continuerà a essere un interlocutore autorevole per le istituzioni e un punto di riferimento per le imprese associate, promuovendo il valore dell’imballaggio flessibile come leva di innovazione, sostenibilità e competitività”.

Ecco il nuovo comitato esecutivo: Vicepresidenti: Andrea D’Amato (Seda Italy) Presidente di Federazione Carta e Grafica, la cui presenza rafforza il raccordo con l’intera filiera del packaging; Michele Guala (Gualapack) Vicepresidente di Flexible Packaging Europe (FPE), l’associazione europea che garantisce un presidio diretto a Bruxelles delle politiche europee del settore.

Past President: Alberto Palaveri (Sacchital Group) Vicepresidente di Assografici, per Giflex con delega al rafforzamento del dialogo istituzionale a livello nazionale e di rappresentanza politica, in continuità con il lavoro svolto durante il suo mandato da Presidente.

Tesoriere: Elena Peron (Amcor Flexibles Italia). Membri del Comitato Esecutivo: Elisabetta

honest — calling it a congress is almost unfair. The event, in true Giflex style, set out to raise the bar for industry conferences even further. And so the central figure on stage was a contemporary Little Prince who, by asking questions about time, influencers and boundaries, explored the values that sustain our industry. The same values Rossini herself chose to emphasise in her opening speech, letting a broad smile reveal the emotion behind her words: “I started attending these congresses as a child, together with my mother. And here, before I got to know the companies, I got to know the people. For me, Giflex has always been a family, a community built on relationships, mutual respect and expertise.”

Just over a month after her election as President, Rossini also announced the composition of the team that will support her throughout her term

(Lavorazione Carte Speciali); Ruggero Gerosa (Gerosa Group); Marco Mensitieri (Icimendue); Luca Santandrea (Masterpack); Lara Selvi (Saica Flex Italia); Stefano Trombetta (Goglio); Giselda Virno (Di Mauro Officine Grafiche).

of office. A governance structure marked by continuity, supply chain representation and a European vision. “The new governance structure,” the President explained, “has been established with the aim of making the most of the expertise within the Association and tackling the challenges facing our sector with a team spirit. In a landscape characterised by significant regulatory developments, starting with the European packaging framework, Giflex will continue to be an authoritative voice for institutions and a point of reference for its member companies, promoting the value of flexible packaging as a driver of innovation, sustainability and competitiveness.”

Here is the new Executive Committee:

Vice-Presidents: Andrea D’Amato (Seda Italy), President of Federazione Carta e Grafica, whose presence strengthens ties with the entire

packaging supply chain; Michele Guala (Gualapack), Vice-President of Flexible Packaging Europe (FPE), the European association that ensures direct representation in Brussels regarding European policies for the sector.

Past President: Alberto Palaveri (Sacchital Group), Vice-President of Assografici, in his role at Giflex with responsibility for strengthening institutional dialogue at national level and political representation, building on the work carried out during his term as President.

Treasurer: Elena Peron (Amcor Flexibles Italia).

Members of the Executive Committee: Elisabetta Boriani (Lavorazione Carte Speciali); Ruggero Gerosa (Gerosa Group); Marco Mensitieri (Icimendue); Luca Santandrea (Masterpack); Lara Selvi (Saica Flex Italia); Stefano Trombetta (Goglio); Giselda Virno (Di Mauro Officine Grafiche).

Boriani
Davide Miserendino

Istituto Italiano Imballaggio, c’è Bosetti per continuare a volare alto

Il passaggio di consegne con Alessandra Fazio. Ecco la nuova squadra

L’anfora, il primo packaging della storia. E, a ben guardare, anche uno degli interventi umani più ‘capillari’ di sempre: durante l’impero romano questi brillanti contenitori per l’olio hanno davvero fatto il giro del mondo allora conosciuto. Il fondo del Mediterraneo ne è ricoperto.

È partita da questa suggestione l’interessantissima giornata che l’Istituto Italiano Imballaggio e la Fondazione Carta Etica del Packaging hanno voluto regalare ad associati e partner dopo l’assemblea elettiva dell’associazione. A guidare il pubblico nel viaggio nel tempo ci ha pensato lo storico Guido Damini, mentre Ruggero Rollini ha creato un interessante ponte tra la chimica e il packaging, due ‘ingredienti’ essenziali della vita come la conosciamo oggi, ma spesso e volentieri vittima degli stessi pregiudizi. A Greta Cristini, invece, il compito di srotolare la mappa, sempre più complicata, della geopolitica, con un interessante analisi sulla Cina.

L’evento ha sancito anche il passaggio di consegna tra Alessandra Fazio e il nuovo presidente dell’Istituto Osvaldo Bosetti. Bosetti, da grande appassionato di spazio, ha fatto subito capire di voler continuare a puntare alto, in continuità con chi l’ha preceduto. “Guardiamo al futuro nel segno della lungimiranza, uno dei valori della nostra carta etica”, ha detto. Osvaldo Bosetti è Direttore Industriale Packaging Europa di Goglio S.p.A. e CEO di Goglio North Europe. Nel corso della sua carriera ha maturato una solida esperienza nello sviluppo di imballaggi flessibili, nei processi di stampa e converting, nella formulazione di inchiostri, adesivi e coating barriera e nell’innovazione tecnologica applicata al packaging. Lo affiancano, in qualità di vicepresidenti, Luca Benvenuto Fornaroli, Responsabile Quality, Compliance & Regulatory Affairs di FIMAT S.p.A. – Gruppo Carton Pack, e Alessandro Ruggeri, Vice President Global Packaging di Barilla. Rinnovato anche il consiglio direttivo, ecco i nomi: per i produttori Anna Paola Cavanna (Laminati Cavanna), Roberto Della Rupe (Luce), Roccandrea Iascone (Ricrea), Andrea Ghu (Poplast), Armando Vaccaro (Cellografica Gerosa). Per gli utilizzatori Attilio Benedetto (Recordati), Vittorio Brinati (Esselunga), Michele Cantisani (Bolton), Paolo Tagliabue (Galbusera), Ilaria Zambaldi (Officine Santa Maria Novella). Infine, per le associazioni, Sebastiano Cerullo (Conlegno), Italo Vailati (Federazione Carta e Grafica) e Andrea Taglini (Ucima); per i soci aggregati Pierluigi Gorani (BDO); past president Alessandra Fazio.

Italian Packaging Institute: Bosetti takes over to keep aiming high

The handover from Alessandra Fazio. The new team announced

The amphora: the first packaging in history. And, on closer inspection, also one of the most far-reaching human inventions ever devised: during the Roman Empire, these brilliant containers for oil truly travelled throughout the world as it was then known. The seabed of the Mediterranean is covered with them.

This was the evocative starting point for the highly engaging day that the Italian Packaging Institute and the Ethical Packaging Charter Foundation chose to offer members and partners after the association’s elective assembly.

Historian Guido Damini led the audience on a journey through time, while Ruggero Rollini created an interesting bridge between chemistry and packaging, two essential “ingredients” of life as we know it today, yet both all too often subject to the same prejudices.

Greta Cristini, meanwhile, was entrusted with unfolding the increasingly complex map of geopolitics, with an insightful analysis of China. The event also marked the handover from Alessandra Fazio to the Institute’s new president, Osvaldo Bosetti.

A passionate space enthusiast, Bosetti immediately made it clear that he intends to keep aiming high, in continuity with his predecessor.

“We look to the future in the spirit of long-term vision, one of the values of our ethical charter,” he said. Osvaldo Bosetti is Packaging Industrial Director Europe at Goglio S.p.A. and CEO of Goglio North Europe. Over the course of his career, he has gained solid experience in the development of flexible packaging, printing and converting processes, the formulation of inks, adhesives and barrier coatings, and t echnological innovation applied to packaging.

He will be supported by vice presidents Luca Benvenuto Fornaroli, Quality, Compliance & Regulatory Affairs Manager at FIMAT S.p.A. - Carton Pack Group, and Alessandro Ruggeri, Vice President Global Packaging at Barilla.

The board of directors has also been renewed.

The members are: for producers, Anna Paola Cavanna (Laminati Cavanna), Roberto Della Rupe (Luce), Roccandrea Iascone (Ricrea), Andrea Ghu (Poplast), Armando Vaccaro (Cellografica Gerosa); for users, Attilio Benedetto (Recordati), Vittorio Brinati (Esselunga), Michele Cantisani (Bolton), Paolo Tagliabue (Galbusera), Ilaria Zambaldi (Officine Santa Maria Novella).

Finally, for the associations, Sebastiano Cerullo (Conlegno), Italo Vailati (Federazione Carta e Grafica) and Andrea Taglini (Ucima); for aggregate members, Pierluigi Gorani (BDO); past president, Alessandra Fazio.

In Italia nel 2025 avviate a riciclo 442.666 tonnellate (+1,6%)

Cresce

anche il sistema di

raccolta (+1,5%) di una filiera tra le più efficienti in Europa. I dati preliminari diffusi da Ricrea

Nel 2025 la filiera italiana dell’acciaio ha confermato una solidità rara nel panorama europeo, muovendosi dentro un equilibrio virtuoso tra crescita dei volumi, qualità della raccolta e maturità dei comportamenti dei cittadini.

I dati preliminari diffusi da Ricrea raccontano un settore che continua a migliorare: 442.666 tonnellate di imballaggi in acciaio avviate a riciclo, in aumento dell’1,6% rispetto all’anno precedente, a fronte di un immesso al consumo che cresce in modo significativo e raggiunge le 538.726 tonnellate (+10,6%).

In questo contesto, il sistema di raccolta mantiene una traiettoria stabile e positiva, arrivando a 511.852 tonnellate (+1,5%).

L’effetto combinato di questi fattori porta il tasso di riciclo all’82,2%, un valore che supera già oggi l’obiettivo europeo dell’80% fissato per il 2030. È un risultato che non nasce per caso, ma dalla collaborazione quotidiana tra cittadini, istituzioni e imprese della filiera, sostenuta dall’Accordo Quadro Anci-Conai e da una copertura della raccolta differenziata che raggiunge l’89% della popolazione italiana, pari a oltre 52,7 milioni di abitanti.

La dimensione ambientale di questi numeri è altrettanto evidente: grazie alle 442.666 tonnellate riciclate nel 2025, sono stati risparmiati 2,85 TWh di energia primaria, evitato l’utilizzo di 500mila tonnellate di materiale primario e scongiurata la dispersione di 868mila tonnellate di CO2 equivalente.

Steel: 442,666 tonnes recycled in Italy in 2025 (+1.6%)

Collection volumes also increased (+1.5%), confirming one of Europe’s most efficient recycling supply chains. Preliminary data released by Ricrea

In 2025, Italy’s steel packaging recycling chain once again demonstrated a level of resilience rarely seen across Europe, maintaining a virtuous balance between growing volumes, highquality collection systems, and the increasing environmental awareness of citizens.

È la dimostrazione concreta di come l’acciaio, materiale permanente che si ricicla al 100% e all’infinito possa essere una leva nella transizione verso un’economia più circolare.

Come ha ricordato il dg Federico Fusari, l’Italia si conferma “un modello avanzato ed efficace di economia circolare”, capace di superare gli obiettivi europei e di consolidare una cultura del riciclo che coinvolge territori, istituzioni e cittadini.

According to preliminary figures released by Ricrea, 442,666 tonnes of steel packaging were sent for recycling in 2025, up 1.6% compared with the previous year. This growth came despite a significant increase in steel packaging placed on the market, which reached 538,726 tonnes (+10.6%).

Against this backdrop, the collection system continued its steady positive trend, reaching 511,852 tonnes (+1.5%). The combined effect of these factors resulted in a recycling rate of 82.2%, already exceeding the European Union’s 2030 target of 80%. This achievement is the result of the daily cooperation between citizens, institutions and businesses across the value chain, supported by the Anci-Conai Framework Agreement and by separate collection services covering 89% of the Italian population, equivalent to more than

52.7 million residents.

The environmental benefits are equally significant. Thanks to the 442,666 tonnes recycled in 2025, Italy saved 2.85 TWh of primary energy, avoided the use of 500,000 tonnes of virgin raw materials, and prevented the release of 868,000 tonnes of CO2 equivalent into the atmosphere. These figures provide tangible evidence of how steel, a permanent material that can be recycled 100% and infinitely without loss of quality, can play a key role in the transition towards a more circular economy.

As Ricrea General Manager Federico Fusari pointed out, Italy continues to be “an advanced and effective model of the circular economy”, capable of surpassing European targets while strengthening a recycling culture shared by local authorities, institutions and citizens.

Nel cuore del Vaticano, luogo di dialogo e contemplazione, Ricrea ha presentato Steelosa®, la panchina in acciaio 100% riciclato modellata nella forma dell’infinito. Collocata sul sagrato della Basilica di San Pietro, l’opera diventa un invito a riflettere sul valore delle scelte quotidiane e sulla responsabilità condivisa nella cura del Creato. I rappresentanti del Consorzio hanno illustrato il progetto a Papa Leone XIV, sottolineando come l’esperienza maturata nella promozione del riciclo degli imballaggi in acciaio abbia generato nuove sinergie tra cittadini, istituzioni e imprese. La giornata è proseguita all’Istituto Patristico Augustinianum con un approfondimento dedicato all’economia circolare, che ha coinvolto Domenico Rinaldini, presidente di Ricrea, Stefano Locatelli, vicepresidente nazionale Anci, e monsignor Gianfranco Basti della Pontificia Università Lateranense.

In the heart of the Vatican, a place dedicated to dialogue and reflection, Ricrea unveiled Steelosa®, a bench made from 100% recycled steel and designed in the shape of the infinity symbol. Installed in St. Peter’s Square, the artwork serves as an invitation to reflect on the value of everyday choices and on our shared responsibility in caring for Creation. Representatives of the consortium presented the project to Pope Leo XIV, highlighting how the experience gained in promoting steel packaging recycling has fostered new synergies among citizens, institutions and businesses. The day continued at the Augustinian Patristic Institute with a discussion on the circular economy featuring Domenico Rinaldini, President of Ricrea; Stefano Locatelli, Vice President of the Italian National Association of Municipalities (ANCI); and Monsignor Gianfranco Basti of the Pontifical Lateran University.

agenda NEXT

Cibus Tec 2026 verso un’edizione da record

Forti le attese per la fiera di ottobre che conterà su due partnership strategiche: Federvini e il World Pasta Day. Crescono adesioni e internazionalità

Nella splendida cornice di Terrazza Martini, tra le location più rappresentative dello skyline milanese, è stata presentata la 54ª edizione di Cibus Tec, in programma a Parma dal 27 al 30 ottobre 2026. Un palcoscenico d’eccezione per svelare i numeri, le novità e le ambizioni di una manifestazione che punta a rafforzare ulteriormente la propria dimensione internazionale e il ruolo di riferimento per le tecnologie dedicate alle filiere del food & beverage, dal processing al packaging.

Ad aprire la Conferenza Stampa Thomas Rosolia, Presidente Koeln Parma Exhibitions e Amministratore Delegato di Koelnmesse Italia che ha evidenziato come il contributo di Koelnmesse rappresenti un acceleratore strategico per la crescita di Cibus Tec e per il suo posizionamento sui mercati globali.

Un’edizione dalle grandi aspettative

A pochi mesi dall’inaugurazione, Cibus Tec 2026 è già vicina al sold out degli spazi espositivi confermando il forte interesse del mercato, con adesioni in crescita rispetto allo stesso periodo dell’edizione precedente. Le previsioni indicano oltre 1.300 espositori e brand, più di 40.000 metri quadrati di area espositiva e una partecipazione internazionale in ulteriore espansione con una quota prevista di espositori e brand esteri superiore al 30%. Ottime le attese anche sul fronte dei visitatori: la fiera punta a superare i 40.000 professionisti presenti, con una quota di visitatori internazionali prevista in crescita. Il Top Buyers Program porterà invece a Parma oltre 3.000 buyer internazionali qualificati. Un focus particolare sarà dedicato anche al continente africano, con oltre 100 nuovi top buyer provenienti da mercati ad alto potenziale per lo sviluppo delle tecnologie alimentari.

“Cibus Tec è l’unica manifestazione capace di riunire, in un unico luogo, tutte le filiere della tecnologia e dell’innovazione per il food & beverage: dal latte al conserviero, dal vino alla birra, fino alle lavorazioni più specialisticheha aggiunto Antonio Cellie, CEO Koeln Parma Exhibitions e Fiere di Parma - “Qui il trasferimento tecnologico diventa concreto, perché presentiamo l’intero spettro delle innovazioni che stanno trasformando l’industria”.

Partnership strategiche per beverage e pasta Tra le novità più significative dell’edizione 2026 spicca la collaborazione con Federvini, che rafforza la presenza della filiera beverage all’interno della manifestazione. L’accordo porterà a Parma alcune delle principali aziende fornitrici di tecnologie e soluzioni per il settore enologico, riunite in un’area dedicata del Padiglione 3. Al centro dell’iniziativa temi di forte attualità per il settore, come sostenibilità, innovazione tecnologica, evoluzione normativa e competitività internazionale, che saranno approfonditi anche durante un workshop in programma il 29 ottobre. “Siamo ben lieti di avviare questa collaborazione mettendo il focus sulla sostenibilità, anche alla luce delle recenti novità legislative in merito - ha commentato Gabriele Castelli, Direttore Federvini

Di forte impatto anche l’accordo con il World Pasta Day, il più importante appuntamento internazionale dedicato alla filiera della pasta promosso da Unione Italiana Food e da IPOInternational Pasta Organization, che per la prima volta dalla sua istituzione nel 1998 sceglie Parma e Cibus Tec come sede dell’evento. In programma il 27 e 28 ottobre nel Padiglione 2, l’iniziativa riunirà produttori, associazioni di categoria, aziende di tecnologia, retailer e operatori provenienti da tutto il mondo. La partnership rappresenta una naturale convergenza tra due eccellenze del Made in Italy: da un lato il World Pasta Day, che celebra uno dei prodotti simbolo dell’alimentazione italiana, dall’altro Cibus Tec, che ne racconta l’intera filiera tecnologica, dalla trasformazione delle materie prime fino al confezionamento e alla distribuzione. “Questa partnership conferma l’importanza dell’innovazione nella pasta, che anche nel 2025 ed in questi primi mesi del 2026, nonostante le tensioni internazionali, ha ribadito il suo assoluto apprezzamento presso i mercati globali” - ha sottolineato Cristiano Laurenza Direttore Area Legale, Economica e Internazionalizzazione Unione italiana Food e Segretario Generale IPO.

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LE PROSSIME FIERE

LUXE PACK Monaco

Creative & sustainable luxury packaging

28-30/9/2026, Monaco

www.luxepackmonaco.com

Alimentaria FoodTech

Food & beverage processing, automation & packaging technology

6-8/10/2026, Barcelona (E) www.alimentariafoodtech.com

CPHI Milan

Pharmaceutical ingredients, machinery, packaging & drug delivery

6-8/10/2026, Milano Rho (I) www.cphi.com

Bimu

Machine tools, robotics, automation & digital manufacturing

13–16/10/2026, Milano Rho (I) www.bimu.it

Sial

Global food products, innovation & food processing solutions

17-21/10/2026, Paris (F) www.sialparis.com

Pack Expo International Packaging Technologies 18-21/10/2026, Chicago (US) www.packexpointernational.com

Cibus Tec

Food & beverage processing, packaging & industrial technologies

27-30/10/2026, Parma (I) www.cibustec.it

Labelexpo India

Labels, package printing & converting technologies

29/10-1/11/2026, Greater Noida Delhi NCR (IND) www.loupe-india.com

Ecomondo

Green & circular economy, environmental technologies 3-6/11/2026, Rimini (I) www.ecomondo.com

BrauBeviale

Beverage production, processing, packaging & filling technologies 10-12/11/2026, Nürnberg (D) www.braubeviale.com

Simei

Winemaking, beverage processing, bottling & packaging technology 17-20/11/2026, Milano Rho (I) www.simei.it

Cibus Tec 2026 on track for a recordbreaking edition

Expectations are running high for the October trade fair, which will feature two strategic partnerships with Federvini and World Pasta Day, alongside growing exhibitor numbers and an increasingly international profile

The 54th edition of Cibus Tec, scheduled to take place in Parma from 27 to 30 October 2026, was presented at Terrazza Martini, one of the most distinctive landmarks on the Milan skyline. This prestigious setting provided the backdrop for the unveiling of the figures, new features and ambitions of an exhibition that aims to further strengthen its international footprint and its role as a benchmark event for food and beverage technologies, from processing to packaging.

The press conference was opened by Thomas Rosolia, Chairman of Koeln Parma Exhibitions and Managing Director of Koelnmesse Italia, who highlighted Koelnmesse’s role as a strategic accelerator for Cibus Tec’s growth and positioning in global markets.

An edition with high expectations Just a few months before opening, Cibus Tec 2026 is already close to selling out its exhibition space, confirming strong market interest and a larger number of bookings compared to the same period ahead of last year’s edition. Forecasts point to more than 1,300 exhibitors and brands, over 40,000 square metres of exhibition space and further growth in international participation, with foreign exhibitors and brands expected to account for more than 30% of the total. Expectations are also high on the visitor front. The show aims to attract more than 40,000 professionals, with international attendance also expected to increase. Meanwhile, the Top Buyers Program will bring more than 3,000 qualified international buyers to Parma. A special focus will also be dedicated to Africa, with over 100 new top buyers from markets with strong potential for the development of food technologies.

“Cibus Tec is the only event capable of bringing together all the technology and innovation supply chains for the food and beverage

industry in a single venue: from dairy to preserved foods, from wine to beer, right through to the most specialised processes,” added Antonio Cellie, CEO of Koeln Parma Exhibitions and Fiere di Parma.

“Here, technology transfer becomes tangible because we present the full spectrum of innovations that are transforming the industry.”

Strategic partnerships for the beverage and pasta sectors

One of the most significant new features of the 2026 edition is the partnership with Federvini, which will strengthen the presence of the beverage supply chain at the exhibition. The agreement will bring some of the leading suppliers of technologies and solutions for the wine sector to Parma, grouped together in a dedicated area in Hall 3. The initiative will focus on highly topical issues for the sector, including sustainability, technological innovation, regulatory developments and international competitiveness, which will also be explored during a workshop on 29 October. “We are delighted to launch this collaboration with a focus on sustainability, particularly in light of recent legislative developments,” commented Gabriele Castelli, Director of Federvini.

The agreement with World Pasta Day is also set to make a major impact. Promoted by Unione Italiana Food and the IPO – International Pasta Organization, World Pasta Day is the leading international event dedicated to the pasta supply chain and has chosen Cibus Tec in Parma as its venue for the first time since its inception in 1998. Scheduled for 27 and 28 October in Hall 2, the event will bring together producers, trade associations, technology companies, retailers and professionals from around the world. The partnership represents a natural convergence between two pillars of Made in Italy: World Pasta Day, which celebrates one of the most emblematic products of Italian cuisine, and Cibus Tec, which showcases the entire technological supply chain, from raw material processing through to packaging and distribution. “This partnership confirms the importance of innovation in the pasta sector, which throughout 2025 and during the first few months of 2026 has once again demonstrated its strong appeal in global markets despite international tensions,” noted Cristiano Laurenza, Director of the Legal, Economic and Internationalisation Department at Unione Italiana Food and Secretary General of the IPO.

CPHI 2026

A Milano si accendono i riflettori sul pharma

Dal 6 all’8 ottobre un osservatorio privilegiato sulle tecnologie che stanno ridefinendo la qualità dei sistemi di confezionamento del settore

CPHI 2026 sbarca a Milano dal 6 all’8 ottobre e riporta la community globale del pharma nel cuore di uno dei distretti industriali più dinamici d’Europa.

Un appuntamento che si conferma centrale per comprendere l’evoluzione della filiera - dai principi attivi alla bioproduzione, dai contract services alle soluzioni di packaging e drug delivery - e che prosegue nel percorso di ampliamento dei propri focus tematici, includendo tecnologie digitali, gestione della catena del freddo, controllo della contaminazione e innovazione nel labelling.

Nel contesto di Fiera Milano, CPHI si presenta come un ecosistema in cui innovazione, networking e business si intrecciano: oltre 2.900 espositori, 250 speaker e una platea internazionale che nel 2025 ha superato i 62 mila professionisti, confermando la manifestazione come piattaforma di riferimento per chi opera lungo tutta la supply chain farmaceutica.

Per il mondo del packaging l’edizione 2026 rappresenta un osservatorio privilegiato sulle tecnologie che stanno ridefinendo la qualità, la sicurezza e la sostenibilità dei sistemi di confezionamento per il pharma.

CPHI 2026

Milan puts the spotlight on pharma

From 6 to 8 October, a privileged observatory on the technologies redefining the quality of pharmaceutical packaging systems

CPHI 2026 lands in Milan from 6 to 8

October, bringing the global pharma community back to the heart of one of Europe’s most dynamic industrial districts.

It is an appointment that once again proves central to understanding the evolution of the supply chain - from active pharmaceutical ingredients to bioproduction, from contract services to packaging and drug delivery solutions - and that continues to broaden its thematic focus, embracing digital technologies, cold chain management, contamination control and innovation in labelling.

Accanto all’esposizione, il programma di conferenze e incontri facilita il confronto tra aziende, centri di ricerca e operatori globali, con un’attenzione crescente ai temi della digitalizzazione, della gestione dei dati e dell’automazione dei processi.

Un percorso che rispecchia l’evoluzione del pharma contemporaneo e che trova in Milano - città dell’innovazione e delle connessioni internazionali - il suo palcoscenico ideale.

Il calendario degli eventi istituzionali di CPHI è online

The programme of institutional events at CPHI is available online

Within the Fiera Milano exhibition centre, CPHI presents itself as an ecosystem where innovation, networking and business converge: more than 2,900 exhibitors, 250 speakers and an international audience that in 2025 exceeded 62,000 professionals, confirming the event as a benchmark platform for anyone operating along the entire pharmaceutical supply chain.

For the packaging world, the 2026 edition offers a privileged vantage point on the technologies that are redefining the quality, safety and

sustainability of pharmaceutical packaging systems. Alongside the exhibition, the programme of conferences and meetings fosters dialogue among companies, research centres and global operators, with growing attention to digitalisation, data management and process automation.

It is a trajectory that mirrors the evolution of contemporary pharma and finds in Milan - a city of innovation and international connections - its ideal stage.

Luxe Pack Monaco

Il packaging di lusso incontra l’innovazione

L’edizione 2026, in programma dal 28 al 30 settembre al Grimaldi Forum, si presenta come uno snodo essenziale per comprendere l’evoluzione dell’imballaggio premium

Da quasi quarant’anni Luxe Pack riunisce i professionisti che progettano, sviluppano e producono sistemi di confezionamento per i principali brand internazionali nei settori beauty, wines&spirits, moda, gioielleria, orologeria e lifestyle di alta gamma.

“Dal 28 al 30 settembre il Grimaldi Forum Monaco ospiterà la 38ª edizione di Luxe Pack Monaco. In un momento in cui i requisiti ambientali si fanno più stringenti, le nuove regolamentazioni europee stanno ridisegnando il settore e le innovazioni materiali e tecnologiche avanzano rapidamente, Luxe Pack Monaco si afferma più che mai come una piattaforma essenziale di confronto strategico e di connessione tra tutti gli attori della filiera del packaging premium e luxury”, afferma Fabienne Germond, Show Director.

L’edizione 2026 porterà a Monaco oltre 400 espositori internazionali, con proposte che spaziano dai nuovi materiali alle tecnologie di decorazione, dall’eco-design alla tracciabilità, dalla personalizzazione al packaging connesso.

Un programma di conferenze approfondirà i temi più rilevanti per il settore, dal regolamento Ppwr ai nuovi materiali, dalle innovazioni tecnologiche alle strategie di eco-design e ai mercati emergenti, con il contributo di esperti, brand e fornitori globali.

Debutta inoltre Innovation Unpacked, due sessioni di analisi dedicate a una selezione di soluzioni pre-

sentate in fiera, valutate da un panel di specialisti per comprenderne le potenzialità applicative. A completare l’esperienza, le Learning Expeditions offriranno percorsi guidati per orientare i visitatori verso gli espositori più rilevanti rispetto a specifiche sfide di innovazione e sostenibilità, mentre strumenti di Smart Matchmaking, incontri pre-organizzati e un servizio concierge dedicato faciliteranno il networking mirato e la costruzione di nuove relazioni professionali.

Luxe Pack Monaco: luxury packaging goes towards innovation

The 2026 edition, scheduled from 28 to 30 September at the Grimaldi Forum, positions itself as a key hub for understanding the evolution of premium packaging

The 2026 edition, scheduled from 28 to 30 September at the Grimaldi Forum, positions itself as a key hub for understanding the evolution of premium packaging

For nearly forty years, the show has brought together professionals who design, develop and manufacture packaging systems for leading international brands in the beauty, wines & spirits, fashion, jewellery, watchmaking and high-end lifestyle sectors.

“From 28 to 30 September, the Grimaldi Forum Monaco will host the 38th edition of Luxe Pack Monaco. At a time when environmental requirements are becoming more stringent, new European regulations are reshaping the sector and material and technological innovations are advancing rapidly, Luxe Pack Monaco is more than ever establishing itself as an essential platform for strategic dialogue and connection among all players in the premium and luxury packaging value chain”, says Fabienne Germond, Show Director.

The 2026 edition will bring more than four hundred international exhibitors to Monaco, showcasing solutions ranging from new materials to decoration technologies, from eco-design to traceability, from personalization to connected packaging.

A comprehensive conference programme will explore the most relevant topics for the sector, from the Ppwr regulation to new materials, from technological innovation to eco-design strategies and emerging markets, with contributions from experts, brands and global suppliers. The event will also debut Innovation Unpacked, two analytical sessions dedicated to a selection of solutions presented at the show, evaluated by a panel of specialists to assess their application potential.

Completing the experience, the Learning Expeditions will offer guided routes to help visitors identify the most relevant exhibitors in relation to specific innovation and sustainability challenges, while Smart Matchmaking tools, prescheduled meetings and a dedicated concierge service will support targeted networking and the development of new professional connections.

Visita il sito della manifestazione Visit the event website

COSÌ CAMBIA IL MERCATO ITALIANO

BrauBeviale Un tour per raccontare il futuro del beverage

Si è tenuta a giugno, negli spazi di Tripstillery Portanuova a Milano, la conferenza stampa sui temi centrali dell’evento in programma a Norimberga dal 10 al 12 novembre

Il tour europeo di BrauBeviale è arrivato a Milano portando con sé un quadro aggiornato e sorprendentemente nitido dell’evoluzione del beverage italiano. Una tappa che non è stata soltanto un momento di presentazione, ma un vero esercizio di ascolto delle esigenze del comparto.

Al centro della conferenza stampa, organizzata negli spazi di Tripstillery Portanuova, dati, tendenze, segnali deboli e prospettive che stanno ridisegnando il mercato e che anticipano i temi centrali dell’evento in programma a Norimberga dal 10 al 12 novembre.

A introdurre i lavori è stato Rolf M. Keller, Managing Director di YONTEX GmbH & Co. KG, la società nata dalla joint venture tra Drinktec

BrauBeviale in Milan to tell the future of beverage

The press conference on the key themes of the event scheduled to take place in Nuremberg from November 10 to 12 was held in June at Tripstillery Portanuova

The European tour of BrauBeviale stopped in Milan, bringing with it an up-to-date and surprisingly clear picture of the evolution of the Italian beverage sector. This stage was not merely a presentation moment, but a genuine opportunity to listen closely to the industry’s needs.

At the heart of the press conference, held at Tripstillery Portanuova, were data, trends, weak signals, and outlooks that are reshaping the market and anticipating the key themes of the event scheduled to take place in Nuremberg from

e BrauBeviale, oggi regia strategica della manifestazione.

Keller ha delineato un settore europeo in rapido mutamento: consumatori più attenti, modelli di business che si diversificano, necessità di maggiore velocità e capacità di adattamento. In questo scenario, BrauBeviale si propone come piattaforma di scambio e collaborazione, non più solo come fiera, ma come luogo in cui l’industria può confrontarsi sulle trasformazioni in atto.

Per il mondo del packaging, i dati emersi a Milano non sono semplici indicatori di consumo. La crescita delle bevande analcoliche, la stabilità della birra, la ricerca di autenticità e comunità, la pressione sui costi energetici: tutto converge verso un’esigenza di soluzioni vere e a portata di mano. BrauBeviale 2026 sarà il luogo in cui queste traiettorie troveranno forma concreta.

November 10 to 12.

Opening the event was Rolf M. Keller, Managing Director of YONTEX GmbH & Co. KG, the company established through the joint venture between drinktec and BrauBeviale, now acting as the strategic driver behind the exhibition.

Keller outlined a rapidly changing European sector: increasingly conscious consumers, diversified business models, and a growing need for speed and adaptability. In this context, BrauBeviale aims to position itself as a platform for exchange

and collaboration, no longer just a trade fair, but a place where the industry can engage with ongoing transformations.

For the packaging sector, the data emerging in Milan are not just consumption indicators. The growth of non-alcoholic beverages, the stability of beer, the search for authenticity and community, and the pressure of energy costs all converge toward a need for tangible, readyto-implement solutions. BrauBeviale 2026 will be the place where these trajectories take concrete shape.

Leggi l’articolo completo

PROVEN INNOVATION

ALline E - An in-line labelling system configured to apply two front and back labels to rectangular and elliptical shaped products.

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Innovation or conservation? These philosophies are apparently opposite and irreconcilable. The former promises superior performance and new features. The latter guarantees the reliability and practicality typical of tried and tested solutions.

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INDUSTRY 4.0

Nasce Il Caffè di ItaliaImballaggio, il nostro buongiorno per rimanere aggiornati sull’industria del caffè. Ecco come iscriversi

L’industria del caffè rappresenta una delle filiere più dinamiche e innovative del comparto alimentare. Dalla selezione della materia prima alla tostatura, dalla macinazione al confezionamento, fino alle più recenti evoluzioni in materia di automazione, materiali e sostenibilità, il settore è attraversato da continui cambiamenti tecnologici e di mercato. Per rispondere alla crescente domanda di informazioni specialistiche, nasce ‘Il Caffè di ItaliaImballaggio’, una nuova newsletter mensile dedicata ai professionisti della filiera industriale del caffè.

Ogni numero proporrà un approfondimento dedicato a temi chiave come mercato, consumi, andamento delle materie prime, innovazione tecnologica, sostenibilità, automazione e packaging, affiancato da una selezione di notizie e aggiornamenti provenienti dalle aziende della filiera.

La newsletter si rivolge a torrefazioni, responsabili di produzione e qualità, buyer, fornitori di materiali, costruttori di macchine e tecnologie per il processo e il confezionamento del caffè, offrendo una panoramica qualificata su un settore in continua evoluzione.

I contenuti saranno inoltre pubblicati e archiviati sul portale di ItaliaImballaggio, contribuendo alla costruzione di un patrimonio informativo permanente e facilmente consultabile.

Con Il Caffè di ItaliaImballaggio, la nostra piattaforma amplia ulteriormente la propria attività di informazione tecnica e professionale, rafforzando la presenza in una filiera strategica per il Made in Italy e per l’industria del packaging.

Qui trovate il primo articolo ‘longform’. Per leggerli tutti e rimanere costantemente aggiornati scansionate il Qr Code. Ve la serviremo al mattino, proprio come un buon caffè. E non è escluso che, di tanto in tanto, troverete tra i contenuti anche qualche sorpresa per iniziare al meglio la settimana.

il caffè di

Il caffè e l’evoluzione dei suoi consumi

Come filiera, tecnologia e packaging hanno trasformato una bevanda globale

Riccardo Ceredi

Una bevanda che viaggia e si radica

Qualcuno ha detto che il caffè è la “bevanda delle cento mani”. Forse non sono esattamente cento, ma sono certamente molte le mani e le persone che lo toccano, lo trasformano e lo accompagnano prima che arrivi, apparentemente semplice, nella tazzina che teniamo tra le dita. Il caffè è una bevanda dal viaggio lungo. Lunghissimo. Un viaggio che inizia prima ancora di essere bevanda: con la semina, la coltivazione, la raccolta dei frutti, il trattamento post-raccolta, l’essiccazione. Poi il trasporto, spesso intercontinentale, la tostatura, la macinazione – quando c’è – e infine il confezionamento, che oggi può assumere forme diversissime: sacchetto, lattina, cialda, capsula. Ogni passaggio aggiunge valore, ma anche complessità. È una filiera articolata e globale. Ed è proprio questa complessità che rende il caffè una delle bevande più emblematiche del mondo moderno.

Dal viaggio fisico al cambiamento dei consumi

Il viaggio del caffè non è solo geografico ma anche storico e culturale. Ripercorrere come sono cambiati i suoi consumi nel tempo significa osservare come si sono evolute le nostre abitudini. E quando questa trasformazione viene letta su scala globale, la dimensione individuale lascia spazio a quella di un vero fenomeno economico e industriale. Oggi il mercato globale del caffè è uno dei comparti più rilevanti dell’agroalimentare mondiale: secondo le principali analisi di settore, il suo valore complessivo ha raggiunto circa 270 miliardi di dollari nel 2024, con una crescita prevista fino a sfiorare i 370 miliardi entro il 2030, trainata dall’aumento della domanda internazionale e dalla progressiva diversificazione dei formati di consumo. In questo scenario il packaging gioca un ruolo sempre più centrale. Non è più un semplice involucro, ma uno snodo chiave per mantenere l’aroma, proteggere la qualità, estendere la shelf life e garantire la ripetibilità del risultato in tazza. Grazie all’evoluzione dei materiali, dei sistemi barriera e dei formati – in particolare monoporzione – il caffè ha potuto superare confini culturali e logistici, adattandosi a epoche, luoghi e stili di consumo profondamente diversi.

Prima di essere caffè

Il caffè era conosciuto e consumato già nell’antichità, ma in una forma molto diversa da quella attuale. Si trovava soltanto nei territori in cui cresceva la pianta, quindi nella fascia equatoriale, e non veniva bevuto come infusione dei semi tostati. Si utilizzava piuttosto il frutto, oppure preparazioni rudimentali che sfruttavano il potere energizzante della pianta più che il suo gusto.

Il caffè che beviamo oggi, invece, deriva dal seme contenuto all’interno del frutto: è quel seme che viene essiccato, tostato e poi estratto. Nelle fasi più antiche questo passaggio non era ancora centrale, né la bevanda era apprezzata per le sue qualità organolettiche. Il caffè “funzionava”, più che piacere. Il passaggio da sostanza energizzante a bevanda rituale e conviviale avviene molto più tardi, quando si afferma l’uso dell’estrazione in acqua calda. È in quel mo-

mento che il caffè inizia davvero ad assomigliare a ciò che conosciamo. Dallo Yemen al Mediterraneo: quando il caffè entra nella storia Il primo grande paese produttore di caffè della storia è lo Yemen. Da qui il caffè inizia a muoversi lungo le rotte commerciali del Medio Oriente, fino a raggiungere, tra il XV e il XVI secolo, Costantinopoli, snodo naturale tra Oriente e Occidente. Non è un passaggio secondario: è qui che il caffè si radica come bevanda sociale e entra in contatto con l’Europa, in un contesto urbano e colto, già abituato ai luoghi di incontro e di scambio. In Europa il caffè si diffonde inizialmente come curiosità esotica, poi come moda. In Italia arriva tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, e non a caso approda prima a Venezia: porto commerciale per eccellenza e ponte tra mondi diversi. Il caffè diventa subito un trend, ma resta a lungo appannaggio di un pubblico aristocratico e borghese. La preparazione è lenta, spesso per infusione in pentolino. Il consumo è quasi esclusivamente fuori casa. Nascono i caffè come luoghi fisici in città come Napoli, Torino e Milano. Spazi in cui non si beve soltanto, ma si discute, si legge, si fa politica e si costruiscono relazioni. Il caffè diventa un fatto sociale prima ancora che domestico.

Perché il caffè vince (anche contro la birra) C’è un aspetto spesso sottovalutato, ma cruciale per capire perché il caffè riesca a imporsi così rapidamente nelle abitudini di consumo europee. Per secoli, una delle bevande più diffuse era stata la birra, anche in contesti in cui oggi apparirebbe anomala. Il motivo era semplice: l’acqua non era sempre sicura. La fermentazione rendeva la birra più “sterile” e quindi più affidabile dal punto di vista sanitario. Il caffè, bollito e infuso, gode dello stesso vantaggio. È una bevanda sicura, oltre che stimolante. Dove arriva, si inserisce rapidamente nelle abitudini quotidiane e spesso soppianta altre bevande tradizionali. È successo in Europa, succederà più tardi negli Stati Uniti. Meno in Asia, dove il tè rimane profondamente radicato e dove il caffè farà più fatica a diventare dominante.

Dalla moka all’espresso: il tempo del caffè si accorcia Per secoli il caffè resta una bevanda “lenta” e pubblica. Il primo vero punto di svolta è il 1933, con l’invenzione della moka da parte di Alfonso Bialetti. La moka fa entrare il caffè nelle case, ma soprattutto ne cambia il tempo: non più attesa, infusione lunga, ritualità complessa. Il caffè diventa veloce, quotidiano. Pochi anni più tardi, nel secondo dopoguerra, prende piede un’altra innovazione decisiva: la macchina a leva. È in questa fase che si consolida l’espresso moderno. L’estrazione si accorcia ulteriormente, la pressione cambia il risultato in tazza, compare la crema. Il caffè non è più solo buono: è riconoscibile. Nasce uno standard sensoriale e visivo che diventerà identitario, soprattutto in Italia. L’espresso consolida il consumo fuori casa e lo rende ancora più rapido. È la bevanda perfetta per la città moderna.

Dall’Italia al mondo: America e Asia

Negli anni Settanta un imprenditore americano, Howard Schultz, arriva in Italia, osserva i bar, le macchine per espresso e il modo in cui il caffè viene vissuto come esperienza quotidiana e sociale. Tornato negli Stati Uniti, entra in Starbucks, contribuendo in modo decisivo a trasformarla

da piccola realtà locale nel marchio globale che conosciamo oggi. Non esporta semplicemente una bevanda: esporta un modello di consumo. Così il caffè conquista definitivamente anche il mercato statunitense, adattandosi però ai gusti locali, più orientati a bevande lunghe e personalizzabili. Diverso il discorso per l’Asia, dove il tè resta profondamente radicato. Qui il caffè non soppianta, ma affianca. La vera chiave di accesso sarà il porzionato: capsule e sistemi compatibili permettono al caffè di inserirsi in contesti culturali diversi, abbassando le barriere di preparazione e standardizzando il risultato.

Dal porzionato agli specialty

Negli ultimi decenni il caffè cambia ancora. Nascono e si diffondono le cialde e le capsule, che trasformano il caffè in un prodotto industriale ad altissima ripetibilità, capace di entrare nella grande distribuzione globale. Qui il packaging diventa parte integrante del sistema di consumo: non solo protegge il prodotto, ma ne determina modalità di utilizzo, qualità percepita e affidabilità nel tempo. Materiali plastici multistrato, soluzioni in alluminio, carte filtranti e nuove alternative compostabili rispondono a esigenze diverse di barriera, compatibilità macchina e sostenibilità ambientale. Parallelamente emerge una tendenza opposta e complementare: quella degli specialty coffee. Caffè quasi esclusivamente arabica, selezionati, tracciabili, più buoni, più costosi e prodotti in volumi ridotti. Il fatto che dichiarino origine e condizioni di coltivazione introduce un cambiamento profondo nella filiera: il caffè non è più solo “caffè”, ma diventa, per esempio, una monorigine etiope. In questo segmento anche il packaging assume un ruolo comunicativo e identitario, diventando veicolo di valori, informazioni e posizionamento. Oggi gli specialty rappresentano circa il 10% del mercato, ma la loro influenza culturale è molto più ampia.

Una bevanda che non smette di evolvere

Il percorso che abbiamo tracciato mostra come il caffè sia passato dall’essere una bevanda rituale a un vero e proprio sistema di consumo, sempre più complesso e stratificato, in cui filiera, tecnologia e formati hanno un peso determinante. Una lettura che riflette anche alcune delle riflessioni emerse durante il convegno “Le nuove frontiere del caffè”, svoltosi in occasione di SIGEP 2026 e promosso dalla Guida dei Caffè e delle Torrefazioni d’Italia, con gli interventi di Mauro Illiano e Andrej Godina. Come già accaduto per altri prodotti simbolo dell’agroalimentare, dal vino all’olio, anche il caffè sta progressivamente abbandonando una dimensione generica per assumere contorni sempre più definiti, fatti di origini, processi, stili e modalità di consumo differenti. In questo scenario il packaging non è più soltanto una soluzione tecnica, ma uno degli strumenti attraverso cui questa complessità viene resa possibile, leggibile e accessibile. Ed è proprio qui che si giocheranno molte delle trasformazioni future del settore.

Introducing Il Caffè di ItaliaImballaggio, our monthly wake-up call for keeping up with the coffee industry.

Here’s how to subscribe.

The coffee industry is one of the most dynamic and innovative sectors within the food industry. From green coffee sourcing and roasting to grinding, packaging, and the latest developments in automation, materials, and sustainability, the sector is constantly evolving through technological and market-driven change.

To meet the growing demand for specialist information, Il Caffè di ItaliaImballaggio has been launched: a new monthly newsletter dedicated to professionals across the coffee industry’s value chain.

Each issue will feature an in-depth article exploring key topics such as market trends, consumption patterns, raw material developments, technological innovation, sustainability, automation, and packaging, alongside a selection of news and updates from companies operating throughout the sector.

The newsletter is aimed at coffee roasters, production and quality managers, buyers, material suppliers, manufacturers of machinery and technologies for coffee processing and packaging, providing qualified insights into a fast-evolving industry.

All content will also be published and archived on the ItaliaImballaggio website, helping to build a permanent and easily accessible knowledge base for the sector.

With Il Caffè di ItaliaImballaggio, our platform further expands its technical and professional information offering, strengthening its presence in a strategic supply chain for both Made in Italy excellence and the packaging industry.

Here you can read the first long-form article. To receive all future articles and stay up to date with the latest developments, subscribe to the newsletter by clicking here. You’ll receive it in the morning, just like a good cup of coffee. And from time to time, you may also find a few surprises among the contents to help you start the week on the right note.

The coffee journey and the evolution of its consumption

How the supply chain, technology and packaging have transformed a global beverage.

A travelling beverage that takes root

Someone once said that coffee is the “drink of a hundred hands”. Perhaps not exactly a hundred, but certainly many hands – and many people –touch it, transform it and accompany it long before it appears, seemingly simple, in the cup we hold between our fingers. Coffee is a beverage with a long journey. A very long one.

A journey that begins even before it becomes a drink: with sowing, cultivation, harvesting, post-harvest processing and drying. Then comes transport – often intercontinental –roasting, grinding (when required) and finally packaging, which today takes highly diverse forms: bags, tins, pods, capsules.

Each step adds value, but also complexity. The supply chain is intricate and global. And it is precisely this complexity that makes coffee one of the most emblematic beverages of the modern world.

From physical transport to changing consumption patterns

Coffee’s journey is not only geographical but also historical and cultural. Tracing how its consumption has changed over time means observing how our habits have evolved. And when this transformation is examined on a global scale, the individual dimension gives way to a true economic and industrial phenomenon.

Today, the global coffee market is one of the most significant sectors of the agri-food industry. According to leading industry analyses, its total value reached around $270 billion in 2024, with forecasts indicating growth to nearly $370 billion by 2030, driven by rising international demand and the ongoing diversification of consumption formats.

In this scenario, packaging plays an increasingly central role. It is no longer a simple outer layer, but

a crucial element for preserving aroma, protecting quality, extending shelf life and ensuring consistency in the cup. Thanks to advancements in materials, barrier systems and formats – particularly singleserve – coffee has been able to transcend cultural and logistical boundaries, adapting to eras, places and consumption styles that differ profoundly.

Before it was coffee

Coffee was known and consumed in antiquity, though in a form very different from today’s. It was available only in the regions where the plant grew — the equatorial belt — and it was not drunk as an infusion of roasted seeds. Instead, people often used the fruit itself or rudimentary preparations that exploited the plant’s energising properties rather than its flavour. The coffee we drink today derives from the seed inside the fruit: this seed is dried, roasted and then extracted. In ancient times this step was not central, nor was the beverage appreciated for its sensory qualities. Coffee “worked” more than it pleased. The transition from energising substance to ritual and social beverage occurred much later, with the establishment of hot-water extraction. It is from this moment that coffee begins to resemble what we know today.

From Yemen to the Mediterranean: when coffee enters history

The first major coffee-producing country in history is Yemen. From here, coffee began to travel along Middle Eastern trade routes, eventually reaching Constantinople between the 15th and 16th centuries - a natural crossroads between East and West. This was a crucial turning point: coffee took root as a social beverage and met Europe in an urban and intellectual environment accustomed to meeting places and cultural exchange.

In Europe, coffee initially spread as an exotic curiosity, then as a trend. It arrived in Italy between the late 1600s and early 1700s, unsurprisingly via Venice - a commercial hub and bridge between worlds. Coffee quickly became fashionable but remained for a long time the domain of aristocratic and

bourgeois circles. Preparation was slow, often involving pan infusion. Consumption was almost exclusively outside the home. Cafés emerged in cities such as Naples, Turin and Milan - places not only to drink but to converse, read, debate politics and forge relationships. Coffee became a social phenomenon long before it became a domestic one.

Why coffee triumphed (even over beer)

One often underestimated but crucial factor explains why coffee spread so rapidly across Europe. For centuries one of the most widespread beverages had been beer - even in contexts where it seems unusual today. The reason was simple: water was not always safe. Fermentation made beer more “sterile” and therefore more reliable from a sanitary standpoint.

Coffee – boiled and infused – enjoyed the same advantage. It was a safe beverage, as well as a stimulating one. Wherever it arrived, it easily integrated into daily life, often replacing traditional drinks. This occurred in Europe, and later in the United States. Less so in Asia, where tea remained strongly rooted and where coffee struggled to become dominant.

From moka to Espresso: coffee speeds up

For centuries, coffee remained a “slow” and public beverage. The first true turning point came in 1933, with Alfonso Bialetti’s invention of the moka pot. The moka brought coffee into the home, but above all it changed its timing: no more waiting, long infusions or complex rituals. Coffee became quick and everyday.

A few years later, in the post-war period, another decisive innovation emerged: the lever machine. This was when modern espresso took shape. Extraction times shortened further, pressure changed the sensory result and crema appeared. Coffee was no longer simply good: it was recognisable. A sensory and visual standard was born, becoming especially iconic in Italy. Espresso strengthened out-of-home consumption and made it even faster. It became the perfect beverage for the modern city.

From Italy to the world: America and Asia

In the 1970s, American entrepreneur Howard Schultz visited Italy, observed its bars, espresso machines and the way coffee was experienced as a daily social ritual. Returning to the US, he joined Starbucks and helped transform it from a small local retailer into the global brand we know today. He did not simply export a beverage - he exported a consumption model. Thus, coffee gained a firm foothold in the US market, though adapted to local tastes favouring longer, customisable drinks.

Asia followed a different path: tea remained deeply rooted. Here, coffee did not replace but accompanied. The true driver of adoption was single-serve. Capsules and compatible systems enabled coffee to enter diverse cultural contexts by lowering preparation barriers and standardising results.

From Single-Serve to Specialty Coffee

In recent decades, coffee has evolved once again. Pods and capsules became widespread, transforming

coffee into a highly standardised industrial product that entered global mass distribution. Packaging here became an integral part of the consumption system: it not only protected the product, but also determined usage, perceived quality and long-term reliability.

Multilayer plastics, aluminium solutions, filter papers and new compostable alternatives address different needs for barrier protection, machine compatibility and environmental sustainability. At the same time an opposite yet complementary trend emerged: that of specialty coffee. Almost exclusively arabica, carefully selected, traceable, higher quality, more expensive and produced in smaller volumes. Their emphasis on origin and cultivation methods introduced a profound shift in the supply chain: coffee was no longer just “coffee”, but, for example, a single-origin Ethiopian. In this segment, packaging also takes on a communicative and identity-based role, becoming a vehicle for values, information and market positioning. Today specialty coffees account for around 10% of the market, though their cultural

influence is far greater. A beverage that never stops evolving

This journey shows how coffee has moved from being a ritual beverage to a complex and layered consumption system in which supply chain, technology and formats play a decisive role. This perspective reflects the discussions that emerged at the conference “Le nuove frontiere del caffè”, held during SIGEP 2026 and promoted by the Guida dei Caffè e delle Torrefazioni d’Italia, with contributions from Mauro Illiano and Andrej Godina.

As has happened with other emblematic agri-food products –from wine to olive oil – coffee is progressively abandoning a generic dimension to acquire increasingly defined contours, made of origins, processes, styles and diverse consumption patterns.

In this scenario, packaging is no longer merely a technical solution, but one of the key tools through which this complexity becomes possible, readable and accessible. And it is precisely here that many of the sector’s future transformations will unfold.

La nostra storia continua a crescere dal 1965.

Perché le storie più belle crescono nel tempo.

È o non è imballaggio?

O, almeno, è imballaggio secondo il PPWR?

Il Regolamento 2025/40 parla chiaro; è da applicarsi a tutti gli imballaggi e a tutti i rifiuti da imballaggio. Poco importa il materiale costituente o il contesto d’uso, i focus cardine sono evidenti ed inequivocabili

Se il perimetro di applicazione è ben delineato, altrettanto non si può dire di cosa si debba intendere come “imballaggio”. Per quanto la definizione data dal Regolamento sia piuttosto corposa (oltre le quindici righe di testo), spesso ci si interroga, parafrasando il monologo di Amleto nell’opera di Shakespeare se “è o non è imballaggio”. Utilizzando a supporto il testo del Regolamento, il Documento Frequently Asked Questions on Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), pubblicato a marzo dalla Commissione Europea (e che denomineremo in breve FAQ Document) e il Documento di orientamento per il regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio pubblicato a giugno 2026 (che per semplicità denomineremo solo Guidance Document), si cercherà di dare degli spunti di riflessione, forse non esaustivi ma sicuramente utili per entrare maggiormente nel dettaglio di questo Regolamento che, palesemente, sta rivoluzionando il mondo degli imballaggi. Per dare fin da subito un’idea sulla complessità del tema possiamo sfruttare un esempio del Guidance Document. Immaginiamoci in un supermercato, stiamo organizzando un momento domestico conviviale e infiliamo nel carrello una confezione di piccoli bicchieri da bevanda. Prima di uscire dal punto vendita, come piccolo momento di relax, decidiamo di concederci un caffè e notiamo che questo è distribuito esattamente con gli stessi bicchieri che abbiamo acquistato. Quei bicchieri sono imballaggio?

Strano a dirsi, ma il bicchiere, quando venduto vuoto al consumatore per il suo uso privato non è considerato imballaggio. Tuttavia, se il supermercato riempie con un prodotto tali bicchieri presso una “refill station”, questi bicchieri costituiscono un imballaggio, più precisamente un imballaggio “per il servizio”.

Un altro esempio estremamente significativo di come manufatti equivalenti possano essere o meno imballaggi è dato dai macinapepe (in questo caso l’esempio è proprio riportato nel testo del Regolamento PPWR).

Continuiamo a fare la spesa, perché non insaporire le pietanze con qual-

che spezia? Fissiamo lo scaffale e non sappiamo se prendere un comodo macinino meccanico già riempito e pronto all’uso o se acquistare separatamente spezia e macinino. La scelta finale sarà legata ai gusti estetici o alla facilità d’uso, ma se ci lasciassimo guidare dalle definizioni del PPWR?

Nell’allegato I del PPWR si riportano elenchi indicativi di manufatti e troviamo: macinini meccanici (integrati in recipienti ricaricabili, per esempio un macinapepe ricaricabile), catalogato come “articoli che non sono imballaggio”, Rif. punto A.2; macinini meccanici (integrati in recipienti non ricaricabili, riempiti con un prodotto, per esempio un macinapepe contenente pepe), catalogato come “articoli che sono imballaggio”, Rif. punto B.1.

Perché questa distinzione?

Dobbiamo prendere le esatte definizioni date dal Regolamento e quindi, ad esempio, un sistema venduto vuoto e che verrà caricato (e ricaricato) può propriamente definirsi “articolo necessario per contenere, sostenere o conservare il prodotto per tutto il suo ciclo di vita senza esserne una parte integrante e destinato ad essere utilizzato, consumato o smaltito insieme al prodotto stesso”? No, ai sensi del Regolamento tale definizione non risulta applicabile.

Se invece il sistema è già riempito e non può essere ricaricato? Allora il sistema è destinato ad assolvere alla sua funzione limitatamente al ciclo di vita del prodotto, e quindi il manufatto è imballaggio.

Attenzione, in questi esempi abbiamo riflettuto sempre in funzione del bene di nostro interesse, quindi del bicchiere o del macinino. Ma questi con cosa sono protetti? Sono contenuti in una confezione? Hanno una etichetta adesiva fissata direttamente o apposta sul prodotto? Hanno un involucro che preserva la sterilità?

E prima di arrivare nel carrello? Non dobbiamo dimenticare che la logistica ha fortemente usufruito di imballaggi; anche nella fase di produzione i componenti e le materie prime sono state veicolate e protette da scatole, sacchi, bancali, film estensibili, fascette e chissà cos’altro. Ed è proprio per questo che le stime legate all’utilizzo di imballaggi e alla produzione di rifiuti da imballaggio sono così impattanti.

Come visto, un forte peso viene dato a chi è il destinatario del prodotto confezionato. Ma come possono i produttori sapere se questo verrà messo a disposizione dell’utente finale o verrà ulteriormente immesso sul mercato? E quindi, tornando con un pizzico di estremizzazione al primo esempio, come può il fabbricante del bicchiere (ma anche l’importatore o il distributore) sapere per certo se questo verrà usato solo nell’ambito domestico o se potrà essere usato per servirci un caffè?

La domanda non è fatta a caso in quanto presente nel FAQ Document, e la risposta – anzi, la sua traduzione in italiano - fornita dalla Commissione Europea è la seguente: “un prodotto si considera immesso sul mercato quando viene fornito per la distribuzione, il consumo o l’utilizzo nell’ambito di un’attività commerciale. Un utente finale, sia esso un consumatore o un utente finale professionale, è una persona fisica o giuridica a cui un prodotto viene messo a disposizione e che non lo immette ulteriormente sul mercato nella forma in cui è stato fornito.

Il fattore determinante non è quindi lo status giuridico del destinatario, bensì le modalità di utilizzo del prodotto. Un utente finale professionale è considerato tale quando utilizza il prodotto nelle proprie attività o processi produttivi e non lo rivende o lo rimette in altro modo sul mercato nella stessa forma.

Un produttore di un prodotto confezionato dovrebbe essere in grado di determinare, in base alla natura dell’imballaggio e ai canali di commercializzazione e distribuzione scelti, se il destinatario previsto è un utente finale (consumatore o professionista) o un acquirente commerciale che rivenderà il prodotto confezionato in un altro Stato membro. Occorre precisare che le aziende di logistica che ricevono merci imballate, come ad esempio prodotti importati da paesi terzi, ed eseguono attività di movimentazione (ad esempio, disimballaggio, re-imballaggio o

Is it or is it not packaging? Or, at least, is it packaging under the PPWR?

Regulation (EU) 2025/40 is unequivocal: it applies to all packaging and all packaging waste. The material used or the context in which it is employed is of little relevance; the key points of focus are clear and unmistakable

While the scope of application is well defined, the same cannot be said for what should actually be considered “packaging”. Although the definition provided by the Regulation is fairly extensive, spanning more than fifteen lines of text, one is often tempted to paraphrase Hamlet’s famous dilemma and ask: “to be or not to be packaging?”

Drawing on the text of the Regulation, the document Frequently Asked Questions on Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR) published by the European Commission in March (hereafter referred to as the FAQ Document), and the Guidance Document for Regulation (EU) 2025/40 on Packaging and Packaging Waste published in June 2026 (hereafter referred to as the Guidance Document), this article aims to provide some food for thought. While not exhaustive, these considerations may help readers gain a deeper understanding of a Regulation that is clearly reshaping the packaging industry.

To immediately illustrate the complexity of the issue, let us consider an example taken from the Guidance Document.

Imagine we are shopping at a supermarket while planning a social

gathering at home. We place a pack of small drinking cups in our trolley. Before leaving the store, we decide to enjoy a coffee and notice that it is served in cups exactly like the ones we have just purchased. Are those cups packaging?

Strange as it may seem, when sold empty to consumers for their private use, those cups are not considered packaging. However, if the supermarket fills them with a product at a refill station, they do constitute packaging, more specifically service packaging. Another highly significant example of how equivalent products may or may not be considered packaging is provided by pepper mills. This example is explicitly included in the text of the PPWR itself.

Let us continue with our shopping. Why not add some flavour to our meals with a few spices? Standing in front of the shelf, we hesitate between purchasing a pre-filled mechanical grinder ready for use or buying the spice and the grinder separately. Our final choice may depend on aesthetics or convenience, but what if we were guided by the PPWR definitions?

Annex I of the PPWR contains indicative lists of items and includes the following examples: mechanical grinders integrated into refillable containers (e.g. a refillable pepper mill), classified as items that are not packaging (Reference A.2); mechanical grinders integrated into non-refillable containers filled with a product (e.g. a pepper mill containing pepper), classified as items that are packaging (Reference B.1).

Why this distinction?

We must refer to the exact definitions set out in the Regulation. A system sold empty and intended to be filled and refilled can hardly be described as an “item required to contain, support or preserve a product throughout its lifetime without forming an integral part of that product and intended to be used,

suddivisione dei prodotti in quantità minori) non sono considerate utenti finali.

Sulla base della risposta e ragionando sugli oneri e sulle responsabilità del produttore dei bicchieri, forse il peso della valutazione dovrebbe spostarsi da “come può il produttore dei bicchieri capire che vi sarà un uso professionale?” a “come può il produttore escludere un uso professionale?”.

Forse questo lascia ancora molti punti aperti e dubbi sul come interpretare e adempiere al PPWR, ma non ci troviamo di fronte ad un Regolamento che rimarrà statico ed immutato nel tempo; numerosi sono gli atti delegati e di esecuzione che dovranno essere pubblicati ad integrazione e definizione di quanto ad oggi disponibile. Il punto fermo è che la via è ormai tracciata.

consumed or disposed of together with it”. Consequently, this definition does not apply under the Regulation. What if the system is already filled and cannot be refilled? In that case, it is designed to perform its function only for the lifespan of the product it contains. Therefore, the item is considered packaging.

It is important to note that in these examples our reasoning has focused exclusively on the item of interest, namely the cup or the grinder. But what protects these items? Are they contained in a pack? Do they feature an adhesive label attached directly to the product? Are they wrapped in a material designed to preserve sterility?

And before they even reached our shopping trolley? We must not forget that logistics relies heavily on packaging. Components and raw materials are transported and protected by boxes, sacks, pallets, stretch films, straps and countless other solutions. This is precisely why estimates concerning packaging use and packaging waste generation are so significant.

As we have seen, considerable importance is attached to identifying the intended recipient of the packaged product. But how can manufacturers know whether a product will be supplied to an end user or placed further on the market? Returning, with a slight degree of exaggeration, to our first example, how can the manufacturer of the cups (or the importer or distributor) know with certainty whether they will be used solely in a domestic context or whether they might ultimately be used to serve a cup of coffee?

This question is not incidental, as it appears in the FAQ Document. The following is the European Commission’s response: “a product is considered to be made available on the market when it is supplied for distribution, consumption or use in the course of a commercial activity. An end

user, whether a consumer or a professional end user, is a natural or legal person to whom a product is made available and who does not further make that product available on the market in the form in which it was supplied.

The determining factor is therefore not the legal status of the recipient but the way in which the product is used. A professional end user is considered as such when it uses the product in its own activities or production processes and does not resell it or otherwise place it on the market again in the same form.

A manufacturer of a packaged product should be able to determine, on the basis of the nature of the packaging and the marketing and distribution channels chosen, whether the intended recipient is an end user (consumer or professional) or a commercial buyer who will resell the packaged product in another Member State. It should be noted that logistics companies receiving packaged goods, such as products imported from third countries, and carrying out handling operations (for example unpacking, repackaging or splitting products into smaller quantities), are not considered end users”. Based on this answer, and considering the obligations and responsibilities of the cup manufacturer, perhaps the focus of the assessment should shift from “How can the manufacturer determine that there will be a professional use?” to “How can the manufacturer exclude a professional use?”

This may still leave many open questions regarding the interpretation and implementation of the PPWR. However, this Regulation is not intended to remain static over time. Numerous delegated and implementing acts will be published to supplement and further define the provisions currently available. One thing, however, is certain: the direction has now been clearly set.

Chi dovrà farsene carico? In prima battuta il soggetto responsabile dell’immissione sul mercato dell’imballaggio finito o del prodotto imballato

Dichiarazione di conformità degli imballaggi obbligatoria dal 12 agosto

Conai pronto a supportare gli operatori economici della filiera

Ormai ci siamo: dal 12 agosto 2026 la dichiarazione di conformità degli imballaggi secondo il Regolamento UE 2025/40 - conosciuto dai più come PPWR, Packaging and Packaging Waste Regulation - diventerà un obbligo. Si tratta del documento che attesta formalmente la conformità dell’imballaggio alle prescrizioni di sostenibilità previste dal già citato Regolamento. Chi dovrà farsene carico? In prima battuta il fabbricante, ossia il soggetto responsabile dell’immissione sul mercato dell’imballaggio finito o del prodotto imballato. Ma anche i fornitori di imballaggi o di materiali da imballaggio e gli importatori sono coinvolti, in un’ottica di stretta collaborazione di filiera. Vediamo più nel dettaglio, grazie a CONAI, in cosa consiste quest’obbligo. Intanto la data e le figure coinvolte. Come anticipato, si parte il 12 agosto 2026. Il fabbricante (per maggiori informazioni sul fabbricante si rimanda al punto 2 del documento di chiarimento della commissione disponibile a questo QR code) prima di immettere sul mercato gli imballaggi, deve effettuare la procedura di valutazione della conformità ai sensi dell’art. 38 e dell’Allegato VII del PPWR. Nella fase iniziale, i tre principali requisiti da rispettare e da dimostrare all’interno della dichiarazione saranno, per tutti gli imballaggi, il rispetto dei limiti della presenza di metalli pesanti (già in vigore); per gli imballaggi a diretto contatto con gli alimenti, il rispetto dei limiti sui PFAS; per gli imballaggi riutilizzabili, l’indicazione che la progettazione sia stata pensata per il riutilizzo.

I fornitori di imballaggi o di materiali di imballaggio (vedi definizione all’art. 3, punto 1, par. 16 –PPWR) sono tenuti, dal canto loro, a fornire al fabbricante tutte le informazioni e la documentazione necessarie per consentirgli di dimostrare la conformità dell’imballaggio e dei materiali di imballaggio, compresa la documentazione tecnica prevista dall’Allegato VII.

L’importatore (vedi definizione all’art. 3, punto 1, par. 17 – PPWR), prima di immettere sul mercato gli imballaggi, assicura invece che il fabbricante abbia eseguito la procedura di valutazione della conformità e che abbia redatto la documentazione tecnica.

Si evince, quindi, che nella catena di approvvigionamento esiste sempre un solo fabbricante, il quale è il soggetto tenuto a redigere la dichiarazione di conformità UE. Gli altri operatori economici coinvolti sono chiamati a fornire al fabbricante tutte le informazioni necessarie alla redazione della documentazione tecnica e della dichiarazione di conformità, nell’ottica di una stretta collaborazione di filiera. Altro punto importante riguarda la conservazione dei documenti: la dichiarazione di conformità UE e la documentazione tecnica a supporto va conservata, per gli imballaggi monouso, per 5 anni dalla data di immissione sul mercato; per gli imballaggi riutilizzabili per 10 anni.

La dichiarazione di conformità – evidenzia CONAI – deve essere supportata da un insieme strutturato di informazioni, dati e prove documentali contenuti nella documentazione tecnica. Quest’ultima costituisce infatti la base oggettiva sulla quale si fondano le attestazioni riportate nella Dichiarazione. Per questo motivo, la dichiarazione di conformità e la documentazione tecnica devono essere considerate come parti di un unico sistema documentale: la prima sintetizza le conclusioni di conformità, mentre la seconda ne fornisce le evidenze a supporto. Il regolamento spinge, quindi, le aziende a rafforzare il dialogo con la propria supply chain per la raccolta delle informazioni necessarie, in un processo strutturato e continuo. In questo contesto – osserva CONAI – risulta essenziale adottare un approccio prudenziale, basato su evidenze documentali solide e su un percorso di miglioramento progressivo in vista delle scadenze successive al 12 agosto 2026.

È importante sottolineare, infatti, che il contenuto della dichiarazione non è statico, ma evolve nel tempo: il regolamento introduce un sistema “progressivo”, ovvero alcune prescrizioni sono immediatamente applicabili a partire dal 12 agosto 2026 mentre altre entreranno in vigore successivamente. Ne consegue che la dichiarazione di conformità viene concepita come un documento dinamico, suscettibile di aggiornamenti e integrazioni in funzione dell’evoluzione del quadro normativo.

Il supporto di CONAI per le imprese

Per accompagnare le imprese nella comprensione dei nuovi obblighi documentali relativi alla dichiarazione di conformità, CONAI ha predisposto una nuova nota informativa che offre i dettagli operativi sulla dichiarazione di conformità e illustra le informazioni da inserire, le responsabilità previste dal Regolamento e le principali scadenze da tenere in considerazione.

L’obiettivo è fornire alle imprese uno strumento pratico per comprendere i nuovi adempimenti, favorire una corretta organizzazione dei flussi informativi lungo la filiera e supportare la preparazione alla piena applicazione delle nuove disposizioni.

Scansiona il Qr coode per consultare la nota informativa CONAI sulla Dichiarazione di Conformità e sulla documentazione tecnica previste dal PPWR

Scansiona il Qr coode visionare il video dedicato alla Dichiarazione di conformità

Directive on greenwashing and misleading commercial practices: new rules in force from September

Declaration of conformity for packaging mandatory from

12 August

CONAI ready to support economic operators across the supply chain

The new provisions aim to make voluntary environmental claims clearer and more reliable, with CONAI at the forefront in supporting businesses.

The key date to note is 27 September 2026, when the provisions of the new legislation on voluntary environmental communication will come into effect in Italy.

The legislation in question is Directive (EU) 2024/825, which has two main objectives: to strengthen consumer protection by combating greenwashing and to establish more transparent criteria for environmental claims, ensuring they are clear to consumers.

The countdown is on: from 12 August 2026, the Declaration of Conformity for packaging under Regulation (EU) 2025/40, better known as the Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), will become mandatory. This document formally certifies that packaging complies with the sustainability requirements set out in the Regulation. Who is responsible for it? Primarily the manufacturer, namely the party responsible for placing the finished packaging or packaged product on the market. However, packaging suppliers, packaging material suppliers and importers are also involved, within a framework of close supply-chain collaboration. Let us take a closer look, with the support of CONAI, at what this obligation entails.

of 20 February 2026 - QR CODE). For further information, users can submit enquiries via the “Contact Us” form on the CONAI website by selecting “packaging labelling”. CONAI encourages all companies to review the new legislation and assess its implications, particularly in relation to the environmental communications used to present products or packaging - from label information and website content through to all voluntary environmental claims used in commercial communications.

On 9 March, the implementing decree (Legislative Decree No. 30 of 20 February 2026) was published in the Gazzetta Ufficiale, formally introducing the new European provisions on voluntary environmental communications and claims into Italian law.

First of all, the key date and the parties involved. As mentioned, the new requirements will apply from 12 August 2026.

According to CONAI, for the purpose of drafting the Declaration of Conformity, the manufacturer, before placing packaging on the market, must carry out the conformity assessment procedure in accordance with Article 38 and Annex VII of the PPWR.

In the initial phase, the three main requirements that must be met and demonstrated within the Declaration will be: compliance with the limits on the presence of heavy metals (already in force) for all packaging; compliance with PFAS limits for food-contact packaging; confirmation, for reusable packaging, that the packaging has been designed for reuse.

What are the key points of the new Legislative Decree? Let’s take a closer look. First, generic environmental claims are no longer permitted. Self-declared sustainability labels are also prohibited; the only labels allowed are Type I ecolabels in accordance with EN ISO 14024. It is now prohibited to omit information about features that limit a product’s durability, as well as to prompt unnecessary software updates. Explicit claims regarding CO2 emissions are also prohibited, except under specific conditions, as are environmental claims referring to requirements already mandated by EU law. Another important point is that environmental claims may not be exaggerated: claims must be substantiated, specific and evidencebased. Traders are also required to provide clear information, prior to purchase, on the availability of spare parts and repair and maintenance instructions.

Evidence and verifiable data are now required

Packaging suppliers or packaging material suppliers (see definition in Article 3(1)(16) of the PPWR), for their part, are required to provide the manufacturer with all the information and documentation necessary to enable the demonstration of compliance of both the packaging and the packaging materials, including the technical documentation referred to in Annex VII.

The importer (see definition in Article 3(1)(17) of the PPWR), before placing packaging on the market, must ensure that the manufacturer has carried out the conformity assessment procedure and has prepared the technical documentation.

As ever, CONAI is ready to assist businesses in understanding the new provisions governing voluntary environmental declarations. The Consortium will update its Green Claims - Environmental Labelling of Packaging guidelines (GENERATE QR CODE) to incorporate the content of the legislative decree, which already serves as a useful reference document (available here: Legislative Decree No. 30

It therefore follows that there is always only one manufacturer within the supply chain, and this is the party required to draw up the EU

As CONAI points out, the aim of the legislation is not to restrict environmental communication, but to improve its transparency and reliability. Companies may continue to highlight their products’ environmental credentials, provided that every claim is supported by verifiable evidence and data.

The AGCM will oversee compliance

Declaration of Conformity. The other economic operators involved are required to provide the manufacturer with all information necessary for the preparation of the technical documentation and the Declaration of Conformity, within the framework of close supply-chain collaboration. Another important aspect concerns document retention. The EU Declaration of Conformity and the related technical documentation must be retained: for 5 years from the date of placing singleuse packaging on the market; for 10 years from the date of placing reusable packaging on the market. As highlighted by CONAI, the Declaration of Conformity must be supported by a structured set of information, data and documentary evidence contained within the technical documentation. The latter constitutes the objective basis upon which the statements included in the Declaration are founded. For this reason, the Declaration of Conformity and the technical documentation should be regarded as parts of a single documentation system: the former summarizes the conclusions regarding compliance, while the latter provides the supporting evidence.

A closer reading of the legislative text shows that Directive (EU) 2024/825 has been transposed into Italian law, through Legislative Decree 30/2026, largely verbatim. The few differences identified concern minor lexical variations - for example, the use of “sustainability label” rather than “mark”, a choice that aligns the Italian version more closely with the original English text of the Directive. The new provisions introduce key definitions, requirements and prohibitions already set out in Directive 825, now implemented through amendments to the Consumer Code (Legislative Decree 206/2005). In Italy, responsibility for monitoring unfair commercial practices lies with the AGCM (Italian Competition and Market Authority), which may act under its own initiative or in response to complaints, with the power to issue injunctions and impose penalties.

The Regulation therefore encourages companies to strengthen dialogue with their supply chains in order to gather the necessary information through a structured and continuous process. In this context, CONAI notes that it is essential to adopt a prudent approach, based on solid documentary evidence and on a path of progressive improvement in preparation for the requirements that will apply after 12 August 2026. It is important to emphasize that the content of the Declaration is not static but evolves over time.

The Regulation introduces a “progressive” system, whereby certain requirements will apply from 12 August 2026, while others will enter into force at a later stage. As a result, the Declaration of Conformity is conceived as a dynamic document, subject to updates and additions as the regulatory framework evolves.

CONAI support for businesses

To assist companies in understanding the new documentary obligations relating to the Declaration of Conformity, CONAI has prepared a new information note providing operational details on the Declaration, explaining the information to be included, the responsibilities established by the Regulation and the main deadlines to be taken into account.

The aim is to provide companies with a practical tool to understand the new requirements, facilitate the proper organization of information flows along the supply chain and support preparation for the full implementation of the new provisions.

CONAI

L’ARTE DELL’ECODESIGN

Rassegna dedicata ai progetti premiati da CONAI nell’ambito del Bando Ecopack: sostenibilità e innovazione riscrivono la storia

Imballaggio in cartone ondulato

DS Smith Packaging Italia S.p.A.

L’azienda DS Smith Packaging Italia S.p.A. ha riprogettato un imballaggio in cartone ondulato destinato al confezionamento di gelati, ottimizzandone il design per migliorarne l’efficienza produttiva e logistica.

L’intervento ha portato a una riduzione del peso della scatola del 7%, una diminuzione degli scarti dell’82% e un abbattimento del 33% dei consumi energetici e idrici nel processo produttivo. Grazie al nuovo layout, ogni pallet può contenere il doppio delle scatole rispetto alla soluzione precedente.

Leve di prevenzione Ottimizzazione logistica Ottimizzazione dei processi produttivi

DS Smith Packaging Italia S.p.A. redesigned a corrugated cardboard packaging solution for ice cream products, optimizing its structure to enhance production and logistics efficiency. The new design reduced box weight by 7%, cut waste by 82%, and lowered energy and water consumption in production by 33%. In addition, pallet efficiency doubled compared to the previous solution.

Prevention levers

Logistics optimization | Production process optimization

Barattolo in banda stagnata con manico

Giorgio Fanti S.p.A.

Giorgio Fanti SpA è intervenuta in uno dei suoi barattoli in banda stagnata destinati all’industria chimica, riducendone lo spessore del 5% a parità di funzione svolta.

Leve di prevenzione Risparmio di materia prima Risparmio di materia prima vergine

Giorgio Fanti S.p.A. redesigned one of its tinplate cans intended for the chemical industry, reducing its thickness by 5% while maintaining the same functionality and performance.

Prevention levers

Raw material savings Virgin raw material savings

Fonte: Eco Tool CONAI
Campo di applicazione: 1 unità
Fonte: Eco Tool CONAI
Campo di applicazione: 2,5 litri

Prosegue la rassegna dedicata ai casi più interessanti premiati dal Bando per l’ecodesign di CONAI, un’iniziativa che valorizza le soluzioni di packaging capaci di ridurre concretamente l’impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita. I progetti selezionati dimostrano come interventi su materiali, design e logistica possano generare benefici misurabili in termini di risparmio di risorse, efficienza e riciclabilità.

Casse ripiegabili e riciclabili

Cisalfa Sport S.p.A.

Cisalfa Sport S.p.A. ha trasformato il sistema distributivo sostituendo le tradizionali scatole in cartone ondulato con casse riutilizzabili in PP.

Il progetto, esteso al magazzino centrale e a 165 punti vendita, consente di movimentare accessori, abbigliamento e calzature con una significativa riduzione degli impatti lungo il ciclo di vita.

Leve di prevenzione

Riutilizzo

Cisalfa Sport S.p.A. replaced traditional corrugated cardboard boxes with reusable PP crates across its distribution system, involving a central warehouse and 165 stores.

The initiative improves the handling of accessories, clothing and footwear while significantly reducing environmental impact through reuse over time.

Prevention levers

Reuse

The art of ecodesign

A showcase dedicated to projects awarded by CONAI in its Ecopack: sustainability and innovation reshaping the industry

The overview of winning projects from CONAI’s Ecodesign Call continues, highlighting packaging solutions capable of delivering tangible environmental benefits across their life cycle. These cases demonstrate how improvements in materials, design and logistics can significantly reduce resource use and environmental impact.

Presa SICURY 250 V~

Vimar S.p.A.

Vimar S.p.A. è intervenuta sull’intero sistema di imballaggio della presa SICURY, comprendente astuccio primario, contenitori multipli e scatole di spedizione. La riduzione del foglio istruzioni ha consentito di ridimensionare l’astuccio, con una diminuzione del peso del 25%.

Inoltre, l’ottimizzazione delle scatole ha aumentato il numero di strati per pallet, migliorando la logistica e incrementando del 44% la capacità di trasporto dei prodotti.

Leve di prevenzione

Risparmio di materia prima | Ottimizzazione logistica | Semplificazione del sistema di imballo | Risparmio di materia prima vergine

Vimar S.p.A. redesigned the entire packaging system of its SICURY socket, including primary packaging and shipping boxes. By reducing the instruction leaflet, the primary pack size was optimized, achieving a 25% weight reduction. Shipping boxes were also redesigned, increasing pallet layers and improving logistics efficiency, with a 44% increase in transport capacity.

Prevention levers

Raw material savings | Logistics optimization | Packaging system simplification Virgin material savings

Fonte: Eco Tool CONAI
di applicazione: 128 litri Fonte: Eco Tool CONAI Campo di applicazione: 1 unità

mail: contact@zambelli.it

phone: +39 051 6661782

webiste: www.zambellipackaging.com

Dalla ricerca allo scaffale

Vetrina di soluzioni di imballaggio per comunicare, proteggere e distribuire i prodotti di uso comune, con un’interazione sempre più marcata col consumatore

Powered by Best Packaging

Il packaging cambia colore e diventa un gioco PepsiCo punta sul packaging interattivo con una serie limitata di lattine termocromatiche dedicate ai tifosi di calcio. Realizzate con inchiostri termosensibili, le confezioni iniziano a reagire a 12°C e assumono una colorazione blu intensa quando la bevanda raggiunge gli 8°C, temperatura indicata dall’azienda come ideale per il consumo. Su 86 milioni di lattine a tema calcio immesse sul mercato, 150.000 saranno versioni speciali “Perfect Chilled”. Il cambiamento di colore non svolge soltanto una funzione informativa, ma trasforma la confezione in uno strumento di coinvolgimento del consumatore: chi trova una delle lattine speciali può infatti accedere a concorsi e premi esclusivi. L’iniziativa conferma il crescente utilizzo di tecnologie smart e inchiostri funzionali nel packaging beverage, dove la confezione non si limita più a proteggere e comunicare il prodotto, ma diventa parte integrante dell’esperienza di consumo.

Quando la geometria fa la differenza

Un imballaggio che non si limita a contenere il prodotto, ma ne richiama direttamente la forma naturale. È questa l’idea alla base di SUNSET® Tomato Branch™, la confezione sviluppata da Mastronardi Produce per i pomodori a grappolo coltivati in serra, che si è aggiudicata il CPMA Packaging Innovation Award 2026. La particolarità del progetto risiede nel formato triangolare, studiato per riprodurre la struttura ramificata del grappolo di pomodori. Realizzata con materiali completamente riciclabili e caratterizzata da una forte presenza visiva a scaffale, la confezione combina sostenibilità e valorizzazione del prodotto, trasformando il packaging in un elemento di comunicazione.

Ora la carta si lava e si riusa

La collezione in carta lavabile sviluppata da Kartos conquista per versatilità, resistenza ed estetica contemporanea. Leggera come carta, pratica come tessuto, perfetta per creare packaging e accessori dal carattere distintivo. La gamma è stata progettata unendo funzionalità ed estetica. Si tratta di soluzioni riutilizzabili, caratterizzate da un forte impatto materico e visivo che le rende particolarmente adatte al packaging premium, al gifting e al retail. La loro versatilità consente inoltre un’elevata personalizzazione, adattandosi alle specifiche esigenze di ogni progetto. Il risultato è una proposta pensata per chi è alla ricerca di soluzioni sostenibili, originali e capaci di distinguersi sul mercato.

From Research to Shelf

A showcase of packaging solutions designed to protect, preserve and communicate everyday products while enhancing the consumer experience.

Powered by Best Packaging

Packaging changes colour and becomes a game

PepsiCo is focusing on interactive packaging with a limited-edition series of thermochromic cans dedicated to football fans. Thanks to the use of temperaturesensitive ink, the cans begin to change colour at 12°C and turn a vibrant blue when cooled to the optimal drinking temperature of 8°C. Of the 86 million football-themed cans hitting shelves, 150,000 will be special “Perfect Chilled” variants. The colour change not only has an informative purpose but also turns the packaging into a powerful tool for consumer engagement: anyone who finds one of the special cans can gain access to exclusive contests and prizes. The initiative reflects the growing use of smart technologies and functional inks in beverage packaging, where the container is no longer limited to protecting and communicating the product but becomes an integral part of the consumer experience.

When geometry makes the difference Mastronardi Produce has earned the 2026 CPMA Packaging Innovation Award for SUNSET® Tomato Branch™, a packaging design for greenhouse-grown, on-the-vine micro-grape tomatoes that directly mirrors the product’s natural shape. The distinctive feature of the packaging lies in its triangular format, designed to mimic the natural branching structure of tomatoes on the vine. Made from fully recyclable materials and with strong shelf appeal, the packaging combines sustainability and product enhancement while serving as a powerful branding and communication tool.

Kartos launches washable and reusable paper collection

The washable paper collection developed by Kartos stands out for its versatility, durability and contemporary aesthetic. Combining the lightness of paper with the durability and practicality of fabric, the collection is designed to balance functionality with visual appeal and is ideal for creating highly distinctive packaging and accessories. With their striking tactile and visual qualities, these highly customisable, reusable solutions are particularly suitable for premium packaging, retail and gifting applications. Their versatility also allows for a high degree of customisation, adapting to the specific requirements of any project. The result is a sustainable and distinctive solution for brands seeking to

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Interpack says goodbye to weekends: in 2029 it will run in June from Sunday to Friday

Director Dohse: “From AI to the PPWR, another edition not to be missed”

Interpack 2026, the benchmark trade fair for processing and packaging technologies, closed just a few weeks ago. It was certainly a significant edition, also because it was the last one with the traditional seven-day format: from 2029, in fact, the event will run for six days, from Sunday 10 to Friday 15 June, thereby excluding Saturday from its calendar. According to Messe Düsseldorf, this decision was the result of extensive discussion. The idea behind the new format, the organisers explain, is simple: to

Interpack, addio weekend

Nel 2029 sarà a giugno

da domenica a venerdì

Il

direttore Dohse: “Dall’AI al PPWR, un’altra edizione da non perdere”

Interpack 2026, fiera punto di riferimento per le tecnologie per il processing e il packaging, si è chiusa poche settimane fa. È stata un’edizione sicuramente significativa, anche perché è stata l’ultima ‘formato Maratona’: dal 2029, infatti, l’evento durerà sei giorni, da domenica 10 a venerdì 15 giugno, escludendo quindi il sabato dal suo calendario. Si tratta di una scelta, spiega Messe Düsseldorf, maturata attraverso un ampio confronto. L’idea alla base del nuovo format – continuano gli organizzatori – è semplice: concentrare maggiormente le attività fieristiche, valorizzando la qualità degli incontri e ottimizzando tempi, risorse e investimenti, senza rinunciare alla dimensione globale che da sempre caratterizza l’evento.

Del ruolo strategico di Interpack avevamo parlato, durante l’evento lo scorso maggio, con il direttore Thomas Dohse. Ecco cosa ci ha detto.

Dohse, cosa ha distinto questa edizione dalla precedente del 2023?

Stiamo vivendo un momento di grande trasformazione. Tra i temi principali abbiamo avuto lo smart manufacturing, l’AI, i materiali innovativi. E ancora i nuovi regolamenti europei e le skills che disegneranno il futuro di questa industria. Nonostante le difficoltà geopolitiche e l’incertezza, abbiamo avuto una fantastica manifesta-

concentrate trade fair activities more effectively, enhancing the quality of meetings and optimising time, resources and investment, while preserving the global dimension that has always defined the event. We discussed the strategic role of Interpack with its Director, Thomas Dohse, during the event last May. Here is what he told us.

Mr Dohse, what distinguished this edition from the previous one in 2023?

We are experiencing a period of major transformation. Among the key topics were smart manufacturing, AI and innovative materials, as well as the new European regulations and the skills that will shape the future of this industry. Despite geopolitical difficulties and uncertainty, we had a fantastic event, with more than 400 Italian companies. Italy was the second most represented country, after Germany.

zione, con più di 400 aziende italiane. L’Italia è stata la seconda nazione rappresentata, dopo la Germania.

E quali saranno i temi che segneranno la strada da qui al 2029?

Non vedo all’orizzonte cambiamenti ‘disruptive’. Le sfide rimarranno l’efficienza, la riduzione del materiale utilizzato per gli imballaggi, il consumo energetico, la velocità di adattamento delle macchine. Poi ci saranno i temi normativi, visto che l’orizzonte temporale in cui molte delle nuove regole contenute nel PPWR diventeranno pienamente operative è il 2030: la prossima Interpack arriverà proprio a ridosso e per i visitatori internazionali che vorranno fare business con l’Europa sarà importante capire come muoversi.

La Cina è sempre più presente e sempre più competitiva.

Sì, Italia e Germania continuano ad avere un ruolo di guida in questo campo, ma la Cina cresce a gran velocità e oggi è il terzo paese esportatore di macchine per il processing e il packaging. A Interpack abbiamo festeggiato la rifondazione di Europama, l’associazione che riunisce i costruttori di macchine europei, e questo è un passo nella direzione giusta, che ci vede più presenti a Bruxelles e più compatti in Europa.

Interpack è anche un grande momento di networking: quest’anno, come sempre, la città era in festa.

Quando diciamo che Interpack è ‘simply unique’ ci riferiamo anche a questo aspetto: le persone si incontrano dopo tre anni, vogliono fare festa e la città è sempre pronta ad accoglierle. In questo settore si producono macchine complesse, materiali e prodotti hanno bisogno di essere spiegati. Vedersi è fondamentale e anche per questo sono fiducioso per il futuro di Interpack.

And what themes will define the path from now to 2029?

I do not see any disruptive changes on the horizon. The challenges will remain efficiency, the reduction of material used for packaging, energy consumption and the speed with which machines can be adapted. Then there will be the regulatory issues, since many of the new rules set out in the PPWR will become fully operational in 2030: the next Interpack will take place just before that deadline, and international visitors wishing to do business with Europe will need to understand how to navigate this new framework.

China is becoming increasingly present and increasingly competitive. Yes, Italy and Germany continue to play a leading role in this field, but China is growing very rapidly and is now the third-largest exporter of

processing and packaging machinery. At Interpack we celebrated the relaunch of Europama, the association that brings together European machinery manufacturers, and this is a step in the right direction: it makes us more present in Brussels and more united in Europe.

Interpack is also a major networking moment: this year, as always, the city was in a festive mood.

When we say that Interpack is ‘simply unique’, we are also referring to this aspect: people meet again after three years, they want to celebrate, and the city is always ready to welcome them. This industry produces complex machines, while materials and products need to be explained. Meeting in person is essential, and this is another reason why I am confident about the future of Interpack.

I pilastri di Ipack-Ima 2028

Ottimi segnali dal rebooking: +22%. Più spazio alle Smart Factory, al percorso sui materiali IPACK-Mat e agli eventi disseminati nei padiglioni.

Lettura del mercato basata sui dati e sull’ascolto; contenuti al centro, con l’apporto di un nuovo comitato tecnico scientifico; internazionalità, anche grazie a preziosi partner strategici. Su questi tre pilastri Ipack-Ima progetta il futuro, in vista dell’edizione 2028. La presentazione della prossima edizione della fiera internazionale dedicata a packaging, processing e materiali innovativi, in programma a Fiera Milano dal 29 maggio al 1° giugno 2028, si è tenuta lo scorso maggio a Interpack. “Ipack-Ima 2028 – ha detto il presidente Valerio Soli – è un sistema in continua evoluzione, costruito sull’idea che l’innovazione sia un’arte, espressa attraverso la capacità di ascoltare i mercati, anticiparne le trasformazioni e restituire risposte tecniche di eccellenza”.

Al centro della scena, un ecosistema strutturato che si irradia da Milano verso i mercati globali attraverso eventi complementari e verticali. In contemporanea con Ipack-Ima, Pharmintech by Ipack Ima, organizzata in collaborazione con BolognaFiere, presidia in modo dedicato le industrie del Pharma e del Life Science; Bevertech – nata dalla partnership con UIV, Unione Italiana Vini, e SIMEI – debutta dal 17 al 20 novembre 2026 come fiera sul Liquid Food & Beverage e primo appuntamento strategico di avvicinamento al 2028. Sul fronte geografico, la rete

mondiale delle fiere ProPak sviluppata con Informa Markets garantisce il presidio internazionale su Sud-Est Asiatico, India, Africa e Sud America.

“Le numerose riconferme di partecipazione alla prossima Ipack-Ima, con un incremento del +22% rispetto allo stesso periodo del ciclo precedente, non sono semplici prenotazioni: sono atti di fiducia strategica verso un sistema capace di generare valore reale in un contesto globale sempre più instabile – ha dichiarato il Ceo Simone Castelli – Il visitatore è al centro di ogni scelta progettuale: il nostro obiettivo è che ogni professionista che sceglie Milano trovi le risposte, le relazioni e gli strumenti necessari per costruire il proprio vantaggio competitivo”.

Le novità

In vista dell’edizione 2028, Ipack-Ima introduce il Comitato tecnico scientifico, primo strumento strutturato di governo dei contenuti della fiera, che con il coinvolgimento di esperti e stakeholder definirà le traiettorie di sviluppo del percorso fieristico. Crescono Smart Factory – con linee complete e funzionanti e live show giornalieri – e IPACK-Mat, il percorso dedicato ai nuovi materiali innovativi. Gli Smart Talk escono dalle sale convegni e si distribuiscono nei padiglioni, rendendo la conoscenza accessibile ovunque accada

THE ART OF INNOVATION

IPACK-IMA MILANO

Listening, content and internationalization: the pillars of Ipack-Ima 2028

Positive signs from rebooking: +22%. More space for Smart Factory, the IPACK-Mat materials pathway and events spread throughout the exhibition halls.

A data-driven reading of the market; content at the center, supported by a new Technical and Scientific Committee; and international reach, also thanks to valuable strategic partners. These are the three pillars on which Ipack-Ima is designing its future ahead of the 2028 edition. The next edition of the international exhibition dedicated to packaging, processing and innovative materials, scheduled to take place at Fiera

Guarda l’intervista completa al CEO Simone Castelli

Watch the full interview with CEO Simone Castelli

il business. Questa visione si estende oltre i giorni di fiera attraverso il Road to IPACKIMA 2028, un programma strutturato di eventi, approfondimenti e presenze dirette nei mercati strategici internazionali.

Milano from May 29 to June 1, 2028, was presented last May at interpack.

“Ipack-Ima 2028,” said President Valerio Soli, “is a system in constant evolution, built on the belief that innovation is an art — expressed through the ability to listen to markets, anticipate transformation, and deliver technical excellence in response”.

At the center of the project is a structured ecosystem radiating from Milan toward global markets through complementary and vertical events. Alongside Ipack-Ima, Pharmintech by Ipack Ima, organized in partnership with BolognaFiere, provides a dedicated platform for the Pharma and Life Science industries; Bevertech — created through the partnership with UIV, the Italian Wine Union, and SIMEI — will make its debut from November 17 to 20, 2026 as a trade show dedicated to

Liquid Food & Beverage and the first strategic milestone on the road to 2028. Geographically, the global ProPak exhibition network, developed with Informa Markets, ensures an international presence across Southeast Asia, India, Africa and South America.

“The many early rebookings for the next Ipack-Ima edition, with a +22% increase compared with the same period of the previous cycle, are far more than reservations: they are acts of strategic confidence in a system capable of generating real value in an increasingly unstable global context,” said CEO Simone Castelli. “Visitors are at the center of every design choice we make: our goal is to ensure that every professional choosing Milan finds the answers, relationships and tools needed to build their own competitive advantage.”

What’s new

Looking ahead to the 2028 edition, Ipack-Ima is introducing its Technical and Scientific Committee, the first structured governance tool dedicated to the exhibition’s content development. Bringing together experts and stakeholders, the committee will define the development trajectories of the exhibition experience. Smart Factory continues to grow, featuring complete operating lines and daily live shows, while IPACK-Mat, the pathway dedicated to new innovative materials, is expanding. Smart Talks will move beyond conference rooms and spread across the exhibition halls, making knowledge accessible wherever business happens. This vision extends beyond the exhibition days through the Road to IPACK-IMA 2028, a structured program of events, insights and direct presence in strategic international markets.

NON SOLO TECNOLOGIA: l’Interpack che non ti aspetti è pop

La fiera è stata un palcoscenico per creatività, design e comunicazione. Accanto alle macchine per il packaging, numerose aziende hanno puntato su stand spettacolari, ambientazioni immersive e gadget originali. Il nostro minireportage da Düsseldorf

Macchine sempre più belle, design ergonomici studiati per facilitarne l’uso, estetica curata, sono solo alcuni degli elementi che hanno caratterizzato l’edizione 2026 di Interpack che ha vissuto un elemento di novità: la creatività pop delle idee di comunicazione. Passeggiando nei corridoi della fiera, impossibile non notare lo stand Schütz, interamente costituito da videowall pensati per scandire la giornata con immagini a tema, che spaziano dalle applicazioni di packaging industriale, alla sostenibilità evocata da clip ispirate alla natura, fino all’animazione serale dove luci soffuse e lampadari vecchio stile hanno incorniciato gli eventi di musica dal vivo.

Spazio e apertura al centro della presenza di Metsä Board, con uno stand ispirato alle distese di boschi da cui nascono le sue soluzioni in carta, mentre Sidel evoca l’automazione con Star Wars, in uno spazio dove affiancare la tecnologia per il packaging ad oggetti di scena animati con la presenza dei celeberrimi droidi C1-P8, C-3PO e BB-8, effettivamente funzionanti.

“Facciamo parte di Droid Builders Italia – ci dicono Monica Zabini e Angela Martinetti dell’associazione Galaxy – con cui proponiamo droidi autocostruiti e automatizzati su licenza Star Wars. La collaborazione con Sidel nasce sull’asse della robotica e dalla passione del direttore marketing di Sidel, fan di Star Wars, che ci ha contattato per partecipare alle fiere europee dell’azienda.”

Non sono mancati look casual come gli zoccoli olandesi ai piedi dei tecnici Niverplast, le Nike Air personalizzate con colori e brand CAMA o ancora, Multivac con le sneakers brandizzate. Spazio poi all’interior design con Urlinski che celebra i 40 anni con una grande statua dorata dedicata ai clienti e LM Handling con le sue paperelle in gomma, trasportate da una linea automatizzata e gadget imperdibile in fiera. Soluzioni creative inusuali in un contesto B2B, che confermano la tendenza verso una creatività controintuitiva rispetto all’abituale austerità di settori come il packaging machinery, ma proprio per questo capace di captare l’attenzione dei visitatori senza perdere nulla in termini di contenuto tecnologico e innovazione.

Not just technology: the unexpectedly pop side of Interpack

The trade fair was a showcase for creativity, design, and communication. Alongside packaging machinery, numerous companies invested in spectacular stands, immersive environments, and original giveaways. Our mini-report from Düsseldorf

Increasingly attractive machines, ergonomic designs engineered to simplify operation, refined aesthetics – these were just some of the features that characterised the 2026 edition of interpack, which introduced a genuine novelty: pop-inspired communication concepts. Walking through the exhibition halls, it was impossible to miss the Schütz stand, entirely built around a series of video walls programmed to accompany visitors throughout the day with themed visual content, ranging from industrial packaging applications to sustainability-inspired clips featuring natural landscapes, through to evening animation where soft lighting and vintage chandeliers provided the backdrop for live music performances.

Space and openness defined the presence of Metsä Board, with a stand inspired by the forest expanses from which its paper-based solutions originate.

Sidel, meanwhile, evoked automation through Star Wars, combining packaging technology with animated props, including the iconic droids R2-D2, C-3PO and BB-8, all fully operational

“We are part of Droid Builders Italia”, explain Monica Zabini and Angela Martinetti from the Galaxy association, “through which we showcase self-built, automated droids under Star Wars licence.

The collaboration with Sidel grew out of a shared passion for robotics and the enthusiasm of Sidel’s marketing director – a Star Wars fan – who contacted us to take part in the company’s European trade shows”.

There was no shortage of more informal touches either, from the traditional Dutch clogs worn by Niverplast’s technicians to the customised Nike Air trainers in CAMA’s brand colours, as well as Multivac’s branded sneakers. Interior design had its moment too, with Urlinski marking its 40th anniversary with a large golden statue dedicated to its customers, and LM Handling attracting attention with its rubber ducks –transported along an automated line and one of the exhibition’s most sought-after giveaways.

Unusually creative solutions in a B2B context, confirming a growing towards communication concepts that deliberately break with the traditional austerity of sectors such as packaging machinery, and all the more effective for it, capturing visitors’ attention without compromising technological content or innovation.

RONCHI Camera con vista sul mondo e sul futuro

Da sessant’anni l’azienda investe a Occidente e Oriente per garantire ai partner locali la migliore assistenza ed esplorare nuovi mercati.

E con le

più moderne soluzioni AI monitora e potenzia le performance delle sue macchine

Davide Miserendino e Maria Costanza Candi

Sessant’anni all’insegna della qualità e della vicinanza al cliente. Una capacità rara di presidiare i mercati, anche i più lontani, con sedi negli Stati Uniti, in America Latina, India, Cina e Thailandia. Una terza generazione già in azienda che guarda con attenzione e competenza all’innovazione.

Sono alcune delle caratteristiche della Ronchi Mario S.p.A., azienda di Gessate (Milano) con 200 dipendenti, leader nella produzione di tecnologie di riordino, orientamento, riempimento e tappatura di bottiglie e flaconi per i settori personal care, home care, farmaceutico e alimentare. A Interpack la Ronchi Mario Spa è stata protagonista: tanti, infatti, hanno voluto fare gli auguri all’azienda dei due fratelli Gianmario e Cesare per il sessantesimo dalla fondazione. Noi abbiamo avuto l’opportunità di parlare con Francesco Ronchi, Chief Sales Officer di Ronchi Mario S.p.A., che ci ha aiutato a fotografare presente e futuro. Francesco Ronchi, il vostro business è su scala globale, ma di questi tempi non si può certo dire che sia facile lavorare all’estero. Negli Usa, ad esempio, avete riscontrato un ‘effetto dazi’?

Gli Stati Uniti sono da sempre un mercato strategico per noi e, negli anni, hanno rappresentato fino al 40% del nostro fatturato. Quest’anno abbiamo registrato un lieve rallentamento, dovuto anche all’effetto dei dazi: presentarsi sul mercato con un prezzo superiore del 15% rispetto a un produttore locale rappresenta inevitabilmente uno svantaggio competitivo. Detto questo, il mercato americano continua a riconoscere il valore della tecnologia europea. Molto spesso i clienti scelgono fornitori europei perché offrono soluzioni tecnologiche e competenze che sul mercato statunitense non trovano. Nemmeno il consolidamento del settore, con grandi gruppi industriali impegnati nell’acquisizione di aziende in tutto il mondo, Italia compresa, ha modificato questo scenario: i costruttori italiani, insieme a quelli europei, continuano a rappresentare il punto di riferimento per innovazione, qualità e affidabilità.

E gli altri Paesi in cui esportate tecnologie?

Per quanto ci riguarda, il lieve rallentamento registrato sul mercato statunitense è stato ampiamente compensato dalla crescita in Asia e in Europa. Non ritengo corretto attribuire automaticamente questa dinamica a uno spostamento della domanda, ma è evidente che negli ultimi mesi abbiamo acquisito numerosi progetti su questi mercati. Nel complesso, l’azienda continua a performare positivamente e disponiamo di un portafoglio ordini solido, che ci garantisce una buona visibilità sul futuro. La principale sfida riguarda oggi i tempi di consegna, che si sono inevitabilmente allungati rispetto ai nostri standard produttivi. Si tratta, tuttavia, di una criticità che interessa l’intero settore manifatturiero e che riflette un contesto internazionale ancora caratterizzato da forti tensioni e incertezze. In sintesi, la situazione geopolitica non rappresenta certamente un elemento favorevole per il nostro business, ma grazie alla diversificazione dei mercati e alla solidità della nostra organizzazione siamo riusciti, fino a oggi, a contenerne gli effetti senza subire impatti significativi.

Sta diventando sempre più centrale per aziende come la vostra l’assistenza post-vendita al cliente. Un vero e proprio fattore distintivo in una situazione di forte concorrenza internazionale. Sì. Il nostro headquarter si trova a Gessate, ma abbiamo costruito negli anni una rete internazionale di filiali dotate di personale tecnico locale, in grado di garantire un’assistenza qualificata e tempestiva. La vicinanza al cliente è sempre stata un elemento distintivo della nostra strategia: superare le barriere linguistiche e intervenire rapidamente significa offrire un servizio di maggiore qualità e creare un rapporto di fiducia duraturo. Parallelamente, abbiamo investito con decisione nella digitalizzazione dei servizi. La pandemia ha accelerato un processo già in corso, dimostrando quanto le tecnologie di connessione remota possano rappresentare un valore aggiunto sia per noi sia per i nostri clienti. Grazie alle nostre soluzioni Industry 4.0 e IoT, le macchine connesse possono essere monitorate in tempo reale da remoto, attraverso computer, tablet o smartphone. Questo ci consente di offrire un servizio altamente proattivo, intervenendo non solo in caso di necessità, ma anche attraverso attività di manutenzione preventiva e predittiva, con l’obiettivo di massimizzare l’efficienza degli impianti e ridurre i tempi di fermo. La richiesta di questi servizi è in costante crescita. Sempre più clienti riconoscono il valore dei dati generati dalle macchine, della loro raccolta, storicizzazione e analisi per ottimizzare le performance produttive. Per questo motivo continuiamo a investire nello sviluppo di Ronchi Smart Connection, la nostra piattaforma digitale che rappresenta un nuovo approccio al servizio post-vendita. Non si tratta più di una semplice assistenza da remoto, ma di un modello di supporto intelligente, proattivo e pianificato, basato sull’analisi dei dati e sul monitoraggio continuo delle macchine. Grazie a questa piattaforma siamo in grado di raccogliere e analizzare in tempo reale le informazioni provenienti dagli impianti, individuando tempestivamente eventuali anomalie e intervenendo prima che possano trasformarsi in fermi produttivi. Questo ci consente di supportare i clienti in modo ancora più efficace, riducendo i tempi di intervento,

migliorando le performance degli impianti e aumentando l’efficienza operativa. L’obiettivo è offrire un servizio capace di creare valore nel tempo, trasformando l’assistenza tecnica in uno strumento strategico per massimizzare l’affidabilità, la produttività e la continuità operativa delle linee.

Che utilizzo fate dell’intelligenza artificiale? L’intelligenza artificiale rappresenta uno dei pilastri su cui stiamo costruendo l’evoluzione dei nostri servizi digitali. La stiamo integrando all’interno di Ronchi Smart Connection per rendere l’assistenza sempre più intelligente, proattiva ed efficace. L’obiettivo è utilizzare l’AI per supportare l’analisi dei dati di macchina, assistere i tecnici nelle attività di troubleshooting e velocizzare l’individuazione delle cause di eventuali anomalie. Parallelamente, stiamo sviluppando funzionalità di analisi intelligente dei flussi video provenienti dalle macchine, che consentiranno di fornire un ulteriore livello di supporto diagnostico durante gli interventi da remoto. L’intelligenza artificiale, però, non riguarda solo il prodotto. Stiamo introducendo strumenti basati sull’AI anche nei processi aziendali, per migliorare l’efficienza delle attività quotidiane, dalla gestione della documentazione all’analisi delle informazioni e al supporto decisionale. Crediamo che il vero valore dell’AI risieda nella capacità di affiancare le competenze delle persone, rendendo il servizio più rapido, preciso e orientato al cliente.

Lo sviluppo di questi temi va a braccetto con un aumento dell’esigenza di cyber security. La crescente digitalizzazione delle macchine e dei servizi rende la cybersecurity un elemento imprescindibile. Per questo stiamo investendo in modo significativo nel rafforzamento dei nostri processi, delle infrastrutture e delle competenze interne, con l’obiettivo di garantire ai nostri clienti i più elevati standard di sicurezza nella gestione dei dati e nella connettività delle macchine. Abbiamo quindi avviato un percorso strutturato che, entro la fine dell’anno ci porterà alla conformità ai requisiti della ISO 27001 e della direttiva NIS2, due riferimenti fondamentali per la sicurezza delle informazioni e la resilienza informatica.

Parliamo di concorrenza. I cinesi scalano le posizioni della classifica dell’export di macchine per il packaging e oggi si ritrovano al terzo posto. Che ne pensa?

Conosciamo molto bene il mercato cinese: siamo presenti da anni con una nostra filiale a Shanghai e ne abbiamo seguito da vicino l’evoluzione. È un mercato estremamente competitivo, caratterizzato da una forte presenza di costruttori locali e da importanti politiche governative a sostegno della produzione nazionale. In questo contesto, il nostro principale punto di forza è rappresentato dalle grandi multinazionali, che scelgono la tecnologia Ronchi a livello globale e mantengono lo stesso standard qualitativo in tutti i loro stabilimenti, compresi quelli cinesi. Più in generale, in Asia il fattore prezzo continua a essere un elemento determinante. È anche per questo che abbiamo deciso di avviare la produzione in India, con l’obiettivo di aumentare la nostra competitività senza rinunciare agli standard qualitativi che da sempre contraddistinguono il marchio Ronchi. Grazie a questo investimento siamo riusciti a ridurre il prezzo finale delle nostre macchine, mantenendo invariati qualità, affidabilità e contenuto tecnologico. I primi risultati sono incoraggianti: abbiamo già fornito impianti anche

a clienti locali indiani, un segnale concreto che la strategia intrapresa è quella giusta. La scelta dell’India non è casuale. Oggi il Paese rappresenta uno dei mercati industriali più dinamici al mondo e, per dimensioni, ha ormai superato la Cina. L’area di Pune, dove abbiamo deciso di insediarci, è uno dei principali poli manifatturieri del Paese e ospita un numero molto elevato di costruttori di macchine per il packaging. Proprio per questo crediamo sia il luogo ideale per rafforzare la presenza e consolidare il nostro posizionamento. Siamo presenti in India da molti anni. Inizialmente operavamo con una struttura commerciale composta da poche persone e da tecnici locali; dallo scorso anno abbiamo compiuto un passo strategico importante, acquisendo un sito produttivo a Pune e avviando la produzione locale. Si tratta di un progetto di lungo periodo: siamo ancora all’inizio del percorso, ma i primi riscontri del mercato confermano che la direzione intrapresa è quella corretta.

Ronchi: a window on the world and the future

For sixty years, the company has invested across Western and Eastern markets to provide local partners with the best possible support and explore new markets. Using the latest AI solutions, the company monitors and optimises the performance of its machines

Sixty years built on quality and a close customer relationships. A rare ability to maintain a strong presence in markets around the world, even the most distant, through subsidiaries in the United States, Latin America, India, China and Thailand. A third generation already active within the company, bringing expertise and a keen focus on innovation.

These are just some of the defining features of Ronchi Mario S.p.A., a company based in Gessate, near Milan, with 200 employees and a leading manufacturer of bottle and container unscrambling, orienting, filling and capping technologies for the personal care, home care, pharmaceutical and food industries. Ronchi Mario S.p.A. took centre stage at Interpack, where many visitors stopped by to congratulate the company, headed by brothers Gianmario and Cesare, on the 60th anniversary of its foundation. We had the opportunity to speak with Francesco, Chief Sales Officer at Ronchi Mario S.p.A., who helped us capture a snapshot of the company’s present and future.

Francesco Ronchi, your business operates on a global scale, but working in international markets is certainly no easy task in the current climate. In the United States, for instance, have you felt the impact of tariffs?

The United States has always been a strategic market for us and, over the years, has accounted for as much as 40% of our turnover. This year, we have seen a slight slowdown, partly due to the impact of tariffs. Entering the market with prices 15% higher than those of a local manufacturer inevitably puts us at a competitive disadvantage. That said, the US market continues to recognise the value of European technology. Customers often choose European suppliers because they offer technological solutions and expertise that are simply not available on the US market. Nor has the ongoing consolidation of the industry – with major industrial groups acquiring companies around the world, including in Italy – altered this picture: Italian manufacturers, together with their European counterparts, continue to set the benchmark for innovation, quality and reliability.

How are your other export markets performing?

In our case, the slight slowdown in the US market has been more than offset by growth in Asia and Europe. I do not believe it would be accurate to attribute this trend automatically to a shift in demand,

but it is clear that we have secured numerous projects in these markets over the past few months. Overall, the company continues to perform well, and we have a strong order book that provides us with good visibility for the future. The main challenge at present is delivery times, which have inevitably become longer than our usual production lead times. However, this is an issue affecting the manufacturing sector as a whole and reflects an international environment that remains characterised by significant tensions and uncertainty. In short, the geopolitical situation is certainly not favourable to our business. Nevertheless, thanks to the diversification of our markets and the strength of our organisation, we have so far managed to mitigate its effects without experiencing any significant impact.

For companies like yours, aftersales customer support is becoming increasingly important. A genuine differentiating factor in a highly competitive international environment.

Yes. Although our headquarters are in Gessate, over the years we have built an international network of subsidiaries staffed by local technical personnel, enabling us to provide qualified and timely support. Customer proximity has always been a distinguishing feature of our strategy. Overcoming language barriers and responding quickly means delivering a higherquality service and building lasting relationships based on trust. At the same time, we have invested significantly in the digitalisation of our services. The pandemic accelerated a process that was already under way, demonstrating the added value that remote connectivity technologies can bring to both us and our customers. Thanks to our Industry 4.0 and IoT solutions, connected machines can be monitored remotely in real time via a computer, tablet or smartphone. This enables us to provide a highly proactive service, intervening not only when support is required, but also through preventive and predictive maintenance activities designed to maximise equipment efficiency and reduce downtime. Demand for these types of services is growing steadily. More and more customers recognise the value of machinegenerated data and of collecting, storing and analysing it to optimise production performance. For this reason, we continue to invest in the development of Ronchi Smart Connection, our digital platform, which represents a new approach to

after-sales service. This is no longer simply a matter of providing remote assistance, but rather an intelligent, proactive and planned support model based on data analysis and continuous machine monitoring. Through this platform, we can collect and analyse data from the equipment in real time, promptly identifying any anomalies and taking action before they result in production downtime. This enables us to support customers even more effectively by reducing response times, improving equipment performance and increasing operational efficiency. Our aim is to provide a service that creates long-term value, turning technical support into a strategic tool for maximising line reliability, productivity and operational continuity.

What role does artificial intelligence play in your business?

Artificial intelligence is one of the pillars on which we are building the evolution of our digital services. We are integrating it into Ronchi Smart Connection to make our support services increasingly intelligent, proactive and effective. Our goal is to use AI to support the analysis of machine data, assist technicians with troubleshooting and speed up the identification of the root causes of any anomalies. We are also working on intelligent analysis of live video feeds from the machines, which will give technicians an additional diagnostic tool when providing remote support. The role of artificial intelligence, however, is not limited to the product itself. We are also introducing AI-based tools into our business processes to improve the efficiency of dayto-day activities, from document management and information analysis to decision-making support. We believe that the true value of AI lies in its ability to complement human expertise, making our service faster, more accurate and more customer-focused.

Developments in these areas go hand in hand with a growing need for cybersecurity.

The increasing digitalisation of machines and services makes cybersecurity an essential requirement. For this reason, we are investing significantly in strengthening our processes, infrastructure and in-house expertise, with the aim of ensuring the highest standards of security for our customers in data management and machine connectivity. We have therefore embarked on a structured programme that will bring us into compliance with the

requirements of ISO 27001 and the NIS2 Directive by the end of the year. Both are key reference frameworks for information security and cyber resilience.

Let us talk about competition. China has climbed the rankings of packaging machinery exporters and now stands in third place. How do you view this development?

We know the Chinese market very well. We have had our own subsidiary in Shanghai for many years and have closely followed its evolution. It is an extremely competitive market, characterised by a strong presence of local machinery manufacturers and significant government policies supporting domestic production.

In this context, our main strength lies in the major multinational companies that choose Ronchi technology globally and maintain the same quality standards across all their plants, including those in China. More broadly, price remains a decisive factor throughout Asia. This is also one of the reasons why we decided to start manufacturing in India, with the aim of increasing our competitiveness without compromising the quality standards that have always distinguished the Ronchi brand. This investment has enabled us to reduce the final price of our machines while maintaining the same levels of quality, reliability and technological content. The initial results are encouraging: we have already supplied systems to local Indian customers, tangible evidence that the strategy we have adopted is the right one.

The decision to invest in India was no coincidence. Today, the country is one of the world’s most dynamic industrial markets and has now surpassed China in terms of size.

The Pune area, where we chose to establish our operations, is one of India’s leading manufacturing hubs and is home to a very large number of packaging machinery manufacturers. For this very reason, we believe it is the ideal location for strengthening our presence and consolidating our market position. We have been active in India for many years. Initially, we operated through a small sales organisation supported by local technicians. Last year, however, we took an important strategic step by acquiring a manufacturing facility in Pune and starting local production. This is a long-term project. We are still at the beginning of the process, but the initial feedback from the market confirms that we are moving in the right direction.

COESIA ILLUMINA L’EVOLUZIONE

A Interpack il gruppo ha messo sotto i riflettori

cinque linee produttive integrate.

Aiolfi: “Tutte le nostre company sono leader a livello tecnologico, offriamo soluzioni che rappresentano un valore distintivo per le aziende”

Un lungo percorso luminoso. Era l’impressionante installazione, fatta di centinaia e centinaia di metri di led rossi, che abbracciava lo stand di Coesia all’ultima Interpack. Ma è anche la perfetta metafora per fotografare l’impressionante percorso di crescita del gruppo, che a Düsseldorf si è presentato con un ecosistema completamente connesso di tecnologie e soluzioni progettate per garantire efficienza e performance. Sotto i riflettori, in particolare, cinque linee produttive integrate, sviluppate per rispecchiare condizioni reali di produzione e dimostrare come diverse tecnologie operino come un unico sistema coordinato in specifici settori industriali, dal food al pharma e al cosmetico. A farci da guida, in questa esaltante anteprima sul futuro, è stato Luca Aiolfi, Head of Division Coesia Consumer Market Solutions, che ha delineato quali sono i valori distintivi che il gruppo riesce a esprimere oggi.

Fiera dopo fiera, Coesia mostra grandi passi avanti nel percorso che vede una sinergia sempre più forte tra l’automazione intelligente, la sostenibilità e l’integrazione di tutti i sistemi. Questo percorso che vantaggi garantisce ai vostri clienti?

“È vero, abbiamo fatto molta strada e i riscontri che stiamo avendo sul mercato sono motivo d’orgoglio. Questo percorso ha radici lontane, nulla succede per caso. Tutto il team ha fatto un grande lavoro e trovo che oggi il nostro setup organizzativo sia particolarmente ricco e interessante. I vantaggi? Sicuramente il fatto di offrire un catalogo di soluzioni molto ampio è la nostra vera ricchezza: ogni company che appartiene a Coesia ha la leadership tecnologica del suo mercato. Così Coesia si configura sempre più come abilitatore di accesso ai mercati più ampi: il fatto di poter scambiare competenze tecnologiche tra le società, facendo leva anche sul team di ingegneria centrale di cui ci siamo dotati a livello corporate, permette di sviluppare soluzioni che sono il nostro vero valore distintivo. Oggi standardizzare le soluzioni è sempre più difficile. Noi, per efficientare i progetti, abbiamo delineato un menù di archetipi con l’obiettivo di evitare di duplicare l’ingegneria e avere costi ridondanti. I bisogni dei clienti, però, cambiano con una dinamicità impressionante e per questo avere la capacità di instaurare un percorso di co-development e co-engineering, avendo tutti gli strumenti necessari, rappresenta un grande valore aggiunto. I clienti ce lo stanno riconoscendo in misura sempre maggiore”.

Quali sono i loro bisogni più evidenti?

“Un posto importante lo occupano il costo del lavoro, che continua a crescere, e la difficoltà a trovare personale addestrato. L’automazione diventa, così, una delle risposte a questo tipo di problematiche. C’è, poi, l’esigenza di mantenere la competitività di prodotto, e quindi di innovare ma in modo sostenibile. Servono soluzioni che riducano gli scarti, che generino una performance che permetta al cliente di essere quasi sempre vincente. Dobbiamo, ribadisco, dare un vantaggio competitivo ai nostri clienti, che oggi sono sotto pressione. Lo sappiamo, il mercato cresce per prezzi, non per volumi. Questo significa che le aziende devono rosicchiare ‘market share’ dove possibile. La differenza, in questa situazione, la fa l’ottimizzazione del Total Cost of Ownership e quindi elaborare soluzioni che rimuovano i problemi che sono alla base di un TCO non vincente. Con un apparato come quello di Coesia, arrivare a queste soluzioni è sicuramente più semplice. Un altro fronte su cui stiamo lavorando molto è la costruzione di un clima di fiducia con i clienti affinché condividano con noi sempre più informazioni. Non è semplice, ma il fatto che siamo una realtà globale, finanziariamente molto solida, che c’è oggi e ci sarà domani, ci sta aiutando a sviluppare partnership importanti. Nonostante i numeri di mercato quest’anno non siano esaltanti, qui le cose vanno bene: mi sento una mosca bianca. Incrocio le dita e spero di continuare così”.

I cambiamenti di cui ci ha parlato, già estremamente sfidanti, sono in atto in un momento di forte tensione geopolitica.

“In una situazione come quella attuale, segnata da continui cambi di rotta, fare business è davvero difficile. Spesso si dice che il vero problema non sia la crisi geopolitica, l’aumento del prezzo dell’energia o lo scoppio dei conflitti; il vero problema è l’incertezza. Condivido questa lettura, ogni settimana di incertezza rappresenta per tutti noi un conto che ci si ritroverà a pagare per mesi”.

ACMA E CITUS KALIX

Crescere insieme

A Interpack sono in pochi a non essersi fermati ad ammirare la precisione e la velocità della linea per il confezionamento di barrette denominata “Bars-in-Box”, che integrava distribuzione prodotti nudi, flowpacking, cartoning, case packing e pallettizzazione in un unico flusso coordinato con tecnologie ACMA, R.A. Jones, MGS e FlexLink. Lo stesso successo ha riscosso la linea Potato Chips, capace di gestire in modo fluido il passaggio dal confezionamento primario al multipack in flow wrapping, con una vincente sinergia tra la flow wrapper FP ONE di ACMA e il sistema robotico SmartLine di PWR per le operazioni di raggruppamento e pick-and-place ad alta velocità.

“A Interpack - ha spiegato Daniele Ponzibibbi, CEO di ACMA - abbiamo mostrato quella che è la nostra strategia nel mondo food, in particolare per le barrette, gli snack, i biscotti e il bakery, presentando per la prima volta soluzioni end to end.

La linea Bars-in-Box si distingue per l’alta velocità e la sostenibilità, dal momento che gestisce materiali che sono già in linea con le regole europee e i limiti fissati al 2030. Abbiamo illustrato una soluzione completa, chiavi in mano, che va dalla preparazione del prodotto alla palletizzazione. La linea Potato Chips è la prima integrata nel mondo delle patatine, e si inserisce nella medesima strategia, in questo caso forte della collaborazione tra i sistemi robotici di PWR e la FP ONE di ACMA, presentata qui in anteprima.

Una sinergia sempre più forte anche in termini di sistemi di controllo

di automazione, integrazione delle soluzioni e relazione con il cliente”. Lo stesso approccio si ritrova nel settore cosmetico, come ci ha raccontato il Ceo di Citus Kalix Nicolas Le Pivert. “Anche nella cosmetica abbiamo sviluppato un’idea di linea completa, come per gli snack e le barrette, che integri tecnologie capaci di fare la differenza e apportare valore per i nostri clienti”.

Un percorso che ha visto, alla fine dello scorso anno, fondersi due compagnie di Coesia: “ADMV, con base a Lione, si è fusa con Citus Kalix: un’operazione che ci ha permesso di unire le tecnologie di imballaggio primario e secondario di Citus Kalix con quelle per la distribuzione di ADMV, il cui nome è scomparso dalla mappa Coesia”.

La linea Cosmetics mostrata a Interpack integra processi di riempimento tubi, cartoning, case packing e pallettizzazione in una soluzione compatta ed ergonomica.

In conclusione i due Ceo hanno sottolineato - ricordando anche l’acquisizione di alcuni asset del gruppo svizzero Rotzinger (andando a crerare la newco Rotzinger Transver), con competenze legate alla manipolazione dei prodotti, ai sistemi di buffering e di raffreddamento - la logica industriale che oggi guida l’azione del gruppo: partire da un’attenta analisi del portfolio, acquisire o integrare partner in grado di fornire le competenze richieste dal cliente, esplorare nuovi mercati o nicchie. Tre mosse per un successo di portata globale.

Coesia lights up the path to the future

At Interpack, the group showcased five integrated production lines. Aiolfi: “All our companies are technology leaders. We offer solutions that deliver distinctive value to businesses”

Coesia’s stand at the recent Interpack in Düsseldorf was dominated by a dazzling ribbon of red LEDs extending around the perimeter of the exhibition space, a long luminous thread that served as a fitting metaphor for the group’s impressive growth trajectory. At the show, the group presented a fully interconnected ecosystem of technologies and solutions designed to deliver maximum efficiency and performance. Centre stage were five integrated production lines developed to replicate realworld manufacturing conditions and demonstrate how different technologies can operate as a single coordinated system in specific industrial sectors, from food to pharmaceuticals and cosmetics. Guiding us through this fascinating journey into the future was Luca Aiolfi, Head of Division at Coesia Consumer Market Solutions, who outlined the distinctive value the group delivers today.

Trade fair after trade fair, Coesia is taking giant strides along a path that increasingly combines intelligent automation, sustainability and systems integration. What advantages does this offer your customers?

It’s true, we have come a long way and are proud of the response we are receiving from the market.

This journey has distant origins, but nothing happens by chance. The entire team has done an excellent job, and I believe our organisation today is particularly strong and effective. The main advantage lies in the breadth of our solutions portfolio, which is one of our greatest assets. The fact that every company within Coesia is a technology leader in its own market enables the group to operate as a platform capable of accessing broader markets and addressing more complex customer needs. The ability to share technological expertise between our companies, combined with the central engineering team we have built at a corporate level, enables us to develop solutions that represent our true distinctive value. Today, it is becoming increasingly difficult to standardise solutions. To make projects more efficient, we have defined a set of reference archetypes that helps us avoid duplicating engineering work and generating unnecessary costs. At the same time, customer needs are evolving at an extraordinary pace. This makes it increasingly important to work with customers through co-development and co-engineering, backed by all the necessary tools. That is where we can offer real added value, and customers are increasingly recognising this.

ACMA and CITUS KALIX: growing together

Few visitors to Interpack could resist stopping to admire the precision and speed of the bar packaging line known as Barsin-Box. The system integrated unwrapped product distribution, flow wrapping, cartoning, case packing and palletising into a single coordinated workflow using technologies from ACMA, R.A. Jones, MGS and FlexLink.

The Potato Chips line generated similar interest. Capable of managing the transition from primary packaging to flow-wrapped multipacks with seamless efficiency, the line combines ACMA’s FP ONE flow wrapper and PWR’s SmartLine robotic system for high-speed grouping and pick-and-place operations.

“At Interpack,” explained Daniele

Ponzibibbi, CEO of ACMA, “we showcased our strategy for the food sector, particularly for bars, snacks, biscuits and bakery products, presenting end-to-end solutions for the first time. The Bars-in-Box line stands out for its high speed and sustainability, as it handles materials that already comply with European regulations and the limits set for 2030. We presented a complete turnkey solution covering everything from product preparation to palletising. The Potato Chips line is the first integrated solution for the crisps sector and follows the same strategy, in this case based on the collaboration between PWR’s robotic systems and ACMA’s FP ONE, which made its debut here. This reflects an increasingly close synergy in terms of automation control systems,

What are their most pressing needs?

Rising labour costs are a major concern, as is the growing difficulty of recruiting trained personnel. Automation is one answer to these challenges. Our customers also need to maintain product competitiveness, which means innovating sustainably. They need solutions that reduce waste and achieve the levels of performance required to stay competitive. As I said, we have to give our customers a competitive advantage, because they are under intense pressure. We know that market growth is driven by price rather than volume, which means that companies have to gain market share wherever they can. In this situation, the real difference lies in optimising Total Cost of Ownership and developing solutions that eliminate the root causes of an uncompetitive TCO. With an organisation like Coesia, finding these solutions is certainly easier. Another major focus for us is building a climate of trust with our customers, encouraging them to share more information with us.

This is not easy, but the fact that we are a financially robust global entity - one that is here today and will still be here tomorrow - is helping us develop important partnerships. Although market figures this year are far from thrilling, things are going well for us. I feel we are a rare exception. I’m keeping my fingers crossed that we can sustain this momentum.

The changes you have described, which are already extremely challenging, are unfolding against a backdrop of intense geopolitical tension. In today’s climate, marked by constant changes of direction, doing business is extremely difficult. It is often said that the real problem is not the geopolitical crisis, rising energy costs or the outbreak of conflicts; the real problem is uncertainty. I completely agree with that view. Every week of uncertainty creates a bill that we will all end up paying for months to come.

solution integration and customer relations.”

As Citus Kalix CEO Nicolas Le Pivert explained, the same approach is being adopted in the cosmetics sector. “For cosmetics too, we have developed a complete line concept similar to those for snacks and bars, integrating technologies that can make a real difference and create value for our customers.” Late last year, this strategy culminated in the merger of two Coesia companies.

“Lyon-based ADMV merged with Citus Kalix,” Le Pivert explained.

“This operation enabled us to combine Citus Kalix’s primary and secondary packaging systems with ADMV’s distribution technologies, with the ADMV name disappearing from the Coesia ecosystem.”

The Cosmetics line on display at

Interpack combines tube filling, cartoning, case packing and palletising into a single compact, ergonomic system.

In conclusion, the two CEOs highlighted the industrial logic now guiding the group’s strategy. They also pointed to the acquisition of certain assets from the Swiss Rotzinger Group, which led to the creation of the new company Rotzinger Transver and expanded the group’s capabilities in product handling, buffering and cooling systems. This global success story is based on three clear steps: careful analysis of the portfolio, the acquisition or integration of partners able to provide the expertise required by customers, and the exploration of new markets or niches.

SCHUBERT Rendere possibile l’impossibile è lo stile di famiglia

A 60 anni dalla fondazione, 25 dei quali raccontati con passione da ItaliaImballaggio, in uno spazio di oltre 700 metri quadri allestito in occasione di Interpack, Gerhard Schubert GmbH ha presentato le sue risposte alle sfide industriali di oggi. Tra queste, nuove soluzioni tecnologiche e un’attenzione particolare alle risorse umane, con la terza generazione della famiglia già entrata in azienda. È proprio questa la chiave della conversazione tenuta con Ralf Schubert, managing director e azionista, che ha condiviso con ItaliaImballaggio un racconto capace di unire storia familiare a passione, cultura tecnologica a visione industriale sul futuro del packaging. Una testimonianza preziosa, per cui lo ringraziamo.

Sessant’anni sono un traguardo importante: ci racconta la storia dell’azienda fondata da suo padre?

L’inizio della storia di Shubert parte da una valutazione sbagliata e cioè che il top loading fosse impossibile. Una caratteristica di mio padre era infatti quella di valutare l’impossibile e considerarlo possibile; un atteggiamento comune a quella generazione che Schubert ha mantenuto nel suo approccio al business. Da questa sfida parte il successo planetario di Schubert che, negli anni ’70, decise appunto cosa fosse possibile integrando automazione, packaging e, di lì a poco, la neonata digitalizzazione. Negli anni ’80 infatti, con i primi robot di provenienza canadese dedicati alla pallettizzazione, l’automazione iniziò a diffondersi anche nel mercato del confezionamento. All’epoca, Bosch e Siemens non erano lo standard nel mondo dei controller; le soluzioni andavano sviluppate in casa. Ecco perché identificammo un’azienda tedesca, con sede nella foresta nera, specializzata in questo tipo di soluzioni, all’epoca molto avanzate. Ecco che, nel 1981, il primo robot Schubert fa il suo esordio a Interpack, gettando le basi di un concept che si è poi evoluto nel tempo sia sul fronte della tecnologia che su quello del design, un aspetto che in Schubert curiamo molto.

Quali sono stati i suoi primi passi nell’azienda di famiglia? Mio padre era un ingegnere meccanico e riteneva quella la specializzazione ideale anche per la seconda generazione, ma all’epoca vidi negli studi di computer science una finestra sul futuro. Subito criticato dal fondatore, fui lasciato libero nel mio percorso di studi prima e professionale poi. Dopo pochi anni, mentre lavoravo in una software house a Karlsruhe, fu evidente a mio padre che il software fosse la base dei robot e del futuro dell’industria, quindi mi richiamò in azienda. Da sottolineare che non esistevano standard come Profinet e BUS, il software era un territorio inesplorato e la mia esperienza diede a Schubert un vero boost rispetto alla concorrenza.

Quella esperienza la aiuta anche oggi nella lettura del fenomeno AI? Ho studiato 40 anni fa, quando l’AI non esisteva e la potenza di calcolo era minima, ma le logiche sono le stesse e la competenza su questo fronte continua ad essere centrale anche se fondata su presupposti in parte diversi. Oggi, certo, i dati sono fondamentali nello sviluppo delle nostre macchine connesse, per garantire le migliori performance e un dialogo costante con i nostri clienti e le loro esigenze di produzione. Pensiamo al machine learning, ai sistemi di visione che installiamo a bordo macchina, in grado di identificare un oggetto in ogni condizione, mettendo ordine al caos. Protagonista su tutti i fronti è l’R&D che guida le nostre scelte sia che si parli di AI, sia di dati o design delle macchine.

Intervista a Ralf Schubert, tra storia, percorsi di innovazione e nuove generazioni

Davide Miserendino e Maria Costanza Candi

Se parliamo di Ai e dati non possiamo non ricordare il tema della sovranità digitale e della cybersecurity che vede molti player europei abbandonare il cloud per il data storage on-site. Cosa ne pensa? Nel 2018, abbiamo sviluppato un sistema Iot basato su Edge Computing perché non ritenevo i sistemi commerciali abbastanza sicuri in un contesto basato su macchine connesse. Le nostre soluzioni sono basate sull’IoT Edge più sicuro presente sul mercato a cui integriamo nuovi firewall a bordo macchina. Le nostre 1400 macchine installate e connesse inviano dati in modo sicuro, grazie ad un approccio che permette al cliente di decidere il design e l’architettura di sistema del proprio impianto partendo dal requisito base, ossia se debba essere connessa o no. Questo porta a una percentuale attorno al 30-40% di impianti connessi, laddove molti scelgono ancora di rimanere off-line.

Passiamo allo scenario globale. Interpack vede la Cina come terzo paese per numero di espositori, mettendo in evidenza quali sfide i produttori tedeschi e italiani si trovano ad affrontare. Il tema è centrale: con i produttori cinesi sempre in crescita e capaci di coprire una quota di mercato crescente, i machine builder europei iniziano a vedere con chiarezza la sfida. Ritengo che sia indispensabile ridurre il gap con i concorrenti cinesi, non tanto sul fronte dei prezzi di cui tutti parlano, ma in merito all’innovazione. È qui che gli europei hanno ancora un vantaggio competitivo difficile da colmare, ma spesso rallentato da una tendenza al perfezionismo e all’overthinking che rallenta il time to market. Una delle nostre sfide più recenti è la costruzione da zero di una macchina della serie TOG, interamente realizzata da personale non esperto, quindi non condizionato dalle modalità di

Ralf Schubert

sviluppo tradizionale dei progetti. Un approccio che ha portato al prodotto finito in meno di due anni. Ecco, su questo fronte, i cinesi hanno un approccio meno strutturato in confronto, ad esempio, alla Germania, dove applichiamo con rigidità la logica per cui nulla va sul mercato a meno che non sia pronto quantomeno al 90%. In questo i cinesi sono più veloci, flessibili e innovativi proprio in virtù di una tradizione ingegneristica meno consolidata.

Da un tema strategico all’altro: parliamo di passaggi generazionali. La nostra è una storia di famiglia che si estende su tre generazioni. Mio fratello Gerald ha studiato ingegneria meccanica e, dopo varie posizioni occupate in azienda come Managing Director di Schubert Packaging Systems e Gerhard Schubert GmbH, occupa oggi la stessa posizione in Schubert Business Development.

Suo figlio Johannes, ha oltre 20 anni di esperienza in ruoli diversi, iniziando come project manager per arrivare poi ad essere Managing Director di Schubert Packaging Systems e Head of Sales in Gerhard Schubert GmbH. Anche mio figlio Peter ha studiato ingegneria meccanica ed è ora Head of Engineering.

Mia figlia maggiore Franziska, laureata in scienze sociali, si occupa di pianificazione e sviluppo dell’asilo aziendale, il Kinder Campus, mentre la più giovane, Alisa, è già in apprendistato. Tornando al welfare, mio fratello Gerald, interessato ai temi dell’architettura, ha seguito progettazione e costruzione dei nostri nuovi uffici e la riconversione dello spazio in cui si trova oggi il Kinder Campus, aperto sia ai figli dei dipendenti che ai bambini della zona. Il suo progetto più recente, infine, lo vede impegnato nella costruzione di un borgo car free basato su un concetto di architettura di alta qualità, lo Schönebürg Park. I percorsi di cui parlo, mostrano continuità che rafforza l’identità di Schubert come family company capace di esprimere dall’interno professionalità e di competenze avanzate come testimonia il ruolo giocato anche da chi non ha scelto l’ingegneria come percorso di studi. Da non dimenticare, come dico spesso, che molti dei nostri impiegati sono a tutti gli effetti parte della famiglia e portano uguale valore aggiunto all’azienda.

La coesistenza in azienda di diverse generazioni è una circostanza delicata. Qual è il vostro segreto?

Non ci abbiamo pensato tanto, ma abbiamo applicato un modello dove tutti sono entrati in azienda dal basso, iniziando a comprenderne il funzionamento e proseguendo in un percorso che ogni due anni cambia i ruoli. Un sistema che ha permesso a me per primo di affrontare nuovi task ogni anno, senza particolari vantaggi o ruoli ma con l’obiettivo di crescere professionalmente e comprendere l’azienda in ogni suo aspetto.

Infine, nel 2026 non si può non parlare di PPWR ma anche di sovranità digitale, come vede il ruolo dell’Unione Europea?

Sono tra coloro che ritengono il PPWR una leva positiva, proprio in virtù dell’armonizzazione che ne deriva e anche per la spinta all’innovazione che offre al settore. Non sono molti i casi in cui amo le regolamentazioni, ma qui ne ho una visione positiva per quanto sia sicuramente un elemento di complessità. L’auspicio è che decisore politico e imprese siano unite in un dialogo costante che permetta di trovare soluzioni applicabili in settori come il packaging, dove questo provvedimento è indispensabile per ragioni ambientali ma anche per il rafforzamento del Mercato Unico.

TRE LINEE DI PRODOTTO PER UN UNICO GRANDE BRAND INDUSTRIALE

A Interpack il lancio della nuova generazione TLM Flowpacker ha rappresentato un vero e proprio evento stampa con l’unveiling teatrale di una macchina dal design elegante e soluzioni tecniche innovative applicate in particolare al segmento del consumer goods. Un nuovo sistema pick & place consente prestazioni ancora superiori in uno spazio ridotto. La nuova TLM permette di integrare un numero maggiore di unità e sistemi di trasporto all'interno dello stesso ingombro, il tutto in un quadro di accessibilità migliorata. Per la nuova gamma, Schubert ha adottato lo standard EtherCAT per la comunicazione dei dispositivi, sostituendo il protocollo Sercos-III a cui si aggiunge un innovativo sistema di scansione modulare.

In mostra anche le più recenti soluzioni delle famiglie di prodotto, ognuna caratterizzata da un colore e un design che ne valorizzano la destinazione. TLM blu, pensate per la performance, LIGHTLINE azzurro, come la leggerezza, TOG viola, all’insegna della versatilità.

The Schubert family’s art of making the impossible possible

An interview with Ralf Schubert on history, innovation and the next generation

As it celebrates its 60th anniversary – 25 years of which have been chronicled with passion by ItaliaImballaggio – Gerhard Schubert GmbH showcased its answers to today’s industrial challenges across more than 700 square metres of exhibition space at Interpack. These included new technological solutions and a strong focus on people, as the third generation of the family has now joined the business. It is precisely this thread that runs through our conversation with Ralf Schubert, managing director and shareholder, who shared with ItaliaImballaggio a story that seamlessly combines family heritage with passion, technological expertise with an industrial vision for the future of packaging. His is a valuable testimony, for which we are sincerely grateful.

Sixty years is a significant milestone. Could you tell us the story of the company founded by your father?

The Schubert story begins with a mistaken assumption – namely, that top loading was impossible. One of my father’s defining traits was his ability to look at something considered impossible and see it as achievable; an attitude common to that generation, and one that continues to shape Schubert’s business philosophy today. That challenge marked the beginning of Schubert’s global success. During the 1970s, the company redefined what was possible by bringing together automation, packaging and, soon afterwards, the newly emerging world of digitalisation. In the 1980s, with the arrival of the first palletising robots from Canada, automation also began to spread across the packaging industry. At that time, Bosch and Siemens had not yet become the standard for control systems, so solutions had to be developed in-house. We therefore partnered with a German company based in the Black Forest that specialised in advanced control solutions which, at the time, were truly state of the art. As a result, in 1981, the first Schubert robot made its debut at Interpack, laying the foundations for a concept that has continued to evolve ever since, both technologically and in terms of design – an aspect to which Schubert has always attached great importance.

What were your first steps in the family business?

My father was a mechanical engineer and believed that mechanical engineering was the ideal path for the second generation too. At the time, however, I saw computer science as a window into the future. Initially met with criticism from the founder, I was nonetheless given the

freedom to pursue my own academic path and, later, my own professional career. A few years later, while I was working for a software company in Karlsruhe, my father came to realise that software would become the foundation of robotics and of the future of industry. He therefore asked me to join the company. It is worth remembering that standards such as PROFINET and BUS did not yet exist. Software was still largely uncharted territory, and the expertise I brought gave Schubert a genuine competitive advantage.

Does that background also shape the way you view AI today?

I studied computer science forty years ago, when AI did not yet exist and computing power was extremely limited. But the underlying logic is the same and expertise in this field remains crucial, even though it is now built on partly different foundations. Today, of course, data is fundamental to the development of our connected machines, in ensuring optimal performance while maintaining a constant dialogue with our customers and responding to their production requirements. Consider machine learning and the vision systems we integrate into our machines, which are capable of identifying an object under any conditions, bringing order to chaos. R&D is the driving force behind all these activities, guiding our decisions across AI, data and machine design.

When discussing AI and data, digital sovereignty and cybersecurity inevitably come into play, with many European players moving away from cloud storage in favour of onpremises data management. What is your view on this?

In 2018, we developed an IoT solution built around Edge Computing, as I felt that the commercial systems did not offer an adequate level of security for connected machinery. Our technology is based on one of the most secure Edge IoT architectures currently available, combined with new firewalls integrated into the machines themselves. Our 1,400 installed and connected machines are able to exchange data securely. This is made possible by an approach that allows customers to define the design and system architecture of their own plant, starting from the most basic requirement: whether or not it should be connected. As a result, around 30–40% of our installations are connected, while many customers still choose to operate offline. Let us turn to the global picture. At Interpack, China ranked third in terms of exhibitor numbers, highlighting the challenges now facing German and Italian manufacturers.

The issue is central. As Chinese manufacturers continue to grow and capture an increasing share of the market, European machine builders are becoming ever more aware of the challenge ahead. I believe it is essential to narrow the gap with Chinese competitors, not so much in terms of prices, which is what everyone talks about, but in terms of innovation. This is where European

companies still hold a competitive advantage that is difficult to match. Yet that advantage is often held back by a tendency towards perfectionism and overthinking, which slows down time-to-market. One of our most recent challenges was to build a TOG series machine from scratch using a team with no previous experience, and therefore free from the constraints of traditional engineering approaches. This approach delivered a finished product in less than two years. In this respect, Chinese manufacturers tend to adopt a less structured approach than, for example, Germany, where we adhere strictly to the principle that nothing should be brought to market unless it is at least 90% ready. This makes Chinese companies faster, more flexible and more innovative, precisely because they come from a less established engineering tradition.

From one strategic issue to another: let us talk about generational succession.

Our story is a family story spanning three generations. My brother studied mechanical engineering and, after holding various positions as Managing Director at Schubert Packaging Systems and Gerhard Schubert GmbH, is now Managing Director of Schubert Business Development.

His son Johannes Schubert also has more than 20 years of experience within the company. He initially worked as a project manager and is now Managing Director of Schubert Packaging Systems as well as Head of Sales at Gerhard Schubert GmbH. My own son Peter also studied mechanical engineering. Today, he is Head of Engineering within the company. This further strengthens Schubert’s identity as a family-owned business that brings together a wide range of professional expertise. Moreover, my eldest daughter, Franziska, who holds a degree in Social Sciences, is responsible for the planning and development of our corporate childcare centre, the Kinder Campus, while my younger daughter Alisa, has already started her apprenticeship with the company. Returning to the topic of employee welfare, my brother Gerald, who is interested in architecture, oversaw the design and construction of our new headquarters, as well as the redevelopment of the building that now houses the Kinder Campus, which is open both to employees’ children and to families from the local community. His latest project is the development of Schönebürg Park, a car-free residential village based on a concept of high-quality architecture.

The paths I have described reflect a continuity that reinforces Schubert’s identity as a family-owned company, capable of fostering outstanding professionalism and expertise from within. This is demonstrated not only by those who have pursued engineering, but also by family members who have chosen different academic and professional paths, all of whom contribute to the company’s long-term development.

At the same time, I never tire of saying that many of our employees are, in every sense, part of the family and bring equal value to the company.

Having multiple generations working alongside each other is a delicate dynamic. What is your secret?

We did not overthink it. Instead, we adopted a model in which everyone joins the company at entry level, first learning how it works and then following a career path that involves changing roles every two years. This system allowed me, first and foremost, to take on new tasks each year, without special privileges or predefined positions, but with the aim of growing professionally and gaining a thorough understanding of the company.

Finally, in 2026 it is impossible to discuss the future of the industry without addressing both the PPWR and digital sovereignty. How do you see the role of the European Union? I am among those who regard the PPWR as a positive driver, precisely because of the harmonisation it brings and the stimulus it provides for innovation across the industry. There are not many regulations that I welcome enthusiastically, but this is one I view positively, even if it undoubtedly adds complexity. My hope is that policymakers and businesses will remain engaged in an ongoing dialogue, enabling practical solutions to be developed for sectors such as packaging, where this measure is essential not only for environmental reasons, but also for strengthening the Single Market.

THREE PRODUCT LINES, ONE STRONG INDUSTRIAL BRAND

At Interpack, the launch of the newgeneration TLM Flowpacker became a major press event, featuring the much anticipated unveiling of a machine that combines elegant design with innovative technical solutions developed particularly for the fast moving consumer goods segment. A new AI-based pick-andplace system delivers even higher performance within a reduced footprint. The new TLM allows more units and conveying systems to be integrated into the same space, while improving accessibility for operators. For the new range, Schubert has adopted the EtherCAT standard for device communication, replacing the Sercos-III protocol and introducing an innovative modular scanning system.

Also showcased were the latest solutions from each product family, each distinguished by a colour and design that reflects its intended application: TLM in blue, conceived for performance; LIGHTLINE in light blue, conveying lightness; and TOG in purple, expressing maximum versatility.

SACMI PACKAGING & CHOCOLATE, L’INTERPACK PIÙ DOLCE

Interpack 2026 si è rivelata un grande successo, confermando la solidità della visione dell’azienda e il crescente interesse verso soluzioni completamente integrate e ad alte prestazioni per la produzione e il packaging del cioccolato.

Dal 7 al 13 maggio a Düsseldorf, presso il suo stand più grande di sempre (Hall 4 – E05/F05), Sacmi Packaging & Chocolate ha accolto clienti e partner da tutto il mondo, presentando un portafoglio ampio, integrato e innovativo. Un ruolo chiave è stato svolto dalla recente integrazione di Groupe Emballage Technologies, che ha rafforzato ulteriormente le competenze e completato l’offerta.

Il payoff “Everything for Chocolate and Packaging for Everything. Now, more than ever” riflette perfettamente la direzione confermata dalla manifestazione: un approccio completo, end-to-end, focalizzato su qualità di processo, automazione avanzata e integrazione senza soluzione di continuità, dalla preparazione del cioccolato fino al packaging primario e secondario.

Preparazione del cioccolato: debutto di FlowFine

Grande interesse ha suscitato FlowFine, il nuovo mulino a biglie SACMI per la produzione di creme e compound, progettato per medie capacità produttive. La soluzione estende l’approccio SACMI anche a questo segmento, garantendo qualità costante del prodotto, affidabilità e precisione di processo.

Accanto a FlowFine, sono stati presentati anche nuovi sistemi per linee di raffinazione e concaggio, progettati per ridurre il Total Cost of Ownership (TCO) grazie a maggiore efficienza, minori consumi e manutenzione ottimizzata.

Modellaggio: più automazione e flessibilità con CORE X, nuovo Fast Shell e cambio stampi automatico

La linea di modellaggio presentata a Interpack ha dimostrato come SACMI stia rispondendo alle principali esigenze del settore, quali flessibilità, cambi formato rapidi e riduzione delle operazioni manuali. La linea integra una stazione automatizzata e robotizzata per il cambio stampi operativa alla velocità nominale di produzione; CORE X, con cambio formato automatico in meno di 7 minuti; Fast Shell, per controllo avanzato della forma, riduzione del ricircolo del cioccolato e alta ripetibilità. Una soluzione completamente integrata, progettata secondo criteri di hygienic design, elevata accessibilità, facilità di pulizia e massima sicurezza per l’operatore.

Packaging OPM: linea integrata Advance ad alte prestazioni

OPM JTA+ ha attirato grande interesse come evoluzione del flowpack automatico. L’introduzione del sistema di giunzione automatica del film con bobine in arresto controllato assicura continuità produttiva senza interruzioni, maggiore efficienza e disponibilità della macchina, automazione completa del cambio bobina. Il risultato è un miglioramento in termini di ergonomia, ripetibilità e riduzione degli errori operativi, in piena coerenza con i requisiti della smart factory.

La OPM Advance Line Top Loading Cartoner, esposta in configurazione completa Form-Load-Close, ha colpito per la sua produttività estremamente elevata (fino a 160 scatole/minuto) e per l’avanzata integrazione digitale basata su sistemi Rockwell Automation.

I visitatori hanno inoltre potuto approfondire tecnologie alternative di handling attraverso la demo station basata su Schneider, a conferma dell’approccio flessibile di SACMI allo smart product handling.

Incarto: HTB e soluzioni di fine linea

Nel segmento incarto, la nuova HTB 2.0 per tavolette di cioccolato si è distinta per il nuovo stile di incarto “Letter”, la maggiore ergonomia e accessibilità, il footprint ridotto, la compatibilità con materiali di incarto completamente base carta e riciclabili.

Accanto a questa, la configurazione integrata di fine linea (HY7, MULTIBOX, PB20) ha dimostrato un approccio modulare e automatizzato, garantendo continuità di processo ed efficienza di integrazione a valle della zona di wrapping.

Packaging primario e secondario: una proposta completa e di alta qualità per le medie velocità

SACMI ha inoltre presentato una gamma completa di soluzioni per le medie velocità produttive: HPS 40 RT, confezionatrice orizzontale ideale per prodotti delicati e applicazioni flessibili; VPS40C, confezionatrice verticale che combina elevate prestazioni, rapidità di pulizia e sostenibilità.

Elemento di particolare rilievo in questo segmento è stata ETC CB20 di Etpack, una soluzione compatta 3in1 che integra formatura della cassa, caricamento robotizzato e chiusura automatica, ottimizzando ingombri e prestazioni nel packaging secondario.

SACMI Packaging & Chocolate, the sweetest Interpack yet

Interpack 2026 proved a major success, confirming the strength of the company’s vision and the growing interest in fully integrated, high-performance solutions for chocolate production and packaging.

From 7 to 13 May in Düsseldorf, at its largest stand ever (Hall 4 – E05/ F05), SACMI Packaging & Chocolate welcomed customers and partners from all over the world, showcasing a broad, integrated and innovative portfolio. A key role was played by the recent integration of Groupe Emballage Technologies, which has further strengthened the company’s expertise and completed its offering. The tagline “Everything for Chocolate and Packaging for Everything. Now, more than ever” perfectly reflects the direction confirmed by the exhibition: a comprehensive, end-toend approach focused on process quality, advanced automation and seamless integration, from chocolate preparation and processing to primary and secondary packaging.

Chocolate Preparation: FlowFine makes its debut

Considerable interest was generated by FlowFine, SACMI’s new ball mill for the production of creams and compounds, designed for medium output capacities. The solution extends the SACMI approach to this segment as well, ensuring consistent product quality, reliability and process precision.

Alongside FlowFine, SACMI also presented new systems for refining and conching lines, developed to reduce Total Cost of Ownership (TCO) through higher efficiency, lower consumption and optimized maintenance.

Moulding: greater automation and flexibility with CORE X, new Fast Shell and automatic mould changeovers

The moulding line showcased at Interpack demonstrated how SACMI is addressing the industry’s key requirements, including flexibility, rapid format changeovers and the reduction of manual operations. The line integrates an automated robotic mould changeover station operating at nominal production speed; CORE X, featuring automatic format changeovers in less than seven minutes; and Fast Shell, designed to provide advanced shape control, reduced chocolate recirculation and high repeatability.

The result is a fully integrated solution designed according to hygienic design principles, with excellent accessibility, easy cleaning and maximum operator safety.

OPM Packaging: high-performance integrated Advance line OPM JTA+ attracted significant interest as the evolution of automatic flowpack technology. The introduction of the automatic film splicing system with controlledstop reels ensures continuous production without downtime, increased machine efficiency and availability, and fully automated reel changeovers.

The result is improved ergonomics, greater repeatability and a reduction in operational errors, fully aligned with smart factory requirements.

The OPM Advance Line Top Loading Cartoner, displayed in a complete Form-Load-Close configuration, impressed visitors with its exceptionally high productivity (up to 160 boxes per minute) and advanced digital integration based on Rockwell Automation systems.

Visitors also had the opportunity to explore alternative handling technologies through the Schneiderbased demo station, further demonstrating SACMI’s flexible approach to smart product handling.

Wrapping: HTB and end-of-line solutions

In the wrapping segment, the new HTB 2.0 for chocolate bars stood out for its new “Letter” wrapping style, improved ergonomics and accessibility, reduced footprint, and compatibility with fully paper-based, recyclable wrapping materials.

Alongside this machine, the integrated end-of-line configuration (HY7, MULTIBOX, PB20) demonstrated a modular and automated approach, ensuring process continuity and efficient downstream integration after the wrapping area.

Primary and secondary packaging: a complete, high-quality offering for medium-speed applications

SACMI also presented a comprehensive range of solutions for medium production speeds, including HPS 40 RT, a horizontal packaging machine ideal for delicate products and flexible applications, and VPS40C, a vertical packaging machine that combines high performance, rapid cleaning and sustainability.

Particularly noteworthy in this segment was ETC CB20 by Etpack, a compact 3-in-1 solution that integrates case forming, robotic loading and automatic closing, optimizing both footprint and performance in secondary packaging.

I sistemi integrati di TIRELLI a Interpack: in mostra soluzioni smart evolute

Dal

settore food a quello cosmetico

e chimico, un partner unico per le linee di packaging

Tra le molte proposte presentate a Interpack, ItaliaImballaggio ha partecipato al press walk organizzato da TIRELLI, occasione di confronto con la stampa tecnica dedicata ai sistemi integrati, con un focus sulla progettazione e realizzazione di linee complete per il packaging. L’ampia base installata di TIRELLI testimonia il successo delle soluzioni sviluppate dall’azienda e rappresenta un patrimonio di esperienza che alimenta l’innovazione e rafforza un’offerta consolidata sul mercato. Il portfolio comprende sistemi avanzati di riempimento, tappatura ed etichettatura destinati a diversi settori, dall’home & personal care alla chimica, fino al food, grazie anche alle competenze della divisione specializzata UNIMAC-GHERRI.

Robotica, automazione e soluzioni smart per il packaging

Tra le soluzioni più rappresentative del portfolio integrato TIRELLI spicca il “Pixel Puck”, sistema brevettato dall’azienda che combina robotica, tecnologia di riempimento e automazione intelligente. Nato dall’integrazione delle competenze sviluppate internamente e dal costante confronto con i clienti, “Pixel Puck” rappresenta una risposta concreta alle crescenti esigenze di flessibilità delle moderne linee di packaging.

Si tratta di un godet adattivo progettato per gestire contenitori di forme e dimensioni diverse senza la necessità di effettuare cambi formato. Il sistema è basato su una matrice di pin a molla, i cosiddetti “pixel”, che consentono al puck di adattarsi istantaneamente alla superficie del contenitore, garantendo una presa precisa e sicura. La soluzione è messa in mostra in una stazione robotizzata con cobot, in grado di movimentare otto diversi formati di contenitore utilizzando un unico puck ed eliminando la necessità di sostituire il godet durante il cambio formato. Questo sviluppo è espressione delle competenze di UG ROBOTICS, la nuova divisione dedicata alla robotica, nata per valorizzare e sviluppare il patrimonio di esperienza maturato negli anni da TIRELLI e UNIMAC-GHERRI nella progettazione e integrazione di soluzioni robotiche per il packaging. Con sede a Molfetta (Bari), UG ROBOTICS risponde alla crescente diffusione della robotica nelle linee di confezionamento, sviluppando tecnologie integrate dirette ad ogni settore in cerca di soluzioni che garantiscano flessibilità, efficienza e semplicità operativa.

AI sempre più al centro delle soluzioni per il packaging Tema chiave a Interpack, l’intelligenza artificiale è di casa anche in TIRELLI con MORE - Monitoring Optimization Reporting Evaluation, l’intelligenza digitale per le linee di packaging. Nativamente compatibile con le macchine TIRELLI e UNIMAC-GHERRI, MORE è una piattaforma aperta in grado di integrarsi anche con tecnologie di altri costruttori, offrendo una visione unificata dei dati dell’intera linea. La piattaforma trasforma i dati operativi in informazioni utili attraverso monitoraggio in tempo reale, analisi delle performance, gestione dei KPI e manutenzione predittiva, diventando uno strumento integrato che aumenta il valore delle macchine e supporta le aziende nell’adozione di processi di packaging sempre più intelligenti, connessi e sostenibili.

TIRELLI’s integrated systems at Interpack: advanced smart solutions on show

Among the many solutions showcased at Interpack, ItaliaImballaggio took part in the press walk organised by TIRELLI, offering an opportunity for discussion with the specialist trade press on the subject of integrated systems, with a particular focus on the design and engineering of complete packaging lines.

TIRELLI’s extensive installed base reflects the success of the solutions developed by the company and provides a wealth of experience that continues to drive innovation and strengthen an already wellestablished market offering. Its portfolio includes advanced filling, capping and labelling systems for a wide range of sectors, from home and personal care to chemicals and food, supported by the expertise of the specialist UNIMAC-GHERRI division.

Robotics, automation and smart packaging solutions

One of the standout solutions in TIRELLI’s integrated portfolio is “Pixel Puck”,the company’s patented system combining robotics, filling technology and intelligent automation. Developed through the integration of in-house expertise and continuous collaboration with customers, the “Pixel Puck” provides a practical answer to the growing demand for flexibility in modern packaging lines.

This adaptive puck is designed to handle containers of varying shapes and sizes without requiring format changeovers. The system is based on a matrix of spring–loaded pins, known as “pixels”, which allow the puck to adapt instantly to the container’s surface and ensure a precise and secure grip. The solution is demonstrated in a cobot–equipped robotic station,

capable of handling eight different container formats using a single puck, thereby eliminating the need to swap tooling during format changeovers.

This development reflects the expertise of UG ROBOTICS, the new dedicated robotics division established to build on and further develop the extensive experience gained over the years by TIRELLI and UNIMAC-GHERRI in the design and integration of robotic solutions for packaging applications. Based in Molfetta, in the province of Bari, UG ROBOTICS is responding to the growing adoption of robotics in packaging lines by developing integrated technologies for every industrial sector seeking solutions that deliver flexibility, efficiency and ease of operation.

AI increasingly central to packaging solutions

A key theme at Interpack, artificial intelligence is also embedded in TIRELLI’s offering through MORE - Monitoring Optimization Reporting Evaluation, the company’s digital intelligence platform for packaging lines.

Designed for seamless compatibility with TIRELLI and UNIMAC-GHERRI machines, MORE is an open platform capable of integrating with third–party technologies, providing a unified view of data across the entire production line. By combining real-time monitoring, performance analysis, KPI management and predictive maintenance, the platform converts operating data into actionable insights, adding further value to the equipment and supporting the transition towards smarter, more connected and sustainable packaging operations.

Tirelli @ Interpack
A single partner for packaging lines across the food, cosmetics and chemical industries

The New Boundaries of Luxury

Luxury packaging is evolving beyond traditional boundaries. With D300 RB, Emmeci offers the only fully automatic solution designed for the production of premium cylindrical boxes, combining distinctive design, exceptional box size flexibility and the unique capabilities of EMMECI Digital technology.

A solution that allows brands to transform creativity into reality, elevating product presentation through a shape that stands apart and enhances perceived value.

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Soluzioni integrate per rispondere alle sfide di food, beauty e personal care

La tecnologia Sidel e Makro Labelling in mostra a Düsseldorf

La presenza di Sidel a interpack ha visto protagoniste soluzioni per linee complete inserite in un progetto di comunicazione fuori dagli schemi, tra elementi di scena di Star Wars e show multimediali durante le demo live.

Un contesto tecnologico integrato dalla presenza, tra gli altri, delle soluzioni smart per l’etichettatura della consociata Makro Labelling. In fiera abbiamo incontrato Davide Sighinolfi, VP food and personal care di Sidel: “Il concetto alla base della nostra proposta, è il rinnovato commitment nei confronti dei clienti e la necessità di supportarli nel risolvere le sfide di complessità produttiva crescente. I mercati food home care e personal care richiedono sistemi complessi per gestire formati diversi in continua evoluzione e impongono linee produttive intelligenti capaci di eseguire cambi formati sempre più rapidi, fornendo feedback agli operatori tra manutenzione predittiva, riduzione dei fermi macchina e maggiore efficienza su tutta la filiera. Le linee del futuro vedono infatti meno operatori attivi in un contesto tecnologico non più costituito da una somma di elementi tecnici ma da un insieme integrato di macchine intelligenti e avanzate che interagiscono tra loro. Il risultato è una produzione efficiente e monitorata grazie a interfacce utente studiate per facilitare l’accesso alle informazioni. Ne è un esempio la linea robotizzata pensata per il food, home & personal care per raggruppamenti complessi di flaconi, progettata per evitare contatti tra gli elementi nonostante le velocità elevate fino a 320 flaconi o bottiglie al minuto”

Rapidità del cambio formato, soluzioni smart e attenzione alla relazione uomo macchina è un approccio tecnico evidente anche nelle soluzioni di Makro Labelling come sottolinea Massimiliano Galeazzi: “Stiamo presentando due macchine etichettatrici rotative che operano in cosmetica e alimentare. L’applicazione riguarda in particolare l’ingresso nella macchina con il carosello caratterizzato da un elevatore che solleva il prodotto, lo etichetta e marca eseguendo contestualmente un controllo qualità grazie ai nostri sistemi di visione. La macchina si presenta con quattro stazioni autoadesive non-stop. Quando una stazione lavora, l’altra può essere estratta in totale sicurezza, effettuando il cambio bobina senza fermare le tre linee attive: questo permette di avere una produzione continua senza interruzioni. Tutto viene poi controllato da un HMI con interfaccia unica pensata con massima usabilità per l’operatore basata su soluzioni software e hardware interamente progettate all’interno che permettono una piena integrazione di tutte le fasi di ingegnerizzazione della macchina”.

Integrated solutions to meet the challenges of food, beauty and personal care

Sidel and Makro Labelling technology on show at interpack

At interpack, Sidel placed its complete-line solutions in the spotlight as part of an unconventional communication project combining Star Wars-themed stage elements with multimedia shows during live demonstrations. The integrated technology showcase also featured, among other exhibits, smart labelling solutions from group company Makro Labelling. At the exhibition, we met Davide Sighinolfi, Vice President Food and Personal Care at Sidel: “The concept behind our offering is a renewed commitment to our customers and the need to support them in addressing the challenges posed by increasing production complexity. The food, home care and personal care markets require

sophisticated systems capable of handling a constantly evolving range of formats. They also demand intelligent production lines capable of performing increasingly rapid format changeovers and providing operators with useful feedback on predictive maintenance, machine downtime reduction and improved efficiency throughout the production chain. The production lines of the future will involve fewer operators working in a technological environment that is no longer simply a collection of individual technical components, but an integrated system of intelligent, advanced machines that interact with one another. The result is efficient, closely monitored production, supported by user

interfaces designed to facilitate access to information. One example is our robotic line for complex bottle grouping applications in the food, home and personal care sectors. Designed to avoid contact between individual containers, it can operate at speeds of up to 320 bottles per minute”.

Rapid format changeovers, smart solutions and a strong focus on human-machine interaction are also key features of Makro Labelling’s technical approach, as Massimiliano Galeazzi points out: “We are presenting two rotary labelling machines for the cosmetics and food sectors. The application focuses in particular on the machine infeed and the carousel, which features a lifting device that raises the product

for labelling and coding, while our vision systems simultaneously perform an in-line quality inspection. The machine features four nonstop pressure-sensitive labelling stations. While one station is operating, another can be safely pulled out for a reel change without stopping the other three active stations. This enables continuous, uninterrupted production. The entire process is controlled via an HMI featuring a single interface designed to maximise ease of use for the operator. The system is based on software and hardware solutions developed entirely inhouse, enabling full integration across every stage of the machine engineering process”.

Schütz: due modelli di economia circolare a supporto dei clienti

A Interpack presentato il portafoglio del player globale per il packaging industriale

“Circular Economy meets Technology” è la filosofia che ha guidato la presenza di Schütz a Interpack 2026, mostrando come la combinazione tra competenze tecnologiche e un approccio strutturato alla circolarità contribuisca ad aumentare l’efficienza lungo tutto il ciclo di vita del packaging industriale. Al centro dell’offerta, ottimizzazione delle risorse, sicurezza, sostenibilità e standard qualitativi estesi su scala globale, come risposta alla domanda di processi sempre più affidabili ed efficienti da parte dei clienti.

Le nuove soluzioni di prodotto e i servizi sviluppati da Schütz, in particolare con CircularOne, consentono di integrare in una proposta strutturata i servizi di ritiro, rigenerazione e supply degli imballaggi grazie a un’offerta completa di IBC, taniche, fusti in plastica e fusti in acciaio.

Un unico interlocutore per tutte le esigenze di confezionamento industriale

CircularOne rappresenta un modello integrato che unisce il ritiro degli imballaggi usati, il ricondizionamento, il riciclo e la fornitura di nuovi contenitori industriali. Punto di accesso al

sistema è lo Schütz Ticket Service, che consente di gestire in modo semplice e centralizzato l’intero ciclo globale dei materiali. Il collaudato sistema di raccolta progettato da Schütz e inizialmente sviluppato per gli IBC è stato poi progressivamente esteso anche a taniche e fusti in plastica e acciaio. Per incrementarne ulteriormente l’efficienza, Schütz amplia costantemente la propria rete internazionale con il continuo incremento di operatori locali specializzati nel ricondizionamento. Un percorso partito dall’Europa che si sta progressivamente estendendo anche ai paesi extra-europei.

Rispondere a esigenze differenti

Con il servizio Open Loop, Schütz offre ai clienti la possibilità di restituire in modo flessibile diverse tipologie di imballaggi e ricevere in cambio una fornitura programmata e costante di contenitori nuovi, ricondizionati oppure parte della linea Green Layer, realizzata con un impiego ottimizzato delle risorse.

Il modello Closed Loop, invece, è dedicato alle aziende che gestiscono elevati volumi di una singola tipologia di imballaggio. In questo caso

TUTTI I SERVIZI POSSONO ESSERE RICHIESTI ATTRAVERSO IL PORTALE WEB WWW.SCHUETZTICKET-SERVICE.NET, CON CONFIGURAZIONI PERSONALIZZABILI IN FUNZIONE DEL SITO PRODUTTIVO

i contenitori del cliente vengono ricondizionati on site seguendo i più elevati standard qualitativi per poi essere restituiti con un rapporto di sostituzione 1:1, pronti per essere reimpiegati.

Schütz: efficiency, technological excellence and circularity as guiding principles

At Interpack the global player portfolio per industrial packaging

“Circular Economy meets Technology” is the philosophy supporting the Schütz portfolio at Interpack 2026 demonstrating how the combination of technological expertise and consistent circularity enhances efficiency throughout the life cycle of industrial packaging. New product developments and service solutions like CircularOne service, helps Schütz in bringing together global return, reconditioning and supply solutions together with new products from the IBC, jerrycan, plastic and steel drum. The focus: resource efficiency, safety, sustainability and globally

uniform quality standards, following user’s higher expectations for process reliability and efficiency.

A single source for all packaging needs

With CircularOne, Schütz combines return, reconditioning, recycling and the supply of industrial packaging into a single integrated system.

The Schütz Ticket Service provides a simple entry point into this global material cycle. The tried-and-tested collection system is being gradually extended to include jerrycans, plastic and steel drums. To achieve this goal, Schütz is

expanding its global network by integrating leading local reconditioners starting from all over Europe ed expanding the service country by country.

The circular models are two: Open Loop which grants customers the flexible return of a mix of packaging types and, in return, receive a consistent, predictable supply of new, reconditioned or resource-efficient Green Layer packaging.

The Closed Loop is aimed at companies with large volumes of single-type packaging in circulation. Here, the customer’s own packaging

is processed locally to the highest standards and returned in an exact 1:1 ratio for reuse.

Digital services for a full accessibility

All services can be booked with only a few clicks via the web portal www. schuetz-ticket-service.net on a location-specific basis. CircularOne helps to significantly reduce the burden on day-to-day operations, guarantees maximum supply and planning reliability, and provides targeted support to companies in meeting their sustainability targets.

pharma

FARMACEUTICA ITALIANA Un valore strategico da difendere

Con circa 200 imprese, oltre 130 siti produttivi, 74 miliardi di euro di produzione nel 2025 e oltre 72mila occupati diretti il comparto si distingue per elevata produttività, forte crescita dell’occupazione e una significativa presenza di personale qualificato

L’industria farmaceutica si conferma leader in Europa e un asset strategico imprescindibile dell’economia italiana: è quanto emerge da un’analisi presentata nell’assemblea generale di Farmindustria di fine giugno.

Sono infatti circa 200 le imprese attive nel Paese, con oltre 130 siti produttivi, un valore della produzione che nel 2025 ha raggiunto i 74 miliardi di euro e una produttività superiore dell’11% rispetto alla media dell’industria farmaceutica dei big Ue.

Il settore dà lavoro a 72.200 addetti (il 90% laureati o diplomati, il 45% donne, contro il 29% di media industria), che salgono a 316mila considerando indotto diretto e filiera. Rispetto al 2019 l’occupazione è cresciuta del 10% (contro il +5% della media nazionale), con un aumento del 25% degli under 35.

Sul fronte dell’export, il 2025 ha segnato 69,2 miliardi di euro (+28,5% sul 2024), con una crescita del 248% negli ultimi dieci anni (contro il +148% della media Ue) e un surplus con l’estero di 11,4 miliardi di euro. Il farmaceutico pesa l’11,3% sull’export manifatturiero italiano nel 2025 (era il 4% nel 2005) e ha rap-

Le domande di brevetto sono cresciute in media del 26% negli ultimi cinque anni (contro il +10% dei big Ue), e l’Italia risulta prima per Open Innovation, con un rapporto investimenti-per-addetto di 14 a 1 rispetto alla media manifatturiera.

La geografia dell’innovazione si sposta Questi risultati si inseriscono però in uno scenario globale in trasformazione. Secondo i dati presentati da Farmindustria, la quota di studi clinici condotti da aziende Usa è scesa dal 39% del 2014 al 35% del 2025, quella europea dal 34% al 20%, mentre la Cina è passata dal 6% al 32%. Anche sul fronte dei nuovi farmaci scoperti, la media annua cinese è salita da 20 (2021-2023) a 46 (2025), mentre quella europea è scesa da 18 a 16 nello stesso periodo; gli Stati Uniti restano stabili attorno a 28-29.

L’effetto delle politiche Usa

Le politiche statunitensi orientate al principio della “Most Favoured Nation” (MFN), con l’obiettivo dichiarato di riequilibrare il finanziamento della ricerca a livello globale, stanno accelerando questa trasformazione. Le aziende hanno già annunciato oltre 400 miliardi di dollari di investimenti negli Stati Uniti per i prossimi cinque anni, a fronte di una stima di 100 miliardi sottratti al futuro dell’Ue. In questo contesto, anche per l’Italia si apre una sfida. Tra il 2027 e il 2032 sono attesi nel mondo investimenti in Ricerca e sviluppo per 2.100 miliardi di dollari, una crescita che il Paese è chiamato a intercettare con politiche in grado di valorizzare le proprie eccellenze scientifiche e industriali.

Marcello Cattani | Presidente di Farmindustria

Italian Pharmaceutical Industry: a strategic asset to protect

With around 200 companies, more than 130 manufacturing sites, €74 billion in production in 2025, and over 72,000 direct employees, the sector stands out for its high productivity, strong employment growth, and a significant share of highly skilled workers

The pharmaceutical industry continues to be a European leader and an indispensable strategic asset for the Italian economy. This is the key finding of an analysis presented at Farmindustria’s General Assembly at the end of June. Italy is home to approximately 200 active pharmaceutical companies and more than 130 production facilities. In 2025, the sector’s production value reached €74 billion, with productivity 11% higher than the average of the pharmaceutical industries in the major EU countries. The sector employs 72,200 people directly, of whom 90% hold a university degree or high school diploma. Women account for 45% of the workforce, compared with an

industrial average of 29%. Including the direct supply chain and related activities, total employment rises to 316,000. Compared with 2019, employment has grown by 10% (versus a national average of +5%), while the number of workers under 35 has increased by 25%.

Exports reached €69.2 billion in 2025, up 28.5% from 2024. Over the past decade, exports have grown by 248%, compared with an EU average increase of 148%, generating a trade surplus of €11.4 billion. Pharmaceuticals accounted for 11.3% of Italy’s manufacturing exports in 2025, up from 4% in 2005, and represented 75% of the country’s export growth in 2025. In the first four months of 2026, the sector contributed 42% of Italy’s overall trade surplus and 67% of its growth compared with 2025, ranking as the leading export sector in Central and Southern Italy.

In 2025, investments in Italy totaled €4.4 billion, including €1.9 billion for high-tech production facilities and €2.5 billion for research and development activities.

More than €800 million was allocated to clinical research conducted in Italian hospitals, generating tangible benefits for patients through faster access to innovative therapies.

Patent applications have increased by an average of 26% over the past

five years, compared with 10% in the major EU economies. Italy also ranks first in Open Innovation, with an investment-per-employee ratio 14 times higher than the manufacturing average.

The geography of innovation is shifting

These achievements must be viewed within a rapidly changing global landscape. According to data presented by Farmindustria, the share of clinical trials conducted by U.S. companies declined from 39% in 2014 to 35% in 2025, while Europe’s share fell from 34% to 20%. In contrast, China’s share rose dramatically from 6% to 32%.

A similar trend is evident in drug discovery: the annual average number of new drugs discovered in China increased from 20 during 2021-2023 to 46 in 2025, while Europe’s figure fell from 18 to 16 over the same period. The United States remained relatively stable at around 28-29 new drugs per year.

The impact of U.S. policies

U.S. policies based on the “Most Favoured Nation” (MFN) principle, aimed at rebalancing global research funding, are accelerating this transformation. Pharmaceutical companies have already announced more than $400 billion in investments in the United States over the next five years, while

Powering efficiency in tube packaging

an estimated $100 billion could be diverted away from Europe’s future development.

In this context, Italy also faces a major challenge. Between 2027 and 2032, global investments in research and development are expected to reach $2.1 trillion. Italy will need to attract a significant share of this growth through policies capable of enhancing its scientific excellence, innovative capacity, and industrial strengths.

In the fast-moving cosmetics and personal care market, manufacturers need packaging solutions that combine productivity, flexibility and consistent quality. Citus Kalix – part of the Coesia Group – addresses these needs with a compact integrated line for tube filling and cartoning, designed to streamline production and reduce manual operations. Depending on specific production needs, end-of-line solutions such as case packers and palletizers can also be integrated to enable a fully automated, end-to-end process.

The solution combines automated tube feeding, high-precision filling and sealing, and reliable cartoning in a single workflow. Advanced automation and intuitive controls support stable production across different tube formats and product types.

At its core is the KX1103 EVO tube filling machine, designed for accurate dosing and high-quality sealing of plastic, laminate and aluminum tubes. It reaches up to 110 tubes per minute and allows fast format changeovers. Upstream, the KX Robot Feeder loads empty tubes automatically, while downstream the KP800 EVO cartoner completes the process with reliable performance.

Il settore farmaceutico e nutraceutico tra dinamiche produttive e mercato

Il 2025 racconta un comparto capace di crescere sui mercati internazionali e di mantenere un impianto produttivo ad alto valore tecnologico

Nel corso del 2025, l’industria farmaceutica italiana ha consolidato il proprio ruolo di asset strategico per il sistema economico nazionale. Ha inoltre evidenziato una crescita particolarmente sostenuta sia sul fronte produttivo sia su quello internazionale.

A trainare il settore è stato soprattutto il forte impulso delle esportazioni che, nei primi dieci mesi del 2025, hanno registrato un incremento del 33,7% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 58,8 miliardi di euro. Una performance che rafforza il posizionamento dell’Italia tra i principali hub europei della produzione farmaceutica ad alto valore aggiunto.

Anche il mercato interno ha mostrato segnali di consolidamento. Tra gennaio e novembre 2025 il fatturato complessivo del comparto farmaceutico retail ha toccato i 26,3 miliardi di euro, sostenuto prevalentemente dalla crescita del valore dei farmaci commercializzati, a fronte di una lieve contrazione dei volumi di vendita in termini di confezioni. Nel segmento dei farmaci da banco (OTC), il giro d’affari si è attestato a 3,2 miliardi di euro, in aumento del 2,8% su base annua. Il dato conferma la resilienza del comparto consumer health, nonostante una flessione dell’1,5% nel numero di confezioni vendute, segnale di una progressiva valorizzazione del mix di prodotto.

Sul fronte industriale, il settore continua inoltre a distinguersi per capacità di attrazione degli investimenti e qualità occupazionale. Nel 2025 gli addetti hanno raggiunto quota 72.200 unità, con una crescita del 2% rispetto all’anno precedente, mentre gli investimenti in ricerca, sviluppo e impianti ad alta tecnologia hanno superato i 4 miliardi di euro.

I numeri del confezionamento: quantità e consumi

La ripartizione generale delle diverse tipologie di farmaci si suddivide in tre categorie: l’81% circa delle confezioni va ascritto ai prodotti etici delle classi A, B e C (con riferimento alla ripartizione del Ministero della Sanità), il 3% circa ad altri prodotti etici venduti senza prescrizione medica e il 16% ai farmaci da banco, in crescita.

La nostra analisi relativa al mix del packaging del mercato italiano dei farmaci prende in esame soltanto l’area dei farmaci etici e OTC venduti in farmacia, con prescrizione medica, escludendo quindi i farmaci ad uso ospedaliero e i farmaci ad uso veterinario.

In base ai dati elaborati attraverso la Banca Dati dell’Istituto Italiano Imballaggio nel 2025 si valutano circa 2.192 mln di confezioni, con un leggero calo tendenziale pari al -0,6% rispetto all’anno precedente, e un +0,5% di crescita medio annua dal 2010 al 2024. I dati si riferiscono esclusivamente agli imballaggi primari, escludendo quindi gli astucci in cartoncino, il bugiardino descrittivo ed eventuali accessori utilizzati per l’erogazione del farmaco.

In riferimento alle tonnellate di imballaggi utilizzati per il confezionamento di prodotti farmaceutici, sempre considerando i soli imballaggi primari, si arriva a circa 56.000 tonnellate. Per un’analisi completa non possiamo limitarci alla valutazione dei soli imballaggi primari, considerando soprattutto la rilevante quota rappresentata dal comparto degli imballaggi secondari ed accessori; gli astucci in cartoncino nel 2025 hanno superato le 43.700 tonnellate. Considerando quindi l’intero comparto packaging comprensivo anche di chiusure, erogatori, etichette, ed infine gli imballaggi per logistica e trasporto arriviamo ad un totale di circa 123.400 tonnellate in calo dell’1% rispetto all’anno precedente. Il mix del packaging suddiviso per materiali

Analizzando la segmentazione delle diverse tipologie di confezionamento primario nel 2025, sulla base delle elaborazioni della Banca Dati dell’Istituto Italiano Imballaggio, emerge un quadro chiaro delle preferenze materiali nel settore farmaceutico. La quota predominante è rappresentata dagli imballaggi in alluminio, che raggiungono il 61,2% del totale. All’interno di questa categoria, il blister continua a essere la soluzione largamente più diffusa, con una rappresentatività pari al 56,6% dell’intero comparto. Completano il segmento i tubetti – sia flessibili sia rigidi – che incidono per il 3,6%, e le bombolette spray, che si attestano intorno all’1%. Il secondo materiale più utilizzato è il vetro, che copre il 20,1% del mercato. La segmentazione interna mostra una prevalenza dei flaconcini per prodotti bevibili, pari al 44,3% delle confezioni in vetro, seguiti dai flaconcini per prodotti iniettabili (30,8%) e dai flaconi per sciroppi (24,5%). I flaconcini oftalmici in vetro rappresentano solo lo 0,4%, una quota ormai residuale a causa della crescente affermazione della plastica in questa specifica applicazione. Gli imballaggi in plastica costituiscono il 18,5% del totale e comprendono un’ampia varietà di soluzioni: flaconi e tubetti flessibili, alveoli, bustine in accoppiato flessibile, strip e altre configurazioni tipiche del settore. Chiude il quadro la carta, con una presenza molto contenuta: i contenitori in cartoncino spiralato destinati ai prodotti granulari rappresentano infatti appena lo 0,2% del mercato.

Suddivisione per tipologia di prodotto

Oltre alla segmentazione del packaging settore farmaceutico elaborata per materiali utilizzati, la banca Dati dell’Istituto Italiano Imballaggio analizza i dati suddivisi per tipologia di prodotto farmaceutico in base al suo stato (liquido, solido o gassoso). Dall’analisi del 2025 il 64,5% dei farmaci etici e OTC venduti in farmacia, risultano essere in forma solida (compresi granulari, compresse), il 30% in forma liquida ed il 5,5% in altre forme, (creme, gel, schiume, trans-dermici, ecc.).

MIX DEL PACKAGING Prodotti Farmaceutici Pharmaceutical products PACKAGING MIX

valori % riferiti alle confezioni suddivise per famiglie di farmaci % values referring to packs, broken down by pharmaceutical product families

Confezioni in alluminio | Aluminium packs

Confezioni in vetro | Glass packaging

Confezioni in plastica | Plastic packaging

Cartoncino spiralato | Spiral-wound cardboard

Fonte: Banca dati Istituto Italiano Imballaggio

Fonte: Banca dati Istituto Italiano Imballaggio

INTEGRATORI ALIMENTARI IN COSTANTE CRESCITA

Prodotti liquidi

La suddivisione relativamente a questa area del farmaceutico vede la presenza di farmaci liquidi ad uso orale, farmaci iniettabili e farmaci non bevibili (prevalentemente oftalmici). Negli ultimi anni i flaconi in plastica hanno guadagnato quote di mercato nel comparto farmaci liquidi ad uso orale che si suddivide per il 61,7% in imballaggi in vetro, il 35,4% è destinato ad essere confezionato in flaconi in plastica, il restante 2,9% è rappresentato da bustine in materiale accoppiato, con uno leggero spostamento a favore del vetro rispetto alla plastica (sempre per un maggior utilizzo di prodotti confezionati essenzialmente in vetro). I medicinali liquidi iniettabili sono confezionati esclusivamente in vetro, mentre la terza categoria di medicinali liquidi si suddivide per il 93% in flaconcini in plastica, il 5% in bustine in materiale accoppiato ed il restante 2% in flaconcini in vetro.

Prodotti solidi

Passando ai farmaci in forma solida si evince che il mix del packaging è rimasto invariato rispetto agli ultimi anni, partendo da quelli per uso orale, il mix del packaging si suddivide come segue il 91,8% in blister in ALL/PVC o ALL/ALL, la restante parte è ripartita tra, bustine in poliaccoppiato per il 4,4%, flaconi in plastica per il 2,1%, tubetti rigidi in alluminio per l’0,8% e lo 0,5% è rappresentato da flaconcini in vetro ed infine per lo 0,4% i contenitori in cartoncino spiralato per prodotti granulari.

Altre tipologie di prodotti

Infine, i prodotti in crema, pomate, gel o schiume, il mix del packaging si presenta invariato come segue. I tubetti di alluminio rappresentano il 66%, il 24% sono i tubetti in plastica e il 10% le bustine in materiale accoppiato.

La nutraceutica

A latere del settore farmaceutico, con sempre maggior attenzione anche in Italia, si sviluppa la categoria conosciuta come prodotti nutraceutici, vale a dire tutti quegli integratori alimentari, che pur non essendo farmaci, vengono comunque utilizzati come rimedio a varie problematiche di salute. Fanno parte di questa categoria i fermenti, le vitamine e, più in generale, tutti quei nutrienti essenziali che non vengono assunti in quantità sufficienti attraverso l’alimentazione quotidiana, ma introdotti tramite integratori formulati con principi attivi concentrati. In questo ambito rientrano i probiotici, gli antiossidanti, gli acidi grassi polinsaturi come omega3 e omega6, le diverse vitamine e i complessi enzimatici. Questi prodotti vengono

utilizzati soprattutto per prevenire malattie croniche, sostenere il benessere generale, rallentare i processi di invecchiamento e contribuire a un miglioramento dell’aspettativa di vita. Negli ultimi anni, tuttavia, il loro impiego si è ampliato verso un settore in forte crescita: quello della cosmetica avanzata.

Qui trovano spazio integratori mirati a contrastare l’invecchiamento, in particolare quello cutaneo, come i prodotti a base di collagene e di altri attivi che agiscono sulla qualità della pelle dall’interno. I prodotti nutraceutici vengono venduti prevalentemente tramite le farmacie, per il 77%, questo canale da solo è cresciuto del 5,6%, ma anche gli altri canali meno rappresentativi registrano tendenze di crescita significativi.

La GDO ha superato il canale parafarmacie arrivando a rappresentare il 7,6% a fronte di una crescita del 5%. Il canal parafarmacie rappresenta il 7,2% della distribuzione con un tasso di crescita del 3%.

Particolarmente performante il canale delle vendite online il quale è cresciuto del 13,8% attestandosi intorno al 7,5% di share.

La suddivisione di questa categoria di prodotti si basa esclusivamente sulla loro funzione d’impiego. Rientrano quindi i probiotici, i sali minerali, gli integratori per il controllo della lipidemia, le diverse vitamine e i prodotti con funzione tonica.

A questi si aggiungono gli integratori dedicati al riposo notturno, al supporto delle funzioni immunitarie e della funzione intestinale, oltre ai complessi multivitaminici e multiminerali. Un’ulteriore area di utilizzo riguarda il benessere delle articolazioni e, in forte crescita, il segmento dedicato alla cura e bellezza, che comprende prodotti mirati al miglioramento dell’aspetto cutaneo e del benessere estetico generale. Rientrano infine nella categoria “altro” gli integratori destinati al supporto dell’apparato cardiaco, genitale e respiratorio, così come prodotti con funzione analgesica o calmante. I dati relativi al 2024 (ultimi dati disponibili) ci mostrano un settore florido ed in crescita costante, in Italia i prodotti nutraceutici hanno raggiunto un fatturato intorno ai 4,9 miliardi di euro, registrando una crescita rispetto al 2023 pari al +5,9%.

Il confezionamento

In base alle elaborazioni relative alla Banca dati dell’Istituto Italiano Imballaggio le circa 340 milioni di confezioni di prodotti nutraceutici riferite all’anno 2025, si suddividono con il seguente mix del packaging. Il 43,5% (in calo) delle confezioni utilizzate nel settore è rappresentato dai blister in plastica/alluminio per capsule o pastiglie. Abbiamo poi i vasetti ed i flaconi in plastica 37%, e a seguire, con il 13,8% (entrambi in crescita), i vasetti e flaconi in vetro; le bustine in materiale accoppiato rappresentano il 5,3% delle confezioni e da ultimi troviamo i tubetti in alluminio con lo 0,4%.

Le tonnellate di imballaggi coinvolte in questo settore sono state circa 14.800, compreso imballaggi secondari, da trasporto ed accessori.

Pharmaceuticals and nutraceuticals: production dynamics and market trends

2025 paints the picture of a robust sector, growing on international markets and sustaining a highly advanced manufacturing base

Throughout 2025, the Italian pharmaceutical industry further consolidated its role as a strategic asset for the national economy. The sector also recorded particularly strong growth both in manufacturing output and in international markets. The primary driver was a sharp rise in exports, which in the first ten months of 2025 grew by 33.7% compared with the previous year, reaching €58.8 billion. This performance further strengthens Italy’s position among Europe’s leading hubs for high value-added pharmaceutical manufacturing. The domestic market also showed signs of consolidation. Between January and November 2025, total turnover in the retail pharmaceutical sector reached €26.3 billion, supported mainly by growth in the value of medicines sold, against a slight contraction in sales volumes measured in pack units.

In the over-the-counter (OTC) medicines segment, turnover amounted to €3.2 billion, up 2.8% year on year. The figure confirms the resilience of the consumer healthcare sector, despite a 1.5% decline in the number of packs sold, indicating a gradual shift towards a higher-value product mix.

From an industrial perspective, the sector continues to stand out for its ability to attract investment and to generate high-quality employment. In 2025, the workforce reached 72,200 employees, up 2% on the previous year, while investments in research, development and hightechnology production facilities exceeded €4 billion.

Packaging figures: volumes and consumption

The overall breakdown of pharmaceutical product types falls into three categories: approximately 81% of packs correspond to prescription medicines belonging to Classes A, B and C (as defined by the Italian Ministry of Health), around 3% to other products sold without a medical prescription, and 16% to OTC medicines, a segment that continues to grow.

Our analysis of the packaging mix within the Italian pharmaceutical market focuses exclusively on prescription and OTC medicines

sold through pharmacies, excluding hospital-use medicines and veterinary medicines.

According to data processed through the Database of the Italian Institute of Packaging, approximately 2,192 million packs were recorded in 2025, showing a slight year-on-year decline of 0.6%, while the average annual growth rate between 2010 and 2024 stood at 0.5%. The figures refer exclusively to primary packaging and therefore exclude folding cartons, package leaflets and any dispensing accessories.

In terms of weight, primary packaging used for pharmaceutical products amounts to approximately 56,000 tonnes. However, a comprehensive assessment cannot be limited to primary packaging alone, particularly given the significant contribution of secondary packaging and accessories. In 2025, folding cartons alone exceeded 43,700 tonnes. Taking into account the entire packaging scope –including closures, dispensing devices, labels, and logistics/ transport packaging – the total volume reaches approximately 123,400 tonnes, representing a 1% decrease on the previous year.

Packaging mix by material

An analysis of the segmentation of primary packaging formats in 2025, based on data from the Italian Institute of Packaging, Database, provides a clear overview of material preferences within the pharmaceutical sector. Aluminium packaging accounts for the largest share, reaching 61.2% of the total. Within this category, blisters continue to be by far the most widespread solution, representing 56.6% of the entire sector. Tubes – both flexible and rigid – account for 3.6%, while aerosol canisters account for approximately 1%.

Glass is the second most widely used material, covering 20.1% of the market. Internal breakdown shows a prevalence of bottles for oral liquid products (44.3% of glass packaging), followed by vials for injectable products (30.8%) and syrup bottles (24.5%). Glass ophthalmic containers account for only 0.4%, a now residual share, reflecting the growing adoption of plastic solutions in this specific application.

Plastic packaging represents 18.5% of the total and encompasses a wide range of formats: bottles and flexible tubes, blisters, flexible laminated sachets, strip packs and other configurations typical of the pharmaceutical sector. Paper-based packaging closes the picture with a very limited presence: spiral-wound cardboard containers intended for granular products account for just 0.2% of the market.

Breakdown by product type

In addition to the material-based segmentation, the Database of the Italian Institute of Packaging also analyses data according to

pharmaceutical product type, classified by physical state (liquid, solid or gaseous). The 2025 analysis shows that 64.5% of prescription and OTC medicines sold through pharmacies are in solid form (including granules and tablets), 30% are in liquid form, while the remaining 5.5% consist of other forms (creams, gels, foams, transdermal products, etc.).

Liquid products

This segment covers oral liquid medicines, injectable medicines and non-oral liquid medicines (mainly ophthalmic products).

In recent years, plastic bottles have gained market share in the oral liquid medicines segment, which breaks down as follows: 61.7% glass packaging, 35.4% plastic bottles and the remaining 2.9% flexible laminated sachets. There has been a slight shift in favour of glass over plastic, reflecting the greater use of glass-packaged products overall. Injectable liquid medicines are packaged exclusively in glass, while the third category of liquid medicines is divided as follows: 93% plastic containers, 5% flexible laminated sachets and 2% glass containers.

Solid Products

Turning to solid medicines, the packaging mix has remained unchanged compared with recent years. For oral solid forms, the packaging mix is distributed as follows: 91.8% aluminium/PVC or aluminium/aluminium blisters. The remaining share is divided between laminated sachets (4.4%), plastic bottles (2.1%), rigid aluminium tubes (0.8%), glass vials (0.5%) and, spiralwound cardboard containers for granular products (0.4%).

Other product categories Finally, for cream, ointment, gel and foam-based products, the packaging mix is likewise unchanged: aluminium tubes account for 66%, plastic tubes for 24% and laminated sachets for 10%.

Nutraceuticals

Alongside the pharmaceutical sector, and attracting growing attention in Italy, is the category known as nutraceutical products: all food supplements which, although not classified as medicines, are nonetheless used to address a range of health-related concerns.

This category includes probiotics, vitamins and, more broadly, all those essential nutrients that are not consumed in sufficient quantities through everyday diet and are therefore introduced through supplements formulated with concentrated active ingredients. The category includes probiotics, antioxidants, polyunsaturated fatty acids such as omega-3 and omega-6, various vitamins and enzyme complexes.

These products are mainly used to help prevent chronic diseases, support general wellbeing, slow

the ageing process and contribute to improved life expectancy. In recent years, however, their use has expanded into a fast-growing sector: advanced cosmetics. This area includes supplements designed to counteract ageing, particularly skin ageing, such as collagen-based products and other active ingredients that act on skin quality from within. Nutraceutical products are mainly sold through pharmacies, which account for 77% of distribution. This channel alone recorded growth of 5.6%, although other, smaller channels are also posting significant growth trends. Large-scale retail has overtaken the para-pharmacy channel, reaching a 7.6% share with growth of 5%. Para-pharmacies account for 7.2% of distribution, with a growth rate of 3%. Online sales have performed particularly well, growing by 13.8% and reaching a share of approximately 7.5%.

The product segmentation within this category is based exclusively on intended use. It therefore includes probiotics, mineral supplements, lipid-control supplements, various vitamins and tonic products. These are complemented by supplements for sleep support, immune system support and intestinal wellbeing, as well as multivitamin and multimineral complexes.

A further area of application relates to joint health and, in particular, the rapidly growing beauty and personal care segment, which includes products aimed at improving skin appearance and overall aesthetic wellbeing. The “other” category includes supplements intended to support cardiovascular, reproductive and respiratory functions, as well as products with analgesic or calming properties.

The latest available figures (2024) depict a healthy and steadily growing sector. In Italy, nutraceutical products reached a turnover of approximately €4.9 billion, recording growth of 5.9% compared with 2023.

Packaging

According to the data processed by the Database of the Italian Institute of Packaging, the approximately 340 million nutraceutical product packs recorded in 2025 are distributed across the following packaging mix. Plastic/aluminium blisters for capsules or tablets account for 43.5% of the packaging used in this sector (a declining share).

This is followed by plastic jars and bottles, representing 37%, and glass jars and bottles, accounting for 13.8% (both showing growth). Flexible laminated sachets represent 5.3% of packs, while aluminium tubes account for the remaining 0.4%.

The total volume of packaging involved in this sector amounted to approximately 14,800 tonnes, inclusive of secondary packaging, transport packaging and accessories.

QUEL GRAN GENIO DI ERNESTO GAMBERINI

Un garage, un’idea rivoluzionaria, dedizione e passione. No, quella che stiamo per raccontare non è l’ormai leggendaria nascita di Apple. È una storia emiliana, con le radici piantate nella campagna bolognese e che suonerà familiare, almeno nelle sue fasi iniziali, a tanti di noi. Una storia di fatica, dove il genio di chi è abituato a ottenere tanto partendo da quasi nulla si sposa con l’acume e l’efficienza di una ‘zdaura’ (la donna che regge le sorti della casa, in dialetto bolognese). È la storia della famiglia Gamberini, che esattamente sessant’anni fa fondò la MG2, un’azienda da 32 milioni di euro di fatturato (dato 2025) e con circa 175 dipendenti, partendo da un’invenzione geniale: la macchina opercolatrice a movimento continuo.

Siamo fortunati: questa epopea familiare ci viene raccontata direttamente da Saverio e Manuela Gamberini, figli del fondatore Ernesto e di Luciana Sabbatini e da Federico, figlio di Saverio, in rappresentanza della terza generazione, che vede in azienda anche i figli di Manuela Veronica (in forza a MG America) e Michele. È stato un privilegio ‘sfogliare’ con loro l’album dei ricordi.

Saverio, come iniziò tutto?

Mio padre ha iniziato la sua esperienza in officina in un’azienda bolognese, dove si occupava del controllo e dei tempi di lavorazione dei particolari. Fin da subito dimostrò grandi capacità tecniche, che applicava anche nella realizzazione delle attrezzature utilizzate in officina. Con il tempo iniziò a trascorrere sempre più ore nell’ufficio tecnico, dove si progettavano opercolatrici a movimento alternato. Fu proprio lì che nacque l’intuizione del movimento continuo. Come ricordava spesso: “Non avevo disegni o fogli, era tutto nella mia testa. Vedevo e mi immaginavo la macchina andare”. Conservo ancora oggi questo ricordo delle sue parole. All’epoca, però, quell’idea venne considerata irrealizzabile dall’azienda per cui lavorava. Fu allora che decise di compiere una scelta coraggiosa, che qualcuno potrebbe definire perfino incosciente.

E cioè?

Era nato in una famiglia contadina, dove c’erano grosse difficoltà economiche. Era riuscito, in quei primi anni, a far assumere nell’azienda in cui lavorava anche i genitori, custode e cuoca. E, a sua volta, anche lui era già genitore: mia sorella Manuela era nata solo quattro anni prima. Ciò nonostante, prese il coraggio a due mani e insieme a un socio fondò la sua azienda, la MG2. M sta per Magri, la zia che garantì il sostegno economico all’inizio, G2 a simboleggiare i due soci fondatori: Gamberini e Grandi. Partirono da un garage in via Emilia. La prima commessa importante arrivò da una farmaceutica romana scontenta del servizio fornito dal precedente partner: fu lì che nostro padre ebbe l’intuizione di progettare la macchina opercolatrice a dosatori e a movimenti continui, che resta il nostro tratto distintivo. Anche oggi siamo gli unici a produrla con quelle caratteristiche.

Sessant’anni fa fondò MG2 dopo aver immaginato l’opercolatrice a movimento continuo.

Per il mondo dei farmaci fu una rivoluzione.

La

storia dell’azienda

raccontata dai figli e dai nipoti

Davide Miserendino

Che vantaggi dava al cliente?

Era molto più veloce e molto più precisa delle macchine a movimenti alternati. Un vantaggio che nel tempo è andato riducendosi, ma allora era davvero significativo.

E lei?

Nasco nello stesso anno, qualche mese dopo.

Suo padre, come tanti suoi coetanei diventati adulti nel secondo dopoguerra, fa parte di una generazione che imparò in campagna l’arte di arrangiarsi e ad ‘armeggiare’ con la meccanica. ‘Quel gran genio del mio amico’, direbbe Battisti. È vero. Gli bastava un pezzo di legno o un vecchio ombrello rotto per inventare qualcosa. Ricordo che quando ero piccolo a Rastignano, il nostro paese sulle colline bolognesi, noi bambini gareggiavamo usando carrellini con le ruote. Si assomigliavano tutti, tranne il mio che aveva già un asse di legno al centro che fungeva da freno e dei cuscinetti nelle ruote. Piccolo ricordo da ‘Packaging Valley’: spesso sfidavo Alberto Romagnoli, caro amico perduto, figlio di uno dei fondatori di IMA.

E la mamma?

Anche lei aveva del genio. Ha sempre fatto i conti e sapeva farli molto bene. All’inizio aveva un altro lavoro, poi l’ha abbandonato e ha seguito mio padre alla MG2. I nostri genitori lavoravano sempre, ricordo che alla fine degli anni ’60 abitavamo in un appartamento molto piccolo e io e Manuela ci addormentavamo con l’incessante ticchettio dell’Olivetti su cui mia madre batteva i numeri.

Passano gli anni, l’azienda cresce grazie all’intuito e alla forza di volontà di questa coppia. Voi quando siete entrati? Noi da piccoli giocavamo in azienda, ho tantissimi ricordi delle mie corse con Manuela in giro per l’officina. Ricordo che una volta il capo officina mi corse dietro con le mani unte dicendomi ‘Ti faccio i baffi’ (ride, ndr). L’ingresso vero e proprio è iniziato per entrambi con la gavetta. Io facevo le fotocopie dei disegni tecnici mentre studiavo, poi mi sono laureato in matematica, una disciplina che a quel tempo era considerata strategica per l’evoluzione dell’informatica. Nel ’93 ho iniziato a lavorare in ambito qualità e ho partecipato al cammino che ci ha portato, tra i primi nel settore, a ottenere la certificazione UNI EN ISO 9001. È stato un percorso che mi ha permesso di conoscere molto bene l’azienda. Nel ’97 ci fu una svolta: comprammo infatti la MAB, una storica azienda del comparto packaging. Era luglio, mio padre mi disse: vai in vacanza e al ritorno sarai responsabile di tutta la parte produttiva. Il precedente responsabile, infatti, doveva spostarsi in MAB dove c’era bisogno, sostanzialmente, di ripartire da zero.

E lei Manuela?

Come ha raccontato Saverio, in azienda sono, di fatto, cresciuta e i discorsi sull’azienda hanno riempito le mie giornate, anche a casa all’ora di cena. Quando arrivò il momento di iscriversi all’università mi invitarono a fare statistica: già alla fine delle superiori nei vecchi uffici scandagliavo i cartellini cartacei e segnavo le ore di malattia, quelle di sciopero, facevo analisi sull’assenteismo. Quindi Scienze statistiche ed economiche sembrava fatta apposta per me. Mentre studiavo lavoravo in azienda part time, in un primo momento occupandomi degli acquisti senza particolari scadenze – il centralino da rinnovare, le utenze da cambiare. Poi diventai madre della mia prima figlia, oggi ne ho tre. Quando rientrai, pienamente operativa, mi dedicai al marketing. Poi, tra il 2009 e il 2010, anche sull’onda di alcuni pensionamenti importanti, presi in mano, insieme a mio padre, le vendite.

Non deve essere stato semplice. È stato difficilissimo, perché il direttore commerciale precedente era abbottonatissimo e non era semplice farsi coinvolgere. Mio padre mi diceva che me la sarei dovuta cavare comunque e quando il mio predecessore andò in pensione, mi disse: ‘tocca a te’. Successivamente ho trovato la mia dimensione, non mi definisco una venditrice ma ho sempre cercato di gestire al meglio il team e di guidarlo verso gli obiettivi giusti.

Ora si affaccia in azienda la terza generazione. Che in realtà è la quarta.

In che senso?

Anche nostro nonno ha lavorato in azienda. È stato uno dei primi operai: stava alla fresa, ma si occupava anche di cose piccole ed essenziali. Un esempio? Se le luci rimanevano accese le spegneva. A quel tempo lui e la nonna abitavano con noi: verso le quattro e mezza lo sentivamo alzarsi per andare ad aprire l’azienda.

Allora mi correggo e chiedo a Federico, figlio di Saverio: come ci si sente con tutta questa storia alle spalle?

Ricordo che mio nonno mi portava in azienda e ai dipendenti diceva: ‘Questo è il nipote che studierà ingegneria meccanica e prenderà il mio posto’. Io già allora pensavo che avrei voluto studiare economia, fare un lavoro più a contatto con i clienti e i fornitori. E in effetti dopo ho studiato Economia aziendale e Direzione e consulenza d’impresa, un percorso concluso con una tesi magistrale proprio su MG2, dove già trascorrevo molto tempo, soprattutto insieme a mio nonno, osservandone da vicino il lavoro e i valori. A quel punto, anche grazie al consiglio di mio padre, sono andato a vivere per sei mesi negli Stati Uniti per lavorare in MG America. È stata un’esperienza fondamentale per la mia crescita. Dopo un ulteriore master internazionale, sono rientrato in Italia con la volontà di portare in MG2 quanto avevo appreso negli studi e nelle esperienze professionali maturate all’estero.

Soddisfatto di questa scelta?

Per me far parte di questa storia è sempre stato motivo d’orgoglio e mi ritengo fortunatissimo ad avere questa possibilità. In azienda faccio tutto quello di cui c’è bisogno, provando a portare tra le mura di MG2 i contenuti che ho appreso studiando. Mi piace molto viaggiare e mi piace anche l’idea di contribuire a un cambio generazionale: due anni fa ero tra i cinque più giovani, oggi ci sono molte persone più giovani di me. Credo che MG2 sia un ambiente attrattivo, in cui si lavora bene e dal quale si va via a malincuore. Dobbiamo riuscire ad adattare il nostro modo di lavorare sempre più alle esigenze di oggi, penso ad esempio al tema dello smart working. Ogni cambiamento richiede l’adozione di sistemi adeguati: se si ha il dubbio che con lo ‘smart’ non si lavori abbastanza o non si esprima sufficiente qualità, la risposta non è opporsi al cambiamento, ma gestirlo in modo efficiente e lavorare sempre più per obiettivi. Del resto, sessant’anni fa tutto è nato da un’idea nuova e dal coraggio di realizzarla. Credo che il modo migliore per onorare questa storia sia continuare a innovare, guardando al futuro con la stessa ambizione.

The genius of Ernesto Gamberini

Sixty years ago, he founded the company MG2 after conceiving the idea for the continuous-motion capsule filler, a truly revolutionary technology for the pharmaceutical industry. Here, his children and grandchildren tell the company’s story.

A garage, a revolutionary idea, dedication and passion. No, this isn’t the now legendary origin story of Apple. It is a distinctly Emilian tale, rooted in the Bolognese countryside, whose beginnings will sound familiar to many of us. It is a story of hard work, in which the ingenuity of someone accustomed to achieving a great deal from almost nothing is matched by the business acumen and efficiency of a “zdaura” – the Bolognese dialect term for the formidable woman who runs the household. It is the story of the Gamberini family, who exactly sixty years ago founded MG2, now a company with revenues of €32 million (2025 figure) and around 175 employees, starting out from a single brilliant invention: the continuous-motion capsule filler.

We were fortunate enough to hear this family story directly from Saverio and Manuela Gamberini, children of the founder Ernesto and Luciana Sabbatini, and from Saverio’s son Federico, who represents the third generation alongside Manuela’s children Veronica (who works at MG America) and Michele. It was a privilege to leaf through the family album of memories with them.

Saverio, how did it all begin?

My father started out on the shop floor of a Bolognese company, where he was responsible for inspecting components and monitoring machining times. Right from the start he showed exceptional technical ability, which he also applied to building the equipment

used in the workshop. Over time, he began spending more and more hours in the technical department, where intermittent-motion capsule fillers were designed. That was where he first had the idea for a continuous-motion machine. As he would often recall: “I didn’t have drawings or paper, it was all in my head. I could see the machine and imagine it running.” I still remember him saying that. At the time, however, the company he worked for considered the idea unfeasible. It was then that he made a courageous choice – one that some might even call reckless.

What did he do?

He was born into a farming family that struggled to make ends meet. In those early years, he had even secured jobs at the same company for his parents, his father as a caretaker and his mother as a cook. And he was already a father himself: my sister Manuela had been born just four years earlier. Nevertheless, he took the plunge and founded his own company, MG2, together with a partner. The M stood for Magri, the aunt who provided the initial financial backing, while G2 represented the two founding partners, Gamberini and Grandi. They started out in a garage on Via Emilia. The first major order came from a pharmaceutical company in Rome that was unhappy with the service provided by its previous supplier. That was when our father had the idea of designing a continuous-motion capsule filler with dosing units, a technology that remains at the heart

of our business today. Even now, we are the only company to manufacture a machine with those precise characteristics. What advantages did it offer the customer?

It was much faster and far more precise than intermittent-motion machines. That gap has narrowed over time, but back then it was a truly significant advantage.

What about you?

I was born the same year, just a few months later.

Like many of his peers who came of age after the Second World War, your father was part of a generation that learned the art of improvisation and tinkering with machinery in the countryside. He was a true engineering genius. That’s true. All he needed was a piece of wood or an old broken umbrella to invent something. I remember when I was a boy in Rastignano, our village in the Bolognese hills, we kids used to race each other in little homemade wooden carts. They all looked pretty much the same, except for mine which had a wooden plank in the middle that acted as a brake and wheels with ball bearings. I would often race against my dear friend, the late Alberto Romagnoli, whose father was a founder of IMA –another company in Italy’s Packaging Valley.

And your mother?

She too had a remarkable mind. She always kept the accounts and was

Saverio Gamberini, Luciana Sabbatini, Manuela Gamberini ed Ernesto Gamberini

exceptionally good at it. She initially had another job, but gave it up to join my father at MG2. Our parents were always working; I remember that in the late 1960s we lived in a very small flat, and Manuela and I would fall asleep to the incessant clicking of the Olivetti typewriter as our mother keyed in the figures.

The years went by, and the company grew thanks to the vision and determination of this couple. When did you two join the business?

As children we used to play in the factory. I have countless memories of running around the shop floor with Manuela. I remember the workshop manager chasing after me once with greasy hands, threatening to paint a moustache on me (he laughs, ed.). When we actually began working at the company, we both started with the most basic tasks. I used to photocopy technical drawings while I was studying, and I later graduated in mathematics, a subject that at the time was considered strategically important to the emerging field of information technology. In 1993, I began working in quality assurance and helped the company become one of the first in the sector to obtain UNI EN ISO 9001 certification. That experience allowed me to get to know the company inside out. A turning point came in 1997 when we acquired MAB, a historic company in the packaging sector. It was July, and my father told me to go on holiday because when I came back I would be in charge of the entire production department. The previous manager had to move over to MAB, where the business effectively had to start again from scratch.

What about you, Manuela?

As Saverio said, I essentially grew up within the company, and conversations about the business filled my days, even at the dinner table. When the time came to enrol at university, I was encouraged to study statistics.

By the end of secondary school, I was already poring over paper timecards in the old offices, recording sick leave and strike hours and analysing absenteeism rates.

A degree in Statistical and Economic Sciences therefore seemed the natural choice. While studying, I worked part-time at the company, initially handling routine purchasing and administrative tasks, such as organising the switchboard upgrade and changing utility contracts. Then I had my first daughter; I now have three. When I returned to work full-time, I moved into marketing.

Later, between 2009 and 2010, following the retirement of several senior figures, I took over the sales department alongside my father.

That couldn’t have been easy. It was incredibly difficult because the previous sales director was extremely guarded and did not readily delegate or share information, so it wasn’t easy to become involved.

My father told me I would just have to find my own way, and when my

predecessor retired, he simply said: “It’s your turn.”

Over time I found my footing; I wouldn’t call myself a salesperson, but I have always tried to lead the team effectively and steer it towards the right goals. Now the third generation is entering the business. It’s actually the fourth.

How do you mean?

Our grandfather also worked for the company. He was one of the first workers on the shop floor – he worked on the milling machine, but he also took care of small but essential details like turning out the lights. At the time, he and my grandmother lived with us: around half past four in the morning, we would hear him getting up to go and open up the factory.

I stand corrected then, and will ask Federico, Saverio’s son: how does it feel to carry all that history with you?

I remember my grandfather taking me with him to the factory and telling the employees: “This is my grandson who is going to study mechanical engineering and take my place.” Even then, I knew I wanted to study economics and do a job that involved more contact with clients and suppliers. And indeed, I went on to study Business Economics and Corporate Management, culminating in a master’s thesis on MG2 itself, where I was already spending a lot of time, especially with my grandfather, observing at close quarters how he worked and the values he embodied. At that point, on my father’s advice, I moved to the United States for six months to work at MG America. It proved to be a crucial experience for my professional growth. After completing

another international master’s degree, I returned to Italy, eager to bring to MG2 everything I had learned through my studies and professional experience abroad.

Are you glad you made that choice? Being part of this story has always been a source of pride for me, and I consider myself incredibly lucky to have this opportunity. I help wherever I am needed, trying to apply what I learned during my studies to the day-to-day reality of MG2. I love to travel, and I also like the idea of contributing to generational renewal: two years ago I was one of the five youngest people here, but today, there are many people younger than me. I believe MG2 is an attractive place to work, where people enjoy what they do and are sorry to leave. We have to continually adapt our working methods to meet modern needs – flexible working being a prime example. Every change requires the adoption of suitable systems: if there is a concern that remote or flexible working may lead to lower productivity or quality, the answer is not to resist change, but to manage it effectively and place greater emphasis on results. After all, sixty years ago, everything started with a new idea and the courage to make it a reality. I believe the best way to honour that legacy is to continue innovating, looking to the future with the very same ambition.

Federico Gamberini

SCHNEIDER ELECTRIC E UNIVERSAL PACK

Una sinergia che ridefinisce il packaging farmaceutico

Nel settore del packaging farmaceutico, dove velocità, precisione e flessibilità sono tra le sfide principali dei costruttori di macchine, Universal Pack ha sviluppato SYNTHESIS ALFA FS, una linea per stickpack (bustine monodose) ultracompatta ad altissime prestazioni per applicazioni complesse con polveri e liquidi, nella quale la tecnologia Schneider Electric – storico partner di Universal Pack – è stata adottata come piattaforma di riferimento per l’intera architettura di automazione.

La scelta di adottare un ecosistema tecnologico unificato e basato sulla piattaforma EcoStruxure di Schneider Electric si è rivelata determinante: il sistema gestisce le movimentazioni brushless (motori elettrici ad alta

precisione), la CPU di controllo, la gestione completa dei segnali macchina e la robotica, inclusa la meccanica del robot Delta P2 per il prelievo e il posizionamento automatico dei prodotti. Avere motion control e robotica sulla stessa piattaforma significa un’unica logica di controllo, meno interfacce critiche e tempi di integrazione drasticamente ridotti. La gestione software avanzata dei robot, unita alla potenza di calcolo della CPU Schneider, ottimizza le performance della linea riducen-

do i tempi di configurazione, messa in servizio e riconfigurazione, con accelerazioni fino al 50% in contesti ad alta variabilità come il packaging farmaceutico. L’architettura aperta garantisce inoltre flessibilità e scalabilità nel lungo periodo, aprendo la strada a funzionalità evolute come digital twin e manutenzione predittiva, senza vincoli tecnologici rigidi.

A tu per tu con SYNTHESIS ALFA FS, una linea ultracompatta ad altissime prestazioni

La SYNTHESIS ALFA FS offre doppio dosaggio per prodotti polverosi (API ed eccipienti), sistema di raffreddamento ad acqua per polveri termosensibili, controllo peso in linea al 100%, formatrice e chiuditrice riprogettate, configurazioni da 10 a 100 stick-pack, 50 astucci al minuto e tracciabilità completa per ogni singolo prodotto. Il robot P2 integrato garantisce caricamento robotizzato preciso e affidabile nel rispetto degli standard più rigorosi. Il layout compatto combina automazione, precisione e flessibilità e il risultato è una

macchina full Schneider.

La linea è un esempio di come il know-how di Universal Pack e l'expertise di Schneider nell'automazione e digitalizzazione possano combinarsi generando soluzioni altamente performanti, sostenibili e capaci di rispondere alle sfide dell'Industria 4.0, con benefici misurabili in termini di produttività, efficienza energetica e qualità di processo.

Schneider Electric and Universal Pack: a partnership redefining pharmaceutical packaging

A close-up look at SYNTHESIS ALFA FS, an ultra-compact, highperformance packaging line

In the pharmaceutical packaging industry, where speed, precision and flexibility rank among the foremost challenges for machine manufacturers, Universal Pack has developed SYNTHESIS ALFA FS: an ultra-compact, high-performance stick pack (single-dose sachets) packaging line designed for complex powder and liquid applications. Throughout the machine, Schneider Electric technology – a long-standing partner of Universal Pack – has been adopted as the reference platform for the entire automation architecture.

The decision to implement a unified technology ecosystem based on Schneider Electric’s EcoStruxure platform has proved instrumental. The system manages brushless motion control (high-precision electric motors), the control CPU, complete machine signal management and robotics, including the mechanics of the Delta P2 robot for automated product pick-andplace operations. Integrating motion control and robotics on the same platform provides a linear control logic, reduces critical interfaces and dramatically shortens system integration times. Advanced robot software management, combined with the processing power of the Schneider CPU, optimises line performance by reducing configuration, commissioning and reconfiguration times, achieving improvements of up to 50% in high-mix environments such as pharmaceutical packaging. The open architecture also ensures long-term flexibility and scalability, paving the way for advanced capabilities such as digital twins and predictive maintenance, free from rigid technological constraints.

SYNTHESIS ALFA FS features dual dosing for powder products (APIs and excipients), a watercooling system for heat-sensitive powders, 100% in-line weight control, redesigned forming and sealing units, configurations ranging from 10 to 100 stick packs, output of up to 50 cartons per minute, and full traceability for every individual product. The integrated P2 robot ensures precise and reliable robotic loading while complying with the most stringent standards. Its compact footprint combines automation, precision and flexibility, resulting in a fully Schneider-powered machine.

The line stands as an example of how Universal Pack’s know-how and Schneider Electric’s expertise in automation and digitalisation can be combined to deliver high-performance, sustainable solutions capable of meeting the challenges of Industry 4.0, while delivering measurable gains in productivity, energy efficiency and process quality.

I delta robot SIPRO per il pharma

Da oltre 40 anni, SIPRO Srl sviluppa e realizza controlli numerici e soluzioni avanzate per il motion control. Accanto a controlli/PLC e a una gamma completa di hardware e software dedicati all’automazione industriale, SIPRO propone sul mercato anche la propria linea di robot a cinematica Delta.

Ideali per applicazioni di Pick & Place, assemblaggio e handling nei diversi settori del packaging, i Delta Robot SIPRO si distinguono principalmente per il diametro dell’area di lavoro, con versioni disponibili da 500 mm, 700 mm, 1200 mm e 1600 mm. I robot possono essere configurati con 3, 4 o 5 assi e integrati in modo rapido ed efficiente con i sistemi di visione sviluppati da SIPRO.

Tra i principali punti di forza spiccano, la possibilità di personalizzare le mani di presa e l’integrazione di funzionalità avanzate, tra cui interpolazione, tracking del nastro in fase di presa e deposito, gestione e distribuzione dei prodotti su più robot in linea, raccordi di traiettoria 3D ed esecuzione dell’interfaccia grafica su dispositivi mobili Android.

Tra i settori produttivi dove i Delta Robot SIPRO trovano applicazione spicca il comparto farmaceutico. Grazie al grado di protezione IP69K, risultano infatti adatti ad ambienti in cui igiene e lavaggi ad alta pressione rappresentano requisiti fondamentali.

SIPRO Delta Robots for the pharmaceutical industry

For over 40 years, SIPRO Srl has been developing and manufacturing numerical controls and advanced motion control solutions. Alongside its controllers/PLCs and a comprehensive range of hardware and software dedicated to industrial automation, SIPRO also offers the market its own line of Delta kinematics robots.

Designed for Pick & Place, assembly and handling applications across a variety of packaging sectors, SIPRO Delta Robots are primarily distinguished by their working area diameter, with versions available in 500 mm, 700 mm, 1200 mm and 1600 mm versions. The robots can be configured with 3, 4 or 5 axes, and can be integrated quickly and

efficiently with the vision systems developed by SIPRO. Key strengths include the ability to customise gripping hands and the integration of advanced functionalities, such as interpolation, conveyor tracking during pick and place operations, product management and distribution across multiple in-line robots, 3D

trajectory blending, and execution of the graphical interface on Android mobile devices. The pharmaceutical sector is one of the key industries where SIPRO Delta Robots are deployed. Thanks to their IP69K protection rating, they are well suited to environments where hygiene and high-pressure washdowns are fundamental requirements.

CAMA Group

Soluzione robotizzata multiformato per il mercato parafarmaceutico

Nel mondo PHHC, dove varietà di formati, precisione e continuità operativa sono requisiti imprescindibili, la flessibilità della tecnologia di confezionamento diventa un fattore strategico.

È in questo scenario che si inserisce una recente applicazione sviluppata da Cama Group per un’azienda del settore parafarmaceutico, chiamata a gestire prodotti medicali e per la cura della persona destinati sia all’ambito ospedaliero che a quello domestico.

Il cuore della soluzione è un robot a 3 assi di nuova generazione, integrato in una linea compatta capace di trattare quattro diversi formati di aerosol e bottiglie, con configura-

zioni di confezionamento variabili e inserimento di divisori verticali quando necessario. A rendere il sistema ancora più efficiente contribuiscono il controllo tramite visione, la doppia telecamera per la verifica qualità e i robot RB 003, che assicurano affidabilità e precisione lungo tutto il processo.

Completa il progetto la tecnologia ACL per il caricamento automatico dei fustellati, pensata per semplificare le attività operative e rendere la linea ancora più snella.

Un esempio concreto di come Cama Group traduca esigenze complesse in soluzioni evolute e su misura per il mondo PHHC.

CONFEZIONAMENTO DI PRECISIONE NEL MONDO PHHC

CAMA Group

A multi-format robotic solution for the parapharmaceutical market

In the PHHC sector, where format variety, precision and operational continuity are essential requirements, the flexibility of packaging technology becomes a strategic factor.

It is within this context that a recent application developed by Cama Group for a company operating in the parapharmaceutical sector has

been introduced. The solution was designed to handle medical and personal care products intended for both hospital and home-use environments.

At the heart of the system is a nextgeneration 3-axis robot, integrated into a compact line capable of handling four different aerosol and bottle formats, with variable

packing configurations and the insertion of vertical dividers where required. Vision-based inspection, dual cameras for quality verification and RB 003 robots, which ensure reliability and precision throughout the process, further enhance system efficiency.

The solution is completed by ACL technology for the automatic loading

of die-cut blanks, designed to simplify operational activities and further streamline line management. This application provides a clear example of how Cama Group transforms complex requirements into advanced, tailored solutions for the PHHC world.

ABJ alive - Syntegon

La partnership che accelera il mercato delle capsule nutraceutiche

Con la serie GKF Capsylon, downtime ridotti del 20% e efficienza aumentata fino al 50% anche su ingredienti complessi come l’ossido di magnesio

La domanda globale di capsule nutraceutiche continua a crescere, spinta da una maggiore attenzione alla salute, dall’emergere di nuovi ingredienti e dall’espansione dell’e-commerce. In questo scenario ad alta dinamicità, produttori e Cdmo devono gestire formulazioni sempre più complesse, garantire rapidità di immissione sul mercato e mantenere elevati standard qualitativi. È in questa cornice che si inserisce la collaborazione tra ABJ alive e Syntegon, avviata nel 2018 e oggi divenuta un vero modello di co-creazione tecnologica.

ABJ alive, parte del gruppo 1Q Health e specializzata nella produzione conto terzi di capsule nutraceutiche, gestisce un ampio ventaglio di ingredienti - dai probiotici alle vitamine, dagli estratti vegetali agli enzimi - spesso caratterizzati da proprietà fisiche e biologiche difficili da trattare. La necessità di passare rapidamente da una formulazione all’altra, mantenendo costanza di processo e

IL SISTEMA BREVETTATO

puntualità nelle consegne, ha reso strategica l’adozione di tecnologie affidabili e scalabili.

La risposta è arrivata con la serie GKF Capsylon di Syntegon, progettata per produzioni medio-alte nel settore nutrition & health. Dopo un primo test, ABJ alive ha scelto di ampliare progressivamente il parco macchine fino alle attuali sei riempitrici ad alta produttività installate nello stabilimento di Creussen. I risultati sono significativi: riduzione complessiva dei downtime del 20% e incremento dell’efficienza fino al 50% per ingredienti complessi come l’ossido di magnesio.

Elemento distintivo della tecnologia Syntegon è il sistema brevettato slide-gate, che consente un dosaggio delicato delle materie prime, riduce le perdite di prodotto, limita l’impatto delle polveri sulla macchina e permette di lavorare anche pellet sulla stessa stazione di dosaggio. Facilità d’uso, pulizia rapida e un favorevole rapporto qualità-prezzo completano il quadro.

La collaborazione, sottolinea il Plant Manager Florian Geppert, va però oltre la fornitura di macchine: “Syntegon affianca ABJ alive come partner di lungo periodo, contribuendo all’ottimizzazione dei processi e alla gestione delle formulazioni più complesse. Un supporto che si traduce in maggiore scalabilità e solidità operativa, mantenendo al contempo il pieno controllo tecnologico da parte dell’azienda tedesca”.

Con una crescita del 40% nel 2025 e l’obiettivo dichiarato di raddoppiare la produzione di capsule, ABJ alive guarda ai prossimi anni con una strategia chiara: continuare a investire in tecnologie Syntegon per sostenere l’espansione e rispondere alle sfide di un mercato sempre più competitivo.

ABJ alive–Syntegon: the partnership accelerating the nutraceutical capsule market

With the GKF Capsylon series, downtime reduced by 20% and efficiency increased by up to 50%, even with complex ingredients such as magnesium oxide

Global demand for nutraceutical capsules continues to grow, driven by greater health awareness, the emergence of new ingredients, and the expansion of e-commerce. In this fast-moving landscape, manufacturers and CDMOs must handle increasingly complex formulations, ensure rapid time-tomarket, and maintain high quality standards. It is within this context that the collaboration between ABJ alive and Syntegon takes shape— launched in 2018 and now evolved into a true model of technological co-creation.

ABJ alive, part of the 1Q Health Group and specialized in contract manufacturing of nutraceutical capsules, works with a wide range of ingredients—from probiotics to vitamins, from plant extracts to enzymes—often characterized by physical and biological properties that are difficult to handle. The need to switch quickly between formulations while maintaining

process consistency and on-time delivery has made the adoption of reliable and scalable technologies a strategic priority.

The answer came with Syntegon’s GKF Capsylon series, designed for medium- to high-volume production in the nutrition and health sector. Following an initial trial, ABJ alive progressively expanded its machine fleet to the current six high-performance capsule filling machines installed at its Creussen facility. The results are significant: an overall 20% reduction in downtime and up to a 50% increase in efficiency when handling complex ingredients such as magnesium oxide.

A distinctive feature of Syntegon’s technology is the patented slide-gate system, which enables gentle dosing of raw materials, reduces product loss, limits the impact of powders on the machine, and allows pellets to be processed on the same dosing

station. Ease of use, fast cleaning, and a favorable cost-performance ratio complete the picture.

As emphasized by Plant Manager Florian Geppert, the collaboration goes beyond equipment supply: “Syntegon supports ABJ alive as a long-term partner, contributing to process optimization and the management of increasingly complex formulations. This support translates into greater scalability and operational robustness, while ABJ alive retains full technological control”.

With 40% growth in 2025 and a stated goal of doubling capsule production, ABJ alive is looking ahead with a clear strategy: to continue investing in Syntegon technologies in order to support expansion and meet the challenges of an increasingly competitive market.

Precisa ed efficiente: Marchesini Group svela la nuova ORBITA–L

In occasione di Interpack 2026, la Business Unit Pharma di Marchesini Group ha presentato, in un’area ad accesso limitato, la nuova ORBITA–L. Si tratta di una macchina di riempimento e tappatura per prodotti liquidi non iniettabili in grado di gestire in modo efficiente il trasporto, il dosaggio e la tappatura dei flaconi con un elevato livello di precisione, limitando al contempo la necessità di parti di cambio formato. Il design modulare garantisce un’eccellente adattabilità alle diverse esigenze produttive, combinando i pregi di una macchina a moto intermittente con la flessibilità e la velocità di un innovativo sistema di trasporto magnetico.

Per quanto riguarda la fase di dosaggio possono essere integrati diversi sistemi tra cui, misuratori di massa, sistemi volumetrici o pompe peristaltiche e nelle applicazioni più complesse, è possibile installare due sistemi di dosaggio differenti. Il gruppo di alimentazione-dosaggio è progettato per essere completamente integrato con sistemi CIP/ SIP senza necessità di intervento manuale dell’operatore. La modularità della ORBITA-L permette di installare contemporaneamente fino a tre stazioni di tappatura con tecnologie differenti: in fiera la macchina è stata esposta con una singola testa di tappatura, progettata per chiusure pompette snap-on ad alta pressione, con un sistema stira-cannule brushless per una corretta gestione dei pescanti. Infine, un sistema di visione Sea Vision può essere

installato in diverse aree della macchina per garantire la massima qualità del prodotto.

Ecco i principali punti di forza della ORBITA-L. Il primo è la modularità: il sistema può essere configurato in diverse lunghezze, consentendo un facile adattamento in base alle stazioni di tappatura. Il secondo è la riduzione dei tempi di cambio formato: la macchina può gestire una gamma di flaconi adattandosi automaticamente ai diversi diametri grazie alle pinze installate sui trasporti magnetici. Questa tecnologia è brevettata dal Gruppo Marchesini. Il terzo è il controllo peso al 100% alla massima velocità, per garantire un preciso controllo qualitativo sul processo di dosaggio. Ultimo punto, la testata di tappatura avanzata, progettata per gestire efficacemente tutti i tipi di chiusura con movimentazione servoassistita, possibilità di un controllo coppia continuo e gestione affidabile di chiusure spray grazie a un sistema stira-cannule brushless.

Precise and efficient: Marchesini Group unveils the new ORBITA-L

On the occasion of Interpack 2026, Marchesini Group Pharma Business Unit presented, in a restricted-access area, the new ORBITA-L. This is a filling and capping machine for noninjectable liquid products, capable of efficiently handling the transport, dosing and capping of bottles with a high level of precision, while limiting the need for format change parts. Its modular design ensures excellent adaptability to different production requirements, combining the advantages of an intermittent-motion machine with the flexibility and speed of an innovative magnetic transport system. For the dosing phase, different systems can be integrated, including mass flow meters, volumetric systems or peristaltic pumps and, in more complex applications, it is possible to install two different dosing systems. The feeding and dosing unit is designed to be fully integrated with CIP/SIP systems without the need for manual operator intervention. The modularity of the ORBITA-L allows the simultaneous installation of up to three capping stations with different technologies: at the trade fair, the machine was displayed with a single capping head, designed for high-pressure snapon pump closures, featuring a brushless dip tube straightening system for correct dip tube management. Finally, a Sea Vision inspection system can be installed in different areas of the machine to ensure maximum product quality.

Here are the main strengths of the ORBITA-L. The first is modularity: the system can be configured in different lengths, allowing easy adaptation based on the capping stations. The second is reduced format changeover time: the machine can handle a range of bottles by automatically adapting to different diameters thanks to the grippers installed on the magnetic transports. This technology is patented by Marchesini Group. The third is 100% weight control at maximum speed, to ensure precise quality control during the dosing process. The final point is the advanced capping head, designed to effectively manage all types of closures with servo-assisted movement, the possibility of continuous torque control and reliable handling of spray closures thanks to a brushless dip tube straightening system.

Technologies and solutions for the LifeScience industries

The international event entirely dedicated to technology serving the chemical-pharmaceutical industry, with a focus on transformation and innovation in packaging and materials. Pharmintech. Where Pharma Technology Meets Business.

labeling & coding

Il congresso annuale di Gipea, andato in scena a metà giugno, ha confermato il ruolo dell’associazione come luogo privilegiato di confronto per l’industria delle etichette autoadesive. Al centro dell’edizione 2026, sintetizzata dal titolo “Dati, Creatività e Ai: il nuovo linguaggio dell’innovazione nelle etichette”, i temi che stanno ridefinendo il settore, ovvero trasformazione digitale, intelligenza artificiale, sostenibilità, scenari geopolitici e nuove sfide normative.

L’appuntamento si è aperto con l’assemblea privata dei soci trasformatori, durante la quale Stefano Salvemini è stato confermato alla presidenza di Gipea per il prossimo biennio. Nel messaggio inaugurale, il presidente di Assografici Carlo Montedoro ha richiamato l’attenzione sulla necessità di fare sistema in un contesto economico caratterizzato da forte instabilità.

A ribadire il valore associativo dell’incontro è stato anche Pierluigi Gava, presidente del Gruppo cartario, cartotecnico, grafico editori di Confindustria Veneto Est. “Quando gli imprenditori si incontrano e condividono esperienze, si sviluppa anche la capacità di guardare avanti”. Proprio l’evoluzione del mercato delle etichette è stata al centro dell’intervento di Salvemini. Secondo il presidente di Gipea, l’intensificazione

Al congresso GIPEA

la roadmap per la competitività

Due giornate di confronto tra imprenditori, esperti e fornitori per analizzare le trasformazioni che stanno ridefinendo il mercato delle etichette

dell’attività regolatoria europea non deve essere letta soltanto come un elemento di complessità ma anche come un possibile vantaggio competitivo.

Grande attenzione è stata dedicata all’intelligenza artificiale. Emanuele Frontoni, co-director del VRAI Lab dell’Università di Macerata, ha illustrato le opportunità offerte dagli agenti IA alle PMI manifatturiere, evidenziando come queste tecnologie rendano accessibili capacità finora riservate alle grandi organizzazioni. Allo stesso tempo, ha richiamato l’attenzione sulle criticità legate all’adozione: “Questa evoluzione si scontra con risorse limitate, carenza di competenze e con i vincoli posti dall’AI Act”.

Tra gli approfondimenti tecnici, particolare interesse ha suscitato l’intervento di Luca Mauri, Technical Director di T&K, dedicato alla stampa a gamut esteso (Ecg). Una tecnologia che amplia la gamma cromatica grazie all’introduzione dei colori orange, green e violet e che, secondo Mauri, consente di ottenere “una maggiore standardizzazione e predicibilità del processo, oltre a una migliore sostenibilità e a una macchina praticamente sempre pronta per la produzione”.

Gipea Congress outlines a roadmap for competitiveness

Two days of discussion among entrepreneurs, industry experts and suppliers explored the transformations reshaping the label market

Gipea’s annual congress, held in mid-June, once again confirmed the association’s role as a key forum for the self-adhesive label industry. The 2026 edition, titled “Data, Creativity and AI: the New Language of Innovation in Labels”, focused on the issues that are redefining the sector, including digital transformation, artificial intelligence, sustainability, geopolitical developments and evolving regulatory requirements. The event opened with the private assembly of converter members, during which Stefano Salvemini was confirmed as Gipea President for the next two years. In his opening remarks, Assografici President Carlo Montedoro stressed the importance

of strengthening collaboration within the industry in a highly uncertain economic environment.

Pierluigi Gava, President of the Paper, Packaging, Printing and Publishing Group of Confindustria Veneto Est, also emphasized the value of industry associations. “When entrepreneurs meet and share experiences, challenges and solutions, they also develop the ability to look ahead proactively”.

The evolution of the label market was a central theme of Salvemini’s address. According to the Gipea President, the increasing pace of European regulation should not be viewed solely as an additional burden, but also as a potential

competitive advantage. Artificial intelligence received considerable attention throughout the congress. Emanuele Frontoni, Co-Director of the VRAI Lab at the University of Macerata, illustrated the opportunities that AI agents can offer manufacturing SMEs, making capabilities previously reserved for large organizations more widely accessible. At the same time, he highlighted the challenges associated with adoption: “This evolution is constrained by limited resources, a shortage of skills and the requirements imposed by the AI Act”.

Among the technical presentations, Luca Mauri, Technical Director

of T&K, drew significant interest with his discussion of Extended Color Gamut (Ecg) printing. This technology expands the available color range through the addition of orange, green and violet inks and, according to Mauri, delivers “greater process standardization and predictability, improved sustainability, and a press that is virtually always ready for production”.

Etichettatura per il pharma: l’approccio integrato di Arca Etichette

Le soluzioni tecnologiche esposte a CPHI Milano, 6-8 ottobre 2026 - stand 11D53

Nel settore farmaceutico, l’etichettatura rappresenta un elemento critico per garantire conformità normativa, sicurezza del paziente e tracciabilità dei prodotti lungo tutta la filiera. In questo contesto, Arca Etichette si propone con un’offerta tecnologica e organizzativa sviluppata specificamente per rispondere ai requisiti stringenti dell’industria del farmaco. Da decenni protagonista nel pharma, Arca Etichette ha sviluppato una specializzazione profonda, diventando un punto di riferimento per chi cerca non semplicemente un fornitore, ma un vero solution provider, capace di interpretare e anticipare le necessità di un settore in continua evoluzione.

Ampia gamma per il pharma tra multi-formato e sicurezza Il portafoglio comprende un’ampia gamma di soluzioni autoadesive e sleeve per il packaging secondario: etichette per flaconi e contenitori di diverso formato, soluzioni “no label look” per fiale, etichette multipagina e multistrato per l’estensione dei contenuti informativi, oltre ad applicazioni specifiche quali hanger label per prodotti infusionali, wrap-around label per piccoli diametri e sistemi con stampa Braille.

Particolare rilievo assumono le soluzioni dedicate a sicurezza e tracciabilità, tra cui sigilli tamper-evident conformi alla Direttiva 2011/62/UE, etichette serializzate e sistemi di track & trace, integrabili nei processi di gestione dei dati lungo la supply chain.

Tecnologia multipiattaforma

Dal punto di vista tecnologico, Arca Etichette integra piattaforme di stampa analogiche (flessografia UV/UV Led, serigrafia, offset) e digitali (inkjet e offset digitale), combinate in configurazioni ibride al fine di ottimizzare qualità, flessibilità e produttività.

Qualità e competenza

Il controllo qualità è garantito da sistemi di videoispezione al 100% e da procedure documentate che coprono tutte le fasi produttive, dalla selezione dei materiali fino al rilascio del lotto. L’approccio è completato da competenze tecniche interne per la scelta dei supporti e degli adesivi più idonei alle specifiche condizioni di utilizzo.

Grazie a un modello operativo strutturato e al continuo aggiornamento tecnologico, Arca Etichette supporta le aziende farmaceutiche nello sviluppo di soluzioni di etichettatura conformi, sicure e performanti, offrendo etichettatrici, print&apply e sistemi di etichettatura e marcatura di ogni tipologia, anche laser sviluppati internamente. Un’azienda che non solo contribuisce all’efficienza dei processi di confezionamento e alla protezione del prodotto, ma è anche vicina alle tematiche ESG in qualità di Società Benefit, certificata B Corp™.

www.arcaetichette.it

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Labelling for pharma: Arca Etichette’s integrated approach

The technological solutions on display at CPHI Milan, 6-8 October 2026 - Stand 11D53

In the pharmaceutical industry, labelling is a critical element in ensuring regulatory compliance, patient safety and product traceability throughout the entire supply chain. Within this framework, Arca Etichette positions itself by offering technologies and organisational expertise specifically developed to meet the stringent requirements of the pharmaceutical sector.

A long-established player in the pharma market, Arca Etichette has built deep sector expertise over decades, becoming a trusted partner for companies seeking not merely a supplier, but a genuine solution provider capable of understanding and anticipating the needs of an industry in constant evolution.

A broad pharma portfolio spanning multiformat and security applications

The product range encompasses a wide range of self-adhesive and sleeve solutions for secondary packaging: labels for bottles and containers of various sizes, “no-label look” solutions for ampoules, multi-page and multilayer labels for extended information content, as well as specialised applications including hanger labels for infusion products, wraparound labels for small-diameter containers and Braille printing systems.

Particular emphasis is placed on security and traceability solutions, including tamper-evident seals compliant with Directive 2011/62/EU, serialized labels and track-and-trace systems that can be integrated into data management processes along the supply chain.

Multi-platform technology

On the technological front, Arca Etichette combines analogue printing platformsincluding UV and UV LED flexography, screen printing and offset printing - with digital technologies such as inkjet and digital offset. These are deployed into hybrid configurations to optimise print quality, flexibility and production efficiency.

Quality and expertise

Quality assurance is assured through 100% video inspection systems and documented procedures covering every stage of production, from material selection through to batch release. This approach is complemented by inhouse technical expertise in selecting the most suitable substrates and adhesives for specific application requirements.

Through a structured operational model and continuous investment in technological innovation, Arca Etichette supports pharmaceutical companies in developing labelling solutions that are compliant, safe and high-performing, offering a full range of labeling machines, print & apply systems, and marking solutions of all kinds, including in-house developed laser technologies. The company not only contributes to packaging efficiency and product protection, but also demonstrates a strong commitment to ESG principles as a Benefit Corporation and certified B Corp™.

www.arcaetichette.it

INTEGRITÀ DEL PRODOTTO AL 100% CON VISIONE E SCARTO SELETTIVO

La modularità delle soluzioni Etipack per vincere le sfide del farmaceutico

Flaconcini in vetro etichettati in 17 formati, fino a 280 pezzi al minuto e senza una rottura: il progetto con cui l’azienda ha soddisfatto le esigenze di un produttore di farmaci iniettabili e per infusione

Nel confezionamento farmaceutico le scelte strategiche non riguardano solo la singola macchina, ma anche il partner con cui affrontare la sfida. È qui che Etipack, costruttore di sistemi di etichettatura e codifica parte della divisione PID-Possehl Identification Solutions, è in grado di dare risposte alle esigenze dei clienti con un’architettura modulare e competenze ingegneristiche interne, che permettono di dimensionare ogni sistema esattamente sull’esigenza reale, senza imporre soluzioni sovradimensionate.

Elevate prestazioni, qualità e versatilità Lo dimostra un progetto recente per un produt-

tore di farmaci iniettabili e per infusione: una linea in grado di etichettare flaconcini cilindrici in vetro in 17 formati differenti, con diametri e altezze variabili, garantendo la verifica qualità su ogni singolo pezzo. Il tutto senza penalizzare le prestazioni di una linea che lavora fino a 280 pezzi al minuto.

Partendo da un’architettura modulare, ingegnerizzata internamente attorno alla specifica applicazione, Etipack ha integrato etichettatura avvolgente, stampa di dati variabili in linea e verifica OCV/OCR flacone per flacone, con cambi formato rapidi e ripetibili sull’intera gamma. Il controllo di visione riveste un ruolo centrale: ogni sovrastampa viene letta e validata in linea prima che il flaconcino prosegua, assicurando tracciabilità completa e conformità al 100% senza rallentare la produzione.

Integrità del prodotto e accuratezza al centro con Multifinger

Si tratta di un elemento distintivo del progetto, un’unità di scarto selettivo che rimuove i flaconcini non conformi con delicatezza, senza rischio di rotture e senza interrompere il flusso. Su vetro ad alta velocità la modalità di scarto è spesso il vero nodo critico di una linea: espellere il pezzo sbagliato senza danneggiarlo né fermare la produzione richiede un progetto dedicato, non un componente a scaffale. Il risultato per il cliente è una linea che senza sacrificare la produttività è in grado di gestire l’intera gamma di formati, controllando ogni pezzo e proteggendo i prodotti fragili.

Etipack’s modular solutions meet the challenges of pharmaceutical packaging

Glass vials labelled in 17 different formats at speeds of up to 280 units per minute, without a single breakage: the project developed to meet the requirements of a manufacturer of injectable and infusion medicines

In pharmaceutical packaging, strategic decisions are not limited to selecting the right machine: choosing the right technology partner is equally important.

This is where Etipack, a manufacturer of labelling and coding systems and part of the PID–Possehl Identification Solutions division, is able to respond to customers’ requirements through a modular architecture and in-house engineering expertise. This approach allows each system to be sized precisely to actual production needs, without imposing unnecessarily oversized solutions.

Performance, quality and versatility at the highest level

A recent project for a manufacturer of injectable and infusion medicines provides a clear example: a line designed to label cylindrical glass vials in 17 different formats, covering a range of diameters and heights, while ensuring that each single unit undergoes quality inspection. All this is achieved without compromising performance, with the line operating at speeds of up to 280 units per minute.

Based on a modular architecture engineered in-house around the specific application, Etipack

integrated wrap-around labelling, in-line variable data printing and vial-by-vial OCV/OCR inspection, together with fast, repeatable format changeovers across the entire product range.

The vision inspection system plays a central role: every overprint is read and validated in line before the vial is allowed to proceed, ensuring full traceability and 100% compliance without slowing down production.

Product integrity and accuracy at the core with Multifinger A distinctive feature of the project is the Multifinger selective rejection

unit, which gently removes noncompliant vials without any risk of breakage or interruption to the production flow. When handling glass containers at high speed, the rejection method is often one of the most critical aspects of the entire line: removing the defective item without damaging it or stopping production calls for a purposedesigned solution rather than an off-the-shelf component. The result is a line capable of handling the full range of formats, inspecting every single unit and protecting fragile products, all without compromising productivity.

La flessibilità Kraus nella gestione degli astucci stesi che piace a DCM

Nel mercato del confezionamento pharma e beauty, in particolare se alto di gamma, tracciabilità e identificazione del prodotto sono requisiti imprescindibili. La necessità di applicare codici serializzati, sigilli di sicurezza o etichette promozionali si scontra con l’esigenza di flessibilità e riduzione dei tempi di fermo macchina. In questo quadro, la risposta più efficiente è rappresentata dall’automatizzazione dei processi direttamente sugli astucci stesi prima della fase di astucciatura.

Gli sfogliatori JoKer

DCM, partner di riferimento nell’automazione industriale, risponde a queste istanze attraverso le soluzioni a marchio Kraus, basate su un approccio evoluto e modulare. Il punto di partenza del processo è affidato agli sfogliatori a frizione della serie JoKer: si tratta di alimentatori che separano e inseriscono in linea fustellati e cartoncini piatti ad altissima velocità, gestendo un’ampia varietà di spessori senza danneggiare le superfici o le finiture pregiate tipiche del luxury packaging.

FK Codingline e LabelJack: dal trasporto all’etichettatura I prodotti sfogliati vengono presi in carico dal sistema di trasporto FK Codingline, una linea modulare a tappeti sincronizzati che assicura un

ALLA RICERCA DELLA MASSIMA EFFICIENZA NEL CONFEZIONAMENTO SECONDARIO

perfetta collocazione la testa di etichettatura industriale LabelJack di Kraus. Si tratta di un sistema caratterizzato da elevata compattezza, precisione millimetrica di applicazione anche alle massime velocità e flessibilità. Caratteristiche che ne consentono l’integrazione nativa sia sulla Codingline che su linee preesistenti. LabelJack permette inoltre di gestire con accuratezza l’applicazione di etichette autoadesive, vignette farmaceutiche o sigilli, in accordo con le richieste specifiche dei diversi mercati internazionali.

Marcatura a getto d’inchiostro e sistemi di visione per la massima accuratezza

La stabilità del trasporto integrato del sistema proposto da DCM consente inoltre l’adozione di sistemi di marcatura a getto d’inchiostro per la stampa di codici Datamatrix, affiancati da evoluti sistemi di visione per il controllo qualità. Un gruppo di scarto automatico a cassetto provvede a espellere i prodotti non conformi, garantendo produzione a “zero difetti”.

DCM e Kraus offrono così una proposta tecnologica completa e flessibile, ideale per tutte quelle aziende che operano nei settori farmaceutico e cosmetico, alla ricerca della massima efficienza nel confezionamento secondario.

fatti

Kraus flexibility in flat carton handling appeals to DCM

In the pharmaceutical and beauty packaging markets, particularly at the premium end, product traceability and identification are non-negotiable requirements. The need to apply serialised codes, tamper-evident seals or promotional labels must be balanced against the demand for flexibility and reduced machine downtime. In this context, the most efficient solution is the automation of processes directly on flat cartons before the cartoning stage.

JoKer Friction Feeders

DCM, a trusted partner in industrial automation, addresses these needs through its Kraus-branded solutions, built on an advanced, modular approach. The process begins with the JoKer series friction feeders, designed to separate and feed die-cut blanks and flat cartons in-line at very high speeds. These systems can handle a wide range of material thicknesses without damaging surfaces or the premium finishes typical of luxury packaging.

FK Codingline and LabelJack: from conveying to labelling

The fed products are transferred to the FK Codingline conveying system, a modular line featuring synchronised belt conveyors that ensure smooth, millimetre-accurate transit of flat cartons. This provides

the ideal foundation for integrated, simultaneous processing operations. The system is perfectly suited to accommodate the Kraus LabelJack industrial labelling head, a solution combining a compact footprint, millimetre-precise label placement even at maximum operating speeds, and outstanding flexibility. These features enable seamless integration both on the Codingline and on existing production lines. LabelJack also ensures accurate application of self-adhesive labels, pharmaceutical vignettes and seals, in compliance with the specific requirements of different international markets.

Inkjet

marking and vision systems for maximum accuracy

The stable, integrated transport of the DCM system also lends itself to the adoption of inkjet marking systems for printing Datamatrix codes, complemented by advanced vision systems for quality inspection. An automatic drawer-type ejection unit removes non-conforming products, ensuring a “zero-defect” production process.

DCM and Kraus therefore deliver a complete and flexible technological solution, ideally suited to pharmaceutical and cosmetics manufacturers seeking maximum efficiency in secondary packaging operations.

Packaging Farmaceutico Sostenibile

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Selezioniamo soluzioni e materiali per ridurre l’impatto ambientale.

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progettiamo per rispondere alle elevate esigenze del settore farmaceutico.

AFFIDABILITÀ E SERVIZIO

Competenza e continuità per accompagnare ogni progetto.

Scopri le nostre soluzioni su puntopack.it

Label Aire

Tecnologie per la riduzione dei tempi di fermo linea

A disposizione un ecosistema di soluzioni per ottimizzare l’intero processo di etichettatura

Nell’attuale contesto manifatturiero, la riduzione dei costi di produzione non dipende più semplicemente dall’aumento della velocità delle linee. Il vero obiettivo è garantire la continuità della produzione. Ogni fermo non pianificato, sia esso dovuto alla sostituzione di una bobina di etichette, allo smaltimento del liner o a interventi di manutenzione ordinaria, riduce la produttività e incrementa i costi operativi. Sebbene l’etichettatura rappresenti solo una delle fasi del processo di confezionamento, il suo impatto sul costo complessivo della produzione è spesso sottovalutato. La filosofia di Label-Aire Europe mira a processi di etichettatura affidabili nati dalla progettazione dell’intero sistema e non solo dall’ottimizzazione della singola macchina. L’obiettivo è semplice: mantenere la produzione in funzione con minimo intervento dell’operatore, riducendo i tempi di fermo e i quindi i costi di esercizio.

Un portfolio di soluzioni Si tratta di una filosofia basata sull’integrazione di tre tecnologie complementari: l’ASDU (Automatic Splice Dual Unwinder), il sistema automatico di svolgimento e giunzione delle bobine; 3111TS, applicatore di etichette ad alta velocità; l’Automatic Rewind System (ARS).

L’ASDU trasferisce automaticamente la produzione su una nuova bobina di etichette prima dell’esaurimento di quella in uso, eliminando una delle cause più frequenti di arresto della linea. Il 3111TS garantisce un’applicazione delle etichette precisa e ad alta velocità, con la robustezza necessaria per il funzionamento continuo in ambiente industriale. A completare il processo interviene l’ARS, che riavvolge automaticamente il liner esausto in rotoli compatti, riducendo l’ingombro nell’area di produzione, migliorando la sicurezza degli operatori e semplificando le operazioni di riciclo.

Il risultato è una soluzione di etichettatura progettata non solo per assicurare elevate prestazioni in fase di applicazione, ma anche per consentire ai produttori di mantenere le linee operative più a lungo, riducendo interruzioni, interventi manuali e costi.

Affidabilità per pharma, F&B e beni di largo consumo

Un approccio che risulta particolarmente vantaggioso in settori come il farmaceutico, l’alimentare, il beverage e i beni di largo consumo (FMCG), dove continuità produttiva, tracciabilità e qualità del prodotto rappresen-

tano requisiti imprescindibili. Con il progressivo avanzare dell’automazione, i produttori ricercano sempre più soluzioni capaci di coniugare elevate prestazioni, affidabilità operativa nel lungo periodo e riduzione dei costi di esercizio.

Ridurre i costi di produzione non significa necessariamente aumentare la velocità delle macchine poiché spesso i maggiori risparmi sono il risultato dalla riduzione o eliminazione delle interruzioni. Attraverso soluzioni progettate per ottimizzare l’intero processo di etichettatura, i produttori possono realizzare operazioni di confezionamento più efficienti, affidabili e sostenibili sotto il profilo economico poiché la linea più produttiva non è sempre la più veloce, ma quella che riduce al massimo i fermi macchina.

Label-Aire Technologies for reducing production line downtime

An integrated portfolio of solutions designed to optimize the entire labeling process

IIn today’s manufacturing environment, reducing production costs is no longer about simply increasing line speed. It is about keeping production moving. Every unplanned stop, whether for a label roll change, liner disposal or routine maintenance, reduces productivity and increases operating costs. While labeling represents only one stage of the packaging process, its influence on the total cost of production is often underestimated. At Label-Aire Europe, the belief is that reliable labeling starts with engineering the entire labeling process rather than focusing on a single machine. The objective is simple: to keep production running with minimal operator intervention while reducing unnecessary downtime and operating costs.

The portfolio of labelling solutions

This philosophy is reflected in the integration of three complementary technologies: the ASDU Automatic Splice Dual Unwinder, the 3111TS high-speed label applicator and the Automatic Rewind System (ARS).

The ASDU automatically transfers production to a new label roll before the current one is exhausted, eliminating one of the most common causes of production stoppages. The 3111TS delivers accurate, high-speed label application with the robustness required for continuous industrial operation. Completing the process, the ARS rewinds the spent release liner into compact rolls, reducing clutter around the production line, improving operator safety and simplifying recycling.

The result is a labeling solution designed not simply for high-speed label application, but to help manufacturers keep their production lines running efficiently for longer, reducing interruptions, operator intervention and production costs.

Reliability for pharma, F&B, consumer goods industries

This approach is particularly valuable in industries such as pharmaceuticals, food, beverage and consumer goods, where production continuity, traceability and product quality are essential. As manufacturers continue to automate their operations, they increasingly seek solutions that combine performance with long-term operational reliability and lower operating costs. Reducing production costs is not always about making equipment faster. Often, the greatest savings come from eliminating unnecessary interruptions. By engineering solutions that address the complete labeling process, manufacturers can build more efficient, reliable and cost-effective packaging operations. Ultimately, the most productive production line is not always the fastest, but the one that spends the least time standing still.

Altech a Pack Expo con il meglio dell’etichettatura industriale made in Italy

Per i suoi 35 anni di attività, l’azienda porta a Chicago le tecnologie di punta della propria gamma

In occasione di Pack Expo International 2026 (18-21 ottobre), uno dei più importanti appuntamenti mondiali dedicati alle tecnologie per il packaging e il processing, Altech sarà presente a Chicago presso il Booth W 36052, West Hall, Package Printing Pavilion, dove presenterà le proprie soluzioni più avanzate.

La partecipazione alla manifestazione conferma la forte vocazione internazionale dell’azienda italiana, specializzata nella progettazione e produzione di sistemi di etichettatura industriale, e rappresenta un’importante occasione per mostrare le più recenti innovazioni nel campo delle applicazioni automatiche e dei sistemi Print & Apply. Il 2026 segna inoltre un traguardo significativo per l’azienda, che celebra 35 anni di attività, consolidando una competenza sviluppata interamente in Italia.

Tra le tecnologie protagoniste dello stand ci sarà ALritma, la testa etichettatrice di ultima generazione proposta in configurazione stand-alone, ideale per l’integrazione in linee automatiche ad alta velocità. In esposizione anche ALline C, che sarà protagonista di dimostrazioni dal vivo dedicate all’etichettatura avvolgente di contenitori cilindrici. Per le applicazioni di etichettatura superiore e inferiore, ALTECH presenterà ALbelt, equipaggiato con l’unità ALritma T per la stampa e l’applicazione automatica di etichette con dati variabili.

Completa la panoramica tecnologica ALcode, il sistema Print & Apply sviluppato per la stampa e l’applicazione in tempo reale di etichette contenenti codici a barre, QR code, dati variabili e informazioni di tracciabilità.

Altech at PACK EXPO with the best of made in Italy industrial labeling

Celebrating its 35th anniversary, the company will showcase its flagship technologies at Chicago’s At PACK EXPO International 2026 (October 18-21)

world’s leading events for packaging and processing technologies, Altech will exhibit at Booth W 36052, West Hall, Package Printing Pavilion it will showcase its most advanced solutions.

Participation in the exhibition further confirms the strong international focus of the Italian company, specialized in the design and manufacture of industrial labeling systems, and represents an important opportunity to present its latest innovations in automatic labeling applications and Print & Apply technologies. The year 2026 also marks a significant milestone for the company, which is celebrating 35 years in business, reinforcing expertise entirely developed in Italy. Among the technologies featured at the booth will be ALritma, the latestgeneration labeling head presented in

THE CUBE - WORLD Packaging Machinery

its stand-alone configuration, ideal for integration into high-speed automatic production lines. Also on display will be ALline C, demonstrated live in wrap-around labeling applications for cylindrical containers. For top and bottom labeling applications, Altech will showcase ALbelt, equipped with the ALritma T unit for the automatic printing and application of labels containing variable data. Completing the technology showcase will be ALcode, the Print & Apply system developed for the real-time printing and application of labels carrying barcodes, QR codes, variable data and traceability information.

Smart, flessibilità e innovazione: TGM guarda al futuro del tube packaging

Tecnologia, linee complete e vicinanza al cliente guidano la crescita dell’azienda bergamasca

TGM Tecnomachines Srl, azienda bergamasca specializzata nella progettazione e costruzione di macchine intubettatrici, astucciatrici e inscatolatrici automatiche, continua a consolidare la propria presenza sui mercati internazionali grazie a un costante investimento in innovazione tecnologica, sviluppo di nuove soluzioni e attenzione alle esigenze dei clienti.

Con oltre cinquant’anni di esperienza, più di 3.000 macchine installate nel mondo e una presenza in oltre 65 Paesi, TGM opera nei settori cosmetico, farmaceutico, alimentare e chimico, offrendo soluzioni complete per il confezionamento di tubetti.

Abbiamo incontrato l’azienda guidata da Daniela Togni, ingegnere, figlia del fondatore Giancarlo, in occasione di Cosmopack e, successivamente, di Interpack 2026, due appuntamenti che hanno confermato il ruolo sempre più centrale dell’automazione intelligente e della digitalizzazione nei processi produttivi.

“Dal punto di vista meccanico – spiega Cristian Caroli, Senior Sales Manager di TGM – le macchine hanno ormai raggiunto un elevato livello di maturità tecnologica. Oggi il vero elemento distintivo è la loro capacità di essere sempre più intelligenti, intuitive e semplici da utilizzare. Il nostro obiettivo è sviluppare macchine che riducano al minimo la possibilità di errore da parte dell’operatore, migliorando al tempo stesso efficienza produttiva, affidabilità e facilità di gestione”.

Accanto all’evoluzione delle tecnologie digitali, TGM continua a investire nello sviluppo interno dei propri progetti, convinta che ricerca, esperienza applicativa e collaborazione con i clienti rappresentino gli elementi fondamentali per mantenere elevati standard qualitativi

e proporre soluzioni sempre più performanti. A Interpack 2026 l’azienda ha presentato una linea automatica composta dall’intubettatrice B620, capace di raggiungere una produzione fino a 6.000 tubetti/ora, collegata mediante robot SCARA a un’astucciatrice BOX100 con la medesima capacità produttiva.

Uno dei principali punti di forza della soluzione proposta è la possibilità di lavorare, sulla stessa configurazione di macchina, sia tubetti in plastica sia tubetti in alluminio, semplicemente sostituendo il formato e la testa di chiusura, garantendo così elevata flessibilità produttiva.

Tra le novità presentate in fiera anche la nuova astucciatrice verticale BOX80V, progettata per il caricamento manuale del prodotto e predisposta per successive integrazioni con sistemi Pick & Place e nastri di alimentazione automatica, offrendo così una soluzione modulare e facilmente espandibile in funzione delle esigenze produttive del cliente.

Le linee complete TGM integrano le operazioni di riempimento, trasferimento, astuccia-

sistemi tradizionali Pick & Place oppure robot antropomorfi SCARA e Delta, selezionati in funzione della velocità produttiva richiesta e del layout dell’impianto.

La gamma TGM comprende inoltre soluzioni in grado di coprire differenti esigenze produttive, fino ai modelli ad alta capacità capaci di raggiungere produzioni di altissima velocità, confermando la volontà dell’azienda di affiancare i propri clienti con tecnologie sempre più evolute, affidabili e orientate al futuro.

Smart, flexibility and innovation: TGM looks to the future of tube packaging

Technology, complete lines and customer focus drive the growth of the Bergamo-based company

TGM Tecnomachines Srl, a Bergamobased company specialized in the design and manufacture of automatic tube filling, cartoning and case-packing machines, continues to strengthen its presence in international markets through constant investment in technological innovation, the development of new solutions, and close attention to customer needs.

With more than fifty years of experience, over 3,000 machines installed worldwide and a presence in more than 65 countries, TGM serves the cosmetics, pharmaceutical, food and chemical industries, offering complete solutions for tube packaging. We met with the company, led by Daniela Togni, an engineer and daughter of founder Giancarlo Togni, at Cosmopack and later at Interpack 2026, two events that confirmed the

increasingly central role of smart automation and digitalization in modern production processes.

“From a mechanical standpoint”, explains Cristian Caroli, TGM Senior Sales Manager, “machines have now reached a very high level of technological maturity. Today, the real differentiating factor is their ability to become increasingly intelligent, intuitive and easy to use. Our goal is to develop machines that minimize the possibility of operator error while improving productivity, reliability and ease of operation”. Alongside the evolution of digital technologies, TGM continues to invest in the in-house development of its projects, convinced that research, application expertise and close collaboration with customers are the key factors for maintaining high quality standards and delivering increasingly high-

performance solutions.

At Interpack 2026, the company presented an automatic packaging line featuring the B620 automatic tube filling machine, capable of achieving a production output of up to 6,000 tubes per hour, connected via a SCARA robot to a BOX100 cartoning machine with the same production capacity.

One of the main strengths of this solution is its ability to process both plastic and aluminum tubes on the same machine configuration by simply changing the format parts and the closing head, providing outstanding production flexibility. Among the innovations showcased at the exhibition was the new BOX80V vertical cartoning machine, designed for manual product loading and prepared for future integration with Pick & Place systems and automatic infeed conveyors. This

modular approach provides a highly flexible and easily expandable solution that can evolve according to customer production requirements. TGM’s complete packaging lines integrate filling, transfer, cartoning and end-of-line packaging operations through traditional Pick & Place systems or SCARA and Delta robots, selected according to the required production speed and plant layout.

The TGM product range also includes solutions designed to meet a wide variety of production requirements, up to high-capacity models capable of achieving extremely high output rates. This reflects the company’s commitment to supporting its customers with increasingly advanced, reliable and future-oriented technologies.

Packaging di lusso Design ricercato, anima circolare

Edizione 2026 di Packaging Premiere: cosa abbiamo visto e recepito. Segnali del lusso che cambia, creatività, innovazione e materiali bio-based al centro della luxury packaging community

Tre giornate intense all’Allianz MiCo di Milano hanno segnato l’edizione 2026 di Packaging Première, la manifestazione di riferimento per i professionisti del packaging di alta gamma. La fiera ha confermato anche quest’anno la propria vivacità riunendo i settori beauty, moda, gioielleria, vino, distillati e food premium, che hanno animato il padiglione con una proposta espositiva capace di coniugare tradizione artigianale e innovazione tecnologica. In mostra soluzioni estetiche e funzionali sempre più orientate ai materiali bio-based, considerati ormai una condizione sine qua non anche e soprattutto nel packaging di lusso, oltre a superfici ad alto impatto sensoriale, caratterizzate da texture e finiture che trasformano l’esperienza del packaging in un ricordo memorabile.

Dalla Natura per tornare alla Natura: buona la prima per Discovery Zone

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Dal XVIII secolo a oggi, il principio formulato da Lavoisier continua a dimostrare tutta la sua attualità. L’idea che la materia non si perda ma si trasformi rappresenta oggi uno dei fondamenti dell’economia circolare, basata sulla valorizzazione degli scarti e sulla loro conversione in nuove risorse, con l’obiettivo di ridurre al minimo gli sprechi. In questo contesto la Discovery Zone – Powered by Oropress, dedicata alle start-up, alle tecnologie d’avanguardia e ai bio-materiali di nuova generazione, ha mostrato in modo tangibile i progressi compiuti dalla ricerca. Per la prima volta a Packaging Première, la piattaforma è stata concepita come uno spazio di sperimentazione e innovazione, dedicato a soluzioni capaci di anticipare i cambiamenti della filiera con un taglio specifico sulla sostenibilità.

Quando lo scarto diventa “prezioso”

Le nuove generazioni di biomateriali dimostrano come sottoprodotti e residui organici possano diventare la base per imballaggi sostenibili, performanti e riciclabili.

Ecco alcuni esempi:

l-ife: startup italiana specializzata nello sviluppo di materiali innovativi in micelio, ottenuti dalla crescita controllata di reti fungine su scarti organici come paglia e legno. L’azienda combina le soluzioni naturali e sostenibili del micelio, opportunamente coltivate, per la produzione di oggetti con la praticità di un packaging componibile ed automatizzabile senza rinunciare alla compostabilità e sostenibilità del prodotto. Tra le proposte il Set di imballaggio ecologico in micelio composto da una confezione in pura cellulosa personalizzabile e un tag in micelio soffice interno, studiato per attutire gli urti durante le fasi di trasporto dei

Milena Bernardi

prodotti. La produzione avviene per biofabbricazione: il micelio cresce dentro uno stampo su un substrato di scarti vegetali, trasformandoli in materiale solido e performante.

ReVita: Bucce di pomodoro, lolla di riso, crusca di grano, trebbie di birra, scarti che vengono recuperati e trasformati in fibre vegetali per produrre carta adatta al packaging cosmetico, alimentare e del fashion. Si occupa di questo ReVita, giovane azienda nata a Milano nel 2022, che ha messo a punto un processo brevettato, plug-and-play, senza sostanze inquinanti e con un impatto ambientale drasticamente ridotto. Utilizzando sottoprodotti già esistenti, non esiste alcun rischio legato a eventi atmosferici e nessun problema di stagionalità, così da garantire continuità produttiva. Le carte sono disponibili con fronte patinato per una resa più elegante, oppure non patinato per un effetto naturale e materico. La trama della carta ReVita rende riconoscibile l’origine della materia, aggiungendo valore narrativo e distintività al packaging Con grammature da 10 a 500 g/m², garantisce ottima stampabilità, rigidità e resa estetica, ed è facilmente riciclabile insieme alla carta tradizionale, all’interno dei normali flussi di raccolta.

Krillmat: Accelerare la transizione ecologica trasformando i sottoprodotti agroindustriali in polimeri bio-based ad alte prestazioni in grado di sostituire le plastiche petrolchimiche tradizionali. È questa la missione di Krillmat, material company italiana che trasforma diversi residui organici (dalle bucce di agrumi ai fondi di caffè e alle vinacce) in materiali ad alte prestazioni. L’azienda ha sviluppato REKRILL®, un polimero 100% bio-based, compostabile e privo di microplastiche, che riduce le emissioni di CO2fino al 67%. Il suo impiego è indicato principalmente nel packaging cosmetico consentendo ai brand di ottenere confezioni che non solo rispettano l’ambiente ma comunicano, attraverso una matericità unica e una resa estetica autentica, l’immediata connessione con le sue origini naturali. La superficie presenta texture e cromie personalizzabili, spesso evocative dei sottoprodotti alimentari impiegati come bucce, semi o gusci che rende ogni oggetto riconoscibile e distintivo.

Alter Eco Pulp: start up innovativa e società Benefit, nel 2022 ha introdotto in Italia la tecnologia «fiber molding» che permette di utilizzare fibre naturali di cellulosa, talvolta anche scarti di lavorazione della lavorazione della canna da zucchero, del bamboo o della paglia del grano, per creare prodotti monouso sostitutivi della plastica, ma anche di altre materie prime vergini come il legno e la carta. Non si tagliano alberi, non si consumano elementi fossili e non si usano risorse che potrebbe-

IL MANTRA: NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE, TUTTO SI TRASFORMA

ro essere utilizzate per l’alimentazione umana come il mais. Una volta utilizzati, i prodotti sono smaltiti nella carta (avviati al riciclo) oppure nella parte organica (e quindi avviati al compost). Con lo stesso principio l’azienda è in grado di produrre packaging per l’industria alimentare (anche food-contact), farmaceutica e dei prodotti di largo consumo. Foto start up in cartella

L’Avant-Garde Awards anticipa le tendenze Degno di nota e di merito anche Avant-Garde, l’Award di Packaging Première dedicato ai progetti di packaging più innovativi dell’anno nelle categorie Design, Sostenibilità e Materiali innovativi.

Di seguito i vincitori.

Categoria Design: Coffee Hub di Tubettificio Robbiese

Coffee Hub reinterpreta il packaging delle cialde di caffè attraverso un sistema realizzato interamente in cartone, completamente riciclabile e privo di componenti in plastica. Il progetto coniuga design strutturale e funzionalità: un tubo centrale e cinque colonne esterne, suddivise per gusto, organizzano verticalmente 25 cialde, garantendo ordine, protezione e facilità d’uso con un solo gesto. Progettato per durare nel tempo, Coffee Hub è riutilizzabile e ricaricabile, consentendo il rifornimento delle cialde, prolungando il ciclo di vita del packaging e riducendo la produzione di rifiuti

Categoria Sostenibilità: Vela Renew di Seaman Paper

Vela Renew è la nuova opzione di buste in carta riciclata progettata per catene di approvvigionamento globali. Resistente e comprovata come imballaggio per il trasporto, Vela offre un’alternativa in carta, facile da riciclare, che aiuta a sostituire i milioni di sacchetti in plastica ancora utilizzati ogni anno. Disponibile per la personalizzazione e scalabile a livello globale, rappresenta un nuovo standard di riferimento nel packaging a base carta.

Categoria Materiali Innovativi: Microauthenfy di Microrelleus

Soluzione integrata anticontraffazione che incorpora l’autenticazione direttamente nel packaging in plastica — senza etichette, inchiostri, rivestimenti o componenti aggiuntivi. Incidendo microstrutture ottiche nello stampo a iniezione, immagini multiple, loghi o testi diventano visibili sul pezzo finale in base a come la luce interagisce con la sua superficie. Queste caratteristiche vengono replicate in modo permanente in ogni unità prodotta, trasformando la sicurezza in un elemento di design discreto che non può essere rimosso, modificato o duplicato. Completamente scalabile per la produzione di massa e compatibile con i processi di iniezione esistenti.

Luxury packaging: refined design with a circular ethos

Key takeaways from the 2026 edition of Packaging Première. An evolving luxury landscape: creativity, innovation and bio-based materials take centre stage in the high-end packaging community

For three packed days, the Allianz MiCo convention centre in Milan hosted the 2026 edition of Packaging Première, the benchmark event for professionals in high-end packaging. Reaffirming its status as a vibrant industry hub, the show brought together the beauty, fashion, jewellery, wine, spirits and premium food sectors in a showcase that successfully combined artisanal tradition with technological innovation. The event highlighted a clear shift towards aesthetic and functional solutions focused on bio-based materials, now considered an essential requirement across the entire market and particularly in the luxury segment. Visitors also explored high-impact sensory surfaces with distinctive textures and finishes designed to transform the unboxing experience into a lasting memory.

From nature, back to nature: a successful debut for the Discovery Zone “Nothing is lost, nothing is created, everything is transformed.”

Originally formulated in the eighteenth century, Lavoisier’s principle feels more relevant today than ever. The idea that matter is not lost but transformed lies at the heart of the modern circular economy, which focuses on reclaiming waste and converting it into new resources to minimise environmental impact. Against this backdrop, the Discovery Zone – an area sponsored by Oropress and dedicated to start-ups, cutting-edge technologies and next-generation biomaterials – offered a tangible showcase of the latest advances in research. Making its debut at Packaging Première, the platform was conceived as a space for experimentation and innovation dedicated to solutions capable of anticipating changes in the supply chain with a specific focus on sustainability.

When waste becomes a valuable resource

Next-generation biomaterials demonstrate how organic byproducts and residues can form the basis for sustainable, highperformance and recyclable packaging.

Here are a few examples: l-ife: This Italian start-up specialises in the development of pioneering mycelium-based materials, produced through the controlled growth of fungal networks on organic waste such as straw and wood. The company uses the natural, sustainable properties of cultivated mycelium to produce modular, automatable packaging that combines practicality with compostability. Its portfolio includes an eco-friendly mycelium packaging set consisting of a customisable pure cellulose outer box and a soft mycelium inner insert designed to absorb impacts during transport. The material is produced through biofabrication: the mycelium grows inside a specially-designed mould on a plant waste substrate, transforming it into a robust, highperformance material.

ReVita: Agri-food waste such as tomato skins, rice husks, wheat bran and brewers’ spent grain can all be reclaimed and converted into plant fibres suitable for the production of paper for cosmetics, food and fashion packaging.

Founded in Milan in 2022, ReVita has developed a patented, pollutantfree, plug-and-play process that transforms these plant residues while drastically reducing environmental impact. Because the system uses readily available agricultural by-products, production is not exposed to weather-related risks or seasonal fluctuations, ensuring supply chain continuity. The paper is available with a coated front for a sleek, premium finish, or uncoated to preserve a raw, natural and tactile feel. The visible texture of ReVita paper reflects the material’s origins, adding a unique narrative value and distinctiveness to the packaging. Available in weights from 10 to 500 g/m2, it offers excellent printability, structural rigidity and aesthetic appeal and can be recycled through standard paper recycling streams.

Krillmat: Italian materials company Krillmat aims to accelerate the ecological transition by transforming agro-industrial by-products into high-performance bio-based polymers capable of replacing

traditional petrochemical plastics The company converts various organic residues, from citrus peel to coffee grounds and grape pomace, into high-performance materials. Its flagship project is REKRILL®, a 100% bio-based, compostable and microplastic-free polymer that reduces CO2 emissions by up to 67%. Particularly suitable for cosmetics packaging, this solution allows brands to create packs that not only respect the environment but also communicate a direct connection with their natural origins through a distinctive material quality and an authentic visual identity.

The customisable surface textures and colours can evoke the specific food by-products used, such as peels, seeds or shells, making each object distinctive and instantly recognisable.

Alter Eco Pulp: Innovative startup and Benefit Company Alter Eco Pulp introduced fibre moulding technology to Italy in 2022. This process uses natural cellulose fibres – sometimes sourced from processing waste from sugar cane, bamboo or wheat straw – to create single-use alternatives to plastic and other virgin raw materials such as wood and paper. No trees are cut down, no fossil resources are consumed and no human food resources such as maize are used. After use, the products can be disposed of in the paper stream for recycling or in the organic waste stream for composting. Using the same principle, the company can produce packaging for the food industry, including food-contact applications, as well as for the pharmaceutical and consumer goods sectors.

The Avant-Garde Awards anticipate trends

Another highlight of the event was Avant-Garde, the Packaging Première award celebrating the year’s most innovative packaging projects in three categories: Design, Sustainability and Innovative Materials.

The following are the winners. Design category: Coffee Hub by Tubettificio Robbiese Coffee Hub reimagines coffee pod

packaging through an entirely cardboard-based system that is fully recyclable and free from plastic components. The project combines structural design and functionality: a central tube and five external columns, organised by flavour, hold 25 pods vertically, keeping them orderly, protected and easy to access in a single action. Designed to last, Coffee Hub is reusable and refillable, allowing the pods to be replenished while extending the life cycle of the packaging and reducing waste.

Sustainability category: Vela Renew by Seaman Paper

Vela Renew is a new recycled paper bag designed for global supply chains. Strong and already proven to be effective for transport packaging, Vela offers an easyto-recycle paper alternative that can help replace the millions of plastic bags still used every year. Fully customisable and scalable worldwide, Vela Renew sets a new benchmark for paper-based packaging.

Innovative Materials category: Microauthenfy by Microrelleus

Microauthenfy is an integrated anticounterfeiting solution that embeds authentication directly into plastic packaging, eliminating the need for labels, inks, coatings or additional components. By engraving optical microstructures into the injection mould, multiple images, logos or texts become visible on the final moulded part according to the way light interacts with its surface. These features are permanently replicated in every unit produced, turning security into a discreet design element that cannot be removed, altered or duplicated. The solution is fully scalable for mass production and compatible with existing injection moulding processes.

Wittenstein Italia

taglia il traguardo dei 25 anni di attività sul mercato nazionale.

Chi era l’azienda agli albori e cosa è diventata oggi?

Ce lo racconta Alessandra Suriano, Communication Manager della filiale italiana parte di Wittenstein SE, società europea che opera nel settore dell’automazione di precisione

EVOLVERE SENZA PERDERE LA PROPRIA IDENTITÀ

Ripercorrere i 25 anni di attività di Wittenstein Italia è un viaggio articolato ed entusiasmante che ci fa comprendere la velocità con la quale la tecnologia si è evoluta in questo quarto di secolo. Un percorso iniziato nel mondo della meccanica e oggi proiettato verso meccatronica, digitalizzazione e nuovi mercati applicativi, con una crescente attenzione al packaging. A raccontare meglio di ogni altra cifra l’espansione della società italiana è senza dubbio il fatturato, cresciuto dai 7 milioni di euro del 2001 agli attuali 42 milioni.

Se dovesse raccontare in poche parole la trasformazione vissuta dall’azienda negli ultimi 25 anni, da dove partirebbe?

Partirei dal fatto che siamo nati in un contesto molto diverso da quello attuale. All’inizio parlavamo quasi esclusivamente di riduttori epicicloidali e di meccanica pura. Nel tempo, però, il gruppo è cresciuto e con lui anche la nostra proposta tecnologica. Un passaggio importante è arrivato nel 2008, quando in seguito a una riorganizzazione, le diverse divisioni sono state riunite sotto un unico marchio, dando vita a una realtà più strutturata e capace di proporre al mercato un’offerta molto più ampia rispetto al passato. Parallelamente è cresciuta anche la struttura italiana, sia in termini di competenze sia di presenza sul territorio. Oggi possiamo contare su una squadra composta da circa 60 persone che operano a supporto dei clienti in diversi ambiti applicativi, mantenendo sempre un forte orientamento alla consulenza tecnica.

Dalla meccanica alla meccatronica. Quanto è stata importante questa trasformazione?

È stata fondamentale. La meccanica continua a rappresentare il nostro patrimonio tecnologico e il nostro punto di forza, ma le esigenze del mercato sono cambiate profondamente. Oggi i costruttori di macchine richiedono sistemi sempre più integrati, capaci non solo di trasmettere il moto ma anche di generare dati, dialogare con i sistemi di controllo e contribuire al miglioramento delle prestazioni dell’intero impianto. Per questo motivo negli anni abbiamo ampliato l’offerta introducendo motori brushless, sistemi di azionamento e soluzioni meccatroniche complete.

Come si traduce concretamente questa evoluzione nei vostri sistemi?

Prendiamo ad esempio i riduttori dotati di sensoristica integrata. Grazie alla raccolta e all’elaborazione dei dati è possibile monitorare lo stato di salute del componente, verificarne il comportamento durante il funzionamento e individuare eventuali anomalie prima che si trasformino in problemi reali. Questo approccio consente di passare da una logica puramente reattiva a una logica preventiva, contribuendo a ridurre i fermi macchina e a migliorare l’efficienza complessiva dell’impianto. Oggi un componente non si limita più a svolgere una funzione meccanica, ma può fornire informazioni preziose per ottimizzare prestazioni, affidabilità e continuità operativa delle macchine.

Il packaging non rientrava tra i vostri mercati storici. Come siete arrivati a questo settore?

Storicamente il nostro punto di riferimento era il mondo della macchina utensile. L’evoluzione delle tecnologie e delle esigenze dei costruttori ci ha portato progressivamente ad aprirci a nuovi ambiti applicativi come il packaging, appunto, uno dei settori più dinamici e interessanti dal punto di vista tecnologico. Le macchine destinate al confezionamento richiedono livelli sempre più elevati di precisione, affidabilità e flessibilità, caratteristiche che si sposano perfettamente con le competenze sviluppate dall’azienda nel corso degli anni. A questo si aggiunge un’evoluzione nor-

Alessandra Suriano

mativa e progettuale che coinvolge direttamente i costruttori. Pensiamo, ad esempio, alle applicazioni nel food & beverage e nel farmaceutico, dove gli aspetti legati all’igiene, alla pulibilità e alla resistenza alla corrosione assumono un ruolo determinante. Per rispondere a queste esigenze sono state sviluppate soluzioni specifiche, come le linee di riduttori Corrosion Resistant e Hygenic Design progettati per operare in ambienti sottoposti a frequenti lavaggi e all’utilizzo di detergenti aggressivi. Si tratta di prodotti che consentono di soddisfare i requisiti normativi senza rinunciare alle prestazioni.

In questo contesto, quanto conta il servizio rispetto al prodotto? Prodotto e servizio sono sempre più strettamente collegati. Le aziende non cercano soltanto un componente performante, ma un partner in grado di accompagnarle lungo tutto il ciclo di vita della macchina. Wittenstein ha investito molto nello sviluppo di una struttura dedicata all’assistenza e al supporto tecnico. Disponiamo di personale specializzato che si occupa sia delle attività di manutenzione e riparazione sia dell’analisi preventiva dei componenti. Il nostro approccio non si limita alla risoluzione di eventuali problemi, ma punta ad affiancare il cliente fin dalle prime fasi della progettazione. L’obiettivo è individuare insieme la soluzione più adatta all’applicazione, ottimizzarne le prestazioni e garantire nel tempo la massima affidabilità.

In un mercato sempre più competitivo, quanto è importante la presenza diffusa sul territorio?

La vicinanza al cliente è uno degli elementi che maggiormente ci contraddistingue. Grazie a una rete commerciale diffusa su tutto il territorio nazionale siamo in grado di garantire un contatto diretto e un supporto costante, valorizzando anche la conoscenza delle diverse realtà produttive locali. Questa presenza ci permette di comprendere più rapidamente le esigenze applicative, affiancare il cliente nelle scelte progettuali e individuare soluzioni efficaci anche in situazioni particolarmente complesse o urgenti. È un approccio che nel tempo ha contribuito a costruire relazioni solide e durature.

Negli ultimi anni il mercato ha dovuto affrontare pandemia, crisi delle forniture e forti tensioni geopolitiche. Cosa è cambiato nel modo di fare impresa?

La principale trasformazione riguarda la velocità con cui oggi evolve il mercato. Negli ultimi anni le aziende si sono trovate a operare in contesti caratterizzati da cambiamenti repentini e spesso difficili da prevedere, che hanno imposto una continua capacità di adattamento. In questo scenario, la rapidità di risposta è diventata un fattore strategico. Essere in grado di riorganizzare attività, ridefinire priorità e supportare tempestivamente clienti e partner rappresenta oggi un requisito imprescindibile. Per riuscirci servono processi efficienti, competenze consolidate e una collaborazione sempre più stretta lungo tutta la filiera. Va da sé che la competitività non si misura più soltanto sulla qualità del prodotto, ma anche sulla capacità di interpretare rapidamente le esigenze del mercato e trasformarle in soluzioni concrete.

Se dovesse indicare il vero patrimonio costruito in questi 25 anni, quale sarebbe?

Le persone. Al di là degli aspetti tecnologici, la crescita dell’azienda è stata resa possibile dal contributo delle persone che hanno costruito nel tempo competenze, relazioni e fiducia con il mercato. Per questo continuiamo a investire nella formazione, nello sviluppo professionale e nel coinvolgimento delle nuove generazioni. È un elemento che consideria-

mo fondamentale per affrontare le sfide future e continuare a crescere mantenendo la nostra identità.

Guardando al futuro, quali saranno le principali direttrici di sviluppo?

Continueremo a investire nell’innovazione e nella ricerca, che rappresentano da sempre uno dei pilastri della strategia del gruppo. L’obiettivo è proseguire lungo il percorso di integrazione tra meccanica, elettronica e software, sviluppando soluzioni sempre più intelligenti e orientate alla raccolta e all’utilizzo dei dati. Allo stesso tempo guardiamo con interesse a nuovi ambiti applicativi, come batterie, medicale avanzato, agricoltura e altri comparti emergenti, senza perdere di vista i settori che hanno accompagnato la nostra crescita.

Il vostro motto “one with the future” come si traduce concretamente nelle scelte aziendali?

Ciascuna scelta è guidata dai valori aziendali che sono parte essenziale della nostra identità e alla base di ciascuna attività.

Tra questi la responsabilità verso il nostro futuro e la nostra società, l’apertura alle nuove sfide che i mercati ci offrono, verso le diversità che vediamo come un arricchimento, il mutamento tecnologico e sociale, che consideriamo importante per promuovere lo sviluppo e garantire un successo duraturo.

Tutti valori che abbracciano e spiegano il nostro motto:” tutt’uno con il futuro”. Ne è un esempio concreto l’impegno per la formazione delle nuove generazioni, quelle che saranno le protagoniste degli anni a venire. Sosteniamo scuole di istruzione secondaria e collaboriamo con associazioni e università per poter condividere il know-how finora raggiunto e infondere la voglia di essere sempre innovativi.

Se dovesse riassumere in una frase cosa distingue oggi Wittenstein Italia sul mercato, cosa direbbe?

Senza dubbio la volontà e la capacità di studiare soluzioni personalizzate. Oggi più che mai ciascun cliente è unico ed è necessario comprenderne e coglierne realmente le esigenze concrete per fornire esattamente ciò di cui ha bisogno.

Siamo reattivi nel tenere il passo con le dinamiche di mercato, in continua e rapida evoluzione e questo è senz’altro uno dei nostri punti di forza.

Evolving without losing identity

Wittenstein Italia is celebrating 25 years in the Italian market. What did the company look like at the very beginning, and what has it evolved into today? Alessandra Suriano, Communication Manager of the Italian subsidiary of Wittenstein SE, a European company operating in the field of precision automation, tells us the story.

Reflecting on Wittenstein Italia’s 25 years in business offers a fascinating insight into the remarkable pace of technological evolution over the past quarter of a century. It is a journey that began in mechanical engineering and is now firmly focused on mechatronics, digitalisation and new fields of application, with a growing emphasis on packaging. Perhaps the clearest indicator of the Italian subsidiary’s expansion is its turnover, which has grown from €7 million in 2001 to its current €42 million.

If you had to describe the transformation the company has undergone over the past 25 years in just a few words, where would you begin?

I would start with the fact that we began operating in a very different context to today’s. In the beginning, our focus was almost exclusively on planetary gearboxes and pure mechanical engineering. Over the years, however, the group has expanded, and our technological portfolio has evolved alongside it. A key milestone came in 2008, when, following a reorganisation, the various divisions were brought together under a single brand. This created a more structured organisation capable of bringing a much broader range of solutions to the market. At the same time, the Italian subsidiary also grew, expanding both its internal expertise and its nationwide footprint. Today, we can count on a team of around 60 people supporting customers across multiple application areas, while maintaining a strong focus on technical consultancy.

From mechanical engineering to mechatronics. How important has this transformation been?

It has been fundamental. Mechanical engineering remains our heritage and our greatest strength, but market demands have changed profoundly. Today, machine manufacturers require increasingly integrated systems that do not just transmit motion, but also generate data, communicate with control systems and help improve the performance of the entire machine or plant. For this reason, over the years we have expanded our offering to include brushless motors, drive systems and complete mechatronic solutions.

How is this evolution reflected in your systems in practical terms?

Take our gearboxes with integrated sensors, for example. By collecting and processing data, it is possible to monitor the health of the component, check its operational behaviour and identify any anomalies before they turn into real problems. This approach allows us to move from a purely reactive model to a preventive one, helping to reduce machine downtime and improve the overall efficiency of the plant. Today, a component no longer simply performs a mechanical task. It provides valuable information to optimise the performance, reliability and operational continuity of the machinery.

Packaging was not one of your traditional markets. How did you come to enter this sector?

Historically, our core market was the machine tool industry. The evolution of technology and the changing needs of machine manufacturers gradually led us into new application areas such as packaging, which is one of the most dynamic and technologically sophisticated sectors. Packaging machines require increasingly high levels of precision, reliability and flexibility, requirements that align perfectly with the expertise the company has developed over the years. Added to this is an evolution in regulations and design requirements that directly affects manufacturers. Consider, for instance, applications in the food and beverage and pharmaceutical sectors, where hygiene, cleanability and corrosion resistance play a decisive role. To meet these needs, we have developed specific solutions such as the Corrosion Resistant and Hygienic Design gearbox lines, which are engineered to operate in environments subject to frequent washdowns and the use of aggressive detergents. These products allow manufacturers to meet regulatory requirements without compromising on performance.

In this context, how important is service compared to the product itself?

Product and service are increasingly intertwined. Companies are no longer simply looking for a highperformance component, but for a partner capable of supporting them throughout the entire life cycle of the machine.

Wittenstein has invested heavily in developing a dedicated technical support and service structure. We have specialised personnel who handle both maintenance and repair activities and preventive component analysis.

Our approach is not limited to solving problems when they arise, but involves collaborating with the customer from the earliest design stages. The goal is to jointly identify the most suitable solution for the application, optimise its performance and ensure maximum long-term reliability.

In an increasingly competitive market, how important is a widespread presence across the country?

Closeness to the customer is one of our defining characteristics. Thanks to a sales network covering the entire country, we can guarantee direct contact and continuous support, drawing on our deep understanding of different local manufacturing contexts. This widespread presence enables us to grasp application needs more quickly, support customers in their design choices and identify effective solutions, even in particularly complex or urgent situations. It is an approach that has helped us build solid, lasting relationships over the years.

In recent years, the market has had to deal with the pandemic, supply crises and severe geopolitical tensions. What has changed in the way companies do business?

The biggest transformation concerns the speed at which the market now evolves.

In recent years, companies have had to operate in environments marked by sudden and often unpredictable changes, requiring a constant ability to adapt. In this scenario, speed of response has become a strategic factor.

Being able to reorganise activities, redefine priorities and support customers and partners promptly is now essential.

To achieve this, companies need efficient processes, consolidated expertise and increasingly close collaboration throughout the supply chain. It goes without saying that competitiveness is no longer measured only by product quality, but also by the ability to interpret market needs quickly and turn them into concrete solutions.

If you had to identify the true legacy you have built up over these 25 years, what would it be?

People. Beyond the technological aspects, our company’s growth has been made possible by the contribution of the people who, over time, have built expertise, strong relationships and trust within the market. That is why we continue to invest in training, professional development and the involvement of new generations. We see this as essential for facing future challenges and continuing to grow while preserving our identity.

Looking to the future, where will your main development priorities lie?

We will continue to invest in innovation and research, which have always been core pillars of the group’s strategy. We aim to continue along the path of integration between mechanical engineering, electronics and software, developing increasingly intelligent solutions focused on the collection and use of data. At the same time, we are looking with interest at new application areas such as batteries, advanced medical technology, agriculture and other emerging sectors, while continuing to maintain a strong focus on the industries that have accompanied our growth.

How does your motto “one with the future” translate into concrete business choices?

Every choice we make is guided by our corporate values, which are an essential part of our identity and underpin everything we do.

These include responsibility towards our future and society, openness to new market challenges and embracing diversity, which we see as a source of enrichment.

They also include technological and social change, which we consider essential for promoting development and ensuring lasting success.

All these values are reflected in our motto: “one with the future”.

A concrete example is our commitment to training the younger generations who will play a leading role in the years to come. We support secondary schools and work with associations and universities to share the know-how we have built up and inspire a desire to remain innovative.

If you had to sum up in one sentence what distinguishes Wittenstein Italia in the market today, what would you say?

Without question, our commitment and ability to develop customised solutions. Today more than ever, every customer is unique, and it is essential to understand their specific requirements in order to deliver exactly what they need.

One of our key strengths is our ability to keep pace with rapidly evolving market dynamics.

SOMIC, tecnologie e sistemi ad alte prestazioni per il confezionamento secondario

A Düsseldorf, alla fiera Interpack, SOMIC ha mostrato con chiarezza cosa significa progettare macchine “engineered to perform”: sistemi di confezionamento secondario pensati per mercati globali, capaci di accompagnare i produttori dalle prime fasi di automazione fino alle linee ad alta produttività e pronte per lo scaffale. Al centro, come ha ricordato il Ceo Patrick Bonetsmüller, la necessità di una flessibilità reale e di un principio non negoziabile: dopo ogni cambio formato, il primo astuccio deve essere perfetto.

La nuova SOMIC 202 si rivolge alle esigenze standard, dove robustezza, qualità del confezionamento e semplicità d’uso sono determinanti. Con una capacità fino a 20 confezioni monopezzo al minuto, gestisce astucci RSC o fustellati piatti in un range compatto che va da 220×190×130 a 450×400×260 mm. Una catena di trasporto collaudata e la più recente tecnologia di controllo assicurano una movimentazione coerente con gli elevati standard SOMIC. Per chi volesse approfondire, la SOMIC 202 rappresenta l’ingresso ideale nel mondo dell’automazione SOMIC.

SOMIC 323 offre una versatilità marcata: formati multipli, raggruppamenti e orientamenti flessibili, lavorazione su una o più file. Progettata per circa dieci formati, raggiunge fino a 20 cartoni al minuto e copre applicazioni su vassoi da 150-450 x 100-400 x 50-300 mm.

Telaio monoblocco, posizioni di cambio formato manuali predefinite, alimentazione sottovuoto e

SOMIC, high-performance technologies and systems for secondary packaging

From the new 202 to the versatile 323 and 434, up to the Eagle vision system, at Interpack the German company once again demonstrated its ability to deliver machines designed for global markets and for fast, flawless format changeovers

At Interpack in Düsseldorf, SOMIC clearly demonstrated what it means to design machines “engineered to perform”: secondary packaging systems developed for global

434 si distingue per i suoi 60 cicli al minuto in doppio o triplo ciclo e per la gestione di oltre 30 formati. L’alimentazione sottovuoto degli astucci e il controllo completamente automatico dei parametri di cambio formato permettono cambi frequenti per turno senza perdita di efficienza.

A supporto, il sistema SOMIC CoboLoad posiziona i fustellati orientati dal pallet al magazzino, può essere installato senza barriere di sicurezza e gestisce autonomamente interi pallet, avvisando gli operatori prima del cambio. Per ulteriori dettagli, è disponibile la SOMIC 434.

In fiera SOMIC ha inoltre presentato il nuovo sistema di telecamere Eagle, composto da sei unità che monitorano l’intero processo, dall’assemblaggio allo scarico, documentandolo in continuo.

In caso di incidente, l’ultima sequenza viene recuperata e, previa approvazione, condivisa tramite SOMIC Connect con tecnici interni, accelerando l’analisi delle cause.

Un’estensione naturale del servizio di assistenza, che include ricambi, formazione e aggiornamenti di formato, e che rafforza la visione dell’azienda verso un supporto operativo di lungo periodo.

markets, capable of supporting manufacturers from the initial stages of automation through to high-output, retail-ready lines. At the core, as emphasized by Ceo Patrick Bonetsmüller is the need for true flexibility and a non-negotiable principle: after every format change, the very first case must be perfect. The new SOMIC 202 is aimed at standard requirements, where robustness, packaging quality, and ease of use are key. With a capacity of up to 20 single-pack units per minute, it handles RSC cases or flat die-cut blanks within a compact range from 220×190×130 to 450×400×260 mm.

A proven transport chain and the latest control technology ensure movement aligned with SOMIC’s high standards. For those wishing to explore further, the SOMIC 202 represents the ideal entry point into SOMIC automation.

SOMIC 323 offers enhanced versatility: multiple formats, flexible grouping and orientation, and operation on one or more lanes.

Designed for approximately ten formats, it reaches up to 20 cartons per minute and covers applications on trays from 150-450 × 100-400 × 50-300 mm.

A monoblock frame, predefined manual format change positions, vacuum feeding, and an intuitive HMI interface complete a system designed for precision and cost efficiency.

A more technical overview is available through the SOMIC 323. At the high-performance end, the SOMIC 434 stands out with its 60 cycles per minute in double or triple cycle operation and the capability to manage over 30 formats. Vacuum feeding of cartons and fully automatic control of format change parameters enable frequent changeovers per shift without loss of efficiency. Supporting the system, SOMIC CoboLoad places die-cut blanks from pallet to magazine in the correct orientation, can be installed without safety fencing, and autonomously handles full pallets, notifying operators before

changeovers. Further details can be found in the SOMIC 434. At the trade fair, SOMIC also presented the new Eagle camera system, consisting of six units that monitor the entire process - from forming to discharge - providing continuous documentation. In the event of an incident, the latest sequence can be retrieved and, upon approval, shared via SOMIC Connect with internal technicians, speeding up root cause analysis.

A natural extension of the company’s service offering, which includes spare parts, training, and format upgrades, further reinforcing SOMIC’s vision of long-term operational support.

ROBATECH RIDEFINISCE L’APPLICAZIONE DELLA COLLA A FREDDO

Robatech redefines cold glue application

The new Polaris spray head enables efficient bonding in paper and carton packaging, as well as in robot-assisted applications

In paper and carton packaging, as well as in robotic applications, bonding quality increasingly depends on the ability to maintain cleanliness and control. Polaris, the new electric spray head by Robatech for water-based adhesives, is

La nuova pistola spray Polaris consente un incollaggio efficiente nel packaging in carta, cartoncino e in applicazioni assistite da robot

Nel packaging in carta e cartoncino, così come nelle applicazioni assistite da robot, la qualità dell’incollaggio dipende sempre più dalla capacità di mantenere pulizia e controllo.

Polaris, la nuova pistola spray elettrica di Robatech per adesivi a dispersione, nasce esattamente per rispondere a questa esigenza, offrendo un’applicazione precisa e stabile della colla a freddo.

Progettata per adesivi senza solventi fino a 4000 mPas, Polaris realizza spirali estremamente regolari e mantiene costante la larghezza di applicazione, garantendo un processo affidabile e una produzione priva di contaminazioni.

“La precisione dell’esecuzione e il mantenimento costante della larghezza di applicazione di colla a freddo garantiscono l’affidabilità del processo e ‘pulizia’ nella produzione”, sintetizzano dal quartier generale di Muri.

Un elemento chiave è la protezione contro l’essiccazione dell’ugello, basata su una tecnologia di chiusura che evita la pulizia manuale durante le brevi interruzioni della linea. L’assenza di guarnizioni dinamiche e l’azio-

namento elettrico contribuiscono a ridurre al minimo gli interventi di manutenzione, inserendo Polaris nella gamma Robatech di soluzioni durevoli e a bassa manutenzione.

La pistola da 24 VDC può essere controllata tramite PLC o tramite il programmatore Sirius Robatech. L’applicazione a spirale è regolabile intervenendo su erogazione dell’aria, pressione dell’adesivo, viscosità e distanza dal substrato, offrendo una gestione versatile in funzione delle diverse configurazioni produttive. Robatech ottimizza l’applicazione industriale di colla a caldo e a freddo con sistemi di applicazione adesivo sostenibili e innovativi. Dal 1975 l’azienda sviluppa e produce programmatori, teste di spalmatura, sistemi di fusione e dosaggio di alta qualità, che rendono i processi di incollaggio più ecologici, più sicuri e più semplici.

Il Gruppo Robatech, con sede a Muri nel cantone svizzero Argovia, ha rappresentanze in più di 80 Paesi. Più di 670 collaboratori impegnati nel mondo assicurano una consulenza personale e rapida ai clienti nei più svariati settori.

designed precisely to meet this need, delivering accurate and consistent cold glue application.

Engineered for solvent-free adhesives with viscosities of up to 4000 mPas, Polaris produces extremely uniform swirl patterns while maintaining a constant application width, ensuring a reliable process and contamination-free production.

“The precision of execution and the consistent maintenance of cold glue application width ensure process reliability and cleanliness in production”, the company summarizes from its headquarters in Muri.

A key feature is nozzle anti-drying

protection, based on a sealing technology that eliminates the need for manual cleaning during short production stops. The absence of dynamic seals and the electric drive further minimize maintenance requirements, placing Polaris within Robatech’s range of durable, lowmaintenance solutions.

The 24 VDC gun can be controlled via PLC or through the Robatech Sirius pattern control. Spiral application can be adjusted by modifying air supply, adhesive pressure, viscosity, and distance from the substrate, providing flexible control for different production setups. Robatech optimizes industrial hot

and cold glue application with sustainable and innovative adhesive application systems. Since 1975, the company has been developing and manufacturing high-quality controllers, application heads, melting units, and metering systems that make bonding processes more environmentally friendly, safer, and simpler.

The Robatech Group, headquartered in Muri in the Swiss canton of Aargau, operates in more than 80 countries.

Over 670 employees worldwide ensure personal and prompt customer support across a wide range of industries.

SUN CHEMICAL

Soluzioni di marcatura

laser per codici QR avanzati

Soluzioni di codifica smart alla sfida delle linee di packaging tra velocità e affidabilità

Overprint varnish (clear)

Conventional ink (eg white)

Laser ablation coating (clear)

Conventionale ink for contrast (eg black), could be also on reverse

Filmic substrate

Il Principio del late-stage marking laser digitale, include uno speciale coating per ablazione laser per migliorare qualità e velocità di marcatura.

Principle of late-stage digital laser ablation, including a special laser ablation coating to improve the marking quality and speed.

DEFINIZIONE, RIDUZIONE DEL TCO E MASSIME PRESTAZIONI DI CONFEZIONAMENTO GRAZIE ALLA SINERGIA TRA LASER E CHIMICA

Nel packaging, la codifica sta attraversando una fase di evoluzione industriale che guarda a un cambio di paradigma, passando dal codice a barre al codice QR. Pur avendo giocato un ruolo rivoluzionario quando comparvero negli ambienti retail negli anni ’70, I codici a barre sono strumenti limitati sul fronte della quantità e tipologia di informazioni contenute, laddove i codici QR possono includere grandi quantità di dati e collegarsi a siti web o server specifici.

Si tratta quindi di un’opportunità significativa per i brand owner e i retailer, che con i codici QR possono rafforzare il coinvolgimento dei consumatori e ottenere preziose informazioni sul loro comportamento. Scansionandoli, infatti, i consumatori accedono a informazioni sul prodotto, promozioni, programmi fedeltà e altre esperienze digitali, creando un ulteriore livello di connessione con la marca.

Ma l’engagement del consumatore non è l’unico aspetto in gioco, visto che i codici QR stanno diventando sempre più importanti anche a monte, nella logistica della supply chain e nelle operazioni retail. Per identificare i prodotti durante il percorso attraverso i centri distributivi e i punti vendita, I retailer utilizzano infatti sempre più sistemi automatizzati di scansione e rilevamento. Questo impone spesso lo sviluppo di layout di packaging dove i codici QR siano posizionati in aree altamente visibili come la parte superiore della confezione, per garantire una scansione affidabile.

L’obiettivo finale è che i codici QR non rappresentino un elemento aggiuntivo sul packaging, ma sostituiscano completamente i codici a barre. Serve quindi un periodo di transizione per adeguare i sistemi di rilevamento alle casse, anche se molti grandi retailer hanno già avviato investimenti significativi nella propria gamma private label spesso già adeguata allo standard del codice QR.

Marcatura in fase avanzata e funzionalità smart

Sebbene molti codici QR siano destinati ad essere pre-stampati, come avviene oggi per i codici a barre, brand owner e retailer puntano all’integrazione di fun-

zionalità smart, che richiedono late-stage marking per dati come numeri di lotto o ingredienti per formulazioni variabili. La marcatura di codici alfanumerici può essere realizzata in vari modi su etichette e imballaggi. Ogni soluzione ha la propria value proposition, ma tra tutte è la marcatura laser ad avere il maggiore successo sul mercato. Si tratta di una soluzione apprezzata per l’accessibilità delle soluzioni tecnologiche, i bassi livelli di manutenzione e l’assenza di consumabili da gestire sulle linee di confezionamento.

La marcatura laser prevede due opzioni: la più utilizzata è l’ablazione, mentre più di nicchia è il coating reattivo. Nel primo caso è possibile marcare direttamente il substrato oppure rimuovere lo strato superficiale di inchiostro per rivelarne uno a contrasto che può essere un ulteriore strato di inchiostro o il substrato stesso; nel secondo, il coating reattivo cambia colore tramite l’energia del laser.

Nella maggior parte dei casi, l’ablazione laser funziona senza trattamenti speciali, ma storicamente la marcatura era limitata a piccole informazioni, come numeri di lotto o date di scadenza. Il passaggio ai codici QR invece, richiede una definizione molto più elevata pur mantenendo invariata la velocità della linea di confezionamento.

Ciò che funzionava in passato (come la produzione di semplici testi alfanumerici di piccole dimensioni) non sarà necessariamente sufficiente in futuro, quando sarà necessario marcare molte più informazioni ad alta velocità (come QR code avanzati) con controlli qualità molto più stringenti. Confezioni che falliscono nei sistemi di rilevamento automatico potrebbero comportare sanzioni per i fornitori coinvolti.

Mantenere la velocità della linea di confezionamento Il prerequisito perché i brand possano adottare i QR code avanzati nelle fasi di late-stage marking è che la velocità della linea si mantenga a un livello adeguato. Per supportare questo obiettivo, Sun Chemical ha sviluppato speciali coating per ablazione laser da utilizzare come strati intermedi,

oppure come inchiostri UV flexo ottimizzati per la marcatura laser che consentono fino al 20% di aumento della velocità di marcatura. Una performance rivelata da test condotti da integratori laser indipendenti.

Marcatura laser di qualità certificata

A interpack 2026 Sun Chemical ha inoltre presentato un’evoluzione della qualità di stampa di un’etichetta standard su substrato filmico realizzata in collaborazione con un’azienda di stampa e un integratore laser.

Si tratta di una soluzione progettata per garantire la conformità alle più recenti normative in materia di informazione al consumatore, tracciabilità e standard GS1 Digital Link. L’implementazione di questo tipo di marcatura laser

richiede una stretta collaborazione tra diverse aziende coinvolte nel processo, tra cui l’utilizzatore finale, l’integratore dei sistemi laser, il converter, lo stampatore e il fornitore di coating e inchiostri. In questo quadro, Sun Chemical sviluppa soluzioni chiavi in mano con i propri partner. L’obiettivo è l’immediata disponibilità e un Total Cost of Ownership - TCO - ben definito rafforzata da una value proposition.

Una storia che guarda al futuro Nel mercato del packaging, La codifica degli imballaggi sta vivendo un cambiamento di paradigma grazie ai codici QR avanzati. Il primo articolo contrassegnato con l’Universal Product Code (UPC) venne scansionato alla cassa del supermercato Marsh di Troy il 26 giugno 1974. Cinquan-

tadue anni dopo, l’evoluzione del codice QR è destinata a trasformare radicalmente l’intera filiera: dalla supply chain alla logistica, fino alla raccolta dei dati dei consumatori e alla loro esperienza d’interazione con il prodotto. Mentre la codifica del packaging continua a evolversi, Sun Chemical si posiziona all’avanguardia nello sviluppo di tecnologie in-

Sun Chemical: laser marking solutions for augmented QR codes

Smart solutions and the packaging challenges between speed and accountability

Packaging coding is going through an industrial evolution with the paradigm shift from barcode to QR code. Barcodes, revolutionary though they were when they first appeared in retail environments in the 1970s, are very limited in the range and amount of information they can store. QR codes, by contrast can contain huge amounts of information and link to specific websites or servers. This is a significant opportunity for brand owners and retailers to strengthen consumer engagement and gain valuable insights into customer behaviour. By scanning QR codes, consumers can access product information, promotions, loyalty programmes, and other digital experiences, creating additional connection between the consumer and the brand.

Beyond consumer engagement, QR codes are also increasingly important upstream, in supply chain logistics and retail operations. For example, retailers are increasingly using automated scanning and detection systems to identify products as they move through distribution and store environments. To ensure reliable scanning by these systems, packaging designs may need to position QR codes in highly visible locations, such as on the top surface of the package.

Ultimately, QR codes will not be an additional code added to packaging - the aim is for them to replace

barcodes altogether. Of course, there will be a transition period as changes are made to cashier detection systems, but many large retailers have already committed to significant investment. Some retailers, those with large ranges of own brand products, have already taken the step and are solely using QR codes.

Late stage marking and smart features

While many QR codes will be preprinted in the same way as regular barcodes, some brand owners and retailers are already considering integrating smart features, which require late stage marking such as batch numbers or ingredients for changing formulas.

Late stage marking of alphanumeric code can be done in various ways on labels and packaging in general. Each solution has its own value proposition, but the one seeing the fastest growth, is laser marking, which is proving popular due to the accessibility of the necessary equipment, the relatively low levels of maintenance required, and the absence of consumables to be managed on packing lines. Two options for laser marking are available: the most used is ablation, and the more niche is reactive coating. Ablation can mark directly on the substrate or remove the surface ink layer to discover a contrast layer, be it another ink layer or the

substrate itself. Reactive coating changes color via the energy of the laser.

In most cases, laser ablation works without any special treatment, but historically, only a small amount of marking was done this way, such as a batch numbers or best before dates. Moving to QR codes requires much more definition, whilst also retaining packaging line speed. What worked in the past (producing simple, small alphanumeric text, for example) won’t necessarily work in the future when more information needs to be marked at high speed (such as augmented QR codes) with much tighter quality controls in place. Packs that fail in automatic detection systems could lead to significant fines being imposed on the suppliers concerned.

Maintaining packaging line speed

Brands will move to augmented late stage QR codes only if the packing line speed can be maintained at a reasonable level - and to help deliver this - Sun Chemical has developed specialist laser ablation coatings to be used as inter-layer or even UV flexo-enhanced laser marking inks which are enabling up to 20% faster marking line speed, as demonstrated in third party laser integrator testing.

A certified laser marking

In partnership with a printing company and a laser integrator,

novative, consentendo ai propri clienti di tenere il passo con i più recenti progressi tecnologici e di mantenere un vantaggio competitivo sul mercato.

(Autori: Michel Vanhems, Sun Chemical, SunInspire, SunLase and Functional Coatings EMEA Product Manager)

Sun Chemical was also able to showcase at interpack 2026 a major improvement in print quality vs a standard label on filmic substrate. This solution is designed to ensure compliance with the latest regulations on consumer information, traceability, and GS1 Digital Link standards. Implementing such late-stage laser marking requires multi-company close coordination, including end user, laser integrator, printer converter and coatings and inks supplier. That is why Sun Chemical likes to develop turnkey solutions with partners so that they are ready for commercial use and with a known total cost of ownership and clear value proposition.

From history to the future

Packaging coding is seeing a paradigm change with augmented QR codes. The first item marked with the Universal Product Code (UPC) was scanned at the checkout of Troy’s Marsh Supermarket on June 26, 1974. 52 years later, the QR code evolution is set to change everythingsupply chain, logistics, and consumer data collection and experience. As packaging coding continues to evolve, Sun Chemical is at the forefront of developing technology to keep up with the latest technology, enabling its customers to stay ahead of the competition.

(Authors: Michel Vanhems, Sun Chemical, SunInspire, SunLase and Functional Coatings EMEA Product Manager)

Improved marking quality
Optimized label & laser
Standard label & laser

METSÄ BOARD DESIGN STUDIO

C’è più Finlandia nel cuore del district milanese

Abbiamo visitato il nuovo punto di riferimento europeo dedicato a end user e clienti

Parola chiave, contaminazione. È a questo che si pensa entrando nel packaging desing studio di Metsä Board aperto in Via Tortona 27 a Milano, che ItaliaImballaggio ha visitato in anteprima. Lo spazio del colosso finlandese è uno dei tre centri del genere, gli altri sono in Finlandia e negli USA. Spazi pensati per costruire una relazione più stretta con clienti, end user, machine builder, resi protagonisti dello sviluppo dei prodotti a base carta al centro del business di Metsä Board.

Milano diventa uno dei tre centri di Metsä Board nel mondo

“La città è uno dei punti di riferimento mondiali del design”, ci spiega Ilkka Harju, Direttore, Packaging Services Europe & Emerging Market. “Una città che si trova al centro di un bacino industriale con un elevato livello tecnologico e di innovazione. La città è inoltre vicina alla Svizzera e ai territori delle Packaging Val-

UN NUOVO TEMPIO DEL DESIGN, DOVE L’ANIMA

ley e Food Valley, dove si concentrano i produttori di packaging e gli end-user del food and beverage. Insomma, Milano è raggiungibile da qualunque punto del pianeta, attrattiva per la sua storia industriale, per il design e ovviamente, per la qualità della vita. Aggiungo che la Finlandia ha una forte cultura del design che unita alla tradizione italiana ci ha permesso di immaginare uno spazio che è un vero e proprio acceleratore di innovazione, collocato in un territorio dove è stato facile reclutare personale altamente qualificato che solo un tessuto così ricco può esprimere”.

“Il nostro excellence center in Finlandia rimane un punto di riferimento”, prosegue Marjo Halonen, Vice Presidente, Marketing, Communications and Sustainability, “ma la raggiungibilità è più difficile per i clienti e porta ad un’esperienza diversa, più legata alle nostre risorse naturali - Metsä Board è parte di Metsä Group la cui controllata cooperativa Metsäliitto è costituita da circa 90.000 proprietari di foreste. Il business di Metsä Board ha molto di familiare, non solo per chi fa parte della cooperativa ma anche per l’attenzione che dedichiamo alle nostre foreste, che sono di proprietà ma curate, impiantate e protette perché base del nostro business. Manteniamo viva la nostra identità basata sulla somma di piccoli imprenditori che garantiscono il nostro successo, permettendo l’accesso alla fibra vergine nordica e a una tradizione che fa della nostra sede un punto di riferimento globale seppure con i limiti dovuti alla distanza. In questo quadro, la raggiungibilità di Milano facilita il contatto con i clienti, che possono scoprire il prodotto, progettarlo con i nostri designer, studiarne gli elementi di innovazione, senza dimenticare di godersi il contesto. Insomma, un pezzo di Finlandia raggiungibile ovunque nel mondo”.

Contaminazione di competenze e dialogo con i clienti: chi sono le persone che li incontreranno in via Tortona?

Oltre alle persone di Metsä Board, che ruoteranno costantemente nella nuova sede, sono stati selezionati due professionisti legati al mondo del design e del packaging machinery che ci raccontano con entusiasmo del loro nuovo lavoro.

“Ho lavorato a lungo alla Bottega, azienda di Senigallia specializzata in set di cortesia per l’ospitalità e il lusso”, esordisce Lorenzo Luzi, graphic designer. “Ho passato diversi anni anche nella sede di New York della società. Il focus principale del mio lavoro era su packaging per il beauty e personal care con adattamento di design e prodotti alle esigenze dei clienti. Da New York e Senigallia sono poi approdato

Maria Costanza Candi

Metsä Board Design Studio: a touch of Finland in the heart of Milan’s Design District

ItaliaImballaggio visited the company’s new European hub dedicated to end users and customers

Cross-fertilisation is the first word that comes to mind when stepping into the new Metsä Board Packaging Design Studio at Via Tortona 27 in Milan, which ItaliaImballaggio had the opportunity to preview. The Finnish producer’s latest facility is one of only three worldwide, alongside its centres in Finland and the United States. Designed to foster closer collaboration with customers, end users and machine builders, the studio places them at the heart of the development process for the paperboard solutions that underpin Metsä Board’s business.

Milan becomes one of Metsä Board’s three global design hubs

“Milan is one of the world’s leading design capitals”, explains Ilkka Harju, Director, Packaging Services Europe & Emerging Market. “It sits at the centre of a highly advanced industrial ecosystem characterised by innovation and technological excellence. The city is also close to Switzerland, as well as to Italy’s Packaging Valley and Food Valley, where many packaging manufacturers and food and beverage end users are based. In short, Milan is easily accessible from virtually anywhere in the world. It is attractive for its industrial heritage, its design culture and, naturally, its exceptional quality of life. Finland also has a strong design tradition and, by combining it with Italy’s creative heritage, we have been able to create a space that

genuinely accelerates innovation. The region’s rich industrial fabric has also made it possible to recruit highly skilled professionals”.

“Our Centre of Excellence in Finland remains a key reference point”, adds Marjo Halonen, Vice President, Marketing, Communications and Sustainability. “However, it is less accessible for customers and offers a different kind of experience, one that is more closely connected with our natural resources – Metsä Board is part of Metsä Group, whose parent company Metsäliitto Cooperative is owned by approximately 90,000 Finnish forest owners. Metsä Board has a strong family ethos, not only because of our cooperative structure but also because of the care we devote to our forests. They are owned, managed, replanted and protected as the foundation of our business. We have preserved an identity built on thousands of small forest owners whose commitment underpins our success, giving us access to premium northern virgin fibre and a long-standing tradition that has made our Finnish headquarters a global benchmark, despite the obvious challenges of distance. Against this backdrop, Milan’s accessibility makes it much easier to connect with customers. Here they can discover our products, co-create packaging concepts with our designers, explore the latest innovations and, at the same time, enjoy everything the city has to offer. In short, it’s a piece of Finland within easy reach of customers from around the world.

Cross-disciplinary expertise and customer collaboration: who will visitors meet at Via Tortona?

Alongside Metsä Board specialists, who will rotate through the new facility on a regular basis, the company has recruited two professionals with extensive experience in design and packaging machinery. Both speak enthusiastically about their

a Milano dove ho lavorato per una importante agenzia di design, molto focalizzata sul beverage, in particolare grandi brand del wine & spirits. Ma quando sono stato contattato da Metsä Board ho capito di aver trovato il lavoro della mia vita”.

Il design studio non è solo show room e spazio eventi ma dispone anche di diverse dotazioni tecniche, da plotter a strumenti per la stampa industriale a postazioni per la simulazione 3D sui prodotti. Non può quindi mancare l’anima tecnica del gruppo.

“Mi occupo della parte di structural design”, prosegue Giovanni Pagani, lo structural designer del team. “Ho lavorato per diversi anni nel packaging sia lato design che nella gestione della fase produttiva. Le mie competenze spaziano quindi dallo structural design agli ambienti di produzione fino alle problematiche sulla linea. Grazie alla dotazione tecnica presente nell’area testing, unendo le mie competenze tecniche nel machinery alla parte di design di Lorenzo, siamo in grado di rispondere in modo dinamico alle esigenze dei clienti, progettando soluzioni con loro e seguendone le evoluzioni passo dopo passo. Un processo che ci garantisce dialogo costante dove specializzazioni diverse e richieste del mercato trovano una sintesi ideale”.

new roles.

“I spent many years at La Bottega, the Senigalliabased company specialising in luxury hospitality amenities”, says graphic designer Lorenzo Luzi. “I also worked for several years at the company’s New York office, where my main focus was packaging for the beauty and personal care sectors, adapting designs and products to customers’ specific requirements. From New York and Senigallia I moved to Milan, joining a leading design agency with a strong focus on the beverage sector, particularly major wine and spirits brands. But when Metsä Board approached me, I immediately felt I had found the job I had been looking for”.

The Design Studio is much more than a showroom and event venue. It is fully equipped with advanced technical resources, including plotters, industrial printing equipment and 3D visualisation workstations for packaging development. It is therefore only natural that the team also includes strong engineering expertise.

“I am responsible for structural design”, explains Giovanni Pagani, the team’s Structural Designer. “Over the years I have worked across the packaging industry, both in design and in production management. My experience therefore covers structural design, manufacturing environments and production line challenges. Thanks to the technical equipment available in our testing area, by combining my engineering and machinery expertise with Lorenzo’s design capabilities, we can respond quickly and effectively to customers’ needs. We work alongside them to develop packaging solutions and refine them at every stage of the process. This approach ensures an ongoing dialogue, where different areas of expertise and market requirements come together in an ideal combination”.

facts&figures

LE MACCHINE PER IL PACKAGING NEGLI USA

(un anno dopo l’inizio della guerra commerciale)

Con il centro studi Mecs, torniamo ad analizzare le dinamiche export verso uno dei principali mercati di sbocco mondiale. Un anno dopo il D-Day tariffario, i numeri raccontano un mercato che si ridisegna lentamente. Per l’Italia due anni di calo: un segnale da non sottovalutare

Era inizio aprile di un anno fa quando Donald Trump annunciava nel Giardino delle Rose della Casa Bianca il più ambizioso e controverso sistema di dazi reciproci della storia recente. Un anno dopo, con i dati completi del 2025 sul tavolo, è possibile fare un primo bilancio di come la guerra commerciale abbia davvero inciso sui flussi di export delle macchine per il packaging verso gli Stati Uniti. Il quadro che emerge è quello di un mercato che non crolla (anzi, nel lungo periodo rimane uno dei più appetibili al mondo) e che si sta silenziosamente ridisegnando. Con qualche sorpresa, qualche conferma e almeno un segnale che dovrebbe far riflettere i costruttori italiani.

Un mercato da quasi 13 miliardi che (quasi) non sente i dazi Partiamo dal dato macro. Il mercato americano delle macchine per il packaging vale oggi circa 12,719 miliardi di euro (dato 2025), con previsioni di crescita fino a 14,481 miliardi entro il 2030 (Cagr 2025-2030: +2,6%). Non è l’accelerazione del decennio scorso, ma è una crescita solida in un contesto globale incerto. Il 60% circa del mercato è coperto da produzione locale, mentre il restante 40% è import: una quota non trascurabile su cui si gioca la partita competitiva tra i principali Paesi fornitori. Il dato più sorprendente è che le importazioni totali nel 2025 hanno subito solo una lieve flessione: -0,7%, da 5,2 a 5,17 miliardi di

euro. Un calo quasi irrisorio, se si considera la portata delle misure tariffarie adottate. L’ultima volta che gli Stati Uniti avevano registrato una contrazione delle importazioni di macchine packaging era stato nel 2009, sull’onda della crisi finanziaria globale. Stavolta la tenuta è quasi intatta, ma il diavolo, come spesso accade, si nasconde nei dettagli.

La Germania si consolida, l’Italia tiene

Tra i grandi esportatori, il divario tra Germania e Italia si allarga. Berlino chiude il 2025 con 1,38 miliardi di euro, in crescita dell’1,9%, con un Cagr 2020-2025 del 7,9%. L’Italia si ferma a 953 milioni, in calo del 2,6%, con un Cagr del 7,3% nello stesso arco temporale: numeri che raccontano comunque una crescita solida nel lungo periodo, e una posizione di secondo fornitore mondiale (con una quota dell’8% del mercato americano) che resta un risultato di livello.

Il segnale che preoccupa, però, è la direzione: due anni consecutivi di calo (-6,3% nel 2024, -2,6% nel 2025) in un mercato che nel complesso tiene. Va detto che il ritmo della flessione sta decelerando, e che l’Italia non è l’unica a soffrire. Ma il confronto con la Germania, che nello stesso biennio è cresciuta del 20% e poi dell’1,9%, pone una domanda a cui è difficile non rispondere: nel posizionamento competitivo italiano sul mercato americano qualcosa non sta funzionando come dovrebbe?

Canada: il grande “malato”

Se c’è un dato che sintetizza meglio di ogni altro l’impatto dei dazi, è quello che riguarda il Canada. Il Paese della foglia d’acero – terzo esportatore verso gli Usa nel 2024 con 679 milioni di euro – crolla nel 2025 a 595 milioni, con una variazione di -12,3%. È lui il principale responsabile della flessione complessiva delle importazioni americane.

La logica è brutale nella sua semplicità: i dazi imposti da Washington a Ottawa hanno reso meno competitive le forniture canadesi, penalizzando in modo diretto un Paese che per ragioni geografiche e storiche aveva costruito una filiera integrata con gli Stati Uniti.

Il paradosso cinese Il dato più controintuitivo del 2025 riguarda la Cina. Nonostante un contesto tariffario tra i più penalizzanti, Pechino riesce a crescere del 5,8% a 310 milioni di euro, consolidando la quarta posizione tra i fornitori del mercato americano. È un risultato che racconta qualcosa di importante: sostituire forniture profondamente radicate nella filiera produttiva è molto più difficile e costoso di quanto i dazi lascino supporre. È probabile che gli importatori americani, almeno nel breve periodo, abbiano preferito assorbire il costo tariffario piuttosto che riorganizzare l’approvvigionamento. Qualche

DAZI

spazio si è aperto per fornitori alternativi – Corea del Sud, India e Austria mostrano tassi di crescita sostenuti – ma su volumi ancora troppo contenuti per incidere in modo significativo sugli equilibri complessivi.

Usa: dazi arma a doppio taglio C’è un ultimo numero che completa il quadro e merita una riflessione. Le esportazioni

Packaging Machinery in the United States

(one year after the start of the Trade War)

Together with the Mecs Research Center, we take another look at export dynamics in one of the world’s leading destination markets. One year after “Tariff Day”, the figures tell the story of a market that is slowly being reshaped. For Italy, two consecutive years of decline: a warning sign that should not be underestimated Luca Baraldi and Generoso Verrusio It was early April last year when Donald Trump, speaking in the White House Rose Garden, announced the most ambitious and controversial system of reciprocal tariffs in recent history. One year later, with the full 2025 data now available, it is possible to take stock of how the trade war has actually affected exports of packaging machinery to the United States.

The picture that emerges is of a market that has not collapsed (indeed, it remains one of the most attractive in the world over the long term) but is quietly being reshaped. There are some surprises, some confirmations, and at least one signal that should give Italian manufacturers pause for thought. A nearly €13 billion market that (almost) doesn’t feel the impact of tariffs

Let us start with the big picture. The Us packaging machinery market is now worth approximately €12.719 billion (2025 figure), with forecasts pointing to growth to €14.481 billion by 2030 (2025-2030 Cagr: +2.6%).

This is not the rapid expansion seen in the previous decade, but it remains solid growth in an uncertain global environment.

Roughly 60% of the market is supplied by domestic production, while the remaining 40% comes from imports, a significant share that fuels competition among the leading

americane di macchine packaging hanno registrato nel 2025 una flessione del 3,6% e sappiamo che i principali mercati di sbocco sono Messico e Canada. I dazi che Washington ha imposto ai propri vicini commerciali si sono rivelati un’arma a doppio taglio: hanno ridotto, almeno marginalmente, la dipendenza dall’import estero, ma hanno al tempo stesso raffreddato la domanda nei due

supplier countries.

Perhaps the most surprising figure is that total imports in 2025 declined only marginally: -0.7%, from €5.2 billion to €5.17 billion. Considering the scale of the tariff measures introduced, this drop is almost negligible. The last time the United States recorded a contraction in packaging machinery imports was in 2009, during the global financial crisis. This time, resilience has remained largely intact, but as often happens, the devil is in the details. Germany strengthens its position, Italy holds ground

Among the major exporters, the gap between Germany and Italy has widened. Germany closed 2025 with €1.38 billion in exports, up 1.9%, with a 2020-2025 Cagr of 7.9%. Italy reached €953 million, down 2.6%, with a 7.3% Cagr over the same period.

These figures still reflect solid longterm growth, and Italy’s position as the world’s second-largest supplier – holding an 8% share of the Us market – remains an important achievement.

The concern, however, lies in the trend: two consecutive years of decline (-6.3% in 2024 and -2.6% in 2025) in a market that, overall, has remained stable. It should be noted that the pace of decline is slowing and that Italy is not alone in facing difficulties. Yet the comparison with Germany – which grew by 20% and then by 1.9% over the same two-year period – raises a difficult question: is something no longer working as it should in Italy’s competitive positioning within the Us market?

Canada: the major casualty If there is one figure that best summarizes the impact of tariffs, it is Canada’s. The Maple Leaf country – the third-largest exporter to the United States in 2024 with €679 million – fell to €595 million in 2025, a decline of 12.3%. Canada is therefore the main contributor to the overall reduction in U.S. imports.

The logic is brutally simple: the tariffs imposed by Washington on

mercati storicamente più vicini all’industria americana. Il saldo netto è discutibile: un guadagno modesto sul fronte interno, un danno concreto su quello dell’export.

Morale: proteggere il mercato interno ha un costo. E nel 2025 lo hanno pagato anche i produttori statunitensi.

Ottawa have made Canadian supplies less competitive, directly affecting a country that, for geographic and historical reasons, had built a deeply integrated industrial supply chain with the United States.

The chinese paradox

The most counterintuitive result of 2025 concerns China. Despite one of the most restrictive tariff environments, Chinese exports still grew by 5.8%, reaching €310 million and consolidating the country’s position as the fourth-largest supplier to the Us market.

This result highlights an important reality: replacing suppliers that are deeply embedded in industrial supply chains is far more difficult and costly than tariffs alone might suggest.

In the short term, Us importers appear to have preferred absorbing the additional tariff costs rather than reorganizing their sourcing strategies.

Some opportunities have emerged for alternative suppliers – South Korea, India, and Austria have all recorded strong growth rates – but their volumes remain too limited to significantly alter overall market dynamics.

United States: tariffs as a doubleedged sword

One final figure completes the picture and deserves careful consideration.

In 2025, Us exports of packaging machinery declined by 3.6%, and we know that their main destination markets are Mexico and Canada.

The tariffs Washington imposed on its neighboring trading partners have proven to be a double-edged sword: they may have slightly reduced dependence on imports, but at the same time they have weakened demand in the two markets that have historically been closest to Us industry.

The net result is debatable: a modest gain on the domestic front, offset by a tangible loss in exports.

The lesson is clear: protecting the domestic market comes at a price. And in 2025, Us manufacturers paid part of that price themselves.

UNA FILIERA IN CRESCITA (caos internazionale permettendo)

L’Osservatorio quadrimestrale, con i dati riferiti a maggio, fotografa un settore stabile ma inserito in uno scenario economico e geopolitico complesso

Barbara Iascone | Istituto Italiano Imballaggio

Uno scenario macroeconomico in peggioramento Il 2025-2026 si apre per la filiera dell’imballaggio in un contesto macroeconomico complesso, segnato da instabilità geopolitica, elevati costi energetici e pressioni inflattive ancora significative. Secondo le principali previsioni economiche, l’economia italiana crescerà nel 2026 a un ritmo contenuto (+0,7%), sostenuta prevalentemente dalla domanda interna, mentre l’inflazione, pur in rallentamento, dovrebbe attestarsi su valori medi ancora elevati (+3,2% annuo, con un progressivo assestamento verso il +2,6% a fine periodo). In questo quadro, il mercato del lavoro rappresenta una variabile relativamente positiva: il tasso di disoccupazione è atteso in calo tra il 5,1% e il 6%, contribuendo a sostenere i consumi, seppur in un contesto di fiducia ancora debole. Più cauta, invece, la dinamica del settore manifatturiero, che mostra segnali di sostanziale stagnazione (+0,2%), riflettendo una domanda industriale incerta e condizionata dai costi di produzione

Export sotto pressione tra tensioni geopolitiche e dazi Sul fronte internazionale, l’export italiano continua a crescere ma a un ritmo più contenuto rispetto agli anni precedenti. A incidere sono diversi fattori concomitanti: le tensioni energetiche globali, gli effetti del conflitto in Medio Oriente e una crescente frammentazione commerciale, amplificata dalla guerra dei dazi con gli Stati Uniti. A ciò si aggiunge l’esaurimento dell’effetto “anticipo ordini” registrato nel 2025, particolarmente evidente nel settore farmaceutico. In questo scenario, la filiera del packaging si conferma strettamente dipendente dall’andamento dei settori utilizzatori. Le performance più dinamiche si registrano nel comparto cosmetico, con una crescita stimata intorno al +4%, e nel farmaceutico (+3%), entrambi caratterizzati da una domanda relativamente meno ciclica e da maggiore capacità di innovazione. Più contenuti gli incrementi nei settori alimentare e delle bevande (+0,9%) e nel largo consumo (+0,8%), che risentono maggiormente della debolezza dei consumi interni

Settori utilizzatori e impatti

La filiera del packaging si conferma fortemente interconnessa con l’andamento dei principali settori manifatturieri, in particolare alimentare, bevande, largo consumo, farmaceutico e cosmetico, che complessivamente rappresentano la quota prevalente della domanda di imballaggi in Italia, sia in termini di volumi sia di valore. In questo contesto, le dinamiche dei settori utilizzatori si riflettono in modo diretto sulla produzione e sulla composizione dei materiali impiegati nella filiera. Nel 2026 emerge una marcata eterogeneità tra i diversi comparti. Il settore cosmetico si distingue per una crescita più sostenuta, con un incremento stimato intorno al +4% dei volumi, sostenuto sia dall’andamento positivo dell’export sia dalla crescente domanda interna nei segmenti premium e personal care. Tale dinamica ha un impatto significativo soprattutto sulle tipologie di packaging ad alto valore aggiunto, come vetro e plastica di qualità, oltre agli imballaggi secondari legati al retail.

Anche il comparto farmaceutico conferma una tendenza positiva, con un aumento dei volumi intorno al +3%, in linea con la crescente domanda legata all’invecchiamento della popolazione, all’innovazione terapeutica e alla continuità degli investimenti. Questo settore rappresenta una componente strutturalmente stabile della domanda di imballaggi, caratterizzata da elevati standard qualitativi e normativi, con una forte incidenza di materiali plastici e vetro, oltre a soluzioni

tecniche avanzate per la sicurezza e la conservazione.

Più contenuta, invece, la dinamica dei settori alimentare e delle bevande, che registrano una crescita stimata intorno al +0,9%. In questi comparti, che da soli rappresentano una quota maggioritaria dell’utilizzo complessivo di imballaggi, pesano il rallentamento dei consumi reali e la pressione inflattiva sui prezzi al dettaglio. L’impatto sulla filiera è comunque rilevante in termini assoluti, data la grande dimensione dei volumi trattati, con una domanda che resta orientata prevalentemente verso carta, cartone e plastica, ma con crescente attenzione a soluzioni sostenibili e riciclabili.

Analoga tendenza si registra nel comparto del largo consumo (beni non durevoli), che dovrebbe segnare un incremento più limitato, intorno al +0,8%. Il settore, fortemente legato all’andamento del potere d’acquisto delle famiglie, evidenzia segnali di rallentamento, pur mantenendo livelli di domanda relativamente stabili. In questo caso, il packaging è caratterizzato da elevata rotazione e standardizzazione, con una forte incidenza di imballaggi flessibili e primari.

Nel complesso, l’analisi evidenzia come i settori a maggior contenuto innovativo e meno sensibili al ciclo economico – come cosmetico e farmaceutico – contribuiscano in misura crescente alla dinamica della filiera del packaging, mentre i comparti più maturi e legati ai consumi di massa mostrano una crescita più moderata.

Performance della produzione di imballaggi

BILANCIO SETTORE PACKAGING

PACKAGING SECTOR OVERVIEW

I ipotesi evolutive dati in via di elaborazione

Preliminary estimates currently being processed

Per quanto riguarda direttamente il settore degli imballaggi, le prime evidenze disponibili delineano un quadro complessivamente stabile, in cui la filiera sembra entrare in una fase di consolidamento dopo le forti oscillazioni registrate negli anni precedenti. La produzione è attesa in lieve crescita, con un incremento intorno all’1% su base annua, mentre il fatturato evidenzia una dinamica ancora più contenuta (+0,2%), riflettendo sia una moderazione dei prezzi sia una domanda non particolarmente espansiva. Questo disallineamento tra volumi e valore segnala una fase di assestamento, caratterizzata da una minore spinta inflattiva rispetto al recente passato e da una crescente pressione sui margini delle imprese. 2025 var. % 24/25 Fatturato (Mln. di euro c.a.) (Stime)

approx.) (estimates)

Fonte: elaborazione dati Imballaggio in cifre ed. 2025

Source: data processing based on Packaging in Figures 2025

Più dinamico risulta invece il quadro degli scambi con l’estero, che rappresenta uno degli elementi più critici per la filiera. Le importazioni continuano a crescere a ritmi sostenuti, con un incremento stimato intorno al +20% rispetto al 2024, fino a raggiungere circa 3,48 milioni di tonnellate complessive.

Tale andamento segnala un aumento della dipendenza dall’offerta estera, probabilmente legato a fattori di costo, specializzazione produttiva e differenziali competitivi tra sistemi industriali. Sul versante opposto, le esportazioni mostrano una crescita decisamente più contenuta (+2,6%), confermando una perdita di slancio rispetto agli anni precedenti. Questo divario tra dinamica delle importazioni ed esportazioni si traduce in un significativo deterioramento del saldo commerciale, che rimane ampiamente negativo e in ulteriore peggioramento. In termini quantitativi, nel 2025 il disavanzo ha raggiunto circa 690.000 tonnellate, indicando che l’Italia ha importato una quantità di imballaggi vuoti nettamente superiore a quella esportata. La variazione del saldo evidenzia un peggioramento molto marcato rispetto all’anno precedente, segnalando una criticità strutturale per la competitività del comparto. Le prospettive per il 2026 si mantengono improntate alla cautela. L’evoluzione attesa della domanda, strettamente legata all’andamento dei settori utilizzatori – in particolare alimentare, largo consumo e industria manifatturiera – insieme al rallentamento dell’export, suggerisce uno scenario di crescita molto contenuta. Le stime indicano infatti un incremento complessivo intorno allo 0,5%, sia in termini di volumi (tonnellate) sia di fatturato.

Conclusioni

I driver principali restano riconducibili a tre fattori: l’andamento dei settori utilizzatori, in particolare cosmetico e farmaceutico; gli investimenti in innovazione, con focus su sistemi riutilizzabili e modelli a rendere; e la crescente pressione normativa e di mercato verso modelli di economia circolare e sostenibilità ambientale. Un elemento strutturale da considerare nell’analisi dei dati è inoltre il progressivo alleggerimento degli imballaggi: la riduzione del peso unitario, pur rappresentando un progresso in termini di efficienza e sostenibilità, contribuisce a comprimere i volumi complessivi espressi in tonnellate, influenzando la lettura delle dinamiche produttive.

Packaging in 2026: a growing supply chain (geopolitical turmoil permitting)

The four-monthly Observatory, based on data through May, provides a snapshot of a stable sector operating within a complex economic and geopolitical environment

A worsening macroeconomic scenario

The 2025-2026 period opens for the packaging supply chain against a complex macroeconomic backdrop, characterised by geopolitical instability, high energy costs and still significant inflationary pressures. According to the main economic forecasts, the Italian economy is expected to grow at a moderate pace in 2026 (+0.7%), mainly supported by domestic demand, while inflation, although slowing, is expected to remain at relatively high average levels (+3.2% annually), gradually settling towards +2.6% by the end of the period. Within this context, the labour market represents a relatively positive factor: the unemployment rate is forecast to decline to between 5.1% and 6%, helping to support consumption, albeit in an environment where consumer confidence remains weak. The manufacturing sector, by contrast, is showing a more cautious trend, with growth expected to remain broadly stagnant (+0.2%), reflecting uncertain industrial demand affected by production costs.

Exports under pressure amid geopolitical tensions and tariffs

On the international front, Italian exports continue to grow, although at a slower pace than in previous years. Several concurrent factors are affecting performance: global energy-related tensions, the impact of the conflict in the Middle East and increasing trade fragmentation, further exacerbated by tariff disputes with the United States. Added to this is the fading of the “advance orders” effect recorded in 2025, which was particularly evident in the pharmaceutical sector. Against this backdrop, the packaging supply chain remains closely linked to the performance of its end-use markets. The most dynamic trends are expected in cosmetics, with estimated growth of around 4%, and pharmaceuticals (+3%), both supported by relatively less cyclical demand and stronger innovation capacity. More moderate growth is forecast for the food and beverage sectors (+0.9%) and fast-moving consumer goods (+0.8%), which are more exposed to weaker domestic consumption.

End-use sectors and impacts

The packaging supply chain remains strongly interconnected with the performance of the main

manufacturing sectors, particularly food, beverages, fast-moving consumer goods, pharmaceuticals and cosmetics. Together, these sectors account for the majority of packaging demand in Italy, both in terms of volumes and value. In this context, trends in end-use markets have a direct impact on packaging production and on the composition of materials used throughout the supply chain.

In 2026, significant differences emerge between individual sectors. Cosmetics stands out for its stronger growth performance, with volumes expected to increase by around 4%, driven both by positive export trends and rising domestic demand in premium and personal care segments. This dynamic has a significant impact particularly on higher value-added packaging solutions, such as glass and high-quality plastic packaging, as well as retail-oriented secondary packaging.

The pharmaceutical sector is also confirming a positive trend, with volumes expected to increase by around 3%, supported by growing demand linked to population ageing, therapeutic innovation and continued investment. This sector represents a structurally stable component of packaging demand, characterised by stringent quality and regulatory requirements, with a strong presence of plastic and glass packaging, alongside advanced technical solutions for safety and product preservation.

The food and beverage sectors are expected to show more moderate growth, at around 0.9%. These markets, which together represent the largest share of overall packaging consumption, are being affected by slower real consumption growth and inflationary pressure on retail prices. Nevertheless, their impact on the supply chain remains significant in absolute terms due to the large volumes involved. Demand continues to be mainly oriented towards paper, board and plastic packaging, with increasing attention to sustainable and recyclable solutions.

A similar trend is expected in the fast-moving consumer goods sector (non-durable goods), which should record more limited growth of around 0.8%. Strongly linked to household purchasing power, this sector is showing signs of slowdown while maintaining relatively stable demand levels. Packaging in this area is characterised by high turnover rates and standardisation, with a significant share of flexible and primary packaging solutions.

Overall, the analysis highlights how sectors with higher innovation content and lower sensitivity to economic cycles – such as cosmetics and pharmaceuticals – are making an increasingly significant contribution to the development of the packaging supply chain. Conversely, more mature sectors linked to mass consumption are experiencing more moderate growth.

Packaging production performance

Looking specifically at the packaging

sector, the first available data point to an overall stable scenario, with the supply chain appearing to enter a consolidation phase after the significant fluctuations recorded in previous years. Production is expected to show slight growth, with an annual increase of around 1%, while turnover is forecast to grow even more modestly (+0.2%). This reflects both a moderation in prices and a market demand that is not particularly expansive. The divergence between volumes and value indicates a phase of adjustment, characterised by lower inflationary pressure compared with the recent past and growing strain on companies’ margins.

Foreign trade, however, presents a more dynamic picture and remains one of the most critical aspects for the supply chain. Imports continue to grow at a strong pace, with an estimated increase of around 20% compared with 2024, reaching approximately 3.48 million tonnes overall. This trend points to growing dependence on foreign supply, likely driven by cost factors, production specialisation and competitive differences between industrial systems.

Exports, by contrast, are showing significantly more limited growth (+2.6%), confirming a loss of momentum compared with previous years. The gap between import and export trends is resulting in a significant deterioration of the trade balance, which remains strongly negative and continues to worsen. In quantitative terms, the trade deficit reached approximately 690,000 tonnes in 2025, indicating that Italy imported a substantially higher volume of empty packaging than it exported. The change in the balance highlights a marked deterioration compared with the previous year, pointing to a structural challenge for the competitiveness of the sector. The outlook for 2026 remains cautious. Expected demand trends, closely linked to the performance of end-use sectors – particularly food, fast-moving consumer goods and manufacturing – together with the slowdown in exports, suggest a scenario of very limited growth.

Forecasts indicate an overall increase of around 0.5%, both in terms of volumes (tonnes) and turnover.

Conclusions

The main drivers remain linked to three key factors: the performance of end-use sectors, particularly cosmetics and pharmaceuticals; investment in innovation, with a focus on reusable systems and refillable models; and increasing regulatory and market pressure towards circular economy models and environmental sustainability.

A further structural factor to consider when analysing the data is the ongoing lightweighting of packaging. While reducing unit weight represents progress in terms of efficiency and sustainability, it also contributes to lowering overall volumes expressed in tonnes, affecting the interpretation of production trends.

ACCIAIO E ALLUMINIO: un ruolo strategico per l’industria del packaging

Il settore registra una crescita produttiva del 3,2%.

L’analisi approfondisce struttura del mercato, dinamiche produttive e commerciali, applicazioni dei diversi imballaggi metallici e risultati del riciclo, che consentono già oggi di superare gli obiettivi Ue per il 2030

Barbara Iascone | Istituto Italiano Imballaggio

Il settore

Gli imballaggi metallici costituiscono una componente strategica del settore del packaging, grazie alla combinazione di elevate prestazioni funzionali, affidabilità e riciclabilità. Si tratta di contenitori in acciaio e alluminio che trovano applicazione in numerosi comparti industriali, tra cui alimentare, bevande, farmaceutico, cosmetico e chimico, dove la protezione del prodotto e il mantenimento delle sue caratteristiche qualitative rappresentano requisiti imprescindibili. Dal punto di vista tecnico, i materiali metallici si distinguono per l’elevata resistenza meccanica, l’impermeabilità ai gas, al vapore acqueo e alla luce, nonché per la capacità di preservare l’integrità e la shelf life dei prodotti confezionati. Tali proprietà consentono di limitare i fenomeni di deterioramento e di ridurre le perdite lungo la filiera logistica, contribuendo al miglioramento della sicurezza e dell’efficienza dei sistemi di confezionamento. Parallelamente, la crescente attenzione verso i principi dell’economia circolare ha rafforzato il ruolo degli imballaggi metallici nel panorama del packaging sostenibile. Acciaio e alluminio sono infatti materiali potenzialmente riciclabili all’infinito, senza un significativo decadimento delle proprietà metallurgiche, caratteristica che li distingue da molte altre tipologie di materiali da imballaggio. In questo contesto, le attività di ricerca e sviluppo sono orientate sia all’ottimizzazione dei processi produttivi e alla riduzione del peso degli imballaggi, sia allo sviluppo di rivestimenti interni, tecnologie di formatura e sistemi di chiusura in grado di migliorare prestazioni, sicurezza e compatibilità con le più recenti normative in materia di contatto con gli alimenti e sostenibilità ambientale.

L’evoluzione degli imballaggi metallici non riguarda quindi esclusivamente gli aspetti strutturali e prestazionali, ma coinvolge anche l’innovazione dei materiali, dei processi produttivi e delle strategie di riciclo, confermando il ruolo di questa categoria di packaging come elemento chiave per coniugare conservazione del prodotto, efficienza industriale e sostenibilità lungo l’intero ciclo di vita dell’imballaggio.

I numeri del comparto

In questa analisi si prendono in esame i dati relativi all’anno 2025, ancora non definitivi, in attesa della pubblicazione Imballaggio in cifre ed. 2026. Nel 2025, gli imballaggi in acciaio hanno rappresentato il 72% della produzione di imballaggi metallici in Italia (espressa in tonnellate) e il 31% del fatturato (in milioni di euro). Gli imballaggi in alluminio, di contro, hanno raggiunto rispettivamente il 28% della produzione e il 69% del fatturato. Questa disparità può essere attribuita al fatto che, pur essendo l’acciaio più diffuso, soprattutto in ambito alimentare, l’alluminio, grazie al suo costo più elevato, genera fatturati maggiori. Nel complesso, il settore dovrebbe chiudere l’anno con una produzione in crescita del 3,2% e un fatturato sostanzialmente stabile (+0,3%). Le tonnellate di imballaggi metallici prodotte nel 2025 raggiungono circa 820.000 e, come vedremo in dettaglio, a influire su questa variazione sono soprattutto gli imballaggi in acciaio. Anche il commercio estero evidenzia tendenze positive: si segnala in particolare il +27,4% delle importazioni, che pur rimanendo contenute registrano una crescita costante (dati ISTAT a 12 mesi).

Imballaggi in acciaio

Secondo la classificazione utilizzata in Imballaggio in cifre, gli imballaggi in acciaio si suddividono in due macrocategorie: imballaggi leggeri in banda stagnata e fusti in lamiera sottile. Gli imballaggi in banda stagnata si articolano a loro volta in tre tipologie di confezionamento: open top, general line e chiusure. Gli imballaggi open top sono utilizzati per il confezionamento di prodotti alimentari come pomodori pelati, conserve vegetali e tonno. Gli imballaggi general line sono impiegati per prodotti chimici (pitture, vernici, solventi), per le latte destinate all’olio alimen-

tare e per le bombolette aerosol, utilizzate sia in ambito alimentare sia non alimentare. Le chiusure sono rappresentate da tappi corona e capsule twist-off. I fusti sono realizzati in lamierino di acciaio non stagnato, protetto da verniciatura interna ed esterna. La loro capacità varia da 50 a 300 litri, con netta prevalenza dei fusti da 200 litri. Possono essere cilindrici o tronco-conici e trovano impiego sia in ambito alimentare (ad esempio per la movimentazione dei pomodori o l’olio industriale) sia non alimentare (petrolio e carburanti).

Dimensioni e caratteristiche del mercato italiano degli imballaggi in acciaio Nel 2025, la produzione italiana si attesta intorno alle 667.600 tonnellate, con una crescita prevista del 2,3%. Positivo anche l’andamento del commercio estero: le importazioni, pur rimanendo contenute, crescono del 36%, mentre l’export registra un incremento del 2,9%. In termini di peso, le importazioni superano le 99.000 tonnellate, mentre le esportazioni raggiungono le 283.000 tonnellate. Gli imballaggi leggeri in banda stagnata (open top, chiusure e parte dei general line di piccole dimensioni) rappresentano oltre l’82,2% del comparto e influenzano maggiormente l’andamento del settore. Nel 2025 la produzione cresce dell’1,7%, arrivando a 549.000 tonnellate. Le esportazioni si stabilizzano a 249.000 tonnellate (+2,9%), mentre le importazioni, pur crescendo del 38%, restano limitate (92.500 tonnellate). La suddivisione interna vede gli open top al 64%, i general line al 22,1% e le chiusure al 9,9%. Il segmento dei fusti in acciaio registra nel 2025 una produzione di 119.000 tonnellate (+5,4%). Le importazioni crescono del 10% e le esportazioni del 6%. L’utilizzo è per il 72% nel settore chimico-petrolifero e per il restante 28% in ambito agroindustriale e logistico.

Imballaggi in alluminio

Gli imballaggi in alluminio comprendono contenitori destinati sia al settore alimentare sia a quello non alimentare: lattine per bevande, scatolette, vaschette, tubetti, bombolette aerosol e flaconi (soprattutto cosmetici), oltre al foglio sottile e alle chiusure. Dimensioni e caratteristiche del mercato italiano degli imballaggi di alluminio

IMBALLAGGI LEGGERI (BANDA STAGNATA)

LIGHT METAL PACKAGING (TINPLATE)

Open top | Open-top cans

Olio alimentare | Edible oil cans

General line (prod.chimici e scat.fantasia)

General line (chemicals and decorative cans)

Bombolette | Aerosol cans

Chiusure | Closures

CONTENITORI IN ALLUMINIO ALUMINIUM CONTAINERS

Bevande | Beverages

& Pharma

Altro | Other

Fonte: Banca dati Istituto Italiano Imballaggio

Source: Italian Packaging Institute database

L’alluminio per imballaggi include diverse tipologie (can stock, foil stock, can body e pastiglie), utilizzate per differenti applicazioni. Le leghe impiegate variano in funzione dell’uso finale. Nel 2025 la produzione italiana (escluso il foglio per accoppiati flessibili) ha raggiunto 151.600 tonnellate, registrando un calo dell’8% rispetto all’anno precedente. L’andamento negativo riguarda quasi tutte le tipologie, fatta eccezione per contenitori rigidi e vaschette (+1%). Il commercio estero mostra segnali di crescita sia nelle esportazioni (+3,5%) sia nelle importazioni, ma la domanda interna ha inciso negativamente sulla produzione.

La produzione si suddivide in: 39,7% contenitori, 23,3% altri imballaggi sottili (foglio sottile per chiusure yogurt, tubetti, capsule, rivestimenti), 18,7% chiusure (twist-off, a vite) e 18,3% vaschette per alimenti.

Il riciclo degli imballaggi metallici

Nel ciclo di vita di un imballaggio, compresi quelli metallici, il fine vita viene affidato al riciclo, ormai grazie al lavoro incessante dei consorzi di filiera le percentuali di imballaggi avviati al riciclo cresce di anno in anno.

Per quanto riguarda gli imballaggi in acciaio ad occuparsi di questa fase è il consorzio RICREA, ed in base ai loro ultimi dati nel 2025 sono stati circa 442.666 t/000 gli imballaggi avviati a riciclo, vale a dire l’82,2% dell’immesso al consumo, i risultati di RICREA superano gli obiettivi di legge stabiliti al 2030.

Il consorzio che si occupa del riciclo e recupero degli imballaggi in alluminio è il CIAL, ed in base alle loro ultime elaborazioni nel 2025 sono stati il 69,5% gli imballaggi in alluminio avviati al riciclo, tradotto in tonnellate si parla di 65.000 tonnellate di imballaggi. Anche per quanto riguarda gli imballaggi in alluminio sono stati già superati gli obbiettivi di riciclo stabiliti al 2030.

Steel and aluminium: a strategic role for the packaging industry

The sector records 3.2% production growth. This analysis examines market structure, production and trade trends, the applications of different types of metal packaging, and recycling performance, which has already exceeded the EU’s 2030 targets

The sector

Metal packaging is a strategic component of the packaging industry, combining outstanding functional performance, reliability and recyclability. Steel and aluminium containers are widely used across numerous industrial sectors, including food, beverages, pharmaceuticals, cosmetics and chemicals, where product protection and the preservation of quality are essential requirements. From a technical perspective, metals offer high mechanical strength, as well as an effective barrier against gases, water vapour and light. These properties preserve product integrity and extend the shelf life of packaged goods, helping to minimise deterioration and reduce losses throughout the supply chain while improving both safety and efficiency in packaging systems.

At the same time, the growing emphasis on the principles of the circular economy has further strengthened the role of metal packaging within sustainable packaging solutions. Both steel and aluminium can be recycled indefinitely without any significant loss of their metallurgical properties, a feature that distinguishes them from many other packaging materials. Consequently, research and development activities are increasingly focused on optimising manufacturing processes, lightweighting packaging, and developing advanced internal coatings, forming technologies and closure systems capable of enhancing performance, safety and compliance with the latest food-contact and environmental regulations.

The evolution of metal packaging therefore extends well beyond structural design and performance. It encompasses innovation in materials, manufacturing processes and recycling strategies, reinforcing the position of metal packaging as a key solution for combining product preservation, industrial efficiency and sustainability throughout the entire packaging life cycle.

Market figures

This analysis is based on preliminary data for 2025, pending publication of the 2026 edition of Packaging in Figures.In 2025, steel packaging

accounted for 72% of Italy’s total metal packaging production (tonnes) and 31% of industry turnover (million euros). Aluminium packaging represented the remaining 28% of production but generated 69% of total turnover. This difference reflects the fact that, although steel remains the dominant material –particularly in food packaging – the higher value of aluminium results in significantly greater revenues. Overall, the sector is expected to close the year with production up by 3.2%, while turnover is forecast to remain broadly stable (+0.3%).

Total metal packaging production is estimated at approximately 820,000 tonnes in 2025, with steel packaging accounting for most of the increase. Foreign trade also showed positive trends. Imports, although still relatively limited, increased by 27.4%, confirming steady growth (ISTAT 12-month data).

Steel packaging

According to the classification adopted in Packaging in Figures, steel packaging is divided into two main categories: lightweight tinplate packaging and thin sheet metal drums. Tinplate packaging is further subdivided into three product groups: open-top, general lines and closures. Open-top packaging is primarily used for food products such as peeled tomatoes, preserves and tuna. General line packaging is intended for chemical products – including paints, varnishes and solvents – as well as for edible oil cans and aerosol cans for both food and non-food applications. Closures include crown caps and twist-off caps.

Steel drums are manufactured from uncoated sheet steel protected by internal and external coatings. They range in capacity from 50 to 300 litres, with 200-litre drums accounting for the largest share of production. Available in cylindrical or truncated-conical designs, they are used in both food applications (such as transporting tomatoes or oil intended for industrial use) and nonfood sectors (petroleum products and fuels).

Size and characteristics of the Italian steel packaging market

Italian production stood at approximately 667,600 tonnes in 2025, representing a year-on-year growth of 2.3%.

Foreign trade also performed well. Imports, although still relatively modest, increased by 36%, while exports rose by 2.9%. Imports exceeded 99,000 tonnes, compared with exports of approximately 283,000 tonnes.

Lightweight tinplate packaging – including open-top containers, closures and part of the small-format general line segment – accounts for more than 82.2% of the sector and therefore has the greatest influence on overall market performance. Production increased by 1.7% in 2025 to around 549,000 tonnes. Exports totalled 249,000 tonnes, up 2.9% on

the previous year, while imports, despite growing by 38%, remained relatively low at 92,500 tonnes. Within this segment, open-top containers account for 64%, followed by general line containers with 22.1% and closures with 9.9%.

Steel drum production reached approximately 119,000 tonnes in 2025 (+5.4%). Imports grew by 10% and exports by 6%. Around 72% of steel drums are destined for the petrochemical industry, with the remaining 28% serving the agri-food and logistics sectors.

Aluminium packaging

Aluminium packaging includes containers for both food and nonfood applications, including beverage cans, tins for canned food, trays, collapsible tubes, aerosol cans and bottles (primarily for cosmetics) as well as aluminium foil and closures.

Size and characteristics of the Italian aluminium packaging market

Packaging aluminium includes several product categories (can stock, foil stock, can body stock and slug stock) used for different applications. The alloys employed vary according to the end use.

In 2025, Italian production –excluding foil for flexible laminates – totalled 151,600 tonnes, down 8% compared with the previous year. The decline affected almost every product category, with the exception of rigid containers and trays (+1%).

Foreign trade posted positive results, with exports increasing by 3.5% and imports also rising. However, weaker domestic demand weighed on overall production.

Production is distributed as follows: containers account for 39.7%, other thin-gauge packaging products (thin foil for yoghurt lids, tubes, capsules and lining materials) for 23.3%, closures (twist-off and screw caps) for 18.7%, and food trays for the remaining 18.3%.

Recycling

of metal packaging

As with all packaging materials, the end-of-life stage for metal packaging is centred on recycling. Thanks to the continuous efforts of supply chain consortia, the proportion of packaging sent for recycling continues to increase year after year. Steel packaging recycling is managed by the RICREA consortium. According to its latest figures, approximately 442,666 tonnes of steel packaging were recycled in 2025, corresponding to 82.2% of the packaging placed on the market. This performance already exceeds the recycling targets established by EU legislation for 2030.

CIAL, the consortium responsible for aluminium packaging recycling and recovery, reports that 69.5% of aluminium packaging was recycled in 2025, corresponding to approximately 65,000 tonnes. The aluminium packaging sector has likewise already surpassed the recycling targets set for 2030.

Imballaggi in legno Un settore che cresce

Dalla centralità dei pallet alla ripresa produttiva del 2025, il comparto conferma il proprio ruolo strategico nella logistica italiana

Quando si pensa agli imballaggi, è facile immaginare qualcosa di puramente funzionale: un contenitore che protegge una merce durante il trasporto. Eppure, dietro una cassa o un pallet in legno si nasconde una storia molto più ricca, fatta di tradizione, competenze artigianali e continua innovazione.

Il legno accompagna il commercio da secoli. Già in passato veniva utilizzato per trasportare vino, olio, spezie e altri prodotti lungo rotte commerciali che hanno contribuito a mettere in contatto popoli e culture. Ancora oggi, nonostante l’introduzione di nuovi materiali, continua a essere una delle soluzioni più affidabili per proteggere merci di ogni tipo, dai prodotti alimentari ai macchinari industriali.

Tra i suoi punti di forza sta soprattutto nelle sue caratteristiche naturali. È un materiale resistente, capace di sopportare carichi elevati e di assorbire urti e vibrazioni durante il trasporto, riducendo il rischio di danni. Allo stesso tempo è estremamente versatile: può essere lavorato con facilità e adattato alle esigenze più diverse, permettendo di realizzare imballaggi su misura anche per prodotti particolarmente delicati o di grandi dimensioni.

Anche un settore così tradizionale sta vivendo una profonda trasformazione. Oggi la progettazione degli imballaggi si avvale di software sempre più avanzati, mentre sistemi di tracciabilità e tecnologie digitali rendono più efficiente la gestione della logistica. L’obiettivo è lo stesso di sempre: garantire che ogni prodotto arrivi a destinazione in sicurezza, ma con un’attenzione crescente alla qualità, all’efficienza e all’impatto

Barbara Iascone | Istituto Italiano Imballaggio

ambientale.

Gli imballaggi in legno dimostrano così che tradizione e innovazione non sono in contrasto. Al contrario, possono convivere e rafforzarsi a vicenda. Dietro un oggetto che spesso passa inosservato si nasconde un settore capace di evolversi, valorizzando un materiale naturale che continua a offrire soluzioni concrete alle esigenze del commercio moderno. L’industria degli imballaggi in legno conferma il proprio ruolo strategico nella filiera logistica italiana, con un equilibrio tra tradizione produttiva e innovazione tecnologica. Storicamente utilizzato per il trasporto delle merci, il legno resta oggi una soluzione competitiva grazie a resistenza, versatilità e capacità di adattamento alle diverse esigenze industriali. Secondo i dati di Imballaggio in cifre 2026 dell’Istituto Italiano Imballaggio, nel 2025 il settore ha rappresentato circa il 17% della produzione complessiva di imballaggi in Italia in termini di tonnellate, a fronte di una quota pari al 3% del fatturato.

La struttura del comparto evidenzia una forte concentrazione: pallet (77,5% della produzione); imballaggi industriali (16,1%); cassette in legno (4,5%); tappi in sughero (1,9%); pallet e imballaggi industriali, insieme pari al 93,6% del totale, sono strettamente legati all’andamento della produzione manifatturiera, risultando particolarmente sensibili ai cicli economici.

I dati

I dati presentati in questa elaborazione partano dall’analisi del consuntivo 2024 e proseguono con le valutazioni relative all’anno 2025, ancora in fase di analisi al momento delle presenti valutazioni.

Si conferma l’andamento positivo già registrato nel 2024, l’anno 2025 chiude con un +1,1% che va ad aggiungersi al + 8% del 2024 recuperando gli andamenti negativi del biennio precedente.

Le prime valutazioni riguardanti l’anno 2025 ci confermano un settore in ripresa, dove oltre all’andamento positivo della produzione espressa in tonnellate si affianca una decisa ripresa anche dell’andamento del fatturato che registra un +5% sul 2024.

Fonte: Imballaggio in cifre Istituto Italiano imballaggio

Source: Packaging in Figures – Italian Institute of Packaging

La produzione espressa in tonnellate dovrebbe chiudere arrivando a misurare intorno alle 3.179 tonn/000. In crescita sia le esportazioni che le importazioni rispettivamente del +2,1% e del 13,6%. In generale il commercio estero non raggiunge quantitativi elevati rispetto alla produzione, le esportazioni rappresentano il 6,7% della produzione, le importazioni il 17,5% del consumo.

Ad influire sull’andamento della produzione sono sempre i pallet, nel 2025 crescono del 2%. Gli imballaggi industriali risultano in calo, -3,3% sul 2024 arrivando ad una produzione di 511.000 tonnellate.

In base all’analisi della Banca Dati dell’Istituto Italiano Imballaggio il settore pallet risulta destinato per il 48,3% al settore alimentare in generale, suddiviso in bevande e liquidi alimentari per il 25,4% e in food per il 22,9%. Il 24,2% è destinato all’area dei prodotti di largo consumo non alimentare (cosmetico, farmaceutico, detergenza domestica, ecc.), il restante 27,5% è destinato all’area non alimentare in generale di cui il 2,2% al settore chimico.

Il segmento degli imballaggi industriali è composto da casse, prevalentemente realizzate su misura, grandi bobine per cavi elettrici, casse per vini, scatole di grandi dimensioni, ecc.

Per quanto concerne le cassette, utilizzate per il settore ortofrutta, ittico e vivaistico, dove ormai da diversi anni si registrava un lento ma costante calo a causa della loro sostituzione con cassette realizzate in altri materiali, nel 2025 emerge un cambio di direzione chiudendo l’anno con una crescita pari al +4,4%. Nell’ambito ortofrutticolo si sta passando a sempre un maggior impiego di cassette realizzate in cartone ondulato, mentre pe il settore ittico, ormi si sta andando verso un uso quasi esclu-

sivo di cassette in plastica e polistirolo. Infine, ormai da qualche anno, abbiamo introdotto anche la valutazione del mercato dei tappi in sughero. Settore piccolo ma di grande importanza in quanto in Italia siamo tra i più importanti produttori di sughero. Dopo una ripresa produttiva registrata nel 2024, nel 2025 la produzione è tornata in calo, registrando un -6,7% seguendo gli andamenti dei settori di maggiore impiego. Positivi gli andamenti di import ed export. Bisogna sottolineare però che in generale la produzione di tappi in sughero in Italia è sempre stata ad appannaggio del mercato interno. Per quanto concerne le quotazioni delle materie prime, nel 2025 sono risultata complessivamente in crescita, con un picco positivo nell’ultima parte dell’anno.

Il riciclo

In base all’ultimo report relativo alla gestione rifiuti derivanti dagli imballaggi in legno, messa a punto da RILEGNO, il consorzio che nell’ambito

Wooden Packaging: a sector on the rise

From the central role of pallets to the production recovery recorded in 2025, the sector is reaffirming its strategic role in Italy’s logistics system

At first glance, packaging may appear to serve a purely functional purpose: a container designed to protect goods during transport. Yet every wooden crate or pallet tells a much richer story, one of tradition, craftsmanship and continuous innovation.

Wood has supported trade for centuries. Long before modern logistics, it was used to transport wine, oil, spices and other goods along trade routes that connected peoples and cultures. Today, despite the introduction of new materials, it remains one of the most reliable packaging solutions for protecting goods ranging from food products to industrial machinery.

Its greatest strengths lie in its inherent properties. Wood is a robust material capable of bearing heavy loads while absorbing shocks and vibrations during transport, thereby reducing the risk of damage. At the same time, it is exceptionally versatile: it can be easily processed and adapted to a wide range of requirements, making it possible to manufacture bespoke packaging solutions even for particularly delicate or oversized products. Even a sector as deeply rooted in tradition as this one is undergoing profound transformation. Packaging is now designed using increasingly sophisticated software, while traceability systems and digital technologies are streamlining logistics management. The objective remains unchanged: to ensure that every product reaches its destination

safely, while placing ever greater emphasis on quality, efficiency and environmental performance.

Wooden packaging thus shows that tradition and innovation are not mutually exclusive. On the contrary, they can coexist and reinforce one another. Behind an object that often goes unnoticed lies a sector capable of evolving, making the most of a natural material that still provides practical solutions to the demands of modern trade.

The wooden packaging industry continues to play a strategic role in the Italian logistics supply chain, successfully balancing longstanding manufacturing expertise with technological innovation. Historically used for the transport of goods, wood remains a competitive packaging solution thanks to its resilience, versatility and flexibility to meet a wide range of industrial requirements.

According to the Packaging in Figures 2026 report published by the Italian Institute of Packaging, wood packaging accounted for approximately 17% of Italy’s total packaging production by tonnes in 2025, while generating 3% of total industry turnover.

The sector is highly concentrated, with the following product breakdown:

Pallets: 77.5% of total production

Industrial packaging: 16.1%

Wooden crates: 4.5%

Cork stoppers: 1.9%

Together, pallets and industrial packaging account for 93.6% of total production and are closely tied to manufacturing output, making the sector particularly sensitive to economic cycles.

The Data

The data presented in this report takes 2024 actuals as its starting point, and continues with assessments relating to 2025, which were still under review at the time of publication.

The positive trend recorded in 2024

del sistema CONAI si occupa del riciclo e recupero degli imballaggi in legno, risulto che nel 2025 sono stati recuperati il 68,86% degli imballaggi in legno immessi al consumo, vale a dire quegli imballaggi che una volta utilizzati sul territorio nazionale producono un rifiuto sul territorio, rientrano in questa classificazione anche gli imballaggi di produzione estera. Sono state circa 1.784 t/000 le tonnellate legno raccolte e riciclate. Ormai di largo interesse, dato il regolamento europeo di cui si parla tanto, il concetto di imballaggio riutilizzabile, in cui gli imballaggi in legno resultano essere grandi protagonisti se si considera che, valori elaborati nella Banca Dati dell’Istituto Italiano Imballaggio, l’84% degli imballaggi riutilizzabili in Italia sia rappresentato da imballaggi da trasporto; di questi il 65% è realizzato in legno.

was confirmed in 2025. The sector closed with growth of 1.1%, adding to the 8% increase achieved in 2024 and effectively offsetting the downturn experienced over the previous two years.

Initial assessments for 2025 confirm that the industry is on a recovery path. Alongside the positive trend in production volumes, measured in tonnes, turnover also showed a marked improvement, rising by +5% compared with 2024.

Production volumes are expected to reach approximately 3,179 million tonnes by year-end. Both exports and imports increased, by +2.1% and +13.6% respectively. Overall, foreign trade plays a relatively modest role in the sector compared with domestic production. Exports account for 6.7% of output, while imports cover 17.5% of consumption.

Pallets continue to drive production performance, recording growth of 2% in 2025. Industrial packaging declined by -3.3% compared to 2024, with production falling to 511,000 tonnes.

According to the Italian Institute of Packaging’s database, 48.3% of pallet production is destined for the food and beverage sector, of which 25.4% serves the beverages and liquid food products segment and 22.9% the food sector. Non-food fast-moving consumer products account for 24.2% of pallet use, including sectors such as cosmetics, pharmaceuticals, household care products, etc. The remaining 27.5% serves the non-food market in general, of which 2.2% is supplied to the chemical sector. The industrial packaging segment includes crates, most of which are custom-made, large drums for electrical cables, wine crates, largeformat boxes and other packaging solutions.

After several years of slow but consistent decline, caused by the growing use of crates made from alternative materials, wooden crates for fresh produce, fishery and nursery sectors returned to growth

in 2025, recording a +4.4% increase. Corrugated cardboard packaging is gaining ground in the fresh produce sector, while plastic and polystyrene boxes have become the dominant solution in the fishery sector.

In recent years, the analysis has also been extended to include the cork stopper market. Although relatively small, this segment is strategically important, as Italy ranks among the leading cork producers. Following the recovery in output recorded in 2024, production declined again in 2025, falling by 6.7%, in line with trends in its principal end-use sectors. Both imports and exports recorded positive performances. It should be noted, however, that cork stopper production in Italy has traditionally been geared primarily towards the domestic market.

As regards raw material prices, these rose overall in 2025, reaching their highest levels towards the end of the year.

Recycling

According to the latest report on waste management from wooden packaging, published by RILEGNO –the consortium responsible for the recovery and recycling of wooden packaging within the CONAI system – 68.86% of wooden packaging placed on the market was recovered in 2025. This figure refers to all wood packaging that, once used on Italian territory, generates domestic waste, including packaging of foreign origin. Wood collection and recycling volumes amounted to approximately 1,784 million tonnes.

Of broad and growing interest, given the much-discussed European regulation, is the concept of reusable packaging, in which wooden packaging plays a leading role. According to figures from the Italian Institute of Packaging’s database, 84% of reusable packaging in Italy consists of transport packaging; of this, 65% is made of wood.

SBS presenta NEW TECHNICAL SALES IN ACTION 2026

Un percorso di 65 ore che affronta uno dei nodi più sensibili per le aziende del machinery

Dal 2 ottobre 2026, SBS - Scuola Beni Strumentali rilancia la propria offerta formativa con New Technical Sales in Action, un percorso di 65 ore che affronta uno dei nodi più sensibili per le aziende del machinery: la capacità di trasformare un contatto qualificato in una trattativa solida e, soprattutto, in un ordine.

La scuola - punto di riferimento per la formazione tecnica e manageriale nei comparti rappresentati da UCIMA, AMAPLAST e ACIMAC - parte da un dato ormai evidente: nel 2026 il prodotto, per quanto eccellente, non chiude più da solo le vendite.

Dove nasce il gap commerciale

Il settore italiano dei beni strumentali è tra i più competitivi al mondo, con quote export che superano il 70%. Le aziende progettano e costruiscono macchine straordinarie, ma la fase che precede la vendita (preparazione dell’incontro, conduzione dell’intervista commerciale, gestione degli stakeholder, pipeline, negoziazione) è spesso meno strutturata rispetto alla qualità del prodotto.

Non è una questione di talento: i tecnici commerciali del comparto sono preparati, competenti, motivati. È una questione di metodo. E il metodo, a differenza del talento, si può insegnare, allenare, standardizzare.

L’AI come leva operativa

In questo scenario, l’intelligenza artificiale sta diventando un alleato concreto. Non per automatizzare la relazione (che resta fortunatamente umana) ma per potenziare la preparazione: analisi preliminare del cliente, simulazione delle obiezioni, costruzione di argomentazioni su misura, gestione della pipeline con criteri oggettivi.

Attività che prima richiedevano ore, oggi si completano in minuti grazie a un uso consapevole dell’AI.

Il percorso formativo

New Technical Sales in Action è articolato in cinque moduli, frequentabili anche singolarmente, che coprono l’intero ciclo della vendita di macchine e impianti: dalla preparazione commerciale alla gestione degli interlocutori multipli, dalla costruzione della pipeline alla negoziazione, fino all’utilizzo dell’AI come supporto quotidiano. L’obiettivo è fornire un metodo replicabile, capace di aumentare la prevedibilità delle trattative e la qualità delle decisioni interne.

SBS presents New Technical Sales in Action 2026

A 65hour programme addressing one of the most sensitive challenges for machinery manufacturers

Starting 2 October 2026, SBS –Scuola Beni Strumentali expands its training offer with New Technical Sales in Action, a 65hour programme designed to tackle one of the most sensitive challenges for machinery companies: the ability to turn a qualified contact into a solid negotiation and, ultimately, into an order. The school - a reference point for technical and managerial training in the sectors represented by UCIMA, AMAPLAST and ACIMAC - starts from an increasingly evident fact: in 2026, the product, however excellent, is no longer enough to close a sale on its own.

Where the commercial gap originates

The Italian machinery industry is among the most competitive in the world, with export shares exceeding 70%. Companies design and build outstanding machines, yet the phase preceding the sale (meeting preparation, commercial interviewing, stakeholder management, pipeline building, negotiation) is often less structured than the quality of the product itself. It is not a matter of talent: technical salespeople in the sector are skilled,

competent and motivated. It is a matter of method. And method, unlike talent, can be taught, trained and standardised.

AI as an operational lever

In this context, artificial intelligence is becoming a concrete ally. Not to automate the relationship (which fortunately remains human) but to strengthen preparation: preliminary customer analysis, objection simulation, tailored argumentation, and pipeline management based on objective criteria. Activities that once required hours can now be completed in minutes through a conscious use of AI.

The training programme

New Technical Sales in Action is structured into five modules, which can also be attended individually, covering the entire sales cycle of machinery and plants: from commercial preparation to managing multiple stakeholders, from pipeline construction to negotiation, up to the use of AI as a daily support tool. The goal is to provide a replicable method capable of increasing the predictability of negotiations and the quality of internal decisionmaking.

Tutti i dettagli del percorso Full details of the course

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