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ItaliaImballaggio 3 2026

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3/2026 - 6,50€

THE VOICE OF ITALIAN PACKAGING

La conversazione giusta cambia i progetti. Tra creatività e produzione, tra desiderio e fattibilità.

NEXT IS NOW

PACKAGING PREMIÈRE

19–21 MAGGIO 2026

ALLIANZ MI.CO. MILANO

STAND D56

Tornare SULLA STRADA

Oggi il gruppo moonind si propone come partner per soluzioni complete di automazione industriale.

Siamo in grado di offrire un portafoglio integrato che comprende riduttori epicicloidali, soluzioni a vite senza fine e pendolari per nastri trasportatori, insieme a motori e inverter di ultima generazione, oggi disponibili anche con connettività Wi-Fi.

Il camion era pronto a partire. Era quasi mezzanotte ormai, e faceva freddo. Gene, che aveva attraversato il Paese più volte di quante ne potesse contare sulle dita delle mani e dei piedi, disse che la cosa migliore da fare era ammassarci tutti insieme sotto il telone, altrimenti saremmo morti congelati. In questo modo, e scolando il resto della bottiglia, riuscimmo a star caldi mentre l’aria si faceva gelida e ci ghiacciava le orecchie. Le stelle sembravano farsi sempre più lucenti man mano che salivamo sugli altopiani. Adesso eravamo nel Wyoming. Sdraiato sulla schiena, tenevo gli occhi fissi sullo splendore del firmamento, felice di viaggiare così veloce, di essere arrivato tanto lontano dalla triste Bear Mountain, nonostante tutto, ed eccitato da morire all’idea di quello che mi aspettava a Denver – qualunque cosa fosse. E Mississippi Gene si mise a cantare una canzone. Cantava a voce bassa, melodiosa, con l’accento del fiume, ed era una canzone semplice, tipo: “Ho una ragazza carina, di soli sedici anni, una bambina, ma proprio la più carina” e ripeteva il ritornello con qualche altro verso qua e là su com’era andato lontano e come desiderasse tornare da lei anche se ormai l’aveva persa per sempre.

In un numero essenzialmente digitale – ma va detto che molti di voi stanno sfogliando l’edizione cartacea – mi piace iniziare così, con un’immagine radicalmente analogica. Il camion, il vento sulla pelle, la vista riempita dalla volta celeste. Certo, l’efficienza di un’intelligenza artificiale continua a stupirci, giorno dopo giorno. Ma una distesa d’acqua azzurra illuminata dal mare, la vista di una vetta in montagna, il verde delle foglie durante una passeggiata nel bosco sono decisamente più connesse – parola appropriata – alla nostra anima. Forse il punto è proprio questo. Siamo più connessi quando digitiamo, ‘scrolliamo’, interroghiamo l’AI o quando corriamo, nuotiamo, ci accendiamo per una sfida o ci emozioniamo per un concerto?

Un’unica piattaforma tecnologica, pensata per garantire efficienza, affidabilità e integrazione lungo tutta la catena del movimento.

Il digitale ci connette al mondo. Il corpo ci connette alla vita. E la sfida moderna non è scegliere uno dei due, ma imparare a farli dialogare.

Meglio fidarsi: la risposta me l’ha suggerita Chat GPT.

(Jack Kerouac, On the road, 1951)

On the road again

The truck was ready to go. It was getting on midnight now, and cold. Gene, who’d been around the country more times than he could count on his fingers and toes, said the best thing to do now was for all of us to bundle up under the big tarpaulin or we’d freeze. In this manner, and with the rest of the bottle, we kept warm as the air grew ice-cold and pinged our ears. The stars seemed to get brighter the more we climbed the High Plains. We were in Wyoming now. Flat on my back, I stared straight up at the magnificent firmament, glorying in the time I was making, in how far I had come from sad Bear Mountain after all, and tingling with kicks at the thought of what lay ahead of me in Denver – whatever, whatever it would be. And Mississippi Gene began to sing a song. He sang it in a melodious, quiet voice, with a river accent, and it was simple, just “I got a purty little girl, she’s sweet six-teen, she’s the purtiest thing you ever seen,” repeating it with other lines thrown in, all

concerning how far he’d been and how he wished he could go back to her but he done lost her.

(Jack Kerouac, On the Road, 1951)

Although many of you will be leafing through the print edition of this magazine, I like the idea of introducing what is essentially a digital issue with a radically analogue image: lying in the back of a truck, feeling the wind on your skin and gazing up at the starry firmament.

The efficiency of artificial intelligence never ceases to amaze us. And yet, an expanse of blue water shimmering in the sunlight, the sight of a mountain peak or the green of leaves on a walk through the woods are all experiences that feel far more connected – an apt word – to our souls. Perhaps that is precisely the point. Are we more connected

d.miserendino@kairosmediagroup.it

when we are typing, scrolling and querying AI, or when we are running or swimming, looking ahead to a challenge or getting swept up in the energy of a concert?

Digital technology connects us to the world. Our bodies connect us to life. The real challenge today is not choosing between the two, but learning how to bring them together in harmony.

Take it on good authority – the answer was provided by ChatGPT!

ACCELERATION

Davide Miserendino

Chiara Colombo (Monza, 1963) si è diplomata in pittura alla NABA di Milano nel 1987. La sua ricerca artistica si sviluppa dal segno e i suoi dipinti, a volte in dialogo con elementi tridimensionali, si collocano in uno spazio di confine tra pittura e scultura.

I suoi temi iniziali sono pressoché astratti, Architetture, Nuvole, Angeli. Espone in spazi pubblici e privati dagli anni’90: è invitata al Sommer atelier, junge kunst in Europa, (1990, Hannover); alla XXXI Mostra nazionale di pittura a Capo d’Orlando (Palermo, 1991 a cura di V. Fagone); a Berlino nella Kunsthalle Tempelhof (1991), nella Sievi galerie e in altre mostre in Germania, tra cui Kunstler fur Europa, (Aachen 1992).

Nel tempo la sua ricerca si è rivolta verso una dimensione più impegnata in chiave sociale ed ecologica senza perdere, anche in contesti di realismo, la liricità e la leggerezza che è la cifra stilistica del suo lavoro. “La leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso”. (Italo Calvino - “Lezioni americane”).

Incessante sperimentatrice di materiali, utilizza per creare sculture, dipinti e installazioni, elementi vegetali, salici e giunchi, o tessili e metallici spesso scarti della produzione industriale. Dal 2009 usa sottili lamine di alluminio che tratta con velature di

colore ad olio e un segno inciso e graffiante memore della tecnica calcografica. In modo ossimorico rispetto alla lucentezza e leggerezza di questo materiale affronta temi drammatici, come la guerra in Spiegel (MAC di Lissone, 2009) e in Betulle, opera con cui vince il concorso internazionale Premio Comel 2022.

Affianca un lavoro di ricerca individuale ed espositivo all’attività con altri artisti, tra cui il Gruppo Koinè con cui realizza per M@D, a Monza nel 2024, le installazioni Alberi (alluminio e tronchi di betulla) e Fiori (alluminio e rovi sulla parete laterale Duomo). Nel 2026 è stata selezionata per la Biennale Internazionale Donna (polo museale di Trieste).

L’opera

AI è la riproduzione fotografica di un’opera di Chiara Colombo realizzata ad olio su alluminio, tecnica che caratterizza da diversi anni la sua ricerca artistica. In modo non descrittivo, l’immagine si ispira alla struttura di quei circuiti elettronici alla base della rivoluzione dell’Intelligenza artificiale. Il quadrato vuoto su fondo verde richiama la parte di una scheda madre dove può collocarsi una GPU, cervello dell’AI, collegata con una rete di microscopiche connessioni metalliche alle altre componenti necessarie al suo funzionamento. Il contenitore di questi componenti elettronici, ovvero il package, è suggerito dal verde circostante: una fitta serie di linee sono incise nell’alluminio e i colpi di martello creano delle piccole protuberanze a suggerire le saldature dei contatti elettrici di un circuito integrato.

Chiara Colombo (Monza, 1963) graduated in painting from NABA in Milan in 1987. Her artistic research develops from the sign, and her paintings, sometimes in dialogue with three-dimensional elements, are positioned in a boundary space between painting and sculpture.

Her early themes are almost abstract: Architectures, Clouds, Angels. She has exhibited in public and private spaces since the 1990s: she was invited to the Sommer atelier, junge kunst in Europa (1990, Hanover); to the XXXI National Painting Exhibition in Capo d’Orlando (Palermo, 1991, curated by V. Fagone); to Berlin at the Kunsthalle Tempelhof (1991), at the Sievi Galerie and in other exhibitions in Germany, including Künstler für Europa (Aachen, 1992).

Over time, her research has turned towards a more socially and ecologically engaged dimen-

sion, without losing, even in contexts of realism, the lyricism and lightness that are the stylistic hallmark of her work. “Lightness, for me, is associated with precision and determination, not with vagueness and abandonment to chance”.

(Italo Calvino - “American Lessons”).

A tireless experimenter trying new materials, she uses, to create sculptures, paintings and installations, plant elements such as willows and reeds, or textile and metallic materials, often waste from industrial production. Since 2009 she has used thin aluminium sheets, which she treats with oil colour glazes and an incised, abrasive mark recalling intaglio printmaking techniques. In an oxymoronic way, in contrast to the shine and lightness of this material, she addresses dramatic themes, such as war in Spiegel (MAC of Lissone, 2009) and in Betulle, the work with

which she won the international Premio Comel in 2022.

She combines individual research and exhibition work with activity alongside other artists, including the Gruppo Koinè, with which she created the installations Alberi (aluminium and birch trunks) and Fiori (aluminium and brambles on the side wall of the Duomo) for M@D in Monza in 2024.

In 2026 she was selected for the International Women’s Biennial (Trieste Museum hub).

The artwork

AI is the photographic reproduction of a work by Chiara Colombo made in oil on aluminium, a technique that has characterised her artistic research for several years. In a non-descriptive way, the image is inspired by the structure of those electronic circuits at the basis of the

Artificial Intelligence revolution. The empty square on a green background recalls the part of a motherboard where a GPU can be positioned, the brain of AI, connected by a network of microscopic metallic connections to the other components necessary for its functioning. The container of these electronic components, namely the package, is suggested by the surrounding green: a dense series of lines are incised into the aluminium, and hammer blows create small protuberances to suggest the soldered joints of the electrical contacts of an integrated circuit.

AI Olio su Alluminiox, 2026 Oil on aluminium, 2026
Ulivo di Malta
Olio su Alluminiox, 2023 Oil on aluminium, 2023
PAPAVERO (dettaglio)
Alluminio e acciaio, 2023, Aluminium and Inox, 2023
Studio per licheni 2
Olio su Alluminiox, 2024 Oil on aluminium, 2024

Leader nel packaging? Lo diventi con l’automazione efficiente

Con la nostra tecnologia è possibile progettare macchine per il packaging in modo più rapido, semplice e ad un prezzo competitivo: riduzione della complessità grazie all’automazione cabinet-free con MX-System progettazione semplificata con il software di automazione TwinCAT riduzione dei costi grazie all’economy drive system ottimizzazione delle risorse riducendo cablaggi e ingombro nel quadro elettrico riduzione dello spazio di installazione macchina grazie ai sistemi di trasporto intelligenti time to market accelerato grazie alla flessibilità nella progettazione delle macchine

1 Editoriale

2 Behind the cover

Chiara Colombo – AI

8 Plast: il conto alla rovescia è iniziato Plast: the countdown has started

10 Cibus Tec: dove l’industria del food&beverage prende forma Cibus Tec: where the food&beverage industry takes shape

11 ALLFORPACK Emballage Paris: nuova identità e format rinnovato

ALLFORPACK Emballage Paris: a new identity and a renewed format

12 A ProPack Asia la collettiva italiana di Ucima

The italian pavilion by Ucima at ProPack Asia

14 Spreco alimentare e packaging: una giornata di riflessione in Laminati Cavanna Food waste and packaging: a day of discussion at Laminati Cavanna

16 Milano Design Week, quando il packaging si fa racconto e sperimentazione Milano Design Week, when packaging becomes storytelling and experimentation

MOCA UPDATES

Marinella Vitulli

20 La nuova frontiera delle analisi MOCA The new frontier of MOCA analysis

CONAI CALL TO ACTION

24 Direttiva Green Claims in vigore a settembre. Ecco cosa cambia Green Claims Directive into force in September. Here’s what changes

26 L’arte dell’ecodesign The art of ecodesign OUTBOX

30 Erik Ciravegna - Il packaging: una forma di intelligenza industriale

Packaging: a form of industrial intelligence

FOCUS AI&AUTOMATION

34 Soverchiati dall’AI? Basta non rinunciare alle proprie competenze Overwhelmed by AI? Not if we hold on to our own expertise

38 Oltre la macchina: progettare il futuro del packaging con Schneider Beyond the machine: designing the future of packaging with Schneider

40 Un 2026 all’insegna della crescita per Jaka Robotics

2026: a year marked by growth for Jaka Robotics

44 L’IIoT di WITTENSTEIN: cynapse® & Health Index con radar di utilizzo WITTENSTEIN’s IIoT: cynapse® & Health Index with utilisation radar

46 Beckhoff economy drive system: la soluzione conveniente che unisce alte prestazioni e tecnologie d’avanguardia Beckhoff economy drive system: an economical combination of high-performance drive technology

48 Servotecnica presenta l’inverter servo ihD di AMKmotion

Servotecnica presents AMKmotion’s ihD servo inverter

50 SEW Eurodrive con OrchestrationSuite abilita il futuro dell’automazione software-defined SEW Eurodrive’s OrchestrationSuite paves the way for software-defined automation

52 MYZEL Lifecycle Platform: la sicurezza per persone e macchine in un’unica piattaforma MYZEL Lifecycle Platform: safety for personnel and machinery in a single platform

53 Con le soluzioni Imball non servono utensili With Imball solutions no traditional tools are required

54 Inovance a SPS Parma: novità per MD630, MS1 serie R, ATEX e MSG

Inovance at SPS Parma: updates to MD630, MS1 serie R, ATEX e MSG

FOCUS SUSTAINABILITY

Maria Costanza Candi

56 Eventi sostenibili: i protagonisti della rivoluzione green

Sustainable events: the protagonists of the green revolution

FOCUS LUXURY

Milena Bernardi

63 Il lusso globale regge e rilancia

Global luxury hold on and regains momentum

66 OD400 S di Emmeci: sostenibilità e flessibilità nel packaging di lusso

OD400 S by Emmeci: sustainability and flexibility in luxury packaging

INTERVIEWS

68 Alessandra Fazio - Eleganza e competenza Alessandra Fazio - Elegance and expertise

TOPICS

72 Printing. Ripensare il modello di proprietà per la produzione digitale di etichette

Rethinking the ownership model for digital label production

Stefano Nicolussi

74 Legislation. Nuovo regolamento macchine: comincia il countdown per il mondo dell’imballaggio

New machinery regulation: the countdown begins for the packaging industry

FACTS & FIGURES

Luca Baraldi, Generoso Verrusio

77 India, un mercato che cresce e chiama tecnologia

India: a growing market calling for technology

Davide Miserendino

FABBRICA A 4 BAR

Change the pressure to change the future

Flussostati

Direttore responsabile

Davide Miserendino

Redazione

Milena Bernardi, M. Costanza Candi, Generoso Verrusio

Traffico pubblicità

Salvatore Lavorini (salvatore.lavorini@kairosmediagroup.it)

Hanno collaborato

Luca Baraldi, Stefano Nicolussi, Marinella Vitulli

Traduzioni

Ligabue Traduzioni e Interpretariati

Coordinamento artisti

Max Marra & Gianni Valentino

Art Direction

Silvia Gatti

Stampa e confezione

Faenza Printing Industries Spa

Via Vittime Civili di Guerra 35 48018, Faenza (RA)

Numero 3/2026 Maggio/Giugno 2026 anno 32 Pubblicazione iscritta al n. 3 del Registro di Cancelleria del Tribunale di Modena in data 17/02/2025. Iscrizione nel Registro degli Operatori della Comunicazione n. 9673

Una copia: € 6,50 - Arretrati € 13

Periodicità

Bimestrale

Abbonamento per un anno:

Italia € 50

Rivista fondata nel 1994 da Stefano Lavorini

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SIPRO

imagroup.com

Plast 2026

9 - 12 giugno 2026, Milano

Organizer: Promaplast srl

AGENDANext 2026

Il conto alla rovescia è iniziato.

La 20esima edizione in programma dal 9 al 12 giugno a Fiera Milano

onostante il complesso scenario geopolitico ed economico internazionale, le tensioni commerciali e l’instabilità dei mercati globali, Plast 2026 giunto alla sua ventesima edizione si avvia all’apertura con una performance positiva.

Principale appuntamento fieristico europeo dell’anno per il settore delle materie plastiche e della gomma, Plast vede la partecipazione di 1.000 espositori, il 32% provenienti dall’estero, tra i quali spiccano 200 nuove aziende. Un risultato significativo in un contesto di mercato complesso, che vede settori strategici come l’automotive attraversare una fase di trasformazione e adattamento alle attuali dinamiche globali.

Luxe Pack New York

Luxury packaging

6-7/5/2026, New York (USA) www.luxepacknewyork.com

Venditalia

International vending exhibition

6-8/5/2026, FieraMilano Rho (I) www.venditalia.com

Interpack

Processes & packaging

7-13/5/2026, Düsseldorf (D) www.interpack.com

TuttoFood

Food exhibition 11-14/5/2026, Milano Rho (I) www.tuttofood.it

Packaging Premiere & PCD Milan

Luxury packaging industry 12-21/5/2026, Milano (I) www.packagingpremiere.it

Ecomondo China

Materials and energy recovery & sustainable development 21-23/5/2026, Chengdu (CN) www.ecomondo.com/globalnetwork/ecomondo-china

SPS Italia

Industrial automation technology 26-28/5/2026, Parma (I) www.spsitalia.it

Pick&Pack

Innovación, tendencias, productos y soluciones específicas para cada segmento de la industria 27-28/5/2026, Bilbao (ES) www.pickpackexpo.com

Finat European Label Forum

Self adhesive labeling 27/5-29/6/2026, Siviglia (ES) www.europeanlabelforum.com

Expo Pack Mexico

Packaging materials&machinery 2-5/6/2026, Mexico City (MEX) www.expopack.com.mx

Plast

Plastic technology 9-12/6/2026, Milano Rho (I) www.plastonline.org

Xylexpo

Woodworking technology & furniture supplies 9-12/6/2026, Milano Rho (I) www.xylexpo.com

ProPak Asia

Processing & packaging technology for food, beverage, pharmaceutical & consumer goods 10-13/6/2026, Bangkok (TH) www.propakasia.com

La capacità di attrarre nuovi espositori in questo scenario conferma la solidità e l’appeal internazionale di Plast, sottolineando la crescente fiducia del settore nella manifestazione milanese, che si attesta come piattaforma di riferimento per presentare innovazioni e sviluppare partnership commerciali.

Guardando ai visitatori, l’organizzazione punta a incrementare significativamente la presenza internazionale, con rappresentanti dai principali paesi destinatari dell’export italiano presenti con delegazioni di buyer organizzate in collaborazione con Agenzia ICE. Completano il quadro una serie di accordi strategici con importanti associazioni di categoria, sia interne al comparto che rappresentative dei mercati di sbocco.

Plast 2026, in programma dal 9 al 12 giugno a Fiera Milano, è parte di MaTec, un progetto fieristico che unisce tre manifestazioni della manifattura: Plast (tecnologie per plastica e gomma), Xylexpo (biennale mondiale delle tecnologie per il legno e il mobile, organizzata da Acimall) e Composites Future (mostraconvegno per i materiali compositi, con Assocompositi). L’obiettivo è unire competenze trasversali e settori complementari per una visione integrata dell’industria.

Il calendario degli eventi istituzionali di PLAST 2026 è online

The programme of institutional events at PLAST 2026 is available online

Édition Spéciale LUXE PACK

Sustainable luxury packaging & circular economy solutions 17-18/6/2026, Paris (F) www.editionspeciale-luxepack.com

FINAT European Label Forum

Label industry leadership, innovation & market perspectives 27-29/5/2026, Sevilla (E) www.europeanlabelforum.com

LUXE PACK Monaco

Creative & sustainable luxury packaging 28-30/9/2026, Monaco www.luxepackmonaco.com

Alimentaria FoodTech

Food & beverage processing, automation & packaging technology 6-8/10/2026, Barcelona (E) www.alimentariafoodtech.com

CPHI Milan

Pharmaceutical ingredients, machinery, packaging & drug delivery 6-8/10/2026, Milano Rho (I) www.cphi.com

Bimu

Machine tools, robotics, automation & digital manufacturing 13–16/10/2026, Milano Rho (I) www.bimu.it

The 20th edition will take place from 9 to 12 June at Fiera Milano

PLAST: the countdown has started

The 20th edition will take place from 9 to 12 June at Fiera Milano

Al press tour giornalisti da tutto il mondo

P Respiro internazionale

last, come potete leggere qui a fianco, si conferma un evento di riferimento per il mondo della plastica e della gomma. E non è solo un fatto quantitativosono oltre 200 le nuove aziende pronte a mostrare in fiera le loro tecnologie – ma anche qualitativo: un assaggio è stato dato a un gruppo di giornalisti internazionali durante un press tour organizzato da Promaplast lo scorso febbraio. Hanno partecipato quaranta colleghi delle riviste tecniche di ogni latitudine: India, Cina, Messico e Stati Uniti, solo per citare alcuni Paesi.

I giornalisti hanno potuto visitare tre importanti aziende del settore: la Bandera di Busto Arsizio (Varese), la Moretto di Massanzago (Padova) e la BMB di Brescia. Sono stati incontri preziosi che hanno consentito alla stampa di scoprire in anteprima le novità che le aziende porteranno in fiera e, in aggiunta, di conoscere meglio la visione che guida i loro passi.

Tanti i temi toccati durante gli appuntamenti del press tour: il mondo della plastica, infatti, attraversa una fase non semplice, a causa del contesto internazionale sempre più contorto. Nel suo preconsuntivo 2025 il Centro Studi Amaplast ha evidenziato un calo dell’export del 6% (gennaio-settembre) compensato – ma solo in parte – dall’andamento positivo del mercato domestico. Tornando alle tre aziende protagoniste, espositrici del Plast ormai alle porte, Bandera ha parlato delle nuove tecnologie studiate per rafforzare la sua posizione sul mercato della laminazione e dell’estrusione, Moretto degli impianti per la deumidificazione a basso consumo energetico e delle nuove soluzioni per le operazioni di macinazione, BMB di nuovi impianti dedicati all’iniezione progetti per garantire la maggiore continuità produttiva.

Giusto sottolineare, in conclusione, la perfetta organizzazione dell’iniziativa, che ha aperto ai partecipanti anche le porte del Palazzo della Ragione e della Cappella degli Scrovegni a Padova. Un tuffo nel genio di Giotto, il miglior modo per… chiudere il cerchio.

Despite the complex international geopolitical and economic backdrop, ongoing trade tensions and instability across global markets, Plast 2026 – now in its twentieth edition – is heading into its opening with a positive performance.

The leading European trade fair of the year for the plastics and rubber industry, Plast welcomes 1,000 exhibitors, 32% of whom come from abroad, including around 200 first-time participants. This is a significant result in a challenging market environment, in which key sectors such as automotive are navigating a phase of transformation and adaptation to current global dynamics.

The ability to attract new exhibitors in such a context confirms Plast’s resilience and international appeal, underlining the sector’s growing confidence in the Milan-based event, which continues to establish itself as a benchmark platform for showcasing innovation and

developing business partnerships. As for visitors, the organisers are aiming to significantly increase international attendance, with representatives from Italy’s main export markets expected to take part through buyer delegations organised in cooperation with the Italian Trade Agency (ICE). Rounding out the picture are a series of strategic agreements with leading trade associations, both within the sector and representing target markets.

Scheduled to take place from 9 to 12 June at Fiera Milano, Plast 2026 forms part of MaTec, an trade fair project that brings together three manufacturing fairs: Plast (technologies for plastics and rubber), Xylexpo (the biennial world exhibition for wood and furniture technologies, organised by Acimall), and Composites Future (an expo-conference dedicated to composite materials, in collaboration with Assocompositi). The aim is to bring together cross-sector expertise and complementary supply chains, fostering an integrated vision of industry.

An international outlook: journalists from all over the world at the press tour

As readers can see alongside, Plast once again confirms itself as a benchmark event for the plastics and rubber industries. And this is not only a matter of numbers – more than 200 new companies are ready to showcase their technologies at the trade fair – but also of quality. A first glimpse was offered to a group of international journalists during a press tour organised by Promaplast last February. Forty colleagues from technical magazines around the world took part, representing countries such as India, China, Mexico and the United States, just to name a few. During the tour, journalists visited three leading companies in the sector: Bandera, based in Busto Arsizio (Varese); Moretto, in Massanzago (Padua); and BMB, headquartered in Brescia. These were valuable meetings that allowed the press to preview the innovations the companies will present at the show and, at the same time, to gain a deeper understanding of the vision that guides their strategic direction.

A wide range of topics was addressed during the press tour meetings. The plastics industry is currently going through a challenging phase, due to an increasingly complex international context. In its 2025 preliminary outlook, the Amaplast Study Centre reported a 6% decline in exports (January–September), only partially offset by the positive performance of the domestic market. Turning back to the three companies involved – all exhibitors at the upcoming Plast show – Bandera focused on new technologies developed to strengthen its position in the lamination and extrusion market; Moretto highlighted low-energyconsumption dehumidification systems and new solutions for grinding operations; while BMB presented new injection moulding systems designed to ensure greater production continuity.

Finally, it is worth underlining the flawless organisation of the initiative, which also offered participants the opportunity to visit Padua’s Palazzo della Ragione and the Scrovegni Chapel. A immersion into the genius of Giotto – the perfect way to… close the circle.

CIBUS TEC dove l’industria del food&beverage prende forma

Appuntamento dal 27 al 30 ottobre a Parma

on è solo una fiera: Cibus Tec è il punto in cui il food & beverage globale si concretizza.

Dal 27 al 30 ottobre Parma diventa l’epicentro internazionale per chi guida innovazione, tecnologie e sviluppo industriale, attirando i principali protagonisti della filiera.

Un’edizione 2026 in forte espansione consolida Cibus Tec come piattaforma strategica del

Cibus Tec: where the food & beverage industry takes shape

The event will take place from 27 to 30 October in Parma

business globale e punto di riferimento per l’innovazione industriale. Il packaging assume un ruolo centrale nel processo di trasformazione: velocità, performance, sostenibilità ed efficienza si fondono con automazione, digitalizzazione e tracciabilità, ridefinendo gli standard competitivi e accelerando l’evoluzione dell’intero settore.

A potenziare ulteriormente l’esperienza: i format “Bakery? Yes, we tec!” e “Beverage? Yes,

It is more than just a trade fair: Cibus Tec is the place where the global food & beverage industry takes concrete form.

From 27 to 30 October, Parma will become an international hub for those driving innovation, technology and industrial development, drawing in the key players from across the supply chain.

A strongly expanding 2026 edition consolidates Cibus Tec’s position as a strategic platform for global business and a benchmark for industrial innovation. Packaging takes on a central role in this transformation process: speed, performance, sustainability and efficiency converge with automation, digitalisation and

we tec!” trasformano la manifestazione in un hub specializzato dove tecnologia e mercato si incontrano in modo diretto e immediato.

La manifestazione ospita inoltre il World Pasta Day 2026, appuntamento internazionale di riferimento per il settore che ogni anno riunisce i principali protagonisti della filiera mondiale, e che nel 2026 ha scelto Cibus Tec come sede d’eccezione per la sua celebrazione globale.

traceability, redefining competitive standards and accelerating the evolution of the entire sector.

To further enhance the experience, the “Bakery? Yes, we tec!” and “Beverage? Yes, we tec!” formats transform the event into a highly specialised hub where technology and market meet in a direct and immediate way.

The fair will also host World Pasta Day 2026, the sector's leading international event, which each year brings together the leading players from the global supply chain. In 2026, it has chosen Cibus Tec as its flagship venue for a worldwide celebration.

ALLFORPACK Emballage Paris: nuova identità e format rinnovato

L’edizione 2026, dal 24 al 26 novembre, punta a coinvolgere circa 24mila operatori e 850 espositori e marchi

Dal 24 al 26 novembre 2026, ALLFORPACK EMBALLAGE

PARIS si presenta con una nuova identità e un format profondamente ripensato, confermando la propria ambizione di riunire l’intera filiera del packaging e di accompagnarne l’evoluzione di fronte alle grandi sfide normative, ambientali e industriali del settore.

Con la nuova firma “Unbox your potential”, la manifestazione parigina si svolgerà su tre giorni, da martedì a giovedì, e potrà contare su un marchio attivo durante tutto l’anno, progettato per ottimizzare l’esperienza di visita e prolungare il valore dell’evento oltre le date fieristiche. Punto di riferimento europeo per i professionisti del design, dell’imballaggio, del packaging e dell’intralogistica, ALLFORPACK EMBALLAGE PARIS si conferma come piattaforma strategica dove si incontrano tendenze, tecnologie e opportunità di business.

In un contesto di forti cambiamenti, l’edizione

2026 accompagnerà la trasformazione della filiera evidenziando soluzioni concrete per conciliare performance industriali e responsabilità ambientale, dall’evoluzione dei materiali all’ottimizzazione dei flussi fino all’innovazione dei processi produttivi. Un ruolo chiave sarà svolto anche dal Comité Pack Expert, che riunisce professionisti delle principali aziende utilizzatrici di imballaggi ed esperti del settore, con l’obiettivo di mantenere un collegamento costante con le esigenze reali del mercato.

L’edizione 2026 punta a coinvolgere circa 24mila operatori e 850 espositori e marchi, proponendo contenuti rinnovati e nuovi spazi di confronto.

Accanto all’area espositiva, ALLFORPACK EMBALLAGE PARIS 2026 conferma la propria vocazione creativa con spazi immersivi dedicati alle tendenze, che metteranno in luce l’evoluzione dei materiali, dei formati e delle esperienze legate al packaging, esplorandone le dimensioni tecnologiche, progettuali ed emo-

ALLFORPACK Emballage

Paris: a new identity and a renewed format

The 2026 edition, taking place from 24 to 26 November, aims to bring together around 24,000 professionals and 850 exhibitors and brands

From 24 to 26 November 2026, ALLFORPACK EMBALLAGE PARIS will present itself with a new identity and a thoroughly rethought format, reaffirming its ambition to bring together the entire packaging value chain and to support its evolution in the face of major regulatory, environmental and industrial challenges. With its new tagline “Unbox your potential”, the Paris based event will run over three days, from Tuesday to Thursday, and will rely on a brand that remains active throughout the year. This approach is designed to optimise the visitor experience and extend the

value of the event beyond the exhibition dates.

As a European reference point for professionals in design, packaging, packing and intralogistics, ALLFORPACK EMBALLAGE PARIS confirms its role as a strategic platform where trends, technologies and business opportunities converge.

In a context of rapid change, the 2026 edition will support the transformation of the sector by highlighting practical solutions to reconcile industrial performance and environmental responsibility, ranging from material developments and flow optimisation to

zionali.

Il programma dei contenuti collaterali sarà ulteriormente rafforzato con iniziative pensate per decifrare il mercato e ispirare i professionisti del settore. Tra queste, il lancio del Barometro annuale del Packaging, un palinsesto di contenuti disponibili tutto l’anno attraverso il format Out of the Box e i Paris Talks, organizzati attorno ai temi di reinventare, rigenerare e riutilizzare. Cresce anche il ruolo degli ALLFORPACK Innovation Awards, dedicati alle soluzioni più innovative.

“ALLFORPACK EMBALLAGE PARIS 2026 segna una tappa chiave nell’evoluzione del salone”, sottolinea Chantal De Lamotte, direttrice della manifestazione. “Una nuova identità, un format ridisegnato e una promessa chiara: offrire al settore del packaging uno spazio di connessioni, soluzioni e decisioni per rendere il packaging una leva strategica di competitività e trasformazione sostenibile lungo tutto il suo ciclo di vita”.

process innovation. A key role will also be played by the Comité Pack Expert, which brings together professionals from leading packaging using companies and industry experts, ensuring a constant link with real market needs.

The 2026 edition aims to welcome around 24,000 visitors and 850 exhibitors and brands, offering renewed content and new spaces for dialogue and exchange.

Alongside the exhibition area, ALLFORPACK EMBALLAGE PARIS 2026 will reaffirm its creative DNA through immersive spaces dedicated to trends, showcasing the evolution of materials, formats and packaging experiences, and exploring their technological, design and emotional dimensions.

The programme of side events will be further strengthened with initiatives designed to decode market developments and inspire industry professionals. These include the

launch of the Annual Packaging Barometer, a year round content programme delivered through the Out of the Box format, and the Paris Talks, structured around the themes of reinventing, regenerating and reusing.

The role of the ALLFORPACK Innovation Awards will also be expanded, highlighting the most innovative solutions.

“ALLFORPACK EMBALLAGE PARIS 2026 marks a key milestone in the evolution of the show”, emphasises Chantal De Lamotte, Director of ALLFORPACK EMBALLAGE PARIS. “A new identity, a redesigned format and a clear promise: to offer the packaging industry a space for connections, solutions and decision making, making packaging a strategic lever for competitiveness and sustainable transformation throughout its entire life cycle”.

la collettiva italiana di Ucima

Dal 10 al 13 giugno, a Bangkok, il packaging si interroga sul suo futuro alla luce delle tensioni globali. In Asia l’aumento dei costi delle materie prime sta accelerando la transizione verso materiali alternativi e nuove tecnologie produttive

Italia si presenta in modo strutturato a ProPak Asia 2026 – in programma dal 10 al 13 giugno a Bangkok – grazie alla collettiva italiana organizzata da Ucima, con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia a Bangkok, di IceAgenzia e il supporto di IPACK IMA.

La partecipazione coinvolge oltre 40 aziende italiane su una superficie di quasi 1.200 mq nella Hall C2, configurandosi come una delle rappresentanze internazionali più numerose della manifestazione, che da quest’anno si svolge nel nuovo centro fieristico IMPACT.

All’interno dell’area italiana sarà allestita una grande Lounge istituzionale, pensata per ospitare incontri B2B tra le imprese espositrici e operatori del Sud Est asiatico selezionati da ICE Agenzia, oltre a momenti di networking. IceAgenzia ha inoltre curato tutta la parte di comunicazione della presenza italiana in fiera. La presenza si inserisce nel tour internazionale

We Make Packaging, il brand con cui Ucima promuove nel mondo le tecnologie italiane per il confezionamento e l’imballaggio, valorizzando l’eccellenza tecnologica e produttiva del settore.

Un mercato globale in trasformazione

I conflitti geopolitici e le tensioni sulle catene di fornitura stanno avendo ripercussioni significative sull’industria del packaging a livello globale. In Asia, uno degli effetti più evidenti è l’aumento dei costi delle materie prime, in particolare delle resine plastiche, che hanno registrato rincari compresi tra il 50% e il 70%, accompagnati da fenomeni di scarsità.

Secondo Informa Markets Thailand, organizzatore della manifestazione, il settore del packaging sta reagendo accelerando la transizione verso materiali alternativi e investendo in nuove tecnologie produttive.

Per le principali società di analisi, il mercato

The Italian Pavilion by Ucima at ProPak Asia

From 10 to 13 June in Bangkok, the packaging industry reflects on its future in light of global tensions. In Asia, rising raw material costs are accelerating the shift towards alternative materials and new production technologies

Italy will be strongly represented at ProPak Asia 2026, taking place from 10 to 13 June in Bangkok, thanks to the Italian Pavilion organised by Ucima, with the support of the Italian Embassy in Bangkok, ICE Agency, and the backing of IPACK IMA.

The collective participation brings together more than 40 Italian companies across an exhibition area of almost 1,200 square metres in Hall C2, making it one of the largest international presences at the show, which from this year is hosted at the new IMPACT Exhibition and Convention Centre.

Within the Italian area, a large institutional lounge will be set up to host B2B meetings between exhibiting companies and selected operators from South East Asia, coordinated by ICE Agency, as well as dedicated networking activities. ICE Agency has also overseen the overall communication strategy for the Italian presence at the fair.

The participation is part of We Make Packaging, the international tour and brand through which Ucima promotes Italian packaging and processing technologies worldwide, highlighting the sector’s

globale del packaging vale oggi oltre 1.000 miliardi di dollari, con una crescita media annua del 3 4%. All’interno di questo scenario, il segmento del packaging sostenibile registra tassi di crescita più elevati, intorno al 7% annuo, trainato dai modelli di economia circolare e dalla crescente domanda di soluzioni riciclabili, riutilizzabili o compostabili.

La novità dei ThailandStar Awards

ProPak Asia 2026 si conferma una piattaforma di riferimento per il settore asiatico del processing e packaging. L’edizione 2026 ospiterà anche il ThailandStar Packaging Awards, organizzato in collaborazione con il Thailand Institute of Scientific and Technological Research (TISTR) e il Thailand Institute of Packaging and Recycling Management for Sustainable Environment (TIPMSE), sotto il tema “Packaging beyond the box”.

technological and manufacturing excellence.

A global market in transition

Geopolitical conflicts and disruptions to supply chains are having a significant impact on the global packaging industry. In Asia, one of the most visible effects is the sharp increase in raw material costs, particularly plastic resins, which have seen price rises of between 50% and 70%, coupled with supply shortages. According to Informa Markets Thailand, organiser of ProPak Asia, the packaging sector is responding by accelerating the transition towards alternative materials and increasing investments in new production technologies. According to leading market analysts, the global packaging market is now valued at over USD 1 trillion, with average annual growth of 3-4%. Within this context, the sustainable packaging segment is

growing more rapidly, at around 7% per year, driven by circular economy models and increasing demand for recyclable, reusable and compostable solutions.

The ThailandStar Awards

ProPak Asia 2026 confirms its role as a reference platform for the Asian processing and packaging industry. The 2026 edition will also host the ThailandStar Packaging Awards, organised in partnership with the Thailand Institute of Scientific and Technological Research (TISTR) and the Thailand Institute of Packaging and Recycling Management for Sustainable Environment (TIPMSE), under the theme “Packaging Beyond the Box”.

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Spreco alimentare e packaging: una giornata di riflessione in Laminati Cavanna

Il 15 aprile il settore si è dato appuntamento per un confronto ricco di spunti tra PPWR, food waste e sostenibilità

Èsuccesso ancora: la Laminati Cavanna Academy è stata per una mattinata il cuore della filiera del packaging che si è data appuntamento in quello che è ormai uno dei luoghi deputati al confronto per il settore.

L’occasione è stata la Giornata del made in Italy, manifestazione voluta dal Mimit per celebrare la capacità italiana di innovare in tutti i settori. Tra questi il packaging che, come ha fatto notare Davide Miserendino, direttore di ItaliaImballaggio e coordinatore della tavola rotonda, è stato inserito tra i settori abilitanti per la sua capacità di innovare costantemente mantenendo elevata la competitività del paese con un export in crescita nonostante le sfide poste dai mercati internazionali e la sempre maggiore instabilità.

Protagonista della giornata Anna Paola Cavanna, presidente di Laminati Cavanna e autrice del “White Paper e Made in Italy: il linguaggio dell’innovazione sostenibile nel settore del packaging” scritto in collaborazione con Istituto Italiano Imballaggio e primo tassello di un percorso dedicato al food waste, tema

centrale sotto il profilo della sostenibilità sociale e ambientale. I 57 anni dell’azienda, festeggiati alla presenza del fondatore Gian Carlo Cavanna sono ricchi di novità, primo fra tutti l’avvicinamento alla FAO, per avviare un percorso di riflessione sul ruolo del packaging nella riduzione dello spreco alimentare.

“Festeggiamo 57 anni di attenzione alla qualità, da sempre al centro della strategia aziendale anche quando non era richiesta – ha dichiarato Anna Paola Cavanna – Per noi, in azienda i controlli a campione sono una realtà imprescindibile da decenni, come lo è la crescita delle persone che contribuiscono al nostro successo. Ecco perché l’Academy è sempre più protagonista di eventi pubblici ma anche della quotidianità dei nostri collaboratori, che possono disporre di una piattaforma digitale con cui accedere ai percorsi di formazione continua”.

È un impegno a tutto campo quello di Anna Paola Cavanna, che tra le varie cariche coniuga il suo ruolo di manager con quelli di vicepresidente di Confapi con delega nazionale al packaging e di Ambassador della Carta Etica del Packaging, con l’obiettivo di promuovere la

conoscenza del settore, valorizzato recentemente con molte attività di divulgazione, dai Laminati Cavanna Talk alla presentazione in Senato per la prima del White Paper.

Alla giornata, che ha visto la presenza di oltre 60 tra esperti e stakeholder hanno partecipato, in qualità di relatori della tavola rotonda, Istituto Italiano Imballaggio e Fondazione Carta Etica del Packaging con le relazioni di Barbara Iascone e Dario Zanoni, Andrea Formigoni di DEC • Dynamic Environmental Corporation e Fabio Papa docente della Business School del Sole24ore.

Tra i presenti oltre alle autorità locali, molti stakeholder della filiera, protagonisti dei Laminati Cavanna Talk e del libro dedicato al progetto, tra cui Sante Conselvan di FTA Europe, Andrea Dallavalle di Atif, Italo Vailati in rappresentanza di Giflex e Angelo Manfredini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore sede di Piacenza, una delle istituzioni formative di ogni ordine e grado, con cui Laminati Cavanna ha costruito percorsi di formazione per le nuove generazioni di operatori del packaging.

Anna Paola Cavanna e il padre Gian Carlo Il team Laminati Cavanna

Food waste and packaging: a day of discussion at Laminati Cavanna

The award promoted by the Italian Packaging Institute once again confirms its role as a privileged observatory on the sector, recognising solutions that integrate design, sustainability, technology and functionality across the entire supply chain

It happened again: for one morning, the Laminati Cavanna Academy became the hub of the packaging supply chain, bringing together industry players in what has now become one of the sector’s recognised venues for discussion and exchange.

The occasion was the Giornata del Made in Italy, an initiative promoted by the Italian Ministry of Enterprises and Made in Italy (MIMIT) to celebrate Italy’s ability to innovate across all industries. Packaging was among the sectors highlighted. As pointed out by Davide Miserendino, Editor-in-chief of ItaliaImballaggio and moderator of the round table, packaging has been identified as an enabling sector thanks to its capacity to innovate continuously while maintaining a high level of competitiveness, with exports growing despite the challenges posed by international markets and increasing instability.

The central figure of the day was Anna Paola Cavanna, President of Laminati Cavanna and author of the “White

Paper and Made in Italy: the Language of Sustainable Innovation in the Packaging Sector”, written in collaboration with the Istituto Italiano Imballaggio. The publication represents the first step in a broader journey focused on food waste, a key issue from both a social and environmental sustainability perspective. The company’s 57th anniversary—celebrated in the presence of founder Gian Carlo Cavanna—comes with significant new developments, foremost among them a closer engagement with FAO, aimed at initiating a structured reflection on the role of packaging in reducing food waste.

“We are celebrating 57 years of attention to quality, which has always been at the core of our corporate strategy, even when it was not yet required,” said Anna Paola Cavanna. “For decades, random quality checks have been an essential practice within our company, just as the professional growth of the people who contribute to our success is. This is why the Academy plays an increasingly

central role, not only as a venue for public events but also in the daily life of our employees, who have access to a digital platform offering continuous training programmes.”

Anna Paola Cavanna’s commitment spans multiple areas. Alongside her role as a manager, she serves as Vice President of Confapi with national responsibility for packaging and as Ambassador of the Carta Etica del Packaging, with the aim of promoting knowledge of the sector. This commitment has recently been reinforced through numerous outreach initiatives, ranging from the Laminati Cavanna Talk series to the presentation of the White Paper at the Italian Senate.

The event, attended by more than 60 experts and stakeholders, featured contributions during the round table discussion from the Istituto Italiano Imballaggio and the Fondazione Carta Etica del Packaging, with presentations by Barbara Iascone and Dario Zanoni, as well as Andrea Formigoni of DEC • Dynamic Environmental Corporation and Fabio

Papa, lecturer at the Sole 24 Ore Business School.

In addition to local authorities, the audience included numerous stakeholders from across the supply chain, many of whom have been protagonists of the Laminati Cavanna Talk series and contributors to the book dedicated to the project. Among them were Sante Conselvan of FTA Europe, Andrea Dallavalle of Atif, Italo Vailati representing Giflex, and Angelo Manfredini of Università Cattolica del Sacro Cuore in Piacenza — one of the educational institutions, at all levels, with which Laminati Cavanna has developed training programmes for the next generation of packaging professionals.

Milano Design Week, quando il packaging si fa racconto e sperimentazione

Due mostre diverse, Mutti e CIAL, ma un minimo

comune denominatore: l’imballaggio ponte formidabile tra industria e creatività

A

lla Milano Design Week 2026 il packaging esce dai confini della funzione industriale e si fa racconto come pure spazio di sperimentazione.

Due installazioni – una dedicata all’alluminio, l’altra a un’icona del Made in Italy come la Polpa Mutti in lattina – mostrano come materiali, filiere e imprese possano dialogare con il mondo del design e dell’arte.

CIAL e NABA a Palazzo Litta

CIAL, Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio, alla Design Week ha portato un progetto che unisce ricerca artistica e riflessione ambientale. Extreme Environments, realizzata in collaborazione con NABA e ospitata negli spazi di Palazzo Litta nell’ambito di MoscaPartners Variations 2026, ha trasformato l’alluminio in un linguaggio visivo capace di interrogare il rapporto tra naturale e artificiale, leggerezza e solidità, riflessione e distorsione.

Le superfici metalliche diventano specchi, filtri, membrane sensoriali che invitano il visitatore a ripensare un materiale quotidiano come elemento di metamorfosi.

Come ricorda il dg di CIAL, Stefano Stellini, l’arte è “un canale privilegiato per trasmettere i valori della responsabilità circolare e per coinvolgere una generazione di progettisti che guarda al futuro con occhi critici e capaci di meraviglia”.

Mutti e la memoria di un’icona

A pochi chilometri da Palazzo Litta, un altro materiale – l’acciaio delle lattine – è diventato architettura da racconto. Mutti ha presentato House of Polpa, un’installazione composta da 20mila lattine di Polpa di pomodoro, tante quanti i giorni di vita del prodotto lanciato nel 1971.

L’esperienza immersiva ha accompagnato il visitatore lungo il percorso del pomodoro – dalla coltivazione alla trasformazione – integrando soluzioni circolari e zero waste.

Nelle parole dell’amministratore delegato Francesco Mutti, il progetto è “un assaggio, reale e simbolico, dell’identità Mutti”, un modo per raccontare un prodotto iconico attraverso un gesto collettivo culminato il 30 aprile, quando i visitatori hanno potuto smontare l’opera per portarsi a casa una delle lattine della composizione.

Due materiali, la stessa direzione Le due installazioni, pur diverse per linguaggio e materiali, condividono una traiettoria comune: il packaging come cultura materiale, come spazio in cui industria e creatività si incontrano, come luogo in cui la sostenibilità diventa esperienza, non semplice dichiarazione di intenti.

L’alluminio di CIAL e l’installazione di Mutti mostrano come la filiera del packaging possa essere protagonista di un dibattito culturale più ampio, capace di parlare di responsabilità, innovazione e futuro condiviso.

In fondo, a ben vedere, è in questo intreccio tra arte, industria e comunità che anche noi di ItaliaImballaggio continuiamo a muoverci e a concepire la nostra rivista.

Milan Design Week: when packaging becomes storytelling and experimentation

At Milan Design Week 2026, packaging steps beyond the boundaries of its industrial function to become both a narrative medium and a space for experimentation.

Two installations – one dedicated to aluminium, the other to an icon of Made in Italy such as Mutti’s tinned tomato pulp – demonstrate how materials, supply chains and companies can engage in dialogue with the worlds of design and art.

CIAL and NABA at Palazzo Litta

CIAL, the National Aluminium Packaging Consortium, presented at Design Week a project combining artistic research with environmental reflection. Extreme Environments, created in collaboration with NABA and hosted at Palazzo Litta as part of MoscaPartners Variations 2026, transformed aluminium into a visual

language capable of questioning the relationship between natural and artificial, lightness and solidity, reflection and distortion.

Metal surfaces become mirrors, filters and sensory membranes, inviting visitors to rethink an everyday material as an element of transformation. As recalled by CIAL’s Director General Stefano Stellini, art represents “a privileged channel for conveying the values of circular responsibility and for engaging a generation of designers who look to the future with critical eyes and a sense of wonder”.

Mutti and the memory of an icon

Just a few kilometres from Palazzo Litta, another material – the steel of food cans – became an architectural narrative device. Mutti presented House of Polpa, an installation made

up of 20,000 cans of tomato pulp, corresponding to the number of days since the product was first launched in 1971.

The immersive experience guided visitors along the tomato’s journey – from cultivation to processing – integrating circular and zerowaste solutions. In the words of CEO Francesco Mutti, the project represents “a real and symbolic taste of Mutti’s identity”, a way of telling the story of an iconic product through a collective gesture that culminated on 30 April, when visitors were invited to dismantle the installation and take home one of the cans.

Two materials, one shared direction

Although different in language and materials, the two installations follow a shared trajectory: packaging as material culture, as a space where

industry and creativity converge, and as a place where sustainability becomes an experience rather than a mere statement of intent.

CIAL’s aluminium project and Mutti’s installation show how the packaging supply chain can play a leading role in a broader cultural debate, capable of addressing responsibility, innovation and a shared future. Ultimately, it is within this intersection of art, industry and community that ItaliaImballaggio itself continues to operate and shape the vision of its magazine.

La nostra storia continua a crescere dal 1965.

Perché le storie più belle crescono nel tempo.

Dalle analisi mirate di contaminanti agli screening di sostanze non aggiunte intenzionalmente:

la nuova frontiera MOCA

egli ultimi anni, chi opera nel mondo dei materiali e oggetti a contatto con gli alimenti ha percepito un cambio di passo deciso. Una transizione silenziosa ma profonda, che sta modificando il modo stesso in cui viene valutata la sicurezza dei materiali. A guidarla non è soltanto l’innovazione tecnologica dei polimeri, dei materiali metallici e dei multimateriali o delle carte riciclate, né la spinta verso la sostenibilità. Il motore principale di questo cambiamento è l’evoluzione dell’approccio regolatorio e della chimica analitica: siamo entrati nell’era in cui le analisi di screening non mirate stanno diventando più importanti dei test target tradizionali.

NIl nuovo quadro normativo europeo spiega molto bene perché ciò stia accadendo. Con il Regolamento (UE) 2025/351, che introduce requisiti più stringenti sulla qualità e purezza delle sostanze utilizzate nei MOCA, non è più sufficiente verificare la conformità delle sostanze note, autorizzate, già presenti nelle positive list. Inoltre, con l’approccio One Substance One Assessment della Commissione Europea, perde rilevanza la distinzione formale tra IAS e NIAS: le sostanze vengono valutate in modo integrato e qualitativo sulla base delle loro proprietà intrinseche e del profilo di rischio, indipendentemente dal fatto che siano intenzionalmente utilizzate o generate incidentalmente. Il legislatore chiede ora di spingersi oltre: identificare tutte le sostanze presenti già nella materia prima e lungo tutto il ciclo di produzione. Solo così è possibile determinarne il reale profi-

lo tossicologico e dimostrare che il materiale è sicuro per il consumatore.

Qui nasce la necessità – e l’urgenza – di strumenti analitici più ampi, più sensibili, capaci di rilevare ciò che non sappiamo di dover cercare. Le analisi target, basate sull’identificazione di molecole specifiche, restano fondamentali ma non bastano più. La complessità dei materiali moderni, soprattutto quelli riciclati, introduce composti degradativi, impurità, oligomeri e prodotti neoformati che sfuggono agli approcci classici. È proprio in questo scenario che le tecniche di screening emergono come la risposta strutturale del settore.

La loro forza risiede nell’ampiezza del campo di indagine: si applicano metodi cromatografici, che separano e identificano i contaminanti grazie all’accoppiamento con la spettrometria di massa, quali HS-GC-MS per i composti volatili, GC-MS per i semivolatili, LC-QTOF per i non volatili e i contaminanti emergenti; queste tecniche se integrate da tecniche spettroscopiche e termiche come FT-IR, DSC e TGA, formano una rete di osservazione capace di restituire un profilo completo del materiale. Non si tratta solo di rilevare un picco cromatografico: oggi un laboratorio avanzato ricostruisce la formula molecolare, valuta la distribuzione isotopica, confronta lo spettro nelle librerie scientifiche e proprietarie, e infine conferma l’identità del composto con analisi MS/MS dedicate. È un processo che richiede competenze elevate e infrastrutture tecnologiche robuste, ma che permette di intercettare, identificare e valutare sostanze che un tempo sarebbero passate inosservate.

Marinella Vitulli - Food Contact Expert AIBO - 035

Per comprendere l’impatto reale di questo approccio, basta osservare ciò che accade ogni giorno nei laboratori. Gli screening basati su indagini termiche e in infrarosso permettono di individuare i componenti principali, mentre le impurità pericolose per il consumatore sono individuate con tecniche cromatografiche. Allo stesso modo, la combinazione tra screening e valutazione del rischio che include l’impatto tossicologico permette di affrontare in maniera armonica le conclusioni per valutare la sicurezza dei materiali.

Un ruolo chiave in questo processo lo svolgono le librerie strumentali ma anche i database sui NIAS, veri e propri archivi della conoscenza chimica accumulata sul campo. Banche dati costruite su migliaia di campioni analizzati – plastica, carta, multimateriali – che contengono oggi migliaia di composti unici, ognuno corredato da una valutazione del rischio. È grazie a queste librerie che i laboratori possono riconoscere schemi ricorrenti, identificare in pochi minuti ciò che un tempo richiedeva settimane e offrire ai produttori indicazioni concrete per migliorare processi e formulazioni. Lo spostamento verso lo screening non è solo una questione normativa, né solamente tecnica. Ha anche un impatto culturale: spinge l’intera filiera ad abbandonare l’idea di un controllo standard valido per tutti e a muoversi verso un modello di analisi progettate sul rischio, su misura per la specifica combinazione di materiale, processo e applicazione. Questo significa che la chimica analitica non è più solo un controllo finale, ma diventa parte integrante della progettazione del packaging,

soprattutto quando si parla di spingersi sempre più verso imballaggi sostenibili.

Il riciclo della plastica, della carta e di altri materiali, l’utilizzo di materiali innovativi introducono inevitabilmente un grado maggiore di variabilità rispetto ai materiali vergini. Senza indagini di screening non sarebbe possibile garantire sicurezza e prestazioni a livello industriale, né valutare con accuratezza fenomeni complessi come il rilascio di sostanze o microplastiche, o le interazioni tra strati in un multistrato.

Per valutare il reale impatto sul consumatore, sempre più spesso, la valutazione viene estesa anche all’alimento reale quando il simulante non fornisce risposte affidabili. Metalli pesanti, composti organici in contatto con matrici complesse: sono tutti ambiti in cui l’analisi diretta in alimento, se condotta con protocolli validati e ove possibile accreditati, aggiunge un tassello fonda-

mentale alla valutazione del rischio.

La direzione è chiara: nel mondo MOCA lo screening non è più un extra, ma un pilastro, e deve essere svolta con svariate tecniche, tra le quali la cromatografia liquida accoppiata a spettrometria di massa ad alta risoluzione (LC-HRMS, o LC-HR-MS) non può più essere trascurata, per garantire il controllo di contaminanti medio pesanti o polari.

I laboratori sono chiamati a integrare tecniche, condividere metodi, costruire banche dati, collaborare in gruppi di lavoro e aggiornarsi continuamente. La sicurezza del consumatore e l’innovazione dei materiali non possono essere garantite con strumenti e approcci di ieri. E oggi più che mai, sapere cosa si sta cercando è meno importante di sapere che cosa c’è davvero in un materiale.

From targeted contaminant analyses to the screening of non intentionally added substances: the new frontier of MOCA

In recent years, those working in the world of food contact materials and articles have perceived a decisive shift. A silent yet profound transition, which is changing the very way material safety is assessed. This shift is not driven solely by technological innovation in polymers, metallic materials, multimaterials, or recycled paper, nor by the push towards sustainability.

The main driver of this change is the evolution of the regulatory approach and analytical chemistry: we have entered an era in which non targeted screening analyses are becoming more important than traditional targeted tests.

urgency – for broader, more sensitive analytical tools arises, capable of detecting what we do not yet know we should be looking for. Targeted analyses, based on the identification of specific molecules, remain essential but are no longer sufficient. The complexity of modern materials, especially recycled ones, introduces degradation compounds, impurities, oligomers, and newly formed products that escape traditional approaches. It is precisely in this context that screening techniques emerge as the structural response of the sector.

Screening based on thermal and infrared investigations makes it possible to identify the main components, while impurities that are hazardous for consumers are detected using chromatographic techniques.

Likewise, combining screening with risk assessment that includes toxicological impact makes it possible to address conclusions in a harmonised manner when assessing material safety.

The new European regulatory framework clearly explains why this is happening. With Regulation (EU) 2025/351, which introduces stricter requirements on the quality and purity of substances used in MOCA, it is no longer sufficient to verify compliance only for known, authorised substances already included in the positive lists. Furthermore, with the European Commission’s One Substance One Assessment approach, the formal distinction between IAS and NIAS loses relevance: substances are assessed in an integrated and qualitative manner based on their intrinsic properties and risk profile, regardless of whether they are intentionally used or generated incidentally.

Legislators are now calling for a further step: identifying all substances already present in the raw material and throughout the entire production cycle. Only in this way is it possible to determine their true toxicological profile and demonstrate that the material is safe for consumers.

This is where the need – and the

Their strength lies in the breadth of the investigative field: chromatographic methods are applied, separating and identifying contaminants through coupling with mass spectrometry, such as HS GC MS for volatile compounds, GC MS for semi volatile compounds, LC QTOF for non volatile substances and emerging contaminants; when these techniques are integrated with spectroscopic and thermal techniques such as FT IR, DSC, and TGA, they form an observation network capable of providing a complete material profile. It is no longer just about detecting a chromatographic peak: today, an advanced laboratory reconstructs the molecular formula, evaluates isotopic distribution, compares spectra with scientific and proprietary libraries, and finally confirms compound identity through dedicated MS/MS analyses.

This process requires high level expertise and robust technological infrastructure, but it allows laboratories to intercept, identify, and assess substances that would previously have gone unnoticed.

To understand the real impact of this approach, it is enough to observe what happens daily in laboratories.

A key role in this process is played by instrumental libraries as well as NIAS databases, which are true repositories of chemical knowledge accumulated in the field. These databases, built on thousands of analysed samples —plastic, paper, and multimaterials— now contain thousands of unique compounds, each accompanied by a risk assessment.

Thanks to these libraries, laboratories can recognise recurring patterns, identify substances in a matter of minutes that once required weeks, and provide manufacturers with concrete guidance to improve processes and formulations.

The shift towards screening is not only a regulatory issue, nor merely a technical one. It also has a cultural impact: it pushes the entire supply chain to abandon the idea of a standard control valid for all situations and to move towards a risk based analysis model, tailored to the specific combination of material, process, and application.

This means that analytical chemistry is no longer just a final control, but becomes an integral part of packaging design, especially as the sector increasingly moves towards sustainable packaging.

The recycling of plastics, paper, and other materials, as well as the use of innovative materials, inevitably introduces a higher degree of variability compared to virgin materials. Without screening investigations, it would not be possible to guarantee safety and performance at an industrial level, nor to accurately assess complex phenomena such as substance release or microplastics, or interactions between layers in multilayer structures. To assess the real impact on consumers, evaluation is increasingly extended to the real food itself when simulants do not provide reliable answers. Heavy metals, organic compounds in contact with complex matrices: these are all areas in which direct food analysis, when carried out using validated and, where possible, accredited protocols, adds a crucial element to risk assessment.

The direction is clear: in the MOCA world, screening is no longer an optional extra, but a cornerstone, and it must be carried out using multiple techniques, among which liquid chromatography coupled with high resolution mass spectrometry (LC HRMS, or LC HR MS) can no longer be overlooked, to ensure control of medium heavy or polar contaminants.

Laboratories are called upon to integrate techniques, share methods, build databases, collaborate in working groups, and continuously update their knowledge. Consumer safety and material innovation cannot be guaranteed with yesterday’s tools and approaches. And today more than ever, knowing what you are looking for is less important than knowing what is actually present in a material.

Direttiva contro il greenwashing e le pratiche commerciali ingannevoli in vigore da settembre. Ecco cosa cambia

La norma punta a rendere le comunicazioni ambientali volontarie più chiare e affidabili. CONAI in prima linea

L

a data da segnare sull’agenda è 27 settembre 2026. È questo, infatti, il giorno in cui le disposizioni della nuova normativa dedicata alla comunicazione ambientale volontaria diventeranno applicabili.

Ci riferiamo alla Direttiva (UE) 2024/825 che nasce con due obiettivi principali: quello di incrementare la protezione dei consumatori, contrastando il fenomeno del greenwashing e quello di stabilire criteri più trasparenti per i green claim, al fine di assicurare la loro chiarezza da parte dei consumatori. Lo scorso 9 marzo, infatti, il decreto di attuazione (D. Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30) è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, introducendo ufficialmente nell’ordinamento italiano le nuove disposizioni europee sulle comunicazioni e dichiarazioni ambientali volontarie.

Quali sono i punti fondamentali del nuovo decreto legislativo? Vediamoli insieme. Il primo: non sono più ammessi claim generici. Sono, poi, vietati i marchi di sostenibilità autodichiarati. Gli unici ammessi sono i marchi di qualità ecologica di tipo I in conformità della norma EN ISO 14024. È fatto divieto di omettere informazio-

per aiutare le aziende.

ni su funzionalità che limitino la durata del bene, così come sono vietati solleciti di aggiornamenti software non necessari. Vietate anche le dichiarazioni esplicite sulle emissioni di CO2, al netto di alcune specifiche condizioni, e i claim ambientali che riportino informazioni su requisiti imposti per legge sul mercato dell’Unione Europea. Altro punto importante, non sono ammesse amplificazioni del claim: le asserzioni ambientali in generale vanno motivate, specificate e provate. È fatto obbligo di dare informazioni chiare sulle eventuali disponibilità di pezzi di ricambio e sui manuali di riparazione prima dell’acquisto.

Ora servono prove e dati verificabili CONAI, come di consueto, è pronto a supportare le imprese nella comprensione delle nuove disposizioni legate alle comunicazioni ambientali volontarie. Il Consorzio aggiornerà le sue linee guida Green claims - Etichettatura Ambientale degli Imballaggi (1) integrando le informazioni presenti nel decreto legislativo, che però rappresenta già un buon documento per avere informazioni (2). Per richieste e approfondimenti è possibile utilizzare il form 1 2

“Contattaci” sul sito CONAI selezionando l’argomento “etichettatura imballaggi”. CONAI invita tutte le aziende a consultare la nuova normativa e a valutarne i contenuti, soprattutto in relazione alle comunicazioni ambientali utilizzate per presentare prodotti o imballaggi: dalle informazioni riportate in etichetta, ai contenuti dei siti ufficiali, fino a tutte le asserzioni ambientali volontarie presenti nelle comunicazioni commerciali. L’obiettivo della norma, specifica CONAI, non è limitare la comunicazione ambientale, ma rafforzarne chiarezza e affidabilità: le aziende potranno come sempre valorizzare gli aspetti ambientali dei propri prodotti purché ogni dichiarazione sia supportata da prove e dati verificabili.

Sarà l’AGCM a vigilare

Scendendo più nei dettagli del testo di legge, si nota come la Direttiva UE 2024/825 sia stata recepita nell’ordinamento italiano, con il D. lgs. 30/2026, sostanzialmente alla lettera. Le poche differenze rilevate riguardano qualche variazione lessicale (ad esempio “etichetta di sostenibilità” invece di “marchio”, come tradotto nel testo italiano della direttiva, che rende il recepimento ancora più fedele al testo inglese della direttiva, in cui si parla di “sustainability label”). Le novità normative riguardano rilevanti definizioni, previsioni e divieti che sono stati già anticipati dalla direttiva 825, ma adesso vediamo concretizzarsi con la modifica del Codice del Consumo (D. lgs. 206/2005). In Italia il compito di vigilare sulle pratiche commerciali scorrette è dell’AGCM, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che può agire sia d’ufficio che su segnalazione, disponendo provvedimenti inibitori e irrogando sanzioni.

Directive on greenwashing and misleading commercial practices: new rules in force from September

The new provisions aim to make voluntary environmental claims clearer and more reliable, with CONAI at the forefront in supporting businesses.

The key date to note is 27 September 2026, when the provisions of the new legislation on voluntary environmental communication will come into effect in Italy.

The legislation in question is Directive (EU) 2024/825, which has two main objectives: to strengthen consumer protection by combating greenwashing and to establish more transparent criteria for environmental claims, ensuring they are clear to consumers. On 9 March, the implementing decree (Legislative Decree No. 30 of 20 February 2026) was published in the Gazzetta Ufficiale, formally introducing the new European provisions on voluntary environmental communications and claims into Italian law.

What are the key points of the new Legislative Decree? Let’s take a closer look. First, generic environmental claims are no longer permitted. Self-declared sustainability labels are also prohibited; the only labels allowed are Type I ecolabels in accordance with EN ISO 14024. It is now prohibited to omit information about features that limit a product’s durability, as well as to prompt unnecessary software updates. Explicit claims regarding CO2 emissions are also prohibited, except under specific conditions, as are environmental claims referring to requirements already mandated by EU law. Another important point is that environmental claims may not be exaggerated: claims must be substantiated, specific and evidence-based. Traders are also required to provide clear information, prior to purchase, on the availability of spare parts and repair and maintenance instructions.

Evidence and verifiable data are now required

As ever, CONAI is ready to assist businesses in understanding the new provisions governing voluntary environmental declarations.

The Consortium will update its Green Claims – Environmental Labelling of Packaging guidelines (GENERATE QR CODE) to incorporate the content of the legislative decree, which already serves as a useful reference document (available here: Legislative Decree No. 30 of 20 February 2026 – QR CODE). For further information, users can submit enquiries via the “Contact Us” form on the CONAI website by selecting “packaging labelling”. CONAI encourages all companies to review the new legislation and assess its implications, particularly in relation to the environmental communications used to present products or packaging – from label information and website content through to all voluntary environmental claims used in commercial communications. As CONAI points out, the aim of the legislation is not to restrict environmental communication, but to improve its transparency and reliability. Companies may continue to highlight their products’ environmental credentials, provided that every claim is supported by verifiable evidence and data.

The AGCM will oversee compliance

A closer reading of the legislative text shows that Directive (EU) 2024/825 has been transposed into Italian law, through Legislative Decree 30/2026, largely verbatim. The few differences identified concern minor lexical variations – for example, the use of “sustainability label” rather than “mark”, a choice that aligns the Italian version more closely with the original English text of the Directive. The new provisions introduce key definitions, requirements and prohibitions already set out in Directive 825, now implemented through amendments to the Consumer Code (Legislative Decree 206/2005). In Italy, responsibility for monitoring unfair commercial practices lies with the AGCM (Italian Competition and Market Authority), which may act under its own initiative or in response to complaints, with the power to issue injunctions and impose penalties.

L’ARTE DELL’ECODESIGN

Rassegna dedicata ai progetti premiati da CONAI nell’ambito del Bando

Ecopack: sostenibilità e innovazione riscrivono la storia

Sono stati ben 217 i casi di innovazione dell’imballaggio premiati nel 2025 da CONAI nell’ambito del Bando per l’ecodesign, un’iniziativa che il consorzio nazionale imballaggi porta avanti con successo crescente da 13 edizioni.

CONAI, con questa iniziativa, vuole dare un riconoscimento alle soluzioni di packaging più innovative immesse sul mercato nel biennio precedente.

Un impegno significativo in un momento storico in cui la sostenibilità degli imballaggi si configura sempre più come una necessità non procrastinabile.

Fondamentale, ai fini della valutazione, l’Eco Tool, la piattaforma che le aziende utilizzano per candidare i propri casi e che permette di effettuare un LCA semplificato. Tutti i casi sono sottoposti ad analisi da parte di un Comitato Tecnico e un Ente terzo di certificazione verifica la conformità delle attività al Regolamento. I 217 casi di innovazione dell’imballaggio premiati nel 2025 hanno conseguito una effettiva riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi quantificabile nel contenimento del 33% delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, nella diminuzione dei consumi di energia del 23%, e nel risparmio di acqua dell’27%.

Con questo numero di ItaliaImballaggio prosegue la rassegna di alcuni progetti vincitori del bando 2025.

Ulteriori approfondimenti sono disponibili nella sezione speciale del sito www.italiaimballaggio.it dedicata al CONAI.

THE ART OF ECODESIGN

Pecorino Romano DOP

L’azienda BASSO SEBASTIANO S.r.l. ha apportato una modifica all’imballaggio del Pecorino Romano DOP. La busta della soluzione prima, in plastica multistrato (PET-LDPE), è stata sostituita da una soluzione monomateriale in PP, più leggera del 25%.

Leve di prevenzione

Facilitazione attività di riciclo

Risparmio di materia prima Risparmio di materia prima vergine

The company BASSO SEBASTIANO S.r.l. has made a change to the primary packaging of Pecorino Romano PDO. The pouch, previously made of multilayer plastic (PET-LDPE), has been replaced with a monomaterial PP solution, which is 25% lighter.

Prevention levers

Facilitation of recycling activities

Raw material savings Virgin raw material savings

The rules aim to make environmental communications clearer and more reliable. CONAI is on the front line to help companies.

In 2025, as many as 217 packaging innovation projects were awarded by CONAI as part of its Ecodesign for Packaging Call, an initiative that the Italian National Packaging Consortium has been successfully promoting for 13 consecutive editions, with steadily growing participation. Through this programme, CONAI aims to recognise the most innovative packaging solutions placed on the market during the previous two-year period-an important commitment at a time when packaging sustainability is increasingly becoming a non deferrable necessity. A key role in the evaluation process is played by the Eco Tool, the platform used by companies to submit their projects, enabling a simplified Life Cycle Assessment

(LCA). All applications are analysed by a Technical Committee, while a certified third-party body verifies the conformity of the assessment activities with the Regulation. The 217 awarded packaging innovation projects achieved a measurable reduction in environmental impact, resulting in a 33% reduction in CO2 emissions, a 23% decrease in energy consumption, and a 27% saving in water use. With this issue of ItaliaImballaggio, the overview of some of the cases winning the 2025 call continues. Further in-depth content will be available in the dedicated CONAI Special Section on www. italiaimballaggio.it (QR code).

Fonte: Eco Tool CONAI
Campo di applicazione: 500g

Bag in box Casa Charlize Pinot Grigio

BOX MARCHE S.p.A.

L’azienda BOX MARCHE S.p.A. ha apportato una modifica all’imballaggio primario, rimuovendo la maniglia in plastica in PET e ricavandola dal corpo del cartone. In questo modo, la scatola della bag in box è resa monomateriale.

Leve di prevenzione

Semplificazione del sistema di imballo

The company BOX MARCHE S.p.A. has made a modification to the primary packaging by removing the PET plastic handle and integrating it into the cardboard body. In this way, the bag-in-box carton is made monomaterial.

Prevention levers

Simplification of the packaging system

Bertolli Extravergine 1l Carapelli Firenze S.p.A.

L’azienda Carapelli Firenze S.p.A. ha apportato una modifica all’imballaggio primario utilizzando una bottiglia in vetro più leggera rispetto al modello precedente, riducendo il peso del materiale utilizzato del 10%.

Leve di prevenzione

Risparmio di materia prima Risparmio di materia prima vergine

The company Carapelli Firenze S.p.A. has made a modification to the primary packaging by using a lighter glass bottle compared to the previous model, reducing the weight of the material used by 10%

Prevention levers

Raw material savings

Virgin raw material savings

L’azienda Duna-Corradini S.p.A. ha apportato una modifica dei suoi cuscini ad aria in PLA. L’intervento è consistito in una sgrammatura che ha permesso una riduzione del peso di circa il 29%. Questa a sua volta ha permesso di aumentare la quantità di cuscini ad aria trasportati nella scatola di imballaggio secondario, ottimizzandone la logistica.

Leve di prevenzione

Risparmio di materia prima Ottimizzazione logistica Risparmio di materia prima vergine

The company Duna-Corradini S.p.A. has made a modification to its PLA air cushions. The intervention consisted of a downgauging that enabled a weight reduction of approximately 29%. This, in turn, made it possible to increase the number of air cushions transported in the secondary packaging box, thereby optimizing logistics.

Prevention levers

Raw material savings

Logistics optimization

Virgin raw material savings

Fonte: Eco Tool CONAI
Fonte: Eco Tool CONAI
Fonte: Eco Tool CONAI
Campo di applicazione: 1 unità
Campo di applicazione: 1 litro
Campo di applicazione: 1 metro quadro

I vincitori del

Best Packaging 2026

Il premio dell’Istituto Italiano Imballaggio conferma

il proprio ruolo di osservatorio privilegiato sul settore, valorizzando soluzioni che integrano design, sostenibilità, tecnologia e funzionalità lungo tutta la filiera

Innovazione progettuale, sostenibilità e visione di filiera sono stati al centro del Best Packaging 2026, il premio promosso dall’Istituto Italiano Imballaggio, che ha annunciato i vincitori a Milano, nella cornice del Museo ADI Design Museum - Compasso d’Oro. Un appuntamento che si conferma anno dopo anno come osservatorio privilegiato sull’evoluzione del packaging, capace di intercettare e valorizzare le trasformazioni più significative del settore.

La cerimonia, condotta da Marco Maccarini, ha visto la partecipazione della presidente dell’Istituto Italiano Imballaggio Alessandra Fazio, della vicepresidente ADI Antonella Andriani, insieme a Fiorella Perrucci (CONAI) e Riccardo Cavanna (UCIMA), chiamati a conferire i premi speciali Ambiente e Tecnologia.

Ad aprire l’evento è stato lo speech di Erik Ciravegna, che potete leggere alle pagine 30, 31 e 32, dedicato ai temi dell’all around design, mentre la chiusura ha offerto un approfondimento sulla mostra di filiera La filiera del packaging, a cura di Carlo Branzaglia, rafforzando il legame tra progetto, industria e cultura del packaging.

All Around Design: quando la forma risolve le sfide della filiera

La sezione All Around Design ha premiato soluzioni capaci di affrontare esigenze complesse attraverso il progetto, intervenendo su materiali, strutture e funzionalità.

Con Paper G Twist, Gerosa reinterpreta l’incarto per caramelle lavorando direttamente sulle proprietà meccaniche della fibra cellulosica. Il controllo della memoria di forma consente di replicare la tradizionale chiusura a torsione senza ricorrere a film plastici, offrendo una risposta concreta alla richiesta di imballaggi monomateriali nel settore dolciario, senza rinunciare alla gestualità familiare per il consumatore.

Goglio Fres-Cook trasforma il packaging in un vero e proprio sistema polivalente che integra protezione, cottura e consumo. La struttura reagisce alla pressione del vapore, diventando autoportante e attivando la miscelazione degli ingredienti. Una soluzione pensata per rispondere alle nuove abitudini di consumo fuori casa, eliminando la necessità di utensili o supporti esterni.

Nel caso della vaschetta per gelato ISO.ICE di Novacart, la protezione termica non è affidata a materiali isolanti tradizionali ma alla configurazione spaziale della struttura. Gli alveoli d’aria interni rallentano la trasmissione del calore, sostituendo i polimeri espansi con una soluzione basata sulla geometria, monomateriale e più semplice da gestire a fine vita, in risposta alle esigenze del food delivery.

Sada Testudo offre invece una soluzione strutturale per l’ecommerce che integra la funzione di protezione direttamente nella fustella. La sospensione interna elimina l’uso di riempitivi aggiuntivi, adattandosi a diverse volumetrie e ottimizzando i volumi di

spedizione, affidando la sicurezza del prodotto alla distribuzione dei carichi sul cartone.

I premi speciali: lusso, ambiente e tecnologia Il Premio Speciale Lusso è stato assegnato a Tubopress Italia per il tubetto realizzato per Augustinus Bader, capace di coniugare nobilitazioni grafiche di alto livello con i requisiti di riciclabilità. La scelta di materiali e processi compatibili con le moderne linee di selezione automatica risponde alle esigenze del settore cosmetico di integrare impatto visivo e design for recycling.

Il Premio Speciale Ambiente ha riconosciuto il lavoro di Granterre e KP per una vaschetta per salumi affettati che industrializza il processo traytotray. L’utilizzo di PET monomateriale privo di adesivi garantisce l’effettivo reinserimento nella filiera del riciclo, dimostrando la scalabilità di un modello di economia circolare applicato al largo consumo e riducendo l’impronta carbonica grazie all’uso di polimero riciclato.

Infine, il Premio Speciale Tecnologia è andato a Smilesys e Mustangpack per La Richiudibile, una soluzione che innova i sistemi di chiusura ripetibile applicati alla carta. Attraverso una precisa calibrazione dei parametri di adesione, la soluzione mantiene la tenuta meccanica del film anche dopo molteplici utilizzi, contribuendo a prolungare la conservazione domestica degli alimenti e a contrastare lo spreco alimentare.

The winners of Best Packaging 2026

The award promoted by the Italian Packaging Institute once again confirms its role as a privileged observatory on the sector, recognising solutions that integrate design, sustainability, technology and functionality across the entire supply chain

Design innovation, sustainability and a supply chain perspective were at the heart of Best Packaging 2026, the award promoted by the Italian Packaging Institute, which announced the winners in Milan at the ADI Design Museum - Compasso d’Oro. Over the years, the event has established itself as a key observatory on the evolution of packaging, highlighting the most significant transformations within the sector.

Hosted by Marco Maccarini, the ceremony was attended by Alessandra Fazio, President of the Italian Packaging Institute, Antonella Andriani, Vice President of ADI, together with Fiorella Perrucci (CONAI) and Riccardo Cavanna (UCIMA), who presented the Special Environment and Technology Awards. The event opened with a keynote speech by Erik Ciravegna, focusing on the themes of all around design, while the closing session offered an in depth look at the supply chain exhibition The Packaging Supply Chain, curated by Carlo Branzaglia, further strengthening the connection between design, industry and

packaging culture.

All Around Design: when form addresses supply chain challenges

The All Around Design section awarded solutions capable of tackling complex requirements through design, acting on materials, structures and functionality.

With Paper G Twist, Gerosa reinterprets candy wrapping by working directly on the mechanical properties of cellulose fibre.

Controlled shape memory allows the traditional twist closure to be replicated without plastic films, offering a concrete response to the confectionery industry’s demand for mono material packaging while preserving familiar consumer gestures.

Goglio Fres Cook transforms packaging into a multifunctional system that integrates protection, cooking and consumption. The structure reacts to steam pressure, becoming self supporting and activating ingredient mixing. Designed for out of home consumption, the solution eliminates the need for external supports or utensils.

In the case of Novacart’s ISO.ICE ice cream tray, thermal protection is achieved not through conventional insulating materials but through the spatial configuration of the structure. Internal air cells slow heat transfer, replacing expanded polymers with a geometry based, mono material solution that is easier to manage at end of life, addressing the needs of the food delivery sector.

Sada Testudo offers a structural solution for e commerce by integrating the protective function directly into the die cut design. The internal suspension system eliminates the need for additional fillers, adapts to different volumes and optimises shipping space, relying solely on load distribution through the cardboard to ensure product safety. Special awards: luxury, environment and technology

The Special Luxury Award was presented to Tubopress Italia for the tube developed for Augustinus Bader, which combines high end graphic embellishments with recyclability requirements. The use of materials and printing processes compatible

with modern automated sorting systems addresses the cosmetics industry’s need to balance visual impact with design for recycling principles.

The Special Environment Award recognised the work of Granterre and KP for a sliced meat tray that industrialises the tray to tray process. The use of mono material, adhesive free PET ensures effective reintegration into recycling streams, demonstrating the scalability of a circular economy model in fast moving consumer goods while reducing carbon footprint through the use of recycled polymer.

Finally, the Special Technology Award went to Smilesys and Mustangpack for La Richiudibile, an innovative reclosable system applied to paper based packaging. Thanks to precise calibration of adhesion parameters, the solution maintains mechanical sealing performance even after repeated use, helping to extend at home product preservation and actively combat food waste.

Dialoghi sull’imballaggio

Il packaging, una forma di intelligenza industriale

Erik Ciravegna:

“Non è mai solo un oggetto, ma uno snodo all’interno della filiera che comunica un sistema di valori”.

ADI Museum di Milano, 25 marzo 2026. È il giorno della premiazione del Best Packaging, il riconoscimento che ogni anno l’Istituto Italiano Imballaggio attribuisce ai packaging che si sono distinti per design, funzionalità, attenzione alla sostenibilità e capacità di innovare. Ad aprire la cerimonia è il presidente di giuria, Erik Ciravegna, con uno speech che conquista tutti i presenti e che riportiamo, in versione integrale, in questa sezione di ItaliaImballaggio – Dialoghi sull’imballaggio – che punta ad ampliare gli orizzonti del dibattito sull’industria del packaging. Un’operazione cara al fondatore della rivista Stefano Lavorini, scomparso nel 2025, a cui queste pagine sono dedicate.

L’etimologia: IL LANCIO

Progetto.

La parola deriva dal latino pro-iactare. Vuol dire lanciare avanti.

Design.

Si può invece ricondurre al verbo designare. Vuol dire tracciare un segno… dare forma…ma anche attribuire significato alle cose.

Se mettiamo insieme queste due radici, queste due etimologie, scopriamo qualcosa di apparentemente semplice, eppure molto decisivo.

Chi progetta dà forma e significato al futuro.

E farlo oggi non è un esercizio teorico. È una risposta operativa ai bisogni feroci del presente: dalla pressione climatica all’instabilità geopolitica, dalla fragilità delle filiere alla velocità tecnologica.

Il futuro non arriva in modo neutrale. Arriva come un problema industriale.

E il design, in questo senso, esiste proprio per questo: partire dai problemi del presente per anticipare e risolvere quelli del futuro.

ADI: ARCHIVIO DI FUTURI

Oggi siamo all’ADI Design Museum.

Molti pensano ai musei come luoghi in cui si conservano oggetti del passato.

In realtà un museo del design è qualcosa di diverso: è un archivio di futuri riusciti.

Gli oggetti che vediamo qui dentro sono decisioni progettuali che hanno resistito al tempo.

Sono la prova che, quando l’intelligenza incontra la materia e la organizza bene, quella forma resta.

Le soluzioni che vediamo qui esposte, tra cinquant’anni, racconteranno non solo chi eravamo, ma come abbiamo affrontato le sfide di oggi.

Il design non è dunque un costo. È un investimento sulla durata e sulla qualità delle decisioni.

Ogni oggetto qui dentro è stato, a un certo punto, una scommessa.

Qualcuno ha deciso che quella soluzione poteva funzionare meglio delle altre.

Qualcuno ha assunto un rischio progettuale.

Oggi quel rischio lo chiamiamo patrimonio E, come tale, lo tuteliamo e lo valorizziamo

All around: IL NODO

All Around Design. Se prendiamo questa espressione nel suo senso più pieno,il packaging è uno dei suoi esempi più radicali.

Questo perché il packaging non è mai soltanto un oggetto.

È uno snodo all’interno della filiera.

È un punto di intersezione tra materiali, processi industriali, logistica, normativa, strategie di marca, gestione del fine vita, esperienza utente.

Quando progettiamo un imballaggio dobbiamo far dialogare saperi diversi, far parlare tutti gli attori della filiera.

Il design è una forma di traduzione. È la lingua che consente a questi attori di dialogare e capirsi.

È una forma di mediazione tecnica e di regia dell’intero sistema.

Lezioni: #1 LEGGEREZZA

Vorrei prendere in prestito alcuni concetti dalle Lezioni americane di Italo Calvino, in particolare:

- la leggerezza

- la molteplicità

- l’esattezza

Tre parole che descrivono, con precisione, alcuni paradossi del nostro tempo… e del nostro lavoro.

Iniziamo dalla leggerezza.

La leggerezza, nell’industria del packaging, non è eliminazione indiscriminata.

È sottrazione intelligente.

Il paradosso è questo:

Come togliere materia senza compromettere le prestazioni?

Come ridurre peso senza perdere protezione?

Qui entrano in gioco nuovi strumenti: tecnologie digitali avanzate, intelligenza artificiale.

Ma queste tecnologie non sostituiscono il progettista.

Sono esoscheletri del pensiero, sono protesi che ampliano la nostra capacità di ottimizzare la materia.

Lezioni: #2 MOLTEPLICITÀ

Proseguiamo con la molteplicità. Un packaging non vive mai da solo. Esiste all’interno di un ecosistema: produzione, trasporto, distribuzione, vendita, consumo, fine vita.

La molteplicità sta nelle variabili che determinano le scelte progettuali.

La domanda, allora, diventa scomoda: Quando progettiamo, per chi stiamo davvero progettando?

- Per il prodotto?

- Per il brand?

- Per la logistica?

- Per il sistema di riciclo?

Per chi?

La risposta è: per tutti.

Il design del packaging è, di fatto, una forma di diplomazia tecnica.

Significa saper stare nel mezzo, parlare con ogni attore coinvolto, ascoltarne le necessità e costruire una sintesi: una soluzione di sistema che esprima un’intelligenza di filiera

Il progetto dell’imballaggio sta proprio nel “con-tenere”: tenere insieme sistemi, vincoli, attori.

Lezioni: #3 ESATTEZZA E TENSIONI

Infine, l’esattezza. Esattezza non significa rigidità. Significa precisione nel rapporto tra funzione e significato.

Ma in alcuni settori l’esattezza deve fare di più. Pensiamo al lusso.

Nel lusso il packaging non è solo protezione: è un rito, è anticipazione dell’esperienza.

Qui la bellezza non è decorazione. È una funzione. Comunica un sistema di valori.

Nel momento in cui un consumatore tocca una confezione, percepisce la qualità del pensiero che c’è dietro.

La bellezza è l’intelligenza che diventa visibile.

William Blake scriveva “Opposition is true friendship”.

L’opposizione è la vera amicizia.

Il progetto non nasce quando le tensioni spariscono ma quando impariamo a farle dialogare e a farle lavorare insieme.

Il design è quell’intelligenza progettuale che trasforma le tensioni in soluzioni.

Conclusione (IL SEGNO)

E allora la domanda diventa semplice.

Se il packaging è uno dei luoghi in cui si decide la sostenibilità industriale…

Perché, per tanto tempo, lo abbiamo considerato solo un contenitore?

Oggi ribaltiamo la prospettiva. Il packaging non è solo un contenitore. È uno degli snodi in cui si genera valore. È una forma di intelligenza industriale

Torniamo al principio.

Progetto significa lanciare avanti. Design significa tracciare un segno e attribuire un significato.

Il nostro lavoro è questo: dare forma al futuro. Non con dichiarazioni, ma con soluzioni che funzionano.

E i progetti che celebriamo questa sera sono la prova che l’intelligenza progettuale può trasformare i vincoli in valore.

Conversations about packaging

Packaging: a form of industrial intelligence

Erik Ciravegna:

“It is never merely an object; it is a node within the supply chain that communicates a system of values.”

ADI Museum, Milan, 25 March 2026.

Today is the day of the Best Packaging awards ceremony, the annual accolade presented by the Italian Institute of Packaging to projects that have stood out for their design, functionality, sustainability and capacity for innovation. The ceremony was opened by the Chair of the jury, Erik Ciravegna, with a speech that captivated the audience and which we are publishing in full in ItaliaImballaggio – Conversations about Packaging, a section that aims to broaden the horizons of the debate surrounding the packaging industry. The project was close to the heart of the magazine’s late founder, Stefano Lavorini, who passed away in 2025 and to whom these pages are dedicated. .

ETYMOLOGY: TO THROW FORWARD

Project

The word derives from the Latin pro-iactare.

It means to throw forward

Design

This word can be traced back to the verb designate.

It means to make a mark… to give shape… but also to assign meaning to things.

If we combine these two roots, these two etymologies, we discover something that is seemingly simple yet highly significant.

Designers give shape and meaning to the future.

This is not a theoretical exercise. It is a practical response to the urgent needs of the present: from climate change to geopolitical instability, from the fragility of supply chains to the blistering pace of technological development.

The future does not arrive in a neutral way.

It presents itself as an industrial problem.

This is the purpose of design: to start out from the problems of the present to anticipate and solve those of the future.

ADI: AN ARCHIVE OF FUTURES

Today we are at the ADI Design Museum.

Many people think of museums as places for preserving objects of the past.

In reality, a design museum is something quite different: it is an archive of successful futures.

The objects housed here represent design decisions that have stood the test of time.

They are proof that when intelligence encounters matter and organises it effectively, the resulting form endures.

In fifty years’ time, the solutions on display here will tell the story not only of who we were, but of how we rose to today’s challenges.

In other words, design is not a cost. It is an investment in the longevity

and quality of our decisions.

Every item in here was, at one point, a gamble

Someone decided that one specific solution could work better than others.

Someone took a design risk. Today we call that risk heritage And as such, we preserve and cherish it.

ALL AROUND: THE NODE

All Around Design.

If we consider this expression in its fullest sense, packaging is one of its most radical examples. This is because packaging is never merely an object.

It is a pivotal node within the supply chain. It is a point of intersection between materials, industrial processes, logistics, regulations, brand strategies, end-of-life management and user experience.

When we design packaging, we must facilitate a dialogue between different fields of expertise; we must allow every player in the chain to speak.

Design is a form of translation. It is the language that enables these players to converse with and understand each other. It is a form of technical mediation and control over the entire system.

LESSONS: #1 LIGHTNESS

I would like to borrow a few concepts from Italo Calvino’s American Lectures (Six Memos for the Next Millennium): – lightness – multiplicity – exactitude

Three words that accurately describe some of the paradoxes of our time… and of our work.

Let’s begin with lightness. In the packaging industry, lightness does not mean indiscriminate removal.

It means intelligent subtraction. Here is the paradox: How can we remove material without compromising performance?

How can we reduce weight without sacrificing protection?

This is where new tools come into play: advanced digital technologies and artificial intelligence.

But these technologies do not replace the designer.

They are exoskeletons for thought, prosthetics that expand our ability to optimise matter.

LESSONS: #2 MULTIPLICITY

The next concept is multiplicity

Packaging never exists in isolation. It is part of an ecosystem: production, transport, distribution, sale, consumption and end-of-life management. Multiplicity lies in the variables that determine design choices.

This leads to a difficult question: When we design, who are we truly designing for?

– For the product? – For the brand? – For logistics? – For the recycling system? The answer is: for all of them.

In essence, packaging design is a form of technical diplomacy

It means playing a central role, speaking with every stakeholder, listening to their needs and constructing a synthesis: a system-wide solution that expresses supply-chain intelligence.

The act of packaging design lies in the word “contain”: holding together systems, constraints and stakeholders.

LESSONS: #3 EXACTITUDE AND TENSIONS

Finally, exactitude.

Exactitude does not mean rigidity. It means precision in the relationship between function and meaning.

But in some sectors, exactitude must go further.

Take the luxury sector.

Here, packaging is not just about protection: It is a ritual, a foretaste of the experience Here, beauty is not decoration. It is a

function.

It communicates a system of values.

The moment a consumer touches packaging, they perceive the quality of the thinking behind it. Beauty is intelligence made visible.

William Blake wrote “Opposition is true friendship”.

A project does not come about when tensions disappear, but when we learn to make them engage in dialogue and work together. Design is the creative intelligence that transforms tensions into solutions.

CONCLUSION (THE MARK)

The final question is therefore a simple one.

If packaging is one of the areas where industrial sustainability is determined…

Why have we regarded it merely as a container for so long?

Today, let’s overturn that perspective. Packaging is not just a container. It is a node where value is generated.

It is a form of industrial intelligence.

Let’s return to the beginning. “Project” means to throw forward. “Design” means to make a mark and assign meaning.

This is our task: to shape the future. Not with declarations, but with solutions that actually work.

The projects we are celebrating this evening are the proof that design intelligence can transform constraints into value.

Un modo saggio per trasformare il vostro business

Affidatevi alla nostra conoscenza ed esperienza per soddisfare tutti i vostri obiettivi di sostenibilità.

Quando iniziate a separare i diversi film che compongono un multistrato, è facile capire perché sempre più stampatori scelgono l’imballaggio monomateriale. Non solo è più semplice da riciclare, ma la maggior leggerezza ne migliora il trasporto, il che si traduce in minori emissioni di carbonio.

Se siete pronti ad affrontare le sfide della sostenibilità, collaborate con noi e portate la vostra attività a un livello superiore. Scoprite come possiamo aiutarvi a riprogettare il vostro imballaggio flessibile con soluzioni monomateriale su www.sunchemical.com/flexpackaging-transform

Soverchiati dall’AI? Basta non rinunciare alle proprie competenze

Jacopo Perfetti riflette su come pensiero critico e identità professionale restino centrali per governare il cambiamento

acopo Perfetti è da anni una delle voci più attente sugli sviluppi dell’AI e il suo impatto sulle nostre società, muovendosi con una intensa attività di divulgazione tra mondo digitale, imprenditoriale e accademico. Le sue riflessioni, basate su una forte competenza tecnica, mettono in evidenza come la narrazione che vede un mondo soverchiato dall’AI sia fantasiosa e superficiale, ma a una condizione: che gli utenti, studenti, aziende, cittadini comuni, non rinuncino alla formazione continua, fattore necessario per interpretare la complessità in qualunque contesto, dall’economia all’organizzazione, dalla politica estera e un compito scolastico.

La dichiarazione sul suo profilo “Lavoro all’intersezione tra Intelligenza Artificiale Generativa, Creatività e Innovazione Digitale” mette in evidenza un approccio che vede la componente umana come protagonista del rapporto con la macchina, poiché ancora in grado di governarne il potenziale. Questo, a patto di non rinunciare allo sviluppo di competenze avanzate, un rischio a cui l’accessibilità dell’AI sottopone chiunque fin dalla scuola.

L’AI è ormai ovunque, anche nel mondo del packaging. Che relazione c’è tra la manifattura, ritenuta a torto un mondo tradizionale e quello in accelerazione che viviamo?

“Questo settore può beneficiare molto dell’AI generativa, specialmente se coniugata alla robotica e all’automazione. I vantaggi sono due,

uno quantitativo e uno qualitativo. Nel primo caso si tratta della capacità di aumentare la produttività con analisi dei dati e automazione dei processi; nel secondo, il dato qualitativo è limitato solo dall’immaginazione e dalla competenza di chi usa l’AI per i propri obiettivi. Si tratta infatti di uno strumento che abbassa le barriere all’ingresso di molti prodotti o servizi; ecco perché le competenze fanno sempre la differenza. Con una conoscenza profonda della tecnologia, infatti, questa può svolgere un ruolo di accelerazione portando allo sviluppo di

soluzioni strategiche e innovative per qualunque ambito di applicazione”.

Nel packaging machinery l’AI può essere definita uno standard ormai consolidato, tra machine learning, data driven technology e digital twin. Cosa viene dopo?

“Fino ad oggi abbiamo visto in azione applicazioni basate su AI, ma ora il passaggio è all’AI generativa, che assume un ruolo strategico, creativo, manageriale, operativo. Si esce quindi dalla dimensione produttiva spostandosi verso quella concettuale come, ad esempio, la definizione di nuovi brevetti, l’organizzazione, lo sviluppo del business. In sostanza, oggi è realtà la parziale integrazione, se non sostituzione di parti di ingegno tipicamente umane. C’è poi il tema legato all’ampliamento del business, grazie a strumenti che favoriscono la personalizzazione e lo sviluppo di nuovi servizi, che devono essere integrati nelle normali dinamiche organizzative inserendo un approccio olistico che includa tutti gli elementi, vecchi e nuovi”.

Servono ancora persone in grado di controllare l’AI? A che punto è il mondo della formazione?

“Per controllare una macchina e comprenderne il funzionamento l’esperienza è indispensabile e può essere sviluppata soprattutto scrivendo codice, cosa che andrebbe fatta fin dai primi anni di scuola. Viviamo però un momento dove proprio l’AI permette di superare quella fase

formativa per il programmatore. Serve quindi usare nuove strategie di formazione dove il programmatore si forma dalle basi per arrivare poi a controllare il lavoro dell’AI generativa. Ma quante aziende, pur potendo sviluppare software con l’AI, permettono a un dipendente di partire da zero? Ecco, quindi, il ruolo della scuola, dove l’insegnamento dei fondamenti della programmazione permette di creare le basi sia dei futuri sviluppatori che degli utenti, resi consapevoli del funzionamento delle macchine che interrogano e delle logiche alla base delle risposte che ottengono”.

Ha affermato che la semplicità di utilizzo è la principale barriera all’uso avanzato dell’AI. L’ergonomia è un vincolo oltre che un’opportunità?

“Se pensiamo a Chat GPT, sappiamo che è facile da usare, e proprio la semplicità porta gli utenti a un utilizzo che non coglie il pieno potenziale della tecnologia. Questo porta spesso a risposte deludenti e quindi a un abbandono dell’uso più evoluto dell’AI, quello che farebbe davvero la differenza. Ancora una volta è la conoscenza avanzata, l’approccio basato sulla complessità a rendere una soluzione potente come l’AI generativa, uno strumento ad alto potenziale in qualunque settore. Ed è proprio la competenza a renderci protagonisti e non subalterni rispetto alla rivoluzione tecnologica in atto”.

Overwhelmed by AI?

Not if we hold on to our own expertise

Jacopo Perfetti explores how skills, critical thinking and professional identity remain essential to steering change

Jacopo Perfetti has long been one of the most perceptive voices tracking developments in artificial intelligence and their impact on society, pursuing an intense programme of outreach across the digital, entrepreneurial and academic worlds.

Grounded in solid technical expertise, his reflections challenge the popular narrative of a world overwhelmed by AI, dismissing it as fanciful and superficial, on one condition: that users – students, companies and citizens alike – do not forgo continuous learning. Ongoing education remains essential to interpreting complexity in any context, from economics to organisational structures, from foreign policy to a simple school assignment.

His profile statement – “I work at the intersection of Generative Artificial Intelligence, Creativity and Digital Innovation” – underscores an approach that places the human element at the centre of the relationship with machines, still capable of steering their potential. This holds true, however, only if we do not relinquish the development of advanced skills – a risk heightened by the widespread accessibility of AI, starting from the earliest stages of education.

AI is now ubiquitous, including in the packaging industry. What relationship exists between manufacturing –often, and wrongly, considered a traditional world – and the accelerating pace of change we are living through?

“This sector stands to benefit significantly from generative AI, particularly when combined with robotics and automation. The advantages are twofold: one quantitative, one qualitative. On the one hand, productivity gains stem from data analysis and process automation; on the other, qualitative improvements are limited only by the imagination and expertise of those deploying AI to achieve their objectives. As a tool, AI lowers barriers to entry for many products and services – hence why skills continue to make the difference. With a deep understanding of the technology, AI can act as an accelerator, enabling the development of strategic and innovative solutions across any field of application”.

In packaging machinery, AI is already an established standard, encompassing machine learning, data-driven technologies and digital twins. What comes next?

“Until now, we have seen applications based on AI; the transition now is towards generative AI, which is assuming a strategic, creative, managerial and operational role. The

focus is shifting beyond production into the conceptual domain – such as the definition of new patents, organisational design and business development. In practical terms, we are witnessing the partial integration – if not substitution – of forms of ingenuity traditionally considered uniquely human. Another key aspect is business expansion, enabled by tools that foster personalisation and the development of new services. These must be integrated into standard organisational dynamics through a holistic approach that encompasses both legacy and emerging elements”.

Do we still need people capable of controlling AI? How is the world of training and education responding?

“To control a machine and understand how it works, experience is indispensable – something that can be developed primarily through coding, which should be introduced from the earliest years of schooling. Yet we are living in a moment where AI itself allows users to bypass that formative phase for programmers. This calls for new training strategies, in which programmers build foundational skills before progressing to overseeing the work of generative AI. But how many companies, despite having the capability to develop software with AI, allow employees to start from scratch?

This is where education plays a critical role: teaching the fundamentals of programming lays the groundwork both for future developers and for informed users, aware of how the machines they query operate and of the logic underpinning the answers they receive”.

You have argued that user-friendliness is the main barrier to the advanced application of AI. Is ergonomics a constraint as well as an opportunity?

“If we think of ChatGPT, its ease of use is evident – and it is precisely this simplicity that often leads users to engage with the technology in ways that fail to unlock its full potential. The result is frequently disappointing outputs and, consequently, the abandonment of more advanced uses of AI, the ones that would truly make a difference. Once again, it is advanced knowledge and a more sophisticated approach that transform a powerful solution such as generative AI into a high-impact tool across sectors. Ultimately, it is expertise that ensures we remain active protagonists – rather than passive subjects – in the technological revolution under way”.

Controllo

AI&AUTOMATION

Oltre la macchina: progettare il futuro del packaging con Schneider

Flessibilità, sostenibilità, digitalizzazione e compliance normativa sono le sfide da vincere con un cambio di passo.

L’automazione aperta diventa la chiave per trasformare la complessità in vantaggio competitivo.

Il settore della costruzione di macchine per il confezionamento resta stabilmente uno dei pilastri della manifattura italiana, con un giro d’affari che, secondo i dati divulgati dal centro studi di UCIMA, nel 2025 ha toccato i 10,2 miliardi di euro – di cui 8,1 legati all’export. Nonostante le complessità introdotte dagli scenari internazionali, il settore continua a rappresentare un’eccellenza tecnologica chiave, che affida la sua crescita a un costante investimento in innovazione e alla capacità di dominare le nuove dinamiche di mercato.

Infatti, il settore si trova oggi ad affrontare diverse sfide ad alto impatto, che richiedono di ripensare il modo stesso in cui le macchine vengono progettate, costruite e anche utilizzate dal cliente finale.

Già da qualche tempo, la personalizzazione sempre più spinta dei prodotti spinge a innovare le macchine perché siano in grado di gestire lotti sempre più piccoli e variabili, con tempi di cambio formato ridotti al minimo e architetture modulari.

Parallelamente, si richiede alle macchine di “imparare” a lavorare materiali di confezionamento nuovi (riciclabili, biodegradabili ecc.) mantenendo performance e qualità, così da supportare gli sforzi di sostenibilità anche dal punto di vista della circolarità, oltre che da quello dell’efficienza energetica.

Inoltre, l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Macchine e del Cyber Resilience Act entro il 2027 introduce requisiti più stringenti su sicurezza, gestione del rischio e cybersecurity, rendendo la conformità un elemento strutturale in tutti i passaggi del ciclo di vita della macchina.

Infine, la tecnologia è anche al centro di una quarta, grande sfida legata all’integrazione sempre più profonda di AI, software e connettività che trasformano le macchine in “sistemi intelligenti” – necessari per offrire ai clienti nuove capacità di ottimizzazione, servizi ed efficienza operativa.

Trasformare le sfide in vantaggio competitivo con l’automazione aperta Queste quattro tematiche – la flessibilità, la compliance normativa, la sostenibilità e la trasformazione digitale – nell’insieme portano a una trasformazione profonda: le macchine per il packaging devono essere pensate e costruite come se fossero piattaforme, capaci di evolvere, adattarsi e accogliere le nuove esigenze. Schneider Electric, come partner degli OEM del mondo packaging, punta ad aiutare i costruttori a trasformare queste sfide in vantaggio competitivo, combinando automazione e digitalizzazione in un nuovo approccio, aperto e incentrato sempre più sul software.

Al centro di questa trasformazione c’è EcoStruxure™ Machine, una piattaforma abilitata dall’IoT, che comprende soluzioni end-toend dal più piccolo componente al software, per costruire una nuova generazione di macchine per il packaging.

Il suo valore sta prima di tutto nell’architettura aperta e interoperabile, basata su protocolli standard e pensata per integrarsi con sistemi di terze parti. In questo modo, l’automazione non è più un sistema chiuso, ma un ecosistema connesso e scalabile. A questa apertura si affianca un ambiente unificato che integra controllo macchina, monitoraggio energetico e analytics, garantendo continuità digitale lungo tutto il ciclo di vita.

La virtualizzazione gioca un ruolo decisivo. Il digital twin consente di simulare, testare e validare le macchine prima ancora che vengano costruite, riducendo tempi e rischi. Allo stesso tempo, l’integrazione tra edge e cloud rende i dati disponibili e utilizzabili in tempo reale, permettendo decisioni più rapide e informate.

Altro elemento la modularità software-defined che caratterizza la proposta di architetture specializzate come PacDrive 3, orientate al futuro. L’integrazione tra motion, robotica e automazione permette di progettare macchine plugand-play, capaci di adattarsi rapidamente a nuove configurazioni produttive. I benefici sono tangibili: riduzione dei tempi di sviluppo fino al 50%, aumento della produttività del 24%, riduzione dei costi di servizio grazie alla manutenzione predittiva.

Automazione pronta al futuro “by design” EcoStruxure Machine porta l’automazione Schneider Electric al centro della progettazione: la piattaforma integrata end-to-end con cybersecurity e sostenibilità by design riduce consumi e complessità senza perdere perfor-

mance.

I costruttori di macchine non cercano più solo fornitori di tecnologia, ma partner capaci di accompagnarli lungo tutto il percorso di innovazione. In questo senso, Schneider Electric si propone come Energy Technology Partner, mettendo insieme competenze in automazione, energia e digitale per supportare lo sviluppo di una nuova generazione di macchine industriali. Per un settore come quello del packaging, che ha fatto della capacità di adattarsi ai cambiamenti il proprio punto di forza, questo significa smettere di progettare solo “macchine” e iniziare a progettare il proprio futuro.

Beyond the machine: designing the future of packaging with Schneider

Flexibility, sustainability, digitalisation and regulatory compliance are the challenges that demand a step change. Open automation is emerging as the key to turning complexity into competitive advantage.

The packaging machinery manufacturing sector remains firmly one of the enduring pillars of Italian industry. According to data released by the research centre of UCIMA, turnover reached €10.2 billion in 2025, of which €8.1 billion was generated by exports. Despite the complexities introduced by shifting international scenarios, the sector continues to represent a key technological excellence, underpinning its growth through sustained investment in innovation and the ability to navigate evolving market dynamics.

Today, however, the industry faces a series of high-impact challenges that require a fundamental rethink of how machines are designed, built and ultimately used by end customers. Increasing product customisation has been driving innovation for some time now, pushing manufacturers to develop machines capable of handling ever smaller and more variable batch sizes, with minimal changeover times and modular architectures.

At the same time, machines are expected to “learn” how to process new packaging materials – recyclable, biodegradable and beyond – without compromising performance and quality, thus supporting sustainability efforts not only in terms of circularity, but also energy efficiency.

Furthermore, the forthcoming entry

into force of the new Machinery Regulation and the Cyber Resilience Act by 2027 introduces more stringent requirements in terms of safety, risk management and cybersecurity, making compliance a structural element across every stage of the machine lifecycle.

Finally, technology itself sits at the heart of a fourth major challenge: the ever-deeper integration of AI, software and connectivity that is transforming machines into “intelligent systems” –a prerequisite for delivering new levels of optimisation, services and operational efficiency to customers.

Turning challenges into competitive advantage through open automation

Taken together, flexibility, regulatory compliance, sustainability and digital transformation are four drivers that are reshaping the sector. Packaging machines must now be conceived and built as platforms – systems designed to evolve, adapt and accommodate new requirements as they emerge.

Schneider Electric, as a partner to packaging OEMs, aims to help manufacturers turn these challenges into competitive advantage by combining automation and digitalisation within a new, open and increasingly software-centric approach.

At the core of this transformation lies

EcoStruxure™ Machine, an IoTenabled platform encompassing end-to-end solutions – from the smallest component through to software – designed to support the development of a new generation of packaging machinery. Its value lies primarily in its open and interoperable architecture, based on standard protocols and designed to integrate seamlessly with third-party systems. In this way, automation is no longer a closed system but a connected, scalable ecosystem. This openness is complemented by a unified environment integrating machine control, energy monitoring and analytics, ensuring digital continuity across the entire lifecycle. Virtualisation also plays a decisive role. The digital twin enables machines to be simulated, tested and validated before they are even built, reducing lead times and risk. At the same time, the integration of edge and cloud technologies makes data available and actionable in real time, enabling faster, more informed decision-making.

Another key element is the softwaredefined modularity underpinning specialised architectures such as PacDrive 3, designed with future requirements in mind. The integration of motion control, robotics and automation enables the design of plug-and-play machines capable of

rapidly adapting to new production configurations. The benefits are tangible: development times reduced by up to 50%, productivity increased by 24%, and service costs lowered thanks to predictive maintenance.

Future-ready automation, by design EcoStruxure™ Machine places Schneider Electric’s automation expertise at the heart of machine design: this integrated end-to-end platform, featuring cybersecurity and sustainability by design, reduces energy consumption and complexity without compromising performance. Machine builders are no longer looking simply for technology suppliers, but for partners capable of supporting them throughout their innovation journey. In this respect, Schneider Electric positions itself as an Energy Technology Partner, combining expertise in automation, energy and digital solutions to support the development of a new generation of industrial machinery.

For a sector such as packaging – one that has made adaptability its defining strength – this marks a decisive shift: from designing machines alone to designing the future.

Dal conteggio dei semi alla produzione cinematografica:

JAKA Robotics cresce e amplia i confini delle applicazioni cobot

Importanti sviluppi di mercato consolidano l’azienda

come punto di riferimento nel segmento PMI

rosegue il consolidamento di Jaka Robotics sul mercato.

Attiva in Italia da diversi anni, l’azienda propone una gamma di robot collaborativi in costante evoluzione, che stanno attirando sempre più l’attenzione delle piccole e medie imprese italiane impegnate nei percorsi di automazione dei processi. Emergono inoltre nuovi settori, finora poco avvezzi alla robotica, nei quali l’introduzione di un cobot rappresenta una vera innovazione: tra questi, nel 2026 fanno il loro ingresso il food processing, la ristorazione e persino la produzione cinematografica.

Ne parla a ItaliaImballaggio Giacomo Mariotti, Country Manager di JAKA Robotics.

In uno scenario complesso, come sta andando il mercato per JAKA?

Tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 possiamo registrare numeri record sia in termini di installazioni sia di fatturato. Si segnala inoltre un’importante crescita sul fronte delle risorse umane, con l’ingresso di Domenico Petrella, ingegnere dedicato al supporto tecnico da remoto e on-site, che contribuisce anche alle attività di pre-vendita e post-vendita: aspetti fondamentali per mantenere un contatto costante con i clienti.

In un mercato complessivamente in contrazione, JAKA sta vivendo un trend opposto, nonostante un periodo complesso segnato dalle difficoltà di accesso agli incentivi Industria 5.0 e dalle dinamiche geopolitiche che hanno generato forte incertezza. Sebbene molti progetti in corso subiscano rallentamenti nelle fasi di installazione e avviamento, le performance complessive restano estremamente positive.

Su quali direttrici strategiche vi state concentrando?

Stiamo lavorando in modo strutturato su più canali. Il primo riguarda lo sviluppo prodotto; il secondo è l’attenzione verso nuove filiere particolarmente rilevanti per il mercato italiano, come il manifatturiero, il retail e la ristorazione.

Per questi settori proponiamo soluzioni innovative e distintive, tra cui il nostro cobot con payload da 1 kg.

Queste iniziative sono ulteriormente rafforzate dalla partecipazione a fiere internazionali del food & beverage come Cibus Tec e Bevertech, dove i visitatori possono vedere applicazioni come bartender robot per la preparazione di cocktail, sistemi per l’erogazione di gelato in vaschette e soluzioni di supporto alle cucine professionali.

È fondamentale sottolineare che i prodotti JAKA supportano gli operatori umani, liberandoli da mansioni ripetitive, pericolose o fisicamente gravose, consentendo loro di concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto.

Sono previsti nuovi prodotti nel 2026?

È in programma un importante ampliamento della gamma con tre innovazioni principali. La prima è un robot con payload da 35 kg e sbraccio di 2 metri, capace di raggiungere velocità lineari fino a 5 m/s.

Progettato per le applicazioni di fine linea, la movimentazione di carichi pesanti e il machine tending – inclusi i passaggi tra pezzi grezzi e finiti –sarà disponibile in Italia dall’inizio dell’autunno, con prevendite a partire da giugno 2026.

Si tratta del primo robot JAKA in questa classe di prestazioni, caratterizzato da un rapporto prezzo/prestazioni particolarmente vantaggioso e pensato specificamente per le PMI, sempre più orientate all’automazione ma spesso con un accesso al credito più limitato rispetto alle grandi aziende.

La seconda innovazione è il K1, un robot a doppio braccio con movimento sincronizzato e 14 gradi di libertà, destinato ad applicazioni di ricerca e sviluppo. Rappresenta un passo cruciale, perché consente di testare tutti quegli scenari in cui la presenza di due bracci simultanei fa la differenza, come assemblaggio e trasferimenti lungo la linea produttiva. In questo ambito, JAKA sta investendo in robot dotati di intelligenza artificiale per migliorare ulteriormente l’efficienza produttiva.

La terza novità riguarda il settore delle materie plastiche: Euromap 67, un adattatore universale che consente la connessione automatica tra robot e presse a iniezione, eliminando cablaggi e complessità di integrazione tipiche del comparto.

Va inoltre sottolineato come la gamma JAKA sia oggi più completa che mai, coprendo payload da 1 a 35 kg.

AI&AUTOMATION

From seed counting to film production: JAKA

Come supportate le aziende che investono nelle soluzioni JAKA?

Diamo grande importanza al noleggio operativo e ai periodi di prova gratuita, affiancati da soluzioni finanziarie innovative come il leasing operativo in collaborazione con Grenke. A questo si aggiungono condizioni agevolate per i partner, con l’obiettivo di accompagnare gli imprenditori lungo tutto il percorso di integrazione dell’automazione nei loro processi produttivi.

Il rapporto prezzo/prestazioni consente generalmente un ritorno dell’investimento entro un anno, rendendo JAKA un player competitivo capace di rendere la robotica accessibile a imprese di ogni dimensione. L’offerta si completa con servizi di assistenza tecnica e manutenzione, oltre a programmi di certificazione erogati sia a Norimberga sia presso sedi di partner e clienti. Attualmente JAKA può contare su dieci partner di servizio in Italia, garantendo una copertura capillare su tutto il territorio nazionale.

JAKA è nota per casi applicativi innovativi: quali sono le novità?

Presentiamo tre case history particolarmente interessanti in settori inaspettati: ortofrutta, produzione cinematografica e controllo dimensionale e qualitativo.

Il primo, presentato a Macfrut a Rimini, è un’applicazione innovativa per il settore sementiero che consente il conteggio e il confezionamento dei semi. La soluzione, denominata Da Vinci e sviluppata in collaborazione con Bottazzi Tech e Robotronika, è in grado di contare fino a 1.200 semi al secondo con un’accuratezza del 99%.

Il sistema utilizza un braccio robotico Zu 3 che preleva automaticamente i sacchetti dal magazzino, li posiziona sotto l’unità di conteggio, li trasferisce alla stazione di saldatura e infine alle scatole di imballaggio. La produttività media raggiunge le 2.400 unità al giorno – quattro volte le 600 ottenibili con i metodi tradizionali – a un prezzo altamente accessibile,

Robotics drives growth and pushes the boundaries of cobot applications

Significant market developments reinforce the robotics player as a benchmark in the SME segment

Jaka Robotics continues to strengthen its position. The company has been present on the Italian market for several years. It offers a continuously evolving range of collaborative robots that are increasingly capturing the attention of Italian small and medium-sized enterprises pursuing process automation. New sectors, previously unfamiliar with robotics, are also emerging, where the introduction of a collaborative robot represents a genuine innovation – among them food processing, catering, and film production, all new entrants in 2026. Country Manager Giacomo Mariotti speaks to ItaliaImballaggio.

In today’s challenging environment, how is the market performing for Jaka?

Between the end of 2025 and the first months of 2026, we can we can report record unit installations and record turnover. There has also been an important development on the HR side, with the addition of Dome-

nico Petrella, an engineer dedicated to remote and on-site technical support, who also contributes to pre-sales and after-sales activities – both of which are fundamental for maintaining constant contact with our customers.

In a contracting market, Jaka is experiencing the opposite trend, even in a difficult period marked by challenges in accessing Industry 5.0 incentives and geopolitical dynamics that have generated significant uncertainty. Although many ongoing projects are experiencing delays in installation and commissioning, overall performance remains extremely positive.

Which strategic directions are you focusing on?

We are working effectively across several channels. The first is product development; the second is a focus on new supply chains that are particularly strong in the Italian market, such as manufacturing, retail and catering. For these sectors, we have

consistently offered innovative and distinctive solutions, including our 1 kg payload cobot. These initiatives are further strengthened through our participation in international food and beverage trade fairs such as Cibus Tec and Bevertech. At these fairs, visitors will be able to see robotic bartenders for cocktail preparation, ice cream dispensing into tubs, and kitchen support applications. It is essential to emphasise that Jaka products support human operators by freeing them from repetitive, hazardous, or physically demanding tasks, allowing them to focus on high value-added activities.

Are there any new products planned for 2026?

We are planning to expand our range with three major innovations. We will present a robot with a 35 kg payload and 2-metre reach, capable of linear speeds of up to 5 m/s. It is designed to meet endof-line requirements, handle heavy loads, and support machine tending

applications, including transitions between raw and finished parts. It will be available in Italy from early autumn, with pre-sales opening in June 2026. This is the company’s first robot in this performance class, characterised by a very favourable price-to-performance ratio, specifically targeted at SMEs, which are increasingly inclined towards automation but have more limited access to credit than larger players. Another key development is the introduction of the K1, a dual-arm robot with synchronised motion and 14 degrees of freedom, designed for R&D applications. It represents a crucial step forward, as it enables testing all scenarios in which two simultaneous arms can make a difference, such as assembly and transfers along the production line. Jaka is therefore investing in AIequipped robots to further improve production efficiency. The final major innovation concerns the plastics sector: Euromap 67, a universal adapter that enables automatic connection between the

poco superiore agli 80mila euro.

La versatilità della soluzione permette inoltre adattamenti ad applicazioni industriali per piccoli componenti, minuteria, parti meccaniche e persino diamanti.

Un secondo caso di grande interesse, in un contesto decisamente non convenzionale, riguarda il settore cinematografico. Realizzata in collaborazione con Protesa (Gruppo Sacmi) e Conkreta Robotics, l’applicazione rappresenta la prima integrazione di un cobot in ambito filmico, con una telecamera montata sulla flangia del robot. Ciò consente la gestione remota di regia e messa a fuoco, la visualizzazione in tempo reale su LED wall e l’integrazione di immagini provenienti da più fonti, superando di fatto il concetto tradizionale di green screen. La soluzione trova applicazione nel cinema, nella formazione virtuale, nel marketing tecnico e nella produzione pubblicitaria.

Il terzo progetto, più strettamente industriale, integra la scansione 3D con un robot Zu 12, trasformandolo in una stazione mobile di scansione per superfici, componenti e parti meccaniche. Grazie al sistema di visione integrato, il robot genera immagini estremamente precise basate su nuvole di punti o scansioni 3D ad alta risoluzione, risultando particolarmente utile per applicazioni di controllo qualità. Un modello CAD 3D si trasforma così in una soluzione mobile, flessibile e robotizzata, adattabile ai più diversi contesti produttivi.

In sintesi, efficienza, precisione, versatilità e adattabilità sono le caratteristiche chiave di progetti che stanno posizionando JAKA Robotics in mercati sempre nuovi, con requisiti tecnici via via più sfidanti.

robot and injection moulding machines, eliminating cabling and other integration complexities typical of the sector.

It is also worth noting that the Jaka product range is broader than ever, today covering payloads from 1 kg to 35 kg.

How do you support companies investing in Jaka solutions?

We place great emphasis on operational leases and free trial periods, alongside innovative financial solutions such as operating leases in partnership with Grenke. Added to this are preferentially priced robots for partners, with the aim of supporting entrepreneurs throughout the entire process of integrating automation into their operations. The price-to-performance ratio we offer typically enables an ROI within one year, making Jaka a competitive player that brings robotics within reach for businesses of every size. The offering is rounded off by technical support and servicing,

complemented by certification programmes delivered both in Nuremberg and at partner and customer sites. Jaka currently has ten service partners across Italy, ensuring full coverage across all geographical areas of our market.

Jaka is known for its innovative case studies – what’s new on the applications front?

We have three case studies of particular interest in unexpected sectors: fresh produce, film production, and dimensional and quality control.

The first, presented at Macfrut in Rimini, is an innovative application in the seed industry that enables the counting and packaging of seeds. The solution, named Da Vinci and developed in collaboration with Bottazzi Tech and Robotronika, counts seeds with extreme precision at a rate of 1,200 units per second and 99% accuracy. The system is based on a Zu 3 robotic arm that automatically picks up bags from the storage area, places them under the

counting unit, then transfers them to the sealing station, and finally to the packaging boxes. Average throughput reaches 2,400 units per day – four times the 600 achieved with traditional methods – all at a highly accessible price point of just over €80,000.

The versatility of this solution also allows adaptation to industrial applications involving small components, hardware, mechanical parts, and even diamonds.

Another noteworthy case, deployed in an unconventional context, was developed for the film industry in collaboration with Protesa (part of the Sacmi Group) and Conkreta Robotics. This is the first use in film production of a cobot with a camera mounted on its flange, enabling remote management of direction and focus. It also allows real-time visualisation on LED walls and integration with footage from multiple sources – effectively moving beyond the traditional green screen approach. The solution is suitable for cinema, virtual training, technical marketing, and advertising production.

The third application, more industrial in nature, integrates 3D scanning with a Zu 12 robot, transforming it into a mobile 3D scanning station for surfaces, mechanical parts, and components. Thanks to its onboard vision system, the robot generates a precise image based on a point cloud or high-precision 3D scan, useful, for example, for quality control applications. The system effectively turns a 3D CAD model into a mobile, versatile, and robotised solution adaptable to a wide range of environments.

In short, efficiency, accuracy, versatility, and adaptability are the defining features of projects that are positioning Jaka Robotics in ever newer markets, with increasingly demanding technical requirements.

Sensori integrati per un monitoraggio intelligente delle macchine da

imballaggio: più efficienza, meno guasti, costi ridotti

A L’IIOT di WITTENSTEIN: cynapse® & Health Index con radar di utilizzo

ll’interno dei diversi Servizi Smart offerti dalla funzionalità cynapse®, Health Index permette di capire qual è il reale “stato di salute” dei riduttori, se stanno funzionando correttamente o mostrano principi di usura, con il rischio di guasti improvvisi. Si tratta di uno strumento di diagnostica che monitora e analizza in tempo reale i dati operativi della trasmissione, individuando tempestivamente stati critici e anomalie. Un alleato prezioso per prevenire fermi macchina imprevisti e ottimizzare la manutenzione predittiva.

Data visualization ergonomica

I dati del riduttore, raccolti tramite sensoristica cynapse® integrata e quelli operativi, relativi a coppie e velocità, vengono visualizzati attraverso un’interfaccia intuitiva basata su un indicatore a semaforo digitale a tre colori: verde, “Nessuna anomalia”; giallo, “Cambiamenti rilevati, manutenzione consigliata”; rosso “Rischio di guasto imminente, sostituzione necessaria”.

Il radar di utilizzo, inoltre, mostra se il riduttore sta lavorando in modo continuativo entro i limiti di carico consentiti. In pratica, permette di vedere se il riduttore è usato correttamente, se è troppo sollecitato e quale tra i parametri monitorati supera i limiti di attenzione. Si tratta di un’informazione fondamentale perché aiuta a ottimizzare la durata di servizio, evitando sovraccarichi che potrebbero ridurre la vita utile del componente o causare guasti prematuri.

Monitoraggio real time per la fabbrica connessa

I riduttori con funzionalità cynapse® di WITTENSTEIN alpha sfruttando sensoristica avanzata e connettività IO-Link monitorano in tempo reale parametri come temperatura, vibrazioni, accelerazione e posizione di montaggio. Attraverso l’analisi continua delle condizioni operative, consentono di identificare anomalie precocemente, riducendo il rischio di guasti imprevisti; definire soglie personalizzabili per parametri chiave; attivare allarmi predittivi in caso di deviazioni dai valori impostati.

Maggiore efficienza e riduzione dei costi operativi

L’integrazione dei dati raccolti permette di ottimizzare gli interventi tecnici, con vantaggi concreti per le aziende che spaziano dalla minore usura dei componenti con conseguente maggiore durata operativa alla riduzione dei fermi macchina non pianificati, con un impatto positivo sull’efficienza produttiva. A questo si aggiungono la diminuzione dei costi di riparazione, grazie a una manutenzione mirata e tempestiva e una migliore sostenibilità energetica conseguenza della gestione intelligente dei parametri di funzionamento.

I riduttori con cynapse®, infine, mantengono le stesse dimensioni e caratteristiche costruttive delle versioni standard, consentendo un’installazione plug & play senza necessità di modifiche strutturali.

WITTENSTEIN’s IIOT: cynapse® & Health Index with

utilisation radar

Within the range of Smart Services offered by the cynapse® functionality, Health Index provides a clear picture of the actual “health status” of gearboxes – whether they are operating correctly or showing early signs of wear that could lead to unexpected failure. This diagnostic tool continuously monitors and analyses drive train operating data in real time, promptly detecting critical conditions and anomalies. It is a valuable ally in preventing unplanned downtime and optimising predictive maintenance strategies.

Ergonomic data visualisation

Gearbox data – collected via integrated cynapse® sensors – together with operating parameters such as torque and speed, are displayed through an intuitive interface featuring a digital traffic-light indicator based on three colours: green, “No anomalies”; yellow, “Changes detected, maintenance recommended”; red, “Risk of imminent failure, replacement required”. In addition, the utilisation radar shows whether the gearbox is operating consistently within permitted load limits. In practical terms, it allows users to assess whether the gearbox is being used correctly, whether it is subject to excessive stress, and which monitored parameters are exceeding attention thresholds. This is crucial information, helping to optimise service life by preventing overloads that could shorten component lifespan or lead to premature failure.

Real-time monitoring for the connected factory

Gearboxes equipped with cynapse® functionality from WITTENSTEIN alpha leverage advanced sensors and IO-Link connectivity to monitor parameters such as temperature, vibration, acceleration and mounting position in real time. Continuous analysis of operating conditions enables early detection of anomalies, reducing the risk of unexpected failures; the definition of customisable thresholds for key parameters; and the activation of predictive alerts in the event of deviations from set values.

Greater efficiency and reduced operating costs

The integration of collected data makes it possible to optimise maintenance interventions, delivering tangible benefits for companies – from reduced component wear and extended service life to fewer unplanned stoppages, with a positive impact on overall production efficiency. This is complemented by lower repair costs, thanks to targeted and timely maintenance, and improved energy sustainability resulting from the intelligent management of operating parameters.

Finally, gearboxes featuring cynapse® maintain the same dimensions and design characteristics as standard versions, allowing for plug-and-play installation without the need for structural modifications.

Beckhoff economy drive system: la soluzione conveniente che unisce alte prestazioni e tecnologia d’avanguardia

A SPS, una tecnologia di azionamento potente combinata in modo economico

Novità presentata da Beckhoff a SPS, in programma a Parma dal 26 al 28 maggio, l’AM1000 si aggiunge alla famiglia Motion di Beckhoff.

In combinazione con AX1000, offre agli utenti un sistema di azionamento coordinato ed ottimizzato dal punto di vista dei costi. Novità presentate da Beckhoff a SPS, in programma a Parma dal 26 al 28 maggio, l’AM1000 si aggiunge alla famiglia Motion di Beckhoff. In combinazione con AX1000, offre agli utenti un sistema di azionamento coordinato ed ottimizzato dal punto di vista dei costi.

Efficiente e compatto

Tra i plus, la facilità d’uso garantita da caratteristiche come la One Cable Technology (OCT), la semplice messa in funzione plug-and-play e la perfetta integrazione con TwinCAT. I componenti ottimizzati del sistema di azionamento economico, riducono in modo significativo lo spazio richiesto sia nel quadro elettrico che nella macchina. Oltre al design estremamente compatto, la tecnologia di connessione, collocata sul lato frontale, consente un cablaggio semplice e a ingombro ridotto, nonché una struttura di sistema favorevole all’installazione, priva di spazi tra i dispositivi e quindi ideale per minimizzare l’ingombro del quadro elettrico.

La compattezza del servomotore AM1000, con il suo cablaggio a ridotto ingombro garantisce la massima efficienza in termini di spazio nelle soluzioni di automazione sensibili ai costi, in particolare grazie alla sua lunghezza complessiva estremamente ridotta e all’elevatissima densità di potenza.

Massima integrazione

L’utilizzo combinato di AM1000, AF1000 e AX1000 di Beckhoff costituisce un’architettura di azionamento ottimizzata per applicazioni di motion control ad alte prestazioni, in particolare nell’ambito delle macchine automatiche e dei sistemi multi-asse sincronizzati.

I servomotori della serie AM1000 sono progettati per garantire elevate prestazioni, rendendoli idonei a cicli di funzionamento dinamici rapidi.

L’abbinamento con gli azionamenti AX1000 consente un controllo vettoriale preciso, con regolazioni avanzate degli anelli di velocità, posizione e corrente. Gli AX1000 integrano funzionalità di interpolazione e sincronizzazione multi-asse, permettendo il coordinamento deterministico dei movimenti tramite clock distribuito EtherCAT.

Con AF1000, Beckhoff offre anche un inverter che rappresenta una soluzione vantaggiosa per le applicazioni di azionamento di base, tra cui sistemi di trasporto, pompe e ventilatori. Si tratta di un inverter completamente integrato nel sistema TwinCAT tramite EtherCAT, offrendo praticità di messa in servizio e diagnostica tipica della tecnologia dei servoazionamenti. Proprio come i servoazionamenti Beckhoff, infatti, l’AF1000 viene messo in servizio utilizzan-

do TwinCAT Drive Manager 2, con il vantaggio per gli utenti di utilizzare uno strumento ben conosciuto. Si tratta di un approccio che migliora la compattezza del quadro elettrico a cui si aggiunge la piena integrazione con l’ambiente TwinCAT che permette la parametrizzazione avanzata degli azionamenti, l’analisi diagnostica in tempo reale e l’implementazione di strategie di controllo sofisticate.

Nel complesso, questa combinazione tecnologica offre vantaggi significativi in termini di prestazioni dinamiche, efficienza energetica e scalabilità. La soluzione risulta quindi particolarmente adatta per applicazioni industriali alla ricerca di una soluzione economicamente vantaggiosa senza scendere a compromessi sull’elevato contenuto tecnologico.

Con AF1000, ora Beckhoff offre anche un inverter, che rappresenta una soluzione vantaggiosa per le applicazioni di azionamento di base

Per saperne di più, visita il sito di Beckhoff

For further information, visit the Beckhoff website

Beckhoff economy drive system: an economical combination of highperformance drive technology

At SPS, powerful drive technology combined cost-effectively

At SPS, scheduled to take place in Parma from 26 to 28 May, Beckhoff will present its latest innovations. The AM1000 extends Beckhoff’s Motion portfolio and, when paired with the AX1000, provides users with a coordinated and cost-optimised drive system.

Efficient and compact

Key advantages include ease of use, ensured by features such as One Cable Technology (OCT), straightforward plug-and-play commissioning, and seamless integration with TwinCAT. The optimised components of this cost-effective drive system significantly reduce the space required both in the control cabinet and on the machine. In addition to its highly compact design, the front-mounted connection technology enables simple, space-saving cabling, as well as an installation-friendly system layout without gaps between devices – ideal for

L’utilizzo combinato di AM1000, AF1000 e AX1000 di Beckhoff costituisce un’architettura di azionamento ottimizzata per applicazioni di motion control ad alte prestazioni.

minimising control cabinet footprint.

The compact AM1000 servo motor, with its reduced cabling requirements, ensures maximum space efficiency in cost-sensitive automation solutions, thanks in particular to its extremely short overall length and very high power density.

Maximum integration

The combined use of the AM1000, AF1000 and AX1000 from Beckhoff creates a drive architecture optimised for high-performance motion control applications, especially in automated machinery and synchronised multi-axis systems.

The AM1000 servomotors are engineered to deliver high performance, making them suitable for highly dynamic duty cycles.

When paired with the AX1000 drives, they enable precise vector control, with advanced tuning of velocity, position and current control loops. The AX1000 integrates multi-axis synchronisation and interpolation functions, allowing deterministic motion coordination via EtherCAT distributed clock.

With the AF1000, Beckhoff also offers a variable frequency drive that provides a cost-effective solution for basic drive applications, including conveyor systems, pumps and fans. Fully integrated into the TwinCAT system via EtherCAT, it ensures the same ease of commissioning and diagnostic capabilities typically associated with servo drive technology. Like Beckhoff servo drives, the AF1000 is commissioned using TwinCAT Drive Manager 2, enabling users to work with a familiar tool. This approach enhances control cabinet compactness while ensuring full integration with the TwinCAT environment, allowing advanced drive parameterisation, real-time diagnostics and the implementation of sophisticated control strategies.

Overall, this technological combination delivers significant benefits in terms of dynamic performance, energy efficiency and scalability, making it particularly suitable for industrial applications seeking a cost-effective solution without compromising on advanced functionality.

AI&AUTOMATION

Servotecnica presenta l’inverter servo ihD di AMKmotion

La nuova soluzione per gli azionamenti dinamici in macchine e impianti unisce efficienza e design

Efficiente, flessibile e salvaspazio: il nuovo inverter servo ihD di AMKmotion stabilisce nuovi standard nella tecnologia di azionamento decentralizzata. Grazie all’innovativo concetto a catena ‘daisy chain’ con cavo singolo e a un connettore ruotabile di 300 gradi per il collegamento di motore ed encoder, riduce significativamente lo sforzo di installazione e consente progettazioni di macchine compatte ed economiche. L’inverter servo ihD di AMKmotion si distingue per il minimo ingombro e il cablaggio ben progettato: potenza, STO (Safe Torque Off), 24V e comunicazione fieldbus vengono trasmessi tramite un unico cavo. Grazie al metodo ‘daisy chain’, più inverter servo possono essere facilmente collegati in serie, riducendo i costi di cablaggio fino al 70% rispetto ai sistemi di azionamento centralizzati.

Un altro vantaggio fondamentale: nella versione ihD-DT5, l’inverter è montato direttamente sulla serie di motori, con l’elettronica di controllo già integrata nel motore. Questo non solo elimina la necessità di cablaggi esterni, ma semplifica notevolmente l’installazione.

Elettronica ad alte prestazioni in un design intelligente L’ihD offre prestazioni potenti e dinamiche anche in condizioni impegnative: con una corrente nominale di otto ampere, può fornire un sovraccarico triplo per un secondo – ideale per applicazioni con picchi di carico dinamici e alti cicli di lavoro. Una caratteristica distintiva dell’ihD è il suo concetto di connessione flessibile: a seconda della configurazione di installazione, il connettore ibrido di ingresso può essere orientato all’indietro oppure verso l’alto. Nella versione stand-alone dell’ihD è disponibile anche un connettore ruotabile di 300 gradi per i collegamenti di motore ed encoder. Questo facilita notevolmente l’integrazione nei concetti macchina esistenti, risparmiando spazio e cablaggio. L’ihD si distingue inoltre per la gestione energetica intelligente: l’energia in eccesso viene distribuita a tutti gli inverter servo collegati tramite un bus DC condiviso, riducendo le perdite e aumentando l’efficienza complessiva del sistema. Con grado di protezione IP65, l’ihD è ideale per ambienti industriali gravosi – resistente a polvere, umidità e vibrazioni.

Compatto e flessibile

Un ulteriore vantaggio importante: l’ihD è completamente plug-in. Non è necessario aprire l’inverter per effettuare i collegamenti e, con il sistema disalimentato, l’installazione può essere eseguita senza personale specializzato. L’ihD è disponibile sia come versione stand-alone sia in combinazione con le serie di motori AMKmotion, garantendo la massima flessibilità nella progettazione dei sistemi di azionamento. La possibilità di alimentarlo in modo decentralizzato oppure dal quadro elettrico offre ulteriore adattabilità a un’ampia gamma di concetti macchina.

Servotecnica presents AMKmotion’s ihD servo inverter

A high-performance solution for dynamic drives combining efficiency and space-saving design

Efficient, flexible and compact, AMKmotion’s new ihD servo inverter sets a new benchmark in decentralised drive technology.

Featuring an innovative single-cable daisy-chain concept and a 300° rotatable plug for motor and encoder linkage, it significantly facilitates installation while enabling compact, cost-effective machine designs. The ihD servo inverter stands out for its minimal footprint and its well-designed cabling concept in which power, STO (Safe Torque Off), 24V and fieldbus communication are all transmitted via a single cable. Using the daisy-chain method, multiple servo inverters can be easily connected in series, reducing cabling costs by up to 70% compared to centralised drive systems.

Another major advantage is that in

the ihD-DT5 version the inverter is mounted directly onto the motor series with the control electronics fully integrated. This not only eliminates the need for external cabling, but also significantly streamlines the installation process.

High-performance electronics in a smart design

The ihD delivers powerful, dynamic performance even in challenging operating conditions. With a rated current of eight amps, even a triple overload does not push the device to its limits, making it ideal for applications involving dynamic load peaks and high duty cycles. One of the most distinctive feat ures of the ihD is its flexible connection technology. Depending on the installation configuration, the hybrid input connector can be

oriented to the rear or upwards. The stand-alone version also features a 300-degree rotatable plug for motor and encoder connections. This significantly facilitates integration into existing machine designs, saving space and cabling. The ihD also features intelligent energy management, where excess energy is distributed to all connected servo inverters via a shared DC bus to reduce losses and increase overall system efficiency. With an IP65 protection rating, the ihD is resistant to dust, moisture and vibrations, making it ideal for harsh industrial environments.

Compact and flexible

A further advantage of the ihD is its full plug-in capability. There is no need to open the inverter to make connections and, provided the

Soluzioni premium per la tua applicazione

Prestazioni, integrazione, efficienza.

Servotecnica distribuisce soluzioni high-end per ogni esigenza di automazione.

system is de-energised, installation can be carried out without the need for specialist technicians. The ihD is available either as a stand-alone version or integrated with AMKmotion motor series, ensuring maximum flexibility in drive system design. The ability to power the unit either via a decentralised setup or directly from the control cabinet offers further adaptability for a wide range of machine designs.

SEW-EURODRIVE con OrchestrationSuite abilita il futuro dell’automazione software-defined

La Digital Integration trasforma gli ambienti produttivi tradizionali in ecosistemi softwaredefined, aperti e intelligenti. Per rispondere all’esigenza di digitalizzare e ridurre la complessità dell’automazione, SEWEURODRIVE ha sviluppato OrchestrationSuite, la piattaforma web che semplifica la gestione e la distribuzione del software nei sistemi di automazione industriale.

Si tratta di un’unica interfaccia per controllare PLC, robot e drive multi-vendor che riduce tempi, complessità e rischi operativi con diversi benefici. Tra questi, accesso remoto sicuro e controllato, tracciamento delle modifiche del codice PLC tra diversi vendor e traduzione del codice PLC in linguaggio umano. In caso di errore o attacco informatico, inoltre, il sistema permette di ridurre i tempi di ripristino software dalle ore abitualmente necessarie a pochi minuti.

OrchestrationSuite rappresenta un abilitatore chiave per la transizione verso la full softwaredefined factory, mentre l’integrazione IIoT consente un monitoraggio continuo delle prestazioni. Un approccio capace di portare a un incremento dell’OEE del 10–15%, grazie a funzionalità di manutenzione predittiva e autodiagnosi intelligente.

Tra i vantaggi anche l’uso dell’Intelligenza Artificiale per tradurre il codice PLC in linguaggio umano che riduce del 40% il tempo di formazione e trasferimento di conoscenza tra programmatori.

SEW-EURODRIVE’s OrchestrationSuite paves the way for software-defined automation

Digital Integration is transforming traditional production environments into software-defined, open and intelligent ecosystems. To address the need to digitalise automation processes and reduce complexity, SEW-EURODRIVE has developed OrchestrationSuite, a web-based platform designed to simplify

software management and deployment in industrial automation systems.

The solution provides a single interface for controlling PLCs, robots and multi-vendor drives, reducing lead times, complexity and operational risks while delivering a range of benefits. These include

secure and controlled remote access, version tracking of PLC code across different vendors, and the translation of PLC code into human-readable language. In the event of an error or cyberattack, the system can also reduce software recovery times from the hours typically required to just a few minutes.

OrchestrationSuite is a key enabler for the transition towards a fully software-defined factory, while its IIoT integration supports continuous performance monitoring. This approach can deliver an increase in Overall Equipment Effectiveness (OEE) of 10–15%, thanks to predictive maintenance and intelligent self-diagnostics. Among its advantages is also the use of artificial intelligence to translate PLC code into plain language, reducing training time and knowledge transfer between programmers by 40%.

OD400 S

Pure luxury. Natural Beauty.

embossing technique and a distinctive “puffy touch” effect. This innovation not only enhances the design of the boxes, but also embodies “the beauty of sustainability”.

Thanks to the optimization of the gluing system, this line has become even more sustainable, reducing glue consumption by up to 80% and enabling boxes up to 50% lighter through the use of microflute cardboard.

MYZEL Lifecycle Platform: la sicurezza per persone e macchine in un’unica piattaforma

Pensata per la gestione dell’intero ciclo di vita delle macchine industriali, MYZEL di Pilz è una piattaforma software in modalità SaaS con un focus specifico su sicurezza, documentazione e conformità normativa.

Con la piattaforma digitale MYZEL Lifecycle Platform è possibile documentare sempre e con semplicità la conformità rispetto a leggi, safety e security.

La piattaforma è pensata per essere utilizzata da figure diverse all’interno dell’organizzazione. L’approccio è trasversale, e progettato per fornire una base dati comune e coerente, riducendo la duplicazione delle informazioni.

MYZEL garantisce supporto in vari livelli di protezione che spaziano dal personale, perché permette di mantenere sotto controllo i test sulle macchine o le qualifiche del personale stesso alla tutela della responsabilità civile grazie alla documentazione completa, senza lacune e organizzata in modo sistematico per la tutela legale rispetto alla protezione di macchine e persone; dalla produttività poiché riduce al minimo le perdite nella produzione grazie a una documentazione completa e sempre disponibile per la manutenzione o la gestione delle emergenze ai dati, grazie all’archiviazione sicura ed eseguita in conformità alla protezione del dato e alla gestione delle autorizzazioni.

MYZEL Lifecycle Platform: safety for personnel and machinery in a single platform

Pilz MYZEL is a SaaS software platform designed to support the management of the entire lifecycle of industrial machinery, with a particular focus on safety, documentation and regulatory compliance.

The digital MYZEL Lifecycle Platform enables companies

to verify compliance with legal requirements, safety and security standards simply and at any time. The platform has been conceived for use by different roles across the organisation. Its cross-functional approach provides a shared, consistent data foundation, reducing

duplication of information. MYZEL delivers support across multiple levels of protection. It enhances personnel safety by enabling effective monitoring of machine inspections and employee qualifications; it supports liability protection through comprehensive,

gap-free documentation, systematically organised to provide legal safeguards for both people and machinery; it improves productivity by minimising production downtime, thanks to complete and readily available documentation for maintenance and emergency management; and it safeguards data through secure storage compliant with data protection regulations and permission management requirements.

Con le soluzioni IMBALL non servono utensili Il cambio formato automatico dal 1991

Nel settore packaging, velocità e flessibilità sono fattori chiave per rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione. In questo contesto, già dal 1991 Imball ha introdotto il concetto di cambio formato automatico, sviluppandolo progressivamente nel tempo su diversi livelli di automazione. Dalle prime soluzioni, inizialmente focalizzate esclusivamente sulla regolazione del caricatore, il sistema si è evoluto includendo anche le regolazioni del gruppo formatura scatole, fino ad arrivare, dal 2014, a versioni completamente automatiche.

Si tratta di un’evoluzione che ha consentito la significativa riduzione – se non l’eliminazione – dell’errore umano, garantendo maggiore precisione e ripetibilità del processo. In conseguenza, i tempi di cambio formato sono stati ridotti fino al 90%, migliorando sensibilmente l’efficienza complessiva della produzione.

Il risultato è un time-to-market competitivo e performante. In un mercato in cui i tempi di lancio di nuovi prodotti è fondamentale, la capacità di adattare istantaneamente le linee produttive diventa un vantaggio competitivo concreto, oltre che un importante fattore di riduzione dei costi.

Per saperne di più, visita il sito di Imball

For further information, visit the Imball website

With Imball solutions, no traditional tools are required

The automatic changeover since 1991

In the packaging industry, speed and flexibility are key to meeting the demands of an ever-evolving market. In this context, Imball introduced the concept of automatic format change as early as 1991, continuously developing it over time across different levels of automation.

From the initial solutions focused only on magazine adjustments, the system evolved to include box forming area adjustments, leading to fully automatic versions since 2014.

This evolution has allowed a significant reduction, if not

elimination, of human error, ensuring higher precision and repeatability of the process. At the same time, format changeover times have been reduced by up to 90%, greatly improving overall production efficiency.

The result is an outstanding time-to-market. In a market where new products must be launched quickly, the ability to adapt production lines instantly becomes a competitive advantage and a cost reduction.

AI&AUTOMATION

INOVANCE a

SPS Parma: novità per MD630, MS1 serie R, ATEX e MSG

Molti i prodotti presenti in fiera per Inovance che lancia l’espansione di gamma sino a 90kW dell’inverter MD630, la nuova gamma di motori servo batteryless MS1 serie R, ATEX e serie MSG compatibili con i motori di stile europeo

L’azionamento a corrente alternata MD630, la cui gamma è ora estesa dagli attuali 22kW a 90k, è proposto in due versioni: una dotata di MDBUS RTU e una progettata per connettersi su fieldbus EtherCAT, PROFINET, EtherNET/IP e Modbus TCP integrati e settabili da parametro. La gamma, estesa dagli attuali 22kW a 90kW, è facile da usare, conveniente e presenta diversi plus come il funzionamento a un range di tem perature da -20°C a 60°C, la conformità a tutte le direttive europee, la funzione STO con certifi cazione SIL 3.

Inovance presenta anche la nuova serie R dei motori MS1, con gamma da 50W a 7,5kW. Tra le novità, una lunghezza più compatta e la possibilità di equipaggiamento con encoder da 23bit o da 26bit. La nuova serie può inoltre essere dotata di encoder Batteryless che permettono di disporre di un encoder assoluto multigiro senza la necessità di una batteria esterna al servodrive.

Tra le novità, infine, il nuovo servoazionamento SV680N- ETHERCAT e SV680N ETHERCAT SAFETY, modello dotato di funzioni safety onboard su fieldbus EtherCAT (FsOE).

Alla versione ETHERCAT Inovance aggiunge alla sua offerta anche il servoazionamento SV680F – PROFINET che, nei prossimi mesi, vedrà in uscita anche la versione SV680F PROFINET con PROFISAFE.

Inovance arrives at the fair with a broad product line-up, spearheaded by the extension of its MD630 inverter range up to 90 kW, alongside the launch of the new batteryless MS1-R Series servo motors, ATEX solutions and the MSG series, designed for compatibility with European-style motors

The MD630 AC drive – now extended from the current 22 kW up to 90 kW –is available in two versions: one featuring MDBUS RTU, and another engineered for connectivity via

The extended range – from 22 kW to 90 kW – combines ease of use with cost efficiency and incorporates several key features, such as operation across a temperature range of -20°C to +60°C, compliance with all European directives, and an STO function certified to SIL 3.

Inovance is also presenting the new MS1-R Series of servo motors, spanning 50 W to 7.5 kW. Key features include a more compact overall length and the option to equip motors with either 23-bit or 26-bit encoders.

multi-turn absolute encoder without the need for an external battery on the servo drive.

A further highlight at the fair is the new MSG servo motor series, ranging from 100 W to 170 kW. This innovative range offers features aligned with European motor standards, particularly in terms of flange design and shaft diameters.

Finally, Inovance is introducing the new SV680N EtherCAT and SV680N EtherCAT Safety servo drives, the latter featuring on-board safety over EtherCAT (FSoE).

the company is also expanding its portfolio with the SV680F PROFINET servo drive, with a PROFIsafe-enabled version scheduled for release in the coming months.

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I protagonisti della RIVOLUZIONE GREEN Eventi sostenibili

Dalla musica techno alle Olimpiadi: i consorzi e gli organizzatori sempre più uniti per l’ambiente

Alivello europeo, l’Italia è da tempo un’eccellenza per la raccolta differenziata, grazie alla rete di Consorzi che opera in stretta collaborazione con le amministrazioni locali per coordinare percorsi controllati di conferimento in base ai materiali. Un percorso virtuoso, con una lunga storia, che raggiunge oltre il 74% di raccolta al nord, il 60% al centro e sud per una media nazionale del 67,7 (Fonte ISPRA).

Tra le principali problematiche per la diffusione di buone pratiche che vedono i cittadini protagonisti attivi, c’è la netta separazione tra raccolta domestica – dove regole chiare, seppur diverse tra Comuni, rendono i percorsi realizzabili ed efficienti – e percorsi esterni, in particolare stazioni, aeroporti, grandi eventi culturali e sportivi, dove governare i comportamenti collettivi è più difficile.

Ma non impossibile.

Conferire correttamente, ovunque ci si trovi

Secondo Comieco, ad esempio, sono circa 60.000 le tonnellate di rifiuti indifferenziati a base carta che provengono dal trasporto collettivo; nei fatti una concreta opportunità di recupero e riciclo capace di potenziare i già eccellenti risultati della raccolta nazionale.

In una recente nota Comieco riferisce, infatti, che i materiali cellulosici si attestano tra il 40 e il 50% sui treni AV, attorno al 57% nel terminal di Linate e al 34% a Malpensa. Numeri significativi se si pensa a quante persone passano (e consumano) in questi ambienti dove, tra l’altro, la raccolta viene correttamente conferita dalle attività commerciali come negozi, bar e ristoranti. Numeri che sono ben maggiori se si guarda ai grandi eventi culturali e sportivi, verso cui le persone si muovono e dove poi stazionano per ore consumando cibo e bevande.

Eventi sportivi sostenibili: l’accordo CONAI con CONI

Si tratta di un tema che non è sfuggito al consorzio CONAI che ha stilato con CONI un accordo finalizzato a rendere gli eventi sportivi sempre più performanti anche sotto il profilo della sostenibilità ambientale. Nel corso delle Olimpiadi Milano Cortina, Casa Italia ha ospitato la firma dell’accordo per lo sviluppo di un protocollo di gestione dei grandi eventi sportivi che, quanto a sostenibilità, possono fare la differenza. Un aspetto evidenziato dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che ha sottolineato come lo sport e i suoi praticanti siano un terreno di accelerazione per la diffusione di buone pratiche grazie al coinvolgimento delle giovani generazioni e delle loro famiglie.

“Il protocollo nasce dalla consapevolezza di quanto in più si possa fare per l’economia circolare proprio intervenendo sugli eventi sportivi, che per le loro dimensioni di pubblico e consumi possono fare la differenza”, ha dichiarato Simona Fontana, direttore generale CONAI nel corso della firma del protocollo. “Mentre siamo bravissimi a differenziare in casa, lo siamo meno agli eventi, sia per la mancanza di un’infrastruttura adeguata che per la consapevolezza, che va rafforzata.

Con il protocollo abbiamo stretto un’alleanza perché ambiente e sport condividono l’idea che serva lo spirito di squadra per raggiungere l’obiettivo. Serve partire da come i prodotti vengono messi a disposizione degli spettatori, per proseguire con comunicazione e ingaggio che servano a coinvolgere i cittadini nei momenti collettivi senza che ci si dimentichi della soste-

nibilità. Il primo risultato della collaborazione è il contenitore per la raccolta ‘Freeze the Waste’, usato durante le Olimpiadi. Nasce inoltre, Il Comitato Scientifico paritetico Coni-Conai pensato per delineare le priorità di intervento. Lo scorso anno, in collaborazione con la Federazione Italiana Rugby, abbiamo presentato la campagna per la raccolta delle bottiglie in plastica con l’obiettivo di coinvolgere sempre più federazioni, fornendo linee guida che, a cascata, rendano la nostra azione sempre più diffusa e funzionale all’obiettivo ambientale”.

Simona Fontana

SUSTAINABILITY

Federazione Italiana Canottaggio: report e linee guida per la sostenibilità sociale e ambientale

Tra i soggetti già attivi spicca la Federazione Italiana Canottaggio, che dal 2025 ha messo in campo una strategia di gestione sostenibile partendo dalla regata internazionale Memorial D’Aloja, replicata nell’edizione 2026 appena conclusa, che ha visto la partecipazione di 300 atleti provenienti da 20 paesi europei ed extraeuropei tra cui ad esempio, Azerbaijan, Egitto, Porto Rico, Sudan, Tunisia, Uzbekistan e Zimbabwe. I partecipanti sono infatti giovani con sensibilità diverse sui temi ambientali, verso cui l’azione della federazione assume ancora più valore. Tra le iniziative, la pubblicazione delle linee guida per l’organizzazione di eventi sostenibili in linea con il piano zero, un documento scaricabile via QR sul campo gara e sui canali ufficiali che ha definito una strategia per la riduzione delle emissioni guidata dal claim ‘Rowing, Responsibly, Recycling’. Dopo la pubblicazione del report di sostenibilità dell’edizione 2025, che illustra le azioni messe in campo sulla base di quattro obiettivi che spaziano dalla governance responsabile e trasparente alla riduzione dell’impatto ambientale dell’evento, dall’accessibilità e inclusione alle iniziative di sensibilizzazione, l’edizione 2026 ha rafforzato l’azione con una serie di novità. Tra queste, il calcolo delle emissioni di CO2 sulla base di KPI definiti, il rafforzamento della differenziata con l’ottimizzazione dei punti di raccolta, l’uso di segnaletica dedicata, la costituzione di un team sostenibilità attivo nel corso dell’evento, la distribuzione di borracce e punti acqua per ridurre la plastica monouso. Significativi i numeri e l’effetto moltiplicatore di queste azioni se scalate su eventi da decine o centinaia di migliaia di persone.

Si parla infatti di 40 bidoni per la raccolta differenziata; 500 borracce distribuite ad atleti, staff federale e volontari; più di 1000 portachiavi ecosostenibili con QR code collegato alla Guida della Sostenibilità; 2 erogatori d’acqua installati; 100% dei cartelli riutilizzabili poiché privi di riferimenti specifici; 100% di medaglie e trofei realizzati in materiali ecosostenibili e, infine, 2 clean-up organizzati prima e dopo la manifestazione con il supporto di piublu ets associazione coinvolta con il WWF.

“La FIC ha già avviato dei percorsi di sostenibilità con il Memorial D’Aloja con cui ha inaugurato il progetto green che prevede la pulizia di fiumi e alvei dove ci alleniamo ogni giorno –ricorda Valentina Rodini olimpionica di canottaggio a Tokyo, presente alla firma dell’accordo

CONI-CONAI – Come gli atleti sanno, è l’impegno di ogni giorno che fa la differenza; perché anche se nel breve i risultati sono meno tangibili, sul lungo periodo questo permette di raccogliere risultati di alto livello; un concetto che unisce sport e sostenibilità”.

FIC Luca Pagliaricci/Canottaggio.org.

Valentina Rodini

KAPPA Futur Festival: gamification per un riciclo a ritmo di techno

L’effetto moltiplicatore è ancor più evidente al KAPPA Futur festival, tra i più acclamati eventi di musica elettronica al mondo. Promosso da Movement Entertainment, da anni è attivo nella gestione di iniziative di sostenibilità nel corso delle tre giornate che raccolgono a Torino oltre 120.000 persone provenienti da 20 paesi.

Nel solo 2025 infatti, nel corso del festival sono stati avviati al riciclo 740 kg di plastica tra bottiglie e bicchieri conferiti dal pubblico oltre a 5.230 kg di vetro e alluminio separati dallo staff dei servizi di ristorazione. Raccolta inusuale ma particolarmente significativa, quella dei 5,58 kg di sigarette pari a 18.598 mozziconi raccolti nei 50 Smokers Point, posacenere speciali forniti da Re-Cig, azienda specializzata nella separazione, recupero e riciclo di questi rifiuti speciali molto dannosi se abbandonati nell’ambiente. A dimostrazione che la disponibilità di punti di conferimento spinge le persone a collaborare, nel 2024 le sigarette conferite attraverso i 20 Smokers Point erano 0,68kg pari a 2.266 unità, mentre nel 2023, grazie alla collaborazione con CORIPET, le bottiglie in PET conferite raggiunsero i 240 kg.

Un elemento chiave della politica di sostenibilità del festival è l’engagement attraverso il gaming, messo in campo per svolgere un’azione di disseminazione dei valori a cui la manifestazione si ispira, tema su cui Gabriella Botte, project manager di Movement Entertainement commenta: “Collaboriamo da 12 edizioni con Global Inheritance, fondazione americana che progetta programmi di sostenibilità per i grandi eventi sportivi e musicali come il Coachella. Dal 2013 sono quindi attivi i Recycling Store in

cui l’unica moneta è quella del riciclo. I partecipanti portano bicchieri, bottiglie in plastica e mozziconi, accumulando punti che vengono caricati sul borsellino elettronico, un bracciale RFID che è l’unico strumento di pagamento al festival. Così i partecipanti accedono a premi che spaziano dalle bottiglie d’acqua ai gadget, dall’accesso al palco centrale all’upgrade VIP, fino al premio più ambito, una coppia di biglietti per l’edizione successiva (per un valore commerciale di diverse centinaia di euro, ndr). È un programma di successo che vede oggi due punti di raccolta, destinando i rifiuti selezionati a un ritiro specifico che lo scorso anno ha raggiunto 740 kg di PVC frutto del solo engagement. Le novità di quest’anno spaziano dall’ergonomia dei punti di raccolta differenziata, distribuiti per renderla più immediata e visibile rispetto ai Recycling Store, alla formazione interna con un consulente che si occupa di rifiuti. Abbiamo inoltre deciso di misurare il peso di tutti i rifiuti per desumere la percentuale di riciclato, in particolare a base carta, che è ormai il materiale più diffuso anche per i bicchieri forniti dai nostri sponsor. Sulla plastica richiediamo codici specifici che ne garantiscano la riciclabilità, senza dimenticare che anche il monouso ha valore, se si pensa all’integrità del prodotto e alla riduzione dello spreco garantita dal controllo visivo indispensabile, ad esempio, per bevande che fanno schiuma come la birra. Puntiamo in sintesi a svolgere un ruolo di acceleratore di sostenibilità, indicando standard green a cui i nostri sponsor e fornitori sono invitati ad aderire, pur essendo comunque già molto attenti sotto questo profilo. L’obiettivo finale è infatti redigere un report di sostenibilità, monitorando i progressi nel corso degli anni”.

KAPPA Futur Festival © Movement Entertainment
Gabriella Botte

Sustainable events: the protagonists of the green revolution

From techno music to the Olympic Games, consortia and organisers are increasingly joining forces for the environment

At European level, Italy has long been a benchmark for separate waste collection, thanks to a network of consortia working closely with local authorities to coordinate controlled materialspecific collection streams. This well-established virtuous system now achieves over 74% separate collection in the North and around 60% in Central and Southern regions, and a national average of 67.7% (source: ISPRA).

One of the key barriers to the wider adoption of best practices – placing citizens at the centre as active participants – is the sharp divide between household collection, where clear (albeit municipalityspecific) rules make systems both workable and efficient, and out-ofhome contexts: in particular, railway stations, airports, and large cultural and sporting events, where guiding collective behaviour is considerably more challenging. But not impossible.

Sorting correctly, wherever you are

According to Comieco, for instance, approximately 60,000 tonnes of unsorted paper-based waste originate from collective transport systems – representing a tangible opportunity for recovery and recycling that could further enhance Italy’s already strong performance. In a recent statement, Comieco reported that cellulosic materials account for between 40% and 50% of waste on high-speed trains, approximately 57% at Linate airport terminal and 34% at Malpensa. These are significant figures, particularly when considering the high footfall – and consumption –within such environments, where, notably, waste from commercial operators (shops, cafés and restaurants) is generally sorted correctly. Even more striking figures emerge when looking at large-scale cultural and sporting events, where people gather and remain for extended periods, consuming food and beverages on site.

Sustainable sporting events: the CONAI-CONI agreement

This issue has not gone unnoticed by CONAI, which has entered into an agreement with CONI aimed at improving the environmental performance of sporting events.

During the Milano Cortina Olympic Winter Games, Casa Italia hosted the signing of a protocol for the management of major sporting events, an initiative with the potential to make a tangible difference in sustainability terms. As highlighted by CONI President Luciano Buonfiglio, sport and its participants provide fertile ground for accelerating the adoption of best practices, through the involvement of younger generations and their families.

“The protocol stems from an awareness of how much more can be achieved within the circular economy by acting on sporting events, which – given the scale of their audiences and consumption –can truly make a difference”, said CONAI Managing Director Simona Fontana (link with QR Code) at the signing ceremony. “While we are excellent at sorting waste at home, we are less so at events – both due to inadequate infrastructure and the need to raise awareness further. Through this protocol, we have formed an alliance, because environment and sport share the conviction that teamwork is essential to achieving results. Action must begin with how products are made available to spectators, and continue through communication and engagement strategies capable of involving citizens in collective settings without losing sight of sustainability. The first outcome of this collaboration is the ‘Freeze the Waste’ collection unit used during the Olympics. In addition, a joint CONI-CONAI Scientific Committee has been established to define priority areas for intervention. Last year, in collaboration with the Italian Rugby Federation, we launched a campaign for the collection of

plastic bottles, with the aim of involving an increasing number of federations and providing cascading guidelines to extend and strengthen our environmental action.

Italian Rowing Federation: reporting and guidelines for social and environmental sustainability

Among the organisations already taking action, the Italian Rowing Federation stands out. Since 2025, it has implemented a sustainable management strategy starting with the international regatta ‘Memorial Paolo D’Aloja’ – replicated in the recently concluded 2026 edition – which hosted 300 athletes from 20 European and non-European countries, including Azerbaijan, Egypt, Puerto Rico, Sudan, Tunisia, Uzbekistan and Zimbabwe. Given the varying levels of environmental awareness among young participants, the federation’s initiatives take on added significance. Key measures include the publication of guidelines for organising sustainable events in line with the zero-impact plan – a document accessible via QR code both at the race venue and through official channels – setting out an emissions reduction strategy under the claim “Rowing, Responsibly, Recycling”.

Following the publication of the 2025 sustainability report – detailing actions across four key objectives, from responsible and transparent governance to environmental impact reduction, accessibility and inclusion, and awareness-raising –the 2026 edition further strengthened its approach with a range of new initiatives. These include CO₂ emissions measurement based on defined KPIs; enhanced separate collection through optimised collection points; dedicated signage; the establishment of an on-site sustainability team; and the distribution of reusable water bottles alongside water refill stations to reduce single-use

plastics. The figures are telling – and highlight the multiplier effect such initiatives can have when scaled to events attracting tens or hundreds of thousands of people.

Specifically: 40 separate collection bins; 500 reusable bottles distributed to athletes, federation staff and volunteers; more than 1,000 eco-friendly keyrings featuring QR codes linked to the Sustainability Guide; two water dispensers installed; 100% reusable signage containing no event-specific references; 100% of medals and trophies produced using sustainable materials; and two clean-up operations organised before and after the event with the support of piùblu ets, an association partnering with WWF.

“The Federation has already embarked on sustainability pathways with the ‘Memorial D’Aloja’, which marked the launch of a green project focused on cleaning rivers and riverbeds where we train every day”, recalled Valentina Rodini, Olympic rowing champion in Tokyo, present at the CONI-CONAI agreement signing. “As athletes know, it is daily commitment that makes the difference. Even if results are less tangible in the short term, over time this approach delivers high-level outcomes – a concept that unites sport and sustainability”.

Kappa FuturFestival: gamification driving recycling to a techno beat

The multiplier effect is even more evident at Kappa FuturFestival, one of the world’s most acclaimed electronic music events. Organised by Movement Entertainment, it has long been active in implementing sustainability initiatives across its three-day programme, which attracts over 120,000 people to Turin from 20 countries.

In 2025 alone, 740 kg of plastic (including bottles and cups) were sent for recycling, alongside 5,230 kg of glass and aluminium separated by catering staff. Particularly noteworthy is the

collection of cigarette waste: 5.58 kg, equivalent to 18,598 cigarette butts, gathered at 50 “Smokers Points” – specialised ashtrays provided by Re-Cig, a company focused on the separation, recovery and recycling of this highly polluting waste stream. The data clearly shows that providing accessible disposal points encourages public participation: in 2024, cigarette collection via 20 Smokers Points amounted to 0.68 kg (2,266 units), while in 2023, thanks to collaboration with CORIPET, PET bottle collection reached 240 kg. A key pillar of the festival’s sustainability policy is engagement through gaming, designed to promote and disseminate the event’s core values. As Gabriella Botte, Project Manager at Movement Entertainment, explains:

“We have been working for 12 editions with Global Inheritance, a US-based foundation that designs sustainability programmes for major sporting and music events such as Coachella. Since 2013, we have run Recycling Stores where the only currency is recycling. Participants bring cups, plastic bottles and cigarette butts, earning points credited to an electronic wallet – an RFID wristband that serves as the festival’s sole payment system. Points can be redeemed for rewards ranging from water bottles and merchandise to access to the main stage, VIP upgrades, and the most sought-after prize: a pair of tickets for the following edition (with a commercial value of several hundred euros – editor’s note). It is a successful programme that today operates two collection points, with

selected waste streams directed to dedicated recycling channels. Last year, engagement alone generated 740 kg of PVC. This year’s innovations include improved ergonomics of separate collection points – distributed to make them more immediate and visible compared to Recycling Stores – as well as internal training supported by a waste management consultant. We have also decided to weigh all waste in order to determine the proportion of recyclable material, particularly paper-based, which is now the most widely used material, including for the cups provided by our sponsors. For plastics, we require specific coding to ensure recyclability, while recognising that single-use items still play a role –particularly in preserving product integrity and reducing waste through

visual control, which is essential, for example, for foaming drinks such as beer. In short, we aim to act as a sustainability accelerator, setting green standards that our sponsors and suppliers are encouraged to adopt, although they are already highly attentive in this regard. The ultimate goal is to produce a sustainability report, monitoring progress year on year”.

Il lusso globale regge e rilancia

Dal 24° Osservatorio Altagamma: nel 2025 il mercato del lusso si conferma stabile con valore pari a 1.440 miliardi di euro, pur attraversando una fase complessa, segnata da tensioni geopolitiche, consumi più selettivi e dalla scarsa reattività del consumatore cinese. Positive le previsioni sul 2026

In un contesto globale segnato da incertezze economiche e cambiamenti nei consumi, l’alto di gamma dimostra una notevole capacità di tenuta e archivia il 2025 all’insegna della stabilità. È quanto è emerso dai dati presentati dall’Osservatorio

Altagamma 2025, secondo cui il mercato globale del lusso ha raggiunto un valore complessivo stimato pari a 1.440 miliardi di euro, in linea con quanto avvenuto nel 2024. Un andamento analogo ha riguardato il mercato dei beni di lusso personali, che hanno chiuso l’anno a quota 358 miliardi di euro, registrando una flessione del 2% a cambi correnti, ma mantenendosi sostanzialmente stabile a tassi di cambio costanti.

Lo stato dell’arte del comparto e le prospettive per il 2026 sono stati delineati attraverso

due studi di riferimento: Altagamma Consensus 2026 e Altagamma–Bain Worldwide Luxury Market Monitor 2025.

Un mercato resiliente, in costante trasformazione

Il 2025 è stato caratterizzato da importanti evoluzioni strutturali che hanno riguardato soprattutto i cambiamenti nelle preferenze di acquisto dei consumatori (privilegiata l’esperienza rispetto al prodotto), e dalla relazione sempre più decisiva tra prezzo e valore. Frammentati i mercati geografici, con un Medio Oriente in continua espansione (+4/6%) e le Americhe in ripresa (+0/2%) grazie alla spesa domestica e all’aumento del valore medio degli acquisti. Rallenta l’Europa (-3/-1%), ancora debole la Cina (-8/-6%), mentre il Giappone (-8/-6%) cala dopo l’eccezionale

performance del 2024. Divergenti le performance di categoria, che risentono della polarizzazione tra segmenti più alti e fasce di prezzo più accessibili: nel lusso personale, bene gioielli (+4/6%) e occhiali (+2/4%), calano pelletteria e calzature (-7/-5%). Scende l’automotive in tutte le fasce di prezzo, con migliori performance per quelle sportive di fascia più alta; cresce in modo robusto la nautica mentre il design d’arredo si stabilizza; soffrono vini e spirits di alta gamma, con l’eccezione di bollicine premium e rossi italiani.

“In questo scenario, l’alto di gamma italiano, che contribuisce a più del 7% del PIL nazionale, continua a dimostrare resilienza, grazie alla creatività e all’eccellenza manifatturiera di tutta la filiera – ha dichiarato Matteo Lunelli, Presidente di Altagamma - Un comparto che, oggi più che mai, va difeso all’insegna della legalità, della trasparenza e della certezza del diritto per tutelare la reputazione del Made in Italy nel mondo. Lavoriamo con il Governo e le altre associazioni per far sì che vi sia un nuovo patto di filiera, certi del lavoro serio e responsabile delle nostre imprese”.

Outlook sul 2026

Buone notizie per l’anno in corso. Le stime di Altagamma Consensus 2026 annunciano infatti una crescita per il comparto di circa il 5%, in linea con la previsione di più lungo periodo, compresa tra il +4% e il +6%. A sostenere lo sviluppo le azioni di ottimizzazione costi e la forte tenuta di alcuni mercati.

Stati Uniti sul podio

Superato l’impatto dei dazi, gli Stati Uniti resteranno anche nel 2026 il mercato di riferimento con una crescita stimata del +4,5% sostenuta anche dall’avanzare del numero dei consumatori (+5,5%).

Il Medio Oriente appare anch’esso molto dinamico con una crescita del 6%, trainata da

(+3,5%) condizionato da instabilità politica ed economica (in particolare da parte di Francia e Germania). In crescita l’Asia (+4%), Corea (in primis) e quindi Thailandia, Indonesia e Singapore, con la Cina che riprenderà quota (+4% i consumi).

Avanza anche l’India (+7%) pur restando un mercato ancora limitato. A sua volta, il Giappone, dopo il rallentamento del 2025, nel 2026 potrebbe tornare a crescere grazie a uno yen più debole. In America Latina è previsto un incremento del 4,5%, trainato da una nuova élite di consumatori high-end e dall’espansione del retail locale, soprattutto in Brasile e Messico. Il resto del mondo performerà a +4,5%.

Il retail fisico resta centrale

Il retail fisico si conferma il canale di riferimento per i Personal Luxury Goods, con una crescita attesa del 5% nel 2026, sostenuta anche dall’espansione in nuove geografie. Il canale continua ad evolversi grazie a format sempre più esperienziali e personalizzati per i consumatori alto-spendenti. Tra le aree di maggiore sviluppo, le città statunitensi di seconda fascia, il Middle East e l’America Latina, dove i brand stanno rafforzando la propria presenza attraverso boutique, showroom dedicati e spazi ibridi che integrano vendita, intrattenimento ed experience, come caffè e ristorazione. In parallelo, il retail digitale correrà a +4,5%, sostenuto da una sempre maggiore integrazione con i punti vendita fisici, in ottica omnicanale.

Più contenuto lo sviluppo del wholesale fisico (+2%) e del wholesale digitale (+1%), con i department store – sia offline che online – che confermano una fase di difficoltà strutturale, pur con dinamiche differenziate. Il multistore fisico rimane molto attraente per il consumatore e potenzialmente rilevante per i brand, specie quelli emergenti, e resta strategico negli USA. Bene il segmento outlet (sia

Prodotti: forte polarizzazione tra i brand Il 2025 ha creato le condizioni per una crescita moderata dei volumi di vendita, destinata a consolidarsi nel 2026. Il mercato mostra dinamiche differenziate tra categorie, con alcune performance più solide e altre meno. I gioielli si confermano tra i comparti più dinamici (+5%), rafforzando il loro ruolo di bene rifugio e di investimento (in aumento anche la branded jewelry). La gioielleria di fascia alta alimenta un mercato mondiale da oltre 31 miliardi di euro. Le calzature sono stimate in crescita del 3%, con segnali più positivi per la pelletteria (+4%). Per la cosmesi, nel 2026 è atteso un rimbalzo del 4% (meno marcato rispetto al passato) sostenuta dai trend legati a longevity e wellness. Il comparto continua a performare bene anche online, con un coinvolgimento crescente di consumatori più giovani. Il comparto dei profumi di nicchia segna risultati eccellenti, mentre la Corea si conferma hub di riferimento per la skincare, sempre più integrata con la tecnologia. Per l’abbigliamento si prevede un rialzo del 4% molto polarizzato fra i brand. I consumatori aspirational sono alla ricerca di proposte a prezzi moderati e alcuni brand fast fashion stanno attuando strategie di elevation. Per l’anno in corso si stima un aumento dei volumi per l’high-end fashion con l’inserimento di proposte lower price.

“Questo è un momento di verità – sostengono Claudia D’Arpizio e Federica Levato, Senior Partner di Bain & Company e autrici del report - Il lusso è a un bivio tra esclusività e inclusività, tra profitto e scopo. Solo chi saprà coniugare creatività e coscienza trasformerà la transizione in longevità. I fondamentali restano solidi: la crescita annua attesa del 4–6% per i beni personali di lusso, sostenuta da una domanda in espansione, potrà portare il mercato a raggiungere entro il 2035 tra i 525 e i 625 miliardi di euro, con una spesa comples-

Global luxury holds strong and regains momentum

According to the 24th Altagamma Monitor, the luxury market remained stable at a value of €1.44 trillion in 2025, despite a challenging period marked by geopolitical tensions, more selective spending and tepid demand from Chinese consumers. The outlook for 2026 remains positive

Against a global backdrop of economic uncertainty and shifting consumer behaviour, the high-end segment has demonstrated remarkable resilience, closing 2025 on a stable note. This is the picture that emerges from the Altagamma Monitor 2025, which estimates the total value of the global luxury market at €1.44 trillion, in line with 2024 figures. A similar trend was observed in the personal luxury goods market, which ended the year at €358 billion, a 2% decline at current exchange rates but broadly stable at constant rates.

The sector’s current status and outlook for 2026 are detailed in two key reports: the Altagamma Consensus 2026 and the Altagamma–Bain Worldwide Luxury Market Monitor 2025.

A resilient and constantly evolving market

The year 2025 was marked by significant structural shifts, primarily driven by changing consumer preferences – with experience taking precedence over the product itself – and an increasingly critical relationship between price and value. Geographical performance was mixed: the Middle East continued to expand (+4% to +6%) and the Americas showed signs of recovery (0% to +2%) thanks to greater domestic spending and higher average purchasing values. Europe experienced a slowdown (-3% to -1%) and China remained weak (-8% to -6%), while Japan saw a contraction (-8% to -6%) following its exceptional performance in 2024. Performance varied by category, reflecting a sharp polarisation between the highest-end segments and more accessible price points. In the personal luxury segment, jewellery (+4% to +6%) and eyewear (+2% to +4%) both performed well, while leather goods and footwear saw a decline (-7% to -5%). The automotive sector contracted across all price brackets, although high-end sports cars performed better than the average. The nautical

sector continued to grow robustly, while furniture design stabilised. High-end wines and spirits struggled, with the notable exception of premium sparkling wines and Italian reds.

“In this scenario, the Italian high-end industry, which accounts for more than 7% of national GDP, continues to demonstrate resilience thanks to the creativity and manufacturing excellence of the entire supply chain,” said Matteo Lunelli, Chairman of Altagamma. “Now more than ever, this sector needs to be protected in terms of legality, transparency and regulatory certainty to safeguard the reputation of Made in Italy worldwide. We are working with the government and other associations to forge a new supply chain agreement, backed by the serious and responsible commitment of our companies.”

Outlook for 2026

The outlook for the current year is encouraging. The Altagamma Consensus 2026 predicts growth of around 5% for the sector, in line with the longer-term forecast of between 4% and 6%. This growth will be underpinned by cost optimisation measures and the strong performance of specific markets.

The United States remains the key market

Having weathered the impact of tariffs, the United States will remain the largest market in 2026 with estimated growth of 4.5%, driven in part by a 5.5% expansion of the consumer base. The Middle East remains highly dynamic with 6% growth, fuelled by tourism and real estate investment. In contrast, Europe is expected to see a more modest trend (+3.5%) amid political and economic instability, particularly in France and Germany. Asia is recording growth (+4%), led by Korea and followed by Thailand, Indonesia and Singapore, while China is expected to regain momentum (+4% in consumption). India is also

expanding (+7%), although it remains a relatively small market. Following the 2025 slowdown, Japan may return to growth in 2026 thanks to a weaker yen. Latin America is expected to see growth of 4.5%, driven by a new elite of high-end consumers and the expansion of local retail, particularly in Brazil and Mexico. The rest of the world is projected to grow by 4.5%.

Physical retail remains crucial Brick-and-mortar stores remain the dominant channel for personal luxury goods, with 5% growth expected in 2026, driven in part by expansion into new markets. The channel continues to evolve through increasingly experience-based and personalised formats aimed at high-spending consumers. Key growth areas include second-tier US cities, the Middle East and Latin America, where brands are strengthening their presence through boutiques, dedicated showrooms and hybrid spaces that integrate retail with entertainment and experiential offerings, such as cafés and restaurants. In parallel, digital retail is set to grow by 4.5%, driven by closer integration with brick-and-mortar stores as part of an omnichannel strategy. Growth will be more subdued in the physical and digital wholesale segments (+2% and +1%, respectively), as offline and online department stores continue to face structural difficulties, albeit with divergent trends. Physical multibrand boutiques remain highly attractive to consumers and potentially significant for brands –particularly emerging ones – and remain a strategic focus in the US. The off-price segment (both physical and digital) for luxury goods continues to perform well and is set to maintain its upward trajectory.

Products: strong polarisation between brands

The conditions for moderate growth in sales volumes that were established in 2025 are set to

consolidate in 2026. The market is showing divergent trends across sectors. Jewellery remains one of the most dynamic segments (+5%), reinforcing its status as a safehaven asset and investment (with branded jewellery also on the rise). The high-end jewellery sector now commands a global market worth over €31 billion. Footwear is expected to grow by 3%, while leather goods are showing more positive signs (+4%). Cosmetics are projected to see a 4% recovery in 2026 (a smaller increase than in the past), driven by trends in longevity and wellness. This sector also continues to perform well online, with growing engagement among younger consumers. Niche perfumes are maintaining their strong performance, while Korea remains the primary hub for skincare, a category that is becoming increasingly integrated with technology. The clothing sector is expected to see 4% growth, although performance will be highly polarised between brands. Aspirational consumers are seeking moderately priced offerings, prompting some fast-fashion brands to implement elevation strategies. For the current year, high-end fashion is expected to see volume growth as brands introduce more lower-price items.

“This is a moment of truth”, say Claudia D’Arpizio and Federica Levato, Senior Partners at Bain & Company and authors of the report.

“Luxury stands at a crossroads between exclusivity and inclusivity, between profit and purpose. Only those who successfully combine creativity with social conscience will be able to transform this transition into longevity. The fundamentals remain strong, with personal luxury goods expected to see annual growth of 4-6% fuelled by rising demand. This could propel the market to between €525 billion and €625 billion by 2035, with total luxury spending ranging from €2.2 trillion to €2.7 trillion”.

OD400 S di Emmeci: sostenibilità e flessibilità nel packaging di lusso

L’azienda del Gruppo Coesia affronta i nuovi requisiti normativi

del packaging luxury con la tecnologia

On Demand: meno peso, meno colla, più personalizzazione

Il packaging di alta gamma sta attraversando una trasformazione concreta. Ai requisiti estetici si affiancano esigenze operative stringenti: flessibilità produttiva, coerenza con i valori del brand, misurabilità dell’impatto ambientale. Emmeci, parte del gruppo Coesia, risponde con OD400 S, una linea per la produzione di scatole rigide rivestite dedicate al segmento luxury.

Produzione On Demand

Con OD400 S viene siglato un nuovo approccio produttivo: meno vincoli meccanici, più libertà progettuale, con impatti diretti sulla competitività della linea. Il punto di svolta è la tecnologia On Demand di Emmeci, che consente di variare formato senza sostituire le forme meccaniche. Rispetto alla produzione tradizionale, permette una riduzione dei tempi di cambio formato e una continuità operativa con piccoli lotti personalizzati e grandi

produzioni seriali, mantenendo la stessa efficienza. La flessibilità, in questo caso, non è un attributo teorico: è un parametro misura bile sulla produttività reale.

Dalla stampa alla materia: un’estetica tattile

Nel packaging premium, la confezione è esperienza sensoriale e contribuisce alla percezione del valore prima ancora dell’apertura. Con OD400 S è possibile utilizzare carte nobilitate attraverso la tecnica di rilievo a secco naturale, che restituisce superfici tattili e tridimensionali senza ricorrere agli inchiostri. Una scelta che unisce estetica e funzione: packaging più essenziale, più facilmente riciclabile e coerente con le aspettative ambientali dei brand del lusso contemporaneo.

Efficienza in numeri

La sostenibilità di OD400 S è misurabile lungo processo e logistica. Il sistema d’incollaggio selettivo di cui è do-

tata la macchina consente una riduzione del consumo di adesivo fino all’80%, con impatto su costi e riciclabilità grazie al minore utilizzo materiale. La possibilità di utilizzare cartone microonda consente inoltre di ridurre il peso delle scatole fino al 50%, con effetti diretti su trasporto ed emissioni lungo la supply chain.

PPWR: dalla conformità al vantaggio competitivo

Il regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR) introduce criteri più stringenti su riduzione, riciclabilità e riutilizzo. OD400 S è già allineata a questi requisiti, con soluzioni monomateriale, alleggerite e progettate per facilitare il riciclo. Nel lusso, però, il tema va oltre la compliance: un packaging di qualità tende a essere conservato e riutilizzato, prolungando la relazione con il brand.

Il riuso, in questo senso, non è un comportamento indotto: è una conseguenza progettuale.

OD400 S by Emmeci: sustainability and flexibility in luxury packaging

The Coesia Group company addresses the new regulatory requirements of luxury packaging with On-Demand technology: less weight, less glue, more customization

High-end packaging is undergoing a concrete transformation. Alongside aesthetic requirements, demanding operational needs are emerging: production flexibility, consistency with brand values, and measurable environmental impact.

Emmeci, part of the Coesia Group, responds with OD400 S, a line designed for the production of rigid wrapped boxes dedicated to the luxury segment.

On-Demand production

With OD400 S, a new production approach is defined: fewer mechanical constraints, greater design freedom, with direct impact on line competitiveness. The turning point lies in Emmeci’s proprietary On Demand technology, which makes it possible to change formats without replacing mechanical molds.

Compared to traditional production, it enables a reduction in format changeover times and ensures operational continuity, managing small limited edition batches and large serial productions while maintaining the same level of efficiency.

Flexibility, in this case, is not a theoretical attribute: it is a measurable parameter of real productivity.

From print to matter: a tactile aesthetic

In premium packaging, the box is a sensory experience and contributes to perceived value even before opening. With OD400 S, premium papers can be used through natural blind embossing, delivering tactile and three dimensional surfaces without the use of inks.

A choice that combines aesthetics and function: more essential packaging, easier to recycle, and aligned with the environmental expectations of contemporary luxury brands.

Efficiency, in numbers

The sustainability of OD400 S is measurable across process and logistics.

The machine’s selective gluing system allows adhesive consumption to be reduced by up to 80%, with a direct impact on costs and recyclability thanks to lower material usage.

The ability to use microflute cardboard also makes it possible to reduce box weight by up to 50%, with direct effects on transport efficiency and emissions across the supply chain.

PPWR: from compliance to competitive advantage

The European Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR) introduces stricter criteria on reduction, recyclability, and reuse.

OD400 S is already aligned with these requirements, offering lightweight, mono material solutions designed to facilitate recycling. In luxury, however, the issue goes beyond compliance: high quality packaging tends to be kept and reused, extending the relationship with the brand. Reuse, in this sense, is not an induced behaviour: it’s a design outcome.

Alessandra Fazio Eleganza e competenza

La presidente dell’Istituto Italiano Imballaggio passa il testimone dopo 4 anni:

“Dall’attività di advocacy al rafforzamento del network, un’esperienza che porterò nel cuore”
Davide

Miserendino, Maria Costanza Candi

Una presidenza nel segno della competenza e dell’eleganza. Alessandra Fazio, in questi quattro anni, ha lasciato il segno sull’Istituto Italiano Imballaggio, lavorando affinché l’associazione di riferimento per l’intera supply chain del packaging uscisse sempre più dalla sua ‘confort zone’ e si accreditasse come interlocutore tecnico di riferimento anche nei palazzi della politica. Una missione che possiamo definire compiuta. In questa intervista di fine mandato, Fazio ripercorre i progetti principali portati avanti in questi anni, che hanno visto l’Istituto e la Fondazione Carta Etica del Packaging protagonisti anche nelle scuole e al centro di importanti iniziative culturali. Ecco cosa ci ha raccontato.

Quali sono stati i progetti più importanti dei suoi due mandati alla guida dell’istituto?

“I progetti realizzati sono stati tanti. Alcuni sono stati dettati dall’evoluzione del contesto normativo, altri facevano parte del mio programma e sono quelli su cui mi sento di aver maggiormente lasciato un segno. Penso, in particolare, al tema dell’advocacy, che ha segnato il mio secondo mandato e ha rappresentato una vera novità rispetto al passato. Abbiamo siglato un accordo con una società esterna che si occupa di queste attività con l’obiettivo di rendere ancora più autorevole e conosciuto l’Istituto Italiano Imballaggio, anche sul fronte istituzionale. Abbiamo seguito questa strada facendo leva su quelli che sono i nostri punti di forza, in particolare la conoscenza tecnico-scientifica. Sempre ponendoci come soggetto indipendente, un tratto che ci caratterizza: noi rappresentiamo tutte le filiere dell’imballaggio, dal produt-

tore al brand owner. Segnalo, poi, l’importante lavoro fatto sulla comunicazione: abbiamo provato a usare di più e meglio i canali social, anche coinvolgendo il personale interno in percorsi formativi e affidandoci, all’inizio, a una società che ci ha aiutato a impostare il lavoro.

Di particolare rilievo anche la commissione sul luxury packaging che ha portato alla stesura di importanti linee guida. Anche in questo caso la voglia di uscire dal nostro consueto perimetro, quello legato all’idoneità del contatto alimentare, è stata determinante. E siamo molto soddisfatti del risultato. Credo che, se in un primo momento fosse quasi inevitabile occuparsi sul contatto alimentare, dal momento che la normativa era tutta concentrata su questo aspetto, oggi ci siamo evoluti, allargandoci anche ad altri settori. Una crescita su cui sento di aver dato un contributo significativo. Sottolineo, infine, che in questi quattro anni il personale dell’Istituto è aumentato e sono state inserite nuove competenze. E che è stato fatto un importante lavoro sull’AI, con la progettazione di un chatbot per la sezione ‘wikipackaging’ del portale”.

Come diceva, l’Istituto abbraccia tutta la filiera. E spesso si insiste sul fatto che un comparto come quello del packaging abbia bisogno di una filiera capace di lavorare in sinergia. Crede che oggi sia più coesa di un tempo?

“Sì, ritengo che lo sia. L’abbiamo visto in modo tangibile: penso, ad esempio, all’incontro che abbiamo organizzato pochi mesi fa in Senato con Giflex, Ucima e altre associazioni di filiera.

C’è un’esigenza di aggregazione che si percepisce in modo sempre più nitido: l’obiettivo è quello di avere una voce più forte, che sia maggiormente tenuta in considerazione. Non che prima

questa necessità non ci fosse, ma c’era la tendenza a muoversi più in autonomia, cercando di portare avanti solo i propri valori e le proprie opinioni. Fare fronte comune, oggi, è un fattore abilitante, dal quale non si può prescindere. Non a caso, quando sono stata rieletta due anni fa avevo messo al centro della mia proposta, oltre all’advocacy, il tema del network. Mi fa piacere che sotto questo punto di vista si veda un’importante evoluzione”.

In questi quattro anni ci sono stati importanti cambiamenti sia sul piano delle regole e della sostenibilità – penso in particolare al PPWR – sia a livello geopolitico, con i conflitti in Ucraina e in Medioriente. Come ha visto mutare le aziende?

“Questo è sicuramente un momento molto sfidante, in cui cambiano le regole del gioco. Se da un lato questa dinamica mette in difficoltà le aziende, però, dall’altro le sta sicuramente facendo crescere. Hanno capito di dover cambiare strategia. E da questo osservatorio posso dire di aver visto emergere una grande capacità di adattamento, che ha portato, di conseguenza, tanta innovazione. Oggi l’innovazione è un driver fondamentale: chi innova meglio e più velocemente occupa una posizione privilegiata nel mercato. Queste sfide, dunque, hanno dato uno scossone stimolando l’evoluzione delle aziende, anche se in una prima fase molti soggetti si erano sentiti smarriti. Quando parlo di innovazione parlo di prodotto, di servizi, ma anche di organizzazione: di come ci si struttura per avere quel ‘quid’ in più che consenta di distinguersi in questo complicato contesto normativo e geopolitico. Possiamo dire che oggi la cosa che conta di più è riuscire a cavalcare l’onda: non basta adat-

tarsi alla normativa, bisogna anticiparla. Ecco perché anche la vita associativa acquista maggior valore: il network diventa fondamentale per riuscire a gestire il cambiamento e a posizionarsi correttamente. In conclusione, quindi, penso di aver fatto il presidente in un momento molto complicato ma al tempo stesso stimolante, che ha visto tante aziende rivolgersi all’istituto, cercare il confronto, portare idee.

Tante delle cose che abbiamo fatto sono nate proprio dalle esigenze degli associati e dalla loro voglia di condividere. Non è un caso, infatti, che il loro numero sia cresciuto, e che i nuovi soci siano arrivati anche da settori come il cosmetico o il lusso, che si sono trovati a fronteggiare nuove problematiche”.

Torniamo all’attività di advocacy, che vi ha visti particolarmente ingaggiati. È soddisfatta di come siete riusciti a interagire con il mondo politico?

“Come associazione notiamo che alcune norme, alcune prescrizioni, possano suonare ottuse e paradossali alle orecchie delle aziende. Questo accade perché non è detto che la politica conosca nel dettaglio certi meccanismi. A volte non ha idea di quale possa essere la conseguenza di una decisione o sottovaluta alcuni aspetti.

Come Istituto Italiano Imballaggio abbiamo provato a lavorare su questo fronte, con l’attività di advocacy, facendoci conoscere dalle istituzioni come ente tecnico, esperto della normativa di settore, capace di dare supporto – appunto – sul piano tecnico scientifico.

Quello che ci interessa, quindi, è sederci ai tavoli tecnici per aiutare i decisori a fare il loro lavoro, scegliendo in modo più consapevole”.

Non solo politica: avete lavorato tanto anche con le scuole, dove siedono i decisori di domani.

“Sì, l’abbiamo fatto con il progetto ‘Packaging: che fantastica avventura’, che stiamo gestendo come Fondazione Carta Etica del Packaging. Nasce dall’esigenza di fare divulgazione, uscendo dal perimetro dei nostri interlocutori storici: abbiamo deciso di rivolgerci, con l’obiettivo di creare sempre più una cultura positiva del packaging, ai ragazzi delle scuole, gli influencer di domani.

Sappiamo che il percepito del packaging, oggi, è sostanzialmente negativo: si parla per lo più di inquinamento. Abbiamo quindi provato a far capire ai ragazzi quali siano le caratteristiche di un packaging, quale il suo valore. Siamo partiti un po’ in sordina; non avremmo mai potuto immaginare un successo come quello che poi si è concretizzato.

Dopo la prima edizione abbiamo deciso di riproporre il progetto e poi lo abbiamo esteso alla scuola secondaria di primo grado. Il format prevedeva cicli di lezioni multimediali, ma anche lezioni in presenza con il nostro personale o i nostri ambassador dalle aziende del territorio. Nel programma sono inclusi anche laboratori creativi e contest, nell’ambito dei quali i ragazzi presentano i loro progetti. Credo sia un bel modo di parlare alle giovani generazioni di packaging e del suo reale valore, stimolando confronti nelle famiglie o con gli amici. L’uscita dalla ‘confort zone’ è stata sicuramente una scelta importante per Fondazione Carta Etica, che si è concentrata, oltre che sul rapporto – solidissimo – con gli esperti del settore, anche su progetti destinati al grande pubblico e con un focus importante sulla sostenibilità sociale”.

Alessandra Fazio e il vicepresidente Osvaldo Bosetti

Come non citare, a fine mandato, il Best Packaging, una formidabile vetrina per l’Istituto.

“Sì, è così. Si è visto chiaramente nelle ultime edizioni: c’è stata un’importante evoluzione. Evoluzione nei progetti, nei premi, nell’approccio all’evento – penso allo speech di Erik Ciravegna che ha aperto questa edizione. Nel Best Packaging vedo tante cose di cui abbiamo già parlato in questa intervista: l’investimento sulla comunicazione, l’apertura ad altri settori, il focus sulla spinta innovativa delle aziende”.

Il ricordo più bello?

“Ne ho tanti. Non voglio essere ripetitiva, ma dico le persone. Sono fatta così, un po’ romantica: per me le persone sono veramente il valore aggiunto. In questi quattro anni ho conosciuto una realtà bellissima. Penso, ovviamente, a chi lavora dentro l’Istituto ma anche a tutte le persone con cui ho avuto occasione di interagire. Per me è stato un viaggio fantastico. Sono arrivata qui, all’inizio, forse in modo un po’ inconsapevole, ma mi sono ritrovata dentro a un’avventura che mi ha davvero arricchita. Ribadisco,

dunque, che il network, la capacità di darsi energia e l’attenzione ai valori nelle nostre attività sono cose che porterò nel cuore”.

Il futuro cosa riserva?

“Sono sicura che Istituto e Fondazione avranno un futuro roseo. Ci sono tanti temi su cui lavorare: siamo in un contesto storico particolarmente stimolante. Come dicevamo prima l’Istituto è cresciuto, anche perché in questo momento così complesso le aziende sentono la necessità di avere qualcuno che possa guidarle su alcuni temi di importanza cruciale. L’associazione ha dimostrato di sapersi aggiornare velocemente per dare ai soci un servizio che rappresenti davvero un valore aggiunto. A chi mi succederà mi sento di dire, insomma, che c’è buon materiale. Non faccio un appello affinché i miei temi siano portati avanti, perché credo che il valore dell’alternanza tra produttori e brand owner che regola la governance dell’Istituto sia anche quello di guardare con occhi nuovi. Mi auguro però che si continui a investire sul network e che continui questo processo di evoluzione”.

Alessandra Fazio Elegance and expertise

The Chair of the Italian Institute of Packaging hands over the baton after four years: “From advocacy to network building, it is an experience I will always treasure”

During a four-year tenure defined by expertise and elegance, Alessandra Fazio has made a lasting impact on the Italian Institute of Packaging. She has pushed the association – the benchmark organisation for the entire packaging supply chain – to step outside its comfort zone and establish itself as a trusted technical voice within the corridors of power. It is a mission that can truly be declared “accomplished”. In this end-of-term interview, Fazio reflects on the key projects pursued during her four years in office –initiatives that saw the Institute and the Ethical Packaging Charter Foundation (Fondazione Carta Etica del Packaging) take a leading role in schools and at the heart of major cultural events.

Looking back at your two terms at the helm of the Institute, which projects do you consider the most significant?

We have achieved a great deal. Some projects arose from changes in the regulatory landscape, while others were central to my personal agenda – and those are the ones where I feel I’ve made the biggest impact. This is particularly true of advocacy, which defined my second term and represented a significant departure from the past. We partnered with an external specialist firm to raise the Institute’s profile and bolster its authority, particularly at an institutional level. Throughout this process, we have played to our strengths, particularly our technical and scientific expertise. At the same time, we have always maintained our status as an

Cavanna (Ucima), Fazio e Palaveri (Giflex)

independent body, representing the entire packaging supply chain from manufacturers to brand owners. Another important focus of our work is communications. We have sought to use social media more effectively, involving our staff in training and initially working with an agency to set our new strategy in motion.

The luxury packaging committee was another highlight, resulting in the drafting of some vital guidelines. Here too, our desire to look beyond our traditional focus on food-contact suitability proved essential, and we’re delighted with the results. While focusing on food contact was perhaps inevitable at first – as that’s where the regulations were concentrated – we have since evolved and expanded our reach into other sectors. I believe I’ve contributed significantly to this growth. Finally, over the last four years, the Institute’s staff has grown and new areas of expertise have been added. Significant work has also been done in the field of AI, including the development of a chatbot for the Wikipackaging section of the portal.

As you mentioned, the Institute covers the entire supply chain. There is constant talk about the need for synergy in the packaging sector. Do you feel the industry is more cohesive now than in the past?

Yes, I believe it is. We’ve seen tangible proof of this, as in the case of the meeting we organised at the Italian Senate a few months ago with Giflex, Ucima and other industry associations. There is a palpable desire for unity; the goal is to speak with a louder and more influential voice. It’s not that the need wasn’t there before, but there used to be a tendency to act independently, focusing solely on individual interests and opinions. Today, presenting a united front is an essential enabling factor; it is something we simply cannot do without. It’s no coincidence that when I was re-elected two years ago, networking was a pillar of my platform alongside advocacy. I’m delighted to see how much progress we have made in that respect.

These four years have brought major shifts, from sustainability regulations like the PPWR to geopolitical turmoil, particularly the

conflicts in Ukraine and the Middle East. How have businesses adapted to these changes?

This is undoubtedly a very challenging time in which the rules of the game are changing constantly. While this puts pressure on companies, it is also forcing them to grow. They’ve come to realise that they have to rethink their strategies. From this vantage point, I have seen a remarkable capacity for adaptation, which in turn has sparked a wave of innovation. Innovation is now a fundamental driver, offering a privileged position in the market to the players who innovate best and fastest. These challenges have acted as a wake-up call, driving evolution despite an initial sense of disorientation among many companies. When I talk about innovation, I mean products and services, but also organisational structures – finding that extra edge that enables companies to stand out in a complex regulatory and geopolitical landscape. What matters most today is being able to ride the wave: it is not enough to simply comply with regulations; you have to anticipate them. This is the added value of being part of an association: a network is fundamental for managing change and achieving effective positioning. In short, I believe I served as Chair during a very difficult but stimulating period –one that saw more companies than ever turn to the Institute for dialogue and ideas. Many of our achievements stemmed directly from our members’ needs and their willingness to cooperate. It is no coincidence that their numbers have grown, with new members joining from sectors such as cosmetics and luxury, which now find themselves facing new challenges.

Returning to advocacy, an area where you have been particularly active, are you satisfied with your engagement with the world of politics?

As an association, we see that some rules and requirements can seem short-sighted or even paradoxical to businesses. This happens because policymakers don’t always understand the finer technical details. Sometimes they have no idea of the consequences of their decisions, or they overlook

key factors. As the Italian Institute of Packaging, we have worked on this through advocacy –establishing ourselves with the authorities as a technical body and an expert in industry regulations, capable of providing technical and scientific support. Our goal is to secure a seat at technical tables, helping decision-makers do their jobs by making more informed choices.

Beyond politics, you’ve also done a lot of work in schools – with the decision-makers of tomorrow.

Yes, we’ve pursued these efforts through a project entitled “Packaging: What a Fantastic Adventure”, led by the Ethical Packaging Charter Foundation. The project stems from the need to raise awareness beyond our traditional audience. With the aim of fostering a positive packaging culture, we decided to reach out to schoolchildren – the influencers of tomorrow. We know that the general perception of packaging today is largely negative, particularly in the context of pollution, so we wanted to help young people understand its true characteristics and value. We started out quite modestly, never imagining that it would become such a huge success. After the first year, we repeated the project and extended it to middle schools. The format included multimedia lessons and in-person sessions with our staff and ambassadors from local firms. We have also organised creative workshops and competitions where students can present their own designs. I believe it’s a wonderful way to talk to the younger generation about packaging and its real value, sparking conversations within families and among friends. Stepping outside its comfort zone was a significant move for the Ethical Charter Foundation, which has focused not only on its solid relationship with industry experts but also on projects aimed at the general public, with a strong emphasis on social sustainability.

As your term draws to a close, we should also mention the Best Packaging contest, which serves as an outstanding showcase for the Institute.

That’s right, and it’s something that has become particularly evident

at recent editions of the event. The projects, the awards and the overall feel of the contest have all evolved, as evidenced by Erik Ciravegna’s opening speech at this year’s edition. Best Packaging encapsulates many of the themes we’ve already discussed: the investment in communications, the openness to other sectors and the focus on corporate innovation.

What is your fondest memory?

I have so many. I don’t want to sound repetitive, but I would say the people. That’s just the way I am – a bit of a romantic: for me, people are the true added value. Over these four years, I’ve found a truly wonderful community here. That includes everyone at the Institute, of course, but also all the people I’ve had the chance to work with. It’s been an incredible journey. I took on this role perhaps not quite knowing what to expect, but I found myself on an adventure that has been truly enriching. The network, the mutual inspiration and the shared values in everything we do – those are the things I will always carry with me.

What does the future hold?

I’m certain the Institute and the Foundation have a bright future ahead. There is so much to work on, and the current landscape is incredibly stimulating. As I mentioned earlier, the Institute has grown because companies feel the need for guidance on crucial issues through these complex times. We’ve shown we can adapt quickly and provide members with a service that genuinely adds value. To my successor, I’d say they have a very solid foundation to build upon. I’m not calling for my specific projects be carried forward, as I believe the strength of the Institute’s governance – rotating between manufacturers and brand owners –lies in the ability to see things with fresh eyes. But I do hope we will continue to invest in the network and keep this evolutionary process alive.

Ripensare il modello di proprietà per la produzione digitale di etichette

Con Ecolyne, Flint Group Digital Xeikon propone una piattaforma basata

su tecnologia a toner secco e su un modello “capacity on demand”

Il modo in cui i converter accedono alla stampa digitale sta cambiando. Ecolyne introduce un nuovo approccio, combinando la tecnologia a toner secco di Flint Group Digital Xeikon con un modello di business che trasforma l’accesso alla capacità produttiva. Progettata come una piattaforma completamente nuova, rende la stampa di etichette di alta qualità più accessibile, soprattutto per chi cerca flessibilità senza grandi investimenti iniziali.

Tradizionalmente, entrare nella stampa digitale richiede costi elevati per l’acquisto delle macchine, oltre a spese continue per manutenzione e consumabili. Ecolyne supera questo ostacolo con un modello in abbonamento “capacity-ondemand”: invece di acquistare la macchina, i clienti pagano una quota mensile per un volume definito di stampa. Il servizio include macchina, assistenza e consumabili, consentendo di allineare i costi alle reali esigenze produttive e di mantenere spese prevedibili.

“Dal punto di vista tecnologico, Ecolyne si basa sull’esperienza Xeikon nell’elettrofotografia a toner secco. Utilizza toner QB standard, sicuri per il contatto alimentare e capaci di garantire una qualità costante”, ci spiega Danny Mertens, Marketing Manager di Flint Group Xeikon.

“Offre una risoluzione fino a 1200 dpi, stampa fino a cinque colori ed è compatibile con diversi supporti, tra cui carta, polipropilene, polietilene e film PET, assicurando versatilità per la produzione moderna”.

Un elemento distintivo è l’attenzione alle funzionalità essenziali. Eliminando caratteristiche avanzate spesso non necessarie, il sistema è ottimizzato per i requisiti fondamentali delle etichette standard. Questa semplificazione consente una soluzione più economica, mantenendo l’affidabilità e la qualità tipiche della tecnologia Xeikon.

Prodotta in Belgio, la macchina sfrutta le competenze globali di Flint Group Digital Xeikon ed è

progettata per integrarsi con soluzioni di finitura tramite partner locali, permettendo di costruire flussi produttivi completi e su misura.

Ecolyne riflette anche le tendenze del mercato: tirature più brevi, tempi più rapidi e maggiore personalizzazione rendono la flessibilità un fattore cruciale. Il modello tradizionale di proprietà può limitarla, soprattutto per le aziende più piccole. Offrendo la stampa come servizio, Xeikon consente ai converter di rispondere più rapidamente al mercato, riducendo al contempo il rischio finanziario.

Con le prime installazioni previste a partire dal 2026 e un lancio iniziale nell’area Asia-Pacifico, Ecolyne rappresenta un nuovo punto di accesso alla stampa digitale di etichette, basato su scalabilità, efficienza e semplicità di adozione.

Rethinking the ownership model for digital label production

With Ecolyne, Flint Group Digital Xeikon introduces a platform based on dry toner technology and a capacity on demand business model

The way converters access digital printing is changing. Ecolyne introduces a new approach, combining Flint Group Digital Xeikon’s dry toner technology with a business model that transforms access to production capacity. Designed as a completely new platform, it makes high quality label printing more accessible, particularly for companies seeking flexibility without major upfront investments.

ensuring versatility for modern label production”.

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Traditionally, entering digital printing requires significant capital expenditure for equipment purchase, along with ongoing costs for maintenance and consumables. Ecolyne overcomes this barrier with a “capacity on demand” subscription model: instead of purchasing the press, customers pay a monthly fee for a defined print volume. The service includes the machine, service and consumables, enabling converters to align costs with actual production needs and maintain predictable operating expenses.

“From a technological perspective, Ecolyne builds on Xeikon’s long standing expertise in dry toner electrophotography. It uses standard QB toner, which is food contact safe and capable of delivering consistent print quality”, explains Danny Mertens, Marketing Manager at Flint Group Xeikon. “The system offers resolutions of up to 1200 dpi, printing in up to five colours, and is compatible with a wide range of substrates, including paper, polypropylene, polyethylene and PET films,

A key differentiating factor is the focus on essential functionality. By removing advanced features that are often unnecessary, the system is optimised for the core requirements of standard labels. This simplification results in a more cost effective solution, while retaining the reliability and quality that characterise Xeikon technology.

Manufactured in Belgium, the press leverages the global expertise of Flint Group Digital Xeikon and is designed to integrate with finishing solutions from local partners, allowing converters to build complete, customised production workflows.

Ecolyne also reflects broader market trends: shorter runs, faster turnaround times and increased personalisation make flexibility a critical factor. Traditional ownership models can limit this flexibility, particularly for smaller businesses. By offering printing as a service, Xeikon enables converters to respond more quickly to market demands while simultaneously reducing financial risk.

With initial installations planned from 2026 and a first launch in the Asia Pacific region, Ecolyne represents a new access point to digital label printing, built around scalability, efficiency and ease of adoption.

Nuovo Regolamento Macchine: comincia il count down per il mondo dell’imballaggio

Dal 20 gennaio 2027 il Regolamento (Ue) 2023/1230 diventerà pienamente applicabile. Un approfondimento sugli impatti concreti per costruttori e utilizzatori di macchine per il packaging

Stefano Nicolussi - Responsabile Area Tecnica Ucima

Ormai ci siamo, ancora pochi mesi e il tanto chiacchierato

Regolamento (Ue) 2023/1230, anche detto Nuovo Regolamento Macchine prenderà piena attuazione, precisamente dal 20 gennaio 2027. La prima ed importante novità sta proprio nella definizione del provvedimento, si è passati da una Direttiva ad un Regolamento, questo porta alla non necessità di attuazione attraverso un decreto-legge del Paese membro, bensì il contenuto sarà applicato così come scritto, a tutto vantaggio dell’uniformità negli obblighi di importatori, fabbricanti e distributori.

Rafforzamento degli obblighi lungo la filiera

In riferimento a questi ultimi, il Regolamento (UE) 2023/1230 rafforza e dettaglia gli obblighi degli operatori economici lungo l’intera catena di fornitura. Fabbricanti, importatori e distributori sono destinatari di obblighi specifici e distinti, in linea con il quadro europeo della vigilanza del mercato.

In particolare, importatori e distributori assumono un ruolo attivo nel garantire che sul mercato siano immesse solo macchine conformi, complete della documentazione e correttamente marcate. Il Nuovo Regolamento amplia e chiarisce l’ambito di applicazione, includendo esplicitamente non solo le macchine tradizionali, ma anche i cosiddetti “prodotti correlati”, quali componenti di sicurezza, attrezzature intercambiabili e dispositivi amovibili di trasmissione meccanica.

Software e cybersicurezza entrano nel perimetro normativo

Un elemento di discontinuità rispetto alla Direttiva 2006/42/CE è il riconoscimento esplicito del ruolo del software: quelli che svolgono funzioni di sicurezza, così come i sistemi

con comportamento auto-evolutivo basati su intelligenza artificiale o machine learning, rientrano pienamente nel perimetro regolatorio quando incidono sulla sicurezza della macchina.

Particolarmente rilevante è l’introduzione di requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute dedicati alla cybersicurezza RESS 1.1.9 “Protezione dall’alterazione” e 1.2.1 “Sicurezza ed affidabilità dei sistemi di comando”. Il Regolamento impone che le macchine siano progettate e costruite in modo da prevenire accessi non autorizzati, manipolazioni e interferenze, intenzionali o accidentali, che possano compromettere la sicurezza dei sistemi di comando. La cybersicurezza diventa quindi un elemento strutturale della valutazione dei rischi e non più un aspetto puramente volontario o contrattuale.

Un altro chiarimento di grande impatto operativo riguarda il concetto di “modifica sostanziale”.

Qualsiasi modifica e qui sta la vera novità, anche di natura digitale o software, che incida sulla sicurezza della macchina comporta l’assunzione del ruolo di nuovo fabbricante da parte di chi la realizza, con conseguente obbligo di nuova valutazione dei rischi, nuova procedura di conformità e nuova marcatura CE. Infine, il Regolamento introduce una nuova struttura per l’individuazione delle macchine ad alto rischio (non è il caso delle macchine per packaging) e consente la digitalizzazione della documentazione tecnica, con obbligo di conservazione decennale, purché la versione cartacea sia resa disponibile su richiesta. Sempre in abito documentazione, questa dovrà coprire anche il software rilevante ai fini della sicurezza, dimostrando il corretto funzionamento delle funzioni di sicurezza e l’assenza di alterazioni che possano portare a compromissioni, nonché un’analisi dei rischi dedicata allo scopo.

Un doppio binario normativo per le macchine digitalizzate

Nel complesso, il Regolamento (Ue) 2023/1230 rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alla Direttiva 2006/42/CE, adeguando il quadro normativo europeo alle trasformazioni tecnologiche in atto.

Da ultimo lasciamo aperta una riflessione verso i nostri fabbricanti. Il Nuovo Regolamento Macchine precede l’applicazione del Cyber Resilience Act di qualche mese (11 dicembre 2027), questi sono due Regolamenti distinti ma coordinati: il primo integra la cybersicurezza come requisito di sicurezza delle macchine, disciplina la cybersecurity dei prodotti con elementi digitali, il secondo.

Per le macchine digitalizzate, spesso si applicano entrambi, condividendo analisi dei rischi, evidenze tecniche e documentazione.

New Machinery Regulation: the countdown begins for the packaging industry

From 20 January 2027, Regulation (EU) 2023/1230 will become fully applicable. An in depth look at the concrete implications for manufacturers and users of packaging machinery

The time has almost come. Just a few months remain before the much discussed Regulation (EU) 2023/1230, also known as the New Machinery Regulation, becomes fully applicable, precisely on 20 January 2027. The first major innovation lies in the nature of the legal act itself: the shift from a Directive to a Regulation. This means that national transposition through a Member State decree is no longer required. The Regulation will apply as written, ensuring greater uniformity of obligations for importers, manufacturers and distributors across the European Union.

Stronger obligations throughout the supply chain

With regard to economic operators, Regulation (EU) 2023/1230 strengthens and clearly defines obligations along the entire supply chain. Manufacturers, importers and distributors are subject to specific and distinct responsibilities, in line with the EU market surveillance framework. In particular, importers and distributors take on an active role in ensuring that only compliant machinery is placed on the market, complete with the required documentation and correct markings. The New Regulation also broadens and clarifies its scope of application, explicitly covering not only traditional machinery but also so called “related products”, such as safety components, interchangeable equipment and removable mechanical transmission devices.

Software and cybersecurity enter the regulatory framework

One of the main elements of discontinuity compared with Directive 2006/42/EC is the explicit recognition of the role of software. Software performing safety functions, as well as systems with self evolving behaviour based on artificial intelligence or machine learning, fully fall within the regulatory scope when they have an impact on machine safety.Particularly relevant is the

introduction of specific essential health and safety requirements relating to cybersecurity: EHSR 1.1.9 “Protection against corruption” and 1.2.1 “Safety and reliability of control systems”. The Regulation requires machinery to be designed and constructed in such a way as to prevent unauthorised access, manipulation or interference—whether intentional or accidental—that could compromise the safety of control systems. Cybersecurity therefore becomes a structural element of the risk assessment process rather than a purely voluntary or contractual aspect.

Another clarification with significant operational impact concerns the concept of “substantial modification”. Any modification, this is the real novelty, including digital or software based changes that affect the safety of a machine, results in the party carrying out the modification being considered the new manufacturer. This entails the obligation to carry out a new risk assessment, a new conformity assessment procedure and to affix new CE marking. Finally, the Regulation introduces a new system for identifying high risk machinery (which does not include packaging machinery) and allows for the digitalisation of technical documentation, with a mandatory ten year retention period, provided that a paper version is made available upon request. As far as documentation is concerned, this must also cover safety relevant software, demonstrating the correct functioning of safety functions and the absence of alterations that could lead to compromise, as well as a dedicated risk analysis for this purpose.

A dual regulatory track for digitalised machinery

Overall, Regulation (EU) 2023/1230 represents a significant evolution compared to Directive 2006/42/EC, updating the European regulatory framework in line with ongoing technological transformation.

In closing, a point for reflection for machinery

manufacturers: the New Machinery Regulation precedes the application of the Cyber Resilience Act by a few months (11 December 2027). These are two distinct but coordinated Regulations. The former integrates cybersecurity as a machine safety requirement, while the latter governs the cybersecurity of products with digital elements. For digitalised machinery, both Regulations often apply in parallel, sharing risk analyses, technical evidence and documentation.

India, un mercato che cresce e chiama tecnologia

La produzione locale copre la fascia bassa delle macchine per il packaging. La domanda di soluzioni avanzate si rivolge perlopiù ai partner europei.

Quanto all’export, i dati

Dopo l’ultimo approfondimento dedicato alla Cina, osservata nella sua dimensione competitiva con Italia e Germania, la nuova puntata della nostra sinergia con Mecs ci porta in India, un Paese che non rappresenta tanto un concorrente diretto dell’industria italiana delle macchine per il packaging quanto piuttosto un mercato di sbocco in rapida espansione.

La differenza è sostanziale: mentre Pechino ha costruito negli anni una capacità produttiva in grado di competere sui segmenti medio bassi, Nuova Delhi si trova in una fase di sviluppo industriale che richiede tecnologia, automazione e affidabilità, elementi che collocano l’Italia in una posizione privilegiata.

A dare manforte a questa nostra lettura interviene il contesto macroeconomico. Secondo il Fondo monetario internazionale, ad esempio, l’India si conferma il motore più dinamico dell’economia mondiale, con una crescita prevista al 6,5% nel 2026 e nel 2027. La Cina, al contrario, rallenta: dopo anni di espansione impetuosa, scende al 4,4% nel 2026 e al 4% nel 2027, frenata dalle tensioni commerciali internazionali, in particolare dagli effetti della guerra in Iran.

Italia e Germania: due traiettorie simili L’India, dal canto suo, non sottrae quote di mercato all’Italia, ma di certo assorbe tecnologia. Il mercato indiano delle macchine per il packaging vale oggi 2,309 miliardi di euro e raggiungerà i 2,547 miliardi nel 2029, con un tasso di

crescita composto del 2% nel periodo 20252029.

La struttura del mercato è “rivelatrice”: circa il 66% della domanda è coperta da produzione locale, mentre il restante 34% proviene dall’estero.

All’interno di questa quota, l’Italia rappresenta circa l’8% delle importazioni, mentre il resto è distribuito tra Germania e altri Paesi. È un equilibrio che mostra come l’India stia costruendo un proprio tessuto produttivo, ma che allo stesso tempo riconosca il valore della tecnologia europea nei segmenti più avanzati.

Anche i dati Istat, che coprono circa l’80% delle

Luca Baraldi, Generoso Verrusio

proiezioni export raccolte dal centro studi Mecs, ci permettono di leggere con precisione il ruolo dell’Italia in questo scenario.

L’export italiano di macchine per il packaging cresce da 5,09 miliardi nel 2020 a 6,52 miliardi nel 2024, con una previsione di 6,61 miliardi nel 2025 e un Cagr del 5,4% nel periodo 20202025. All’interno di questo quadro, l’India emerge come uno dei mercati più dinamici: le esportazioni italiane verso il Paese passano da 88,8 milioni nel 2020 a 168,1 milioni nel 2023, raggiungono 179,9 milioni nel 2024 e si attestano a 155,8 milioni nel 2025.

La Germania segue una traiettoria simile ma

più irregolare. Le esportazioni tedesche verso l’India crescono da 83,3 milioni nel 2020 a 150,6 milioni nel 2022, raggiungono un picco di 238,6 milioni nel 2023 e scendono a 176,9 milioni nel 2024. La volatilità è maggiore rispetto all’Italia, ma il dato complessivo conferma che i due Paesi europei presidiano stabilmente la fascia alta del mercato indiano.

L’export indiano cresce, ma resta lontano dagli standard europei

L’India esporta macchine per il packaging per 157,9 milioni nel 2020, 220,4 milioni nel 2023 e 256,8 milioni nel 2024, con una previsione di 277,5 milioni nel 2025 e un Cagr dell’11,9%.

È una crescita significativa, ma su valori anco-

ra troppo contenuti per rappresentare una “minaccia” competitiva per Italia e Germania. La qualità media dei macchinari indiani rimane inferiore agli standard europei, e la loro diffusione è concentrata in mercati emergenti dove il prezzo è il principale driver di scelta.

In prospettiva, dunque, l’India non è un competitor ma un acceleratore o, meglio, un incubatore di tecnologia europea.

È un mercato che cresce più della media mondiale e che continuerà a rivolgersi ai fornitori europei per i segmenti più avanzati.

India: a growing market calling for technology

Local production covers the low-end segment of packaging machinery. Demand for advanced solutions is largely directed towards European partners. As for exports, the data show Italy on a growth path and Germany more volatile

Local production covers the low-end segment of packaging machinery. Demand for advanced solutions is largely directed towards European partners. As for exports, the data show Italy on a growth path and Germany more volatile by Luca Baraldi and Generoso Verrusio

After our most recent in-depth analysis focusing on China, examined in terms of its competitive relationship with Italy and Germany, the new chapter in our collaboration with Mecs takes us to India – a country that represents not so much a direct competitor to the Italian packaging machinery industry as a rapidly expanding destination market.

The difference is substantial: while Beijing has, over the years, built up a production capacity capable of competing in the lowto-mid segments, New Delhi is at a stage of industrial development that calls for technology, automation and reliability – factors that place Italy in a privileged position.

This interpretation is reinforced by the macroeconomic context. According to the International Monetary Fund, India continues to be the most dynamic engine of the global economy, with growth forecast at 6.5% in both 2026 and 2027. China, by contrast, is slowing down: after years of rapid expansion, growth is expected to fall to 4.4% in 2026 and 4% in 2027, constrained by international trade tensions, in particular the effects of the war in Iran.

Italy and Germany: two similar trajectories

For its part, India does not take market share away from Italy, but it certainly absorbs technology.

The Indian packaging machinery market is currently worth €2.309 billion and is expected to reach €2.547 billion by 2029, with a compound annual growth rate of 2% over the 2025–2029 period.

The structure of the market is revealing: around 66% of demand is met by local production, while the remaining 34% comes from abroad. Within this share, Italy accounts for around 8% of imports, with the remainder split between Germany and other countries.

This balance shows how India is building its own manufacturing base, while at the same time recognising the value of European technology in the more advanced segments. Istat data – covering around 80% of the export figures collected by the Mecs Research Centre – also allow us to assess Italy’s role in this scenario with precision. Italian exports of packaging machinery grow from €5.09 billion in 2020 to €6.52 billion in 2024, with a forecast of €6.61 billion in 2025 and a CAGR of 5.4% over the 2020-2025 period.

Within this framework, India emerges as one of the most dynamic markets: Italian exports to the country rise from €88.8 million in 2020 to €168.1 million in 2023, reach €179.9 million in

2024 and stand at €155.8 million in 2025. Germany follows a similar but more irregular trajectory. German exports to India increase from €83.3 million in 2020 to €150.6 million in 2022, peak at €238.6 million in 2023 and fall to €176.9 million in 2024.

Volatility is greater than in Italy’s case, but the overall picture confirms that the two European countries consistently occupy the high end of the Indian market.

Indian exports are growing, but remain far from European standards

India exports packaging machinery worth €157.9 million in 2020, €220.4 million in 2023 and €256.8 million in 2024, with a forecast of €277.5 million in 2025 and a CAGR of 11.9%.

This is significant growth, but from levels still too limited to pose a competitive “threat” to Italy and Germany.

The average quality of Indian machinery remains below European standards, and their presence is concentrated in emerging markets where price is the primary decision driver. Looking ahead, therefore, India is not a competitor but rather an accelerator – or better, an incubator – of European technology. It is a market growing faster than the global average and one that will continue to turn to European suppliers for the most advanced segments.

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