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D.ANTHEA Magazine n°11

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L’ organismo di formazione d.ANTHEA, Associazione senza scopo di lucro costituita nel 2002, opera in regime di convenzione con Istituzioni e Enti Locali. Le due sedi formative (Modugno e Scorrano) sono state accreditate con la Deliberazione della Giunta Regione Puglia del 29 dicembre 2004, n. 2023 (BURP n.9 del 18.01.2005) “Istituzione dell’elenco regionale delle sedi operative accreditate per la realizzazione di attività formative finanziate con fondi pubblici” ai sensi dell’art. 25, comma 1 della L.R. n. 15 del 7 agosto 2002”, e successiva n. 1816 del 4 agosto 2010, (BURP n. 138 del 25/agosto/2010) per tutte le macrotipologie: .: obbligo formativo .: formazione superiore .: formazione continua .: formazione area svantaggio La d.ANTHEA risulta in regola con l’assolvimento degli obblighi legislativi e contrattuali in materia di contribuzione (DURC) e in materia di disciplina del diritto al lavoro dei disabili, ai sensi dell’art. 17 della Legge n.68/1999. Le Agenzie formative (Modugno e Scorrano) e la Sede di Coordinamento Organizzativo e Amministrativo di Lecce della d.ANTHEA sono certificate (n.CERT-18185-2007-AQ-BRI-SINCERT) in conformità ai requisiti della norma per i Sistemi di Gestione per la Qualità UNI-EN ISO 9001:2008 (ISO 9001:2008) dalla DNV DET NORSKE VERITAS.


Il corso! denominazione

OPERATORE GRAFICO (nel settore animazione, fumettistica e educational publishing per applicazioni Information Comunication Technology)

finanziamento

POR PUGLIA 2000/2006 ASSE III Risorse Umane - Misura 3.2 AZIONE a) - Avviso 0F/2008 DD. n. 796 del 5 giugno 2008 (BURP n. 92 del 12-6-2008) approvazione DD n. 2318 del 27.11.08 (BURP n. 188 del 4-12-2008) ATTIVITA’ FORMATIVE COFINANZIATE DAL FSE, DAL M.L.P.S., E DALLA REGIONE PUGLIA

settore

GRAFICA, EDITORIA, APPLICAZIONI ITC

organismo

D.ANTHEA

sede

Agenzia formativa 70126 MODUGNO (BA), viale della Repubblica – tel. 080.5367753

durata

3.600 ore di cui 600 ore di stage

destinari/e

n° 18 giovani in possesso del titolo di studio di diploma di scuola media inferiore e con età inferiore ai 18 anni, in obbligo scolastico e formativo

profilo professionale

L’OPERATORE GRAFICO (nel settore dell’animazione fumettistica e educational publishing) è specializzato nella progettazione grafica e nel design di testi, prodotti multimediali, e materiale grafico-pubblicitario. Opera in diversi campi: settore editoriale per l’illustrazione di libri per l’infanzia o per adulti, per le pubblicazioni scientifiche, naturalistiche o fantastiche; settore dei fumetti e copertine di libri e dischi; settore pubblicitario, per campagne stampa, cataloghi, depliant, packaging; settore del cinema d’animazione, con cartoni animati, filmati didattici, scenografie, sigle e filmati per la pubblicità. Conosce i linguaggi e le tecniche specifiche, applicabili all'illustrazione, al fumetto all'animazione, alla computer grafica. Ha un'ampia conoscenza dei principali formati grafici utilizzati sul Web, dei principali pacchetti per lo sviluppo ed impaginazione delle pagine web e dei software di grafica e di fotoritocco e delle più innovative tecniche di editing. Opera e collabora nell'area della comunicazione, utilizzando i diversi canali (es., stampa, internet, intranet, televisione, radio, etc..), integrando i diversi prodotti multimediali.

certificazione

Attestato di qualifica (L.54/78 – L.R. 15/2002)

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Gli/Le allievi/e! ALIZZI MARIANNA Bari (Ba) 1993, Marianna è una ragazza predisposta a lavorare in equipe, è sempre disponibile e ha sempre dimostrato un elevato livello di maturità.

ALTAMURA PIERLUIGI Modugno (Ba), 1993 Pierluigi è un ragazzo molto dinamico. Si distingue per le sua spiccata predisposizione all’informatica e alle materie scientifiche (in primis, la matematica). Un ragazzo molto preparato, attento alle novità e con tanta voglia di lavorare. Notevole la sua capacità di adattamento.

BEN HAMED AIDA Modugno (Ba), 1992 Partecipazione, bravura ed impegno sono gli ingredienti principali che Aida applica in classe e nelle attività di stage. Può essere considerata, a giusto titolo, un’alunna “modello”, responsabile, scrupolosa, preparata.

BOLOGNINO VALENTINA Bari, 1994 Forte, Dinamica, Coscienziosa, Flessibile, Disponibile. Questa è Valentina! Una ragazza affidabile e con spiccante capacità relazionali e comunicative. Per usare un’espressione lessicale comune, è la classica ragazza “in gamba”, con forte capacità di problem solving ed orientamento alla creatività. Vivacissima e determinata, è – di contro- anche una ragazza responsabile e matura.

BOTEGA CHIARA Bari, 1993 Allegria, creatività e capacità di problem solving sono le doti che costantemente Chiara manifesta all’interno del gruppo. E’ dotata di una buona capacità di ascolto e di adattamento. Mostra sempre grande entusiasmo in ciò che fa. Sensibile e dolce da un lato, intraprendente e determinata dall’altro.

COSTANZO CATERINA Bari,1991 Catiana (così come si fa chiamare dai suoi amici) è una ragazza dotata di un forte senso di responsabilità e disponibilità. Ha un’ottima predisposizione al lavoro in equipe. E’ quella che si definisce, a pieno titolo, una “ragazza matura” a cui si aggiunge la sua voglia ed il suo interesse per l’approfondimento delle diverse discipline e la passione in tutto quello che fa.

DE GIGLIO DOMENICO Bari, 1991 Domenico è un ragazzo dinamico e molto creativo. E’ sempre molto disponibile, è dotato di spiccanti capacità relazionali e dimostra tanta passione per il disegno. E’ quello che si potrebbe definire un ragazzo “intraprendente”: scaltro, sveglio, vivace.

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DE MARZO DANILO Bari, 1993 Danilo è un ragazzo molto allegro e sveglio. E’ dotato di buone capacità relazionali e spirito di iniziativa. Le competenze apprese durante lo stage, gli hanno permesso di specializzarsi nelle tecniche graficofotografiche.

DEBENEDICTIS UMBERTO Grumo Appula (Ba), 1992 Umberto si distingue per le sue spiccanti doti artistiche. E’ un ragazzo dinamico, intraprendente e coinvolgente. E’ un ragazzo affidabile. Sa sempre far emergere le sue doti con umiltà e discrezione.

MANDUCA NICOLA Modugno (Ba), 1992 Senso del dovere e di responsabilità sono le doti principali di Nicola. E’ un ragazzo motivato, molto preciso e con ottima capacità di ascolto. E’ lo studente che tutti gli Istituti scolastici vorrebbero avere : interessato, attento, riflessivo. E’ un giovane su cui si può contare: sempre e comunque!

PETRONI EMILIO Bari, 1993 Emilio è un ragazzo dinamico e affidabile, con una buona predisposizione al lavoro in team. A ciò si aggiungono anche spiccate capacità di ascolto. E’ quello che si definisce un “giovane riservato”, ma allo stesso tempo determinato e perseverante.

SCIGLIUTO JLENIA Genova (GE), 1994 Jlenia è una ragazza molto timida ma è riuscita, nel tempo, a migliorare le capacità relazionali e comunicative. E’ dotata di una buona capacità di ascolto e di elaborazione di concetti trasmessi. Ha spiccato senso del dovere e del rispetto delle regole. Ha ottima capacità di apprendimento e di preparazione professionale.

STALLONE FLORIANA Modugno (Ba), 1994 Floriana è una ragazza volenterosa e vivace. Nel lavoro di gruppo è sempre coinvolgente e creativa. A ciò si aggiunge anche la sua ottima capacità di adattamento e di problem solving. Sa districarsi in ogni situazione. E’ connotata da forte entusiasmo in tutto ciò che fa. Ha una grande voglia di lavorare.

STALLONE SABRINA Bari, 1992 Una ragazza solare, piena di energia, con buone proprietà di linguaggio e tanta passione per il disegno. Ha una forte sensibilità e un alto livello di maturità. E’ una ragazza intraprendente e con tanta voglia di lavorare e di impegnarsi.

TURTURRO DOMENICO Bari , 1992 Domenico è un ragazzo allegro e socievole. Ha tanta voglia di mettersi in gioco. Spirito di iniziativa, vivacità ed ironia sono le doti che maggiormente lo contraddistinguono maggiormente.

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I FUMETTI: NON SOLO “COSA DA RAGAZZI”…! di Gina Lilia Delfina Pesce (*)!

Come Istituzione formativa ed educativa ci poniamo spesso il problema di trovare sempre nuove ed efficaci strategie didattiche per motivare all’apprendimento, per stimolare alla riflessione, per far “capitalizzare” conoscenze, per promuovere l’”adultità” dei nostri allievi, per potenziare e conoscenze e skills professionali. Educare, far riflettere e trasmettere contenuti culturali e formativi senza “appesantire” con accademiche e pedanti nozioni, ma coinvolgere “divertendo” sono le giuste dosi di una ricetta pedagogica che trova nel fumetto educativo il suo principale e fondamentale ingrediente. Se è vero che un’immagine vale più di mille parole, crediamo che una storiella raccontata da qualche fumetto possa valere più di mille discorsoni fatti da esperti… Il valore delle vignette come veicolo d’insegnamento sta proprio in questo: il lettore si diverte e grazie a ciò è più disponibile ad apprendere. I fumetti possono catturare e mantenere l’interesse del lettore grazie alla sollecitazione e “persistenza visiva” delle immagini. Il fumetto può fungere, inoltre, da ponte verso discipline e concetti difficili, sviluppando le capacità analitiche e critiche del pensiero. Il supporto visivo aiuta a memorizzare, rende l’apprendimento più piacevole e facile, possiede un’elevata valenza educativa in quanto “strumento” di comunicazione più diretto ed esemplificativo. Un fumetto può essere altamente educativo ed “istruttivo” perché in grado di rendere alcune tematiche complesse (si pensi, al tema della sessualità, ai problemi che riguardano i giovani, come le dipendenze da alcool e droghe, alle malattie sessualmente trasmissibili, etc..), maggiormente “accessibili” ai (pre)adolescenti; perché si configura quale strumento atto a far riflettere su temi e problematiche quotidiane attraverso la semplicità e l’immediatezza del disegno e della grafica; perché può illustrare una battaglia antica, una tematica scientifica, personaggi storici del passato, un argomento scientifico e/o tecnico con approccio ludico-educativo.

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E così, l’utilizzo del fumetto in chiave didattica, se da un lato ci ha dato la possibilità di ascoltare e leggere le storie dei nostri ragazzi come lettori attenti e come educatori consapevoli, dall’altro ha offerto ai nostri ragazzi una più appassionante visione del mestiere dell’operatore grafico specializzato “in fumettistica ed in educational publishing”. C’è sempre qualcosa da imparare nel fumetto. E’ il fumetto, che a volte può essere uno strumento davvero impareggiabile per trasmettere informazioni o insegnare qualcosa. Noi formatori abbiamo imparato! Abbiamo imparato il modo di comunicare dei nostri alunni attraverso il racconto disegnato di personaggi inventanti che però affrontano le storie secondo il punto di vista dei giovani sceneggiatori. Abbiamo imparato ad incuriosire, entusiasmare, stimolare l’immaginazione dei nostri ragazzi. Abbiamo imparato a leggere pagine dai contenuti culturali e “seriosi”, con un pizzico di sano svago e divertimento. I nostri ragazzi hanno imparato! Hanno imparato a utilizzare il fumetto come strumento di promozione attraverso cui veicolare messaggi di valenza sociale. Hanno imparato a studiare la storia, la matematica, le scienze, etc.. in modo creativo ed innovativo, sforzandosi di spiegare tematiche anche complesse, attraverso balloon, sceneggiature, personaggi immaginari, battute spiritose, una grafica accattivante, disegni “letterari”. Hanno imparato e ci hanno insegnato… Una sperimentazione continua… la nostra, basata su una collaborazione tra docenti, formatori ed alunni per la costruzione condivisa di percorsi di apprendimento, di cultura e conoscenze affrontati in modo interattivo, creativo e “divertente”, sulla condivisione di un percorso di crescita educativa e culturale dei nostri giovani studenti che – partendo da una “cosa da ragazzi- abbia condotto ad un nuovo modo di “leggere” il mondo… un mondo a colori e che ri-educhi al pensiero critico.

(*) Gina Lilia Delfina Pesce, laureata in lettere, formatrie con elevata seniority, direttrice dell’Agenzia Formativa D.ANTHEA di Mudugno (BA)

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Pronto, 118?! cortometraggio!

Il video-teatro come strumento per la formazione: laboratorio di video-teatro realizzato nel corso OBF08 “Operatore Grafico”Modugno

Chi si occupa di teatro, ma soprattutto chi se ne occupa all’interno della formazione scolastica, dovrebbe costruire con molta attenzione le dinamiche che determineranno ex-post quelle parole già scritte che sono lì a testimoniare l’interazione con altri personaggi e situazioni. Questo è uno dei metodi adatti all’apprendimento del testo in modo profondo e sensato piuttosto che mnemonico e meccanico. Un tipo di apprendimento che metta in gioco la continua attenzione dello studente non offrendogli l’appiglio a qualcosa di già confezionato da dover ripetere passivamente. La partecipazione attiva dello studente produrrà un continuo approfondimento della conoscenza di quel che accade nel racconto, dei contenuti essenziali del testo, delle motivazioni profonde che creeranno quelle implicazioni fra personaggi e situazioni alle quali potrà contribuire con la sua conoscenza dell’esperienza umana, diretta o indiretta che sia. In genere, con rare eccezioni, le recite scolastiche sono realizzate senza molto riguardo per quelli che sono i principali temi dell’azione teatrale come l’uso della voce, il gesto, le dinamiche, la struttura del racconto. Di fatto i materiali essenziali alla realizzazione di un’azione teatrale sono un qualsiasi spazio vuoto e le persone. Il teatro è “qualsiasi spazio vuoto”. Anche una semplice aula può essere un teatro. Il punto è che l’uso di un semplice spazio ci dovrebbe indicare i modi e metodi di realizzazione più adatti allo stesso, e cioè i più adeguati per ottenere i migliori risultati possibili adattandoci ad esso. Tutto quello che necessità all’azione scenica sono le persone e gli spazi. Per il laboratorio di video-teatro, si è infatti preferita la forma del testo “aperto”, il canovaccio, ovvero una trama scritta il cui sviluppo rimanga affidato all’improvvisazione degli attori. L’efficacia di questa scelta è quindi legata a questioni didattiche (contenuti e tecniche), pratiche (persone, spazi e risorse) ma anche estetiche (forma e stile). Il punto centrale di queste drammatizzazioni basate sull’improvvisazione dei fruitori del corso è da rintracciarsi nei temi scelti dai ragazzi, dalla capacità degli stessi di tradurre in narrazione e dalla fattibilità della realizzazione. Durante le prime giornate di laboratorio si è partiti dall’approfondimento dei temi scelti dai ragazzi, dal mettere a fuoco l’idea centrale delle scene o dei racconti presi in esame.

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Il laboratorio, nella fase iniziale, è stato condotti sul doppio binario dell’approfondimento delle narrazioni specifiche e dell’acquisizione dei rudimenti di espressione corporea e vocale necessari all’azione scenica, spostando continuamente l’attenzione da una fase all’altra senza creare cesure. La drammatizzazione (ovvero il breve cortometraggio realizzato dagli alunni) è intitolato “Pronto? 118?”, prendendo spunto da un fumetto realizzato in aula precedentemente da due allievi del corso. In una delle prime improvvisazioni, una delle studentesse ha proposto il tipo di una “giovane donna” un po’ superstiziosa, che spensieratamente decideva di fare una passeggiata durante la pausa dal lavoro. Questa giovane donna un po’ brontolona e con un gran temperamento ad un certo punto viene presa da un malore. A questa “giovane donna” si contrapponeva il tipo di un “passante”, un ragazzo semplice, proposto da un’altro studente che, in modo inatteso a giudicare dalla sua semplice scostumatezza, trovava i modi per essere attivo e funzionale al primo soccorso da portare alla giovane donna. Nei successivi incontri questa polarità, creata durante quella prima improvvisazione “situazionistica”, diede modo d’inserire altre proposte di tipi e caratteri dei personaggi quali la telefonista del 118, l’autista dell’ambulanza, i portantini, componendo un articolato microcosmo di persone a noi familiari o per esperienza diretta o per conoscenza di terze persone. La vicenda che andava quindi delineandosi poteva essere posta nel contesto verosimile dei nostri giorni. Una volta creati i personaggi, attraverso le improvvisazioni degli studenti, le caratteristiche di questi tipi sono state puntualizzate attraverso il confronto e la discussione. Affinché gli studenti potessero avvantaggiarsi di un maggiore ventaglio di esempi, gli stessi ruoli sono stati provati, volta per volta, da più persone. Questa metodologia che apparentemente sembra dispersiva poiché impegna più individui sugli stessi ruoli, è invece servita proprio a non cristallizzare ed impoverire le sfaccettature dei diversi personaggi. Infatti il fissare un ruolo con un solo interprete, soprattutto se alle prime armi, riduce le sue capacità di autovalutazione sulla propria performance e inficia la possibilità di far crescere quel ruolo. Per preservare il lavoro da tali errori si è preferito quindi far ruotare i ruoli facendo in modo che ognuno degli interpreti potesse approfittare, come spettatore, delle performance dei colleghi per poterne valutare pregi e difetti, tesaurizzando l’esperienza da spettatore al fine di migliorare quella di attore. I vantaggi di questo metodo di lavoro sono molteplici: la possibilità di osservazione e di auto-osservazione, così necessarie alla crescita nelle performance espressive; la possibilità di spezzare la performance e di concentrarsi sulla qualità della stessa; la possibilità di ripresa dell’azione da più punti di vista; il fatto che un’azione videoripresa si possa guardare in un momento differito dalla sua realizzazione; il fatto che, pur realizzato in uno spazio molto piccolo, possa poi esser visto da un pubblico molto più numeroso; la straordinaria possibilità di essere pubblicato sul web. E così, dopo aver completato il cortometraggio, si è provveduto ad un’attività di video montaggio (video-edititng) per la successiva pubblicazione dello stesso anche on line. Disponibile su: http://www.youtube.com/watch?v=Yz0Hy9o41wE

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LegalitĂ spiegata ai giovani!

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Giovani e Legalità! di Massimo Vitone (*)! Il rispetto della legalità è il fondamento della democrazia: se si rispetta la legge, si rispetta la sovranità popolare, cioè la possibilità riconosciuta a tutti i cittadini di partecipare alle decisioni che riguardano la collettività attraverso l’esercizio del voto. E’ questo uno dei principi fondamentali della Costituzione italiana, la legge a cui tutte le altre leggi debbono conformarsi. Che cosa si intende per “legalità"? Sinteticamente essa vuol dire "soggezione alla legge", o anche "rispetto della legge". Il “principio di legalità” si applica a tutti i livelli di governo: globale, europeo, nazionale, regionale, locale. Approfondire il significato della legalità e guardare ad essa attraverso le proprie azioni quotidiane costituisce dunque un indispensabile bagaglio culturale soprattutto per la formazione delle giovani generazioni chiamate ad innovare la società e a governarne, con una nuova e consapevole responsabilità, i cambiamenti. Infatti, solo testimoniando la democrazia e la legalità con le parole e l’esempio si può dare un contributo costruttivo all’educazione dei giovani al rispetto delle regole e alla comprensione del loro immenso valore. L’educazione alla legalità è particolarmente necessaria in realtà, come quelle dell’Italia Meridionale, in cui lo Stato spesso arretra a favore delle organizzazioni criminali. In tali luoghi, - a causa del degrado, del disagio, dell’emarginazione socioeconomica, - il fenomeno della trasgressione della legge è assai diffuso e per lo più rimane impunito. Il cittadino onesto si sente abbandonato a se stesso. Ma è possibile vivere la legalità in luoghi come la Sicilia, la Calabria, la Campania, e la Puglia? E’ innanzitutto necessario sviluppare una politica adeguata di sostegno, anche economico, alle famiglie in grado d’ispirarla ai valori tradizionali di un tempo coinvolgendo il volontariato religioso e non (quanto sarebbe utile riaprire o potenziare i vecchi oratori!)

Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.

(citato in Giuseppe Ayala, Chi ha paura muore ogni giorno, Mondadori)

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Poi è la scuola ad essere chiamata a fare la sua parte facendo diventare l’educazione alla legalità il motivo conduttore di tutta la formazione che accompagna il bambino all’età adulta.

Vi sono poi interventi peculiari per i ragazzi “a rischio di devianza”, - che vengono da esperienze di disagio sociale, -quali i “centri di aggregazione giovanile”. In essi, con una organizzazione che vede fortemente protagonisti gli stessi ragazzi, si svolgono attività riguardanti l’arte, la musica, lo sport e, dunque, il tempo libero dalle obbligazioni scolastiche o di lavoro.

Nel centro ci sono spazi idonei e autonomi per la creatività e la socializzazione. Si cerca di far sperimentare ai ragazzi le loro passioni naturali.

I centri di aggregazione giovanile possono essere gestiti direttamente dai Comuni o affidati ad un’associazione di famiglie o al volontariato.

I centri si caratterizzano per l’offerta di ospitalità ai diversi, per i linguaggi con cui i giovani comunicano tra loro (musica, poesia, pittura, teatro, danza, sport, videografica, animazione) oltre che per la comunità delle persone. Nel centro d’aggregazione è possibile programmare corsi di lingua, fotografia, laboratori, spettacoli, concerti concomitanti con gli eventi locali, nazionali e internazionali diffondendo un’informazione virtuale ad hoc [internet, intranet, blog, siti, network] che riguarda il mondo del lavoro, le cooperative sociali, le associazioni di volontariato, ecc.

I centri attraggono perché i giovani li percepiscono come luoghi in cui si sentono a casa loro, grazie agli spazi di dialogo e di osmosi con il territorio.

Concludendo: violare la legge non è un fatto privato. Perciò, occorre mobilitare le coscienze dei giovani aiutandoli a scegliere itinerari di studio e d’impegno sociale che promuovano lo sviluppo della dignità di ciascuno come difesa contro la criminalità.

(*) Massimo Vitone, avvocato e dirigente di partito, formatore con elevata seniority ed esperto politiche sociali

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I Pensieri …!

La legalità è una cosa che serve per vivere bene. Senza leggi non vivremo perchè tutti fanno cosa vogliono e ci sarebbe il caos in tutto il mondo. Però ci sono leggi che sono inutili. Pierluigi Altamura La legalità è il rispetto per le leggi. Senza legalità sarebbe un casino. Emilio Petroni La legalità nel mondo è indispensabile. Snza legalità sarebbe tutto disordinato. Danilo De Marzo La legalità, per me, è una regola che tutti devono rispettare per esser tutti d’accordo e comportarsi correttamente. Marianna Alizzi La legalità è un pensiero indispensabile per tenere anche le strade, i luoghi pubblici, ecc… puliti. Jlenia Scigliuto La legalità è il rispetto della legge indispensabile. Ecco perché dobbiamo rispettarle tutti. Floriana Stallone La legalità è il rispetto della legge, necessario per la vita di ogni tipo di persona. Chiara Botega La legalità, secondo me, è qualcosa che lega persone e popoli che seguono un determinato tipo di regole basate sul rispetto reciproco verso il prossimo e verso tutto l’ambiente che ci circonda. Persone e popoli che collaborano, così, insieme per poter salvaguardare la nostra vita di oggi e migliorarla per il futuro. È un fatto di positività e di umanità che arricchisce noi stesi e le altre future generazioni che si susseguiranno. Aida Ben Hamed La legalità serve per vivere tutti insieme nella stessa comunità, se non ci fosse la legalità, tutti farebbero i propri interessi e - così - ci sarebbero molte guerre tra i cittadini. Umberto Debenedictis Per legalità si intende rispettare le leggi, cioè le regole che un insieme di persone si da’ per una migliore convivenza. quindi, sarebbe bene che tutti le rispettassero, altrimenti non si vivrebbe una vita tranquilla. Nicola Manduca Per me la legalità è il rispetto delle leggi ed è il modo migliore per il rispetto anche dell’ambiente che ci circonda e dell’ordine. In questo modo c’è più organizzazione del paese e ci sono più servizi a disposizione, pagando le tasse ovviamente. Sabrina Stallone Secondo me la legalità è molto fondamentale perché senza regole non si può vivere bene. E se non rispettiamo le regole, non rispettiamo neanche noi stessi. Caterina Costanzo La legalità serve per rispettare alcune leggi che sono giuste, ma lo stato le vuole sostituire per vivere ancora meglio. Domenico Turtutto La legalità è il rispetto delle leggi collettivo tra le persone. Senza regole i cittadini farebbero quello che vogliono e ci sarebbe un caos mondiale. Senza legalità non saremmo tranquilli per paura di qualche attentato. Domenico De Giglio

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Ci chiediamo …! Se non c’e’ giustizia a che serve la legalità? Ma la mafia si può sconfiggere? In quali settori si fa sentire di più l ‘ assenza di legalità? Perché si dice fatta “la legge trovato l ‘inganno”? Senza legalità nulla cambia. Ma cosa non è cambiato?

Perché si continua a morire a lavoro? Non ci sono leggi per evitarlo? Perché tante persone tra magistrati e forze dell’ordine sono morti ma la mafia resta? Perché ci sono città molto inquinate come Taranto e i tumori aumentano. Non è illegalità anche quella? E noi ragazzi cosa possiamo fare?

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Il corso! denominazione

INSTALLATORE E MANUTENTORE DI IMPIANTI ELETTRICI (settore illuminotecnica e audiotecnica)

finanziamento

POR PUGLIA 2000/2006 ASSE III Risorse Umane - Misura 3.2 AZIONE a) - Avviso 0F/2008 DD. n. 796 del 5 giugno 2008 (BURP n. 92 del 12-6-2008) approvazione DD n. 2318 del 27.11.08 (BURP n. 188 del 4-12-2008) ATTIVITA’ FORMATIVE COFINANZIATE DAL FSE, DAL M.L.P.S., E DALLA REGIONE PUGLIA

settore

ELETTROTECNICA-ILLUMINOTECNICAAUDIOTECNICA

organismo

D.ANTHEA

sede

Agenzia formativa 73020 SCORRANO (LE), via Bellagreca – tel. 0836.460746

durata

3.600 ore di cui 600 ore di stage

destinari/e

n° 18 giovani in possesso del titolo di studio di diploma di scuola media inferiore e con età inferiore ai 18 anni, in obbligo scolastico e formativo

profilo professionale

L’INSTALLATORE E MANUTENTORE DI IMPIANTI ELETTRICI (nel settore Illuminotecnica e audiotecnica ) è una figura professionale in grado di interpretare il disegno tecnico/schema costruttivo di un impianto elettrico;individuare i materiali, i componenti, gli strumenti necessari e funzionali alle lavorazioni da eseguire; individuare e adottare le principali tecniche di collaudo degli impianti installati, individuando e revisionando eventuali anomalie; tradurre gli interventi effettuati in dati ed informazioni necessarie alla dichiarazione di conformità dell’impianto; leggere e interpretare progetti di allestimento, piani-luce e schemi tecnici dell’impianto illuminotecnico da realizzare;definire un piano per la realizzazione delle luci sulla base del progetto fornito (piante, disegni, movimentazioni);riconoscere e applicare la configurazione più efficace per l’utilizzo dell’impianto audio in relazione alla realizzazione dello spettacolo; individuare le modalità con cui utilizzare il materiale in dotazione; utilizzare tecniche di riproduzione e diffusione del suono in relazione allo spazio scenico

certificazione

Attestato di qualifica (L.54/78 – L.R. 15/2002)

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Gli allievi! Filippo Luca 1993, Scorrano (LE) Luca è un ragazzo riservato, ma allo stesso tempo determinato e disponibile.. Giammarruto Simone 1991, Zurigo (Svizzera) Simone è un ragazzo timido, ma allo stesso tempo molto preparato, riflessivo e intelligente. Le sue doti lo portano a primeggiare in ogni contesto lavorativo. Monosi Omar 1992, Scorrano (Le) Spirito di iniziativa e creatività caratterizzano Omar, un ragazzo allegro, vivace, socievole che con il suo dinamismo trascina ed entusiasma. Pisino Pasquale 1993, Maglie (Le) Pasquale è un ragazzo introverso, ma allo stesso tempo deciso e disponibile, si distingue soprattutto per la sua capacità di adattamento. Trovè Simone 1991, Maglie (Le) Simone è dotato di buone capacità di problem solving. A tutto ciò si aggiunge una spiccata passione per la tecnologia che ne supporta l’impegno e la preparazione professionale. Turco Damiano 1993, Gagliano del Capo (Le) Tenace, costante, puntuale, preciso…questo è Damiano! Un giovane capace di farsi apprezzare in qualunque contesto anche per la generosità relazionale, intuito e preparazione. Urso Marco 1992, Maglie (Le) Vivace e dinamico, Marco è un ragazzo solare, molto preparato, educato e con tanta voglia di lavorare.

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Il Papa per i giovani! oltre la teologia! di Massimo Vitone (*)! È difficile per un educatore che opera quotidianamente con i giovani non riconoscersi, - al di là dei convincimenti religiosi e morali di ciascuno, - nelle parole di Papa Ratzinger in occasione dei suoi numerosi interventi dedicati ai giovani. «Il vostro impegno è la risposta alla crisi; le nuove generazioni vanno educate alla giustizia ed alla pace» : è questo, da ultimo, il messaggio che Papa Benedetto XVI ha lanciato in occasione della 45ª Giornata mondiale della pace, celebrata il 1º gennaio di quest'anno. Il Sommo Pontefice ha così proseguito: «Siate coscienti di essere voi stessi di esempio e di stimolo per gli adulti, e lo sarete quanto più vi sforzate di superare le ingiustizie e la corruzione, quanto più desiderate un futuro migliore e vi impegnate a costruirlo». Quello del Sommo Pontefice è un imperioso invito alle nuove generazioni a guardare con fiducia al futuro, nonostante la crisi e le tante incertezze materiali e morali, dei nostri tempi. Ma perché l'entusiasmo e la spinta ideale dei giovani compiano questo "miracolo" della speranza sono necessarie alcune condizioni. In primo luogo, le famiglie, gli educatori, i politici e i mass-media devono «essere attenti al mondo giovanile, saperlo ascoltare e valorizzare». Benedetto XVI invita gli educatori a essere «autentici testimoni, e non meri dispensatori di regole e di informazioni»: testimone «è colui che vive per primo il cammino che propone». In particolare la vita della famiglia è «costantemente» minacciata da «condizioni di lavoro spesso poco armonizzabili con le responsabilità familiari, preoccupazioni per il futuro, ritmi di vita frenetici, migrazioni in cerca di un adeguato sostentamento, se non della semplice sopravvivenza», difficoltà che «finiscono per rendere difficile» l’educazione dei figli. «Si tratta – spiega il Papa – di comunicare ai giovani l’apprezzamento per il valore positivo della vita, suscitando in essi il desiderio di spenderla al servizio del bene». Benedetto XVI cita quindi le «preoccupazioni manifestate da molti giovani in questi ultimi tempi, in varie regioni del mondo», un riferimento alle proteste che hanno attraversato sia gli Stati Uniti come l’Europa, notando come esse «esprimono il desiderio di poter guardare con speranza fondata verso il futuro»

L’ideogramma cinese che indica la parola “crisi”: pericolo ma anche opportunità. Da allora, questa parola cinese è stata variamente citata per accreditare la tesi del capovolgimento delle situazioni di crisi in preziose occasioni di risanamento

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Per i giovani è, pertanto, fondamentale «ricevere una formazione che li prepari in modo più profondo ad affrontare la realtà, a vincere la difficoltà a formare una famiglia e a trovare un posto stabile di lavoro, ad acquisire l’effettiva capacità di contribuire al mondo della politica, della cultura e dell’economia per la costruzione di una società dal volto più umano e solidale. Ma perchè questo si realizzi la società deve apprestare in favore dei giovani anche alcune indispensabili condizioni materiali: un adeguato supporto alla maternità e alla paternità, l’accesso all’istruzione ed alla formazione professionale per tutti, il ricongiungimento di quelle famiglie che sono divise dalla necessità di trovare mezzi di sussistenza. Ma anche i politici devono fare la loro parte dando con la loro condotta l'esempio di valori positivi e dando alla loro funzione un significato autentico di servizio per il bene di tutti; mentre i mass-media sono chiamati - a loro volta - ad informare in modo educativo. L'appello del Papa ai giovani si conclude, dunque, così: «Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà e non abbandonatevi a false soluzioni, che spesso si presentano come la via più facile per superare i problemi. Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere le vie che richiedono fedeltà e costanza, umiltà e dedizione». É curioso osservare come, nel tempo, il tema della gioventù si sia arricchito negli interventi del Pontefice anche di riferimenti pratici. Sul lavoro: «I giovani guardano con preoccupazione al futuro di fronte alla difficoltà di trovare un lavoro degno, o perché l'hanno perduto o perché precario e insicuro». Sulla formazione: «Sottolineo pure la fatica sperimentata da molti educatori nell’ottenere continuità formativa nei giovani, condizionati da molteplici precarietà, prima fra tutte quella del ruolo sociale e della possibilità lavorativa». Sulla droga: «La visione egoista della vita porta alla droga» Sui giovani immigrati: «Questi ragazzi fanno parte di due culture, con i vantaggi e le problematiche connesse alla loro doppia appartenenza, una condizione che può comunque offrire l'opportunità di sperimentare la ricchezza dell'incontro tra diverse tradizioni culturali». E, persino, su Facebook: «Nella ricerca di condivisione, di amicizie ci si trova di fronte alla sfida dell’essere autentici, fedeli a se stessi, senza cedere all’illusione di costruire artificialmente il proprio profilo pubblico». (*) Massimo Vitone, avvocato e dirigente di partito, formatore con elevata seniority ed esperto politiche sociali

Norberto Bobbio riteneva che l’etica del laico non dovesse basarsi sulla speranza, ma sulla responsabilità. Una certa dose di fiducia sulla nostra attitudine a sfidare i pericoli è benvenuta se funziona da anabolizzante, da artificiale ormone della crescita. Ma non basta, perché il futuro dipende dalla grande politica, dalle circostanze e dalla capacità di ciascuno di incidere, per quanto possibile, sull’elaborazione delle scelte collettive. Yes,we can? Almeno, proviamoci!

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