Autorizzazione del Tribunale di Ancona n. 5109 del 23/09/99 rilasciata al Presidente CVM. Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 2 e 3, CN/AN, anno III n.1 aprile 2017 - Dir. Resp. Anna Rita Principi - SEDE Legale: P.zza S. Maria 4, 60121, Ancona - Tel.: 071202074 - email: cvm@cvm.an.it - sito web: www.cvm.an.it
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REDAZIONE
Michela Bracone Ennio Brilli Giovanni Ceccarelli Giovanna Cipollari Chiara Coscione Manuela De Angelis Sergio Donati Giuseppe Galiotto Francesca Iovine Marian Lambert Alessandro Miola Serena Morelli Manuel Morini Silvia Ottaviani Elisa Pasquini Marta Rogante Lia Romano Gelsomina Viscione
FOTOGRAFIE Archivio CVM
CAPOREDATTORE Marco Benedettelli
DIRETTORE
Anna Rita Principi
GRAFICA
Patrizio Patassini
STAMPA
Gratuitamente da Litografia Viscardi
SEDE OPERATIVA Porto San Giorgio Viale delle Regioni, 6 Tel. 0734/674832 cvmap@cvm.an.it
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3 – Più muri e più armi - è questo il futuro che ci attende? 4 – Insieme porteremo acqua pulita alla comunità di Otila Wolaris. Possiamo realizzare un acquedotto per quattromila persone. 4 – Vivi una pasqua solidale con CVM. Con le uova di cioccolata CVM 5 – Alla scoperta dell’Etiopia della speranza. La visita degli esperti ENEA nel Sud del Paese, fra progetti CVM e nuovi orizzonti 5 – La nuova fonte di Wushwush. Un esempio di partecipazione e sostenibilità 5 – GRAZIE VALENTINA! Dopo 5 anni, la nostra coordinatrice progetti saluta CVM 6 – Comunità e coinvolgimento. Viaggio nei progetti idrici in Kaffa 7 – Dalla strada alla famiglia. Conosciamo “Crescere insieme”, l’associazione di bimbi attiva per la riunificazione familiare. Col supporto di CVM 7 – Dare strumenti alla società civile. Come le bar worker di Fenote Salam hanno conquistato i loro diritti 8 – Il riscatto delle bar worker. Come CVM lavora per i diritti di lavoratrici molto esposte a soprusi e pericoli 9 – Lavoro e dignità. I corsi dove le donne tanzaniane imparano i mestieri 9 – LA DONAZIONE CONTINUATIVA. Per donare un po’ e a scadenza fissa, nel modo più pratico 10 – La storia di Tatu. Salvata e rinata grazie alla solidarietà 11 – Il progetto europeo “Global School”. Costruiamo una nuova cittadinanza terrestre 12 – Dalla parte di chi cerca aiuto. CVM al servizio di rifugiati e richiedenti asilo col progetto Sprar 12 – CVM sarà punto di riferimento per la didattica dell’italiano ai migranti. Grazie al progetto vinto col Ministero, è in avvio una nuova importante sfida per l’accoglienza 13 – “A scuola di lingua e multiculturalismo”. CVM e le classi di italiano per richiedenti asilo 13 – Corsi di formazione per insegnare l’italiano ai migranti. Successo per lezioni organizzate da CVM con l’Università Ca’ Foscari 14 – Sisma e resilienza. Come ridare serenità ai bambini 14 – Speranza e partecipazione agli incontri per la resilienza organizzati da CVM 15 – La gioiosa forza del volontariato… che rende possibile la raccolta fondi! 15 – Quando la festa si fa solidarietà. Scegli le nostre bomboniere!
Per scoprire le nostre iniziative Care amiche e amici, i canali di informazione per seguire le attività di Comunità Volontari per il Mondo sono molteplici. Potete scoprirle nel nostro sito, nella sezione “Calendario”. Oppure potete seguirle attraverso i nostri social media, dove di volta in volta segnaliamo news sui nostri eventi, oltre che sulle attività curate dai nostri volontari in giro per il mondo. Seguici su Facebook, cerca @comunitàvolontarimondo; o su Twitter: cerca @CVM_AN; inoltre collegati a noi sul profilo LinkedIn, cerca CVM (Comunità Volontari per il mondo); e infine su Google plus, cerca: CVM Comunità Volontari per il Mondo. • In tutti questi spazi potrete trovare un elenco aggiornato di luoghi coi banchetti, dove prendere in offerta le uova di cioccolata CVM per la campagna di Pasqua 2017, destinata al finanziamento di un nuovo sistema idrico in Etiopia, nel villaggio di Otila Wolaris, per quattromila persone. • Come in ogni primavera, anche quest’anno è prevista la nostra assemblea. La data fissata è il 14 maggio: siete tutti invitati a partecipare alla conferenza organizzata, anche quest’anno, di pomeriggio. • Possiamo già segnalarvi la Festa del Volontariato con CSV e in più, prevista per giugno, la Giornata del Rifugiato (ma non possiamo ancora indicarvi una data precisa). • Il 5 aprile invece, al teatro di Porto San Giorgio è prevista una serata dedicata al progetto Sprar “Sconfinamenti”, con l’invito di importanti ospiti. Dunque, camminiamo insieme, nella Pasqua 2017 e lungo tutta la primavera che verrà!
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Più muri e più armi è questo il futuro che ci attende? Nel 2016 appena otto persone detenevano la stessa ricchezza di 3,6 miliardi persone. Ben sei di questi sono Statunitensi, eppure il 10% della popolazione americana vive in condizioni di povertà. Ma l’attenzione Presidente Trump si concentra su altro: - La costruzione di una barriera di circa 3.000 km al confine con il Messico del costo di almeno 12 miliardi di $ da pagare aumentando i dazi sui prodotti importati dal Messico, quindi scaricando il costo sui produttori in Messico e sui consumatori negli USA. - L’aumento del 10% delle spese militari, circa 50 miliardi di $ per rinnovare l’arsenale nucleare e difendere gli USA dai nuovi pericoli che la minacciano, senza aumentare le tasse, cioè diminuendo spese e servizi, sanità innanzitutto. Su questo lato dell’Atlantico fanno eco alcune affermazioni contenute nel Libro Bianco che il Presidente della Commissione Europea Junker ha presentato il 1 Marzo al Parlamento: “La Nato continuerà a provvedere sicurezza pesante per la maggior parte dei Paesi Ue ma l’Europa non può essere naïve e deve preoccuparsi della sua sicurezza. Essere una ‘potenza morbida’ non è più una sufficiente quando l’uso della forza prevale sulla legittimità”. Parole meno brutali di quelle di Trump ma la stessa logica: dobbiamo aumentare le spese militari, creare un esercito europeo, armare di più l’Europa. Nello stesso documento Junker afferma che l’Europa non ha la capacità di affrontare il tema della mancanza di lavoro e deve coordinare meglio il controllo delle frontiere. Questa è la visione del Mondo e del futuro che proviene da due dei leader più potenti del pianeta. Ma altri occhi, guardando da altre angolatura hanno una percezione diversa, lo possiamo cogliere dalla narrazione di un volontario che sta lavorando in Guinea. “Ai primi bagliori dell’alba, proprio mentre il cielo si schiarisce raggiungo il minuscolo bazar, è a cielo aperto, contenuto tra pochi pezzi di lamiera. Saluto e chiedo un caffè. Proprio qui, giusto ieri, alla ricerca di un sarto a cui affidare un telo per cucirmi una camicia, avevo notato due enormi moke da caffè appoggiate sui carboni di una grossa stufa. Cosi ho conosciuto messieur Lamin, di cui non sono le sue braccia enormi che subito lo distinguono, ma la sua mitezza, i suoi piccoli occhi teneri che sembrano ridere continuamente. Mentre mi porge una tazza di caffè nero e una busta d’acqua fredda (qui l’acqua minerale è venduta in buste di plastica) mi siedo affianco ad un signore dalla barba brizzolata; un Tasbeeh musulmano (rosario
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tradizionale) gli scorre tra le dita. Non ricordo chi si presentò per primo, ma la conversazione fu subito simpatica ed interessante. Si tratta di Sylla Mohammed, custode della moschea, la più grande della Guinea, costruita con fondi sauditi. Parliamo anche di viaggi, ha tre fratelli in Libia e uno in Italia. Mi racconta come ha saputo di un naufragio di migranti pochi giorni fa, neanche il tempo di prendere il largo. Non so quanto sia vero o meno, eppure mi sento in colpa; in qualche modo sono portavoce di un Europa che spesso faccio fatico a riconoscere. Ma mi rendo conto che non era questa la sua intenzione; si trattava di una notizia che in qualche modo gli era giunta, storie da oltre il deserto. Parliamo di muri, di Trump, delle nuove elezioni. Anche lui è spaventato. Vorrebbe venire in Italia un giorno ma è troppo impegnato con la moschea. Sul marciapiede un ragazzo prega in mezzo alla gente che passa, e il traffico di macchine sembra svanire. Nel frattempo il sole è sorto. È ora di rientrare e prendo congedo, ma di pagare il caffè Lamin non vuol saperne, offre lui. Quest’incontro mi restò addosso, persistente come un profumo. Essere accolti è prima di tutto un esperienza fisica. Le storie di Sylla e la spontaneità di Lamin, mi rimettevano davanti a un mondo fatto di gente varia, che riesce a svincolarsi dai pregiudizi, di gente che viveva ancora a modo suo, con aspirazioni e preoccupazioni diverse da quelle di diventare ricchi, che non si stupivano della naturalezza con cui sedevo in mezzo a loro. Bei personaggi, gente con una tenacia che oggi pochi sembrano avere, distratti come si è da mille impegni e, in fondo, non impegnati più in nulla. Personaggi con poche certezze, e poche scelte, e forse proprio per questo più dura e in fondo più felice. Un mondo in cui i problemi sono risolti fra persone e non fra computer, con tante parole e mille compromessi, gesti simbolici, piccole gioie, un continuo tira e molla trovando sempre il tempo per chiunque ne abbia bisogno”. La sua analisi del contesto sintetizza le due diverse modalità di essere persona, ai due lati di quel muro che separa chi sta bene da chi è povero: “Mi trovo in una dimensione che da sempre, in un modo o nell’altro, ha saputo convivere con le differenze. Siamo noi che abbiamo scelto di risparmiare le forze, di concentrarci su noi stessi. Di dimenticare, di trascurare l’antico costume dell’ospitalità e della comunione.” Attilio Ascani - direttore Focsiv
III
zzo a o p Insieme porteremo acqua pulita Un peranz di sPasqua alla comunità di Otila Wolaris per Possiamo realizzare un acquedotto per quattromila persone. Atsenghena aspetta un figlio e tutti i giorni, insieme ad altre donne, si affatica per prendere acqua nell’unica fonte del villaggio, una pozza sporca che diffonde malattie idrotrasmissibili. Facciamo sì col nostro sforzo che questa donna e il suo futuro bambino, come tutti gli altri abitanti di Otila Wolaris, possano godere di quel che è un diritto di ogni essere umano: acqua pulita. Il nuovo sistema idrico rifornirà una clinica locale e una scuola. Con quattro punti di distribuzione, l’acqua pulita arriverà in tutto il villaggio. Dopo un saltellante viaggio in macchina e una lunga camminata a sono più di ottanta bambini per aula. In questa situazione è difficile piedi, eccoci ad Otila Wolaris, villaggio di circa trecentocinquanta davvero essere artefici del proprio futuro, perché ti manca il tempo, famiglie, con circa quattromila e duecentodieci abitanti. Parliamo la luce, l’istruzione, la forza, l’acqua, la salute. Ma questo non è un con Atsenghena, indossa un foulard azzurro e porta in grembo un gioco di una trasmissione tv. Non è l’Isola dei famosi. bambino. Diventerà di nuovo mamma tra un paio di mesi. Racconta La mia pelle è segnata dalle punture di insetti. Le mie gambe sono che impiega circa trenta minuti di cammino per prendere l’acqua provate dalla fatica per le camminate in salita. Poi mi giro a destra. dalla sorgente per gli usi domestici. Lo fa tre o quattro volte al giorno. Mi si affianca una ragazzina. Avrà quattordici anni. Ha un carico di L’acqua sì, è vero, è sporca. Ma non c’è altra possibilità. legna sulla schiena. È leggermente piegata in avanti. Mi sorride e Mentre parliamo con lei la poi prosegue. Più avanti vedo sorgente dove ci siamo incontrate un bambino. Le sue mani sono diviene affollatissima. Sono gonfie, le dita infettate. Anche circondata da bambini. Sono lui mi sorride. E allora abbasso loro che si occupano, insieme la testa e vado avanti. Passo alle donne, di caricarsi il pesante dopo passo. contenitore d’acqua per portarlo Vado avanti perché vogliamo a casa. Molti di questi bambini parlare con la comunità, si chinano e bevono l’acqua da il cui coinvolgimento è la quella sorgente-pozzanghera. chiave dei nostri progetti. E lo fanno anche gli animali. Lavoreranno con noi, fianco a Ne consegue che la malattie fianco. Raccoglieranno pietre idrotrasmissibili, come l’amebiasi e produrranno pietrisco; e la giardiasi, sono assolutamente trasporteranno i materiali; comuni tra la popolazione, contribuiranno anche Il nuovo progetto idrico porterà acqua in una scuola con più di mille bambini principali cause di mortalità. economicamente, con quel che Abbiamo dunque deciso di rimboccarci le maniche per realizzare il hanno; impareranno come si costruisce un sistema di captazione sistema idrico ad Otila Wolaris. Andremo a proteggere la sorgente, e a manutenerlo; verranno educati all’igiene e a gestire il sistema costruiremo un serbatoio e quattro punti di distribuzione per il idrico attraverso la raccolta di una tariffa. Lo faremo insieme con il villaggio, in modo non solo da fornire acqua pulita, ma anche supporto degli uffici governativi, che si son mostrati entusiasti della facilitarne l’accesso. nostra presenza e molto collaborativi. Protagoniste saranno le donne, Molti dall’Italia mi chiedono perché gli abitanti del posto non come Atsenghena. Sarà così che assicureremo la sostenibilità del lo facciano da soli. Bella domanda. Non voglio parlare di colpe progetto e contribuiremo al cambiamento. occidentali, colonialismo in Africa, politiche nazionali, corruzione. Mi E ora tocca a voi dall’Italia. Sostenete CVM nel suo lavoro, sostenete limito a guardare quello che vedo. Mi limito a guardare questi uomini la comunità di Otila Wolaris e facciamo sì che Atsenghena e il suo e queste donne, coi loro bambini. Sono come me, come te. Ma qui bimbo abbiano quel che è un diritto di ogni uomo: acqua pulita. tu non possiedi mezzi, competenze tecniche, soldi. Sei lontano da tutto. Isolato in una piccola comunità, dove i ritmi sono scanditi dal Lia Romano – Rappresentate Paese Etiopia sole e dalla luna. Nelle classi, laddove le scuole sono raggiungibili, ci e lo staff di CVM Etiopia
Grazie a te, possiamo costruire un mondo più giusto.
Vivi una Pasqua solidale con le uova di cioccolata CVM
Per realizzare il sistema idrico di Otila Wolaris abbiamo bisogno di voi. Con le uova di cioccolata che CVM offre ogni Pasqua si può già fare molto. Possiamo dare ad Atsenghena, al bimbo che lei porta in grembo e a tutti i quattromila abitanti della comunità un diritto basilare: quello ad avere acqua potabile e sana. L’offerta è di 12 €, le uova CVM sono di ottima cioccolata a km zero, con cacao e senza ogm. Se ne scegli una per Pasqua avrai già fatto una piccola donazione per il nuovo pozzo. Puoi anche lasciare una donazione libera tramite il bollettino che trovi nella rivista.
Contattaci allo 0734/674832 o a cvm@cvm.an.it e ti diremo dove trovare i banchetti per gli acquisti. Diffondi anche la voce fra i tuoi amici, per una festa di piena solidarietà.
IV
Alla scoperta dell’Etiopia della speranza
La visita degli esperti ENEA nel Sud del Paese, fra progetti CVM e nuovi orizzonti È un pugno allo stomaco. Gli occhi mi lacrimano dietro la stoffa che mi copre naso e bocca. L’odore è pungente, intenso. La gente intorno mi osserva, sorride incuriosita e – direi – un po’ impietosita. Quasi mi imbarazza avere questa reazione. Perché io sono solo di passaggio, ma loro ci vivono. Questa sensazione ha accompagnato buona parte della visita organizzata da CVM con due esperti dell’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e “Entriamo nei kojo bet, le lo sviluppo economico sostenibile) case etiopi dai tetti in paglia. Loris Pietrelli e Roberto Farina. ENEA Nel buio, guidate dalle donne orgogliose, scopriamo che i filtri è coinvolta nel progetto finanziato domestici CVM per abbattere dal Ministero degli Affari Esteri e la concentrazione di fluoruri della Cooperazione Internazionale nell’acqua sono posizionati su che CVM sta implementando scaffali decorati con fiori, pronella Regione Southern Nations prio come altarini”. Nationalities and People. Lo scopo della missione è valutare e migliorare i sistemi biogas e di trattamento delle acque con alte concentrazioni di fluoruri e ferro. In 10 giorni, partendo da Addis Abeba, abbiamo percorso circa 3000 km, attraversando nel nostro viaggio verso il Sud, Soddo, Sawla, Basketo, spingendoci fino SemenAri, per poi risalire ad Awassa, Langute, Durame e Modjo. Abbiamo toccato dal vivo e analizzato le tante difficoltà che la gente è costretta ad affrontare.
Le cittadine hanno un improvvisato sistema di raccolta dei rifiuti, che determina danni ambientali seri, poiché vengono accatastati presso fiumi o pozzi. I centri di assistenza ospedaliera sono privi di elettricità e la situazione sanitaria è precaria. Le carceri sono sovraffollate con servizi igienici, laddove presenti, non in grado di smaltire il carico prodotto. L’accesso all’acqua potabile è limitato. E quando si trova una fonte, talvolta è inutilizzabile, perché ferro e fluoro contaminano le falde a causa di processi geologici naturali. La gioia poi ci coglie quando arriviamo nei luoghi dove CVM ha già realizzato i suoi progetti. Abbiamo visitato la comunità di Langute. Ora, grazie a un sistema di filtraggio congegnato dallo staff di Comunità Volontari per il Mondo, si può bere acqua pulita. Entriamo nei kojo bet, le case etiopi dai tetti in paglia. Nel buio, guidate dalle donne orgogliose, scopriamo i filtri domestici che utilizzano per abbattere la concentrazione di fluoruri nell’acqua, posizionati su scaffali decorati con fiori, proprio come altarini. E poi gli impianti biogas nelle prigioni, ancora realizzati da CVM, che aiutano a superare i problemi ambientali connessi allo smaltimento dei reflui e a produrre gas per preparare shi (the) e wat (sugo) per i detenuti. La collaborazione con ENEA ci consente di sviluppare nuovi progetti e migliorare le attività. Abbiamo incontrato gli uffici governativi, a livello di woreda, zona e regione (le unità di amministrazione del territorio), fino al Ministero delle Risorse Idriche e l’Università di Addis Abeba. Le informazioni raccolte, i bisogni ascoltati e le idee nate sono tante e stimolanti per migliorare le condizioni di vita delle comunità conosciute. Lia Romano– Rappresentante Paese Etiopia CVM
La nuova fonte di Wushwush, un esempio di partecipazione e sostenibilità
Grazie Valentina! Dopo 5 anni, la nostra coordinatrice progetti saluta CVM
Grande festa per l’inaugurazione di una nuova fonte a Wushwush, in Etiopia. Nella woreda di Ghimbo, Regione di Southern Nation Nationalities and People’s Regional State ora è disponibile un nuovo punto I bambini dell’asilo bevono per la prima volta di distribuzione di l’acqua potabile del nuovo acquedotto a Wush- acqua, realizzato wush. grazie ai fondi di SAED Etiopia e dell’Ambasciata svizzera, mentre il personale tecnico CVM, insieme alle autorità locali, ha provveduto all’implementazione delle attività di progetto. Ora la comunità ha il compito e la responsabilità di prendersi cura della sua futura sostenibilità. È proprio la rappresentante di SAED Etiopia ad essere arrivata al punto, nel suo discorso alla cerimonia, spiegando alle persone della woreda che ogni attore coinvolto nella realizzazione del
Valentina durante una riunione in Etiopia. Al suo fianco, l’ingegner Zalalem Urga.
Valentina Palumbo saluta CVM e noi le rivolgiamo i nostri migliori auguri, dopo cinque anni di lavoro con Comunità Volontari per il Mondo. Prima come Rappresentante Paese Etiopia e poi come Coordinatore progetti in Italia. Desideriamo ringraziare Valentina per la grande dedizione e il grande impegno dimostrato in tutti questi anni per la gente dell’Etiopia e della Tanzania e per il CVM. Per il suo futuro, le vogliamo augurare tutto il meglio, e come membri del CVM speriamo di poterla vedere, almeno due volte all’anno, alle assemblee di Comunità volontari per il Mondo.
progetto rappresenta un pezzo fondamentale di un puzzle ed in quanto tale ha degli obblighi e delle responsabilità condivise. Dopo la benedizione del vescovo Abune Markos, i primi ad entrare nel tanto atteso water point sono un gruppo di bambini, mentre i più grandi attendono con pazienza il proprio turno. La loro gioia è incontenibile. Michela Bracone – Servizio civile Etiopia
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Comunità e coinvolgimento
Viaggio nei progetti idrici in Kaffa
Sono le 6 del mattino e siamo pronti per lasciare Bonga. L’obiettivo della nostra visita è quella di monitorare l’andamento dei progetti idrici realizzati nei siti di Mutti, Agaro Bushi e Warwara. Ci troviamo nel sud dell’Etiopia, più precisamente nella regione del Kaffa, dove CVM sta lavorando ad un Programma idrico in diverse Woreda. Ci aspettano due giornate di scoperta e dialogo, durante le quali avremo l’occasione di incontrare le comunità beneficiarie degli interventi del CVM. Fare la loro conoscenza e Punto d’acqua dell’acquedotto CVM capire le loro condizioni di vita e bisogni fondamentali, sono delle precondizioni necessarie all’implementazione di ogni tipo di attività. Sulla impraticabilità della strada ci avevano già messo in guardia qualche giorno fa: “E’ la più pericolosa dell’Etiopia”, dicono. Secondo me, invece, è la più bella, anche se la colazione tende a rimanere un po’ sullo stomaco. Condividiamo queste due giornate con gli amici dell’associazione SAED Etiopia: Ruth, Germano e Davide, che finanzato i progetti implementati da CVM nei tre villaggi..
due scuole, finanziati da SAED. Qui affrontiamo un meeting, si discuterà dell’importanza della partecipazione comunitaria per la sostenibilità del progetto. La sostenibilità, concetto cardine dei progetti CVM, si sviluppa attraverso diverse tre modalità: i contributi comunitari, che possono essere in moneta, materie prime e lavoro durante la costruzione dell’impianto, per sviluppare il senso di proprietà della comunità verso di esso; la formazione dei manutentori e del comitato idrico, per la gestione dell’impianto e la sua manutenzione nel tempo; il pagamento della tariffa sull’acqua da parte della comunità, gestita dal comitato idrico, per poter affrontare le piccole manutenzioni, pagando i manutentori e comprando i pezzi di ricambio. L’incontro è fondamentale e per me è un onore prenderne parte. Ruth, direttrice di Saed Etiopia, Lia, Rappresentante Paese di CVM e Hunde, Coordinatore Tecnico di CVM, spiegano alla comunità l’importanza della loro partecipazione alla gestione dell’impianto attraverso la tariffa idrica. Se SAED ha attivamente lavorato alla raccolta fondi e CVM ha costruito il sistema di approvvigionamento idrico, adesso è arrivato il momento per la comunità di prendersi cura di ciò che è stato donato, per il loro stesso futuro. Alla fine la comunità ringrazia SAED e CVM per il lavoro svolto e promette di cominciare a raccogliere la tariffa sull’acqua.
Warwara – L’acqua per l’asilo
Mutti – Il sistema di irrigazione per la cooperativa agricola
Prima tappa: Mutti. In questo villaggio cinque persone del posto sono state formate da Taye, il tecnico idraulico di CVM Bonga, sulla gestione e manutenzione di un sistema di irrigazione che pompa acqua dal fiume. Alcuni membri della comunità hanno costituito una cooperativa agricola e iniziato a vendere i propri prodotti presso i mercati vicini. Ci spiegano che in un periodo di siccità come questo – che si è particolarmente acutizzata, negli ultimi anni, anche a causa del surriscaldamento globale – l’utilizzo dell’acqua per l’irrigazione dei campi è fondamentale a garantire la sicurezza alimentare delle popolazioni che vivono nei contesti rurali. Ci confrontiamo sul funzionamento dell’impianto e ci lasciamo con la promessa di vedere i frutti del loro raccolto.
Agaro Bushi – L’acquedotto, la sostenibilità e il coinvolgimento comunitario Il viaggio prosegue alla volta di Agaro Bushi, dove passeremo la notte. Man mano che ci avviciniamo a destinazione, la strada diventa più difficile da percorrere, mentre la foresta si infittisce. L’atmosfera che si è creata con lo staff locale è unica: si collabora seriamente e si lavora fianco a fianco in ufficio e sul campo, senza rinunciare a momenti in cui si ride e si scherza. Nel posto che sembra essere rimasto fuori dal mondo, CVM ha costruito un acquedotto a servizio della comunità, di una clinica e di
L’asilo di Warwara dove CVM sta lavorando a una fornitura d’acqua per settecento bimbi.
Il giorno seguente ci attende l’ultima tappa: una bella camminata sotto il sole alla volta di Warwara. Il caldo oggi non perdona e anche l’altitudine si fa sentire. Lascio che gli ingegneri di CVM e SAED visitino la fonte – che è ancora troppo in alto per i miei gusti – e decido di visitare l’asilo costruito da SAED, per il quale CVM sta lavorando alla fornitura di acqua: più di settecento bambini avranno presto accesso all’acqua potabile. I bambini, che danno tutto senza mai chiedere niente in cambio, ci accolgono con canti e sorrisi. Io rispondo con l’unica parola in kaffecho che sono riuscita ad imparare in questi pochi giorni: Yeri Imba! Grazie! Michela Bracone – Servizio civile Etiopia
In Italia ha accesso all’acqua potabile il 100% della popolazione. In Etiopia il 57%. Il 99,5% della popolazione italiana dispone di servizi igienici adeguati. In Etiopia ne può beneficiare una persona su quattro.
VI
Dalla strada alla famiglia
Conosciamo “Crescere insieme”. L’associazione di bimbi attiva per la riunificazione familiare. Col supporto di CVM Ad Injibara, nella regione Amhara, i bambini di strada sono circa al programma di riunificazione ricevendo 3 mesi quattrocento. Proprio per loro, da anni CVM realizza, in collaborazione di formazione in life skills, igiene, problematiche con gli organi di governo locale, progetti di riunificazione con le legate alla vita di strada, attività ricreative e molto altro. Da allora proprie famiglie, fornendo parallelamente attività di training e ha abbandonato la strada, ha ripreso a frequentare la scuola supporto materiale e psicologico. con ottimi risultati e nel suo conto Sono diversi i gruppi a rischio per bancario risparmia regolarmente per condizioni economiche, sociali o l’università: sogna di diventare un ambientali che Comunità Volontari dottore. Spiega poi che l’associazione per il Mondo supporta in Etiopia. I funziona molto bene, con due incontri bambini di strada, fra questi, sono fra al mese in cui i membri si confrontano, i più esposti, poiché facile bersaglio cercando di non far tornare nessuno di violenze, malattie e criminalità. In sulla strada. I giovanissimi membri questo contesto, come testimoniato di “Grow togheter” vorrebbero inoltre da diversi funzionari pubblici, il raggiungere e coinvolgere altri bambini supporto di CVM ha permesso di perché hanno capito quanto benefico superare l’obiettivo annuale del sia far parte dell’associazione. numero di bambini ricongiunti alle Il giorno seguente andiamo a famiglie che il governo etiope si era trovare la madre di Nibret nella prefissato. sua piccola caffetteria. Mentre ci U n p o m e r i g g i o i n c o n t r i a m o Alcuni dei ragazzi dell’associazione “Grow together” di offre l’injera, piatto tipico etiope, l’associazione “Grow together”, Injibara, nata all’interno del programma di riunificazione racconta orgogliosamente di quando Crescere insieme, coi trenta bambini dei bambini di strada con le loro famiglie. ha iniziato questa sua nuova attività del programma di riunificazione. CVM è intervenuto in loro favore generatrice di reddito. Grazie ai training in imprenditoria di base, con supporto materiale, fornendo uniformi per la scuola, libri, organizzati da CVM come parte del programma di riunificazione, attrezzature sportive, e con formazioni specifiche. Ci accolgono ha compreso l’importanza della diversificazione dell’offerta e con nella loro sede, concessa dal Governo, e timidamente iniziano a il conferimento iniziale di 3400 birr ha acquistato i primi materiali parlare. Hanno età diverse ma tutti condividono un passato non necessari all’avvio dell’attività. Ora vive con i suoi quattro figli, facile, in bilico tra mancanza di risorse economiche e problemi vorrebbe costruire la sua propria casa e magari anche espandere familiari. È Nibret, 13 anni, il presidente dell’associazione. Ricorda l’attività. Non resta che congratularci con gioia per il lavoro fatto di come prima trascorresse tutto il giorno per strada cercando di e il risultato da lei raggiunto. guadagnare qualche moneta, e poi dell’opportunità di partecipare Elisa Pasquini, Servizio Civile Nazionale in Etiopia
Dare strumenti alla società civile
Come le bar worker di Fenote Salam hanno conquistato i loro diritti “Far parte di quest’associazione porta tantissimi benefici: ci permette di comunicare direttamente con il Governo, mentre da sole non avremmo voce”, ci spiega Tshager, giovane presidente di 25 anni della “Addis Ray”, che in aramaico significa “Nuova visione”. Una associazione di Fenote Salam, che tiene unite centocinquanta donne, tutte bar worker, ovvero lavoratrici dei bar. Categoria di dipendenti molto esposte ai pericoli, fra assenza di contratti, orari di lavoro troppo prolungati, e molestie. Molte bar worker finiscono infatti per prostituirsi e divenire delle commercial sex worker. In Etiopia, CVM lavora per dare nuovi strumenti alla società civile e per far sì che siano le stesse cittadine a divenire protagoniste del loro riscatto. Il gruppo si è costituito cinque anni fa, e grazie al supporto di CVM ha avuto riconoscimento giuridico ed è riuscito a far aprire alle sue associate conti di risparmio personali e collettivi in banca. Già tante
delle centocinquanta donne che fanno parte di “Addis Ray” hanno smesso di prostituirsi, e hanno trovato un lavoro dignitoso. Proprio come è accaduto a Tshager, che Tshager, presidente dell’associazione di bar worker “Addis Ray” in Fenote Salam. oggi è riuscita a lasciare il lavoro di barista e a dedicarsi a tempo pieno a quello di guardia alla Commercial Bank of Ethiopia, continuando il suo impegno nel gruppo: “Vogliamo essere un modello per la società”, conclude orgogliosa Tshager. Per il futuro l’associazione ha in mente di aumentare il numero di membri: le bar worker nella sola città di Injibara sono circa trecento e c’è ancora tanto lavoro da fare.
Ancora oggi nel mondo 58 milioni di bambini non vanno a scuola, senza possibilità di costruirsi un futuro. Quasi 6 milioni muoiono ogni anno per malattie facilmente curabili e prevenibili prima di aver compiuto 5 anni. Quattrocento milioni di bambini nel mondo sono discriminati a causa della loro etnia o religione, lo stesso numero di quelli che vivono in povertà estrema sotto i 13 anni. Un bambino sfollato o rifugiato su due non frequenta la scuola primaria e un bambino su 10 vive in un Paese colpito da un conflitto.
VII
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Il riscatto delle bar worker
Come CVM lavora per i diritti di lavoratrici molto esposte a soprusi e pericoli
la mia mente si è aperta su tematiche prima sconosciute. Ho Sono una CVM categoria di appreso informazioni sui diritti delle lavoratrici nei bar, sul lavora p e r lavoratrici molto esposte a salario adeguato, su come rapportarmi col datore di lavoro, la dignità d ell sfruttamento, molestie, sui contratti e su come difendermi dalle violenze di genere e per la lo e bar worker ro forma vari fron isolamento. Spesso – racconta Mweda – La mia vita è molto migliorata, z io ne su ti, collab orando a contatto costrette a prostituirsi. ora conosco le tecniche per negoziare. Ho un contratto st con la so cietà tan retto incoragg Sono le bar worker, le regolare, il mio stipendio è aumentato e posso richiedere zania ia associazio ndo la costituzion na, lavoratrici dei bar. Un del tempo libero per occuparmi dei bambini”. e di ni e il co sindacati gruppo che, nel distretto , con attiv llegamento con i ità d delle istitu tanzaniano di Bagamoyo, zioni su p i sensibilizzazione “Ora so come difendermi” olitiche a queste ca CVM sostiene attraverso favore d tegorie, Victoria Tomasi ha 36 anni, la sua famiglia viene dal sud i promu contratto il lavoro di “Muungano”. della Tanzania ed è arrivata a Bagamoyo dal 2003. È entrata scritto e c ovendo il ondizio Ovvero di una associazione decenti d a far parte di Muungano nel 2012 perché in quello stesso anno i impiego ni nata nel 2012, che in questi . ha iniziato anni si è molto adoperata per l’attività di rendere consapevoli le bar worker bar worker. dei propri diritti. Aver un contratto Ricopre regolare, migliori condizioni di lavoro, congedi di maternità, ore i l r u o l o d i e giorni di riposo e tutela nei casi di violenze o molestie sul luogo c a m e r i e r a di esercizio, sono alcuni dei temi affrontati nei numerosi incontri dalle 2 del di formazione che la associazione organizza. “Muungano” fa parte pomeriggio della unione di associazioni Mwakba, an ch’essa sostenuta da CVM, fino a orario che raggruppa numerose realtà della società civile tanzaniana, di chiusura, attive per i diritti umani. E grazie a questa appartenenza, il poi resta a gruppo riesce ad avere moltiplicata forza e slancio. Nel villaggio d o r m i r e i n di Chalinze, il 23 gennaio, abbiamo incontrato alcune bar worker una stanza a Victoria Tomasi che fanno parte dell’associazione. I loro racconti presentano tre sua disposizione nel locale. Non è sposata, ma ha tre figli di cui punti in comune: l’intraprendere questa professione per ragioni si prende cura. L’importanza del training risulta evidente dalle economiche; provenire dazone lontane della Tanzania ed essersi sue parole: “Ringrazio CVM per le conoscenze e le abilità che spostate per necessità o motivi familiari. ho acquisito attraverso i corsi di formazione e poi come membro
“Ringrazio sempre Dio e CVM, perché ora conosco i miei diritti”
Mweda Mohamedi ha 33 anni, ora vive nel villaggio di Lugoba e lavora in un piccolo bar sulla strada principale. Dopo la morte del marito, avvenuta alcuni anni fa, si è ritrovata sola a sostenere la famiglia e prendersi cura dei quattro figli. Non aveva altre opzioni, se non trovare impiego come bar worker. Ci Mweda Mohamedi racconta: “Ho seguito i training sui diritti delle donne e su una condizione di lavoro dignitosa. Ringrazio sempre Dio e CVM, perché con le conoscenze acquisite
dell’ associazione. Nonostante non abbia ancora un contratto e giorni di malattia tutelati, combatto per questo! Ora conosco i miei diritti e ho capito che lavorare nei bar non è una professione per prostitute o ragazze di bassa istruzione. Se qualche cliente si rivolge con abusi verbali o simili, li riporto al gestore del bar che mi difende. Ho potuto aumentare il mio salario iniziale. Svolgo attività di peer-education sia alle nuove ragazze che arrivano qui, sia nei bar vicini per trasmettere la formazione ricevuta. Tutto ciò per me è una grande sfida!”. CVM lavora per la dignità delle bar worker e per la loro formazione su vari fronti, collaborando a stretto contatto con la società tanzaniana, incoraggiando la costituzione di associazioni e il collegamento con i sindacati, con attività di sensibilizzazione delle istituzioni su politiche a favore di queste categorie, promuovendo il contratto scritto e condizioni decenti di impiego. Le storie di Mweda Mohamedì è un felice esempio di come tali sforzi possano portare frutti importanti e duraturi. Manuela De Angelis – Servizio civile CVM Tanzania Foto di Dominic Dorin
In Tanzania, per ogni 100 bambini iscritti alla scuola elementare, 30 abbandonano in corso, 35 non passano gli esami di scuola elementare e dei 30 rimasti soltanto 15 completeranno con successo anche la scuola superiore. Mentre nei primi anni la questione riguarda indistintamente bambini e bambine, a partire dai 15 anni in poi la problematica dell’abbandono scolastico mostra una consistente disparità di genere.
VIII
Lavoro e dignità
I corsi dove le donne tanzaniane imparano i mestieri Quattro donne tanzaniane raccontano la loro esperienza coi corsi per la preparazione del sapone e la conservazione del pesce, organizzati da CVM con il sostegno di Fondazione Fratelli Dimenticati onlus. Imparare un mestiere è una grande via al rispetto e all’emancipazione, tanto più se dà vita, come nelle storie raccolte, a piccole imprese che coinvolgono anche altre donne. Fabbricare sapone per la scuola dei figli
Maristella Benedict è la presidentessa del gruppo “Umoja wa Wanawake” (che in lingua swahili significa “L’Unione delle donne”) del ward di Msoga, a nord del distretto di Bagamoyo. Ed è una delle donne che hanno partecipato al training sulla preparazione Mariastella Benedict - Umoja wa Wanawake di saponi e creme per il corpo organizzato da CVM con il sostegno della Fondazione Fratelli Dimenticati. Maristella ha le idee chiare rispetto al suo futuro: grazie alle conoscenze acquisite nei corsi, espanderà la sua attività a Msoga, e avvierà la cooperativa con le altre ragazze e donne del gruppo: “Mi aspetto di avere, finalmente, un tipo di lavoro formale e di avere accesso al capitale in maniera più agevole. Oltre al guadagno c’è di più. Il lavoro migliorerà la mia posizione all’interno dell’unità familiare e della comunità – spiega, e aggiunge – Se sviluppiamo il nostro business, io e le donne della cooperativa potremmo garantire ai nostri figli la formazione scolastica, che è uno degli obiettivi principali del nostro lavoro.” Alle sue parole fanno seguito quelle di Asha Ramadhani la segretaria del gruppo “Umoja wa Wanawake”, cooperativa dalla doppia vocazione: commerciale e assistenziale. Che elargisce prestiti alle sue associate con un tasso di interesse del 10% e dispone di un fondo emergenziale per affrontare situazioni delicate e urgenti, come gravi malattie o decessi. Anche Asha ha partecipato alla formazione sulla produzione di saponi e creme per il corpo. E anche lei spiega quanto il training sia stata una attività utile: “Dato che vogliamo espanderci, abbiamo già venduto i saponi prodotti durante il training e rinvestito il ricavato nell’acquisto di nuovo materiale. Inoltre, abbiamo già in programma di formare le ragazze del nostro gruppo che non hanno potuto partecipare ai corsi”.
Piccoli investimenti, grande rispetto
Asha Hassani Asha Hassani invece è segretaria della cooperativa “Mpokwa” (“Colei che riceve”) del ward di Dunda ed ha partecipato al secondo training programmato da CVM, quello sulla lavorazione
e conservazione del pesce, che è “Adesso una delle principali risorse locali. mi sento utile perché ho d “Ho appreso nuovi metodi di el posso contrib le abilità e cottura e conservazione, uire al benes sere della mia fa come l’affumicatura” Tutto miglia e della comunità. L il pesce preparato è stato a gente rico nosce e apprezza il m venduto. Con i proventi io lavoro, si fida di me. E finalm ricavati le donne della ente ho dei soldi miei che mi cooperativa hanno intenzione permettono di mandare i m di comprare un forno e un frigo. iei figli a Anche Asha ci racconta come scuola.” la formazione ricevuta abbia migliorato la sua vita e rafforzato la sua autostima: “Adesso mi sento utile perché ho delle abilità e posso contribuire al benessere della mia famiglia e della comunità. La gente riconosce e apprezza il mio lavoro, si fida di me. E finalmente ho dei soldi miei che mi permettono di mandare i miei figli a scuola.” Amina Segesela è un’altra membra della cooperativa Mpokwa e anche lei ha frequentato il corso sulla lavorazione del pesce. Per Amina è fondamentale che ogni donna abbia un proprio lavoro e Amina Segesela - Mpokwa un proprio reddito: “Qui i nostri mariti possono avere più di una moglie e per noi è fondamentale non dipendere economicamente solo da loro. Dobbiamo ringraziare CVM e Fratelli dimenticati, perché grazie ai loro corsi ci siamo rafforzate”. Le storie di Mariastella, le due Asha e Amina dimostrano la necessità di formazione tecnica e professionale. Attraverso l’apprendimento di abilità pratiche e manageriali, la diffusione del sapere mediante la peer education e la creazione di cooperative femminili, queste donne entrano in un circolo virtuoso che permette loro di acquisire indipendenza e rispetto, e di svolgere un ruolo trainante nelle comunità di riferimento; poiché nessuno sviluppo è possibile senza la partecipazione della componente femminile della società. Francesca Ivone - Servizio civile Tanzania
La donazione continuativa. Per donare un po’ e a scadenza fissa, nel modo più pratico
Le donazioni continuative effettuate tramite il modulo SDD (ex RID) avvengono come bonifico a scadenza regolare con addebito automatico. Sono molto importanti per noi: ci permettono di programmare al meglio le nostre attività e ci consentono di pianificare le nostre iniziative e i nostri interventi sul medio-lungo periodo. Per questo, ti ringraziamo del tuo aiuto e ti ringraziamo anche se farai conoscere alle persone vicine a te questa modalità di sostegno a CVM. Non esitare a contattarci per ogni chiarimento!
IX
La storia di Tatu. Salvata e rinata grazie alla solidarietà
Il lavoro di CVM con la società civile tanzaniana per la difesa delle donne e dei loro diritti Tatu Mningo Daudi ha 41 anni ed è nata nel villaggio di di furto la Corte ha ritenuto che non ci fossero prove sufficienti per Changalikwa ma ha trascorso la sua infanzia nella città di Dar Es condannare l’imputato. Salaam. Dopo aver concluso la scuola primaria, ha lavorato come Ora Tatu vive con i suoi quattro figli, tre dei quali frequentano la scuola parrucchiera e, nel 1999, è tornata nel proprio villaggio natio dove, primaria; continua a gestire la propria attività di ristorazione ma oltre a gestire una piccola attività di ristorazione, acquista il mais per avere maggiori guadagni ha dovuto affittare parte della propria per rivenderlo a Dar Es Salaam. Nel 2001 casa. Inoltre, la donna ha difficoltà nel Tatu si è sposata e nel 2010 è riuscita ad reperire denaro contante e per questo ottenere un prestito da Wandele Saccos chiede spesso aiuto agli affittuari che (una della associazioni supportate da CVM hanno un piccolo negozio nel villaggio. e che si occupa di micro-credito) grazie Tatu ha intenzione di chiedere il divorzio al quale ha formato una cooperativa e sta pianificando di chiedere un altro costituita da ventiquattro donne di cui prestito a Wandele per avviare una nuova lei stessa è la presidentessa. attività; è supportata moralmente dalla Nel Gennaio 2012, la sua vita si trasforma propria famiglia che, però, non può aiutarla in un incubo: il marito inizia a bere, a economicamente. picchiare la moglie, ad avere un’altra Quella di Tatu è una delle tantissime storie donna; smette di lavorare e ruba i soldi di violenza domestica che si perpetrano che Tatu aveva ricevuto come prestito in Tanzania. Infatti, secondo i dati raccolti bruciando tutti i documenti. da CVM, negli ultimi quattro mesi del La donna si ritrova a dover difendere 2016 sono stati denunciati più di 100 se stessa e i suoi tre figli dall’uomo che casi nel solo distretto di Bagamoyo e si amava e che la picchia anche quando è ritiene che il numero sia molto più alto incinta del quarto figlio. se si considerano tutte quelle violenze Dopo mesi di continue violenze, la donna che restano nascoste. finalmente decide di denunciare il marito e Tatu rappresenta tutte le donne che sono il caso viene presentato alla Primary Court state umiliate, picchiate e private della che, nelle more del giudizio, stabilisce di loro dignità dall’uomo che amavano e, arrestare preventivamente l’uomo. L’incubo nonostante ciò, anche grazie all’aiuto di di Tatu, tuttavia, sembra non avere fine: CVM, hanno trovato il coraggio di porre durante un permesso di libertà, il marito fine al loro dramma denunciando il marito. torna a casa e, oltre a picchiare la donna, Tatu Mningo Daudi, nella foto, è una delle donne che è Le attività di CVM sono nel loro complesso le ruba 2.900.000 scellini; Tatu presenta, riuscita a rinascere grazie al sostegno di CVM e delle finalizzate a far acquisire alle donne quindi, la seconda denuncia e, dopo aver associazioni che a Bagamoyo operano grazie al sup- consapevolezza dei propri diritti, a farle subito numerose minacce di morte, ne porto della nostra ONG. In un momento drammatico capire che essere donna non significa della propria vita, quando Tatu era intrappolata in una presenta una terza. essere la schiava del proprio marito e che situazione di violenza domestica molto pericolosa, e Il caso viene trasferito alla District Court, di isolamento, col proprio lavoro le associazioni della tutti hanno il diritto ad venire rispettati e in quanto l’uomo chiede di essere assistito società tanzaniana che CVM coordina hanno portato trattati come essere umani. da un avvocato, e Tatu, che ignora la Tatu in salvo, proteggendola e dandole la possibilità Ciò che mi ha colpito di più dall’incontro complessa burocrazia legale, si ritrova di rinascere. con Tatu è stata la lucidità con cui ha ad essere più sola che mai. parlato della propria storia e, soprattutto, Decide quindi di andare a Bagamoyo e chiedere aiuto a CVM, la sua determinazione nel ricominciare da zero, migliorare la propria sapendo che l’ONG lavora da anni nel territorio per la difesa dei attività lavorativa e garantire un futuro più sereno ai suoi figli. Durante diritti di donne e bambine. CVM la supporta psicologicamente e la il nostro incontro, la donna non si è mai lamentata, mai una parola mette in contatto con TAWLA (Associazione delle donne avvocato di autocommiserazione ma solo l’orgoglio di essere, ora, una donna tanzaniane); l’incontro risulterà essere di fondamentale importanza: finalmente libera. grazie a tale aiuto, l’uomo viene condannato a due anni di reclusione Giuseppe Galioto – Servizio civile Tanzania e al risarcimento di 300.000 scellini (circa 150 €) mentre per il reato Foto di Dominic Forin
Nel mondo, il 35 percento delle donne ha subito una violenza fisica o sessuale dal proprio partner o da un’altra persona. Due terzi degli omicidi in ambito familiare colpiscono donne. Anche grazie all’opera di sensibilizzazione sul tema delle organizzazioni umanitarie, per la prima volta nella sua storia la Tanzania ha varato un piano importante di cinque anni per prevenire la violenza in modo coordinato sui bambini.
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Il progetto europeo “Global School” Costruiamo una nuova cittadinanza terrestre Le grandi sfide della società contemporanea richiedono nuove competenze di cittadinanza. La scuola deve farsi carico, formando una nuova generazione di cittadini e cittadine, di attivare conoscenze, capacità, valori e atteggiamenti in grado di favorire la costruzione di un mondo più sostenibile e inclusivo. In questa ottica, il progetto europeo Global School vuole sperimentare la possibilità di riformare i curricoli scolastici, inserendo trasversalmente l’educazione alla cittadinanza mondiale. Occorre partire ‘dal basso’, dagli insegnanti militanti, perché la vera riforma del pensiero e della scuola non può essere imposta dall’alto, ma sarà il frutto di un lavoro capillare, quotidiano, di tante docenti che con i loro allievi restituiranno il sogno e la speranza ad una società oggi in profonda crisi morale e culturale.
La rete dei formatori di formatori per le nuove competenze di cittadinanza
con particolare attenzione verso i valori dell’interdipendenza, del decentramento, dell’empatia, dell’interconnessione e del pensiero divergente. Sono queste le doti richieste al nuovo cittadino. Nel secondo modulo si è ragionato sulle caratteristiche di un modello pedagogico idoneo a veicolare gli item della cittadinanza globale. Verso la didattica del cognitivismo costruttivista, intrecciata con quella per problemi, per approdare al Service learning, quale cerniera in grado di collegare la teoria alla pratica. In tal modo si intende promuovere nell’alunno un attivismo responsabili. E ciò per migliorare il contesto territoriale di riferimento. Nel terzo modulo i docenti corsisti si sono cimentati nella programmazione di UDA di cittadinanza mondiale da svolgere in aula. Gli argomenti – in linea con quelli del Documento pedagogico dell’Unesco sono: sostenibilità, ambiente, diritti umani, legalità, rispetto, geopolitica, migrazione, volontariato, cooperazione, gruppo, regole, amicizia.
Il Progetto europeo Global School mira ad attivare una collaborazione tra società e territorio nella convinzione che solo una sinergia tra settori può promuovere autentici cambiamenti: si tratta di lavorare anche col mondo della politica, che ha in mano la governance e i destini di persone e popoli. Indirettamente, i destinatari della nuova cultura saranno anche i genitori degli allievi e il settore della società civile, inclusi giornalisti e opinionisti. In questa cornice CVM ha promosso una rete di formatori di formatori. Questi – dopo un corso di 72 ore e dopo una comprovata sperimentazione in sede d’aula di UDA (Unità di Apprendimento) sui temi della cittadinanza globale – , I docenti partecipanti attivati dai Formatori di formatori CVM a novembre e dicembre sono stati oltre sono andati nelle scuole delle 400. Le scuole che aderiscono al progetto sono più di 20. Obiettivo: educare i ragazzi alla cittadinanza Marche, dove hanno attivato mondiale. la sperimentazione per l’applicazione di nodi qualificanti del Curricolo di Educazione alla Cittadinanza Mondiale promossa L’università della pace. I corsi per gli insegnanti dal Documento Pedagogico dell’Unesco su “Educazione alla delle scuole superiori Cittadinanza mondiale”(Maggio 2015) in linea con l’Agenda A rinforzo del Progetto sulla Global School è impegnata anche 2030 dell’ONU. l’Università della Pace di Ancona che, oltre a sostenere la sperimentazione alla scuola del Primo Ciclo, ha aperto la strada I tre moduli della sperimentazione. Coinvolti alle scuole superiori coinvolgendo due poli regionali estremamente significativi: il liceo scientifico “ Medi “ di Senigallia e l’I.P.S.S.A.R. 400 docenti “F. Buscemi” S.Benedetto. La risposta è stata anche in questo Gli istituti scolastici che fanno da sede agli incontri sono quelli caso interessante e anche questo ordine e grado di scuola si è dell’IC “Rita Levi Montalacini” di Chiaravalle; dell’IC “Medi” di messo in discussione e ha recepito l’importanza di affrontare Porto Recanati; dell’IC “Pagani” di Pedaso – Petritoli; dell’IC con gli allievi i grandi problemi dell’attuale condizione umana per “Nuti” di Fano . I docenti partecipanti attivati dai Formatori di dare alle nuove generazioni gli strumenti di una partecipazione Formatori CVM a novembre e dicembre sono stati oltre 400. Le democratica. La proposta del resto avvia meglio gli studenti scuole che aderiscono al progetto sono più di 20. all’esperienza dell’alternanza scuola- lavoro che è diventato La fase introduttiva di avvio alla sperimentazione si è articolata uno dei nodi innovativi delle scuole superiori di secondo grado. in tre moduli. Nel primo modulo si sono illustrati i documenti internazionali sull’”Educazione alla cittadinanza globale”, Giovanna Cipollari – Responsabile settore EAS per poter ragionare sui nuovi paradigmi dell’educazione
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Dalla parte di chi cerca aiuto
CVM al servizio di rifugiati e richiedenti asilo col progetto Sprar In una casa del centro storico di Porto Il processo di inserimento curato San Giorgio abitano Fasoun, Malang, Samba da CVM con Res parte Il ed altri tre ragazzi. Nella via parallela e nelle dall’alfabetizzazione e dallo chiedente asilo ri zone circostanti, studio dell’italiano con avendo è una persona che, si trovano gli corsi di lingua giornalieri e, chiede es pa lasciato il proprio appartamenti (leggi la intervista a llo status di il riconoscimento de di Amina, Sahra pag. XIII), ma passa di protezione e rm rifugiato o altre fo e tutti gli altri anche attraverso no a quando non internazionale. Fi beneficiari del corsi di formazione cisione definitiva viene presa una de progetto SPRAR professionale, con petenti di quel dalle autorità com Sconfinamenti. lo scopo di imparare è un richiedente paese la persona Tutti alle spalle un mestiere e trovare soggiornare asilo e ha diritto di hanno un viaggio un lavoro al termine paese. regolarmente nel attraverso il mar del progetto, che ha una Beneficiario del progetto Sprar che apre la porta Mediterraneo durata prevista di sei mesi. del suo alloggio ai visitatori. L’inserimento sociale a b o r d o d i Ad oggi, tra gli altri, sono stati è fra i punti centrali del progetto. u n b a r c o n e organizzati corsi di taglio e cucito, malmesso, dopo un lungo percorso attraverso diversi Stati di panificazione e di agricoltura sociale. Percorsi volti a “(ri) africani. Vengono dal Mali, dal Gambia, dalla Somalia, acquistare la percezione del proprio valore, delle proprie dal Senegal e da altri paesi martoriati da guerre e potenzialità ed opportunità” e affrontare la vita in Il rifugiato, d fame. Hanno lasciato nel proprio villaggio famiglia maniera autonoma. al punto di vist ed amici, certi di poter trovare un futuro dignitoso, Passo dopo passo, gli operatori del progetto a giuridicoamministrati fatto di lavoro e sicurezza al “Nord”, per se accompagnano i beneficiari in tutte le procedure vo, è una per sona cui è riconos ci stessi e per chi rimane nel paese di origine. legali necessarie per il riconoscimento di u to lo status di rifugiato per ché se torna Sono sedici in tutto i ragazzi accolti nel progetto protezione internazionale, si occupano della sse nel propri paese d’orig o ine potrebbe SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo loro assistenza sanitaria e del loro inserimento essere vittim di persecuzion a i. L a co e Rifugiati), il cui titolare è il Comune di Porto sociale nel territorio; anche con iniziative come n dizione di rifugiato è d efinita dalla San Giorgio. Il CVM, insieme alla cooperativa “indovina chi viene a cena”, che vede i diversi co nve di Ginevra d el 1951, L’ann nzione Res, è uno dei due enti gestori. La nostra utenti trascorrere una “ tipica cena italiana” a o scorso nel mondo ci sono stati più comunità ha deciso di concretizzare anche sul casa di una famiglia sangiorgese, una volta al di 45,2 milioni di rifugiati. territorio fermano gli ideali di quasi 40 anni di mese a partire da marzo 2017. cooperazione e vicinanza ai più vulnerabili. In una Tutti possiamo fare la nostra parte, tendendo la logica glocale e integrata. Non solo progetti in Africa nostra mano a chi si ritrova solo. Il CVM ha deciso da quindi, ma anche sostegno agli africani nel nostro Paese, che parte stare: anche in questo caso al fianco di chi soffre. per favorire il loro percorso di inclusione sociale. Silvia Ottaviani – Progetto Sprar “Sconfinamenti” CVM
CVM sarà punto di riferimento per la didattica dell’italiano ai migranti. Grazie al progetto vinto col Ministero, è in avvio una nuova importante sfida per l’accoglienza Stiamo per partire per un percorso nuovo, anche se incanalato nella scia della lunga esperienza maturata da CVM nel campo dell’insegnamento dell’italiano L2, sia coi corsi per migranti, sia per i nuovi mediatori linguistici (vedi articoli a pag. 13). Un nuovo progetto ha avuto esito positivo: “La lingua per l’inclusione sociale e la cittadinanza. Percorsi di insegnamento e apprendimento dell’italiano L2 per per soggetti vulnerabili nelle province di Fermo e Ascoli Piceno”, redatto per partecipare al bando del Ministero degli Interni nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazioni e Integrazioni (FAMI). L’azione predominante, prevista da CVM, contempla l’attivazione di corsi di insegnamento dell’italiano per adulti stranieri ospiti in diverse strutture di accoglienza, quali SPRAR, CAS, Comunità. Persone immigrate con differenti livelli di conoscenza della lingua italiana: dagli analfabeti totali o funzionali in lingua madre scritta, ai livelli A1 e A2 del Quadro Comune Europeo per le Lingue. Credo però che altre azioni siano ancora più importanti nel progetto, quelle mirate a portare a sistema il servizio dell’insegnamento dell’italiano L2. Già offerto dalle differenti realtà sul territorio, ma con modalità
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diverse. L’obiettivo è attivare un gruppo di coordinamento, con CVM capofila e gli altri partner: CPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti) di Macerata (plessi di fermo e Porto d’Ascoli), Casa di Procura dell’Istituto delle Suore Oblate del SS Redentore e Cooperativa Sociale Nuova Ricerca.Agenzia Res. Il gruppo si riunirà mensilmente, per creare una struttura che resterà nel tempo. Altro obiettivo riguarda la formazione di un team di lavoro, dove dei docenti potranno sedimentare le conoscenze acquisite nel campo. E metterle a sistema. Lo scopo è diventare formatori di formatori per i nuovi facilitatori linguistici che si affacceranno all’orizzonte. Verrà poi realizzata una mappatura dei bisogni e delle aspettative e delle criticità relative ai corsi di Italiano L2. A realizzarlo saranno anche i fruitori delle lezioni, che diventeranno soggetti attivi, coinvolti nel progetto. Si tratta di sfide molto alte, ma sono sicura che l’impegno di tutti porterà a conseguire i nostri obiettivi. Per facilitare il cammino di integrazione dei nostri ospiti “stranieri”, dove la conoscenza della lingua italiana è un presupposto fondamentale. Gelsomina Viscione – Responsabile settore migrazione CVM
“A scuola di lingua e multiculturalismo” CVM e le classi di italiano per richiedenti asilo
pensione: come Fiorella che ci spiega cosa accade fra i banchi ogni mattinata, nel confronto coi richiedenti asilo. Professoressa, come vivono lo studio dell’italiano i richiedenti asilo? Sono molto interessati, perché la lingua per loro è tutto, è la strada che apre alla possibilità di trovare lavoro. Sanno che senza italiano integrarsi è difficile. Studiano con piacere, e d’altro canto esprimono la loro paura per il futuro. Come impostate le lezioni? Grammatica, pronuncia, lessico. Partiamo da degli argomenti di conversazione. Abbiamo iniziato con la geografia africana: Un momento delle lezioni nei locali di CVM, fra attualità, grammatica, ognuno ha parlato della propria terra di provenienza. voglia di capire l’italiano e come si vive in Italia. Poi siamo passati a quella italiana. Come ci si orienta nel nostro Ogni mattina una classe di richiedenti asilo, penna e quaderno paese. sotto braccio, si ritrova nel salone di CVM, a Porto San Giorgio per Quindi attraverso la lingua, gli studenti scoprono l’Italia… imparare l’italiano con i corsi organizzati da CVM. Sono Leggiamo le notizie sui quotidiani. Loro si sono dimostrati ragazzi che vengono dalla Costa d’Avorio, dalla Nigeria, molto interessati al terremoto. Un cataclisma che Fiorella dalla Somalia, arrivati sulle coste italiane a bordo non avevano mai vissuto e che li ha terrorizzati. Mercanti è u n dei barconi, in cerca di salvezza. E che oggi a Inoltre insegnare loro l’italiano significa anche delle docenti dei corsi di vivono accolti nei progetti Sprar della provincia introdurli alla nostra società. E spiegare quali italiano per i progetti Sp di Fermo, come richiedenti asilo o titolari di rar nella provin regole rispettare per farsi accettare. cia di Fermo. È lei protezione umanitaria. Senza le conoscenze a raccontarc I pregiudizi da abbattere sono tantissimi.. i cosa avvien e ogni mattina al C linguistiche è pressoché impossibile per i È durissimo trovare rispetto. Cerco di far VM, dove l’I taliano migranti crearsi un presente ed un futuro. è strumento capire loro che bisogna perseverare nei buoni soprattutto di avvicinamen Il corso di italiano è peraltro previsto, in comportamenti. Gibril, un senegalese molto to al modo termini vincolanti, dai progetti Sprar, per un di vivere in It sensibile alla gentilezza, una volta mi ha detto alia. complessivo di 10 ore alla settimana. Così CVM, ‘Io saluto tutti quando vado in giro. Ma le persone che già partecipa ai progetti Sprar di Porto san non mi rispondono’. E allora io gli ho consigliato: “Ma Giorgio, si è fatto organizzatore degli appuntamenti. tu continua sempre a salutare”. Coinvolgendo, come insegnanti, professoresse ora in A cura di Marco Benedettelli - CVM
Corsi di formazione per insegnare l’italiano ai migranti Successo per lezioni organizzate da CVM con l’Università Ca’ Foscari Lunghi, faticosi, intensi, ma ricchi di informazioni i tre fine settimana dedicati a creare i presupposti per acquisire conoscenze, abilità e competenze, necessarie ai facilitatori linguistici impegnati ad accompagnare il percorso di apprendimento della lingua italiana come lingua seconda da parte dei cittadini non italofoni. Con un’attenzione particolare per gli analfabeti nella lingua madre o chi ha un livello basso di scolarità nel Paese di origine. Come, per esempio, alcuni gruppi di migranti che arrivano in Europa. La professionalità dei docenti del corso, provenienti dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha permesso di rendere la “fatica” intensa e piacevole. Il percorso ha coinvolto 37 partecipanti tra insegnanti, facilitatori linguistici, operatori SPRAR, insegnanti volontari e altri. La formazione, realizzata dal 2 al 18 dicembre, per tre weekend consecutivi, nella sede CVM, ha toccato campi ed argomenti
vari. Il primo blocco ha riguardato l’approfondimento del quadro teorico di riferimento. Si è proceduto all’analisi dei bisogni e delle motivazioni degli adulti, delle problematiche legate all’apprendimento dell’italiano, delle caratteristiche dell’intervento didattico e del ruolo del docente facilitatore. Gli altri due momenti hanno avuto come focus l’apprendente analfabeta o debolmente scolarizzato, del quale sono state delineate le peculiarità; sono stati altresì analizzati alcuni aspetti legati all’organizzazione dei corsi, all’elaborazione del curricolo e alla gestione di aula e materiali. Nel corso dei diversi momenti formativi, si sono alternate parti teoriche e attività laboratoriali, declinando, dal punto di vista operativo, i fondamenti scientifici esposti su alcuni temi, quali le tecniche didattiche, le abilità linguistiche e le strategie per la gestione di classi. Gelsomina Viscione – Responsabile settore immigrazione CVM
In Italia sono più di 5 milioni le persone di cittadinanza straniera (8,2% della popolazione). I richiedenti asilo quasi 14mila. Sono circa 4.500 i migranti accolti nelle Marche, (di cui 3.896 nei CAS Centri di Accoglienza Straordinaria) e 646 negli SPRAR (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati), gestiti dai Comuni. Degli oltre 4 mila migranti presenti oggi, la provincia di Ancona ne ospita 1.317 (208 negli SPRAR), 579 Ascoli Piceno (90 negli SPRAR), 681 Fermo (132 negli SPRAR), 975 a Macerata (123 in SPRAR) e 990 a Pesaro (93 nello SPRAR).
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Facciamo la nostra parte per il terremoto del Centro Italia
Sisma e resilienza. Come ridare serenità ai bambini
Non solo case, dopo un terremoto ritornare ad essere attori delle proprie va ricostruita anche la fiducia emozioni e della propria vita. La e la speranza delle persone. In che modo opera il processo di dottoressa È in questa direzione che si resilienza, in questi casi? Cipolla di RIR es: “Se adopera RiRes, l’Unità di ricerca Gli specialisti, i “tutori di resilienza”, un genitore si sente sulla resilienza dell’Università lavorano con dei gruppi di ascolto. forte e ottim ista, anche il Cattolica del Sacro Cuore di Come quelli organizzati dal CVM. Qui bambino gu adagnerà Milano, formata da un team ci si ascolta a vicenda, in un clima di forza e fiduci di psicologi, psicoterapeuti ed fiducia reciproca. È proprio nella positività a” educatori specializzati in contesti delle relazioni che le persone ritrovano di interventi post cataclismatici, e riattivano le risorse. chiamata a intervenire nelle Marche, Come vengono coinvolti i bambini Lo staff di RiRes ha con corsi di formazione alla resilienza che mirano soprattutto nel ribaltamento della fiducia? a raggiungere i bambini colpiti dal sisma. Corsi organizzati e I bambini sono i più esposti al trauma. operato in contesti post-cataclismatici di supportati da CVM, che al sostegno pro terremotati ha dedicato Non hanno ancora sviluppato un sistema tutto il mondo. la campagna di Natale 2016. “Tutore di resilienza” di RiRes nelle di pensiero capace di elaborarlo. In questa Marche è la dottoressa Alessandra Cipolla, Psicologa esperta prospettiva è importante avere, per loro, come punti di riferimento sulle tematiche del trauma e della resilienza. figure fiduciose, che li sostengano nella crescita e li supportino Dottoressa Alessandra Cipolla, che nelle piccole e grandi difficoltà. Se un cosa è la resilienza? genitore si sente forte e ottimista, anche È la capacità umana di affrontare le il bambino guadagnerà forza e serenità. avversità della vita e di uscirne vincitori. Ma non è un processo che coinvolge È un processo che consente di reagire solo i genitori, vero? ad un evento traumatico, riscoprendo No, infatti la resilienza abbraccia tutte le e riattivando le proprie risorse interiori. figure educative della rete sociale. Nei corsi E perché si parla di resilienza per il organizzati con CVM per il progetto “Le terremoto? lenticchie della speranza” coinvolgiamo Perché esso, per la sua natura improvvisa, docenti, educatori e dirigenti scolastici. inattesa, “extra-ordinaria” e fortemente Ciò perché più sono le figure educative distruttiva, mina le difese psichiche del capaci di farsi carico del dolore e delle soggetto, trasmettendo un sentimento Libri e oggetti dalla vita di tutti i giorni sconvolti dal domande dei bambini, più questi vivranno di vulnerabilità e insicurezza a livello terremoto. (Foto Ennio Brilli) in un contesto capace di tranquillizzarli. fisico e identitario. Bisogna quindi riscoprire le proprie risorse, Marco Benedettelli – CVM
Speranza e partecipazione agli incontri per la resilienza organizzati da CVM Le “Lenticchie della speranza” hanno dato i loro frutti! CVM, grazi alla campagna di Natale alla 2016, che portava proprio il nome del seme più famoso dei Sibillini, e alla meravigliosa solidarietà dei donatori, ha coinvolto quasi 240 fra docenti, genitori ed educatori nei corsi per “tutori di resilienza” che si sono tenuti per due settimane in scuole e camping nella provincia di Fermo e Ascoli Piceno. Incontri mirati a formare figure educative per il sostegno, sia a scuola che in famiglia, di figli e studenti colpiti dal trauma del terremoto. Per ridare fiducia e ottimismo nel futuro ai più piccoli. Hanno tenuto gli incontri i professionisti di RIRes, (vedi intervista), con la partecipazione di docenti
e genitori degli ISC di Comunanza, Montefortino, Amandola e di Porto Sant’Elpidio. Corsi si sono tenuti anche ai residence Holiday e La Risacca di Porto Sant’Elpidio, dove vivono docenti e famiglie sfollate. Coinvolti anche educatori che già prestavano sostegno alle persone terremotate. Il progetto è stato realizzato con l’Associazione Francesco Realmonte Onlus, Caritas Fermo, e col supporto della Fondazione Fratelli Dimenticati. Fondamentale è stata la collaborazione degli istituti scolastici. CVM crede nella capacità, nella forza e nel coraggio delle comunità di affrontare le emergenze più gravi. E lavora per dare loro strumenti in più per ritrovare la speranza.
Nel picco dell’emergenza, dopo la scossa di magnitudo 6.5 del 30 ottobre, la Protezione civile ha fornito assistenza a più di 31.700 persone sfollate, che si sono rifugiati in palazzetti, centri polivalenti, strutture allestite ad hoc nel proprio comune. In 9100 hanno trovato accoglienza nelle strutture alberghiere lungo la costa adriatico e sul lago Trasimeno. A fine febbraio le persone sfollate erano ancora circa 12.800. Chi in quella data è ancora rimasto nelle strutture di emergenza è chi non ha più una casa dove andare, poiché le scosse di terremoto l’hanno resa del tutto inagibile.
XIV
La gioiosa forza del volontariato… che rende possibile la raccolta fondi! Il 2016 ha dato grandi soddisfazioni al CVM: le campagne principali di raccolta fondi hanno portato i frutti sperati. E ciò è possibile solo grazie a una grande forza, quella di voi volontari e di voi che sostenete le nostre attività. Senza Mario, Anna, Luigi o Monica e senza la loro vicinanza non potremmo dirci comunità. Senza Peppe, Elena e Nubia, che hanno dedicato molto del loro prezioso tempo nel confezionare i prodotti, e senza i volontari che hanno allestito circa 40 banchetti nelle Marche e in Italia, la campagna di Natale non sarebbe stata possibile. Sotto Natale, grazie a voi volontari, abbiamo organizzato spettacoli e cene di beneficenza a Montegranaro e a Ripatransone. Ogni momento di partecipazione per noi è una festa, che si ripeterà Le scout della parrocchia San Giuseppe di Jesi all’opera in uno a Pasqua, con la nostra dei banchetti di Natale. L’impegno e la passione dei volontari si è gioiosa forza organizzativa! dimostrata, anche in questa occasione, straordinaria.
Grande aiuto ai terremotati. È infaticabile il lavoro dei volontari Peppe, Elena e Nubia che sotto le feste si sono impegnati con grande tenacia e passione per confezionare i regali solidali CVM.
a di Ripatransone, giunta alla Grande partecipazione alla cen opresenti a sostegno delle pop edizione numero XIII, con 200 oni tuzi isti e dell ti tan rappresen lazioni terremotate. A tutti i tra cena, va il grande ringranos la le sibi pos o res no che han : Paolo D’Erasmo, presidente ziamento di CVM! Da sinistra . rian Lambert, direttore CVM della Provincia di Ascoli. Ma di aco sind e aco sind vice ni, Alessandro Ricci e Remo Bru i, vicesindaco di Arquata del Ripatransone. Michele Franch del consigliere CVM, e i bambini Tronto. Maurizio De Angelis, nsone. consiglio giovanile di Ripatra
Al teatro la Perla di Montegranar o si è tenuta la concerto di m usica classica edizione V del grazie all’impe Le offerte sono gno dei volont state tutte vers ari. ate per chi è st terremoto. ato colpito dal
La testimonianza “Abbiamo scelto da sempre, per qualsiasi evento che ha riguardato la mia famiglia e le mie bambine le bomboniere solidali del CVM. Le motivazioni sono semplici da raccontare: il grande senso di condivisione degli ideali e progetti del CVM, con cui collaboro da tanti anni e di cui conosco le persone e le azioni in Africa e nel nostro territorio. Credo che le parole siano importanti ma solo attraverso un gesto concreto e tangibile si possa instaurare un cambiamento vero. Coinvolgere i bambini in questi atti significa far comprendere loro che esiste un mondo diverso, vicino a noi, spesso sofferente ma pieno di dignità”. Elisabetta Baldassarri
Quando la festa si fa solidarietà. Scegli le nostre bomboniere!
Se hai una cerimonia in programma, dalle ancora più valore scegliendo le bomboniere solidali di CVM, tra moltissimi oggetti di artigianato africano o prodotti bio delle campagne marchigiane. Che hanno di per sé un valore aggiunto e aiutano a diffondere la consapevolezza dei diritti umani
Sono dieci le famiglie che negli scorsi mesi hanno deciso di celebrare le loro feste con una bomboniera solidale!
Contattaci via mail a: territorio@cvm.an.it o allo 0734/674832. Oppure passa a trovarci nella nostra sede di Porto San Giorgio.
XV
Unisciti a noi… diventa volontario anche tu... vieni a conoscerci! Banchetti informativi e mercatini: abbiamo bisogno
di volontari che ci aiutino durante gli eventi, fiere, concerti, feste in piazza a vendere i nostri prodotti del commercio equo e solidale.
Servizio Civile Regionale, Nazionale ed Europeo:
CVM è ente accreditato, perciò è possibile svolgere un periodo di volontariato (dai 6 ai 12 mesi) in Italia o in una delle sedi in Etiopia o Tanzania.
Il rispetto è possibile so raggiunto l’i lo se h-o ndip se posso stare endenza; in piedi o camminare senza bisogn o di grucce, senza d o sfruttare u over dominare n’a rispetto esiste ltra persona. Il solo sulle della libertà basi (Erich Fromm )
Stage e/o tirocini pre-laurea: CVM può inserire l’aspirante
volontario nelle proprie attività in base al percorso formativo intrapreso.
Viaggi di approfondimento di conoscenza dell’Africa: esperienze di 2 settimane nelle aree di progetto CVM in cui il volontario ha la possibilità di conoscere da vicino le attività e il contesto.
Sei un insegnante e conosci CVM? Fai passaparola tra i tuoi colleghi sui nostri laboratori di educazione interculturale e il seminario!
Sei un imprenditore? Fai una donazione oppure acquista i nostri
prodotti per i tuoi dipendenti e contribuisci a un futuro migliore!
Partecipa alle nostre iniziative: iscriviti ai nostri corsi, scegli le
nostre bomboniere equosolidali. Il ricavato andrà a sostenere le nostre attività.
Dona ora!
Sostieni in maniera continuativa i nostri progetti nel Sud del mondo, chiamaci allo 0734 674832 Versamento su Conto Corrente Postale: Conto Corrente Postale n. 11168622 Intestato a: Comunita Volontari per il Mondo Piazza Santa Maria, 4 – 60121 Ancona
Versamento su Conto Corrente Bancario: IBAN: IT 02 Z 05018 02600 00000 0112866 Banca Popolare Etica SCARL -Filiale di Ancona Via Primo Maggio, 20 – 60131 Ancona Intestato a: Comunità Volontari per il Mondo Piazza Santa Maria, 4 – 60121 Ancona
Causale: se vuoi che la tua offerta vada a sostenere un progetto specifico puoi indicarlo nella causale Seguici su Facebook, Twitter e blog! Diffondi le nostre iniziative e unisciti alla nostra grande comunità!
Non hiamo n dime tic potere il vero mai che io. Bisogna è il serviz nte, aver cura la ge , custodire rsona, con amore i e e d p i i, n in g mb di o te dei ba sono più n e lm ia c spe he a i coloro c vecchi, d e spesso sono nell h . c e re i o cu fragil del nostro periferia Francesco) (Papa
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