Autorizzazione del Tribunale di Ancona n. 5109 del 23/09/99 rilasciata al Presidente CVM. Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 2 e 3, CN/AN, anno II n.3 novembre 2016 - Dir. Resp. Anna Rita Principi - SEDE Legale: P.zza S. Maria 4, 60121, Ancona - Tel.: 071202074 - email: cvm@cvm.an.it - sito web: www.cvm.an.it
Il germoglio della speranza
Siccità in Etiopia, terremoto in Italia Facciamo la nostra parte
a pa all i i c e t r Pa gna d a p m ca e 2016 Natal ogetti per i i pr ciale in r p o c S e so a acqua a, Tanzani i Etiop e Italia
REDAZIONE
Laila Anton Ennio Brilli Giovanni Ceccarelli Elena Chiamberlando Clara Cossu Chiara Costamagna Marian Lambert Alessandro Miola Serena Morelli Debora Nucci Silvia Ottaviani Marta Rogante Elena Paolazzi Fulvio Parodi Lia Romano Gelsomina Viscione
FOTOGRAFIE Archivio CVM
CAPOREDATTORE Marco Benedettelli
DIRETTORE
Anna Rita Principi
GRAFICA
Patrizio Patassini
STAMPA
Gratuitamente da
SEDE OPERATIVA Porto San Giorgio Viale delle Regioni, 6 Tel. 0734/674832 cvmap@cvm.an.it
II
3 – GUARDIAMO ALLA TERRA, NON RASSEGNAMOCI ALL’EGOISMO. Il Natale ci chiama a fare la nostra per siccità e terremoto 4 – GERMOGLI DI SPERANZA PER L’ETIOPIA SENZ’ACQUA. Pozzi, semi e progetti agricoli. Combattiamo la siccità 4 – IL DISASTRO DELLA SETE. Cronache dalle province dell’east Gojjam 4 – QUANDO IL VINO ANNAFFIA LA SOLIDARIETÀ. Scegli un dono CVM per Natale. Vino e confetture aiutano l’Etiopia senza acqua 5 – LAVORO E GIOIA PER L’ACQUA DI GALIA CHALBE. Grazie alle donazioni di Natale 2015, l’impianto approvvigionerà quattromila persone 5 – A BASKETO NUOVI POZZI PER L’IRRIGAZIONE E TANTI ORTI PER LE DONNE 6 – INGEGNO E CAPARBIA, COSÌ LANGUTE HA LA SUA NUOVA FONTE. Realizzato il sistema di filtraggio con polvere d’ossa 7 – RIPARTIRE DAL PROPRIO FUTURO. Asha Tamla e le altre vedove tanzaniane unite e più forti grazie alla associazione Wasata 8 – AGIRE INSIEME A BAGAMOYO. La società civile per i più deboli 8 – MWANAHAMISI, LEADER NELLA SPERANZA 9 – IL CORAGGIO DELLE DONNE CONTRO LA VIOLENZA. Cresce il numero delle denunce, grazie ai facilitatori di giustizia 9 – FORTI NELLA DIFESA DEI PIÙ DEBOLI. Magistrati e poliziotti ai corsi di formazione CVM 10 – “SCONFINAMENTI”, IL CORAGGIO DI ANDARE OLTRE. Accoglienza di migranti col progetto Sprar di Porto San Giorgio 10 – FORMAZIONE PER FORMATORI. Così la cittadinanza mondiale arriva in classe 11 – IL PROGETTO DELLA CITTADINANZA MONDIALE. Interventi e riflessioni dal X Seminario internazionale di educazione interculturale 12 & 13 – IMPEGNO, NUOVE PROSPETTIVE E GIOIA. COME DIVENIRE CITTADINI MIGLIORI. I pensieri dei volontari in servizio civile nazionale 2015/2016 con CVM 14 – LE BOMBONIERE CHE SORRIDONO AL MONDO. Scegli o consiglia i doni CVM per le feste. Aiuterai progetti solidali 14 – FAI UN PASSO IN PIU’, ENTRA IN AZIONE. Partecipa alla campagna di Natale “Piantiamo un seme di speranza” 15 – BILANCIO ECONOMICO 2015. Relazione revisore dei conti
Segui i nostri appuntamenti Care amiche e amici, per rimanere informati sulle attività CVM, seguite i nostri profili social, da Facebook (ComunitaVolontariMondo) a Twitter (@CVM_AN) e visitate il nostro sito www.cvm.an.it. Non riusciamo a darvi date e appuntamenti precisi poiché ora, mentre completiamo questo CVM Flash, è inizio settembre, ma le attività in cantiere sono tante. Nei nostri canali online troverete un aggiornamento costante sui banchetti di Natale per la campagna di Natale 2016, che ha l’obiettivo di portare aiuto alle popolazioni etiopi colpite dalla siccità, e di dare sostegno alle zone colpite dal terremoto del 24 Agosto. Così come ci saranno informazioni sulle cene e i concerti di beneficenza, organizzati sempre sotto le festività natalizie, e a cui siete tutti invitati. Possiamo inoltre già anticiparvi che il 25 novembre organizziamo delle iniziative, fra Italia e Africa, per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, mentre l’1 dicembre aderiamo alla Giornata mondiale contro l’AIDS; il 3 dicembre festeggiamo il Premio del volontariato internazionale, assieme alla Focsiv, la Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontari di cui CVM fa parte assieme ad altre 80 organizzazioni. Sul territorio fermano, siamo presenti con attività di sensibilizzazione nelle scuole sui temi della cooperazione e della migrazione, col coinvolgimento di 20 utenti ospitati nel progetto Sprar “Sconfinamenti”. Non mancheremo di farvi avere informazioni dettagliate su tutti gli appuntamenti. Dunque, seguiteci!
Per informazioni, chiamaci allo 0734/674832 o scrivi a: cvmap@cvm.an.it
Con la campagna di Natale 2016 vogliamo aiutare anche le zone terremotate. Nella foto, una visuale aerea di Amatrice rasa al suolo dal sisma del 24 agosto.
Guardiamo alla Terra, non rassegniamoci all’egoismo
Il Natale ci chiama a fare la nostra per siccità e terremoto incontrollato inquinamento, prodotto dal Nord del mondo. A Care amiche e amici, con il tempo di Natale alle porte, fermiamoci un attimo a pagare i gravi danni di tutto ciò oggi sono i popoli del Sud, riflettere. Anzi, facciamo un passo in là e guardiamo il mondo impreparati come mezzi e risorse a fronteggiare tali eventi come se fosse davanti ai nostri occhi. Poiché nella vita di tutti climatici. Ce lo ha ricordato Papa Francesco nel messaggio i giorni, Nord e Sud del pianeta possono sembrarci lontanissimi. per la Giornata Mondiale di preghiera per il Creato dello Due emisferi distanti e profondamente differenti, per stili di scorso 1 settembre: noi esseri umani siamo chiamati a mostrare vita e storia. Eppure, nell’osservare il mondo un passo distanti, misericordia verso la nostra Casa comune, a riconoscere e a se ci riusciamo – ed è un’impresa che richiede sforzo – pentirci per i peccati commessi contro il creato e a modificare la nostra condotta di vita. È possiamo renderci conto quanto necessario comprendere che quando questo nostro pianeta sia unito nel arrechiamo un danno alla Terra, suo destino e nelle sue vicende. E facciamo del male ai poveri. come la vita dei suoi abitanti, cioè Anche l’Italia è stata colpita da un noi, sia affine a tutte le latitudini. grave lutto. La notte del 24 agosto Ciò che è avvenuto in Etiopia e in un sisma di magnitudo 6 avvertito Italia negli scorsi mesi è lì a ha portato alla morte quasi 300 dimostrarcelo. Col suo carico, persone, radendo al suolo piccoli purtroppo, di dolore. paesi pacifici e laboriosi del centro I due Paesi si sono trovati a vivere Italia. Costringendo alla vita da due gravi eventi: la siccità in Etiopia, sfollati, in tendopoli o alloggi e il terremoto in Italia centrale. Eventi emergenziali quasi 5000 persone. tragici su cui in entrambi i casi Gente che ha perso, oltre alla propria vedremo come - ha pesato lo casa, amici e parenti scomparsi nei sciagurato sfruttamento delle risorse crolli. Il terremoto è un evento e le speculazione finanziaria. In una imprevedibile ed inevitabile. Che parola, l’avidità. Le comunità che sembra fatale, ma che in un Paese vivono in quelle zone oggi hanno come l’Italia, dalla plurisecolare bisogno della nostra parte di aiuto. storia sismica, potrebbe essere Ed è ciò che vogliamo fare, con la meglio fronteggiato con una politica Campagna di Natale 2016. Quella edilizia antisismica adeguata. E che stiamo per vivere e che ci vede infatti dopo i terremoti del 1997 e tutti protagonisti. Donatori, volontari, del 2009 sono stati stanziati milioni organizzatori. Ognuno con un ruolo di euro, per la messa a regime di diverso, ognuno coinvolto nella palazzi e paesi anche nelle zone stessa missione di solidarietà e Riserve prosciugate in Etiopia, dove la siccità è una conseguenza del surriscaldamento globale prodotto dal ora ridotte in macerie. Fondi che speranza. Nord del mondo oggi non si sa come siano stati Osserviamo il Paese del Corno d’Africa. Qui, a causa della peggiore siccità degli ultimi 50 spesi. Per collaudi mai fatti? Per restauri difettosi? Mentre anni, dieci milioni di persone vivono in uno stato di crisi scriviamo, ci sono inchieste in corso e le Prefetture hanno umanitaria. Secondo Unicef Etiopia, ben 6 milioni di bambini aperto indagini. Di certo si sarebbe potuto fare di più per sono a rischio fame. Un numero indescrivibile di famiglie non evitare tanti lutti e dolore. Ma anche in questo caso ci si è ha acqua a sufficienza per idratarsi, né per coltivare la terra messa di mezzo la miopia dell’egoismo e dell’avidità. e badare ai propri allevamenti, in zone dove la bassa produttività Guardiamo ancora questo nostro pianeta, così grande e così non consente redditi importanti e le famiglie vivono di quello unito nelle storie di chi lo abita. Unito dall’umanità, dalla gioia, che producono, stagione dopo stagione. Tantissime persone dalla speranza, ma anche dal dolore e dall'ingiustizia. E proprio stanno emigrando dalle campagne ai grandi centri urbani. per non rassegnarci alle ingiustizie, amiche e amici, siamo Ma là, sradicati dalla propria terra, si ritrovano a vivere ai chiamati anche in questo Natale 2016 a rimboccarci le margini, nelle baraccopoli, per strada. Sappiamo che tutto maniche. A fare qualcosa per venire incontro al futuro di chi ciò, ce lo spiegano gli scienziati, è conseguenza del è stato colpito ed è in difficoltà. Con la campagna ”Semi di surriscaldamento globale; in particolare de El Niño, un fenomeno speranza” raccoglieremo fondi per le famiglie etiopi e aiuteremo climatico che provoca l’aumento delle temperature dell’Oceano a finanziare la ricostruzione dei territori terremotati, senza Pacifico e con esse la modifica delle correnti monsoniche in rassegnarci al pessimismo. Per aiutare il Mondo, che è una diverse regioni del pianeta. E sappiamo bene, ormai, come il unica, grande comunità. Marian Lambert – direttore CVM cambiamento del clima sia una conseguenza di decenni di
III
Germogli di speranza per l’Etiopia senz’acqua
Pozzi, semi e progetti agricoli. Combattiamo la siccità
È la peggiore siccità degli ultimi 50 anni. Il progetto verrà realizzato con Ha lasciato 10 milioni e 200mila persone in una il supporto di voi amici che, situazione di crisi umanitaria drammatica. E la causa sono i come noi, non riuscite a voltarvi cambiamenti climatici che il Nord del mondo ha generato. Noi del dall'altra parte. Contribuire al CVM siamo subito intervenuti, con un progetto per 40mila persone progetto significa, in questo che vivono nelle province centrali dell’Etiopia. E coi fondi raccolti caso più che mai, “piantare il nella campagna di Natale 2016, “Semi di speranza” possiamo seme della speranza”, e cioè dare maggiore forza ai nostri interventi. Vogliamo rispondere alle allungare una mano verso chi esigenze immediate di approvvigionamento idrico dell’area; puntiamo è colpito dal tragico effetto dei cambiamenti climatici. a riattivare la produzione agricola; vogliamo promuovere il ruolo sociale ed economico delle donne all'interno delle loro comunità grazie a Centri e Cooperative Multifunzionali. È con una serie di Lia Romano – Rappresentante Paese interventi integrati come questi che possiamo migliorare la capacità Etiopia di adattamento e resilienza della popolazione alla crisi portata dai cambiamenti climatici. Grazie all’intervento che realizzeremo assieme a voi stiamo riabilitando 10 impianti idrici in disuso e vogliamo scavare 6 pozzi nuovi. Vogliamo dare nuova forza alla agricoltura con la distribuzione fra gli agricoltori di 600 quintali di sementi resistenti alla siccità, quali il fagiolo bianco e il ‘mungo’, ricchi di proprietà nutritive e a veloce maturazione. Nel dare nuovo impulso all’agricoltura e agli allevamenti, vogliamo avviare le donne ad attività di piccola imprenditoria in orticoltura, arboricoltura, apicolura e pollame. Quasi nove abitanti su dieci dell’area vivono di agricoltura e oggi la mancanza di cibo sta determinando una Due ragazzini tentano di attingere le ultime gocce serie di drammi a catena, come raccontato di acqua da un pozzo ormai prosciugato in una da Shegaw Dagnaw, social coordinator di delle province dove CVM interviene con “Semi di speranza”. CVM, nella sua testimonianza.
Quando il vino annaffia la solidarietà Scegli un dono CVM per Natale. Vino e confetture aiutano l’Etiopia senza acqua Vino, confetture, marmellate per la solidarietà con l’Etiopia, che venderemo nelle piazze marchigiane e non solo, grazie ai banchetti allestiti dai volontari o attraverso tutti i canali possibili sotto i giorni delle festività. Con le donazioni raccolte attraverso la vendita della campagna di Natale 2016 , “La Solidarietà fa miracoli… trasforma il vino in acqua”, vogliamo aiutare le popolazioni dell’Etiopia che più stanno subendo le conseguenze dei cambiamenti climatici. Non possiamo voltarci indietro, restiamo uniti, restiamo assieme anche questo Natale, sotto la stella della solidarietà.
Uno dei tanti banchetti di Natale CVM, in giro per le Marche e per l’Italia. Visita il nostro sito www.cvm.an.it per sapere dove trovare anche quest’anno i tuoi regali solidali.
Il disastro della sete. Cronache dalle province dell’East Gojjam Ho potuto constatare coi miei occhi, nel corso di una mia visita, quanto sia drammatica la situazione nelle province dell’Etiopia centrale colpite dalla siccità dove CVM sta portando aiuto. Nell’area sono centinaia di migliaia le famiglie ridotte a vivere in una situazione di profonda indigenza. Le comunità colpite sono spinte a migrare verso città più grandi, e così abbandonano le loro terre per finire ai margini di qualche baraccopoli. Chi resta nell’area è esporto a infezioni di vario tipo, senza poter curarsi in ospedale. La situazione peggiora per la scarsità di cibo, oltre che di acqua potabile. Anche i fiumi si sono essiccati, mentre da essi dipendeva la sopravvivenza di tantissime persone. A causa dell’indigenza, i bambini subiscono collassi durante le ore di lezione. Molti stanno abbandonando gli studi e hanno iniziato a vivere per strada. Gli anziani chiedono la carità. I pozzi scavati a mano non sono in grado di fornire acqua a sufficienza, costringendo donne e bambini a interminabili attese per poche gocce. Il bestiame che sopravvive è magrissimo e malato. Gli animali stanno morendo. Assieme all’acqua, manca di tutto: cibo, vestiti, condizioni abitative, servizi sanitari. Non c’è tempo da perdere, bisogna prendere delle misure veloci e integrate. Questa è una siccità che si è accanita sul Paese come conseguenza del surriscaldamento globale, e sulla quale pesa l’effetto del fenomeno meteorologico de El Nino. L’Etiopia non ne è responsabile. Shegaw Dagnaw, social coordinator e Geremew Aklessa, project facilitator – Ufficio CVM Debre Markos
Per informazioni, chiama lo 0734674832 o il 3809037767, o scrivi a territorio@cvm.an.it e chiedi di Silvia
IV
Lavoro e gioia per l’acqua di Galia Chalbe
Grazie alle donazioni di Natale 2015, l’impianto approvvigionerà quattromila persone
Dalla cima della collina scende a valle, per portare acqua potabile a quattromila persone. Il nuovo acquedotto di Galia Chalbe non sarebbe mai stato fatto senza il sostegno dei donatori CVM nella campagna di Natale 2015. Quando ancora l’impianto non era stato realizzato, donne e bambini dei sette villaggi disseminati nella zona di Galia Chalbe, nel sud est dell’Etiopia, Gli abitanti dei villaggi di Galia Chalbe dovevano arrampicarsi per si sono rimboccati le maniche, per un dislivello di 250 metri, e scavare i canali di posa dei tubi lungo arrivare all’unica fonte piena tutta la collina, come si vede nella foto. di fango e batteri. Uno sforzo pesantissimo, in cambio di acqua insalubre. Ma le cose finalmente sono cambiate. Poiché - progettato da CVM e costruito col duro lavoro dagli abitanti del posto, da quella stessa fonte è stato realizzato un
acquedotto. La sorgente è stata protetta con una struttura di sabbia e cemento che impedisce le contaminazioni batteriche. Un serbatoio di pietra di 50 metri cubi si staglia sulla vetta di fronte alla sorgente. I nostri idraulici hanno montato i tubi di acciaio collegati alla fonte, mentre la popolazione si è impegnata nello scavo dei canali di posa. I capi villaggio di Galia Chalbe hanno osservato la costruzione dell’acquedotto palmo a palmo. Felici del risultato, in agosto ci hanno invitato nella capanna accanto alla chiesa ortodossa per festeggiare con un banchetto con caffè, latte, kita (pane di mais), miele, arachidi, banane, arance, per ringraziarci del lavoro. Ma il merito dell’acquedotto che sta rendendo la vita migliore a quattromila persone è soprattutto dei donatori che hanno seguito la campagna di Natale! Oltre che degli abitanti del villaggio, che hanno trasportato tubi e scavato le condotte e aiutato come potevano i nostri muratori e idraulici. Con il loro duro lavoro hanno voluto portare acqua alla loro gente. Questo bell’acquedotto oggi è a cuore a ciascuno e durerà nel tempo, perché ognuno se ne prenderà cura! Elena Paolazzi – Servizio civile Etiopia
A Basketo nuovi pozzi per l’irrigazione e tanti è il problema più grave 9 pozzi ad uso domestico orti per le donne L’acqua della provincia speciale di Basketo e scavato 14 nuovi pozzi
ed è per l’acqua che CVM Etiopia ha deciso, in questa zona, di a d u s o a g r i c o l o , p e r impegnarsi, recuperando e scavando pozzi e proteggendo sorgenti, l'irrigazione di 8 ettari di non solo per fornire acqua pulita alle comunità, ma anche per dare terra, dando vita a 16 orti, Prima della costruzione di Galia Chalbe, nuova spinta all'agricoltura, organizzando piccole cooperative che dove gruppi di agricoltrici ragazze e bambini dovevano percorrere una lunga strada per arrivare a gestiscono orti, dove donne, tra le più povere, possono produrre per possono, collaborando, prendere acqua da una fonte insalubre. sfamarsi e generare reddito. coltivare appezzamenti di L’economia di Basketo si è sempre basata sull’agricoltura. In questa terreno. Il progetto sta coinvolgendo 120 fra le donne più povere zona, a 578 km a sud di Addis Abeba vivono circa 100mila della comunità. Negli orti sociali lavorano piccole cooperative, persone divise in 33 kebele (distretti) che vanno in larga che sfruttano per la loro attività imprenditoriale il sistema maggioranza avanti d’agricoltura di sussistenza. Una del microcredito. Le persone coinvolte, dopo la “Noi donne che agricoltura che non è mai riuscita a svilupparsi e partecipazione a corsi di orticoltura organizzati da possiamo lavorare rafforzarsi proprio perché limitata dalla mancanza CVM, hanno ricevuto attrezzi e semi per coltivare grazie a questo di risorse idriche. E oltre a essere scarse, le fonti carote, cavoli, cipolle e barbabietola. Oggi la gioia disponibili contengono talvolta un elevato tasso è grande. Una donna ha raccontato a CVM, progetto siamo davvero di ferro, che le rende inadatte all'uso potabile e entusiasta: “Noi donne che possiamo lavorare fortunate. Dio ha irriguo. Molti punti d’acqua sono caduti in disuso grazie a questo progetto siamo davvero fortunate. mandato CVM nella da tempo e oggi la popolazione locale è arrivata a Dio ha mandato CVM nella nostra area. Ci sentiamo nostra area.” perderne memoria. E così, per colpa di questa somma privilegiate e ora siamo piene di entusiasmo per il di fattori, per i contadini della zona non è mai stato lavoro che ci aspetta”. CVM Etiopia sta cercando di possibile coltivare ortaggi in surplus, da mettere da parte, includere sempre più agricoltrici nelle attività di orticoltura. per difendersi da possibili carestie o per poter attivare piccoli commerci. Ci sono ancora problemi da superare, ma la strada è tracciata e La scarsità di acqua ha generato problemi economici e sociali. Ed è grazie all’aiuto di chi crede nei progetti CVM a Basketo la speranza per questo che CVM ha deciso di ripartire dall’ approvvigionamento è tornata a germogliare. idrico, per ridare impulso alla comunità. CVM Etiopia ha recuperato Yohannes - Ufficio CVM di Basketo, Etiopia
“Sostenere e rafforzare la partecipazione delle comunità locali nel miglioramento della gestione idrica e fognaria”. Lo afferma la nuova Agenda globale per lo sviluppo sostenibile per il 2030. La comunità del CVM si sta adoperando per riuscirci.
V
Ingegno e caparbia, così Langute ha la sua nuova fonte
Realizzato il sistema di filtraggio con polvere d’ossa
saranno loro. Quando me ne sono andata Eccoci quindi a mettere in atto il dall’azienda per cui lavoravo in Italia, processo, con un gruppetto scelto uno dei colleghi che più stimo mi ha che costituirà una cooperativa per detto “Bambina, a te piacciono le sfide, mandare avanti la produzione una questa tua scelta è coraggiosa e ti fa volta imparato. E con l’aiuto di tutti onore! Non pensi però che un gli altri abitanti della zona, che a turno esperienza nel nostro cantiere in Texas vengono a dare una mano! Puliamo ti avrebbe portato più lontano per le ossa, le bruciamo ad alte costruirti una carriera e un futuro?”. temperature e poco ossigeno per una Oggi mi occupo di un progetto di giornata intera, le schiacciamo e potabilizzazione d’acqua con alte setacciamo fino ad ottenere le polveri concentrazioni di fluoruri a Langute, da mettere nei filtri, che sono fatti un pugno di villaggi sperduti del sud con dei semplici secchi di plastica. dell’Etiopia, e quelle parole mi sono Perché tutto funzioni sono tante le tornate in mente… forse per ora la mia Un momento del meeting formativo, dove Elena di CVM ha cose da tenere sotto controllo: la strada non è fatta dei costosi progetti spiegato come usare le ossa per il sistema di filtraggio. per importati aziende, ma da di piccole gocce che fanno la giusta proporzione tra ossa e carbone, la temperatura della fornace, il pH, la torbidità. Dopo due settimane di lavoro il primo differenza per tante persone. Appena arriviamo, i capi villaggio mi portano a vedere i profondissimi filtro è pronto. Alimaz, una delle ragazze della cooperativa, prepara crepacci della Rift Valley dove sette persone sono morte nell’ultima il fluorimetro per il test col l’acqua filtrata che esce piano piano, stagione secca mentre andavano a prendere l’unica acqua ci vuole pazienza e la nuvola di persone attorno a noi aspetta con disponibile.. sperano che quell’immagine resti impressa nei miei la tipica calma africana.. non tutti sanno leggere sul display dello occhi e mi leghi alla loro causa finché loro non avranno altra acqua strumento il valore 0.1milligammi per litro, valore molto inferiore alla soglia accettata (0.5mg/l), ma appena abbraccio la ragazza più accessibile. In quella zona, un impianto idrico con un pozzo e punti acqua in tutti capiscono che ce l’abbiamo fatta! ogni villaggio erano già stati costruiti, ma l’acqua che ne esce ha Questo è solo il primo passo, bisogna aumentare la produzione alte concentrazioni di fluoruri, sostanze che creano problemi ai per ottenere velocemente polvere per 900 famiglie, verificare il denti, al sistema nervoso e alle ossa, per cui l’impianto era stato tempo di saturazione dei filtri, costruire vasche di lavaggio, temporaneamente chiuso, finché non si fosse trovato il modo per magazzino per gli attrezzi, tettoie dove lavorare all’ombra… ma depurare l’acqua. Il sistema di depurazione studiato dall’ingegnere ora sappiamo che ce la possiamo fare e nulla ci può fermare, né etiope Zelalem Worku, che ha lavorato per CVM fino all’anno il fasting ortodosso – periodo in cui non si uccidono animali- e quindi trovare le ossa diventa scorso e ancora dà consigli e complicatissimo; né le credenze indicazioni a distanza, consiste popolari, soprattutto mussulmane, nell’utilizzo di polvere di ossa di che non vedono di buon occhio animali il cui calcio assorbe i fluoruri l’utilizzo di scarti di macello; né le dell’acqua. piogge che rendono inagibile la All’ombra di un grande albero poco strada, né qualsiasi altro lontano da quel crepaccio, racconto impedimento che potremmo trovare. alla gente che si accalca che siamo La volontà fa miracoli, unisce lì per la loro acqua, perché nessuno persone e religioni, accorcia più debba rischiare la vita, ma i veri distanze, trasforma acqua inquinata protagonisti del progetto saranno in oro blu! loro. Noi, semplicemente, insegneremo e avvieremo un Elena Paolazzi – Servizio civile sistema di depurazione, ma chi Il brindisi con l’acqua filtrata e potabile. Così i leader di Langute Etiopia porterà l’acqua pulita ai villaggi hanno mostrato alla loro comunità la bontà della fonte.
Secondo la nuova Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile entro il 2030 dobbiamo “Migliorare la qualità dell'acqua riducendo l'inquinamento, eliminando le pratiche di scarico non controllato e riducendo al minimo il rilascio di sostanze chimiche e materiali pericolosi, dimezzare la percentuale di acque reflue non trattate e aumentare sostanzialmente il riciclaggio e il riutilizzo sicuro a livello globale”. CVM si impegna, con progetti come quello di Langute, a far sì che ciò sia possibile. Grazie al vostro sostegno.
VI
Ripartire dal proprio futuro
Asha Tamla e le altre vedove tanzaniane unite e più forti grazie alla associazione Wasata prestiti in momenti di difficoltà, Msata è un piccolo villaggio sulla per poi restituirli al gruppo strada che collega Dar es Salaam quando la situazione tende al ad Arusha dove spesso miglioramento. automobilisti, autotrasportatori Le attività portate avanti sono sostano per concedersi un pasto le più svariate, prima la caldo e un po’ di riposo. È qui, fabbricazione di mattoni per non lontano dalle aree di sosta, l’edilizia. Poi la produzione di che incontriamo un gruppo di mais, cereale molto utilizzato donne, tutte membri di Wasata. per cucinare piatti locali e per Wasata è un’associazione di la nutrizione di animali da cortile. vedove supportata da CVM, che Il meeting a cui partecipo verte incoraggia chi è rimasta sola, e sul versamento delle quote spesso senza una vera e propria mensili e sul deposito nel conto attività di sostentamento, a lottare corrente. A volte anche le cose per un futuro migliore per se più scontate possono rivelarsi stessa e per i propri figli. complicate in piccole realtà così Al primo impatto rimango lontane dai centri urbani. Per esterrefatto dall’energia che depositare in banca le quote e queste donne trasmettono. Si i frutti della raccolta e vendita tratta di una quindicina di signore di mais è necessario prendere sessantenni con uno sguardo un mezzo pubblico che incide sicuro e la fisionomia di corpi per sulle casse della associazione. niente stanchi dall’età. Si ritrovano La banca più vicina si trova ad tutte sedute sotto un portico dove un’ora e mezza di autobus. ogni mese si riuniscono per le Fortunatamente le nuove assemblee. Asha Tamla ha all’incirca 60 anni, Un membro dell’associazione WASATA firma la presenza alla tecnologie vengono incontro riunione. alle Wasata, che hanno deciso vive nella casa adiacente al portico, ed è la segretaria. L’associazione per lei è un’attività - dopo una attenta analisi - di utilizzare un servizio di importantissima, quasi essenziale nella sua quotidianità: pagamento (e versamento del denaro) tramite cellulare “Insieme siamo più forti, soprattutto nei momenti più offerto di recente dalla banca. Un servizio a bassissimo costo che fa risparmiare, senza il bisogno di allontanarsi difficili” racconta poco prima di iniziare la riunione. Queste donne hanno ritrovato grazie a Wasata la sicurezza, dal villaggio. La riunione termina dopo un’ora con il comune l’appoggio, il conforto necessario per andare avanti. Molte accordo di iniziare ad utilizzare l’offerta. Asha sarà la di loro hanno passato situazioni difficili. La stessa Asha in responsabile delle procedure bancarie necessarie. questi ultimi anni, dopo la morte di suo marito, si è trovata Ritorniamo in macchina, la giornata è appena iniziata, sola senza un lavoro costante che le permettesse di mandare insieme ai miei colleghi abbiamo ancora diversi gruppi da figlie e nipoti a scuola, e di poter provvedere ai bisogni incontrare per supportare le loro attività, ascoltare le loro fondamentali della famiglia: il cibo in tavola, l’acqua da storie, capire i loro bisogni e spingerli sempre verso un bere, e luce per illuminare le buie nottate di Msata. Ma miglioramento che in queste piccole realtà spesso significa grazie al mutuo sostegno che deriva da attività generatrici molto per la vita delle persone. Fulvio Parodi – Servizio civile Tanzania di reddito, ora le signore di Wasata possono accedere a
Fra gli obiettivi della nuova Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile, si legge: “Entro il 2030, assicurare che tutti gli uomini e le donne, in particolare i poveri e i vulnerabili, abbiano uguali diritti riguardo alle risorse economiche, così come l'accesso ai servizi di base, la proprietà e il controllo sulla terra e altre forme di proprietà, eredità, risorse naturali, adeguate nuove tecnologie e servizi finanziari, tra cui la microfinanza.” Col sostegno a CVM, puoi permettere a Asha e alle altre signore di Msata di raggiungere questo obiettivo.
VII
Agire insieme a Bagamoyo La società civile per i più deboli
L’associazionismo è una risorsa della gruppi vulnerabili, di circuiti di microcredito e di figure di supporto società civile di Bagamoyo. L’intersecarsi di alle donne - come i Facilitatori di giustizia comunitari nei villaggi diversi raggruppamenti ha significato piantare i semi di un – club, comitati, associazioni – è cambiamento che avviene dall’interno affascinante, pervasivo, sembra delle comunità e che ne rende i propri perpetuare continuamente l’idea di un membri i veri protagonisti attivi. beneficio comune nell’agire insieme. Parallelamente, il coinvolgimento delle Nel tempo esso è diventato una risorsa autorità locali, come i politici di distretto, per le donne di Bagamoyo che, ad di circoscrizione, di villaggio, i leader esempio grazie alle associazioni di religiosi, gli insegnanti, i poliziotti, i microcredito, hanno potuto accedere ai magistrati e il personale sanitario, facilita circuiti commerciali, un tempo monopolio la creazione di un network tra le varie degli uomini, e migliorare così le proprie realtà associative e le autorità locali, vite, affrancandosi da povertà, isolamento favorendo numerosi interventi, come o violenza. Credo che occuparsi della quelli a sostegno dell’educazione, della tutela delle donne e contribuire alla loro prevenzione dell’HIV/AIDS e della lotta emancipazione significhi sempre puntare contro la violenza di genere. allo sviluppo perché - come le donne Partecipanti ad un Training su imprenditoria, diritti CVM lavora in sinergia con questi attori, stesse sostengono - esse non pensano delle donne ed empowerment femminile. sviluppando attività di capacity building, mai unicamente al proprio interesse, ma per permettere alle realtà locali di al bene dei propri figli. Pianificano la spesa e il risparmio e dunque incidere maggiormente sui cambiamenti. Sollecitando l’integrazione guardano sempre al futuro. tra le diverse anime della società civile, si rafforza un senso di Le attività dei progetti CVM hanno un approccio multisettoriale e responsabilità e di partecipazione ai processi decisionali, per risolvere coinvolgono la società civile su vari livelli, ma sono specialmente problemi sociali, ed economici, che possono essere affrontati in indirizzate ai gruppi vulnerabili come quello delle donne, appunto, primo luogo da chi ne è il protagonista. Per permettere la realizzazione e delle persone sieropositive o dei giovani svantaggiati. In un contesto di percorsi di sviluppo autoctono e dunque dove l’assenza di risorse e di supporto istituzionale non permette autentico. ai diritti e ai servizi, sanciti nelle leggi, di trovare reale applicazione. Il supporto alla creazione e alla crescita di associazioni a tutela dei Clara Cossu – Servizio civile
Mwanahamisi, leader nella speranza Mwanahamisi è nata per essere una leader. È impegnata a prendere appunti, a stimolare il dibattito. I suoi interventi sono sempre coinvolgenti durante il training in cui la conosco. L’incontro è rivolto alle donne, come lei, che fanno parte dei gruppi di micro-credito, con l’obiettivo di migliorare le proprie competenze tecniche e facilitare uno scambio di esperienze personali e professionali. Grazie all’accesso ad uno di questi circuiti, Mwanahmisi ha messo su una piccola attività di parrucchiera dove intreccia i capelli delle sue clienti in ordinate acconciature. Se non ne parlasse pubblicamente durante un suo intervento sulla tematica dell’HIV/AIDS, non saprei mai che è sieropositiva. Lei è leader di uno dei gruppi di UWAMABA, l’associazione delle persone sieropositive fondata nel 2005 a seguito di un incontro organizzato in maniera congiunta da CVM e dall’ospedale di Distretto. Realtà cresciuta rapidamente tramite i suoi gruppi a livello di circoscrizione o di villaggio. Il suo acronimo descrive l’associazione
Sieropositiva e indomita, c’è una donna a Bagamoyo che si impegna per migliorare le vite altrui. Assieme alla associazione UWAMABA, cioè “L’unione delle persone che vivono nella speranza”
in questo modo: l’unione delle persone che vivono nella speranza. Come Mwanahamisi, infatti, altri membri di UWAMABA hanno potuto migliorare le proprie vite grazie, ad esempio, alla possibilità di avviare delle piccole attività per sostenere le proprie famiglie e provvedere alle cure necessarie per se stesse e per i propri bambini. Rafforzare una associazione come UWAMABA ha significato rendere i suoi leader e i suoi membri più forti, consapevoli dei propri diritti e della necessità di lottare contro la stigmatizzazione; educare altre persone ai rischi del contagio, arrivare soprattutto alle ragazze, alle giovani donne. Oggi i membri di UWAMABA si dedicano all’assistenza domiciliare di altre persone affette da HIV e collaborando con le strutture ospedaliere e le autorità di Distretto nel delineare gli interventi di sensibilizzazione e di prevenzione da HIV/AIDS. E contribuiscono, così, al crescere della speranza. Cl. Cos.
Dobbiamo “potenziare e promuovere l'inclusione sociale, economica e politica di tutti, a prescindere da età, sesso, disabilità, razza, etnia, origine, religione, status economico o altro” Così come: “Migliorare la stabilità macro-economica globale, anche attraverso il coordinamento e la coerenza delle politiche” e “Migliorare la coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile”. È grazie alla forza della società civile, e al suo potenziamento, che i risultati stabiliti dall’ Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile possono essere centrati.
VIII
Il coraggio delle donne contro la violenza
Cresce il numero delle denunce, grazie ai facilitatori di giustizia
Priska ha 45 anni, vive sola con i suoi due figli e per mantenere anche in Italia. Nella (all’apparenza) tranquilla l’intera famiglia manda avanti un piccolo allevamento di galline provincia di Fermo, nei primi sei mesi del 2016, c’è e capre nel suo villaggio, Kisanga, un raggruppamento di case stata una denuncia nel Centro anti violenza per ogni 4000 di fango nel mezzo assolato e polveroso del distretto di Bagamoyo. abitanti. Nel distretto di Bagamoyo, nello stesso periodo di Priska, oltre ad essere la colonna portante della sua tempo, le donne che si sono rivolte ai facilitatori sono famiglia, è la Community Justice Facilitator della una ogni 703 abitanti. Lo dimostra uno studio sua facilità. Quando una donna subisce una approfondito che CVM sta portando avanti A violenza può rivolgersi proprio Priska per con la polizia locale e con la rete dei Bagamoyo nel 2015 ricevere sostegno e aiuto. Ed essere facilitatori di giustizia. Lo scopo è capire le denunce sono state 224. sostenuta nel trauma e denunciare il se gli sforzi messi in campo stiano Nel 2016, solo nel primi 6 mesi, responsabile. Il facilitatore di giustizia, portando risultati, se madri e figlie già 407. Una ogni 703 abitanti. in altre parole, svolge il ruolo che hanno abbiano meno timore di denunciare i Centri antiviolenza in Italia. A tutt’oggi ciò che hanno subito. Dai casi raccolti Nel 2015, nella provincia di Fermo, sono 196, sparsi nel territorio di emerge un quadro chiaro: sempre più una donna ogni 4mila abitanti si è Bagamoyo, dove vivono circa 300 mila donne decidono di rivolgersi a un rivolta al Centro antiviolenza. persone. E sono sostenuti e coordinati Facilitatore per denunciare le violenze. da CVM. Nel 2015 le denunce erano 224, oggi La cultura del rispetto ha Attraverso eventi e incontri per solo nei primi 6 mesi del 2016, sono bisogno di un approccio sensibilizzare la comunità sui diritti dei già 407. Di queste, più del 30% è stato globale. più deboli, i facilitatori vengono aiutati nella denunciato alla polizia e metà dei casi sono loro opera di sensibilizzazione anche dai 93 stati portati davanti ad una corte di giustizia. gruppi per la protezione dei diritti di donne e Ci troviamo di fronte a risultati importanti, che bambini (WCM), sparsi in 26 circoscrizioni. rivelano come la comunità coinvolta sia sempre più Sostenere la cultura del rispetto per le donne è una missione consapevole dei propri diritti. globale. La violenza è una inclinazione drammaticamente estesa Fulvio Parodi - Servizio civile Tanzania
Forti nella difesa dei più deboli. Magistrati e poliziotti ai corsi di formazione CVM Un aspetto primario nell’interventi CVM in Tanzania è quella di connettere e creare sinergia tra figure fondamentali nella comunità che, grazie alla propria esperienza, possono proteggere e salvaguardare donne e ragazze dalla violenza. Fra tali figure ci sono, in prima linea, poliziotti e magistrati, amministratori della giustizia. Proprio per sensibilizzarli sui casi legati alla violenza di genere, CVM ha svolto una serie di training, mirati a rendere più incisiva la risposta ad un problema profondamente radicato nella società tanzaniana. I training sono sempre stati molto partecipati, con funzionari arrivati anche da molto lontano per seguirli. I gruppi di lavoro erano composti da una trentina di professionisti per classe, fra cui tante donne poliziotto. I corsi, e i relativi dibattiti interni ai gruppi, si sono concentrati soprattutto sulla necessità di migliorare la rapidità e l’accuratezza delle indagini, al fine di garantire alla giustizia i casi più gravi di violenza. Si analizza anche come gestire casi di maltrattamento legati alla vita coniugale,
all’apparenza meno gravi ma altrettanto importanti perché – come sappiamo molto bene anche in Italia – possono trasformarsi repentinamente in Come indagare sulla violenza e i violenza vera e propria. maltrattamenti domestici. Un momento È emerso, ad ogni dei training organizzati da CVM. corso, il potenziale di magistrati e polizia, della loro capacità di affrontare con tutti i mezzi e le forze a disposizione ogni singolo caso. A volte è proprio la scarsezza delle risorse materiali a costituire l’anello debole di un processo ormai avviato. Ma CVM, attraverso il suo lavoro, fa del proprio meglio per garantire la continuità dei cambiamenti. Ful. Par.
“Raggiungere l'uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze” è un altro degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile per il 2030. E per riuscirci, si legge nei target, occorre: “Porre fine a tutte le forme di discriminazione nei confronti di tutte le donne e le ragazze di tutto il mondo”, così come “Eliminare tutte le forme di violenza contro tutte le donne e le bambine nella sfera pubblica e privata, incluso il traffico sessuale, lo sfruttamento sessuale e altri tipi di sfruttamento”. L’impegno di CVM a Bagamoyo è in questa direzione.
IX
a i l a t I Qui
“Sconfinamenti”, il coraggio di andare oltre
Accoglienza di migranti col progetto Sprar a Porto San Giorgio
Venti persone, arrivate in Italia per sfuggire urgenti, anche nel territorio dove operiamo, da guerre e persecuzioni. Con il progetto la provincia di Fermo. SPRAR, partito a giugno, CVM ha voluto fare Lo ha dimostrato, con tutto il suo carico la sua parte nell’accoglienza dei migranti, traumatico, l’omicidio a sfondo razzista di offrendo delle prospettive di integrazione a Emmanuel Chidi Namdi, avvenuto lo scorso cinque donne e quindici uomini, all’interno Luglio proprio nel capoluogo del fermano. In dello SPRAR, Sistema di Protezione per quei giorni ci siamo ritrovati nell’invito rivolto Richiedenti Asilo e Rifugiati, che il Comune all’opinione pubblica del sindaco di Fermo, di Porto San Giorgio ha attivato nel suo Paolo Calcinaro, sulla necessità di “far partire territorio e che è gestito da Nuova Ricerca un monito contro il qualunquismo, al quale Agenzia Res, Cooperativa sociale con una non possiamo abbandonare le nuove lunga esperienza nel campo dell’accoglienza, generazioni. Da esse bisogna iniziare a lavorare insieme a CVM. subito. Qui abbiamo scuole, comunità e Oggi, dopo un lungo percorso organizzativo associazioni che portano avanti da anni e attuativo, quei venti rifugiati possono politiche di integrazione e di solidarietà”. Lo contare oltre che su un alloggio, anche su Sprar è l’unico sistema pubblico di accoglienza, una serie di attività, che prevedono non “emergenziale” ed integrata, affidato Le prime donne somale arrivate a l'apprendimento della lingua italiana, la con bando pubblico e finalizzato a facilitare Porto San Giorgio per il progetto formazione professionale, il supporto Sprar Sconfinamenti. Il loro processo i percorsi di inserimento sociale dei richiedenti sanitario, l'inserimento lavorativo e sociale. di integrazione prevede supporto asilo e rifugiati. Un sistema che ci permette Ma non solo. di lavorare per il futuro di queste persone sanitario, corsi di lingua e di Il percorso di accoglienza ha messo in campo avviamento al lavoro. Al loro fianco, arrivate a chieder aiuto da molto lontano. una serie di incontri per spiegare e Gelsomina Viscione, referente L’impegno di CVM nell’accoglienza Sprar coinvolgere la cittadinanza nel progetto e migrazione CVM. rientra appieno nella nostra mission: essere dare voce alle storie, in un’ottica di scambio reciproco. Inoltre, a fianco degli ultimi non prevede solo progettualità nel Sud del i rifugiati saranno accolti anche dalle Scuole, per raccontare Mondo, ma anche un costante impegno nel nostro territorio, cosa li ha spinti in Italia. La sensibilizzazione e la presa di in una logica glocale e integrata. coscienza del fenomeno migratorio sono attività sempre più Gelsomina Viscione e Serena Morelli
Formazione per formatori
Così la cittadinanza mondiale arriva in classe centro del dibattito. A febbraio 2016 è Un corso di formazione per formatori, stata istituita presso l’Università della con lo scopo arricchire gli strumenti California (UCLA) di Los Angeles la cattedra pedagogici dei docenti sui temi della UNESCO in “Global Learning and Global cittadinanza mondiale: sostenibilità, Citizenship Education”, e lo stesso UNESCO squilibro fra Nord e Sud del mondo, non smette di sottolineare quanto sia società multietnica, migrazione e altro necessaria una nuova modalità educativa, ancora. Sono stati circa trenta gli per andare incontro alle sfide del XXI insegnanti che i mesi scorsi hanno secolo. lavorato sul materiale fornito da Nei corsi tenuti a Porto San Giorgio, dopo Giovanna Cipollari, responsabile aver analizzato quanto stabilito dell’Unesco Educazione allo sviluppo della nostra Un momento degli incontri per formatori, tenuti e della Commissione europea sulle linee Ong. Scopo degli incontri è stato nella sede CVM di Porto San Giorgio. prendere coscienza sui limiti dei nostri attuali programmi di guida per l’educazione alla cittadinanza mondiale, gli insegnanti insegnamento. Che propongono una visione troppo eurocentrica hanno lavorato su vari temi didattici. Nell’acro di 6 incontri, per dei saperi e che mettono la nostra cultura a cardine d’ogni un totale di 72 ore, si è anche riflettuto sullo sviluppo delle Uda, paradigma. Col risultato di essere inadeguati rispetto alle sfide le Unità di apprendimento, che propongono agli studenti argomenti della globalizzazione, e incapaci di formare i nuovi cittadini del di sostenibilità. Ora per i partecipanti si prospetta un tirocinio in mondo. In un epoca storica dove sempre più è urgente allargare aula. L’impegno di CVM per portare nel nostro sistema educativo i temi della cooperazione non si arresta dagli anni Novanta. oltre i confini il proprio orizzonte di sguardo. Elena Chiamberlando – Eas CVM In questo senso, una riforma dell’insegnamento è sempre più al
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Il progetto della Cittadinanza mondiale
Interventi e riflessioni dal X Seminario internazionale di educazione interculturale Il X Seminario di Educazione Interculturale promosso da CVM testa ben fatta), della mano (la competenza nell’azione) e di intesa con il MIUR, il MAECI, l’Unione Europea e patrocinato del cuore (la solidarietà). Nel Focus Group di venerdì pomeriggio dalla Focsiv e dal Comune di Senigallia rappresenta ormai i professori hanno riflettuto sulle possibilità di intervenire sui un appuntamento obbligato – e di dimensione internazionale curricoli scolastici e universitari per conciliare le Indicazioni Nazionali con la proposta pedagogica del Documento – per quanti operano per una riforma del pensiero e Unesco, sull’Educazione alla Cittadinanza della scuola, che deve costruire, in linea con i Mondiale ( 2015), filo rosso di tutto il tempi, nuove cittadinanze, in particolare Seminario. quella planetaria. Nel liceo Medi di Senigallia “L’educazione può Sabato mattina dopo i saluti del il 9 e 10 settembre si sono ritrovati 220 farci comprendere in presidente del Consiglio della Regione partecipanti – da diversi paesi europei Mastrovincenzo e del dottor Mariani e da tutta l’Italia. Le richieste arrivate profondità che siamo tutti dell’, la parola è spettata a Ramón sono state molte di più, ma per la legati in quanto cittadini di López Facal (Universidad de Santiago capienza di sala non abbiamo potuto una comunità mondiale e che le de Compostela, España) con la accoglierle tutte. sfide che dobbiamo affrontare relazione “L'educazione alla La mattinata di venerdì si è aperta sono interconnesse.” cittadinanza oggi” che ha sottolineato con i saluti delle numerose autorità come l’educazione valoriale vada intervenute, fra cui l’assessore alla Ban Ki - moon, sviluppata nella pratica. In Spagna Cultura della regione Marche Loretta Segretario Generale essa è un approccio trasversale ed Bravi e il presidente Focsiv Gianfranco delle Nazioni interdisciplinare che tuttavia è a carico Cattai i quali hanno ringraziato i presenti soprattutto degli insegnanti. La professoressa per l’impegno nel formare le nuove generazioni Catia Brunelli in “La geostoria delle migrazioni” all’etica della solidarietà in un momento i cui ha illustrato la proposta di UDA interdisciplinare in nuovi ed assurdi muri rischiano di riportare indietro il cammino dei Diritti Umani. E proprio di questo cammino, linea con il Documento UNESCO sul tema della migrazione, nell’intervento“Diritti umani e cittadinanza nella società diretta a favorire negli studenti la rappresentazione mentale multietnica”, ha parlato il professore Marcello Flores D’Arcais di sé come homo migrans, per incoraggiare a rispondere a dell’Università di Siena, ricordando la felice stagione del 1948 domande come “Chi sono? Da dove vengo?”. Anche il professor che ha ricostruito, sulle macerie della guerra, l’humanitas Antonio Brusa si è cimentato in “Storia e cittadinanza mondiale” perduta, grazie alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. nella presentazione di un curricolo sulla Cittadinanza, dalla Trenta meravigliosi articoli che costituirono il basamento per antica Roma al Welfare del ‘900. La storia ci dice che essa il riconoscimento incondizionato della dignità di ogni essere è stata ripetutamente modificata, secondo teorie sociali, politiche e le necessità dei tempi. umano. Ma il fenomeno migratorio E sta in tutti noi, soggetti del oggi, nelle pratiche di governo e presente, attivare politiche in linea di amministrazione, rischia di con il riconoscimento di una Nuova mettere in crisi quanto conquistato. Cittadinanza. Il professor Sul filone della cittadinanza ha Massimiliano Tarozzi ha quindi proseguito l’antropologo Alberto compiuto una riflessione sulla Salza che nell’intervento “Come educazione in 10 stati europei. si diventa cittadini quando manca La ricerca mostra che gli attori tutto” ha definito la cittadinanza politici - non solo governativi come una sorta di ossessione patologica. le ONG, le autorità locali, il Ciascuno di noi è formato da tutti coloro che si incontrano durante Un momento del Seminario, con Attilo Ascani, Massimiliano personale scolastico e le università Tarozzi, Antonio Brusa e Ramon Lopez Facal - svolgono un ruolo decisivo la vita, in quanto l’identità – come la cittadinanza – si costruisce attraverso relazioni. Quindi è nell'attuazione delle politiche dell’Educazione alla cittadinanza stata la volta di Jean Fabre, esperto ONU, che nella relazione globale, così come nella creazione di una sensibilità diffusa “La cittadinanza mondiale: nuovi abiti mentali” ha ribadito e di collegamenti tra i diversi attori. Nei pomeriggi di venerdì l’importanza di una educazione civica di stampo moderno, e di sabato, laboratori hanno caratterizzato questa alleanza per avviare le nuove generazioni all'empatia, alla scoperta tra teoria e pratica, tra scuola e società. (Per leggere l’artico f o r m a i n t e g r a l e v a i a della diversità culturale. Italo Fiorin dell’Università LUMSA di n e l l a Roma, attraverso il tema “Il Service Learning: un ponte tra http://scuola.cvm.an.it/il-progetto-della-cittadinanza-mondiale/) scuola e territorio”, ha evidenziato quanto, sul piano pedagogico, Giovanna Cipollari, responsabile EAS – CVM la nuova cittadinanza promuove lo sviluppo della mente (la
XI
Impegno, nuove prospettive e gioia Dalle origini del mondo.
La dimensione del tempo è sempre stata diversa qui in Tanzania e mi rendo conto ancora una volta di quanto il suo scorrere abbia seguito un passo inconsueto. I primi mesi sono stati il tempo dell’attesa paziente, di un impegno costante a non dimenticare i miei obiettivi in mezzo alle esplosioni di significati e, spesso, di contraddizioni che scuotevano la base su cui pian piano costruivo. Imparando una lingua meravigliosa come lo Swahili ho avuto la possibilità di ascoltare il cuore di questo popolo, di vedersi aprire davanti a me delle porte maestose di Clara Cossu. conoscenza, misteriose come quelle di legno intarsiato che si incontrano ovunque nella vecchia Bagamoyo. Ho trovato dei valori dimenticati, la fiducia nei confronti dell’altro, la convivenza pacifica di chi appartiene a credi diversi e che non dà peso alle differenze. Ho rimesso in discussione molte cose, ho trovato dei nuovi motivi per sorridere. Mi sono nutrita di piccoli particolari, di immagini e racconti così lontani dall’immaginabile, di una diversità che é difficile da digerire quando non è solo altra ma è spesso soprattutto ingiusta. È qui che non sono stata più straniera ed è qui che a volte mi sembra di aver potuto assaporare l’essenza delle origini del mondo. Clara Cossu, Tanzania - Bagamoyo
Più consapevole e responsabile.
I pensieri dei volontari in servizio civile nazionale 2015/2016 con CVM
L’anno di servizio civile mi ha regalato numerose occasioni di confronto con altre persone, ma soprattutto con me stessa. I momenti trascorsi e il lavoro svolto hanno rappresentato una grande opportunità per mettermi in gioco, per conoscere le mie potenzialità ma anche le mie mancanze, e sono stati anche spunto per capire le mie aspettative e i progetti per il futuro. L’aspetto che mi è piaciuto di più è senza dubbio l’ambiente del CVM: è sereno e accogliente, questo perché sono le persone che vi lavorano a renderlo tale. Sul piano lavorativo credo di aver imparato molto, fra attività di segreteria, comunicazione e la promozione di iniziative di sensibilizzazione. L’attività che più intensamente ho svolto e che più mi sono piaciute sono i laboratori didattici. Promossi nelle scuole, erano volti a sensibilizzare gli studenti sui temi dello sviluppo, della cooperazione, dei flussi migratori, della globalizzazione. Grazie a questa esperienza posso dire di essere diventata più consapevole e corresponsabile di tutte le realtà di cui il mondo si compone. Debora Nucci, Italia - Porto San Giorgio Debora Nucci.
XII
Molto più di “qualcosa”…
Questi mesi sono passati in fretta, avevo paura di annoiarmi, di avere tante ore per me e con me stessa ma non è stato così. È stato un periodo pieno di progetti, di sfide contro il tempo e contro gli inconvenienti del luogo. È vero che i giorni scorrono più lenti da queste parti ma noi ci troviamo a correre il doppio per compensare… questo aiuta a crescere, a ingegnarsi, a risolvere in fretta i problemi. Me ne sono andata da un comodo lavoro d’ufficio in una azienda di ingegneria perché volevo “costruire qualcosa di utile” e ciò che abbiamo fatto insieme allo staff quest’anno è molto di Elena Paolazzi. più di “qualcosa”, questo mi riempie il cuore e compensa quei buchi dati dalla lontananza dagli affetti e dalle comodità! Con Sarah, la segretaria di Basketo, un giorno parlavamo dei nostri punti di forza e di debolezza, per quel che mi riguarda credo di aver imparato a non gettare mai la spugna e lottare finché le cose non prendono la piega che dovrebbero, invece ho ancora paura di essere sola… sento che se non ho una squadra con me non posso andare da nessuna parte, ma la fortuna o il destino hanno voluto che incontrassi sempre persone con cui condividere le sfide del lavoro e confrontarsi e completarsi per trovare buone soluzioni. Elena Paolazzi, Etiopia - Bonga
La mia quotidianità capovolta.
Se prima di partire mi avessero chiesto cosa mi sarei aspettato da questa esperienza, non sarei stato in grado di rispondere. Moltissime erano le paure e le incertezze che mi accompagnavano. La lingua, il lavoro, il tempo libero, erano tutte scatole vuote che, pian piano, ho provato a riempire nel migliore dei modi, creando così il bagaglio che oggi mi porto dietro. Ricordo molto bene il primo viaggio in macchina dall’aeroporto a Bagamoyo, dal finestrino vedevo sfrecciare quegli orizzonti mai visti prima, che ancora tutt’oggi mi vedo scorrere davanti agli occhi. Mi ci è voluto del tempo per interiorizzare una realtà così profondamente diversa, ma è quasi inspiegabile come poi tutto ciò sia divenuto la più comune e affascinante normalità. Penso che il servizio civile sia proprio questo, prende le tue certezze e le trasforma in dubbi, ruba le tue paure per trasformarle in sfide, ribalta la tua quotidianità per restituirtene un’altra capovolta. Mai mi sarei aspettato di vivere tutto questo. Mai mi sarei aspettato di mettermi cosi tanto in gioco. Fulvio Parodi, Tanzania - Bagamoyo
Come divenire cittadini migliori Le parole di un anno.
Se dovessi dare una forma al mio periodo di servizio civile, mi servirei di alcune parole c h i a v e . Comincerei dall’”intensità” dei momenti vissuti, delle persone Chiara Costamagna. incontrate e dei paesaggi che si sono aperti davanti ai miei occhi. Mi sono emozionata e commossa molto spesso, ma non nascondo che lo sconforto a volte mi ha portato a pensare di non farcela. Poi racconterei della “fatica” di adattarsi ad un nuovo Paese, una casa e un lavoro. Qui ho conosciuto i miei “limiti”, quelli di una persona vulnerabile, al contrario di tutte le volte che mi sono sentita immortale. Ringrazio i piccoli fallimenti che hanno cambiato le mie prospettive e mi hanno insegnato ad essere più “umile”. Tra le parole c’è anche la “consapevolezza”, acquisita giorno dopo giorno. La realtà è sempre molto più articolata delle aspettative: la mentalità delle comunità rurali, la burocrazia di un Paese africano. La “diversità” tra noi è enorme. Ciononostante, il risultato è un enorme “stimolo”, che ogni giorno mi ha dato nuove energie e riempito di “soddisfazione”. Chiara Costamagna, Etiopia - Bonga
A lume di candela.
Donne lungo la strada, eroiche combattenti.
In Tanzania basta prendere un daladala (l’autobus) e attraverso i finestrini potrai vedere molte donne lungo la strada che portano sulla testa grandi secchi colorati, con all’interno verdure fresche, pesce e frutta da portare a casa o da vendere. Le ho osservate per molto tempo, chiedendomi per ognuna: “cosa starà pensando ora questa donna? Starà tornando a casa?” Quindi immaginavo che la signora col secchio sulla Luisanna Ramirez. testa fosse mamma e anche moglie e che, di ritorno a casa, invece di riposare dovesse badare a tutte le faccende da portare a termine, perché in Tanzania le donne si occupano di qualsiasi aspetto familiare, dall’economico all’educativo, ai lavori domestici. I loro volti sono marcati dal sacrificio e dal coraggio, sono delle combattenti, le mamme delle generazioni future tanzaniane. Non sono donne vulnerabili ma forze della natura disposte a sacrificare la propria vita per assicurare ai figli un pasto. L’immagine di queste donne lungo la strada rimarrà sempre impressa nella mia mente, un ricordo indelebile che porterò con me, me ne ricorderò in particolar modo nei momenti in cui penserò di non farcela, penserò a loro, a queste donne-coraggio e insegnanti di vita.
Per l’anno corrente, CVM ha messo a disposizione 13 posti per il servizio civile
Scrivo a lume di candela, o meglio, a lume di “shama”. Da oltre 12 ore, qui ad Injibara, cittadina nel nord ovest dell’Etiopia è saltata la corrente. I ragazzini svolgono i compiti scolastici chini sui loro quaderni, anche loro a lume di candela. Injibara è situata a 2800 metri di altitudine, il clima è fresco e piovoso, altro che Africa! In Etiopia oltre il 30% della popolazione vive sotto la soglia di povertà ed il restante 70% non vive certo nel lusso. Gli abitanti di queste montagne riescono a percorrere distanze enormi a piedi nudi, caricando in testa fino a 50 litri d’acqua, questo bene prezioso che noi diamo per scontato. Ad Injibara ed in gran parte dell’Etiopia l’acqua non c’è, o meglio, non è distribuita adeguatamente. Non avere acqua e non avere corrente elettrica rende tutto più lento e difficile. I bambini dopo la scuola aiutano le famiglie a spaccare la legna per scaldarsi e per cucinare, a gestire i piccoli “souk” e a pascolare le pecore, spesso unica fonte di reddito. La vita bussa alle porte delle case di fango con forza, entra senza chiedere il permesso e pretende duro lavoro e pazienza. Quando vedo bambine di massimo cinque anni lavare a mano i panni e trasportare in testa enormi carichi di legna, ripenso ai versi di “Città vecchia” di Umberto Saba: “… io ritrovo, passando, l’infinito nell’umiltà.” Laila Anton, Etiopia - Injibara
Luisanna Ramirez, Tanzania - Bagamoyo
Laila Anton.
XIII
Le bomboniere che sorridono al mondo Care famiglie,
Cari parroci,
anche quest'anno sarete impegnati con un bel gruppetto di bambini che si apprestano a ricevere la Prima Comunione. Non mancheranno poi i ragazzini della Cresima e ci auguriamo che siano molte le coppie di giovani pronte ad unirsi in matrimonio davanti a Dio. Così come i più piccolini che riceveranno il Battesimo. Sono tutti momenti meravigliosi nel percorso della nostra vita. Per questo vi proponiamo di suggerire ai vostri parrocchiani le bomboniere solidali CVM, a sostegno dei progetti idrici in Etiopia o per la tutela di bambini e donne in Tanzania. Nel festeggiare, i fedeli potranno dividere la loro gioia con chi vive nella parte più povera del mondo. Per la solidarietà e la fratellanza.
una cerimonia è sempre un momento di gioia. La famiglia si riunisce e gli amici si ritrovano. La felicità è reale se condivisa, e allora perché non farlo con chi ne ha più bisogno? CVM offre delle bellissime bomboniere solidali che danno alle vostre cerimonie un valore in più. Stoffe, collane, braccialetti, uova di pietra, animaletti, piccoli soprammobili. I regali saranno tutti devoluti per le campagne di CVM, fra Etiopia e Tanzania. Per condividere la propria gioia col mondo.
Ogni festa può divenire un atto di partecipazione
Scegli o consiglia i doni CVM per le feste. Aiuterai progetti solidali Cari amici scout,
sappiamo che voi conoscete bene il valore della solidarietà e dello spirito del volontariato. Perché dunque non far presente alle ragazze e ai ragazzi che accompagnate nella crescita la possibilità di festeggiare i propri sacramenti con le bomboniere di CVM? Sono piccoli oggetti che sorridono allo spirito della solidarietà. Che sostengono progetti per portare acqua pulita in sperduti villaggi, o per andare in soccorso a chi è rimasto solo e emarginato. Fai presente al tuo branco o al tuo reparto che i doni solidali sono una scelta bella e giusta per le tue feste. I ragazzi e le famiglie ti capiranno.
Contattateci via mail a: territorio@cvm.an.it o allo 0734/674832. Oppure passate a trovarci nella nostra sede di Porto San Giorgio.
Fai un passo in più, entra in azione
Partecipa alla campagna di Natale “Piantiamo un seme di speranza” La nostra comunità è composta da più di cinquecento persone, tra soci, volontari, simpatizzanti e sostenitori, ma stiamo ancora aspettando qualcuno: te! Ci conosci per le attività in Africa, sul diritto all’acqua e l’aiuto agli emarginati. O per quelle in Italia, nelle scuole con insegnanti e bambini, dove cerchiamo di spiegare ai più giovani le dinamiche del Sud del mondo. Sai quanto il nostro operato è importante nella lotta alle ingiustizie e alle disuguaglianze. Ed è per questo che ti invitiamo a fare un passo in più ed entrare in azione! Con i progetti di cooperazione, nell'ultimo anno abbiamo portato acqua a quasi novemila persone e non sarebbe stato possibile senza i numerosi volontari che ci hanno aiutato a raccogliere fondi con tante piccole e grandi iniziative. Come quelle del prossimo Natale, quando allestiremo i banchetti coi nostri prodotti solidali: vino, confetture, cesti natalizi. E allora perché non ti rimbocchi le maniche e I nostri banchetti.
Allestisci un banchetto nella tua città, coi prodotti solidali CVM che finanziano progetti in Etiopia e Tanzania. Abbiamo bisogno del tuo sorriso e del tuo entusiasmo.
accetti la "sfida" della solidarietà? Scendi in piazza anche tu! Abbiamo bisogno del tuo aiuto. Vendendo vasetti di marmellata o bottiglie di vino durante i mercati natalizi della tua città, potrai partecipare attivamente alla campagna di Natale. Il nostro obiettivo è portare acqua e sementi, in un area dell’Etiopia di quattro province del centro nord. Vogliamo raggiungere 40mila persone. Organizzeremo per te un incontro informativo, per spiegarti tutto, e noi ti faremo avere ogni cosa necessaria. Da parte tua vorremmo soltanto una bella carica di energia, la voglia di sorridere, e una mezza giornata libera da qui al 25 dicembre! Te la senti?
Chiama allo 0734/674832 e chiedi di Silvia: ti darà tutte le informazioni necessarie. E ricorda. Non ci sono solo i banchetti. Abbiamo posto per chiunque voglia mettersi in gioco, con tante diverse attività. Abbiamo bisogno di persone dal cuore e dalla mente aperti ad un nuovo mondo!
XIV
Bilancio economico nel 2015 E’ stata svolta la revisione contabile del bilancio dell’esercizio dell’Associazione “C.V.M. COMUNITA’ VOLONTARI PER IL MONDO” chiuso al 31 dicembre 2015. La responsabiità della redazione del bilancio compete ai componenti del Consiglio di Amministrazione del “C.V.M. COMUNITA’ VOLONTARI PER IL MONDO”. E’ del revisore la responsabilità del giudizio professionale espresso sul bilancio e basato sulla revisione contabile. Il Bilancio si riassume nei seguenti dati (importi in euro): Componenti posiivi.....................................................................1.234.484,54 Componenti negativi...................................................................1.231.269,42 Avanzo (utile di esercizio)...............................................................3.215,12 L’esame è stato condotto secondo gli statuti principi di revisione contabile. In particolare si attesta che il controllo è stato svolto nel rispetto del documento denominato “Il controllo indipendente degli enti non profit e il contributo professionale del dottore commercialista e dell’esperto contabile” adottato il 16 febbraio 2011 dal Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabilli, nonché
Relazione revisore dei conti
delle successive revisioni o integrazioni di tale documento. In conformità ai precedenti principi, la revisione è stata pianificata e svolta al fine di acquisire ogni elemento necessario per accertare se il bilancio di eserciio sia viziato da errori significativi e se risulti, nel suo complesso, attendibile. Il procedimento di revisione comprende l’esame, sulla base di verifiche a campione, degli elementi probanti a supporto dei saldi e delle informazioni contenuti nel bilancio, la corrispondenza dei saldi contabili con le risultanze del bilancio, nonché la valutazionedell’adeguateezza e correttezza dei criteri contabili utilizzati e della ragionevolezza delle stime effettuate dai componenti del Consiglio di Amministrazione. Si ritiene che il lavoro svolto fornisca una ragionevole base per l’espressione del giudizio professionale del revisore. A giudizio dello scrivente revisione il bilancio di esercizio chiuso al 31 dicebre 2015 dell’Associazione “C.V.M. COMUNITA’ VOLONTARI PER IL MONDO” è stato redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico dell’Associazione. Porto Sant’Elpidio li 30/04/2016
Prospettiva proventi spese 2015
Stato patrimoniale 2015
XV
Unisciti a noi… diventa volontario anche tu... vieni a conoscerci!
Banchetti informativi e mercatini: abbiamo bisogno di volontari che ci aiutino durante eventi, fiere, concerti, feste in piazza a vendere i nostri prodotti del commercio equo e solidale. Vieni a conoscerci.
Servizio Civile Regionale e Nazionale: CVM è ente
accreditato, perciò è possibile svolgere un periodo di volontariato (12 mesi) in Italia (Porto San Giorgio o Ancona) o in una delle sedi in Etiopia o Tanzania.
Sei un insegnante e conosci CVM? Fai passaparola tra i
tuoi colleghi sui nostri laboratori di educazione interculturale e il seminario!
Sei un imprenditore?
Fai una donazione oppure acquista i nostri prodotti per i tuoi dipendenti e contribuisci a un futuro migliore!
Il nostro cuore si edifica sulla memoria di quegli uomini e quelle donne che ci hanno fatto avvicinare - a sorgenti di vita e di speranza a cui potranno attingere anche quelli che ci seguiranno. È la memoria dell'eredità ricevuta che dobbiamo, a nostra volta, trasmettere ai nostri figli. PAPA FRANCESCO
Partecipa alle nostre iniziative: iscriviti ai nostri corsi, scegli le
nostre bomboniere o festeggia le tue feste o anniversari in modo solidale. Il ricavato andrà a sostenere le nostre attività.
Hai una idea innovativa? Vieni a proporla. Metti a disposizione le tue competenze per dare nuova forza a CVM.
Alternanza scuola-lavoro: sei uno studente di un istituto superiore?
Proponi alla tua scuola di attivare una convenzione e vieni a scoprire il mondo del terzo settore con dei brevi periodi di formazione lavoro nella nostra organizzazione.
Stage e/o tirocini pre-laurea: CVM può inserire l’aspirante volontario nelle proprie attività in base al percorso formativo intrapreso.
Viaggi di approfondimento di conoscenza dell’Africa:
esperienze di 2 settimane nelle aree di progetto CVM in cui il volontario ha la possibilità di conoscere da vicino le attività e il contesto.
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La speranza mette radici anche nella roccia. JOZEF BULATOWICZ
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