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CVM Flash | Dicembre 2017

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Autorizzazione del Tribunale di Ancona n. 5109 del 23/09/99 rilasciata al Presidente CVM. Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 2 e 3, CN/AN, anno III n.3 novembre 2017 - Dir. Resp. Anna Rita Principi - SEDE Legale: P.zza S. Maria 4, 60121, Ancona - Tel.: 071202074 - email: cvm@cvm.an.it - sito web: www.cvm.an.it

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Non Non c’è c’è regalo regalo più più grande grande che che puoi puoi fare fare aa un un bambino bambino africano: africano: un un po’ po’ d’acqua d’acqua


Saluti e ringraziamenti

REDAZIONE

Michela Bracone Ennio Brilli Orsola Bernardo Giovanni Ceccarelli Giovanna Cipollari Chiara Coscione Massimo De Rosa Manuela De Angelis Sergio Donati Dominic Doren Giuseppe Galiotto Marian Lambert Mauro Mazzacani Alessandro Miola Serena Morelli Manuel Morini Silvia Ottaviani Elisa Pasquini Marta Rogante Lia Romano Luca Vagnoni Valentina Picco

FOTOGRAFIE Archivio CVM Copertina di Dominic Doren

CAPOREDATTORE Marco Benedettelli

DIRETTORE

Anna Rita Principi

GRAFICA

Patrizio Patassini

CVM ringrazia Marta e Gina che hanno lasciato l’organizzazione dopo alcuni anni di servizio. CVM è una comunità di persone che lavorano in Italia, Etiopia e Tanzania o sono volontarie in questi paesi, è una grande famiglia. Non è un momento sereno, quando uno della famiglia decide di cambiare per realizzare i propri sogni, ma è bello aver percorso un tratto di strada assieme, a servizio di chi è meno fortunato. Marta ci saluta dopo tanti anni, dopo essersi confrontata con tante situazioni differenti per la giustizia verso i poveri. Ha lavorato anche come volontaria in Etiopia per tre anni, e poi nel CVM Italia ha dimostrato un grande impegno per la giustizia. Lo stesso vale per Gina, che non ha esperienza in Africa ma che ha sempre tenuto a cuore queste persone e col suo lavoro nell’amministrazione ha retto tutto il lavoro dell’associazione. Conosciamo l’impegno che avete dimostrato in questi anni per il popolo africano attraverso CVM: sempre pronte, sempre aperte a nuove sfide, e a svolgere con gioia ogni mansione. La vostra lealtà verso CVM va oltre le parole che possiamo esprimere. Questa è la devozione che la povertà merita da ognuno di noi e vi ringraziamo per la vostra testimonianza e il vostro coraggio. Marta e Gina, un grande grazie, non vi diciamo addio ma speriamo che sarete presenti all’assemblea del 26 novembre e che continuerete ad assistere CVM come volontari nel territorio, specialmente per la campagna di Natale. Marian Lambert

STAMPA

Gratuitamente da Litografia Viscardi

SEDE OPERATIVA Porto San Giorgio Viale delle Regioni, 6 Tel. 0734/674832 cvmap@cvm.an.it

Auguriamo una vita di felicità, stupore, scoperte e creatività alla piccola Gioia! Che la vita ti sorrida e ti sostenga sempre.. Il 9 settembre, Serena e Matteo, instancabili volontari che a CVM donano da sempre passione e tempo, hanno messo al mondo la loro creatura migliore. Tutta la nostra comunità dà il benvenuto a questa piccola Vita, che siamo certi farà la differenza per costruire un mondo più giusto! Lo staff CVM

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Marta con il presidente Padovani ad un banchetto.


Il viaggio al pozzo Per un Natale in cammino con l’umanità

Era mattina presto quando come team di CVM – composto da Lia, rappresentante paese Etiopia, Geremew responsabile locale, Mauro dall’Italia, responsabile per tutti i progetti CVM e me – abbiamo intrapreso una visita di monitoraggio e lasciato Debre Marcos per viaggiare verso Enarge Enawga. Già alle 6 del mattino la gente per strada accendeva piccoli fuochi per celebrare la Festa della Croce, una festa importante in Etiopia. Geremew ci aveva portato una piccola bottiglia di caffè (preparata la mattina presto dalla moglie) poiché non c’erano locali aperti. Lungo le due ore di viaggio quel caffè ci ha permesso di discutere del lavoro mentre dalla strada asfaltata proseguivamo verso quella fangosa, in campagna. Quando siamo arrivati ad Enarge Enawga tutto il villaggio pullulava di persone che stavano preparando la festa. Qui ci siamo fermati per la colazione e siamo stati raggiunti dal geologo dell’Ufficio governativo che ci ha voluto accompagnare al pozzo. Abbiamo viaggiato per un’altra mezz’ora e poi è arrivato il momento di camminare. Siamo scesi giù nel fondo della valle e ancora non eravamo arrivati al pozzo. E poi ho chiesto a Geremew dove fosse e lui mi ha indicato l’orizzonte oltre gli alberi – non eravamo ancora vicini. Mentre stavamo camminando abbiamo incontrato delle donne che portavano acqua accompagnate da dei bambini. Abbiamo attraversato il fiume sulle pietre per non bagnarci, aiutati dalla popolazione locale. Mentre procedevamo salutavamo gli agricoltori al lavoro che aravano con l’aratro trainato dai buoi mentre alcuni iserbavano i campi. Anche se era un giorno di festa, loro ancora lavoravano a differenza della gente di città. Abbiamo raggiunto il pozzo e le persone si sono accalcate attorno a noi con curiosità, per capire perché eravamo là e per ringraziarci e raccontarci quanto lo scorso anno fosse stata molto dura. Con la pioggia che non era venuta e i loro campi che erano morti. Il loro pozzo, molto distante, si era seccato fino a che l’acqua non era terminata. Le donne dovevano camminare per ore in cerca di acqua e anche i fiumi e le sorgenti erano secche. I bambini avevano dovuto smettere di andare a scuola, poiché non potevano percorrere le lunghe distanze con lo stomaco vuoto. Oggi queste persone festeggiano, “avere acqua è vita” e l’acqua potabile che garantisce salute ai bambini è davvero preziosa. Quest’anno la pioggia è scesa e le colture sono cresciute, gli agricoltori hanno piantato e l’orzo è andato bene e stanno di nuovo arando per seminare un secondo raccolto di cipolle e aglio. Da un anno all’altro si è passati dalla disperazione alla speranza. CVM lo scorso anno ha deciso di intervenire nell’area con scorte di acqua

potabile e sementi in supplemento per gli agricoltori, col Ministro dell’Agricoltura, dopo aver analizzato la situazione disperata in cui le persone vivevano. Per la comunità questo è un anno fortunato, ma lungo la valle la situazione non è così positiva come abbiamo sentito, poiché forti piogge e grandine hanno distrutto le nuove colture, quando erano pronte per essere raccolte. In Paesi come l’Etiopia, dove la maggioranza della popolazione vive lontano dalle fonti d’acqua e mangia ciò che pianta, un raccolto povero o assente è una condanna. Dopo l’incontro con le comunità è iniziato il nostro viaggio di ritorno – la gente era felice della nostra visita e ci ringraziava molto CVM per il pozzo, l’acqua e la vita. Dei bambini ci accompagnavano e anche adolescenti, mentre risalivamo dalla vallate. Due bimbe attorno a me parlavano in amarico, ho capito che stavano parlando di pane. Una di loro ha iniziato a correre in avanti e prima che fossimo arrivati alla macchina, è tornata verso di noi con del “cola”, un orzo tostato. Abbondante per tutti e pronto ad essere riportato indietro. Un bellissimo gesto di condivisione e affetto – loro ci hanno donato ciò che avevano e questo è stato un gesto molto bello. Il nostro viaggio al pozzo è terminato, ma resta nella mia memoria. CVM ha toccato e risposto ai bisogni reali della umanità e per qualche piccola strada è entrato nella vita di centinaia di migliaia di persone. I saluti, il condividere con gente umile che lotta per la sopravvivenza e per badare alla propria famiglia, mandando i propri bambini a scuola nella speranza che per loro la vita sarà più semplice. Noi camminiamo con loro e ognuno di voi che ha donato al CVM ha percorso questo viaggio con l’umanità. È Natale anche per loro e il “pozzo” realizzato nel loro villaggio resterà per molti Natali e sarà utilizzato per anni. CVM vi chiede di camminare con noi nel villaggio e di toccare l’umanità, servire l’umanità; di portare acqua alle donne, ai bambini, agli agricoltori, acqua potabile che porta vita. Questo Natale unisciti alla campagna di CVM per l’acqua e rendi il tuo Natale un Natale benedetto, perché tu hai condiviso un bicchiere di acqua potabile con persone che letteralmente non la avevano… come le due piccole ragazze hanno condiviso non ciò che avevano in abbondanza, ma ciò che quasi non avevano… Un Natale benedetto per te e per tutta la tua famiglia, da tutti nel CVM. E grazie per non dimenticare le persone più umili del nostro mondo, questo Natale. Marian Lambert – direttore CVM

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amo i l a g e ale r opia t a N A ’Eti l l a a acqu

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A Natale rega acqua all liamo ’Etiopia

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amo i l a g e ale r opia t a N A ’Eti l l a a acqu

“Un’atmosfera di collaborazione e gratitudine”

La testimonianza di Luciano Vanti, presidente di Nadia onlus, che ha visitato il progetto “Semi di Speranza” N a d i a è u n a residente ed il loro bestiame. associazione di Oltre all’aspetto prettamente tecnico delle opere realizzate ed in qualche volontariato che caso in via di realizzazione, ci ha colpito positivamente l’impatto sociale opera in Italia ed e la particolare cura nei rapporti con le persone beneficiarie che il all’estero dai primi personale CVM mantiene costantemente (e tenacemente) anche in anni ‘90; è un contesti complessi e di non agevole gestione come le periferie rurali e Ente autorizzato le diverse amministrazioni. per le adozioni È una situazione, questa, che non ci è stata spiegata, ma che abbiamo internazionali. In visto coi nostri occhi. Perché si percepiva e si respirava incontrando la Etiopia è presente gente ed i rappresentanti delle istituzioni, nonostante la difficoltà della dal 2005 e da comprensione della lingua che doveva passare attraverso l’interprete; q u a l c h e a n n o gli sguardi ed i gesti parlavano da soli ed esprimevano gratitudine ed è i n i z i a t a l a interesse per quanto era stato fatto e si sarebbe realizzato in seguito. collaborazione Ulteriori conferme della bontà dei progetti di CVM sono la formazione con CVM. Il sistema e l’accompagnamento delle persone beneficiarie dei vari progetti; d e l l e a d o z i o n i abbiamo percepito fortemente quanto sia stato importante il lavoro fatto, internazionali, infatti, prima di tutto per capire e condividere le necessità reali del territorio c o m e r e g o l a to e successivamente per dare garanzia di sostenibilità ai vari progetti. Pozzo riabilitato, dotato di pompa a mano dalla specifica Devo dire che, anche in veste di co-finanziatori, consiglieremmo a tutti di nella kebele di Ye.Edwuha, villaggio Yemitch Convenzione de poter vivere questa esperienza di conoscenza sul campo e monitoraggio e realizzato col progetto Semi di speranza. l’Aia del 1993, si dei lavori fatti; è il miglior modo per rafforzare la convinzione di aver accompagna in forma sussidiaria alle attività di cooperazione allo trovato in CVM un partner affidabile e preparato. sviluppo ed ai progetti di solidarietà. E dentro questo orizzonte è avvenuto All’esito di questa missione, confidiamo a breve di poter avviare con l’incontro tra NADIA e CVM in Etiopia; fra le persone prima che fra gli Enti gli amici di CVM nuove collaborazioni in Etiopia a favore del tessuto e, per essere precisi, in un momento di difficoltà per NADIA che CVM ha sociale più vulnerabile, in particolare donne e bambini. contribuito a superare con generosità e competenza. E così, e in vista Luciano Vanti di possibili programmi in cooperazione con Comunità Volontari per il Presidente NADIA Onlus Mondo, recentemente abbiamo Cibo e acqua con i “Semi di speranza”. potuto visitare i siti in East I punti del progetto realizzati in 5 mesi: Gojjam dove l’ong marchigiana • Acquisto, trasporto e distribuzione di 200 quintali di sementi per 4118 famiglie. opera con il progetto “Semi di • Costituzione di 4 cooperative polifunzionali per 96 donne su orticoltura ed essiccazione spezie. speranza”. E dove sono stati • Formazione in tecniche d’avvio e gestione di vivai. realizzati interventi volti a • Formazione in avicoltura e apicoltura per 48 donne. • Realizzazione di 4 impianti di irrigazione a goccia garantire l’approvvigionamento • Riabilitazione di 4 impianti idrici. idrico e la sanificazione di • Formazione di addetti manutenzione per la manutenzione ordinaria degli impianti. pozzi per la popolazione rurale

“Un modello di assistenza sostenibile e replicabile” Il riconoscimento al Forum GO-CSOs of Kaffa Zone

In occasione della quarta edizione del “Forum GO-CSOs of Kaffa Zone” - evento divulgativo al quale hanno partecipato autorità, ONG e attori della società civile impegnati in progetti di sviluppo nell’area del Kafa - CVM è stato premiato con un certificato di apprezzamento per i risultati raggiunti. La commissione ha sottolineato come l’impegno di CVM rappresenti un modello di assistenza sostenibile e replicabile, ponendo un accento particolare verso gli sforzi compiuti per promuovere una partecipazione attiva della popolazione locale all’implementazione dei progetti. Durante l’evento, organizzato dalle autorità di Zona del Kaffa, è stata data una particolare attenzione all’analisi di alcuni progetti ammirevoli in termini di risultati, implementazione e capacità di coinvolgimento della popolazione locale. I progetti CVM hanno avuto l’onore di far parte di questa categoria. Durante la settimana precedente all’evento, lo staff CVM di Bonga ha accompagnato funzionari locali provenienti dal Cultural, Economic and Development, Health e Finance Offices in monitoraggio in diverse aree d’intervento. In Kaffa, CVM sta conducendo due programmi di diversa natura. Il primo prevede la riabilitazione e la costruzione d’impianti idrici, mentre il secondo ha come finalità l’inclusione della minoranza etnica Menja negli spazi sociali e nel lavoro. Manuel Morini – Servizio civile Etiopia

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Sono molto felice” - spiega Yekitwork Terefe, Project Facilitator di CVM Bonga- “questo premio è motivo d’orgoglio, ripaga gli sforzi fatti per costruire una rete relazionale collaborativa con le autorità e le comunità beneficiarie degli interventi”. Fra i motivi del riconoscimento, la capacità di promuovere una partecipazione attiva della popolazione locale all’implementazione dei progetti.


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Da domestiche sfruttate a imprenditrici di se stesse

Donne e diritti

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Nel nord Etiopia i corsi di formazione organizzati da CVM e APA in collaborazione con le istituzioni locali permettono alle donne di avviare piccole imprese generatrici di reddito, conoscere i propri diritti. E acquisire più sicurezza per farsi strada In Etiopia circa duecentoquarantottomila donne lavorano come domestiche. Molte di queste dormono nei corridoi e nelle cucine, lavorano tutto il giorno e mangiano gli avanzi dei loro datori di lavoro. Inoltre sono vittime di violenze sessuali, abusi e molestie. Per aiutare queste lavoratrici, CVM (Comunità Volontari per il Mondo), APA (A partnership with Africa) e l’associazione Amhara Region Woman, assieme all’Ufficio dello sviluppo economico e finanziario hanno istituito in programma di microcredito, legato all’educazione per l’iniziativa personale. Il programma punta a formare e rafforzare le capacità delle lavoratrici domestiche nella gestione dei piccoli affari, e a renderle capaci di raggiungere una fonte di reddito alternativa e una migliore qualità della vita. “Abbiamo avuto la possibilità di imparare tante cose. Come per esempio a preparare il Tella (un drink tradizionale etiope). Sono così felice, ora posso gestire un mio bar. Mi piacerebbe continuare a imparare più cose, per migliorare la mia vita”, spiega Y.M. una delle partecipanti del programma. Per queste donne, il più importante impatto del programma è stato il recupero della fiducia in se stesse. Il consolidamento delle proprie capacità, non solo a livello tecnico e manageriale, ma anche di sviluppo personale. “Prima del programma non sapevo nulla di come interfacciarmi con

un cliente, né di responsabilità di impresa, libri contabili e marketing”, spiega F.G. , dalla regione di Dejem, nel nord Etiopia. F.C. 38 anni, è una vedova e non ha mai avuto la possibilità di ricevere un’educazione. Ha due bambini, una figlia di 12 anni e un figlio di 10. Lavorava come domestica, ma i suoi guadagni non erano sufficienti. Per questa ragione anche la figlia ha iniziato a lavorare come domestica. Ma poi ha avuto la possibilità di aderire a una delle associazioni di domestiche supportate da CVM e APA. F.G. ha ricevuto formazione e accesso ai programmi di microcredito, per intraprendere un’attività generatrice di reddito. Ora ha un lavoro e sua figlia è tornata a studiare a scuola. Questo programma è la dimostrazione che fornire corsi di formazione e piccoli capitali per dare vita a delle start up può cambiare la vita delle donne. “Le sfide sono ancora molte, ma tutti gli sforzi sono ripagati nel vedere la vita delle persone che cambiano in meglio e che soprattutto danno ispirazione ad altre donne a lottare e non arrendersi”, riflette Meaza Ayalew, Social Facilitator nell’ufficio CVM di Debre Markos. Uli Rotela - Studente del Trinity College, autore di uno studio sulle Domestic Workers presso CVM Etiopia

Il discorso che Shirley Pryce, avvocato e punto di riferimento per i diritti delle lavoratrici domestiche, ha espresso al Congresso dell’IUF di Ginevra lo scorso 31 Agosto, riprende l’impegno di CVM per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibili entro il 2030: “Noi chiediamo il rispetto e il diritto di cui altri lavoratori godono! Abbiamo sofferto troppo a lungo per essere escluse dai diritti sul lavoro e le lavoratrici domestiche migranti sono ancora più colpite. Fare la domestic worker è un lavoro come tutti gli altri e pretende rispetto”.

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Donne che affermano i proprio diritti

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Grazie alla formazione supportata da CVM, la giovane Mwanahidi è riuscita ad ottenere migliori condizioni di lavoro. Ora si sta costruendo un futuro

Anche in Tanzania, come in Etiopia, Comunità suoi diritti fondamentali sia come donna che Volontari per il Mondo in collaborazione con APA come lavoratrice, dunque è pronta a difenderli e Irish Aid, ha organizzato in questi tre anni dei e tutelarli. Ora si sente molto più forte perché è in Associazione, Mwanahidi viene accolta e training sui diritti delle lavoratrici domestiche, le ascoltata come in famiglia, poiché i membri domestic worker, uno dei gruppi più vulnerabili si sostengono tra loro come in una comunità. nella società africana. C’è una storia che dimostra come queste donne Adesso ha un contratto di lavoro, il suo salario abbiano la possibilità di riscattarsi, grazie alla propria iniziale è aumentato. Non vive nella casa del volontà e al sostegno della società civile; quella di suo datore di lavoro, ma può permettersi una stanza fuori (cosa non da tutte). Arriva Mwanahidi Omari, 22 anni, che viene da un’area interna del Distretto di Bagamoyo. Nella sua famiglia la mattina, cucina e fa le attività domestiche fino all’orario di cena. Il datore le paga anche sono quatto figli, lei non ha potuto termnare la scuola secondaria. Mwanahidi è arrivata nel 2015 una scuola di cucito così da imparare una al villaggio di Majani Mapana, dove ha iniziato professione e poter poi aprire un’attività di l’impiego di lavoratrice domestica per completare sartoria. Svolge inoltre attività di istruzione tra pari livello (peer-education), in modo da creare gli studi. È entrata a conoscenza dell’associazione Mwanahidi insieme ad altre ragazze DWI - Domestic Workers Initiative grazie all’attività dell’Associazione IDW con cui fa attività nuove relazioni con le lavoratrici domestiche nel suo quartiere e spingere altre ragazze ad di formazione, (peer-education) di altre domestic di peer-education. worker nella zona. Per lei è un orgoglio farne parte, perché ha potuto entrare in associazione IDW. migliorare le sue condizioni di lavoro: ha un tenore di vita più alto e grazie ai corsi di formazione CVM ha preso consapevolezza dei Manuela De Angelis - Servizio civile Tanzania

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Qui Etio

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Coltivare manioca, produrre miele. Mestieri che danno emancipazione

I corsi di formazione ai lavori informali sono una delle strategie cruciali per portare sviluppo economico nell’area di Bagamoyo. Cento otto le persone coinvolte nell’ultimo semestre, dalle fasce più emarginate Insegnare un mestiere a quelle fasce di popolazione considerate, per come oggetto le principali tecniche di coltivazione, gli strumenti utili e vari motivi, deboli o svantaggiate, in modo da renderle più autonome, le malattie più comuni della pianta. Successivamente, ci si è trasferiti dare loro una opportunità in più per trovare una propria strada. È questa nei campi con attività pratiche sulle tecniche di innesto e coltivazione. per CVM una delle azioni centrali nel progetto di sviluppo dell’area di Infine, i partecipanti hanno imparato e sperimentato la conservazione Bagamoyo. Che si realizza con la organizzazione di training, workshop e la lavorazione della manioca attraverso un macchinario al fine di ottenere farina ed altri prodotti derivati. e corsi di formazione professionale Gli altri due training (ne seguirà un che mirano a favorire l’inserimento terzo in ottobre per un’altra ventina di al lavoro, fornire conoscenze di base beneficiari) hanno avuto come oggetto su temi sensibili come HIV/AIDS e un’attività purtroppo sottovalutata ma promuovere i diritti delle suddette innovativa e in crescita: l’apicoltura. I categorie all’interno della comunità. beneficiari hanno dapprima appreso Nell’ultimo semestre un totale di 108 conoscenze teoriche sulle api e sui persone hanno beneficiato di quattro diversi usi dei prodotti derivati. Infine, corsi professionali organizzati da CVM si sono concentrati sulla realizzazione in quattro province rurali del distretto di arnie in legno, imparando la tecnica di Bagamoyo. e riproducendole loro stessi. Oltre alla Nelle province rurali del distretto, le produzione di miele (davvero buono, l’ho attività più redditizie e praticate, sono assaggiato io stesso), l’apprendimento attività agricole come la coltivazione delle tecniche di realizzazione delle di ananas, pomodori, mais, papaia, sisal o manioca (cassava in lingua Un momento della formazione sulla coltivazione della manioca, arnie dà la possibilità ai vari gruppi di iniziare una doppia attività generatrice inglese, mihogo in lingua swahili). Ai radice molto diffusa nella alimentazione tanzaniana. di reddito. Le arnie infatti sono molto più sconosciuta in Europa, la radice di manioca è tra le più importanti fonti di carboidrati nell’alimentazione dei richieste da chi vuole entrare in questo business. Paesi tropicali ed è una delle principali fonti di cibo per molte popolazioni Grazie a CVM le persone del distretto di Bagamoyo possono accedere ad locali. Si mangia bollita o fritta, se ne può ricavare una farina molto un’istruzione informale che diversamente gli sarebbe preclusa. Inoltre, uomini e donne, hanno la possibilità di emanciparsi attraverso il lavoro richiesta e ricercata ed anche le foglie sono commestibili. I primi due corsi professionali avevano come oggetto proprio la coltivazione e contribuire allo sviluppo economico del distretto, con conseguenze di manioca. Sono stati selezionati con l’aiuto della autorità distrettuali positive per tutta la comunità. quattro cooperative formate sia da uomini che da donne. Il training si Sergio Donati – Servizio civile Tanzania è svolto per i primi tre giorni in classe, con lezioni che hanno avuto

Non è bastato strapparle il tetto per toglierle la speranza

Juliana, malata di Aids, è una delle donne che hanno trovato forza per combattere la violenza di genere, grazie all’assistenza giuridica e lavoro A Tonga, un piccolo villaggio in cui vivono poco più di tremila persone, gli abitanti vivono in capanne di paglia e fango e passano gran parte della loro vita nei campi a coltivare mais o manioca. Durante il consueto monitoraggio che lo staff di CVM svolge trimestralmente per assicurarsi che le attività del progetto, teso alla tutela dei gruppi più vulnerabili come donne e bambini, procedano nel migliore dei modi, ci siamo recati in questo piccolo villaggio e abbiamo incontrato Juliana Luka, una delle tantissime vittime di violenza di genere, sostenuta da CVM e dal Community Justice Facilitator (CJF) che, nel villaggio, ha il compito di aiutare la vittima a districarsi nella complessa macchina giudiziaria. Juliana ha 46 anni è nata a Morogoro ma si è trasferita a Tonga con i suoi genitori quando era bambina. Dopo Juliana ha imparato grazie ai essersi sposata, si è trasferita nella training organizzati da CVM grande città di Dar Es Salaam dove ha a produrre sapone e grazie a aperto una piccola attività commerciale quanto riesce a risparmiare con sperando di poter migliorare le proprie questa attività, la donna sta condizioni di vita. Tuttavia, non solo tentando di riavere la sua casa. l’attività è fallita ma sia a lei che al

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marito è stata diagnosticata una terribile malattia: l’Aids. La donna, che nel frattempo ha avuto anche due bambini, è costretta a tornare a Tonga e il marito, sebbene molto malato, lavora duramente per costruire una nuova casa. I sacrifici dell’uomo vengono ricompensati e la famiglia riesce ad acquistare un tetto di lamiera ma, poco tempo dopo, il marito, ormai consumato dalla malattia, muore. In Tanzania, sebbene la legge disponga che l’eredità del marito passi alla moglie, è pratica comune che siano i familiari dell’uomo ad impossessarsi dei beni, lasciando spesso la vedova senza una casa e senza una terra che, nella maggioranza dei casi, rappresenta l’unica fonte di reddito. Ciò è accaduto anche a Juliana: i fratelli del marito, reclamando un loro diritto, sono andati nella casa della donna prendendosi il tetto e costringendo, quindi, Juliana a trasferirsi da un vicino e a far vivere i propri figli da uno zio a Dar Es Salaam. La donna, vittima di tale violenza di genere, si è rivolta immediatamente al CJF che l’ha accompagnata alla Corte del Distretto, la quale ha riconosciuto il diritto di Juliana ad ereditare i beni del marito e ad essere rimborsata. Tuttavia, la casa, a causa della mancanza del tetto, ha subìto numerosi danni e tutt’ora Juliana è costretta a vivere dal vicino e a vedere i figli raramente. La donna ci ha detto di non essersi mai abbattuta e, nonostante la malattia, ha aperto una piccola attività in cui vende saponi da lei stessa prodotti, competenza che ha acquisito grazie a dei training organizzati da CVM e rivolti alle donne più vulnerabili, e con il ricavato spera di poter ristrutturare la casa il prima possibile e tornare a vivere con i propri figli. Giuseppe Galiotto – Servizio civile Tanzania


La giornata di un’operatrice Sprar Spiegarlo non è facile, ma il lavoro dell’accoglienza è ricco di incontri, scontri, confronti e umanità Mi chiamo Silvia, sono un’operatrice SPRAR ed ho un problema. Spesso accade che mi venga chiesto “cosa fai nella vita?” con non poche difficoltà inizio a spiegare, semplificando, come funziona il sistema di Il gruppo Sprar “Sconfinamenti” durante la visita alla a c c o g l i e n z a moschea di Fermo per l’inizio del Ramadan in Italia: “Hai presente i ragazzi che arrivano con i barconi in Sicilia? Una volta sbarcati, i sopravvissuti chiedono protezione internazionale e così vengono smistati nei centri di prima accoglienza, in attesa di una risposta che di solito arriva dopo più di un anno. In questo periodo non sono messi nelle condizioni di fare niente. Né di lavorare, né di fare corsi e se ricevono il diniego non hanno futuro nel nostro Paese; ma se viene riconosciuta loro una forma di protezione internazionale, hanno l’opportunità di vivere in un progetto Sprar per sei mesi, spesso prorogabili”. A questo punto della spiegazione i curiosi restano in pochi, ma succede che mi venga chiesto del vissuto dei ragazzi e del loro presente. Le storie spesso sono inimmaginabili e per questo impossibili da raccontare, ma dai loro comportamenti riesco a capire molto di loro, di me e della nostra

Se migraztitoonre e accoglie e nza

comunità. Ed è questa la parte che mi piace di più spiegare. Essere operatrice SPRAR significa accompagnare gli utenti appena arrivati al supermercato più vicino e sopportare una serie di sguardi che soltanto una ragazza in compagnia di tre uomini africani “merita”. Significa sopportare oltre agli sguardi curiosi, anche le suonate di clacson e i sorrisini ammiccanti da parte di uomini italiani. Essere operatore SPRAR significa correre in macchina ed accompagnare ragazzi costantemente in ritardo in ogni parte del fermano, significa mediare ogni piccolo malumore dovuto ad un malinteso, significa pranzare con riso e carne speziatissimi e sentirsi il profumo addosso per tutto il giorno, significa assistere alla lunghissima e meravigliosa cerimonia del tè. Essere operatore SPRAR significa anche litigare con fatture e scontrarsi con una burocrazia giusta, ma macchinosa. Essere operatore SPRAR significa partecipare ad una riunione di un condominio dove i rifugiati non sono affatto i benvenuti (“perché non è il contesto giusto, perché abbiamo paura per i nostri figli, perché che stiano a casa loro”). Significa organizzare un’uscita alla moschea più vicina per il Ramadan, e sentirsi dire dall’Imam che coprire il capo non dev’essere assolutamente una forzatura, ma poi ascoltare la “ramanzina” del ragazzo senegalese, secondo il quale ogni regola deve essere rispettata. Lavorare in uno SPRAR significa ogni giorno affrontare una serie di sfide diverse tra loro, significa crescere umanamente, sentirsi frustrati, ma subito dopo grati e gratificati. Significa costruire, giorno dopo giorno, silenziosamente, una società più umana e più giusta. Silvia Ottaviani, operatrice del progetto Spar “Sconfinamenti”

Mediare, integrare, dare prospettive. Il progetto Sprar compie un anno “Sconfinamenti” ha accolto ventuno rifugiati. Successi e criticità di un percorso per l’accoglienza scontri, confronti e umanità

Il progetto SPRAR “Sconfinamenti” ha compiuto da poco un anno. Un regolarità le lezioni. Si tenga presente che la anno ricco e pieno di emozioni ed esperienze sul territorio, dove tra maggior parte dei ragazzi subisce pressioni dalla famiglia o dagli amici ingressi e uscite sono stati coinvolti ventuno richiedenti asilo, da Mali, rimasti in patria, per l’invio di aiuti economici. Altri vengono dai Guinea, Somalia, Nigeria, Gambia, Senegal, Costa D’Avorio, centri di lunga permanenza, dove non viene sviluppato Pakistan, Bangladesh e Afghanistan. alcun percorso di autonomia individuale e integrazione. All’ingresso i ragazzi sottoscrivono un contratto e Cosicché in tanti trovano più interesse nei tirocini Il regolamento che elenca le opportunità così come per il pavoro piuttosto che nei corsi di lingua. Sistema di gli doveri comportamentali da rispettare durante “Sconfinamenti” prevede, in collaborazione Protezione R ic h il periodo nello SPRAR il cui inadempimento con enti, imprese e attività corsi di agricoltura ie d e n ti Asilo e Rifugia ti può portare all’esclusione dal progetto. I sociale, cucito di base, cucina, panificazione, (S P R A R ), come obiettiv ha o ragazzi condividono momenti di convivialità patentino per muletto, corsi per l’ottenimento l’a cc o g lie nza, la tutela, e l’i quali pranzo o cena, il rispetto delle regole, della patente di guida, laboratorio di n te g razione dei richiedenti asi i turni di pulizia. Capita che ci siano piccoli manualità ed artigianato creativo, di tornitura lo , p er faci percorsi di inse battibecchi, come in un qualsiasi convitto meccanica presso l’Ipsia di Fermo. Così rimento socia litare i di “Sconfinam le. Titolare o appartamento universitario. come tirocini lavorativi presso aziende Porto San Gio enti” è il comune di La mediazione e il confronto pacifico tra del territorio: camping, hotel, aziende rg CVM assieme io, enti attuatori il i ragazzi vengono favoriti dagli operatori agricole, ristoranti, pub e pizzerie, impresa alla e con riunioni periodiche alla presenza di di service spettacoli. “Nuova Rice cooperativa rca Agenzia psicologi e momenti di convivialità e inclusione Gli ospiti restano comunque i principali Res”. sociale: incontri con la cittadinanza nelle protagonisti attivi del processo di seconda parrocchie; testimonianze e laboratori nelle scuole in accoglienza. In base al loro impegno, alla loro collaborazione con il Comune ed altre associazioni locali. costanza e al loro desiderio di autonomia e stabilità, L’autonomia poi si costruisce anche con l’apprendimento determinano in maniera netta ed incisiva, l’efficacia o della lingua italiana, con 10 ore di insegnamento riconosciuti meno, del loro percorso di permanenza nello SPRAR. dal Miur e i corsi dei docenti volontari coordinati da CVM. I risultati sono stati tangibili fra molti ragazzi. Altri non hanno potuto frequentare con Luca Vagnoni, operatore del progetto Spar “Sconfinamenti”

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as E e r o Educare alla sostenibilità: Sett azione Educsviluppo nuovi curricoli per il cittadino terrestre Percorsi e riflessioni dall’XI Seminario di educazione interculturale allo La sostenibilità quale problema che interroga motivo di soddisfazione aver conseguito una forte alleanza tra

l’intera Comunità Umana e impegna gli educatori a mondo della scuola e società civile focalizzando l’attenzione promuovere il pensiero creativo e progettuale dei nuovi cittadini soprattutto sulla formazione da erogare non solo a docenti, ma della società planetaria. Su questo tema si è focalizzato l’XI^ anche ai politici degli enti locali e agli stessi giornalisti quali Seminario internazionale soggetti coinvolti nella di educazione formazione della interculturale, che anche cultura inclusiva di quest’anno si è svolto al cui necessita la nuova Liceo Medi di Senigallia cittadinanza globale. (8 e 9 settembre). Altra significativa nota Con la lectio magistralis fra quelle ricordate, è di aper tura “Ci può stata l’erogazione di essere uno sviluppo Corsi di Formazione per etico? Società sostenibile Formatori di Formatori. e rigenerazione della In tal modo si è scuola” il professor costituita nella Provincia Roberto Mancini, docente Autonoma di Trento e n e l l e u n i ve r s i t à d i nelle Marche una rete Da sinistra, il tavolo dei relatori e rappresentanti delle istituzioni: Roberto Mancini Macerata e di Mendrisio di soggetti in grado Università di Macerata e di Mendrisio (Svizzera); Antonio Mastrovincenzo - Presidente (Svizzera), ha precisato di implementare la del Consiglio regionale delle Marche; Giulia Pigliucci - Ufficio stampa Focsiv; Enrico lo stretto nesso tra proposta sia all’interno Giovannini - Portavoce ASviS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. sostenibilità e coscienza delle proprie scuole etica intesa come forma di interiorizzazione della relazione con sia in altre scuole, generando un movimento di pensiero che gli altri e con il mondo e della responsabilità che ciò comporta. partendo dalla base opera contestualmente sulla dimensione La responsabilità richiede creatività, cura, forza euristica di orizzontale dei colleghi e su quella verticale delle istituzioni. trovare soluzioni di bene ai problemi, agli squilibri e alle forme Maria Josè Nives, funzionario della direzione generale del di degrado. Etica è dunque la coscienza delle interdipendenze Ministero dell’educazione portoghese, ha illustrato l’esperienza e l’etica del bene comune che correla dignità umana e dignità del Progetto Pilota “Autonomia e Flessibilità Curriculare” che in della natura. Quando a scuola si afferma questa etica, si tutti gli ordini e gradi di scuola ha attivato percorsi multidisciplinari restituisce la sua funzione educativa e la sua vocazione ad di argomenti relativi ai diritti umani, alla questione di genere, attivare processi di democratizzazione che sono indispensabili all’intercultura, allo sviluppo sostenibile, all’educazione al processo di affermazione della Sostenibilità. ambientale e alla Salute. L’obiettivo del documento ministeriale Sul fronte de “La sostenibilità come cambiamento di paradigma è quello di aumentare la consapevolezza e la comprensione delle e di stile di vita” il professor Enrico Giovannini dell’Università di cause dei problemi dovuti allo sviluppo e alle ineguaglianze, Roma “Tor Vergata”, in qualità di portavoce dell’Alleanza Italiana a livello locale e globale, in un contesto di interdipendenza e per lo Sviluppo Sostenibile, ha esposto le linee di indirizzo globalizzazione, al fine di promuovere i diritti e i doveri di ogni ministeriali per assicurare un futuro più equo ed inclusivo per persona a partecipare e contribuire ad uno sviluppo integrale tutti, puntando sulla realizzazione dei 17 goal dell’Agenda 2030. e sostenibile. In conformità a un accordo tra Miur e Ministero dell’Ambiente La mattina del sabato è stata aperta dal professor Antonio si è costituita una Brusa con la relazione su Commissione, presieduta “ L’insegnamento storico: dallo stesso Giovannini, episodi sostenibili e non”. che ha elaborato “Il La questione di fondo Piano di Educazione è quella di riflettere e alla sostenibilità” da attivare conoscenze realizzare con venti e competenze per un azioni in quattro macro curricolo di storia che - aree: dall’edilizia alla avvia alla costruzione formazione dei docenti; della nuova cittadinanza dall’amministrazione attraverso i nodi della centrale all’accesso storia che si configurano all’Università; dalla come questioni sensibili. didattica alla ricerca. Con esempi ripresi fin dalla remota preistoria, Fr a n c e s c a Va n o n i , dal neolitico, dalla storia c o o r d i n a t r i c e d e l La platea del seminario, che ha chiamato a raccolta docenti da tutte le marche e Italia. romana. In un excursus progetto Europeo “Global che attesta come la Schools”, di cui la provincia Autonoma di Trento è capofila e questione della sostenibilità sia un problema complesso, che CVM partner qualificato, ha invece parlato dello stato dell’arte riguarda cultura, politica, clima, azione umana, economia. del progetto e dei suoi punti deboli e punti forti. Sicuramente è Mettere in una prospettiva diacronica i fatti del presente

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insegna la complessità dei fatti sociali, e conseguentemente, l’impossibilità di immaginare soluzioni semplici e facili dei problemi. A seguire la relazione su “Sostenibilità e sviluppo umano” del Professor Paolo Malanima dell’Università di Catanzaro ha trattato il problema del consumo di energia in una visione

Se migraztitoonre e accoglie e nza

(CNR) su “L’Italia è un paese sostenibile?”. La dottoressa Quagliarotti ha aperto la sua relazione con la definizione di “Antropocene”, che ha lo scopo di identificare una nuova era geologica caratterizzata da una pressione umana sui sistemi naturali talmente forte da poter essere paragonata alle forze geologiche che hanno plasmato e trasformato la terra nel corso della sua lunga storia. La dottoressa Gabriella Corona ha precisato che il rapporto tra l’uomo e la natura è uno degli ambiti su cui maggiormente la cronaca ci chiama a riflettere e a inquadrare i problemi del presente in una prospettiva di più lungo periodo per comprenderli in profondità andando oltre l’informazione mediatica, per poterne individuare le soluzioni. Laboratori interattivi e pratici sui temi dell’Agenda I laboratori organizzati nei pomeriggi del Seminario (nove per giornata) sono stati 2030 hanno animato i due pomeriggi, mentre interattivi e facilitati da esperti del settore educativo. in quello di venerdì in una sala dell’Hotel City diacronica che dal presente rimanda al passato per poi tornare i professori Universitari in un Focus Group riflettevano sulle ai giorni nostri. La transizione energetica, che è consistita nella possibilità di avviare una Ricerca per la revisione epistemologica disponibilità di fonti a basso prezzo, capaci di adeguarsi con dei saperi e dei curricoli scolastici con lo scopo di attivare flessibilità alla domanda proveniente dalle attività produttive, l’Educazione alla Cittadinanza Mondiale, quale finalità educativa ha costituito l’elemento chiave del cambiamento economico ormai inderogabile per le nuove generazioni di studenti. degli ultimi due secoli. Ciò nonostante il nuovo scenario impone L’interrogativo di fondo è come promuovere una Ricerca di degli interrogativi alla luce della crisi ambientale ed economica cui si prendano carico le Università in alleanza con una serie contemporanea. di soggetti parimenti coinvolti in questa riforma del pensiero Hanno chiuso la mattinata due ricercatrici: la prima Desirè delineata dalle stesse lezioni del Seminario. Quagliarotti dell’ Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo (ISSM) ha parlato su “La sostenibilità: il clima e non solo” e A cura di Giovanna Cipollari, responsabile EAS l’altra Gabriella Corona del Centro Nazionale delle Ricerche

Formazioni per docenti e laboratori per studenti

Le attività di CVM nel mondo della scuola. Tra ciò che c’è già, e ciò che ci sarà nel ‘18 CVM in linea con le proposte che annualmente sono lanciate nel Seminario annuale di Senigallia anche quest’anno si presenta alle scuole con una serie di iniziative, alcune già in corso ed altre in via di definizione. Fra le attività già in corso, ricordiamo i due progetti di formazione “Insegnare ad apprendere per competenze”e “Educare alla nuova cittadinanza” che – uno a Parma e l’altro a Trento - coinvolgono circa cento docenti. Continuerà poi il progetto Global Schools, negli istituti comprensivi che hanno lavorato con CVM sul tema della Cittadinanza Globale sia nelle Marche che in Abruzzo. Mentre scriviamo, poi, ci sono altre attività in via di definizione. Come il progetto di formazione sulla nuova economia, dal titolo :“Un nuovo umanesimo a misura d’aula:un curricolo di educazione civile ed economica nella scuola del Primo ciclo“ proposto da CVM, Università della Pace, Università di Macerata per

i docenti della scuola primaria e secondaria. Ancora in linea con la Agenda 2030 dell’Onu. E poi il progetto Get up and Goals! Global education time: an international network of learning and active schools for SDGs verrà realizzato tra il 2018 e il 2021 nelle scuole marchigiane di primo e secondo grado. Quindi il progetto “Formare per integrare” che interesserà 22 scuole per un totale di 240 ore di formazione per docenti della Regione Umbria; poi l’itinerario curricolare “La questione di genere: il caso dell’ internate” proposta da Consiglio delle Donne di Senigallia, CVM, Università della Pace per realizzare un itinerario curricolare sulla questione femminile in linea con l7 Goals dell’Agenda 2030 e le direttive del MIUR. E quindi verranno realizzati laboratori didattici nelle scuole per incentivare giornate dedicate ai temi della Sostenibilità e dell’Agenda 2030.

CVM resta a disposizione per rispondere ai bisogni formativi delle scuole con cui concordare un progetto che sarà inserito nella Piattaforma Sofia e quindi erogato con i requisiti richiesti dal MIUR per la formazione dell’Unità Formativa a favore dei docenti. Le tematiche di CVM sono: • La Nuova cittadinanza e la didattica dell’Inclusione • Il curricolo per competenze • L’innovazione didattica • I documenti internazionali e l’Agenda 2030 • L’educazione ala sostenibilità • La revisione dei curricoli e le UDA relative ai Goals dell’Agenda 2030 Un altro settore specifico dell’EAS si occupa invece dell’Accoglienza immigrati e di Corsi di L2 e LS per allievi non italofoni. Per informazioni rivolgersi a 0734/674832; cvm@cvm.an.it

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o i Dirigenti scolastici per la r o t i r r e e T azion cittadinanza del futuro m r o Dopo gli incontri con giornalisti e amministratori pubblici, continuano i corsi ef di formazione che CVM organizza col progetto Global Schools. Questa volta si lavora coi presidiriale diffusa, i corsi per 240 allievi dal profilo migrante

La formazione dei Dirigenti viene sollecitata dalla necessità di far riflettere la scuola sul cambiamento di paradigmi che sono richiesti dalla trasformazione epocale in atto. La necessità di traghettare il passaggio dalla società industriale a quella telematica, da quella moderna a quella post moderna o fluida - come definita da Bauman - spetta alla cultura e in primis alla scuola quale istituzione educativa a servizio della società. Il concetto di cittadinanza è un indice significativo per capire quale è l’orizzonte educativo verso cui orientare la formazione delle nuove generazioni. Oggi la nozione di cittadinanza supera il concetto di Stato-nazione in quanto i cambiamenti nel contesto mondiale (per esempio la creazioni di convenzioni e di trattati internazionali, delle attività e dei movimenti della società civile transazionali, come anche l’elaborazione di quadri internazionali sui diritti degli uomini) hanno conseguenze importanti sulla definizione dello spazio in cui collocare la stessa cittadinanza. In armonia con il Documento pedagogico dell’UNESCO “Educazione alla cittadinanza mondiale” (2015) la nuova cittadinanza si ispira al sentimento di appartenenza a una grande comunità e a una umanità comune. L’educazione alla cittadinanza mondiale pone dunque le sue fondamenta su dimensioni concettuali che afferiscono

ad una revisione dei testi esistenti, dei quadri concettuali, dei programmi che fino a ieri erano marcatamente etnocentrici. Il nuovo cittadino - nella sua totalità di essere che pensa, sente e agisce - deve anche individuare le linee verso cui indirizzarsi e CVM fa propri i 17 obiettivi dell’AGENDA 2030. Questi obiettivi precisano un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico,la questione di genere, per citarne solo alcuni. Questi sono “Obiettivi comuni” in quanto riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino. La formazione dedicata ai Dirigenti ha lo scopo di lavorare in questa ottica di cambiamento che comporta nuove responsabilità, da cui nessuno può esimersi. Di qui la necessità di coinvolgere non solo l’istituzione scolastica ma anche il mondo della politica e dei mass media perché da sola la scuola non potrà mai riuscire a costruire la nuova cultura della Sostenibilità. I temi del Documento UNESCO e dell’AGENDA 2030 sono dunque gli argomenti di discussione per la formazione che CVM sta erogando verso Dirigenti scolastici, Soggetti di EELL, giornalisti e docenti, tutti parimenti coinvolti nella responsabilità di garantire alle future generazioni un futuro vivibile.

Giovannini nelle Marche, su cittadinanza e sostenibilità

CVM è fra gli enti che hanno dato supporto al ciclo di incontri formativi #marcheuropa2017 le Nazioni Unite si sono prefissi. E che Un appuntamento per i temi della sostenibilità e per le prospettive sono al centro del lavoro e delle strategie di CVM. Il professore Giovannini, già aperte dall’approvazione dell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile 2030 delle ospite dell’XI Seminario internazionale di educazione interculturale, si è soffermato Nazioni Unite. CVM ha preso parte al soprattutto sui temi della educazione alla ciclo di incontri #Marcheuropa2017, organizzato dal Consiglio Regionale cittadinanza europea e sulla Governance e le normative regionali in relazione a delle Marche, con un seminario dal titolo “Agenda ONU 2030” tenuto dal cittadinanza, inclusione, sostenibilità. Professor Enrico Giovannini, economista, L’incontro è stato organizzato assieme statistico, Ministro del lavoro del Il professor Enrico Giovannini, ex Ministro alla Università della Pace, ultimo dei cinque appuntamenti con cui, quest’anno, governo Letta dal 28 aprile 2013 al 22 dell’economia col Governo Letta, ospite il Consiglio Regionale delle Marche si è febbraio 2014 e portavoce di Asvis. Un dei corsi di formazione CVM, oltre che del docente di alto profilo che ha tenuto una Seminario di educazione 2017 rivolto ai suoi amministratori per parlare lezione per sindaci, amministratori locali e consiglieri comunali di prospettive di sviluppo delle aree interne marchigiane proprio sui temi degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile che colpite dal sisma.

La mobilità umana

Tornano i laboratori nelle scuole di CVM per la Settimana della legalità L’impegno è nelle scuole, anche quest’anno, coi laboratori che CVM organizzerà negli istituti del fermano. Con lo scopo di parlare ai ragazzi di un tema molto contemporaneo e complesso, come quello della mobilità delle persone. Fra migrazione, libertà di movimento e frontiere. Continua così la partecipazione di CVM alla Settimana della Costituzione, che ogni anno promuove una serie di appuntamenti pubblici e nelle scuole. Con lo scopo di formare i ragazzi al senso

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civico e alla cittadinanza attiva attraverso incontri, dibattiti, riflessioni stimolate da conferenze di giuristi, artisti, giornalisti e protagonisti della società civile. Il CVM fa parte della rete di associazioni, scuole, Comuni, istituti scolastici che nella Provincia di Fermo danno vita ormai da 11 anni al Tavolo delle legalità, il soggetto dove convergono gli stimoli e le riflessioni che poi si traducono in azioni concrete, come appunto la Settimana della Costituzione.


Territorio e integraz ione La formazione di docenti di italiano L2, il coordinamento per una strategia

Insegnare a insegnare l’italiano agli stranieri. Il progetto FAMI territoriale diffusa, i corsi per gli allievi dal profilo migrante

È in pieno svolgimento il progetto FAMI (Fondo Asilo, Migrazioni e del Vademecum finale previsto a conclusione del progetto e che Integrazione) “La lingua per l’inclusione sociale e la cittadinanza. dovrà diventare una sorta di guida per l’organizzazione dei corsi di Percorsi di insegnamento e apprendimento dell’italiano L2 per insegnamento-apprendimento dell’It.L2 sul territorio. Nel Vademecum soggetti vulnerabili nelle province di Fermo e Ascoli Piceno”. Sono sarà inserita anche la ricerca effettuata, prima di dar seguito alle state attivate le diverse piste di lavoro, presentate nello scorso diverse attività menzionate, che ha permesso di sondare i bisogni numero di CVM FLASH, ma che vanno ribadite perché costituiscono e le aspettative degli allievi, sia quelli che hanno già frequentato l’impalcatura del percorso del FAMI. corsi di It.L2, sia i neoarrivati I corsi Sfide da superare I corsi sono stati attivati a Fermo, S. Benedetto del Tronto e P. S. Elpidio, Diverse le problematicità incontrate nel farsi del progetto. Proviamo per i tre livelli programmati, più precisamente pre A1, A1 e A2, per 6 ad elencarne alcune. ore settimanali per ciascun livello. I corsi sono stati estesi anche ad La prima riguarda la motivazione all’apprendimento. Preoccupati altre strutture di accoglienza, che operano sui tre territori menzionati, per il loro futuro, che si presenta, dopo l’uscita dalla struttura al fine di offrire a tutti i non italofoni le opportunità di apprendimento dell’accoglienza, assolutamente incerto, in particolare per quanto del codice linguistico. concerne il lavoro, gli Il Gruppo di “allievi” faticano molto Coordinamento ad investire in un ambito Il Gruppo di che non sembra ai loro Coordinamento, che occhi prioritario. vede al suo interno CVM, Inoltre spesso mancano quale ente capofila, e i di quei presupposti partner (On the Road, cognitivi alla base di un CPIA – Centro Provinciale apprendimento efficace, Istruzione per gli Adulti, pertanto i tempi dilatati Suore Oblate, Caritas necessari li portano a in Veritate, Cooperativa demordere dall’impresa. Sociale Nuova Ricerca. L’organizzazione, sia Agenzia Res) continua a per quanto concerne riunirsi periodicamente, i l g r u p p o d i l av o ro al fine di coordinare che il coordinamento le attività, assumere d e i p a r t n e r, n o n è d e c i s i o n i d i n a t u r a Un momento del corso di lingua italiana, tenuto da una docente del Fami, molto agevole perché organizzativa, affrontare Marica Romanelli. l’investimento da parte problemi logistici, ma soprattutto definire strategie affinché il dei diversi interlocutori-partner non ha la stessa valenza che per Coordinamento si strutturi stabilmente sul territorio. CVM. Quest’ultima infatti ha una lunga esperienza in tale settore e da anni effettua corsi di formazione per docenti e corsi di insegnamento La formazione dei docenti Il team di lavoro, costituito dai docenti del progetto FAMI, del CPIA apprendimento per i discenti. Per i partner, impegnati prevalentemente e volontari, ha seguito il corso di formazione, che è stato tenuto da nella gestione dei centri di accoglienza l’It.L2 costituisce uno degli esperti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il percorso formativo, aspetti che riguardano il percorso di un rifugiato o richiedente asilo. ha visto i 25 partecipanti impegnati in lezioni d’aula, ma anche in In ogni caso il progetto continua, i traguardi saranno raggiunti, ma laboratori per piccoli gruppi. Le relazioni frontali hanno permesso soprattutto saranno poste le basi per un intervento univoco sul di approfondire gli aspetti epistemologici connessi all’insegnamento territorio. dell’Italiano L2, ma anche la dimensione metodologico-didattica della L’apprendimento della lingua italiana costituisce uno snodo disciplina, attraverso esercitazioni pratiche, sotto la supervisione fondamentale nel processo di inserimento nel nuovo Paese: la degli esperti. I laboratori hanno visto i corsisti lavorare in piccoli lingua è lo strumento più forte di espressione dell’identità ed è il gruppi per produrre Unità di Apprendimento (UdA) per i diversi mezzo per l’integrazione. livelli dei discenti, UdA che costituiranno la parte fondamentale Gelsomina Viscione – Responsabile progetto FAMI - CVM

Il doposcuola nel quartiere multietnico

Corsi per rafforzare la lingua italiana e aiutare nei compiti a Lido tre Archi, uno dei luoghi più ghettizzati del fermano Un intervento in uno dei quartieri più “difficili” del Fermano, quello di Lido Tre Archi, mosaico di etnie e culture migranti e locali, e luogo di diverse problematiche sociali frutto di esclusione e ghettizzazione urbana. In questo luogo CVM, in sinergia con la associazione il Ponte, ha realizzato un progetto di prevenzione dell’abbandono scolastico e di accompagno nello studio che ha coinvolto circa cinquanta giovanissimi studenti. Minori nati in Italia, o giovanissimi adolescenti arrivati negli ultimi tre anni. Oltre che essere seguiti nei compiti, con un aiuto speciale nelle proprie lacune, il “doposcuola” si è rivelato, per i ragazzi, anche un luogo di aggregazione. Dove la educatrice incaricata da CVM si è occupata soprattutto di insegnare e rafforzare la lingua italiana, per dare ai ragazzini la possibilità di scegliere al meglio la propria scuola superiore. Un esperimento che nei prossimi mesi si ripeterà, con ancora altre ore di doposcuola rivolte agli studenti delle scuole, come si chiamavano una volta, elementari e medie.

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Questo Natale fai un regalo speciale ad amici e parenti.

Regala loro la possibilita' di portare acqua pulita a chi non ce l’ ha. Ogni giorno, in Africa, donne e bambine devono camminare 200 milioni di ore per arrivare a procurarsi acqua pulita. Sai cosa significare avere acqua pulita vicino casa? Vuol dire uguaglianza. Donne e bambine non devono più destinare le loro giornate alla raccolta dell’acqua ma possono dedicarsi ad un’altra attività produttiva. Acqua vuol dire salute. La scarsa igiene provocata dalla mancanza d’acqua pulita aumenta il rischio d’infezione durante il parto e dopo la nascita del bambino. Acqua vuol dire educazione. Bambine e donne passano gran parte delle giornata a prendere l’acqua ai pozzi e non hanno tempo di frequentare la scuola. In più l’assenza di servizi igienici limita le donne a frequentare la scuola nei giorni di ciclo mestruale. Ciò fa sì che nove bambine su dieci abbandonino la scuola secondaria. Acqua vuol dire sviluppo. Avere acqua pulita da impiegare nell’allevamento e nella coltivazione favorisce la nascita di attività produttive nel settore primario, garantisce un reddito e quindi cibo per molte famiglie, permette ai bambini di andare a scuola piuttosto che mendicare in cerca di qualcosa da mangiare. In Italia ogni abitante consuma in media 150 litri di acqua al giorno. In Etiopia ad una famiglia sono sufficienti 20 litri di acqua al giorno per bere, cucinare e lavarsi. CVM da 40 anni aiuta le popolazioni africane ad avere acqua pulita. Scegli un regalo solidale, è un grande gesto d’amore verso chi lo riceve e verso il mondo che abitiamo.

ezioso r p n u o em Ti spedir nere per te o te nti e r dono da a p e i c ad ami e r a l a g e r

Per sapere come fare contattaci al 3809037767 o al 0734674832 Care amiche e cari amici di CVM, con questa lettera voglio portare a nome di tutta la ONG Comunità Volontari per il Mondo i migliori auguri di Natale a voi e ai vostri familiari. Dal 1978 CVM lavora con il maggior impegno possibile per partecipare al messaggio di speranza del Natale. Un messaggio che dalle case di noi, comunità di volontari e donatori, possa arrivare nelle case di quella parte di mondo dove secoli di colonialismo e neo colonialismo hanno portato a privazioni materiali croniche. Privazioni che hanno causato la mancata affermazione di alcuni diritti fondamentali dell’essere umano, come quello all’alimentazione regolare, alla salute e all’istruzione, alla parità di dignità fra uomini e donne. Grazie al sostegno della nostra bellissima comunità di donatori, da quarant’anni lavoriamo per il diritto all’acqua: costruiamo pozzi, mettiamo sorgenti in sicurezza. E realizziamo tutto ciò a partire da un lavoro sociale e umano con le popolazioni locali coinvolte nei nostri progetti. Difatti quando portiamo acqua in un villaggio dell’Etiopia lavoriamo anche affinché le persone del villaggio diventino autosufficienti nel gestire la nuova risorsa idrica, sappiano farla funzionare e conservare nel tempo. Su questa strada, in quarant’anni, abbiamo portato acqua a 230 mila persone. E abbiamo, con l’acqua, dato vita a progetti sociali di formazione, di sostenibilità, per donne, bambini, gruppi di persone più vulnerabili. Affinché l’Etiopia e la Tanzania possano diventare Paesi sempre più coscienti delle proprie possibilità, crescere e farsi portatori di una autonomia sostenibile. Senza il bisogno per chi là è nato di emigrare altrove, alla ricerca di un futuro dignitoso. In questi quarant’anni di cammino il vostro sostegno di donatori è stato indispensabile. Il lavoro che abbiamo davanti è ancora tantissimo, sembra infinito. E noi con passione continuiamo a progettare, costruire, intraprendere, per andare incontro alla dignità del prossimo. Con una piccola donazione, come potete leggere in questa pagine, si può già portare un aiuto concreto, mirato, per il diritto all’acqua che è diritto all’uguaglianza, all’educazione, alla salute, allo sviluppo, alla speranza. Paolo Padovani - Presidente CVM, Comunità Volontari per il Mondo


Bilancio economico nel 2016 È stata svolta la revisione contabile del bilancio dell’esercizio dell’Associazione “C.V.M COMUNITà volontari per il mondo” chiuso al 31 dicembre 2016. La responsabilità della redazione del bilancio compete ai componenti del Consiglio di Amministrazione del “C.V.M COMUNITà volontari per il mondo”. è del revisore la responsabilità del giudizio professionale espresso sul bilancio e basato sulla revisione contabile. Il Bilancio si riassume nei seguenti dati (importi in euro): Componenti positivi 1.566.538,98 Componenti negativi 1.594.671,69 Disavanzo (Perditadi esercizio) 28.132,71 L’esame è stato condotto secondo gli statuiti principi di revisione contabile. In particolare si attesta che il controllo è stato svolto nel rispetto del documento denominato “Il controllo indipendente degli enti non profit e il contributo professionale del dottore commercialista e dell’esperto contabile” adottato il 16 febbraio 2011 dal Consiglio Nazionale dei dottori comercialisti e degli esperti

Prospetti proventi spese 2016

Relazione Revisore dei conti

contabili, nonché delle successive revisioni o integrazionidi tale documento. In conformità ai precedenti principi, la revisione è stata pianificata e svolta al fine di acquisire ogni elemento necessario per accertare se il bilancio di esercizio sia viziato da errori significativi e se risulti, nel suo complesso, attendibile. Il procedimento di revisione comprende l’esame, sulla base di verifiche a campione, degli elementi probanti a supporto dei saldi e delle informazioni ceontenuti nel bilancio, nonché la valutazione dell’adeguatezza e correttezza dei criteri contabili utilizzati e della ragionevolezza delle stime effettuate dai componenti del Consigli di Amministrazione. Si ritiene che il lavoro svolto fornisca una ragionevole base per l’espressione del giudizio professionale del revisore. A giudizio dello scrivente revisore il bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2016 dell’associazione “C.V.M COMUNITà volontari per il mondo” è stato redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico dell’Associazione. Porto Sant’Elpidio li 22 maggio 2017

Stato patrimoniale 2016

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Diventa volontario! dai valore al tuo tempo… ecco quello che puoi fare… Banchetti informativi e mercatini: abbiamo bisogno di volontari che ci aiutino durante eventi, fiere, concerti, feste in Se ti prende piazza a vendere i nostri prodotti del commercio equo e solidale. l’ a m arezza Vieni a conoscerci. in tutte le pe , cre-di rs Servizio Civile Regionale e Nazionale: CVM è ente ancora opera one che accreditato, perciò è possibile svolgere un periodo di volontariato bene: nella lo no per il ro (12 mesi) in Italia (Porto San Giorgio o Ancona) o in una delle seme di un m umiltà c’è il sedi in Etiopia o Tanzania. ondo (Papa Fran nuovo. cesco) Sei un insegnante e conosci CVM? Fai passaparola tra i tuoi colleghi sui nostri laboratori di educazione interculturale e il seminario! Sei un imprenditore? Fai una donazione oppure acquista i nostri prodotti per i tuoi dipendenti e contribuisci a un futuro migliore! Partecipa alle nostre iniziative: iscriviti ai nostri corsi, segui i nostri seminari, conferenze e incontri. Scegli i nostri regali solidali e le nostre bomboniere:

Il ricavato andrà a sostenere le attività che grazie a voi svolgiamo nel territorio. Hai una idea innovativa? Vieni a proporla: Metti a disposizione le tue competenze per dare nuova forza a CVM. Alternanza scuola-lavoro: sei uno studente di un istituto superiore? Proponi alla tua scuola di attivare una convenzione e vieni a scoprire il mondo del terzo settore con dei brevi periodi di formazione lavoro nella nostra organizzazione. Stage e/o tirocini pre-laurea: CVM può inserire l’aspirante volontario nelle proprie attività, in base al percorso formativo intrapreso. .

Viaggi di approfondimento di conoscenza dell’Africa: esperienze di 2 settimane nelle aree di progetto CVM in cui il volontario ha la possibilità di conoscere da vicino le attività e il contesto.

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