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CVM flash 2014

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Autorizzazione del Tribunale di Ancona n. 5109 del 23/09/99 rilasciata al Presidente CVM. Poste Italiane SpA – Sped. In Abb. Post. DL. 353/2003 (con v.I n L. 27/02/2004 n.46) art. 1 comma 2 DCB Ancona, anno XV n. I dicembre 2014 – Dir. Resp. Anna Rita Principi – SEDE Legale: P.zza S. Maria 4, 60121, Ancona – Tel./Fax. 071202074 – email: cvm@cvm.an.it – sito web: www.cvm.an.it

La solidarietà fa miracoli trasforma il vino in acqua “La solidarietà non è dare, ma agire contro le ingiustizie” Abbé Pierre

sso e c c a ’ l a c i r In Af bile a t o p a u q all’ac circa e r a t i v e ò pu orti m i d i n o i l i due m nno a ’ l l a i n i b di bam


Indice

3 - EDITORIALE 4 - LA SOLIDARIETÀ FA MIRACOLI, TRASFORMA IL VINO IN ACQUA 6 - PREMIO SUEZ Environment Initiatives

REDAZIONE

Marco Angelucci Daniela Biocca Martina Cattaruzza Giovanna Cipollari Mara Fileni Marian Lambert Beatrice Mazzeo Giacomo Spigarelli Cristina Toppo

CAPOREDATTORE Mara Fileni

DIRETTORE

Anna Rita Principi

GRAFICA

Patrizio Patassini

STAMPA

7 - NUOVI PROGETTI 2015

11 - INCONTRO CVM-APA A PORTO SAN GIORGIO 12 - C’È ACQUA PER TUTTI 13 - ENGLISH 4 TWO! Lo studio dell’inglese che ha aiutato 313 bambini orfani e di strada in Etiopia 14 - VIII SEMINARIO NAZIONALE DI EDUCAZIONE INTERCULTURALE Verso un nuovo umanesimo attraverso la revisione dei curricoli scolastici europei 16 - TANGRAM FESTIVAL Nuove dinamiche di attivismo giovanile 17 - IL POSTO DI DONNE E BAMBINI 18 - DONNE E SCIARPE DAI MILLE COLORI

SEDE OPERATIVA

19 - CAMPAGNA “CIBO PER TUTTI” È compito nostro 21 - LE BOMBONIERE SOLIDALI CVM 22 - BILANCIO ECONOMICO 2013

Udienza Privata con Papa Francesco

CVM, insieme ad altri organismi federati FOCSIV, parteciperà ad un’Udienza privata con Papa Francesco, il prossimo 4 dicembre in occasione della XXI edizione del Premio del Volontariato Internazionale. Si tratterà di un momento importante di celebrazione e condivisione ma anche di riflessione che vedrà insieme rappresentanze, volontari, sostenitori e amici. Il criterio scelto per la premiazione del volontario quest’anno è la creazione di relazioni di fraternità che, così come afferma il Santo Padre “è una dimensione essenziale dell’uomo, il quale è un essere relazionale. La viva consapevolezza di questa relazionalità ci porta a vedere e trattare ogni persona come una sorella o un fratello; senza di essa diventa impossibile la costruzione di una società giusta, di una pace solida e duratura”.

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Sergio Bambarén

10 - I NUOVI RAPPRESENTANTI PAESE ETIOPIA E TANZANIA

Gratuitamente da Litografia Viscardi Porto San Giorgio Viale delle Regioni, 6 Tel. 0734.674832 cvmap@cvm.an.it

“Guardandoti dentro puoi scoprire la gioia, ma è solo aiutando il prossimo che conoscerai la vera felicità”

Nuovi membri del Consiglio

Lo scorso 11 maggio 2014 si è proceduto all’elezione dei nuovi membri del Consiglio CVM, che è oggi formato da: Paolo Padovani (Presidente) Sandra Fioroni (Vice Presidente) Patrizia Chiappa (Amministratrice) Elisabetta Baldassarri, Maurizio De Angelis, Giovanni Palamini, Raimondo Di Giacomo, Giovanna Cipollari, Giovanni Pompini. I nuovi membri del Consiglio di Revisione dei conti sono invece: Stefania Boccaccini, Gabriella Sgrilli, Walter Farella e i membri supplenti Angela Sforzini e Luigi Crocieri.


La Madre Davanti al povero non ci si gira dall’altra parte (Papa Francesco) Era tarda sera e il sole era già tramontato quando abbiamo fatto salire Amarech nella parte posteriore del Land Rover per portarla in clinica e sottoporla alle dovute osservazioni. A detta della sua famiglia, aveva le doglie da più di 24 ore. Nonostante ci trovassimo in una zona rurale distante 40 km dalla clinica della Chiesa Cattolica dove lavoravo come volontaria insieme alle Suore Francescane, e non sembravano esserci complicazioni, non volevo correre alcun rischio, perché lì dove Amarech viveva non c’era possibilità di ricevere alcun tipo di assistenza. Eravamo a circa 10 km di distanza dalla clinica quando cominciò ad essere chiaro che il parto di Amarech era imminente. Siccome ero sia l’autista che l’ostetrica, mi fermai e, insieme alle donne che l’accompagnavano, improvvisammo una tenda con dei bastoni e un gabbie (il grande lenzuolo di cotone indossato per scaldarsi) sotto la quale adagiammo Amarech. Con la luce di una torcia, di una candela e delle stelle, il primo figlio di Amarech, un maschietto, venne al mondo. Eravamo così felici che non era importante dove Amarech avesse partorito, ma che tutto era andato bene, dato che il solo fatto di averla spostata da casa comportava dei rischi per lei e per il bambino: grazie a Dio, entrambi stavano bene. Aiutammo Amarech e la portammo di nuovo sul Land Rover e con il bambino al sicuro tra le braccia della nonna, tornammo a casa. I familiari di Amarech potevano vedere le luci della macchina che si avvicinava e quando arrivammo avevano già preparato delle bevande per festeggiare. Non sapevano cosa fosse accaduto, perché non c’era alcun cellulare a quei tempi ma tutto ciò che speravano era che il parto fosse andato bene e che noi tornassimo con buone notizie. Bevvi un po’ per festeggiare, perché rifiutare sarebbe stato poco educato e poi me ne andai. Tornando a casa da sola, sapevo che avrei trovato le Suore preoccupate (nel caso in cui il Land Rover si fosse guastato e fossi rimasta bloccata in strada), ma portavo con me una bellissima notizia: la nascita del bambino. Riflettevo su quanto fosse difficile per queste donne vivere 9 mesi di gravidanza con la costante preoccupazione di non farcela e di non sopravvivere insieme al proprio bambino. Nel periodo in cui lavoravo con le donne incinte e con i bambini al di sotto dei 5 anni, ho assistito a

molti problemi. Madri in travaglio che ho dovuto accompagnare in ospedale in quei giorni e in quelle notti dove non era possibile assisterle in clinica. Madri che hanno perso i loro figli, a causa della lontananza da qualsiasi tipo di assistenza. Bambini che crescono splendidamente fino ai 2 anni di età ma che iniziano ad ammalarsi e a perdere peso quando la madre smette di allattarli, a causa della mancanza di acqua pulita. Le mie riflessioni di giovane infermiera in Etiopia si soffermavano sull’ingiustizia di questa situazione e mi chiedevo perché dovesse andare così, perché le madri dovessero soffrire così tanto durante la gravidanza, durante il parto e più tardi ancora, quando il bambino si sarebbe ammalato o sarebbe morto semplicemente a causa della mancanza di acqua potabile. Oggi solo il 51,5% delle persone ha accesso all’acqua potabile in Etiopia e nelle aree rurali dove opera CVM la percentuale di coloro che non possono bere acqua potabile è molto alta. Si tratta di una vera e propria croce che tutte le madri portano, in quanto una volta che smettono di allattare i propri figli, essi sono immediatamente a rischio. Le madri lo sanno, si preoccupano e soffrono ogni volta che i loro bambini si ammalano. Noi possiamo aprire le nostre porte a quelle madri che hanno sofferto così tanto per dare alla luce i propri figli e per tenerli in vita. Possiamo condividere con loro questo regalo per Natale: ogni giorno un bicchiere di acqua potabile per i loro bambini. Quando ci troviamo davanti al Presepe e preghiamo per Maria, Madre di Dio, e il bambino Gesù, possiamo dire che abbiamo aperto le nostre porte ad un’altra madre e ad un altro bambino, permettendo loro di vivere. CVM sta lavorando con i più poveri tra i poveri che vivono nei tukuls (simili a delle stalle, abitate sia dalla famiglia che dagli animali) e che non hanno nemmeno il necessario per vivere, come l’acqua potabile. Papa Francesco ha detto: “Davanti al povero non ci si gira dall’altra parte. Noi parliamo spesso dei poveri, ma quando parliamo dei poveri, sentiamo che quell’uomo, quella donna, quei bambini non hanno da mangiare, da vestirsi, non hanno la possibilità di andare a scuola? E’ per questo che le nostre esigenze non saranno mai più urgenti di quelle dei poveri. Gesù non reagisce con “fastidio” quando le persone gli chiedono aiuto, non dice “ma questi cosa vogliono?”. Marian Lambert, Direttore CVM

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Questo natale dai un bicchiere di acqua fresca ai bambini in etiopia. Fai un miracolo… trasforma il vino in acqua! Ogni anno CVM promuove la campagna natalizia “La solidarietà fa miracoli … trasforma il vino in acqua!” con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle persone più deboli, specialmente dei bambini in Etiopia. L’acqua non potabile è la causa di polmonite, colera e diarrea che uccidono ogni anno 2 milioni di bambini nel mondo, provocando quasi un terzo delle morti al di sotto dei cinque anni. Questi bambini potrebbero essere salvati se fosse fornita loro la stessa adeguata copertura che ha soltanto Madre Teresa di Calcutta il 20% della popolazione globale. Tra i due e i cinque anni, l’età più delicata per un bambino, l’accesso all’acqua potabile e ai

“Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”

servizi igienici, la possibilità di lavarsi le mani, la sensibilizzazione al problema, possono evitare, ogni giorno, la morte a più di mille bambini e garantire loro la vita. Nel 2013 CVM ha portato acqua in Etiopia a 19.395 persone. Acquistando le confezioni regalo che contengono prodotti tipici marchigiani e del commercio equo e solidale scelti da CVM, contribuirà a trasformare il vino in acqua e potrà aiutare tantissimi bambini che non hanno ancora accesso all’acqua potabile ad avere una vita dignitosa. Il ricavato ottenuto dalla campagna di raccolta fondi, infatti, sarà utilizzato per finanziare i progetti di approvvigionamento idrico in Bonga in Etiopia. “E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa.” Matteo 10:42

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CVM insignito del PREMIO Suez Environnement Initiatives - Institut de France per la realizzazione di un impianto di biogas nella prigione di Durame Il 25 giugno 2014 si è tenuta in Francia, presso la sede del prestigioso Institut de France di Parigi, la cerimonia di conferimento del Premio Suez Environnement Initiatives - Institut de France a CVM (Comunità Volontari per il Mondo). Il fondo Suez EnvironneTra 15 progetti prevenuti, il comitato ment Initiatives financomposto dai più alti rappresentanti zia attività pratiche per l’accesso di Istituti, Fondazioni ed Associa- promuovere zioni francesi ha selezionato Co- all’acqua, servizi igienici, munità Volontari per il Mondo per trattamento delle acque il progetto di realizzazione di un «Impianto di biogas nella reflue e gestione dei rifiuprigione di Durame» in Etiopia che prevedeva la costru- ti per i gruppi vulnerabili della popolazione nei paesi in zione di un digestore per la produzione di biogas da rifiuti via di sviluppo. organici. Questo progetto è stato un successo perché non Il premio per l’Accesso ai servizi essenziali, di un amsolo ha migliorato le condizioni di vita e di salute dei montare pari a 50.000 €, riconosce un progetto innovativo sviluppato da un organizzazione detenuti, del personon-profit con lo scopo di stabilire nale penitenziario un legame tra ricerca applicata ed i e dei residenti ma progetti operativi di sviluppo. ha anche ridotto Per CVM hanno partecipato all’el’impatto ambienvento il Direttore, Marian Lambert, tale dei consumi la Responsabile del settore progetti, carcerari ottenendo Marta Rogante ed il Responsabile energia rinnovabile Tecnico del progetto in Etiopia, l’Ing. e riducendo la deZelalem Worku. Anche l’Ambasciaforestazione. Così tore Italiano in Francia, Giandomecome ha contribuito nico Magliano, ha accettato l’invia sostenere il carceto e ha partecipato alla cerimonia re abbassandone i complimentandosi con CVM per il costi per le attività, suo operato. diminuendo il costo energetico, riducenL’Institut de France, fondato nel do il turnover del 1795 come ente no profit per la personale e permetpromozione dell’arte, della scienza tendo l’auto-produe della letteratura, è una delle istizione di fertilizzanti organici. Le 550 Da sinistra: Marian Lambert, Direttore CVM, Becky Auerbach, Diret- tuzioni più antiche e prestigiose di persone in prigione tore dei partenariati di Sanergy, Gabriel de Broglie, Chancelier de Francia. Per oltre due secoli ha ospiadesso riescono a l’Institut, Edith Karimi, Responsabile della comunicazione Sanergy, Je- tato fondazioni e premi che hanno an-Louis Chaussade, Direttore generale di Suez Environnement, Marta gestire autonoma- Rogante, Responsabile progetti CVM, e Zelalem Worku, Responsabile giocato un ruolo incomparabile nel mecenatismo moderno. mente l’impianto. tecnico del progetto CVM in Etiopia.

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Nuovi Progetti Etiopia, Regione Amhara: 2015 CVM promuove l’educazione e lotta contro lo sfruttamento di donne e ragazzi CVM cercherà di consolidare la società civile attraverso la promozione dell’associazionismo delle lavoratrici domestiche e delle cameriere per il loro rafforzamento economico e la riduzione della loro vulnerabilità sociale ed economica; verrà posta un’attenzione particolare all’aspetto educativo, promuovendo l’accesso scolastico per bambini e ragazze vulnerabili e permettendo la formazione per studenti e studentesse in prevenzione dell’HIV/AIDS; verranno inoltre migliorate le condizioni e le prospettive di vita di donne e bambini nelle carceri grazie anche a processi di

Le rappresentanti delle housemaids delle zone rurali di Awi e West Gojjam hanno partecipato, insieme alla rappresentante paese Valentina Palumbo, alla Giornata Mondiale della donna organizzata dall’Unione Europea ad Addis Ababa; un evento che ha contribuito a porre l’attenzione sulle discriminazioni subite quotidianamente dalle housemaids. In seguito, Valentina ha spiegato la situazione delle housemaids in Etiopia e cosa sta facendo CVM con l’UNDP, l’Ambasciata italiana, l’ILO e la Commissione Europea.

formazione per le guardie carcerarie sul tema della protezione dei diritti dei carcerati. L’obiettivo che CVM persegue con questo progetto è quello di ridurre lo sfruttamento e la vulnerabilità di donne, ragazze e orfani da fattori socio-economici e dall’HIV/AIDS attraverso il potenziamento della società civile e il coordinamento

con le istituzioni locali per la protezione dei diritti dei più vulnerabili. CVM si propone di rafforzare i risultati raggiunti da un altro progetto (Rafforzamento delle capacità di donne, bambini, orfani e persone sieropositive nell’affrontare l’HIV/AIDS in Awi e West e “Vorrei fare appello a chi possiede East Gojjam) più risorse, alle autorità pubbliche estendendoe a tutti gli uomini di buona volontà ne i benefici

impegnati per la giustizia sociale: non stancatevi di lavorare per un mondo più giusto e più solidale!”

Papa Francesco

ad un’altra zona della Regione Amhara e ad altri gruppi target. Il progetto, per cui è prevista una durata di 36 mesi, verrà implementato in coordinamento con: Women, Children and Youth Affairs Offices, HIV-AIDS Prevention and Control Offices e Labour and Social Affairs Offices. Saranno coinvolti anche gli attori locali i quali rappresentano un punto chiave per la mobilitazione della comunità e soprattutto per la gestione delle attività al termine del progetto.

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Prevenire lo sfruttamento di donne e ragazzi nel Distretto di Bagamoyo in Tanzania e affrontare la discriminazione della popolazione A Dicembre partirà un nuovo progetto nato dalla collaborazione tra CVM e APA (A Partnership with Africa), co-finanziato da Irish Aid, che interesserà la Zona di Kaffa in Etiopia ed il Distretto di Bagamoyo in Tanzania. L’obiettivo di questo progetto è quello di promuovere l’integrazione di gruppi esclusi ed emarginati e il loro accesso al rapido aumento della crescita economica di entrambi i paesi, puntando a raggiungere complessivamente 502.408 beneficiari. In Tanzania, l’avvio dei lavori del più grande porto africano sull’Oceano Indiano rischia di stravolgere il distretto di Bagamoyo e di aumentare le forti problematiche esistenti nel paese. Le autorità locali, infatti, non hanno formulato alcun piano strategico in grado di mitigare gli impatti sociali ed economici che i gruppi emarginati possono subire in seguito alla costruzione del porto. In particolare donne e ragazze potrebbero ritrovarsi in condizioni di subordinazione e negazione dei propri diritti; infatti, l’inizio dei lavori ha già portato a Bagamoyo un alto numero di lavoratori temporanei la cui pre-

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senza rischia di incentivare lo sfruttamento sessuale il quale contribuirebbe ad una maggior diffusione del virus dell’HIV e di altre malattie sessualmente trasmissibili. CVM si impegnerà a sensibilizzare e formare la comunità al fine di fornire servizi per i gruppi vulnerabili ed evitare comportamenti abusivi e discriminatori nei loro confronti. In Etiopia, il progetto punterà inoltre a migliorare le gravi condizioni in cui vive la minoranza etnica dei Menja, che costituisce il 10% della popolazione della Kaffa Zone. I Menja vivono in comunità isolate dai Gomero (popolazione non Menja), in quanto vengono esclusi e discriminati; non sono rappresentati negli uffici pubblici anche perché hanno un livello di istruzione basso o nullo. CVM si propone di coinvolgere questo gruppo emarginato, promuovendo la loro dignità attraverso la formazione e la possibilità di sviluppare le proprie competenze. Il progetto è maturato sulla già esistente collaborazione di CVM ed APA con le autorità locali, la società civile e le comunità sia dell’Etiopia che della Tanzania ed è stato ideato per rispondere alle esigenze delle popolazioni più a rischio nei confronti dei nuovi sviluppi dei Paesi attraverso: sostegno della giustizia sociale e dei diritti; potenziamento delle capacità e l’emancipazione economica per cogliere le opportunità finanziarie ed aumentarne l’integrazione sociale; e il rafforzamento delle capacità delle associazioni locali di lobby per i diritti dei gruppi vulnerabili all’interno delle comunità e strutture di governo.


Potenziamento del ruolo delle donne per acqua, igiene e sviluppo comunitario nella SNNPRS

(Southern Nations Nationalities and Peoples Regional State) Nel 2015 CVM porterà avanti anche un altro progetto in Etiopia, finanziato con i fondi del Ministero degli Affari Esteri, che mira a raggiungere complessivamente 240.098 beneficiari nell’arco di tre anni. Questo nuovo progetto punta a migliorare le condizioni di vita, la capacità di resilienza e la parità di genere delle popolazioni delle aree di intervento in cui si realizzerà (Wolayta Zone, Kembata Zone, Semen Ari Woreda, Besketo Special Woreda, Demba Gofa Woreda), aumentando la disponibilità di acqua pulita, migliorando le condizioni igienico-sanitarie e il ruolo sociale della donna attraverso un approccio sostenibile. In queste aree, i principali problemi per la popolazione non riguardano solamente la disponibilità di acqua potabile ma anche la presenza di ferro e fluoruro nell’acqua. Sono queste le principali sfide che CVM affronterà, garantendo alle comunità la possibilità di avere completo accesso all’acqua potabile.

L’elemento che attribuisce un valore aggiunto al progetto è senz’altro quello della donna, la quale risulta essere l’unica responsabile dell’approvvigionamento idrico, un compito che pesa sia sul suo corpo che sul tempo a disposizione. Per sopperire a questa situazione, tutte le attività del CVM mireranno a valorizzare il suo ruolo in ambito educativo-familiare e sociale e a facilitare le sue mansioni giornaliere. CVM porterà avanti questo progetto con l’aiuto del Vicariato Apostolico di Sodo, il quale da anni lavora con partner internazionali e locali nell’ambito della sanità, educazione e della promozione delle donne e che collabora con il CVM dal 2004 nell’approvvigionamento idrico e nel sostegno alla scolarizzazione. CVM si avvarrà anche della collaborazione di GMA – Gruppo Missionari Africa – e di Nadia Onlus che parteciperanno all’organizzazione, al coordinamento e al cofinanziamento del progetto.

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Nuovi rappresentanti “Mi chiamo Martina, paese Etiopia ho 30 anni e vengo da Dopo la laurea in e Tanzania Scienze Udine. Internazionali e Diplomati-

che, il mio interesse per i paesi in via di sviluppo mi ha portato a trascorrere vari anni in Africa, in Tunisia e Nigeria. In quest’ultimo paese ho avuto modo di collaborare con Apurimac Onlus e con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM/IOM). Gli anni trascorsi in Africa hanno contribuito significativamente alla mia crescita come essere umano, avverto perciò una forte spinta a restituire quanto mi é stato donato, impegnandomi per lo sviluppo non solo economico, ma anche sociale dei paesi a sud del mondo, e per rendere le loro popolazioni capaci di gestire autonomamente il proprio cammino. Gli aspetti di CVM che più mi hanno colpita sono la costante attenzione verso i poveri e i più vulnerabili, e il profondo rispetto per le culture locali. Il mestiere del volontario, infatti, non

viene visto come una mera carriera lavorativa, ma come una scelta di vita in cui si dona sé stessi agli altri. Spero che questa esperienza in Africa con CVM mi aiuti a sbocIl Direttore CVM, Marian Lambert, con Giacomo ciare sia come Spigarelli e Martina Cattaruzza durante il periodo essere umano, di formazione dei nuovi rappresentanti prima della loro partenza. sia come volontaria, e mi permetta di dare un contributo alla crescita di un continente che nel mio cuore occupa un posto speciale.” Martina Cattaruzza

Giacomo e Beatrice partono da formazioni ed esperienze pro- proccio umile, si prefigge l’o- “È nel momento in cui fessionali diverse ma spinti entrambi da motivazioni comuni. biettivo di contribuire al mi- si accetta, in cui si fa il Uno architetto, l’altra sociologa, approdano in Africa in momenti glioramento delle condizioni dono di sé, che si è sicuri differenti per poi incontrarsi proprio in Tanzania, dove Giacomo di vita dei più bisognosi e al della fede” Madre Teresa di Calcutta segue un progetto di elettrificazione rurale mentre a Beatrice raggiungimento della loro viene assegnata la responsabilità di seguire un progetto sulla dignità individuale e sociale. sicurezza alimentare. Le loro vite, incontrandosi, diventano il L’idea di far parte di una coseme per la nascita di una nuova famiglia: in Tanzania, infatti, munità fondata sul rispetto reciproco, sulla lotta all’insarà concepito il piccolo Michele. giustizie, sull’uguaglianza, ci fa ritrovare gli ideali fondamentali “La voglia di metterper affrontare questa esperienza e questo lavosi in discussione in ro. Fondamentale e sorprendente è stata l’accocontesti e culture difglienza nei nostri confronti e la valorizzazione del ferenti da quelle conostro nucleo familiare: sappiamo che la nostra famiglia è una piccola comunità e proveremo ad nosciute, il desiderio di fare un lavoro utile essere comunità nella comunità, sperando di non fine a se stesso portare un esempio positivo per chi con noi vivrà o al mero guadagno questo percorso di vita. Partiamo sereni e consapevoli di cosa ci aspetma conferendogli un vero e proprio valore ta, con qualche timore ma tantissima positività: sociale. Come farimettersi in gioco per un nuovo progetto, un miglia, affrontiamo nuovo ruolo per il quale impiegheremo tutta le questa nuova espenostre conoscenze ed esperienze che serviranno rienza consci che la a dare il meglio di noi stessi. Affrontiamo questo nostra è una scelta incarico con il cuore pieno di speranza e le enerBeatrice Mazzeo e Giacomo Spigarelli (nuovo rappresentante Tanzania) in un momento di relax con il figlio Michele. di vita: vorremmo gie necessarie per imparare quanto ancora non provare a trasmetteconosciamo. re a nostro figlio, i valori che ci hanno animato finora. Come Per descrivere la nostra migliore aspettativa ci aiutiamo prengenitori vorremo indicargli una via per provare a contribuire dendo spunto e ispirazione dalle parole di una poesia regalaall’arginamento delle ingiustizie sociali e alla lotta per il rag- taci in questi giorni come augurio di buona fortuna: “proteggi giungimento della dignità individuale. Vorremmo insegnargli te stesso e la tua famiglia ma non lasciarti imprigionare dallo che per far questo è importante essere preparati, conoscere, stretto spazio della famiglia. Una volta e per sempre adotta la addentrarsi nei problemi e lavorare giorno per giorno per esse- famiglia dell’umanità, sarai sicuro che non ti sentirai straniero re davvero utili agli altri. in nessun luogo del mondo…” Giacomo Spigarelli e Beatrice Mazzeo Abbiamo subito condiviso la mission di CVM, che con un ap-

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Incontro CVM-APA CVM e il suo partner irlandese APA - A Partnership with Africa si sono incontrati il 27 e 28 settembre c.a. nella sede del CVM - Comunità Volontari per il Mondo - di Porto S. Giorgio. All’incontro hanno partecipato per CVM il Presidente Paolo Padovani, il Direttore Marian Lambert, Attilio Ascani e la Responsabile dei progetti Marta Rogante. Mentre per APA sono intervenuti il Direttore Owen Lambert e la volontaria Jacinta Whelan rientrata da poco da una recente visita ai progetti in Tanzania ed Etiopia.

Inoltre, sempre dall’Irlanda, ci ha raggiunti il consulente esterno, il signor John Grindle, che ha condotto la valutazione esterna del progetto finanziato dal governo irlandese (Irish Aid), che vede CVM ed APA come partner. Nei due giorni intensi di meeting si è proceduto all’analisi della valutazione del progetto in conclusione (Progetto per la promozione delle comunità e delle associazioni locali in Etiopia e in Tanzania) e alla programmazione per la strategia triennale 2015-2017 delle due associazioni. CVM e APA confermano il proprio impegno a continuare ad affrontare i problemi che riguardano i settori più deboli della società africana - i bambini, le donne, le housemaids (lavoratrici domestiche), le barworkers (cameriere) e a promuovere l’educazione delle ragazze e il sostegno economico per le donne, continuando sempre ad intervenire per garantire acqua

Da sinistra: John Grindle, Jacinta Whelan, Marian Lambert, Paolo Padovani, Attilio Ascani, Owen Lambert.

potabile alla popolazione.

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C’è acqua per tutti Vivere senza acqua non è facile. Basta fermarsi un attimo a pensare a come sarebbe la nostra vita senza. Lo sanno bene le donne di Gurmola Addisa quanto sia difficile. La mancanza di acqua si vede ovunque, in ufficio a Soddo va via spessissimo, qui intorno la vanno a prendere almeno una volta al giorno. Chi si occupa di farlo sono le donne che quotidianamente camminano per ore con in spalla una gerica da 20 litri, e tra le mani altre due più piccole oppure di uguale dimensione. A seguito hanno i loro figli che, rinuncian-

i loro racconti. Stupiva ascoltarle perché parlavano dei loro viaggi quotidiani alla ricerca dell’acqua come noi parleremmo di una passeggiata in centro, è routine. Non erano lamentele, non erano sofferenze, erano racconti. Sembrava si fossero accorte da poco di come la vita possa cambiare se prendere l’acqua non è più un lavoro ed averla diventa un diritto. Ci hanno raccontato di come sia bello avere del tempo libero, di come bevono non appena arriva la sete, di come riescono senza problemi ad avere acqua a sufficienza per lavare i panni o per la propria igiene personale, di come i 9 mesi di estate non siano più un angosciante problema. Ci raccontavano che adulti e bambini hanno smesso di aver frequenti mal di pancia ed erano gioiose nel dire che i figli del Kebele ora vanno a scuola, perché il loro aiuto non è più necessario. È stato bello ascoltare di quanto è buona ed è tanta l’acqua ora. Prima avere tanta acqua era una cosa per pochi, per ricchi, perché non è facile trasportare kili e kili di taniche d’acqua per kilometri, quindi quando si aveva la possibilità, venivano affittati carri ed asini. Questo aveva un costo: 2 birr a tanica, calcolando che al minimo servono 2/3 taniCristina e Marco con la Comunità di Kara, dove CVM inizierà un nuovo progetto in aiuto alla popolazione rurale. che a famiglia sono 6 Birr (25 centesimi di euro) al giorno. do alla propria educazione per aiutare le mamme, si Sembrano pochi, ma 180 birr al mese per una famiglia caricano pesi sulla schiena: se sono fortunati bottiglie di contadini senza entrate certe oppure di operai con da 2 litri altrimenti geriche anche loro. Camminano e uno stipendio medio di circa 800 birr (30 euro), sono camminano per raggiungere il punto di raccolta d’ac- davvero troppi. Ora una tanica di acqua la pagano 20 qua più vicino. Può essere un pozzo, un impianto mo- centesimi di Birr, destinati alla gestione dell’impianto torizzato o semplicemente un fiumiciattolo, qualunque e, quindi, alla loro stessa gente che viene formata per sia la meta, loro camminano, sembrano instancabili. gestirlo. Per Gurmola Addisa e con lei tante altre kebeL’acqua che riportano a casa non viene usata per la le del Wolayta nel quale il CVM lavora da 37 anni, è un propria igiene, perché acqua è vita e quando è poca si nuovo tempo: è il tempo di comprare cibo e vestiti, di pensa solo ad usarla per bere o cucinare. Ricordiamo star bene e di curarsi, di avere dei risparmi... è il tempo le parole di Amarech e Sheghidu del Kebele riguardo di avere una vita migliore. la loro vita dopo la costruzione da parte del CVM dei 9 Cristina Toppo punti di raccolta d’acqua a pochi minuti da casa loro, Marco Angelucci i loro visi, le loro mani, i loro vesiti puliti a testimoniare Volontari Servizio Civile in Etiopia

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Da due anni CVM organizza corsi di inglese in collaborazione con il suo partner APA (A Partnership with Africa) che ha fornito contatti di insegnanti madrelingua irlandesi disposti ad offrire il proprio tempo. La causa è molto importante, infatti coloro che decidono di partecipare a questi corsi, in prima persona o mandando i propri figli, non solo imparano le basi di una nuova lingua o ne rinfrescano l’uso, ma aiutano i bambini dell’Etiopia ad andare a scuola o a riprendere gli studi interrotti. Le lezioni di inglese pensate in questo modo risultano completamente differenti, in quanto principalmente costituiscono un modo costruttivo e divertente di coinvolgere le persone e sensibilizzarle sulle problematiche che riguardano le condizioni di vita in Etiopia. Nel 2014 si sono susseguite due edizioni di “English 4 Two!”, una estiva e una autunnale. Come gli altri anni, i cor-

Alcuni ragazzi alle prese con regole, canti e poesie durante il corso di inglese tenutosi quest’estate nel palazzo storico di Monsampolo.

si estivi si sono tenuti in varie città: Porto San Giorgio, Monsampolo del Tronto, Porto Sant’Elpidio e Cupramarittima. In autunno, invece, il corso si è tenuto a fine ottobre nella sede del CVM a Porto San Giorgio, coinvolgendo sia ragazzi che adulti con differenti livelli di inglese (base e intermedio).

Il Direttore, Marian Lambert, insieme allo staff CVM e all’insegnante irlandese, Mike Forde.

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VIII Edizione del Seminario Nazionale di Educazione Interculturale Quasi 200 persone, provenienti da tutta Italia e da cinque paesi europei, hanno partecipato all’VIII Seminario Nazionale di Educazione Interculturale dal titolo “Verso un nuovo umanesimo attraverso la revisione dei curricoli scolastici europei” svoltosi a Senigallia lo scorso settembre. Le tre giornate di lavoro si sono focalizzate sulla riflessione sulla modalità di avviare i giovani verso un Nuovo Umanesimo Cosmopolita, promuovendo la scuola come primo luogo di formazione. Al seminario hanno preso parte numerosi ricercatori di fama internazionale, i quali hanno promosso una visione meno etnocentrica dell’individuo e più cosmopolita. Christian Grataloup, dell’UniversiDa sinistra: Catia Brunelli (Università di Urbino e formatrice CVM), Vincenzo Varagona (Giornalità di Parigi, con la sua relazione “Il sta RAI 3), Antonio Brusa (Università di Bari), Christian Grataloup (Università di Parigi VII Denis profondo rinnovamento culturale Diderot). in un mondo globalizzato” ha decolonizzato le menti dei presenti con la dimostrazione che Catia Brunelli dell’Università di Urbino ha affrontato il i concetti sociali usati nella nostra cultura occidentale tema “A come, Alimentazione e … non solo” per presono ormai messi in discussione dall’interconnessione sentare un’UdA interdisciplinare da tradurre in attività didel Mondo. In un mondo globalizzato non è più sosteni- dattica seguendo i principi innovativi della revisione curbile una rappresentazione etnocentrica ed è necessario ricolare. Nella scelta dei contenuti il criterio di riferimento guardare la realtà con lenti diverse analizzando il passato è stato infatti quello di privilegiare tutti gli approfondiper trovare le trame utili a costruire un presente e un fu- menti che favoriscono una riflessione di ordine etico e turo a prova dell’attuale globalizzazione. un cambiamento in senso pro-sociale e pro-ambientale del suo comportamento dettato dal testo Linee guida per la costruzione di unità di apprendimento. Antonio Brusa dell’Università di Bari ha presentato “Le migrazioni” affrontando la decostruzione dei cinque stereotipi comunemente più diffusi sulla migrazione. Sulla base di argomentazioni inconfutabili sono stati smontati ad uno ad uno i tarli dell’immaginario collettivo che alimentano il razzismo ed impediscono di capire che l’uomo per sua natura è migrante.

Alcuni partecipanti al seminario durante la mattinata del 6 settembre all’Auditorium Chiesa dei Cancelli di Senigallia.

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Andrea Fumagalli dell’Università di Pavia nella sua relazione “Le crisi del ‘900” ha presentato i due principali approcci allo studio dell’economia politica, fra loro alternativi e non compatibili, che hanno caratterizzato il dibattito economico contemporaneo. Di qui la consapevolezza che non esiste una teoria di validità universale in grado di spiegare il funzionamento di tutti i sistemi


economici, questa relatività sembra oggi favorire l’uscita dalla accettazione fatalistica dell’esistente e aprire la via del cambiamento del sistema.

dei curricoli e delle nuove metodologie didattiche ad un tavolo di osservatori qualifiRoberto Mancini dell’Università di Macerata con le sue cati quali il direttore Focsiv, riflessioni su “La riforma della scuola” ha evidenziato l’Assessore all’Istruzione della l’urgenza di una svolta spirituale in quanto l’attuale è Regione Marche e i rappresentanti una crisi non tanto economica dell’Educazione quanto di civiltà, di valori, di dedi Austria e Repubblica Ceca. “L’attività di Educazione allo Sviluppo mocrazia. L’etica per una società Tutti hanno mostrato interesse mira a formare ed educare i cittadini e una scuola rinnovate ci dà un verso le proposte del progetto alla globalità, alla bellezza oltre che alla criterio per coabitare il mondo europeo Critical review of the necessità di essere cittadini del mondo; senza distruggerlo e senza dihistorical and social disciplines educa soprattutto giovani e insegnanti struggerci. Il primo grande pasfora formal education suited to all’integrazione, alla solidarietà e allo so per questa nuova concezione the global society, evidenziando del mondo è superare la rassela convinzione che la scuola può sviluppo sostenibile.” gnazione e l’appiattimento sul essere elemento rigeneratore Gioia Santarelli grigio presente. L’educatore è di questa società in profonda Servizio Civile Regionale sempre quello che propone il trasformazione. cambiamento e assume una distanza critica per avviare i giovani a recuperare il senso della Le Case Editrici Mondadori, Loevita. Allora educare è risvegliare e nutrire l’umanità di scher, BBN - introdotte da Giovanni ciascuno, perché possa svilupparsi nel modo più poeti- Vinciguerra (Direttore Tuttoscuola) – si sono dichiarate co e originale, è liberare le persone e la loro capacità di disponibili ad una collaborazione e ad una presa visione amare, è mettere le nuove generazioni nella condizione delle “buone pratiche” presentate nei workshop del Semigliore per rinnovare il mondo. La Riforma deve essere minario, che nei tre giorni di studio ha visto l’alternarsi di il frutto di un processo democratico che deve coinvolgere laboratori didattici atti a tradurre nella pratica del contestudenti, famiglie, associazioni territoriali. sto d’aula le riflessioni della Ricerca Scientifica avanzata. Mario Comoglio dell’Università Pontificia Salesiana ha illustrato “La didattica interattiva nel contesto di aula” evidenziando come le varie forme di dialogo rappresentano elementi di interazione. Con la didattica interattiva molto coinvolgente, gli studenti hanno l’opportunità di esprimere le proprie comprensioni e incomprensioni; possono porre domande ed esplorare idee senza essere immediatamente valutate come “sbagliate” o “giuste” dall’insegnante. Il dialogo potrebbe anche promuovere un vero sviluppo mentale degli studenti. Ipotizzare, porsi domande, argomentare, confrontarsi, dedurre, astrarre educano a un “atteggiamento riflessivo”; aiutano a diventare più capaci di valutare le possibili strategie di problem solving in modo critico, di monitorare e di regolare il proprio modo di risolvere problemi quando successivamente si fa un compito per conto proprio. Italo Fiorin, coordinatore del CSN sulle Nuove Indicazioni Nazionali ha portato l’attenzione della rivisitazione

Giovanna Cipollari

Da sinistra: Marco Luchetti (Assessore all’istruzione, al lavoro e alla formazione della Regione Marche), Italo Fiorin (Coordinatore del CSN sulle Nuove Indicazioni Ministeriali), Annamaria Donnarumma (Rappresentante legale PRO.DO.CS), Michala Bernkopfová (Ministero dell’Educazione della Repubblica Ceca), Ingrid Wagner (Docente universitaria) e Attilio Ascani (Direttore FOCSIV).

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Tangram Festival: nuove dinamiche di attivismo giovanile Giunto alla sua IV edizione il Tangram Festival – promosso dal Tief – si è rivelato ancora una volta un successo. Si tratta di un evento culturale piacevolmente seguito dai giovani della provincia di Fermo che con la loro attiva partecipazione hanno permesso al Tief di raggiungere una quota di 1000€. La priorità del festival, infatti, è la raccolta fondi: tutto il ricavato ottenuto dai banchetti dell’artigianato presenti in loco e dagli stand gastronomici viene devoluto al CVM e contribuisce ogni anno a finanziare i progetti di approvvigionamento idrico in Etiopia portati avanti da Comunità Volontari per il Mondo. Il Tangram è un festival che affronta con serietà temi molto importanti e si propone non solo come un momenPresentazione dei partner e delle attività relative al progetto “Tangram: mosaico di convivenza” alle Piccole Cisterne Romane, a Fermo. to di ri“Il mezzo può essere paragonato flessione settembre e il tema portante era molto delicato: la difficola un seme, il fine a un albero; e tra – dando mezzo e fine vi è esattamente lo la possibilità ai tà della convivenza tra culture diverse, dell’integrazione stesso inviolabile nesso che c’è tra partecipanti di che non può esistere senza conoscenza. Il tema è stato seme e albero. “ avvicinarsi ai affrontato anche grazie alla mostra di Simona Hassan, “I Ghandi temi affronta- prati di Caprara”, l’incontro con On the Road Onlus e la ti avviando un proiezione di EU13 – L’ultima Frontiera, con la presenza processo di sen- dell’autrice Raffaella Cosentino. sibilizzazione – ma Il Tief è una onlus giovanile nata nell’agosto 2009 che fa del volontariato e dell’impegno sociale la propria bandieanche e soprattutto come un’occasione di condivisione e divertimento, grazie an- ra; racchiude in sé l’entusiasmo delle nuove generazioni per un nuovo modo di agire e di partecipare all’interno che ai concerti che allietano le serate del festival. Quest’anno, il Tangram Festival ha avuto luogo dal 3 al 7 della società, un modus operandi incentrato sulla solidarietà, sulla gratuità del servizio, sulla multiculturalità e sull’integrazione. Da anni opera a livello locale e si impegna a conoscere gli interessi e le priorità dei giovani della provincia di Fermo. Quest’anno, con la collaborazione di cinque soggetti partner (CVM, LumbeLumbe, ArTime, Smilax Nova e la Provincia di Fermo), ha portato avanti un progetto finanziato dalla Regione Marche dal titolo “Tangram: mosaico di convivenza”, che ha visto la sua conclusione nella IV edizione del Tangram Festival.

Il concerto di Nicolò Carnesi, tenutosi sabato 6 settembre 2014, nel corso del Tangram Festival.

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Per seguire i progetti e le attività del Tief: Blog: terraimpegnoefuturo.blogspot.it Facebook: www.facebook.com/TangramFestival


Il posto di donne e bambini Il Sud Sudan è l’ultimo stato nato da mamma Africa. Non tutti lo conoscono, pochi ne parlano. Il Sud Sudan è diventato indipendente dal Sudan il 9 luglio 2011, quando il 98,83% della popolazione ha detto sì al referendum di autodeterminazione dopo 20 anni di guerra civile. Dalla firma del CPA (Comprehensive Peace Agreement) del 2005 all’indipendenza del 2011 il paese ha vissuto diversi momenti critici che hanno portato ad un inasprimento delle tensioni e delle divisioni interne al Movimento di liberazione del Sud Sudan (SPLM). Nel dicembre 2013 una nuova crisi esplode aggiungendo connotazioni etniche al conflitto politico in corso. Ad oggi sono stati firmati 2 accordi per il cessate il fuoco, ripetutamente violati e più volte non rispettati. Nonostante le trattative di pace in corso, continuano gli scontri tra SPLM e il SPLM – IO (in opposizione) che hanno trascinato il paese in una drammatica guerra civile e una difficile emergenza umanitaria. 1.100.000 sono gli sfollati interni, di cui 100.000 donne e bambini, ai quali si aggiungono 220,000 rifugiati sudanesi provenienti dalle zone in conflitto con il governo centrale di Khartoum. 401,800 sono i profughi nei paesi confinanti, in particolare molto numerosi in Etiopia. Il Sud Sudan si ritrova ora senza risorse alimentari e con un’epidemia di colera in corso che ha colpito 6,139 persone. Circa un milione di bambini hanno perso il proprio diritto di andare a scuola e secondo le stime dell’UNICEF, da dicembre ad oggi, circa 9000 bambini sono stati arruolati come soldati, alcuni di loro perfino troppo giovani e piccoli per essere capaci di tenere un fucile in mano. Molto difficile per le bambine frequentare la scuola: la presenza di bambine nella scuola primaria è di un rapporto 1 a 6

con i loro coetanei di sesso maschile e molte di loro che sono a scuola hanno un’età superiore rispetto a quella corrispondente della classe frequentata. In molti gruppi etnici, infatti, le ragazze si sposano molto presto e altrettanto presto arrivano le prime gravidanze. La legge permette alle ragazze incinte di proseguire gli studi, ma il più delle volte sono proprio le famiglie che decidono di non continuare a sostenerle. Se il marito è d’accordo, possono continuare la loro istruzione, altrimenti restano a casa. Stupri e conseguenti gravidanze indesiderate rappresentano anche questi un modo per regolare i conti tra famiglie rivali che spesso si fronteggiano per l’occupazione dei pascoli e razzie di capi di bestiame In questo contesto militarizzato, le donne e le bambine diventano il target di un consistente uso della violenza sessuale come strategia di guerra. Il conflitto in corso, le strutture sociali e retaggi culturali costringono le donne e i bambini a combattere per la propria esistenza, una lotta in cui devono cercare di evitare pericoli, violenze, fame e imporre la propria voce in una società che troppe volte li lascia in disparte e non prende le loro difese. Sono loro che vagano da un posto all’altro, con poche cose raccolte in sacchi di stoffa o juta portati sulla testa, alla ricerca di una vita normale, di un po’ di pace, dove i bambini possano essere semplicemente bambini e le donne possano esprimersi per quel che sono e far risplendere il loro valore senza alcuna paura. Daniela Biocca Ex rappresentante Paese Tanzania

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Gonne e sciarpe dai mille colori Gonne e sciarpe dai mille colori, infradito o ballerine di plastica, vanno in giro ridendo tra di loro, complici, a volte a piedi scalzi ti passano accanto, portando enormi pesi sulla schiena…spesso setacciano i cereali: preparano il pane, l’injera, la tella, ricamano motivi geometrici variopinti per decorare cuscini e copriletto delle loro modeste case, lavano a mano i panni ed i piatti, sistemano tutto l’occorrente, si siedono e sciacquano, tostano, macinano, distribuiscono in modo casuale erba per terra e preparano il caffè...fanno tutto con una pazienza che io non avrò mai. Qui in Etiopia, se sei una donna, sai che la tua giornata sarà scandita da una serie di attività che ti occuperanno un’infinità di tempo; tutte attività che in un paese diverso potrebbero essere svolte da macchine senza fare fatica e al triplo della velocità...ma non importa, loro, le donne etiopi, svolgono tutto con calma e serenità. Io posso provare ad imparare qualcosa ed impacciatamente a copiarle, consapevole del fatto che il mio periodo di permanenza qui sarà molto breve. Le ragazze che incontro tramite il CVM sono perlopiù barworkers e housemaids. Non sono molto diverse dalle altre: le prime oltre a preparare il caffè in minuscoli stanzini o a lavorare come cameriere nei bar, arrotondano la loro misera paga concedendosi ai clienti la sera, dopo il lavoro; le seconde svolgono ogni tipo di lavoro domestico nelle case degli altri spesso per uno stipendio, se così si può definire, praticamente inesistente. Ho l’impressione che fino a qualche anno fa queste donne ignorassero di poter chiedere e quindi di poter ottenere dei diritti; che non sapessero che la loro salute è a rischio e che perciò deve essere protetta, prima di tutto da loro stesse e di conseguenza da chi gli sta accanto; che non ritenessero che il loro è un vero e proprio lavoro e che, come tale, deve essere riconosciuto, regolamentato e soprattutto ricompensato nella giusta misura. In questi anni CVM ha fatto loro sapere che sì, in quanto donne, sono più vulnerabili sotto molti punti di vista, ma anche che allo stesso tempo possono essere estremamente forti e

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combattive, capaci, se vogliono, di cambiare in meglio il loro futuro. E loro piano piano, giorno per giorno, con l’aiuto di CVM lo stanno facendo; hanno unito le forze e si stanno impegnando a crescere, ad informarsi, a proteggere la loro salute, il loro futuro e la loro dignità. Hanno imparato ad esprimere e a far valere la loro opinione, a non lasciarsi sopraffare dal pensiero che “se fino ad ora è andata così, vuol dire che è così che deve andare” . Anche quelle che non sono mai andate a scuola ora non si tirano più indietro; vi sorprenderebbe, come ha sorpreso me, vederle commentare o replicare ad un’opinione espressa da un rappresentante governativo, nel dire che no, il sostegno che ricevono dal governo non è affatto sufficiente, che vogliono essere ascoltate, capite ed aiutate di più. Quando le incontro durante i vari workshops che CVM organizza per loro a Fenot Selam, Bahar Dar o qui ad Injibara molte portano con sé i bambini non sapendo a chi lasciarli, ed ogni tanto mentre ne osservo qualcuna alzare la mano ed esprime la propria opinione scorgo una testolina spuntare dal bracciolo della poltrona: è il momento dell’allattamento, che va avanti nonostante tutto. Provo forza e tenerezza nel vedere che in quel momento riescono a convivere nello stesso istante due figure: quella della tradizionale mamma che allatta e quella della nuova donna più sicura di sé e di ciò che vuole. Una di loro, mentre mi passa accanto mi fa un energico “buffetto” sulla guancia e si bacia la mano con la quale mi ha toccata. Non colgo il significato, e con un’espressione un po’ sorpresa le sorrido. “È un modo per dirti che le piaci!” mi dice Amarech quando le chiedo una spiegazione per quello che è accaduto. Ecco, in questo momento vorrei ringraziarle una per una, facendo un “buffetto” immaginario ad ognuna di loro per esprimere quanto l’averle incontrate mi abbia emozionato e fatto riflettere e quanta forza mi abbiano trasmesso nel ricordarmi che bisogna sempre lottare per ciò che è giusto e per ciò in cui crediamo. Elisa Rancati Volontaria CVM in Etiopia


Il diritto al cibo è uno dei diritti umani fondamen- fame, affinché questa voce diventi un ruggito in tali, riconosciuto dalla Dichiarazione Universale grado di scuotere il mondo». dei Diritti dell’Uomo del 1948. Per garantire que- Punto di forza dell’iniziativa è la dimensione losto diritto, è necessario assicurare la disponibili- cale dell’azione grazie al coinvolgimento di orgatà del cibo, la sua accessibilità e la sua adegua- nismi, associazioni, gruppi e scuole che nei singotezza, sia dal punto di vista nutrizionale che da li territori si rendono protagonisti di iniziative per un punto di vista sociale e culturale. approfondire la conoscenza delle questioni della Purtroppo, nel mondo assistiamo ad una disu- fame e della crisi e per tradurla in impegno soguaglianza e ad uno squilibrio costantemente ciale e politico. Per questo motivo CVM e Caritas in aumento: ad oggi, nonostante la popolazione di Fano si sono fatti promotori della Campagna mondiale ammonti a 7 miliardi di persone, pro- nella Regione Marche. duciamo cibo per 12 miliardi di persone, eppure La campagna ha visto il delinearsi di una rete sul 842 milioni si trovano in situazioni di carenza. territorio che comprende Caritas Marche, l’UniverLe cause di questa situazione devono ricercarsi in sità della Pace, CSV Marche, Marche solidali COM, scelte politiche dannose e sconsiderate, nei mo- la Rete di associazioni che organizzano la Festa dei delli di produzione, nel commercio, nel consumo. popoli (Pesaro), TIEF, ACLI Pesaro - Urbino, L’Africa “Una sola famiglia, cibo per tutti: è compito nostro” è il titolo della campagna nazionale di sensibilizzazione e formazione elaborata dagli organismi, dalle associazioni e dai movimenti cattolici italiani, a partire da Caritas Italiana e FOCSIV, per rispondere unitariamente all’appello del Papa «a dare voce a tutte le persone che soffrono si- Il vescovo della Diocesi di Soddo con Attilio Ascani durante la presentazione della Campagna all’Assemblea dei Soci, lenziosamente la nella sede CVM di Porto San Giorgio.

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Chiama, AGESCI – Settore PNS, MASCI, Mondo Solidale. Sono state proposte anche iniziative di informazione e sensibilizzazione sul territorio marchigiano, da parte di tutte le associazioni aderenti. In particolare nel 2014 il CVM ha promosso direttamente e in collaborazione con la Caritas di Fano tre iniziative: - Porto San Giorgio - maggio: Presentazione della Campagna all’Assemblea dei Soci e approfondimento sul tema del Diritto al Cibo con la presenza dei Vescovi delle Diocesi di Soddo e Jimma in Etiopia; - Loreto - giugno: Lancio della Campagna e presentazione del kit didattico al “Centro Giovanni Paolo II” di Montorso (Loreto); - Fano - settembre: Realizzazione di un laboratorio didattico alla Fiera della Sostenibilità a Fano; - Torre San Patrizio - ottobre: Giornata di formazione e animazione presso l’ufficio CVM di Porto San Giorgio in collaborazione con la Parrocchia di Torre San Patrizio. Inoltre, la Caritas della diocesi di San Benedetto del Tronto, in collaborazione con FOCSIV e CVM, ha programmato un evento nell’ambito della

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“Maestro, fa’ che io non cerchi tanto di essere consolato, quanto di consolare; di essere compreso, quanto di comprendere; di essere amato, quanto di amare. Perché è dando, che si riceve; perdonando, che si è perdonati…”

San Francesco di Assisi

Campagna da tenersi a novembre per promuovere un’analisi delle prospettive europee sulla tematica del cibo. Trovate tutte le informazioni e il materiale sulla Campagna sul sito www.cibopertutti.it.


Le Bomboniere solidali di CVM Con una scelta controcorrente, si può festeggiare e ricordare un giorno importante regalando qualcosa di speciale, qualcosa che può cambiare la vita di tante persone e attraverso cui si può comunicare la nostra scelta di stare dalla parte degli ultimi. Sono tante infatti le occasioni di festa che scandiscono il ritmo della nostra vita (il matrimonio, l’arrivo di un figlio, la Comunione, la Cresima, la Laurea e altre occasioni importanti): perché non trasformare questi momenti in atti di solidarietà? CVM propone tante idee diverse che possono essere personalizzate a seconda delle vostre esigenze, ma sono tutte contraddistinte da un unico scopo: regalare la speranza di un futuro migliore!

“Partecipiamo troppo spesso alla globalizzazione dell’indifferenza, cerchiamo invece di vivere una solidarietà globale”

Papa Francesco

Scopri le Nostre Proposte! - Pergamene - Pergamene + confetti - Segnalibri - Animali in pietra tanzaniani - Cestini etiopi

- Lista Nozze: se in occasione del vostro matrimonio volete compiere un ulteriore atto di

amore e condivisione, potete scegliere una lista nozze solidale: scegliete un progetto da sostenere e CVM vi aiuterà a comunicarlo ai vostri parenti ed amici, che potranno così scegliere di destinare la quota del regalo ai progetti di approvvigionamento idrico, sostegno scolastico, microcredito...

Le possibilità sono tante…vieni a scoprirle!

CVM Porto S. Giorgio: v.le delle Regioni, 6 - 63822 Tel: 0734/674832 - cvmap@cvm.an.it Sito: www.cvm.an.it • Fb: Comunità Volontari Mondo

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CVM Bilancio Economico 2013 Il Bilancio dell’Associazione per l’anno 2013 chiude, nel Conto Economico, con contributi e proventi pari a Euro 1.409.871,15 e costi pari a Euro 1.401.955,50 evidenziando un saldo attivo d’esercizio di Euro 7.915,65. Lo Stato Patrimoniale evidenzia un totale di attività pari a Euro 696.647,00 e un totale di passività di Euro 688.731,35.

PROGETTI IN ETIOPIA E IN TANZANIA ACQUA • Nel 2013 CVM, coinvolgendo anche la popolazione locale, ha portato acqua in Etiopia a 19.395 persone captando 12 sorgenti, scavando 3 pozzi e costruendo 5 acquedotti. Insieme alla comunità, abbiamo migliorato le condizioni sanitarie di due carceri costruendo 2 impianti biogas, 744

PROVENTI 2013 Privati Enti Pubblici Nazionali EU Enti locali Altri Enti

344.638,91 318.888,03 60.831,38 99.531,43 585.981,40

24,44% 22,62% 4,31% 7,06% 41,56%

TOTALE RICAVI

1.409.871,15 100%

ATTIVITA’ CONCLUSE NEL 2013 Grazie alle donazioni ricevute da privati (344.638,91), CVM ha portato avanti nel 2013 tantissime attività sia nell’ambito dei progetti in Etiopia e in Tanzania, sia per quanto riguarda il settore dell’Educazione allo Sviluppo (EAS), in Italia. PROVENTI 2013

persone sono state formate (56% donne) 362 famiglie incoraggiate a dotarsi di latrine. Sono state sostenute 144 donne nella costituzione di 8 cooperative per il microcredito e la nascita di orti sociali in 13 comunità. DONNE • In Tanzania e in Etiopia, 1.536 donne sono state coinvolte in attività sui diritti umani, controllo e prevenzione HIV/AIDS, microcredito e questioni di genere; sono state costituite 3 nuove associazioni e rafforzate 17 già esistenti. MICROCREDITO • Le attività di formazione e microcredito hanno coinvolto 329 persone sieropositive e 11 associazioni di persone sieropositive sono state rafforzate. BAMBINI ORFANI • 2.821 bambini orfani e vulnerabili in Etiopia sono stati aiutati con programmi di riunificazione familiare, supporto scolastico e sostegno psicologico.

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GIOVANI - EDUCAZIONE • I ragazzi più grandi hanno partecipato a corsi di formazione professionale e hanno avviato attività generatrici di reddito. • 958 studenti si sono attivati in educazione alla pari, sensibilizzazione e informazione su HIV/AIDS e 5 ragazze tanzaniane hanno potuto frequentare l’università. DIRITTI DELLE DONNE • 584 funzionari pubblici, poliziotti, magistrati e 752 persone influenti della società civile hanno partecipato a seminari di formazione, aggiornamento e informazione sulle problematiche dei gruppi vulnerabili in Etiopia e Tanzania mobilitandosi per spostare l’attenzione dell’agenda politica e delle comunità su questi temi. Sono state sostenute 8 associazioni in difesa dei gruppi vulnerabili.

PROGETTI IN ITALIA EAS - EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO • Un totale di 1089 insegnanti sono stati formati sulla Revisione dei curricoli scolastici (854 nella Regione Marche e 235 fuori). 14 insegnanti in 6 scuole della provincia di Ancona hanno promosso laboratori sui temi dell’educazione alla mondialità e 1400 studenti vi hanno partecipato. • In seguito al Percorso formativo di avvicinamento al volontariato nazionale e internazionale “Io sono volontario. E tu?” è stata facilitata un’esperienza di volontariato per 8 volontari. • Nell’ambito del Progetto “IO…LAVORO!”, svol-

COSTI PER ATTIVITA’ 2013 Struttura in Italia Progetti EAS Promozione Programmi Etiopia e Tanzania Oneri straordinari

236.097,20 93.334,35 88.263,93 979.070,23 5.189,79

16,75% 6,62% 6,26% 69,44% 0,37%

TOTALE COSTI

1.401.955,50 100%

INFORMAZIONE • 34.655 copie di newsletter, bollettini per giovani, pannelli permanenti e brochure su questioni di genere sono stati distribuiti nei due paesi per facilitare la diffusione di informazioni su questi temi. In Tanzania sono stati organizzate 32 postazioni di test e counseling HIV. COSTI PER ATTIVITÀ 2013

tosi in Abruzzo, è stato organizzato un corso di formazione gratuito sui temi fondamentali per lo svolgimento del lavoro di cura per gli anziani, a cui hanno partecipato 94 badanti. Sul territorio provinciale sono stati attivati 10 gruppi di auto mutuo aiuto nei principali centri della provincia e nelle sedi delle principali realtà associative che aderiscono alla rete. SENSIBILIZZAZIONE • 2.150 tra studenti ed educatori e 300 persone hanno partecipato alle nostre iniziative di sensibilizzazione che riguardano il tema della migrazione e dell’intercultura e dell’Educazione allo Sviluppo (laboratori e corsi di formazione).

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Unisciti a noi... Diventa Volontario! Banchetti informativi e mercatini: abbiamo bisogno di volontari che ci aiutino durante le sagre, fiere, concerti, feste in piazza a vendere i nostri prodotti del commercio equo e solidale.

“Abbiate cura della creazione. Ma soprattutto prendetevi cura delle persone che non hanno il necessario per vivere” Papa Francesco

Servizio Civile Regionale, Nazionale ed Europeo:

CVM è Ente accreditato, perciò è possibile svolgere un periodo di volontariato (dai 6 ai 12 mesi) in Italia o in una delle sedi dei nostri progetti, in Etiopia o Tanzania.

Stage e/o tirocini pre-laurea: CVM può inserire l’aspirante volontario nelle proprie attività in base al percorso formativo intrapreso.

Viaggi di approfondimento di conoscenza dell’Africa:

esperienze di 2/3 settimane nelle aree di progetto CVM in cui il volontario ha la possibilità di conoscere da vicino le attività e il contesto.

Sei un insegnante e conosci CVM? Fai passaparola tra i tuoi colleghi sui nostri laboratori di Educazione Interculturale!

Sei un imprenditore? Fai una donazione oppure acquista i nostri prodotti per i tuoi dipendenti e contribuisci a un futuro migliore!

Dona ora!

Sostieni in maniera continuativa i nostri progetti nel Sud del mondo, chiamaci allo 0734 674832

Seguici su facebook, twitter e blog! Diffondi le nostre iniziative e unisciti alla nostra grande comunita’! Nella prossima dichiarazione dei redditi destina il “5 per 1000” dell’imposta sul tuo reddito al CVM, Comunità Volontari per il Mondo, ONG che da oltre 30 anni opera in Africa. Inserisci la tua firma e il Codice Fiscale del CVM nello spazio riservato al sostegno delle organizzazioni non lucrative.

C.F. 00316140433 www.cvm.an.it Porto San Giorgio

Viale delle Regioni, 6 - 63822 (FM) Tel/Fax 0734/674832 cvmap@cvm.an.it

Ancona

“L’umiltà non è la capacità di abbassarsi per compiacere qualcuno. È camminare accanto a questo qualcuno, con piacere! Perché abbassarsi per una, due, tre volte è facile. Più impegnativo fare l’intera strada” Livia Cassemiro

Piazza Santa Maria, 4 - 60121 (AN) Tel 071/202074 cvm@cvm.an.it


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