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2016
gennaio-marzo
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volume 10
Trimestrale del Centro di Riferimento Oncologico Istituto Nazionale Tumori - IRCCS Via Franco Gallini 2, Aviano (PN) 0434 659111 www.cro.it
Direttore Responsabile Paolo De Paoli dirscienti@cro.it Comitato di redazione Renato Cannizzaro Valter Gattei Francesca Lollo Maurizio Mascarin Paola Spessotto Michele Spina Nicoletta Suter Ivana Truccolo Redazione-Editing Francesca Lollo cronews@cro.it Progetto Grafico Riccardo Bianchet Hanno inoltre collaborato Gustavo Baldassarre Barbara Belletti Valentina Crusi Luigino Dal Maso Riccardo Dolcetti Lucia Fratino Ermes Mestroni Rosanna Sironi Ennia Visentin In copertina Facciata Museo dell’Arte e della Civiltà Contadina di Andreis (pn). Meridiana a tempo vero solare sui testi di una poesia di Federico Tavan. Realizzazione di Ennia Visentin. Fotografata da Annamaria Mariutto. Stampa Tipografia Sartor Srl - Pordenone Iscrizione al Registro del Tribunale di Pordenone n° 545/06 © Tutti i diritti sono riservati: è vietata la riproduzione, anche parziale, di qualsiasi testo o immagine.
in questo numero Perle del territorio 2 Le meridiane Notizie 4 Incontri con l’esperto: il carcinoma della prostata 6 L’informazione brevettuale: incontro con l’esperto del servizio patlib 7 L’ Associazione Netval incontra i ricercatori del cro Parliamo di... 9 Sicurezza Innovazione e Ricerca 12 Nuovi e più efficienti farmaci cellulari sviluppati dal cro Innovazione e Ricerca 14 Passo avanti nella prevenzione delle recidive nel tumore al seno grazie alla iort Speciale 16 4 febbraio 2016 World Cancer Day Formazione 22 Corso di Formazione per volontari - 2016 organizzato da Associazione insieme Sostegno alla Ricerca 25 Mob4Pink 2016 Recensione Film 27 Una finestra sul cinema per pazienti e familiari 2016 Recensioni libri 30 Letture a bassa voce Esposizioni 33 Arte come supporto terapeutico Associazioni e no profit 36 Associazioni attive al cro
PERLE DEL TERRITORIO
Le meridiane A cura di Ennia Visentin
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apita di incontrarle, a volte inaspettatamente, quando alziamo gli occhi verso qualche facciata in pieno centro urbano, nei piccoli borghi rurali o su qualche edificio isolato. Alcune dimorano da secoli sui vecchi muri di fastosi palazzi o di austere chiese, altre risaltano con colori vivaci sulle facciate di nuovi edifici; Sorridenti guardano sempre verso il sole, dandoci perle di saggezza attraverso i motti, le metafore sul significato della vita, frasi tratte dai classici in lingua latina, espressioni di saggezza popolare in lingua italiana o dialetti locali. Ogni meridiana e orologio solare vuole ricordarci il bisogno e la capacità ancestrale che l’uomo manifestava di orientarsi nel tempo. Capacità da sempre connaturata negli animali e nelle piante, basti pensare al canto e al volo degli uccelli o alla vita ciclica di fiori e piante. L’ essere umano, sulla base di un innato orologio cosmico, era in grado di orientarsi nel tempo prima ancora di iniziare la sua vera e propria misurazione. Lo scorrere delle stagioni, il sorgere e tramontare del sole, il ciclo di luce e buio, sono fenomeni naturali che da sempre influen-
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zano la vita umana. Proprio grazie all’osservazione di questi fenomeni naturali l’uomo iniziò nell’antichità a costruire i primi orologi solari, a volte consistenti in rudimentali manufatti, a volte composti da monumenti megalitici. Una gran varietà di forme e colori fanno mostra di sé nelle meridiane antiche o di nuova realizzazione. Talvolta l’apparato decorativo descritto sui quadranti solari dipinti vuole ricordare scene di vita che possono aver coinvolto il committente stesso: un evento particolarmente felice, un luogo caro, un passatempo perseguito con passione. In altri casi il soggetto è determinato da elementi storicoculturali: ricorrenze particolari, celebrazioni religiose, presenze architettoniche che caratterizzano il luogo, ecc.. Senza dimenticare che i quadranti solari sono pure ricchi di elementi tecnico-funzionali che ci permettono di leggere le ore, le mezze ore e a volte addirittura i minuti, oltre che a darci tante altre informazioni utili. Il costruttore di meridiane, chiamato gnomonista, attraverso opportuni calcoli, traccia sul quadrante una linea verticale centrale corrispondente al passaggio del sole al meridiano (linea oraria del mezzogiorno) e traccia le linee che si riferiscono alle altre
nella foto: “Il girotondo del tempo” meridiana realizzata da Ennia Visentin sulla facciata del centro sociale in via Girolami, 2 (Arba, pn). Foto di Claudio Bearzatto
SEZIONE
ore del giorno in base alla declinazione della parete scelta. Le linee orarie si possono disporre in modi diversi a seconda del sistema di misurazione del tempo adottato. Lo stilo polare o gnomone è l’indicatore la cui ombra proiettata sul quadrante solare ci permette una corretta lettura dell’ora. Spesso possiamo trovare anche altre indicazioni: � Linea solstiziale invernale: indica la minima altezza raggiunta dal sole, cioè la stagione invernale, ed è posta in alto e ha forma iperbolica; � Linea equinoziale: divide l’anno in due parti, identifica primavera ed autunno, ed è posta trasversalmente; � Linea solstiziale estiva: indica la massima altezza raggiunta dal sole, cioè la stagione estiva, ed è posta in basso e ha anch’essa forma iperbolica; � Segni zodiacali: danno le indicazioni sulle stagioni e sul calendario; � Tabella dell’equazione del tempo: rappresenta la differenza tra il Tempo Solare Vero del luogo, indicato dalla meridiana, e il Tempo Solare Medio; � Curva lemniscata (a forma di otto): è la rappresentazione grafica dell’equazione del tempo. � Correzione di longitudine: rappresenta
la differenza tra il Tempo Solare Vero e quello del fuso, Tempo Medio Europa Centrale (tmec). Ha valore costante per ogni località e a volte si trova già indicato nella tabella dell’equazione del tempo.
nella foto: Domanins di San Giorgio della Richinvelda (pn). Via Ferruccio Obberoffer, 8. Meridiana a ora vera locale con correzione di longitudine e indicazione dei valori massimi e minimi dell’equazione del tempo. La decorazione pittorica richiama gli elementi architettonici in mattone presenti sulla facciata dell’abitazione. Realizzazione di Ennia Visentin.
in alto: Prospetto illustrativo con gli elementi tecnico-funzionali, realizzato da Enio Vanzin (tv)
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Incontri con l’esperto: il carcinoma della prostata
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l 17 dicembre 2015 e il 21 gennaio 2016 si sono svolti presso l’Aula 1 della Direzione Scientifica 2 incontri di alto livello scientifico sul tumore della prostata dal titolo rispettivamente: � La malattia scheletrica nel carcinoma della prostata. Modalità di trattamento e nuovi agenti � Percorsi diagnostico-terapeutici nel tumore della prostata avanzato: dalla teoria alla pratica Comitato Scientifico e Relatori Dr.ssa Fratino Lucia, Dr. Bortolus Roberto e Dr. Garbeglio Antonio Gli incontri avevano lo scopo di offrire ai partecipanti un quadro sui trattamenti e le strategie per la cura di questa patologia e di proporre nuovi approcci di trattamento e cura. Il tumore della prostata rappresenta la neoplasia più frequente nella popolazione maschile, in costante aumento d’incidenza per l’invecchiamento della popolazione. Sono state recentemente sviluppate e approvate diverse opzioni terapeutiche e nuove molecole sono attualmente in fase di sviluppo. Quando la malattia diventa resistente al
blocco androgenico, nella maggior parte dei casi i pazienti sviluppano metastasi ossee, con conseguente aumento del rischio di possibili eventi scheletrici correlati e peggioramento della prognosi. La complessità degli interventi di diagnosi e cura del carcinoma prostatico è tale da creare condizioni di eccessiva variabilità. Le conseguenze possono essere molteplici come ad es. una scarsa congruità, oppure una insufficiente continuità o una non ottimale integrazione delle procedure, tutte condizioni che facilitano lo scostamento dalle Linee Guida specifiche. Ogni sforzo deve essere, quindi, posto nella identificazione di uno strumento metodologicamente standardizzato che migliori l’operatività di tutte le strutture coinvolte nei diversi processi di diagnosi e cura, definendo: a) gli obiettivi singoli e quelli comuni; b) i ruoli di ciascuna delle figure potenzialmente coinvolte; c) i tempi e gli ambiti di intervento. È stato così studiato e definito un nuovo Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (pdta) che possa essere un buon riferimento che i professionisti possono applicare. Il pdta, dunque, rappresenta una soluzione tecnico-gestionale che si propone di garantire la riproducibilità delle azioni, l’uniformità delle prestazioni erogate, lo scambio di informazioni tra gli operatori
Nelle foto da sx: Dr.ssa Fratino Lucia, Dr. Bortolus Roberto e Dr. Garbeglio Antonio
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coinvolti e la comprensione dei rispettivi ruoli. Nel contempo consente un costante adattamento alla realtà specifica e una costante verifica degli aggiornamenti e dei miglioramenti. Il pdta indica la migliore sequenza temporale e spaziale possibile delle attività da svolgere nel contesto di una determinata situazione organizzativa e di risorse. Dopo aver identificato i traguardi assistenziali e gli outcomes attesi e aver focalizzato ogni singola attività sul paziente, viene definita la successione temporo-spaziale delle azioni necessarie e realizzabili, le azioni ritenute non necessarie o ridondanti, vengono quindi eliminate in accordo con l’obiettivo di ottenere il miglior risultato (efficacia), di utilizzare la miglior pratica clinica (appropriatezza) e di ottimizzare risorse e tempi (efficienza).
Programma 13.00 - 13.20 Definizione di malattia resistente alla castrazione e valutazione iniziale del paziente con mCRPC. Dr. Antonio Garbeglio (urologo).
Il progetto didattico 2015-2016, focalizzato sul carcinoma della prostata resistente alla castrazione (crpc), si è proposto di trasferire alla realtà locale un Percorso diagnostico –terapeutico assistenziale definito sulla base delle Linee Guida nazionali e internazionali, costruendo in modo interattivo con i discenti la tabella della responsabilità specifica dell’organizzazione di diagnosi e cura obiettivo dell’intervento formativo.
15.00 – 17.30 Lavoro di gruppo sulla personalizzazione della proposta di pdta sulla base della realtà specifica. (Tutor: Giovanni Pappagallo)
13.20 - 13.40 Trattamento del paziente con mCRPC chemo naive. Dr. Roberto Bortolus(urologo e/o oncologo) 13.40 – 14.00 Trattamento del paziente con mCRPC in progressione dopo docetaxel. Dr.ssa Lucia Fratino (oncologo) 14.00 – 15.00 Proposta di pdta per la diagnosi e cura del carcinoma della prostata resistente alla castrazione. Giovanni Pappagallo
17.30 – 18.00 Presentazione e discussione della tabella delle responsabilità esito del lavoro di gruppo (prova ecm)
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L’informazione brevettuale: incontro con l’esperto del servizio PATLIB “Ogni giorno milioni di persone si svegliano con un’idea. Quella giusta potrebbe essere la tua”.
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osì recitava il prospetto informativo distribuito, in occasione del seminario che ha avuto luogo nell’Aula 1 della Direzione Scientifica del cro di Aviano il 16 novembre 2015, alle ore 15.00. Relatore Veronica Rui, biologa esperta in informazione brevettuale, che ha incontrato i ricercatori del cro offrendo loro una relazione sull’argomento brevetti e trasferimento tecnologico molto apprezzati dai numerosi presenti. La dr.ssa Rui, che opera presso il Polo Tecnologico di Pordenone, forma parte dello staff di esperti su cui conta l’Ufficio Studi e Patlib, Centro per l’Innovazione afferente alla Direzione Generale del Consorzio “area Science Park” in Trieste che si occupa di ricerca scientifica e tecnologica. I centri “Patent Library” o, in breve, patlib, rispondono all’esigenza europea e dei singoli Uffici Brevetti nazionali di disporre di organismi specialistici in grado di fornire, in un contesto locale, informa-
zioni sul tema proprietà industriale e argomenti connessi. Nel nostro Paese l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (uibm), che fa capo al Ministero dello Sviluppo Economico, ne promuove il funzionamento. Patlib s’identifica, al lato pratico in Italia, con una rete di centri regionali che fungono da biblioteche brevettuali, con banche dati messe a disposizione dall’Ufficio Europeo dei Brevetti e dallo stesso uibm, dove personale altamente qualificato avvicina i ricercatori all’utilizzo e alla conoscenza dei brevetti, consentendo loro l’allargamento delle fonti d’informazione tecnico-scientifica. Nel corso dell’incontro Veronica Rui ha spiegato come, nell’ambito della biomedicina, un passaggio spesso imprescindibile per sviluppare prodotti e servizi innovativi sia la brevettazione delle scoperte, esemplificando in modo chiaro, e comprensibile a tutti, quali siano i requisiti per la protezione giuridica delle migliori idee industrializzabili. I partecipanti al seminario del 16 novembre, hanno potuto cogliere il messaggio di ottimizzare le risorse, provando a scoprire subito se l’idea sia difendibile e brevettabile. Motivi, questi ultimi, che rendono le conoscenze in dote a patlib preziose per gli Enti che, come l’irccs avianese, sono anche dediti alla ricerca scientifica e alla produzione di nuova conoscenza. A tale proposito, la relatrice ha chiarito come il ricercatore possa conciliare esigenza
Nella foto: La dr.ssa Veronica Rui
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e tempistiche della divulgazione scientifica con la necessaria segretezza, da mantenersi fino al deposito della domanda di brevetto, che necessita come requisito la novità assoluta a livello mondiale che si esige ai fini della concessione del brevetto stesso. Lo staff del servizio patlib di area Science Park ha maturato, sotto la direzione della dottoressa Liana Nardone, una vasta esperienza annoverando, negli oltre 10 anni di attività, ben 1.400 interventi a supporto dell’informazione brevettuale, di cui 290 erogati a Enti di ricerca come il cro, e riuscendo progressivamente ad ampliare la base informativa e le potenzialità del Servizio. Il seminario tenuto da Veronica Rui era parte del programma formativo 2015 sul trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca, promosso dal Direttore Scientifico del cro. Ad Aviano si è, dunque, parlato nuovamente di invenzioni, innovazioni e collaborazioni con l’industria in ambito di scienze della vita. L’anno 2016 prevederà una serie di incontri informativi e formativi in argomento di trasferimento tecnologico.
L’associazione Netval incontra i ricercatori del CRO.
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l 12 febbraio ha fatto di nuovo tappa al Centro di Riferimento Oncologico la tematica del trasferimento tecnologico. Tale termine identifica il processo attraverso il quale conoscenze, nuovi metodi o prototipi sviluppati da un ente di ricerca possono essere resi accessibili a un’ampia gamma di utenti, incluse aziende, che poi ulteriormente sviluppino e sfruttino tali tecnologie per creare nuovi prodotti, processi, applicazioni, materiali o servizi. Approfondire in un incontro, aperto ai ricercatori del cro, la tematica delle sfide, delle opportunità e degli importanti aspetti di trasferimento tecnologico era il target del prof. Andrea Piccaluga, che dirige l’Institute of Management della Scuola Superiore Sant’Anna, e da alcuni anni è anche Presidente di Netval. Netval è l’associazione delle università e degli enti pubblici di ricerca italiani impegnati nella valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica. Fondata nel 2002 come Network, si è costituita in associazione nel 2007. Ad oggi annovera 65 membri, tra cui 57 università, 6 epr e 2 irccs. Missione di Netval è la valorizzazione e lo sfruttamento dei risultati della ricerca attraverso la rete degli uffici di trasferimento tecnologico e la collaborazione con il sistema economico
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e industriale, le istituzioni, le associazioni industriali, i venture capitalist e la finanza. Netval si propone di rafforzare le competenze delle Università Italiane e degli Enti Pubblici di Ricerca in merito agli strumenti di protezione e valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica, di favorire il miglioramento dei rapporti con l’industria e, nel lungo periodo, di contribuire alla creazione di nuovi prodotti e imprese spin-off. L’ incontro del Prof. Piccaluga con i ricercatori del cro presenti, fra cui in buon numero giovani ricercatori, inizialmente previsto di durata pari a un’ora con inizio alle 11:00, si è invece piacevolmente protratto ben oltre le ore 13:00, in un clima stimolante di dibattito, con domande e scambio di opinioni che riflettono punti di osservazione diversi e complementari. Se al nostro ospite, è bastato dare qualche cenno introduttivo al trasferimento tecnologico e tratteggiare l’attività di Netval, per lanciare la discussione in aula, rompere il ghiaccio e avanzare con efficacia nel trasferimento tecnologico è invece una vera sfida, da affrontare con costanza su più versanti. Le evidenze più recenti indicano che il tema del trasferimento tecnologico e della terza missione è ormai stabilmente oggetto di azioni e politiche di fonte ministeriali, nonché di attività quotidiana e progettualità nelle università e negli Enti Pubblici di Ricerca italiani. Grazie ai progressi compiuti
negli ultimi anni, l’ecosistema italiano della ricerca e dell’innovazione sta colmando il gap esistente rispetto ai migliori esempi internazionali, che sono quelli con i quali l’Italia deve competere. Tra gli interventi necessari per allinearsi ai livelli di eccellenza internazionali un ruolo importante ricopre certamente la formazione. Occorre, infatti, investire maggiormante per aggiornare le competenze e adeguare i comportamenti operativi di docenti e ricercatori, personale tecnico-amministrativo, policy makers, ecc. Nella sua doppia veste, di Presidente Netval e di ricercatore esperto di trasferimento tecnologico, Andrea Piccaluga ha inteso contribuire ad appassionare al trasferimento tecnologico coloro che rappresentano il cuore pulsante dell’attività dell’irccs, i ricercatori, fornendo loro qualche chiave di lettura utile e sua volta provvedendo ad annotare le riflessioni dei presenti, riferite “a caldo” dall’ospite al Direttore Scientifico del cro dr. Paolo De Paoli. L’incontro era parte del programma che annualmente l’irccs avianese dedica al trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca. Il biennio 2016-2017 prevederà vari incontri orientati verso le necessità informative e formative dei ricercatori, realizzabili anche grazie al potenziamento delle attività di trasferimento tecnologico.
Nella foto: Il presidente di Netval, Prof. Andrea Piccaluga
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Sicurezza Behaviour Based Safety (BBS) come strumento di creazione di valori di sicurezza al CRO di Aviano.
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n un Istituto nazionale di ricerca quale in cro di Aviano, la parola innovazione permea ogni cosa. Innovazione significa non solo studiare e scoprire nuovi elementi che possano far progredire la scienza, ma anche studiare e trovare nuovi percorsi e strategie nella gestione delle attività clinico-scientifiche e amministrativo-gestionali tutte rivolte al miglioramento continuo per offrire migliori cure e miglior qualità di vita. L’innovazione, dunque tocca tutti i settori ed è rivolta sia ai servizi che vengono offerti ai pazienti e quindi agli esterni, sia a maggior ragione al personale interno che opera quotidianamente per erogare nel miglior modo possibile i servizi e le cure. Anche il settore della sicurezza, dunque, deve studiare e trovare nuovi mezzi per migliorare le prestazio-ni e ridurre i rischi, deve trovare nuove tecnologie e nuovi sistemi per la prevenzione, utilizzando un approccio scientifico e attivando una valutazione costante, efficiente ed efficace del settore della sicurezza con strumenti adeguati. Da qui è nato l’interesse verso il protocollo di Behaviour Based Safety (bbs), che ha definito metodi e procedure operative e misura la conformità o compliance ai comportamenti sicuri da adottare al fine di prevenire infortuni sul lavoro. L’efficacia del protocollo bbs è stata dimostrata, già negli anni ’70 quando si è registrata una riduzione media dei tassi di infortuni del 54%, e un contestuale aumento dei comportamenti di sicurezza dopo la sua applicazione. Nel marzo del 2014, con il supporto del Ministero della Salute e di inail, grazie alla collaborazione tra la Società Scientifica di Analisi del Comportamento aarba (Association for the Advancement of Radical Behaviour Analysis) e il cro è stato testato il protocollo bbs in campo ospedaliero per verificarne
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e dimostrarne l’efficacia anche nel settore sanitario in relazione alla riduzione del rischio biologico, clinico e dei comportamenti responsabili dell’insorgenza di malattie professionali. Il protocollo bbs ha rappresentato un cambiamento “vivace” nell’approccio alla sicurezza e ha permesso di reimpostare diversi aspetti dell’organizzazione: flussi informativi, analisi dei processi, sorveglianza, riconoscimento del comportamento sicuro, definizione degli obiettivi, analisi e intervento sulle condizioni a rischio elevate. In sintesi, il protocollo ha reso fattiva: 1) la partecipazione del personale sanitario al processo di miglioramento continuo delle condizioni di sicurezza; 2) la comunicazione di sicurezza interna ed esterna alle aree operative; 3) la sorveglianza e il controllo della sicurezza. Ogni lavoratore – nel suo ruolo all’interno dell’organizzazione – partecipa al controllo delle attività, alla rilevazione di nuovi rischi e al miglioramento continuo. Per la prima applicazione “pilota” del protocollo è stato scelto il Dipartimento di Chirurgia del cro per la complessità delle sue aree operative (sale operatorie, centrale di sterilizzazione e reparto di degenza) e per la diversità di figure che operano in esso (operatori socio-sanitari (oss), infermieri, oncologi, chirurghi, anestesisti, specializzandi e tirocinanti). Partendo dagli infortuni occorsi negli anni precedenti, si è cercato di capire quali potessero essere i comportamenti sicuri da adottare per garantire la riduzione dei rischi per il personale operativo. La varietà di figure professionali coinvolte, ha reso ancora più interessante l’analisi dei risultati ottenuti e ha portato alla creazione di una vera e propria cultura della sicurezza. I comportamenti ritenuti migliorabili e più sicuri sono stati inseriti in una checklist e sono stati definiti in modo molto preciso così da poter essere osservati in maniera univoca. Le misurazioni avvengono tra professionisti su un piano orizzontale e non gerarchico nell’organigramma, ed è proprio questa impostazione che ha creato una maggior condivisione valoriale della sicurezza.
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Il ruolo degli osservatori è quello di osservare i comportamenti propri e dei colleghi, compilare la checklist e dare subito riscontro, soprattutto se positivo, alle persone osservate. L’implementazione del protocollo bbs ha contribuito a sviluppare una visione di responsabilità reciproca trasversale ai ruoli, dando la possibilità di creare un clima lavorativo in cui non c’è paura del giudizio: gli osservatori hanno imparato a dare il feedback riportando il comportamento osservato e il suo rischio, senza però aggiungere i propri giudizi sulla persona. Le persone hanno imparato a usare questo approccio anche al di là dell’osservazione bbs. Da una situazione iniziale in cui operatori socio-sanitari e infermieri non si sentivano a proprio agio nel riportare quanto osservato ai medici si è passati ad un atteggiamento più disteso in cui si discute e si valuta insieme la criticità per trovare unitamente il modo migliore per evitare comportamenti a rischio. In questo modo la sicurezza diventa argomento quotidiano di conversazione. Come già dimostrato dalla letteratura, chi osserva i comportamenti è portato con frequenza maggiore a modificare i propri. Per questo è stato ampliato il numero dei partecipanti al protocollo, arrivando a formare come osservatori tutto il personale del comparto. Questo ha generato entusiasmo in quasi tutto il personale coinvolto e aumentato i flussi di informazione sui comportamenti, ovvero i dati utili per il controllo operativo e direzionale. Dai dati raccolti emerge che vi è una differenza significativa nei risultati tra le aree oggetto di applicazione delle tecnologie comportamentali (protocollo bbs) e quelle di controllo. I risultati nelle diverse aree sono pubblicati sia nella riunione periodica annuale, sia a livello di area operativa; mensilmente, infatti, vengono riportati ai lavoratori i risultati ottenuti e vengono fissati obiettivi di miglioramento per il mese successivo. L’applicazione all’interno del cro ha confermato la polivalenza del protocollo bbs, capace di ridurre gli eventi infortunistici attraverso un miglioramento sistemico dei comportamenti di sicurezza a beneficio dell’operatore e del paziente, così come richiesto dalle direttive comunitarie nazionali nella gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro, grazie alla misurazione e la valorizzazione del comportamento sicuro.
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Nuovi e più efficienti farmaci cellulari sviluppati dal CRO
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Nella foto: Il dr. Riccardo Dolcetti
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poca distanza dalla pubblicazione su National Academy of Science, importante rivista scientifica internazionale, di una scoperta fatta dal team di ricerca della Struttura Operativa Dipartimentale (sosd) di Bioimmunoterapie dei tumori umani sull’azione del virus hiv nello sviluppo dei linfomi, il team diretto dal Dr. Riccardo Dolcetti ha ottenuto un altro importante riconoscimento internazionale con la pubblicazione nella prestigiosa rivista scientifica americana Cancer Immunology Research di un altro articolo che parla di nuovi e più efficaci farmaci antitumorali. Ottenere farmaci cellulari molto più efficienti contro forme di tumore legate a infezioni da virus è oggi possibile grazie alla metodica sviluppata da un team di giovani ricercatori del cro di Aviano (Damiana Faè, Debora Martorelli, Katy Mastorci, Elena Muraro, Jessica Dal Col, Elisa Comaro) guidati dal Dr. Riccardo Dolcetti della sosd di Bioimmunoterapie dei tumori umani. «Le terapie basate sull’uso di cellule - spiega Paolo De Paoli, Direttore Scientifico del cro - si stanno rivelando molto promettenti anche in campo oncologico: oltre al trapianto delle cellule staminali emopoietiche e all’utilizzo di cellule staminali di altra origine, le prospettive terapeutiche puntano decisamente anche sulla produzione di farmaci cellulari per eliminare il tumore». Tali approcci prevedono il prelevamento di cellule immunitarie dal paziente (linfociti T, cellule dendritiche, ecc.) che vengono poi manipolate in vitro in ambienti controllati e in condizioni protette, per “addestrarle” a riconoscere e uccidere le cellule tumorali. Queste cellule modificate, successivamente, vengono re-infuse nel sangue dello stesso paziente per svolgere il loro lavoro. «Una terapia - precisa Dolcetti - dimostratasi
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particolarmente efficace per la cura di alcuni tumori causati da virus (linfomi, carcinomi del nasofaringe, carcinomi della cervice uterina, melanomi ecc), ma potenzialmente applicabile con successo a qualsiasi forma di neoplasia». «La strategia che abbiamo utilizzato non prevede l’uso di ingegneria genetica - spiega Dolcetti - ma il semplice trattamento in vitro di alcune cellule del sangue periferico del paziente con basse dosi di un farmaco comunemente usato in clinica. Il prodotto finale è composto da particolari globuli bianchi del paziente (i linfociti T) che sono in grado di riconoscere un ampio numero di bersagli tumorali e a uccidere le cellule maligne con una efficienza superiore rispetto a quanto finora ottenuto con le comuni preparazioni». Questo nuovo approccio e la sua applicazione nello sviluppo di farmaci cellulari intelligenti è un notevole passo avanti nella cura dei tumori e la sua validità è stata confermata a livello internazionale dalla pubblicazione dello studio e dei suoi risultati nella rivista statunitense Cancer Immunology Research. “Anche se è stata notevolmente semplificata dalle innovazioni apportate dal mio gruppo, - puntualizza Dolcetti - la produzione di questi nuovi farmaci cellulari deve essere effettuata in strutture debitamente autorizzate che rispettino le vigenti normative europee, le cosiddette “cell factories”. La Regione fvg, visti i promettenti risultati degli studi fatti ad Aviano, sta vagliando la possibilità di allestire una struttura adeguata per poter, poi, erogare prestazioni terapeutiche di elevato impatto ai pazienti oncologici (e non).
Nella foto: Debora Martorelli, Katy Mastorci, Damiana Faè, Jessica Dal Col, Elisa Comaro, Elena Muraro
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Passo avanti nella prevenzione delle recidive nel tumore al seno grazie alla IORT
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Nella foto da sx: La Dr.ssa Barbara Belletti, il Dr. Gustavo Baldassarre e il Dr. Samuele Massarut
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el numero di Febbraio 2016 di “Oncogene”, una delle riviste più importanti a livello internazionale in campo oncologico, è stato pubblicato uno studio scientifico, realizzato al cro dal team multidisciplinare guidato da Gustavo Baldassarre e Barbara Belletti, della soc di Oncologia Sperimentale 2, che ha identificato i meccanismi molecolari mediante cui la iort (Radioterapia Intraoperatoria), altera la concentrazione di fattori di crescita nel microambiente che circonda il tumore e ha evidenziato i fattori più importanti nella formazione di recidive. Il lavoro, finanziato da airc, è frutto di anni di ricerche e sperimentazioni condotte dal team composto da molte giovani ricercatrici, tra le quali meritano particolare menzione per la loro grande dedizione al progetto, Linda Fabris e Stefania Berton, con la partecipazione del Dr. Samuele Massarut, della soc di Chirurgia Senologica, e dal Dr. Mario Roncadin, della soc di Radioterapia, e in stretta collaborazione con importanti centri internazionali in particolare con MD Anderson Cancer Center di Houston, lo University College di Londra e il Princess Margaret Cancer Center di Toronto, con i quali sono attivi intensi e proficui scambi scientifici. All’origine della ricerca, l’individuazione delle principali cause della recidiva al tumore al seno e i possibili percorsi di prevenzione, argomento sul quale, da anni, il cro è in prima linea in ambito clinico/ traslazionale. L’ ambito obiettivo da raggiungere era trovare l’importante tassello clinico ancora mancante che portasse verso la guarigione delle pazienti.
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Studi internazionali cui l’Istituto ha partecipato, rivestendo un ruolo di primo piano, hanno dimostrato che, in pazienti ben selezionate, la somministrazione di una singola dose di Radioterapia Intraoperatoria, è equivalente a 4-6 settimane di radioterapia esterna. Tuttavia, ancora poco si sapeva circa i meccanismi che permettevano alle cellule tumorali residue di sopravvivere, ricrescere e metastatizzare anche a distanza di anni e non era chiaro se e come la iort poteva o meno alterarli. Lo studio del team multidisciplinare del cro, cui è riconosciuta una leadership internazionale in materia specifica, ha evidenziato come dopo la chirurgia per l’asportazione del tumore primario, nel microambiente della mammella operata si producano e si concentrino diversi fattori di crescita che costituiscono dei potenti attivatori per eventuali cellule tumorali residue. I ricercatori hanno inoltre dimostrato che la iort può modificare la concentrazione di questi fattori di crescita, riducendo drasticamente la sopravvivenza delle cellule tumorali residue e, in ultima analisi, contribuendo a ridurre la formazione successiva di recidive tumorali. Tramite l’utilizzo di modelli murini è stato, in seguito, dimostrato che è possibile bersagliare in maniera specifica questi fattori di crescita,
con molecole inibitorie somministrate con protocollo peri-operatorio di soli tre giorni, e prevenire così efficacemente l’insorgenza di recidive nel modello murino. «L’utilizzo della terapia-bersaglio, è stato detto, potrebbe rappresentare una nuova risorsa terapeutica in mano agli oncologi per prevenire l’insorgenza di recidive nel tumore al seno, anche per le pazienti che non sono state sottoposte a iort o in combinazione con essa». Un lavoro importante, frutto di una ricerca traslazionale di ottimo livello, che coinvolge nel lavoro di squadra Chirurgia del Seno, Anatomia Patologica, Radioterapia e Fisica, unite nell’obiettivo comune di partire da un problema clinico, l’insorgenza di recidive nelle pazienti con tumore al seno, e, attraverso lo studio di laboratorio e la validazione pre-clinica, tornare alla clinica con un’arma in più. «C’è ancora parecchia strada da fare prima di poter trasferire questa scoperta alle pazienti - hanno aggiunto i ricercatori - ma la strada sembra essere quella giusta. Tanto più che il trattamento iort e la possibile terapia mirata peri-operatoria rappresenterebbero un grande vantaggio per le pazienti (che non dovrebbero sottoporsi a settimane di cure aggiuntive), per l’organizzazione sanitaria (riduzione dei tempi di attesa) e per il sistema sanitario regionale (riduzione dei costi)».
nella foto: Il gruppo di ricercatori dell’OS2 di Gustavo
Baldassarre e Barbara Belletti
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4 febbraio 2016 World Cancer Day
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l 4 febbraio 2016 in tutto il mondo è stata celebrata la giornata mondiale contro il cancro. In ogni Paese sono state organizzate conferenze, seminari ed eventi per sensibilizzare la popolazione su questo grande tema comune. «L’intero pianeta rivolge oggi la propria attenzione, - ha detto Paolo De Paoli, Direttore Scientifico del cro - a sostegno della lunga battaglia che la medicina combatte da secoli per sconfiggere questa malattia. Grazie all’iniziativa sapientemente promossa dall’Unione Internazionale per la lotta contro il cancro, ogni anno si fa il punto sulle nuove conoscenze. Ebbene, appare sempre più evidente che a fronte di cure avanzate, ma costose e di difficile sostenibilità per l’intero sistema sanitario, è necessario lavorare sulla prevenzione. Il nostro Istituto è impegnato su più fronti: diffondere quanto più possibile le nuove conoscenze scientifiche, dare un forte impulso alla ricerca in campo preventivo, individuare con rapidità la formazione di nuove neoplasie e curare al meglio pazienti che hanno già ricevuto una prognosi temporaneamente sfavorevole». In linea con la giornata mondiale, il cro ha organizzato un evento focalizzato sul tabagismo in Italia e nel mondo; si è parlato in generale di impatto sulla salute e in particolare del tumore al polmone - con un focus specifico su diagnosi precoce, sintomi e terapie. «La lotta contro il cancro non potrà mai essere vincente se non si combatte il fumo con tutte le armi disponibili – ha aggiunto De Paoli. È ormai noto che il tabagismo è una delle cause principali di malattia e morte ma forse non è ancora ben chiaro a tutti che i fumatori che si ammalano di tumore hanno una probabilità di guarigione significativamente inferiore non solo ai non fumatori, ma anche ai fumatori che smettono di fumare dopo la diagnosi. Per studiare il fenomeno, è stato attivato al cro uno studio che ha 4 obiettivi:
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SPECIALE
� Stimare la percentuale di fumatori prima della diagnosi tra i pazienti con malattia neoplastica ricoverati ad Aviano; � Descrivere tra i fumatori le principali caratteristiche legate all’abitudine (età inizio, durata, intensità); � Stimare la percentuale di fumatori che smettono di fumare dopo la diagnosi; � Verificare, tra i fumatori che hanno smesso, la percentuale di coloro che riprendono l’abitudine al fumo identificando i fattori potenzialmente associati con la ripresa del fumo. I risultati dello studio potranno servire come valido strumento utile alla comunità scientifica nazionale e internazionale a fornire informazioni originali sulla prevalenza dei fumatori tra i malati di tumore, sulla quota e sui determinanti della cessazione del fumo tra essi». «Il gruppo di persone che si prevede verranno intervistate spiega Diego Serraino, Direttore della Struttura di Epidemiologia e Biostatistica del cro che condurrà lo studio - è di 400 pazienti dai 18 anni in su, ricoverati presso l’irccs cro con data di prima diagnosi di malattia neoplastica fatta dal 1 gennaio 2015 in poi. Nonostante i danni causati dal fumo alla salute siano chiaramente documentati e noti al largo pubblico, - ha continuato Serraino, - nonostante le leggi sul divieto di fumare in locali pubblici siano, in Italia, sempre più restrittive, quasi un cittadino italiano su tre (il 28% circa) è un fumatore abituale. Questo significa che in Italia circa 14 milioni di persone, ogni giorno, si comprano la loro dose di nicotina, che procura la dipendenza. Una dipendenza che fa “girare” quasi 15 miliardi l’anno, di cui il 75% sono tasse dello Stato». Ma vediamo sinteticamente i dati: � Fumatori: circa 14 milioni, di cui 7,5 milioni maschi, 6,5 milioni femmine � Media giornaliera pro-capite: 13 sigarette; � Costo medio del pacchetto da 20: 4,40 euro; � Spesa media giornaliera degli Italiani: 40,6 milioni di euro. Ogni anno, quindi, se ne vanno in fumo 14,8 miliardi di euro, cui va aggiunto il costo di sigari e tabacco da pipa; � Morti causate dal fumo: 25% in Europa, 30% negli usa;
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Se valutiamo la situazione del Friuli Venezia Giulia i dati sono i seguenti: � Fumatori (dati del periodo 2011-2014): 250.000 persone (140 mila uomini e 110 mila donne) così suddivisi: → Provincia di Trieste 36% degli uomini e il 26% delle donne; → Alto Friuli: 27% uomini e il 21% donne; → Provincia di Pordenone: il 30% uomini e il 18% donne.
Nella foto da sx: Dr. Ciro Pellone, Questore Vicario di Pordenone, Ing. Mario Tubertini, Direttore Genarale CRO, Colonnello Mario Polito, Comandante Prov. Carabinieri di Pordenone e Colonnello Fulvio Bernabei, Comandante Prov. Guardia di Finanza di Pordenone
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Il fumo, tuttavia, non è responsabile solo dei tumori (di cui il più comune è ovviamente il tumore al polmone), ma incide molto anche su altre malattie che possono essere mortali quali infarto, ictus, malattie vascolari, renali e varie altre patologie. Va evidenziato che una morte su 4 è dovuta al fumo di sigarette e una diagnosi di tumore maligno su 3 è dovuta al fumo di sigarette. Decine di malattie potenzialmente mortali o gravemente invalidanti (ictus, infarto del miocardio, ipertensione) sono da 2 a 4 volte più frequenti nei fumatori; decine di malattie meno gravi che influiscono negativamente sulla vita sociale e privata (asma, polmoniti, bronchiti, impotenza) sono più frequenti nei fumatori. Alessandra Bearz, Specialista Oncologo del Dipartimento di Oncologia Medica del cro ha sottolineato che «Enormi progressi sono stati compiuti nella terapia del carcinoma del polmone e nella sua diagnosi precoce. Se fino venti anni fa non esistevano medicine riconosciute attive in questo campo, al giorno d’oggi esistono svariati farmaci, chemioterapici, farmaci a bersaglio molecolare e agenti immunostimolatori che possono essere efficacemente utilizzati in sequenza. Oggi al cro i malati di tumore polmonare possono fare affidamento sulle terapie farmacologiche più avanzate e orientate verso una medicina sempre più di precisione e adattata alla singola persona. Sono disponibili anche approcci innovativi e sperimentali
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che permettono un accesso ben più rapido alle cure di ultima generazione. Rimane, tuttavia, fondamentale la prevenzione: se è importante curare la malattia conclamata, è ancora più importante adottare stili di vita corretti e atti a prevenire lo sviluppo del tumore del polmone. È necessario che questi stili di vita siano insegnati e seguiti fin dall’età scolare». Una cosa importante da sapere è che «Non è mai troppo tardi per
smettere di fumare - ha ricordato Antonella Zucchetto, dirigente statistico e ricercatrice presso la Struttura di Epidemiologia e Biostatistica del cro - Molte persone, anche quelle ammalate di tumore, pensano che smettere di fumare sia inutile quando la malattia si è già manifestata, ma non è così. Recenti studi scientifici hanno chiaramente dimostrato che smettere di fumare anche dopo una diagnosi di tumore porta dei benefici per la salute. È ormai provato che i fumatori, cui viene diagnosticato il tumore della mammella, della prostata o il linfoma di Hodgkin vedono diminuire fino al 70% la loro attesa di vita dopo la diagnosi se non smettono di fumare. Il fumo di tabacco, infatti, riduce la risposta alle terapie e aumenta il rischio di effetti collaterali alle terapie stesse». Dello stesso parere è Luigino Dal Maso, dirigente statistico della
Nella foto da sx: Dr. Ciro Pellone, Questore Vicario di Pordenone, Colonnello Fulvio Bernabei, Comandante Prov. Guardia di Finanza di Pordenone; Dr. Diego Serraino, Direttore SOC di Epidemiologia CRO; Colonnello Mario Polito, Comandante Prov. Carabinieri di Pordenone e Maresciallo Pierluigi Ruzza, Comandante Stazione Carabinieri di Aviano
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Struttura di Epidemiologia e Biostatistica al cro di Aviano. «I fumatori che si ammalano di tumore – ha detto Dal Maso – hanno una probabilità di sopravvivenza del 50% inferiore a quella dei non fumatori con lo stesso tumore. Moltissimi malati oncologici, infatti, non riescono a trarre vantaggio dai progressi diagnostici e terapeutici perché penalizzati a causa della loro dipendenza dalla nicotina. In Italia, di 2 milioni e 500 mila persone con diagnosi di tumore, 1 milione e 300 mila sono fumatori. È dunque di vitale importanza aiutare questi pazienti ad abbandonare l’abitudine al fumo e la dipendenza alla nicotina».
nella foto da sx: Arch. Roberto Ceraolo, SIndaco di Sacile, Dr. Giuseppe Napoli, Presidente Federsanità-ANCI FVG; Dr. Paolo De Paoli, Direttore Scientifico CRO Aviano e Maria Rosaria Laganà, Prefetto di Pordenone
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Checché se ne dica, il nostro Sistema Sanitario Nazionale, è primo in Europa e terzo nel mondo in termini di efficienza. Questa è, sicuramente, una buona notizia; ma ci si deve chiedere quanto durerà la sostenibilità del ssn in tempi così difficili. È, dunque, assolutamente importante evitare di gravare la nostra sanità di spese evitabili che possono, invece, essere dirette alla cura di altre patologie. Tutti i cittadini possono contribuire ad arginare o limitare l’insorgenza di alcune malattie croniche, agendo sugli stili di vita e sulla prevenzione. Un grande supporto viene svolto, sul territorio, anche dalle associazioni dei pazienti e del volontariato che sono fortemente coinvolte nell’opera di promozione di stili di vita sani, di divulgazione della cultura della prevenzione e della diagnosi precoce. Anche il Codice Europeo contro il cancro (emanato nel 1987 e più volte aggiornato), fornisce ai cittadini informazioni fondamentali per la salute attraverso 12 raccomandazioni utili alla prevenzione. Non a caso la prima e più importante raccomandazione che il Codice enfatizza è la necessità di evitare il tabacco, quindi, di abolire l’abitudine al fumo. I primi due articoli, infatti, recitano di non fumare, di non consumare nessuna forma di tabacco, di rendere la propria casa libera dal fumo e di sostenere le politiche che promuovono un ambiente libero dal fumo al lavoro.
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Bisogna, dunque, agire sulla responsabilizzazione dell’individuo avendo fiducia nelle sue risorse e capacità di migliorarsi; bisogna puntare sulla possibilità e sulla capacità di incidere sulle cattive abitudini per costruire una realtà più sana e più rispettosa dell’ambiente e della salute. Infine, all’ingresso del cro sono stati affissi dei cartelloni che ricordano che tutta l’area dell’Istituto è “libera dal fumo”. Questi messaggi richiamano ai visitatori dell’istituto (pazienti, familiari e operatori) i danni del fumo e supportano la scelta di evitare di accendere una sigaretta nelle aree vietate e non solo. Per informazione generale, rivolta a tutti i cittadini ma in particolare ai fumatori riportiamo di seguito una tabella riassuntiva molto interessante:
SE SMETTI DI FUMARE... DOPO
EFFETTI
20 minuti
La pressione sanguigna e la frequenza cardiaca tornano normali
24 ore
L’anidride carbonica è completamente eliminata dai polmoni
48 ore
Il gusto e l’olfatto migliorano
72 ore
Il respiro migliora
2 - 12 sett.
La circolazione sanguigna migliora
3 - 9 mesi
La funzionalità polmonare migliora
5 anni
Si dimezza il rischio di attacco cardiaco
10 anni
Si dimezza il rischio di tumore del polmone
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FORMAZIONE
Corso di Formazione per volontari - 2016 organizzato da Associazione INSIEME
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scoltare è il primo segno di interesse. È parso subito evidente, che alto, era l’interesse degli oltre cento partecipanti che affollavano l’aula convegni del cro per seguire il “Corso di Formazione per il Volontariato Oncologico. Organizzato dall’Associazione Insieme, con il patrocinio del cro, il corso è stato reso possibile grazie alla preziosa collaborazione di medici, psicologi, personale sanitario e associazioni di volontariato. Persone che condividendo gli obiettivi dell’Associazione, hanno donato il loro tempo, e la loro competenza e ai quali va tutta la nostra gratitudine.
nella foto da sx: Il presidente di Associazione INSIEME Eddy Benedetti, Ornella Basso e Milva De Niccolò
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Il percorso formativo è stato suddiviso in tredici incontri di due ore ciascuno, distribuiti nei mesi di settembre e ottobre 2015, con un programma intenso e di grande interesse. Elemento distintivo è stato quello di aggiornare i partecipanti sui nuovi risultati della ricerca in campo oncologico, sui nuovi protocolli di cura, non trascurando l’aspetto psicologico e umano, in modo da fornire al neo-volontario le basi per relazionarsi con il malato e i suoi familiari in sintonia con i sanitari. I temi trattati sono stati presentati utilizzando un approccio sia teorico che pratico con l’ausilio di filmati, slides e testimonianze. Con professionalità e chiarezza espositiva, i relatori hanno reso gli argomenti accessibili al pubblico presente in sala, promuovendo la discussione e il confronto. Difficile sviscerare nello spazio di poche ore, tematiche cosi
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impegnative. Per questo nel 2017 verranno proposte alcune serate di approfondimento, come sollecitato dagli ascoltatori presenti. La partecipazione al corso è sempre stata molto numerosa, senza segni di stanchezza o disinteresse. A fine corso è stato consegnato un attestato di frequenza, quale riconoscimento dovuto a chi con costanza ha dedicato tempo e attenzione per poter mettersi al servizio degli altri con cognizione di causa. Formazione significa altresì aiutare il futuro volontario ad esprimere e valorizzare le risorse che ha dentro di sé, incoraggiandolo ad impegnarsi nel volontariato attivo con discrezione, garbo e rispetto per il malato e la sua famiglia. Successivamente al Corso, alcuni partecipanti sono entrati a far parte di Associazione insieme, accrescendo così il numero di volontari attivi e rendendo particolarmente orgogliosa l’Associazione per gli obiettivi raggiunti. Con un gruppo più numeroso è ora possibile assicurare una maggiore presenza nei reparti e al Day Hospital, ma, cosa più importante, è stato possibile ampliare il servizio di accoglienza in atrio estendendolo anche all’orario pomeridiano. Partito come “progetto pilota”, il servizio pomeridiano è ora una consuetudine consolidata e molto apprezzata. Ma sentiamo i commenti di alcune nuove volontarie: Monica : Oggi è iniziata una giornata come tante altre di servizio all’atrio del cro per accogliere e aiutare pazienti e famigliari bisognosi di informazioni ma c’era in serbo una sorpresa. A metà mattina si avvicina al banco un signore, chiedendo una cortesia: “io e mia moglie tra poco ci sposiamo nella cappella del
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cro, ma ci mancano i testimoni... saprebbe come aiutarci?” Posso assicurare che lo stupore era palpabile e dopo un attimo di esitazione mi sono offerta di aiutarli. Ma mancava un testimone, cosi ho chiesto aiuto a Marino, membro di un’altra associazione, che si è reso disponibile. In chiesa c’erano già Don Luigi, parroco di Fontanafredda, due suore, la sposa, lo sposo e la loro figlia di 10 anni. È stata una cerimonia semplice e breve, ma di un’intensità incredibile che Pierina, con il consenso degli sposi, ha immortalato con il suo telefonino. Maria A., era in sedia a rotelle, in camicia da notte con un bouquet di rose color panna tra le mani. Non conosco la sua storia ma mi ha colpito la sua stretta di mano calorosa e il suo sguardo: sereno, gioioso e forte. Non trovo parole per descrivere l’emozione, ma posso assicurare che ho ancora i brividi. Quest’esperienza rimarrà unica. Claudia: La parola volontaria indica volontà ed è prima di tutto una scelta. È la voglia di dedicare una parte del proprio tempo agli altri, senza compensi monetari, ed è proprio questo che rende questo servizio altamente gratificante dal punto di vista umano. La conoscenza e il confronto con altre persone è assai arricchente e permette di ampliare la propria visione della vita e del mondo: una scelta fatta con il cuore, che gratifica in egual modo chi da e chi riceve. Queste sono solo un paio di testimonianze, che possono far capire cosa spinge ad essere o diventare un volontario. Molto si è scritto e dibattuto sulle varie motivazioni che animano coloro che si impegnano nel volontariato. Le risposte sono molteplici , a volte molto critiche e ci inducono a profonde riflessioni. Il volontariato rimane, in ogni caso, un’esperienza di crescita per gli incontri che si fanno, per le situazioni che si vivono, per le cose che si imparano. Un’esperienza che ci aiuta a conoscere gli altri e noi stessi.
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SOSTEGNO ALLA RICERCA
MOB4PINK 2016 Zumba non stop a sostegno della ricerca contro il tumore al seno
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l 6 marzo 2016, puntuale come un orologio svizzero si è svolta la 3a edizione del mob4pink organizzato da Cinzia Piscopo, titolare della Scuola di danza dance mob di Pordenone. L’evento è diventato ormai un appuntamento tanto atteso quanto partecipato per le pordenonesi che aderiscono numerose ben felici di passare due ore di sano divertimento sostenendo al contempo la lotta contro i tumori al seno. Cinzia Piscopo, infatti, ha il grande merito di essersi impegnata ad organizzare, presso il palazzetto dello sport di via Fratelli Rosselli, un meeting di attività sportiva, dedicato alla “Zumba no stop” unendo al divertimento uno scopo benefico di grande importanza: il sostegno di progetti di ricerca contro il tumore al seno in atto al cro di Aviano. L’ evento che è ormai alla terza edizione ha riscosso anche quest’anno un notevole successo e
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Cinzia da grande professionista quale è, è riuscita nuovamente ad entusiasmare i partecipanti offrendo loro un grande spettacolo. Le immagini, molto più delle parole, descrivono e confermano la riuscita della giornata. Dance Mob, è giusto ricordarlo, è una scuola di ballo, regolarmente iscritta al coni e all’asi, di fama ormai consolidata a Pordenone. Fondata da Cinzia Piscopo, insegnante, coreografa e coordinatrice di tutti i corsi di danza e fitness nonché direttrice della scuola, che ha sede a Pordenone La scuola offre un’ampia varietà di corsi: Zumba, Jazz, Funky, Hip-Hop, classica, giocodanza e Parkour per la danza e Zumba, High Heels, e ginnastica dolce per il fitness… tenuti da istruttori professionisti e di alta qualità artistica nella sede di Pordenone e in quelle aperte, già da qualche anno, anche a Cordenons, Fiume Veneto e Ghirano di Prata. Non resta che ringraziare sentitamente Cinzia Piscopo per il suo ottimo lavoro e per il suo impegno e sostegno verso una patologia, il tumore al seno, che colpisce ancora tante donne di tutte le età e che, tuttavia, grazie ai progressi della ricerca è diventato un male curabile da cui si può guarire. Per ulteriori informazioni sulla scuola e i corsi: scuoladancemob@gmail.com www.dancemob.it Tel: 345-1762499
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RECENSIONI FILM
“Una finestra sul cinema” per pazienti e familiari 2016 Dopo un periodo di interruzione per motivi tecnici, riprende al cro il progetto “Il cinema in Ospedale”. Questo progetto rientra tra le iniziative che appartengono al programma pluriennale “Patient Education & Empowerment” attivato al cro ormai da più di 10 anni che ha come obiettivo centrale il paziente oncologico e il suo benessere. Tra le iniziative poste in atto nel settore di svago, la “Biblioteca pazienti” si è, negli anni, attrezzata per offrire agli utenti una fornita biblioteca e mediateca dotata di riviste, libri di vario genere, audiolibri, musica e film in dvd per permettere ai pazienti e loro familiari di trascorrere più serenamente il tempo in Ospedale. Tra le iniziative volte a migliorare e valorizzare tale area, nel 2014, è stata avviata un’importante collaborazione con la “Mediateca Pordenone” di Cinemazero, che dal 2001 è attiva nella diffusione della cultura cinematografica. Grazie a questa collaborazione, è nato il progetto: “Una finestra sul cinema”, che prevede la proiezione e visione gratuita di film in Ospedale. Le visioni vengono organizzate in collaborazione con il gruppo di Letture ad Alta Voce (LaAV), due mercoledì al mese. Programma di proiezioni del 1° trimestre, ore 15.00, salone degenze 2° piano:
GENNAIO
13/01/2016 Quasi amici Regia: Eric Toledano e Olivier Nakache Interpreti: François Cluzet; Omar Sy; Anne Le Ny; Audrey Fleurot; Clotilde Mollet Trama: Dopo un incidente di parapendio che lo ha reso paraplegico, Philippe, un ricco aristocratico, assume come badante personale, Driss, un ragazzo di periferia appena uscito dalla prigione, forse la persona meno adatta per questo incarico. L’improbabile connubio genera altrettanto improbabili “contrasti”: la musica di Vivaldi e gli Earth Wind & Fire, la dizione perfetta di Philippe e lo slang di strada di Driss, completi eleganti e impeccabili e sformate tute da ginnastica. Due universi opposti si incontrano e scontrano e, per quanto strano possa sembrare, troveranno un punto d’incontro che sfocerà in un’amicizia folle, comica, tanto profonda quanto inaspettata. 27/01/2016 Viaggio sola Regia: Maria Sole Tognazzi Interpreti: Margherita Buy; Stefano Accorsi; Fabrizia Sacchi; Gian Marco Tognazzi; Alessia Barela; Lesley Manville.
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RECENSIONI FILM
Trama: Irene ha superato i quarant’anni, niente marito, niente figli e un lavoro che è il sogno di molti: Irene è “l’ospite a sorpresa”, il temutissimo cliente in incognito che annota, valuta e giudica gli standard degli alberghi di lusso. Oltre al lavoro, nella sua vita ci sono la sorella Silvia, sposata con figli, svampita e sempre di corsa, e l’ex fidanzato Andrea. Irene non ha alcun desiderio di stabilità, si sente libera, privilegiata. Ma è vera libertà la sua? Qualcosa metterà in discussione questa certezza...
FEBBRAIO 10/02/2016
Magic in the Moonlight Regia: Woody Allen Interpreti: Eileen Atkins; Colin Firth; Marcia Gay Harden; Hamish Linklater; Simon McBurney; Emma Stone; Jacki Weaver Trama: Il famoso illusionista Stanley Crawford (Colin Firth), sbalordisce il suo pubblico con imprese soprannaturali, ma quando si scontra con l’inspiegabile, diventa totalmente scettico. Sophie Baker (Eileen Atkins) è una sensitiva, un’indovina e un’incantevole seduttrice. Sophie e Stanley si incontrano e affrontano una serie di disavventure su e giú per la riviera francese. Scopriranno le prove di un mondo al di là delle leggi della fisica, o cadranno sotto
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l’influenza di una chimica terrena? Anche in questo film ritorna il concetto base di Woody Allen: “Non esiste il bianco o il nero nella vita, ma molte sfumature di grigio”; il bene e il male non sono ben distinti, come accade nella vita reale, queste due situazioni sono costantemente fuse insieme. Il tema è complesso, ma Woody Allen riesce ad esporlo in chiave umoristica con la maestria che lo contraddistingue. 24/02/2016 La mafia uccide solo d’estate Regia: Pif (Pierfrancesco Diliberto) Interpreti: Cristiana Capotondi; Pierfrancesco Diliberto; Ginevra Antona; Alex Bisconti; Claudio Gioè. Trama: Crescere e amare nella Palermo della mafia. Un racconto lungo vent’anni attraverso gli occhi di Arturo, un bambino che diventa grande in una città affascinante e terribile, ma dove c’è ancora spazio per la passione e il sorriso. Arturo tenta di conquistare il cuore di Flora, compagna di banco di cui si è invaghito alle elementari e che vede come una principessa. Cresciuto in una famiglia passiva, in una città ‘muta’ e tra cittadini incuranti dei crimini, Arturo prova da solo a dare un senso alle cose. Gli anni passano, la Mafia cresce in arroganza e
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crudeltà e i paladini della giustizia vengono falciati, sparati, esplosi. Soltanto Arturo rimane uguale a se stesso, ossequiante e ‘svenduto’ in una televisione locale. Ma la morte di Giovanni Falcone e quella di Paolo Borsellino lo risveglieranno da un sonno atavico e dentro una città finalmente cosciente.
MARZO 09/03/2016 Non sposate le mie figlie! Regia: Philippe de Chauveron Interpreti: Christian Clavier; Chantal Lauby; Ary Abittan; Medi Sadoun; Frédéric Chau; Noom Diawara Trama: Claude e Marie Verneuil sono una tranquilla coppia borghese cattolica e conservatrice che ha allevato 4 figlie secondo i principi di tolleranza, integrazione e apertura, che sono nei geni della cultura francese. Ma il destino li mette a dura prova - non una, ma ben quattro volte! Il primo boccone amaro arriva infatti quando la loro primogenita decide di sposare un musulmano. La seconda sceglie un ebreo e la terza un cinese. Ormai tutte le loro speranze di assistere ad un tradizionale matrimonio in chiesa vengono riposte sulla figlia minore che finalmente, grazie al Cielo, ha incontrato un bravo cattolico...
23/03/2016 Smetto quando voglio Regista: Sydney Sibilia Interpreti: Edoardo Leo; Valeria Solarino; Valerio Aprea; Paolo Calabresi; Libero De Rienzo; Stefano Fresi Trama: Pietro Zinni ha trentasette anni, fa il ricercatore ed è un genio, ma questo non è sufficiente. Arrivano i tagli all’università e viene licenziato. Cosa può fare per sopravvivere un nerd che nella vita ha sempre e solo studiato? L’idea è drammaticamente semplice: mettere insieme una banda criminale come non se ne sono mai viste. Recluta i migliori tra i suoi ex colleghi, che nonostante le competenze vivono ormai tutti ai margini della società. Il successo è immediato e deflagrante, arrivano finalmente i soldi, il potere, le donne e il successo. Il problema sarà gestirli.. Per informazioni Rivolgersi alla Biblioteca Pazienti tel. 0434/659467
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Letture a bassa voce
Il sigillo di Polidoro Andrea Maggi
Garzanti Editore
Un filone di narrativa che ottiene forti consensi e vanta autori italiani di fama, quali Valerio Massimo Manfredi o Marco Buticchi, è il romanzo storico magari tinto di “giallo”. Questo filone della narrativa o è molto amato (soprattutto dagli appassionati del genere) o non piace affatto. Per chi non lo conosce, non resta che provarne a leggere uno …. magari scritto da un concittadino … Non tutti, forse, sanno che Pordenone vanta uno scrittore di romanzi storici, Andrea
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Maggi, che già al suo esordio, nel 2015, con il libro “Morte all’Acropoli”, ha vinto il premio letterario Massarosa, un concorso nato nel 1947 e dedicato alle opere prime. Nel 2016, Maggi ritorna al successo con il suo secondo libro: “Il sigillo di Polidoro” dando seguito alle avventure di Apollofane, un mercante con la passione per le indagini e per la soluzione degli intrighi, una specie di antenato di Sherlock Holmes. La trama. Nei boschi alle porte di Sparta, col sole che volge al tramonto, un urlo improvviso risuona nel silenzio. Una voce implorante di ragazza che richiede aiuto. Apollofane, giovane mercante, e Filossena, affascinante filosofa sua amica, che si trovano nei paraggi, accorrono in soccorso. La ragazza altro non è che Agesistrata, figlia di Tisameno, fratel-
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lo di Filossena, che da giorni è bersagliato da minacce. Vi è il sospetto che si tratti di un complotto politico. Apollofane e Filossena decidono di aiutare Tisameno. Un anello con il sigillo di Polidoro, eroe spartano, sarà il loro lasciapassare per cercare indizi nei luoghi più segreti e oscuri della città. Ma trovare chi ha sequestrato Agesistrata si rivela impresa ardua e pericolosa. Perché Sparta non è sicura, è spezzata da agitazioni profonde. Voglia di vendetta, paura e sete di rivolta riecheggiano nell’aria. Ma nulla può fermare Apollofane e Filossena nella ricerca della verità. Neanche il misterioso oplita che tenta di ucciderli; neanche il sangue di cui si tinge Sparta a seguito della vendetta dei ribelli iloti. Il caos domina in città. Apollofane si trova invischiato in un gioco più grande di lui. Eppure non può tirarsi indietro: ora qualcuno ha rapito la persona a cui tiene maggiormente al mondo, Filossena. Il mercante deve assolutamente salvarla. Perché il suo cuore non reggerebbe al dolore di perderla, ma anche perché la salvezza di Sparta dipende dalla sua libertà. Con questo libro, Andrea Maggi, insegnante di lettere, mette a frutto i suoi studi universitari e una fantasia innata, e trascina il lettore dentro Sparta, la città guerriera, messa a ferro e fuoco dai ribelli. Il romanzo incalza il lettore con un ritmo incessante, grazie al protagonista Apollofane, intelligente e
scaltro che non si ferma davanti a nulla. Al suo fianco una donna indipendente e forte, Filossena, che vuole scrivere da sola il suo destino. Valerio Massimo Manfredi, uno dei maestri di questo genere letterario ha definito quella di Maggi «Una scrittura intensa e affascinante». Non rimane dunque che verificare.
La Rivale. Un racconto su Maria Callas Schmitt Eric Emmanuel E/O Editore
Questo è un libro particolarmente divertente per la sua peculiarità che può essere apprezzato dai giovani ma soprattutto che da avendo “qualche anno in più” ricorda le grande rivalità che c’è stata tra Maria Callas e la sua grande rivale Renata Tebaldi. Il libro di Schmitt, riprendendo in mano questo tema, racconta la storia di Maria Callas, la divina, per bocca della sua più acerrima rivale, la Tebaldi, che nel racconto diventa Carmela Babaldi. Questo particolare punto di osservazione consente all’autore di descrivere l’ambiente della lirica, con i suoi vezzi e bizzarrie da primedonne,
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raccontare al contempo la vita della Callas in modo diverso dalla semplice biografia, arricchendola di aneddoti gustosi e divertenti, forse meno noti al pubblico generico, ed usando un approccio un po’ dissacrante. La trama. Carmela Babaldi, che prima dell’arrivo della Callas, era stata il soprano più amato dal pubblico, ritorna a Milano dopo tanti anni di assenza. È una donna ormai anziana, con un bagaglio personale di tanti successi ma anche tante delusioni vissute a causa della grande rivale che in un certo senso la ha oscurata. La Babaldi entra alla Scala per ritrovare e rivivere l’atmosfera dei suoi giorni di gloria e invece incappa in un gruppo di turisti, ai quali la guida sta spiegando che Maria Callas è stata la voce più bella di tutti i tempi e che non ha mai conosciuto rivali capaci di contenderle lo scettro della lirica. Per la Babaldi questo è un colpo, e solo il primo di tanti, che la trascineranno in una straziante e al contempo comica, nella sua tragicità, rievocazione della feroce sfida tra le due primedonne della lirica. La bravura di Schmitt sta proprio nel far raccontare all’inferocita Babaldi gli episodi pubblici e privati più o meno esecranti legati all’ascesa e al trionfo di Maria Callas. Nella descrizione della nemica storica, la “divina” Callas assume un aspetto umano: conosciamo i suoi vizi e i suoi errori e capiamo che sono proprio questi errori ad averla
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resa così unica, immortale. Ed è forse proprio questo che la Babaldi non riesce a concepire e ad accettare: Lei, che era superiore alla Callas nella tecnica di canto, è stata di fatto oscurata dalla personalità della rivale che è diventata un mito immortale. Per una vita intera Carmela Babaldi si è interrogata sul perché tutti rimanessero incantati dalla Callas che, nella sua opinione, era incapace di centellinare la voce per arrivare alla fine dello spettacolo con la giusta intonazione, e perciò era assolutamente indegna di tanta popolarità e di tanto successo. Un libro sicuramente indicato per gli appassionati di opera, ma anche adattissimo ai giovani colti che non hanno vissuto questo conflitto tra grandi primedonne e che vogliono conoscerlo in modo vivace e divertente.
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L’arte come supporto terapeutico Il progetto “Arte come Terapia” realizzato al Centro di Riferimento Oncologico di Aviano negli anni ‘90, si rinnova di mese in mese con la presentazione di nuove opere d’arte. L’allestimento delle opere e la vitalità del progetto sono mantenuti fin dal primo esordio dalla passione e dalla costanza di Roberto Biancat, Responsabile dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico e responsabile della Direzione delle Professioni Sanitarie. Per informazioni Roberto Biancat tel. 0434-659826 email rbiancat@cro.it
Ennia Visentin
In mostra dal 07 febbraio - 04 marzo 2016
L’Istituto Nazionale Tumori cro di Aviano ha ospitato la personale di Ennia Visentin, che ha esposto una selezione di opere realizzate con ricercate tecniche di pittura e decorazione. Pittrice, decoratrice e docente, ricercatrice ispirata da molteplici stimoli e passioni, Ennia, nella sua varia produzione artistica, ha saputo trovare un felice connubio tra la tradizione di scuola veneta e la passione per la pittura classica. Nei settori della decorazione e del restauro di pitture murali, ha maturato un’esperienza ventennale dedicando particolare attenzione allo studio delle tecniche antiche quali ad esempio le finte architetture chiamate “Trompe l’oeil”. Le opere realizzate dall’artista su vari supporti (muro, tela, legno e vetro) hanno come denominatore comune l’attenzione e la cura del dettaglio, le armonie cromatiche, l’equilibrato rapporto tra dimensioni e tra scale
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di riferimento e queste caratteristiche di fedeltà e precisione artistica le si ritrovano anche nelle decorazioni e dorature di complementi d’arredo, o sulle stesse cornici che lei produce per i propri quadri. Caratteristica dell’artista, che la rende peculiare e particolarmente attrattiva, è l’utilizzo e la riscoperta delle tecniche antiche tipiche della “bottega” artigiana rinascimentale, dove le mestiche venivano preparate seguendo insegnamenti tramandati da maestro ad allievo; i colori venivano accuratamente macinati e stemperati nei vari leganti, all’insegna di ricette spesso segrete e alchemiche e l’esecuzione di decorazioni ad affresco ispirate al passato, nelle quali drappi, colonne, cariatidi, finte modanature e altri abbellimenti, impreziosiscono spazi scenografici degni dei saloni di lussuosi palazzi. Un altro elemento distintivo di Ennia, molto raro da trovare e di assoluta eccellenza artistica, è la maestria, acquisita in molti anni di lavoro, nella realizzazione di meridiane per le quali è necessaria la conoscenza approfondita della gnomonica (scienza che studia ed elabora teorie sul moto apparente del Sole dalle lunghezze e dalle direzioni variabili delle ombre proiettate da uno stilo o gnomone che sia percosso
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dai raggi solari) sulle cui teorie si basa la progettazione e lo sviluppo degli orologi solari. Questo expertise acquisito dall’artista è ampiamente riconosciuto e attestato anche dagli articoli, saggi e pubblicazioni italiane ed estere (“Le Ore Del Sole”, edizioni Ribis, Udine 2005-2011 “Cadran Info”, Parigi, settembre 2009, “Gnomonica Italiana” e per le tecniche pittoriche “CasAntica” 3ntini editore – sett. ott. 2012 e “Dimensione Geometra” dal 2013) da Lei curate e dalle numerose conferenze/congressi a cui è stata invitata come relatrice. Nell’ambito del panorama espositivo e nelle manifestazioni artistico-culturali, ha al suo attivo molteplici mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Elementi d’arredamento da lei decorati sono stati esposti presso i Saloni del Mobile di Verona, Milano, Colonia e Parigi ed è possibile ammirare alcune sue opere anche in Austria, Germania, Francia, Belgio, Lussemburgo e negli usa. Dal 1996 è docente di tecniche di decorazione pittorica e affresco nell’ambito di corsi di restauro artistico e architettonico e di corsi di formazione e specializzazione professionale per pittori-decoratori, presso prestigiosi centri di formazione e di spe-
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cializzazione in diverse regioni d’Italia ed istituti internazionali. Attualmente si sta dedicando ad un nuovo progetto: lo studio meticoloso delle tecniche di estrazione dei colori naturali mediante estrazione dalle piante. Ennia Visentin Arba di Pordenone enniavisentin@gmail.com www.enniart.it www.sundialatlas.eu/atlas.php?sp=165
Giuseppe Bas (Joseph) In mostra dal 4 marzo 2016-8 aprile 2016
al paesaggio locale, le campagne friulane o la vicina costa con intento evocativo. Luce, colore, memoria e pensieri sono gli elementi fondamentali dei dipinti di Bas che non vogliono semplicemente copiare o descrivere la realtà o la natura ma vogliono trasformare l’emozione provata in commozione. Il pittore, con un sapiente uso della tavolozza, riesce a ricreare delicate atmosfere, luci soffuse e suggestive armonie che vengono colte e partecipate da chi visita la mostra. Bas ci regala scorci e piccoli angoli di un mondo che rischia di scomparire lasciandoci sensazioni che rimarranno nel tempo.
Nel mese di marzo i visitatori del cro hanno potuto visitare le opere del paesaggista Giuseppe Bas esposte nella mostra allestita al piano terra del corpo centrale del cro. L’artista, che ha vissuto la sua giovinezza in Francia, dove si è formato anche dal punto di vista artistico, rientrato in Italia, è diventato un vero cultore della natura e dei paesaggi della sua terra, pur conservando alcuni tratti tipici dell’impressionismo francese. Bas predilige il filone paesaggistico, ma non trascura la ricerca e la sperimentazione anche dal punto di vista della tecnica pittorica. L’artista compone i suoi quadri ispirandosi
nelle foto: Quadri di Giuseppe Bas
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ASSOCIAZIONI E NO PROFIT
ADMO - Associazione Donatori Midollo Osseo La sua attività è finalizzata a creare una banca dati di donatori volontari per sostenere il Registro Internazionale Donatori Midollo Osseo. Indirizzo Via Carducci, 48, 3100, Udine Web www.admo.it E-mail segreteria@admofvg.it Tel 0432-299728 Fax 0481-92276
AFDS - Associazione Friulana Donatori Di Sangue La sede provinciale si trova a Spilimbergo ed è aperta il martedì dalle 16:30 alle 19:30 e il sabato dalle 9:00 alle 12:00. Indirizzo Viale Marconi, 16, 33097 Spilimbergo (pn) Web www.afdspn.it E-mail info@afdspn.it Tel/Fax 0427-51472
AVIS - Associazione Volontari Italiani Sangue È un’organizzazione costituita tra coloro che donano volontariamente, gratuitamente e anonimamente il proprio sangue. Gli scopi sono: venire incontro alla crescente domanda di sangue; avere donatori pronti e controllati nella tipologia del sangue e nello stato di salute; lottare per eliminare la compravendita del sangue; donare gratuitamente sangue a tutti, senza alcuna discriminazione. Indirizzo Via Montereale, 24, 33170 Pordenone Web www.avis.it/regioni/friuli_venezia_giulia E-mail friuliveneziagiulia@avis.it
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Tel 0434-555145 Fax 0434-253707
Web www.legatumori.it E-mail sede.centrale@legatumori.it Tel 0434-28586 Fax 0434-26805
AIRC - Associazione Italiana per la Ricerca Sul Cancro Raccoglie ed eroga fondi a favore del progresso della ricerca oncologica e diffonde al pubblico una corretta informazione in materia. Indirizzo Via del Coroneo, 5, 34133 Trieste Web www.airc.it E-mail com.friuli.vg@airc.it Tel 040-365663 Fax 040-633730
AIL ONLUS Associazione Italiana Contro le Leucemie Linfomi e Mieloma Il malato è al centro degli sforzi dell’Associazione, diretti a migliorarne la qualità della vita e ad aiutarlo nella lotta che conduce in prima persona per sconfiggere il proprio male. L’impegno dell’ail è volto a: sensibilizzare l’opinione pubblica alla lotta contro le malattie ematologiche; promuovere e sostenere la ricerca. Sede provinciale di Pordenone Indirizzo Via Gemona, 1, 33077 Sacile Web www.ail.it Tel 0434-72518 (lun-ven 9:00-12:00/14:00-19:00) E-mail ailpordenone@libero.it Sede locale di Pramaggiore Indirizzo Piazza Libertà, 48, 30020 Pramaggiore (ve) Tel 0421-799996 E-mail ail.pramaggiore@libero.it
LILT - Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Si occupa della prevenzione della malattia oncologica, il suo impegno si dispiega su tre fronti: la prevenzione primaria (attraverso stili e abitudini di vita), quella secondaria (con la promozione di una cultura della diagnosi precoce) e l’attenzione verso il malato, la sua famiglia, la riabilitazione e il reinserimento sociale. Offre i seguenti servizi: assistenza domiciliare al malato tumorale, trasporto dei malati agli ambulatori; telefono amico per malati, sussidi, conferenze nelle scuole o gruppi e associazioni sull’educazione sanitaria (lotta contro il fumo di tabacco, alcolismo, cancerogenesi ambientale, educazione alimentare, aids, prevenzione ginecologica); corsi per la dissuasione dal fumo di tabacco; corsi di aggiornamento per volontari, manifestazioni e convegni scientifici. Indirizzo Via Martelli, 12, 33170 Pordenone
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ASSOCIAZIONE FEDERICA PER LA VITA L’Associazione supporta coloro che quotidianamente sono impegnati nella lotta ai tumori. È nata proprio per raccogliere fondi necessari alla ricerca scientifica e per l’aiuto ai malati neoplastici. Sostiene inoltre il progetto condotto dal cro di Aviano per la produzione di vaccini antitumorali per la terapia dei linfomi. Indirizzo Vicolo delle Primule, 1, Trieste E-mail federicaler@virgilio.it Tel 338-7457763 Fax 0481-92276
ASSOCIAZIONI E NO PROFIT
Via Stretta, 1, 33081 Aviano (pn) E-mail insieme.cro@libero.it Tel 334-2519013 ASSOCIAZIONE GIULIA Al cro: offre sostegno e ascolto, nel reparto OMA, ai malati e ai loro familiari. Ha attivato un punto di ascolto, in collaborazione con la Divisione Oncologica Medica A, rivolto alle persone sieropositive all’interno del cro; promuove gruppi di auto-mutuo-aiuto. Il giovedì pomeriggio dalle 15.30 alle 18.00, nel salone del 2° piano, svolge due attività: il laboratorio “I colori dell’anima” e “Il salotto di Giulia”. Il lunedì pomeriggio collabora con la Biblioteca Pazienti (Bibliobus) per svolgere attività “diversionistiche” e dare così “ali ai libri”. Indirizzo Via Revedole, 88 33170 Pordenone c/o Casa Serena Web www.assogiulia.altervista.org E-mail associazionegiuliaonlus@libero.it Tel 340-2936554 Fax 0434-363508
ASSOCIAZIONE INSIEME L’Associazione garantisce giornalmente (7:30-16:30) dal lunedì al venerdì all’ingresso principale del cro, un servizio di accoglienza e orientamento dei cittadini. Sono presenti nel Day Hospital (10:00-13:00) offrendo sostegno e compagnia ai pazienti in terapia. Tutti i pomeriggi (eccetto Lunedì, Giovedì e Domenica) svolgono il loro servizio nei reparti di degenza. L’associazione organizza anche corsi di formazione per volontariato all’assistenza del malato oncologico e aids. Indirizzo
ASSOCIAZIONE LUCA INSIEME PER UN SORRISO Sostegno famigliare,economico, psicologico e logistico alle famiglie con bambini malati di tumore; acquisto di apparecchiature medico-sanitarie da destinare a centri specializzati nella cura dei tumori infantili, al fine di evitare il più possibile il trasferimento in centri situati lontano dalla zona di residenza del bambino ammalato; finanziamento di borse di studio e tirocini formativi per personale sanitario, in particolare della pediatria dell’Ospedale di Udine. Indirizzo Via Forni di Sotto, 56 – 33100 Udine (ud) E-mail segreteria@associazioneluca.it info@associazioneluca.it Tel 0432-793267 Fax 0432-793267 – Mobile 377/4765084 Web www.associazioneluca.it
ANDOS ONLUS - Associazione Nazionale Donne Operate Al Seno È il punto di riferimento delle donne che vivono l’esperienza del carcinoma mammario. Le volontarie sono presenti al cro ogni mercoledì e venerdì pomeriggio per fornire indicazioni di carattere sociosanitario, protesi provvisorie e specifico materiale informativo. Concede contributi per l’acquisto della parrucca e del corpetto a fasce necessario dopo la ricostruzione. Oltre all’accoglienza, ascolto e soste-
gno, nella propria Sede e in strutture Ospedaliere locali, l’ANDOS offre diversi servizi/attività: laboratorio occupazionale, linfodrenaggio/pressoterapia, corsi di tecniche di rilassamento/ visualizzazione, incontri con la psicologa, corsi di ginnastica riabilitativa/ mantenimento, ginnastica in acqua, yoga, pilates, Nordic Walking e “Medicina & Sport”. Quest’ultima attività, nata nel 2011 in collaborazione con il cro, si svolge anche nella palestra della Casa “Via di Natale”. Indirizzo Via Piave, 54 - pordenone Orari Segreteria mar/ven dalle ore 16 alle 18 mer dalle ore 10 alle 12 Web www.andospn.it E-mail info@andospn.it Tel/Fax 0434-40729
ANGOLO ONLUS - Associazione Nazionale Guariti o Lungoviventi Oncologici Nata nel 1994 presso il cro di Aviano raccoglie ex pazienti e persone che convivono con il tumore. Promuove attività volte alla prevenzione e alla riabilitazione oncologica; è impegnata sui temi della qualità della vita e dell’assistenza dei pazienti oncologici e propone attività di consulenza psicologica, nutrizionale e di educazione motoria in collaborazione con esperti. Attività: • Servizio di accompagnamento dei pazienti del cro da e per gli aeroporti limitrofi; • Riabilitazione motoria (Nordic Walking); • Corsi di scrittura terapeutica nell’ambito del programma di Patient Education; • Riabilitazione nutrizionale (corsi residenziali, pratici e teorici, sulla corretta alimentazione e stile di vita);
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ASSOCIAZIONI E NO PROFIT
• Supporto ai diritti dei pazienti e attività di advocacy. Segreteria Lunedì-Venerdì dalle 9.00 alle 12.00 Web www.associazioneangolo.it E-mail angolo@cro.it Tel. /Fax: 0434 659.277
ANLAIDS ONLUS Associazione Nazionale Per La Lotta All’Aids Promuove iniziative volte allo sviluppo della ricerca scientifica nei campi della prevenzione, diagnosi e cura dell’infezione e delle forme morbose a essa correlate. Sono attivi servizi informativi, di counseling telefonico, di assistenza e consulenza psicologica, legale, sociale e medica. Indirizzo Via Franco Gallini, 2, 33081 Aviano, c/o Prof. Umberto Tirelli, Oncologia Medica A, cro di Aviano (pn) Web www.anlaids.it E-mail anlaids@cro.it Tel 0434-659284 Fax 0434-659531
ASSOCIAZIONE ROSARIO SCARPOLINI ONLUS L’Associazione è nata con lo scopo di dare ospitalità alle famiglie che devono prestare assistenza a un proprio caro durante le terapie oncologiche e si propone di collaborare con le varie Associazioni oncologiche. L’Associazione ha messo a disposizione un primo appartamento, composto da due camere con due letti singoli, ampio angolo cottura, sala da pranzo e due bagni, in grado di ospitare contemporaneamente due famiglie. Il “Piano ospitalità Casa” prevede il suo utilizzo, a titolo gratuito, dando priorità ai malati in età pediatrica e/o con minori
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possibilità economiche. Indirizzo Via Garibaldi, 23, 33080 Roveredo in Piano (pn) Web www.associazione rosarioscarpolini.org E-mail info@associazionerosarioscarpolini.org oppure segretario@ associazionerosarioscarpolini.org Tel 338.6598177
SOROPTIMIST INTERNATIONAL Il Soroptimist di Pordenone, fondato nel 1973, appartiene al Soroptimist International, un’organizzazione dinamica di livello mondiale di donne impegnate in attività professionali e manageriali che promuove l’avanzamento della condizione femminile e i diritti umani. L’Associazione promuove azioni e crea opportunità per migliorare la vita delle donne attraverso la rete delle socie, la cooperazione internazionale, il volontariato e l’amicizia e opera per un mondo dove le donne possano realizzare il loro potenziale individuale e collettivo, le loro aspirazioni e avere pari opportunità di creare forti comunità pacifiche. Soroptimist Pordenone sostiene al cro di Aviano il progetto “Scuola in Ospedale” per dare supporto scolastico al reparto di Radioterapia pediatrica per non far perdere anni scolastici ai piccoli/adolescenti pazienti ricoverati. Il supporto scolastico avviene grazie ad un gruppo di maestre/professori che si dedicano gratuitamente a questo nobile scopo. Indirizzo Via Oberdan, 19, 33170 Pordenone Web www.soroptimist.it E-mail soroptimist.pordenone@gmail.com
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ASSOCIAZIONE VIA DI NATALE ONLUS L’Associazione Via di Natale ha realizzato una struttura di accoglienza per i malati di cancro e i loro familiari nei pressi del cro di Aviano. Piani di ospitalità: Pazienti in terapia ambulatoriale al cro di Aviano: l’ospitalità è consentita al paziente solo per la durata della terapia; il periodo massimo di permanenza sono 4 settimane. Familiari di pazienti ricoverati: l’ospitalità è concessa a un solo familiare per paziente. Il periodo di permanenza concesso è di 2-3 settimane. Hospice: l’ospitalità è riservata ai malati di cancro nella fase di malattia in cui non vi è più indicazione di un trattamento chemio o radioterapico volto alla guarigione o al trattamento della malattia tumorale ma sono indicate solo cure palliative finalizzate ad alleviare la sofferenza e a migliorare la qualità della vita. Hanno priorità di accoglienza a titolo gratuito le persone con minori possibilità economiche. Il ricovero in Hospice garantisce la disponibilità di un’assistenza specializzata. Indirizzo Via Franco Gallini, 1, 33081 Aviano (pn) Web www.viadinatale.org E-mail sede@viadinatale.org hospice@viadinatale.org Tel 0434-660805 Fax 0434-651800
CIFAV - Centro d’Informazione sul Farmaco Area Vasta Il Centro di Informazione sul Farmaco
ASSOCIAZIONI E NO PROFIT
per l’Area Vasta promuove attività di divulgazione e informazione a cittadini, pazienti e professionisti sanitari su tutto ciò che attiene l’utilizzo appropriato dei medicinali e terapie farmacologiche. Promuove la conoscenza dei diritti all’assistenza e alle cure, anche in favore di pazienti e cittadini non di lingua italiana o di persone con particolari difficoltà di comprensione. Risponde a quesiti specifici su farmaci e terapie, posti dagli utenti attraverso uno specifico modulo (scaricabile dal sito) o al servizio di posta elettronica. Indirizzo Via Franco Gallini, 1, 33081 Aviano (pn) Web www.cifav.it E-mail info@cifav.it Tel 0434-659221 / 0434-659738 Fax 0434-659743 Biblioteca per i Pazienti Tel 0434-659248
FONDAZIONE BIASOTTO A Fondazione Biasotto collabora attivamente con il cro di Aviano assicurando il trasporto gratuito dei malati oncologici residenti nella provincia di Pordenone, che si trovano in situazioni economiche e/o familiari di particolare necessità. Organizza conferenze e dibattiti sulla prevenzione dei tumori e l’educazione alla salute e supporta medici e infermieri del cro con contributi economici destinati a corsi di aggiornamento. Mette a disposizione due propri automezzi e autisti volontari per il trasporto gratuito di ammalati oncologici dal proprio domicilio alle strutture sanitarie provinciali per visite oncologiche e/o terapie. Indirizzo Via Leonardo Da Vinci, 44, 33080 Ghirano di Prata di Pordenone
Web www.fondazionebiasotto.it E-mail fondazione.biasotto@virgilio.it Tel 335-7000760 Fax 0434-622141
ASSOCIAZIONE VOLONTARI E AMICI DI PRENDERSI CURA Nata a Pordenone nel 2008 come progetto pilota delle Associazioni di volontariato del territorio pordenonese, gestisce sportelli informativi oncologici nelal AASn5 Friuli Occidentale fornendo supporto ai pazienti e ai loro familiari. I volontari guidano i malati e i familiari all’utilizzo delle risorse esistenti sul territorio nonché distribuiscono guide ai diritti dei malati oncologici e dei loro familiari, consigli utili per gestire il percorso di cura. Presso la casa Via di Natale ad Aviano organizza un Gruppo di auto mutuo aiuto rivolto ai malati e ai familiari a sostegno emotivo e psicologico che si riunisce tutti i giovedì alle 17.30. Associazioni aderenti al Progetto Prendersi Cura: ADOS – Associazione Donne Operate al Seno Comitato di Maniago AGMEN – Associazione Genitori Emopatici Neoplastici, AIL – Associazione Italiana Leucemie, ALL – Associazione Lotta al Linfedema, ALRFVG – Associazione Laringectomizzati, ANDOS Comitato di Pordenone – Associazione Donne Operate al Seno, ARIS – Associazione Regionale Incontinenti e Stomizzati, Biblioteca di Sara, GIULIA, LILT – Lega Italiana Lotta contro i Tumori, La Fenice Onlus, Associazione Rosario Scarpolini Onlus, VIA DI NATALE. Nel 2015 “Associazione Volontari e Amici di Prendersi Cura” sottoscrive con il CRO di Aviano una convenzione per dare supporto anche ai pazienti
del CRO aggiungendosi e integrandosi con le altre associazioni di volontariato già da anni attive e operanti al CRO. Per informazioni: Associazione Volontari e Amici di Prendersi Cura Indirizzo via De Paoli n° 19 Pordenone Web www.associazionioncologichepn.it E-mail ass.oncologichepn@libero.it Tel 0434 20042 Fax 348 9014747
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COS’È IL 5X1000?
5X1000 AL CRO: COME FARE?
È la quota di Irpef che ogni contribuente può destinare, senza alcun costo o aggravio fiscale, a Istituti o Enti che svolgono attività di ricerca scientifica e sanitaria come il cro di Aviano.
Per destinare il 5x1000 al cro, il contribuente dovrà scrivere nell’apposito spazio della dichiarazione dei redditi il Codice Fiscale del cro, nella sezione Finanziamento della Ricerca Sanitaria.
Codice Fiscale CRO Aviano
00623340932
Possiamo ancora fare molto assieme! Le nuove frontiere della Ricerca Progetti di punta
� Tumori al seno nelle giovani donne � Terapie cellulari avanzate � Nanomedicina � Trials Clinici innovativi basati su diagnosi molecolare avanzata � Diagnosi e terapia dei sarcomi � Prevenzione del carcinoma gastrico � Nuovi approcci di terapia nel cancro del retto
Adotta un ricercatore
Investire oggi per avere domani validi professionisti che proseguano la ricerca clinico-sperimentale diventando competitivi anche all’estero è un obiettivo-chiave del cro. Per conseguirlo è necessario agire su più fronti: preparando e formando le nuove generazioni, aumentando il numero di studenti supportati da borse di studio o contratti di ricerca, migliorando gli ambienti, allestendo con alta tecnologia i laboratori di ricerca e offrendo stage di formazione all’estero.
Aggiornamento tecnologico
È stato possibile acquisire apparecchiature di nuova concezione ad alto impatto tecnologico per ottenere da un lato diagnosi precise e precoci e, dall’altro, ricerche innovative e d’avanguardia.
Campus
Il Campus del cro, edificio ad uso abitativo per i ricercatori, è nato anche per essere luogo elettivo in cui esperienze e idee dei suoi frequentatori, provenienti da diversi Paesi, si possano incontrare e sviluppare per il progredire della ricerca. Il Campus farà da propulsore per spingere una ricerca più avanzata e innovativa che possa offrire ai pazienti cure ancor più efficaci. Esso è anche una nuova sfida verso l’internazionalizzazione della scienza.
Patient Education & Empowerment
La ricerca per il paziente con il paziente: un nuovo approccio nella pratica della medicina secondo cui l’informazione accurata, la comunicazione diffusa, l’educazione terapeutica, la formazione degli operatori, l’orientamento negli ambienti, le sperimentazioni cliniche e la ricerca di nuovi farmaci, i trattamenti e i percorsi assistenziali innovativi, sono realizzati, fin dalle prime fasi, laddove possibile, con il coinvolgimento dei pazienti e delle loro associazioni.
grandi
risultati si costruiscono
insieme per
mille
al cro di aviano
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ricerca che cura Dai il Tuo contributo scrivendo il Codice Fiscale del cro di Aviano nella sezione Finanziamento della Ricerca Sanitaria.
Codice Fiscale cro Aviano 006 233 409 32
5MILLE PER
AL
CRO
www.cro.it
il CRO di Aviano Il cro è un irccs (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) che, integrato nel Servizio Sanitario della Regione fvg e nella rete di Istituti di eccellenza nazionale, persegue le finalità della cura e dell’innovazione. Da oltre 25 anni svolge attività di alta qualità per la cura delle malattie oncologiche e pubblica i risultati delle sperimentazioni terapeutiche e della ricerca clinico-sperimentale nelle più importanti riviste scientifiche internazionali. Il cro è da sempre impegnato a offrire un nuovo approccio al paziente, che viene considerato come persona nella sua totalità. Non ci si prende cura solo della malattia, ma ci si occupa di tutta la sfera che lo circonda, compresi i familiari che gli sono vicini, affinchè cura e umanizzazione vadano di pari passo e siano orientate alla persona e alla qualità di vita.
CRO