Mi sono detta che per molte persone le vacanze, i viaggi, sono e rimarranno un sogno anche per quest'anno. Allora vorrei suggerire un'alternativa che, intendiamoci, può essere valida per tutti. E se pensassimo a stare in armonia con i nostri cari, con la nostra famiglia, cercando all'interno di essa la serenità e la forza per continuare la nostra battaglia quotidiana della normalità? Niente stress, niente vita mondana, niente viaggi esotici, ma solo un viaggio dentro i nostri affetti.Avolte basta guardare i bambini piccoli per trovare, come per incanto, la forza per andare avanti, per dimenticare le fatiche, per non farci condizionare dallo spread che sale, dalle tante notizie di economia, di mala politica, di malcostume ecc. con le quali i media ci bombardano. Ho fatto girare questa mia proposta tra i miei amici e voglio proporvi, di seguito, qualche loro commento: Patty Io le ho già iniziate ... ho avuto i miei nipoti per una settimana e sono ancora sotto shock. E lo sono perché mi comporto come loro; corro, gioco, li faccio divertire, mi riducono casa che sembra un enorme zoo, luna park e campeggio nello stesso tempo. I bambini però sono affascinanti, con una fantasia sfrenata che quando viene incoraggiata non si sa in quale isola si va ad approdare. Per qualche giorno mi riposo ... aspetto la seconda ondataaaaa !!!! Ciao, buone vacanze. Giovanna Il viaggio alternativo che ci proponi è il miglior viaggio in assoluto che ognuno di noi dovrebbe fare. Ti auguro di trascorrere questi mesi come il tuo cuore desidera. Saluti affettuosi. Giorgio È vero, basta poco per far vacanza: bastano le persone che senti vicine ... ma che ci sono proprio, fisicamente! Siamo troppo programmati, imprigionati in orari, lavoro, scadenze, doveri familiari, tutto molto importante, ma perdiamo il gusto di stare insieme per il semplice piacere di farlo. Non può essere vacanza rimandare le pulizie di casa per mangiare un gelato in compagnia? Buone vacanze qualsiasi esse siano. Simona: Uno dei momenti più belli che ricordo è un pomeriggio durante le vacanze di Natale sul divano, sotto il plaid con mia figlia minore a guardare “La spada nella roccia”: sembra niente ma un’oasi di pace tutta per noi è impagabile. Cercherò di ricordarlo e ripetere (sia pure senza plaid!). Comunque a volte vicino a noi ci sono posti incantati da riscoprire durante l’estate, senza mettersi in coda sotto il sole. Sergio Ho cominciato la prima settimana di centro estivo con i piccoli della scuola. Un’esperienza che avevo accettato solo per rimettere in sesto le finanze, rimpiangendo la spiaggia e le passeggiate, invece l’allegria e l’entusiasmo di questi bimbetti sono contagiosi e mi stanno facendo trascorrere uno dei più bei momenti della mia vita.
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L INTRUSO dalla Redazione
Mamma mia! Ma come è possibile che non si riesca ad avere la cifra esatta di coloro che stanno vivendo, oramai da tempo, il dramma di non sapere con certezza se dovranno andare a chiedere l'elemosina e a dormire sotto un ponte dal momento che potrebbero rimanere senza lavoro e senza pensione? E mentre il Ministro Fornero, l'Inps, la politica e i sindacati giocano le loro partite i “soggetti”, gli “esodati” (non le persone, badate bene!), lavoratori over 50 espulsi dal mercato del lavoro e non ancora ammessi in pensione in conseguenza di un innalzamento dell'età o dei requisiti per accedere al trattamento pensionistico, attendono impazientemente, in totale confusione ed oramai in preda al panico, che si faccia un minimo di chiarezza. Il Ministro “ipotizza” un tavolo tecnico per risolvere la questione.
Sulle soluzioni per risolvere il problema, il Ministro puntualizza: “Sono allo studio diverse ipotesi su cui il governo vuole confrontarsi con le parti sociali e il Parlamento. Si potrebbe pensare ad una norma per estendere il contributivo pieno anche agli uomini oltre che per le donne, come opzione di scelta da domandare al lavoratore e all'azienda ... Un'altra ipotesi potrebbe essere ‘una deroga alla nuova disciplina pensionistica’. Saranno comunque privilegiati coloro che sono interessati da accordi collettivi di uscita dall'impresa e coloro che maturano il diritto alla pensione entro il 2014 o hanno superato una certa soglia di età. Per i più giovani, invece, il governo potrebbe estendere il trattamento di disoccupazione o pensare alla partecipazione a lavori di pubblica utilità. Entro la fine dell'anno sarà istituita una commissione per verificare le forme di gradualità nell'accesso al pensionamento: su questo ci sarà il massimo impegno nel corso dei prossimi mesi”. E se poi si scoprisse che i dati dell'Inps sono reali? Ministro, con tutto il rispetto, come si fa a crederle? Lo sa che i maligni potrebbero pensare che il suo pianto iniziale, quello ai suoi esordi, tanto per intenderci, fosse da attribuire al fatto che i numeri li conosceva già e sapeva di dover mentire agli italiani? Di tutto avremmo potuto aspettarci tranne che lei, specialista nella materia su cui dovrebbe essere competente, commettesse errori tanto gravi. Lei non dovrebbe, ora, usare frasi quali: “si potrebbe ipotizzare, si potrebbe valutare, si potrebbe prevedere, potremmo studiare un piano” ... perchè avrebbe dovuto ipotizzare, valutare, prevedere e studiare un piano prima. Avrebbe dovuto avere un quadro della situazione minuzioso, completo sin nei minimi dettagli, prima della riforma. Quando si fa una riforma di tale importanza non si dovrebbero avere dati precisi, ineluttabili ed indiscutibili a priori? Va beh, oramai la frittata è fatta! Questo, Ministro, è purtroppo uno dei tanti esempi di un Paese che non funziona, che non è nemmeno in grado di fornire quei dati che dovrebbero essere doverosamente e rigorosamente registrati in appositi archivi. E questo nonostante un governo di specialisti come Lei. Spero solo che lei, Ministro Fornero, possa vincere la partita finale e che davvero si possa trovare la giusta soluzione per tutti quei connazionali che stanno vivendo una drammatica, e umanamente insopportabile, situazione di incertezza.
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OPINIONI di Giovanni il Battista
Demagogicamente capisco il facile esercizio, per esempio dei politici italici, di scaricare sull'Europa (leggi famigerata Ang(h)ela) i loro problemi e la mancanza della risoluzione della crisi interna, ma se analizziamo in maniera asettica il passato e la gestione dei Paesi europei “a rischio” dobbiamo oggettivamente ammettere che le eventuali colpe della delicatissima situazione é loro e solo loro e non della povera sederona-Merkel che non c'entra niente. La crisi epocale che stiamo vivendo viene da lontano. L'amministrazione della cosa pubblica messa in atto dai governi via via andati al Potere può venire definita quantomeno scellerata. Da qui l'enorme debito pubblico, gli impegni non rispettati, le insolvenze, le inadeguatezze ricadono su politici assurti, nei vari momenti, alle maggiori cariche nazionali e non solo. La responsabilità ricade in primis su di loro ma anche e direi, provocatoriamente (ma 4
FRECCIATINE mica tanto ...), sul Popolo che li ha votati e sostenuti per anni, per decenni. Lui (il Popolo) é altrettanto responsabile sopratutto per avere coscientemente scelto “quei” loro rappresentanti, pescando miratamente le persone che a loro potevano in qualche modo venire utili, persone da manovrare a loro piacimento per gestire da un punto di vista formale, indirettamente, il Potere nel modo che conosciamo e che sistematicamente denunciamo: gli intrallazzi, le tangenti, il clientelismo, la raccomandazione, no alla meritocrazia, l'usurpazione, le lottizzazioni, il non affrontare i problemi assumendo persone per fare cassa (voti), ma in effetti per non fare niente, non risolvendo colpevolmente le problematiche del Paese, facendo salire il debito pubblico e aggiustando il tutto con una sistematica attività svalutativa. Ma tant'è: questi addebiti nessuno sembra volerseli storicamente ed oggettivamente accollare, come se loro non ci fossero mai stati (con i loro predecessori), come se nessuno di loro abbia vissuto in Italia dagli anni '70 ad oggi! Come se nessuno di loro fu al Governo del Paese: “Io? Ma io non c'ero! E tu ... ?” In quest'ottica, nessuno escluso: di destra, di centro, di sinistra. Siamo alle solite: non è colpa nostra ma dell'Europa, della culona teutonica. Comunque è colpa degli altri! Cosa c'entra quindi la famigerataAng(h)ela? In Germania, quando le cose andavano bene, si è provveduto a fare le riforme, a lasciare invariati gli stipendi, a ridurre il costo della pubblica amministrazione, a mettere a posto gli importanti costi incontrati per la riunificazione delle due Germanie! Ed ancora una volta sbaglia chi muove dei rimproveri alla Germania dicendo che in quella fase gli altri Paesi Europei diedero loro grandi aiuti per uscire dalle difficoltà. Qualche soldo è si stato dato da qualche altro Paese, ma sono stati restituiti con gli interessi e loro (i teutonici) se la sono cavata da soli, brillantemente!
ridussero la durata ed il livello di copertura dei sussidi di disoccupazione, trasformando gli uffici di disoccupazione in vere e proprie Agenzie del lavoro, liberalizzando il lavororo temporaneo e chiedendo al lavoratore disoccupato di accettare mansioni differenti da quelle per le quali era maggiormente qualificato. Si disincentivarono le aziende dal licenziare il personale più anziano, meno facile da reimpiegare, e si incentivò invece il trainig del personale aziendale.
Nel frattempo venivano bloccati i salari e aumentati i contributi per la sanità. Vi furono riduzioni dei salari nel 2004: i lavoratori della Volkswagen accettarono il contenimento dei salari per circa due miliardi di Euro. Non vi furono forti frizioni con i sindacati, coscienti e collaborativi. Questi sindacati furono comunque tacciati dai loro colleghi europei di “traditori” (perché non sempre “contro” i padroni, a prescindere). Molto altro si potrebbe dire sui grandi progetti messi in atto e concretizzati dal “fronte tedesco”. Cosa dice Ang(h)ela? Semplice: “voi Paesi a rischio non avete pensato nel passato a cosa vi poteva capitare conducendo una sfrenata “dolce vita”?. Ora siete in difficoltà? D'accordo: non ci sono problemi per un aiuto diretto (Germania) o indiretto (con il nostro avvallo attraverso la BCE, il fondo salva-stati, gli Euro-Bonds). Piccola condizione: prima mettete in atto le riforme strutturali conosciute (le cose che non funzionano, sopratutto nel Pubblico, nelle caste, nella previdenza, nei privilegi), fate delle leggi precise e chiare alle quali dovrete attenervi (istituzionale, corruzione, giustizia, pubblica amministrazione), fate vedere che funzionano e che non siano le solite furbate con i soliti fumosi proclami e poi si parte, tutti assieme, per una uscita velocissima fuori dalla crisi!”. Cosa Catena di montggio Volkswagen dice di male la famigerata Ang(h)ela? Non ha ragione? Anche alla fine degli anni '90 quando vi fu un'altra forte reCome risulta evidente, le cose che chiede la “germanica cessione la Germania perse 500.000 posti di lavoro.Gli dalle abbondanti forme” è sostanzialmente quanto ogni “zucchini” reagirono subito: sfornarono in breve un progovernatore di Paese (o buon padre di famiglia) avrebbe gramma pluriennale di riforme, la cosiddetta Agenda 2010, dovuto fare già da anni “motu proprio”, senza attendere la 5
OPINIONI bacchettata da parte della “maestrina dalla birra facile”. O no ... ? La verità è che, per esempio per i miei amici italiani, è cosa durissima, se non impossibile, fare veramente i famosi ”compiti a casa”. Perché ? Perché, come già precisato più su, si è sempre vissuto e governato all'acqua di rose, al volemose bene, a giocare a nascondere le marachelle (nevvero Dr. Prodi per l'aggiustamento dei conti per entrare nell'Euro, per esempio), alle furbatine, agli intrallazzi, e cosi via ... D'accordo che tutto si è scatenato nel 2008 con lo scandalo dei “subprime” americani ma questo modus operandi fu adottato negli anni, solo fittiziamente prosperosi, anche sopratutto dal resto del Mondo e questa tempesta si abbattè su sistemi già fatiscenti (sui paesi ridanciosi già sull'orlo della bancarotta!). Cosa c'entra la famigerata e teutonica Ang(h)ela? Poverina, dovremmo anzi dedicarle un monumento! Invece, ancora oggi si beatifica chi (Giulio Andreotti, per esempio) al potere negli anni ruggenti proclamava invece di imparare: “Amo cosi tanto la Germania che ne preferivo due!”. Dice Gian Enrico Rusconi, già docente all'Uni di Torino: “È riemersa una sub-cultura che utilizza stereotipi rilanciati con l'intento - riuscito - di offendere e di non informare”. Dice FrancoTatò Ex- Ceo di Mannesmann Kienzle e di Olivetti nel Mondo, della Mondadori e di Enel: “Con la giusta politica degli equilibri e dei sacrifici per i datori di lavoro, dello Stato e dei lavoratori in generale, la Germania ha fatto si che, decenni di valuta forte (il marco) permettesse , per esempio, di abbassare il costo delle importazioni: dalla benzina alle banane. Tutto costava poco e finanziava uno stile di vita alto anche nelle famiglie a reddito medio-basso.” Si legge sul Washington Post: “In un mondo strapieno di posti di lavoro mal pagati, ai Paesi ricchi conviene una forza lavoro ben scolarizzata, continuamente formata e un'industria che si concentra su prodotti ad alto valore aggiunto garantendo ai dipendenti la sicurezza del posto di lavoro e dei salari”. Un recente studio ha pubblicato i salari orari in Euro di un lavoratore manifatturiero in Europa*:
In Italia il percorso richiesto da Ang(h)ela, contenuto nella famosa lettera della BCE del 2011, è il minimo per fare le cose per bene, non per ossequiare la teutonica, ma per il bene proprio, del Paese del Sole! Non farlo sarebbe come, per non darla vinta alla “Krukka”, spararsi ... diciamo ... nei piedi. Di questi giorni, purtroppo, un'ulteriore conferma di quanto detto sopra. Il Governo ha presentato una manovra da 80 miliardi di Euro per la crescita! Eccezionale direte voi: cosa vuoi di più dalla vita! Cosa c'è sotto? la solita furbatina italica: “Noi si che siamo i più bravi!” Questo piano per la crescita doveva forzamente venire presentato al Mondo, visto che altrimenti la speculazione si sarebbe accanita sull'Italia dopo o in contemporanea con la Spagna, per la disastrosa situazione dei conti. I furbetti hanno pensato: “Ora facciamo il compitino per i citrulli europei cosi siamo a posto! Presentiamo il piano alla fine di giugno alla riunione di Bruxelles e tutti ci diranno: ma che bravi !”.
Qual'è il piccolo problema? Degli 80 miliardi di Euro del piano, 1 o 2 miliardi sono reperibili: gli altri 78 o 79 sono solo virtuali ed hanno delle fonti (accennate dal Governo) dubbie o addirittura sconosciute! Capite dove sta l'arcano? Cattiva la Culona? Non mi sembra proprio. Mi fa tanta tristezza, e nel contempo grande rabbia, vedere il doppiogiochismo dei vari Bersani , Casini ed in minor misura Alfano, di proclamare all'esterno che le cose non vanno, ma di non prendere nessuna vera iniziativa per uscire dal tunnel, se non quella di recarsi in Parlamento (o nottetempo a Palazzo Chigi passando per i labirinti sotterranei di via del Corso) per ossequiare i loro professori salvatori! Com'è triste la vita. Amici italiani: che femo? La Culona è la vostra più grande amica! Tenetevela stretta ed ascoltatela qualche volta! “Se in un primo momento l'idea non è assurda non c'è nessuna speranza che si realizzi” (Albert Einstein)
Non c'è qualche cosa che non va nel “boom” dei salari nei Paesi furbetti ? Vogliamo parlare del debito pubblico? Della fiscalità? Del PIL ? Ahi ahi ahi! Cattiva la Culona? Amio modesto avviso, assolutamente no! 6
“Esitare va benissimo, se poi però fai quello che devi fare” (Berthold Brecht) Bis bald und auf wiedersehen !
ATTUALITÀ di Manuel Figliolini
Unioni civili dal mondo E Bersani torna dal 2006 Ma questa piccola rivoluzione non è iniziata in America con le parole di Obama, bensì nella campagna elettorale dell'attuale Presidente francese, Francois Hollande, che in un intervista per “Tetu” (testata giornalistica lgbt) rispondeva così alla domanda di quando saranno possibili i matrimoni tra persone dello stesso sesso. “I primi mesi dei lavori parlamentari saranno essenzialmente dedicati alla programmazione economica e, poiché desidero una buona discussione, meglio cominciare agli inizi del 2013 e terminare in primavera. E poi si sa che la primavera è una buona stagione per sposarsi!”. Francois Hollande
Ma perchè il Presidente americano ha fatto questa dichiarazione adesso e non prima? Alcuni pensano che sia una mossa politica, il tema dei diritti omosessuali sta molto a cuore dei giovani votanti; con questo espediente Obama avrebbe conquistato una parte di elettorato molto importante per la sua candidatura alle Presidenziali 2012. Altri invece pensano che abbia dovuto confermare l'appoggio della sua parte economica necessaria per la campagna elettorale. I “bundlers” sono coloro che raccolgono per il candidato fondi (mezzo milione di dollari) e nei bundlers di Obama, uno su sei è gay. 8
Le affermazioni di Hollande hanno avuto l'apprezzamento di tutta la comunità gay europea che ha sempre sperato in un centro sinistra che potesse assicurarle dei diritti sociali. E non dimentichiamo che la Francia ha già conquistato i PACS (i Patti Civili di Solidarietà) ... E noi ancora niente.
SOCIETÀ Ad un mese di distanza dalla campagna di Hollande, dalle affermazioni di Obama, ci furono le affermazioni del leader del centro sinistra Bersani (forse ancora gasato dalla vittoria alle comunali): “Non è accettabile che in Italia non si sia ancora introdotta una legge che faccia uscire dal far west le convivenze stabili tra omosessuali, conferendo loro dignità sociale e presidio giuridico”.
vincerà le elezioni nel 2013, che dimenticherà l'affermazione di Bersani o la modificherà per far piacere ai cattolici ... che scoppierà dopo poco e che ci rivedrà alle urne per assistere alla vittoria schiacciante del centro destra. E intanto le unioni civili torneranno in fondo ai programmi elettorali da usare in caso di campagna.
Ma i partiti non capiscono che i diritti per delle persone che si amano sono molto importanti indipendentemente dalle diversità o meno sessuali. Precludere i diritti a persone che sono cittadine è pura discriminazione. Se poi si pensa che questa differenziazione è fatta solo per una questione di scelta sessuale diventa ancora più pesante come discriminazione. La difesa di questi diritti è quello che ci si aspetta da un partito di centro sinistra, indipendentemente dalle frange cattoliche. La memoria storica e la conoscenza ideologica del partito una volta erano prerogativa. Adesso l'ideologia non esiste ... o se esiste non è contemporanea al momento attuale. Purtroppo l'ideologia che solidifica i partiti non c'è più, almeno nel centro sinistra, a differenza del centro destra che ha molta solidità al suo interno (devono fare gli interessi di Mister B. e i loro) ... Poche idee ma comuni e facili da seguire. Di prima istanza sono parole che hanno ingrossato il cuore alla comunità LGBT italiana, pensando che finalmente i diritti sociali e civili si sarebbero estesi anche a loro. Ma non dimentichiamo che le unioni civili erano già state un punto della campagna elettorale dei DS nel 2006 che vennero eliminate in corso d'opera per far contenti i cattolici e Rutelli. Il centro sinistra vinse le elezioni e di unioni civili non se ne parlò più, finche nacquero i DICO, una serie di doveri, pochi diritti, che a prima vista potrebbero essere meglio di niente, ma degli esseri viventi di una società non devono accontentarsi di alcuni diritti, ma pretenderli ed averli tutti ... come tutti. Ma i DICO vengono ostacolati della Chiesa che fa forti pressioni su Prodi, dalla Binetti che è diventata parlamentare ... E la legge dei DICO viene ingoiata nelle fauci cattoliche della Chiesa e nelle fauci dei cattolici di sinistra. Tornando ai giorni nostri e all'affermazione di Bersani, il giorno seguente la dichiarazione di Fioroni: “Niente coppie gay o mi candido alle primarie”. Ed eccoci di nuovo nel 2006 con un centro sinistra non compatto nel suo interno, che cerca di creare delle alleanze con dei partiti che non hanno niente da spartire ... che
E, tornando all'argomento di questo articolo, è molto difficile portare avanti degli interessi di una comunità (gay, lesbo, trans) quando non si è nemmeno d'accordo su temi d'interesse nazionale. 9
ATTUALITÀ di Umberto Fantauzzo
Vaticangate L apparente armoniosa etica della Santa Sede turbata dal Corvo Il corvo che presumibilmente abbia reso possibile la sottrazione furtiva di carte riservate del pontefice, come da denominazione in codice segreto “Maria” per la conduzione inquisitoria del caso da parte della magistratura pontificia, è stato identificato nella persona di Paolo Gabrieli, maggiordomo del pontefice al quale erano accessibili tutte le stanze private del papa, e immediatamente arrestato dalla gendarmeria pontificia. Le autorità vaticane, definendo il trafugamento dei documenti privati un “grave reato criminoso”, intendono seriamente andare a fondo della questione in oggetto affidando il caso alla competente giustizia pontificia affinché i responsabili del reato, imputati per ricettazione e divulgazione di informazioni segrete indebitamente impossessatisi, rispondano dei loro atti criminali. In tale contesto, considerando la delicatezza dell’evento e la grave complessità del caso, sorge il fondato sospetto che il detenuto maggiordomo pontificio funga da capro espiatorio, astuta strategia per depistare l’indagine di reperibilità del reale responsabile che potrebbe intanto spaziare in ambiti gerarchici molto più elevati del semplice livello di servitù papalina. La repentina reazione da parte delle autorità ecclesiastiche a tale scandalo è da ricondurre con certezza alla inamovibile intenzione del giornalista Gianluigi Nuzzi, autore delle due ultime pubblicazioni dal titolo “Sua Santità e 10
SOCIETÀ i documenti segreti di Benedetto XVI” e “Vaticano S.p.A.”, di voler obiettivamente rivelare ai suoi ipotetici lettori, in virtù della deontologia giornalistica e libertà di stampa, sulla base di documenti inediti e corrispondenza segreta, con tangibile evidenza tutte le incognite iniziative del Vaticano. I due saggi dispongono di un ampio ventaglio di scottanti informazioni da cagionare un violento movimento sismico che potrebbe scuotere radicalmente la reputazione etica della cristianità cattolica sull’intero globo terrestre. L’infelice coincidenza cronologica dello strano evento dello scorso 24 maggio, data in cui il presidente della IOR (Istituto Opere Religiose ovvero Banca Vaticana fondata dal Papa Pio XII nell’anno 1941) professor Ettore Gotti Tedeschi viene ingenerosamente sfiduciato dal consiglio di sovrintendenza per futili motivi, enfatizza enormemente la gravità del caso precedentemente menzionato, inoltre l’immediata divulgazione dei verbali della seduta del Consiglio di Sovrintendenza, all’origine “top secret”, per il tramite dei media in rete, hanno ulteriormente ingigantito la curiosità dell’insolita circostanza. Il professor Tedeschi ha reagito con serenità a tale misteriosa decisione e non intende fare ricorso per non ledere ulteriormente l’immagine del papa che fedelmente rispetta. I salienti accadimenti di scandalo descritti nel corso della cromatica narrativa giornalistica dell’autore dei due saggi evidenziano con sbalorditiva efficacia la gravità morale delle tragedie recitate dietro le recondite quinte del vaticano costituendo nel contempo tangibile operato di cruda realtà empirica e non da surrealismo di scenata plateale.
Prof. Gotti Tedeschi
Tra gli eventi nella fattispecie di maggior clamore, che con satirica metafora potrebbero essere considerate novelle da “gossipy story” di crudele letteratura “thriller”, si potrebbero annoverare con procedimento storiografico alcuni salienti accadimenti attuatisi nella “Santa Sede” nel corso della sua evoluzione postbellica, in tal senso sarebbe opportuno prendere le mosse dalla consapevole insensibilità di Papa Pacelli (pontefice tra il 1939 al 1958) assunta verso la causa della Shoah (sterminio degli Ebrei nei Lager nazisti); ovviamente un comportamento non compatibile con la nobile etica cristiana predicata e praticata da Gesù come il drammaturgo tedesco Rolf Hochhut autore del libro “der Stellvertreter. Ein christliches Trauerspiel” ( il Vicario. Una tragedia cristiana) ha inteso e saputo letterariamente dimostrare con successo. Papa Pacelli durante il suo pontificato coincidente con la costruzione politica della Repubblica Italiana, ebbe l’impudenza di impartire la scomunica a tutti gli elettori italiani simpatizzanti della sinistra comunista, interferendo in tal modo negli affari di stato di una nazione straniera; inoltre il medesimo fondò la IOR Istituto Opere Religiose nel 1941, nonché Banca Vaticana che nel corso dei successivi decenni divenne teatro permanente di numerosi scandali. Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Pacelli. Papa Pio XII
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ATTUALITÀ Nel saggio “Vaticano S.p.A.”del giornalista Gianluigi Nuzzi monsignor Paul Casimir Marcinkus, nominato nel 1971 presidente dello IOR, ricopre un ruolo di primo piano per l’esercizio della sua funzione di supremo responsabile della banca vaticana, che svolse con raffinati metodi di anomala tecnica contabile per aver presumibilmente compiuto numerosi illiceità in quanto nel corso dell’intero ventennio dal 1971 al 1989 del suo incarico bancario sembra essere stato coinvolto in alcune disavventure poco propizie e conseguentemente “plurinquisito”: il 26 aprile 1973 interrogato dalla procura newyorkese per ipotesi di riciclaggio di denaro e obbligazioni di appartenenza alla mafia locale; nel 1987 indagato dalla magistratura italiana in rapporto al crack dell’Ambrosiano la cui gravità penale dell’evento indusse l’autorità giudiziaria inquirente ad emettere un mandato di cattura nei suoi confronti, che dopo alcuni mesi, in virtù delle disposizione stabilite nei Patti Lateranensi, la Corte di Cassazione annullò. Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di stato e Camerlengo, titolo di cardinale che rappresenta la Santa Sede nella vacanza della sede pontificia conseguente al decesso del Pontefice, costituisce una figura trainante nell’ultimo saggio del giornalista Nuzzi, attorno alla quale gravitano tutti gli affari dello stato vaticano sia sul versante della politica interna che estera.
Il Cardinale Bertone con il Presidente della Repubblica
Il nome del Camerlengo Bertone è divenuto molto ricorrente nel recente giornalismo italiano ed internazionale per i suoi incontri segreti con il Berlusconi, tra i più degni di memoria l’incontro in occasione della cerimonia dei Patti Lateranensi il 20 febbraio 2011, un appuntamento da definire vergognoso perché svoltosi all’insaputa del Presidente della Repubblica, alcune ore prima del fissato arrivo di Giorgio Napolitano. In tale incontro molto riservato, da negoziato segreto per scambi simoniaci tra i due eminenti statisti Berlusconi e Bertone, sulla base delle richieste inoltrate dal Segretario di Stato, concernenti eutanasia, adozioni di single, soldi per le scuole cattoliche private ed il crocifisso nelle aule didattiche delle scuole pubbliche, è stato raggiunto un accordo in cui il cavaliere assentiva a tutte le richieste ed il segretario di stato, in segno di gratitudine, impartiva la sua benedizione con “l’imprimatur” della Santa Sede, la quale riconosceva il Biscione come legittimo premier dell’esecutivo italiano. 12
SOCIETÀ Paolo Gabrieli, con il Pontifice
si può evincere come il machiavellismo, con riferimento alla teoria politica di stato di Nicolò Machiavelli nella sua maggior opera “Il Principe”, nella quale il medesimo nell’arguta massima “il fine giustifica i mezzi” eleva a supremo precetto dell’arte del governare il consueto calcolo “egocratico di numerosi governanti assetati di potere, i quali anelando bramosamente l’effettuazione politica delle loro personali ambizioni escogitano strategie immorali come nel caso del nostro esimio cavaliere biscione, il machiavellismo di cui sopra, sia servito da efficace insegnamento ad alcuni eminenti prelati e funzionari dello stato pontificio per progettare e attuare dietro le invisibili quinte dei sacri palazzi del Vaticano azioni inconciliabili con lo spirito di fratellanza metafisica, carità, giustizia, umiltà e amore, virtù essenziali dell’etica cristiana.
Recentemente, a seguito del consueto intervento da parte di Marco Travaglio nel corso della trasmissione televisiva “Servizio Pubblico” di Santoro, il medesimo giornalista riferiva di un ulteriore segreto incontro BertoniBerlusconi allo scopo di esonerare il Vaticano dal pagamento dell’imposta IMU introdotta dal governo Monti. La clamorosa esclusività di enigmatici eventi esposti nei due saggi di Nuzzi potrebbe indurre l’interessato e attento lettore a costatare l’incoerenza morale della Cristianità nell’operato della Chiesa Cattolica e nel contempo rilevare la mancanza di trasparenza nella elaborazione giuridica
di numerosi infausti eventi del passato, caratterizzanti la drammaticità di comportamenti insoliti in Vaticano, che probabilmente per effetto di insabbiamento non sono stati mai chiariti per poi facilmente transitare nell’oblio. “In Vaticano i giochi di potere machiavellici sono la regola”, da questa testuale asserzione riportata in un articolo dell’International Herald Tribune, edizione 5 giugno 2012 13
ATTUALITÀ di Carlo Di Stanislao
Gioie e dolori
Siamo in piena crisi e le notizie che vengono dalla Spagna (aiutata con 100 miliardi alle banche ma non al governo) e dalla Grecia (ancora in piena confusione), fanno pensare ad una malattia ancora esplosiva e che potrebbe investirci tra i primi. Intanto il ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera è alla ricerca di 100 milioni (che forse troverà tassando le compagnie assicurative straniere), per la copertura del suo decreto di sviluppo, assolutamente urgente perché, ha detto al congresso dei Giovani di Confindustria, senza la crescita “non solo c'è un aumento del disagio sociale, ma anche la democrazia stessa è a rischio”. “La situazione non è più emergenziale - ha detto - ma è sicuramente molto critica, si è accumulato un affaticamento, dieci anni di difficoltà e due recessioni che si sono infilate l'una sull'altra, ma non è molto diversa da come ce l'aspettavamo”. 14
Sempre Passera ha affermato che il governo dovrà trovare risorse dalla spending review, che entrava nella sua settimana chiave, con una prima riunione prevista del Comitato sulla revisione della spesa e con la presenza del commissario Enrico Bondi. Le indiscrezioni che già dicono che con ogni probabilità si deciderà di allargare il campo di intervento inizialmente limitato al settore dell'acquisto di beni e servizi. Oltre al premier Monti siedevano attorno al tavolo i ministri Piero Giarda, Filippo Patroni Griffi, Vittorio Grilli e il sottosegretarioAntonio Catricalà. Ascoltata la relazione del Commissario Enrico Biondi, a cui il decreto di nomina assegna il compito di riuscire a fare tagli per una spesa complessiva, ha spiegato il ministro Giarda, che si aggira sui 100 miliardi complessivi. Nell’immediato dovranno essere fatti risparmi per 4,2 miliardi, da destinare ad uno scopo preciso: evitare l'aumento dell'Iva a ottobre. A Palazzo Madama è stato approvato un emendamento del Pd al decreto che allarga il campo di intervento a tutti gli aspetti della macchina pubblica. Entro il 30 settembre il governo dovrà presentare un programma che riguarda per esempio l'accorpamento delle strutture periferiche dell'amministrazione dello Stato, o la razionalizzazione dei Tribunali, ecc. e presentare subito dopo, insieme alla Finanziaria, i disegni di legge di attuazione del programma. Il decreto deve essere ancora approvato dalla Camera, ma il governo è intenzionato a procedere già su questa strada, come ha rivelato il ministro Grilli al Convegno dei giovani di Confindustria, dove ha parlato di una “fase due” della spending review. La preoccupazione del Governo riguarda i comuni e le Regioni, ai quali la Costituzione, all'articolo 119, attribuisce autonomia e nei cui Bilanci Bondi non potrà mettere becco.
ECONOMIA Chigi che “remano sistematicamente contro la sua politica”. Scalfari fa tre nomi: il capo di Gabinetto Vincenzo Fortunato, il sottosegretario Antonio Catricalà e il ragioniere generale del Tesoro Mario Canzio. Quando li ho scelti “non ero certo all'oscuro dei loro rispettivi percorsi di carriera, né di chi avesse avuto un ruolo decisivo nel valorizzarli in passato”, è la premessa di Monti. Ma “si tratta di qualificati funzionari dello Stato e nel decidere di avvalermi della loro collaborazione li ho valutati alla luce di quelle che, dopo attento esame, mi sono parse le loro caratteristiche di competenza, integrità, autorevolezza nell'esercitare le funzioni a esse attribuite, lealtà”. Forse ha ragione Mentana che si schiera soprattutto con la necessità di un tutto nuovo in politica in questo universo in cui il “grillomontismo” (neologismo nuovo di conio di Ilvo Diamanti), rischia di replicare in tutto il già visto.
Ma per Monti, viste anche le spese per il Sisma, era importante presentarsi al Consiglio Europeo di fine giugno con un programma che confermi l'affidabilità del risanamento dei nostri conti, che continuano ad andare tutt’altro che bene. Ma altrettanto essenziale, per la sostenibilità del debito, era dare un segnale ai mercati che il Pil si muove dal profondo rosso. Di qui il pressing di Passera a varare il decreto che dia qualche risorsa al sistema delle imprese. Visto che la Ragioneria generale non dà l'ok sulla copertura del capitolo Infrastrutture, in Consiglio dei ministri potrebbe intanto arrivare un decreto sugli incentivi all'industria e con alcune misure sulla giustizia (diritto fallimentare, udienza filtro per l'appello nel processo civile) attese dal mondo delle imprese. Infine, tornerà in Aula il ddl anticorruzione su cui la strada sembra tutta in salita. Il governo, dopo vari tentativi falliti di mediazione, valuta dunque un maxi emendamento che contempli la parte penale del provvedimento. Il ministro Profumo, ospite a Sky TG24, ha assicurato che il governo non cadrà su questo disegno di legge, ma non mancano le preoccupazioni. In una lettera su Repubblica, Mario Monti risponde a un editoriale di Eugenio Scalfari, in cui il fondatore del quotidiano aveva individuato “alcuni poteri forti” a Palazzo
La Nazionale di Prandelli potrà far bene, agli Europei di calcio, se punterà sul nuovo e sull’insieme. La stessa cosa avverrà, io credo, anche per il governo.
Dati Istat L’Istat ci dice poi che, negli ultimi dieci anni, mentre è salito il reddito per i lavoratori autonomi a qualcosa di più del 15%, vi è stato un calo del 3,5 per gli operai. E le brutte notizie non sono finite. Sempre l’Istat avverte che ad aprile l'indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dell'1,9% rispetto a marzo. Nella media del trimestre febbraio-aprile l'indice è diminuito del 2,5% rispetto al trimestre immediatamente precedente. Corretto per gli effetti di calendario, in aprile l'indice è diminuito in termini tendenziali del 9,2% (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 20 di aprile 2011). Nella media dei primi quattro mesi dell'anno la produzione è diminuita del 6,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, ad aprile 2012, variazioni tendenziali negative in tutti i comparti. La diminuzione più marcata riguarda il raggruppamento dei beni intermedi (-12,8%) ma anche gli altri comparti presentano cali significativi: del 7,9% i beni di consumo, del 6,2% i beni strumentali e del 3,8% l'energia.
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ATTUALITÀ di Fabrizio Bernasconi
Verso Londra 2012 forma olimpica mentre altri saranno ridimensionati o spostati. La maggior parte degli spazi si trovano in tre zone all'interno di Greater London: la zona olimpica, la zona del fiume e la zona centrale. In aggiunta a questi ci sono le sedi che, per necessità, sono al di fuori dei confini della Greater London, come il Weymouth and Portland National Sailing Academy sulla Isle of Portland, nel Dorset, che ospiterà gli eventi di vela, circa 125 miglia (200 km) a sud-ovest del Parco Olimpico. Il torneo di calcio si svolgerà in diversi stadi di tutto il Regno Unito.
Una kermesse sportiva da 2 miliardi di Euro, quella che ci apprestiamo a seguire nella capitale del Regno Unito. Una cifra da capogiro per una manifestazione che coinvolgerà, tra addetti ai lavori e volontari, più di 70000 persone, con un indotto economico e d’immagine, a detta del Comitato organizzatore, ben all’altezza dei costi. Giochi Olimpici e di seguito quelli Paraolimpici utilizzano una miscela di nuove sedi, di strutture già esistenti e storiche e strutture temporanee, alcune delle quali in luoghi molto noti come Hyde Park e Horse Guards Parade. Alcuni dei nuovi impianti saranno riutilizzati nella loro 16
SPORT Atleti provenienti da 147 nazioni si disputeranno le medaglie (oro, argento e bronzo) nelle 39 discipline che rappresentano i 26 sport olimpici ammessi a questa edizione. Al momento della candidatura, Londra aveva proposto 28 sport, in linea con le precedenti Olimpiadi di Pechino, ma il CIO ha votato per eliminare il baseball e il softball dagli sport olimpici.
L’atletica, considerata la disciplina “regina” con le sue 47 gare, (24 maschili e 23 femminili), tra cui spiccano per spettacolarità le gare veloci, dai 100 ai 200 piani e le staffette, si disputerà nel maestoso Stadio Olimpico, sede anche delle cerimonie di apertura e di chiusura dei Giochi.
Lo stadio olimpico
Altre discipline di primo piano sono sicuramente il canottaggio, con il Dorney Lake sede delle competizioni, il nuoto all’Aquatics Centre, la ginnastica artistica alla North GreenwichArena sede anche del torneo di pallacanestro.
Il torneo di calcio, si svolgerà come detto, in vari stadi, con la curiosità, non da tutti apprezzata in Gran Bretagna, che la selezione di casa partecipa con il nome di Regno Unito e non Inghilterra, con la convocazione di giocatori provenienti da tutte le federazioni nazionali britanniche. A quello maschile partecipano 16 squadre, suddivise in 4 gironi, fra le non qualificate spiccano i nomi di Italia, Germania, Argentina e Francia. Nel torneo femminile con in testa la favoritissima nazionale statunitense. Entrambe le finali si disputeranno nel mitico stadio di Wembley.
Tante altre discipline sportive calamiteranno l’interesse dei milioni di appassionati, dal ciclismo con le sue diverse categorie alla pallamano, dalla pallavolo all’ippica, dalla scherma alla pallavolo con il suo sempre più seguito (specialmente nella versione “al femminile”) alter ego beach volley. Queste solo alcune delle affascinanti discipline che popolano il mondo olimpico, ed elencarle tutte, anche se sarebbe giusto, ma per evidenti motivi di spazio non ci è stato possibile. Resta comunque un grande augurio da fa re a Londra 2012: che la grande festa, malgrado la sempre crescente corsa alla globalizzazione ed al profitto, resti nei canoni di una sana competizione, e si distanzi in modo netto da eventuali intrallazzi, giochi di potere e soprattutto nella becera spirale dell’odio e del razzismo La comitiva italiana L’avventura olimpica azzurra ha preso avvio il 22 giugno, presso il Quirinale, con la consegna da parte del Presidente della Repubblica della bandiera italiana a Valentina Vezzali la campionessa di scherma, alla quale spetterà l’onore quale “portabandiera” alla cerimonia inaugurale ed a Oscar De Pellegrin che avrà lo stesso onore per le Paraolimpiadi. La comitiva azzurra sarà composta da 273 atleti, con alte crdenziali di successo. Bentornata Olimpiade e in bocca al lupo Londra 2012. 17
LE CITTA PiÙ ECOLOGICHE AL MONDO
Portland
La Città delle Rose
Portland è situata nella parte settentrionale dell’Oregon, in quella che è la regione più popolata dello Stato, la Willamette Valley. Il Willamette River (foto sotto) attraversa la città dividendo Portland in una zona orientale e una occidentale, prima di congiungersi al Columbia River, che separa lo stato di Washington dall’Oregon. La Burnside Street, invece, attraversa la città da sud a nord, formando
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quattro quadranti in cui è suddivisa la città. Nella parte sud della città si trova la zona di downtown, mentre Chinatown, Old Town (il centro storico), 23rd Ave e il Pearl District sorgono a Northwest. Portland si trova su un’area vulcanica, conosciuta come la Boring Lava Field, formata da 32 crateri; i più conosciuti Mount Tabor, Mount Hood e Mount Saint Helen, ancora attivo.
SOTTO LA LENTE Luoghi d'interesse I maggiori luoghi d’interesse di Portland sono nella zona di Downtown e nelle aree di Chinatown e Old Town, mentre i parchi principali e le vedute più belle sono sulle West Hills. Una delle piazze più conosciute è Pioneer Courthouse Square, “il salotto di Portland”.
I musei più importanti da ricordare sono due: l’Oregon Museum of Science and Industry e il Portland Art Museum.
Pioneer Courthouse Square
International Rose Test Garden
Qui vengono organizzati concerti, manifestazioni e raduni, ma è anche il luogo di incontro di giovani e impiegati degli uffici di Downtown. Il Portland Building, costruito nel L’OMSI è un luogo dove la tecnologia e la scienza ti gui1980, è considerata la più grande struttura postmoderna del dano in un mondo interattivo, interessante per bambini e mondo. Sopra l’entrata principale c’è la grande statua di adulti, mentre il secondo è la più grande collezione di arte Portlandia, raffigurante la dea del commercio. nella città. Luogo più significativo di Chinatown è il Portland Classical Chinese Garden, il più grande giardino urbano cinese fuori dalla Cina. Costruito in autentico stile Suzhou, con i suoi giardini, ponti, decorazioni è una vera oasi di pace. Al suo interno ospita una sala da tè nella Tower of Cosmic Reflections. Altro luogo da non perdere è il Portland Saturday Market, il Balconata di Casa Vicens mercato artigianale all’aperto più grande degli Stati Uniti, caratterizzato dalla presenza di artisti di strada oltre che di bancarelle, che offrono cibi pronti delle più diverse culture. Dietro la zona di Downtown si ergono le West Hills, una zona collinare vulcanica che divide il centro di Portland Portland Classical Chinese Garden dalla periferia occidentale. All’interno del Washington Park c’è il colorato e profumato International Rose Test Quest'ultimo ospita ogni anno esposizioni differenti, oltre alla sua permanente collezione di sculture in legno dei NatiGarden, che contiene oltre 500 varietà di rose, piantate regolarmente dal 1971. vi americani e alle opere di pittori europei del XIX sec. coPiù in alto c’è il Japanese Garden, curatissimo spazio in me Degas e Renoir. Degna di una visita per gli appassionastile zen, con ciliegi in fiore a primavera e giardini di muti di libri, ma non solo, Powell’s City of Books, considerata schio e pietra. la più grande libreria del mondo. 21
LE CITTA PiÙ ECOLOGICHE AL MONDO
Malmö
Il risveglio di una città
La Turning Tower
Com’è lontana la Malmö di qualche anno fa, quel centro grigio dominato dalle armerie in disuso, austero finis terrae della Svezia meridionale. Oggi lo sguardo si impiglia in un agglomerato di costruzioni che si richiamano a oltre quaranta stili architettonici diversi. La rinascita di Malmö è datata 2001, quando il Governo svedese lanciò un programma di investimento ventennale per aiutare alcuni grossi centri in crisi - perché troppo dipendenti dall’industria navale in declino - al fine di trasformarli in città eco compatibili di nuova generazione. E i risultati sono incoraggianti. Malmö ha vissuto una radicale trasformazione post-industriale, recuperando lo spirito di città cosmopolita con l’edificazione di nuovi quartieri dall’architettura moderna e interessante, attraversati da strade piene di vita. Un altro cambiamento epocale è stata la costruzione del grande ponte sull’ Øresund, inaugurato nel 2000, che collega Malmö alla capitale danese Copenaghen. In soli venti minuti si accede all’altro polo di una delle più ampie, singolari, eccitanti e vivaci aree metropolitane dell’Europa settentrionale. Ma se si vuole apprezzare l’autentico simbolo della rinascita di Malmö bisogna cercare il profilo della gigantesca gru dei vecchi cantieri navali e non stupirsi se al suo posto si staglia un prodigio dell’architettura contemporanea, il Turning Torso. Con i suoi 190 metri è il grattacielo più alto di Svezia dal design originale, ispirato all’elasticità del corpo umano ed alla sua attitudine alla torsione, da cui appunto, “Torso”. 22
SOTTO LA LENTE Cosa visitare Il ponte di Oresund
È la porta d'accesso più moderna e spettacolare, viene quindi naturale iniziare a presentare le attrazioni turistiche e culturali di Malmö dal ponte di Oresund (Öresundsbron in svedese). Parliamo infatti della struttura che collega le due nazioni madre della Scandinavia, la Svezia e la Danimarca, un combinato ferroviario a doppio binario e ponte stradale a quattro corsie che attraversa l'omonimo stretto. La Turning Tower Turning Tower, la torre ritorta, è il nuovo simbolo della città. Disegnata dall’architetto valenciano Santiago Calatrava, è il più alto edificio svedese. Esempio di design lineare, concettualmente innovativo, rappresenta la nuova vocazione di Malmö, ecologica, a misura d’uomo, cosmopolita e con un piede in Danimarca.
La Stortorget
Il centro storico Consigliamo di girare Malmö in bicicletta, lungo il suo intreccio di piste ciclabili, oppure utilizzare i bus verdi Skånetrafiken. Si tenga presente che Malmo con il suo centro storico, detto Gamla Staden, è caratterizzato da tre piazze principali: la Stortorget (grande piazza), la Lilla Torg (piazza piccola) e la Gustav Adolf Torg. Le prime due sono collegate tra loro, e ambedue si collegano con l'ultima attraverso una via pedonale, meta ideale per lo shopping.
La Lilla Torg
La Gustav Adolf Torg è circondata su tre lati da edifici con negozi e locali di ristorazione. Al centro della piazza è presente una piattaforma di autobus per i collegamenti urbani. Sul lato sud si può raggiungere il Slottsparken, il bellissimo parco che circonda Malmöhus. Al centro della Stortorget si ammira la statua di re Carlo X Gustavo di Svezia, colui che ha “recuperato” la città dal dominio danese.
Il Gamla Staden
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LE CITTA PiÙ ECOLOGICHE AL MONDO
Lo Slottsparken
Malmöhus Il castello di Malmo, il Malmöhus, ha una storia piuttosto complessa e allo stesso tempo affascinante. Situato ad ovest del nucleo storico della città, fu costruito nel 1437 da Erik di Pomerania, abitato dai re di Danimarca nel 1500. Il castello fu costruito secondo gli ideali stilistici del Rinascimento e i suoi giorni di gloria furono proprio in quel peRuscelli nel la centro riodo, quando famiglia reale lo usò come residenza.
L'area dispone di un pot-pourri di edifici bassi e colorati, in pietra o in mattoni. Fate una passeggiata tra boutique di stilisti, ristoranti e gallerie d'arte. L'area è delimitata da canali, edificati nel diciannovesimo secolo e l'atmo-sfera è propria dell'epoca medievale. La chiesa di Sankt Petri Kyrka si staglia sulla Goran Olsgatan con i suoi antichi mattoni rossi. Fu costruita nel quattordicesimo secolo, all'epoca in cui Malmo faceva parte della Lega Anseatica e al momento rimane il più antico edificio della città. Lo stile architettonico è gotico e la struttura presenta una torre altra 105 metri. Sono veramente tante le attrazioni turistiche di Malmo, impossibile descriverle tutte in poche pagine. Non possiamo tuttavia non menzionare due parti della città: la prima è il quartiere di Möllevången, il più colorato. Vi troviamo un vivace mercato, negozi e ristoranti multietnici. Möllevången è stato il primo progetto su larga scala di un quartiere per la classe operaia della città, il risultato della crescita industriale nel 19° secolo. Il secondo è la zona di nuova tendenza urbana: conosciuta come porto occidentale della città, o “waterfront” che attira sempre più ondate di giovani cosmopoliti e alla moda. Arte E a proposito di arte, consigliamo di non perdere il Form Design Center (sulla piazza Lilla Torg), siamo ritornati nel centro storico, che si dedica a mostre di design, architettura e arte. Lo trovate situato all'interno di un grazioso cortile cinquecentesco. I Musei di Malmo sono generalmente riuniti nel grande complesso chiamato Malmö Museer. Alcuni di questi sono situati all'interno dello Slott Malmöhus, sulla Malmöhusvägen.
Quando Malmö divenne svedese nel 1658, il castello venne usato come struttura difensiva in forza ai militari svedesi. La fortezza divenne obsoleta nel 18° secolo ed utilizzata come carcere fino al 1914. Il Palazzo del Municipio Il Municipio di Malmö (costruito nel 1546) si trova sul lato est della piazza della Stortorget, mentre nell'angolo nordovest troviamo la Kockska Huset, la casa di Jörgen Kock, un immigrato tedesco che divenne sindaco della città, raggiungendo notorietà e ricchezza in modo semplice e onesto. Visitate la piazza in inverno per provare l'ebbrezza del pattinaggio su ghiaccio! La piccola piazza, e cioè la Lilla Torg, dal canto suo è il luogo prediletto dai cittadini e dai visitatori, per il pranzo e per l'aperitivo serale o anche solo per prendere il sole durante la pausa da lavoro. 24
O il Museo della Scienza e della Tecnologia Marina (Tekniska och Sjöfartsmuseet). La più grande sezione del museo è dedicato ai trasporti, in particolare all'avia-zione; i modelli di aerei, soprattutto la cabina di pilotaggio di un Vickers Viscount. I visitatori possono anche camminare all'interno di un sottomarino del 1943, svedese del tipo U3.
SOTTO LA LENTE
Copenhagen
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LE CITTA PiÙ ECOLOGICHE AL MONDO Copenaghen è la capitale della Danimarca da 600 anni; è una città invitante, quasi priva di grattacieli e composta in gran parte da edifici d'epoca di sei piani. Le guglie delle chiese caratterizzano il profilo della città, reso meno bello solo da un paio di grandi alberghi moderni. Offre attrazioni turistiche e divertimenti per tutti i gusti: amanti dell'antico o del moderno, gay o eterosessuali; negozi eleganti e accoglienti caffè: si trova di tutto nel cuore di questa città compatta, caratterizzata dal tipico fascino scandinavo. Quasi la metà delle persone va a scuola o al lavoro in bici, si possono raggiungere in 15 minuti a piedi molti luoghi pubblici, e metà del cibo servito nelle pubbliche istituzioni è biologico: va da sé che nel 2008 è stata eletta tra le città più vivibili al mondo. Qui anche molti avvenimenti sono ecologici, concerti e festival utilizzano energia rinnovabile, come quella eolica o addirittura prodotta da biciclette! Oggi, che è svanito “l'impero del nord”, e Copenhagen è la capitale del solo regno di Danimarca, sul trono siede una regina gentile e discreta, Margrethe II, che in gioventù, si dice, soffriva il complesso dei suoi 184 centimetri di statura, tanto che a corte era bandita l'espressione “Sua Altezza”. Il suo imbarazzo è durò fino a quando non incontrò un conte francese alto nove centimetri più di lei, Henri Le Borde de Montepaz, diventato in fretta suo marito e principe consorte. Col suo aiuto ha anche tradotto in danese romanzi di Simone de Beauvoir. La regina di Danimarca non fa sentire il suo peso sul Parlamento. Sono pura formalità i suoi incontri settimanali con i ministri. E se non fosse un obbligo di Stato ci rinuncerebbe volentieri. Al di là dello stretto necessario, non è neanche molto intenta in vanesi rituali mondani. In compenso si occupa di teatro, scenografia, arte e letteratura. Si dedica al disegno e fa quanto può per favorire lo sviluppo delle arti. Anche grazie a lei, dunque, Copenhagen è stata eletta, nel 1996, Capitale Europea della Cultura.
Cosa vedere Una delle più belle attrazioni a Copenaghen, situata proprio al centro della città, è il celebre parco dei divertimenti dei Giardini di Tivoli.
Fu realizzato nel 1843 per opera di Georg Cartensen con l’idea di creare uno spazio per lo svago ed il tempo libero. Troviamo al suo interno giostre di ogni tipo, giochi vari quali il tiro a segno, recite, concerti, fontane e numerosi caffè all’aperto che ogni giorno sono meta di migliaia di visitatori. Proseguiamo la nostra visita con la piazza centrale della città, Radhuspladsen, situata di fronte al parco dei divertimenti.Altra zona da visitare è la vasta area espositiva della Fiera. Tra i monumenti storici della città ricordiamo: Amalienborg Palace, in stile rococò, residenza della famiglia reale fino al 1794, in cui poter assistere al suggestivo cambio della guardia che si svolge solo quando la regina vi risiede; la chiesa Vor Frue Kirke, la cattedrale della città, con le sue famose statue del Cristo e dei discepoli; la Vor Frelsers Kirke, chiesa in cui ammirare un altare barocco e un organo a canne intagliato.
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SOTTO LA LENTE ed il Museo della restistenza Danese; il Museo del tabacco e la Ny Carlesberg Glyptotek, con una preziosa collezione di arte e scultura greca, egiziana, etrusca e romana. Castello di Rosenborg
Radhuspladsen
Un’altra caratteristica di Copenaghen è quella di possedere numerosi ed interessanti musei: il Nationalmuseet, museo nazionale in cui troviamo una vasta collezione di manufatti storici danesi; il Teater Museet, (museo del teatro); il Thorvaldsens Museum, dedicato al famoso artista neoclassico; il Museo della Musica
Assolutamente da non perdere sono inoltre: il Santuario della Madonna di Aasebakken, dedicato alla patrona della Danimarca; il Castello di Rosenborg, con i suoi famosi giardini Kongens Have; l'Opera Haus, il modernissimo teatro inaugurato nel 2005; il Ponte sull'Oresund, che unisce Copenaghen alla città svedese di Malmö. Per completare la nostra visita a Copenaghen è consigliabile fare una passeggiata a piedi o in battello e raggiungere la statua della Sirenetta che è il più famoso simbolo della città. L'opera è situata in riva al mare, a circa dieci minuti dal centro della città.
Casa Milà I giardini Kongens Have 27
LE CITTA PiÙ ECOLOGICHE AL MONDO
Montreal Gioia di vivere
Dinamica, creativa, bohèmienne ma anche naturalista, ecologica e salutista. I quartieri del buongusto montrealese. Chi vive a Montréal non ha dubbi. Il termine più adatto per riassumere in poche parole la città è “joie de vivre”. Il clima proibitivo dei lunghi inverni canadesi da queste parti non è affatto un problema e la primavera che regala non per molto temperature fino a 23 gradi, non lascia spazio alcuno per i tempi morti, e viene vissuta come una “resurrezione” totale. I quartieri della città sono un contenitore multisensoriale di attrattive e loro, i quebecchesi che lavorano, iniziano a godersi il tempo libero da “cinq à sept” (dalle 17 alle 19), orario per l’aperitivo nonché appellativo per indicare più genericamente l’ora di punta per le attività ricreative. Per orientarsi nella rete di strade e piazze in cui si dirama il centro più popoloso della provincia del Québec, basta avere presenti i nuclei principali di Centre-Ville, VieuxMontréal, Vieux-Port e Parc Jean-Drapeau. Il centro è contraddistinto dall’avanguardia delle arti e dall’impronta cosmopolita del Quartier International (QIM) dove spicca, su place Jean-Paul-Riopelle, l’ultramoderno e coloratissimo Palais des Congrès, dal Quartier du Musée e dalla regina delle strade montrealesi, la SteCatherine ovvero 15 km per 1200 negozi, che, da sola, vale alla città la nomea di mecca dello shopping (magasinage, per dirla con i quebecchesi). Un colpo d’occhio sui tetti della città si gode dal Mont-Royal, la montagna che ha dato il nome alla città, naturalmente a un passo da ristoranti ed eleganti boutique (le vie da tenere a mente in questo caso 28
SOTTO LA LENTE sono Avenue Laurier e rue Bernard). Da qui a Le Plateau Mont-Royal il passo è breve per trovarsi nell’ombelico del mondo bohèmien montrealese: un quartiere di studenti, artisti, designer e trendsetter dove ci si confonde facilmente al jet set di passaggio specie sull’elegantissimo boulevard Saint-Laurent, chiamato anche “Main”, e sull’avenue Mont-Royal. “The Main” - precisamente tra le vie Sherbrooke e Mont-Royal - è la quintessenza della Montréal multi culturale, qualcosa da vivere immedesimandosi con la gente che la popola e a tavola, fermandosi anche a caso in uno dei tantissimi ristoranti, creativi anch’essi, che spuntano strada facendo. Perché la joie de vivre qui non ha davvero confini di sorta.
Cosa vedere La Basilica di Nôtre Dame Vieux Montréal (La città vecchia) è senza alcun dubbio la zona più interessante di tutta la città nonché la più antica. Qui, al centro di Place d'Armes, sorge la bella Basilica di Notre Dame , che ha lo stesso nome di quella parigina anche se le dimensioni sono più contenute. Realizzata nel 1829 da un progetto di James O'Donnell, è un ottimo esempio di stile neo gotico, molto maestosa e colorata all'interno.
Lo Chateau Ramezay
La Città sotterranea Oltre ai monumenti, musei ed altro , non mancate di visitare l' “altra Montreal”: la città sotterranea cresciuta attorno alla metropolitana, con negozi, centri commerciali, cinema, teatri e ristoranti. D'inverno, all'aperto, si toccano i -25°.
La Basilica di Notre Dame
Sotto, è un'altra vita; 32 km di passaggi sotterranei, 1700 negozi e 200 ristoranti, calda in inverno e fresca in estate. Il Biodome Montreal Il 19 giugno, il Biodome di Montreal, ha festeggiato 20 anni! Risultato notevole a tutti i livelli, il Biodome ha attirato circa 17,3 milioni di visitatori dalla sua apertura nel 1992. Questa è l'attrazione turistica più frequentata della metropoli, ma è soprattutto l'unica istituzione al mondo, che presenta sotto un unico tetto cinque ecosistemi del tutto diversi! Per realizzare questa impresa, il Biodome ha utilizzato tecnologie molto complesse, ma è la più grande collezioni di animali e piante varie e tipiche di ogni habitat, con un originale programma di formazione e partecipazione per il pubblico in generale e gruppi di studio. La coinvolgente esperienza vissuta dal visitatore è insuperabile, nel cuore della natura e della sua straordinaria bio diversità.
Chateau Ramezay Sulla Rue Notre Dame, una delle vie più celebri di Montréal, si trova il bellissimo Chateau Ramezay, uno degli edifici simbolo della città. Il castello oggi ospita un museo ed è stato il primo monumenti storico ad essere riconosciuto nel Québec. Per gli amanti dei musei, da visitare sono il Museo delle belle arti e il Museo di Arte Contemporanea. 29
LE CITTA PiÙ ECOLOGICHE AL MONDO L’Olympic park Disegnato per le Olimpiadi del 1976, è tuttora una struttura dall’aspetto moderno e affascinante. Oltre a tutti gli impianti, che ospitano importanti eventi sportivi e musicali, la maggiore attrazione del parco è la Montreal Tower, dalla caratteristica forma inclinata, sulla quale si può salire per godere di uno dei panorami più suggestivi sugli impianti sportivi e sulla città.
Isola di Notre Dame È un’isola artificiale dell’arcielago di Hochelaga. È stata creata in 10 mesi nel 1965 con i materiali provenienti dallo scavo della metropolitana sul Fiume Saint Laurent in occasione dell’Expo68 per sottolineare il centenario del Canada. Assieme all’Isola di Saint Hélène forma il Parco Jean Drapeau, ed è uno dei più grandi parchi della città. Quasi tutti i padiglioni dell’Expo sono stati demoliti nel ‘75, per permettere la costruzione del bacino artificiale perle gare di canottaggio dei i Giochi Olimpici estivi del ‘76.
Dal 1978, sull’isola si corre il Gran Premio del Canada di Formula uno e dal 2007 anche gare del Campionato Nascar, sul circuito intitolato alla memoria di Jaques Villeneuve l’indimenticato pilota canadese. Altre destinazioni In città meritano inoltre una visita il Pointe-à-Calliere Archeological Museum con la possibilità di effettuare un tour sotterraneo dislocato fra gli acquedotti e i reperti più antichi Olympic park della città, e l’Hotel de Ville, sede del municipio. Infine vale la pena salire al Parc Mont-Royal per una bella vista su città. Old Montreal Ghost Trail, per qualcosa di un po’ diverso, uno dei tour a tema che ricrea alcuni dei crimini più famosi della città. “La Caccia al Fantasma della Nuova Francia” è ambientato nei giorni coloniali francesi e descrive alcuni dei fantasmi più famosi dell’epoca. Altri tour includono la “Tradizionale Passeggiata del Fantasma” e “La Caccia al Fantasma del Vecchio Porto”. L’Oratorio di San Giuseppe è situato nella parte nord di Mont Royal, questa maestosa chiesa fu costruita in onore di San Giuseppe, il santo patrono del Canada. Ha uno stile rinascimentale italiano e assomiglia al Duomo di Firenze, con una grande cupola di color rame. 100 gradini portano in cima fino al santuario, il punto più alto di Montreal ad 863 piedi di altezza.
Il Casinò di Montreal
Parc Mont-Royal
Questo bacino rimane tutt’ora il più grande dell’America del Nord. I padiglioni di Francia e Quebec sono invece stati ammodernati in modo da costruire il Casinò. 30
Il vecchio porto commerciale di Montreal fu rinnovato nel 1992 ed oggi offre una passeggiata di un miglio con parchi e spazzi pubblici, che si estende da Rue McGill fino a Rue Berri. È un posto molto piacevole dove camminare e ci sono alcuni pontili con diversi negozi e ristoranti. Assistere ad una partita di hockey su ghiaccio al Bell Centre. La leggendaria Montreal Canadias, conosciuta anche come Habs, è una delle squadre sportive più forti del Paese. Recentemente non se la stanno passando bene, ma vale comunque la pena vederla giocare.
SOTTO LA LENTE
Bogotà E la mobilità sostenibile
Bogotà è la capitale della Colombia, si trova sulla Gran Sabana a2600 metri sopra il livello del mare, è l'altopiano più alto delle Ande colombiane. Le piste ciclabili, creano una corrente di aria pulita e anche la nascita di pensieri ecosostenibili. La percentuale della popolazione che si sposta in bicicletta in Bogotá è salita dallo zero al cinque per cento. Per restituire le strade cittadine agli abitanti è stata istituita la ciclovia della domenica, con le vie chiuse al traffico delle auto e aperte alle biciclette, ai pattini, agli skateboard, alle persone con i cani a passeggio. Vengono inoltre allestiti palchi nelle piazze e si può partecipare a lezioni di aerobica, stretching, ballo, movimento per bambini, inseriti in un’atmosfera di grande festa. A Bogotá, il TransMilenio, o Bus Rapid Transit (BRT), sposta 1,5 milioni di persone al giorno. Il vantaggio di questo sistema di trasporto, diventato icona della città è che la sua infrastruttura è meno dispendiosa di una metropolitana o di un’autostrada. Il TransMilenio viaggia in corsie preferenziali e protette, è dotato di pensiline e sovrappassi, attraversa gran parte del territorio urbano fungendo da “raccordo sociale e materiale” tra centro e periferia. Poco costoso da usare e mantenere, organizzato in modo intelligente, con emissioni CO2 bassissime. La passione per la vita a Bogotá si riscontra nell’apprezzamento degli spazi per la convivialità: piazze, parchi, piste ciclabili e pedonali, la ciclovia di domenica, lezioni di stretching e ballo dal palco, creano luoghi di ricreazione, ma anche di condivisione e incontro. Bogotá è anche la città della mobilità sostenibile essendo all’avanguardia per la destinazione di risorse in campo ecologico. Inoltre, puntando sulla valorizzazione delle risorse umane, ha investito in scuole, librerie e luoghi di cultura. 35 31
LE CITTA PiÙ ECOLOGICHE AL MONDO Cosa visitare Il museo dell'Oro Si trova di fronte alla memorabile Piazza di Santander. Offre ai turisti un'incredibile collezione di innumerevoli oggetti risalenti all'epoca pre-colombiana. Attualmente si contano al suo interno quasi 35 mila pezzi di oro e tumbaga, quasi 30 mila oggetti in ceramica, pietra, conchiglia, osso e tessuti. Ospita anche molti articoli appartenenti a diverse culture indigene colombiane di regioni quali Calima, Muisca, Nariño, Quimbayá, Sinú, Tairona, San Agustín, Tierradentro e Tolima. Casa de la moneda
Casa de la moneda Fa parte del complesso culturale comprende anche il Museo Botero, il Museo del “Banco de la República”. Questo piccolo museo didattico racconta la storia della moneta. Fondato nel 1620 dagli spagnoli, spostato poi nell’attuale edificio nel 1753, espone antichi macchinari per il conio, e una collezione straordinaria di monete .
Il Planetario Contribuisce alla formazione, rafforzamento e appropriazione delle conoscenze scientifiche da parte della popolazione nei settori astronomia, astronautica e scienze affini. Il teatro delle stelle ospita proiezioni astronomiche, corsi e conferenze, viaggi attraverso l'universo come se si fosse nello spazio. Il Planetario punta a rafforzare i processi di formazione nelle scienze basiche degli studenti delle scuole elementari, medie e superiori, con un'offerta pedagogica innovatrice.
Museo Botero
Il quartiere della Candelaria Si trova nel centro della città. È un posto pieno di storia e sentimento. Dal lunedì al venerdì è un centro vibrante, pieno di venditori ambulanti, passanti e auto. Durante il fine settimana, il quartiere si converte in centro culturale.
Con lo sviluppo di programmi pedagogici rivolti a bambini, giovani e adulti si cerca di promuovere la costruzione di un pensiero critico, di un'attitudine scientifica nei confronti della vita e delle scienze dello spazio, così come l'esplorazione delle meraviglie dell'universo attraverso la storia della società. 32
SOTTO LA LENTE Parco Cedro Golf Questo piccolo parco rappresenta una “perla verde” nella zona nord della trafficata metropoli colombiana. Occupa in larghezza circa una decina di viuzze. Una rigogliosa vegetazione semi tropicale dipinge questa oasi naturale, la quale costituisce uno spazio ricreativo per persone di tutte le età. Gli sport che vi si praticano sono il golf, la pallacanestro, il calcetto ed il tennis. Si può visitare il parco fino alle 18.00, poi chiude per motivi di sicurezza. Cappella del Sagrario La Cappella del Sagrario, situata in Plaza Bolívar, si trova proprio tra la Cattedrale Parco Cedro Golf e l'Arcidiocesi. Costituisce un bellissimo esempio del barocco grenadino e fu coCimitero "Jardines de Paz” struita tra il 1660 e il 1689 su iniziativa di Gabriel Gómez de Sandoval, il quale volle erigere una cappella in onore Questo immenso cimitero si trova nella parte nord della al Santissimo Sacramento. La cappella fu restaurata tra il capitale colombiana, quasi uscendo dalla zona metropoli1953 e il 1964 e, nel 1981, venne aggiunta una porta in vetana. Si tratta di un grandissimo giardino, molto curato ed tro per proteggere la porta in legno originale. La pianta è a ordinato nei dettagli e davvero elegante nel suo complesso. croce latina, con traversa e cupola. All'interno vi sono le tele di Vásquez Cevallos. Il Santuario di Monserrate Il colle di Monserrate è visibile da qualsiasi punto della città, a condizione che la nebbia non l'occulti, trovandosi a 3.152 m d'altezza. Prima che chiudessero la strada si poteva salire a piedi mentre ora si può accedere soltanto con una la funivia, e la domenica - quando bisogna fare una coda abbastanza lunga per poterci entrare - costa la metà. In cima al colle oltre al santuario si trova una Via Crucis, due ristoranti di lusso e numerosi negozi e ristoranti popolari, oltre a due belvedere, uno con vista sulla città, l’altro, quasi nascosto, sulle montagne circostanti.
Il Santuario di Monserrate
Il Cimitero militare
Le pietre tombali sono di varie dimensioni e vanno da quelle più sobrie, a quelle più elaborate ed appariscenti, con multicolori composizioni floreali ed ornamenti curiosi ed originali.All'interno dell'enorme cimitero, attira immediatamente l'attenzione del visitatore il settore riservato ai caduti militari. Lapidi solenni e ben ordinate con accanto una piccola bandiera dello Stato affiancata ad una dell'esercito ricoprono un vasto prato verde. Di fronte spicca un'imponente ed elegante croce commemorativa di marmo. Il Mausoleo della Polizia Nazionale si trova in un apposito settore, moderno e lussuoso, all'interno del cimitero. Sull'entrata spicca lo stemma della Polizia; le lapidi, presentano al centro una cavità a forma di croce con le bandiere della Colombia e della Polizia Nazionale. Abbiamo terminato con la visita meno gioiosa ma, questo per ricordarci che purtroppo dietro alle bellezze della città ... 33 35
CULTURA di Armando Rotondi
Dario Argento non fa paura, purtroppo 34
CINEMA
Dario Argento
C’erano molte aspettative per questo suo Dracula 3D, bilanciate da un egual numero di pregiudizi da parte di critica e pubblico che sono stati per lo più confermati dalla visione della pellicola. C’è da dire che andrebbe fatto un plauso a priori ad Argento per aver deciso di confrontarsi con il romanzo di Bram Stoker e cercare di adattarlo “fedelmente” (e non ricrearlo), cosa che risulta quasi proibitiva dopo la versione “definitiva” che nell’ormai lontano 1992 ne aveva dato il genio di Francis Ford Coppola con Gary Oldman nella parte del conte transilvano, Anthony Hopkins in quelli di Van Helsing e un cast stellare che vedeva anche Keanu Reeves, Wynona Ryder e Tom Waits. Una lode al coraggio di Argento, quindi, ma, alla resa dei conti, sono i risultati che contano. E i risultati non sono certo ottimali. Interpretato da Thomas Kretschmann (Dracula), Asia Argento (Lucy) e Rugter Hauer (Van Helsing), Dracula 3D vuole essere, nelle intenzioni del regista, un omaggio al conte vampiro e al vampiro in genere, descritto come romantico ma allo stesso tempo pieno di grande ferocia, lontano dalle atmosfere recenti alla Twilight, simile ad un demone capace di trasformarsi in lupo e pipistrello,
ma anche in gufo e sciame di mosche. In una cornice “gotica”, è presente tutto il campionario di grand guignol tipico di Argento: copiose dose di sangue, teste mozzate, carne maciullata e fatta a brandelli. Cosa non va nel film di Argento? È la resa tecnica che rende il film poco orrorifico, poco testo, e lo porta dalle parti del ridicolo involontario, strappando risate ciniche, più che divertite, durante la speciale proiezione all’ultimo Festival di Cannes. Argento ha voluto rischiare e puntare sulla tecnica 3D, utilizzando macchine Sony3F, ritenendo che la nuova dimensione e il 3D fossero necessari per svecchiare il mito del vampiro stokeriano. Ma proprio questo espediente risulta tra le componenti più deficitarie della pellicola. A questi elementi si aggiunga una recitazione non convincente pienamente.Argento, ripetiamo quanto detto all’inizio, sembra aver perso lo smalto. Il suo prossimo progetto annunciato è un remake di Suspiria, di cui sta scrivendo la sceneggiatura. Speriamo che tornare a lavorare su uno dei suoi capolavori del periodo d’oro, possa dare nuova linfa di vita (o di morte) a quello che fu il maestro Sul set di “Dracula” riconosciuto dell’horror internazionale. 35
CULTURA
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EVENTI di Simona Guidicelli
Progetto amore Musica e sport per la solidarietĂ
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CULTURA
Progetto amore 2012 Grande evento di solidarietà sabato 9 giugno a Chiasso; gli oltre 15‘000 cuori che si sono uniti per il quarto evento“Ragazzo aiuta ragazzo“, organizzato dall’associazione Progettoamore.ch, hanno manifestato un grande interesse e grande partecipazione nonostante le pessime condizioni meteo, sfidando il maltempo. Lo straordinario progetto di Paolo Meneguzzi, in collaborazione col Comune di Chiasso, ha riunito allo stadio comunale, per il quarto appuntamento annuale, un pubblico incredibile che con grande entusiasmo ha partecipato ad ogni momento del fittissimo programma offerto. 210'000 franchi il ricavato della giornata. L'intera somma raccolta sarà devoluta a varie associazioni presenti sul territorio ticinese, tra le quali la Fondazione della Svizzera Italiana per l’aiuto, il sostegno e la protezione dell’infanzia, la Casa anziani Giardino di Chiasso, Turrita Basket di Bellinzona e Cadenazzo,Associazioni monitori e animatori Colonie di Mendrisio. Oltre allo spettacolo, una battuta all’asta da record: una racchetta da tennis donata da Roger Federer. Gesto nobile che ha permesso agli organizzatori di raccogliere 6’100.-franchi in aggiunta al ricavato da devolvere agli enti di pubblica utilità. Da sottolineare che tali risultati, particolarmente lusinghieri, sono stati raggiunti anche grazie alle donazioni fatte dai numerosi fan che, noncuranti della pioggia che scendeva 38
EVENTI
Marco Masini e Simona Guidicelli
La nazionale italiana cantanti
Paolo Meneguzzzi e Mattia Croci-Torti (FC Chiasso)
Alessandro Casillo con Marco Masini
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CULTURA
Il popolare conduttore televisivo Matteo Pelli
copiosa, sono accorsi per vedere i loro beniamini ed hanno aderito generosamente all'acquisto dei vari gadget proposti durante la manifestazione, senza dimenticare il lavoro di centinaia di volontari che hanno collaborato all’allesti-mento delle strutture ospitanti i vari eventi.
Dj MaxiB
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Nel pomeriggio l’attesissima “partita del cuore” ha visto contrapporsi la Nazionale Italiana Cantanti e la “Progettoamore Swisstars”. A dirigere l’incontro l’ex arbitro internazionale Massimo Busacca, ora dirigente arbitrale della FIFA. La squadra ticinese era composta da personalità politiche e dello spettacolo. All’interno della manifestazione si è svolto pure l’ormai famoso concorso canoro TI-factor, vinto dalla giovanissima Stefania Ancona, che ha consentito ai giovani della Svizzera italiana e del vicino Nord Italia di esibirsi ed essere giudicati da una giuria particolarmente qualificata. Finalmente, a coronare la giornata, presentato da un brillantissimo ed esaltante Fabrizio Casati con la sua compagna di lavoro Carla Norgauer, è iniziato il concerto che ha raccolto un parterre di artisti della musica leggera italiana di altissimo livello, come raro è vederne riuniti, in una sola occasione, in Ticino. Tanto per citarne alcuni: Enzo Iacchetti, Marco Masini, Valerio Scanu, Gatto Panceri. E per il gran finale gli attesissimi Studio 3, i Modà e il giovanissimo Alessandro Casillo, fenomeno emergente del momento e vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo nella categoria “giovani”. Paolo Meneguzzi ha allietato la serata duettando con vari artisti. È stata davvero una grande emozione assistere a questo legame misterioso, ma reale, che ha saputo unire così tante persone, di ogni categoria, in un unico grande obiettivo. Un evento davvero straordinario che gli organizzatori intendono ripetere anche il prossimo anno.
MODA di Maria Bernasconi
Gregory a sinistra, Gabriele e la fidata collaboratrice Sonja Bartolomeo
Specchio delle mie brame
Quando il MakeUp diventa arte Il mondo del fashion è un mondo da cui sono sempre stati attratti. Condividendo le stesse passioni, hanno voluto unire professionalità, creatività e passione mettendo in campo energie per stimolare il panorama della moda e del glamour in una cittadina che, a due passi dall'internazionale Milano, può fare da trait-d'union ed offrire innumerevoli sbocchi. Lo studio, che si avvale dei migliori collaboratori, propone, oltre al classico trucco da giorno e sera personalizzato, quello per servizi fotografici, di moda, il trucco teatrale, il body painting per effetti speciali pubblicitari e l'elaborazione ed il rinnovo dell'immagine personale.Propone inoltre un servizio Personal Shopper e numerosi corsi. Il loro progetto è davvero di grande spessore ed ha riscosso apprezzamento non soltanto dalla cittadinanza ma anche dalla vicina Italia dove la G2 Luxury SA, società fondata
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CULTURA
da Gregory e Gabriele, è attiva con diverse importanti collaborazioni, come quella con Carlo Sortino e Fiorella Mancini, che li vedrà impegnati nella cura dell'immagine e del trucco per lo spettacolo e per la sfilata di moda. Un paio di mesi fa, il Quartiere Maghetti, simpatica area cittadina di Lugano, ideale punto di ritrovo grazie ai numerosi caffè, bar, ristoranti, cinema e simpatici negozi, vive un evento esclusivo. Il 27 aprile, infatti, si inaugura il MakeUp Studio Specchio delle mie brame, che porta in piazza una bellissima sfilata di una designer emergente, Duska Milosevic, titolare della boutique “Differente déjà vu”, seguito da un cocktail. Piazza Maghetti è gremitissima! L'evento è eccezionale. La sfilata parte dallo Studio Specchio delle mie brame, un locale raffinato e al contempo dall'aria fiabesca, tutto arredato di rosa, dove niente è lasciato al caso, dove regna un'atmosfera ovattata, magica, dove l'arte e la professionalità si mescolano; un luogo in cui scoprire tutti i segreti della bellezza e le nuove tendenze del fascino. All'interno un grande sipario, anch'esso rosa. Dietro il sipario, come per la commedia dell'arte, Gregory Boscaro prepara i suoi attori, utilizzando i prodot42
ti di bellezza di Diego Dalla Palma, sublima e perfeziona i volti delle modelle preparandole all'uscita su Piazza Maghetti trasformata, per l'occasione, in un grande palcoscenico. Tutto è organizzato nei minimi dettagli, quei dettagli che fanno la differenza. I riconoscimenti e gli apprezzamenti piovono da tutte le parti. Il successo è grande! Il Centro Maghetti si anima, rivive, con grande soddisfazione dei luganesi e dei commercianti
Duska Milosevic
che in quel centro hanno le loro attività. Altri eventi sono seguiti al primo e molti altri sono in preparazione. L'obiettivo di Gregory e Gabriele è quello di proporre alla platea luganese, un appuntamento settimanale.
MODA Gregory Boscaro Di origini italiane da parte del padre, ex modello, ha sfilato per le grandi firme della moda italiana. I più famosi truccatori dicono che il trucco è un'arte ... e che conoscere quest'arte significa sapere svelare i lati più nascosti della personalità di un essere umano, mettere in luce i suoi pregi e mimetizzarne i difetti. In questo, indiscutibilmente, Gregory Boscaro è un vero artista.
La sua grande capacità di interpretare le aspettative dei suoi clienti, il suo grande talento e l'innato pregio di saper entrare in empatia con le persone, gli permettono di truccare sia famose modelle e personaggi dello spettacolo sia persone “comuni”.
Gabriele Valente
Ha studiato dapprima musica e canto lirico al conservatorio di Milano ed in seguito archeologia all'università cattolica di Milano. Ha lavorato come modello ed è poi passato alla formazione per grandi griffe come Prada, Gucci, Davidoff per poi assumere la carica di National Account Manager di Guerlain. Due grandi occhi azzurri che raccontano la sua passione per il progetto messo in cantiere assieme a Gregory e per il quale si sta impegnando con tutte le sue forze. Colpisce la sua grande professionalità. Nonostante la sua attività sia costruita, inevitabilmente, intorno a trucchi, lustrini e paillettes, ha ben chiari i valori umani ed in particolare quelli della libertà e della fratellanza.
Gregory e Gabriele si potrebbero definire due giovani che in realtà hanno trovato l’autore del proprio futuro in sé stessi e nella loro voglia di affermarsi, ma dire questo è molto riduttivo. Nessuna penna potrà mai descrivervi le emozioni che, solo conoscendoli e vivendo l'esperienza della loro creatività e talento, possono trasmettervi.
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CULTURA di Simona Guidicelli
L avocado Persea americana
L’avocado è una drupa; il suo colore può essere o verde o violaceo, la polpa è giallo-verdastro. Ricco di grassi e burroso, l'avocado, ha un leggero sapore di nocciola ed al suo interno si trova un grosso nocciolo, di colore bianco o rosa, facile da asportare, ricoperto di un succo lattiginoso che a contatto con l’aria diventa rosso e può macchiare se viene contatto con i tessuti. Al contrario di quella della maggior parte di altri frutti, la buccia dell'avocado non è commestibile.
Varietà Gli avocado crescono in tutti i paesi tropicali. In USA crescono più di 20 varietà di avocado, piuttosto differenti come forma, grandezza, colore e aspetto della buccia. I più saporiti e ricchi di grasso sono quelli piccoli, a forma di pera e con la buccia liscia e scura. 44
BENESSERE E SALUTE Proprietà La proprietà principale dell'avocado ed i suoi conseguenti benefici sono da ricondursi prevalentemente alla presenza di acido grasso linoleico e Omega 3, ovvero i cosiddetti grassi "benefici" in grado di stimolare la produzione di colesterolo buono (HDL) ed inibire invece il deposito del colesterolo cattivo (LDL). Queste proprietà dell'avocado
sono quindi in grado di diminuire la presenza del colesterolo nel sangue e le varie patologie legate alla circolazione del sangue ad alla salute del cuore. Un altro aspetto positivo derivante dall'assunzione dell'a-vocado sono i benefici legati alla presenza di sostanze antiossidanti che sono in grado di aiutare le cellule a liberarsi dalla presenza dei tanto temuti radicali liberi e di rallentarne così l'invecchiamento. In particolare la vitamina A e la vitamina E sono due potenti antiossidanti le cui proprietà aiutano la pelle a mantenere la sua elasticità e ne rallentano l'invecchiamento. L'avocado è un alimento utile anche nel contrastare la depressione ed il morbo di Alzheimer ed ha inoltre buone proprietà antinfiammatorie in grado di apportare benefici a diversi organi del corpo umano.
Gli avocado duri vanni fatti maturare per 3-6 giorni a temperatura ambiente. Per accelerare il processo si possono mettere in un sacchetto di carta insieme a un pomodoro. Non conservare il frutto in frigorifero poiché non maturerà mai. Gli avocado maturi possono essere conservati uno o due giorni in frigorifero.
Per sbucciare un avocado maturo, prendere un coltello affilato e tagliare il frutto per tutta la lunghezza, come se fosse una mela. Occorre fare attenzione poiché il grosso nocciolo non si taglia e quindi non è possibile affettarlo da parte a parte ma occorre girare con il coltello intorno al nocciolo. Afferrare le due metà e ruotarle dolcemente in senso opposto. Una volta tolto il nocciolo, estrarre la polpa con un cucchiaino o con un coltello, a seconda di quanto è maturo il frutto.
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CULTURA di Gian Maria Bavestrello
Il filetto
Anatomia di una leccornia I tagli di carne bovina sono 22, a cui aggiungere coda, lingua e testina: tra questi, Sua Maestà il filetto è certamente il più pregiato insieme al suo “parente stretto”: il sottofiletto, meno tenero del primo ma ideale per una cottura ai ferri, alla griglia, o nella celebre fattispecie della tagliata (con rucola, pomodirini e scaglie di grana padano). Il filetto, ottimo anche crudo, è un taglio tenerissimo. Prelevato dalla regione lombare del manzo, è un muscolo conico, quasi inutilizzato, parco di tessuto connettivo e quindi estremamente magro. Trovare un filetto che abbia una buona infiltrazione di grasso è complicato, come detto il muscolo e sotto utilizzato, ma non impossibile.
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ENOGASTRONOMIA Lo Chateaubriand, la parte più larga del filetto, viene tagliato con uno spessore consistente, almeno 5 o 6 centimetri, e servito appena scottato in superficie e crudo all’interno. Qualora non ci sia grasso a sufficienza, si può “bardare” o “lardellare” il taglio. La prelibatezza del filetto risiede nella sua estrema morbidezza che lo rende uno degli alimenti più piacevoli al palato. La sua delicatezza, se non “trattata”, può tuttavia tradursi in un'intensità di sapore modesta che ha indotto i cuochi, fin dall'epoca moderna, a sperimentare e ideare ricette che ne esaltassero le qualità straordinarie, e sopperissero al contempo alla poca freschezza che poteva caratterizzare la carne prima dell'avvento delle odierne tecniche di conservazione. Alcune ricette di filetto, particolarmente entusiasmanti, sono legate a personaggi storici realmente esistiti. È il caso del filetto alla Wellington, dedicato a Arthur Wellesley Duca di Wellington, il generale britannico che sconfisse Napoleone a Waterloo e che la storia ricorda invero per essere un uomo dai gusti modesti. Aveva un palato così poco sensibile che diversi cuochi al suo servizio si sono licenziati, esasperati dal fatto di non potere dimostrare le loro qualità in cucina. Il piatto, che alcuni storici sostengono essere di origine francese, porta il suo nome per una buffa coincidenza: una volta cotto, si presenta come un lucido cilindro marrone simile agli stivali del Generale, chiamati Wellington's.
Ricetta Filetto alla Rossini
Filetto alla Wellington
La base della ricetta è costituita da 1 pezzo di filetto di manzo, che dovrà essere spennellato con senape forte, avvolto da uno strato di prosciutto crudo (o, nella ricetta originale, di frittata di timo o di cipolle), spalmato di crema duxelles a base di funghi, ricoperto di pasta sfoglia e cotto al forno per 30-35 minuti, badando che la carne rimanga al sangue. Il piatto è ritornato a far tendenza anche in Italia grazie alla sua presenza nei ricettari dello chef televisivo più famoso, Gordon Ramsay, che raccomanda l'uso di senape inglese, più piccante della tradizionale, e prescrive, per la riuscita del piatto, di far tostare la crema in una padella anti aderente per eliminare l'acqua in eccesso e far esaltare l'aroma. Un altro filetto celeberrimo è quello intitolato all'eccentrico Serge Voronoff, chirurgo russo naturalizzato francese che negli anni venti del secolo scorso assunse agli onori delle cronache per un originale metodo di ringiovanimento maschile: l'innesto di testicoli di scimmia. 47
CULTURA Questi esperimenti ebbero luogo a Ventimiglia, in provincia di Imperia, dove c'è chi ancora giura che nei boschi della zona può capitare di imbattersi in esseri umani dall'aspetto scimmiesco. Più facile, per ora, imbattersi nel filetto Voronoff, una leccornia alta due dita e ricoperta di una salsa fantasiosa che si dice stimoli la verve amatoria (forse) invano inseguita dallo scienziato russo.
Filetto alla Voronoff
La preparazione è molto più agevole di quella del Wellington: si insaporiscono a crudo le fette di filetto con sale e pepe, spalmandole con un velo di senape. In una padella si fanno scaldare 25 grammi di burro e un rametto di rosmarino, facendo schiumare a fiamma vivace fino a che il burro non avrà assunto un bel colore nocciola. Si adagia il filetto in padella, a fiamma alta, cuocendolo due minuti per lato e regolandola di sale e pepe. Si spruzza 1/8 di bicchiere di sherry ed 1/8 di cognac in padella riducendoli con una manciata di farina in modo che ne rimanga un cucchiaio all’incirca. Si aggiungono la buccia tritata del limone, 50 ml di panna, si porta a bollore e si fà cuocere a fuoco lento fino a quando la panna si è ben addensata. Quindi si aggiunge 1 cucchiaino di senape. Filetto di vitello arrosto
Nella scheda della pagina precedente, viene proposta un altra ricetta di filetto, quella detta alla Rossini: un grande classico della cucina francese creato dallo chef Moisson del ristorante parigino Café Anglais per il compositore d’opera Gioacchino Rossini, che amava particolarmente i tartufi e il foie gras. 48