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ANNO 3 - N.3 - MAGGIO/GIUGNO 2012 - periodico della fondazione costruiamo il futuro - DIRETTORE RESPONSABILE: ANGELO FRIGERIO

Intervista a Francesco Belletti

Costruiamo il Futuro News - Supplemento a Mediastore Italia - Anno 14 - n.8 - 15 giugno 2012 - Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 - Conv. in L. 46/2004 - Art.1 Comma 1 - LO/MI Registrazione al Trib. di Milano n.536 del 12 agosto 1999 - Editore: Frimedia S.r.l. - Stampa: Bellavite - (Missaglia) - Redazione: Palazzo di Vetro, C.so della Resistenza, 23, 20821 Meda (MB) -Tel. 0362/600463-4-5 - Fax 0362/600616

Editoriale

Il terremoto, gli sciacalli e la Madonnina Angelo Frigerio

Domenica 20 maggio: una violenta scossa di terremoto colpisce l’Emilia. A prima vista un microsisma: molte le abitazioni lesionate, qualche capannone, pochi (si fa per dire) gli scomparsi. La situazione, in un primo momento, appare sotto controllo. Ma, col passare delle ore, il quadro diventa drammatico. Sino alle altre due grandi scosse di martedì 29. Le sentiamo distintamente anche noi. Il pavimento balla sotto i nostri piedi. Paura, sgomento, impotenza. Una cosa è certa: al di là delle evidenti problematiche riguardanti le abitazioni, è il tessuto industriale e agricolo della zona quello che soffre di più. E’ tutto fermo. Nei capannoni non si può lavorare. Le scosse si susseguono. La viabilità è problematica. Un disastro. Un autentico disastro. Ma la cosa che fa più male è vedere che qualcuno si approfitta di questa situazione. Già, gli sciacalli. Che sono di due tipi. I primi li ha denunciati, fra gli altri, Stefano Berni, direttore generale del Consorzio grana padano: “Ho ricevuto la telefonata di un rappresentante di un importante gruppo che fornisce la Gdo, che mi ha proposto di comprare le forme cadute a due euro al chilo. Ho risposto che piuttosto le comprerà il Consorzio e ne farà un falò”. Superfluo qualsiasi commento. Di fronte a catene di distribuzione e catering che da subito hanno manifestato la loro solidarietà, i comportamenti di questi personaggi che cercano di sfruttare il dramma per “fare i soldi” (...) segue a pagina 6

“La famiglia è un investimento” Il presidente del Forum: “Restituire disponibilità economica ai nuclei numerosi favorisce i consumi e contrasta il problema demografico”.

Il Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato il Piano Famiglia. Che portata ha questa scelta del governo? Diciamo che è una notizia dolce e amara. L’approvazione del Piano è un’ottima notizia: finalmente il Consiglio dei Ministri ha assunto un piano programmatico mettendo la famiglia, da sempre considerata marginale, al centro delle sue preoccupazioni. Si è chiuso un percorso avviato nel 2007, passato dal Ministro Bindi, al Sottosegretario Giovanardi, infine al Ministro Riccardi, che ha finalmente compiuto questo passaggio: l’Italia ha un Piano per la Famiglia. Noi condividiamo molto l’impianto complessivo che vede la famiglia come risorsa e non come luogo di assistenza. Qual è la parte amara? Da un lato, il governo non si è assunto nessun impegno né nei tempi né nelle risorse per rendere concreto quanto il piano prevede. Dall’altro c’è una grave assenza: il Fattore Famiglia, un fattore fiscale che dia equità alle famiglie con carichi familiari. Ci dispiace che non sia stato riportato il tema, perché si tratta di una problematica urgente, un impegno fondamentale. Monti ha definito il Fattore Famiglia incompatibile con gli impegni per la crescita. Voi sostenete, al contrario, che sia non solo compatibile, ma ancor di più indispensabile alla ripresa del Paese. Come mai? Bisogna dire tre cose: prima di tutto occorre sanare un’ingiustizia nei confronti delle famiglie, che sono tassate anche sui costi per mantenere in vita i propri figli. E su questo il governo Monti è in buo-

na compagnia, assieme ai governi degli ultimi venti anni che si sono rifiutati di riconoscere questa ingiustizia. In secondo luogo è possibile introdurre in modo graduale il fattore famiglia, ponendosi come priorità le famiglie con figli e quelle giovani. Infine siamo convinti che il sostegno alla famiglia sarà un volano per la ripresa dei consumi e per lo sviluppo del Paese. Oggi il problema è che numerose famiglie vivono al di sotto della soglia di povertà. Restituire disponibilità economica alle famiglie con figli genererebbe una ripresa dei consumi immediata; questo è un dato che gli osservatori economici hanno riconosciuto. Una delle grandi domande sul piano di sviluppo del Paese è stata: ma quanto questi provvedimenti innescano davvero la ripresa? Mi pare che un sostegno diretto ai consumi sia uno strumento semplice e da privilegiare. Lei afferma che il sostegno alla famiglia sia un investimento e non una spesa pubblica assistenziale. La parola investimento ha una valenza tecnica: investire su una risorsa per mantenerla in vita o potenziarla. Le famiglie sono una risorsa insostituibile senza le quali la crisi sarebbe stata pesantissima. E

l’hanno pagata soprattutto loro. Non solo per la pesantezza del prelievo fiscale, ma anche per il ruolo di protezione sociale per i giovani senza lavoro, gli anziani senza servizi, i prepensionati che sono poi diventati esodati. Inoltre sostenere la famiglia significa confrontarsi con il grande problema dell’emergenza demografica. La scelta di non fare figli, nella quale siamo i più radicali a livello mondiale, ci rende una società che sta per implodere, che non accetta le sfide delle nuove generazioni. La parola investimento pone anche la sfida su quale Paese ci immaginiamo tra trent’anni. È il Paese che deve investire su se stesso. Attraverso la famiglia è il modo più efficace. Ci sono altre questioni che vi preoccupano. La Riforma del Lavoro ad esempio è un tema che coinvolge le famiglie da vicino. Purtroppo si è dedicata poca attenzione al tema della conciliazione famiglia-lavoro. Invece si tratta di una delle questioni che maggiormente mette in difficoltà le famiglie nella loro vita quotidiana. Il Piano dice che i grandi problemi del Paese si risolvono con una prospettiva famigliare. La Riforma del Lavoro ritorna ad una logica assolutamente individuale. Noi chiediamo più attenzione alla famiglia, anche da parte di imprese e sindacati. Analogamente il sistema dei servizi alla persona. Infine siamo convinti della necessità di riconoscere il nucleo famigliare secondo il dettato costituzionale. I riferimenti all’articolo 29 della Costituzione, ad una famiglia con responsabilità sociale e pubblica attraverso il matrimonio per noi sono fondamentali. Siamo molto preoccupati dal dibattito pubblico sul tema delle unioni civili e sul riconoscimento delle coppie di fatto. Ci sembra molto rischioso per la tenuta delle famiglie. Noi su questo insisteremo perché il Piano Famiglia lo preveda come orientamento forte. Carlotta Borghesi

La famiglia al centro

Gli studenti e l’informazione

10 anni di Premio Costruiamo il Futuro

Francesco Belletti è Presidente del Forum delle Associazioni Familiari. L’abbiamo incontrato per capire quali sono i problemi più urgenti che vivono le famiglie, in particolare quelle con i figli, e cosa chiedono al governo.

Promosso, alla Camera dei deputati, un momento di riflessione, in occasione della VII Giornata Mondiale di Milano. A pagina 3

Francesco Belletti, presidente del Forum delle Associazioni Familiari

Maurizio Lupi, Monica Maggioni e il Ministro Lorenzo Ornaghi consegnano i riconoscimenti ai 12 istituti vincitori. Alle pagine 4 e 5

La Fondazione, in collaborazione con Enel Cuore, donerà 30.000 euro al non profit del territorio. A pagina 7


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Costruiamo il Futuro Magazine - Maggio/Giugno 2012

Luigi Campiglio: “Tuteliamo il risparmio”

Convegno dell’Intergruppo per la sussidiarietà

La famiglia al centro Promosso alla Camera dei deputati un momento di riflessione, in occasione della VII Giornata Mondiale di Milano, con la partecipazione del Cardinale Tarcisio Bertone. In vista del VII Incontro Mondiale della Famiglia, tenutosi a Milano dal 30 maggio al 7 giugno, l’Intergruppo per la Sussidiarietà ha promosso una giornata di riflessione sul tema della famiglia. Il 23 maggio la Camera dei deputati ha ospitato un seminario ed un convegno “Famiglia: fattore per la crescita”. Numerosi partecipanti sono intervenuti al seminario, alla presenza della Professoressa Maria Cecilia Guerra, Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, organizzato con lo scopo di raccogliere proposte, documentazioni, elementi e approfondimenti da porre all’attenzione del governo e da sviluppare all’interno del lavoro parlamentare. Hanno aperto il seminario il presidente della VI Commissione, il senatore Mario Baldassarri, che ha voluto sottolineare l’importanza di spostare l’attenzione dall’individuo alla famiglia, come soggetto fiscale di riferimento, e Francesco Belletti, presidente del Forum delle Associazioni Familiari, che ha portato all’attenzione dei presenti il valore del Fattore Famiglia come strumento fiscale per sostenere la ripresa dei consumi e tutelare i nuclei più a rischio: quelli giovani e quelli numerosi. Si sono susseguiti interventi brevi ma caratterizzati da proposte concrete: aumento del 10% di assegni alle famiglie numerose, sostegno ai nuovi nati, riforma dei sistemi fiscali come l’ISEE, inserimento di strumenti che possano favorire la conciliazione tra famiglia e lavoro, tutela della famiglia tradizionale che rispecchia l’art. 29 della Costituzione. Alle numerose richieste e proposte il Sottose-

gretario Guerra ha voluto esporre il lavoro che il governo sta portando avanti in particolare per quanto riguarda la riforma dell’ISEE, strumento di riferimento per un’equità di accesso ai servizi: la proposta del governo conterrà un’attenzione verso le famiglie numerose ed alla presenza di figli piccoli. Inoltre si cercherà di coordinare gli strumenti di trasferimento diretto, come gli assegni familiari, e quelli di trattamento fiscale in modo tale da renderli più efficaci e misurabili. Occorre tuttavia che a fianco delle politiche sociali anche le altre politiche, come quelle del lavoro e della casa collaborino al sostegno del soggetto famiglia. I lavori del seminario hanno introdotto il grande convegno svoltosi nella Sala della Lupa alla presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini, con gli interventi di Maurizio Lupi, Vannino Chiti, Rocco Buttiglione, Luigi Campiglio. Ospite illustre del convegno dedicato alla Famiglia il Segretario di Stato di Sua Santità Benedetto XVI, Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone. Il Cardinale ha sviluppato numerosi spunti, partendo dal tema del VII Incontro della Famiglia: “La Famiglia, il lavoro e la festa”. “Il lavoro è fondamento della persona e va protetto – ha esordito il Cardinale – Esso è da intendersi come lavoro umano produttivo, non deve essere alienante e non può privare l’uomo della dimensione familiare, del riposo e della festa”. L’intervento è proseguito riflettendo sul valore attuale della famiglia: “Senza famiglia non c’è futuro”, in accordo con gli altri interventi della giornata. “La società odierna tuttavia presenta numerosi fattori problematici – continua Bertone – come la

prevalenza dell’individuo , la preferenza di alcuni valori rispetto ad altri, la diversità relazionale tra uomo e donna rispetto al passato. Ma la famiglia ha una valenza metagiuridica e lo Stato non può far altro che riconoscerla. E la famiglia è quella che la Chiesa, non sola, ha sempre sostenuto: la famiglia di diritto naturale”. Bertone ricorre ad un’importante enciclica di Giovanni Paolo II, la Familiaris Consortio: “All’unità tra l’uomo e la donna è affidata da Dio non soltanto l’opera della procreazione e la vita della famiglia, ma la costruzione stessa della storia”. Una definizione netta ed inequivocabile di Papa Wojtyla che ha saputo illuminare le nostre coscienze. Qual è di fronte a questi fatti il ruolo della politica? Il Cardinale riprende Benedetto XVI che, nella Caritas in Veritate, collega l’azione politica alla virtù teologale della carità: “Si ama tanto più efficacemente il prossimo quanto più ci si adopera per un bene comune rispondente ai suoi reali bisogni. E quando la carità lo anima, l’impegno per il bene comune ha una valenza superiore rispetto ad un impegno puramente secolare e politico. Come ogni impegno per la giustizia esso si iscrive in quella testimonianza della caritas dei che operante nel tempo prepara l’eterno”. Anche qui Bertone decide di scendere fin nei dettagli, invitando la politica e l’azione legislativa a tutelare il diritto dei bambini di avere un padre e una madre, a sostenere la famiglia come vincolo e luogo di affetto tra le generazioni, a favorire il ruolo della donna come madre e lavoratrice. Carlo Cazzaniga

L’Italia è un paese in cui la famiglia è sempre stata oggetto di politiche assistenziali, volte a far fronte ad emergenze di tipo economico e sociale. Il problema di un approccio di questo tipo al soggetto famiglia ha una radice culturale profonda e nasce da una concezione errata del ruolo che le famiglie interpretano nello sviluppo economico del Paese. Ha saputo dimostrarlo il professor Luigi Campiglio, ordinario di Politica Economica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, attraverso un’analisi approfondita, presentata il 23 maggio alla Camera in occasione del convegno promosso dall’Intergruppo. Il punto di partenza è inequivocabile: “Da questa crisi non usciamo se non comprendiamo il ruolo delle famiglie accanto a quello delle piccole medie imprese”. La famiglia va concepita dunque non come soggetto da assistere, ma come motore dello sviluppo, come luogo di procreazione, educazione, formazione, di una nuova generazione capace di produrre nel nostro Paese. I dati presentati sono allarmanti: osserviamo in questi anni un declino sempre più accentuato del numero dei giovani tra i 20 ed i 39 anni, solo in parte limitato dall’immigrazione; il reddito a disposizione delle famiglie è in diminuzione dal 2002; il tasso di risparmio delle famiglie è diminuito dal 20% nel ’95 al 9% nel 2010; la capacità di finanziamento delle famiglie del debito pubblico è diminuita dal 45% al 20%. Che cosa ci rende così distanti da Francia e Germania, dove ad esempio si osserva un tasso di risparmio costante? Non si tratta esclusivamente di paesi più forti, ma di stati dotati di un welfare più strutturato, a servizio della famiglia.. La famiglia è determinante nella formazione delle nuove generazioni, nella consegna di valori, indispensabili per la costruzione di personalità forti e produttive. Per questo va tutelata. La strada per uscire da questa crisi parte anche dal sostegno alle famiglie italiane, in particolare quelle più a rischio (monoreddito, in affitto, operaie). Il professore si spinge fino a proporre alcune soluzioni concrete: occorre tutelare il risparmio, innanzitutto innalzando il tasso di garanzia a 200.000 euro; occorre rinnovare il sistema fiscale, il livello del reddito minimo esente per essere familiari a carico non è neppure allineato all’inflazione ed alimenta il mercato nero; la spesa sociale, attualmente concentrata sulle pensioni, deve essere restituita in parte alle famiglie; le politiche per la famiglia, infine, hanno bisogno di strumenti diversi da quelle per la povertà e devono essere rese stabili. Carlotta Borghesi

Welfare aziendale, un nuovo motore di crescita per il paese Intervista a Monica Boni, Direttore Welfare Benefits e Programmi Sociali Pubblici Edenred Negli ultimi mesi si è sempre più intensificato il dibattito sul welfare aziendale e su quali misure conciliative possano favorire anche nel nostro paese una maggiore occupazione femminile (la disoccupazione femminile è al 46% contro il 35,7% della media europea). Ma questa non vuole essere solo una “storia di donne”. Incontriamo oggi Edenred, multinazionale leader nei servizi alle imprese in tutto il mondo con il suo “Ticket Restaurant”, che sviluppa da diversi anni sistemi per un welfare migliore. Monica Boni, dai Ticket Restaurant al benessere dei dipendenti. E’ così facile parlare di welfare in azienda? Quando si parla di “welfare” si apre per ognuno di noi un mondo: storie personali, gli affetti più cari, le gioie, le insicurezze e le fragilità che il comune vissuto umano comportano. Tutto questo non può essere banalizzato e semplificato in formule, piuttosto servono soluzioni pratiche ma non semplicistiche. Soluzioni che aiutino aziende di ogni dimensione (e soprattutto le PMI delle quali il tessuto sociale italiano è campione del mondo) a strutturare piani di welfare aziendale utili per i dipendenti ed efficaci per l’azienda. Noi sosteniamo da anni nel mondo la promozione di politiche di welfare attraverso i buoni servizio. Una sorta di ticket, come il Ticket Restaurant, utilizzabili per fruire di servizi alla persona; quei servizi

che da sempre servono al dipendente per conciliare lavoro e famiglia e che sempre più spesso sono invece mancanti. Di quali servizi stiamo parlando? Parliamo di servizi quali babysitting, accompagnamento degli anziani, doposcuola, piccoli lavori domestici; in sintesi, tutti quei servizi che di solito sono a carico delle donne e che diventano una delle cause principali del loro abbandono del lavoro. Il voucher è un Monica Boni modo semplice da introdurre in azienda, da utilizzare per i beneficiari e pratico per gli operatori dei servizi affiliati che lo incassano. Con i buoni servizio, che anche in Italia godono di alcune agevolazioni fiscali, si possono creare posti di lavoro (e la Francia lo dimostra con i 400.000 posti creati in 6 anni dell’introduzione del CESU), si aiuta la specializzazione delle imprese di servizi alla persona e si combatte il lavoro sommerso. Come funzionano questi servizi?

Il buono servizio è un circuito analogo al buono pasto: un sistema semplice, ad immediata riconoscibilità e di facile utilizzo. L’azienda acquista i voucher (come avviene per i Ticket Restaurant), li dà ai propri dipendenti in base alle necessità o alla motivazione specifica che ritiene. Il dipendente li utilizza per usufruire delle prestazioni in una rete capillare di affiliati per accedere a prestazioni come quelle che citavo in precedenza (asili, doposcuola, babysitting…). Edenred si è specializzata, anche grazie ai molti anni di gestione dei programmi sociali pubblici come la Dote Scuola o il Voucher di Conciliazione promossi dalla Regione Lombardia, nell’attivazione di reti capillari sul territorio e molto apprezzati dai cittadini. Uno sviluppo veramente notevole, specialmente in confronto ad altri paesi dove ci sono già realtà radicate su questo fronte. Un caso di successo in Italia?

Due: oltre alla Dote Scuola, che i cittadini lombardi conoscono e apprezzano tantissimo, il voucher di conciliazione con risorse FSE da noi gestito per Regione Lombardia. Un successo difficile, ma apprezzato dal sindacato e dai cittadini. Abbiamo creato una rete di 1.200 operatori convenzionati per sostenere 4.800 famiglie di lavoratori in cassa integrazione in deroga; introdotto un sistema di buoni prepagati che danno un potere d’acquisto immediato al lavoratore. Una vera rivoluzione copernicana rispetto ai tradizionali sussidi pubblici che spesso costringono i cittadini ad anticipare i soldi alla pubblica amministrazione per riceverli – se va bene – dopo mesi. Parlando con una onlus delle valli bergamasche, ci dicevano con orgoglio “abbiamo fatto lavorare grazie ai ticket 80 giovani, pensi che bello se queste misure fossero continuative!”. E quale risposta dalle istituzioni su questo fronte? Si tratta di un percorso paziente, che dura da molti anni, nell’attesa di azioni incisive. La recente modifica TUIR, che detassa gli asili nido e le borse di studio offerte dalle aziende ai propri dipendenti, va senz’altro in questa direzione, riconoscendo il ruolo dei servizi alla persona e l’esenzione dal reddito di contributi finalizzati anche con vouchers. I buoni servizio possono essere una tessera, piccola ma estremamente efficace, in questo complesso mosaico che sono i sistemi di welfare aziendale.


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Costruiamo il Futuro Magazine - Maggio/Giugno 2012

L’intervento dell’onorevole Luisa Santolini

Il contributo dell’onorevole Barbara Saltamartini

Riformiamo l’ISEE

Basta con l’individuo

Ben venga una modifica del sistema fiscale. Che possa garantire equità alle famiglie con figli.

Il soggetto di riferimento è la famiglia: strumento di crescita e luogo di solidarietà.

L’incontro organizzato dall’ Intergruppo della sussidiarietà riveste particolare importanza dal momento che tra qualche settimana il Governo varerà la riforma dell’Isee, riforma che inciderà in modo decisivo sui bilanci e sulla prospettive di benessere di tutte le famiglie italiane. Per questa ragione, al di là di scontate dichiarazioni a tutela e difesa della famiglia in Italia, vero e unico ammortizzatore di questo Paese, risorsa preziosa e insostituibile sotto ogni aspetto della vita sociale, dedicherò questo breve intervento proprio al tema dell’Isee, a proposito del quale già ho avuto modo di intervenire in Aula con il sotto segretario Vieri Ceriani. Tutti coloro che partecipano al dibattito politico in questi mesi, esperti, economisti, partiti, opinion leaders, associazioni. imprese e sindacati, affermano a gran voce che per il rilancio e lo sviluppo del sistema Italia occorre sostenere le famiglie e le imprese. Trovo improprio simile accostamento perché si parla di due soggetti totalmente diversi che richiedono misure totalmente diverse, ma sottolineo la unanimità della richiesta e l’Isee va in questa direzione. Ben venga dunque una riforma di questo sistema a condizione che davvero razionalizzi la situazione attuale e soprattutto sia l’occasione buona per riconoscere finalmente che a parità di reddito un capo famiglia con tre figli non può subire lo stesso trattamento fiscale di chi figli non ha. Il reddito disponibile di quest’ultimo è abissalmente diverso rispetto a chi investe nei figli e nel bene comune che questi figli rappresentano, per cui anche l’Isee dovrà tenere conto di queste considerazioni. Così pare non sia e questo è fonte di grande preoccupazione per le famiglie e per le famiglie numerose in particolare. Innanzitutto razionalizzare la spesa socio assistenziale non può voler dire cogliere l’occasione per risparmiare sulle spalle delle famiglie in difficoltà: mi riferisco alle voci secondo le quali verrà riformulato il reddito disponibile del nucleo familiare e in esso verranno inserite anche tutte quelle somme esenti, a legislazione vigente, da imposizione fiscale. Se da un lato è

giusto far pesare in maniera più incisiva alcuni elementi come le rendite finanziarie, mi sembra iniquo inserire, nel calcolo del reddito ai fini Isee, fattori come le pensioni sociali, gli assegni di accompagnamento, gli assegni di maternità, le borse di studio, gli assegni di invalidità, tutti elementi che in modo diverso sostengono le sforzo delle famiglie nel loro lavoro di cura, di crescita dei figli, di educazione, di assistenza dei soggetti deboli. I coefficienti previsti dalla vecchia Isee erano fortemente penalizzanti per le famiglie che hanno scommesso sul futuro e onorato il passato mettendo al mondo dei figli o tenendosi in casa gli anziani in difficoltà; non vorremmo che in analogo modo si perpetuasse questa iniquità. In secondo luogo per tenere conto in modo adeguato della presenza dei carichi familiari vanno ripensati i parametri di calcolo e occorre seguire l’esempio della Francia che all’aumentare del numero dei figli fa aumentare i coefficienti e non li fa diminuire, come sta avvenendo ora e come forse avverrà in futuro se il Governo non prenderà una decisione seria in questa direzione. Infine, come è giusto che sia, sia l’Irpef che l’Isee sono calcolati con criteri di progressività così come prevede la Costituzione italiana, ma questo criterio rispetta l’equità verticale non quella orizzontale. Con l’Isee si introduce una doppia progressività che non può garantire in alcun modo quell’equità orizzontale che, a parità di reddito, permette di compensare la perdita di gettito dovuta alla sola progressività. Dunque l’Isee non può e non deve essere l’unico strumento fiscale messo in campo ed è urgente pensare a delle misure compensative che garantiscano quel patto generazionale più volte indicato dal Governo. Concludo con l’auspicio che finalmente si apra una nuova stagione per quanto riguarda il trattamento fiscale delle famiglie con figli e che questo incontro rappresenti un ulteriore passo avanti nella collaborazione con il Governo per avviare politiche familiari degne di questo nome. Luisa Santolini

Alla famiglia in generale si è chiesto molto negli ultimi anni e lo si fa tutt’oggi. Spesso, abbiamo evidenziato che la famiglia in Italia sia il maggior ammortizzatore sociale. Infatti, nel nostro sistema economico-sociale manca la sussidiarietà nei confronti della famiglia con il paradosso che si è consolidata una sussidiarietà rovesciata dove è la famiglia a farsi carico della mancanza di un welfare pubblico, sostenendo il peso di uno Stato costoso e poco efficiente nell’erogare servizi di welfare. Purtroppo, però, se da un lato viene riconosciuto alla famiglia un ruolo così importante nella tenuta del nostro sistema dall’altro non si è stati in grado di affiancare le necessarie ed efficaci azioni politiche di sostegno e di accompagnamento nei confronti di questo Istituto. Negli ultimi 30 anni, si è sempre agito nella logica dell’emergenza cercando, con approssimativi interventi assistenzialistici, di aiutare i singoli individui che compongono il nucleo familiare. Un approccio del tutto sbagliato che occorre, oggi più che mai, invertire. Ritengo, infatti, sia arrivato il momento di cambiare l’ottica con cui si vuole sostenere e promuovere la famiglia. Dobbiamo passare dal considerarla una somma di singoli individui ad un soggetto unico di riferimento, portatore di interessi non individuali, ma universali, strumento di crescita e luogo di solidarietà e gratuità. Un cambio di passo che si rende ancor più necessario alla luce dei dati che recentemente l’Osservatorio Nazionale sulla famiglia ha presentato con il Rapporto Biennale 2011-2012. Analisi dalla quale si evince che, a fronte delle tendenze di invecchiamento e frammentazione della famiglia, nei prossimi anni, questa sarà sempre meno in grado di poter fungere e agire come ammortizzatore sociale nei confronti dei soggetti più deboli che ne fanno parte (anziani, giovani disoccupati, persone non autosufficienti). Per tentare di frenare questa deriva occorre da subito avviare, anche in relazione ai provvedimenti che il Governo sta per porre all’atten-

zione del Parlamento, un’inversione di tendenza. Quale occasione migliore se non quella di partire dalla Riforma dell’Isee e dalla Delega Fiscale. Tra l’altro, in assenza dell’intervento dello Stato si registrano interessanti inziative a carattere locale. Penso agli esempi di Parma e di Roma Capitale, amministrazioni che ispirandosi alla logica del “Fattore Famiglia” hanno rimodellato il sistema di tariffazione e dei costi dei servizi comunali relativi a nidi, scuole dell’infanzia, tassa sui rifiuti ecc. in relazione alla composizione del nucleo familiare. Esempi che non possono non trovare giusto compimento anche nelle future scelte di carattere nazionale che dovrebbero guardare al “Fattore Famiglia” non più come un semplice costo, ma come parametro essenziale per i means-test (Isee) e più in generale come criterio equitativo nella distribuzione delle risorse pubbliche. Una scelta questa utile anche per contrastare il declino demografico italiano che ci obbliga ad individuare anche nei sistemi di fiscalità misure che sostengano le politiche di natalità prima che l’Italia sia condannata a non avere più futuro (2,4 è la media del nucleo familiare in Italia) se non delegandolo alle popolazioni di immigrati presenti sul nostro territorio nazionale. Ovviamente, la famiglia non va considerata solo per il suo ruolo economico, ma anche e soprattutto per quello sociale e culturale. Per questo, in un momento in cui siamo tutti preoccupati per gli effetti della crisi e le difficoltà crescenti per la famiglia, la società non deve contribuire a renderla più fragile, in nessun modo. Occorre, dunque, parallelamente porre la massima attenzione e diffidare da alcune scelte legislative, attualmente all’attenzione del Parlamento, che tendono ad impoverirne il suo significato più profondo. Anche per questo, mi auguro che la politica, a fronte dell’incapacità di adottare politiche in favore della famiglia, (considerandola solo per qualche residuale sconto fiscale) eviti di rendere più facili le barriere all’uscita. Come nel caso del progetto di legge sul divorzio breve. Barbara Saltamartini

Cena di gala con il Cardinale Scola Fondazione Costruiamo il Futuro e alcune aziende brianzole hanno contribuito alla realizzazione dell’evento. In occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie si è tenuta mercoledì 30 maggio una cena di carattere straordinario presso la sede del Museo Diocesano. Il Cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, ha voluto offrire ad illustri partecipanti, cardinali e vescovi di tutto il mondo, autorità del Comune di Milano e di Regione Lombardia, un momento conviviale all’interno dei Chiostri di Sant’Eustorgio, culla della prima comunità cristiana lombarda. I 500 ospiti presenti hanno gustato un menù tipicamente lombardo firmato da Ezio Santin, chef dell’Antica Osteria del Ponte, pioniere in Italia nella fondazione di una nuova cultura gastronomica basata sulla qualità e freschezza delle materie prime. La realizzazione dell’evento è stata possibile grazie alla collaborazione di Costruiamo il Futuro e di alcune aziende brianzole, socie della Fondazione, che hanno offerto i propri prodotti, dando la possibilità di dare vita ad una cena di qualità eccellente e di sapore brianzolo. Le aziende che hanno partecipato come sponsor dell’evento sono: Caldirola Vini, Ripamonti Carni, Salumificio Gianoni, Rex Supermercati.

Carlotta Borghesi

La cena tenutasi al Museo Diocesano di Milano


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Corso di giornalismo: la cerimonia di premiazione

Gli studenti e l’informazione Maurizio Lupi, Monica Maggioni e il Ministro Lorenzo Ornaghi a Seregno. Per consegnare i riconoscimenti (per oltre 20.000 euro) ai 12 istituti vincitori. Il Premio giornalistico IN-FORMAZIONE si é concluso con 12 scuole di tutta la Brianza e del Lecchese premiate alla presenza del Ministro Lorenzo Ornaghi. Un sabato mattina eccezionale: tanti ragazzi, i loro video, i loro giornali, cartacei e on line, i loro talk show. Un segno del desiderio di IN-FORMARSI, di PARTECIPARE, di COSTRUIRE IL LORO FUTURO consapevoli del ruolo e del valore dell’informazione. I grandi nomi del giornalismo che hanno incontrato, Paolo Liguori, Monica Maggioni, Ferruccio De Bortoli e Giovanni Floris, sono rimasti colpiti dal confronto, dal desiderio di conoscere, in modo critico, la loro esperienza umana e professionale. I segreti del lavoro quotidiano e soprattutto di una informazione sempre più veloce e sempre meno durevole. Un concorso dal titolo affascinante e i cui contenuti si sono rivelati poco noti: “Expo 2015: energia, ambiente e alimentazione”. Un successo! Di NUMERI: 22 le scuole superiori iscritte all’iniziativa e più di 750 gli studenti partecipanti provenienti dalle Province di Lecco e di Monza e Brianza. Un successo di ENTUSIASMO degli studenti, che hanno assistito facendo ogni volta moltissime domande, di CREATIVITÀ nei giornali e video che hanno prodotto. E tanto desiderio di VINCERE, non per vincere, ma per portare un CONTRIBUTO alle loro scuole per libri, LIM, strumenti multimediali, quaderni. I vincitori del concorso si sono aggiudicati infatti premi per un totale di 20.000 euro, 4.000 euro di forniture di materiale e 1.000 quaderni Pigna. Insomma una comunità, la scuola, che cresce insieme, grazie a studenti, docenti, dirigenti. In una parola SUSSIDIARIETÀ. Una collaborazione vincente tra la Fondazione e le scuole, che ora aspettano la seconda edizione! Elena Centemero

La 5°c dell’Istituto Modigliani di Giussano riceve la fornitura di materiale scolastico del valore 1.000 euro

I VINCITORI DEL PREMIO IN-FORMAZIONE

Su 27 elaborati il comitato ne ha premiati ben 12 5.000 euro Istituto Greppi di Monticello Brianza con il quotidiano della 4°sc Istituto Beata Vergine Maria di Merate con il giornale online della 2° e 3° classico-scientifico Istituto Primo Levi di Seregno con il telegiornale della 5°j Istituto Dehon di Monza con il talk show della 3°lc

Forniture di materiale didattico da 1.000 euro Istituto Modigliani di Giussano con il quotidiano della 5°c Liceo Marie Curie di Meda con il giornale online della 4°c liceo scientifico Istituto Fiocchi di Lecco con il telegiornale del gruppo di studenti di varie classi Liceo Porta di Monza con il talk show delle 4°es e 4° liceo classico

Fornitura di 250 quaderni Pigna Istituto Bertacchi di Lecco con il quotidiano della 5°lc Istituto Einstein di Vimercate con il giornale online della 3°m Istituto Versari di Cesano Maderno con il giornale online della 5°a Collegio S. Antonio di Busnago con il Telegiornale della 3°

L’Istituto Fiocchi di Lecco viene premiato con una fornitura di materiale scolastico del valore 1.000 euro

Consegna del Premio da 5.000 euro all’Istituto Dehon di Monza con il talk show della 3°lc

Monica Maggioni intervista una studentessa prima di ricevere il Premio

Monica Maggioni intervista uno studente.

L’Istituto Mary Ward riceve il Premio da 5.000 euro per il giornale online Orasis

La 5°j dell’Istituto Primo Levi di Seregno viene premiata con 5.000 euro per il suo telegiornale

Pubblico in platea: in prima fila da destra Giuliana Colombo (assessore all’Istruzione della provincia di Monza Brianza), Monica Maggioni, l’assessore all’Istruzione Formazione e Cultura della Lombardia Valentina Aprea e il Ministro dei Beni e delle Attività culturali Lorenzo Ornaghi

Minuto di silenzio in ricordo della studentessa pugliese vittima dell’attentato davanti alla sua scuola


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Summer School 2012

Educare al bene comune

SI RINGRAZIANO

Dal 13 al 15 luglio si svolgerà, a Sorrento, la tre giorni di formazione politica.

Da sinistra: Monica Maggioni, il Ministro Ornaghi, Maurizio Lupi, Giuliana Colombo e i sindaci di Seregno, Giacinto Mariani, e di Monza, Roberto Scanagatti

Al Liceo Marie Curie di Meda viene consegnata la fornitura in materiale didattico del valore di 1.000 euro

Anche quest’anno la Fondazione Costruiamo il Futuro rinnova l’appuntamento estivo a Sorrento rivolto ai giovani appassionati di politica. Dal 13 al 15 luglio si terrà infatti la “Summer School”, promossa da quaranta parlamentari con la collaborazione particolare del Gruppo PPE oltre alle numerose associazioni di cultura politica, quali: Nuova Generazione, Etica e Civiltà, Cuore Azzurro, Opportunity plus, Fidapa, la Città ideale, Fare per il Sud,Capitane Coraggiose, Areopago, Liberi dall’azzardo, Stilitalia, Progetto levante. L’entusiasmo con cui è stata accolta l’iniziativa da parte degli under 32 di tutta la penisola è stato sorprendente: gli iscritti sono oltre trecento! Il seminario, arrivato ormai alla seconda edizione, vuole formare i partecipanti, perché acquisiscano criteri di giudizio e competenze che li mettano in grado di affrontare consapevolmente le principali questioni etico-sociali odierne, ed abbiano la possibilità di incontrare illustri personaggi del mondo della politica, della finanza, della cultura. Lo scopo inoltre è quello, tutt’altro che banale, di educare all’idea di lavorare per il bene comune, perché “la politica è la forma più alta di carità - per usare le parole di papa Paolo VI - quando è finalizzata all’acquisizione di valori, obiettivi e strumenti idonei a governare al meglio”. Ad accompagnare nella formazione i giovani, incentivandoli e indirizzandoli attraverso workshop tematici, dibattiti ed assemblee dai temi importanti ed attuali, come la situazione del nostro paese, il fisco, il welfare e la crescita, vi saranno figure di spicco della politica italiana e non solo; sarà Marianne Malak, giovane deputata al Cairo, a dare il benvenuto ai giovani e a coinvolgerli nel primo dibattito di venerdì pomeriggio, assieme a Davide Rondoni, poeta e scrittore. Interverranno poi altri ospiti: Attilio Befera, direttore centrale dell’amministrazione dell’agenzia delle entrate, Angelino Alfano, segretario nazionale PDL, Wilfried Martens, presidente PPE, Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, Lorenza Violini, professore ordinario di Diritto costituzionale all’ Università Statale di Milano, Giuseppe Cruciani, giornalista e conduttore, Daniele Franco, direttore dell’ufficio Studi Banca d’Italia, Vincenzo Boccia, presidente di piccola-Impresa di Confindustria. Gaia Harder

Gli studenti della scorsa edizione della Summer School a Sorrento nel 2011

SI RINGRAZIANO

Le due classi del Liceo Porta di Monza vengono premiate con una fornitura in materiale didattico del valore di 1.000 euro

Il quotidiano Smart Bike’s dell’Istituto Greppi di Monticello Brianza riceve il Premio da 5.000 euro

Il Ministro Lorenzo Ornaghi interviene durante la premiazione

Da sinistra: On. Maurizio Lupi, On. Elena Centemero e Monica Maggioni


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Costruiamo il Futuro Magazine - Maggio/Giugno 2012 segue dalla prima

Il terremoto, gli sciacalli e la Madonnina (...) lasciano attoniti e disgustati. Ma c’è un altro livello dello sciacallaggio che urta e manda in bestia. Sono quelli del “l’avevo detto io”, “ma i capannoni non erano a norma”, “ma si doveva costruire in modo diverso”.Fra questi Susanna Camusso, leader della Cgil che, dopo i nuovi crolli, dichiara: “Questo mi fa pensare che non si è provveduto alla messa in sicurezza degli stabilimenti prima di far tornare le persone al lavoro”. Ma cosa dice? Ma cosa dicono? Ma lo sa la signora Camusso che un imprenditore medio piccolo vive più al lavoro che in famiglia? Ma lo sa che, soprattutto nel settore alimentare, inizia la sua giornata alle sei della mattina per finirla alle otto di sera? Ma lo sa che l’imprenditore vive con i suoi dipendenti dentro i capannoni? Ma lo sa che in azienda ha figli, parenti, amici? E allora? Secondo lei cosa fa? Costruisce il capannone con materiali di scarto? O ancora, ritorna a lavorare così alla carlona? Oppure invece, com’è successo, per salvare le macchine e/o il materiale ancora utilizzabile. Per far riprendere il lavoro. Per dare una certezza a chi di certezze, avendo perso tutto, non ne ha più. Ma non tutto è così. La gente resiste. Ci si aiuta gli uni con gli altri. Ci si passa il cibo, le coperte, i vestiti. E c’è anche chi è andato oltre. E’ Don Ivan, parroco di Rovereto sulla Secchia. La sua chiesa era diroccata ma era riuscito a salvare la sua Madonnina. Quella dell’Assunta che, diceva: “Ci ha salvati dalla peste, ci salverà da terremoto”. Ci teneva Don Ivan alle sue cose: le reliquie, i calici, i paramenti. L’attrezzatura, insomma, per continuare il suo “mestiere”. Come altri imprenditori ha voluto ritornare nel suo “capannone”. Ma gli è andata male. Una scossa ha fatto crollare quel che rimaneva della sua chiesa. E lui è rimasto sotto le macerie insieme a due vigili che l’accompagnavano. Di lui rimane, in una tenda, la Madonnina dell’Assunta. A lei guardano i parrocchiani di Don Ivan. E’ il simbolo della speranza. Da lì bisogna ripartire. Perché, dopo la morte, e la Madonna ce l’ha insegnato, c’è la Resurrezione.

I soci raccontano

Una nuova L’idea fisioterapia vincente Tecar: tecnologia all’avanguardia per sportivi e riabilitazione sanitaria. Unibell, da 34 anni, si occupa del benessere della persona ma non è una delle tante aziende presenti nel settore della bellezza, è qualcosa di diverso. E’ un tentativo di innovare il mondo della fisioterapia e dell’estetica nato dall’intuizione di una persona fuori dal comune. Mario Scerri è un imprenditore che dimostra una grande capacità di osservazione e un’estrema curiosità verso tutto ciò che è nuovo. E proprio l’apertura verso il mondo ha permesso a Scerri di sviluppare il suo brand più famoso: “Tecar nasce dalla conoscenza con un ingegnere spagnolo che ha creato una tecnologia di cui non se ne conoscevano assolutamente le potenzialità. Mi sono occupato di questo prodotto, gli ho costruito intorno un sistema e, con i miei collaboratori, ho iniziato a esplorare strade dove questo tipo di prodotto potesse dare dei risultati. È nata una nuova fisioterapia, un metodo di lavoro innovativo”. E questo lavoro porterà Tecar, per la quarta volta, alle Olimpiadi a fianco del CONI, di Nike e di federazioni nazionali. Ma lo sport di alto livello non è un traguardo: “E’ un banco di prova per i nostri prodotti, il nostro scopo è quello di rendere accessibili a più persone possibili una nuova fisioterapia efficace e accessibile”. E questo non vale solo per lo sport: “Ora ci stiamo occupando di stress e abbiamo iniziato a sperimentare delle tecniche di fisioterapia sui piloti dell’Aeronautica militare. Le sperimentiamo in condizioni estreme ma pensiamo alle persone normali, per migliorare la loro qualità di vita”. Una scelta controcorrente, ma del tutto aderente alla persona di Scerri e alla sua vita fatta di cambiamenti e sperimentazione. “Ho abbandonato gli studi giovanissimo e sono entrato nel mondo del commerciale vendendo prodotti cosmetici. Poi, quando avevo circa vent’anni, ho avviato la mia società”. Ma ciò che stupisce di più è la linea che Scerri ha scelto di seguire nella gestione di Unibell: “Ci abbiamo messo più di venticinque anni per rimanere piccoli. Tecar è presente in tutto il mondo ma se decidessimo di ingrandirci saremmo morti. Il nostro è un settore super specializzato che, per ora, non interessa alle multinazionali. È meglio essere più bravi e non più grandi degli altri. Abbiamo un livello di qualità altissimo e non mi immaginavo di arrivare a tanto”. Mario Scerri è molto orgoglioso del suo lavoro e, parlando degli atleti professionisti che utilizzano la tecnologia Tecar per la loro fisioterapia, spiccano i nomi di Macchi e Zanardi, due dei più famosi atleti disabili italiani. “Abbiamo iniziato a usare Tecar per alleviare il dolore provocato dalla sindrome dell’ arto fantasma e oggi siamo partner del Comitato italiano paralimpico. L’obiettivo non è cambiare la disabilità ma migliorare la qualità della vita”. Ciò si riflette anche nell’interesse e nella volontà di Scerri di proporre Tecar non solo come fisioterapia legata alla pratica sportiva ma anche alla riabilitazione nell’ambito sanitario: “Rispetto alla fisioterapia tradizionale, con Tecar i risultati si raggiungono prima e si riducono i costi a carico della sanità e dei pazienti. Così si può fare della fisioterapia un business e gli ospedali possono occuparsi non solo dei propri pazienti ma anche di altre persone che hanno bisogno di un fisioterapista, per questo siamo presenti in più di settanta ospedali italiani e in tremila centri Human Tecar”. Tutto ciò si può ottenere solo grazie a figure professionali che nel mercato tradizionale mancano. Per questo Unibell si impegna anche nella formazione di queste figure: “Noi organizziamo corsi a tutti i livelli sia per i fisioterapisti sia per le estetiste e collaboriamo con 17 Università italiane. Questa è la nostra caratteristica: rappresentiamo un’innovazione a livello metodologico e proponiamo soluzioni innovative anche alle Università. Parlare dello sport è molto bello ma la cosa più importante è l’attività scientifica che noi facciamo ed è veramente straordinaria”. Ma alcune difficoltà ci sono state: “All’inizio le mie proposte non interessavano, il mondo accademico andava in un’altra direzione. Poi, grazie a Marco Branca, sono arrivati i primi contatti col mondo dello sport e solo dopo dieci anni le Università hanno iniziato a cercarci”. Insieme alla costanza nel portare avanti il proprio lavoro, la voglia di sperimentare è il valore più importante per Scerri e il dispiacere di essersi trovato davanti un mondo scientifico chiuso e poco avvezzo al cambiamento è evidente. Ma la speranza che questo sistema cambi c’è e la nostra chiacchierata si conclude con un sorriso e una battuta su quanto sia positivo lavorare con la propria famiglia: “Non so se è un bene, lo sport preferito di mia figlia è criticare il papà e quello di mia moglie criticare il marito”. Lidia Sironi

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Mario Scerri con gli atleti Kenenisa Bekele (a sinistra) e Lashwon Merrit (a destra)

Chi controlla lo smaltimento? Nasce così Ecoconsulting.

Giampietro Parma, presidente di Ecoconsulting

All’interno dell’ufficio di Giampietro Parma, fondatore e presidente di Ecoconsulting, ci sono lunghe pareti dipinte di un rosso intenso e rilassante, adorne di quadri luminosi e grandi fotografie. Incuriosisce, entrando, un piccolo quadratino di muro, color crema, che riporta la data 2001, sottolineata da una cornice d’oro. “Quando siamo arrivati i muri erano così – spiega Parma – oggi è possibile sentire lo spessore creato dalle numerose imbiancature; sembriamo un cantiere: spostiamo le pareti, dipingiamo, modifichiamo l’arredamento: quando lavoriamo vogliamo sentirci a casa.”. Non si tratta di gusto estetico fine a se stesso, ma di una filosofia che guida il modo di gestire l’azienda, coinvolgendo dipendenti e collaboratori, per renderli più sereni. Creare un ambiente piacevole ed appagante appare, infatti, una priorità in Ecoconsulting, dove vige una particolare attenzione alle esigenze del personale. Ne è un esempio la musica in filodiffusione in tutti i locali dell’ufficio, impianto voluto da Parma, dopo aver saputo i benefici della musica diffusa per alleviare lo stress dei dipendenti e, in particolare, delle gestanti. “Desidero lavorare insieme a persone contente e appassionate – continua Parma – nel 2011 abbiamo festeggiato il decennale dell’azienda. Ho invitato dipendenti e famigliari a Firenze, per trascorrere insieme due giorni piacevoli. Volevo riconoscere il loro impegno e comunicare che il vero capitale aziendale è rappresentato dalle persone”. Sono più di 60 i collaboratori della Ecoconsulting, società specializzata in attività di consulenza ambientale, esecuzione di analisi merceologiche, audit/controlli ed impegnata nell’educazione ambientale. Il personale qualificato, ubicato in tutta Italia presso centri di selezione, trattamento e recupero di rifiuti, Ecoconsulting si occupa di verificare il rispetto dei requisiti previsti dall’accordo Anci-Conai e di controllare l’operatività dei centri ed i flussi di materiale per conto dei consorzi Comieco, Corepla, CIAL e CNA. L’idea è nata dall’esperienza di Parma, giovane consigliere comunale in un piccolo paese della Brianza. Nell’espletamento della sua funzione di consigliere, si rese conto che una delle voci di spesa comunale più consistenti riguardava proprio i rifiuti. “Chi si occupa di controllare che le imprese di smaltimento rifiuti e di igiene urbana svolgano in modo adeguato il proprio lavoro, in conformità con quanto previsto dal capitolato d’appalto?” si è chiesto Parma. Da questa domanda è seguita un’intuizione arrivata nel momento giusto, perché i controlli negli ultimi anni sono andati sempre più intensificandosi. E l’idea è stata vincente: “Credo molto nelle idee. Se sono forti e qualcuno le porta avanti, allora fa impresa”. Lo spirito imprenditoriale di Parma arriva da lontano: già ai tempi dell’Università aveva dato vita ad una struttura chiamata Logos, che, in collaborazione con i comuni, gestiva alcuni studenti universitari che offrivano ripetizioni a prezzi ridotti. “Mio padre faceva il bidello, non ci permettevamo lussi, ma ho imparato da mia madre quanto fosse importante condividere con gli altri quello che si ha; capivo i problemi dei ragazzi che le ripetizioni non potevano pagarle”. Da questa considerazione nasce anche una spiccata attenzione al territorio ed uno slancio sociale raro in questi tempi di crisi. Esemplare è la collaborazione con la Fondazione In-presa di Emilia Vergani di Carate Brianza: “Ho sempre avuto difficoltà a spiegare l’importanza del nostro lavoro e sentivo l’esigenza di avere una scultura che incarnasse la filosofia del riciclo, di una vita volta non più alla concezione “usa e getta”, bensì all’“uso e riuso”. Quando ho incontrato In-presa sono rimasto estasiato da questa realtà che fronteggia la dispersione scolastica ed ho avviato una collaborazione con loro”. Il risultato è una scultura legata alla tematica del rispetto ambientale, in materiale riciclato, colorata, divertente, moderna. Un modo per rendere accogliente l’ufficio e, allo stesso tempo, sostenere una realtà non-profit. Ma la cosa più importante è stata la soddisfazione di quei ragazzi che, partecipando all’inaugurazione, hanno potuto vedere con i loro occhi il frutto del proprio lavoro. Giampietro Parma ha, inoltre, sostenuto la realizzazione di una nuova aula nella sede della Fondazione, dedicata alla memoria del padre Contardo Parma, per quarant’anni bidello in una scuola di Carnate: “Purtroppo quando è scomparso mi trovavo dall’altra parte del mondo, non ho potuto fare niente per lui e quindi ho voluto ricordarlo così. Mi piace pensare che il suo nome continuerà a riecheggiare nella Fondazione”. Gli esempi sarebbero tanti perché Parma è davvero un vulcano di idee, ed ogni incontro, ogni scoperta, provoca in lui il desiderio di ripartire, costruire qualcosa di nuovo, ricominciare: quando la creatività e lo spirito dell’imprenditore si incontrano, allora si riescono a fare cose grandi e belle. Carlotta Borghesi


Un contributo speciale di Enel Cuore Per festeggiare la ricorrenza, le due fondazioni collaboreranno donando 30.000 euro al non profit del territorio.

I VINCITORI DELLA 10° EDIZIONE

Anna Oxa, testimonial della X edizione, con Maurizio Lupi durante la premiazione

La Fondazione Costruiamo il Futuro raggiunge quest’anno un traguardo significativo: 10 anni di donazioni e contributi al mondo associativo del territorio delle Province di Lecco, Como e Monza e Brianza. In questi anni sono state premiate più di 90 associazioni sociali, sportive e culturali, per un totale di 339.000 euro di premi in denaro. Inoltre sono state donate 28 forniture sportive e 51 medaglie d’oro ai volontari. L’iniziativa è ormai una tradizione consolidata e rappresenta la storia dell’incontro con un mondo pieno di risorse, che risponde alle esigenze delle nostre comunità, e di persone che donano il proprio tempo, le proprie energie per aiutare anziani, bambini, disabili, famiglie in difficoltà, sempre con entusiasmo e passione. L’importante lavoro svolto in questi anni dalla Fondazione Costruiamo il Futuro è stato riconosciuto da Enel Cuore Onlus, che ha deciso di valorizzare questa esperienza di sostegno al non profit mettendo a disposizione un contributo di 30.000 euro in favore delle associazioni premiate in questi 10 anni.Enel Cuore sceglierà, sulla base dei suoi scopi statutari, sei progetti, tra quelli proposti dalle 79 realtà che hanno ricevuto un contributo economico, in ambito sociale, dal 2003 fino al 2011. Le associazioni selezionate saranno 3 operanti in Provincia di Lecco/Como e 3 in Provincia di Monza e Brianza e riceveranno una donazione di 5.000 euro ciascuna.

La consegna delle forniture alle associazioni sportive. Al centro Franco Baresi, testimonial del 2012

“Siamo entusiasti di avviare questa collaborazione in favore del territorio della Brianza, nello specifico delle Province di Lecco, Como e Monza e Brianza - afferma il presidente di Costruiamo il Futuro, Maurizio Lupi - Si tratta di una modalità importante e da consolidare nel sostegno al terzo settore: la capacità di interazione tra fondazioni erogative permette infatti di migliorare la qualità e la quantità delle donazioni, portando più risorse al territorio ed, allo stesso tempo, generando un migliore valutazione delle opere e dei progetti. Questa modalità esalta pienamente il principio di sussidiarietà che ci ha sempre ispirato nell’ideazione e nella promozione del premio: un soggetto privato che decide di sostenere con risorse proprie progetti di utilità pubblica e nel far questo coinvolge istituzioni e imprese dando vita ad una rete virtuosa. Sapere che un’altra importante fondazione erogativa riconosce e decide di coinvolgersi in questa avventura ci convince ancora di più della bontà della intuizione iniziale che ci ha mossi. È bello e importante per noi festeggiare valorizzando nuovamente alcune delle realtà conosciute e che hanno saputo dimostrarci come la solidarietà può davvero cambiare il mondo”. La consegna dei premi avverrà nel mese di settembre alla presenza di tutte le autorità e dei soggetti che hanno collaborato in questi anni. Carlotta Borghesi

SOCIALE: - Associazione DOWN UP ONLUS di Lecco - 5.000 euro - CROCE VERDE di Bosisio Parini - 5.000 euro - Associazione FARE SALUTE di Merate - 2.500 euro in collaborazione con la Fondazione della Provincia di Lecco Onlus - AMICI DEL COLLEGIO ALESSANDRO VOLTA di Lecco - 2.500 euro in collaborazione con la Fondazione della Provincia di Lecco Onlus - COOPERATIVA IL VOLO di Monticello Brianza - 1.500 euro in collaborazione con la Provincia di Lecco - FONDAZIONE GIUSEPPINA PRINA di Erba - 2.500 euro CULTURA: - GRUPPO FOLCLORICO FIRLINFEU “LA BRIANZOLA” di Olgiate Molgora - 1.000 euro SPORT: - A.S.D. CARPE DIEM - 2.500 euro - POLISPORTIVA MANDELLO DEL LARIO sezione Arcobaleno - 2.500 euro FORNITURE: 1. ASD MARESSO DI MISSAGLIA 2. ASD CASARGO 3. ASD POLISPORTIVA 2001 ORATORI DI CHIUSO E MAGGIANICO MEDAGLIE D’ORO - COLOMBO LUIGI E RIGAMONTI GIUSEPPINA (MARITO E MOGLIE) dell’ AVO di Erba - LA FAMIGLIA DONISELLI PREMIO VOLONTARI GIOVANI (PROIETTORE) - VOLONTARIE DELL’ASSOCIAZIONE NON è COLPA DI PANDORA TARGA DELLA CAMERA - POLISPORTIVA AURORA DI LECCO, per i 50 anni di Fondazione. RICONOSCIMENTO SPECIALE - IULIAN CAPROS, ASD Sportiamo

Finanziare il non profit è un beneficio per tutti Intervista a Gianluca Comin, consigliere delegato di Enel Cuore Onlus. Enel Cuore Onlus collaborerà con la Fondazione Costruiamo il Futuro in occasione dei 10 anni del Premio. Insieme le Fondazioni sosterranno 6 delle 79 associazioni vincitrici del Premio Costruiamo il Futuro dal 2003 al 2011. Come nasce Enel Cuore, quali sono i suoi progetti e la sua mission? L’anno prossimo Enel Cuore Onlus compirà i suoi primi dieci anni di attività. Quando nacque, nel 2003, la nostra volontà era quella di permettere ad Enel di essere protagonista non solo nel mondo dell’energia, ma anche nel sostegno diretto alle aree vulnerabili delle comunità in cui opera, valorizzando la straordinaria vitalità del non profit. Abbiamo pensato a lungo alla modalità più efficace per centrare questo obiettivo. Alla fine, la scelta è caduta su una soluzione innovativa nel panorama italiano: creare una struttura autonoma dall’azienda, senza scopo di lucro, disegnata per operare in rete con enti, associazioni e mondo del volontariato per sostenere i loro progetti a favore di coloro che vivono in condizioni di disagio. Enel Cuore si configura dunque come un ente di erogazione, attivo in Italia e all’estero. Si preoccupa di finanziare l’hardware dei progetti attraverso interventi strutturali, come la realizzazione o la riqualificazione di centri di assistenza, case di accoglienza, e scuole; provvede inoltre all’acquisto di attrezzature essenziali per la salute e il benessere psico-fisico delle persone portatrici di handicap e di coloro che sono affetti da

patologie complesse. Negli anni Enel Cuore ha raggiunto numeri che ci riempiono di orgoglio: 45 milioni di euro impiegati in 480 progetti, che ormai hanno valicato i confini Italiani e arrivano anche nell’Europa dell’Est e in America Latina. Come incontrate, scegliete e seguite le organizzazioni da voi finanziate? Tutte le organizzazioni attive nel mondo del non profit possono, durante l’anno, richiedere a Enel Cuore un contributo per la realizzazione di un progetto concreto di solidarietà sociale presentando la richiesta, anche via web sul nostro sito. Il Consiglio Direttivo di Enel Cuore sottopone ogni richiesta a un attento e trasparente processo di valutazione, verificando l’ambizione del progetto, la sua sostenibilità e la sua concretezza. Non nascondo che la selezione è la parte più difficile per noi del Consiglio Direttivo. Dobbiamo fare i conti con quella che chiamo “la frustrazione del donatore”: non è mai facile scegliere tra le tante richieste d’aiuto che giungono, ciascuna delle quali porta con sé l’entusiasmo e la motivazione di molte persone. Una frustrazione che, però, lascia il campo alla soddisfazione e all’orgoglio ogni volta che vediamo realizzati i progetti sostenuti, e ri-

troviamo nella concretezza del lavoro che sosteniamo la conferma che Enel Cuore ha contribuito con un mattone in più alla costruzione di una società basata sulla solidarietà. Perché Enel Cuore ha deciso di collaborare con la Fondazione Costruiamo il Futuro al Premio? La consapevolezza della responsabilità che una grande impresa multinazionale ha verso le realtà in cui opera è ben chiaro nelGianluca Comin la visione di Enel: il valore che creiamo con il nostro lavoro quotidiano non va solamente a premiare la fiducia degli azionisti. Esso tocca invece, necessariamente, l’intera comunità in cui operiamo. Che è fatta di persone e di ambiente; di bisogni e aspettative, di vulnerabilità ma, al contempo, di potenzialità straordinarie. È in quest’ottica che abbiamo deciso di sostenere il Premio Costruiamo il Futuro, che da anni valorizza progetti di organizzazioni non profit ben radicate nel loro territorio, che con piccoli contributi riescono ad avere un grande impatto sulla qualità della vita delle comunità grazie all’entusiasmo delle persone che li animano. Un entusiasmo che la crisi non ha affievolito ma, se possibile, ha rafforzato. Le piccole organizzazioni locali, legate

al territorio ed alla vita della comunità, che ruolo svolgono all’interno della nostra società, dal suo punto di vista? Ritengo che le organizzazioni di volontari che operano nei piccoli centri, dal nord al sud del Paese, siano punti di riferimento fondamentali nel territorio, che assicurano coesione sociale, solidarietà e reale sviluppo civile. Sono essenziali per le persone anziane, che grazie all’attività dei volontari possono continuare a vivere nel proprio ambiente, evitando il rischio di marginalizzazione; sono importanti per le persone con disabilità, che attraverso le attività di socializzazione e integrazione riescono a vivere in pieno il loro ruolo nella comunità; e sono vitali per i più piccoli, che nelle attività didattiche e ludiche dei centri diurni imparano a stare insieme, condividendo i loro momenti di crescita. Si tratta di forme di sussidiarietà e di cittadinanza attiva e responsabile che contribuiscono concretamente al benessere delle persone e delle comunità. E questo è tanto più vero in questo periodo, in cui la crisi economica diminuisce la capacità di intervento del settore pubblico ed aumenta la vulnerabilità delle fasce più deboli della nostra società. È interesse di Enel sostenerle. Perché una società che funziona meglio, in cui i bisogni dei cittadini, dell’ambiente e delle comunità sono adeguatamente considerati, è una società che va a beneficio di tutti. Anche delle imprese che vi operano.

Carlotta Borghesi


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Costruiamo il Futuro Magazine - Maggio/Giugno 2012

Proteggiamo il nostro territorio Antonio, un uomo vero Intervista a Eleonora Frigerio, nuova presidente del Parco della Valle del Lambro. Abbiamo incontrato Eleonora Frigerio, consigliere provinciale e Capogruppo del Pdl Monza e Brianza e socio di Costruiamo il Futuro, da pochi mesi alla presidenza del Parco della Valle del Lambro, l’Ente Regionale di diritto pubblico che si occupa di salvaguardare, preservare e valorizzare la ricchezza naturale e faunistica del nostro territorio. Lei è il primo Presidente eletto dopo la nuova Legge regionale sui Parchi. Che cosa è cambiato? Fino al 31 dicembre i Parchi erano Consorzi regionali, poi è stata approvata la legge 12 del 2011 e i Parchi sono diventati Enti di diritto pubblico. Questa importante modifica deve essere inquadrata all’interno di una politica regionale di sempre maggior attenzione al territorio, alle biodiversità ed al consumo del suolo. Il fatto che i Consorzi siano stati trasformati in Enti regionali li rende direttamente dipendenti dalla Regione e rafforza il loro ruolo di Enti sovra ordinati a Comuni e Province dando loro la possibilità di essere più incisivi nella loro azione di tutela. Attualmente i 24 Parchi della Lombardia hanno completato l’iter politico adeguando tutti gli organi di amministrazione, mentre è ancora in fase di completamento la parte relativa ad altri adempimenti tecnici e amministrativi. Il 17 giugno avete organizzato la Lambrata, una corsa amatoriale benefica, il cui ricavato sosterrà gli studenti dell’Istituto don Gnocchi di Carate Brianza. Ci sono altri eventi in programma? Il Parco e’ un Ente molto vivace e offre ai cittadini molte opportunità nel corso di tutto l’anno. Quello che forse deve essere sviluppato e’ la comunicazione di tali attività. Per questo l’anno prossimo vorremmo realizzare una brochure completa, al fine di mettere i nostri eventi sempre più a disposizione di tutti. A fine aprile abbiamo partecipato alla fiera “Agrinatura” al Lario Fiere di Erba, una eccellenza per il settore agricolo e agro-alimentare. Desideriamo ampliare nel 2013 la nostra partecipazione, coinvolgendo la Provincia di Monza e Brianza e, soprattutto, ospitando al nostro interno aziende e artigiani del territorio per dare loro visibilità. Poi ci sono le escursioni guidate nel Parco e le gite in barca sul Lago di Alserio, oltre a tutte le attività di educazione ambientale svolte in collaborazione con le scuole del territorio e le diverse mostre. L’offerta di educazione ambientale sarà sempre più ampliata anche grazie all’ultimazione - entro l’autunno - del primo centro lombardo di educazione ambientale residenziale

della Fon Cena Soci iamo il Futuro orriere Costru rnalista del C io g , o ic V i D rio Partecipa Da ra che presenterà il libro della Se a dei piccoli” “La grandezz llo Vignali e dell’on. Raffa 8 Triuggio Biffi Villa Biffi, via

19-25 agosto

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Meeting Rimini 2012 “La natura dell’Uomo è rapporto con l’infinito” Come ogni anno si terrà a Rimini il festival di incontri, spettacoli, arte e cultura che vedrà la partecipazione di illustri rappresentanti del mondo politico e culturale italiano e internazionale.

turo.it

aggiornato sugli eventi della Fondazione

Il 5 giugno è mancato Antonio Galbiati, socio fondatore di Costruiamo il Futuro. Maurizio Lupi lo ricorda così. “Grande cosa è l’amicizia e quanto sia veramente grande non lo si può esprimere a parole, ma soltanto provare” (San Giovanni Crisostomo). Un amico, un caro amico ci ha lasciato. Ho conosciuto Antonio Galbiati all’inizio della mia avventura parlamentare nel 2001 quando venni candidato nel collegio di Merate. C’è stata subito una grande sintonia umana. Mi colpirono la sua sincerità, la sua schiettezza, la passione per la vita, l’amore per la famiglia e per una politica che, pur essendo lui un uomo sinceramente schierato (è stato tra i fondatori di Forza Italia), non era mai la rivendicazione degli interessi di una parte. Un imprenditore che con le sue intuizioni e le sue analisi, spesso ironiche, era in grado di insegnare molto e di indicare meglio di tanti altri la giusta direzione da seguire. Con Antonio e con altri amici fondammo nel 2001 l’associazione Costruiamo il Futuro che poi divenne nel 2009 Fondazione. Dovendo usare degli aggettivi per raccontarlo direi che era soprattutto un uomo buono, un uomo felice, mai tranquillo ma sempre pronto a giocarsi nella realtà da protagonista. In sintesi, un uomo vero. Amava il suo lavoro. Ed è stato proprio il giorno del suo funerale che ho potuto constatare con i miei occhi quanto la passione con cui mi parlava della sua Lamp e dei suoi operai fosse vera. Ho incontrato le persone che hanno lavorato con lui in questi anni che, in lacrime, mi parlavano di Antonio come di un fratello maggiore, non di un padrone. Che gioia era per lui poter dire a tutti che, in 30 anni di attività, non aveva mai messo in cassa integrazione nessuno e che la sua ricchezza era poter dare da vivere a 50 famiglie.

Ogni volta che mi parlava di lavoro mi venivano in mente le parole di Peguy: “Un tempo gli operai non erano servi. Lavoravano. Coltivavano un onore, assoluto, come si addice a un onore. La gamba di una sedia doveva essere ben fatta. Era naturale, era inteso. Era un primato. Non occorreva che fosse ben fatta per il salario, o in modo proporzionale al salario. Non doveva essere ben fatta per il padrone. Doveva essere ben fatta di per sé…”. È così che Antonio faceva tutte le cose, con un senso di verità e di giustizia che lui attingeva nella sua genuina fede cristiana. Ma la cosa veramente commovente era il suo amore e la sua unità con la moglie Anna. Li ricordo bene insieme durante i pellegrinaggi in Terra Santa, in Russia, o l’ultimo in Giordania. Sono stati un segno per tutti di cosa volesse dire la bellezza e la semplicità di una famiglia solida, aperta, veramente cristiana. Aveva però un grande difetto: era juventino. Una passione che anche quando, dopo la consegna dei premi Costruiamo il Futuro, andammo a pranzo da lui, Clarence Seedorf, riuscì a tenere nascosta. Non posso che essere grato a Dio che mi ha permesso nella vita e nella mia attività politica di crescere e camminare insieme ad Antonio, cercando di costruire la Fondazione Costruiamo il Futuro che oggi è diventata un segno di presenza sociale e culturale nella Brianza che lui adorava e che mi ha insegnato ad amare. Tutto, anche la cosa più seria, quando c’era lui, finiva con un sorriso. Lo stesso sorriso con il quale si è spento tra le braccia di sua moglie e delle sue figlie. Sorriso perché la sua fede gli faceva riconoscere che l’ultima parola sulla vita non è la morte, ma la Resurrezione. E questa permette anche a noi di ricordarlo. Certi di incontrarci ancora. Maurizio Lupi

13-15 luglio

L’agenda

ore 20.00 o li g lu 5 ì Gioved dazione

presso l’Oasi di Baggero a Merone. Oltre all’educazione, quali sono i compiti del Parco? È compito del Parco preservare il territorio: presto rifaremo il Piano Territoriale di Coordinamento che, secondo le normative della Regione, prevale sui piani comunali e su quelli provinciali. Noi rilasciamo il 25% di autorizzazioni paesaggistiche di tutta la Regione Lombardia. Al nostro interno sono infatti presenti ben 38 enti associati, di cui 35 Comuni e le 3 Province di Lecco, Como e Monza e Brianza. Inoltre il Parco della Valle del Lambro è l’unico Parco regionale ad avere compiti di gestione idraulica del fiume: non tutti sanno che, sul Lago di Pusiano, c’è una diga da noi gestita che serve a regolare la portata d’acqua del fiume allo scopo di prevenire le esondazioni. Quali sono i principali progetti che intendete avviare? Attualmente stiamo realizzando un progetto ventennale che riguarda la costruzione di 250 km di pista ciclabile all’interno del Parco. Inoltre abbiamo diversi progetti che stanno per essere appaltati sulla gestione idraulica del Fiume. In particolare, a seguito della firma con Regione Lombardia del “Contratto di Fiume Lambro” stanno per partire i lavori di due grosse vasche di laminazione, indispensabili per la prevenzione delle esondazioni e due progesonori depurazione delle acque di fondamentale importanza considerando l’inquinamento della zona di Monza; il nostro Dipartimento di riqualificazione fluviale sta infatti studiando la situazione e nuove tecniche di depurazione come la fitodepurazione. Di recente è stata inoltre nominata coordinatrice regionale di Federparchi. Quali sono le priorità a livello nazionale? A Roma stiamo lavorando su un progetto di legge che dovrebbe modificare la Legge 394/91 sulle aree protette allo scopo di aggiornarla anche nell’ottica di riconoscere gli stessi compiti di tutela ai Parchi regionali ed a quelli nazionali. Infine ci stiamo attivando per concretizzare la realizzazione del “Marchio dei Parchi”, un progetto che giace abbandonato presso il Ministero dell’Ambiente e che, se sviluppato, potrebbe essere uno strumento di rilancio dei territori locali, dei loro prodotti agricoli e artigianali, del loro turismo e di tutte le attività di eccelenza di singoli territori. Carlotta Borghesi

Il mio saluto a un amico, un fratello, un maestro.

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Settembre 2012

Consegna dei Premi speciali al non profit del territorio, promossi one da Costruiamo il Futuro in collaborazi i ann 10 dei e con Enel Cuore, in occasion ro. Futu il di Premio Costruiamo

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2 Apre il bando d ell a V edizione del P Costruiamo il remio Futuro in Provincia di Monza e Br ian È possibile iscriver si da lunedì 3 sette za mbre fino a mercoledì Possono partecipa 31 ottobre 2012 re tutte le organizz azioni non profit operan ti in Provincia di Monza e Brianza

Antonio Galbiati (a sinistra) sul palco con Maurizio Lupi (al centro) e Paolo Cevoli, durante la festa dei dieci anni di Costruiamo il Futuro

Magazine Giugno 2012  

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