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Lo Mèl

Un paese occitano nel cuore delle Alpi del Piemonte Un país occitan dins lo còr de las Alps dal Piemont Un village occitan au coeur des Alpes du Piémont


Italiano COME ARRIVARE A MELLE Autostrada A6 Torino-Savona da nord: uscita Marene, poi Savigliano, Costigliole Saluzzo, Piasco, Venasca, Brossasco, Melle (km 98,5); da sud: uscita Fossano, poi Villafalletto, Costigliole Saluzzo, Piasco, Venasca, Brossasco, Melle (km 122). Autostrada A55 Torino-Pinerolo uscita Pinerolo, poi Saluzzo, Verzuolo, Piasco, Venasca, Brossasco, Melle (km 93,5). Strade Statali da Torino: tangenziale (uscita La Loggia), Carignano, Saluzzo, Piasco, Venasca, Brossasco, Melle (km 79,2); da Asti: (casello A21 Torino-Piacenza), Alba, Bra, Savigliano, Costigliole Saluzzo, Piasco, Venasca, Brossasco, Melle (km 99,1); da Cuneo: Busca, Costigliole Saluzzo, PiaCASTELDELFINO sco, Venasca, Brossasco, Melle (km 38,3). Ferrovia a Torino o Cuneo, poi autolinee Ati. Autolinee Ati: servizio di linea da Torino, Saluzzo o Cuneo fino a Melle (0175.478811 – www.atibus.it) Aeroporti Levaldigi (Cn), Caselle (To), Nizza (Fr)

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Occitan COMA ARRIBAR AL MÈL Autostrada A6 Turin-Savona da nòrd: sortia Marene, puei Savilhan, Costilhòles, Peasc, Venascha, Brossasc, Lo Mèl (km 98,5); da sud: sortia Fossan, puei Vilafalet, Costilhòles, Peasc, Venascha, Brossasc, Lo Mèl(km 122). Autostrada A55 Turin-Pineròl Sortia Pineròl, puei Saluces, Verzòl, Peasc, Venascha, Brossasc, Lo Mèl (km 93,5). Vias estatalas da Turin: tangenciala (sortia La Loggia), Carinhan, Saluces, Peasc, Venascha, Brossasc, Lo Mèl (km 79,2); da Asti: (casèl A21 Torino-Piacenza), Alba, Bra, Savilhan, Costilhòles, Peasc, Venascha, Brossasc, Lo Mèl (km 99,1); da Coni: Buscha, Costilhòles, Peasc, Venascha, Brossasc, Lo Mèl (km 38,3). Ferrovia a Turin o Coni, puei autolinhas Ati. Autolinhas Ati: servici de linha da Turin o Coni fins al Mèl (0175.478811 – www.atibus.it) Aeropòrts Levaldís (Cn), Caselle (To), Niça (Fr)

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Italiano IL TERRITORIO Il comune di Melle è situato nella media Valle Varaita, delimitato dagli spartiacque con il Vallone di Gilba e con la Valle Maira. Il suo territorio, situato a cavallo del Rio Melle, si estende tra i 640 e 1939 metri sul livello del mare su una superficie di 27,2 chilometri quadrati, confinante con i comuni di Valmala, Brossasco e Frassino. Nonostante la sua collocazione sul versante orografico destro della Valle Varaita, il comune di Melle gode di buona insolazione grazie all’ampiezza del bacino idrografico in cui è collocato e alla quota relativamente modesta delle montagne che lo circondano, che vedono la cima più alta nei 1939 metri del monte Carnet, sullo spartiacque con la Val Maira. Il capoluogo del comune, che qualcuno chiama ancora alla maniera antica “La Vila” per distinguerlo dalle borgate, sorge a 684 m. di altitudine al centro di uno slargo del fondovalle che inizia un chilometro a monte, verso il confine con il territorio di Frassino e cresce in modo progressivo a formare un ampio pendio, per poi restringersi nuovamente in una strozzatura presso il Ponte Valcurta. Il paese sorge su una piccola altura in decli-

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LO TERRITÒRI La comuna dal Mèl se tròba dins la mesana Val Varacha, delimitaa da lhi aigavèrs bo lo valon de Gilba e bo la Val Maira. Son territòri, butat a caval dal riu Mèl, s’estend entre lhi 640 e lhi 1930 mètres d’autessa bo una superfícia de 27,2 quilomètres quadrats e confina bo las comunas de Valmala, Brossasc e Fraisse. Malgrat que se tròbe a l’ubac de la valada, la comuna dal Mèl es ben solelhaa gràcias a l’amplessa dal bacin idrogràfic ente es collocat e a l’autessa relativament modesta des montanhas que lo cèrclen, dont la poncha mai auta es lo mont Carnet, a 1939 mètres, sus l’aigavèrs bo la Val Maira. Lo cap-luec de la comuna, que qualqu’un sòna encara a la mòda vielha “La Vila” per lo distíguer da las ruaas, se tròba a 684 m d’autessa al centre d’un eslarg de la valada que comença a pauc près un quilomètre amont vèrs la bòina bo lo territòri de Fraisse, ente la valada estrecha plan planet s’eslarja a formar na gròssa penda, per puei se restrénher já mai dins un’estroçadura al Pont de Valcorta, vèrs lhi territòris de Brossasc e Valmala. Lo país se tròba sus un truc en pi-

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vio a cavallo di un corso d’acqua secondario, il Bial dal Mel, che raccoglie la maggior parte delle acque del versante Opaco del paese. Da una sommaria osservazione possiamo pensare che la scelta del sito dove si sviluppò il primo agglomerato di Melle sia dipesa non solo da una misura precauzionale contro le possibili inondazioni del fiume, ma anche dalla possibilità di sfruttare, con opportune diramazioni, la forza idrodinamica sia dell’acqua del torrente che attraversa l’abitato, sia di quella del Varaita per il funzionamento dei mulini, dei frantoi, delle fucine, dei martinetti e dei battenderi della canapa. In questo senso la località di Melle veniva a soddisfare sia la vocazione agricola dei suoi primitivi abitanti, sia la possibilità di un artigianato ad essa collegato.

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chòta penda a la drecha de Varacha, ailai ente s’encontren lhi valons que calen da l’ubac. A veire parelh polem pensar que la chausia dal pòst ente s’es desvolopat lo premier aglomerat dal Mel sie dependua ren masque da una mesura precaucionala per se parar da las possiblas inondacions dal torrent, mas decò da la possibilitat d’esfruchar, bo d’oportunas diramacions, la fòrça idrodinàmica sia de l’aiga dal torrent qu’atravèrsa lo país, sia d’aquela de Varacha per lo foncionament di molins, des fusinas e di bataor dal charbo. Dins aquel sens Lo Mèl satisfava sia la vocacion agrícola di siei primitius abitants, sia la possibilitat d’un artisanat liat an aquela.

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Italiano LA STORIA Molte le teorie sull’origine del toponimo: secondo una delle più accreditate potrebbe riferirsi alla parola miele, a causa della fioritura dei vasti castagneti, dei prati e dei pascoli che avrebbe permesso anticamente una florida apicoltura. Secondo un’altra teoria, il toponimo sarebbe da mettere in relazione alla pianta del melo, come i vicini Frassino e Rore, due paesi a monte, che prenderebbero il nome rispettivamente dalla pianta del frassino e da quella della quercia robur. La terza ipotesi è che derivi da “mel”, una parola celto-ligure che significa piccola altura o poggio. L’origine del Comune di Melle risale probabilmente al X-XI secolo. Il primo nucleo abitativo, secondo la ricostruzione storica più accreditata, è quello nei pressi del castello, sul poggio tuttora noto con il nome di Borgo. Durante il Basso Medioevo il paese visse un periodo di grande ampliamento, dettato dal notevole incremento demografico, e si estese nelle zone di pascolo pubblico a valle del Borgo, venendo a creare la regione Paschero. Il Paschero, raggruppato attorno al primo luogo di culto che costituiva l’antico nucleo della Chiesa Parrocchiale, veniva gradatamente a costituire il secondo rione di Melle per importanza e antichità. Durante il Medioevo, grazie alla sua posizione me-

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Occitan L’ISTÒRIA Lhi un baron de teorias sus l’origina dal nom dal pòst: second una des mai acreditaas poleria se referir a la paraula “mèl” a causa de la floridura di vasts bòscs de chastanhier, di prats e di pasturatge qu’un bòt aurien permetut un prosperós esfruchament d’las abelhas. Un’autra teoria, menc acreditaa, ditz que seria da butar en relacion a la planta dal pomier, parelh coma Fraisse e Rore, dui país un pauc pus amont, prenerien lo nom da las respectivas plantas. La tèrça ipòtesi es que derive da “mel”, una paraula cèlto-lígura que signífica pichòta autor o pui. L’origina de la comuna remonta probablament al sècle X-XI. Lo premier centre abitatiu, second la reconstruccion istòrica mai acreditaa, es aquel da pè dal chastèl, sus lo pui que ilh disen encara lo Borg Vielh. Durant lo Bas Atge Mesan lo país a viscut un periòde de grand ampliament, dectat dal gròs increment demogràfic, e s’es eslarjat dins las zònas de pasturatge públic aval dal Borg Vielh, en venent a formar Lo Pasquier, agropat a l’entorn dal premier luec de culte que constituïa l’ancian canton de la gleisa parroquiala, qu’a format gaire per bòt lo second quartier dal Mèl per importança e antiquitat. Durant l’Atge Mesan, gràcias a sa posicion al metz de la valada e al bon collegament bo la resta dal terri-

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Italiano diana e all’ottimo collegamento con il resto del territorio attraverso una serie di vie storiche, a Melle si svilupparono una serie di attività agricole e artigianali: lungo i corsi d’acqua si installarono mulini, officine, forni. Grazie a questa vivacità artigianale il piccolo comune venne scelto nel 1368 come unico mercato della valle Varaita, condizione che mantenne fin verso il ‘500. In seguito, l’istituzione del mercato nel vicino comune di Venasca, seguita da quello di Sampeyre, segnarono l’inizio di un progressivo ridimensionamento economico e demografico del piccolo comune, che ha visto ridursi i suoi abitanti dai 2718 del 1910 agli attuali 326. Oggi l’economia del paese si basa principalmente sul salario degli operai ed impiegati pendolari e, in parte, sulla superstite attività agricola, con un’importante voce legata al settore caseario in virtù della produzione del tomino locale, che vede una serie di aziende agricole ed un caseificio consorziate e impegnate nell’ottenimento del marchio D.O.P. Importanti attività poi sono quelle di produzione di tisane biologiche e liquori, la vendita di prodotti erboristici e la ristorazione. Da segnalare infine la presenza di artigiani falegnami e intagliatori di pietre. Negli ultimi anni è poi maturato un vivace associazionismo culturale e ricreativo, che ha visto protagonisti nella promozione del territorio anche molti giovani. 10


Occitan tòri a travèrs de vias istòricas, al Mèl se son desvolopaas d’activitats agrícolas e artisanalas: al long di beals se son bastits de molins, d’oficinas, de forns. Gràcias an aquela vivacitat artisanala la pichòta comuna es estaa cernua ental 1368 coma solet pòst de la valada ente lhi avia lo marchat, condicion qu’es duraa fins vèrs lo ‘500. Puei, l’institucion dal marchat dins la vesina comuna de Venascha, seguia d’aquel de Sant Peire, an marcat un progressiu redimensionament econòmic e demogràfic dal país qu’a vist baissar lhi siei abitants dai 2718 ental 1910 a lhi actuals 326. Encuei l’economia dal país se basa mai que tot sus lo salari de lhi obriers pendolaires e, en part, sus l’activitat agrícola que resta, dont una vòutz importanta es liaa al sector caseari en vertut de la produccion dal toumin local, que ve d’aziendas agrícolas e un caseifici consorciats e impenhats dins l’obteniment de la marca DOP. D’importantas activitats son puei aquelas de produccion de tisanas biològicas e de liquors, la venda de produchs erborístics e la restoracion. Da remarcar enfin la presença d’artisans menusiers e de picapeiras. Enti darriers ans es decò maürat un viu associacionisme cultural e recreatiu qu’a vists protagonistas ben de joves impenhats dins la promocion dal territòri.

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Italiano ESCURSIONI Melle offre una serie di opportunità per gli sportivi appassionati di trekking, mountain bike, escursioni a cavallo o invernali. Di seguito vengono proposte due semplici escursioni e un itinerario per buoni mountain bikers.

A piedi, in mtb o a cavallo: Dal Santuario di Madonna della Betulla (1168 m) al Colle San Bernardo delle Sottole (1159 m). Durata escursione andata e ritorno: ore 2. Uscendo in automobile dal paese di Melle in direzione fondovalle, arrivati al ponte di Valcurta, a circa due chilometri di distanza, si svolta a sinistra sulla carrozzabile che raggiunge S. Eusebio, poi borgata Pantoisa ed infine il santuario di Madonna della Betulla, a 1168 m, con ampio piazzale erboso e fontana per effettuare il rifornimento d’acqua (6 km circa). Dalla cappella si prosegue a mezza costa verso nordovest, in parte lungo una pista forestale ed in parte lungo un sentiero agevole e ben segnalato, e superate le Meire del Nivo si arriva al Colle San Bernardo delle Sottole, a 1156 m, dove sorge la piccola cappella dedicata a San Bernardo. Qui finisce l’escursione, ed il ritorno va effettuato lungo l’itinerario dell’andata.

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Occitan EXCURSIONS Lo Mèl ufrís ben d’oportunitats per lhi esportius apassionats de chaminadas en montanha, bicicleta de montanha, excursions a caval o uvernalas. Aicí de sot venen prepausaas doas simplas excursions e un itinerari per de bons pedalaires en montanha.

A pè, en mtb o a caval: Dal santuari de la Madòna d’ la Bèula (1168 m) al còl Sant Bernard d’ las Sòtolas (1159 m). Duraa de l’excursion anaa e retorn: 2 oras. En sortent en màquina en aval dal país, arribats al Pont de Valcorta, a pauc près dui quilomètres de distança, se vira a manchina sus la via que mena a Sant Eusèbi, puei a la ruaa Pantòisa e enfin al santuari de la Madòna d’ la Bèula, a 1168 m, bo n’ample plaçal erbós e una font per far reforniment d’aiga (en tot 6 km). Da la chapèla se contínua a mesa còsta vèrs nòrdoest, en part sus pista forestala e en part al long d’un viòl fàcil e ben marcat; sobraas las Meiras de Nivo s’arriba al còl Sant Bernard d’ las Sòtolas, a 1156 m, ente se tròba la pichòta chapèla dediaa al sant. Aquí finís l’excursion e lo retorn vai fach já mai al long dal mesme itinerari. Mas per qui n’auguesse pas encà pro e volguesse

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Italiano Ma per chi non ne avesse ancora a sufficienza e volesse continuare, sul colletto si incontrano tre strade sterrate, provenienti dal comune di Melle, da Frassino e da Gilba. Percorrendo l’ultima, in leggera salita a destra della cappella, dopo circa 150 metri si incontra una grossa roccia con incisioni rupestri e coppelle, da cui si gode di una vista completa sull’alto vallone di Gilba. Sempre dalla Cappella di San Bernardo, seguendo la cresta boscosa che dal piazzale sale in direzione opposta alla strada per Gilba (verso est), in circa mezzora si raggiunge la cima rocciosa della Guglia del Nivo, 1301 m, da cui la vista si apre improvvisamente sull’alta e bassa valle Varaita. Da Borgata Meire di Melle (783 m) a Roccia Cordie (1198 m). Durata escursione andata e ritorno ore 2,40. Uscendo da Melle in direzione fondovalle, nei pressi delle ultime case prima dei tornanti si imbocca via Crosa per seguirla fino alla fine dell’asfalto, in borgata Meire, a 783 m. Partendo dalla ben visibile vasca dell’acquedotto, si segue su una sterrata segnalata da una freccia mtb verso sinistra, che finite le case sale con un lungo mez-

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Occitan continuar, sus lo colet s’encontren tres chamins esterrats qu’arriben dal Mèl, da Fraisse e da Gilba. En percorrent lo darrier, en legiera montaa a drecha de la chapèla, après pus o mens 150 mètres én se tròba derant un gròs ròc bo d’incisions rupèstras e de copèlas, d’ente se gòd d’una vista completa sus l’aut valon de Gilba. Sempre da la chapèla de Sant Bernard, en seguent lo crèst boscós que dal plaçal monta en direccion contrària a la via per Gilba (vèrs est), en a pauc près mes’ora se rejonh la cima rochosa de l’Agulha dal Nivo, a 1302 m, d’ente la vista se duèrb a l’emprovís sus l’auta e la bassa Val Varacha. Da la ruaa Meiras dal Mèl (783 m) a Ròcha Cordie (1198 m). Duraa de l’excursion anaa e retorn: oras 2,40. En sortent dal Mèl en aval, da pè des darrieras casas derant di revincs se pilha via Crosa e e én la seguís fins a la fin de l’asfalt, a la ruaa Meiras, a 783 m. En partent da la ben visibla vasca de l’aiga, se seguís un chamin esterrat marcat da una flecha mtb sus la manchina que finias las casas monta per na lònja tira a

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zacosta verso sud-est fino a scavalcare il panoramico costone, oltre il quale si apre il vallone di Valmala. Continuando per la sterrata, sempre a mezza costa verso sud, si ignorano due deviazioni e si raggiungono le case Carona, poi le case Luc e, poco oltre, dove la sterrata volge a destra, la si abbandona per seguire una traccia che, con pendenza piÚ sostenuta, sale un valloncello in direzione ovest fino a raggiungere un pilone votivo, posto su un colletto a quota 1124 m. Dal colletto si segue la cresta che sale verso nord attraverso un rado bosco di betulle, e aggirando a sinistra il Bric la Guardia (1207 m), si raggiunge la panoramica Roccia Cordie a 1198 m (ore 1,40). Ritornati al colletto con pilone votivo a 1124 m, per tornare al luogo di partenza si può ripercorrere la via di salita, oppure scendere lungo una mulattiera sul versante opposto (ad ovest) alla borgata Comba. Dalla borgata, volgendo a destra /nord) un lungo percorso su strada sterrata, attraverso il bosco, raggiunge prima le case Biolè, e dopo alcuni tornanti la borgata Meire, punto di partenza dell’escursione.

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mesa còsta vèrs sud-est fins a despassar lo crèst panoràmic delai dal qual se duèrb lo valon de Valmala. En continuant sus lo chamin esterrat, sempre a mesa còsta vèrs sud, se laissen pèrder doas deviacions e se rejonhen las meiras Carona, puei las meiras Luc e, pauc pus enlai, ente lo chamin vira a drecha, én l’abandona per seguir una traça que, un pauc pus drecha, monta per un valonet en direccion de l’oest fins a rejónher un pilon votiu butat sus un colet a 1124 m. D’aquí se seguís lo crest que monta vèrs nòrd a travèrs un bòsc raire de bèulas e, environant a manchina lo Bric la Gàrdia (1207 m) se rejonh la panoràmica Ròcha Cordie, a 1198 m (oras 1,40). Tornats al colet ente se tròba lo pilon, a 1124 m, per tornar al luec de partença se pòl percórrer mai lo chamin a l’envèrs, o pura calar a la ruaa Comba al long d’una mulatiera sus l’autre versant. Da la ruaa, en virant a drecha (vèrs nòrd), un long chamin esterrat dins lo bòsc mena derant a las casas Biolé, e après la ruaa Meiras, ponch de partença de l’excursion.

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Italiano ARTE, CULTURA E ARCHITETTURA Lo sviluppo urbanistico di Melle è frutto del suo importante passato di centro commerciale riconosciuto da tutta la Valle Varaita, dotato di importanti servizi e attività. Non stupisce quindi che proprio in questo luogo vivesse una borghesia dotata di risorse economiche più ampie che altrove: lo si nota dalla presenza, nel capoluogo, di edifici signorili, spesso coronati con altane o con ampi loggiati. Passeggiando per le vie del paese, non si può non notare Casa Orselli, palazzo dei primi decenni del Cinquecento fatto edificare dai conti Orselli di Saluzzo, a lungo signori del paese, che sorge sulla piazzetta del centrale rione Borgo. Oggi sede di un Bed & Breakfast, Erboristeria ed Atelier moda, l’edificio, benché sia stato più volte rimaneggiato, presenta un notevole slancio in altezza e molta eleganza nelle linee architettoniche. Poco distante, in via Tre Martiri, sulla facciata di un’abitazione si nota un affresco raffigurante una Madonna in trono con il Bambino, tra i santi Antonio Abate e Sebastiano. Il dipinto, recentemente recuperato, con la presenza dei due santi tradizionalmente invocati contro la diffusione del contagio della peste, è probabilmente stato realizzato come ringraziamento per lo scampato pericolo. Il dipinto, di cui si è cancel-

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Occitan ART, CULTURA E ARQUITECTURA Lo desvolopament urbanístic dal Mèl es fruch de son passat important de centre comercial reconoissut en tota la Val Varacha, provist d’una bòna ofèrta d’importants servicis e activitats. Estona pas donc que pròpi aicí vivesse una borgesia mai richa qu’en d‘autri cants: én lo remarca da la presença, dins lo centre, de casas senhorilas, sovent coronaas bo de miradors o de gròssa lòbias. En passejant per las vias dal país, én pòl pas ren notar Casa Orselli, palais de la premiera meitat dal Cinc Cent fach bastir dai conts Orselli de Saluces, per ben de temp senhoris dal país, que se tròba sus la pichòta plaça dal central quartier dal Borg. L’edifici, qu’encuei òspita un Bed & Breakfast, ben que sie estat mai d’un bòt remanejat, presenta un notévol eslanç en autessa respèct a lhi autri edificis a l’entorn e ben d’elegança dins las linhas arquitectònicas. Pas ben luenh, en via Tre Martiri, sus la façada d’una casa én nòta un afresc bo na Madòna sus lo tròn bo l’Enfant, al metz di sants Antòni Abat e Bastian. La pintura, recuperaa da gaire temp, bo la presença di dui sants, tradicionalament invocats contra lo contage de la pèst, es probable que sie estaa realizaa coma rengraciament per lo pericle escampat. Sa data remonta entre lo 1420 e lo 1470.

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Italiano lata la data, è da collocarsi tra il1420 e il 1470. Salendo via Vecchia Castellar, ai piedi della rocca che sovrasta il paese, sulla quale anticamente sorgeva il castello voluto dal Marchese di Saluzzo nel 1280 e demolito dal Duca di Savoia nel 1601, si incotra l’edificio della Confratria, associazione laica medievale che si occupava dell’assistenza di individui poveri e pellegrini. L’edificio è riconoscibile grazie all’affresco della Trinità in bella mostra sul suo muro esterno. Il dipinto, non datato, è molto probabilmente attribuibile ai fratelli Biazaci, e rappresenta una Trinità extracanonica delle tre figure disgiunte del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, sicuramente precedente alla Controriforma (probabilmente secolo XV). Altri segni dell’antica prosperità di Melle si ritrovano nel nucleo architettonico formato dalla Chiesa Parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista. L’edificio risale agli anni 1828-1830, anche se alcune sue parti, la cupola del presbiterio e le decorazioni, sono del Settecento. Il campanile fu eretto nel 1905, usando in parte la struttura della precedente torre campanaria romanica. La chiesa, decorata internamente nel 1932 con affreschi di Luigi Morgari, conserva una pala d’altare con Sant’Orsola, raffigurata con un manto principesco aperto a protezione dei fedeli.

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Occitan En montant la via Vecchia Catellar, ai pè de la ròcha amont dal país, ente un bòt lhi avia lo chastèl volgut dal Marqués de Saluces ental 1280 e demolit dal duc de Savòia ental 1601, s’encontra l’edifici de la Confrairia, associacion laica medievala que s’ocupava de l’assistença di paures e di pelegrins. L’edifici es reconoissible per l’afresc de la Trinitat en bèla vista sus son mur endefòra. La pintura, ren dataa, pòl èsser atribuïa esquasi segurament ai fraires Biazaci e representa una Trinitat extracanònica des tres figuras desjonchas dal Paire, dal Filh e de l’Esperit Sant, segurament precedentas a la Contrareforma (probablament al sècle XV). D’autras marcas de l’antica prosperitat dal país se tròben dins lo canton arquitectònic format da la Gleisa Parroquiala, dediaa a Sant Joan Batista. L’edifici remonta a lhi ans 1828-1830, gavaas la còpola dal presbitèri e las decoracions que son dal Sèt Cent. Lo cloquier es estat bastit ental 1905 en adobrant en part l’estructura de la precedenta tor campanària romànica. La gleisa, decoraa endedins ental 1932 bo d’afrescs de Luigi Morgari, garda una pala d’altar bo Sant’Órsola refiguraa bo un mantèl principèsc dubèrt a proteccion di fidèls. Da cant a la Gleisa Parroquiala se tròba la gleisa de la confrairia, dicha “La Crosaa”, edifici a planta grèca bastit enti darriers ans dal Sieis Cent que garda ende21


Italiano Accanto alla Chiesa Parrocchiale si trova la chiesa della confraternita, detta “La Crosaa”, edificio a pianta greca eretto negli ultimi anni del Seicento, che conserva al suo interno un affresco dedicato a San Sebastiano. L’antico edificio è stato trasformato in Sacrario dei caduti di guerra dedicato alla Mater Captivorum, ovvero alla Madonna protettrice dei prigionieri ad opera di Don Franco Giacomo e del Toppa Club di Milano, un’associazione di reduci italiani dei campi di prigionia francesi in Africa. Al suo interno sono conservate oltre 10.000 piastrine di soldati defunti o dispersi e diversi cimeli di guerra. Lo stesso è stato dichiarato, con legge dello Stato, Cimitero di Guerra Nazionale. Uscendo dal paese di Melle in direzione fondovalle, arrivati al ponte di Valcurta, a circa due chilometri di distanza, si svolta a sinistra sulla carrozzabile che raggiunge S. Eusebio, poi borgata Pantoisa ed infine il Santuario di Madonna della Betulla, a 1168 m. Immerso in un bosco di betulle da cui prende il nome, l’edificio offre il meglio di sé al tramonto, quando i raggi del sole lo colpiscono donandogli un affascinante colore giallo sabbia. Lungo il percorso d’accesso al Santuario si incontrano la cappella di San Michele, posta su un’altura rocciosa da cui si gode un ampio pa-

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Occitan dins un afresc dediat a Sant Bastian. L’ancian edifici es estat transformat en Sacrari di mòrts de la guèrra dediat a la Mater Captivorum, la Madòna protectritz di presoniers, realizat da Don Franco Giacomo e dal Toppa Club de Milan, un’associacion de soldats italians retornats dai camps de presonia francés en Àfrica. Dedins son conservaas passa 10.000 plastrinas di soldats mòrts o dispèrs e ben de relíquias de guèrra. En sortent dal país en aval, arribats al Pont de Valcorta, a pauc près dui quilomètres de distança, se vira a manchina sus la via que mena a Sant Eusèbi, puei a la ruaa Patòisa e enfin al Santuari de la Madòna d’ la Bèula, a 1168 m. Enfonsat dins un bòsc de bèulas dal qual pren lo nom, l’edifici dona lo mielh d’el al tramont, quora lhi rais dal solelh l’esclarzissen en lhi donant un jòli color jaun sabla. Lo long dal percors qu’intra al santuari s’encontra la chapèla de Sant Michèl, butaa sus un pichòt pui rochós d’ente se gòd d’un ample panorama, e la gleisa de Sant Eusèbi, bo un portal megalític, un grand afresc de Sant Cristòfor sus la façada, datable al sècle XV, e lo pichòt cementieri aquí da cant. Remarcable es decò lo Chastagnier secular dal Mèl, un àrbol de passa tres cent ans, aut trenta dui mètres e bo una circonferença de 9,6 m. Sus lo fust es ben visibla la linha de saldatura de l’enta sus lo salvatge que 23


Italiano norama, e la chiesa di Sant’Eusebio, con un portale megalitico, un grande affresco di San Cristoforo databile al XV secolo in facciata, e il piccolo cimitero posto al suo fianco. Degno di nota è anche il Castagno secolare, un albero con oltre trecento anni che raggiunge l’altezza di trentadue metri, con una circonferenza di 9,6. Sul tronco è ben visibile la linea di saldatura dell’innesto tra la base selvatica e il cultivar, che denota l’origine domestica di questa pianta. La Regione Piemonte, con la legge 50 del 1995 che ha stabilito il censimento e la tutela degli alberi monumentali del Piemonte, ha inserito nell’elenco anche il castagno di Melle. Lo si raggiunge salendo lungo la strada provinciale di fondovalle, oltre l’abitato di Melle, fino a raggiungere il bivio per borgata Prato – Fini: si sale la pista forestale che si allontana dalla prima borgata raggiunta e, dopo un paio di tornanti, si incontra un locale di servizio dell’acquedotto. Dopo due ulteriori tornanti lo si avvista in tutta la sua maestosità. Dal punto di vista culturale, la figura che ha lasciato più tracce nel passato recente di Melle è sicuramente quella di Tavio Cosio (1923-1989). Poeta, scrittore, disegnatore e fervente occitanista, Tavio Cosio non era originario della Valle Varaita, bensì di Villafalletto.

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Occitan denòta l’origina domèstia de la planta. La Region Piemont, bo la lei 50 dal 1995 qu’a estabilit lo censiment e la tutèla de lhi àrbols monumentals dal Piemont, a inserit dedins la lista decò aquel chastanhier. Én lo rejonh en montant al long d’la via provinciala, passat Lo Mèl, a l’embrancament per Ruaa dal Prat – Lhi Fins; d’aquí se monta al long d’la pista forestala que, sobraa la ruaa, fai dui revincs e arriba a na vasca de l’aiga. Après dui autri vir de la via lo chastanhier pareis en tota sa maestositat. Dal ponch de vista cultural, la figura qu’a laissat mai de traças dins lo passat recent dal país es segurament aquela de Tavio Cosio (1923-1989). Poèta, escritor, dessenhador e fervent occitanista, Tavio Cosio era pas originari de la Val Varacha, mas de Vilafalet. Arribat al Mèl coma farmacista ental 1962, a començat lèst a emprene lo parlar dal pòst en manièra da crear un rapòrt mai estrech bo lhi siei clients. Da aquel moment sa passion vera es estaa aquela de descuèrber las legendas e las curiositats que despuei de sècles an populat lhi racònts tradicional dal pòst. Com aquò Tavio Cosio a començat a produire un baron d’escrichs en occitan, italian e piemontés sia sus d’argoments istòrics (fondamental son estudi sus lo marchat dal Mèl e sus d’autri importants periòdes istòrics de la valada) sia de contes originals e de reculhias de poesias, bo na produccion 25


Italiano

Giunto nel piccolo comune occitano con il ruolo di farmacista nel 1962, cominciò da subito ad apprendere la parlata locale. Da quel momento la sua passione vera fu quella di indagare sulle storie della valle e sulle leggende e curiosità che da secoli hanno popolato i racconti tradizionali del posto. Tavio Cosio iniziò quindi a produrre una folta messe di scritti in occitano, in italiano e in piemontese sia su argomenti storici (fondamentale il suo studio sul mercato di Melle) sia racconti originali sia raccolte di poesie. La sua produzione è amplissima e probabilmente sterminata. Tuttavia l’autore non pubblicò mai una raccolta delle sue poesie che sono ospitate su più di un giornale come L Bochèt, Fërvaje, Lou Soulestrelh, Ousitanio Vivo, Coumboscuro. Degna di nota anche la sua produzione artistica, testimoniata da una ricca collezione di disegni a carboncino. Esiste oggi l’associazione Tavio Cosio, che ha raccolto gran parte del materiale da lui prodotto e che si pone l’obiettivo di promuovere e divulgare la sua opera.

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Occitan

da bòn ampla. Totun l’autor a pas jamai publicat una reculhia de sas poesias que resten esparpalhaas sus mai d’un jornal coma L Bochèt, Fërvaje, Lou Soulestrelh, Ousitanio Vivo, Coumboscuro. Digna de nòta es decò la produccion artística, testimoniaa da una richa colleccion de dessenh a charbonet. Encuei exist l’associacion Tavio Cosio qu’a rebeït la gròssa part dal material de l’autor e que se pausa l’objectiu de promòure e divulgar son òbra.

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Italiano VOCAZIONE COMMERCIALE

La produzione agroalimentare più conosciuta della valle Varaita è sicuramente quella del Toumin dal Mèl, un formaggio vaccino prodotto esclusivamente in queste zone a partire dalla fine dell’Ottocento. Da sempre considerato un formaggio al femminile, il toumin pare sia nato per iniziativa di due donne originarie di Sampeyre e residenti a borgata Vittone di Frassino, che provarono a produrre il formaggio dal latte crudo appena munto, senza prima scremarlo per fare il burro. La procedura di lavorazione si diffuse velocemente nel territorio di Frassino e nel vicino comune di Melle, che grazie al suo mercato, dai primi anni del Novecento contribuì alla sua diffusione in Valle Varaita e nella pianura del cuneese. Oggi le aziende produttrici locali hanno dato vita ad un Consorzio attualmente impegnato nell’iter per il riconoscimento Dop del tomino. Nel frattempo la Regione Piemonte ha inserito il Toumin dal Mèl nell’elenco dei suoi prodotti agroalimentari tradizionali. Dal 1974 inoltre, nel mese di agosto, a Melle si svolge la Sagra del Toumin dal Mèl, manifestazione promozionale del formaggio. Ma Melle non è solo toumin. Il territorio comunale, storicamente conosciuto per le sue produzioni artigianali nelle numerose fornaci, officine, mulini e fonderie, an-

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Occitan VOCACION COMERCIALA

La produccion agroalimentara mai conoissua de la Val Varacha es segurament aquela dal Toumin dal Mèl, un fromatge de vacha produch exclusivament en aquesta zòna a partir da la fin de l’800. Da sempre considerat un fromatge al femenil, pareis que lo toumin sie naissut per iniciativa de doas fremas originàrias de Sant Peire e residentas a la ruaa Viton de Fraisse, qu’an provat a produire un fromatge dal lach cru just monzut, sensa derant l’escramar per far lo bur. Lo biais de lo fabricar s’es lèst difondut decò a Fraisse e al Mèl que, gràcias a son marchat, dai premiers dal ‘900 a contribuït a sa difusion en Val Varacha e dins la plana. Encuei la produccion dal Toumin dal Mèl es la principala produccion agroalimentara dal pichòt país occitan e las aziendas localas an donat vita a un Consòrci empenhat dins la procedura per lo reconoissiment Dop dal toumin. Entrementier la Region Piemont a inserit lo Toumin dal Mèl dins la lista di siei produchs agroalimentars tradicionals. Dal 1974, ental mes d’avost, al país se ten la Sagra dal Toumin dal Mèl, una manifestacion promocionala dal fromatge. Mas al Mèl lhi a pas masque lo toumin. La comuna, istoricament conoissua per sas produccions artisanalas dins las nombrosas fornasas, oficinas, molins e fonderias, presenta encara encuei d’activitats econòmicas

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Italiano cora oggi presenta delle attività economiche di rilievo. Come la società agricola cooperativa Valverbe, produttrice di tisane di montagna da agricoltura biologica, una realtà capace di produrre oltre 700 mila astucci da 20 filtri commercializzati in più di 2500 punti vendita in Italia. Senza contare la produzione che ogni anno viene venduta all’estero, tra Croazia, Slovenia, Grecia, Spagna, Inghilterra e Giappone. Valverbe, trasferitasi a Melle da Bellino nel 2001 per motivi logistici, vede oggi impegnati i suoi sei soci più i dieci dipendenti nella produzione rigorosamente biologica e di filiera corta delle erbe che utilizza per realizzare le tisane. Altra realtà economica locale è il laboratorio di Lavorazione pietre di Barra Aldo e Giusiano Alessandro, due scultori impegnati nella realizzazione di fontane, colonne, finestre, lapidi e altri manufatti artistici rigorosamente in pietra. Falegnameria specializzata nella produzione di serramenti e mobili artigianali è La bottega artigiana di Fino Daniele e Putetto Ennio. La panetteria Isaia Valerio produce pane bianco e misto segala ed ottimi grissini. Infine il Forno a legna di Fulchero Marinella che sforna più volte a settimana pagnotte di grano di montagna, di farro e misto segale, nonché squisite pizze, focacce, torte e paste di meliga.

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Occitan importantas. Coma la societat agrícola cooperativa Valverbe, que produi de tisanas de montanha d’agricultura biològica, una realitat capabla de produire passa 700 mila estugs da 20 filtres e a lhi comercializar en mai de 2500 ponchs véndita en Itàlia. Sensa comptar la produccion que tuchi lhi ans ven vendua a l’estrangier entre Croàcia, Eslovènia, Grècia, Espanha, Anglatèrra e Japon. Valverbe, que s’es meiraa da Belins al Mèl ental 2001 per de motius logístics, ve encuei empenhats lhi siei sieis sòcis mai detz dipendents dins la produccion rigorosament biològica e a filiera corta des èrbas qu’adòbra per far las tisanas. Un’autra realitat econòmica locala es lo Laboratòri de picapeiras de Barra Aldo e Giusiano Alessandro, dui escultors empenhats dins la realizacion de fonts, colòmnas, fenèstras, targas e d’autri trabalhs, tot rigorosament en peira. Menusiers especializats per portas, fenestras e mòbles artisanals son aquilhi de La bottega artigiana de Fino Daniele e Putetto Ennio. Lo panatier Isaia Valerio fai de pan blanc e barbareat e de bons grissins Enfin lo Forn a bòsc de Fulchero Marinella qu’esforna mai de bòt a la setmana de panhòtas de gran de montanha, de farro e de barbareat de sèel, de bònas pizzas, fogassas, tortas e pastas de mèlia.

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Italiano INFO Ricettività • Area attrezzata per sosta camper, sulla strada Provinciale in corrispondenza del centro paese (25 posti, pozzetto di scarico, presa d’acqua potabile, bagni con lavelli esterni) • Ristorante Gourmet La Cà di Gà, via tre Martiri 15, tel. 0175.978304 • Bed & Breakfast, Erboristeria ed Atelier moda La Cà di Gà - Palazzo Orselli - via Tre Martiri 19, tel. 0175.978072 • Bar Jolly, Alimentari e Tabacchi, via Tre Martiri 17, tel. 0175.978034 • Panetteria Forno a legna Fulchero Marinella, via Tre Martiri 36, tel. 0175.978017 • Panetteria Isaia Valerio, via Tre Martiri 9, tel. 0175.978026 • L’Antica Bottega dal 1919, Alimentari, Tabacchi e Lotto, via Tre Martiri 70, tel. 347.2669463 • Bar del Borgo, Distributore Total, via Provinciale 2, tel. 0175.978021 • Farmacia Balbo, via Tre Martiri 72/a, tel. 0175.978166 • Campeggio La Primula, via Provinciale 1, tel. 0175.978121

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Occitan INFO Receptivitat • Àrea equipaa per sosta camper, sus la via Provinciale en correspondença dal centre dal país (25 plaças, pocet de voidatge, presa d’aiga potabla, banhs bo d’aiguiers defòra). • Restaurant Gourmet La Cà di Gà, via tre Martiri 15, tel. 0175.978304 • Bed & Breakfast, Erboristeria e Atelier mòda La Cà di Gà - Palazzo Orselli - via Tre Martiri 19, tel. 0175.978072 • Bar Jolly, Alimentars e Tabacs, via Tre Martiri 17, tel. 0175.978034 • Panateria Forn a bòsc Fulchero Marinella, via Tre Martiri 36, tel. 0175.978017 • Panateria Isaia Valerio, via Tre Martiri 9, tel. 0175.978026 • L’Antica Bottega dal 1919, Alimentars, Tabacs e Lot, via Tre Martiri 70, tel. 347.2669463 • Bar del Borgo, Pompa Total, via Provinciale 2, tel. 0175.978021 • Farmacia Balbo, via Tre Martiri 72/a, tel. 0175.978166 • Campatge La Primula, via Provinciale 1, tel. 0175.978121

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Italiano Aziende • Consorzio Toumin dal Mèl, c/o Municipio di Melle, p.zza Guglielmo Marconi 1, tel. 0175.978031, www.consorziotoumindalmel.it, melle@ruparpiemonte.it • Azienda Agricola Decostanzi, Via Provinciale 3, tel. 0175.978001 • Azienda Agricola Garino, Borgata Valcurta 2, tel. 0175.978028, az.agr.garino@tiscali.it • Azienda Agricola Garnero, Via Aprico 13, tel. 0175 978123 • Azienda Agricola Roggero, Via Provinciale 36, tel. 0175.978197, anna.roggero@email.it • Cooperativa agricola Valverbe, via Prato 7, tel. 0175.978276, www.valbverbe.it. valverbe@valverbe.it • Lavorazione pietre Barra e Giusiano, Borgata Re 3, tel. 0175.978161 • Falegnameria La Bottega artigiana, via Provinciale 26, tel. 0175.978022

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Occitan Asiendas • Consorzio Toumin dal Mel, c/o Monicipi dal Mèl, plaça Guglielmo Marconi 1, tel. 0175.978031, www.consorziotoumindalmel.it, melle@ruparpiemonte.it • Azienda Agricola Decostanzi, Via Provinciale 3, tel. 0175.978001 • Azienda Agricola Garino, ruaa Valcurta 2, tel. 0175.978028, az.agr.garino@tiscali.it • Azienda Agricola Garnero, Via Aprico,13, tel. 0175 978123 • Azienda Agricola Roggero, Via Provinciale 36, tel. 0175.978197, anna.roggero@email.it • Cooperativa agrícola Valverbe, via Prato 7, tel. 0175.978276, www.valbverbe.it. valverbe@valverbe.it • Trabalh de peiras Barra e Giusiano, Borgata Re 3, tel. 0175.978161 • Menuseria La Bottega artigiana, via Provinciale 26, tel. 0175.978022

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Italiano LA CERIMONIA DELLA “FOASSA” L’antica processione della Foassa viene celebrata nel giorno della santissima Trinità, la domenica succesiva alla Pentecoste. La Foassa è costituita da un’intelaiatura di legno ricoperta di carta bianca ed ornata di fiori rossi, anch’essi di carta. La forma è quella di un cono. La base lignea, piatta e rotonda, è apribile; la parte interna del cono è cava ed in essa viene inserito il pane benedetto. Che cosa rappresenta: la Foassa può essere riportata alla cerimonialità d’inizio del ciclo produttivo. La Foassa è un maggio, simbolo e apportatore di fertilità; infatti la forma conica allude alla forma di un albero ed i fiori rappresentano l’auspicio di un’abbondante fioritura e di un buon raccolto: inoltre il pane contenuto nella Foassa, rappresenta la completezza del ciclo del grano, che seminato, maturato e macinato, arriva sulle tavole della gente. La benedizione cristiana, invocando l’intervento divino, rafforza l’auspicio di una buona stagione. La Foassa, tuttavia, può anche significare, dal latino fugare, mettere in fuga e può quindi far riferimento alla peste che nel 1600 aveva falcidiato la popolazione del paese. Le due interpretazioni non sono contraddittorie, ma sono stratificazioni di significato che si avvolorano l’una con l’altra.

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melle  

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