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IL RISVEGLIO DELL'ARTE ESPOSIZIONE COLLETTIVA

TEMPO PER LE FARFALLE ART GALLERY PALAZZO CERTANI - VIA CASTIGLIONE 35 BOLOGNA


Introduzione Silvia Camagni Questo catalogo racchiude il primo gruppo di artisti che hanno partecipato alla manifestazione “Il Risveglio dell'Arte” indetta dalla Constud il 5 Ottobre in piazza VIII Agosto,con la collaborazione di molti enti che fortunatamente credono sia importante attingere da questi eventi per facilitare il contatto diretto ,non per forza veicolato solo da gallerie d'arte e musei,tra grande pubblico ed artisti. L'errore appunto sta nel basarsi sul concetto di “consolidamento della pratica artistica”; bisogna prendere coscienza dell'estrema mutevolezza del “panorama artistico” in stretta congiunzione con l'eterogeneità dei materiali e dell'uso che di questi si fa,senza che questa scoperta desti timore,ma “stupore”. “Stupore” soprattutto di fronte alla lucida temperanza che gli otto artisti qui presentati hanno nei confronti della loro poetica visiva che si impone veementemente seppur in modo diverso, ma certamente consapevole, in primo luogo della mutevolezza sopra citata e in secondo luogo consapevole del messaggio veicolato dalle loro opere. Ci piace annusare e con una punta di orgoglio personale pensare di avere a che fare con giovani creativi in grado di “sbobinare” e “rimaneggiare” le precedenti esperienze artistiche ,che molto influenzano,senza lasciare che si impongano come unico veicolo di smaltimento creativo. Non ci troviamo di fronte ad un “restauro” delle precedenti poetiche visive,ma ad un affannarsi-positivo- per creare nuovi collegamenti che possano rinnovare il panorama artistico italiano contemporaneo. Mi piace pensare anche alla razionalità -da non scambiare con velato pessimismo- di questi giovani nel rendersi autonomi dalle istituzioni ufficiali e pubbliche a volte distratte di fronte ai fermenti che troppo spesso nascono al di fuori delle loro mura.


“ Verso il crepuscolo, le farfalle gialle invadevano la casa” G.G. Marquez – “Cent'anni di solitudine”

Miria Baccolini L'arte risveglia i sensi, il torpore della mente; sbriciola i processi sicuri di catalogazione, la tentazione di individuare e riconoscere il dato reale. C'è la rivoluzione dentro, un'alterazione del senso. Fuori l'opera, dentro il caos. Poiché questa frammentazione intercomunica con la nostra essenza, l'anima si risveglia in un nuovo ciclo di percezione. Non c'è sicurezza nell'arte, non c'è mai stata; è ricreare un sembiante che intorpidito si ricolloca dopo uno stupore. L'opera premiata di Marco Mangani espande la liricità di due corpi femminili, morbidi, vellutati su cui fluttuano come reverie pesci rossi, foglie a cumulo e sospensioni minimali, frattali delle sue altre opere. Il corpo è un filtro che si fa attraversare dall'arte e dalla vita che scorre, così morbidamente. E i tanti talenti degli artisti presenti in mostra esprimono come un dono di germinazione spontanea attraverso mezzi diversi, video, performance, taccuini di riflessioni artistiche, segni grafici illustrativi, potenza scultorea o solo un segno incisivo a graffito il loro talento in nuce – ma come dire, bene in luce.


Vivere con gli artisti Nicolo' Vitacco Francesco Arcangeli, posso senza timori, definirlo uno dei più grandi storici dell'arte, da quando nell'arte si poté parlare di storia, scrisse: “Abbiamo vissuto con gli artisti, ecco tutto” Vivere con gli artisti significa uscire dal mondo concreto e tangibile per rituffarcisi dentro ed arrivare a toccare il fondo dell'effettività, dunque l'idea di quelli che possiamo ancora definire artisti, in breve, coloro che praticano le arti belle; senza le contaminazioni contemporanee o passate, che come una nebbia fittissima rendono pallida la luce di molti artisti affermati e lasciano ancora viva la luce di queste prospettive artistiche, che si espongono anche in questa collettiva. Ho parlato di idea perchè questi giovani possono senza paura “sbattere” sulla tela le loro idee senza pensare troppo al valore di queste e lasciando così una limpida visione del loro ego artistico, quand'anche la loro tecnica, spesso, non abbia ancora raggiunto la maturità piena, ma è proprio in questo “work in progress” che possiamo vedere l'evolversi limpido, di un pensiero, di una poetica e di un desiderio. Il desiderio... Il premio Nobel George Bernard Shaw scrisse: “Finché ho un desiderio, ho una ragione per vivere. La soddisfazione è la morte” Ho lavorato con questi artisti, per costruire questo evento, per allestire quello precedente (Giornata dei risvegli), per arrivare a comprendere che solo insieme a persone come loro, che come me ancora desiderano, posso esaudire il mio desiderio di vivere con gli artisti veri. Siamo allora di fronte ad un insieme di opere eterogenee che riescono ad essere omogenee grazie ad un collante chiamato entusiasmo, nato dalla loro voglia di imporsi nel panorama artistico contemporaneo senza farsi influenzare da “infezioni” forse più redditizie economicamente, ma meno dal punto di vista morale, perchè ogni artista come ogni uomo, prima di esporre la propria opera come il proprio lavoro, espone se stesso e non vi è nulla di più basso che esporre il falso e l'altro da sé costruito per un corrotto desiderio.

RINGRAZIAMENTI Vorrei ringraziare a nome degli studenti dell'accademia di belle arti, essendone rappresentante eletto, il professor Fulvio De Nigris e il sig. Marco Sarti per aver riposto in noi, la loro fiducia per far parte dell'organizzazione della giornata nazionale dei risvegli e la sig.ra Miria Baccolini per averci offerto l'opportunità di far proseguire l'evento all'interno della galleria d'arte. Inoltre vorrei personalmente ringraziare il professor Adriano Baccilieri per la correttezza e per il prezioso e costante aiuto in tutte le iniziative promosse da Constud.


Espositori COLLETTIVA

Marco Mangani Anna Martini Chiara Garuglieri Domenico Grenci Federica De Ruvo Giulia Bonora Leonardo Borri Pietro Pastore Rosario Salerno

Vincitore Premio - Il risveglio dell'arte - 5 ottobre 2008


Marco Mangani

Vincitore premio “Il risveglio dell'arte” 5 ottobre 2008

Uroboros - 2008 Video – 12.46 min.


DESCRIZIONI E RIFLESSIONI Le radici del mio operato vanno inquadrate nell'ottica dell'intuizione e del sogno, parimenti "libere" da qualsiasi sovrastruttura cosciente o programmaticità funzionale. La scelta del mezzo espressivo è intesa come condizione secondaria per il fine di raccontare l'idea e coinvolgere il fruitore in un contesto preferibilmente sinestetico. Il percorso creativo per la realizzazione finale dell'opera si sviluppa da queste premesse con un andamento, per così dire, piramidale, dove la base viene intesa come "smisurato bacino dell'inconscio" via via rettificato da procedimenti esteticoculturali fino al momento più acuto e prossimo alla sua sommità.

BIOGRAFIA MARCO MANGANI: nasce a Soveria Mannelli in provincia di Catanzaro, Diplomato all'Accademia di Belle Arti di Bologna nel 2007 con frequentazione e studi paralleli in diversi ambiti artistici. Attualmente, iscritto al secondo anno del biennio specialistico in Arti Visive, vive e lavora a Bologna.


Anna Martini

PASSAGGIO - 2006 Fotografia su Carta Metallizzata 30 x 36


DESCRIZIONI E RIFLESSIONI “Le fotografie catturano il riflesso di luce di una lastra metallica flessibile che ad ogni movimento produce un disegno diverso. Questo lavoro rappresenta due diversi istanti del flusso di immagini. Due diversi passaggi che nascono da una sola forma”. Il tuo lavoro primariamente vuole approfondire l'effetto dei materiali in relazione alla tecnica che usi-come uno studio chimico che primeggia l'effetto sul concetto-o in realtà cerchi di elaborare mondi altri dove è l'aspetto immateriale ed extracorporeo a creare suggestioni in contrapposizione alla concretezza del quotidiano? “Del mio lavoro posso dire che da una parte è nato dal gioco con il materiale e i suoi effetti visivi,dall'altra che è stato il punto d'arrivo dopo una serie di lavori inerenti il riflesso. L'immagine che prima analizzava superfici riflettenti in cui si “rispecchiava il quotidiano” si è via via pulita e quello che ne è rimasto è un gioco di luci che muta fluido”.

BIOGRAFIA ANNA MARTINI nasce a Rovereto (TN)nel 1983.Studia all'Accademia di Belle Arti di Bologna,iscritta al biennio specialistico di Comunicazione e Didattica dell'Arte. Vive e lavora a Bologna.


Chiara Garuglieri

Giochi da donna tav.1 - 2008 China colorata su carta 50 x 50


DESCRIZIONI E RIFLESSIONI Chiara,come l'immediatezza che trasmette la formula stilistica del fumetto così lascio a te spiegare il lavoro esposto nella sua totalità. “E' la prima tavola di una lunga storia a fumetti con protagonista una ragazza alle prese coi problemi della quotidianità: gli amori,le amicizie,lo studio,le difficoltà e le gioie dei ragazzi universitari. La scelta di un segno grafico che gioca tra i bianchi,i neri e i rossi,sottolinea la contemporaneità della storia,che si svolge ai nostri giorni,riportando con semplicità e immediatezza all'interiorità della protagonista. La storia si propone di indagare infatti le vicende personali della protagonista e i dubbi caratteristici dell'età universitaria,definita “tarda adolescenza”: è proprio l'aspetto sentimentale quello più indagato ,e questo spiega la scelta del rosso in quanto colore passionale e femminile per eccellenza. Il ritmo della storia accompagna le situazioni e varia velocità a seconda delle situazioni,marcando la rapidità o la lentezza dei cambiamenti interiori della protagonista.

BIOGRAFIA CHIARA GARUGLIERI,è nata a Firenze nel 1981. Frequenta il secondo anno della facoltà di Fumetto e Illustrazione presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna. Vive e lavora tra Firenze e Bologna.


Domenico Grenci

Senza Titolo - 2008 Bitume + Carboncino su tela 150 x 75


DESCRIZIONI E RIFLESSIONI "Un artista si sente sempre un po' imbarazzato quando deve spiegare le sue opere. I suoi lavori dovrebbero parlare da sé, soprattutto quando si trattano di opere valide" Yves Klein

BIOGRAFIA DOMENICO GRENCI, è nato a Locri in provincia di Reggio Calabria nel 1981, si è diplomato all'Accademia di Belle Arti di Bologna in pittura. Attualmente iscritta al corso di specializzazione. Vive a Bologna.


Federica De Ruvo

Io e il mio segno. Io e la mia rabbia. Io e il mondo. Io e la vita. Io e la morte. Io e . . . - 2007

Penna a Sfera su Carta 150 x 150


DESCRIZIONI E RIFLESSIONI Il lavoro qui presentato si impone al pubblico in maniera fortemente autoreferenziale,ma in realtà a parlare più che il soggetto,è tutto il processo che si crea intorno alla realizzazione dell'opera e che impregna fortemente il risultato finale. Quali sono le spinte emotive che ti spingono a compiere quest'atto di liberazione dell'ego quasi sciamanico? “Siamo tutti composti da energia. Tutti abbiamo bisogno di esperienze estatiche. Il foglio diventa il mio spazio fisico,dove l'interiorità prende forma,dove l'inconscio e la realtà si incontrano disegnando lo stato di coscienza delle proprie oscurità. La penna e' lo strumento, attraverso il quale,in maniera ossessiva e frenetica ,quasi volessi tessere la trama della mia potenza ,raggiungo stati di trance... Trame continuamente rotte. Strappate. Trame continuamente riproposte. Liberate. Estraniazione dal contesto lavorativo per divenire lo stesso flusso creativo. Concentrazione per abbandonare il mio corpo e ascoltare il rumore dell'energia infrangersi sul foglio. Cosi come uno sciamano accumula forze sprigionandole per purificarsi cosi anche la mia anima si alimenta di tali cariche per rilasciarle sul foglio-Cosi come uno sciamano intesso una guerriglia con il mio ego. Ma a differenza loro non credo nelle divinità. Ma credo nella creazione perche' sento il respiro vitale della bellezza e della natura. Sento l'affanno vitale del dolore e dell'umanità. Credo nel sublime e nell'ignobile. Entrambe strade da percorrere per raggiungere la perfezione. Ma nulla sarà perfetto. La morte vive con me. Il corpo vive con me. Solo il disegno mi fa vivere”. Hai mai pensato di creare degli happening performativi per addentrare lo spettatore nella profondità del tuo processo creativo? “Si. Appena si presenterà un 'occasione idonea all'happening faro' la performance. Mi piacerebbe farla in una stanza bianca di registrazione,dove i vari suoni della mia interiorità emessi dal frizionamento della penna sul foglio si possano registrare. Dove intorno al foglio ,libera possa danzare e la penna come metronomo della velocità segnica usare. Dove le persone possano guardarmi interagendo nel distacco spaziale e temporale che si instaurerà tra me e loro. E' un distacco dal nulla. La creazione e' una rottura.

BIOGRAFIA FEDERICA DE RUVO è nata a Teramo nel 1981. Si è diplomata all'Accademia di Belle Arti di Bologna in decorazione. Attualmente iscritta al corso di specializzazione di Illustrazione per l'Editoria. Vive e lavora a Bologna.


Giulia Bonora

Sottopelle - 2008 Fotografie + Tecnica mista su Disegni


DESCRIZIONI E RIFLESSIONI Il tuo lavoro lascia trasparire i tuoi lati più “liquidi” e misteriosi,l'intimo inavvicinabile diventa un'esperienza “vouier” o un rito iniziatico verso l'immaginario collettivo proprio della femminilità..come ti senti e come ti poni in questo processo? “Ogni disegno è frammento,seppur banale,del quotidiano e l'insieme di frammenti da identità a ciò che vedo passare davanti agli occhi nella vita. L'intimo che nel quotidiano è così inavvicinabile diventa più facile da tenere se disegnato e appuntato frettolosamente”. Parlami del rapporto contiguo tra i taccuini e il materiale che da questi viene estrapolato per essere “svelato”. Che rapporto c'è tra il formato che usi e la tua poetica figurativa? “Il mio lavoro si pone in rapporto con l'esterno attraverso due dimensioni: quella dell'intimo-il taccuino- e quella del pubblico,la composizione. Se da un lato abbiamo il piccolo,dall'altro abbiamo l'infinitamente grande,in quanto la composizione permette di moltiplicare le dimensioni del lavoro. Tutto ciò che viene chiuso nel privato può diventare fruibile da tutti. La fragilità del segno non si nasconde a chi scorre i disegni con la mano e con l'occhio;tutti i disegni parlano di perdita dell'equilibrio,sia dove il segno è più pittorico sia dove è più grafico. Non c'è tridimensionalità,ma solo un gioco tra soggetto e fondo su un piano bidimensionale. Il colore di solito è piatto e monocromo tra gli spazi. Il disegno,il colore e la composizione devono ricercare l'essenzialità del soggetto”.

BIOGRAFIA GIULIA BONORA nasce a Ferrara nel 1986. Frequenta l'Accademia di Belle Arti di Bologna. Vive e lavora tra Bologna e Ferrara.


Leonardo Borri

Spazio sacro n째0 - 2008 Performance


DESCRIZIONI E RIFLESSIONI La tua performance si è svolta nel corso della manifestazione “Il Risveglio dell'Arte” in piazza VIII Agosto il 4 Ottobre. Una performance incentrata primariamente sulle energie che gli “altri”, protagonisti involontari ,inglobavano all'interno e disperdevano all'esterno di questo “rettangolo-batteria” catalizzatore appunto di poli energetici opposti. Esseri umani come punti gravitazionali,sentirsi vicendevolmente scaricando il peso reale,fisico dei nostri corpi. Puoi ampliare il concetto di “Spazio Sacro”? “Spazio Sacro può essere un luogo. Spazio Sacro può essere un luogo separato. Spazio Sacro può essere un luogo animato da differenti energie. Spazio Sacro può essere percepito come un luogo nuovo. Spazio Sacro è un modo per riconsiderare un luogo. Spazio Sacro può essere un modo per vivere un luogo. Spazio Sacro può essere un modo per comunicare con ciò che ci sta attorno. Spazio Sacro può essere considerato un punto di partenza. Spazio Sacro può essere considerato un punto d'arrivo. Spazio Sacro può essere qui. Spazio Sacro può essere ora. Spazio Sacro puoi essere te”. Qual'è il risultato-se di risultato si può parlare- di quest'esperienza performativa? “Quello che mi piacerebbe in effetti includere nel mio lavoro è l'esperienza che gli altri hanno fatto del mio lavoro,quella importa più di ogni altra spiegazione....”.

BIOGRAFIA LEONARDO BORRI,è nato a Firenze nel 1985.Frequenta il terzo anno di scultura all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Vive e lavora tra Bologna e Berlino.


Pietro Pastore

Studio per untitled N째5 - 2008 Acquerello su tela 120 x 90


DESCRIZIONI E RIFLESSIONI “Credo di non essere in grado di esprimere precisamente con il linguaggio ciò che mi spinge a fare questa o quella cosa. La mia pittura nasce da un sentire e non da un che di spiegabile e mi piacerebbe che chi si ritrovasse ad osservare i miei lavori provasse qualcosa,qualsiasi cosa senza essere influenzato dalle mie parole o dalle mie teorie”.

BIOGRAFIA PIETRO PASTORE, nasce a Barletta nel 1983.Vive e lavora a Bologna


Rosario Salerno

Collezione - 2008 Feltro + componenti polimateriche 95 x 68


DESCRIZIONI E RIFLESSIONI Nell'opera “Collezione”, il riferimento alla religione “voodoo” è esplicito come mai hai attinto da questo contesto così macabro? “in realtà,per quanto riguarda la mia opera,di “voodoo” c'è soltanto una citazione,un richiamo visivo, un'idea convenzionale. L'opera non vuole che essere una metafora,un'espressione figurata di cui mi sono servito per comunicare uno stato d'animo,un messaggio sociale. Questo lavoro non vuole rappresentare ciò che resta di un rituale di magia nera, ne di una maledizione o quant'altro potrebbe venire in mente ad un primo sguardo”. Cosa o chi rappresentano le bamboline in feltro da te realizzate? “Le sembianze di queste bambole in realtà,sono state create casualmente secondo un mio gusto personale. Ho voluto racchiudere la rappresentazione di una “piccola collezione di esseri umani all'interno di una teca di legno,un po' come si fa con una collezione di farfalle”. Poi ,però,questi simulacri di corpi,vengono “violati” da spilli,un richiamo al dolore come condizione costante dell'essere umano? “Il dolore richiamato attraverso i chiodi e gli spilloni che trafiggono i corpicini delle bambole, serve a richiamare alle nostre menti lo status di essere umano in grado purtroppo molto spesso, di sbagliare; quindi i chiodi e gli spilli come metafora delle ferite inferte su noi stessi e da noi stessi, la conferma della reciprocità delle azioni e soprattutto di un corpo massificato che diventa quindi merce di scambio o feticcio da collezione rapidamente sostituibile”.

BIOGRAFIA ROSARIO SALERNO, nasce a Vittoria in provincia di Ragusa nel 1980.Vive e lavora a Bologna.


Arte aliena Adriano Baccilieri Il mio pensiero sul ‘senso’ dell’arte (non sul ‘significato’, che è passibile di manipolazioni), e dell’opera dei giovani artisti specificamente, si riflette - forse più che in altri - nel testo che ho dedicato qualche tempo fa ad un nucleo di loro; credo di poterne riproporre uno stralcio per questo evento. Adriano Baccilieri Arte aliena

Apertura Come in una mano di poker, "apro"; così: C'era una volta un lupo perbene, umiliato e maltrattato da tutti i pastori E c'erano pure un principe cattivo, una strega graziosa e un pirata d'onore C'erano una volta tutte queste cose quando io sognavo un mondo alla rovescia (José Agustin Goytisolo, poeta spagnolo del Novecento)

A rovescio, o controcorrente; o entrambi, qual è la scelta 'à rebours' nel pensiero di J.K.Huysmans. L'arte è ossimoro della realtà, sua armonia dialettica, sogno di un mondo alla rovescia. L'arte che amiamo. L'arte con sua autentica identità, qualità, sostanza, natura; valori tutti da ridefinire e difendere, travisati o perduti come appaiono ora dal 'sistema dell'arte', suo artificio inquinato. 'A rebours' rispetto al 'sistema', nel segno di un desiderio di ricerca limpido, arte per l'arte, che appartiene a chi è giovane di mente e di cuore, entro ed oltre l'anagrafe, e ancora libero. Fin quando potrà essere, o per sempre. Intanto c'è un tempo estatico, e una magica atopia in essere; e vanno colti. C'è un mondo alla rovescia nella mente dei giovani artisti qui presenti (loro, ed anche altri che potranno intervenire...), i quali tuttavia, per paradosso o forse per felice coincidenza, s'incontrano nel perimetro ben definito di uno storico spazio istituzionale, di un mondo reale (rovescio o diritto è dura a dirsi), qual è un'Accademia di Belle Arti. Forse luogo ideale di ricerca perché istituzionalmente 'sdefinita' nella sua attuale fase di transizione fra passato e futuro; luogo atopico, suo malgrado, sospesa fra un 'pensiero debole' interno in gestazione e troppi 'pensieri forti' esterni, propri del 'sistema' della politica dell'arte e della cultura, o della politica toutcourt, che la considerano ancora 'extracomunitaria'. Perché, allora, non sognare un mondo alla rovescia; perché non fare una forza di tale condizione intervenuta o attribuita? Perché non riconoscersi in una 'legione straniera' che operi per onore sia dei singoli che di bandiera, compiendo imprese anche a vantaggio altrui? Fuor di metafora, il valore dell'arte consiste nei valori che può riaffermare, libera nella ricerca, fuori dal 'sistema', in un cortocircuito 'futuretro' dell'attualità fra premonizione e memoria (dovere e necessità di memoria), lungi dalla facile superficialità del 'sistema' che consente, poniamo, ad un direttore di galleria d'arte moderna di chiedere, poiché lo ignora, chi sia uno dei più grandi scultori italiani del secondo Novecento, o ad una direttrice di fiere artistiche di dichiarare ai giornali che non conta la qualità dell'opera ma ciò che il mercato privilegia per suo interesse; o ancora, a ‘curators’ vari – pure di biennali – di sentenziare che le scelte si fanno sul dossier prescindendo dalle opere. Può capitare ovunque, anche a Bologna. Meglio essere 'altrove'.


A.A.A.A.A.A.A. Altrove, atopia, altro, altrimenti, allotropia, alienazione, alieno: riferimenti per alludere all'assunzione di una condizione mentale, culturale, antropologica; alla scelta privilegiata di un valore-chiave, fra gli altri che l'arte può esprimere, per aprire e toccare, in questo, la dimensione e la coscienza altrui, entro ed oltre lo spazio della propria ricerca estetica. La quale altrimenti, per quanto alta, resterebbe fine a se stessa. Sognare un mondo alla rovescia, adombrando antropologie immaginali: così…. Altrove e atopia quali spazi virtuali ed ideali di ricerca, spazi secessionisti rispetto al 'sistema' riservati agli artisti e vietati ai profani. Altro e altrimenti: fare 'altro' e diversamente, e per altri, secondo le motivazioni addotte, e in una logica di secessione, in via di definizione progressiva. Allotropia: compresenza d’espressioni diverse per forma, ma di origine identica. Mediando dall'accezione del termine riferito alla linguistica, si può ben motivare la varietà dei progetti e delle opere; ossia, ogni artista agisce liberamente, senza limitazione tecno-poietica alcuna, ciascuno secondo proprie scelte estetiche ed operative, con il solo canone di convergere ad un senso comune, forse ad un significato, forse ad un valore. Alienazione: in bellissima ambivalenza ossimorica, il concetto non ha solo le valenze 'negative' più note ed immediate, ma denota pure, in senso filosofico, il trasferimento di qualcosa di significativo, costitutivo ed essenziale, da un centro di riferimento o di possesso ad altro, nell'ambito culturale e vitale della soggettività umana; più specificamente, con la riflessione di Hegel e della scuola hegeliana, denota il grado estremo dell'abdicazione umana ad altro, che può spingersi nell'illusione per cui il soggetto si riconoscerebbe come un'essenza diversa, o persino vedrebbe sé in altro. Alienare vale infine donare agli altri. Donare arte. E ancora, alienarsi vale astrarsi, com'è nell'immagine del vate D'Annunzio: "per un istante parve alienarsi in un suo pensiero". Creare arte. Alieno: altrui, che appartiene ad altri, secondo l'etimo latino 'alienus'. Trasmettere arte. L'alieno è pure, nel più comune immaginario, l'abitante di un altro pianeta, galassia o sistema. L'altrove, l'atopia, l'altrimenti sono la dimensione 'altra' rispetto ad 'sistema' (terrestre, non cosmico) degli artisti, alieni di questo mondo da sempre esistenti; come da sempre esistenti si conviene siano i loro omonimi extraterrestri, pur in assenza di prova provata. O la prova è già l'esistenza dell'alieno-artista, visto che le qualità che gli si sono riferite sin qui, non appaiono proprie di questo mondo? Abitare l'arte. Alieno: significa pure contrario, avverso; ossia 'à rebours'; ciò che ci riconduce alla nostra 'apertura', e ai suoi motivi. Al momento, dovrebbe bastare per riflettere, per confermare gli artisti nelle loro convinzioni, per procedere.

La nostra è ARTEALIENA ANEILAETRA è artson aL (...à rebours, come detto).


Alienarsi Alienarsi nell’astrazione creativa di quel 'pensiero' dannunziano, in una condizione neodandystica vigile ed estatica, in una dimensione parallela ed 'altra' rispetto al 'sistema'. Al tempo stesso, alienare (che qui vale 'allontanare', 'rimuovere') l'asse 'v.v.', opposta all'arte e alla sua etica, della violenza-volgarità, la quale prevale sulla scena devastata del nostro mondo, fra i crani squarciati dell'ultimo attentato in diretta tivu e la fetta di culo scoperta e mostrata da un qualunque imbecille di reality, con ogni possibile oscenità intermedia: si chiami pedofilia, corruzione politica, letame sportivo, collusioni mafioso-massoniche, gossip che inquina il costume civile, valori derisi, innocenze tanto più ostentate e difese quanto più la colpa è evidente, e rimossa la sua sacra catarsi, mentre l'ignoranza dilaga ovunque, insieme all'insolenza 'marmaglia', come l'acqua nera di una cloaca esplosa. Meglio sognare un mondo alla rovescia, meglio progettare un'utopia che adeguarsi allo squallore. Sarà comunque valsa la pena d'averlo fatto, fosse anche vano. E se non lo sarà, meglio. Si dia corso all'ipotesi di un'antropologia immaginale, di una dimensione dove alienarsi e da alienare, rivendicando all'arte tutta la necessità di una sua valenza appunto antropologica; in assenza della quale, e nella miglior evenienza, va ribadito che l'arte resta un talentuoso esercizio estetico fine a se stesso. Dunque….’alienAzione’; ossia ottica 'a rébours' sul mondo, fra terra e cosmo, fra individui e tipologie, fra storia e ipotesi, fra memoria e fantasia, mettendosi in rotta entro una rosa dei venti di possibili 'differenze', entro le trame di un arabesco - figura eletta da Schlegel a simbolo del processo cognitivo che si rinnova - d'armonie dissonanti, di contrasti intesi come somiglianze a rovescio, dove poter individuare parabole e approdi di ricerca, finché sia possibile.


IL RISVEGLIO DELL'ARTE A cura di: Adriano Baccilieri Miria Baccolini Nicolò Vitacco

Ringraziamenti Prof. Fulvio De Nigris (Gli amici di Luca Onlus) Marco Sarti (C.I.A.O. La Piazzola) Elena Boni (Centro sportivo Italiano) Pro Loco Monte S. Pietro

Organizzazione Evento Galleria Miria Baccolini (Tempo per le Farfalle art Gallery)

Organizzazione Evento Constud Nicolò Vitacco Giorgia Riberto

Marketing Nicolò Vitacco

Catalogo Contenuti: Silvia Camagni Supervisione e Grafica: Nicolò Vitacco


Il risveglio dell'arte  

Catalogo della mostra Il risveglio dell'arte tenutasi presso la galleria Tempo per le Farfalle a Bologna organizzata dalla Consulta degli st...