STAZIONE FUTURO Due secoli di patrimonio da tramandare
Il nuovo volto della Bassa Romagna
Santarcangelo tra rinnovamento e sinergie
Forlì, il nuovo corso della
L'Unione dei Comuni e il patto
La visione della prima cittadina
Fondazione
per lo sviluppo
Alice Parma
Direttore responsabile Marco Chimenti Comitato di Redazione Marco Chimenti Massimo Ferrante Gianluca Gabellini Delia Bruno Coordinamento e realizzazione testi Federica Vandini Roberta Silverio
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Editoriale
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Al via il progetto Città Romagna
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Un patto tra generazioni di M. Gardini
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La Bassa Romagna di domani di E. Proni
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Ripartire dalla qualità di A. Parma
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A Ravenna una nuova porta per San Francesco
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De Gaspari vicepresidente dei Giovani Imprenditori regionali
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Smartech, un network di eccellenze per innovare
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L'internazionalizzazione dopo la pandemia
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Art bonus, la rinascita passa dalla bellezza
Impaginazione Federica Casadio Sabrina Garattoni Grazia Gordini Editore Confindustria Romagna Proprietario Confindustria Romagna Immagini Archivio editoriale Iscrizione n. 1189 del 03/05/2021 nel Registro Stampa del Tribunale di Forlì Contatti per inserzioni Mirka Berti 0544/210406 mberti@confindustriaromagna.it Grazia Gordini 0543/727720 ggordini@confindustriaromagna.it Elisa Semprini 0541/352313 esemprini@confindustriaromagna.it
INDICE
EDITORIALE
a cura di Paolo Maggioli Presidente Confindustria Romagna Una Ro ma gna più for te, in una re gio ne più for te. So ste nia mo que sta idea da tem po, dal l’i ni zio del per cor so che ha por ta to le as so cia zio ni ter ri to ria li di Con f in du stria di For lì Ce se na, Ra ven na e Ri mi ni e ad unir si. Sia mo con vin ti che per po te re es se re sem pre più com pe ti ti vi e per met te re al no stro ter‐ ri to rio di ar ri va re ad oc cu pa re po si zio ni di ri lie vo in di ver si cam pi, oc cor ra adot ta re stra te gie che ab‐ bia no una vi sio ne lun gi mi ran te. Cer ta men te non è sem pli ce far lo ora, in un pe ri dio sto ri co ca rat te riz‐ za to dal le dif f i col tà e dal le in cer tez ze pro vo ca te alla pan de mia. Ma allo stes so tem po, ri te nia mo pos sa es se re pro prio il mo men to giu sto per far lo. Per ché in que st’e po ca di gran di cam bia men ti, dob bia mo co glie re l’op por tu ni tà di ri pen sar ci e ri‐ lan ciar ci, ri sol ven do le cri ti ci tà e po ten zian do tut ti i pun ti di for za. Per que sto ci è sem bra to uti le, con Cit tà Ro ma gna, av via re un per cor so in di riz za to al dia lo go ed al con f ron to. Una pro po sta per ar ri va re, la vo ran do in sie me, ad una con di vi sio ne di in ten ti, obiet ti vi e va lo ri. Sia mo par ti ti dal le in f ra strut tu re, per ar ri va re a toc ca re nei pros si mi mesi ar go men ti di at tua li tà come so ste ni bi li tà, wel fa re, co no scen‐ ze. In ter pre tia mo po si ti va men te il di bat ti to aper to dal lo stu dio sul le con nes sio ni del la Ro ma gna che ab bia mo pre sen ta to in oc ca sio ne del l’e ven to “Cit tà Ro ma gna, una nuo va pro spet ti va”. È il se gna le che l’i dea di Ro ma gna uni ta è pre sen te: di pen de ora da tut ti noi riu sci re a ren der la rea le, la vo ran do nel ri spet to di ogni ruo lo e pe cu lia ri tà, ma con un‘ot ti‐ ca di in sie me.
AL V IA IL PRO GET T O CIT T A’ RO M AGNA, SI PART E DALLE INFRAST RUT T URE A M ilano M arittima la presentazione dello studio della Fondazione Istituto sui T rasporti e la Logistica
Da sinistra: Enrico Maria Bernardis (TPL consulting), Andrea Corsini (assessore regionale alle infrastrutture e trasporti), Paolo Maggioli (presidente Confindustria Romagna) ed Ettore Bastianini (direttore filiale imprese Forlì Intesa Sanpaolo)
U na visione, una suggestione di tutto ciò che manca per consacrare la Romagna tra le gran‐ di aree europee a livello economico, istituzio‐ nale e sociale. E’ il ritratto che è emerso dall’ e‐ vento “ Città Romagna, una nuova prospettiva” che si è svolto a Milano Marittima, dove è stato svelato il progetto lanciato tre anni fa da Con‐ findustria Romagna e a cui si è unita Confagri‐ coltura di Forlì- Cesena e Rimini, per immagi‐ nare come dispiegare tutto il potenziale di una terrà già ricca di energia, passione e talenti. A raccontare l’ idea di una Città Romagna unita‐ ria e coesa è il presidente dell’ associazione
promotrice, P aolo Maggioli. E’ stato poi pre‐ sentato uno studio curato da I TL ( I stituto tra‐ sporti e logistica) e Tplan Consulting, illustrato da Andrea Bardi ( I TL ) e Enrico Maria Bernardis ( Tplan) . H a concluso i lavori l’ assessore regio‐ nale alla mobilità Andrea Corsini. “ I l focus di q uesto primo evento è sulle con‐ nessioni, perché crediamo che siano la priorità delle priorità – spiega Maggioli – ma le infra‐ strutture sono solo uno dei tanti aspetti in cui si declina la nostra idea di Romagna: a partire dall’ assetto istituzionale, che manca.
zone di grande interesse paesaggistico, ec‐ cellenze agroalimentari e enogastronomiche, distretti industriali di primaria impor‐ tanza - elenca Maggioli - Uniamo tutti i tas‐ selli di questo mosaico, e metteremo in moto un processo virtuoso di crescita non solo economica, ma anche di sviluppo socia‐ le e culturale: avremo un territorio che dav‐
E ancora, sostenibilità, welfare, conoscenze: “La Romagna è un vero e proprio marchio di qualità, fatto da formidabili realtà: un settore turistico di valore mondiale, un patrimonio monumentale e culturale con pochi pari,
vero saprà competere a livello internaziona‐ le, a beneficio di tutti. E’ ora di una Romagna più forte in una re‐ gione più forte". Oggi ci troviamo a interlo‐ quire con le singole Province o con la Regio‐ ne, mentre pensiamo che siano maturi i tempi per un nuovo ente intermedio che rappresenti la Romagna, modello città me‐ tropolitana”.
“Ringrazio C onfindustria – sottolinea l’asses‐ sore regionale alle I nfrastrutture e trasporti, A ndrea C orsini - per gli stimoli e la visione strategica che ci consegna sulla Romagna. Un territorio che proprio a partire dalle infra‐ strutture strategiche e sostenibili, può dare un contributo decisivo, all’interno delle poli‐ tiche e degli indirizzi delineati nel Patto per il lavoro e il clima, alla ripartenza della nostra regione”. L’iniziativa è stata realizzata grazie al contri‐ buto di I ntesa S anPaolo, con il sostegno del‐ la C amera di C ommercio di Ravenna e con il patrocinio di Unioncamere Emilia-Romagna e C amera di C ommercio di F orlì -C esena e Rimini.
PROPOSTE PER RIDURRE IL GAP INFRASTRUTTURALE DELLA ROMAGNA Sintesi studio ITL Premessa. N ell’ambito dell’iniziativa “C ittà Romagna”, C onfindustria Romagna ha affidato alla F on‐ dazione I T L e alla società T plan C onsulting S .r.l. uno studio inerente l’analisi delle reti e dei servizi di trasporto della Romagna e la for‐ mulazione di proposte di interventi finalizzati al potenziamento del sistema della mobilità a servizio del territorio. Obiettivi dello studio. C on questo studio, effettuato tra aprile e giu‐ gno 2 0 2 1 , C onfindustria Romagna si è posta l’obiettivo di analizzare lo stato dell’accessibi‐ lità di ampia scala al territorio della Romagna ricompreso tra le provincie di F orlì -C esena, Ravenna e Rimini ( C ittà Romagna) , valutando possibili criticità e identificando soluzioni per rendere più accessibile il territorio, con riferi‐ mento a tutti i modi di trasporto. Criticità identificate. Lo studio illustra le caratteristiche territoriali e socio-economiche della Romagna e ne de‐ scrive la dotazione infrastrutturale, con riferi‐ mento a tutte le modalità di trasporto. Rispet‐ to alla situazione regionale e nazionale, il si‐ stema mobilità di C ittà Romagna presenta gap che riguardano in particolare il sistema ferroviario, che presenta carenze infrastruttu‐ rali, di accessibilità e capacità. Laddove gli in‐ dicatori socio-economici assumono general‐ mente per la Romagna valori intorno al 2 5 % di quello regionale, la dotazione infrastruttu‐ rale ferroviaria di C ittà Romagna si colloca al di sotto del 2 0 % per ciò che riguarda l’esten‐ sione della rete e il numero di stazioni. Le pro‐ vince della Romagna sono inoltre prive di li‐ nee e fermate A lta V elocità. Eppure, il territo‐ rio romagnolo, oltre a rappresentare 1 / 4 della
popolazione residente in Regione, registra il 5 6 % degli arrivi turistici e il 7 0 % delle presen‐ ze, buona parte delle quali proveniente dalle regioni servite dalle linee A V T orino-MilanoB ologna. L’analisi dell’indicatore dell’accessibilità passi‐ va delle principali stazioni ferroviarie in Roma‐ gna, rispetto alle stazioni di B ologna e F iren‐ ze, dimostra che esiste un gap di accessibilità connessa al trasporto ferroviario. L’accessibili‐ tà è di un terzo inferiore rispetto a B ologna e F irenze per le città localizzate sulla direttrice ferroviaria adriatica e addirittura inferiore del‐ la metà per la stazione di Ravenna. A ciò va inoltre aggiunto un problema di ca‐ pacità esistente sulla linea adriatica tra B olo‐ gna e C astel B olognese, già satura o prossima a saturazione in numerose fasce orarie, in par‐ ticolare nella fascia mattutina e serale verso B ologna e nella fascia pomeridiana verso Ri‐ mini. Le carenze del sistema ferroviario spiegano in parte come mai si continui ad utilizzare l’auto in modo preponderante per accedere alla C it‐ tà Romagna. L’analisi degli spostamenti annui non abituali dei residenti in Piemonte, V alle d’A osta e Lombardia verso le province di B ologna, F i‐ renze e C ittà Romagna dimostra come laddo‐ ve verso B ologna e F irenze il treno è utilizzato
per oltre il 25% degli spostamenti, lo stesso dato è appena poco superiore al 6% per la Romagna. Investimenti già programmati e pianificati. I programmi e i piani di investimento vi‐ genti prevedono oltre alla velocizzazione della direttrice adriatica, peraltro già in cor‐ so, anche interventi di quadruplicamento selettivo della tratta Bologna–Castel Bolo‐ gnese. Sono inoltre previsti sulla linea Ra‐ venna–Castel Bolognese interventi funzio‐ nali tra Ravenna e Russi e il potenziamento della tratta Russi–Castel Bolognese. Infine, sulla linea Rimini–Ravenna si prevedono in‐ terventi di efficientamento degli itinerari ed eliminazione del passaggio a livello presso la stazione di Cervia-Milano Maritti‐ ma, oltre al potenziamento della linea stes‐ sa nell’ambito dell’iniziativa Trasporto Rapi‐ do Costiero, attualmente in fase di defini‐ zione. Per quanto questi interventi siano utili a risolvere il problema della capacità/ regolarità dei servizi, non contribuiscono a superare in maniera significativa i gap in‐ frastrutturali e di accessibilità esistenti della Città Romagna, in particolare per la lunga percorrenza. Nuova proposta progettuale: Linea AV/AC della Romagna e Metro Romagna. Lo studio ha contribuito a identificare una serie di interventi e proposte per il migliora‐ mento dell’accessibilità a scala vasta al ter‐ ritorio Città Romagna, con riferimento alle diverse modalità di trasporto oggetto di analisi. Gli sforzi principali al riguardo si sono concentrati sul sistema ferroviario, in ragione delle carenze identificate in sede di analisi di tale modalità di trasporto.
Tra le proposte elaborate e discusse dal grup‐ po di lavoro, Confindustria Romagna ha iden‐ tificato l’idea progettuale Nuova Linea AV/AC della Romagna e Metro Romagna quale in‐ tervento più significativo per ridurre le critici‐ tà esistenti e rilanciare lo sviluppo economico della Romagna. Innovativa e dirompente allo stesso tempo, questa iniziativa riduce i gap di Città Roma‐ gna puntando sul trasporto ferroviario e la mobilità sostenibile e si pone in totale siner‐ gia e piena coerenza con i principi e i progetti contenuti nelle strategie e nei piani interna‐ zionali, nazionali e regionali (Green Deal, PNRR, PRIT…). Il progetto prevede la realizza‐ zione di una Nuova linea AV/AC tra Rimini e Bologna, con la costruzione di una nuova sta‐ zione AV/AC «Città Romagna» localizzata in posizione baricentrica rispetto alle città prin‐ cipali. Si prevede infine un nuovo sistema di tra‐ sporto pubblico locale «Metro Romagna», di potenziamento delle linee TPL portanti e di collegamento tra i poli intermodali provinciali (presso le stazioni ferroviarie) e le località turi‐ stiche costiere. I benefici di questo progetto sono numerosi, a favore dei residenti come dei turisti, dell’e‐ conomia, come del territorio e dell’ambiente. Lo studio dimostra che con una popolazione residente in un raggio di 40 minuti, pari a ol‐ tre un milione di residenti e un numero di ar‐ rivi turistici entro la stessa distanza temporale di quasi sette milioni, la nuova stazione sulla linea AV tra Bologna e Rimini servirebbe un bacino di utenza comparabile o superiore per dimensione a quello delle stazioni esi‐ stenti di Bologna e Reggio Emilia, senza che via sia sovrapposizione con questi.
Oltre a ridurre il tempo di viaggio tra Milano e la Romagna di un’ora, l’intervento genererebbe benefi ci in termini di maggiore regolarità dei servizi, nonché capacità e resilienza della rete per servizi passeggeri e merci. L’indicatore di accessibilità della stazione C ittà Romagna si collocherebbe ai livelli prossimi di quelli di F irenze e B ologna contribuendo ad aumentare l’accessibilità sostenibile alle destinazioni in Romagna. I noltre, in aggiun‐ ta alla funzione di collegamento di ultimo miglio sostenibile alla nuova stazione A V di C ittà Romagna, « Metro Romagna» contri‐ buirà a sviluppare una rete di corridoi multi‐ modali dedicati al trasporto pubblico e alla mobilità ciclopedonale, rappresentando al‐ tresì l’occasione in ambito urbano, per riqua‐ lifi care gli assi stradali storici. I nsieme, la N uova Linea A V / A C della Romagna ed il Me‐ tro Romagna consentirebbero dunque un
passo avanti decisivo verso un sistema di mobilità ambientalmente sostenibile ed in grado di sostenere lo sviluppo delle econo‐ mie locali della C ittà Romagna. Princip i realiz z ativi. S ulla base dei risultati dello studio C onfin‐ dustria Romagna si propone di dialogare con gli enti e le istituzioni responsabili per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto fer‐ roviario sul territorio di C ittà Romagna, au‐ spicandosi e chiedendo che siano avviati approfondimenti e ulteriori studi per defini‐ re in modo più compiuto la soluzione tecni‐ ca di tracciato, la collocazione della S tazione A V , e gli aspetti legati ai collegamenti di ul‐ timo miglio, con l’obiettivo di massimizzare il rapporto benefici/ costi e minimizzare l’im‐ patto sull’ambiente e il consumo del suolo.
UN PAT T O
T RA GENERAZ IO NI
Forlì , nuovo corso alla Fondazione nel segno della continuità Quando si parla di Fonda‐ zioni di origine bancaria il primo aspetto cui spesso si è portati a pensare è quello del capitale e della capacità erogativa che questo riesce ad assicura‐ re, mentre la prima cosa che dovrebbe venire in mente è la sua na‐ tura intergenerazionale: i capitali delle Fonda‐ zioni sono il prodotto del lavoro delle generazio‐ ni che ci hanno preceduto, gestiti da altre gene‐ razioni che ci hanno preceduto e che - fatti frut‐ tare al massimo delle possibilità - saremo chia‐ mati ad affidare alle generazioni che verranno dopo di noi. Questo è un elemento sostanziale delle Fonda‐ zioni: non appartengono a chi le gestisce, ma di fatto - a tutti coloro che possono beneficiare della loro oculata gestione.
Piergiuseppe Dolcini, Roberto Pinza e i loro col‐ laboratori non ci hanno trasmesso solo un capi‐ tale finanziario frutto di quasi due secoli di sto‐ ria, ma anche un capitale reputazionale costrui‐ to anno dopo anno dal 1992 ad oggi, e che un autorevole centro studi indipendente come l’I‐ stituto Cattaneo di Bologna ha recentemente riassunto in quattro parole chiave: sinergia, au‐ torevolezza, dialogo e collaborazione. Queste non possono che essere anche le nostre basi di partenza, per un mandato che vuole as‐ sicurare la necessaria continuità col passato perché le iniziative realizzate hanno creato un impatto sociale tangibile e positivo - ma che nel contempo vuole guardare anche avanti, facen‐ do crescere nuove prospettive sulle solide fon‐ damenta del passato. Ed ecco allora che alle quattro parole chiave del passato vogliamo an‐ darne ad affiancare altre quattro nuove: effi‐ cienza, velocità, progettazione e innovazione. In che senso ed in che modo?
I ntanto dotando nel minor tempo possibile la F ondazione della nuova squadra di governo, mettendola così in condizione di essere imme‐ diatamente operativa. Roberto Pinza ci ha consentito di entrare in cari‐ ca 1 4 giorni prima della scadenza naturale del mandato ed in una sola settimana abbiamo già costituito tutte le commissioni consiliari neces‐ sarie per poter iniziare a tracciare le linee di mandato per il 2 0 2 2 . E’ infatti nostra intenzione metterci subito al la‐ voro e sfruttare i mesi estivi per poter presenta‐ re alla città, nel mese di ottobre, una program‐ mazione pienamente compiuta e puntualmen‐ te articolata per il prossimo anno. V ogliamo infatti presentarci all’appuntamento con il Piano N azionale di Ripresa e Resilienza avendo in mano dei progetti non solo strategici, e quindi in grado di incidere sullo sviluppo futu‐ ro del territorio, ma anche credibili e sostenibili, ovvero immediatamente “cantierabili”. I l nostro compito può e deve essere quello di fare da cerniera tra il territorio locale, lo S tato nazionale e l’Europa, creando le premesse per attrarre investimenti capaci di assicurare la cre‐ scita delle nostre comunità. I l PN RR rappresenta da questo punto di vista un appuntamento ed un’occasione irrinunciabi‐ li. Per questo occorre fare presto e bene: "pre‐ sto" perché avranno accesso ai fondi solo coloro
che dopo l’estate disporranno già di progetti piena‐ mente definiti; "bene" perché il nostro territorio non può arretrare sul piano della qualità e dell’innovazio‐ ne, continuando a caratterizzarsi per la spinta a guar‐ dare sempre avanti, senza accontentarsi anche dei ri‐ sultati oggettivamente più qualificati. F accio solo due esempi in tal senso. I l C ampus Universitario di F orlì ha appena visto l’avvio del C orso di Laurea in Medicina e C hirurgia: un risul‐ tato straordinario frutto della solida collaborazione non solo con l’Università, con l’A mministrazione co‐ munale di F orlì e alcuni soggetti privati, ma anche con la città di Ravenna. Ma per quanto eccezionale sia stato questo risultato non possiamo fermarci. D opo lo sviluppo della S cuola di ingegneria in asso‐ ciazione al polo tecnologico aeronautico, dopo l’arrivo di Medicina e C hirurgia e l’avvio di tre nuovi dottorati, è giunto il momento di ripensare la crescita della fa‐ coltà di economia, agganciandola all’esperienza uni‐ ca nel campo del no-profit portata avanti sul territo‐ rio dal mondo cooperativo. A nalogamente, F orlì ospita da 1 5 anni presso i Musei S an D omenico mostre di livello internazionale, che sono state capaci di attrarre in città oltre un milione visitatori e di conquistare più volte alla nostra città la ribalta nazionale ed internazionale anche col ricono‐ scimento di prestigiosi premi, ma anche in questo caso occorre trovare la forza per trasformare quello che per molti sarebbe già uno straordinario punto di
partenza: ragionando ad esempio in termini di programmazione pluriennale e favorendo una maggiore integrazione tra riflessione culturale e sviluppo territoriale.
- le aree interne, per assicurare una crescita coordinata e coerente di tutto il territorio forli‐ vese e non del solo capoluogo.
E poi vanno avviati nuovi “cantieri” di lavoro sia internamente alla F ondazione sia con i diversi stak eholder sul territorio e sul piano nazionale. Mi limito per ora ad indicare tre nuovi ambiti di intervento sul quale vogliamo cominciare a la‐
intervenire fin da subito è quello dell’immagi‐ ne verso il pubblico: enti pubblici ed associa‐ zioni ci conoscono infatti bene ed abbiamo re‐ lazioni costanti con loro, ma la generalità dei cittadini spesso non sa cosa sia la F ondazione,
vorare da subito;
come operi e con quali fini. S u questo dobbia‐
- generi e generazioni, ovvero il mondo dei gio‐ vani e quello del protagonismo femminile, al quale dedicheremo anche un’apposita com‐
mo adoperarci con maggiore puntualità per
missione consiliare;
ma per tutti i forlivesi.
- la riqualificazione urbana, per costruire un modello di città sempre più accogliente e vici‐ no a quelle che sono le esigenze anche delle nuove generazioni;
Un ultimo ambito su cui intendiamo, infine,
essere sempre di più, anche sul piano della co‐ municazione, la F ondazione non solo per F orlì Maurizio G ardini p re s ide n t e F o n daz io n e C as s a de i R is p arm i di F o rl ì
LA BASSA ROMAGNA DI DOMANI Dopo la pandemia aggiornato il Patto per lo sviluppo economico e sociale, ecco nuove esigenze e sfide I mesi che abbiamo alle spalle sono stati tra i più difficili che le nostre co‐ munità abbiano dovuto affrontare. La pandemia si è fatta spazio facendo ca‐ lare su tutte le attività so-
ciali e personali un gelo mortale e costrin‐ gendoci a un isolamento molto difficile da sopportare che, ora che le relazioni iniziano a riprendere una loro normalità, avvertiamo come totalmente lontano dal nostro modo di pensare e affrontare la vita. Quello che ci auguriamo di avere ormai alle spalle è stato da una parte un tempo che ci ha visti impe‐ gnati nella gestione dell'emergenza ma nel quale, al contempo, abbiamo dedicato energie e pensiero a immaginare come pro‐ grammare un futuro diverso e migliore. Sappiamo che questa stessa attitudine (ge‐ stire il difficile presente e preparare un do‐ mani) è stata condivisa da molte imprese che hanno usato questi mesi per progettare investimenti e ristrutturazioni che rendano le aziende più capaci di affrontare un conte‐ sto che si presenta ai nostri occhi potente‐ mente mutato. Mi piace quindi spendere le righe di questo intervento per dare conto del lavoro fatto e per dire in breve le cose sulle quali ci sentiamo impegnati per essere di supporto e di stimolo a tutta la comunità sociale ed economica del nostro territorio che sappiamo essere animata da un grande desiderio di riscatto e rilancio. L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, grazie anche ai numerosi servizi associati e
alle significative semplificazioni apportate in questi anni ha prodotto un salto di qualità ul‐ teriore in un territorio che si caratterizza come una terra del buon vivere, con molti punti di eccellenza nelle sue diverse espressioni, dall’a‐ groalimentare alla cultura, da una ricca rete di servizi alla persona alla vivace partecipazione dei cittadini alla vita delle nostre comunità, con comodi collegamenti con tutto il resto della regione. Durante il tempo della pande‐ mia, l’Unione dei Comuni della Bassa Roma‐ gna è intervenuta più volte a sostegno di im‐ prese e cittadinanza, in particolare per le fasce più deboli, con numerosi provvedimenti. Per il 2021 le risorse messe a disposizione di famiglie e imprese raggiungeranno i 5 milioni di euro, di cui 3,5 destinati alle imprese, attraverso in‐ terventi sulla Tari e contributi che saranno erogati meditante apposito bando. Ci sono poi i finanziamenti per servizi educativi e so‐ ciali quali sostegni alimentari, per rette scola‐ stiche e assistenziali, aiuti a famiglie fragili e interventi di emergenza abitativa soltanto per fare alcuni esempi.
O ra il nostro impegno è sempre più concen‐ trato nelle sfide del Patto per lo sviluppo eco‐ nomico e sociale della Bassa Romagna, che abbiamo aggiornato per le necessità dell’e‐ mergenza Covid e intendiamo agganciare al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Particolare attenzione va ad ambiti quali for‐ mazione, inclusione e lavoro, comparto agroa‐ limentare, potenziamento dei servizi di prossi‐ mità, digitalizzazione e salute, riuso del patri‐ monio edilizio esistente. Le nostre strategie sono ben rappresentate dai progetti dell’U nio‐ ne attualmente in corso, in relazione con il Pnrr: Piano di Promozione Territoriale (compe‐ titività, cultura, turismo); Bassa Romagna Smart (digitalizzazione, innovazione); F utu‐ ro Green 203 0 (rivoluzione verde e transizio‐ ne ecologica; infrastrutture per una mobilità
sostenibile); Pug (Piano U rbanistico Genera‐ le); Innovazione Sociale / Piano del W elfare (istruzione e ricerca; inclusione e coesione); sicurezza urbana. Per quanto riguarda in particolare il Pug, il Piano intende promuo‐ vere l’attrattività di tutti i territori dell’U nione, riconoscendo e valorizzando le sue varie identità, la rigenerazione, anche attraverso l' utilizzo delle importanti opportunità conte‐ nute negli incentivi statali, e la valorizzazione delle aree produttive. In questo senso sono prioritarie le strategie per la qualificazione dei centri storici e il rilancio delle aree pro‐ duttive, unitamente a un ripensamento della mobilità in termini più sostenibili attraverso modalità di trasporto innovative e valorizzan‐ do ancor più il tema ciclabilità.
A nalogamente, nell’ambito di un’azione sem‐ pre più attenta all’ambiente la sicurezza idraulica resta una delle priorità della nostra azione. Molta attenzione viene poi dedicata allo sviluppo della rete infrastrutturale, con nuovi significativi interventi che permette‐ ranno collegamenti più agevoli con il resto del territorio e un ulteriore sviluppo dell’eco‐ nomia locale. S tiamo poi intensamente lavo‐ rando sul ruolo dei giovani nella vita delle no‐ stre comunità, attraverso progetti che ne va‐ lorizzano la creatività ( un esempio è la bellissi‐ ma esperienza di Radio S onora, la radio web della B assa Romagna) e con il progetto “G io‐ vani protagonisti”, che vede ragazze e ragazzi impegnati in attività di volontariato attraverso la C arta regionale Y oungER C ard. I n ultima analisi, tra le numerose lezioni che ci derivano dagli anni della pandemia, una pre‐ sa di coscienza importante è quella relativa a un termine che ho in parte già anticipato, prossimità, e a tutto ciò che esso comporta in termini politici, sociali, umani.
S e vogliamo che questa sia tra le chiavi di vol‐ ta per il nostro futuro ( prossimità non è affat‐ to il contrario di globalità, anzi) , allora istitu‐ zioni, imprese, associazioni, cittadine e cittadi‐ ni dovranno capire come valorizzare sempre più i luoghi del vivere e lavorare quotidiano, i nostri centri storici, unendo a un forte senso di comunità uno sguardo aperto sul mondo.
Eleonora Proni C o m
p re s ide n t e de l l ’ U n io n e de i un i de l l a B as s a R o m ag n a
RIPART IRE DALLA Q U ALIT A' Santarcangelo di Romagna tra rinnovamento, sostenib ilità e sinergie tra territori La ripresa dopo la pandemia è la grande sfida di fronte alla quale ci troviamo in questi mesi. Una ripresa che dovrà essere certamente economica, ma anche so‐ ciale e delle relazioni. Santarcangelo, come la Romagna nel suo insieme, si contraddistin‐ gue da sempre per un’alta qualità della vita, che soprattutto negli ultimi anni è andata di pari passo allo sviluppo di un tessuto econo‐ mico vivace e dinamico, capace di consentire alle imprese locali di svilupparsi e di attirare importanti investimenti da fuori. A nche l’industria, negli anni che hanno prece‐ duto l’impatto della pandemia, ha rispecchia‐ to questo trend. Realtà già presenti e affer‐ mate come Maggioli, Marr e Il Melograno hanno ampliato i propri stabilimenti, con rica‐ dute importanti per il territorio anche in ter‐ mini di dotazioni pubbliche. N omi di primo piano a livello nazionale e internazionale, come A mazon e Paesani, hanno invece scelto Santarcangelo per inaugurare nuove sedi per le loro attività. In entrambi i casi, una pianifi‐ cazione urbanistica in grado di armonizzarele esigenze delle realtà produttive con le neces‐ sità del territorio ha creato le condizioni affin‐ ché questi interventi avessero luogo, unita‐ mente al valore aggiunto riconosciuto da più parti – anche da aziende che hanno sede nel‐ la zona artigianale di Santa G iustina, come quelle appena citate – alla cornice offerta dal centro storico del paese, scenario ideale per occasioni di rappresentanza e momenti di convivialità.
A nche nel settore della ristorazione – traino sto‐ rico dell’economia santarcangiolese insieme al commercio – numerosi e importanti investi‐ menti provenienti da fuori Comune testimonia‐ no un’attrattività sulla quale dobbiamo conti‐ nuare a lavorare anche e soprattutto ora, dopo il devastante “ terremoto” Covid. N el lungo e pe‐ sante anno e mezzo della pandemia, come A m‐ ministrazione comunale abbiamo stanziato ol‐ tre 2 milioni di euro tra sgravi, contributi e inter‐ venti progettuali, per sostenere la comunità e ri‐ lanciare la città durante e dopo l’emergenza sa‐ nitaria. O ltre agli interventi in ambito sociale, scolastico, a sostegno dello sport, della cultura e del terzo settore, per le imprese danneggiate dal Covid abbiamo messo a bilancio 200.000 euro di contributi a fondo perduto nel 2020, at‐ traverso un bando già riaperto anche per il 2021 con 130.000 euro. Per i lavoratori occasionali o stagionali, partico‐ larmente penalizzati dalla pandemia, abbiamo invece impegnato 30.000 euro. A bbiamo alleggerito anche la tassa rifiuti: nel 2020 riducendo la quota variabile sulle utenze
non domestiche dal 1 6 % al 2 5 % per le attività rimaste chiuse, mentre per quest’anno abbia‐ mo messo a bilancio 2 3 0 .0 0 0 euro di esenzio‐ ne – pari a una media del 9 % per 1 .3 7 4 utenze non domestiche – ai quali si sommano 2 6 5 .0 0 0 euro stanziati dal G overno per garan‐ tire sei mesi di azzeramento della tassa a di‐ verse categorie di attività. I n generale, ci siamo sempre mossi in sinergia con le associazioni di categoria e i sindacati per comprendere al meglio le necessità di im‐ prese e lavoratori, per poi mettere in campo misure che non andassero a sovrapporsi con quelle del G overno e della Regione, ma risul‐ tassero complementari e integrative. L’estate del 2 0 2 1 è cominciata invece con il lancio di un programma di iniziative che si svolge, come lo scorso anno, interamente nel‐ l’arena appositamente allestita presso lo S feri‐ sterio. Una scelta che, oltre a segnare la ripar‐ tenza della socialità e della proposta cultura‐ le, dà continuità alle misure di sostegno a un altro settore vitale dell’economia santarcan‐ giolese duramente colpito dalla pandemia: quello dell’arte e dei lavoratori dello spettaco‐ lo.
La vitalità del paese in termini di eventi e ini‐ ziative culturali, del resto, è parte dell’eccel‐ lenza santarcangiolese in termini di qualità dei prodotti e unicità delle esperienze, che le nostre imprese sono in grado di offrire e che dovrà distinguerle sempre più, in futuro, dalla concorrenza di un mercato ormai globale. A r‐ gomento che vale per tutti i settori, ma in particolare per quelli che hanno grandi po‐ tenzialità di crescita nel medio-lungo termi‐ ne, come il turismo. Proprio il turismo dovrà essere al centro della ripresa di un’economia romagnola rinnovata e sempre più sostenibi‐ le. I n questo senso sarà fondamentale l’al‐ leanza tra territori, attraverso strumenti co‐ muni come V isit Romagna. La capacità delle nostre città di progettare strategicamente in‐ sieme, come dimostra il successo già ottenu‐ to dal progetto Romagna N ex t, dovrà essere la chiave di volta della ripresa dei prossimi anni, per ripartire nel segno della qualità di vita e d’impresa. A lice Parma S in daca di S an t arcan g e l o
A RAV EN N A U N A N U OV A PORTA PER LA CH IES A DI S AN F RAN CES CO L' artista internaz ionale Mimmo Paladino p er le c eleb raz ioni del settimo c entenario dalla morte di Dante Una nuova porta per la chiesa di San France‐ sco, con pannelli in terracotta modellata con le argille provenienti dalle terre di Firenze e Ra‐ venna, e innesti di mosaico e bronzo: è il contri‐ buto di Confindustria Romagna, tramite la de‐ legazione di Ravenna su proposta del Consi‐ gliere Giuseppe Rossi, e di Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna per le Celebrazioni del VII Centenario dalla morte del Sommo Poeta. L’opera è affidata a Mimmo Paladino, artista di caratura internazionale, e verrà realizzata sulla base di intese condivise con Mons. Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia, per
essere poi donata alla diocesi dalla commit‐ tenza. Su mandato dell’Arcidiocesi, i lavori sa‐ ranno seguiti dallo studio ravennate Nuovo‐ studio architettura e territorio, sviluppando un’idea iniziale di Gianluca Bonini La struttu‐ ra portante sarà in acciaio con finiture in bronzo, mentre la produzione delle parti de‐ corative avverrà nelle fornaci faentine di Ce‐ ramica Gatti 1928 di Davide Servadei. L’inve‐ stimento totale ammonta a 220 mila euro, di cui 150 mila in capo a Confindustria Roma‐ gna e 70 mila a Fondazione Cassa di Rispar‐ mio di Ravenna.
dente della F ondazione C assa di Risparmio di Ra‐ venna - I l nuovo portale, commissionato al Mae‐ stro Mimmo Paladino, unisce passato e futuro della città di Ravenna attraverso innovazione, arte e cultura. Un’opera non sporadica, ma di durata, di collegamento simbolico tra questo e il prossi‐ mo anniversario. La F ondazione della C assa è onorata di partecipare anche con questo contri‐ buto particolarmente significativo alle celebrazio‐ ni dantesche.” “A bbiamo accolto fin dall’inizio l’idea di un nuovo portale in S F rancesco, che unisse un richiamo al‐ l’opera di D ante e conservasse il valore simbolico del portale di ingresso a una B asilica, luogo di preghiera e di elevazione spirituale per eccellenza – afferma Mons. G hizzoni - C rediamo molto all’o‐ pera d’arte quando è ispirata alla fede e raccoglie il meglio delle facoltà date dal C reatore all’uo‐ mo”. "C onfindustria Romagna celebra D ante nel‐ l’anno del settimo centenario della morte con
“Per un evento straordinario abbiamo voluto un intervento straordinario, qualcosa di perma‐ nente, che restasse alla comunità - spiegano il presidente di C onfindustria Romagna Paolo Maggioli e T omaso T arozzi, presidente della de‐ legazione ravennate dell’associazione - La chie‐ sa di S an F rancesco unisce l’alto valore simboli‐ co del sacro e la quotidianità della vita vissuta: affaccia su una piazza che è un crocevia di cit‐ tadini, turisti, fedeli, famiglie, studenti, un luo‐ go molto animato e amato. C i piace pensare a questa Porta come a un’apertura tra passato e presente, un passaggio che mette in collega‐ mento storia e futuro di Ravenna attraverso l’arte e la cultura”. “I n occasione di una così im‐ portante ricorrenza per la nostra città come il settimo centenario della morte di D ante, la F ondazione C assa di Risparmio di Ravenna ha voluto donare alle generazioni presenti e futu‐ re un’opera di grande valore artistico, legando‐ la a uno dei luoghi simbolo della presenza di D ante a Ravenna, la B asilica di S an F rancesco – aggiunge l’ing. Ernesto G iuseppe A lfieri, presi-
un’opera di grande pregio realizzata da uno degli artisti più importanti del nostro tempo e destina‐ ta ad un luogo simbolo delle celebrazioni – con‐ clude il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale – Un bellissimo gesto di grande significato che ar‐ ricchisce la nostra città e aggiunge un ulteriore prezioso contributo al ricco patrimonio materiale e immateriale che Ravenna quotidianamente cu‐ stodisce, coltiva e promuove in nome della me‐ moria del S ommo Poeta".
BEATRICE DE GASPARI VICEPRESIDENTE DEI GIOVANI IMPRENDITORI REGIONALI I Giovani Imprenditori di Confindustria EmiliaRomagna guidati dal Presidente Ivan Franco Bottoni hanno nominato i nuovi Vice Presi‐ denti. Sono Beatrice De Gaspari, 32 anni, socia e responsabile area salute e sicurezza sul lavo‐ ro De Gaspari Orlandi Associati di Ravenna, Maria Eleonora Missere di Bologna, 30 anni, socia e responsabile di struttura del Poliambu‐ latorio Giardini Margherita PGM srl, Luca Vet‐ torello di Reggio Emilia, 32 anni, Presidente Dalet srl e technical sales director di Logos, Marco Zaffignani di Piacenza, 31 anni, socio e amministratore delegato di Sercom. “Sono orgoglioso della nuova squadra di pre‐ sidenza – dichiara il Presidente Ivan Franco Bottoni – e sono certo che l’Emilia-Romagna darà come sempre un importante contributo al movimento nazionale dei Giovani Imprendi‐ tori. I colleghi che mi affiancheranno in que‐ sto triennio sono molto preparati e hanno un grande entusiasmo: ognuno di loro avrà una
delega sulla base delle proprie competen‐ ze e interessi". Il Presidente Ivan Franco Bottoni, 38 anni, eletto il 19 aprile scorso, è socio e ammini‐ stratore dell’azienda Suono e Immagine di Francolino in provincia di Ferrara.
Da sinistra a destra: Marco Zaffignani, Eleonora Missere, Ivan Franco Bottoni, Beatrice De Gaspari, Luca Vettorello
S MARTECH , U N N ETW ORK DI ECCELLEN Z E PER IL CAMB IAMEN TO Dalla gestione dei b ig data alla manutenz ione p redittiv a, i serv iz i p er l' innov az ione Cambiare e rinnovarsi è nel DNA di ogni impresa. È trasversale a ogni di‐ mensione, settore pro‐ duttivo o di servizio. Sono le condizioni per crescere ed essere sempre compe‐ titivi sul mercato.
È all’avanguardia nei campi dell’applicazione del‐
E ’ una sfida non più rinviabile: in poco meno di due anni il mondo è cambiato e le aziende
Al centro degli interventi Smartech troviamo un pool di manager specificamente selezionati per
sono le prime a confrontarsi con una realtà che richiede, da subito, nuovi processi di trasforma‐ zione digitale, sostenibilità, strategie produttive innovative, commerciali, di mark eting e comu‐ nicazione.
supportare le aziende nelle scelte evolutivo tec‐ nologiche, organizzative e comunicative. Protagonista della consulenza Smartech è l’Inno‐ vation Manager. Una figura di fiducia per l’im‐ prenditore. La sua priorità è il bene dell’azienda:
Per q uesto è nato Smartech, il nuovo servizio di ME T A che si pone l’obiettivo di creare, imple‐ mentare e accompagnare le strategie d' inno‐ vazione aziendale, attraverso un netw ork di
l’accompagna nel riconoscere le proprie necessi‐ tà, nella scelta della tecnologia più utile e di sem‐ plice applicazione. O gni Innovation Manager è un’eccellenza professionale del suo settore. La
professionisti, università, enti di ricerca e impre‐ se che, insieme al sistema Confindustria, indivi‐ dua anche i percorsi di finanziamento e di ri‐ cerca delle risorse necessarie a raggiungere gli obiettivi dell’impresa.
loro pluralità rende possibile rispondere ad ogni esigenza dell’azienda.
Smartech offre consulenza e supporto nella creazione di nuove direzioni di business, finan‐ ce, start up. E labora piani di comunicazione e mark eting e strategie commerciali. E ntra nella
Bonini, coordinatore di Smartech – non si tratta solo di implementare sk ill, accrescere competen‐ ze o capacità. L’obiettivo è lasciare nell’impresa tutto ciò che serve per assolvere la sua missione:
riorganizzazione aziendale, nella dimensione gestionale di lean manufacturing, supply chain. È protagonista della rivoluzione ICT con sistemi informatici up to date e di digital trasformation. Fa suoi gli obiettivi del Piano Nazionale di Ri‐
creare valore, nuovo business, volume del fattu‐ rato” .
presa Resilienza ( PNRR) e Nex t Generation UE con lo sviluppo di progetti, prodotti, processi per industry 4 .0.
ricorda alcuni dei servizi più interessanti per i clienti Smartech: “ Stiamo costruendo virtual show & meet e room platform.
l’intelligenza artificiale e IO T , così come nella realtà aumentata, virtuale e Robotic Process Au‐ tomation. I progetti e le attività di Smartech si svolgono in costante collaborazione con Digital Innovation H ub di Confindustria E milia-Romagna, E nti di Ri‐ cerca e il mondo dell’Università.
“ Il nostro lavoro è mirato al risultato. Innovare deve significare crescere, migliorare presenza e penetrazione sul mercato. – spiega Gian Luigi
E
Smartech lo fa ogni giorno con le sue consulen‐ ze. sulla trasformazione digitale, Gianluigi Bonini
Luoghi dove incontrare e ospitare i clienti, lanciare nuove linee, fare formazione, racco‐ gliere interesse e ordini, ricevere feedback , creare relazioni. Rispondiamo all’attuale emergenza con si‐ stemi check e info che illustrano a dipen‐ denti, clienti, ospiti e fornitori le nuove rego‐ le per salvaguardare sé stessi e gli altri. S enza dimenticare asset di sviluppo quali la Robotic Process A utomation, cioè la capaci‐ tà di distribuire una forza lavoro digitale composta da robot software e liberare le persone per svolgere lavori più intelligenti e gratificanti, non sostituibili o replicabili an‐ che dalla I A .
Oppure, gli interventi di data science per operare scelte sulla base di dati certi e sele‐ zionati. S i parte dai B ig-data disponibili in azienda e attraverso l’utilizzo di algoritmi si opera nello studio e previsione della doman‐ da, vendita previsione, politiche di prezzo, targeting dei clienti. E si arriva fino all’otti‐ mizzazione del processo di produzione e manutenzione predittiva”. G ianluigi B onini C o o rdin at o re S m art e ch
L' IN TERN AZ ION ALIZ Z AZ ION E DOPO LA PAN DEMIA Con l' emergenz a sanitaria nuov e modalità di ap p roc c io ai merc ati esteri Internazionalizzarsi è fondamentale per un’impresa che opera in contesto globalizza‐ to come q uello odierno. I dati dimostrano che le imprese che esportano sono tenden‐ zialmente più solide, e crescono ad un livello maggiore. Lo sviluppo non può q uindi da una interna‐ zionalizzazione consapevole, analitica e prati‐
Si tratta di aree geografiche cruciali, e l’ap‐ proccio viene per q uesto studiato sotto varie forme: la ricerca di partner, distributori e agenti affidabili, gli assessment valutativi, l’or‐
ca: per q uesto Confindustria Romagna - at‐ traverso il braccio operativo ME T A - propone un servizio che affianca e supporta le azien‐ de in percorsi di apertura o consolidamento della loro presenza nei mercati esteri, in ma‐
A q ueste direzioni è stato aggiunto un focus specifico dedicato all’e-commerce, e più nel dettaglio alle piattaforme internazionali, nella consapevolezza di q uanto sia importante –
niera strategica e competitiva. Fino a una decina di anni fa si poteva fare q ualche tentativo per andare all’estero, si po‐ teva “ provare” a vendere in un paese diverso
modalità di internazionalizzarsi.
dal nostro. O ggi il mercato, la competitività e l’alto stan‐ ding delle aziende che si internazionalizzano non consente più alcuna improvvisazione: bisogna essere pronti, preparati e consape‐
luce dell’attuale impossibilità di muoversi di q uesto particolare periodo storico.
voli. Per affrontare mercati diversi da q uello do‐ mestico servono competenze trasversali, che attraversano molti ambiti e professionalità: commerciali, di mark eting, linguistiche, lega‐ li, doganali, fiscali, amministrative, tecniche ( di certificazioni e compliance) e non solo. I nostri esperti lavorano per allargare la sfera di azione delle aziende, potenziando le loro conoscenze e fornendo i supporti professio‐ nali di cui hanno bisogno. Anche in q uesto 2021 così sfidante sotto molteplici punti di vi‐ sta, l' associazione ha puntato in particolare su alcune direzioni specifiche: Africa, Cina e Stati Uniti.
ganizzazione di incontri B2B personalizzati e il supporto nella fase successiva alla trattiva, dal punto di vista strategico, legale e ammini‐ strativo.
oggi più che mai – guardare anche alle nuove Le tematiche del digital ex port sono più
che
mai attuali, per favorire la possibilità di essere visti anche stando “ a casa” , soprattutto alla
EX PORT, SEI AZ IENDE ROMAGNOLE A CH ICAGO L’ associaz ione cap ofila di un p rog etto reg ionale della filiera meccanica L’ex port italiano cresce sopra i livelli pre-crisi, grazie agli scambi mondiali in aumento, e tra i primi mercati di riferimento si confermano gli S tati Uniti: è qui che si concentra uno dei pro‐ getti di internazionalizzazione di C onfindustria Romagna, capofila con sei aziende associate del programma promosso dal S istema C onfindustria Emilia-Romagna e dall’assessorato re‐ gionale alle attività produttive. A partecipare a “C hicago – US A 2 0 2 1 ” sono C urti C ostruzioni Meccaniche e C lamp S tudio di C astel B olognese ( RA ) , S iboni di F orlì , Motoreco di Riccione ( RN ) , G entili T echnology Equip‐ ment di C esenatico ( F C ) e Pieri di C esena, allo scopo di entrare nel mercato statunitense e stringere accordi di collaborazione commerciale, produttiva e tecnologica, tramite la ricerca e selezione personalizzata di partner locali e l’organizzazione di incontri B 2 B in modalità virtua‐ le, con l’obiettivo di volare oltreoceano nel 2 0 2 2 , o comunque appena i provvedimenti sanitari lo consentiranno. I l progetto, rivolto al settore della meccanica e della meccatronica, ha defi‐ nito la strategia di penetrazione commerciale per ciascuna azienda ed effettuato azioni di bu‐ siness scouting, elaborando una lista di potenziali interlocutori statunitensi. L’iniziativa è il risultato di un bando vinto dall’associazione, che prevede un finanziamento re‐ gionale del 5 0 % della quota di adesione per ciascun partecipante, e viene gestita in collabora‐ zione con un partner tecnico americano di grande esperienza nel business matching nel set‐ tore della meccanica.
LA RINASCITA PASSA DALLA B ELLEZ Z A Art B onus, a Forlì p rog etto p er sostenere il p atrimonio culturale C onfindustria Romagna affianca con entusia‐ smo il C omune di F orlì nel progetto A rt B onus, nella convinzione che le opere e i luoghi d’arte del nostro territorio rappresentino un patri‐ monio culturale inestimabile, da tutelare e promuovere al meglio e con ogni mezzo. “T utta la Romagna è ricchissima da questo punto di vista, e la nostra associazione è da tempo impegnata su questo fronte anche con interventi diretti – penso per esempio alle ce‐ lebrazioni del settimo centenario della morte di D ante. D unque, non dubito che le imprese contribui‐ ranno insieme con noi a rendere F orlì ancora più bella” ha spiegato G iovanni G iannini, V ice‐ presidente di C onfindustria Romagna alla gui‐ da della delegazione di F orlì -C esena, interve‐ nendo alla conferenza stampa di presentazio‐ ne dell’iniziativa di partecipazione e raccol‐ ta fondi del C omune di F orlì “A rt B onus F orlì , sostieni la rinascita”, lanciata allo scopo di coinvolgere attivamente tutta la società civile forlivese nella restituzione di beni culturali e
spazi pubblici alla fruizione dell’intera comu‐ nità, intercettando sia i cittadini che le impre‐ se del territorio che vogliano investire nella bellezza e nella cultura, intesi anche come espressioni di identità sociale e sviluppo eco‐ nomico. L’invito del S indaco Z attini e dell’A ssessore Melandri a cittadini e imprese è di sostenere il progetto attraverso l’A rt B onus che garanti‐ sce un credito d’imposta pari al 6 5 % del con‐ tributo versato. L'immagine del progetto riprende i profili di I caro ed Ebe, simboli da una parte del razio‐ nalismo e dell'aspirazione al futuro e dall’altra del classicismo e dell'attenzione al passato. B eni-bandiera del progetto sono infatti l’Ex G I L, che diventerà sede del nuovo A uditorium della Musica, e i Musei S an D omenico, centro delle attività culturali negli spazi interni ed esterni, tra cui l’A rena S an D omenico e il F e‐ stival C aterina. T utte le informazioni sul porta‐ le www.artbonusforli.it.
I BENI DEL PRO GET T O
“ ART BO NUS FO RLÌ - SO ST IENI LA RINASCIT A”
EX G IL L a città di Forlì può vantare un vero e proprio catalogo a cielo aperto del Razionalismo italiano, lungo V iale della L ibertà. U no tra gli edifici più rappresentativi, realizzato dall’architetto romano Cesare V alli tra il 193 3 e il 193 5 , è rappresentato dall’ex G il. L ’edificio ha sempre avuto due distinte funzioni, una collegata alla vocazione culturale ( e propagandistica) e l’al‐ tra attribuibile all’attività sportiva e militare) . A ll’interno, a partire dagli anni Cinquanta, aveva trovato sede il Cine‐ ma O deon ( chiuso poi nel 20 0 7 ) , con la scalinata rivolta a Piazzale della V ittoria e la sua caratteristica pavimenta‐ zione verde e bianca, alla veneziana. Con la campagna A rt Bonus, desideriamo sostenere l’intervento per il nuovo A uditorium o S ala della M usica, con un’apertura prevista per settembre 20 23 , dotato di 3 24 poltroncine in platea e 7 6 in galleria, da spalancare ai grandi nomi della direzione d’orchestra ma anche ai tanti studenti di musica della città. M U S EO S A N DO M EN ICO L ’area interessata dal grande complesso conventuale domenicano è al centro del quartiere S chiavonia e si pone oggi nel tessuto urbano come un elemento di arte e di cultura a cerniera tra il centro storico con la sua piazza maggiore intitolata ad A urelio S affi e la più importante e monumentale area verde della città, il parco urbano “ Franco A gosto” . Il complesso convenutale secondo la tradizione locale fu fondato dallo stesso S an Domenico nel suo viaggio di ri‐ torno da Roma, dove si era recato per la definitiva approvazione del suo O rdine da parte di papa O norio III. Il complesso, costruito in realtà a partire dal 1229, si sviluppò progressivamente per circa cinque secoli, fino a rag‐ giungere l’attuale configurazione caratterizzata da edifici disposti su due chiostri e affiancati da una grande chie‐ sa ad aula unica dedicata a S an G iacomo A postolo. Il convento domenicano fu per secoli un importante luogo di fede e di cultura per la città di Forlì . O gni anno, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì , presso gli spazi del S an Domenico vie‐ ne allestita una grande mostra con opere e artisti di rilievo internazionale, da S teve M c Curry a S ebastiã o S algado. Con la campagna A rt Bonus, vogliamo specialmente supportare il progetto dell’A rena Estiva, del Festival Caterina e delle tante iniziative di animazione musicale, culturale e teatrale, che trovano sede in questa cornice e che sono rese possibili dal coinvolgimento delle associazioni e degli operatori del territorio.