FARE 67 APRILE 2025
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Dicembre Aprile 2025 2020
In questo numero: numero: in questo
PRESIDENZA AGENDA 2030 ONU
A maggiodi2025 si chiude l’era L’attività Confindustria Emilia di Caiumi alla guida dell’Associazione perValter uno sviluppo sostenibile
FARETE PREMIO2025 MASCAGNI 2020 a
IlTrentadue 3 e 4 settembre la tenacia, 12 edizione storie di della due giorni delled’impresa imprese impegno e cultura
“LA NOSTRA PERLA” PREMIO ESTENSE
d’Oro 2020 racconta ex aequo la storia IlAquila Cavalier Masotti del marchio di lingerie che Vecchio emozionò il mondo a Pablo Trincia e Concetto
Autorizzazione del Tribunale di Bologna n.6858 del 26.11.1998 Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale 70% - Aut. MBPA/CN/BO/0008/2015. Autorizzazione del Tribunale di Bologna n.6858 del 26.11.1998 Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale 70% - Aut. MBPA/CN/BO/0008/2015.
ISSN 2785-3071
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sommario
numero 67 aprile 2025 DIRETTORE RESPONSABILE Raffaella Mazzali EDITORE FARE S.r.l. via San Domenico, 4 - 40124 Bologna tel. 051 6317111 - fax 051 356118 DIREZIONE E REDAZIONE Confindustria Emilia Area Centro ART DIRECTOR Lorella Luccarini - Confindustria Emilia Area Centro STAMPA LABANTI e NANNI Industrie Grafiche Srl viale Marconi, 10 40011 Anzola dell’Emilia (BO) PUBBLICITÀ FARE S.r.l. via San Domenico, 4 - 40124 Bologna tel. 051 6317111 - fax 051 356118 PUBBLÌ concessionaria editoriale S.r.l. corso Vittorio Emanuele 113 41100 Modena tel. 059 212194 - fax 059 226627 pubbli@pubbli.it
focus
di Valter Caiumi
vita industriale
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di Marco Taddei, Laura Ansaloni, Silvia Conforti, Raffaella Mazzali e Marianna Saguatti
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I progetti di sei anni di mandato
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Waste Management Europe, l'economia circolare protagonista a Bologna
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Il 3 e 4 settembre torna l'appuntamento con FARETE
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"La nostra Perla"
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news emilia
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di Raffaella Mazzali
di Laura Ansaloni
di Marco Taddei
di Marianna Saguatti
di Marco Taddei, Silvia Conforti e Raffaella Mazzali
FOTO Archivio Confindustria Emilia Area Centro, Francesca Aufiero, Elisabetta Baracchi, Serena Campanini, Giacomo Maestri
Presidente Valter Caiumi Direttore Generale Tiziana Ferrari Sede legale e operativa: via San Domenico, 4 - 40124 Bologna tel. 051 6317111 - fax 051 356118 www.confindustriaemilia.it Autorizzazione del Tribunale di Bologna n. 6858 del 26.11.1998 Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento Postale 70% Aut. MBPA/CN/BO/0008/2015. Gli articoli presentati possono non rispecchiare le posizioni di Confindustria Emilia che comunque li ritiene un contributo sul piano dell’informazione e dell’opinione
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focus Sei anni sono un buon numero per cercare di trarre bilanci. Ma noi sappiamo che dal 2019 ad oggi non si sono susseguiti solo un anno dopo l’altro, ma eventi incredibili che hanno trasformato il nostro modo di vivere, lavorare, agire. La tragedia del Covid, le ripercussioni sull’economia, la guerra in Europa, la crisi economica, i cambiamenti politici che stanno avvenendo sono tutte tracce di percorsi che abbiamo dovuto affrontare, caricandoci sulle spalle il peso delle decisioni. E, mentre tutto questo accadeva, abbiamo voluto continuare a sentirci comunità, per trovare sostegno e risposte, per aiutarci l’un l’altro. E di questo, un’Associazione sempre più ricca di competenze messe a disposizione degli imprenditori e delle loro imprese, sono particolarmente orgoglioso. Ed è stato grazie al contributo di tutti, i Vicepresidenti, il Consiglio di Presidenza, il Consiglio Generale, grazie alle sollecitazioni di tanti e tanti imprenditori associati, che siamo riusciti a far partire tanti progetti, a far proseguire quelli ormai tradizionali e a testare nuove idee per verificarne l’efficacia. Possiamo partire da alcuni punti fermi, come Farete, che quest’anno sarà alla 12^ edizione, o il Premio Mascagni che di edizioni ne conta 14, o ancora dai 60 anni appena compiuti del Premio Estense, dalla nostra tradizionale serata degli auguri di fine anno. Ma sono stati anni di sviluppo e consolidamento anche per le iniziative più recenti, come Export in Action, il Desk Sostenibilità, il progetto di Cyber Security, la Piattaforma della Subfornitura, l’Albo Circular. La nostra attenzione alla formazione si è manifesta nel 2019 con la nascita del Liceo Steam International di Bologna, che quest’anno vedrà il gemello partire a Carpi, da cui sono partiti progetti importanti come la Masterclass for Steam e la Summer School, in collaborazione con la Fondazione Golinelli. Non è stata una scommessa Study in Action, la piattaforma digitale per la formazione continua, perché eravamo certi dell’importanza di dare nuovi strumenti, ma i numeri confermano che continua ad attrarre: sono circa 1.250 le aziende attive e più di 15.300 i collaboratori coinvolti nella formazione. Dal punto di vista operativo, la riorganizzazione interna vede un’unica società di servizi payroll, Hit Servizi Emilia, e una sola Scuola di Industrial Management, Fondazione Aldini Valeriani. Senza dimenticare il lavoro fatto sulle nostre sedi, che sono la casa degli imprenditori. I risultati di Ferrara e soprattutto di Modena mostrano cosa significa per noi poter rappresentare, ospitare e agevolare il business delle nostre imprese. Anche dare visibilità alle imprese e al loro lavoro è uno degli impegni coinvolgenti: dall’attività di Fare e Fare News, fino alla nascita dei podcast di Fare Insieme (oltre 240), tutto questo ha portato risultati che vogliamo continuare a far crescere. Sono certo che il lavoro iniziato in questi anni proseguirà in maniera sempre più performante con la nuova presidenza rappresentando al meglio il nostro contesto industriale e le nostre filiere in tutte le sedi. Grazie a tutti per questo periodo trascorso insieme e buon lavoro
Valter Caiumi
Presidente Confindustria Emilia Area Centro fare 5
Marco Taddei Laura Ansaloni Silvia Conforti Raffaella Mazzali Marianna Saguatti
ANNOVI REVERBERI CRESCE ANCORA E PUNTA SU NUOVI PRODOTTI È stato un anno di grandi novità il 2024 per Annovi Reverberi. Il gruppo industriale modenese, punto di riferimento globale nel settore industriale con lo sviluppo e la produzione di pompe a membrana, pompe ad alta pressione e idropulitrici a freddo, sia hobby che professionale, a fine ottobre scorso ha infatti acquisito ufficialmente, tramite la consociata Valvolmeccanica, specializzata da oltre 50 anni nella produzione di accessori per l’irrorazione e la protezione delle colture, il 100% della divisione agricoltura di BS System di Brescia, azienda attiva nella progettazione e produzione di accessori in ottone per l’alta pressione. Ma la crescita di Annovi Reverberi non si è fermata qui. Nel corso dell’anno, infatti, il gruppo modenese aveva già rafforzato la propria presenza nel settore cleaning professionale ufficializzando l’acquisizione del 100% di Alberti International, società del mantovano specializzata nella produzione di idropulitrici a caldo, e annunciato il raggiungimento di un nuovo importante traguardo nella sua espansione globale con il lancio ufficiale di AR Latin America, la nuova sede sudamericana a Curitiba, Paranà, in Brasile. Alla fine del 2024, poi, Annovi Reverberi ha preso parte ad Eima International, la più importante fiera internazionale di macchine per l’agricoltura e il giardinaggio. “Eima International è stato, come sempre, un appuntamento cruciale per noi. Quest’anno abbiamo voluto presentare tutte le aziende del gruppo in unico stand e durante la prima serata della manifestazione abbiamo organizzato un evento per presentare ai nostri principali clienti i nuovi prodotti delle diverse consociate. La nostra famiglia si sta allargando ed è fondamentale per noi continuare a investire in innovazione, sostenibilità e servizio”, ha dichiarato Federica Reverberi, business development manager di Annovi Reverberi.
vita industriale
In particolare, ad Eima, il gruppo Annovi Reverberi ha presentato AR Additional Service, che racchiude le società del gruppo XForm che fornisce servizi di marketing, ricerca di mercato e engineering, e Lacotech, società di elettronica e software engineering. Oltre a questo, è stato lanciato il nuovo portale tecnico e B2B Annovi Reverberi che consentirà ai clienti di fare ordini direttamente online e di avere importanti informazioni tecniche sempre a portata di mano. Tra i nuovi prodotti presentati durante la manifestazione particolare interesse ha suscitato poi la prima pompa Green Oil che ha vinto la Menzione Eima 2024; questa pompa è progettata con componenti interni che permettono di utilizzare lubrificante alimentare, riducendo il rischio di contaminazioni ambientali. Grazie a questa caratteristica, la pompa assicura un’operatività sostenibile, evitando dispersioni di sostanze nocive sul suolo durante le fasi di lavoro. La pompa è inoltre corredata di valvole in acciaio temprato adatte ad utilizzo con caolino, diffuso in agricoltura biologica: un altro esempio dell’importanza che le tematiche ESG ricoprono per il Gruppo Annovi Reverberi. Durante la manifestazione il Gruppo ha inoltre vinto il Social Award Eima 2024, una bellissima iniziativa organizzata per la prima volta da
Eima International. Il 2025 porterà nuove opportunità e progetti ambiziosi. Con uno sguardo rivolto al futuro, Annovi Reverberi prosegue il suo impegno nell’innovazione, nello sviluppo e nella crescita.
AREM ITALIA NEL MONDO CON I GONFALONI Un inaspettato settore di nicchia, che oggi porta l’esperienza e l’alta specializzazione di AREM Italia oltreoceano. L’azienda di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, dai più conosciuta per i suoi ricami, le stampe, l’abbigliamento personalizzato e le divise aziendali, dal 2006 propone con grande successo anche i gonfaloni, la cui produzione ha preso avvio con l’aggiunta al parco macchine tradizionalmente destinato all’abbigliamento di una macchina ricamatrice capace di realizzare
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emblemi e ricami di grandi dimensioni e oggi ha raggiunto inediti livelli e spazi di mercato, che hanno consentito all’azienda persicetana di diventare un punto di riferimento nel settore in Italia e in Europa e di farsi strada in modo deciso in tutto il mondo. “Grazie alla vasta conoscenza e all’alta tecnologia dei macchinari di cui disponiamo i nostri gonfaloni hanno qualità uniche, rifiniture di pregio, duratura nel tempo e sono corredati da un packaging di rilievo”, evidenzia con orgoglio Riccardo Giovannini, direttore generale di AREM Italia, che confeziona l’inconsueto prodotto per Pubbliche Amministrazioni, associazioni, parrocchie e settore liturgico. “Nel corso del 2025 investiremo in nuovi tessuti e accessori nell’ottica di evolvere il prodotto e accrescerne la clientela. I ricami verranno abbinati a possibilità di stampe in alta risoluzione e allo stesso tempo verrà ampliata la gamma di accessori che sovente accompagna gli ordini di questo articolo”, sottolinea Giovannini. Oltre al gonfalone, infatti, spesso il cliente acquista anche la relativa asta di supporto, disponibile in diversi materiali come metallo e ottone dorato sul sito e-commerce di AREM Italia, che garantisce la consegna in 24/72 ore. “Puntiamo a espandere questo piccolo settore di nicchia poiché sono rimaste pochissime aziende in Italia, ma anche nel mondo, che riescono a creare un connubio
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vincente tra la tecnologia dei macchinari e la manualità e l’artigianalità delle sarte specializzate che effettuano delle rifiniture perfette nei gonfaloni”, rimarca ancora il direttore generale dell’azienda persicetana. Oltreoceano le richieste arrivano dal settore religioso e associativo, con ordini per la St. Patrick Cathedral di New York e da parte delle associazioni Lions e Rotaract Club di Los Angeles. Anche in Canada i gonfaloni hanno ricevuto un ottimo riscontro, con forniture ad associazioni che operano in ambito religioso tra Montreal e Toronto. Grande orgoglio, poi, deriva per l’azienda dalle realizzazioni effettuate per alcuni castelli francesi, nella Loira, e cechi, in Boemia, su tessuti di velluto di grande pregio con personalizzazioni ricamate in grandezze fino a 150 x 100 cm. Per quanto riguarda nello specifico il mercato italiano, invece, AREM realizza gonfaloni per Comuni, Regioni, istituzioni e Protezione Civile; per il settore privato, l’azienda annovera tra i propri clienti numerosi club Lions, Rotary, Rotaract, Onlus, Croce Rossa e associazioni umanitarie; quanto al settore militare, AREM effettua forniture di labari per Aeronautica, Bersaglieri, Granatieri e Marina Militare; infine, a registrare un’importante crescita negli ultimi anni è stata la richiesta da parte del settore storico, per il quale l’azienda realizza stendardi destinati a rievocazioni storico-medioevali, borghi antichi, palio e carnevali storici, castelli.
LAMBORGHINI CHIUDE UN 2024 DA RECORD E SI CONFERMA “TOP EMPLOYER ITALIA” Con un totale di 10.687 vetture consegnate, per un incremento del 6% rispetto al 2023, Automobili Lamborghini ha registrato nel 2024 il miglior risultato annuale della sua storia. Lo scorso anno, infatti, tutte e tre le macroregioni di riferimento per l’export hanno registrato una crescita rispetto agli anni precedenti, evidenziando un andamento positivo e bilanciato che si riflette anche nei mercati in cui Automobili Lamborghini opera. L’area EMEA ha guidato l’espansione con un incremento del 6% e 4.227 vetture consegnate, seguita dalle Americhe con un +7% e 3.712 unità. La regione APAC ha segnato un aumento del 3%, raggiungendo un totale di 2.748 vetture distribuite. “Il 2024 è stato un anno di crescita continua per Automobili Lamborghini, in linea con il trend positivo degli ultimi anni, un risultato che testimonia il legame sempre più forte con i nostri clienti e l’interesse crescente delle nuove generazioni verso il brand. In un periodo di trasformazione, abbiamo introdotto modelli che hanno ricevuto un consenso straordinario, confermando il nostro impegno verso l’eccellenza e lo sviluppo sostenibile. I risultati ottenuti evidenziano il successo nel bilanciamento strategico tra domanda e offerta e di un portafoglio ordini ben calibrato, rafforzando la desiderabilità del marchio e il valore
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residuo dei nostri prodotti”, afferma Stephan Winkelmann, chairman e CEO di Automobili Lamborghini. Crescita bilanciata per tutti i tre modelli in gamma: Revuelto, la prima supersportiva ibrida V12 HPEV, che dalla sua presentazione ha attirato subito molto interesse da parte dei clienti distinguendosi a livello internazionale. Accanto a Revuelto, anche Huracán, con la sua storia di successo, ha giocato un ruolo fondamentale nel risultato del 2024 e, con le ultime consegne pianificate fino al 2025, si avvia a concludere il suo ciclo produttivo, passando il testimone alla sua erede: Temerario. Infine, la gamma Urus ha ulteriormente consolidato il suo ruolo di pilastro nel lineup Lamborghini grazie alla presentazione della versione plugin hybrid Urus SE avvenuta lo scorso aprile a Pechino. In 18 mesi, quindi, l’azienda ha presentato tre nuovi modelli e completato la transizione verso una gamma interamente ibrida, in linea con la sua strategia Direzione Cor Tauri, diventando il primo produttore di supersportive al mondo a offrire un portafoglio completamente elettrificato. La Casa di Sant’Agata Bolognese si conferma un punto di riferimento non solo per le straordinarie performance delle sue vetture, ma anche per l’attenzione alla crescita e al benessere delle persone. Per il dodicesimo anno consecutivo, infatti, Automobili Lamborghini ha celebrato il prestigioso traguardo di essere certificata “Top Employer Italia”, a testimonianza del concreto impegno verso l’eccellenza nell’ambiente di lavoro e il benessere dei propri dipendenti, impegno che rappresenta un elemento distintivo e permette all’azienda di mantenere sempre alta l’attrattività del brand. “Il nostro successo nasce da un profondo rispetto delle persone e delle loro legittime aspettative nei confronti dell’organizzazione di cui scelgono di far parte. Investire nel loro benessere, nella loro crescita professionale e nella costruzione di un ambiente inclusivo e stimolante è fondamentale per affrontare le sfide del futuro. Essere valutati tra i migliori Top Employer è un riconoscimento di efficacia delle nostre scelte e ci motiva a continuare su questa strada”, commenta Umberto Tossini, chief people, culture & organization officer di Automobili Lamborghini.
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BELOTTI CRESCE SUL TERRITORIO MODENESE E PUNTA SULLE RISORSE UMANE Belotti, impresa specializzata nella progettazione e produzione di centri di lavoro a controllo numerico e tecnologie per la lavorazione di materiali avanzati, con sede centrale a Bergamo continua a investire sul territorio modenese e cerca nuove figure professionali da inserire nel proprio organico. Nel 2022 l’azienda ha aperto un’unità produttiva a Modena, nel cuore della Motor Valley, fortemente voluta per sostenere lo sviluppo industriale nell’area del Centro Italia con un’attenzione particolare al territorio emiliano, sede di prestigiosi clienti costruttori di supercar e di terzisti specializzati nella lavorazione di materiali avanzati come la fibra di carbonio. Due anni dopo, nel 2024, è stato inaugurato l’Innovation HUB, centro dedicato alla sperimentazione, allo sviluppo e all’implementazione di soluzioni innovative, sia hardware che software, per efficientare e migliorare i processi di fresatura e rifilatura di materiali avanzati come i compositi, le resine, la plastica e le leghe leggere. Produzione, sperimentazione e innovazione hanno trovato quindi spazio all’interno di un’unica struttura nata con l’obiettivo di diventare un polo tecnologico di riferimento per tutte le imprese dell’industria manifatturiera che, all’interno dei propri cicli produttivi, utilizzano processi di automazione e lavorazioni a controllo numerico su materiali avanzati. “Automotive, aerospace, packaging, nautico, modelli e stampi, termoformatura sono solo alcuni dei settori industriali dove le tecnologie progettate e prodotte da Belotti trovano applicazione; in particolare, l’HUB è stato concepito e allestito per essere un centro di eccellenza
dove il know-how tecnico Belotti, unito alle migliori tecnologie e alle elevate competenze di importanti partner industriali (tra cui Siemens, Sandvik Coromant e Tebis), convergono per sviluppare soluzioni innovative e accelerare l’adozione di tecnologie emergenti a sostegno delle esigenze produttive delle imprese”, spiega Eleonora Marino, marketing&communication manager di Belotti. “Questo HUB rappresenta una pietra miliare per lo sviluppo industriale della nostra azienda. Vogliamo dare un contributo tangibile all’ecosistema dell’innovazione, offrendo uno spazio
Umberto Belotti, CEO di Belotti SpA
dove idee, talento e tecnologie possano incontrarsi e generare valore. Questa iniziativa si inserisce nella nostra strategia di crescita e modernizzazione, e siamo sicuri che avrà un impatto positivo non solo sui nostri clienti e partner, ma anche sul territorio. Negli ultimi due anni abbiamo lavorato a un’isola robotizzata innovativa - Belotti ARC Automatic Riveting Cell che modificherà sensibilmente il processo di lavorazione di un particolare molto importante in fibra di carbonio”, evidenzia Umberto Belotti, CEO dell’omonima azienda. “Questa tecnologia è stata presentata ufficialmente in occasione della fiera JEC World di Parigi, a inizio marzo, suscitando subito grande interesse tra le principali aziende dei settori automotive e aerospace”. A conferma dell’importanza strategica dell’unità produttiva modenese, Belotti sta investendo sulle risorse umane, per inserire
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nuovi profili. L’azienda, infatti, nei mesi scorsi ha avviato il processo di selezione per l’inserimento di 15 operatori tecnici andando alla ricerca di figure dinamiche e motivate, con competenze tecniche specifiche e una spiccata attitudine al problem-solving. “I nuovi assunti (tecnici trasfertisti, cablatori elettrici e montatori meccanici) lavoreranno in un ambiente lavorativo dove la crescita professionale si unisce a una formazione tecnica continua. Le figure professionali avranno inoltre la possibilità di lavorare presso rinomate aziende internazionali e di contribuire allo sviluppo di soluzioni innovative per i settori automotive, aerospaziale, nautico e altri ambiti industriali”, conclude Irene Finardi, CFO&HR manager di Belotti.
BIEFFE PROJECT PRESENTA MIMÌ, IL VEICOLO A ZERO EMISSIONI Si apre un nuovo capitolo per la mobilità sostenibile grazie a MIMÌ (Micro Mobilità Idrogeno), l’innovativo veicolo alimentato a idrogeno, supercapacitori e batterie al litio realizzato da Bieffe Project, azienda modenese di ingegneria che si occupa da oltre vent’anni di progettazione meccanica operando con i principali costruttori di supercar, garantendo soluzioni innovative e all’avanguardia.
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Franco Bonavigo, CEO e founder di Bieffe Project
Il veicolo è stato ufficialmente presentato, in anteprima mondiale, lo scorso 26 febbraio nel corso di un evento all’Auditorium Beccaria di Modena al quale hanno preso parte, tra gli altri, Stefano Bonaccini, deputato del Parlamento Europeo, Massimo Mezzetti, sindaco di Modena, e il rettore di Unimore, Carlo Adolfo Porro. Frutto della ricerca avanzata di Bieffe Project e di Unimore, MIMÌ rappresenta una rivoluzione tecnologica nel settore automotive, grazie a un sistema di propulsione unico al mondo, a zero emissioni; in particolare si tratta di un eco-truck compatto, leggero ed ecologico, di classe L7, realizzato in due varianti per rispondere alle diverse esigenze della mobilità green. Con un telaio progettato per garantire una straordinaria capacità di carico, riuscendo a sostenere fino a 2mila chili, MIMÌ è in grado di offrire un’autonomia superiore rispetto ai veicoli elettrici tradizionali, con tempi di rifornimento ridotti a pochi minuti, ideale per le tratte urbane ed extra-urbane. Vanta inoltre una straordinaria capacità di carico per il trasporto di merci e persone, ideale per i servizi di utilità pubblica, per i servizi di ultimo miglio e per le altre attività metropolitane e cittadine e, tra i possibili sviluppi del mezzo, anche la creazione futura di minibus da 30-35 posti e di
microcar. Questo progetto realizzato anche grazie al supporto dei fondi europei della regione Emilia-Romagna, dimostra come innovazione e sostenibilità possano coesistere, valorizzando l’eccellenza industriale e accademica del territorio emiliano. Il veicolo è stato ideato, progettato e realizzato all’interno dello stabilimento modenese di Bieffe Project, con il supporto di molti partner, tra cui la startup innovativa Novac che ha progettato i super condensatori, ARCO FC che ha realizzato la fuel cell, Unimore che ha supportato la ricerca di Bieffe Project, e diversi altri, tutti strettamente legati al territorio emiliano e al comparto tecnologico della meccanica e dell’automotive. “Non possiamo prevedere con certezza cosa ci riserverà il domani, ma possiamo costruirlo; MIMÌ è solo l’inizio di un percorso che ci porterà a ridefinire il concetto stesso di mobilità. Invitiamo aziende, istituzioni e innovatori a unirsi a noi in questa rivoluzione”, ha dichiarato Franco Bonavigo, CEO di Bieffe Project. MIMÌ rappresenta infatti una pietra miliare per la Motor Valley e per il settore della mobilità green. Il suo propulsore innovativo sfrutta l’idrogeno e i supercapacitori per garantire efficienza, prestazioni elevate e sostenibilità ambientale. Questo progetto dimostra il ruolo centrale dell’EmiliaRomagna nella transizione verso un futuro a emissioni zero, puntando su tecnologia, ricerca e know-how made in Italy.
BILANCIARSI OTTIENE LA CERTIFICAZIONE ECOVADIS La sostenibilità non solo come obiettivo, ma come principio guida che ispira ogni attività, dalla consulenza strategica all’implementazione di modelli di sostenibilità aziendale. La mission di Bilanciarsi è accompagnare le organizzazioni nel loro percorso verso la trasparenza, la compliance e la sostenibilità, con soluzioni su misura che agevolano la gestione dei rischi in azienda. Un orientamento, quello dell’impresa, attiva anche in Emilia-
Specializzati nelle logistiche distributive Porrini Group progetta soluzioni di Logistic Transport su misura, accompagnando il cliente verso soluzioni personalizzate. A supporto della Supply Chain In & Out, la divisione Logistica studia e progetta Idee grazie ad una Business Unit di Giovani e motivati ingegneri logistici.
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Andrea Casadei, CEO di Bilanciarsi
Romagna, specializzata nella redazione di bilanci di sostenibilità e nell’ottenimento di certificazioni legate alla legalità, alla parità di genere, alla diversità e inclusione e all’organizzazione di eventi sostenibili, comprovato dal conseguimento della certificazione EcoVadis medaglia d’argento, un importante riconoscimento che attesta l’impegno di Bilanciarsi per la sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa. “Questa certificazione rappresenta un passo significativo nel nostro percorso verso una gestione sempre più sostenibile e trasparente, allineata ai migliori standard internazionali, e rafforza ulteriormente il nostro impegno, motivandoci a sviluppare soluzioni ancora più efficaci per aiutare altre aziende a migliorare le proprie performance ESG”, spiega Andrea Casadei, CEO di Bilanciarsi. EcoVadis è uno dei principali sistemi di valutazione della sostenibilità aziendale a livello globale. Attraverso una analisi rigorosa di diversi parametri - tra cui impatto ambientale, pratiche etiche, condizioni di lavoro e acquisti responsabili - fornisce un quadro oggettivo delle performance ESG delle imprese. “Ottenere questa certificazione non è solo un riconoscimento, ma anche una responsabilità: significa adottare pratiche che riducono l’impatto ambientale, migliorano il benessere dei lavoratori e promuovono una governance aziendale trasparente”, sottolinea ancora Casadei. Del resto, il percorso verso la certificazione EcoVadis può essere complesso e richiede
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un’attenta valutazione dei processi aziendali. In quest’ottica, Bilanciarsi offre un servizio di consulenza specializzata per l’ottenimento e l’incremento di questo riconoscimento, guidando le imprese attraverso tutte le fasi del processo di valutazione e miglioramento delle proprie performance ESG. Per farlo, l’azienda ha tra l’altro sviluppato “Checkup ESG”, uno strumento pratico e intuitivo capace di offrire una analisi dettagliata delle performance ESG, grazie al quale è possibile identificare punti di forza e aree di miglioramento e ottenere una panoramica chiara del proprio posizionamento in ambito sostenibile. “La nostra missione è aiutare le aziende a crescere in modo responsabile, migliorando il proprio impatto su ambiente, società ed economia. Se anche la tua impresa vuole intraprendere il percorso verso la certificazione EcoVadis o migliorare le proprie performance ESG, contattaci: siamo pronti ad accompagnarti in questo viaggio verso un futuro più sostenibile e profittevole”, conclude il CEO di Bilanciarsi, Andrea Casadei.
VOLARE, LA NUOVA LINEA DI SICUREZZA E INNOVAZIONE FIRMATA BLUE TECNICA Blue Tecnica, azienda fondata a Bologna negli anni ‘90, forte di un’esperienza pluridecennale nel campo della fornitura di dispositivi di protezione individuale (DPI), ha recentemente siglato un accordo commerciale per la distribuzione dei prodotti del marchio “Volare”. “Volare, progetto abbandonato dall’azienda molti anni fa, e a cui è stata data una seconda vita, un nuovo slancio, non è solo un brand composto da diverse linee, tra cui calzature e abbigliamento, ma un vero e proprio ideale, preciso e basato su valori imprescindibili, quali sicurezza, affidabilità, leggerezza, comfort, innovazione e sostenibilità”, raccontano dall’azienda bolognese. Sin dagli esordi, Blue Tecnica si è affermata nel mercato italiano per la fornitura di guanti da lavoro, calzature, abbigliamento professionale e articoli tecnici, adottando la formula “dal produttore all’utente
finale” per garantire qualità e convenienza. “I valori principali su cui si fonda la nostra azienda sono: serietà, efficienza nei servizi, sviluppo tecnologico dei prodotti e adeguamento costante alle normative europee ed extraeuropee”, spiegano ancora da Blue Tecnica. Dover stare al passo con i tempi è, infatti, un fattore fondamentale per chi fa questo lavoro; rimanere sempre aggiornati, ascoltando anche le richieste provenienti dal mercato, permette di poter fornire all’utente finale articoli sempre moderni, tecnologicamente avanzati e all’avanguardia. È proprio da questi valori che prende nuova vita la linea Volare, unendo sicurezza, innovazione, comfort e leggerezza in un unico marchio, senza mai perdere di vista la sostenibilità lungo l’intero processo produttivo. “Il punto di forza di questo nuovo brand è la linea di calzature da lavoro, progettata per offrire un’ampia gamma di soluzioni adatte a diversi settori. La collezione comprende modelli alti e bassi, realizzati con tomaie in materiali differenti, ognuno con caratteristiche specifiche, e dotati di sistemi di chiusura innovativi, come il meccanismo rotante a chiusura rapida. Inoltre, la maggior parte delle calzature è caratterizzata dalla resistenza ESD. Sicurezza, alte prestazioni,
leggerezza e comfort sono gli elementi distintivi di questa linea”, sottolineano dall’azienda. Oltre alla linea dedicata al lavoro, il brand offre anche una gamma di calzature occupazionali, prive di puntale. “Parole chiave: comodità e leggerezza, ma non solo. Queste calzature vantano la ‘camminata defaticante’: grazie alla soletta interna in memory foam, chi le indossa può sentirsi più leggero e affrontare l’intera giornata senza affaticarsi”, precisano da Blue Tecnica. Il marchio Volare include anche una linea di abbigliamento da lavoro, realizzata con materiali leggeri ma resistenti, caldi e confortevoli, e soprattutto completamente riciclati al 100%. Grazie a queste caratteristiche, i capi si adattano perfettamente a ogni settore lavorativo, dall’edilizia all’industria, dal magazzinaggio agli operatori che lavorano in ambienti esterni e con scarsa visibilità. Tutti i prodotti del brand sono sottoposti a rigorosi controlli e certificazioni, sia in termini di sicurezza che di sostenibilità ambientale. “La questione dell’ecosostenibilità è per noi di fondamentale importanza. Per questo, nel corso degli anni, ci siamo impegnati a distribuire articoli realizzati con materiali derivati da processi di riciclo, con l’obiettivo di ridurre l’impatto sull’equilibrio già fragile del nostro pianeta”, concludono dall’azienda bolognese.
BONFIGLIOLI CONSULTING, SIGLATA UNA PARTNERSHIP CON EXPERT.AI La società di consulenza bolognese Bonfiglioli Consulting, pioniere italiano della filosofia “lean thinking” e specializzata da oltre 50 anni nell’ottimizzazione ed efficientamento delle operations, ha siglato a fine 2024 un accordo con expert. ai, azienda modenese punto di riferimento nell’implementazione di soluzioni enterprise di intelligenza artificiale per creare valore di business. L’obiettivo dell’intesa è quello di offrire alle imprese impegnate nella transizione digitale delle operations soluzioni innovative in cui l’AI possa offrire un efficace supporto in ogni aspetto: dalla
progettazione e sviluppo del prodotto alla sua realizzazione, dalla logistica al servizio clienti, dalla conservazione e tutela alla condivisione del know-how interno. Gestione della supply chain, ottimizzazione operativa e trasformazione digitale sono i tre ambiti interessati dall’accordo. Da una recente ricerca condotta da Bonfiglioli Consulting che ha coinvolto i top manager di oltre 100 imprese italiane, di cui l’85% con oltre 100 addetti, appartenenti a 22 diversi settori merceologici, si è visto che la strada da percorrere per la digital transformation nelle aziende italiane è solo all’inizio. Dall’analisi è emerso che oltre il 69% delle imprese investe meno del 5% del proprio fatturato in digitalizzazione e il 41% non prevede per il futuro aumenti significativi di budget. Inoltre, anche se i processi sono digitalizzati nel 40% dei casi e la digitalizzazione è stata pianificata da più del 60% delle aziende intervistate, la trasformazione digitale dei processi si concretizza soprattutto nell’adozione di sistemi gestionali sostanzialmente “non innovativi” quali ERP e MES. Solo il 27% ha implementato il Cloud, il 20% l’IoT, il 4% l’AI e il Machine Learning e solo il 5% utilizza algoritmi di AI per predire i consumi, mentre tutte le altre tecnologie (dai big data alla blockchain, dalla augmented e virtual reality alla cybersecurity) non sono implementate né si prevede di farlo. L’intento della partnership è quindi quello
di migliorare la competitività di queste imprese in un mercato globalmente sempre più dinamico. Non si tratta di una semplice digitalizzazione dei processi esistenti: “Con il supporto di expert.ai, Bonfiglioli Consulting potrà introdurre l’Intelligenza Artificiale all’interno delle operations aziendali per utilizzare strategicamente i dati”, spiegano le due società. “Per esempio, con la soluzione Supplier Dynamic Insight, che integra servizi consulenziali e strumenti digitali, l’azienda potrà analizzare, monitorare e ottimizzare la gestione delle relazioni con i fornitori, migliorando la strategia di sourcing. In ambito produttivo, invece, attraverso StockSense AI (EB), che combina l’analisi avanzata del magazzino, per identificare per esempio i prodotti critici, quelli a lenta rotazione o a rischio di obsolescenza, l’impresa potrà elaborare modelli analitici per misurare in tempo reale l’impatto delle oscillazioni della domanda sul livello delle scorte. Le soluzioni si arricchiscono anche con OptiFootprint per generare simulazione del Footprint Globale e quindi fornire una visione completa e dettagliata degli scenari operativi. Infine SmartServe AI (LS) la soluzione per la gestione del Know how aziendale grazie all’Intelligenza artificiale per estrarre conoscenze rilevanti da grandi dataset di contenuti diversi e utilizzarle in modo efficace internamente o per il supporto ai clienti”, concludono da Bonfiglioli Consulting ed expert.ai.
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NASCE IL BOSCO DI KIA, UN NUOVO POLMONE VERDE A CASTELNUOVO RANGONE
BULLONERIA EMILIANA PUBBLICA IL SUO PRIMO REPORT DI SOSTENIBILITÀ
Con oltre 160 piante, è nato un nuovo bosco urbano a Castelnuovo Rangone, alle porte di Modena. Ne beneficeranno tutti: le famiglie, che avranno a disposizione per la loro socialità un luogo naturalistico, i bambini, per vivere laboratori didattici a stretto contatto con la natura, e i cicloamatori, per riposarsi e attingere alla fontanella che verrà installata. L’area è il risultato finale di un intervento di riforestazione promosso dal Consorzio Forestale Mutina Arborea Impresa Sociale con il contributo di alcune imprese sensibili alla responsabilità sociale e ambientale. L’iniziativa rappresenta un nuovo importante passo per lo sviluppo sostenibile del territorio modenese. Non solo benefici per l’ambiente, dunque, ma anche per le nuove generazioni che potranno vivere questo spazio realizzato nel ricordo di Chiara. Da qui il nome del bosco: “Bosco di Kia”, ufficialmente inaugurato lo scorso 28 novembre alla presenza delle istituzioni. Un’inaugurazione celebrativa ma anche molto operativa, che è stata caratterizzata dalla messa a dimora di piante con il coinvolgimento diretto dei dipendenti delle aziende sostenitrici del progetto: Altea, C.M.S., Coopattiva Coop. Sociale Onlus, Ecovillaggio di Montale, Forgia del Frignano, Garc, Planta Rei SB, Proxima SB, Suincom e Zanasi Group. “Sono orgogliosa di presentare questo progetto di riforestazione, consapevole che i risultati saranno a medio e lungo termine e che proprio iniziative di questo tipo sono esempi tangibili di una visione moderna per un futuro più verde e sostenibile”, dichiara Elena Salda, presidente dell’Associazione per la Responsabilità Sociale d’Impresa, da cui nasce Mutina Arborea, e madre di Chiara. “Come mamma di Chiara, inoltre, all’orgoglio si uniscono l’emozione e la gratitudine verso tutti coloro che hanno pensato e agito affinché questo bosco fosse intitolato alla memoria di mia figlia, a tre anni dalla sua scomparsa per leucemia:
Nuovo importante traguardo per Bulloneria Emiliana: la pubblicazione del suo primo report di sostenibilità per l’anno 2024. L’azienda modenese, che è da oltre cinquanta anni attiva nel mercato della bulloneria, della viteria e dei prodotti per il fissaggio metallico, ha chiuso il 2023 con 6,8 milioni di euro di ricavi, con un portafoglio di 1.200 clienti, potendo offrire oltre 80.000 prodotti, il 60% dei quali disponibili a magazzino. Il bilancio di sostenibilità rappresenta quindi un ulteriore, importante tassello sulla via della crescita e sviluppo di Bulloneria Emiliana. “Questo documento, di cui vado particolarmente fiero, dimostra ancora una volta la volontà di Bulloneria Emiliana di essere vicino al territorio e a tutti quelli con cui collaboriamo, siano essi clienti, fornitori, colleghi o enti. Senza tralasciare un altro importante aspetto: in questo modo ci facciamo trovare preparati, con largo anticipo, alle richieste che ci verranno inoltrate dalle aziende vincolate a tale obbligo nel breve termine”, dichiara Gian Marco Dalpane, amministratore delegato di Bulloneria Emiliana. E sono molte le attività portate avanti dall’impresa modenese nel corso del 2023 su diversi fronti. Al fine di ridurre i propri impatti e creare valore nel territorio in cui opera, Bulloneria Emiliana ha intrapreso un percorso di impegni per migliorare il suo profilo di sostenibilità ambientale e sociale definendo, a fine 2023, un piano di azione di obiettivi di sostenibilità ESG (ambientale, sociale e di governance) assieme ad un percorso per la definizione del 1° Report di Sostenibilità con riferimento agli standard internazionali del Global Reporting Initiative (GRI). Tra le principali azioni intraprese, il riciclaggio di cartone delle scatole per l’80%, il revamping dell’impianto di illuminazione a risparmio energetico e l’utilizzo di sensori per l’ottimizzazione dell’illuminazione. Da sempre Bulloneria Emiliana ha messo al centro del suo modo di fare impresa la dimensione sociale, ponendo attenzione
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l’energia e la forza di Kia hanno creato, ancora una volta, qualcosa di bello e di buono”. Le fa eco Silvia Pini, presidente di Mutina Arborea: “Oggi possiamo vedere realizzata l’essenza di Mutina Arborea, ovvero la rete di buona volontà che si è creata per seminare futuro; infatti vediamo la parte pubblica, con il Comune, la parte privata, con le imprese che finanziano il progetto di riforestazione, la parte culturale e di coordinamento svolta da Mutina Arborea, ente del terzo settore, e tutto il corollario come attività di team building, i volontari. Non poteva essere diversamente dato che il bosco è intitolato a Kia che, con il suo coraggio e quello della sua mamma, ha portato ancora una volta al bene”. Quello del Bosco di Kia è un valore sociale profondo: come infrastruttura verde e blu negli anni contribuirà alla mitigazione del cambiamento climatico grazie anche alle specie che Mutina Arborea ha selezionato, piante autoctone e ad alto assorbimento di CO2 e basse emissioni di composti organici volatili. “Il bosco di Kia rappresenta perfettamente un ecosistema, in cui è riconoscibile il valore dell’insieme di tutti gli organismi viventi e delle loro reti di interazioni. Questo è garanzia per il benessere umano perché, in tale visione, gli esseri umani sono considerati una componente integrante degli ecosistemi”, conclude Marcella Minelli, direttrice tecnica di Mutina Arborea.
ai propri dipendenti e collaborando con la comunità locale; ha infatti investito in strumenti di welfare aziendale, si è impegnata nel supporto alla comunità sostenendo diversi istituti di volontariato sociale, sponsorizzando tre società sportive locali e collaborando con UniMoRe e Democenter. “Dedico questo primo report a tutte le persone che, negli anni, hanno contribuito a rendere Bulloneria Emiliana l’azienda che è diventata, partendo da mio babbo Luigi e mia mamma Marisa che nel lontano 1971 con ardore, incoscienza, temerarietà e senza un soldo in tasca, hanno deciso di scrivere la prima parola di questo bellissimo libro, nella convinzione che il lavoro paga,
La famiglia Dalpane
sempre”, conclude Gian Marco Dalpane. Bulloneria Emiliana nasce infatti nel 1971 a Modena dalla volontà dei coniugi Luigi e Marisa Dalpane, diventando un punto di riferimento nel fissaggio metallico e ampliando la propria gamma di prodotti a magazzino, anche grazie all’apertura di nuove filiali a Imola, nel bolognese, e a Bergamo. Nel 2016 l’azienda trasferisce la propria sede a San Cesario sul Panaro, nel modenese, decidendo di investire in tecnologie innovative e dotandosi di macchinari all’avanguardia per rendere più efficiente il proprio ciclo produttivo. Oggi la compagine sociale vede presenti Luigi e i figli Fiorella e Gian Marco Dalpane e, nel 2022, è entrato a far parte della società anche Francesco Dalpane, uno dei figli di Gian Marco e nipote dei fondatori, garantendo così a Bulloneria Emiliana il passaggio anche alla terza generazione.
CATERINO COSTRUZIONI COSTRUISCE IL FUTURO RISPETTANDO IL PRESENTE Un’edilizia sostenibile, che consenta una significativa riduzione dell’impatto ambientale abbinata a un alto benessere abitativo, è resa possibile dalla combinazione di tecnologie di ultima generazione altamente performanti, materiali ecocompatibili e soluzioni progettuali innovative. Per Caterino Costruzioni la transizione ecologica è un impegno verso un futuro più sostenibile. L’obiettivo dell’impresa edile bolognese è ridurre l’impatto ambientale, attraverso
il territorio, migliorare la qualità della vita e ridurre le emissioni nocive. La transizione ecologica non è solo una scelta responsabile, ma anche un’opportunità per creare edifici più sicuri, efficienti e in armonia con l’ambiente. Caterino Costruzioni investe con determinazione in questa direzione, perché crediamo che il futuro dell’edilizia debba essere sostenibile, senza compromessi sulla qualità e sul benessere. Ogni edificio che costruiamo è un passo avanti verso un domani migliore”, dichiara il CEO Domenico Caterino. Caterino Costruzioni è sinonimo di qualità, innovazione e rispetto per l’ambiente nel settore edilizio da tre generazioni. La sua esperienza pluridecennale, un vero e
Giovanni, Vincenzo e Domenico Caterino
una nuova concezione della progettazione e della realizzazione, volta a limitare il consumo di suolo, migliorare le prestazioni energetiche degli edifici e utilizzare fonti di energia rinnovabile. Un esempio concreto dell’impegno di Caterino Costruzioni in questo senso è l’intervento di rigenerazione urbana in corso nel quartiere San Vitale a Bologna, dove l’azienda sta realizzando edifici ZEB (Zero Energy Building) secondo un progetto che prevede: alloggi a consumo zero, dotati di impianti di energia rinnovabile; isolamento termico avanzato, per il massimo risparmio energetico; recupero delle risorse, per ridurre sprechi e impatto ambientale; smart building e domotica, per la gestione intelligente dei consumi; ampi spazi verdi, parcheggi e servizi, per un contesto urbano sostenibile e a misura d’uomo. “Adottare un modello di sviluppo sostenibile significa preservare
proprio patrimonio di sapienza, abilità e competenze, ha consentito all’impresa edile bolognese di evolversi costantemente, unendo la tradizione artigianale alla tecnologia più avanzata per realizzare edifici sostenibili e dal massimo valore abitativo. Fondata nel 1959 da Domenico Caterino, l’impresa è oggi guidata da Vincenzo Caterino e dai figli Domenico e Giovanni, affiancati da una squadra di professionisti altamente qualificati che ogni giorno si impegnano per costruire il domani con soluzioni all’avanguardia, condividendo gli obiettivi e i valori dell’azienda. Tra questi ultimi, certamente la trasparenza rappresenta un caposaldo dell’operato di Caterino Costruzioni, che ha sviluppato un proprio applicativo gestionale che permette di monitorare ogni fase della commessa, dall’acquisizione alla consegna. Uno strumento capace di ottimizzare il
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flusso di lavoro, garantire i migliori risultati e assicurare una collaborazione diretta con il cliente, offrendo un servizio ‘ad personam chiavi in mano’.
DALL’ASIA AGLI STATI UNITI: UN GRANDE SUCCESSO LE MISSIONI DI CENTERGROSS Anche il 2025 si conferma un anno di grandi sfide per Centergross. Dal 10 al 12 marzo, infatti, il distretto ha partecipato con successo alla “Central Asian Fashion” di Almaty, in Kazakistan, portando l’eccellenza del made in Italy al centro della scena. I brand Souvenir, Efi D’Angiò, Gil Santucci, Sophia Curvy e Maxfort hanno rappresentato lo stile italiano con collezioni esclusive, presentate sia negli stand che sulle passerelle dell’evento. L’iniziativa ha rafforzato il progetto itinerante “Summer in Italy”, consolidando Bologna come hub internazionale della moda. L’obiettivo è stato promuovere la qualità italiana, ampliare il network commerciale e attrarre buyer dai mercati emergenti dell’Asia Centrale. Grazie a questa partecipazione, Centergross ha confermato il proprio ruolo di leader nel settore B2B della moda, preparando il terreno per la seconda
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edizione del Bologna Fashion Festival del 2025 e creando nuove opportunità di internazionalizzazione. Nel corso dell’anno sono già in programma ulteriori missioni all’estero, mirate a espandere ulteriormente la presenza delle imprese bolognesi sui mercati internazionali. La missione è stata preceduta, nel novembre 2024, da un altro importante appuntamento a New York, dove Centergross è stato protagonista di un evento dedicato all’eccellenza italiana nella moda. La conferenza, tenutasi l’8 novembre al 410 8th Avenue di Brooklyn, ha catturato l’attenzione di professionisti della moda, buyer internazionali e imprenditori, offrendo uno sguardo esclusivo su innovazione, qualità e tradizione del sistema moda italiano. Alessandro Nardone, ex communication manager di Centergross, ha illustrato il modello di business innovativo del Pronto Moda. Con oltre 700 aziende e un fatturato di 5 miliardi di euro, Centergross rappresenta il principale distretto della moda europea, coniugando tradizione e modernità per rispondere alle sfide globali. Tra gli interventi di rilievo, Fabiana Giacomotti, giornalista di moda e storica del costume, ha analizzato il Pronto Moda come risposta unica italiana, capace di combinare efficienza, sostenibilità e qualità. Riccardo Collina, export manager di Centergross, ha risposto alle domande del pubblico, illustrando le strategie di espansione internazionale e i successi di brand iconici come Souvenir, Rinascimento, Gil Santucci e Jb4, i cui rappresentanti hanno sottolineato l’importanza del mercato statunitense, sempre più ricettivo verso il Pronto Moda made in Centergross, emblema del “fatto bene al giusto prezzo”. Il presidente di Centergross, Piero Scandellari, intervenuto in streaming da Bologna, ha sottolineato l’importanza dell’evento: “New York rappresenta una vetrina strategica per mostrare al mondo il valore del nostro sistema moda. Centergross continua a investire in sostenibilità, innovazione e digitalizzazione per consolidare la propria presenza globale. In un periodo segnato da sfide globali,
Centergross mette in campo tutte le risorse per rafforzarsi e crescere su mercati ad alto potenziale. È la forza del nostro gruppo, alimentata dal modello vincente del Pronto Moda, che ci permette di affrontare con successo il mercato globale”.
CIAO COMUNICAZIONE, I NUOVI SPAZI APERTI ALLA CITTÀ Legno di cedro, pepe nero, bergamotto e mirto. Sono questi i profumi che accolgono chiunque varchi la soglia di casa. Ma non una qualunque. Parliamo di Casa Ciao, il nuovo spazio polifunzionale
che ha trasformato l’ex Cinema Cavour, a Modena, in un luogo di lavoro e incontro aperto alla città e che è stato ufficialmente inaugurato lo scorso 18 gennaio. Qui, tra pareti immacolate e ambienti essenziali, si intrecciano storia e futuro, in un progetto voluto e realizzato da Matteo Seghedoni, art director e CEO di Ciao Comunicazione. “Sono nato nel 1999, appartengo a una generazione che smaterializza, che evita gli uffici fisici. Ma non io. Amo Modena, amo il suo centro storico, e volevo che la nostra nuova sede avesse sapore, che fosse radicata nella storia”, dichiara Seghedoni. Ciao Comunicazione, fondata nel 2015, è un’agenzia multidisciplinare che si occupa di branding e comunicazione digitale. Nata come una realtà individuale, oggi conta una ventina di collaboratori e clienti sparsi per tutto il Paese. “Avevamo bisogno di un nuovo spazio, ma non volevo solo un
CAFINDUSTRIA EMILIA-ROMAGNA, DA OLTRE 30 ANNI AL SERVIZIO DEI DIPENDENTI Che sia in presenza, presso le imprese socie e convenzionate con un team di giovani consulenti che assistono il contribuente nell’adempimento dei propri obblighi fiscali, salvaguardando la riservatezza dei dati trattati, o da remoto dalla sede operativa di Via Castiglione 124, a Bologna, raccogliendo la documentazione di coloro che preferiscono trasmettere i propri documenti via e-mail, la mission di Cafindustria Emilia-Romagna è la stessa da oltre 30 anni: dichiarazioni dei redditi affidabili e a costi contenuti per i lavoratori dipendenti. Cafindustria, infatti è, operativa dal 1994, su iniziativa delle associazioni oggi riunite in Confindustria Emilia Area Centro, e lo scorso anno ha dunque festeggiato un importante traguardo celebrando il trentesimo anno di attività. Al suo capitale sociale aderiscono altre associazioni territoriali di Confindustria, oltre a numerose società tra le più rappresentative dello scenario industriale della nostra regione, ed è parte della rete dei CAF confindustriali; iscritta all’Albo dei CAF-dipendenti tenuto presso l’Agenzia delle Entrate, la società presta assistenza fiscale ai contribuenti secondo quanto previsto dalle norme in vigore, rilasciando il visto di conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni modello 730 alla relativa documentazione. “Per le imprese, l’assistenza fiscale di Cafindustria è un servizio di welfare nei confronti dei dipendenti, che possono godere di una prestazione affidabile, attraverso consulenti esperti contattabili nel corso dell’intero anno, anche per indirizzare le spese personali in termini di deducibilità dal reddito e detraibilità dalle imposte, quindi di ottimizzazione e correttezza fiscale”, spiega Alessandro Baldi, direttore di Cafindustria Emilia-Romagna. Lavorando principalmente per i dipendenti di società che operano con l’estero e anche nei settori tecnologici, Cafindustria ha sviluppato, nell’ambito dei CAF, una propria specializzazione nelle dichiarazioni dei lavoratori cosiddetti “espatriati” e negli adempimenti e dichiarativi che riguardano i lavoratori “impatriati” che, a loro volta, godono di importanti agevolazioni fiscali. Tale specializzazione potrà rivelarsi importante nel 2025, perché viene richiesta la compilazione nel 730, tramite quadri specifici, dei redditi e delle attività detenute all’estero dai dipendenti, comprese le criptovalute. Anche con riferimento ai lavori di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico, caratterizzati da significative agevolazioni negli ultimi anni, Cafindustria ha svolto attività di supporto impor-
ufficio. Ho trovato il Cinema Cavour e ho capito che poteva diventare qualcosa di più: un luogo per noi, ma anche per la città”, continua il CEO di Ciao Comunicazione. Casa Ciao, infatti, non è un semplice restauro, ma una metamorfosi. L’edificio ha una lunga storia alle spalle: prima teatro,
tanti, ai fini della concessione del visto di conformità. Oltre al modello 730, Cafindustria si occupa, a richiesta, anche della redazione del modello REDDITI PF e degli adempimenti che riguardano l’IMU e la registrazione dei contratti di locazione presso l’Agenzia delle Entrate, nonché della dichiarazione di successione. “Importante è anche il supporto nella compilazione dell’ISEE, che permette di ottenere la dichiarazione sostitutiva unica che serve a documentare la situazione economica del nucleo familiare del dichiarante quando si richiedono prestazioni sociali agevolate; è tramite l’ISEE, ad esempio, che si possono ottenere i maggiori benefici spettanti in termini di assegno unico universale per i figli minori”, continua Baldi. È stato inoltre recentemente introdotto tra le attività svolte da Cafindustria il servizio “colf & badanti”, per assistere i clienti nell’assolvimento di tutti gli obblighi contrattuali e di legge del datore di lavoro persona fisica: dall’assunzione alla cessazione del rapporto di lavoro. “Alcuni servizi continuativi sono anche a supporto diretto delle imprese, nella loro qualità di sostituti d’imposta; si tratta del servizio come intermediari nella gestione del 730/4, direttamente connesso alle operazioni del conguaglio in busta paga dei modelli 730, dei servizi di compilazione delle CU e 770, oltreché di trasmissione telematica di dichiarativi e di pagamenti”, conclude il presidente di Cafindustria Emilia-Romagna, Massimo Lauro.
poi sartoria di abiti militari fino al 1945, e infine cinema. Oggi si presenta come un ambiente completamente rinnovato ma con un’identità che non dimentica il passato. Le pareti, rigorosamente bianche, sono minimal, come il resto dell’ambiente. “È stata una scelta voluta. Si tratta di spazi
che voglio siano riempiti non solo dalle attività della nostra agenzia, ma da mostre, cene aziendali, conferenze. Vogliamo che Casa Ciao diventi un punto di riferimento per il territorio, un luogo vivo e aperto. Saranno le iniziative della città che verranno a dare colore e personalità alla
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CONSORZIO COLIBRÌ OTTIENE LA CERTIFICAZIONE PER LA PARITÀ DI GENERE
nostra casa, perché voglio che sia un po’ la casa di tutti”, continua Seghedoni. Una visione che ha permeato anche il progetto di ristrutturazione, durato un anno e mezzo circa, che è stato portato avanti con un approccio corale, coinvolgendo partner e imprenditori locali: “Abbiamo lavorato in tempi rapidi, grazie anche al supporto di alcuni miei clienti che ci hanno fornito materiali e risorse. È un risultato condiviso”, sottolinea fieramente Seghedoni. Ma la modernizzazione non ha cancellato la memoria del luogo. L’ha reinterpretata. Tra gli elementi architettonici dell’ex cinema, alcuni dettagli sono stati mantenuti, inserendosi con discrezione nel nuovo design. Perché dopotutto, Casa Ciao non è solo un progetto imprenditoriale, ma un segno di appartenenza e un gesto di restituzione. “Trovo molto significativo che una giovane agenzia di comunicazione possa contribuire alla riqualificazione del centro. Credo nel dialogo tra passato e presente e il nostro spazio vuole rappresentare proprio questo: un luogo che parla al futuro, senza dimenticare da dove viene”, sottolinea il CEO di Ciao Comunicazione. A oggi, Casa Ciao si presenta come un laboratorio di idee e creatività, un luogo che guarda al futuro con la solidità di una storia secolare. E dietro tutto ciò c’è un’idea forte, ma molto giovane, di una Modena che deve sapersi reinventare, ma senza mai tradire le sue origini.
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La prestigiosa certificazione per la parità di genere rappresenta il primo traguardo d’eccellenza del 2025 raggiunto dal Consorzio Ospedaliero Colibrì, punto di riferimento per la qualità dell’assistenza e delle cure a Bologna e in Emilia-Romagna. Un risultato, frutto di un lungo e costante impegno nella promozione dell’uguaglianza e nell’adozione di politiche inclusive che Colibrì ha raggiunto assieme a cinque dei suoi soci fondatori: CRA Villa Ranuzzi, CRA Villa Serena, Ospedale Santa Viola, Ospedale Villa Bellombra e Ospedale Ai Colli. Il riconoscimento è stato celebrato, lo scorso 20 gennaio, nel corso di una cerimonia alla quale ha preso parte, oltre al management e ai coordinatori di struttura del Consorzio, anche Gennaro Scardamaglia del gruppo multinazionale TÜV NORD Italia, che ha seguito l’iter della certificazione insieme al presidente del Consorzio Colibrì Claudia Sabatini e all’amministratore delegato del Gruppo Averardo Orta. “La certificazione di genere è un riconoscimento che rappresenta non solo un traguardo formale, ma un impegno concreto verso l’equità, la valorizzazione delle persone e il consolidamento della nostra identità collettiva. Il Consorzio Colibrì non è soltanto un’organizzazione sanitaria, ma soprattutto un’impresa plurale, fatta di persone che ogni giorno
contribuiscono alla qualità del lavoro con passione, competenza e dedizione. Siamo un mosaico unico, dove ogni tessera, ogni singolo individuo, gioca un ruolo essenziale. Per il futuro proseguiremo su questa strada della condivisione e del dialogo insieme a tutti i dipendenti e collaboratori del gruppo”, dichiarano dal Consorzio Colibrì. Il nuovo prestigioso traguardo si aggiunge ad un’altra certificazione di eccellenza, del massimo livello Diamante, secondo gli standard di Accreditation Canada, ottenuta nel 2023 sempre dal Consorzio Colibrì, e l’obiettivo per il futuro è quello di mantenere, in linea con l’obiettivo 5 di Agenda 2030, un ambiente di lavoro inclusivo e flessibile, una politica rispettosa del genere (uomo/ donna) e della loro parità di trattamento, indipendentemente da sesso, provenienza ed età. Il 2024 è stato un anno ricco di risultati significativi raggiunti dal Consorzio Colibrì proprio grazie a un intenso lavoro culturale e a un impegno corale di tutti i dipendenti. Tra i principali traguardi raggiunti, l’accreditamento istituzionale, il conseguimento di Accreditation Canada, la certificazione UNI EN ISO 9001 e la costituzione della Fondazione CRES Colibrì Ricerca e Salute, nata per rafforzare l’impegno verso l’innovazione e la crescita in campo sanitario. Il 2025, iniziato con l’arrivo della certificazione per la parità di genere, prosegue con lo sviluppo di progetti associativi importanti, tra cui il portale di Colibrì con il coinvolgimento delle 24 strutture consorziate ed ampi benefici per gli utenti che attraverso la
TECHNOLOGY FOR PASSION
Un grande Gruppo per grandi traguardi. Cinque realtà al servizio dei settori: Formula 1, Motorsport, NASCAR, Aeronautica, Elicotteristico.
www.veca.it
nuova piattaforma potranno reperire le risposte e l’informazione che cercano rispetto ai vari temi della salute. Sul fronte della formazione e della ricerca, prosegue la collaborazione con l’Università di Bologna, alla luce dei tre accordi stipulati con i dipartimenti di ingegneria, scienze biomediche e neuromotorie, scienze per la qualità della vita. Infine, per quanto riguarda l’informazione rivolta ai cittadini, andrà in onda la terza stagione di Colibrì Salute, la rubrica televisiva dedicata alla diffusione di temi sanitari attraverso la voce dei professionisti clinici e non solo. Il Consorzio Colibrì vuole avere un ruolo costruttivo e all’avanguardia, in grado di rispondere alle sfide con soluzioni innovative per rimanere tra le principali realtà di riferimento nel settore sanitario a livello regionale.
CPL CONCORDIA SI ESPANDE E INAUGURA UNA NUOVA PALAZZINA Continua a investire e a rafforzare la propria presenza sul territorio con l’espansione della sede principale di Concordia sulla Secchia, in provincia di Modena, CPL Concordia, storica realtà protagonista nello sviluppo del settore energetico e delle infrastrutture sostenibili, che lo scorso 26 febbraio ha inaugurato una nuova palazzina dedicata allo stoccaggio dei principali componenti degli impianti energetici. La nuova struttura, che si estende su una superficie complessiva di 4.800 metri quadri, di cui
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2.400 coperti e 2.400 scoperti, rappresenta un investimento strategico per migliorare la gestione logistica e ottimizzare le operazioni aziendali, rafforzando ulteriormente l’efficienza operativa di CPL Concordia. “L’inaugurazione di oggi testimonia il nostro impegno concreto a investire sul territorio, consolidando la nostra storica presenza e guardando con determinazione al futuro”, ha dichiarato il presidente di CPL Concordia, Paolo Barbieri, durante il taglio del nastro. “Cresciamo nelle forniture di impianti ad alto valore tecnologico e nelle tecnologie rinnovabili che per noi rappresentano un obiettivo strategico per il futuro del Paese”. All’evento inaugurale, tra gli altri, hanno partecipato il vicepresidente con delega a sviluppo economico e green economy ed energia della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, e le sindache di Concordia, Marika Menozzi, e di San Possidonio, Veronica Morselli. “Questo investimento di CPL Concordia rappresenta un chiaro esempio del dinamismo e della capacità imprenditoriale che contraddistingue l’Emilia-Romagna”, ha dichiarato il vicepresidente Vincenzo Colla. “È inoltre la dimostrazione tangibile della capacità del nostro territorio di essere protagonista di una transizione ecologica che trova nel settore energetico uno dei principali ambiti in cui si sviluppano soluzioni tecnologiche all’avanguardia, che generano crescita e innovazione sostenibile. L’inaugurazione di oggi conferma ancora una volta che sviluppo economico, tutela ambientale e responsabilità sociale possono e devono camminare insieme, per garantire un futuro equo e competitivo”. “L’intervento di CPL Concordia ha dato nuova vita a un’area che era rimasta inutilizzata per decenni, trasformandola in un punto di riferimento per l’innovazione e la
sostenibilità”, ha commentato la sindaca di Concordia Marika Menozzi. “Questa inaugurazione è un segnale importante per il nostro territorio: dimostra come sia possibile conciliare crescita economica, riqualificazione urbana e attenzione all’ambiente. Desidero ringraziare il presidente di CPL Concordia, il Consiglio di Amministrazione e tutta l’azienda per aver scelto di continuare a investire qui, rafforzando il legame con la nostra comunità e contribuendo concretamente allo sviluppo del territorio”. Questa nuova espansione è un ulteriore passo avanti di CPL Concordia, da sempre impegnata nella ricerca di soluzioni all’avanguardia, con un’attenzione particolare all’innovazione e alla transizione ecologica, che intende potenziare la propria capacità operativa e migliorare il servizio ai clienti, puntando su tecnologie avanzate e processi più efficienti. L’investimento rientra in una più ampia strategia di crescita che prevede, nei prossimi anni, ulteriori interventi volti a rafforzare il posizionamento nel mercato energetico nazionale e internazionale. CPL Concordia, con oltre un secolo di esperienza, continua così il proprio percorso di sviluppo, puntando su professionalità, competenza e responsabilità sociale, elementi fondamentali per affrontare le sfide del futuro nel settore energetico.
DATALOGIC INNOVA LA LOGISTICA EUROPEA CON IL NUOVO “MEMOR 35”
Datalogic, società quotata all’Euronext STAR Milan di Borsa Italiana e punto di riferimento tecnologico globale nei mercati dell’acquisizione automatica dei dati e dell’automazione industriale, con sede a Lippo di Calderara di Reno, alle porte di Bologna, si è aggiudicata a gennaio scorso un contratto del valore di oltre nove milioni Da sinistra: Marika Menozzi, sindaco di Concordia, di euro e un’importante partnership con Vincenzo Colla, vicepresidente uno degli operatori logistici più importanti con delega a sviluppo d’Europa, noto per la sua significativa economico e green economy ed energia della Regione presenza in alcuni tra i principali paesi Emilia-Romagna, Paolo Barbieri, dell’Europa continentale nel settore presidente di CPL Concordia, e pacchi, postale e dell’e-commerce. “Questa Veronica Morselli, sindaco di San Possidonio collaborazione sottolinea ulteriormente
l’impegno di Datalogic nell’offrire soluzioni innovative che rispondono alle esigenze in continua evoluzione dei mercati della logistica e dell’e-commerce”, raccontano dall’azienda bolognese. Nel 2024, il fornitore di servizi logistici ha affrontato una sfida cruciale: la sostituzione di una flotta di dispositivi mobili, utilizzati per la scansione e la conferma di consegna dei pacchi. Questi dispositivi, ormai obsoleti, costituivano il cardine delle sue operazioni dal 2017. L’azienda ha, quindi, intrapreso una ricerca di mercato per individuare una soluzione duratura e la scelta si è orientata verso il Memor 35 di Datalogic, lanciato nel corso del 2024 e riconosciuto come il miglior mobile computer tra quelli valutati. “Il Memor 35 non solo si è distinto in termini di prestazioni e affidabilità, incontrando perfettamente le esigenze operative del personale addetto alle consegne - spiegano ancora da Datalogic - ma si è anche affermato come la scelta più sostenibile. Grazie alla sua progettazione focalizzata sull’efficienza energetica e sulla responsabilità ambientale, questo mobile computer è perfettamente allineato con gli obiettivi di sostenibilità del partner di Datalogic”. Test approfonditi sul campo, effettuati dal personale dell’operatore logistico, hanno valutato ogni elemento cruciale: dalla durata della batteria, alla precisione della scansione, dalla longevità del dispositivo, all’impatto ambientale complessivo. “I risultati sono stati inequivocabili: il Memor 35 non solo ha dimostrato elevate prestazioni, ma ha anche rappresentato un significativo progresso verso una gestione operativa più ecologica e responsabile”, continuano dall’azienda bolognese. Datalogic si è così aggiudicata un contratto del valore di oltre nove milioni di euro,
grazie all’eccellenza dei suoi dispositivi e a un approccio collaborativo che ha trovato pieno riscontro nella cultura del partner. L’implementazione, iniziata nella primavera del 2025, si concluderà entro la metà del 2027. Ogni corriere sarà dotato di un computer Memor 35 e dei relativi accessori per gestire con la massima efficienza oltre un milione di consegne quotidiane. Inoltre, tutti i veicoli di consegna saranno equipaggiati con gli esclusivi supporti per la ricarica wireless Datalogic. Una ampia gamma di servizi, tra i quali Ease of Care per il supporto post-vendita e le riparazioni, completano il contratto. “Questa partnership evidenzia la straordinaria capacità di Datalogic di sviluppare soluzioni sempre più avanzate e su misura, capaci di affrontare le complesse sfide del settore logistico contemporaneo e di confermare l’azienda tra i principali player del mercato dei mobile computers”, concludono da Datalogic.
DUCATI, TOP EMPLOYER 2025, PRESENTA UNA PARTNERSHIP CON PIQUADRO Per l’undicesimo anno consecutivo Ducati ha ottenuto la certificazione Top Employer Italia. Questo riconoscimento conferma anche per il 2025 la Casa motociclistica bolognese tra le eccellenze che offrono ai propri dipendenti le migliori condizioni di lavoro, in un contesto focalizzato sul benessere delle persone e sulla crescita professionale. La certificazione viene assegnata dal Top Employers Institute dopo un’analisi approfondita delle politiche aziendali rivolte alla gestione e allo sviluppo delle risorse
umane, valutando le strategie adottate e la loro implementazione. Il processo si sviluppa su sei macroaree e comprende venti categorie, ognuna rappresentativa di pratiche virtuose, tra cui people strategy, work environment, talent acquisition, learning, wellbeing e molte altre. In linea con questi principi, Ducati si distingue come una delle realtà migliori in cui lavorare in Italia, grazie a un modello organizzativo che mette al centro le persone e a un ambiente di lavoro che integra l’eccellenza operativa con l’attenzione alle esigenze individuali dei propri dipendenti. L’azienda investe costantemente nello sviluppo delle proprie persone, offrendo programmi di formazione dedicati, promuovendo l’equilibrio tra vita personale e professionale e tutelando il benessere dei dipendenti grazie a un ambiente sempre più inclusivo ed eterogeneo. L’impegno di Ducati si estende anche a temi di grande rilevanza contemporanea come la valorizzazione delle diversità e delle unicità di ognuno e la sensibilizzazione su questioni ambientali, offrendo un contributo concreto alla mobilità alternativa e sostenibile dei dipendenti. “Per undici anni consecutivi, Ducati è stata scelta come uno dei migliori posti di lavoro in Italia. Questo riconoscimento è motivo di grande orgoglio per tutti noi. Essere parte della famiglia Ducati significa appartenere ad un team appassionato e dinamico, dove ogni giorno è un’opportunità per crescere e realizzare i propri sogni”, afferma Raffaella Ponticelli,
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direttrice risorse umane e organizzazione Ducati. E l’inizio del 2025 è caratterizzato anche da una bellissima collaborazione tra Ducati e un’altra eccellenza del territorio bolognese. A gennaio scorso, in occasione di Pitti Immagine Uomo, la casa motociclistica di Borgo Panigale e l’azienda di pelletteria hanno infatti presentato la prima capsule collection realizzata in sinergia per un connubio esclusivo creato sulla base dei valori comuni alle due imprese: innovazione, design e performance. “La collaborazione tra Ducati e Piquadro nasce da una condivisione di valori naturale, in un incontro perfetto tra l’unicità del design italiano e lo spirito innovativo delle due aziende. Per Ducati, celebrare l’eccellenza italiana è un’attitudine quotidiana e questa linea di prodotti, sviluppata insieme a un’altra realtà basata nel distretto produttivo dell’Emilia-Romagna, è un’ulteriore dimostrazione di questo impegno. Sono sicuro che sarà molto apprezzata tra gli appassionati di motori e viaggi”, evidenzia Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati. Nel dettaglio, la capsule è composta da due zaini roll-top in tessuto gommato, declinazioni speciali della linea best seller Piquadro Corner, e da tre trolley, di cui due in policarbonato e uno top di gamma in alluminio, prodotto in edizione limitata e numerata di soli 300 pezzi. “Sono particolarmente orgoglioso di questo progetto che unisce due brand iconici radicati nella Motor Valley, culla della passione italiana per i motori. Ducati e Piquadro rappresentano un pubblico che ama vivere con energia, stile e dinamismo. Gli zaini e i trolley nati dalla partnership sono molto più che semplici strumenti di viaggio. Sono simboli di libertà, energia e passione per il movimento. Che si tratti di affrontare le curve della Statale della Futa o una giornata dinamica in città, questi accessori rappresentano l’unione perfetta tra design avanzato e funzionalità superiore”, conclude Marco Palmieri, presidente e amministratore delegato di Piquadro.
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DUE TORRI, IN FORTE CRESCITA GRAZIE A DUE NUOVE SEDI
recenti dati riportati da Mordor Intelligence, infatti, il valore del trasporto merci e della logistica in Italia arriverà a superare i 140 miliardi di dollari nel 2030, con un tasso di crescita annuo composto del 3,71% nel Due Torri ha concluso il 2024, anno periodo 2024-2030. Un trend positivo che del suo 50° compleanno, registrando s’innesta su una tendenza ininterrotta dal importanti crescite nel giro d’affari e nella 2009 ad oggi: in quell’anno il fatturato forza lavoro, determinate dall’apertura di delle aziende di logistica italiane era di 71,2 miliardi di euro, mentre dodici mesi fa si è due nuove sedi nel Nord Italia. Le due strutture, una sede a Torrevecchia arrivati a toccare i 112 miliardi di euro con Pia, alle porte di Pavia, e un magazzino in una crescita del 57%. provincia di Verona, hanno determinato “Nonostante un mondo che non cessa nel giro di sei mesi un incremento di essere attraversato da turbolenze di significativo non solo delle superfici ogni tipo, il nostro settore, e in modo (+10%), ma anche della forza lavoro particolare quello della logistica conto terzi, complessiva, aumentata del 14%, e del continua a crescere. Lo fa da anni, senza fatturato (forecast 2024 21,3 milioni di mai arrestarsi. Questo fa del nostro campo (e della nostra azienda) una realtà florida, euro), salito del 16%. che offre opportunità di crescita personale e professionale a tante persone. Tutto questo, in un contesto lavorativo che dev’essere, allo stesso tempo, in prima linea nel garantire sicurezza e qualità del lavoro, con uno sguardo anche alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali e una costante attenzione alle idee dei nostri collaboratori, sempre stimolati da un contesto estremamente Andrea Franceschelli, vicepresidente e direttore generale di Due Torri dinamico. La nostra L’impresa bolognese, che opera nel business espansione, inoltre, conferma l’impegno della logistica integrata ed è specializzata per garantire al cliente soluzioni sempre nella gestione di tutte le attività e i processi più flessibili e sartoriali, in un contesto di di magazzino, nel controllo dei flussi di conferma dei solidi traguardi qualitativi già distribuzione e nella progettazione dei raggiunti”, dichiara Andrea Franceschelli, servizi logistici personalizzati e su misura, vicepresidente e direttore generale di Due ha quindi ampliato ulteriormente la Torri. propria presenza sul territorio del Nord Fondata nel 1974 da Bruno Franceschelli e Italia. Dieci hub, oltre 70 dipendenti e oggi parte del Franceschelli Group insieme 70mila metri quadri di magazzini: sono a One Express e More Value, Due Torri è questi gli importanti numeri complessivi tra l’altro “Lead Logistic Provider”, ovvero di una società che conferma una crescita un partner 4PL: “Questo significa che al esponenziale. Soltanto cinque anni fa, nel cliente viene offerta una ‘cabina di regia’ per 2020, Due Torri era sbarcata proprio a valutare scenari e decisioni, organizzazione Verona con la prima sede, a cui è seguita e integrazione per gestire il cambiamento, l’apertura della seconda nel 2022. una gestione efficiente dei flussi fisici e La crescita dell’azienda s’inserisce in uno informativi della supply chain”, conclude scenario altrettanto positivo: secondo Andrea Franceschelli.
“GUSTOSO” DI ELIOR: INNOVAZIONE E BENESSERE NELLA RISTORAZIONE AZIENDALE La ristorazione aziendale è una parte centrale e fondamentale del welfare aziendale. In un periodo di transizione in cui smart working e lavoro in presenza si alternano nella maggior parte delle realtà imprenditoriali, Elior Ristorazione, punta di diamante nella ristorazione collettiva in Italia, ha voluto mettere al centro dell’attenzione la qualità dei prodotti e la convivialità del pasto, elementi fondamentali di ogni giornata lavorativa. “La linea ‘Gustoso’ de ‘iColti in Tavola’ si distingue per l’innovazione e la qualità. Questi prodotti offrono un’esperienza
culinaria unica, combinando il gusto autentico con la praticità necessaria per le aziende moderne. Un aspetto particolarmente innovativo di ‘Gustoso’ è la possibilità di mettere a disposizione un menù completo che va dal primo al dolce, il tutto in spazi senza cucina. Questo format si adatta perfettamente alle esigenze delle imprese moderne, che possono così offrire ai propri dipendenti un’esperienza conviviale simile a quella di un ristorante self-service, senza la necessità di infrastrutture complesse, o la presenza di grossi spazi da destinare al locale cucina”, spiegano da Elior. “La cultura aziendale ha subito trasformazioni radicali a partire dal 2020”, proseguono dalla multinazionale della ristorazione collettiva, “mentre fino a qualche anno fa la pausa pranzo era incentrata su dinamiche ben consolidate, oggi il paradigma è cambiato. I nostri
clienti richiedono una costante attenzione su qualità della materia prima e facilità di fruizione. Proprio per questi motivi abbiamo voluto concentrarci su un nuovo modo di intendere la ristorazione aziendale”. La varietà è un altro punto di forza della linea ‘Gustoso’ e ogni piatto è preparato con ingredienti freschi e selezionati, in collaborazione con fornitori di fiducia, per assicurare un pasto non solo buono ma anche equilibrato dal punto di vista nutrizionale. “Pensato per essere un ristorante self-service efficiente, ‘Gustoso’ è ideale per le aziende che desiderano un’opzione di ristorazione completa in poco spazio: questo è reso possibile grazie alla rigenerazione delle multi porzioni in atmosfera modificata, che permette di servire piatti caldi e pronti ogni giorno. La salute e il benessere sono al centro della filosofia di ‘Gustoso’. I piatti sono studiati per soddisfare il fabbisogno energetico quotidiano dei dipendenti, includendo una combinazione di ingredienti genuini come legumi e verdure. Questo impegno verso il benessere si riflette in ogni aspetto dell’offerta gastronomica, che comprende una varietà di primi e secondi piatti, contorni, insalate pronte, frutta o dessert e bevande a libero servizio. La convivialità è al centro dell’esperienza che ‘Gustoso’ offre, trasformando la pausa pranzo in un momento di relax e socializzazione per i dipendenti”, sottolineano ancora da Elior. Il gruppo Elior serve aziende di piccole, medie e grandi dimensioni, scuole e università, strutture sociosanitarie, forze armate e il settore dei viaggi, dei musei e del tempo libero. In Italia gestisce oltre 1.300 tra ristoranti e punti vendita e 14 cucine centrali, servendo oltre 169mila pasti al giorno preparati da 200 chef e dalle loro brigate, con il supporto di oltre 50 specialisti in nutrizione. È presente in sei Paesi nel mondo con 109mila collaboratori, grazie ai quali serve ogni giorno sei milioni di clienti in 23.500 ristoranti e punti vendita.
FONDAZIONE FRI PROMUOVE LA FORMAZIONE DEI TALENTI DEL FUTURO Dalla convenzione di partenariato che dal 2022 lega Fondazione Fashion Research Italy alla Fondazione ITS Academy Adriano Olivetti, ovvero l’Istituto Tecnologico Superiore che in EmiliaRomagna realizza corsi biennali post diploma professionalizzanti in ambito ICT e Fashion, è nato a Bologna un ITS Moda per formare i talenti del futuro nel settore tessile/abbigliamento. Già alla sua seconda edizione, il Tecnico Superiore Fashion Hi-Tech and Sustainable Manager svolge un ruolo cruciale all’interno del ciclo produttivo, affiancando i team di stilisti e tecnici in tutte le fasi di sviluppo del prodotto. La sua figura si distingue infatti per la capacità di tradurre la creatività in proposte commerciali concrete, allineate con l’identità e gli obiettivi del brand. Perseguendo la propria mission di stimolare l’evoluzione della filiera moda, F.FRI contribuirà a caratterizzare il corso in prospettiva digital e green per formare nuove generazioni di professionist� in grado di rispondere alle nuove sfide di questo settore all’avanguardia. Come spiegano da Fondazione Fashion Research Italy, infatti, grazie alla sua formazione completa e versatile il Tecnico Superiore opera come ponte tra i diversi dipartimenti aziendali, facilitando la comunicazione e la collaborazione tra i diversi team. Un percorso multidisciplinare della durata di due anni, totalmente gratuito per 25 diplomat� a cui è offerta l’opportunità di arricchire il proprio profilo con le skill
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tecniche, creative e strategiche più richieste dal mercato internazionale. Articolato in moduli di base e tecnico-professionalizzanti tenuti da specialisti del mondo del lavoro, dell’Università e della ricerca, si conclude con due stage di 400 ore ciascuno, da poter svolgere anche all’estero. Un’occasione per testare e affinare le competenze acquisite in aula direttamente sul campo, mettendosi in gioco in una delle realtà di riferimento ma anche un potenziale trampolino di lancio per una carriera nella moda. Al termine del corso e con il superamento di un esame finale, sarà rilasciato il diploma di specializzazione per le tecnologie applicate in “Tecnico superiore per i processi di ricerca, sviluppo e produzione dei prodotti del sistema Moda”, con la certificazione delle competenze corrispondenti al V° livello del Quadro europeo delle qualifiche (EQF). Il titolo verrà tra l’altro corredato dell’Europass diploma supplement per favorire la circolazione in ambito nazionale ed europeo. Questo biennio di alta specializzazione - premiato da Confindustria con il riconoscimento BITS - Bollino ITS Academy per l’impegno profuso nelle attività formative e di contrasto al fenomeno del mismatching delle competenze - offre un’opportunità concreta per chi desidera inserirsi in un settore in evoluzione, con competenze innovative e una visione orientata alla sostenibilità e alla trasformazione digitale. Grazie alla sinergia tra imprese, istituzioni e formazione, l’ITS Moda di Bologna promosso da Fondazione Fashion Research Italy si afferma come un punto di riferimento per la crescita di giovani talenti capaci di interpretare le esigenze del mercato e contribuire al rinnovamento dell’industria.
MUSICA INSIEME, IL GRAN FINALE DELLA STAGIONE 2024/25 Il cartellone dei Concerti 2024/25 riconferma la vocazione internazionale di Musica Insieme, ma con il cuore sempre fortemente radicato a Bologna e nel territorio in cui opera. Emblematica è anche
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A sinistra: “Blue Trial” by Millo per la Stagione I Concerti 24/25 di Musica Insieme; a destra l’ORT – Orchestra della Toscana
l’immagine prescelta per rappresentare la Stagione, firmata dal celebre street artist Millo, che racconta tutta la poesia della musica, che dipinge di colori la nostra quotidianità. “Da 38 anni Musica Insieme programma stagioni di altissimo profilo artistico e ospita a Bologna i più grandi interpreti mondiali, ma la nostra risorsa più preziosa è l’affetto del pubblico che ci segue con competenza e passione in quello che da tempo abbiamo ribattezzato ‘My Beautiful Monday’. I nostri concerti si svolgono infatti da sempre il lunedì sera per affrontare il primo giorno della settimana senza pesantezza, ma con il pensiero felice di un appuntamento con la grande musica”, commenta la presidente di Fondazione Musica Insieme, Alessandra Scardovi. Dopo il successo dei recital di maestri universalmente riconosciuti come Grigory Sokolov, Gautier Capuçon ed Evelyn Glennie, Musica Insieme si prepara ad accogliere al Teatro Auditorium Manzoni di Bologna (sipario alle 20.30) gli ultimi quattro appuntamenti della XXXVIII edizione dei Concerti. Lunedì 7 aprile il massimo mandolinista del panorama internazionale, Avi Avital, porta sulle scene il suo carisma insieme al quartetto d’archi Brooklyn Rider, apprezzato per
l’avvincente stile esecutivo e per le sue affascinanti “esplorazioni” musicali, che si rispecchiano in un programma eclettico: dai ritmi tipicamente spagnoli di Boccherini alle nuove opere dedicate proprio agli interpreti della serata da Giovanni Sollima come dalla compositrice brasiliana Clarice Assad e dall’argentino Osvaldo Golijov. Si prosegue lunedì 28 aprile con il Trio Concept, nominato Ycat Artist ed Echo Rising Star per la Stagione 2025/26, primo ensemble italiano della storia a ricevere questi prestigiosi riconoscimenti, che rilegge i capolavori cameristici più famosi di ogni tempo invitando il pubblico a compiere un viaggio musicale che si snoda tra i capolavori di Beethoven, Mendelssohn e Rihm. Forte di oltre 3.000 concerti e ben 60 incisioni discografiche, The Brodsky Quartet, fra i più longevi e acclamati quartetti d’archi al mondo, lunedì 5 maggio incontra il clarinetto virtuoso di Dimitri Ashkenazy per un originale programma “a geometrie variabili”, che intreccia pagine di Stravinskij al Terzo Quartetto di Šostakovič, per concludere con un capolavoro come il Quintetto di Brahms. Per finire, lunedì 19 maggio Musica Insieme accoglie l’Orchestra della Toscana, fra le principali compagini sinfoniche italiane: sul podio uno dei più brillanti direttori dell’ultima
generazione, Niklas Benjamin Hoffmann, in un concerto che rende omaggio al “made in Italy”, con un nuovo lavoro affidato al virtuosismo del fisarmonicista João Barradas. Con le parole del compositore Cristian Carrara, a cui Musica Insieme ha commissionato il brano in collaborazione con ben tre orchestre sinfoniche dall’Italia agli Stati Uniti: “Con Rosso Ferrari ho voluto omaggiare uno dei simboli più noti dell’Italia nel mondo. Simbolo non solo di velocità, ma anche di eleganza, di design, di creatività”. In occasione del concerto finale del cartellone, Musica Insieme presenterà al pubblico la nuova Stagione I Concerti 2025/26. Musica Insieme ha il piacere di riservare condizioni particolarmente vantaggiose a tutti gli associati Confindustria Emilia Area Centro, offrendo loro una riduzione del 25% sull’acquisto dei biglietti della Stagione I Concerti 24/25. Per maggiori informazioni: 051 271932 info@musicainsiemebologna.it
GENERALI VIA EMILIA EST CRESCE E APRE UNA NUOVA SEDE “Si tratta della nostra sesta sede nella provincia, progettata su misura per rispondere alle nostre esigenze di crescita e di vicinanza alle persone. Uno spazio innovativo e funzionale, pensato per accogliere al meglio i nostri clienti, supportare il lavoro dei nostri impiegati e valorizzare i nostri consulenti”. Così Pierluigi Bancale, agente Generale da 26 anni, commenta la recente inaugurazione del nuovo strategico sito produttivo in viale Amendola a Modena, con il quale la primaria e storica azienda di servizi assicurativi e finanziari della provincia, per 105 anni Agenzia Generale di Modena di INA Assitalia, dal 2017 rinominata Agenzia Generale di Generali Via Emilia Est, consolida la propria presenza sul territorio. “La nuova sede sorge in uno degli edifici più moderni e architettonicamente rilevanti di Modena, a conferma dell’impegno di Generali Via Emilia Est nella ricerca
dell’esclusività, garantendo un servizio all’altezza delle aspettative e dei tempi”, continua Bancale. Gli uffici, sviluppati su due piani, offrono ambienti accoglienti e tecnologicamente avanzati, dove tutti gli stakeholder possono trovare il massimo tra funzionalità e comfort. Questa espansione è la naturale conseguenza della costante crescita di Generali Via Emilia Est, che oggi conta oltre 70 tra dipendenti e consulenti commerciali, operando in un settore in cui la consulenza assicurativa e finanziaria gioca un ruolo sempre più cruciale. “Stiamo crescendo nel mercato, la nostra squadra meritava spazi all’altezza delle nuove sfide. Il mondo assicurativo sta evolvendo rapidamente e Generali, con la sua storia, esperienza e solidità è un partner essenziale per affrontare le sfide economiche, sociali e climatiche del nostro tempo”, sottolinea Bancale. Con questa nuova sede, Generali Via Emilia Est rafforza ulteriormente la propria vicinanza alla comunità modenese, offrendo consulenze mirate su temi essenziali come la protezione dalla non autosufficienza in una società che invecchia, le pensioni integrative, l’ottimizzazione del risparmio, le polizze salute, le coperture di case e aziende, la protezione dai rischi legati alle calamità naturali e molto altro. “In un contesto sempre più complesso, avere un punto di riferimento affidabile è fondamentale per privati, professionisti e aziende”, evidenzia ancora Pierluigi
Bancale. Generali Via Emilia Est non è solo un punto di riferimento per la clientela, ma anche un’azienda sempre più attrattiva e inclusiva per chi cerca una carriera nel mondo assicurativo e finanziario: sempre più giovani universitari scelgono di svolgervi il loro stage pre-laurea, mentre laureati e professionisti in cerca di una nuova sfida trovano in Generali Via Emilia Est un ambiente dinamico, formativo e dal grande potenziale. Grazie alla Business School interna Gate 971, ai programmi di formazione tecnica, commerciale e personale innovativa, alla presenza di coach in sede e a un clima aziendale basato su coesione e visione condivisa, i consulenti di Generali Via Emilia Est si affermano con successo in un mercato estremamente selettivo e competitivo. “Generali Via Emilia Est è sempre ‘più di un lavoro’”, conclude Bancale, sottolineando come la crescita della società non sia solo una questione di numeri, ma anche di persone, competenze e valori condivisi.
GHEDAUTO: UN ANNO DI EVENTI, INNOVAZIONE E CRESCITA NEL SEGNO DI IVECO Un anno denso di eventi per la concessionaria Ghedauto, principale realtà nel settore dei veicoli industriali dell’Emilia-Romagna, che ha presentato le ultime novità di prodotto e i servizi Iveco in contesti spettacolari, coinvolgendo i protagonisti del settore. Con oltre 50 anni di esperienza, Ghedauto è il punto di riferimento ufficiale per il marchio IVECO nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e nella Repubblica di San Marino. L’azienda offre un servizio completo che spazia dalla vendita di veicoli nuovi e usati multimarca alla fornitura di ricambi originali IVECO, supportato da una rete capillare di 27 officine autorizzate sul territorio. “Dopo una prima tappa il
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28 settembre a Malalbergo, nel bolognese, il 17 ottobre abbiamo celebrato la nuova gamma IVECO MY24 con un’elegante presentazione alla Darsena del Sale di Cervia, in provincia di Ravenna”, racconta Riccardo Fracassi, responsabile operativo di Ghedauto. Durante la serata, Fracassi ha presentato l’azienda e tutto il team, sottolineando l’impegno e la professionalità della concessionaria. A rendere ancora più scenografica la location, la presenza di due veicoli simbolo delle novità Iveco: un IVECO S-Way e un IVECO Daily, posizionati all’ingresso per accogliere i clienti. “Gli ospiti hanno avuto l’opportunità di esplorare da vicino i veicoli con un walkaround guidato dalla nostra forza vendita”, spiega Massimo Lupi, responsabile vendite di Ghedauto, che ha illustrato ai presenti - ben 110 persone - le innovazioni della nuova gamma, pronte a tracciare la strada del cambiamento. Durante l’evento, Stefania Ghedini, titolare della concessionaria, ha dichiarato: “È stato un piacere condividere questa serata con chi ci sostiene da sempre. Il nostro obiettivo è crescere insieme, offrendo soluzioni sempre più moderne e in linea con le esigenze del mercato”. A rafforzare il messaggio, le parole
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del responsabile operativo Fracassi: “Questa serata è stata un’opportunità preziosa per consolidare il nostro rapporto con partner e clienti storici con cui condividiamo una visione di crescita e innovazione. In un settore in continua evoluzione, il confronto diretto è essenziale per comprendere le esigenze del mercato e anticipare le sfide future. Il nostro impegno è offrire soluzioni sempre più performanti, sostenibili e su misura, per affiancare i nostri clienti in ogni fase del loro percorso”. Ghedauto fa parte del Gruppo Ghedini Automobili, storica azienda bolognese con una lunga tradizione nel settore automotive. Questa partnership strategica consente a Ghedauto di ampliare la propria offerta, creando una sinergia vincente tra veicoli industriali, commerciali e automobili. Il Gruppo Ghedini oggi offre soluzioni di noleggio breve, medio e lungo termine, vendita di vetture nuove - Abarth, Alfa Romeo, Citroen, Fiat, Jeep, Lancia, Opel, Peugeot - km0 e usate, assistenza e servizi di pratiche auto. “Il risultato è un’offerta di mobilità a 360 gradi, che va oltre la semplice vendita di veicoli. Abbiamo costruito un ecosistema integrato di soluzioni per il trasporto e la logistica, in grado di rispondere in modo flessibile e personalizzato alle esigenze di ogni cliente”, conclude Stefania Ghedini.
ALGENESS, IL FILLER DELLA BOLOGNESE GHIMAS, SBARCA IN CINA Ghimas, nata 75 anni fa a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, come casa farmaceutica, passata nel 2021 sotto il controllo al 78% del gruppo americano AAT e oggi specializzata in dispositivi medici a base di sostanze, integratori e cosmetici, ha annunciato che Algeness® VL, il suo innovativo filler dermico a base di agarosio per la medicina estetica, ha ottenuto l’approvazione in Cina. “È difficilissimo che un prodotto medicale europeo possa entrare in Cina, è un mercato con alte barriere all’entrata. Il fatto che la National Medical Products Administration abbia autorizzato il nostro filler dermico Algeness® significa che abbiamo realizzato qualcosa di davvero innovativo”, spiega Marcello Bergamini, general manager di Ghimas. Il via libera alla commercializzazione di Algeness® in Cina come “Dispositivo medico di classe III” è arrivato dopo un lungo iter autorizzativo durato quattro anni e spalanca nuove prospettive di crescita per Ghimas, che registra un fatturato annuo di cinque milioni di euro, per metà derivante dall’export in una quarantina di Paesi. “Questa approvazione rappresenta una trasformazione radicale per l’azienda. Attualmente Algeness® vale un 10% del nostro giro di affari, ma abbiamo già sottoscritto un contratto da 2,5 milioni di euro con il partner cinese del nostro gruppo AAT, che da solo vale quindi la metà dei nostri ricavi. Entro due anni puntiamo al raddoppio del fatturato nonché ad utilizzare questa esperienza per realizzare prodotti innovativi per altri clienti”, racconta ancora Bergamini. Il partner di AAT in Cina è Lanzhou Biotechnique Development Company, LTD (“LanDev”), divisione di medicina estetica di China National Biotec Group Company Limited (“CNBG”) e parte
del gruppo Sinopharm, unico produttore di tossina botulinica nel Paese, noto per Hengli, il primo prodotto di questo tipo lanciato sul mercato asiatico. Doug Abel, presidente e CEO di AAT, commenta così la partnership con LanDev: “Siamo orgogliosi di vedere Algeness® entrare nel vasto mercato estetico cinese grazie a LanDev, il partner ideale per massimizzarne il successo. Questa approvazione rappresenta un traguardo significativo per i team di LanDev, CNBG, AAT e Ghimas, oltre che per i nostri partner regolatori, e non poteva avvenire con un prodotto migliore di Algeness®”. Il filler bolognese Algeness®, prodotto per il mercato cinese nello stabilimento italiano di Ghimas a Casalecchio, è a base di agarosio purificato derivato da alghe, completamente naturale, biodegradabile, biocompatibile e privo delle sostanze chimiche di reticolazione tipicamente presenti nei filler a base di acido ialuronico. Approvato in Cina per il trattamento delle pieghe nasolabiali, è già registrato in Europa secondo il regolamento MDR, inizialmente per finalità mediche e successivamente anche estetiche secondo l’Annex XVI, ed è attualmente in fase di registrazione negli Stati Uniti presso la Food and Drug Administration (FDA). “L’approvazione in Cina apre nuove prospettive per AAT e Ghimas. La futura commercializzazione in Cina, unita alla potenziale approvazione negli Stati Uniti e ai significativi risultati derivanti dagli studi clinici, costituiscono la base per consolidare Algeness® come protagonista nel settore della medicina estetica”, conclude il general manager di Ghimas, Marcello Bergamini.
GMM GROUP ADOTTA L’AI DI AMMAGAMMA Negli ultimi decenni, l’industria ceramica ha intrapreso un percorso significativo verso la digitalizzazione, adottando tecnologie all’avanguardia per migliorare l’efficienza e la sicurezza dei processi produttivi. Recentemente, anche le soluzioni di intelligenza artificiale hanno fatto la loro comparsa in questi ambienti industriali e le imprese stanno cominciando a testarne le potenzialità. Un chiaro esempio di questa trasformazione si trova nella collaborazione tra due realtà modenesi: Gmm Group e Ammagamma. Gmm Group, azienda con oltre 50 anni di esperienza nella distribuzione di componenti e nella fornitura di servizi per l’industria, si è infatti rivolta ad Ammagamma, società di eccellenza nel campo dell’AI, per ottimizzare la manutenzione predittiva dei sistemi di ventilazione nei forni ceramici. Il processo di manutenzione, offerto da Bbm (consociata del Gruppo), si basa su un’analisi vibrazionale che consente di acquisire dati accurati riguardanti lo stato degli impianti, con l’ausilio di strumenti all’avanguardia. I dati raccolti vengono poi elaborati per creare modelli di comportamento delle macchine, consentendo di identificare con precisione il tempo residuo prima di un guasto e gli specifici fattori che potrebbero compromettere il funzionamento, causando prolungati tempi di inattività. Grazie a questo approccio, Bbm fornisce ai produttori di ceramica diagnosi dettagliate e report che delineano programmi e procedure d’intervento, gerarchizzando le priorità. Attualmente sono circa 2.000 le ventole monitorate mediante un processo di analisi vibrazionale, con controlli eseguiti due o tre volte l’anno. Il crescente interesse nel servizio di Condition Monitoring ha spinto Gmm Group a considerare l’utilizzo di strumenti di AI per automatizzare la gestione dei dati, mitigando così la complessità del lavoro manuale. Attraverso l’analisi dello storico dei dati e la definizione di parametri Luca Milani, CEO di Gmm Group
e obiettivi condivisi, Gmm Group ha adottato una soluzione di AI sviluppata da Ammagamma per velocizzare il processo e gestire una maggior quantità di dati. In particolare, la web app è organizzata in due sezioni distinte: una si occupa dell’ingestione dei dati e acquisisce in automatico le serie temporali oggetto di analisi; l’altra, di forecast, processa le serie temporali e predice le rotture che si verificheranno, indicando per ciascun dispositivo il grado di rischio, la tipologia di rottura e le azioni consigliate. Grazie a questo applicativo, oggi Gmm Group vede una riduzione notevole del tempo impiegato nell’analisi dei dati e un aumento dell’efficienza operativa derivante dalle manutenzioni che prima non erano identificate, oltre a beneficiare di una migliore capacità di rilevamento delle anomalie e di una maggiore efficacia nella ricerca del guasto, senza errori manuali. “Abbiamo iniziato a utilizzare questa nuova applicazione e siamo impazienti di poterla offrire definitivamente ai nostri clienti. Questo progetto ci permette di rimanere competitivi sul mercato, sfruttando le straordinarie competenze del team di Ammagamma, che aiuta le imprese a migliorare le performance con soluzioni altamente innovative”, evidenzia Luca Milani, CEO di Gmm Group. Eliminando il rischio di guasti pericolosi e contribuendo ad un aumento dell’efficienza energetica negli ambienti produttivi, la manutenzione predittiva diventa così una risorsa essenziale per le imprese manifatturiere.
GRAF IDEAS CONTEST JUNIOR: L’IMPEGNO DI GRAF PER L’EDUCAZIONE STEM Si è svolto il 7 dicembre scorso, nell’Auditorium “Primo Maggio” di Crevalcore, in provincia di Bologna, l’evento conclusivo del 1° “GRAF Ideas Contest Junior”, naturale evoluzione dei “Laboratori di Robotica - STEM” ideati dal Gruppo GRAF di Nonantola, nel modenese. La giornata, organizzata nell’ambito del Festival della Cultura Tecnica di Bologna, ha riscosso grande
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entusiasmo da parte dei presenti, sia studenti che famiglie e pubblico, e ha visto la partecipazione di numerose autorità del territorio. Come spiegano dall’azienda, l’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire una panoramica completa per orientarsi con maggiore consapevolezza nella scelta del percorso scolastico di secondo grado. È stato ideato un programma strutturato, che combina formazione e informazione: il percorso parte da un laboratorio di robotica dedicato al potenziamento delle competenze STEM, culminante in un contest dove i partecipanti possono mettere in pratica le conoscenze acquisite affrontando temi di attualità e rilevanza sociale. Al termine del percorso, durante l’evento finale, vengono forniti contributi provenienti da istituti superiori delle province di Modena e Bologna, università e dal mondo del lavoro, per offrire a ragazze, ragazzi e famiglie una visione completa e concreta delle opportunità future. Nel 2024 il tema scelto è stato la tutela ambientale, immaginando dispositivi elettronici capaci di ridurre le emissioni inquinanti che sono alla base del cambiamento climatico mondiale, in qualsiasi campo della vita quotidiana. Ad aggiudicarsi il premio in denaro che il Gruppo GRAF ha messo in palio per supportare le attività didattiche e promuovere ulteriori progetti formativi è stata la scuola “D. Alighieri” di Nonantola. La giornata ha dato poi largo spazio all’orientamento scolastico: sul palco si sono alternati Luigi Rovati, docente del corso di elettronica dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Roberto Palazzetti, docente del corso di ingegneria meccanica del Politecnico di Milano, e
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Andrea Zucchelli, docente del corso di ingegneria meccanica dell’Università di Bologna, i cui interventi si sono rivelati utili per allargare lo sguardo verso temi quali l’accesso al mondo universitario. Con la tavola rotonda organizzata con i docenti delle scuole superiori Anna Maria Prandini, dell’istituto tecnico Enrico Fermi di Modena, Valter Caruso, dell’istituto tecnico Archimede di San Giovanni in Persiceto, nel bolognese, Giuseppina Silvestri, dell’istituto tecnico Fermo Corni di Modena e Sandro Gualdi, dell’istituto tecnico Leonardo Da Vinci di Carpi, in provincia di Modena, è stata proposta una panoramica su percorsi didattici, laboratori, offerte formative, clima e ambiente scolastico. Anche il mondo dell’industria ha offerto il proprio punto di vista sul tema del lavoro, dell’innovazione e delle competenze tecniche di oggi e di domani, grazie al contributo di Giuseppe Bitetti di Finestre Nurith, che ha anche collaborato all’evento, e di GRAF stessa. Questi interventi hanno offerto spunti decisivi al dibattito sull’orientamento, sottolineando l’importanza della formazione STEM, competenze tecnologiche e capacità di innovazione. “Questa iniziativa, in crescita anno dopo anno, conferma il nostro
impegno nel promuovere la cultura tecnica, sostenere l’educazione STEM e valorizzare le competenze dei giovani, affinché possano costruire un futuro più sostenibile e innovativo”, commentano con orgoglio da GRAF.
GRANAROLO, ESEMPIO VIRTUOSO CON LA CERTIFICAZIONE PER LA PARITÀ DI GENERE Granarolo ha ottenuto la certificazione per la parità di genere UNI/PdR 125:2022 per tutte le sue sedi in Italia. Si tratta di una conferma dell’impegno profuso nel creare una cultura aziendale inclusiva e attenta alle persone e ai loro bisogni. Fin dalla sua fondazione il gruppo agroalimentare bolognese ha infatti promosso iniziative finalizzate alla parità di genere: nell’ambito della selezione e assunzione, della gestione delle carriere, degli sviluppi retributivi, delle politiche di welfare e di conciliazione, progetti di sensibilizzazione e comunicazione per favorire una cultura aziendale inclusiva e libera da stereotipi e pregiudizi. L’introduzione del sistema di gestione per la parità di genere, secondo la prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022, prevede la misurazione, rendicontazione e valutazione di un insieme di indicatori
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distribuiti in alcune aree (selezione e assunzione, gestione della carriera, equità salariale per genere, tutela della genitorialità e cura, conciliazione dei tempi vita-lavoro, prevenzione di ogni forma di abuso fisico, verbale e digitale - molestia - sul luogo di lavoro), con l’obiettivo di colmare le aree scoperte eventualmente esistenti e produrre un cambiamento sostenibile e proiettato nel tempo, in virtù di un piano strategico dedicato. L’ottenimento della certificazione è uno dei cinque obiettivi strategici di sostenibilità del piano industriale 20242028 avviato a seguito dell’ingresso nel capitale del gruppo Granarolo della Cassa di Depositi e Prestiti ed ENPAIA. “La certificazione per la parità di genere testimonia l’impegno e i risultati raggiunti dal nostro Gruppo per rimuovere ogni barriera che pregiudichi l’accesso e la crescita professionale in azienda in base al genere, è un passaggio significativo per una realtà che vuole essere un esempio virtuoso in tutti i territori italiani in cui opera, anche in termini di responsabilità sociale ed equità. Fra le tante iniziative pregresse ci piace ricordare la realizzazione di una Banca del Latte Umano Donato di Bologna, un progetto senza fini di lucro nato 10 anni fa e volto a raccogliere latte materno da destinare a neonati ricoverati nelle terapie intensive neonatali di tanti ospedali della nostra Emilia-Romagna. Un progetto di donne Granarolo per le donne di Granarolo e della città di Bologna, che non ha eguali in Europa”, dichiara il presidente Gianpiero Calzolari. Gli fa eco Francesca De Santis, responsabile governance, risk management e compliance e membro del Comitato Guida per la parità di genere: “In un momento storico di grande attenzione alle tematiche di genere, la nostra azienda ribadisce il proprio impegno nel promuovere l’equità nel mondo del lavoro. È proprio negli ambienti tecnici come il nostro che ci aspettiamo i più rilevanti passi avanti, grazie a una valorizzazione sempre più diffusa della presenza e del potenziale femminile, anche in ruoli manageriali. Ci impegneremo a raggiungere l’equità in ciascuna delle aree toccate”. “L’ottenimento della certificazione è solo un primo passo nel percorso di supporto all’inclusione e la diversità nel Gruppo. Conseguentemente,
abbiamo definito un piano d’azione che sarà monitorato dal Comitato Guida per la parità di genere. Siamo convinti che le migliori azioni da implementare vengano attraverso il suggerimento da parte della popolazione aziendale; continuiamo, quindi, nel nostro percorso di ascolto di tutte e tutti”, conclude Riccardo Sebastiano Piaggi, direttore risorse umane, organizzazione e IT.
HERA SI CONFERMA AZIENDA TOP EMPLOYER Per il sedicesimo anno consecutivo il Gruppo Hera si certifica Top Employer per le proprie politiche lavorative. Si tratta di un traguardo rilevante poiché questa certificazione, rilasciata dal Top Employers Institute, ente certificatore globale delle eccellenze aziendali in ambito HR con sede in Olanda, rappresenta uno dei più significativi riconoscimenti a livello internazionale. La certificazione viene riconosciuta alle realtà che raggiungono e soddisfano gli elevati standard richiesti dalla HR Best Practices Survey. L’analisi, molto attenta e di anno in anno sempre più selettiva, ricopre sei macroaree relative alla gestione delle risorse umane ed esamina in profondità 20 diversi temi e rispettive buone pratiche, tra le quali: riconoscimento delle persone e delle loro professionalità, ambiente di lavoro, opportunità di carriera, formazione e sviluppo, valorizzazione delle diversità, equità e inclusione, benessere. “Questo riconoscimento è la conferma del nostro
impegno costante nella valorizzazione della nostra principale risorsa: le persone, con le loro competenze, la loro professionalità e la loro unicità. È sul rispetto delle loro esigenze e sulla loro soddisfazione che si basa il nostro essere impresa, proiettata in un cammino di costante miglioramento nell’offrire ogni giorno servizi indispensabili alla vita di cittadini e aziende”, commenta il presidente esecutivo del Gruppo Hera, Cristian Fabbri. Il programma quest’anno ha riconosciuto e certificato, compresa la multiutility, 2.429 Top Employers in 125 Paesi di tutto il mondo. I principali punti di forza che hanno permesso al Gruppo Hera di raggiungere questo importante risultato sono: sicurezza, appalti, sostenibilità, inclusione, benessere e sviluppo delle persone. In questi ambiti sono previsti nel quadriennio 2024-2027 investimenti per 60 milioni di euro in formazione del personale, di cui un terzo rivolto alla sicurezza, 2.600 assunzioni, sviluppo di nuove competenze e molte iniziative per il supporto alla genitorialità, alle persone fragili, ai caregiver, alla valorizzazione delle diverse abilità. L’investimento e l’impegno per la crescita e il benessere delle persone del Gruppo comprendono anche il contrasto alla violenza di genere e la promozione dell’inclusione. Tra le novità del 2024, poi, si annovera il Patto del Buon Lavoro, siglato a luglio con le organizzazioni sindacali, un documento prospettico e virtuoso che rappresenta un nuovo punto di riferimento a livello nazionale, capace di coniugare crescita aziendale, sviluppo sostenibile e benessere collettivo e che racchiude le buone pratiche di valorizzazione delle persone costruite nel
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corso degli anni rendendole patrimonio condiviso anche con le organizzazioni sindacali. Sulla buona qualità della vita degli oltre 10.000 dipendenti del Gruppo incide anche l’ampio piano di welfare, che offre loro una vasta gamma di servizi e sul quale l’azienda investe 18 milioni di euro ogni anno. Tra le iniziative più significative si annoverano sessioni gratuite di supporto psicologico, piani alimentari personalizzati e sessioni con fisioterapisti e posturologi, programmi di promozione della salute e prevenzione con visite e screening gratuiti, iniziative a supporto della genitorialità e dell’istruzione dei figli e della mobilità sostenibile.
STRATEGIE HR, HIT SERVIZI EMILIA LANCIA HIT PEOPLE ANALYTICS Hit Servizi Emilia, il principale polo di servizi payroll e amministrazione del personale in Emilia-Romagna, lancia HIT People Analytics (HPA), un innovativo strumento di HR Analytics sviluppato in collaborazione con CRIF. “HPA è un’applicazione innovativa dedicata alla gestione delle risorse umane, progettata per rispondere alle domande più strategiche dei responsabili HR”, spiega Michele Pistoni, direttore di Hit Servizi Emilia. “Si basa su dati raccolti da oltre 600 imprese dell’EmiliaRomagna e più di 30 mila cedolini al mese. Questo ci consente di offrire benchmark estremamente rappresentativi del nostro territorio e dei diversi settori aziendali. Oggi, per attrarre e trattenere i migliori talenti, le imprese devono basarsi su dati concreti. HPA risponde a domande strategiche fondamentali per le imprese: Le nostre politiche retributive sono competitive? Qual è il livello retributivo adeguato per attrarre talenti? Quali collaboratori sono a rischio di abbandono e come possiamo trattenerli? Come si posizionano gli indicatori di performance HR rispetto al mercato? Ecco: queste domande trovano risposte basate su benchmark locali e affidabili, permettendo alle aziende di migliorare la loro strategia HR in modo significativo”, evidenzia Pistoni. Questa ampia base dati è un elemento distintivo, perché consente alle aziende di confrontarsi
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con benchmark territoriali affidabili. “La ricchezza dei dati è il cuore di HPA”, conferma il direttore di Hit Servizi Emilia. “Grazie a questa ampia base, le aziende possono confrontarsi con la realtà del territorio invece di basarsi su medie generiche e poco rappresentative. Ad esempio, possono verificare se il loro pacchetto retributivo è allineato alla concorrenza o identificare pattern di turnover per intervenire prima che sia troppo tardi. In sintesi, HPA trasforma i dati in un vantaggio competitivo concreto”. HPA è stato progettato per essere estremamente intuitivo. I dati sono presentati in modo visivo attraverso grafici chiari e immediati, come istogrammi, grafici radiali e a linee, selezionati in base al tipo di benchmark analizzato. Per chi desidera un’analisi più approfondita, sono disponibili
tabelle dettagliate per esplorare i dati con precisione. Inoltre, HPA offre grande flessibilità: gli utenti possono applicare filtri ed esplorare varie dimensioni (come aspetti aziendali, contrattuali, territoriali e anagrafici) per adattare le informazioni alle loro esigenze. In sintesi, HPA offre un’esperienza d’uso semplice ma potente, capace di supportare decisioni strategiche rapidamente. “Riguardo alle performance operative, HPA aiuta le imprese a migliorare, perché offre una visione chiara di come l’azienda si posiziona rispetto al mercato su aspetti come straordinari, assenze o smart working. Con HPA, le aziende trasformano i dati in un vantaggio competitivo concreto, migliorando efficienza e benessere dei dipendenti”, continua Pistoni. “HIT People Analytics è solo il primo passo di un percorso strategico più ampio. Con un
piano strategico pluriennale, HIT Servizi Emilia intende ampliare progressivamente l’offerta di soluzioni avanzate, evolvendo dai benchmark descrittivi verso strumenti di analisi predittiva e soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale. Questa evoluzione permetterà alle aziende di adottare un approccio sempre più datadriven e proattivo nella gestione delle risorse umane, anticipando le sfide del mercato del lavoro e rafforzando la propria competitività”, conclude il direttore di Hit Servizi Emilia, Michele Pistoni.
HORSA, 2025 AL VIA SOTTO OTTIMI AUSPICI Il nuovo anno è cominciato sotto i migliori auspici dopo che il 2024 si è confermato un anno particolarmente positivo per Horsa Group, player di riferimento nel settore della trasformazione digitale e delle soluzioni tecnologiche avanzate. Con un fatturato che ha raggiunto i 300 milioni di euro, un organico di 1.857 dipendenti distribuiti in 50 sedi in Italia (la principale nell’headquarter di via Marco Emilio Lepido a Bologna), il gruppo ha consolidato nel 2024 la propria posizione e il proprio ambizioso percorso di crescita grazie a dieci acquisizioni strategiche che hanno potenziato le competenze in ambiti chiave per lo sviluppo aziendale come business solution, cloud & security e digital hub. “Si tratta di una serie di operazioni pensate per rafforzare il nostro ruolo di partner di riferimento nella trasformazione digitale”, evidenzia Gabriele Cortesi, vicepresidente di Horsa. Tra queste, spicca l’acquisizione di Consea, realtà specializzata in progetti basati su Microsoft Dynamics 365, che si unisce a Horsa Way consolidando ulteriormente l’offerta in ambito ERP. Sempre nel segmento business solution, l’acquisizione di Copernico HR Service da parte di HR Servizi amplia le competenze del gruppo nella gestione paghe grazie all’uso della piattaforma Zucchetti. L’ingresso di Elelco all’interno di Delta System ha invece rafforzato la posizione di Horsa nel settore digital hub, con soluzioni innovative basate su architetture IBM e
completato il quadro con l’acquisizione del 10% di D&D Holding, realtà di riferimento in ambito martech. “Le operazioni svolte nel corso del 2024 sono state indirizzate al rafforzamento delle competenze già esistenti in Horsa, in aree in forte crescita e per le quali percepiamo forte richiesta di valore aggiunto da parte del mercato. Confermiamo in questo modo la nostra strategia di essere un interlocutore unico e affidabile per i nostri clienti”, commenta Luca Bruno, vicepresidente di Horsa. Sopra, Gabriele Cortesi, sotto, Luca Bruno, vicepresidenti di Horsa
ambienti Cloud. In parallelo, Horsa Power ha accolto Pansoft, realtà di spicco nella fornitura di servizi ERP, soluzioni WMS per la gestione dei magazzini e sistemi EAM per il controllo degli asset aziendali. Un altro passo significativo è stato compiuto con l’acquisizione di Softech - Software & Technology da parte di Horsa Next, che ha permesso al gruppo di estendere le proprie competenze nella gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM). In ambito cyber security, invece, Horsa ha scelto di puntare su Cyske, una startup innovativa che porta valore aggiunto grazie alle sue competenze avanzate. L’espansione di Horsa non si è fermata qui: con l’acquisizione di EOS Informatica, che controlla interamente Reco&Valuto, Pentasoft ha ampliato il raggio d’azione nel comparto business solution. Parallelamente, il potenziamento dell’offerta digital hub è proseguito con l’ingresso di Algoritmo e OGSI, acquisite rispettivamente da Delta System e Horsa Digital Retail. Infine, il gruppo ha
IDRAULICA SIGHINOLFI ALBANO PUNTA SULLA NUOVA TECNOLOGIA GREEN SMARTCYLINDER Sempre più innovazione, ricerca e tecnologia per Idraulica Sighinolfi Albano. L’azienda con sede a Nonantola, in provincia di Modena, da oltre sessant’anni specializzata nella produzione di cilindri idraulici di alta qualità, ha infatti presentato a febbraio scorso il nuovo progetto Power Cylinder che riguarda un innovativo cilindro idraulico chiamato SmartCylinder, ideato e sviluppato per aumentare la produttività e l’efficienza energetica, riducendo al contempo le emissioni nelle applicazioni industriali gravose, e in grado di adattare le proprie prestazioni alle diverse condizioni operative. La nuova tecnologia è frutto di uno studio durato ben tre anni e realizzato anche grazie a un finanziamento dell’Unione Europea, del valore di 2,8 milioni di euro, nell’ambito del progetto LIFE. Nel dettaglio, questa tecnologia brevettata consente di trasformare un semplice attuatore in un sistema idraulico autonomo, personalizzabile, inserito in un cilindro dotato di un booster ad alta frequenza che si attiva automaticamente quando necessario; il design compatto, dove tutti i componenti sono integrati, e il sistema di confinamento dell’alta pressione completamente interno, rendono l’utilizzo del cilindro SmartCylinder estremamente sicuro. SmartCylinder è stato testato grazie a uno studio di Life Cicle Assesment (LCA) in diverse condizioni operative e su diversi macchinari per la demolizione. Attraverso
questi test si è dimostrato che le attrezzature possono completare il lavoro in meno tempo grazie alla maggiore velocità di movimento dei cilindri e alla forza aggiuntiva fornita dal booster integrato; inoltre, proprio per il minor peso, gli stessi componenti possono essere utilizzati su macchinari più piccoli, quindi meno inquinanti. Tutte queste caratteristiche permettono un risparmio di emissioni CO2 e NOX dal 10 al 15%, oltre a ridurre i tempi di lavoro nei cantieri, portando così a un minore impatto sull’ambiente circostante. Per realizzare il progetto Idraulica Sighinolfi Albano ha collaborato con molte realtà istituzionali sia locali che nazionali, tra le quali Unimore, e stretto una partnership strategica con MBI, altra storica azienda del territorio modenese, sui cui prodotti è stato testato il cilindro. “Gli utilizzatori esperti che hanno provato il prodotto sono rimasti entusiasti, apprezzando inizialmente la maggiore velocità operativa e, in seguito, la capacità di demolire con maggiore efficienza tutti i tipi di materiali, anche i più ostici. Nei prossimi mesi le prime macchine equipaggiate con SmartCylinder sbarcheranno negli Stati Uniti per affrontare nuove sfide”, dichiara Marco Sighinolfi, CTO di Idraulica Sighinolfi Albano. Una crescita costante quella dell’azienda nonantolana che proseguirà anche nei prossimi mesi, quando sono previsti sia l’ampliamento Marco Sighinolfi, CTO, e Donatella Sighinolfi, CEO di Idraulica Sighinolfi Albano
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della struttura produttiva, con investimenti per l’acquisto di nuovi macchinari per un valore di 1.200.000 euro, sia l’assunzione di nuovo personale che andrà a integrare l’attuale staff di 65 persone. Nei prossimi cinque anni, grazie alla nuova linea di prodotto, Idraulica Sighinolfi Albano punta ad aumentare del 40 per cento il fatturato che oggi si attesta sui 17 milioni di euro. “Negli ultimi anni non abbiamo solo sviluppato un prodotto innovativo, ma abbiamo anche adeguato la nostra struttura per cogliere tutte le opportunità del mercato europeo che guarda consapevolmente a un minor impatto ambientale, siamo infatti un’azienda che crede nel futuro e che vuole impegnarsi concretamente per l’ambiente, e la tecnologia SmartCylinder è un primo passo in questa direzione”, conclude Donatella Sighinolfi, CEO di Idraulica Sighinolfi Albano.
IMAS AEROMECCANICA TRACCIA LA VIA DELLA SOSTENIBILITÀ Negli ultimi decenni il progresso industriale ha portato con sé enormi benefici economici e sociali, ma ha anche sollevato serie preoccupazioni riguardo al relativo impatto ambientale. L’inquinamento atmosferico prodotto dai processi industriali è diventato uno dei problemi più gravi del nostro tempo, influenzando la salute umana e l’equilibrio degli ecosistemi. “In questo contesto, l’implementazione di impianti di aspirazione e filtrazione dell’aria si rivela fondamentale per mitigare gli effetti nocivi
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dell’industria sull’ambiente”, dichiarano da Imas Aeromeccanica, realtà con sede a Ozzano dell’Emilia, alle porte di Bologna, da 50 anni in prima linea per la salvaguardia e la tutela della salute dei lavoratori attraverso la fornitura di impianti industriali per la depurazione dell’aria. Come spiegano dall’impresa, le industrie emettono una varietà di inquinanti atmosferici, tra cui polveri sottili, fumi tossici e composti organici volatili, che possono provenire da diverse fonti e processi. “L’esposizione a lungo termine a queste sostanze può portare gravi problemi di salute come malattie respiratorie e cardiovascolari per quanto concerne i lavoratori in azienda e contribuire al cambiamento climatico per via delle enormi immissioni in atmosfera”, sottolineano da Imas. Gli impianti di aspirazione e filtrazione dell’aria sono progettati per catturare e rimuovere gli inquinanti dall’aria prima che vengano immessi nell’ambiente. Questi sistemi possono variare in complessità e dimensioni, ma tutti condividono lo stesso obiettivo: migliorare la qualità dell’aria e ridurre l’impatto ambientale delle attività industriali. “Esistono diverse tecnologie e soluzioni di filtrazione, come filtri a maniche e cartucce, depuratori a carboni attivi e multistadio, filtri a candele coalescenti per fumi e nebbie oleose, filtri con accumulo e tante altre soluzioni customizzate alla tipologia di lavorazione, al materiale e all’inquinante che si genera. Ogni tecnologia ha le proprie applicazioni e vantaggi, a seconda del tipo di inquinante da trattare”, proseguono ancora dall’azienda di Ozzano. Alcuni impianti, inoltre, sono in grado di recuperare energia dagli scarti delle lavorazioni trasformandoli in una risorsa utile per il processo produttivo, non solo riducendo l’impatto ambientale, ma contribuendo anche a migliorare l’efficienza energetica dell’impianto. “L’implementazione di impianti di aspirazione e filtrazione offre anche vantaggi economici. Le aziende che investono in tal senso possono ridurre i costi associati a multe e sanzioni per inquinamento, migliorare la propria reputazione e soddisfare le normative ambientali sempre più stringenti. Inoltre, un ambiente di lavoro più pulito e sano
si traduce in una maggiore produttività e benessere per i dipendenti”, continuano da Imas. Certamente l’impatto dell’industria sull’ambiente è una sfida complessa che richiede soluzioni innovative e sostenibili. “Gli impianti di aspirazione e filtrazione dell’aria rappresentano un passo importante verso la riduzione dell’inquinamento atmosferico e il miglioramento della qualità della vita. Investire in queste tecnologie non è solo una scelta responsabile dal punto di vista ambientale, ma anche un’opportunità per le imprese di prosperare in un mercato sempre più attento alla sostenibilità. In un futuro in cui la protezione dell’ambiente diventa prioritaria, è essenziale che le industrie adottino misure efficaci per ridurre il loro impatto e contribuire a un mondo più pulito e sano”, concludono da Imas Aeromeccanica, che quest’anno festeggia i 50 anni di attività, di Ricerca & Sviluppo e di investimenti volti a salvaguardare la salute delle persone nelle aziende produttive e a ridurre l’impatto industriale sull’ambiente.
ITALPIZZA INAUGURA UN NUOVO SITO PRODUTTIVO IN FRANCIA Italpizza investe in Francia con l’apertura di un nuovo stabilimento produttivo a Caudry (Hauts-de-France). La cerimonia di inaugurazione, avvenuta a fine gennaio alla presenza del Ministro dell’Industria e dell’Energia francese Marc Ferracci, segna l’inizio di una nuova fase per lo sviluppo industriale e strategico dell’impresa modenese specializzata nella produzione di pizze surgelate. Grazie a questo investimento, con questa nuova linea nello stabilimento Italpizza avrà la possibilità di aumentare la propria capacità produttiva di circa 100 milioni di pizze l’anno, per un totale complessivo di oltre 460 milioni di pizze prodotte ogni anno. Ma non solo: situato in una posizione strategica, il nuovo stabilimento francese sarà funzionale per una migliore espansione verso i mercati del Nord Europa. Fin dalla sua nascita nel 1991, Italpizza è stata fortemente orientata verso l’estero: la Francia, in particolare, ha sempre
METALFORME FESTEGGIA 15 ANNI DI SUCCESSI
Metalforme Group, azienda specializzata nella progettazione, produzione e installazione di strutture porta moduli per impianti fotovoltaici, ha chiuso il 2024 festeggiando l’importante traguardo dei primi 15 anni di attività e inaugurando, per l’occasione, i nuovi uffici nella sede di Carpi, in provincia di Modena. Fondata nel 2009 con l’obiettivo di rispondere alla crescente domanda di infrastrutture per il settore delle energie rinnovabili, Metalforme è diventata ben presto un punto di riferimento per la realizzazione di soluzioni tecnologiche destinate agli impianti a terra e alle pensiline di parcheggio e, grazie alla visione dei suoi fondatori, si è subito specializzata nella creazione di strutture affidabili e innovative, sempre nel pieno rispetto delle normative tecniche vigenti. “Negli anni, Metalforme ha investito in ricerca e sviluppo, ampliando la gamma di servizi, perfezionando i processi produttivi e incrementando la compagine societaria e la rete di professionisti esterni con cui collabora. Grazie alla capacità di fornire soluzioni personalizzate, dalla progettazione all’installazione, l’azienda è partner affidabile per grandi progetti industriali sia in Italia che all’estero, con l’installazione di oltre 360MWp di impianti fotovoltaici. Il crescente fabbisogno energetico delle aziende e la necessità di integrazione da fonti rinnovabili, imposte anche dalle
rappresentato per l’azienda modenese uno dei principali mercati. Nel nuovo sito francese verranno trasferite le competenze, la specializzazione e il know-how acquisiti in oltre trent’anni di esperienza, che hanno portato l’azienda a raggiungere la posizione di brand leader in Italia e a diventare uno dei principali produttori europei sia nel private label che a marchio proprio. Per Italpizza, l’acquisizione del nuovo
recenti normative comunitarie, ci hanno permesso di diventare partner ideale per le realtà industriali del territorio”, spiegano dall’azienda carpigiana. Metalforme, infatti, può offrire alle imprese energivore sia le classiche soluzioni con strutture per impianti a terra installate nelle pertinenze industriali e nei terreni adiacenti alle aziende stesse, ma soprattutto la possibilità di sfruttare le aree destinate ai parcheggi in cui realizzare pensiline fotovoltaiche. “Questa soluzione, particolarmente apprezzata dalla clientela, consente di utilizzare uno spazio fino ad ora mai considerato per ampliare gli impianti eventualmente già presenti sulle coperture dei capannoni industriali, offrendo anche il benefit aggiuntivo di autoveicoli al riparo dal sole e dal calore nella stagione estiva e protetti dai sempre più frequenti nefasti fenomeni metereologici”, proseguono da Metalforme. Grazie a una consolidata rete di collaborazioni sul territorio nazionale, la realtà carpigiana è in grado di affiancare il proprio cliente dalla fase di progettazione dell’impianto fino alla posa in opera delle strutture o delle pensiline, comprese le opere edili e di fondazione e il montaggio dei moduli fotovoltaici, offrendo la comodità e la sicurezza di un unico interlocutore per la gestione di un progetto di efficientamento completo. Con un team altamente qualificato e tecnologie all’avanguardia, Metalforme continua, ogni giorno, a contribuire alla transizione energetica, fornendo soluzioni su misura sia in Italia sia all’estero, senza mai tralasciare l’impegno costante per l’innovazione e la sostenibilità ambientale. “Competenza, professionalità e attenzione alle esigenze del cliente sono da sempre le caratteristiche che ci contraddistinguono e che ci hanno permesso di festeggiare i primi 15 anni di attività. Questo per noi non è solo un importante traguardo, ma è soprattutto un ulteriore stimolo per continuare a crescere e ad essere sempre più punto di riferimento nel settore delle infrastrutture per il fotovoltaico industriale”, concludono da Metalforme Group.
stabilimento rappresenta un’operazione strategica a livello internazionale senza precedenti. Oltre ai costi per l’acquisto del sito produttivo, l’azienda modenese ha già avviato un importante investimento per i lavori di ammodernamento pari a 12 milioni di euro, distribuiti su un piano pluriennale per il quadriennio 2024-2028. Come sempre, particolare attenzione è stata data alla salvaguardia dei posti di lavoro del
sito; l’azienda, infatti, oltre all’assunzione di oltre 70 addetti tra febbraio 2024 e i primi mesi del 2025, ha in programma, entro il 2028, di potenziare ulteriormente l’organico con un totale di circa 150 addetti. “La Francia è uno dei primi mercati in cui ho creduto e all’interno del quale Italpizza si è inserita, ormai più di 30 anni fa. Qui abbiamo costruito nel tempo relazioni
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commerciali solide ed affidabili, che ci hanno portato a raggiungere una distribuzione capillare, entrando nelle principali insegne della grande distribuzione. Siamo pronti a costruire un futuro proficuo: la sfida che abbiamo lanciato con l’inaugurazione dello stabilimento francese rappresenta un primo passo importante per raggiungere un risultato ambizioso, diventare leader di mercato a livello europeo. Garantire ai nostri clienti e ai nostri consumatori la qualità ai massimi livelli è l’obiettivo che ci guida ogni giorno, e che continuerà a guidarci anche nelle sfide future”, afferma con soddisfazione Cristian Pederzini, presidente di Italpizza. Il Gruppo Italpizza è punto di riferimento nella produzione di pizze surgelate. Oggi sviluppa un volume d’affari di oltre 430 milioni di euro, di cui il 60% sui mercati esteri, ripartito in 58 Paesi. Produce pizze in cinque siti su sette stabilimenti, con una capacità produttiva complessiva di oltre 460 milioni di pezzi all’anno, sia a marchio proprio, che a marchio dei principali retailer al mondo, impiegando oltre 1.800 addetti.
KERAKOLL GROUP, DUE NUOVI MANAGER A CAPO DI AREA INTERNAZIONALE E R&D Kerakoll Group, realtà multinazionale attiva nel settore dell’edilizia, nata nel 1968 nel cuore del distretto ceramico di Sassuolo, nel modenese, ha annunciato a inizio 2025 la nomina di due nuovi manager,
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a completamento della nuova squadra di vertice all’interno della sua struttura organizzativa. Le nomine riguardano le due figure a capo, rispettivamente, dell’area Internazionale e dell’area Ricerca e Sviluppo, rispondendo all’obiettivo di dare ulteriore impulso al percorso di crescita del Gruppo. In particolare, nel ruolo di nuovo Chief International Business Unit (CIBUO) del Gruppo è stato nominato Marco Righi, che avrà principalmente la responsabilità di sviluppare e coordinare l’attività delle sette nuove Region in cui opera Kerakoll (APAC, UK/NL/Nordics, DACH, West Europe, MEA & GCC, East & South, Brazil). La creazione della neonata divisione potenzierà il processo di internazionalizzazione con l’obiettivo di consolidare e rafforzare la presenza di Kerakoll sui mercati internazionali, che nel 2023 hanno fatto registrare il 41% dei ricavi totali, pari a 316 milioni di euro. Marco Righi, laurea in ingegneria civile strutturale al Politecnico di Milano, MBA in SDA Bocconi e Program International Leadership a INSEAD, ha maturato una pluriennale esperienza in ruoli di responsabilità a livello internazionale nel settore dei materiali da costruzione. Dopo aver iniziato la sua carriera nella consulenza e poi nel settore oil & gas, nel 2002 è entrato in Lafarge Roofing, oggi BMI
Da sinistra: Federico Menta, Chief Research&Development, e Marco Righi, Chief International Business Unit di Kerakoll Group
Group, dove ha ricoperto il ruolo di sales & market development director USA, Asia, Sud Africa e Russia e ha partecipato a diversi progetti M&A. Sempre in BMI (ex Braas Monier), dal 2008 ha ricoperto il ruolo di direttore vendite e marketing Italia, per poi diventare CEO Monier Roofing Components in Germania. Dal 2013, nello stesso gruppo BMI, ha assunto il ruolo di regional president Asia Pacific e amministratore delegato Malesia dove ha fatto parte del team IPO per la quotazione del Gruppo alla Borsa di Francoforte. Dal 2018 è stato regional president Asia Pacific e managing director Cina e Malesia per Hilding Anders International AB. Federico Menta invece, ha assunto la carica di nuovo Chief Research&Development (CR&DO), con la responsabilità di guidare le attività di ricerca, sviluppo e controllo qualità, pilastri fondamentali per un Gruppo come Kerakoll che fa dell’innovazione e della sostenibilità due tratti distintivi del suo DNA e che investe il 2,6% del fatturato in R&D e assistenza tecnica. Laureato in chimica industriale
MOLINI PIVETTI: 150 ANNI DI STORIA, UNA TRADIZIONE DI FAMIGLIA L’avvio di un piccolo molino a vapore per la macinazione del grano tenero a Renazzo, un piccolo paese in provincia di Ferrara, nel 1875: da questa idea divenuta realtà di Valente Pivetti è nata una storia di famiglia che, da cinque generazioni, trasforma il grano in farina con passione, ricerca e innovazione. Da allora, il molino è l’anima del Gruppo Pivetti, simbolo dell’impegno nel custodire e reinterpretare una tradizione che cambia e si rinnova continuamente. In 150 anni, quello che fu un piccolo molino è oggi un’industria caratterizzata da innovazione costante e ricerca attenta della qualità, diventata punto di riferimento per le più grandi industrie alimentari nazionali e internazionali, anche grazie all’introduzione di tecnologie all’avanguardia. Oggi l’azienda conta tre stabilimenti produttivi, sei centri di stoccaggio, tre laboratori di ricerca avanzati e una capacità produttiva annuale di 245 mila tonnellate di farina. “Per l’importante traguardo di un secolo e mezzo di attività, abbiamo scelto di creare un logo speciale e di raccontarci attraverso una serie fotografica unica, ‘Farina in Opera’, realizzata dal fotografo Simone Bramante (alias Brahmino)”, spiega Silvia Pivetti, amministratore delegato di Molini Pivetti. “Si tratta di immagini che raffigurano il territorio, la conoscenza e la trasformazione, catturando, con speciali effetti cromatici, l’energia vitale che dal chicco diventa farina. Perché trasformare un chicco di grano in farina è quello che Molini Pivetti fa da 150 anni, grazie alla stretta alleanza con gli agricoltori, alla collaborazione con gli esperti e a una capacità di innovare che continua da cinque generazioni”. L’innovazione è la filosofia aziendale dell’impresa ferrarese, orientata in particolare alla ricerca e allo sviluppo di prodotti di qualità superiore. La ricerca di eccellenze delle farine si fonda sull’applicazione della migliore tecnologia alla migliore materia prima; prosegue poi con il confezionamento, fino al trasporto e la consegna. Tutto nel rispetto dei più alti standard igienico sanitari: oltre al controllo degli esperti aziendali del controllo qualità, l’azienda si avvale delle metodologie di indagine attuate da laboratori esterni certificati. “Noi garantiamo una filiera integralmente controllata e certificata di grano prodotto esclusivamente nelle province di Bologna, Modena e Ferrara, assoggettata a un rigoroso protocollo agricolo, che ne garantisce i metodi di coltivazione e gestita direttamente anche nelle fasi di stoccaggio precedenti la molitura. ‘Campi Protetti Pivetti’ nasce nel 2016 ed è stato il primo marchio (certificato dall’ente internazionale CSQA) a gestire una filiera controllata, dal campo fino alla macinazione in molino”, evidenzia Gianluca Pivetti, membro del Consiglio di Amministrazione di Molini Pivetti. “La particolarità della filiera inizia con la sottoscrizione di un rigido disciplinare da parte di tutti gli agricoltori aderenti al progetto. È consentito l’impiego solo di prodotti ammessi nella lista positiva dello stesso disciplinare e utilizzati se ritenuti strettamente necessari. Vengono selezionati terreni
Da sinistra: Paola Pivetti, Marisa Govoni, Alberto Pivetti, Silvia Pivetti (amministratore delegato e presidente del CdA) e Gianluca Pivetti (amministratore delegato e membro del CdA)
lontani da strade ad alto traffico e da zone industriali, tutti a pochi chilometri dalla nostra azienda, e il grano viene stoccato in silos dedicati, compartimentati e conservati esclusivamente con la tecnica del freddo escludendo quindi ogni trattamento di tipo chimico. Il nostro modello di filiera certificata coniuga tecnologie all’avanguardia e una profonda esperienza nella produzione di farine, affinata e tramandata nel corso di cinque generazioni. È un’impresa per vocazione, che ha sempre puntato sulla qualità, creando farine versatili e perfette per ogni preparazione, dai grandi classici della gastronomia alle ricette più innovative. Oggi Molini Pivetti non è solo un produttore di farine, ma un partner che offre consulenza e formazione supportando le industrie alimentari, i distributori, i ristoratori e i piccoli laboratori artigianali nella creazione di soluzioni su misura per ogni canale di vendita e produzione”, sottolinea ancora Gianluca Pivetti. La sostenibilità è un valore del fare impresa per Molini Pivetti: è del 2022 il primo report in cui viene messo nero su bianco il percorso per la sostenibilità. L’impegno è stato rinnovato nel 2024, con la pubblicazione del secondo Report di Sostenibilità: una raccolta degli ultimi traguardi raggiunti, delle prospettive future e delle azioni intraprese per guidare la crescita sostenibile dell’azienda, azioni concrete e responsabili, sia in termini ambientali, che sociali, basate su quattro pilastri fondamentali: agricoltura, territorio, responsabilità e squadra. “Non ultimo, il nostro progetto educativo ‘Adotta un campo di grano’, nato nel 2018 per trasmettere ai bambini delle scuole primarie la nostra passione per la terra e sensibilizzarli su temi per noi fondamentali: agricoltura, filiera, sostenibilità, biodiversità. Attraverso esperienze pratiche, incontri con esperti e un apprendimento interattivo ‘sul campo’ e in classe, vogliamo avvicinare le giovani generazioni alla natura, facendo esplorare loro come dalla semina nasca una spiga di grano e da questa la farina. Il percorso, che è biennale, coinvolge attivamente i bambini a imparare chi sono gli attori della filiera molitoria e come insieme possiamo proteggere la natura e la biodiversità”, conclude l’amministratore delegato Silvia Pivetti.
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all’Università di Parma, ha avuto un percorso di crescente responsabilità in PPG, multinazionale americana attiva nello sviluppo e produzione di vernici. Dopo aver iniziato in Intercast Europe come R&D leader, nel 2011, dopo l’acquisizione da parte di PPG, è stato promosso direttore associato R&D negli Stati Uniti, guidando team globali nello sviluppo di polimeri e vernici ottiche. Dal 2014 è tornato in Italia come global director dispersion science per il settore automotive refinish coatings e, dal 2019, global technical director per vernici, adesivi e sigillanti nel settore automotive OEM. Dal 2023 ha ricoperto il ruolo di direttore di un segmento del business automotive, acquisendo ulteriore esperienza di gestione di portafoglio prodotti e progetti di innovazione. “Siamo entusiasti di accogliere nel nostro team due professionisti del calibro e dell’esperienza di Marco e Federico. Con il loro ingresso e con il contributo che sapranno darci in termini di visione e di capacità gestionale, Kerakoll rafforza ulteriormente la sua struttura manageriale e la sua identità di Gruppo che punta ad avere una presenza sempre più importante nei mercati internazionali e che, anche in linea con il suo essere Società Benefit certificata B Corp, rinnova l’impegno crescente verso l’innovazione e la sostenibilità”, ha dichiarato Marco Zini, Group CEO di Kerakoll.
LABIRINTO APRE UN 2025 ALL’INSEGNA DELLE NOVITÀ Per Labirinto Comunicazione i 25 anni di attività appena compiuti non segnano un traguardo, quanto piuttosto una nuova linea di partenza. L’agenzia modenese, infatti, ha inaugurato il 2025 con un nuovo assetto e un ampliamento dei servizi offerti per poter essere sempre di più un riferimento autorevole e stimolante per le aziende, soprattutto in un momento di veloci cambiamenti nel mondo della comunicazione. “I risultati positivi che abbiamo registrato nell’area digital e la soddisfazione dei clienti che ci hanno
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Labirinto con il riconoscimento POPKA per il miglior packaging 2024, confermando la capacità dell’agenzia modenese di distinguersi in un mercato nazionale altamente competitivo e anche la volontà di essere una risorsa preziosa per tutte le imprese che vogliono investire nella crescita di valore del proprio brand. “Nel corso di questi primi 25 anni di attività abbiamo realizzato Da sinistra: Paola Gallo, senior copywriter; Benito Andrea Benassi, account director; Gaia Della Valle, creative director di Labirinto progetti per tanti brand coinvolto nelle loro strategie di crescita ci prestigiosi del nostro territorio e marchi hanno incoraggiato a rilanciare la nostra leader di mercato anche a livello nazionale, professionalità e anche a investire in un tra i quali Dispensa Emilia, Caffè Cagliari, ampliamento più generale di risorse e Fiorucci Salumi, Salumificio Mec Palmieri, di servizi”. Con queste parole Benito Sarchio e Casoni Fabbricazione Liquori. E Benassi, account director e socio fondatore al di là del settore Food&Beverage ci sono dell’agenzia, commenta le novità che la collaborazioni di lungo corso che ci hanno riguardano, e cioè il potenziamento dello permesso di fare evolvere l’immagine staff interno e l’ampliamento dell’offerta aziendale dei clienti accompagnandoli di servizi, con un focus particolare sui verso nuovi posizionamenti: SANFELICE settori fashion e beauty. Dal 2025 infatti 1893 Banca Popolare nel settore bancario, entra a far parte di Labirinto Stefania la modenese Gruppo Sirio, la trentina Brancolini, esperta di comunicazione e art Woodco nel campo dell’arredamento e director con oltre vent’anni di esperienza tanti altri che raccontiamo nel nostro nel settore moda e cosmetica per molti nuovo sito www.labirinto.net”, conclude brand prestigiosi del made in Italy. A lei Benito Benassi. è stata affidata la direzione creativa di un team composto da altre tre specialiste del settore, in grado di sviluppare strategie di MAKEITALIA PREMIATA COME comunicazione innovative e personalizzate che hanno nella produzione di contenuti “CONSULENTE DELL’ANNO 2025” digitali il loro punto di forza. A interpretare questo spirito di rinnovato slancio e la Pronta ad accogliere il nuovo triennio 2025vocazione ad accompagnare la crescita 2027 con nuovi ambiziosi obiettivi e sfide da dei brand clienti è anche il nuovo sito affrontare, Makeitalia ha salutato l’ultimo dell’agenzia, on air dal mese di gennaio. triennio 2022-2024 celebrandone gli Il nuovo web site labirinto.net si distingue importanti successi. La convention annuale per l’appeal visivo, molto più dinamico e dell’azienda modenese, che si è svolta lo coinvolgente nella proposta dei contenuti scorso 12 dicembre alla presenza dei 140 che sono stati aggiornati, così come l’offerta dipendenti, è stata infatti l’occasione per dei servizi. Completamente riprogettata e annunciare un prestigioso riconoscimento, ottimizzata anche la user experience, per il premio nazionale “Consulente dell’anno offrire una navigazione fluida e immediata 2025” de Il Sole 24 Ore e Statista, che ha ai visitatori. La nuova piattaforma digitale consentito a Makeitalia di essere inserita migliora l’accessibilità e l’interazione con nel ranking delle migliori società di i clienti offrendo una panoramica più che consulenza in Italia. Il riconoscimento è esaustiva su una produzione di agenzia stato reso possibile anche grazie al giudizio che spazia tra il BtoB e il BtoC nei più espresso dai clienti e dai partner della diversi settori di business. Queste novità realtà modenese, fondamentale ai fini si aggiungono alla recente premiazione di dell’indagine: “Si tratta di un risultato che ci
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Foto di gruppo alla convention annuale di Makeitalia
rende orgogliosi e che continua a valorizzare il costante impegno di Makeitalia. Grazie ai nostri clienti e partner che lo hanno reso possibile”, commentano da Makeitalia. L’azienda, da oltre 16 anni punto di riferimento sul mercato nel settore del supply chain management, è nata nel 2008 e si occupa della gestione e ottimizzazione della catena di fornitura, supportando i propri clienti nelle aree acquisti, logistica, pianificazione, magazzino, trasporti, qualità. L’evento annuale rappresenta per Makeitalia un appuntamento imperdibile e significativo, soprattutto in un’ottica di employer branding. Il team, all’interno dell’headquarter vestito per un giorno come un teatro, si è riunito per ripercorrere i principali eventi che hanno caratterizzato l’anno ormai concluso. Tra gli altri argomenti trattati, oltre al premio de Il Sole 24 Ore e Statista: l’evoluzione positiva del fatturato aziendale e la crescita di bilancio del 2024 rispetto al 2023 (+5%), gli obiettivi del prossimo triennio 2025-2027, i nuovi clienti assieme al consolidamento di quelli storici, la solidità finanziaria, la crescita delle persone e i progetti di welfare aziendale, la nuova Makeitalia Smart Factory (area produttiva/logistica dell’azienda dedicata alla gestione in outsourcing dei materiali), i progetti di digital supply chain implementati, l’attenzione alle tematiche e attività ESG, le azioni intraprese in tema di salute e sicurezza dei lavoratori e i piani di ricerca e sviluppo. La cornice teatrale ha svelato, poi, un momento di team building interno, formativo ed esperienziale, durante il quale i dipendenti si sono cimentati in un’attività di improvvisazione teatrale, seguito dalla ormai consueta cena di
I relatori dell'evento di presentazione dei progetti 2025 di Makros
Natale aziendale. “La convention aziendale rappresenta per Makeitalia un incontro annuale molto importante. Un momento di ritrovo per tutto il nostro team, durante il quale torniamo a condividere i valori di eccellenza, concretezza e innovazione, la nostra mission, le sfide affrontate e gli obiettivi futuri. Nell’ambito delle risorse umane, la convention rappresenta per noi un evento significativo per rafforzare i legami aziendali, attraverso un programma coinvolgente e stimolante”, dichiara Silvia Breveglieri, HR manager di Makeitalia.
MAKROS, DUE NUOVI PROGETTI PER LA PROTEZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE Difendere il patrimonio archivistico e culturale dall’acqua e utilizzare l’intelligenza artificiale per la proliferazione batterica: sono i due progetti messi in pista per il 2025 da Makros, azienda ferrarese conosciuta nel mondo per i sistemi archivistici Blockfire, dal nome del primo brevetto contro il fuoco realizzato dal titolare, Massimo Luise, cui sono seguiti quelli contro acqua e batteri. Le due nuove idee sono state presentate lo scorso 9 gennaio nel corso di un evento nella sede di Confindustria Emilia a Ferrara a cui hanno preso parte istituzioni e stakeholder. “L’85 per cento delle opere d’arte si trova nei depositi dei musei, conservata spesso in scaffalature obsolete che non le proteggono dal degrado ambientale. Riportarle alla luce, metterle nella disponibilità dei fruitori, quindi della collettività e delle comunità,
significherebbe ampliare conoscenza e cultura”, spiegano da Makros. Nello specifico, i due nuovi progetti presentati per la salvaguardia del patrimonio riguardano l’industrializzazione del brevetto contro l’acqua, con installazioni capaci di reggerne l’urto in caso di allagamenti o alluvioni e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la protezione da deterioramento batterico, un fronte su cui Makros continua la collaborazione con il CNR di Firenze. Umanesimo e scienza, tecnologia e natura: attorno a questi quattro macrotemi si sono snodati gli interventi delle istituzioni. Giacomo Pirazzoli, responsabile del territorio di Ferrara per Confindustria Emilia, a cui Makros è associata, ha rimarcato con orgoglio l’attività di ricerca e sviluppo svolta dal comitato scientifico dell’azienda. Francesco Carità, assessore con deleghe allo sport, attività produttive, commercio e sviluppo economico del Comune di Ferrara, ricordando le installazioni sotterranee realizzate in Turchia e la loro presenza nei siti culturali di Europa e Asia, ha parlato di “eccellenza che porta Ferrara nel mondo e di capacità progettuale che diventa modello per chi crede nelle proprie idee”. Paolo Govoni, vice presidente della Camera di Commercio Ferrara-Ravenna, ha poi evidenziato come la tecnologia sia a disposizione della cultura e avanzi sulla base dei nuovi bisogni del tempo, a partire dai cambiamenti climatici in corso, “di cui è necessario limitare i danni”. Riccardo Maiarelli, presidente di Fondazione Estense, ha rimarcato l’impegno, anche della Fondazione, su percorsi “tesi a portare fuori dalle cantine il grande patrimonio pittorico di cui disponiamo”,
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L’OSPEDALE DI SASSUOLO COMPIE 20 ANNI Sono passati 20 anni da quando, il 29 gennaio del 2005, venne inaugurato l’Ospedale di Sassuolo in via Francesco Ruini 2, strada intitolata al medico chirurgo sassolese scomparso nel 1965, padre del cardinale Camillo. Con l’inaugurazione prese avvio un’innovativa gestione per la neonata società ‘mista’ pubblico-privata. Tecnologicamente avanzato, accogliente, perfettamente integrato con la rete ospedaliera provinciale, l’Ospedale di Sassuolo nacque dalla fusione tra l’ospedale civile - che per due secoli fu ospitato nell’ex monastero di S. Chiara - e la casa di cura privata accreditata ‘Villa Fiorita’, oggi sede dei servizi del distretto sanitario. Oltre 40mila metri quadrati di superficie, 246 posti letto, più di 800 professionisti in servizio per un bacino d’utenza che supera le 120mila persone nel solo Distretto Ceramico. Una solida realtà che può contare su otto sale operatorie, due Tac, tre risonanze magnetiche, tre ambulatori chirurgici, tre sale endoscopiche e 23 specialità chirurgiche, mediche e assistenziali. Ogni anno la struttura garantisce per il Servizio Sanitario circa 17mila ricoveri e ottomila operazioni chirurgiche. Oltre a ciò, l’ospedale è dotato di un Pronto Soccorso che gestisce più di 44mila accessi l’anno e di un reparto di ostetricia che ha superato le 1.300 nascite. Sono questi alcuni dati di ciò che è, oggi, l’Ospedale di Sassuolo che, mantenendo una governance autonoma dall’Azienda USL di Modena, è punto di riferimento per i bisogni di salute di tutta l’area Sud della provincia di Modena, in stretta sinergia coi servizi sanitari territoriali. Per tutto il 2025 l’Ospedale promuoverà iniziative pubbliche per raccontare una storia che ha contraddistinto la sanità modenese, sempre all’insegna dell’innovazione e della sperimentazione. Saranno allestite due mostre, una dedicata alla storia di VolontariArte e una sul primo anno di attività della struttura; sarà pubblicato un libro edito dalla Casa Editrice Incontri con racconti di medici e infermieri e alcuni contributi di scrittori locali; sarà realizzato un docu-film a cura dell’emittente televisiva TRC e verrà organizzato un evento al teatro Carani insieme al Comune di Sassuolo, per ripercorrere le vicende, i volti e le tappe di questo percorso unico nel suo genere. A dicembre, inoltre, sarà promosso un concerto natalizio all’interno dell’ospedale per ‘chiudere’ l’anno di celebrazioni.
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Il programma di eventi, in costante aggiornamento, è stato co-finanziato da 20 sponsor e partner che hanno voluto contribuire alla realizzazione delle diverse iniziative e ha ottenuto il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, della Provincia di Modena e del Comune di Sassuolo. “È un grande onore, per me, poter vivere questo particolare anno di festeggiamenti”, dichiara il direttore generale Stefano Reggiani. “L’Ospedale di Sassuolo è da sempre un fiore all’occhiello per il sistema sanitario, tanto che anche da altre regioni e altre prestigiose realtà sanitarie sono venuti a studiarne il modello organizzativo. Credo che uno dei valori aggiunti di questa azienda sia la sua considerevole capacità di investimento, anche grazie a profondi e radicati rapporti col tessuto produttivo del distretto ceramico, sempre attento e disponibile a finanziare un bene comune importantissimo: la salute. D’altra parte, l’Ospedale di Sassuolo è anche un esempio in ambito di efficienza delle risorse. E, al suo interno, è molto forte il senso di appartenenza delle persone, sia da parte degli operatori sanitari che dei singoli cittadini. Anche per questo crediamo sia doveroso, oltre che emozionante, restituire in questa occasione un percorso condiviso di eventi e iniziative che valorizzino al meglio l’unicità di Sassuolo. Il suo passato, certo, ma anche il suo presente e il suo prossimo futuro”, evidenzia Stefano Reggiani. “I primi vent’anni dell’Ospedale di Sassuolo”, dichiara Luigi Zironi, sindaco di Maranello e consigliere della Provincia di Modena, “rappresentano una storia che merita di essere raccontata: per il coraggio con cui, nel 2005, è stata intrapresa questa avventura, puntando inizialmente su una gestione ‘mista’ condivisa tra pubblico e privato, e per l’efficienza raggiunta negli anni da questa struttura, perfettamente inserita nella rete sanitaria modenese e regionale. Una ricorrenza come quella di oggi rappresenta un ulteriore stimolo ad affrontare assieme le sfide che ci aspettano con ancora più energia, innanzitutto sullo sviluppo di servizi sempre più capillari sui territori”, conclude Zironi.
sottolineando a sua volta come la strada sia la protezione e conservazione intelligente di ogni forma artistica. Da Stefano di Brindisi, amministratore unico di Sipro, nei cui incubatori Makros si trova, infine, il monito “a non considerare il nostro territorio sempre come fanalino di coda, perché abbiamo startup capaci di collocarsi sul mercato internazionale che capovolgono questo paradigma”. Una serie di interventi che evidenziano l’auspicio unanime delle istituzioni: arrivare alla definizione di un distretto della conservazione del patrimonio culturale e archivistico che veda Ferrara al centro.
VALERIO SOLI NUOVO AMMINISTRATORE DELEGATO DI MARCHESINI GROUP “Siamo felici di accogliere nel nostro gruppo l’ingegnere Valerio Soli in qualità di amministratore delegato”. Così Maurizio Marchesini, presidente di Marchesini Group, commenta la nuova nomina ufficializzata a gennaio scorso. “Forte di una pluriennale esperienza nel mondo delle macchine automatiche e dei processi, siamo certi che supporterà e aiuterà la nostra crescita, nel pieno rispetto dei valori che da sempre contraddistinguono la nostra storia d’impresa. Non abbiamo mai avuto dubbi sulla necessità di un CEO esterno alla famiglia, capace di portare freschezza, competenze, visione”. E Marchesini prosegue: “Nel 2024, il gruppo ha confermato un andamento stabilmente positivo, con una chiusura dell’ordinato in crescita e una quota di export ancora superiore all’80%. Tendenze che ci fanno pensare a buone basi per il 2025. Diamo il benvenuto a Valerio, augurandogli buon lavoro”. Valerio Soli, amministratore delegato, e Maurizio Marchesini, presidente di Marchesini Group
Valerio Soli, bolognese, classe 1964, laurea in ingegneria meccanica all’Università di Bologna, proviene da una lunga esperienza al Gruppo Coesia e da oltre cinque anni ricopre il ruolo di presidente di Ipack Ima, manifestazione di riferimento dedicata al confezionamento, ai materiali e alle tecnologie; vanta quindi una significativa conoscenza del settore del packaging e del mercato internazionale. “Ringrazio il presidente e il consiglio di amministrazione di Marchesini Group per l’opportunità che mi è stata offerta. Sono felice di entrare a far parte della grande famiglia Marchesini, sia perché si tratta di una realtà imprenditoriale d’eccellenza, sia per i valori che la identificano, nei quali mi riconosco appieno. Nel mio primo giorno, ho avuto la possibilità d’incontrare circa 60 ragazzi e ragazze neoassunti negli ultimi mesi, in occasione del loro Welcome Day in azienda. Molto bello, anche dal punto di vista simbolico, che questo nuovo capitolo sia iniziato tra i giovani, guardando al futuro insieme”, ha ricordato il nuovo amministratore delegato di Marchesini Group, Valerio Soli. Intanto, prosegue l’attività di promozione del gruppo attraverso la partecipazione ai più importanti eventi fieristici internazionali. A fine gennaio è stata la volta della 2^ edizione di Cosmoprof North America Miami, dove erano presenti le ultime tendenze del settore della bellezza, comprese le soluzioni più innovative. La fiera è suddivisa in due sezioni: Cosmoprof, dedicata alle imprese di prodotto finito, e Cosmopack, che ospita le imprese della filiera produttiva.
Tra i protagonisti di quest’area anche la multinazionale fondata a Pianoro, in provincia di Bologna, con la sua divisione cosmetica, Marchesini Group Beauty, che progetta e realizza una vasta gamma di macchine e linee complete di confezionamento per l’industria cosmetica, in grado di soddisfare in tempi brevi qualsiasi tipo di richiesta, dalle standard alle straordinarie. In mostra la JAM42 di Rejves Machinery, una monoblocco dedicata al confezionamento di prodotti liquidi come smalto per unghie, profumo, detergente o crema che, come spiegano da Marchesini Group, è in grado di sfruttare l’ampia flessibilità che può essere garantita sia nella sezione di riempimento sia in quella di tappatura. E anche la tecnologia di Axo 800 di Axomatic, macchina intubettatrice automatica per il riempimento e il dosaggio di tubetti in alluminio, politene o metallo, con sistema ad aria calda.
MECHINNO, IL 2025 INIZIA CON ASSUNZIONI E PARTNERSHIP STRATEGICHE Si rinnova anche per il 2025 la partnership tra Mechinno, società fondata nel 2006, con sede a Calderara di Reno, alle porte di Bologna, fornitrice di servizi ad alto valore aggiunto di progettazione, ingegneria e prototipazione per le aziende manifatturiere, e Ducati. Mechinno, infatti, ha aderito al programma Ducati Official Supplier (DOS), l’iniziativa promossa dalla Casa motociclistica bolognese, finalizzata a coinvolgere i propri fornitori in modo profondo e sinergico all’interno dell’universo Ducati, riconoscendo e valorizzando il ruolo fondamentale di ciascun fornitore e consolidando, al contempo, il legame con il marchio. Mechinno ha sempre cercato di supportare al meglio Ducati, con l’obiettivo di garantire eccellenza ed esclusività tipiche del marchio italiano nel settore motorbike. Far parte di un gruppo esclusivo di fornitori ufficiali Ducati, conferma i risultati positivi di questa collaborazione
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e il livello di soddisfazione raggiunti da entrambe le parti. “Essere designati come ‘Ducati Official Supplier’ ci rende molto orgogliosi, perché è una conferma della professionalità e della qualità dei servizi di Mechinno, pienamente e ufficialmente riconosciute da parte di Ducati. In effetti, il nostro know-how, sviluppato negli anni in ambito automotive e motorsport, ci permette di portare del valore aggiunto e competenze specialistiche ad aziende prestigiose in questo settore, come Ducati”, commenta Fabio Di Martino, CEO di Mechinno. “Crediamo molto nel valore del programma DOS, perché per Ducati è estremamente strategico poter contare sulla collaborazione dei migliori partner, che possano garantire tempestività ed efficienza nella relazione con noi. E, in effetti, Mechinno continua a rappresentare per noi un partner chiave, fornendo servizi di ingegneria, progettazione meccanica e prototipazione con elevate competenze e professionalità”, aggiunge Alessandro Cicognani, licensing & corporate partnership director di Ducati Motor Holding. L’inizio del 2025 per Mechinno ha fatto poi segnare un nuovo ingresso all’interno del team: dallo scorso febbraio, infatti, Chantal Pozzobon è entrata a far parte dell’organizzazione per ricoprire il ruolo di HR manager. Chantal Pozzobon si occuperà della gestione e Chantal Pozzobon, nuova HR manager di Mechinno
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dello sviluppo delle risorse umane, curando il reclutamento, la selezione e l’inserimento del personale, supervisionerà la formazione, la valutazione delle performance e la definizione delle politiche retributive, garantendo il rispetto delle normative vigenti, e opererà per creare un ambiente di lavoro positivo, favorendo la motivazione e il benessere dei dipendenti, supportando la direzione aziendale nelle strategie di gestione del personale. Prima di arrivare in Luca Cucciniello, responsabile marketing, Stefano Garbi, Mechinno, Pozzobon ha lavorato per export manager, Jose Puig, responsabile commerciale circa dieci anni in Cellply, azienda Meliconi ES, Riccardo Meliconi, presidente di Meliconi specializzata nello sviluppo di strumenti Spagna dell’omonima impresa bolognese, analitici avanzati per la ricerca e il player di riferimento nell’ambito della controllo qualità nel settore delle terapie produzione di accessori per TV ed cellulari, dove ha ricoperto il ruolo di HR elettrodomestici, che è operativa nella & office manager. nuova filiale diretta in terra iberica dallo “Siamo molto soddisfatti che Chantal scorso 1° gennaio. Nata nel 1967 dal forte sia entrata a far parte del nostro team e spirito imprenditoriale di Loris Meliconi, personalmente sono convinto che lei possa che ha dato avvio a oltre sessant’anni di portare un importante valore aggiunto storia e grandi idee che hanno permesso nella gestione delle risorse umane, che all’azienda di entrare a poco a poco nella per Mechinno rappresentano l’asset più vita di milioni di persone semplificandone prezioso. Auguro a Chantal, a nome la quotidianità, Meliconi è già nota in dell’intera direzione e di tutti i colleghi, Spagna sia per la sua presenza sul mercato un caloroso benvenuto, unitamente ai attraverso un distributore esterno, sia migliori auguri di buon lavoro e di un per gli investimenti pubblicitari fatti proficuo inserimento all’interno della negli anni ‘90, quando venne lanciato nostra organizzazione”, commenta Fabio il celebre “guscio salvatelecomando TV” Di Martino, CEO di Mechinno. (noto come “telescudo” in Spagna). La creazione di una filiale diretta in territorio iberico nasce dalla volontà MELICONI SBARCA IN SPAGNA di essere ancora più vicini al mercato per ascoltare e rispondere in modo più E RAFFORZA LA PRESENZA rapido ed efficiente alle richieste locali. NEL MERCATO IBERICO Come spiegano dall’azienda, una attenta analisi del mercato spagnolo ha infatti “La decisione di aprire una sede a evidenziato che i prodotti Meliconi Barcellona, all’interno della nota Torre possono soddisfare bisogni di consumo Mapfre, si inserisce in un piano di non ancora completamente coperti. espansione internazionale che punta Il focus del progetto spagnolo si articolerà a rafforzare la presenza di Meliconi dunque su diverse categorie di prodotto: in un mercato cruciale come quello quella dei kit di sovrapposizione spagnolo. Vogliamo continuare a crescere e delle basi di rialzo universali per e a svilupparci in Italia e all’estero, elettrodomestici, un settore in grande consolidando una rete vincente di crescita che soddisfa un chiaro bisogno di clienti e fornitori per creare insieme consumo, per il quale Meliconi offre una valore reciproco e duraturo”. Sono le ampia gamma di prodotti, interamente parole con cui il presidente Riccardo made in Italy, che sta riscuotendo Meliconi commenta il recente sbarco in grande successo in tutti i mercati in cui è
presente; la categoria dei supporti TV, che comprende una gamma frutto di oltre 20 anni di esperienza, 100% made in Italy, che si è rinnovata completamente grazie al recente lancio, primi sul mercato, di prodotti adatti anche alle pareti in cartongesso; la categoria degli accessori audio-video, che raccoglie le linee storiche di Meliconi, che racchiude una gamma completa di telecomandi universali, facili da usare e adatti a ogni esigenza, le nuovissime cuffie specifiche per TV, antenne e cavi audio. “La filiale Meliconi a Barcellona garantirà una gestione diretta e dinamica delle operazioni commerciali attraverso il supporto di un operatore logistico locale e si avvarrà del supporto attivo della filiale italiana, che metterà a disposizione il proprio know-how tecnico, commerciale e organizzativo per replicare in Spagna i successi ottenuti in Italia e in Francia, dove Meliconi opera da diversi anni”, concludono dalla realtà bolognese.
MINDFULNEST, A MIRANDOLA NASCE LA PRIMA PALESTRA INTERIORE D’ITALIA Lo scorso 25 gennaio Mirandola si è trasformata nella capitale della mindfulness grazie a un evento straordinario organizzato da MindfulNest - la prima Palestra Interiore d’Italia, sede ufficiale di FederMindfulness per Modena e provincia. L’occasione ha segnato un doppio traguardo: un importante momento di riflessione e confronto sulla mindfulness e l’inaugurazione della nuova sede operativa del centro, situata in Piazza Conciliazione 7, nel cuore di Mirandola. Con 227 partecipanti l’evento, ospitato nella splendida cornice di Villa La Personala, ha dimostrato il crescente interesse verso la mindfulness come strumento essenziale per il benessere psicofisico, soprattutto in un territorio altamente industrializzato e dinamico come quello del distretto biomedicale. Uno dei momenti centrali della giornata è stato il convegno d’eccezione, che ha visto la partecipazione di quattro membri
del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) della Federazione Italiana Mindfulness. Durante gli interventi sono stati affrontati temi trasversali quali il rapporto tra lavoro e stress, la mindfulness applicata all’infanzia, all’adolescenza e alla genitorialità e il benessere nella terza età. Le riflessioni hanno evidenziato la straordinaria versatilità della mindfulness nel migliorare la qualità della vita in ogni fase dell’esistenza. Tra gli ospiti, Marco Donnarumma, assessore allo Sviluppo del territorio del Comune di Mirandola, e Giacomo Villano, direttore relazioni, sviluppo territorio e organizzazione di Confindustria Emilia, che hanno sottolineato l’importanza di realtà strutturate come MindfulNest per sostenere il benessere interiore in un territorio caratterizzato da un’elevata pressione lavorativa. “Questo straordinario risultato è una conferma del bisogno sempre più sentito di strumenti come la mindfulness per mantenere equilibrio e consapevolezza in un contesto lavorativo e sociale così sfidante. Come evidenziato anche dal dott. Villano, una realtà come MindfulNest è un tassello fondamentale per il benessere del territorio,” ha dichiarato nel corso dell’evento Paola Busoli, fondatrice e direttrice scientifica di MindfulNest, visibilmente emozionata
dalla grande partecipazione. Il cuore pulsante di MindfulNest è il suo team multidisciplinare, composto da sei esperti certificati dalla Federazione Italiana Mindfulness che si occupano ognuno di un tema specifico: gestione dello stress e prevenzione del burnout (Paola Busoli); crescita personale e manageriale (Paola Busoli); nutrizione consapevole (Roberta Ponzoni); infanzia e adolescenza (Simone Ceretti); genitorialità e nucleo familiare (Federica Losi); terza età e elder care (Mariavittoria Mazzali); spiritualità e ricerca del Sé (Paola Martinelli). Completano la rosa di offerta gli “Alleati del cambiamento”, una rete di collaboratori fidatissimi e specializzati in business coaching, arti marziali e filosofia applicate al management, sport coaching, biohacking e diverse tipologie di yoga. L’idea è nata da una esigenza concreta, che Busoli evidenziò in occasione di un discorso TEDx nel 2023: la necessità di una leadership consapevole nel contesto del distretto biomedicale. Da qui l’intuizione di dare vita a un centro che rispondesse alle sfide endogene di un territorio ad alta pressione lavorativa offrendo un approccio strutturato e innovativo e strumenti per affrontare stress e responsabilità in modo sano e costruttivo, oltre che proiettabile trasversalmente su diverse fasce di età o tematiche.
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NANOPROM CHEMICALS, NUOVA PARTNERSHIP CON LA NAZIONALE ITALIANA DI BIATHLON Un altro importante traguardo in ambito sportivo è stato tagliato da Nanoprom Chemicals, azienda emiliana specializzata nella vetrificazione a freddo e centro accreditato presso la Regione EmiliaRomagna nella rete di imprese coinvolte nella ricerca aerospaziale. Da quest’anno, infatti, alla storica collaborazione con diversi team di Formula 1 e di Formula E, affiancherà anche la partnership ufficiale con la Nazionale italiana di Biathlon. Il rapporto tra Nanoprom Chemicals e i grandi eventi sportivi ha ormai una storia lunga alle spalle. L’azienda ha infatti debuttato davanti agli occhi del mondo durante le Olimpiadi di Londra 2012, quando fu fornitrice ufficiale della Federazione Italiana Vela, contribuendo a una riduzione del 17% dell’attrito idrodinamico grazie al Polysil top coat F1. L’anno dopo inizia la collaborazione, che continua tuttora, con diversi team di Formula 1, Formula E, WEC e Moto GP. I primi studi svolti da Nanoprom sulla neve risalgono al 2021 con la collaborazione con YES SKYwax, a tutt’oggi unico distributore ufficiale di scioline additivate Nanoprom. Ad annunciare la novità della partnership è lo stesso fondatore e presidente di
Nanoprom Chemicals, l’imprenditore sassolese Gian Luca Falleti, che spiega: “Per la prima volta quest’anno siamo stati direttamente impegnati, a fianco di tutti gli atleti azzurri, nei Mondiali 2025 di biathlon, che si sono svolti dal 12 al 23 febbario a Lenzerheide, in Svizzera. Siamo infatti stati accreditati come Centro di ricerca Fisi (Federazione italiana sport invernali) e abbiamo siglato, con la Nazionale italiana di Biathlon, un accordo di collaborazione esclusiva, che ci porterà fino alla vigilia delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Dopo l’avventura dei Mondiali, l’additivazione delle scioline della Nazionale proseguirà quindi almeno fino alla vigilia di un altro grandissimo appuntamento”. Scendendo nei dettagli, il CEO di Nanoprom spiega: “Il nostro impegno si sta concretizzando nella creazione di additivi per scioline completamente esenti da fluorurati, quindi ecosostenibili e atossici. Questi prodotti innovativi, frutto di una collaborazione sinergica con l’intero staff della Nazionale, stanno già dando prova di grande efficacia. I test condotti lo scorso novembre hanno evidenziato che gli sci trattati con i nostri additivi risultano più veloci rispetto alle scioline tradizionali. Il ‘segreto’, ancora una volta, sta nel valore aggiunto che la ricerca Nanoprom può apportare alle scioline, grazie ad un attento studio dei materiali, che permette di ottenere risultati più
Gian Luca Falleti, fondatore e presidente di Nanoprom Chemicals
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performanti”. L’atleta Tommaso Giacomel, del resto, ha dominato a metà gennaio la mass start di Ruhpolding, in Germania, segnando il ritorno del successo nell’Italia maschile. Nel femminile le ottime performance registrate recentemente da Dorothea Wierer, Linda Zingerle e Patrick Braunhofer testimoniano una volta di più l’importanza di curare ogni dettaglio per ottenere un eccellente lavoro di squadra.
OCTAGONA ACCOMPAGNA ALMAC IN AMERICA Secondo i dati dell’Osservatorio Economico gli Stati Uniti costituiscono un mercato di opportunità, che negli ultimi vent’anni ha mantenuto un ruolo di leadership con un tasso di sviluppo medio intorno al 2,3%. Le relazioni economiche tra Italia e USA sono solide e in costante sviluppo: nel 2023 l’interscambio commerciale ha superato i 70 miliardi di euro, con un saldo largamente a favore del nostro export, che ha raggiunto i 57 miliardi di euro. Cogliere appieno queste opportunità di crescita è la più recente sfida di Almac, impresa mantovana specializzata nella progettazione e produzione di elevatori cingolati compatti, che ha avviato un processo di costituzione societaria negli Stati Uniti. Partner di riferimento per questa operazione di internazionalizzazione è stata Octagona, realtà modenese parte del gruppo Bonfiglioli Consulting che dal 2002 affianca aziende desiderose di scoprire nuovi mercati e ricavarne profitti. Da sempre forte di un’importante propensione ai mercati internazionali, Almac si è già affermata nel Regno Unito e in Australia, dove può contare su una società di diritto e su una consolidata rete distributiva locale che l’ha resa un player di rilievo nel proprio settore. La nuova filiale, denominata Almac America Inc, è già stata inaugurata e avrà l’obiettivo di gestire il portafoglio clienti locale, garantendo un supporto costante e personalizzato. Questo presidio operativo non solo rafforzerà la presenza di Almac nel Nord America, ma aprirà nuove opportunità anche verso altri mercati del continente. Il team americano di Octagona ha affiancato quello di Almac
OTTICA GIULIANELLI HA CELEBRATO 110 ANNI DI STORIA Centodieci anni di storia pubblica e privata. L’anniversario di Ottica Giulianelli rappresenta un racconto familiare, ma anche un traguardo imprenditoriale che si inserisce nella narrazione di una città, Ferrara, e della sua via Borgo dei Leoni, civico 42, mai variato dal 1914 ad oggi. A tenere saldamente le redini dell’attività nel cuore della città estense è la famiglia Giulianelli, che nel corso dei decenni ha saputo preservare la continuità dell’impresa accompagnandola, allo stesso tempo, in un cammino di costante evoluzione e innovazione tecnologica. A scrivere il primo capitolo di questa storia è Alberto Giulianelli, che nel 1914 inaugura il suo studio dopo cinque anni di apprendistato presso alcuni dei più celebri fotografi dell’epoca. “Alla fine dell’800 la fotografia ha avuto una grandissima diffusione. In questa stessa via c’erano già numerosi studi, anche antecedenti a quello di mio nonno. Poi, con il passare del tempo, il suo è rimasto l’unico”, dichiara Giampiero Giulianelli, oggi alla guida del negozio insieme alla moglie Rula e alla cognata Vivianne. Alberto conquista con il tempo una clientela affezionata di ferraresi che gli affida la documentazione delle memorie familiari più care e tutto procede con successo, finché gli eventi bellici rischiano di vanificare il lavoro di una vita. “Il nonno ha proseguito nella sua attività per anni, ma nel ’44 un bombardamento alleato ha colpito lo studio, così come la vicina Banca d’Italia, provocando 80 morti e mutando per sempre la fisionomia della via. Lui però non si è perso d’animo nonostante il negozio fosse andato distrutto; ha ripreso l’attività ricostruendolo sempre nello stesso posto, con l’aiuto generoso di clienti e amici che addirittura gli hanno prestato le macchine fotografiche, perché lui non aveva più nulla”. È proprio negli anni successivi al secondo conflitto mondiale che, accanto alla sezione fotografica, Giulianelli introduce nel suo negozio anche la divisione ottica, che diventerà preponderante e poi, dagli anni ’80 in avanti, esclusiva dell’attività aziendale grazie al figlio Giorgio, diplomato nel 1950 all’Istituto Nazionale di Ottica di Arcetri, alle porte di Firenze. Una passione, quella per l’ottica, che viene poi ereditata e sviluppata dalla terza generazione con Giampiero Giulianelli: “Mio padre è stato nominato ‘Maestro Ottico’ nel 1982, riconoscimento che ho avuto anche io, e ha sempre portato
avanti l’aspetto fotografico oltre a quello dell’ottica. Da ragazzino lo guardavo realizzare gli scatti, ma anche effettuare gli esami per fare gli occhiali, vedevo le lenti, i campionari: respiravo quest’aria tutti i giorni, così ho deciso di diventare ottico”, racconta Giampiero Giulianelli. È grazie al suo impegno e alla direzione che riesce ad imprimere all’attività di famiglia che Ottica Giulianelli assume la fisionomia attuale. Giampiero riesce infatti a coniugare la tradizione di un brand riconoscibile con la modernità delle nuove tecnologie: “Quando mio padre ha iniziato a ritirarsi dall’attività io, mia moglie e mia cognata abbiamo dato un taglio netto alla fotografia, perché non era un settore di nostro interesse né commercialmente proficuo dato l’avvento del digitale, quindi abbiamo ristrutturato il negozio”. In centodieci anni tante cose si sono trasformate. In via Borgo dei Leoni sono sparite chiese e case, mentre sono rimasti in piedi edifici storici che ancora fanno bella mostra di sé. All’interno del centro ottico Giulianelli, che oggi si sviluppa su 250 metri quadrati, sono stati abbattuti muri e rivoluzionati gli ambienti per lasciare spazio anche a due ambulatori e un laboratorio. Dopo il ritiro del padre, la terza generazione ha dato una svolta decisa, allargando moltissimo la parte di vendita e aprendo una terza vetrina laterale. Giampiero, la moglie Rula e la cognata Vivianne vantano un diploma di Ottica e la successiva specializzazione in Optometria e oggi sono affiancati nel proprio lavoro anche da una contattologa e da un collega optometrista. “Celebrare 110 anni è il raggiungimento di un traguardo professionale che ci rende orgogliosi, per nulla scontato nel mondo del commercio che da anni sta rapidamente evolvendosi e mettendo sempre più a dura prova le imprese a carattere familiare, con la tristezza di aver visto chiudere anche nel recente passato realtà simili alla nostra. Il fatto di poter reggere l’impatto estremamente aggressivo delle catene, opponendo alla loro politica di prezzo la nostra filosofia di qualità, ci sprona a proseguire nella convinzione che una discreta porzione di utenza cerchi ancora la qualità e il servizio, soprattutto in un settore che innegabilmente tocca la sfera della salute. È nostra intenzione proseguire su questa direttrice e proprio a conferma di ciò stiamo attendendo nuove forniture di strumentazione, per elevare ulteriormente la qualità offerta ai clienti e, senza falsa modestia, riconosciutaci per serietà anche dalla classe medica”, conclude Giulianelli.
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in tutte le fasi di costituzione e lancio della nuova sede, occupandosi degli aspetti legali, contrattuali, amministrativi e risorse umane. Inoltre, per garantire ad Almac una piena operatività e un ingresso strutturato nel mercato statunitense, Octagona continuerà a supportare l’azienda anche nella fase post-costituzione, fornendo assistenza strategica su base continuativa. Questo importante passo conferma la visione globale di Almac e la sua capacità di affrontare con successo le sfide dell’internazionalizzazione. “Gli Stati Uniti rappresentano un mercato cruciale in termini strategici. Per cogliere le
La nuova filiale Almac America Inc
opportunità di crescita percepite abbiamo deciso di rafforzare la nostra presenza con l’apertura della nostra prima filiale americana, Almac America. Consapevoli della complessità di un’operazione di tale portata e soddisfatti del supporto che avevamo ricevuto durante la scorsa operazione, abbiamo deciso di rivolgerci nuovamente a Octagona, che ha gestito in modo efficace tutte le fasi del processo di costituzione, garantendoci il massimo supporto operativo e strategico”, dichiara Andrea Artoni, CEO di Almac. Gli fa eco Alessandro Fichera, CEO di Octagona e business unit international director di Bonfiglioli Consulting: “Per noi è stato motivo di orgoglio poter spalleggiare nuovamente Almac in un percorso di crescita internazionale. Tramite il nostro team locale abbiamo collaborato con sinergia e portato a termine il progetto con successo”.
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PASQUALI, L’ESPERIENZA D’ACCIAIO CHE INVESTE IN NUOVE TECNOLOGIE È una lunga storia di successi quella di Pasquali, azienda ferrarese specializzata nelle lavorazioni a freddo dei metalli per conto terzi. Tutto nasce in Viale Volano, una stradina del centro storico di Ferrara, dove, nei primi anni ‘50, Vasco Pasquali apre la sua piccola officina di trecento metri quadrati. Nel 1967 Adriano Pasquali subentra al padre e continua a investire ogni risorsa nella sua attività, proseguendo lo
componenti metallici di ferro, acciaio, alluminio e altre leghe leggere per la produzione di macchinari per i più svariati settori tra i quali, l’agricoltura, servizi e accessori per l’automotive, movimentazione terra, equipaggiamenti per mezzi di sollevamento e dissuasori antintrusione. Da sempre attenta all’innovazione tecnologica, negli ultimi tempi l’impresa ferrarese ha investito notevolmente con l’acquisto di macchinari 4.0 e 5.0 tra i quali quelli dedicati al taglio laser di lamiere e tubi, macchine utensili, piegatrici, robot di saldatura e sistema di controllo e misura avanzati, senza tralasciare l’ultimo
La famiglia Pasquali
sviluppo dell’azienda fino alla fondazione, nel 1998, della Pasquali Srl assieme ai figli Silvia e Fabio. “Oggi siamo tre soci con commesse industriali importanti, innamorati di questa azienda che genera valore sul territorio”, raccontano Adriano, Fabio e Silvia Pasquali. Pasquali oggi rappresenta la nuova frontiera della carpenteria metallica al servizio dell’industria. Si tratta di un’importante realtà metalmeccanica terzista specializzata nelle lavorazioni a freddo dei metalli che conta circa 70 dipendenti e opera su un’area di quarantamila metri quadrati, con uno stabilimento produttivo di ben diecimila. In particolare, l’azienda si occupa di taglio laser fibra di lamiere e tubi, piegatura CNC, saldatura a filo robotizzata e manuale, lavorazione di macchine utensili CNC, tranciatura e stampaggio lamiere. Ogni processo è certificato UNI EN ISO 9001 e UNI EN ISO 14001. Si realizzano
importante investimento: un Laser Tubo di ultima generazione. “Abbiamo tutto il potenziale per incrementare ulteriormente la nostra produzione grazie ad una maggiore organizzazione del personale e, con questo nuovo acquisto, vogliamo aprirci a nuovi mercati in vari settori”, dichiarano ancora dalla famiglia Pasquali. Ma il profitto non è tutto per quest’impresa che, da sempre, mette al centro del proprio operato le persone e la comunità in cui vive. Da anni, infatti, Pasquali sostiene attività sportive locali, effettua donazioni a favore di diverse Onlus attive sul territorio e promuove attività di welfare nei confronti dei dipendenti e dell’ambiente lavorativo. “Siamo fortemente convinti dell’importanza di essere attivi non solo sul territorio ferrarese, ma anche a livello regionale. Crediamo inoltre nella crescita della nostra azienda che si consolida con l’introduzione del quarto passaggio generazionale e nel continuo
investimento in professionalità umana, innovazione tecnologica e sostenibilità. Perché per noi le organizzazioni d’eccellenza guardano alle persone, alle comunità e si spingono a immaginare scenari futuri, pensando alle generazioni che verranno”, concludono Adriano, Fabio e Silvia Pasquali.
PICOTRONIK, TRA BILANCIO DEL 2024 E NUOVE AMBIZIONI PER IL 2025 Picotronik, azienda di Mirandola, nel modenese, specializzata nella progettazione e realizzazione di apparecchiature e schede elettroniche, sia in autonomia che per conto terzi, ha vissuto un 2024 ricco di successi. L’anno è stato segnato infatti dal lancio di nuovi prodotti, dall’avvio di importanti collaborazioni e da una crescente affermazione sul mercato. “Tra le iniziative più significative, spicca la collaborazione con Applika, la software house che abbiamo acquisito nel 2022 per aiutare le imprese ad accedere al Piano Transizione 5.0 e supportarle nella trasformazione digitale ed energetica”, afferma Luca Dotti, presidente di Picotronik. Grazie a un team multidisciplinare di esperti, Picotronik e Applika offrono un supporto completo: dalla valutazione di fattibilità e gestione tecnica, alla pianificazione finanziaria e alle comunicazioni con il GSE. “Questa sinergia ha già permesso a diverse realtà industriali di avviare progetti di innovazione
e sostenibilità volte all’ottimizzazione dei consumi energetici”, continua il presidente Dotti. Il 2024 ha visto anche il debutto di Master IoT, una soluzione innovativa che consente di connettere e far interagire i macchinari, raccogliendo e aggregando i dati per portare le aziende nel cuore dell’Industria 4.0. In parallelo, Picotronik ha presentato una bilancia a piattaforma wireless, progettata per la pesatura di camion e autovetture fino a 30 tonnellate. “Questo dispositivo unisce precisione e facilità d’uso, rispondendo così alle esigenze specifiche del settore logistico”, spiega Luca Dotti. Il successo di Picotronik si riflette nei risultati economici e occupazionali: nel 2024, il fatturato ha raggiunto i 4 milioni di euro, accompagnato da un incremento di cinque dipendenti rispetto al 2023, consolidando una crescita del 25% rispetto al 2022. Questi numeri confermano la solidità dell’azienda e l’efficacia delle strategie adottate negli ultimi anni, tra cui l’acquisizione, nel 2022, di Tecnical e Applika. Grazie a queste operazioni, Picotronik ha potenziato la propria capacità di collaborazione e ampliato il portafoglio di contratti, rafforzando la propria presenza nella realizzazione e gestione di cablaggi, nonché nei settori automotive e agrifood. “Tutti questi risultati dimostrano che entrambe le acquisizioni si sono rivelate mosse vincenti, portando benefici concreti alla nostra azienda, sia in termini di ampliamento dell’offerta che di rafforzamento della rete commerciale e produttiva”, sottolinea ancora il presidente di Picotronik. Il 2025 si preannuncia come un anno decisivo per Picotronik, ricco di nuove
Manuel Dotti, responsabile tecnico, e Luca Dotti, fondatore e presidente di Picotronik
sfide e progetti ambiziosi. Tra le principali iniziative in programma spicca l’ampliamento della produzione, con l’avvio dei lavori per un nuovo stabilimento. Questo investimento non solo rafforzerà la capacità produttiva, ma rappresenterà anche un passo strategico per integrare le realtà acquisite in un’unica sede, ottimizzando le sinergie aziendali. Inoltre, il nuovo polo produttivo consentirà di potenziare il laboratorio di lavorazione con postazioni moderne e tecnologicamente avanzate, favorendo efficienza e innovazione. Sul fronte dell’innovazione, il 2025 segnerà l’ingresso di Picotronik nel mercato consumer con due nuove soluzioni: un dispositivo brevettato dedicato al mondo dello sport e un’innovativa tecnologia per il giardinaggio, progettata per rendere la cura delle piante più semplice ed efficiente. “Questi nuovi prodotti sono il frutto di un intenso lavoro di ricerca e sviluppo, reso possibile dall’aumento del 20% del budget destinato all’innovazione nel 2024”, conclude Luca Dotti.
POLITECNICA, INAUGURATA UNA NUOVA SEDE A ROMA Politecnica Building for Humans ha inaugurato a gennaio scorso la sua nuova sede a Roma, in Piazza Alessandria 24. La nuova sede, che si aggiunge a quelle già operative di Modena, Firenze e Milano, segna un ulteriore rafforzamento della presenza sul territorio nazionale della
La nuova sede romana di Politecnica
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GRUPPO SEM, UN 2024 DA RICORDARE TRA ANNIVERSARI E UNA NUOVA ACQUISIZIONE Il 2024 è stato un anno significativo e ricco di soddisfazioni per il Gruppo SEM Sorgenti Emiliane Modena, a partire da due anniversari importanti: quello di Acqua Nocera Umbra, la cui etichetta ha compiuto 130 primavere, e quello di Acqua Monte Cimone che, insieme alla compagine societaria SEM, ha spento 40 candeline. Due i momenti celebrativi nel corso dell’anno: il primo, la scorsa estate, presso il Giardino delle Acque a Nocera Umbra, nel perugino, in occasione dell’evento musicale Paiper Festival, di cui l’azienda è sponsor, e il secondo, a dicembre, con la consegna al management aziendale della targa celebrativa di Confindustria Emilia. Oggi Sorgenti Emiliane Modena, con sede operativa a Vignola, in provincia di Modena, è la capogruppo del Gruppo SEM, tra i principali operatori in Italia nell’imbottigliamento e nella distribuzione anche all’estero di acque minerali a marchio proprio: Sorgente Monte Cimone, Fonte Ventasso, Acqua Clavdia, Sorgente Giulia, Fonte Lieta, Sorgente Angelica, Sorgente Flaminia e private label per la grande distribuzione. L’azienda, fondata nel 1984 partendo con l’attività di imbottigliamento di Acqua Minerale Naturale Monte Cimone, ha una storia imprenditoriale che affonda le radici nei territori e nelle realtà geografiche di prossimità, partecipando allo sviluppo delle comunità locali, sociali e sportive e investendo in ricerca e innovazione in un settore di grande valore per la vita stessa dell’essere umano, quale quello delle risorse idriche. Tante le acquisizioni concluse nel corso degli anni: nel 2002 entra il Gruppo Nocera Umbra Fonti Storiche, una delle prime realtà in Italia ad aver ottenuto la concessione mineraria per l’estrazione di acque minerali; nel 2007 si aggiunge Nuova S.A.Mi.Cer., azienda con sede nell’Appennino Reggiano e, nel 2016, il Gruppo assume la configurazione attuale con l’acquisizione di Sorgenti Clavdia, società dedicata all’imbottigliamento di Acqua Minerale Effervescente Naturale con sede ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma. Infine, nel 2024, si conclude l’ultima, importante, acquisizione di Birrificio 620 Passi, con sede a Gorgo, nell’udinese. “Il duplice anniversario festeggiato nell’anno appena trascorso, insieme all’acquisizione di una eccellente realtà italiana, rinomata non solo per la qualità eccelsa delle sue birre, prodotte con metodi tradizionali e ingredienti di primissima scelta, ma anche per la sua filosofia di crescita basata su una community di appassionati di birra, sono tasselli di una storia italiana che, come Gruppo, abbiamo progettato e costruito giorno per giorno senza mai venir meno ai valori che identificano la nostra mission: qualità dei prodotti e rispetto dell’ambiente in un’ottica di innovazione ed etica aziendale”, dichiara Claudio Turchi, titolare e CEO di Gruppo SEM. Da sempre il Gruppo, che ha ottenuto la certificazione ISO: 9001e la ISO:14001, è anche molto attento allo sviluppo sostenibile e all’ambiente. “Utilizziamo plastica riciclata con percentuali che vanno dal 30 al
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Da sinistra: Stefano Muzzarelli, responsabile qualità di Gruppo SEM, Giacomo Villano, direttore relazioni, sviluppo territorio e organizzazione di Confindustria Emilia, e Claudio Turchi, presidente di Gruppo SEM
50% e siamo tra i pochi a produrre bottiglie con plastica riciclata al 100%. Le nostre concessioni minerarie si trovano in ambienti paesaggistici, archeologici e naturalistici importanti la cui salvaguardia è uno dei nostri punti di forza e motivi di orgoglio”, continua Turchi. Infatti, gli ingenti investimenti in macchinari all’avanguardia per ridurre le emissioni di CO2, le politiche a “chilometro zero”, la cura delle persone e del lavoro e sostegno delle realtà sportive e sociali territoriali, caratterizzano da sempre l’attività dell’azienda che, nel 2024, ha ottenuto il NSA INTEGRITY AWARD, un premio per le imprese che hanno dimostrato un impegno concreto verso la sostenibilità, la legalità e la protezione degli asset aziendali. “La nostra realtà aziendale, profondamente radicata nella tradizione e nei valori del territorio italiano, supporta in qualità di sponsor realtà sportive di grande prestigio, con le quali condividiamo non solo valori e filosofia, ma anche l’impegno verso l’eccellenza e lo spirito di squadra. Oltre a sostenere squadre importanti, come Modena Volley e RBR Rinascita Basket Rimini, siamo profondamente impegnati anche nel supporto a iniziative legate agli sport inclusivi. Con questa partecipazione, vogliamo contribuire a creare un ambiente dove il valore dello sport si estende a favore del benessere sociale e dell’inclusività di tutti, riflettendo i principi di solidarietà e responsabilità che guidano ogni nostra azione. Le buone pratiche aziendali stanno non solo nella qualità dei prodotti, ma anche in una serie di iniziative che promuovono la sostenibilità, la tutela dell’ambiente e la solidarietà tra le persone, contribuendo a migliorare la vita delle comunità nelle quali operiamo”, conclude il CEO di Gruppo SEM, Claudio Turchi.
società di progettazione integrata e conferma il suo impegno verso progetti sempre innovativi e sostenibili, rappresentando un tassello cruciale della visione strategica aziendale. Con un team multidisciplinare in loco, la struttura romana sarà il fulcro per il coordinamento e lo sviluppo delle attività nel centro e sud Italia, con un focus su progetti di rigenerazione urbana e valorizzazione del patrimonio storico e un settore dedicato ai progetti di grandi infrastrutture. Roma diventa così un vero e proprio laboratorio d’avanguardia, simbolo della capacità di coniugare tradizione e innovazione. “L’apertura di questa sede, nell’anno del 25° Giubileo, è un traguardo davvero importante. Non solo Roma, ma tutto il centro-sud, sta vivendo una fase di profonda crescita: un’evoluzione interna in parte legata al PNRR e ai successivi investimenti per la creazione di nuove infrastrutture, per il recupero e la riqualificazione di grandi complessi del ventesimo secolo. La nostra presenza stabile nella Capitale risponde alla necessità di presidiare in prima linea i numerosi progetti che ci vedono già coinvolti sul suolo romano e nei dintorni. Il nostro desiderio è investire su nuovi talenti locali pronti a condividere un approccio integrato e cooperativo”, afferma Francesca Federzoni, presidente di Politecnica. Con l’apertura della sede di Roma, Politecnica ribadisce il suo ruolo di protagonista dell’ingegneria e architettura italiana. Questo traguardo rappresenta non solo un consolidamento della presenza sul territorio nazionale, ma anche una dichiarazione di intenti: promuovere progetti sostenibili e innovativi che sappiano coniugare tradizione e modernità. Guardando al futuro con visione e determinazione, Politecnica continua a investire nelle persone, nella tecnologia e nella sostenibilità per generare valore e costruire un domani migliore, in sintonia con le esigenze del territorio e delle comunità. “Da cinquant’anni in Politecnica guardiamo al futuro, e continuiamo a farlo con una visione chiara e lungimirante, governare la crescita attraverso tre linee strategiche fondamentali: gli investimenti nelle risorse umane, l’impegno per la sostenibilità e un forte focus sull’innovazione tecnologica. Crediamo fermamente nel ruolo dell’ingegneria e
dell’architettura come motori di sviluppo sostenibile e coesione sociale ed è proprio con questa visione che vogliamo restituire valore al territorio e rispondere alle sfide di domani,” conclude Francesca Federzoni. Politecnica Building for Humans è una delle maggiori società italiane di progettazione integrata, architettura, ingegneria e urbanistica. Indipendente, fa capo a 46 soci, ingegneri e architetti, che hanno firmato lavori in oltre 60 Paesi al mondo con un fatturato annuo di oltre 30 milioni di euro (stima 2024). Oltre alle quattro sedi in Italia è presente, a livello internazionale, in 10 Paesi e tre continenti (Angola, Belize, Danimarca, Giamaica, Saint Vincent and the Grenadines, Guyana, Kenya, Romania, Sierra Leone e Guinea Equatoriale).
PUBLIMEDIA ITALIA®, MEZZI E PERSONE PER FARE BUONA COMUNICAZIONE Il cinema rappresenta un luogo magico, capace di catturare l’attenzione degli spettatori non solo durante la proiezione del film ma anche quando compaiono gli spot pubblicitari. A ricordarlo è Publimedia Italia®, società emiliano-romagnola, concessionaria di pubblicità, che è oggi una delle realtà più importanti per il mondo della pubblicità al cinema in Italia. Publimedia Italia® gestisce la pubblicità su 18 strutture, per un totale di 116 sale e 24.000 poltrone, in quattro regioni. “Al cinema, l’attenzione resta alta perché l’atmosfera che si crea all’interno di una sala cinematografica è molto particolare, unica. Il buio della sala, il grande schermo, un audio potente, poche distrazioni permettono al pubblico di rimanere concentrato su quanto va in scena. Il cinema diventa quindi un luogo ideale per trasmettere emozioni, messaggi lunghi e articolati”, spiegano da Publimedia Italia®. Il cinema offre un’attenzione visiva media del 90% ed
è in grado di competere con tv e cellulari, di particolare interesse le risultanze della relazione di Apa (Associazione produttori audiovisivi) da cui fra le altre cose emerge che uno spot in sala offre al marchio la stessa notorietà di 10 spot sulle piattaforme digitali. Per la società emiliano-romagnola, storica concessionaria di pubblicità italiana, crescere insieme ai clienti e agli editori è stata la strategia che le ha permesso di valorizzare gli oltre 60 anni di esperienza maturata nel mondo della comunicazione e di proporsi come azienda leader di distribuzione di spazi e servizi pubblicitari. Publimedia Italia®, un’azienda in grado di mettere in connessione i mezzi di comunicazione l’uno con l’altro, grazie allo sviluppo e alla diffusione di piattaforme digitali e tradizionali, oggi ha sicuramente un valore aggiunto rispetto alle altre. Oggi, per un’azienda pubblicitaria essere “multimediale” “crossmediale” nella comunicazione è prima di tutto una necessità, oltre che un vantaggio. Publimedia Italia® si inserisce in questo scambio di connessioni tra le esigenze dei clienti e le richieste, oggi sempre più interattive e dinamiche, della comunicazione e della promozione pubblicitaria. E lo fa puntando proprio sull’essere una realtà nativa “multimediale”, in grado di gestire più mezzi di comunicazione, tradizionali (radio, cinema, tv, carta stampata, eventi, ooh) e non (giornali online, web, social, influencer, dooh), creando tra essi un campo di sinergie per diffondere al meglio le informazioni del cliente e la sua pubblicità il tutto in un nuovo mercato ove la marca è tornata “centrale” per i consumatori. Per info: www.publimediaitalia.com
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RENNER ITALIA, UN MURALE DI LAIKA CELEBRA IL PROGETTO DI WELFARE ABITATIVO La fredda nebbia della pianura non ha sbiadito, lo scorso 17 dicembre, il sole sul murale monumentale di 150 metri quadrati che la street artist Laika ha impresso su uno degli stabilimenti di Renner Italia a Minerbio, in provincia di Bologna. “Una nuova alba”, questo il titolo del wall più grande mai realizzato dall’artista, celebra il progetto di welfare abitativo che Renner Italia, azienda punto di riferimento nella produzione di vernici industriali, ha varato d’intesa con l’Opera Salesiani di Castel de’ Britti, dando vita a un percorso concreto di formazione e integrazione lavorativa per rifugiati. “Un progetto che è un faro che illumina questo Paese. Welfare abitativo e integrazione sociale e lavorativa per i rifugiati è la nuova alba per chi fugge rischiando la vita e spesso perdendola nel Mediterraneo, sopportando prigionia e torture per sognare una nuova vita, un nuovo futuro lontano da fame, guerre e violazioni dei diritti umani”, ha spiegato Laika durante l’inaugurazione del murale che raffigura un uomo e una donna in mare aperto, con addosso dei giubbotti di salvataggio, mentre alle loro spalle sorge il sole, simbolo di un’alba di speranza. “Ringrazio Laika perché ha deciso di lasciare il segno qui, con la speranza che sempre più aziende seguano il nostro modello di integrazione del nostro nuovo welfare abitativo. Abbiamo deciso di garantire un alloggio sostenibile ai giovani rifugiati che entreranno a far parte del team Renner Italia attraverso un innovativo progetto di formazione e sicurezza stilato insieme ai Salesiani. Un progetto reso possibile proprio grazie all’indispensabile supporto dei Salesiani di Castel de’ Britti e del suo direttore, Carlo Caleffi”, ha evidenziato l’amministratore delegato di Renner Italia, Lindo Aldrovandi. “Lo abbiamo fatto, badate bene, non per impostazione ideologica, ma per puro realismo. Renner, come il 60% delle imprese di questo Paese, da mesi fatica ad assumere operai nonostante da noi le condizioni siano più
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vantaggiose di quelle previste dal contratto nazionale della chimica. A questo scenario fanno da controcampo le persone che fuggono da guerre e povertà. È gente che chiede la possibilità di lavorare. È oltretutto evidente che l’emergenza abitativa nella provincia di Bologna abbia raggiunto livelli insostenibili. E allora, se questo è il dato di fatto, occorre rimboccarsi le maniche e dare risposte. Questa è la nostra”, ha concluso Aldrovandi. Sono otto gli alloggi attualmente previsti da Renner Italia per i giovani migranti. Il primo abitante di Casa Renner è un rifugiato gambiano, assunto a luglio 2024. Si tratta di un percorso concreto di formazione e integrazione lavorativa per rifugiati: oltre a contratti di apprendistato con prospettive di stabilità lavorativa, il progetto garantisce soluzioni abitative dignitose, promuovendo una vera inclusione sociale. “Quando Renner ci ha chiesto di collaborare a un progetto di inserimento professionale, abbiamo portato l’attenzione sul tema abitativo, che nel nostro territorio è un’emergenza. Molti dei nostri studenti sono adolescenti migranti che hanno rischiato la vita per attraversare mezzo mondo. Vogliono costruirsi un futuro, hanno voglia di lavorare e si impegnano per diventare buoni cittadini e bravi tecnici. Abbiamo proposto un progetto di transizione abitativa per migranti neo maggiorenni che escono dalle strutture di accoglienza.
Contestualmente al contratto di lavoro, ciascun ragazzo avrà un alloggio per tre anni, così da avere il tempo di crearsi delle basi solide per costruire la propria autonomia. Come Salesiani Cnos-Fap abbiamo a cuore la formazione umana e professionale dei giovani, perché possano realizzare progetti di vita e diventare adulti felici”, ha sottolineato il direttore del Cnos-Fap Opera Salesiana di Castel de’ Britti, Carlo Caleffi.
ROKEPO, TECNOLOGIA E INNOVAZIONE PER GRANAROLO Un esempio di eccellenza, uno spazio concepito per soddisfare le esigenze di presentazione, comunicazione e collaborazione: è la nuova sala del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Granarolo, che si è affidato a Rokepo per la progettazione e la realizzazione di un sistema audio-video tecnologicamente avanzato, ma al tempo stesso di semplice gestione, grazie a un sistema di controllo con interfaccia grafica completamente personalizzata ed estremamente intuitiva. Nata nel 1996 dall’iniziativa di un ingegnere e di un perito industriale appassionati di elettroacustica, elaborazione delle immagini e automazione, Rokepo si è affermata negli
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SCATOLIFICIO MEDICINESE FESTEGGIA 50 ANNI DI STORIA Il primo mezzo secolo è alle spalle e i grandi e importanti risultati aprono le porte al futuro: Scatolificio Medicinese ha festeggiato alla fine del 2024 il cinquantesimo anno dalla sua apertura segnando un importante traguardo per un’impresa che ha origine da un’idea familiare risalente al 1974. Costituita dai fratelli Ezio, Gaetano e Maurizio Tullini, questa realtà con sede a Medicina, in provincia di Bologna, ha dimostrato di sapersi espandere, innovare e mantenere la fedeltà ai propri valori diventando un pilastro nel campo del packaging, oggi saldamente nelle mani dei figli di Maurizio, Andrea e Cristina Tullini. “Per noi la scatola non è solo un contenitore, ma un veicolo di comunicazione, un pezzo di artigianato che unisce funzione ed emozione”, affermano Cristina e Andrea. “Quello che da sempre ci spinge a fare impresa è il cuore. Esistiamo nel nostro lavoro per contribuire al benessere di tutte le persone coinvolte: collaboratori, clienti e fornitori. E anche della nostra comunità con scelte responsabili nei confronti del territorio in cui operiamo”. Inizia tutto nei primi anni ‘70 quando, in piena crisi cartaria, Ezio, Gaetano e Maurizio, che come secondo lavoro raccolgono carta e cartoni, comperano una pressa per compattare e rivendere il cartone ondulato lavorabile. L’attività funziona a tal punto che i tre decidono di investire in una macchina fustellatrice, facendo nascere così il primo embrione di quello che diventerà Scatolificio Medicinese. L’impegno e la dedizione per il lavoro sono i valori trasmessi ai nuovi collaboratori che, con determinazione e tanta passione, tutt’ora costituiscono i principi dell’azienda. Fin dalla fondazione, Scatolificio Medicinese ha intrapreso un cammino di espansione che lo ha trasformato da una modesta realtà locale a un’impresa con una superficie produttiva di 8.000 metri quadrati e 50 lavoratori, in grado di soddisfare clienti, sia piccoli che grandi, con un’offerta variegata e su misura. Nel tempo, Scatolificio Medicinese è riuscito a unire tradizione e innovazione, fondendo la passione per il lavoro ereditata dai fondatori con la capacità di adattarsi a un mercato in cambiamento. La nuova generazione si presenta con i volti di Andrea e Cristina Tullini: già da anni al lavoro in azienda dopo la scuola, nel 2005 si
impegnano a tempo pieno ad aiutare il padre Maurizio e lo zio Ezio, prendendo sempre più a cuore il futuro dello Scatolificio. Li affiancano nel lavoro di produzione, formazione del nuovo personale e nei progetti di ampliamento. L’obiettivo dichiarato è mantenere la tradizione e al contempo innovare. Gli stessi valori e la mentalità artigianale della generazione precedente sono alla base della mission, con un mix di esperienza e nuove idee che diventa il punto di forza per fidelizzare i clienti e acquisirne di nuovi. Certamente, grandi progetti comportano importanti trasformazioni. Andrea e Cristina, al vertice dell’impresa di famiglia dal 2017, decidono di investire in nuove tecnologie e in particolare nell’acquisto di un macchinario all’avanguardia, di casa madre europea, che permette la stampa flexo-grafica sino a sei colori con un’altissima definizione ed elevata velocità. Uno sforzo economico rilevante, ma considerato necessario per far progredire Scatolificio Medicinese. “Affidabilità, disponibilità ed efficienza sono alla base del lavoro in azienda. Qualsiasi imballo diventa una sfida, così come è una sfida sensibilizzare i clienti nella ricerca di un prodotto nuovo e competitivo sul mercato. La nostra visione è lavorare per trasformare il cartone in un ‘abito’ irrinunciabile, capace di proteggere ma anche di vestire il prodotto in modo caratterizzante e distintivo”, spiegano Andrea e Cristina Tullini. Il cinquantesimo anniversario è stato festeggiato lo scorso 30 novembre, e la festa, a cui hanno preso parte anche diverse autorità, ha rappresentato un’occasione per esaminare il passato e meditare sui valori che l’impresa ha sviluppato nel corso degli anni: il focus sulle persone, l’importanza delle interazioni e il forte legame con il territorio. L’evento, colmo di arte, cultura e divertimento, ha inteso comunicare che il successo non si misura solo in numeri, ma anche nella possibilità di generare un impatto positivo nella comunità. Gli show hanno messo tutti d’accordo: dagli spettacoli teatrali e di burattini per i più piccoli alle note del pianista Danilo Rea per gli adulti, fino alla cena spettacolo con lo scrittore Corrado Peli e altri artisti del territorio.
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SAMP SALUTA UN 2024 DI CRESCITA E NUOVE NOMINE
anni come azienda di riferimento nel campo dei sistemi integrati audio-videoluci, offrendo soluzioni personalizzate grazie a software innovativi sviluppati internamente su piattaforma open source. L’obiettivo dell’azienda con sede a Monte San Pietro, alle porte di Bologna, è realizzare soluzioni tecnologiche tailor-made, curate e funzionali, capaci di personalizzare ambienti di diverse tipologie e dimensioni. Ogni progetto nasce da un’analisi approfondita delle esigenze del cliente e dall’impiego delle tecnologie più avanzate disponibili sul mercato. Al centro del progetto sviluppato da Rokepo per il primo gruppo agroalimentare a capitale italiano si trova il grande ledwall da 6x1,7 metri, studiato per creare un impatto altamente scenografico e consentire la visualizzazione simultanea di più contenuti video. “L’eccezionale qualità visiva migliora l’interazione e il coinvolgimento durante le riunioni”, sottolineano da Rokepo, che ha dedicato particolare attenzione anche alla collaborazione a distanza, per permettere ai partecipanti che non possono essere presenti in sala di condividere video e audio con elevatissima qualità. “Per la ripresa video sono state installate due telecamere motorizzate
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che inquadrano automaticamente gli oratori, garantendo riprese dinamiche e professionali senza necessità di interventi manuali, mentre la ripresa microfonica è affidata a un microfono ambientale integrato nel controsoffitto, che garantisce una copertura uniforme dell’ambiente eliminando elementi invasivi posizionati sul tavolo e consentendo ai partecipanti di muoversi liberamente senza vincoli”, continuano dalla realtà bolognese Rokepo. Anche il sistema di diffusione audio in sala è stato studiato nei minimi dettagli per garantire sia una perfetta riproduzione del parlato, sia una riproduzione musicale coinvolgente in occasione di video emozionali. Un subwoofer completamente nascosto, dedicato alla riproduzione di bassi profondi e coinvolgenti, esalta l’esperienza sonora senza compromettere l’estetica dell’ambiente. “La particolare cura dei dettagli in fase di progettazione e l’integrazione di soluzioni innovative audio-video hanno permesso alla nuova sala CdA di Granarolo di distinguersi come punto di riferimento per la condivisione e la collaborazione, rispondendo alle esigenze di un contesto aziendale dinamico e moderno”, concludono da Rokepo.
Prosegue senza battute d’arresto la crescita di SAMP, storica azienda bolognese player di riferimento a livello mondiale nel settore delle macchine per la produzione di fili e cavi. Il Gruppo SAMP, acquisito nel 2021 da HVD Partners, ha registrato infatti anche nel 2024 un incremento esponenziale nel fatturato confermando un trend positivo già affermatosi nel 2022 e nel 2023. Nel 2022 SAMP aveva più che raddoppiato il fatturato globale, passando da 12,9 milioni di euro del 2021 a 29,3 milioni. La crescita è continuata nel 2023, con un fatturato di oltre 45 milioni di euro, dato che si intende confermato per il 2024. La ripresa e gli ambiziosi obiettivi di fatturato hanno inevitabilmente coinvolto anche la forza lavoro, che è stata oggetto di una significativa riorganizzazione. Questo ha portato a un incremento dell’organico tecnico e specializzato, fino a raggiungere i 110 dipendenti nella sede di Bentivoglio, alle porte di Bologna (erano 100 ad aprile 2024), con oltre 200 dipendenti complessivi in tutto il mondo per SAMP. Si inserisce in questo contesto di crescita e cambiamento anche la nuova nomina del
Matteo Nascetti, general manager Italia di SAMP
general manager Italia, Matteo Nascetti, che porta con sé un’esperienza ventennale nel settore delle macchine automatiche e della meccanica di precisione. Nel corso della sua carriera, Nascetti ha operato in realtà aziendali di Paesi in via di sviluppo, ottimizzando processi e favorendo la crescita locale e, con una spiccata attitudine al miglioramento dei processi produttivi, in SAMP ha saputo integrare nuove tecnologie per aumentare l’efficienza aziendale. “La crescita di SAMP è il risultato di una strategia chiara e di una solida collaborazione con i nostri fornitori, con cui abbiamo stretto nuove partnership per creare sinergie che ci permettono di lavorare in maniera sempre più efficiente. I fornitori rappresentano la base su cui costruire il nostro futuro, e con loro stiamo implementando nuovi strumenti per ottimizzare la pianificazione e il controllo delle consegne, assicurandoci di mantenere sempre una visione chiara dello stato delle nostre operazioni”, evidenzia il general manager di SAMP. “Stiamo anche investendo risorse nello sviluppo di software avanzati, pensati per migliorare l’esperienza dei nostri clienti e ottimizzare le prestazioni delle nostre macchine, rendendo la produzione sempre più integrata e fluida. Il nostro obiettivo è di continuare a standardizzare le macchine, senza rinunciare alla flessibilità che i nostri clienti ci richiedono, migliorandone la qualità e riducendo al contempo i costi”, continua Nascetti. “I risultati ottenuti da SAMP negli ultimi anni sono il frutto della professionalità, della dedizione e della costanza che contraddistinguono il nostro team”, aggiunge Jouni Heinonen, presidente e CEO di SAMP. “Abbiamo raggiunto questi successi grazie alla fiducia rinnovata dei nostri clienti storici e all’acquisizione di nuovi partner strategici. Nel 2024 abbiamo ulteriormente potenziato il nostro team commerciale con l’ingresso di nuove risorse tecniche e senior. Questi nuovi professionisti portano con sé competenze e prospettive che arricchiranno le risorse di SAMP e rafforzeranno la nostra capacità di innovare. Ci aspettiamo che il loro contributo ci permetta di migliorare ulteriormente i risultati nel 2025, consolidando la nostra posizione di leadership nel settore delle macchine per cavi”, conclude Heinonen.
SIMONI, LA RIVOLUZIONE DELLE SPAZZOLE CHE SI TRASFORMANO IN MACCHINE Simoni, storica azienda bolognese a conduzione familiare, attiva nella produzione di spazzole e giunta alla settima generazione di imprenditori, ha presentato a inizio anno una nuova macchina rivoluzionaria, in grado di processare e orientare correttamente fino a 1.000 capsule americane “K-CUP” piene al minuto, una velocità senza precedenti nel settore. Fondata nel 1830 a Calcara, piccola frazione di Crespellano nel comune di Valsamoggia, Simoni è nata come spazzolificio per poi evolversi negli anni in un’azienda costruttrice di macchine. Oggi l’headquarter si trova a Zola Predosa, ventimila anime nella provincia di Bologna, dove operano 30 persone tra dipendenti e collaboratori. “Attualmente investiamo nell’automazione industriale e siamo noi stessi costruttori di macchine, senza però mai perdere il nostro legame con le spazzole, che restano il cuore della nostra identità”, racconta Andrea Simoni, settima generazione dell’azienda, a capo della direzione commerciale. Fino agli anni ‘30 del Novecento, le spazzole erano esclusivamente manuali e destinate all’uso domestico, come quelle per capelli, indumenti o scarpe. Negli anni ‘70,
però, l’allora titolare decise di orientare completamente la produzione verso il settore industriale. L’obiettivo era quello di realizzare e commercializzare spazzole destinate ad altre imprese, in particolare a costruttori di macchine che le impiegavano per le più diverse applicazioni. “La spazzola a rullo ha rappresentato per Simoni il primo passo verso l’industrializzazione del processo produttivo, introducendo la standardizzazione dei moduli e garantendo un’elevata riproducibilità del prodotto. Oggi realizziamo sia spazzole strip che punzonate, con una specializzazione particolare su queste ultime. Il nostro parco macchine comprende numerose unità a controllo numerico, ciascuna progettata per rispondere a un’ampia gamma di esigenze specifiche”, spiega Andrea Simoni. Nel 2010, anche in risposta alla crisi finanziaria globale, Franco Simoni - quindi la sesta generazione - insieme al reparto tecnico decise di inventare, progettare e produrre a sua volta macchine automatiche, partendo proprio dalle spazzole. “Concettualmente e tecnicamente, il cuore di tutte le nostre macchine sono sempre le spazzole. Grazie alle loro caratteristiche uniche e alla nostra profonda conoscenza del settore, queste ci permettono di eseguire un’ampia gamma di operazioni con estrema precisione, spesso dando vita a macchine più performanti rispetto a quelle dei concorrenti che adottano tecnologie differenti”, continua il
Da sinistra: Andrea Simoni, direttore commerciale, e Franco Simoni, amministratore delegato dell'azienda
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STUDIO PENTA HA CELEBRATO 40 ANNI DI ATTIVITÀ Professionalità, competenza, riservatezza e soprattutto un’attenzione sartoriale per le esigenze del cliente: sono le peculiarità che definiscono l’attività di Studio Penta, storico studio professionale associato di dottori commercialisti riconosciuto come punto di riferimento nel campo della consulenza e assistenza tributaria, contrattuale, societaria, aziendale e contabile. Nel 2024 lo studio, con uffici a Modena e Vignola, che accompagna imprese di ogni dimensione e privati in un percorso di crescita e trasformazione, grazie a una squadra di professionisti motivati e a una visione che guarda sempre al futuro, ha festeggiato i suoi primi 40 anni. Era infatti il 1984 quando lo Studio Penta avviava la sua attività con quattro dottori commercialisti, tra cui Cesare Selmi, e una manciata di dipendenti. Il focus riguardava la consulenza sulle imposte e, in particolare, sull’Iva. Oggi i numeri e l’offerta di servizi sono ben diversi: i dottori commercialisti Stefano Selmi, Vittorio Bergamini, Riccardo Aureli, Luca Selmi, Donatella Melloni e Iva Manfredini costituiscono i sei soci, il nucleo dello Studio che, nel complesso, si avvale di oltre 30 professionisti, tra i quali anche ulteriori 12 collaboratori professionisti iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili. Si tratta, quindi, di un team multidisciplinare che offre competenze specialistiche in diversi settori: dal fiscale al societario, dall’amministrativo allo strategico. Numeri alla mano, l’età media è di 44 anni, il 67% dello staff è al femminile e il 77% è laureato. Non meno importanti sono la conoscenza professionale della lingua inglese, la vocazione al digitale e l’aggiornamento professionale continuo. Lo Studio opera principalmente in Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Liguria assistendo società e gruppi societari italiani con interessi all’estero, così come società internazionali e multinazionali con interessi in Italia, imprese, professionisti ed enti non commerciali. “Questi 40 anni rappresentano un traguardo significativo, ma anche un punto di partenza per affrontare le sfide future con la stessa passione e determinazione che hanno sempre caratterizzato la nostra azione”, sottolineano da Studio Penta, dove alla fine dello scorso anno è stata celebrata l’importante ricorrenza alla presenza di collaboratori, clienti e partner. L’appuntamento ha rappresentato anche l’occasione per inau-
capo della direzione commerciale di Simoni. Negli ultimi anni, l’impresa bolognese si è dunque specializzata nella produzione di macchine spazzolatrici e orientatori. Le macchine spazzolatrici, considerate complementari nel processo produttivo, trovano particolare applicazione nel settore del legno. Inserite all’interno di una linea di lavorazione già esistente, hanno il
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gurare gli uffici della sede di viale Corassori 62 a Modena, rinnovati dopo un percorso di diciotto mesi nell’ambito del quale sono stati armonizzate la riorganizzazione degli spazi lavorativi e le scelte di design. Gli uffici vignolesi si trovano, invece, in via Caselline 633, anch’essi recentemente ampliati e ammodernati per essere più vicini alle realtà locali e far fronte alla crescente richiesta di servizi che arrivano dalle imprese dislocate nel territorio delle Terre di Castelli. “Il nostro metodo di lavoro”, continuano da Studio Penta, “si basa su un approccio proattivo, incentrato sull’anticipazione delle esigenze dei clienti, e su una personalizzazione che tiene conto delle peculiarità di ogni realtà aziendale”. Lo Studio, infatti, si distingue per la capacità di instaurare rapporti di fiducia duraturi, offrendo un’assistenza completa e una consulenza mirata. Non di meno, la filosofia operativa privilegia etica e riservatezza, con un’attenzione particolare al valore umano e alla professionalità, elementi che rappresentano il fulcro dell’identità dello Studio Penta. Lo Studio collabora, inoltre, con una rete di studi legali e notarili, consulenti del lavoro, società di revisione, fondi di private equity e trust companies per garantire un’assistenza multidisciplinare: “Una sinergia che permette di fornire ai clienti soluzioni complete, anche in settori altamente specialistici, nell’ambito di un pacchetto davvero a 360 gradi”, concludono da Studio Penta.
compito di rimuovere in modo efficace polveri di lavorazione e residui dai pannelli e dai loro fori ciechi. “Un produttore di cucine, pannelli, porte o mobili ha diverse motivazioni per dotarsi di una macchina per la pulizia dei suoi prodotti: dalla riduzione degli scarti alla completa automatizzazione del processo”, aggiunge ancora Simoni. Gli orientatori di Simoni, grazie alla tecnologia
a spazzole, offrono soluzioni compatte e performanti senza l’uso di aria compressa, distinguendosi dagli altri sul mercato. “Attualmente orientiamo tappi per bottiglie e capsule di caffè, settore in cui vantiamo un’ampia esperienza, con macchine già operative presso numerosi torrefattori italiani e internazionali”, conclude Andrea Simoni.
SMURFIT WESTROCK ITALIA A MARCA 2025 CON IL PACKAGING DEL FUTURO Il 2025 si è aperto con un esordio per Smurfit Westrock Italia: la multinazionale punto di riferimento nel settore del packaging a base carta è stata per la prima volta fra gli oltre 1.300 espositori di Marca edizione n. 21, che si è svolta a Bologna gli scorsi 15 e 16 gennaio. Un palcoscenico perfetto per presentare al mondo della Distribuzione Moderna Organizzata e ai maggiori brand del settore food e non le potenzialità di un grande player e le più innovative soluzioni di imballaggi e display in materiale cellulosico. L’azienda, infatti, con più di 100.000 dipendenti che operano in oltre 60 cartiere e 500 stabilimenti di trasformazione in oltre 40 Paesi, è presente in Italia con 26 siti che coprono l’intera filiera: dalle cartiere agli stabilimenti dove si realizzano fogli, scatole ed espositori; dal centro di R&D agli impianti di riciclo fino alla divisione dedicata alle macchine per il confezionamento. Un’offerta completa e integrata sul territorio italiano che occupa oltre 2.200 dipendenti. Nello stand di Marca hanno trovato spazio gli esempi di packaging ed espositori più innovativi che Smurfit Westrock Italia ha sviluppato per i settori food&beverage, detergenza e cura della persona. Tra le novità presentate, la soluzione Multipack totalmente a base carta per bottiglie e lattine, che sostituisce i film in materiale plastico. A mettere in evidenza la funzionalità del cartone ondulato è stato Thermal Box-in-Box, il sistema composto da
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tre elementi: una scatola interna contenente il prodotto; una fascia a montaggio rapido che la avvolge completamente e dotata di distanziali multidirezionali; la scatola esterna. L’insieme è realizzato in monomateriale biodegradabile, senza uso di colla e, grazie alla capacità di creare una sorta di camera d’aria intorno alla scatola interna, riduce al minimo i ponti termici e consente di mantenere la corretta temperatura con o senza l’uso di ghiaccio a seconda delle necessità specifiche del prodotto eliminando materiali difficilmente riciclabili come il polistirolo. Nel settore vinicolo, tra le numerose proposte della gamma eBottle, a spiccare è stata SavetheBottle, soluzione studiata per il canale eCommerce e realizzata con il 72% di carta riciclata e il 44% di materia prima in meno rispetto al benchmark di settore, garantendo sempre la massima protezione alle bottiglie. “Per un’azienda leader partecipare a Marca non significa soltanto esporre le ultime novità di prodotto, ma presentare le potenzialità di una filiera completa e integrata e contribuire a diffondere una cultura del packaging mostrando cosa si nasconde dietro una semplice scatola di cartone e illustrando come e quanto gli imballaggi possono contribuire alla transizione green”, sottolinea Gianluca Castellini, CEO di Smurfit Westrock Italia. A raccontarlo con esempi pratici in occasione di una serie di incontri molto seguiti dal pubblico, organizzati presso lo stand dell’azienda, sono stati gli ecodesigner dell’Experience Centre di Smurfit Westrock Italia, che recentemente si sono aggiudicati due premi assegnati da Conai per l’ecopackaging, insieme ai tecnici della Divisione Display e di Machine Systems e ai colleghi della Bag-in-Box Division. A portare la voce del cliente con alcune interessanti riflessioni sulla sostenibilità del packaging e su come cambiano le abitudini dei consumatori è stato invece Armando Garosci, direttore della rivista Largo Consumo.
“HAPPINESS @ WORK”, LO STUDIO DI SOCFEDER E UNIMORE Anni fa sarebbe stato impensabile inserire tra gli indicatori economici anche la felicità di dipendenti e stakeholder, e tutt’oggi alcuni potrebbero considerarlo uno spreco di risorse. Non è ciò che pensa Socfeder, realtà modenese di commercio, centro servizi di prodotti siderurgici e Società Benefit dal 2021, che nel 2025 festeggia tra l’altro i 70 anni di attività. Fin dalla sua fondazione, Socfeder ha creduto e dato concretezza all’idea che l’impresa non sia solo strumento per generare profitto, ma anche membro attivo della società e responsabile di impatti su ambiente e persone. Negli anni ha offerto affitti a prezzi calmierati a dipendenti provenienti da altre regioni ed extracomunitari, anticipi del TFR oltre gli obblighi di legge, bonus bebè per lo sviluppo della natalità. A tutela dell’ambiente, l’azienda ha installato un impianto fotovoltaico da 115 kW nel 2008, sostituito auto e macchinari di lavorazione con mezzi elettrici, promosso il primo acciaio carbon neutral in Italia (Chalibria di AFV Beltrame) e inserito queste attività e tante altre nell’annuale report di sostenibilità, il primo risalente al 2019. Tra le altre azioni di cui è più fiera, Socfeder è tra le 10 realtà fondatrici di Associazione per la RSI, gruppo di imprese istituito nel 2009 che ora conta circa 50 aderenti. È proprio con questa Associazione che, durante un tavolo di lavoro del 2019, venne proposto di iniziare a misurare le performance aziendali oltre gli aspetti puramente economici, introducendo il concetto di felicità prodotta. Socfeder ha deciso di continuare questo progetto, sempre in collaborazione con il dipartimento di Economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia, per approfondire il tema e allargare il target a clienti, fornitori, istituti di credito, ambiente e società, tutti stakeholder fondamentali per capire gli impatti di un’azienda. Il fine è quello di sviluppare un indicatore analitico basato sulla statistica, capace di “lasciar parlare” i dati raccolti con
un questionario creato appositamente dall’università. Individuare le variabili più impattanti sulla felicità permette di capire meglio l’ambiente di lavoro e la visione che i soggetti esterni hanno dell’impresa. Il focus sulla sostenibilità favorisce, inoltre, l’allineamento dei collaboratori con le politiche aziendali. Tutto questo è possibile solo grazie alle capacità di un team esperto dell’Università, composto da professori di economia e statistici che credono, insieme a Socfeder, nel valore innovativo di questo progetto. I lavori sono iniziati nel 2024 e stanno già producendo i primi risultati, anche grazie al confronto con quelli raccolti nel 2019. Il limite di molti di questi progetti è infatti la mancanza sia di dati passati, sia di obiettivi a lungo termine.
SPOT, UN NUOVO MODO DI CONNETTERE LA COMUNITÀ Mettere al centro le persone, gli abitanti, i produttori e i consumatori delle attività presenti sul territorio e dimostrare come insieme sia possibile creare un valore aggiunto per la comunità e per le aziende. È la visione di SPOT, media nato a Modena e ideato per mettere in luce le città in cui è presente facendo scoprire agli abitanti i ristoranti, gli eventi, le imprese e altre curiosità attraverso contenuti digitali realizzati da creators locali. “Il 2024 ha segnato un anno di crescita straordinaria per noi, con l’espansione in sei nuove città e una base di oltre 150.000 follower e un
di SPOT e direttore marketing. Nel dinamico panorama imprenditoriale odierno SPOT emerge come un nuovo media di riferimento innovativo, dedicato a un mondo sempre più digitale e a un cittadino che necessita di avere un unico posto in cui reperire informazioni. “SPOT ha ideato un nuovo modo di connettere i cittadini con i luoghi che frequenta quotidianamente, trasformando la semplice esperienza urbana in un viaggio autentico e coinvolgente attraverso i video che pubblichiamo”, spiega Emi Paolo Palma, anch’egli socio di SPOT e direttore generale. “Con la nostra app - che completa la nostra proposta pubblicitaria affiancando la presenza su Instagram - abbiamo conquistato un posto nello smartphone
Da sinistra: Emi Paolo Palma, Andrea De Carlo e Roberto Rizzo, co-founders di Spot
Socfeder vuole invece continuare lungo questo percorso e creare valore che duri e si rinnovi nel tempo e pubblicherà i risultati nel prossimo report di sostenibilità. “Il progetto, oltre ad avere significativi impatti sociali, è anche un mezzo per diffondere cultura, sia imprenditoriale che umana. Lo statuto di Socfeder prevede infatti, oltre al miglioramento economico, sociale e ambientale del territorio in cui opera, anche quello culturale. Lo studio di UniMoRe e Socfeder mira a valorizzare la felicità come parametro di successo e a riconoscere l’importanza del benessere di dipendenti e stakeholder, diffondendo una nuova visione imprenditoriale in cui economia, società, ambiente e cultura si intrecciano e sviluppano insieme”, affermano dalla società modenese.
milione di cittadini raggiunti”, evidenzia Andrea De Carlo, socio e amministratore delegato di SPOT. Ma i piani non si fermano qui: “Nel 2025 - prosegue - abbiamo iniziato a scrivere un nuovo capitolo della nostra storia approdando in Veneto con due nuove aperture a Verona e Padova. Questa nuova sfida rappresenta per noi un’opportunità imperdibile di ampliare la nostra visione e di rafforzare il movimento che stiamo costruendo”. Gli oltre 200 business partner di SPOT si sono tra l’altro riuniti lo scorso 10 dicembre all’Accademia militare di Modena in occasione della seconda edizione degli SPOT Awards, un evento pensato per celebrare le eccellenze del territorio. “La serata ha anche rafforzato le partnership con i creatori e le realtà imprenditoriali che credono nella nostra visione”, sottolinea Roberto Rizzo, socio
di oltre 30.000 utilizzatori emilianoromagnoli e stimolato una connessione autentica tra le persone e le loro città”. SPOT non si limita a fornire un servizio, porta un valore tangibile al territorio. La sua missione è sostenere l’economia locale promuovendo sui propri canali social piccole e medie imprese e incentivando l’arte, la cultura e l’aggregazione sociale. Ogni interazione sulla piattaforma contribuisce a creare una rete che valorizza le specificità e le eccellenze delle singole città, stabilendo un legame tra ciò che rappresenta l’identità locale e i cittadini stessi. Attraverso campagne di marketing mirate e contenuti creativi, SPOT aiuta le imprese a raccontare le loro storie uniche, connettendole direttamente con il target locale. “L’Emilia rappresenta il nostro cuore pulsante, ma la nostra ambizione ci porta a
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guardare oltre i confini locali. Con SPOT stiamo non solo trasformando un’idea in un movimento, ma stiamo anche ispirando migliaia di persone a scoprire e amare i luoghi che chiamano casa. In conclusione, SPOT è più di un media: è un catalizzatore di cambiamento, un ponte tra le comunità e i loro territori, un partner fidato per le imprese che desiderano crescere e prosperare in un ambiente in costante evoluzione. Con il nostro impegno continuo, crediamo fermamente che insieme possiamo costruire un futuro ricco di opportunità e innovazioni”, conclude Andrea De Carlo.
TEAPAK AL FIANCO DI BIMBO TU PER IL PROGETTO “LOGOS” “TeaPak, attraverso la Yogi Foundation, ha deciso di contribuire a questo progetto perché crediamo fermamente che il soggetto azienda debba andare oltre le finalità di business e farsi portatore di finalità etiche e sociali che possano incrementare le possibilità di autorealizzazione per tutti”. Con queste parole Andrea Costa, fondatore e CEO di TeaPak, il luogo dove Yogi Tea diventa realtà, commenta la scelta di offrire supporto al progetto “LOGOS, pensiero e parola”, promosso dall’associazione Bimbo Tu e ideato in collaborazione con l’associazione Fare Leggere Tutti e con l’Ausl di Bologna grazie alla dottoressa Paola Visconti, UOC di neuropsichiatria infantile, disturbi dello spettro autistico
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dell’IRCSS - istituto delle scienze neurologiche di Bologna presso l’ospedale Bellaria. L’obiettivo di LOGOS è ambizioso e al contempo basilare: consentire a tutti di comunicare, soprattutto a coloro che si trovano esclusi dalla comunicazione verbale e orale a causa di patologie congenite o acquisite e deficit cognitivi, attraverso la Comunicazione Aumentativa Alternativa. Per celebrare l’avvio ufficiale del progetto, lo scorso autunno si è svolta la consegna di 11 comunicatori Tablet Blu(e) Needius al reparto di Neurologia dell’età evolutiva presso l’ospedale Bellaria da parte di Bimbo Tu. “Dare forma a questa iniziativa non sarebbe stato possibile senza il supporto di Yogi Foundation e del Fondo Carta Etica UniCredit, che fin dall’idea iniziale hanno creduto nella sua importanza solidaristica e per questo ringraziamo i relativi staff con tutto il cuore”, sottolinea Cora Querzé, direttrice generale di Bimbo Tu. “Siamo entusiasti di aver collaborato e supportato il progetto LOGOS, ispirato dai valori di inclusione e solidarietà. Ci rende immensamente felici sapere che attraverso il nostro sostegno questi bambini hanno un’opportunità nuova di entrare in contatto con il mondo che li circonda e percepire e aumentare la consapevolezza delle proprie capacità comunicative e relazionali”, evidenzia ancora Andrea Costa. Grazie al sostegno economico di Yogi Foundation e UniCredit, infatti, LOGOS è diventato realtà a Bologna nei reparti di pediatria degli ospedali Bellaria, Sant’Orsola e Maggiore, il Day Hospital del Bellaria e gli spazi di Bimbo Tu come Tribù e PASS, dove tutti i pannelli, i materiali di supporto e i cartelli presenti sono stati tradotti in CAA dallo staff specializzato di Bimbo Tu, che ha seguito un apposito corso di formazione svolto dall’associazione Fare leggere tutti.
L’iniziativa mira a diffondere dentro e fuori l’ospedale la cultura della CAA, che offre una modalità alternativa a quella verbale tradizionale per entrare in relazione con gli altri, anche utilizzando un sistema di scrittura in simboli. Costituisce non solo uno strumento comunicativo, ma un insieme di tecniche e strategie volte a garantire l’inclusività, lo sviluppo delle capacità comunicative e l’autodeterminazione di quanti non possono esprimersi verbalmente. “È per noi bello e gratificante continuare a lavorare insieme per costruire una comunità più forte e coesa e creare un territorio in cui ogni voce possa essere ascoltata. Un ringraziamento sentito e tutta la nostra stima ai volontari di Bimbo Tu, agli operatori, agli educatori, al personale medico e infermieristico, che ogni giorno con dedizione rendono il mondo senza dubbio un posto migliore”, conclude il fondatore e CEO di TeaPak, Andrea Costa.
TECNOSTUDI RIVOLUZIONA IL REBRANDING CON IL NEUROPOSITIONING® Un nuovo approccio al marketing strategico, capace di integrare neuroscienze, small data e strumenti biometrici per ridefinire le strategie di posizionamento dei brand, migliorare la percezione aziendale e generare valore duraturo. È il Neuropositioning®, entrato dal 2024 a fare parte della rosa di offerta di Tecnostudi Comunicazione, agenzia di comunicazione bolognese che, in collaborazione con il laboratorio di Neuromarketing B Side, ha lanciato il nuovo servizio in occasione del proprio 45° anniversario. “I brand svolgono un ruolo fondamentale per le persone: le assistono nel trovare ciò che meglio si adatta alle loro esigenze e desideri, identificando prodotti e servizi che rispecchiano la loro personalità. Il brand diventa quindi il principale strumento per soddisfare i bisogni dei clienti e plasmare l’esperienza che essi vivono con il prodotto o servizio. Allo stesso modo, i brand sono essenziali per le aziende, poiché consentono
Elena Sabattini, amministratore delegato di Tecnostudi Comunicazione
di essere riconosciuti e ricordati: così aumentano le vendite, spesso a valore più alto e in tempi più brevi, migliorando la redditività complessiva”, evidenzia Elena Sabattini, amministratore delegato di Tecnostudi Comunicazione. Alla luce di tutto questo, il Neuropositioning® si distingue per la capacità di identificare e rafforzare le connessioni emotive tra i brand e i loro target, rispondendo in modo scientifico ai bisogni, spesso latenti, dei consumatori. L’innovativa metodologia si basa su un processo articolato in fasi, che permette di delineare una strategia di riposizionamento e realizzare materiali di comunicazione scientificamente validati, e rappresenta un’evoluzione rispetto ai tradizionali metodi di posizionamento: anziché limitarsi ai big data, questo approccio esplora le motivazioni profonde del pubblico e le emozioni suscitate dai brand e dalla comunicazione, traducendo questi insight in strategie e nuovi approcci di go-to market. “Il Neuropositioning® combina l’evidenza scientifica con un approccio orientato alla comprensione profonda del target e di ciò che avviene nel suo non conscio - sottolinea Elena Sabattini - e in questo senso rappresenta un’evoluzione significativa
nelle strategie di branding. Questo metodo permette di elaborare strategie basate su dati attendibili e insight emotivi, garantendo alle imprese un posizionamento distintivo e competitivo. Abbiamo già avuto modo di utilizzare questo innovativo sistema sia con grosse aziende del retail che con pmi; il suo valore è che può essere modellato sulle esigenze specifiche senza perdere in forza e attendibilità”. Nell’ultimo anno, infatti, l’agenzia di comunicazione bolognese si è avvalsa della nuova metodologia per lo sviluppo di numerosi progetti di rebranding, quale ad esempio quello elaborato in occasione del 25° anniversario di CEE - Consorzio Esperienza Energia, che nel 2024 ha avviato un processo evolutivo non solo dei propri servizi, ma anche del proprio brand con una nuova strategia di comunicazione, nuovi strumenti e l’inaugurazione della nuova sede.
TELEIMPIANTI FIRMA I SISTEMI DI SICUREZZA PER IL NUOVO CAMPUS DI BBS La tecnologia di Teleimpianti, system integrator fondato a Bologna nel 1974, al servizio di Bologna Business School, la business school internazionale dell’Università di Bologna che rappresenta
un’eccellenza nello sviluppo di competenze manageriali, con oltre 3.500 studenti provenienti da circa 60 Paesi che ogni anno partecipano ai suoi programmi formativi. Per rispondere alla crescente domanda di spazi didattici innovativi, BBS ha realizzato un nuovo campus che si integra armoniosamente con Villa Guastavillani, sede storica della scuola sui colli bolognesi. Il complesso, progettato da MCA-Mario Cucinella Architects, coniuga la riqualificazione degli edifici con il rispetto dell’ambiente circostante, creando una continuità sia visiva che funzionale con la villa cinquecentesca. Garantire la sicurezza del nuovo campus, preservandone al contempo l’eleganza architettonica, è stato uno degli aspetti chiave del progetto. A questo scopo, BBS ha scelto Teleimpianti come partner tecnologico per la progettazione e l’implementazione degli impianti di videosorveglianza e antintrusione. Il sistema di sicurezza integra telecamere biottiche di ultima generazione, combinando tecnologia termografica, per una protezione perimetrale efficace in qualsiasi condizione metereologica e d’illuminazione, con tecnologia ottica ad alta definizione, per un monitoraggio dettagliato degli spazi. Questa sinergia tecnologica permette di ottimizzare sia i costi di gestione sia l’efficienza operativa dell’impianto. “La peculiarità di questo sistema di sicurezza sta nella completa protezione perimetrale
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di un complesso particolarmente esteso. Le telecamere utilizzate, integrate con algoritmi di intelligenza artificiale per l’analisi comportamentale, possono identificare con precisione persone e oggetti anche a grande distanza riducendo drasticamente i falsi allarmi e permettendo di proteggere efficacemente non solo gli edifici, ma anche l’intero parco circostante”, dichiara Stefano Sandri, sales & marketing manager di Teleimpianti. Una soluzione che dimostra come sia possibile realizzare sistemi di sicurezza avanzati ed efficaci mantenendo intatta l’estetica del luogo, un aspetto fondamentale non solo per edifici storici e prestigiosi, ma per qualsiasi struttura che richieda protezione discreta ed efficiente. Teleimpianti è un system integrator specializzato nella progettazione, realizzazione e manutenzione di sistemi di sicurezza, soluzioni per le comunicazioni aziendali e impianti di building management system finalizzati al comfort e al risparmio energetico. Con la propria struttura ingegneristica, supporta da oltre 50 anni le aziende del territorio nella realizzazione di impianti tecnologici, innovativi e affidabili.
TPER PUNTA SULL’IDROGENO: 137 AUTOBUS ENTRO IL 2026 PER RIDURRE LE EMISSIONI Tper, la principale azienda di trasporto pubblico locale dell’Emilia-Romagna, a capo di uno tra i maggiori gruppi industriali per la mobilità intermodale in Italia, ha avviato da tempo un percorso di transizione ecologica della propria flotta. Con investimenti superiori ai 430 milioni di euro entro il 2030, l’azienda punta su innovazione e sostenibilità, rinnovando i mezzi con autobus più green e confortevoli e sviluppando infrastrutture per la decarbonizzazione, oltre a potenziare i sistemi digitali di pagamento e infomobilità. “L’arrivo dei primi autobus a idrogeno amplia ulteriormente le soluzioni di trasporto ecosostenibile che mettiamo a
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disposizione in tutti gli ambiti del nostro servizio”, afferma Giuseppina Gualtieri, presidente e amministratore delegato di Tper. La prima fornitura di bus FCEV (Fuel Cell Electric Vehicle) a idrogeno è stata assegnata a Solaris Italia, tra i principali produttori europei di autobus urbani e interurbani, con il modello Urbino 12 hydrogen. Già in servizio in oltre 35 Paesi europei, con più di 400 unità in circolazione, questo autobus si è affermato come una delle soluzioni più apprezzate per il trasporto pubblico a idrogeno. “Il Solaris Urbino 12 hydrogen garantisce massima efficienza e sicurezza grazie a un’innovativa cella a combustibile da 70kW, che alimenta il motore elettrico senza combustione termica, producendo solo vapore acqueo. L’idrogeno è stoccato in cinque serbatoi sul tetto, con una capacità di 37,5 kg, assicurando oltre 350 km di autonomia con un pieno”, spiega la presidente Gualtieri. Oltre all’elevata percorrenza, offre un funzionamento silenzioso, migliorando il comfort acustico in città. Il pianale ribassato, la climatizzazione integrale e la videosorveglianza garantiscono
accessibilità e sicurezza, mentre la dotazione standard include una piattaforma per sedie a rotelle e un’area per passeggini aperti. I Solaris Urbino 12 hydrogen, su richiesta di Tper, saranno forniti in due configurazioni: a tre porte per le linee urbane e a due porte per quelle suburbane. Entro il 2026, grazie a un finanziamento europeo, ne arriveranno 137: 127 a Bologna e 10 a Ferrara. “L’investimento per i 127 bus di Bologna ammonta a 74,9 milioni di euro, di cui 69,9 milioni da fondi PNRR destinati al Comune di Bologna e 5 milioni autofinanziati da Tper. Per i 10 mezzi di Ferrara, l’investimento è di 5,9 milioni: 5,5 milioni dai fondi PNRR del Comune e 400.000 euro coperti da Tper”, precisa ancora Gualtieri. Nell’ambito del “progetto idrogeno”, Tper ha poi affidato a TPH2 - società partecipata da Tper e HGeneration (Gruppo Wolftank) - la realizzazione di tre stazioni di rifornimento: due a Bologna e una a Ferrara. A regime, gli impianti saranno quattro, con un terzo a Bologna, e saranno gestiti direttamente da Tper, che si occuperà anche della produzione di idrogeno. I primi 37 bus a idrogeno di Tper, 34 a Bologna e 3 a Ferrara, sono stati immatricolati nei tempi previsti e si avvicinano alla messa in servizio. Completati gli allestimenti e la formazione del personale, i mezzi saranno operativi entro la fine della primavera, in parallelo con l’attivazione delle stazioni di rifornimento. “Con 137 bus fuel cell in circolazione, Tper taglierà oltre 8.300 tonnellate di CO₂ all’anno, contribuendo in modo concreto alla qualità dell’aria. Grazie a un’autonomia paragonabile ai diesel, questi veicoli garantiranno massima flessibilità d’uso, coprendo anche percorsi suburbani con emissioni zero”, conclude Giuseppina Gualtieri.
NUOVA DESTINAZIONE “BOLOGNA AEROPORTO”, TRENO E MONOROTAIA IN UN UNICO TICKET Diventa più comodo e veloce raggiungere in treno la stazione ferroviaria di Bologna per poi salire sulla monorotaia diretta all’Aeroporto Marconi oppure, atterrati con un volo a Bologna, proseguire il proprio viaggio utilizzando il treno verso la meta successiva. È nata infatti a febbraio scorso la nuova destinazione “Bologna Aeroporto”, che consente di acquistare in un’unica soluzione il biglietto del treno - Frecciarossa, Intercity o Regionale - e quello di Marconi Express, la monorotaia che in circa 7 minuti collega la stazione del capoluogo emiliano con lo scalo aeroportuale della città. I possessori di biglietto integrato avranno inoltre diritto all’accesso prioritario sul Marconi Express. A Bologna Centrale la fermata del Marconi Express è situata nell’atrio di via De’ Carracci, mentre in aeroporto una passerella coperta collega la fermata all’area Partenze al primo piano. Il biglietto combinato è acquistabile dai propri dispositivi tramite l’App Trenitalia, su trenitalia.com e trenitaliatper.it, oppure nelle stazioni presso le biglietterie e le emettitrici self service di Trenitalia. L’accordo, frutto di una condivisione di strategie da parte di Aeroporto Marconi, Marconi Express, Trenitalia e Trenitalia Tper, è stato siglato da Trenitalia in qualità di titolare della piattaforma di vendita del servizio integrato e da Tper in qualità di gestore del servizio Marconi Express. Si tratta di una prima fase di integrazione modale, che punta successivamente a coinvolgere anche le compagnie aeree che operano sullo scalo di Bologna, per offrire ai passeggeri la possibilità di acquisto contestuale di volo, monorotaia Marconi Express e treno, per realizzare un unico itinerario door-todoor composto di diverse tratte. Con la nuova “stazione” Bologna Aeroporto cresce l’offerta intermodale in Emilia-Romagna, con l’obiettivo di offrire soluzioni di viaggio sempre più comode, sostenibili e rapide in una regione in cui si assiste a una crescita significativa del turismo e, in particolare, ad un aumento della presenza dei turisti stranieri.
In questa logica si inserisce la collaborazione fra trasporto ferroviario, locale e aereo, in un contesto di mobilità integrata e sostenibile che generi benefici per tutti i settori e per il sistema della mobilità in generale. L’iniziativa, inoltre, si ricollega al programma UE SESAR (Single European Sky) quale catalizzatore per accelerare la transizione verso un’Europa verde, climaticamente neutra e digitale e per rendere l’industria europea dell’aviazione più resiliente e competitiva. In particolare, con i progetti SIGN-AIR e TRAVEL WISE, cui collaborano alcuni partner di questa iniziativa, si mira a rivoluzionare il settore dei trasporti attraverso soluzioni innovative per consentire ai gestori di servizi di trasporto di offrire itinerari basati sul trasporto aereo e sulla multimodalità, identificando sempre più gli aeroporti come naturali hub multimodali in quanto strettamente connessi alle altre reti di trasporto e in particolare con le dorsali dell’Alta Velocità.
livello internazionale. Un’offerta che fornisce ai clienti gli strumenti per potenziare la disponibilità dei sistemi, migliorare l’efficienza e superare con disinvoltura le sfide in evoluzione legate ai moderni impianti di liquid cooling. Vertiv eroga i servizi da oltre un anno agli “early adopter” a livello regionale, affinando best practice e acquisendo indicazioni preziose che le hanno permesso di ampliare le capacità dei servizi di liquid cooling su scala globale. Tale esperienza ha consentito all’impresa di acquisire un approccio solido e collaudato, in grado di fornire agli operatori dei data center a livello mondiale un servizio specializzato basato su risultati e applicazioni concrete. I workload di AI stanno trasformando il settore dei data center, determinando un aumento significativo delle densità dei rack nei siti; gli operatori si trovano così ad affrontare carichi termici più elevati e maggiori densità di potenza, con la necessità di disporre di sistemi per il raffreddamento a liquido al fine di mantenere la continuità operativa. “L’offerta dei servizi di Vertiv per il liquid cooling è incentrata sulla perfetta integrazione dei sistemi di raffreddamento a liquido con le apparecchiature IT e l’infrastruttura collegata. Include l’installazione e il collaudo da parte di personale esperto, la
VERTIV PRESENTA IL PORTFOLIO DI SERVIZI PER IL LIQUID COOLING Vertiv, fornitore globale di soluzioni per le infrastrutture digitali critiche e le soluzioni di continuità con sede anche a Bologna, ha presentato lo scorso 11 febbraio i Vertiv™ Liquid Cooling Services, già disponibili a
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TOOL-MEC, 20 ANNI DI ECCELLENZA NELLA MANUTENZIONE DEGLI STAMPI Nel contesto attuale, in cui il settore delle lavorazioni meccaniche legate al comparto dell’automotive sta risentendo di una crisi globale, Tool-Mec, piccola realtà di Sant’Agostino - Terre del Reno, in provincia di Ferrara, si è affermata grazie alla specializzazione nella manutenzione degli stampi da fonderia, che ha caratterizzato i suoi primi 20 anni di attività. Fondata infatti nel 2005, Tool-Mec si è distinta come fornitore qualificato nella realizzazione di componenti meccanici di alta precisione, con particolare attenzione a lavorazioni specializzate, tra cui la manutenzione ordinaria e straordinaria degli stampi per fonderia, oltre a lavorazioni di carpenteria, quali saldatura, tornitura e fresatura. “La manutenzione degli stampi da fonderia è cruciale per assicurare la qualità, l’efficienza e la longevità delle attrezzature impiegate nel processo di produzione delle fusioni. Gli stampi, infatti, sono sottoposti a un’usura costante a causa dell’elevato calore, della pressione e dei cicli ripetitivi, rendendo fondamentale un intervento regolare per garantire prestazioni ottimali, ridurre i tempi di fermo e minimizzare i difetti nelle fusioni, migliorando così l’affidabilità dell’intero processo produttivo”, spiegano dall’azienda. A testimonianza dell’elevata competenza acquisita, Tool-Mec esegue manutenzioni sia ordinarie sia straordinarie. “Le manutenzioni ordinarie degli stampi da fonderia comprendono le operazioni quotidiane e periodiche di controllo, pulizia e lubrificazione, essenziali per garantire il corretto funzionamento degli strumenti. Tra le azioni tipiche, figurano la smetallizzazione e pulizia delle boccole di iniezione, lo smontaggio e la manutenzione, con eventuale sostituzione delle parti usurate, e la rimozione dei residui di materiale fuso. Inoltre, viene effettuato un attento
manutenzione continua con un’attenzione specifica alla gestione dei fluidi, alla loro conservazione e alla prevenzione dell’ingresso di aria nel sistema, fattore chiave per la sua affidabilità”, spiegano dall’azienda. “I servizi di liquid cooling Vertiv prevedono una gamma completa di soluzioni progettate per supportare il calcolo ad alte prestazioni (HPC) e l’AI, garantendo integrazione perfetta, affidabilità a lungo termine e continuità operativa. I tecnici e gli ingegneri qualificati di Vertiv forniscono un valido supporto in ogni fase, assicurando il funzionamento ottimale
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controllo dello stato delle superfici e una verifica del corretto funzionamento delle parti mobili. Quando gli stampi mostrano, invece, danni significativi o segni di usura che non possono essere risolti con le operazioni di manutenzione ordinaria, intervengono le manutenzioni straordinarie. Questi interventi, di fondamentale importanza, sono mirati a prevenire guasti improvvisi che potrebbero compromettere la qualità della produzione, ridurre la vita utile degli stampi o causare fermi macchina, garantendo così la continuità del processo produttivo”, evidenziano ancora da Tool-Mec. “Nel nostro percorso di riqualificazione, abbiamo scelto di ampliare l’offerta investendo in lavorazioni meccaniche più trasversali, con l’obiettivo di garantire, nel tempo, nuove opportunità commerciali. Abbiamo quindi valorizzato le competenze interne per potenziare la specializzazione in settori strategici come la carpenteria, la saldatura, la tornitura e la fresatura”, precisano dall’azienda ferrarese. Il processo di lavorazione meccanica si sviluppa in quattro fasi, a partire dal taglio dei materiali, seguito dalla saldatura con tecniche avanzate come MIG/MAG, TIG e ad arco elettrico. Fresatura e tornitura modellano i componenti con precisione, mentre l’assemblaggio finale trasforma gli elementi in prodotti pronti per l’uso. Un approccio che Tool-Mec porta avanti con una struttura snella e flessibile, capace di contenere i costi senza rinunciare a professionalità, competenze e investimenti strategici. “Cerchiamo di essere competitivi puntando su efficienza e qualità, valori che ci permettono di distinguerci sul mercato”, concludono da Tool-Mec.
dei sistemi di smaltimento del calore e dei circuiti di raffreddamento, grazie a servizi di avviamento e messa in servizio; disponibilità dei ricambi; assistenza del ciclo di vita endto-end; servizi completi di gestione del liquido; assistenza preventiva e di pronto intervento”, continuano da Vertiv. “Le applicazioni HPC e di AI sono cruciali per l’innovazione e vantaggio competitivo delle imprese, rendendo l’affidabilità e l’efficienza nel supporto dell’infrastruttura digitale più importanti che mai”, dichiara Ryan Jarvis, vice president global services business di Vertiv. “Poiché le organizzazioni
continuano a investire in sistemi basati sull’AI, necessitano di soluzioni di liquid cooling efficienti per proteggere gli investimenti e garantire prestazioni a lungo termine”. I servizi di Vertiv per il liquid cooling sfruttano la rete di servizi globali di Vertiv, che fornisce assistenza ai progetti, supporto ai prodotti, test e formazione sul portfolio prodotti. Potendo contare su oltre 240 centri di assistenza, 3.500 ingegneri che operano sul campo e 190 esperti che rispondono ai quesiti tecnici, Vertiv fornisce un’assistenza qualificata in vari Paesi del mondo.
IL GRUPPO VIS OTTIENE LA CERTIFICAZIONE B CORP Un traguardo significativo, che testimonia un forte impegno verso la sostenibilità, la responsabilità sociale e l’etica aziendale. È quello raggiunto dal Gruppo VIS, realtà di eccellenza con headquarters a Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena, che opera a livello globale nei settori dell’idraulica e della meccanica avanzata, che lo scorso dicembre ha annunciato l’ottenimento della Certificazione B Corp. Un risultato che non celebra solamente il percorso intrapreso da VIS Hydraulics Società Benefit, ma che valorizza anche il contributo delle altre società del Gruppo VIS, MECOF, PINK e VIS Coils, che hanno anch’esse raggiunto il prestigioso obiettivo. Con questo traguardo il Gruppo VIS diventa la prima azienda metalmeccanica italiana a ottenere la Certificazione B Corp, entrando a far parte di un gruppo selezionato di circa 300 imprese italiane che promuovono un impatto positivo su società e ambiente. “Siamo entusiasti di essere parte di questa comunità di aziende certificate. Lo considero il risultato di un lavoro continuo e di un impegno collettivo che abbraccia tutto il nostro Gruppo. Non si tratta solo di un riconoscimento, ma di un passo verso un cambiamento globale che integra l’etica con il business”, commenta Adamo Venturelli, CEO di VIS Hydraulics. La Certificazione B Corp, infatti, va oltre i singoli prodotti e servizi, richiedendo alle imprese di mantenere performance rigorosamente sostenibili. Questo sistema
riconosce e premia le aziende che operano in modo etico e responsabile, unendole in un ecosistema di organizzazioni che riescono a bilanciare efficacemente scopo e profitto, promuovendo così un cambiamento positivo su scala globale. “Essere una B Corp significa non solo operare in modo etico e sostenibile, ma anche ispirare un cambiamento positivo che travalica il nostro business, influenzando ogni aspetto della società e dell’ambiente. È la prova che la crescita e la responsabilità possono e devono andare di pari passo”, conferma Venturelli. Il lungo e complesso cammino verso la certificazione è stato reso possibile dalla solida base di valori che da sempre contraddistingue il Gruppo VIS. L’impegno verso un agire responsabile e attento alle esigenze del territorio e della comunità ha permesso a VIS di affrontare con successo ogni fase del processo, consolidando la posizione dell’azienda come attore che promuove il bene comune attraverso azioni concrete e rafforzando la sua posizione di player di riferimento nel settore metalmeccanico. Sul fronte ambientale, VIS ha adottato misure concrete per misurare il proprio impatto ecologico; sul piano della governance, la trasformazione in Società Benefit le ha permesso di integrare obiettivi di impatto sociale e ambientale nel proprio statuto, impegnandosi formalmente a perseguire il bene comune accanto al profitto; dal punto di vista sociale, oltre a strutturare e certificare l’impegno che da sempre la contraddistingue sul territorio, VIS ha perseguito la certificazione per la parità di genere, mettendo in atto politiche per promuovere l’equità. “La certificazione non è un punto di arrivo, ma un trampolino di lancio per continuare a innovare e a fare la differenza nel mondo. Siamo pronti a far crescere ulteriormente il nostro impatto positivo sulle persone, sull’ambiente e sul territorio, diventando una forza di cambiamento per altre realtà che desiderano fare altrettanto”, conclude il CEO di VIS Hydraulics.
WEBASTO ITALIA OTTIENE LA CERTIFICAZIONE PER LA PARITÀ DI GENERE Un nuovo, importante passo per l’equità e l’inclusione. A compierlo è Webasto Italia, impresa con sede a Molinella, in provincia di Bologna, attiva nella progettazione di sistemi di climatizzazione per veicoli, che ha recentemente ottenuto la certificazione per la parità di genere, in conformità alla norma UNI/PdR 125:2022. Un riconoscimento che attesta l’impegno concreto dell’azienda nel promuovere un ambiente di lavoro equo, inclusivo e rispettoso delle diversità di genere, garantendo pari opportunità per tutti i dipendenti. La certificazione conferma che Webasto Italia adotta costantemente politiche efficaci per la parità salariale, l’accesso equo a ruoli di leadership, la creazione di un ambiente privo di discriminazioni e il supporto alla conciliazione tra vita lavorativa e familiare. Un risultato particolarmente significativo di questa certificazione, riconosciuto dell’Ente di Certificazione TÜV, è il punteggio eccellente ottenuto: 75% di conformità agli indicatori stabiliti, ben oltre il 60% minimo richiesto dalla norma. Questo risultato non solo dimostra l’efficacia delle politiche adottate, ma evidenzia anche l’impegno costante dell’azienda per creare un ambiente lavorativo equo e favorevole al benessere di tutti i dipendenti. “La parità di genere non riguarda solo l’equità, ma anche la valorizzazione delle competenze di tutti i nostri dipendenti. Siamo orgogliosi di creare un ambiente inclusivo in cui le donne possano crescere professionalmente e contribuire all’innovazione dell’azienda”, commenta Patrizia Draghetti, amministratore delegato di Webasto Italia. La certificazione si inserisce in un percorso continuo di impegno da parte di Webasto Italia per il miglioramento delle condizioni lavorative. Una delle qualità della policy aziendale valorizzate dalla certificazione è anzitutto l’impegno a garantire il cosiddetto ‘work life balance’, ossia la possibilità per tutti i dipendenti di trovare un equilibrio positivo e motivante tra vita
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Così diversa da una polizza sanitaria.
Patrizia Draghetti, amministratore delgato di Webasto Italia insieme ad alcuni componenti del team
privata e professionale. In quest’ottica, l’azienda ha recentemente implementato il telelavoro in modo strutturato e orari di lavoro flessibili, consentendo ai dipendenti di gestire meglio i propri impegni familiari. È stata inoltre riconosciuta la sensibilità dell’azienda nel sostegno alla genitorialità, che si sviluppa con iniziative concrete, come l’introduzione di permessi di genitorialità retribuiti aggiuntivi, destinati a sostenere le famiglie nella gestione dei figli piccoli e per l’assistenza a familiari anziani. Attualmente, oltre il 43% della forza lavoro di Webasto Italia è rappresentato da donne, una percentuale che si riflette anche tra i responsabili di reparto, dove le donne costituiscono il 43%. Questi numeri sono il segno concreto dell’impegno dell’azienda nel garantire pari opportunità e valorizzare i talenti, indipendentemente dal genere. La certificazione non rappresenta per Webasto Italia un punto di arrivo: “È un passo significativo nel nostro impegno costante per il miglioramento. Continueremo a lavorare per rendere il nostro posto di lavoro sempre più equo, inclusivo e pronto a cogliere tutte le potenzialità che la diversità porta con sé”, spiega ancora Draghetti. Grazie alle sue politiche inclusive, l’azienda si distingue come un esempio di responsabilità sociale nel settore industriale e nella comunità locale. “Siamo pronti a mettere la nostra esperienza a disposizione delle altre imprese del territorio che decidono di intraprendere un simile traguardo”, conclude l’amministratore delegato di Webasto Italia, Patrizia Draghetti.
Alessandro Trionfini, CEO, e Enrico Clerici, presidente di X-Datanet
UN'ACQUISIZIONE E DUE NUOVE SEDI PER X DATANET Una crescita a doppia cifra per fatturato, dipendenti e clienti negli ultimi tre anni. A potersene fregiare è X DataNet, IT company del gruppo CPL Concordia specializzata nello sviluppo di piattaforme innovative per la corporate governance che, con l’acquisizione al 100% della padovana Coincydence e l’apertura di una nuova sede in Lombardia, vicino a Milano, conferma l’obiettivo primario di rafforzarsi sempre più velocemente sul mercato italiano. La società IT di Mirandola, Modena, è dunque presente in Italia con quattro sedi (oltre a Mirandola, Roma, Saronno e Padova), una dimostrazione concreta degli ottimi risultati raggiunti nel corso degli ultimi anni, che le hanno consentito una significativa crescita anche per linee esterne e l’ulteriore consolidamento della propria presenza a livello nazionale. “L’acquisizione del restante 49% di Coincydence, visto che avevamo già il 51%, conferma la bontà della nostra strategia per linee esterne in un’ottica di costante accelerazione in un mercato sempre molto competitivo. A questa si aggiunge la nostra strategia per linee interne, con l’assunzione di persone giovani e brillanti. La nuova sede in Lombardia, la quarta per X DataNet, lo conferma visto che ci lavora un team tutto nuovo”, dichiara Alessandro Trionfini, amministratore delegato di X DataNet. Coincydence è nata nel 2018 e si è specializzata nello sviluppo di app mobile e web portando avanti progetti tecnologici al servizio delle persone. Nel corso degli anni l’azienda di Padova ha realizzato piattaforme
per associazioni di volontariato, enti pubblici, imprese, realtà che operano nel sociale, e applicazioni per la gestione organizzativa a supporto del soccorso e della tutela della salute. “Ora che la squadra Coincydence è diventata parte di X DataNet, sarà impegnata nello sviluppo di progetti ad alto valore aggiunto in sinergia con i team dedicati agli eventi e all’intelligenza artificiale”, sottolinea l’amministratore delegato di X DataNet. Grazie ai software e ai servizi sviluppati dalla IT company mirandolese, le direzioni legali di medie e grandi imprese - quotate e non possono migliorare l’efficienza e la sicurezza nella gestione di processi e documenti in un mercato particolare come quello italiano, che obbliga le aziende a rispettare numerosi vincoli procedurali e ad adeguarsi velocemente a normative sempre nuove, specialmente nella corporate governance. Ma non solo. Come dimostra il crescente interesse suscitato dal nuovo servizio “Evengage”, specializzato nel supporto per la gestione di eventi di ogni tipo, il know-how e l’esperienza di X DataNet possono essere utili anche a pmi, cooperative, consorzi e associazioni. Da sempre player di riferimento in Italia per l’innovazione tecnologica dei processi di corporate governance, X DataNet, che punta tra l’altro decisa allo sviluppo di funzionalità di intelligenza artificiale integrate nella Governance Suite, può inoltre contare sul significativo valore aggiunto di essere parte di un gruppo da 1.700 dipendenti come quello di CPL Concordia. “Affidandosi a noi, le società italiane trovano un partner solido, di grande esperienza e con competenze specifiche a livello nazionale, in grado di supportarle anche in progetti di livello internazionale”, conclude Alessandro Trionfini.
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associazione I progetti di sei anni di mandato A maggio 2025 si chiude l’era di Valter Caiumi alla guida di Confindustria Emilia. Sei anni di presidenza caratterizzati da moltissime novità e progetti che hanno segnato l’attività di un’Associazione sempre più ricca di competenze e contenuti per sostenere la comunità imprenditoriale del territorio di Raffaella Mazzali
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n’Associazione forte, sempre più ricca di competenze e contenuti per indirizzare, sostenere, aiutare una realtà imprenditoriale multiforme e sempre attiva nell’impresa così come nella comunità. È l’obiettivo di Confindustria Emilia che viene declinato attraverso l’operato dei suoi presidenti e degli organi associativi. Dopo essere stato promotore della nascita di Confindustria Emilia, nel 2019 Valter Caiumi prende il testimone da Alberto Vacchi per portare avanti l’innovativa fusione tra le territoriali di Bologna, Ferrara e Modena, per “dimostrare ancora una volta di essere un laboratorio in cui si può cambiare, dove si possono proporre e attuare nuove forme organizzative” e garantire il meglio agli associati. E guardando indietro ai sei anni di presidenza Caiumi sono moltissime le novità proposte e attuate, accanto ad alcuni punti fermi che hanno continuato a caratterizzare l’attività di tutta l’Associazione. Anche sapendo quanto siano stati complessi e difficili questi anni: dal 2019 ad oggi non si sono susseguiti solo un anno dopo l’altro, ma eventi incredibili che hanno trasformato il nostro modo di vivere, lavorare, agire. La tragedia del Covid e le ripercussioni sull’economia, le guerre in Europa e Medio Oriente, la crisi economica, i cambiamenti politici che stanno avvenendo, sono tutte tracce di percorsi che hanno reso difficile la vita di imprenditori e comunità. Per Caiumi, la realtà industriale di Confindustria Emilia è unica perché, essendo in ogni angolo del pianeta, con i moltissimi brand leader, è in grado,
grazie all’intelligenza di comunità, di alimentare quella che è diventata nel tempo una incredibile smart industry. Capace di ascoltare, riflettere, uscire dalla routine, per sostentare, in modo strutturato, la visione più giusta del business di domani. Ma se si deve trovare il tempo di pensare, è più difficile e meno efficace farlo da soli: in associazione ci sono elementi di stimolo per alimentare la visione della comunità imprenditoriale. Perché in Confindustria Emilia sono state portate le stesse regole del business: in questi anni sono stati identificati i migliori comuni denominatori, dalla struttura organizzativa alla governance associativa ai servizi, passando a un modello unico di rappresentanza per filiere, mettendo in pratica
la consapevolezza che i confini storici sono stati finalmente superati. Con queste premesse il presidente Caiumi ha sintetizzato le linee guida di inizio mandato, nel 2019, con l’obiettivo di una solida, eclettica crescita delle imprese di Confindustria Emilia; linee che sono state via via alimentate, con una simultaneità di progetti, che si sono fusi su uno strutturato processo di delega. Infatti se l’associazione è il veicolo strategico, grazie al quale si facilita questo sviluppo, il contributo degli associati è indispensabile per raggiungere l’obiettivo. Le linee guida poggiavano su questi tre pilastri: Comunicazione Convergente, Intelligenza di Comunità, Ricerca Collaborativa.
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COMUNICAZIONE CONVERGENTE Gli eventi di più lungo corso dell’associazione, FARETE, il Premio Paolo Mascagni “Imprese che crescono” e il Premio Estense, sono strumenti essenziali per raccontare e raccontarsi. Per FARETE l’edizione 2025 sarà la dodicesima, la migliore conferma del valore che ha dare un’occasione e un luogo alle imprese per incontrarsi, mostrare le eccellenze produttive e dei servizi e sviluppare opportunità
di business e nuove relazioni professionali. Lo dimostrano i numeri: nel 2024 ci sono stati 450 espositori, oltre 10 mila visitatori, più di 90 workshop tematici, 35 operatori internazionali da 12 Paesi nell’International Club, 25 startup nell’Open Hub, oltre
40 professionisti esperti in normative di 35 Paesi nel Desk Tax & Legal Global Services. Il Premio Estense, che dal 1965 premia l’eccellenza del giornalismo italiano, ha festeggiato l’anno scorso i 60 anni, registrando il record di 72 volumi candidati, a sottolineare il valore sempre più rilevante della manifestazione. Invece, quella in corso, per il Premio Mascagni, è l’edizione numero 14 e a fine anno si arriverà a superare le 500 imprese che vi hanno partecipato, mostrando ogni anno sulle pagine regionali de Il Resto del Carlino una carrellata davvero varia di storie e innovazioni e dando conto di quanto la nostra realtà imprenditoriale sia in “collegamento” con il territorio. E seguendo la Comunicazione Convergente, ha un valore essenziale il cambio di pelle di Confindustria Emilia: un nuovo logo,
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una piattaforma digitale innovativa e nuovi strumenti; le circolari sono in formato digitale e audio per facilitare sempre più l’accesso. La nostra piattaforma digitale ha superato 1,3 milioni di visite annuali e più di due milioni di pagine visualizzate. Anche grazie agli oltre 700 articoli pubblicati ogni anno su Fare News, anch’essi in formato audio. La più recente iniziativa, in questo campo, è partita a fine 2021: i podcast del progetto FARE INSIEME, l’iniziativa gratuita per dare risalto alle eccellenze imprenditoriali del nostro territorio, raccontando il peculiare e distintivo rapporto emiliano tra fare impresa e fare comunità, hanno superato quota 240 e il riscontro è stato sorprendente. Continua a riscuotere interesse e successo anche la rivista cartacea FARE, una tradizione lunga più di 18 anni, che in ogni numero ospita al suo interno un nutrito gruppo di notizie delle imprese associate.
INTELLIGENZA DI COMUNITÀ
Per il presidente Valter Caiumi, vale ieri quanto oggi la consapevolezza che, per produrre un risultato di eccellente qualità, è necessario lavorare insieme e metter a fattor comune tutte le nostre conoscenze. Ecco, quindi, la priorità della formazione nelle sue molteplici declinazioni. Un progetto innovativo e di grande impatto è Study in Action, la piattaforma e-learning per la formazione continua e totalmente gratuita che, attiva dal 2021, continua ad arricchirsi nei contenuti: sono, infatti, stati aggiunti nuovi percorsi formativi, rivolti al benessere e alle competenze strategiche dei collaboratori delle aziende associate. La piattaforma, nata con lo scopo di condividere percorsi formativi e di retraining, ad oggi conta 1.248 imprese iscritte e 15.318 collaboratori in formazione. Il progetto del Liceo Steam (Science Technology Engineering Arts Mathematics) International di Bologna, avviato nel 2019, è stato valutato assai positivamente, tanto che per l’anno scolastico 2025/26 sarà aperto anche a Carpi, in provincia di Modena, dove si sono concluse le selezioni. È una proposta for-
Legato al progetto Steam, si è svolto per tre edizioni il Programma Masterclass for STEAM, per supportare l’aggiornamento e la specializzazione dei docenti nelle discipline scientifiche. Il progetto, ideato da Confindustria Emilia con la collaborazione della Fondazione Golinelli, ha avviato un percorso di formazione continua dei docenti per la diffusione delle materie STEAM. Nell’ambito delle iniziative ormai consolidate, ecco il progetto S. e T. – Scuola e Territorio, che coinvolge ogni anno oltre 700 studenti delle scuole medie di Bologna, Ferrara e Modena, che vengono dotate di attrezzature didattiche e strumenti digitali, fornendo un orientamento che avvicini la scuola all’impresa, sviluppando competenze digitali, di robotica e di tecnologia e il potenziamento della lingua inglese, ma anche dando un sostegno alle madri lavoratrici attraverso un orario più esteso di scuola e studio potenziato. All’interno del progetto è nata l’iniziatimativa innovativa, ispirata e allineata alle migliori esperienze internazionali, ma declinata per il contesto italiano, con un piano di studi quadriennale sul modello inglese Cambridge che porta gli studenti a raggiungere con un anno di anticipo una doppia maturità: esami d’inglese A-Level (in collaborazione con Cambridge International) ed esame di Stato, con relativa abilitazione all’accesso a qualunque università nel mondo.
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studenti di trasformare la scuola in un soggetto promotore di una cultura della sostenibilità. Confindustria Emilia ha regalato, a inizio 2023, a 27 classi in 10 scuole secondarie di primo grado nelle province di Bologna, Modena e Ferrara, una pianta per ogni aula, di cui dovevano essere gli stessi studenti a occuparsi. Sempre molta attenzione è rivolta anche ai tirocini formativi: Confindustria Emilia, in qualità di Soggetto promotore di tirocini formativi, offre gratuitamente alle imprese associate la consulenza sulle procedure di attivazione, la predisposizione del Progetto Formativo Individuale e la messa a disposizione di un tutor didattico e organizzativo per la supervisione del tirocinio. Ogni anno, sono oltre 400 i tirocini formativi attivati, un numero importante a supporto di una modalità formativa che fa acquisire ai giovani competenze attraverso la conoscenza diretta del mondo del lavoro. È stata, inoltre, creata la Fondazione Lauree Professionalizzanti, che ha permesso una maggiore sinergia tra imprese e mondo accademico. Sono diverse le iniziative di sostenibilità in linea con l’Agenda ONU 2030. Nel 2023 è partito il progetto Academy, che coniuga formazione, testimonianze aziendali e lavoro sul campo, formando ogni anno ragazzi e ragazze neolaureati, sui temi della sostenibi-
ACADEMY
lità, dell’innovazione e dell’euro-progettazione. Gli studenti selezionati sono entrati a far parte del progetto di Confindustria Emilia con un contratto a tempo determinato di dieci mesi, per quattro giorni settimanali, con oltre 1.200 ore di esperienze formative: 460 in aula, 150 di attività con le imprese e 600 di lavoro sul campo. È stato attivato anche un Desk Sostenibilità, per far comprendere alle aziende come intraprendere un percorso verso la sostenibilità, potendo contare su analisi puntuali che identifichino le priorità di intervento, l’impostazione di una strategia di sostenibilità d’impresa e l’avvio di progetti di ricerca e sviluppo orientati alla sostenibilità o alla twin transition. Un nuovo stile di lavoro si concretizza in Confindustria Emilia con l’attenzione alle strutture delle sedi territoriali, in particolare Ferrara e Modena, per creare un modello di rappresentanza più efficiente. La riqualificazione della sede di Via Bellinzona a Modena, per esempio, è un esempio virtuoso di come poter rappresentare, ospitare e agevolare il business delle imprese associate con strumenti adeguati per chi deve supportare le aziende e per le aziende stesse, proiettate nell’era digitale. Vanno in questa direzione anche la fusione delle tre società immobiliari e di servizi in un’unica realtà, FARE srl, il consolidamento di Hit Servizi Emilia, che raccoglie il testimone delle due precedenti so-
cietà di servizi payroll, e l’integrazione di Nuova Didactica in Fondazione Aldini Valeriani, per rafforzare ancora di più la scuola di industrial management e la sua lunga tradizione. Inoltre, si è lavorato per far crescere l’engagement degli associati, con un costante aumento delle attività partecipative e digitali, e si sono incrementate nuove strategie di fidelizzazione e coinvolgimento, attraverso un servizio di assistenza sempre più personalizzato: sono state attuate politiche di riduzione contributiva, per un totale di 10,6 milioni di euro tra il 2017 e il 2024, con una riduzione del 50% dell’ultima rata del contributo associativo per il settimo anno consecutivo.
RICERCA COLLABORATIVA
Il sostegno all’internazionalizzazione parte proprio dalla piattaforma digitale multilingua, con oltre 3.300 imprese coinvolte nella mappatura dei duemila stabilimenti nel mondo, che è costantemente aggiornata. Dal 2021, è stato messo a punto un nuovo servizio, Export in Action, che vede il team dell’area Internazionalizzazione insieme all’imprenditore o all’export manager dell’azienda alla concreta ricerca personalizzata di clienti all’estero, che può comprendere un’analisi di mercato, la ricerca di
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partner, il contatto con loro, fino ad arrivare al supporto nella gestione del nuovo potenziale cliente. Sono stati seguiti 211 progetti di export per molte imprese e generato nuovo fatturato per oltre sette milioni di euro. Vi sono, inoltre attività di tutoraggio per l’apertura di uffici all’estero, export manager in outsourcing e individuazione di nuovi canali di business. Se dalla contaminazione tra nuove imprese e manifattura tradizionale possono crescere stimoli per la diversificazione industriale, diventa essenziale conoscere e creare networking con le startup. Per questo è stato creato il Portale delle startup di Confindustria Emilia. È stato lanciato nel 2023 l’Albo Circular, una piattaforma gratuita che si propone di unire domanda e offerta, su scala nazionale. Primo lavoro di questo tipo in Italia, l’Albo nasce per porsi al fianco delle aziende nel loro percorso verso la sostenibilità; è una piazza aperta e in continuo aggiornamento, pensata a supporto di tutte le realtà che offrono o stanno cercando soluzioni “cir-
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colari” per il proprio business (ad esempio, fornitori di servizi di riciclo, acquirenti di scarti di lavorazione e fornitori di materie prime secondarie) con l’obiettivo di rendere i propri servizi, prodotti e processi produttivi più sostenibili, sia dal punto di vista economico che ambientale. Albo Circular ospita già al suo interno oltre 150 imprese virtuose, che offrono prodotti o servizi in ambito di economia circolare, mettendo particolare cura e attenzione nel ridurre al minimo il loro impatto ambientale. È stato creato l’Osservatorio di Filiera, per monitorare l’andamento delle imprese e fornire dati strategici per lo sviluppo economico del territorio: l’ultima, presentata a febbraio scorso, è la terza edizione, per fornire alle imprese dati aggiornati sulle performance settoriali. Ha preso vita sul sito la Piattaforma della Subfornitura, strumento che ha l’obiettivo di dare visibilità, in Italia e all’estero, alle imprese che prestano servizi di subfornitura meccanica o elettronica, lavorazioni e trattamenti specifici conto terzi, design/sviluppo e assemblaggio di prodotti o macchinari per conto terzi. La Piattaforma fornisce le informazioni principali in merito alle attività svolte, ai
mercati di riferimento, ai materiali lavorati, oltre a fornire i riferimenti per contattare le imprese aderenti. È disponibile la Piattaforma APPIA, che ha oltre 400 imprese iscritte, l’Analisi Previsione e Prezzi Input Aziendali, realizzata da Prometeia. È uno strumento che permette di analizzare, decifrare e anticipare le tendenze attuali e prospettiche dei mercati internazionali di oltre 80 input produttivi che alimentano l’industria e di supportare le imprese nella pianificazione dei costi di approvvigionamento e dei relativi piani industriali. per monitorare le previsioni di costo di oltre 70 commodities nel supporto alla formazione delle politiche di budget e di acquisti. È relativamente recente l’HelpDesk M&A, nato con l’obiettivo di monitorare, attraverso una sezione dedicata sul nostro sito web (in modo anonimo e riservato), operazioni di finanza straordinaria (vendita o acquisto di imprese), al fine di agevolare e favorire il contatto tra soggetti interessati. Dal 2019, il progetto New mobility, invece, ha preso avvio con l’intento di supportare la transizione all’elettrico: in collaborazione con Porsche Consulting, si è realizzato uno studio per analizzare l’impatto della nuova mobilità sulle aziende associate appartenenti alle filiere di componentistica del settore automotive.
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sostenibilità
Waste Management Europe,
l’economia circolare protagonista a Bologna
di Laura Ansaloni
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aste Management Europe, fiera di riferimento a livello europeo dedicata alla gestione dei rifiuti e all’economia circolare, dopo tre edizioni a Bergamo, sta avanzando con energia verso una quarta edizione d’impatto a Bologna. L’appuntamento è dal 10 al 12 giugno 2025, nei padiglioni 31 e 32 di BolognaFiere. In questa intervista Daniele Zipoli, event manager di Waste Management Europe, illustra tutte le novità di questa quarta edizione. Zipoli, che manifestazione è Waste Management Europe? Di cosa tratta nello specifico? Waste Management Europe (WME) è tra i principali eventi europei dedicati alla gestione sostenibile dei rifiuti, all’economia circolare e alle tecnologie ambientali. La manifestazione vuole essere un punto di incontro tra imprese, istituzioni, esperti e innovatori per affrontare le sfide legate alla transizione ecologica. L’evento rappresenta una piattaforma efficace per il networking, la condivisione di conoscenze e la scoperta di soluzioni tecnologiche all’avanguardia, oltre che una concreta occasione per creare nuove opportunità di business tra i partecipanti. La prima edizione, che si è tenuta a Bergamo nel 2022, è stata un’importante opportunità di lancio e promozione che ha creato notevole entusiasmo nella community, sempre alla ricerca di un momento di confronto e incontro a livello internazionale. La seconda edizione, nel 2023, ha ospitato nomi di spicco del settore che hanno condiviso soluzioni per ridurre la quantità di rifiuti, aumentare la percentuale di riciclo e realizzare una vera economia circolare. Tra i partecipanti, realtà come Amazon, Ikea, Deloitte, Eni, IBM, oltre a rappresen-
tanti delle istituzioni locali e internazionali. Infine, nel 2024, la terza edizione, ha fatto incontrare migliaia di professionisti del settore che, uniti dal comune sforzo di raggiungere importanti obiettivi per garantire un pianeta più sostenibile, si sono confrontati su numerosi temi legati all’economia circolare. Perché avete scelto Bologna per l’edizione 2025? L’edizione 2025 di Waste Management Europe segna un’importante evoluzione con il trasferimento a BolognaFiere. Questa scelta risponde alla volontà di ampliare ulteriormente la manifestazione, offrendo spazi espositivi più ampi e una maggiore accessibilità per aziende e visitatori. Bologna, infatti, oltre a essere un centro industriale e manifatturiero di eccellenza, da sempre si caratterizza per il forte legame tra imprese, università e territorio; una location quindi ideale per ospitare un evento come questo, che mira a creare un solido network tra in-
dustria e comunità ambientale per sviluppare soluzioni innovative volte a raggiungere gli ambiziosi obiettivi europei di neutralità climatica. Non a caso, Bologna è città leader nell’economia circolare: è infatti tra le 100 città che hanno aderito al programma europeo “100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030”, confermando così il suo impegno verso un futuro sostenibile. Siamo certi che questa città, con la sua storia e il suo ricco patrimonio culturale, sia un centro espositivo d’eccellenza e una cornice ideale per far crescere e consolidare la manifestazione, per questo abbiamo confermato l’organizzazione di WME a BolognaFiere per i prossimi tre anni. Come è strutturata la manifestazione? Qual è il target di riferimento? L’edizione del 2025 è la più internazionale di sempre e prevede la presenza di oltre 150 espositori, provenienti da 30 Paesi di ogni parte del mondo. In particolare, si svilupperà su due aree principali: la prima
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Daniele Zipoli, event manager di Waste Management Europe
“espositiva-fieristica”, con oltre 10.000 metri quadrati dedicati a tecnologie, prodotti e soluzioni per la gestione dei rifiuti, il riciclo e la sostenibilità, in cui le aziende potranno presentare le proprie tecnologie e incontrare clienti e partner; la seconda “convegnistica-internazionale”, con un panel di altissimo livello, dove saranno presenti 120 speaker e un ricco programma di interventi con oltre 40 conferenze, keynote speech e sessioni tecniche con esperti del settore, rappresentanti istituzionali e imprese. L’agenda include anche tavole rotonde con partecipazioni istituzionali, nazionali e internazionali, e un’intera mattinata dedicata ai giovani ricercatori e alle startup. Inoltre, WME è suddivisa in differenti categorie merceologiche: gestione e trasformazione dei rifiuti (Waste Management); gestione acque reflue (Wastewater); trasformazione dei rifiuti in energia (Waste-to-Energy); macchinari per il riciclo rifiuti (Recycling); digitale e Intelligenza Artificiale relativa alla gestione dei rifiuti (Digital & AI); trasporto e raccolta rifiuti per città (Transportation & Collection); salute e sicurezza nella gestione dei rifiuti (Health and Safety) e startup nella gestione dei rifiuti. Una manifestazione così ricca e completa di contenuti si rivolge a un pubblico internazionale e trasversale e, in particolare, ad aziende e startup del settore ambientale e dell’economia circolare, istituzioni e enti pubblici, associazioni di categoria, esperti nella gestione dei rifiuti, del riciclo e del recupero di materiali, a tutti i settori industriali coinvolti nella transizione ecologica (energia, logistica, costruzioni, ecc.) e, infine, a ricercatori, università e studenti
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interessati alle innovazioni di queste specifiche tematiche. WME vuole dunque essere punto d’incontro per chi cerca soluzioni sostenibili, opportunità di business e aggiornamenti sulle normative e sulle ultime tendenze nell’ambito dell’economia circolare. Quale sarà il tema di quest’anno? Per l’edizione 2025 il tema centrale sarà la costruzione e lo sviluppo di un’economia circolare capace di creare un futuro con zero rifiuti non riutilizzabili, da qui il titolo scelto “Building the circular economy for a zero waste future”, che evidenzia come i rifiuti possano essere trasformati in risorse attraverso tecnologie innovative, nuovi modelli di business e politiche sostenibili. Verranno affrontati temi chiave come la digitalizzazione nella gestione dei rifiuti, il ruolo dell’Intelligenza Artificiale, l’uso di materiali riciclati nell’industria e il contributo delle energie rinnovabili all’economia circolare. Inoltre, tra le novità, ci sarà un maggiore coinvolgimento delle università, dei centri di ricerca e delle istituzioni locali e internazionali, oltre a un focus particolare sull’AI, sulla digitalizzazione e sulle smart cities. Perché le aziende dovrebbero partecipare? WME offre un accesso esclusivo a opportunità di business su scala internazionale, creando una piattaforma strategica in cui imprese, istituzioni e professionisti si incontrano per sviluppare soluzioni innovative nel campo della gestione dei rifiuti e dell’economia circolare, sempre nel contesto del mercato europeo. In particolare, le aziende che parteciperanno alla fiera po-
tranno presentare le proprie soluzioni di fronte a un pubblico specializzato composto da decision-maker, operatori del settore e potenziali clienti; creare connessioni e fare networking con le principali aziende, istituzioni e associazioni del settore; aggiornarsi sulle normative e le tendenze, grazie a un ricco programma di conferenze con esperti internazionali; esplorare nuove opportunità di collaborazione e investimento attraverso incontri B2B e workshop tematici e, infine, rafforzare la propria brand awareness dimostrando un impegno concreto verso la sostenibilità in un mercato in continua evoluzione. Quali sono le aspettative per questa edizione? L’obiettivo è rafforzare WME per farla diventare punto di riferimento in Europa nel settore della gestione sostenibile dei rifiuti, ampliando il network di aziende, enti e istituzioni coinvolti. In particolare, con questa edizione, ci aspettiamo un aumento della partecipazione internazionale, con aziende e delegazioni provenienti da tutto il mondo; senza tralasciare il maggior coinvolgimento di startup e innovatori, fondamentale per favorire lo sviluppo di nuove tecnologie e modelli di economia circolare, e il forte impatto mediatico e istituzionale che avrà, grazie alla presenza di esperti, influencer, policy maker e associazioni di settore. Siamo certi che con il trasferimento a Bologna e il potenziamento del format, WME 2025 diventerà un appuntamento imperdibile per chi opera nel settore della sostenibilità ambientale.
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Il 3 e 4 settembre torna
eventi
l’appuntamento con FARETE di Marco Taddei
È
partito il conto alla rovescia per la dodicesima edizione di FARETE, l’evento annuale promosso e organizzato da Confindustria Emilia, in programma mercoledì 3 e giovedì 4 settembre 2025 nei padiglioni 16 e 18 di BolognaFiere. La manifestazione si configura come una piattaforma strategica dedicata alla crescita, alla formazione e allo sviluppo di relazioni commerciali nel cuore del tessuto industriale emiliano, un appuntamento imperdibile per tutte le imprese che desiderino generare nuove opportunità di business e networking, nazionali e internazionali. Farete è molto più di una semplice fiera: è un punto di riferimento per il mondo imprenditoriale, un luogo dove le idee prendono forma e le relazioni si trasformano in opportunità concrete. Durante la manifestazione, che come da tradizione sarà aperta il mattino del primo giorno dall’Assemblea Pubblica di Confindustria Emilia, in programma alle ore 10, le imprese e i visitatori avranno l’occasione di espandere la loro rete di contatti, scoprire nuove tecnologie e innovazioni esplorando le ultime tendenze del settore industriale e manifatturiero, partecipare a workshop e seminari per migliorare le proprie competenze e conoscenze, condividere esperienze e best practice. Dopo il grande successo dell’edizione 2024, torna anche nella due giorni di quest’anno lo spazio dedicato al Villaggio dell’IA promosso dalla filiera Digital di Confindustria Emilia, dove le imprese potranno mostrare concretamente, in un’area riservata a stand espositivi e attività convegnistica, uno spaccato del grado di personalizzazione che richiede l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale applicata al mondo manifatturiero e dei servizi. Per proiettare le imprese verso i mercati internazionali saranno attive anche quest’an-
no le aree tematiche dell’Associazione. Nell’ambito dell’International Club, anche a FARETE 2025 le imprese manifatturiere associate a Confindustria Emilia avranno l’occasione gratuita di incontrare operatori internazionali provenienti da diverse aree del mondo e selezionati direttamente dall’Associazione. Lo scorso anno sono stati 35 i buyer, provenienti da 12 Paesi (Arabia Saudita, Brasile, Colombia, Croazia, Francia, Germania, India, Irlanda, Spagna, Stati Uniti, Turchia e Vietnam) con cui sono stati organizzati oltre 500 incontri b2b dedicati. Il Desk Tax & Legal Global Services, avvalendosi di consolidati rapporti internazionali con professionisti dislocati in varie aree del mondo, metterà invece a disposizione delle imprese consulenze specialistiche one to one, al fine di supportarle nella costituzione di sedi societarie all’estero o ai fini dell’ampliamento delle reti vendita e della conoscenza delle normative locali. L’innovazione e il mondo delle startup sono
altri due elementi tradizionalmente al centro della manifestazione di Confindustria Emilia e che anche quest’anno saranno protagonisti dello spazio dedicato dell’Open Hub. Fare innovazione significa per le imprese ottenere un vantaggio competitivo sul mercato grazie all’introduzione di nuovi prodotti, servizi e modelli di business e per fare innovazione ad alto impatto, oggi, diventa sempre più importante saper combinare le conoscenze e competenze interne con altre esterne, come quelle offerte dalle startup. Per questo, all’interno dell’Open Hub verranno organizzati incontri b2b tra startup, imprese e innovation manager e si svolgeranno workshop e talk dedicati all’Open Innovation con l’obiettivo di dare alle aziende l’opportunità di accedere a una vasta gamma di risorse esterne, come conoscenze, competenze e tecnologie che possono essere sfruttate per migliorare e accelerare il processo di innovazione.
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“La nostra Perla”
scenari
Il Cavaliere Alberto Masotti racconta la straordinaria storia de La Perla, il marchio di lingerie che da Bologna ha conquistato il mondo intero, in un volume edito da Minerva in occasione del 70° anniversario della sua fondazione. di Marianna Saguatti
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a moda, da sempre, è specchio - fedele o distorcente - dei mutamenti sociali e culturali, strumento capace di riflettere le trasformazioni della società e di rispondere alle esigenze di una determinata epoca. Un linguaggio complesso che vede l’evoluzione degli stili e degli approcci al tema del gusto e dell’identità dialogare con un mondo in perenne cambiamento, per restituire il racconto della nostra storia collettiva. Su questo terreno fertile si è articolata per 70 anni la storia de La Perla, il marchio italiano di lingerie più desiderato al mondo, che il Cavalier Alberto Masotti, figlio della fondatrice Ada Masotti ed ex presidente del gruppo La Perla, oggi alla guida della Fondazione Fashion Research Italy, ha voluto raccontare nel volume “La nostra Perla”, edito da Minerva e dedicato alla rivoluzionaria impresa che, da Bologna, ha reinventato la lingerie dettando nuovi canoni estetici e creando un immaginario esportato in tutto il mondo. “Una storia non può essere custodita per sempre. Occorre donarle la sua libertà. Per me era arrivato il momento di raccontare la mia storia meravigliosa, consegnarla al mondo perché possa contagiare con la sua bellezza il nostro tempo”, ha raccontato Masotti in occasione della presentazione del libro, lo scorso novembre. “È la ‘mia’ Perla, ma soprattutto la ‘nostra’: ho chiesto a chi per decenni ci ha accompagnato in questa avventura un ricordo personale e sono stato travolto dall’entusiasmo con cui tutti hanno risposto”. Per scrivere queste memorie, il Cavalier Masotti ha infatti attinto non solo dalla sua storia personale, ma anche da quella degli storici dipendenti e collaboratori, una comunità composta da artigiani, designer, lavoranti e rappresentanti. La figura della madre Ada Masotti, “forbici d’oro”, fondatrice e nume tutelare de La Perla, rivive così
in un ricordo commosso e corale. E il libro si apre proprio come una conchiglia, rivelando il tesoro al suo interno: “La nostra Perla” custodisce il passato per consegnarlo come un dono, il cui valore è reso oggi ancora più grande dalla delicata fase che lo storico marchio bolognese di lingerie sta attraversando, alla ricerca di una risposta industriale e occupazionale e con il protrarsi delle trattative che rende incerto il destino delle maestranze dopo anni di ripetute vendite fino all’ultimo fallimento del 2023, in Inghilterra, sotto la proprietà della società Tennor. “Da Bologna, la storia della lingerie italiana che emozionò il mondo”: tutto comincia nel piccolo laboratorio di corsetteria di Ada Armaroli in Masotti, che nel 1945 getta le basi di uno dei più importanti marchi dell’intimo di lusso italiano. Il talento di Ada si manifesta già in giovanissima età, quando a 14 anni inizia a lavorare come apprendista artigiana nella fabbrica di corsetteria più prestigiosa
di Bologna, Draghetti, per poi frequentare la scuola artigianale di corsetteria femminile e, nel corso degli anni, guadagnarsi il soprannome “forbici d’oro” non solo per la sua tecnica straordinaria, ma anche per la capacità di vedere oltre e immaginare il corpo che avrebbe indossato un determinato capo. Il sogno viene spezzato dal dramma della guerra e dagli anni di privazione e tragedia che Ada trascorre da sola con il figlio Alberto, mentre il marito viene mandato al fronte. La fine del conflitto mondiale, nel 1945, rappresenta per lei un nuovo inizio: Ada decide di riprendere in mano le redini della sua vita, inizia a lavorare in proprio e in breve tempo, grazie al passaparola, si circonda di una affezionata clientela che le chiede, davanti a un foglio bianco, di definire che cosa sia la femminilità. Il marchio viene in un primo tempo battezzato “Ape”, a descrivere tutta l’operosità che è alle sue spalle e che coinvolge l’intera famiglia Masotti, compreso il padre Tonino,
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che si occupa degli aspetti burocratici. Un’eredità che il figlio Alberto riesce mettere a frutto e traghettare verso nuove mete, come la creazione di linee di costumi da bagno, fianco a fianco con l’amata fidanzata e poi moglie Olga. Tra le pagine, cucite insieme da ricordi e aneddoti sorprendenti, prende vita un racconto che intesse parole e relazioni importanti, attraverso i legami professionali e umani stretti nei laboratori, negli atelier e nei punti vendita. Il marchio di famiglia si evolve insieme al mondo e alle sue trasformazioni e così, quando la fame di operosità in cerca del benessere viene sostituita dalla ricerca del sogno e dall’apertura all’immaginazione, è proprio il Cavaliere Masotti a ideare il nuovo nome, nel 1954: “Una perla, così traslucida e abbagliante nella sua forma rotonda e perfettamente liscia, quasi magica, che nessuna mano avrebbe mai potuto rappresentarla con la stessa bellezza impressa dalla natura”. La vera svolta avviene grazie alla figura fondamentale di Ubaldo Borgomanero, “colui che, insieme a noi, di più ha creduto nella bontà delle nostre idee e del nostro marchio, sposandone appieno i principi e l’etica”. Borgomanero lavora come rappresentante presso un’azienda di merceria all’ingrosso,
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la BVM, attiva nella commercializzazione di tessuti, bottoni, spille, stecche per busti e accessori per la confezione quando Ada gli chiede di rappresentare La Perla. Da quel momento in poi l’espansione è inarrestabile e il tempo scorre veloce. È una storia che si sviluppa e procede di pari passo con le conquiste e i mutamenti della figura femminile: “Ogni nostra azione in ogni campo ruotava attorno all’immagine femminile stessa, si adeguava ad essa e la ricercava come necessità primaria”. Così, La Perla nel corso degli anni non si limita alla sola invenzione di capi dal carattere rivoluzionario, “ma anche alla creazione di un nuovo immaginario del tutto all’avanguardia, capace di camminare al passo con la nuova donna” e di intessere con lei un rapporto fatto di complicità, emozioni e sogni. Si susseguono l’apertura delle prime boutique, i viaggi oltreconfine alla scoperta di nuovi tessuti e immaginari esotici, l’inaugurazione di punti vendita in tutto il mondo, un attento approccio alla comunicazione, che nel corso dei decenni compie un distacco definitivo dal settore dell’intimo per virare al mondo della moda grazie al contributo di fotografi di eccellenza. Sono gli anni, per intenderci, in cui l’immaginario La Perla
varca le soglie del mondo della musica, della televisione, del cinema e più in generale del jet set internazionale, generando curiosi aneddoti quali l’incontro con una cliente del tutto particolare come la principessa del Qatar o la richiesta di Sharon Stone che, all’apice della sua carriera, durante uno shooting nella boutique di New York, si innamora di un capo di lingerie e ne richiede la realizzazione, soltanto per lei, nel colore dei suoi occhi. Il Cavalier Alberto Masotti delinea il racconto filtrandolo attraverso la sua sensibilità di figlio e imprenditore, per poi lasciare spazio ad altre voci, quelle dei dipendenti, rappresentanti e tutti coloro che hanno avuto un’esperienza di lavoro ventennale in azienda. Si compone così un quadro collettivo, che riflette ancora meglio tutte le sfaccettature de La Perla. Il libro si conclude con un’ampia gallery: sono le campagne pubblicitarie del marchio, immagini che lasciano trasparire la qualità tattile dei prodotti, fatti di seta, macramè e ricami pregiati, vere icone di un immaginario che, da Bologna, dal 1945 ad oggi, ha conquistato e ammaliato il mondo intero.
Marco Taddei Silvia Conforti Raffaella Mazzali
news emilia
LA COLLETTIVA DI CONFINDUSTRIA EMILIA A MECSPE 2025: UN'OPPORTUNITÀ PER IL SETTORE Lo scorso luglio ha segnato un'importante evoluzione per il settore della subfornitura meccanica ed elettronica con il lancio della Piattaforma della Subfornitura di Confindustria Emilia. Questo innovativo strumento nasce con l'obiettivo di garantire maggiore visibilità alle imprese italiane, sia a livello nazionale che internazionale, valorizzando il loro ruolo chiave nella fornitura di lavorazioni e trattamenti conto terzi, design, sviluppo e assemblaggio di prodotti e macchinari. La piattaforma offre accesso immediato a informazioni essenziali sulle attività delle aziende aderenti, in italiano e inglese, tra cui mercati di riferimento, materiali lavorati e modalità di contatto. Un'opportunità strategica per le imprese che desiderano ampliare il proprio network e intercettare nuove collaborazioni, sia in Italia che all'estero. Dopo la creazione della piattaforma, le attività di supporto di Confindustria Emilia alle imprese subfornitrici sono proseguite con un'importante iniziativa in occasione di MECSPE 2025, la fiera internazionale di riferimento per l'industria manifatturiera, che si è tenuta a Bologna dal 5 al 7 marzo. Confindustria Emilia ha promosso un ambizioso progetto di sviluppo commerciale volto a supportare le aziende del settore. L'iniziativa ha incluso una ricerca clienti personalizzata per le imprese partecipanti e la creazione di uno stand collettivo per massimizzare le opportunità di networking. All'interno del Padiglione 26, Confindustria Emilia ha organizzato una collettiva di 14 imprese del comparto: BPM Meccanica, Officina Meccanica Chiorboli Roberto, CMS, Comest, Epsol, Fonderia Fomar, Sa&Bar, Gecam, Grandi Andrea, Meccanica Sarti, Montirone, Pasquali, Rossi Carlo Meccanica e Vierrevi. Ciascuna ha potuto disporre di una propria area personalizzata, grafiche dedicate e una visibilità rafforzata grazie a un piano di comunicazione collettivo. Quest'ultimo comprendeva la realizzazione di brochure in italiano e inglese, post mirati su LinkedIn e campagne di mailing rivolte sia alle imprese associate che a potenziali nuovi contatti. Per le imprese che hanno aderito alla colletti-
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va, Confindustria Emilia ha svolto un ruolo fondamentale, curando la ricerca di potenziali clienti sia in Italia che nei principali Paesi europei. L'associazione ha inoltre facilitato l'organizzazione di incontri B2B direttamente in fiera, creando concrete opportunità di sviluppo per le aziende partecipanti. In particolare, questo progetto ha costituito la prima iniziativa concreta per animare la Piattaforma della Subfornitura, con l'obiettivo di accompagnare le imprese in un percorso strategico volto all'acquisizione di nuovi clienti, sia italiani che esteri, attraverso un'offerta integrata di servizi. L'iniziativa ha previsto diverse attività mirate a rafforzare la competitività delle aziende coinvolte. Tra le principali azioni realizzate, è stata costruita una proposta commerciale per ciascuna delle imprese partecipanti che non disponevano ancora di un company profile, permettendo loro di presentarsi in modo efficace a nuovi interlocutori. Inoltre, è stata avviata un'intensa attività di ricerca di potenziali clienti in Italia, Germania, Austria e Svizzera, con un lavoro mirato di selezione e invito ai buyer interessati. Questo ha portato alla creazione di agende personalizzate di incontri B2B in fiera, ottimizzando le opportunità di networking per ciascuna azienda. L’iniziativa ha visto la partecipazione di quattro operatori esteri – due tedeschi, un austriaco e uno svizzero – che hanno svolto oltre 30 incontri B2B con le imprese italiane.
Grazie a iniziative come questa, la Piattaforma della Subfornitura si conferma un punto di riferimento essenziale per le imprese del settore, offrendo strumenti concreti per affrontare le sfide del mercato globale e cogliere nuove opportunità di business.
PRESENTATA LA 3a EDIZIONE DEGLI OSSERVATORI DI FILIERA Sono stati presentati lo scorso febbraio, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sede di Via San Domenico, a Bologna, alla quale hanno preso parte il presidente di Confindustria Emilia Valter Caiumi, il vicepresidente con delega a sviluppo economico e green economy, energia, formazione professionale, università e ricerca della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, e il direttore generale di Confindustria Emilia, Tiziana Ferrari, i nuovi Osservatori di filiera di Confindustria Emilia, realizzati in collaborazione con Crif sui dati delle imprese raccolti nel corso del 2024 e inerenti il periodo 20212023. La terza edizione degli Osservatori fotografa, attraverso una serie di indicatori oggettivi, lo stato del tessuto produttivo del territorio mettendo a confronto la comunità delle imprese associate con i dati italiani, della regione Emilia-Romagna e delle tre province interessate (Bologna, Ferrara e Modena).
Anche i dati di questa terza edizione evidenziano le performance economiche, finanziarie, di export, occupazione e innovazione delle associate a Confindustria Emilia Area Centro, una comunità di 3.400 imprese, distribuite fra le tre province e raggruppate in 20 filiere, che esprime un fatturato di circa 99 miliardi di euro, impiegando oltre 263 mila lavoratori. Il fatturato medio, il numero di dipendenti medi delle imprese e quasi tutti gli indicatori di redditività e di performance delle associate di Confindustria Emilia superano la media nazionale, regionale e delle tre province interessate; per circa il 53% si tratta di aziende esportatrici, con un’incidenza dell’export sul totale del fatturato pari al 34%, e il 34% delle imprese ha ottenuto il punteggio massimo per il livello di innovazione raggiunto. “La crescita di fatturato, margini, investimenti ed esportazioni delle nostre imprese in un triennio così sfidante - ha spiegato Valter Caiumi, presidente di Confindustria Emilia, durante la conferenza stampa - dimostra che il modello emiliano, basato su società top brand conosciute nel mondo e sulle filiere, è robusto e resiliente. I dati mo-
strano ancora una volta un’Emilia capace di essere locomotiva della manifattura italiana. Lo slancio del nostro territorio ha però bisogno di essere sostenuto da una visione strategica europea, che è mancata su molti settori centrali della economia italiana, come l’automotive, il packaging e il medicale. Da sinistra: Vincenzo Colla, vicepresidente con delega a sviluppo economico e green economy, energia, formazione professionale, università e ricerca Il mio auspicio è che sia della Regione Emilia-Romagna, Valter Caiumi, presidente, e Tiziana Ferrari, ritrovata nella visione direttore generale di Confindustria Emilia Area Centro europea una centralità della manifattura”. trend in calo a seguito principalmente delle In tutte le filiere, il fatturato medio e il nu- dinamiche inflazionistiche e degli incremenmero di dipendenti medi delle imprese as- ti del costo della manodopera e dei tassi di sociate a Confindustria Emilia Area Centro interesse. Particolarmente significativi sono superano la media nazionale. Le imprese i dati relativi all’Ebitda (11,8%, contro una delle filiere di Confindustria Emilia han- media nazionale dell’8,6%), all’Utile Ante no registrato nel 2023 performance di fat- Imposte (6,8% contro una media nazionale turato in crescita rispetto al 2021 e, nello dell’5,5%), agli Investimenti in rapporto al stesso periodo, gli indicatori di redditività, Fatturato (5,3% contro una media nazionale pur evidenziando valori più elevati rispetto del 4,9%). alle altre aree geografiche, manifestano un Di assoluto rilievo sono poi i dati relativi
Dipendenti medi SERVIZI PROFESSIONALI
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TURISMO E CULTURA
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METALLI E MATERIALI COMPOSITI
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COSTRUZ. E INFRASTRUTTURE
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Ricavi medi SERVIZI PROFESSIONALI TURISMO E CULTURA METALLI E MATERIALI COMPOSITI COSTRUZIONI E INFRASTRUTTURE PLASTICA DIGITAL CARTA E STAMPA ELETTRONICA E MECCATRONICA MACCHINE SALUTE HOME MODA E LUSSO ENERGIA CHIMICA E FARMACEUTICA MOBILITÀ E LOGISTICA AGROALIMENTARE PACKAGING AUTOMOTIVE VEICOLI INDUSTRIALI FACILITIES - €
20.000.000 €
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Italia Associate Confindustria Emilia
all’export: considerando le società di capitali con fatturato superiore ai 500 mila euro, circa il 53% delle imprese associate sono aziende esportatrici con un’incidenza dell’export sul totale del fatturato pari al 34%. I dati salgono significativamente se consideriamo le dieci filiere top performer, nelle quali i suddetti indicatori superano rispettivamente il 65% e il 40%. In una situazione complessa, variabile e in crescita come quella registrata nel triennio 2021-2023, le performance economiche delle aziende di Confindustria Emilia, lette in termini di Fatturato, Export, EBITDA ed Utile ante Imposte hanno evidenziato una capacità di tenuta a fronte dei molteplici elementi di variabilità del periodo. Così come la capacità di investimento e la posizione finanziaria netta evidenziano strutture solide e che guardano costantemente al futuro. In chiusura, vale la pena sottolineare come le imprese associate a Confindustria Emilia Area Centro siano state certificate dai risultati di questa ricerca come le “più innovatrici”: considerando l’Innovation score ideato da Crif (un indicatore ideato che è funzione di quattro elementi: dinamicità, digital attitu-
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DECEDUTO CESARE ROBERTO
de, know-how e contesto) che fornisce, per tutte le aziende italiane, un punteggio da 1 a 5, dove 1 indica alto livello di innovazione, il 34% delle imprese associate ha ottenuto 1, il punteggio massimo, conquistato solo dall’11,7% delle imprese con sede nel resto d’Italia. Per investimenti effettuati in Ricerca e Sviluppo, per brevetti registrati e per tecnologie utilizzate, Confindustria Emilia Area Centro presenta una percentuale di aziende ad alto livello di innovazione di assoluto rilievo. Il dato evidenziato supera il 46% se consideriamo solamente le filiere top performer: Chimica e Farmaceutica, Veicoli Industriali, Elettronica e Meccatronica, Macchine e Packaging.
Lutto improvviso per la Pallavolo Bologna: a fine gennaio è morta, a 55 anni, la presidentessa Elisabetta Velabri, storica dirigente della società sportiva e molto conosciuta e stimata nell’ambito della pallavolo nazionale.
SCOMPARSO LUCIANO SAVERI
DECEDUTO VIRGINIO VACONDIO
È morto a fine novembre scorso Luciano Saveri, fondatore e presidente di M.T.O. Spa, azienda nata nel 1995 e specializzata nella produzione e distribuzione di componenti semilavorati per ortopedia, che rappresenta un punto di riferimento nella tecnica ortopedica specialistica in ambito nazionale e internazionale.
Scompare con Virginio Vacondio, classe 1931, morto agli inizi di marzo, un protagonista del mondo ceramico. Tra i fondatori di diverse aziende ceramiche, si è poi dedicato a un gruppo di famiglia a Finale Emilia, comprando negli anni Novanta la Moma, azienda che col tempo e l’aiuto dei figli, ha poi allargato con altri accorpamenti.
È deceduto all’età di 56 anni l’imprenditore Cesare Roberto, direttore generale di Sarchio Spa e dal 2014 socio unico dell’azienda divenuta leader nella produzione di alimenti biologici e senza glutine. Roberto era anche dirigente dell’Ac Carpi.
MORTA ELISABETTA VELABRI
Mutti Quisimangia | Ristorante Aziendale | Montechiarugolo (PR)
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