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Sì Alla Vita - 03/2024

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n. 3 MAGGIO-GIUGNO 2024 • Anno XLVI | Rivista bimestrale a cura del MpV Italiano

UNA DIGNITÀ

infinita


p/4

p/16

p/32

Lettera al popolo della Vita di Marina Casini Bandini

Dalla parte delle donne, sempre di Giovanna Abbagnara

Eurodeputate per la vita. Il dissenso coraggioso di Margarita e Miriam di Elisabetta Pittino

p/5

p/22

p/34

Editoriale di Elisabetta Pittino

La voce dei CAV: identità e mission attraverso le esperienze

L’Europa nega i principi da cui è nata di Tonio Borg

p/6

p/26

p/35

Diario di Francesco Ognibene

Fake clients nella realtà dei CAV di Giovanna Sedda

Soho Regulation: verso un mercato degli embrioni umani? di Elisabetta Pittino

p/8

p/28

p/36

La dignità stravolta Intervista a don Lorenzo Rossetti / 1 di Elisabetta Pittino

Vita e famiglia in Europa Nuovo Parlamento, nuove sfide? di Nicola Speranza

La menzogna costituzionalizzata di Elisabetta Pittino

p/10

p/30

p/37

C'È VITA SULLA TERRA Ideologia vs libertà e vita a cura di Monica Mondo

“Sei One of Us se...” Un appello per le elezioni Europee di Redazione

La profezia di Jérôme-Lejeune di Giovanna Abbagnara

p/11 La storia di Valentina di Maurizio Guida

p/12 CAV sotto attacco di Marina Casini

p/14 Aborto, quello che i media dovrebbero dire di Giovanna Abbagnara


p/38

p/44

p/51

Jérôme Lejeune e le sfide della bioetica oggi di Giuseppe Grande

Caro eurodeputato ti scrivo... di Redazione

DA LEGGERE Il bambino primo patrimonio dell’umanità di Elisabetta Pittino

p/39

p/46

p/53

“Uniti per la Vita” di Giuseppe Grande

L’Emilia Romagna sceglie il suicidio assistito di Elisabetta Pittino

TenerAmente La natalità censurata a cura di Maria Pia Sacchi e Gianni Mussini

p/40

p/48

p/54

Una dignità infinita di don Marco Gianola

Regioni e suicidio assistito la società civile si mobilita di Marco Ferraresi

DALLE SEDI LOCALI a cura di Soemia Sibillo

p/41

p/49

p/56

Uno di noi nella nuova Europa di Redazione

Nati per qualcosa di grande Costruttori di futuro cercasi di Davide Rapinesi

SANTI ED EROI PER LA VITA Santi: I padri fondatori dell’Europa di Elisabetta Pittino

p/42

p/50

p/57

Ridiamo speranza all’Europa! di Pino Morandini

DAL MONDO Una risposta al paradosso della morte a cura di Tony Persico

SANTI ED EROI PER LA VITA Eroi: Nel segno di Matilde di Francesca Spedini

n. 3 del 2024 La rivista "Sì alla Vita" è l'organo di stampa del Movimento per la Vita Italiano, Lungotevere dei Vallati, 2 Roma P.Iva 13815021004 - C.F. 03013330489 Registrazione al Tribunale di Milano al n. 255 del 19/06/1978 - Iscritto al Registro degli operatori di comunicazione n. 26459 del 01/06/2016 - ISSN 1970 8211 Prezzo € 6,00

Redazione Elisabetta Pittino, Marina Casini Bandini, Giuseppe Grande, Giovanna Sedda, Soemia Sibillo, Giovanna Abbagnara, Simone Tropea, Anna Maria Gavazzi.

Stampa e allestimento Media Servizi s.r.l. Via Lombarda, 72 - 59015 Comeana – Carmignano (PO)

Presidente Movimento per la Vita italiano Marina Casini Bandini

Numero chiuso in redazione 28 giugno 2024  siallavita@mpv.org  www.siallavitaweb.it

Direttore responsabile Elisabetta Pittino

Siti collegati www.mpv.org www.vitanews.org www.sosvita.it

Vicedirettore Soemia Sibillo

Grafica uitiu.com

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Lettera al popolo della Vita di Marina Casini Bandini, Presidente Nazionale Movimento per la Vita Italiano

Quando questo numero di “Sì alla Vita” sarà nelle vostre mani, la campagna elettorale per il Parlamento Europeo sarà chiusa e ne conosceremo gli esiti. Restano tuttavia alcuni interrogativi di fondo che più volte abbiamo ascoltato: «verso dove navighi Europa?», «che ruolo giochi, Europa, nel mondo?». Carlo Casini nel suo discorso al Festival d’Europa nel 2011 disse: «All’indomani della caduta del muro di Berlino Vaclav Havel, allora Presidente della Repubblica Cecoslovacca, intellettuale che aveva patito la prigione comunista per la sua rivendicazione della libertà, disse, parlando solennemente al Parlamento Europeo, di avere visto a Strasburgo una macchina dagli ingranaggi perfetti, ma di non avere incontrato l’anima dell’Europa. Quest’anima è costituita dalla dignità umana, ma per incontrarla bisogna preliminarmente sapere chi è l’uomo. È questo il punto su cui l’Europa dovrà meditare affinché essa sia davvero, in conformità del suo iniziale progetto, una opportunità, non solo per i suoi cittadini, ma per tutto il mondo». Chi è l’uomo, appunto. È stato detto che «nessuna epoca ha saputo conquistare tante e così 4

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SÌ alla VITA

svariate cose come la nostra, eppure in nessuna epoca l’uomo è divenuto così problematico come nella nostra»; che «questa è la prima epoca in cui l’uomo è diventato per sé radicalmente e universalmente problematico. L’uomo non sa più chi egli sia»; che «oggi il problema non è più provare l’esistenza di Dio, ma piuttosto l’esistenza dell’uomo». In effetti, ne sono una prova le teorie sui “diritti degli animali”, l’uso della parola persona in chiave discriminatoria, il concetto di dignità legato all’apparire, al possedere, al fare e non all’essere, l’enfasi sulla qualità della vita che non considera il valore della vita. Come non rabbrividire sapendo che ogni giorno a una moltitudine di bambini viene impedito di nascere in nome del preteso “diritto di aborto”, oppure che dei figli vengono generati in provetta e poi destinati alla distruzione? Come non avvertire una lacerante e stridente contraddizione rispetto all’Europa come grandioso progetto politico scaturente dal riconoscimento dell’inerente e uguale dignità di ogni membro della famiglia umana e dai conseguenti diritti dell’uomo? E non si dica che la questione è periferica perché quando si dice vita umana si dice dignità, uguaglianza, pace, libertà,

giustizia, democrazia, diritti dell’uomo, centralità della persona. È anche alla luce della recente Giornata mondiale dei bambini che non possiamo tacere: la protezione dei più bambini dei bambini – i bambini non ancora nati – deve essere incorporata in un progetto globale di protezione dei diritti dell’uomo. Una vera ed efficace protezione dei bambini in viaggio verso la nascita e della maternità come modello e sorgente di ogni solidarietà è di importanza capitale per un’Europa umana. È qui l’ideale d’Europa che vogliamo costruire in un futuro che speriamo non troppo lontano. Si comprende perciò quanto sia grande la missione del Movimento per la Vita perché meditare sul piccolissimo uomo appena concepito – il più bambino dei bambini, uno di noi, il più scartato di tutti, il simbolo di ogni emarginazione e insignificanza – è una grande risorsa per comprendere tutto l’uomo e, quindi, anche tutta la cultura dei diritti e, quindi, anche l’anima dell’Europa. È questa la chiave per accedere, un passo alla volta, al progresso della civiltà, al compimento del moto storico che in nome della forza espansiva della dignità di ogni uomo rende l’Europa capace di rinnovamento morale, civile, politico.


Nessun compromesso sulla vita umana L’aborto è al centro del dibattito politico, mediatico, sociale, culturale… Anche il G7 è diventato il teatro dove lo sconfitto presidente francese Emmanuel Macron ha voluto riproporre/imporre il suo cavallo di battaglia: il riconoscimento dell’aborto come diritto universale, senza per altro riuscire a farlo inserire nella Nota finale. Macron, però, ha perso le elezioni pesantemente e chissà se proprio questa sua idea fissa sia stata la causa (o una delle cause) del tonfo. Un dibattito, quello sull’aborto, fazioso, intriso di ideologia, dove la meglio ce l’hanno gli slogan e non la verità scientifica che viene totalmente sbeffeggiata, ignorata. Tanto meno interessa la verità dei fatti, e il benessere dei bambini e delle donne. Figuriamoci il benessere della società. Mentre l’Unione Europea, «con una “determina” ha deciso di condannare con la medesima sanzione chi uccide una cicogna e anche chi ne distrugge le uova non ancora dischiuse» ricorda il prof. Massimo Gandolfini, presidente del Family Day, «perché altrettanta delicatezza e buon senso non si usano quando è in gioco un essere umano?». Il dialogo, che va molto di moda a parole, viene portato avanti esclusivamente dal MpV e dalle varie realtà per la vita e per la famiglia. Gli assertori del diritto alla morte (degli altri) al dialogo rispondono no, se sono educati; rispondono con discorsi e azioni di odio e discriminazioni negli altri casi. Non può essere che così, laddove c’è l’ideologia, e laddove si nega il dialogo originario: quello tra figlio, nel grembo, e madre. «L’aborto non è più una libertà… ma un problema sociale della sanità pubblica» perché «pone fine ad un terzo delle gravidanze, con 4,5 milioni di aborti contro 8,5 milioni di nascite nell’Europa dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa»

scriveva Gregor Puppînk, presidente dell’ECLJ-European Centre for Law and Justice (AA.VV., Droit et prévention de l’avortement en Europe, LEH Edition, 2016, p.74). Allora come si è arrivati a stravolgere così potentemente la dignità umana a oltre 70 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo tanto da svuotare questa Dichiarazione del suo significato? Come si fa ad avere schiavizzato ideologicamente le donne (ma anche gli uomini) tanto da indurre ad accettare l’aborto nel loro corpo come “diritto”, cioè la negazione somma della femminilità e dell’umanità? Un disprezzo del corpo e della mente di tutte le donne, anche quelle che figli non ne hanno e non ne avranno mai. La donna deve essere come un uomo, a partire dalla sessualità; e allora avanti con tutti i metodi artificiali di controllo (di altri) della fertilità (sempre nel corpo delle donne); per renderla più uguale ancora, nel caso in cui la sua fertilità avesse la meglio e un bambino venisse concepito “per sbaglio”, si elimina il frutto di questa fertilità non maschile. Nessun problema per Macron e compagni. Tanto è la donna a rinnegare il suo corpo e se stessa, tanto è quella bambina o quel bambino ad essere privato della libertà di vivere. Allora riprendiamoci quello che è nostro: la dignità umana, il diritto alla vita, la mia come la tua, quella di Macron, come quella dei bambini che lui vorrebbe abortire. «Vi esorto ad andare avanti con coraggio nonostante ogni avversità: la posta in gioco, cioè la dignità assoluta della Vita umana, dono di Dio Creatore, è troppo alta per essere oggetto di compromessi o mediazioni. Sulla Vita umana non si fanno compromessi!» ha scritto Papa Francesco ai partecipanti alla Manifestazione Nazionale Scegliamo la vita del 22 maggio scorso, a Roma. Noi siamo con lui!

EDITORIALE

di Elisabetta Pittino SÌ alla VITA

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avere consapevolezza dell’esistenza della possibilità che le nostre utenti siano fake ci porta, se guardiamo in maniera proattiva, a una volontà di miglioramento, di crescita, di formazione

CORSO DI FORMAZIONE 22-23 GIUGNO 2024 ISTITUTO SALESIANO PIO XI via Umbertide, 11, 00181 Roma RM

Fake clients nella realtà dei CAV di Giovanna Sedda

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SÌ alla VITA


Sta diventando sempre più frequente, soprattutto in periodi “caldi” della discussione socio-politica come è quello che stiamo vivendo, vedere nei nostri CAV utenti fake, finte. Si tratta per lo più di persone infiltrate a nome di testate giornalistiche che hanno l’obiettivo di ottenere uno scoop, di cogliere i volontari in fallo. Questo consentirebbe loro una legittimazione al costante atteggiamento del “dito puntato”, mentre si continua ad alimentare una narrativa che contrappone in maniera netta il nero al bianco, esacerbando le differenze e minando la credibilità di queste associazioni, allargando il fenomeno di non appartenenza proprio della società individualista in cui viviamo, sempre più incentrata sul profitto. Non è difficile comprendere che una

categorizzazione così netta, basata sul presunto errore di un singolo che prima si riversa sull’intera associazione e poi sull’intero sistema di valori, non solo è fuorviante ma nociva. La conseguenza immediata, infatti, è un danno alla persona che ha bisogno. Questa sarà persuasa a non rivolgersi ai CAV, spesso per sentito dire o senza approfondimento critico, e non otterrà l’aiuto di cui ha bisogno e che spesso solo il mondo dell’associazionismo offre. Il meccanismo non è purtroppo reversibile o modificabile. Pur essendo l’etica un valore universale e indiscutibile, non può essere imposto. Che resta, dunque da fare? Arrenderci? Giammai. La cosa su cui possiamo agire parte dalla consapevolezza che si tratta di un fenomeno che ha un peso, ma non troppo. Dargli un peso

eccessivo sarebbe infatti poco saggio: tutti i fenomeni nascono e muoiono e anche questo, magari con un ritmo a onda, è destinato alla stessa fine. Questo non significa però ignorarlo del tutto: avere consapevolezza dell’esistenza della possibilità che le nostre utenti siano fake ci porta, se guardiamo in maniera proattiva, a una volontà di miglioramento, di crescita, di formazione. Anche alla luce di questo, il nuovo corso SOS Vita avrà un momento dedicato a questo fenomeno e a capire come riconoscerlo e affrontarlo. Sì, perché, se per identità MpV-CAV non possiamo che accoglierlo – non potendo correre il rischio di chiudere le porte a nessuno – avere gli strumenti ci permette di tutelare noi stessi e l’intera associazione. SÌ alla VITA

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