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Sì Alla Vita - 04/23

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n. 4 LUGLIO-AGOSTO 2023 • Anno XLV | Rivista bimestrale a cura del MPV italiano

Tutta la vita davanti


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Lettera al popolo della vita di Marina Casini Bandini

SANTI ED EROI PER LA VITA Eroi: Alessio Solinas, un giovane eroe, con i giovani e per i giovani di Giovanna Sedda

Comunicare tra generazioni di Dominique Monteiro Barbosa

p/6 Editoriale Giovani per la Vita di Elisabetta Pittino

p/7 Diario di Francesco Ognibene

p/8 C'È VITA SULLA TERRA I ragazzi pro vita a cura di Monica Mondo

p/14 Giovani e PCTO per la Vita di Camilla Galuppi e Maria Luisa Costa

p/18 Giovani e Servizio Civile A cura di Giovanna Sedda

p/22 Giovani & Responsabili di Giorgio Gibertini, Leo Pergamo, Tony Persico, Irene Pivetta, Giuseppe M. Forni, Davide Rapinesi, Antonella Chiavassa

p/28 Volontari per la Vita crescono di Maria Faillaci

p/29 Influencer per la vita di Anna Bonetti

p/30 QUARENGHI 2023 Noi giovani “cercatori di perle” di Marta Crevani

p/9

p/33

SANTI ED EROI PER LA VITA Santi: Carlo Acutis, la santità dei giovani di Giovanna Abbagnara

QUARENGHI 2023 Quarenghi prima... di Camilla Galuppi


p/34

p/42

p/51

QUARENGHI 2023 Chiamale emozioni... a cura di Elisabetta Pittino

I giovani, One of Us e la GMG: diffondere la cultura della vita a cura di Elisabetta Pittino

BIOETICAMENTE Il tempo dell’obiezione di coscienza di Nicola Natale

p/36

p/46

p/52

QUARENGHI 2023 Persona e Dignità saranno al Centro nella società digitale? di Antonino Giannone

Il futuro passa da Lisbona di Francesco Ognibene

DA LEGGERE La vita accade di Ferdinando Sallustio

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p/48

p/53

QUARENGHI 2023 Storia di un volontariato nato da giovani per giovani di Marina Casini

Maternità surrogata: nessuna persona può essere una ‘cosa’ di Mariapia Garavaglia

Una “stanza dell’ascolto” al Sant'Anna di Torino di Soemia Sibillo

p/39

p/49

p/54

MATERNITÀ & ARTE Annunciazione: tu apristi la porta alla nostra luce di Paola Zanoni e Davide La fede

TENERAMENTE Tra fare e pensare a cura di Maria Pia Sacchi e Gianni Mussini

Mamme e Papà di Cartone di Ferdinando Sallustio

p/40

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Una fondazione per difendere la vita in Burundi di Redazione

C'È VITA IN AZIENDA La maternità, il miglior master in gestione aziendale di Soemia Sibillo

DALLE SEDI LOCALI a cura di Soemia Sibillo

n. 4 del 2023 La rivista "Si alla Vita" è l'organo di stampa del Movimento per la Vita Italiano, Lungotevere dei Vallati, 2 Roma P.Iva 13815021004 - C.F. 03013330489 Registrazione al Tribunale di Milano al n. 255 del 19/06/1978 - Iscritto al Registro degli operatori di comunicazione n. 26459 del 01/06/2016 - ISSN 1970 8211 Prezzo € 6,00

Redazione Andrea Tosini, Elisabetta Pittino, Marina Casini Bandini, Giuseppe Grande, Giovanna Sedda, Soemia Sibillo, Giovanna Abbagnara.

Stampa e allestimento Media Servizi s.r.l. Via Lombarda, 72 - 59015 Comeana – Carmignano (PO)

Presidente Movimento per la Vita italiano Marina Casini Bandini Direttore responsabile Elisabetta Pittino

Numero chiuso in redazione 7 settembre 2023  siallavita@mpv.org  www.siallavitaweb.it Siti collegati www.mpv.org www.vitanews.org www.sosvita.it Grafica uitiu.com

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Lettera al popolo della Vita di Marina Casini Bandini, Presidente Nazionale Movimento per la VIta italiano

Carissimi, questa volta non sarò io a scrivere la lettera al popolo della vita. Vi propongo infatti la lettera, quasi integrale, scritta da Carlo Casini e pubblicata sulle pagine del “Sì alla vita” nel settembre 2014. È una bella lettera, sempre attuale, estiva come estivo è questo numero della nostra rivista. Una lettera da meditare per rinnovare le motivazioni del nostro impegno e per renderlo più efficace. Marina Tutta l’estate mi è tornato con insistenza in mente un pensiero: “se al termine di ogni Messa domenicale venisse letta comunitariamente la preghiera finale dell’Evangelium vitae in breve tempo l’assedio della cultura della morte sarebbe spezzato”. Ammetto che questo pensiero è stato alimentato anche dalla sensazione di un accerchiamento soverchiante, di una nostra impotenza, di una solitudine che alcuni recentissimi eventi 4

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SÌ alla VITA

hanno provocato. […] in definitiva la constatazione che poche persone […] possono imporre una inarrestabile deriva culturale negativa: tutto questo rende forte il grido di Giovanni Paolo II, che chiude l’Evangelium vitae: «Affidiamo a Te, Maria, aurora di un mondo nuovo, la causa della vita». Ma c’è una tentazione da respingere: quella di aggiungere: “abbiamo fatto, tutto il possibile. Ora basta. Pensaci Tu, Madre dei viventi”: è una tentazione messa in fuga dalla stessa preghiera finale dell’Evangelium vitae: «ottieni loro la gioia di accoglierlo» (il Vangelo della vita) «come dono sempre nuovo, la gioia di celebrarlo con gratitudine in tutta la loro esistenza e il coraggio di testimoniarlo con tenacia operosa». “Dono”, quindi non fatica; “gioia”, quindi non stanchezza; “tenacia operosa... in tutta l’esistenza”, quindi senza soste o distrazioni. Bisogna allora collocare in una complessiva strategia l’auspicio di un costante, generalizzato, affidamento a

Maria della causa della vita, inserito nella ordinarietà liturgica della Chiesa. Ripeto sempre con assoluta convinzione che la cultura della vita comincia dallo sguardo. In principio è uno sguardo laico, perché di ragione, cioè della mente, cioè dell’intelligenza che guarda un embrione, anche in provetta, e “vede dentro” (intelligenza = intus legere). L’utilitarismo materialista vuole distogliere questo sguardo. Perciò proclamare l'embrione UnodiNoi facendo appello alla dignità umana e al principio di eguaglianza è la freccia che va al cuore della modernità, genera inquietudine e – alla fine – obbliga allo sguardo. Perciò UnodiNoi è la “madre di tutte le battaglie”. Non c’è sconfitta, ma è sempre vittoria superare i programmi di censura, di silenzio, di disinteresse e di menzogna con il grido UnodiNoi. Perciò l’iniziativa europea va ripresa ed approfondita. Ma essa indica anche una linea generale di ogni iniziativa per difendere la vita.


Sappiamo, però, che lo sguardo della mente non basta. Occorre anche lo sguardo del cuore che riconosce un “prossimo” nel concepito e non consente di passare oltre nell’indifferenza. Questo sguardo, pur supponendo quello della mente, è più potente per rompere l’assedio, perché la sua testimonianza è visibile a tutti e non è contestabile da alcuno. Perciò l’esperienza dei CAV costituisce un patrimonio grande, che deve essere potenziato al massimo. L’idea originaria (essi devono essere espressione di una intera comunità che accoglie) esige l’estensione massima della loro base sociale, una organizzazione perfetta, l’evidenza del loro specifico scopo di salvare vite umane in pericolo non contro ma insieme alle madri. [...] C’è, infine, lo sguardo della Fede: «Qualunque cosa avete fatto al più piccolo di questi miei fratelli lo avete fatto a me». [...] La dimensione “laica” del MpV, ostinatamente asserita, non deve far

dimenticare la realtà, secondo la quale il “Popolo della vita” è di fatto costituito in grande prevalenza dai credenti. Ma anche esso è stanco, distratto, sottoposto continuamente all’assalto dei mezzi di comunicazione omologhi alla “cultura della morte” e perciò partecipe di quella deriva culturale che rende impossibile la rottura dell’assedio. Eppure esso potrebbe, se fosse mobilitato, rendere possibile il dialogo con i non credenti e i non praticanti invocato proprio dalla preghiera finale dell’Evangelium vitae «per costruire insieme con tutti gli uomini di buona volontà la civiltà della verità e dell’amore». Quella preghiera riletta ogni domenica non avrebbe soltanto una efficacia nell’ordine delle cose soprannaturali, ma avrebbe una efficacia educativa e culturale anche nell’ambito delle realtà terrestri. In essa, infatti, è mirabilmente riassunto tutto l’insegnamento della Evangelium vitae. Vi è la percezione della immane tragedia (il «numero sconfinato di bimbi cui viene impedito di nascere»),

vi è l’affermazione che la vita è tutta la vita («di poveri cui è reso difficile vivere – di uomini e donne vittime di disumana violenza – di anziani e malati uccisi dall’indifferenza o da una presunta pietà»), vi è l’indicazione esaltante del fine (“mondo nuovo”) e la profezia della vittoria «della verità e dell’amore a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita». Sì, davvero, mi pare che quel mio pensiero agostano meriti di essere raccolto dal Popolo della vita. Carlo Casini

SÌ alla VITA

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Quarenghi 2023

Dietro un io, c’è sempre un

noi

SPECIALE QUARENGHI 2023 CAMILLA/SOEMIA

Santa Maria di Leuca (LE) Dal 26 Agosto al 1 Settembre Casa per ferie Maris Stella 30

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SÌ alla VITA


Quarenghi 2023

Dietro un io, c’è sempre un noi

Noi giovani “cercatori di perle”

ASCOLTA L'AUDIO

di Marta Crevani

Sono di ritorno dal Quarenghi estivo a Santa Maria di Leuca. Nel lungo viaggio che mi attende, cerco di riordinare i miei pensieri, provando ad esprimere in poche righe la pienezza che ho ricevuto in questa settimana. Molte delle emozioni che descriverò le ho provate singolarmente, ma sentendomi sempre parte di un gruppo. In questo Quarenghi siamo stati chiamati a vedere, conoscere e comprendere il “noi” ed è del noi che io parlerò. Sono arrivata al Quarenghi cercando domande, che in certi momenti della vita risultano più difficili da trovare rispetto alle risposte. Io credo che noi giovani abbiamo due possibilità per affrontare la vita: o ci accontentiamo di risposte semplici e non scomode, allineandoci con la massa, o ricerchiamo domande che possano mettere in dubbio le nostre certezze e costruire il nostro pensiero critico. Dubbio, pensiero, costruire, ricerca, sono state alcune delle parole chiave del nostro Quarenghi. Nel corso della settimana abbiamo avuto la possibilità di ascoltare medici, professori, volontari che si sono messi in “relazione” con noi, aiutandoci ad affrontare tematiche delicate e cercando di dare voce ai nostri pensieri. In questi giorni abbiamo trovato-e credo di poter parlare a nome di tutti i giovani- qualcuno che non ha avuto paura di parlarci a cuore aperto, con semplicità e sincerità. Sono stati gettati piccoli semi, che hanno innescato in noi un bisogno di conoscenza, informazione e approfondimento. Abbiamo imparato a «riconoscere con umiltà i nostri pregiudizi», allontanandoci dalle ideologie e dal relativismo. Siamo stati aiutati a confrontarci su tematiche essenziali per la nostra crescita, ma che spesso non vengono affrontate, forse per paura di esporsi “eccessivamente” o per incapacità di assumere una posizione non estremista e legata a barricate chiuse al confronto. Viene così preclusa a noi future generazioni la possibilità di imparare a realizzare il cambiamento attraverso il dialogo e l’ascolto. E questa è una grande limitazione. Abbiamo assaporato l’importanza di concedere il “beneficio del dubbio”, evitando di rivestire una posizione di superiorità e assoluta certezza. Emozioni, riflessioni, insegnamenti, ma soprattutto persone. Perché, come da motto del Quarenghi 2023, è proprio vero che “dietro un io, c’è sempre un noi”. In SÌ alla VITA

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