n. 1 GENNAIO-FEBBRAIO 2024 • Anno XLVI | Rivista bimestrale a cura del MpV italiano
46 A GIORNATA PER L A VITA - 4 FEBBR AIO 2024
La forza della vita ci sorprende “Quale vantaggio c’è che l’uomo guadagni il mondo intero e perda la sua vita?” (Mc 8,36)
p/4
p/10
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Lettera al popolo della vita di Marina Casini Bandini
SANTI ED EROI PER LA VITA Eroi: Don Franco, sacerdote per la Vita di Giovanna Abbagnara
La scelta di Malika A cura dei volontari del “CAV Progetto Famiglia Vita Franco Vitale"
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Editoriale di Elisabetta Pittino
Il regalo più grande di Antonella Chiavassa
San Vincenzo e Vincenzina, Pina e le altre di Maria Concetta Domilici
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p/13
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Diario di Francesco Ognibene
La testimonianza di Francesca di Camilla Galuppi
Una storia come tante di Nicolò Tomasiello
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C'È VITA SULLA TERRA Ascoltiamo chi non grida a cura di Monica Mondo
“I cinque minuti più belli della mia vita…” di Giovanna Abbagnara
Quando il coraggio viene dall’amore di Ferdinando Sallustio
p/8
p/16
p/23
Messaggio per la 46ª Giornata Nazionale per la Vita La forza della vita ci sorprende. di Marina Casini
Una mano tesa dovunque e ad ogni ora di Lara Morandi
Musica & Vita di Rosella Maria Antonelli
p/23 Il Campo degli Angeli di Giuseppe Angelillo
p/24 Una festa per la Vita di Redazione
46 A GIORNATA PER L A VITA - 4 FEBBR AIO 2024
La forza della vita ci sorprende
p/25 Un ecografo in Benin di Antonella Diegoli
46 A GIORNATA PER L A VITA - 4 FEBBR AIO 2024
La forza della vita ci sorprende. p/26
p/33
p/41
CAV Mangiagalli, MVA, CAV Ambrosiano: le origini a cura di Soemia Sibillo
La Vita è di Irene Pivetta
L’aborto e le sue ricadute demografiche in Spagna di Redazione
p/28
p/34
p/42
“Una foresta che cresce” a difesa della vita di Ferdinando Sallustio
La casa di accoglienza di Viterbo di Camilla Galuppi
Storie di Vita di Camilla Galuppi
p/29-30
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A Palermo un servizio d’Aiuto alla Vita di Redazione
COP 28: ecologia integrale e dignità umana a cura di Tony Persico
TENERAMENTE Il DOC televisivo lavora al CAV a cura di Maria Pia Sacchi e Gianni Mussini
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p/38
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MpV/CAV di Pordenone di Elena Pujatti
La storia di Jessica Helling Traduzione a cura di Giovanna Sedda
DA LEGGERE Per capire e diffondere Unplanned di Elisabetta Pittino
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Il Centro di Aiuto alla Vita “Il pellicano” di Dina Luciano
CEDU: non esiste un diritto all’aborto di Elisabetta Pittino
n. 1 del 2024 La rivista "Sì alla Vita" è l'organo di stampa del Movimento per la Vita Italiano, Lungotevere dei Vallati, 2 Roma P.Iva 13815021004 - C.F. 03013330489 Registrazione al Tribunale di Milano al n. 255 del 19/06/1978 - Iscritto al Registro degli operatori di comunicazione n. 26459 del 01/06/2016 - ISSN 1970 8211 Prezzo € 6,00
Redazione Andrea Tosini, Elisabetta Pittino, Marina Casini Bandini, Giuseppe Grande, Giovanna Sedda, Soemia Sibillo, Giovanna Abbagnara.
Presidente Movimento per la Vita italiano Marina Casini Bandini Direttore responsabile Elisabetta Pittino
Numero chiuso in redazione 10 ottobre 2023 siallavita@mpv.org www.siallavitaweb.it Siti collegati www.mpv.org www.vitanews.org www.sosvita.it Grafica uitiu.com
La cultura della vita di Redazione
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Lettera al popolo della Vita
di Marina Casini Bandini, Presidente Nazionale Movimento per la VIta italiano
2024: un altro anno appena nato si dischiude davanti a noi. Che anno sarà? Quali novità? Cosa ci attende? Sono sotto gli occhi di tutti le velocissime trasformazioni in corso che investono molteplici aspetti della società. E il Movimento per la Vita come deve posizionarsi in quello che è definito “cambio d’epoca”? È più che mai necessario un orientamento, anche perché il presente mandato – Presidenza, Giunta, Direttivo – volge alla conclusione e tra non molto saremo chiamati ad aprire un nuovo ciclo. Sto rileggendo i testi delle relazioni di Carlo Casini alle assemblee nazionali di Movimento per trarne ispirazione e per consegnare, attraverso la pubblicazione dei testi, un riferimento sicuro, una bussola, a coloro che faranno parte del nuovo Direttivo e anche a coloro che hanno a cuore l’avvenire del Movimento per la Vita. È chiaro che nelle relazioni ci sono passaggi che riguardano fasi e vicende concluse, e quindi hanno un rilievo principalmente storico, ma da tutte le relazioni si ricava uno stile, un metodo, una identità, una modalità comunicativa e di collaborazione che a mio avviso non deve andare perduta. Un esempio per tutti, lo traggo dalla 4
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SÌ alla VITA
relazione del 1994: «Che cosa dobbiamo fare per rendere più forte la nostra voce e per affrettare, non semplicemente con la fantasia, il cambiamento? C’è in primo luogo un problema di linguaggio. Gli avversari tendono con vari artifici a cancellare l’essere umano già concepito. […]. Noi dobbiamo procedere in senso inverso e cioè mostrare il carattere globale della cultura della vita, senza dimenticare, ma anzi a partire dal pieno riconoscimento della dignità umana dall’embrione. Vi sono tre linee da perseguire. In primo luogo, occorre collegarsi con la cultura dell’infanzia. Anche il concepito è un bambino, il più bambino di tutti. A noi interessano tutti i bambini, nati e non nati. È invece incoerente che quanti difendono i diritti dei bambini […] non alzino poi un dito rispetto alla strage degli innocenti cominciata nel seno materno. Ho usato altre volte la formula “i bambini già nati possono salvare i loro fratellini più piccoli”. In secondo luogo, l’embrione umano va identificato come […] il “più povero tra i poveri” […]. La contemplazione del non nato ci spinge quindi ad una grande sensibilità verso ogni povertà. Ma, per converso, è inaccettabile che quanti si pongono a servizio nel pensiero e
nell’azione dei poveri in ogni campo si dimentichino poi, talvolta in modo sistematico, del più povero. È una grave contro-testimonianza, tanto più che la loro voce sarebbe più capace di fare breccia in quanti sinceramente perseguono obiettivi di solidarietà sociale. Infine, la famiglia. […] Si può agevolmente provare il legame fortissimo tra il senso e il mistero della vita e il senso e il mistero della famiglia vera. […] L’attuale insistenza sulla pluralità di modelli familiari serve non tanto a segnalare la giusta considerazione di situazioni umane in cui il singolo può trovarsi, ma a svalutare e forse a distruggere il senso […] della famiglia caratterizzata dalla sua funzione di garantire il succedersi delle generazioni (e quindi il senso stesso della storia!) e dal suo insostituibile compito di umanizzazione e personalizzazione attraverso l’esperienza della gratuità e della sfida alla caducità delle cose umane, che sono le note essenziali dell’Amore». Quanta attualità in questa riflessione e quanto lavoro ci aspetta!
La sfida dell’amore
EDITORIALE
«Urgono una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico, per mettere in atto una grande strategia a favore della vita. Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita» (Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae, n. 95). C’è un mistero nell’inizio. L’inizio di ognuno di noi. Il kronos, tempo, diventa kairos, tempo opportuno, in un momento preciso, quando inizia un nuovo uomo o una nuova donna, al momento della fecondazione. Il tempo immutabile, infinito, prende forma in un bambino o in una bambina concepiti e si apre all’eternità. La Giornata per la Vita, il prossimo 4 febbraio, arrivata alla sua 46a edizione, voluta dai Vescovi italiani dopo l’approvazione della legge sull’ aborto, «intrinsecamente e gravemente immorale», c’è per risvegliare le coscienze (si veda per approfondimento il libro edito da MpV nel 2021, Giornate di Vita. La storia, i messaggi e le iniziative per la Giornata per la Vita, a cura di Marina Casini e Massimo Magliocchetti). Suo scopo scrivono i Vescovi nel 1985 «è: proclamare il valore sacro della vita in tutto l’arco dell’esistenza, educare all’accoglienza della vita nascente, rafforzare l’impegno contro ogni tentativo di distruggerla, convocare per la preghiera al Dio della vita». Umanamente abbiamo fallito. Almeno così sembra. Oggi l’inizio della vita umana è sotto un attacco più forte che mai. Un attacco violento, rabbioso, uno tsunami che distrugge l’inizio vita e non si ferma. Toglie la libertà, la coscienza, l’intelligenza, la conoscenza, l’amicizia. Lo vediamo. Le coscienze si sono assuefatte all’aborto, tanto da chiamarlo diritto, tanto da esercitare violenza verbale e fisica contro chi difende la vita, alla fecondazione artificiale, alla maternità surrogata, all’eutanasia, al suicidio assistito, eccetera. Non tutte le coscienze. Ecco l’inizio da cui ripartire: le storie, quelle vere e non frutto dell’ideologia, di Movimenti, Centri, Case di Accoglienza, persone, associazioni, che sono buone notizie che fanno fiorire il deserto. La «forza dell’inizio» o l’ «energia di novità», come la definisce il filosofo Romano Guardini, che è propria del bambino concepito,
è l’«interiore certezza di esserci», la felicità di esserci. Mai come oggi l’inizio (il bambino embrione) è “lo scandalo”. Noi, popolo della vita, abbiamo la forza dell’inizio, portiamo energia di novità. Diamo scandalo, allora! La vita inizia ed è accolta «dove c’è novità, sorpresa, irruzione, risveglio». Invece «ovunque il futuro non sia più inteso come il nuovo e il sorprendente, ma sia invece ridotto all’esito di un calcolo; ovunque il bambino non sia più il simbolo dell’inaspettato» domina «il vuoto spirituale della chiusura» (Si veda Romano Guardini, Natale e Capodanno. Pensieri per fare chiarezza, a cura di Silvano Zucal, edito a fine 2023 da Morcelliana). Com’è vero. Per questo, anche in questo 2024, siamo chiamati, di nuovo, a realizzare un “svolta culturale”, come la definisce San Giovanni Paolo II: la vita di ogni uomo e donna è inviolabile e il suo valore è incommensurabile. Questo dà la felicità e ci apre all’inaspettato, liberandoci dalla paura.
di Elisabetta Pittino SÌ alla VITA
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46 A GIORNATA PER L A VITA 4 FEBBRAIO 2024
La forza della vita ci sorprende di Marina Casini
Il messaggio per la prima domenica di febbraio del 2024 è molto bello. Va letto e meditato integralmente: “La forza della vita ci sorprende”. Come è vero! L’uomo moderno, divenuto potente sul piano tecnologico, è totalmente insicuro, dubbioso, scettico, incapace di stupore. Nessun valore gli appare più certo. Le stesse parole che usiamo sono interpretate talvolta in maniera opposta e la vita umana, specialmente quella più fragile e vulnerabile, è spesso facilmente inghiottita dalla mentalità dello scarto. Eppure è possibile sperimentare la potenza della vita, che - come quei delicati fiorellini che spuntano nelle crepe del cemento – si manifesta anche nelle situazioni più difficili, dove sembra non esserci spazio per la speranza. Ecco perché riconoscere la forza della vita umana a partire dal momento in cui entra nel tempo e nello spazio con il “big bang” del concepimento significa riconoscerla sempre, sgretolando aridità, freddezze, scetticismi, incapacità di aprirsi alla gratitudine per la meraviglia dell’esistenza di ogni essere umano. Questa è la strada per stabilire 8
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SÌ alla VITA
il più saldo principio unitivo della società, per trovare un comune criterio di riferimento. Riconosciamo almeno, tutti insieme, il valore della vita umana e lasciamoci sorprendere dalla forza che l’esistere sprigiona. Per questo la Giornata per la Vita è stata voluta. La decisione venne presa subito dopo l’approvazione della legge sull’aborto su iniziativa Commissione Famiglia della CEI, pochi giorni prima dell’approvazione della normativa sulla c.d. “interruzione volontaria di gravidanza” che La Pira definì “legge integralmente iniqua”. Nonostante la legge – fu detto allora – resta la coscienza come ultima difesa della vita. Ci sia dunque un momento di riflessione corale sul valore della vita umana che serva a rianimare le coscienze e a spingere tutta la società ad accogliere la vita cominciando dal prestare attenzione alle nostre sorelle e ai nostri fratelli in viaggio verso la nascita. L’eco di quella spinta si ritrova nel messaggio di quest’anno laddove si afferma che «l’aborto, indebitamente presentato come diritto, viene sempre
più banalizzato, anche mediante il ricorso a farmaci abortivi o “del giorno dopo” facilmente reperibili» e poco prima che «La vita dei bambini, nati e non nati, viene sempre più concepita come funzionale ai desideri degli adulti». Certamente, come ricordano i Vescovi nel messaggio, di “vite negate” ce ne sono molte, troppe. Violenza, chiama violenza, emarginazione chiama emarginazione, abbandono chiama abbandono, sopraffazione chiama sopraffazione. C’è, infatti, una interdipendenza tra le varie forme e modalità di negazione del valore della vita, ma la catena va spezzata e la cultura che genera questa spirale di morte va urgentemente sgretolata con la forza, profonda e benefica, di una cultura alternativa che, all’opposto, introduce dinamiche di accoglienza, uguaglianza, fraternità, pace. Il presupposto fondamentale è riconoscere il valore di ogni essere umano, cioè la sua incomparabile dignità, la sua preziosità, perciò sempre persona e soggetto. Lo sguardo sul più inerme, piccolo, apparentemente insignificante, povero, fragile, degli esseri umani – il figlio
appena generato – riconosciuto “uno di noi” illumina il valore di ogni esistenza umana e rende capaci di scoprire in ogni situazione la sorprendente forza della vita. Ed è proprio questo che la giornata per la vita vuole ogni anno ricordare, perché – sottolineano i Vescovi - «la vita ha solide ragioni che ne attestano sempre e comunque la dignità e il valore» e «nella Giornata per la Vita salga dunque, da parte di tutte le donne e gli uomini, un forte appello all’impossibilità morale e razionale di negare il valore della vita, ogni vita». La giornata è anche l’occasione per mobilitare l’intera comunità cristiana e civile per rafforzare il sostegno del volontariato per la vita. Sarebbe bello se ogni parrocchia destinasse una parte delle somme raccolte nelle chiese a Progetto Gemma o a SOS Vita. Sarebbero moltissimi i bambini salvati e sarebbe coinvolgente l’effetto educativo. La Giornata dovrebbe essere, piuttosto, il momento del bilancio consuntivo e della programmazione per il futuro; dovrebbe essere preparata con cura nelle parrocchie, nelle associazioni, nelle
scuole cattoliche e magari seguita da iniziative capaci di suscitare interesse e simpatia per la verità riguardo al valore della vita umana. Inoltre, i credenti sanno che la preghiera è di per sé efficace: una costante orazione per la vita sarebbe uno strumento culturale, educativo e persino assistenziale e di conforto di grande rilevanza. Ancora una volta si tratta di vincere l’indifferenza, l’inedia, la distrazione, la rassegnazione per far trionfare la speranza. La specifica intransigente difesa dell’uomo che comincia è condizione di un rinnovamento generale della società, perché la forza della vita ci sorprende!
MESSAGGIO PER LA 46A GIORNATA PER LA VITA
Quale vantaggio c’è che l’uomo guadagni il mondo intero e perda la sua vita? (Mc 8,36) SÌ alla VITA
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46a Giornata Nazionale per la Vita
LA TESTIMONIANZA –––––
Una mano tesa dovunque e ad ogni ora di Lara Morandi
Squilla il telefono. Il cuore accelera un poco il ritmo, guardo il cellulare, guardo la padella sui fornelli. Ruoto la manopola del gas e lo spengo. Secondo squillo. Faccio un respiro profondo, e chiudendo gli occhi dico: «Pronto, SOS Vita», voce calma, gentile, un mezzo sorriso. Resto in attesa. Quante volte ho detto queste parole, ma ogni volta è un’emozione perché non so chi ci sarà dall’altra parte. C’è sempre un po’ il timore di non saper essere davvero d’aiuto all’altra persona. Passano alcuni secondi, una voce rotta arriva da lontano e rompe il silenzio. «Non so se ho fatto il numero giusto…vi ho trovato su Internet». «Vogliamo provare a capirlo insieme? Posso aiutarti in qualche modo?». Dopo la prima esitazione, la donna mi spiega che è andata on line in cerca di esperienze simili alla sua. Tra tre giorni ha fissato l’intervento per interrompere la gravidanza e sui blog cercava di convincersi che è giusto abortire. Sotto uno dei tanti post qualcuno aveva pubblicato il logo e il numero di SOS Vita così ha provato a chiamare. «Intanto ti posso confermare che hai chiamato il numero giusto, noi ci occupiamo proprio di persone come te, che stanno pensando di abortire. Posso chiederti come mai hai preso questa decisione?». Prima poche parole, confuse, slegate tra loro, faccio fatica a metterle insieme. Capisco però, poco dopo, la presenza pesante di un ex compagno, padre della prima figlia, che le chiede di abortire, minacciandola, usando la figlia come merce sensibile. Ha paura di questo uomo. Continuiamo a parlare e capisco che la sua storia va approfondita, molte delle sue paure possono essere placate, almeno in parte, ma è in forte ansia e non so se riuscirebbe ad ascoltarmi in questo momento. 16
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SÌ alla VITA
Risponde alle mie domande ma continua a parlare, come un fiume. Si sta sfogando, ha trovato qualcuno che la ascolta. «Non sapevo esistessero dei servizi come questi. Dici che posso avere aiuto? Perché se mi dici che posso avere aiuto io non abortisco!». Il mio cuore esulta, mi crede, si fida, c’è speranza! Urge un CAV, subito. Le chiedo se le andrebbe di incontrare un nostro operatore di persona, per poter avere tutto l’aiuto possibile. È d’accordo. Le chiedo la città, il numero e le prometto che la richiamerò appena possibile. Le chiedo il permesso di dare il suo numero alla collega. Apro quindi il nostro annuario, per fortuna conosco bene l’operatrice di quel CAV, mi posso fidare ciecamente, la chiamo subito. Spento. Oh no…riprovo. Spento. Mi innervosisco, guardo la padella con il contenuto ormai freddo e rinsecchito. Posso fare poco adesso, decido di aspettare, se entro un’ora, massimo due, non la sento richiamerò la ragazza per rassicurarla e prendere un pochino di tempo ancora. Tempo di tornare con la mente alla cena e squilla di nuovo il telefono. «Ciao, sono Federica, scusami ero dal medico. Hai bisogno?». Le spiego in poche parole. «Certo, la posso vedere domani mattina. Anzi guarda, la chiamo subito, così ci parlo per bene e poi fisso direttamente con lei, ok?». Come finisce questa storia? Con Daniel, che adesso ha 7 mesi.
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37° PREMIO INTERNAZIONALE dedicato ad Alessio Solinas
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Che cosa posso fare per te? Il volontariato per la vita come antidoto alla solitudine nella nostra società
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SÌ alla VITA
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