Carlo Casini
Lettere al popolo della vita Vol. 1 (1981, 1982, 1990-2000)
A Cura di
Elisabetta Pittino Soemia Sibillo
Prefazione di
Francesco Ognibene
Edizioni Movimento Per la Vita Italiano
PREFAZIONE
di Francesco Ognibene
IN VIAGGIO INSIEME A UN PADRE Come un’esplorazione senza fine. La frequentazione del pensiero di Carlo Casini introduce sempre daccapo a un’esperienza singolare, simile a quella degli astronomi che, di galassia in costellazione, estendono progressivamente la conoscenza del cosmo, in un viaggio oltre i limiti ipotizzati che però non conosce un approdo definitivo. La metafora non deve sembrare troppo colorita, se consideriamo che scorrendo le pagine di questo formidabile libro (e le altre che verranno nel secondo volume di raccolta delle successive Lettere al Popolo della Vita, componendo i due libri insieme una vera antologia) pare di inoltrarsi dentro un autentico universo di idee, intuizioni, spunti, progetti, riflessioni, sogni, illuminazioni. C’è tutto un cosmo (il mondo sotto i nostri piedi, il cielo davanti ai nostri occhi) dentro le pagine di questa raccolta che ci offre l’indispensabile sforzo di dare ordine alla mole ingente di scritti di un maestro del pensiero etico, giuridico e politico contemporaneo, capace di aprire una strada là dove sembrava di vedere solo ostacoli insormontabili, a partire dall’incrocio tra i diritti umani e il diritto alla vita sin da quando l’umanità è tale. Da qui parte una strada che seguendo il pensiero di Carlo Casini porta ovunque, in tutte le piazze della pubblica discussione contemporanea sulla dignità della persona umana, tema centrale come nessun altro per il nostro tempo nel quale il dilagare del paradigma tecnologico, la cieca fiducia verso i criteri economici di misurazione di ogni realtà, lo scientismo razionalista che pretende di estromettere ogni altra opzione, il materialismo sostanziale che governa emozioni e scelte e l’individualismo come nuova religione secolare si saldano fino a costituire una morsa che si stringe attorno all’umanesimo per escluderlo dal governo della nostra coscienza. In mezzo a questo groviglio di tendenze culturali di lungo periodo, può coglierci come un senso di soffocamento che rende le parole di Casini ossigeno puro al quale si sa di poter ricorrere quando il fiato ideale che anima la nostra | 4
esistenza sembra farsi troppo corto. Scrivendo “Lettere” per introdurre ogni nuovo numero del Sì alla Vita (si badi: non editoriali) Carlo Casini ha voluto definire come destinatario un “popolo”. E questo fa tutta la differenza rispetto al pensiero degli intellettuali che, anche con le migliori intenzioni, si limitano a dare forma a un loro pensiero. Carlo no, Carlo si rivolge a un pubblico definito, del suo tempo e di quello che verrà, gente che già portava nella mente e nel cuore mentre concepiva le sue idee. Il pensiero in lui è orientato a ispirare la vita di quel popolo che conosce così bene perché dando forma al primo Centro di Aiuto alla Vita e poi al Movimento per la Vita ha costruito una casa da fargli abitare, della quale le sue idee sono fondamenta, muri, porte e finestre. Un luogo per noi che oggi ne rimpiangiamo l’assenza fisica e che però continuiamo a gioire per una presenza viva così vicina in tutte le pagine da vincere ogni limite di separazione. Ogni Lettera del libro che avete tra le mani consente di sperimentare che Carlo Casini ci è contemporaneo, e lo sarà sempre per le generazioni che ne raccoglieranno il testimone, dovunque le porti – spinte dal suo inesauribile slancio – l’impegno per far riconoscere alla società di ogni tempo l’intatta e permanente meraviglia della vita umana, sotto qualunque sembianza si presenti. Ogni Lettera è agganciata a un tempo e a una circostanza, spesso tanto incombente che si coglie ancora l’ansia del momento. Chi ha più esperienza non faticherà a ricordare avvenimenti, notizie, casi di cronaca, nodi politici, istituzionali e legislativi. A quanti sono più giovani la lettura anche a campione dei capitoli – ognuno ha dentro una porzione ben definita del nostro tempo recente, e ne porta l’impronta, senza tuttavia mai restare ostaggio delle circostanze – offre un itinerario dentro la storia recente, dagli anni Ottanta del Novecento sino a lambire i nostri giorni. Un cammino con i piedi nel mondo, la mente nell’universo delle grandi idee, il cuore dentro la passione per la persona umana e lo sguardo che si volge per istinto e saggezza verso il Cielo. Ma dove la troviamo una guida così? Sì, lo ricordiamo bene lo sguardo di Carlo, sereno e limpido: aprite questo libro, anche senza seguire un ordine cronologico, e vi sentirete 5|
portati con dolce fermezza – e quell’eloquio inconfondibile che ne ha fatto uno dei grandi oratori della nostra vita pubblica recente – a guardare sempre oltre, a cogliere le tracce di eterno nella storia, a non lasciar passare nessun fatto rilevante senza cercare nelle sue pieghe un disegno che ci guida, una direzione che viene indicata. Nelle sue parole tutto è più grande della singola parte che viene descritta, e l’effetto è la generazione permanente di un fascino e di un’attrattiva che rendono queste pagine – come le tante pubblicate e le altre che verranno con le singole parti della sua sterminata produzione intellettuale – una compagnia personale assai più che una guida a un sistema di pensiero. Siamo dentro una vita all’opera, ed è quel che Carlo Casini vorrebbe – continua a volere – da chi si accosta a quel che lui seguita a dirci col suo tono caldo, persuasivo e coinvolgente. È qui accanto, non lo sentite? Grazie a questo libro scopriamo anche un altro torrente che sgorga dalla fonte del pensiero di Carlo Casini, ed è l’evidenza di un carisma. È una parola che ha un suo peso specifico nella Chiesa e questo esige di maneggiarla con cura, ma nel caso in questione è del tutto appropriata: perché nell’intuizione che ha dato vita a tante realtà di operoso servizio disinteressato e geniale a una causa attualissima, e a una ferita ancora incurata come la difesa e la promozione della vita concepita – invisibile eppure visibilissima a occhi aperti verso la sua presenza –, traspare il dono di un’intuizione profondamente umana che porta nella nostra realtà contemporanea un approccio inedito a una questione sociale emersa come una potente domanda. Carlo Casini di questa domanda che ha incontrato dentro la sua professione, e prima ancora nella sua biografia, si è fatto carico anzitutto interiormente, leggendo i segni che gli si ponevano con innegabile evidenza nella luce di una fede sincera e vitale, per poi interrogarsi su come gli si potesse cercare una risposta efficace. Questa risposta però non gli è affiorata come esito di un calcolo di pura efficienza, quasi si dovesse risolvere solo un problema organizzativo, ma in tutta la ricchezza di un’originale intuizione sociale densa di valori e capace di un impatto immediato, buono, positivo. All’alba del Movimento per la Vita e prima ancora dei Centri di Aiuto alla Vita si scorge di nuovo il passo sicuro del Samaritano che ancora | 6
una volta si ferma sulla strada per Gerico, e ne inventa un’altra delle sue. Di un simile stile evangelico, inconfondibile, è fatta la strada aperta da Carlo Casini, che in queste pagine troviamo tracciata e percorribile da tutti, tanto che molti tra noi lettori ammirati, chi frequentatore suo per una vita chi anche per un solo incontro, la stiamo seguendo, ognuno con la sua libertà. E questo, nel linguaggio della fede, è certamente ciò che fa un carisma, che è nato da una luce soprannaturale, ha preso forma interiormente, ha portato frutto dentro il mondo, e spalancato un nuovo cammino umano dal nitido retrogusto divino. Di che pasta cristiana sia la persona cui è stato affidato questo carisma sarà la Chiesa a dirlo, a tempo debito. Intanto noi consideriamo un regalo e un privilegio poterci abbeverare alla sua fonte originale, come accade dentro questa preziosa pubblicazione che deve la luce alla cura affettuosa, partecipe e precisa di Elisabetta Pittino e Soemia Sibillo, sotto l’impulso dell’idea originale e dell’attenzione filiale (e materna) di Marina Casini. Ancora un aspetto ci preme rilevare prima di affidarci alle parole dell’autore di queste prima razione di Lettere. Ed è il senso di una filiazione laicale e cristiana che vede la figura di Carlo Casini scolpita nelle pagine che seguono. Siamo al cospetto anzitutto di un padre, ancora tale nella forza delle cose che ci dice e nella capacità anche adesso che non è più tra noi – ma è con noi – di renderci parte di una storia di idee e di impegno pubblico, ciascuno nella dimensione e con la forza di cui dispone. Quella che ci è consegnata pagina dopo pagina è una memoria viva, cioè l’eredità di un patrimonio ideale sempre generativo di nuovi frutti. E questo è proprio dei padri, che sono tali perché li troviamo sempre lì dove desideriamo che siano, non per vivere della loro nostalgia (sentimento umanissimo e comprensibile, comunque) ma perché li rendiamo noi riconoscibili attraverso quel che abbiamo imparato da loro. Da Carlo Casini c’è tutto da imparare. Questo libro, in ultima analisi, ce ne rende fiduciosamente certi. Buona lettura. Francesco Ognibene
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INVITO ALLA LETTURA di Marina Casini
Perché questa pubblicazione? Qual è il senso? Dalla risposta viene l’invito. Certamente la ricorrenza del 45° anniversario del giornale Sì alla Vita non può passare inosservata. Quarantacinque anni sono un traguardo importante, una tappa che consente di fare bilanci e nello stesso tempo di disegnare progetti futuri. Questa raccolta, articolata in due volumi di cui il presente è il primo, tuttavia, non ha un significato celebrativo; l’anniversario del Sì alla Vita è stato semmai l’occasione che ha suggerito la pubblicazione delle Lettere al popolo della vita il cui senso è ben più profondo e grande di quello legato a una ricorrenza: essere una sorgente a cui attingere per continuare a diffondere la cultura della vita, capace – soffermandosi di fronte all’uomo che per eccellenza non conta, il non nato – di mobilitare accoglienza, solidarietà e generosità sulle frontiere della povertà e dell’emarginazione umana e che è vera cultura di pace, fraternità, cura, libertà, giustizia, diritti dell’uomo. I 257 editoriali di Carlo Casini – il primo di febbraio-marzo 1981 e l’ultimo del febbraio 2015 – sono ciascuno il luminoso tassello di un grande e ricco mosaico che narra il cammino di un popolo; indica la strada al Movimento per la Vita e del Movimento per la Vita mostra la bellezza e la funzione; offre una interpretazione della storia, degli avvenimenti, dei profondi mutamenti socio-politici – a livello nazionale, europeo, internazionale – con lo sguardo sul più ultimo degli ultimi, il non nato, simbolo di ogni emarginazione umana; racconta i termini di un confronto epocale e planetario che non consente battute di arresto, ma richiede paziente e operosa tenacia; permette di ripercorrere tappe importanti di un appassionato servizio civile ed ecclesiale, unendo mirabilmente autentico impegno laico e ferma fedeltà alla Chiesa, azione e contemplazione, verità e carità, immersione nelle vicende terrene e tensione metafisica, ragione e fede. Questo grande e ricco mosaico ha una sua dinamicità interna, una sorta di palpitante vitalità: con la sua abbondanza di riflessioni, con la sua molteplicità di spunti, idee, argomentazioni, esortazioni, | 8
incoraggiamenti, ancora oggi validissimi, comunica e coinvolge. Non mancano, poi, anche “tasselli” di vibrante spiritualità. Sempre “per” e mai “contro”; sempre in avanzata e mai in ripiegamento, secondo lo stile di Carlo Casini. Dalla lettura, infatti, non emerge il sapore di un passato sganciato dal presente e riesumato per gratificare la memoria, ma la freschezza di una primavera appena cominciata, lo slancio di un impegno proteso a costruire la civiltà della verità e dell’amore; il coraggio di affrontare con forza, pagando di persona, un dibattito culturale molto aspro, duro, sferzante; l’apertura al dialogo con il mondo avendo attenzione ai “lontani” e agli “inquieti” con la convinzione che il “Vangelo della Vita” è iscritto nel cuore di ogni uomo; la gioia per ogni passo avanti; la non rassegnazione di fronte agli insuccessi; l’audacia di navigare in mare aperto con l’unica bussola della dignità umana; un’appassionata ricerca di unità sul tema della vita. Come non vedere l’attualità delle Lettere al popolo della vita? In questa luce si apprezzano moltissimo le varie iniziative e le innumerevoli attività richiamate nelle lettere, così come le idee, le considerazioni, i commenti, le argomentazioni, le spiegazioni. Solo per cenni ricordo la proposta di legge per modificare l’articolo 1 del codice civile al fine di riconoscere a tutti gli effetti il concepito come soggetto, l’iniziativa dei cittadini europei “uno di noi” e le diverse petizioni europee, il concorso per diffondere la cultura della vita nelle scuole e nelle università, lo sforzo per portare il diritto alla vita al centro della politica, le spinte per un serio ripensamento sulla legge d’aborto a favore del diritto alla vita e quelle per evitare scivolate verso l’eutanasia, la proposta di riforma dei consultori per renderli efficaci strumenti a servizio della vita nascente e della maternità durante la gravidanza, la difesa dell’obiezione di coscienza, le ragioni a sostegno della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna; la promozione dei diritti umani sottratti alla deriva individualistica che li rende addirittura armi contro l’uomo, il fervore per far conoscere l’Evangelium Vitae, la promozione del giornale Sì alla Vita e, non meno importante, le proposte per rendere la Giornata per la Vita sempre più evento capace di evangelizzare e mobilitare. Nelle lettere, mai 9|
banali e mai ripetitive, al popolo della vita incontriamo anche gli “eroi” e “giganti” amici di Carlo e del popolo della vita, fari sempre accesi, guide sicure, compagni di viaggio, tra i quali spiccano San Giovanni Paolo II e Santa Teresa di Calcutta. Si potrebbe ancora continuare. Ci sono dunque molte ragioni per invitare alla lettura, ma l’invito va oltre. Per vivere il “sì alla vita”, c’è bisogno di “nutrirsi”, di animare l’impegno dal “di dentro”, di rinnovare le motivazioni, di rinvigorire le energie, di scegliere il Bene ogni giorno. Per questo, la raccolta delle lettere di Carlo Casini al popolo della vita è davvero preziosa: molto, molto più che pagine da leggere. Marina Casini
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INTRODUZIONE
di Elisabetta Pittino e Soemia Sibillo
In occasione dei quarantacinque anni della rivista Sì alla Vita, organo ufficiale di stampa del Movimento per la Vita Italiano - MpV, abbiamo deciso di pubblicare la raccolta degli editoriali, che poi negli anni prenderanno il nome di Lettere al popolo della vita, di Carlo Casini. Si tratta in tutto di duecentocinquantasette editoriali scritti dal 1981 al 2015 che hanno dato vita a due volumi, dal titolo Lettere al popolo della vita, frutto del lavoro attento di raccolta, riordino, trascrizione e revisione di Marina Casini e della sua famiglia, che curano il prezioso archivio “Carlo Casini”. Il primo volume riporta centoundici editoriali fino al 2000, il secondo riporta quelli scritti dal 2001 al 2015. Fino agli anni ’90 gli editoriali venivano generalmente scritti dal Direttore del Sì alla Vita, dagli anni ’90 in poi sono state quasi sempre scritti dal Presidente del MpV, fatta salva qualche eccezione. Nel 2019 editoriali e Lettere si scindono: il Presidente in carica del MpV scrive le Lettere al popolo della vita mentre gli editoriali vengono redatti dal Direttore della Rivista. Carlo Casini è diventato Presidente del MpV nella primavera del 1991, tuttavia in questo primo volume compaiono anche un editoriale del 1981, uno del 1982 e quelli del 1990. Carlo Casini, infatti, ha sempre rivestito il ruolo di vicepresidente del MpV. La presente edizione, formata da due volumi, riporta in modo integrale e non critico trent’anni di scritti di Carlo Casini, una scelta per dare risalto al suo pensiero, offrendo tutti i suoi contenuti, valori e principi. Talvolta emerge lo sguardo politico, altre volte il taglio da raffinato giurista e magistrato, altre volte ancora l’impegno per il sociale e per la difesa della pace, tutti accomunati dalla prospettiva del bambino concepito e di sua madre. Dai suoi scritti al popolo della vita emerge, chiara e senza ambiguità, la linea della rivista e quindi la linea del MpV Italiano. C’è il tratto della freschezza giornalistica, è un elzeviro, qualcosa di immediato, non un saggio. Ritorna sulle tematiche, riprende un 11 |
pensiero, lo ripropone, il tutto con lo slancio di chi si rivolge ai suoi lettori. Si percepisce l’urgenza di comunicare un ideale che l’autore sentiva forte e prioritario: la dignità di ogni persona umana, dal concepimento fino alla morte naturale, senza discriminazioni. Per questo è prevalsa la scelta di “non toccare” gli scritti e di lasciare che la forza delle parole, delle espressioni e insieme degli eventi di un periodo lungo trent’anni potessero arrivare diretti, autentici, senza interpretazioni, al lettore. Si trovano riferimenti a persone, a politici, a normative, eventi, cronaca che fanno da spunto per approfondire la realtà storica, l’evoluzione sociale e bioetica dell’epoca. Certamente balza all’occhio l’attualità del pensiero e delle riflessioni di Carlo Casini, valide ancora oggi e, in certi casi, profetiche. Sì alla Vita e e MpV Il Movimento per la Vita Italiano e la rivista Sì alla Vita sono nati insieme nel 1978. Il MpV, anche prima di nascere formalmente, già nel 1977 ha sentito l’esigenza di dotarsi di un organo di stampa che fosse la sua stessa voce. Prima del MpV, però, è nato il CAV, il primo Centro di Aiuto alla Vita, a Firenze nel 1975 per aiutare ed accogliere le donne incinte con una maternità difficile, inaspettata. Ecco, il MpV e quindi il Sì alla Vita fondano le loro radici proprio nell’aspetto pratico dell’aiuto alla donna e al suo bambino. Ne diventano la voce. L’esperienza di questa accoglienza, di questo ascolto totale, si è tradotta in cultura credibile in questi 45 anni di esistenza della Rivista e del Movimento. Del resto la cultura nasce proprio nel grembo della madre. Questa è una premessa necessaria per comprendere innanzitutto lo stretto legame, l’inscindibilità del Sì alla Vita e del MpV e, quindi, l’importanza, il significato identitario degli editoriali del Presidente del MpV Italiano, in particolare di Carlo Casini. Carlo Casini, in queste pagine, non si stanca di fare continui appelli ad abbonarsi alla rivista spiegandone il valore, definendola più importante di una firma, di un referendum per influenzare la cultura e | 12
la politica («Ecco la domanda: conta più una firma o un abbonamento a questo nostro giornale? Impressiona più l’opinione pubblica, influenza i politici, cambia la cultura di più un numero grande di firme in fondo ad una petizione e un referendum oppure un numero grande di lettori di un giornale come questo, costruito in modo specifico per difendere il diritto alla vita? Da dove discende una maggiore autorità del Movimento? Senza dimenticare che il continuo aggiornamento rende più efficaci gli interventi occasionali di chiunque si trova a parlare. Tante gocce insieme fanno il mare», Sì alla Vita, dicembre 1991). Nel portare avanti la cultura della vita Carlo Casini non usa mezze parole e dichiara che gli attacchi alla vita, tutti, leggi comprese, fanno male. In questi scritti appare la linea del MpV Italiano, inequivocabile, linea positiva, del “sì alla vita”, non l’attacco ma la ricerca del dialogo, nonostante tutto: «azione culturale, la presenza silenziosa e solidale a fianco della donna e del suo bambino»; «Lottare per il diritto alla vita del nascituro» nell’ottica del rispetto integrale per ogni uomo e donna; no integrale alla legge 194/78, “legge pessima”, ingiusta e iniqua. Il popolo della vita è chiamato, ribadisce Carlo Casini, a portare la verità su queste tematiche e a fare una “battaglia” culturale, nonostante da sempre si registrino attacchi e strumentalizzazioni dei media. «Lottare per il diritto alla vita del nascituro – spiega bene Carlo Casini – ha senso soltanto nell’ottica del rispetto integrale per l’uomo. Per ogni uomo: il bambino, la madre, la famiglia, il medico che esegue l’aborto. Scaricare su uno di questi ingranaggi tutte le responsabilità di un meccanismo perverso, punendolo con una morte ingiusta, è mettersi al medesimo livello. Siamo convinti che alla fine le ragioni della vita prevarranno, ma la strada per arrivare a quel punto non può essere la violenza: non è una strada, è un vicolo cieco. L’unico strumento valido è il convincimento, l’azione culturale, la presenza silenziosa e solidale a fianco della donna e del suo bambino» (Sì alla Vita, settembre 1993).
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La Vita e la Pace Il tema della pace è particolarmente caro a Carlo Casini che ne scrive spesso. Secondo l’autore la maternità è l’antitesi più evidente alla guerra. Rileggere nel tempo presente, dilaniato da guerre fratricide e molto pericolose (Israele e Palestina, Ucraina e Russia per citarne solo alcune), questi suoi scritti che spesso parlano di guerra e pace, apre una possibilità di riflessione e di azione alternativa. «II Movimento per la Vita è, di necessità, un movimento per la pace. La sua prima grande manifestazione in Italia ebbe per titolo “Se vuoi la pace difendi la vita”. (…) Abbiamo proclamato nostro Presidente onorario Madre Teresa di Calcutta, Premio Nobel per la Pace, che proclama sempre: “L’aborto è il principio che mette in pericolo la pace nel mondo”. La dignità di ogni essere umano è infatti la vera ragione della pace», scrive Casini nel Sì alla Vita del febbraio 1991. Non molto tempo dopo scoppierà la guerra nei Balcani, il primo conflitto in Europa dopo la II Guerra Mondiale, che terminerà nel 1995, salvo poi riaccendersi nel 1998-1999 nel Kossovo. Cita anche «il forte ammonimento di Giovanni Paolo II a Münster, il primo maggio 1987: “Nessun movimento per la pace è degno di questo nome se non denuncia e non si oppone con la stessa forza alla battaglia contro la vita nascente”» (Sì alla Vita, marzo 1991). Pace e vita sono indissolubili, non esiste l’una senza l’altra. Ecco la via della pace. Carlo, il Sì alla Vita e la comunicazione per la Vita «Talvolta la vita umana è legata al filo di una parola. Cioè di una comunicazione» scrive Carlo Casini nell’editoriale del Sì alla Vita del gennaio 1998. Quell’anno il titolo della Giornata per la Vita era “Comunicare la vita” e il presidente del MpV aveva la piena consapevolezza della necessità esistenziale per il MpV di comunicare la vita. «Un movimento culturale per la vita deve essere assolutamente presente nei media» scrive l’autore nel Sì alla Vita del dicembre 1996. Bisogna però comunicare bene, senza rinunciare a quello che si è, | 14
senza aggredire, senza ambiguità. Precisa Casini: «Sbaglierebbe chi pensasse che lo scopo si raggiunge aumentando la carica dei gesti di asprezza contestativa. Va invece moltiplicata per dieci l’intelligenza che, nonostante tutto cerca il dialogo. Perché la forma più grave della censura è la ghettizzazione e la criminalizzazione. Il folle che spara sul medico abortista riesce ad andare sui giornali, ma moltiplica i meccanismi della censura». Carlo Casini più volte esorta gli operatori della comunicazione a «promuovere la cultura della vita», perché «la loro essenziale missione è di essere operatori della vita». C’è bisogno, secondo Carlo Casini, di «operatori dell’informazione che abbiano coraggio, che si richiamino all’antropologia cristiana, impresari grandi e piccoli nel campo dell’informazione, opinion leader che abbiano una sufficiente stima di se stessi». Negli anni si scopre, leggendo gli editoriali, che il MpV è spesso stato strumentalizzato e attaccato dai media («hanno dato della posizione del Movimento per la Vita una immagine falsa, distorta o quanto meno incompleta»), nonostante la linea del MpV e del suo giornale sia da sempre stata positiva, “per” e non “contro”, per il dialogo e non per le barricate, per la proposta e le idee e non per l’ideologia. Le ambiguità mediatiche dei mainstream media si ripropongono oggi. Di fronte a questo Carlo Casini invita «ad andare oltre» e «se critica deve essere, che sia complessiva e coraggiosa». Conclusioni Leggendo gli editoriali di Carlo Casini dal 1981 al 2015 emergono non solamente tutti gli attacchi alla vita, le violenze alla vita nascente e morente, ma anche i temi riguardanti la procreazione medicalmente assistita, gli embrioni soprannumerari, le fecondazioni artificiali, la sperimentazione sugli embrioni, l’utero in affitto, l’eutanasia, il suicidio assistito, gli aborti farmacologici, gli infanticidi mascherati e molto altro. Insieme al moltiplicarsi di una mentalità abortiva contraria alla libertà e alla dignità della persona. Sembra una lotta impari quella del popolo della vita e dei comunicatori. Non è così perché, ci ricorda Casini stesso, richiamando 15 |
il discorso di San Giovanni Paolo II ai giovani in occasione della VIII Giornata Mondiale della Gioventù svoltasi a Denver nel 1993: «La lotta sarà lunga e difficile. Lo ha implicitamente ripetuto a Roma indicando come “martirio” la quotidiana fatica per far crescere, nell’incomprensione, la cultura della vita» (Sì alla Vita, settembre 2000). Nella sua ultima Lettera al popolo della vita, nel Sì alla Vita del febbraio 2015 Carlo Casini fa una lunga riflessione sui 40 anni di storia di CAV e MpV e su «quali prospettive si aprono per il futuro». «Sognavamo un ricominciamento innovatore nel segno dell’unità ponendo come prima pietra la difesa della vita. Oggi si ha talvolta l’impressione che la vita debole sia espulsa dalla città degli uomini e che la divisione si insinui un po’ anche nel campo prolife». «Che fare?» si chiede Casini invitando a continuare nell’impegno, oggi più che mai. Indica la via citando Karol Wojtyla «Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita», attraverso una «mobilitazione generale per mettere in atto una grande strategia in favore della vita». “Nuova cultura”, “tutti insieme”, “mobilitazione”, “strategia” sono le parole che Carlo Casini sceglie al termine del suo mandato come «filo conduttore o meglio forza attrattiva di tutta la nostra esperienza». «Nucleo decisivo, riassuntivo e finale della cultura per la vita» è «l’iniziativa UnoDiNoi» che l’autore invita a proseguire con «l’aspirazione all’unità», anche con nuove realtà, che «il Movimento per la Vita ha scritto nel proprio genoma». «Oggi l’unità, non solo ideale, ma anche operativa, è tanto più necessaria di fronte alle crescenti e sempre più insidiose aggressioni contro la vita e alla complessità dei problemi le cui sfaccettature possono suggerire una pluralità di soluzioni che se non portate ad una sintesi unitaria sono quasi sempre velleitarie» scrive Casini lasciandoci in eredità una via da seguire per capire con «quali obiettivi, con quali mezzi e quali modalità deve oggi rinnovarsi la difesa della vita in Italia».
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Ringraziamenti Si ringraziano Marina Casini e tutta la famiglia Casini per avere condiviso, fornito, preparato e reso disponibile il materiale di Carlo Casini. Si ringrazia Adela Pessano per il prezioso lavoro fatto con il Sì alla Vita. Elisabetta Pittino - Soemia Sibillo
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