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L'altro linguaggio. Unità di apprendimento per la scuola primaria sul corpo che comunica

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S. Castriconi

L’ALTRO LINGUAGGIO

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M. Valentini

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M. Valentini

UNITÀ DI APPRENDIMENTO PER LA SCUOLA PRIMARIA SUL CORPO CHE COMUNICA

L’altro Linguaggio

Prefazione di Nicola De Sanctis

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02-12-2014 1.21.03 PM


M. VALENTINI - S. CASTRICONI

L’ALTRO LINGUAGGIO UNITÀ DI APPRENDIMENTO PER LA SCUOLA PRIMARIA SUL CORPO CHE COMUNICA


Approfitto del silenzio… Lasciando spazio ai ricordi. Arresto il passo al cospetto dell’ignoranza infinita, che circonda il mondo. Una forza spinge gli emisferi ad imparare ciò che sui testi trasborda... c’è tanto! Il calcolo è facile... Non basta una vita per poter dire ho imparato posso solo dire ... Peccato! Peccato che quasi mai o troppo tardi ci si accorga, di quanto si è perduto in cose sciocche. Bastava leggere poco ogni giorno per poter dire: sono ancora ignorante...!?! Vivere nel corpo, curare le sue virtù... Questo serve ad un uomo per non morire mai! FULVIO RIZZO

Copertina di: AGNESE ANTONINI


INDICE

INTRODUZIONE di M. Valentini

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PRIMA PARTE CAPITOLO 1 LA RIFORMA DELLA SCUOLA PRIMARIA a cura di M. VALENTINI

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Le parole della Riforma Temi centrali della Riforma La normativa I documenti della Riforma Documenti nazionali Documenti elaborati dalla scuola Organizzazione didattica Tempi della didattica

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CAPITOLO 2 ATTIVITÀ MOTORIA NELLA SCUOLA PRIMARIA. “IL CORPO PARLA” a cura di S. CASTRICONI

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Comunicazione e società Società come sistema Assiomi o postulati della comunicazione Funzioni comunicative nella società Individuo e comunicazione Evento comunicativo Aspetti della comunicazione

53 54 55 56 57 58 59


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INDICE

Teoria della comunicazione Comunicazione verbale e linguaggio Comunicazione non verbale (C.N.V.) C.N.V.: funzioni Comunicazione non verbale e corpo Linguaggio corporeo Espressività corporea e bambino Espressività corporea nella Scuola Primaria

61 63 65 66 67 69 77 79

CAPITOLO 3 A SCUOLA CON IL BAMBINO DIVERSAMENTE ABILE a cura di M. VALENTINI Premessa Integrazione scolastica L’integrazione scolastica in trent’anni di legislazione Gli anni ’70 e l’integrazione scolastica Gli anni ’80 e l’integrazione scolastica Gli anni ’90 e l’integrazione scolastica Il nuovo millennio: una scuola per tutti e per ciascuno Una speciale normalità Corpo, motricità e integrazione scolastica Ruolo del corpo e della corporeità nella relazione e comunicazione Attività motoria e sportiva nella scuola : un canale per l’integrazione Progetto Arcobaleno a cura di S. CASTRICONI

87 87 89 90 91 92 94 96 98 102 104 108 111

CAPITOLO 4 IL LABORATORIO MOTORIO: “OFFICINA” DI APPRENDIMENTO IN MOVIMENTO a cura di M. VALENTINI

117

Premessa Perché i Laboratori? La didattica laboratoriale Metodo cooperativo Laboratori: in quali gruppi?

117 118 122 124 127


INDICE

Laboratorio: caratteri Il ruolo del docente nella pratica laboratoriale Il laboratorio motorio Laboratorio di espressività corporea: “diario di bordo” a cura di S. CASTRICONI

7 127 128 131 133

SECONDA PARTE

CAPITOLO 1 UNITÀ DI APPRENDIMENTO a cura di S. CASTRICONI

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CAPITOLO 2 PROGETTI E UNITÀ DI APPRENDIMENTO DI ESPRESSIVITÀ CORPOREA a cura di M. VALENTINI

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PROPOSTE OPERATIVE

175

PROGETTI E UNITÀ DI APPRENDIMENTO DI ATTIVITÀ MOTORIA E INTERDISCIPLINARE PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA a cura di S. CASTRICONI

177

PROGETTI E UNITÀ DI APPRENDIMENTO DI ATTIVITÀ MOTORIA E INTERDISCIPLINARE PER LA SCUOLA PRIMARIA

195

per il monoennio a cura di M. VALENTINI per il 1° biennio a cura di M. VALENTINI per il 2° biennio a cura di S. CASTRICONI

195 222 275

ATTIVITÀ MOTORIA COME LINGUAGGIO PER L’INTEGRAZIONE DI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI a cura di S. CASTRICONI

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CONCLUSIONE di Sara CASTRICONI

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BIBLIOGRAFIA

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INTRODUZIONE

Ho scelto di introdurre questo testo in modo diverso dal solito: perlomeno dal “mio solito”, visto che mi annoiano le cose “scontate”. Non solo, però, per essere a tutti i costi originale, ma più profondamente perchè ritengo che spesso e volentieri i disegni, le frasi sintetiche rendano molto di più di un lungo trattato. A conclusione di un percorso teorico e prima di iniziare il laboratorio motorio presso la Facoltà di Scienze della Formazione - Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, nel luglio 2005, ho proposto dei lucidi relativi ad un bellissimo e significativo, secondo me, fumetto “Gibì e Doppiaw” di Walter Kostner dal titolo “DARE” che riassumeva alla perfezione l’obiettivo professionale e umano che ci aveva e avrebbe visto coinvolti: studenti e me e riassume, altrettanto bene, lo spirito di questo libro.


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INTRODUZIONE

Ancora, avendo sempre stimolato i miei allievi all’uso nelle varie attività motorie laboratoriali di attrezzi non codificati e di fortuna, è utilissima la visualizzazione anche di questa fotocopia di busta di carta che in un viaggio di lavoro in Spagna mi è stata data da una commessa in un negozio dove avevo acquistato dei regali.


INTRODUZIONE

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re Use Me para esconderte del mundo cuando no te guste

Notes, appunti di “viaggi-percorsi didattici” nelle palestre di Scuola Primaria, notes di vita umana e professionale di studenti, docenti che insieme si sono messi fortemente in discussione nello sperimentare “sulla propria pelle” progetti ed ipotesi di progetto, di unità di apprendimento dove il corpo e la sua comunicazione hanno avuto un ruolo cardine, fondamentale nella formazione globale dell’allievo, del futuro docente, della persona “abile” o “diversamente abile” che sia, quale “realtà dinamica integrata irripe-


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INTRODUZIONE

tibile, complesso di sistemi psicofisici dinamici e in interrelazione funzionale” (Aldo Fabi). In un successivo laboratorio la “colonna sonora” che ha fatto da sfondo alle nostre esperienze didattiche vissute, tratta da “Buon sangue” di Jovanotti 2005, è stata la canzone “Mi fido di te” che con il suo contenuto ha sottolineato adeguatamente e positivamente il clima relazionale e professionale del nostro apprendere-facendo investendo su di sé e sull’altro, “complici” nel provare a “vestire” i panni dell’altro, a pensare e ri-pensare che in fondo “la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare”; chiedendo e chiedendosi “cosa sei disposto a perdere” per “trovare un senso a questa storia”( Vasco permettendo!) di “emozioni” (alla Battisti!) ricordandosi che “le stagioni nel sole continuano con te” (R. Vecchioni), imparando “a dare un nome nuovo ai nostri sentimenti” (S. Cammariere). P.S. Come per le belle canzoni non c’è tempo che passa, così per le esperienze motorie vissute Non c’è corpo che menta!!! MANUELA VALENTINI


PRIMA PARTE


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CAPITOLO 1 LA RIFORMA DELLA SCUOLA PRIMARIA Il conoscere è sempre l’atto infinito,

irripetibile e improgrammabile di una coscienza nel suo incontrarsi con la cultura HERVÈ A. CAVALLERA

Il termine ri-forma ha sempre un’ampia e non univoca valenza: riforma parrebbe solo sinonimo di cambiamento, ma il suffisso ri indica ritorno, continuità e fedeltà alla tradizione, ripristino dell’identità in forme antiche/ nuove e compatibili con l’epoca. Una riforma può cambiare e contemporaneamente può salvare dall’inedia l’istituzione interessata. Le riforme scolastiche successive a quella di Giovanni Gentile appaiono evolvere come le Nuvole di una canzone di Fabrizio De André: a volte seducenti, tal altra minacciose, “vanno, vengono, qualche volta ritornano”. Portano acqua necessaria alla terra, ma anche limitazioni. La Legge Delega n° 53/03 e il Decreto L.vo n° 59/04 (noti con il nome Riforma Moratti dal Ministro promotore) che regolano il nuovo sistema scolastico, appaiono, almeno negli allegati pedagogici, tesi a una scuola aperta alla Tradizione e nel contempo orientata al Novum: un ri-torno all’originario della dimensione pedagogica e un guardare in avanti e creare l’avvenire, introducendo nuovi modi di pensare. I pedagogisti della Riforma Moratti propongono di guardare a scenari culturali, pedagogici e didattici coerenti con l’indicazione di porre attenzione non all’individuo, ma alla persona ovvero, nella grande tradizione classica e cristiana europea, al soggetto generatore di conoscenza e in relazione con la comunità umana. Sottolineano cioè i principali valori della cultura occidentale: cura di sé e dell’altro, autonomia della persona e universi della conoscenza, ovvero le principali declinazioni dell’idea centrale dell’Occidente, la libertà. L’autonomia del soggetto cosciente riconosce nella libertà l’autrice delle norme, la conoscenza fornisce gli strumenti di amplificazione affinché si costruisca il volto proprio di quel soggetto che avrà avuto la fortuna di crescere libero.


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PRIMA PARTE

Costruire l’indipendenza e la padronanza di sé in modo personale, ma soprattutto attraverso la relazione con gli altri, è scopo ultimo e “altissimo” della scuola della Riforma. Pertanto essere scuola significa costruire uno spazio gradevole di cultura e di vita di relazione per i soggetti che ivi s’incontrano; un luogo in cui sia sempre possibile divenire consapevoli, faticando e divertendosi, di una positiva, comune visione del mondo. Il piano complessivo da cui muovono i documenti della Riforma è la centralità della persona; in particolare sul piano ideologico e pedagogico dalla protensione e dal confronto con l’altro, con le strutture della conoscenza e con la storia. I documenti della riforma contengono scenari culturali, epistemologici e didattici; e gli scenari vanno non semplicemente applicati ma interpretati e riformulati dalle scuole autonome in base alle visioni localmente elaborate e aperte ai diversi sviluppi personali.

LE PAROLE DELLA RIFORMA Scopo di questo testo non è un’analisi dettagliata dei vari aspetti della Riforma, ma quanto tracciare un quadro generale di presentazione degli aspetti più significativi e innovativi che la nuova Legge ha portato all’interno della scuola italiana. Diciamo “ scuola”, perché “la prima e fondamentale caratteristica dell’attuale cambiamento sta proprio nella consegna alle singole istituzioni scolastiche di alcuni principi generali posti a presidio del quadro di sistema, lasciando poi all’autonomia di queste la traduzione sul piano progettuale educativo e didattico. La “madre di tutte le riforme” sta infatti nella legge n. 59 del marzo 1997 con la quale il sistema scolastico italiano viene ordinato secondo il principio dell’attribuzione alle scuole dell’autonomia organizzativa, didattica, finanziaria e di ricerca”. (1) La materia di trattazione nel momento in cui si scrive questo testo , è in continua metamorfosi ed evoluzione; pertanto ci limiteremo ad affrontare le tematiche forti e basilari della Riforma, in riferimento a quanto attualmente si vive in modo tangibile.


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