COLLEMOROCLUB Rivista di informazione della cantina Colle Moro | Marzo 2021 | Numero 5
Un grande traguardo e nuove prospettive
Un brindisi
ai nostri 60 anni
Sommario
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Editoriale
Un nuovo direttivo per una nuova sfida
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L’analisi del mercato
Speciale vendemmia 2020
L’Italia mantiene la leadership mondiale su Francia e Spagna, l’Abruzzo al quarto posto tra le regioni italiane
Bicchiere mezzo vuoto per le imprese comparto vinicolo
Imprese in rosa
Donne in campo
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I Giganti del Mare
Il documentario sui trabocchi e traboccanti d’Abruzzo, Puglia e Molise
A tavola con...Mila
L’anima del Montepulciano
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Dicono di noi Le Guide Riconoscimenti
Colle Moro Informa News e opportunità nel settore vitivinicolo
Social Wine
Trabocco al Tramonto: i numeri dell’edizione ‘20 Italian Wine Tour: affresco del vino italiano
Dove Trovarci
La nostra sede
100% CARTA RICICLATA
GERENZA Numero di informazione della Cooperativa Sociale Colle Moro. Autorizz. Trib. Di Lanciano n.1 del 12/10/2018. N° iscrizione ROC: 32721. Direttore responsabile: Barbara Lanci. Stampa: Litografia Botolini S.R.L. Informativa sulla privacy: ai sensi e per gli effetti del GDPR 2018 e dell’art. 13 del Decreto Legislativo 30 giugno 2003 n. 196 la informiamo che i suoi dati personali sono trattati esclusivamente per l’invio del presente strumento di informazione nel rispetto della normativa citata e degli obblighi di riservatezza cui è ispirata l’attività della nostra azienda. In ogni momento può esercitare i diritti a lei riservati dall’art. 7 del D.Lgs. 196/2003. Titolare del trattamento è Colle Moro Soc. Coop. Agr. www. collemoro.it
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Punto vendita, foto di Marco Zac.
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EDITORIALE
Un nuovo direttivo per una nuova sfida di Marco Staniscia | Presidente cantina Colle Moro
Il 2021 si apre con i festeg-
giamenti del 60° anniversario della Cantina Colle Moro e un forte spirito di rinnovamento che ha condotto i nostri 500 soci, lo scorso 31 gennaio, a riformare le cariche elettive concedendomi di rivestire l’importante ruolo di Presidente. La mia precedente carica di vice-presidente prosegue confermando ancor di più il mio impegno e la mia volontà di essere protagonista di questa realtà vitivinicola. Nei prossimi tre anni proverò a guidare Colle Moro con entusiasmo insieme ai nuovi membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale. Stiamo tirando le somme del lavoro svolto finora e siamo protesi sempre verso ambiziosi obiettivi. Inizia, dunque, una nuova avventura, così come quella che il 4 febbraio del 1961 un gruppo di coraggiosi vignaioli decise di intraprendere e a cui oggi dobbiamo la nostra riconoscenza. Da quell’atto costitutivo firmato dai primi soci fondatori, tante sono state le soddisfazioni ma anche le difficoltà e con sacrificio e dedizione siamo arrivati a 4
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questo grande traguardo. Sessanta vendemmie in cui si sono intrecciate storie di uomini, sviluppo tecnologico, cambiamenti economici e culturali. Un grazie sincero e sentito a tutti i vignaioli, ai nostri distributori, fornitori e ai tanti clienti per la fiducia che hanno riposto in noi, con la speranza di fare sempre meglio. Sono loro che contribuiscono giorno per giorno alla crescita di questa importante realtà. Il vino è la nostra storia. Una storia che vogliamo continuare a scrivere insieme a loro. Sono stati 60 anni intensi e consideriamo questo anniversario come una tappa del viaggio intrapreso. Un doveroso plauso anche a tutti i Presidenti e ai componenti dei CdA che si sono susseguiti fino ad oggi, verso i quali esprimo tutta la mia gratitudine. Continueremo a farci guidare dalla tenacia, dalla passione e dallo spirito di sempre e ancora tanti sono i progetti nel cassetto ai quali intendiamo dare la luce. Tra i primi impegni, valutare i risultati raggiunti e sostenere la mission aziendale per i prossimi tre anni: coinvolgere ancor di più i soci nelle scelte sociali,
valorizzare i soci giovani e, sulla base delle ottime premesse già consolidate, guidare l’azienda verso l’ulteriore miglioramento qualitativo e il cammino della sostenibilità. A me la sfida di raccogliere, ora, i frutti prodotti dai nostri fedelissimi soci conferitori, seppur in questo difficilissimo periodo storico: è nelle loro sapienti mani che risiede la forza di questa cooperativa ed è con loro e con tutti gli appassionati che vogliamo festeggiare questo compleanno speciale dando vita ad un nuovo vino commemorativo, appositamente dedicato al sessantesimo anniversario della fondazione della cantina. Per questa ricorrenza particolare, inoltre, abbiamo pensato di creare anche un logo celebrativo che andrà a rafforzare l’immagine aziendale insieme a diverse iniziative che saranno messe in campo nei prossimi mesi.
Consiglio d’Amministrazione 2021-2023
Marco Staniscia
Luca Di Tommaso
Presidente
Lucio D’Ambrosio Consigliere
Patrizio Cocco
Vice Presidente Vicario
Lorenzo Di Loreto
Albino Lanci Consigliere
Anna Di Campli Presidente Collegio Sindacale
Consigliere
Luigi Lanci Consigliere
Vice Presidente
Franco Ferrante
Rosanna Iasci
Francesco Labbrozzi
Dionina Tortella
Consigliere
Consigliere
Simona Fontana Membro Collegio Sindacale
Consigliere
Consigliere
Luigi Ucci
Membro Collegio Sindacale
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Speciale Vendemmia 2020 L’Italia mantiene la leadership mondiale su Francia e Spagna, l’Abruzzo al quarto posto tra le regioni italiane
UNO SGUARDO ALL’UE
Nonostante l’attuale contesto di tensioni geopolitiche, il cambiamento climatico e la pandemia di Covid-19 stanno generando un alto livello di volatilità e incertezza nel mercato mondiale del vino, la produzione mondiale di vino 2020 sembrerebbe in linea con l’anno precedente: +1% rispetto al 2019.
Foto di Marco Zac.
A dirlo è l’OIV, l’Organizzazione internazionale della vigna e del vino, che ha presentato alla fine di ottobre le prime stime sulla produzione vinicola mondiale del 2020. Nell’Unione Europea le buone condizioni climatiche hanno
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favorito un raccolto 2020 potenzialmente elevato; ciò nonostante, è stato limitato da diverse misure mirate al contenimento degli impatti negativi della pandemia di Covid-19 sul mercato mondiale del vino. Le stime preliminari complessive della produzione di vino 2020 nei paesi dell’UE indicano una situazione più eterogenea rispetto agli anni precedenti. Un esempio è dato dai tre maggiori produttori, dove rispetto al 2019 si osserva un calo dell’1% in Italia (47,2 Mio hl), una leggera crescita del 4% in Francia (43,9 Mio hl) e un notevole aumento dell’11% in Spagna (37,5 Mio hl). Va però tenuto conto che questi tre paesi, che congiuntamente rappresentano il 49% della produzione di vino mondiale e l’81% di quella dell’UE, mostrano livelli preliminari di produzione 2020 più bassi o appena inferiori alle medie dei cinque anni precedenti. Ciò è il risultato di una combinazione di condizioni climatiche complessivamente favorevoli durante la primavera e l’estate scorsa e dell’applicazione di misure di
regolamentazione. Una crescita rispetto al 2019 è stata registrata anche in altri grandi paesi produttori di vino dell’UE. VENDEMMIA ITALIANA 2020: PIÙ QUALITÀ CHE QUANTITÀ Guardando al nostro Paese, il responso definitivo della vendemmia italiana 2020, arriva da Assoenologi, Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) e Unione Italiana Vini che constatano una vendemmia ottima nella qualità e misurata nella quantità. Un verdetto della natura favorevole rispetto alla congiuntura economica mondiale, che consegna una raccolta molto promettente anche per il futuro commerciale del principale produttore mondiale di vino al mondo. L’analisi rileva una produzione complessiva di vino e mosto di 46,6 milioni di ettolitri, con una flessione del 2% rispetto ai 47,5 milioni di ettolitri del 2019, dati di poco discostanti rispetto a quelli dell’OIV. La geografia della raccolta, perfetta anche dal punto di vista dello stato fitosanitario delle uve, vede prima in classifica tra le regioni italiane per quantita-
tivi il Veneto, con circa 11 milioni di ettolitri, seguito dalla Puglia (8,2), dall’Emilia Romagna (7,9) e dall’Abruzzo (3,3) che guadagna il quarto posto nella classifica delle regioni più produttive segnando un +6% rispetto al 2019.
promuovere tra i propri soci la filosofia produttiva della lotta integrata facendosi capofila, per i soci che adottano volontariamente questo protocollo, dell’adozione di tecniche produttive volte alla riduzione dell’impatto di fitofarmaci in vigna e la salvaguardia della biodiversità e “Da noi, la raccolta è iniziata il rispetto della salute umana. dopo metà agosto e si è protrat- Il tema della sostenibilità non ta fino a fine ottobre con un te- comprende solamente la cura nore qualitativo molto buono e del suolo, della vigna e le tecnipunte di eccellenza sia sui bian- che di produzione dei vini, ma chi sia sui rossi - ha dichiarato prende in considerazione anche Vincenzo Marchioli, enologo il tessuto sociale, formativo ed di Colle Moro. - La quantità economico ed è un tema a cui totale delle uve conferite dai sono particolarmente attente le soci è stata di q.li 183.598 con nuove generazioni, i cosiddetti un incremento rispetto alla Millenials. Sostenibilità del vino vendemmia precedente del significa produrre vino cercando 9.31%. Colle Moro continua a di preservare le risorse naturali
per le generazioni future e ricercare i migliori metodi per ottenere il minor impatto possibile sull’ambiente. Ritengo, peraltro, strategico proseguire nell’evoluzione tecnologica della cantina, come pure continuare a lavorare per prolungare la shelf life dei nostri vini, in particolare per i bianchi autoctoni”. Per il settore vitivinicolo, il 2020 verrà dunque ricordato come l’annus horribilis a causa della chiusura totale dell’Ho.re.ca., l’incertezza del turismo e dell’industria alberghiera, giacenze di vino troppo alte e calo del commercio mondiale.
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Bicchiere mezzo vuoto per le imprese del comparto vinicolo L’analisi del mercato di Barbara Lanci | Direttore Responsabile Colle Moro Club
PER LE AZIENDE UN
2020 FUNESTO Ad esaminare l’impatto del Covid-19 sulle imprese è stato il nuovo Rapporto dell’ISMEA per la Rete Rurale Nazionale dal nome “IL MERCATO DEL VINO IN ITALIA E NEL MONDO PRIMA E DOPO IL COVID-19. Situazione, tendenze e sfide per il vino a livello mondiale”, pubblicato lo scorso dicembre 2020. L’indagine ha interessato un campione di 313 imprese vitivinicole italiane di diversa localizzazione geografica e 108 operatori commerciali operanti in diversi paesi con l’obiettivo di analizzare come il sistema produttivo italiano e gli operatori della distribuzione siano stati colpiti dalla pandemia. La ricerca ha rivelato uno scenario diversificato. Ben il 61% delle aziende ha dichiarato di aver avuto un impatto moderato; il 37% ha confessato di aver subito un impatto grave e il 3% ha detto di non aver avuto nessun impatto. Tra le principali conseguenze della pandemia da Covid-19 le imprese hanno indicato la riduzione delle vendite dei loro prodotti al canale Horeca e la riduzione delle esportazioni dei prodotti. 8
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Quale è stato l’impatto dell’emergenza Coronavirus sulla tua azienda?
Alla fine del 2020 ritieni che il tuo fatturato subirà le seguenti conseguenze?
3% 13%
37% 23%
49%
61%
15%
Grave Moderato Nessun impatto Fonte: elaborazioni - RRN Ismea su dati dell’indagine
È stato anche chiesto alle aziende di indicare le loro previsioni in termini di variazione del fatturato a chiusura dell’anno 2020: quasi il 50% delle aziende intervistate ha ipotizzato una perdita di fatturato tra il 20 e il 30%, il 15% degli intervistati, invece, ha ipotizzato perdite di fatturato superiore al 50%, il 23% delle aziende intervistate ha dichiarato di non prevedere riduzioni di fatturato per il 2020, mentre il 13% di queste addirittura prevede di avere un fatturato in aumento (tra il 10 e il 30%).
Riduzione tra il 20-30% Riduzione superiore al 50% Nessuna riduzione Possibile incremento Fonte: elaborazioni - RRN Ismea su dati dell’indagine
La generale difficoltà delle imprese pare sia stata dovuta ai cali nei canali horeca, nel dettaglio specializzato, dell’export e della vendita diretta in cantina, il cui gap è stato generato anche dalla fortissima contrazione degli arrivi enoturistici stranieri. A fare da parziale contraltare le vendite nella Gdo italiana e il boom dell’online.
Quali sono state le principali conseguenze sulla tua azienda derivanti dall’emergenza Coronavirus? 8% 25% 31%
36%
Totale blocco delle vendite Horeca Forte riduzione delle vendite Horeca Forte riduzione dell’export Totale blocco dell’export Fonte: elaborazioni - RRN Ismea su dati dell’indagine
IL COVID FRENA L’EXPORT DI VINO: ANDAMENTO MIGLIORE DELLE PREVISIONI E DEI COMPETITOR UE Tiene l’export italiano di vino nel 2020, con il Belpaese che ha recuperato ancora nell’ultimo trimestre e ridotto le perdite a valore a -2,3%, per un corrispettivo di 6,285 miliardi di euro. Molto meglio dei suoi principali competitor europei quali Francia e Spagna. Dato, questo, che ha consentito all’Italia di riprendersi la leadership mondiale di esportazioni a volume. A rivelarlo è Ismea insieme a Unione italiana vini (Uiv), che hanno elaborato i dati Istat relativi alle esportazioni di vino nei 12 mesi del 2020. Una performance superiore alle previsioni che, secondo Uiv e Ismea, ha permesso all’Italia di guadagnare quote di mercato sui competitor in buona parte delle piazze di sbocco e di guardare al futuro nella consape-
volezza che il sistema del vino tricolore ha tenuto pur nelle asimmetrie dei risultati all’interno delle imprese, con le medio-piccole maggiormente in difficoltà. In piena emergenza, e con una contrazione complessiva delle esportazioni del made in Italy a -9,7%, il vino ha risposto con una sostanziale tenuta di volumi, valori e prezzi. La pandemia, dunque, oltre ad aver messo in luce le problematiche strutturali e dimensionali di cui soffre il nostro sistema produttivo, ha condizionato il commercio mondiale di vino. Il nostro Paese è riuscito, a quanto pare, a contenere le perdite e ad incrementare sensibilmente le quote di mercato nei suoi due principali mercati chiave: gli Stati Uniti e la Germania.
di 165 aziende, ritrae quindi un settore che ha vissuto il 2020 come uno spartiacque, in cui in pochi mesi sono state spazzate via decenni di certezze. Innovazione è la parola d’ordine, non tanto nella presenza sui social già attiva nella quasi totalità delle imprese, quanto nella necessità di attivare sempre più strumenti crossmediali, di intensificare il rapporto diretto, di prestare maggiori servizi all’utente e di profilare pubblici di consumer da affezionare negli anni. Il denominatore comune delle azioni attivate dalle
LA PANDEMIA ACCELERA L’INNOVAZIONE DELLE AZIENDE DEL VINO A fotografare ulteriormente lo stato dell’arte nel mondo vitivinicolo anche la ricerca ‘Il wine business nell’era post Covid-19’, firmata dall’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, dalla quale emergono possibili antidoti alla crisi. Wine Club fondati sull’economia delle relazioni, pensati per condividere enopassioni e inviare ai soci prodotti ad personam, piattaforme proprietarie di e-commerce, potenziamento dei servizi di delivery, vendite multicanale. E tanta condivisione delle wine experience, rigorosamente online e segmentate per target. Il mondo italiano del vino guarda oltre l’anno nero 2020 e cambia fisionomia al proprio business. L’indagine, svolta su un panel
Evento “Trabocco al Tramonto”, foto di Marco Zac.
aziende in risposta all’emergenza Coronavirus, insomma, è la natura digitale. Nulla come questa difficile esperienza ha consentito un’accelerazione così rapida degli strumenti digitali. Da anni si sottolineava la COLLE MORO CLUB
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necessità anche per le imprese del vino italiane di velocizzare la loro trasformazione digitale
volezze per controbattere alla crisi congiunturale si concretizzano nelle vendite multicana-
Foto di Marco Zac.
e indubbiamente questa emergenza ha necessariamente obbligato le aziende a farlo. Ma la svolta, per la verità più marcata tra le grandi aziende, non finisce qui. Le nuove consape-
le, nella maggior diversificazione dell’export, nella brand awareness, nella maggior condivisione con importatori e distributori, nell’accelerazione delle strategie di engagement
Degustazione durante l’evento “Trabocco al Tramonto”, foto di Marco Zac.
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sui social. E anche sulle principali strategie post-Covid i produttori parlano una lingua nuova per un settore che sino ad oggi si è evoluto più in campo e nel bicchiere che negli uffici. In primo piano, il giusto mix di presenza (alle fiere internazionali), l’ulteriore potenziamento dei canali online e dell’enoturismo, l’ingresso nel canale Gdo e le immancabili masterclass online. Al sentiment di incertezza attuale si accosta la convinzione che nei prossimi 2-3 anni il settore vitivinicolo cambierà molto. Le opinioni più diffuse prevedono riduzioni, in Italia e all’estero, del numero di locali e dei consumi fuori casa e l’incremento delle vendite online accompagnato dall’aumento della domanda di vini autoctoni, biologici, sostenibili.
Imprese in rosa Donne in campo
Il ruolo della donna in agricol-
loro forza si fanno spazio in uno dei comparti che in Italia regitura è profondamente cambiato stra la più alta percentuale di nel corso degli anni. Tanto si è occupazione femminile. Sono fatto e molto c’è ancora da fare innovatrici instancabili, capaci per avvicinare le donne a questo di coniugare crescita produttiva settore ancora prevalentemen- e tutela di biodiversità e tradite maschile, probabilmente a zione. causa della forza fisica che esso Per questo abbiamo scelto di richiede. Ma la presenza delle raccontarvi le storie di alcune donne nei campi, ormai giunti socie della cantina Colle Moro, al 2021, è tangibile e, sempre di svelarvi le loro esperienze che più, molte di loro decidono apri- nascono e si intrecciano sullo re un’azienda agricola o guida- stesso territorio, quello frenno un’impresa agroalimentare, tano. Sono Valentina Tupone, scegliendo di dedicarsi ad una Silvana Iezzi e Dionina Tortelvita green. la, quest’ultima facente parte Sono donne tenaci, che con la anche del nuovo Consiglio di
Amministrazione della Cantina Colle Moro insieme a Rosanna Iasci. Quote rosa anche nel rinnovato Consiglio Sindacale, la cui Presidente è la dott.ssa Anna Di Campli, affiancata dalla dott. ssa Simona Fontana, una delle componenti dell’organo. Attraverso i loro racconti vogliamo rendere omaggio a tutte le donne che sorreggono quotidianamente la cantina Colle Moro: socie, amministratrici e dipendenti, premiare la loro forza ed incoraggiarne altre ad investire in questa realtà.
Donne a lavoro durante la vendemmia, foto di Marco Zac.
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Dionina Tortella Raccontaci un po’ la tua storia e come hai deciso di dedicarti a questo settore? «Ho iniziato a lavorare in questo settore circa 40 anni fa, quando mi sono fidanzata. Poi mi sono sposata e ho proseguito. Mio marito lavorava in campagna ed io lo aiutavo. Quando
lui è venuto a mancare, circa 8 anni fa, ho deciso di non abbandonare tutto il lavoro fatto insieme e mi sono ritrovata così a gestire da sola un’azienda agricola di 10 ettari nel territorio di Frisa, di cui 8 coltivati a vigneto e 2 a uliveto. Spesso mi aiutano delle persone nella potatura e durante la vendemmia. Nel tempo, sono diventata autonoma in molte delle attività da svolgere e ho provveduto ad acquisire anche il patentino per la somministrazione dei prodotti fitosanitari». Quali sono i principi e i valori che ti esortano ad andare avanti? «Per una donna gestire un’attività di questo genere non è affatto facile, mi è capitato di trascorrere anche 13 ore in una giornata sul trattore. Dal punto di vista fisico è un lavo-
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ro pesante, però mi piace molto e riesco ad organizzarlo. Sono una persona attiva e non me la sono sentita di abbandonare l’azienda di famiglia per trovare un altro lavoro. Mi definisco un’amante della natura, mi piace stare all’aria aperta. Di questo lavoro mi piace il fatto di non essere vincolata da orari prestabiliti e gestisco le attività da svolgere in base ai miei impegni quotidiani. Certo, durante l’anno ci sono periodi più impegnativi di altri: il lavoro maggiore, ad esempio, va da aprile a luglio; a fine agosto inizio la vendemmia sperando che il tempo sia buono e che i trattamenti siano stati appropriati. Ho imparato i vari segreti del mestiere nel corso del tempo. Esistono molti lavori pesanti e occuparsi della campagna è uno di questi; non è facile, ma se piace e lo si fa con amore e con un certo spirito si va avanti». Quali sono le difficoltà che si incontrano quotidianamente? «Le difficoltà maggiori le incontro soprattutto quando c’è bisogno di effettuare la manutenzione dei mezzi agricoli, spesso ho bisogno di un supporto per sganciare i rimorchi. In generale, è problematico occuparmi della gestione dei macchinari e trovo faticoso piantare pali di cemento nel terreno per cui sono costretta, mio malgrado, a chiedere aiuto».
Cosa si potrebbe fare per accrescere il numero di donne a lavorare nel settore agricolo? «Le donne in questo settore ci sono e molte collaborano nelle imprese di famiglia facendo però lavori che richiedono meno forza fisica: come raccogliere l’uva durante la vendemmia o i ceppi durante la potatura delle viti. Occuparsi della campagna richiede molto tempo, le ore di lavoro sono tante e si è condizionati dal tempo, dall’andamento delle stagioni e dal cambiamento climatico. È difficile fare delle previsioni e capita a volte di non guadagnare quello che ci si aspetta. Bisogna sperare che il mercato del vino e dell’olio vada bene altrimenti si è costretti a tirare la cinghia. Non mi è mai capitato di prendere delle agevolazioni e comunque sono rivolte a donne giovani sotto i 30 anni. In cantina sono iscritta come socia da una ventina di anni, nel passato sono stata anche vicepresidente, mentre in quest’ultimo mandato ho la delega nel gestire i rapporti tra i soci e l’agronomo. Il mio compito è quello di incentivare i soci a collaborare con il nostro agronomo in modo che seguano sempre di più dei protocolli di lavorazione dei vigneti, dalle concimazioni, ai trattamenti, alle potature per ottenere uve con caratteristiche migliori. Consiglierei sicuramente questo lavoro alle donne: è un lavoro che si può fare e gestire, è bello se ci si crede, se piace e lo si fa con amore».
Valentina Tupone Raccontaci un po’ la tua storia e come hai deciso di dedicarti a questo settore? «È iniziato tutto tanti anni fa, quando durante il periodo di raccolta delle olive andavo ad aiutare il mio futuro marito per trascorre del tempo con lui. Mi ero appena diplomata in ragioneria e non avevo ancora chiaro il mio percorso lavorativo. Poi ci siamo sposati e mi sono trasferita a Torre Sansone. Inizialmente, l’impresa agricola era di mia suocera, a sua volta ereditata, e quando una decina di anni fa lei è andata in pensione l’azienda di famiglia è stata intestata a me. Venendo da Lanciano e non avendo mai avuto possedimenti terrieri il mondo agricolo era per me sconosciuto. Ricordo che la strada di Torre Sansone la percorrevo con mio nonno solo per andare al mare o per andare in cantina a comprare il vino. Non mi sono posta limiti e ho iniziato a fare un lavoro completamente diverso da quello che mi aspettavo, grazie al sostegno di mio marito. Con il passare del tempo è diventata una cosa che mi è piaciuta sempre di più. Non volevo essere solo un nome di riferimento per l’attività ma protagonista e partecipe. Oggi c’è molta burocrazia da seguire e spesso mi ritrovo a vagare per uffici. Ho imparato, dopo diversi anni, a identificare un pezzo di terra sulla cartina, ho trovato il mio metodo per studiarle e capirle. È un ambiente bello perché si da valore alle persone sul campo, c’è molta merito-
crazia, si riconosce il lavoro dell’altro anche tra colleghi imprenditori. Alle assemblee i primi anni andavano mio suocero e mio marito ma ora vado
tempo sono riuscita a farmi accettare e conoscere. Pochi si buttano a fare questa vita, molto dettata dai ritmi della natura. Alcune lavorazioni biso-
io, mi sono fatta spiegare tutto. È un lavoro ancora molto maschile: la maggior parte dei titolari di aziende agricole sono uomini. La presenza femminile c’è sempre stata, anche tra le generazioni passate; le donne sono state una grandissima forza-lavoro, ma nascosta, che ha lavorato nell’ombra e sacrificato tanto, forse più degli uomini. Quello che bisognerebbe fare è, a parte dare nuova linfa al settore dell’agricoltura con la creazione di aziende femminili, uscire allo scoperto ed essere imprenditrici in prima linea. Ancor oggi, il lavoro che la donna compie è molto invisibile per la società. Io con il
gna farle in un determinato periodo dell’anno perché poi non si può più. Tutto si chiude con il raccolto. Sono 12 mesi di lavoro finalizzati alla settimana della vendemmia. Sono contenta di vivere in campagna all’aria aperta. Questo stile di vita è stato molto rivalutato, in particolar modo in seguito al lockdown, ed è diventato quasi un privilegio vivere così. È un modo bellissimo di poter crescere i figli. Questo lavoro richiede sia impegno fisico che mentale, bisogna sapere cosa fare e quando farlo. Ormai, sono una ventina di anni che vado in campagna, più si va avanti e più l’agricoltura si fa moderna, il clima cam-
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bia e diventa una sfida: ci ritroviamo a correre dietro ai cambiamenti climatici. Appena crescono i ragazzi mi piacerebbe studiare meglio questo settore, mi appassiona
sentire gli anziani che raccontano come si facevano alcune cose una volta. Agli incontri noi donne ci individualizziamo subito e scatta immediatamente quel sentimento di solidarietà. Ho fatto il corso di primo insediamento di imprenditore agricolo previsto dal Piano di Sviluppo Rurale e ottenuto il patentino per il trattamento di prodotti fitosanitari. Mi piace stare in regola con tutto, un’azienda deve essere condotta in maniera responsabile, mi sono riseduta al banco dopo anni con il quaderno e la penna, erano dei corsi serali. Ho iniziato per amore, poi è diventata passione e poi lavoro. È stato un percorso naturale, basta un po’ di curiosità e nessun pregiudizio sul mondo agricolo».
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Quali sono i principi e i valori che ti esortano ad andare avanti? «Ho scoperto molta tradizione in questo settore, le famiglie sono numerosissime, c’è molta
voglia di aiutarsi, sono riuscita a decifrare con il tempo le varie parentele, era comico che gli altri sapessero chi fossi mentre io non li riconoscevo. Per alcune occasioni, come quelle religiose, ci si riunisce per fare dolci, specie in occasioni di matrimoni o del Natale. C’è molta aggregazione famigliare, la famiglia e le tradizioni sono al centro di tutto. Nella stalla ci sono ancora attrezzi vecchi appesi, c’è un attaccamento molto forte al passato e alle storie antiche. Ho riscontrato una fedeltà alla famiglia e alla terra incredibile, forse neanche io vorrei che un domani ci fosse qualcuno che mi dicesse non lo fare più, qui è difficile per gli anziani lasciare la terra, loro la curano fino allo stremo del-
le proprie forze. Alla fine della giornata lavorativa sono soddisfatta e capisco di aver preso la strada giusta. Il lavoro fisico a volte ti può far cedere anche mentalmente e ti può far mollare, forse non è per tutti». Quali sono le difficoltà che si incontrano quotidianamente? «I primi anni ero distrutta, poi l’esperienza ti aiuta a dosare la forza, la mia altezza mi ostacola un po’ perché sono alta 1.45 m.. Sono entrata in quest’ambiente in punta di piedi, prima davo solo una mano, poi ho iniziato a gestire tutto, non mi sono preclusa nessun tipo di attività, solo non guido il trattore. Il mio lavoro mi viene riconosciuto da tutti quelli che mi conoscono. Gli anziani, che in questo settore hanno più esperienza, hanno testato il mio “far serio” sulla faccenda e pian piano penso di essere riuscita ad entrare nei loro cuori, con il tempo uno alla volta me li sono conquistati facendo soltanto il mio lavoro. Si tratta di un lavoro che a livello fisico richiede molto impegno, in particolare durante la raccolta e la potatura verde delle viti. Le donne poi hanno diversi ruoli, hanno sempre il triplo delle incombenze tra la casa, la famiglia e il lavoro. Solo con il tempo viene riconosciuto il lavoro che una persona fa, meritandolo sul campo e rimboccandosi le maniche». Cosa si potrebbe fare per accrescere il numero di donne a lavorare nel settore agricolo?
«Penso che in un Paese l’agricoltura sia alla base di tutto; il mercato è cambiato in seguito al progresso e oggi c’è molto spazio anche per le donne. Loro hanno un modo diverso di prendere le decisioni che potrebbe fare la differenza. Tra i soci anziani c’è molta paura del cambiamento, basti pensare che pochissimi di loro usano la posta elettronica. Consiglierei sicuramente ad altre donne di intraprendere questo lavoro ma occorrerebbe più informazione su come diventare imprenditrici agricole. Forse ci sono alcuni comparti più indicati per le donne, come la coltivazione di erbe aromatiche o prodotti naturali utilizzati oggi da molte aziende per la composizione di cosmetici, prodotti di bellezza e per la cura del corpo. Siamo tornati al bio non solo nel settore agroalimentare. Certo il settore vitivinicolo e olivicolo è forse uno dei più duri per le donne, io sono cambiata tantissimo. Ci vuole anche un po’ di spirito di volontà e basta saperla prendere nel verso giusto questa vita. Il contatto con la natura del resto è impagabile e mi piace raccogliere i frutti del mio lavoro. È una dimensione di vita che dà tanto. Ci sono molti sacrifici da fare, bisogna sporcarsi le mani e seguire il ritmo della natura, la tua vita è condizionata da esso. Ma poi quando arriva la vendemmia si raccolgo i frutti del lavoro di tutto l’anno e qui in zona è una festa di trattori, si mangia e si beve insieme per incontrarsi a fine giornata in cantina, dandoci la forza a vicenda per ricominciare il
giorno dopo. La mia azienda è composta da circa 4 ettari di terra coltivati a vigneto e 2 a uliveto. In questi ultimi 10 anni abbiamo rimpiantato vigneti nuovi e vari per diversificare i profitti e i tempi del raccolto. Prima avevamo solo il Trebbiamo ora anche Chardonnay e Pinot grigio. Abbiamo intrapreso un percorso di lotta integrata delle colture e utilizziamo prodotti fitosanitari poco impattanti sulla natura, grazie alla preziosa collaborazione dell’agronomo della cantina. Sono 12 anni che ho preso in mano l’azienda e la sto migliorando attraverso l’acquisto di nuove attrezzature e la messa a norma di molte cose. Nel settore vinicolo occorre un forte ricambio generazionale per poter attuare un
investimenti perché non vedono un futuro nelle nuove generazioni, se si calcola che l’età produttiva di un nuovo vigneto è di 20-25 anni. Spero che i fondi europei possano muovere le persone giovani e che la cantina possa superare questo duro periodo economico grazie alla sua presenza in diverse tipologie di mercato, oggi sempre più instabile e vulnerabile. Bisogna essere aperti a vari fronti. Devo ringraziare i miei suoceri e mio marito per la fiducia che mi hanno dato e per tutto quello che mi hanno insegnato e mi stanno ancora insegnando, è un percorso che facciamo tutti in famiglia. Si lega ancora la trasandatezza alla figura delle donne nel settore agricolo, ma oggi non è più così. Noi donne siamo tante cose: siamo brave ad
cambio di marcia. Molti soci tra i 60 e gli 80 anni sono restii a rimpiantare nuovi vitigni o hanno paura ad effettuare
essere 100 mila cose e a farne 10 mila. Se piace una cosa le donne trovano una soluzione a tutto».
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Silvana Iezzi Raccontaci un po’ la tua storia e come hai deciso di dedicarti a questo settore? «L’azienda agricola la possiedo dal 2004, da quando mia madre è andata in pensione, ma ho iniziato questo lavoro nel 1990. All’epoca la mentalità era molto diversa, questo è un lavoro che è sempre stato per antonomasia maschile, le donne non erano ben viste. Io ero giovanissima, avevo 20 anni e avendo alle spalle una famiglia che si occupava di questo settore ho sempre aiutato. Frequentavo l’università
ai cambiamenti ed ho imparato ad amarlo e a svolgerlo con passione questo lavoro. All’inizio era molto difficile praticarlo, occorrendo molta forza fisica. Ancora oggi sono ostinata ad andare avanti e mettermi alla prova. Gli anni non si somigliano, ogni anno è una sfida nuova, ci sono delle variabili notevoli che influenzano le varie attività. La mia è una piccola azienda nel comune di San Vito Chietino di circa 4 ettari, di cui 2 ettari e mezzo a coltivati a vigneto ed il resto a oliveto. Ho dei terreni
ed ero indirizzata verso un altro mondo, ma la morte di mio padre ha stravolto le nostre vite e ho deciso così di intraprendere questa strada ed occuparmi dell’azienda di famiglia. Non era proprio la vita che volevo, ma sono sempre stata pronta
«Quando ho iniziato mi sentivo un po’ fuori luogo, le donne non prendevano decisioni, non era facile trovare una donna che organizzava la raccolta dell’uva. Ricordo a proposito un brutto episodio che mi è capitato anni fa: una persona proveniente dall’estero si è rifiutata di lavorare per me in quanto donna. Saltuariamente mi aiutano mio figlio, quando è libero dagli impegni universitari, e mio marito. Per lui questo lavoro è stata una scoperta perché non proviene da una famiglia contadina e svolge un altro impiego, è meccanico e si occupa soprattutto della manutenzione dei che non si prestano a diverse mezzi agricoli». tipologie di uva, per questo colCosa si potrebbe fare per tivo solo Trebbiamo e Merlot. La mia famiglia è socia della accrescere il numero di cantina dal 1980, prima lo era donne a lavorare nel settore mio nonno, poi mia madre ed agricolo? ora io». «Giorni fa vedevo una trasmis-
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Quali sono i principi e i valori che ti esortano ad andare avanti? «Non so da dove traggo la forza di ricominciare a lavorare per un altro anno, poi arriva il momento del raccolto e significa che ce l’ho fatta, ci si deve prefiggere delle mete e degli scopi, molto deve essere anche dettato dal cuore, quando si ha la passione le decisione da prendere si sentono. L’attaccamento alle tradizioni proviene dall’educazione che si è ricevuti». Quali sono le difficoltà che si incontrano quotidianamente?
sione che parlava di nuovi investimenti in agricoltura, penso che se adeguatamente supportate ci sono delle attività che le donne possono fare più facilmente. I progetti ecosostenibili oggi vanno per la maggiore. Dalla coltivazione delle ginestre, ad esempio, è possibile ricavare fibre tessili e creare vestiti, realizzando mobili con gli scarti. Anche la nostra cantina potrebbe investire nella diversificazione, lasciando sempre al centro la produzione di vino, ma reinventandosi ed affacciandosi ad altri mercati. Diversificare gli investimenti significa rimanere competitivi e sempre sul mercato. Il ricambio generazionale è fondamentale, i giovani hanno sempre quell’entusiasmo che li spinge ad andare avanti, possono vedere oltre quello che vedo io. Di ragazzi se ne vedono pochi in questo settore perché loro non vedono un reale guadagno, va bene la passione ma il lavoro deve essere remunerato, inoltre si tratta di un impiego in cui l’attesa conta molto e ai giovani non piace aspettare e questo è un altro punto che depone a sfavore dell’ingresso delle giovani generazioni. Occorre un sostegno delle istituzioni per intraprendere questo lavoro e spesso non ci si sente opportunamente tutelati. Noi donne siamo un po’ più precise nel fare il nostro lavoro. Mi piace sem-
pre rendermi conto di quello che succede, non mi accontento, voglio sempre capire quello che sta succedendo. La passione dovrebbe animare tutte le persone che
lavorano, perché l’attività svolta in maniera sterile non porta frutto, non bisogna accontentarsi ma andare oltre, se non altro provarci».
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LE INIZIATIVE
I Giganti del Mare Il documentario sui trabocchi e traboccanti d’Abruzzo, Puglia e Molise
I
Tutti a bordo della barca a vela Matuca 3, salpata dal porto di Giulianova lo scorso 12 settembre, che ha percorso 130 miglia nautiche in tre settimane approdando sulla costa abruzzese dei trabocchi a Ortona, San Vito Chietino e Vasto, per poi proseguire a vele spiegate in direzione Gargano a Peschici e Vieste, ultimando la sua tratta a Termoli.
do le onde, dalle origini avvolte nella leggenda. Si tratta di un film documentario che va alla ricerca della viva testimonianza di chi ancora oggi ne è custode di questi “giganti”, testimoni silenziosi di una civiltà mediterranea unica al mondo, ma ancora poco conosciuta, situati lungo un potenziale itinerario, turistico e culturale, da pensare e promuovere al di là di astratti confini regionali. “Abbiamo viaggiato lungo le coste di questo meraviglioso tratto di mare Adriatico, per raccontare di uomini e trabocchi – spiega Di Domenico - . Riportiamo sulla rotta del ritorno emozioni limpide che hanno attraversato l’obiettivo della telecamera e sono arrivate fino a noi, dall’altra parte, testimoni silenziosi di storie che meritano di essere fatte La troupe. conoscere al mondo”. Ed ecco qualche fermo immaFabio Abatantuono, direttore Un viaggio lungo un invisibile gine di quello che diventerà un della fotografia. A comporre l’e- sentiero tracciato sull’acqua, racconto cinematografico quipaggio anche l’operatore di dall’Abruzzo alla Puglia, passan- pensato per il mercato telemacchina Eric Tornaghi, l’assi- do per il Molise, parallelo alle vie visivo nazionale e internaziostente di scena Daniele Sicuro d’erba dei tratturi e della transu- nale, attualmente in fase di e la social media manager Chia- manza. Protagonisti loro: i tra- post-produzione, in uscita nei ra Cervigni, mentre al timone si bocchi, immaginifiche macchi- prossimi mesi. sono alternati Ivo Olivieri, Ste- ne da pesca, che come enormi Il giovane Mario Altobelli, che fano D’Ascenzo, Giovanni Ga- granchi aggrappati alla costa si in bici raggiunge San Vito Chiespari e Marcello del Toro. protendono verso il mare sfidan- tino, per aiutare il suo padrino di grandi progetti vanno sostenuti, soprattutto quelli che valorizzano il nostro territorio. Così, Colle Moro appoggia con entusiasmo l’iniziativa cinematografica “I Giganti del Mare”, prodotta dallo Studio Kairos di Parma e nata da un’idea del regista abruzzese Daniele Di Domenico insieme al pugliese
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battesimo Franco Cicchetti a montare un palo di rinforzo del trabocco Lupone. “Ricordo il pezzo di binario, pesante, che viene trascinato sulla passerella, poi il tonfo, sordo, in mare. Mario che nuota abbracciando la grande boa che sostiene il binario a mezz’acqua. Tutto si svolge in religioso silenzio, mentre il sole spunta sul mare e investe ogni cosa con una luce color oro brillante”, commenta il regista. Poco distante, Rinaldo Verì, appartenente alla storica famiglia di traboccanti abruzzesi, a bordo del suo “cannizzero”, rudimentale zattera di canne, si cura della manutenzione sotto l’impalcato del trabocco di Punta Tufano. “Rinaldo è uno dei pochi, se non l’unico, a sapere come si costruisce ‘lu cannizzer’ – spiega Di Domenico -, ci aveva promesso che lo avremmo trovato al nostro arrivo ed è stato di parola”. Tra le testimonianze di storici e studiosi incontrati lungo il percorso, in cui appare anche la Rinaldo Verì a Punta Tufano.
Riprese sul Trabocco Lupone.
nuova pista ciclopedonale della valca gli astratti confini geograVia Verde, c’è lo scrittore di San fici ha ricevuto, inoltre, il supVito Chietino Pietro Cupido, au- porto di enti regionali, comuni e tore del libro “Trabocchi Traboc- associazioni di categoria, quacanti e Briganti”. li: la Camera di Commercio di “Il mare certo è lo scenario che Chieti-Pescara, l’associazione ci ha sempre accompagnato in questo viaggio, ma i veri protagonisti sono stati gli uomini, le donne e i loro trabocchi – racconta ancora Di Domenico -. I ricordi si susseguono in modo disordinato, caotico, secondo sequenze ogni volta differenti, che la mente seleziona sulla base di una logica che non è possibile interpreAllestimenti scenografici sul Trabocco Turchino. tare, ma forse non si può proprio parlare di logica. Forse è questo il modo Rinascita dei Trabucchi Storici migliore per raccontare quello di Vieste, si fregia del patrocinio che abbiamo vissuto, seguire del Parco Nazionale del Gargal’illogicità della mente, abbando- no, del Comune di Peschici, del nare quella che può essere una Comune di Vieste e del sostegno mera e noiosa esposizione degli del Comune di Vasto e del GAL avvenimenti in senso cronologi- Costa dei Trabocchi. Infine, oltre co e lasciarsi trasportare dall’e- lo sponsor Astra srl, vanta come mozione di momenti che sono partner tecnici Legambiente già diventati ricordi”. Abruzzo, Taumat, Nissan e MarIl progetto di valorizzazione e keting Digital Mind. promozione turistica che scaCOLLE MORO CLUB
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Il Punto
con il Sindaco di Frisa Nicola Labbrozzi
Il Sindaco di Frisa Nicola Labbrozzi durante la consegna delle borracce.
BORRACCE A SCUOLA:
te un punto di riferimento per tutti noi, abbiamo intrapreso un L’INIZIATIVA GREEN IN rapporto proficuo di collaboraCOLLABORAZIONE CON IL zione per attività che valorizziCOMUNE DI FRISA no il nostro paese come la conIl 24 settembre 2020, primo segna delle borracce ai ragazzi, giorno di scuola, oltre a portare la partecipazione congiunta al il saluto e gli auguri per il nuovo Cammino dei Vignandanti nell’eanno scolastico, a tutti gli alunni dizione 2019 e la Giornata Interdella Scuola dell’Infanzia, delnazionale dell’Enoturismo nel la Primaria e della Secondaria dell’Istituto Don Milani di Frisa, Novembre 2018, in collaborazioil Sindaco Nicola Labbrozzi ha ne con la Pro Loco Frisa, in cui consegnato 160 borracce in abbiamo aperto le porte del Paalluminio per contrastare l’u- lazzo Caccianini per un Aperitivo tilizzo di bottigliette di plasti- targato Colle Moro. Cosa si può ca e sensibilizzare bambini e fare ancora? La strada è lunga. ragazzi al rispetto dell’ambien- Vi è la necessità di coordinare te. L’iniziativa è stata promossa gli sforzi tra i vari soggetti dedall’Amministrazione Comuna- putati alla valorizzazione del le, in collaborazione con la Can- territorio e intraprendere un tina Colle Moro al fine di favorire percorso unico al fine di rafle buone pratiche plastic free. forzare l’immagine del nostro territorio ed attirare l’attenzioLA CANTINA RISORSA ne su una terra con risorse culECONOMIA E TURISTICA turali, materiali e immateriali, PER IL TERRITORIO «La Cantina Colle Moro rappre- con forti specificità locali. C’è senta una delle più importanti l’esigenza di stimolare forme di risorse del nostro comune, rap- attività turistica che possano, presenta la storia della nostra in modo innovativo e creativo, terra, il caposaldo di famiglie che accompagnare il grande lavoro da generazioni fanno viticoltura del settore vitivinicolo nel nostro – ha dichiarato il Sindaco Lab- territorio e favorire la cultura brozzi. - Colle Moro è veramen- dell’accoglienza». 20
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FRISA NELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE CITTÀ DEL VINO «Città del Vino rappresenta una prestigiosa vetrina nazionale nel mondo del Vino – continua il Sindaco. - Frisa, iscritta ormai da più di 15 anni, partecipa ed accoglie sempre con molto entusiasmo le iniziative che ci giungono ogni anno. L’obiettivo dell’Associazione è quello di aiutare i Comuni a sviluppare intorno al vino, ai prodotti locali ed enogastronomici, tutte quelle attività e quei progetti che permettono una migliore qualità della vita, uno sviluppo sostenibile, più opportunità di lavoro. Un esempio concreto è l’impegno per lo sviluppo del turismo del vino, che vada a coniugare qualità dei paesaggi e ambienti ben conservati, qualità del vino e dei prodotti tipici. Come ogni
anno, patrociniamo l’evento Calici di Stelle promosso dall’Associazione Città del Vino, il più grande evento dell’estate dedicato al vino e al piacere di stare insieme realizzato dalla Pro Loco di Frisa, che rappresenta la punta di diamante dell’enoturismo regionale ed occasione importantissima per il nostro comune e per tutti i cittadini».
Al via i lavori di consolidamento Inizieranno a breve i lavori di
consolidamento della scarpata retrostante la cantina Colle Moro, previsti nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2019/2021 dell’amministrazione comunale di Frisa,
Foto di Alessandro Lanci.
con l’obiettivo di essere conclusi prima della prossima vendemmia. A comunicarlo è l’Arch. Nicola D’Angelo, Direttore dei Lavori, al quale abbiamo chiesto: quali sono i dettagli e le finalità dell’opera? “L’area è stata purtroppo interessata da movimenti franosi che hanno lambito il piazza-
le della cantina proprio nella zona maggiormente trafficata nel periodo della vendemmia, per questo il progetto mira a mettere in sicurezza la zona evitando un ulteriore arretramento del ciglio della scarpata. Nella parte sommitale, per un fronte di oltre cento metri è prevista la realizzazione di circa 106 pali della lunghezza di 17 metri su cui verrà messa in opera una soletta in calcestruzzo in parte a sbalzo che permetterà anche di ampliare la zona di transito proteggendo, nel contempo, l’area sottostante dal dilavamento. La struttura verrà protetta verso valle da idonei paracarri in metallo dimensionati per il traffico pesante. In questa occasione verranno rivisti anche gli impianti di raccolta delle acque meteoriche al fine di evitare che l’acqua possa danneg-
giare la scarpata”. A quanto ammonta l’importo dei lavori? “L’importo dei lavori ammonta a poco meno di un milione di euro (€ 994.906,92), l’appalto è stato espletato ed i lavori sono già stati aggiudicati da una ditta italiana che sembra avere ottime referenze – continua l’Arch. D’Angelo - l’opera è stata finanziata dal Ministero dell’Interno con i fondi per la messa in sicurezza del territorio in base ad una graduatoria nazionale. Il Comune di Frisa, grazie alla caparbietà del dott. Labbrozzi, è riuscito ad essere uno dei primi finanziati su una lista di oltre 5.000 progetti. Già nel 2019 lui, come professionista, aveva presentato una scheda alla Regione Abruzzo segnalando il dissesto, Successivamente, da Sindaco, appena saputo del bando del Ministero si è attivato coinvolgendoci per presentare un nuovo progetto. Sono decisamente contento che quest’opera si faccia nella nostra cantina”.
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A tavola con... Mila L’anima del Montepulciano
Il suo nome rende omaggio a
nell’opera, come vi resta questo Montepulciano d’Abruzzo DOP. “La Figlia di Iorio”: Mila di Co- È uno dei vini più rappresentatidro, celebre personaggio della vi della cantina e il più richiesto nota tragedia pastorale abruz- dal mercato. Austero, di granzese scritta nel 1903 dal con- de spessore e bevibilità, le cui terraneo Gabriele D’Annunzio, uve, raccolte al termine della figlia appunto del mago Iorio. vendemmia, Mila, donna dalprovengono da la pessima revitigni collinari putazione ma di e terreni magri. grande femmiSi caratterizza nilità, sospettata per l’affinamenanche di stregoto in piccole neria, riesce a botti di rovere far innamorare per 12 mesi che di lei sia il pastogli conferiscono re Aligi che suo un colore rosso padre Lazaro di rubino intenso, Roio, rivelandosi un profumo perin realtà di animo sistente di frutnobile e puro, inta matura e un carnando il ruolo gusto asciutto, dell’eroina che sapido, caldo. per amore del A tavola è ottigiovane Aligi, colmo per accompevole dell’uccipagnare cacciasione del padre gione, carni rosdopo una colluttazione brutale, Manifesto per La Figlia di Iorio di Adolfo se e formaggi stagionati. Idevolontariamente De Carolis. ale con agnello sceglie il sacrificio facendosi condannare al e capretto. Meglio se stappato rogo pur di salvare il suo amato un’ora prima del consumo, per la sua gradazione alcolica del 13 dalla morte. “...Mila entra nell’anima e vi re- per cento in volume, servito a sta...” così il poeta la descrive 18-20°. 22
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Dicono di noi Le Guide ABRUZZO
ANNUARIO DEI MIGLIORI VINI ITALIANI 2021
La Cantina nasce nel 1961 grazie ad un manipolo di volenterosi vignaioli della zona. Oggi, dopo un cammino lungo e impegnativo, Colle Moro riscuote ampi consensi presso un pubblico sempre più vasto ed esigente grazie alla qualità dei suoi vini, alla passione e alla tenacia che infonde nel suo lavoro.
Cantina Colle Moro Cantina Colle Moro Soc. Coop. Agricola Via del Mare, 35/37, 66030 Guastameroli di Frisa, CH - tel +39 087258128 - fax +39 087258288 - info@collemoro.it www.collemoro.it - Responsabili della produzione: Francesco Labbrozzi (Presidente), Vincenzo Marchioli (Direttore ed Enologo), Diamante Zulli (Resp. Commerciale) - Anno avviamento: 1961 - Vini prodotti: 20 - H700.000 - Ettari: 1000 di proprietà dei soci - Uve acquistate: solo uve di proprietà - Esì - Fsì - Gno
IL MIGLIOR VINO
Spiria Cococciola 2019
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Consistenza: 29 - Equilibrio: 31 - Integrità: 32 Sensazioni: qual linfatico fiore sulla sua portante di pura uva, di levigata pera matura. L'estratto tale da porgere sempre un richiamo analogico di densità come polposa, non un richiamo alla volatile aromaticità quindi, ma davvero alla pura essenza di ogni dolcezza di frutto evocata. Potenza, ricchezza che han modo di giungere con una souplesse acido/morbida davvero armoniosamente bilanciata, con un nitore enologico esecutivo, che l'originario portato della materia prima, la sua tecnica trasformazione, rivelano l'assenza di qualsiasi improprio distorsore come di qualsiasi ossidata inflessione. Un fuoriclasse di pulizia e consistenza che la suadenza rende gran vino. Informazioni: N - J27/05/20 - LA - H15.000 - KCococciola
GLI ALTRI VINI Club Cerasuolo d'abruzzo 2019
IP: 92
C: 31 - E: 30 - I: 31 - Q - H: 50.000 - K: Montepulciano
alianto peCorino 2019
IP: 91
C: 30 - E: 30 - I: 31 - N - H: 35.000 - K: Pecorino
alCàde montepulCiano d'abruzzo 2016
IP: 91
C: 32 - E: 29 - I: 30 - O - H: 15.000 - K: Montepulciano
Calèa trebbiano d'abruzzo 2019
IP: 90
C: 30 - E: 30 - I: 30 - N - H: 5.000 - K: Trebbiano
mila montepulCiano d'abruzzo 2016
IP: 90
C: 32 - E: 30 - I: 28 - O - H: 40.000 - K: Montepulciano
Commento Conclusivo
Maestosi i due rossi presentati dalla Cantina Colle Moro. Il poderoso Alcàde Montepulciano d'Abruzzo 2016 si rivela di eccellente limpidezza enologica esecutiva con la sua ciliegia nera speziata turgida e di definizione pura. balsamicamente evoluto il ribes del Mila Montepulciano d'Abruzzo 2016, pure questo estrattivamente cremoso. La fragranza dell'aroma, l'inossidata nettezza dei diversi varietali rende il Club Cerasuolo d'Abruzzo 2019, il Calèa Trebbiano d'Abruzzo 2019 e l'Alianto Pecorino 2019 vini di mirabile levatura qualitativa. Il migliore del tasting è lo Spiria Cococciola 2019, non solo per la sua densa e avvolgente struttura, ma ancor più per l'intonsa splendenza della sua fase olfattiva. Un'albicocca insertata di linfa di fiore che svela l'integrità enologica di questa virtuosa mano trasformativa. Complimenti.
Indici Qualitativi Complessivi: IP complessivo: 91; QQT: 7,51 Indici complessivi: C: 30,66 - E: 30 - I: 30,33
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SOCIETÀ COOPERATIVA AGRICOLA CANTINA
Colle Moro
CH FRISA Frazione Guastameroli, Via del Mare 35-37 t 0872 58128 h info@collemoro.it w collemoro.it
PROPRIETARIO Francesco Labbrozzi, presidente IN CANTINA Vincenzo Marchioli IN VIGNA Maurizio Gily e Antonio De Bosis ETTARI VITATI 1400
i Viticoltura biologica Visitabile su prenotazione · Vendita diretta
La cantina è sorta nel 1961 grazie agli sforzi di pochi e volenterosi vignaioli. Attualmente la cooperativa riunisce 670 soci che coltivano vigneti collinari in quindici diversi comuni, per una produzione media annua di 250.000 quintali di uve. S
Alianto Pecorino Terre di Chieti
2019
IGT
a
N
V 25.000
S
Club Pinot Grigio Terre di Chieti
2018
IGT
a
N
A
SS
Spiria Cococciola Terre di Chieti
2019
IGT
a
N
B
SS
Trebbiano d’Abruzzo 16 Fiori
2016
DOC
a
N
V 20.000
A
M
Trebbiano d’Abruzzo Calèa
2019
DOC
a ha 50
N
V 13.000
B
S
Trebbiano d’Abruzzo Club
2017
DOC
a ha 100
N
V 60.000
A
SS
Cerasuolo d’Abruzzo
2017
DOC
a ha 20
N
V 30.000
A
S
Cerasuolo d’Abruzzo Club
2018
DOC
a
N
V 30.000
A
M
Cerasuolo d’Abruzzo Friso
2019
DOC
a ha 70
N
V 25.000
A
SS
Montepulciano d’Abruzzo 16 Fiori
2015
DOC
a
N
V 50.000
A
SS
Montepulciano d’Abruzzo Alcàde
2016
DOC
a
O P V 15.000
B
SS
Montepulciano d’Abruzzo Club
2018
DOC
a
N
V 100.000
A
SS
Montepulciano d’Abruzzo Mila
2017
DOC
a ha 35
P
V 30.000
A
A
AP 85
S
AP 86
SS
AP 85
SSS
vino d 80-85
vino b 86-89
vino o 90-93
SSS
AP 86 AP 86 AP 86
TRE S vino e 94-10
vino e non d in que 94-10 M
vino v per la 80-93
2
2
M
GR AN vino e alla pr 94-10
J
MIGL miglio nella t
r
Montepulciano d’Abruzzo DOC Alcàde 2016
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COLLE MORO CLUB
Montepulciano d’Abruzzo DOC Mila 2017
1
Cerasuolo d’Abruzzo DOC Club 2019
SOLE premi della R
Riconoscimenti Il Decanter Wine Tasting 2020 ha espresso i suoi vedetti anche per questo anno assegnando ben
due medaglie ai nostri vini. Al Cerasuolo d’Abruzzo Club 2019 è stata attribuita la prestigiosa Medaglia d’Argento, mentre al Trebbiano d’Abruzzo Calèa 2019 va la Medaglia di Bronzo. Vi aspettiamo in cantina per degustarli!
Per la prima volta nella sua storia, il Concours Mondial de Bruxelles ha organizzato nel 2021 una sessione anticipata dedicata esclusivamente ai vini rosé per rispondere meglio alle necessità del mercato e all’interesse crescente dei consumatori verso questa tipologia di vini. I risultati del concorso, che sarebbe dovuto svolgersi proprio in Abruzzo ma poi spostato causa Covid-19, sono stati svelati lo scorso 11 marzo 2021: premiato con la medaglia d’argento il Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2020 della cantina Colle Moro.
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Colle Moro informa News e opportunità nel settore vitivinicolo In Abruzzo arriva la legge sull’enoturismo È stata approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale, lo scorso agosto, la norma sull’enoturismo con la quale la Regione Abruzzo si prefigge di valorizzare i comparti dell’agricoltura e del turismo, proponendo una disciplina delle attività enoturistiche, così da valorizzarle e nello stesso tempo elevare gli standard qualitativi. Potranno esercitare l’attività di enoturismo gli imprenditori agricoli che svolgono attività di vitivinicoltura o le imprese agroindustriali che svolgono attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti vitivinicoli. Tra le iniziative previste dalla legge quella della vendita diretta del vino all’enoturista che visita
Un Consorzio per i giovani produttori Un “Consorzio per i Giovani Produttori” è
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Foto di Marco Zac.
l’azienda con possibilità di poter far degustare prodotti a chilometro zero. Per prendere visione del disciplinare consultare il sito www.regione. abruzzo.it.
stato il tema dell’incontro promosso lo scorso 9 febbraio dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo per coinvolgere le “nuove” generazioni della viticoltura abruzzese, gli under 40 impegnati in questo settore, nel condividere esperienze, idee, suggerimenti, criticità in un momento così particolare per tutta l’economia mondiale. L’obiettivo è quello di dare vita ad una sorta di Comitato, composto dalle giovani leve, che da un lato abbia proprio una funzione propositiva nell’approcciare i diversi mercati, puntando sicuramente sull’internazionalizzazione e sulla digitalizzazione del nostro mondo; dall’altro, ad avvicinare i giovani produttori e a far conoscere meglio una realtà complessa come quella del Consorzio di Tutela. Seguiranno ulteriori incontri e i produttori interessati a partecipare possono scrivere a segreteria@vinidabruzzo.it.
Proroghe per i patentini fitosanitari Cambiano le scadenze dei patentini fitosanitari e degli attestati di funzionalità delle macchine irroratrici, in seguito alla proroga dello stato di emergenza sanitaria fissato dal governo al 30 aprile 2021. Il Ministero delle Politiche Agricole ha stabilito un’estensione: la validità è prorogata di dodici mesi dalla data di scadenza naturale e comunque fino al novantesimo giorno successivo alla data di cessazione dello stato di emergenza sanitaria, 30 luglio 2021. Rimane ferma la possibilità di non usufruire della proroga, che è facoltativa e non obbligatoria, e di rinnovare i patentini come di consueto.
Si torna in aula a degustare Riprendono nel 2021 i corsi in presenza da sommelier proposti da Assosomelier e dall’Associazione Italiana Sommelier Abruzzo nella massima sicurezza e nel rispetto delle disposizioni anti Covid-19. Per visionare quelli attivi in questo periodo consultare i siti: www.assosommelier.it e www. aisabruzzo.it.
Le nostre Birre Decretati i vincitori del Best Italian Beer 2020, il premio rivolto a tutti i produttori di birra artigianale italiana. Si aggiudica l’ambito riconoscimento di “Luppolo di bronzo”, nella categoria Italian Grape Ale, la nuova birra artigianale Aglea prodotta dal Birrificio Agricolo Maiot di Casoli in collaborazione con Colle Moro. Sul mercato ormai da un anno, è intenzionata a farsi strada proponendo le uve di moscato bianco autoctono della zona di Frisa in abbinamento alla fragranza dei malti chiari e del frumento. Si rafforza la collaborazione tra la cantina Colle Moro e il birrificio Agricolo Maiot di Casoli che dopo il lancio di Aglea propongono Aglea Rosè, una birra in stile Italian Grape Ale che unisce la fragranza dei malti chiari e del frumento all’aroma intenso del mosto di uve rosse di montepulciano. A sperimentare questo nuovo prodotto è stato il giovanissimo maestro birraio Francesco Imbastaro. Una nuova birra che alla vista si presenta di colore rosato intenso con riflessi rubino e una schiuma leggera e delicata non cementizia per durata. Il suo profumo è aromatico, delicato e leggermente acidulo con sentori di frutti rossi e petali di fiori rossi. All’assaggio è vivace ed equilibrata e la sua dolcezza è ben supportata dall’acidità. Venite a provarla!
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Social wine Trabocco al Tramonto: i numeri dell’edizione ‘20 Foto di Marco Zac
7appuntamenti,
circa 150 partecipanti e una location: il Trabocco Turchino. Prende piede l’evento “Trabocco al Tramonto”, giunto ormai alla sua terza edizione e svoltosi la
scorsa estate a San Vito Chietino nei mesi di luglio e agosto, nonostante la pandemia ha influenzato notevolmente la stagione estiva. Un evento alquanto ridimensionato a causa dell’emergenza sanitaria. Di qui la decisione di ridurre a 20 il numero dei partecipanti ad incontro, rispetto alle 40 unità delle precedenti manifestazioni, per poter garantire al meglio il rispetto delle norme anti-contagio. Tirando le somme dell’edizione 2020 dell’esclusivo evento enoturistico abruzzese si segnala 28
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che a mutare è stata anche la provenienza dei wine lovers. Per ovvie ragioni, infatti, si è registrata una partecipazione prettamente nazionale. Molti visitatori sono provenuti da zone limitrofe della costa o dell’entroterra, attratti dall’idea di godersi un pomeriggio diverso, all’insegna della scoperta delle proprie tradizioni storiche ed enogastronomiche. Altri, invece, sono arrivati dal centro Italia (Lazio, Toscana, Emilia-Romagna) e dal Nord Italia (Lombardia), incuriositi dalla “macchina meravigliosa” tipica delle coste centro-meridionali del Mar Adriatico. Da registrare, dunque, la scarsa provenienza di turisti stranieri. Un progetto di promozione turistica nato dalla collaborazio-
ne tra il Comune di San Vito Chietino e Colle Moro, con il sostegno di numerosi produttori locali. Ad accompagnare la grande varietà di vini della cantina con una ricca degustazione di prodotti locali sono stati l’Oleificio Mancini Nicola & Figli e le aziende dell’Associazione Mercato Scoperto. Tutti gli incontri sono stati introdotti dai volontari del Servizio Civile Universale, impiegati nel centro per le informazioni turistiche dell’ente, che hanno fornito informazioni di carattere storico-culturale.
I nostri vini, a casa vostra.
SPEDIZIONE GRATUITA IN TUTTA ITALIA Scegli tra Montepulciano d’Abruzzo, Pecorino, Cerasuolo e tanti altri prodotti. Basta un ordine minino di 35€ tra bottiglie e Bag in box e avrai il tuo vino direttamente a casa tramite corriere. COLLE MORO CLUB
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L’Italian Wine Tour: affresco del vino italiano D
opo aver fatto tappa lo scorso luglio alla Cantina Colle Moro con il camper Gino, l’Italian Wine Tour diventa un libro, acquistabile anche online, e raccoglie tutte le esperienze vissute dai protagonisti Lavinia Furlani e Fabio Piccoli nelle aziende vitivinicole italiane. Il volume raccoglie opinioni, timori, storie, vicende personali e professionali, strategie, sogni, realtà, vittorie e sconfitte delle aziende del settore, in un anno difficile da dimenticare. Un impegno che si è tradotto in 5.980 chilome-
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tri percorsi in 35 giorni e un gran numero di aziende visitate in tutte le regioni italiane alla scoperta dell’Italia del vino da Nord a Sud di cui tanti parlano ma che in pochi conoscono. “Colle Moro mi ha favorevolmente impressionato – dichiara nel libro Fabio Piccoli - ho trovato persone capaci e motivate e anche sul fronte qualitativo dei vini ho trovato molte conferme che testimoniano, innanzitutto, ancora una volta l’incredibile vocazionalità vitivinicola di questa terra”. semplicità e dell’autenticità e “Ci sono delle aziende in cui Colle Moro è una di queste”, riemerge subito la forza della vela invece Lavinia Furlani.
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