Page 1

Le produzioni, l’ambiente, l’alimentazione

Coldiretti Cremona Informa, Anno VI NewsLetter

Informazione online Venerdì 05/08/2011 – Anno VI, Numero 30 Suinicoltura/1. Nas a Cremona, sequestrati 700 suinetti olandesi Suinicoltura/2. Coldiretti: patrimonio da tutelare // Ecco i numeri della crisi Bioenergia. Sempre più Comuni a sostegno della battaglia di Coldiretti Coldiretti Lombardia. Grana e suinicoltura, i “furbetti delle etichette” Avvisi. Coldiretti, chiusura uffici // Agricoltura in tv // Tabella mercati Appuntamenti. Il calendario dei Mercati di Campagna Amica Informazione online. Giovani Impresa, i video su www.cremona.coldiretti.it …………………………………………………………………………

…………………

SUINICOLTURA, OPERAZIONE DEI NAS A CREMONA: SEQUESTRATI 700 SUINETTI OLANDESI SPACCIATI PER ITALIANI Coldiretti Cremona: “E’ la conferma del danno economico arrecato ai suinicoltori ed è una ulteriore prova a sostegno della nostra battaglia a tutela del Made in Italy. Subito la piena applicazione della legge che impone l’origine in etichetta” “Di fronte alla crisi della nostra suinicoltura, schiacciata dalle speculazioni e dalla concorrenza sleale dei prodotti in arrivo dall’estero, è importante dare completa realizzazione al processo di messa in trasparenza del mercato, attraverso il rafforzamento del sistema dei controlli e con la piena attuazione dalla legge nazionale sull’etichettatura di origine, approvata all’unanimità dal Parlamento italiano all’inizio dell’anno, che prevede l’obbligo di indicare l’origine per tutti gli alimenti. L’operazione condotta a Cremona, che svela un’altra truffa a danno sia degli imprenditori agricoli che dei cittadini-consumatori, è l’ennesima conferma, se mai ve ne fosse bisogno, della gravità della situazione, da tempo denunciata da Coldiretti, e al tempo stesso è una ulteriore legittimazione della grande manifestazione organizzata martedì scorso in piazza Affari, che ha visto centinaia di allevatori di Coldiretti raccogliersi nel cuore finanziario della regione, portando anche alcuni suini alle porte della Borsa. Mentre gli allevamenti italiani chiudono, si continua ad importare prodotto straniero, suinetti piuttosto che cosce già pronte, per poi spacciare il tutto per Made in Italy. E’ ora di dire basta a questa vergogna”. A parlare è Simone Solfanelli, Direttore di Coldiretti Cremona, nell’esprimere soddisfazione e gratitudine per il lavoro dei NAS Carabinieri di Cremona, che hanno denunciato il titolare di uno stabilimento di macellazione e selezionamento carni, per aver posto in commercio 700 suinetti congelati importati dall’Olanda, etichettandoli come “nati ed allevati in Italia”, per la distribuzione sul mercato italiano.


“In dieci anni l’Italia ha perso l’85% dei suoi allevamenti suinicoli: dai 193mila del 2000 si è passati ai 26mila del 2010. Guardando alla nostra regione, basti dire che fra il 2000 e 2010 le aziende suinicole lombarde sono scese da 7.487 a 2.639 con un calo del 65% – aggiunge il Direttore di Coldiretti Cremona –. L’inganno dei prodotti introdotti dall’estero, spacciati poi per made in Italy, è senza dubbio tra le prime cause della grave crisi che la suinicoltura italiana sta vivendo. Voglio aggiungere un altro dato: oggi tre prosciutti su quattro venduti in Italia sono in realtà ottenuti da maiali allevati all’estero, ma questo i consumatori non lo sanno perché non è obbligatorio indicare in etichetta la provenienza. L’Italia ha importato 62 milioni di cosce di maiale destinate, con la trasformazione e la stagionatura, a diventare prosciutti “Made in Italy” con un inganno nei confronti dei consumatori e danni per i produttori che subiscono una concorrenza sleale”. Anche perché – evidenzia Coldiretti Cremona – mentre negli allevamenti italiani i maiali sono alimentati con prodotti di qualità sulla base di rigorosi disciplinari di produzione “Dop”, all’estero si usano spesso sottoprodotti se non addirittura sostanze illegali, come è accaduto nel recente scandalo dei mangimi alla diossina prodotti in Germania e utilizzati negli allevamenti di polli e maiali. Sul mercato è facile acquistare prosciutti contrassegnati dal tricolore, con nomi accattivanti come prosciutto nostrano o di montagna che in realtà non hanno nulla a che fare con la realtà produttiva nazionale. Una situazione – denuncia la Coldiretti – favorita dall’inerzia dell’Unione Europea, che dopo i recenti allarmi sanitari ha deciso di estendere con un regolamento l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della carne di maiale, al pari di quanto è stato fatto con quella bovina dopo l’emergenza mucca pazza, ad esclusione però degli alimenti trasformati come salami e prosciutti dove più spesso si nasconde l’inganno. Anche attraverso la mobilitazione che martedì 26 luglio ha condotto un migliaio di allevatori in Piazza Affari a Milano – invadendo il cuore finanziario della regione con bandiere gialle e persino con alcuni suini –, la Coldiretti ha ribadito la richiesta che vengano emanati i provvedimenti applicativi previsti dalla legge nazionale sull’etichettatura di origine approvata all’unanimità dal Parlamento italiano all’inizio dell’anno che prevede l’obbligo di indicare l’origine per tutti gli alimenti. “Con oltre un milione di suini allevati, Cremona rappresenta insieme a Mantova e a Brescia il 73% del patrimonio regionale. Da questi allevamenti giungono produzioni d’eccellenza, indissolubilmente legate alla nostra terra e alla nostra agricoltura – conclude il Direttore di Coldiretti Cremona –. Siamo dunque in prima linea, in questa azione a difesa di un comparto che è tra i fiori all’occhiello della nostra economia. Confermiamo ai Nas e a tutte le forze dell’ordine il nostro pieno appoggio, insieme a tutta la nostra gratitudine per il loro preziosissimo lavoro. Al tempo stesso, rileviamo la necessità di vedere quanto prima tradotta in decreto attuativo, ed applicata appieno, la legge sull’origine in etichetta, per tutti i prodotti della suinicoltura”.


COLDIRETTI LOMBARDIA: Suinicoltura, patrimonio da tutelare In Italia si allevano quasi 9 milioni di suini, la Lombardia ne custodisce oltre il 50%

Il patrimonio suinicolo lombardo nel 2010: (Elaborazione Coldiretti su dati Istat e Regione Lombardia)

SUINI IN LOMBARDIA Province

2010

Brescia Mantova Cremona Lodi Bergamo Pavia Milano Monza e Brianza Lecco Como Sondrio Varese TOTALE TOTALE ITALIA

1.526.200 1.300.356 1.032.211 400.639 379.109 227.884 86.620 3.738 2.545 2.054 1.921 1.289 4.964.566 9.321.100

I numeri della crisi: Allevamenti italiani in rosso per 300 milioni di euro: costi di produzione troppo alti e ricavi troppo bassi In dieci anni si è perso l’85% degli allevamenti italiani: dai 193 mila allevamenti del 2000 si è scesi ai 26 mila del 2010 Fra il 2000 e il 2010 le aziende suinicole lombarde sono scese da 7.487 a 2.639 con un calo del 65% Nel 2010 l’ Italia ha importato un milione di capi. L’export dei suini è crollato del 70% rispetto al 2009


Bioenergia, sempre più Comuni a sostegno della battaglia di Coldiretti Cremona “Sì agli impianti inseriti nelle realtà aziendali, no a mega strutture che divorano campi e cibo” “Con soddisfazione evidenziamo il fatto che sempre più Comuni della nostra provincia, in piena sintonia con la nostra Organizzazione, stanno esprimendo attraverso gli strumenti della delibera comunale e delle mozioni la loro preoccupazione rispetto al proliferare di impianti a biogas che utilizzano alimenti nobili, così come dei parchi fotovoltaici a terra. Coldiretti, con determinazione, ha chiesto alla Regione l’emanazione urgente di precise linee guida per la gestione delle fonti rinnovabili, nonché una moratoria sull’autorizzazione di nuovi impianti. E’ ora importante il fatto che le Amministrazioni Comunali, cioè le prime responsabili della corretta gestione del territorio, si uniscano alla nostra battaglia”. A parlare è il Direttore di Coldiretti Cremona Simone Solfanelli, che torna ad evidenziare la necessità di governare un fenomeno che sta progressivamente sottraendo terreno alla vera agricoltura. “Parlando di biogas – aggiunge Solfanelli – non abbiamo mai contestato gli impianti alimentati con materie di scarto, o comunque gli impianti correttamente dimensionati rispetto alla realtà aziendale. Abbiamo invece ribadito, per primi, che la produzione di agroenergia non può, come purtroppo sta avvenendo nelle nostre campagne, tradursi nella realizzazione di impianti di grandi dimensioni scollegati dalle filiere agroalimentari e in competizione con la produzione di cibo made in Italy. Operazioni che hanno l’effetto di far lievitare gli affitti e sottrarre terra agli agricoltori”. Qualche dato può aiutare a ‘fotografare’ meglio la questione biogas in provincia di Cremona e in Lombardia. Secondo le ultime stime disponibili, in Lombardia ci sono 117 impianti in funzione, 134 in programmazione e 64 in istruttoria. La provincia con la massima incidenza è Cremona (120 totali, con una settantina di impianti già in funzione), poi ci sono Brescia (62) e Mantova (55). Fra le più piccole territorialmente, è Lodi che conta il maggior numero di centrali (16 in funzione, 17 programmate e 5 in istruttoria). Pavia ne colleziona 25, Bergamo 16, Milano 7, Sondrio 2, Como e Lecco zero. “Un impianto a biogas che produce un megawatt di energia, se alimentato con colture dedicate, ha bisogno di circa 350 ettari di trinciato di mais. Parliamo di quasi 200mila quintali di trinciato di mais all’anno, ossia quanto serve per alimentare almeno 1500 vacche in un anno, capi il cui latte basterebbe a produrre 30.000 forme di Grana Padano – evidenzia Coldiretti Cremona –. E’ una pesante sottrazione, che la filiera agroalimentare subisce. Se si considera che in provincia di Cremona sono già attivi settanta impianti, e se si pone una media di 1 MW per impianto, si può calcolare che oltre 20.000 ettari, rispetto ad una superficie coltivata di 130.000, sono oggi dedicati al biogas. Sono dati preoccupanti”. “Il problema non sono gli impianti a biogas o i fotovoltaici in quanto tali, ma i maxi interventi che al posto di essere integrati nell’attività agricola diventano installazioni industriali che si mangiano suolo e produzione di cibo – ribadisce Solfanelli –. Anche per i pannelli fotovoltaici servono linee guida precise: diciamo no al fotovoltaico a terra, sui campi, mentre va incoraggiato lo sfruttamento di tetti, magazzini, stalle e di tutte le coperture disponibili, che sono una riserva di spazio ancora sottoutilizzato. Solo così le fonti rinnovabili potranno dirsi veramente sostenibili”.


Da tempo Coldiretti Cremona ha sollevato il problema della corretta impostazione del tema delle agroenergie, denunciando quello che è stato definito lo “scandalo degli affitti d’oro”: di fatto, chi deve alimentare un mega impianto a biogas può sostenere, per l’affitto della terra o per l’acquisto di materia prima, costi che agli imprenditori agricoli appaiono proibitivi. Si pensi al costo d’affitto della terra: la precedente quota di circa 500 euro all’ettaro in tempi recenti è addirittura triplicata, arrivando a oltre 1.500 euro/ettaro. L’intervento di un numero sempre crescente di Amministrazioni Comunali, che chiedono regole precise e vogliono essere coinvolge nel processo di autorizzazione degli impianti, è un fatto importante. Nella delibera “Alimenti in cambio di energia?” il Comune di Gussola, a proposito del proliferare del biogas, scrive che si “rischia di stravolgere il delicato equilibrio agricolo-zootecnico-ambientale che ha caratterizzato, nei secoli, il nostro territorio, a vantaggio di una non ben chiara politica di fonti energetiche alternative e di una grande speculazione personale, la quale non ha niente a che fare con l’agricoltura che tutti noi conosciamo ed apprezziamo”. Analoghe argomentazioni sono state portate nei Consigli Comunali di Agnadello e Palazzo Pignano, tra gli altri, attraverso mozioni poi inviate dai Sindaci, per conoscenza, al Ministro per le Politiche Agricole, al Presidente della Regione Lombardia e al Presidente della Provincia di Cremona. Il Comune di Cappella de’ Picenardi, a proposito del fotovoltaico (sempre in una delibera, il cui titolo è “Alimenti in cambio di energia? Tuteliamo la sicurezza alimentare”) ha aggiunto: “Mentre è certamente positiva – e va stimolata e favorita – la posa dei pannelli fotovoltaici sulle superfici coperte già esistenti (si pensi a quali estensioni rappresentano, in tal senso, i tetti delle stalle, delle cascine e dei capannoni, per alcuni dei quali la posa dei pannelli solari può diventare preziosa occasione per avviare una definitiva bonifica dall’amianto), appare in tutta la sua problematicità, in tutta la sua “non sostenibilità”, il diffondersi del fotovoltaico sulle superfici dei campi. E’ questo un fenomeno che sembra imporsi anche nella nostra Provincia, dove si cominciano a vedere autentici tappeti di silicio sui nostri campi, con pannelli fotovoltaici “seminati” sul terreno al posto delle coltivazioni agricole. Scelte che sovvertono il primato della produzione del cibo nella gerarchia delle priorità, un principio che va tutelato e ribadito, pur nella convinzione che le energie rinnovabili di origine agricola possano dare un contributo al problema energetico del Paese”.

Bioenergie: la battaglia di Coldiretti al centro della prossima puntata di “W l’Agricoltura” Per prima Coldiretti Cremona ha denunciato le distorsioni legate al proliferare degli impianti a biogas nelle nostre campagne, così come del fotovoltaico a terra, ponendo il problema della corretta gestione del territorio, nonché della necessità di regolamentare (governandolo con lungimiranza) lo sviluppo delle agro-energie. Le ragioni di questa battaglia, che oggi incassa l’appoggio di sempre più Amministrazioni Comunali (oltre che di associazioni quali Slow Food), sono al centro della prossima puntata di W l’Agricoltura, la trasmissione proposta da Coldiretti Cremona su Telecolor e Primarete. Sarà il Direttore Simone Solfanelli, nell’intervista che aprirà la trasmissione, a fare il punto su un’azione vitale per determinare il futuro della nostra agricoltura e del nostro stesso territorio. Ricordiamo che W l’Agricoltura va in onda ogni giovedì, alle ore 20.15 circa, su Telecolor e Primarete (e, in replica, tutte le domeniche, alle ore 13, su Telecolor). Dalla prossima settimana il servizio tv sarà disponibile anche sul sito di Coldiretti Cremona, all’indirizzo www.cremona.coldiretti.it.


I “furbetti delle etichette”/1

COLDIRETTI LOMBARDIA: Blitz dei NAS: il formaggio Dop non c’è, ma “si vede” lo stesso “E’ la prova che c’è chi gioca sull’equivoco e sulla mancanza di trasparenza per sfruttare il buon nome dei prodotti agroalimentari italiani” afferma Nino Andena, Presidente di Coldiretti Lombardia, dopo che il Nucleo antifrodi dei carabinieri ha sequestrato in provincia di Cremona e in quella di Parma 4.800 confezioni di formaggio grattugiato con etichette che riportavano una dizione “falsamente evocativa” della Dop Parmigiano Reggiano. Sono state recuperate decine di migliaia di altre etichette pronte per essere utilizzate su confezioni da spedire all’estero. “Se il Made in Italy non fosse un grande valore aggiunto – commenta Andena – nessuno si darebbe tanto da fare per indicarlo ai consumatori anche quando non può”. Nell’estate del 2010 – ricorda la Coldiretti Lombardia – i carabinieri del Nas di Cremona sequestrano 2.800 forme di grana padano prodotte con latte di origine sconosciuta e marchiate con il simbolo del Consorzio ottenuto ricopiando la scritta, tramite lettore laser, da alcune forme originali e creando quindi uno stampo in metallo da usare per i tarocchi. “L’indicazione di origine su tutti i prodotti è una battaglia per la difesa dei consumatori, delle aziende agricole e dell’economia italiana - conclude Andena considerato che i falsi Made in Italy sottraggono alla nostra economia oltre 50 miliardi di euro all’anno”. Esiste – ricorda Coldiretti Lombardia – una lunga lista di prodotti stranieri chiamati con nomi italiani o di prodotti che fanno pensare al Belpaese, ma in realtà sono realizzati con materia prima estera (dal latte nei formaggi alla carne di maiale per prosciutti e salami) senza che nessuno possa saperlo perché non c’è l’obbligo di una chiara indicazione di origine in etichetta.


I “furbetti delle etichette”/2

COLDIRETTI LOMBARDIA Suini dall’Olanda venduti come italiani “Qualcuno fa il furbo sulla pelle di cittadini e allevatori” “Qualcuno fa il furbo sulla pelle dei consumatori e degli allevatori italiani, e questa è l’ennesima prova”: è il commento di Nino Andena, Presidente di Coldiretti Lombardia, dopo che questa mattina è stata diffusa la notizia del blitz dei carabinieri dei Nas in uno stabilimento di macellazione del Cremonese il cui titolare è stato denunciato per aver venduto, etichettandoli come “nati e allevati in Italia”, 700 suinetti congelati importati dall’Olanda. “I carabinieri stanno facendo un lavoro enorme – spiega ancora Andena – e i loro blitz sono la conferma dell’allarme lanciato il 26 luglio quando con gli allevatori abbiamo protestato davanti alla Borsa di Milano contro gli speculatori del falso Made in Italy che danneggiano i produttori italiani e ingannano i consumatori”. Nel 2010 le importazioni di maialini dalla Ue, in particolare dall’Olanda e dalla Danimarca, hanno raggiunto il mezzo milione di capi, con un aumento del 40%. “Serve un’etichetta che indichi in modo chiaro l’origine della carne – commenta Andena –, e che non si tratti di una questione secondaria lo dimostra proprio questo macellatore di Cremona che ha venduto come nati e allevati in Italia animali comprati in Olanda. Se non fosse stato così importante, avrebbe rischiato la denuncia? E non può neppure dire che non sapeva dove rifornirsi, visto che è in un territorio pieno di allevamenti”. In Italia ci sono quasi 9 milioni di suini e la Lombardia ne custodisce oltre la metà. In dieci anni il nostro Paese ha perso l’85% delle aziende, passate dai 193 mila a 26 mila e sempre nello stesso periodo quelle lombarde sono scese da 7.487 a 2.639. Nel 2010 l’Italia ha importato un milione di capi, mentre l’export è crollato del 70%. Nei giorni scorsi, sempre a Cremona e a Parma, il Nucleo antifrodi ha sequestrato 4.800 confezioni di formaggio grattugiato con etichette che riportavano una dizione “falsamente evocativa” della Dop Parmigiano Reggiano recuperando anche decine di migliaia di etichette pronte per essere utilizzate su confezioni da spedire all’estero.


www.ilpuntocoldiretti.it Il giornale online delle imprese del sistema agroalimentare E’ il giornale online rivolto alle imprese del sistema agroalimentare, creato dalla Coldiretti, la prima Organizzazione degli imprenditori agricoli del Paese. Il Punto Coldiretti assicura un costante aggiornamento su economia e settori produttivi, fisco, ambiente, lavoro, credito, energia, previdenza, formazione, qualità, innovazione e ricerca, scadenze e prezzi, previsioni meteo. L’indirizzo è: www.ilpuntocoldiretti.it.

Mercato di Campagna Amica, il calendario Ricordiamo il calendario del Mercato di Campagna Amica degli agricoltori di Coldiretti in provincia di Cremona: CREMONA. Al Foro Boario ogni venerdì, dalle ore 8 alle 13 CASALMAGGIORE. In Piazza Turati, il sabato mattina SORESINA. Il lunedì, ore 8-13, davanti al Palazzo Comunale PANDINO. Il 2° e il 4° lunedì del mese, in via Umberto I VESCOVATO. Tutti i sabati, in piazza Roma CASTELLEONE. La mattina del sabato in via Garibaldi BAGNOLO CREMASCO. In piazza Aldo Moro, la seconda domenica del mese CREMA. In via Terni, prossimi appuntamenti domenica 7 e 21 agosto.

www.cremona.coldiretti.it: il sito di Coldiretti Cremona Www.cremona.coldiretti.it è l’indirizzo del sito di Coldiretti Cremona. Uno strumento di informazione e comunicazione, aggiornato in tempo reale, rivolto agli imprenditori agricoli e a tutti i cittadini attenti ai temi della difesa e valorizzazione dell’agricoltura e alimentazione made in Italy, alla promozione del territorio, alla tutela dell’ambiente. Sul sito sono presenti tutti i comunicati stampa diffusi da Coldiretti Cremona, ci sono le pagine dedicate ai servizi garantiti dai vari uffici, accanto ad una serie di link ed indirizzi utili. Nelle ultime settimane il sito si è arricchito di una serie di video, che raccontano iniziative e azioni di Coldiretti a tutela del vero made in Italy.


Coldiretti Cremona - Impresa Verde Cremona SEDE PROVINCIALE Via Ala Ponzone, 8 III piano Tel. 0372.499811 Fax 0372.499899 cremona@coldiretti.it

UFFICIO ZONA DI CREMONA Via Ruffini, 28 Tel. 0372.732930 - Fax 0372.732940

UFFICIO ZONA DI SORESINA Via Matteotti, 12 Tel. 0372.732990 - Fax 0372.732980

UFF. ZONA DI CASALMAGGIORE Via Cairoli, 3 Tel. 0372.732960 - Fax 0372.732970

UFFICIO ZONA DI CREMA Via del Macello, 34/36 Tel. 0372.732900 - Fax 0372.732925

CHIUSURA ESTIVA UFFICI Si rende noto che gli Uffici di Coldiretti Cremona e Impresa Verde Cremona resteranno chiusi nella settimana dal 15 al 21 agosto. I nostri uffici riapriranno lunedì 22 agosto 2011. Agricoltura online: le ‘sfide’ dei giovani imprenditori agricoli in una serie di video sul sito www.cremona.coldiretti.it - Stefano Rho: dall’impresa suinicola nasce a Farinate di Capralba il Punto Campagna Amica - I fratelli Marossi: la floricoltura “Made in Casteldidone” - Carlo, Marco, Nicola e Simone Pasquali: allevatori di bovini e suini, ora anche produttori di energia - Alberto Bettinelli: l’eco-rotolo targato “Crema Green” - Gianna e Giacomo Maghenzani: al via al Boschetto di Cremona l’agrinido “Piccoli Frutti”


MERCATI – DA VENERDI’ 29 LUGLIO A GIOVEDI’ 4 AGOSTO 2011

PRODOTTO

Unità di misura

CREMONA

MILANO

MANTOVA

MODENA

Tonn.

211-213

226-229

214-219

(fino) 223-228

Tonn.

264,5-265,5

276-278

264-266

277,0-278

405-407

n.q.

FRUMENTO tenero buono mercantile

GRANOTURCO ibr. naz. 14% um.

SEMI di SOIA Nazionale

Tonn.

ORZO naz.

n.q.

Sorgo nazionale

n.q.

Tonn.

202 – 207 208 – 215

223-226 232-234

203-210 219-226

(p.spec. 63-65)

Tonn.

175 – 177

160-161

163,0-166

157,0-158,0

Tonn.

130 – 150 di erba med: 130-150

116-130 n.q.

n.q.

PAGLIA press. (rotoballe) ’10

Tonn.

105 – 115

108-120

SUINI lattonzoli locali

15 kg

3,230

n.q.

3,130

3,170

SUINI lattonzoli locali

25 kg

2,310

n.q.

2,220

2,310

SUINI lattonzoli locali

30 kg

2,190

n.q.

2,100

2,190

SUINI lattonzoli locali

40 kg

1,990

n.q.

1,940

1,990

SUINI da macello

156 kg

1,380

1,423

n.q.

SUINI da macello

176 kg

1,440

1,423

n.q.

1,410

1,398

n.q.

MONTICHIARI

da macello 1,140-1,240

p.spec. 55-60 p.spec. 66-68

CRUSCA alla rinfusa FIENO Magg. Agostano

SUINI da macello VACCHE FRIS. 1° qualità (p.v.)

VACCHE FRIS. 2° qualità (p.v.)

MANZE scott. 24 mesi

Oltre 176 kg kg.

2,30-2,70

kg.

2,00-2,25

kg.

2,20-2,75

1,15-1,25 MONTICHIARI

0,85-0,98 Vitelloni da macello 24/30 mesi

1,35-1,45

Erba med f. 2° t.

100-105

215-218

Medica fienata 1° t.

115,0-125,0 Paglia di frumento press. ball. 65-70

(da 144 a 156 kg)

1,376 (da 156 a 176 kg)

1,430 (da 176 a 180 kg)

1,400

0,88-0,98

Vitelloni femm. da macello pezz. nere (kg. 450-500)

1,01-1,180

1,18 – 1,33


PRODOTTO

Unità di misura

VITELLI baliotti

50-60

fris. (p.v.)

kg.

VITELLI baliotti

50-60

pie blu belga p.v

kg.

BURRO pastorizzato

kg.

3,20-3,25

kg.

(dolce) 4,95-5,15

n.p.

n.q.

kg.

(piccante) 5,10-5,50

n.p.

n.q.

PROVOLONE VALPADANA fino a 3 mesi

PROVOLONE VALPADANA oltre 3 mesi

GRANA scelto stag. 9 mesi

kg.

CREMONA

MILANO

MANTOVA

1,50-1,80

MONTICHIARI (50/60 kg)

(da 46 a 55 kg)

(50 kg)

1,90-2,20

1,55-2,20

1,60-1,82 2,80-3,80

MONTICHIARI

3,60-3,80 past. n.p. centr. n.p.

4,20-4,60 2,75

MODENA

(pregiate 70 kg)

3,36-4,40 Zangolato di creme X burrificaz. 2,40

-PARM. REGGIANO 12 mesi

10,50-10,85

8,00-8,25

n.p.

8,10-8,35

PARMIGIANO REGGIANO fino a 24 m

11,90-12,25 GRANA scelto stag. 12-15 mesi

kg.

8,55-8,70

n.p.

8,65-8,90

PARMIG. REGG. 30 mesi e oltre

13,20-13,60

N.B. Le quotazioni del bestiame bovino e del foraggio sul mercato di Cremona avvengono il 1° e il 3° mercoledì del mese. Questo dato, conseguentemente, va letto ed interpretato con la dovuta attenzione rispetto agli altri dati pubblicati. Le quotazioni del mercato di Milano avvengono in due giorni separati: il martedì per il comparto dei cereali e derivati, il lunedì per quello zootecnico che fa riferimento a Montichiari. Anche questo aspetto va tenuto in considerazione nel confronto dei dati qui riportati. Il mercato di Mantova avviene in un solo giorno e cioè il giovedì. Modena il lunedì.

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI DELLA TABELLA MERCATI - INSIEME AI COLLEGAMENTI ALLE PRINCIPALI BORSE SONO SUL SITO www.cremona.coldiretti.it W l’Agricoltura – Coldiretti Cremona Informa Vi dà appuntamento alla prossima settimana

http://ec.europa.eu/agriculture/rurdev/index_it.htm La newsletter di Coldiretti Cremona è nel sito www.cremona.coldiretti.it È

coldiretti cremona informa 30/2011  

il diario in posta elettronica di Coldiretti Cremona

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you