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A F R AG O L A - C A I VA N O - C A R D I T O - C A S A L N U O V O - C R I S PA N O - F R AT TA M AG G I O R E - F R A T T A M I N O R E

Anno XXI - n. 346 - Sabato 11 gennaio 2014

Fondato da Natale Cerbone

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TERRA DEI FUOCHI Mobilitazione continua. Anche Napolitano se ne accorge

ASL NAPOLI 2 NORD La direzione verso Frattamaggiore �

CARDITO Protesta dei commercianti del centro storico


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›› LETTERE AL DIRETTORE

Nei miei terreni non ci sono rifiuti tossici Caro Direttore, chiedo la cortesia di pubblicare questa mia lettera perché con la presente intendo smentire quanto dichiarato nel corso della trasmissione andata in onda nella prima serata del 29 Dicembre 2013 sull’emittente La 7. In particolare, nel corso del reportage definito “Inferno atomico” a cura di Sandro Ruotolo e Dina Lauricella, per conto della redazione di “Servizio pubblico”, si spendeva indebitamente il mio nome significando che io fossi “…il proprietario di 7 ettari di terra sequestrati dove venivano coltivati broccoli, cavoli e finocchi e sui quali sono stati rinvenuti 200.000 metri cubi di rifiuti tossici”. In merito a queste gravi e diffamatorie propalazioni emerse dal predetto reportage voglio rappresentare (attraverso il suo giornale) che sono false e ho già dato mandato ai miei legali di adire le vie legali a tutela della mia persona oltre a presentare una immediata richiesta di rettifica, secondo quanto previsto dalla legge 223/1990 e dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 2257 del 1992, affinchè venga censurata quella parte del reportage dove viene rappresentata questa falsa notizia, attualmente presente sul sito della trasmissione televisiva “Servizio Pubblico”. Voglio evidenziare come il problema oggetto della trasmissione suindicata sia di una gravità assoluta e come colpisca direttamente tutti i cittadini che vivono in questa terra martoriata dalla criminalità organizzata e dall’inciviltà di alcune persone. Nessuno più di me vorrebbe veder rifiorire questa terra nel ricordo indelebile di ciò che era un tempo la ‘Campania Felix’ che tutti noi amiamo.Sono il primo a voler vedere condannati i responsabili dei gravi delitti perpretati a danni del territorio campano e dei cittadini che lo occupano. Pur tuttavia non posso accettare che una trasmissione, per fare audience, condisca di falsità i propri servizi. Questo modo di fare televisione sfocia nel Maccartismo, dandosi alla ricerca di un nemico percepito, con le implicazioni di isteria, pregiudizio e ingiustizia che si accompagnano alla moderna caccia alle streghe. Difatti, se è vero che la Procura della Repubblica di Napoli effettivamente ha disposto il sequestro di alcuni terreni da me gestiti, siti località “Sanganiello” e che sugli stessi sono stati rinvenuti dei rifiuti è pur vero che questi non sono rifiuti tossici. Le persone che hanno mandato in onda questo reportage si sarebbero dovuti documentare prima di propalare queste falsità. In primis questi terreni, proprio perchè distano svariati chilometri dalla mia residenza e non sono recintati, non possono essere costantemente da me monitorati. In secondi, molti di questi terreni ove sono stati rinvenuti i rifiuti non sono coltivati. Fatta questa necessaria premessa, voglio rappresentare che molti di voi, non conoscendo ancora il contenuto degli atti di indagine, non può sapere dettagliatamente quale è il problema reale. Difatti, si confonde il problema dello sversamento dei rifiuti con quel-

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lo dell’inquinamento delle falde acquifere. Queste due problematiche, pur essendo molto sentite dall’opinione pubblica, sono diverse tra di loro. Quello che ha avvelenato la falda acquifere campane è stato uno sversamento dei rifiuti tossici nelle falde acquifere sin dall’inizio degli anni novanta. Questo dato è rappresentato proprio all’inizio della trasmissione “Inferno atomico” quando, dando voce al collaboratore di giustizia Carmine Schiavone, si dà lettura delle dichiarazioni da questi rese davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Proprio in ragione di questo rinnovato allarme, la magistratura scrupolosamente ha posto sotto sequestro tantissimi pozzi insistenti, sia nel casertano sia nell’alto napoletano. Ciò perché stanno cercando di individuare la fonte dell’inquinamento, il punto dal quale vengono sversati rifiuti tossici, i quali attraverso il corso sotterraneo delle acque, si propagano sotto tutto il territorio fino ad arrivare ai regi lagni. Ora io, al pari di tutti i cittadini campani, sono vittima di questo inquinamento delle falde acquifere. In vero, nel corso della trasmissione incriminata, si è voluto far credere che sui terreni da me gestiti, fossero presenti rifiuti tossici e che questi sarebbero stati la causa di avvelenamenti di ortaggi e quant’altro non oso neppure ripetere. La realtà è ben diversa. I rifiuti rinvenuti sui terreni, non sversati da me, ma da qualche ignoto malfattore, sono stati analizzati dall’Università degli Studi di Napoli, Federico II, Dipartimento di Scienze chimiche e non sono stati ritenuti rifiuti pericolosi. Purtroppo, coloro che hanno mandato in onda questa trasmissione su canale La 7, pur avendo rappresentato molte verità su altre circostanze, hanno dichiarato fatti non veri in merito alla mia vicenda. Sui terreni da me gestiti hanno rinvenuto rifiuti provenienti da lavori edili quali mattoni, calcinacci, pannelli, eccetera…, che hanno trovato, peraltro, disseminati su tutto il territorio comunale. Questi rifiuti, però, non sono rifiuti tossici. Con specifica categoria di rifiuti vengono classificati quei rifiuti di provenienza non industriale, agricola ma anche ad uso domestico, come pesticidi, radioisotopi o prodotti farmaceutici che possono causare danni o la morte a creature viventi. Nulla di tutto questo è stato ritrovato sui terreni da me gestiti. Pertanto, essendo false e destituite di ogni fondamento le accuse rivolte, mi aspetto da La 7 una pronta smentita come prevista dal diritto di rettifica e mi stupisco del fatto che giornalisti così accorti ed attenti possano aver riportato una notizia così delicata senza prima verificarne la attendibilità. dott. Federico Lizzi Come abitudine per Cogito, sempre pronto a dare voce a chi vive a Nord di Napoli, abbiamo ospitato l’intervento del dottor Lizzi, certi che, nei prossimi giorni, Sandro Ruotolo, giornalista di cui ho la massima stima, saprà chiarire la vicenda.

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L’EDITORIALE ‹‹

Ora si passi dalla protesta alla proposta i moltiplicano gli appelli per trovare una soluzione al dramma della Terra dei fuochi. L’ultimo, in ordine di tempo, è quello lanciato dai Vescovi, guidati dal Cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe. Un ulteriore appello che arriva nei giorni in cui il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha cominciato a rendersi conto della gravità della questione. Almeno a parole. La sua permanenza a Napoli, infatti, è stata “rovinata” dalle proteste di una parte dei movimenti che si battono per chiedere l’attenzione e gli interventi necessari per provare a dare un futuro diverso ai comuni tra Napoli e Caserta. Proteste che hanno spinto un collaboratore del Presidente a telefonare a don Maurizio Patriciello, il parroco del Parco Verde diventato un simbolo della battaglia della Terra dei fuochi, per chiedergli perché tante persone ce l’hanno con Napolitano. Una telefonata che lascia davvero sgomenti. Possibile che Napo-

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tanti dei comitati”. Una posizione forte che evidenzia un corto circuito che si è comunque creato nella mobilitazione in atto nella Terra dei fuochi. Se, infatti, le moblitazioni hanno avuto il merito di evidenziare il dramma che vivono centinaia di migliaia di persone che vivono tra Napoli e Caserta, sostituendosi alle Istituzioni, anche locali, spesso assenti, se non addirittura complici, è vero anche che, a un certo punto, la protesta deve lasciare spazio alla proposta. E non sempre i movimenti sono in grado di darlo. E, spesso, non sono in grado di fare proposte neanche gli uomini simbolo di questa battaglia. Per questo gli incontri con i movimenti rischiano di diventare solo un modo per dare un poì di visibilità a politici in cerca di visibilità mediatica. Al punto a cui siamo arrivati, è necessario, per ottenere risultati concreti, che ci sia un giusto bilanciamento di proteste e di proposta. E, a tal proposito, appare molto utile il lavoro por-

I Sindaci della Terra dei fuochi si sentono isolati e “invidiano” l’attenzione che ricevono i movimenti. Dal Quirinale si sfiora il ridicolo chiedendo a don Maurizio: Perché tante persone ce l’hanno con me? litano continui a far finta di non sapere? Ma dove vive? Dove ha vissuto negli ultimi venti anni? Che faceva nel 1997, quando era Ministro degli Interni e si decideva di secretare le dichiarazioni rese alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti dal pentito della camorra, Carmine Schiavone? E qualche mese fa, quando decise di incontrare don Maurizio dopo le proteste seguite a un primo rifiuto, non aveva detto in un comunicato che avrebbe seguito con la massima attenzione la vicenda? Che ha fatto da allora? Niente. E allora la contestazione era il minimo che doveva attendersi. Possibile che non se ne renda conto? Dopo una prima risposta di don Maurizio, Napolitano si è poi detto disponibile a incontrare il parroco. Una disponibilità che ha contribuito alla polemica del sindaco di Villa Literno che, riportando un malumore espresso, anche se non pubblicamente, da altri primi cittadini, si è lamentato della solitudine in cui sono lasciati i Sindaci della Terra dei fuochi. Chiare, chiarissime le sue parole: “Mentre noi Sindaci non siamo tenuti in considerazione dallo Stato, i movimenti vengono addirittura ricevuti dai Ministri. Vuol dire che per dialogare con le Istituzioni la prossima volta ci faremo raccomandare dai rappresen-

tato avanti dal Coordinamento dei Comitati che ha presentato modifiche concrete al Decreto legge presentato dal Governo. Le modifiche proposte possono essere condivise o meno, ma sono comunque frutto di un lavoro che non è legato solo alle emozioni. Ora è importante che queste modifiche, così come altre raccolte da altre associazioni e movimenti politici, siano discusse da politici seri, non da quelli che hanno scoperto solo ora la Terra dei fuochi perché ti porta sui giornali o a quelli che continuano a prendere in giro chi muore in queste zone assicurando impegno costante e poi se ne dimentica, appena tornano a Roma.

I lavori per la stazione Porta Campania sono fermi da

710 giorni

EDITORE

Editrice Cogito srl di Mario e Carlo Cerbone Direttore Antonio Iazzetta

QUINDICINALE DI ATTUALITÀ, POLITICA, ECONOMIA E COSTUME

Vice direttore Antonio Trillicoso

Autoriz. del Tribunale di Napoli n. 4513 del 18 Marzo 1994

fondato da Natale Cerbone è realizzato da

grafica & stampa

Collaboratori Angelica Argentiere, Giovanna Casoria, Francesco Celardo, Valerio Cerbone, Carmen Celardo, Antonio Ciaramella, Maria Giacco, Cinzia Lanzano, Vittorio Santoro, Claudia Perrotta, Milena Marchese, Stefano Andreone, Francesco Russo, Antonio Boccellino,Teresa Turino, Marina Esposito, Lina Cristofaro, Veronica Iengo, Antonio Bova, Linda Scuotto, e Martino Uzzauto.

Anno XX - numero 341 - Sabato 26 ottobre 2013

Segreteria di redazione: Michela Miele Fotoreporter: Nando Porzio - Frattamaggiore Redazione: Via S. Antonio da Padova, 9 Cardito (Na) - Tel. /Fax 081.8354357 e-mail: redazione.cogito@libero.it Stampa: Editrice Cerbone srl e-mail: info@editricecerbone.it tel. 081.8354357 Cogito • 3


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›› PRIMO PIANO

Si moltiplicano le prese di posizione sulla Terra dei fuochi

Le lettere di Napolitano e dei Vescovi Ma nei comitati che lottano per denunciare il dramma c’è scetticismo. Intanto dalla Regione, Caldoro garantisce il registro dei tumori infantili di Antonio Trillicoso a serietà del fenomeno non può permettere di abbassare la guardia”. Così scrive il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a don Patriciello nella lettera che ha inviato lo scorso 3 gennaio dopo aver ricordato, nel messaggio di fine anno, il dramma della Terra dei Fuochi. Una lettera che assume un valore importante per le popolazioni della terra dei fuochi che va da Giugliano e arriva fino al Vesuviano. Una presa di coscienza del Capo dello Stato che fino questo momento era stato zitto e non aveva detto niente in proposito, tranne quel comunicato reso noto dopo l’incontro dello scorso 29 settembre, quando, in una visita a Napoli per una celebrazione, incontrò il parroco di Caivano e una delegazione del coordinamento dei comitati cittadini. La lettera secondo questo scrive lo stesso Presidente della Repubblica è scaturita dopo aver ascoltato “con rinnovata commozione (…) il grido accorato delle madri dei bambini colpiti da gravi patologie tumorali (che nei mesi scorsi hanno inviato al Capo dello Stato e al Papa oltre 150.000 cartoline con l’immagine dei loro figli morti) ricondotte al criminale inquinamento dei vostri territori della Campania”. Un’ammissione importante secondo acculi in quanto il capo dello Stato ammette la relazione tra inquinamento delle terre e le malattie che hanno colpito migliaia di persone in questo territorio, vessato dagli scarichi inquinanti della criminalità tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta, stando a quanto ha rivelato il pentito di camorra Carmine Schiavone. La lettera è stata accolta con gioia e soddisfazione da don Patriciello che nei giorni scorsi era rimasto un po’ deluso dal breve accenno alla terra dei fuochi nel discorso di fine anno di Napolitano. Non sono contenti invece comitati e cittadini comuni che da più di un anno stanno lottando perché l’inquinamento della Terra dei Fuochi si risolva; si sono scatenati sui social network con parole di delusione e di mancata celerità negli interventi anche pratici. Un “mea culpa” lo fa però Napolitano quando scrive: “Malgrado l’impegno dispiegato dallo Stato, sono d’accordo con

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Napolitano, don Maurizio Patriciello e il Cardinale Sepe lei (Patriciello n.d.r.) che la questione richiede ancora energie e attenzione”. In effetti, dopo la grande mobilitazione del 16 novembre scorso a Napoli con la partecipazione di oltre settantamila persone, il governo ha varato un decreto legge sulla terra dei Fuochi in cui si inaspriscono le pene per chi viene preso in flagrante ad appiccare fuochi e sversare sostanze nocive inquinanti. Inoltre si stabilisce anche l’immediato screening del territorio per individuare i luoghi interessati dal fenomeno dell’inquinamento per stilare finalmente la mappatura del territorio. Una necessità perché nel frattempo tante aziende agricole stanno chiudendo o sono in crisi per la man-

canza delle commesse proprio in seguito al sequestro di intere coltivazioni su terreni ritenuti inquinanti. Questo ha prodotto una serie di conseguenze catastrofiche per l’agricoltura che ha subito danni economici ingenti, innescando una caccia alla strega generale e tutti i terreni dove erano presenti materiale di dubbia provenienza sono stati sequestrati e messi all’indice, anche se poi gli esami hanno dato risultati diversi come dimostra il caso segnalatoci dal dottor Federico Lizzi di Caivano che si è visto al centro di alcuni servizi giornalistici in cui è stato dipinto come proprietario di terreni inquinanti che poi sono risultati perfettamente innocui in base a quanto

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PRIMO PIANO ‹‹ scritto nella lettera che pubblichiamo nello spazio dedicato alle lettere al direttore. Ma a protestare non sono solo i proprietari di grandi appezzamenti di terreno, ma anche i piccoli imprenditori agricoli come dimostra la manifestazione di Acerra (vedi box nella pagina seguente). Ma a conferma della gravità della situazione il giorno dopo la lettere del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è arrivata quella dei vescovi dell’area della terra dei fuochi, capeggiati dal Cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, in cui si legge che “nella Terra dei fuochi si sta consumando un dramma umanitario. Bisogna fare presto”. Preoccupati per quello che succede, nel documento i prelati campani rincarano la dose scrivendo: “Il disastro ambientale che denunciammo circa un anno fa si è trasformato in un dramma umanitario, anche per il tasso di patologie tumorali che, secondo alcuni, è più alto che in altre parti d’Italia. Non abbiamo competente per dare suggerimenti e indicazioni, ma nella nostra azione pastorale siamo pronti ad affiancare e a sostenere tutti gli uomini di buona volontà facendoci interpreti dell’angoscia, delle attese e dei diritti di quelli che sono più deboli e indifesi, di quelli che non riescono a far sentire la propria voce e il loro pianto”. Adesso però è opinione comune che si deve passare dalle parole ai fatti, dagli appelli alla concretezza. In merito è intervenuto anche il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che ha parlato degli screening a cui si possono sottoporre gli abitanti della Terra dei Fuochi che dovrebbero diventare gratuiti. Resta sul tavolo il problema del registro tumori pediatrici che da tempo viene richiesto e che sembra in dirittura d’arrivo, tanto che, dalla prossima settima, come ha assicurato lo stesso Caldoro, dovrebbero iniziare le procedure per arrivare a una definizione del problema. Il registro dei tumori pediatrici permetterebbe attraverso il monitoraggio di tute le patologie neoplastiche di rilevare eventuali differenze di aumento o diminuzione e le relative cause. Ma la sfiducia dei cittadini e dei comitati spontanei e delle associazioni che in questi mesi hanno battagliato con convegni, marce e manifestazioni è tanta. Non credono a una soluzione del problema in tempi rapidi. “Ci stanno dando il fumo negli occhi perché la mobilitazione è stata straordinaria - dicono dal coordinamento comitati fuochi - i ritardi anche di queste ammissioni e delle Istituzioni non ci convincono. Troppe volte ci hanno preso in giro, troppe volte ci hanno promesso e mai mantenuto. Staremo a vedere ma siamo sconfortati”. Anno XXI - numero 346 - Sabato 11 gennaio 2014

I contadini regalano i prodotti della Terra.

Decine di manifestanti “rovinano” le vacanze a Napolitano il giorno della befana ai piedi cittadinanza piatti caldi con i nostri prodotSgolareidelè svolto Castello Baronale di Acerra una sin- ti certificati - spiegano gli agricoltori - tutti iniziativa dei contadini e agricoltori provenienti da questa terra interessata al fedella zona di Acerra e delle città vicine, comprese Caivano e Afragola, fino a Marcianise. Nel cuore della Terra dei Fuochi. Un’iniziativa che segue di alcune settimane la protesta dei trattori. Gli agricoltori di di questa zona hanno donato alla cittadinanza i propri prodotti agricoli già cucinati. “L’iniziativa è tesa - hanno spiegato gli organizzatori dell’associazione ‘Ari.Amo‘, a dare un segnale di massa per la sensibilizzazione radicale della situazione e per dimostrare che i prodotti locali non sono né inquinati, né avvelenati, e lo accertano le analisi effettuate sugli stessi”.

Una risposta originale per dare un segnale importante alla crisi che ha investito il settore dell’agricoltura da un anno a questa parte, proprio in coincidenza delle iniziative di protesta per sollecitare la soluzione del problema dell’inquinamento dei terreni e dei fuochi che imperversavano in tutto il vasto territorio della Terra dei Fuochi. Una crisi che sta creando non pochi problemi con decine di aziende costrette a chiudere per mancanza di commesse e con tanti altri che vivono sull’orlo del fallimento. Migliaia di addetti senza lavoro e con davanti un futuro non certo roseo. Per questo gli agricoltori, che il 22 novembre scorso sfilarono in trattore per le strade della città hanno pensato e realizzato un’ iniziativa del genere per dare una sterzata, se non un freno, a questa crisi profonda che lo scorso anno ha fatto perdere al settore dell’agricoltura e dell’indotto perdite, per 18 milioni di euro. “Abbiamo distribuito a tutta la

nomeno della Terra dei fuochi”. La manifestazione degli agricoltori è stata un’ulteriore prova della mobilitazione continua della Terra dei fuochi. Una mobilitazione che ha anche “rovinato” la vacanza napoletana del Presidente della Repubblica. Napolitano, infatti, giunto a Napoli la mattina del 1 gennaio, ha preferito non concedersi il tradizionale caffé nel Gambrinus di Napoli, né le solite uscite per le strade della città. Ufficialmente perché alle prese con un fastidioso mal di gola, ma a incidere sulla scelta di una vacanza chiuso nella residenza napoletana di Villa Rosbery sarebbe stata anche la paura delle contestazioni. Tra l’altro, un gruppo di manifestanti della Terra dei Fuochi voleva consegnare al Presidente della Repubblica un dossier di 54 pagine, corredato da foto, sui danni provocati all' ambiente nell'entroterra tra Napoli e Caserta e nel quartiere napoletano di Pianura. Uno dei manifestanti, un geometra residente a Pianura, dove funzionava in passato una discarica legale di rifiuti, ha detto ai giornalisti di essere in possesso di documentazione sugli sversamenti di materiali tossici nel cratere Senga. “Volevamo spiegare al Capo dello Stato i motivi del risentimento nei suoi confronti'' hanno detto. Dopo aver sostato per un'ora all' imbocco di via Ferdinando Russo, otto manifestanti si sono incamminati in ordine sparso, con croci di legno, candele e lumini cimiteriali verso Villa Rosebery, ma a circa 100 metri dalla residenza napoletana del Presidente della Repubblica sono stati bloccati dalla Digos e dai Carabinieri che vigilano sulla sicurezza di Napolitano. “La nostra non è una manifestazione hanno detto - siamo solo cittadini che vogliono consegnare documenti al Presidente della Repubblica''. Antonio Trillicoso

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›› CRONACA

Pubblicato il preavviso del bando sulla Gazzetta ufficiale europea

Stazione Tav. Si muove qualcosa I lavori sono fermi da quasi due anni. Potrebbe essere pronta entro il 2015

di Valerio Cerbone n primo passo verso la ripresa dei lavori per la costruzione della stazione dell’alta velocità di Afragola.

U

A comunicare la novità è stato il sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo, nei giorni precedenti le festività natalizie, ha anticipato la notizia della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea del preavviso del bando che sarà pubblicato successivamente. Nel comunicato diffuso dal primo cittadino afragolese si legge che “la situazione si è sbloccata dopo l'incontro in comune con i rappresentanti di Rete Ferroviaria Italiana”. In queste settimane dovrebbe essere pubblicato il bando vero e proprio, così da far riprendere i lavori nella prima parte dell'anno. Un risultato che Tuccillo attribuisce “alla proficua collaborazione instaurata con l'ingegner Michele Del Principe del Gruppo Ferrovie dello Stato che ha permesso la pubblicazione del bando per il completamento della grande infrastruttura progettata da Zaha Hadid. Un'opera fondamentale che la città di Afragola ha atteso fin troppo a lungo”. “Con questo straordinario risultato - ha aggiunto ancora il Sindaco - si creano i presupposti per un'azione di grande progettualità di tutta l'area intorno alla stazione e per il rilancio dell'economia e dell'occupazione. Afragola punta così a diventare uno snodo cruciale nella geografia e nelle funzioni della nascente Città metropolitana di Napoli”. Del Principe, responsabile della Direzione investimenti di Rfi, ha illustrato a Tuccillo e all'assessore Brunella Como i termini della nuova gara: questa identificherà un'associazione temporanea d'imprese (Ati) chiamata a proseguire i lavori interrotti nel febbraio 2012. L'importo complessivo sarà di 79,5 milioni. I lavori per la costruzione della stazione Porta di Napoli sono

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fermi ormai da 695 giorni, da quando il raggruppamento di imprese abbandonò il cantiere per i guai giudiziari ed economici dell’impresa capofila, Dec.Ma. La storia della stazione dell’alta velocità di Afragola è stata molto travagliata. Quello che sarà pubblicato a breve sarà il terzo bando perché il primo non andò a buon termine perché le ditte ritennero non adeguato il capitale messo a disposizione per la costruzione della stazione, tanto che RFI aumentò l’importo arrivando a novanta milioni di euro. Difficile ipotizzare quando sarà pronta la stazione, anche se i più ottimisti fissano una data: entro il 2015. Vedremo se stavolta, sarà rispettata.

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POLITICA ‹‹

Novità in vista per l’Asl Napoli 2 Nord

La direzione dell’Asl a Frattamaggiore Proteste dal Sindaco di Pozzuoli, ma il primo cittadino frattese tiene i toni bassi di Valerio ome anticipato nei mesi scorsi, potrebbe cambiare la sede degli uffici direzionali dell’Asl Napoli 2 Nord, spostandosi da Pozzuoli a Frattamaggiore. La decisione finale spetta al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che sarebbe pronto a firmare. Non mancano però le polemiche. Il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, preannuncia un’opposizione durissima verso una decisione che considera sbagliata. “Faremo le barricate per difendere i nostri cittadini e il nostro territorio - dice il primo cittadino puteolano - Ci opporremo in tutte le sedi alla richiesta inoltrata alla giunta regionale campana dalla direzione generale dell'Asl Napoli 2 Nord di delocalizzare a Frattamaggiore tutti gli uffici e gli ambulatori che si trovano nell'attuale sede centrale di Poz-

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Vincenzo Figliolia

Il centro sociale Pezzullo destinato a ospitare la direzione dell’Asl Napoli 2 Nord

zuoli, dal momento che questa decisione non solo va contro i parametri indicati dalla legge regionale, ma priverà un bacino di utenza di quasi 400.000 cittadini dei servizi erogati da uffici e ambulatori dell'Asl Napoli 2 Nord”. “Il governatore Stefano Caldoro, del quale apprezziamo e conosciamo la sensibilità istituzionale e la ragionevolezza, dimostri di essere davvero dalla parte dei cittadini e blocchi questa proposta di trasferimento che non apporterà nessun beneficio né economico né sociale” aggiunge il Sindaco di Pozzuoli, sottolineando: “Come già ebbi modo di ricordare lo scorso anno, esprimendo una posizione condivisa anche con i colleghi sindaci Ermanno Schiano di Bacoli e Francesco Iannuzzi di Monte di Procida che è anche presidente Anci Campania, la norma regionale è chiara e invita le direzioni aziendali delle Asl a localizzare le proprie sedi e ambulatori in zone che siano epicentriche rispetto al territorio complessivo di estensione territoriale e nel nostro caso la sede epicentrica sarebbe nel territorio di Giugliano e non certo Frattamaggiore”. Anno XXI - numero 346 - Sabato 11 gennaio 2014

Cerbone “Ora poniamo la questione e chiediamo un intervento anche di tutti i gruppi consiliari regionali e dei consiglieri eletti nel comprensorio flegreo giuglianese per questa battaglia che non ha alcun colore politico né è assolutamente campanilistica, ma fondata su principi di rigore istituzionale e tutela dei cittadini” conclude Figliolia. Di tutt’altro avviso il sindaco di Frattamaggiore, Francesco Russo, che, incassa il successo di riportare la direzione dell’Asl Napoli 2 Nord a Frattamaggiore e tiene i toni bassi, evitando di polemizzare con il collega puteolano. “Bene la decisione della Regione Campania di riportare la sede della direzione dell’Asl Na 2 Nord a Frattamaggiore. Si tratta di una scelta opportuna e razionale che va incontro alle esigenze dei cittadini utenti” ha detto precisando:

Francesco Russo

“Non ne facciamo una questione di sterile campanilismo, oggettivamente l’Asl Na 2 Nord, inglobando anche i comuni di Acerra e Casalnuovo fa assumere a Frattamaggiore una posizione baricentrica rispetto alla più lontana Monteruscello. La maggior parte degli utenti, più di un milione, che afferiscono all’Asl Na2 risiede proprio nella nostra area e avranno meno difficoltà a raggiungere la sede legale. Inoltre l’Asl Na 2 Nord è dotata nel Comune di Frattamaggiore di strutture ampie e confortevoli recentemente risistemate proprio per svolgere la funzione di sede direzionale”. A far pendere Caldoro verso la scelta di Frattamaggiore anche la possibilità di risparmiare i soldi necessari per l’affitto della struttura di Pozzuoli visto che la sede di Frattamaggiore sarà messa a disposizione dell’Asl Napoli 2 Nord gratuitamente. E, a proposito della sede, non c’è ancora l’ufficialità, ma è pressoché certo che a ospitare gli uffici dovrebbe essere il Centro sociale Pezzullo e il palazzo che, fino a poco fa, ospitava il Tribunale di Frattamaggiore. Cogito • 7


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›› PRIMO PIANO

Evitata la chiusura dell’ipermercato

Ipercoop...un accordo in chiaro scuro Previsti lavori che ridurranno lo spazio del centro commerciale afragolese. Ridotto l’orario di lavoro e lo stipendio. Fino a 400 euro in meno in busta paga di Cinzia Lanzano

egalo o “Pacco”? Questo è il dilemma! Il regalo è l’intesa siglata per i dipendenti dell’IperCoop di Afragola al fine di evitare il paventato licenziamento; il “pacco” sono, invece, le condizioni che sono stati costretti ad accettare e che suonano quasi come una beffa, più che come una soluzione. Tirare un respiro di sollievo, ma anche aggiungere un buco alla cintura; è questo che dovranno fare le 225 persone, e le loro famiglie, che lavorano all’ipermercato de Le porte di Napoli, soprattutto se sono monoreddito. La sintesi della vicenda potrebbe, infatti,

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racchiudersi in poche parole: drastico taglio degli stipendi, scatti di anzianità annullati e due anni di cassa integrazione in cambio della revoca di 250 licenziamenti. L’accordo, siglato il 2 gennaio, è stato accettato dai sindacati. Le nuove condizioni non sono certo delle più rosee, forse si possono considerare meno svantaggiose di quelle proposte l’estate scorsa, ma di certo non sono a favore dei lavoratori che pur non perdendo il posto, vedono un vero e proprio danno economico per le proprie tasche. Si parte dalla riduzione dell'orario di lavoro, da 38 a 25 ore, per i cir-

ca 50 assunti a tempo pieno, da 24 o 22 ore a 20 ore, invece, per i contratti part time; ciò comporta una conseguente riduzione dello stipendio: un addetto full time perderà circa 400 euro lordi mensili in media; mentre i part time vedranno dai 150 ai 200 euro lordi al mese in meno nelle loro buste paga. La stangata toccherà anche la dirigenza, vi saranno, infatti, demansionamenti in particolare per i quadri di regia. Altro grave provvedimento è l'azzeramento degli scatti di anzianità anche per i dipendenti che hanno superato i cinquant'anni, un’ulteriore insidia per

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PRIMO PIANO ‹‹ chi si avvicina alla tanto agognata pensione. In più, a fine febbraio comincerà, la cassa integrazione che coinvolgerà a turno i dipendenti dell’IperCoop della zona Marziasepe. Dopo mesi sul filo di lana, con un posto fisso che sembrava sempre più in bilico, i sindacati Ficams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno dovuto cedere, il loro tentativo di ottenere migliori condizioni rispetto a quelle presentate dalle Coop emiliane in agosto si era rivelata un’arma a doppio taglio e correva il rischio di avere risultati rovinosi: per cercar di difendere i diritti dei loro rappresentati avevano messo a repentaglio la trattativa con Coop Estense e Adriatica, fondamentale per il futuro dell’ipermercato afragolese. Mario Dello Russo, della segreteria regionale Uiltucs, ha detto: “Ad ogni modo noi giudichiamo che quest'accordo sia sostanzialmente positivo perché, anche se purtroppo l'intesa ha comportato una serie di duri sacrifici, alla fine siamo riusciti a centrare gli obiettivi del salvataggio dei posti di lavoro e della permanenza di Coop in Campania”. I dipendenti pressati da questa morsa che li intrappolava hanno preferito conservare la sicurezza di poter avere ogni giorno un piatto da mettere in tavola, piuttosto che la mobilità. Era una sorta di ricatto psicologico che tutti hanno dovuto accettare, perché “del doman non v’è certezza”, soprattutto in tempo di crisi. Le conseguenze saranno difficili da gestire nelle case in cui questo stipendio, ormai martoriato, rappresenta l’unica entrata o per le famiglie che, fiduciose nella stabilità del proprio impiego, hanno fatto investimenti o acceso mutui. Le vicende che hanno portato a un patto così pesante sono complesse e vanno avanti da mesi; già più volte negli anni addietro si era prospettata l’ipotesi della chiusura o della riduzione del punto vendita afragolese, si era parlato di nuovi acquirenti, delle cooperative emiliane, del gruppo Catone, ogni volta, però, l’accordo saltava per un motivo o l’altro, ma l’Ipercoop continuava le sue attività. Negli ultimi mesi, invece, qualcosa era cambiato, la scelta di chiudere da parte della cooperativa livornese sembrava materializzarsi dopo che l’accordo con la Coop Estense ed Adriatica era saltato lo scorso Agosto. In quell’occasione aveva giocato un ruolo fondamentale la netta opposizione dei sindacati per condizioni ritenute vessatorie, come la riduzione di orario di lavoro e stipendi. Avevano tremato i dipendenti IperCoop dei punti vendita campani sulla prospettiva di un epilogo così catastrofico, come la chiusura della sede di Afragola da parte di UniCoop Tirreno, proprietaria dell’intera galleria commerciale; decisione scaturita dalle inAnno XXI - numero 346 - Sabato 11 gennaio 2014

A Capodanno tentativo di spesa proletaria “senzatutto”, così sono stati definiti coloro che hanno tentato di portare via dalIscorso. l’IperCoop de Le porte di Napoli il necessario per le loro famiglie il 30 dicembre Una protesta sfociata in una sorta di appropriazione di merce non acquistata che, evitando di tergiversare, qualcuno definirebbe furto, anzi tentato furto, visto l’esito. Pensare alla protesta in questione, come a quella rappresentata dal dipinto Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, potrebbe sembrare anacronistico, ma non è errato! Infatti mancavano i forconi alla mano, ma c’erano le famiglie, le mogli, con carrelli alla mano, i megafoni e gli striscioni. Stando, infatti, ai racconti di alcuni dipendenti dell’ipermercato afragolese erano da poco passate le undici e alcuni contestatori, inizialmente soli, sono entrati e hanno cominciato a manifestare nei corridoi, il tutto mentre alla gente ignara che faceva i propri acquisti per il cenone, venivano distribuiti volantini che titolavano “Terremoto Sociale”; dopodiché c’è stata una sorta di piccola assemblea; infine il colpo di scena, sono sopraggiunte le consorti munite di carrello che hanno cominciato i loro acquisti; una volta riempiti per bene i carrelli, si sono avvicinati tutti all’uscita, non alla cassa, bensì all’uscita senza acquisti, dove hanno stazionato per un po’. La situazione è diventata più critica in quel momento, perché qualunque fossero le motivazioni, uscire da un esercizio commerciale con merce non pagata, equivale a rubarla ed è un reato. La sicurezza dell’IperCoop, nel frattempo, non poteva intervenire finché i carrelli non fossero usciti dall’ipermercato colmi di merce non acquistata, perché restando al-

l’interno non avevano compiuto nessuna infrazione. I carrelli varcano la soglia dell’Ipercoop. Scatta in quel momento l’allarme, la sicurezza avverte il Direttore che è in atto una rapina e che i carrelli con la refurtiva si avviano verso il parcheggio. Gli scioperanti si accorgono, allora, del rischio reale che stanno correndo, una denuncia per furto, e restituiscono i carrelli con la merce sottratta. Arrivano i Carabinieri. Intorno alle 13.30 l’ordine è ristabilito Sembrerebbe una vicenda assurda, eppure è ciò che è realmente accaduto. A protestare erano gli aderenti al Movimento dei disoccupati autorganizzati di Acerra, al Comitato di lotta cassintegrati e licenziati della Fiat di Pomigliano e dell'indotto, al centro sociale Iskra area flegrea e agli Studenti autorganizzati di Napoli. “Abbiamo fame ma non possiamo pagare le merci di prima necessità quindi ci prendiamo la spesa e ce la portiamo via senza pagare” queste sono state le spiegazioni addotte. Disperazione forse è il termine adatto per comprendere cosa abbia dettato questo gesto, ma sicuramente è stata tanta anche l’incoscienza. Non si può pretendere di “rubare” ciò che non ci si può permettere, sebbene si tratti di beni di prima necessità. Neppure le scelta della location è stata delle migliori se si considerano le grandi difficoltà in cui versava l’IperCoop di Afragola, che proprio in quei giorni decideva le sue sorti; altro paradosso era il protestare per la perdita del lavoro, mettendo in difficoltà chi rischiava di subire la stessa sorte. Al momento non è stata sporta denuncia. Non è la prima volta che si verifica un simile evento all’IperCoop, i dimostranti del 2004 che durante le festività natalizie ebbero la stessa idea sono stati condannati in primo grado e assolti in appello. Cinzia Lanzano Cogito • 9


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›› PRIMO PIANO genti perdite (nell’ordine di milioni di euro); una scelta drastica che prevedeva il licenziamento dell’intero organico o quasi, 225 dipendenti su 226, unico superstite sarebbe stato il direttore. Ulteriori 25 licenziamenti dovevano essere effettuati nelle altre sedi campane: 18 in quello di Avellino (162 addetti), 5 a Quarto (167 addetti) e 2 nel supermercato di NapoliArenaccia (57 addetti). Nessun esubero, per fortuna, nel supermercato di Santa Maria Capua Vetere (45 addetti). Si sono, così, mobilitati i lavoratori IperCoop, con una serie di scioperi, serrate e assemblee, sono giunti fino a Livorno per far sentire la propria voce alla cooperativa, per affermare che i principi tanto reclamati dalla Coop venivano poi traditi, a scapito dei suoi stessi dipendenti. A mettersi all’opera, per una volta, è stata anche la politica e l’ha fatto concretamente; molteplici sono state le proposte della Regione Campania, come la Cassa Integrazione o lo stanziamento di fondi, ma a nulla sono valse: l’azienda era decisa e ferma sulle sue posizioni, nonostante tutto le lettere di licenziamento sono, tuttavia, rimaste chiuse in un cassetto. Per fortuna! Anche le comunicazioni coi sindacati si sono fatte più rade. La sicurezza per i lavoratori era di avere un posto fino a Natale, se n’erano resi conto perché giocattoli e merce natalizia erano stati ordinati. Ma ad inizio Gennaio se non si trovava un’intesa il loro destino sarebbe stato segnato, l’11 gennaio era la data X. Ad ottobre un evento decisivo, l’incontro tenutosi a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico; fortemente voluto dall’assessore regionale al lavoro Severino Nappi che non

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ha mai trascurato la vicenda, anzi, se n’è fatto carico personalmente, la tavola rotonda è stata seguita da un periodo di silenzio, nel mese di novembre. All’incontro i sindacati non avevano preso parte, ma si erano presentate la Coop Livornese e le Coop emiliane. E da queste è nata la svolta, è stata infatti fondata una newco tra l’UniCoop Tirreno e quella Adriatica. Voci speranzose filtravano, ma i dipendenti hanno temuto fino a metà dicembre; per molti il sogno di un lavoro che nel ’99 era diventato realtà, si stava trasformando in un incubo! Frasi come quella di Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, "per Coop il Sud resta un'area strategica in cui dover continuare a investire nonostante la crisi", riaprivano uno spiraglio. Il 23 dicembre, in Regione un nuovo incontro, a Palazzo Santa Lucia, l’accordo sembra raggiunto per quanto difficile, a mediare ancora una volta è l’assessore Nappi. Si era ipotizzato un referendum per permettere ai lavoratori di scegliere tra mobilità o taglio di stipendio e orario, ma Giuseppe Pezzella, rappresentante sindacale della Uiltucs-Uil aveva affermato: “La maggioranza dei lavoratori di Afragola ha già dichiarato nell'assemblea di essere d'accordo con quanto stabilito in Regione per cui non si prevede nessun referendum”. Finalmente il 2 gennaio i sindacati si sono trovati faccia a faccia con la Coop, con la newco; è stata ammessa anche la partecipazione dei sindacati di base, sebbene non fosse un sindacato firmatario di contratto. La speranza era ottenere il miglior risultato possibile dalla trattativa! È stata raggiunta l’intesa, in zona cesarini dato che l’UniCoop aveva dato tempo fino al 7 gennaio,

i termini scadevano l’11. L’accordo c’è, ma resta pure l’impressione che purtroppo la Campania e soprattutto il punto vendita di Afragola siano diventati una sorta di laboratorio dove si sperimentano nuove forme di contratti sottopagati, improponibili in altre zone d’Italia. E pensare che questo ipermercato situato in un punto nodale tra Afragola, Acerra e Casalnuovo doveva essere un fiore all’occhiello, certo la concorrenza dei centri nel marcianisano e nel nolano, e i discount della stessa zona Marziasepe hanno ridotto il bacino d’utenza, però forse ci sono stati notevoli errori nella gestione amministrativa. Per Le porte di Napoli, sono previsti lavori di ristrutturazione che ridurranno a meno della metà lo spazio dell’ipermercato, da 11000 a 4500 mq. Non è stata ancora fissata la data di inizio dei lavori. Altra categoria colpita, ma spesso dimenticata sono gli operai della ditta "A.T. Pulimento srl", ben 23 impiegati nel settore delle pulizie sul futuro dei quali non è stata ancor presa nessuna decisione. Clausole così gravose sono toccate solo ai dipendenti di Afragola, negli altri quattro super e ipermercati saranno solo azzerati gli scatti di anzianità. Eccezion fatta per Avellino, in questa sede sarà introdotto il contratto di solidarietà, ossia sarà effettuata una riduzione dei salari proporzionalmente agli esuberi individuati. Il nuovo anno è sicuramente cominciato sotto una nuova stella per tutti coloro che fino a un mese fa temevano di non avere più lavoro…certo questa non è una favola, non tutti vissero felici e contenti, forse solo un po’ più sereni… il lieto fine in cui tutti speravano è arrivato, ma solo per metà!

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›› CRONACA

Cardito, dall'operazione “sacchetto selvaggio” alla task force sull'amianto Il comandante Capoluongo: “la salvaguardia ambientale è tra le nostre principali priorità” di Antonio Cerbone a questione “Terra dei fuochi” e la successiva sensibilizzazione che ne è derivata ha spinto anche le amministrazione ad alzare ancora di più la guardia in merito alla difesa ambientale del territorio. E' in virtù di questa esigenza che l'amministrazione comunale di Cardito ha provveduto a potenziare il settore legato alla difesa ambientale, affidando alcune responsabilità anche al Comandante della Polizia Municipale, il dott. Vincenzo Capoluongo. La nostra redazione lo ha incontrato per conoscere le diverse attività che stava mettendo in piedi ed il Comandante, affiancato dal Capitano Luigi Palumbo, ci ha illustrato le ultime iniziative partite recentemente sul territorio: “Operazione “sacchetto selvaggio”, così l'abbiamo chiamata. Il nome dice già tutto, la mattinata del 7 gennaio infatti, è iniziato un servizio di monitoraggio circa l'illecito smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Purtroppo nella stessa giornata siamo stati costretti a prendere dei provvedimenti a carico di utenti poco attenti che hanno gettato il sacchetto dei rifiuti fuori dall'orario consentito” Quanto durerà questa operazione e come si articolerà sul territorio? Innanzitutto mi lasci precisare che le questioni legate al fenomeno ecologico sono state diligentemente ed attentamente seguite dal capitano Luigi Palumbo. Personalmente ritengo fondamentale un'opera di sensibilizzazione sull'intero territorio per questo motivo l'operazione andrà ancora avanti per molto tempo e sarà condotta da operatori in abiti civili e con auto di copertura. I trasgressori dovranno quindi stare attenti perchè agiremo in borghese. Quali sono le altre operazioni, legate all'ambiente, che state conducendo? Il tema ambientale è di fondamentale

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Nella foto in alto: Il Comandante Capoluongo (a dx) con il Capitano Palumbo. Nella foto a sinistra: con il Sindaco Cirillo.

importanza, infatti ho distaccato una unità operativa presso l'ufficio ecologia per adempiere a tutte quelle situazioni che si rendano necessarie circa il contrasto dell'inquinamento ambientale ed in particolar modo alla dismissione dei materiali contenenti amianto. Ad oggi posso riferire che la situazione è tenuta sotto controllo, anche grazie alla pregressa attività fatta propria dal Capitano Palumbo circa il fenomeno in argomento. Quali sono le strategie che state mettendo in atto per la lotta all'amianto? Abbiamo predisposto una vera e propria task force per perlustrare attentamente il territorio. Nella nostra città vi sono per lo più i tetti pluviali fatti con questo materia-

le, che 30 anni fa era consentito in edilizia, fino a quando non se ne è scoperta la pericolosità. La nostra attività – spiega il Capitano Palumbo - si svolge attraverso un processo di censimento delle tettoie, identifichiamo i proprietari e facciamo una prima relazione all'ufficio ambiente, quantificando e qualificando il materiale contenente amianto. A seguito di questa comunicazione l'ufficio emana ordinanza sindacale. Quali sono i risultati che fino ad ora avete ottenuto? Molte persone investite da questo provvedimento hanno già provveduto, nelle modalità previste della legge, a dismettere questi materiali. Molti altri sono stati già deferiti all'autorità giudiziaria perchè non hanno ottemperato all'ordine di bonificare i tetti. Ricordo che non è un reato accertare che un abitante abbia un tetto di cemento amianto. Diventa reato quando questi non provvede dopo l'ordinanza sindacale. La questione della Terra dei Fuochi ha toccato tutti i territori a Nord di Napoli, quali sono le attività che a questo proposito che state mettendo in piedi a Cardito? In piena terra dei fuochi il problema principale è quello dell'abusivismo, in particolare delle attività selvagge che vengono svolte nei sottoscala che non hanno alcuna caratteristica a norma. Queste attività si svolgono in maniera abusiva e quindi non possono che liberarsi in maniera illegale, dei rifiuti che producono. Per questo abbiamo chiuso diverse attività del genere, altamente inquinanti per il territorio. Devo altresì aggiungere che il nostro lavoro è facilitato dalla vicinanza che il Sindaco Giuseppe Cirillo e l'assessore all'ecologia Biagio Garofalo

Alcune case carditesi con i tetti rivestiti in amianto. 12 • Cogito

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CRONACA ‹‹

Protesta dei negozianti del centro storico di Cardito

“Il commercio sta morendo” “Siamo prossimi alla chiusura. L’Amministrazione Cirillo non ci ascolta. Come con Barra” di Stefano Andreone i dice che “una rivolta è la voce degli inascoltati”. E la definizione vale anche in questo caso, anche se non stiamo parlando di una vera e propria “rivolta”, ma di una denuncia. Scendono in piazza, e a gran voce stavolta, i commercianti di Cardito, quelli del centro storico, stanchi ed esasperati da un’Amministrazione comunale che, per loro, è sorda e assente. Da troppi anni ormai, Cardito è agonizzante, messa in ginocchio dalla crisi e, oggi ancor di più, l’urlo disperato arriva proprio da chi il paese lo vive e nel paese ci lavora, da chi contribuisce con gli sforzi e i sacrifici di una vita a mantenere a galla una “nave” che lentamente sta affondando; i commercianti. Questi ultimi, davvero ultimi, oseremo dire e definirli, sono stati abbandonati al loro destino, non supportati da politiche di rinnovamento e di sviluppo, da strategie commerciali ben pianificate e organizzate, vittime stesse di un logorio senza tregua, che li stringe giorno dopo giorno nella morsa del fallimento. Alla poca lungimiranza sulla crescita economica da parte dell’Amministrazione attuale e di quelle passate, si aggiunge anche la scelleratezza urbanistica che costringe i commercianti di piazza Garibaldi (piazza principale) a restare sempre più isolati; ed è proprio ai gestori e proprietari di bar, gioiellerie, tabacchi del centro storico che abbiamo dato voce, raccogliendo le loro “proteste”. “Da anni ormai, si susseguono incontri in Comune da parte nostra con Assessori e organi competenti, promettono, promettono ma non si risolve mai niente. Eppure si rendono conto, è evidente anche ai loro occhi, che il commercio in piazza è morto, come ovvi ed evidenti sono i problemi della viabilità, limitare il traffico, contenere il passaggio di macchine va tutto a discapito nostro” ci dicono i commercianti, quasi in coro. E fanno anche esempi concreti, come il caso di via Camillo Daniele: “Da quando è stato istitutio il senso unico, il corso è pieno di locali sfitti. Attualmente non vi è accesso al centro storico, l’unica via d’accesso è vico Nulleto, essendo via Marconi, corso Battisti e appunto via Daniele tutte a senso unico di marcia. Hanno cercato con tante promesse di tenerci a bada, promesse che alla fine si sono rivelate false”. “Per arrivare nel centro storico - aggiunge Antonio, proprietario di un bar - ci vuole l’elicottero ormai; al di là delle battute, chiediamo una viabilità migliore. Capisco che ci sono altri problemi, ma noi non dobbiamo essere da meno, stiamo parlando ormai della desertificazione del centro storico carditese”. La protesta dei commercianti non vuole essere strumentalizzata e Antonio tiene a sottolinearlo: “Preciso che la colpa non è solo dell’attuale Amministrazione, visto che il problema è atavico, gli

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addetti ai lavori fanno a scaricabarile e consegnano la bega all’Assessore di turno, se questo fosco presente si propinerà anche in futuro saremo costretti a chiudere”. Continua con veemenza Marianna, giovane gestore di un tabacchi: “Dove c’è traffico c’è commercio, se l’Amministrazione intervenisse, sulla viabilità si risolverebbe il 50% dei problemi, si sa che nelle strade in cui vi è uno scorrimento veicolare abbondante, c’è uno sviluppo commerciale notevole, come dimostrano i casi di piazza Santa Croce e via Pietro Donadio ad esempio, lì, si può parcheggiare, camminare, notare un esercizio commerciale, questo è fondamentale, visto che noi che operiamo nel commercio, viviamo anche sulla visibilità delle nostre attività. L’attuale Amministrazione, che io ho personalmente sostenuto si è rivelata una delusione, non siamo considerati, incontri, proposte, richieste di aiuto, promesse, sono state tutte vane, questo era ed è l’unico modo che avevamo per farci sentire”. Ai problemi legati alla viabilità, si aggiunge poi la paura data dal possibile e reale pericolo di rapine, come ci dice la stessa Marianna: “In piazza dalle 19 non c’è più nessuno e, inevitabilmente, potremo essere bersaglio e vittime principali di brutte esperienze”. Le parole di Domenico, gioielliere della zona si aggiungono e concludono questa, purtroppo, triste denuncia di abbandono del centro commerciale della città: “Cardito sta morendo, se non si interviene saremo costretti ad abbassare le saracinesche per sempre, la situazione è tragica, che facciano qualcosa di concreto con interventi mirati, non con i se e con i ma, con le promesse da marinaio, altrimenti l’epilogo è segnato”.

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›› CRONACA

Bilancio della “guerra di Capodanno” a Nord di Napoli

Va meglio, ma si spara ancora troppo A Frattamaggiore c’è anche chi, nel caos della mezzanotte, ha provato a entrare in banca di Angelica Argentiere e Cinzia Lanzano e previsioni sono state confermate, anche quest’anno al- decessi causati da petardi nella notte di Capodanno, due lo lo scoccare della mezzanotte del primo gennaio la festa di scorso anno, mentre nel 2011 una pallottola vagante uccise un fuochi e botti si è scatenata. In barba alla crisi, che sem- cittadino di Crispano. Quest’anno nessun decesso. A Napoli e pre si invoca, con la quale tutti sembrano dover fare i conti an- Provincia, seppure le richieste di soccorso sono state 100, i feche nei nostri territori, per la quale le famiglie non arrivano a riti ammontano a 51, in netto calo rispetto agli anni precefine mese, a causa della quale la gente non può più permetter- denti e di questi nessuno in pericolo di vita, solo un uomo risi lo stile di vita prima dell’euro, la crisi vista insomma come schia di perdere un occhio (vedi box in basso n.d.r.). Purtroppo emblema di tutti i mali, ma nonostante la quale a San Silvestro otto sono bambini. I ricoveri al Cardarelli sono stati soltanto si spara. Una sorta di scaramanzia, rituale o esorcismo per cui cinque. Una situazione ben più rosea rispetto al 2013 iniziato il vecchio anno va salutato e il nuovo accolto con tutti i “cri- con quasi cento feriti nel napoletano. Merito forse anche dei smi”? Semplice passione per il silenzio che precede il boato per maxi sequestri, anche se botti illegali venivano venduti liberala fiamma che corre veloce sulla miccia prima dello spettacolo mente anche sulla statale Sannitica, tra Caivano Afragola, Fratpirotecnico? Non è dato sapere; ma anche quest’anno nell’hin- tamaggiore e Cardito, arricchendo la microcriminalità. Un po’ terland a Nord di Napoli si è sparato ben oltre i venti minuti di attenzione in più sarebbe necessaria per i nostri amici anidopo la mezzanotte e qualche goliardico personaggio non è ri- mali che temono i botti. Pur se il bilancio non ha raggiunto i livelli di drammaticità uscito ad attendere nemmeno il nuovo anno per dare inizio aldegli anni scorsi, restano ancora numerosi i feriti di questo le danze. Il bilancio, però si potrebbe definire positivo. Infatti la scempio dell’illegalità, ma se si pensa ai bollettini di guerra dei Campania negli ultimi anni deteneva un triste primato tra i primi dell’anno passati, in cui perse la vita Carmine Cannillo

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Guardava i fuochi e rischia di perdere un occhio olpito al volto mentre era affacciato al balcone. La notte di Capodanno si tinge ancora di sangue, con l'ennesimo feC rito grave. Era da poco passata la mezzanotte quando Salvatore Della Bella, trentaquattrenne di Afragola, era tranquillamente affacciato al suo balcone di via Ugo Foscolo mentre guardava i fuochi di Capodanno. A un tratto, un razzo sparato da qualcuno in via di identificazione lo colpisce in pieno volto. I parenti, accorrono per prestargli soccorso. Si accorgono subito che la situazione è molto grave. Lo caricano in macchina e sfidando la guerra dei fuochi pirotecnici sono riusciti a raggiungere l'ospedale di Frattamaggiore. I sanitari si accorgono subito che la questione è molto grave. Pertanto, decidono di trasferire Della Bella presso il nosocomio del Vecchio Pellegrini ubicato nel cuore del centro storico di Napoli. Qui i medici, effettuando una rapida ricognizione della sua situazione, scoprono subito che l'occhio destro è stato colpito provando una vasta emorragia. Pertanto decidono di trasferirlo in terapia intensiva. Non è in pericolo di vita. Ma i medici stanno facendo il possibile per cercare di non far perdere l'occhio al povero malcapitato. Sul posto sono giunti gli agenti del Commissariato di Afragola, diretti dal vice questore Sergio di Mauro, che hanno avviato subito le indagini. Il razzo, che ha colpito il volto del trentaquattrenne, proveniva forse da chi si era messo a sparare i fuochi per strada. Non si esclude che, la 14 • Cogito

poca accortezza nell'accendere il prodotto pirotecnico, abbia spostato la traiettoria colpendo il volto della vittima. Ma su questi particolari ci sono le indagini degli inquirenti. Fatto sta che il trentaquattrenne non stava sparando fuochi. Era solo un normale spettatore colpito dal solito razzo vagante sparato da chi non aveva dimestichezza con i fuochi pirotecnici. Poteva perdere la vita. Infatti, le sue condizioni sono ritenute gravi. Solo il tempestivo intervento della moglie, aiutata da alcuni parenti ha scongiurato il peggio. L'ennesimo caso di feriti da botti di Capodanno figlio di una tradizione che produce più vittime che divertimento. E dire che gli agenti della Polizia Municipale di Afragola, guidata dal comandante Luigi Maiello, nella stessa serata avevano sequestrato quasi cinquecento chili di botti illegali. Nello specifico, i caschi bianchi, sia in motocicletta che con le auto, hanno fatto tabula rasa di tutte le bancarelle presenti nel centro storico. Un servizio fatto ad anello da cui nessuno è riuscito a scappare. Nella rete sono finiti undici pregiudicati tutti denunciati all'autorità giudiziaria per vendita di botti senza autorizzazione. Sulle bancarelle sono stati trovati razzi, raudi, mortaretti e bengali appartenenti alla terza, quarta e quinta categoria. Il materiale esplodente, per un valore di circa cinquemila euro, è finito sottochiave. Non si esclude che, a colpire il volto del trentaquattrenne sia stato proprio un prodotto simile a quello sequestrato dai caschi bianchi. Francesco Celardo Anno XXI - numero 346 - Sabato 11 gennaio 2014


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CRONACA ‹‹ a Crispano, raggiunto da un colpo d’arma da fuoco mentre festeggiava il Capodanno in famiglia, forse di qualche piccolo passo si è avanzati, coscienti che non basta e la sensibilizzazione deve essere sempre più incisiva. Spesso non ci si rende nemmeno conto del legame che c’è tra la vendita di queste armi pericolosissime e i circoli viziosi della malavita alle spalle di tutto questo sistema. Putroppo in materia di botti illegali Napoli ha sempre fatto scuola: dopo il "pallone di Maradona", la bomba "Osama Bin Laden" o la "Kamikaze", e la “bomba Cavani” quest'anno è arrivato il "Pipita", un ordigno micidiale creato in onore del calciatore del Napoli, Gonzalo Gerardo Higuain e la “Don Rafè”, per l’allenatore del club partenopeo Rafael Benitez, delle vere e proprie bombe che avrebbero potuto far crollare interi palazzi e il cui costo ha superato i 500 euro. Da ricollegare alla profonda crisi o a una profonda sensibilizzazione di prevenzione e dai maxi sequestri degli organi preposti, nell’area a Nord di Napoli la festa dei fuochi è durata forse meno degli altri anni, ma sono stati comunque numerosi gli interventi dei vigili del fuoco per spegnere roghi di rifiuti e auto. Necessario anche il pronto inter-

vento dei Carabinieri per chi, nel marasma dei botti, ha tentato di sventrare una banca rompendo il vetro del Monte Paschi di Siena a Frattamaggiore in via Montegrappa, ma con esito negativo. E’ cresciuta la sensibilità anche da parte dei Comuni, soprattutto i più piccoli che, aumentando i controlli, hanno scongiurato il pericolo di trasformare una grande festa in un bagno di sangue. E’ migliorata anche la cultura e la consapevolezza dei cittadini, stanchi di vivere con paura lo scoccare della mezzanotte, anche noi di Cogito abbiamo provato a dare una mano, dedicando la copertina del numero precedente con lo slogan “Usa la testa, non rovinarti la festa”. Anche se persiste una forte resistenza dai più che non considerano che dietro quelle che possono sembrare semplici “ bancarelle” dei botti ci possa essere un circolo vizioso con legami tra questo tipo di attività e la malavita, e soprattutto che questi ordigni sfuggendo a tutti i controlli sono di altissima pericolosità per tutti. Anno XXI - numero 346 - Sabato 11 gennaio 2014

Individuati i presunti assassini di Carmine Cannillo, ucciso nel 2011 La Polizia scientifica di Napoli è riuscita, dopo tre anni di accurate indagini, a individuare i presunti colpevoli dell’omicidio di Carmine Cannillo, trentanovenne originario di Frattaminore colpito a morte da un proiettile vagante la notte del 31 dicembre 2010. Allo scoccare della mezzanotte la vittima e altri amici si recarono nel cortile di una palazzina in via Limitone, a Crispano, per assistere ai tradizionali fuochi, ma fu raggiunto da un proiettile alla spalla sinistra sotto gli occhi inermi di suo figlio Alfredo. L’uomo ha lasciato una moglie e tre figli, sconvolti e profondamente turbati da un evento così drammatico. In un attimo, la festa si trasformò in un vero e proprio incubo, segnando l’inizio di un anno che la famiglia Cannillo non potrà mai dimenticare. Dopo l’iniziale attenzione dei media e delle Istituzioni seguì il silenzio, un silenzio reso ancora più insopportabile dalla mancanza di un colpevole. Oggi però, a distanza di tre anni da quell’assurda tragedia, ci sono importanti novità sul caso. La Polizia Scientifica di Napoli, avvelandosi di tutti gli strumenti a sua disposizione, tra cui foto aeree, analisi di laboratorio, indagini balistiche e in particolare grazie a diversi sopralluoghi e ricostruzioni della scena del crimine, è riuscita a individuare e a far rinviare a giudizio due persone ritenute dall’accusa responsabili della sua morte. I presunti colpevoli sono padre e figlio, domiciliati presso una palazzina a poca distanza dal luogo in cui è stato ucciso Cannilo e da dove pare sia partito il colpo. Il proiettile è stato esploso a circa 400 metri di distanza, da un balcone sito al quarto piano. Inoltre, gli inquirenti, attraverso l’analisi balistica del proiettile, sono riusciti a rintracciare la pistola, una Magnum 357 a canna lunga, regolarmente registrata, e di conseguenza a scoprire il nome del suo proprietario.

Purtroppo sulla pistola non sono state rinvenute impronte digitali che avrebbero aiutato a identificare la persona che impugnò l’arma e che sparò quel maledetto colpo. Quella terribile notte, i due si trovavano in casa con diversi ospiti, quindi uno dei principali punti che verranno discussi nel processo che inizierà a marzo 2014 sarà proprio chi abbia effettivamente esploso il colpo. Quella notte anche un’altra persona fu ferita alla gamba da un proiettile esploso però da un altro tipo di pistola, una Beretta 9x21, anche questa regolarmente registrata e ritrovata dalla squadra mobile nello stesso appartamento da dove pare sia stato esploso il colpo che uccise Cannillo. A tre anni di distanza, il fratello della vittima, Vito Cannillo, esprime tutta la sua amarezza: “Alla nostra famiglia non interessa più scoprire l’identità del colpevole, mio fratello ormai non c’è più, non tornerà mai più; eventi del genere si ripeteranno, nessuno farà nulla, non succederà mai nulla, il nostro è un problema antropologico. Non ci interessa scoprire ulteriori dettagli, lasciamo che la giustizia faccia il suo corso”. Le parole di Cannillo sono quelle di una persona delusa, sfiduciata, sopraffatta dagli eventi, che ha quasi perso la speranza in un possibile cambiamento della nostra società. Lina Cristofaro Cogito • 15


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›› CRONACA

La nuova raccolta differenziata

Al via i controlli ad Afragola La polizia municipale verifica cosa si getta opo le riunioni operative sul nuovo ciclo di raccolta differenziata convocate nelle ultime settimane in Comune dal aindaco, Domenico Tuccillo,

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affiancato dall’assessore all’Ambiente, Salvatore Iavarone, sono cominciati, dal 31 dicembre scorso, i controlli della Polizia locale tesi a verificare il rispetto delle regole imposte. Sotto la guida del comandante Luigi Maiello i caschi bianchi hanno concentrato la loro attenzione sul centro storico. In via e piazza Ciampa, via Dante Alighieri, via Capone, via Sacri Cuori, via Ciaramella e via Setola, gli uomini della Polizia municipale, insieme a ispettori ambientali e rappresentanti della ditta Siecogema, hanno controllato i rifiuti conferiti la sera di venerdì identificando oltre cento persone che non avevano rispettato il calendario. Il personale di Polizia locale considererà quindi i singoli casi, valutando la presenza

degli estremi per infliggere contravvenzioni. “I controlli continueranno – ha assicurato Tuccillo – con l’obiettivo di scoraggiare il deposito selvaggio di rifiuti sui marciapiedi e nelle strade e agevolando allo stesso tempo il lavoro quotidiano degli operatori ecologici della ditta incaricata del ritiro. Ogni punto percentuale guadagnato sulla raccolta differenziata ci permette infatti non solo di tenere la città più pulita, ma anche di ridurre i costi del servizio di conferimento a beneficio di tutti”. Dall’Amministrazione hanno garantito anche un maggiore impegno anche nelle zone periferiche dove continuano a nascere e crescere vere e proprie discariche abusive che, oltre a inquinare, rendono anche difficile, se non impossibile, la circolazione alle auto.

Crispano “riciclone” Arriva la EcoCard per premiare i più bravi Cresce la percentuale di differenziata egli ultimi mesi è stato svolto un grande lavoro dalla popolazione di Crispano per cercare di risolvere o almeno limitare il problema dello smaltimento dei rifiuti in città. L’Amministrazione comunale ha messo a disposizione dei cittadini tutti gli strumenti utili per invogliare anche i meno volenterosi a rendere il paese più “pulito”; anche grazie a questo si è diminuito il quantitativo di rifiuti all’interno del paese riportando quindi ottimi risultati. Risultati importanti perché, è bene ricordarlo, con lo sviluppo della raccolta differenziata, i costi complessivi per la raccolta e per lo smaltimento dei rifiuti, che per legge devono essere coperti interamente dalle tariffe che gravano sui cittadini, si ridurrebbero con conseguente risparmio delle spese per ogni famiglia.

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I risultati soddisfacenti ottenuti a Crispano sono stati certificati anche dalla classifica dei Comuni ricicloni dove, in una graduatoria comprendente oltre 500 comuni campani, la cittadina crispanese è risultata al 58°, tra le prime del napoletano. L’assessore all’ambiente, Michele Vitale, per cercare di rafforzare quest’iniziativa, ha proposto una “Eco card” che premia i cittadini per il loro quotidiano impegno nella corretta gestione dello smaltimento dei rifiuti con buoni acquisto o sconti sulle imposte. Il Comune, inoltre, ha consegnato, in questo inizio di 2014, un Calendario “Ecologico” dove vengono sot-

tolineati i progressi fatti nel corso della scorsa annata. I risultati sono in progressivo miglioramento ed anche nei giorni festivi (come vediamo nella foto risalente allo scorso 26 Dicembre n.d.r.) viene assicurato il servizio. Mario Tramo

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CRONACA ‹‹

Un’altra storia di violenza familiare ad Afragola

“Aiuto, mio padre mi picchia” Una ragazza ha affidato a Facebook il suo appello scatendando la rabbia del genitore nveste la cognata dopo aver rotto il naso alla figlia perché aveva chiesto aiuto su Facebook per le continue violenze subite in casa. E' accaduto ad Afragola, dove un uomo di 51 anni, è stato arrestato dalla polizia locale dopo che aveva investito la sorella della moglie con la propria autovettura, al termine di un litigio con moglie e figlia. In particolare l' uomo, Giuseppe P., ha investito la cognata nell' androne del palazzo dove la moglie aveva trovato rifugio al termine dell' ennesima violenza subita in famiglia. Secondo quanto accertato dai vigili urbani al comando del maggiore Luigi Maiello, infatti, l' uomo sottoponeva moglie e figlia a continui pestaggi, provocando lesioni alle due donne in diverse occasioni. Prima di investire la cognata, il marito violento aveva rotto il naso alla figlia tanto da spingere lara-

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gazza a pubblicare una disperata richiesta di aiuto via Facebook, una richiesta che però ha scatenato la furia dell'uomo. Le due donne, nel tentativo di sfuggire all' uomo, sono scappate e hanno chiesto aiuto ai parenti, ma l' uomo le ha raggiunte a bordo di una Smart, cercando di investire ripetut volte i presenti, fino a quando non ha preso in pieno la cognata, che è rimasta esanime sull' asfalto fino all' arrivo del 118. La donna ha riportato un trauma cranico, anche se ha voluto lasciare l'ospedale nel quale era stata ricoverata. Il cognato, invece, e' stato arrestato dagli agenti della polizia municipale, che lo hanno rintracciato a casa, dove si era barricato minacciando il suicidio. Il cinquantunenne è stato portato, su disposizione del pm di turno, nel carcere di Poggioreale con l'accusa di tentato omicidio.

E a Casalnuovo rubano i doni della Befana urto insolito a Casalnuovo dove un F ladro ha rotto il finestrino di un’auto parcheggiata in uno dei parchi della città per rubare i giocattoli che erano stati comprati pochi minuti prima. Il furto dei giocattoli della befana ha fatto il giro della città e in tanti si sono chiesti se a farlo fosse stato un delinquente abituale o un genitore che, di fronte all’impossibilità di comprare i regali per i figli, ha deciso di rubarli. Fortunatamente i bambini a cui erano destinati i giocattoli non sono rimasti a bocca asciutta perché il papà li ha ricomprati di nuovo, nonostante la spesa imprevista che ha dovuto sostenere per far riparare l’auto.

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›› CRONACA

Successo per l’iniziativa promossa dall’Associazione Canapa

Un pacco alla camorra ben riuscito S In tanti hanno comprato le specialità prodotte nei terreni confiscati alla criminalità

i è concluso a Cardito il tour nei comuni a Nord di Napoli dell'iniziativa “Facciamo un pacco alla camorra”, promossa dall'associazione Canapa, che ha coinvolto i comuni di Caivano, Cardito e Crispano e alcune associazioni locali per dare un segno tangibile di sostegno a questa iniziativa che promuove la vendita di alimenti prodotti nei campi confiscati alla criminalità. La prima domenica di dicembre c’è stato il primo appuntamento a Crispano, dove, nonostante la pioggia e il vento è andata molto bene la vendita e molte persone si sono fermate sotto il gazebo organizzato dall'associazione Movimento giovanile del presidente Luigi Vitale per acquistare il “pacco”. Importante l'apporto dell'Amministrazione comunale, con il sindaco Carlo Esposito, e del parroco, don Adriano, guida della chiesa locale dedicata a San Gregorio Magno per il successo dell'iniziativa. L’iniziativa “Facciamo un Pacco alla Camorra” è il risultato di un progetto in rete che vede coinvolte 16 imprese , tra cui cooperative sociali, imprese che hanno denunciato il racket e associazioni. L’iniziativa promossa dal Comitato Don Peppe Diana, Consorzio Nuova Cooperazione Organizzata in collaborazione con Libera associazione nomi e numeri contro le mafie porta il “pacco” in tutta Italia creando una rete di commercio sociale che dallo scorso anno é presentata anche nel Parlamento italiano e nel Parlamento Europeo “a testimonianza della validitá di una iniziativa lodevole e importante” ha sottolineato Antonio Trillicoso, presidente dell'associazione Canapa, promotore dell'iniziativa nei tre comuni a Nord di Napoli, “per la valorizzazione i di un territorio che va da Casal di Principe a Napoli che ha bisogno di essere rivalutato e riappropriarsi della propria dignità mortificata dalle facile identificazioni negative della criminalità e del malaffare”. Il 'pacco' é prodotto da NCO – Nuovo Commercio Organizzato 'è un marchio a ombrello che promuove una filiera produttiva etica e mira all'educazione, all'integrazione lavorativa e al recupero sociale di persone momentaneamente in difficoltà come minori, tossicodipendenti, sofferenti psichici attraverso attività di agricoltura sociale. Il Nuovo Commercio Organizzato, come si legge sul sito dell'organizzazione, trasforma quei luoghi una volta simboli di violenza e di sopraffazione a luoghi simbolo di riscatto e Legalità grazie alla collaborazione tra le istituzioni e tutte le realtà sociali del territorio. La seconda tappa ha visto protagonista Caivano nel centralissimo corso Umberto, nel Circolo dell'Unione, storico sodalizio che lo scorso anno ha compiuto cento anni di attività, dove è stato presentato il ‘pacco’ alla presenza del presidente del circolo, dottor Manna, del sindaco Antonio Falco, del presidente del Consiglio comunale Pasquale Mennillo, dei rappresentanti delle forze dell'ordine, tra cui il comandante della locale polizia municipale, Gaetano Alborino , e il tenente della locale stazione dei Carabinieri. C’è stato anche l’intervento di Ciro Corona, responsabile del Fondo “Amato Lamberti” e presidente della cooperativa (R)esistenza. Domenica 15 la terza tappa del tour con la presentazione del 'pacco' a Cardito nell’auditorium 'San Biagio’ a cura della stessa associazione e dell’Acli sezione 'Aldo Moro'. Erano presenti anche il parroco, don Nicola Mazzella, e il presidente del Consiglio comunale, Pasquale Barra, a nome dell’amministrazione comunale. Antonio Bova, presidente dell’Acli Aldo Moro, ha tenuto un intervento sul fenomeno criminale della camorra e sul18 • Cogito

Nelle foto, dall’alto in basso, gli incontri tenutisi a Crispano, Caivano e Cardito

le infiltrazioni nelle Istituzioni. Poi c’è stato l’intervento di Antonio Trillicoso per presentare l’iniziativa e il coinvolgimento di associazioni locali e Amministrazioni per un progetto di grande impatto sociale. Hanno concluso Salvatore Di Bona e Peppe Miele, parenti di vittime di camorra, rispettivamente membro del Coordinamento Campano vittime innocenti di criminalità e presidente dell'associazione Terra Nostra. L’iniziativa è stata possibile grazie anche all’apporto di alcuni volontari come Michela Fabozzi e Angelo Saviano membri dell’associazione Canapa che hanno curato e gestito la vendita dei ‘pacchi’ e dell’associazione Caivano Soccorso. Anno XXI - numero 346 - Sabato 11 gennaio 2014


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SPETTACOLI ‹‹

Entusiasmo nel teatro Gelsomino di Afragola

Nox populi...Un altro successo Sala piena per i Terrasonora e la Nuova Compagnia di Canto Popolare di Cinzia Lanzano ’ tornata ad Afragola Nox Populi, concerto giunto alla quarta edizione! Un evento inserito nell’ambito degli eventi natalizi e di fine anno promossi dall’Amministrazione comunale di Afragola. Ancora una volta una manifestazione che ha permesso al pubblico, afragolese e non, di ammirare un’eccellenza del nostro territorio in campo musicale: la Nuova Associazione Terrasonora. Ha fatto riscoprire il gusto antico, eppur ancora attuale della musica Folk a un teatro Gelsomino che, nel gergo dei grandi concerti, si definirebbe Sold Out; tanto che nelle retrovie qualcuno ha seguito lo spettacolo senza poltrona, ma con grande attenzione e partecipazione. Forse sono stati i privilegiati, dato che con sonorità così coinvolgenti, restare fermi sembra quasi una punizione. Sul palco, quest’anno, ospite dei Terrasonora era la “Storia della Musica Popolare”: la Nuova Compagnia di Canto Popolare; un gruppo famosissimo che non ha bisogno di presentazioni che, pur cambiando diverse formazioni da quando nacque nel ’67, è riuscito a non tradire il modo di sentire, interpretare e vivere la musica della tradizione. Così Nuova Compagnia di Canto Popolare e i Terrasonora, un tempo ciascu-

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I Terrasonora

no, hanno dato vita a tre intense ore di esibizioni che con le sonorità e le atmosfere create trasportavano in un’altra Napoli. Fondamentali le mani e non solo quelle, suonavano, ma anche quelle del pubblico: mani che tenevano il tempo, scandivano il ritmo durante i brani, si fondevano in un tutt’uno con la musica e spesso diventavano applausi spontanei e lunghi battimani dopo le esibizioni. Un concerto che come sempre si è rivelato un successo e che deve tanto alla direzione artistica di Raffaele Esposito.

I Terrasonora si dimostrano una conferma, un frutto buono e maturo della nostra terra; la band, che continua il suo cammino anche con partecipazioni a eventi internazionali, ha ormai consolidato il suo team con la giovane afragolese Giovanna Faraldo, voce; Francesco Ferrara, voce e castagnette; Raffaele Esposito, tastiere e pianoforte; Fabio Soriano, fiati etnici; Antonio Esposito, basso acustico; Antonello Gajulli percussioni; Gennaro Esposito, chitarre classica, acustica e 12 corde; e Massimiliano Punzo, tecnico del suono.

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›› NOTIZIE FLASH

Dal Premio Città di Acerra un aiuto per chi vuole creare un’azienda

si e di trovare fonti di aiuto, sia pubbliche che private, per affrontare le sfide quotidiane, sia in ambito aziendale, come reperire i finanziamenti per l’attività, sia in ambito familiare, come gestire i risparmi di una vita e non incorrere in brutte sorprese. L’appuntamento è all’anno prossimo con la terza edizione del Anche quest’anno si è tenuto, presso lo storico Castello Baronale di Acerra, la manifestazione conclusiva del Premio Città Premio Città di Acerra! di Acerra, giunto alla sua seconda edizione. Nel corso della serata è stato presentato il bando “Sviluppo Acerra”, messo a disposizione dalla stessa associazione, che mette in palio un assegno di 5.000 euro per una costituenda azienda che presenterà il progetto valutato come meritevole di sviluppo da parte del direttivo dell’associazione stessa. La dottoLe nuove prospettive dell’urbanistica in un libro edito da Esi ressa Rita Castello ha illustrato le finalità del premio che sarà e presentato presso la Sala conferenza della stessa editrice dal utilizzato per la costituzione della società, le spese di avviamendecano degli urbanisti napoletani, Francesco Forte e da Luigi to, le spese per la tenuta della contabilità e per tutte le spese tecFusco Girard, Ordinario di Estimo presso la Facoltà di Architettura della Federico II. A discutere, il presidente della Commissione Urbanistica del Consiglio regionale della Campania, Pasquale Giacobbe, e Vincenzo Caputo, Presidente dei Giovani industriali di Napoli. Presenti l’autore, l’architetto Antonio Iazzetta, ricercatore di Urbanistica e il giornalista Franco Buononato che ha moderato gli interventi. La discussione è stata incentrata sul tema del volume che è “Perequazione Urbanistica e valutazione”. “La perequazione - ha detto Iazzetta - è il modo più efficace per distribuire in modo non penalizzante per nessuno, i volumi che possono essere edificati in un determinato ambito urbano”. Il professore Forte, da parte sua, ha chiamato in causa direttamente sia gli operatori economici che la politica: “Per fare buona urbanistica è necessaria una seria iniziativa privata, che al Sud è praticamente inesistente. Non esistono fondi di investimento che possano valorizzare territori e che facciano quindi girare l’eco-

Perequazione e valutazione. Se ne è discusso nella sede dell’Esi di Napoli

Raffaele Auriemma con i rappresentanti dell’associazione Premio Città di Acerra

niche e legali che l’azienda dovrà affrontare nei primi due anni di vita del progetto. Inoltre, l’associazione si impegnerà, attraverso primari istituti di credito e partner commerciali, a far ottenere gli ulteriori finanziamenti che la neonata azienda vincitrice abbisognerà per realizzare il suo piano di lavoro. Per poter partecipare al bando e visionare le regole dello stesso, gli aspiranti vincitori dovranno collegarsi al sito www.associazionepremiocittadiacerra.it scaricare i moduli e seguire l’iter descritto. La seconda parte della serata è stata dedicata alla presentazione del libro “Il denaro non dà la felicità, specie quand’è poco!” scritto dal dottor Giuseppe De Rosa che ha illustrato, con un taglio pratico e numerosi esempi, come rispondere ai bisogni previdenziali delle famiglie, come proteggere il capitale umano, come poter permettere a un figlio di studiare in una prestigiosa Università. “Attraverso l’applicazione delle regole descritte nel testo - ha detto De Rosa - il lettore avrà maggiore familiarità con queste scelte e potrà, anche in autonomia, costruirsi un portafoglio di investimento efficiente ed efficace”. Il libro potrà essere acquistato richiedendolo all’associazione all’indirizzo e-mail: premiocittadiacerra@libero.it. La serata si è conclusa con l’assegnazione del Premio di quest’anno che è andato al giornalista sportivo Raffaele Auriemma, “voce” del Calcio Napoli sulle reti Mediaset, che ha le proprie radici nella città di Acerra. Il giornalista ha ringraziato l’associazione per il riconoscimento ricevuto e ha intrattenuto il pubblico sulle ultime novità della società Calcio Napoli, dei prossimi obiettivi e delle speranza di quanti tifano per questa squadra. Infine, con garbo e disponibilità, si è concesso alle foto di rito con quanti, intervenuti all’evento, hanno chiesto autografi e foto ricordo. Ancora una volta questa manifestazione è riuscita nel suo intento di aiutare la città a superare questi difficili momenti di cri20 • Cogito

nomia”. Forte ha poi criticato fortemente l’incapacità della politica di pianificare lo sviluppo del territorio come è accaduto a piazza Garibaldi che, dichiarata sito Unesco solo tre anni fa, oggi è stata invasa da una struttura metallica che occupa praticamente metà dell’intera piazza deturpandone l’intero profilo in un autentico scempio urbanistico. E della stretta relazione tra economia e urbanistica, della necessità di far dialogare i vari ambiti del sapere per pianificare lo sviluppo del territorio, ha parlato il professore Fusco Girard: “E’ indispensabile che economisti, urbanisti, sociologi, giuristi, dialoghino per costruire prospettive funzionali allo sviluppo del bene comune”. Praticamente un appello, prontamente raccolto da Pasquale Giacobbe che ha segnalato la necessità di riorganizzare tutti i decisori pubblici oggi inefficienti. E ha portato ad esempio la stasi ormai decennale che blocca lo sviluppo sia dell’ area flegrea sia della splendida linea di costa che va da Pozzuoli fino a Castelvolturno. Un invito a continuare il dialogo per individuare azioni concrete di sviluppo è stato lanciato da Vincenzo Caputo. Anno XXI - numero 346 - Sabato 11 gennaio 2014


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NOTIZIE FLASH ‹‹

La polizia solidale con i bambini di San Giuseppe Solidarietà da parte della polizia stradale di Afragola ai bambini del convento San Giuseppe di Afragola. Alcune agenti della stradale, insieme al comandante della sottosezione Napoli Nord, Angelo Terranova, hanno portato alcuni pacchi contenenti generi di prima necessità ai bambini del convento. Panettoni, caramelle, cioccolata, ma anche pomodori e pasta, sono stati donati dagli agenti direttamente in mano ai

Dona un sorriso 2014

ragazzi che hanno subito affondato le mani nella montagna di cioccolata e caramelle. Una sorta di festa a sorpresa per i piccoli ragazzi in mezzo agli agenti, i quali hanno pure fatto scuola di educazione stradale. L'atto di solidarietà, è scattato attraverso un'azione collettiva di tutti i poliziotti che fanno servizio nella sottosezione di Afragola, per dare una mano a chi ne ha bisogno. Una ghiotta occasione questa, per passare una giornata diversa tra i bambini e la polizia mangiando panettoni, e barrette di cioccolata. Le suore del convento, hanno ringraziato gli agenti del gesto di solidarietà molto apprezzato dai piccoli, e soprattutto anche dai grandi donando un sorriso a chi forse lo aveva perso. Non è la prima volta che la sottosezione di polizia stradale di Afragola dona un sorriso ai bambini. Tante sono state le iniziative del passato, coinvolgendo i bambini di varie scuole per i programmi di educazione stradale. Francesco Celardo

Babbo Natale e Natalina alla scuola Marconi di Afragola L’associazione Diritti dell’Infanzia in collaborazione con la scuola Marconi ha organizzato “Natale con i bambini”. Nelle sezioni della scuola materna di via Firenze e via Milano e nel plesso Marconi i collaboratori dell’associazione vestiti da babbo Natale e Natalina hanno regalato ai bambini una mattinata di allegria, donando caramelle e cioccolatini. A rallegrare i cuori dei bambini il giorno 20 dicembre presso la pineta di Afragola, i collaboratori dell’Associazione Diritti dell’Infanzia hanno animato la mattinata dei piccoli con musica e balli in attesa della discesa di Babbo Natale. Il presidente dell’Associazione Diritti dell’Infanzia di Afragola, Angelo Sodano, ringrazia il dirigente della scuola Marconi, i vigili del fuoco per l’impegno dato, il Comune di Afragola per aver messo a disposizione gli spazi della pineta comunale,il maestro e coreografo Pietro Iengo responsabile animazione dell’associazione. Anno XXI - numero 346 - Sabato 11 gennaio 2014

Anche quest’anno l’associazione di volontariato frattese L.A.FRA.ONLUS ha portato un sorriso nel reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Pausilipon di Napoli. I bambini del reparto hanno ricevuto calze e dolciumi dai volontari dell’associazione trascorrendo qualche ora in allegria con le ragazze dell’agenzia Peter Pan travestite da clown per l’occasione e dalla befana della L.A.FRA. “Le nostre attività, - ha dichiarato Gennaro Del Prete, presidente dell’associazione, - sono possibili solo grazie all’amore e allo spirito di abnegazione dei nostri volontari”. Ancora una volta la manifestazione “Dona un Sorriso” si è rivelata un evento grandi rilievo grazie anche alla collaborazione dell’associazione “Risorgimento frattese” che ha dato il proprio contributo alla realizzazione di una casa famiglia di Cardito.

Il Salotto culturale afragolese Da qualche mese è attivo ad Afragola il Salotto culturale, nato dalla voglia di cultura e dalla mancanza di spazi e di luoghi adeguati sul territorio. Quest’associazione vuole sensibilizzare all’arte nelle varie forme con l’incontro con artisti, poeti e scrittori. Un’idea nobile che nasce dalla mente del maestro Domenico Sepe, abile artista, nonché pittore e scultore. L’associazione sviluppa sull’intero territorio campano, tre format: Il “Salotto culturale tematico”, Il “Caffè con L’autore” e il “Premio Francesco II”. Tra le varie iniziative, nelle sale dell’Arancia Blu di via Dario Fiore, c’è stato “Un caffè con l’autore”, con la partecipazione di Rosaria Iodice, autrice del libro “La donna lumaca”. Il libro che è un romanzo, quasi celebrativo verso la madre, ripercorrendo settanta anni di storia italiana scandisce senza censura le turbolenze di una società in continua evoluzione. Alla domanda del perché questo titolo, l’autrice risponde che “nessuna donna può fare a meno del proprio guscio materno e dei propri ricordi che hanno segnato la propria vita, proprio come la lumaca che senza il suo guscio morirebbe”. L’introduzione del libro è stata accompagnata da un momento lettura dei maestri Vincenzo Merolla e Giovanni Russo, con l’intervento musicale di Sergio de Simone. Un’altro evento che ha riscosso molto successo è stato “Il Silenzio” nello spazio antistante della Basilica di Sant’Antonio ad Afragola. Il tema del silenzio è stato affrontato sotto diversi aspetti; dal silenzio in Chiesa a quello politico passando anche per quello musicale e letterario. Nella stessa giornata, il maestro Sepe ha allestito, sempre nella stessa area, un luogo di incontro con gli artisti che hanno espresso la loro vicinanza all’arte della scultura e della pittura. Portandosi da casa una tela o un blocco di argilla, hanno potuto prendere parte a questo evento. L’associazione, inoltre, ha partecipato anche a un evento messo in piedi per ricordare per il sindaco di Acciaroli, Angelo Vassallo, ucciso nel 2010. A quest’evento, ha partecipato anche il Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, a cui Sepe ha donato una scultura commemorativa. Martino Uzzauto Cogito • 21


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›› RUBRICHE

La società nello “specchio del diritto”

Rubrica giuridica a cura dell’Avvocato Antonio Bova

(Docente a contratto di Diritto Privato Università di Napoli Federico II) Una rubrica dedicata all’approfondimento di tematiche giuridiche, per fornire risposte alle domande dei cittadini (via mail all’indirizzo studiolegalebova@virgilio.it - e redazione.cogito@libero.it), nella consapevolezza che il diritto non è solo nelle leggi o nelle sentenze, ma anche nel cuore e nella mente di chi le interpreta e applica correttamente.

Non si Può più pagare l’affitto in contanti. Perché? 1. L’utilizzo del contante Alla luce di una corretta ricostruzione del tema, operata in dottrina, si rammenta come le ultime modifiche legislative sul tema del contante risalgano al 2011: con la manovra contenuta nel decreto legge n. 138 del 2011 il Governo aveva ridotto il limite di utilizzo da 5.000 a 2.500 euro, con efficacia immediata dal 13 agosto, lo stesso giorno di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Nemmeno quattro mesi dopo, il decreto "salva Italia" (6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214) all'articolo 12, comma 1, aveva poi stabilito la riduzione a 999,99 euro dei limiti all'uso del contante e dei titoli al portatore previsti dalla legge 231/2007, testo cardine dell'antiriciclaggio. Dal 6 dicembre 2011 non possono superare il tetto di 999,99 euro i pagamenti e i trasferimenti in contante; il valore di titoli al portatore nel caso di trasferimento; l'emissione, il versamento e l'incasso di assegni bancari e postali, di assegni circolari e vaglia cambiari o postali nel caso siano al portatore. Dal 31 marzo 2012, invece, il tetto di 999,99 euro riguarda anche il saldo dei libretti bancari o postali al portatore. Entro quella data i saldi eccedenti il tetto dovevano essere ricondotti entro quella cifra, pena pesanti sanzioni. 2. Divieto di utilizzo del contante per il pagamento dei canoni di locazione Ai sensi dell’articolo 1 comma 50 della legge di stabilità per il 2014, i pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative, fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, sono corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia l’importo, in forme e modalità che escludano l’uso del contante e ne assicurino la tracciabilità anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l’ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore. Si introduce quindi una deroga alle regole evidenziate in tema di utilizzo del denaro contante, consentito in via generale sino a 999,99 euro. A partire dal 1° gennaio 2014 vi è dunque l’obbligo per i proprietari di incassare il corrispettivo con assegno o bonifico dall’inquilino. Fino al 31 dicembre 2013 l’obbligo di tracciabilità veniva ricondotto nel più generale limite antiriciclaggio. Le conseguenze sanzionatorie sono rilevanti, in quanto oscillano dal 1% al 40% dell’importo trasferito. Come sottolineato in dottrina, nel presunto intento del legislatore, l’inquilino, intimorito dalla sanzioni per un indebito utilizzo del contante, sarebbe indotto ad effettuare i pagamenti con

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metodi tracciati, adottando tale comportamento per l’intera quota del canone, quindi anche per quella eventualmente non dichiarata (parte di canone in nero). Il proprietario, di conseguenza, sarebbe costretto ad adeguare il canone di locazione. 3. Aspetti critici Come sottolineato in dottrina, diversi appaiono i dubbi sull’efficacia concreta di tale norma. Non appare efficace nel caso di evasione totale (quando il contratto non viene registrato, perché le parti hanno deciso di evadere le relative imposte), perché in questo caso non sarà sicuramente la norma in esame a indurre i trasgressori al pentimento, in quanto non procederanno di certo al pagamento con bonifico o assegno del canone di un contratto di locazione non registrato.

Non sembrerebbe incidere, inoltre, in modo significativamente apprezzabile, neanche nei confronti dell’evasione parziale (ossia nei casi in cui il contratto viene registrato per importi inferiori al canone realmente concordato), in quanto i contraenti regolerebbero la parte “a nero” del canone in contanti e per la parte regolarmente registrata con bonifico o assegno. Insomma una norma destinata a essere rispettata solo da coloro che, operando la registrazione del contratto di locazione, hanno già dimostrato di rispettare la legge e oggi risultano gravati da ulteriori costi legati ai mezzi di pagamento tracciati. Costi (bancari) che appaiono chiaramente immotivati proprio nei loro confronti, dal momento che l’Agenzia delle Entrate, in forza della registrazione del contratto, è immediatamente in grado di ricostruire tutti gli importi percepiti dai proprietari e pagati dagli inquilini. Quale allora la reale ratio di tale intervento? Quali i vantaggi e per chi? BGa Studio legale (Civile, Lavoro, Tributario)

Anno XXI - numero 346 - Sabato 11 gennaio 2014


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Mi hanno sparato, e ora cerco casa mia compagna di avventure, ci ha sparato contro, forse la nostra innocua presenza gli dava così fastidio da pensare bene di toglierci di mezzo. La mia fedele amica riesce a scappare, la vedo a malapena perché i miei occhi diventavano sempre più pesanti, volevano chiudersi per forza, quando d’un tratto sento un vento caldo sul viso, era lei che era tornata indietro a

per farmi capire che non mi avrebbe lasciato morire li per terra! E infatti mantenne la sua promessa, dopo pochi minuti accorsero delle persone, e mentre mi trasportavano si chiedevano che fine avesse fatto quella dolce e coraggiosa cagnolina che affannata si era avvicinata a loro facendogli capire che a pochi metri c’era il suo amico in pericolo di vita. Non l’hanno più trova-

La storia di Bang ospitato nel Rifugio di Charly

au a tutti, sono Bang, il nome è tutto un programma e tra poco vi dirò il perché. rassicurarmi, con la sua lingua mi diede un Sono un cagnolone di taglia medio dolce bacino che mi fece riaprire per pochi grande di colore grigio scuro con qualche istanti gli occhi, il tempo necessario che servì macchia bianca, ho gli occhioni a mandorla di colore arancione, ho circa sette anni e mi hanno soprannominato “il cavaliere solitario”, sinuoso, elegante, deciso e coraggioso. Adoro godermi vari momenti della giornata steso nell’erba in assoluta tranquillità, allontanandomi da tutti i miei compagni. Vi racconto la mia storia: Era un freddo sabato sera di Novembre, a pochi passi da un centro commerciale nella provincia di Napoli, si sentono in lontananza colpi di arma da fuoco. Mi hanno sparato, mi accascio a terra stordito e dolorante! Un umile, ma crudele contadino di quelle zone non si sa perché, ma d’improvviso, mentre camminavo insieme a una

B

ta, credono ancora sia stato il mio angelo custode, dicono che come esistono angeli con le loro stesse sembianze, anche per i cani è così. Io invece so per certo che esiste davvero e ogni giorno nei miei momenti di “isolamento” prego per lei e mi auguro che come me stia bene e al sicuro dai pericoli della strada. Io come pochi sono stato fortunato, sono ancora zoppicante e rimarrò così a vita, ma almeno qui al Rifugio di Charly con le tante cure dei volontari, posso dire che non corro più alcun pericolo. Sono solo in attesa che qualcuno si accorga di me e mi permetta di condividere la gioia di un padrone che mi coccoli, girovagando insieme per le strade senza avere più paura che qualcuno mi possa di nuovo sparare contro. Qua la zampa...vi saluto!

Tanti auguri a...Tanti auguri a...

LAUREA LAUREA Congratulazioni a Carlo Ardone per la laurea magistrale in Architettura. Con l'augurio di un futuro radioso e carico di successi in tutti i campi. Siamo fieri di te. Mamma, papà e Maurizio

LAUREA Auguri al nostro Avvocato, Maria Laura Operoso, per questo traguardo raggiunto e per una brillante carriera! Da zio Roberto, nonna Antonietta e famiglie Brancale Operoso.

Tantissimi complimenti alla neo dottoressa Nunzia Imperatore, che ha conseguito, con votazione finale di 110, la Laurea Magistrale in Filologia Moderna, presso la Federico II di Napoli. Auguri a Nunzia e famiglia, dal fratello Rocco Imperatore e da tutti i soci dell’Associazione Una Scuola per Mirandola (www.unascuolapermirandola.it).

Per i tuoi auguri, invia una foto e una dedica a redazione.cogito@libero.it Anno XXI - numero 346 - Sabato 11 gennaio 2014

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