Attualità
STRUTTURE SANITARIE E PRIVACY Dott. Claudio D’ARCHIVIO
L’IMPORTANZA della PREVENZIONE Per saperne di più
RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE
indice paginadue Come nasce il Gruppo Medico D’Archivio
LA STORIA: 1997 - 2013 Martina PALANDRANI
paginaquattro Incomprensibili incomprensioni
Beatrice CORCELLI
paginacinque STRUTTURE SANITARIE E PRIVACY Franco GIANSANTE
paginasette L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE Dott. Claudio D’ARCHIVIO
paginanove DIAMO UN FUTURO AI NOSTRI FIGLI Dott. Gino CONSORTI
paginadieci INFERTILITA’ MASCHILE Dott. Massimo ZERBINI
Paginaundici per saperne di più RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE Dott.ssa Serena VOLPE
Come
nasce
il
G r u p p o Me d i co D ’A rc h i v i o
LA STORIA
1997 - 2013 Martina PALANDRANI
Direttore Amministrativo del Centro Diagnostico D’Archivio
negli ambienti dello Studio Radiologico Gadaleta di Te1997. Un giovane medico, originario dell’entroterra teraramo. Stessa gestione, stessa attenzione ai diritti di risermano, acquista un piccolo studio di radiologia sito nei vatezza del paziente, stesse anche la cortesia e pressi della Stazione Ferroviaria di Giulianova e gli dà il professionalità che fa dello Studio Radiologico Gadaleta proprio cognome “Studio Radiologico D’Archivio”. un derivato del centro diagnostico di Giulianova. 2006. E’ l’anno della prima rivoluzione. Lo Studio Radio2012. Inizia a farsi sentire la necessità di un’identità propria logico D’Archivio cambia forma alla struttura che lo ospita, che racchiuda tutte e tre queste strutture; è così che gli apparecchi diventano più sofisticati e il sistema si prende vita il Gruppo Medico D’Archivio. digitalizza. Un gruppo fatto di gente che opera ogni giorno al fine di Arrivano il nuovo logo, altri specialisti ad affiancare il Dottor rendere concreti gli obiettivi di eticità, professionalità e seD’Archivio nell’erogazione di un servizio sempre più rietà prefissati. soddisfacente per gli utenti che aumentano ed arriva 2013. L’estensione del Gruppo Medico arriva fino a Silvi anche la certificazione di qualità secondo il sistema Marina, nel complesso commerciale Silvi Shopping, dove ISO 9001 2008. da qualche mese è stato inaugurato lo Studio Radiologico 2010. La seconda rivoluzione. Lo Studio Radiologico D’Adico. D’Archivio diventa “Centro Diagnostico D’Archivio” e si tra2013. E’ anche l’anno del primo sferisce in una struttura molto più Meeting Aziendale del Gruppo spaziosa e capace di contenere Medico D’Archivio. le nuove apparecchiature Il 23 Marzo presso la sala d’avanguardia. La struttura saniconferenze dell’Anffas di Giuliataria diventa punto di riferimento nova si è tenuto il primo incontro per l’utenza afferente dal territoCentro Diagnostico D’Archivio tra tutte le figure che, a vario rio provinciale ed extra provintitolo, si sono adoperate, e conticiale. Inoltre, il Centro Diagnostico nuano a farlo ogni giorno, per la D’Archivio è anche poliambulatorealizzazione di questa catena di rio ed ospita specialisti in varie uomini a favore di altri uomini. branche della medicina. “Un sogno” l’ha definito in quella 2010. La vecchia sede dello StuStudio Radiologico Gadaleta sede il Dottor Claudio D’Archivio dio Radiologico D’Archivio rinache, con la voce sfumata sce sotto il nome di “Diomira”: un d’emozione, ha parlato dei centro di medicina estetica che, tanti traguardi raggiunti e di grazie ad innovativi strumenti e tanti altri progetti in itinere; specifici trattamenti, accompauno dei quali “Ippocrate e gna i pazienti nel raggiungimento Studio Radiologico D’Adico dintorni” si sta facendo materia del loro obiettivo di bellezza. proprio su queste pagine per 2010. L’intenzione di creare una informare i lettori circa le novità in fitta rete di strutture di radiodiaambito medico e per regalar gnostica sul territorio teramano loro qualche momento di svago e muove il primo passo con l’arrivo di comicità. dell’equipe del Dottor D’Archivio Centro di Medicina Estetica Diomira
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INCOMPRENSIBILI INCOMPRENSIONI
[ ] di Beatrice Corcelli
STRUTTURE SANITARIE e privacy In Italia la tutela dei dati personali è regolamentata da varie disposizioni. Tra queste, le fondamentali sono rappreFranco GIANSANTE sentate dal Decreto legislativo 196 del 2003, conosciuto con Consulente per la realizzazione, gestione Codice della Privacy, dalle e controllo di direttive del Garante per la Strutture Sanitarie e protezione dei dati (Garante Sociosanitarie Privacy). In un futuro molto prossimo, probabilmente nel 2014, il nuovo regolamento del parlamento europeo e del consiglio concernente la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati (regolamento generale sulla protezione dei dati) sostituirà le vigenti normative e disposizioni, rendendo omogeneo in tutti i 27 paesi dell’Unione Europea la gestione della protezione dei dati personali. La tutela dei dati personali e la loro gestione rappresentano un grande problema in quanto strutture private o pubbliche si trovano a dover gestire correttamente e secondo le disposizioni legislative una grande quantità di dati. Da quelli definibili “semplici” come quelli anagrafici, a quelli complessi definiti “sensibili”, tra i quali i dati relativi allo stato di salute dell’interessato. E’ fondamentale comprendere che titolari dei dati non sono le strutture che le raccolgono per finalità istituzionali, ma le persone alle quali questi dati appartengono. Perché i dati possano essere “trattati” dalle strutture private e pubbliche è necessario che ogni persona autorizzi le operazioni specifiche sui propri dati che devono essere dichiarate dall’operatore che li raccoglie. A tal fine l’informativa sul trattamento dei dati (art. 13 D.Lvo 196/2003) e la sua sottoscrizione rappresentano un fondamentale momento. In sanità la tutela dei dati personali, come si può ben comprendere, è di fondamentale importanza. Le strutture sanitarie, dagli studi medici agli ospedali, rappresentano luoghi dove sono presenti enormi quantità di dati personali e per giunta sensibili, quali, analisi mediche, referti, cartelle dei pazienti, ricette, immagini di esami diagnostici, immagini riprese con sistemi di videosorveglianza, informazioni relative a patologie specifiche. Gli adempimenti a carico delle strutture sono numerosi e
coinvolgono più addetti: dal personale amministrativo ai medici, dagli infermieri agli ausiliari, fino agli accompagnatori dei pazienti. Proprio per la tipicità delle strutture e dei dati trattati, il Garante per la tutela dei dati personali ha ritenuto di stabilire che le strutture sanitarie tutte, devono “assicurare l'adozione di interventi finalizzati ad offrire un servizio più rispettoso dei diritti e della dignità del malato per garantire una maggiore tutela della riservatezza dei malati”. Fra l’altro, il provvedimento del Garante prevede: Tutela della dignità che deve sempre essere garantita soprattutto per le fasce deboli (disabili, minori, anziani) e pazienti sottoposti a trattamenti medici invasivi. Riservatezza nei colloqui tra personale sanitario e paziente al fine di evitare che le informazioni sulla salute del paziente possano essere conosciute da terze persone. Distanze di cortesia devono essere predisposte operazioni amministrative allo sportello o al momento dell'acquisizione di informazioni sullo stato di salute. Le strutture sanitarie possono dare informazioni sulla presenza dei degenti nei reparti, solo a terzi legittimati e previo consenso informato del paziente, se cosciente e capace, al momento del ricovero che può decidere quali soggetti possono venire a conoscenza del ricovero e del reparto di degenza. I pazienti, in attesa non devono essere chiamati per nome. Non possono essere visibili al pubblico liste di pazienti in attesa di intervento e i documenti sulle loro condizioni di salute (cartelle infermieristiche poste vicino al letto di degenza. Le strutture sanitarie per poter riferire sullo stato di salute a parenti o comunque persone diverse dal paziente, hanno necessità di uno specifico consenso del paziente. I referti diagnostici, i risultati delle analisi e i certificati rilasciati dai laboratori di analisi o da altri organismi sanitari, possono essere ritirati anche da persone diverse dai diretti interessati se munite di delega scritta e con consegna in busta chiusa. Può essere data informazione relativa al passaggio di una persona al pronto soccorso, anche telefonicamente, solo ai terzi legittimati, previo consenso informato del paziente. Questo è solo un celere accenno della complessa gestione dei dati e dei diritti dei pazienti in una struttura sanitaria.
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Dott. Claudio D’Archivio Fondatore del GRUPPO MEDICO D’ARCHIVIO Specialista in Radiodiagnostica e Scienze delle Immagini
L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE In questo primo numero di “Ippocrate e dintorni”, si vuole introdurre un concetto di primaria importanza in ambito medico: la PREVENZIONE. E’ importante capire che la salute è una condizione che comunque scema fisiologicamente nel corso del tempo, ma può essere conservata adottando accorgimenti semplici ed efficaci. Il termine “prevenire” deriva dal latino “praevenio” che è composto dal prefisso “prae” che esprime anteriorità nel tempo e dalla forma verbale “venio” che significa venire, giungere, arrivare. Prevenire vuol dire, in sintesi, “agire in anticipo, muoversi prima, anticipare” al fine di evitare le conseguenze negative di una situazione. La maggior parte delle iniziative della cosiddetta “medicina preventiva” si muove secondo la logica della riparazione e non della Prevenzione. C’è differenza e, soprattutto, confusione tra quella che è la Prevenzione in senso stretto (arrivare prima) e le altre forme d’intervento che non prevengono, ma che servono a contenere la pericolosità di un evento com’è appunto il caso della Diagnosi Precoce. Quindi in ambito medico si indica con Prevenzione l’azione tecnico professionale che mira a ridurre la mortalità, la morbilità, o gli effetti dovuti a determinati fattori di rischio, promuovendo la salute ed il benessere individuale e collettivo. Esistono tre diversi livelli di prevenzione: PRIMARIA: è la prevenzione posta in essere prima che la malattia si instauri. Consiste in tutte quelle azioni individuali o collettive (vaccinazioni, profilassi, interventi di sostegno, campagne di informazioni di massa) messe in atto per evitare l’insorgenza della malattia. SECONDARIA: è la prevenzione realizzata durante il
periodo di latenza clinica della malattia. Pur non essendoci nessuna manifestazione palese, la malattia è già presente, per cui si interviene per contenerla nella sua durata temporale e nei danni che essa può produrre. Si attua attraverso una Diagnosi Precoce e conseguenti trattamenti terapeutici. Pertanto più è precoce la diagnosi, più sono alte le opportunità terapeutiche, riducendo gli effetti negativi. TERZIARIA: la prevenzione terziaria si attua quando i sintomi della malattia sono conclamati, e pertanto si interviene allo scopo di evitare recidive o ulteriori più gravi conseguenze. Quindi possiamo definirla Prevenzione delle complicanze, delle recidive e della morte. Riassumendo la vera azione di Prevenzione è quella Primaria, la Secondaria può configurarsi come la sconfitta precoce della malattia e la Terziaria come il saggio e prudente avvio di un’azione riparatrice. La Prevenzione Primaria, la vera prevenzione, necessita per la sua applicazione di interventi strutturati con la fondamentale partecipazione delle Istituzioni di vario livello (Governative, Scolastiche, ecc.), atte a sensibilizzare sulle problematiche, dando vita a tutte quelle forme di profilassi che portano a ridurre la morbilità di una malattia. E’ sulla Diagnosi Precoce, cioè la Prevenzione Secondaria, che si può intervenire anche nelle piccole realtà. Attraverso campagne di sensibilizzazione, o cosiddette Campagne di Prevenzione, si riesce ad informare e guidare a controlli routinari la popolazione più esposta al singolo problema: carcinoma del seno, tumore del polmone nei grandi fumatori, tumore della prostata. Ed è per questo motivo che ci impegniamo con il lettore ad intraprendere un percorso di informazione e sensibilizzazione sulla “Diagnosi Precoce” a partire già dal prossimo numero.
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Dott. Gino CONSORTI Giornalista professionista
DIAMO UN FUTURO AI NOSTRI FIGLI Quando il mio amico Claudio D’Archivio mi ha chiesto un “pezzo” per il suo Ippocrate e dintorni, la prima cosa che ho pensato è stata: Ma io che c’azzecco con il mondo della medicina…? Una domanda legittima e nello stesso tinta di preoccupazione… Poi, però, riflettendo meglio sul nome della testata ho pensato che forse quel dintorni poteva in qualche modo salvarmi… Ed ecco, allora, che in una gradevole serata di fine agosto mi ritrovo a riempire la pagina bianca del mio computer. Il numero in questione, il primo di Ippocrate e dintorni, è quello di settembre così in mio “soccorso” arriva il mitico Vate con la bellissima poesia I pastori. Andiamo, scrive il poeta, è tempo di migrare... In questo caso, però, il viaggio è all’inverso. Terminate le vacanze - ovviamente il discorso riguarda chi, nonostante la morsa della crisi economica, è riuscito ad andarci - si lasciano le località di mare per far ritorno ai “monti”, alle proprie abitazioni e quindi alle proprie attività. In particolare, però, questo mese si lega alla riapertura delle scuole: materne, primarie, secondarie, superiori, università, eccetera… Tra studenti, docenti, personale amministrativo e gestionale stiamo parlando di un vero e proprio esercito che si prepara ad affrontare un altro anno in trincea… Sì, in trincea, in modo da ripararsi dagli effetti negativi di un sistema che continua a fare acqua da tutte le parti... Il solito e non più sostenibile caro libri (mentre scrivo non è ancora noto il pacchetto di misure ad hoc che il Consiglio dei ministri ha annunciato), aule piccole e a volte anche malsane, strutture fatiscenti, attrezzature didattiche e sportive del periodo post bellico, personale insufficiente e docenti demotivati. Per non parlare dell’annoso problema riferito all’esiguo numero di docenti di ruolo e di quelli che ogni anno, puntualmente, sono loro
malgrado vittime del cosiddetto “valzer dei trasferimenti” che spesso stravolge i connotati di una classe disorientando alunni e genitori. Ma per quale motivo in un paese che si definisce civile non è possibile completare un ciclo scolastico con gli stessi insegnanti? Esclusi gli insegnanti sulla via della pensione e quelli in permesso per gravi problemi di salute, perché ogni volta bisogna assistere a un’assurda girandola che inevitabilmente si ripercuote sull’andamento degli studenti? Addirittura professori della stessa materia che nel corso di un anno cambiano più volte… D’altra parte noi siamo il paese dove ogni volta che cambia l’inquilino del Ministero dell’Istruzione - cosa ormai diventata routine - puntualmente il “nuovo” con un colpo di spugna cancella minuziosamente tutte le tracce del suo predecessore… Così mentre i nostri rappresentanti politici giocano a farsi i dispetti gli altri paesi europei, per non parlare di quelli d’oltreoceano, fanno crescere i loro figli in una scuola molto più competitiva e al passo con i tempi. E tra le negatività del pianeta scuola ci sono anche gli stipendi sotto la media in base agli orari di lavoro e l’enorme differenza di strutture, mezzi e opportunità tra le scuole del nord e quelle del centro-sud. Il futuro di questo nostro bellissimo ma bistrattato paese, dunque, dovrà inevitabilmente passare per le mani delle nuove generazioni, e tra queste ci sono anche tantissimi aspiranti medici (ecco il mio aggancio a Ippocrate e dintorni…). Facciamo in modo, allora, in maniera concreta e non a parole, che tutti i nostri giovani, nessuno escluso, possano veramente prendersi il futuro. Però in questo nostro paese così ricco di intelligenze e non, invece, in una terra a loro sconosciuta e che nulla ha a che fare con la loro storia.
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Laboratorio Analisi
IGEA s.r.l. Via Luigi Tripoti 31/C - Teramo tel. 0861-246335 www.laboratorioanalisiigea.com Dott. Massimo ZERBINI
INFERTILITA' MASCHILE Le cause di infertilità sono da ricondurre per un buon 40% ad un deficit della componente maschile, mentre il 20% circa alla sovrapposizione di fattori maschili e femminili. Da qui possiamo rilevare che il 60% dell'infertilità è di natura maschile. A volte il solo valore dello Spermiogramma non basta a determinare una diagnosi di infertilità e va comunque integrato con altri esami: esempio il TEST DI FRAMMENTAZIONE del DNA degli spermatozoi. Questo test evidenzia eventuali rotture singole o doppie del filamento di DNA dello sperma ed è particolarmente indicato in casi di: - fallimenti riproduttivi nonostante parametri normali dello Spermiogramma; - fallimenti di tecniche di fecondazione sia in vitro (IVF) che FIVET; - poliabortività; - sviluppo embrionale anormale (interruzioni spontanee entro il 3° mese); - donne con età > 40 anni.
Direttore Responsabile del Centro Analisi IGEA
Risultati: - frammentazione <30% = spermatozoi con DNA non alterato; - frammentazione >30% = spermatozoi con DNA alterato. Nel caso di una frammentazione del DNA >30% consigliamo di rivolgersi al proprio Medico Specialista. Di seguito riportiamo alcuni rimedi: -
trattamento con antiossidanti; evitare sostanze tossiche; evitare fonti eccessive di calore; eventuale varicocelectomia.....se necessaria
IL TEST È ESEGUIBILE PRESSO IL NOSTRO LABORATORIO.
Per informazioni chiedere alla segreteria.
Le cause di tale frammentazione del DNA spermatico possono essere riconducibili a: - esposizione a tossine ambientali o industriali; - stress; - fumo; - fonti eccessive di calore (sauna, bagni caldi, etc); - infezioni del liquido seminale; - stati febbrili. Preparazione all'esame: occorre astinenza minimo 3 gg. e massimo 5 gg.; raccogliere tutto il campione in un contenitore sterile dopo un'accurata igiene e solo per masturbazione.
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Tecnico Sanitario di Radiologia Medica
Per saperne di piu:
RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE La RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) o semplicemente RM, si è ormai affermata, in un alto numero di problemi clinici, come alternativa ad altre tecniche diagnostiche che sfruttano radiazioni ionizzanti. Utilizzando potenti magneti e radioonde per analizzare le strutture interne del corpo, riesce ad acquisire immagini nei tre piani spaziali (assiali, coronali e sagittali) senza la necessità di spostare il paziente. La RM è una tecnica di imaging che si basa sulla genesi di un segnale indotto dall’applicazione di impulsi di RadioFrequenza (RF) su nuclei di Idrogeno (H) immersi in un Campo Magnetico Statico (CMS). L’idrogeno è una molecola dell’acqua e costituisce il 70% del corpo umano, ed è l’elemento più semplice in natura: ha un solo Protone (+) nel nucleo, ed un Elettrone (-) che orbita intorno al nucleo. Questi protoni hanno un movimento che ricorda quello di una trottola, detto movimento di precessione: ovvero girano sia su se stessi, sia attorno ad un altro asse. Quando si trovano in condizioni normali, la direzione degli assi è casuale (parallelo e anti-parallelo) e quindi non si registra una emissione ordinaria di energia. Per far sì che i nuclei di idrogeno rilascino energia, devono tornare ad orientarsi lungo la direzione del campo magnetico, dopo esser stati disturbati dal gradiente di campo che cede impulsi di radiofrequenza. Questa energia rilasciata viene poi captata da una bobina, cioè “antenna” posta il più vicino possibile alla struttura anatomica interessata.
Nella foto: Risonanza Magnetica a Basso Campo.
Nella foto: Risonanza Magnetica ad Alto Campo.
Lo sapevate che: il Tesla (T) è l’unità di misura del Campo Magnetico e corrisponde a 10.000 Gauss (unità di misura del flusso magnetico); l’intensità del campo magnetico terrestre è di 0.5 Gauss. A circa 10 Gauss corrisponde il campo magnetico di un piccolo magnete. E quello di un grande magnete, ad esempio di 1.5 T? Corrisponde a circa 30.000 volte quello del campo magnetico terrestre!!!
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Dott.ssa Serena VOLPE
Dal momento che le energie in gioco sono nel campo delle radiofrequenze, tutto il sistema (magnete, gradiente, bobine) deve essere isolato mediante una gabbia di rame detta Gabbia di Faraday, perché le interferenze provenienti dall’esterno provocano un aumento del rumore di fondo, con diminuzione del rapporto segnale/rumore e conseguente scadimento della qualità delle immagini. Per contro, il campo generato dal magnete può interferire con il funzionamento di apparecchiature elettriche, meccaniche ed elettroniche: ecco spiegato il motivo per cui è vietato entrare in sala RM con telefonini, carte magnetiche, orologi. Inoltre è un esame assolutamente controindicato per pazienti portatori di pacemaker. In base all’intensità del campo magnetico esistono apparecchi RM ad Alto Campo (>1.5 T), Medio Campo (0.5T-1T) e Basso Campo (<0.5T), che utilizzano tipi di magneti diversi in base al campo da generare. Inoltre, sempre considerando il campo magnetico e la conformazione geometrica dei magneti, esistono apparecchi RM CHIUSI e apparecchi RM APERTI. Quelli chiusi esternamente somigliano ad apparecchi TC: la principale differenza sta nella profondità del tubo; essi sviluppano un campo magnetico di alta intensità. Quelli aperti possono somigliare ad una “grossa lavatrice” oppure ad una “grossa C” e sviluppano un campo di minore intensità.
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